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Mercoledì 24 ottobre 2018 - StrasburgoEdizione definitiva
Richiesta di revoca dell'immunità di Steeve Briois
 Richiesta di revoca dell'immunità di Sophie Montel
 Richiesta di revoca dell'immunità di Georgios Kyrtsos
 Bilancio generale dell'Unione europea per il 2019 – tutte le sezioni
 Discarico 2016: bilancio generale dell'Unione europea - Consiglio e Consiglio europeo
 Discarico 2016: Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO)
 Sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri ***I
 Avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici *
 Avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati sul DNA *
 Avvio in Croazia dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici *
 Riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente ***I
 Istituzione, esercizio e uso del sistema d'informazione Schengen nel settore delle verifiche di frontiera ***I
 Istituzione, esercizio e uso del sistema d'informazione Schengen nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale ***I
 Uso del sistema d'informazione Schengen per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare ***I
 Armonizzazione delle strutture delle accise sull'alcole e sulle bevande alcoliche *
 Rinnovo dell'autorizzazione per il granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810
 Autorizzazione per il granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122

Richiesta di revoca dell'immunità di Steeve Briois
PDF 119kWORD 50k
Decisione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Steeve Briois (2018/2075(IMM))
P8_TA(2018)0401A8-0349/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità parlamentare di Steeve Briois, trasmessa il 21 febbraio 2018 dal ministro della giustizia della Repubblica francese nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria (B-49 2018/00242) avviata nei confronti di Steeve Briois presso il Tribunale regionale di Nanterre su denuncia con costituzione di parte civile dell'associazione "Maison des Potes – Maison de l'Égalité" con l'accusa di istigazione pubblica alla discriminazione razziale o religiosa e comunicata in Aula il 28 maggio 2018;

–  avendo ascoltato Steeve Briois, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 12 maggio 1964, 10 luglio 1986, 15 e 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011 e 17 gennaio 2013(1),

–  visto l'articolo 26 della Costituzione della Repubblica francese, emendato dalla legge costituzionale n. 95-880 del 4 agosto 1995,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0349/2018),

A.  considerando che il procuratore generale presso la Corte di appello di Versailles ha chiesto la revoca dell'immunità parlamentare di Steeve Briois, deputato al Parlamento europeo, nell'ambito di un'azione legale per un presunto reato;

B.  considerando che la revoca dell'immunità di Steeve Briois si riferisce al presunto reato di istigazione pubblica alla discriminazione nazionale, razziale o religiosa mediante discorsi, scritti, immagini o mezzi di comunicazione elettronica al pubblico, reato previsto all'articolo 24, paragrafo 8, all'articolo 23, paragrafo 1, e all'articolo 42 della legge del 29 luglio 1881, e dall'articolo 93, paragrafo 3, della legge n. 82-652 del 29 luglio 1982 e punito dall'articolo 24, paragrafi 8, 10, 11 e 12, della legge del 29 luglio 1881, e dall'articolo 121, paragrafo 7, del codice penale francese;

C.  considerando che l'inchiesta giudiziaria contro Steeve Briois era stata avviata in seguito alla denuncia con costituzione di parte civile presentata dall'associazione "Maison des Potes - Maison de l'Égalité" il 22 maggio 2014;

D.  considerando che la denuncia riguardava dichiarazioni rese in un opuscolo dal titolo "Piccola guida del rappresentante eletto comunale del Front National", pubblicato il 19 settembre 2013 e postato sul sito web ufficiale della federazione del Front National il 30 novembre 2013, con cui si esortavano i candidati del Front National eletti come consiglieri comunali alle elezioni del 23 e del 30 marzo 2014 a raccomandare, nel corso della prima seduta del loro nuovo consiglio locale, di dare la precedenza ai cittadini francesi ("precedenza nazionale") al momento di assegnare alloggi di edilizia popolare,

E.  considerando che il diritto francese può attribuire responsabilità penale non solo all'autore materiale di una pubblicazione;

F.  considerando che, nel corso dell'indagine, gli investigatori sono stati informati dall'allora direttore delle pubblicazioni del Front National che la guida in questione era stata elaborata dai servizi del segretariato generale; che Steeve Briois ricopriva all'epoca il ruolo di segretario generale;

G.  considerando che, al fine di poter procedere all'udienza di prima comparizione di Steeve Briois sui fatti di cui alla requisitoria introduttiva, le autorità competenti hanno presentato la richiesta di revoca della sua immunità;

H.  considerando che l'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea stabilisce che i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul loro territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese;

I.  considerando che l'articolo 26 della Costituzione della Repubblica francese sancisce che nessun membro del Parlamento francese può essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per le opinioni o i voti espressi nell'esercizio delle sue funzioni;

J.  considerando che la portata dell'immunità riconosciuta ai membri del Parlamento francese corrisponde de facto alla portata dell'immunità riconosciuta ai deputati al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea; che, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, per poter beneficiare dell'immunità, un'opinione deve essere stata espressa da un deputato europeo nell'esercizio delle sue funzioni, il che presuppone necessariamente l'esistenza di un nesso tra l'opinione formulata e le funzioni parlamentari; che tale nesso deve essere diretto ed evidente;

K.  considerando che Steeve Briois non era deputato al Parlamento europeo quando ha avuto luogo il presunto reato, segnatamente il 19 settembre e il 30 novembre 2013, ma che i materiali di presunto carattere offensivo potevano ancora essere consultati da chiunque desiderasse accedervi il 23 giugno e il 2 ottobre 2014;

L.  considerando che gli addebiti sono evidentemente scollegati dalla posizione di Steeve Briois come deputato al Parlamento europeo e riguardano invece attività a carattere nazionale o regionale, dal momento che le dichiarazioni erano indirizzate a potenziali membri del consiglio locale in vista delle elezioni locali celebrate il 23 e il 30 marzo 2014;

M.  considerando che le presunte azioni non si riferiscono a opinioni o voti espressi dal deputato al Parlamento europeo nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea;

N.  considerando che non vi è motivo di sospettare che l'intenzione alla base dell'azione legale avviata in seguito alla denuncia di "Maison des potes — Maison de l'égalité" e presentata prima che il deputato occupasse il proprio seggio presso il Parlamento europeo, sia quella di ostacolare l'attività parlamentare di Steeve Briois (fumus persecutionis);

1.  decide di revocare l'immunità di Steeve Briois;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente al Ministero della giustizia della Repubblica francese e a Steeve Briois.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.


Richiesta di revoca dell'immunità di Sophie Montel
PDF 119kWORD 50k
Decisione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Sophie Montel (2018/2076(IMM))
P8_TA(2018)0402A8-0350/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità parlamentare di Sophie Montel, trasmessa il 21 febbraio 2018 dal ministro della giustizia della Repubblica francese nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria (B-49 2018/00243) avviata nei confronti di Sophie Montel presso il Tribunale regionale di Nanterre su denuncia con costituzione di parte civile dell'associazione "Maison des Potes – Maison de l'Égalité", con l'accusa di istigazione pubblica alla discriminazione razziale o religiosa, e comunicata in Aula il 28 maggio 2018;

–  avendo ascoltato Sophie Montel, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 12 maggio 1964, 10 luglio 1986, 15 e 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011 e 17 gennaio 2013(1),

–  visto l'articolo 26 della Costituzione della Repubblica francese, emendato dalla legge costituzionale n. 95-880 del 4 agosto 1995,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0350/2018),

A.  considerando che il procuratore generale presso la Corte di appello di Versailles ha chiesto la revoca dell'immunità parlamentare di Sophie Montel, deputato al Parlamento europeo, nell'ambito di un'azione legale per un presunto reato;

B.  considerando che la revoca dell'immunità di Sophie Montel si riferisce al presunto reato di istigazione pubblica alla discriminazione sulla base della nazionalità, della razza o della religione mediante discorsi, scritti, immagini o mezzi di comunicazione elettronica al pubblico da parte di ignoti, reato previsto all'articolo 24, paragrafo 8, all'articolo 23, paragrafo 1, e all'articolo 42 della legge del 29 luglio 1881, e dall'articolo 93, paragrafo 3, della legge n. 82-652 del 29 luglio 1982 e punito dall'articolo 24, paragrafi 8, 10, 11 e 12, della legge del 29 luglio 1881, e dall'articolo 121, paragrafo 7, del codice penale francese;

C.  considerando che l'inchiesta giudiziaria a carico di Sophie Montel è stata avviata in seguito alla denuncia con costituzione di parte civile presentata dall'associazione "Maison des Potes - Maison de l'Égalité" il 22 maggio 2014;

D.  considerando che la denuncia riguardava dichiarazioni rese in un opuscolo dal titolo "Piccola guida del rappresentante eletto comunale del Front National”, pubblicato il 19 settembre 2013 e postato sul sito web ufficiale della federazione del Front National il 30 novembre 2013, con cui si esortavano i candidati del Front National eletti come consiglieri comunali alle elezioni del 23 e del 30 marzo 2014 a raccomandare, nel corso della prima seduta del loro nuovo consiglio locale, di dare la priorità ai cittadini francesi ("priorità nazionale") all'atto dell'assegnazione degli alloggi popolari,

E.  considerando che la legge francese può attribuire responsabilità penale non solo all'autore materiale di una pubblicazione;

F.  considerando che, nel corso dell'indagine, gli investigatori sono stati informati dall'allora direttore delle pubblicazioni del Front National che l'opuscolo in questione era stato elaborato dai servizi del segretariato generale; che Sophie Montel era all'epoca competente per il coordinamento dei rappresentanti eletti in seno a detto segretariato generale;

G.  considerando che, al fine di poter procedere all'udienza di prima comparizione di Sophie Montel sugli addebiti formulati a suo carico, le autorità competenti hanno presentato la richiesta di revoca della sua immunità;

H.  considerando che l'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea stabilisce che i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul loro territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese;

I.  considerando che l'articolo 26 della Costituzione della Repubblica francese sancisce che nessun membro del Parlamento francese può essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per le opinioni o i voti espressi nell'esercizio delle sue funzioni;

J.  considerando che la portata dell'immunità riconosciuta ai membri del Parlamento francese corrisponde de facto alla portata dell'immunità riconosciuta ai deputati al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea; che, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, per poter beneficiare dell'immunità, un'opinione deve essere stata espressa da un deputato europeo nell'esercizio delle sue funzioni, il che presuppone necessariamente l'esistenza di un nesso tra l'opinione formulata e le funzioni parlamentari; che tale nesso deve essere diretto ed evidente;

K.  considerando che Sophie Montel non era deputata al Parlamento europeo quando ha avuto luogo il presunto reato, segnatamente il 19 settembre e il 30 novembre 2013, ma che i materiali di presunto carattere offensivo potevano ancora essere consultati da chiunque desiderasse accedervi il 23 giugno e il 2 ottobre 2014;

L.  considerando che gli addebiti sono evidentemente scollegati dalla posizione di Sophie Montel come deputato al Parlamento europeo e riguardano invece attività a carattere nazionale o regionale, dal momento che le dichiarazioni erano indirizzate a potenziali membri del consiglio locale in vista delle elezioni locali svoltesi il 23 e il 30 marzo 2014;

M.  considerando che le presunte azioni non si riferiscono a opinioni o voti espressi dal deputato al Parlamento europeo nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea;

N.  considerando che non vi è motivo di sospettare che l'intenzione sottesa all'azione legale avviata in seguito alla denuncia di "Maison des Potes – Maison de l'Égalité" e presentata prima che la deputata occupasse il proprio seggio presso il Parlamento europeo, sia quella di ostacolare l'attività parlamentare di Sophie Montel (fumus persecutionis);

1.  decide di revocare l'immunità di Sophie Montel;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente al Ministero della giustizia della Repubblica francese e a Sophie Montel.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.


Richiesta di revoca dell'immunità di Georgios Kyrtsos
PDF 117kWORD 49k
Decisione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Georgios Kyrtsos (2018/2041(IMM))
P8_TA(2018)0403A8-0351/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità di Georgios Kyrtsos, trasmessa il 27 febbraio 2018 dal procuratore generale aggiunto della Corte suprema della Repubblica ellenica, per il mancato pagamento di una gratifica di Pasqua pari a 986,46 EUR (Prot. n. AVM O 2017/6101), e comunicata in Aula il 14 marzo 2018,

–  avendo ascoltato Georgios Kyrtsos, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 12 maggio 1964, 10 luglio 1986, 15 e 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011 e 17 gennaio 2013(1),

–  visto l'articolo 62 della Costituzione della Repubblica greca,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0351/2018),

A.  considerando che la Procura della Corte suprema della Repubblica ellenica ha chiesto la revoca dell'immunità di Georgios Kyrtsos, deputato al Parlamento europeo, in relazione ad un eventuale procedimento per un presunto reato;

B.  considerando che l'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea stabilisce che i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul loro territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese;

C.  considerando che l'articolo 62 della Costituzione della Repubblica ellenica prevede che, durante la legislatura, i membri del Parlamento non possano essere perseguiti, arrestati, detenuti o altrimenti privati della libertà senza la preventiva autorizzazione del Parlamento;

D.  considerando che Georgios Kyrtsos, in qualità di rappresentante legale (presidente ed amministratore delegato) delle società KMP Publishing House Ltd e Free Sunday Publishing House Ltd, ha assunto la sua ex dipendente il 26 luglio 2005, per conto della KMP Publishing House Ltd, con un contratto di lavoro in entrambe le società come art director;

E.  considerando che Georgios Kyrtsos è accusato della mancata corresponsione alla sua ex dipendente di una gratifica di Pasqua il 27 aprile 2016, pari a 986,46 EUR, in violazione della legge di emergenza n. 690/1945, sostituita dall'articolo 8, paragrafo 1, della legge n. 236/95, il che costituisce reato ai sensi dell'articolo 28 della legge n. 3996/2011, in combinato disposto con la decisione ministeriale congiunta 19040/1981;

F.  considerando che il presunto reato non ha evidentemente alcun legame diretto con il mandato di deputato al Parlamento europeo di Georgios Kyrtsos, ma è collegato alla sua ex posizione di dirigente di due società editoriali;

G.  considerando che l'azione penale non riguarda opinioni o voti espressi dal deputato in oggetto nell'esercizio delle funzioni di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea;

H.  considerando che non vi è motivo di sospettare che l'intenzione sottesa al procedimento penale sia quella di pregiudicare l'attività politica di un membro (fumus persecutionis);

1.  decide di revocare l'immunità di Georgios Kyrtsos;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente alle autorità greche e a Georgios Kyrtsos.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.


Bilancio generale dell'Unione europea per il 2019 – tutte le sezioni
PDF 184kWORD 70k
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019 (11737/2018 – C8-0410/2018 – 2018/2046(BUD))
P8_TA(2018)0404A8-0313/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013 , che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(4),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(5),

–  vista la sua risoluzione del 15 marzo 2018 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio(6),

–  vista la sua risoluzione del 19 aprile 2018 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2019(7),

–  visto il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019 adottato dalla Commissione il 21 giugno 2018 (COM(2018)0600),

–  vista la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, adottata il 4 settembre 2018 e comunicata al Parlamento europeo il 13 settembre 2018 (11737/2018 – C8-0410/2018),

–  vista la sua risoluzione del 5 luglio 2018 sul mandato relativo al trilogo sul progetto di bilancio 2019(8),

–  vista la lettera rettificativa n. 1/2019 (COM(2018)0709) al progetto di bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2019,

–  visti l'articolo 88 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0313/2018),

Sezione III

Quadro generale

1.  sottolinea che la lettura del Parlamento del bilancio 2019 rispecchia pienamente le priorità politiche approvate a larga maggioranza con le summenzionate risoluzioni del 15 marzo 2018 sugli orientamenti generali e del 5 luglio 2018 sul mandato per il trilogo; ricorda che al centro di tali priorità figurano: la crescita sostenibile, l'innovazione, la competitività, la sicurezza, il contrasto alle cause profonde dei flussi di rifugiati e migranti, la gestione dei flussi di rifugiati e migranti, la lotta al cambiamento climatico e la transizione verso le energie rinnovabili, nonché una particolare attenzione ai giovani;

2.  sottolinea che, in vista del recesso del Regno Unito dall'Unione europea, quest'ultima deve disporre delle risorse finanziarie necessarie per rispondere alle aspettative dei cittadini, per poter affrontare in modo efficace le numerose priorità summenzionate e le sfide cui è confrontata, nonché per migliorare la vita quotidiana dei suoi cittadini;

3.  sottolinea che i cittadini europei si aspettano che l'Unione compia ogni sforzo necessario per garantire la crescita economica e favorire la creazione di posti di lavoro in modo omogeneo in tutte le sue regioni; ricorda che, per soddisfare tali aspettative, è necessario investire nella ricerca e nell'innovazione, nella digitalizzazione, nell'istruzione, nelle infrastrutture e nelle PMI e promuovere l'occupazione, in particolare per i giovani in Europa; esprime la propria disapprovazione per il fatto che il Consiglio propone nuovamente tagli proprio in relazione a quei programmi che sono intesi a rendere l'economia dell'Unione più competitiva e innovativa; sottolinea inoltre che molti di questi programmi, ad esempio Orizzonte 2020, ricevono un numero di domande decisamente superiore al massimo previsto, il che comporta un inefficace utilizzo delle risorse e ha la conseguenza che molti progetti eccellenti non ricevono finanziamenti; sottolinea altresì che programmi quali Erasmus+, Orizzonte 2020 e il Programma per la competitività delle imprese e le piccole e medie imprese (COSME) forniscono una chiara prova dei vantaggi della collaborazione a livello di Unione e contribuiscono a creare un sentimento di appartenenza europea; decide pertanto di aumentare in misura considerevole gli stanziamenti per il programma Erasmus+ e di rafforzare i programmi che contribuiscono alla crescita e alla creazione di posti di lavoro, tra cui Orizzonte 2020, il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) e COSME;

4.  ribadisce gli impegni assunti nell'ambito dei negoziati sul Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), segnatamente l'impegno di ridurre al minimo l'impatto dei tagli apportati a Orizzonte 2020 e al CEF in relazione al FEIS nel quadro della procedura di bilancio annuale; propone pertanto di compensare questi tagli ripristinando il profilo annuale iniziale delle linee di bilancio relative ai due programmi, al fine di consentire loro di realizzare pienamente gli obiettivi concordati nel quadro dell'adozione della legislazione pertinente;

5.  sottolinea che la disoccupazione giovanile rimane a livelli inaccettabilmente elevati in alcuni Stati membri, in particolare nelle regioni in ritardo economico, e che la situazione dei giovani NEET (che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano) e dei disoccupati di lunga durata è particolarmente preoccupante; evidenzia che i giovani sono il gruppo più esposto al rischio di povertà e di esclusione sociale ed economica; decide pertanto di rafforzare l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI) oltre il livello proposto dalla Commissione; sottolinea che tale rafforzamento non dovrebbe in alcun modo essere considerato come un anticipo rispetto alla dotazione dell'YEI approvata nel quadro della revisione intermedia del QFP ed esorta gli Stati membri ad aumentare il livello di assorbimento dei finanziamenti e a creare più occupazione giovanile di qualità;

6.  ricorda la necessità di una decisa lotta alla povertà;

7.  ricorda che la politica di coesione svolge un ruolo centrale per lo sviluppo e la crescita dell'Unione come pure per la convergenza negli Stati membri e nelle regioni; evidenzia il proprio impegno a garantire stanziamenti sufficienti per tali programmi, che rappresentano una politica fondamentale dell'Unione;

8.  sottolinea che i fondi nell'ambito della politica di coesione non dovrebbero sostenere né direttamente né indirettamente la delocalizzazione ai sensi dell'articolo 2, punto 61 bis, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione; esorta le autorità di gestione degli Stati membri a garantire che i contributi a titolo dei vari fondi non siano concessi ai beneficiari che hanno effettuato delocalizzazioni nei cinque anni che precedono la domanda di contributo, nonché a garantire che tali contributi vengano restituiti integralmente dai beneficiari che effettuano delocalizzazioni nei cinque anni successivi al ricevimento del contributo;

9.  si rammarica che, in base alle previsioni attuali, solo il 19,3 % del bilancio dell'Unione 2014-2020 sarà destinato a misure connesse al clima, il che non permetterà di conseguire l'obiettivo del 20 %, che era stato fissato prima dell'accordo di Parigi sul clima; è consapevole che ciò è dovuto in larga misura a ritardi nel settore della politica di coesione e nei programmi di sviluppo rurale; esorta gli Stati membri, che gestiscono tali programmi, ad accelerare la loro attuazione prestando una particolare attenzione alla spesa connessa al clima, al fine di compensare il livello inferiore degli stanziamenti durante i primi anni del QFP; invita la Commissione a sviluppare un piano d'azione nell'ambito dei programmi che hanno un grande potenziale di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di spesa per azioni legate al clima; chiede anche un solido esercizio di consolidamento annuale per realizzare progressi verso l'obiettivo dell'integrazione degli aspetti relativi al clima, con garanzie concrete e coerenti per l'adozione di decisioni di bilancio "a prova di clima", in linea con gli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi, e con una rendicontazione globale per adottare misure qualora gli obiettivi non siano raggiunti;

10.  sottolinea che la rubrica 3 è stata ampiamente utilizzata negli ultimi anni per far fronte alla sfida migratoria e dei rifugiati e che tali azioni dovrebbero continuare fino a quando è necessario e se del caso essere rafforzate; esorta la Commissione a monitorare attivamente l'adeguatezza degli stanziamenti nella rubrica 3 e a utilizzare appieno tutti gli strumenti disponibili per rispondere tempestivamente a qualsiasi evento imprevisto che possa richiedere finanziamenti aggiuntivi nel settore della migrazione, prestando una particolare attenzione al caso delle regioni insulari che rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; decide di rafforzare il Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF) per coprire pienamente i fabbisogni dell'Unione nel settore della migrazione, in particolare per aiutare gli Stati membri a migliorare le condizioni di accoglienza come pure le misure e le pratiche di integrazione dei richiedenti asilo e dei migranti, nonché per rafforzare la solidarietà e la condivisione della responsabilità tra gli Stati membri e sostenere strategie di rimpatrio eque ed efficaci; constata nuovamente che il massimale della rubrica 3 è insufficiente per garantire fondi adeguati alla dimensione interna di tali priorità, come pure per altri programmi prioritari, come ad esempio quelli riguardanti la sanità, la sicurezza alimentare, la sicurezza, la giustizia, la cittadinanza e la cultura; ritiene che occorra supportare maggiormente le autorità locali che intendono sostenere il programma di reinsediamento dell'Unione attraverso la componente in regime di gestione diretta dell'AMIF;

11.  sottolinea che, alla luce delle recenti preoccupazioni sul piano della sicurezza nell'Unione, i finanziamenti nell'ambito della rubrica 3 dovrebbero prestare particolare attenzione a misure che permettano di rafforzare la sicurezza dei cittadini dell'Unione; decide pertanto di rafforzare le agenzie nel settore della giustizia e degli affari interni, come l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione tra le autorità di contrasto (Europol), l'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL), l'Agenzia dell'Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA), l'Unità europea di cooperazione giudiziaria (Eurojust) e la nuova Procura europea (EPPO), che, a causa dell'aumento del carico di lavoro e dei nuovi compiti che sono stati loro affidati, negli ultimi anni hanno dovuto far fronte a una carenza di risorse umane e finanziarie;

12.  ribadisce che una parte essenziale della soluzione per la sfida migratoria e dei rifugiati e le preoccupazioni relative alla sicurezza dei cittadini dell'Unione consiste nell'affrontare le cause profonde della migrazione e nel destinare risorse finanziarie sufficienti agli strumenti interni ed esterni intesi ad affrontare problemi quali la povertà, la disoccupazione, l'istruzione e le opportunità economiche, l'instabilità, i conflitti e il cambiamento climatico nel vicinato dell'Unione europea e in Africa; ritiene che l'Unione dovrebbe fare un uso ottimale delle risorse finanziarie nell'ambito della rubrica 4, che si sono dimostrate insufficienti per far fronte allo stesso modo a tutte le sfide esterne;

13.  prende atto delle difficoltà create in alcuni Stati membri dal massiccio afflusso di migranti e richiedenti asilo; si rammarica che tutti gli sforzi compiuti finora per creare un meccanismo equo e umano per i migranti a livello di Unione non abbiano avuto successo;

14.  si rammarica che il Parlamento non sia stato debitamente coinvolto nelle discussioni sulla proroga dello strumento per i rifugiati in Turchia (FRT); ribadisce la posizione che sostiene da tempo, secondo cui le nuove iniziative non devono essere finanziate a scapito di progetti esterni dell'Unione già esistenti; ribadisce, pur ricordando il suo appoggio alla proroga dell'FRT, che, vista la situazione difficile all'interno della rubrica 4 per rispondere alle sfide esterne, inclusa la migrazione, il bilancio dell'Unione dovrebbe contribuire al finanziamento della seconda tranche dello strumento nella stessa proporzione applicata per la prima tranche, vale a dire con un importo di 1 miliardo di EUR, mentre gli Stati membri dovrebbero contribuire al suo finanziamento con 2 miliardi di EUR;

