Indice 
Testi approvati
Mercoledì 5 aprile 2017 - StrasburgoEdizione definitiva
Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati
 Negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea
 Alcuni aspetti di diritto societario ***I
 Ratifica e adesione al protocollo del 2010 della convenzione sulle sostanze pericolose e nocive, fatta eccezione per gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile ***
 Ratifica e adesione al protocollo del 2010 della convenzione sulle sostanze pericolose e nocive con riferimento agli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile ***
 Applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nel settore del sistema d'informazione Schengen in Croazia *
 Dispositivi medici ***II
 Dispositivi medico-diagnostici in vitro ***II
 Fondi comuni monetari ***I
 Prospetto da pubblicare per l'offerta al pubblico o l'ammissione alla negoziazione di titoli ***I
 Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 ***
 Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020
 Mobilitazione del margine per imprevisti
 Stato di previsione delle entrate e delle spese per l'esercizio 2018 - Sezione I – Parlamento europeo
 Progetto di bilancio rettificativo n. 1 che accompagna la proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo
 Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: EGF/2017/000 TA 2017 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
 Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo
 Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Lettonia *
 Scambio automatizzato di dati sul DNA in Slovacchia, in Portogallo, in Lettonia, in Lituania, nella Repubblica ceca, in Estonia, in Ungheria, a Cipro, in Polonia, in Svezia, a Malta e in Belgio *
 Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Slovacchia, in Bulgaria, in Francia, nella Repubblica ceca, in Lituania, nei Paesi Bassi, in Ungheria, a Cipro, in Estonia, a Malta, in Romania e in Finlandia *
 Scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli in Finlandia, Slovenia, Romania, Polonia, Svezia, Lituania, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria *
 Scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli a Malta, a Cipro e in Estonia *
 Mais geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21
 Come far fronte ai movimenti di rifugiati e migranti: ruolo dell'azione esterna dell'UE

Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati
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Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione dell'8 marzo 2017 che integra il regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati stabilendo norme tecniche di regolamentazione per quanto riguarda la presentazione, il contenuto, il riesame e la revisione dei documenti contenenti le informazioni chiave e le condizioni per adempiere l'obbligo di fornire tali documenti (C(2017)01473 – 2017/2602(DEA))
P8_TA(2017)0101B8-0234/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2017)01473) ("il regolamento delegato rivisto"),

–  vista la sua risoluzione del 14 settembre 2016 sul regolamento delegato della Commissione del 30 giugno 2016 che integra il regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati stabilendo norme tecniche di regolamentazione per quanto riguarda la presentazione, il contenuto, il riesame e la revisione dei documenti contenenti le informazioni chiave e le condizioni per adempiere l'obbligo di fornire tali documenti (C(2016)03999 – 2016/2816(DEA))(1),

–  vista la lettera in data 22 marzo 2017 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato rivisto,

–  vista la lettera in data 28 marzo 2017 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2014, relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati(2), in particolare l'articolo 8, paragrafo 5, l'articolo 10, paragrafo 2, l'articolo 13, paragrafo 5, e l'articolo 31,

–  visto il regolamento (UE) 2016/2340 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, che modifica il regolamento (UE) n. 1286/2014 relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati per quanto riguarda la data di applicazione(3),

–  visto l'articolo 13 e l'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea, ABE), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/78/CE della Commissione(4), del regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, EIOPA), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/79/CE della Commissione(5), nonché del regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ESMA), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione(6),

–  vista la lettera in data 22 dicembre 2016 dei presidenti delle Autorità europee di vigilanza (AEV), in risposta alla richiesta della Commissione inviata tramite lettera in data 10 novembre 2016 sulla sua intenzione di modificare i progetti di norme tecniche di regolamentazione, congiuntamente presentati dall'ABE, dall'ESMA e dall'EIOPA a norma dell'articolo 8, paragrafo 5, dell'articolo 10, paragrafo 2, e dell'articolo 13, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1286/2014,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 105, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che è scaduto il 4 aprile 2017,

A.  considerando che nella sua risoluzione del 14 settembre 2016, il Parlamento ha sollevato obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 30 giugno 2016 che integra il regolamento (UE) n. 1286/2014 e ha chiesto alla Commissione di presentare un regolamento delegato rivisto che affrontasse le preoccupazioni espresse riguardo al trattamento non chiaro dei prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (PRIIP) multiopzione, all'insufficiente rappresentazione del fatto che gli investitori al dettaglio possono anche perdere denaro in scenari sfavorevoli per certi prodotti e alla mancanza di orientamenti dettagliati riguardo all'uso delle "segnalazioni di comprensibilità";

B.  considerando che, nella sua risoluzione del 14 settembre 2016, il Parlamento ha ribadito che il presidente della commissione per i problemi economici e monetari e il gruppo negoziale del Parlamento hanno inviato una lettera alla Commissione in data 30 giugno 2016, nella quale le hanno chiesto di valutare la possibilità di ritardare l'attuazione del regolamento (UE) n. 1286/2014;

C.  considerando che le disposizioni del regolamento delegato rivisto sono coerenti con gli obiettivi del Parlamento espressi nella sua risoluzione del 14 settembre 2016 e durante il successivo dialogo informale, nel quadro dei lavori preparatori per l'adozione del regolamento delegato rivisto;

D.  considerando che il regolamento delegato rivisto chiarisce che i produttori di PRIIP multiopzione, comprese le opzioni di investimento sottostante che sono organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) o fondi diversi dagli OICVM di cui all'articolo 32 del regolamento (UE) n. 1286/2014, non sarebbero tenuti a fornire tutte le informazioni richieste per i PRIIP e saranno autorizzati a usare invece i documenti contenenti le informazioni chiave per gli investitori degli OICVM quale mezzo adeguato per fornire agli investitori al dettaglio informazioni precontrattuali più dettagliate;

E.  considerando che, sebbene i calcoli sottostanti i tre scenari di rendimento precedentemente inclusi si fondino ancora su dati storici, nel regolamento delegato rivisto è stato inserito un quarto scenario di rendimento aggiuntivo; che tale scenario di stress è inteso a stabilire gli effetti negativi significativi dei prodotti che non sono coperti dallo "scenario sfavorevole" esistente;

F.  considerando che l'uso delle segnalazioni di comprensibilità è stato chiarito grazie all'inclusione nel loro campo di applicazione di quei PRIIP che sono considerati "prodotti complessi" ai sensi della direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari e alla direttiva (UE) 2016/97 sulla distribuzione assicurativa;

G.  considerando che la sezione dal titolo "Cos'è questo prodotto" del documento contenente le informazioni chiave è stata modificata e che la sezione dal titolo "Quali sono i rischi e qual è il potenziale rendimento" include una presentazione dei costi amministrativi in relazione agli elementi biometrici dei prodotti d'investimento assicurativi;

H.  considerando che il regolamento (UE) 2016/2340 ha rinviato la data di applicazione del regolamento (UE) n. 1286/2014 di 12 mesi al 1° gennaio 2018;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato rivisto;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0347.
(2) GU L 352 del 9.12.2014, pag. 1.
(3) GU L 354 del 23.12.2016, pag. 35.
(4) GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12.
(5) GU L 331 del 15.12.2010, pag. 48.
(6) GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.


Negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea
PDF 184kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea (2017/2593(RSP))
P8_TA(2017)0102RC-B8-0237/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 50 del trattato sull'Unione europea,

–  visti l'articolo 3, paragrafo 5, l'articolo 4, paragrafo 3, e l'articolo 8 del trattato sull'Unione europea,

–  visti gli articoli 217 e 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la notifica inviata dal Primo ministro del Regno Unito al Consiglio europeo in data 29 marzo 2017 conformemente all'articolo 50, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione del 28 giugno 2016 sulla decisione di recedere dall'UE a seguito del referendum nel Regno Unito(1),

–  viste le sue risoluzioni del 16 febbraio 2017 sulle evoluzioni e gli adeguamenti possibili dell'attuale struttura istituzionale dell'Unione europea(2), sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona(3), e sulla capacità di bilancio per la zona euro(4),

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che la notifica del governo del Regno Unito al Consiglio europeo avvia il processo mediante il quale il Regno Unito cesserà di essere uno Stato membro dell'Unione europea e i trattati non si applicheranno più a tale paese;

B.  considerando che si tratta di un evento senza precedenti e spiacevole, poiché nessuno Stato membro si è mai ritirato dall'Unione europea prima d'ora; che il recesso deve essere organizzato in maniera ordinata in modo da non incidere negativamente sull'Unione europea, sui suoi cittadini e sul processo di integrazione europea;

C.  considerando che il Parlamento europeo rappresenta tutti i cittadini dell'Unione europea e agirà, durante l'intero processo che porterà al ritiro del Regno Unito, al fine di tutelare i loro interessi;

D.  considerando che, sebbene uno Stato membro abbia il diritto sovrano di recedere dall'Unione europea, è compito di tutti i rimanenti Stati membri agire congiuntamente nella difesa degli interessi dell'Unione europea e della sua integrità; che, pertanto, i negoziati saranno condotti tra il Regno Unito, da un lato, e la Commissione a nome dell'Unione europea e dei suoi 27 Stati membri (UE-27), dall'altro;

E.  considerando che i negoziati sul recesso del Regno Unito dall'Unione europea avranno inizio dopo l'adozione da parte del Consiglio europeo degli orientamenti per tali negoziati; che la presente risoluzione rappresenta la posizione del Parlamento europeo per tali orientamenti e costituirà altresì la base per la valutazione da parte del Parlamento europeo del processo negoziale e di qualsiasi accordo raggiunto tra l'Unione europea e il Regno Unito;

F.  considerando che, sino all'uscita dall'Unione europea, il Regno Unito deve godere di tutti i diritti e adempiere a tutti gli obblighi derivanti dai trattati, compreso il principio di leale cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea;

G.  considerando che il Regno Unito ha dichiarato, nella sua notifica del 29 marzo 2017, l'intenzione di sottrarsi alla competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;

H.  considerando che il governo del Regno Unito ha indicato nella medesima notifica che le sue relazioni future con l'Unione europea non includeranno l'adesione al mercato interno né l'adesione all'unione doganale;

I.  considerando che, ciononostante, la permanenza del Regno Unito nel mercato interno, nello Spazio economico europeo e/o nell'unione doganale sarebbe stata la soluzione ottimale tanto per il Regno Unito quanto per l'UE-27; considerando che ciò non è possibile finché il governo del Regno Unito conferma le proprie obiezioni alle quattro libertà e alla competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, si rifiuta di fornire un contributo generale al bilancio dell'Unione e intende condurre una propria politica commerciale;

J.  considerando che, in seguito al risultato del referendum sull'uscita dall'Unione europea, la decisione "concernente una nuova intesa per il Regno Unito nell'Unione europea" allegata alle conclusioni del Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio 2016 è in ogni caso nulla in tutte le sue disposizioni;

K.  considerando che i negoziati devono essere condotti con l'obiettivo di garantire stabilità del diritto e ridurre al minimo i disagi nonché fornire una visione chiara del futuro per i cittadini e le persone giuridiche;

L.  considerando che una revoca della notifica deve essere subordinata alle condizioni stabilite da tutta l'UE-27, di modo che non possa essere utilizzata impropriamente o come strumento procedurale nel tentativo di migliorare le attuali condizioni di adesione del Regno Unito;

M.  considerando che, in assenza di un accordo di recesso, il Regno Unito uscirebbe automaticamente dall'Unione europea il 30 marzo 2019 e che ciò avverrebbe in modo disordinato;

N.  considerando che un gran numero di cittadini del Regno Unito, come pure la maggioranza in Irlanda del Nord e in Scozia, hanno votato per rimanere nell'Unione europea;

O.  considerando che il Parlamento europeo è particolarmente preoccupato per le conseguenze che il recesso del Regno Unito dall'Unione europea avrà per l'Irlanda del Nord e le relazioni future con l'Irlanda; che in tale contesto è di fondamentale importanza salvaguardare la pace e, di conseguenza, preservare l'accordo del Venerdì santo in tutte le sue parti, ricordando che è stato negoziato con l'attiva partecipazione dell'Unione, come ha sottolineato il Parlamento europeo nella sua risoluzione del 13 novembre 2014 sul processo di pace in Irlanda del Nord(5);

P.  considerando che il recesso del Regno Unito dovrebbe spingere l'UE-27 e le istituzioni dell'Unione ad affrontare meglio le attuali sfide e a riflettere sul futuro e sugli sforzi da compiere per rendere il progetto europeo più efficace, più democratico e più vicino ai cittadini; che la tabella di marcia di Bratislava, le risoluzioni del Parlamento europeo in materia, il Libro bianco della Commissione europea del 1º marzo 2017 sul futuro dell'Europa, la dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017 e le proposte del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie del 17 gennaio 2017 potrebbero servire da base per tale riflessione;

1.  prende atto della notifica inviata dal governo del Regno Unito al Consiglio europeo, che formalizza la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea;

2.  chiede un avvio tempestivo dei negoziati tra l'Unione europea e il Regno Unito, a norma dell'articolo 50, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea;

3.  ribadisce l'importanza del fatto che l'accordo di recesso e le eventuali misure transitorie entrino in vigore ben prima delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019;

4.  ricorda che l'accordo di recesso può essere concluso solo previa approvazione del Parlamento europeo, e che lo stesso vale per un eventuale futuro accordo sulle relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito ed eventuali disposizioni transitorie;

Principi generali per i negoziati

5.  si attende che, per garantire un'uscita ordinata del Regno Unito dall'Unione europea, i negoziati tra l'Unione europea e il Regno Unito siano condotti in buona fede e totale trasparenza; ricorda che il Regno Unito continuerà a godere dei suoi diritti in qualità di Stato membro dell'Unione europea fino a quando l'accordo di recesso non entrerà in vigore e che quindi fino a quel momento il Regno Unito rimarrà vincolato ai doveri e agli impegni che ne derivano;

6.  ricorda che, a tale proposito, sarebbe contrario al diritto dell'Unione che il Regno Unito avviasse, prima del recesso, negoziati relativi ad eventuali accordi commerciali con paesi terzi; sottolinea che un'azione di questo tipo sarebbe in contrasto con il principio di leale cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea e dovrebbe avere conseguenze, tra cui l'esclusione del Regno Unito dalle procedure per i negoziati commerciali di cui all'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; sottolinea che la stessa regola deve applicarsi in altri settori in cui il Regno Unito continui a concepire la legislazione, le azioni, le strategie o le politiche comuni dell'Unione in modo tale da favorire i suoi interessi di Stato membro uscente anziché gli interessi dell'Unione europea e degli Stati dell'UE-27;

7.  avverte che qualsiasi accordo bilaterale tra uno o più Stati membri rimanenti e il Regno Unito, negli ambiti di competenza dell'Unione europea, che non sia stato approvato dagli Stati dell'UE-27 e riguardi questioni che rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo di recesso e/o interferiscono con le future relazioni dell'Unione europea con il Regno Unito, sarebbe altresì contrario ai trattati; avverte inoltre che ciò si applicherebbe soprattutto in caso di qualsiasi accordo bilaterale e/o pratica di vigilanza o di regolamentazione che riguardi, ad esempio, un eventuale accesso privilegiato al mercato interno per gli enti finanziari con sede nel Regno Unito, a scapito del quadro normativo dell'Unione o dello status dei cittadini dell'UE-27 nel Regno Unito o viceversa;

8.  ritiene che il mandato e le direttive di negoziato che si applicano all'intero processo negoziale debbano rispecchiare appieno le posizioni e gli interessi dei cittadini dell'UE-27, compresi quelli dell'Irlanda, poiché tale Stato membro sarà particolarmente colpito dall'uscita del Regno Unito dall'Unione europea;

9.  auspica che, in tali condizioni, l'Unione europea e il Regno Unito instaurino un rapporto futuro che sia corretto, quanto più stretto possibile ed equilibrato in termini di diritti e obblighi; si rammarica per la decisione del governo del Regno Unito di non partecipare al mercato interno, allo Spazio economico europeo e all'Unione doganale; ritiene che uno Stato che recede dall'Unione non possa godere di vantaggi simili a quelli di cui gode uno Stato membro dell'Unione e dichiara quindi che non intende acconsentire a un accordo che risulti in contrasto con tale principio;

10.  ribadisce che l'adesione al mercato interno e all'unione doganale comporta l'accettazione delle quattro libertà, la competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, i contributi al bilancio generale e il rispetto della politica commerciale dell'Unione europea;

11.  sottolinea che il Regno Unito deve onorare tutti gli obblighi giuridici, finanziari e di bilancio, inclusi gli impegni a titolo dell'attuale quadro finanziario pluriennale, con scadenza anche oltre la data del recesso;

12.  prende atto della proposta di disposizioni relative all'organizzazione dei negoziati, contenuta nella dichiarazione dei capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri nonché dei presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea del 15 dicembre 2016; accoglie con favore la nomina della Commissione europea quale negoziatore dell'Unione e la nomina, da parte della Commissione, di Michel Barnier come capo negoziatore; sottolinea che la piena partecipazione del Parlamento europeo è un presupposto necessario affinché esso conceda la sua approvazione a qualsiasi accordo raggiunto tra l'Unione europea e il Regno Unito;

Tappe negoziali

13.  sottolinea che, conformemente all'articolo 50, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, i negoziati riguardano le modalità del recesso del Regno Unito, tenendo conto nel contempo del quadro delle sue future relazioni con l'Unione europea;

14.  concorda sul fatto che, una volta compiuti progressi sostanziali riguardo a un accordo di recesso, si potranno avviare colloqui su possibili disposizioni transitorie sulla base del quadro previsto per le future relazioni del Regno Unito con l'Unione europea;

15.  osserva che un accordo sulle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito in quanto paese terzo potrà essere concluso solo una volta che il Regno Unito si sarà ritirato dall'Unione europea;

Accordo di recesso

16.  dichiara che l'accordo di recesso deve essere conforme ai trattati e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e che, in caso contrario, non otterrà l'approvazione del Parlamento europeo;

17.  è del parere che l'accordo di recesso dovrebbe affrontare i seguenti elementi:

   lo status giuridico dei cittadini dell'UE-27 che risiedono o hanno risieduto nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito che risiedono o hanno risieduto in altri Stati membri, nonché altre disposizioni concernenti i loro diritti;
   il regolamento degli obblighi finanziari tra il Regno Unito e l'Unione europea;
   le frontiere esterne dell'Unione europea;
   il chiarimento della situazione per quanto riguarda gli impegni internazionali assunti dal Regno Unito in qualità di Stato membro dell'Unione europea, dal momento che l'Unione europea a 27 Stati membri sarà il successore legale dell'Unione europea a 28 Stati membri;
   la certezza del diritto per le persone giuridiche, incluse le imprese;
   la designazione della Corte di giustizia dell'Unione europea quale autorità competente per l'interpretazione e l'applicazione dell'accordo di recesso;

18.  chiede di garantire un trattamento equo per i cittadini dell'UE-27 che risiedono o hanno risieduto nel Regno Unito e i cittadini del Regno Unito che risiedono o hanno risieduto nell'UE-27, e ritiene che ai loro diritti e interessi debba essere attribuita la massima priorità nei negoziati; chiede pertanto che lo status e i diritti dei cittadini dell'UE-27 residenti nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito residenti nell'UE-27 siano soggetti ai principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione, e chiede inoltre la protezione dell'integrità del diritto dell'Unione, compresa la Carta dei diritti fondamentali, e del suo quadro di esecuzione; sottolinea che qualsiasi deterioramento dei diritti legati alla libera circolazione, compresa la discriminazione tra cittadini dell'UE in relazione all'accesso al diritto di soggiorno, prima della data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea sarebbe in contrasto con il diritto dell'Unione;

19.  sottolinea che una liquidazione finanziaria una tantum del Regno Unito, calcolata sulla base dei conti annuali dell'Unione europea sottoposti alla revisione contabile della Corte dei conti europea, deve comprendere tutte le sue responsabilità giuridiche derivanti dagli impegni da liquidare, nonché prevedere voci fuori bilancio, passività potenziali e altri oneri finanziari direttamente risultanti dal recesso del Regno Unito;

20.  riconosce che la posizione unica e le circostanze particolari che caratterizzano l'isola d'Irlanda devono essere affrontate nell'accordo di recesso; chiede che si utilizzino tutti gli strumenti e le misure conformi al diritto dell'Unione e all'accordo del Venerdì santo del 1998 per attenuare le conseguenze del recesso del Regno Unito sulla frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord; ribadisce al riguardo l'assoluta necessità di garantire la continuità e la stabilità del processo di pace in Irlanda del Nord e di fare tutto il possibile per evitare il ripristino di controlli rigorosi alla frontiera;

Future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito

21.  prende atto della notifica del 29 marzo 2017 e del Libro bianco del governo del Regno Unito, del 2 febbraio 2017, dal titolo "The United Kingdom's exit from and new partnership with the European Union" (L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e la creazione di un nuovo partenariato con quest'ultima);

22.  ritiene che le future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito dovrebbero essere equilibrate ed esaustive e servire gli interessi dei cittadini di entrambe le parti e che pertanto necessitino di tempo sufficiente per essere negoziate; sottolinea che esse dovrebbero riguardare gli ambiti di interesse comune, rispettando nel contempo l'integrità dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea nonché i principi e i valori fondamentali dell'Unione, comprese l'integrità del mercato interno e la capacità decisionale e l'autonomia dell'Unione; osserva che l'articolo 8 del trattato sull'Unione europea e l'articolo 217 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che prevede l'istituzione di "un'associazione caratterizzata da diritti ed obblighi reciproci, da azioni in comune e da procedure particolari", potrebbero costituire un quadro appropriato per tali future relazioni;

23.  dichiara che, a prescindere dal loro esito, i negoziati sulle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito non potranno comportare alcun compromesso tra la sicurezza interna ed esterna, compresa la cooperazione in materia di difesa, da un lato, e le future relazioni economiche, dall'altro;

24.  sottolinea che qualsiasi futuro accordo tra l'Unione europea e il Regno Unito è subordinato al costante rispetto, da parte di quest'ultimo, delle norme previste dagli obblighi internazionali, anche in materia di diritti umani, e dalla legislazione e dalle politiche dell'Unione riguardanti, tra l'altro, l'ambiente, i cambiamenti climatici, la lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali, la concorrenza leale, il commercio e i diritti sociali, in particolare le salvaguardie contro il dumping sociale;

25.  si oppone a qualsiasi futuro accordo tra l'Unione europea e il Regno Unito che preveda disposizioni frammentarie o settoriali, anche per quanto riguarda i servizi finanziari, che garantiscano alle imprese con sede nel Regno Unito un accesso preferenziale al mercato interno e/o all'unione doganale; sottolinea che, dopo il recesso, il Regno Unito rientrerà nel regime previsto dalla legislazione dell'Unione per i paesi terzi;

26.  osserva che, se il Regno Unito chiederà di partecipare a determinati programmi dell'Unione europea, lo farà in qualità di paese terzo, il che comporterà contributi di bilancio appropriati e il controllo da parte della giurisdizione esistente; accoglierebbe con favore, a tale riguardo, il fatto che il Regno Unito continuasse a partecipare a una serie di programmi, come il programma Erasmus;

27.  prende atto del fatto che molti cittadini del Regno Unito hanno espresso una forte opposizione alla perdita dei diritti di cui godono attualmente a norma dell'articolo 20 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; propone che l'UE-27 esamini il modo per attenuare tale perdita di diritti entro i limiti del diritto primario dell'Unione, rispettando pienamente i principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione;

Disposizioni transitorie

28.  ritiene che l'Unione europea e il Regno Unito potranno concordare disposizioni transitorie che garantiscano la certezza giuridica e la continuità solo se queste conterranno un giusto equilibrio tra diritti e obblighi per entrambe le parti e preserveranno l'integrità dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea, nonché la competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in merito alla composizione di eventuali controversie giuridiche; ritiene inoltre che tali disposizioni dovranno essere rigorosamente limitate sia nel tempo (un periodo non superiore a tre anni) che nel loro ambito di applicazione, dal momento che non potranno mai sostituirsi all'appartenenza all'Unione europea;

Questioni riguardanti l'UE-27 e le istituzioni dell'Unione

29.  chiede che si raggiunga quanto prima un accordo sul trasferimento della sede dell'Autorità bancaria europea e dell'Agenzia europea per i medicinali e che il processo di trasferimento sia avviato non appena possibile;

30.  sottolinea che potrebbero essere necessari una revisione e un adeguamento del diritto dell'Unione per tenere conto del recesso del Regno Unito;

31.  ritiene che non sia necessaria una revisione degli ultimi due esercizi dell'attuale quadro finanziario pluriennale, ma che gli effetti del recesso del Regno Unito dovrebbero essere affrontati nel quadro della procedura annuale di bilancio; sottolinea che si dovrebbero avviare immediatamente i lavori tra le istituzioni dell'Unione e l'UE-27 su un nuovo quadro finanziario pluriennale, anche per quanto concerne la questione delle risorse proprie;

32.  si impegna a portare a termine in tempo utile le procedure legislative relative alla composizione del Parlamento europeo conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea e alla procedura elettorale sulla base della sua proposta presentata a norma dell'articolo 223 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e allegata alla sua risoluzione dell'11 novembre 2015 sulla riforma della legge elettorale dell'Unione europea(6); ritiene inoltre, tenendo conto del considerando P della presente risoluzione, che durante i negoziati per il recesso del Regno Unito e in sede di definizione di nuove relazioni con il medesimo, gli altri 27 Stati membri dell'Unione europea, insieme alle loro istituzioni, dovrebbero rafforzare l'Unione esistente attraverso un ampio dibattito pubblico e avviare, a livello interistituzionale, una riflessione approfondita sul suo futuro;

Disposizioni finali

33.  si riserva il diritto di chiarire la sua posizione sui negoziati tra l'Unione europea e il Regno Unito e, se del caso, di approvare ulteriori risoluzioni, anche su questioni specifiche o settoriali, alla luce dei progressi che saranno compiuti o meno in tali negoziati;

34.  auspica che il Consiglio europeo tenga conto della presente risoluzione nell'adozione degli orientamenti che definiscono il quadro negoziale e stabiliscono le posizioni e i principi generali che l'Unione europea perseguirà;

35.  è risoluto a stabilire la sua posizione definitiva sull'accordo o gli accordi sulla base della valutazione effettuata in linea con il contenuto della presente risoluzione e di eventuali future risoluzioni del Parlamento europeo;

o
o   o

36.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio dell'Unione europea, alla Commissione europea, alla Banca centrale europea, ai parlamenti nazionali e al governo del Regno Unito.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0294.
(2) Testi approvati, P8_TA(2017)0048.
(3) Testi approvati, P8_TA(2017)0049.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0050.
(5) GU C 285 del 5.8.2016, pag. 9.
(6) Testi approvati, P8_TA(2015)0395.


