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Procedura : 2016/2307(INI)
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Ciclo del documento : A8-0037/2017

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A8-0037/2017

Discussioni :

PV 14/02/2017 - 18
CRE 14/02/2017 - 18

Votazioni :

PV 15/02/2017 - 7.12
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0039

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Mercoledì 15 febbraio 2017 - Strasburgo
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2017
P8_TA(2017)0039A8-0037/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 febbraio 2017 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2017 (2016/2307(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 9, 145, 148, 152, 153 e 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 349 TFUE su uno statuto specifico per le regioni ultraperiferiche,

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea, del 13 aprile 2016,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il titolo IV (Solidarietà),

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

–  viste la convenzione n. 102 dell'OIL sulle norme minime di sicurezza sociale e la raccomandazione n. 202 dell'OIL sui sistemi nazionali di protezione sociale di base,

–  vista la Carta sociale europea riveduta,

–  visto l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 1 ("eliminare la povertà dovunque e in tutte le sue forme"), in particolare il traguardo n. 3 ("implementare a livello nazionale adeguati sistemi e misure di protezione sociale per tutti, compresi i livelli più bassi, ed entro il 2030 raggiungere una notevole copertura delle persone povere e vulnerabili"),

–  vista la raccomandazione 2013/112/UE della Commissione, del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale",

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Analisi annuale della crescita 2017" (COM(2016)0725),

–  vista la raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, presentata il 16 novembre 2016 dalla Commissione (COM(2016)0726),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Verso un orientamento positivo della politica di bilancio della zona euro" (COM(2016)0727),

–  vista la relazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Relazione 2017 sul meccanismo di allerta" (COM(2016)0728),

–  visto il progetto di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, del 16 novembre 2016, che accompagna la comunicazione della Commissione sull'analisi annuale della crescita 2017 (COM(2016)0729),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Documenti programmatici di bilancio 2017: valutazione globale" (COM(2016)0730),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 1° giugno 2016, dal titolo "L'Europa ricomincia a investire. Bilancio del piano di investimenti per l'Europa e prossimi passi" (COM(2016)0359),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 22 novembre 2016, dal titolo "Le nuove imprese leader dell'Europa: l'iniziativa Start-up e scale-up" (COM(2016)0733),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 14 settembre 2016, dal titolo "Potenziare gli investimenti per la crescita e l'occupazione: verso la seconda fase del Fondo europeo per gli investimenti strategici e verso il piano europeo per gli investimenti esterni" (COM(2016)0581),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 4 ottobre 2016, dal titolo "La garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a tre anni di distanza" (COM(2016)0646),

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio, presentata dalla Commissione il 14 settembre 2016, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2016)0604),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 14 settembre 2016, dal titolo "Riesame/revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati" (COM(2016)0603),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 10 giugno 2016, dal titolo "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa. Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l'occupabilità e la competitività" (COM(2016)0381),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 2 giugno 2016, dal titolo "Un'agenda europea per l'economia collaborativa" (COM(2016)0356),

–  visti la comunicazione della Commissione dell'8 marzo 2016 sull'avvio di una consultazione su un pilastro europeo dei diritti sociali (COM(2016)0127) e i relativi allegati,

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 26 novembre 2015, che istituisce il Programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020 e modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 1305/2013 (COM(2015)0701),

–  vista la comunicazione della Commissione del 21 ottobre 2015 sulle tappe verso il completamento dell'Unione economica e monetaria (COM(2015)0600),

–  viste la proposta, presentata dalla Commissione il 15 febbraio 2016, di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM(2016)0071) e la posizione del Parlamento al riguardo del 15 settembre 2016(1),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 13 gennaio 2015, dal titolo "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" (COM(2015)0012),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 novembre 2014, dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 2 ottobre 2013, dal titolo "Potenziare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria" (COM(2013)0690),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020" (COM(2013)0083),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 18 aprile 2012, dal titolo "Verso una ripresa fonte di occupazione" (COM(2012)0173),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 dicembre 2011 sull'iniziativa "Opportunità per i giovani" (Youth Opportunities Initiative) (COM(2011)0933),

–  viste la comunicazione della Commissione, del 16 dicembre 2010, dal titolo "La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale" (COM(2010)0758) e la relativa risoluzione del Parlamento del 15 novembre 2011(2),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, dal titolo "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la raccomandazione 2008/867/CE della Commissione, del 3 ottobre 2008, relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro(3),

–  vista la relazione dei cinque presidenti, del 22 giugno 2015, dal titolo "Completare l'Unione economica e monetaria",

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa (13414/2015),

–  vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2016 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016(4),

–  vista la sua risoluzione del 5 luglio 2016 sui rifugiati: inclusione sociale e integrazione nel mercato del lavoro(5),

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: occupazione e aspetti sociali nell'analisi annuale della crescita 2016(6),

–  visto il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, del 24 settembre 2015, sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015,

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2015 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2015(7),

–  vista la sua posizione del 2 febbraio 2016 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di una piattaforma europea per il rafforzamento della cooperazione volta a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso(8),

–  vista la sua risoluzione del 24 novembre 2015 sulla riduzione delle disuguaglianze, con un'attenzione particolare alla povertà infantile(9),

–  vista la sua risoluzione del 28 ottobre 2015 sulla politica di coesione e la revisione della strategia Europa 2020(10),

–  viste l'interrogazione con richiesta di risposta orale O-000121/2015 – B8-1102/2015 al Consiglio e la sua risoluzione del 29 ottobre 2015, ad essa correlata, su una raccomandazione del Consiglio sull'inserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro(11),

–  vista la risoluzione del 10 settembre 2015 sulla creazione di un mercato del lavoro competitivo nell'Unione europea del XXI secolo: adeguamento delle competenze e delle qualifiche in funzione della domanda e delle prospettive occupazionali, un modo per uscire dalla crisi(12),

–  vista la sua risoluzione del 10 settembre 2015 sull'imprenditoria sociale e l'innovazione sociale nella lotta alla disoccupazione(13),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2014 sugli aspetti occupazionali e sociali della strategia Europa 2020(14),

–  vista la sua risoluzione del 17 luglio 2014 sull'occupazione giovanile(15),

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2014 sul possibile contributo dell'UE a un ambiente favorevole in cui le imprese di ogni dimensione, comprese quelle di nuova costituzione, creino posti di lavoro(16),

–  vista la sua risoluzione del 19 febbraio 2009 sull'economia sociale(17),

–  viste le osservazioni conclusive del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea (settembre 2015),

–  vista la relazione speciale n. 3/2015 della Corte dei conti europea dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione"(18),

–  visto il documento dal titolo "Employment and Social Developments in Europe - Quarterly Review - Autumn 2016" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa – Analisi trimestrale – Autunno 2016), dell'11 ottobre 2016,

–  viste la quinta e la sesta edizione Eurofound delle Indagini europee sulle condizioni di lavoro (2010 e 2015)(19),

–  visto il documento dell'OCSE, del 7 luglio 2016, dal titolo "Employment Outlook 2016" (Prospettive occupazionali nel 2016),

–  visto il documento di lavoro dell'OCSE, del 9 dicembre 2014, dal titolo "Trends in Income Inequality and its Impact on Economic Growth" (Tendenze nella disparità di reddito e relativo impatto sulla crescita economica),

–  vista la relazione del comitato per la protezione sociale, del 10 ottobre 2014, dal titolo "Adeguata protezione sociale per le esigenze di assistenza a lungo termine in una società che invecchia",

–  viste la tabella di marcia e la consultazione della Commissione che affrontano le sfide dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata incontrate dalle famiglie che lavorano,

–  viste le riunioni del 3 ottobre e dell'8 novembre 2016 nel quadro del dialogo strutturato sulla sospensione dei fondi per il Portogallo e la Spagna,

–  vista la discussione con i rappresentanti dei parlamenti nazionali sulle priorità del semestre europeo 2017,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0037/2017),

