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Procedura : 2016/2306(INI)
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Ciclo del documento : A8-0039/2017

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A8-0039/2017

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CRE 14/02/2017 - 18

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PV 15/02/2017 - 7.11
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P8_TA(2017)0038

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Mercoledì 15 febbraio 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017
P8_TA(2017)0038A8-0039/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 febbraio 2017 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017 (2016/2306(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e, in particolare, l'articolo 121, paragrafo 2, gli articoli 126 e 136, e il protocollo n. 12 sulla procedura per i disavanzi eccessivi,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–   visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità,

–  visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,

–  visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(1),

–  vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(8),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 15 gennaio 2016 sull'analisi annuale della crescita 2016,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'8 marzo 2016 sulla relazione sulla sostenibilità di bilancio 2015,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 17 e 18 marzo 2016,

–  vista la dichiarazione dell'Eurogruppo, del 9 settembre 2016, sui principi comuni per migliorare lo stanziamento delle spese,

–  visto il rapporto annuale 2015 della Banca centrale europea,

–  viste le previsioni economiche della Commissione europea dell'autunno 2016, del 9 novembre 2016,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 13 gennaio 2015, dal titolo "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" (COM(2015)0012),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Analisi annuale della crescita 2017" (COM(2016)0725),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, sulla raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2016)0726),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Verso un orientamento positivo della politica di bilancio della zona euro" (COM(2016)0727),

–  vista la relazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Relazione 2017 sul meccanismo di allerta" (COM(2016)0728),

–  visto il dibattito con i parlamenti nazionali nell'ambito dell'edizione 2017 della Settimana parlamentare europea,

–  vista la relazione dal titolo "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa" ("relazione dei cinque presidenti"),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 ottobre 2015, sulle tappe verso il completamento dell'Unione economica e monetaria (COM(2015)0600),

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2015 sulla verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide(9),

–  vista la relazione annuale 2015 dell'Osservatorio sulla ristrutturazione in Europa di Eurofound,

–  visto il comunicato adottato dai leader del G20 in occasione del vertice di Hangzhou del 4 e 5 settembre 2016,

–  vista la dichiarazione resa dal presidente della Banca centrale in occasione del 34º incontro del Comitato monetario e finanziario internazionale il 7 ottobre 2016,

–  visto l'accordo della COP 21 adottato il 12 dicembre 2015 in occasione della conferenza di Parigi sul clima,

–  vista la risoluzione del Comitato europeo delle regioni sul semestre europeo 2016 e alla luce dell'analisi annuale della crescita 2017 (12 ottobre 2016),

–  vista la relazione annuale sulle PMI europee 2015/2016,

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 26 agosto 2016, sull'attuazione della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (COM(2016)0534),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0039/2017),

A.  considerando che l'economia dell'Unione europea si sta lentamente riprendendo e cresce a un ritmo moderato, benché in modo disomogeneo nei diversi Stati membri;

B.  considerando che le proiezioni della Commissione sulla crescita del PIL reale nel 2016 sono dell'1,8 % per l'UE e dell'1,7 % per la zona euro e rispettivamente dell'1,6 % e dell'1,7 % nel 2017, e che nel 2016 il debito pubblico dovrebbe attestarsi all'86,0 % nell'UE e al 91,6 % nella zona euro; che il disavanzo della zona euro dovrebbe attestarsi all'1,7 % del PIL nel 2016 e all'1,5 % nel 2017 e nel 2018;

C.  considerando che la spesa per i consumi è attualmente il principale fattore trainante della crescita e si prevede che rimarrà stabile nel 2017; che, tuttavia, l'Europa continua a dovere affrontare una situazione di forte "divario negli investimenti" in cui gli investimenti rimangono ben al di sotto dei livelli precedenti alla crisi;

D.  considerando che il tasso di occupazione nell'UE sta crescendo, sebbene a un ritmo disomogeneo e insufficiente, riducendo al 10,1 % la disoccupazione della zona euro nel 2016, ma che ciò non è sufficiente per frenare significativamente la disoccupazione giovanile e quella di lunga durata;

E.  considerando che la ripresa del mercato del lavoro e la crescita variano tra i diversi Stati membri e continuano a essere fragili; che è necessario promuovere la convergenza verso l'alto nell'UE;

F.  considerando che la crescita dipende in grande misura da politiche monetarie non convenzionali che non possono durare per sempre; che ciò avvalora la richiesta di un approccio politico su tre fronti, comprendente investimenti favorevoli alla crescita, riforme strutturali sostenibili e finanze pubbliche responsabili attraverso un'attuazione coerente del patto di stabilità e crescita (PSC) in tutti gli Stati membri, nel pieno rispetto delle clausole di flessibilità esistenti;

