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Procedura : 2015/2278(INI)
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Ciclo del documento : A8-0159/2016

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A8-0159/2016

Discussioni :

PV 12/09/2016 - 19
CRE 12/09/2016 - 19

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PV 13/09/2016 - 4.1
CRE 13/09/2016 - 4.1
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P8_TA(2016)0320

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Martedì 13 settembre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Politica di coesione e strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3)
P8_TA(2016)0320A8-0159/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre 2016 su politica di coesione e strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3) (2015/2278(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 4, l'articolo 162, e gli articoli da 174 a 178,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(1) (di seguito "il regolamento recante disposizioni comuni"),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1300/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio(7),

–  vista la sua risoluzione del 14 gennaio 2014 sul tema "Specializzazione intelligente: eccellenza in rete per un'efficace politica di coesione"(8),

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sul tema "Investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro: promozione della coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione"(9),

–  visto l'opuscolo informativo della Commissione del 22 febbraio 2016 dal titolo "Piano di investimenti per l'Europa: nuovi orientamenti sull'uso complementare dei Fondi strutturali e di investimento europei e del FEIS",

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 giugno 2014, dal titolo "Ricerca e innovazione come fattori di rilancio della crescita" (COM(2014)0339),

–  vista la sesta relazione della Commissione sulla coesione economica, sociale e territoriale, del 23 luglio 2014, dal titolo "Investimenti per l'occupazione e la crescita",

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 intitolata "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2015 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione - ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  vista la guida pubblicata nel 2014 dalla Commissione dal titolo "Favorire le sinergie tra i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri programmi dell'Unione in materia di ricerca, innovazione e competitività",

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo: "Il contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell'ambito di Europa 2020" (COM(2010)0553),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 settembre 2013 dal titolo "Misurare i risultati dell'innovazione in Europa: verso un nuovo indicatore" (COM(2013)0624),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 4 maggio 2012 dal titolo "Invecchiamento attivo: innovazione, sanità intelligente, migliore qualità della vita"(10),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 30 maggio 2013 dal titolo "Colmare il divario in tema di innovazione"(11),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 7 ottobre 2014 dal titolo "Misure volte a favorire la creazione di ecosistemi di startup high-tech"(12),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione pubblicato nel 2014 e contenente orientamenti per i responsabili politici e gli organismi di attuazione dal titolo "Favorire le sinergie tra i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri programmi dell'Unione in materia di ricerca, innovazione e competitività" (SWD(2014)0205),

–  visto il progetto pilota "Politica di coesione e sinergie con i fondi di ricerca e sviluppo: la «scala di eccellenza»",

–  vista l'azione preparatoria del Parlamento europeo nella regione della Macedonia orientale e Tracia,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0159/2016),

A.  considerando che in questi tempi di crisi economica, finanziaria e sociale l'Unione deve intensificare gli sforzi per creare una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva;

B.  considerando che il rafforzamento della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell'innovazione (RSI) è una delle priorità d'investimento nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per il periodo 2014-2020; che il sostegno all'innovazione varia ampiamente da uno Stato membro all'altro e al loro interno, soprattutto per quanto concerne lo sfruttamento delle conoscenze e della tecnologia nel promuovere l'innovazione;

C.  considerando che per il periodo di programmazione 2014-2020 gli Stati membri sono tenuti, per la prima volta, a sviluppare strategie di specializzazione intelligente nazionali e/o regionali coinvolgendo le autorità di gestione nazionali e regionali e le parti interessate, come gli istituti di istruzione superiore, l'industria e le parti sociali, in un processo di scoperta imprenditoriale;

D.  considerando che la specializzazione intelligente combina e unisce diverse politiche, anche in materia di imprenditorialità, istruzione e innovazione, affinché le regioni possano individuare e selezionare settori di priorità per il loro sviluppo e i relativi investimenti, concentrandosi sulle loro forze e sui loro vantaggi comparativi;

