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Procedura : 2018/2104(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0404/2018

Testi presentati :

A8-0404/2018

Discussioni :

PV 12/12/2018 - 26
CRE 12/12/2018 - 26

Votazioni :

PV 13/12/2018 - 9.15
CRE 13/12/2018 - 9.15

Testi approvati :

P8_TA(2018)0532

Testi approvati
PDF 148kWORD 56k
Giovedì 13 dicembre 2018 - Strasburgo
Deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2017
P8_TA(2018)0532A8-0404/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2018 sulle deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2017 (2018/2104(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni,

–  visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea,

–  visti gli articoli 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che riflettono l'importanza che il trattato attribuisce al diritto dei cittadini e dei residenti dell'UE di richiamare l'attenzione del Parlamento sulle loro preoccupazioni,

–  visto l'articolo 228 TFUE,

–  visto l'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, relativo al diritto di petizione al Parlamento europeo,

–  viste le disposizioni TFUE concernenti la procedura d'infrazione, e in particolare gli articoli 258 e 260,

–  visti gli articoli 52, 215 e 216 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A8-0404/2018),

A.  considerando che nel 2017 sono state ricevute 1 271 petizioni – rispetto alle 1 569 ricevute nel 2016 – di cui 776 (il 60,2 %) sono state considerate ricevibili;

B.  considerando che 15 540 utenti del portale delle petizioni del Parlamento hanno sostenuto una o più petizioni nel 2017, rispetto ai 902 utenti nel 2015 e ai 6 132 utenti nel 2016; che il numero totale di click a sostegno delle petizioni è stato di 21 955, rispetto ai 18 810 nel 2016 e ai 1 329 nel 2015; che questa nuova forma di partecipazione civica di sostegno alle petizioni presentate rappresenta un fenomeno crescente da tenere in considerazione;

C.  considerando che quasi 250 petizioni identiche o molto simili su tre argomenti diversi presentate nel 2017 sono state esaminate insieme suddivise in gruppi per argomento;

D.  considerando che, delle petizioni presentate nel 2017, 67 sono state cofirmate da uno o più cittadini, 25 da più di 100 cittadini, 10 da più di 10 000 cittadini e due da più di 100 000 cittadini;

E.  considerando che il numero di petizioni ricevute è stato esiguo rispetto alla popolazione totale dell'UE; che ciò potrebbe indicare che una vasta porzione di cittadini e residenti dell'Unione non si avvale del diritto di petizione per mancanza di conoscenza, tenendo in considerazione le numerose potenziali preoccupazioni o aspettative in diversi ambiti di attività dell'Unione; che è necessario impegnarsi maggiormente per promuovere il diritto di petizione al Parlamento europeo;

F.  considerando che il numero esiguo di cittadini e residenti dell'UE a conoscenza del diritto di petizione conferma la necessità di maggiori sforzi e misure adeguate per incrementare la consapevolezza di tutti i cittadini e giungere al miglioramento sostanziale dell'esercizio del diritto di petizione;

G.  considerando che i criteri per la ricevibilità delle petizioni, a norma dell'articolo 227 del TFUE e dell'articolo 215 del regolamento del Parlamento, stabiliscono che le petizioni devono soddisfare condizioni formali di ricevibilità, ossia devono riferirsi a una materia che rientra nel campo di attività dell'Unione e concernere il firmatario, il quale deve essere cittadino dell'Unione o risiedervi; che 495 petizioni sono state dichiarate irricevibili perché non conformi alle condizioni di ricevibilità;

H.  considerando che il diritto di presentare una petizione al Parlamento offre ai cittadini e ai residenti dell'UE gli strumenti per rivolgersi ai loro rappresentanti direttamente eletti in modo formale; che il diritto di petizione deve essere un elemento fondamentale della partecipazione attiva dei cittadini e dei residenti dell'UE nei settori di attività dell'UE e dovrebbe, pertanto, essere promosso nel miglior modo possibile; che la piena valorizzazione del diritto di petizione è correlata alla necessità che le istituzioni UE e gli Stati membri giungano alla risoluzione tempestiva ed efficace delle problematiche sollevate dai cittadini tramite le petizioni, garantendo la piena tutela dei loro diritti fondamentali;

I.  considerando che da tempo il Parlamento svolge un ruolo di primo piano per quanto riguarda lo sviluppo del processo di petizione a livello internazionale e ha il processo di petizione più aperto e trasparente in Europa, che consente la piena partecipazione dei firmatari alle sue attività;

