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Procedura : 2017/2037(INI)
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Ciclo del documento : A8-0203/2018

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A8-0203/2018

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PV 02/07/2018 - 21
CRE 02/07/2018 - 21

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PV 03/07/2018 - 11.5
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P8_TA(2018)0273

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Martedì 3 luglio 2018 - Strasburgo
Il ruolo delle città nel quadro istituzionale dell'Unione
P8_TA(2018)0273A8-0203/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 luglio 2018 sul ruolo delle città nel quadro istituzionale dell'Unione (2017/2037(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 5, paragrafo 3, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione del 7 maggio 2009 sull'impatto del trattato di Lisbona sullo sviluppo dell'equilibrio istituzionale dell'Unione europea(1),

–   vista la comunicazione della Commissione del 19 maggio 2015 dal titolo "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE" (COM(2015)0215),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea(2), in particolare l'articolo 41,

–  visto il patto di Amsterdam che istituisce l'agenda urbana per l'UE, approvato dai ministri dell'Unione responsabili per le questioni urbane il 30 maggio 2016,

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sulla dimensione urbana delle politiche dell'UE(3),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione, del 7 gennaio 2014, recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 18 luglio 2014 dal titolo "La dimensione urbana delle politiche dell'UE – Elementi fondanti di una agenda urbana UE" (COM(2014)0490),

–  vista la dichiarazione "Verso l'Agenda urbana europea" approvata il 10 giugno 2015 dai ministri responsabili per la coesione territoriale e le politiche urbane,

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona(5),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sulle evoluzioni e gli adeguamenti possibili dell'attuale struttura istituzionale dell'Unione europea(6),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 24 giugno 2016 su un'agenda urbana per l'UE,

–  vista la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili, approvata in occasione dell'incontro ministeriale informale sullo sviluppo urbano e la coesione territoriale svoltosi il 24 e 25 maggio 2007 a Lipsia,

–   vista la Nuova agenda urbana adottata in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sull'edilizia abitativa e lo sviluppo urbano sostenibile (Habitat III) tenutasi a Quito, Ecuador, il 20 ottobre 2016,

–  vista la relazione sullo stato delle città europee 2016 della Commissione,

–   vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2017 sulla relazione 2017 sulla cittadinanza dell'Unione: Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico(7);

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e il parere della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0203/2018),

A.  considerando che il trattato di Maastricht ha istituito il Comitato europeo delle regioni e che da allora le città hanno potuto condividere il suo ruolo consultivo nel processo decisionale dell'UE nel quadro della loro rappresentanza in seno al Comitato;

B.  considerando che il Comitato delle regioni adempie a questo ruolo svolgendo una serie di attività volte a promuovere il dialogo e la partecipazione attiva al processo decisionale dell'UE;

C.  considerando che il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità attribuisce al Comitato europeo delle regioni il potere di proporre ricorso, tramite la Corte di giustizia dell'Unione europea, avverso atti legislativi che non rispettano il principio di sussidiarietà o proporzionalità e per l'adozione dei quali il trattato sul funzionamento dell'Unione europea richiede la sua consultazione; che pertanto le città dispongono di uno strumento a cui ricorrere per difendere i loro interessi nell'Unione europea;

D.  considerando che occorre distinguere chiaramente tra i rappresentanti delle città sanciti dai trattati, come i membri del Comitato delle regioni, e le associazioni che rappresentano gli interessi delle città;

E.  considerando che la maggioranza della popolazione dell'UE (oltre il 70 %) vive in zone urbane;

F.  considerando che il processo di deterritorializzazione del potere insito nella globalizzazione non può prescindere da reti di città europee nelle quali si definiscano e si perseguano gli interessi dei cittadini dell'Unione;

G.  considerando che la maggior parte delle politiche e della normativa dell'UE è attuata a livello locale e regionale, anche a livello delle città, e attualmente interessa quasi tutti i settori politici, economici e sociali;