E.  considerando che le RIS3 dovrebbero contribuire a rendere l'economia europea più competitiva, a sviluppare un valore aggiunto europeo nell'innovazione, a creare un maggior numero di posti di lavoro migliori e di qualità e a tener conto di un'ampia gamma di esperienze; che esse dovrebbero favorire la diffusione di buone pratiche e lo sviluppo di un nuovo spirito imprenditoriale, associati a un mercato unico digitale funzionante e alla specializzazione intelligente, che potrebbero creare nuove competenze, conoscenze, innovazione e occupazione al fine di sfruttare meglio i risultati della ricerca e tutte le forme di innovazione;

F.  considerando che l'elaborazione di una strategia RIS3 comporta un processo di sviluppo di meccanismi di governance multilaterale tramite i quali vengano individuati i settori regionali dal maggiore potenziale strategico, definendo le priorità strategiche e un servizio di sostegno efficiente per le imprese al fine di sfruttare al massimo le potenzialità di sviluppo di una regione basato sulla conoscenza;

G.   considerando che le RIS3 contribuiscono all'uso efficiente dei fondi dell'UE, riguardano tutti gli Stati membri e tutte le regioni dell'Unione e sfruttano le potenzialità di tutte le regioni, aiutando in tal modo l'UE a colmare le lacune nel campo dell'innovazione, sia all'interno che all'esterno, affinché diventi più competitiva a livello mondiale;

H.   considerando che lo sviluppo tempestivo e positivo delle RIS3 negli Stati membri dipende in grande misura dalla crescente capacità amministrativa di programmazione, di programmazione di bilancio, di attuazione e di valutazione nell'ambito del quadro strategico, al fine di rafforzare gli investimenti nella RSI; che tale sviluppo deve tenere conto del fatto che le valutazioni iniziali delle strategie di specializzazione intelligente hanno fatto emergere un quadro contrastante, in particolare per quanto riguarda la scelta delle priorità, spesso considerate troppo generiche o insufficientemente connesse alle strutture economiche e d'innovazione regionali, il che significa che occorre migliorare in tal senso le strategie di specializzazione intelligente;

I.  considerando che la piattaforma RIS3 favorisce gli scambi dal basso e inter pares e il trasferimento di conoscenze tra le regioni partecipanti; che è necessario dare la priorità a tale processo per quanto riguarda lo sviluppo e la pratica delle future iniziative di specializzazione intelligente;

Ruolo centrale delle RIS3 nel contributo della politica di coesione agli obiettivi di Europa 2020

1.  sottolinea che le strategie di specializzazione intelligente sostengono la concentrazione tematica e la programmazione strategica dei Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) e portano a un maggiore orientamento ai risultati sul terreno, contribuendo in tal modo al conseguimento degli obiettivi di Europa 2020; pone l'accento sul fatto che tali strategie puntano a creare una crescita sostenibile e basata sulla conoscenza, uno sviluppo equilibrato e posti di lavoro di qualità in tutte le regioni, non solo nelle aree ben sviluppate ma anche nelle regioni in transizione e in quelle meno sviluppate, rurali e insulari;

2.  chiede che si rispettino pienamente le nuove disposizioni in materia di condizionalità ex ante per l'attribuzione dei fondi SIE, al fine di rendere operative le strategie di specializzazione intelligente;

3.  invita tutti gli attori interessati a elaborare le RIS3 basandosi sulle analisi delle capacità, dei mezzi e delle competenze esistenti di ogni regione, a concentrarsi sulla scoperta imprenditoriale per individuare le nicchie emergenti o i vantaggi comparativi nell'ambito della specializzazione intelligente, a evitare un'iperspecializzazione forzata e artificiale nonché a rafforzare il partenariato tra settore pubblico e privato evitando sempre eventuali conflitti di interesse tra i due settori;

4.  appoggia una definizione ampia di innovazione, ovvero la trasformazione di un'idea in un prodotto o servizio nuovo o migliorato immesso sul mercato, in un processo operativo nuovo o migliorato utilizzato nell'industria e nel commercio o in un nuovo approccio a un servizio sociale;