A.  considerando che la disoccupazione nell'UE è in lento calo dalla seconda metà del 2013, che dal 2013 sono stati creati otto milioni di nuovi posti di lavoro e che il tasso di disoccupazione nel settembre 2016 si attestava all'8,6 %, raggiungendo il livello più basso dal 2009; che, tuttavia, la quota dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET) resta elevata e rappresenta il 14,8 % delle persone tra i 15 e i 29 anni(20)(21); che, sebbene sia in diminuzione a livello aggregato, la disoccupazione continua purtroppo a registrare livelli molto elevati in alcuni Stati membri; che, secondo la Commissione, il tasso di povertà lavorativa rimane elevato;

B.  considerando che i tassi di occupazione sono generalmente più bassi tra le donne e che nel 2015 il tasso di occupazione degli uomini di età compresa tra i 20 e i 64 anni si attestava al 75,9 % nell'UE a 28, rispetto al 64,3 % per le donne; che il divario di genere per quanto riguarda l'accesso all'occupazione resta uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell'uguaglianza di genere e che sono necessari sforzi urgenti per ridurre il divario tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile;

C.  considerando che, qualora le attuali tendenze vengano corroborate da opportune politiche pubbliche, l'obiettivo della strategia Europa 2020 che prevede il conseguimento di un tasso di occupazione pari al 75 % potrebbe essere effettivamente raggiunto;

D.  considerando che il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 18,6 % nell'Unione e al 21,0% nella zona euro; che 4,2 milioni di giovani sono senza lavoro, di cui 2,9 milioni nella zona euro; che il livello di disoccupazione giovanile continua a essere nettamente superiore al livello minimo registrato nel 2008, il che indica che l'attuazione e il pieno utilizzo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile da parte degli Stati membri dovrebbe essere una priorità; che i bassi salari, talvolta sotto il livello di povertà, i tirocini non pagati, la mancanza di formazione di qualità e di diritti sul lavoro continuano purtroppo ad essere una caratteristica dell'occupazione giovanile;

E.  considerando che, secondo le stime, i NEET costano all'UE 153 miliardi di EUR (ossia l'1,21 % del PIL) all'anno in termini di prestazioni e di mancati proventi e gettito fiscale, mentre il costo totale stimato per la creazione di regimi di garanzia per i giovani nella zona euro ammonterebbe a 21 miliardi di EUR all'anno (ossia allo 0,22 % del PIL);

F.  considerando che il numero di NEET registrato nel 2015 continuerà a diminuire; che 6,6 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni si trovano ancora in questa situazione, cifra che equivale al 12 % delle persone appartenenti a tale fascia di età;

G.  considerando che la responsabilità primaria di far fronte alla disoccupazione giovanile spetta agli Stati membri per quanto concerne l'elaborazione e l'attuazione di quadri normativi per il mercato del lavoro, di sistemi di istruzione e formazione e di politiche attive del mercato del lavoro;

H.  considerando che le persone con disabilità continuano a essere fortemente escluse dal mercato del lavoro, con pochissimi miglioramenti nell'ultimo decennio, in parte a causa della mancanza di investimenti in misure di sostegno adeguate; che tale situazione porta spesso alla povertà e all'esclusione sociale e, di conseguenza, incide negativamente sull'obiettivo della strategia Europa 2020;

I.  considerando che le sfide strutturali nel mercato del lavoro, quali la scarsa partecipazione e l'asimmetria tra competenze e inquadramento professionale, continuano a destare preoccupazione in molti Stati membri;

J.  considerando che il tasso di disoccupazione di lunga durata (riferito alla disoccupazione superiore a un anno) è diminuito ad un tasso annuo dello 0,7 % fino al primo trimestre del 2016, raggiungendo il 4,2% della forza lavoro; che il tasso di disoccupazione di lunghissima durata (riferito alla disoccupazione superiore a due anni) è sceso al 2,6% della forza lavoro; che il numero di disoccupati di lunga durata resta tuttavia elevato, ossia pari a circa 10 milioni di persone; che la disoccupazione di lunga durata è un problema riguardante in modo particolare i giovani e gli anziani che cercano un impiego, in quanto il 30 % delle persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni e il 64 % di quelle di età compresa tra i 55 e i 64 sono alla ricerca di un impiego da più di un anno; che molti lavoratori anziani inattivi non vengono inclusi nelle statistiche sulla disoccupazione; che il livello di disoccupazione e le relative conseguenze sociali differiscono tra i paesi europei e che è essenziale prendere in considerazione le specifiche circostanze microeconomiche;

K.  considerando che la strategia Europa 2020 mira a ridurre la povertà, sottraendo entro il 2020 almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà e di esclusione sociale; che questo obiettivo è ben lungi dall'essere raggiunto, ragion per cui sono necessari maggiori sforzi; che nel 2015 119 milioni di persone erano a rischio di povertà o esclusione sociale, ossia circa 3,5 milioni in meno rispetto al 2014; che nel 2012 32,2 milioni di persone con disabilità erano in tale situazione nell'UE; che nel 2013 26,5 milioni di bambini nell'UE a 28 erano a rischio di trovarsi in condizioni di povertà o di esclusione sociale; che elevati livelli di disuguaglianza riducono sia la produzione dell'economia sia il potenziale per una crescita sostenibile;

L.  considerando che l'accompagnamento dei disoccupati di lunga durata ricopre un'importanza cruciale, perché altrimenti la situazione inizierà a colpire la loro autostima, il loro benessere e il loro sviluppo futuro, mettendoli a rischio di povertà ed esclusione sociale e mettendo a repentaglio la sostenibilità dei sistemi nazionali di previdenza sociale, nonché il modello sociale europeo;

M.  considerando che l'indebolimento del dialogo sociale ha un impatto negativo sui diritti dei lavoratori, sul potere di acquisto dei cittadini dell'UE e sulla crescita;

N.  considerando che si sono registrati vari sviluppi positivi nell'UE, a dimostrazione della resilienza e della ripresa dell'economia europea;

O.  considerando che l'economia sociale, che rappresenta due milioni di imprese che impiegano più di 14,5 milioni di persone nell'UE, è un settore importante che contribuisce alla resilienza e alla ripresa economica dell'Europa;

P.  considerando che la crescita rimane scarsa nella maggior parte degli Stati membri, con addirittura un calo del tasso di crescita dell'UE nel 2016, che si è stabilizzato al 2 % nonostante aspetti temporanei positivi, il che dimostra che l'UE può fare di più per promuovere la ripresa economica e sociale e renderla così più sostenibile nel medio termine;

Q.  considerando che, come affermato dalla Commissione(22), persistono divergenze occupazionali e sociali sia all'interno degli Stati membri che tra di essi e gli sviluppi sociali continuano a segnalare ulteriori divergenze all'interno dell'UE, che ostacolano la crescita, l'occupazione e la coesione; che le società caratterizzate da un elevato livello di equità e di investimenti nelle persone ottengono migliori risultati in termini di crescita e resilienza della situazione occupazionale;

R.  considerando che il lavoro non dichiarato è tuttora una realtà con gravi ricadute in termini di bilancio, che comporta una perdita di introiti fiscali e contributi previdenziali e produce effetti negativi sull'occupazione, sulla produttività, sulla qualità del lavoro e sullo sviluppo di competenze;

S.  considerando che le regioni ultraperiferiche affrontano difficoltà enormi a causa delle loro specificità che limitano il loro potenziale di crescita e sviluppo; che i livelli di disoccupazione, di disoccupazione giovanile e di disoccupazione di lunga durata in queste regioni sono tra i più elevati nell'UE, superando in molti casi il 30 %;

T.  considerando che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ha già approvato 69 progetti in 18 paesi e ha sottoscritto 56 operazioni, il che dovrebbe portare a un investimento di oltre 22 miliardi di EUR con il coinvolgimento di circa 71 000 PMI;

