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Procedura : 2017/2192(INI)
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Ciclo del documento : A8-0311/2017

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A8-0311/2017

Discussioni :

PV 25/10/2017 - 15
CRE 25/10/2017 - 15

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PV 26/10/2017 - 10.8
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P8_TA(2017)0419

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Giovedì 26 ottobre 2017 - Strasburgo
Mandato a negoziare per i negoziati commerciali con l'Australia
P8_TA(2017)0419A8-0311/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2017 recante la raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio sulla proposta di mandato negoziale per i negoziati commerciali con l'Australia (2017/2192(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2015 dal titolo "Commercio per tutti: Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015)0497),

–  vista la dichiarazione congiunta, del 15 novembre 2015, del presidente della Commissione, Jean-Claude Junker, del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e del primo ministro australiano, Malcolm Turnbull,

–  visti il quadro di partenariato UE-Australia del 29 ottobre 2008 e l'accordo quadro UE-Australia, concluso il 5 marzo 2015,

–  visti gli altri accordi bilaterali UE-Australia, in particolare l'accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità, certificati e marchi di conformità e l'accordo sul commercio del vino,

–  visto il pacchetto sul commercio della Commissione, pubblicato il 14 settembre 2017, in cui questa si impegna a rendere pubblici tutti i futuri mandati di negoziato commerciale,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 25 febbraio 2016 sull'apertura di negoziati su un accordo di libero scambio (ALS) con l'Australia e la Nuova Zelanda(1), e la sua risoluzione legislativa del 12 settembre 2012 sul progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione dell'accordo fra l'Unione europea e l'Australia che modifica l'accordo sul reciproco riconoscimento(2),

–  visto il comunicato rilasciato a seguito del vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi del G20 tenutosi a Brisbane il 15 e 16 novembre 2014,

–  vista la dichiarazione congiunta del 22 aprile 2015 del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e del ministro degli Esteri australiano dal titolo "Towards a closer EU-Australia Partnership" (Verso un più stretto partenariato UE-Australia),

–  visto il parere 2/15 della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) del 16 maggio 2017 sulla competenza dell'Unione a firmare e concludere l'accordo di libero scambio con Singapore(3),

–  visto lo studio relativo agli effetti cumulativi dei futuri accordi commerciali per il settore agroalimentare, pubblicato dalla Commissione il 15 novembre 2016,

–  visti l'articolo 207, paragrafo 3, e l'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 108, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0311/2017),

A.  considerando che l'UE e l'Australia lavorano insieme per affrontare sfide comuni in molti campi e cooperano in varie sedi internazionali, anche su questioni di politica commerciale in sede multilaterale;

B.  considerando che l'UE è il terzo partner commerciale dell'Australia, con scambi bilaterali annuali pari a oltre 45,5 miliardi di EUR nel 2015 e un saldo positivo della bilancia commerciale di più di 19 miliardi di EUR a favore dell'UE;

C.  considerando che nel 2015 gli investimenti diretti esteri dell'UE in Australia sono stati pari a 145,8 miliardi di EUR;

D.  considerando che l'Australia è impegnata nel processo di adesione all'Accordo sugli appalti pubblici;

E.  considerando che l'UE ha concluso i negoziati su un accordo quadro tra l'UE e l'Australia il 22 aprile 2015;

F.  considerando che il settore agricolo europeo e alcuni prodotti agricoli come le carni bovine e ovine, i prodotti lattiero-caseari, i cereali e lo zucchero — compresi gli zuccheri speciali — sono particolarmente sensibili nel contesto dei negoziati;

G.  considerando che l'Australia è il terzo esportatore mondiale sia di carni bovine che di zucchero e che occupa inoltre una posizione importante sul mercato mondiale delle esportazioni di prodotti lattiero-caseari e di cereali;

H.  considerando che l'UE e l'Australia sono impegnate in negoziati multilaterali per liberalizzare ulteriormente il commercio di beni ecocompatibili (Accordo sui beni ecocompatibili) e il commercio di servizi (Accordo sugli scambi di servizi);