H.  considerando che l'architettura istituzionale dell'UE si basa sul principio della governance multilivello e della sussidiarietà;

I.  considerando che la "Carta della governance multilivello in Europa", adottata dal Comitato delle regioni, sottolinea lo stretto legame esistente tra la leale cooperazione in partenariato tra l'Unione europea, gli Stati membri e gli enti regionali e locali e la pari legittimità e responsabilità di tutti i livelli amministrativi e di governo nei rispettivi ambiti di competenza;

J.  considerando che il Comitato delle regioni ha creato la rete di controllo della sussidiarietà per facilitare lo scambio di informazioni tra le autorità locali e quelle regionali nell'Unione europea e le istituzioni dell'UE sui documenti della Commissione e sulle proposte legislative che hanno un impatto diretto su tali autorità regionali e locali;

K.  considerando che nella suddetta risoluzione del 12 dicembre 2017 ha invitato la Commissione, al fine di rafforzare la cittadinanza dell'Unione e l'esercizio di tale cittadinanza, a incoraggiare le autorità locali a designare consiglieri responsabili per gli affari europei, poiché questo è il livello più vicino ai cittadini;

L.  considerando che la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili utilizza il termine "città europee";

M.  considerando che il Patto dei sindaci ha contribuito a sviluppare strategie integrate di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento ad essi, a migliorare l'efficienza energetica e a utilizzare maggiormente le energie rinnovabili; che tali iniziative dimostrano come la cooperazione tra le città e lo scambio di migliori prassi possano contribuire al conseguimento degli obiettivi strategici dell'UE;

N.  considerando che, secondo la Carta di Lipsia, le città europee sono considerate "preziose e risorse economiche, sociali e culturali insostituibili" e dovrebbero assumersi la responsabilità per la coesione territoriale, mentre una delle principali conclusioni della relazione sullo stato delle città europee 2016 della Commissione è che le città sono essenziali per raggiungere gli obiettivi economici, sociali e ambientali dell'UE; che alle città dovrebbe, pertanto, essere accordato un ruolo chiave nella politica di coesione;

O.  considerando che la Carta di Lipsia riconosce l'obbligo dei ministeri competenti degli Stati membri di promuovere la costituzione di un'organizzazione territoriale equilibrata, basata su una struttura urbana europea policentrica, e afferma che le città dovrebbero essere i principali centri per lo sviluppo delle regioni urbane e assumersi la responsabilità della coesione territoriale;

P.  considerando che l'agenda urbana per l'UE ("patto di Amsterdam"), pur affermando il pieno rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze previste dai trattati dell'UE, crea una piattaforma di cooperazione tra Stati membri, regioni, città, la Commissione, il Parlamento, gli organi consultivi dell'Unione e altri soggetti interessati nel contesto di partenariati, al fine di apportare un contributo informale all'ideazione e alla revisione della normativa futura e attuale dell'Unione;

Q.  considerando che l'ambito di applicazione dell'agenda urbana include in particolare un pilastro sul legiferare meglio, con lo scopo di concentrarsi su un'attuazione più efficace e coerente delle politiche, della normativa e degli strumenti giuridici dell'UE, evitando l'elaborazione di nuove normative;

R.  considerando che la Commissione, nell'ambito del pacchetto "Legiferare meglio", invita su una base ad hoc le autorità locali a partecipare a valutazioni d'impatto territoriale delle future proposte legislative;

S.  considerando che, nelle sue conclusioni del 24 giugno 2016, il Consiglio ha accolto con favore il patto di Amsterdam e ha invitato la Commissione, gli Stati membri, le autorità locali e regionali, il Parlamento europeo, tra gli altri, a intraprendere ulteriori azioni in tale ambito, invitando il Parlamento a prendere in considerazione, al momento di discutere la pertinente normativa dell'UE, nuova o in vigore, i risultati e le raccomandazioni dei partenariati, a seguito degli orientamenti dei direttori generali responsabili delle questioni urbane, in relazione all'agenda delle commissioni pertinenti;

