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Procedura : 2015/2329(INI)
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Ciclo del documento : A8-0017/2017

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A8-0017/2017

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PV 02/03/2017 - 3
CRE 02/03/2017 - 3

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PV 02/03/2017 - 6.8
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P8_TA(2017)0063

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Giovedì 2 marzo 2017 - Bruxelles Edizione definitiva
Attuazione del programma "L'Europa per i cittadini"
P8_TA(2017)0063A8-0017/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 2 marzo 2017 sull'attuazione del regolamento (UE) n. 390/2014 del Consiglio, del 14 aprile 2014, che istituisce il programma "L'Europa per i cittadini" per il periodo 2014-2020 (2015/2329(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea (TUE), i quali sanciscono che "ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione", che "le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione" e che "le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile",

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–   visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità,

–  visto il regolamento (UE) n. 390/2014 del Consiglio, del 14 aprile 2014, che istituisce il programma "L'Europa per i cittadini" per il periodo 2014-2020(1),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell'istruzione nella promozione dei valori fondamentali dell'UE(2),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione, i risultati e la valutazione generale del programma "L'Europa per i cittadini" per il periodo 2007-2013 (COM(2015)0652),

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per gli affari costituzionali (A8-0017/2017),

A.  considerando che il programma "L'Europa per i cittadini" è unico e ha un valore altamente simbolico, in quanto rappresenta un esercizio di ascolto del dibattito della società civile, che favorisce il pensiero critico sul progetto europeo, la sua storia e quella dei movimenti e delle idee che lo hanno promosso e che contribuisce a incrementare la conoscenza del processo decisionale europeo, migliorando le condizioni per la partecipazione civica e democratica a livello di Unione;

B.  considerando che il programma "L'Europa per i cittadini" ambisce a rafforzare il senso di cittadinanza e di appartenenza europea, migliorare la solidarietà, la tolleranza e il rispetto reciproci, promuovere una migliore comprensione dell'UE, delle sue origini, del suo sviluppo, dei suoi valori e delle sue istituzioni e competenze, nonché favorire un dialogo attivo tra i cittadini dell'UE; che le attività del programma possono essere viste come parte dell'apprendimento informale e permanente correlato all'educazione civica;

C.  considerando che la campagna "un euro per cittadino" relativa al programma "L'Europa per i cittadini" mira a lanciare un forte segnale simbolico in merito all'ascolto della voce dei cittadini in Europa;

D.  considerando che l'attuale aumento dell'euroscetticismo – rispecchiato da forze antieuropee che mettono in discussione l'esistenza stessa del progetto europeo e culminato recentemente nel voto a favore della Brexit – pone in evidenza l'importanza di questi programmi e rafforza la necessità di promuovere lo sviluppo di un sentimento comune di identità europea, di riflettere sulle cause della perdita di credibilità dell'Unione europea, di incoraggiare la partecipazione civica e di avviare un dibattito approfondito sui valori europei, che coinvolga tutta la società civile e le stesse istituzioni e comprenda una campagna di formazione sul funzionamento delle istituzioni dell'UE, sottolineando allo stesso tempo le opportunità derivanti dall'appartenenza all'UE;

E.  considerando che prima dell'adesione di un paese all'Unione europea è necessaria una preparazione profonda e globale anche in merito a questioni concernenti la memoria, l'accettazione del passato e la garanzia di una partecipazione attiva dei cittadini alla vita civica nel paese interessato;

F.  considerando che, in linea con l'articolo 11 TUE, le istituzioni dell'UE sono tenute a dare ai cittadini e alle associazioni rappresentative la possibilità di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione; che, in virtù di tale disposizione, le istituzioni UE sono tenute a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con la società civile e la Commissione ha il dovere di procedere ad ampie consultazioni di tutte le parti interessate;

G.  considerando che l'articolo 20 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) stabilisce lo status fondamentale della cittadinanza dell'Unione e indica in dettaglio i diritti che essa comporta, e che una migliore conoscenza dell'UE e dei suoi valori è un importante prerequisito affinché i cittadini possano godere appieno di tali diritti;

