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Mercoledì 14 novembre 2018 - StrasburgoEdizione definitiva
Relazione interlocutoria sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 – Posizione del Parlamento in vista di un accordo
 Norme in materia di aiuti di Stato: nuove categorie di aiuti di Stato *
 Esportazione di armi: applicazione della posizione comune 2008/944/PESC
 Conferire alle autorità garanti della concorrenza poteri di applicazione più efficace e assicurare il corretto funzionamento del mercato interno ***I
 Codice europeo delle comunicazioni elettroniche ***I
 Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche ***I
 Livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi ***I
 Necessità di un meccanismo globale in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali
 Applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Georgia
 Applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Moldova

Relazione interlocutoria sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 – Posizione del Parlamento in vista di un accordo
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Risoluzione
Allegato
Allegato
Allegato
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo (COM(2018)0322 – C8-0000/2018 – 2018/0166R(APP))
P8_TA(2018)0449A8-0358/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 311, 312 e 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 maggio 2018 dal titolo "Un bilancio moderno al servizio di un'Unione che protegge, che dà forza, che difende – Quadro finanziario pluriennale 2021-2027"(COM(2018)0321),

–  viste la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (COM(2018)0322), presentata dalla Commissione il 2 maggio 2018, e le proposte relative al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (COM(2018)0325, COM(2018)0326, COM(2018)0327 e COM(2018)0328), presentate dalla Commissione il 2 maggio 2018,

–  vista la proposta di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, presentata dalla Commissione il 2 maggio 2018 (COM(2018)0323),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, presentata dalla Commissione il 2 maggio 2018 (COM(2018)0324),

–  viste le sue risoluzioni del 14 marzo 2018 sul prossimo QFP: preparazione della posizione del Parlamento in merito al QFP per il periodo successivo al 2020 e sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea(1),

–  vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie(2),

–  vista la ratifica dell'accordo di Parigi da parte del Parlamento europeo il 4 ottobre 2016(3) e da parte del Consiglio il 5 ottobre 2016(4),

–  vista la risoluzione 70/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 25 settembre 2015 intitolata "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile), entrata in vigore il 1° gennaio 2016,

–  visto l'impegno collettivo dell'UE a raggiungere l'obiettivo di destinare lo 0,7 % del reddito nazionale lordo (RNL) all'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) entro l'arco temporale dell'agenda post-2015,

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2017 su un pilastro europeo dei diritti sociali(5),

–  visto l'articolo 99, paragrafo 5, del suo regolamento,

–  visti la relazione interlocutoria della commissione per i bilanci, i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per il controllo dei bilanci, la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per gli affari costituzionali e la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0358/2018),

A.  considerando che l'articolo 311 TFUE prevede che l'Unione si doti dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche;

B.  considerando che l'attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 ha previsto, per la prima volta, un livello di stanziamenti di impegno e di stanziamenti di pagamento inferiore rispetto al QFP precedente; che l'adozione tardiva del QFP e degli atti legislativi settoriali ha avuto un impatto molto negativo sull'attuazione dei nuovi programmi;

C.  considerando che il QFP si è presto dimostrato insufficiente ad affrontare una serie di crisi, di nuovi impegni internazionali e di nuove sfide politiche che non erano stati contemplati e/o previsti al momento della sua adozione; che, al fine di garantire i finanziamenti necessari, il QFP ha raggiunto i propri limiti, in particolare a seguito di un ricorso senza precedenti alle disposizioni in materia di flessibilità e agli strumenti speciali, dopo aver esaurito i margini disponibili; che programmi dell'UE altamente prioritari nel settore della ricerca e delle infrastrutture sono stati addirittura ridotti appena due anni dopo la loro adozione;

D.  considerando la revisione intermedia del QFP, avviata alla fine del 2016, si è dimostrata indispensabile per ampliare il potenziale delle vigenti disposizioni in materia di flessibilità, sebbene non sia stato possibile rivedere i massimali del QFP; che la revisione è stata valutata positivamente sia dal Parlamento che dal Consiglio;

E.  considerando che la definizione del nuovo QFP sarà un momento cruciale per l'Unione a 27, in quanto offrirà la possibilità di adottare una visione comune a lungo termine e di decidere sulle future priorità politiche come pure sulla capacità dell'Unione di realizzarle; che il QFP 2021-2027 dovrebbe fornire all'Unione le risorse necessarie per promuovere una crescita economica sostenibile, la ricerca e l'innovazione, responsabilizzare i giovani, affrontare efficacemente le sfide della migrazione, contrastare la disoccupazione, la povertà persistente e l'esclusione sociale, rafforzare ulteriormente la coesione economica, sociale e territoriale, affrontare i problemi della sostenibilità, della perdita di biodiversità e del cambiamento climatico, rafforzare la sicurezza e la difesa dell'UE, proteggere le sue frontiere esterne e sostenere i paesi del vicinato;

F.  considerando che, alla luce delle sfide globali che gli Stati membri non possono affrontare da soli, dovrebbe essere possibile riconoscere i beni comuni europei e determinare i settori in cui la spesa sarebbe più efficace a livello europeo che a livello nazionale, al fine di trasferire le risorse finanziarie corrispondenti al livello dell'Unione e, di conseguenza, rafforzare l'importanza strategica dell'Unione senza aumentare necessariamente la spesa pubblica complessiva;

G.  considerando che il 2 maggio 2018 la Commissione ha presentato una serie di proposte legislative sul QFP 2021-2027 e sulle risorse proprie dell'UE, che sono state seguite da proposte legislative riguardanti l'istituzione di nuovi programmi e strumenti dell'UE;

1.  sottolinea che il QFP 2021-2027 deve garantire la capacità e la responsabilità dell'Unione di far fronte ai fabbisogni emergenti, alle ulteriori sfide e ai nuovi impegni internazionali e di conseguire le sue priorità e i suoi obiettivi politici; mette in evidenza i gravi problemi connessi al sottofinanziamento del QFP 2014-2020 e ribadisce la necessità di evitare il ripetersi degli errori passati, garantendo fin dall'inizio un bilancio dell'UE solido e credibile, nell'interesse dei cittadini, per i prossimi sette anni;

2.  ritiene che le proposte della Commissione relative al QFP 2021-2027 e al sistema delle risorse proprie dell'Unione rappresentino il punto di partenza per i prossimi negoziati; esprime la propria posizione su tali proposte, in vista del mandato negoziale del Consiglio che non è ancora disponibile;

3.  sottolinea che la proposta della Commissione per quanto riguarda il livello globale del prossimo QFP, fissato all'1,08 % dell'RNL dell'UE-27 (1,11 % dopo l'integrazione del Fondo europeo di sviluppo), rappresenta, in percentuale dell'RNL, una riduzione in termini reali rispetto all'attuale QFP; ritiene che il livello proposto per il QFP non consentirà all'Unione di rispettare i suoi impegni politici e di rispondere alle importanti sfide future; intende pertanto negoziare l'aumento necessario;

4.  dichiara inoltre la sua contrarietà a qualsiasi riduzione del livello delle politiche dell'UE consolidate da tempo e sancite dai trattati, come la politica di coesione, la politica agricola comune e la politica comune della pesca; è contrario, in particolare, a qualsiasi taglio radicale che abbia un impatto negativo sulla natura stessa e sugli obiettivi di tali politiche, come i tagli proposti per il Fondo di coesione o per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale; si oppone, in tale contesto, alla proposta di ridurre la dotazione del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), nonostante l'ampliamento del suo campo di applicazione e l'integrazione di quattro programmi sociali esistenti, segnatamente l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

5.  sottolinea inoltre l'importanza dei principi orizzontali che dovrebbero supportare il QFP e tutte le relative politiche dell'UE; ribadisce, in tale contesto, la propria posizione secondo cui l'UE deve tener fede all'impegno assunto di essere in prima linea nell'attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e deplora l'assenza di un impegno chiaro e visibile in tal senso nelle proposte relative al QFP; chiede pertanto l'integrazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in tutte le politiche e le iniziative dell'UE nel prossimo QFP; sottolinea inoltre che tutti i programmi inseriti nel prossimo QFP dovrebbero essere conformi alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; sottolinea altresì l'importanza di conseguire gli obiettivi riguardo al pilastro europeo dei diritti sociali, all'eliminazione delle discriminazioni, anche nei confronti delle persone LGBTI, e alla creazione di un portafoglio per le minoranze, inclusi i Rom, che sono indispensabili per rispettare gli impegni assunti dall'UE in vista della realizzazione di un'Europa inclusiva; sottolinea che, per rispettare i propri obblighi nel quadro dell'accordo di Parigi, il contributo dell'UE al conseguimento degli obiettivi in materia di clima dovrebbe raggiungere almeno il 25 % della spesa nel periodo del QFP 2021-2027, ed essere portato quanto prima, e comunque entro il 2027, al 30 %;

6.  deplora, a tale riguardo, che, nonostante la dichiarazione congiunta sull'integrazione della dimensione di genere allegata al regolamento sul QFP 2014-2020, non siano stati conseguiti progressi rilevanti in tale ambito e che la Commissione non abbia tenuto conto della sua attuazione in sede di riesame intermedio del QFP; esprime profondo rammarico per il fatto che l'integrazione della dimensione di genere sia stata totalmente marginalizzata nella proposta relativa al QFP e deplora la mancanza di obiettivi, obblighi e indicatori chiari in materia di parità di genere nelle proposte riguardanti le pertinenti politiche dell'UE; chiede che le procedure di bilancio annuali valutino e integrino l'impatto globale delle politiche dell'UE sulla parità di genere (bilancio di genere); si attende che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione manifestino un rinnovato impegno a favore dell'integrazione della dimensione di genere nel prossimo QFP, prevedendo un efficace monitoraggio della sua attuazione anche in sede di revisione intermedia del QFP;

7.  sottolinea che il prossimo QFP deve essere basato su una maggiore rendicontabilità, semplificazione e trasparenza nonché sulla programmazione di bilancio basata sulla performance; ricorda, in tale contesto, la necessità di incentrare maggiormente la spesa futura sulla performance e sui risultati, sulla base di obiettivi di performance ambiziosi e pertinenti e di una definizione esaustiva e condivisa del valore aggiunto europeo; chiede alla Commissione, tenendo conto dei summenzionati principi orizzontali, di semplificare la rendicontazione della performance, di estenderla a un approccio qualitativo che includa indicatori ambientali e sociali e di presentare chiaramente le informazioni sulle principali sfide che l'UE deve ancora affrontare;

8.  è consapevole delle importanti sfide a cui l'Unione è confrontata e si assume pienamente la responsabilità di garantire tempestivamente un bilancio che sia commisurato ai fabbisogni, alle aspettative e alle preoccupazioni dei cittadini dell'UE; è disposto ad avviare immediatamente negoziati con il Consiglio, al fine di migliorare le proposte della Commissione e di definire un QFP realistico;

9.  ricorda che la posizione del Parlamento è già chiaramente definita nelle sue risoluzioni del 14 marzo e del 30 maggio 2018, che costituiscono la sua posizione politica sul QFP 2021-2027 e sulle risorse proprie; ricorda che queste risoluzioni sono state approvate a larga maggioranza, il che dimostra l'unità del Parlamento e la sua preparazione per affrontare i futuri negoziati;

10.  si attende pertanto che il QFP figuri tra le priorità dell'agenda politica del Consiglio e si rammarica che finora non si registrino progressi significativi; ritiene che sia opportuno intensificare le riunioni regolari tra le successive Presidenze del Consiglio e la squadra negoziale del Parlamento per preparare il terreno per i negoziati ufficiali; si attende che si giunga a un accordo positivo prima delle elezioni del Parlamento europeo nel 2019, al fine di evitare che l'avvio dei nuovi programmi sia seriamente ostacolato dall'approvazione tardiva del quadro finanziario, come è già avvenuto in passato; sottolinea che questo calendario consentirà al Parlamento europeo che sarà eletto di adeguare il QFP 2021-2027 in occasione della revisione intermedia obbligatoria;

11.  ricorda che le entrate e le spese dovrebbero essere trattate come un unico pacchetto nei prossimi negoziati; sottolinea pertanto che non potrà essere raggiunto nessun accordo sul prossimo QFP se non saranno realizzati progressi corrispondenti per quanto riguarda le nuove risorse proprie dell'Unione;

12.  sottolinea che tutti gli elementi del pacchetto sul QFP e sulle risorse proprie, e in particolare gli importi del QFP stesso, dovrebbero continuare ad essere oggetto dei negoziati fino al raggiungimento di un accordo definitivo; ricorda, a tale riguardo, la posizione critica espressa dal Parlamento in merito alla procedura che ha condotto all'adozione dell'attuale regolamento sul QFP, nonché al ruolo dominante assunto dal Consiglio europeo in tale processo, che ha adottato decisioni irrevocabili su diversi elementi, tra cui i massimali del QFP e varie disposizioni relative alle politiche settoriali, in violazione dello spirito e della lettera dei trattati; è particolarmente preoccupato per il fatto che i primi elementi dei cosiddetti "schemi di negoziato" sul QFP preparati dalla Presidenza del Consiglio seguono la stessa logica e riguardano questioni che devono essere oggetto di codecisione tra il Consiglio e il Parlamento nell'adozione della legislazione relativa all'istituzione di nuovi programmi dell'UE; intende pertanto adeguare la propria strategia di conseguenza;

13.  ritiene che il requisito dell'unanimità per l'adozione e la revisione del regolamento sul QFP costituisca un vero e proprio ostacolo a tale processo; invita il Consiglio europeo ad attivare la clausola passerella prevista dall'articolo 312, paragrafo 2, TFUE, in modo tale da consentire l'adozione del regolamento sul QFP a maggioranza qualificata;

14.  approva la presente risoluzione con lo scopo di presentare il proprio mandato negoziale su ogni aspetto delle proposte della Commissione, includendo modifiche concrete sia della proposta di regolamento sul QFP sia dell'accordo interistituzionale (AII); presenta, inoltre, una tabella in cui figurano gli importi per ciascuna politica e ciascun programma dell'UE, sulla base delle posizioni già approvate dal Parlamento nelle precedenti risoluzioni sul QFP; sottolinea che questi importi faranno parte anche del mandato del Parlamento per i prossimi negoziati legislativi in vista dell'adozione dei programmi dell'UE per il periodo 2021-2027;

A.RICHIESTE CONNESSE AL QFP

15.  chiede, pertanto, che il Consiglio tenga debitamente conto delle seguenti posizioni del Parlamento, al fine di conseguire un risultato positivo nei negoziati sul QFP 2021-2027 e di ottenere l'approvazione del Parlamento a norma dell'articolo 312 TFUE;

Importi

16.  conferma nuovamente la propria posizione ufficiale secondo cui il livello del QFP 2021-2027 dovrebbe essere fissato a 1 324,1 miliardi di EUR a prezzi 2018, che rappresenta l'1,3 % dell'RNL dell'UE-27, al fine di garantire il livello di finanziamenti necessario per le politiche fondamentali dell'UE affinché possano realizzare la loro missione e i loro obiettivi;

17.  chiede, a tale riguardo, che sia garantito il seguente livello di finanziamenti per i programmi e le politiche dell'UE, che sono presentati secondo un ordine che rispecchia la struttura del QFP proposta dalla Commissione e sono ripresi nella tabella dettagliata (allegati III e IV della presente risoluzione); chiede che siano adeguati di conseguenza i massimali per gli impegni e i pagamenti corrispondenti, come indicato agli allegati I e II della presente risoluzione;

   i. aumentare il bilancio per Orizzonte Europa per portarlo a 120 miliardi di EUR a prezzi 2018;
   ii. aumentare la dotazione del Fondo InvestEU per rispecchiare meglio il livello del periodo 2014-2020 degli strumenti finanziari integrati nel nuovo programma;
   iii. aumentare il livello dei finanziamenti per le infrastrutture di trasporto attraverso il programma del Meccanismo per collegare l'Europa (CEF-Trasporti);
   iv. raddoppiare i finanziamenti specifici per le PMI (rispetto a COSME) nel programma per il mercato unico, con lo scopo di potenziare il loro accesso ai mercati, migliorare il contesto imprenditoriale e la competitività delle imprese e promuovere l'imprenditorialità;
   v. aumentare ulteriormente la dotazione del programma per il mercato unico per finanziare un nuovo obiettivo riguardante la vigilanza di mercato;
   vi. raddoppiare il livello dei finanziamenti proposto per il programma antifrode dell'UE e aumentare il livello dei finanziamenti per il programma Fiscalis;
   vii. introdurre una dotazione specifica per il turismo sostenibile;
   viii. rafforzare il programma spaziale europeo, in particolare per potenziare SSA/GOVSATCOM e Copernicus;
   ix. mantenere il finanziamento della politica di coesione per l'UE-27 al livello del bilancio 2014-2020 in termini reali;
   x. raddoppiare le risorse destinate a contrastare la disoccupazione giovanile nell'ambito del FSE+ (rispetto all'attuale Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile), garantendo nel contempo l'efficacia e il valore aggiunto del programma;
   xi. introdurre una dotazione specifica (5,9 miliardi di EUR) per la Garanzia per l'infanzia, al fine di contrastare la povertà infantile sia all'interno dell'UE sia attraverso le sue azioni esterne;
   xii. triplicare l'attuale bilancio per il programma Erasmus+;
   xiii. assicurare un livello dei finanziamenti sufficiente per il programma DiscoverEU (Interrail);
   xiv. aumentare i finanziamenti attuali per il programma Europa creativa;
   xv. aumentare i finanziamenti attuali per il programma Diritti e valori e introdurre una dotazione specifica per una nuova sezione relativa ai valori dell'Unione (pari ad almeno 500 milioni di EUR), al fine di supportare le organizzazioni della società civile che promuovono i valori fondamentali e la democrazia nell'UE a livello locale e nazionale;
   xvi. mantenere il finanziamento della politica agricola comune (PAC) per l'UE-27 al livello del bilancio 2014-2020 in termini reali, iscrivendo in bilancio l'importo iniziale della riserva agricola;
   xvii. aumentare del 10 % il livello del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, in considerazione della sua nuova missione riguardante l'economia blu;
   xviii. raddoppiare il finanziamento attuale per il programma Life+, introducendo dotazioni finanziarie specifiche per la biodiversità e la gestione della rete Natura 2000;
   xix. introdurre una dotazione specifica (4,8 miliardi di EUR) per un nuovo Fondo per una transizione energetica equa destinato ad affrontare le ripercussioni sociali, socioeconomiche e ambientali sui lavoratori e sulle comunità gravemente colpiti dalla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio;
   xx. rafforzare lo strumento/gli strumenti a sostegno delle politiche di sviluppo e di vicinato (3,5 miliardi di EUR) per contribuire maggiormente al finanziamento di un piano di investimenti per l'Africa;
   xxi. ripristinare almeno il livello del 2020 per tutte le agenzie, difendendo al contempo il livello più elevato proposto dalla Commissione, anche per le agenzie alle quali sono state assegnate nuove competenze e responsabilità, e chiedere che venga adottato un approccio globale al finanziamento tramite la riscossione di diritti;
   xxii. mantenere il livello dei finanziamenti del periodo 2014-2020 per vari programmi dell'UE (ad esempio, la disattivazione nucleare, la cooperazione con i paesi e i territori d'oltremare (PTOM)), inclusi quelli che si propone di fondere in programmi di maggiori dimensioni (ad esempio, l'assistenza alle persone indigenti, la salute, i diritti dei consumatori) e per i quali la proposta della Commissione prevede quindi una riduzione in termini reali;
   xxiii. fissare, in subordine alle summenzionate modifiche, le dotazioni finanziarie di tutti gli altri programmi al livello proposto dalla Commissione, anche per CEF-Energia, CEF-Digitale, il programma Europa digitale, il Fondo europeo per la difesa e gli aiuti umanitari;

18.  intende garantire un livello di finanziamento sufficiente sulla base della proposta della Commissione per le rubriche "Migrazione e gestione delle frontiere" (rubrica 4) e "Sicurezza e difesa" compresa la risposta alle crisi (rubrica 5); ribadisce una posizione che difende da tempo, vale a dire che le nuove priorità politiche dovrebbero essere corredate di mezzi finanziari supplementari per non compromettere le politiche e i programmi esistenti e il loro finanziamento nell'ambito del nuovo QFP;

19.  intende difendere la proposta della Commissione volta a garantire un livello di finanziamento sufficiente per un'amministrazione pubblica europea forte, efficiente e di alta qualità, al servizio di tutti gli europei; ricorda che, nel corso dell'attuale QFP, le istituzioni, gli organi e le agenzie decentrate dell'UE hanno proceduto a una riduzione del 5 % del personale e ritiene che essi non dovrebbero subire ulteriori riduzioni suscettibili di compromettere direttamente l'attuazione delle politiche dell'Unione; ribadisce ancora una volta la sua ferma opposizione a una ripetizione della cosiddetta riserva di riassegnazione per le agenzie;

20.  è determinato a evitare un'altra crisi dei pagamenti nei primi anni del QFP 2021-2027, quale avvenuta nel periodo in corso; ritiene che il massimale complessivo dei pagamenti debba tener conto del volume senza precedenti di impegni ancora da liquidare alla fine del 2020 – la cui entità stimata è in costante aumento a causa di importanti ritardi nell'esecuzione – e che dovranno essere liquidati nell'ambito del prossimo QFP; chiede pertanto che il livello globale dei pagamenti come anche i massimali di pagamento annuali, in particolare all'inizio del periodo, siano fissati a un livello adeguato che tenga conto anche di questa situazione; intende accettare, per il prossimo QFP, solo un divario limitato e ben giustificato fra impegni e pagamenti;

21.  presenta, su questa base, negli allegati III e IV della presente risoluzione, una tabella in cui si riportano le cifre esatte proposte per ciascuna politica e ciascun programma dell'UE; dichiara che, a fini comparativi, intende mantenere la struttura dei singoli programmi dell'UE quale proposta dalla Commissione, fatte salve eventuali modifiche che potrebbero essere richieste nel corso della procedura legislativa che porta all'adozione dei programmi stessi;

Revisione intermedia

22.  sottolinea la necessità di mantenere la prassi della revisione intermedia del QFP, basandosi sul precedente positivo stabilito nel quadro attuale, e chiede:

   i. una revisione intermedia obbligatoria e giuridicamente vincolante, che faccia seguito a un esame del funzionamento del QFP e che tenga conto di una valutazione dei progressi compiuti verso l'obiettivo climatico, l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e della parità di genere, e dell'impatto delle misure di semplificazione sui beneficiari;
   ii. che la pertinente proposta della Commissione sia presentata in tempo utile per consentire al nuovo Parlamento e alla Commissione di procedere a un adeguamento significativo del quadro 2021-2027, e non oltre il 1° luglio 2023;
   iii. che le dotazioni nazionali preassegnate non siano ridotte nel quadro di questa revisione;

Flessibilità

23.  valuta positivamente le proposte della Commissione sulla flessibilità, che rappresentano una buona base negoziale; concorda con l'architettura globale dei meccanismi di flessibilità nel QFP 2021-2027; sottolinea che gli strumenti speciali perseguono missioni diverse e rispondono a esigenze diverse, e si oppone a qualsiasi tentativo di fonderli; sostiene con fermezza la disposizione chiara secondo cui gli stanziamenti di impegno e di pagamento derivanti dall'uso di strumenti speciali dovrebbero essere iscritti in bilancio al di là dei pertinenti massimali fissati dal QFP, così come l'eliminazione di qualsiasi limite per gli adeguamenti risultanti dal margine globale per i pagamenti; chiede l'introduzione di un certo numero di miglioramenti supplementari, tra cui:

   i. la ricostituzione della riserva dell'Unione con un importo equivalente alle entrate derivanti da ammende e sanzioni;
   ii. il riutilizzo immediato dei disimpegni intervenuti nel corso dell'anno n-2, compresi quelli derivanti dagli impegni assunti nel contesto dell'attuale QFP;
   iii. la messa a disposizione degli importi decaduti degli strumenti speciali per tutti gli strumenti speciali e non solo per lo strumento di flessibilità;
   iv. una dotazione più elevata per lo strumento di flessibilità, la riserva per aiuti d'urgenza, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea e il margine per imprevisti, quest'ultimo senza compensazione obbligatoria;

Durata

24.  sottolinea la necessità che la durata del QFP passi progressivamente a un periodo di 5+5 anni con una revisione intermedia obbligatoria; accetta che il prossimo QFP sia stabilito per un periodo di sette anni, mediante una soluzione transitoria da applicare per un'ultima volta; si aspetta che le modalità dettagliate legate all'attuazione di un quadro 5+5 siano approvate in occasione della revisione intermedia del QFP 2021-2027;

Struttura

25.  accetta la struttura generale del QFP a sette rubriche, quale proposta dalla Commissione, che corrisponde in gran parte alla proposta del Parlamento; ritiene che tale struttura garantisca una maggiore trasparenza e migliori la visibilità della spesa dell'UE, mantenendo nel contempo il necessario grado di flessibilità; approva inoltre la creazione di "cluster di programmi", che dovrebbero portare a una semplificazione e a una razionalizzazione considerevoli della struttura del bilancio dell'UE e al suo chiaro allineamento alle rubriche del QFP;

26.  constata che la Commissione propone di ridurre di oltre un terzo il numero di programmi dell'UE; sottolinea che la posizione del Parlamento riguardo alla struttura e alla composizione dei 37 nuovi programmi sarà stabilita nel corso dell'adozione dei pertinenti atti legislativi settoriali; si aspetta, in ogni caso, che la nomenclatura di bilancio proposta rispecchi tutte le diverse componenti di ciascun programma, in modo da garantire la trasparenza e fornire all'autorità di bilancio il livello di informazione che le è necessario per stabilire il bilancio annuale e sovrintendere alla sua esecuzione;

Unità del bilancio

27.  accoglie con favore la proposta di integrare il Fondo europeo di sviluppo nel bilancio dell'Unione, che risponde a una richiesta di lunga data del Parlamento valida per tutti gli strumenti fuori bilancio; ricorda che il principio dell'unità, in base al quale tutte le entrate e le spese dell'Unione figurano nel bilancio, è al tempo stesso un requisito previsto dal trattato e un presupposto democratico di base;

28.  mette quindi in discussione la logica e la giustificazione della creazione di strumenti al di fuori del bilancio che impediscono il controllo parlamentare delle finanze pubbliche compromettendo la trasparenza del processo decisionale; ritiene che le decisioni relative all'istituzione di tali strumenti escludano il Parlamento nella sua triplice veste di autorità legislativa, di autorità di bilancio e di autorità di controllo; ritiene che, qualora si ritengano necessarie eccezioni per conseguire obiettivi specifici, ad esempio mediante strumenti finanziari o fondi fiduciari, queste dovrebbero essere pienamente trasparenti, debitamente giustificate da un'addizionalità e un valore aggiunto comprovati, e sostenute da procedure decisionali solide e da disposizioni in materia di responsabilità;

29.  sottolinea tuttavia che l'integrazione di tali strumenti nel bilancio dell'UE non dovrebbe comportare una riduzione dei finanziamenti a favore di altre politiche e altri programmi dell'Unione; sottolinea pertanto la necessità di stabilire il livello globale del prossimo QFP senza calcolare l'assegnazione dello 0,03 % del RNL dell'UE corrispondente al Fondo europeo di sviluppo, che dovrebbe essere aggiunto ai massimali concordati;

30.  sottolinea che i massimali del QFP non dovrebbero ostacolare il finanziamento a titolo del bilancio dell'Unione degli obiettivi strategici di quest'ultima; si aspetta pertanto che venga assicurata una revisione al rialzo dei massimali del QFP ogniqualvolta ciò risulti necessario per il finanziamento di nuovi obiettivi di politica, senza ricorrere a metodi di finanziamento intergovernativo;

B.QUESTIONI LEGISLATIVE

Stato di diritto

31.  evidenzia l'importanza del nuovo meccanismo garante del rispetto dei valori sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE), in base al quale gli Stati membri che non rispettano detti valori si espongono a conseguenze finanziarie; avverte, tuttavia, che i beneficiari finali del bilancio dell'Unione non risentono in alcun modo del mancato rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto da parte dei loro governi; sottolinea quindi che siffatte misure non influiscono sull'obbligo degli enti pubblici o degli Stati membri di effettuare pagamenti a favore dei beneficiari o dei destinatari finali;

Procedura legislativa ordinaria e atti delegati

32.  sottolinea che gli obiettivi dei programmi e le priorità di spesa, le dotazioni finanziarie, i criteri di ammissibilità, selezione e aggiudicazione, le condizioni, le definizioni e i metodi di calcolo dovrebbero essere stabiliti nella legislazione pertinente, nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento in quanto colegislatore; sottolinea altresì che, quando tali misure, che possono comportare scelte di politica importanti, non sono incluse nell'atto di base, dovrebbero essere adottate mediante atti delegati; ritiene, in tale contesto, che i programmi di lavoro pluriennali e/o annuali dovrebbero in generale essere adottati mediante atti delegati;

33.  afferma l'intenzione del Parlamento di rafforzare, ove necessario, le disposizioni in materia di governance, responsabilità, trasparenza e controllo parlamentare, conferimento di poteri agli enti locali e regionali e ai loro partner, e impegno delle ONG e della società civile nella prossima generazione di programmi; intende inoltre migliorare e chiarire, ove necessario, la coerenza e le sinergie tra i vari fondi e le varie politiche nonché all'interno degli stessi; riconosce la necessità di una maggiore flessibilità nell'assegnazione delle risorse nell'ambito di determinati programmi, ma sottolinea che ciò non dovrebbe andare a scapito dei loro obiettivi strategici originari e di lungo termine, né della prevedibilità e dei diritti del Parlamento;

Clausole di riesame

34.  fa osservare che nei singoli programmi e strumenti del QFP dovrebbero essere inserite clausole di riesame dettagliate ed efficaci, al fine di garantire che si effettuino valutazioni serie di detti programmi e strumenti, e che il Parlamento sia, successivamente, pienamente associato alle decisioni adottate in merito ai necessari adeguamenti;

Proposte legislative

35.  invita la Commissione a presentare le proposte legislative pertinenti, oltre a quelle che ha già presentato, e in particolare una proposta di regolamento che istituisca un Fondo per una transizione energetica equa come pure un programma specifico sul turismo sostenibile; sostiene inoltre l'introduzione del sistema di garanzia per l'infanzia nel FSE+, l'integrazione nel programma Diritti e valori di una specifica sezione Valori dell'Unione, come anche una revisione del regolamento che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea; si rammarica che le pertinenti proposte della Commissione non contengano misure che rispondono ai requisiti dell'articolo 174 TFUE in relazione alle regioni più settentrionali a bassissima densità demografica e alle regioni insulari, transfrontaliere e di montagna; ritiene che dovrebbe essere proposta anche una revisione del regolamento finanziario qualora ciò risultasse necessario a seguito dei negoziati relativi al QFP;

C.RISORSE PROPRIE

36.  sottolinea che l'attuale sistema di risorse proprie è estremamente complesso, iniquo, opaco e totalmente incomprensibile per i cittadini dell'UE; chiede ancora una volta un sistema semplificato, che risulti più comprensibile per i cittadini dell'UE;

37.  accoglie con favore, in questo contesto, quale passo importante verso una riforma più ambiziosa, la serie di proposte della Commissione adottata il 2 maggio 2018 su un nuovo sistema di risorse proprie; invita la Commissione a tener conto del parere n. 5/2018 della Corte dei conti europea sulla proposta della Commissione relativa al nuovo sistema di risorse proprie dell'Unione europea, in cui si sottolinea che sono necessari un metodo di calcolo migliore e un'ulteriore semplificazione del sistema;

38.  ricorda che l'introduzione di nuove risorse proprie dovrebbe avere una duplice finalità: innanzitutto, portare a una riduzione sostanziale della quota dei contributi basati sull'RNL e, in secondo luogo, garantire l'adeguato finanziamento della spesa dell'UE nell'ambito del QFP post 2020;

39.  appoggia la proposta di modernizzazione delle risorse proprie attuali, la quale implica:

   mantenere inalterati i dazi doganali in quanto risorse proprie tradizionali per l'UE, riducendo nel contempo la percentuale che gli Stati membri trattengono come "costi di riscossione" e tornando all'aliquota iniziale del 10 %;
   semplificare la risorsa propria basata sull'imposta sul valore aggiunto, vale a dire introdurre un'aliquota uniforme di versamento senza eccezioni;
   mantenere la risorsa propria basata sull'RNL, con l'obiettivo di portare progressivamente al 40 % la sua quota nel finanziamento del bilancio dell'UE, mantenendone nel contempo la funzione equilibratrice;

40.  chiede, in linea con la proposta della Commissione, l'introduzione programmata di un paniere di nuove risorse proprie che, senza aumentare l'onere fiscale per i cittadini, corrisponderebbero a obiettivi strategici essenziali dell'UE, il cui valore aggiunto europeo è evidente e insostituibile:

   il corretto funzionamento, il consolidamento e il rafforzamento del mercato unico, in particolare mediante l'applicazione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), quale base per una nuova risorsa propria attraverso la fissazione di un'aliquota uniforme di prelievo sulle entrate provenienti dalla CCCTB e la tassazione delle grandi società del settore digitale che traggono vantaggio dal mercato unico;
   la lotta contro i cambiamenti climatici e l'accelerazione della transizione energetica attraverso misure quali una quota dei proventi del sistema di scambio di quote di emissione;
   la lotta per la tutela dell'ambiente attraverso un contributo basato sulla quantità di imballaggi in plastica non riciclati;

41.  chiede l'estensione dell'elenco delle nuove risorse proprie potenziali, che dovrebbe includere:

   una risorsa propria basata su un'imposta sulle transazioni finanziarie (ITF), invitando nel contempo tutti gli Stati membri a raggiungere un accordo su un sistema efficiente;
   l'introduzione di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere come nuova risorsa propria del bilancio dell'UE, che dovrebbe assicurare condizioni di parità nel commercio internazionale e ridurre la delocalizzazione della produzione, internalizzando nel contempo i costi dei cambiamenti climatici nei prezzi dei beni importati;