5.  chiede alle regioni di sviluppare regimi di servizi di sostegno innovativi che integrino o sostituiscano i servizi di sostegno esistenti, al fine di consentire a una determinata regione di sfruttare appieno il suo potenziale competitivo, aiutare le imprese ad assorbire nuove conoscenze e tecnologie per rimanere competitive nonché garantire che le risorse della ricerca e dell'innovazione raggiungano una massa critica;

6.  chiede alla Commissione di adeguare il regolamento generale di esenzione per categoria per consentire che i fondi SIE offrano le condizioni del marchio di eccellenza;

7.  chiede alle autorità nazionali di investire nell'intelligence e nella raccolta su larga scala di dati regionali affinché sia consentito loro di dimostrare il loro eccezionale vantaggio competitivo nonché di comprendere le tendenze relative alle imprese regionali nella catena del valore globale;

8.  è del parere che la piattaforma S3, istituita dalla DG REGIO della Commissione presso il CCR di Siviglia, svolga un ruolo fondamentale nel fornire consulenza alle regioni e nel determinare parametri relativi alle loro strategie di innovazione, aiutando le regioni meno sviluppate e potenziando la governance multilivello e le sinergie interregionali fornendo informazioni, metodologie, competenze e consulenza ai responsabili politici nazionali e regionali; sottolinea che tale piattaforma dovrebbe adoperarsi costantemente per aggiornare la propria base di dati, tenendo conto delle esigenze, delle specificità e delle priorità locali di regioni e città;

9.  è del parere che la piattaforma S3 di Siviglia dovrebbe prestare particolare attenzione alle regioni meno sviluppate e, in particolare, dovrebbe aiutarle a elaborare e indirizzare le loro strategie;

10.  ritiene che le regioni più piccole abbiano maggiori problemi a sviluppare e attuare le strategie e chiede di sviluppare proposte volte ad aumentare il sostegno a tali regioni al fine di rafforzare l'attuazione delle strategie S3 e lo scambio delle migliori pratiche;

11.  accoglie con favore il recente interesse della Commissione per le regioni meno sviluppate, in particolare con l'ampliamento di un recente progetto pilota relativo all'azione preparatoria del Parlamento europeo nella regione della Macedonia orientale e Tracia alle regioni di otto Stati membri fino alla fine del 2017;

12.  si compiace della prosecuzione della piattaforma Innovation Monitor Plus (RIM Plus), istituita dalla DG Crescita della Commissione, della creazione di un Osservatorio della ricerca e dell'innovazione (RIO), istituito dalla DG RTD, e dei diversi centri di conoscenza collegati alle politiche presso la DG JRC (CE), che forniscono dati, indicatori e orientamenti completi alle parti interessate nazionali e regionali nell'ambito delle S3;

13.  attende con interesse i dettagli futuri relativi al consiglio europeo per l'innovazione, inteso a creare uno "sportello unico" per gli innovatori, collegando in tal modo i risultati scientifici con le esigenze delle imprese e delle autorità pubbliche in Europa;

14.  ricorda che i finanziamenti pubblici rimangono un potente motore dell'innovazione; invita le autorità interessate a essere cauti nel concentrarsi maggiormente sugli strumenti finanziari in quanto l'innovazione non dovrebbe essere incentrata soltanto sulle sovvenzioni, ma dovrebbe altresì essere in grado di identificare mezzi di finanziamento alternativi, quali prestiti e garanzie, e di trovare un equilibrio tra le sovvenzioni e i mezzi alternativi (finanziamenti pubblici e privati);