J.  considerando che la partecipazione attiva è possibile esclusivamente a condizione che vi sia un processo democratico e trasparente che consenta al Parlamento e alla commissione per le petizioni di rendere il proprio lavoro costruttivo e accessibile al cittadino; che ciò richiede un continuo miglioramento dell'interazione con i firmatari, tenendo traccia, tra i vari aspetti, dell'applicazione di nuovi sviluppi tecnologici e traendone vantaggio, nonché con altri cittadini e residenti interessati, quali i sostenitori delle petizioni attraverso il portale web delle petizioni;

K.  considerando che le petizioni costituiscono strumenti utili per individuare le violazioni del diritto dell'UE, nonché lacune e incongruenze di tale diritto, rispetto all'obiettivo di garantire i più alti livelli di giustizia sociale e una piena tutela dei diritti fondamentali per tutti i cittadini; che le petizioni consentono al Parlamento e alle altre istituzioni dell'UE di valutare il recepimento e l'applicazione del diritto dell'UE e l'impatto concreto della sua errata applicazione sui cittadini e sui residenti dell'UE; che possono inoltre fornire informazioni sull'assenza di disposizioni normative in ambiti di attività in cui l'UE potrebbe legiferare;

L.  considerando che le petizioni rappresentano una garanzia aggiuntiva per i cittadini e i residenti dell'UE rispetto alle denunce presentate direttamente alla Commissione, dal momento che coinvolgono il Parlamento nel processo e permettono un miglior controllo dello svolgimento degli incarichi di inchiesta da parte della Commissione, nonché di dare luogo a dibattiti trasparenti nel merito, alla presenza dei firmatari, dei deputati al Parlamento europeo e della Commissione, nonché di altre autorità interessate, se del caso;

M.  considerando che spesso le petizioni forniscono informazioni utili in vari settori strategici dell'UE e alle altre commissioni parlamentari, anche in relazione alle loro attività legislative; che le commissioni competenti per l'oggetto di una petizione sono tenute a loro volta a fornire la propria perizia al fine di trattare debitamente la petizione e consentire così una risposta costruttiva in materia del Parlamento stesso; che è responsabilità del Parlamento nel suo complesso ottemperare al diritto fondamentale di petizione attraverso un trattamento adeguato delle petizioni;

N.  considerando che ciascuna petizione deve venire attentamente valutata ed esaminata; che il firmatario ha il diritto di ricevere informazioni in merito alla decisione sulla ricevibilità adottata dalla commissione per le petizioni e ottenere un trattamento completo della sua questione entro un termine ragionevole;

O.  considerando che una quantità considerevole di petizioni è discussa pubblicamente nelle riunioni della commissione per le petizioni; che i firmatari hanno il diritto di presentare le proprie petizioni e partecipano spesso pienamente alla discussione, contribuendo così in maniera attiva al lavoro della commissione; che, nel 2017, 248 petizioni sono state discusse nelle riunioni di commissione alla presenza di 208 firmatari, di cui 59 hanno partecipato attivamente prendendo la parola;

P.  considerando che le informazioni fornite dai cittadini e dai residenti nelle petizioni e nelle riunioni della commissione, integrate dalle competenze tecniche della Commissione, degli Stati membri e di altri organismi, sono essenziali per il lavoro della commissione; che, al fine di evitare qualsiasi discriminazione socio-economica, ai firmatari la cui petizione deve essere dibattuta in una riunione pubblica di commissione e che desiderano partecipare al dibattito dovrebbe essere corrisposto un rimborso delle relative spese, entro limiti ragionevoli;

Q.  considerando che le principali questioni sollevate nelle petizioni nel 2017 riguardavano questioni ambientali (in particolare relative alla gestione delle acque e dei rifiuti e alla salvaguardia dell'ambiente), i diritti fondamentali (in particolare i diritti di voto e i diritti del minore), la questione dei bambini sottratti, la libera circolazione delle persone, questioni sociali (condizioni di lavoro), varie forme di discriminazione e l'immigrazione, oltre a molti altri settori di attività;

R.  considerando che la revisione del regolamento del Parlamento dovrebbe determinare una procedura di petizione migliorata e che le relative norme dovrebbero permettere l'ottimizzazione della capacità di indagine della commissione per le petizioni sulle problematiche sollevate dai cittadini ai fini della piena tutela e valorizzazione del diritto di petizione;