15.  ricorda l'importanza della Turchia in quanto paese confinante, anche per la stabilità regionale, e sottolinea la necessità che la Turchia rispetti il diritto internazionale nella regione e persegua nuovamente un processo di riforma, che garantisca il benessere dei suoi cittadini e il pieno rispetto di tutti i loro diritti;

16.  annulla tutti i tagli proposti dal Consiglio al progetto di bilancio 2019 (PB 2019) in tutte le rubriche, con eccezioni limitate nella rubrica 4 e nella sottorubrica 1b; si rifiuta di accettare i tagli proposti per i programmi con il più elevato valore aggiunto europeo, ad esempio Orizzonte 2020 e il CEF, due programmi già interessati dalle riassegnazioni di stanziamenti a favore dell'EFSI, e della maggior parte dei tagli apportati alle politiche esterne; sottolinea che la logica dei tagli proposti dal Consiglio non è supportata da dati reali sull'esecuzione e non tiene conto delle diverse modalità di attuazione di determinati programmi;

17.  conclude che, ai fini di un adeguato finanziamento di tutti i fabbisogni urgenti e considerando i margini esigui o inesistenti in alcune rubriche nel 2019, sarà necessario ricorrere a tutti gli strumenti di flessibilità previsti dal regolamento QFP; si attende che il Consiglio condivida tale approccio e che si possa giungere facilmente a un accordo in sede di conciliazione, che consenta all'Unione di essere all'altezza della situazione e di far fronte in modo efficace alle sfide future, in particolare considerando che la conciliazione di quest'anno sarà l'ultima prima delle elezioni europee del maggio 2019;

18.  fissa il livello complessivo degli stanziamenti per il 2019 a 166 340 415 936 EUR in stanziamenti di impegno e a 149 349 039 470 EUR in stanziamenti di pagamento, che rappresenta un aumento di 721 061 034 EUR in stanziamenti di impegno rispetto al PB 2019;

Sottorubrica 1a – Competitività per la crescita e l'occupazione

19.  respinge i tagli ingiustificati di 794 milioni di EUR decisi dal Consiglio per la sottorubrica 1a, che rappresentano oltre la metà dei tagli complessivi apportati dal Consiglio agli stanziamenti di impegno nelle varie rubriche del QFP; rileva che questi tagli sono in contrasto con le priorità politiche dichiarate dal Consiglio stesso; è preoccupato inoltre che questi tagli possano ostacolare l'attuazione di programmi che svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di crescita e di occupazione, il che potrebbe avere un impatto negativo sull'economia;

20.  mette in evidenza, a tale riguardo, programmi quali Orizzonte 2020 e il CEF e i programmi spaziali faro dell'Unione, come Copernicus, che apportano un forte valore aggiunto europeo; si rammarica dei consistenti tagli operati dal Consiglio per quanto riguarda il Quadro strategico comune in materia di ricerca e innovazione, che avranno un impatto estremamente negativo su Orizzonte 2020, e si rammarica in modo particolare dei tagli alle linee di bilancio corrispondenti, come le linee "Rafforzare la ricerca sulle tecnologie emergenti e future" e "Rafforzare le infrastrutture di ricerca europee"; rileva altresì che molti di questi programmi apportano un contributo importante alla lotta contro il cambiamento climatico e ritiene che sia opportuno rafforzare tale contributo; decide di conseguenza di annullare tutti i tagli operati dal Consiglio e di ripristinare pienamente il profilo iniziale delle linee relative a Orizzonte 2020 e al CEF che sono state ridotte per alimentare il fondo di garanzia del FEIS;

21.  ricorda che Erasmus+ resta un programma molto apprezzato ed estremamente popolare, che promuove la mobilità giovanile nel settore dell'apprendimento e la formazione professionale, come dimostrato dal volume di domande ricevute che supera di gran lunga i finanziamenti disponibili, e rileva inoltre che tale programma contribuisce a promuovere un forte senso di identità europea e incoraggia i giovani a partecipare alla democrazia europea; si rammarica profondamente che il PB 2019 per il programma Erasmus+ sia ben al di sotto delle aspettative del Parlamento e non riesca ad andare oltre gli importi programmati nell'ambito dell'attuale QFP; ritiene pertanto essenziale rafforzare le componenti istruzione e formazione e gioventù del programma Erasmus+, come conseguenza del rafforzamento dell'YEI a titolo della sottorurica 1b;

22.  si rammarica che la Commissione, dopo la pubblicazione il 3 febbraio 2014 della prima relazione dell'UE sulla lotta alla corruzione, si sia rifiutata di proseguire la pratica di pubblicazione di relazioni annuali e abbia invece integrato le politiche anticorruzione nel semestre economico; rileva che le relazioni specifiche per paese nel contesto del semestre economico non contengono una chiara descrizione della situazione né raccomandazioni sulle misure anticorruzione per tutti gli Stati membri; esorta la Commissione, ancora una volta, a presentare al Parlamento una seconda relazione dell'UE sulla lotta alla corruzione e, in tale contesto, a non valutare gli sforzi profusi per contrastare la corruzione solo in termini di perdita economica, bensì ad analizzare anche gli effetti negativi di tale fenomeno sui diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione;

23.  ricorda l'importanza di promuovere ampie sinergie tra il CEF trasporti e il CEF digitale al fine di massimizzare la leva finanziaria a favore di progetti volti a promuovere la digitalizzazione dei corridoi TEN-T;

24.  evidenzia ancora una volta che le PMI sono una componente essenziale dell'economia europea e svolgono un ruolo cruciale nella creazione di posti di lavoro in tutta l'Unione; ritiene che sia necessario creare un contesto imprenditoriale favorevole alle PMI, nonché sostenere i raggruppamenti e le reti di PMI, sostenendo anche le società cooperative che applicano pratiche sociali, di solidarietà ed etiche; prende atto tuttavia con profonda preoccupazione dei tagli operati dal Consiglio per quanto riguarda lo strumento per le PMI, che inviano un segnale contraddittorio alle imprese nell'Unione; ritiene che il bilancio dell'Unione e il suo sostegno all'accesso al credito, le start-up e le microimprese possano essere uno strumento essenziale per rendere le PMI più competitive e più innovative e per promuovere l'imprenditorialità nell'Unione; ricorda a tale riguardo i programmi COSME e Orizzonte 2020;

25.  decide pertanto di incrementare, oltre il livello del PB 2019 e delle dotazioni iniziali precedenti alle riassegnazioni a favore del FEIS, gli stanziamenti destinati a quei programmi che sono cruciali per promuovere la crescita e l'occupazione e per contrastare il cambiamento climatico, che rispecchiano priorità dell'Unione ampiamente riconosciute, segnatamente Erasmus+, Orizzonte 2020 (inclusi le azioni Marie Curie, la leadership nello spazio, il Consiglio europeo della ricerca, lo Strumento per le PMI), COSME, CEF ed EaSI;

26.  aumenta pertanto, rispetto al PB 2019, il livello degli stanziamenti di impegno nella sottorubrica 1a di 566 773 112 milioni di EUR (esclusi il ripristino delle dotazioni precedenti alle riassegnazioni a favore del FEIS, la compensazione per la proposta relativa all'Autorità europea del lavoro, i progetti pilota e le azioni preparatorie), aumento da finanziare entro il margine disponibile e attraverso un'ulteriore mobilitazione del margine globale per gli impegni;

27.  si compiace dell'impegno nei confronti di un'agenda rinnovata dell'Unione in materia di difesa, in particolare attraverso l'accordo sul Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP); esprime l'intenzione di prestare una particolare attenzione all'attuazione da parte della Commissione degli accordi conclusi relativamente all'EDIDP e al Corpo europeo di solidarietà, come stabilito nella lettera rettificativa che è stata pubblicata dalla Commissione il 16 ottobre 2018;

Sottorubrica 1b – Coesione economica, sociale e territoriale

28.  si compiace della diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile a livello di Unione che si attesta al 14,8 % (al 1° ottobre 2018), ma si rammarica che esso rimanga a livelli inaccettabilmente elevati in alcuni Stati membri; evidenzia che, per far fronte a questo problema, è importante assicurare un finanziamento adeguato dei sistemi di garanzia per i giovani attraverso l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI) e il Fondo sociale europeo (FSE); accoglie con favore l'accordo sulla necessità di fornire stanziamenti supplementari per l'YEI e l'iscrizione degli stanziamenti corrispondenti nel PB 2019; ritiene tuttavia che, visti le sfide e i rischi posti dalla disoccupazione giovanile, l'YEI dovrebbe beneficiare di maggiori stanziamenti e decide pertanto di aumentare gli stanziamenti di impegno per l'YEI nel 2019 a 580 milioni di EUR; ritiene che tale aumento costituisca un'integrazione dell'importo per l'YEI attualmente programmato per il periodo 2014-2020;

29.  invita gli Stati membri a garantire che si acceleri l'attuazione dei programmi nel settore della politica di coesione per recuperare i ritardi; rileva che, sebbene il Consiglio non abbia messo in discussione il livello degli stanziamenti di pagamento proposto dalla Commissione, il Parlamento esaminerà attentamente le previsioni aggiornate della Commissione, per adeguare gli stanziamenti di pagamento ai fabbisogni reali onde evitare che si ricostituisca un nuovo arretrato di pagamenti alla fine dell'attuale QFP;

30.  sottolinea con rammarico che generalmente le calamità colpiscono chi ha meno mezzi per proteggersi; ritiene che la risposta alle calamità naturali o provocate dall'uomo dovrebbe essere il più rapida possibile di modo da ridurre al minimo i danni e da poter salvare vite umane e beni materiali; sottolinea la necessità di aumentare ulteriormente i fondi, specialmente alle linee di bilancio relative alla "Prevenzione delle calamità e preparazione alle calamità all'interno dell'Unione", tenendo conto, in particolare, degli incendi in Grecia, Spagna e Portogallo (che hanno provocato la tragica perdita di vite umane), che hanno un impatto drammatico e rilevante sulla popolazione;

31.  approva, in linea con l'accordo raggiunto sulla revisione del Programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP), lo storno di 40 milioni di EUR in stanziamenti di impegno e di 17,2 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento dalla sottorubrica 1b alla rubrica 2;

Rubrica 2 – Crescita sostenibile: risorse naturali

32.  ricorda che la proposta della Commissione di aumentare gli stanziamenti destinati a finanziare il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) è dovuta, in larga misura, a una riduzione significativa dell'importo delle entrate con destinazione specifica previste nel 2019;

33.  prende atto dei tagli operati dal Consiglio per un importo pari a 310 milioni di EUR in stanziamenti di impegno (-0,52 % rispetto al PB 2019) e di -328,13 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento (-0,57 % rispetto al PB 2019), ma ritiene che la lettera rettificativa della Commissione debba rimanere la base per una revisione attendibile degli stanziamenti del FEAGA e ripristina di conseguenza i livelli del PB 2019, in attesa di un esame della lettera rettificativa in sede di conciliazione;

34.  decide di aumentare i finanziamenti per il sostegno di emergenza, in particolare per il settore della carne suina colpito dalla peste suina africana, al fine di ridurre l'impatto negativo sugli agricoltori e i lavoratori nelle regioni più colpite dalla malattia; decide di esprimere il suo forte sostegno al settore agricolo nell'Unione aumentando gli stanziamenti per i prodotti ortofrutticoli, al fine di affrontare le ripercussioni della crisi nel settore e dell'embargo russo, come pure per le misure intese a contrastare gli effetti dell'infestazione da Xilella fastidiosa e della volatilità del prezzi dell'olio d'oliva;

35.  mette in evidenza il ruolo essenziale svolto dalle agenzie decentrate dell'Unione nel settore dell'ambiente, della sanità pubblica e della sicurezza alimentare per aiutare l'Unione e gli Stati membri a prendere decisioni con cognizione di causa e basate su dati scientifici sulla protezione e il miglioramento dell'ambiente e della salute pubblica, rafforzando al contempo la cooperazione tra gli Stati membri per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini dell'Unione;

36.  decide di proporre un aumento di 20 milioni di EUR oltre il livello del PB 2019 per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), al fine di promuovere l'innovazione nei settori dell'agricoltura e della silvicoltura e di garantire la redditività e la sostenibilità di tali mezzi di sussistenza in futuro;

37.  decide, in linea con i suoi obiettivi enunciati nella strategia Europa 2020 e con gli impegni internazionali assunti per far fronte ai cambiamenti climatici, di proporre un aumento di 15,6 milioni di EUR al di sopra del livello del PB 2019 per gli interventi a favore del clima; ricorda inoltre gli impegni assunti dall'Unione per arrestare e invertire il declino della biodiversità e sottolinea che l'aumento proposto contribuisce anche alla protezione della biodiversità;

38.  decide, alla luce della positiva conclusione dei negoziati sulla revisione dell'SRSP, di sbloccare la riserva introdotta dal Consiglio sugli importi stornati dalla sottorubrica 1b;

39.  mette in evidenza gli effetti dell'estrema siccità che ha colpito gli Stati membri negli ultimi mesi, provocando ingenti perdite per l'agricoltura e danneggiando un gran numero di aziende, e sottolinea a tale proposito la necessità di garantire misure di sostegno intese ad aiutare gli agricoltori maggiormente colpiti;

40.  decide di utilizzare al massimo gli stanziamenti relativi ai programmi POSEI previsti nel relativo regolamento(9), sottolineando l'importanza di tali programmi per la resilienza dei produttori agricoli, e mette in risalto la fragilità della situazione economica delle regioni ultraperiferiche;

41.  aumenta pertanto gli stanziamenti di impegno di 154,1 milioni di EUR, lasciando così un margine di 190,8 milioni di EUR al di sotto del massimale per gli impegni nella rubrica 2, previa detrazione dei progetti pilota e delle azioni preparatorie;

42.  sottolinea che i persistenti squilibri nella filiera alimentare, in cui la posizione dei produttori primari è assai più debole rispetto a quella di altri attori, dovrebbero indurre la Commissione ad adottare misure per migliorare la trasparenza dei prezzi e dei margini nella filiera alimentare, in modo da garantire un prezzo equo alla produzione per assicurare il miglioramento del reddito dei piccoli e medi agricoltori;

43.  richiama l'attenzione sui fattori di rischio che incombono su numerosi ecosistemi boschivi quali, ad esempio, la diffusione di specie esotiche invasive e parassiti (tra cui il nematode del pino e altri), nonché gli incedi boschivi; ritiene che occorra destinare risorse finanziarie sufficienti, mediante programmi e misure di sostegno dell'Unione, alla valutazione delle condizioni ecologiche e fitosanitarie delle foreste, come pure alla loro riqualificazione, tra cui le attività di rimboschimento; rileva che queste risorse sono estremamente importanti e urgenti per alcuni Stati membri, come ad esempio il Portogallo, la Grecia e la Spagna, in ragione della serie dei numerosi incendi che hanno interessato tali territori;

Rubrica 3 - Sicurezza e cittadinanza

44.  ribadisce la sua convinzione di lunga data che il massimale della rubrica 3 si è rivelato ampiamente insufficiente per finanziare adeguatamente la dimensione interna delle sfide essenziali connesse, da un lato, alla sicurezza interna e dei cittadini e, dall'altro, ai rifugiati e ai migranti;

45.  prevede che la pressione sui sistemi di asilo e migrazione di taluni Stati membri, nonché sulle loro frontiere, rimarrà alta nel 2019 e negli anni a venire, e ritiene pertanto che siano necessari finanziamenti supplementari per quanto riguarda i rifugiati e la migrazione, anche in vista di eventuali future esigenze imprevedibili in tale settore; rafforza pertanto l'AMIF per quanto riguarda il sostegno alla migrazione legale verso l'Unione e la promozione di un'integrazione efficace dei cittadini di paesi terzi e il potenziamento di strategie di rimpatrio eque ed efficaci, in particolare per aiutare gli Stati membri a migliorare le misure di integrazione dei rifugiati e dei migranti, segnatamente dei bambini e dei minori non accompagnati;

46.  accoglie con favore l'aumento degli stanziamenti d'impegno per l'AMIF al fine di finanziare la nuova legislazione Dublino II (nell'ipotesi che sia adottata entro la fine del 2018) e respinge la decisione del Consiglio di iscrivere gli stanziamenti corrispondenti in riserva;

47.  sottolinea che la sicurezza interna deve rimanere una delle principali priorità dell'Unione e mette in evidenza il ruolo del Fondo sicurezza interna (ISF) quale strumento finanziario fondamentale per sostenere gli Stati membri nel settore della sicurezza, compresa la lotta al terrorismo e alla radicalizzazione, alla criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità, nonché alla criminalità informatica; decide pertanto di aumentare gli stanziamenti di bilancio dell'ISF, anche per rafforzare il sostegno alla gestione delle frontiere e fornire assistenza alle vittime di atti terroristici;

48.  evidenzia il ruolo cruciale svolto dalle agenzie dell'Unione nel settore della giustizia e degli affari interni nel rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini dell'Unione; decide di aumentare gli stanziamenti di bilancio e l'organico di EUROPOL, CEPOL, eu-LISA, Eurojust ed EPPO;

49.  ribadisce, in tale contesto, che l'EPPO deve disporre di risorse finanziarie e umane sufficienti; rileva che nel PB 2019 il contributo dell'Unione ammonta a un totale di 4 911 000 EUR; sottolinea che tale stanziamento è destinato a coprire le spese per il personale e l'infrastruttura come pure le altre spese amministrative e operative dell'EPPO; rileva che sono previsti solo 35 posti in organico, con la conseguenza che, una volta detratti i 23 posti di procuratore europeo, resteranno solo 12 posti per i compiti amministrativi; ritiene che tale situazione non sia realistica, in particolare in considerazione del fatto che altri due Stati membri hanno recentemente deciso di aderire all'EPPO; decide pertanto di anticipare l'aumento dell'organico previsto per il 2020 e di allineare l'inquadramento del procuratore capo e dei procuratori europei al grado di inquadramento dei livelli dirigenziali dell'OLAF e di Europol;

50.  si rammarica dei tagli arbitrari per oltre 35 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno apportati dal Consiglio a numerosi programmi nei settori della cultura, della cittadinanza, della giustizia e della sanità pubblica, nonostante gli eccellenti tassi di esecuzione di tali programmi e i livelli di finanziamento già insufficienti che non consentono di finanziare molti progetti di elevata qualità; ripristina tutte le linee almeno al livello del progetto di bilancio e propone ulteriori aumenti per le linee corrispondenti;

51.  evidenzia il ruolo svolto dal programma Europa creativa nel sostenere i settori audiovisivo e culturale dell'Unione e insiste sul fatto che i livelli di finanziamento dovrebbero essere commisurati alle ambizioni del programma; chiede un aumento degli stanziamenti d'impegno per i sottoprogrammi MEDIA e Cultura, tra l'altro per far fronte ai bassi tassi di successo delle domande; aumenta inoltre gli stanziamenti per le azioni multimediali e per il rafforzamento della capacità finanziaria delle PMI nei settori culturali e creativi europei;

52.  ribadisce il proprio sostegno al programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza e al programma Giustizia; decide di aumentare gli stanziamenti d'impegno per gli strumenti intesi a lottare contro la discriminazione e le disuguaglianze in generale, e in particolare il programma Daphne, nonché a combattere la violenza di genere e far valere i diritti delle donne e delle persone LGBTQI+;

53.  ricorda che i progetti collegati alla cultura e all'istruzione ricevono il sostegno di una serie di programmi e strumenti dell'Unione, in particolare i fondi SIE, il FEIS e Orizzonte 2020; esorta la Commissione a migliorare le sinergie tra i programmi al fine di garantire l'efficacia della spesa; invita la Commissione, in particolare, a sfruttare appieno le potenziali sinergie esistenti tra i vari programmi dell'Unione, quali Orizzonte 2020, il meccanismo per collegare l'Europa, Erasmus+, EaSI, Europa creativa, COSME, il FEIS e i fondi SIE, per sostenere un maggior numero di progetti nel settore delle industrie culturali e creative;

54.  aumenta la dotazione della rubrica 3 di 127,75 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno rispetto al progetto di bilancio, esclusi i progetti pilota e le azioni preparatorie, e propone di finanziare questi aumenti attraverso un'ulteriore mobilitazione degli strumenti speciali;

Rubrica 4 – Europa globale

55.  evidenzia che le complesse sfide geopolitiche che l'Unione si trova ad affrontare richiedono con urgenza una presenza esterna più forte dell'Unione; sottolinea ancora una volta che l'azione esterna dell'Unione può essere credibile solo se viene sostenuta da risorse finanziarie sufficienti; ricorda che il fabbisogno finanziario è nettamente superiore al volume attuale della rubrica 4 e chiede un adeguato margine di manovra in caso di crisi esterne impreviste;

56.  ricorda che l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) deve interessare le politiche interne ed esterne dell'Unione, mentre occorre adoperarsi per fornire in misura sufficiente alimenti di buona qualità e acqua pulita, nonché costruire infrastrutture supplementari di smaltimento delle acque reflue al fine di conseguire gli OSS n. 2 e n. 6; richiama inoltre l'attenzione sulla portata e sulle implicazioni della povertà energetica nei paesi in via di sviluppo e chiede un'azione supplementare per ridurre tale povertà conformemente all'OSS n. 7, in particolare nelle zone rurali remote nelle regioni non collegate alla rete energetica;

57.  a tale riguardo, ribadisce, in linea con la sua posizione espressa nella summenzionata risoluzione del 5 luglio 2018, che l'attuale coefficiente di contribuzione allo strumento per i rifugiati in Turchia (FRT) a carico del bilancio dell'Unione (1 miliardo di EUR) e degli Stati membri (2 miliardi di EUR) dovrebbe essere mantenuto per il finanziamento della seconda tranche dell'FRT; decide pertanto di ridurre i contributi del bilancio dell'Unione da 1,45 miliardi a 450 milioni di EUR; ritiene che la differenza dovrebbe invece essere finanziata mediante contributi bilaterali degli Stati membri;

58.  ritiene che la promozione della pace, della sicurezza e della giustizia nei paesi in via di sviluppo sia di fondamentale importanza al fine di affrontare le cause profonde della migrazione e le corrispondenti sfide umanitarie nei paesi del vicinato meridionale, quali la Libia; sottolinea l'importanza di sostenere la buona governance, la democrazia, lo Stato di diritto e una società civile dinamica per combattere efficacemente la povertà a lungo termine e affrontare le sfide del cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo; decide pertanto di aumentare le risorse destinate allo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e alla componente meridionale dello strumento europeo di vicinato (ENI) nelle sue varie dimensioni, per tenere conto anche della notevole pressione cui continuerà a essere sottoposto l'ENI nel 2019;

59.  ricorda che, nella sua politica esterna, l'Unione si è impegnata a tutelare e promuovere globalmente i diritti dei minori, delle ragazze e delle donne, nonché delle persone con disabilità o esigenze speciali; sottolinea l'importanza di attuare nell'ambito delle relazioni esterne gli orientamenti dell'Unione in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino nell'Unione europea, del piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere e della politica europea in materia di disabilità; in tale spirito, ritiene opportuno destinare il 10 % delle risorse disponibili nel quadro degli aiuti umanitari all'accesso all'istruzione nelle aree di crisi;

60.  sottolinea l'importanza strategica di stanziare finanziamenti sufficienti per i Balcani occidentali al fine di consolidarne il percorso verso l'adesione; reputa incomprensibile la proposta del Consiglio di ridurre gli stanziamenti per le riforme politiche, le quali costituiscono la struttura portante di qualsiasi trasformazione democratica; sottolinea la necessità di un adeguato sostegno finanziario al piano d'azione 2018-2020 della strategia per i Balcani occidentali e decide pertanto di aumentare la dotazione dello strumento di assistenza preadesione (IPA II) per la regione;

61.  sottolinea che la situazione nei paesi del partenariato orientale costituisce anche una sfida di rilievo per l'Unione; è convinto dell'importanza di fornire finanziamenti supplementari per sostenere gli sforzi di riforma dei nostri vicini, contribuire ad aumentare la resilienza, promuovere la pace e migliorare la vita quotidiana dei cittadini di tali paesi;

62.  chiede un sostegno rafforzato dell'Unione all'UNRWA, in linea con la risoluzione dell'8 febbraio 2018(10), alla luce dell'aggravarsi delle condizioni sul terreno e della decisione degli Stati Uniti di ritirare il proprio contributo annuale all'Agenzia; indica che l'aumento proposto è destinato esclusivamente all'UNRWA per compensare la perdita in questione;