La governance multilivello e la sua portata

15.  si rammarica del fatto che alcuni Stati membri hanno deciso di optare per le RIS3 nazionali senza dare alle autorità locali e regionali l'opportunità di elaborare i propri pareri, compromettendo in tal modo il processo di scoperta imprenditoriale dal basso verso l'alto che dovrebbe essere sancito dalle RIS3; sottolinea l'importanza di un approccio regionale, dal momento che l'attuazione delle RIS3 può avere successo soltanto se basata su punti di forza locali e regionali; invita gli Stati membri interessati a riconsiderare la sostituzione delle RIS 3 nazionali con RSI3 regionali al fine di non perdere le opportunità di crescita e chiede un migliore coordinamento tra le S3 nazionali e regionali, ove opportuno, al fine di adattarle, se del caso, alle esigenze future e ai requisiti di sviluppo sostenibile, in particolare nel settore alimentare ed energetico; si rammarica del fatto che il principio di partenariato di cui all'articolo 5 dell'RDC non sia sempre stato rispettato; invita gli Stati membri a rispettare il principio di partenariato in tutte le fasi dei preparativi e dell'attuazione dell'accordo di partenariato e dei programmi operativi;

16.  ritiene che la qualità della collaborazione tra l'amministrazione e gli attori pertinenti nelle regioni incida in misura determinante sulla strategia RIS3 e riduca nettamente il rischio di disfunzioni nella definizione delle priorità; evidenzia quindi, a tale proposito, l'importanza della consultazione delle imprese e in particolare delle PMI, in quanto la "visione dell'innovazione" avrà successo soltanto se le imprese realizzeranno anche il corrispondente potenziale;

17.  evidenzia l'importanza di un migliore coordinamento tra tutti i livelli di governance al fine di promuovere una visione dal basso verso l'alto delle strategie regionali, ivi comprese tutte le autorità e le parti interessate nell'ambito della specializzazione intelligente, nonché gli esperti, la società civile e gli utenti finali, al fine di superare le "mentalità compartimentate"; sottolinea che il mancato adeguamento delle pertinenti normative degli Stati membri sta creando degli ostacoli all'attuazione degli investimenti a favore della ricerca e dell'innovazione;

18.  sottolinea il ruolo limitato svolto dalla società civile nelle strategie RIS3 e invita a rafforzare la sua partecipazione mediante piattaforme e partenariati di collaborazione, dal momento che ciò può contribuire a definire meglio le strategie, a rafforzare la cooperazione con la società e a conseguire una governance migliore;

19.  evidenzia l'importanza di uno stretto coordinamento tra i programmi operativi e le RIS3 nel corso dell'intera fase di attuazione;

20.  chiede un dialogo più intenso e una cooperazione più stretta tra le istituzioni dell'UE (PE e Consiglio) nonché a livello esecutivo (Commissione e organi nazionali di esecuzione), al fine di delineare un contesto più favorevole all'innovazione e alla ricerca e il potenziamento dell'attuazione della strategia RIS3 nel contesto della prossima revisione del quadro finanziario pluriennale 2014;

21.  invita la Commissione e gli altri organi a fornire assistenza supplementare agli Stati membri che ne abbiano bisogno per attuare la strategia RIS3;

22.  invita a compiere sforzi costanti volti a incoraggiare un cambiamento di mentalità e a promuovere approcci politici innovativi per dare impulso alla collaborazione intraregionale, interregionale, extraregionale e transnazionale, comprese le macroregioni, mediante strumenti esistenti quali INTERREG, al fine di continuare a promuovere un valore aggiunto europeo nelle strategie;

23.  segnala l'importanza di puntare all'innovazione sociale in quanto fattore che può concorrere all'istituzione di nuovi modelli e culture imprenditoriali e alla creazione di un ambiente adatto per la realizzazione dell'economia circolare;

24.  invita la Commissione a presentare una comunicazione integrata sul valore aggiunto delle strategie RIS3 e la relativa attuazione nei programmi operativi, seguita da proposte per ulteriori azioni nella settima relazione sulla coesione;

25.  deplora la mancanza di cooperazione interregionale sulla base della tematica relativa alla specializzazione intelligente; osserva che il quadro strategico comune offre la possibilità di utilizzare fino al 15 per cento dei fondi a titolo regolamento sulle disposizioni comuni (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) per detta cooperazione all'esterno della propria regione; sottolinea che nella relazione sull'articolo 16.3 "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" si segnala che tali possibilità sono state finora sottoutilizzate; invita gli Stati membri e le autorità regionali a fare maggiore uso delle possibilità offerte;

