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Procedura : 2018/2084(INI)
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A8-0379/2018

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CRE 28/11/2018 - 20

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Giovedì 29 novembre 2018 - Bruxelles Edizione definitiva
OMC: la via da seguire
P8_TA(2018)0477A8-0379/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 29 novembre 2018 sull'OMC: la via da seguire (2018/2084(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di Marrakech del 15 aprile 1994 che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

–  vista la dichiarazione ministeriale di Doha dell'OMC del 14 novembre 2001(1),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'OMC, segnatamente la risoluzione del 24 aprile 2008 intitolata "Verso una riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio"(2) e la risoluzione del 15 novembre 2017 sui negoziati multilaterali in vista dell'undicesima conferenza ministeriale dell'OMC(3),

–  visto il documento finale adottato per consenso il 10 dicembre 2017 in occasione della sessione annuale della Conferenza parlamentare sull'OMC a Buenos Aires(4),

–  visti i risultati dell'undicesima conferenza ministeriale tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017, tra cui figurano una serie di decisioni ministeriali, in cui non è stato tuttavia possibile adottare una dichiarazione ministeriale(5),

–  visto il sesto riesame globale dell'aiuto per il commercio, tenutosi a Ginevra dall'11 al 13 luglio 2017(6),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite(7),

–  visto l'accordo di Parigi nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), in vigore dal novembre 2016,

–  vista l'ultima relazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, pubblicata l'8 ottobre 2018, che mostra che è ancora possibile limitare il riscaldamento globale a 1,5°C se i paesi aumentano i loro contributi determinati a livello nazionale entro il 2020,

–  visto il paragrafo 16 delle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno 2018(8),

–  vista la dichiarazione congiunta, del 31 maggio 2018, sull'incontro trilaterale dei ministri del Commercio degli Stati Uniti, del Giappone e dell'Unione europea(9),

–  vista la dichiarazione congiunta del 20° vertice UE-Cina, che istituisce un gruppo di lavoro congiunto sulla riforma dell'OMC presieduto a livello di viceministri(10),

–  visto il documento di riflessione della Commissione, del 18 settembre 2018, sulla modernizzazione dell'OMC(11),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0379/2018),

A.  considerando che, fin dalla sua creazione, l'OMC ha svolto un ruolo fondamentale nel rafforzare il multilateralismo e nel promuovere un ordine economico globale inclusivo e un sistema commerciale multilaterale aperto, basato su regole e non discriminatorio; che i paesi in via di sviluppo oggi rappresentano circa la metà del commercio mondiale, contro il 33 % nel 2000, e che dal 1990 il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema si è dimezzato, attestandosi a poco meno di un miliardo; che l'OMC si fonda su un sistema di diritti e obblighi, che impone ai membri di aprire i rispettivi mercati e di non operare discriminazioni;

B.  considerando che l'OMC dovrebbe rimanere il principale punto di riferimento per i governi e le imprese nella definizione delle regole e nella soluzione delle controversie commerciali;

C.  considerando che l'UE ha da sempre sostenuto un approccio forte, multilaterale e basato su regole agli scambi commerciali, in quanto l'economia dell'Unione, i suoi lavoratori e consumatori, nonché i suoi partner, sono sempre più integrati nelle catene globali del valore e dipendono da un andamento prevedibile del commercio internazionale, sia per le importazioni che per le esportazioni, e delle condizioni sociali e ambientali;

D.  considerando che i risultati dell'undicesima conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio, tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017, sono stati deludenti e hanno dimostrato chiaramente che la funzione negoziale dell'OMC è paralizzata;

E.  considerando che il sistema commerciale multilaterale basato su regole si trova ad affrontare la sua crisi più grave dall'istituzione dell'OMC, che minaccia le funzioni fondamentali esercitate dall'organizzazione, ovvero fissare regole e strutture essenziali per il commercio internazionale e fornire il meccanismo di risoluzione delle controversie più efficace e sviluppato di qualsiasi organizzazione multilaterale;

F.  considerando che, nonostante eccezioni importanti come l'accordo sull'agevolazione degli scambi, la riforma commerciale dell'OMC subisce ritardi sin dagli anni 2000;

G.  considerando che l'organo d'appello è il "fiore all'occhiello" dell'OMC, in ragione del carattere vincolante delle sue decisioni e della sua natura di organismo di ricorso indipendente e imparziale; che la composizione dell'organo d'appello è scesa al numero minimo di giudici necessario per il suo funzionamento dopo la fine del mandato del giudice Shree Baboo Chekitan Servansing, con soli tre giudici nominati rimasti; che questo stallo, provocato dall'amministrazione statunitense, potrebbe portare al collasso di un sistema che è essenziale per la gestione delle controversie tra tutti i membri dell'OMC;