63.  è convinto del potenziale dei contatti interpersonali e della mobilità dei giovani, che costituiscono anche una delle strategie cruciali per rafforzare l'impatto dell'azione esterna dell'Unione e la sua visibilità presso i cittadini dei paesi partner; ha pertanto deciso di rafforzare i contributi di DCI, ENI, IPA II e dello strumento di partenariato a Erasmus+;

64.  in conformità del principio di condizionalità, sostiene una riduzione dell'importo stanziato per la Turchia in tutte le linee di bilancio, in considerazione delle continue regressioni nei settori dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani; ritiene nel contempo necessario rafforzare ulteriormente il sostegno diretto alla società civile e i contatti interpersonali;

65.  reputa necessario incrementare gli stanziamenti sulla linea di bilancio relativa alla comunità turco-cipriota, al fine di contribuire in misura decisiva al proseguimento e all'intensificazione della missione del Comitato per le persone scomparse a Cipro, nonché al benessere dei maroniti che intendono reinsediarsi e di tutte le persone che si trovano nell'enclave come concordato nel Terzo accordo di Vienna, e di sostenere la Commissione tecnica sul patrimonio culturale delle due comunità (TCCH), promuovendo in tal modo la fiducia e la riconciliazione tra di esse;

66.  prende atto del modesto aumento, proposto dalla Commissione, dei fondi destinati alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) e osserva nel contempo che il bilancio della PESC continua a essere sottoposto a forti pressioni, anche a causa dell'ampliamento di una serie di missioni di politica estera e di sicurezza comune (PSDC), che rischia di aggravare il problema nel 2019; annulla la riduzione proposta dal Consiglio per altre misure e operazioni di gestione delle crisi, che porterebbe a diminuire la flessibilità nella gestione di crisi inattese;

67.  decide di conseguenza di annullare la quasi totalità dei tagli apportati dal Consiglio e di iniettare nella rubrica 4 l'importo di 425,4 milioni di EUR oltre il PB 2019 (esclusi i progetti pilota e le azioni preparatorie), diminuendo nel contempo le linee relative all'FRT e alla Turchia ed evitando di ripristinare i tagli del Consiglio dell'ordine complessivo di -1,24 miliardi di EUR, con una differenza netta di -819,1 milioni di EUR rispetto al PB 2019 per la rubrica 4;

Rubrica 5 – Amministrazione; altre rubriche – spese amministrative e di sostegno alla ricerca

68.  ritiene che i tagli apportati dal Consiglio siano ingiustificati e che non riflettano il fabbisogno effettivo; ripristina pertanto il PB 2019 per tutte le spese amministrative della Commissione, tra cui le spese amministrative e di sostegno alla ricerca nelle rubriche da 1 a 4;

Agenzie decentrate

69.  approva, in linea generale, le previsioni della Commissione circa il fabbisogno finanziario delle agenzie; ritiene pertanto che eventuali tagli aggiuntivi proposti dal Consiglio rischino di compromettere il corretto funzionamento delle agenzie, impedendo loro di svolgere i compiti di cui sono state incaricate; prende atto con particolare irritazione del taglio arbitrario di soli 10 000 EUR alla CEPOL e invita il Consiglio a illustrare dettagliatamente al Parlamento i motivi che lo inducono a ritenere che questi tagli siano necessari e ragionevoli;

70.  osserva che il finanziamento delle agenzie tramite la riscossione dei diritti riduce l'onere per il bilancio dell'Unione di 1 miliardo di EUR all'anno; sottolinea che compiti pubblici come quelli nel settore della salute, dell'ambiente o della sicurezza e giustizia, devono comunque continuare a far capo al bilancio europeo; ritiene tuttavia che la Commissione dovrebbe continuare ad affrontare il rischio di conflitti di interesse che potrebbero insorgere nel finanziamento delle agenzie mediante la riscossione di diritti e adottare misure adeguate per evitarli;

71.  ricorda l'importanza per l'Unione di focalizzarsi sulla competitività per la crescita e l'occupazione; ritiene, in tale contesto, che siano necessari ulteriori stanziamenti e personale per l'Agenzia del GNSS europeo (GSA) e l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER); prende atto della creazione dell'Autorità europea del lavoro (ELA) e sottolinea la necessità di mobilitare nuove risorse a tal fine; ripristina i tagli sostanziali apportati dal Consiglio agli stanziamenti per le autorità europee di vigilanza (AEV), iscrivendo al contempo parte dei loro stanziamenti in riserva in attesa dei progressi della revisione delle AEV;

72.  decide, nel contesto delle sfide che l'Unione si trova tuttora ad affrontare in termini di sicurezza e tenendo presente la necessità di una risposta coordinata a livello europeo, di incrementare gli stanziamenti per Europol, eu-LISA, CEPOL, Eurojust, l'EPPO e l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA);

73.  prevede che la pressione sui sistemi di asilo e migrazione di alcuni Stati membri, nonché sulle loro frontiere, rimarrà alta nel 2019 e potrebbe aumentare, sottolinea che le esigenze future dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) in termini di risorse operative e di organico dovranno essere monitorate con attenzione e, se del caso, aggiornate per il bilancio 2019; chiede alla Commissione di fornire quanto prima una visione globale del fabbisogno di bilancio per il bilancio 2019 per le riforme proposte di queste agenzie;

74.  sottolinea la necessità di un livello adeguato di stanziamenti per le agenzie che svolgeranno nuovi compiti aggiuntivi;

75.  ribadisce la propria posizione secondo cui l'obiettivo di riduzione del personale del 5 % è stato raggiunto con successo; esprime l'intenzione di includere una dichiarazione comune di tutte le istituzioni che confermi la fine di tale esercizio una tantum; ritiene che i nuovi posti approvati nella sua posizione siano necessari per svolgere i compiti supplementari derivanti da nuovi sviluppi strategici e normativi;

76.  ricorda che il gruppo di lavoro interistituzionale sulle risorse delle agenzie decentrate (gruppo 2) ha concluso i suoi lavori con l'adozione di raccomandazioni sugli insegnamenti tratti dall'approccio seguito per conseguire l'obiettivo di riduzione del personale del 5 %, il trattamento di nuovi compiti, la valutazione delle agenzie, la condivisione dei servizi, la valutazione delle agenzie con più sedi e il modello per il finanziamento delle agenzie tramite la riscossione dei diritti; accoglie con favore la ratifica di tali raccomandazioni da parte delle istituzioni; esprime l'intenzione di continuare ad esaminare in futuro il lavoro della Commissione per quanto riguarda tali raccomandazioni;

Progetti pilota e azioni preparatorie (PP/AP)

77.  rammenta l'importanza dei progetti pilota e delle azioni preparatorie (PP-AP) quali strumenti per la formulazione delle priorità politiche e l'introduzione di nuove iniziative con il potenziale per trasformarsi in attività e programmi permanenti dell'Unione; dopo aver effettuato un'attenta analisi di tutte le proposte presentate e tenendo conto della valutazione della Commissione sul loro rispetto dei requisiti giuridici e la loro attuabilità, decide di adottare un pacchetto equilibrato di PP-PA che riflette le priorità politiche del Parlamento;

78.  accoglie con favore l'avvio di Discover EU, la distribuzione di 15 000 biglietti InterRail per i cittadini europei che hanno compiuto i 18 anni nel 2018, come pure la proposta della Commissione di stanziare 700 milioni di EUR nel QFP 2021-2027, che ben si concilia con le ambizioni dell'Unione di promuovere la mobilità a fini di apprendimento, la cittadinanza attiva, l'inclusione sociale e la solidarietà tra tutti i giovani; decide di proseguire l'azione preparatoria pertinente nel 2019 ed è determinato a proseguirla anche nel 2020;

Strumenti speciali

79.  ricorda l'utilità degli strumenti speciali per garantire una flessibilità oltre i massimali alquanto esigui dell'attuale QFP e accoglie con favore i miglioramenti introdotti dalla revisione intermedia del regolamento sul QFP; chiede un ampio ricorso allo Strumento di flessibilità e al Margine globale per gli impegni nel bilancio 2019 onde finanziare la nutrita serie di nuove sfide e responsabilità supplementari che il bilancio dell'Unione si trova ad affrontare; ricorda altresì l'importanza del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), della Riserva per aiuti d'urgenza (RAU) e del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE);

Pagamenti

80.  ribadisce la sua preoccupazione per il fatto che, nonostante il recente recupero, la sottoesecuzione dei pagamenti abbia raggiunto un minimo storico negli ultimi tre anni, in particolare nella sottorubrica 1b; si rammarica che tali ritardi impediscano ai cittadini di sfruttare il pieno potenziale delle priorità e dei progetti dell'Unione in modo tempestivo; sottolinea il fatto che, di conseguenza, il PB 2019 lascia un margine senza precedenti di 19,3 miliardi di EUR al di sotto del massimale dei pagamenti; incrementa gli stanziamenti di pagamento per le linee che hanno subito modifiche in termini di stanziamenti d'impegno;

Altre sezioni

Sezione I – Parlamento europeo

81.  lascia invariato a 1 999 144 000 EUR il volume generale del proprio bilancio per l'esercizio 2019, in linea con la sua sopra citata risoluzione sullo stato di previsione delle entrate e delle spese adottata in Aula il 19 aprile 2018; vi integra adeguamenti tecnici senza incidenze sul bilancio per tenere conto delle informazioni aggiornate non disponibili all'inizio dell'anno in corso;

82.  constata che il livello dello stato di previsione per il 2019 corrisponde al 18,53 %, percentuale che è inferiore a quella del 2018 (18,85 %) e che è la più bassa della rubrica 5 da più di quindici anni;

83.  osserva che, in considerazione delle elezioni del Parlamento europeo nel 2019, le spese saranno superiori in alcuni settori, in particolare per quanto riguarda i deputati non rieletti e i loro assistenti, mentre si potranno realizzare risparmi, sia pur di minore entità, in altri ambiti a seguito della riduzione dell'attività parlamentare durante un anno elettorale;

84.  accoglie con favore il fatto che il bilancio per il 2019 preveda nuove tranche degli ingenti investimenti avviati nel 2016 per migliorare sensibilmente la sicurezza del Parlamento; sottolinea che tali progetti interessano diversi settori, in particolare per quanto riguarda gli edifici, ad esempio il potenziamento della sicurezza agli ingressi, le attrezzature e il personale, come pure il progetto iPACS, ma anche miglioramenti nel settore della sicurezza informatica e della sicurezza delle comunicazioni;

85.  prende atto della decisione dell'Ufficio di presidenza di prendere in considerazione due opzioni per l´edificio PHS, il rinnovo o la ricostruzione; esorta il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a fornire all'autorità di bilancio, oltre a tutte le specifiche tecniche, un bilancio dettagliato per ciascuna di queste opzioni;

86.  riduce di 59 posti l'organigramma del proprio Segretariato generale per il 2019 (obiettivo di riduzione del personale dell'1 %), conformemente all'accordo raggiunto con il Consiglio il 14 novembre 2015 sul bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, che prevede il proseguimento delle misure annuali di riduzione del personale del Parlamento fino al 2019;

87.  osserva che, nella risoluzione del 18 aprile 2018 sulla politica della Commissione in materia di integrità, il Parlamento ha espresso preoccupazione in merito alle procedure di nomina degli alti funzionari; ribadisce l'invito alla Commissione affinché riveda, entro la fine del 2018, la propria procedura amministrativa per la nomina degli alti funzionari, con l'obiettivo di garantire pienamente la selezione dei migliori candidati, in un contesto improntato alla massima trasparenza e alle pari opportunità;

88.  prende atto della decisione del Tribunale del 25 settembre 2018 che conferma il rifiuto del Parlamento di concedere l'accesso ai documenti relativi alle indennità di soggiorno, alle spese di viaggio e alle indennità di assistenza parlamentare dei deputati europei (sentenza nelle cause da T-639/15 a T-666/15 Maria Psara et al./Parlamento e T-94/16 Gavin Sheridan/Parlamento); ricorda all'Ufficio di presidenza che l'Aula ha chiesto una maggiore trasparenza e sottolineato l'urgente necessità di controllare l'indennità di spese generali; si compiace, a tale riguardo, dell'istituzione di un gruppo di lavoro ad hoc incaricato della definizione e della pubblicazione delle norme relative all'utilizzo dell'indennità per spese generali; si rammarica tuttavia che, sulla base della relazione del suo gruppo di lavoro, l'Ufficio di presidenza abbia soltanto trovato un accordo su un elenco non esaustivo di spese ammissibili e concordato sulla necessità che ciascun deputato al Parlamento disponga di un conto bancario separato dedicato ai finanziamenti ricevuti nel quadro dell'indennità per spese generali; ribadisce il proprio invito all'Ufficio di presidenza affinché apporti le seguenti modifiche supplementari all'indennità per spese generali:

   imporre ai deputati di conservare tutte le ricevute relative all'indennità per spese generali;
   imporre ai deputati di restituire la parte non utilizzata dell'indennità per spese generali al termine del loro mandato;

89.  ricorda l'articolo 62 della decisione dell'Ufficio di presidenza del 19 maggio e del 9 luglio 2008 relativa alle misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo, in base al quale "gli importi versati", inclusa l'indennità per spese generali, "sono riservati esclusivamente al finanziamento di attività legate all'esercizio del mandato di deputato e non possono coprire spese personali o finanziare sovvenzioni o doni di tipo politico" e "i deputati rimborsano al Parlamento gli importi non utilizzati"; invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo a garantire che tali disposizioni siano attuate e applicate integralmente;

90.  ricorda che il 23 ottobre 1997, nella sua risoluzione sul bilancio generale per il 1998, il Parlamento ha invitato l'Ufficio di presidenza a chiedere alla Corte dei conti di indagare sul regime pensionistico volontario del Parlamento, il che ha portato alla pubblicazione del parere n. 5/99 della Corte dei conti, del 16 giugno 1999, sul "Fondo e regime pensionistico dei deputati al Parlamento europeo"; invita ora l'Ufficio di presidenza a chiedere urgentemente alla Corte dei conti di elaborare un altro parere di questo tipo sul regime pensionistico e sul fondo pensioni nel 2019;

91.  ricorda che, in una nota all'Ufficio di presidenza dell'8 marzo 2018, il Segretario generale ha riconosciuto che il fondo pensioni collegato al regime pensionistico volontario dei deputati "esaurirà il suo capitale ben prima del termine degli obblighi pensionistici e forse già nel 2024"; invita pertanto il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza, nel pieno rispetto dello statuto dei deputati, a definire urgentemente con il fondo pensioni un piano chiaro che consenta al Parlamento di assumersi i propri obblighi e responsabilità per quanto riguarda il regime pensionistico volontario dei deputati subito dopo le elezioni del 2019;

92.  chiede un appoggio supplementare da parte dell'Unione alla dimensione parlamentare dell'OMC, in particolare tramite un maggiore sostegno in termini finanziari e di personale al segretariato competente;

93.  chiede il potenziamento del Polo europeo dei media scientifici, approvato nell'ambito del bilancio 2018, e una cooperazione con le emittenti televisive, i media sociali e altri partner, per offrire opportunità di formazione ai giovani giornalisti, in particolare per quanto riguarda i nuovi sviluppi scientifici e tecnologici e le notizie basate sui fatti e oggetto di valutazione "inter pares";

94.  chiede, ai fini dell'attuazione delle raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento del 26 ottobre 2017 sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali nell'UE, un aumento dei finanziamenti per coprire i costi della consulenza esterna necessaria per estendere l'audit esterno che è stato condotto per quanto riguarda il comitato consultivo competente per le denunce di molestie morali riguardanti i deputati al comitato consultivo per il personale del Parlamento per la prevenzione delle molestie; chiede altresì, per gli stessi fini, un aumento dei finanziamenti per coprire i costi del personale supplementare competente per la gestione dei casi di molestie in seno al Parlamento, riunendo all'interno di un servizio specifico personale con competenze mediche, psicologiche, giuridiche e in materia di gestione delle risorse umane e con competenze specifiche in tale settore;

95.  ricorda l'analisi della Corte dei conti europea del 2014 che stimava a 114 milioni di EUR all'anno i costi derivanti dalla dispersione geografica del Parlamento; prende inoltre atto della constatazione contenuta nella sua risoluzione del 20 novembre 2013 sull'ubicazione delle sedi delle istituzioni dell'Unione europea(11), secondo cui il 78 % di tutte le missioni del proprio personale statutario sono la diretta conseguenza della dispersione geografica del Parlamento; sottolinea che, secondo le stime della relazione, l'impatto ambientale della dispersione geografica si traduce in emissioni di CO2 comprese tra 11 000 e 19 000 tonnellate; ribadisce l'immagine pubblica negativa ascrivibile a tale dispersione e chiede pertanto una tabella di marcia per la definizione di un'unica sede e la riduzione delle relative linee di bilancio;

96.  esorta il Segretario generale a definire modalità dettagliate per una maggiore condivisione delle funzioni e dei servizi di back office tra il Parlamento, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo;

Sezione IV – Corte di giustizia

97.  ripristina il PB 2019 in tutte le linee di bilancio ridotte dal Consiglio che sono indispensabili per il funzionamento della Corte e ripristina altresì lo stato di previsione per due linee di bilancio al fine di rafforzare la capacità della Corte di far fronte al crescente fabbisogno di traduzioni;

98.  ripristina i 16 posti e i relativi stanziamenti tagliati dalla Commissione nel PB 2019 al fine di evitare strozzature che potrebbero pregiudicare la produttività della Corte nel quadro delle nuove attività dell'Istituzione e del costante aumento del carico di lavoro; considera che la creazione di 16 nuovi posti permanenti per i servizi di sostegno, inizialmente proposta dalla Corte e respinta dalla Commissione, dovrebbe essere approvata;

Sezione V – Corte dei conti

99.  ripristina il PB 2019 in tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio, affinché la Corte dei conti possa attuare il suo programma di lavoro ed elaborare le previste relazioni di audit;

Sezione VI – Comitato economico e sociale europeo

100.  ripristina il PB 2019 in tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio;

101.  incrementa al di sopra del PB 2019 gli stanziamenti di alcune linee conformemente allo stato di previsione del Comitato economico e sociale europeo;

Sezione VII – Comitato delle regioni

102.  ripristina il PB 2019 in tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio;

103.  incrementa al di sopra del PB 2019 gli stanziamenti di alcune linee conformemente allo stato di previsione del Comitato delle regioni;

Sezione VIII – Mediatore europeo

104.  lascia invariato il livello globale del bilancio del Mediatore per il 2019, come proposto dalla Commissione nel PB 2019;

Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati

105.  decide di non ripristinare il PB 2019 nella linea tagliata dal Consiglio, a causa di un forte aumento del bilancio totale rispetto all'esercizio precedente;

Sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE)

106.  ripristina il PB 2019 in tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio;

107.  incrementa al di sopra del PB 2019 gli stanziamenti di alcune linee conformemente allo stato di previsione del SEAE;

108.  ribadisce il sostegno del Parlamento alla Capacità di comunicazione strategica e la rafforza per fornire una risposta più forte e coordinata dell'Unione alla sfida della disinformazione;

109.  ripristina i 28 posti e i relativi stanziamenti tagliati dal Consiglio e aggiunge cinque posti supplementari, il che costituisce un aumento moderato del personale, giustificato dalle significative nuove responsabilità del SEAE, in particolare quelle legate al recesso del Regno Unito dall'Unione, vale a dire la creazione di una nuova delegazione dell'Unione a Londra e di una nuova unità nella sede principale, e l'adozione, negli ultimi mesi, di una serie di iniziative nel campo della sicurezza e della difesa;

o
o   o

110.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, accompagnata dagli emendamenti al progetto di bilancio generale, al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e agli organi interessati nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.
(2) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(3) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(5) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(6) Testi approvati, P8_TA(2018)0089.
(7) Testi approvati, P8_TA(2018)0182.
(8) Testi approvati, P8_TA(2018)0311.
(9) Regolamento (UE) n. 228/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2013, recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 247/2006 del Consiglio (GU L 78, 20.3.2013, p. 23).
(10) Testi approvati, P8_TA(2018)0042.
(11) GU C 436 del 24.11.2016, pag. 2.


Discarico 2016: bilancio generale dell'Unione europea - Consiglio e Consiglio europeo
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2017/2138(DEC))
P8_TA(2018)0405A8-0300/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2016 (COM(2017)0365 – C8-0249/2017)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste la sua decisione del 18 aprile 2018(5) che rinvia la decisione di discarico per l'esercizio 2016 e la risoluzione che la accompagna(6),

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la seconda relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0300/2018),

1.  rifiuta il discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2016;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2017/2138(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la seconda relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0300/2018),

A.  considerando che tutte le istituzioni dell'Unione dovrebbero essere trasparenti e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi loro affidati in qualità di istituzioni dell'Unione;

B.  considerando che il ruolo del Parlamento rispetto al discarico del bilancio è specificato nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e nel regolamento finanziario;

1.  ricorda che le istituzioni dell'Unione sono dotate di autonomia amministrativa nelle questioni connesse alle loro operazioni e sottolinea che è importante che esse agiscano in modo responsabile nell'esecuzione dei loro rispettivi bilanci;

2.  evidenzia il ruolo del Parlamento nel quadro della procedura di discarico quale disciplinata dal TFUE, dal regolamento finanziario e dal regolamento del Parlamento;

3.  si rammarica che il Consiglio non abbia risposto alle osservazioni formulate dal Parlamento nella sua risoluzione di discarico del 18 aprile 2018(8), secondo la tendenza degli esercizi precedenti;

4.  deplora vivamente che non sia stato dato alcun seguito alle raccomandazioni del Parlamento e che non sia stata fornita alcuna motivazione o giustificazione; insiste affinché il Consiglio attui le osservazioni formulate dal Parlamento europeo nella risoluzione del 18 aprile 2018 sul discarico, in particolare quelle riportate in seguito, e reagisca immediatamente a tali osservazioni;

5.  esprime il proprio sostegno al riuscito cambiamento di paradigma verso una programmazione di bilancio basata sulla performance nella pianificazione di bilancio della Commissione, introdotto nel settembre 2015 nel quadro dell'iniziativa "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati"; incoraggia il Consiglio europeo e il Consiglio ad applicare tale metodo alla propria procedura di pianificazione di bilancio;

Questioni in sospeso

6.  si rammarica del fatto che la richiesta di separare il bilancio del Consiglio europeo da quello del Consiglio, espressa dal Parlamento nelle precedenti risoluzioni di discarico, non sia stata presa in considerazione;

7.  osserva che il Consiglio sta ancora lavorando alla risposta da dare alla relazione strategica del Mediatore europeo sulla "Trasparenza del processo legislativo del Consiglio" (OI/2/2017/TE), nonostante il Mediatore europeo abbia chiesto una risposta alle sue raccomandazioni e ai suoi suggerimenti di miglioramento entro il 9 maggio 2018; riconosce che il Consiglio è impegnato in ricerche serie e approfondite per preparare la sua risposta ma lo esorta comunque a rispettare la richiesta del Mediatore; ricorda che il Mediatore europeo ha inviato le sue conclusioni anche al Parlamento e che due delle sue commissioni stanno attualmente elaborando una relazione sui risultati, motivo per cui si chiede al Consiglio di trasmettere quanto prima la sua risposta e le sue conclusioni al Parlamento;

8.  si rammarica del fatto che, nonostante gli occasionali scambi di informazioni tra i servizi competenti per gli edifici del Parlamento e del Consiglio, il Consiglio continui a non fornire precisazioni sulla sua politica immobiliare nella sua relazione finanziaria annuale; deplora la mancanza di informazioni sulla sua politica immobiliare e le relative spese, e chiede che tutti questi elementi siano pienamente accessibili al pubblico in segno di trasparenza nei confronti dei cittadini dell'Unione;

9.  rinnova l'invito a presentare relazioni sullo stato di avanzamento dei progetti immobiliari e una ripartizione dettagliata delle spese finora sostenute; prende atto della pubblicazione dei rendiconti finanziari definitivi – Consiglio dell'Unione europea e Consiglio europeo, del 12 giugno 2018, nei quali si dichiara che il costo dell'edificio Europa si attesta a 312 143 710,53 EUR;

10.  ribadisce il suo invito a fornire un quadro generale delle risorse umane, suddivise per categoria, grado, genere, nazionalità e formazione;

11.  accoglie con favore i negoziati interistituzionali attualmente in corso per rafforzare il registro dell'Unione per la trasparenza; ribadisce la sua richiesta di un esito positivo dei negoziati, che porti all'adesione del Consiglio al registro;

12.  invita nuovamente il Consiglio a chiarire quali misure ha adottato per superare la nomina irregolare di un giudice alla Corte di giustizia dell'Unione europea(9);

13.  prende atto della decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea; osserva che, al momento, non è possibile fare previsioni circa le conseguenze finanziarie, amministrative, umane e di altro tipo del recesso; invita il Consiglio europeo e il Consiglio a effettuare valutazioni d'impatto e a comunicarne i risultati al Parlamento entro la fine del 2018;

Punto della situazione

14.  accoglie con favore gli scambi informali tenutisi tra il Parlamento e il Consiglio per discutere delle soluzioni all'impasse attuale per quanto riguarda la procedura di discarico; osserva che il 2 maggio 2018 il Consiglio ha risposto alla proposta del Parlamento sulla procedura di discarico del Consiglio con una proposta modificata e che, in seguito a una riunione informale tra il Parlamento e il Consiglio in data 10 luglio 2018, la commissione per il controllo dei bilanci ha inviato la sua risposta alla proposta modificata del Consiglio il 21 luglio 2018; esorta il Consiglio a rispondere rapidamente alle ultime proposte della commissione per il controllo dei bilanci, affinché le nuove disposizioni per l'esercizio di discarico possano essere applicate quanto prima;

15.  si rammarica delle difficoltà ripetutamente incontrate sino ad oggi nelle procedure di discarico, dovute a una mancanza di cooperazione da parte del Consiglio; sottolinea che il Parlamento ha rifiutato il discarico al Segretario generale del Consiglio per gli esercizi 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015, per i motivi esposti nelle risoluzioni del 10 maggio 2011(10), del 25 ottobre 2011(11), del 10 maggio 2012(12), del 23 ottobre 2012(13), del 17 aprile 2013(14), del 9 ottobre 2013(15), del 3 aprile 2014(16), del 23 ottobre 2014(17), del 27 ottobre 2015(18), del 27 ottobre 2016(19) e del 25 ottobre 2017(20), e ha rinviato la decisione sul discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esercizio 2016 per i motivi esposti nella risoluzione del 18 aprile 2018;

16.  prende atto del punto di vista espresso dalla Commissione nel gennaio 2014, secondo cui tutte le istituzioni partecipano pienamente al processo che dà seguito alle osservazioni formulate dal Parlamento nell'esercizio di discarico e tutte le istituzioni dovrebbero cooperare per garantire il buon funzionamento della procedura di discarico;

17.  osserva che la Commissione ha affermato che non avrebbe vigilato sull'esecuzione del bilancio delle altre istituzioni e che rispondere alle domande rivolte a un'altra istituzione avrebbe costituito una violazione dell'autonomia di quest'ultima nell'esecuzione della rispettiva sezione del bilancio;

18.  si rammarica che il Consiglio continui a non dare risposta alle domande del Parlamento;

19.  insiste sul fatto che la spesa del Consiglio deve essere controllata al pari di quella delle altre istituzioni e che gli elementi fondamentali di tale controllo sono stati esposti nelle risoluzioni di discarico degli scorsi anni;

20.  sottolinea la prerogativa del Parlamento di concedere il discarico a norma degli articoli 316, 317 e 319 TFUE, in linea con l'attuale interpretazione e prassi, e segnatamente di concedere il discarico per ogni rubrica del bilancio presa singolarmente, al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione.