42.  approva con forza l'abolizione di tutti gli sconti e altri meccanismi di correzione, accompagnata, se necessario, da un periodo limitato di eliminazione graduale;

43.  insiste sull'introduzione di altre entrate che dovrebbero costituire entrate supplementari per il bilancio dell'UE senza comportare una corrispondente riduzione dei contributi RNL:

   ammende pagate dalle imprese per violazione delle norme dell'Unione o ammende per pagamento tardivo dei contributi;
   proventi delle ammende risultanti da sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, comprese somme forfettarie o sanzioni inflitte agli Stati membri a seguito di procedimenti per infrazione;

44.  sottolinea inoltre l'introduzione di altre forme di entrate, in linea con le proposte della Commissione, nel caso di:

   tasse legate all'attuazione di meccanismi in relazione diretta con l'UE, come il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS);
   signoraggio, sotto forma di entrata con destinazione specifica, allo scopo di finanziare una nuova Funzione di stabilizzazione degli investimenti;

45.  evidenzia la necessità di mantenere la credibilità del bilancio dell'UE rispetto ai mercati finanziari, il che implica un aumento dei massimali delle risorse proprie;

46.  invita la Commissione a presentare una proposta per risolvere la situazione paradossale in cui i contributi del Regno Unito agli importi da liquidare (RAL) pre-2021 saranno iscritti nel bilancio come entrate generali, e così conteggiati ai fini del massimale delle risorse proprie, mentre tale massimale sarà calcolato sulla base dell'RNL dell'UE-27, dunque senza il Regno Unito, una volta che il paese avrà lasciato l'UE; ritiene che i contributi del Regno Unito dovrebbero invece essere calcolati al di fuori del massimale delle risorse proprie;

47.  richiama l'attenzione sul fatto che l'unione doganale è una fonte importante della capacità finanziaria dell'Unione; sottolinea, in questo contesto, la necessità di armonizzare i controlli e la gestione doganali in tutta l'Unione al fine di prevenire e combattere le frodi e le irregolarità che ledono gli interessi finanziari dell'Unione;

48.  esorta a contrastare realmente l'evasione e l'elusione fiscali, con l'introduzione di sanzioni dissuasive per i territori offshore e per i facilitatori o i promotori di tali attività, in particolare e come primo passo per quelli che operano nel continente europeo; ritiene che gli Stati membri dovrebbero cooperare istituendo un sistema coordinato per monitorare i movimenti di capitali al fine di contrastare l'evasione fiscale, l'elusione fiscale e il riciclaggio di denaro;

49.  è del parere che l'adozione di misure efficaci contro la corruzione e la frode fiscale praticate dalle multinazionali e dai più ricchi potrebbe riportare nei bilanci degli Stati membri una somma stimata dalla Commissione in mille miliardi di euro all'anno, e ritiene che in tale ambito vi sia una grave carenza d'azione da parte dell'UE;

50.  appoggia con determinazione la presentazione, da parte della Commissione, di una proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (COM(2018)0327); rammenta che il Parlamento deve dare la propria approvazione a tale regolamento; ricorda che tale regolamento è parte integrante del pacchetto sulle risorse proprie presentato dalla Commissione e si aspetta che il Consiglio tratti i quattro testi collegati sulle risorse proprie come un unico pacchetto insieme al QFP;

D.MODIFICHE ALLA PROPOSTA DI REGOLAMENTO CHE STABILISCE IL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE PER IL PERIODO 2021-2027

51.  ritiene che la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 dovrebbe essere modificata come segue:

Testo della Commissione   Modifica
Modifica 1
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Tenuto conto della necessità di un adeguato livello di prevedibilità per la preparazione e l'attuazione degli investimenti a medio termine, la durata del quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbe essere fissata a sette anni a partire dal 1° gennaio 2021.
(1)  Tenuto conto della necessità di un adeguato livello di prevedibilità per la preparazione e l'attuazione degli investimenti a medio termine, nonché della necessità di legittimità democratica e rendicontabilità, la durata del quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbe essere fissata a sette anni a partire dal 1° gennaio 2021, per poi passare a un periodo di cinque anni più cinque, che sarà in linea con il ciclo politico del Parlamento europeo e della Commissione.
Modifica 2
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  I massimali annui degli stanziamenti per impegni per categoria di spesa e i massimali annui degli stanziamenti per pagamenti stabiliti dal QFP dovrebbero rispettare i massimali per gli impegni e le risorse proprie, che sono fissati conformemente alla decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea adottata conformemente all'articolo 311, terzo comma, del TFUE.
(2)  Il QFP dovrebbe stabilire i massimali annui degli stanziamenti per impegni per categoria di spesa e i massimali annui degli stanziamenti per pagamenti, in modo da assicurare l'ordinato andamento delle spese dell'Unione entro i limiti delle sue risorse proprie, provvedendo nel contempo a che l'Unione si doti dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche a norma dell'articolo 311, primo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e possa rispettare gli obblighi nei confronti dei terzi a norma dell'articolo 323 TFUE.
Modifica 3
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Il livello dei massimali dovrebbe essere fissato sulla base degli importi necessari per il finanziamento e il funzionamento dei programmi e delle politiche dell'Unione come pure dei margini necessari che devono essere resi disponibili per adeguamenti ai futuri fabbisogni. Inoltre, i massimali per i pagamenti dovrebbero tenere conto dell'elevato importo degli impegni non ancora liquidati previsto per la fine del 2020. Gli importi fissati nel presente regolamento come pure negli atti di base per i programmi 2021-2027 dovrebbero essere fissati a prezzi 2018 e, ai fini della semplificazione e della prevedibilità, dovrebbero essere adeguati sulla base di un deflatore fisso del 2% annuo.
Modifica 4
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)   Se è necessario attivare le garanzie prestate dal bilancio generale dell'Unione per l'assistenza finanziaria agli Stati membri autorizzata conformemente all'articolo 208, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [xxx/201x] del Parlamento europeo e del Consiglio ("il regolamento finanziario"), l'importo necessario dovrebbe essere attivato oltre i limiti degli stanziamenti di impegno e di pagamento del QFP nel rispetto del massimale delle risorse proprie.
(3)   Se è necessario attivare le garanzie prestate dal bilancio generale dell'Unione per l'assistenza finanziaria agli Stati membri autorizzata conformemente all'articolo 208, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [xxx/201x] del Parlamento europeo e del Consiglio ("il regolamento finanziario"), l'importo necessario dovrebbe essere attivato oltre i limiti degli stanziamenti di impegno e di pagamento del QFP ed essere pertanto tenuto in considerazione in sede di definizione di un eventuale massimale delle risorse proprie.
Modifica 5
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Il QFP non dovrebbe tener conto delle voci di bilancio finanziate da entrate con destinazione specifica ai sensi del regolamento finanziario.
(4)  Le entrate con destinazione specifica che finanziano voci di bilancio ai sensi del regolamento finanziario non dovrebbero essere considerate ai fini del calcolo dei massimali del QFP, mentre tutte le informazioni disponibili dovrebbero essere riportate con la massima trasparenza durante la procedura di adozione del bilancio annuale e la sua esecuzione.
Modifica 6
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)   Dovrebbe essere applicata una flessibilità specifica e al livello massimo possibile per permettere all'Unione di adempiere ai suoi obblighi in conformità dell'articolo 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
(6)   È opportuno garantire la massima flessibilità nell'ambito del QFP, in particolare per assicurare che l'Unione possa adempiere ai suoi obblighi in conformità degli articoli 311 e 323 TFUE.
Modifica 7
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)   I seguenti strumenti specifici sono necessari per consentire all'Unione di rispondere a particolari circostanze impreviste o per consentire il finanziamento di spese chiaramente identificate che non potrebbero essere finanziate all'interno dei massimali disponibili di una o più rubriche a norma del QFP al fine di consentire il corretto svolgimento della procedura di bilancio: il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, la riserva per aiuti d'urgenza, il margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione), lo strumento di flessibilità e il margine per imprevisti. La riserva per aiuti d'urgenza non è intesa a far fronte alle conseguenze delle crisi connesse al mercato che interessano la produzione o la distribuzione di prodotti agricoli. È pertanto opportuno adottare disposizioni specifiche che prevedano la possibilità di iscrivere in bilancio stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento corrispondenti oltre i limiti dei massimali fissati dal QFP ove sia necessario ricorrere a strumenti speciali.
(7)  I seguenti strumenti specifici sono necessari per consentire all'Unione di rispondere a particolari circostanze impreviste o per consentire il finanziamento di spese chiaramente identificate che non potrebbero essere finanziate all'interno dei massimali disponibili di una o più rubriche a norma del QFP, consentendo così il corretto svolgimento della procedura annuale di bilancio: il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, la riserva per aiuti d'urgenza, il margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione per gli impegni), lo strumento di flessibilità e il margine per imprevisti. È pertanto opportuno adottare disposizioni specifiche che prevedano la possibilità di iscrivere in bilancio stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento corrispondenti oltre i limiti dei massimali fissati dal QFP ove sia necessario ricorrere a strumenti speciali.
Modifica 8
Proposta di regolamento
Considerando 7 bis (nuovo)
(7 bis)  Nello specifico, sebbene l'Unione e gli Stati membri debbano compiere ogni sforzo per garantire che gli impegni autorizzati dall'autorità di bilancio siano effettivamente attuati per raggiungere lo scopo originario, dovrebbe essere possibile mobilitare stanziamenti di impegno non eseguiti o disimpegnati attraverso la riserva dell'Unione per gli impegni, a condizione che ciò non sia un modo per permettere ai beneficiari di eludere le pertinenti regole di disimpegno.
Modifica 9
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)   Occorre disciplinare altre situazioni che potrebbero richiedere l'adeguamento del QFP. Tali adeguamenti potrebbero essere connessi al ritardo nell'adozione delle nuove norme o programmi in regime di gestione concorrente, o a misure connesse alla sana gestione economica o alla protezione del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, adottate conformemente ai pertinenti atti di base.
(9)   Occorre disciplinare altre situazioni che potrebbero richiedere l'adeguamento del QFP. Tali adeguamenti potrebbero essere connessi al ritardo nell'adozione delle nuove norme o programmi in regime di gestione concorrente, o alla sospensione degli impegni di bilancio conformemente ai pertinenti atti di base.
Modifica 10
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)   È necessario procedere a un riesame del funzionamento del QFP nella fase intermedia di attuazione. I risultati di tale riesame dovrebbero essere presi in considerazione nel quadro di un'eventuale revisione del presente regolamento per i restanti anni del QFP.
(10)   Al fine di tenere conto delle nuove politiche e priorità, è opportuno rivedere il QFP a metà periodo sulla base di un riesame del funzionamento e dell'attuazione del QFP, che dovrebbe altresì contenere una relazione dove si illustrano i metodi per l'attuazione pratica di un quadro finanziario per un periodo di cinque anni più cinque.
Modifica 11
Proposta di regolamento
Considerando 10 bis (nuovo)
(10 bis)  Al fine di rispettare l'impegno dell'Unione di assumere un ruolo di capofila nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, compresa la parità di genere, la revisione del QFP dovrebbe essere preparata tenendo conto dei progressi compiuti nella loro integrazione in tutte le politiche e le iniziative dell'Unione nell'ambito del QFP 2021-2027, misurati sulla base di indicatori di prestazione elaborati dalla Commissione, nonché dei progressi compiuti nell'integrazione della dimensione di genere in tutte le attività dell'Unione. La revisione del QFP dovrebbe inoltre essere preparata tenendo conto dei progressi compiuti nella realizzazione dell'obiettivo complessivo di contribuire con il 25 % delle spese dell'Unione al sostegno degli obiettivi in materia di clima nel periodo del QFP 2021-2027 e nella realizzazione dell'obiettivo annuale di spesa del 30 %, da conseguire quanto prima e comunque entro il 2027; tali progressi dovrebbero essere misurati sulla base di indicatori di prestazione riformati, che operino una distinzione tra mitigazione e adattamento. La revisione dovrebbe inoltre valutare, in consultazione con le parti interessate a livello nazionale e locale, se le misure di semplificazione adottate abbiano effettivamente consentito una riduzione degli oneri burocratici a carico dei beneficiari in sede di attuazione dei programmi.
Modifica 12
Proposta di regolamento
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)  Tutte le spese a livello dell'Unione destinate all'attuazione delle sue politiche fondate sui trattati sono spese dell'Unione ai sensi dell'articolo 310, paragrafo 1, TFUE, e dovrebbero pertanto essere iscritte nel bilancio dell'Unione secondo la procedura di bilancio di cui all'articolo 314 TFUE, garantendo in tal modo il rispetto dei principi fondamentali della rappresentanza democratica dei cittadini nei processi decisionali, del controllo parlamentare sulle finanze pubbliche e della trasparenza del processo decisionale. I massimali del QFP non possono ostacolare il finanziamento a titolo del bilancio dell'Unione degli obiettivi politici di quest'ultima. Occorre pertanto prevedere una revisione al rialzo del QFP ogniqualvolta ciò sia necessario per agevolare il finanziamento delle politiche dell'Unione, in particolare i nuovi obiettivi politici, senza ricorrere a metodi di finanziamento intergovernativo o quasi intergovernativo.
Modifica 13
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Sono inoltre necessarie disposizioni specifiche per gestire i grandi progetti infrastrutturali la cui durata è decisamente superiore a quella fissata per il QFP. Devono essere fissati importi massimi per i contributi a tali progetti a carico del bilancio generale dell'Unione, garantendo così che non incidano su altri progetti finanziati da tale bilancio.
(13)  Sono inoltre necessarie disposizioni specifiche per gestire i grandi progetti infrastrutturali la cui durata è decisamente superiore a quella fissata per il QFP. Il finanziamento di questi grandi progetti, di importanza strategica per l'Unione, deve essere garantito nell'ambito del bilancio generale dell'Unione, ma devono essere fissati importi massimi per i contributi a tali progetti a titolo del bilancio, garantendo così che eventuali superamenti dei costi non incidano su altri progetti finanziati da tale bilancio.
Modifica 14
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)   È necessario stabilire le norme generali in materia di cooperazione interistituzionale nel corso della procedura di bilancio.
(14)  È necessario stabilire le norme generali in materia di trasparenza e cooperazione interistituzionale nel corso della procedura di bilancio, nel rispetto dei poteri di bilancio delle istituzioni previsti dai trattati, al fine di garantire che le decisioni in materia di bilancio siano prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini, come previsto dall'articolo 10, paragrafo 3, TUE, e che la procedura di bilancio si svolga correttamente, come previsto dall'articolo 312, paragrafo 3, secondo comma, TFUE.
Modifica 15
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  È opportuno che la Commissione presenti una proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale prima del 1° luglio 2018, onde consentire alle istituzioni di adottarla con sufficiente anticipo rispetto all'inizio del quadro finanziario pluriennale successivo. Conformemente all'articolo 312, paragrafo 4, del TFUE, i massimali corrispondenti all'ultimo anno stabilito nel presente regolamento devono continuare ad applicarsi qualora un nuovo quadro finanziario non sia stato adottato prima del termine del periodo di validità del QFP di cui al presente regolamento,
(15)  È opportuno che la Commissione presenti una proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale prima del 1° luglio 2025. Questo calendario lascerà alla Commissione che verrà designata il tempo necessario per preparare le sue proposte e consentirà al Parlamento europeo che uscirà dalle elezioni del 2024 di presentare la propria posizione sul QFP post -2027. Ciò consentirà inoltre alle istituzioni di adottare la proposta con sufficiente anticipo rispetto all'inizio del quadro finanziario pluriennale successivo. Conformemente all'articolo 312, paragrafo 4, del TFUE, i massimali corrispondenti all'ultimo anno stabilito nel presente regolamento devono continuare ad applicarsi qualora un nuovo quadro finanziario non sia stato adottato prima del termine del periodo di validità del QFP di cui al presente regolamento,
Modifica 16
Proposta di regolamento
Capo 1 – articolo 3 – titolo
Rispetto del massimale delle risorse proprie
Relazione con le risorse proprie
Modifica 17
Proposta di regolamento
Capo 1 – articolo 3 – paragrafo 4
4.  Per ognuno degli esercizi coperti dal QFP, il totale degli stanziamenti di pagamento necessari, previo adeguamento annuale e tenuto conto degli adattamenti e revisioni intervenuti, nonché l'applicazione dell'articolo 3, paragrafi 2 e 3, non può portare a un tasso di versamento delle risorse proprie superiore al massimale fissato per le medesime risorse in conformità della vigente decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea, adottata conformemente all'articolo 311 TFUE ("decisione sulle risorse proprie").
4.  Per ognuno degli esercizi coperti dal QFP, il totale degli stanziamenti di pagamento necessari, previo adeguamento annuale e tenuto conto degli adattamenti e revisioni intervenuti, nonché l'applicazione dell'articolo 3, paragrafi 2 e 3, non può portare a un tasso di versamento delle risorse proprie superiore ai limiti fissati per le medesime risorse dell'Unione, fatti salvi l'obbligo dell'Unione di dotarsi dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche conformemente all'articolo 311, comma 1, TFUE, nonché l'obbligo delle istituzioni di vigilare sulla disponibilità dei mezzi finanziari necessari a consentire all'Unione di rispettare gli obblighi giuridici nei confronti dei terzi conformemente all'articolo 323 TFUE.
Modifica 18
Proposta di regolamento
Capo 1 – articolo 3 – paragrafo 5
5.  Ove necessario, i massimali del QFP sono ridotti per garantire il rispetto del massimale delle risorse proprie stabilito dalla decisione relativa alle risorse proprie in vigore.
soppresso
Modifica 19
Proposta di regolamento
Capo 2 – articolo 5 – paragrafo 4
4.  Fatti salvi gli articoli 6, 7 e 8, per l'esercizio considerato non sono effettuati ulteriori adeguamenti tecnici né nel corso dell'esercizio, né, a titolo di correzioni a posteriori, nel corso degli esercizi successivi.
soppresso
Modifica 20
Proposta di regolamento
Capo 2 – articolo 7 – titolo
Adeguamenti relativi alle misure connesse alla corretta gestione economica o alla protezione del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri
Adeguamenti relativi alla sospensione degli impegni di bilancio
Modifica 21
Proposta di regolamento
Capo 2 – articolo 7
In caso di ritiro, conformemente ai pertinenti atti di base, di una sospensione degli impegni di bilancio riguardante fondi dell'Unione nel quadro di misure collegate alla sana gestione economica o alla protezione del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, gli importi corrispondenti agli impegni sospesi sono riportati agli anni successivi e i massimali corrispondenti del QFP sono adeguati di conseguenza. Gli impegni sospesi dell'anno non possono essere iscritti a bilancio oltre l'anno n+2.
In caso di ritiro, conformemente ai pertinenti atti di base, di una sospensione degli impegni di bilancio, gli importi corrispondenti sono riportati agli anni successivi e i massimali corrispondenti del QFP sono adeguati di conseguenza. Gli impegni sospesi dell'anno n non possono essere iscritti a bilancio oltre l'anno n+2. A partire dall'anno n+3, un importo equivalente agli impegni sospesi è iscritto nella riserva dell'Unione per gli impegni di cui all'articolo 12 .
Modifica 22
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 10 – paragrafo 1
1.  Il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, i cui obiettivi e campo di applicazione sono definiti nel regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, non supera un importo annuo massimo di 600 milioni di EUR (a prezzi 2018). Il 1° ottobre di ciascun anno almeno un quarto di tale importo annuo deve essere ancora disponibile per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno. La quota dell'importo annuale non utilizzata nell'anno n può essere utilizzata fino all'anno n+1. La quota dell'importo annuo derivante dall'esercizio precedente viene utilizzata per prima. Tale quota dell'importo annuo dell'anno n non utilizzata nell'anno n+1 viene annullata.
1.  Il Fondo di solidarietà dell'Unione europea è destinato a consentire un'assistenza finanziaria in caso di catastrofi gravi sul territorio di uno Stato membro o di un paese candidato, come definito nell'atto di base pertinente, e non supera un importo annuo massimo di 1 000 milioni di EUR (a prezzi 2018). Il 1° ottobre di ciascun anno almeno un quarto di tale importo annuo deve essere ancora disponibile per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno. La quota dell'importo annuale non utilizzata nell'anno n può essere utilizzata fino all'anno n+1. La quota dell'importo annuo derivante dall'esercizio precedente viene utilizzata per prima. Tale quota dell'importo annuo dell'anno n non utilizzata nell'anno n+1 viene annullata.
Modifica 23
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 10 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Gli stanziamenti per il Fondo di solidarietà dell'Unione europea sono iscritti nel bilancio generale dell'Unione a titolo di stanziamento accantonato.
Modifica 24
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 11 – paragrafo 2
2.  L'importo annuo della riserva è fissato a 600 milioni di EUR (a prezzi 2018) e può essere utilizzato fino all'anno n+1 conformemente al regolamento finanziario. La riserva è iscritta nel bilancio generale dell'Unione a titolo di stanziamento accantonato. La quota dell'importo annuo derivante dall'esercizio precedente viene utilizzata per prima. Tale quota dell'importo annuo dell'anno n non utilizzata nell'anno n+1 viene annullata. Entro il 1° ottobre di ciascun anno almeno un quarto dell'importo annuo per l'anno n deve essere ancora disponibile per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno. Non più della metà dell'importo disponibile fino al 30 settembre ogni anno può essere mobilitata per, rispettivamente, operazioni interne o esterne. A decorrere dal 1° ottobre la restante parte dell'importo disponibile può essere mobilitata per operazioni interne o esterne per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno.
2.  L'importo annuo della riserva per aiuti d'urgenza è fissato a 1 000 milioni di EUR (a prezzi 2018) e può essere utilizzato fino all'anno n+1 conformemente al regolamento finanziario. La riserva è iscritta nel bilancio generale dell'Unione a titolo di stanziamento accantonato. La quota dell'importo annuo derivante dall'esercizio precedente viene utilizzata per prima. Tale quota dell'importo annuo dell'anno n non utilizzata nell'anno n+1 viene annullata. Entro il 1° ottobre di ciascun anno almeno 150 milioni di EUR (a prezzi 2018) dell'importo annuo per l'anno n deve essere ancora disponibile per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno. Non più della metà dell'importo disponibile fino al 30 settembre ogni anno può essere mobilitata per, rispettivamente, operazioni interne o esterne. A decorrere dal 1° ottobre la restante parte dell'importo disponibile può essere mobilitata per operazioni interne o esterne per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno.
Modifica 25
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 12 – titolo
Margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione)
Margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione per gli impegni)
Modifica 26
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 12 – paragrafo 1
1.  Il margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione) da rendere disponibile al di là dei massimali stabiliti dal QFP per gli anni dal 2022 al 2027, comprende quanto segue:
1.  Il margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione per gli impegni) da rendere disponibile al di là dei massimali stabiliti dal QFP per gli anni dal 2021 al 2027, comprende quanto segue:
(a)  i margini ancora disponibili al di sotto dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno dell'anno n-1;
(a)  i margini ancora disponibili al di sotto dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno degli anni precedenti;
(a bis)  gli stanziamenti d'impegno non eseguiti dell'anno n-1;
(b)  a partire dal 2023, oltre ai margini di cui alla lettera a), un importo equivalente ai disimpegni intervenuti nel corso dell'anno n-2, fatto salvo l'articolo [15] del regolamento finanziario.
(b)  un importo equivalente ai disimpegni intervenuti nel corso dell'anno n-2, fatto salvo l'articolo [15] del regolamento finanziario;
(b bis)  un importo equivalente a quello degli impegni sospesi dell'anno n-3 che non possono più essere iscritti in bilancio a norma dell'articolo 7;
(b ter)  un importo equivalente a quello delle entrate derivanti da ammende e sanzioni.
Modifica 27
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 12 – paragrafo 2
2.  Il margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione) o una parte dello stesso può essere mobilizzato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio prevista all'articolo 314 del TFUE.
2.  Il margine globale per gli impegni (riserva dell'Unione per gli impegni) o una parte dello stesso può essere mobilizzato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio prevista all'articolo 314 del TFUE. I margini dell'anno n possono essere mobilitati per gli anni n e n +1 attraverso la riserva dell'Unione per gli impegni, purché ciò non sia in conflitto con i bilanci rettificativi in sospeso o previsti.
Modifica 28
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 12 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Alla fine del 2027 gli importi che rimangono disponibili nell'ambito della riserva dell'Unione per gli impegni sono riportati al prossimo QFP fino al 2030.
Modifica 29
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 13 – paragrafo 1
Lo strumento di flessibilità può essere utilizzato per il finanziamento, per un dato esercizio, di spese chiaramente identificate che non potrebbero essere finanziate all'interno dei massimali disponibili di una o più altre rubriche. Fatto salvo il secondo comma, il massimale annuo disponibile per lo strumento di flessibilità è fissato a 1 000 milioni di EUR (a prezzi 2018).
Lo strumento di flessibilità può essere utilizzato per il finanziamento, per un dato esercizio, di spese chiaramente identificate che non potrebbero essere finanziate all'interno dei massimali disponibili di una o più altre rubriche o nell'ambito del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, del Fondo di solidarietà dell'Unione europea e della riserva per aiuti d'urgenza. Fatto salvo il secondo comma, il massimale annuo disponibile per lo strumento di flessibilità è fissato a 2 000 milioni di EUR (a prezzi 2018).
Modifica 30
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 14 – paragrafo 1
1.  Un margine per imprevisti che può arrivare fino allo 0,03% del reddito nazionale lordo dell'Unione è costituito al di fuori dei massimali del QFP, come strumento di ultima istanza per reagire a circostanze impreviste. Può essere mobilitato soltanto in relazione a un bilancio rettificativo o a un bilancio annuale.
1.  Un margine per imprevisti che può arrivare fino allo 0,05% del reddito nazionale lordo dell'Unione è costituito al di fuori dei massimali del QFP, come strumento di ultima istanza per reagire a circostanze impreviste. Può essere mobilitato soltanto in relazione a un bilancio rettificativo o a un bilancio annuale. Può essere mobilitato per gli stanziamenti d'impegno e di pagamento o unicamente per gli stanziamenti di pagamento.
Modifica 31
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 14 – paragrafo 2
2.  Il ricorso al margine per imprevisti non supera, in un dato esercizio, l'importo massimo previsto nell'adeguamento tecnico annuale del QFP, ed è coerente con il massimale delle risorse proprie.
2.  Il ricorso al margine per imprevisti non supera, in un dato esercizio, l'importo massimo previsto nell'adeguamento tecnico annuale del QFP.
Modifica 32
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 14 – paragrafo 3
3.  Gli importi resi disponibili mediante la mobilitazione del margine per imprevisti sono detratti integralmente dai margini in una o più rubriche del QFP per l'esercizio in corso o gli esercizi futuri.
soppresso
Modifica 33
Proposta di regolamento
Capo 3 – articolo 14 – paragrafo 4
4.  Gli importi compensati conformemente al paragrafo 3 non sono ulteriormente mobilitati nel contesto del QFP. Il ricorso al margine per imprevisti non comporta un superamento dei massimali totali degli stanziamenti d'impegno e di pagamento contenuti nel QFP per l'esercizio in corso e gli esercizi futuri.
soppresso
Modifica 34
Proposta di regolamento
Capo 4 – titolo
Riesame e revisione del QFP
Revisioni
Modifica 35
Proposta di regolamento
Capo 4 – articolo 15 – paragrafo 1
1.  Fatti salvi l'articolo 3, paragrafo 2, gli articoli da 16 a 20 e l'articolo 24, il QFP può essere riveduto in caso di situazioni non previste in origine, nel rispetto del massimale delle risorse proprie stabilito in conformità della decisione relativa alle risorse proprie in vigore.
1.  Fatti salvi l'articolo 3, paragrafo 2, gli articoli da 16 a 20 e l'articolo 24, i massimali pertinenti del QFP sono rivisti al rialzo qualora ciò sia necessario per agevolare il finanziamento delle politiche dell'Unione, in particolare dei nuovi obiettivi politici, in circostanze in cui sarebbe altrimenti necessario istituire metodi supplementari di finanziamento intergovernativo o quasi intergovernativo suscettibili di eludere la procedura di bilancio di cui all'articolo 314 TFUE.
Modifica 36
Proposta di regolamento
Capo 4 – articolo 15 – paragrafo 3
3.  L'eventuale proposta di revisione del QFP ai sensi del paragrafo 1 esamina le possibilità di una ridistribuzione delle spese fra i programmi previsti nella rubrica oggetto della revisione, in particolare in base alle prospettive di sottoesecuzione degli stanziamenti.
soppresso
Modifica 37
Proposta di regolamento
Capo 4 – articolo 16 – titolo
Riesame intermedio del QFP
Revisione intermedia del QFP
Modifica 38
Proposta di regolamento
Capo 4 – articolo 16
Anteriormente al 1° gennaio 2024, la Commissione presenta un riesame del funzionamento del QFP. Se del caso, tale riesame è corredato di proposte pertinenti.
Anteriormente al 1° luglio 2023, la Commissione presenta una proposta legislativa per la revisione del presente regolamento in conformità delle procedure previste dal TFUE, sulla base di un riesame del funzionamento del QFP. Fatto salvo l'articolo 6 del presente regolamento, le dotazioni nazionali preassegnate non sono ridotte nell'ambito di tale revisione.
La proposta è elaborata tenendo conto di una valutazione dei seguenti elementi:
–  i progressi compiuti nella realizzazione dell'obiettivo complessivo di contribuire con il 25 % delle spese dell'Unione al sostegno degli obiettivi in materia di clima nel periodo del QFP 2021-2027 e nella realizzazione dell'obiettivo annuale di spesa del 30 %, da conseguire quanto prima;
–  l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite;
–  l'integrazione della dimensione di genere nel bilancio dell'Unione (bilancio di genere);
–  l'impatto delle misure di semplificazione sulla riduzione degli oneri burocratici a carico dei beneficiari in sede di attuazione dei programmi finanziari, da realizzare in consultazione con le parti interessate.
Modifica 39
Proposta di regolamento
Capo 4 – articolo 17
Unitamente alla comunicazione dei risultati degli adeguamenti tecnici del QFP, la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio, se del caso, le proposte di revisione dell'importo totale degli stanziamenti di pagamento che essa ritiene necessarie, tenuto conto dell'esecuzione, per garantire una sana gestione dei massimali dei pagamenti annuali e, in particolare, il loro andamento ordinato rispetto agli stanziamenti di impegno.
Al momento della comunicazione dei risultati degli adeguamenti tecnici del QFP o qualora i massimali per i pagamenti possano impedire all'Unione di onorare i propri impegni giuridici, la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio, le proposte di revisione dell'importo totale degli stanziamenti di pagamento che essa ritiene necessarie, tenuto conto dell'esecuzione, per garantire una sana gestione dei massimali dei pagamenti annuali e, in particolare, il loro andamento ordinato rispetto agli stanziamenti di impegno.
Modifica 40
Proposta di regolamento
Capo 5 – articolo 21 – paragrafo 1
1.  Un importo massimo di 14 196 milioni di EUR (a prezzi 2018) è disponibile dal bilancio generale dell'Unione per il periodo 2021-2027 per i grandi progetti nel quadro del regolamento XXXX/XX del Parlamento europeo e del Consiglio - Programma spaziale].
1.  Un importo massimo è disponibile dal bilancio generale dell'Unione per il periodo 2021-2027 congiuntamente per i programmi europei di navigazione satellitare (EGNOS e Galileo) e per Copernicus (programma europeo di osservazione della terra). Tale importo massimo è fissato al 15 % al di sopra degli importi indicativi stabiliti per entrambi i grandi progetti nel quadro del regolamento XXXX/XX del Parlamento europeo e del Consiglio - Programma spaziale]. Eventuali integrazioni di tale importo massimo sono finanziate tramite i margini o gli strumenti speciali e non comportano riduzioni per altri programmi e progetti.
Modifica 41
Proposta di regolamento
Capo 5 – articolo 21 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Se dovessero sorgere nuove necessità di finanziamento dal bilancio dell'Unione per i grandi progetti di cui sopra, la Commissione propone di rivedere di conseguenza i massimali del QFP.
Modifica 42
Proposta di regolamento
Capo 6 – titolo
Cooperazione interistituzionale nell'ambito della procedura di bilancio
Trasparenza e cooperazione interistituzionale nell'ambito della procedura di bilancio
Modifica 43
Proposta di regolamento
Capo 6 – articolo 22
Cooperazione interistituzionale nell'ambito della procedura di bilancio
Trasparenza e cooperazione interistituzionale nell'ambito della procedura di bilancio
Modifica 44
Proposta di regolamento
Capo 6 – articolo 22 – comma 4 bis (nuovo)
In sede di riunioni a livello politico, sia il Parlamento europeo che il Consiglio sono rappresentati dai membri della rispettiva istituzione.
Modifica 45
Proposta di regolamento
Capo 6 – articolo 22 – paragrafo 4 ter (nuovo)
Il Parlamento europeo e il Consiglio si riuniscono in seduta pubblica quando adottano le rispettive posizioni sul progetto di bilancio.
Modifica 46
Proposta di regolamento
Capo 6 – articolo 23
Tutte le spese e le entrate dell'Unione e dell'Euratom sono incluse nel bilancio generale dell'Unione in conformità dell'articolo 7] del regolamento finanziario, comprese le spese derivanti da decisioni pertinenti prese all'unanimità dal Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo, nel quadro dell'articolo 332 del TFUE.
Tutte le spese e le entrate dell'Unione e dell'Euratom sono incluse nel bilancio generale dell'Unione in conformità dell'articolo 310, paragrafo 1, TFUE, comprese le spese derivanti da decisioni pertinenti prese all'unanimità dal Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo, nel quadro dell'articolo 332 del TFUE.
Modifica 47
Proposta di regolamento
Capo 7 – articolo 24
Anteriormente al 1° luglio 2025, la Commissione presenta una proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale.
Prima del 1° luglio 2023, unitamente alle sue proposte per la revisione intermedia, la Commissione presenta una relazione che illustra i metodi per l'attuazione pratica di un quadro finanziario per un periodo di cinque anni più cinque.
Anteriormente al 1° luglio 2025, la Commissione presenta una proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale.
Se il regolamento del Consiglio che stabilisce il nuovo quadro finanziario pluriennale non è adottato anteriormente al 31 dicembre 2027, i massimali e le altre disposizioni corrispondenti all'ultimo anno coperto dal QFP continuano ad applicarsi fino all'adozione del regolamento che fissa il nuovo quadro finanziario. Qualora, dopo il 2020, un nuovo Stato membro aderisca all'Unione, il quadro finanziario esteso è riveduto, se necessario, al fine di tenere conto dell'adesione.

