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Procedura : 2016/2148(INI)
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Ciclo del documento : A8-0385/2016

Testi presentati :

A8-0385/2016

Discussioni :

PV 15/02/2017 - 17
CRE 15/02/2017 - 17

Votazioni :

PV 16/02/2017 - 6.11
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0053

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Giovedì 16 febbraio 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei
P8_TA(2017)0053A8-0385/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni (2016/2148(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (di seguito "RDC")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici(8),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  vista la sua risoluzione dell'11 maggio 2016 sull'accelerazione dell'attuazione della politica di coesione(9),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle sinergie per l'innovazione: i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri fondi e programmi dell'UE a sostegno dell'innovazione(10),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 intitolata "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"(11),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 26 febbraio 2016 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei",

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 25 maggio 2016 sulla comunicazione della Commissione dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei"(12),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 9 luglio 2015 sull'esito dei negoziati sugli accordi di partenariato e sui programmi operativi(13),

–  vista la sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale (COM(2014)0473),

–  visto lo studio realizzato dalla sua Direzione generale delle Politiche interne (dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione) del giugno 2016 dal titolo "Massimizzare le sinergie fra i Fondi strutturali e di investimento europei e altri strumenti per raggiungere gli obiettivi Europa 2020",

–  visto lo studio realizzato dalla sua Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione) del settembre 2016 dal titolo "Valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del RDC",

–  vista l'analisi realizzata dalla sua Direzione generale delle Politiche interne (dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione) del settembre 2016 dal titolo "Strumenti finanziari nel periodo di programmazione 2014-2020: prime esperienze degli Stati membri",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per i bilanci, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0385/2016),

A.  considerando che la politica di coesione rappresenta una parte significativa del bilancio dell'UE, che ammonta approssimativamente a un terzo di tutte le spese;

B.  considerando che, con un bilancio di 454 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) sono il principale strumento della politica d'investimento dell'UE e rappresentano un'importante fonte di investimenti pubblici in molti Stati membri, generando un aumento dell'occupazione, della crescita e degli investimenti in tutta l'UE e, contemporaneamente, una riduzione delle disparità a livello regionale e locale per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale;

C.  considerando che gli accordi di partenariato costituiscono il fondamento della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, presentata dalla Commissione;

D.  considerando che i negoziati per gli accordi di partenariato e i programmi operativi per il periodo 2014-2020 hanno costituito un esercizio modernizzato, intenso e fortemente adattato con un nuovo quadro per le prestazioni, le condizionalità ex ante e la concentrazione tematica, ma che hanno anche causato gravi ritardi nel reale avvio dell'attuazione della politica di coesione, anche per via di carenze nella capacità amministrativa di varie regioni e Stati membri, e che il processo è stato ulteriormente rallentato dalla procedura di designazione delle autorità di gestione;

E.  considerando che è indubbio che, a causa della tardiva adozione del quadro normativo alla fine del 2013 dovuta ai lunghi negoziati e all'accordo tardivo sul QFP, non è stato possibile adottare puntualmente i programmi operativi; che, di conseguenza, l'attuazione dei programmi operativi ha avuto un avvio lento, ripercuotendosi in tal modo sulla diffusione della politica nel territorio;

F.  considerando che le disposizioni comuni sono state istituite per tutti i cinque fondi SIE e che hanno quindi potenziato le relazioni tra di essi;

G.  considerando che la politica di coesione sta attualmente affrontando molte sfide politiche ed economiche, derivanti sia dalla crisi finanziaria, con la conseguente riduzione degli investimenti pubblici in molti Stati membri, per cui i fondi SIE e il cofinanziamento degli Stati membri restano lo strumento principale per gli investimenti pubblici in molti Stati membri, che dalla crisi migratoria;

H.  considerando che nel periodo di programmazione 2014-2020 la politica di coesione ha acquisito un approccio politico più mirato, attraverso la concentrazione tematica, sostenendo le priorità e gli obiettivi dell'Unione;

I.  considerando che i fondi SIE nell'attuale periodo di finanziamento sono maggiormente orientati ai risultati e basati su un contesto di investimento che consente una maggiore efficacia;

J.  considerando che deve esserci un allineamento maggiore tra gli investimenti a titolo della politica di coesione e le priorità della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e il semestre europeo;

K.  considerando che la task force per una migliore attuazione ha contribuito all'eliminazione delle strozzature e al recupero dei ritardi nell'assegnazione dei fondi;

Condivisione dei risultati, comunicazione e visibilità

1.  rileva che l'Europa sta attraversando una fase difficile sia in termini economici che sociali e politici, per cui è più che mai necessaria una politica di investimento efficace, orientata alla crescita economica e all'occupazione, vicina ai cittadini e più adatta alle esigenze territoriali specifiche, che tenti di far fronte alla disoccupazione e alle disuguaglianze sociali all'interno dell'Unione, creando un valore aggiunto europeo; reputa che, per riconquistare la fiducia dei suoi cittadini, l'UE debba lanciare dei processi di adeguamento per rispettare i requisiti di cui all'articolo 9 TFUE;