H.  considerando che la cittadinanza attiva, l'educazione alla cittadinanza e il dialogo interculturale sono fondamentali per costruire società aperte, inclusive e resilienti;

I.  considerando che l'attuale programma si fonda sull'articolo 352 TFUE, che conferisce al Parlamento soltanto il diritto di esprimere la sua posizione tramite la procedura di approvazione e che ciò è stato fermamente contestato dal Parlamento quando la Commissione ha presentato la proposta, in quanto in forte contrasto con la natura democratica del programma;

J.  considerando che la valutazione ex-post condotta dalla Commissione ha confermato la pertinenza degli obiettivi del programma e il fatto che, distinguendosi da altri programmi in termini di portata, obiettivi, attività e gruppi di destinatari, esso ha consentito iniziative che non avrebbero potuto essere finanziate altrimenti;

K.  considerando che, a seguito dei tagli di bilancio conseguenti ai negoziati sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, la dotazione finanziaria del programma "L'Europa per i cittadini" è stata ridotta di circa 29,5 milioni di EUR e che le limitate risorse finanziarie assegnate al programma, pari a 185,47 milioni di EUR, rappresentano soltanto lo 0,0171 % del QFP;

L.  considerando che si è osservata la tendenza degli Stati membri a svincolarsi dal cofinanziamento di questi progetti e che gli enti locali incontrano difficoltà in presenza di progetti europei con tassi di cofinanziamento elevati;

M.  considerando che, come conseguenza della riduzione della dotazione finanziaria, il numero di progetti che è stato possibile finanziare nel 2014 è crollato quasi del 25 % rispetto al programma precedente;

N.  considerando che l'apprendimento non formale e informale, come pure il volontariato, lo sport, l'arte e la cultura offrono molte opportunità in termini di educazione alla cittadinanza e di cittadinanza attiva;

O.  considerando che sono necessarie ulteriori sinergie con altri programmi e una migliore comunicazione con altre direzioni generali al fine di ridurre le sovrapposizioni e aumentare l'impatto del programma;

P.  considerando che è stato comprovato il valore dei gemellaggi internazionali esistenti tra città e comuni (gemellaggi – reti di città), che approfondiscono la conoscenza reciproca tra i cittadini e favoriscono l'amicizia e la cooperazione;

Conclusioni principali

1.  sottolinea che i finanziamenti complessivi a disposizione (185,47 milioni di EUR) per l'unico programma totalmente dedicato alla cittadinanza europea, ossia il programma "L'Europa per i cittadini", sono trascurabili rispetto a quelli di altri programmi per l'istruzione e la cultura, quali Europa creativa (1,46 miliardi di EUR) ed Erasmus+ (14,7 milioni di EUR), e che ciò significa che le aspettative dei candidati saranno deluse;

2.  accoglie con favore il fatto che nei primi due anni del nuovo ciclo di finanziamenti il programma "L'Europa per i cittadini", destinato a colmare il divario tra le istituzioni dell'UE e i cittadini europei, sembra funzionare bene, il numero dei candidati è in aumento, la qualità dei progetti è notevole e la loro attuazione è rigorosa;

3.  riconosce che l'ostacolo principale all'efficace attuazione del programma è la dotazione finanziaria insufficiente e deplora profondamente che essa sia stata tagliata del 13,7 % nel QFP 2014-2020, il che ha drasticamente ridotto il numero di progetti finanziabili e significa che non è possibile soddisfare l'elevata domanda, causando frustrazione tra i candidati con progetti pregevoli;

4.  osserva che, a causa dei vincoli di bilancio, il numero totale di progetti finanziati è troppo limitato per raggiungere gli obiettivi ambiziosi del programma e che nel 2015 ha potuto essere finanziato soltanto circa il 6 % dei progetti relativi alla memoria europea e alla società civile, una quota molto bassa rispetto ai risultati del programma Europa creativa per lo stesso anno (19,64 % per la cultura e 45,6 % per i media); indica che i finanziamenti per queste due componenti del programma "L'Europa per i cittadini" dovrebbero essere significativamente aumentati in linea con le ambizioni del programma;

