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Procedura : 2016/2101(INI)
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Ciclo del documento : A8-0309/2016

Testi presentati :

A8-0309/2016

Discussioni :

PV 25/10/2016 - 15
CRE 25/10/2016 - 15

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PV 26/10/2016 - 6.7
CRE 26/10/2016 - 6.7
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P8_TA(2016)0416

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Mercoledì 26 ottobre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016
P8_TA(2016)0416A8-0309/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2016 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016 (2016/2101(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 136,

–  vista la comunicazione della Commissione del 18 maggio 2016 sul semestre europeo 2016: raccomandazioni specifiche per paese (COM(2016)0321),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2016 (EUCO 26/16),

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2016(1),

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 aprile 2016 dal titolo "Semestre europeo 2016: valutazione dei progressi in materia di riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici e risultati degli esami approfonditi a norma del regolamento (UE) n. 1176/2011" (COM(2016)0095),

–  viste le relazioni della Commissione dal titolo "Analisi annuale della crescita 2016" (COM(2015)0690), "Relazione 2016 sul meccanismo di allerta" (COM(2015)0691) e "Progetto di relazione comune sull'occupazione" (COM(2015)0700), la raccomandazione della Commissione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2015)0692) e la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020, presentata dalla Commissione il 26 novembre 2015 (COM(2015)0701),

–  vista la relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015 intitolata "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa",

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2015 sulla verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide(2),

–  vista la sua risoluzione del 1° dicembre 2011 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche(3),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 gennaio 2015 dal titolo "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" (COM(2015)0012),

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 - il Fondo europeo per gli investimenti strategici(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto il Libro verde della Commissione del 18 febbraio 2015 intitolato "Costruire un'Unione dei mercati dei capitali" (COM(2015)0063),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 giugno 2015 dal titolo "Un regime equo ed efficace per l'imposta societaria nell'Unione europea: i 5 settori principali d'intervento" (COM(2015)0302),

–  viste le sue risoluzioni del 5 febbraio 2013(5) e del 15 settembre 2016(6) dal titolo "Migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0309/2016),

A.  considerando che le previsioni della primavera 2016 della Commissione segnano un tasso di crescita dell'1,6 % per la zona euro e dell'1,8 % per l'UE nel 2016;

B.  considerando che l'Europa risulta ancora interessata da un profondo deficit di investimenti, e che è necessario aumentare la domanda interna e correggere gli squilibri macroeconomici, incrementando nel contempo gli investimenti nell'UE;

C.  considerando che la disoccupazione in generale (e quella strutturale in particolare) nell'Unione europea rimane una delle principali sfide cui gli Stati membri devono far fronte, poiché si attesta attualmente a un tasso molto elevato (10,5 milioni di disoccupati di lungo periodo nell'UE); che, sebbene i dati siano leggermente migliorati rispetto agli anni precedenti, i tassi di disoccupazione e disoccupazione giovanile generali nelle periferie europee sono ancora significativamente superiori al tasso medio registrato nell'Unione nel suo complesso;

D.  considerando che il calo dei prezzi del petrolio e la lenta crescita economica a inizio 2016 sembrano ulteriori fattori della diminuzione del tasso di inflazione a livelli inferiori allo zero;

E.  considerando che gli sviluppi politici quali l'esito del referendum nel Regno Unito e le relazioni con la Russia, nonché le incertezze nello sviluppo economico globale, hanno contribuito ulteriormente a inibire gli investimenti;

F.  considerando che l'afflusso di rifugiati negli Stati membri ha altresì messo a dura prova gli investimenti negli Stati membri;

G.  considerando che le raccomandazioni del semestre europeo agli Stati membri hanno un tasso di reattività simile alle raccomandazioni unilaterali dell'OCSE (29 % rispetto al 30 % nel 2014);

H.  considerando che, nella sua risoluzione sull'analisi annuale della crescita 2016, il Parlamento europeo ha accolto con favore la migliore combinazione di politiche sottolineando nel contempo la necessità di un'attenzione specifica alla zona euro; che il Parlamento ha altresì sottolineato l'importanza di aumentare gli investimenti, le riforme sostenibili e la responsabilità di bilancio, con l'obiettivo di promuovere ulteriormente i livelli di crescita e la ripresa in Europa;

Le sfide in Europa nel contesto del rallentamento economico globale

1.  osserva con preoccupazione che l'economia dell'UE crescerà meno rispetto alle previsioni economiche europee della primavera 2016, in quanto il PIL della zona euro dovrebbe aumentare solo dell'1,6 %, raggiungendo l'1,8 % nel 2017;