E.MODIFICHE ALLA PROPOSTA DI ACCORDO INTERISTITUZIONALE

52.sottolinea che, in seguito ai negoziati e all'adozione di un nuovo regolamento QFP, la proposta di un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria dovrebbe essere modificata come segue:

Modifica 48
Proposta di accordo interistituzionale
Parte 1
Sezione A – punto 6 bis (nuovo)
6 bis.  Le informazioni relative alle operazioni che non figurano nel bilancio generale dell'Unione e all'evoluzione prevedibile delle diverse categorie di risorse proprie dell'Unione sono presentate a titolo indicativo in tabelle separate. Queste informazioni saranno aggiornate annualmente, insieme ai documenti che accompagnano il progetto di bilancio.
Modifica 49
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione A – punto 7
7.  Ai fini della sana gestione finanziaria, nel corso della procedura di bilancio e al momento dell'adozione del bilancio, le istituzioni si adoperano affinché restino disponibili, per quanto possibile, margini sufficienti al di sotto dei massimali delle varie rubriche del QFP.
7.  Ai fini della sana gestione finanziaria, nel corso della procedura di bilancio e al momento dell'adozione del bilancio, le istituzioni si adoperano affinché restino disponibili, per quanto possibile, importi sufficienti entro i margini al di sotto dei massimali delle varie rubriche del QFP o nell'ambito degli strumenti speciali disponibili.
Modifica 50
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione A – punto 8
Aggiornamento delle previsioni per gli stanziamenti di pagamento dopo il 2027
Aggiornamento delle previsioni per gli stanziamenti di pagamento
8.  Nel 2024 la Commissione aggiorna le previsioni relative agli stanziamenti di pagamento per il periodo successivo al 2027.
8.  Ogni anno, la Commissione aggiorna le previsioni relative agli stanziamenti di pagamento fino al 2027 e per il periodo successivo al 2027.
Tale aggiornamento tiene conto di tutte le informazioni pertinenti, inclusa l'effettiva esecuzione degli stanziamenti d'impegno e degli stanziamenti di pagamento, nonché delle previsioni di esecuzione. Tiene conto anche delle norme volte a garantire l'andamento ordinato degli stanziamenti di pagamento rispetto agli stanziamenti di impegno e alle previsioni di crescita del reddito nazionale lordo dell'Unione.
Tale aggiornamento tiene conto di tutte le informazioni pertinenti, inclusa l'effettiva esecuzione degli stanziamenti d'impegno e degli stanziamenti di pagamento, nonché delle previsioni di esecuzione. Tiene conto anche delle norme volte a garantire l'andamento ordinato degli stanziamenti di pagamento rispetto agli stanziamenti di impegno e alle previsioni di crescita del reddito nazionale lordo dell'Unione.
Modifica 51
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione B – punto 9
9.  Quando sono soddisfatte le condizioni per mobilitare il fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione quali definite nell'atto di base pertinente, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti.
9.  Quando sono soddisfatte le condizioni per mobilitare il fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione quali definite nell'atto di base pertinente, la Commissione presenta una proposta di mobilitazione. La decisione di mobilitare il fondo di adeguamento alla globalizzazione è presa congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Contemporaneamente alla presentazione della proposta di decisione di mobilitare il fondo di adeguamento alla globalizzazione, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti.
In caso di disaccordo, la questione è trattata nel corso del trilogo sul bilancio successivo.
Gli storni relativi al fondo di adeguamento alla globalizzazione sono effettuati in conformità del regolamento finanziario.
Gli storni relativi al fondo di adeguamento alla globalizzazione sono effettuati in conformità del regolamento finanziario.
Modifica 52
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione B – punto 10
10.  Quando sono soddisfatte le condizioni per mobilitare il fondo di solidarietà dell'Unione europea quali definite nell'atto di base pertinente, la Commissione presenta una proposta di strumento di bilancio appropriato in conformità del regolamento finanziario.
10.  Quando sono soddisfatte le condizioni per mobilitare il fondo di solidarietà dell'Unione europea quali definite nell'atto di base pertinente, la Commissione presenta una proposta di mobilitazione. La decisione di mobilitare il fondo di solidarietà è presa congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Contemporaneamente alla presentazione della proposta di decisione di mobilitare il fondo di solidarietà, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti.
In caso di disaccordo, la questione è trattata nel corso del trilogo sul bilancio successivo.
Gli storni relativi al fondo di solidarietà saranno effettuati conformemente al regolamento finanziario.
Modifica 53
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione B – punto 11
11.  Quando ritiene necessario fare ricorso alla riserva per aiuti d'urgenza, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno dalla riserva stessa verso le linee di bilancio corrispondenti in conformità del regolamento finanziario.
11.  Quando ritiene necessario fare ricorso alla riserva per aiuti d'urgenza, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno dalla riserva stessa verso le linee di bilancio corrispondenti in conformità del regolamento finanziario.
In caso di disaccordo, la questione è trattata nel corso del trilogo sul bilancio successivo.
Modifica 54
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione B – punto 12
Strumento di flessibilità
Strumento di flessibilità
12.  La mobilitazione dello strumento di flessibilità è proposta dalla Commissione, previo esame di tutte le possibilità di riassegnazione degli stanziamenti nella rubrica cui si riferisce il fabbisogno di spesa supplementare.
12.  La mobilitazione dello strumento di flessibilità è proposta dalla Commissione, dopo che essa ha esaurito i margini delle rubriche pertinenti.
La proposta indica il fabbisogno da coprire e il relativo importo. La proposta può essere presentata in relazione a un progetto di bilancio o a un progetto di bilancio rettificativo.
La proposta indica il fabbisogno da coprire e il relativo importo.
Lo strumento di flessibilità può essere mobilitato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio di cui all'articolo 314 del TFUE.
Lo strumento di flessibilità può essere mobilitato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio di cui all'articolo 314 del TFUE.
Modifica 55
Proposta di accordo interistituzionale
Parte I
Sezione B – punto 13
13.  La mobilitazione del margine per imprevisti, o di una sua parte, è proposta dalla Commissione al termine di un'analisi approfondita di tutte le altre possibilità finanziarie. La proposta può essere presentata in relazione a un progetto di bilancio o a un progetto di bilancio rettificativo.
13.  La mobilitazione del margine per imprevisti, o di una sua parte, è proposta dalla Commissione al termine di un'analisi approfondita di tutte le altre possibilità finanziarie.
Il margine per imprevisti può essere mobilitato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio di cui all'articolo 314 del TFUE.
Il margine per imprevisti può essere mobilitato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio di cui all'articolo 314 del TFUE.
Modifica 56
Proposta di accordo interistituzionale
Parte II
Sezione A – punto 14 bis (nuovo)
14 bis.  Onde facilitare l'adozione di un nuovo QFP o una revisione dello stesso, e di dare attuazione all'articolo 312, paragrafo 5, TFUE, le istituzioni tengono riunioni regolari, ossia:
–  riunioni dei Presidenti di cui all'articolo 324 del trattato;
–  riunioni informative e di riepilogo con una delegazione del Parlamento europeo da parte della presidenza del Consiglio prima e dopo le pertinenti riunioni del Consiglio;
–  riunioni trilaterali informali nel corso dei lavori del Consiglio intese a tenere conto delle posizioni del Parlamento in relazione a qualsiasi documento prodotto dalla presidenza del Consiglio;
–  triloghi dopo che sia il Parlamento sia il Consiglio abbiano adottato i rispettivi mandati negoziali;
–  presenza della Presidenza del Consiglio nella commissione parlamentare competente e della squadra negoziale del Parlamento nella pertinente formazione del Consiglio.
Il Parlamento e il Consiglio si trasmettono non appena è disponibile qualsiasi documento formalmente adottato nei rispettivi organi preparatori o formalmente trasmesso a loro nome.
Modifica 57
Proposta di accordo interistituzionale
Parte II
Sezione A – punto 15 – trattino 2
–  entrate, spese, attività e passività del Fondo europeo di sviluppo (FES), del fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF), del meccanismo europeo di stabilità (MES) e di altri eventuali meccanismi futuri;
–  entrate, spese, attività e passività del Fondo europeo di sviluppo (FES), del fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF), del meccanismo europeo di stabilità (MES) e di altri eventuali meccanismi futuri, che non sono finanziati attraverso il bilancio dell'Unione ma che esistono per sostenere gli obiettivi politici dell'Unione derivanti dai trattati;
Modifica 58
Proposta di accordo interistituzionale
Parte II
Sezione B – punto 15 bis (nuovo)
15 bis.  Quando approva storni autonomi ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 1, del regolamento finanziario, la Commissione informa immediatamente l'autorità di bilancio dei motivi dettagliati per tali storni. Quando il Parlamento o il Consiglio esprimono una riserva su uno storno autonomo, la Commissione vi risponde anche, se del caso, invertendo lo storno.
Modifica 59
Proposta di accordo interistituzionale
Parte III
Sezione A – punto 24 bis (nuovo)
24 bis.  Se, nel quadro di una procedura di bilancio, l'autorità di bilancio decide in merito a rinforzi specifici, la Commissione non compensa nessuno di essi negli anni successivi della sua programmazione finanziaria, a meno che non riceva istruzioni specifiche in tal senso da suddetta autorità.
Modifica 60
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte A - punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Ciascuna istituzione si impegna ad evitare di trasmettere alle altre istituzioni qualsiasi posizione di bilancio non urgente, storno o altra notifica che comporti l'attivazione di termini durante il periodo di interruzione, al fine di assicurare che ciascuna istituzione sia in grado di esercitare in modo adeguato i propri poteri procedurali.
I servizi delle istituzioni si comunicano reciprocamente a tempo debito le date di interruzione delle rispettive istituzioni.
Modifica 61
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte B – punto 2
2.  In tempo utile prima dell'adozione del progetto di bilancio da parte della Commissione, è convocato un trilogo per discutere le eventuali priorità del bilancio dell'esercizio successivo.
2.  In tempo utile prima dell'adozione del progetto di bilancio da parte della Commissione, è convocato un trilogo per discutere le eventuali priorità del bilancio dell'esercizio successivo e le domande che sorgono dall'attuazione del bilancio dell'esercizio finanziario in corso.
Modifica 62
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte C – punto 8
8.  Ai fini di una cooperazione istituzionale leale e corretta, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a mantenere contatti regolari e attivi a tutti i livelli, tramite i rispettivi negoziatori, nel corso dell'intera procedura di bilancio e in particolare durante il periodo di conciliazione. Il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a garantire uno scambio tempestivo e costante di informazioni e documenti pertinenti a livello formale ed informale e a tenere riunioni tecniche o informali, se del caso, durante il periodo di conciliazione in cooperazione con la Commissione. La Commissione garantisce al Parlamento europeo e al Consiglio un accesso tempestivo e paritario alle informazioni e ai documenti.
8.  Ai fini di una cooperazione istituzionale leale e corretta, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a mantenere contatti regolari e attivi a tutti i livelli, tramite i rispettivi negoziatori, nel corso dell'intera procedura di bilancio e in particolare durante il periodo di conciliazione. Il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a garantire uno scambio tempestivo e costante di informazioni e documenti pertinenti a livello formale ed informale, in particolare trasmettendosi reciprocamente tutti i documenti di procedura adottati nell'ambito dei rispettivi organi preparatori, non appena risultino disponibili. Le due istituzioni si impegnano inoltre a tenere riunioni tecniche o informali, se del caso, durante il periodo di conciliazione in cooperazione con la Commissione. La Commissione garantisce al Parlamento europeo e al Consiglio un accesso tempestivo e paritario alle informazioni e ai documenti.
Modifica 63
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte D - punto 12 bis (nuovo)
12 bis.   Il Parlamento europeo e il Consiglio si riuniscono in seduta pubblica quando adottano le rispettive posizioni sul progetto di bilancio.
Modifica 64
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte E – punto 15
15.  Il Parlamento europeo e il Consiglio sono rappresentati in sede di comitato di conciliazione a un livello appropriato, cosicché ogni delegazione possa impegnare politicamente la propria istituzione e possano essere conseguiti progressi concreti verso un accordo definitivo.
15.  Sia il Parlamento europeo sia il Consiglio sono rappresentati in sede di comitato di conciliazione da membri della rispettiva istituzione, cosicché ogni delegazione possa impegnare la propria istituzione politicamente e possano essere conseguiti progressi concreti verso un accordo definitivo.
Modifica 65
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte E – punto 19
19.  Le date delle riunioni del comitato di conciliazione e dei triloghi sono fissate anticipatamente di concerto tra le tre istituzioni.
19.  Le date delle riunioni del comitato di conciliazione e dei triloghi sono fissate anticipatamente di concerto tra le tre istituzioni. Possono essere organizzate riunioni supplementari, se necessario, durante il periodo di conciliazione.
Modifica 66
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte E - punto 21 bis (nuovo)
21 bis.   Per sfruttare pienamente il periodo di conciliazione di 21 giorni stabilito dal trattato e consentire alle istituzioni di aggiornare le rispettive posizioni negoziali, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a esaminare lo stato di avanzamento della procedura di conciliazione in ogni riunione dei rispettivi organi preparatori pertinenti durante il suddetto periodo e si astengono dal procedere a tale esame nelle ultime fasi.
Modifica 67
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte G - titolo
Parte G. "Importo da liquidare" (RAL)
Parte G. Esecuzione del bilancio, pagamenti e "Importo da liquidare" (RAL)
Modifica 68
Proposta di accordo interistituzionale
Allegato
Parte G – punto 36
36.  Data la necessità di garantire un andamento ordinato degli stanziamenti di pagamento totali rispetto agli stanziamenti d'impegno in modo da evitare eventuali riporti anormali del RAL da un anno all'altro, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono di seguire da vicino il livello del RAL per ridurre il rischio che l'attuazione dei programmi dell'Unione sia ostacolata dalla mancanza di stanziamenti di pagamento al termine del QFP.
36.  Data la necessità di garantire un andamento ordinato degli stanziamenti di pagamento totali rispetto agli stanziamenti d'impegno in modo da evitare eventuali riporti anormali del RAL da un anno all'altro, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono di seguire da vicino le previsioni di pagamento e il livello del RAL per ridurre il rischio che l'attuazione dei programmi dell'Unione sia ostacolata dalla mancanza di stanziamenti di pagamento al termine del QFP.
Al fine di garantire un livello e un profilo gestibili per i pagamenti in tutte le rubriche, le norme relative ai disimpegni sono applicate in maniera rigorosa in tutte le rubriche, in particolare le norme per i disimpegni automatici.
Nel corso della procedura di bilancio le istituzioni si riuniscono periodicamente per valutare insieme lo stato attuale e le prospettive di esecuzione del bilancio nell'anno in corso e negli anni futuri. Tali incontri assumono la forma di specifiche riunioni interistituzionali ad un livello appropriato, prima delle quali la Commissione fornisce, per ogni fondo e Stato membro, una descrizione dettagliata della situazione attuale relativa all'esecuzione dei pagamenti, alle domande di rimborso ricevute e alle previsioni rivedute. In particolare, al fine di garantire che l'Unione possa rispettare tutti i suoi obblighi finanziari derivanti dagli impegni attuali e futuri nel periodo 2021-2027 a norma dell'articolo 323 TFUE, il Parlamento europeo e il Consiglio esaminano e discutono le stime della Commissione relative al livello necessario di stanziamenti di pagamento.
Nel corso della procedura di bilancio le istituzioni si riuniscono periodicamente per valutare insieme lo stato attuale e le prospettive di esecuzione del bilancio nell'anno in corso e negli anni futuri. Tali incontri assumono la forma di specifiche riunioni interistituzionali ad un livello appropriato, prima delle quali la Commissione fornisce, per ogni fondo e Stato membro, una descrizione dettagliata della situazione attuale relativa all'esecuzione dei pagamenti, alle domande di rimborso ricevute e alle previsioni rivedute a breve e a lungo termine. In particolare, al fine di garantire che l'Unione possa rispettare tutti i suoi obblighi finanziari derivanti dagli impegni attuali e futuri nel periodo 2021-2027 a norma dell'articolo 323 TFUE, il Parlamento europeo e il Consiglio esaminano e discutono le stime della Commissione relative al livello necessario di stanziamenti di pagamento.

o

o o

53.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

Allegato I - QFP 2021-2027: massimali e strumenti al di fuori dei massimali

(milioni di EUR - prezzi 2018)

 

Proposta della Commissione

Posizione del Parlamento

Stanziamenti di impegno

Totale

2021-2027

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

Totale

2021-2027

I.  Mercato unico, innovazione e agenda digitale

166 303

31 035

31 006

31 297

30 725

30 615

30 757

30 574

216 010

II.  Coesione e valori

391 974

60 026

62 887

64 979

65 785

66 686

69 204

67 974

457 540

Di cui: Coesione economica, sociale e territoriale

330 642

52 143

52 707

53 346

53 988

54 632

55 286

55 994

378 097

III.  Risorse naturali e ambiente

336 623

57 780

57 781

57 789

57 806

57 826

57 854

57 881

404 718

IV.  Migrazione e gestione delle frontiere

30 829

3 227

4 389

4 605

4 844

4 926

5 066

5 138

32 194

V.  Sicurezza e difesa

24 323

3 202

3 275

3 223

3 324

3 561

3 789

4 265

24 639

VI.  Vicinato e resto del mondo

108 929

15 368

15 436

15 616

15 915

16 356

16 966

17 729

113 386

VII.  Pubblica amministrazione europea

75 602

10 388

10 518

10 705

10 864

10 910

11 052

11 165

75 602

Di cui: Spesa amministrativa delle istituzioni

58 547

8 128

8 201

8 330

8 432

8 412

8 493

8 551

58 547

TOTALE STANZIAMENTI DI IMPEGNO

1 134 583

181 025

185 293

188 215

189 262

190 880

194 688

194 727

1 324 089

in percentuale dell'RNL

1.11 %

1.29 %

1.31 %

1.31 %

1.30 %

1.30 %

1.31 %

1.29 %

1.30 %

TOTALE STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

1 104 805

174 088

176 309

186 391

187 490

188 675

189 961

191 398

1 294 311

in percentuale dell'RNL

1.08 %

1.24 %

1.24 %

1.30 %

1.29 %

1.28 %

1.28 %

1.27 %

1.27 %

AL DI FUORI DEI MASSIMALI DEL QFP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riserva per aiuti d'urgenza

4 200

1 000

1 000

1 000

1 000

1 000

1 000

1 000

7 000

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

1 400

200

200

200

200

200

200

200

1 400

Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE)

4 200

1 000

1 000

1 000

1 000

1 000

1 000

1 000

7 000

Strumento di flessibilità

7 000

2 000

2 000

2 000

2 000

2 000

2 000

2 000

14 000

Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

Strumento europeo per la pace

9 223

753

970

1 177

1 376

1 567

1 707

1 673

9 223

TOTALE AL DI FUORI DEI MASSIMALI DEL QFP

26 023

4 953

5 170

5 377

5 576

5 767

5 907

5 873

38 623

TOTALE QFP + AL DI FUORI DEI MASSIMALI DEL QFP

1 160 606

185 978

190 463

193 592

194 838

196 647

200 595

200 600

1 362 712

in percentuale dell'RNL

1.14 %

1.32 %

1.34 %

1.35 %

1.34 %

1.34 %

1.35 %

1.33 %

1.34 %

Allegato II - QFP 2021-2027: massimali e strumenti al di fuori dei massimali (a prezzi correnti)

(milioni di euro - prezzi correnti)

 

Proposta della Commissione

Posizione del Parlamento

Stanziamenti di impegno

Totale

2021-2027

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

Totale

2021-2027

I.  Mercato unico, innovazione e agenda digitale

187 370

32 935

33 562

34 555

34 601

35 167

36 037

36 539

243 395

II.  Coesione e valori

442 412

63 700

68 071

71 742

74 084

76 601

81 084

81 235

516 517

Di cui: Coesione economica, sociale e territoriale

373 000

55 335

57 052

58 899

60 799

62 756

64 776

66 918

426 534

III.  Risorse naturali e ambiente

378 920

61 316

62 544

63 804

65 099

66 424

67 785

69 174

456 146

IV.  Migrazione e gestione delle frontiere

34 902

3 425

4 751

5 084

5 455

5 658

5 936

6 140

36 448

V.  Sicurezza e difesa

27 515

3 397

3 545

3 559

3 743

4 091

4 439

5 098

27 872

VI.  Vicinato e resto del mondo

123 002

16 308

16 709

17 242

17 923

18 788

19 878

21 188

128 036

VII.  Pubblica amministrazione europea

85 287

11 024

11 385

11 819

12 235

12 532

12 949

13 343

85 287

Di cui: Spesa amministrativa delle istituzioni

66 028

8 625

8 877

9 197

9 496

9 663

9 951

10 219

66 028

TOTALE STANZIAMENTI DI IMPEGNO

1 279 408

192 105

200 567

207 804

213 140

219 261

228 107

232 717

1 493 701

in percentuale dell'RNL

1.11 %

1.29 %

1.31 %

1.31 %

1.30 %

1.30 %

1.31 %

1.29 %

1.30 %

TOTALE STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

1 246 263

184 743

190 843

205 790

211 144

216 728

222 569

228 739

1 460 556

in percentuale dell'RNL

1.08 %

1.24 %

1.24 %

1.30 %

1.29 %

1.28 %

1.28 %

1.27 %

1.27 %

AL DI FUORI DEI MASSIMALI DEL QFP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riserva per aiuti d'urgenza

4 734

1 061

1 082

1 104

1 126

1 149

1 172

1 195

7 889

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

1 578

212

216

221

225

230

234

239

1 578

Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE)

4 734

1 061

1 082

1 104

1 126

1 149

1 172

1 195

7 889

Strumento di flessibilità

7 889

2 122

2 165

2 208

2 252

2 297

2 343

2 390

15 779

Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

p.m.

Strumento europeo per la pace

10 500

800

1 050

1 300

1 550

1 800

2 000

2 000

10 500

TOTALE AL DI FUORI DEI MASSIMALI DEL QFP

29 434

5 256

5 596

5 937

6 279

6 624

6 921

7 019

43 633

TOTALE QFP + AL DI FUORI DEI MASSIMALI DEL QFP

1 308 843

197 361

206 163

213 741

219 419

225 885

235 028

239 736

1 537 334

in percentuale dell'RNL

1.14 %

1.32 %

1.34 %

1.35 %

1.34 %

1.34 %

1.35 %

1.33 %

1.34 %

Allegato III - QFP 2021-2027: ripartizione per programma (prezzi 2018)

N.B.: A fini comparativi, la tabella segue la struttura dei singoli programmi dell'UE quale proposta dalla Commissione, fatte salve eventuali modifiche che potrebbero essere richieste nel corso della procedura legislativa che porta all'adozione di tali programmi.

(milioni di EUR - prezzi 2018)

 

QFP 2014-2020 (EU27+FES)

Proposta della Commissione 2021-2027

Posizione del Parlamento

2021-2027

I.  Mercato unico, innovazione e agenda digitale

116 361

166 303

216 010

1.  Ricerca e innovazione

69 787

91 028

127 537

Orizzonte Europa

64 674

83 491

120 000

Programma Euratom di ricerca e formazione

2 119

2 129

2 129

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

2 992

5 406

5 406

Altro

2

2

2

2.  Investimenti strategici europei

31 886

44 375

51 798

Fondo InvestEU

3 968

13 065

14 065

Meccanismo per collegare l'Europa (contributo totale H1)

di cui:

17 579

21 721

28 083

Meccanismo per collegare l'Europa - Trasporti

12 393

11 384

17 746

Meccanismo per collegare l'Europa - Energia

4 185

7 675

7 675

Meccanismo per collegare l'Europa - Digitale

1 001

2 662

2 662

Programma Europa digitale

172

8 192

8 192

Altro

9 097

177

177

Agenzie decentrate

1 069

1 220

1 281

3.  Mercato unico

5 100

5 672

8 423

Programma per il mercato unico (incl. COSME)

3 547

3 630

5 823

Programma antifrode dell'UE

156

161

322

Cooperazione nel settore fiscale (FISCALIS)

226

239

300

Cooperazione nel settore doganale (Dogana)

536

843

843

Turismo sostenibile

 

 

300

Altro

61

87

87

Agenzie decentrate

575

714

748

4.  Settore spaziale

11 502

14 404

15 225

Programma spaziale europeo

11 308

14 196

15 017

Agenzie decentrate

194

208

208

Margine

-1 913

10 824

13 026

II.  Coesione e valori

387 250

391 974

457 540

5.  Sviluppo regionale e coesione

272 647

242 209

272 647

FESR + Fondo di coesione

di cui:

272 411

241 996

272 411

Fondo europeo di sviluppo regionale

196 564

200 622

 

Fondo di coesione

75 848

41 374

 

Di cui contributo al meccanismo per collegare l'Europa - Trasporti

11 487

10 000

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

236

213

236

6.  Unione economica e monetaria

273

22 281

22 281

Programma di sostegno alle riforme

185

22 181

22 181

Protezione dell'euro contro la contraffazione

7

7

7

Altro

81

93

93

7.  Investire nelle persone, nella coesione sociale e nei valori

115 729

123 466

157 612

Fondo sociale europeo Plus (inclusi 5,9 milioni di EUR per una Garanzia per l'infanzia)

96 216

89 688

106 781

Di cui salute, occupazione e innovazione sociale

1 075

1 042

1 095

Erasmus+

13 699

26 368

41 097

Corpo europeo di solidarietà

373

1 113

1 113

Europa creativa

1 403

1 642

2 806

Giustizia

316

271

316

Diritti e valori, inclusi almeno 500 milioni di EUR per una sezione Valori dell'Unione

594

570

1 627

Altro

1 158

1 185

1 185

Agenzie decentrate

1 971

2 629

2 687

Margine

-1 399

4 018

4 999

III.  Risorse naturali e ambiente

399 608

336 623

404 718

8.  Politica agricola e marittima

390 155

330 724

391 198

FEAGA + FEASR

di cui:

382 855

324 284

383 255

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

286 143

254 247

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

96 712

70 037

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

6 243

5 448

6 867

Altro

962

878

962

Agenzie decentrate

95

113

113

9.  Ambiente e azione per il clima

3 492

5 085

11 520

Programma per l'ambiente e azione per il clima (LIFE)

3 221

4 828

6 442

Fondo per una transizione energetica equa

 

 

4 800

Agenzie decentrate

272

257

278

Margine

5 960

814

1 999

IV.  Migrazione e gestione delle frontiere

10 051

30 829

32 194

10.  Migrazione

7 180

9 972

10 314

Fondo Asilo e migrazione

6 745

9 205

9 205

Agenzie decentrate*

435

768

1 109

11.  Gestione delle frontiere

5 492

18 824

19 848

Fondo per la gestione integrata delle frontiere

2 773

8 237

8 237

Agenzie decentrate*

2 720

10 587

11 611

Margine

-2 621

2 033

2 033

V.  Sicurezza e difesa

1 964

24 323

24 639

12.  Sicurezza

3 455

4 255

4 571

Fondo per la sicurezza interna

1 200

2 210

2 210

Disattivazione nucleare

di cui:

1 359

1 045

1 359

Disattivazione nucleare (Lituania)

459

490

692

Sicurezza e disattivazione nucleare (anche per Bulgaria e Slovacchia)

900

555

667

Agenzie decentrate

896

1 001

1 002

13.  Difesa

575

17 220

17 220

Fondo europeo per la difesa

575

11 453

11 453

Mobilità militare

0

5 767

5 767

14.  Risposta alle crisi

1 222

1 242

1 242

Meccanismo unionale di protezione civile (rescEU)

560

1 242

1 242

Altro

662

p.m.

p.m.

Margine

-3 289

1 606

1 606

VI.  Vicinato e resto del mondo

96 295

108 929

113 386

15.  Azione esterna

85 313

93 150

96 809

Strumento(i) a sostegno delle politiche di sviluppo e di vicinato, incluso il successore del FES e un piano di investimenti per l'Africa

71 767

79 216

82 716

Aiuti umanitari

8 729

9 760

9 760

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

2 101

2 649

2 649

Paesi e territori d'oltremare (compresa la Groenlandia)

594

444

594

Altro

801

949

949

Agenzie decentrate

144

132

141

16.  Assistenza preadesione

13 010

12 865

13 010

Assistenza preadesione

13 010

12 865

13 010

Margine

-2 027

2 913

3 567

VII.  Pubblica amministrazione europea

70 791

75 602

75 602

Scuole europee e pensioni

14 047

17 055

17 055

Spesa amministrativa delle istituzioni

56 744

58 547

58 547

TOTALE

1 082 320

1 134 583

1 324 089

In % dell'RNL (UE-27)

1.16 %

1.11 %

1.30 %

* L'importo del PE per le agenzie decentrate nei cluster 10 e 11 include l'impatto finanziario delle proposte della Commissione del 12 settembre 2018 sull'EASO e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

Allegato IV - QFP 2021-2027: ripartizione per programma (prezzi 2018)

(milioni di euro - prezzi correnti)

 

QFP 2014-2020 (EU27+FES)

Proposta della Commissione 2021-2027

Posizione del Parlamento

2021-2027

I.  Mercato unico, innovazione e agenda digitale

114 538

187 370

243 395

1.  Ricerca e innovazione

68 675

102 573

143 721

Orizzonte Europa

63 679

94 100

135 248

Programma Euratom di ricerca e formazione

2 085

2 400

2 400

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

2 910

6 070

6 070

Altro

1

3

3

2.  Investimenti strategici europei

31 439

49 973

58 340

Fondo InvestEU

3 909

14 725

15 852

Meccanismo per collegare l'Europa (contributo totale H1)

di cui:

17 435

24 480

31 651

Meccanismo per collegare l'Europa - Trasporti

12 281

12 830

20 001

Meccanismo per collegare l'Europa - Energia

4 163

8 650

8 650

Meccanismo per collegare l'Europa - Digitale

991

3 000

3 000

Programma Europa digitale

169

9 194

9 194

Altro

8 872

200

200

Agenzie decentrate

1 053

1 374

1 444

3.  Mercato unico

5 017

6 391

9 494

Programma per il mercato unico (incl. COSME)

3 485

4 089

6 563

Programma antifrode dell'UE

153

181

363

Cooperazione nel settore fiscale (FISCALIS)

222

270

339

Cooperazione nel settore doganale (Dogana)

526

950

950

Turismo sostenibile

 

 

338

Altro

59

98

98

Agenzie decentrate

572

804

843

4.  Settore spaziale

11 274

16 235

17 160

Programma spaziale europeo

11 084

16 000

16 925

Agenzie decentrate

190

235

235

Margine

-1 866

12 198

14 680

II.  Coesione e valori

380 738

442 412

516 517

5.  Sviluppo regionale e coesione

268 218

273 240

307 578

FESR + Fondo di coesione

di cui:

267 987

273 000

307 312

Fondo europeo di sviluppo regionale

193 398

226 308

 

Fondo di coesione

74 589

46 692

 

Di cui contributo al meccanismo per collegare l'Europa - Trasporti

11 306

11 285

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

231

240

266

6.  Unione economica e monetaria

275

25 113

25 113

Programma di sostegno alle riforme

188

25 000

25 000

Protezione dell'euro contro la contraffazione

7

8

8

Altro

79

105

105

7.  Investire nelle persone, nella coesione sociale e nei valori

113 636

139 530

178 192

Fondo sociale europeo Plus (inclusi 5,9 milioni di EUR a prezzi 2018 per una Garanzia per l'infanzia)

94 382

101 174

120 457

Di cui salute, occupazione e innovazione sociale

1 055

1 174

1 234

Erasmus+

13 536

30 000

46 758

Corpo europeo di solidarietà

378

1 260

1 260

Europa creativa

1 381

1 850

3 162

Giustizia

 

305

356

Diritti e valori, inclusi almeno 500 milioni di EUR a prezzi 2018 per una sezione Valori dell'Unione

 

642

1 834

Altro

1 131

1 334

1 334

Agenzie decentrate

1 936

2 965

3 030

Margine

-1 391

4 528

5 634

III.  Risorse naturali e ambiente

391 849

378 920

456 146

8.  Politica agricola e marittima

382 608

372 264

440 898

FEAGA + FEASR

di cui:

375 429

365 006

431 946

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

280 351

286 195

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

95 078

78 811

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

6 139

6 140

7 739

Altro

946

990

1 085

Agenzie decentrate

94

128

128

9.  Ambiente e azione per il clima

3 437

5 739

12 995

Programma per l'ambiente e azione per il clima (LIFE)

3 170

5 450

7 272

Fondo per una transizione energetica equa

 

 

5 410

Agenzie decentrate

267

289

313

Margine

5 804

918

2 254

IV.  Migrazione e gestione delle frontiere

9 929

34 902

36 448

10.  Migrazione

7 085

11 280

11 665

Fondo Asilo e migrazione

6 650

10 415

10 415

Agenzie decentrate*

435

865

1 250

11.  Gestione delle frontiere

5 439

21 331

22 493

Fondo per la gestione integrata delle frontiere

2 734

9 318

9 318

Agenzie decentrate*

2 704

12 013

13 175

Margine

-2 595

2 291

2 291

V.  Sicurezza e difesa

1 941

27 515

27 872

12.  Sicurezza

3 394

4 806

5 162

Fondo per la sicurezza interna

1 179

2 500

2 500

Disattivazione nucleare

di cui:

1 334

1 178

1 533

Disattivazione nucleare (Lituania)

451

552

780

Sicurezza e disattivazione nucleare (anche per Bulgaria e Slovacchia)

883

626

753

Agenzie decentrate

882

1 128

1 129

13.  Difesa

590

19 500

19 500

Fondo europeo per la difesa

590

13 000

13 000

Mobilità militare

0

6 500

6 500

14.  Risposta alle crisi

1 209

1 400

1 400

Meccanismo unionale di protezione civile (rescEU)

561

1 400

1 400

Altro

648

p.m.

p.m

Margine

-3 253

1 809

1 809

VI.  Vicinato e resto del mondo

93 381

123 002

128 036

15.  Azione esterna

82 569

105 219

109 352

Strumento(i) a sostegno delle politiche di sviluppo e di vicinato, incluso il successore del FES e un piano di investimenti per l'Africa

70 428

89 500

93 454

Aiuti umanitari

8 561

11 000

11 000

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

2 066

3 000

3 000

Paesi e territori d'oltremare (compresa la Groenlandia)

582

500

669

Altro

790

1 070

1 070

Agenzie decentrate

141

149

159

16.  Assistenza preadesione

12 799

14 500

14 663

Assistenza preadesione

12 799

14 500

14 663

Margine

-1 987

3 283

4 020

VII.  Pubblica amministrazione europea

69 584

85 287

85 287

Scuole europee e pensioni

13 823

19 259

19 259

Spesa amministrativa delle istituzioni

55 761

66 028

66 028

TOTALE

1 061 960

1 279 408

1 493 701

In % dell'RNL (UE-27)

1.16 %

1.11 %

1.30 %

* L'importo del PE per le agenzie decentrate nei cluster 10 e 11 include l'impatto finanziario delle proposte della Commissione del 12 settembre 2018 sull'EASO e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

(1) Testi approvati P8_TA(2018)0075 e P8_TA(2018)0076.
(2) Testi approvati, P8_TA(2018)0226.
(3) GU C 215 del 19.6.2018, pag. 249.
(4) GU L 282 del 19.10.2016, pag. 1.
(5) GU C 242 del 10.7.2018, pag. 24.