Alcuni aspetti di diritto societario ***I
PDF 234kWORD 49k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad alcuni aspetti di diritto societario (testo codificato) (COM(2015)0616 – C8-0388/2015 – 2015/0283(COD))
P8_TA(2017)0103A8-0088/2017

(Procedura legislativa ordinaria – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2015)0616),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 50, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera g), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0388/2015),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 27 aprile 2016(1),

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(2),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0088/2017),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la sua posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 5 aprile 2017 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad alcuni aspetti di diritto societario (testo codificato)

P8_TC1-COD(2015)0283


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2017/1132.)

(1) GU C 264 del 20.7.2016, pag. 82.
(2) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Ratifica e adesione al protocollo del 2010 della convenzione sulle sostanze pericolose e nocive, fatta eccezione per gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile ***
PDF 239kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 concernente la proposta di decisione del Consiglio relativa alla ratifica e all'adesione, da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, al protocollo del 2010 della convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive, fatta eccezione per gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile (13806/2015 – C8-0410/2015 – 2015/0135(NLE))
P8_TA(2017)0104A8-0076/2017

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (13806/2015),

–  vista la convenzione internazionale del 1996 sulla responsabilità e l'indennizzo per i danni causati dal trasporto via mare di sostanze nocive e potenzialmente pericolose (la "convenzione HNS del 1996"),

–  visto il protocollo del 2010 della convenzione HNS del 1996,

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 100, paragrafo 2, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0410/2015),

–  vista la decisione del Consiglio 2002/971/CE, del 18 novembre 2002, che autorizza gli Stati membri a ratificare o ad aderire, nell'interesse della Comunità, alla convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive del 1996 (convenzione HNS)(1),

–  visto il parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014(2),

–  vista la sua risoluzione interlocutoria dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione del Consiglio(3),

–  visto il seguito dato dalla Commissione il 4 ottobre 2016 alla risoluzione interlocutoria,

–  visto il parere sotto forma di lettera sull'appropriata base giuridica per il progetto di decisione del Consiglio succitato adottato dalla commissione giuridica il 19 febbraio 2016(4) e allegato alla relazione intermedia della commissione giuridica (A8-0191/2016),

–  visti l'articolo 99, paragrafo 1 e paragrafo 4, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione giuridica (A8-0076/2017),

1.  dà il suo consenso alla ratifica e all'adesione, da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, al protocollo del 2010 della convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive, fatta eccezione per gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 337 del 13.12.2002, pag. 55.
(2) Parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014, 1/13, ECLI:EU:C:2014:2303.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0259.
(4) PE576.992.


Ratifica e adesione al protocollo del 2010 della convenzione sulle sostanze pericolose e nocive con riferimento agli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile ***
PDF 240kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 concernente la proposta di decisione del Consiglio relativa alla ratifica e all'adesione, da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, al protocollo del 2010 della convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive per quanto riguarda gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile (14112/2015 – C8-0409/2015 – 2015/0136(NLE))
P8_TA(2017)0105A8-0078/2017

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta di decisione del Consiglio (14112/2015),

–  vista la convenzione internazionale del 1996 sulla responsabilità e l'indennizzo per i danni causati dal trasporto via mare di sostanze nocive e potenzialmente pericolose (la "convenzione HNS del 1996"),

–  visto il protocollo del 2010 della convenzione HNS del 1996,

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 81 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0409/2015),

–  visto il protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato ai trattati,

–  vista la decisione 2002/971/CE del Consiglio, del 18 novembre 2002, che autorizza gli Stati membri a ratificare o ad aderire, nell'interesse della Comunità, alla convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive del 1996 (convenzione HNS)(1),

–  visto il parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014(2),

–  vista la sua risoluzione interlocutoria dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione del Consiglio(3),

–  visto il seguito dato dalla Commissione il 4 ottobre 2016 alla risoluzione interlocutoria,

–  visti l'articolo 99, paragrafo 1 e paragrafo 4, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione giuridica (A8-0078/2017),

1.  dà il suo consenso alla ratifica e all'adesione da parte degli Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, al protocollo del 2010 della convenzione internazionale sulla responsabilità e sul risarcimento dei danni prodotti dal trasporto via mare di sostanze pericolose e nocive per quanto riguarda gli aspetti relativi alla cooperazione giudiziaria in materia civile;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 337 del 13.12.2002, pag. 55.
(2) Parere della Corte di giustizia del 14 ottobre 2014, 1/13, ECLI:EU:C:2014:2303.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0260.


Applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nel settore del sistema d'informazione Schengen in Croazia *
PDF 233kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di decisione del Consiglio sull'applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nel settore del sistema d'informazione Schengen nella Repubblica di Croazia (COM(2017)0017 – C8-0026/2017 – 2017/0011(NLE))
P8_TA(2017)0106A8-0073/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2017)0017),

–  visto l'articolo 4, paragrafo 2, dell'atto di adesione del 9 dicembre 2011(1), a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0026/2017),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0073/2017),

1.  approva la proposta della Commissione;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 112 del 24.2.2012, pag. 21.


Dispositivi medici ***II
PDF 236kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai dispositivi medici e recante modifica della direttiva 2001/83/CE, del regolamento (CE) n. 178/2002 e del regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio (10728/4/2016 – C8-0104/2017 – 2012/0266(COD))
P8_TA(2017)0107A8-0068/2017

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (10728/4/2016 – C8-0104/2017),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 febbraio 2013(1),

–  vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2012)0542),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 67 bis del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0068/2017),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

3.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU C 133 del 9.5.2013, pag. 52.
(2) Testi approvati del 2 aprile 2014, P7_TA(2014)0266.


Dispositivi medico-diagnostici in vitro ***II
PDF 241kWORD 48k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro e che abroga la direttiva 98/79/CE e la decisione 2010/227/UE della Commissione (10729/4/2016 – C8-0105/2017 – 2012/0267(COD))
P8_TA(2017)0108A8-0069/2017

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (10729/4/2016 – C8-0105/2017),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 febbraio 2013(1),

–  vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2012)0541),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 67 bis del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0069/2017),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione allegate alla presente risoluzione;

3.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

4.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione della Commissione riguardante le disposizioni per l'informazione e la consulenza nel campo dei test genetici nell'articolo 4 del regolamento relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro

Entro cinque anni dalla data di applicazione del regolamento e nel quadro del riesame del funzionamento dell'articolo 4 previsto dall'articolo 111 del regolamento, la Commissione presenterà una relazione sull'esperienza acquisita dagli Stati membri con l'attuazione degli obblighi di cui all'articolo 4 per l'informazione e la consulenza nel contesto dell'uso di test genetici. La Commissione presenterà in particolare una relazione sulle varie pratiche attuate alla luce del duplice obiettivo perseguito dal regolamento, vale a dire assicurare un elevato livello di sicurezza dei pazienti e garantire il buon funzionamento del mercato interno.

Dichiarazione della Commissione riguardo ai test genetici utilizzati ai fini del benessere e dello stile di vita

Per quanto riguarda i test genetici finalizzati al benessere o allo stile di vita, la Commissione sottolinea che i dispositivi senza finalità mediche, compresi quelli destinati a mantenere o a migliorare, direttamente o indirettamente, le abitudini sane, la qualità della vita e il benessere delle persone, non rientrano nell'articolo 2 (Definizioni) del regolamento relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro. La Commissione intende tuttavia monitorare, sulla base delle attività di vigilanza del mercato eseguite dagli Stati membri, gli specifici problemi di sicurezza che possono essere collegati all'uso di tali dispositivi.

(1) GU C 133 del 9.5.2013, pag. 52.
(2) Testi approvati del 2 aprile 2014, P7_TA(2014)0267.


Fondi comuni monetari ***I
PDF 238kWORD 54k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui fondi comuni monetari (COM(2013)0615 – C7-0263/2013 – 2013/0306(COD))
P8_TA(2017)0109A8-0041/2015

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0615),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7‑0263/2013),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Banca centrale europea del 21 maggio 2014(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 10 dicembre 2013(2),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 7 dicembre 2016, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8‑0041/2015),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(3);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 5 aprile 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio sui fondi comuni monetari

P8_TC1-COD(2013)0306


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/1131.)

(1) GU C 255 del 6.8.2014, pag. 3.
(2) GU C 170 del 5.6.2014, pag. 50.
(3) La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati il 29 aprile 2015 (Testi approvati, P8_TA(2015)0170).


Prospetto da pubblicare per l'offerta al pubblico o l'ammissione alla negoziazione di titoli ***I
PDF 240kWORD 63k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta al pubblico o l'ammissione alla negoziazione di titoli (COM(2015)0583 – C8-0375/2015 – 2015/0268(COD))
P8_TA(2017)0110A8-0238/2016

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2015)0583),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0375/2015),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Banca centrale europea del 17 marzo 2016(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 16 marzo 2016(2),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 20 dicembre 2016, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0238/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(3);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 5 aprile 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato, e che abroga la direttiva 2003/71/CE

P8_TC1-COD(2015)0268


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/1129).

(1)GU C 195 del 2.6.2016, pag. 1.
(2)GU C 177 del 18.5.2016, pag. 9.
(3)1La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati il 15 settembre 2016 (Testi approvati, P8_TA(2016)0353)


Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 ***
PDF 243kWORD 49k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 concernente il progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (14942/2016 – C8-0103/2017 – 2016/0283(APP))
P8_TA(2017)0111A8-0110/2017

(Procedura legislativa speciale – approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio, presentata dalla Commissione, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2016)0604),

–  visti il progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (14942/2016) e il corrigendum del Consiglio (14942/2016 COR2),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 312 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (C8-0103/2017),

–  visto l'accordo di massima del Consiglio del 7 marzo 2017 sulla revisione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020(1),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione(2),

–  vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2016 sulla revisione intermedia del QFP 2014-2020(3),

–  vista la sua risoluzione non legislativa del 5 aprile 2017 sul progetto di regolamento(4),

–  visti l'articolo 86 e l’articolo 99, paragrafo 1 e paragrafo 4, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per i bilanci (A8-0110/2017),

1.  dà la sua approvazione al progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014/2020 figurante nell'allegato alla presente risoluzione;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO

Progetto di regolamento (UE, Euratom) 2017/… del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, il regolamento (UE, Euratom) 2017/1123 del Consiglio.)

(1) 7030/2017 e 7031/2017 COR1.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0309.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0412.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0112.


Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020
PDF 265kWORD 54k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione non legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 concernente il progetto di decisione del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (14942/2016 – C8-0103/2017 – 2016/0283(APP)) – 2017/2051(INI))
P8_TA(2017)0112A8-0117/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio, presentata dalla Commissione, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2016)0604),

–  visti il progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (14942/2016) e la rettifica del Consiglio (14942/2016 COR2),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 312 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (C8-0103/2017),

–  visto l'accordo di massima del Consiglio del 7 marzo 2017 sulla revisione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020(1),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione(2),

–  vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2016 sulla revisione intermedia del QFP 2014-2020(3),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 5 aprile 2017 sul progetto di regolamento(4),

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per i bilanci (A8-0117/2017),

1.  approva le dichiarazioni comuni del Parlamento europeo e del Consiglio allegate alla presente risoluzione;

2.  approva la sua dichiarazione allegata alla presente risoluzione;

3.  prende atto delle dichiarazioni unilaterali del Consiglio e della Commissione;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO

DICHIARAZIONI

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio sui rafforzamenti (integrazioni) per il restante periodo del QFP

Nel contesto del riesame/della revisione intermedia del QFP, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno convenuto le integrazioni proposte dalla Commissione per gli importi indicati nella tabella sottostante, da effettuare nel periodo 2017-2020(5) nell'ambito della procedura annuale di bilancio, fatte salve le prerogative dell'autorità di bilancio:

 

Stanziamenti d'impegno, milioni di EUR

Rubrica 1a

 

Orizzonte 2020

200

CEF trasporti

300

Erasmus+

100

COSME

100

Wifi4EU*

25

FEIS*

150

Totale rubrica 1a

875

Rubrica 1b (iniziativa a favore dell'occupazione giovanile)

1200**

Rubrica 3

2549

Rubrica 4*

1385

Totale rubriche 1a, 1b, 3, 4

6009

* Fatto salvo il risultato delle discussioni in corso sui progetti di proposte legislative nell'ambito delle rubriche H1a e 4.

** Importo ripartito su un periodo di quattro anni (2017-2020).

Nella procedura annuale di bilancio saranno individuate riassegnazioni per un importo complessivo pari a 945 milioni di EUR, 875 milioni dei quali nella rubrica 1a e 70 milioni nella rubrica 4.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'obiettivo di evitare l'accumulo di un numero eccessivo di fatture non pagate

Il Parlamento europeo e il Consiglio invitano la Commissione a continuare a esaminare attentamente l'esecuzione dei programmi 2014-2020 al fine di garantire una progressione ordinata di stanziamenti di pagamento in linea con gli stanziamenti di impegno autorizzati. A tal fine, invitano la Commissione a presentare tempestivamente, per tutto il restante periodo dell'attuale QFP, le cifre aggiornate sulla situazione e le previsioni concernenti gli stanziamenti di pagamento. Il Parlamento europeo e il Consiglio adotteranno a tempo debito le decisioni necessarie a fronte di esigenze debitamente giustificate per evitare l'accumulo di un numero eccessivo di fatture non pagate e garantire che le domande di pagamento siano debitamente rimborsate.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio sui pagamenti per gli strumenti speciali

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno convenuto di adattare la proposta di modifica della decisione (UE) 2015/435 in modo da non pregiudicare in alcun modo la natura dei pagamenti per altri strumenti speciali in generale.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio su una valutazione indipendente dei risultati conseguiti in merito all'obiettivo di riduzione progressiva del personale del 5% tra il 2013 e il 2017

Il Parlamento europeo e il Consiglio propongono che sia effettuata una valutazione indipendente dei risultati conseguiti in merito all'obiettivo di riduzione progressiva del personale del 5% tra il 2013 e il 2017, che tenga conto di tutte le istituzioni, gli organi e le agenzie, come convenuto nell'accordo interistituzionale del 2013 sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria. Sulla base delle conclusioni della valutazione, il Parlamento europeo e il Consiglio invitano la Commissione a presentare una proposta che dia un seguito adeguato.

Dichiarazione del Parlamento europeo sulle dichiarazioni comuni relative alla revisione intermedia del QFP

Il Parlamento europeo ricorda che le quattro dichiarazioni comuni che accompagnando il regolamento modificato sul QFP sono di natura politica e non hanno implicazioni giuridiche.

Per quanto riguarda la dichiarazione comune sui rafforzamenti (integrazioni) e le riassegnazioni per i programmi dell'Unione, si ricorda che i trattati prevedono che l'autorità di bilancio determini il livello e il contenuto del bilancio dell'Unione nell'ambito della procedura annuale di bilancio. Il Parlamento europeo sottolinea che, in qualità di ramo dell'autorità di bilancio con pari poteri, eserciterà pienamente le proprie prerogative, che non potranno essere compromesse da nessuna dichiarazione politica. La necessità di rispettare le prerogative dell'autorità di bilancio è chiaramente rispecchiata anche nel testo della dichiarazione comune.

Il Parlamento europeo è pertanto consapevole che gli importi indicati nella dichiarazione comune rappresentano importi di riferimento, che saranno esaminati nell'ambito della procedura annuale di bilancio, tenendo debitamente conto delle circostanze concrete di ciascun bilancio annuale. Per quanto riguarda, in particolare, le riassegnazioni proposte nelle rubriche 1a e 4, il Parlamento europeo intende esaminare le proposte della Commissione caso per caso, al fine di garantire che non sia applicata nessuna riduzione ai programmi fondamentali dell'Unione, in particolare se essi promuovono la crescita e l'occupazione o rispondono alle attuali necessità urgenti e presentano un elevato tasso di esecuzione.

È evidente che gli importi indicati nella dichiarazione comune che riguardano proposte legislative che non sono ancora state adottate non determinano in alcun modo l'esito di tali negoziati legislativi.

Dichiarazione del Consiglio sui pagamenti per gli strumenti speciali

Il Consiglio propone di mantenere lo status quo e di non stabilire, nel contesto del riesame/della revisione, una regola generale e onnicomprensiva per quanto riguarda il trattamento dei pagamenti per gli altri strumenti speciali. Nel suo parere, il Servizio giuridico del Consiglio ha affermato che spetterà all'autorità di bilancio decidere caso per caso, rispetto ad una specifica mobilitazione, se una parte o la totalità dei pagamenti corrispondenti dovrà o meno essere conteggiata al di sopra dei massimali del QFP.

Dichiarazione della Commissione sul rafforzamento dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e ulteriori misure per aiutare ad affrontare la crisi migratoria e le questioni relative alla sicurezza

Se la tendenza alla diminuzione della disoccupazione giovanile rilevata dal 2013 dovesse invertirsi nuovamente, dovrebbe essere preso in considerazione l'aumento dei finanziamenti per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile oltre l'importo di 1,2 miliardi di EUR concordato nel quadro del riesame/revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 utilizzando i margini disponibili nel quadro del margine globale per gli impegni in conformità dell'articolo 14 del regolamento relativo al QFP. A tal fine, la Commissione riferirà regolarmente sulle tendenze statistiche rilevate e, se opportuno, presenterà un progetto di bilancio rettificativo.

Fatto salvo quanto precede, i margini aggiuntivi disponibili dovrebbero essere presi in considerazione, in via prioritaria, per investire nei giovani in tutta Europa e per misure volte ad affrontare la dimensione interna ed esterna della crisi migratoria e le questioni di sicurezza, se dovessero emergere nuove esigenze non coperte dai finanziamenti esistenti o concordati. La Commissione presenterà proposte a tal fine, se opportuno, tenendo conto nel contempo della necessità di mantenere margini sufficienti per eventi inattesi e per l'agevole attuazione dei programmi già approvati.

(1) 7030/2017 e 7031/2017 COR1.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0309.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0412.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0111.
(5) Una parte delle integrazioni complessive è già stata concordata nell'ambito della procedura di bilancio 2017. Il bilancio per il 2017 include pertanto 200 milioni di EUR nella rubrica 1a e 725 milioni di EUR nella rubrica 4. Inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio hanno convenuto di prevedere, mediante un bilancio rettificativo nel 2017, un importo di 500 milioni di EUR nella rubrica 1b per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nel 2017 da finanziare tramite il margine globale per gli impegni. Infine, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno anche invitato la Commissione a chiedere gli stanziamenti necessari in un bilancio rettificativo nel 2017 al fine di provvedere al finanziamento dell'EFSD a titolo del bilancio dell'UE non appena la base giuridica sarà adottata.


Mobilitazione del margine per imprevisti
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Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/435 relativa alla mobilitazione del margine per imprevisti (COM(2016)0607 – C8-0387/2016 – 2016/2233(BUD))
P8_TA(2017)0113A8-0104/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0607 – C8-0387/2016),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1), in particolare gli articoli 6 e 13,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2), in particolare il punto 14,

–  visto l'accordo di massima del Consiglio del 7 marzo 2017 sulla revisione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020(3),

–  vista la decisione (UE) 2015/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2014, relativa alla mobilitazione del margine per imprevisti(4),

–  vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilizzazione del margine per imprevisti nel 2014(5)

–  viste le sue risoluzioni del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione(6), e del 26 ottobre 2016 sulla revisione intermedia del QFP 2014-2020(7),

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0104/2017),

A.  considerando che nel 2014 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno mobilitato il margine per imprevisti per un importo di 3 168 233 715 EUR in stanziamenti di pagamento; che nella mobilitazione del margine per imprevisti era stato incluso un importo di 350 milioni di EUR, in attesa di un accordo sul trattamento dei pagamenti per gli strumenti speciali;

B.  considerando che era stato inoltre deciso di detrarre l'importo di 2 818 233 715 EUR nell'arco del periodo 2018-2020 e di invitare la Commissione a presentare in tempo utile una proposta concernente il rimanente importo di 350 milioni di EUR;

C.  considerando che, secondo le previsioni di pagamento a medio termine presentate nel quadro del riesame/della revisione intermedi del QFP, nel periodo 2018-2020 i massimali di pagamento annuali verranno sottoposti a sollecitazioni;

D.  considerando che il bilancio per l'esercizio 2017 indica un margine al di sotto del massimale di pagamento pari a 9,8 miliardi di EUR, che consente di detrarre l'intero importo mobilitato nel 2014;

1.  valuta positivamente la proposta della Commissione presentata del quadro del pacchetto relativo al riesame/alla revisione intermedia del QFP;

2.  ritiene che detrarre l'importo complessivo di 2 818 233 715 EUR, mobilitato nel 2014, dal margine al di sotto del massimale di pagamento per l'esercizio 2017 garantirà una maggiore flessibilità per la seconda parte del QFP e contribuirà a evitare una nuova crisi dei pagamenti;

3.  sottolinea che il fatto di escludere il rimanente importo di 350 milioni di EUR dalla detrazione conferma la posizione di lunga data del Parlamento secondo cui gli stanziamenti di pagamento per gli strumenti speciali andrebbero conteggiati oltre i limiti dei massimali del QFP;

4.  accoglie con favore l'accordo di massima del Consiglio sulla decisione allegata, che è in linea con l'interpretazione del Parlamento;

5.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

6.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che modifica la decisione (UE) 2015/435 relativa alla mobilitazione del margine per imprevisti

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2017/1331.)