2.  rileva che la politica di coesione nel periodo 2014-2020 è stata profondamente ripensata, il che ha richiesto un cambiamento di mentalità e di metodi di lavoro a tutti i livelli di governance, compresi il coordinamento orizzontale e il coinvolgimento delle parti interessate nonché, nella misura del possibile, lo sviluppo locale di tipo partecipativo; sottolinea che le recenti riforme lungimiranti ed esemplari sono spesso ignorate e che la politica di coesione viene ancora spesso vista come una tradizionale politica di spesa anziché come una politica di sviluppo e d'investimento con risultati tangibili;

3.  reputa che la comunicazione principale sui progetti della politica di coesione dovrebbe porre l'accento sul valore aggiunto europeo, sulla solidarietà e sulla visibilità delle storie di successo, sottolineando nel contempo l'importanza di scambiare le migliori pratiche e di trarre insegnamenti dai progetti che non riescono a conseguire i loro obiettivi; insiste sul fatto che la comunicazione riguardante i fondi SIE dovrebbe essere modernizzata e intensificata; insiste sulla necessità di individuare e attuare nuovi strumenti di comunicazione dei risultati della politica di coesione; reputa necessario investire nell'intelligence e nella raccolta dei dati a livello regionale, come parte di un impegno continuo per creare e aggiornare le banche dati, tenendo conto delle esigenze, delle specificità e delle priorità locali e regionali, come nel caso dell'esistente piattaforma S3, che consentirebbe al pubblico interessato di controllare con efficacia il valore aggiunto europeo dei progetti;

4.  evidenzia che, al fine di migliorare la comunicazione dei fondi SIE e la loro visibilità, deve essere posto maggiormente l'accento sulla partecipazione delle parti interessate e dei beneficiari e su un coinvolgimento significativo dei cittadini nell'elaborazione e nell'attuazione della politica di coesione; sollecita, inoltre, la Commissione, gli Stati membri, le regioni e le città a comunicare più informazioni sia in merito ai risultati della politica di coesione che agli insegnamenti da trarre e a presentare un piano d'azione coordinato e mirato;

Concentrazione tematica

5.  plaude alla concentrazione tematica, che si è dimostrata uno strumento utile per creare una politica mirata e garantire una maggiore efficacia alle priorità dell'UE e alla strategia Europa 2020, migliorando il processo di conversione delle conoscenze in innovazione, posti di lavoro e crescita; sollecita pertanto gli Stati membri e le autorità regionali e locali a prendere decisioni chiare sulle priorità di investimento e a selezionare i progetti basandosi sulle priorità stabilite per i fondi SIE, nonché ad avvalersi di processi di attuazione razionalizzati ed efficaci;

6.  osserva che l'analisi della concentrazione tematica dovrebbe evidenziare in quale modo le scelte strategiche degli Stati membri e la ripartizione delle risorse tra gli obiettivi tematici soddisfano le esigenze specifiche dei territori; si rammarica che questo aspetto sia meno evidente nella relazione presentata dalla Commissione a norma dell'articolo 16;

7.  ritiene che i risultati e i benefici della politica di coesione debbano essere comunicati in modo più efficace, se non altro per ripristinare la fiducia nel progetto europeo;

8.  insiste sul fatto che la politica di coesione dovrebbe continuare ad avere un orientamento tematico e permettere, nel contempo, un grado di flessibilità sufficiente a tenere conto delle necessità specifiche di ciascuna regione, in particolare delle necessità specifiche delle regioni meno sviluppate, come previsto nei regolamenti; chiede un investimento continuo dei fondi ESI nelle regioni in transizione al fine di mantenere i risultati ottenuti con le risorse già stanziate e gli sforzi già profusi;

9.  sottolinea, in particolare, che è opportuno considerare le circostanze delle regioni urbane o rurali, delle cosiddette regioni "in ritardo di sviluppo", delle regioni in transizione e delle regioni con svantaggi naturali o geografici permanenti e che dovrebbero essere elaborate politiche di sostegno adeguate per lo sviluppo di tali zone, che senza la politica di coesione sarebbero difficilmente in grado di raggiungere le regioni più sviluppate; invita la Commissione a perseguire ed espandere strategie per l'attuazione dell'agenda urbana insieme alle autorità locali e alle regioni metropolitane quali nuclei di crescita dell'UE; ricorda, in tale contesto, l'importanza di concedere agli Stati membri e alle regioni una flessibilità sufficiente per sostenere le nuove sfide politiche, come quelle connesse all'immigrazione (pur tenendo conto degli obiettivi originali e ancora attuali della politica di coesione e delle esigenze specifiche delle regioni) nonché la dimensione digitale, nella sua accezione più ampia, della politica di coesione (comprese le questioni relative all'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alla banda larga che sono connesse al completamento del mercato unico digitale); richiama l'attenzione sulla strategia per un'unione dell'energia, sulla strategia per un'economia circolare e sugli impegni dell'UE nel quadro dell'accordo sui cambiamenti climatici di Parigi in quanto i fondi SIE svolgono un ruolo importante nella loro attuazione;

10.  ritiene che si debba dedicare maggiore attenzione alle zone subregionali in cui si concentrano numerose sfide e che spesso sono caratterizzate da sacche di povertà, comunità segregate e quartieri disagiati con una presenza superiore alla media di gruppi emarginati, quali i rom;