T.  considerando che la stessa agenda urbana incarica la Commissione, tra gli altri, di prendere in considerazione i risultati e le raccomandazioni dei partenariati nell'elaborazione o nella revisione della normativa, degli strumenti e delle iniziative dell'UE pertinenti e di collaborare con le autorità urbane e con le loro organizzazioni rappresentative attraverso le varie possibilità di consultazione e feedback disponibili nell'elaborazione di nuove iniziative politiche e legislative e nella valutazione delle strategie, politiche e normative dell'UE esistenti;

U.  considerando che le nuove sfide globali rappresentate dalla sicurezza e dall'immigrazione, dai cambiamenti demografici e dalla disoccupazione giovanile, nonché le sfide concernenti la qualità dei servizi pubblici, l'accesso a fonti energetiche pulite e a prezzi accessibili, le catastrofi naturali e la salvaguardia dell'ambiente esigono risposte a livello locale e, pertanto, un impegno più risoluto da parte delle città all'atto della definizione e dell'attuazione delle politiche dell'UE;

V.  considerando che il valore delle città europee deriva anche dal fatto che in esse si trova una parte sostanziale del patrimonio culturale comune dell'Europa;

W.  considerando che le città rappresentano il livello politico che i cittadini comprendono meglio e che sono quindi dotate di un notevole potenziale in quanto luoghi che consentono ai cittadini di intraprendere dibattiti costruttivi, per i quali le esperienze del Comitato delle regioni nell'organizzazione dei dialoghi con i cittadini, insieme ai partner locali e regionali, offrono prospettive promettenti;

X.  considerando che, alla luce delle richieste politiche scaturite dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dall'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, le città hanno rafforzato la loro capacità di mettere a punto soluzioni e strumenti politici innovativi nell'interesse della sostenibilità sociale, ambientale ed economica e di sistemi di commercio equo, nonché la capacità di collegarsi in rete per attuare tali soluzioni e strumenti oltre i modelli esistenti, all'interno dell'UE e a livello internazionale;

Y.  considerando che la dichiarazione "Verso l'Agenda urbana europea", approvata dai ministri dell'UE responsabili per la coesione territoriale e le questioni urbane nel giugno 2015, riconosce l'importante ruolo del Comitato delle regioni, di EUROCITIES e del Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa (CEMR) nel dar voce agli interessi delle aree urbane;

Z.  considerando che le città possono rappresentare un'opportunità per realizzare il potenziale della cittadinanza europea e rafforzarla attraverso la promozione della cittadinanza attiva, se si riconosce che le città possono porre in essere in modo più efficiente strutture di intermediazione tra l'UE e i suoi cittadini;

AA.  considerando che la partecipazione delle città nelle politiche dell'UE contribuisce ad accrescere la responsabilità a livello locale nei confronti dei processi decisionali dell'UE, a migliorare la governance attraverso una democrazia europea più partecipativa e a migliorare la qualità dei servizi pubblici a livello dell'intera UE, contribuendo così all'attuazione del diritto a una buona amministrazione come sancito all'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

AB.  considerando l'importanza di coinvolgere le autorità locali e regionali quanto prima nel processo di elaborazione delle politiche e valorizzarle come parte integrante delle valutazioni d'impatto territoriale;

AC.  considerando che tuttavia le attuali forme di partecipazione delle città restano insoddisfacenti dal punto di vista dell'auspicato impatto sull'elaborazione e sull'attuazione delle politiche e della normativa dell'UE; che inoltre tale impatto sarà maggiore se le città si assoceranno in reti basate sulla condivisione di affinità storiche, geografiche, demografiche, economiche, sociali e culturali;