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(3) 7030/2017 e 7031/2017 COR1.
(4) GU L 72 del 17.3.2015, pag. 4.
(5) GU C 294 del 12.8.2016, pag. 65.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0309.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0412.


Stato di previsione delle entrate e delle spese per l'esercizio 2018 - Sezione I – Parlamento europeo
PDF 367kWORD 59k
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2018 (2017/2022(BUD))
P8_TA(2017)0114A8-0156/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(1), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3) (AII del 2 dicembre 2013),

–  visto il regolamento (EU, Euratom) n. 1023/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che modifica lo statuto dei funzionari dell'Unione europea e il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea(4),

–  vista la sua risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017(5),

–  vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2016 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017(6),

–  vista la sua risoluzione del 1° dicembre 2016 sul progetto comune di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, approvato dal comitato di conciliazione nel quadro della procedura di bilancio(7),

–  vista la relazione del Segretario generale all'Ufficio di presidenza in vista della definizione del progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento per l'esercizio 2018,

–  visto il progetto preliminare di stato di previsione stabilito dall'Ufficio di presidenza il 3 aprile 2017 a norma dell'articolo 25, paragrafo 7, e dell'articolo 96, paragrafo 1, del regolamento del Parlamento,

–  visto il progetto di stato di previsione redatto dalla commissione per i bilanci a norma dell'articolo 96, paragrafo 2, del regolamento del Parlamento,

–  visti gli articoli 96 e 97 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0156/2017),

A.  considerando che questa è la terza procedura di bilancio completa che si svolge nella nuova legislatura e la quinta procedura del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020;

B.  considerando che il bilancio 2018, quale proposto nella relazione del Segretario generale, è elaborato nel contesto di un aumento del massimale della rubrica V rispetto al 2017, che lascia un maggiore margine per la crescita e gli investimenti nonché per il proseguimento delle misure intese a conseguire risparmi e a migliorare l'efficienza;

C.  considerando che il Segretario generale ha proposto sette obiettivi prioritari per il bilancio 2018, segnatamente: avviare la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019, consolidare le misure adottate nel settore della sicurezza, proseguire i progetti immobiliari pluriennali, investire nella digitalizzazione e nell'automatizzazione delle procedure, proseguire l'attuazione delle misure necessarie per introdurre il pieno utilizzo della lingua irlandese, analizzare le eventuali incidenze della Brexit e promuovere un approccio ambientale nel settore dei trasporti;

D.  considerando che il Segretario generale ha proposto un importo pari a 1 971 883 373 EUR per il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento per il 2018, importo che rappresenta un aumento globale del 3,26 % rispetto al bilancio 2017 e corrisponde al 19,06 % della rubrica V del QFP 2014-2020;

E.  considerando che il Segretario generale ha proposto investimenti straordinari supplementari dell'ordine di 47,6 milioni di EUR per potenziare i progetti nel settore della sicurezza, pagare i canoni enfiteutici relativi al progetto immobiliare ADENAUER e avviare la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019;

F.  considerando che quasi il 68 % del bilancio è costituito da spese indicizzate che riguardano, principalmente, le retribuzioni e le indennità dei deputati e del personale nonché gli edifici, che sono adeguate a norma dello statuto dei funzionari, ovvero sulla base dell'indicizzazione specifica per settore o del tasso di inflazione;

G.  considerando che la relazione del Parlamento intitolata "Le donne al Parlamento europeo", pubblicata l'8 marzo 2017 in occasione della Giornata internazionale della donna, evidenzia uno squilibrio di genere nelle posizioni dirigenziali in seno al Parlamento, dal momento che i posti di Segretario generale aggiunto e direttore generale sono ricoperti per l'83,3 % da uomini e per il 16,7 % da donne, che i posti di direttori sono ricoperti per il 70,2 % da uomini e per il 29,8 % da donne, e i posti di capo unità sono ricoperti per il 65,9 % da uomini e per il 34,1 % da donne;

H.  considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea impone all'Unione di rispettare la diversità linguistica e vieta la discriminazione per motivi di lingua, conferendo così ad ogni cittadino dell'Unione il diritto di utilizzare una qualsiasi delle 24 lingue ufficiali dell'Unione nella corrispondenza con le istituzioni dell'Unione, che sono tenute a rispondere nella stessa lingua;

I.  considerando che, nella sua risoluzione del 29 aprile 2015 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2016(8), il Parlamento ha già sottolineato che il bilancio 2016 avrebbe dovuto avere un impianto realistico ed essere conforme ai principi della disciplina di bilancio e della sana gestione finanziaria;

J.  considerando che la credibilità del Parlamento in quanto ramo dell'autorità di bilancio dipende in larga misura dalla sua capacità di tenere sotto controllo le proprie spese;

K.  considerando che la credibilità del Parlamento dipende in larga misura dalla sua capacità di sviluppare la democrazia a livello dell'Unione;

Quadro generale

1.  sottolinea che nel 2018 è opportuno mantenere la quota del bilancio del Parlamento al di sotto del 20 % della rubrica V; constata che il livello dello stato di previsione per il 2018 corrisponde al 18,88 %, percentuale che è inferiore a quella del 2017 (19,26 %) e che è la più bassa della rubrica V negli ultimi quindici anni;

2.  chiede che sia dato seguito a quanto richiesto al paragrafo 15 delle sue risoluzioni del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017 e al paragrafo 98 della suddetta relazione del 26 ottobre 2016, concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, in cui si chiedeva che, durante la procedura di bilancio per l'esercizio 2018, venisse utilizzato per la prima volta, per l'elaborazione del bilancio del Parlamento, il metodo basato sul fabbisogno effettivo per le singoli voci e non su un sistema di coefficienti;

3.  constata che l'importo stanziato per gli investimenti e le spese straordinari nel 2018 è pari a 47,6 milioni di EUR, e si attesta dunque a un livello equivalente a quello del 2017; ritiene che la campagna di comunicazione per il 2019 dovrebbe essere considerata come una spesa straordinaria;

4.  constata che il 75 % degli stanziamenti per la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019 è stato iscritto nel progetto preliminare di stato di previsione per il 2018 in quanto la maggior parte dei contratti saranno firmati nel 2018;

5.  sottolinea che la quota più consistente del bilancio del Parlamento è fissata da obblighi statutari o contrattuali ed è soggetta ad indicizzazione annuale;

6.  appoggia l'accordo del 28 marzo 2017 con l'Ufficio di presidenza sul livello dello stato di previsione 2018; riduce di 18,4 milioni di EUR il livello della spesa, rispetto alla posizione iniziale dell'Ufficio di presidenza; fissa il livello globale del suo stato di previsione per il 2018 a 1 953 483 373 EUR, importo che corrisponde a un aumento complessivo del 2,3 % rispetto al bilancio 2017;

7.  sottolinea che il Parlamento ha le funzioni fondamentali di legiferare, rappresentare i cittadini e controllare l'operato delle altre istituzioni;

8.  pone in evidenza il ruolo del Parlamento nella costruzione di una coscienza politica europea e nella promozione dei valori dell'Unione;

9.  sottolinea che, rispetto alla proposta del Segretario generale, è necessario realizzare risparmi e che tutti gli sforzi intesi a conseguire un impiego più efficiente e trasparente dei fondi pubblici sono fortemente incoraggiati;

Trasparenza e accessibilità

10.  accoglie con favore la risposta alla richiesta della commissione per i bilanci, formulata nella sua risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017(9) e reiterata nella sua risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017(10), riguardante la presentazione di una programmazione di bilancio a medio e lungo termine, compresa una chiara distinzione tra spese d'investimento e spese operative inerenti al funzionamento dell'Istituzione, tra cui gli obblighi statutari vincolanti (inclusi gli affitti e le acquisizioni);

11.  accoglie positivamente la creazione di un gruppo di lavoro sulle procedure di elaborazione dello stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento; rileva che il Parlamento ha chiesto che si prendesse in considerazione la possibilità di procedere a un'ulteriore revisione del regolamento per quanto riguarda la procedura di bilancio interna(11); sottolinea che i membri dell'Ufficio di presidenza e della commissione per i bilanci devono ricevere informazioni pertinenti riguardo alla procedura di elaborazione dello stato di previsione, in tempo utile e in una forma comprensibile e sufficientemente dettagliata, al fine di consentire all'Ufficio di presidenza e alla commissione per i bilanci di adottare le loro decisioni sulla base di un quadro globale della situazione e dei fabbisogni di bilancio del Parlamento;

12.  rinnova la propria richiesta al Segretario generale di formulare una proposta volta a presentare il bilancio al pubblico in una forma sufficientemente dettagliata, comprensibile e conviviale sul sito web del Parlamento, al fine di consentire a tutti i cittadini di acquisire una migliore comprensione delle attività, delle priorità e delle corrispondenti dinamiche di spesa del Parlamento;

13.  ritiene che i gruppi di visitatori siano uno degli strumenti essenziali per accrescere la conoscenza che i cittadini hanno delle attività del Parlamento; valuta positivamente la regolamentazione rivista relativa ai gruppi di visitatori e ritiene che il rischio di appropriazione indebita di fondi sia diminuito, grazie all'applicazione delle nuove norme, più rigorose; invita pertanto l'Ufficio di presidenza, unitamente al suo gruppo di lavoro sull'informazione e la comunicazione, a rivedere gli stanziamenti per i gruppi di visitatori dei deputati, tenendo conto dei tassi d'inflazione degli ultimi anni, che hanno determinato un aumento del costo di tali visite; ritiene che, sebbene tali importi non siano intesi a coprire la totalità delle spese sostenute dai gruppi di visitatori, ma vadano piuttosto considerati un contributo, non è possibile ignorare il fatto che la percentuale dei costi coperti diminuirà se il contributo non verrà adeguato in base all'inflazione; invita l'Ufficio di presidenza a tener conto del fatto che di questa discrepanza risentono soprattutto i gruppi di visitatori provenienti da contesti socioeconomici meno abbienti, le cui risorse finanziarie sono molto limitate;

Sicurezza e sicurezza informatica

14.  prende atto delle misure in corso intese a potenziare la sicurezza del Parlamento, per quanto riguarda gli edifici, le attrezzature e il personale, la sicurezza informatica e la sicurezza delle comunicazioni; chiede al Segretario generale e all'Ufficio di presidenza di portare avanti il Concetto globale di sicurezza per continuare a realizzare miglioramenti strutturali, operativi e culturali nella sicurezza del Parlamento; ribadisce che occorre migliorare le prestazioni dei servizi informatici forniti al Parlamento, attraverso investimenti nella formazione del personale, ma anche attraverso una migliore selezione dei contraenti, basata su una valutazione più rigorosa dei loro servizi e della loro capacità informatica;

15.  ritiene che gli eventi recenti dimostrino che la probabilità di attacchi informatici è nettamente aumentata, visto che la tecnologia utilizzata per tali attacchi oltrepassa spesso le misure di sicurezza informatica intese a contrastarli; ritiene che gli strumenti informatici siano diventati essenziali per consentire ai deputati e al personale di svolgere le loro attività, ma che siano vulnerabili rispetto a questo tipo di attacchi; accoglie pertanto positivamente l'integrazione della sicurezza informatica nel quadro di gestione strategica globale del Parlamento ed è del parere che ciò consentirà all'Istituzione di proteggere meglio i suoi beni e le sue informazioni;

16.  si rammarica del fatto che, nonostante l'installazione del sistema di posta elettronica sicura (SECEM), il Parlamento non possa ricevere informazioni classificate e non classificate dalle altre istituzioni per via elettronica; deplora che il Parlamento non sia in grado di sviluppare autonomamente un proprio sistema di classificazione delle informazioni (CIS) e osserva che su tale questione siano in corso negoziati con le altre istituzioni; si aspetta che tali negoziati contribuiscano a individuare le migliori soluzioni per consentire al Parlamento di ricevere informazioni classificate e non classificate; invita il Segretario generale a fornire alla commissione per i bilanci maggiori informazioni sugli ultimi sviluppi di tali negoziati, prima della lettura del bilancio da parte del Parlamento nell'autunno 2017;

17.  plaude agli sforzi intesi a digitalizzare e informatizzare ulteriormente le procedure; incoraggia, a questo proposito, l'introduzione di maggiori possibilità di utilizzazione sicura della firma digitale nel quadro delle procedure amministrative, per ridurre il consumo di carta e risparmiare tempo;

18.  accoglie con favore la firma di un Protocollo d'intesa tra il governo belga e il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna e le altre istituzioni con sede a Bruxelles sui controlli di sicurezza per il personale di tutti i contraenti esterni che intendono avere accesso agli edifici delle istituzioni dell'Unione; invita il Segretario generale a valutare l'opportunità di estendere l'applicazione del Protocollo ai funzionari, agli assistenti parlamentari e ai tirocinanti, onde consentire le necessarie verifiche di sicurezza prima della loro assunzione;

Politica immobiliare

19.  ricorda che l'ultima strategia immobiliare a medio termine è stata approvata dall'Ufficio di presidenza nel 2010; si interroga sul motivo per il quale l'Ufficio di presidenza non ha presentato una strategia immobiliare a lungo termine nel corso della presente legislatura, nonostante le precedenti risoluzioni del Parlamento; invita il Segretario generale e i Vicepresidenti a presentare quanto prima la nuova strategia immobiliare a medio termine alla commissione per i bilanci, prima della lettura del bilancio da parte del Parlamento nell'autunno 2017;

20.  ribadisce la sua richiesta di un processo decisionale trasparente nel settore della politica immobiliare, basato su informazioni tempestive, nel rispetto dell'articolo 203 del regolamento finanziario; chiede a tale riguardo maggiori informazioni sull'ampliamento dell'asilo nido WAYENBERG;

21.  chiede maggiori informazioni sul progetto di ristrutturazione dell'edificio Paul Henri Spaak (PHS), in particolare eventuali pareri di contraenti esterni indipendenti in merito alle possibili opzioni per tale edificio, che ha avuto un ciclo di vita di soli 25 anni; chiede al Segretario generale di presentare quanto prima i risultati di un siffatto studio alla commissione per i bilanci; sottolinea che l'edificio esistente non soddisfa i requisiti di statica di un edificio pubblico adibito a funzioni parlamentari, il cui livello di sicurezza deve essere maggiore e che deve resistere agli shock esterni senza cedimenti; critica il fatto che l'edificio PHS non soddisfa neanche gli standard minimi dei moderni requisiti di statica e osserva che hanno già dovuto essere effettuati numerosi interventi per garantirne la stabilità; sollecita quindi l'Ufficio di presidenza e l'amministrazione del Parlamento a ricercare per l'edificio PHS soluzioni che garantiscano alle persone in esso presenti condizioni di lavoro sicure e salubri; prende atto del livello di stanziamenti proposto dal Segretario generale per il 2018 per quanto riguarda gli studi, i progetti preparatori e i lavori, nonché la prestazione di assistenza alla direzione operativa dei lavori; esprime preoccupazione quanto alla possibile confusione riguardante gli importi da destinare alle spese per gli studi e i traslochi; esorta l'Ufficio di presidenza e il Segretario generale a informare la commissione per i bilanci riguardo a tutte le fasi successive e a fornirle quanto prima, e al più tardi nel luglio 2017, una chiara ripartizione dei costi; ricorda che, in ogni caso, vi è la necessità di realizzare un'architettura d'avanguardia sotto il profilo dell'efficienza energetica; chiede che si valuti l'impatto della ristrutturazione sull'unità Visite e seminari, e sulla disponibilità dell'emiciclo nonché delle altre sale e degli altri uffici;

22.  ritiene che il 2018 sarà un anno critico per quanto riguarda l'edificio Konrad Adenauer (KAD), in quanto segnerà la conclusione del cantiere est e l'avvio dei lavori nel cantiere ovest; constata con preoccupazione che il bilancio assegnato alla direzione operativa di questo progetto di ampia portata ha dovuto essere rivisto per potenziare le équipe incaricate di seguire l'avanzamento dei lavori; prende atto della prassi corrente di utilizzare gli storni di recupero ("ramassage") a fine esercizio per contribuire ai progetti immobiliari in corso; ritiene che, sebbene questa possa essere una soluzione pragmatica per ridurre i pagamenti di tassi di interesse, è in contrasto con la trasparenza del bilancio del Parlamento per quanto riguarda i progetti immobiliari e potrebbe addirittura incentivare dotazioni di bilancio eccessive in determinati settori;

23.  invita i Vicepresidenti competenti e il Segretario generale a presentare alla commissione per i bilanci una relazione sullo stato di avanzamento dell'edificio KAD e stime riguardanti il completamento dei lavori;

EMAS

24.  ricorda che il Parlamento si è impegnato a ridurre, entro il 2020, del 30 % le proprie emissioni di CO2 per ETP rispetto ai livelli del 2006;

25.  considera pertanto della massima importanza che il Parlamento si fissi nuovi e più ambiziosi obiettivi quantitativi, che dovrebbero essere regolarmente misurati dai servizi competenti;

26.  ricorda l'impegno del Parlamento, assunto nel contesto della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, di applicare agli edifici di sua proprietà e da esso occupati, fatte salve le norme applicabili in materia di bilancio e di appalti, i medesimi requisiti applicabili agli edifici del governo centrale degli Stati membri ai sensi degli articoli 5 e 6 della direttiva stessa, data la notevole visibilità dei suoi edifici e il ruolo guida che esso dovrebbe svolgere per quanto riguarda la prestazione energetica degli stessi; sottolinea che è urgente che il Parlamento si conformi a questa dichiarazione, non da ultimo per la sua stessa credibilità nei processi di revisione, attualmente in corso, della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia e della direttiva sull'efficienza energetica;

27.  accoglie con favore la creazione di un gruppo di lavoro sulla mobilità, che dovrebbe lavorare in modo inclusivo e ricevere un mandato chiaro; sottolinea che il Parlamento deve conformarsi a tutte le leggi regionali applicabili nei luoghi di lavoro, anche in tale settore; sostiene la promozione dell'uso del collegamento ferroviario diretto attivato tra la sede del Parlamento a Bruxelles e l'aeroporto; invita i servizi competenti a rivalutare, in tale contesto, la composizione e le dimensioni del proprio parco autoveicoli; invita l'Ufficio di presidenza a porre in essere senza indugio un sistema di incentivi per promuovere l'uso della bicicletta per il tragitto fra domicilio e luogo di lavoro; rileva che un sistema di questo tipo è già stato introdotto in altre istituzioni, in particolare al Comitato economico e sociale europeo;

Campagna di comunicazione per le elezioni europee del 2019

28.  accoglie con favore la campagna di comunicazione che contribuisce in modo utile a spiegare ai cittadini le finalità dell'Unione e del Parlamento; sottolinea che tale campagna dovrebbe mirare, fra l'altro, a illustrare il ruolo dell'Unione europea, il potere del Parlamento e le sue funzioni, compresa l'elezione del Presidente della Commissione, nonché il suo impatto sulla vita dei cittadini;

29.  osserva che i lavori preparatori per la campagna di comunicazione in vista delle prossime elezioni europee nel 2019 dovrebbero iniziare già quest'anno; si compiace della riduzione della durata del periodo preelettorale della campagna di comunicazione a due anni rispetto ai tre anni in occasione delle elezioni europee del 2014;

30.  osserva che l'importo totale delle uscite per la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019 è stimato in 25 milioni di EUR nel 2018 e 8,33 milioni di EUR nel 2019, e che sarà necessario un importo più elevato di impegni finanziari nel 2018; sottolinea l'importanza di tali campagne di comunicazione, in particolare tenendo conto dell'attuale situazione nell'Unione;

31.  ritiene che la Direzione generale della Comunicazione (DG COMM) dovrebbe dar seguito alle raccomandazioni formulate nella valutazione della campagna per le elezioni europee del 2014(12) e accordare priorità alla raccolta di dati sui progetti di campagna, per unità, sulla base di indicatori chiave predefiniti, al fine di misurane l'impatto, tenendo attentamente conto delle cause profonde della scarsissima affluenza alle elezioni del 2014;

Questioni relative ai deputati

32.  si compiace delle attività del Segretariato del Parlamento, delle segreterie dei gruppi politici e degli uffici dei deputati intese a migliorare il supporto prestato ai deputati nell'esercizio del loro mandato; incoraggia a proseguire lo sviluppo dei servizi che potenziano la capacità dei deputati di controllare l'operato di Commissione e Consiglio e di rappresentare i cittadini;

33.  prende atto della consulenza e degli studi forniti ai deputati e alle commissioni dai Servizi di ricerca parlamentare (EPRS) e dai dipartimenti tematici; ricorda che, al momento della creazione dell'EPRS nel 2013, era stata prevista una valutazione intermedia dell'efficacia della cooperazione tra l'EPRS e i dipartimenti tematici; ricorda che , in occasione della votazione in plenaria del 14 aprile 2016(13), è stata approvata una richiesta di procedere a tale valutazione e di presentare i risultati alla commissione per i bilanci; chiede nuovamente al Segretario generale di procedere a tale valutazione e di presentarne i risultati alla commissione per i bilanci prima della lettura del bilancio da parte del Parlamento nell'autunno 2017; ricorda che tale valutazione dovrebbe includere proposte volte a garantire una migliore articolazione tra il sostegno prestato dall'EPRS e gli sviluppi nelle rispettive commissioni tematiche e non sovrapporsi con le loro attività o incoraggiare la competizione tra servizi; si attende, inoltre, che la valutazione includa informazioni dettagliate sulle consulenze esterne, sugli studi esterni e sul sostegno esterno alle attività di ricerca del Parlamento, compreso il numero e i costi degli studi e delle consulenze fornite dai servizi interni del Parlamento e da fornitori esterni; prende atto dei quattro progetti specifici che saranno sviluppati a medio termine per la Biblioteca del Parlamento europeo, segnatamente la Biblioteca digitale, il miglioramento delle fonti di ricerca, le fonti del diritto comparato e la Biblioteca aperta; ritiene che questi progetti permettano di migliorare il supporto prestato ai deputati e al personale e di facilitare l'accesso ai ricercatori esterni e ai cittadini; rileva l'importanza di tali progetti e la necessità di integrarli nell'attività legislativa svolta dai deputati e dal personale;