U.  considerando che in molti Stati membri la popolazione in età lavorativa e la forza lavoro sono in costante diminuzione; che la partecipazione delle donne al mercato del lavoro rappresenta un'opportunità per gli Stati membri per affrontare tale questione e rafforzare la forza lavoro nell'UE; che l'attuale arrivo di rifugiati e richiedenti asilo potrebbe altresì contribuire a rafforzare la forza lavoro;

V.  considerando che l'UE sta affrontando sfide demografiche che non sono soltanto correlate all'invecchiamento della popolazione e alla diminuzione dei tassi di natalità, ma che riguardano anche altri elementi quali lo spopolamento;

W.  considerando che il divario salariale di genere si attesta attualmente al 16 % e il divario pensionistico di genere al 38 %, circostanza che espone le donne a un maggiore rischio di povertà o esclusione sociale man mano che invecchiano;

X.  considerando che l'offerta e la gestione dei sistemi di sicurezza sociale sono settori di competenza degli Stati membri che l'Unione coordina, ma non armonizza;

Y.  considerando che l'aspettativa di vita in buona salute delle donne è regredita, passando da 62,6 anni nel 2010 a 61,5 nel 2013, con un lieve aumento nel 2014, mentre quella relativa agli uomini resta pari a 61,4 anni;

1.  plaude al fatto che nell'analisi annuale della crescita 2017 si sottolinei l'importanza di assicurare l'equità sociale, in quanto strumento in grado di promuovere una crescita più inclusiva, creare posti di lavoro di qualità e inclusivi e sviluppare le competenze, nonché la necessità di rafforzare la concorrenza, l'innovazione e la produttività; invita la Commissione a garantire che anche le raccomandazioni specifiche per paese connesse alle riforme del mercato del lavoro evidenzino l'importanza delle politiche attive del mercato del lavoro e promuovano i diritti e la protezione dei lavoratori;

2.  si compiace dei progressi compiuti verso il conseguimento di un equilibrio tra la dimensione economica e sociale del processo del semestre europeo, dal momento che la Commissione ha soddisfatto alcune delle richieste del Parlamento; evidenzia tuttavia che sono necessari ulteriori sforzi per migliorare la visibilità politica e l'impatto del quadro di valutazione degli indicatori occupazionali e sociali chiave; accoglie favorevolmente la proposta della Commissione di modifica del regolamento (UE) n. 99/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al programma statistico europeo 2013-2017, prorogandolo al periodo 2018-2020 e includendo nuovi indicatori sociali per la presentazione dei dati occupazionali e sociali in relazione all'evoluzione dei dati macroeconomici, in modo che l'analisi presenti un quadro completo dell'interconnessione e degli impatti di diverse scelte politiche; sottolinea che gli indicatori occupazionali dovrebbero essere equiparati a quelli economici, affinché possano portare ad analisi approfondite e ad azioni correttive negli Stati membri interessati;

3.  sottolinea che il ciclo del semestre europeo manca ancora di un approccio incentrato al minore, compresi l'impegno per i diritti dei minori, l'integrazione della lotta alla povertà infantile e obiettivi in materia di benessere in tutti i settori politici pertinenti; sottolinea che un approccio strategico con obiettivi e traguardi chiari è necessario per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale;

4.  chiede programmi che offrano sostegno e opportunità nell'ambito di un piano europeo integrato per investire nella prima infanzia e lottare contro la povertà infantile, compresa la creazione di una garanzia per i minori volta a dare piena attuazione alla raccomandazione della Commissione "Investire nell'infanzia", per garantire che tutti i bambini a rischio di povertà in Europa (compresi i rifugiati) abbiano accesso all'assistenza sanitaria gratuita, all'istruzione gratuita, a strutture per l'infanzia gratuite, a un alloggio decoroso e a un'alimentazione adeguata;

5.  sottolinea che gli investimenti nello sviluppo sociale contribuiscono alla crescita e alla convergenza economica; prende atto dei recenti studi dell'OCSE(23) e dell'FMI(24) in cui si sottolinea che le disuguaglianze sociali in Europa ostacolano la ripresa economica; chiede di compiere maggiori sforzi per combattere la povertà e l'aumento delle disuguaglianze e, ove necessario, di incrementare gli investimenti nelle infrastrutture sociali e di sostenere coloro che sono stati più duramente colpiti dalla crisi; invita la Commissione a garantire che le raccomandazioni specifiche per paese dedichino un'attenzione particolare alla lotta contro le disuguaglianze;

6.  invita la Commissione e il Consiglio a migliorare la strategia per un obiettivo generale in materia di parità di genere; sostiene l'utilizzo delle relazioni annuali della Commissione in materia di parità di genere nel contesto del semestre europeo per migliorare l'integrazione della dimensione di genere; invita gli Stati membri a integrare la dimensione di genere e il principio di parità tra donne e uomini nei programmi nazionali di riforma e nei programmi di stabilità e convergenza definendo obiettivi e misure che affrontino i persistenti divari di genere; invita la Commissione a continuare a fornire raccomandazioni specifiche per paese in relazione al miglioramento dei servizi per l'infanzia e dell'assistenza a lungo termine che possono avere un impatto positivo sulla partecipazione al mercato del lavoro delle donne; ribadisce il suo invito alla Commissione e agli Stati membri a valutare la possibilità di utilizzare, se del caso, dati disaggregati per genere nel processo di monitoraggio del semestre europeo; propone un maggiore coinvolgimento dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere nel quadro del semestre europeo;

7.  sottolinea che il debito pubblico e privato è troppo elevato in alcuni Stati membri e che esso ostacola gli investimenti, la crescita economica e l'occupazione;

8.  ritiene che i dati contenuti nel quadro di valutazione occupazionale e sociale siano utili ma non sufficienti per valutare l'evoluzione della situazione occupazionale e sociale nell'UE; invita la Commissione e gli Stati membri a completare il quadro di valutazione con dati sulla qualità dell'occupazione e sulla povertà, concentrandosi in particolare sulla povertà infantile multidimensionale;

9.  invita la Commissione a definire e quantificare il suo concetto di equità sociale, prendendo in considerazione sia la politica occupazionale che quella sociale, da conseguire mediante l'analisi annuale della crescita 2016 e il semestre europeo;

10.  invita gli Stati membri e la Commissione ad accelerare l'attuazione di tutti i programmi che possono promuovere la creazione di occupazione dignitosa, di qualità e a lungo termine per tutte le categorie di popolazione e in particolare per i giovani; sottolinea che, nonostante il leggero calo della disoccupazione nell'UE, la disoccupazione giovanile rimane al 18,6 %; invita gli Stati membri a garantire un seguito più proattivo delle autorità di gestione del programma;

11.  sottolinea che l'attuazione della garanzia per i giovani dovrebbe essere rafforzata a livello nazionale, regionale e locale e prolungata almeno fino al 2020, con la partecipazione attiva delle parti sociali e con servizi pubblici rafforzati, ed evidenzia l'importanza della transizione dalla scuola al mondo del lavoro; raccomanda alla Commissione di effettuare studi d'impatto al fine di determinare precisamente i risultati finora raggiunti e prevedere misure aggiuntive, nonché di tenere conto dell'atteso audit della Corte dei conti e della condivisione di buone pratiche e dell'organizzazione di seminari che riuniscono tutti gli attori interessati, al fine di rendere tale strumento più efficace; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero assicurare che la garanzia per i giovani sia pienamente accessibile anche alle persone vulnerabili e alle persone con disabilità; sottolinea che questo non accade in tutti gli Stati membri e invita tutti gli Stati membri a porre rimedio senza indugio a tale situazione, che viola la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD); sottolinea la necessità di far sì che la garanzia per i giovani raggiunga i giovani a rischio di esclusione multipla e povertà estrema; ritiene che dovrebbe essere prestata particolare attenzione alle giovane donne e alle ragazze, che potrebbero dover affrontare barriere correlate al genere; invita la Commissione e gli Stati membri a finanziare adeguatamente la garanzia per i giovani al fine di garantire la sua adeguata attuazione in tutti gli Stati membri e di aiutare un numero ancora maggiore di giovani;