11.  è favorevole a spostare gradualmente l'accento da uno incentrato sui progetti relativi alle grandi infrastrutture verso uno fondato sulla promozione dell'economia della conoscenza, l'innovazione e l'inclusione sociale e sulla costruzione delle capacità e la responsabilizzazione degli attori, anche quelli della società civile, nella politica di coesione, tenendo nel contempo conto delle caratteristiche specifiche delle regioni meno sviluppate che hanno ancora bisogno di sostegno nell'ambito dello sviluppo infrastrutturale e per le quali non sono sempre praticabili le soluzioni basate sul mercato, tenendo anche presente che dovrebbe essere garantita una certa flessibilità per consentire a ciascuno Stato membro di investire in funzione delle proprie priorità, quali fissate negli accordi di partenariato per promuovere lo sviluppo economico, sociale, e territoriale;

12.  è del parere che i fondi SIE, compresi in particolare i programmi europei di cooperazione territoriale, debbano essere utilizzati per creare e favorire posti di lavoro di qualità e sistemi di apprendimento permanente e (ri)qualificazione professionale di qualità, tra cui le infrastrutture scolastiche, per consentire ai lavoratori di adeguarsi, in condizioni soddisfacenti, alle realtà in mutamento del mondo del lavoro e per stimolare una crescita, una competitività e uno sviluppo sostenibili e una prosperità condivisa al fine di creare un'Europa equa, sostenibile e inclusiva a livello sociale, concentrando l'attenzione sulle zone meno sviluppate e sui settori con problemi strutturali e sostenendo le categorie più vulnerabili ed esposte della società, in particolare i giovani (congiuntamente a programmi quali Erasmus+) e le persone con meno competenze o qualifiche, promuovendo una maggiore occupazione mediante l'economia circolare ed evitando l'abbandono scolastico precoce; richiama l'attenzione sul fatto che il FSE è uno strumento a sostegno dell'attuazione delle politiche di interesse pubblico;

13.  esprime preoccupazione poiché la disoccupazione, in particolare la disoccupazione giovanile e delle donne, come anche la disoccupazione nelle zone rurali, rimane molto elevata in numerosi Stati membri, nonostante tutti gli sforzi, e che la politica di coesione deve dare risposte anche a questo problema; raccomanda alla Commissione di prestare maggiore attenzione all'impatto della politica di coesione sulla promozione dell'occupazione e sulla riduzione della disoccupazione; osserva in tale contesto che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG) è stata integrata in 34 programmi del FSE nei 20 Stati membri ammissibili, consentendo in tal modo ai giovani disoccupati di beneficiare dell'IOG per trovare un lavoro o per migliorare le loro competenze e qualifiche; è tuttavia preoccupato per il ritardo con cui è stata avviata l'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e per le modalità di attuazione della Garanzia per i giovani in alcune regioni; esorta gli Stati membri a intensificare i loro sforzi affinché le risorse investite producano risultati sostanziali e concreti in modo rapido ed efficace, segnatamente per quanto riguarda i fondi messi a disposizione sotto forma di prefinanziamenti, e affinché l'IOG sia attuata correttamente, nonché a garantire che i giovani lavoratori possano beneficiare di condizioni di lavoro dignitose; chiede, in particolare, che si tenga conto delle reali esigenze della comunità imprenditoriale nell'utilizzo dei fondi SIE per rispondere alle esigenze di formazione, in modo da creare reali opportunità di occupazione e conseguire a un'occupazione a lungo termine; ritiene che la lotta alla disoccupazione giovanile, l'inclusione sociale e le future sfide demografiche con cui l'Europa si trova a dover fare i conti oggi e nel prossimo futuro dovrebbero essere i principali settori di interesse della politica di coesione; auspica il mantenimento dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile oltre il 2016, onde proseguire l'impegno contro la disoccupazione giovanile, pur sottoponendola a un'analisi operativa approfondita che consentirà di apportare le modifiche necessarie al fine di renderla più efficiente;

14.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che per il sistema della Garanzia per i giovani, che per il periodo 2014-2020 riceverà finanziamenti per un totale di 12,7 miliardi di EUR dal FSE e dall'iniziativa speciale a favore dell'occupazione giovanile e che, grazie a tali risorse, è già considerato il motore trainante dell'occupazione giovanile, la Commissione non abbia effettuato un'analisi costi-benefici, nonostante ciò costituisca la prassi per tutte le sue principali iniziative; rileva pertanto la carenza di informazioni relative al potenziale costo complessivo dell'attuazione della garanzia in tutta l'UE e osserva che, come sottolineato dalla Corte dei conti europea, vi è il rischio che l'importo totale del finanziamento risulti insufficiente;

15.  sottolinea l'importanza della comunicazione, in particolare quella digitale, grazie alla quale le informazioni relative alle forme di assistenza disponibili per la ricerca di corsi di formazione, tirocini e impieghi cofinanziati dai fondi dell'Unione possono raggiungere il maggior numero di giovani possibile; invita a incrementare le attività di comunicazione finalizzate alla promozione di portali quali DROP'PIN o EURES, e a offrire ai giovani maggiori opportunità di mobilità nel mercato interno, il cui potenziale non è ancora sfruttato appieno nella lotta contro la disoccupazione nell'UE;

