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Procedura : 2015/2085(INL)
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A8-0152/2017

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Giovedì 1 giugno 2017 - Bruxelles Edizione definitiva
Protezione degli adulti vulnerabili
P8_TA(2017)0235A8-0152/2017
Risoluzione
 Allegato

Risoluzione del Parlamento europeo del 1° giugno 2017 recante raccomandazioni alla Commissione sulla protezione degli adulti vulnerabili (2015/2085(INL))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 67, paragrafo 4, e l’articolo 81, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare l'articolo 3, che garantisce a ogni persona il diritto all'integrità fisica e psichica, e l'articolo 21 sulla non discriminazione,

–  vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 recante raccomandazioni alla Commissione sulla protezione giuridica degli adulti: implicazioni transfrontaliere(1),

–  vista la valutazione del valore aggiunto europeo del settembre 2016 elaborata dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo (PE 581.388),

–  vista la Convenzione dell'Aia del 13 gennaio 2000 sulla protezione internazionale degli adulti ("Convenzione dell'Aia"),

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità ("Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità"),

–  vista la raccomandazione n. R (99) 4 del 23 febbraio 1999 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sui principi concernenti la protezione giuridica degli adulti incapaci ("raccomandazione n. R (99) 4 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa"),

–  vista la raccomandazione CM/Rec(2009)11 del 9 dicembre 2009 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sui principi delle procure permanenti e le direttive anticipate aventi per oggetto l'incapacità ("raccomandazione CM/Rec(2009)11 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa"),

–  visti gli articoli 46 e 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0152/2017),

A.  considerando che è fondamentale che l'Unione si avvicini ai propri cittadini e si occupi di questioni che li riguardano direttamente, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali, senza discriminazioni o esclusione;

B.  considerando che la protezione degli adulti vulnerabili che esercitano il loro diritto alla libera circolazione in seno all'Unione è, nel caso di specie, una questione di carattere transfrontaliero che coinvolge, di conseguenza, tutti gli Stati membri; che tale questione è emblematica del ruolo che l'Unione e il suo Parlamento devono svolgere per rispondere ai problemi e alle difficoltà che i cittadini europei incontrano nell'attuazione dei loro diritti, in modo particolare nelle situazioni transfrontaliere;

C.  considerando che la protezione degli adulti vulnerabili è strettamente correlata al rispetto dei diritti umani; che ogni adulto vulnerabile deve essere considerato, al pari di ogni cittadino europeo, titolare di diritti e in grado di prendere decisioni libere, autonome e informate entro i limiti della sua capacità, e non semplicemente come beneficiario passivo di cure e di attenzioni;

D.  considerando che la vulnerabilità degli adulti e i vari regolamenti per la loro tutela giuridica non devono ostacolare il diritto delle persone di spostarsi liberamente;

E.  considerando che l'evoluzione demografica e dell'allungamento dell'aspettativa di vita hanno determinato un aumento del numero delle persone anziane che non sono in grado di tutelare i propri interessi a causa di malattie legate all'età; che esistono anche altre circostanze che sono indipendenti dall'età, quali disabilità mentali e fisiche, e che possono anche essere innate, e in cui la capacità di una persona adulta a curare i propri interessi può essere colpita;

F.  considerando che sono sorti problemi a causa della crescente circolazione tra Stati membri di persone sfollate e pensionati, tra cui persone vulnerabili o che potrebbero diventarlo;

G.  considerando che esistono disparità tra le legislazioni degli Stati membri in materia di competenza giurisdizionale, di legge applicabile, di riconoscimento ed esecuzione delle misure di protezione degli adulti; che la diversità delle leggi applicabili e la molteplicità delle giurisdizioni competenti possono nuocere al diritto degli adulti vulnerabili a circolare liberamente e a risiedere nello Stato membro di loro scelta, così come ad avere un'adeguata protezione del loro patrimonio, nel caso in cui sia ripartito fra più Stati membri;