(1) GU L 48 del 24.2.2016.
(2) GU C 323 del 28.9.2017, pag. 1.
(3) GU C 322 del 28.9.2017, pag. 1.
(4) GU C 322 del 28.9.2017, pag. 10.
(5) GU L 248 del 3.10.2018, pag. 23.
(6) GU L 248 del 3.10.2018, pag. 24.
(7) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(8) GU L 248 del 3.10.2018, pag. 24.
(9) Sentenza del Tribunale (Sezione delle impugnazioni) del 23 gennaio 2018, FV/Consiglio dell'Unione europea, T-639/16 P, ECLI:EU:T:2018:22.
(10) GU L 250 del 27.9.2011, pag. 25.
(11) GU L 313 del 26.11.2011, pag. 13.
(12) GU L 286 del 17.10.2012, pag. 23.
(13) GU L 350 del 20.12.2012, pag. 71.
(14) GU L 308 del 16.11.2013, pag. 22.
(15) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 97.
(16) GU L 266 del 5.9.2014, pag. 26.
(17) GU L 334 del 21.11.2014, pag. 95.
(18) GU L 314 dell'1.12.2015, pag. 49.
(19) GU L 333 dell'8.12.2016, pag. 50.
(20) GU L 318 del 2.12.2017, pag. 25.


Discarico 2016: Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO)
PDF 137kWORD 52k
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2016 (2017/2177(DEC))
P8_TA(2018)0406A8-0299/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2016,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2016, corredata della risposta dell'Ufficio(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 20 febbraio 2018 sul discarico da dare all'Ufficio per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016 (05941/2018 – C8-0087/2018),

–  viste la sua decisione del 18 aprile 2018(3) che rinvia la decisione sul discarico per l'esercizio 2016, e le risposte del direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo,

–  viste le azioni intraprese dalla Direzione generale della Migrazione e degli affari interni della Commissione e dal consiglio di amministrazione dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo a seguito della decisione del Parlamento europeo del 18 aprile 2018 di rinvio del discarico che ha portato alle dimissioni di José Carreira dall'incarico di direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, il 6 giugno 2018,

–  viste l'audizione del 3 settembre 2018 e le misure correttive proposte e già adottate dal nuovo direttore esecutivo ad interim dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo dopo la sua nomina, nel giugno 2018;

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo(5), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la seconda relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0299/2018),

1.  rifiuta di concedere il discarico al direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio per l'esercizio 2016;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2016 (2017/2177(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2016,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la seconda relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0299/2018),

A.  considerando che tutte le agenzie decentralizzate dell'Unione dovrebbero essere trasparenti e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi loro affidati, in qualità di organismi dell'Unione;

B.  considerando che il ruolo del Parlamento rispetto al discarico è specificato nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea e nel regolamento finanziario quadro;

1.  sottolinea l'importanza di agire in modo responsabile, in coscienza e trasparenza nonché in linea con ogni regola e normativa pertinente, nell'esecuzione del bilancio dell'Unione;

2.  rammenta il ruolo del Parlamento nel quadro della procedura di discarico, quale disciplinata dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dal regolamento finanziario e dal regolamento del Parlamento;

3.  si compiace del fatto che la decisione iniziale del 18 aprile 2018 di rinvio della decisione sul discarico per l'esercizio 2016 abbia portato alle forti misure correttive adottate dalla Direzione generale della Migrazione e degli affari interni della Commissione, dal consiglio di amministrazione dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (l'"Ufficio") e dal nuovo direttore esecutivo ad interim dell'Ufficio;

4.  riconosce che, a prescindere dal completamento dell'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) nei confronti della precedente dirigenza dell'Ufficio, le misure correttive finora adottate hanno risposto in misura parziale alle riserve espresse dal Parlamento nella sua decisione del 18 aprile 2018 di rinvio del discarico;

L'indagine in corso dell'OLAF

5.  ricorda che un'indagine dell'OLAF è attualmente in corso e concerne vari ex ed attuali membri dell'Ufficio, che occupano posizioni di metà o di alta dirigenza;

6.  prende con soddisfazione atto della decisione del consiglio di amministrazione dell'Ufficio, in data 6 giugno 2018, di dispensare, con effetto immediato, il direttore esecutivo dalle sue funzioni; accoglie con favore la designazione di un direttore esecutivo ad interim, non soggetto all'indagine dell'OLAF; deplora tuttavia che il consiglio di amministrazione non sia intervenuto in tal senso di propria iniziativa molto prima nel corso del processo, ovviando così al ritardo della procedura di discarico;

7.  accoglie con favore l'azione già intrapresa dal direttore esecutivo ad interim al fine di migliorare la struttura della governance dell'Ufficio, di ripristinare la trasparenza e infondere fiducia; sottolinea l'importanza di ovviare alle carenze precedentemente rilevate per quanto riguarda la legittimità e la regolarità delle operazioni; invita l'Ufficio a preparare una tabella di marcia completa e dettagliata che indichi la via da percorrere; invita inoltre l'Ufficio, a tale riguardo, a includere nella tabella di marcia un piano chiaro per ripristinare la fiducia nella dirigenza, soprattutto tenendo presente il fatto che una dirigenza competente ed efficace è fondamentale alla luce delle sfide che l'Ufficio si trova ad affrontare in generale e, in particolare, per garantire che l'assunzione e la formazione del considerevole numero di nuovi agenti previsti per il 2018 e il 2019 siano di livello tale da consentire all'Ufficio di disporre di agenti ben motivati e di elevata qualità nonché di registrare una minore rotazione del personale, mantenendone le relative conoscenze ed esperienze;

8.  invita l'OLAF a informare l'autorità di discarico riguardo all'esito dell'indagine, non appena questa sarà conclusa;

9.  invita la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento a integrare i risultati della relazione dell'OLAF nella relazione di discarico dell'Ufficio per il 2017 e ad assicurare in tal modo la piena attuazione delle eventuali nuove raccomandazioni rivolte all'Ufficio;

Elementi a sostegno del giudizio con rilievi sulla legittimità e regolarità delle operazioni su cui sono basati i conti

10.  rammenta le constatazioni rilevanti fatte dalla Corte dei conti (in appresso “la Corte”) per due delle cinque procedure di appalto significative relative all'esercizio 2016, i cui pagamenti sono stati effettuati nel corso di tale anno, il che dimostra una mancanza di rigore nelle procedure di appalto dell'Ufficio;

11.  si attende l’adozione di tutte le possibili misure per recuperare i pagamenti irregolari a titolo dell'esercizio 2016: 920 561 EUR (procedura di appalto per la fornitura di servizi di viaggio) e 592 273 EUR (contratto quadro concernente servizi interinali per assisterlo nella sua risposta alla crisi migratoria);

12.  resta preoccupato per l'evoluzione dei costi di rimborso dei viaggi: nel 2014 sono stati rimborsati 997 506 EUR, nel 2015 i rimborsi sono stati pari a 987 515 EUR e nel 2016 i rimborsi sono stati pari a 1 012 147 EUR; osserva che i partecipanti che rientrano nella categoria A hanno compiti specifici da svolgere durante le riunioni; prende atto della diminuzione dei rimborsi nella categoria A, che sono passati dal 69 % nel 2014 al 52 % nel 2015 e al 37 % nel 2016; è preoccupato per la palese discrepanza tra un aumento del carico di lavoro dell'Ufficio e un numero inferiore di partecipanti di categoria A; sottolinea che un aumento dei rimborsi delle spese di viaggio e una diminuzione del numero di partecipanti di categoria A sono possibili indici di un sistema di rimborso arbitrario;

13.  osserva, ancora una volta, che il programma di lavoro dell'Ufficio comprende le sue attività di sostegno operativo in "hotspot" di alcuni Stati membri; pone in rilievo l’importanza di questa attività ed evidenzia le conseguenze più ampie per l'intera Unione se i compiti non sono debitamente pianificati, gestiti ed eseguiti; sollecita vivamente il personale dell'Ufficio ad assumersi adeguatamente le proprie responsabilità in materia amministrativa e di lavoro sul terreno;

14.  Si rammarica del danno causato all’immagine dell’Ufficio dalle scorrettezze riscontrate nelle procedure di appalto summenzionate; ricorda che solo una piena trasparenza di tali procedure può garantire un controllo efficace;

15.  si compiace dei piani d'azione elaborati dall'Ufficio per risolvere le questioni individuate dalla Corte, vale a dire:

   la procedura di appalto relativa alla prestazione di servizi di viaggio (Agenzia di viaggi FCM) è stata sostituita da una procedura di gara aperta che è stata ultimata e ha portato alla conclusione di un nuovo contratto;
   il contratto quadro per servizi interinali in Grecia (Randstad) è stato sostituito da una procedura di gara pubblica che è stata ultimata e ha portato alla conclusione di un nuovo contratto;

16.  accoglie con favore le misure adottate dall'Ufficio per rafforzare le procedure di aggiudicazione degli appalti, in particolare l'aggiunta di alti funzionari e di personale di sostegno supplementare al settore degli appalti;

o
o   o

17.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 18 aprile 2018(7) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 79.
(2) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 79.
(3) GU L 248 del 3.10.2018, pag. 195.
(4) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(5) GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 248 del 3.10.2018, pag. 393.


Sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri ***I
PDF 107kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio per quanto riguarda il sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri (COM(2017)0826 – C8-0432/2017 – 2017/0336(COD))
P8_TA(2018)0407A8-0316/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0826),

–  visti gli articoli 294, paragrafo 2, e il terzo comma dell'articolo 175, e l'articolo 177 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0432/2017),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 marzo 2018(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e anche i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0316/2018),

1.  respinge la proposta della Commissione;

2.  invita la Commissione a ritirare la proposta;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


Avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici *
PDF 103kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici (11265/2018 – C8-0388/2018 – 2018/0808(CNS))
P8_TA(2018)0408A8-0344/2018

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (11265/2018),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0388/2018).

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, in particolare l'articolo 33(1),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0344/2018),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati sul DNA *
PDF 103kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati sul DNA (11282/2018 – C8-0389/2018 – 2018/0809(CNS))
P8_TA(2018)0409A8-0343/2018

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (11282/2018),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0389/2018),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0343/2018),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Avvio in Croazia dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici *
PDF 102kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'avvio in Croazia dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici (11284/2018 – C8-0390/2018 – 2018/0810(CNS))
P8_TA(2018)0410A8-0345/2018