Norme in materia di aiuti di Stato: nuove categorie di aiuti di Stato *
PDF 105kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2015/1588 del Consiglio, del 13 luglio 2015, sull'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali (COM(2018)0398 – C8-0316/2018 – 2018/0222(NLE))
P8_TA(2018)0450A8-0315/2018

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2018)0398),

–  visto l'articolo 109 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0316/2018),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0315/2018),

1.  approva la proposta della Commissione;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.


Esportazione di armi: applicazione della posizione comune 2008/944/PESC
PDF 163kWORD 65k
Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 Esportazione di armi: applicazione della posizione comune 2008/944/PESC (2018/2157(INI))
P8_TA(2018)0451A8-0335/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti i principi sanciti all'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare la promozione della democrazia e dello Stato di diritto, il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale,

–  vista la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari(1) ("posizione comune"),

–  vista la diciannovesima relazione annuale(2) redatta ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, della posizione comune,

–  viste la decisione 2018/101/PESC del Consiglio, del 22 gennaio 2018, relativa alla promozione dell'efficacia dei controlli sulle esportazioni di armi(3) e la decisione 2017/915/PESC del Consiglio, del 29 maggio 2017, relativa alle attività di sensibilizzazione dell'Unione a sostegno dell'attuazione del trattato sul commercio di armi(4),

–  visto l'elenco comune aggiornato delle attrezzature militari dell'Unione europea adottato dal Consiglio il 26 febbraio 2018(5),

–  visto il manuale per l'uso della posizione comune, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari,

–  vista l'intesa di Wassenaar, del 12 maggio 1996, per il controllo delle esportazioni di armi convenzionali e di beni e tecnologie a duplice uso, ivi compresi gli elenchi di tali prodotti, tecnologie e munizioni, aggiornati nel dicembre 2017(6),

–  visti il quadro strategico e piano di azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia del 25 giugno 2012, in particolare il risultato 11, lettera e), del piano d'azione, e il piano d'azione dell'Unione europea per i diritti umani e la democrazia 2015-2019 del 20 luglio 2015, in particolare l'obiettivo n. 21, lettera d),

–  visto il trattato sul commercio delle armi (ATT), adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013(7) ed entrato in vigore il 24 dicembre 2014,

–  vista la direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa(8),

–  visti il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso(9), quale modificato dal regolamento (UE) n. 599/2014 del 16 aprile 2014, e l'elenco dei prodotti e delle tecnologie a duplice uso di cui all'allegato I ("regolamento sui prodotti a duplice uso"),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l'obiettivo 16, inteso a promuovere società pacifiche e inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile,

–  vista l'agenda delle Nazioni Unite per il disarmo dal titolo "Securing Our Common Future" (Assicurare il nostro futuro comune),

–  visto il regolamento (UE) 2016/2134 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 novembre 2016, recante modifica del regolamento (CE) n. 1236/2005 del Consiglio relativo al commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti(10),

–  vista la relazione dell'Ufficio dell'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani al Consiglio dei diritti umani sull'impatto dei trasferimenti di armi sull'esercizio dei diritti umani(11),

–  viste le sue precedenti risoluzioni in materia, in particolare quelle del 13 settembre 2017(12) e del 17 dicembre 2015(13) sull'attuazione della posizione comune,

–  viste la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, volto a sostenere la competitività e la capacità di innovazione dell'industria europea della difesa (EDIDP) (COM(2017)0294) e la proposta di regolamento che istituisce il Fondo europeo per la difesa (COM(2018)0476),

–  viste le sue risoluzioni, del 25 febbraio 2016(14), del 15 giugno 2017(15) e del 30 novembre 2017(16), sulla situazione umanitaria nello Yemen,

–  vista la sua risoluzione del 27 febbraio 2014 sull'utilizzo di droni armati(17),

–  vista la relazione del Consiglio dei diritti umani, del 17 agosto 2018, sulla situazione dei diritti umani nello Yemen, inclusi le violazioni e gli abusi verificatisi dal settembre 2014 (A/HRC/39/43),

–  visti l'articolo 52 e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0335/2018),

A.  considerando che il diritto naturale di autotutela individuale o collettiva è sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;

B.  considerando che le esportazioni e i trasferimenti di armi hanno un innegabile impatto sui diritti umani e sulla sicurezza umana, sullo sviluppo socioeconomico e sulla democrazia; che, oltretutto, le esportazioni di armi contribuiscono a creare circostanze che costringono le persone a fuggire dai propri paesi; che ciò costituisce un valido motivo per istituire un sistema di controllo delle armi rigoroso, trasparente, efficace e comunemente accettato e definito;

C.  considerando che la posizione comune del Consiglio 2008/944/PESC costituisce un quadro giuridicamente vincolante che prevede otto criteri; che l'inosservanza di tali criteri dovrebbe comportare il rifiuto della licenza di esportazione (criteri da 1 a 4) o quantomeno valutazioni in tal senso (criteri da 5 a 8); che la decisione di trasferire o rifiutare di trasferire una qualsiasi tecnologia o attrezzatura militare resta di competenza esclusiva di ciascuno Stato membro, conformemente all'articolo 4, paragrafo 2 della posizione comune;

D.  considerando che i più recenti dati(18) mostrano che le esportazioni dall'UE a 28 nel periodo 2013-2017 ammontavano al 27 % del totale mondiale, e che l'UE a 28 nel suo complesso è pertanto il secondo maggiore fornitore di armi del mondo dopo gli Stati Uniti (34 %) e prima della Russia (22 %); che nel 2015 e nel 2016 si è registrato il numero più elevato di licenze di esportazioni di armi dall'inizio della raccolta di dati dell'UE, per un valore complessivo di 195,95 miliardi di EUR nel 2015 e, stando alla più recente relazione del gruppo "Esportazioni di armi convenzionali" (COARM), 191,45 miliardi di EUR nel 2016(19); che purtroppo i dati relativi al 2015 e al 2016 sono fuorvianti e imprecisi, in quanto il volume delle licenze è in parte più un'espressione di intenti che un dato esatto sulle reali esportazioni che si prevede possano concretizzarsi nel prossimo futuro;

E.  considerando che le relazioni annuali del COARM costituiscono finora l'unico strumento finalizzato a trattare l'attuazione della posizione comune; che tali relazioni hanno contribuito a rendere più trasparenti le esportazioni di armi degli Stati membri e che il manuale per l'uso si è arricchito di molti orientamenti e chiarimenti; che la posizione comune ha consentito di ottenere maggiori informazioni sulla concessione di licenze per l'esportazione di armi;

F.  considerando che il contesto della sicurezza mondiale e regionale è cambiato drasticamente, in particolare per quanto concerne il vicinato meridionale e orientale dell'Unione, mettendo in luce l'urgente necessità di migliorare e rendere più sicure le modalità di produzione delle informazioni per le valutazioni dei rischi correlati al rilascio di licenze di esportazione;

G.  considerando che l'articolo 3 della posizione comune sancisce che gli otto criteri rappresentano solamente norme minime e lasciano impregiudicate eventuali misure più restrittive sul controllo degli armamenti che gli Stati membri potrebbero adottare; che il processo decisionale che porta al rilascio o al rifiuto di una licenza di esportazione di armi è competenza esclusiva degli Stati membri;

H.  considerando che non tutti gli Stati membri trasmettono dati esaustivi al COARM; che a causa delle diverse modalità di raccolta e procedure di trasmissione dei dati dei singoli Stati membri, nonché della loro differente interpretazione degli otto criteri, le serie di dati risultano incomplete e non omogenee e le pratiche di esportazione di armi divergono considerevolmente; che lo scambio di informazioni deve rispettare le legislazioni nazionali e le procedure amministrative di ciascun paese;

I.  considerando che attualmente non esistono meccanismi di verifica e di rendicontazione uniformi e indipendenti, riguardo alla conformità agli otto criteri della posizione comune;

J.  considerando che negli ultimi anni sono stati adottati provvedimenti per il commercio di armi leggere e di piccolo calibro, con una versione aggiornata dell'elenco di beni e tecnologie a duplice uso nel quadro dell'intesa di Wassenaar; che, benché tematiche come il controllo dell'intermediazione di armi, la produzione su licenza al di fuori dell'Unione europea e il controllo sull'acquirente finale siano state iscritte all'ordine del giorno e in parte riprese nella posizione comune stessa, molti prodotti, segnatamente nel campo dei beni a duplice uso, della tecnologia informatica e della sorveglianza, non sono ancora soggetti al sistema di controllo;

K.  considerando che la diciannovesima relazione annuale evidenzia che il 40,5 % delle licenze per l'esportazione di armi è stato concesso a paesi nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) per un valore di 77,5 miliardi di EUR, e in particolare l'Arabia Saudita, l'Egitto e gli Emirati arabi uniti hanno assorbito la maggior parte di tali esportazioni per un valore di 57,9 miliardi di EUR;

L.  considerando che, in taluni casi, le armi esportate verso alcuni paesi, quali ad esempio l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti e i paesi membri della coalizione guidata dall'Arabia Saudita, sono state utilizzate in conflitti come quello dello Yemen; che tali esportazioni costituiscono una violazione manifesta della posizione comune;

M.  considerando che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen, ha invitato il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR/VP) ad avviare un'iniziativa finalizzata all'imposizione da parte dell'UE di un embargo sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita;

N.  considerando che le armi di cui gli Stati membri dell'UE hanno autorizzato il trasferimento e che sono state poi utilizzate nell'attuale conflitto yemenita hanno avuto un impatto catastrofico sullo sviluppo sostenibile dello Yemen;

O.  considerando che il settore della difesa è divenuto un punto focale delle politiche dell'Unione, dal momento che nella strategia globale dell'UE si stabilisce che "un'industria europea della difesa sostenibile, innovativa e competitiva è essenziale per l'autonomia strategica dell'Europa e per la credibilità della PSDC"(20); che le esportazioni di armi sono essenziali per rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa europea e che l'industria della difesa si occupa principalmente di garantire la difesa e la sicurezza degli Stati membri dell'Unione, contribuendo nel contempo all'attuazione della PESC; che il compito principale del Fondo europeo per la difesa e, in quanto precursore, dell'EDIDP istituito di recente, è quello di "sostenere la competitività dell'industria europea della difesa"(21);

P.  considerando che le misure di trasparenza, come il controllo sulle esportazioni di armi, contribuiscono al rafforzamento della fiducia tra gli Stati;

Q.  considerando che l'articolo 10 della posizione comune afferma chiaramente che il rispetto degli otto criteri ha la priorità rispetto a eventuali interessi economici, sociali, commerciali o industriali degli Stati membri;

Rafforzamento della posizione comune e miglioramento della sua attuazione

1.  sottolinea che gli Stati hanno il diritto legittimo di acquisire tecnologia militare a fini di autodifesa; prende atto che il mantenimento di un'industria della difesa rientra nella necessità di autodifesa degli Stati membri;

2.  prende atto che il mercato europeo della difesa funge da strumento per garantire la sicurezza e la difesa degli Stati membri e dei cittadini dell'Unione e contribuisce all'attuazione della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e in particolare della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); invita gli Stati membri a superare l'attuale inefficienza della spesa per la difesa dovuta alle duplicazioni, alla frammentazione e all'assenza di interoperabilità, nonché a puntare a rendere l'UE garante della sicurezza anche attraverso un maggiore controllo delle esportazioni di armi;

3.  riconosce che l'UE è la sola unione di Stati a disporre di un quadro giuridicamente vincolante che permette di migliorare il controllo sulle esportazioni di armi, anche verso le regioni di crisi e i paesi con una dubbia situazione in materia di diritti umani; accoglie con favore, al riguardo, il fatto che diversi Stati europei e paesi terzi non europei abbiano aderito al sistema di controllo delle esportazioni di armi sulla base della posizione comune; incoraggia inoltre i restanti paesi candidati, i paesi che stanno per ottenere lo status di paese candidato o i paesi che desiderino comunque avvicinarsi al percorso di adesione all'UE ad applicare le disposizioni della posizione comune;

4.  sottolinea la pressante necessità di rafforzare il ruolo delle delegazioni dell'UE nel fornire assistenza agli Stati membri e al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) per la valutazione dei rischi connessi alla concessione di licenze per l'esportazione e per la realizzazione dei controlli degli utilizzatori finali, dei controlli post-spedizione e delle ispezioni in loco;

5.  constata che gli Stati membri applicano e interpretano gli otto criteri in maniera non omogenea; chiede un'applicazione uniforme, coerente e coordinata degli otto criteri, nonché la piena attuazione della posizione comune e di tutti gli obblighi che ne derivano;

6.  ritiene che la modalità di valutazione dei rischi correlati al rilascio di licenze di esportazione dovrebbe contemplare un principio di precauzione e che gli Stati membri oltre a valutare se una specifica tecnologia militare possa essere utilizzata o meno a fini di repressione interna o per altri scopi indesiderati, dovrebbero anche valutare i rischi sulla base della situazione generale nel paese di destinazione, tenendo conto di fattori quali lo stato della sua democrazia, lo Stato di diritto e lo sviluppo socioeconomico;

7.  invita gli Stati membri e il SEAE, in linea con le sue raccomandazioni del 13 settembre 2017, a utilizzare l'attuale processo di revisione per rafforzare i meccanismi di scambio di informazioni, rendendo disponibili informazioni migliori dal punto di vista qualitativo e quantitativo per le valutazioni dei rischi correlati al rilascio di licenze di esportazione, come segue:

   a) fornendo maggiori informazioni sulle licenze di esportazione e sulle esportazioni effettive, condivise in maniera sistematica e tempestiva, anche in relazione a utilizzatori finali che destano preoccupazione, a casi di sviamento, a certificati di destinazione finale contraffatti o problematici per altre ragioni, nonché a intermediari o a imprese di trasporto sospetti, in conformità delle leggi nazionali;
   b) tenendo una lista di entità e individui condannati per violazione della normativa in materia di esportazione di armi, di casi identificati di sviamento e di persone di cui è sospetto o noto il coinvolgimento nel commercio illegale di armi o in attività che minacciano la sicurezza internazionale e nazionale;
   c) condividendo le migliori pratiche adottate per l'applicazione degli otto criteri;
   d) trasformando il manuale per l'uso in una risorsa interattiva online;
   e) trasformando, entro la fine del 2019, la relazione annuale dell'UE in una banca dati online aperta e pubblica, il cui nuovo formato si applicherà ai dati relativi al 2017;
   f) incentivando chiare e ben consolidate procedure di collaborazione tra le forze dell'ordine e le autorità di frontiera basate sullo scambio di informazioni, al fine di rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e sradicare il traffico illegale di armi, che costituisce un elemento di rischio per la sicurezza dell'UE e dei suoi cittadini;

8.  invita gli Stati membri e il SEAE a incrementare il personale che si occupa delle questioni relative alle esportazioni sia a livello nazionale che dell'UE; incoraggia l'uso dei fondi dell'Unione per lo sviluppo delle capacità dei funzionari preposti al rilascio delle licenze e delle forze dell'ordine negli Stati membri;

9.  ricorda che tra le ragioni alla base dell'elaborazione della posizione comune vi erano quella di evitare che gli armamenti europei fossero utilizzati contro le forze armate degli Stati membri e quella di prevenire le violazioni dei diritti umani e il prolungamento di conflitti armati; ribadisce che la posizione comune stabilisce i requisiti minimi che gli Stati membri sono tenuti ad applicare nell'ambito del controllo delle esportazioni di armi e prevede l'obbligo di valutare una domanda di licenza di esportazione in base a tutti gli otto criteri ivi elencati;

10.  critica il fatto che gli Stati membri manchino sistematicamente di applicare gli otto criteri e che la tecnologia militare raggiunga talvolta destinazioni e utilizzatori finali che non soddisfano i criteri della posizione comune; ribadisce la sua richiesta di una valutazione indipendente del rispetto da parte degli Stati membri degli otto criteri della posizione comune; ritiene che occorra promuovere una maggiore convergenza nell'applicazione degli otto criteri; si rammarica per l'assenza di disposizioni relative alle sanzioni da imporre agli Stati membri che non abbiano preliminarmente verificato il rispetto degli otto criteri al momento della concessione delle licenze; esorta gli Stati membri a migliorare la coerenza nell'attuazione della posizione comune e consiglia loro di provvedere a disporre modalità per le verifiche indipendenti;

11.  ritiene che le esportazioni verso l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti e gli altri membri della coalizione guidata dall'Arabia Saudita nello Yemen violino almeno il criterio 2, visto il coinvolgimento di tali paesi nelle gravi violazioni del diritto umanitario, come accertato dalle autorità competenti delle Nazioni Unite; ribadisce l'appello già lanciato il 13 settembre 2017 riguardo alla necessità urgente di imporre un embargo sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita e invita l'AR/VP e il Consiglio a estendere tale embargo anche a tutti gli altri membri della coalizione a guida saudita nello Yemen;

12.  ritiene sia necessario avviare un processo che porti a un meccanismo sanzionatorio nei confronti degli Stati membri che non rispettano la posizione comune;

13.  prende atto che alcuni Stati membri hanno interrotto la fornitura di armi all'Arabia Saudita e ad altri membri della coalizione a guida saudita nello Yemen a causa delle loro azioni, mentre altri hanno continuato a fornire tecnologia militare; si congratula con quegli Stati membri, quali la Germania e i Paesi Bassi, che hanno modificato le loro prassi in merito al conflitto nello Yemen; esprime tuttavia profondo rammarico per il fatto che altri Stati membri non sembrano tenere conto del comportamento del paese di destinazione e dell'uso finale delle armi e delle munizioni esportate; sottolinea che tale disparità nella prassi rischia di compromettere l'intero regime europeo di controllo delle armi;

14.  è allarmato per il fatto quasi tutte le richieste di licenza di esportazione verso paesi specifici, quali l'Arabia Saudita, siano state accolte nonostante le esportazioni verso tali paesi violino almeno i criteri da 1 a 6 della posizione comune, tenendo conto del fatto che il mancato soddisfacimento dei criteri da 1 a 4 deve comportare il rifiuto della licenza; deplora che quasi tutte le richieste di licenza (il 95 %) di esportazione verso l'Arabia Saudita siano state accolte per quanto riguarda la categoria ML9(22) (navi da guerra utilizzate per realizzare il blocco navale imposto allo Yemen), e le categorie ML10 (aeromobili) e ML4 (bombe, ecc.), che sono state fondamentali per la campagna aerea, contribuendo al deterioramento della situazione umanitaria e dello sviluppo sostenibile dell'intero paese e alle attuali sofferenze della popolazione yemenita;

15.  è sconcertato dalla quantità di armi e munizioni prodotte nell'UE e trovate nelle mani di Da'esh in Siria e in Iraq; segnala che la Bulgaria e la Romania non hanno dato efficace applicazione alla posizione comune per quanto riguarda i ritrasferimenti non conformi ai certificati di destinazione finale; invita tutti gli Stati membri a rifiutare in futuro trasferimenti analoghi, in particolare verso gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, e invita il SEAE e gli Stati membri, in particolare la Bulgaria e la Romania, a spiegare, nel quadro del COARM, ma anche pubblicamente in sede di sottocommissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo (SEDE), quali iniziative sono state adottate in materia; invita il SEAE ad affrontare i numerosi casi emersi grazie alla recente relazione di Conflict Armament Research e a esaminare, in seno al COARM e nelle apposite sedi, metodi più efficaci per lo svolgimento delle valutazioni dei rischi di diversione, in particolare introducendo per gli Stati membri, nell'ambito del processo di revisione, l'obbligo di negare una licenza di esportazione qualora sussista un rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere oggetto di diversione; decide di avviare un'indagine al riguardo;

16.  esprime preoccupazione per il fatto che la fornitura di sistemi d'arma in tempi di guerra e in situazioni di forte tensione politica possa avere conseguenze negative sproporzionate sui civili; sottolinea che i conflitti dovrebbero essere risolti in via prioritaria con mezzi diplomatici; invita pertanto gli Stati membri dell'UE a impegnarsi per un'autentica politica estera e di sicurezza comune;

17.  riconosce che una migliore applicazione del criterio 8 potrebbe contribuire in modo determinante alla coerenza delle politiche dell'UE in materia di obiettivi di sviluppo e obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, con particolare riferimento all'obiettivo 16.4; invita gli Stati membri e il SEAE ad avvalersi dell'attuale processo di revisione della posizione comune in tal senso; raccomanda al riguardo di aggiornare il manuale per l'uso e di concentrarsi non soltanto sull'impatto sullo sviluppo dell'acquisto di armi nel paese destinatario, ma anche sul potenziale danno arrecato allo sviluppo dall'uso di armi, anche in paesi diversi dal destinatario;

18.  suggerisce di valutare le possibilità di cui l'Unione dispone per fornire sostegno agli Stati membri nel conformarsi agli otto criteri della posizione comune, in particolare offrendo informazioni nelle fasi di valutazione dei rischi, di verifica degli utilizzatori finali e di verifica ex ante delle spedizioni e fornendo un elenco periodicamente aggiornato dei paesi terzi che rispettano i criteri della posizione comune;

19.  prende atto del riesame che il Consiglio sta svolgendo, previsto per il 2018, riguardante l'attuazione della posizione comune e il conseguimento dei suoi obiettivi; chiede che il riesame della posizione comune analizzi il modo in cui essa è attuata a livello nazionale, ivi compresa una valutazione delle diverse modalità della sua applicazione nelle leggi e normative degli Stati, dei metodi utilizzati per valutare le domande di licenza, nonché degli enti governativi e dei ministeri coinvolti; sottolinea, in tale contesto, che i progetti finanziati a titolo dell'EDIDP, di recente istituzione, e del futuro Fondo per la difesa devono essere soggetti a meccanismi/regimi di controllo e rendicontazione nazionali e dell'Unione nonché essere sottoposti al pieno controllo parlamentare; ritiene che anche il proposto Strumento per la pace debba essere soggetto al pieno controllo parlamentare;

20.  invita gli Stati membri a superare l'attuale inefficienza della spesa per la difesa dovuta alle duplicazioni, alla frammentazione e all'assenza di interoperabilità, nonché a puntare a rendere l'UE un garante della sicurezza anche attraverso un maggiore controllo delle esportazioni di armi;

21.  sostiene che, nell'ambito del prossimo regolamento che istituisce il Fondo europeo per la difesa (FED) (COM(2018)0476), le azioni connesse con prodotti relativi alle armi leggere e di piccolo calibro, laddove siano sviluppate principalmente ai fini dell'esportazione, dovrebbero essere escluse dai fondi dell'Unione;

22.  sostiene che, nel contesto della Brexit, sarebbe importante che il Regno Unito si impegni a restare vincolato dalla posizione comune e ad applicarne le disposizioni operative, come altri paesi terzi europei;

23.  sottolinea che l'ambizione di accrescere la competitività del settore europeo della difesa non deve compromettere l'applicazione degli otto criteri della posizione comune poiché essi sono prioritari rispetto a eventuali interessi economici, commerciali, sociali o industriali degli Stati membri;

24.  ritiene che l'attuazione della direttiva 2009/43/CE, che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa, debba essere coerente con la posizione comune, anche per quanto riguarda i componenti e le parti di ricambio; constata che la posizione comune non prevede alcuna limitazione al suo campo di applicazione e che, di conseguenza, gli otto criteri si applicano anche ai trasferimenti all'interno dell'UE;

25.  ribadisce l'effetto dannoso che le esportazioni non sufficientemente controllate di tecnologie di cibersorveglianza da parte delle imprese dell'UE può avere sulla sicurezza dell'infrastruttura digitale dell'Unione e sul rispetto dei diritti umani; sottolinea, al riguardo, l'importanza di un aggiornamento rapido, efficace e globale del regolamento UE sui prodotti a duplice uso; ricorda la posizione del Parlamento in relazione alla proposta della Commissione, approvata a larghissima maggioranza nel gennaio 2018, e propone al Consiglio di elaborare una posizione al fine di consentire ai colegislatori di giungere a un accordo prima della fine della legislatura; invita gli Stati membri, per quanto concerne i controlli delle esportazioni e l'applicazione degli otto criteri, a prestare maggiore attenzione a quei prodotti che possono essere utilizzati per scopi sia civili sia militari, come ad esempio le tecnologie di sorveglianza, come pure ai componenti che possono essere impiegati in una guerra cibernetica o per perpetrare violazioni dei diritti umani; esorta gli Stati membri e la Commissione a investire fondi sufficienti in tecnologie e risorse umane per formare le persone sui programmi specifici di cibersicurezza; invita gli Stati membri a promuovere a livello internazionale l'aggiunta di tali prodotti negli elenchi di controllo (con particolare riferimento all'intesa di Wassenaar);

26.  incoraggia gli Stati membri a effettuare un esame più dettagliato della produzione su licenza da parte dei paesi terzi e a garantire il rafforzamento delle salvaguardie contro gli usi indesiderati; chiede l'applicazione rigorosa della posizione comune per quanto riguarda la produzione su licenza in paesi terzi; chiede di limitare gli accordi di produzione su licenza ai paesi che sono parti contraenti o firmatari dell'ATT e di obbligare questi paesi terzi a esportare soltanto le attrezzature prodotte su licenza con l'esplicita autorizzazione dello Stato membro di esportazione originario;

27.  sottolinea la necessità di mettere a punto un approccio per le situazioni in cui gli Stati membri interpretano diversamente gli 8 criteri della posizione comune in caso di esportazioni di prodotti sostanzialmente affini verso destinazioni e utilizzatori finali simili, al fine di mantenere condizioni di parità e tutelare la credibilità dell'UE all'estero;

28.  invita gli Stati membri e il SEAE a elaborare una strategia specifica per tutelare formalmente gli individui che denunciano pratiche di enti e imprese del settore degli armamenti che risultino contrarie ai criteri e ai principi della posizione comune;

29.  chiede, inoltre, che gli otto criteri siano ampliati e applicati anche ai trasferimenti di personale militare, di sicurezza e di polizia, ai servizi, al know-how e alla formazione nel campo delle esportazioni di armi, alla tecnologia della sicurezza e ai servizi militari e di sicurezza privati;

30.  invita gli Stati membri e il SEAE a collaborare strettamente per prevenire i rischi derivanti dalla diversione e dall'accumulo di armi, quali ad esempio il contrabbando e il traffico illecito di armi; pone l'accento sul rischio che le armi esportate verso i paesi terzi rientrino nell'UE tramite il contrabbando e il traffico di armi;

31.  chiede agli Stati membri e al SEAE di introdurre un nuovo criterio nella posizione comune al fine di garantire che, al momento della concessione delle licenze, si tenga debitamente conto del rischio di corruzione in relazione alle esportazioni;

Relazione annuale del COARM

32.  apprezza gli sforzi profusi dal COARM per promuovere la cooperazione, il coordinamento, la convergenza (con il ricorso, in particolare, al manuale per l'uso della posizione comune), nonché il rafforzamento e l'applicazione della posizione comune, segnatamente per quanto riguarda le campagne di sensibilizzazione e i processi di avvicinamento e di armonizzazione all'interno dell'Unione europea e con i paesi terzi;

33.  si rammarica per la pubblicazione molto tardiva della diciottesima relazione annuale per il 2015 nel marzo 2017 e della diciannovesima relazione annuale per il 2016 nel febbraio 2018; chiede che sia garantita una procedura di informazione e presentazione dei contributi più standardizzata e tempestiva, stabilendo un calendario rigoroso per la comunicazione dei dati che non vada oltre il gennaio successivo all'anno in cui sono avvenute le esportazioni e introducendo una data fissa di pubblicazione che non vada oltre il marzo successivo all'anno in cui sono avvenute le esportazioni;

34.  ricorda che, a norma dell'articolo 8, paragrafo 2, della posizione comune, tutti gli Stati membri sono tenuti a fornire informazioni in merito alle loro esportazioni di armi e li esorta a rispettare pienamente i loro obblighi sanciti dalla posizione comune; sottolinea che per comprendere le modalità di applicazione degli otto criteri sono essenziali dati di qualità elevata e disaggregati sulle effettive consegne;

35.  critica il fatto che alcuni Stati membri non abbiano fornito contributi esaustivi per la diciannovesima relazione annuale sulla base di dati dettagliati e specifici per paese; esprime preoccupazione per il fatto che, di conseguenza, manchino importanti informazioni nella relazione annuale del COARM, che non è quindi aggiornata né in grado di presentare un quadro completo delle attività di esportazione degli Stati membri; ritiene necessario introdurre un sistema di verifica e di rendicontazione standardizzato che fornisca informazioni maggiormente dettagliate ed esaustive; ribadisce il proprio invito a tutti gli Stati membri che non hanno fornito contributi completi, a presentare informazioni aggiuntive riguardo alle loro precedenti esportazioni in vista della prossima relazione annuale;

36.  osserva che, in base a quanto riportato nella diciannovesima relazione annuale, vi sono divergenze nell'applicazione dei criteri invocati a fini del rifiuto, in particolare il criterio 1 è stato invocato 82 volte, il criterio 2 è stato invocato 119 volte, il criterio 3 303 volte, il criterio 4 85 volte, il criterio 5 8 volte, il criterio 6 12 volte, il criterio 7 139 volte e il criterio 8 una sola volta; rileva con preoccupazione che il numero di licenze rifiutate è diminuito in termini sia totali che relativi (nel 2016 solo lo 0,76 % delle domande di licenza è stato negato rispetto a quasi l'1 % nel 2015); prende atto con disappunto del fatto che la relazione continua a non includere i dati relativi all'esito delle consultazioni sulle notifiche di rifiuto e invita gli Stati membri a includere tali dati nelle future relazioni annuali;

37.  suggerisce che siano raccolte informazioni supplementari dagli Stati membri e che siano pubblicate sia a livello nazionale che nella relazione annuale del COARM; suggerisce altresì di completare la relazione annuale del COARM con una sintesi che contenga, tra l'altro, un'analisi comparata delle tendenze rispetto agli anni precedenti e cifre aggregate;

Parlamento e società civile

38.  osserva che non tutti i parlamenti nazionali dell'Unione esercitano un controllo sulle decisioni del governo in merito al rilascio di licenze; fa riferimento al regolamento del Parlamento che prevede la possibilità di fornire risposte periodiche alle relazioni annuali dell'UE sull'esportazione di armi e chiede a tale riguardo di migliorare la situazione attuale e di garantire che il Parlamento europeo risponda alla relazione annuale COARM con la propria relazione annuale, che dovrebbe essere fuori quota; invita i parlamenti nazionali a scambiare le buone pratiche, laddove disponibili, in materia di comunicazione e controllo delle esportazioni di armi;

39.  sottolinea l'importante ruolo svolto dai parlamenti nazionali, dal Parlamento europeo, dalla società civile, dalle autorità di controllo delle esportazioni di armi e dalle associazioni di settore nel sostenere e promuovere a livello nazionale e unionale le norme stabilite dalla posizione comune e nell'istituire un sistema di controllo trasparente e affidabile; chiede, pertanto, un meccanismo di controllo trasparente e solido che rafforzi il ruolo dei parlamenti e della società civile; incoraggia i parlamenti nazionali, la società civile e il mondo accademico a esercitare un controllo indipendente sul commercio delle armi e invita gli Stati membri e il SEAE a sostenere tali attività, anche tramite mezzi finanziari;

