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Procedura : 2017/2266(INI)
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Ciclo del documento : A8-0055/2018

Testi presentati :

A8-0055/2018

Discussioni :

PV 14/03/2018 - 21
CRE 14/03/2018 - 21

Votazioni :

PV 15/03/2018 - 10.5

Testi approvati :

P8_TA(2018)0083

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Giovedì 15 marzo 2018 - Strasburgo Edizione definitiva
Denuncia dell'accordo di partenariato nel settore della pesca UE-Comore (risoluzione)
P8_TA(2018)0083A8-0055/2018

Risoluzione non legislativa del Parlamento europeo del 15 marzo 2018 sul progetto di decisione del Consiglio che denuncia l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore (14423/2017 – C8-0447/2017 – 2017/0241(NLE)2017/2266(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (14423/2017),

–  visto l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore(1),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 43 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0447/2017),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 15 marzo 2018(2) sul progetto di decisione,

–  visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999(3) ("regolamento INN"), in particolare l'articolo 8, paragrafo 8,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per la pesca e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0055/2018),

A.  considerando che l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore (di seguito "le Comore") dispone che le parti possano denunciare l'accordo stesso in caso di gravi circostanze, come ad esempio la mancata ottemperanza agli impegni da esse assunti in materia di lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN);

B.  considerando che la pesca illegale rappresenta una grave minaccia per le risorse marine globali in quanto depaupera gli stock ittici, distrugge gli habitat marini, colloca i pescatori onesti in posizione di ingiusto svantaggio e distrugge i mezzi di sussistenza delle comunità costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo;

C.  considerando che l'UE deve fare tutto il possibile per garantire che gli accordi di pesca sostenibile stipulati con paesi terzi rechino benefici reciproci all'UE e ai paesi terzi interessati, comprese le loro popolazioni locali e i loro settori della pesca;

D.  considerando che l'obiettivo globale del protocollo associato all'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore era quello di rafforzare la cooperazione in materia di pesca tra l'UE e le Comore nell'interesse di entrambe le parti, istituendo un quadro di partenariato che consentisse di perseguire una politica sostenibile in materia di pesca, sfruttando ad un tempo le risorse ittiche in modo sostenibile nella zona economica esclusiva delle Comore, nonché di garantire un'opportuna quota, corrispondente agli interessi delle flotte UE, delle eccedenze ittiche disponibili;

E.  considerando che il primo accordo in materia di pesca tra la CEE e le Comore risale al 1988 e che le flotte degli Stati membri CEE/UE hanno da allora ottenuto accesso alle opportunità di pesca nel quadro di una serie di protocolli di attuazione;

F.  considerando che, secondo il rapporto UNCTAD "Esportazioni della pesca e sviluppo economico dei paesi meno avanzati", la cooperazione settoriale non si è sviluppata al di là di uno stato rudimentale, con uno scarsissimo impatto sull'industria della pesca, le condizioni degli sbarchi, la capacità di monitoraggio e sorveglianza, lo sviluppo scientifico o la formazione tecnica di pescatori e osservatori; che il prezzo corrisposto dall'UE alle Comore per tonnellata di pesce (tonno) è pari al 15 % circa del prezzo all'ingrosso stimato per tonnellata;

G.  considerando che il 1° ottobre 2015 è stata notificata alle Comore la possibilità di essere identificate come paese terzo non cooperante per non aver esercitato un adeguato controllo dei pescherecci battenti bandiera delle Comore; che, dopo essere stato identificato come paese non cooperante nel 2017 ed elencato dal luglio 2017 in quanto tale dall'UE, che ha emesso un “cartellino rosso”, il paese non ha ancora adottato le misure correttive necessarie per risolvere i problemi identificati e combattere la pesca INN;

H.  considerando che il precedente protocollo associato all'accordo di pesca con le Comore è scaduto il 30 dicembre 2016 e che non è stato rinnovato in quanto le Comore non si sono impegnate a lottare contro la pesca INN; che il protocollo ha ottenuto una dotazione finanziaria di 600 000 EUR all'anno, 300 000 dei quali destinati al sostegno della politica della pesca delle Comore, al fine di promuovere la sostenibilità e la sana gestione delle risorse della pesca nelle loro acque;

I.  considerando il fermo impegno dell'UE nella lotta contro la pesca illegale e contro qualsiasi attività che ne deriva e che tale impegno è contenuto nel regolamento INN;

J.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri stanno proseguendo la cooperazione con le Comore in varie settori; che la denuncia dell'accordo di partenariato nel settore della pesca da parte dell'UE può essere revocata (se saranno adottate le necessarie misure correttive) e che la denuncia del presente accordo non esclude futuri negoziati di un altro accordo o qualsiasi altra forma di partenariato nel settore della pesca;

K.  considerando che la lotta contro la pesca INN non riguarda solo l'identificazione dei paesi terzi non cooperanti, ma anche la ricerca di soluzioni affinché le situazioni identificate siano corrette; che, senza assistenza esterna, l'Unione delle Comore non sarà in grado di migliorare le sue politiche di gestione marittima, in particolare delle risorse alieutiche, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di sbarco, la capacità di monitoraggio e sorveglianza, lo sviluppo scientifico o la formazione tecnica di pescatori e osservatori;

L.  considerando che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) includono, per la prima volta, un obiettivo in materia di conservazione e uso sostenibile dei mari e delle risorse marine (obiettivo 14);