34.  rammenta la decisione presa dal Parlamento con la procedura di bilancio 2017 del PE, che prevede la creazione di un servizio di interpretazione nella lingua internazionale dei segni per tutte le discussioni in Aula e invita l'amministrazione ad attuare tale decisione senza ulteriore indugio;

35.  constata che, in conformità del regolamento recentemente rivisto(14), ciascun deputato non può rilasciare più di tre dichiarazioni di voto orali per tornata, ma è tuttora preoccupato per i costi aggiuntivi per l'interpretazione e per la traduzione delle trascrizioni derivanti da tali dichiarazioni; esorta il Segretario generale a fornire una ripartizione dettagliata dei costi relativi alle dichiarazioni di voto orali; segnala la disponibilità di alternative, quali le dichiarazioni di voto scritte e un'ampia varietà di strumenti di comunicazione pubblici all'interno degli edifici del Parlamento, mediante i quali i deputati possono spiegare le loro intenzioni di voto; chiede, a titolo provvisorio, che le dichiarazioni di voto orali siano iscritte all'ordine del giorno della tornata alla fine dei lavori di ciascuna seduta, dopo gli interventi di un minuto e gli altri punti all'ordine del giorno;

36.  ricorda l'obbligo dei deputati di informare l'amministrazione circa ogni cambiamento nella loro dichiarazione di interessi;

37.  non condivide la necessità di cambiare il mobilio negli uffici dei deputati e degli assistenti a Bruxelles; ritiene che la maggior parte del mobilio sia in buone condizioni e che pertanto non vi sia alcun motivo per sostituirlo; ritiene che il mobilio dovrebbe essere cambiato solo laddove sussista un motivo giustificato;

38.  chiede al Segretario generale, in preparazione della nona legislatura, di presentare all'Ufficio di presidenza un elenco più preciso delle spese rimborsabili a titolo dell'indennità per spese generali, e ricorda il principio di indipendenza del mandato; sottolinea che i deputati che lo desiderino possono pubblicare il resoconto delle spese a titolo dell'indennità per spese generali sulla loro pagina web personale; ribadisce l'invito a una maggiore trasparenza per quanto riguarda l'indennità per spese generali, sulla base delle migliori prassi delle delegazioni nazionali nel Parlamento e negli Stati membri; ritiene che i deputati dovrebbero anche poter indicare, sul sito web del Parlamento, un link a pagine in cui pubblicano il resoconto delle loro spese; ribadisce che una maggiore trasparenza dell'indennità per spese generali non dovrebbe comportare la necessità di personale supplementare nell'amministrazione del Parlamento;

39.  evidenzia che l'attuale linea di bilancio destinata all'assistenza parlamentare è adeguata e non dovrebbe essere aumentata oltre l'indicizzazione delle retribuzioni;

40.  ricorda la richiesta, approvata in Aula nella summenzionata risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione del Parlamento per l'esercizio 2017, di rivedere le norme che disciplinano il rimborso delle spese di missione connesse ai viaggi fra i tre luoghi di lavoro del Parlamento sostenute dagli assistenti parlamentari accreditati (APA), al fine di allinearle alle norme applicabili al resto del personale, e si rammarica che, ad oggi, non sia stato adottato alcun provvedimento al riguardo; invita l'Ufficio di presidenza ad affrontare la questione senza ulteriore indugio; sottolinea inoltre che gli attuali massimali di rimborso delle missioni per gli APA (120/140/160 EUR) non vengono adeguati dal 2011 e che la discrepanza tra gli APA e gli altri membri del personale è ulteriormente aumentata fino ad almeno il 40 % a seguito dell'introduzione di nuovi massimali approvati dal Consiglio il 9 settembre 2016 e finora applicati solo ai funzionari a partire dal 10 settembre 2016; invita pertanto l'Ufficio di presidenza ad adottare le misure necessarie per porre fine a tale disparità;

41.  segnala che la risoluzione di questa discrepanza nelle spese di missione non comporta un aumento della linea di bilancio per l'assistenza parlamentare;

42.  chiede che il rimborso delle spese di viaggio dei deputati avvenga in modo trasparente e adeguato e raccomanda di incentivare l'uso della classe economica sia per il trasporto aereo che per il trasporto ferroviario;

43.  invita la Conferenza dei presidenti e l'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; ritiene che spetti ai deputati decidere se gli assistenti debbano accompagnarli nelle delegazioni ufficiali, utilizzando la propria dotazione per l'indennità di assistenza parlamentare;

Questioni relative al personale

44.  sottolinea che, ai sensi del punto 27 dell'AII del 2 dicembre 2013 su una riduzione progressiva del 5 % del personale di tutte le istituzioni, organismi e agenzie tra il 2013 e il 2017, a causa di fabbisogni specifici emersi al Parlamento nel 2014 e 2016, è stato raggiunto un accordo con il Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016(15), in cui si prevede di proseguire le misure di riduzione annuale del personale del Parlamento fino al 2019;

45.  osserva che, sebbene i gruppi politici siano stati esonerati da queste misure di riduzione del personale dal 2014(16), l'accordo di conciliazione sul bilancio 2017 ha comportato una riduzione dei posti dell'organigramma del Segretariato del Parlamento a causa del mancato rispetto del tacito accordo da parte del Consiglio;

46.  ricorda che il livello totale del personale dei gruppi politici è escluso dall'obiettivo di riduzione del personale del 5 %, in conformità con le decisioni adottate per gli esercizi finanziari 2014, 2015, 2016 e 2017;

47.  ritiene che la perdita di 136 posti nel Segretariato del Parlamento nel 2016 potrebbe creare difficoltà per la prestazione di servizi da parte dell'amministrazione del Parlamento; invita il Segretario generale a fornire maggiori informazioni sulle misure di riduzione del personale attuate nell'ultimo esercizio e a valutare le conseguenze delle decisioni di bilancio sul funzionamento dell'Istituzione;

48.  accoglie con favore, alla luce delle misure di riduzione del personale, la proposta di trasformare 50 posti permanenti AST in 50 posti permanenti AD, che ha un impatto trascurabile sul bilancio; prende atto, inoltre, della proposta di trasformare 3 posti temporanei AST in tre posti temporanei AD presso il Gabinetto del Presidente;

49.  invita l'Ufficio di presidenza ad assicurare che siano rispettati i diritti previdenziali e pensionistici agli APA e che siano messi a disposizione strumenti finanziari, in particolare per quanto riguarda gli APA che sono stati assunti dai deputati senza interruzione nel corso delle due ultime legislature; invita a tale proposito l'amministrazione a presentare una proposta che tenga conto della decisione di anticipare la data delle elezioni nel 2014 e del tempo richiesto dalla procedura di assunzione, ai fini del calcolo del periodo di 10 anni di servizio richiesto dallo statuto dei funzionari;

50.  invita l'Ufficio di presidenza a proporre una procedura di licenziamento mediante mutuo consenso tra deputati e APA;

51.  ritiene che, in un periodo in cui le risorse finanziarie e di organico a disposizione delle istituzioni dell'Unione saranno probabilmente sempre più limitate, è importante che le istituzioni stesse siano in grado di assumere e mantenere il personale più competente per far fronte alle complesse sfide future in modo coerente con i principi della programmazione di bilancio basata sui risultati;

52.  ritiene che l'interpretazione e la traduzione siano essenziali per il funzionamento dell'Istituzione e riconosce la qualità e il valore aggiunto dei servizi forniti dagli interpreti; ribadisce la posizione del Parlamento, espressa nella summenzionata risoluzione del 14 aprile 2016, secondo cui il Segretario generale dovrebbe presentare ulteriori proposte di razionalizzazione, come ad esempio un maggiore ricorso alla traduzione e all'interpretazione "on demand", in particolare per gli intergruppi del Parlamento europeo, e l'esame dei miglioramenti di efficienza che sarebbe possibile realizzare utilizzando le più recenti tecnologie linguistiche quale strumento di supporto per gli interpreti, nonché la valutazione dell'impatto del quadro rivisto per gli interpreti funzionari sul miglioramento dell'efficienza delle risorse e della produttività;

53.  si compiace del proseguimento delle misure adottate dal Parlamento per introdurre l'irlandese come lingua ufficiale a pieno titolo entro il 1° gennaio 2021; rileva, a tale riguardo, che nel 2018 non saranno necessari posti addizionali; chiede tuttavia al Segretario generale di continuare a consultare i deputati irlandesi al fine di conseguire una maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse, senza compromettere i diritti garantiti ai deputati;

54.  esorta il Segretario generale a basarsi sugli accordi di cooperazione esistenti tra il Parlamento, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo, al fine di individuare altri settori in cui si potrebbero condividere le funzioni di back office; chiede inoltre al Segretario generale di avviare uno studio su possibili sinergie nelle funzioni e nei servizi di back office tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

55.  ricorda che i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee contribuiscono a formare la coscienza politica europea e ad accrescere la comprensione da parte dei cittadini del legame tra il processo politico a livello nazionale ed europeo;

56.  ritiene che le recenti controversie riguardanti il finanziamento di alcuni partiti politici europei e di alcune fondazioni politiche europee abbiano evidenziato lacune nei sistemi di gestione e di controllo esistenti;

57.  ritiene che l'entrata in vigore del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014(17) e del regolamento (UE, Euratom) n. 1142/2014(18) permetterà di applicare meccanismi di controllo supplementari, quali l'obbligo di registrazione presso l'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee; ritiene tuttavia che tali misure possano ancora essere migliorate; constata che le nuove regole applicabili alle richieste di finanziamento da parte dei partiti e delle fondazioni entreranno in vigore nell'esercizio 2018;

58.  sottolinea che sono stati individuati vari problemi relativi all'attuale sistema di cofinanziamento, in cui i contributi e le sovvenzioni a titolo del bilancio del Parlamento per i partiti e le fondazioni non possono superare l'85 % delle spese ammissibili, con il restante 15 % che deve essere coperto da risorse proprie; osserva, ad esempio, che l'insufficienza delle quote versate dai membri e delle donazioni è spesso compensata da contributi in natura;

Altre questioni

59.  prende atto del dialogo costante tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali; invita a rafforzare tale dialogo al fine di sviluppare una migliore comprensione del contributo del Parlamento e dell'Unione negli Stati membri;

60.  prende atto della richiesta di studi e di pareri esterni a supporto delle attività delle commissioni e degli altri organi politici nell'analizzare il possibile impatto della Brexit, incluse le conseguenze finanziarie per il Parlamento; si interroga sulla necessità di commissionare studi e pareri esterni invece di fare ricorso all'ampia gamma dei servizi di ricerca disponibili all'interno del Parlamento; sottolinea che, finché i negoziati sull'uscita del Regno Unito dall'Unione non saranno conclusi, il Regno Unito rimane un membro dell'Unione a pieno titolo, e che tutti i diritti e gli obblighi derivanti da tale status rimangono in vigore; sottolinea pertanto che è improbabile che la decisione del Regno Unito di uscire dall'Unione abbia un impatto sul bilancio del Parlamento per il 2018;

61.  ricorda la sua risoluzione del 20 novembre 2013 sull'ubicazione delle sedi delle istituzioni dell'Unione europea(19), secondo cui i costi stimati derivanti dalla dispersione geografica del Parlamento sono compresi tra 156 milioni di EUR e 204 milioni di EUR ed equivalgono al 10 % del bilancio del Parlamento; sottolinea che, secondo le stime, l'impatto ambientale della dispersione geografica si attesta tra 11 000 e 19 000 tonnellate di emissioni di CO2; evidenzia la percezione negativa di tale dispersione da parte del pubblico e ribadisce pertanto la propria posizione nel chiedere una tabella di marcia verso la fissazione di una sede unica;

62.  ricorda la suddetta risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017; chiede che venga instaurata una cooperazione con le emittenti televisive, i media sociale e altri partner, al fine di creare un polo mediatico europeo per la formazione di giovani giornalisti;

63.  invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a inculcare una cultura di programmazione del bilancio basata sui risultati nell'intera amministrazione del Parlamento, in linea con un'impostazione gestionale più razionale, al fine di aumentare l'efficienza e l'efficacia dell'attività interna dell'istituzione;

o
o   o

64.  stabilisce lo stato di previsione per l'esercizio 2018;

65.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e lo stato di previsione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(4) GU L 287 del 29.10.2013, pag. 15.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0132.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0411.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0475.
(8) Testi approvati, P8_TA(2015)0172.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0132.
(10) Testi approvati, P8_TA(2016)0411.
(11) Testi approvati, P8_TA(2016)0484.
(12) Studio Deloitte, dicembre 2015.
(13) Cfr. paragrafo 22 della sua risoluzione del 14 aprile 2016 (P8_TA(2016)0132).
(14) Testi approvati del 13 dicembre 2016, P8_TA(2016)0484 - Articolo 183, paragrafo 1.
(15) Testi approvati, P8_TA(2015)0407.
(16) Testi approvati, P7_TA(2013)0437; Testi approvati, P8_TA(2014)0036; Testi approvati, P8_TA(2015)0376; Testi approvati, P8_TA(2016)0411.
(17) Regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1).
(18) Regolamento (UE, Euratom) n. 1142/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 per quanto concerne il finanziamento dei partiti politici europei (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 28).
(19) Testi approvati, P7_TA(2013)0498.


Progetto di bilancio rettificativo n. 1 che accompagna la proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo
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Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017 al bilancio generale 2017 che accompagna la proposta di mobilizzare il Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo (07003/2017 – C8-0130/2017 – 2017/2018(BUD))
P8_TA(2017)0115A8-0155/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(1), in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, definitivamente adottato il 1° dicembre 2016(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3) (regolamento QFP),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017 adottato dalla Commissione il 26 gennaio 2017 (COM(2017)0046),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017 adottata dal Consiglio il 3.4.2017 e trasmessa al Parlamento europeo il 3 aprile 2017 (07003/2017 – C8-0130/2017),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0155/2017),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017 riguarda la mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) per un importo di 71 524 810 EUR in relazione alle inondazioni verificatesi nel Regno Unito da dicembre 2015 a gennaio 2016, alla siccità e agli incendi boschivi a Cipro tra ottobre 2015 e giugno 2016 e agli incendi sull'isola portoghese di Madera ad agosto 2016;

B.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017 è inteso a iscrivere formalmente tale adeguamento nel bilancio dell'Unione per il 2017;

C.  considerando che la Commissione propone pertanto di modificare il bilancio dell'Unione per il 2017, rafforzando l'articolo 13 06 01 "Assistere gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali gravi aventi serie ripercussioni sulle condizioni di vita, sull'ambiente o sull'economia";

D.  considerando che l'FSUE è uno strumento speciale, secondo la definizione del regolamento QFP, e che i corrispondenti stanziamenti d'impegno e di pagamento devono essere iscritti in bilancio al di fuori dei massimali del QFP;

1.  sottolinea l'urgente necessità di sbloccare l'assistenza finanziaria del FSUE destinata alle regioni colpite dalle calamità naturali;

2.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017 quale presentato dalla Commissione;

3.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2017;

4.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 1/2017 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Corte dei conti e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 51 del 28.2.2017.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.


Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: EGF/2017/000 TA 2017 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
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Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (EGF/2017/000 TA 2017 - Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione) (COM(2017)0101 – C8-0097/2017 – 2017/2033(BUD))
P8_TA(2017)0116A8-0157/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0101 – C8-0097/2017),

–  visto il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006(1) (regolamento FEG),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 12,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3) (AII del 2 dicembre 2013), in particolare il punto 13,

–  vista la risoluzione del 13 aprile 2016 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (EGF/2016/000 TA 2016 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione)(4),

–  vista la procedura di trilogo prevista al punto 13 dell'AII del 2 dicembre 2013,

–  vista la lettera della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0157/2017),

A.  considerando che l'Unione ha predisposto strumenti legislativi e di bilancio per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze delle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale o della crisi economica e finanziaria globale e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro;

B.  considerando che il sostegno dell'Unione ai lavoratori collocati in esubero dovrebbe essere dinamico e messo a disposizione nel modo più rapido ed efficiente possibile, in conformità della dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata durante la riunione di concertazione del 17 luglio 2008, e nel rispetto dell'AII del 2 dicembre 2013 con riferimento all'adozione di decisioni di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG);

C.  considerando che l'adozione del regolamento FEG riflette l'accordo raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio concernente la reintroduzione del criterio di mobilitazione relativo alla crisi, l'incremento del contributo finanziario dell'Unione al 60 % dei costi totali stimati delle misure proposte, l'aumento dell'efficienza del trattamento delle domande d'intervento del FEG in seno alla Commissione e da parte del Parlamento e del Consiglio mediante la riduzione dei tempi per la valutazione e l'approvazione, l'estensione delle azioni e dei beneficiari ammissibili ai lavoratori autonomi e ai giovani nonché il finanziamento di incentivi per la creazione di imprese proprie;

D.  considerando che il bilancio annuo massimo disponibile per il FEG è pari a 150 milioni di EUR (a prezzi 2011) e che l'articolo 11, paragrafo 1, del regolamento FEG stabilisce che un massimo dello 0,5 % di tale importo (ossia 844 620 EUR nel 2017) può essere utilizzato per l'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione per finanziare attività di preparazione, monitoraggio, raccolta di dati e creazione di una base di conoscenze, sostegno amministrativo e tecnico, attività di informazione e comunicazione, come pure l'audit, il controllo e la valutazione necessari all'applicazione del regolamento FEG;

E.  considerando che il Parlamento europeo ha ripetutamente sottolineato la necessità di migliorare il valore aggiunto, l'efficienza e l'occupabilità dei beneficiari del FEG quale strumento unionale di sostegno ai lavoratori collocati in esubero;

F.  considerando che l'importo proposto pari a 310 000 EUR corrisponde approssimativamente allo 0,18 % del bilancio annuo massimo disponibile per il FEG nel 2017, vale a dire una riduzione di 70 000 EUR rispetto al 2016;

1.  condivide che le misure proposte dalla Commissione siano finanziate come assistenza tecnica a norma dell'articolo 11, paragrafi 1 e 4, e dell'articolo 12, paragrafi 2, 3 e 4, del regolamento FEG;

2.  si compiace del calo delle richieste di finanziamento nel 2017 a titolo di assistenza tecnica del FEG rispetto al 2016; reputa importante valutare tali richieste in termini percentuali rispetto agli importi annuali utilizzati nell'ambito del FEG negli anni precedenti e non soltanto rispetto all'importo massimo che potrebbe essere speso nell'esercizio in tale anno;

3.  riconosce l’importanza del monitoraggio e della raccolta dei dati; rammenta l'importanza di rendere facilmente accessibili e comprensibili delle serie statistiche rigorose adeguatamente compilate; accoglie con favore la futura pubblicazione delle relazioni biennali del 2017 e chiede che tali relazioni siano pubblicamente e ampiamente diffuse in tutta l'Unione;

4.  ricorda che è importante che tutti i cittadini dell'Unione abbiano accesso a uno specifico sito web del FEG; evidenzia l'importanza del multilinguismo nelle comunicazioni generali con i cittadini; chiede un ambiente online di più facile utilizzo e incoraggia la Commissione a migliorare il valore dei contenuti delle sue pubblicazioni e delle sue attività audiovisive, come previsto all'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento FEG;

5.  accoglie con favore l'impegno continuo sulle procedure standardizzate per le domande di intervento e per la gestione del FEG tramite le funzionalità del sistema di scambio elettronico di dati (SFC 2014) che consente di semplificare e velocizzare l'elaborazione delle domande e migliorare la comunicazione; osserva che la Commissione ha agevolato le operazioni finanziarie del FEG mediante la creazione di un'interfaccia tra il sistema SFC e il sistema contabile e di informazione finanziaria ABAC; prende atto che sono necessari solo ulteriori interventi di perfezionamento e di adeguamento agli eventuali cambiamenti, il che di fatto limita il contributo del FEG a tale tipo di spesa;

6.  osserva che la procedura per integrare il FEG nel sistema SFC2014 è in corso da diversi anni e che i relativi costi a titolo del bilancio del Fondo sono stati relativamente elevati; accoglie con favore la riduzione dei costi rispetto agli esercizi precedenti, il che dimostra che il progetto è giunto in una fase in cui sono necessari solo ulteriori interventi di perfezionamento e di adeguamento;

7.  ricorda l'importanza del collegamento in rete (networking) e dello scambio di informazioni relative al FEG per diffondere le migliori pratiche; sostiene pertanto il finanziamento delle due riunioni del gruppo di esperti delle persone di contatto del FEG e dei due seminari di networking sull'attuazione del FEG; si attende che questo scambio di informazioni contribuisca inoltre a una comunicazione migliore e più particolareggiata sul tasso di successo delle domande negli Stati membri, in particolare in merito al tasso di ricollocamento dei beneficiari;

8.  osserva che la Commissione intende investire 70 000 EUR del bilancio disponibile a titolo dell'assistenza tecnica per organizzare due riunioni del gruppo di esperti delle persone di contatto del FEG; prende nota altresì del fatto che la Commissione intende investire 120 000 EUR in seminari al fine di promuovere il collegamento in rete (networking) tra gli Stati membri, gli organismi di esecuzione del FEG e le parti sociali; si compiace della disponibilità dimostrata dalla Commissione a invitare i membri del gruppo di lavoro sul FEG a partecipare al recente seminario di networking sul FEG tenutosi a Mons; chiede alla Commissione di continuare a invitare il Parlamento a tali riunioni e seminari, in conformità delle pertinenti disposizioni dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione(5);

9.  sottolinea la necessità di migliorare ulteriormente il collegamento tra tutti i soggetti coinvolti nelle applicazioni FEG tra cui, in particolare, le parti sociali e i soggetti interessati a livello regionale e locale, in modo da creare il maggior numero possibile di sinergie; sottolinea che l'interazione tra la persona di contatto a livello nazionale e i partner regionali o locali fornitori dovrebbe essere rafforzata e la comunicazione, l'organizzazione del sostegno e i flussi di informazioni (divisioni interne, compiti e responsabilità) dovrebbero essere esplicitati e concordati tra tutti i partner interessati;

10.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

11.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (EGF/2017/000 TA 2017 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione)

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2017/742.)

(1)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.
(2)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3)GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(4)Testi approvati, P8_TA(2016)0112.
(5) GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47.


Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo
PDF 237kWORD 48k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo (COM(2017)0045 – C8-0022/2017 – 2017/2017(BUD))
P8_TA(2017)0117A8-0154/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0045 – C8-0022/2017),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0154/2017),

1.  plaude alla decisione come segno di solidarietà dell'Unione nei confronti dei cittadini e delle regioni dell'Unione colpiti dalle catastrofi naturali;

2.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

3.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza al Regno Unito, a Cipro e al Portogallo

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2017/741.)