26.  chiede lo sviluppo di meccanismi di flessibilità e di coordinamento che colleghino i risultati del processo RIS3 con l'attuazione di Orizzonte 2020 e di altri programmi; incoraggia le regioni ad avvalersi di strumenti di cooperazione transnazionale quali l'iniziativa Vanguard, il marchio di eccellenza, la Piattaforma di scambio delle conoscenze, le piatteforme S.3, la Scala di eccellenza, i sistemi di innovazione regionale per i centri di colocazione dell'Istituto europeo di innovazione e di tecnologia (IET);chiede di favorire lo sviluppo di partenariati per cluster strategici al fine di dare impulso agli investimenti, migliorare il coordinamento, creare sinergie e promuovere lo scambio di opinioni per evitare la duplicazione e un impiego non efficiente delle risorse pubbliche;

27.  sollecita le istituzioni nazionali ed europee a proseguire il monitoraggio del "divario in materia d’innovazione" non solo tra gli Stati membri dell'UE e nelle regioni NUTS 2, ma anche in misura crescente all'interno degli Stati membri;

28.  ritiene che occorra semplificare le procedure ed eliminare le strozzature nel processo amministrativo delle strategie;

29.  invita le autorità a tutti i livelli a semplificare le procedure e a ridurre le strozzature nel processo amministrativo delle strategie; incoraggia gli investimenti nel capitale umano, anche mediante partenariati interregionali dell'UE, per rafforzare le capacità amministrative e gestire e attuare con successo il processo delle RIS3 evitando al contempo di istituire ulteriori livelli amministrativi; sollecita le autorità a dare la priorità alla ricerca e all'innovazione nelle regioni che possiedono il relativo potenziale ma in cui siano ridotti gli investimenti in materia;

30.  sollecita le regioni e gli Stati membri a intensificare l'utilizzo delle risorse di bilancio disponibili per l'assistenza tecnica, al fine di garantire un'attuazione efficace ed efficiente delle RIS3;

31.  evidenzia che le strategie di specializzazione intelligente dovrebbero essere uno strumento efficace per far fronte alle sfide sociali, ambientali, climatiche ed energetiche e per promuovere le ricadute delle conoscenze e la diversificazione tecnologica;

Migliori sinergie per la crescita e la creazione di posti di lavoro

32.  deplora la mancanza di sinergie tra i fondi SIE e gli altri strumenti finanziari dell'UE, che impedisce il coordinamento, la coerenza e l'integrazione dei finanziamenti dell'UE e ne riduce i risultati e l'impatto; sollecita maggiore attenzione e impegno di ricerca per conseguire un migliore approccio strategico alle sinergie e considerare la possibilità di combinare, rendere complementari e valorizzare il potenziale degli strumenti finanziari, onde fare pieno ricorso alla garanzie dell'UE per finanziare piatteforme di investimento;

33.  sottolinea l'esigenza di proseguire e approfondire gli approcci a elica tripla e quadrupla alla specializzazione intelligente a livello regionale, con il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche, delle imprese, delle università e dei cittadini; sottolinea che il ruolo degli ultimi due soggetti partecipanti (ossia istituti di istruzione superiore e ricerca e organizzazioni di cittadini) va rafforzato all'interno della nuova programmazione dell'UE e della gamma di finanziamento;

34.  chiede un maggiore sostegno alle PMI e alle imprese start-up, in quanto la maggior parte di loro sono all'avanguardia dell'innovazione di punta e contribuiscono in misura rilevante a individuare talenti locali in una vasta gamma di settori e occupano giovani;

35.  sollecita il proseguimento della ricerca di parametri affidabili per monitorare l'efficienza in termini innovativi a tutti i livelli di governance mobilitando e coordinando meglio le risorse di Eurostat e delle altre DG competenti della Commissione, nonché le risultanze dell'OCSE, ESPON e altri soggetti operanti sul campo come gli uffici statistici nazionali;