S.  considerando che il 69,1 % delle petizioni ricevute (878 petizioni) nel 2017 sono state presentate tramite il portale web per le petizioni del Parlamento, rispetto al 68 % (1 067 petizioni) nel 2016; che la prevalenza di tale formato e il suo incremento previsto nel corso del tempo potrebbero permettere un trattamento iniziale più rapido delle petizioni;

T.  considerando che le sintesi delle petizioni possono ora essere caricate sul portale prima (circa una settimana dopo che la commissione per le petizioni ha preso una decisione in merito alla ricevibilità); che il caricamento automatico degli ordini del giorno delle riunioni, dei verbali e delle risposte della Commissione relative alle petizioni è stato introdotto alla fine del 2017, mettendo questi documenti a disposizione del pubblico e incrementando la trasparenza delle attività della commissione per le petizioni; che tutti questi accorgimenti riflettono l'impegno del Parlamento nei confronti dell'obiettivo di fornire un'esperienza più interattiva e una comunicazione in tempo reale con i firmatari; che le domande frequenti (FAQ) e le caratteristiche delle dichiarazioni sulla privacy sono state rivedute per tenere conto delle modifiche apportate alle disposizioni in materia di riservatezza del regolamento; che vi sono stati anche alcuni miglioramenti tecnici, tra cui ulteriori miglioramenti nella funzione di ricerca e l'introduzione di una pagina da leggere prima che possa essere presentata una petizione, contenente informazioni e consigli per i firmatari; che un numero elevato di richieste di supporto individuali è stato gestito con successo;

U.  considerando che la commissione per le petizioni ritiene che l'iniziativa dei cittadini europei sia un importante strumento di democrazia diretta e partecipativa, che, se attuata seriamente, dovrebbe consentire ai cittadini di partecipare attivamente alla definizione delle politiche e delle normative europee;

V.  considerando che nel 2017 sono state condotte quattro missioni d'informazione ai sensi dell'articolo 216 bis del regolamento: una in Svezia sulle difficoltà incontrate dai cittadini dell'UE nell'ottenere il numero identificativo necessario per accedere alla maggior parte dei servizi necessari in caso di trasferimento temporaneo in Svezia; una in Spagna sulle petizioni riguardanti le accuse concernenti neonati sottratti dagli ospedali durante e dopo la dittatura di Franco; una a Taranto (Italia) sull'impatto di un impianto siderurgico e una raffineria locale sull'ambiente e sull'inquinamento atmosferico, terrestre e idrico causato dagli stessi; una a Larnaca (Cipro) sull'impatto sull'ambiente e sulla salute di un porto industriale di nuova costruzione nella città;

W.  considerando che, ai sensi del regolamento interno, la commissione per le petizioni è responsabile delle relazioni con il Mediatore europeo, che esamina le denunce concernenti i casi di cattiva amministrazione all'interno delle istituzioni e degli organi dell'Unione europea; che l'attuale Mediatore europeo, Emily O'Reilly, ha presentato la sua relazione annuale per il 2016 alla commissione per le petizioni in occasione della riunione del 30 maggio 2017 e che, a sua volta, la relazione annuale della commissione per le petizioni si basa in parte sulla relazione annuale del Mediatore o sulle relazioni speciali presentate al Parlamento, l'ultima delle quali verteva sul tema della trasparenza del processo decisionale in seno al Consiglio;

X.  considerando che la commissione per le petizioni è membro della rete europea dei mediatori, che comprende altresì il Mediatore europeo, i difensori civici nazionali e regionali e istituzioni simili degli Stati membri dell'UE e dei paesi candidati, e di altri paesi dello Spazio economico europeo e che è intesa a promuovere lo scambio di informazioni sul diritto e sulle politiche dell'UE, nonché a condividere le migliori prassi;

1.  richiama l'attenzione sul ruolo fondamentale della commissione per le petizioni quale ponte tra i cittadini e i residenti dell'UE e le istituzioni dell'UE attraverso cui i cittadini e i residenti dell'UE possono formalmente avvertire il Parlamento dei casi di errata applicazione del diritto dell'UE e sottoporre le proprie preoccupazioni e idee all'attenzione dei loro rappresentanti eletti, consentendo in tal modo, ogni volta che è possibile, una tempestiva analisi e risoluzione delle richieste dei firmatari di petizione; sottolinea che il modo in cui vengono affrontate le problematiche evidenziate nelle petizioni ha un impatto cruciale sui cittadini relativamente all'effettivo rispetto del diritto di petizione sancito dal diritto UE nonché sulla loro opinione nei confronti delle istituzioni europee; ricorda alla Commissione che le petizioni rappresentano uno strumento unico per individuare le situazioni in cui il diritto dell'UE non viene rispettato e per indagare in merito tramite il controllo politico del Parlamento europeo;