2.  sottolinea che le sfide dell'UE sono legate al deterioramento del contesto internazionale, alla mancata attuazione di riforme sostenibili e alle divergenze in termini di risultati economici e sociali raggiunti nelle diverse zone dell'Unione; sottolinea la necessità di aumentare la crescita, la coesione, la produttività e la competitività; ritiene che la mancanza di investimenti sostenibili e le carenze nel completamento del mercato unico privino l'Unione europea del suo pieno potenziale di crescita;

3.  accoglie con favore l'attenzione riservata dalla Commissione, nell'ambito delle sue raccomandazioni specifiche per paese 2016, alle tre priorità principali per rafforzare ulteriormente la crescita economica: promuovere gli investimenti per l'innovazione, la crescita e la creazione di posti di lavoro, portare avanti riforme strutturali socialmente equilibrate e incoraggiare una gestione responsabile delle finanze pubbliche; sottolinea, tuttavia, che la Commissione potrebbe fare di più per rafforzare la sostenibilità di bilancio conformemente al patto di stabilità e crescita, avvalendosi pienamente delle relative clausole di flessibilità, in linea con la comunicazione della Commissione del 13 gennaio 2015 (COM(2015)0012);

4.  riconosce l'importanza della coerenza tra gli strumenti della politica di coesione e il quadro più ampio di governance economica, nell'intento di sostenere gli sforzi di recupero necessari per raggiungere la conformità con le norme del semestre europeo; sottolinea, tuttavia, che la legittimità della politica di coesione deriva dai trattati e che tale politica è espressione della solidarietà europea, che come obiettivo principale ha il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale dell'UE mediante la riduzione del divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni, il finanziamento degli investimenti legati agli obiettivi di Europa 2020 e l'avvicinamento dell'UE ai suoi cittadini; è pertanto del parere che le misure che collegano l'efficacia dei fondi SIE con una sana governance economica dovrebbero essere applicate con discernimento e in modo equilibrato, ma solo in ultima istanza, e che i loro effetti dovrebbero essere segnalati; ricorda, inoltre, che l'applicazione di tali misure dovrebbe essere sempre giustificata e trasparente e dovrebbe tenere sempre conto della situazione socioeconomica specifica dello Stato membro in questione, al fine di non intralciare gli investimenti regionali e locali, che sono assolutamente essenziali per le economie degli Stati membri e, in particolare, per le piccole e medie imprese (PMI), dal momento che questi investimenti massimizzano la crescita e la creazione di posti di lavoro e stimolano la competitività e la produttività, soprattutto in periodi di forte pressione sulla spesa pubblica; attira l'attenzione, per quanto riguarda i casi dei due Stati membri oggetto delle decisioni del Consiglio del 12 luglio 2016, che hanno stabilito sanzioni nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi, a norma dell'articolo 126, paragrafo 8, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sulla proposta della Commissione del 27 luglio 2016 e sulla successiva decisione del Consiglio dell'8 agosto 2016 di annullare le ammende che avrebbero potuto essere inflitte, tenendo conto della richiesta motivata degli Stati membri in parola, del difficile contesto economico, degli sforzi compiuti da entrambi nel settore delle riforme e dei loro impegni a rispettare le regole del patto di stabilità e crescita; ritiene in tale contesto che la proposta di sospendere una parte degli impegni del 2017 a titolo dei fondi SIE, nel quadro delle misure che collegano la loro efficacia con una robusta governance economica, dovrebbe tener conto del parere del Parlamento, espresso durante il dialogo strutturato;

5.  accoglie con favore l'approccio costante della Commissione volto a limitare il numero di raccomandazioni, nonché i suoi sforzi tesi a razionalizzare il semestre includendo principalmente temi chiave prioritari sul piano macroeconomico e sociale nell'ambito della definizione degli obiettivi strategici per i 18 mesi successivi; ribadisce che ciò agevola l'attuazione delle raccomandazioni in base a una serie esaustiva e significativa di criteri sociali ed economici esistenti; sottolinea che una riduzione del numero di raccomandazioni dovrebbe portare anche a un orientamento tematico migliore; sottolinea la necessità di ridurre le disparità economiche tra gli Stati membri e di raggiungere una convergenza verso l'alto;