12.  prende atto dell'adozione di 500 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile per il 2017; sottolinea che tale importo non è sufficiente e deve essere aumentato e garantito nell'attuale QFP; rileva altresì che, tuttavia, nel contesto della revisione intermedia, deve essere raggiunto un accordo su un finanziamento integrativo adeguato per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile al fine di coprire il resto dell'attuale QFP;

13.  evidenzia il potenziale delle industrie culturali e creative (ICC) per quanto concerne l'occupazione dei giovani; sottolinea che una maggiore promozione del settore culturale e creativo, e maggiori investimenti in esso, possono contribuire in modo sostanziale agli investimenti, alla crescita, all'innovazione e all'occupazione; invita pertanto la Commissione a prendere in considerazione le speciali opportunità offerte da tutti i settori creativi e culturali (SCC), comprese le ONG e le piccole associazioni, ad esempio nel quadro dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

14.  sottolinea che investimenti insufficienti nel sistema della pubblica istruzione potrebbero indebolire la posizione concorrenziale dell'Europa e l'occupabilità della sua forza lavoro; sottolinea la necessità di investire nelle persone il prima possibile nel corso della vita per ridurre le disuguaglianze e promuovere l'inclusione sociale fin dalla giovane età; sottolinea anche la necessità di lottare contro gli stereotipi fin dalla più giovane età nelle scuole, promuovendo la parità di genere a tutti i livelli di istruzione;

15.  invita gli Stati membri ad adottare politiche per l'attuazione e il monitoraggio di forme più inclusive di sistemi di protezione sociale e di sostegno al reddito, al fine di garantire che questi sistemi offrano uno standard di vita dignitoso ai disoccupati e alle persone a rischio di povertà e di esclusione sociale e forniscano accesso all'istruzione, alla formazione e a opportunità di entrare nel mercato del lavoro;

16.  si compiace dell'aumento del tasso di occupazione; osserva tuttavia che tale aumento negli Stati membri è stato accompagnato dall'aumento del fenomeno delle forme di occupazione atipiche e non formali, ivi compresi i contratti a zero ore; sottolinea che la sostenibilità e la qualità dei posti di lavoro creati dovrebbero essere una priorità; esprime forte preoccupazione per il fatto che persista una disoccupazione elevata in particolare nei paesi che ancora soffrono per la crisi; riconosce che il fenomeno della povertà tra i lavoratori è dovuto al deterioramento delle condizioni salariali e lavorative, aspetto che deve essere affrontato nell'ambito di tutte le azioni a favore dell'occupazione e della protezione sociale; incoraggia gli Stati membri ad adottare ulteriori misure e rimanere aperti nei confronti di nuove soluzioni e approcci, al fine di raggiungere l'obiettivo fissato dalla strategia Europa 2020 che prevede un tasso di occupazione del 75 %, anche concentrandosi sui gruppi con la più scarsa partecipazione al mercato del lavoro, quali le donne, i lavoratori anziani, i lavoratori scarsamente qualificati e le persone con disabilità; invita gli Stati membri ad aumentare la loro offerta in termini di apprendimento permanente e di riconversione delle competenze;

17.  ritiene che la migrazione potrebbe svolgere un ruolo importante, anche mediante programmi di istruzione integrati da una spesa pubblica efficiente, nell'ottica di generare investimenti di qualità, sociali e sostenibili sotto il profilo ambientale volti a integrare i lavoratori nel mercato del lavoro e a ridurre la disoccupazione;

18.  riconosce che le donne continuano ad essere sottorappresentate nel mercato del lavoro; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad adottare politiche proattive ed effettuare investimenti adeguati mirati e progettati per promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; sottolinea che un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata è essenziale per aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; evidenzia a tale proposito che, secondo la Commissione, le modalità di lavoro flessibili, quali il telelavoro, l'orario mobile o un orario di lavoro ridotto possono svolgere un ruolo importante; condivide l'opinione della Commissione secondo cui la possibilità di usufruire del congedo di maternità, di paternità e genitoriale retribuito negli Stati membri tende a promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; invita inoltre gli Stati membri ad adottare politiche adeguate per sostenere le donne e gli uomini che entrano, tornano, rimangono o avanzano nel mercato del lavoro, dopo periodi di congedo familiare o attinente all'assistenza, con posti di lavoro sostenibili e di qualità; si rammarica delle disuguaglianze di genere in termini di tasso di occupazione, divario retributivo e pensionistico di genere; chiede politiche che incoraggino e sostengano le donne nella scelta di una carriera di imprenditrici, favorendo l'accesso alle opportunità di finanziamento e imprenditoriali e offrendo formazioni su misura;

19.  riconosce tuttavia che il sostegno all'occupazione e le misure per migliorare una partecipazione attiva al mercato del lavoro devono inserirsi in un approccio più ampio incentrato sui diritti che miri ad affrontare l'esclusione sociale e la povertà e che prenda in considerazione i minori, le famiglie e le loro esigenze specifiche;

20.  invita gli Stati membri allo scambio di migliori pratiche e a prendere in considerazione nuove e innovative modalità di sviluppo per un mercato del lavoro adattabile e flessibile nell'ottica di rispondere alle sfide poste dall'economia globale, garantendo standard elevati in materia di condizioni lavoro per tutti i lavoratori;

21.  accoglie con favore il promemoria rivolto agli Stati membri per ricordare loro che i sistemi di previdenza sociale devono inserirsi all'interno di standard sociali forti e che la promozione dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata e la lotta alla discriminazione contribuiscono non soltanto alla giustizia sociale, ma anche alla crescita; sottolinea che la reintegrazione dei genitori nel mercato del lavoro dovrebbe essere sostenuta con la creazione di condizioni per un'occupazione e un ambiente lavorativo di qualità e inclusivi, che permetta ai genitori di trovare un equilibrio tra il lavoro e il loro ruolo di genitori;

22.  riconosce che, insieme alla creazione di occupazione, l'integrazione di disoccupati di lunga durata in posti di lavoro di qualità per mezzo di misure individuali mirate, in particolare tramite politiche occupazionali attive, rappresenta un fattore chiave nella lotta alla povertà e all'esclusione sociale, laddove siano disponibili impieghi dignitosi sufficienti; sottolinea che occorre porre maggiormente l'accento sul miglioramento delle misure volte a creare posti di lavoro dignitosi; sottolinea che l'integrazione delle persone più lontane dal mercato del lavoro ha il duplice effetto di recare beneficio al singolo e di stabilizzare i sistemi di previdenza sociale, sostenendo l'economia; ritiene necessario tenere conto della situazione sociale di tali cittadini e delle loro esigenze specifiche nonché monitorare meglio a livello europeo le politiche attuate a livello nazionale;

23.  evidenzia l'importanza delle abilità e delle competenze acquisite negli ambienti di apprendimento non formale e informale e della loro convalida e certificazione, dell'accesso all'apprendimento permanente nonché degli impegni e dei parametri di riferimento del quadro strategico Istruzione e formazione 2020; invita la Commissione e gli Stati membri a predisporre sistemi di riconoscimento delle competenze formali e informali; invita inoltre gli Stati membri ad attuare politiche che garantiscano non solo l'accesso a un'istruzione e una formazione di qualità e inclusiva a un costo accessibile, ma anche l'attuazione dell'approccio quadro sull'apprendimento permanente verso un percorso di istruzione flessibile che promuova l'uguaglianza e la coesione sociale e offra opportunità di impiego a tutti;

24.  chiede la creazione e lo sviluppo di partenariati tra i datori di lavoro, le parti sociali i servizi per l'impiego pubblici e privati, le autorità pubbliche, i servizi sociali e le istituzioni di istruzione e formazione al fine di fornire gli strumenti necessari per rispondere meglio alle esigenze del mercato del lavoro e per evitare la disoccupazione di lunga durata; ricorda che è indispensabile un seguito personalizzato e individualizzato, in grado di fornire risposte effettive ai disoccupati di lungo periodo;