(1) GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Lettonia *
PDF 232kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa allo scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Lettonia e che sostituisce la decisione 2014/911/UE (13521/2016 – C8-0523/2016 – 2016/0818(CNS))
P8_TA(2017)0118A8-0089/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (13521/2016),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0523/2016),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0089/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Scambio automatizzato di dati sul DNA in Slovacchia, in Portogallo, in Lettonia, in Lituania, nella Repubblica ceca, in Estonia, in Ungheria, a Cipro, in Polonia, in Svezia, a Malta e in Belgio *
PDF 234kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa allo scambio automatizzato di dati sul DNA in Slovacchia, in Portogallo, in Lettonia, in Lituania, nella Repubblica ceca, in Estonia, in Ungheria, a Cipro, in Polonia, in Svezia, a Malta e in Belgio e che sostituisce le decisioni 2010/689/UE, 2011/472/UE, 2011/715/UE, 2011/887/UE, 2012/58/UE, 2012/299/UE, 2012/445/UE, 2012/673/UE, 2013/3/UE, 2013/148/UE, 2013/152/UE e 2014/410/UE (13525/2016 – C8-0522/2016 – 2016/0819(CNS))
P8_TA(2017)0119A8-0091/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (13525/2016),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0522/2016),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa al potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0091/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1)GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Slovacchia, in Bulgaria, in Francia, nella Repubblica ceca, in Lituania, nei Paesi Bassi, in Ungheria, a Cipro, in Estonia, a Malta, in Romania e in Finlandia *
PDF 234kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa allo scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Slovacchia, in Bulgaria, in Francia, nella Repubblica ceca, in Lituania, nei Paesi Bassi, in Ungheria, a Cipro, in Estonia, a Malta, in Romania e in Finlandia e che sostituisce le decisioni 2010/682/UE, 2010/758/UE, 2011/355/UE, 2011/434/UE, 2011/888/UE, 2012/46/UE, 2012/446/UE, 2012/672/UE, 2012/710/UE, 2013/153/UE, 2013/229/UE e 2013/792/UE (13526/2016 – C8-0520/2016 – 2016/0820(CNS))
P8_TA(2017)0120A8-0092/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (13526/2016),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0520/2016),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0092/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag.1.


Scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli in Finlandia, Slovenia, Romania, Polonia, Svezia, Lituania, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria *
PDF 234kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa allo scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli in Finlandia, Slovenia, Romania, Polonia, Svezia, Lituania, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria e che sostituisce le decisioni 2010/559/UE, 2011/387/UE, 2011/547/UE, 2012/236/UE, 2012/664/UE, 2012/713/UE, 2013/230/UE, 2013/692/UE e 2014/264/UE (13529/2016 – C8-0518/2016 – 2016/0821(CNS))
P8_TA(2017)0121A8-0095/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (13529/2016),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0518/2016),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0095/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli a Malta, a Cipro e in Estonia *
PDF 233kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa allo scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli a Malta, a Cipro e in Estonia e che sostituisce le decisioni 2014/731/UE, 2014/743/UE e 2014/744/UE (13499/2016 – C8-0519/2016 – 2016/0822(CNS))
P8_TA(2017)0122A8-0090/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (13499/2016),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8‑0519/2016),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0090/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Mais geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21
PDF 282kWORD 57k
Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 and GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D049280 – 2017/2624(RSP))
P8_TA(2017)0123B8-0236/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 and GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D049280),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, l'articolo 9, paragrafo 2, e l'articolo 21, paragrafo 2,

–  visto il fatto che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato il 27 gennaio 2017 senza esprimere parere e che il comitato di appello ha votato il 27 marzo 2017 a sua volta senza esprimere parere,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visti il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 15 luglio 2016(3), che include un parere di minoranza, e i precedenti pareri dell'EFSA sul granturco contenente i seguenti eventi singoli: Bt11 (che esprime le proteine Cry1Ab e PAT), 59122 (che esprime le proteine Cry34Ab1, Cry35Ab1 e PAT), MIR604 (che esprime le proteine mCry3A e PMI), 1507 (che produce le proteine Cry1F e PAT) e GA21 (che esprime la proteina mEPSPS),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni contrarie all'autorizzazione degli organismi geneticamente modificati(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

La domanda

A.  considerando che il 1° luglio 2011 Syngenta ha presentato una domanda di immissione in commercio di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti da o ottenuti a partire da granturco Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 all'autorità nazionale tedesca competente, a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003; che la domanda riguardava altresì l'immissione in commercio di granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 in prodotti, diversi dagli alimenti e dai mangimi, contenenti o costituiti da tale granturco e destinati agli stessi usi di tutti gli altri tipi di granturco, ad eccezione della coltivazione;

B.  considerando che il 21 febbraio 2014 Syngenta ha esteso l'ambito della domanda a tutte le sottocombinazioni dei singoli eventi di modifica genetica che costituiscono il granturco Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21, ad esclusione della sottocombinazione 1507 × 59122, che era già stata autorizzata con la decisione 2010/432/UE della Commissione(5),

C.  considerando che il 31 marzo 2016 Syngenta ha aggiornato l'ambito della domanda escludendo le quattro sottocombinazioni seguenti, che rientravano nell'ambito di un'altra domanda: granturco Bt11 × GA21, granturco MIR604 × GA21, granturco Bt11 × MIR604 e granturco Bt11 × MIR604 × GA21(6);

D.  considerando che il richiedente non ha fornito alcuni dati specifici su nessuna delle 20 sottocombinazioni(7);

E.  considerando che gli usi previsti dell'ibrido a cinque eventi sono controllare i parassiti del granturco dell'ordine dei lepidotteri e dei coleotteri e garantire la tolleranza agli erbicidi che contengono glufosinato ammonio o glifosato(8); che gli usi previsti delle varie sottocombinazioni sono simili e dipendono dalle combinazioni;

Il parere dell'EFSA

F.  considerando che il 26 agosto 2016, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003 riguardo al granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e a tutte le sottocombinazioni rientranti nell'ambito della domanda; che il parere dell'EFSA includeva un parere di minoranza;

G.  considerando che l'EFSA riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 20 sottocombinazioni, che molte di queste non sono state ancora create e che l'esame della letteratura specialistica non ha permesso di recuperare informazioni scientifiche su tali combinazioni; che, nonostante ciò, l'EFSA conclude che tutte le 20 sottocombinazioni dovrebbero essere tanto sicure quanto l'ibrido di granturco a cinque eventi;

H.  considerando che l'EFSA non ritiene necessario procedere a un monitoraggio post-commercializzazione per gli eventi di modifica genetica interessati; che l'EFSA si limita a indicare che i requisiti di monitoraggio dovrebbero essere considerati sulla base dei nuovi dati forniti sull'espressione delle proteine, nel caso in cui tali sottocombinazioni fossero ottenute attraverso metodi di selezione mirata e importate nell'Unione;

Preoccupazioni

I.  considerando che durante il periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato centinaia di osservazioni(9), che si riferiscono, tra l'altro, alla mancanza d'informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti, alla mancanza delle prove ai fini dell'esclusione di determinate vie di esposizione, all'insufficienza della base dati, ad esempio per quanto riguarda la digeribilità, alla mancata considerazione degli effetti combinati delle diverse proteine della tossina Bt nel valutare il potenziale di allergenicità e tossicità, a carenze per quanto riguarda il disegno sperimentale delle prove di campo e l'analisi statistica, alla mancanza di relazioni sui risultati delle attività di monitoraggio, alla mancata dimostrazione che il prodotto non ha effetti negativi sull'ambiente, alla mancata valutazione ulteriore delle differenze statisticamente significative, ad esempio nella composizione nutrizionale, e alla mancata effettuazione di prove immunologiche in riferimento a un potenziale allergenico potenzialmente più elevato;

J.  considerando che Jean-Michel Wal, membro del gruppo di esperti OGM dell'EFSA(10), ha espresso un parere di minoranza secondo cui: "il proponente non ha fornito alcun dato specifico in relazione alle 20 sotto-combinazioni, e non ha addotto giustificazioni soddisfacenti per spiegare la mancanza di tali dati e/o i motivi per i quali abbia ritenuto che non siano necessari ai fini della valutazione del rischio. Questo motivo riveste la massima importanza ed è alla base della formulazione di un parere di minoranza, poiché non vi possono essere due tipi di valutazione del rischio, una di portata più ampia basata su una serie completa di dati e un'altra per la quale non sono disponibili dati specifici e che si fonda su ipotesi e considerazioni indirette ricavate dal gruppo di esperti in base al cosiddetto "approccio basato sul peso delle prove", all'estrapolazione dei dati ottenuti per gli eventi singoli, per il gruppo di 5 eventi e gli altri ibridi che sono stati presentati e analizzati in altre domande. Oltre a tale questione di principio, nel caso di specie, ciò può generare un rischio incontrollato per la salute di alcuni segmenti di popolazione";

K.  considerando che, più specificatamente, il parere di minoranza si chiede perché non sia definito con precisione il tipo di estrapolazione effettuata al fine di valutare i potenziali effetti negativi: "I criteri, la procedura e il livello di fiducia che dovrebbe essere richiesto per tale estrapolazione non figurano e non esiste alcuna valutazione critica dei relativi limiti. Non è stata effettuata alcuna valutazione dell'incertezza che ne risulta, ad esempio, mediante un'analisi delle probabilità, come raccomandato dal progetto di orientamenti sull'incertezza nelle valutazioni scientifiche dell'EFSA (riveduto per i test interni) del comitato scientifico dell'EFSA. Tali carenze potrebbero inficiare la conclusione generale.";

L.  considerando che il parere di minoranza dell'EFSA fa altresì riferimento a diverse carenze e argomenti contraddittori per quanto riguarda la domanda, ad esempio circa il fatto che il proponente, da un lato, faccia allusione al fatto che tutte le sotto-combinazioni sono state prodotte, e il relativo livello di espressione della proteina è stato esaminato(11), ma, dall'altro, non fornisce dati su nessuna delle sotto-combinazioni;

M.  considerando che le varietà di granturco geneticamente modificato interessate SYN-BTØ11-1, DAS-59122-7 e DAS-Ø15Ø7-1 esprimono la proteina PAT, che conferisce tolleranza all'erbicida glufosinato ammonio; che il glufosinato è classificato come tossico ai fini della riproduzione e rientra quindi fra i criteri di esclusione del regolamento (CE) n. 1107/2009; che l'approvazione del glufosinato scade il 31 luglio 2018(12);

N.  considerando che il granturco geneticamente modificato MON-ØØØ21-9, quale descritto nella domanda, esprime la proteina mEPSPS, che conferisce tolleranza agli erbicidi glifosati; che il 20 marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – l'organismo specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità – ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per l'uomo(13);

Procedura

O.  considerando che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato il 27 gennaio 2017 senza esprimere parere; che soltanto 10 Stati membri, rappresentanti solo il 38,43 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore, mentre 13 Stati membri hanno votato contro e 4 si sono astenuti; che si è votato in sede di comitato di appello il 27 marzo 2017, senza che ancora una volta sia stato espresso alcun parere;

P.  considerando che sia nella relazione che accompagna la proposta legislativa presentata il 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l'uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul loro territorio, sia nella relazione che accompagna la proposta legislativa presentata il 14 febbraio 2017 che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione ha deplorato il fatto che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, essa abbia dovuto adottare le decisioni di autorizzazione senza il sostegno dei pareri dei comitati degli Stati membri e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, sia ormai divenuto la norma nel processo decisionale in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; considerando che questa prassi è stata in più occasioni deplorata dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(14);

Q.  considerando che la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 è stata respinta dal Parlamento il 28 ottobre 2015 per il fatto che, mentre la coltivazione degli OGM avviene necessariamente sul territorio di uno Stato membro, il loro commercio oltrepassa le frontiere, il che significa che un divieto nazionale di "vendita e uso" proposto dalla Commissione sarebbe impossibile da applicare senza reintrodurre i controlli alle frontiere sulle importazioni; che il Parlamento non solo ha respinto la proposta legislativa, ma ha anche invitato la Commissione a ritirare la sua proposta e a presentarne una nuova;

R.  considerando che già il considerando 14 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, afferma chiaramente che: "Nell'esaminare l'adozione di altri progetti di atti di esecuzione relativi a settori particolarmente sensibili, in particolare la fiscalità, la salute dei consumatori, la sicurezza alimentare e la protezione dell'ambiente, la Commissione, onde trovare una soluzione equilibrata, dovrà, nella misura del possibile, agire in modo da evitare di contrastare qualsiasi posizione predominante che possa emergere nel comitato di appello avverso l'adeguatezza di un atto di esecuzione(15).

1.  è d'avviso che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste nel regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che la decisione di esecuzione della Commissione non sia conforme al diritto dell'Unione, in quanto non è compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002(16), nel fornire la base per garantire un elevato livello di protezione della vita e della salute umane, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, assicurando nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  ritiene, più in particolare, che approvare varietà per le quali non siano stati forniti dati sulla sicurezza, che non siano neppure state sottoposte a test, o che non siano ancora state create, contravvenga ai principi generali della legislazione alimentare, stabiliti dal regolamento (CE) n. 178/2002;

4.  chiede alla Commissione di ritirare il suo progetto di decisione di esecuzione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) Gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli organismi geneticamente modificati, 2016. Parere scientifico sulla domanda (EFSA-GMO-NL-2011-99), presentata da Syngenta, relativa all'immissione sul mercato del granturco Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e venti sottocombinazioni, che non sono stati precedentemente autorizzati a prescindere dalla loro origine, a fini di alimentazione umana e animale, importazione e lavorazione, ai sensi del regolamento (CE) n. 1829/2003; EFSA Journal 2016; 14(8):4567. [pagg. 31]; doi:10.2903/j.efsa.2016.4567.
(4)——————————— - risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110),risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (P8_TA(2015)0456),risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (P8_TA(2016)0040),risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (P8_TA(2016)0039),risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (MST-FGØ72-2) (P8_TA(2016)0038),risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre degli eventi Bt11, MIR162, MIR604 and GA21 (P8_TA(2016)0271),risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea SHD-27531-4) (P8_TA(2016)0272),risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (P8_TA(2016)0388),risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (P8_TA(2016)0389),risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (P8_TA(2016)0386),risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (P8_TA(2016)0387),risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (P8_TA(2016)0390).
(5) Decisione 2010/432/UE della Commissione, del 28 luglio 2010, che autorizza l’immissione in commercio di prodotti contenenti granturco geneticamente modificato 1507 × 59122 (DAS-Ø15Ø7-1 × DAS-59122-7) oppure da esso costituiti od ottenuti in applicazione del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 202 del 4.8.2010, pag. 11).
(6) Decisione di esecuzione (UE) 2016/1685 della Commissione, del 16 settembre 2016, che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o derivati da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21, e da varietà di granturco geneticamente modificato che combinano due o tre degli eventi Bt11, MIR162, MIR604 e GA21, e che abroga le decisioni 2010/426/UE, 2011/892/UE, 2011/893/UE e 2011/894/UE (GU L 254 del 20.9.2016, pag. 22).
(7) Come confermato nel parere summenzionato dell'EFSA (EFSA Journal 2016;14(8):4567 [pagg. 31]).
(8) Il granturco SYN-BTØ11-1 esprime la proteina Cry1Ab, che protegge da determinate specie di lepidotteri nocivi, e la proteina PAT, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato ammonio.Il granturco DAS-59122-7 esprime le proteine Cry34Ab1 e Cry35Ab1, che proteggono da determinate specie di lepidotteri nocivi, e la proteina PAT, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato ammonio.Il granturco SYN-IR6Ø4-5 esprime la proteina modificata Cry3 A, che protegge da determinate specie di coleotteri nocivi, e la proteina PMI, che è stata usata come marcatore selezionabile.Il granturco DAS-Ø15Ø7-1 esprime la proteina Cry1F, che protegge da determinate specie di lepidotteri nocivi, e la proteina PAT, usata come marcatore selezionabile, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato ammonio.Il granturco MON-ØØØ21-9 esprime la proteina mEPSPS, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosato.
(9) Si veda il registro delle interrogazioni dell'EFSA, Allegato G dell'interrogazione numero EFSA-Q-2011-00894, disponibile online al seguente indirizzo: http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionDocumentsLoader?question=EFSA-Q-2011-00894 (ultimo punto)
(10) Si veda l'Appendice A del parere dell'EFSA.
(11) La domanda precisa che "il granturco Bt11 × 59122 × 1507 × MIR604 × GA21 e tutte le sue sotto-combinazioni, indipendentemente dalla loro origine, sono prodotti mediante incroci convenzionali (...) (punto ii)", e che "l'analisi del livello di espressione della proteina conferma che l'incrocio del granturco GM a evento singolo (...) non comporta interazioni tra loro nel granturco Bt11 × MIR604 × 59122 × 1507 × GA21 né nelle sotto-combinazioni di un numero minore di tali eventi, indipendentemente dalla loro origine (punto x)";
(12) http://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/eu-pesticides-database/public/?event=activesubstance.detail&language=EN&selectedID=1436
(13) Monografie IARC Volume 112: Valutazione di 5 insetticidi ed erbicidi organofosfati, 20 marzo 2015 (http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol112/mono112.pdf)
(14) Ad esempio, nel discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014) e nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(15) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(16) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Come far fronte ai movimenti di rifugiati e migranti: ruolo dell'azione esterna dell'UE
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Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 su come far fronte ai movimenti di rifugiati e migranti: ruolo dell'azione esterna dell'UE (2015/2342(INI))
P8_TA(2017)0124A8-0045/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 3, 8 e 21 del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli 80, 208 e 216 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea, pubblicata nel giugno 2016,

—  viste le comunicazioni della Commissione dal titolo: "Agenda europea sulla migrazione", del 13 maggio 2015 (COM(2015)0240), "Sfollamenti forzati e sviluppo", del 26 aprile 2016 (COM(2016)0234), "Creazione di un nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione", del 7 giugno 2016 (COM(2016)0385), e "Potenziare gli investimenti per la crescita e l'occupazione: verso la seconda fase del Fondo europeo per gli investimenti strategici e verso il piano europeo per gli investimenti esterni", del 14 settembre 2016 (COM(2016)0581), e le comunicazioni congiunte della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione europea degli affari esteri e la politica di sicurezza dal titolo "Affrontare la crisi dei rifugiati in Europa: Il ruolo dell'azione esterna dell'UE" del 9 settembre 2015 (JOIN(2015)0040), "La migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale: Gestire i flussi e salvare vite umane", del 25 gennaio 2017 (JOIN(2017)0004), e "Riesame della politica europea di vicinato", del 18 novembre 2015 (JOIN(2015)0050),

—  viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" sull'approccio globale in materia di migrazione e mobilità (GAMM), del 3 maggio 2012,

—  viste le conclusioni del Consiglio europeo sulla migrazione del 25-26 giugno, del 15 ottobre e del 17-18 dicembre 2015 e del 17-18 marzo e del 28 giugno 2016,

—  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" sulla migrazione nella cooperazione allo sviluppo dell'UE, del 12 dicembre 2014, sulla migrazione, del 12 ottobre 2015, sull'approccio dell'UE agli sfollamenti forzati e allo sviluppo, del 12 maggio 2016, e sugli aspetti esterni della migrazione, del 23 maggio 2016,

–  viste le conclusioni del Consiglio Affari esteri, del 17 ottobre 2016, sulle future priorità dei partenariati e i relativi patti con la Giordania e con il Libano,

—  vista la dichiarazione della conferenza ad alto livello sulla rotta del Mediterraneo orientale e dei Balcani occidentali dell'8 ottobre 2015,

—  visti la dichiarazione politica e il piano d'azione approvati al vertice della Valletta dell'11-12 novembre 2015,

–  viste le conclusioni del vertice di Bratislava del 16 settembre 2016,

—  vista la relazione speciale n. 9/2016 della Corte dei conti europea dal titolo "La spesa per la dimensione esterna della politica UE di migrazione nei paesi del vicinato orientale e del Mediterraneo meridionale fino al 2014",

—  visti la convenzione e il protocollo delle Nazioni Unite relativi allo status dei rifugiati e le convenzioni fondamentali in materia di diritti umani, la convenzione europea dei diritti dell'uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti le convenzioni di Ginevra e i relativi protocolli aggiuntivi che regolano la condotta dei conflitti armati e cercano di limitarne gli effetti,

—  visto il documento finale del vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile del 25 settembre 2015 dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile),

—  visti la dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti della riunione ad alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite su come affrontare i grandi flussi di rifugiati e migranti, del 19 settembre 2016, e i relativi allegati su un "Quadro globale di risposta per i rifugiati" e "Verso un patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare",

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 9 luglio 2015 sulla revisione della politica europea di vicinato(1), dell'8 marzo 2016 sulla situazione delle donne rifugiate e richiedenti asilo nell'Unione europea(2), del 12 aprile 2016 sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni(3) e del 13 settembre 2016 sul Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa: le implicazioni per lo sviluppo e gli aiuti umanitari(4) e del 25 ottobre 2016 sui diritti umani e la migrazione nei paesi terzi(5),

—  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni comuni della commissione per gli affari esteri e della commissione per lo sviluppo ai sensi dell'articolo 55 del regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e della commissione per lo sviluppo e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0045/2017),

A.  considerando che la migrazione è un diritto umano sancito dall'articolo 13 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite; che tutti devono avere il diritto di vivere la propria vita nel paese d'origine e nella regione in cui sono nati e cresciuti e dove hanno le proprie radici culturali e sociali;

B.  considerando che la mobilità umana ha raggiunto livelli senza precedenti, con 244 milioni di migranti internazionali, per vari motivi, che emigrano volontariamente o involontariamente; che tali migrazioni internazionali avvengono principalmente nell'ambito della stessa regione e tra paesi in via di sviluppo; che, secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), le donne migranti costituiscono la maggioranza dei migranti internazionali in Europa (52,4 %) e Nord America (51,2 %); che i flussi migratori Sud-Sud hanno continuato a crescere rispetto ai movimenti Sud-Nord: nel 2015 90,2 milioni di migranti internazionali nati nei paesi in via di sviluppo risiedevano in altri paesi del Sud del mondo, mentre 85,3 milioni nati nel Sud risiedevano nei paesi del Nord del mondo;

C.  considerando che il numero di minori non accompagnati che attraversano il Mediterraneo è in costante crescita e che, nonostante l'aumento dei salvataggi, il numero di morti nel Mediterraneo continua a crescere (5 079 nel 2016 e 3 777 nel 2015, secondo l'OIM);

D.  considerando che nel 2015, secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), un numero senza precedenti pari a 65,3 milioni di persone, tra cui 40,8 milioni di sfollati interni e 21,3 milioni di rifugiati, è stato obbligato a sfollare a causa di conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale nonché destabilizzazione; che tale numero si aggiunge a quello delle persone sfollate a causa di calamità naturali, disuguaglianze, povertà, insufficienti prospettive socioeconomiche, cambiamenti climatici, mancanza di serie ed efficaci politiche di sviluppo concepite a lungo termine e mancanza di una volontà politica diretta ad affrontare con decisione i problemi strutturali che stanno alla base di tali flussi migratori; che l'UNHCR stima ad almeno 10 milioni il numero di apolidi;

E.  considerando che i dati attualmente disponibili indicano negli ultimi cinque anni un incremento dei rifugiati di oltre il 50 %; che diversi fattori contribuiscono a tale dato impressionante, compreso il fatto che il rimpatrio volontario dei rifugiati è ai minimi storici dagli anni '80 a oggi, che resta limitato il numero dei rifugiati cui viene offerta una possibilità di integrazione a livello locale e che le cifre del reinsediamento sono rimaste stabili attestandosi a circa 100 000 persone l'anno;

F.  considerando che 6,7 milioni di rifugiati vivono in situazioni di sfollamento protratto, che secondo le stime in media si prolunga per circa 26 anni, in totale assenza di prospettive; che le soluzioni durature allo sfollamento continuano a essere inaccettabilmente scarse, il che rende necessario considerare lo sfollamento forzato come una sfida politica e di sviluppo e non esclusivamente umanitaria;

