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Procedura : 2016/2153(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0131/2017

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A8-0131/2017

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PV 26/04/2017 - 19
CRE 26/04/2017 - 19

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PV 27/04/2017 - 5.16
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P8_TA(2017)0147

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Giovedì 27 aprile 2017 - Bruxelles
Discarico 2015: Bilancio generale dell'Unione europea - Consiglio europeo e Consiglio
P8_TA(2017)0147A8-0131/2017
Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 27 aprile 2017 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2016/2153(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2015 (COM(2016)0475 – C8-0271/2016)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2015, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti(4) nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2015, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5) del Consiglio, in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0131/2017),

1.  rinvia la decisione sul discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2015;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 69 del 13.3.2015.
(2) GU C 380 del 14.10.2016, pag. 1.
(3) GU C 375 del 13.10.2016, pag. 1.
(4) GU C 380 del 14.10.2016, pag. 147.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


2. Risoluzione del Parlamento europeo del 27 aprile 2017 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2016/2153(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0131/2017),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico sottolinea la particolare importanza di un ulteriore rafforzamento della legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione ottenibile migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto di programmazione di bilancio basata sui risultati e di corretta gestione delle risorse umane;

1.  prende atto del fatto che la Corte dei conti ("la Corte") ha stimato, sulla base del lavoro di audit svolto, che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 per le spese amministrative e di altro genere delle istituzioni e degli organi sono, nell'insieme, esenti da errore significativo;

2.  rileva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2015 ("la relazione della Corte"), la Corte ha osservato che non sono state individuate debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti ad audit relativamente alle risorse umane e agli appalti del Consiglio europeo e del Consiglio;

3.  rileva che, nel 2015, il Consiglio europeo e il Consiglio disponevano di un bilancio globale pari a 541 791 500 EUR (534 202 300 EUR nel 2014), con un tasso di esecuzione del 92,6 %;

4.  prende atto dell'aumento di 7,6 milioni di EUR (+ 1,4 %) del bilancio del Consiglio per il 2015;

5.  prende atto della pubblicazione, da parte del Segretariato generale del Consiglio (SGC), delle relazioni annuali di attività del Servizio giuridico e delle DG "Comunicazione e gestione dei documenti" e "Amministrazione";

6.  prende atto delle spiegazioni fornite nella relazione annuale d'attività della DG Amministrazione sul sottoutilizzo sistematico degli stanziamenti; esprime comunque preoccupazione per l'alto tasso di sottoutilizzo che persiste in alcune categorie; incoraggia lo sviluppo di indicatori chiave di performance per migliorare la pianificazione di bilancio;

7.  continua ad essere preoccupato per il numero decisamente elevato degli stanziamenti riportati dal 2015 al 2016, in particolare quelli in materia di immobili, impianti e macchinari;

8.  ribadisce che il bilancio del Consiglio europeo e quello del Consiglio dovrebbero essere separati al fine di contribuire alla trasparenza della gestione finanziaria delle istituzioni e a una maggiore assunzione di responsabilità da parte di entrambe le istituzioni;

9.  chiede un quadro generale delle risorse umane, suddivise per categoria, grado, genere, nazionalità e formazione professionale;

10.  sottolinea che l'equilibrio geografico, ossia il rapporto tra la cittadinanza del personale e le dimensioni degli Stati membri, dovrebbe rimanere un elemento importante della gestione delle risorse, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito all'Unione a partire dal 2004; accoglie con favore il fatto che il Consiglio europeo e il Consiglio abbiano raggiunto una composizione equilibrata di funzionari provenienti dagli Stati membri che hanno aderito all'Unione prima del 2004 e dopo, ma sottolinea che gli Stati membri che hanno aderito all'Unione nel 2004 o successivamente sono ancora sottorappresentati al livello superiore dell'amministrazione e nei posti dirigenziali, aspetto su cui si attendono ancora progressi;

11.  prende atto dell'esistenza di una politica di equilibrio di genere presso l'SGC; accoglie con favore l'evoluzione positiva dell'equilibrio di genere a livello di dirigenza; invita comunque il Consiglio a intensificare ulteriormente i suoi sforzi, sottolineando il fatto che, alla fine del 2015, il tasso dell'equilibrio di genere nei posti dirigenziali era ancora limitato al 30 %/70 %;

12.  accoglie con favore le informazioni riguardanti le attività professionali degli ex dirigenti dell'SGC dopo la cessazione dal servizio(1) nell'anno 2015; sostiene la piena trasparenza e la pubblicazione di tali informazioni ogni anno;