1.  osserva che la partecipazione delle città – ovvero città e aree urbane e metropolitane, nonché città di piccole e medie dimensioni – al processo decisionale dell'UE è agevolata mediante la loro partecipazione al Comitato delle regioni, quale organo consultivo e di supporto; ritiene che l'attuale assetto istituzionale consenta di incoraggiare piattaforme di cooperazione tra città, come pure tra le città e i loro organi rappresentativi e decisionali, sia a livello nazionale che dell'UE, in linea con i principi di leale cooperazione, sussidiarietà e proporzionalità;

2.  osserva che non esiste una definizione unica di ciò che costituisce una città in termini di popolazione, superficie, funzioni e livello di autonomia, ma solo in termini di grado di urbanizzazione e densità degli abitanti, e che pertanto ciascun Stato membro può attribuire e attribuisce accezioni diverse a questo termine;

3.  osserva che l'UE sta gradualmente rafforzando la dimensione urbana di tutta una serie di sue politiche, come ad esempio dimostra il concetto delle "città e comunità intelligenti" (partenariato europeo per l'innovazione), e iniziative quali l'iniziativa comunitaria URBAN I (URBAN I), URBAN II, lo sviluppo urbano sostenibile (articolo 7 del FESR(8)), la rete di sviluppo urbano, le azioni innovative urbane, il titolo di Capitale europea della cultura, di Capitale verde europea, di Capitale europea dell'innovazione, il Patto dei sindaci e l'Agenda urbana per l'UE;

4.  ricorda che le città svolgono un ruolo importante nell'attuazione di determinati strumenti e politiche dell'UE, come nel settore della politica di coesione e dei Fondi strutturali e d'investimento europei; invita pertanto le città a lavorare in modo integrato in cooperazione con tutti i livelli dell'amministrazione, il settore privato e la società civile, conformemente al principio di partenariato;

5.  sottolinea il ruolo chiave delle città e di tutte le autorità locali nella preparazione, la progettazione, il finanziamento e l'attuazione delle politiche chiave dell'Unione europea, come ad esempio la lotta ai cambiamenti climatici, attraverso un processo di sviluppo urbano, economico, sociale e territoriale che permetta alle città di far fronte a nuove sfide e di sfruttare le opportunità offerte dal prossimo periodo di finanziamento dell'UE, al fine di far convergere le risorse disponibili verso la creazione di città future non solo intelligenti e sostenibili, ma anche creative; sottolinea inoltre, in tale contesto, l'importanza di strategie e iniziative a livello mondiale, come gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e il Patto globale dei sindaci;

6.  evidenzia che, avendo dimostrato la loro capacità di gestire in modo efficiente le azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, alle città dovrebbe essere conferito un ruolo più importante nell'attuazione di tutte le politiche pertinenti;

7.  sottolinea l'importante ruolo che le città possono svolgere nelle politiche esterne dell'Unione quale strumento di diplomazia pubblica, riunendo persone di paesi diversi e affrontando i problemi che per varie ragioni non figurano nelle agende politiche di alto livello, e chiede pertanto di incrementare i finanziamenti dei rispettivi meccanismi di sostegno dell'Unione;

8.  rileva tuttavia che, talvolta, le città non dispongono degli strumenti o della capacità amministrativa adeguati per partecipare alle procedure di gara per l'ottenimento di fondi dell'UE; accoglie pertanto con favore l'istituzione di uno "sportello unico" per le città, il cui sito web e i cui documenti dovrebbero essere disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione; chiede un coordinamento e un'integrazione migliori degli strumenti e dei programmi dedicati alle città nelle varie politiche dell'UE, da conseguirsi mediante la designazione di un commissario responsabile dell'iniziativa politica al riguardo, in modo da fornire a dette politiche una direzione strategica, in linea con la crescente attenzione rivolta dalle politiche dell'UE alle aree urbane, prendendo altresì in considerazione, nel contempo, la diversa natura delle differenze tra le autorità locali europee e le rispettive potenzialità; sottolinea l'importanza di promuovere un approccio più equilibrato nei confronti delle città – indipendentemente dalle loro dimensioni – per quanto riguarda l'accesso agli strumenti e ai programmi interessati, sviluppando in particolare le capacità di consulenza;