I.  considerando che l'Australia partecipa ai negoziati conclusi per un partenariato transpacifico (PTP), il cui futuro resta incerto, e ai negoziati attualmente in corso per un partenariato economico regionale globale (RCEP) nella regione Asia-Pacifico, che riunisce i più importanti partner commerciali dell'Australia; che l'Australia ha un accordo di libero scambio con la Cina dal 2015;

J.  considerando che l'Australia si è fermamente impegnata, nel contesto del TPP, a promuovere la conservazione a lungo termine di talune specie e a contrastare il traffico illegale di specie selvatiche attraverso il potenziamento delle misure di conservazione, e che ha altresì adottato disposizioni per l'effettiva applicazione della protezione ambientale e il rafforzamento della cooperazione regionale; considerando che tali impegni devono fungere da parametro di riferimento per le disposizioni dell'ALS UE-Australia;

K.  considerando che l'Australia è tra i partner di più vecchia data e più stretti dell'UE, poiché entrambe le parti condividono valori comuni e l'impegno a promuovere la prosperità e la sicurezza all'interno di un sistema globale basato su regole;

L.  considerando che l'Australia ha ratificato e recepito le principali convenzioni internazionali in materia di diritti umani, diritti sociali e diritti del lavoro nonché in materia di protezione ambientale e che rispetta pienamente lo Stato di diritto;

M.  considerando che l'Australia è uno dei soli sei membri dell'OMC che non hanno ancora un accesso preferenziale al mercato dell'UE o negoziati in corso in tal senso;

N.  considerando che, a seguito della dichiarazione congiunta del 15 novembre 2015, è stato avviato un esercizio esplorativo per valutare la fattibilità dell'avvio dei negoziati relativi a un accordo di libero scambio tra l'UE e l'Australia nonché l'ambizione comune rispetto a tali negoziati; che l'esercizio esplorativo è concluso;

O.  considerando che al Parlamento verrà chiesto di decidere se approvare o meno l'eventuale ALS UE-Australia;

Contesto strategico, politico ed economico

1.  evidenzia l'importanza di approfondire le relazioni tra l'Unione e la regione Asia-Pacifico, tra l'altro per promuovere la crescita economica in Europa e sottolinea che ciò si deve riflettere nella politica commerciale dell'UE; riconosce che l'Australia è una componente essenziale di tale strategia e che l'ampliamento e l'approfondimento delle relazioni commerciali possono contribuire al raggiungimento di tale obiettivo;

2.  si congratula con l'Australia per il suo impegno deciso e coerente a favore dell'agenda commerciale multilaterale;

3.  ritiene che il pieno potenziale delle strategie di cooperazione bilaterali e regionali dell'Unione possa essere realizzato soltanto aderendo a pratiche commerciali regolamentate e basate su valori e che la conclusione di un accordo di libero scambio di qualità, ambizioso, equilibrato ed equo con l'Australia, in uno spirito di reciprocità e di vantaggi per entrambe le parti, senza in alcun caso compromettere l'ambizione di realizzare progressi a livello multilaterale o l'attuazione di accordi multilaterali e bilaterali già conclusi, rappresenti una parte fondamentale di tali strategie; reputa che una più intensa cooperazione bilaterale possa costituire una base per un'ulteriore cooperazione multilaterale e plurilaterale;

4.  ritiene che il negoziato di un accordo di libero scambio moderno, approfondito, ambizioso, equilibrato, equo e completo costituisca un modo adeguato di approfondire il partenariato bilaterale e rafforzare ulteriormente le già mature relazioni bilaterali esistenti in materia di scambi e investimenti; ritiene che questi negoziati potrebbero servire da modello per una nuova generazione di accordi di libero scambio, e sottolinea l'importanza di accrescere ulteriormente le ambizioni, andando oltre i limiti di ciò che un moderno accordo di libero scambio comporta, tenuto conto dell'economia e del contesto normativo altamente sviluppati dell'Australia;

Esercizio esplorativo

5.  prende atto della conclusione dell'esercizio esplorativo UE-Australia, avvenuta il 6 aprile 2017, con reciproca soddisfazione della Commissione e del governo australiano;