40.  sottolinea l'importanza e la legittimità del controllo parlamentare sui dati e sulle modalità di esecuzione dei controlli sulle esportazioni di armi; chiede, in tale contesto, di fornire le misure, il sostegno e le informazioni necessari per far sì che la funzione di controllo pubblico possa essere esercitata appieno;

41.  suggerisce che le esportazioni di prodotti finanziati nell'ambito dell'EDIDP e/o del Fondo europeo per la difesa siano elencate separatamente all'interno dei dati presentati al COARM, al fine di garantire un attento monitoraggio dei prodotti finanziati tramite risorse di bilancio dell'Unione; chiede che il Consiglio e il Parlamento giungano a un accordo in merito un regime dettagliato di interpretazione e attuazione che preveda un'autorità di vigilanza, un organo sanzionatore e un comitato etico, onde assicurare che i criteri della posizione comune siano applicati almeno ai prodotti finanziati a titolo dell'EDIDP e/o del Fondo europeo per la difesa, al fine di garantire ai paesi interessati condizioni di parità in merito alle esportazioni; sottolinea che l'interpretazione e l'attuazione comuni dovrebbero essere applicate, in prospettiva, a tutte le esportazioni di armi dagli Stati membri;

Controllo degli armamenti e disarmo a livello internazionale

42.  ricorda le ambizioni dell'Unione di agire come un attore globale per la pace; ritiene che l'Unione europea debba assumersi maggiore responsabilità per quanto concerne la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo, adottando altre iniziative volte alla limitazione degli armamenti e al disarmo, e che, in qualità di attore globale responsabile, debba fungere da guida, vale a dire assumere un ruolo attivo, sostenuta dal massimo impegno degli Stati membri, nel raggiungere una posizione comune nel campo della non proliferazione degli armamenti, del disarmo mondiale e dei controlli sui trasferimenti di armi, nonché nell'ambito del potenziamento di ricerca e sviluppo in materia di tecnologie e processi di conversione da strutture di uso militare a strutture di uso civile, e adottando misure quali agevolazioni per l'esportazione di tali beni;

43.  ricorda che tutti gli Stati membri sono firmatari dell'ATT; chiede l'universalizzazione dell'ATT e una maggiore attenzione ai paesi non firmatari; plaude inoltre alle iniziative di sensibilizzazione riguardanti l'ATT e sostiene l'efficace attuazione dello stesso;

44.  incoraggia gli Stati membri ad assistere i paesi terzi nell'elaborazione, aggiornamento, miglioramento e applicazione dei sistemi di controllo delle armi conformi alla posizione comune;

45.  ribadisce la propria posizione sui sistemi d'arma autonomi letali (LAWS); chiede di vietare l'esportazione di prodotti utilizzati per lo sviluppo e la produzione di detti sistemi d'arma;

46.  sottolinea che un efficace accordo internazionale sul controllo delle esportazioni di armi dovrebbe contemplare tutti i trasferimenti, inclusi anche il trasferimento tra Stati, il trasferimento tra Stati e utilizzatori finali privati, il leasing e il prestito, le donazioni e i trasferimenti sotto forma di assistenza o di altra prestazione;

o
o   o

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale della NATO e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99.
(2) GU C 56 del 14.2.2018, pag. 1.
(3) GU L 17 del 23.1.2018, pag. 40.
(4) GU L 139 del 30.5.2017, pag. 38.
(5) GU C 98 del 15.3.2018, pag. 1.
(6) http://www.wassenaar.org/control-lists/, "Elenco di beni e tecnologie a duplice uso e munizioni" nel quadro dell'intesa di Wassenaar per il controllo delle esportazioni di armi convenzionali e di beni e tecnologie a duplice uso.
(7) Trattato sul commercio delle armi, Nazioni Unite, 13-27217.
(8) GU L 146 del 10.6.2009, pag. 1.
(9) GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1.
(10) GU L 338 del 13.12.2016, pag. 1.
(11) A/HRC/35/8.
(12) GU C 337 del 20.9.2018, pag. 63.
(13) GU C 399 del 24.11.2017, pag. 178.
(14) GU C 35 del 31.1.2018, pag. 142.
(15) GU C 331 del 18.9.2018, pag. 146.
(16) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 104.
(17) GU C 285 del 29.8.2017, pag. 110.
(18) Trends in International Arms Transfers, 2017 (scheda informativa del SIPRI, marzo 2018).
(19) http://enaat.org/eu-export-browser/licence.en.html
(20) "Visione condivisa, azione comune - Una strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea: un'Europa più forte", Bruxelles, giugno 2016.
(21) Istituzione del Fondo europeo per la difesa (COM(2017)0295), 7 giugno 2017.
(22) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52016XG0406(01)&from=IT


Conferire alle autorità garanti della concorrenza poteri di applicazione più efficace e assicurare il corretto funzionamento del mercato interno ***I
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Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e assicura il corretto funzionamento del mercato interno (COM(2017)0142 – C8-0119/2017 – 2017/0063(COD))
P8_TA(2018)0452A8-0057/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0142),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e gli articoli 103 e 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0119/2017),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 20 giugno 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8‑0057/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  prende atto della dichiarazione della Commissione allegata alla presente risoluzione;

3.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 14 novembre 2018 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e che assicura il corretto funzionamento del mercato interno

P8_TC1-COD(2017)0063


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2019/1.)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione della Commissione

La Commissione prende atto del testo dell'articolo 11 concordato dal Parlamento europeo e dal Consiglio relativo alle misure provvisorie.

Le misure provvisorie possono rappresentare uno strumento chiave per le autorità garanti della concorrenza per garantire che la concorrenza non sia danneggiata mentre è in corso un'indagine.

Al fine di consentire alle autorità garanti della concorrenza di far fronte in maniera più efficace agli sviluppi nei mercati in rapida evoluzione, la Commissione si impegna a svolgere un'analisi all'interno della rete europea della concorrenza per stabilire se vi sia il modo di semplificare l'adozione delle misure provvisorie entro due anni dalla data di recepimento della presente direttiva. I risultati di questa analisi saranno presentati al Parlamento europeo e al Consiglio.


Codice europeo delle comunicazioni elettroniche ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione) (COM(2016)0590 – C8-0379/2016 – 2016/0288(COD))
P8_TA(2018)0453A8-0318/2017

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0590),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0379/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il parere motivato inviato dal Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 26 gennaio 2017(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8 febbraio 2017(2),

–  visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(3),

–  vista la lettera in data 17 ottobre 2016 della commissione giuridica alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 29 giugno 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 104 e 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0318/2017),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta della Commissione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 14 novembre 2018 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione)

P8_TC1-COD(2016)0288


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2018/1972.)

(1) GU C 125 del 21.4.2017, pag. 65.
(2) GU C 207 del 30.6.2017, pag. 87.
(3) GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.


Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche ***I
PDF 116kWORD 64k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (COM(2016)0591 – C8-0382/2016 – 2016/0286(COD))
P8_TA(2018)0454A8-0305/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0591),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0382/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto il parere motivato inviato dal Senato francese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 25 gennaio 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 29 giugno 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0305/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 14 novembre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), modifica il regolamento (UE) 2015/2120 e abroga il regolamento (CE) n. 1211/2009

P8_TC1-COD(2016)0286


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2018/1971.)

(1) GU C 125 del 21.4.2017, pag. 65.


Livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 14 novembre 2018, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi (COM(2018)0284 – C8-0197/2018 – 2018/0143(COD))(1)
P8_TA(2018)0455A8-0354/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 1 bis (nuovo)
(1 bis)   La diffusione di veicoli pesanti a emissioni zero dovrebbe contribuire alla soluzione dei principali problemi di mobilità urbana. Oltre a essere indispensabile per ridurre le emissioni di CO₂ generate dal trasporto su strada, la promozione di tali veicoli da parte dei costruttori è fondamentale anche per ridurre efficacemente gli inquinanti atmosferici e i livelli eccessivi di rumore nelle città e nelle aree urbane.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  A seguito della strategia per una mobilità a basse emissioni, nei mesi di maggio19 e novembre20 2017 la Commissione ha adottato due pacchetti sulla mobilità. I pacchetti contengono un'agenda positiva per la realizzazione della strategia suddetta e per garantire una transizione agevole verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti.
(2)  A seguito della strategia per una mobilità a basse emissioni, nei mesi di maggio19 e novembre20 2017 la Commissione ha adottato due pacchetti sulla mobilità. I pacchetti contengono un'agenda positiva per la realizzazione della strategia suddetta e per garantire una transizione agevole verso una mobilità a emissioni zero, competitiva e interconnessa per tutti.
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19 L'Europa in movimento – Un'agenda per una transizione socialmente equa verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti (COM(2017)0283).
19 L'Europa in movimento – Un'agenda per una transizione socialmente equa verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti (COM(2017)0283).
20 Mobilità a basse emissioni: manteniamo gli impegni - Un'Unione europea che protegge il pianeta, dà forza ai suoi consumatori e difende la sua industria e i suoi lavoratori (COM(2017)0675).
20 Mobilità a basse emissioni: manteniamo gli impegni - Un'Unione europea che protegge il pianeta, dà forza ai suoi consumatori e difende la sua industria e i suoi lavoratori (COM(2017)0675).
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Il presente regolamento fa parte del terzo pacchetto sulla mobilità "L'Europa in movimento", che mantiene gli impegni della nuova strategia per la politica industriale del settembre 201721 e intende completare il processo che consentirà all'Unione di sfruttare appieno i vantaggi della modernizzazione e decarbonizzazione in questo settore. Il pacchetto si prefigge di rendere la mobilità europea più sicura e accessibile, l'industria europea più competitiva, i posti di lavoro in Europa più sicuri e il sistema mobilità più pulito e più adatto alla necessità imperativa di affrontare i cambiamenti climatici. Ciò richiederà il pieno impegno dell'Unione, degli Stati membri e dei portatori di interessi, non da ultimo intensificando gli sforzi per ridurre le emissioni di CO2 e l'inquinamento atmosferico.
(3)  Il presente regolamento fa parte del terzo pacchetto sulla mobilità "L'Europa in movimento", che mantiene gli impegni della nuova strategia per la politica industriale del settembre 201721 e intende completare il processo che consentirà all'Unione di sfruttare appieno i vantaggi della modernizzazione e decarbonizzazione in questo settore. Il pacchetto si prefigge di rendere la mobilità europea più sicura e accessibile, l'industria europea più competitiva, i posti di lavoro in Europa più sicuri e di far sì che il settore abbia decisamente imboccato un percorso di azzeramento delle emissioni entro la metà del secolo e sia pienamente in linea con l'accordo di Parigi. Al fine di trovare un buon equilibrio tra l'intensificazione degli sforzi volti a ridurre le emissioni di CO2 e l'inquinamento atmosferico, da un lato, e la promozione dell'innovazione nell'industria automobilistica dell'Unione e il rafforzamento della competitività dell'Unione, dall'altro, è necessario il pieno impegno dell'Unione, degli Stati membri e dei portatori di interessi.
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21 Investire in un'industria intelligente, innovativa e sostenibile – Una nuova strategia di politica industriale dell'UE (COM(2017)0479).
21 Investire in un'industria intelligente, innovativa e sostenibile – Una nuova strategia di politica industriale dell'UE (COM(2017)0479).
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Il presente regolamento, insieme a quello sui livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri22, delinea un percorso chiaro per la riduzione delle emissioni di CO2 generate dal settore dei trasporti stradali e contribuisce a conseguire l'obiettivo vincolante relativo alla riduzione entro il 2030 in tutti i settori economici dell'economia dell'Unione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% rispetto al 1990, come sancito nelle conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014 e approvato nella sessione del Consiglio "Ambiente" del 6 marzo 2015 quale contributo previsto dell'Unione, stabilito a livello nazionale, nell'ambito dell'accordo di Parigi.
(4)  Il presente regolamento, insieme al regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio22, delinea un percorso chiaro per la riduzione delle emissioni di CO₂ generate dal settore dei trasporti stradali e contribuisce a conseguire l'obiettivo vincolante relativo alla riduzione, entro il 2030, delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 %, rispetto al 1990, in tutti i settori economici dell'economia dell'Unione, come necessario per rispettare l'accordo di Parigi.
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22 Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi nell'ambito dell'approccio integrato dell'Unione finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri e che modifica il regolamento (CE) n. 715/2007 (GU L … del …, pag. ...).
22 Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi nell'ambito dell'approccio integrato dell'Unione finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri e che modifica il regolamento (CE) n. 715/2007 (GU L … del …, pag. ...).
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  È pertanto opportuno stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ per il 2025 e per il 2030 in relazione al parco di veicoli pesanti nuovi a livello dell'Unione, tenendo conto dei tempi di rinnovo del parco veicoli e della necessità che il settore dei trasporti su strada contribuisca agli obiettivi climatici ed energetici dell'Unione per il 2030 e oltre. Questo approccio graduale fornisce anche un segnale chiaro e tempestivo all'industria, affinché non ritardi l'introduzione sul mercato di tecnologie efficienti sul piano energetico e di veicoli a basse o zero emissioni.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Le conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2014 hanno approvato una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 30% entro il 2030 rispetto ai valori del 2005 per i settori che non rientrano nel sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea. Il trasporto su strada contribuisce in modo rilevante alle emissioni di tali settori, con un livello che rimane nettamente al di sopra di quello registrato nel 1990. Se dovessero continuare ad aumentare, le emissioni del settore del trasporto su strada comprometteranno le riduzioni ottenute in altri settori per la lotta ai cambiamenti climatici.
(5)  Le conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2014 hanno approvato una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 30 % entro il 2030 rispetto ai valori del 2005 per i settori che non rientrano nel sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea. Nel 2016 il trasporto su strada era responsabile del 25 % delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione e le sue emissioni sono aumentate per il terzo anno consecutivo, confermandosi a un livello che rimane nettamente al di sopra di quello registrato nel 1990. Se dovessero continuare ad aumentare, le emissioni del settore del trasporto su strada comprometteranno le riduzioni ottenute in altri settori per la lotta ai cambiamenti climatici.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)   Alla luce dell'aumento stimato della quota delle emissioni prodotte dai veicoli pesanti, che dovrebbe arrivare al 9 % circa, e del fatto che, attualmente, non vi sono obblighi di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, sono necessarie misure specifiche per tale categoria di veicoli.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  Al fine di sfruttare appieno il potenziale di efficienza energetica e garantire che il settore dei trasporti su strada nel suo insieme contribuisca alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, è opportuno integrare le norme già esistenti in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri nuovi definendo livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 per i veicoli pesanti nuovi. Tali norme costituiranno un forte incentivo all'innovazione per tecnologie efficienti nel consumo di carburante, contribuendo a rafforzare la posizione tecnologica di punta dei costruttori e dei fornitori dell'Unione.
(9)  Al fine di sfruttare appieno il potenziale di efficienza energetica e garantire che il settore dei trasporti su strada nel suo insieme contribuisca alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, è opportuno integrare le norme già esistenti in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri nuovi definendo livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 per i veicoli pesanti nuovi. Tali norme costituiranno un forte incentivo all'innovazione per tecnologie efficienti nel consumo di carburante, contribuendo a rafforzare la posizione tecnologica di punta dei costruttori e dei fornitori dell'Unione e garantendo nel lungo termine posti di lavoro altamente qualificati.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Tenendo conto del fatto che i cambiamenti climatici sono un problema transfrontaliero e della necessità di garantire il buon funzionamento del mercato unico, sia per i servizi di trasporto su strada sia per i veicoli pesanti, è opportuno fissare norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti a livello unionale. Tali norme dovrebbero essere concepite in modo da non pregiudicare la legislazione sulla concorrenza.
(10)  Tenendo conto del fatto che i cambiamenti climatici sono un problema transfrontaliero e della necessità di garantire il buon funzionamento del mercato unico, sia per i servizi di trasporto su strada sia per i veicoli pesanti, nonché di evitare qualsiasi frammentazione del mercato, è opportuno fissare norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti a livello dell'Unione. Tali norme dovrebbero essere concepite in modo da non pregiudicare la legislazione sulla concorrenza.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)  Una transizione equa e socialmente accettabile verso una mobilità a zero emissioni entro la metà del secolo richiede cambiamenti in tutta la catena del valore del settore automobilistico, tenendo conto nel contempo dei cittadini e delle regioni di tutti gli Stati membri che potrebbero risentire negativamente di tali cambiamenti. È importante considerare gli effetti sociali della transizione ed essere proattivi nell'affrontare le implicazioni sull'occupazione. È pertanto essenziale che le attuali misure siano accompagnate anche da programmi mirati a livello di Unione, nazionale e regionale per la riqualificazione dei lavoratori, il miglioramento del loro livello di competenze e il loro ricollocamento, nonché da iniziative di formazione e ricerca di un lavoro nelle comunità e nelle regioni colpite, da realizzare in stretta collaborazione con le parti sociali e le autorità competenti.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 12 ter (nuovo)
(12 ter)   Occorre istituire rapidamente infrastrutture di ricarica e rifornimento al fine di creare un clima di fiducia per i consumatori di veicoli a zero emissioni e a basse emissioni, ed è necessaria l'interazione efficace di diversi strumenti di sostegno a livello dell'Unione e degli Stati membri per mobilitare significativi investimenti pubblici e privati.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 12 quater (nuovo)
(12 quater)   Nella strategia per una mobilità a basse emissioni è stata sottolineata l'importanza di garantire che l'elettricità generata per i veicoli elettrici provenga da fonti energetiche sostenibili e la necessità che venga al più presto varata un'iniziativa a lungo termine a livello di Unione sulle batterie di prossima generazione. Per garantire il raggiungimento di tali obiettivi saranno necessari crescenti finanziamenti a vantaggio della ricerca tecnologica in relazione alla produzione, alla gestione e allo smaltimento delle batterie dei motori elettrici, affinché gli stessi risultino sempre più eco-sostenibili.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 12 quinquies (nuovo)
(12 quinquies)   Nell'Unione la maggior parte degli operatori del trasporto merci è costituita da piccole e medie imprese con un accesso limitato ai finanziamenti. Pertanto, le soluzioni future devono essere efficaci in termini di costi ed equilibrate. È essenziale disporre di una solida struttura di incentivi per agevolare la diffusione di veicoli più efficienti sotto il profilo del consumo di carburante e prevedere meccanismi di finanziamento dell'Unione.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Per tenere conto delle innovazioni e dell'applicazione delle nuove tecnologie che incrementano il risparmio di carburante dei veicoli pesanti, lo strumento di simulazione VECTO e il regolamento (UE) 2017/2400 saranno costantemente e tempestivamente aggiornati.
(13)  Per tenere conto delle innovazioni e dell'applicazione delle nuove tecnologie che incrementano il risparmio di carburante dei veicoli pesanti, nonché dell'evoluzione della rappresentatività reale dei valori delle emissioni di CO2 determinati in conformità del regolamento (UE) 2017/2400, lo strumento di simulazione VECTO e il regolamento (UE) 2017/2400 saranno costantemente e tempestivamente aggiornati, stanziando a tale fine risorse di bilancio adeguate. Considerata l'incidenza che tali nuove tecnologie possono avere sul potenziale di riduzione delle emissioni di CO₂ del settore dei trasporti, il riesame del 2022 dovrebbe tener pienamente conto dell'evoluzione dello strumento di simulazione VECTO.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  I dati sulle emissioni di CO2 determinati ai sensi del regolamento (UE) 2017/2400 sono monitorati a norma del regolamento (UE) .../2018 del Parlamento europeo e del Consiglio25. I dati dovrebbero fungere da base per determinare sia gli obiettivi di riduzione che i quattro gruppi di veicoli pesanti più inquinanti dell'Unione devono raggiungere, sia le emissioni specifiche medie del costruttore in un determinato anno civile.
(14)  I dati sulle emissioni di CO2 determinati ai sensi del regolamento (UE) 2017/2400 sono monitorati a norma del regolamento (UE) 2018/956 del Parlamento europeo e del Consiglio25. I dati dovrebbero fungere da base per determinare sia gli obiettivi di riduzione che i quattro gruppi di veicoli pesanti più inquinanti dell'Unione devono raggiungere, sia le emissioni specifiche medie del costruttore in un determinato anno civile.
(La modifica si applica all'intero testo legislativo in esame; l'approvazione dell'emendamento implica adeguamenti tecnici in tutto il testo).
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25 Regolamento (UE) …/2018 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio e la comunicazione dei dati relativi al consumo di carburante e alle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi (GU L del , pag. ).
Regolamento (UE) 2018/956 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, concernente il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di CO₂ e del consumo di carburante dei veicoli pesanti nuovi (GU L 173 del 9.7.2018, pag. 1).
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  Occorre stabilire un obiettivo di riduzione per il 2025 corrispondente a una riduzione relativa basata sulle emissioni medie di CO2 del 2019 dei veicoli pesanti succitati, in modo da rispecchiare il diffondersi di tecnologie economicamente efficaci ormai disponibili per i veicoli convenzionali. Si dovrebbe stabilire un obiettivo ambizioso per il 2030 mentre l'obiettivo finale dovrebbe essere determinato sulla base di un riesame svolto nel 2022, in quanto vi è ancora incertezza circa l'uso di tecnologie più avanzate non ancora disponibili.
(15)  Occorre stabilire un obiettivo di riduzione per il 2025 corrispondente a una riduzione relativa basata sulle emissioni medie di CO2 del 2019 dei veicoli pesanti succitati, in modo da rispecchiare il diffondersi di tecnologie economicamente efficaci ormai disponibili per i veicoli convenzionali. Si dovrebbe stabilire un obiettivo di riduzione anche per il 2030, sulla base di un riesame svolto nel 2022 che non dovrebbe abbassare il livello di ambizione del presente regolamento, tenendo nel contempo conto del fatto che vi è ancora incertezza circa l'uso di tecnologie più avanzate non ancora disponibili.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Per i veicoli pesanti, il gas naturale liquefatto (GNL) è un combustibile alternativo al gasolio. La diffusione, già oggi e in futuro, di tecnologie più innovative basate sul GNL contribuirà al raggiungimento degli obiettivi in materia di emissioni di CO2 nel breve e medio termine, poiché il loro uso comporta una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai veicoli diesel. Il potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli alimentati a GNL è già pienamente rispecchiato nello strumento VECTO. Inoltre, le attuali tecnologie GNL garantiscono un basso livello di emissioni atmosferiche inquinanti, quali NOx e particolato. È già operativa un'infrastruttura minima di rifornimento sufficiente che va man mano ampliandosi nell'ambito di politiche nazionali di sostegno alle infrastrutture per i combustibili alternativi.
(16)  In linea con le ambizioni del presente regolamento, occorre diffondere ulteriormente infrastrutture di rifornimento e di ricarica efficienti, tecnologicamente neutre e adeguate, nell'ambito di politiche nazionali di sostegno alle infrastrutture per i combustibili alternativi.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)  Con riferimento ai veicoli professionali e ai veicoli delle categorie M2 e M3, è opportuno che la Commissione specifichi al più presto i criteri tecnici in base ai quali definire la destinazione professionale di un veicolo nonché gli autobus che rientrano nel presente regolamento.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 17 ter (nuovo)
(17 ter)  Occorre elaborare un meccanismo di convalida per lo scenario di riferimento del 2019 al fine di garantire l'esattezza e i vantaggi del presente regolamento.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 20 bis (nuovo)
(20 bis)   Al fine di conferire flessibilità al meccanismo di incentivazione per lo sviluppo di veicoli pesanti a zero emissioni, i costruttori collegati dovrebbero poter costituire un raggruppamento su base aperta, trasparente e non discriminatoria. L'accordo per la costituzione di un raggruppamento non dovrebbe avere durata superiore a cinque anni, ma dovrebbe poter essere rinnovato. La Commissione dovrebbe avere facoltà di stabilire regole e condizioni dettagliate per la costituzione di raggruppamenti su base aperta, trasparente e non discriminatoria da parte di costruttori collegati, nel rispetto del diritto della concorrenza dell'Unione.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  Contrariamente alle autovetture e ai furgoni, i veicoli pesanti a basse o zero emissioni non sono ancora disponibili sul mercato, fatta eccezione per gli autobus. Un apposito meccanismo di incentivazione, costituito da supercrediti, dovrebbe essere introdotto per facilitare la transizione verso una mobilità a emissioni zero. Si otterranno in tal modo incentivi per lo sviluppo e la diffusione sul mercato dell'Unione di veicoli pesanti a basse o zero emissioni ad integrazione degli strumenti sul lato della domanda, come la direttiva 2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio26 (direttiva Veicoli puliti).
(21)  Per garantire l'agevole transizione verso una mobilità a emissioni zero e fornire incentivi per lo sviluppo e la diffusione sul mercato dell'Unione di veicoli pesanti a basse o zero emissioni ad integrazione degli strumenti sul lato della domanda, come la direttiva 2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio26 (direttiva Veicoli puliti), è opportuno fissare per il 2025 e il 2030 un valore di riferimento relativo alla quota di veicoli pesanti a basse o zero emissioni nel parco veicoli di un costruttore.
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26 Direttiva 2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, come modifica dalla direttiva …/…/UE [COM(2017)0653] (GU L 120 del 15.5.2009, pag. 5).
26 Direttiva 2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, come modifica dalla direttiva …/…/UE [COM(2017)0653] (GU L 120 del 15.5.2009, pag. 5).
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis)  La quota minima di veicoli a basse o zero emissioni dovrebbe essere concepita in modo da garantire ai fornitori dell'infrastruttura di ricarica e ai costruttori la certezza degli investimenti, al fine di promuovere la rapida diffusione dei veicoli a basse o zero emissioni sul mercato dell'Unione, permettendo nel contempo ai costruttori di disporre di una certa flessibilità nello stabilire la tempistica dei loro investimenti. È opportuno che sia introdotto un meccanismo volto a incentivare i costruttori a immettere quanto prima sul mercato dell'Unione veicoli a basse o zero emissioni.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  Ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore, tutti i veicoli pesanti a basse o zero emissioni dovrebbero pertanto essere conteggiati più volte. Il livello degli incentivi dovrebbe variare in base alle effettive emissioni di CO2 del veicolo. Al fine di evitare un indebolimento degli obiettivi ambientali, i risparmi così realizzati dovrebbero essere soggetti a un limite massimo.
(22)  Ai fini del calcolo dell'obiettivo di emissioni specifiche di CO2 di un costruttore, dovrebbe essere tenuto conto dei risultati da questi conseguiti rispetto ai valori di riferimento relativi al 2025 e al 2030 per i veicoli a basse e a zero emissioni. Al fine di incentivare lo sviluppo e la diffusione di tali veicoli evitando nel contempo un indebolimento degli obiettivi ambientali e dell'efficienza dei motori a combustione interna convenzionali, gli adeguamenti così realizzati dovrebbero essere soggetti a un limite massimo.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  Nel definire il meccanismo di incentivazione per la diffusione di veicoli pesanti a emissioni zero, dovrebbero essere inclusi anche i piccoli autocarri, gli autobus e pullman che non sono soggetti agli obiettivi in materia di emissioni di CO2 ai sensi del presente regolamento. Si tratta di veicoli che offrono vantaggi significativi in quanto contribuiscono a risolvere i problemi di inquinamento atmosferico nelle città. Tuttavia, va osservato che gli autobus a emissioni zero sono già disponibili sul mercato e ricevono incentivi da misure sul versante della domanda, come gli appalti pubblici. Pertanto, al fine di garantire che gli incentivi siano distribuiti in modo equilibrato tra i diversi tipi di veicoli, anche i risparmi derivanti dai piccoli autocarri, autobus e pullman a emissioni zero dovrebbero essere soggetti ad un limite massimo.
(24)  Nel definire il meccanismo di incentivazione per la diffusione di veicoli pesanti a emissioni zero, dovrebbero essere inclusi anche i piccoli autocarri e le altre categorie di veicoli pesanti che non sono ancora soggetti agli obiettivi in materia di emissioni di CO2 ai sensi del presente regolamento. Si tratta di veicoli che offrono vantaggi significativi in quanto contribuiscono a risolvere i problemi di inquinamento atmosferico nelle città.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  La Commissione dovrebbe imporre al costruttore cui competano emissioni in eccesso una sanzione finanziaria sotto forma di indennità per queste emissioni eccedentarie, tenendo conto dei crediti e debiti di emissioni. Per costituire un incentivo tale da indurre i costruttori a prendere provvedimenti per ridurre le emissioni specifiche di CO2 dei veicoli pesanti, l'indennità dovrebbe eccedere la media dei costi marginali delle tecnologie necessarie al conseguimento degli obiettivi. Le indennità dovrebbero essere considerate entrate del bilancio generale dell'Unione. Il metodo per riscuotere le indennità dovrebbe essere determinato mediante un atto di esecuzione, tenendo conto del metodo adottato ai sensi del regolamento (CE) n. 443/2009.
(29)  La Commissione dovrebbe imporre al costruttore cui competano emissioni in eccesso una sanzione finanziaria sotto forma di indennità per queste emissioni eccedentarie, tenendo conto dei crediti e debiti di emissioni. Per costituire un incentivo tale da indurre i costruttori a prendere provvedimenti per ridurre le emissioni specifiche di CO₂ dei veicoli pesanti, è importante che l'indennità sia sempre superiore alla media dei costi marginali delle tecnologie necessarie al conseguimento degli obiettivi. Gli importi delle indennità per le emissioni in eccesso dovrebbero essere considerati entrate del bilancio generale dell'Unione. Tali importi dovrebbero essere utilizzati per sostenere, in stretta collaborazione con le parti sociali e le autorità competenti, l'equa transizione del settore automobilistico verso una mobilità a zero emissioni nonché per sostenere soluzioni innovative che incentivino la rapida diffusione dei veicoli pesanti a basse o zero emissioni. Il metodo per riscuotere le indennità dovrebbe essere determinato mediante un atto di esecuzione, tenendo conto del metodo adottato ai sensi del regolamento (CE) n. 443/20091 bis del Parlamento europeo e del Consiglio.
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1bis Regolamento (CE) n. 443/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove nell'ambito dell'approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri (GU L 140 del 5.6.2009, pag. 1).
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 30
(30)  Al fine di assicurare la realizzazione degli obiettivi di cui al presente regolamento è necessario un solido meccanismo di controllo. Gli obblighi imposti ai costruttori in merito alla fornitura di dati accurati ai sensi del regolamento (UE).../2018 [Monitoraggio e comunicazione - veicoli pesanti], insieme alle sanzioni amministrative che possono essere irrogate in caso di non conformità, contribuiscono a garantire la solidità dei dati usati ai fini della conformità agli obiettivi a norma del presente regolamento.
(30)  Al fine di assicurare la realizzazione degli obiettivi di cui al presente regolamento è necessario un solido meccanismo di controllo. Gli obblighi imposti ai costruttori in merito alla fornitura di dati accurati ai sensi del regolamento (UE) 2018/956, insieme alle sanzioni amministrative che possono essere irrogate in caso di non conformità, contribuiscono a garantire la solidità dei dati usati ai fini della conformità agli obiettivi a norma del presente regolamento. È interesse dei consumatori e dell'opinione pubblica sapere quali costruttori rispettano le nuove norme in materia di emissioni e quali non le rispettano.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  Per ottenere le riduzioni a norma del presente regolamento è essenziale che le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti in uso siano conformi ai valori determinati a norma del regolamento (CE) n. 595/2009 e relative disposizioni di attuazione. Nel calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore, la Commissione dovrebbe quindi poter tener conto di eventuali casi di non conformità sistematica riscontrata dalle autorità di omologazione per quanto riguarda le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti in uso.
(31)  Per ottenere le riduzioni a norma del presente regolamento è essenziale che le emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti in uso e su strada siano conformi ai valori determinati a norma del regolamento (CE) n. 595/2009 e relative disposizioni di attuazione. Nel calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore, la Commissione dovrebbe quindi poter tener conto di eventuali casi di non conformità sistematica riscontrata dalle autorità di omologazione per quanto riguarda le emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti in uso e su strada. È opportuno introdurre inoltre l'esecuzione di prove indipendenti da parte di terzi sui veicoli in uso e su strada.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)  L'efficacia degli obiettivi di cui al presente regolamento nel ridurre le emissioni di CO2 è intensamente dipendente dalla rappresentatività del metodo utilizzato per determinare le emissioni. In conformità con il parere del meccanismo di consulenza scientifica (SAM)27 riguardo i veicoli leggeri, anche nel caso dei veicoli pesanti è opportuno mettere in atto un meccanismo per valutare la rappresentatività reale dei valori delle emissioni di CO2 e del consumo energetico stabiliti a norma del regolamento (UE) 2017/2400. La Commissione dovrebbe poter rendere pubblici tali dati, e, se necessario, elaborare le procedure necessarie per individuare e raccogliere i dati richiesti per eseguire le valutazioni.
(33)  L'efficacia degli obiettivi di cui al presente regolamento nel ridurre le emissioni di CO2 è intensamente dipendente dalla rappresentatività del metodo utilizzato per determinare le emissioni. In conformità con il parere del meccanismo di consulenza scientifica (SAM)27 riguardo i veicoli leggeri, anche nel caso dei veicoli pesanti è opportuno mettere in atto un meccanismo per valutare la rappresentatività reale dei valori delle emissioni di CO2 e del consumo energetico stabiliti a norma del regolamento (UE) 2017/2400. La Commissione dovrebbe poter rendere pubblici tali dati, e, se necessario, elaborare le procedure necessarie per individuare e raccogliere i dati richiesti per eseguire le valutazioni. Ove venisse identificato un divario significativo tra i valori reali delle emissioni e quelli stabiliti a norma del regolamento (UE) 2017/2400, la Commissione dovrebbe disporre delle competenze per adattare di conseguenza le emissioni specifiche medie di CO2 di un costruttore e, se del caso, le emissioni di CO2 di riferimento relative al 2019 utilizzate ai fini del rispetto del presente regolamento.
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27 Gruppo ad alto livello di consulenti scientifici, Parere scientifico 1/2016, "Colmare il divario tra le emissioni di CO2 dei veicoli commerciali leggeri in condizioni reali e nelle prove di laboratorio".
27 Gruppo ad alto livello di consulenti scientifici, Parere scientifico 1/2016, "Colmare il divario tra le emissioni di CO2 dei veicoli commerciali leggeri in condizioni reali e nelle prove di laboratorio".
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 34 bis (nuovo)
(34 bis)  Nella sua relazione del 2022, la Commissione dovrebbe esaminare anche la possibilità di sviluppare una metodologia per valutare le emissioni di CO2 durante l'intero ciclo di vita dei veicoli pesanti. Sulla base di tale esame, la Commissione dovrebbe proporre, se del caso, l'imposizione di obblighi di comunicazione ai costruttori e precisare le norme e procedure necessarie per tale comunicazione.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 36
(36)  Le competenze di esecuzione relative all'articolo 8, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafo 3, all'articolo 11, paragrafo 3, e all'articolo 12, paragrafo 2, dovrebbero essere esercitate nei modi previsti dal regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio28.
(36)  Al fine di garantire condizioni uniformi nell'applicazione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione riguardo alla determinazione delle modalità di riscossione delle indennità per le emissioni in eccesso, all'adozione di norme dettagliate circa le procedure per segnalare gli scostamenti riscontrati nelle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti in servizio, alla pubblicazione dei dati, all'adozione di norme dettagliate circa le procedure per comunicare i dati dei misuratori del consumo di carburante, nonché alla messa a punto di un metodo per definire uno o più veicolo rappresentativi di un sottogruppo di veicoli. Tali competenze dovrebbero essere esercitate nei modi previsti dal regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio28.
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28 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
28 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 37
(37)  Al fine di integrare o modificare alcuni elementi non essenziali delle disposizioni del presente regolamento, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per quanto riguarda l'adeguamento delle emissioni di CO2 di riferimento a norma dell'articolo 12, paragrafo 2, e per modificare gli allegati I e II per quanto riguarda alcuni parametri tecnici tra cui la ponderazione dei profili di utilizzo, i carichi utili e i chilometraggi annuali, nonché i fattori di adeguamento del carico utile. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni siano effettuate nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 201629. In particolare, onde garantire parità di partecipazione all'elaborazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e questi ultimi hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
(37)  Al fine di integrare e modificare alcuni elementi non essenziali delle disposizioni del presente regolamento, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per quanto riguarda la precisazione dei criteri tecnici per definire la destinazione professionale di un veicolo e per definire gli autobus urbani, l'enunciazione delle regole e condizioni dettagliate in base alle quali i costruttori collegati possono costituire un raggruppamento, la messa a punto di un sistema di prove annuali per un campione rappresentativo di componenti, entità e sistemi, l'adeguamento delle emissioni di CO2 di riferimento, l'introduzione di una prova di controllo della conformità in servizio su strada, e per modificare gli allegati I e II per quanto riguarda alcuni parametri tecnici tra cui la ponderazione dei profili di utilizzo, i carichi utili e i chilometraggi annuali, nonché i fattori di adeguamento del carico utile. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni siano effettuate nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 201629. In particolare, onde garantire parità di partecipazione all'elaborazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e questi ultimi hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
__________________
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29 GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
29 GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 1 – parte introduttiva
Al fine di contribuire a raggiungere l'obiettivo dell'Unione di ridurre entro il 2030 le sue emissioni di gas serra del 30% rispetto ai livelli del 2005 nei settori contemplati dall'articolo 2 del regolamento (UE) 2018/... [regolamento sulla condivisione degli sforzi], e di raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi e garantire il corretto funzionamento del mercato interno, il presente regolamento stabilisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 per i veicoli pesanti nuovi, in virtù dei quali le emissioni specifiche di CO2 del parco dei veicoli pesanti nuovi dell'Unione saranno ridotte rispetto ai valori delle emissioni di CO2 di riferimento, come segue:
Al fine di contribuire a raggiungere l'obiettivo dell'Unione di ridurre entro il 2030 le sue emissioni di gas serra del 30 % rispetto ai livelli del 2005 nei settori contemplati dall'articolo 2 del regolamento (UE) 2018/842, e di raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi e garantire il corretto funzionamento del mercato interno, il presente regolamento stabilisce i requisiti di prestazione in materia di emissioni di CO₂ per i veicoli pesanti nuovi, in virtù dei quali le emissioni specifiche di CO₂ del parco dei veicoli pesanti nuovi dell'Unione saranno ridotte rispetto ai valori delle emissioni di CO₂ di riferimento, come segue:
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 1 – lettera a
(a)  dal 1º gennaio 2025 al 31 dicembre 2029: del 15%;
(a)  dal 1º gennaio 2025 al 31 dicembre 2029: del 20%;
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 1 – lettera b
(b)  dal 1º gennaio 2030 in poi: di almeno il 30%, fatto salvo il riesame svolto ai sensi dell'articolo 13.
(b)  dal 1º gennaio 2030 in poi: di almeno il 35%, fatto salvo il riesame svolto ai sensi dell'articolo 13.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 2 bis (nuovo)
Al fine di garantire una transizione agevole verso una mobilità a emissioni zero e fornire incentivi per lo sviluppo e la crescita del mercato dell'Unione e delle infrastrutture per veicoli pesanti a basse o zero emissioni, il presente regolamento fissa un valore di riferimento per il 2025 e per il 2030 relativamente alla quota di veicoli pesanti a basse o zero emissioni nel parco veicoli di tutti i costruttori, a norma dell'articolo 5.
Le emissioni specifiche di CO₂ sono adeguate in funzione delle prestazioni rispetto al valore di riferimento, conformemente al punto 4 dell'allegato I.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva
Il presente regolamento si applica ai veicoli nuovi delle categorie N2 e N3 che rispondono alle caratteristiche indicate di seguito:
Il presente regolamento si applica, come primo passo, ai veicoli nuovi delle categorie N2 e N3 che rispondono alle caratteristiche indicate di seguito:
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 2
Ai fini dell'articolo 5 e del punto 2.3 dell'allegato I, il regolamento si applica inoltre ai veicoli delle categorie M2 e M3 e ai veicoli della categoria N che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 510/2011 e non soddisfano le caratteristiche di cui alle lettere da a) a d).
Ai fini dell'articolo 1, comma 2 bis, dell'articolo 5 e del punto 4 dell'allegato I, il regolamento si applica inoltre ai veicoli della categoria N che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 510/20111 bis del Parlamento europeo e del Consiglio e che non soddisfano le caratteristiche di cui alle lettere da a) a d). Ai fini dell'articolo 1, comma 2 ter, si applica altresì ai veicoli delle categorie M2 e M3 che soddisfano i criteri tecnici di cui al paragrafo 2 bis del presente articolo.
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1bis Regolamento (UE) n. 510/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2011, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli commerciali leggeri nuovi nell'ambito dell'approccio integrato dell'Unione finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri (GU L 145 del 31.5.2011, pag. 1).
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Entro il 1° luglio 2019 la Commissione adotta atti delegati ai sensi dell'articolo 15 al fine di integrare il presente regolamento specificando i criteri tecnici sulla base dei quali definire la destinazione professionale di un veicolo nonché gli autobus urbani che rientrano nel presente regolamento.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – lettera h
h)  "veicolo professionale", un veicolo non destinato alla consegna di merci e per il quale sono state determinate le emissioni di CO2 e il consumo di carburante, in conformità del regolamento (CE) n. 595/2009 e relative disposizioni di attuazione, solo per profili di utilizzo diversi da quelli definiti al punto 2.1 dell'allegato I del presente regolamento;
h)  "veicolo professionale", un veicolo pesante non destinato alla consegna di merci, la cui destinazione professionale è stata definita sulla base dei criteri tecnici specificati conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 bis, e per il quale sono state determinate le emissioni di CO₂ e il consumo di carburante, in conformità del regolamento (CE) n. 595/2009 e relative disposizioni di attuazione, solo per profili di utilizzo diversi da quelli definiti al punto 2.1 dell'allegato I del presente regolamento;
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – lettera k
k)  "veicolo pesante a basse emissioni", un veicolo pesante, che non rientra nella categoria a emissioni zero, le cui emissioni specifiche di CO2, stabilite a norma del punto 2.1 dell'allegato I, siano inferiori a 350 g di CO2/km;
k)  "veicolo pesante a basse emissioni", un veicolo pesante, che non rientra nella categoria a emissioni zero, le cui emissioni specifiche di CO2, stabilite a norma del punto 2.1 dell'allegato I, siano meno del 50 % delle emissioni di CO2 di riferimento per ciascun sottogruppo di veicoli quale determinato a norma del punto 3 dell'allegato I;
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 4 – comma 1 – lettera b
b)  il fattore per basse o zero emissioni, determinato conformemente all'articolo 5.
soppresso
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 1
A partire dal 2020 e per ogni anno civile successivo, per ciascun costruttore la Commissione determina, mediante atti di esecuzione di cui all'articolo 10, paragrafo 1, il fattore per basse o zero emissioni di cui all'articolo 4, lettera b), per l'anno civile precedente.
A partire dal 1° gennaio 2025, la quota specifica di veicoli pesanti a basse o zero emissioni all'interno del parco veicoli di un costruttore in un anno civile è valutata in rapporto ai seguenti valori di riferimento:
a partire dal 2025: minimo 5%;
a partire dal 2030: 20%, fatto salvo il riesame svolto a norma dell'articolo 13.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2
Il fattore per basse o zero emissioni tiene conto del numero e delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti a basse o zero emissioni del parco auto del costruttore per un anno civile, includendo i veicoli a zero emissioni delle categorie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, secondo comma, nonché i veicoli professionali a basse o zero emissioni.
soppresso
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 3
Il fattore "basse o zero emissioni" è calcolato conformemente al punto 2.3 dell'allegato I.
soppresso
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1
Ai fini del paragrafo 1, i veicoli pesanti a basse o zero emissioni sono conteggiati come segue:
Ai fini del rispetto degli obiettivi di cui al paragrafo 1, il presente regolamento si applica inoltre ai veicoli della categoria N che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 510/2011 e che non soddisfano le caratteristiche di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a d), del presente regolamento.
(a)  un veicolo pesante a emissioni zero è conteggiato come 2 veicoli;
(b)  un veicolo pesante a basse emissioni è conteggiato come fino a 2 veicoli, secondo una funzione delle sue emissioni specifiche di CO2 e del livello soglia di emissioni pari a 350 g CO2/km.
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 3
3.  Il fattore per basse o zero emissioni riduce al massimo del 3% le emissioni specifiche medie del costruttore. I veicoli pesanti a emissioni zero delle categorie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, secondo comma, contribuiscono a tale fattore riducendo al massimo del 1,5% le emissioni specifiche medie del costruttore.
soppresso
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 2
2.  La traiettoria di riduzione delle emissioni di CO2 di cui al paragrafo 1, lettera a), è fissata per ciascun costruttore ai sensi del punto 5.1 dell'allegato I, sulla base di una traiettoria lineare tra le emissioni di CO2 di riferimento di cui all'articolo 1, secondo comma, e l'obiettivo per il 2025 di cui al medesimo articolo, primo comma, lettera a); nonché tra l'obiettivo per il 2025 e l'obiettivo per il 2030 di cui al medesimo articolo, primo comma, lettera b).
2.  La traiettoria di riduzione delle emissioni di CO₂ di cui al paragrafo 1, lettera a), è fissata per ciascun costruttore ai sensi del punto 5.1 dell'allegato I, sulla base di una traiettoria lineare tra le emissioni di CO₂ di riferimento di cui all'articolo 1, paragrafo 1, secondo comma, e l'obiettivo per il 2025 di cui al medesimo articolo, primo comma, lettera a); nonché tra l'obiettivo per il 2025 e l'obiettivo per il 2030 di cui al medesimo articolo, primo comma, lettera b).
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 7 bis (nuovo)
Articolo 7 bis
Raggruppamento
1.  I costruttori collegati possono costituire un raggruppamento al fine di ottemperare ai loro obblighi ai sensi dell'articolo 5.
2.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 15 per integrare il presente regolamento al fine di stabilire regole e condizioni dettagliate che consentano ai costruttori collegati di formare un raggruppamento su base aperta, trasparente e non discriminatoria.
Emendamenti 74 e 75
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1
1.  Se si constata che in un dato anno civile a partire dal 2025 al costruttore competono emissioni in eccesso ai sensi del paragrafo 2, la Commissione impone un'indennità per le emissioni in eccesso calcolata ricorrendo alla seguente formula:
1.  Se si constata che in un dato anno civile a partire dal 2025 al costruttore competono emissioni in eccesso ai sensi del paragrafo 2, la Commissione impone al costruttore o al responsabile del raggruppamento, a seconda dei casi, un'indennità per le emissioni in eccesso calcolata ricorrendo alla seguente formula:
per il periodo dal 2025 al 2029,
(Indennità per le emissioni in eccesso) = (emissioni in eccesso x 6 800 €/gCO2/tkm)
(Indennità per le emissioni in eccesso) = (emissioni in eccesso x 5 000 €/gCO2/tkm)
dal 2030 in poi,
(Indennità per le emissioni in eccesso) = (emissioni in eccesso x 6 800 €/gCO2/tkm)
La Commissione provvede a che il livello dell'indennità per le emissioni in eccesso sia sempre superiore alla media dei costi marginali delle tecnologie necessarie per conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1, comma 1.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 4
4.  Gli importi delle indennità per le emissioni in eccesso si considerano entrate del bilancio generale dell'Unione.
4.  Gli importi delle indennità per le emissioni in eccesso si considerano entrate del bilancio generale dell'Unione. Tali importi sono utilizzati per integrare le misure dell'Unione o nazionali che, in stretta cooperazione con le parti sociali e le autorità competenti, promuovono lo sviluppo delle competenze o il ricollocamento dei lavoratori del comparto automobilistico in tutti gli Stati membri interessati, in particolare nelle regioni e nelle comunità più colpite dalla transizione, al fine di contribuire a una transizione equa verso una mobilità a basse e zero emissioni.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2
2.  La Commissione tiene conto degli scostamenti ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore.
2.  La Commissione tiene conto degli scostamenti ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore e dell'adeguamento, ove opportuno, delle emissioni di CO2 di riferimento relative al 2019 calcolate conformemente al punto 3 dell'allegato I.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Onde garantire l'accuratezza dei dati comunicati dai costruttori a norma del regolamento (UE) 2018/956 e del regolamento (UE) 2017/2400, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 15 per integrare il presente regolamento al fine di istituire, a partire dal 2019, un sistema di prove annuali per un campione rappresentativo, per ciascun costruttore, dei componenti, delle entità tecniche indipendenti e dei sistemi di cui all'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2017/2400 relativi ai veicoli che rientrano nell'ambito di applicazione del presente regolamento. I risultati di tali prove sono confrontati con i dati inseriti dai costruttori a norma del regolamento (UE) 2017/2400; qualora siano constatate irregolarità sistematiche, si procede all'adeguamento delle loro emissioni specifiche medie calcolate conformemente al punto 2.7 dell'allegato I e, se del caso, delle emissioni di CO2 di riferimento relative al 2019 calcolate conformemente al punto 3 dell'allegato I.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera b
b)  a partire dal 2020, il fattore per basse o zero emissioni, di cui all'articolo 5;
b)  a partire dal 2020, per ciascun costruttore, la quota specifica di veicoli pesanti a basse o zero emissioni nell'anno civile precedente, di cui all'articolo 5, paragrafo 1;
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 11
Articolo 11
Articolo 11
Valori reali delle emissioni di CO2 e del consumo energetico
Valori reali delle emissioni di CO2 e del consumo energetico
1.  La Commissione monitora e valuta la rappresentatività reale dei valori delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante determinati in conformità del regolamento (UE) 2017/2400. Essa provvede a che il pubblico sia informato dell'evoluzione della rappresentatività nel tempo.
1.  La Commissione monitora e valuta la rappresentatività reale dei valori delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante determinati in conformità del regolamento (UE) 2017/2400.
2.  A tal fine, la Commissione assicura la messa a disposizione, da parte dei costruttori o delle autorità nazionali, secondo i casi, di solidi dati non personali sul consumo energetico e le emissioni di CO2 reali dei veicoli pesanti.
2.  A tal fine, la Commissione assicura la messa a disposizione, da parte dei costruttori o delle autorità nazionali, secondo i casi, di solidi dati sul consumo energetico e le emissioni di CO2 reali dei veicoli pesanti , sulla base dei dati rilevati da misuratori del consumo di carburante standardizzati, anche a favore di terzi per l'esecuzione di prove indipendenti.
2 bis.  La Commissione adotta, entro il 31 dicembre 2019, atti delegati conformemente all'articolo 15 per integrare il presente regolamento mediante l'introduzione di una prova di controllo della conformità in servizio su strada che garantisca che le emissioni di CO2 e il consumo di carburante su strada dei veicoli pesanti non eccedano di più del 10 % i dati del monitoraggio comunicati a norma del regolamento (UE) 2017/2400 e del regolamento (UE) 2018/956. La Commissione tiene conto di qualsiasi scostamento superiore a tale soglia ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie di CO2 del costruttore e dell'adeguamento, ove opportuno, delle emissioni di CO2 di riferimento relative al 2019.
2 ter.   La Commissione provvede affinché il pubblico sia informato dell'evoluzione nel tempo della rappresentatività reale di cui al paragrafo 1.
3.  La Commissione può adottare, mediante atti di esecuzione, le misure di cui ai paragrafi 1 e 2. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 14, paragrafo 2.
3.  La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, norme dettagliate riguardanti le procedure di comunicazione dei dati rilevati dai misuratori del consumo di carburante di cui ai paragrafi 1 e 2. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 14, paragrafo 2.
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 1
1.  Onde garantire che si tenga conto del progresso tecnico e dell'evoluzione della logistica del trasporto merci, sia al momento di stabilire i parametri tecnici utilizzati ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore ai sensi dell'articolo 4 sia per il calcolo degli obiettivi per le emissioni specifiche a norma dell'articolo 6, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 15 al fine di modificare le seguenti disposizioni di cui agli allegati I e II:
1.  Onde garantire che si tenga conto del progresso tecnico e dell'evoluzione della logistica del trasporto merci, sia al momento di stabilire i parametri tecnici utilizzati ai fini del calcolo delle emissioni specifiche medie del costruttore ai sensi dell'articolo 4 sia per il calcolo degli obiettivi per le emissioni specifiche a norma dell'articolo 6, la Commissione aggiorna costantemente e tempestivamente lo strumento di simulazione VECTO e ad essa è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 15 al fine di modificare le seguenti disposizioni di cui agli allegati I e II:
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 13 – comma 1
Entro il 31 dicembre 2022 la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in merito: all'efficacia del presente regolamento; all'obiettivo di riduzione entro il 2030 delle emissioni di CO2 da stabilire a norma dell'articolo 1; e alla determinazioni degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per altri tipi di veicoli pesanti compresi i rimorchi. La relazione contiene anche una valutazione circa l'efficacia delle modalità concernenti soprattutto i veicoli a basse o zero emissioni, segnatamente gli autobus, tenendo conto degli obiettivi stabiliti nella direttiva 2009/33/CE30, del sistema di crediti di CO2 e dell'opportunità di prorogare l'applicazione di tali modalità al 2030 e oltre; se opportuno, la relazione è accompagnata da una proposta di modifica del presente regolamento.
Entro il 31 dicembre 2022 la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in merito: all'efficacia del presente regolamento; all'obiettivo di riduzione entro il 2030 delle emissioni di CO2 da adeguare, se necessario, a norma dell'articolo 1; al valore di riferimento concernente la quota di veicoli a basse o zero emissioni da adeguare, se necessario, per il 2030 a norma dell'articolo 5; e alla determinazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per altri tipi di veicoli pesanti compresi i rimorchi e i veicoli professionali come i camion dei rifiuti. La relazione contiene anche una valutazione dell'efficacia delle modalità concernenti soprattutto la diffusione dei veicoli a basse o zero emissioni, segnatamente gli autobus, tenendo conto degli obiettivi stabiliti nella direttiva 2009/33/CE30, del sistema di crediti di CO2 e dell'opportunità di prorogare l'applicazione di tali modalità al 2030 e oltre, della realizzazione della necessaria infrastruttura di ricarica e rifornimento, della possibilità di introdurre norme sulle emissioni di CO2 del motore, in particolare per i veicoli professionali, delle diverse combinazioni di veicoli fuori norma rispetto alle dimensioni applicabili al trasporto nazionale, quali i concetti modulari, della rappresentatività reale dei valori relativi alle emissioni di CO2 e al consumo di carburante determinati in conformità del regolamento (UE) 2017/2400, nonché una valutazione dell'aggiornamento dello strumento di simulazione VECTO. Se opportuno, la relazione è corredata di una proposta di modifica del presente regolamento.
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30 Direttiva 2009/33/CE sui veicoli puliti, modificata dalla direttiva.../.../UE della Commissione.
30 Direttiva 2009/33/CE sui veicoli puliti, modificata dalla direttiva.../.../UE della Commissione.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 13 – comma 1 bis (nuovo)
Al più tardi entro il 31 dicembre 2020, la Commissione sviluppa un metodo specifico onde includere nel calcolo delle emissioni medie del parco veicoli, per le applicazioni con GNC e GNL, l'effetto dell'uso di carburanti gassosi per autotrazione avanzati e di origine rinnovabile – conformi ai criteri di sostenibilità definiti nella direttiva RED II. Tale metodo è accompagnato, se del caso, da una proposta di modifica del presente regolamento.
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 13 – comma 1 ter (nuovo)
La Commissione esamina inoltre la possibilità di sviluppare una metodologia per valutare le emissioni di CO2 prodotte durante l'intero ciclo di vita da tutti i veicoli pesanti immessi sul mercato dell'Unione. Sulla base di tale esame, la Commissione presenta, se del caso, una proposta legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio per imporre ai costruttori obblighi di comunicazione delle emissioni durante il ciclo di vita e precisare le norme e procedure necessarie ai fini di tale comunicazione.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 1
1.  La Commissione è assistita dal comitato xxx istituito dal regolamento (UE) …/2018 [Governance]. Si tratta di un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
1.  La Commissione è assistita dal comitato sui cambiamenti climatici istituito dall'articolo 26 del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. Si tratta di un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
_________________
1 bis Regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici a livello nazionale e dell'Unione europea e che abroga la decisione n. 280/2004/CE (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 13).
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e all'articolo 12, paragrafo 1, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da [the date of entry into force of this Regulation].
2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafo 2 bis, all'articolo 7 bis, all'articolo 9, paragrafo 3 bis, all'articolo 10, paragrafo 2, all'articolo 11, paragrafo 2 bis, e all'articolo 12, paragrafo 1, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da [data di entrata in vigore del presente regolamento].
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 3
3.  La delega di potere di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e all'articolo 12, paragrafo 1, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
3.  La delega di potere di cui all'articolo 2, paragrafo 2 bis, all'articolo 7 bis, all'articolo 9, paragrafo 3 bis, all'articolo 10, paragrafo 2, all'articolo 11, paragrafo 2 bis, e all'articolo 12, paragrafo 1, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 6
6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2, e dell'articolo 12, paragrafo 1, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 bis, dell'articolo 7 bis, dell'articolo 9, paragrafo 3 bis, dell'articolo 10, paragrafo 2, dell'articolo 11, paragrafo 2 bis, e dell'articolo 12, paragrafo 1, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 1
Regolamento (CE) n. 595/2009
Articolo 5 – paragrafo 4 – lettera l
"l) una procedura atta a verificare, sulla base di campioni idonei e rappresentativi, che i veicoli immatricolati e messi in circolazione siano conformi ai valori delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante determinati conformemente al presente regolamento e alle relative misure di attuazione;"
"l) una procedura atta a verificare, sulla base di campioni idonei e rappresentativi, che i veicoli immatricolati e messi in circolazione siano conformi ai valori delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante determinati conformemente al presente regolamento e alle relative misure di attuazione; tale procedura è svolta anche da terzi accreditati e indipendenti, conformemente all'articolo 13, paragrafo 10, del regolamento (UE) 2018/858 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis."
_______________
1 bis Regolamento (UE) 2018/858 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi nonché dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche indipendenti destinati a tali veicoli, che modifica i regolamenti (CE) n. 715/2007 e (CE) n. 595/2009 e abroga la direttiva 2007/46/CE (GU L 151 del 14.6.2018, pag. 1).
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 16 bis (nuovo)
Articolo 16 bis
Modifica della direttiva 96/53/CE del Consiglio
Nell'allegato I della direttiva 96/53/CE1 bis, dopo il punto 2.2.4.2 sono aggiunti i seguenti punti:
"2.2.5. Il peso massimo autorizzato delle combinazioni di veicoli alimentati con combustibili alternativi quali definite all'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) 2018/... [proposta di regolamento COM(2018)0284], è incrementato del peso supplementare necessario per la tecnologia a combustibile alternativo, per un massimo di 1 t.
2.2.6  Il peso massimo autorizzato delle combinazioni di veicoli a zero emissioni è incrementato del peso supplementare necessario per le tecnologie a zero emissioni, che dipende dall'autonomia a emissioni zero del veicolo, per un massimo di 2 t. Entro il 1° luglio 2019 la Commissione adotta una formula per il calcolo del peso necessario".
____________________________
1 bis Direttiva 96/53/CE del Consiglio, del 25 luglio 1996, che stabilisce, per taluni veicoli stradali che circolano nella Comunità, le dimensioni massime autorizzate nel traffico nazionale e internazionale e i pesi massimi autorizzati nel traffico internazionale (GU L 235 del 17.9.1996, pag. 59).
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Allegato I – sezione 2 – punto 2.3
2.3.  Calcolo del fattore per basse o zero emissioni di cui all'articolo 5
soppresso
Per ciascun costruttore e anno civile, il fattore per basse e zero emissioni (ZLEV) di cui all'articolo 5 è calcolato come segue:
ZLEV = V / (Vconv + Vzlev) con un valore minimo pari a 0,97
dove:
V è il numero di veicoli pesanti nuovi del costruttore, escludendo tutti i veicoli professionali conformemente all'articolo 4, lettera a).
Vconv è il numero di veicoli pesanti nuovi del costruttore, escludendo tutti i veicoli professionali conformemente all'articolo 4, lettera a), e tutti i veicoli pesanti nuovi a zero o basse emissioni.
Vzlev è la somma di Vin e Vout,
dove:
null
v è la somma sull'insieme dei veicoli pesanti nuovi a zero o basse emissioni caratterizzati dagli elementi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a d);
null
CO2v sono le emissioni specifiche di CO2 di un veicolo pesante nuovo v a zero o basse emissioni, espresse in g/km e determinate conformemente al punto 2.1;
Vout è il totale dei veicoli pesanti nuovi a zero emissioni delle categorie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, secondo comma, moltiplicato per 2 e con un Vconv massimo dell'1,5%.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Allegato I – sezione 2 – punto 2.7 – formula
CO2 = ZLEV ×sg share,sg × MPWsg × avgCO2sg
CO2 = ∑ sg share,sg × MPWsg × avgCO2sg
dove:
dove:
∑ sg è la somma sull'insieme dei sottogruppi
∑ sg è la somma sull'insieme dei sottogruppi
ZLEV corrisponde a quanto determinato al punto 2.3
share,sg corrisponde a quanto determinato al punto 2.4
share,sg corrisponde a quanto determinato al punto 2.4
MPWsg corrisponde a quanto determinato al punto 2.6
MPWsg corrisponde a quanto determinato al punto 2.6
avgCO2sg corrisponde a quanto determinato al punto 2.2
avgCO2sg corrisponde a quanto determinato al punto 2.2
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Allegato I – sezione 4 – comma 1 – formula – riga 1
T = ∑ sg sharesg × MPWsg × (1 - rf) × rCO2sg
T = ZLEV_benchmark_factor *sg sharesg × MPWsg × (1 - rf) × rCO2sg
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Allegato I – sezione 4 – comma 1 – formula – riga 4
rf è l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 (espresso in %) di cui all'articolo 1, lettere a) e b), per l'anno civile specifico;
rf è l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 (espresso in %) di cui all'articolo 1, primo comma, lettere a) e b), per l'anno civile specifico;
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Allegato I – sezione 4 – comma 1 bis (nuovo)
Per il periodo dal 2025 al 2029, il fattore ZLEV_benchmark_factor è (1+y-x), a meno che tale somma sia superiore a 1,03 o inferiore a 0,97; in tale eventualità ZLEV_benchmark_sector è fissato a 1,03 o a 0,97, a seconda dei casi.
Dove:
x è pari al 5 %;
y è la quota di veicoli a basse o zero emissioni nel parco veicoli pesanti del costruttore di recente immatricolazione, calcolata come la somma del numero totale dei veicoli a zero emissioni della categoria N che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 510/2011 e che non soddisfano le caratteristiche di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a d), e del numero totale dei veicoli a basse o zero emissioni che soddisfano le caratteristiche di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a d), laddove ciascuno di essi è contato come ZLEV_specific conformemente alla formula in appresso, divisa per il numero totale dei veicoli immatricolati nell'anno civile in questione;
ZLEV_specific = 1- (CO2v/(0,5*rCO2sg), dove:
CO2 v sono le emissioni specifiche di CO2 di un veicolo pesante v a zero o basse emissioni, espresse in g/km e determinate conformemente al punto 2.1;
rCO2 corrisponde a quanto determinato nella sezione 3.
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Allegato I – sezione 4 – comma 1 ter (nuovo)
Per il 2030 ZLEV_benchmark_factor è pari a (1+y-x), tranne quando tale somma è superiore a 1,05, nel qual caso ZLEV_benchmark_factor è fissato a 1,05;
se tale somma è compresa tra 1,0 e 0,98, ZLEV_benchmark_factor è fissato a 1,0;
se tale somma è inferiore a 0,95 ZLEV_benchmark_factor è fissato a 0,95;
dove:
x è pari al 20 %, fatto salvo il riesame a norma dell'articolo 13;
y è la quota di veicoli a basse o a zero emissioni nel parco veicoli pesanti del costruttore di recente immatricolazione, calcolata come la somma del numero totale dei veicoli a zero emissioni della categoria N che non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 510/2011 e che non soddisfano le caratteristiche di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a d), e del numero totale dei veicoli a basse o zero emissioni che soddisfano le caratteristiche di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a d), laddove ciascuno di essi è contato come ZLEV_specific conformemente alla formula in appresso, divisa per il numero totale dei veicoli immatricolati nell'anno civile in questione;
ZLEV_specific = 1- (CO2v/(0,5*rCO2sg), dove:
CO2 v sono le emissioni specifiche di CO2 di un veicolo pesante v a zero o basse emissioni, espresse in g/km e determinate conformemente al punto 2.1;
rCO2 corrisponde a quanto determinato nella sezione 3.

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0354/2018).