1.  ribadisce la sua piena adesione al duraturo valore del multilateralismo e chiede un'agenda commerciale fondata su scambi equi e basati su regole a beneficio di tutti, che contribuisca alla pace, alla sicurezza e all'agenda per lo sviluppo sostenibile, includendo e rafforzando i diritti umani, sociali e ambientali, nonché garantendo che le norme armonizzate e concordate a livello multilaterale siano applicate uniformemente nei confronti di tutti e sostenute efficacemente; sottolinea che l'OMC deve anche contribuire a promuovere un commercio giusto e a contrastare le pratiche sleali; sottolinea che il commercio non è fine a se stesso, ma costituisce uno strumento per raggiungere obiettivi di sviluppo definiti a livello globale;

2.  ritiene che sia ormai urgente procedere alla modernizzazione dell'OMC alla luce degli ultimi sviluppi, ma anche a causa della protratta mancanza di progressi nel quadro dell'agenda di Doha per lo sviluppo (ADS), e rivedere a fondo svariati aspetti del funzionamento dell'OMC per accrescerne sia l'efficacia che la legittimità; considera essenziale, in quest'ottica, che il segretariato dell'OMC crei opportunità per coinvolgere tutti i membri dell'OMC nel dibattito sin dall'inizio; invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE in seno all'OMC a rivolgersi agli altri membri dell'Organizzazione, segnatamente i principali partner commerciali dell'UE quali Stati Uniti, Giappone, Cina, Canada, Brasile e India, per concordare posizioni comuni; reputa incoraggianti le dichiarazioni iniziali del vertice UE-Cina sulla riforma dell'OMC;

3.  accoglie con favore, a tale proposito, il mandato conferito dal Consiglio europeo alla Commissione il 28 e 29 giugno 2018 e prende nota dell'approccio definito nelle conclusioni, nonché del documento di riflessione della Commissione, del 18 settembre 2018, sulla modernizzazione dell'OMC e le proposte canadesi per la riforma dell'OMC del 25 settembre 2018; attende con interesse la pubblicazione di ulteriori proposte, in particolare da parte dei paesi in via di sviluppo, nonché dei gruppi di lavoro già istituiti tra gli Stati membri dell'OMC;

4.  esprime la massima preoccupazione per il fatto che solo tre posti in seno all'organo d'appello sono assegnati, il che mette gravemente a repentaglio l'attuale e corretto funzionamento del processo di risoluzione delle controversie, e invita fermamente gli Stati Uniti a risolvere la situazione in modo da consentire la rapida assegnazione dei seggi vacanti dell'organo d'appello; accoglie con favore le proposte iniziali avanzate dalla Commissione nel suo documento di riflessione sulla modernizzazione dell'OMC per risolvere lo stallo affrontando alcune delle preoccupazioni sollevate, anche con norme transitorie per i membri uscenti e modifiche alla durata dei mandati nell'organo d'appello o al termine massimo consentito prima della pubblicazione di una relazione, nonché all'elaborazione di nuove pronunce giurisprudenziali da parte dell'organo d'appello; osserva che le preoccupazioni espresse dagli Stati Uniti riguardo all'organo d'appello vanno al di là delle modifiche procedurali e comportano riforme significative delle decisioni dei giudici dell'organo;

5.  ritiene che la decisione degli Stati Uniti, del 31 maggio 2018, di imporre dazi sui prodotti di acciaio e alluminio per motivi di "sicurezza nazionale", a norma della sezione 232 del Trade Expansion Act (legge per l'espansione degli scambi) del 1962, sia ingiustificata, non affronti il problema dell'eccesso di acciaio sui mercati globali e non sia conforme alle norme dell'OMC; incoraggia vivamente la Commissione a collaborare con gli Stati Uniti per risolvere le controversie commerciali e rimuovere gli ostacoli al commercio nel quadro di risoluzione delle controversie basato sulle norme dell'OMC;