13.  rileva con grande preoccupazione che, nel 2015, l'SGC non aveva ancora attuato le norme interne sulle segnalazioni di irregolarità, come indicato dal Mediatore; invita il Consiglio ad applicare queste norme senza ulteriori indugi;

14.  osserva che la tabella dell'organico del Consiglio si prefigge di rispettare l'obiettivo previsto dall'accordo interistituzionale di ridurre il personale del 5 % in cinque anni; chiede di essere informato su come tale riduzione sia compatibile con la creazione di 19 nuovi posti; propone che il Consiglio riferisca al Parlamento in merito a eventuali risparmi alternativi realizzati per compensare il ritardo nella riduzione del personale;

15.  prende atto della riorganizzazione della Direzione generale dell'Amministrazione allo scopo di migliorare la sua qualità ed efficienza; si attende che questa riforma abbia un impatto positivo sull'esecuzione del bilancio del Consiglio;

16.  esprime preoccupazione per il ritardo nella consegna dell'edificio Europa; chiede di essere informato delle conseguenze finanziarie del rinvio;

17.  reitera la richiesta che la politica immobiliare dell'Istituzione sia comunicata all'autorità di discarico; rammenta al Consiglio l'invito del Parlamento ad elaborare una relazione sullo stato di avanzamento dei progetti immobiliari e una ripartizione dettagliata delle spese finora sostenute;

18.  rileva con soddisfazione che l'SGC ha ottenuto il marchio di impresa ecodinamica nel 2015 e la certificazione EMAS nel 2016 per la sua efficace gestione ambientale;

Punto della situazione

19.  prende atto della risposta ufficiale del Segretario generale del Consiglio all'invito della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento di partecipare allo scambio di opinioni con i segretari generali delle altre istituzioni; osserva che la risposta si limita a ribadire la posizione del Consiglio sullo scambio di informazioni finanziarie già espressa in passato; rileva che il questionario scritto inviato all'SGC il 17 novembre 2016 con le interrogazioni dei deputati è rimasto senza risposta;

20.  ribadisce che il Consiglio dovrebbe dar prova di trasparenza e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi affidatigli in quanto istituzione dell'Unione; sottolinea che ciò implica una partecipazione piena e in buona fede del Consiglio alla procedura annuale di discarico, al pari delle altre istituzioni; ritiene, a tale proposito, che un controllo efficace dell'esecuzione del bilancio dell'Unione richieda una cooperazione tra il Parlamento e il Consiglio nel quadro di un accordo operativo; deplora profondamente le difficoltà incontrate finora nelle procedure di discarico;

21.  insiste sul fatto che la spesa del Consiglio deve essere controllata al pari di quella delle altre istituzioni e sottolinea che gli elementi di base di tale controllo sono stati esposti nelle risoluzioni di discarico degli scorsi anni;

22.  ricorda che il Parlamento concede il discarico alle altre istituzioni dopo aver esaminato la documentazione fornita e le risposte date alle domande; si rammarica che il Parlamento continui a incontrare difficoltà ad ottenere risposte dal Consiglio; auspica, in tal senso, una ben maggiore cooperazione con il segretario generale del Consiglio, per il quale il 2015 è stato il primo anno in cui ha assunto queste nuove responsabilità;

23.  si rammarica del fatto che, in passato, il discarico non sia stato concesso a causa dell'insufficiente cooperazione tra il Parlamento e il Consiglio; rileva che parrebbe esservi una maggiore buona volontà da entrambe le parti ed è fiducioso che, in futuro, si compiranno progressi per rafforzare la cooperazione, il che contribuirà a migliorare l'immagine pubblica del Parlamento e del Consiglio; invita il Parlamento e il Consiglio a proseguire su questa via;

24.  sottolinea il potere del Parlamento di concedere il discarico a norma degli articoli 316, 317 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e degli articoli da 164 a 167 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 e afferma che la concessione o meno del discarico rappresenta un dovere del Parlamento nei confronti dei cittadini dell'Unione;

25.  ricorda che ciascuna delle istituzioni, quali definite all'articolo 2 ter del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, è autonoma nell'esecuzione della rispettiva sezione del bilancio in virtù dell'autonomia di bilancio conferitale dall'articolo 55 di tale regolamento; afferma che, conformemente alla prassi e all'interpretazione delle norme in vigore e al principio dell'autonomia di bilancio del Consiglio, nonché al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione, il Parlamento concede il discarico a ciascuna istituzione individualmente;

26.  ritiene che una buona cooperazione tra Parlamento, Consiglio europeo e Consiglio, risultato di una procedura di dialogo aperto e formale, possa costituire un segnale positivo da trasmettere ai cittadini dell'Unione.

(1) Articolo 16, terzo e quarto comma, dello statuto.

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