Necessità di un meccanismo globale in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sulla necessità di un meccanismo globale dell'UE per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali (2018/2886(RSP))
P8_TA(2018)0456B8-0523/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2016 recante raccomandazioni alla Commissione sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali(1) (meccanismo DSD),

–  viste la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, le convenzioni, raccomandazioni, risoluzioni e relazioni dell'Assemblea parlamentare, del Comitato dei ministri, del Commissario per i diritti umani e della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa,

–  visto il parere n. 1/2018 della Corte dei conti europea, del 17 luglio 2018, relativo alla proposta di regolamento del 2 maggio 2018 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri,

–  vista la relazione 2018 sui diritti fondamentali dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2014 intitolata "Un nuovo quadro dell'UE per rafforzare lo Stato di diritto" (COM(2014)0158),

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2018 su una proposta recante l'invito al Consiglio a constatare, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione(2),

–  vista la sua risoluzione del 1° marzo 2018 sulla decisione della Commissione di attivare l'articolo 7, paragrafo 1, TUE relativamente alla situazione in Polonia(3),

–  vista la sua risoluzione del 15 novembre 2017 sullo Stato di diritto a Malta(4),

–  vista la sua risoluzione del 19 aprile 2018 sulla protezione dei giornalisti investigativi in Europa: il caso dei giornalisti slovacchi Ján Kuciak e Martina Kušnírová(5),

–  vista la sua discussione in plenaria sullo Stato di diritto in Romania del 3 ottobre 2018,

–  vista la sua risoluzione del 1° marzo 2018 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea nel 2016(6),

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, presentata dalla Commissione il 2 maggio 2018 (COM(2018)0322),

–  visto il quadro di valutazione UE della giustizia 2018,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, e che questi valori sono comuni agli Stati membri;

B.  considerando che lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali formano un rapporto triangolare, rafforzandosi l'un l'altro e salvaguardando insieme la base costituzionale dell'Unione europea e dei suoi Stati membri;

C.  considerando che, nel 2014, la Commissione ha istituito un quadro per lo Stato di diritto; che tale quadro è stato utilizzato solo una volta e che tale strumento si è dimostrato insufficiente per prevenire o far fronte alle minacce allo Stato di diritto;

D.  considerando che l'Unione europea non dispone di un meccanismo obiettivo e permanente per monitorare la democrazia, i diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutti gli Stati membri;

E.  considerando che il quadro di valutazione UE della giustizia 2018 indica che restano ancora sfide da affrontare per quanto riguarda il funzionamento dei sistemi giudiziari degli Stati membri nonché in termini di impatto di alcune riforme attuate negli Stati membri;

F.  considerando l'alto numero di procedure di infrazione in corso nei settori della giustizia, dei diritti fondamentali e della cittadinanza(7);

G.  considerando che la FRA ha pubblicato diverse relazioni che sottolineano le sfide per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in vari Stati membri, su questioni quali la riduzione dello spazio a disposizione delle organizzazioni della società civile in Europa(8);

H.  considerando che vi sono state risposte ad hoc alle minacce per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, che hanno portato ad approcci ampiamente diversi nei vari Stati membri;

I.  considerando che la procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 1, TUE è stata avviata dalla Commissione alla luce della situazione in Polonia, e che la stessa procedura è stata avviata dal Parlamento europeo alla luce della situazione in Ungheria;

J.  considerando che la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo ha istituito un gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto, che ha iniziato la sua attività in relazione agli omicidi di giornalisti investigativi e allo Stato di diritto;

K.  considerando che tali risposte dell'UE mirano più a reagire che a prevenire e sono ostacolate dal fatto che le sfide per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nei vari Stati membri sono oggetto di un'attenzione discontinua e politicizzata;

L.  considerando che, il 2 maggio 2018, la Commissione ha presentato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri (COM(2018)0324);

M.  considerando che il parere n. 1/2018 della Corte dei conti europea sulla proposta di regolamento ha sottolineato la necessità di chiarire ulteriormente le fonti degli orientamenti e delle procedure attraverso i quali è possibile stabilire le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri;

N.  considerando che le precedenti relazioni dell'UE sulla lotta alla corruzione e le relazioni per paese del semestre europeo 2018 esprimono gravi preoccupazioni per quanto riguarda la corruzione in diversi Stati membri, indebolendo in tal modo la fede dei cittadini nelle istituzioni e nello Stato di diritto;

O.  considerando che le sfide per lo Stato di diritto e la democrazia negli Stati membri mettono a rischio lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, fondato sulla presunzione di fiducia reciproca (praesumptio iuris tantum);

P.  considerando che le sfide per lo Stato di diritto e la democrazia negli Stati membri mettono a rischio la legittimità dell'azione esterna dell'Unione, in particolare per quanto riguarda le sue politiche di adesione e vicinato;

Q.  considerando che tutte le istituzioni, gli organi, gli uffici e le agenzie dell'Unione sono tenuti a rispettare, proteggere e promuovere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali;

R.  considerando che l'Unione non ha ancora aderito alla CEDU, nonostante sia tenuta a farlo a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, TUE;

S.  considerando che la Commissione e il Consiglio non hanno agito in base alla risoluzione del Parlamento su un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, ed hanno quindi rifiutato di adottare l'accordo interistituzionale sul patto dell'Unione DSD;

1.  si rammarica del fatto che la Commissione non abbia ancora presentato una proposta relativa a un meccanismo globale dell'UE per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, e la invita a farlo, in particolare proponendo l'adozione dell'accordo interistituzionale sul patto dell'Unione DSD nella sua prossima iniziativa non legislativa per rafforzare l'applicazione dello Stato di diritto nell'Unione europea;

2.  ribadisce il suo appello per un meccanismo dell'UE globale, permanente e obiettivo per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, e sottolinea che tale meccanismo è quanto mai urgentemente necessario;

3.  ribadisce i principali elementi di tale meccanismo, quale proposto dal Parlamento, sotto forma di un patto interistituzionale DSD, che consiste in una revisione annuale non discriminatoria e basata su dati concreti, intesa a valutare, su un piano di parità, la conformità di tutti gli Stati membri dell'UE ai valori stabiliti all'articolo 2 TUE, unitamente a raccomandazioni per paese (relazione europea DSD) seguite da un dibattito parlamentare, e un ciclo permanente sulla politica DSD in seno alle istituzioni;

4.  ribadisce che la relazione europea DSD deve incorporare e integrare gli strumenti vigenti, tra cui il quadro di valutazione della giustizia, l'Osservatorio del pluralismo dei media, la relazione sulla lotta alla corruzione e le procedure di valutazione tra pari sulla base dell'articolo 70 TFUE, e sostituire il meccanismo di cooperazione e verifica per la Bulgaria e la Romania; si rammarica della decisione della Commissione di non pubblicare la relazione dell'UE sulla lotta alla corruzione del 2017;

5.  invita la Commissione a valutare la possibilità di collegare la proposta di regolamento sulla protezione del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate per quanto riguarda lo Stato di diritto negli Stati membri ad uno strumento dell'UE globale, permanente e obiettivo per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali;

6.  invita il Consiglio ad impegnarsi a rispettare l'accordo interistituzionale sul patto DSD ed a sostenere ulteriori proposte della Commissione intese a rafforzare la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali;

7.  ritiene che, se la Commissione e il Consiglio continuano a respingere l'istituzione di un patto DSD, il Parlamento potrebbe prendere l'iniziativa di lanciare una relazione pilota DSD e un dibattito interparlamentare;

8.  invita il Consiglio ad assumersi in modo adeguato il suo ruolo istituzionale nelle procedure in corso nel quadro dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE, e ad informare immediatamente ed esaustivamente il Parlamento in tutte le fasi della procedura e ad invitare il Parlamento a presentare la sua proposta motivata al Consiglio;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, nonché al Comitato europeo delle regioni affinché la trasmetta ai parlamenti e ai consigli sub-nazionali.

(1) GU C 215 del 19.6.2018, pag. 162.
(2) Testi approvati, P8_TA(2018)0340.
(3) Testi approvati, P8_TA(2018)0055.
(4) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 29.
(5) Testi approvati, P8_TA(2018)0183.
(6) Testi approvati, P8_TA(2018)0056.
(7) http://ec.europa.eu/atwork/applying-eu-law/infringements-proceedings/infringement_decisions/index.cfm?lang_code=EN&typeOfSearch=true&active_only=1&noncom=0&r_dossier=&decision_date_from=&decision_date_to=&PressRelease=true&DG=JUST&title=&submit=Search
(8) Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, Challenges facing civil society organisations working on human rights in the EU (Le sfide cui devono far fronte le organizzazioni della società civile che operano nel settore dei diritti umani nell'UE), Vienna, 18 gennaio 2018.


Applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Georgia
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sull'applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Georgia (2017/2282(INI))
P8_TA(2018)0457A8-0320/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 8 e il titolo V, in particolare gli articoli 21, 22, 36 e 37, del trattato sull'Unione europea (TUE), nonché la parte quinta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, che è entrato pienamente in vigore il 1° luglio 2016,

–  viste le sue precedenti risoluzioni del 18 dicembre 2014 sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra(1), e del 21 gennaio 2016 sugli accordi di associazione/le zone di libero scambio globali e approfondite con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina(2), la sua raccomandazione del 15 novembre 2017 sul partenariato orientale(3), la sua risoluzione legislativa del 14 marzo 2018 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macro-finanziaria alla Georgia(4) e la sua risoluzione del 14 giugno 2018 sui territori georgiani occupati a 10 anni dall'invasione russa(5),

–  visti i piani d'azione nazionali annuali per l'applicazione dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Georgia,

–  visto il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione europea e del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) del 9 novembre 2017 sulla relazione relativa all'attuazione dell'associazione sulla Georgia (SWD(2017)0371),

–  viste le dichiarazioni congiunte dei vertici del partenariato orientale, il più recente dei quali tenutosi a Bruxelles il 24 novembre 2017,

–  visto il quadro di cooperazione "20 obiettivi per il 2020", istituito durante il vertice di Riga del 2015 e volto a promuovere un'economia, una governance, una connettività e una società più forti,

–  visto il quadro di sostegno unico per il sostegno dell'UE alla Georgia nel periodo 2017-2020,

–  visto l'esito della quarta riunione del Consiglio di associazione tra l'UE e la Georgia del 5 febbraio 2018,

–  visti i risultati delle riunioni dell'assemblea Euronest, la più recente tenutasi il 25-27 giugno 2018, che ha portato a 7 risoluzioni in cui si invita l'UE a rafforzare i propri sforzi di mediazione nei conflitti congelati,

–  viste la dichiarazione finale e le raccomandazioni della sesta riunione della CPA UE-Georgia, svoltasi il 26 aprile 2018,

–  vista la dichiarazione congiunta della terza riunione della piattaforma della società civile UE-Georgia del 22 marzo 2018,

–  vista la prima relazione della Commissione nell'ambito del meccanismo di sospensione dei visti, pubblicata il 20 dicembre 2017 (COM(2017)0815),

–  visto il parere definitivo della commissione di Venezia del 19 marzo 2018 sulla riforma costituzionale della Georgia (CDL-AD(2018)005),

–  visti il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione, del 21 settembre 2015, dal titolo "Gender Equality and Women's Empowerment: Transforming the Lives of Girls and Women through EU External Relations 2016-2020" (Parità di genere ed emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020) (SWD(2015)0182),

–  vista la relazione di Transparency International del 2 luglio 2015 dal titolo "State of Corruption: Armenia, Azerbaijan, Georgia, Moldova and Ukraine" (Stato della corruzione: Armenia Azerbaigian, Georgia, Moldova e Ucraina),

–  visti gli studi di esperti realizzati per conto della commissione per gli affari esteri, tra cui lo studio dal titolo "The electoral reforms in three association countries of the Eastern Neighbourhood – Ukraine, Georgia and Moldova and their impact on political developments in these countries" (Le riforme elettorali in tre paesi del vicinato orientale impegnati nel processo di associazione – Ucraina, Georgia e Moldova – e il loro impatto sugli sviluppi politici in tali paesi), pubblicato il 26 ottobre 2017(6), lo studio dal titolo "Association agreements between the EU and Moldova, Georgia and Ukraine" (Accordi di associazione tra l'UE e la Moldova, la Georgia e l'Ucraina), pubblicato il 28 giugno 2018(7), e lo studio comparativo dal titolo "The Development of an Institutional Framework for the Implementation of the Association Agreements in Georgia, Moldova and Ukraine a comparative perspective" (Definizione di un quadro istituzionale per l'attuazione degli accordi di associazione in Georgia, Moldova e Ucraina: una prospettiva comparata" pubblicato nel settembre 2018(8),

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per il commercio internazionale (A8-0320/2018),

A.  considerando che le relazioni UE-Georgia sono oggetto di costante approfondimento grazie a nuovi importanti risultati, in linea con l'accordo di associazione UE-Georgia (AA), la zona di libero scambio globale e approfondita (DCFTA) e l'agenda di associazione UE-Georgia, tra cui l'entrata in vigore del regime di esenzione dal visto e l'adesione della Georgia alla Comunità dell'energia;

B.  considerando che il pieno rispetto dei valori fondamentali, tra cui democrazia, Stato di diritto, buon governo, i diritti umani e libertà fondamentali, compresi i diritti delle minoranze, è una pietra miliare dell'ulteriore integrazione europea;

C.  considerando che la situazione umanitaria e l'isolamento delle regioni occupate dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia continuano a rappresentare una delle principali sfide per la Georgia;

D.  considerando che l'indice di percezione della corruzione di Transparency International del 2017 rivela che vengono mantenuti buoni risultati nella lotta alla corruzione;

E.  considerando che la nuova strategia nazionale di lotta alla criminalità organizzata per il periodo 2017-2020 e il suo piano d'azione adottato nel 2017 si concentrano sulla lotta ai "ladri nella legge", sul transito di sostanze stupefacenti e sulla criminalità informatica, nonché sull'introduzione di attività di polizia basate sull'analisi e della polizia di prossimità;

F.  considerando che la Convenzione di Istanbul, incaricata della prevenzione e della lotta alla violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, è entrata in vigore il 1° settembre 2017 e che è stata istituita una commissione interagenzie sulla parità di genere, la violenza contro le donne e la violenza domestica;

G.  considerando che l'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2018 di Reporter senza frontiere evidenzia un leggero miglioramento della Georgia che passa dalla 64ᵃ posizione nel 2017 alla 61ᵃ posizione nel 2018;

1.  si compiace vivamente del continuo processo di riforma e dei progressi compiuti nell'applicazione dell'AA/DCFTA, che hanno posizionato la Georgia come uno dei partner strategici chiave dell'UE nella regione; invita le autorità georgiane a continuare a garantire la stabilità, favorire le riforme democratiche e i miglioramenti sociali ed economici dei georgiani, che sono colpiti dalla povertà, dalla disoccupazione e da un elevato livello di emigrazione economica, come fattore chiave per conquistare i cuori e le menti nel cammino verso la sovranità e l'integrità territoriale della Georgia, all'interno delle sue frontiere internazionalmente riconosciute, e il rafforzamento della cooperazione tra l'UE e la Georgia;

2.  rileva con soddisfazione che l'agenda europea della Georgia continua a raccogliere consensi trasversali e il sostegno della maggioranza dei cittadini georgiani; evidenzia che, ai sensi dell'articolo 49 TUE e in linea con la dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017, qualsiasi Stato europeo può chiedere di diventare membro dell'UE, purché ottemperi i criteri di Copenaghen; ricorda, nel frattempo, la proposta di una politica di "Partenariato orientale plus" (EaP+), sostenuta dal Parlamento al fine di aprire la strada a ulteriori prospettive; accoglie con favore l'iniziativa del governo georgiano di elaborare una tabella di marcia di integrazione nell'UE, con l'obiettivo di un rafforzamento delle attuali relazioni tra l'UE e la Georgia; si compiace dell'attivo impegno della Georgia nelle attività delle piattaforme multilaterali del partenariato orientale;

3.  elogia le autorità georgiane per le loro ricorrenti campagne di informazione sui vantaggi e le opportunità economiche derivanti dall'AA e dalla DCFTA e per l'assistenza che hanno fornito nella gestione degli adattamenti necessari;

Quadro istituzionale stabilito ai fini dell'attuazione dell'accordo di associazione

4.  rileva che il sostegno dell'UE alla Georgia raggiungerà tra i 371 e i 453 milioni di EUR nel periodo 2017-2020, con finanziamenti supplementari disponibili in base al principio "più progressi, più aiuti", in linea con l'agenda di associazione UE-Georgia; incoraggia la Commissione a fornire tale assistenza in proporzione alla capacità di assorbimento e agli sforzi riformistici della Georgia; prende atto della decisione della Georgia di ridurre il numero complessivo di ministeri da 14 a 11, ai fini dell'ottimizzazione funzionale e della riduzione delle spese, e si compiace della decisione del governo georgiano di riassegnare all'istruzione i risparmi risultanti dalla riorganizzazione;

5.  sollecita una maggiore partecipazione del Primo ministro e del ministro degli Affari esteri nel garantire un controllo politico di alto livello sull'attuazione dell'AA, segnatamente mediante l'ottimizzazione delle strutture governative competenti, il coordinamento e la sincronizzazione dei piani dei ministeri competenti e la loro piena ed efficace attuazione; si compiace dell'integrazione dell'ufficio del Ministro di Stato per l'integrazione europea presso il ministero degli Affari esteri; suggerisce, tuttavia, che la titolarità dell'integrazione europea sia condivisa nell'intero apparato ministeriale;

6.  accoglie con favore l'adozione di una versione triennale del piano di attuazione dell'AA/DCFTA e invita le autorità a elaborare una strategia di riforma che integri tali piani, incentrata sui risultati al di là della legislazione e della formazione del personale, e basata sulla valutazione dell'impatto degli esperti, che dovrebbe anche riguardare la cooperazione interistituzionale tra il Parlamento, il governo e l'amministrazione presidenziale; incoraggia, in questo contesto, il Parlamento georgiano ad accelerare i controlli di conformità delle proposte di riforma interne;

7.  sottolinea la necessità che la Georgia assegni personale altamente qualificato per l'attuazione dell'agenda di associazione; invita quindi le autorità georgiane a garantire che le unità strutturali incaricate di questioni inerenti l'integrazione europea presso tutti i ministeri dispongano di un numero sufficiente di funzionari con qualifiche specifiche nel settore; invita il SEAE e/o la Commissione europea a fornire assistenza nello sviluppo di capacità e nella formazione dei funzionari georgiani incaricati dell'attuazione dell'AA/DCFTA;

8.  accoglie con favore l'istituzione dell'Assemblea interparlamentare di Georgia, Moldova e Ucraina e incoraggia tale assemblea a controllare l'applicazione dell'AA;

9.  esorta il SEAE e/o la Commissione europea a stimolare le capacità interne per rafforzare il monitoraggio dell'attuazione dell'AA, segnatamente tramite un aumento delle risorse umane dedicate, con specifiche competenze riguardo al sistema amministrativo e giuridico georgiano, nonché a orientarsi verso una valutazione qualitativa dei progressi, in particolare mediante l'introduzione di processi di screening che consentano di valutare il livello di allineamento con l'acquis dell'UE effettivamente raggiunto, come disposto dall'AA;

10.  sottolinea il ruolo cruciale che la società civile, comprese le parti sociali, svolge nell'attuazione dell'AA in quanto soggetti che sorvegliano le riforme e si compiace dei loro sforzi nel monitorare l'attuazione dell'accordo; invita le autorità georgiane a garantire che le riforme nell'ambito dell'AA/DCFTA siano attuate con il pieno coinvolgimento delle autorità locali e dei rappresentanti della società civile e le parti sociali sul tema del conseguimento di un modello sociale "europeo" e invita le autorità e l'UE a garantire il loro accesso e quello della popolazione nelle zone periferiche alle informazioni sull'attuazione dell'AA;

11.  sottolinea l'importanza di comunicare in modo proattivo ai cittadini georgiani i benefici e gli obiettivi tangibili del Partenariato orientale e la necessità di contrastare la disinformazione mediante informazioni accessibili, di alta qualità e basate sui fatti in tutte le lingue del paese partner; invita la Georgia, con il sostegno dell'UE e dei suoi Stati membri, a rafforzare la propria strategia di comunicazione;

12.  si compiace dell'apertura, avvenuta a Tbilisi il 4 settembre 2018, di una scuola europea nell'ambito del partenariato orientale con un programma di diploma liceale internazionale per studenti provenienti da tutti i paesi del partenariato orientale; incoraggia le autorità georgiane a rafforzare il ruolo degli studi europei all'interno dei regolari programmi scolastici e universitari;

13.  sostiene i risultati e le conclusioni preliminari del primo turno delle elezioni presidenziali del 2018 in Georgia, quali presentati dalla missione internazionale di osservazione elettorale, che comprende la delegazione del Parlamento europeo; si compiace del carattere competitivo delle elezioni e della mancanza di casi di violenza; deplora l'occupazione russa dell'Ossezia meridionale e dell'Abkhazia, come pure la decisione delle autorità governative di fatto dell'Ossezia meridionale di chiudere il confine amministrativo con la Georgia, impedendo a molti cittadini georgiani di votare; invita le autorità e i partiti politici ad affrontare le questioni che destano preoccupazione prima del secondo turno, in particolare l'uso improprio di risorse statali e i limiti troppo elevati al finanziamento delle campagne elettorali nonché l'attenzionamento delle organizzazioni indipendenti della società civile attraverso intensi attacchi verbali da parte di titolari di incarichi di alto livello;

Dialogo politico

14.  ribadisce che la posizione dell'UE sulla riforma costituzionale della Georgia coincide con la valutazione globalmente positiva della commissione di Venezia; deplora il rinvio al 2024 dell'attuazione di un sistema elettorale pienamente proporzionale; ribadisce la propria disponibilità a svolgere un'attività di monitoraggio delle future elezioni in Georgia e ad assistere le autorità georgiane nel dare seguito e attuazione alle raccomandazioni che saranno presentate; ribadisce che la composizione della commissione elettorale centrale dovrebbe essere esente da influenze politiche e che il periodo preelettorale dovrebbe essere scevro da abusi di risorse amministrative; invita le autorità georgiane a condurre un'opportuna indagine sui violenti incidenti a sfondo politico occorsi durante le elezioni parlamentari del 2016;

15.  sostiene il rafforzamento democratico delle istituzioni politiche della Georgia ed è determinato a prestare assistenza in questo settore; rileva che la Georgia è uno dei pochi paesi in cui tutti i rami del potere partecipano al partenariato di governance aperta; sottolinea l'importanza di perseguire un ambizioso programma di riforme volto alla neutralità politica delle istituzioni statali e del loro personale; sottolinea il ruolo dell'opposizione in un sistema parlamentare e sottolinea l'urgenza di mettere in atto meccanismi più rigorosi per consentire il controllo dell'esecutivo, anche attraverso la capacità dei membri del Parlamento di rivolgere interrogazioni ai ministri e al Primo ministro su base regolare, onde chiamarli a rispondere;

16.  si compiace dell'effettiva attuazione del regime di esenzione dal visto per i cittadini georgiani a partire dal 27 marzo 2017; prende atto del rispetto da parte della Georgia dei parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti e ne incoraggia il monitoraggio regolare al fine di garantirne il continuo rispetto; rileva che l'introduzione di regimi di esenzione dal visto conduce a risultati positivi per lo sviluppo di contatti interpersonali; plaude alle misure adottate dalla Georgia per affrontare tempestivamente le violazioni del regime di esenzione dal visto e invita gli Stati membri dell'UE a riconoscere la Georgia come paese di origine sicuro; sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione tra le autorità giudiziarie e le autorità di contrasto della Georgia e degli Stati membri dell'UE;

17.  accoglie con favore la continua attuazione della strategia e del piano d'azione sulla migrazione della Georgia e il rafforzamento del risanamento dei settori di confine con la Turchia e l'Azerbaigian;

18.  sostiene la Georgia nel perseguire una politica di risoluzione pacifica dei conflitti, di riconciliazione e di impegno e la sua partecipazione costruttiva alle discussioni internazionali di Ginevra; si compiace degli sforzi compiuti dalla Georgia per mantenere il dialogo con la Russia; elogia l'iniziativa intitolata "Un passo avanti verso un futuro migliore", presentata il 4 aprile 2018, volta a migliorare le condizioni umanitarie e socioeconomiche delle popolazioni residenti nelle regioni occupate e a promuovere i contatti interpersonali e la costruzione della fiducia tra comunità divise;

19.  ricorda con rammarico che, dopo 10 anni, la Federazione russa continua la sua occupazione illegale di territori georgiani e ribadisce il proprio inequivocabile sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale della Georgia; prende atto della causa della Georgia contro la Russia presso la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) sul ricorso a misure coercitive nei confronti delle persone che vivono in Abkhazia e nell'Ossezia meridionale e dell'adozione da parte del parlamento georgiano di una risoluzione che stabilisce la lista nera Ottkhozoria-Tatunashvili delle persone condannate o sotto inchiesta per assassinio, rapimento, tortura o trattamento disumano; sottolinea che la comunità internazionale deve adottare una posizione unitaria coerente, coordinata, e salda rispetto alla politica russa di occupazione e annessione;

20.  esorta le autorità georgiane a compiere ulteriori sforzi per superare gli ostacoli esistenti e per cercare di estendere i benefici dell'accordo di associazione e della zona di libero scambio globale e approfondita alle popolazioni dell'Abkhazia e regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud tramite una migliore comunicazione circa le nuove opportunità offerte dall'accordo e lo sviluppo di progetti ad hoc di cooperazione economica e commerciale a livello locale;

21.  elogia la continua partecipazione della Georgia alle operazioni di gestione delle crisi civili e militari nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); sottolinea l'esigenza di sviluppare ulteriormente il dialogo di alto livello su questioni di sicurezza tra l'UE e la Georgia, segnatamente in materia di azioni di contrasto alla radicalizzazione, all'estremismo violento, alla propaganda e alle minacce ibride;

Stato di diritto, buon governo e libertà dei media

22.  prende atto dei risultati ottenuti dalla Georgia nella lotta contro la corruzione di livello basso e medio, che ha portato ad una corretta classificazione regionale in relazione agli indici di percezione; Sottolinea, tuttavia, che la corruzione di alto livello delle élite rimane un grave problema; loda l'attuazione da parte della Georgia della strategia anticorruzione e del suo piano d'azione; invita la Georgia a garantire che l'agenzia anticorruzione sia indipendente, scevra da interferenze politiche e separata dal servizio di sicurezza dello Stato; ribadisce l’importanza di una separazione effettiva dei poteri e di una chiara dissociazione tra politica ed interesse economico e sottolinea che la lotta contro la corruzione richiede un sistema giudiziario indipendente e risultati validi riguardo alle indagini sui casi di corruzione di alto livello, che devono ancora essere realizzati; considera la Georgia un importante partner dell'UE in diversi settori di cooperazione, quali la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata;

23.  esorta le autorità georgiane a istituire un meccanismo completamente indipendente ed efficace, separato dall'autorità della procura generale, per indagare sui casi di abuso da parte di rappresentanti delle autorità di contrasto e perseguirli, al fine di affrontare la persistente mancanza di assunzione di responsabilità; accoglie, pertanto con favore la creazione del servizio di ispettore statale incaricato di indagare sulle violazioni di diritti umani commesse da rappresentanti delle autorità di contrasto;

24.  esprime profonda preoccupazione per le pressioni esercitate dalla Turchia sui cittadini turchi residenti in Georgia, nonché sugli istituti di istruzione, a causa della loro presunta affiliazione al movimento Gülen; esorta le autorità georgiane a seguire da vicino tale caso garantendo che le procedure giudiziarie e qualsiasi azione intrapresa siano pienamente conformi ai principi e alle norme europee; sollecita l'UE a sostenere ed aiutare i paesi del partenariato orientale a resistere alle pressioni esercitate negli ultimi mesi, in particolare dalla Turchia;

25.  prende atto della riforma giudiziaria in corso e dei segnali di maggiore imparzialità e trasparenza del sistema giudiziario, ma ricorda le preoccupazioni della commissione di Venezia riguardo alle modifiche legislative proposte che non garantiscono la neutralità politica del consiglio georgiano dei procuratori per la pubblica accusa; chiede di porre in atto tutte le misure necessarie per rafforzare il sistema giudiziario – anche attraverso un rafforzamento della capacità amministrativa – e di garantire la piena indipendenza della magistratura e della procura, e chiede il controllo democratico del ministero dell’interno, comprese le forze di polizia e i servizi di sicurezza, che devono essere sottoposti a revisione e riforma, anche al fine di garantire la trasparenza, in particolare per quanto riguarda la selezione, la nomina e la promozione dei giudici nonché nei procedimenti disciplinari che li riguardano;

26.  sottolinea l'importanza delle riforme della pubblica amministrazione attualmente in corso; accoglie con favore la legge sulla pubblica amministrazione recentemente emanata e attende una sua rapida attuazione nell'interesse di un duraturo rafforzamento della fiducia dei cittadini;

27.  nota con preoccupazione che il governo georgiano non ha adottato una nuova normativa volta a migliorare l'accesso pubblico alle informazioni; deplora il fatto che la riforma proposta limiti ulteriormente l'accesso in tale campo; invita il governo georgiano a garantire un effettivo accesso alle informazioni pubbliche; ricorda che si tratta di un impegno fondamentale nel quadro dell'accordo di associazione;

28.  esorta il governo della Georgia a perseguire l'attuazione della riforma della gestione delle finanze pubbliche;

29.  si compiace dell'adozione della strategia nazionale di lotta alla criminalità organizzata;

30.  invita il parlamento georgiano a prendere in considerazione un pacchetto di modifiche volto a riformare la normativa in materia di droga in linea con la decisione della Corte costituzionale del 30 novembre 2017;

31.  accoglie con favore l'approvazione da parte del parlamento georgiano di un pacchetto di leggi per migliorare la situazione dei detenuti;

Rispetto dei diritti umani e libertà fondamentali

32.  invita le autorità georgiane a rendere ancora più operativo il meccanismo di coordinamento dei diritti umani del paese e a rafforzare la sua cooperazione nelle sedi multilaterali; esprime preoccupazione per la mancanza di progressi nell’indagine sul rapimento del giornalista azero Afgan Mukharli a Tbilisi, che ha evidenziato numerose carenze per quanto riguarda il funzionamento dei servizi di sicurezza, compresa l’ingerenza politica; invita il governo georgiano a presentare una conclusione rapida e credibile dell’inchiesta e sottolinea la necessità che la Georgia garantisca un ambiente sicuro per i difensori dei diritti umani che risiedono sul suo territorio, al fine di garantire che tali azioni non si verifichino nuovamente;

33.  prende atto della sentenza del 28 novembre 2017 della Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione all'ex primo ministro Vano Merabishvili, sentenza che ha stabilito una violazione dell'articolo 18 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel perseguire un'"agenda nascosta" e "secondi fini" all'atto dell'arresto dell'ex primo ministro;

34.  sottolinea l'importanza di una politica e meccanismi chiari, trasparenti e fondati sui diritti umani volti a indagare, perseguire e risarcire relativamente ai casi di violazioni dei diritti umani commesse sotto le precedenti amministrazioni, garantendo che tale processo rispetti pienamente i principi dello stato di diritto e del giusto processo;

35.  invita le autorità georgiane a compiere ulteriori passi per sostenere le libertà fondamentali e i diritti umani, in particolare per i gruppi vulnerabili, combattendo l'incitamento all'odio e alla discriminazione, anche sul mercato del lavoro attraverso un codice del lavoro modificato, nei confronti delle persone LGBTQI, dei rom, delle persone affette da HIV/AIDS, delle persone con disabilità e di altre minoranze; invita, segnatamente, la Georgia ad armonizzare la legislazione sui diritti delle persone con disabilità con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata nel 2014; si compiace della ratifica da parte della Georgia della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul), nonché dell’adozione della legge sulla lingua di Stato e della strategia statale per l'uguaglianza civica e l'integrazione, e ne chiede una rapida attuazione e la creazione di un efficace meccanismo di monitoraggio;

36.  invita le autorità georgiane ad adottare ulteriori misure per proteggere le donne da tutte le forme di violenza, dall’abuso sessuale e dalle molestie sul lavoro e nei luoghi pubblici, e ad aumentare il numero di donne sul mercato del lavoro e in politica, dove restano sottorappresentate;

37.  chiede un potenziamento della tutela dei diritti dei bambini, compresa la prevenzione della violenza contro i minori, l’accesso all'istruzione per tutti i bambini, compresi quelli con disabilità; ribadisce la responsabilità del governo georgiano per un'attenta sorveglianza della situazione dei bambini negli orfanotrofi e nelle strutture residenziali religiose;

38.  ricorda l'importanza di mass media liberi e indipendenti, dell’indipendenza editoriale, nonché del pluralismo e della trasparenza della proprietà nel contesto mediatico quali principi democratici fondamentali; rileva con soddisfazione i miglioramenti avvenuti in Georgia, che si riflettono nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2018 istituito da Reporter senza frontiere; sottolinea la politicizzazione dei contenuti mediatici; ricorda il caso del canale Rustavi 2 TV;

Cooperazione economica e commerciale

39.  si compiace dell'enfasi posta sulla creazione di posti di lavoro nonché sui diritti dei lavoratori segnatamente mediante l'adozione della legge sulla sicurezza sul lavoro al fine di far fronte efficacemente al drammatico numero di vittime degli incidenti sul lavoro; esorta il parlamento georgiano ad estendere l'ambito di applicazione della legge per evitare eccezioni; ricorda alle autorità georgiane l'obbligo di rispettare le norme internazionali sui diritti dei lavoratori e sottolinea la necessità di trasformare il dipartimento per l'ispezione delle condizioni di lavoro in un vero e proprio sistema indipendente per l'ispezione del lavoro allineato alla convenzione 81 dell'OIL per migliorare la sicurezza sul lavoro e ridurre il lavoro sommerso; chiede di porre fine alla discriminazione da parte dei datori di lavoro nei confronti di coloro che si avvalgono dei propri diritti sindacali; è preoccupato per il lavoro minorile e l'insufficiente libertà di associazione dei sindacati; ricorda che la sicurezza sul lavoro, secondo i requisiti dell'AA, riveste un'importanza fondamentale;

40.  osserva che l'UE è il principale partner commerciale della Georgia, con un volume di scambi commerciali pari a un terzo del totale, nonché il suo principale donatore e principale fonte di investimenti esteri diretti; accoglie con favore l'attuazione di riforme strutturali chiave volte a migliorare il contesto economico e imprenditoriale e a massimizzare i benefici apportati dalla zona di libero scambio globale e approfondita; rileva i positivi progressi compiuti dalla Georgia nell'avvicinare la sua legislazione nei settori commerciali, comprese misure sanitarie e fitosanitarie, ma chiede maggiori progressi riguardo alla sicurezza alimentare; sottolinea l'importanza delle riforme strutturali in corso relative al miglioramento del clima degli investimenti in Georgia; sottolinea la necessità per le autorità georgiane di garantire un'equa distribuzione tra la popolazione dei risultati della crescita economica del paese, e dell’attuazione dell’AA a beneficio delle PMI;

41.  osserva con soddisfazione che alcuni nuovi prodotti iniziano ad essere esportati nell'UE, nonostante la Georgia esporti principalmente prodotti agricoli e materie prime; incoraggia la Commissione a sostenere la Georgia nell'individuare le aree che potrebbero promuovere ulteriormente la diversificazione economica e a darvi priorità nel processo dell'applicazione della DCFTA; raccomanda alla Georgia di vagliare l'adozione di una strategia di diversificazione per i prodotti esportati verso i mercati dell'UE;

42.  osserva con favore i progressi nel settore degli appalti pubblici con un allineamento pianificato della legislazione entro il 2022; sottolinea l'importanza di un organismo di ricorso imparziale e indipendente; esorta il governo georgiano a migliorare la trasparenza del sistema di appalti pubblici, in particolare riducendo le esenzioni relative alla procedura di offerta aperta nella legge sugli appalti, al fine di ridurre il volume complessivo dei contratti (non competitivi);

43.  si compiace dell'adesione della Georgia alla convenzione sulle norme di origine paneuromediterranee, che consentirà il cumulo di origine nel quadro della DCFTA; incoraggia la Georgia ad aderire analogamente alla convenzione relativa a un regime comune di transito;

Energia e altri ambiti di cooperazione

44.  accoglie con favore l'adesione della Georgia alla comunità dell'energia e plaude ai progressi compiuti verso l'integrazione del mercato georgiano dell'energia con quello dell'UE attraverso la convergenza normativa, conformemente all'AA e al trattato della Comunità dell'energia; è fermamente convinto che ciò contribuisca all’adempimento delle condizioni per un mix energetico paneuropeo in linea con l’accordo di Parigi sulle misure per combattere i cambiamenti climatici e l'obiettivo 10 dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, relativo alle misure per contrastare la povertà energetica; esorta le autorità georgiane a compiere tutti gli sforzi necessari a rafforzare l’adozione dell’acquis dell'UE in materia di energia con il sostegno dell’UE, nonché la cooperazione scientifica e lo sviluppo di innovazione nei settori dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili; osserva che piani quali l’integrazione del ministero dell’energia nel ministero dell’Economia e dello sviluppo sostenibile dovrebbero essere adottati in stretto coordinamento con il parlamento georgiano;

45.  raccomanda alle autorità georgiane di sviluppare una solida strategia nazionale in campo energetico, di ridurre il livello dei sussidi energetici e di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e l'indipendenza energetica; incoraggia lo sviluppo delle energie rinnovabili e l'efficienza energetica nonché l'adozione delle leggi necessarie, nonché l'adeguamento del quadro istituzionale; incoraggia il rafforzamento delle funzioni relative al transito di energia;

46.  sottolinea la necessità di compiere ulteriori sforzi di esecuzione in materia di trasporti e ambiente; esorta il governo georgiano ad adottare una strategia per combattere l'inquinamento atmosferico; invita le autorità georgiane a incrementare la partecipazione pubblica ai processi decisionali in materia di ambiente e il grado di condivisione delle informazioni ambientali per favorire il pubblico interesse;

47.  ricorda che la governance ambientale è una caratteristica fondamentale dei requisiti dell'AA; accoglie con favore l'entrata in vigore di un nuovo codice di valutazione dell'impatto ambientale in linea con la legislazione dell'UE e l'adozione della tabella di marcia per il piano d'azione per il clima; chiede un ulteriore allineamento delle politiche ambientali nazionali con gli obiettivi dell'UE nella lotta ai cambiamenti climatici, in linea con l'accordo di Parigi del 2015 e, in particolare, la messa a punto e l'adozione della strategia di sviluppo a basse emissioni;

48.  rileva che la Georgia si è impegnata a dare efficace attuazione agli accordi multilaterali ambientali previsti dal capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile (CSS), che deve essere ulteriormente migliorato;

49.  prende atto del piano del governo georgiano di sviluppare ulteriormente l'energia idroelettrica; invita, in tale contesto, le autorità georgiane ad adottare e a rispettare le norme dell'UE in tutti i progetti e in particolare ad applicare una procedura aperta e trasparente di valutazione dell'impatto ambientale, che coinvolga tutti i portatori di interessi nelle principali fasi del processo decisionale;

Disposizioni istituzionali

50.  ritiene sia utile coinvolgere le autorità georgiane fin dalla fase di elaborazione della legislazione pertinente al fine di rendere il processo più inclusivo e ridurre i costi di transizione per la Georgia; invita la Commissione a sfruttare appieno i meccanismi di condivisione delle informazioni ex-ante;

51.  ribadisce la sua ferma intenzione a rafforzare il monitoraggio dell'attuazione degli accordi internazionali con i partner orientali dell'UE; invita nuovamente la Commissione e il SEAE a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio relazioni scritte sull'attuazione degli accordi maggiormente dettagliate e frequenti;

52.  osserva che la valutazione dell'applicazione della DCFTA è molto incentrata sui flussi commerciali e sugli ostacoli agli scambi; invita la Commissione a monitorare e a valutare in modo appropriato l'applicazione della DCFTA, prestando particolare attenzione al recepimento e all'attuazione dell'acquis e all'impatto sulla società georgiana, e a fornire rendicontazioni annuali pubbliche ed esaustive, anche in merito al sostegno tecnico e finanziario fornito dall'UE;

53.  invita il Consiglio e la Commissione a continuare a esercitare la maggiore influenza possibile per incoraggiare e assistere la Georgia nei suoi sforzi per l'attuazione efficace della DCFTA, ribadendo che l'applicazione sostenibile della stessa non può fare esclusivamente leva sull'assistenza dell'UE, ma necessita di un'amministrazione indipendente da parte della Georgia, al fine di favorire un incremento dei flussi di scambi, una riduzione degli oneri burocratici e una semplificazione delle procedure amministrative; esorta entrambe le parti a offrire maggiore sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI), e a fornire assistenza tecnica; esorta la Commissione a valutare la possibilità di istituire un gruppo di sostegno per la Georgia, sulla falsariga di quello creato per l'Ucraina;

54.  invita il SEAE e/o la Commissione a pubblicare tutte le relazioni annuali sull'attuazione dell'associazione allo stesso tempo e a pubblicare simultaneamente una valutazione comparativa del livello dei progressi volti all'attuazione dell'AA/DCFTA da parte di ciascun partner associato, misurato a fronte di parametri specifici;

55.  è determinato a redigere relazioni annuali sull'attuazione degli AA;

o
o   o

56.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Georgia.