6.  sostiene pienamente gli sforzi compiuti per garantire una maggiore titolarità nazionale nella formulazione e nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese come processo di riforma continuo; ritiene che, al fine di aumentare la titolarità nazionale e promuovere l'efficace attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, e poiché le autorità locali e regionali devono attuare più della metà delle raccomandazioni specifiche per paese, queste ultime dovrebbero essere chiaramente enunciate in base a priorità strutturate e ben definite a livello europeo, con il coinvolgimento dei parlamenti nazionali e delle autorità locali e regionali ove opportuno; ribadisce che, alla luce della ripartizione dei poteri e delle competenze nei diversi Stati membri, l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese potrebbe migliorare con la partecipazione attiva delle autorità locali e regionali e, a tal fine, sostiene la proposta di un codice di condotta per il coinvolgimento delle autorità locali e regionali nel semestre europeo, come proposto dal Comitato delle regioni; chiede agli Stati membri di garantire un adeguato controllo democratico dei programmi nazionali di riforma nei rispettivi parlamenti nazionali;

7.  sottolinea che la lunga crisi economica dell'Europa ha messo in evidenza la forte necessità di facilitare gli investimenti in settori quali l'istruzione, l'innovazione e la ricerca e sviluppo, rafforzando nel contempo la competitività dell'UE mediante il perseguimento di riforme strutturali sostenibili per stimolare la creazione di posti di lavoro di qualità e l'attuazione di politiche di bilancio responsabili volte a creare un contesto migliore per il lavoro, le imprese (in particolare le PMI) e gli investimenti; prende atto dell'impatto del Fondo europeo per gli investimenti strategici, dopo un anno di funzionamento; sottolinea l'importanza di rafforzare l'utilizzo del FEIS nelle regioni meno sviluppate e in transizione e il carattere realmente supplementare dei suoi investimenti pur intensificando gli sforzi per sviluppare piattaforme di investimento, anche a livello regionale;

8.  evidenzia che i tassi di disoccupazione tuttora troppo elevati, in particolare quelli della disoccupazione giovanile, dimostrano come la capacità di creare un'occupazione di qualità sia ancora limitata in vari Stati membri; sottolinea che sono necessari ulteriori interventi, in consultazione con le parti sociali e secondo le prassi nazionali, per rafforzare gli investimenti nelle competenze, rendere i mercati del lavoro più inclusivi e ridurre l'esclusione sociale e le crescenti disuguaglianze di reddito e ricchezza, mantenendo nel contempo una solida gestione di bilancio; osserva che sono necessarie misure di sostegno per facilitare l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI, se si vuole affrontare in modo efficace la disoccupazione costantemente elevata in molti Stati membri;

9.  sottolinea che l'attuale situazione economica, che unisce eccedenze di liquidità a tassi di interesse prossimi alla soglia dello zero, prospettive di domanda debole e investimenti e spese limitati da parte delle famiglie e delle imprese, impone l'attuazione della nuova combinazione di politiche presentata dalla Commissione allo scopo di creare occupazione; osserva che la politica monetaria da sola non è sufficiente a stimolare la crescita se mancano gli investimenti e riforme strutturali sostenibili;

Priorità e obiettivi delle raccomandazioni del 2016

10.  sottolinea la raccomandazione della Commissione concernente l'uscita di tre Stati membri dalla procedura per i disavanzi eccessivi; conviene con la Commissione sul fatto che le attuali eccedenze elevate e significative delle partite correnti suggeriscono la necessità di stimolare la domanda e gli investimenti, in particolare quelli a lungo termine, per far fronte alle sfide future nel settore dei trasporti e delle comunicazioni, dell'economia digitale, dell'istruzione, dell'innovazione e della ricerca, dei cambiamenti climatici, dell'energia, della tutela ambientale e dell'invecchiamento demografico; invita la Commissione a continuare a promuovere politiche di bilancio responsabili e sostenibili che sostengano la crescita e la ripresa in tutti gli Stati membri, ponendo maggiore enfasi sugli investimenti e su una spesa pubblica efficace e sostenendo riforme strutturali sostenibili e socialmente equilibrate;

11.  prende atto che sono necessarie ulteriori misure per aumentare le opportunità di finanziamento, in particolare per le PMI, e ridurre i prestiti in sofferenza nella zona euro conformemente alla legislazione dell'UE, al fine di rendere più sani i bilanci delle banche e quindi aumentare la loro capacità di concedere prestiti all'economia reale; sottolinea l'importanza di completare gradualmente e attuare l'Unione bancaria e sviluppare l'Unione dei mercati dei capitali allo scopo di creare un contesto stabile per gli investimenti e la crescita ed evitare la frammentazione del mercato finanziario della zona euro;

