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Procedura : 2015/2163(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0136/2016

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A8-0136/2016

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PV 27/04/2016 - 17
CRE 27/04/2016 - 17

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PV 28/04/2016 - 4.20
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P8_TA(2016)0156

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Giovedì 28 aprile 2016 - Bruxelles Edizione definitiva
Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Servizio europeo per l'azione esterna
P8_TA(2016)0156A8-0136/2016
Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2015/2163(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0208/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014 corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99 e da 164 a 167,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0136/2016),

1.  concede all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza il discarico per l'esecuzione del bilancio del Servizio europeo per l'azione esterna per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 5.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2015/2163(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0136/2016),

1.  si compiace del fatto che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) continui a eseguire il proprio bilancio senza essere interessato da errori rilevanti e che il livello di errori generale nel bilancio amministrativo sia stato stimato dalla Corte dei conti allo 0,5 %;

2.  rileva che la Corte non ha riscontrato debolezze significative nei sistemi selezionati e nella relazione annuale di attività;

3.  invita il SEAE a migliorare i propri sistemi di monitoraggio per un aggiornamento tempestivo dei dati sulla situazione personale dei propri dipendenti, che potrebbero influire sul calcolo degli assegni familiari; è preoccupato in relazione al fatto che le indennità per il personale costituivano un motivo di inquietudine ed erano soggette ad errori già negli esercizi precedenti; chiede che l'Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali effettui controlli più rigorosi in questo ambito per conto del SEAE;

4.  invita il SEAE a proseguire i suoi sforzi intesi a sostenere e monitorare l'attuazione delle norme e delle procedure in materia di appalti all'interno delle delegazioni, attraverso l'accesso a consulenza, formazione e orientamento a livello di sede centrale, in particolare per quanto riguarda gli appalti per i servizi di sicurezza;

5.  riconosce gli sforzi profusi per strutturare meglio i controlli ex-ante ed ex-post delle operazioni all'interno del SEAE; invita il SEAE, in tale contesto, a ridurre il tasso di errori riscontrato per gli impegni e i pagamenti sottoposti a verifica, attualmente stimato al 18 %;

6.  osserva che il bilancio definitivo della sede centrale del SEAE per l'esercizio 2014 ammontava a 518,6 milioni di euro – importo che rappresenta un aumento dell'1,9 % rispetto all'esercizio precedente – così ripartiti: 212,9 milioni di euro per la sede centrale del SEAE e 305,7 milioni di euro per le delegazioni dell'Unione; osserva che, in aggiunta al bilancio specifico del SEAE, la Commissione ha contribuito con 271 milioni di euro a titolo di compensazione per la gestione del personale della Commissione nella rete delle delegazioni;

7.  rileva che, per quanto riguarda la sede centrale del SEAE, il 65 % del bilancio è destinato al pagamento delle retribuzioni e di altri diritti del personale statutario ed esterno (138,2 milioni di euro), mentre il 14 % (ovvero 29,9 milioni di euro) è destinato agli immobili e alle spese accessorie nonché ai sistemi informatici (inclusi le attrezzature e i sistemi di informazione classificata, pari al 12,7 % (ovvero 27,1 milioni di euro));

8.  rileva che, per quanto riguarda le delegazioni dell'Unione, EUR 305,7 milioni erano suddivisi come segue: EUR 103,4 milioni (33,7 %) per le retribuzioni e altri diritti del personale statutario, EUR 59,8 milioni (19,6 %) per altri agenti e servizi esterni, EUR 19 milioni (6,2 %) per altre spese connesse al personale, EUR 103,1 milioni (33,8 %) per gli immobili e EUR 20,4 milioni (6, 7 %) per altri costi di funzionamento amministrativo;

9.  osserva che il SEAE è ormai interamente responsabile di tutti i costi amministrativi connessi al funzionamento delle delegazioni, ad eccezione delle delegazioni situate negli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP); ricorda che una procedura di bilancio adeguata e, in particolare, la semplificazione della struttura del bilancio continuano a rappresentare una sfida centrale nel breve periodo al fine di razionalizzare i circuiti finanziari e contribuire a consolidare il funzionamento del SEAE;