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (11284/2018),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0390/2018),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0345/2018),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente ***I
PDF 245kWORD 87k
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 24 ottobre 2018, alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente (COM(2018)0340 – C8-0218/2018 – 2018/0172(COD))(1)
P8_TA(2018)0411A8-0317/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 1
(1)  La multifunzionalità e il costo relativamente basso della plastica ne fanno un materiale onnipresente nella vita quotidiana. L'uso sempre più diffuso in applicazioni di breve durata, di cui non è previsto il riutilizzo né un riciclaggio efficiente, si traduce in modelli di produzione e consumo sempre più inefficienti e lineari. Pertanto, nella Strategia europea per la plastica32 nel contesto del piano d'azione per l'economia circolare33, la Commissione ha concluso che perché il ciclo di vita della plastica diventi realmente circolare, bisogna trovare una soluzione per la crescente produzione di rifiuti di plastica e per la loro dispersione nell'ambiente in cui viviamo, in particolare nell'ambiente marino.
(1)  La multifunzionalità e il costo relativamente basso della plastica ne fanno un materiale onnipresente nella vita quotidiana. La produzione mondiale di plastica è drasticamente aumentata e nel 2017 ha raggiunto i 348 milioni di tonnellate; la quota europea (64,4 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,4 % rispetto all'anno precedente) rappresentava il 18,5 % della produzione mondiale. L'uso sempre più diffuso in applicazioni di breve durata, di cui non è previsto il riutilizzo né un riciclaggio efficiente, si traduce in modelli di produzione e consumo sempre più inefficienti e lineari. Pertanto, nella Strategia europea per la plastica32 nel contesto del piano d'azione per l'economia circolare33, la Commissione ha concluso che, perché il ciclo di vita della plastica diventi realmente circolare e perché si riduca la quantità complessiva di plastica nell'ambiente, bisogna trovare una soluzione per la crescente produzione di rifiuti di plastica e per la loro dispersione nell'ambiente in cui viviamo, in particolare nell'ambiente marino. La strategia europea per la plastica rappresenta un primo, piccolo passo verso la realizzazione di un'economia circolare basata sulla riduzione, sul riutilizzo e sul riciclaggio di tutti i prodotti di plastica.
__________________
__________________
32 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia europea per la plastica nell'economia circolare" (COM(2015)0614).
32 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia europea per la plastica nell'economia circolare" (COM(2015)0614).
33 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "L'anello mancante – Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare" (COM(2018)0028).
33 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "L'anello mancante – Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare" (COM(2018)0028).
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Considerando 1 bis (nuovo)
(1 bis)  La plastica svolge un ruolo utile nell'economia e trova applicazioni essenziali in molti settori. In particolare, è utilizzata nel settore degli imballaggi (40 %) e in quello dell'edilizia e delle costruzioni (20 %). Ne viene fatto un uso importante anche nel settore automobilistico, alimentare, agricolo e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tuttavia, le notevoli ripercussioni negative sull'ambiente, sulla salute e sull'economia di determinati prodotti di plastica rendono necessario definire un quadro giuridico per ridurre efficacemente tali importanti effetti negativi, anche attraverso restrizioni all'immissione sul mercato di determinati prodotti di plastica monouso per i quali esistono alternative facilmente disponibili più rispondenti ai criteri dell'economia circolare.
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 2
(2)  Approcci circolari che privilegiano prodotti e sistemi riutilizzabili consentiranno di ridurre la produzione di rifiuti, e questo tipo di prevenzione è in cima alla gerarchia dei rifiuti di cui all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio34.Tali approcci sono in linea con l'obiettivo 12 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite35: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
(2)  Le misure di cui alla presente direttiva dovrebbero perseguire pienamente approcci circolari che privilegiano prodotti sicuri, non tossici, riutilizzabili e non contenenti sostanze pericolose e sistemi di riutilizzo rispetto a qualsiasi prodotto monouso. Tutte le misure dovrebbero innanzitutto mirare a ridurre la produzione di rifiuti e promuovere la prevenzione degli stessi, poiché queste sono le priorità in cima alla gerarchia dei rifiuti di cui all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio34. Dal momento che qualsiasi prodotto monouso tende ad avere un impatto negativo sul clima o sull'ambiente a causa del suo breve ciclo di vita, occorre dare priorità alla prevenzione e al riutilizzo di prodotti che possono garantire importanti risparmi di CO2 e di preziose materie prime. La presente direttiva contribuirà al conseguimento dell'obiettivo 12 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite35: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
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34 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).
34 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).
35 Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
35 Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 3
(3)  I rifiuti marini sono un fenomeno transfrontaliero riconosciuto come problema a livello mondiale. Ridurre i rifiuti marini è un passo fondamentale per conseguire l'obiettivo 14 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile36. L'Unione deve fare la sua parte nel trovare una soluzione al problema dei rifiuti marini in quanto ente normatore a livello internazionale. In proposito, l'Unione collabora con i partner i diverse sedi internazionali quali il G20, il G7 e le Nazioni Unitre per promuovere un'azione concertata. La presente proposta fa parte degli sforzi profusi dall'Unione in merito.
(3)  I rifiuti marini sono un fenomeno transfrontaliero e sono riconosciuti come un problema a livello mondiale. Quantità sempre maggiori di rifiuti finiscono negli oceani di tutto il mondo ripercuotendosi sulla salute degli ecosistemi e provocando la morte degli animali. Ridurre i rifiuti marini è un passo fondamentale per conseguire l'obiettivo 14 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile36. L'Unione deve fare la sua parte nel trovare una soluzione al problema dei rifiuti marini, prevenendo i rifiuti e gestendo più efficacemente i rifiuti marini, e puntare a divenire un punto di riferimento normativo a livello internazionale. In proposito, l'Unione collabora con i partner in diverse sedi internazionali quali il G20, il G7 e le Nazioni Unite per promuovere un'azione concertata. La presente proposta fa parte degli sforzi profusi dall'Unione in merito.
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36 Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
36 Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Considerando 5
(5)  Nell'Unione europea, dall'80 all'85 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge sono di plastica: di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50 % e gli oggetti collegati alla pesca il 27 %. I prodotti di plastica monouso comprendono un'ampia gamma di prodotti di consumo frequente e rapido che sono gettati una volta usati, raramente sono riciclati e tendono quindi a diventare immondizia. Una percentuale significativa degli attrezzi da pesca immessi sul mercato non viene raccolta per essere trattata. I prodotti di plastica monouso e gli attrezzi da pesca contenenti plastica sono quindi un problema particolarmente serio nel contesto dei rifiuti marini e mettono pesantemente a rischio gli ecosistemi e la biodiversità del mare e, potenzialmente, la salute umana, oltre a danneggiare attività quali il turismo, la pesca e i trasporti marittimi.
(5)  Nell'Unione europea, dall'80 all'85 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge sono di plastica: di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50 % e gli oggetti collegati alla pesca il 27 %. I prodotti di plastica monouso comprendono un'ampia gamma di prodotti di consumo frequente e rapido che sono gettati una volta usati, raramente sono riciclati e tendono quindi a diventare immondizia. Una percentuale significativa degli attrezzi da pesca e per acquacoltura immessi sul mercato non viene raccolta per essere trattata. I prodotti di plastica monouso e gli attrezzi da pesca e per acquacoltura contenenti plastica, quali nasse, trappole, galleggianti e boe, reti, funi, cavi, corde e lenze, sono quindi un problema particolarmente serio nel contesto dei rifiuti marini e mettono pesantemente a rischio gli ecosistemi e la biodiversità del mare nonché la salute umana e animale, oltre a danneggiare attività quali il turismo, la pesca e i trasporti marittimi.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)  Nella riunione del 25 giugno 2018 il Consiglio ha adottato conclusioni sul tema "Attuare il piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare", esprimendo chiaro sostegno per le azioni intraprese a livello unionale e mondiale per limitare l'uso della microplastica aggiunta intenzionalmente ai prodotti e l'uso della oxo-plastica nell'Unione, nonché per le azioni previste dalla strategia per la plastica riguardanti la riduzione della microplastica originata da tessuti, pneumatici e dalla dispersione dei pellet di preproduzione. L'Unione sta già adottando misure in proposito, poiché è in corso una procedura REACH, con la quale la Commissione ha chiesto all'Agenzia europea per le sostanze chimiche di predisporre un fascicolo a norma dell'Allegato XV in merito a restrizioni all'utilizzo della microplastica aggiunta intenzionalmente a prodotti di ogni genere destinati ai consumatori o per uso professionale.
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Considerando 5 ter (nuovo)
(5 ter)  È opportuno che l'Unione adotti un approccio globale al problema della microplastica e che incoraggi tutti i produttori a limitare rigorosamente la microplastica nelle loro formulazioni, con un'attenzione particolare per il settore tessile e degli pneumatici, poiché gli indumenti sintetici e gli pneumatici contribuiscono per il 63 % alla microplastica che finisce direttamente nell'ambiente acquatico.
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Considerando 6
(6)  La legislazione40 e gli strumenti politici dell'Unione in vigore offrono alcune risposte normative al problema dei rifiuti marini. In particolare, i rifiuti di plastica sono soggetti alle misure e obiettivi generali di gestione dei rifiuti dell'Unione, ad esempio l'obiettivo di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio in plastica41 e l'obiettivo recentemente adottato nella strategia per la plastica42 per far sì che tutti gli imballaggi in plastica siano riciclabili entro il 2030. Tuttavia, l'incidenza di tale legislazione sui rifiuti marini non è sufficiente e vi sono differenze di portata e livello di ambizione tra le misure nazionali di prevenzione e riduzione dei rifiuti marini. Alcune di queste misure, d'altra parte, in particolare le restrizioni alla commercializzazione dei prodotti di plastica monouso, potrebbero creare ostacoli agli scambi e provocare distorsioni della concorrenza nell'Unione.
(6)  Una gestione corretta dei rifiuti rimane essenziale per prevenire la loro dispersione (marina). La legislazione40 e gli strumenti politici dell'Unione in vigore offrono alcune risposte normative al problema dei rifiuti marini. In particolare, i rifiuti di plastica sono soggetti alle misure e agli obiettivi generali di gestione dei rifiuti dell'Unione, ad esempio l'obiettivo di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio in plastica41 e l'obiettivo recentemente adottato nella strategia per la plastica42 per far sì che tutti gli imballaggi in plastica siano riciclabili entro il 2030. Tuttavia, l'incidenza di tale legislazione sui rifiuti marini non è sufficiente e vi sono differenze di portata e livello di ambizione tra le misure nazionali di prevenzione e riduzione dei rifiuti marini. Alcune di queste misure, d'altra parte, in particolare le restrizioni alla commercializzazione dei prodotti di plastica monouso, potrebbero creare ostacoli agli scambi e provocare distorsioni della concorrenza nell'Unione.
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40 Direttiva 2008/98/CE, direttiva 2000/59/CE, direttiva 2000/60/CE, direttiva 2008/56/CE e regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1).
40 Direttiva 2008/98/CE, direttiva 2000/59/CE, direttiva 2000/60/CE, direttiva 2008/56/CE e regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1).
41 Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 10).
41 Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 10).
42 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia europea per la plastica nell'economia circolare" (COM(2018)0028).
42 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia europea per la plastica nell'economia circolare" (COM(2018)0028).
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)  La promozione della ricerca e dell'innovazione nel settore degli imballaggi rappresenta un fattore fondamentale per promuovere una catena del valore più sostenibile. Per conseguire tale obiettivo, è necessario rafforzare i meccanismi di finanziamento pertinenti nel contesto degli strumenti europei di programmazione nel campo della ricerca e dello sviluppo, quali i programmi quadro di ricerca e innovazione dell'Unione europea (ad esempio Orizzonte 2020), in vista del prossimo programma strategico per la ricerca e l'innovazione sulla plastica.
Emendamento 10
Proposta di direttiva
Considerando 7
(7)  Per concentrare gli sforzi laddove è più necessario, la presente direttiva dovrebbe considerare solo i prodotti di plastica monouso più diffusi, stimati a circa l'86 % dei prodotti di plastica monouso rinvenuti sulle spiagge dell'Unione.
(7)  Per concentrare gli sforzi là dove è più necessario, la presente direttiva dovrebbe considerare solo i prodotti di plastica monouso più diffusi e gli attrezzi da pesca. Si stima che i prodotti di plastica monouso cui si riferiscono le misure della presente direttiva rappresentino circa l'86 % dei prodotti di plastica monouso rinvenuti sulle spiagge dell'Unione.
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Considerando 7 bis (nuovo)
(7 bis)  La presente direttiva lascia impregiudicate le disposizioni della direttiva 94/62/CE per quanto riguarda i prodotti di plastica monouso considerati articoli di imballaggio quali definiti all'articolo 3, punto 1, della suddetta direttiva.
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Considerando 7 ter (nuovo)
(7 ter)  La relazione di riesame della Commissione dovrebbe indicare se è possibile estendere l'ambito di applicazione ai prodotti monouso in generale.
Emendamento 13
Proposta di direttiva
Considerando 7 quater (nuovo)
(7 quater)   L'inquinamento terrestre e la contaminazione del suolo con oggetti di plastica di grandi dimensioni e con i frammenti o la microplastica che ne derivano possono essere significativi a livello locale o regionale. Su scala locale, il fenomeno può essere considerevole a causa dell'uso intensivo della plastica in agricoltura. Al fine di ridurre gli effetti dei rifiuti di plastica sull'ambiente e sulla salute umana e animale, è opportuno analizzare approfonditamente l'inquinamento causato dalla plastica proveniente dai terreni agricoli.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)  I prodotti di plastica dovrebbero essere fabbricati tenendo conto di tutta la loro durata di vita. La progettazione ecocompatibile dei prodotti di plastica dovrebbe sempre prendere in considerazione la fase di produzione, la riciclabilità ed eventualmente anche la riutilizzabilità del prodotto. I produttori dovrebbero essere incoraggiati, se del caso, a utilizzare polimeri singoli o compatibili per la fabbricazione dei loro prodotti, al fine di semplificare la cernita e migliorare la riciclabilità, in particolare nel caso degli imballaggi di plastica.
Emendamento 16
Proposta di direttiva
Considerando 9 bis (nuovo)
(9 bis)   Preservando il valore dei prodotti e dei materiali il più a lungo possibile e generando meno rifiuti, l'economia dell'Unione può diventare più competitiva e più resiliente, riducendo al contempo la pressione su risorse preziose e sull'ambiente.
Emendamento 17
Proposta di direttiva
Considerando 10
(10)  I prodotti di plastica monouso dovrebbero essere oggetto di una o più misure, in funzione di vari fattori, quali la disponibilità di alternative adeguate e più sostenibili, la possibilità di cambiare modelli di consumo, la misura in cui essi sono già disciplinati dalla vigente normativa dell'Unione.
(10)  I prodotti di plastica monouso dovrebbero essere oggetto di una o più misure, in funzione di vari fattori, quali la disponibilità di alternative adeguate e più sostenibili, tenendo conto dei principi del ciclo di vita, la possibilità di cambiare modelli di consumo e la misura in cui essi sono già disciplinati dalla vigente normativa dell'Unione.
Emendamento 18
Proposta di direttiva
Considerando 11
(11)  Per determinati prodotti di plastica monouso non sono immediatamente disponibili alternative adeguate e più sostenibili e il consumo della maggior parte di essi è destinato ad aumentare. Onde invertire la tendenza e promuovere gli sforzi verso soluzioni più sostenibili, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti ad adottare le misure necessarie a conseguire una significativa riduzione del consumo di tali prodotti senza compromettere l'igiene alimentare né la sicurezza alimentare, le buone prassi igieniche, le buone prassi di fabbricazione, l'informazione dei consumatori, gli obblighi di tracciabilità sanciti nella legislazione alimentare dell'Unione44.
(11)  Per determinati prodotti di plastica monouso non sono immediatamente disponibili alternative adeguate e più sostenibili e il consumo della maggior parte di essi è destinato ad aumentare. Onde invertire la tendenza e promuovere gli sforzi verso soluzioni sicure e sostenibili, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti ad adottare le misure necessarie a conseguire un'ambiziosa e duratura riduzione del consumo di tali prodotti, come si sta facendo per i sacchetti di plastica a norma alla direttiva 94/62/CE, quale modificata dalla direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio43 bis, senza compromettere l'igiene alimentare né la sicurezza alimentare, le buone prassi igieniche, le buone prassi di fabbricazione, l'informazione dei consumatori, gli obblighi di tracciabilità sanciti nella legislazione alimentare dell'Unione44. Tali misure dovrebbero applicarsi ai contenitori per alimenti che rispondono a tutti i seguenti criteri: gli alimenti in questione sono destinati al consumo immediato, al consumo senza ulteriore preparazione e al consumo direttamente dal recipiente. Gli Stati membri dovrebbero essere quanto più ambiziosi possibile per quanto riguarda dette misure, che dovrebbero essere proporzionate alla gravità del rischio di inquinamento da rifiuti associato ai vari prodotti e utilizzi. Gli Stati membri dovrebbero adottare obiettivi nazionali per quantificare gli effetti delle misure prese al fine di conseguire l'ambiziosa e duratura riduzione di cui sopra. Essi dovrebbero incoraggiare l'impiego di prodotti adatti a un uso multiplo e che, dopo essere divenuti rifiuti, possono essere preparati per essere riutilizzati e riciclati, il tutto senza compromettere la libera circolazione delle merci nel mercato interno. Le misure dovrebbero tenere conto dell'impatto dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, anche quando sono presenti nell'ambiente marino, e dovrebbero rispettare la gerarchia dei rifiuti.
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43bis Direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, che modifica la direttiva 94/62/CE per quanto riguarda la riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (GU L 115 del 6.5.2015, pag. 11).
44 Regolamento (CE) n. 178/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare (GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1), regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 1), regolamento (CE) n. 1935/2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e altre normative pertinenti in materia di sicurezza alimentare, di igiene e di etichettatura (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 4).
44 Regolamento (CE) n. 178/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare (GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1), regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 1), regolamento (CE) n. 1935/2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e altre normative pertinenti in materia di sicurezza alimentare, di igiene e di etichettatura (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 4).
Emendamento 19
Proposta di direttiva
Considerando 11 bis (nuovo)
(11 bis)  I filtri dei prodotti del tabacco si collocano al secondo posto nella gerarchia degli articoli in plastica monouso più frequentemente dispersi nell'ambiente. Sebbene la quota di mercato dei filtri dei prodotti del tabacco in cellulosa di origine vegetale sembri in aumento, non è chiaro quale sia il grado di accettazione delle alternative disponibili. Inoltre, non è possibile ignorare l'enorme impatto sull'ambiente dei prodotti del tabacco dotati di filtro, poiché il filtro si può rompere in pezzi di plastica più piccoli. I filtri del tabacco usati contengono per di più numerose sostanze chimiche nocive per l'ambiente, delle quali almeno 50 sono sostanze cancerogene accertate per l'uomo, nonché metalli pesanti che possono fuoriuscire dal filtro e danneggiare l'ambiente terrestre, aereo e marino circostante. Per far fronte all'impatto ambientale dei rifiuti post-consumo, nel caso dei prodotti del tabacco dotati di filtro è necessaria un'ampia gamma di misure, che vanno dalla riduzione dei filtri usa e getta monouso contenenti plastica alla responsabilità estesa del produttore per garantire uno smaltimento responsabile e coprire i costi della rimozione dei rifiuti. Per far fronte ai notevoli costi di raccolta e cernita, attualmente sostenuti dai contribuenti, i regimi di responsabilità estesa del produttore dovrebbero coprire i costi della rimozione dei rifiuti nonché i costi relativi a infrastrutture adeguate per la raccolta dei rifiuti. Nell'ambito di tali misure, gli Stati membri potrebbero inoltre introdurre incentivi per creare una catena di recupero dei mozziconi di sigaretta allo scopo di purificare l'acetato di cellulosa, il materiale plastico di cui sono composti per più del 60 % tali filtri, e trasformarlo in nuovi oggetti di plastica.
Emendamento 20
Proposta di direttiva
Considerando 12
(12)  Per altri prodotti di plastica monouso sono facilmente disponibili soluzioni alternative adeguate, più sostenibili ed anche economicamente accessibili. Al fine di limitare l'incidenza negativa di tali prodotti sull'ambiente gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a vietarne l'immissione sul mercato dell'Unione. In tal modo si promuoverebbe il ricorso alle alternative facilmente disponibili e più ecocompatibili e a soluzioni innovative verso modelli imprenditoriali più sostenibili, possibilità di riutilizzo e materiali di sostituzione.
(12)  Per altri prodotti di plastica monouso sono facilmente disponibili soluzioni alternative adeguate, più sostenibili ed anche economicamente accessibili. Al fine di limitare l'incidenza negativa di tali prodotti sull'ambiente gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a vietarne l'immissione sul mercato dell'Unione. In tal modo si promuoverebbe il ricorso ad alternative facilmente disponibili e più ecocompatibili conformi alle norme vigenti e al diritto dell'Unione e a soluzioni innovative verso modelli imprenditoriali più sostenibili, possibilità di riutilizzo e materiali di sostituzione in linea con la gerarchia dei rifiuti di cui all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE. Le restrizioni alla commercializzazione introdotte nella presente direttiva dovrebbero riguardare anche i prodotti realizzati con plastica oxo-degradabile, poiché questo tipo di plastica non si biodegrada correttamente e contribuisce dunque all'inquinamento ambientale da microplastica, non è compostabile, incide negativamente sul riciclaggio della plastica convenzionale e non presenta dimostrati vantaggi sotto il profilo ambientale. Considerate la forte prevalenza dei rifiuti di polistirene nell'ambiente marino e la disponibilità di alternative, è altresì opportuno limitare i contenitori monouso in polistirene espanso per alimenti e bevande.
Emendamento 21
Proposta di direttiva
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)  Nel caso delle stoviglie e delle posate di plastica, benché siano facilmente disponibili anche alternative adeguate e più sostenibili, ove giustificato, e al fine di evitare rischi nella fornitura di determinati servizi sociali, come la ristorazione nelle scuole e i servizi sanitari, è opportuno prevedere una proroga limitata nel tempo per l'introduzione del divieto di immissione sul mercato dell'Unione.
Emendamento 23
Proposta di direttiva
Considerando 12 quater (nuovo)
(12 quater)  Le misure di cui alla presente direttiva che promuovono l'utilizzo di alternative non plastiche non dovrebbero in alcun caso causare un aumento degli effetti negativi per l'ambiente e il clima, ad esempio emissioni aggiuntive di CO2 o lo sfruttamento di risorse preziose. Sebbene molte delle alternative non plastiche siano prodotte a partire da risorse naturali e si preveda che avranno origine dalla bioeconomia, è particolarmente importante garantire la sostenibilità di tali materiali. Per quanto riguarda la gerarchia dei rifiuti, le misure di cui alla presente direttiva e la loro attuazione dovrebbero dare sempre priorità alla prevenzione o alla transizione verso prodotti riutilizzabili anziché ad altre alternative monouso, anche se queste ultime sono costituite da materiali non plastici.
Emendamento 24
Proposta di direttiva
Considerando 13
(13)  I tappi e coperchi dei contenitori per bevande, che contengono un'alta percentuale di plastica, sono tra gli oggetti di plastica monouso più frequentemente dispersi sulle spiagge dell'Unione. Pertanto, i contenitori per bevande che sono prodotti di plastica monouso dovrebbero poter essere immessi sul mercato solo se soddisfano determinati requisiti di progettazione che riducono in modo significativo la dispersione nell'ambiente dei tappi e coperchi. Per i contenitori per bevande che sono prodotti e imballaggi di plastica monouso, questo requisito si aggiunge ai requisiti essenziali concernenti la composizione, la riutilizzabilità e la recuperabilità (compresa la riciclabilità) degli imballaggi di cui all'allegato II della direttiva 94/62/CE. Al fine di facilitare la conformità al requisito di progettazione del prodotto e il buon funzionamento del mercato interno, è necessario elaborare una norma armonizzata adottata conformemente al regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio45, e il rispetto di tale norma dovrebbe consentire una presunzione di conformità a tali requisiti. Occorre prevedere tempo sufficiente per elaborare la norma armonizzata e per permettere ai produttori di adattare le rispettive catene di produzione al requisito di progettazione del prodotto.
(13)  I tappi e coperchi di plastica dei contenitori per bevande sono tra gli oggetti di plastica monouso più frequentemente dispersi sulle spiagge dell'Unione. Pertanto, i contenitori per bevande che sono prodotti di plastica monouso dovrebbero poter essere immessi sul mercato solo se soddisfano determinati requisiti di progettazione che riducono in modo significativo la dispersione nell'ambiente dei tappi e coperchi e che aumentano le quantità riciclate. Per i contenitori per bevande che sono prodotti e imballaggi di plastica monouso, questo requisito si aggiunge ai requisiti essenziali concernenti la composizione, la riutilizzabilità e la recuperabilità (compresa la riciclabilità) degli imballaggi di cui all'allegato II della direttiva 94/62/CE. Al fine di facilitare la conformità al requisito di progettazione del prodotto e il buon funzionamento del mercato interno, è necessario elaborare una norma armonizzata adottata conformemente al regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio45, e il rispetto di tale norma dovrebbe consentire una presunzione di conformità a tali requisiti. Occorre prevedere tempo sufficiente per elaborare la norma armonizzata e per permettere ai produttori di adattare le rispettive catene di produzione al requisito di progettazione del prodotto. Onde garantire l'uso circolare della plastica, è opportuno assicurare la diffusione dei materiali riciclati sul mercato. È dunque opportuno introdurre un requisito che preveda un contenuto minimo obbligatorio di plastica riciclata in determinati prodotti.
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45 Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
45 Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
Emendamento 25
Proposta di direttiva
Considerando 13 bis (nuovo)
(13 bis)  Nel quadro del riesame di cui all'articolo 9, paragrafo 5, della direttiva 94/62/CE, la Commissione dovrebbe tenere conto delle proprietà relative dei diversi materiali di imballaggio, ivi compresi i materiali compositi, sulla base di valutazioni del ciclo di vita, considerando in particolare gli aspetti della prevenzione e della progettazione per la circolarità.
Emendamento 26
Proposta di direttiva
Considerando 13 ter (nuovo)
(13 ter)  La presenza di sostanze chimiche pericolose in assorbenti, tamponi igienici e applicatori per tamponi dovrebbe essere scongiurata nell'interesse della salute delle donne. Allo stesso modo la disponibilità di soluzioni multiuso e più economicamente sostenibili è fondamentale per garantire un pieno accesso delle donne alla vita sociale.
Emendamento 27
Proposta di direttiva
Considerando 14
(14)  Determinati prodotti di plastica monouso sono dispersi nell'ambiente a causa di un improprio smaltimento nelle reti fognarie o altro tipo di scarico improprio nell'ambiente. Pertanto, i prodotti di plastica monouso che sono spesso gettati nelle reti fognarie o altrimenti impropriamente smaltiti dovrebbero essere soggetti a requisiti di marcatura. La marcatura dovrebbe informare i consumatori in merito alle corrette modalità di smaltimento dei rifiuti e/o alle modalità di smaltimento dei rifiuti da evitare e/o all'incidenza negativa che lo smaltimento improprio dei rifiuti esercita sull'ambiente. Alla Commissione dovrebbe essere conferita la facoltà di stabilire un formato di marcatura armonizzato, nel caso sottoponendo previamente la marcatura proposta alla percezione di gruppi rappresentativi di consumatori, per testarne l'efficacia e la comprensione.
(14)  Determinati prodotti di plastica monouso sono dispersi nell'ambiente a causa di un improprio smaltimento nelle reti fognarie o altro tipo di scarico improprio nell'ambiente. Lo smaltimento nelle reti fognarie può inoltre causare notevoli danni economici alla rete fognaria ostruendo le pompe e intasando le tubature. Spesso vi è una significativa carenza di informazioni per quanto concerne le caratteristiche materiali e le corrette modalità di smaltimento di tali prodotti. Pertanto, i prodotti di plastica monouso che sono spesso gettati nelle reti fognarie o altrimenti impropriamente smaltiti dovrebbero essere soggetti a requisiti di marcatura e a misure di sensibilizzazione. La marcatura dovrebbe informare i consumatori in merito alle corrette modalità di smaltimento dei rifiuti e/o alle modalità di smaltimento dei rifiuti da evitare, all'incidenza negativa che lo smaltimento improprio dei rifiuti esercita sull'ambiente, alla presenza di plastica nel prodotto e alla sua riciclabilità. Alla Commissione dovrebbe essere conferita la facoltà di stabilire un formato di marcatura armonizzato, nel caso sottoponendo previamente la marcatura proposta alla percezione di gruppi rappresentativi di consumatori, per testarne l'efficacia e la comprensione e garantire che non sia fuorviante, tenendo altresì conto degli accordi volontari in vigore.
Emendamento 28
Proposta di direttiva
Considerando 15
(15)  Per quanto riguarda i prodotti di plastica monouso per i quali non sono facilmente disponibili alternative adeguate e più sostenibili, è opportuno che gli Stati membri, in linea con il principio "chi inquina paga", introducano regimi di responsabilità estesa del produttore al fine di coprire i costi di gestione e di rimozione dei rifiuti, nonché i costi delle misure di sensibilizzazione per prevenire e ridurre tali rifiuti.
(15)  Per quanto riguarda i prodotti di plastica monouso per i quali non sono facilmente disponibili alternative adeguate e più sostenibili, è opportuno che gli Stati membri, in linea con il principio "chi inquina paga", introducano regimi di responsabilità estesa del produttore al fine di coprire i necessari costi di gestione e di rimozione dei rifiuti, nonché i costi delle misure di sensibilizzazione per prevenire e ridurre tali rifiuti e per far fronte ai comportamenti errati dei consumatori. Detti costi non dovrebbero superare quelli necessari per fornire tali servizi in modo economicamente efficiente e dovrebbero essere fissati in maniera trasparente tra gli attori interessati. I costi di rimozione dei rifiuti dovrebbero essere proporzionati e basarsi su obiettivi chiari stabiliti in conformità dell'articolo 8 bis, paragrafo 1, della direttiva 2008/98/CE. Tali obiettivi dovrebbero definire l'entità e la portata delle attività di rimozione dei rifiuti previste dal regime di responsabilità estesa del produttore, in linea con gli obblighi pertinenti in materia di prevenzione dei rifiuti e dispersione dei rifiuti in ambiente marino stabiliti dal diritto dell'Unione. Tali attività dovrebbero ad esempio includere la prevenzione e la raccolta dei rifiuti nelle strade, nei mercati e in altri spazi pubblici nonché durante gli eventi pubblici, ma non le operazioni che esulano dalle responsabilità delle autorità pubbliche, come le operazioni di pulizia di mari e oceani.
Emendamento 29
Proposta di direttiva
Considerando 15 bis (nuovo)
(15 bis)   Gli incentivi economici possono influenzare le scelte dei consumatori, incoraggiare o scoraggiare determinate abitudini di consumo e, quindi, essere utilizzati come efficace strumento a monte per ridurre l'impatto di determinate materie plastiche sull'ambiente.
Emendamento 30
Proposta di direttiva
Considerando 16
(16)  L'alta percentuale di plastica presente negli attrezzi da pesca abbandonati, perduti o rigettati in mare come rifiuti indica che gli attuali requisiti di legge46 non forniscono incentivi sufficienti a riportare a terra tali attrezzi da pesca per destinarli alla raccolta e al trattamento. Il sistema di tariffe indirette previsto dal diritto dell'Unione negli impianti portuali di raccolta per i rifiuti delle navi elimina l'incentivo per le navi di scaricare i rifiuti in mare e assicura un diritto di conferimento. Tale sistema, tuttavia, dovrebbe essere integrato da ulteriori incentivi finanziari destinati ai pescatori per indurli a riportare a terra gli attrezzi da pesca dismessi onde evitare di pagare potenziali aumenti dei contributi indiretti sui rifiuti. Poiché i componenti in plastica degli attrezzi da pesca hanno un alto potenziale di riciclaggio, è opportuno che gli Stati membri, in linea con il principio «chi inquina paga», introducano la responsabilità estesa del produttore agli attrezzi da pesca contenenti plastica per facilitarne la raccolta differenziata e finanziare una corretta gestione di tali rifiuti, in particolare il riciclaggio.
(16)  L'alta percentuale di plastica presente negli attrezzi da pesca abbandonati, perduti o rigettati in mare come rifiuti indica che gli attuali requisiti di legge46 non forniscono incentivi sufficienti a riportare a terra tali attrezzi da pesca per destinarli alla raccolta e al trattamento. A norma del regolamento (CE) n. 1224/2009, se gli attrezzi da pesca perduti non possono essere recuperati, il comandante della nave informa l'autorità competente del suo Stato membro di bandiera. Al fine di assicurare un monitoraggio armonizzato i dati relativi agli attrezzi da pesca perduti dovrebbero essere raccolti e registrati dagli Stati membri e trasmessi annualmente alla Commissione. Il sistema di tariffe indirette previsto dal diritto dell'Unione negli impianti portuali di raccolta per i rifiuti delle navi elimina l'incentivo per le navi di scaricare i rifiuti in mare e assicura un diritto di conferimento. Tale sistema, tuttavia, dovrebbe essere integrato da ulteriori incentivi finanziari destinati ai pescatori per indurli a riportare a terra gli attrezzi da pesca dismessi onde evitare di pagare potenziali aumenti dei contributi indiretti sui rifiuti. Poiché i componenti in plastica degli attrezzi da pesca hanno un alto potenziale di riciclaggio, è opportuno che gli Stati membri, in linea con il principio «chi inquina paga», introducano la responsabilità estesa del produttore agli attrezzi da pesca contenenti plastica per facilitarne la raccolta differenziata e finanziare una corretta gestione di tali rifiuti, in particolare il riciclaggio. Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie ad assicurare che i contributi finanziari versati dai produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica in adempimento ai propri obblighi derivanti dalla responsabilità del produttore siano modulati, in particolare tenendo conto della durevolezza, riparabilità, riutilizzabilità e riciclabilità di tali attrezzi da pesca.
___________________
___________________
46 Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, direttiva 2000/59/CE e direttiva 2008/98/CE.
46 Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, direttiva 2000/59/CE e direttiva 2008/98/CE.
Emendamento 31
Proposta di direttiva
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  Nel contesto della responsabilità estesa del produttore agli attrezzi da pesca contenenti plastica, gli Stati membri dovrebbero monitorare, valutare, raccogliere e riciclare gli attrezzi da pesca ai fini del conseguimento degli obiettivi quantitativi in materia di raccolta e riciclaggio degli attrezzi da pesca contenenti plastica stabiliti dalla presente direttiva.
Emendamento 32
Proposta di direttiva
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)   Nei piani strategici della politica agricola comune (PAC) dovrebbe essere affrontato il problema dei rifiuti di plastica derivanti dall'agricoltura. Ove opportuno, la Commissione dovrebbe introdurre, entro il 2023, una norma sui rifiuti di plastica volta a garantire il mantenimento del terreno in buone condizioni agronomiche e ambientali quale nuovo elemento di condizionalità rafforzata a medio termine. In virtù del nuovo requisito di condizionalità, gli agricoltori sarebbero tenuti ad avvalersi di un'impresa autorizzata per la gestione dei rifiuti al fine di organizzare la raccolta e il riciclaggio della plastica nonché a conservare le prove della corretta gestione dei rifiuti di plastica.
Emendamento 33
Proposta di direttiva
Considerando 18
(18)  Per prevenire la dispersione dei rifiuti nell'ambiente e altre forme di smaltimento improprio dei rifiuti di plastica che finiscono in mare, i consumatori devono essere correttamente informati delle migliori modalità di smaltimento dei rifiuti e/o di quelle da evitare, delle migliori prassi in materia e dell'impatto ambientale delle cattive prassi nonché della percentuale di plastica presente in determinati prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca. Gli Stati membri dovrebbero quindi essere tenuti ad adottare misure di sensibilizzazione intese a trasferire queste informazioni al consumatore. Le informazioni non dovrebbero contenere dati promozionali che favoriscano l'uso dei prodotti di plastica monouso. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di scegliere le misure più adatte in base alla natura o all'uso del prodotto. Nell'ambito dell'obbligo di responsabilità estesa del produttore, chi fabbrica prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica dovrebbe coprire i costi delle misure di sensibilizzazione.
(18)  Per prevenire la dispersione dei rifiuti nell'ambiente e altre forme di smaltimento improprio dei rifiuti di plastica che finiscono in mare, i consumatori devono essere correttamente informati delle migliori modalità di smaltimento dei rifiuti e/o di quelle da evitare, delle migliori prassi in materia e dell'impatto ambientale delle cattive prassi nonché della percentuale di plastica presente in determinati prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca, in modo da incentivare i consumatori ad adottare un comportamento responsabile ai fini del corretto smaltimento dei rifiuti. Gli Stati membri dovrebbero quindi essere tenuti ad adottare misure di sensibilizzazione intese a trasferire queste informazioni al consumatore. Tali informazioni dovrebbero comprendere l'impatto sulla rete fognaria dello smaltimento improprio dei rifiuti. Le informazioni non dovrebbero contenere dati promozionali che favoriscano l'uso dei prodotti di plastica monouso. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di scegliere le misure più adatte in base alla natura o all'uso del prodotto. La lotta alla dispersione dei rifiuti è condotta congiuntamente dalle autorità competenti, dai produttori e dai consumatori. Nell'ambito dell'obbligo di responsabilità estesa del produttore, chi fabbrica prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica dovrebbe coprire i costi delle misure di sensibilizzazione. I produttori dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare il loro potere di marketing per promuovere e favorire il consumo e l'uso dei prodotti con modalità sostenibili e circolari.
Emendamento 34
Proposta di direttiva
Considerando 18 bis (nuovo)
(18 bis)   La Commissione è tenuta, in conformità alla legislazione dell'Unione, ad assistere gli Stati membri nell'elaborazione di strategie e piani per ridurre la dispersione in mare dell'attrezzatura da pesca, anche attraverso le sovvenzioni del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Tali sforzi possono includere campagne e programmi di sensibilizzazione sull'impatto di tali rifiuti sugli ecosistemi marini, la ricerca sulla fattibilità di attrezzi da pesca biodegradabili/compostabili, progetti educativi per i pescatori e programmi pubblici specifici per rimuovere la plastica e altri oggetti dal fondo marino.
Emendamento 35
Proposta di direttiva
Considerando 20
(20)  Le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso sono tra i rifiuti marini trovati più frequentemente sulle spiagge nell'Unione. Ciò è dovuto all'inefficacia dei sistemi di raccolta differenziata e alla scarsa partecipazione dei consumatori a tali sistemi. È necessario promuovere sistemi di raccolta differenziata più efficienti e, pertanto, fissare un obiettivo minimo di raccolta per le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso. Gli Stati membri dovrebbero poter conseguire l'obiettivo minimo grazie a obiettivi di raccolta differenziata per le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso nel quadro dei regimi di responsabilità estesa del produttore o istituendo regimi di cauzione-rimborso o altre misure che ritengano adeguate. Ciò avrà un'incidenza positiva diretta sul tasso di raccolta, la qualità del materiale raccolto e dei materiali riciclati, con conseguenti opportunità per l'imprenditoria e il mercato dei suddetti materiali.
(20)  Le bottiglie per bevande (inclusi tappi e coperchi) che sono prodotti di plastica monouso sono tra i rifiuti marini trovati più frequentemente sulle spiagge nell'Unione. Ciò è dovuto all'inefficacia dei sistemi di raccolta differenziata e alla scarsa partecipazione dei consumatori a tali sistemi. È necessario promuovere sistemi di raccolta differenziata più efficienti e aumentare la produzione a partire da materiali riciclati e, pertanto, fissare un obiettivo minimo di raccolta per le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso. Gli Stati membri dovrebbero poter conseguire l'obiettivo minimo grazie a obiettivi di raccolta differenziata per le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso nel quadro dei regimi di responsabilità estesa del produttore o istituendo regimi di cauzione-rimborso o altre misure che ritengano adeguate. L'obiettivo minimo di raccolta dovrebbe essere accompagnato da un requisito che preveda un contenuto specifico di materiale riciclato per le bottiglie di plastica, così da garantire che la maggiore quantità di plastica raccolta sia riutilizzata o riciclata, e quindi reintrodotta nell'economia circolare. Tali misure avranno un'incidenza positiva diretta sul tasso di raccolta e di riciclaggio e sulla qualità del materiale raccolto e dei materiali riciclati, con conseguenti nuove opportunità per l'imprenditoria e il mercato dei suddetti materiali. In sede di attuazione delle misure atte a conseguire l'obiettivo minimo di raccolta differenziata, gli Stati membri dovrebbero continuare a garantire il corretto funzionamento dei regimi di responsabilità estesa del produttore in vigore. La Commissione dovrebbe elaborare orientamenti relativi al funzionamento dei regimi di cauzione-rimborso per gli Stati membri che decidano di istituirli.
Emendamento 36
Proposta di direttiva
Considerando 20 bis (nuovo)
(20 bis)  La direttiva 2008/98/CE definisce la "raccolta differenziata" come la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico. La direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2008/98/CE1 bis riconosce che la raccolta differenziata potrebbe essere organizzata mediante un sistema di raccolta porta a porta, il conferimento a centri di raccolta e altre modalità di raccolta. L'articolo 10, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2008/98/CE prevede una deroga che consente la raccolta congiunta di determinati tipi di rifiuti, a condizione che essa non pregiudichi l'elevata qualità del riciclaggio o altro tipo di recupero dei rifiuti, in linea con la gerarchia dei rifiuti, e che offra, al termine di tali operazioni, un risultato di qualità comparabile a quello ottenuto mediante raccolta differenziata. Tale deroga dovrebbe essere disponibile anche ai fini dell'attuazione della presente direttiva.