6.  si compiace della tempestiva conclusione e pubblicazione della valutazione d'impatto da parte della Commissione, in modo da poter fornire una valutazione globale di possibili vantaggi e perdite che comporterebbe un rafforzamento delle relazioni commerciali e di investimento dell'UE con l'Australia, a vantaggio delle rispettive popolazioni e imprese, comprese le regioni ultraperiferiche e i paesi e territori d'oltremare, prestando una particolare attenzione all'impatto ambientale e sociale, anche per il mercato del lavoro dell'UE nonché anticipando e tenendo in conto le ripercussioni che la Brexit potrebbe avere sui flussi commerciali e di investimento dall'Australia verso l'UE, in particolare per quanto riguarda la preparazione degli scambi di offerte e il calcolo di contingenti;

Mandato negoziale

7.  invita il Consiglio ad autorizzare la Commissione ad avviare i negoziati relativi a un accordo sul commercio e gli investimenti con l'Australia in base all'esito dell'esercizio esplorativo, alle raccomandazioni della presente risoluzione, alla valutazione d'impatto e a obiettivi chiari;

8.  accoglie con favore la decisione della Commissione di sottolineare che i pagamenti a titolo della "scatola verde" non producono effetti distorsivi sugli scambi e non dovrebbero essere oggetto di misure antidumping o antisovvenzioni;

9.  invita il Consiglio a rispettare pienamente la ripartizione delle competenze tra l'UE e i suoi Stati membri, quale emerge dal parere 2/15 della CGUE del 16 maggio 2017, nella sua decisione relativa all'adozione delle direttive di negoziato;

10.  invita la Commissione e il Consiglio a presentare quanto prima una proposta sulla futura architettura generale degli accordi commerciali, tenendo conto del parere 2/15 della CGUE in merito all'ALS UE-Singapore, e a operare una netta distinzione tra un accordo sul commercio e la liberalizzazione degli investimenti diretti esteri (IDE), contenente solo aspetti che ricadono sotto l'esclusiva competenza dell'UE, e un potenziale secondo accordo che comprenda le materie in cui le competenze sono condivise con gli Stati membri; sottolinea che una tale distinzione avrebbe conseguenze sul processo di ratifica parlamentare e che non è intesa come un modo per eludere i processi democratici nazionali, ma rappresenta una delega democratica delle responsabilità con fondamento nei trattati europei; chiede che il Parlamento sia strettamente coinvolto in tutti i negoziati sugli ALS attuali e futuri, in tutte le fasi del processo;

11.  invita la Commissione, quando presenterà gli accordi completati per la firma e la conclusione, e il Consiglio, quando deciderà in merito, a rispettare pienamente la ripartizione delle competenze tra l'UE e i suoi Stati membri;

12.  invita la Commissione a condurre i negoziati nel modo più trasparente possibile senza compromettere la posizione negoziale dell'Unione, garantendo almeno i medesimi livelli di trasparenza e consultazione pubblica applicati per i negoziati sul partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) con gli Stati Uniti attraverso un dialogo costante con le parti sociali e la società civile, nonché a rispettare pienamente le migliori pratiche definite in altri negoziati; accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di pubblicare tutte le sue raccomandazioni sulle direttive di negoziato per gli accordi commerciali e ritiene che ciò costituisca un precedente positivo; esorta il Consiglio a fare altrettanto, pubblicando le direttive di negoziato non appena saranno state approvate;

13.  sottolinea che un ALS deve portare a un migliore accesso al mercato e all'agevolazione degli scambi commerciali sul campo, creare posti di lavoro dignitosi, garantire la parità di genere a beneficio dei cittadini di entrambe le parti, promuovere lo sviluppo sostenibile, rispettare le norme UE, salvaguardare i servizi di interesse generale e rispettare i processi democratici, promuovendo al contempo le opportunità di esportazione dell'UE;