5.  riconosce il successo dei progetti di gemellaggio tra città in tutta l'UE e invita gli Stati membri a promuovere tali iniziative tra i comuni e a facilitare la collaborazione;

6.  plaude alla newsletter "L'Europa per i cittadini" e alla banca dati sui progetti finanziati, lanciate dalla Commissione;

7.  sottolinea il fatto che i punti di contatto nazionali (PCN) di "L'Europa per i cittadini" hanno un ruolo importante nella sensibilizzazione e nell'offerta di sostegno e orientamento ai potenziali candidati (in particolare i candidati alla prima esperienza nei paesi destinatari) così come alle associazioni europee e nazionali degli enti locali e regionali e alle organizzazioni della società civile;

8.  accoglie con favore l'approccio multidisciplinare del programma, la chiarezza e la semplicità del modulo di candidatura e dei requisiti di rendicontazione e la sua attenzione ad attività specifiche;

9.  accoglie con favore il fatto che le priorità definite per entrambe le componenti del programma ("memoria europea" e "impegno democratico e partecipazione civica"), che in precedenza venivano modificate ogni anno, saranno d'ora in poi pluriennali e che saranno applicate per il periodo rimanente del programma (2016-2020);

10.  riconosce che l'impatto del programma rimane in proporzione elevato, come dimostra il fatto che nel 2015, secondo le stime, nei 408 progetti selezionati sono stati coinvolti 1 100 000 partecipanti; ritiene inoltre che l'alto numero di domande – 2 087 nel 2014 e 2 791 nel 2015 – e la qualità dei progetti indichino un elevato livello di interesse per il programma e la necessità di dedicare allo stesso maggiori risorse umane e finanziarie, onde incrementare il numero di progetti sostenuti;

Raccomandazioni

Aspetti giuridici dell'attuazione

11.  raccomanda che la prossima generazione del programma "L'Europa per i cittadini" sia adottata con una base giuridica che permetta al Parlamento di partecipare all'adozione del programma in qualità di colegislatore nell'ambito della procedura legislativa ordinaria, su un piano di parità con il Consiglio; incoraggia la Commissione a riflettere sulle possibili soluzioni per raggiungere tale obiettivo;

Aspetto finanziario dell'attuazione

12.  ritiene che siano stati respinti progetti di alta qualità, tra cui progetti relativi alla memoria europea e alla società civile (tasso di successo del 6 % rispetto al 19,64 % per la cultura e al 45,6 % per i media nel programma Europa creativa) a causa dell'insufficienza dei finanziamenti nel programma "L'Europa per i cittadini"; ritiene che, tenendo conto del ruolo decisivo svolto da questo programma quale presupposto per la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell'Unione, sarebbe necessario aumentare in modo sostanziale il bilancio attuale al fine di raggiungere un tasso obiettivo superiore; invita pertanto la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a prendere in considerazione una dotazione finanziaria totale di circa 500 milioni di EUR per il programma "L'Europa per i cittadini" nel prossimo QFP, che corrispondono soltanto a 1 euro a cittadino;

13.  riconosce l'obiettivo comune e le potenziali sinergie tra l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) e il programma "L'Europa per i cittadini" nel consentire ai cittadini di partecipare direttamente allo sviluppo delle politiche dell'UE; invita tuttavia la Commissione a garantire che l'ICE non sia finanziata a titolo del limitato bilancio del programma "L'Europa per i cittadini", come avviene attualmente, ed esorta gli Stati membri a partecipare maggiormente al sostegno finanziario di entrambe le azioni;

14.  osserva che il sistema ad importo forfettario dovrebbe tener conto delle differenze di prezzi nell'UE, in funzione del costo della vita negli Stati membri; raccomanda di ripensare tale regime nonché la riduzione del prefinanziamento al fine di garantire la sostenibilità dei progetti finanziati e di sostenere meglio la cooperazione tra le amministrazioni locali o le organizzazioni più lontane, come pure, in particolare, di agevolare la partecipazione delle organizzazioni più piccole, con una capacità finanziaria limitata, e dei partecipanti con esigenze speciali;