G.  considerando che questa sfida richiede un approccio olistico e multilaterale, fondato sulla cooperazione internazionale e sulle sinergie, nonché soluzioni coordinate e concrete che non siano soltanto di reazione, ma che anticipino possibili crisi future; che l'86 % dei rifugiati nel mondo vive in regioni povere e che i paesi più poveri ospitano il 26 % del totale e si trovano quindi in una situazione di estrema pressione e ulteriore destabilizzazione della propria coesione e del proprio sviluppo a livello sociale ed economico; che tali paesi dispongono molto raramente di strumenti a tutela dei diritti dei migranti, e non hanno neppure strumenti in materia di asilo; che il milione di persone che ha raggiunto l'UE nel 2015 rappresentava lo 0,2 % della popolazione dell'UE, rispetto alle percentuali molto più elevate (fino al 20 %) registrate nei paesi vicini o in Europa negli anni '90;

H.  considerando che i rifugiati, gli sfollati interni e i migranti rappresentano categorie giuridicamente distinte, ma che spesso in realtà queste persone fanno parte di movimenti misti su vasta scala a causa di una serie di implicazioni politiche, economiche, sociali, di sviluppo, umanitarie e di diritti umani che vanno oltre i confini; che la dignità umana di tutte le persone coinvolte in tali movimenti deve essere al centro di tutte le politiche europee in materia; che inoltre i rifugiati e i richiedenti asilo devono sempre essere trattati conformemente al proprio status e che ad essi non può negarsi in nessun caso il godimento dei diritti discendenti dalle convenzioni internazionali in materia e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; che è opportuno non ricorrere alla distinzione giuridica tra rifugiati e migranti per indicare che la migrazione per motivi economici o per la ricerca di una vita migliore sia meno legittima rispetto alla fuga dalle persecuzioni; che nella maggior parte dei casi i diritti politici ed economici, accanto agli altri diritti umani fondamentali, risultano minacciati nelle situazioni di conflitto, instabilità o tensione e continuano a essere posti in discussione a causa degli sfollamenti forzati;

I.  considerando che la crisi alimentare e nutrizionale in atto nel Sahel provoca l'erosione della resilienza della popolazione, aggravata dalla rapida successione di crisi, dall'assenza di servizi di base e dai conflitti nella regione; che tale situazione determinerà un intensificarsi dei flussi migratori;

J.  considerando che per tutto il loro viaggio i migranti sono esposti a rischi di ogni tipo, sia a livello fisico che psicologico, fra cui la violenza, lo sfruttamento, la tratta e gli abusi sessuali e di genere; che ciò vale in particolare per le persone vulnerabili, come le donne (ad esempio quelle a capo di un nucleo familiare o in gravidanza), i bambini (sia non accompagnati, sia separati dalle loro famiglie o con la famiglia), le persone LGBTI, le persone con disabilità, le persone bisognose di cure mediche urgenti e le persone anziane; che tali gruppi vulnerabili dovrebbero ottenere urgentemente protezione umanitaria e accesso alla protezione e ai meccanismi di riferimento, allo status di soggiornanti, nonché ai servizi di base, compresa l'assistenza sanitaria nel quadro del loro reinsediamento o mentre le loro richieste di asilo vengono esaminate conformemente al diritto applicabile;

K.  considerando che l'aumento della mobilità umana, se gestita in maniera sicura, ordinata, regolare, responsabile e preventiva, può mitigare l'esposizione dei migranti e dei rifugiati ai pericoli, apportare notevoli benefici in egual misura ai paesi d'accoglienza e ai migranti, come riconosciuto dall'Agenda 2030 nonché costituire un importante fattore di crescita per i paesi, compresa l'UE; che siffatti benefici sono spesso ampiamente sottovalutati; che l'UE deve offrire soluzioni praticabili, tra cui il ricorso a lavoratori stranieri, per anticipare il crescente invecchiamento in Europa, al fine di garantire un equilibrio tra lavoratori retribuiti e popolazione non attiva e soddisfare le esigenze specifiche del mercato del lavoro;

L.  considerando che la risposta dell'UE ha mobilitato strumenti interni ed esterni diversi, ma sembra essersi eccessivamente concentrata sul breve termine e sulla riduzione o l'arresto dei movimenti; che tale approccio a breve termine non affronta né le cause dello sfollamento forzato e della migrazione né i bisogni umanitari dei migranti; che sono necessari ulteriori miglioramenti nell'ambito della risposta dell'UE per quanto concerne gli strumenti di gestione delle crisi e di prevenzione dei conflitti, poiché i conflitti violenti costituiscono la principale causa all'origine degli sfollamenti forzati;

M.  considerando che la Corte dei conti europea ha espresso seri dubbi sull'efficacia della spesa esterna dell'UE nel settore della migrazione, anche in merito ai progetti riguardanti i diritti umani dei migranti; che la Corte ha inoltre rilevato che la sicurezza e la protezione delle frontiere sono state l'elemento predominante della spesa europea nel settore della migrazione;

N.  considerando che gli aiuti umanitari erogati in base alle necessità e l'osservanza dei principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, nonché il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo sanciti dalle convenzioni di Ginevra e dai relativi protocolli aggiuntivi devono essere al centro di ogni azione esterna dell'UE; che l'indipendenza degli aiuti, vale a dire la libertà da qualsiasi considerazione politica, economica o di sicurezza e da ogni sorta di discriminazione deve prevalere;

O.  considerando che l'efficace attuazione di una politica in materia di migrazione basata sui diritti umani impone di contrastare la percezione negativa delle migrazioni e promuovere messaggi positivi affinché i movimenti migratori siano accolti come un'opportunità per i paesi d'accoglienza, onde contrastare l'estremismo e il populismo;

P.  considerando che l'UE ha la responsabilità di sostenere i propri partner esecutivi nell'erogazione di aiuti e protezione rapidi, efficaci e di qualità e dovrebbe rendere conto del proprio operato alle popolazioni colpite; che, in tale contesto, i partner dell'Unione richiedono finanziamenti tempestivi e prevedibili e decisioni sull'assegnazione dei fondi destinati a nuove o mutate priorità che concedano loro un congruo lasso di tempo per le misure di pianificazione e di mitigazione;

Q.  considerando che la cooperazione decentrata può aiutare a comprendere meglio i bisogni e le culture di sfollati interni, migranti e rifugiati e a sensibilizzare la popolazione locale sulle problematiche affrontate dai migranti nei loro paesi di origine; che i governi locali e regionali europei possono svolgere un ruolo chiave nel contribuire ad affrontare queste cause profonde attraverso la creazione di capacità;

R.  considerando che l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea dichiara esplicitamente che "l'azione dell'Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale"; che, a norma dell'articolo 208 del trattato di Lisbona, l'aiuto allo sviluppo mira a ridurre e infine a eliminare la povertà nei paesi terzi;

Un'azione globale e basata sui principi dell'UE per affrontare le sfide della mobilità

1.  sottolinea che nel mondo odierno stiamo assistendo a un livello senza precedenti di mobilità umana e che una delle azioni più urgenti che la comunità internazionale deve intraprendere improrogabilmente è il rafforzamento di una risposta comune per affrontare le sfide e le opportunità che questo fenomeno rappresenta; sottolinea che tale risposta deve essere basata sul principio di solidarietà e non dovrebbe concentrarsi esclusivamente su un approccio fondato sulla sicurezza, ma dovrebbe essere orientata alla piena protezione dei diritti e della dignità di chiunque sia costretto da qualsiasi circostanza ad abbandonare la propria casa in cerca di una vita migliore; sottolinea che qualsiasi eventuale risposta dovrebbe prestare particolare attenzione a coloro che sono maggiormente vulnerabili e comprendere la prestazione di assistenza nei paesi di origine; sottolinea che, sebbene il loro trattamento sia disciplinato da quadri giuridici distinti, i rifugiati e i migranti hanno gli stessi diritti umani universali e le stesse libertà fondamentali, che occorre tutelare a prescindere dal loro status giuridico; ricorda che l'Unione europea deve rispettare i propri valori e principi in tutte le politiche comuni, nonché promuoverli nelle proprie relazioni esterne, anche secondo quanto sancito all'articolo 21 del trattato sull'Unione europea; ricorda la necessità che le politiche esterne dell'UE siano coerenti con le altre politiche dotate di una dimensione esterna;

2.  sottolinea che questo elevato livello di mobilità umana scaturisce da molteplici cause complesse che impongono decisioni basate su dati comprovati, onde differenziare le sue componenti ed elaborare risposte politiche mirate; sottolinea la necessità che l'UE e gli Stati membri tengano conto di questa realtà presente ed elaborino un nuovo approccio alla circolazione delle persone che sia fondato su dati reali e sugli interessi dell'UE, favorendo la resilienza delle persone, aumentando il loro accesso ai servizi di base, in particolare l'istruzione, la loro integrazione e il contributo ai contesti locali tramite l'offerta di opportunità di lavoro subordinato e autonomo;

3.  sottolinea che la migrazione internazionale può contribuire allo sviluppo socioeconomico, come è avvenuto storicamente, e che è necessario associarvi argomentazioni positive favorendo una conoscenza effettiva e oggettiva del fenomeno e dei relativi benefici comuni, onde contrastare i discorsi xenofobi, populisti e nazionalistici; accoglie pertanto con favore la campagna "Together" lanciata dalle Nazioni Unite per ridurre la percezione negativa dei rifugiati e dei migranti nonché i comportamenti negativi nei loro confronti, e invita le istituzioni dell'UE a cooperare pienamente con le Nazioni Unite per sostenere tale campagna; sottolinea la necessità di adottare a livello globale, europeo, nazionale e locale politiche incentrate sul medio e lungo termine e non esclusivamente guidate da pressioni politiche immediate o considerazioni elettorali nazionali; sottolinea che tali politiche devono essere coerenti, significative, inclusive e flessibili, atte a disciplinare la migrazione quale ordinario fenomeno umano e affrontare le legittime preoccupazioni per quanto riguarda la gestione delle frontiere, la protezione sociale dei gruppi vulnerabili e l'inclusione sociale dei rifugiati e dei migranti;

4.  evidenzia che il sistema di aiuti umanitari è estremamente sfruttato al limite delle sue possibilità e che le risorse finanziarie non saranno sufficienti per rispondere alle crisi degli sfollamenti forzati, in particolare dato il carattere prolungato della maggior parte di esse; prende atto pertanto del nuovo quadro strategico delineato nella comunicazione della Commissione su "Sfollamenti forzati e sviluppo" dell'aprile 2016 quale passo nella giusta direzione e invita il SEAE e la Commissione ad attuare i suoi contenuti all'interno del nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi; rileva l'importanza di un approccio globale e più sostenibile in materia di migrazione che comprenda la promozione di legami fra l'ambito umanitario e quello dello sviluppo e la necessità di collaborare con vari partner – attori regionali, governi, autorità locali, diaspora, società civile, comprese le organizzazioni di rifugiati e migranti, le organizzazioni religiose locali e le ONG, nonché il settore privato – per sviluppare strategie mirate e basate su dati concreti per affrontare questa sfida, pur riconoscendo che l'aiuto umanitario non è uno strumento di gestione delle crisi, come indicato nel Consenso europeo sull'aiuto umanitario;

5.  sottolinea che la cooperazione allo sviluppo dell'UE dovrebbe continuare ad affrontare le cause profonde degli sfollamenti forzati e della migrazione – vale a dire i conflitti armati, la persecuzione fondata su qualsiasi motivo, la violenza di genere, il malgoverno, la povertà, la mancanza di opportunità economiche e i cambiamenti climatici – affrontando la fragilità degli Stati, promuovendo la pace e la sicurezza, la risoluzione dei conflitti e i processi di riconciliazione successivi a un conflitto, la giustizia, l'uguaglianza, e rafforzando le istituzioni, la capacità amministrativa, la democrazia, la buona governance, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in linea con l'obiettivo di sviluppo sostenibile 16 della nuova Agenda 2030 e i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;

6.  sottolinea la necessità di concentrarsi sugli aspetti socioeconomici del fenomeno migratorio, di svolgere le necessarie analisi per paese in merito alle cause profonde della migrazione e degli sfollamenti forzati, nonché di incoraggiare i paesi d'origine ad adottare e attuare misure e politiche che promuovano la creazione di posti di lavoro dignitosi e opportunità economiche reali, in modo da rendere la migrazione una scelta e non una necessità; invita l'UE a portare avanti politiche volte a ridurre e infine a eliminare la povertà, a combattere le disuguaglianze e l'insicurezza alimentare, a promuovere lo sviluppo economico, a lottare contro la corruzione e a rafforzare i servizi pubblici di base; rileva che una politica vincente dovrebbe riconoscere la necessità di creare resilienza economica sia nei paesi di accoglienza che d'origine; sottolinea la necessità di migliorare la coerenza delle politiche di sviluppo;

7.  sottolinea che i posti di lavoro e le opportunità economiche sono fondamentali per mitigare l'impatto delle vulnerabilità indotte dagli sfollamenti; invita l'UE ad aiutare i migranti e i rifugiati a trasferirsi in luoghi che offrano tali opportunità, a contribuire a creare opportunità nei loro luoghi di esilio (ad esempio, eliminando le barriere e gli ostacoli che impediscono l'accesso al mercato del lavoro) e ad aiutarli a sviluppare nuove competenze più in sintonia con le esigenze del mercato del lavoro locale;

8.  accoglie con favore l'impegno dell'Unione europea nei confronti dell'assistenza umanitaria, in qualità di primo donatore mondiale, per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati; esorta l'UE e gli Stati membri a onorare gli impegni già assunti e ad aumentare i propri impegni finanziari in linea con l'aumento dei bisogni umanitari; rileva che la risposta umanitaria sarà sempre il primo elemento di qualsiasi risposta alle crisi legate agli sfollamenti; sottolinea che il diritto internazionale e i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza devono rimanere il quadro di riferimento della risposta umanitaria dell'UE alle crisi dei rifugiati e degli sfollamenti forzati;

9.  riconosce che i diritti e la dignità di milioni di esseri umani saranno ulteriormente svalutati se essi languiranno nei campi profughi o ai margini delle città, senza accesso ai servizi di prima necessità, ai mezzi di sussistenza e alle opportunità di reddito;

10.  sottolinea l'importanza di riconoscere la dimensione di genere delle migrazioni, che riguarda non soltanto la vulnerabilità delle donne a ogni forma di abuso, ma anche i loro molteplici motivi per migrare, il loro ruolo nel rispondere alle emergenze, i loro contributi sul piano socioeconomico e la loro partecipazione attiva alla risoluzione e alla prevenzione dei conflitti, anche nell'ambito dei processi postbellici e della ricostruzione di una società democratica; rileva che puntare sull'emancipazione delle donne e attribuire loro un ruolo di maggior rilievo quali decisori è fondamentale per affrontare le cause profonde degli sfollamenti forzati e garantire il rispetto dei loro diritti e la loro autonomia in ogni fase del processo migratorio; ribadisce che è necessario applicare una prospettiva di genere e una prospettiva connessa all'età all'interno delle politiche dell'UE sui movimenti di migranti e rifugiati;

11.  chiede di intensificare la cooperazione con l'ONU e gli altri attori, ivi compreso un aumento dei contributi finanziari per l'UNHCR e l'UNRWA; sottolinea, in tale contesto, la necessità di migliorare le condizioni di vita nei campi profughi, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e l'istruzione, e porre gradualmente fine alla dipendenza dagli aiuti umanitari nelle attuali crisi prolungate, favorendo la resilienza e consentendo agli sfollati di vivere dignitosamente come contribuenti nei confronti dei loro paesi di accoglienza, fino alla possibilità di un ritorno volontario o un reinsediamento;

12.  pone l'accento sulle importanti iniziative intraprese dall'UE per affrontare la dimensione esterna della crisi migratoria, con particolare riferimento alla lotta contro la criminalità organizzata, responsabile del traffico di migranti e della tratta di esseri umani, e alla cooperazione rafforzata con i paesi di origine e di transito;

13.  sottolinea la necessità di contribuire a porre in essere nei paesi di origine un quadro e strutture intesi a proteggere e ad accogliere con dignità i migranti respinti, vulnerabili ed emarginati, fornendo loro i mezzi per un'efficace integrazione socioculturale;

14.  ricorda che i gruppi vulnerabili, tra cui donne, minori (sia accompagnati dalle loro famiglie che non accompagnati), persone con disabilità, anziani e persone LGBTI, sono particolarmente esposti agli abusi in tutte le fasi del processo di migrazione; ricorda che le donne e le bambine sono esposte altresì a un elevato rischio di violenza sessuale e basata sul genere e di discriminazioni, persino dopo che hanno raggiunto un luogo ritenuto sicuro; chiede che sia fornita a questi gruppi un'assistenza speciale e una maggiore protezione umanitaria come parte del loro processo di integrazione e reinsediamento e che sia loro attribuita priorità nell'ambito di procedure di accoglienza sensibili alle specificità di genere e caratterizzate da una maggiore osservanza degli standard minimi e da disposizioni più efficaci in materia di ricongiungimento familiare; chiede che le persone vulnerabili ottengano garanzie particolari contro la violenza e le discriminazioni durante il processo di asilo nonché lo status di soggiornanti e l'accesso ai servizi di base, comprese l'assistenza sanitaria e l'istruzione, conformemente al diritto applicabile; chiede all'Unione europea, nel quadro della sua cooperazione con i paesi terzi, di elaborare programmi di formazione per le particolari esigenze dei rifugiati e dei migranti vulnerabili;

15.  sottolinea che i minori rappresentano una parte significativa dei migranti e dei rifugiati e che occorre predisporre e attuare procedure specifiche per garantire la loro protezione, in linea con la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo; invita i paesi di accoglienza ad assicurare che i minori rifugiati abbiano pieno accesso all'istruzione e a promuoverne per quanto possibile l'integrazione e l'inclusione nei sistemi d'insegnamento nazionali; invita altresì le entità umanitarie e di sviluppo a rivolgere maggiore attenzione alla preparazione e alla formazione degli insegnanti sia presso le comunità sfollate che quelle d'accoglienza; chiede ai donatori internazionali di conferire priorità all'istruzione quando rispondono a situazioni di crisi riguardanti i rifugiati, attraverso programmi volti a coinvolgere e a sostenere sul piano psicologico i minori migranti e promuovendo l'apprendimento della lingua del paese d'accoglienza, per assicurare un livello più elevato e adeguato di integrazione dei minori rifugiati; si compiace del sostegno finanziario volto ad offrire più istruzione e formazione ai minori siriani e del recente aumento della spesa destinata all'istruzione a titolo del bilancio dell'UE per gli aiuti umanitari, passata dal 4 % al 6 %, fattori che conferiscono all'UE un ruolo di guida nel sostegno dei progetti di istruzione nelle situazioni di emergenza in tutto il mondo; chiede una maggiore efficacia nell'esecuzione di tali nuovi finanziamenti;

16.  riconosce l'apolidia come una sfida importante per i diritti umani; invita la Commissione e il SEAE a combattere l'apolidia in tutte le azioni esterne dell'UE, in particolare affrontando nelle leggi in materia di cittadinanza la discriminazione fondata sul genere, la religione o lo status di minoranza, promuovendo il diritto dei minori a una cittadinanza e sostenendo la campagna dell'UNHCR volta a porre fine all'apolidia entro il 2024; denuncia i casi di limitazione e divieto di uscita dal territorio o di ritorno in determinati Stati e le conseguenze dell'apolidia in materia di accesso ai diritti; invita governi e parlamenti nazionali ad abolire i quadri giuridici punitivi che considerano la migrazione alla stregua di un reato;

17.  sottolinea che, in linea con i principi dell'Unione, un obiettivo generale delle politiche esterne dell'UE in materia di migrazione deve essere l'istituzione di un regime di governance multilaterale per la migrazione internazionale, per il quale la recente riunione ad alto livello delle Nazioni Unite rappresenta un primo passo;

Gestire meglio la migrazione internazionale: una responsabilità globale

18.  esprime forte preoccupazione per la recente decisione con cui l'amministrazione degli Stati Uniti vieta temporaneamente ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana di entrare negli Stati Uniti e sospende temporaneamente il sistema di asilo negli Stati Uniti; ritiene che questo tipo di decisioni discriminatorie alimenti le argomentazioni xenofobe e anti-immigrazione, possa non essere conforme ai principali strumenti di diritto internazionale, ad esempio la Convenzione di Ginevra, e possa compromettere seriamente gli attuali sforzi globali verso un'equa ripartizione internazionale delle responsabilità per quanto concerne i rifugiati; invita l'UE e gli Stati membri ad assumere una posizione comune forte nel difendere il sistema di protezione internazionale e la sicurezza giuridica di tutte le popolazioni colpite, in particolare i cittadini dell'UE;

19.  accoglie positivamente la riunione ad alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite per affrontare i grandi flussi di rifugiati e migranti, del 19 settembre 2016, e il fatto che il vertice dei leader sia stato ospitato dagli Stati Uniti, dato che i flussi migratori rappresentano una responsabilità globale che richiede una risposta globale efficace e una cooperazione rafforzata tra tutti i soggetti interessati ai fini di una soluzione sostenibile nel pieno rispetto dei diritti umani; si compiace dei risultati di questi vertici considerandoli l'espressione di un reale impegno politico di una fermezza senza precedenti, e auspica che ciò spiani urgentemente la strada a una vera e propria risposta globale e ripartizione internazionale delle responsabilità per i flussi di grandi dimensioni di rifugiati e di migranti a livello mondiale; si rammarica profondamente, tuttavia, dell'assenza di impegni specifici o di obblighi giuridicamente vincolanti in termini di aiuti o di riforme, passi necessari per colmare l'attuale divario tra retorica e realtà; invita tutte le parti interessate a garantire impegno politico e cooperazione in modo continuo, urgente ed efficace, lo scambio di conoscenze ed esperienze con i paesi partner, le organizzazioni della società civile e le autorità locali, nonché finanziamenti e atti concreti di solidarietà a sostegno dei paesi ospitanti; sottolinea la necessità di un maggiore coordinamento tra l'UE e i suoi partner internazionali a livello di Nazioni Unite per rispondere alle sfide della migrazione; invita l'Unione europea e i suoi Stati membri ad assumere un ruolo guida negli sforzi internazionali, in particolare per assicurare che gli accordi – compresi i futuri patti delle Nazioni Unite sui rifugiati e su una migrazione sicura, ordinata e regolare – siano attuati in modo rapido, istituendo se del caso meccanismi di follow-up;

20.  sottolinea che la cooperazione globale in materia di migrazione e mobilità dovrebbe essere fondata su quadri regionali e sub-regionali; invita l'UE a rafforzare i piani di cooperazione con organizzazioni regionali quali l'Unione africana, la Lega degli Stati arabi e il Consiglio di cooperazione del Golfo, anche al fine di promuovere la gestione della mobilità intra-regionale, e sottolinea la necessità di incoraggiare tali organizzazioni regionali a impegnarsi pienamente nella cooperazione; prende atto che l'integrazione economica a livello subregionale, in particolare in Africa, costituisce anche uno strumento utile per una gestione comune e per la promozione delle iniziative Sud-Sud in materia di gestione delle migrazioni e della mobilità; sollecita l'UE affinché chieda che l'Unione africana assuma un ruolo più forte e credibile nella prevenzione delle crisi politiche del continente;

21.  sottolinea che l'UE può trarre beneficio da un rafforzamento della cooperazione e della sinergia con le banche multilaterali di sviluppo e gli organismi specializzati delle Nazioni Unite, in particolare con l'UNHCR e l'OIM, ora collegata all'ONU; prende atto delle idee espresse di recente dalla Banca mondiale sulla situazione delle vittime di sfollamento forzato e accoglie con favore il riconoscimento della necessità di elaborare politiche di mitigazione e di asilo che sostengano l'integrazione di tali sfollati, imponendo al contempo alle comunità di accoglienza di raggiungere i loro obiettivi di sviluppo;