14.  sottolinea che un accordo ambizioso deve affrontare in maniera significativa temi quali gli investimenti, il commercio di beni e servizi (sulla base delle recenti raccomandazioni del Parlamento europeo concernenti le riserve dello spazio politico e i settori sensibili), le dogane e l'agevolazione degli scambi, la digitalizzazione, il commercio elettronico e la protezione dei dati, la ricerca tecnologica e il sostegno all'innovazione, gli appalti pubblici, l'energia, le imprese statali, la concorrenza, lo sviluppo sostenibile, gli aspetti normativi, quali le norme sanitarie e fitosanitarie di alta qualità e altre norme relative ai prodotti agricoli e alimentari, senza indebolire gli elevati standard dell'UE, impegni forti e vincolanti in materia di norme ambientali e sul lavoro, la lotta contro l'evasione fiscale e la corruzione, pur restando nel campo di applicazione delle competenze esclusive dell'Unione e prestando sempre un'attenzione particolare alle esigenze delle micro-imprese e delle PMI;

15.  invita il Consiglio a riconoscere esplicitamente gli obblighi dell'altra parte verso le popolazioni indigene nelle direttive di negoziato e a consentire la formulazione di riserve per regimi preferenziali nazionali al riguardo; sottolinea che l'accordo dovrebbe riaffermare l'impegno di entrambe le parti nei confronti della convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni;

16.  sottolinea che una gestione inadeguata della pesca e la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) possono avere impatti negativi notevoli sul commercio, sullo sviluppo e sull'ambiente e che le parti devono assumersi impegni significativi per la protezione degli squali, delle razze, delle tartarughe e dei mammiferi marini e per prevenire la pesca eccessiva, la sovracapacità e la pesca INN;

17.  sottolinea che il "principio delle 3R" (Replace, Reduce e Refine), vale a dire sostituire, ridurre e perfezionare l'impiego di animali a fini scientifici, è saldamente ancorato nella legislazione dell'UE; evidenzia che è fondamentale che le vigenti misure dell'UE in materia di sperimentazione e ricerca sugli animali non siano smantellate o attenuate, che i futuri regolamenti sull'uso degli animali non siano soggetti a restrizioni e che gli istituti di ricerca dell'UE non siano posti in una posizione di svantaggio competitivo; afferma che le parti devono cercare di realizzare l'allineamento normativo delle migliori pratiche delle 3R per aumentare l'efficacia dei test, ridurre i costi e limitare la necessità di utilizzare gli animali;

18.  insiste sulla necessità di includere misure volte a eliminare la contraffazione dei prodotti agroalimentari;

19.  sottolinea che, affinché l'accordo di libero scambio rechi vantaggi reali all'economia dell'UE, è opportuno includere nelle direttive di negoziato i seguenti aspetti:

   a) liberalizzazione degli scambi di beni e servizi e opportunità reali di accesso, per entrambe le parti, ai reciproci mercati di beni e servizi, attraverso l'eliminazione delle barriere normative inutili, fermo restando che nessun aspetto dell'accordo dovrebbe impedire alle parti di adottare normative, in maniera proporzionata, atte a conseguire obiettivi strategici legittimi; il presente accordo non deve i) impedire alle parti di definire, regolamentare, fornire e sostenere servizi d'interesse generale e deve prevedere disposizione esplicite in tale senso; ii) imporre ai governi di privatizzare servizi, o impedire loro di ampliare la gamma dei servizi che forniscono al pubblico; iii) impedire ai governi di riportare sotto il controllo pubblico servizi che avevano deciso in precedenza di privatizzare, come l'acqua, l'istruzione, i servizi sanitari e sociali, o attenuare le rigorose norme dell'Unione in materia di salute, prodotti alimentari, tutela dei consumatori, ambiente, benessere degli animali, lavoro e sicurezza o limitare i finanziamenti pubblici per l'arte e la cultura, l'istruzione, la sanità e i servizi sociali come è avvenuto nei precedenti accordi commerciali; gli impegni dovrebbero essere assunti sulla base dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS); sottolinea, a tale riguardo, che le norme seguite dai produttori europei devono essere mantenute;
   b) nella misura in cui l'accordo può contenere un capitolo sulla regolamentazione interna, i negoziatori non devono prevedere alcun criterio di necessità;
   c) sono definiti impegni relativi a misure antidumping e misure compensative che vadano al di là delle norme dell'OMC in questo settore, eventualmente escludendo la loro applicazione in presenza di norme comuni sufficienti in materia di concorrenza e cooperazione;
   d) riduzione delle barriere non tariffarie inutili e potenziamento e ampliamento dei dialoghi sulla cooperazione in ambito normativo su base volontaria e purché fattibile e reciprocamente vantaggioso, senza limitare la capacità delle parti di svolgere le loro attività regolamentari, legislative e programmatiche, dato che la cooperazione normativa deve mirare ad avvantaggiare la governance dell'economia globale mediante un'intensificazione della convergenza e della cooperazione in materia di norme internazionali e armonizzazione normativa, ad esempio mediante l'adozione e l'attuazione delle norme della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE), garantendo al tempo stesso il livello più elevato di protezione dei consumatori (ad esempio la sicurezza alimentare) e dell'ambiente (ad esempio salute e benessere degli animali, salute delle piante) e la protezione sociale e del lavoro;
   e) concessioni significative sugli appalti pubblici a tutti i livelli di governo, comprese le imprese di proprietà dello Stato e le imprese con diritti speciali o esclusivi, garantendo l'accesso al mercato per le imprese europee in settori strategici e lo stesso grado di apertura dei mercati degli appalti pubblici dell'UE, dato che la semplificazione delle procedure e la trasparenza per gli offerenti, compresi quelli provenienti da altri paesi, possono essere strumenti efficaci per prevenire la corruzione e promuovere l'integrità nella pubblica amministrazione, offrendo nel contempo ai contribuenti un buon rapporto costi/benefici in termini di qualità dei servizi, efficienza, efficacia e responsabilità; garantisce che nell'aggiudicazione degli appalti pubblici siano applicati criteri ecologici e sociali;
   f) un capitolo separato che tenga conto delle esigenze e degli interessi delle micro-imprese e delle PMI per quanto riguarda i temi dell'agevolazione dell'accesso al mercato, tra cui, ma non solo, una maggiore compatibilità delle norme tecniche e procedure doganali semplificate, in modo da generare opportunità imprenditoriali concrete e promuoverne l'internalizzazione;
   g) alla luce del parere 2/15 della CGUE in merito all'ALS UE-Singapore secondo cui il commercio e lo sviluppo sostenibile ricadono sotto l'esclusiva competenza dell'UE e lo sviluppo sostenibile costituisce parte integrante della politica commerciale comune dell'UE, un capitolo solido e ambizioso sullo sviluppo sostenibile è una componente indispensabile di qualsiasi potenziale accordo commerciale; disposizioni relative a strumenti efficaci per il dialogo, il monitoraggio e la cooperazione, comprese disposizioni vincolanti e applicabili, sottoposte a meccanismi di risoluzione delle controversie, e che tengano conto, tra i vari metodi di esecuzione, di un meccanismo basato su sanzioni, e consentano nel contempo alle parti sociali e alla società civile di partecipare in modo adeguato, nonché una stretta cooperazione con esperti delle organizzazioni multilaterali interessate; disposizioni del capitolo relativo agli aspetti sociali e ambientali del commercio e importanza dello sviluppo sostenibile nel contesto degli scambi commerciali e degli investimenti, comprese disposizioni volte a promuovere il rispetto e l'attuazione efficace dei pertinenti principi e delle norme concordati a livello internazionale, quali le norme fondamentali in materia di lavoro e le quattro convenzioni prioritarie dell'OIL in materia di governance e gli accordi ambientali multilaterali, tra cui quelli connessi al cambiamento climatico;
   h) l'obbligo delle parti di promuovere la responsabilità sociale delle imprese (RSI), anche rispetto a strumenti riconosciuti a livello internazionale, e l'adozione di orientamenti settoriali dell'OCSE e dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani;
   i) disposizioni esaustive sulla liberalizzazione degli investimenti nell'ambito delle competenze dell'Unione che tengano conto dei recenti sviluppi politici, ad esempio, il parere 2/15 della CGUE in merito all'ALS UE-Singapore del 16 maggio 2017;
   j) misure forti e applicabili riguardanti il riconoscimento e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, incluse le indicazioni geografiche (IG) per i vini e le bevande spiritose e per altri prodotti agricoli e alimentari, prendendo a riferimento le disposizioni previste dall'accordo UE-Australia sul vino, e perseguendo nel contempo l'obiettivo di migliorare il quadro normativo e raggiungere un elevato livello di protezione per tutte le indicazioni geografiche; semplificazione delle procedure doganali e norme semplici e flessibili in materia di origine, adeguate a un mondo complesso di catene del valore globali, anche in termini di maggiore trasparenza e responsabilità al loro interno, e applicazione, nei limiti del possibile, di norme di origine multilaterali e, negli altri casi, di norme di origine non onerose quali la "modifica della sottovoce tariffaria";
   k) un risultato equilibrato e ambizioso nei capitoli relativi all'agricoltura e alla pesca, che potrà rafforzare la competitività ed avvantaggiare sia i consumatori che i produttori, solo se terrà debitamente conto degli interessi di tutti i produttori e consumatori europei, rispettando il fatto che vi sono numerosi prodotti agricoli sensibili ai quali dovrebbe essere riservato un trattamento adeguato, ad esempio, attraverso contingenti tariffari o adeguati periodi di transizione assegnati, tenendo in debita considerazione l'impatto cumulativo degli accordi commerciali sull'agricoltura ed escludendo potenzialmente dall'ambito dei negoziati i settori più sensibili; l'inserimento di una clausola di salvaguardia bilaterale attuabile, efficace, adeguata e rapida che consenta la sospensione temporanea delle preferenze se, a seguito dell'entrata in vigore dell'accordo commerciale, un aumento delle importazioni provoca o minaccia di provocare gravi danni a settori sensibili;
   l) disposizioni che consentano il pieno funzionamento dell'ecosistema digitale e promuovano i flussi di dati transfrontalieri, inclusi principi quali la concorrenza leale e norme ambiziose per il trasferimento transfrontaliero di dati, nel pieno rispetto e senza pregiudizio delle norme attuali e future dell'UE in materia di protezione dei dati e di riservatezza, poiché i flussi dei dati sono fattori di stimolo fondamentali per l'economia dei servizi e costituiscono un elemento essenziale della catena globale del valore delle imprese di produzione tradizionali e, pertanto, dovrebbero essere limitati il più possibile i requisiti ingiustificati in materia di localizzazione; la protezione dei dati e il diritto alla riservatezza non sono ostacoli agli scambi bensì diritti fondamentali sanciti dall'articolo 39 TUE e dagli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
   m) disposizioni precise e specifiche sul trattamento accordato ai paesi e territori d'oltremare (PTOM) e alle regioni ultraperiferiche (RUP) per tener conto dei loro interessi particolari in tali negoziati;