G.  considerando che alcuni Stati membri presentano un debito pubblico e privato molto elevato che eccede la soglia del 60 % del PIL prevista dal PSC;

H.  considerando che, nell'ambito delle valutazioni della Commissione sui documenti programmatici di bilancio (DPB) degli Stati membri della zona euro per il 2017, in nessun DPB sono stati riscontrati casi di inosservanza particolarmente grave delle disposizioni del PSC, ma che, in molti casi, gli aggiustamenti di bilancio programmati sono insufficienti, o rischiano di esserlo, rispetto ai requisiti del PSC;

I.  considerando che, nell'ambito delle valutazioni della Commissione sul DPB degli Stati membri della zona euro per il 2017, solo nove Stati membri sono risultati conformi agli obblighi del PSC;

J.  considerando che la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche degli Stati membri dell'UE è una fonte di preoccupazione per l'equità intergenerazionale;

K.  considerando che l'entità del debito pubblico può risentire delle passività sia potenziali sia implicite;

L.  considerando che alcuni Stati membri registrano avanzi delle partite correnti molto elevati e che gli squilibri macroeconomici europei sono ancora notevoli;

M.  considerando che l'UE chiede notevoli sforzi aggiuntivi in termini di investimenti pubblici e privati, in particolare in settori quali l'istruzione, la ricerca, le TIC e l'innovazione, nonché per creare nuovi posti di lavoro, imprese e società, allo scopo di concretizzare il suo potenziale di crescita e di colmare l'attuale situazione di "divario negli investimenti" in cui gli investimenti rimangono ai livelli precedenti alla crisi; che, al tal fine, è necessario in particolare un miglioramento dell'ambiente normativo;

N.  considerando che l'elevato livello di prestiti in sofferenza resta un grave problema in diversi Stati membri; che la crescita del credito sta recuperando gradualmente, ma è ancora al di sotto dei livelli precedenti alla crisi;

O.  considerando che, al fine di migliorare gli insufficienti livelli di competitività dell'UE a livello globale e di favorire la crescita economica, sono necessari una migliore attuazione della nuova combinazione di politiche, riforme strutturali intelligenti negli Stati membri e il completamento del mercato unico;

P.  considerando che le economie con regimi fallimentari più punitivi rinunciano alla potenziale crescita del valore aggiunto e dell'occupazione, il che richiede la piena attuazione del principio della seconda opportunità contenuto nello "Small Business Act" per l'Europa da parte di tutti gli Stati membri;

Q.  considerando che la competitività europea dipende in larga misura anche da elementi non tariffari relativi all'innovazione, alla tecnologia e alle capacità organizzative, e non soltanto da prezzi, costi e salari;

R.  considerando che la direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento è stata concepita per aiutare le società che si trovano ad affrontare costi elevati o addirittura il fallimento provocato da ritardi nei pagamenti da parte di aziende private e pubbliche; che la valutazione ex-post esterna ha rivelato che gli enti pubblici di oltre la metà di tutti gli Stati membri non rispettano ancora il limite di 30 giorni per il pagamento imposto dalla legge; che la relazione ha rilevato che gli Stati membri, nell'ambito dei programmi di aggiustamento, hanno difficoltà ad applicare la direttiva quando il pagamento rapido di fatture correnti deve essere bilanciato con il rimborso del debito accumulato;

1.  accoglie con favore l'analisi annuale della crescita 2017 presentata dalla Commissione, che conferma la strategia di un triangolo virtuoso basato su investimenti pubblici e privati, riforme strutturali socialmente equilibrate e finanze pubbliche responsabili, e chiede una migliore attuazione di tale combinazione di politiche; concorda sul fatto che è necessario avanzare più rapidamente nell'adozione delle riforme, in linea con le raccomandazioni specifiche per paese, per conseguire gli obiettivi in materia di crescita e occupazione, in modo da sostenere la ripresa economica; si rammarica, pertanto, per il tasso di attuazione molto basso delle raccomandazioni specifiche per paese, passato dall'11 % nel 2012 a solo il 4 % nel 2015; sottolinea che gli Stati membri dovranno intensificare i loro sforzi di riforma se intendono tornare a crescere e a creare occupazione; conviene sulla priorità attribuita dalla Commissione alla promozione dell'occupazione, della crescita e degli investimenti per l'Unione;