10.  invita il SEAE a ridurre la complessità e la rigidità derivanti dagli attuali meccanismi di bilancio per consentire un uso flessibile ma efficace del personale delle delegazioni nell'interesse dell'Unione;

11.  prende atto del nuovo organigramma e della corrispondente razionalizzazione della struttura, precedentemente caratterizzata da un numero molto elevato di dirigenti, a favore di un minor numero di livelli gerarchici; rileva tuttavia con rammarico che il quadro finanziario e amministrativo interno del SEAE continua a essere eccessivamente complesso e rigido; osserva che l'attuale struttura non consente al SEAE di reagire tempestivamente alle crisi e che, analogamente, il periodo di tempo necessario per accedere alle informazioni cruciali è molto lungo; invita il SEAE a preparare, in cooperazione con la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri, un'ulteriore riforma intesa a razionalizzare i suoi processi interni e a semplificare la sua struttura;

12.  continua a nutrire preoccupazione per i persistenti squilibri nella composizione dell'organico del SEAE in termini di genere e nazionalità; accoglie con favore i recenti progressi, ma osserva che gli squilibri di genere rimangono considerevoli, in particolare ai gradi più elevati e nelle posizioni direttive; si rammarica della bassa percentuale di posizioni di alta dirigenza nella sede centrale del SEAE (16 %) e di capi di delegazione (23 %) ricoperte da uno dei generi e auspica di vedere un miglioramento dell'equilibrio di genere nelle future relazioni annuali; ribadisce la propria preoccupazione in merito al numero sproporzionato di posti di grado elevato in seno al SEAE;

13.  esorta il SEAE a rivedere la formula di composizione del personale che stabilisce l'equilibrio tra il personale proveniente dagli Stati membri e dalle istituzioni dell'Unione; insiste sul fatto che tale formula dovrebbe applicarsi a tutti i livelli gerarchici, in particolare ai capi delegazione, tra i quali i diplomatici degli Stati membri sono fortemente sovrarappresentati, considerando che 59 dei 128 capi di delegazione provengono dagli Stati membri (ovvero il 46 %) – di cui solo 20 da Stati membri che sono entrati a far parte dell'Unione nel 2004, nel 2007 e nel 2013; ritiene che tale sovrarappresentazione invii un segnale negativo agli Stati membri che hanno aderito all'Unione a partire dal 2004; è dell'avviso che occorra garantire un migliore equilibrio in termini di rappresentanza tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE, nonché tra gli stessi Stati membri, al fine di rappresentare e rispecchiare la diversità dell'Unione;

14.  pone in evidenza che l'equilibrio geografico, ossia il rapporto tra la nazionalità del personale e le dimensioni degli Stati membri, dovrebbe continuare a rappresentare un elemento importante nella gestione delle risorse, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito all'Unione a partire dal 2004, che attualmente rappresentano il 18 % del personale di livello "amministratore" (AD) nella sede centrale e nelle delegazioni, a fronte di una proporzione della popolazione dell'Unione del 21 % – aspetto su cui si attendono ancora progressi;

15.  rileva che nel 2014 il SEAE ha ridotto di 17 posti il suo organico nella sede centrale, in attuazione dell'obiettivo di ridurre del 5 % il numero del personale;

16.  rileva che l'obiettivo statutario secondo il quale almeno un terzo del personale SEAE di livello AD dovrebbe essere costituito da diplomatici degli Stati membri è stato raggiunto nel 2013 e leggermente superato nel 2014 (33,8 %);

17.  rileva tuttavia il numero relativamente elevato di esperti nazionali distaccati dagli Stati membri (407 nel 2014: 350 nella sede centrale e 57 nelle delegazioni) e chiede ulteriori chiarimenti circa i loro diritti, i costi finanziari a carico del bilancio del SEAE e la potenziale esistenza di conflitti di interessi; ritiene che occorra sviluppare ulteriormente una politica chiara relativa agli esperti nazionali distaccati;