12.  sottolinea il fatto che gli investimenti privati finora hanno registrato un ritardo e non sono riusciti a portare una crescita sostenibile e inclusiva nell'UE né a contribuire al miglioramento del contesto imprenditoriale; ritiene che la politica monetaria debba essere accompagnata da adeguate politiche fiscali miranti a migliorare la crescita nell'UE, in linea con le norme del patto di stabilità e crescita, comprese le clausole sulla flessibilità; rileva che gli investimenti a livello di governi subnazionali sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni, pur attestandosi ancora a circa il sessanta per cento degli investimenti pubblici nell'UE; sottolinea che gli strumenti della politica di investimento, quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici e i fondi strutturali e d'investimento europei, richiedono una combinazione adeguatamente calibrata e una complementarità tra di essi allo scopo di potenziare il valore aggiunto della spesa dell'Unione attirando risorse aggiuntive dagli investitori privati; sottolinea, pertanto, che il programma di sostegno alle riforme strutturali dovrebbe coinvolgere le autorità locali e regionali nella fase di ideazione del progetto delle riforme strutturali in questione;

Risposte politiche e conclusioni

13.  sottolinea la necessità di migliorare la capacità complessiva dell'UE di generare crescita, creare e mantenere posti di lavoro di qualità e quindi far fronte agli elevati livelli di disoccupazione istituendo un quadro normativo favorevole alla crescita; considera che la migrazione potrebbe contribuire a compensare gli effetti negativi dell'invecchiamento della popolazione, in funzione della capacità degli Stati membri di usare in modo migliore le competenze dei migranti e di adattare i sistemi di gestione della migrazione lavorativa alle esigenze del mercato del lavoro;

14.  sottolinea l'importanza di sistemi d'istruzione inclusivi che promuovano l'innovazione e la creatività e insegnino competenze pertinenti al mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda l'istruzione professionale; osserva che dovrebbe essere mantenuto un giusto compromesso, evitando una corsa al ribasso negli stipendi e negli standard occupazionali, tra i costi economici, sociali e umani secondo i valori dell'UE di solidarietà e sussidiarietà, concentrandosi nel contempo sugli investimenti nel capitale umano, nella ricerca e lo sviluppo, nel miglioramento dei sistemi d'istruzione e di formazione professionale, compreso l'apprendimento permanente; reputa che siano necessarie politiche ben concepite per promuovere l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo allo scopo di sostenere la produttività, creare una crescita sostenibile stabile e contribuire ad affrontare le attuali sfide strutturali, colmando così il divario di innovazione esistente con le altre economie;

15.  invita la Commissione ad assegnare la priorità alle misure volte a ridurre gli ostacoli a maggiori flussi di investimenti e scambi, che a livello di UE sorgono dalla mancanza di chiarezza in merito alle strategie da seguire, soprattutto nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni e dell'economia digitale; prende atto degli effetti sui prestiti bancari in seguito all'adozione dell'Unione bancaria e, a livello nazionale, degli ordinamenti giuridici onerosi, della corruzione, della mancanza di trasparenza nel settore finanziario, della burocrazia obsoleta, della digitalizzazione inadeguata dei servizi pubblici, dell'errata allocazione delle risorse, della presenza di ostacoli al mercato interno nel settore bancario e assicurativo e dei sistemi d'istruzione che continuano a non essere in sincronia con i requisiti del mercato del lavoro e del completamento del mercato unico;

16.  deplora il fatto che nell'ambito della strategia Europa 2020, primo programma dell'UE ad annoverare la lotta contro la povertà tra i suoi elementi, l'obiettivo di ridurre la povertà nell'Unione non sarà conseguito; ritiene che l'obiettivo della lotta contro la povertà dovrebbe essere incluso fin dalle prime fasi delle politiche dell'UE;

17.  sottolinea l'importanza di evitare un cuneo fiscale eccessivo sul lavoro, dato che un'imposizione fiscale eccessiva disincentiva gli inattivi, i disoccupati, le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare e i cittadini con un reddito basso a ritornare nel mondo del lavoro;

18.  prende atto delle discussioni in corso tra la Commissione e gli Stati membri sulla metodologia di calcolo del divario tra prodotto effettivo e potenziale;