2.  prende atto dell'eccessiva dipendenza attuale dalla politica monetaria della Banca centrale europea e osserva che, in assenza di investimenti e riforme strutturali sostenibili, la politica monetaria da sola non è sufficiente a stimolare la crescita;

3.  concorda con la Commissione sul fatto che la zona euro dovrebbe fare sempre più affidamento sulla domanda interna; ritiene che una domanda interna più forte contribuirebbe alla crescita sostenibile della zona euro;

4.  rileva che nel 2016 la crescita continua a ritmo moderato ma positivo, superando i livelli precedenti alla crisi, ma che tale aumento contenuto deve essere considerato alla luce di una politica monetaria straordinaria, e osserva che la crescita resta debole e disomogenea fra gli Stati membri; nota con preoccupazione che i tassi di crescita del PIL e della produttività sono ancora al di sotto del loro pieno potenziale, che di conseguenza non è il momento di sedersi sugli allori e che tale ripresa moderata richiede un impegno incessante per ottenere una maggiore resilienza attraverso una crescita più forte e un aumento dell'occupazione;

5.  osserva che il referendum nel Regno Unito ha creato incertezze per l'economia europea e i mercati finanziari; rileva che il risultato delle recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America ha creato un'incertezza politica che probabilmente si ripercuoterà sull'economia europea, non da ultimo per quanto riguarda le relazioni commerciali internazionali;

6.  rileva con preoccupazione la reazione negativa nei confronti della globalizzazione e l'aumento del protezionismo;

7.  osserva che, mentre in media la disoccupazione sta gradualmente diminuendo e i tassi di attività stanno crescendo, in molti Stati membri persistono problemi strutturali; osserva che i tassi della disoccupazione di lungo termine e giovanile rimangono elevati; rileva che negli Stati membri interessati è necessario attuare riforme inclusive del mercato del lavoro nel pieno rispetto del dialogo sociale, se tali problemi strutturali devono essere affrontati;

8.  sottolinea che il tasso di investimento nell'UE e nella zona euro è ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi; sottolinea che questo "divario negli investimenti" deve essere colmato con investimenti pubblici e privati e sottolinea che soltanto investimenti mirati possono produrre in tempi brevi risultati visibili e di portata adeguata; concorda con la Commissione sul fatto che il contesto dei bassi costi dei finanziamenti è favorevole all'anticipazione degli investimenti, in particolare nelle infrastrutture;

Investimenti

9.  concorda con la Commissione sul fatto che l'accesso ai finanziamenti e il rafforzamento del mercato unico sono fondamentali per l'innovazione e la crescita delle imprese; sottolinea che i nuovi requisiti relativi ai capitali e alla liquidità, pur essendo necessari per migliorare la resilienza del settore bancario, non dovrebbero compromettere la capacità delle banche di concedere prestiti all'economia reale; ritiene che occorra compiere ulteriori sforzi per promuovere l'accesso delle PMI ai finanziamenti; esorta pertanto la Commissione a moltiplicare gli sforzi per migliorare l'ambiente finanziario;

10.  sottolinea che gli investimenti pubblici e privati nel capitale umano e nelle infrastrutture sono della massima importanza; ravvisa la forte necessità di agevolare gli investimenti in settori quali istruzione, innovazione e ricerca e sviluppo, che sono fattori cruciali per un'economia europea più competitiva;

11.  accoglie con favore la proposta della Commissione di estendere la durata e raddoppiare l'importo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); sottolinea che occorre migliorare sostanzialmente la copertura geografica e settoriale, per poter raggiungere gli obiettivi enunciati nel regolamento; sottolinea che il FEIS dovrebbe altresì attrarre finanziamenti per i progetti che presentano una dimensione transfrontaliera, distribuiti in modo equilibrato nell'Unione; sottolinea l'importanza di un miglior coordinamento tra gli Stati membri, la Commissione e il polo europeo di consulenza sugli investimenti;

12.  invita gli Stati membri e la Commissione ad accelerare e massimizzare l'utilizzo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), in modo da poter usufruire di tutti gli elementi trainanti della crescita interna e promuovere la convergenza verso l'alto;

13.  rileva che un sistema finanziario credibile e gli istituti che lo compongono sono fondamentali per attrarre investimenti e per la crescita dell'economia europea; sottolinea che la sicurezza e la stabilità dell'attuale sistema finanziario sono aumentate rispetto al livello pre-crisi; constata che, cionondimeno, alcune sfide pressanti rimangono irrisolte, come la quantità di prestiti in sofferenza accumulati durante la crisi finanziaria;