9.  accoglie con favore l'agenda urbana per l'UE quale nuovo modello di governance multilivello basato sul partenariato, che consente alle città di partecipare alla revisione della legislazione in vigore e alla riflessione sulla futura configurazione delle politiche; evidenzia la necessità di un approccio integrato e globale nell'attuazione pratica della governance multilivello definita nella legislazione dell'UE, in linea con gli obiettivi fondamentali delle politiche dell'Unione; pone in rilievo l'importante ruolo complementare degli approcci basati sul territorio e dal basso verso l'alto, come lo sviluppo locale di tipo partecipativo;

10.  chiede che l'agenda urbana sia coordinata, rafforzata e formalizzata; ritiene che essa non debba restare un processo volontario e che gli Stati membri e la Commissione dovrebbero acquisirne una parte maggiore e impegnarsi a esaminare attentamente e, ove possibile, ad attuare le raccomandazioni ricevute;

11.  invita i partenariati che operano nel quadro dell'agenda urbana ad adottare rapidamente le loro raccomandazioni e i loro piani d'azione; esorta inoltre la Commissione a dimostrare in quale misura queste proposte concrete sono prese in considerazione, in particolare per quanto riguarda il miglioramento della regolamentazione, dei finanziamenti e delle conoscenze, e a integrarle, se del caso, in proposte legislative future; invita la Commissione a riferire regolarmente al Parlamento in merito ai risultati conseguiti;

12.  accoglie con favore le piattaforme di cooperazione tra le città che consentono la creazione di sinergie per la cooperazione transfrontaliera e una migliore attuazione delle politiche dell'UE sul territorio; ritiene che il Patto dei sindaci per il clima e l'energia sia un buon esempio da seguire;

13.  si compiace dell'istituzione della piattaforma di dati urbani da parte della Commissione; invita tuttavia Eurostat e la Commissione a raccogliere e a compilare dati più dettagliati, in particolare quelli sui flussi, al fine di adeguare le politiche esistenti e di definirne di nuove in modo efficiente;

14.  reputa necessario sviluppare la partecipazione precoce e coordinata delle città nel processo decisionale dell'UE nell'ambito dell'attuale assetto istituzionale dell'Unione, in particolare per quanto concerne la legislazione che le riguarda direttamente, in modo tale da salvaguardare la trasparenza e l'efficacia del processo politico e decisionale nel rispetto delle differenti realtà costituzionali degli Stati membri; chiede maggiore trasparenza e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE; plaude, a tale riguardo, all'iniziativa dei cittadini europei e chiede una migliore promozione di questo strumento all'interno degli Stati membri;

15.  è convinto che occorra rafforzare in modo considerevole il ruolo delle città nella definizione delle politiche future dell'UE; invita pertanto l'Unione europea a valutare nuovamente l'istituzione di una politica urbana europea, segnatamente al fine di formulare considerazioni a lungo termine;

16.  ricorda che il Comitato delle regioni coordina la piattaforma di monitoraggio Europa 2020, il cui compito principale è di garantire che le opinioni delle città, delle regioni e di altre autorità locali siano prese in considerazione nella definizione della strategia della Commissione per la crescita economica e l'innovazione;

17.  raccomanda di potenziare la rappresentanza politica delle città e dei comuni nell'attuale quadro istituzionale dell'UE, anche considerando un rafforzamento della rappresentanza delle città da parte degli Stati membri in seno al Comitato delle regioni, senza ridurre il ruolo delle regioni e delle zone rurali;