36.  sottolinea che l'uso coordinato e complementare dei fondi SIE con Orizzonte 2020 e con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), in linea con gli orientamenti sulle sinergie tra SIE e FEIS presentati dalla Commissione nel febbraio 2016, offre ottime opzioni per stimolare l'innovazione a livello regionale, nazionale e di UE, incrementando l'attrattiva degli investimenti in ricerca e innovazione al fine di indurre i capitali privati a integrare il finanziamento pubblico; sollecita le autorità locali e regionali a fare pieno uso delle possibilità di uso combinato di tali strumenti;

37.  chiede un impegno concreto per ottenere le informazioni necessarie al conseguimento di sinergie tra i vari strumenti e politiche disponibili nell'ambito delle RIS3, quali la politica di coesione 2014-2020, la piattaforma di specializzazione intelligente, l'Osservatorio europeo dei cluster, il partenariato europeo per l'innovazione, il Forum strategico europeo, le tecnologie abilitanti fondamentali (KET) e le infrastrutture di ricerca;

38.  sollecita le regioni ad attuare le rispettive RIS3 rafforzando la mentalità di innovazione aperta e la collaborazione di ecosistema sulla base del modello a elica quadrupla;

39.  sottolinea l'importanza di calibrare l'istruzione e la ricerca alle esigenze effettive del mercato in uno sforzo per assicurare che le nuove innovazioni siano conformi alla domanda e portino a crescita economica;

Città intelligenti come catalizzatore per le RIS3

40.  ribadisce il ruolo fondamentale che le aree urbane dell'UE devono svolgere nello sviluppo economico e sociale dell'Unione fungendo da poli per vari attori e settori, combinando le sfide e le opportunità di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, nonché facendo da pioniere nell'approccio politico integrato e basato sul territorio; sottolinea l'importanza delle zone urbane ai fini di catalizzare le risorse umane, le infrastrutture e il potenziale degli investimenti per lo sviluppo di distretti di innovazione;

41.  invita la Commissione a tenere in conto le strategie e gli altri programmi di innovazione, con particolare riguardo per gli investimenti territoriali integrati nell'ambito dello sviluppo dell'Agenda urbana europea onde innescare sinergie e forti legami mirati a un uso efficiente delle risorse;

42.  sottolinea l'importanza di agevolare la cooperazione innovativa transettoriale, a tripla elica e transfrontaliera connessa alle sfide europee di rendere le regioni e le città più intelligenti, più verdi e più gradevoli per viverci e lavorarci;

43.  sottolinea l'esigenza di ulteriore sviluppo e ampliamento in Europa della concezione "città intelligenti e connesse"; accoglie con favore l'intenzione della Presidenza UE dei Paesi Bassi di creare un approccio dal basso verso l'alto conferendo alle città il potere di sviluppare l'agenda urbana dell'UE e di operare un'evoluzione da città intelligenti a città eccellenti, in coordinamento con le autorità regionali; in tale contesto, sostiene la preparazione del "patto di Amsterdam", che pone l'accento sulla crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro, sull'incentivazione di collegamenti tra tutte le parti, i cittadini e le organizzazioni sociali, nonché sulla promozione di uno sviluppo sostenibile e socialmente inclusivo;

44.  richiama l'attenzione sulla promozione di sistemi di cooperazione e scambio di conoscenze tra le città nel campo della specializzazione intelligente e dell'innovazione, come l'azione "città intelligenti aperte e leggere" sostenuta dalla Commissione;

45.  sostiene le iniziative della Commissione e del Consiglio per un'Agenda urbana dell'UE nel contesto del patto di Amsterdam; invita la Commissione a aumentare la coerenza tra politiche urbane e regionali; chiede alla Commissione di presentare proposte per allineare le iniziative alla metodologia delle "città intelligenti" e le RSI3 nella settima relazione sulla coesione;

Monitoraggio e valutazione

46.  rileva che, sebbene la maggior parte delle regioni abbiano adottato una strategia RIS3, un numero considerevole di esse deve lavorare ancora per rispettare i requisiti relativi alla condizionalità ex ante, mentre le sfide principali riguardano il meccanismo di monitoraggio, il quadro di bilancio e le misure per stimolare gli investimenti privati in ricerca e innovazione;