16.  invita la Commissione a garantire che gli Stati membri rispettino la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità in sede di attuazione dei progetti sostenuti dai fondi SIE, compreso l'obiettivo di promuovere un passaggio dall'assistenza in strutture istituzionali alla vita in comunità per le persone con disabilità;

17.  ribadisce che il completamento della rete centrale TEN-T rappresenta una priorità della politica europea dei trasporti e che i fondi SIE costituiscono uno strumento molto importante nella realizzazione di tale progetto; sottolinea la necessità di sfruttare le opportunità offerte dai fondi SIE per collegare il potenziale della rete centrale e della rete globale TEN-T con le infrastrutture di trasporto locali e regionali; riconosce l'importanza del Fondo di coesione per migliorare le infrastrutture e la connettività in Europa e insiste sul fatto che tale fondo debba essere mantenuto nel nuovo quadro finanziario post 2020;

18.  sottolinea che la multimodalità dei trasporti dovrebbe costituire un elemento fondamentale nella valutazione dei progetti infrastrutturali finanziati mediante i fondi SIE ma che, tuttavia, non dovrebbe essere l'unico criterio applicato nella valutazione dei progetti presentati, soprattutto nel caso degli Stati membri che necessitano di maggiori investimenti nelle infrastrutture dei trasporti;

19.  sottolinea la necessità di mantenere le attività commerciali tradizionali, tra cui la tradizione artigianale e le competenze ad essa associate, e di definire strategie a favore della crescita dell'imprenditorialità nelle attività commerciali tradizionali, al fine di preservare l'identità culturale dei settori commerciali tradizionali; richiama l'attenzione sull'importanza di sostenere il lavoro legato alla formazione professionale e la mobilità dei giovani artigiani di entrambi i sessi;

Condizionalità ex ante

20.  sottolinea che è necessario un monitoraggio efficace delle condizionalità ex ante per registrare gli sforzi compiuti e i risultati ottenuti; ritiene che le condizionalità ex ante, segnatamente quella relativa alle strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3), hanno dimostrato la loro utilità e suggerisce un loro ulteriore miglioramento; sottolinea che dovrebbe essere prestata una maggiore attenzione al rafforzamento delle microimprese e delle piccole e medie imprese;

21.  richiama l'attenzione sul fatto che una percentuale significativa delle condizionalità ex ante non è stata soddisfatta; chiede pertanto che sia eseguita un'analisi della situazione attuale e che si proceda a intraprendere un'azione mirata per darvi risposta, senza compromettere l'assorbimento ottimale dei fondi né l'efficacia della politica di coesione;

Formazione del bilancio in base alle prestazioni

22.  evidenzia che il quadro normativo per il periodo 2014-2020 e gli accordi di partenariato hanno determinato un orientamento fortemente incentrato sui risultati nei programmi di coesione, e che tale approccio può essere esemplare anche per le altre parti della spesa di bilancio dell'UE; plaude all'introduzione di indicatori comuni che consentano la misurazione e l'analisi comparativa dei risultati; ritiene che il lavoro sugli indicatori debba continuare per migliorare le prove sulle spese dei fondi SIE e ottimizzare la selezione dei progetti;

23.  rileva che l'introduzione della concentrazione tematica ha costituito un'importante innovazione grazie alla quale gli investimenti sono incentrati su priorità e obiettivi specifici corrispondenti a indicatori di rendimento e obiettivi specificatamente concordati per tutti i temi;

24.  ricorda che la riserva di efficacia introdotta per ciascuno Stato membro ammonta al 6 % delle risorse assegnate ai fondi SIE; ricorda che, sulla base delle relazioni nazionali del 2017 e della verifica dell'efficacia del 2019, la riserva sarà assegnata solo ai programmi e alle priorità che hanno raggiunto le rispettive tappe fondamentali; chiede flessibilità nell'avvio di nuovi impegni a titolo della riserva di efficacia quando i programmi avranno raggiunto i loro obiettivi e le loro tappe fondamentali negli anni successivi; chiede alla Commissione di valutare se la riserva di efficacia porta un reale valore aggiunto o ha prodotto ulteriori oneri burocratici;

Il semestre europeo

25.  osserva che, durante il processo di programmazione, gli Stati membri hanno riscontrato che più di due terzi delle raccomandazioni specifiche per paese (RSP) adottate nel 2014 erano pertinenti agli investimenti della politica di coesione e plaude al fatto che gli Stati membri ne abbiano tenuto conto nelle loro priorità di programmazione; riconosce che nel prossimo futuro le RSP potrebbero dar luogo a modifiche dei programmi dei fondi SIE, garantendo il sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri; sottolinea che le RSP e i programmi nazionali di riforma (PNR) rappresentano un chiaro legame tra i fondi SIE e i processi del semestre europeo;

26.  sottolinea l'importanza di creare un legame equilibrato tra la politica di coesione e il semestre europeo, in quanto entrambi operano per raggiungere gli stessi obiettivi di cui alla strategia Europa 2020, senza pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi di coesione sociale, economica e territoriale per ridurre le disparità come previsto dai trattati; è del parere che sarebbe opportuno ripensare la logica alla base della sospensione dei fondi FEIS in caso di una deviazione dagli obiettivi del semestre europeo, in quanto ciò potrebbe essere controproducente per promuovere la crescita e l'occupazione;