19.  osserva che occorre adoperarsi per rimuovere le barriere agli investimenti che persistono negli Stati membri e consentire una combinazione più adeguata verso politiche che favoriscono la crescita sostenibile, con una vera attenzione alla spesa destinata alla ricerca e allo sviluppo; ritiene che il sostegno del settore pubblico e privato alla ricerca e agli istituti di istruzione superiore rappresenti un fattore cruciale per un'economia europea più competitiva e che la fragilità o l'assenza delle infrastrutture ponga taluni paesi in una condizione di grande svantaggio; sottolinea che non esistono requisiti ideali di politica di innovazione dell'UE validi per tutti ma che, per colmare il divario di capacità di innovazione nell'Unione, sono raccomandabili politiche in materia di innovazione sufficientemente differenziate negli Stati membri, basate sulle storie di successo che sono già state realizzate;

20.  accoglie con favore l'accordo conseguito alla conferenza sul clima di Parigi (COP 21) nel dicembre 2015 e invita gli Stati membri e la Commissione ad attuarlo;

Contributi settoriali al semestre europeo 2016

Politiche occupazionali e sociali

21.  ritiene che la Commissione e il Consiglio dovrebbero prefiggersi l'obiettivo di accompagnare i processi di risanamento di bilancio con misure volte a favorire la riduzione delle disparità e segnala che il processo del Semestre europeo dovrebbe contribuire a fornire risposte alle sfide sociali esistenti ed emergenti, assicurando quindi un'economia più efficace; osserva che gli investimenti sociali nel capitale umano devono costituire una misura complementare fondamentale dato che il capitale umano è uno dei fattori di crescita e un motore della competitività e dello sviluppo; chiede che le grandi riforme strutturali propugnate dalle raccomandazioni specifiche per paese siano accompagnate da una valutazione dell'impatto sociale degli effetti di tali riforme a breve, medio e lungo termine allo scopo di comprenderne meglio le conseguenze sociali, economiche ed occupazionali, in particolare l'impatto sulla creazione di posti di lavoro e sulla crescita economica;

22.  sottolinea che la disoccupazione, e in particolare quella giovanile, rimane un problema prioritario per le società europee e che, secondo la Commissione, la disoccupazione sta continuando a diminuire gradualmente, pur restando al di sopra dei livelli del 2008, con 21,2 milioni di disoccupati nell'aprile 2016 ed enormi differenze tra gli Stati membri; segnala l'esigenza di una valutazione qualitativa e quantitativa dei posti di lavoro creati onde evitare un aumento dei tassi di occupazione come mera conseguenza di un occupazione precaria o di un calo della manodopera; rileva che, nonostante i risultati conseguiti in termini di competenze e conoscenze, i sistemi di istruzione e di formazione di alcuni Stati membri non sono efficaci a livello internazionale e presentano crescenti lacune di competenze, fattore che concorre al fatto che il 39% delle imprese incontrano difficoltà nel trovare personale con le competenze richieste; insiste sul fatto che le raccomandazioni specifiche per paese assegnino una priorità più alta al superamento degli squilibri strutturali sul mercato del lavoro, inclusa la disoccupazione a lungo termine e l'asimmetria tra la domanda e l'offerta di competenze, e sottolinea la necessità di investire e sviluppare ulteriormente i sistemi di istruzione e di formazione, fornendo alla società gli strumenti e le capacità per riadattarsi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro;

23.  segnala che dal 2008 al 2014 il numero di persone nell'UE a rischio di povertà e di esclusione sociale è aumentato di 4,2 milioni, attestandosi in totale a più di 22 milioni (22,3 %); osserva che la Commissione ha affermato che la maggior parte degli Stati membri sono ancora alle prese con la grave eredità sociale della crisi; chiede uno sforzo maggiore da parte della Commissione e degli Stati membri per ridurre la povertà, l'esclusione sociale e le disuguaglianze crescenti, al fine di affrontare le disparità economiche e sociali tra i diversi Stati membri e all'interno delle società; ritiene che la lotta alla povertà e all'esclusione sociale e la riduzione delle disuguaglianze debbano essere una delle priorità incluse nelle raccomandazioni specifiche per paese, in quanto aspetti fondamentali per conseguire una crescita economica duratura e un ritmo di attuazione socialmente sostenibile;