47.  segnala ai responsabili decisionali locali e regionali l'importanza del loro impegno a utilizzare le RSI3 come strumento di trasformazione economica nella propria regione e quindi influenzare la politica dell'UE;

48.  accoglie con favore il fatto che le strategie regionali si focalizzino su energia, sanità, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, materiali avanzati, settore alimentare, servizi, turismo, innovazione sostenibile e trasporti, bioeconomia, sistemi di fabbricazione e industrie culturali e creative, nonché altre specializzazioni e in particolare settori competitivi di una determinata regione; si rammarica tuttavia della scarsa granularità in molte strategie e sollecita una rimodulazione del processo di definizione delle priorità e quindi che si prevenga il rischio di concentrare tutte le strategie nelle stesse tematiche; sollecita lo sviluppo di strategie non solo in tecnologia di punta, ma anche in tecnologie di livello meno elevato e nell'innovazione sociale e incoraggia tutte le parti interessate a puntare agli scambi transettoriali, dato che essi possono accelerare l'innovazione;

49.  ritiene che la promozione di osservatori nazionali mirati a strategie di specializzazione intelligente possa concorrere a consolidare i sistemi di indicatori per monitorare le RSI3, specialmente per quanto riguarda la metodologia e la formazione;

50.  rileva che alcune RSI3 sono poco dettagliate ai fini di comprovare i propri vantaggi competitivi unici della regione, mentre altre non forniscono la prova riguardo al rafforzamento della capacità delle parti di sostenere le imprese per l'innovazione o dei ricercatori di effettuare ricerche applicate e individuare applicazioni commerciali per i loro risultati; osserva che alcune regioni hanno ampie strategie e parametri elementari di monitoraggio; sollecita a tal fine un incremento della capacità delle autorità pubbliche in materia di raccolta e valutazione delle informazioni pertinenti ottenute, nonché un'intensificazione degli sforzi coordinati delle regioni e delle autorità centrali per identificare e standardizzare le banche dati esistenti, rendendole accessibili alle parti interessate;

51.  chiede all'UE e agli Stati membri di utilizzare gli strumenti esistenti come l'indagine comunitaria sull'innovazione e di procedere al monitoraggio periodico (annuale e a intermedio), sia quantitativo che qualitativo, dell'attuazione delle strategie, nonché di coinvolgere nel processo tutte le parti interessate, società civile compresa; rileva che sia le regioni sia gli Stati membri sono confrontati a problemi simili in termini di valutazione del monitoraggio e chiede alle regioni di pubblicare relazioni periodiche sul raggiungimento dei loro obiettivi, al fine di poter analizzare meglio l'impatto delle RIS3 e garantire la trasparenza e l'accesso pubblico ai dati del monitoraggio; riconosce che le strategie richiederanno anni per portare risultati e quindi il monitoraggio precoce dovrebbe essere calibrato su attese ragionevoli;

52.  incoraggia le regioni e gli Stati membri a essere proattivi nel quadro dell'attuazione tempestiva dei piani d'azione, in vista della data obiettivo fissata al dicembre 2016, nel pieno rispetto della condizionalità ex-ante e chiede loro di istituire e attuare i rispettivi meccanismi di monitoraggio in un riesame costante delle RIS3, incentrato sulla specificazione degli investimenti di nicchia in cui i protagonisti dell'innovazione regionale possano acquisire o conservare un vantaggio competitivo;

53.  ritiene che la partecipazione congiunta al monitoraggio e alla valutazione degli strumenti pertinenti a titolo delle RSI3 nonché l'armonizzazione del monitoraggio e della valutazione a fini di rendiconto sui diversi strumenti possa dare un prezioso contributo in questo campo; invita pertanto tutte le parti interessate e i responsabili decisionali a innescare sinergie tra loro e a sviluppare intese mirate a raccogliere e sintetizzare i dati derivati dalle politiche e dagli strumenti inseriti in strategie specifiche RSI3;