2.  sottolinea che le petizioni rappresentano sia un'opportunità sia una sfida per il Parlamento e per le altre istituzioni dell'UE, per avviare un dialogo diretto con i cittadini e i residenti dell'UE, in particolare se questi sono interessati dall'applicazione del diritto dell'UE e cercano un meccanismo di ricorso efficiente ed efficace; evidenzia che le istituzioni UE e gli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze, devono compiere ogni sforzo per giungere alla risoluzione tempestiva ed efficace delle problematiche sollevate dai firmatari delle petizioni;

3.  sottolinea l'importanza di sensibilizzare attraverso un dibattito pubblico continuo ed un'informazione più ampia sulle effettive competenze dell'UE, sul suo funzionamento e sulla sua necessità di futuri miglioramenti al fine di garantire che i cittadini e i residenti siano bene informati sui livelli ai quali vengono prese le decisioni, in modo tale che possano anche essere coinvolti nelle discussioni relative a possibili riforme e per prevenire la tendenza a "incolpare Bruxelles" applicata da alcuni Stati membri irresponsabili; ritiene che un più ampio dibattito pubblico sull'UE, nonché migliori informazioni ed istruzione e una rigorosa attività da parte dei media, ridurrebbe il numero delle petizioni irricevibili in quanto i cittadini e i residenti sarebbero maggiormente consapevoli delle competenze dell'UE; osserva che l'argomento di una petizione irricevibile può svolgere un ruolo nel processo decisionale, anche se non rientra nell'ambito di applicazione della commissione;

4.  sottolinea la necessità di una cooperazione rafforzata tra la Commissione e altre istituzioni dell'UE e le autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri al fine di garantire l'adozione e l'attuazione di una normativa UE orientata al conseguimento dei più livelli di giustizia sociale e alla piena ed effettiva tutela dei diritti economici, sociali e culturali di tutti i cittadini; sottolinea la necessità di una cooperazione più attiva con i rappresentanti degli Stati membri in occasione delle riunioni della commissione e di un più rapido seguito alle richieste inviate dalla commissione; chiede pertanto, in via prioritaria, un solido impegno da parte di tutte le autorità coinvolte a livello nazionale ed europeo nella gestione e risoluzione delle petizioni; rileva nuovamente che molte petizioni hanno ricevuto risposte superficiali da parte della Commissione;

5.  esorta la Commissione a utilizzare adeguatamente i poteri che le derivano dal suo ruolo di custode dei trattati, poiché tale ruolo è di fondamentale importanza per il funzionamento dell'UE per quanto riguarda i cittadini e i legislatori europei; chiede una gestione tempestiva delle procedure di infrazione per porre fine senza indugio alle situazioni in cui il diritto dell'UE non viene rispettato;

6.  ribadisce che la cooperazione con le altre commissioni parlamentari è essenziale per un trattamento esaustivo delle petizioni; osserva che, nel 2017, 18 petizioni sono state inviate ad altre commissioni parlamentari per parere e 357 per informazione; plaude al fatto che siano stati ricevuti dalle commissioni parlamentari 21 pareri sulle petizioni; invita a promuovere il dialogo fra le diverse commissioni parlamentari al fine di dedicare un'attenzione adeguata ai problemi sollevati dai cittadini dell'UE;

7.  sottolinea l'avvio, il 21 marzo 2017, della rete delle petizioni a cui partecipano i membri di tutte le commissioni parlamentari, durante il quale sono state presentate le linee guida della rete e sono stati illustrati il suo scopo e il ruolo dei suoi membri; ritiene che, se considerata con serietà, la rete delle petizioni sia uno strumento utile per dare un seguito migliore alle petizioni nell'attività parlamentare e legislativa; evidenzia l'importanza della rete nella sensibilizzazione fra i membri in merito alle preoccupazioni dei cittadini trasmesse al Parlamento attraverso le petizioni e nella discussione dei possibili miglioramenti procedurali e nella condivisione delle migliori prassi; sottolinea che un contatto più stretto fra le commissioni può migliorare l'efficienza nella pianificazione delle audizioni e degli studi parlamentari su argomenti simili; attende la pubblicazione dello studio del dipartimento tematico C del Parlamento sull'attuale funzionamento della cooperazione fra le varie commissioni e la commissione per le petizioni; sottolinea che una cooperazione rafforzata con le commissioni parlamentari sulle questioni sollevate dai firmatari dovrebbe consentire al Parlamento di fornire un seguito migliore e personalizzato alle petizioni e di rispondere molto più rapidamente ed efficacemente alle preoccupazioni dei cittadini, fornendo valore aggiunto alla vita dei cittadini e dei residenti dell'UE, alle attività del Parlamento e all'Europa nel suo complesso;