Ruolo del Parlamento

20.  sottolinea che, a seguito del parere della Corte di giustizia dell'Unione europea sull'accordo di libero scambio UE-Singapore, il Parlamento europeo dovrebbe vedere rafforzato il proprio ruolo in tutte le fasi dei negoziati dell'UE relativi agli ALS, dall'adozione del mandato alla conclusione definitiva dell'accordo; attende con vivo interesse l'avvio dei negoziati con l'Australia e la possibilità di seguirli da vicino e di contribuire al loro successo; ricorda alla Commissione il suo obbligo di informare immediatamente e pienamente il Parlamento in tutte le fasi dei negoziati (prima e dopo i cicli di negoziato); s'impegna a esaminare le questioni legislative e regolamentari che possono emergere nel contesto dei negoziati e del futuro accordo senza pregiudizio per le sue prerogative di colegislatore; riafferma la propria responsabilità fondamentale di rappresentare i cittadini dell'UE e auspica di poter facilitare discussioni aperte e inclusive durante il processo di negoziato;

21.  ricorda che il Parlamento europeo sarà chiamato a dare la propria approvazione al futuro accordo, come sancito dal TFUE, e che la sua posizione dovrebbe pertanto essere presa debitamente in considerazione in tutte le fasi; invita la Commissione e il Consiglio a chiedere l'approvazione del Parlamento accordo prima della sua applicazione, integrando questa prassi nell'accordo interistituzionale;

22.  ricorda che il Parlamento monitorerà l'attuazione del futuro accordo;

o
o   o

23.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e, per conoscenza, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo e al parlamento dell'Australia.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016) 0064.
(2) GU C 353 E del 3.12.2013, pag. 210.
(3) ECLI:EU:C:2017:376.

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