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Procedura : 2015/0135(NLE)
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A8-0191/2016

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PV 08/06/2016 - 12.7
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P8_TA(2016)0259

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Mercoledì 8 giugno 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Ratifica e adesione al protocollo del 2010 della convenzione sulle sostanze pericolose e nocive, fatta eccezione per gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile
P8_TA(2016)0259A8-0191/2016

Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla ratifica e all'adesione, da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, al protocollo del 2010 della convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive, fatta eccezione per gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile (13806/2015 – C8-0410/2015 – 2015/0135(NLE))

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (13806/2015),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 100, paragrafo 2, e dell'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), punto v) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0410/2015),

–  visto l'articolo 3, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014(1),

–  vista la convenzione internazionale del 1996 sulla responsabilità e l'indennizzo per i danni causati dal trasporto via mare di sostanze nocive e potenzialmente pericolose (la "convenzione HNS del 1996"),

–  visto il protocollo del 2010 della convenzione HNS del 1996 (la "convenzione HNS del 2010"),

–  vista la proposta di decisione del Consiglio (COM(2015)0304),

–  vista la decisione 2002/971/CE del Consiglio, del 18 novembre 2002, che autorizza gli Stati membri a ratificare o ad aderire, nell'interesse della Comunità, alla convenzione HNS del 1996(2),

–  vista la direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale(3) (direttiva sulla responsabilità ambientale, o "ELD"),

–  vista la dichiarazione della Commissione da iscrivere nel processo verbale del Comitato dei rappresentanti permanenti e del Consiglio del 20 novembre e dell'8 dicembre 2015(4),

–  visto il documento dell'industria del trasporto marittimo, del 18 settembre 2015, che esorta gli Stati membri a ratificare o ad aderire quanto prima al Protocollo del 2010 della convenzione HNS, in linea con l'approccio proposto dalla Commissione(5),

–  vista la relazione finale elaborata per la Commissione europea da BIO Intelligence Service, dal titolo: "Study on ELD Effectiveness: scope and exceptions" (Studio sull'efficacia della direttiva sulla responsabilità ambientale: Ambito di applicazione ed eccezioni), del 19 febbraio 2014(6),

–  vista la nota del servizio giuridico del Parlamento, dell'11 febbraio 2016, sulla base giuridica della summenzionata proposta di decisione del Consiglio (SJ-0066/16) e il successivo parere sotto forma di lettera sulla base giuridica appropriata per tale proposta di decisione approvato dalla commissione giuridica il 19 febbraio 2016 e allegato alla relazione A8-0191/2016(7),

–  visto l'articolo 99, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  vista la relazione interlocutoria della commissione giuridica (A8-0191/2016),

A.  considerando che l'obiettivo della convenzione HNS del 2010 è quello di garantire la rendicontabilità e il pagamento di un risarcimento adeguato, rapido ed effettivo delle perdite o dei danni alle persone, ai beni e all'ambiente derivanti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive tramite il Fondo internazionale specializzato di risarcimento HNS;

B.  considerando pertanto che essa mira, da un lato, a prevedere il principio "chi inquina paga" e i principi di prevenzione e precauzione secondo cui occorre adottare azioni preventive in caso di possibile danno ambientale, rientrando quindi nell'ambito della politica e dei principi generali dell'Unione in materia ambientale, e, dall'altro lato, a regolamentare le questioni derivanti dal danno causato dal trasporto marittimo nonché a prevenire e ridurre al minimo tale danno, rientrando così nell'ambito della politica dell'Unione in materia di trasporti;

C.  considerando che, secondo la proposta della Commissione (COM(2015)0304), la conclusione della convenzione HNS del 2010 determinerebbe pertanto una sovrapposizione con il campo di applicazione delle norme di cui alla direttiva sulla responsabilità ambientale;

D.  considerando che il campo di applicazione della convenzione HNS del 2010 si sovrappone a quello della direttiva sulla responsabilità ambientale per quanto concerne il danno ambientale arrecato al territorio e alle acque territoriali sotto la giurisdizione di uno Stato contraente, il danno da inquinamento ambientale causato nella zona economica esclusiva (ZEE) o in una zona equivalente (con un limite massimo di 200 miglia marine dalla linea di base) di uno Stato contraente e le misure preventive destinate a prevenire o limitare tale danno;

E.  considerando che la convenzione HNS del 2010 stabilisce la responsabilità oggettiva del proprietario della nave per i danni derivanti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive disciplinato dalla convenzione, nonché l'obbligo di sottoscrivere un'assicurazione o un'altra garanzia finanziaria al fine di coprire la propria responsabilità per i danni in conformità con le disposizioni della convenzione, e vieta a tale fine di presentare al proprietario della nave qualsiasi altra richiesta di risarcimento non conforme a tale convenzione (articolo 7, paragrafi 4 e 5);