H.  considerando che esistono ancora disparità tra le legislazioni degli Stati membri nel settore delle misure di protezione, nonostante i progressi realizzati in questo settore a seguito della raccomandazione n. R (99) 4 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa;

I.  considerando che l'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(2) esclude lo stato e la capacità delle persone fisiche dall'ambito della sua applicazione;

J.  considerando che la Convenzione dell'Aia costituisce un insieme di norme di diritto internazionale privato particolarmente adatto per far fronte ai problemi transfrontalieri riguardanti gli adulti vulnerabili; che, nonostante il tempo trascorso dall'adozione di tale convenzione, pochi Stati membri l'hanno già ratificata; che tale ritardo nella ratifica della convenzione compromette la protezione degli adulti vulnerabili in situazione transfrontaliera nell'Unione; che è quindi indispensabile, ai fini dell'efficacia, di intervenire a livello di Unione per assicurare la protezione degli adulti vulnerabili in situazione transfrontaliera;

K.  considerando che un adulto vulnerabile è una persona che abbia raggiunto l'età di 18 anni e che, a causa di un'alterazione o di un'insufficienza delle facoltà personali, non è in grado di curare i suoi interessi (se stesso e/o il proprio patrimonio), temporaneamente o definitivamente;

L.  considerando che occorre tenere conto delle disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; che l'Unione e gli Stati membri sono tutti parti di detta convenzione;

M.  considerando che, nella definizione delle sue politiche, l'Unione europea deve garantire il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

N.  considerando che l'azione dell'Unione nel settore della protezione degli adulti vulnerabili deve mirare principalmente a facilitare la circolazione, il riconoscimento e l'esecuzione, da parte delle autorità degli Stati membri, delle misure di protezione adottate a favore di un adulto vulnerabile dalle autorità di un altro Stato membro, a diffondere e riconoscere i mandati di inidoneità e a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri a tale riguardo;

O.  considerando che per "misure di protezione" si intendono, in particolare, le misure previste dall'articolo 3 della Convenzione dell'Aia;

P.  considerando che per "mandato di inidoneità" si intendono i poteri di rappresentanza conferiti da un adulto capace, mediante un accordo o atto unilaterale, il cui scopo è quello di essere esercitato qualora tale adulto non sia più in grado di curare i propri interessi;

Q.  considerando che informazioni chiare e precise sulle legislazioni nazionali relative all'incapacità e alla protezione degli adulti vulnerabili dovrebbero essere più facilmente accessibili ai cittadini affinché questi ultimi possano adottare da soli decisioni informate;

R.  considerando che un accesso in tempo utile da parte delle diverse autorità amministrative e giudiziarie interessate alle informazioni relative alla situazione giuridica degli adulti oggetto di una misura di protezione o di un mandato di inidoneità potrebbe migliorare e rafforzare la protezione di tali persone;

S.  considerando che la creazione in ogni Stato membro di archivi o registri in cui figurano le decisioni amministrative e giudiziarie che prescrivono misure di protezione a favore di un adulto vulnerabile, nonché i mandati di inidoneità, quando essi sono previsti dalla legislazione nazionale, potrebbe servire a facilitare l'accesso in tempo utile, da parte di tutte le autorità amministrative e giudiziarie interessate, alle informazioni sulla situazione giuridica degli adulti in situazione di vulnerabilità e a garantire meglio la certezza del diritto; considerando che la riservatezza di tali archivi o registri dovrebbe essere adeguatamente garantita, conformemente al diritto dell'Unione e alle legislazioni nazionali in materia di tutela della vita privata e di protezione dei dati personali;

T.  considerando che le misure di protezione adottate dalle autorità di uno Stato membro dovrebbero essere riconosciute di pieno diritto negli altri Stati membri; che, nonostante ciò, potrebbe essere necessario introdurre motivi di diniego di riconoscimento e di esecuzione di una misura di protezione; che i motivi, debitamente limitati, che potrebbero essere invocati dalle autorità nazionali competenti per rifiutare di riconoscere o di eseguire una misura di protezione adottata dalle autorità di un altro Stato membro, dovrebbero essere limitati alla protezione dell'ordine pubblico di detto Stato;