14.  sottolinea che un'Unione dei mercati dei capitali pienamente funzionante può, nel lungo periodo, offrire finanziamenti alternativi alle PMI, integrando quelli del settore bancario, e garantire fonti di finanziamento più diversificate per l'economia in generale; invita la Commissione ad accelerare i lavori sull'Unione dei mercati dei capitali, con l'obiettivo di conseguire una distribuzione del capitale più efficiente in tutta l'UE, migliorare la profondità dei mercati dei capitali dell'UE, aumentare la diversificazione per gli investitori, stimolare gli investimenti a lungo termine e fare pieno uso degli strumenti finanziari innovativi dell'UE concepiti per sostenere l'accesso ai mercati dei capitali per le PMI; sottolinea che il completamento dell'Unione dei mercati dei capitali non dovrebbe compromettere i risultati sinora ottenuti, bensì dovrebbe ambire a rappresentare un vantaggio, in definitiva, per i cittadini europei;

15.  sottolinea che occorre aumentare il finanziamento degli investimenti; chiede un sistema finanziario ben funzionante, nel quale una maggiore stabilità e le istituzioni transfrontaliere esistenti possano facilitare la liquidità e il market making, soprattutto per le PMI; constata altresì, a tale proposito, che le imprese a forte crescita hanno problemi di accesso al finanziamento; invita la Commissione a individuare e attuare progetti che supportino e attraggano investimenti basati sul mercato per tali imprese; sottolinea che le riforme per quanto riguarda la struttura bancaria non devono ostacolare la creazione di liquidità;

16.  incoraggia il graduale e totale completamento dell'Unione bancaria e lo sviluppo dell'Unione dei mercati dei capitali, al fine di aumentare la resilienza del settore bancario, contribuire alla stabilità finanziaria, creare un contesto di stabilità per gli investimenti e la crescita ed evitare la frammentazione del mercato finanziario della zona euro; evidenzia, in tale contesto, il principio di responsabilità e sottolinea che occorre evitare l'azzardo morale, in particolare al fine di proteggere i cittadini; sollecita il rispetto delle norme comuni esistenti;

17.  evidenzia che gli investimenti pubblici e privati sono fondamentali per consentire la transizione verso un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio; ricorda l'impegno assunto dall'Unione europea, in particolare nel quadro dell'accordo di Parigi, di finanziare la diffusione di tecnologie pulite, l'espansione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, nonché la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra;

18.  evidenzia che investimenti affidabili presuppongono un contesto normativo stabile, che consenta la remunerazione del capitale investito; ritiene che norme prevedibili, amministrazioni pubbliche efficienti e trasparenti, sistemi giuridici efficaci, condizioni di parità e oneri amministrativi ridotti siano fattori fondamentali per attrarre gli investimenti; sottolinea che il 40 % delle raccomandazioni specifiche per paese per il 2016 affronta il problema degli ostacoli agli investimenti, che le autorità locali e regionali possono contribuire a eliminare; esorta inoltre la Commissione ad adottare le azioni necessarie sulla base dell'invito a presentare contributi sul quadro normativo dell'UE in materia di servizi finanziari, al fine di ridurre la burocrazia, semplificare le norme e migliorare l'ambiente finanziario;

19.  riconosce il potenziale non sfruttato per la crescita della produttività e degli investimenti, che potrebbe essere valorizzato se fossero applicate pienamente le norme del mercato unico e se fossero meglio integrati i mercati dei prodotti e dei servizi; ricorda l'importanza delle raccomandazioni specifiche per paese nel segnalare i principali settori in cui è necessario intervenire negli Stati membri;

20.  concorda con la Commissione sul fatto che i vantaggi derivanti dagli scambi commerciali non sono sempre riconosciuti nel dibattito pubblico e sottolinea che il commercio internazionale può rappresentare una fonte significativa di occupazione per i cittadini europei, nonché un contributo decisivo per la crescita; ribadisce che attualmente più di 30 milioni di posti di lavoro sono sostenuti dalle esportazioni dell'UE; pone in evidenza che gli accordi commerciali internazionali non dovrebbero mettere in discussione le norme dell'UE in ambito regolamentare, sociale e ambientale, ma piuttosto rendere più rigorose tali norme a livello mondiale;