22.  sottolinea che il reinsediamento delle persone che sono state costrette a sfollare è una responsabilità urgente della comunità internazionale e che l'UNHCR svolge un ruolo importante in tale ambito; invita gli Stati membri a onorare pienamente gli impegni assunti; ritiene che sia di fondamentale importanza attuare con urgenza una risposta coordinata e sostenibile che garantisca procedure eque e accessibili alle persone che necessitano di protezione internazionale, affinché sia loro concesso l'asilo nell'Unione europea e negli altri paesi ospitanti, anziché lasciare che la responsabilità primaria gravi sugli Stati in prima linea o sui paesi che confinano con zone di conflitto; sottolinea che il sostegno finanziario è superato dall'entità e dalla portata degli sfollamenti, il che è aggravato dalla mancanza di soluzioni appropriate ed efficaci in grado di affrontare le cause profonde degli sfollamenti forzati;

23.  sottolinea gli obblighi derivanti dal diritto internazionale in materia di rifugiati e invita tutti i paesi che non lo abbiano ancora fatto a ratificare e attuare la Convenzione sui rifugiati e il relativo protocollo; invita tutti i paesi a estendere la protezione agli sfollati interni, come avviene in meccanismi quali la convenzione dell'Unione africana per la protezione e l'assistenza degli sfollati interni in Africa (Convenzione di Kampala);

24.  sottolinea che le definizioni di paesi sicuri e di paesi di origine sicuri non dovrebbero impedire l'esame individuale delle domande di asilo; invita a raccogliere informazioni specializzate, dettagliate e aggiornate regolarmente sui diritti delle persone, in particolare donne, bambini, persone con disabilità e LGBTI, nei paesi di origine dei richiedenti asilo, inclusi i paesi che sono considerati sicuri;

25.  sottolinea che occorre fare quanto possibile per assicurare condizioni di vita dignitose ai rifugiati negli Stati membri e nei campi di rifugiati, in particolare per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, la possibilità di seguire una formazione e l'opportunità di lavorare;

26.  sottolinea la necessità di promuovere le opportunità di istruzione; chiede l'armonizzazione delle politiche di riconoscimento delle qualifiche e la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e la loro copertura di sicurezza sociale, in linea con le principali convenzioni dell'OIL; invita a firmare e ratificare la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie;

27.  ritiene che una protezione temporanea o sussidiaria basata sul presupposto che i rifugiati ritornino nel paese di origine il prima possibile crei un'assenza di prospettive e di opportunità di integrazione; ricorda l'importanza del ruolo positivo che i rifugiati possono svolgere nella ricostruzione delle loro società, al ritorno nel loro paese o dall'estero;

28.  condanna le cifre drammatiche relative ai migranti che perdono la vita nel Mar Mediterraneo ed esprime preoccupazione per le sempre più numerose violazioni dei diritti umani a danno di migranti e richiedenti asilo nel loro viaggio verso l'Europa;

29.  esprime forte preoccupazione per i numerosi casi di sparizioni di migranti minori non accompagnati; sollecita la Commissione e gli Stati membri ad istituire una banca dati dei minori non accompagnati arrivati nei territori degli Stati membri;

30.  sottolinea la necessità di trovare soluzioni diplomatiche e politiche durature ai conflitti violenti e di investire in meccanismi efficaci di allerta precoce e di prevenzione dei conflitti, in vista di una loro riduzione in futuro; invita l'UE ad avviare sforzi diplomatici concertati con i partner internazionali nonché le organizzazioni e i poteri regionali chiave, al fine di assumere un ruolo più incisivo e proattivo nella prevenzione, mediazione e risoluzione dei conflitti, nonché nel processo di riconciliazione, al fine di garantire il diritto delle persone di restare nel proprio paese o nella propria regione di origine; evidenzia che ciò dovrebbe essere al centro delle attività del SEAE, il quale dovrebbe disporre delle risorse e delle facoltà necessarie per conseguire tale obiettivo, anche in termini di dotazione finanziaria e personale; sottolinea che le delegazioni e i rappresentanti speciali dell'UE svolgono un ruolo fondamentale a tale riguardo; sottolinea che la risposta alla migrazione e agli sfollamenti forzati dovrebbe essere basata sulle esigenze e sui diritti e tenere conto delle vulnerabilità della popolazione, e non limitarsi all'assistenza umanitaria, ma coinvolgere anche gli attori dello sviluppo e della società civile;

31.  invita l'UE e gli Stati membri a prendere seriamente le proprie responsabilità concernenti la sfida dei cambiamenti climatici, ad attuare rapidamente l'accordo di Parigi e ad assumere un ruolo guida nel riconoscere l'impatto del cambiamento climatico sugli sfollamenti di massa, poiché la portata e la frequenza degli sfollamenti sono destinate ad aumentare; invita l'UE, in particolare, a offrire risorse adeguate ai paesi che risentono dei cambiamenti climatici, in modo da aiutarli ad adattarsi alle conseguenze di tali cambiamenti nonché a mitigarne gli effetti; insiste affinché ciò non avvenga a scapito della tradizionale cooperazione allo sviluppo intesa a ridurre la povertà; ritiene che alle persone sfollate a causa degli effetti del cambiamento climatico dovrebbe essere conferito uno speciale status di protezione internazionale, che tenga conto della natura specifica della loro situazione;

32.  loda il lavoro, nonostante tutte le difficoltà e i pericoli, delle ONG locali e internazionali e delle organizzazioni della società civile nel fornire assistenza urgente, in molti casi salvando la vita delle persone più vulnerabili nei paesi di origine, transito e destinazione di rifugiati e migranti; osserva che tale lavoro ha, in molti casi, colmato le lacune lasciate dagli Stati e dalla comunità internazionale in senso lato;

33.  ritiene essenziale superare l'attuale immagine dei rifugiati dipinti solo come un peso e sottolinea i contributi positivi che essi possono apportare, se viene data loro la possibilità di farlo, alle comunità ospitanti; raccomanda di coinvolgere i rifugiati nella definizione e progettazione delle risposte politiche che li interessano direttamente, creando o rafforzando i programmi necessari; invita le istituzioni e le agenzie europee a lanciare nell'ambito delle proprie amministrazioni tirocini specialmente destinati a giovani rifugiati laureati, legalmente residenti nell'Unione europea, al fine di dare l'esempio e dimostrare il beneficio di investire nelle giovani generazioni;

L'azione esterna dell'UE e i partenariati con i paesi terzi

34.  sottolinea che l'azione esterna dell'UE dovrebbe essere orientata verso la pace, proattiva e lungimirante, anziché sostanzialmente reattiva e caratterizzata da obiettivi mutevoli in funzione delle nuove crisi; sostiene una maggiore cooperazione nel settore della sicurezza, dell'istruzione e dello scambio di informazioni tra l'UE e i paesi terzi, al fine di migliorare la gestione dei flussi migratori ed evitare nuove crisi; ricorda che il fenomeno migratorio deriva da una serie complessa di cause, quali l'aumento della popolazione, la povertà, la mancanza di opportunità e la creazione insufficiente di posti di lavoro, l'instabilità politica, la violazione dei diritti umani, l'oppressione politica, la persecuzione, i conflitti militari e altre forme di violenza, nonché i cambiamenti climatici; rammenta che, affrontando tali problemi, è possibile ridurre i fattori di spinta alla base degli sfollamenti forzati e della migrazione; sottolinea la necessità fondamentale di rafforzare la coerenza politica a due livelli: tra le politiche interne ed esterne dell'UE e – nell'ambito della stessa azione esterna – tra la politica di allargamento, la politica europea di vicinato e le relazioni bilaterali con i partner strategici dell'UE, nonché le politiche commerciali e di sviluppo; ritiene che la politica commerciale con i paesi in via di sviluppo debba essere reciprocamente vantaggiosa e, nel contempo, tenere adeguatamente conto delle disparità economiche esistenti tra tali paesi e l'UE; evidenzia l'importanza del gruppo di commissari per l'azione esterna per coordinare le azioni dell'UE in materia di migrazione al massimo livello politico e per imprimere slancio a una politica comune ambiziosa dell'UE in materia di migrazione;

35.  sottolinea la necessità di predisporre un approccio globale alle crisi e ai conflitti esterni mediante una mappatura degli effetti diretti e indiretti che gli spostamenti di popolazione determinano nei paesi terzi sul piano economico, ambientale, sociale, politico e del bilancio, in modo da adeguare più efficacemente le politiche di sviluppo alle loro esigenze;

36.  sottolinea che il riesame della politica europea di vicinato (PEV), presentato il 18 novembre 2015, prevede piani per coinvolgere i paesi terzi limitrofi ai paesi partner del vicinato dell'UE nell'ambito di quadri di cooperazione allargati; sollecita, pertanto, la creazione di quadri tematici per proporre una cooperazione tra l'Unione, i paesi partner del vicinato meridionale e i principali attori regionali, soprattutto in Africa, in relazione a questioni regionali come la sicurezza, l'energia e la gestione dei rifugiati e dei flussi migratori;

37.  ribadisce il principio "more for more" (maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno) quale base della politica estera nell'ambito della quale l'UE dovrebbe sviluppare partenariati (finanziari) sempre più saldi con i paesi che progrediscono nel campo delle riforme democratiche; sottolinea che una delle priorità della politica estera dell'UE dovrebbe essere il miglioramento della qualità di vita della popolazione nei paesi terzi;

38.  invita il VP/AR ad adoperarsi, in collaborazione con gli Stati membri, per il consolidamento della resilienza degli Stati, dell'economia e delle società, in particolare all'interno del vicinato dell'UE e nelle regioni circostanti più ampie, anche attraverso la politica europea di vicinato e altri strumenti dell'UE;

39.  condanna la crescente criminalizzazione della migrazione a scapito dei diritti umani delle persone interessate, come pure i maltrattamenti e il trattenimento arbitrario di rifugiati in paesi terzi; invita il VP/AR e il SEAE ad affrontare la questione, anche nel corso dei dialoghi sui diritti umani e in seno alle sottocommissioni per la giustizia, la libertà e la sicurezza, nonché a sviluppare le capacità di protezione dei paesi terzi di transito;

40.  chiede la creazione di una vera e propria politica comune europea in materia di migrazione incentrata sui diritti umani e basata sul principio di solidarietà tra gli Stati membri quale sancito all'articolo 80 TFUE, con la protezione delle frontiere esterne dell'UE e adeguati canali legali per una gestione sicura e ordinata della migrazione, compresa la migrazione circolare, come politica sostenibile a lungo termine volta a promuovere la crescita e la coesione all'interno dell'UE, al fine di fissare un quadro chiaro per le relazioni dell'UE con i paesi terzi; invita la Commissione e il Consiglio a rafforzare il sistema della Carta blu europea per una migliore gestione della migrazione economica; avverte che una politica in contrasto con i valori centrali dell'UE, quali sanciti dall'articolo 8 TUE e dalla Carta dei diritti fondamentali, nuocerebbe alla credibilità dell'UE e alla sua capacità di influire sugli sviluppi a livello internazionale; osserva che, nel quadro delle politiche esterne dell'UE in materia di migrazione, è necessario che gli accordi con i paesi terzi siano guidati da obiettivi a lungo termine allo scopo di istituire partenariati duraturi; rammenta che ogni partenariato di questo tipo dovrebbe basarsi sul dialogo, gli interessi comuni e la titolarità reciproca; saluta con favore il piano d'azione dell'UE contro il traffico di migranti (2015-2020), che prevede una più stretta cooperazione con i paesi terzi, ma sottolinea che l'attuazione di una politica comune dell'UE in materia di migrazione legale svolgerebbe un ruolo chiave per smantellare il modello di "business" dei trafficanti e per contrastare la tratta di esseri umani; invita la Commissione a far sì che l'attuale acquis dell'UE sia pienamente conforme al protocollo delle Nazioni Unite sul traffico di migranti e a garantire una protezione adeguata ai migranti che subiscono violenze o abusi;

41.  chiede che tutti gli accordi conclusi con i paesi terzi garantiscano che i diritti dei migranti, indipendentemente dal loro status, siano conformi al diritto internazionale e incoraggia l'adozione di opportune normative, soprattutto in materia di asilo, ove sia affermato, in particolare, il concetto che l'attraversamento irregolare di un confine non può essere considerato motivo di detenzione;

42.  ricorda l'importanza della cooperazione con i paesi terzi nella lotta contro i trafficanti e la tratta di esseri umani al fine di colpire le reti quanto più vicino alla fonte; sottolinea, a tale proposito, la necessità di intensificare la cooperazione giudiziaria e di polizia con tali paesi allo scopo di individuare e smantellare le reti; ricorda inoltre la necessità di potenziare le capacità di tali paesi, affinché possano perseguire e sanzionare efficacemente i responsabili; chiede pertanto di incoraggiare la collaborazione tra l'Unione europea, gli Stati membri, Europol, Eurojust e i paesi terzi interessati; ribadisce che le misure prese contro la tratta degli esseri umani non dovrebbero pregiudicare i diritti delle vittime della tratta, dei migranti, dei rifugiati e delle persone che necessitano di protezione internazionale; chiede di porre immediatamente fine alla detenzione delle vittime della tratta di esseri umani e dei minori;

43.  ricorda che le reti della tratta e del traffico di esseri umani sfruttano appieno Internet per svolgere le loro attività criminali, ragion per cui è indispensabile che l'Unione europea intensifichi i propri interventi, in particolare in seno a Europol e all'Unità di segnalazione di contenuti su Internet (IRU), nonché la propria cooperazione con i paesi terzi a tal fine;

44.  ricorda che le reti della tratta possono servirsi delle vie legali di migrazione per far entrare le loro vittime sul territorio europeo; ritiene che i criteri che i paesi terzi sono tenuti a rispettare prima di qualsiasi accordo di liberalizzazione dei visti con l'Unione europea dovrebbero includere espressamente la cooperazione di tali paesi terzi in materia di lotta alla tratta di esseri umani; invita la Commissione a prestare una particolare attenzione a questa problematica, come pure a quella della lotta contro i trafficanti, in qualsiasi dialogo condotto nell'ambito della negoziazione di tali accordi;

45.  saluta con favore l'approccio secondo cui l'UE dovrebbe prefiggersi priorità chiare e obiettivi misurabili per qualsiasi politica comune e, in particolare, nelle relazioni con i paesi terzi; sottolinea che il Parlamento dovrebbe partecipare alla definizione di tali obiettivi chiari; ritiene che solo basando l'azione esterna dell'UE su un approccio comune sarà possibile disporre di una politica più forte ed efficace; invita a garantire che l'UE e gli Stati membri agiscano in modo veramente compatto e coordinato, dato che le iniziative unilaterali – tanto nelle questioni interne quanto in quelle esterne – possono compromettere la sostenibilità e la buona riuscita delle nostre politiche comuni e degli interessi condivisi;

46.  invita a migliorare la protezione delle frontiere esterne dell'UE allo scopo di evitare gli ingressi irregolari nell'UE, contrastare il traffico di esseri umani e impedire la perdita di vite umane in mare; si compiace, in tale contesto, della creazione della guardia di frontiera e costiera europea, sulla base di Frontex, che contribuirà a una gestione più efficace della migrazione; sottolinea, tuttavia, la necessità di fornire maggiore assistenza finanziaria e tecnica per la protezione delle frontiere a tutti gli Stati membri sudorientali dell'UE, ai paesi candidati all'UE e agli altri paesi partner nella regione; deplora, in particolare, la mancanza di controllo parlamentare sulle attività esterne dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e chiede, pertanto, che essa riferisca sistematicamente al Parlamento in merito all'attuazione dei suoi accordi di lavoro e alle sue operazioni congiunte con i paesi terzi, in collegamento con la società civile;

47.  sottolinea che l'apertura di canali legali e sicuri per i richiedenti asilo e i potenziali migranti consentirebbe loro di usare le vie ufficiali di entrata e di uscita, bloccando così le attività dei trafficanti di esseri umani e della criminalità organizzata associata; evidenzia che la mancanza di vie di accesso legali per la migrazione spesso conduce all'aumento dei metodi irregolari di mobilità, che a sua volta si traduce in una maggiore vulnerabilità e nel rischio di abusi in tutte le fasi dello spostamento dei migranti e dei rifugiati; chiede, al riguardo, che siano istituiti in modo urgente, preciso e concreto canali di accesso organizzati, sicuri e legali all'UE nel suo insieme, mediante misure quali (fra le altre) modalità di ricongiungimento familiare e programmi di reinsediamento più efficaci; ribadisce altresì l'invito agli Stati membri ad avvalersi di tutte le possibilità esistenti per fornire, in particolare alle persone vulnerabili e soprattutto ai minori non accompagnati, visti umanitari presso le ambasciate e gli uffici consolari dell'Unione nei paesi d'origine o di transito; chiede che il sistema europeo comune di asilo preveda la possibilità che le richieste di asilo possano essere presentate – e il relativo trattamento possa avere luogo – anche al di fuori dell'UE o alle sue frontiere esterne; chiede il sostegno dell'UE nell'istituzione di corridoi umanitari nel far fronte a gravi crisi di rifugiati e sfollati, al fine di fornire aiuti umanitari e garantire il soddisfacimento delle esigenze fondamentali dei rifugiati nonché il rispetto dei loro diritti umani; prende atto della proposta della Commissione relativa alla creazione di un quadro dell'Unione in materia di reinsediamento, ma invita a proseguire i lavori a livello di UE per la creazione e il potenziamento di vie legali che sarebbero complementari al reinsediamento;

48.  prende atto del nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi, vedendolo come un segnale di una vera azione politica, soprattutto in quanto mira a perseguire, con il suo duplice approccio, tanto obiettivi a breve termine, come il salvataggio di vite nel Mediterraneo e l'aumento del tasso di rimpatri nei paesi di origine e transito, quanto obiettivi a lungo termine, come affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, grazie al rafforzamento del sostegno dell'UE ai paesi terzi per lo sviluppo di capacità e l'avanzamento della loro situazione politica, sociale ed economica; sottolinea che il successo dell'approccio definito nella comunicazione del giugno 2016 dipende dalla capacità dell'UE di offrire incentivi reali, concordati congiuntamente con i paesi terzi di transito e di origine, ed è preoccupato per l'offerta limitata e concentrata prevalentemente sulla gestione delle frontiere o sui programmi di rimpatrio volontario assistito, misure che – pur essendo essenziali e necessarie – costituiscono soltanto una risposta parziale a breve termine a una situazione estremamente complessa; evidenzia che i nuovi quadri di partenariato non devono diventare l'unico pilastro dell'azione dell'UE in materia di migrazione e segnala la necessità di equilibrare e integrare tale risposta, concentrandosi sullo sviluppo delle economie locali, della qualifica e della mobilità regionale, nonché su migliori livelli di protezione nei paesi di transito e di origine;

49.  ribadisce l'importanza di un approccio equilibrato nel nuovo quadro di partenariato; mette in guardia dall'adottare, nel nuovo quadro di partenariato e nei relativi "patti" in materia di migrazione (migration compacts), un approccio quantitativo secondo il quale gli "aumenti misurabili del numero e del tasso dei rimpatri" costituirebbero l'obiettivo principale dell'UE; segnala che il numero dei rimpatri dipende chiaramente dalla natura dei flussi migratori e dalla situazione nei paesi di origine; sottolinea che gli obiettivi a breve termine dei patti dovrebbero concentrarsi sul modo migliore per affrontare le sfide cui sono confrontati i paesi terzi, anche attraverso lo sviluppo di canali legali per la migrazione, il cui risultato sarà la diminuzione dei livelli di migrazione irregolare e di perdite di vite umane nel Mediterraneo; chiede l'aumento delle borse di studio disponibili per i giovani provenienti da paesi terzi; si compiace del fatto che i programmi dell'UE di rimpatrio e reinserimento sostengano lo sviluppo di capacità e il miglioramento della gestione della migrazione nei paesi di transito e di origine; chiede una valutazione dell'attuazione della politica dell'UE in materia di rimpatri; sottolinea che è necessario che i paesi terzi rispettino gli obblighi derivanti dagli accordi di riammissione;

50.  pone in rilievo la necessità di sviluppare stretti partenariati con i paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE della regione dei Balcani occidentali sulle questioni relative alla migrazione, come pure di fornire il sostegno e la cooperazione necessari alla gestione dei flussi migratori nella regione;

51.  chiede partenariati per la mobilità e accordi di migrazione circolare per agevolare gli spostamenti dei cittadini dei paesi terzi tra i loro paesi e l'Unione europea e per sostenere lo sviluppo socioeconomico di entrambe le parti;

52.  sottolinea che, nel quadro delle sue attività di formazione e di scambio di migliori pratiche con i paesi terzi, l'UE dovrebbe focalizzarsi sul pertinente diritto unionale e internazionale nonché sulle pratiche attinenti, segnatamente per quanto riguarda i diritti fondamentali, l'accesso alla protezione internazionale, le operazioni di ricerca e salvataggio, nonché una migliore identificazione dei soggetti vulnerabili e una migliore assistenza nei loro confronti; è del parere che ciò valga in particolare per la formazione in materia di gestione delle frontiere, che, a norma del diritto internazionale, non dovrebbe assolutamente essere utilizzata come strumento per impedire alle persone di lasciare il proprio paese;

53.  sollecita la massima vigilanza per quanto riguarda il trattamento dei migranti rinviati nel loro paese di origine o in un paese terzo; ritiene che qualsiasi dialogo in materia di rimpatrio e di riammissione – in particolare nel quadro degli accordi di riammissione – dovrebbe includere sistematicamente la questione del rientro in sicurezza e del reinserimento dei migranti; sottolinea che i migranti dovrebbero beneficiare di condizioni di totale sicurezza e protezione contro trattamenti disumani e degradanti, anche nei centri di permanenza, e che l'UE deve sostenere programmi di reinserimento; ricorda che nessuno dovrebbe essere rinviato o rimpatriato forzatamente in paesi in cui la propria vita o libertà possa essere minacciata a causa della propria origine, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o delle proprie opinioni politiche, o in cui sia esposto al rischio di tortura, trattamenti degradanti e, più in generale, violazioni dei diritti umani; ricorda che il diritto internazionale vieta le espulsioni di massa e i respingimenti;

54.  incoraggia i responsabili in materia di politica estera e sviluppo a garantire l'incolumità e un trattamento adeguato delle persone che vengono rimpatriate; chiede alla Commissione e agli Stati membri di elaborare programmi di accompagnamento intesi ad assicurare la realizzazione di programmi concreti di assistenza nei paesi di origine, che includano sia azioni di formazione professionale, sia programmi per la creazione di strutture economiche, tra cui startup e piccole imprese, nonché programmi di scambio professionale e universitario con gli Stati membri dell'UE;

55.  sottolinea che gli accordi di partenariato, quali ad esempio i partenariati per la mobilità, dovrebbero garantire che i migranti possano essere accolti in modo sicuro nei paesi di transito e di origine, in condizioni che siano pienamente rispettose dei loro diritti fondamentali; sottolinea che il Parlamento ha chiaramente voce in capitolo per quanto riguarda gli accordi di riammissione e di mobilità dell'UE, come stabilito nel trattato di Lisbona (articolo 79, paragrafo 3, TFUE), e pone in evidenza che, nello specifico, il Parlamento deve dare la sua previa approvazione alla conclusione degli accordi di associazione e di accordi analoghi (articolo 218, paragrafo 6, lettera v), TFUE) e deve essere immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura (articolo 218, paragrafo 10, TFUE);