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1bis Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (GU L 150 del 14.6.2018, pag. 109).
Emendamento 37
Proposta di direttiva
Considerando 22
(22)  A norma del punto 22 dell'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea «Legiferare meglio» del 13 aprile 201648, la Commissione dovrebbe procedere a una valutazione della presente direttiva. La valutazione dovrebbe basarsi sull'esperienza acquisita e sui dati raccolti nel corso dell'attuazione della presente direttiva nonché sui dati raccolti ai sensi della direttiva 2008/56/CE o della direttiva 2008/98/CE. La valutazione dovrebbe fornire la base per vagliare l'opportunità di ulteriori misure e per esaminare se, in vista del monitoraggio dei rifiuti marini nell'Unione, sia necessaria una revisione dell'allegato contenente l'elenco dei prodotti di plastica monouso. La valutazione dovrebbe inoltre esaminare se, alla luce del progresso scientifico e tecnico intercorso nel frattempo, compreso lo sviluppo di materiali biodegradabili e di criteri o di una norma di biodegradabilità della plastica nell'ambiente marino, come previsto nella strategia europea per la plastica, sia possibile istituire una norma per la biodegradazione di determinati prodotti di plastica monouso nell'ambiente marino. Tale norma dovrebbe includere un criterio che accerti se, in seguito alla decomposizione fisica e biologica nell'ambiente marino, la plastica si decomponga completamente in anidride carbonica (CO2), biomassa e acqua entro un lasso di tempo sufficientemente breve da non danneggiare la vita marina e non accumularsi nell'ambiente. In tal caso, i prodotti di plastica monouso che soddisfano la suddetta norma potrebbero essere esentati dal divieto di immissione sul mercato. La strategia europea per la plastica prevede già azioni in questo settore, pur riconoscendo le difficoltà di determinare un quadro normativo per le materie plastiche con proprietà biodegradabili a causa della diversità di condizioni dei mari.
(22)  A norma del punto 22 dell'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea «Legiferare meglio» del 13 aprile 201648, la Commissione dovrebbe procedere a una valutazione della presente direttiva. La valutazione dovrebbe basarsi sull'esperienza acquisita e sui dati raccolti nel corso dell'attuazione della presente direttiva nonché sui dati raccolti ai sensi della direttiva 2008/56/CE o della direttiva 2008/98/CE. La valutazione dovrebbe fornire la base per vagliare l'opportunità di ulteriori misure, inclusa la definizione, a livello di Unione, di obiettivi di riduzione per il 2030 e oltre, e per esaminare se, in vista del monitoraggio dei rifiuti marini nell'Unione, sia necessaria una revisione dell'allegato contenente l'elenco dei prodotti di plastica monouso.
___________________
___________________
48.  GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
48.  GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
Emendamento 38
Proposta di direttiva
Considerando 23
(23)  In caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero stabilire norme relative alle sanzioni applicabili e garantirne l'applicazione. Le sanzioni dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive.
(23)  In caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero stabilire norme relative alle sanzioni applicabili e garantirne l'applicazione. Le sanzioni dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive. I consumatori dovrebbero altresì essere incentivati o penalizzati per il loro comportamento, a seconda dei casi.
Emendamento 39
Proposta di direttiva
Considerando 25
(25)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva, ossia prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica sull'ambiente, promuovere la transizione verso un'economia circolare e modelli aziendali, prodotti e materiali innovativi, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della portata e degli effetti dell'azione in oggetto, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
(25)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva, ossia prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca e da acquacoltura contenenti plastica sull'ambiente e sulla salute umana, promuovere la transizione verso un'economia circolare e modelli aziendali, prodotti e materiali innovativi, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della portata e degli effetti dell'azione in oggetto, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
Emendamento 40
Proposta di direttiva
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  Poiché i rifiuti di plastica nell'ambiente marino non si limitano alle acque circostanti l'Unione e poiché è possibile rilevare un'enorme quantità di tali rifiuti in altre parti del mondo oltre all'Unione, gli Stati membri dovrebbero assicurare che le esportazioni di materiali di rifiuto verso i paesi terzi non comportino un aumento dei rifiuti di plastica nell'ambiente marino in altre parti del mondo.
Emendamento 41
Proposta di direttiva
Considerando 25 ter (nuovo)
(25 ter)  Gli Stati membri possono altresì svolgere un ruolo importante nel limitare i rifiuti marini attraverso la condivisione con i paesi terzi delle loro conoscenze e della loro competenza in fatto di gestione sostenibile dei materiali.
Emendamento 42
Proposta di direttiva
Considerando 25 quater (nuovo)
(25 quater)  Le autorità pubbliche, ivi comprese le istituzioni dell'Unione, dovrebbero dare l'esempio.
Emendamento 43
Proposta di direttiva
Articolo 1 – comma 1
L'obiettivo della presente direttiva è prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente, in particolare l'ambiente acquatico, e sulla salute umana, nonché promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi, contribuendo in tal modo al buon funzionamento del mercato interno.
L'obiettivo della presente direttiva è prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente, in particolare sulla vita e sull'ambiente acquatici, e sulla salute umana, nonché promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al buon funzionamento del mercato interno.
Emendamento 44
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1
La presente direttiva si applica ai prodotti di plastica monouso elencati nell'allegato e agli attrezzi da pesca contenenti plastica.
La presente direttiva si applica ai prodotti di plastica monouso elencati nell'allegato e agli attrezzi da pesca e acquacoltura contenenti plastica.
Emendamento 45
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 1
(1)  "plastica": il materiale costituito da un polimero ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1907/2006, cui possono essere stati aggiunti additivi o altre sostanze, e che può funzionare come componente strutturale principale dei prodotti finiti, ad eccezione dei polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente;
(1)  "plastica": il materiale costituito da un polimero ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1907/2006, cui possono essere stati aggiunti additivi o altre sostanze, e che funziona o può funzionare come componente strutturale principale dei prodotti finiti, ad eccezione dei polimeri naturali che non sono stati modificati chimicamente;
Emendamento 47
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 2 bis (nuovo)
(2 bis)  "sacchetti di plastica in materiale ultraleggero": borse di plastica in materiale leggero quali definite all'articolo 3, punto 1 quater, della direttiva 94/62/CE, con uno spessore inferiore a 15 micron;
Emendamento 48
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 3
(3)  "attrezzo/attrezzi da pesca": l'articolo o parte di attrezzatura che è usato nella pesca e nell'acquacoltura per prendere o catturare risorse biologiche marine o che galleggia sulla superficie del mare allo scopo di attirare e catturare risorse biologiche marine;
(3)  "attrezzo/attrezzi da pesca": l'articolo o la parte di attrezzatura che sono usati nella pesca e nell'acquacoltura per prendere, catturare o trattenere per l'allevamento risorse biologiche marine o che galleggiano sulla superficie del mare allo scopo di attirare, catturare o trattenere risorse biologiche marine;
Emendamento 49
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 4
(4)  "attrezzo/attrezzi da pesca dismesso/i": l'attrezzo da pesca che rientra nella definizione di rifiuti della direttiva 2008/98/CE, inclusi tutti i componenti, le sostanze o i materiali che facevano parte o erano annessi all'attrezzo da pesca quando è stato dismesso;
(4)  "attrezzo/attrezzi da pesca dismesso/i": l'attrezzo da pesca che rientra nella definizione di rifiuti della direttiva 2008/98/CE, inclusi tutti i componenti, le sostanze o i materiali che facevano parte o erano annessi all'attrezzo da pesca quando è stato dismesso o perduto;
Emendamento 50
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 10
(10)  "produttore": la persona fisica o giuridica che, a prescindere dalla tecnica di vendita, compresi i contratti a distanza ai sensi della direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 201150 , immette sul mercato prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica, ad eccezione delle persone che esercitano l'attività di pesca definita all'articolo 4, paragrafo 28, del regolamento (CE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio51;
(10)  "produttore": la persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppa, fabbrica, trasforma, tratta, vende o importa, a prescindere dalla tecnica di vendita, compresi i contratti a distanza ai sensi della direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 201150, e che, così facendo, immette sul mercato prodotti di plastica monouso e attrezzi da pesca contenenti plastica, ad eccezione delle persone che esercitano l'attività di pesca o l'acquacoltura quali definite all'articolo 4, paragrafo 1, punti 25 e 28, del regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio51;
___________________
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50 Direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori, recante modifica della direttiva 93/13/CEE del Consiglio e della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 85/577/CEE del Consiglio e la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 64).
51 Regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22).
50 Direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori, recante modifica della direttiva 93/13/CEE del Consiglio e della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 85/577/CEE del Consiglio e la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 64).
51 Regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22).
Emendamento 51
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 11 bis (nuovo)
(11 bis)  "raccolta differenziata": la raccolta differenziata quale definita all'articolo 3, punto 11, della direttiva 2008/98/CE;
Emendamento 52
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 13 bis (nuovo)
(13 bis)  "plastica biodegradabile": una plastica in grado di subire una decomposizione fisica o biologica grazie alla quale finisce per decomporsi in biossido di carbonio (CO2), biomassa e acqua, e conforme alle norme europee in materia di imballaggi recuperabili mediante compostaggio e digestione anaerobica;
Emendamento 53
Proposta di direttiva
Articolo 3 – punto 14 bis (nuovo)
(14 bis)  "prodotti del tabacco": i prodotti del tabacco quali definiti all'articolo 2, punto 4, della direttiva 2014/40/UE.
Emendamenti 118, 54 e 119
Proposta di direttiva
Articolo 4
Articolo 4
Articolo 4
Riduzione del consumo
Riduzione del consumo
1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per conseguire una riduzione significativa del consumo di prodotti di plastica monouso elencati nella parte A dell'allegato sul loro territorio entro il... [sei anni dopo il termine ultimo per il recepimento della presente direttiva].
1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per conseguire entro il 2025 una riduzione ambiziosa e sostenibile di almeno il 25 % del consumo di prodotti di plastica monouso elencati nella parte A dell'allegato sul loro territorio.
Tra le misure si annoverano obiettivi nazionali di riduzione del consumo, disposizioni volte ad assicurare che alternative riutilizzabili ai prodotti suddetti siano messe a disposizione del consumatore finale presso i punti vendita, strumenti economici intesi a evitare che prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente nei punti vendita al consumatore finale. Le misure possono variare in funzione dell'impatto ambientale dei prodotti di cui al primo comma.
Tra le misure si annoverano disposizioni volte ad assicurare che alternative riutilizzabili ai prodotti suddetti siano messe a disposizione del consumatore finale presso i punti vendita, strumenti economici intesi a evitare che prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente nei punti vendita al consumatore finale. Le misure possono variare in funzione dell'impatto ambientale dei prodotti di cui al primo comma nel corso del loro ciclo di vita, anche una volta dispersi nell'ambiente.
Gli Stati membri elaborano piani nazionali che descrivono le misure adottate a norma del presente paragrafo. Gli Stati membri comunicano i piani alla Commissione e, se necessario, li aggiornano. La Commissione può formulare raccomandazioni su tali piani.
Gli Stati membri fissano obiettivi nazionali quantitativi di riduzione per conseguire l'obiettivo di cui al primo comma del presente paragrafo. Tali obiettivi sono adottati entro il ... [termine ultimo per il recepimento della presente direttiva].
Le misure adottate a norma del presente paragrafo sono proporzionate e non discriminatorie. Gli Stati membri notificano alla Commissione tali misure in applicazione della direttiva (UE) 2015/15351 bis ove quest'ultima lo imponga.
2.  La Commissione può adottare un atto di esecuzione che stabilisce la metodologia di calcolo e di verifica della riduzione significativa del consumo dei prodotti di plastica monouso di cui al paragrafo 1. L'atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
2.  Entro il … [dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva] la Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce la metodologia di calcolo e di verifica della riduzione ambiziosa e sostenuta del consumo dei prodotti di plastica monouso di cui al paragrafo 1. L'atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
2 bis.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per conseguire una riduzione sostenuta dell'impatto ambientale dei rifiuti dei prodotti del tabacco, in particolare dei filtri di prodotti del tabacco contenenti plastica, riducendo come segue i rifiuti post-consumo dei filtri di prodotti del tabacco contenenti plastica: del 50 % entro il 2025 e dell'80 % entro il 2030, rispetto alla media ponderata dei filtri di prodotti del tabacco contenenti plastica immessi sul mercato tra il 2014 e il 2016.
_________________
1 bis Direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1).
Emendamento 55
Proposta di direttiva
Articolo 6 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri provvedono a che i prodotti di plastica monouso elencati nella parte C dell'allegato i cui tappi e coperchi contengono una percentuale significativa di plastica possano essere immessi sul mercato solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore per la durata dell'uso previsto del prodotto.
1.  Gli Stati membri provvedono a che i prodotti di plastica monouso elencati nella parte C dell'allegato i cui tappi e coperchi contengono plastica possano essere immessi sul mercato solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore per la durata dell'uso previsto del prodotto.
Emendamento 56
Proposta di direttiva
Articolo 6 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Gli Stati membri garantiscono che entro il 2025 le bottiglie per bevande elencate nella parte C dell'allegato possano essere immesse sul mercato solo se sono costituite da almeno il 35 % di contenuto riciclato e se sono riciclabili.
Entro il 1° gennaio 2022 la Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono la metodologia di calcolo del contenuto riciclato. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
Emendamento 57
Proposta di direttiva
Articolo 6 – paragrafo 2
2.  Ai fini del presente articolo i tappi e coperchi di metallo con sigilli di plastica non sono considerati contenere una percentuale significativa di plastica.
2.  Ai fini del presente articolo i tappi e coperchi di metallo con sigilli di plastica non sono considerati come fatti di plastica. Il presente articolo non si applica ai contenitori in vetro e metallo per bevande con tappi e coperchi in plastica.
Emendamento 58
Proposta di direttiva
Articolo 6 – paragrafo 3
3.  La Commissione chiede alle organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate relative al requisito di cui al paragrafo 1.
3.  Entro il ... [3 mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva] la Commissione chiede alle organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate relative al requisito di cui al paragrafo 1. Tali norme riguardano in particolare la necessità di garantire la necessaria robustezza, affidabilità e sicurezza dei sistemi di chiusura dei contenitori per bevande, compresi quelli per bevande gassate.
Emendamenti 59 e 140
Proposta di direttiva
Articolo 7
Articolo 7
Articolo 7
Requisiti di marcatura
Requisiti di marcatura
1.  Gli Stati membri provvedono a che ciascun prodotto di plastica monouso elencato nella parte D dell'allegato e immesso sul mercato rechi una marcatura in caratteri grandi, chiaramente leggibili e indelebili che comunica ai consumatori una o più delle informazioni seguenti:
1.  Gli Stati membri provvedono a che ciascun imballaggio per la vendita dei prodotti di plastica monouso elencati nella parte D dell'allegato e immessi sul mercato – vale a dire sia l'imballaggio contenente più unità che l'imballaggio di ciascuna unità confezionata singolarmente – rechi una marcatura in caratteri grandi, chiaramente leggibili e indelebili che comunica ai consumatori le informazioni seguenti:
(a)  le modalità corrette di smaltimento del prodotto dismesso o quelle, per lo stesso prodotto, da evitare;
(a)  le modalità corrette di smaltimento del prodotto dismesso e/o quelle, per lo stesso prodotto, da evitare;
(b)  l'incidenza negativa dell'abbandono nell'ambiente o di altro smaltimento improprio del prodotto dismesso;
(b)  l'incidenza negativa dell'abbandono nell'ambiente o di altro smaltimento improprio del prodotto dismesso; e
(c)  la presenza di plastica nel prodotto.
(c)  la presenza di plastica nel prodotto.
(c bis)   la presenza nel prodotto di sostanze chimiche preoccupanti, quali metalli pericolosi, ftalati, PFAS, bisfenoli, nonché di interferenti endocrini e di altre sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) a norma del regolamento (CE) n. 1907/2006.
Inoltre, gli Stati membri provvedono a che ciascun imballaggio per la vendita dei prodotti di plastica monouso elencati nella parte D dell'allegato e immessi sul mercato, ad eccezione dei prodotti del tabacco con filtri e dei filtri commercializzati in combinazione con i prodotti del tabacco – vale a dire sia l'imballaggio contenente più unità che l'imballaggio di ciascuna unità confezionata singolarmente – rechi una marcatura in caratteri grandi, chiaramente leggibili e indelebili che comunica ai consumatori la riciclabilità del prodotto.
2.  Entro il... [12 mesi prima della scadenza del termine ultimo per il recepimento della presente direttiva] la Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce le specifiche di marcatura di cui al paragrafo 1. L'atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
2.  Entro il... [12 mesi prima della scadenza del termine ultimo per il recepimento della presente direttiva] la Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce le specifiche di marcatura di cui al paragrafo 1 e a tal fine tiene conto degli accordi settoriali volontari esistenti e presta particolare attenzione alla necessità di evitare informazioni che inducano in errore i consumatori. L'atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
Emendamento 146
Proposta di direttiva
Articolo 7 bis (nuovo)
Articolo 7 bis
Disposizioni relative agli articoli sanitari
Gli Stati membri prevengono l'uso di sostanze chimiche pericolose nella composizione degli assorbenti e dei tamponi igienici e degli applicatori per tamponi elencati nella parte D dell'allegato.
Emendamento 60
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1
Per quanto riguarda i regimi di cui al paragrafo 1, gli Stati membri provvedono a che i produttori dei prodotti di plastica monouso elencati nella parte E dell'allegato coprano i costi della raccolta dei rifiuti costituiti da tali prodotti di plastica monouso e del successivo trasporto e trattamento, inclusi i costi di rimozione dei rifiuti e i costi delle misure di sensibilizzazione di cui all'articolo 10 relativamente ai suddetti prodotti.
Per quanto riguarda i regimi di cui al paragrafo 1, gli Stati membri provvedono a che i produttori dei prodotti di plastica monouso elencati nella parte E dell'allegato coprano i costi della raccolta dei rifiuti costituiti da tali prodotti di plastica monouso e del successivo trasporto e trattamento, inclusi i costi di rimozione dei rifiuti e i costi delle misure di sensibilizzazione di cui all'articolo 10 relativamente ai suddetti prodotti. I contributi finanziari versati dai produttori in adempimento a tali obblighi non superano i costi che sono necessari per fornire tali servizi in modo efficiente in termini di costi e sono stabiliti in modo trasparente tra i soggetti interessati.
Emendamento 61
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
Per quanto riguarda i costi di rimozione dei rifiuti di cui al primo comma, gli Stati membri provvedono a che i contributi finanziari versati dai produttori siano stabiliti in modo proporzionato e siano modulati conformemente all'articolo 8 bis, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE, e tengano conto dei costi di rimozione di singoli prodotti o gruppi di prodotti. I costi sono limitati alle attività intraprese regolarmente dalle autorità pubbliche o per loro conto, che comprendono le attività di rimozione dei rifiuti in vista dell'adempimento dei pertinenti obblighi in materia di prevenzione dei rifiuti e di tutela dell'ambiente previsti dagli atti legislativi dell'Unione.
Emendamento 62
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 ter (nuovo)
In consultazione con gli Stati membri, la Commissione definisce orientamenti sulla ripartizione dei costi di rimozione dei rifiuti contemplati dai regimi di responsabilità estesa del produttore.
Emendamento 63
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Gli Stati membri provvedono a che i regimi di responsabilità estesa del produttore istituiti a norma del paragrafo 1 del presente articolo per i filtri di prodotti del tabacco contenenti plastica contribuiscano al conseguimento dell'obiettivo ambientale di cui all'articolo 4, paragrafo 2 bis, anche garantendo che i produttori di filtri di prodotti del tabacco contenenti plastica coprano i costi della raccolta dei rifiuti di tali prodotti e del successivo trasporto e trattamento, inclusi i costi di rimozione dei rifiuti e i costi delle misure di sensibilizzazione di cui all'articolo 10 relativamente ai suddetti prodotti. Per conseguire tale obiettivo, gli Stati membri possono esigere, tra l'altro, che i regimi di responsabilità estesa del produttore istituiscano sistemi di raccolta o finanzino infrastrutture di raccolta per i filtri usati, o promuovano la decontaminazione e il riciclaggio dei filtri usati attraverso l'istituzione di una catena di recupero dei rifiuti.
Emendamento 64
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 3
3.  Conformemente alle disposizioni della direttiva 2008/98/CE sulla responsabilità estesa del produttore, gli Stati membri provvedono a che siano istituiti regimi di responsabilità estesa del produttore per gli attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato dell'Unione.
3.  Conformemente alle disposizioni della direttiva 2008/98/CE sulla responsabilità estesa del produttore, gli Stati membri provvedono a che siano istituiti regimi di responsabilità estesa del produttore per gli attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato dell'Unione. Gli Stati membri provvedono su tale base a che ogni anno sia conseguito un tasso minimo di raccolta di attrezzi da pesca contenenti plastica. Dal 2025 il tasso minimo di raccolta è pari al 50 % calcolato sulla base del peso totale degli attrezzi da pesca contenenti plastica in un dato anno nello Stato membro interessato ed espresso come percentuale del peso medio degli attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato in detto Stato membro nei tre anni precedenti.
Gli Stati membri provvedono inoltre a che detti regimi di responsabilità estesa del produttore conseguano entro il 2025, per gli attrezzi da pesca contenenti plastica, un obiettivo di riciclaggio pari almeno al 15 %. Per raggiungere tale obiettivo, gli Stati membri possono inoltre esigere che i regimi prevedano, tra l'altro, quanto segue:
(a)  la modulazione dei contributi finanziari in conformità dell'articolo 8 bis, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE, per promuovere l'immissione sul mercato di attrezzi da pesca progettati per il riutilizzo e il riciclaggio;
(b)  l'istituzione di sistemi di cauzione-rimborso per incoraggiare la restituzione di attrezzi da pesca vecchi, in disuso o inutilizzabili;
(c)  l'inclusione di programmi di monitoraggio, localizzazione e comunicazione.
Emendamento 65
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 4 – comma 2 bis (nuovo)
Fatte salve le misure tecniche di cui nel regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio1 bis, la Commissione chiede alle organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate relative alla progettazione circolare degli attrezzi da pesca per incoraggiare la preparazione al riutilizzo e agevolare la riciclabilità al termine del ciclo di vita.
__________________
1 bis Regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio del 30 marzo 1998 per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame (GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1).
Emendamento 66
Proposta di direttiva
Articolo 9 – parte introduttiva
Gli Stati membri adottano le misure necessarie alla raccolta differenziata, entro il 2025, di una quantità di rifiuti di prodotti di plastica monouso elencati nella parte F dell'allegato pari al 90 %, in peso, di tali prodotti di plastica monouso immessi sul mercato in un determinato anno. A tal fine gli Stati membri possono tra l'altro:
Gli Stati membri adottano le misure necessarie alla raccolta differenziata, entro il 2025, di una quantità di rifiuti di prodotti di plastica monouso elencati nella parte F dell'allegato pari al 90 %, in peso, di tali prodotti di plastica monouso immessi sul mercato in un determinato anno, e a garantirne il successivo riciclaggio. A tal fine gli Stati membri possono tra l'altro:
Emendamento 67
Proposta di direttiva
Articolo 9 – comma 1 bis (nuovo)
Il primo comma si applica fatto salvo l'articolo 10, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2008/98/CE.
Emendamento 68
Proposta di direttiva
Articolo 9 – comma 1 - comma 1 bis (nuovo)
La Commissione elabora orientamenti, in consultazione con gli Stati membri, sul funzionamento di sistemi di cauzione-rimborso.
Emendamento 69
Proposta di direttiva
Articolo 10
Articolo 10
Articolo 10
Misure di sensibilizzazione
Misure di sensibilizzazione
1.  Gli Stati membri adottano misure volte a comunicare ai consumatori di prodotti di plastica monouso elencati nella parte G dell'allegato e di attrezzi da pesca contenenti plastica le informazioni seguenti:
1.  Gli Stati membri adottano misure volte a incentivare un comportamento responsabile da parte dei consumatori di prodotti di plastica monouso elencati nella parte G dell'allegato e di attrezzi da pesca contenenti plastica e a comunicare loro le informazioni seguenti:
(a)  la disponibilità di sistemi di riutilizzo e le opzioni di gestione dei rifiuti per tali prodotti e attrezzi da pesca contenenti plastica e le migliori prassi in materia di gestione dei rifiuti a norma dell'articolo 13 della direttiva 2008/98/CE;
(a)  la disponibilità di alternative riutilizzabili, di sistemi di riutilizzo e le opzioni di gestione dei rifiuti per tali prodotti e attrezzi da pesca contenenti plastica e le migliori prassi in materia di gestione dei rifiuti a norma dell'articolo 13 della direttiva 2008/98/CE;
(b)  l'incidenza sull'ambiente, in particolare l'ambiente marino, dell'abbandono o altro smaltimento improprio dei rifiuti di tali prodotti e attrezzi da pesca contenenti plastica.
(b)  l'incidenza sull'ambiente, in particolare l'ambiente marino, dell'abbandono o altro smaltimento improprio dei rifiuti di tali prodotti e attrezzi da pesca contenenti plastica;
(b bis)  l'impatto sulla rete fognaria dello smaltimento improprio di tali prodotti.
Emendamento 70
Proposta di direttiva
Articolo 11 – comma 2
Le misure che gli Stati membri adottano per recepire e attuare gli articoli da 4 a 9 sono conformi alla legislazione alimentare dell'Unione a garanzia dell'igiene e sicurezza degli alimenti.
Le misure che gli Stati membri adottano per recepire e attuare gli articoli da 4 a 9 sono conformi alla legislazione alimentare dell'Unione a garanzia dell'igiene e sicurezza degli alimenti e al regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. Gli Stati membri incoraggiano l'uso di alternative alla plastica sostenibili e più sicure, ove possibile, per quanto riguarda i materiali destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.
________________
1bis Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 4).
Emendamento 71
Proposta di direttiva
Articolo 11 – comma 2 bis (nuovo)
Gli Stati membri provvedono a che le esportazioni di materiali di rifiuto nei paesi terzi non contribuiscano ai rifiuti marini di plastica altrove.
Emendamento 72
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Gli Stati membri provvedono a che le persone fisiche, giuridiche o le relative associazioni, organizzazioni o gruppi, secondo la legislazione o la prassi nazionale, abbiano accesso a un procedimento di ricorso dinanzi ad un organo giurisdizionale o ad un altro organo indipendente ed imparziale istituito dalla legge, per contestare la legittimità sostanziale o procedurale di decisioni, azioni od omissioni inerenti all'attuazione degli articoli 5, 6, 7 e 8 se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
1.  Gli Stati membri provvedono a che le persone fisiche, giuridiche o le relative associazioni, organizzazioni o gruppi, secondo la legislazione o la prassi nazionale, abbiano accesso a un procedimento di ricorso dinanzi ad un organo giurisdizionale o ad un altro organo indipendente ed imparziale istituito dalla legge, per contestare la legittimità sostanziale o procedurale di decisioni, azioni od omissioni inerenti all'attuazione degli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
Emendamento 73
Proposta di direttiva
Articolo 13
Articolo 13
Articolo 13
Informazioni relative al monitoraggio dell'attuazione
Informazioni relative al monitoraggio dell'attuazione
1.  Fatte salve le disposizioni della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio52 e della direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio53, gli Stati membri, assistiti dall'Agenzia europea per l'ambiente, creano un set di dati contenente:
1.  Fatte salve le disposizioni della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio52 e della direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio53, gli Stati membri, assistiti dall'Agenzia europea per l'ambiente, creano un set di dati contenente:
(a)  i dati sui prodotti di plastica monouso elencati nella parte A dell'allegato che sono stati immessi sul mercato dell'Unione ogni anno, per dimostrare la riduzione del consumo in conformità all'articolo 4, paragrafo 1;
(a)  i dati sui prodotti di plastica monouso elencati nella parte A dell'allegato che sono stati immessi sul mercato dell'Unione ogni anno, per dimostrare la riduzione del consumo in conformità all'articolo 4, paragrafo 1;
(a bis)  i dati sull'immissione in commercio e la raccolta differenziata dei prodotti elencati nella parte F dell'allegato, per dimostrare i progressi compiuti verso il conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 9;
(a ter)  i dati sui prodotti di plastica monouso elencati nella parte G dell'allegato che sono immessi ogni anno sul mercato dell'Unione, al fine di monitorare il loro consumo nell'Unione;
(a quater)  i dati relativi agli attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato e agli attrezzi da pesca dismessi raccolti e trattati;
(b)  le informazioni sulle misure adottate dagli Stati membri ai fini dell'articolo 4, paragrafo 1.
(b)  le informazioni sui piani e le misure adottate dagli Stati membri ai fini dell'articolo 4, paragrafo 1;
(b bis)  i dati sui rifiuti marini, in particolare quelli provenienti dai prodotti contemplati dalla presente direttiva, al fine di monitorare gli effetti delle misure adottate;
I dati di cui alla lettera a) del primo comma sono aggiornati annualmente entro 12 mesi dalla fine dell'anno di riferimento per cui sono raccolti. Ove possibile, al fine di presentare tali dati ci si avvale dei servizi relativi ai dati territoriali definiti nell'articolo 3, punto 4, della direttiva 2007/2/CE.
I dati di cui alla lettera a) del primo comma sono comunicati per la prima volta entro … [12 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva]. I dati di cui alle lettere da a) ad a quater) sono aggiornati annualmente entro 12 mesi dalla fine dell'anno di riferimento per cui sono raccolti. Ove possibile, al fine di presentare tali dati ci si avvale dei servizi relativi ai dati territoriali definiti nell'articolo 3, punto 4, della direttiva 2007/2/CE.
2.  Gli Stati membri provvedono a che la Commissione e l'Agenzia europea dell'ambiente abbiano accesso ai set di dati di cui al paragrafo 1.
2.  Gli Stati membri provvedono a che la Commissione e l'Agenzia europea dell'ambiente abbiano accesso ai set di dati di cui al paragrafo 1.
3.  L'Agenzia europea dell'ambiente pubblica e aggiorna ad intervalli periodici un quadro generale a livello dell'Unione sulla base dei dati raccolti dagli Stati membri. Il quadro generale a livello dell'Unione comprende, ove opportuno, indicatori di risultato, risultati e effetti della presente direttiva, carte d'insieme a livello dell'Unione e relazioni di sintesi degli Stati membri.
3.  L'Agenzia europea dell'ambiente pubblica e aggiorna ad intervalli periodici un quadro generale a livello dell'Unione sulla base dei dati raccolti dagli Stati membri. Il quadro generale a livello dell'Unione comprende, ove opportuno, indicatori di risultato, risultati e effetti della presente direttiva, carte d'insieme a livello dell'Unione e relazioni di sintesi degli Stati membri.
4.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono il formato dei set di dati, delle informazioni e dei dati di cui al paragrafo 1. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
4.  La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono il formato dei set di dati, delle informazioni e dei dati di cui al paragrafo 1. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
___________________
___________________
52 Direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio (GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26).
52 Direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio (GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26).
53 Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE) (GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1).
53 Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE) (GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1).
Emendamenti 74 e 150
Proposta di direttiva
Articolo 15
Articolo 15
Articolo 15
Valutazione e riesame
Valutazione e riesame
1.  La Commissione procede a una valutazione della presente direttiva entro... [sei anni dopo il termine ultimo per il recepimento della presente direttiva]. La valutazione si basa sulle informazioni disponibili conformemente all'articolo 13. Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni supplementari necessarie ai fini della valutazione e della preparazione della relazione di cui al paragrafo 2.
1.  La Commissione procede a una valutazione della presente direttiva entro... [cinque anni dopo il termine ultimo per il recepimento della presente direttiva]. La valutazione si basa sulle informazioni disponibili conformemente all'articolo 13. Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni supplementari necessarie ai fini della valutazione e della preparazione della relazione di cui al paragrafo 2.
2.  La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sui principali risultati della valutazione di cui al paragrafo 1.
2.  La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sui principali risultati della valutazione di cui al paragrafo 1. La relazione è corredata, se del caso, di una proposta legislativa. La proposta definisce, se del caso, obiettivi quantitativi di riduzione del consumo vincolanti a livello dell'Unione per i prodotti elencati alla parte A dell'allegato.
2 bis.  La Commissione e gli Stati membri istituiscono, entro il 31 luglio 2020, un programma a livello di Unione per la rimozione dei rifiuti di plastica negli oceani e promuovono l'iniziativa a livello internazionale.
3.  La relazione indica altresì se:
3.  La relazione include:
(a)  è necessaria un riesame dell'elenco dei prodotti di plastica monouso figurante nell'allegato;
(a)   una valutazione della necessità di riesaminare l'elenco dei prodotti di plastica monouso figurante nell'allegato;
(b)  è possibile definire obiettivi quantitativi vincolanti a livello dell'Unione per ridurre il consumo in particolare dei prodotti di plastica monouso elencati nella parte A dell'allegato;
(b)   uno studio di fattibilità della definizione di obiettivi quantitativi vincolanti a livello dell'Unione per ridurre il consumo in particolare dei prodotti di plastica monouso elencati nella parte A dell'allegato; a tale riguardo la relazione valuta la definizione di obiettivi espressi in numeri assoluti, tenendo conto dei livelli di consumo e delle riduzioni già realizzate negli Stati membri;
(b bis)  una valutazione dell'evoluzione dei materiali utilizzati nei prodotti contemplati dalla presente direttiva nonché una valutazione delle innovazioni relative a nuovi sistemi di distribuzione per le alternative riutilizzabili a tali prodotti, inclusa un'analisi ambientale complessiva del ciclo di vita dei materiali in questione e delle alternative risultanti;
(c)  si sono realizzati progressi scientifici e tecnici sufficienti, si sono elaborati criteri o una norma di biodegradabilità in ambiente marino applicabili ai prodotti di plastica monouso nell'ambito di applicazione della presente direttiva e relativi sostituti monouso, per stabilire, nel caso, quali prodotti non debbano più essere soggetti a restrizioni d'immissione sul mercato.
Emendamento 75
Proposta di direttiva
Articolo 17 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
In deroga al primo comma del presente paragrafo, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 13, paragrafo 1), lettera a), entro ... [12 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva].
Emendamento 76
Proposta di direttiva
Articolo 17 – paragrafo 1 – comma 2
Tuttavia, gli Stati membri applicano le disposizioni necessarie per conformarsi all'articolo 5 e all'articolo 7, paragrafo 1, a decorrere dal... [due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva] e all'articolo 6, paragrafo 1, a decorrere dal... [tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva].
Tuttavia, gli Stati membri applicano le disposizioni necessarie per conformarsi all'articolo 5 e all'articolo 7, paragrafo 1, a decorrere dal... [due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva] e all'articolo 6, paragrafo 1, a decorrere dal... [tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva], ad eccezione delle misure necessarie per soddisfare i requisiti di cui all'articolo 6, paragrafo 1, in relazione ai contenitori per bevande gassate, che gli Stati membri applicano a decorrere da … [5 anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva].
Emendamento 77
Proposta di direttiva
Articolo 17 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni principali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione verifica che tali disposizioni non pongano ingiustificati ostacoli al funzionamento del mercato unico.
Emendamenti 78 e 124/rev
Proposta di direttiva
Allegato I – parte A
Prodotti di plastica monouso di cui all'articolo 4 (riduzione del consumo)
Prodotti di plastica monouso di cui all'articolo 4 (riduzione del consumo)
–  Tazze per bevande, inclusi tappi e coperchi
–  Contenitori per alimenti, ad esempio scatole con o senza copertura, usate per alimenti destinati al consumo immediato direttamente dal recipiente, sul posto o da asporto, senza ulteriore preparazione, ad esempio contenitori per alimenti tipo fast food, ad eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti
–  Contenitori per alimenti, ad esempio scatole con o senza copertura, usate per alimenti destinati al consumo immediato direttamente dal recipiente, sul posto o da asporto, senza ulteriore preparazione, ad esempio contenitori per alimenti tipo fast food, ad eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti
La vendita di alimenti in contenitori monoporzione da una persona, o in un contenitore fornito di posate, è un'indicazione che l'alimento in questione è destinato ad essere consumato immediatamente, direttamente dal contenitore.
Il concetto di ulteriore preparazione include attività come riscaldamento, aggiunta di acqua bollente, lavaggio, affettatura e sezionamento.
Esempi di contenitori alimentari di plastica monouso coperti dalle parti A, E e G del presente allegato:
–  Contenitori per alimenti tipo fast-food, quali scatole per pasti confezionati e insalate, con alimenti destinati ad essere consumati freddi
–  Contenitori per alimenti tipo fast-food, quali scatole per pasti confezionati e insalate, con alimenti destinati ad essere consumati caldi, tranne nei casi in cui gli alimenti devono essere riscaldati dal consumatore dopo l'acquisto del prodotto
–  Scatole per hamburger, scatole per panini, scatole per involtini
–  Contenitori per alimenti monoporzione da una persona per alimenti freschi o trattati che non richiedono ulteriore preparazione, quali frutta, verdura, dolci o gelati, venduti in unità singola
Esempi di contenitori che non sono contenitori alimentari di plastica monouso coperti dalle parti A, E e G del presente allegato:
–  Contenitori alimentari con alimenti disseccati o alimenti venduti freddi che richiedono ulteriore preparazione
–  Contenitori contenenti alimenti in quantità superiori ad una porzione per una persona
–  Contenitori per alimenti monoporzione da una persona venduti in più di una unità
–  Tazze per bevande
Emendamento 79
Proposta di direttiva
Allegato I – parte B – trattino 2
—  Posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette)
—  Posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette) tranne, fino al 2023, le posate fornite a istituti di istruzione o strutture sanitarie nel quadro di appalti pubblici di forniture1 bis quali definiti ai sensi dell'articolo 2, punto 8, della direttiva 2014/24/UE che sono stati assegnati prima del 31 dicembre 2018.
___________________
1bis «appalti pubblici di forniture»: appalti pubblici aventi per oggetto l'acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l'acquisto a riscatto, con o senza opzione per l'acquisto, di prodotti. Un appalto di forniture può includere, a titolo accessorio, lavori di posa in opera e di installazione.
Emendamento 80
Proposta di direttiva
Allegato I – parte B – trattino 3
—  Piatti
—  Piatti, tranne, fino al 2023, quelli forniti a istituti di istruzione o strutture sanitarie nel quadro di appalti pubblici di forniture1 bis quali definiti ai sensi dell'articolo 2, punto 8, della direttiva 2014/24/UE che sono stati assegnati prima del 31 dicembre 2018.
___________________
1bis «appalti pubblici di forniture»: appalti pubblici aventi per oggetto l'acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l'acquisto a riscatto, con o senza opzione per l'acquisto, di prodotti. Un appalto di forniture può includere, a titolo accessorio, lavori di posa in opera e di installazione.
Emendamento 81
Proposta di direttiva
Allegato I – parte B – trattino 6
—  Aste da attaccare a sostegno dei palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, e relativi meccanismi
—  Aste da attaccare a sostegno dei palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, esclusi i relativi meccanismi
Emendamenti 83 e 117
Proposta di direttiva
Allegato I – parte B – trattino 6 bis (nuovo)
—   Prodotti realizzati con plastica oxo-degradabile
Emendamento 84
Proposta di direttiva
Allegato I – parte B – trattino 6 ter (nuovo)
—  Contenitori per alimenti e bevande, in polistirene espanso, usati per contenere alimenti destinati al consumo immediato direttamente dal recipiente, sul posto o da asporto, senza ulteriore preparazione
Emendamento 85
Proposta di direttiva
Allegato I – parte C – trattino 1
—  Contenitori per bevande, ossia recipienti usati per contenere liquidi, ad esempio bottiglie per bevande e relativi tappi e coperchi
—  Contenitori per bevande, ossia recipienti usati per contenere liquidi, ad esempio bottiglie per bevande e relativi tappi e coperchi, tranne i contenitori per alimenti destinati a fini medici speciali in forma liquida quali definiti all'articolo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 609/2013
Emendamento 125
Proposta di direttiva
Allegato – parte D – trattino 3
—  Palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori
soppresso
Emendamento 86
Proposta di direttiva
Allegato I – parte D – trattino 3 bis (nuovo)
–  Prodotti del tabacco con filtri e filtri commercializzati in combinazione con i prodotti del tabacco
Emendamento 87
Proposta di direttiva
Allegato I – parte D – trattino 3 ter (nuovo)
–  Pacchetti e involucri in materiale flessibile e contenenti alimenti destinati al consumo immediato direttamente dal pacchetto o involucro senza ulteriore preparazione
Emendamento 88
Proposta di direttiva
Allegato I – parte D – trattino 3 quater (nuovo)
–  Tazze per bevande
Emendamento 89
Proposta di direttiva
Allegato I – parte E – trattino 4
–  Tazze per bevande
–  Tazze per bevande, inclusi tappi e coperchi
Emendamento 90
Proposta di direttiva
Allegato I – parte F – trattino 1
—  Bottiglie per bevande
—  Bottiglie per bevande, inclusi tappi e coperchi