24.  ricorda che, come affermato dal Parlamento, le riforme socialmente responsabili devono basarsi sulla solidarietà, l'integrazione, la giustizia sociale e un'equa distribuzione della ricchezza, ossia su un modello che garantisca uguaglianza e tutela sociale, protegga i gruppi vulnerabili e innalzi il tenore di vita di tutti i cittadini;

25.  sostiene che la crescita economica deve garantire un impatto sociale positivo; plaude all'introduzione di tre nuovi indicatori in materia di occupazione nel quadro di valutazione macroeconomica; rinnova la richiesta che tali indicatori siano posti su un piano di parità con gli indicatori economici esistenti, garantendo che gli squilibri interni siano esaminati meglio e potenziando l'efficacia delle riforme strutturali; chiede a tale proposito, allo scopo di evitare un'applicazione selettiva, che si possa procedere a effettuare analisi approfondite, onde comprendere meglio il rapporto di causa-effetto tra politiche e azioni; propone di introdurre una procedura per gli squilibri sociali nell'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese per evitare una corsa al ribasso in termini di norme sociali, basandosi su un uso efficace dei parametri sociali e occupazionali nella sorveglianza macroeconomica; ritiene che l'eventuale equiparazione degli indicatori occupazionali con quelli economici debba essere accompagnata da una rivalutazione del ruolo del Consiglio EPSCO nel semestre europeo;

26.  ritiene che l'introduzione dei tre parametri occupazionali dimostri che la strategia europea per l'occupazione, compresi gli orientamenti per l'occupazione, riveste un ruolo importante nel processo di governance economica dell'UE, ma che siano necessari ulteriori sforzi, in particolare attraverso l'introduzione di parametri sociali;

27.  riconosce che la Commissione ha avviato i lavori per la creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali, tuttavia ribadisce l'esigenza di definire i risultati del processo di consultazione e di intraprendere nuove azioni efficaci mirate a conseguire un'UE più approfondita ed equa e a svolgere un ruolo rilevante nell'affrontare le disuguaglianze; evidenza a questo proposito la relazione dei cinque presidenti che sollecita una maggiore convergenza economica e sociale, ma riconosce l'assenza di una soluzione valida per tutti; ritiene, in questo senso, che ogni politica comune dovrebbe essere adattata ai singoli Stati membri; ritiene che l'azione europea debba affrontare altresì le disuguaglianze e le disparità di reddito negli Stati membri senza limitarsi a far fronte alla situazione di coloro che versano in maggiori difficoltà;

28.  riconosce che il semestre europeo è ora maggiormente incentrato sui risultati occupazionali e sociali; chiede agli Stati membri, nel rispetto delle loro prerogative, un'azione urgente per assicurare un lavoro dignitoso con salari sufficienti, l'accesso a un reddito minimo adeguato e alla previdenza sociale (fattori che hanno già ridotto il tasso di povertà dal 26,1% al 17,2%) e servizi pubblici di qualità, inoltre sostiene lo sviluppo e l'introduzione di un sistema di sicurezza sociale adeguato e sostenibile; invita la Commissione a sostenere e a scambiare le migliori prassi con gli Stati membri, onde migliorare la capacità amministrativa a livello nazionale, regionale e locale, in quanto si tratta di una sfida centrale per rilanciare gli investimenti a lungo termine e garantire la creazione di occupazione e una crescita sostenibile;

29.  sottolinea che l'offerta e la gestione dei sistemi di sicurezza sociale sono di competenza degli Stati membri e che l'Unione coordina ma non armonizza;

30.  riconosce che la fissazione delle retribuzioni è una competenza degli Stati membri che, in quanto tale, deve essere rispettata conformemente al principio di sussidiarietà;

31.  prende atto del fatto che la disoccupazione giovanile è calata, ma sottolinea che rimane ancora a livelli incredibilmente elevati, con oltre 4 milioni di persone con meno di 25 anni disoccupate nell'UE, di cui 2,885 milioni nell'area dell'euro; deplora il fatto che, più di 3 anni dopo il lancio dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, i risultati dell'attuazione della garanzia per i giovani siano così incerti e talvolta inefficaci; invita la Commissione a presentare nell'ottobre 2016 un'analisi approfondita della sua attuazione che serva da base per la prosecuzione del programma;

32.  ricorda che in molti Stati membri le indennità di disoccupazione calano anno dopo anno, a causa, tra l'altro, della disoccupazione di lunga durata, e che aumenta pertanto il numero di persone che vive sotto la soglia di povertà ed esclusione sociale; chiede di garantire adeguate indennità di disoccupazione affinché i cittadini possano vivere con dignità e misure per una integrazione agevole di tali cittadini nel mercato del lavoro;