15.  chiede alla Commissione e all'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) di valutare periodicamente l'impatto che una serie di disposizioni di bilancio ha avuto sui candidati e sui candidati potenziali ammissibili; chiede in particolare una valutazione volta a determinare se la riduzione del tasso di prefinanziamento (dal 50 al 40 % per i progetti e dall'80 al 50 % per le sovvenzioni di funzionamento e i PCN) applicata nel 2015 a causa di una grave penuria di stanziamenti di pagamento, la necessità di cofinanziamento, nonché l'applicazione degli stessi parametri a prescindere dal costo effettivo della vita e dalla lontananza geografica, possano aver creato – e continuino a creare – una situazione di svantaggio per alcuni tipi di organizzazioni e determinati Stati membri; chiede, inoltre, che elaborino ulteriori strategie per avvicinare le istituzioni europee ai cittadini e per informare meglio i cittadini in merito alle varie politiche dell'UE;

16.  osserva che nel sistema ad importo forfettario dovrebbe essere inserito un ulteriore parametro al fine di poter coinvolgere maggiormente le persone con esigenze speciali, dal momento che la partecipazione di persone con disabilità richiede molto più personale e, spesso, misure aggiuntive, il che comporta costi maggiori;

17.  sottolinea che le sovvenzioni di funzionamento garantiscono l'indipendenza dei beneficiari (ossia i think tank) e offrono la possibilità di una pianificazione a lungo termine al fine di realizzare attività lungimiranti e sviluppare competenze specialistiche; raccomanda l'utilizzo di criteri e indicatori specifici e di una rendicontazione annuale per monitorare i progressi in direzione del conseguimento dei loro obiettivi e garantire che tali regimi di finanziamento non si traducano in una dipendenza del beneficiario dalla Commissione;

18.  invita la Commissione e l'EACEA a rendere pubblicamente conto delle spese sostenute attraverso la componente 3 "Azione orizzontale: valorizzazione – analisi, diffusione e utilizzo dei risultati dei progetti";

19.  invita la Commissione e l'EACEA a includere nella relazione interlocutoria di valutazione, prevista entro il 31 dicembre 2017, una valutazione approfondita dell'esecuzione finanziaria e di bilancio del programma e a trarne insegnamento al fine di ridefinire gli obiettivi futuri e adeguare i requisiti di bilancio del programma nel prossimo quadro finanziario pluriennale;

Aspetti inerenti al coordinamento e alla comunicazione

20.  invita la Commissione a raccogliere tutte le informazioni utili relative al programma "L'Europa per i cittadini" (guida del programma, priorità, inviti a presentare proposte, progetti in corso e passati, risultati e lezioni apprese, newsletter), unitamente a tutti i programmi, le azioni, le sovvenzioni e i fondi strutturali che rientrano nell'ambito della cittadinanza europea (quali l'Iniziativa dei cittadini europei e il Servizio volontario europeo), in un portale di comunicazione unico e di facile utilizzo (piattaforma online con sportello unico), accessibile anche alle persone con disabilità; raccomanda che la piattaforma venga utilizzata come un registro pubblico delle informazioni di contatto dei beneficiari e come strumento di accesso alla descrizione dei progetti, nonché per trovare partner in altri paesi;

21.  sottolinea che, qualora una candidatura venga respinta, è opportuno fornire una risposta soddisfacente indicando le ragioni del rifiuto, in particolare nel caso in cui l'ente che ha presentato la candidatura chieda una spiegazione; suggerisce di cercare di individuare, ove possibile, le questioni prioritarie delle candidature simili respinte;