Sinergie e strumenti finanziari

27.  rileva che il quadro normativo dei fondi SIE per il periodo 2014-2020 sostiene gli strumenti finanziari; sottolinea, tuttavia, che l'utilizzo delle sovvenzioni continua a essere indispensabile; osserva che sembra esservi un orientamento in favore di un passaggio graduale dalle sovvenzioni ai prestiti e alle garanzie; sottolinea che questa tendenza è stata rafforzata dal piano di investimenti per l'Europa e dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), istituito di recente; rileva, inoltre, che l'utilizzo dell'approccio multifondo appare ancora difficile da applicare; sottolinea, data la complessità di tali strumenti, la vitale importanza di fornire un supporto adeguato alle istituzioni locali e regionali nella formazione dei funzionari responsabili della gestione di tali strumenti; ricorda che gli strumenti finanziari potrebbero offrire soluzioni per un utilizzo efficiente del bilancio dell'UE contribuendo, unitamente alle sovvenzioni, alla realizzazione di investimenti per stimolare la crescita economica e creare posti di lavoro sostenibili;

28.  rileva che il FEIS si prefigge un'agenda distinta e che tale fondo viene presentato come esempio di successo per la rapidità di attuazione e i risultati conseguiti con le operazioni esistenti, nonostante le notevoli carenze, quali la mancanza di addizionalità; chiede in tale contesto alla Commissione di fornire dati specifici sull'impatto del FEIS in termini di crescita e occupazione e di presentare, dopo la valutazione, punti di riferimento formativo che consentano di utilizzare i fondi SIE in maniera più efficace nel nuovo periodo di programmazione a partire dal 2021; chiede, oltre al parere della Corte dei conti europea n. 2/2016(14), un'analisi del contributo del FEIS agli obiettivi dei fondi SIE e un bilancio dei risultati conseguiti dal FEIS in termini delle sue priorità;

29.  rileva tuttavia l'assenza di dati fattuali sugli effetti e i risultati prodotti dagli strumenti finanziari nonché il debole legame esistente tra tali strumenti finanziari e gli obiettivi e le priorità generali dell'UE;

30.  osserva che la relazione presentata dalla Commissione a norma dell'articolo 16 fornisce poche informazioni sul coordinamento e sulle sinergie tra i diversi programmi e gli strumenti di altri settori strategici e, in particolare, non ha sempre presentato dati affidabili sui risultati attesi dai programmi del FSE e dell'OIG; sottolinea che l'esistenza di una regolamentazione comune per i cinque fondi SIE ha incrementato le sinergie tra di essi, anche nel secondo pilastro della politica agricola comune; è convinto che sarebbe opportuno rafforzare le sinergie con altre politiche e strumenti, tra cui il FEIS e altri strumenti finanziari, al fine di massimizzare l'impatto degli investimenti; sottolinea che le norme in materia di aiuti di Stato si applicano ai fondi SIE ma non al FEIS e a Orizzonte 2020 e che tale discrepanza causa problemi quanto ad aumentare il livello delle sinergie fra tali fondi, programmi e strumenti; sottolinea che, per garantire la necessaria complementarietà e le sinergie tra il FEIS, gli strumenti finanziari e i fondi SIE, la questione delle norme sugli aiuti di Stato debba essere ulteriormente esaminata per giungere a un suo chiarimento, a una sua semplificazione e a un suo conseguente adattamento; invita la Commissione a fornire indicazioni complete alle autorità di gestione sulle modalità per unire il FEIS agli strumenti di gestione comuni e diretti, tra cui i fondi SIE, il meccanismo per collegare l'Europa e Orizzonte 2020;

31.  è favorevole a continuare un uso equilibrato degli strumenti finanziari quando presentano un valore aggiunto e non pregiudicano il sostegno tradizionale a titolo della politica di coesione; sottolinea, tuttavia, che ciò dovrebbe avvenire soltanto dopo avere attentamente valutato il contributo degli strumenti finanziari agli obiettivi della politica di coesione; sottolinea che tutte le regioni debbano mantenere un ventaglio diversificato di fonti di finanziamento e che in taluni settori le sovvenzioni restano lo strumento più adatto per conseguire gli obiettivi di crescita e occupazione; chiede alla Commissione di presentare incentivi per garantire che le autorità di gestione siano pienamente informate sulle opportunità di ricorrere a strumenti finanziari e sul loro campo di applicazione, e di analizzare i costi di gestione delle sovvenzioni e degli aiuti rimborsabili attuati in programmi condivisi e gestiti a livello centrale; sottolinea che norme chiare, coerenti e mirate in materia di strumenti finanziari per contribuire a semplificare il processo di preparazione e di attuazione per i gestori di fondi e i destinatari sono fondamentali per migliorare la loro efficace attuazione; richiama l'attenzione sull'imminente relazione d'iniziativa della commissione per lo sviluppo regionale dal titolo "Il giusto mix di finanziamenti per le regioni d'Europa: equilibrare strumenti finanziari e sovvenzioni nella politica di coesione dell'UE" (2016/2302(INI));