54.  segnala che una strategia efficace "sulla carta" non produrrà i risultati attesi se non vengono attuati i servizi di supporto alle imprese;

Principali insegnamenti e futuro delle RIS3

55.  si rammarica del fatto che spesso le RIS3 riconoscono la necessità di aiutare le imprese a sfruttare tutte le forme di innovazione, ma poi sostengono solo l'innovazione basata sulle conoscenze tecnologiche; propone al riguardo che le RIS3 dovrebbero considerare anche l'innovazione di altri settori, quali i servizi e il settore creativo, e ribadisce l'importanza di tutti i tipi di sistemi e organi di innovazione a prescindere dalle loro dimensioni, nonché delle loro interconnessioni in cluster locali e regionali;

56.  rileva che, per colmare il divario in materia di innovazione e promuovere l'occupazione e la crescita in Europa, le RIS3 devono essere attuate correttamente; sottolinea che, a tal fine, è fondamentale promuovere strategie dal basso verso l'alto e rafforzare il controllo relativo al potenziale delle RIS3 in tutti i livelli di governance; osserva a tal proposito che gli Stati membri dovrebbero coinvolgere i rispettivi uffici statistici nazionali per aiutare le regioni a elaborare i propri meccanismi di valutazione e monitoraggio;

57.  ritiene che l'approccio partecipativo nelle strategie debba essere inserito in tutti i processi, tra cui quello di monitoraggio e valutazione, in quanto ne sarebbe esteso l'ambito della cooperazione nel conseguimento degli obiettivi RSI3;

58.  chiede all'UE e agli Stati membri di non trascurare il fatto che lo strumento deve essere praticabile, operativo ed efficiente onde evitare oneri burocratici per i beneficiari;

59.  invita la Commissione a sollecitare un riesame delle strategie nel 2017 al fine di promuoverne l'efficienza e l'efficacia e di informare sul relativo contributo alla futura politica di coesione e alla futura politica di ricerca e innovazione dopo il 2020, tenendo contro degli insegnamenti tratti dai primi anni della loro attuazione; chiede alla Commissione di avviare una consultazione pubblica e di organizzare una conferenza a livello europeo con il Parlamento, il Comitato delle regioni e altri parti interessate prima della pubblicazione della settima relazione sulla coesione;

60.  riconosce che le strategie di specializzazione intelligente potrebbe diventare strumenti efficaci per affrontare le sfide energetiche, l'uso efficiente delle risorse e la sicurezza energetica;

61.  invita la Commissione a proseguire il sostegno al ruolo della piattaforma S3, a concorrere all'incremento della granularità delle strategie e a mantenere la concentrazione sull'importanza dell'effetto leva degli investimenti privati;

62.  chiede alla DG REGIO e alla piattaforma S3 di elaborare e diffondere ampiamente un breve documento orientativo sulle esperienze passate delle RIS3 che sia incentrato sui seguenti temi: 1) un'analisi SWOT delle esperienze; 2) gli insegnamenti che le regioni hanno tratto e le principali criticità osservate in relazione a ciascuna delle sei fasi descritte nella guida sulle RIS3; 3) le raccomandazioni e i modelli standardizzati per un miglioramento continuo delle RIS3 volto a elaborare le strategie post-2020 in modo migliore; 4) le capacità umane necessarie per elaborare e attuare con successo una strategia RIS3; ritiene che andrebbero promosse e sostenute le reti regionali mirate alla ricerca e all'innovazione valorizzandone i risultati e gli insegnamenti positivi conseguiti al fine di disseminare il patrimonio di idee nelle regioni a tutti i livelli;

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63.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.
(5) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.
(6) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 281.
(7) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487.
(8) Testi approvati, P7_TA(2014)0002.
(9) Testi approvati, P8_TA(2015)0308.
(10) GU C 225 del 27.7.2012, pag. 46.
(11) GU C 218 del 30.7.2013, pag. 12.
(12) GU C 415 del 20.11.2014, pag. 5.

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