18.  sollecita il SEAE a proseguire il processo di riflessione che sta avendo luogo al suo interno sul futuro dei rappresentanti speciali dell'UE e il loro rapporto con gli inviati speciali e con il SEAE;

19.  sottolinea l'importanza di adottare provvedimenti per integrare maggiormente i rappresentanti speciali dell'UE nella struttura amministrativa e nell'alta dirigenza del SEAE, al fine di accrescere l'interazione e il coordinamento, sfruttare le sinergie e garantire l'efficacia in termini di costi; accoglie con favore gli sforzi profusi per rispondere alla necessità di una migliore integrazione dei rappresentanti speciali dell'UE e l'informazione secondo cui il SEAE sta negoziando con gli Stati membri su tale tema; chiede di essere informato in merito agli ulteriori progressi compiuti in questo ambito;

20.  sottolinea che la trasparenza e la responsabilità sono requisiti essenziali non solo per il controllo democratico, ma anche per un adeguato funzionamento e la credibilità delle missioni svolte sotto la bandiera dell'UE; ribadisce l'importanza attribuita dal Parlamento all'esercizio della sorveglianza sulle varie missioni e operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC);

21.  prende atto della creazione del Centro servizi condivisi quale strumento volto a migliorare il supporto centralizzato alle missioni civili PSDC e ai rappresentati speciali dell'Unione per quanto attiene alla logistica, agli appalti e agli aspetti amministrativi, nonché della rapidità dello spiegamento e dell'efficienza, sul piano dei costi, di tali missioni; osserva inoltre che è attualmente in via di creazione una piattaforma di sostegno alle missioni, senza tuttavia generare una duplicazione delle funzioni;

22.  accoglie con favore il fatto che i progetti di locazione in comune delle delegazioni dell'Unione con gli Stati membri abbiano continuato a essere sviluppati nel 2014 con la firma di 17 memorandum d'intesa in materia, portando così il numero totale di accordi di condivisione dei locali a 50; invita il SEAE a continuare su questa linea e a riferire regolarmente alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento al riguardo;

23.  evidenzia che i capi delegazione dell'Unione continuano a essere sovraccaricati di compiti amministrativi a causa dell'inflessibilità del regolamento finanziario; sostiene che i capi delegazione dovrebbero disporre di strumenti adeguati per gestire e controllare efficacemente le delegazioni senza generare eccessivi carichi amministrativi; accoglie con favore, in questo contesto, il dibattito sull'individuazione dei compiti che potrebbero essere eseguiti in remoto e sulla possibilità di creare centri regionali di supporto amministrativo, che alleggeriranno alcuni di questi oneri e che potrebbero essere parte di una più ampia soluzione futura; invita nuovamente il SEAE e la Commissione a considerare tutte le soluzioni a tale questione al fine di realizzare economie di scala;

24.  incoraggia il SEAE a rafforzare il coordinamento e il controllo della Cooperazione consolare del livello locale tra le ambasciate e i consolati degli Stati membri dell'Unione e a prendere ulteriormente in considerazione la possibilità di fornire servizi consolari attraverso le delegazioni dell'Unione; reitera il suo invito al SEAE affinché predisponga un'analisi dettagliata delle implicazioni finanziarie e dei risparmi che sarebbero ottenuti;

25.  esorta il SEAE a intensificare la cooperazione, il coordinamento e le sinergie delle attività tra le delegazioni dell'Unione e le ambasciate degli Stati membri all'estero;

26.  è preoccupato per l'efficienza e gli sforzi nel quadro dei lavori delle delegazioni dell'Unione all'estero; esorta il SEAE a portare avanti con regolarità il suo programma di valutazione delle delegazioni e a fornire, nella sua relazione annuale di attività, una sintesi delle principali debolezze e difficoltà riscontrate nel funzionamento delle delegazioni dell'Unione, sulla base del piano d'azione definito per ciascuna delegazione a seguito della missione di valutazione;