6.   è del parere che, per affrontare le cause profonde della crisi attuale, l'OMC debba adattarsi a un mondo in evoluzione, occupandosi al contempo di alcune delle questioni in sospeso dell'agenda di Doha per lo sviluppo, segnatamente in materia di sicurezza alimentare; ritiene pertanto necessario:

   a) colmare le attuali lacune del corpus normativo, al fine di garantire parità di condizioni rispetto alle sovvenzioni che creano distorsioni del mercato e alle imprese statali nonché di mantenere aggiornati la protezione della proprietà intellettuale e l'accesso al mercato degli investimenti; affrontare altresì le questioni concernenti la protezione e la divulgazione obbligatoria del codice sorgente e altre attività statali che generano un eccesso di capacità, nonché ostacoli normativi ai servizi e agli investimenti, compresi i trasferimenti di tecnologie, i requisiti delle joint venture e i requisiti di contenuto locale; sorvegliare l'attuazione, l'amministrazione e il funzionamento degli accordi in vigore;
   b) istituire il quadro normativo necessario per far fronte agli sviluppi tecnologici, includendo il commercio elettronico, le catene globali del valore, gli appalti pubblici, la regolamentazione interna nel settore dei servizi, le piccole e medie imprese e le microimprese (MPMI);
   c) affrontare le sfide ambientali e sociali più pressanti a livello mondiale, garantendo una coerenza sistemica delle politiche tra i programmi in materia di commercio, lavoro e ambiente;
   d) accoglie con favore, a tale proposito, le dichiarazioni congiunte adottate a Buenos Aires in materia di commercio elettronico, regolamentazione interna, agevolazione degli investimenti ed emancipazione economica delle donne, nonché il lavoro svolto da allora su tali questioni;

7.  sottolinea che l'UE dovrebbe porre l'accento sulle proprie norme in materia di tutela della privacy e di protezione dei dati, affinché esse siano promosse a livello internazionale e diventino un punto di riferimento per l'elaborazione di norme internazionali e multilaterali;

8.  ricorda che l'accesso agli appalti pubblici è una delle priorità dell'Unione europea nel quadro dei suoi negoziati commerciali e che, in tal senso, ci si attende il rispetto dell'impegno, da parte dei membri dell'OMC, di aderire all'accordo sugli appalti pubblici, miglioramenti nel funzionamento delle disposizioni di tale accordo nonché il rispetto delle stesse, in uno spirito di reciprocità e di vantaggi reciproci; osserva che la piena efficacia dei potenziali miglioramenti nell'ambito della struttura di aiuti statali e del ruolo delle imprese pubbliche dipende in parte dai progressi in tale settore; invita la Commissione a collaborare con i membri prossimi ad aderire all'accordo sugli appalti pubblici per accelerare i loro sforzi al fine di estendere i vantaggi della liberalizzazione degli appalti tra i membri dell'OMC;

9.  è convinto che l'attuale distinzione operata tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo non rifletta la realtà economica e la situazione effettiva in seno all'OMC e che ciò abbia rappresentato un ostacolo all'avanzamento del ciclo di Doha, a scapito dei paesi più bisognosi; esorta i paesi in via di sviluppo avanzati ad assumersi la loro parte di responsabilità e ad apportare un contributo commisurato al loro livello di sviluppo e di competitività (settoriale); osserva che il documento di riflessione della Commissione chiede norme in base alle quali i paesi in via di sviluppo si affrancheranno dal loro status a basso reddito con il crescere della loro ricchezza; ritiene che il meccanismo del trattamento speciale e differenziato (SDT) dovrebbe essere nuovamente analizzato al fine di rispecchiare meglio gli indici di sviluppo umano, in quanto strumento politico che consente ai paesi in via di sviluppo di collegare l'attuazione degli accordi multilaterali al ricevimento di assistenza dai paesi più ricchi e dalle organizzazioni dei donatori;

10.  accoglie con grande favore la ratifica da parte di due terzi dei membri dell'OMC, nel febbraio 2017, dell'accordo sull'agevolazione degli scambi; è convinto che tale accordo sull'agevolazione degli scambi costituisca un esempio importante e possa fornire un modello per i futuri accordi dell'OMC, affinché tengano conto delle differenze in termini di status di sviluppo e delle esigenze dei membri dell'Organizzazione; incoraggia i membri dell'OMC a farsi attori responsabili e a mantenere gli impegni conformemente al loro potere economico effettivo e alle loro capacità; ritiene che le sfide future siano la ratifica completa dell'accordo, in particolare da parte dei membri africani che dovrebbero trarre maggiori benefici dall'accordo, l'efficace attuazione dell'accordo sull'agevolazione degli scambi e la notifica dell'aiuto allo sviluppo a norma dell'accordo;

11.  riconosce che, nel complesso, l'adesione della Cina all'OMC nel 2001 ha aumentato l'accesso al mercato nazionale cinese, con conseguente beneficio per l'economia globale; è preoccupato che la Cina non applichi lo spirito e i principi dell'OMC in materia di trattamento nazionale;