21.  rileva con preoccupazione che la quota UE dei flussi di investimenti diretti esteri mondiali è diminuita notevolmente dall'inizio della crisi; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare l'impegno per migliorare l'ambiente imprenditoriale per gli investimenti dando, tra l'altro, piena attuazione e applicazione alla legislazione dell'UE relativa al mercato unico; concorda sul fatto che occorre procedere più velocemente nell'adozione di riforme strutturali sostenibili, in linea con le raccomandazioni specifiche per paese, al fine di migliorare la competitività dell'Unione europea, promuovere un ambiente favorevole per le imprese (soprattutto per le PMI) e gli investimenti e creare crescita e occupazione, nonché favorire la convergenza verso l'alto fra gli Stati membri;

22.  insiste sulla necessità di salvaguardare le capacità di investimento a lungo termine degli istituti finanziari, come pure la redditività del risparmio a basso rischio e dei prodotti pensionistici a lungo termine, per non compromettere la sostenibilità dei risparmi e dei regimi pensionistici dei cittadini europei;

23.  sottolinea che le riforme strutturali devono essere accompagnate da investimenti a più lungo termine nei settori dell'istruzione, della ricerca, dell'innovazione e del capitale umano, segnatamente nell'istruzione e nella formazione volte a fornire nuove competenze e conoscenze; ritiene che i partenariati fra decisori politici, legislatori, ricercatori, produttori e innovatori possano anche essere considerati strumenti per promuovere gli investimenti, favorire una crescita intelligente e sostenibile e integrare i programmi di investimento;

Riforme strutturali

24.  concorda sul fatto che riforme strutturali sostenibili relative ai mercati di prodotti e servizi, come pure a un mercato del lavoro inclusivo, al mercato sanitario e ai mercati pensionistici e immobiliari, continuano a costituire una priorità negli Stati membri per riuscire in modo efficiente a sostenere la ripresa, combattere gli alti tassi di disoccupazione, stimolare la competitività, la concorrenza leale e le potenzialità di crescita, nonché migliorare l'efficienza dei sistemi di ricerca e innovazione, senza indebolire i diritti dei lavoratori, la tutela dei consumatori o le norme ambientali;

25.  ritiene che i mercati del lavoro efficienti e produttivi, in combinazione con un livello adeguato di protezione sociale e di dialogo, abbiano dimostrato di riprendersi più rapidamente dalla recessione economica; invita gli Stati membri a ridurre la frammentazione dei mercati del lavoro, aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e migliorare le competenze, anche attribuendo una maggiore importanza alla formazione e all'apprendimento permanente in modo da migliorare l'occupabilità e la produttività; rileva che alcuni Stati membri necessitano tuttora di riforme sostanziali, se intendono rendere i rispettivi mercati del lavoro più resilienti e inclusivi;

26.  sottolinea l'importanza di avviare o proseguire l'attuazione di riforme strutturali coerenti e sostenibili per conseguire la stabilità a medio e lungo termine; sottolinea che l'UE e gli Stati membri non possono competere esclusivamente in termini di costi generali o del lavoro, bensì devono investire di più nella ricerca, nell'innovazione e nello sviluppo, nell'istruzione e nelle competenze, oltre che nell'efficienza delle risorse, a livello sia nazionale che europeo;

27.  esprime preoccupazione per gli effetti degli sviluppi demografici sulle finanze pubbliche e sulla crescita sostenibile, condizionate fra l'altro da bassi indici di natalità, dall'invecchiamento delle società e dall'emigrazione; richiama l'attenzione, in particolare, sull'impatto dell'invecchiamento delle popolazioni sui sistemi pensionistici e sanitari dell'UE; rileva che, a causa delle diverse strutture demografiche, gli effetti di tali sviluppi varieranno da uno Stato membro all'altro, ma segnala che i costi di finanziamento, prevedibili sin d'ora, avranno un notevole impatto sulle finanze pubbliche;

28.  ricorda che un fattore importante per garantire la sostenibilità dei sistemi pensionistici consiste nel raggiungere e mantenere un tasso elevato di occupazione; evidenzia, in tale contesto, l'importanza di mettere meglio a frutto le competenze dei migranti per andare incontro alle esigenze del mercato del lavoro;

29.  rileva che gli Stati membri dell'UE destinano attualmente fra il 5 % e l'11 % del PIL ai rispettivi sistemi sanitari, una percentuale che dovrebbe aumentare notevolmente nei prossimi decenni per effetto dei cambiamenti demografici; sollecita la Commissione a concentrare gli sforzi su una spesa efficace in termini di costi destinata a servizi sanitari di alta qualità, e su un accesso universale a tali servizi, attraverso la cooperazione e la condivisione delle migliori prassi a livello dell'UE e affrontando la sostenibilità di sistemi sanitari di qualità nel quadro delle raccomandazioni specifiche per paese;