25.  si rammarica della persistente scarsità di investimenti pubblici, dal momento che tali investimenti possono rappresentare un importante impulso per la creazione di occupazione; sottolinea che il FEIS non ha portato a investimenti sufficienti nelle infrastrutture sociali e che si tratta di una mancata opportunità che deve affrontata con urgenza;

26.  chiede politiche che promuovano e rispettino la contrattazione collettiva e la sua copertura al fine di raggiungere il maggior numero di lavoratori possibile, avendo come obiettivo nel contempo migliori soglie retributive, sotto forma di minimi salariali, fissate a un livello dignitoso e con il coinvolgimento delle parti sociali – tutto questo nell'ottica di porre fine alla corsa al ribasso dei salari, sostenere la domanda aggregata e la ripresa economica, ridurre le disuguaglianze salariali e lottare contro la povertà lavorativa;

27.  invita gli Stati membri ad assicurare che le persone che lavorano con contratti temporanei o a tempo parziale o i lavoratori autonomi godano di pari trattamento, anche con riferimento alle condizioni di licenziamento e retributive, e godano di una sufficiente protezione sociale e accesso alla formazione e che le condizioni quadro consentano loro di intraprendere una carriera; invita gli Stati membri ad attuare accordi quadro sul lavoro a tempo parziale e sull'impiego a tempo determinato e ad applicare in modo efficace la direttiva che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;

28.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure adeguate per aiutare i rifugiati a insediarsi e a integrarsi, nonché a garantire che i servizi pubblici siano dotati di risorse adeguate e che i requisiti siano previsti per tempo onde facilitare la loro integrazione;

29.  si rammarica che la percentuale di persone esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale resti elevata; sottolinea che livelli elevati di disuguaglianza e di povertà compromettono la coesione sociale, ostacolando la stabilità sociale e politica; si rammarica che le politiche per affrontare con efficacia tale problema manchino dell'ambizione necessaria per avere un'influenza economica sufficiente; chiede agli Stati membri di accelerare le loro azioni per raggiungere il traguardo di Europa 2020 di ridurre di 20 milioni il numero delle persone a rischio di povertà; invita la Commissione e gli Stati membri a includere la riduzione delle disuguaglianze tra le loro priorità; invita a un miglior sostegno e riconoscimento dell'operato delle ONG, delle organizzazioni che lottano contro la povertà e delle associazioni di persone che vivono in condizioni di povertà, incoraggiando la loro partecipazione allo scambio delle buone prassi;

30.  esprime la sua preoccupazione per lo scarso tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte delle minoranze etniche, in particolare della comunità rom; chiede la corretta attuazione della direttiva 2000/78/CE; sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo svolto dalle ONG specializzate nel promuovere la loro partecipazione al mercato del lavoro e nel sostenere non soltanto l'iscrizione dei bambini a scuola, ma anche la lotta all'abbandono scolastico precoce, al fine di spezzare il circolo vizioso della povertà;

31.  ritiene importante colmare il divario degli investimenti al fine di creare crescita sostenibile senza mettere a rischio la sostenibilità economica e sociale degli Stati membri; sottolinea a tal proposito l'esigenza di garantire il risanamento delle finanze pubbliche, fondamentale per continuare a offrire il modello sociale europeo che caratterizza l'UE;

32.  si rammarica che le ultime raccomandazioni della Commissione abbiano ignorato la richiesta del Parlamento di rafforzare l'applicazione dell'articolo 349 TFUE, in particolare adottando misure e programmi differenziati al fine di ridurre le asimmetrie, nonché di massimizzare la coesione sociale nell'UE; esorta gli Stati membri, in tale contesto, a istituire programmi di investimenti specifici per le loro sottoregioni in cui i tassi di disoccupazione superano il 30 %; ribadisce il suo invito alla Commissione ad assistere gli Stati membri e le regioni europee, in particolare le regioni ultraperiferiche, nella pianificazione e nel finanziamento di programmi di investimento nell'ambito del QFP;

33.  riconosce la perdurante situazione di fragilità del mercato del lavoro europeo che, da un lato, non riesce a ridurre i tassi di disoccupazione ancora elevati e, dall'altro, non è in grado di soddisfare le esigenze delle imprese che chiedono manodopera competente e adeguata; invita la Commissione a promuovere, a livello degli Stati membri, forme di cooperazione che coinvolgano i governi, le imprese, incluse le imprese dell'economia sociale, istituzioni di istruzione, servizi di sostegno individualizzati, la società civile e le parti sociali, sulla base di uno scambio di migliori pratiche e con l'obiettivo di adattare i sistemi di istruzione e formazione degli Stati membri per contrastare lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze, al fine di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro;

34.  sottolinea che l'istruzione è un diritto fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i minori e che le disparità in merito alla disponibilità e alla qualità dell'istruzione dovrebbero essere affrontate al fine di rafforzare la scolarizzazione per tutti e ridurre l'abbandono scolastico precoce; sottolinea che l'adeguamento delle competenze e delle qualifiche in funzione della domanda e delle prospettive occupazionali può aiutare a creare un mercato del lavoro UE inclusivo; ritiene che orientamenti e consulenze che tengano conto delle esigenze individuali e si concentrino sulla valutazione e sul rafforzamento delle competenze individuali debbano essere un elemento centrale delle politiche in materia di istruzione e competenze sin dalle prime fasi della formazione di un individuo; invita gli Stati membri ad allineare meglio i percorsi formativi ed educativi alle esigenze del mercato del lavoro in tutta l'UE e sottolinea l'importanza di valutare le diverse situazioni occupazionali negli Stati membri al fine di assicurare le loro specificità e peculiarità;

35.  riconosce che gli sviluppi delle nuove tecnologie e la digitalizzazione dell'industria europea presentano sfide significative per l'UE; sottolinea che i modelli produttivi dell'UE e degli Stati membri, sostenuti dai loro modelli educativi, devono essere diretti verso settori ad alta produttività, in particolare quelli relativi alle TIC e alla digitalizzazione, al fine di migliorare la competitività dell'UE a livello globale;

36.  sottolinea che investimenti insufficienti e non adeguatamente mirati nel settore nell'insegnamento delle competenze digitali, della programmazione e delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) stanno compromettendo la posizione concorrenziale dell'Europa, la disponibilità di manodopera qualificata e l'occupabilità della sua forza lavoro; ritiene che un miglior adeguamento delle competenze alla domanda e un miglior reciproco riconoscimento delle qualifiche sarà utile per superare il divario in termini di carenza di manodopera qualificata e di squilibrio tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro europeo e andrà a vantaggio delle persone in cerca di occupazione, soprattutto i giovani; invita gli Stati membri a dare priorità a una formazione globale per tutti in materia di competenze digitali, programmazione e competenze particolarmente richieste dai datori di lavoro, mantenendo allo stesso tempo elevati standard nell'istruzione tradizionale, e a prendere in considerazione la transizione verso un'economia digitale nel contesto della riconversione e del miglioramento delle competenze, che non dovrebbero limitarsi alle conoscenze dalla prospettiva dell'utente;

37.  osserva che in molti Stati membri è necessario intensificare le attività di formazione della forza lavoro, incluse le opportunità di istruzione degli adulti e di formazione professionale; sottolinea l'importanza dell'apprendimento permanente, anche per i lavoratori anziani, al fine di adeguare le competenze alle necessità del mercato del lavoro; chiede una maggiore promozione delle discipline STEM mirata alle donne e alle ragazze per affrontare gli stereotipi di istruzione esistenti e combattere i divari occupazionali, retributivi e pensionistici di genere di lunga durata;