22.  rileva che alcuni obiettivi del programma "L'Europa per i cittadini" sono simili o complementari a quelli dell'Iniziativa dei cittadini europei, in particolare per quanto concerne il coinvolgimento dei cittadini; ritiene pertanto che ci si debba adoperare per adottare un approccio comune alla definizione delle politiche dell'UE in materia di partecipazione dei cittadini e democrazia partecipativa, con l'ausilio di un'adeguata strategia di comunicazione, nell'ottica di raggruppare tutti i programmi della Commissione relativi alla cittadinanza europea, possibilmente promuovendo e rafforzando le esperienze dirette e la partecipazione dei cittadini;

23.  sottolinea la necessità di creare un elenco aperto di partner potenziali in ogni Stato membro al fine di agevolare i partenariati tra i soggetti interessati ad accedere al programma "L'Europa per i cittadini";

24.  raccomanda altresì la creazione di una piattaforma online per le principali organizzazioni attive nel settore della cittadinanza e che beneficiano del programma al fine di condividere le buone pratiche, potenziare le capacità e rafforzare la visibilità una volta terminati i progetti;

25.  invita la Commissione a incrementare la visibilità del programma e a sensibilizzare i cittadini quanto ai suoi obiettivi, ponendo in atto una strategia di comunicazione coinvolgente per la cittadinanza europea – attraverso reti sociali, spot radiofonici e televisivi e cartelloni pubblicitari – come pure rafforzando la partecipazione a livello locale con il contributo attivo dei PCN nonché aggiornando costantemente i contenuti e raggiungendo un pubblico nuovo nei paesi partecipanti, con particolare attenzione a quelli in cui il livello di partecipazione è più scarso, nonché ai giovani, alle persone con disabilità e alle persone vulnerabili;

26.  ritiene che il programma dovrebbe servire anche per far conoscere gli strumenti di partecipazione diretta disponibili nell'Unione europea, come l'Iniziativa dei cittadini europei, i forum di cittadini e le consultazioni pubbliche, onde sensibilizzare i cittadini sulle opportunità di partecipazione diretta offerte dal quadro istituzionale dell'UE;

27.  esorta i paesi partecipanti che ancora non abbiano designato un punto di contatto nazionale a farlo; raccomanda di rafforzare il coordinamento e le sinergie tra questi paesi, gli Stati membri e la Commissione;

28.  riconosce che la sfida principale consiste nel raggiungere gli ambiziosi obiettivi attuali con le limitate risorse finanziarie disponibili; pone l'accento sull'importanza degli Stati membri, delle regioni e delle amministrazioni locali nel rafforzare l'efficacia e la popolarità del programma, in particolare attraverso lo sviluppo massimo del potenziale dei PCN attraverso una condivisione di esperienze con gli enti responsabili di progetti simili, ad esempio Erasmus+ ed Europa creativa; invita l'EACEA ad agevolare e promuovere, ove possibile, le sinergie fra programmi dell'Unione europea come Europa creativa, Erasmus + e il Fondo sociale europeo, al fine di migliorarne l'impatto;

29.  invita la Commissione a incrementare ulteriormente gli sforzi a favore della semplificazione amministrativa, tenendo conto del fatto che i requisiti formali sono a volte difficili da superare da parte delle organizzazioni particolarmente piccole, che non dovrebbero essere discriminate per ragioni burocratiche;

30.  raccomanda che i fondi stanziati per la comunicazione non siano utilizzati per coprire le spese relative alla comunicazione istituzionale sulle priorità dell'Unione, così come stabilito all'articolo 12 dell'attuale programma, ma siano utilizzati per pubblicizzare il programma stesso nei paesi partecipanti, in particolare in quelli in cui il livello di partecipazione è più scarso;

Punti centrali e obiettivi del programma

31.  raccomanda che, nella prossima generazione del programma, l'approccio pluriennale sia formalizzato nella definizione delle priorità e siano migliorate le sinergie tra le componenti e gli elementi del programma; sottolinea che un'eventuale modifica della struttura del programma dovrebbe essere realizzata in modo tale da evitare la possibilità di confusione per i suoi utenti finali, che ne ridurrebbe l'impatto;