18.  invita gli Stati membri ad assicurare che la diversità delle loro strutture territoriali si rifletta pienamente nelle loro proposte di nomina di membri del Comitato delle regioni, e a proporre, ove opportuno, la nomina di più rappresentanti locali al Comitato delle regioni;

19.  sottolinea l'importanza delle associazioni che rappresentano le città, quali Eurocities e il CEMR; è favorevole a un consolidamento del coinvolgimento delle associazioni europee che rappresentano le autorità locali e gli interessi urbani nella definizione delle politiche, come la rete Eurocities, il CEMR e altri, e ritiene che tali associazioni dovrebbero diventare partner chiave delle istituzioni dell'UE mediante la creazione di un meccanismo permanente di dialogo strutturato, anche nel quadro del Comitato delle regioni, in particolare nella fase prelegislativa;

20.  raccomanda che vengano effettuate valutazioni d'impatto territoriale di tutte le misure politiche e normative che hanno ripercussioni a livello locale; ritiene che un dialogo con le associazioni rappresentative delle autorità locali e urbane dovrebbe consentire loro di contribuire alle valutazioni d'impatto territoriale, fornire consulenza sugli studi preparatori per la progettazione delle politiche e fornire regolarmente perizie tecniche mirate sull'attuazione della legislazione dell'UE a livello subnazionale; rammenta che il Comitato delle regioni svolge valutazioni d'impatto territoriale;

21.  incoraggia una maggiore cooperazione tra il Consiglio e le autorità locali; chiede che il ruolo consultivo delle città e delle regioni, nonché delle rispettive associazioni rappresentative, sia rafforzato in seno al Consiglio allorché sono trattate questioni che interessano il livello locale;

22.  ritiene che le città, i centri urbani e i comuni non dovrebbero essere considerati solo come semplici strutture di gestione pubblica sotto il controllo democratico, ma dovrebbero essere visti come potenziali luoghi di dibattito pubblico, trasferimento delle conoscenze e definizione dello spazio politico nell'UE, senza pregiudicare il ruolo delle zone rurali; osserva che è necessario definire gli elementi alla base di tale spazio pubblico europeo, caratterizzato dal godimento dei diritti e delle libertà fondamentali e da valori quali l'uguaglianza, la non discriminazione e la giustizia;

23.  sottolinea l'importanza del ruolo della società civile nella vita politica dell'UE; ritiene che le città, avendo un accesso privilegiato a un ampio settore della popolazione dell'UE, rappresentino il livello in cui i cittadini possono essere coinvolti più prontamente; rileva che le città possono dunque svolgere un ruolo di legittimazione e contribuire alle campagne di sensibilizzazione sui diritti dei cittadini dell'UE;

24.  ricorda che le regioni e le città dovrebbero essere riconosciute come centri in grado di svolgere un ruolo positivo nello sviluppo delle strategie dell'UE, all'interno dei quali le questioni globali sorgono e sono risolte a livello locale, contribuendo al rafforzamento del sistema di governance multilivello dell'Unione, e che tale prospettiva ha conseguenze pratiche per il quadro istituzionale del processo decisionale dell'UE dal basso verso l'alto o dall'alto verso il basso;

25.  ritiene che la rappresentanza delle città non dovrebbe limitarsi alla partecipazione dei loro rappresentanti ufficiali alle strutture di gestione e consulenza, e che le città, i paesi e i villaggi – e non solo le capitali o i capoluoghi di regione – potrebbero diventare centri di dibattito sul futuro dell'Unione e delle sue politiche;

26.  è dell'opinione che, al fine di diventare centri di dibattito sul futuro dell'Unione e delle sue politiche, i comuni debbano nominare un consigliere incaricato degli affari europei e che occorra istituire una rete di consiglieri locali aventi tale mandato;

27.   chiede che sia previsto un sostegno adeguato per le città e le autorità locali al fine di consentire loro di migliorare la dimensione urbana delle politiche dell'UE;