56.  ricorda la propria posizione, espressa nella risoluzione del 12 aprile 2016, secondo cui vanno privilegiati gli accordi di riammissione dell'Unione rispetto agli accordi bilaterali conclusi dagli Stati membri con paesi terzi; ricorda che è stato istituito un nuovo documento europeo per il rimpatrio e sottolinea la necessità di incoraggiarne sistematicamente il riconoscimento in tutti i nuovi accordi di riammissione;

57.  si compiace dei dialoghi ad alto livello condotti dal VP/AR e dalla Commissione nonché, in alcuni casi, dagli Stati membri a nome dell'UE nel suo complesso, come esempi di buone pratiche efficaci che favoriscono il coordinamento; sottolinea che il coordinamento dovrebbe essere compito della Commissione e del SEAE; invita la Commissione e il SEAE a tenere il Parlamento regolarmente informato circa tali dialoghi e a riferire in merito all'esatta attuazione, sul piano operativo, dei processi di Rabat e Khartoum, nonché delle iniziative prioritarie concordate al vertice di La Valletta; sottolinea nuovamente che la titolarità condivisa dei partenariati conclusi tra l'UE e i paesi terzi costituisce una condizione essenziale per il successo della politica dell'UE in materia di migrazione; si rammarica del fatto che i pacchetti concepiti dalla Commissione, dal SEAE e dagli Stati membri per i paesi prioritari come parte del nuovo quadro di partenariato non siano stati presentati o discussi, né ratificati, dai rappresentanti eletti dei cittadini europei; condanna questa mancanza di trasparenza e chiede che il Parlamento sia coinvolto nell'elaborazione dei patti in materia di migrazione e nel controllo della loro attuazione, in cui devono essere garantiti il piano rispetto dei diritti umani, il diritto internazionale umanitario e gli impegni in materia di sviluppo figuranti nei trattati dell'UE;

58.  rileva che la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiede che l'UE e i paesi partner integrino una buona gestione delle dinamiche migratorie nelle rispettive strategie di sviluppo sostenibile; invita, a tale riguardo, la Commissione e il SEAE ad assistere i paesi di transito nell'elaborazione di strategie di integrazione dei migranti e nella creazione di sistemi di asilo con elevati standard di protezione;

59.  sottolinea che l'assistenza e la cooperazione dell'UE devono essere mirate allo scopo di conseguire lo sviluppo e la crescita nei paesi terzi – favorendo in tal modo anche la crescita all'interno dell'UE – nonché ridurre e, infine, eliminare la povertà, in linea con l'articolo 208 TFUE, e non incentivare i paesi terzi a cooperare alla riammissione dei migranti irregolari o dissuadere con la coercizione le persone dal mettersi in viaggio, oppure fermare i flussi diretti in Europa; rammenta che i donatori e i governi dei paesi beneficiari degli aiuti devono operare per migliorare l'efficacia degli aiuti; constata che i flussi migratori sono una realtà internazionale e non dovrebbero diventare un parametro dei risultati delle politiche esterne dell'UE in materia di migrazione e che è necessario che gli accordi con i paesi terzi siano guidati da obiettivi di lungo termine, dall'istituzione di partenariati duraturi e dal rispetto dei diritti umani;

60.  sottolinea l'importanza di consultare la società civile riguardo a tutte le politiche esterne dell'Unione, prestando particolare attenzione alla piena partecipazione, alla trasparenza e alla diffusione adeguata delle informazioni su tutte le politiche e tutti i processi correlati alla migrazione;

61.  invita la Commissione a collaborare strettamente con ONG e con esperti operanti nei paesi di origine dei richiedenti asilo al fine di stabilire le migliori modalità possibili per aiutare gli individui e i gruppi sociali in situazione di massima vulnerabilità; invita la Commissione a coinvolgere le ONG e gli esperti nei paesi di origine dei richiedenti asilo per individuare gli strumenti e i meccanismi più efficaci per la prevenzione dei conflitti;

62.  sottolinea che, onde evitare la duplicazione degli sforzi, ottimizzare l'impatto e l'efficacia dell'aiuto globale e garantire che la priorità sia attribuita allo sviluppo, la Commissione dovrebbe intrattenere un intenso dialogo con le ONG internazionali e locali, la società civile e le amministrazioni locali nei paesi partner nonché con le Nazioni Unite per la definizione, l'attuazione e la valutazione delle politiche in materia di migrazione, spostamenti di popolazioni e rifugiati;

63.  richiama l'attenzione sull'intenzione di riesaminare i documenti di programmazione della cooperazione allo sviluppo al fine di rispettare i nuovi patti sulla migrazione; sottolinea che tale riesame deve essere effettuato secondo i principi di efficacia dello sviluppo e in un contesto di dialogo con i paesi partner, le organizzazioni della società civile a livello europeo e locale e il settore privato; chiede che il Parlamento europeo sia pienamente coinvolto in tutte le fasi del riesame, anche per quanto i documenti di programmazione nel quadro del Fondo europeo di sviluppo (FES); invita gli Stati membri a riorganizzare la loro assistenza allo sviluppo, in linea con l'impegno a stanziare lo 0,7% dell'RNL, al fine di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

64.  chiede una discussione equilibrata fra l'UE e i suoi partner esterni; raccomanda che l'UE e i suoi Stati membri si impegnino a predisporre maggiori opportunità di migrazione legale verso l'UE, sia essa motivata dalla richiesta di protezione, da motivi di lavoro e studio o dal ricongiungimento familiare;

65.  invita gli Stati membri e la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie al fine di promuovere trasferimenti più rapidi, meno costosi e più sicuri delle rimesse dei migranti nei paesi di invio e in quelli destinatari, anche attraverso una riduzione dei costi dell'operazione, come stabilito nella dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti del 19 settembre 2016;

66.  è estremamente preoccupato per il perdurare del conflitto in Siria, nel quale la violenza contro i civili, gli attacchi contro infrastrutture e ospedali civili e le violazioni del diritto internazionale umanitario negli ultimi cinque anni hanno portato allo sfollamento forzato di metà della popolazione; invita l'UE e gli Stati membri a migliorare gli strumenti preposti alla prevenzione dei conflitti e alla gestione delle crisi, come pure a svolgere un ruolo maggiore nella risoluzione dei conflitti nei paesi vicini e, in particolare, del conflitto siriano; esprime il suo pieno sostegno ai paesi confinanti con la Siria, che continuano a dar prova di straordinaria solidarietà nell'accogliere milioni di rifugiati malgrado le risorse limitate; ricorda che un gran numero di rifugiati continua a vivere in condizioni di deprivazione, con accesso limitato o nullo al riconoscimento giuridico, ai sistemi di assistenza sanitaria e di istruzione o al mercato del lavoro; esprime profonda preoccupazione per il destino e la situazione umanitaria delle 75 000 persone intrappolate alla frontiera giordana nel campo informale di Rukban; invita l'UE e gli Stati membri a proseguire e intensificare la cooperazione e il dialogo con il Libano e la Giordania e ad aumentare il sostegno finanziario sia tramite le organizzazioni internazionali che attraverso canali europei, come pure con altri paesi terzi ospitanti, al fine di garantire, in primo luogo, che le popolazioni di rifugiati possano beneficiare di condizioni di vita dignitose e dell'accesso ai servizi di base e siano loro assicurati diritti di libera circolazione e opportunità di lavoro e, in secondo luogo, che i fondi raggiungano le loro destinazioni finali; sottolinea che tale intervento dovrebbe essere accompagnato dall'assistenza alle comunità di accoglienza in modo da rafforzarne la resilienza economica;

67.  osserva che, dopo l'attuazione dell'accordo politico raggiunto tra gli Stati membri e la Turchia il 18 marzo 2016, è diminuito il numero di persone che raggiungono gli Stati membri in prima linea; sottolinea le preoccupazioni legate a questo accordo politico, come espresso pubblicamente da organizzazioni umanitarie internazionali, in particolare per quanto riguarda il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani; è preoccupato per la situazione in Turchia e per l'impatto che ciò potrebbe avere sul fatto che è considerato un paese sicuro; sottolinea che la liberalizzazione dei visti con la Turchia non deve essere percepita come una ricompensa per la cooperazione con l'UE nel settore della migrazione, ma come risultato di una rigorosa osservanza di tutti i parametri di riferimento istituiti dall'UE; mette in guardia dalla ripetizione di questo modello in altri paesi, dato che occorre tenere in conto le specificità dei singoli paesi e delle singole regioni;

68.  esprime profonda preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Turchia, paese in cui le violazioni di diritti fondamentali quali la libertà di espressione e di riunione sono costanti, la popolazione del sud-est del paese è sotto attacco da parte del proprio governo, oltre 30 000 impiegati pubblici sono stati licenziati per motivi politici e più di 130 mezzi di comunicazione sono stati chiusi dalle autorità;

69.  deplora l'assenza di consultazione e trasparenza nella formulazione dell'Azione congiunta UE-Afghanistan per il futuro in materia di questioni migratorie, firmata di recente, che è concentrata principalmente sulle riammissioni e prevede rimpatri illimitati di cittadini afghani, su basi volontarie o meno; è preoccupato per le possibili conseguenze per i richiedenti asilo afgani, che nel 2016 costituivano il secondo gruppo nazionale di richiedenti asilo nell'UE; ricorda che i rimpatri possono avvenire soltanto dopo che ogni singolo caso sia stato oggetto di debita considerazione nel pieno rispetto dei diritti, e invita l'UE e gli Stati membri a stanziare le risorse necessarie per accelerare le procedure amministrative e giudiziarie in corso;

70.  deplora profondamente il fatto che, nella politica dell'UE in materia di migrazione e nella reazione ai flussi di rifugiati, l'UE e i suoi Stati membri abbiano optato per la conclusione di accordi con paesi terzi, il che comporta l'elusione del controllo parlamentare connesso al metodo comunitario; invita la Commissione a prevedere un meccanismo di valutazione almeno semestrale di ogni dichiarazione politica firmata con i paesi terzi al fine di analizzare il proseguimento o la conclusione di siffatti accordi; sottolinea la necessità di inserire salvaguardie in materia di diritti umani in tutti gli accordi conclusi nel quadro delle politiche in materia di migrazione e rifugiati;

71.  sottolinea che la politica dell'UE nei confronti dell'Africa è uno degli elementi chiave per la stabilità e lo sviluppo nei prossimi anni e decenni; ritiene che dovrebbero restare al centro dell'attenzione dell'UE la cintura di paesi nella regione del Sahel e del Corno d'Africa, nonché le zone di instabilità a nord e a sud; sottolinea il legame esistente tra le politiche in materia di sviluppo, sicurezza e migrazione e invita a una maggiore cooperazione nella prevenzione e nella gestione dei conflitti, nonché nell'affrontare le cause profonde della destabilizzazione, degli sfollamenti forzati e della migrazione irregolare, promuovendo la resilienza, le prospettive economiche e le pari opportunità e prevenendo gli abusi dei diritti umani; ritiene che l'UE debba svolgere un ruolo centrale nella stabilizzazione della Libia, anche come mezzo per porre fine alle persistenti violazioni dei diritti umani dirette contro i cittadini libici, i rifugiati e i migranti;

Strumenti di intervento adeguati

72.  prende atto della proposta della Commissione relativa a un nuovo e ambizioso piano di investimenti esterni per mobilitare investimenti nei paesi del vicinato dell'UE e nei paesi terzi in via di sviluppo, purché tale piano sia attuato in modo pienamente trasparente e gli investimenti contribuiscano a migliorare le condizioni dei paesi beneficiari, combattendo la corruzione e il malgoverno; rileva che il proposto Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile sarà in parte finanziato attraverso stanziamenti del Fondo europeo di sviluppo (FES), dello strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e dello strumento europeo di vicinato (ENI), il che costituisce un utilizzo di fondi destinati allo sviluppo per sostenere il settore privato; ritiene che il sostegno al settore privato nei paesi terzi, sebbene promuova un ambiente di buona governance e di pratiche imprenditoriali, non dovrebbe essere presentato come una nuova misura e dovrebbe essere ulteriormente potenziato; invita la Commissione a garantire la coerenza tra gli strumenti di finanziamento esterno (ad esempio il DCI e il FES) e i progetti, al fine di concentrare l'assistenza dell'UE sulle priorità ed evitare la dispersione dei fondi e degli sforzi; sottolinea la necessità di ricorrere a un'addizionalità sistematica, sia nella scelta delle politiche sostenute che nella loro esecuzione finanziaria;

73.  sottolinea che i 3,35 miliardi di EUR stanziati per il nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD) nell'ambito del piano di investimenti esterni corrispondono a oltre il 5 % dei fondi totali disponibili a titolo del FES, del DCI e dello strumento europeo di vicinato (ENI) nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP); invita la Commissione a fornire maggiori dettagli concernenti tale valutazione e l'impatto previsto e a indicare su quali basi prevede che gli Stati membri, gli altri donatori e i soggetti privati verseranno contributi fino a 44 miliardi di EUR, mentre alcuni Stati membri devono ancora contribuire agli attuali fondi fiduciari;

74.  raccomanda di dedicare risorse adeguate ad azioni mirate in modo specifico al periodo che i rifugiati o gli sfollati interni trascorrono in un regime di protezione temporanea, che deve costituire un periodo ricco di opportunità di crescita e di formazione per tutte le generazioni, segnatamente di istruzione per i più piccoli, di formazione professionale per i giovani adulti e di lavoro per gli adulti; ritiene che, in tal modo, quando queste persone potranno tornare in patria, saranno "rigenerate" e in grado di imprimere nuovi impulsi nel proprio paese, invece di essere fiaccate da anni di attesa senza reali prospettive;

75.  accoglie con favore la proposta della Commissione sulla revisione del QFP, in particolare per quanto riguarda la dotazione del bilancio dell'UE di più ampi strumenti di crisi; si attende che la proposta di revisione delle regole finanziarie aumenti la responsabilità e la sana gestione finanziaria; sottolinea che affrontare le cause profonde dei flussi migratori comporta anche sostenere i paesi terzi nello sviluppo di capacità;

76.  sottolinea che l'Unione deve dotarsi dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche (articolo 311 TFUE), poiché, senza finanziamenti adeguati, l'UE non può svolgere le funzioni che le spettano o essere all'altezza delle aspettative dei cittadini europei; sottolinea i costi umani, politici ed economici dell'inazione; rileva che la revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale (QFP) – o, al più tardi, la negoziazione del prossimo QFP – fornirà la necessaria opportunità per rivedere gli strumenti esterni connessi alla migrazione, nonché per aumentare il bilancio dell'Unione europea in modo tale da consentire di porre fine agli strumenti ad hoc e ripristinare l'unità del bilancio; sottolinea con forza l'importante ruolo di controllo che dovrebbe essere riservato al Parlamento europeo anche in tale settore; deplora profondamente che la Commissione non abbia proposto di incrementare le risorse di bilancio per l'azione esterna – una linea di bilancio già relativamente limitata – ma stia invece riorientando gli strumenti per lo sviluppo verso la migrazione, dirottando in tal modo risorse da altri settori prioritari;

77.  osserva che un riorientamento degli strumenti di finanziamento esterno dell'UE in materia di sicurezza, costruzione della pace e risoluzione dei conflitti, migrazione e gestione delle frontiere pone nuove sfide in relazione agli obiettivi e ai principi originari di tali strumenti;

78.  sottolinea che, per affrontare catastrofi e vulnerabilità sia nuove che croniche, è necessario effettuare investimenti prevedibili a lungo termine e rispettare la nuova agenda di sviluppo sostenibile, principalmente attraverso la promozione di una valutazione del rischio, una pianificazione e un finanziamento congiunti tra gli attori impegnati a livello umanitario, di sviluppo, di costruzione della pace e di cambiamento climatico;

79.  ritiene che la difesa dello Stato di diritto e la lotta alla corruzione debbano essere elementi centrali dell'azione dell'UE nei paesi di origine; sottolinea l'importanza di svolgere controlli adeguati sull'utilizzo dei fondi destinati ai paesi terzi, per accertarsi che siano realmente usati per gli scopi previsti;

80.  rileva che la creazione di fondi fiduciari e di strumenti finanziari ad hoc, se da un lato contribuisce a mettere in comune le risorse necessarie e conferisce rapidità e flessibilità all'azione dell'UE, dall'altro può anche mettere a repentaglio i principi di efficacia dello sviluppo e pregiudica l'unità del bilancio e l'autorità di bilancio del Parlamento; chiede pertanto che sia conferita al Parlamento una maggiore funzione di vigilanza nell'uso di questi strumenti, anche, ma non solo, tramite la partecipazione ai comitati direttivi; ricorda che l'efficacia dei fondi fiduciari dipende in larga misura dalla disponibilità degli Stati membri a contribuire e dalla loro piena partecipazione; chiede che tali strumenti siano posti sotto il controllo del Parlamento e chiede orientamenti per la loro integrazione nel bilancio e nelle competenze dell'UE;

81.  osserva che 3,6 miliardi di EUR avrebbero dovuto essere destinati al fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa, lanciato al vertice della Valletta; invita gli Stati membri a dimostrarsi all'altezza del contributo di 1,8 miliardi di EUR messo a disposizione dalla Commissione;

82.  chiede che i fondi fiduciari seguano le stesse norme e disposizioni che disciplinano gli strumenti di finanziamento tradizionali dell'UE in materia di trasparenza, parità di trattamento dei partner e capacità di fornire a questi ultimi finanziamenti prevedibili e puntuali;

83.  esprime preoccupazione per il fatto che il progetto di bilancio dell'UE per il 2017 prevede un aumento nella gestione dei flussi migratori o nelle iniziative adottate in materia di sicurezza interna, a scapito dei fondi di coesione dell'UE e dell'azione a livello mondiale;

84.  invita l'UE a valutare attentamente e sistematicamente l'impatto delle azioni finanziate in materia di migrazione, sfollamento e rifugiati basandosi sulla qualità di erogazione degli aiuti umanitari e degli aiuti allo sviluppo;

85.  sottolinea che un sostegno mirato, basato sulla situazione locale, rappresenta un elemento chiave per una politica efficace e orientata ai risultati, e che tale sostegno dovrebbe essere negoziato con i paesi terzi; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare obiettivi chiari e misurabili, da attuare mediante gli strumenti finanziari, ivi compresi i fondi fiduciari, in modo coerente e coordinato;

86.  si compiace del ricorso alle missioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), quali EUCAP Sahel Niger ed EUNAVFOR MED – Operazione Sophia, che dovrebbero essere ulteriormente rafforzate come strumenti per proteggere le frontiere esterne dell'UE e prevenire la tratta di esseri umani e il traffico di migranti; è favorevole alla cooperazione con la NATO e alle iniziative dell'UE, quale ad esempio la squadra operativa congiunta (JOT) Mare di Europol, per la raccolta e la condivisione di informazioni e la lotta contro i trafficanti, pur sottolineando che la mobilità globale non dovrebbe essere considerata una minaccia, bensì un'opportunità; sottolinea, in tale contesto, che il salvataggio di vite umane in mare e la tutela dei diritti dei migranti devono rivestire un'importanza fondamentale in tutte queste operazioni; raccomanda l'impiego degli strumenti offerti dalla PSDC in materia di allerta precoce (previsione), mediazione e risoluzione dei conflitti, sottolineando nel contempo l'importanza di iniziare a progettare soluzioni durature in una fase quanto più precoce possibile in situazioni di conflitto;

87.  ricorda il partenariato strategico UE-ONU sul mantenimento della pace e la gestione delle crisi, approvato nel marzo 2015, e le relative priorità per il periodo 2015-2018; incoraggia l'Unione europea a impegnarsi ulteriormente per tenere conto del ruolo centrale di altre organizzazioni e altri paesi e favorire i contributi degli Stati membri; deplora il fatto che solo 11 dei 28 Stati membri dell'UE abbiano assunto impegni al vertice dei leader sul mantenimento della pace svoltosi il 28 settembre 2015; invita gli Stati membri dell'Unione ad accrescere in misura significativa il loro contributo militare e di polizia alle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite;

88.  accoglie con favore e sostiene le iniziative della Banca europea per gli investimenti per sostenere la resilienza economica nel vicinato meridionale dell'UE e nei Balcani occidentali attraverso progetti che portino alla creazione di posti di lavoro, alla resilienza economica e alla riduzione della povertà, in linea con le politiche esterne dell'Unione europea;

89.  chiede alla Commissione e al SEAE di fornire quanto prima al Parlamento e ai cittadini informazioni dettagliate sui diversi strumenti e programmi di finanziamento – nonché sulle relative modalità di integrazione nei programmi degli Stati membri – nei 16 paesi prioritari(6) con i quali l'UE svolge dialoghi ad alto livello sulla migrazione, e nel quadro dell'approccio globale in materia di migrazione e mobilità (GAMM); è profondamente preoccupato per il fatto che fra i paesi prioritari figurino regimi repressivi che incarnano, essi stessi, la causa principale della fuga dei rifugiati dai loro paesi; ricorda che il GAMM continua a costituire il quadro generale per la politica esterna dell'Unione in materia di migrazione e asilo, ma osserva che le recenti iniziative politiche vi hanno fatto riferimento solo in misura limitata e chiede un chiarimento circa la pertinenza del GAMM nel contesto attuale, nonché un riesame del GAMM in linea con le raccomandazioni dell'OIM;

90.  accoglie con favore l'invio di funzionari di collegamento europei per la migrazione nei paesi prioritari come primo passo per rafforzare la cooperazione dell'UE con i paesi terzi nel campo della migrazione; raccomanda il rafforzamento del personale preposto alla giustizia e agli affari interni in seno alle delegazioni dell'UE, con il chiaro mandato di sviluppare un coordinamento all'interno degli Stati membri;

91.  sottolinea che occorre adottare un approccio decentrato, anziché continuare a seguire un approccio centralizzato da Bruxelles, sfruttando meglio le delegazioni dell'UE, che sono diventate in un periodo molto breve uno strumento di grande utilità, e applicando una maggiore flessibilità e periodi di programmazione più brevi, soprattutto per i paesi a rischio; chiede la nomina di coordinatori regionali con la capacità di esercitare un ruolo guida in materia di sviluppo, cooperazione e relazioni esterne, in modo da garantire un approccio coerente basato sulla realtà locale sul terreno;

92.  raccomanda la promozione, con il sostegno dell'UE, di campagne di informazione nei paesi terzi per informare i cittadini circa i loro diritti e obblighi in materia di mobilità e per avvertirli dei rischi che potrebbero trovarsi ad affrontare durante il loro viaggio – in particolare per quanto riguarda passatori e trafficanti – in modo da aiutarli a prendere una decisione il più possibile informata;

93.  chiede che i programmi di gemellaggio e TAIEX siano utilizzati in modo migliore, non soltanto a fini di scambio di buone prassi e formazione, ma anche di sviluppo e cooperazione, con particolare attenzione ai paesi sotto pressione;

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94.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi dei 16 paesi prioritari individuati nel nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi nel quadro dell'Agenda europea sulla migrazione, nonché alle organizzazioni della società civile che rappresentano i migranti e i rifugiati e lavorano con loro.

(1) Testi approvati, P8_TA(2015)0272.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0073.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0102.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0337.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0404.
(6) Etiopia, Eritrea, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Somalia, Sudan, Ghana, Costa d'Avorio, Algeria, Marocco, Tunisia, Afghanistan, Bangladesh e Pakistan.

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