8.  sottolinea l'importante contributo delle petizioni presentate prima dei negoziati sulla Brexit dai cittadini e dai residenti interessati; richiama l'attenzione sull'audizione pubblica congiunta organizzata l'11 maggio 2017 dalla commissione per le petizioni e dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE), dalla commissione per gli affari costituzionali (AFCO) e dalla commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) sui diritti dei cittadini e dei residenti dopo la Brexit al fine di garantire che tali diritti siano una delle principali priorità del Parlamento nei negoziati sulla Brexit;

9.  ritiene che al fine di assicurare una piena coerenza fra il trattamento di diverse petizioni, alla commissione per le petizioni e alla sua segreteria dovrebbero essere destinate maggiori risorse; sottolinea che gli orientamenti della commissione, adottati nel gennaio 2016, rendono trasparente e chiaro il trattamento delle petizioni e il processo decisionale;

10.  ricorda che le petizioni sono esaminate a norma dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il quale stabilisce che qualsiasi cittadino dell'UE, nonché ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro, può presentare una petizione al Parlamento europeo su una materia che rientra nel campo di attività dell'Unione; rammenta che la procedura per il trattamento delle petizioni è definita nel regolamento del Parlamento europeo;

11.  osserva che la rinuncia a indagare approfonditamente e tempestivamente le denunce dei cittadini, anche in relazione a casi singoli, nel quadro dell'approccio espresso dalla Commissione nella comunicazione del 2016 dal titolo "Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione"(1), può impedire una comprensione tempestiva di eventuali gravi carenze sistemiche perpetrando così violazioni molteplici dei diritti a scapito di numerosi cittadini e lasciando essenzialmente ai tribunali nazionali buona parte delle responsabilità di monitorare possibili violazioni della legislazione dell'UE, eccetto le violazioni sistematiche; ritiene che vi sia troppa ambiguità nell'interpretazione di tale nozione e che tale approccio sia particolarmente dannoso nell'ambito della legislazione ambientale; ritiene che si tratti di un regresso rispetto al precedente approccio all'attuazione della legislazione ambientale dell'UE e di un abbandono generale dei suoi compiti di custode dei trattati;

12.  evidenzia come nel quadro della trattazione delle petizioni sulle condizioni di lavoro precarie dei lavoratori siano stati riscontrati abusi e discriminazioni in una pluralità di Stati membri sofferti da una molteplicità di lavoratori, con la conferma in talune casistiche dell'inesistenza di misure efficaci per prevenire e sanzionare adeguatamente tali abusi; deplora il fatto che la Commissione abbia accumulato notevoli ritardi nel trattamento delle procedure di infrazione relative alla violazione della legislazione dell'UE in materia di lavoro da parte di alcuni Stati membri, permettendo il protrarsi per anni delle violazioni dei diritti dei lavoratori;

13.  ribadisce la sua richiesta alla Commissione di informare la commissione per le petizioni in modo sistematico in merito ai progetti pilota dell'UE in corso e alle procedure di infrazione relative alle petizioni nonché la sua richiesta di accesso ai documenti scambiati nel corso delle procedure, una volta che questi siano stati chiusi in applicazione della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), in particolare quando sono state interamente o parzialmente aperte sulla base di petizioni; plaude alla piattaforma centralizzata creata dalla Commissione nel 2014, sulla quale vengono pubblicate le decisioni di infrazione;

14.  auspica che, durante i dibattiti pubblici in seno alla commissione per le petizioni, la Commissione sia sempre debitamente rappresentata da alti funzionari che possano fornire ulteriori informazioni e rispondere alle richieste dei firmatari e dei deputati al Parlamento europeo, oltre l'ambito della risposta scritta precedentemente fornita laddove necessario;