38.  riconosce il valore delle nuove tecnologie e l'importanza dell'alfabetizzazione digitale per la vita personale di un individuo e la sua piena integrazione nel mercato del lavoro; suggerisce pertanto agli Stati membri di potenziare i loro investimenti nel miglioramento delle infrastrutture TIC e della connettività negli istituti di istruzione e di mettere a punto strategie efficaci per sfruttare il potenziale delle TIC nell'apprendimento informale per gli adulti e migliorare le loro opportunità di istruzione formale e non formale;

39.  accoglie positivamente il contributo del programma Erasmus+ a favore della mobilità e degli scambi culturali in tutta l'Unione e con i paesi terzi; chiede una promozione e un utilizzo migliori degli strumenti europei per la trasparenza, la mobilità e il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche, al fine di promuovere la mobilità per quanto riguarda l'apprendimento e il lavoro; ribadisce la necessità di garantire delle opportunità di mobilità per la formazione professionale, i giovani svantaggiati e le persone vittime di varie forme di discriminazione;

40.  accoglie con favore il nuovo quadro strategico e degli investimenti previsto dall'accordo di Parigi che contribuirà alla creazione di nuove opportunità di impiego nei settori a bassa intensità di carbonio e a basse emissioni;

41.  invita la Commissione a sottolineare l'importanza di ridurre al minimo gli ostacoli e le barriere, sia quelle fisiche che quelle digitali, che le persone con disabilità devono ancora affrontare negli Stati membri;

42.  plaude all'esplicita menzione dell'assistenza all'infanzia, degli alloggi, dell'assistenza sanitaria e dell'istruzione in rapporto al miglioramento dell'accesso a servizi di qualità;

43.  ricorda che la libera circolazione dei lavoratori è un principio fondamentale sancito dal trattato; plaude al fatto che nell'analisi annuale della crescita 2017 si sottolinei l'importanza di assicurare l'equità sociale mediante una leale collaborazione tra le varie istituzioni degli Stati membri; invita pertanto gli Stati membri a fornire agli ispettorati del lavoro o gli altri enti competenti risorse adeguate nonché a migliorare la cooperazione transfrontaliera tra i servizi di ispezione e lo scambio elettronico di informazioni e dati, al fine di migliorare l'efficienza dei controlli intesi a contrastare e prevenire la frode sociale e il lavoro sommerso;

44.  sottolinea la necessità di stimolare la domanda interna promuovendo investimenti pubblici e privati e riforme strutturali equilibrate dal punto di vista sociale ed economico che riducano le disuguaglianze e promuovano posti di lavoro di qualità e sostenibili, una crescita sostenibile, investimenti sociali e un risanamento di bilancio responsabile, rinforzando in tal modo un percorso favorevole verso un ambiente caratterizzato da una maggiore coesione e da una convergenza sociale verso l'alto per le imprese e per i servizi pubblici; sottolinea l'importante ruolo degli investimenti nel capitale umano in quanto strategia comune; sottolinea altresì la necessità di riorientare le politiche economiche dell'Unione verso un'economia sociale di mercato;

45.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure adeguate per garantire ai lavoratori digitali gli stessi diritti e lo stesso livello di protezione sociale di cui godono lavoratori analoghi nel settore interessato;

46.  osserva che le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano oltre il 90 % di tutte le imprese in Europa e sono il motore dell'economia europea, nonché i servizi sanitari e sociali e le imprese sociali, contribuiscono efficacemente allo sviluppo sostenibile e inclusivo e alla creazione di posti di lavoro di qualità; invita la Commissione e gli Stati membri a tenere maggiormente in considerazione gli interessi delle microimprese e delle PMI nel processo di elaborazione delle politiche, applicando il test PMI nel corso dell'intero iter legislativo, secondo il principio "pensare anzitutto in piccolo", e a promuovere le forme esistenti di sostegno finanziario per le microimprese, come il programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI); reputa di importanza vitale ridurre gli oneri amministrativi per tali imprese ed eliminare le norme superflue senza compromettere i diritti sociali e del lavoro; sottolinea che è necessario offrire una seconda possibilità agli imprenditori che, nel loro primo tentativo, hanno dichiarato fallimento in modo non fraudolento e nel rispetto dei diritti dei lavoratori;

47.  evidenzia che l'imprenditoria sociale è un settore in crescita che può rilanciare l'economia e al contempo alleviare le situazioni di privazione ed esclusione sociale e altri problemi a livello sociale; ritiene pertanto che l'educazione all'imprenditorialità dovrebbe comprendere una dimensione sociale e occuparsi di temi quali il commercio equo, le imprese sociali e i modelli di impresa alternativi, come le cooperative, al fine di realizzare un'economia più sociale, inclusiva e sostenibile;

48.  sollecita la Commissione e il Consiglio a studiare il modo di aumentare la produttività investendo nel capitale umano, tenendo in considerazione che i lavoratori più competenti, ben integrati e realizzati sono quelli in grado di affrontare meglio le richieste e le sfide delle imprese e dei servizi;

49.  incoraggia gli Stati membri a concentrarsi sullo status degli imprenditori autonomi, al fine di garantire che dispongano di un'adeguata protezione sociale in termini di assicurazione in caso di malattia, incidente e disoccupazione nonché diritti pensionistici;

50.  ricorda l'importanza di attuare una vera cultura dell'imprenditoria che stimoli i giovani fin dalla giovane età; invita pertanto gli Stati membri ad adattare i loro programmi di istruzione e formazione a questo principio; richiama l'attenzione degli Stati membri sull'importanza di creare incentivi per l'imprenditoria, in particolare tramite l'attuazione di norme di bilancio e la riduzione degli oneri amministrativi; invita la Commissione, in stretta cooperazione con gli Stati membri, ad adottare misure per fornire informazioni migliori su tutti i fondi e i programmi europei che possono stimolare l'imprenditoria, gli investimenti e l'accesso ai finanziamenti, come il programma Erasmus per i giovani imprenditori;

51.  sottolinea l'effetto leva del bilancio dell'UE sui bilanci nazionali; sottolinea il ruolo complementare svolto dal bilancio dell'Unione europea nella realizzazione degli obiettivi dell'Unione nel quadro delle politiche sociali delineate nell'analisi annuale della crescita per il 2017, puntando alla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro in tutta l'UE;

52.  esprime preoccupazione per il ritardo nell'attuazione dei programmi operativi nel corso dell'attuale periodo di programmazione; prende atto che, al settembre 2016, solo il 65 % delle autorità nazionali competenti era stato designato e invita gli Stati membri a servirsi più attivamente dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile per affrontare le priorità occupazionali e sociali e sostenere l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese che affrontano, nello specifico e in maniera inclusiva, le questioni sociali e occupazionali; sottolinea tuttavia, al contempo, che tali fondi non dovrebbero essere utilizzati esclusivamente per attuare le raccomandazioni specifiche per paese, poiché ciò potrebbe comportare la potenziale esclusione di altri importanti settori di investimento; evidenzia che dovrebbero essere profusi sforzi ulteriori per semplificare le procedure, soprattutto nel caso delle norme finanziarie orizzontali e settoriali, e per rimuovere gli ostacoli che impediscono alla società civile di accedere ai fondi;

53.  rileva che la crescita economica nell'UE e nella zona euro rimane modesta; sottolinea che sono necessari investimenti nella ricerca, nell'innovazione e nell'istruzione; osserva che il bilancio dell'UE per il 2017 prevede 21 312,2 milioni di euro in stanziamenti d'impegno per la competitività, la crescita e l'occupazione mediante programmi come Orizzonte 2020, COSME ed Erasmus +;