33.  sottolinea il fatto che gli squilibri nei sistemi pensionistici sono fondamentalmente dovuti alla disoccupazione, al deprezzamento dei salari e alla precarizzazione del lavoro; chiede pertanto riforme che garantiscano adeguati finanziamenti per un primo forte pilastro delle pensioni che assicuri pensioni dignitose o almeno al di sopra della soglia di povertà;

34.  ricorda ancora una volta che la libera circolazione delle persone è fondamentale per migliorare la convergenza e l'integrazione tra i paesi europei;

35.  prende atto dell'aumento del numero di raccomandazioni (a cinque Stati membri) relative ai regimi di reddito minimo, tuttavia, considerando che le ampie diseguaglianze di reddito sono dannose non solo per la coesione sociale ma anche per la crescita economica sostenibile (come recentemente dichiarato sia dal FMI sia dall'OCSE), invita la Commissione a tenere fede alla promessa del presidente Junker pronunciata nel suo discorso inaugurale e intesa a fornire un reddito adeguato a tutti i cittadini europei attraverso un quadro europeo per il reddito minimo al fine di coprire le spese di sostentamento primario, rispettando nel contempo le prassi nazionali e il principio di sussidiarietà;

36.  esprime preoccupazione per l'aumento delle disparità di reddito in parte connesse a riforme inefficaci del mercato del lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare misure che migliorino la qualità dei posti di lavoro in modo da ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, unitamente a misure che innalzino i salari minimi a livelli dignitosi e rafforzino la contrattazione collettiva e la posizione dei lavoratori nei sistemi di determinazione delle retribuzioni al fine di ridurre la dispersione salariale; segnala che negli ultimi decenni alla dirigenza aziendale è stata destinata una quota maggiore dei benefici economici, mentre le retribuzioni dei lavoratori hanno registrato una stagnazione o un calo; ritiene che tale dispersione eccessiva degli stipendi aumenti le disuguaglianze e pregiudichi la produttività e la competitività delle imprese;

37.  esprime preoccupazione per il fatto che la disoccupazione di lunga durata resta ancora alta, attestandosi 10,5 milioni di persone nell'UE, e ricorda che l'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro è cruciale per garantire la sostenibilità dei sistemi di protezione sociale, nonché per la loro autostima; deplora pertanto la mancanza di misure da parte degli Stati membri nell'attuare la raccomandazione del Consiglio sull'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro; ribadisce la sua richiesta alla Commissione finalizzata a sostenere gli sforzi per creare opportunità di apprendimento permanente inclusive per lavoratori e disoccupati di tutte le età e per adottare quanto prima possibile misure per migliorare l'accesso ai finanziamenti dell'UE e mobilitare risorse supplementari ove possibile;

38.  ritiene che la protezione sociale, comprese le pensioni e i servizi quali l'assistenza sanitaria, l'assistenza all'infanzia e l'assistenza a lungo termine, rimanga essenziale per una crescita equilibrata e inclusiva e per una vita lavorativa più lunga, nonché per creare occupazione e ridurre le disuguaglianze; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche che garantiscano la sufficienza, l'adeguatezza, l'efficienza nonché la qualità dei sistemi di protezione sociale durante tutto il ciclo di vita di una persona, garantendo una vita decente, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo l'inclusione con l'obiettivo di eliminare la povertà, soprattutto per coloro che sono esclusi dal mercato del lavoro e per i gruppi più vulnerabili;

39.  sottolinea gli ostacoli e le barriere, sia fisiche che digitali, che a tutt'oggi incontrano le persone con disabilità; auspica che il Disability Act varato dalla Commissione possa avere pronta attuazione e concentrarsi con efficacia sulle misure specifiche per promuovere l'inclusione e l'accesso;

Mercato interno

40.  accoglie con favore la presenza di un gran numero di raccomandazioni specifiche per paese mirate a sostenere un mercato unico integrato e ben funzionante, comprese le opportunità di finanziamento e di investimento che sostengono le imprese, in particolare le PMI, e a favorire la creazione di occupazione, l'e-government, gli appalti pubblici e il riconoscimento reciproco, ivi compreso il riconoscimento reciproco delle qualifiche; sottolinea che l'applicazione è fondamentale per rendere evidente l'impatto di tali ambiti strategici; ritiene a tale proposito cruciale che la Commissione presti la massima attenzione possibile, nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese, all'introduzione di riforme di lungo periodo con un impatto rilevante, soprattutto in relazione agli investimenti sociali, all'occupazione e alla formazione;