U.  considerando che potrebbero essere introdotti meccanismi efficaci atti a garantire il riconoscimento, la registrazione e l'utilizzo dei mandati di inidoneità in tutta l'Unione; che un modulo unico di mandato di inidoneità dovrebbe essere introdotto a livello dell'Unione al fine di garantire che i mandati di inidoneità siano effettivi in tutti gli Stati membri;

V.  considerando che moduli unici per l'Unione dovrebbero essere elaborati per favorire l'informazione sulle decisioni relative alla protezione degli adulti vulnerabili, nonché la circolazione, il riconoscimento e l'esecuzione di tali decisioni; considerando che la certezza del diritto impone che qualsiasi persona alla quale sia affidata la protezione della persona o dei beni di un adulto vulnerabile possa, su richiesta di quest'ultimo, ottenere, entro un termine ragionevole, il rilascio di un certificato attestante la sua qualità e i poteri che le sono conferiti;

W.  considerando che una decisione emessa in uno Stato membro e che è esecutiva in tale Stato membro dovrebbe avere forza esecutiva negli altri Stati membri senza che sia necessaria una dichiarazione che ne constati la forza esecutiva;

X.  considerando che sarebbe opportuno attuare meccanismi di cooperazione tra gli Stati membri al fine di promuovere e facilitare la comunicazione tra le autorità competenti nonché la trasmissione e lo scambio di informazioni riguardanti gli adulti vulnerabili; che la designazione di un'autorità centrale da parte di ciascuno Stato membro, come quella prevista dalla Convenzione dell'Aia, potrebbe contribuire in modo adeguato a tale obiettivo;

Y.  considerando che alcune misure di protezione previste dalle autorità di uno Stato membro riguardo ad un adulto vulnerabile, tra cui il collocamento dell'adulto in una struttura assistenziale situata in un altro Stato membro, potrebbero avere implicazioni logistiche e finanziarie per un altro Stato membro; che, in questi casi, sarebbe opportuno istituire meccanismi di cooperazione tra le autorità degli Stati membri interessati in modo che possano essere concordi sull'opportunità di una ripartizione delle spese relative alla misura di protezione in questione;

Z.  considerando che l'esistenza di autorità centrali non dovrebbe impedire alle autorità amministrative e giudiziarie degli Stati membri di mettersi in comunicazione diretta quando tale comunicazione sembra loro più efficace;

AA.  considerando che il tempo trascorso dall'adozione della risoluzione del Parlamento del 18 dicembre 2008 avrebbe dovuto consentire alla Commissione di acquisire informazioni sufficienti sull'attuazione della Convenzione dell'Aia negli Stati membri che l'hanno ratificata e di redigere la relazione richiesta dal Parlamento in tale risoluzione;

1.  si congratula con gli Stati membri che hanno sottoscritto e ratificato la Convenzione dell'Aia, e invita gli Stati membri che non l'hanno ancora firmata o ratificata a farlo quanto prima; fa appello alla Commissione affinché si attui un'azione di pressione politica nei confronti del Consiglio e degli Stati membri, che possa portare a un incremento delle ratifiche entro la fine del 2017;

2.  sottolinea che la proposta di regolamento oggetto delle raccomandazioni riportate in allegato non si sostituirebbe alla Convenzione dell'Aia, ma la sosterebbe, e che incoraggerà gli Stati membri a ratificarla e ad applicarla;

3.  osserva che la protezione degli adulti vulnerabili, ivi compresi quelli con disabilità, richiede un insieme completo di azioni specifiche e mirate;

4.  invita gli Stati membri a garantire che le misure di protezione previste dal loro diritto interno siano sufficientemente adattabili alla situazione di ogni adulto vulnerabile, in modo che le autorità nazionali competenti possano adottare opportune misure di protezione individuali proporzionate, evitando così che ai cittadini dell'Unione siano negati diritti che sono ancora in grado di esercitare; osserva che nella maggior parte dei casi di persone con disabilità, l'incapacità giuridica è dovuta alla disabilità e non all'età;