28.  raccomanda di sfruttare il potenziale delle città dell'UE ai fini dell'elaborazione e dell'attuazione delle politiche dell'Unione mediante dibattiti e consultazioni su questioni di loro interesse e che vadano oltre la politica urbana in senso stretto;

29.  ribadisce che tale obiettivo sarà realizzabile solo se i dibatti e le consultazioni si terranno in aree urbane, diverse dalle capitali o dai capoluoghi di regione, che possano costituire un spazio facilmente accessibile per i cittadini che vivono nelle vicinanze, in particolare in paesi e villaggi, al fine principale di avvicinare l'Unione europea ai cittadini;

30.  riconosce l'importanza di prevedere modelli di coinvolgimento adattati a contesti diversi e ad aree urbane di differenti dimensioni e rilevanza, dalle capitali europee alle città di piccole e medie dimensioni;

31.  ritiene che il Parlamento e il Comitato delle regioni siano i promotori naturali di tale processo, in quanto organi capaci di articolare gli interrogativi che costituiscono il punto di partenza dei dibattiti e delle consultazioni e di trarre conclusioni basate sulle voci, i pareri e i progetti raccolti;

32.  propone che il processo di consultazione dei cittadini sia organizzato dal Parlamento e dal Comitato delle regioni, in collaborazione con i consigli municipali delle città europee riconosciute come forum per il dibattito europeo, e che tali forum siano istituiti, in stretta collaborazione con gli Stati membri, principalmente in città il cui rilievo abbia un'importanza e un'incidenza per la maggior parte dei residenti della regione interessata, in modo da garantire la più ampia partecipazione possibile;

33.  suggerisce inoltre che i consigli municipali delle città riconosciute come forum per il dibattito europeo siano responsabili di fornire alle università, alle scuole locali e ad altri istituti d'istruzione, come pure ai media, alle organizzazioni e alle associazioni sociali nonché ai cittadini, una vasta esperienza professionale e pubblica, accesso libero e gratuito e la possibilità di partecipare a dibattiti e consultazioni; ritiene che i consigli municipali debbano altresì occuparsi di invitare i rappresentanti di tutti i livelli di governance urbana, ivi compresi le unità più piccole o i consigli partner dell'area urbana in senso più ampio, e che sarebbe inoltre ragionevole specificare la portata territoriale di tale obbligo nell'accordo concluso tra i pertinenti organi a livello UE e i consigli municipali delle città individuate come forum europei;

34.  suggerisce di istituire un programma pilota di 54 forum per il dibattito europeo, che garantiscano una rappresentanza territoriale equilibrata e la rappresentanza di città di dimensioni diverse, da tenere in città che non siano capitali degli Stati membri, al fine di pervenire a un sistema di dibattito e consultazione a livello municipale sulle questioni inerenti all'UE;

35.  evidenzia la necessità di procedere a uno scambio di buone pratiche tra le città europee, dal momento che alcune di esse hanno portato a termine con successo programmi in materia di migrazione o cambiamenti climatici nonché piani di gestione urbana innovativi;

36.  segnala che il consolidamento della posizione delle città nella definizione delle politiche dell'UE, anche in seno al Comitato delle regioni, non pregiudica la fiducia in altri livelli di governance, ma al contrario la rafforza, poiché sostiene la governance multilivello e la sussidiarietà sulla base della fiducia bilaterale tra l'UE, gli Stati membri e le autorità regionali e locali;

37.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale europeo nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 212 E del 5.8.2010, pag. 82.
(2) GU C 326 del 26.10.2012, pag. 391.
(3) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 124.
(4) GU L 74 del 14.3.2014, pag. 1.
(5) Testi approvati, P8_TA(2017)0049.
(6) Testi approvati, P8_TA(2017)0048.
(7) Testi approvati, P8_TA(2017)0487.
(8) Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione", (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289).

Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2019Note legali - Informativa sulla privacy