Semplificazione

32.  osserva che uno degli obiettivi principali del periodo di programmazione 2014-2020 è un'ulteriore semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE e riconosce che la semplificazione costituisce uno dei fattori chiave per un migliore accesso ai finanziamenti;

33.  plaude alle nuove opportunità di semplificazione, fornite dall'attuale quadro normativo modernizzato dei fondi SIE, in termini di norme comuni di ammissibilità, opzioni semplificate in materia di costi ed e-governance; deplora, tuttavia, che la comunicazione della Commissione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento recante disposizioni comuni non includa informazioni specifiche sull'utilizzo delle opzioni semplificate in materia di costi; sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi per sviluppare appieno le potenzialità delle opzioni semplificate in materia di costi in termini di riduzione degli oneri amministrativi; osserva che sono ancora necessarie importanti misure di semplificazione sia per i beneficiari che per le autorità di gestione, incentrate sugli appalti pubblici, sulla gestione dei progetti e sugli audit durante e dopo le operazioni;

34.  chiede alla Commissione di fornire una valutazione attuale dell'onere amministrativo, compresi in particolari aspetti quali i tempi, il costo e le formalità burocratiche del finanziamento dell'UE sotto forma sia di sovvenzioni sia di strumenti finanziari, in base ai risultati comprovati del periodo 2007-2013 e dell'inizio del nuovo periodo dal 2014;

35.  raccomanda che, per il prossimo periodo di programmazione che avrà inizio nel 2021, tutti i livelli di governance operino verso un sistema di audit unico, eliminando i controlli doppi tra i vari livelli di governo; esorta la Commissione a chiarire la portata e lo status giuridico degli orientamenti esistenti nell'ambito dei fondi SIE, nonché a sviluppare, in stretta collaborazione con le autorità di gestione e con tutti i pertinenti livelli delle autorità di audit, un'interpretazione congiunta delle questioni di audit; ribadisce la necessità di ulteriori progressi nell'area della semplificazione, anche e soprattutto nei programmi specifici per i giovani, introducendo tra l'altro una maggiore proporzionalità nei controlli; accoglie con favore i risultati preliminari dei lavori del gruppo ad alto livello sulla semplificazione istituito dalla Commissione;

36.  raccomanda di definire procedure standard per l'elaborazione dei programmi operativi e per la gestione, in particolare quando si tratta dei numerosi programmi di cooperazione territoriale;

Capacità amministrativa

37.  rileva che gli Stati membri hanno culture amministrative e livelli di prestazione diversi nei loro quadri politici, che le condizionalità ex ante dovrebbero aiutare a superare; insiste sulla necessità di rafforzare la capacità amministrativa quale priorità nel quadro della politica di coesione e dell'esercizio del semestre europeo, in particolare negli Stati membri con un basso assorbimento dei fondi; osserva la necessità di garantire assistenza tecnica, professionale e pratica agli Stati membri, alle regioni e alle località nelle domande di finanziamento; si compiace degli effetti dello strumento Jaspers e ricorda che una programmazione inadeguata degli investimenti è causa di notevoli ritardi nella realizzazione dei progetti e di un impiego inefficiente delle risorse;

38.  osserva che l'avvio lento di alcuni programmi, l'assenza di capacità di gestione dei progetti complessi, i ritardi registrati nel completamento dei progetti, gli oneri burocratici negli Stati membri, l'eccesso di regolamentazione e gli errori nelle procedure di appalto pubblico costituiscono gli ostacoli principali all'attuazione della politica di coesione; ritiene indispensabile identificare e semplificare le procedure e i procedimenti inutilmente complessi in materia di gestione concorrente che creano oneri supplementari alle autorità e ai beneficiari; sottolinea che è necessario migliorare, monitorare e rafforzare costantemente la capacità amministrativa; è pertanto del parere che a tale proposito sia necessario sfruttare soluzioni di e-government funzionali e flessibili e garantire un'informazione e un coordinamento migliori tra gli Stati membri; sottolinea altresì la necessità di prestare maggiore attenzione alla formazione dell'amministrazione;

39.  rileva che quadri normativi, condizioni e soluzioni su misura (come ad esempio il sistema di scambio "Taiex Regio Peer 2 Peer" fra le diverse regioni) miranti alla semplificazione possono rispondere in modo più efficace alle necessità e alle sfide che le regioni devono fronteggiare, quando si tratta della capacità amministrativa;

Cooperazione territoriale europea

40.  evidenzia – soprattutto dal punto di vista della riduzione delle disparità tra regioni frontaliere – il valore aggiunto europeo della cooperazione territoriale europea, che dovrebbe riflettersi in un maggiore livello di stanziamenti, da introdurre quanto prima, in favore di tale obiettivo della politica di coesione; invita allo stesso tempo gli Stati membri a fornire il cofinanziamento necessario; sottolinea la necessità di preservare questo strumento come uno degli elementi fondamentali della politica di coesione post-2020;