5.  ricorda alla Commissione e agli Stati membri che tutti gli adulti vulnerabili non lo sono necessariamente a causa dell'età avanzata e chiede alla Commissione e agli Stati membri di intraprendere iniziative per rafforzare la protezione giuridica e i diritti non soltanto degli adulti vulnerabili anziani, ma anche degli adulti che sono o sono diventati vulnerabili e che non sono in grado di proteggere i propri interessi a causa di una grave disabilità mentale e/o fisica; ritiene a questo proposito che sia di grande utilità introdurre procedure per lo scambio e il confronto delle buone pratiche tra gli Stati membri, proprio a partire dalle loro tipologie di protezione e tutela;

6.  invita gli Stati membri a promuovere l'autodeterminazione degli adulti introducendo nel diritto nazionale una normativa in materia di incapacità di intendere che si ispiri ai principi contenuti nella raccomandazione CM/Rec(2009)11 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa;

7.  invita gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle necessità degli adulti vulnerabili più svantaggiati e a introdurre misure volte a garantire che essi non soffrano discriminazioni legate a questa condizione; invita, a tal proposito, gli Stati membri che riconoscono il mandato di inidoneità nella propria normativa, o che decidano di introdurlo, a non prevedere, nei loro sistemi giuridici, spese o formalità che possano impedire in modo irragionevole agli adulti in situazione svantaggiata di beneficiare di un mandato di inidoneità, a prescindere dalla loro situazione finanziaria;

8.  chiede alla Commissione di avviare, ed eventualmente finanziare, progetti per far conoscere ai cittadini dell'Unione la legislazione degli Stati membri in materia di adulti vulnerabili e misure di protezione che li riguardano; invita gli Stati membri ad adottare misure e azioni appropriate per fornire a tutte le persone sul loro territorio informazioni facilmente accessibili e sufficienti, sulla loro legislazione nazionale e sui servizi disponibili nonché in materia di protezione degli adulti vulnerabili;

9.  deplora che la Commissione non abbia dato seguito alla richiesta del Parlamento di presentare a tempo debito al Parlamento e al Consiglio una relazione che identifichi i problemi incontrati e le migliori pratiche per l'attuazione della Convenzione dell'Aia, che avrebbe dovuto contenere anche proposte di misure dell'Unione che integrino o precisino come applicare la convenzione; ritiene che tale relazione avrebbe potuto affrontare i problemi pratici incontrati dalla Commissione per raccogliere informazioni sull'applicazione della Convenzione dell'Aia;

10.  chiede alla Commissione di presentare al Parlamento e al Consiglio, sulla base dell'articolo 81, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, ed entro il 31 marzo 2018, una proposta di regolamento volto a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri nonché a migliorare il riconoscimento con pieno diritto e l'esecuzione delle decisioni relative alla protezione degli adulti vulnerabili e dei mandati di inidoneità, secondo le raccomandazioni particolareggiate figuranti in allegato;

11.  constata che tali raccomandazioni rispettano i diritti fondamentali e il principio di sussidiarietà; sottolinea in questo senso l'importanza di dare voce, nel quadro delle pratiche migliori nazionali, alle esperienze sviluppate dalle comunità locali e dalle amministrazioni territoriali:

12.  ritiene che la proposta richiesta non presenti incidenze finanziarie;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e le raccomandazioni particolareggiate figuranti in allegato alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 45 E del 23.2.2010, pag. 71.
(2) Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).


ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE

RACCOMANDAZIONI PARTICOLAREGGIATE CONCERNENTI IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA RICHIESTA

A.   PRINCIPI E OBIETTIVI DELLA PROPOSTA

1.  Promuovere l'informazione concernente le decisioni amministrative e giudiziarie relative agli adulti vulnerabili oggetto di misure di protezione definite dalla Convenzione dell'Aia del 13 gennaio 2000 sulla protezione internazionale degli adulti, nonché agevolare la circolazione, il riconoscimento e l'esecuzione di tali decisioni.