12.  ritiene che sia necessario rivedere il funzionamento del processo negoziale, introducendo una maggiore flessibilità rispetto a quanto previsto attualmente dalla regola del consenso, riconoscendo nel contempo che l'approccio dell'impegno unico ha limitato l'efficacia della governance del commercio multilaterale; esprime il suo sostegno al concetto di multilateralismo flessibile, in base al quale i membri dell'OMC interessati a perseguire una data questione in cui il pieno consenso non è ancora possibile dovrebbero poter compiere progressi in materia e concludere accordi plurilaterali, mediante i cosiddetti accordi di cui all'allegato 4 dell'OMC, conformemente agli articoli II:3, III:1 e X:9 dell'accordo di Marrakech, o mediante accordi di "massa critica" che estendono le concessioni negoziate ai membri dell'OMC sulla base del principio della nazione più favorita (NPF); incoraggia la Commissione a non utilizzare tali articoli come alternativa al dialogo costruttivo con i membri dell'OMC, per affrontare gli ostacoli al commercio e la riforma dell'OMC e delle sue funzioni; ritiene, in tal senso, che i suoi membri dovrebbero dare impulso alla creazione di capacità dell'OMC al fine di garantire che l'Organizzazione sia dotata di risorse finanziarie e umane conformemente alle sue maggiori esigenze affinché venga mantenuta la stessa qualità di lavoro; ritiene che, in generale, i contributi monetari dei nuovi membri dovrebbero incrementare il bilancio dell'OMC e non portare a una riduzione delle quote di adesione dei membri esistenti;

13.  riconosce che, benché il multilateralismo basato su regole rimanga l'elemento fondamentale della struttura dell'OMC, esistono possibilità di instaurare una cooperazione plurilaterale più approfondita e più flessibile tra Stati interessati nei settori in cui è risultato difficile raggiungere un consenso; osserva che tali accordi devono integrare e non compromettere l'agenda multilaterale e non dovrebbero essere utilizzati come consessi alternativi per far fronte agli ostacoli agli scambi, ma piuttosto come trampolino per realizzare progressi a livello multilaterale; chiede la ripresa dei negoziati plurilaterali relativi all'accordo sui beni ambientali (EGA) e all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA), nonché regole specifiche per le PMI nel quadro degli accordi plurilaterali e multilaterali; sottolinea l'importanza per l'OMC di proseguire e approfondire il suo lavoro di cooperazione internazionale con altre organizzazioni internazionali quali, a titolo di esempio, le Nazioni Unite, l'OCSE, l'Organizzazione mondiale delle dogane e l'OIL;

14.   sottolinea il ruolo che gli scambi commerciali possono e devono svolgere per contribuire allo sviluppo e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) del 2030 e degli impegni dell'accordo di Parigi nella lotta ai cambiamenti climatici; deplora che l'EGA sia stato bloccato nel 2016 e ricorda il suo potenziale per fornire un accesso maggiore alle tecnologie verdi e contribuire a rispettare gli impegni summenzionati; sottolinea che, oltre ai negoziati sulle sovvenzioni alla pesca, l'OMC deve ora definire le azioni più concrete da adottare al riguardo a tutela della vita marina; ricorda che il concetto dei processi e metodi di produzione dell'OMC offre la possibilità di differenziare tra i cosiddetti "prodotti simili" in termini di impatto ambientale; suggerisce di dare nuovo impulso al comitato sul commercio e l'ambiente dell'OMC (CTE), attribuendogli il mandato di elaborare criteri per contrastare il parassitismo ambientale e stabilire legami più stretti con il segretariato dell'UNFCCC;

15.  ribadisce i collegamenti tra la parità di genere e lo sviluppo inclusivo, come espresso anche nell'OSS n. 5, sottolineando che l'emancipazione femminile è fondamentale per l'eradicazione della povertà e che la rimozione degli ostacoli alla partecipazione delle donne al commercio è essenziale per lo sviluppo economico; accoglie con favore la maggiore attenzione posta dall'OMC alle questioni relative al commercio e al genere e incoraggia tutti i 121 firmatari della dichiarazione di Buenos Aires del 2017 sul commercio e sull'emancipazione economica delle donne a onorare i loro impegni; evidenzia la necessità di un approccio sistemico basato sul genere riguardo a tutti gli ambiti della produzione normativa dell'OMC, sotto forma di valutazioni di impatto che tengono conto delle specificità di genere; rileva l'importanza di iniziative come SheTrades per sottolineare il ruolo positivo delle donne nel commercio e incoraggiare una maggiore partecipazione delle donne al commercio internazionale in tutto il mondo;