32.  plaude alla grande attenzione ai cittadini e agli aspetti sociali dell'UE, che permette alle istituzioni UE di entrare direttamente in contatto con la società civile in loco; sottolinea, all'interno delle priorità del programma, l'importanza dei progetti che si concentrano sulle attuali sfide per l'Europa, su questioni quali la diversità, la migrazione, i rifugiati, la prevenzione della radicalizzazione, la promozione dell'inclusione sociale, il dialogo interculturale, la risoluzione dei problemi di finanziamento e l'identificazione del patrimonio culturale comune europeo; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare i legami tra le priorità del programma e le politiche legate alla cittadinanza europea nonché alla vita quotidiana dei cittadini europei;

33.  sostiene che il programma dovrebbe interessare un numero maggiore di partecipanti, garantire la partecipazione delle persone con esigenze speciali e promuovere la partecipazione delle persone emarginate e prive di diritti, tra cui i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo;

34.  è del parere che, se del caso, il programma dovrebbe basarsi sulle iniziative di base che hanno conseguito buoni risultati, quali i gemellaggi tra città;

35.  sottolinea la necessità di sviluppare, all'interno della componente "memoria europea", un'identità europea che sia orientata non soltanto al passato ma al futuro, pluralistica, transculturale e aperta ai flussi migratori e alle influenze provenienti dal resto del mondo, nell'ottica di conseguire un'integrazione comune basata sui valori europei e sul patrimonio laico e spirituale europeo; sottolinea la necessità di garantire che la storia non sia utilizzata come strumento di divisione, ma come un'opportunità per affrontare le sfide contemporanee grazie a un'interpretazione sensibile e a programmi d'istruzione mirati e ben concepiti; evidenzia l'importanza di promuovere progetti intergenerazionali che consentano la condivisione di esperienze tra generazioni più anziane e più giovani;

36.  sottolinea la necessità di incoraggiare progetti che presentino nuovi formati di discussione con i cittadini, con una struttura e uno stile accattivanti e caratterizzati da un approccio pluridimensionale;

37.  propone la pubblicazione annuale, da parte della Commissione, di una relazione di sintesi contenente le principali proposte di miglioramento del progetto europeo espresse dai partecipanti ai progetti finanziati dal programma "L'Europa per i cittadini";

38.  sottolinea la necessità di arricchire il programma con proposte che riguardino la partecipazione dei cittadini al processo democratico e decisionale dell'UE, dando ai cittadini gli strumenti per esercitare i propri diritti, ad esempio tramite l'attuazione della democrazia elettronica; invita l'Unione e gli Stati membri, a tale scopo, a sviluppare azioni e politiche volte a rafforzare le competenze trasferibili e il pensiero critico e creativo e l'alfabetizzazione digitale e mediatica, nonché l'inclusione dei cittadini, come pure a stimolare la curiosità, specialmente tra i giovani e i bambini, che saranno così in grado di compiere scelte informate e contribuire in modo positivo ai processi democratici;

39.  sottolinea che la partecipazione al programma da parte di paesi che desiderano aderire all'UE permette di migliorare la comprensione reciproca e di rafforzare la cooperazione; raccomanda una maggior internazionalizzazione del programma, in particolare invitando tutti i paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) e dello Spazio economico europeo (SEE), i paesi in via di adesione e i paesi candidati a cooperare con gli Stati membri dell'UE nel presentare la propria candidatura per i progetti, e chiede maggiore collaborazione tra le ONG dell'UE, dei paesi del partenariato orientale e meridionale e di potenziali paesi candidati al fine di avvicinare l'UE ai cittadini; propone che si promuova la cooperazione tra le organizzazioni dell'UE e dei paesi vicini sui valori europei;

40.  sottolinea la necessità di sviluppare i gemellaggi tra città, incentrandosi sulle modalità per avvalersi maggiormente del programma, sulla sua promozione e i suoi risultati, prevedendo l'assegnazione di adeguate risorse finanziarie;

o
o   o

41.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 115 del 17.4.2014, pag. 3.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0005.

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