41.  sottolinea l'importanza delle strategie macroregionali, trattandosi di strumenti che si sono rivelati utili allo sviluppo della cooperazione territoriale e allo sviluppo economico dei territori interessati; ricorda il ruolo decisivo delle autorità locali e regionali per la buona riuscita delle iniziative previste da tali strategie;

42.  raccomanda di utilizzare maggiormente lo strumento giuridico del GECT, modificato ed esteso, come base giuridica per la cooperazione territoriale;

43.  propone l'istituzione di un legame permanente fra le RIS3 e la cooperazione interregionale a livello dell'UE, preferibilmente sotto forma di un elemento permanente del programma INTERREG;

44.  sottolinea che la nozione di orientamento ai risultati richiede che i programmi INTERREG garantiscano una cooperazione di alta qualità a livello di progetto e l'adeguamento dei metodi e criteri di valutazione per tener conto delle peculiarità dei singoli programmi; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità di gestione a cooperare e a scambiarsi informazioni e buone prassi su come l'orientamento ai risultati possa essere reso il più efficiente e mirato possibile, in considerazione delle specificità della cooperazione territoriale europea;

45.  sottolinea il potenziale derivante dall'utilizzo degli strumenti finanziari nei programmi INTERREG che, integrando le sovvenzioni, aiutano a sostenere le PMI e a sviluppare la ricerca e l'innovazione aumentando gli investimenti, creando nuovi posti di lavoro, consentendo di ottenere risultati migliori e incrementando l'efficacia dei progetti;

46.  deplora la scarsa sensibilizzazione e l'insufficiente visibilità dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE), invita ad attuare una forma di comunicazione più efficace dei risultati ottenuti dai progetti; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità di gestione a istituire meccanismi e ampie piattaforme istituzionalizzate di cooperazione per garantire una migliore visibilità e la sensibilizzazione; invita la Commissione a delineare i risultati dei programmi e dei progetti CTE finora conseguiti;

Principio di partenariato e governance a più livelli

47.  plaude al codice di condotta concordato durante i negoziati sull'attuale periodo di programmazione che definisce i requisiti minimi per un partenariato correttamente funzionante; osserva che il codice ha migliorato l'attuazione del principio di partenariato nella maggior parte degli Stati membri ma deplora il fatto che vari Stati membri abbiano centralizzato ampie parti della negoziazione e dell'attuazione degli accordi di partenariato e dei programmi operativi; sottolinea la necessità di coinvolgere attivamente le autorità regionali e locali e le parti interessante in tutte le fasi e chiede pertanto che in futuro sia garantita una loro autentica partecipazione nel processo di negoziazione e di attuazione in relazione alle strutture specifiche dei paesi; ritiene che anche un'eccessiva centralizzazione e la mancanza di fiducia abbiano contribuito alla tardiva attuazione dei fondi SIE e che alcuni Stati membri e autorità di gestione sono meno inclini ad assegnare una maggiore responsabilità per la gestione dei fondi UE alle autorità locali e regionali;

48.  sottolinea la necessità che la Commissione fornisca chiarimenti in merito alle prestazioni degli Stati membri e delle regioni sui principi di cui all'articolo 5 dell'RDC, prestando particolare attenzione ai modi in cui il governo possa essere incoraggiato ad applicare pienamente il principio di partenariato; sottolinea che la titolarità condivisa è una condizione preliminare per un maggiore riconoscimento della politica di coesione dell'UE;

49.  sostiene il nuovo approccio della Commissione di istituire gruppi di lavoro speciali, ossia gruppi di progetto volti a garantire una migliore gestione dei fondi SIE negli Stati membri, e invita a sviluppare ulteriormente tale approccio;

50.  sottolinea che la futura politica di coesione deve incorporare misure di sostegno volte ad aiutare i rifugiati a integrarsi efficacemente nel mercato del lavoro dell'UE, promuovendo in tal modo la crescita economica e contribuendo a garantire la sicurezza generale dell'UE;

Il futuro della politica di coesione

51.  sottolinea che i fondi SIE contribuiscono al PIL, all'occupazione e alla crescita negli Stati membri, elementi essenziali da considerare nella settima relazione sulla coesione prevista per il 2017; sottolinea inoltre che investimenti considerevoli nelle regioni meno sviluppate contribuiscono anche al PIL degli Stati membri più sviluppati; è del parere che, qualora il governo del Regno Unito invochi formalmente l'articolo 50 TUE, la settima relazione sulla coesione debba tener conto anche dei possibili effetti della "Brexit" sulla politica strutturale;

52.  ritiene che il PIL potrebbe non essere il solo indicatore legittimo per garantire una distribuzione equa dei fondi e che, in fase di decisione sulla futura ripartizione, sarebbe opportuno tenere conto delle specifiche necessità territoriali e dell'importanza di priorità programmatiche condivise per lo sviluppo delle zone coperte dal programma; ritiene importante che nel futuro sia considerata la possibilità di introdurre nuovi indicatori dinamici da affiancare al PIL; osserva che molte regioni europee devono far fronte a tassi elevati di disoccupazione e a una popolazione in diminuzione; invita la Commissione a valutare la possibilità di sviluppare e di introdurre un "indicatore demografico";