1.  deplora che le Comore non abbiano adottato le misure correttive necessarie per risolvere i problemi identificati e combattere la pesca INN, nonostante i moniti dell'UE;

2.  ribadisce l'importanza di un effettivo controllo dello Stato di bandiera, la cui assenza è la causa alla radice della pesca INN; ritiene che le Comore dovrebbero soddisfare i propri obblighi derivanti dal diritto internazionale per quanto riguarda la vigilanza e il controllo dei pescherecci che battono la loro bandiera; ritiene fermamente che questa mancanza di sorveglianza e autorizzazione alla pesca consenta a tali pescherecci di effettuare impunemente attività di pesca INN;

3.  ritiene che le Comore dovrebbero rimanere impegnate nei confronti dell'UE e sfruttare questa occasione per mettere in atto le misure necessarie a migliorare la propria capacità di affrontare la pesca illegale;

4.  deplora che, in quasi trent'anni di accordi di pesca tra l'UE e le Comore – una delle cui componenti è stata incentrata sulla cooperazione e il sostegno allo sviluppo del settore della pesca delle Comore – non sia stato possibile conseguire risultati più tangibili nello sviluppo del settore, anche in ambiti come la capacità di monitoraggio e sorveglianza, lo sviluppo scientifico e la formazione tecnica di pescatori e osservatori;

5.  sostiene che gli strumenti di cooperazione allo sviluppo disponibili, in particolare il Fondo europeo per lo sviluppo (FES), devono essere adattati con maggiore efficienza al sostegno globale per lo sviluppo delle capacità nel settore della pesca;

6.  ricorda che le Comore hanno l'obbligo, a norma dell'accordo di partenariato nel settore della pesca firmato con l'UE e di altri strumenti internazionali, nonché nel quadro relativo al conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 e degli OSS, di rispettare i principi di buona governance nel settore della pesca e della pesca responsabile, di mantenere gli stock ittici e di preservare l'ecosistema marino nella loro zona economica esclusiva;

7.  sottolinea la necessità di combattere la pesca INN a livello globale e di predisporre incentivi affinché gli Stati assumano seriamente le proprie responsabilità e applichino le necessarie riforme ai propri settori della pesca;

8.  sostiene che la lotta alla pesca INN non dovrebbe incentrarsi esclusivamente sull'identificazione di paesi terzi non cooperanti e che, per lottare veramente contro tutte le forme di pesca illegale, è necessario reperire modalità di sostegno ai paesi, in particolare, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, come l'Unione delle Comore, in modo da consentire loro di cambiare le politiche di gestione dei mari;

9.  condivide con la Commissione e il Consiglio la necessità di applicare le misure di cui all'articolo 36, paragrafo 8 del regolamento INN per la denuncia di qualsiasi accordo bilaterale permanente nel settore della pesca con le Comore che prevede la cessazione dell'accordo in caso di mancata ottemperanza agli impegni da esse assunti in relazione alla lotta contro la pesca INN;

10.  prende atto delle altre conseguenze di cui all'articolo 38, paragrafo 8, del regolamento INN, relative tra l'altro ai divieti di noleggio, di cambio di bandiera e di accordi privati;

11.  sostiene tuttavia che tale denuncia non deve segnare la fine della cooperazione tra l'UE e le Comore nel settore della pesca; esorta la Commissione a cercare di garantire che questo rapporto possa essere riattivato al più presto, partendo dalla premessa che le comunità di pesca e le attività di pesca artigianale su piccola scala dovrebbero essere considerate essenziali allo sviluppo del paese e che, a tal fine, sarebbe opportuno stimolare gli investimenti e l'assistenza tecnica nei seguenti settori:

   sistema di amministrazione e governance della pesca, legislazione, apparato istituzionale, capacità di sviluppo delle risorse umane (pescatori, scienziati, ispettori e altri) nonché potenziamento del valore commerciale e culturale degli attrezzi e del pescato tradizionali delle Comore;
   capacità scientifiche e di monitoraggio, capacità di tutela delle coste nonché capacità di ispezione, vigilanza e controllo della qualità;
   creazione di strutture per la refrigerazione, la distribuzione e la lavorazione del pescato;
   costruzione e miglioramento delle infrastrutture per lo sbarco e la sicurezza nei porti e nei relativi accessi;
   rinnovo della flotta artigianale delle Comore al fine di incrementare la sicurezza e la loro capacità di permanenza in mare e di pesca;

12.  chiede l'inclusione di una clausola la quale preveda, qualora le Comore rimedino alle proprie carenze, che la procedura sia interrotta, con il ritiro del cartellino rosso, consentendo il ritorno della flotta comunitaria;

13.  invita la Commissione ad adottare le opportune misure per ripristinare una situazione di normalità, migliorando l'efficacia della lotta contro la pesca INN e consentendo alla flotta dell'UE di tornare nelle zone di pesca una volta rinegoziati i termini di un nuovo protocollo;

14.  invita la Commissione e il Consiglio, ognuno per quanto di sua competenza, a tenere il Parlamento pienamente informato senza indugio in merito agli sviluppi di tale processo;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la risoluzione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dell'Unione delle Comore.

(1) GU L 290 del 20.10.2006, pag. 7.
(2) Testi approvati, P8_TA(2018)0082.
(3) GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018Note legali - Informativa sulla privacy