16.  richiama l'attenzione sulle conclusioni del sesto riesame globale dell'aiuto per il commercio, tenutosi a Ginevra nel luglio 2017, intitolato "Promuovere il commercio, l'inclusione e la connettività per lo sviluppo sostenibile"; è del parere che ciò dovrebbe tradursi in azioni concrete volte ad agevolare il commercio elettronico e trasformare le opportunità digitali, come la blockchain, in realtà commerciali, anche per i paesi in via di sviluppo; rileva, a tale proposito, che gli investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali, che sono essenziali per realizzare progressi in tale settore, rimangono una delle sfide principali; invita pertanto i membri dell'OMC a promuovere gli investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali, incoraggiando, tra le altre iniziative, i partenariati pubblico-privato;

17.  ribadisce il suo invito all'UE a garantire che le sue attività con i paesi in via di sviluppo, sia nel settore del commercio che in quello dello sviluppo, siano basate su un quadro equilibrato tra partner paritari, siano allineate al principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo, di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e siano volte alla promozione e al rispetto dei diritti umani;

18.  deplora che l'11a conferenza ministeriale dell'OMC non abbia permesso di compiere progressi su questioni di vitale importanza per i paesi in via di sviluppo; si compiace, tuttavia, del rafforzamento del trattamento preferenziale precedentemente accordato dall'OMC ai paesi meno sviluppati, compresi un trattamento e norme di origine preferenziali per i prestatori di servizi, e sottolinea la necessità di adottare misure di sviluppo delle capacità che consentirebbero ai fornitori dei paesi meno sviluppati di beneficiare della deroga nel settore dei servizi prevista per tali paesi;

19.  sottolinea che la trasparenza è un elemento chiave per garantire un contesto stabile e prevedibile per gli scambi e gli investimenti; ritiene importante migliorare la trasparenza delle procedure di monitoraggio aumentando gli incentivi per i membri dell'OMC a ottemperare agli obblighi di notifica, riducendo la loro complessità e gli oneri, e fornendo, se del caso, lo sviluppo delle capacità, mentre è opportuno scoraggiare e contrastare la deliberata mancanza di conformità;

20.  sottolinea che il ruolo del segretariato dell'OMC, nell'agevolare e tutelare un approccio dal basso per la partecipazione attiva di tutti i membri, è fondamentale e che dovrebbe essere ulteriormente rafforzato e reso più flessibile per sostenere i diversi processi negoziali, nonché le funzioni di attuazione e monitoraggio; ritiene necessario rafforzare i mezzi e le risorse finanziari e umani a disposizione del segretariato dell'OMC ed esorta i membri dell'Organizzazione ad adempiere reciprocamente alle proprie responsabilità in tal senso; è del parere che si dovrebbe anche dare nuovo impulso al lavoro regolare dei comitati dell'OMC, attribuendo ai presidenti un ruolo più attivo nello sviluppo e nella proposta di soluzioni e compromessi, andando pertanto al di là della semplice moderazione dei contributi dei membri, e che tale compito ampliato dovrebbe essere sostenuto dal segretariato;

21.  esorta i membri dell'OMC a garantire la legittimità democratica e la trasparenza rafforzando la dimensione parlamentare dell'OMC, nonché a sostenere un memorandum d'intesa che istituisca un rapporto di lavoro formale con la conferenza parlamentare sull'OMC; sottolinea, al riguardo, la necessità di garantire che i deputati abbiano pieno accesso ai negoziati commerciali e siano coinvolti nell'elaborazione e nell'attuazione delle decisioni dell'OMC e che le politiche commerciali siano adeguatamente esaminate nell'interesse dei cittadini;

22.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al Direttore generale dell'OMC.

(1) Dichiarazione ministeriale di Doha (WT/MIN(01)/DEC) del 14 novembre 2001 – https://www.wto.org/english/thewto_e/minist_e/mc10_e/nairobipackage_e.htm
(2) GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 77.
(3) Testi approvati, P8_TA(2017)0439.
(4) http://www.europarl.europa.eu/pcwto/en/sessions/2017.html
(5) https://www.wto.org/english/news_e/news17_e/mc11_10dec17_e.htm
(6) https://www.wto.org/english/tratop_e/devel_e/a4t_e/gr17_e/gr17programme_e.htm
(7) http://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/
(8) http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/06/29/20180628-euco-conclusions-final/
(9) http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/may/tradoc_156906.pdf
(10) https://www.consilium.europa.eu/media/36165/final-eu-cn-joint-statement-consolidated-text-with-climate-change-clean-energy-annex.pdf
(11) http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/september/tradoc_157331.pdf

Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2020Note legali - Informativa sulla privacy