53.   ricorda che una notevole quantità di investimenti pubblici viene eseguita a livello locale e regionale; sottolinea che il sistema europeo dei conti non deve limitare la capacità delle autorità locali e regionali di effettuare i necessari investimenti poiché ciò impedirebbe agli Stati membri di cofinanziare i progetti ammissibili ai fondi strutturali e quindi li priverebbe di tale importante fonte di finanziamento, che può invece contribuire a uscire dalla crisi economica e a rilanciare la crescita e l'occupazione; incoraggia vivamente la Commissione a rivalutare l'approccio rigorosamente annuale del sistema europeo dei conti, in modo che la spesa pubblica finanziata dai fondi SIE sia considerata un investimento di capitale e non semplicemente un debito o una spesa di gestione;

54.  sottolinea che la cooperazione territoriale europea, al servizio del principio più ampio di coesione territoriale introdotto dal trattato di Lisbona, potrebbe essere migliorata; incoraggia pertanto tutte le parti interessate coinvolte nei negoziati sulla futura politica a rafforzare tale dimensione di coesione territoriale; esorta la Commissione ad attribuire alla cooperazione territoriale europea la necessaria importanza nella settima relazione sulla coesione;

55.  ritiene che la concentrazione tematica debba essere mantenuta in futuro, in quanto ha dimostrato la sua sostenibilità economica; si aspetta che la Commissione presenti una panoramica dei risultati raggiunti con la concentrazione tematica nella politica di coesione;

56.  è convinto che la futura politica di coesione orientata alle prestazioni debba fondarsi su dati e indicatori adatti a misurare gli sforzi, gli esiti e gli effetti prodotti e sull'esperienza a livello regionale e locale in tale ambito (formazione del bilancio in base alle prestazioni, condizionalità ex ante e concentrazione tematica), in quanto fornisce alle autorità locali e regionali – comprese quelle che ad oggi non hanno tentati di applicare tale approccio – linee guida pratiche relative all'attuazione dei suoi principi;

57.  sottolinea che in futuro saranno necessari un assorbimento più rapido dei finanziamenti disponibili e una progressione più equilibrata delle spese durante il ciclo di programmazione, anche al fine di evitare il frequente ricorso ai progetti "retrospettivi", spesso miranti a evitare il disimpegno automatico alla fine del periodo di programmazione; ritiene che, una volta adottato il regolamento generale e quelli specifici per i fondi, l'attuazione dei programmi operativi nel prossimo periodo di programmazione a partire dal 2021 potrà iniziare più rapidamente, in quanto gli Stati membri avranno già acquisito esperienza con una politica orientata alle prestazioni in seguito agli sforzi compiuti per la politica di coesione nel periodo 2014-2020; mette in evidenza, a tale proposito, che gli Stati membri dovrebbero evitare i ritardi nella nomina delle autorità di gestione per i programmi operativi;

58.  ribadisce che il processo legislativo di adozione del prossimo QFP dovrebbe essere concluso entro la fine del 2018, in modo tale che il quadro normativo per la futura politica di coesione possa essere adottato rapidamente subito dopo tale data ed entri in vigore senza indugio il 1° gennaio 2021;

59.  ritiene che la politica di coesione debba continuare a includere tutti gli Stati membri e tutte le regioni europee e che la semplificazione delle modalità di accesso ai fondi dell'UE sia una condizione indispensabile per il successo della politica di coesione in futuro;

60.  ritiene che lo spirito di innovazione e di specializzazione intelligente, parallelamente allo sviluppo sostenibile, debba rimanere un importante motore della politica di coesione; sottolinea che la specializzazione intelligente dovrebbe essere un meccanismo guida per la futura politica di coesione;

61.  sottolinea l'elevato rischio di accumulo delle domande di pagamento nel quadro della rubrica 1b nella seconda metà dell'attuale QFP e chiede che sia messo a disposizione un livello sufficiente di stanziamenti di pagamento su base annua fino al termine delle attuali prospettive, al fine di evitare un nuovo arretrato di fatture non pagate; sottolinea, a tale scopo, la necessità che le tre istituzioni dell'UE elaborino e concordino un nuovo piano comune di pagamento per il periodo 2016-2020, che dovrebbe prevedere una strategia chiara per far fronte a tutte le esigenze di pagamento sino alla fine dell'attuale QFP;

62.  raccomanda alla Commissione di analizzare l'impatto reale degli investimenti dei fondi SIE nel corso del precedente periodo di programmazione e la misura in cui gli obiettivi europei sono stati conseguiti mediante i fondi investiti, nonché di trarre conclusioni circa le esperienze positive e negative, quale punto di partenza per aggiungere valore al processo di investimento;

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63.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Comitato delle regioni nonché ai governi e ai parlamenti nazionali e regionali degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487.
(5) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.
(6) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.
(7) GU L 149 del 20.5.2014, pag. 1.
(8) GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0217.
(10) Testi approvati, P8_TA(2016)0311.
(11) Testi approvati, P8_TA(2015)0419.
(12) GU C 303 del 19.8.2016, pag. 94.
(13) GU C 313 del 22.9.2015, pag. 31.
(14) Parere n. 2/2016 della Corte dei conti europea "concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) 2015/1017 e la valutazione della Commissione che l'accompagna redatta in applicazione dell'articolo 18, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/1017".

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