30.  invita la Commissione a pubblicare valutazioni periodiche sulla sostenibilità dei conti pubblici di ciascuno Stato membro, prendendo in considerazione tutti i fattori specifici per paese, quali gli sviluppi demografici, e gli obblighi fuori bilancio, potenziali, impliciti o di altro tipo, che incidono sulla sostenibilità delle finanze pubbliche; raccomanda di inserire tali valutazioni nelle relazioni annuali per paese; suggerisce alla Commissione di elaborare un indicatore per valutare l'effetto delle finanze pubbliche e dei bilanci annuali sulle generazioni future, tenendo conto delle responsabilità future e degli obblighi di bilancio impliciti; concorda sul fatto che sia opportuno limitare l'onere amministrativo imputabile a tali valutazioni;

31.  si compiace del fatto che, in media, la disoccupazione giovanile sia in calo, sebbene rimanga troppo elevata; rileva che permangono forti differenze tra gli Stati membri che richiedono la prosecuzione delle riforme per facilitare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro, garantendo così l'equità intergenerazionale; evidenzia, a tale riguardo, l'importanza della Garanzia per i giovani e chiede che l'UE continui a finanziare questo programma fondamentale; concorda con la Commissione sul fatto che gli Stati membri devono impegnarsi maggiormente nella lotta alla disoccupazione giovanile, in particolare potenziando l'efficacia della Garanzia per i giovani;

32.  sottolinea l'importanza di evoluzioni salariali responsabili e propizie alla crescita, che assicurino un buon tenore di vita, che siano in linea con la produttività e che tengano conto della competitività, come pure l'importanza di un dialogo sociale efficace per il buon funzionamento dell'economia sociale di mercato;

33.  concorda sul fatto che l'imposizione fiscale deve sostenere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro; chiede riforme della fiscalità che mirino ad affrontare la questione degli elevati oneri fiscali sul lavoro in Europa, a migliorare l'esazione fiscale, a contrastare l'elusione e l'evasione delle tasse e a semplificare i regimi fiscali rendendoli più equi ed efficienti; evidenzia la necessità di un migliore coordinamento delle pratiche amministrative in materia di fiscalità; chiede maggiore trasparenza fra gli Stati membri in materia di tassazione delle imprese;

Responsabilità di bilancio e struttura delle finanze pubbliche

34.  constata che, a giudizio della Commissione, la sostenibilità di bilancio rimane una priorità e le sfide si sono ridimensionate, una volta superato l'apice della crisi, e ora possono non costituire un fattore di rischio importante, a breve termine, per la zona euro nel suo insieme;

35.  constata altresì che, a giudizio della Commissione, permangono le sfide e i retaggi della crisi, come pure i problemi strutturali, che devono essere affrontati se si intendono evitare i rischi a lungo termine;

36.  sottolinea il fatto che tutti gli Stati membri sono obbligati a rispettare il PSC, rispettandone pienamente le clausole vigenti in materia di flessibilità; richiama inoltre l'attenzione, a tal proposito, sull'importanza del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, ed esorta la Commissione a presentare una valutazione globale della sua esperienza relativa all'attuazione di tale trattato, che fungerà da base per le necessarie misure da adottare, a norma del TUE e del TFUE, allo scopo di integrare il contenuto del suddetto trattato nel quadro giuridico dell'Unione europea;

37.  constata che, sebbene sei Stati membri siano ancora soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, si registra una diminuzione del livello medio di disavanzo pubblico, il quale, secondo le stime, nel 2016 è rimasto al di sotto del 2 % e continuerà a diminuire nei prossimi anni, e che nel 2017 soltanto due Stati membri dovrebbero rimanere soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi; rileva che, in diversi casi, il forte aumento del debito nel passato recente è anche dovuto alla ricapitalizzazione delle banche e ai bassi tassi di crescita; sottolinea che, quando i tassi di interesse cominceranno a risalire, potrebbero aumentare le difficoltà relative al miglioramento delle finanze pubbliche;

38.  sottolinea il ruolo della Commissione quale custode dei trattati; sottolinea che è necessaria una valutazione obiettiva e trasparente dell'applicazione e dell'attuazione della legislazione adottata di comune accordo;

39.  insiste sul fatto che non vi dovrebbe essere alcun trattamento differenziato tra gli Stati membri; osserva che solo una politica di bilancio che rispetti e segua il diritto dell'Unione condurrà alla credibilità e alla fiducia tra gli Stati membri e costituirà un punto chiave per il completamento dell'UEM e la fiducia dei mercati finanziari;