F.  considerando che sussiste pertanto il rischio di un potenziale conflitto tra la direttiva ELD e la convenzione HNS del 2010, rischio che può essere scongiurato tramite l'articolo 4, paragrafo 2 della direttiva ELD, in base al quale la direttiva "non si applica al danno ambientale o a una minaccia imminente di tale danno a seguito di un incidente per il quale la responsabilità o il risarcimento rientrano nell'ambito d'applicazione di una delle convenzioni internazionali elencate nell'allegato IV, comprese eventuali successive modifiche di tali convenzioni, in vigore nello Stato membro interessato";

G.  considerando che la direttiva ELD esclude pertanto dal suo campo di applicazione i danni ambientali o le minacce imminenti di tali danni contemplati dalla convenzione HNS del 2010, una volta che quest'ultima sarà entrata in vigore; che, a meno che tutti gli Stati membri ratifichino o aderiscano alla convenzione HNS del 2010 entro il medesimo termine, vi è il rischio che si generi un contesto giuridico frammentato in cui alcuni Stati membri dovranno attenersi alla convenzione HNS del 2010 e altri alla direttiva sulla responsabilità ambientale, il che creerà disparità per le vittime dell'inquinamento, come le comunità costiere, i pescatori ecc., e sarebbe altresì contrario allo spirito della convenzione HNS del 2010;

H.  considerando che i principi su cui si basano le convenzioni dell'Organizzazione marittima internazionale costituiscono il fondamento anche della convenzione HNS del 2010 e che tali principi sono la responsabilità oggettiva del proprietario della nave, l'assicurazione obbligatoria per la copertura dei danni a terzi, il diritto delle persone che hanno subito danni di ricorrere direttamente contro l'assicuratore, la limitazione della responsabilità e, in caso di idrocarburi e di sostanze pericolose e nocive, un fondo speciale di risarcimento dei danni che superano i limiti della responsabilità del proprietario della nave;

I.  considerando che è nell'interesse dell'Unione nel suo complesso disporre di un regime omogeneo di responsabilità applicabile al danno derivante dal trasporto in mare di sostanze pericolose e nocive;

J.  considerando che non è del tutto chiaro se l'articolo 4, paragrafo 2 della direttiva ELD voglia dire che la direttiva non è applicabile in uno Stato membro che abbia ratificato la convenzione HNS del 2010, oppure che l'esclusione è limitata alla misura in cui la responsabilità o il risarcimento rientrano nel campo di applicazione di detta convenzione;

K.  considerando che la convenzione HNS del 2010 costituisce un regime di compensazione e ha quindi una portata più limitata rispetto alla direttiva ELD per quanto riguarda l'introduzione di un regime che imponga agli operatori – e chieda alle autorità competenti di imporre agli operatori – di prevenire o porre rimedio a una minaccia imminente di danno ambientale o a un effettivo danno ambientale, rispettivamente;

L.  considerando che, contrariamente a quanto accade nell'ambito della direttiva ELD, per i danni di natura non economica non può essere concesso alcun risarcimento nell'ambito della convenzione HNS del 2010;

M.  considerando che la direttiva ELD non impone una garanzia finanziaria obbligatoria agli operatori al fine di assicurare che dispongano di risorse finanziarie per garantire la prevenzione e la riparazione del danno ambientale, a meno che uno Stato membro abbia adottato disposizioni più rigorose rispetto a quelle della direttiva ELD;

N.  considerando che la convenzione HNS del 2010 stabilisce il chiaro obbligo, per il proprietario, di sottoscrivere un'assicurazione o un'altra garanzia finanziaria al fine di coprire la propria responsabilità per i danni conformemente alle disposizioni della convenzione;

O.  considerando che le altre convenzioni dell'Organizzazione marittima internazionale di cui all'allegato IV della direttiva sulla responsabilità ambientale si sono dimostrate efficaci in quanto sono riuscite a trovare un equilibrio tra gli interessi commerciali e ambientali attraverso una chiara canalizzazione della responsabilità, grazie alla quale non vi sono, di norma, dubbi su quale sia la parte responsabile, nonché attraverso l'istituzione di meccanismi di assicurazione obbligatoria e di risarcimento rapido che non si limitano unicamente al danno ambientale;

1.  chiede al Consiglio e alla Commissione di tenere conto delle seguenti raccomandazioni:

   i) garantire il rispetto del principio di attribuzione delle competenze dell'UE a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, TUE e della giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, secondo cui "la scelta del fondamento normativo di un atto dell'Unione deve basarsi su elementi oggettivi, suscettibili di sindacato giurisdizionale, tra i quali figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto"(8);
   ii) accogliere pertanto il parere sotto forma di lettera approvato dalla commissione giuridica, del 19 febbraio 2016, secondo cui:

"dal momento che la proposta di decisione del Consiglio mira ad autorizzare gli Stati membri a ratificare o ad aderire, a nome dell’Unione, al protocollo HNS 2010 e, di conseguenza, ad essere vincolati dalla convenzione HNS del 2010 e considerando che quest'ultima comprende non solo i casi di danno ambientale (applicando il principio dell’azione preventiva e il principio "chi inquina paga"), ma anche i casi di danni non ambientali causati dal trasporto via mare di talune sostanze, gli articoli 100, paragrafo 2, 192, paragrafo 1, e 218, paragrafo 6, lettera a), punto v) del TFUE costituiscono le basi giuridiche appropriate per la proposta";

   iii) garantire che l'uniformità, l'integrità e l'efficacia delle norme comuni dell'Unione non vengano pregiudicate dagli impegni internazionali assunti con la ratifica o l'adesione alla convenzione HNS del 2010, in conformità con la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia(9);
   iv) prestare maggiore attenzione, in tale contesto, alla sovrapposizione tra la direttiva sulla responsabilità ambientale e la convenzione HNS del 2010 per quanto riguarda il danno ambientale arrecato al territorio e alle acque territoriali sotto la giurisdizione di uno Stato contraente, il danno da inquinamento ambientale causato nella ZEE o in una zona equivalente (con un limite massimo di 200 miglia marine dalla linea di base) di uno Stato contraente e le misure preventive destinate a evitare o ridurre al minimo tale danno (misure preventive, riparazione primaria, riparazione complementare);
   v) assicurare che sia ridotta al minimo la possibilità di conflitto tra la direttiva sulla responsabilità ambientale e la convenzione HNS del 2010 attraverso l'adozione di tutte le misure atte a garantire che la clausola di esclusività ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 4 e 5 della convenzione HNS del 2010, secondo cui è vietato presentare al proprietario della nave richieste di risarcimento non conformi a detta convenzione, sia rispettata pienamente dagli Stati membri che ratificano o aderiscono a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, e dell'allegato IV della direttiva sulla responsabilità ambientale;
   vi) garantire che sia ridotto il rischio di creare e consolidare una situazione di svantaggio competitivo per gli Stati che sono pronti ad aderire alla convenzione HNS del 2010, rispetto a quelli che potrebbero voler ritardare tale processo e continuare a essere vincolati soltanto alla direttiva ELD;
   vii) garantire che sia posta fine alla coesistenza permanente di due regimi di responsabilità marittima – un meccanismo a livello di Unione e uno internazionale – che causerebbero una frammentazione della normativa dell'Unione, comprometterebbero la chiara canalizzazione della responsabilità e potrebbero condurre a procedimenti giudiziari lunghi e onerosi a scapito delle vittime e dell'industria del trasporto marittimo;
   viii) garantire a tal proposito che sia imposto agli Stati membri il chiaro obbligo di adottare tutte le misure necessarie per ottenere un risultato concreto, vale a dire ratificare la convenzione HNS del 2010 o aderirvi entro un termine ragionevole, che non dovrebbe essere superiore a due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della decisione del Consiglio;

2.  conclude che la presente risoluzione costituirebbe un'ulteriore possibilità per il Consiglio e la Commissione di dar seguito alle raccomandazioni di cui al paragrafo 1;

3.  incarica il suo Presidente di richiedere ulteriori discussioni con la Commissione e il Consiglio;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) Parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014, 1/13, ECLI:EU:C:2014:2303.
(2) GU L 337 del 13.12.2002, pag. 55.
(3) GU L 143 del 30.4.2004, pag. 56.
(4) Nota punto 13142/15.
(5) Disponibile on-line all'indirizzo: http://www.ics-shipping.org/docs/default-source/Submissions/EU/hazardous-and-noxious-substances.pdf.
(6) Disponibile on-line all'indirizzo: http://ec.europa.eu/environment/legal/liability/pdf/BIO%20ELD%20Effectiveness_report.pdf.
(7) PE576.992
(8) Sentenza della Corte di giustizia del 19 luglio 2012, Parlamento europeo / Consiglio dell'Unione europea, C-130/10, ECLI:EU:C:2012:472, paragrafo 42.
(9) Parere della Corte di giustizia del 19 marzo 1993, 2/91, ECLI:EU:C:1993:106, paragrafo 25; sentenza della Corte di giustizia del 5 novembre 2002, Commissione delle Comunità europee / Regno di Danimarca, C-467/98, ECLI:EU:C:2002:625, paragrafo 82; Parere della Corte di giustizia del 7 febbraio 2006, 1/03, ECLI:EU:C:2006:81, paragrafi 120 e 126; Parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014, 1/13, ECLI:EU:C:2014:2303.

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