54.  sottolinea che i fondi e i programmi europei, quali il programma Erasmus per imprenditori, la rete europea di servizi per l'impiego (EURES), il programma per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese (COSME), il programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), hanno la potenzialità di facilitare l'accesso ai finanziamenti e di incentivare gli investimenti e, pertanto, l'imprenditorialità; rammenta l'importanza del principio di partenariato, del principio di addizionalità, dell'approccio dal basso verso l'alto e di un'adeguata assegnazione delle risorse, nonché di un buon equilibrio tra i doveri di rendicontazione e la raccolta dei dati da coloro che beneficiano dei fondi; invita la Commissione a garantire un attento monitoraggio dell'utilizzo dei fondi dell'UE ai fini di una maggiore efficacia; invita la Commissione a fornire raccomandazioni specifiche per paese sull'utilizzo dei fondi dell'UE, onde aumentare la copertura e l'efficacia delle politiche sociali e attive per il mercato del lavoro a livello nazionale;

55.  accoglie con favore lo stanziamento, nel 2017, di un importo supplementare di 500 milioni di EUR rispetto al progetto di bilancio per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e di 200 milioni di EUR per promuovere le iniziative più importanti per la crescita e la creazione di posti di lavoro; ricorda la necessità di fare un uso migliore dei fondi disponibili e delle iniziative riguardanti l'istruzione e la formazione, la cultura, lo sport, la gioventù, nonché di potenziare gli investimenti in questi settori, ove necessario, con particolare riguardo alle aree tematiche aventi una rilevanza diretta per la strategia Europa 2020, come ad esempio l'abbandono scolastico precoce, l'istruzione superiore, l'occupazione giovanile, l'istruzione e la formazione professionali, l'apprendimento permanente e la mobilità, al fine di sviluppare la resilienza e ridurre la disoccupazione, in particolare tra i giovani e i gruppi più vulnerabili, prevenire la radicalizzazione e garantire l'inclusione sociale nel lungo termine;

56.  plaude alla proposta della Commissione di prorogare il FEIS e raddoppiarne l'importo per raggiungere i 630 miliardi di EUR entro il 2022, migliorando nel contempo la copertura geografica e settoriale; osserva che il FEIS finora non è riuscito a migliorare significativamente la convergenza sociale ed economica tra gli Stati membri e le rispettive regioni all'interno dell'Unione o a mirare alle infrastrutture sociali; rammenta che la maggior parte dei progetti approvati si collocano nelle regioni economicamente più solide dell'Europa occidentale, rendendo così ancora più profondo il divario degli investimenti tra gli Stati membri e aumentando gli squilibri europei; chiede alla Commissione di aiutare le regioni più deboli con la procedura di domanda, ma di non modificare il presupposto basilare di selezionare i progetti soltanto sulla base della qualità; chiede con urgenza alla Commissione di sostenere l'accesso delle imprese sociali e delle PMI al FEIS; invita la Commissione e la Banca europea per gli investimenti ad adoperarsi proattivamente adottando ulteriori provvedimenti volti a garantire che tutti gli Stati membri e i settori siano adeguatamente coinvolti nell'ottica di accedere al FEIS, in particolare quelli che contribuiscono direttamente a contrastare la povertà e l'esclusione sociale; sottolinea la necessità di rafforzare le capacità amministrative, come il polo di consulenza; si rammarica dell'assenza di dati disponibili sui posti di lavoro che si prevede saranno creati grazie agli investimenti del FEIS; invita la Commissione a monitorare e a controllare gli investimenti a titolo del FEIS e a misurarne l'impatto economico e sociale, nonché a garantire che il FEIS non duplichi programmi finanziari esistenti né sostituisca la spesa pubblica diretta; invita nuovamente a investire nel capitale umano e sociale in ambiti quali l'assistenza sanitaria, l'assistenza all'infanzia o gli alloggi a prezzi accessibili;

57.  sottolinea che le regioni ultraperiferiche devono affrontare una serie di vincoli strutturali, la cui persistenza e combinazione limitano gravemente il loro sviluppo; invita la Commissione a rafforzare l'applicazione dell'articolo 349 TFUE;

58.  evidenzia che è necessario che la Commissione e gli Stati membri si impegnino maggiormente per l'applicazione dell'articolo 174 TFUE; sottolinea che una maggiore coesione territoriale implica una maggiore coesione economica e sociale e chiede pertanto lo sviluppo di investimenti strategici nelle regioni interessate, in particolare nella rete a banda larga, allo scopo di aumentare la competitività, migliorare il tessuto industriale e l'assetto territoriale e, in ultima istanza, stabilizzare la popolazione;

59.  invita la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere tutti i livelli di governo e le parti interessate pertinenti nell'individuazione degli ostacoli agli investimenti, prestando particolare attenzione alle regioni e ai settori ove vi siano maggiori necessità, nonché offrendo strumenti adeguati che riuniscano finanziamenti pubblici e privati;

60.  chiede alla Commissione di avviare politiche volte a combattere il declino demografico e la dispersione della popolazione; sottolinea che la politica di coesione dell'UE dovrebbe riservare un'attenzione prioritaria alle regioni colpite dal declino demografico;

61.  sottolinea che l’accesso universale a pensioni di anzianità e di vecchiaia pubbliche, solidali e adeguate deve essere garantito a tutti; riconosce le sfide con cui devono misurarsi gli Stati membri per rafforzare la sostenibilità dei regimi pensionistici, ma sottolinea l’importanza di salvaguardare la solidarietà nei sistemi pensionistici rafforzando il fronte delle entrate senza necessariamente alzare l’età pensionabile; sottolinea l’importanza di sistemi pensionistici pubblici e professionali che garantiscano prestazioni ben superiori alla soglia di povertà, consentendo ai pensionati di mantenere il proprio tenore di vita; ritiene che il modo migliore di garantire pensioni idonee, sostenibili e sicure per donne e uomini è di aumentare il tasso complessivo di occupazione e i posti di lavoro di qualità in tutte le fasce d’età, migliorare le condizioni di lavoro e di occupazione e impegnare la necessaria spesa pubblica supplementare; ritiene che le riforme dei sistemi pensionistici dovrebbero concentrarsi, fra l’altro, sull’età pensionabile effettiva e rispecchiare le tendenze del mercato del lavoro, i tassi di natalità, la situazione sanitaria e patrimoniale, le condizioni di lavoro e l’indice di dipendenza economica; ritiene che tali riforme debbano tener conto anche della situazione di milioni di lavoratori in Europa, in particolare le donne, i giovani e i lavoratori autonomi che sono interessati da situazioni lavorative precarie e atipiche e da periodi di disoccupazione involontaria e orari di lavoro ridotti;

62.  segnala agli Stati membri, in vista dell'invecchiamento della popolazione europea e delle sue conseguenze in termini di necessità di assistenza informale e formale, la necessità di investire nella promozione della sanità pubblica e nella prevenzione delle malattie, garantendo e migliorando la sostenibilità, la sicurezza, l'adeguatezza e l'efficacia dei sistemi di protezione sociale e la fornitura di servizi sociali di qualità a lungo termine nei prossimi decenni; incoraggia pertanto gli Stati membri a sviluppare strategie volte ad assicurare risorse adeguate per tali sistemi e servizi in termini di finanziamenti, organico e sviluppo, nonché a estendere la copertura dei sistemi di previdenza sociale a beneficio della società e dei singoli; esorta in particolare la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali a:

   incoraggiare tassi di occupazione più elevati per tutti le fasce di età;
   adoperarsi per ridurre la segregazione di genere e il divario retributivo di genere;
   adattare il mercato del lavoro ai lavoratori più anziani tramite condizioni di lavoro che tengano conto dell'età e consentano loro di lavorare fino all'età di pensionamento sancita per legge;
   contrastare gli stereotipi legati all'età nel mercato del lavoro;
   garantire un approccio alla salute occupazionale e alla sicurezza che si basi sul ciclo di vita e la prevenzione;
   concentrarsi sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata per le persone che hanno responsabilità di assistenza, tramite regimi di assistenza e di congedo adeguati e attraverso un sostegno a chi presta assistenza in maniera informale;
   sostenere e informare i datori di lavoro, in particolare le PMI, in merito alle possibilità di miglioramento dell'ambiente di lavoro per permettere ai lavoratori di tutte le età di rimanere produttivi;
   sostenere i servizi pubblici per l'impiego per consentire loro di fornire assistenza utile alle persone in cerca di lavoro in età più avanzata;
   investire nell'apprendimento permanente per i lavoratori di tutte le età e promuoverlo, sia sul posto di lavoro che all'esterno, nonché sviluppare sistemi per la convalida e la certificazione delle competenze;
   aiutare i lavoratori in età più avanzata a rimanere attivi più a lungo e a prepararsi alla pensione grazie a condizioni di lavoro flessibili orientate al dipendente, che consentano di ridurre l'orario di lavoro nel periodo di transizione tra il lavoro e la pensione;