40.  invita la Commissione e il Consiglio ad essere quanto più specifici possibile al momento di affrontare le raccomandazioni di bilancio nell'ambito del braccio preventivo e correttivo del PSC, al fine di aumentare la trasparenza e l'applicabilità delle raccomandazioni; sottolinea la necessità di includere nelle raccomandazioni, a titolo del braccio preventivo, sia la data prevista per l'obiettivo a medio termine specifico per paese sia la rettifica di bilancio necessaria per conseguirlo o mantenerlo;

41.  ritiene che gli squilibri macroeconomici all'interno degli Stati membri debbano essere affrontati in linea con la procedura per gli squilibri macroeconomici (PSM) tramite sforzi che coinvolgano tutti gli Stati membri, sulla base di riforme e investimenti pertinenti; sottolinea che ogni Stato membro deve tener fede alle proprie responsabilità in tal senso; osserva che gli elevati avanzi delle partite correnti implicano la possibilità di una maggiore domanda interna; sottolinea che gli elevati livelli di debito pubblico e privato rappresentano un'importante vulnerabilità e che per ridurli più velocemente occorrono politiche di bilancio responsabili e una crescita maggiore;

42.  osserva che, mentre le finanze pubbliche sono migliorate nel corso degli ultimi anni, a seguito della valutazione dei documenti programmatici di bilancio (DBP) per il 2017, otto Stati membri sono considerati a rischio di non conformità; ritiene che i percorsi di aggiustamento di bilancio concordati debbano essere rispettati;

43.  accoglie con favore la riduzione media dei deficit e dei debiti pubblici, ma concorda sul fatto che i quadri aggregati nascondano disparità significative tra gli Stati membri; evidenzia che i quadri aggregati dovrebbe essere sempre considerati in combinato disposto con l'esame dei singoli bilanci, e sottolinea la necessità di solide politiche di bilancio in previsione dell'aumento dei tassi di interesse; ritiene che debba essere conseguita una convergenza verso l'alto, in particolare tra gli Stati membri della zona euro;

Orientamento della politica di bilancio per la zona euro

44.  osserva che secondo le previsioni economiche della Commissione dell'autunno 2016, l'orientamento della politica di bilancio nella zona euro è passato da restrittivo a neutro nel 2015 e secondo le attese dovrebbe essere moderatamente espansionistico nel corso del periodo oggetto della previsione; prende nota, inoltre, delle considerazioni della Commissione, secondo cui una piena attuazione dei requisiti di bilancio contenuti nelle raccomandazioni specifiche per paese del Consiglio condurrebbe, a livello aggregato, a un orientamento di bilancio moderatamente restrittivo per la zona euro nel suo complesso nel 2017 e nel 2018, e prende atto delle richieste della Commissione relative a un orientamento di bilancio positivo ed espansionistico pur riconoscendone i relativi vincoli economici e giuridici;

45.  ritiene che la comunicazione della Commissione su un orientamento positivo della politica di bilancio rappresenti un'evoluzione importante; accoglie con favore l'intento della comunicazione di contribuire a migliorare il coordinamento delle politiche economiche nella zona euro e ad evidenziare le opportunità degli stimoli di bilancio negli Stati membri in cui esistono margini in tale ambito; sottolinea che i requisiti di bilancio si basano su norme di bilancio concordate in comune; ricorda che gli Stati membri sono obbligati a rispettare il PSC, indipendentemente dalle raccomandazioni aggregate; osserva che vi sono opinioni divergenti circa le potenzialità e il livello di un obiettivo in materia di orientamento di bilancio aggregato; accoglie con favore i lavori in corso in materia da parte dell'indipendente Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche;

46.  è dell'opinione che il miglioramento della struttura dei bilanci pubblici sia una delle principali leve per garantire il rispetto delle norme di bilancio dell'UE e consentire il finanziamento di spese indispensabili, la creazione di riserve per necessità impreviste, gli investimenti favorevoli alla crescita e, infine, il finanziamento di spese meno essenziali, nonché per contribuire a un utilizzo più efficiente e responsabile dei fondi pubblici; ricorda che la composizione dei bilanci nazionali è decisa a livello nazionale tenendo conto delle raccomandazioni specifiche per paese;

47.  osserva che si svolge con regolarità un dibattito su una destinazione intelligente della spesa pubblica e sulle priorità strategiche relative al bilancio dell'UE, e che tale valutazione critica è inoltre indispensabile affinché i bilanci nazionali migliorino la qualità dei bilanci pubblici nel medio e nel lungo termine, evitando tagli di bilancio lineari;