2.  Organizzare archivi o registri nazionali contenenti, da un lato, le decisioni amministrative e giudiziarie concernenti le misure di protezione degli adulti vulnerabili e, dall'altro e qualora esistano, i mandati di inidoneità, per garantire la certezza del diritto e agevolare la circolazione e l'accesso rapido per le amministrazioni e i giudici competenti alle informazioni relative alla situazione giuridica delle persone oggetto di una misura di protezione.

3.  Attuare misure specifiche e appropriate volte a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri ispirandosi agli strumenti disponibili a titolo della Convenzione dell'Aia, in particolare l'istituzione di autorità centrali incaricate di facilitare la comunicazione tra le autorità competenti degli Stati membri e di coordinare la trasmissione e lo scambio di informazioni su decisioni amministrative e giudiziarie relative agli adulti che formano oggetto di misure di protezione.

4.  Garantire che la condivisione tra gli Stati membri delle informazioni relative allo status di protezione degli adulti vulnerabili, nonché l'accesso agli archivi e registri delle misure di protezione e dei mandati di inidoneità avvenga in modo da garantire scrupolosamente il rispetto del principio della riservatezza e delle norme di protezione dei dati personali degli adulti interessati.

5.  Introdurre moduli unici dell'Unione destinati a favorire l'informazione sulle decisioni amministrative e giudiziarie relative agli adulti vulnerabili, nonché la circolazione, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni che li riguardano. La Commissione potrebbe ispirarsi ai modelli di moduli raccomandati dalla commissione speciale di natura diplomatica della Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato negli atti della sessione di settembre-ottobre 1999 relativi alla protezione degli adulti.

6.  Riconoscere a qualsiasi persona che assicura la protezione della persona o dei beni di un adulto vulnerabile il diritto di ottenere dalle autorità competenti, entro un termine ragionevole, un certificato attestante la sua qualità e i poteri che le sono conferiti, che sia valido in tutti gli Stati membri.

7.  Promuovere il riconoscimento ipso iure delle misure di protezione adottate dalle autorità di uno Stato membro negli Stati membri, fatta salva l'introduzione, a titolo di eccezione e in conformità con gli articoli 3 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, di garanzie giuridiche attinenti alla tutela dell'ordine pubblico degli Stati membri richiesti per riconoscere tali misure di protezione, che potrebbero consentire a tali Stati membri di giustificare il mancato riconoscimento e la mancata esecuzione di dette misure.

8.  Favorire l'esecuzione delle misure di protezione adottate dalle autorità di uno Stato membro negli altri Stati membri senza che sia necessaria una dichiarazione che constati la forza esecutiva di tali misure.

9.  Promuovere la consultazione e la concertazione tra gli Stati membri nei casi in cui l'esecuzione di una decisione prevista dalle autorità di uno Stato membro possa avere implicazioni logistiche e finanziarie per un altro Stato membro affinché gli Stati membri interessati possano essere concordi su di una ripartizione delle spese relative alla misura di protezione. La consultazione e la concertazione dovrebbero sempre avere luogo nell'interesse dell'adulto vulnerabile interessato e nel pieno rispetto dei suoi diritti fondamentali. Le autorità interessate avrebbero la possibilità di presentare all'autorità amministrativa o giudiziaria competente misure alternative, fermo restando che la decisione finale resterebbe di competenza di quest'ultima.

10.  Introdurre moduli unici di mandato di inidoneità al fine di promuovere l'uso di tali mandati da parte delle persone interessate, il cui consenso informato dovrebbe essere verificato dalle autorità competenti, nonché garantire la circolazione, il riconoscimento e l'attuazione di tali mandati.

B.   AZIONI DA PROPORRE

1.  Chiede alla Commissione di presentare al Parlamento europeo e al Consiglio, anteriormente al 31 marzo 2018, sulla base dell'articolo 81, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, una proposta di regolamento volto a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni relative alla protezione degli adulti vulnerabili e dei mandati di inidoneità.

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