63.  sottolinea la necessità che la Commissione monitori gli sviluppi dei fenomeni della mancanza di fissa dimora e dell'esclusione abitativa, oltre che l'evoluzione dei prezzi degli alloggi negli Stati membri; invita ad agire con urgenza per affrontare i problemi della mancanza di fissa dimora e dell'esclusione abitativa, in aumento in molti Stati membri; esprime preoccupazione per le potenziali conseguenze sociali dell'elevato volume di crediti in sofferenza nei bilanci delle banche e, in particolare, per la dichiarazione della Commissione secondo cui la vendita a istituti specializzati non bancari dovrebbe essere incoraggiata, il che potrebbe portare a ondate di sfratti; incoraggia gli Stati membri, la Commissione e la BEI a utilizzare il FEIS per le infrastrutture sociali, ivi inclusa la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e a prezzi accessibili per tutti;

64.  osserva con preoccupazione che in alcuni Stati membri i salari non sono sufficienti a garantire una vita dignitosa, il che trasforma i lavoratori in "lavoratori poveri" e scoraggia il ritorno dei disoccupati al mercato del lavoro; sostiene a tal proposito l'intensificazione della contrattazione collettiva;

65.  incoraggia gli Stati membri ad attuare le misure necessarie all'inclusione sociale dei rifugiati e delle persone appartenenti a minoranze etniche o provenienti da un contesto migratorio;

66.  plaude al fatto che nell'analisi annuale della crescita 2017 si sottolinei la necessità di promuovere riforme fiscali e previdenziali volte a migliorare gli incentivi al lavoro e a rendere remunerativo il lavoro, poiché i regimi fiscali possono anche contribuire a combattere la povertà e le disparità di reddito, nonché ad aumentare la competitività a livello globale; invita gli Stati membri a effettuare una transizione graduale delle imposte dal lavoro ad altre fonti;

67.  invita a incentrare le riforme dei sistemi di assistenza sanitaria e di lungo termine sullo sviluppo della prevenzione e della promozione della salute, sul mantenimento di servizi di assistenza sanitaria di qualità e accessibili a tutti e sulla riduzione delle disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari;

68.  invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare per rimuovere gli ostacoli alla mobilità occupazionale, garantendo che i lavoratori mobili dell'UE vengano trattati alla stregua dei lavoratori non mobili;

69.  invita gli Stati membri ad aumentare la copertura, l'efficienza e l'efficacia delle politiche attive e sostenibili del mercato del lavoro, in stretta collaborazione con le parti sociali; plaude al fatto che l'analisi annuale della crescita 2017 chieda più sforzi per l'elaborazione di misure volte a sostenere l'inclusione sul mercato del lavoro di gruppi svantaggiati, in particolare le persone con disabilità, tenendo conto degli effetti economici e sociali positivi nel lungo termine;

70.  invita gli Stati membri a stabilire norme ambiziose in campo sociale, sulla base delle raccomandazioni specifiche per paese e a seconda della propria competenza nazionale e della situazione finanziaria e fiscale, in particolare introducendo regimi adeguati di reddito minimo per tutto il ciclo di vita, laddove non esistano, e colmando i divari nei regimi di reddito minimo adeguati causati da una copertura insufficiente o dal mancato utilizzo;

71.  accoglie con favore l'iniziativa della Commissione concernente l'avvio di consultazioni sulla creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali; ritiene che tale iniziativa dovrebbe essere in grado di stimolare lo sviluppo di abilità e competenze più flessibili, azioni di apprendimento permanente e un sostegno attivo all'occupazione di qualità;

72.  ribadisce la richiesta rivolta alla Commissione nell'ultimo parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali alla commissione per i problemi economici e monetari di prendere in esame l'introduzione di una procedura per gli squilibri sociali in sede di redazione delle raccomandazioni specifiche per paese, al fine di evitare una corsa al ribasso, con norme basate su un utilizzo efficace degli indicatori sociali e occupazionali nel quadro della sorveglianza macroeconomica;

73.  invita gli Stati membri a porre maggiormente l'accento sulla rottura del circolo vizioso della povertà e sulla promozione dell'uguaglianza; invita la Commissione a presentare raccomandazioni più forti agli Stati membri relativamente all'inclusione e alla protezione sociali, guardando anche al di là della forza lavoro e in particolare agli investimenti a favore dei minori;

74.  accoglie con favore il coinvolgimento, nel quadro del semestre europeo, delle parti sociali, dei parlamenti nazionali e di altre parti interessate della società civile; ribadisce che il dialogo sociale e il dialogo con la società civile sono fondamentali per conseguire un cambiamento duraturo a vantaggio di tutti e sono essenziali per migliorare l'efficacia e l'adeguatezza delle politiche europee e nazionali e che, pertanto, occorre portarli avanti in tutte le fasi del semestre; sottolinea la necessità di rendere la partecipazione più efficace, garantendo una tempistica utile, l'accesso ai documenti e un dialogo con gli interlocutori a un livello appropriato;

75.  ricorda le varie richieste di un programma in cui la posizione del Parlamento sia rafforzata e presa in considerazione prima che il Consiglio prenda una decisione; chiede inoltre che la commissione per l'occupazione e gli affari sociali sia equiparata alla commissione per i problemi economici e monetari, tenuto conto delle rispettive competenze specifiche, ogni volta che il Parlamento è chiamato a fornire il proprio parere nelle varie fasi del semestre europeo;

76.  ritiene che debba essere convocata una convenzione sociale dell'UE, in cui i rappresentanti delle parti sociali, dei governi e dei parlamenti nazionali nonché delle istituzioni europee dibattano, coinvolgendo anche l'opinione pubblica, del futuro e dell'assetto del modello sociale europeo;

77.  invita nuovamente a rafforzare il ruolo del Consiglio EPSCO nel semestre europeo;

78.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0355.
(2) GU C 153 E del 31.5.2013, pag. 57.
(3) GU L 307 del 18.11.2008, pag. 11.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0416.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0297.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0059.
(7) GU C 316 del 30.8.2016, pag. 83.
(8) Testi approvati, P8_TA(2016)0033.
(9) Testi approvati, P8_TA(2015)0401.
(10) Testi approvati, P8_TA(2015)0384.
(11) Testi approvati, P8_TA(2015)0389.
(12) Testi approvati, P8_TA(2015)0321.
(13) Testi approvati, P8_TA(2015)0320.
(14) GU C 289 del 9.8.2016, pag. 19.
(15) GU C 224 del 21.6.2016, pag. 19.
(16) Testi approvati, P7_TA(2014)0394.
(17) GU C 76 E del 25.3.2010, pag. 16.
(18) http://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR15_03/SR15_03_IT.pdf
(19) http://www.eurofound.europa.eu/european-working-conditions-surveys-ewcs
(20) https://www.eurofound.europa.eu/young-people-and-neets-1
(21) Cfr. la relazione di Eurofound sulla disoccupazione giovanile.
(22) Relazione comune sull'occupazione 2016, pag. 2.
(23) Relazione dell'OCSE: "In it together: why less inequality benefits all" ("Tutti coinvolti: perché meno diseguaglianza è meglio per tutti"), 2015.
(24) Relazione dell'FMI: "Causes and Consequences of Income Inequality" ("Cause e conseguenze delle disparità di reddito"), giugno 2015.

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