27.  ritiene che, durante l'assunzione e prima dell'inizio dell'incarico, occorra ricordare regolarmente ai capi delle delegazioni dell'Unione quali sono le loro funzioni in termini di responsabilità di gestione e sorveglianza per quanto riguarda l'affidabilità della gestione del portafoglio di operazioni della rispettiva delegazione (processi di gestione fondamentali, gestione dei controlli, adeguata comprensione e valutazione degli indicatori chiave di prestazione), e non concentrarsi unicamente sulla componente politica delle loro funzioni;

28.  osserva che otto delegazioni hanno emesso una dichiarazione di affidabilità con riserva a causa di questioni inerenti agli appalti, mancanza di risorse umane e/o vincoli estremamente rigorosi in materia di sicurezza a livello locale;

29.  ritiene che i capi delle delegazioni dell'Unione dovrebbero disporre di orientamenti chiari in relazione alle linee guida operative generali sulla definizione delle riserve e delle loro componenti, gli elementi da prendere in considerazione per formulare una riserva (come il livello dei rischi finanziari e di reputazione in gioco, le carenze operative, le restrizioni interne ed esterne individuate) e il relativo impatto sulla gestione delle operazioni di finanziamento e di pagamento; ricorda che tutte le eventuali riserve dovrebbero identificare chiaramente i processi che presentano carenze ricorrenti o temporanee ed essere al contempo correlate al funzionamento, all'adeguatezza e alle prestazioni dell'insieme delle norme di controllo interno (ICS);

30.  accoglie con favore l'efficace attuazione delle ICS come conclusione dell'indagine interna condotta nel 2014 presso la sede centrale del SEAE e le delegazioni, ad eccezione della questione della continuità operativa, che necessita ancora di rapidi miglioramenti nelle procedure di gestione; ritiene che sarebbe utile adottare un approccio globale e dinamico nel trattamento delle informazioni sulla gestione, gli indicatori di risultato e le norme di controllo interno, in quanto ciascun tipo di informazione, basata sulle buone prassi internazionali atte a conseguire gli obiettivi strategici e operativi chiaramente definiti, contribuisce alla qualità complessiva e all’esaustività delle procedure di gestione nonché all’efficacia ed efficienza della gestione delle politiche dell’Unione;

31.  invita il SEAE e EuropeAid a rafforzare la supervisione dei capi delle delegazioni dell'Unione operanti in veste di ordinatori sottodelegati per la Commissione, al fine di accrescerne la responsabilità nella catena globale dell'affidabilità mediante la presentazione di relazioni esaurienti e di qualità (la cosiddetta relazione sulla gestione degli aiuti esterni) nel quadro dell'elaborazione delle rispettive relazioni annuali di attività del SEAE e di EuropeAid;

32.  esorta il SEAE e EuropeAid ad assicurare che le delegazioni dell'Unione si adoperino attivamente per affrontare le carenze individuate nei programmi e nei progetti di assistenza esterna già nella fase di attuazione, di modo che i programmi e i progetti in corso raggiungano i loro obiettivi e siano evitati ritardi;

33.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi per ridurre gli impegni da liquidare (RAL, RAC e RAP) e ad abbreviare la durata media di esecuzione dei progetti;

34.  accoglie con favore il fatto che, nel quadro della relazione sulla gestione dell'aiuto esterno (EAMR) riguardante l'anno 2015, siano stati pubblicati orientamenti migliori e più completi che rafforzano la supervisione dei capi delegazione e contemplano sia i requisiti in materia di affidabilità che gli obblighi di comunicazione;

35.  riconosce che le valutazioni dell'EAMR forniscono soltanto un'istantanea della situazione di ciascun progetto alla fine dell'esercizio e che il vero impatto delle difficoltà individuate potrà essere valutato solo al termine del progetto;

36.  accoglie con favore la firma dell'accordo amministrativo tra l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e il SEAE, conformemente al nuovo regolamento OLAF entrato in vigore;

37.  deplora il fatto che le norme e gli orientamenti operativi applicabili allo status di informatori non siano ancora stati finalizzati nel quadro della politica estera e di sicurezza comune; esorta il SEAE a mettere a punto e ad adottare tali norme entro la fine del 2016;