15.  plaude alla tendenza crescente della commissione per le petizioni di sollevare questioni in Aula, tramite interrogazioni orali, risoluzioni o brevi proposte di risoluzione ai sensi dell'articolo 216, paragrafo 2, del suo regolamento; richiama l'attenzione sulle sue risoluzioni approvate in seguito alla pubblicazione della relazione annuale sulle attività della commissione per le petizioni nel 2016(2), della relazione annuale sulle attività del Mediatore europeo nel 2016(3) e della relazione 2017 sulla cittadinanza dell'UE(4); richiama l'attenzione sulla sua risoluzione del 15 marzo 2017(5) sugli ostacoli alla libertà dei cittadini dell'UE di circolare e lavorare nel mercato interno;

16.  prende atto delle audizioni su numerosi e vari argomenti organizzate nel 2017 dalla commissione per le petizioni, da sola o assieme ad altre commissioni, ovvero le audizioni intitolate "Fighting against discrimination and protecting minorities" (Lotta alla discriminazione e protezione delle minoranze) del 4 maggio, "The situation and rights of EU citizens in the UK" (La situazione e i diritti dei cittadini dell'UE nel Regno Unito) in seguito alla Brexit, dell'11 maggio, assieme alle commissioni LIBE ed EMPL, "Restoring citizens' confidence and trust in the European project" (Ripristinare la fiducia dei cittadini nel progetto europeo) del 22 giugno, "Statelessness" (Apolidia) del 29 giugno, assieme alla commissione LIBE, sull'iniziativa dei cittadini europei dal titolo "Ban Glyphosate and Protect People and the Environment from Toxic Pesticides" (Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici) e l'audizione intitolata "Protection of the rights of workers in temporary or precarious employment" (Protezione dei diritti dei lavoratori nel lavoro temporaneo o precario) del 22 novembre; plaude, inoltre, al seminario annuale "Protection of the Rights of Persons with Disabilities" (Protezione dei diritti delle persone con disabilità), che ha avuto luogo il 12 ottobre 2017;

17.  osserva che la commissione per le petizioni ha espresso il suo parere su diverse questioni sollevate nelle petizioni in diversi contributi alle relazioni parlamentari, ad esempio in quelle sull'Atto europeo per l'accessibilità(6), sull'interpretazione e sull'attuazione dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"(7), sul regolamento Bruxelles II bis(8), sul trattato di Marrakech(9), sul controllo dell'applicazione del diritto UE 2015(10), sull'uso dell'energia da fonti rinnovabili(11), sulla strategia europea sulla disabilità(12), sulla relazione annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE nel 2016(13) e sulla revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 riguardante l'iniziativa dei cittadini(14);

18.  osserva che le questioni ambientali hanno costituito il principale motivo di preoccupazione per i firmatari nel 2017; richiama l'attenzione sulla relazione concernente il sondaggio speciale Eurobarometro 468, pubblicata nel novembre 2017(15), da cui è emerso che l'ambiente è una delle principali preoccupazioni per i cittadini europei; sottolinea l'importanza di soddisfare le aspettative dei cittadini e dei residenti dell'UE per quanto riguarda la corretta legislazione ambientale e di attuare le norme e le politiche che sono state adottate; deplora che le norme ambientali non siano sempre correttamente attuate negli Stati membri, come indicato nelle petizioni; esorta la Commissione, in qualità di custode dei trattati, a garantire la corretta attuazione della legislazione europea insieme agli Stati membri;

19.  reitera il fatto che la Commissione debba garantire lo svolgimento di analisi accurate ed esaustive sulla conformità con il diritto UE delle valutazioni ambientali condotte dagli Stati membri relativamente all'autorizzazione alla realizzazione di progetti infrastrutturali sui quali i cittadini attraverso le petizioni hanno evidenziato i gravi rischi per la salute umana e per l'ambiente;

20.  esprime profondo rammarico per il fatto che i problemi relativi alla qualità dell'aria in diversi Stati membri evidenziati dai cittadini nelle loro petizioni siano aggravati dalla circolazione di 43 milioni di veicoli inquinanti a motore diesel non conformi alle norme dell'UE sull'omologazione e sulle emissioni dei veicoli passeggeri e commerciali leggeri;