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0317/2018).


Istituzione, esercizio e uso del sistema d'informazione Schengen nel settore delle verifiche di frontiera ***I
PDF 116kWORD 53k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore delle verifiche di frontiera, che modifica il regolamento (UE) n. 515/2014 e abroga il regolamento (CE) n. 1987/2006 (COM(2016)0882 – C8-0533/2016 – 2016/0408(COD))
P8_TA(2018)0412A8-0347/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0882),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e gli articoli 77, paragrafo 2, lettere b), e d) e 79, paragrafo 2, lettera c), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0533/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 19 giugno 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0347/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 ottobre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore delle verifiche di frontiera, che modifica la convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen e abroga il regolamento (CE) n. 1987/2006

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2018/1861.)


Istituzione, esercizio e uso del sistema d'informazione Schengen nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale ***I
PDF 114kWORD 59k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale, che modifica il regolamento (UE) n. 515/2014 e abroga il regolamento (CE) n. 1986/2006, la decisione 2007/533/GAI del Consiglio e la decisione 2010/261/UE della Commissione (COM(2016)0883 – C8-0530/2016 – 2016/0409(COD))
P8_TA(2018)0413A8-0349/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0883),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 82, paragrafo 1, secondo comma, lettera d), l'articolo 85, paragrafo 1, l'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), e l'articolo 88, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0530/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 19 giugno 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0349/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 ottobre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale, che modifica e abroga la decisione 2007/533/GAI del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 1986/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e la decisione 2010/261/UE della Commissione

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2018/1862.)


Uso del sistema d'informazione Schengen per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare ***I
PDF 118kWORD 53k
Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'uso del sistema d'informazione Schengen per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (COM(2016)0881 – C8-0532/2016 – 2016/0407(COD))
P8_TA(2018)0414A8-0348/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0881),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 79, paragrafo 2, lettera c), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0532/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 19 giugno 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0348/2017),

1.  adotta la sua posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  approva la dichiarazione comune del Parlamento e del Consiglio allegata alla presente risoluzione;

3.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 ottobre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'uso del sistema d'informazione Schengen per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2018/1860.)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione del Parlamento europeo e del Consiglio (relativa all'Irlanda/al rimpatrio)

Il Parlamento europeo e il Consiglio invitano la Commissione, fatto salvo il suo diritto di iniziativa, a valutare, non appena l'Irlanda parteciperà alla direttiva 2008/115/CE, la situazione giuridica conformemente ai trattati e ai pertinenti protocolli e, se del caso, a presentare una proposta legislativa per consentire che la cooperazione in materia di rimpatrio tra l'Irlanda e gli altri Stati membri possa essere attuata attraverso il SIS.


Armonizzazione delle strutture delle accise sull'alcole e sulle bevande alcoliche *
PDF 129kWORD 49k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 92/83/CEE relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sull’alcole e sulle bevande alcoliche (COM(2018)0334 – C8-0269/2018 – 2018/0173(CNS))
P8_TA(2018)0415A8-0307/2018

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2018)0334),

–  visto l'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0269/2018),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0307/2018),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)   Nella sentenza del 17 maggio 2018 nella causa C-30/17 Kompania Piwowarska1 bis la Corte di giustizia si è pronunciata sul calcolo del grado Plato.
____________
1 bis Sentenza della Corte di giustizia del 17 maggio 2018, Kompania Piwowarska, C-30/17, ECLI:EU:C:2018:325.
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1
Direttiva 92/83/CEE
Articolo 3 – comma 1 – comma 1 bis
Tutti gli ingredienti della birra, compresi quelli aggiunti successivamente alla fermentazione, sono presi in considerazione ai fini della misurazione dei gradi Plato;
Tutti gli ingredienti della birra, ad eccezione di quelli aggiunti successivamente al completamento della fermentazione, sono presi in considerazione ai fini della misurazione dei gradi Plato.