38.  ritiene che il SEAE e la Commissione dovrebbero sviluppare funzioni di supporto per agevolare lo spiegamento rapido, efficace e coerente delle missioni della PSDC, fornendo una formazione pre-schieramento per tutto il personale in materia di procedure e politiche dell’Unione e orientamenti completi sui compiti operativi, sfruttando al massimo gli insegnamenti tratti dalle precedenti missioni della PSDC, al fine di facilitare il trasferimento delle conoscenze e gli effetti sinergici tra le diverse missioni;

39.  invita il SEAE a rafforzare la responsabilità del suo principale strumento finanziario in Afghanistan, il Fondo fiduciario per l’ordine pubblico in Afghanistan gestito dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite (e fondi fiduciari di donatori diversi in altri paesi terzi), che è criticato per la cattiva gestione e la mancanza di trasparenza; ribadisce inoltre la necessità di utilizzare tutti i canali di finanziamento adeguati per le future missioni della PSDC, compresi i fondi fiduciari dell'UE, in modo efficiente, al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi strategici della missione e la sana gestione finanziaria;

40.  sottolinea che alcune missioni PSDC comportano costi considerevoli legati alla sicurezza; pone nel contempo in evidenza che un ambiente di lavoro sicuro è essenziale per attuare efficacemente i progetti e assumere personale qualificato; invita il SEAE a tener conto delle spese legate alla sicurezza nel bilancio della missione, onde assicurare risorse finanziarie sufficienti per l'esecuzione dell'effettivo mandato della missione;

41.  invita il SEAE e la Commissione a prestare particolare attenzione alle procedure relative agli appalti e alle risorse umane, al fine di garantire che rispondano alle esigenze operative della PSDC; sottolinea che l’attuazione dei progetti ha risentito a causa di procedure di appalto farraginose che hanno portato a risultati insoddisfacenti;

42.  incoraggia il SEAE, al fine di migliorare la sostenibilità dei risultati della missione della PSDC, a garantire che gli aspetti della sostenibilità siano tenuti in considerazione nella pianificazione operativa di tutte le attività di missione, valutando sistematicamente le necessità e le capacità locali per sostenere quanto realizzato;

43.  invita il SEAE e la Commissione a coordinare in modo più approfondito e in anticipo le missioni PSDC con gli altri sforzi dell'Unione, le altre missioni bilaterali e gli sforzi internazionali aventi obiettivi simili; chiede a tale proposito una maggiore cooperazione e un maggior coordinamento tra l’Unione e i suoi Stati membri attraverso la promozione di sinergie;

44.  ribadisce la necessità di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri nell'ambito della politica estera e di sicurezza al fine di ridurre i costi; sottolinea come ciò sia di cruciale importanza affinché gli Stati membri siano in grado di rispondere in maniera risoluta alle sfide comuni nel campo della sicurezza in un periodo in cui tali sfide sono decisamente in aumento;

45.  osserva con rammarico che al SEAE mancano ancora una strategia e una visione globali per l'istituzione, il che rende difficile reagire con tempestività agli eventi imprevisti in un mondo in rapido sviluppo; chiede al SEAE di chiarire la sua visione per il futuro al fine di dare un orientamento alla sua missione altrimenti realizzata in maniera non adeguata, nonché di assicurare un sostegno di elevata qualità alle istituzioni dell'Unione e agli Stati membri per lo sviluppo della politica estera; invita a tale proposito il SEAE a sviluppare le competenze su questioni globali come i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica;

46.  esorta il SEAE e la Commissione a dare seguito agli insegnamenti tratti dal caso EULEX in stretta collaborazione con il Parlamento, esaminando congiuntamente le modalità per dare attuazione alle raccomandazioni contenute nella relazione Jacqué, commissionata dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e per affrontare eventuali questioni in sospeso;

47.  invita la Corte dei conti a inserire nella sua prossima relazione annuale un esame del seguito dato dal SEAE alle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella presente risoluzione.

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