21.  sottolinea il lavoro svolto dalla commissione per le petizioni in relazione alle petizioni concernenti questioni correlate alla disabilità; osserva che nel 2017 è stato presentato un numero inferiore di petizioni in materia di disabilità; sottolinea che l'accesso ai trasporti, l'ambiente costruito e la discriminazione, in particolare nel mondo del lavoro, sono le principali sfide per le persone con disabilità; osserva che è stata prestata particolare attenzione alle petizioni concernenti la disabilità che affrontano tematiche quali, ad esempio, il sostegno agli assistenti familiari di persone con disabilità e la rapida ratifica, attuazione e applicazione del trattato di Marrakech;

22.  insiste sul ruolo di protezione della commissione per le petizioni nel quadro dell'UE per la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; richiama l'attenzione sul seminario sulla protezione dei diritti delle persone con disabilità, che si è svolto in occasione della riunione della commissione del 12 ottobre 2017, con la presentazione di uno studio sull'istruzione inclusiva; invita le istituzioni dell'UE a dare il buon esempio su questo tema e a garantire che le autorità nazionali stiano attuando correttamente e senza ritardi le normative adottate in tale ambito;

23.  ricorda la sua risoluzione del 15 marzo 2017 sugli ostacoli alla libertà dei cittadini dell'UE di circolare e lavorare nel mercato interno; ribadisce la sua richiesta alla Commissione di chiarire, aggiornare e integrare i propri orientamenti per un migliore recepimento e una migliore applicazione della direttiva 2004/38/CE al fine di integrare in particolare le recenti sentenze della CGUE (cause C-456-12 e 457-12); raccomanda di utilizzare i piani di attuazione per il recepimento (TIPS) al fine di garantire un'applicazione completa e adeguata; chiede fermamente agli Stati membri di rispettare la direttiva 2004/38/CE, nonché la giurisprudenza esistente della CGUE, in materia di libera circolazione di persone, dal momento che il suo inadempimento rappresenta una violazione diretta di un diritto fondamentale dei cittadini dell'Unione;

24.  riconosce il lavoro svolto dal gruppo di lavoro sulle questioni relative al benessere dei minori della commissione per le petizioni e prende atto della sua relazione finale e delle raccomandazioni adottate il 3 maggio 2017; crede fermamente che la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri debbano dare un seguito coerente ed efficace alle raccomandazioni della relazione finale del gruppo di lavoro; invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a rispettare la legislazione europea e a promuovere e migliorare efficacemente la cooperazione transfrontaliera sulle questioni familiari, fornendo formazione a giudici e professionisti, informazioni sull'assistenza legale e avvocati bilingui;

25.  ribadisce la sua opinione secondo la quale un'interpretazione troppo ristretta e incoerente dell'articolo 51 della Carta dei diritti fondamentali allontana i cittadini dall'UE; chiede alla Commissione di proporre misure che garantiscano un'applicazione coerente e vasta del campo di applicazione dell'articolo 51;

26.  incoraggia la Commissione a sollecitare gli Stati membri a trovare soluzioni per quanto riguarda la perdita dei diritti di voto e la privazione del diritto di voto per i cittadini dell'UE che circolano e soggiornano liberamente all'interno dell'Unione europea, nonché la privazione del diritto di voto per i residenti di lungo periodo; manifesta delusione per il fatto che il progetto di accordo di recesso tra l'Unione europea e il Regno Unito non faccia alcun riferimento ai diritti politici dei cittadini;

27.  sottolinea che l'iniziativa dei cittadini europei dovrebbe essere trasparente ed efficace al fine di fungere da importante strumento per la cittadinanza attiva e la partecipazione pubblica; deplora che ciò non sia avvenuto in passato e che precedenti iniziative di successo non abbiano portato ad alcun risultato legislativo tangibile; prende atto della proposta della Commissione di revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 riguardante l'iniziativa dei cittadini(16), pubblicata il 13 settembre 2017; mette in evidenza l'ultima iniziativa di successo dei cittadini, dal titolo "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici"; richiama l'attenzione sull'audizione pubblica su tale iniziativa tenutasi in seno al Parlamento il 20 novembre 2017; attende una conseguente reazione da parte della Commissione in merito al suo contenuto; conferma l'impegno della commissione per le petizioni a essere coinvolta in maniera proattiva nell'organizzazione di audizioni pubbliche per iniziative di successo: si impegna a dare la priorità, a livello interistituzionale, all'efficacia di detto processo partecipativo e a garantire un adeguato seguito legislativo;