41.  osserva che il mercato unico rappresenta uno dei fondamenti dell'economia dell'UE e sottolinea che un mercato unico inclusivo, caratterizzato da una governance rafforzata che favorisce il miglioramento della regolamentazione e della concorrenza, costituisce uno strumento fondamentale per migliorare la crescita, la coesione, l'occupazione e la competitività nonché per salvaguardare la fiducia delle imprese e dei consumatori; invita pertanto la Commissione a monitorare i progressi compiuti dagli Stati membri e ribadisce l'importanza dell'inclusione formale del pilastro del mercato unico nel Semestre europeo in modo da consentire un monitoraggio continuo degli indicatori del mercato unico, consentendo una verifica e una valutazione sistematica dei progressi compiuti dagli Stati membri rispetto alle raccomandazioni specifiche per paese;

42.  si compiace che la Commissione sia determinata ad affrontare la mancanza di coordinamento fiscale all'interno dell'UE, in particolare le difficoltà incontrate dalle PMI a causa della complessità delle diverse normative nazionali sull'IVA; invita la Commissione a valutare la fattibilità di un coordinamento aggiuntivo e, in particolare, la possibilità di un approccio semplificato all'IVA nel mercato unico digitale;

43.  deplora le barriere tuttora esistenti oppure create che ostacolano il funzionamento corretto e l'integrazione del mercato unico; richiama l'attenzione, in particolare, sul recepimento e l'attuazione parziali della direttiva sui servizi da parte di numerosi Stati membri, e chiede alla Commissione di applicare in maniera più efficace quanto sottoscritto dagli Stati membri nell'ambito della legislazione dell'UE; ricorda l'impegno della Commissione di ricorrere, se necessario, alle procedure di infrazione per garantire la piena attuazione della normativa sul mercato unico di beni e servizi e nel settore digitale;

44.  evidenzia che alla base del sistema del riconoscimento delle qualifiche professionali vi sono i principi della fiducia reciproca tra gli ordinamenti giuridici e la mutua verifica della qualità delle qualifiche; osserva che sono necessarie ulteriori azioni per attuare meglio il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali; sottolinea che, data la frammentazione del mercato unico che limita l'attività economica e le possibilità di scelta per i consumatori, è essenziale un'applicazione corretta e una regolamentazione migliore in tutti i settori commerciali e per quanto riguarda sia la legislazione vigente sia quella futura; accoglie con favore l'attività di censimento delle professioni e delle qualifiche regolamentate, che consentirà di creare una banca dati pubblica interattiva suscettibile di sostenere i piani d'azione nazionali degli Stati membri;

45.  deplora che le raccomandazioni specifiche per paese lascino ancora spazio a carenze in materia di appalti pubblici, quali la mancanza di concorrenza e di trasparenza, e segnala che 21 Stati membri non hanno recepito pienamente il pacchetto legislativo, il che ha comportato distorsioni nel mercato; invita la Commissione a intervenire prontamente per garantire che gli Stati membri rispettino i loro obblighi giuridici, adottando le necessarie procedure di infrazione; invita la Commissione a monitorare sistematicamente in maniera efficiente e trasparente che le procedure amministrative non costituiscano un onere sproporzionato per le imprese o impediscano alle PMI di partecipare agli appalti pubblici;

46.  sostiene gli Stati membri nei loro sforzi volti a modernizzare i servizi dell'amministrazione pubblica, in particolare attraverso l'e-government, e sollecita una migliore cooperazione transfrontaliera, la semplificazione delle procedure amministrative e l'interoperabilità delle amministrazioni pubbliche nell'interesse di tutte le imprese e di tutti i cittadini, invitando nel contempo la Commissione, laddove la digitalizzazione dei servizi pubblici sia finanziata con il bilancio dell'UE, a impegnarsi in maniera più efficiente nel monitoraggio dell'uso appropriato delle risorse;

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47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Presidenti del Consiglio, della Commissione, dell'Eurogruppo e della BCE, nonché ai parlamenti nazionali.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0058.
(2) Testi approvati, P8_TA(2015)0238.
(3) GU C 165 E dell'11.6.2013, pag. 24.
(4) GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.
(5) GU C 24 del 22.1.2016, pag. 2.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0358.

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