Rinnovo dell'autorizzazione per il granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810
PDF 144kWORD 56k
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 (MON-ØØ6Ø3-6 × MON-ØØ81Ø-6) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (D058360/01 – 2018/2872(RSP))
P8_TA(2018)0416B8-0490/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 (MON-ØØ6Ø3-6 × MON-ØØ81Ø-6) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (D058360/01),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 11, paragrafo 3, e l'articolo 23, paragrafo 3,

–  visto che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato l'11 settembre 2018 senza esprimere parere,

–  visto l'articolo 11 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 24 gennaio 2018 e pubblicato il 26 febbraio 2018(3),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(4)

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 20 ottobre 2016 la società Monsanto Europe S.A./N.V. ha presentato alla Commissione una domanda relativa al rinnovo dell'autorizzazione per il granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 a fini di alimentazione umana ed animale, a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003;

B.  considerando che il 24 gennaio 2018 l'EFSA ha adottato un parere favorevole(5), a norma degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003, in cui è giunta alla conclusione che nella domanda di rinnovo non vi erano prove di nuovi pericoli, esposizioni modificate o incertezze scientifiche che potessero modificare le conclusioni della valutazione del rischio originaria sul granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810, adottata dall'EFSA nel 2005(6);

C.  considerando che l'EFSA, stando al suo parere scientifico, non ha effettuato una ricerca sistematica della letteratura, ma ha semplicemente valutato la ricerca della letteratura effettuata dal richiedente, e su tale base ha concluso che non è stata identificata nessuna nuova pubblicazione che sollevi preoccupazioni riguardo alla sicurezza;

D.  considerando che l'EFSA ha adottato il suo parere basandosi sull'ipotesi secondo cui la sequenza del DNA dei due eventi nel granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 è identica alla sequenza degli eventi valutati inizialmente; che il richiedente non ha fornito alcun dato a supporto di tale ipotesi;

E.  considerando che il granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 esprime una proteina che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosato; che il 20 marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – l'organismo specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità – ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per l'uomo(7);

F.  considerando che l'autorizzazione all'importazione di granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 nell'Unione comporterà probabilmente un aumento della sua coltivazione in altri paesi, come l'Argentina, il Brasile, il Canada, la Colombia, il Giappone, le Filippine, il Sudafrica e l'Uruguay, e un corrispondente aumento dell'uso di erbicidi che contengono glifosato;

G.  considerando che il granturco geneticamente modificato NK603 × MON 810 esprime la proteina Cry1Ab, ossia una proteina Bt (derivata dal Bacillus thuringiensis) che conferisce resistenza a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (Ostrinia nubilalis, Sesamia spp.);

H.  considerando che le piante geneticamente modificate Bt producono la tossina insetticida in ogni cella durante tutto il loro ciclo di vita, ivi comprese le parti consumate da esseri umani e animali; che gli esperimenti sui mangimi dimostrano che le piante geneticamente modificate Bt possono avere effetti tossici(8); che è stato dimostrato che la tossina Bt nelle piante geneticamente modificate differisce in modo significativo dalla tossina Bt allo stato naturale(9);

I.  considerando che permangono preoccupazioni per quanto riguarda una possibile evoluzione della resistenza alla proteina Cry1Ab nei parassiti bersaglio dell'ordine dei lepidotteri, che potrebbe comportare l'alterazione delle pratiche di lotta antiparassitaria nei paesi di coltivazione;

J.  considerando che, durante il periodo di consultazione di tre mesi, gli Stati membri hanno presentato numerose osservazioni critiche, che riguardano tra l'altro: la mancanza di informazioni riguardo alle linee attualmente utilizzate; la mancanza di dati, ad esempio per quanto riguarda il potenziale di trasferimento genico orizzontale degli eventi MON 810 e NK603; una ricerca carente della letteratura; una generazione di dati parzialmente obsoleti; e un approccio frammentario al monitoraggio ambientale, in particolare il fatto che la persistenza delle proteine Cry rilasciate nell'ambiente non è stata monitorata, che non è stata condotta un'analisi dell'esposizione dell'ambiente alla tossina Cry e che è stata ignorata la presenza in Europa del teosinte una pianta selvatica antenata del granturco(10);

K.  considerando che, nonostante tutte queste preoccupazioni, non è stato richiesto un monitoraggio successivo all'immissione in commercio; che non è stata considerata necessario neanche un monitoraggio successivo all'immissione in commercio legato al caso specifico;

L.  considerando che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato l'11 settembre 2018 senza esprimere parere; che 13 Stati membri hanno votato contro, mentre solo 11 Stati membri hanno votato a favore e 4 si sono astenuti;

M.  considerando che sia nella relazione che accompagna la proposta legislativa presentata il 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l'uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul loro territorio, sia nella relazione che accompagna la proposta legislativa presentata il 14 febbraio 2017 che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione ha deplorato che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, essa abbia dovuto adottare le decisioni di autorizzazione senza il sostegno dei pareri dei comitati degli Stati membri e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, sia ormai divenuto la norma nel processo decisionale in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata in più occasioni deplorata dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(11);

N.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento ha respinto in prima lettura(12) la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003, invitando la Commissione a ritirarla e a presentarne una nuova;

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia coerente con il diritto dell'Unione, in quanto non è compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardo alle domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati fintantoché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da ovviare alle carenze dell'attuale procedura rivelatasi inadeguata;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) Scientific opinion on an application by Monsanto (application EFSA-GMO-RX-007) – Assessment of genetically modified maize NK603 × MON810 for renewal of authorisation under Regulation (EC) No 1829/2003 (application EFSA-GMO-RX-007) (Parere scientifico su una domanda presentata dalla società Monsanto (domanda EFSA-GMO-RX-007) – Valutazione del granturco geneticamente modificato NK603 × MON810 ai fini del rinnovo dell'autorizzazione a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 (domanda EFSA-GMO-RX-007)). EFSA Journal 2018;16(2):5163: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2018.5163
(4)––––––––––––––––––––––––– – Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (GU C 399 del 24.11.2017, pag. 71).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (GU C 35 del 31.1.2018, pag. 19).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (GU C 35 del 31.1.2018, pag. 17).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (MST-FGØ72-2) (GU C 35 del 31.1.2018, pag. 15).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (GU C 86 del 6.3.2018, pag. 108).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea shd-27531-4) (GU C 86 del 6.3.2018, pag. 111).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 76).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 80).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 70).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 73).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 83).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 298 del 23.8.2018, pag. 34).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 307 del 30.8.2018, pag. 71).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU C 307 del 30.8.2018, pag. 67).Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 337 del 20.9.2018, pag. 54).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 55).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 60).Risoluzione del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco 1507 geneticamente modificato (DAS-Ø15Ø7-1) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 122).Risoluzione del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata 305423 × 40-3-2 (DP-3Ø5423-1 × MON-Ø4Ø32-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 127).Risoluzione del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8 × ACS-BNØØ3-6), MON 88302 × Ms8 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8) e MON 88302 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACS-BNØØ3-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 133).Risoluzione del 1° marzo 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato 59122 (DAS-59122-7) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2018)0051).Risoluzione del 1° marzo 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × NK603 (MON-87427-7 × MON-89Ø34-3 × MON-ØØ6Ø3-6) e da granturchi geneticamente modificati che combinano due degli eventi MON 87427, MON 89034 e NK603, e che abroga la decisione 2010/420/UE (Testi approvati, P8_TA(2018)0052).Risoluzione del 3 maggio 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di alimenti e mangimi ottenuti a partire da barbabietola da zucchero geneticamente modificata H7-1 (KM-ØØØH71-4) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2018)0197).Risoluzione del 30 maggio 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato della linea GA21 (MON-ØØØ21-9) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2018)0221).Risoluzione del 30 maggio 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato 1507 × 59122 × MON 810 × NK603 e da granturco geneticamente modificato che combina due o tre dei singoli eventi 1507, 59122, MON 810 e NK603, e che abroga le decisioni 2009/815/CE, 2010/428/UE e 2010/432/UE a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi adottati, P8_TA(2018)0222).
(5) Scientific opinion on assessment of genetically modified maize NK603 × MON 810 for renewal of authorisation under Regulation (EC) No 1829/2003 (application EFSA-GMO-RX-007) (Parere scientifico sulla valutazione del granturco geneticamente modificato NK603 × MON810 ai fini del rinnovo dell'autorizzazione a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 (domanda EFSA-GMO-RX-007)). EFSA Journal 2018;16(2):5163: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2018.5163
(6) Opinion of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms on an application (Reference EFSA-GMO-UK-2004-01) for the placing on the market of glyphosate-tolerant and insect-resistant genetically modified maize NK603 × MON 810, for food and feed uses under Regulation (EC) No 1829/2003 from Monsanto (Parere del gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati in merito a una domanda (riferimento EFSA-GMO-UK-2004-01) relativa all'immissione in commercio del granturco geneticamente modificato resistente al glifosato e agli insetti NK603 × MON 810, a fini di alimentazione umana ed animale, presentata in conformità del regolamento (CE) n. 1829/2003 dalla società Monsanto). EFSA Journal (2005) 309, 1-22: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.2903/j.efsa.2005.309
(7) Monografie IARC Volume 112: Valutazione di cinque insetticidi ed erbicidi organofosfati, 20 marzo 2015: http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol112/mono112.pdf
(8) Si veda, ad esempio, El-Shamei Z.S., Gab-Alla A.A., Shatta A.A., Moussa E.A., Rayan A.M., Histopathological Changes in Some Organs of Male Rats Fed on Genetically Modified Corn (Ajeeb YG), Journal of American Science, 2012; 8(9):1117-1123. https://www.researchgate.net/publication/235256452_Histopathological_Changes_in_Some_Organs_of_Male_Rats_Fed_on_Genetically_Modified_Corn_Ajeeb_YG
(9) Székács A., Darvas B.., Comparative aspects of Cry Toxin Usage in Insect Control, in: Ishaaya I., Palli S.R., Horowitz A.R. (eds.), Advanced Technologies for Managing Insect Pests, Dordrecht, Netherlands, Springer, 2012; pagg. 195-230: https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-4497-4_10
(10) Si veda il registro delle interrogazioni dell'EFSA, Allegato G dell'interrogazione numero EFSA-Q-2017-00028, disponibile online al seguente indirizzo: http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/ListOfQuestionsNoLogin?1&panel=ALL
(11) Ad esempio, in occasione del discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014) e nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(12) GU C 355 del 20.10.2017, pag. 165.
(13) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Autorizzazione per il granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro dei singoli eventi MON 87427, MON 89034, 1507, MON 88017 e 59122, e che abroga la decisione 2011/366/UE (D058361/01 – 2018/2873(RSP))
P8_TA(2018)0417B8-0491/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro dei singoli eventi MON 87427, MON 89034, 1507, MON 88017 e 59122, e che abroga la decisione 2011/366/UE (D058361/01),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, e l'articolo 19, paragrafo 3,

–  visto che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato l'11 settembre 2018 senza esprimere parere,

–  visto l'articolo 11 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 28 giugno 2017 e pubblicato il 1° agosto 2017(3),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 26 novembre 2013 la società Monsanto Europe S.A./N.V. ha presentato, per conto della società Monsanto Company, all'autorità nazionale competente del Belgio, una domanda relativa all'immissione in commercio di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti da od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 (in appresso "la domanda"), a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003; che la domanda riguardava anche l'immissione in commercio di prodotti contenenti o costituiti da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122, per usi diversi da alimenti o mangimi, ad eccezione della coltivazione;

B.  considerando altresì che la domanda riguardava l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da 25 sottocombinazioni dei singoli eventi di trasformazione che costituiscono il granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122, che 12 di queste sottocombinazioni sono già state autorizzate; che la decisione di esecuzione della Commissione che autorizza il granturco copre 14 sottocombinazioni;

C.  considerando che la società Monsanto Europe S.A./N.V., titolare dell'autorizzazione per una delle 12 sottocombinazioni già autorizzate, la sottocombinazione MON 89034 × MON 88017, ha chiesto alla Commissione di abrogare la decisione 2011/366/UE e di inglobare tale decisione nel campo di applicazione della decisione della Commissione; che la richiesta è stata accolta; che la legittimità di tale approccio è discutibile;

D.  considerando che il 28 giugno 2017 l'EFSA ha adottato un parere favorevole, in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003(5), per quanto riguarda l'ibrido di granturco a cinque eventi, le sottocombinazioni precedentemente valutate e le sottocombinazioni rimanenti;

E.  considerando che l'EFSA riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 14 sottocombinazioni; che molte di queste non sono state ancora create; che l'EFSA conclude che tutte le sottocombinazioni dovrebbero essere tanto sicure quanto l'ibrido di granturco a cinque eventi;

F.  considerando che non sono stati effettuati test tossicologici e che non sono stati presentati studi su animali alimentati con alimenti/mangimi ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427, MON 89034, 1507, MON 88017 e 59122, o una delle relative sottocombinazioni(6);

G.  considerando che due delle varietà di granturco interessate esprimono proteine che conferiscono tolleranza all'erbicida glufosinato ammonio(7); che il glufosinato è classificato come tossico ai fini della riproduzione e rientra quindi fra i criteri di esclusione di cui al regolamento (CE) n. 1107/2009; che l'approvazione del glufosinato è giunta a scadenza il 31 luglio 2018(8);

H.  considerando che due delle varietà di granturco interessate esprimono proteine che conferiscono tolleranza agli erbicidi a base di glifosato; che il 20 marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – l'organismo specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità – ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per l'uomo(9);

I.  considerando che l'autorizzazione all'importazione di granturco geneticamente modificato MON 87427, MON 89034, 1507, MON 88017 e 59122 nell'Unione comporterà probabilmente un aumento della sua coltivazione in altri paesi, come il Messico e la Corea del Sud, e un corrispondente aumento dell'uso di erbicidi che contengono glufosinato ammonio o glifosato;

J.  considerando che quattro delle varietà di granturco interessate esprimono le proteine Cry, ossia proteine Bt (derivate dal Bacillus thuringiensis) che conferiscono resistenza rispettivamente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri e dei coleotteri;

K.  considerando che le piante geneticamente modificate Bt producono la tossina insetticida in ogni cella durante tutto il loro ciclo di vita, ivi comprese le parti consumate da esseri umani e animali; che gli esperimenti sui mangimi dimostrano che le piante geneticamente modificate Bt possono avere effetti tossici(10); che è stato dimostrato che la tossina Bt nelle piante geneticamente modificate differisce in modo significativo dalla tossina Bt allo stato naturale(11);

L.  considerando che permangono preoccupazioni per quanto riguarda una possibile evoluzione della resistenza alle proteine Cry nei parassiti bersaglio, che potrebbe comportare l'alterazione delle pratiche di lotta antiparassitaria nei paesi di coltivazione;

M.  considerando che durante il trimestre di consultazione gli Stati membri hanno presentato diverse osservazioni critiche, che riguardano tra l'altro: la progettazione carente degli esperimenti, l'assenza di esperimenti, ad esempio per quanto riguarda la valutazione nutrizionale, o la mancanza di uno studio di alimentazione di 90 giorni realizzato su roditori; la mancanza di dati o dati insufficienti, ad esempio per quanto riguarda gli effetti indesiderati associati con la combinazione degli eventi o potenziali interazioni delle otto proteine che potrebbero causare effetti indesiderati; le ipotesi errate da parte del richiedente, ad esempio per quanto riguarda il degrado del DNA ingerito per via orale durante il suo passaggio attraverso il tratto gastrointestinale; una valutazione del rischio ambientale lacunosa e un insufficiente piano di monitoraggio ambientale(12);

N.  considerando che anche attività di ricerca indipendenti sollevano preoccupazioni riguardo a importanti lacune nella valutazione comparativa, a gravi lacune per quanto riguarda la mancanza di una valutazione tossicologica, alla valutazione non definitiva dell'allergenicità, alla mancata considerazione degli effetti combinatoriali e a una errata valutazione del rischio ambientalea(13);

O.  considerando che, nonostante tutte queste preoccupazioni, l'ESFA non ha ritenuto necessario alcun monitoraggio successivo all'immissione in commercio degli alimenti/dei mangimi ottenuti dal granturco geneticamente modificato MON 87427, MON 89034, 1507, MON 88017 e 59122 e dalle relative sottocombinazioni;

P.  considerando che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato l'11 settembre 2018 senza esprimere parere; che 14 Stati membri hanno votato contro, mentre solo 11 Stati membri hanno votato a favore e 3 si sono astenuti;

Q.  considerando che sia nella relazione che accompagna la proposta legislativa presentata il 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l'uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul loro territorio, sia nella relazione che accompagna la proposta legislativa presentata il 14 febbraio 2017 che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione ha deplorato che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, essa abbia dovuto adottare le decisioni di autorizzazione senza il sostegno dei pareri dei comitati degli Stati membri e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, sia ormai divenuto la norma nel processo decisionale in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata in più occasioni deplorata dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(14);

R.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento ha respinto in prima lettura(15) la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003, invitando la Commissione a ritirarla e a presentarne una nuova;

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia coerente con il diritto dell'Unione, in quanto non è compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  ritiene, più in particolare, che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione, che prevede di approvare varietà per le quali non siano stati forniti dati sulla sicurezza, che non siano neppure state sottoposte a test, o che non siano ancora state create, contravvenga ai principi generali della legislazione alimentare, stabiliti dal regolamento (CE) n. 178/2002;

4.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

5.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardo alle domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati fintantoché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da ovviare alle carenze dell'attuale procedura rivelatasi inadeguata;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) Scientific opinion on application EFSA‐GMO‐BE‐2013‐118 for authorisation of genetically modified maize MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 and subcombinations independently of their origin, for food and feed uses, import and processing submitted under Regulation (EC) No 1829/2003 by Monsanto Company (Parere scientifico sulla domanda EFSA-GMO-BE-2013-118 relativa all'autorizzazione del granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 e delle relative sottocombinazioni, a prescindere dalla loro origine, a fini di alimentazione umana ed animale, importazione e trasformazione, presentata dalla società Monsanto Company in conformità del regolamento (CE) n. 1829/2003), EFSA Journal, Volume 15, Numero 8: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.2903/j.efsa.2017.4921
(4)––––––––––––––––––––––––– – Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (GU C 399 del 24.11.2017, pag. 71).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (GU C 35 del 31.1.2018, pag. 19).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (GU C 35 del 31.1.2018, pag. 17).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (MST-FGØ72-2) (GU C 35 del 31.1.2018, pag. 15).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (GU C 86 del 6.3.2018, pag. 108).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea shd-27531-4) (GU C 86 del 6.3.2018, pag. 111).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 76).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 80).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 70).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 73).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (GU C 215 del 19.6.2018, pag. 83).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 298 del 23.8.2018, pag. 34).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 307 del 30.8.2018, pag. 71).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU C 307 del 30.8.2018, pag. 67).Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 337 del 20.9.2018, pag. 54).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 55).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 60).Risoluzione del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco 1507 geneticamente modificato (DAS-Ø15Ø7-1) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 122).Risoluzione del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata 305423 × 40-3-2 (DP-3Ø5423-1 × MON-Ø4Ø32-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 127).Risoluzione del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8 × ACS-BNØØ3-6), MON 88302 × Ms8 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8) e MON 88302 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACS-BNØØ3-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 133).Risoluzione del 1° marzo 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato 59122 (DAS-59122-7) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2018)0051).Risoluzione del 1° marzo 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × NK603 (MON-87427-7 × MON-89Ø34-3 × MON-ØØ6Ø3-6) e da granturchi geneticamente modificati che combinano due degli eventi MON 87427, MON 89034 e NK603, e che abroga la decisione 2010/420/UE (Testi approvati, P8_TA(2018)0052).Risoluzione del 3 maggio 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di alimenti e mangimi ottenuti a partire da barbabietola da zucchero geneticamente modificata H7-1 (KM-ØØØH71-4) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2018)0197).Risoluzione del 30 maggio 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato della linea GA21 (MON-ØØØ21-9) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2018)0221).Risoluzione del 30 maggio 2018 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato 1507 × 59122 × MON 810 × NK603 e da granturco geneticamente modificato che combina due o tre dei singoli eventi 1507, 59122, MON 810 e NK603, e che abroga le decisioni 2009/815/CE, 2010/428/UE e 2010/432/UE a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi adottati, P8_TA(2018)0222).
(5) Gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli organismi geneticamente modificati, 2017. Scientific Opinion on application EFSA-GMO-BE-2013-118 for authorisation of genetically modified maize MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 and subcombinations independently of their origin, for food and feed uses, import and processing submitted under Regulation (EC) No 1829/2003 by Monsanto Company (Parere scientifico sulla domanda EFSA-GMO-BE-2013-118, presentata dalla società Monsanto Company, relativa all'autorizzazione di granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 e delle relative sottocombinazioni, a prescindere dalla loro origine, a fini di alimentazione umana ed animale, importazione e trasformazione, in conformità del regolamento (CE) n. 1829/2003). EFSA Journal 2017;15(8):4921, pp. 32: https://doi.org/10.2903/j.efsa.2017.4921
(6) Come confermato nel summenzionato parere dell'EFSA (EFSA Journal 2017;15(8):4921).
(7) Il granturco MON-87427-7 esprime la proteina CP4 EPSPS, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosato; il granturco MON-89Ø34-3 esprime le proteine Cry1A.105 e Cry2Ab2, che conferiscono protezione da alcune specie di lepidotteri nocivi; il granturco DAS-Ø15Ø7-1 esprime la proteina Cry1F, che conferisce protezione da determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri, e la proteina PAT, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato-ammonio; il granturco MON-88Ø17-3 esprime una proteina Cry3Bb1 modificata, che protegge da determinate specie di coleotteri nocivi, e la proteina CP4 EPSPS, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosato; il granturco DAS-59122-7 esprime le proteine Cry34Ab1 e Cry35Ab1, che conferiscono protezione da determinati parassiti dell'ordine dei coleotteri, e la proteina PAT, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato-ammonio.
(8) http://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/eu-pesticides-database/public/?event=activesubstance.detail&language=EN&selectedID=1436
(9) Monografie IARC Volume 112: Valutazione di cinque insetticidi ed erbicidi organofosfati, 20 marzo 2015,: http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol112/mono112.pdf
(10) Si veda, ad esempio, El-Shamei Z.S., Gab-Alla A.A., Shatta A.A., Moussa E.A., Rayan A.M., Histopathological Changes in Some Organs of Male Rats Fed on Genetically Modified Corn (Ajeeb YG), Journal of American Science, 2012; 8(9):1117-1123. https://www.researchgate.net/publication/235256452_Histopathological_Changes_in_Some_Organs_of_Male_Rats_Fed_on_Genetically_Modified_Corn_Ajeeb_YG
(11) Székács A., Darvas B., Comparative aspects of Cry Toxin Usage in Insect Control, in: Ishaaya I., Palli S.R., Horowitz A.R. (eds.), Advanced Technologies for Managing Insect Pests, Dordrecht, Netherlands, Springer, 2012; pagg. 195-230: https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-4497-4_10
(12) Si veda il registro delle interrogazioni dell'EFSA, Allegato G dell'interrogazione numero EFSA-Q-2013-00926, disponibile online al seguente indirizzo: http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/ListOfQuestionsNoLogin?1
(13) Bauer-Panskus, A., Then, C., osservazioni di Testbiotech su "Scientific Opinion on application EFSA-GMO-BE-2013-118 for authorisation of genetically modified maize MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 and subcombinations independently of their origin, for food and feed uses, import and processing submitted under Regulation (EC) No 1829/2003 by Monsanto Company" (Parere scientifico sulla domanda EFSA-GMO-BE-2013-118 relativa all'autorizzazione del granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 e delle relative sottocombinazioni, a prescindere dalla loro origine, a fini di alimentazione umana ed animale, importazione e trasformazione, presentata dalla società Monsanto Company in conformità del regolamento (CE) n. 1829/2003), disponibile online al seguente indirizzo: https://www.testbiotech.org/sites/default/files/Testbiotech_Comment_Maize%20MON%2087427%20x%20MON%2089034%20x%201507%20x%20MON%2088017%20x%2059122.pdf
(14) Ad esempio, in occasione del discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014) e nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(15) GU C 355 del 20.10.2017, pag. 165.
(16) GU L 31 del 1.2.2002, pag. 1.

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