48.  accoglie con favore la revisione in corso della spesa pubblica e incoraggia gli Stati membri a procedere a un'analisi critica della qualità e della composizione dei loro bilanci; sostiene gli sforzi volti a migliorare la qualità e l'efficienza della spesa pubblica; anche spostando le spese improduttive verso investimenti che favoriscano la crescita;

49.  ritiene che il bilancio dell'UE possa contribuire ad alleviare il peso gravante sui bilanci nazionali attraverso la riscossione di risorse proprie anziché avvalersi ampiamente dei contributi nazionali;

50.  accoglie con favore i dibattiti tematici intrapresi e le norme sulle migliori pratiche adottate dall'Eurogruppo, come nell'ambito delle revisioni della spesa, nel corso del ciclo semestrale 2016; invita la Commissione e l'Eurogruppo a rendere tali aspetti più efficaci e trasparenti;

51.  invita la Commissione e il Consiglio a formulare le raccomandazioni specifiche per paese in maniera tale da rendere misurabili i progressi, in particolare nei casi in cui la raccomandazione programmatica si riferisce ripetutamente al medesimo ambito strategico e/o quando la natura della riforma richiede un'attuazione al di là del singolo ciclo semestrale;

Coordinamento delle politiche nazionali e controllo democratico

52.  sottolinea l'importanza della discussione, da parte dei parlamenti nazionali, delle relazioni per paese, delle raccomandazioni specifiche per paese, dei programmi di riforma nazionali e dei programmi di stabilità, e di darvi seguito in maniera più ampia rispetto al passato;

53.  ritiene che una migliore attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese richieda priorità chiaramente articolate a livello europeo e un autentico dibattito pubblico a livello nazionale, regionale e locale, che conduca a una maggiore titolarità; invita gli Stati membri a coinvolgere in maniera strutturata le autorità locali e regionali, in considerazione dell'impatto e delle sfide riscontrati all'interno degli Stati membri e anche a livello subnazionale, al fine di migliorare l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese;

54.  esorta la Commissione ad avviare i negoziati in merito a un accordo interistituzionale sulla governance economica; insiste affinché tale accordo interistituzionale garantisca, nel quadro dei trattati, che la struttura del semestre europeo consenta un controllo parlamentare significativo e periodico del processo, in particolare per quanto riguarda le priorità dell'analisi annuale della crescita e le raccomandazioni relative alla zona euro;

Contributi settoriali alla relazione relativa all'Analisi annuale della crescita 2017

Bilanci

55.  ritiene che, introducendo maggiori sinergie tra gli strumenti esistenti e maggiori nessi con i bilanci degli Stati membri, il bilancio dell'UE possa offrire un valore aggiunto per gli investimenti e per le riforme strutturali negli Stati membri; reputa, pertanto, che l'analisi annuale della crescita, in quanto importante documento strategico comprensivo di contenuti basilari per i programmi di riforma nazionali, le raccomandazioni specifiche per paese e i piani di attuazione, debba fungere da orientamento per gli Stati membri e per la preparazione dei bilanci nazionali, nell'ottica di introdurre soluzioni comuni visibili nei bilanci nazionali e legate al bilancio dell'UE;

56.  ricorda che il miglioramento dei sistemi di riscossione IVA e dei dazi doganali dovrebbe essere della massima priorità per tutti gli Stati membri; accoglie con favore la proposta della Commissione volta a istituire una lista nera dell'UE di paradisi fiscali, che dovrebbe essere applicata mediante sanzioni penali onde far fronte alle multinazionali che evadono le imposte;

Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare

57.  sottolinea che un utilizzo migliore e più efficiente delle risorse, che riduca la dipendenza energetica dall'estero e introduca una produzione sostenibile, sulla base di requisiti migliori di progettazione dei prodotti e modelli di consumo più sostenibili, implica la promozione effettiva dell'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro, l'attuazione degli obiettivi internazionali e degli obiettivi ambientali dell'Unione nonché la diversificazione delle fonti di reddito, in un contesto di responsabilità di bilancio e competitività economica; ritiene che il semestre europeo debba anche includere la rendicontazione in materia di efficienza energetica e interconnettività in base agli obiettivi stabiliti a livello dell'UE;

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58.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai parlamenti nazionali e alla Banca centrale europea.

(1) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.
(2) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.
(3) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.
(4) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.
(5) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
(6) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.
(7) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
(8) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1.
(9)GU C 407 del 4.11.2016, pag. 86.

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