28.  sottolinea come sia nel quadro dell'audizione pubblica sull'iniziativa dei cittadini europei dal titolo "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici", sia nella trattazione delle petizioni inerenti lo stesso tema, è stato evidenziato che le procedure utilizzate a livello UE per l'autorizzazione, tra l'altro, del glifosato, degli organismi geneticamente modificati e dei pesticidi sono viziate da scarsa indipendenza, insufficiente trasparenza e imprecisioni nella raccolta e valutazione delle prove scientifiche;

29.  evidenzia l'elevato numero di petizioni in materia di benessere animale; richiama l'attenzione sullo studio "Benessere degli animali nell'Unione europea" e sulla sua presentazione in occasione della riunione della commissione del 23 marzo 2017, seguita da una discussione su una serie di petizioni sul tema; ritiene cruciale il lancio di una nuova strategia a livello UE sul benessere degli animali per colmare tutte le lacune esistenti, armonizzare la legislazione e garantire piena ed effettiva tutela del benessere degli animali, anche durante il loro trasporto, attraverso un quadro legislativo chiaro ed esaustivo che adempia integralmente ai requisiti dell'articolo 13 TFUE;

30.  sottolinea il ruolo importante della rete SOLVIT, che costituisce un modo per i cittadini e le imprese di far fronte alle preoccupazioni circa le possibili violazioni del diritto dell'UE da parte delle autorità pubbliche in altri Stati membri; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere SOLVIT al fine di renderla più utile e più visibile ai cittadini; accoglie con favore, a tale proposito, il piano d'azione per rafforzare la rete SOLVIT, pubblicato dalla Commissione nel maggio 2017; chiede alla Commissione di riferire al Parlamento europeo sui risultati di questo piano d'azione;

31.  sottolinea l'importanza di sviluppare ulteriormente il portale delle petizioni e la necessità di trasformarlo in una porta di comunicazione bidirezionale e in uno strumento interattivo facilmente accessibile, attraverso il quale i cittadini di tutti gli Stati membri dell'UE possano avere accesso a tutte le informazioni fondamentali correlate alle petizioni e al loro trattamento, comunicare tra di essi e creare community tematiche per lo scambio di documenti e buone pratiche; evidenzia la necessità di ridurre ulteriormente l'onere amministrativo relativo al trattamento delle petizioni; sottolinea che il portale adempie anche alla funzione di registro pubblico delle petizioni; ribadisce che la capacità tecnica del portale deve essere potenziata per permettere il corretto funzionamento della procedura delle petizioni; sottolinea la necessità di migliorare la comunicazione con i firmatari inviando loro notifiche nella loro lingua sullo stato di avanzamento della petizione presentata; ritiene che i cittadini che sostengono o esprimono il proprio interesse in una petizione abbiano diritto a ricevere gli stessi riscontri e le stesse informazioni forniti ai firmatari, in particolare quando si tratta di dibattiti in Parlamento o di risposte dalla Commissione; ribadisce l'importanza di raddoppiare gli sforzi volti a garantire che i firmatari siano presenti durante la discussione delle loro petizioni in seno alla commissione;

32.  chiede un servizio stampa e comunicazione più mirato e attivo e una presenza più dinamica sui social media affinché il lavoro della commissione risponda maggiormente alle preoccupazioni del pubblico;

33.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo e ai governi degli Stati membri nonché ai parlamenti degli Stati membri, alle loro commissioni per le petizioni e ai loro difensori civici o agli organi competenti analoghi.

(1) GU C 18 del 19.1.2017, pag. 10.
(2) GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 105.
(3) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 77.
(4) GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 11.
(5) GU C 263 del 25.7.2018, pag. 98.
(6) Parere approvato il 24 gennaio 2017.
(7) Parere approvato il 24 gennaio 2017.
(8) Parere approvato il 25 aprile 2017.
(9) Parere approvato il 24 gennaio 2017.
(10) Parere approvato il 22 marzo 2017.
(11) Parere approvato il 7 settembre 2017.
(12) Parere approvato il 7 settembre 2017.
(13) Parere approvato il 22 novembre 2017.
(14) Parere approvato il 7 settembre 2017.
(15) Eurobarometro Speciale 468, 2015: "Attitudes of European citizens towards the environment" (L'atteggiamento dei cittadini europei nei confronti dell'ambiente), ottobre 2017.http://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/instruments/SPECIAL/surveyKy/2156
(16) GU L 65 dell'11.3.2011, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2019Note legali - Informativa sulla privacy