(1) GU C 294 del 12.8.2016, pag. 31.
(2) GU C 11 del 12.1.2018, pag. 82.
(3) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 130.
(4) Testi approvati, P8_TA(2018)0073.
(5) Testi approvati, P8_TA(2018)0266.
(6) ‘The electoral reforms in three association countries of the Eastern Neighbourhood – Ukraine, Georgia and Moldova', Parlamento europeo, 26 ottobre 2017.
(7) ‘Association agreements between the EU and Moldova, Georgia and Ukraine', Parlamento europeo, 28 giugno 2018.
(8) ‘The Development of an Institutional Framework for the Implementation of the Association Agreements in Georgia, Moldova and Ukraine: a comparative perspective', Parlamento europeo, settembre 2018.


Applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Moldova
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sull'applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Moldova (2017/2281(INI))
P8_TA(2018)0458A8-0322/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 8 e il titolo V, in particolare gli articoli 21, 22, 36 e 37, del trattato sull'Unione europea (TUE), nonché la parte quinta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, che è entrato pienamente in vigore il 1° luglio 2016,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare del 5 luglio 2018 sulla crisi politica in Moldova a seguito dell'annullamento delle elezioni del sindaco di Chișinău(1), del 15 novembre 2017 sul partenariato orientale nella fase preparatoria del vertice di novembre 2017(2), del 4 luglio 2017 sulla concessione di assistenza macrofinanziaria a favore della Repubblica di Moldova(3) e del 21 gennaio 2016 sugli accordi di associazione/le zone di libero scambio globali e approfondite con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina(4),

–  vista la firma, nel novembre 2017, di un memorandum d'intesa, di un accordo di prestito e di un accordo di sovvenzione sull'assistenza microfinanziaria del valore di 100 milioni di EUR per il periodo 2017-2018,

–  visto il piano d'azione nazionale moldovo sull'attuazione dell'accordo di associazione Moldova-Unione europea 2017-2019 (NAPIAA),

–  visto il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione europea e del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sull'attuazione dell'accordo di associazione con la Moldova (SWD(2018)0094), del 3 aprile 2018,

–  viste le dichiarazioni congiunte dei vertici del partenariato orientale, il più recente dei quali tenutosi a Bruxelles il 24 novembre 2017,

–  viste le conclusioni del Consiglio Affari esteri dell'UE del 26 febbraio 2018 sulla Repubblica di Moldova,

–  vista la relazione di Transparency International dal titolo "State of Corruption: Armenia, Azerbaijan, Georgia, Moldova and Ukraine" (Stato di corruzione: Armenia Azerbaigian, Georgia, Moldova e Ucraina), pubblicata il 2 luglio 2015,

–  visti i pareri e le raccomandazioni dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (ODIHR) e della commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, in particolare del 15 marzo 2018 sulla riforma elettorale in Moldova,

–  viste le raccomandazioni e le attività dell'Assemblea parlamentare EURONEST, del forum della società civile del partenariato orientale e di altri rappresentanti della società civile in Moldova,

–  visto l'esito della missione della commissione per gli affari esteri in Moldova il 3 e 4 aprile 2018,

–  visti gli studi di esperti realizzati per conto della commissione per gli affari esteri, tra cui lo studio dal titolo "The electoral reforms in three association countries of the Eastern Neighbourhood – Ukraine, Georgia and Moldova and their impact on political developments in these countries" (Le riforme elettorali in tre paesi del vicinato orientale impegnati nel processo di associazione – Ucraina, Georgia e Moldova – e il loro impatto sugli sviluppi politici in tali paesi), pubblicato il 26 ottobre 2017(5), la valutazione europea di attuazione dal titolo "Association agreements between the EU and Moldova, Georgia and Ukraine" (Accordi di associazione tra l'UE e la Moldova, la Georgia e l'Ucraina), pubblicata il 28 giugno 2018(6), e lo studio comparativo dal titolo "The Development of an Institutional Framework for the Implementation of the Association Agreements in Georgia, Moldova and Ukraine" (Definizione di un quadro istituzionale per l'attuazione degli accordi di associazione in Georgia, Moldova e Ucraina), pubblicato nel luglio 2018(7),

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione ad elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per il commercio internazionale (A8-0322/2018),

A.  considerando che le relazioni politiche ed economiche tra l'Unione europea e la Repubblica di Moldova si sono rafforzate nel quadro del partenariato orientale e, in particolare, a seguito della firma, il 27 giugno 2014, e dell'entrata in vigore, il 1° luglio 2016, dell'accordo di associazione UE-Moldova (AA), che include una zona di libero scambio globale e approfondita (DCFTA);

B.  considerando che l'accordo di associazione si fonda su valori comuni, tra cui "il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, quali proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e definiti nella convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nell'Atto finale di Helsinki del 1975 della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa e nella Carta di Parigi per una nuova Europa del 1990";

C.  considerando che, mediante tale accordo, la Moldova si è impegnata nelle principali riforme nazionali, sulla base della legislazione e delle pratiche dell'UE, in numerosi settori che concorrono alla buona governance, allo sviluppo economico e al rafforzamento della cooperazione con l'UE; che, in appoggio a tali sforzi, l'UE si è impegnata a fornire un sostanziale sostegno al bilancio e assistenza finanziaria alla Moldova, per un totale di 1,14 miliardi di EUR mediante lo stanziamento di fondi sin dal 2007, oltre al programma regionale di finanziamento;

D.  considerando che la DCFTA consente l'accesso privilegiato di beni e servizi dalla Moldova al mercato dell'UE; che gli scambi commerciali tra l'UE e la Moldova, per effetto della DCFTA, hanno subito un incremento del 20 % nel 2017, attestandosi sui 4 miliardi di EUR; che l'UE rappresenta al momento il primo partner commerciale della Moldova con oltre il 55 % degli scambi commerciali totali; che l'UE è altresì il principale investitore in Moldova; e che i dati iniziali del 2018 confermano l'andamento positivo; considerando che il tasso di utilizzo del regime preferenziale del 90 % è prova dei benefici recati dalla DCFTA alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini moldavi; considerando che sono stati compiuti progressi in settori fondamentali, come in quello delle misure sanitarie e fitosanitarie, delle barriere tecniche al commercio, delle dogane e degli appalti pubblici; considerando che, in conformità delle disposizioni del capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile, sono stati creati dei gruppi consultivi interni che finora si sono riuniti tre volte;

E.  considerando che nel processo di riforme in Moldova, nei settori della giustizia e della sicurezza, tra cui la lotta alla corruzione, l'UE ha altresì concordato, nel 2014, l'esenzione dal visto nei confronti dei cittadini moldovi che si recano nello spazio Schengen titolari di un passaporto biometrico; che oltre 1,5 milioni di cittadini moldovi ha beneficiato del suddetto regime di esenzione durante i primi quattro anni dalla sua adozione;

F.  considerando che l'UE ha più volte espresso preoccupazioni riguardo il deterioramento degli standard democratici dovuto alle recenti decisioni delle autorità moldove, tra cui l'annullamento delle elezioni locali a Chișinău, sulla base di dubbie motivazioni e in maniera non trasparente, la riforma elettorale del luglio 2017 non conforme alle raccomandazioni dell'ODIHR e della commissione di Venezia, la mancanza di progressi nel perseguire i responsabili della frode bancaria da 1 miliardo di dollari scoperta nel 2014 e l'aumento delle violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti di giudici indipendenti, giornalisti e oppositori politici;

G.  considerando che, successivamente a tali sviluppi, nel 2017, l'UE non ha versato le due ultime rate nel quadro nel programma di sostegno al bilancio per le riforme al settore della giustizia, poiché le autorità moldove non hanno dimostrato un impegno sufficiente a riformare tale settore e, nel 2018, l'UE ha sospeso l'erogazione della prima rata dell'assistenza macrofinanziaria a causa del mancato rispetto delle condizioni politiche annesse alla decisione del 4 luglio 2017 del Parlamento europeo e del Consiglio, in cui si specifica che "è opportuno subordinare la concessione dell'assistenza macrofinanziaria dell'Unione al rispetto di meccanismi democratici effettivi – compreso il pluralismo parlamentare – e dello Stato di diritto, nonché alla garanzia del rispetto dei diritti umani";

H.  considerando che, a seguito di tali decisioni, i più recenti sviluppi hanno sollevato ulteriori preoccupazioni, in particolare il cosiddetto "pacchetto di riforma fiscale", adottato nel luglio 2018 il cui condono fiscale aumenta il rischio di riciclaggio di denaro, le ulteriori pressioni esercitate nei confronti dell'opposizione e le sue dimostrazioni pacifiche e dei piccoli media indipendenti che lottano per continuare le proprie attività nonostante l'adozione, nel luglio 2018, del nuovo codice sui servizi audiovisivi;

I.  considerando che Transparency International ha classificato la Moldova al 122° posto su 180 nell'indice di percezione della corruzione per il 2017, a fianco di Azerbaigian e Mali; che Reporter senza frontiere ha classificato la Moldova all'81° posto su 180 nell'indice della libertà di stampa mondiale, un arretramento rispetto al 56° posto ottenuto nel 2014;

Principi generali e valori comuni

1.  sottolinea l'importanza dell'AA/DCFTA e prende atto dei progressi compiuti finora dalla Moldova; insiste, tuttavia sul fatto che la piena attuazione dell'AA/DCFTA, in particolare per quanto concerne le riforme politiche, deve costituire la massima priorità, consentendo l'ulteriore approfondimento delle relazioni del paese con l'UE, a beneficio di tutti i cittadini moldovi, e aprendo maggiori prospettive in linea con la politica di partenariato orientale "plus" (EaP+) sostenuta dal Parlamento;

2.  plaude ai coraggiosi agenti del cambiamento positivo in Moldova, in particolare coloro alla guida degli sforzi di riforma del settore bancario, che andrebbero portati avanti conformemente agli appelli dell'UE e del Fondo monetario internazionale, a seguito della frode bancaria del 2014 da 1 miliardo di dollari (pari al 12 % del PIL); accoglie con favore la valutazione positiva dell"FMI del luglio 2018 sull'attuazione del programma sostenuto dall'FMI; invita i politici e l'intera magistratura della Moldova a contribuire a tali sforzi di riforma del paese e a lottare contro la corruzione conformemente agli impegni assunti nel quadro dell'accordo di associazione, in quanto la mancanza di volontà politica rappresenta uno dei principali ostacoli per l'attuazione di riforme credibili; invita tutte le forze politiche a impegnarsi in un dialogo costruttivo nell'interesse del paese;

3.  esprime grave preoccupazione per l'arretramento sul fronte degli standard democratici registrato in Moldova, in cui i valori fondamentali ai quali il paese ha aderito in particolare nel quadro dell'accordo di associazione, quali la democrazia – comprese elezioni giuste e trasparenti rispettose della volontà dei cittadini e un sistema pluralista democratico – e lo Stato di diritto – compresa una magistratura indipendente e imparziale – sono minati dai leader politici al potere collusi con interessi commerciali e incontrastati da gran parte della classe politica e della magistratura, con il risultato che la Repubblica di Moldova è uno Stato in preda agli interessi degli oligarchici, con una concentrazione del potere politico ed economico nelle mani di un piccolo gruppo di persone che esercita la propria influenza sul parlamento, sul governo, sui partiti, sulla pubblica amministrazione, sulla polizia, sulla magistratura e sui media e che l'attuazione della legislazione è altamente insoddisfacente con scarsi vantaggi per i cittadini; ribadisce la sua determinazione a concentrarsi sul rispetto dell'impegno a difendere i valori comuni anziché su cosiddette argomentazioni "geopolitiche" non convincenti;

4.  deplora che la deliberata violazione delle condizioni politiche connesse agli standard democratici in Moldova, in particolare le recenti modifiche alla legge elettorale nazionale, che non rispettano talune delle principali raccomandazioni del parere congiunto dell'ODHIR e della Commissione di Venezia, nonché la sospensione del sindaco di Chișinău, Dorin Chirtoacă, e l'annullamento dell'elezione di Andrei Năstase, che ha indotto l'UE a sospendere l'erogazione dell'assistenza macrofinanziaria e dei pagamenti dovuti a titolo del programma di sostegno al bilancio;

5.  ribadisce che qualsiasi decisione sulla futura erogazione dell'assistenza macrofinanziaria dovrebbe avvenire soltanto dopo le elezioni politiche previste nel febbraio 2019 e a condizione che tali elezioni si svolgano conformemente alle norme riconosciute a livello internazionale e siano valutate da organismi internazionali specializzati, e che i pagamenti a titolo di tutti i programmi di sostegno al bilancio dovrebbero essere sospesi fino al compimento di significativi progressi in merito agli standard democratici, comprese la riforma della magistratura e l'azione penale nei confronti dei responsabili della frode bancaria conformemente alla risoluzione del Parlamento europeo del 5 luglio 2018; invita, nel frattempo, la Commissione e il SEAE a continuare a riassegnare i fondi per sostenere la società civile e i mezzi d'informazione indipendenti in Moldova, in particolare i media liberi e indipendenti, nonché il settore privato e le autorità locali anche attraverso nuovi progetti di partenariato e di sviluppo, preferibilmente coordinati con l'assistenza di altri paesi dell'UE, e a coordinare gli sforzi con altre organizzazioni, quali l'FMI, per garantire una maggiore coerenza in termini di condizionalità dell'assistenza finanziaria; attende con cautela l'esito della verifica della legislazione elettorale da parte della commissione giuridica del Parlamento moldovo per quanto attiene alle nomine e alle immunità; invita la Commissione europea a mettere a punto un meccanismo di monitoraggio delle riforme che preveda chiari parametri di riferimento;

6.  rammenta quanto disposto dagli articoli 2 e 455 dell'accordo di associazione, a norma dei quali il rispetto dei principi democratici costituisce un elemento essenziale dell'accordo di associazione, la cui violazione può comportare anche la sospensione dei diritti connessi all'accordo; ricorda che è necessario un notevole impegno per continuare a rispettare i parametri di riferimento per la lotta alla corruzione e al riciclaggio di denaro; chiede che i futuri accordi siano altresì subordinati alla riforma del sistema giudiziario e a un'indagine approfondita e a procedimenti penali nei confronti dei responsabili della frode di 1 miliardo di dollari; rammenta altresì i parametri di riferimento in materia di anticorruzione e antiriciclaggio relativi alla politica di liberalizzazione dei visti;

Il quadro istituzionale in vigore per l'attuazione dell'accordo

7.  accoglie con favore l'adozione di numerose leggi in linea con gli impegni della Moldova nell'ambito dell'AA; sottolinea tuttavia l'importanza di una rapida e piena attuazione di suddette leggi, per ultimare l'obiettivo dell'AA, che consiste in miglioramenti concreti e sostenibili delle condizioni di vita dei cittadini comuni moldovi;

8.  chiede un maggiore coinvolgimento del parlamento, del primo ministro e del ministro degli Affari esteri e dell'integrazione europea della Moldova nel fornire una vigilanza e un controllo politico ad alto livello dell'attuazione dell'AA, in particolare mediante un'ottimizzazione continua delle pertinenti strutture parlamentari e governative e il miglioramento delle loro capacità amministrative, nonché la sincronizzazione e il coordinamento dei piani ministeriali e la loro attuazione integrale ed efficace;

9.  accoglie con favore la creazione dell'assemblea interparlamentare di Georgia, Moldova e Ucraina e la sua prima riunione, tenutasi l'8 e 9 giugno 2018 a Kiev; esorta altresì suddetta assemblea a esercitare un controllo sull'attuazione degli accordi di associazione;

10.  esorta le autorità moldove a intraprendere maggiori sforzi verso l'attuazione dell'AA e a organizzare le sue azioni – in particolare il Piano nazionale per l'attuazione dell'accordo di associazione (NAPIAA) – in base a settori e risultati specifici da raggiungere anziché seguendo gli articoli dell'AA, per definire le priorità in modo dettagliato e uno scadenzario più preciso delle misure, basate su valutazioni d'impatto e redatte da unità di esperti dedicate;

11.  invita il SEAE e la Commissione a istituire un comitato di sostegno dell'UE dedicato alle relazioni con la Moldova, subordinato ai progressi compiuti in materia di standard democratici, per migliorare l'acquisizione di competenze, in particolare per quanto concerne il ravvicinamento della legislazione moldova a quella dell'UE, e coordinare, laddove le condizioni siano rispettate, l'erogazione dell'assistenza finanziaria alla Moldova a sostegno dell'attuazione dell'AA;

12.  esorta il SEAE e la Commissione a potenziare le capacità interne al fine di migliorare il monitoraggio dell'attuazione dell'AA, in particolare mediante un aumento significativo delle risorse umane dedicate, nonché a orientarsi verso una valutazione qualitativa dei progressi, segnatamente attraverso l'introduzione di processi di controllo per valutare il livello di allineamento con l'acquis dell'UE effettivamente conseguito, così come richiesto dall'AA;

13.  accoglie con favore il dialogo ministeriale rafforzato con la Moldova e altri partner associati sulle riforme relative all'associazione nel settore del commercio e, a condizione che siano compiuti progressi in materia di standard democratici, sostiene l'avvio di siffatti dialoghi in altri ambiti coperti dall'AA, quali le questioni politiche, la giustizia, la libertà e la sicurezza nonché la cooperazione settoriale;

14.  rammenta e sostiene il parere espresso dalla Commissione di Venezia sulla riforma elettorale in Moldova, secondo cui il passaggio a un sistema elettorale misto per le elezioni parlamentari è avvenuto senza consenso (se non quello del partito democratico e del partito socialista) e potrebbe dar luogo a una situazione in cui i candidati potrebbero essere indebitamente influenzati da interessi commerciali; ribadisce pertanto il suo invito alle autorità moldove a migliorare il sistema elettorale così da assicurare che le future elezioni riflettano la volontà dei cittadini moldovi anziché quella di una minoranza selezionata; invita inoltre le autorità moldove ad attuare appieno le raccomandazioni dell'ODHIR, segnatamente in materia di finanziamento ai partiti e di libertà e pluralismo dei media; ribadisce la disponibilità del Parlamento a osservare le prossime elezioni parlamentari in Moldova;

Dialogo politico e riforme, cooperazione nel settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC)

15.  esprime preoccupazione per le modifiche apportate all'ultimo minuto al codice sui servizi di media audiovisivi, adottato nel luglio 2018, senza alcuna consultazione della società civile; esorta le autorità moldove a dare piena attuazione al codice, in conformità delle norme europee in materia di libertà e pluralismo dei media, come raccomandato dalla Commissione europea e dalla Commissione di Venezia; sottolinea l'importanza di organizzare vere e proprie consultazioni della società civile e dei media indipendenti nel corso di tale processo e di adottare una nuova legge sulla pubblicità; evidenzia che occorre evitare qualsiasi tentativo che possa minare il pluralismo dei media, in particolare quelli che incoraggerebbero ulteriormente la formazione di un cartello sul mercato dei media e sul mercato pubblicitario correlato; esorta le autorità moldove ad adottare la nuova legge sulla pubblicità previa un'effettiva consultazione della società civile; osserva con preoccupazione che attualmente i media sono estremamente monopolizzati e subordinati ai gruppi politici e commerciali del paese; chiede trasparenza nella proprietà dei media e un'assistenza dedicata ai media indipendenti, in particolare a livello locale, in modo da ottemperare ai requisiti del codice in materia di contenuti locali obbligatori; sottolinea l'importanza di garantire l'effettiva indipendenza dell'agenzia di regolazione dei media;

16.  si compiace degli sforzi di riforma nei settori della pubblica amministrazione e della gestione delle finanze pubbliche e incoraggia ulteriori iniziative per aumentare la trasparenza;

17.  accoglie con favore la proficua cooperazione sulle questioni relative alla PESC, in particolare l'elevato livello di allineamento con le dichiarazioni PESC e la partecipazione alle missioni e operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nonché la cooperazione della Moldova con la NATO; prende atto dei progressi compiuti nell'adozione di una nuova strategia di difesa nazionale e di un piano d'azione per la sua attuazione per il periodo 2017-2021 a seguito del ritiro della strategia di sicurezza nazionale da parte del Presidente della Moldova; si compiace dell'entrata in vigore dell'accordo UE-Moldova sullo scambio di informazioni classificate;

18.  si congratula con le autorità moldove per il continuo miglioramento delle relazioni con Tiraspol, in particolare grazie alla realizzazione di misure volte a instaurare un clima di fiducia, tra cui l'apertura del ponte Gura Bîcului-Bîcioc e la firma di altri sei protocolli, migliorando in tal modo la vita dei cittadini su entrambe le sponde del fiume Nistro; ribadisce l'impegno risoluto dell'UE e il suo sostegno per quanto concerne la sovranità e l'integrità territoriale della Moldova e gli sforzi miranti a conseguire una soluzione pacifica alla questione della Transnistria; esprime il proprio sostegno incondizionato agli sforzi profusi dall'OSCE, dall'UE e da altre parti interessate e incoraggia le autorità a collaborare in particolare con le PMI della Transnistria per rafforzare ulteriormente tale livello di impegno, intraprendere ulteriori sforzi nella promozione dei diritti umani e rispettare tutte le decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo; invita le autorità moldove a profondere sforzi supplementari ai fini dell'attuazione di una legge emendata sullo status giuridico speciale della Gagauzia;

Stato di diritto e buona governance

19.  sollecita le autorità a garantire l'indipendenza, l'imparzialità e l'efficacia della magistratura e delle istituzioni preposte a combattere la corruzione, tra cui il Consiglio superiore della magistratura, il Centro nazionale anticorruzione e la Procura nazionale anticorruzione, l'autorità per l'integrità nazionale e l'agenzia per il recupero dei proventi di reato, in particolare continuando a stanziare risorse adeguate, al fine di garantire procedure di selezione trasparenti con la partecipazione di reclutatori esperti indipendenti, e adottando emendamenti costituzionali, in linea con le raccomandazioni della commissione di Venezia, volti in particolare a eliminare la durata iniziale del mandato dei giudici, fissata a 5 anni, a modificare la composizione e rafforzare il ruolo del Consiglio superiore della magistratura nonché ad esautorare il parlamento moldovo della funzione di nomina dei giudici della Corte suprema; continua a esprimere profonda preoccupazione per le pratiche di giustizia selettiva della magistratura moldova e sottolinea che, sulla base delle più recenti relazioni di Transparency International, il potere giudiziario presenta un'indipendenza limitata rispetto all'organo esecutivo e viene strumentalizzato a danno di oppositori politici e a fini commerciali; rileva l'importanza di conseguire solidi risultati nelle indagini sui casi di corruzione, inclusi quelli più prominenti;

20.  accoglie con favore gli emendamenti legislativi adottati nel luglio 2018 intesi a rafforzare il processo di selezione e promozione meritocratico dei giudici, nonché la loro responsabilità;

21.  ribadisce, sulla base delle constatazioni e delle raccomandazioni della prima e della seconda relazione Kroll, che dovrebbero essere pubblicate integralmente, il suo invito affinché siano perseguiti in giudizio in modo rapido e trasparente tutti i responsabili della frode bancaria da 1 miliardo di dollari scoperta nel 2014 e affinché siano recuperati i capitali sottratti illegalmente; prende atto della strategia in materia di recupero dei beni adottata dalle autorità moldove, ma osserva con preoccupazione che l'indagine sul suddetto caso è stata condotta in modo piuttosto inefficace; sottolinea che è necessario che i tribunali inizino a dare seguito alle prove concrete ed esaminino tempestivamente, mediante audizioni pubbliche, i casi pendenti o ancora in fase di indagine, in particolare il caso di Ilhan Shor; evidenzia che la decisione politica di salvare le banche con fondi pubblici ha ulteriormente acuito la mancanza di fiducia nei confronti della classe politica moldova; invita il Consiglio a valutare l'imposizione di sanzioni individuali e sollecita gli Stati membri dell'UE a fornire sostegno alle indagini;

22.  esprime preoccupazione per il rischio accresciuto di riciclaggio di denaro a seguito dell'avventata adozione del cosiddetto "pacchetto di riforma fiscale" nel luglio 2018, che include un regime di condono fiscale che potrebbe legalizzare i beni acquisiti in maniera illecita; chiede che il pacchetto in questione sia modificato al fine di colmare le lacune summenzionate e, nel frattempo, si impegna a seguire con attenzione la sua attuazione in coordinamento con la Commissione, il SEAE e altre organizzazioni internazionali;

23.  evidenzia che occorre altresì affrontare e scoraggiare altre attività della criminalità organizzata, tra cui il traffico di armi e di esseri umani e il riciclaggio di denaro su vasta scala, segnatamente in provenienza dalla Russia; sottolinea la responsabilità dei giudici nel difendere lo Stato di diritto ed evidenzia che i giudici legalmente condannati dovrebbero scontare le loro pene;

24.  chiede che sia possibile consultare direttamente online le dichiarazioni elettroniche dei patrimoni personali degli alti responsabili politici e dei funzionari amministrativi, seguendo l'esempio dell'Ucraina;

25.  invita le autorità della Moldova a rispettare i principi internazionali e a sostenere le migliori pratiche che garantiscono un contesto favorevole per la società civile; pone in risalto il ruolo fondamentale della società civile nel monitorare l'attuazione delle riforme e nel promuovere la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni pubbliche; si attende, in particolare, che nessuna futura legislazione riduca i fondi nazionali o esteri a favore delle ONG o delle organizzazioni della società civile moldove, o aumenti in maniera indebita gli oneri amministrativi e di segnalazione a loro carico; si rammarica che in taluni casi la partecipazione dei cittadini sia stata limitata, come ad esempio nel marzo 2018, quando la commissione elettorale centrale ha respinto la richiesta di organizzare un referendum sulle modifiche al sistema elettorale;

Rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali

26.  esprime preoccupazione per i segnali di un ulteriore restringimento dello spazio a disposizione della società civile nel paese e invita le autorità a porre immediatamente fine ai procedimenti penali indebiti o sproporzionati, alcuni dei quali avviati sulla base di false accuse, e alla giustizia selettiva contro gli oppositori politici, i loro avvocati e/o i loro familiari; critica il fatto che il processo di monitoraggio ad opera degli Stati membri dell'UE o della delegazione del SEAE sia sempre più ostacolato dall'esclusione dei cittadini dai procedimenti giudiziari; esprime particolare preoccupazione per i processi a carico di difensori di diritti umani, giudici indipendenti, come Domnica Manole e Gheorghe Balan, giornalisti e detrattori del governo o del presidente del Partito democratico della Moldova, Vladimir Plahotniuc; esorta le autorità a garantire il diritto a un equo processo e il rispetto dei diritti umani nei centri di detenzione; sottolinea la necessità di condurre indagini efficaci sulle accuse di tortura nei centri di detenzione e negli istituti psichiatrici; invita inoltre le autorità a garantire la libertà di riunione e di espressione, in particolare l'organizzazione di manifestazioni pacifiche, e il rigoroso rispetto di questo diritto fondamentale, conformemente alle norme internazionali;

27.  accoglie con favore l'adozione di una nuova strategia nazionale per la parità di genere nel 2017 e invita le autorità a garantirne la piena attuazione;

28.  invita le autorità ad accrescere sensibilmente i loro sforzi in materia di difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in particolare per quanto concerne i gruppi vulnerabili, combattendo fenomeni che destano ancora profonda preoccupazione quali l'incitamento all'odio, la violenza, l'esclusione sociale e la discriminazione delle persone LGBTQI, delle persone con disabilità e delle minoranze, come i rom, così come i discorsi d'odio e la discriminazione per motivi di genere o di appartenenza politica;

29.  condanna fermamente i recenti casi di estradizione/sequestro di cittadini turchi verso la Turchia, avvenuti in violazione dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali dell'uomo in ragione dei loro presunti legami con il movimento Gülen; esorta le autorità moldove ad assicurare che qualsiasi richiesta di estradizione proveniente da paesi terzi sia trattata in maniera trasparente, seguendo le procedure giudiziarie nel pieno rispetto delle norme e dei principi europei;

Cooperazione economica e commerciale

30.  accoglie con favore l'importante aumento delle importazioni moldove nell'UE a seguito dell'entrata in vigore della DCFTA come pure il fatto che l'UE sia il maggiore investitore in Moldova; deplora tuttavia che tali sviluppi non si siano tradotti in un miglioramento della situazione socioeconomica dei cittadini; avverte che la mancanza di progressi nel migliorare gli standard di vita della popolazione mette a repentaglio il consenso popolare riguardo all'orientamento europeista del paese;

31.  rammenta l'importanza di una magistratura indipendente e della lotta alla corruzione, nonché di una riduzione degli oneri amministrativi e burocratici al fine di migliorare il clima imprenditoriale e degli investimenti;

32.  incoraggia ulteriori progressi nei settori delle norme sanitarie e fitosanitarie e della protezione delle indicazioni geografiche;

33.  chiede che le clausole in materia di commercio e sviluppo sostenibile e gli impegni internazionali siano effettivamente rispettati, in particolare per quanto concerne la corretta applicazione delle principali convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro;

34.  ritiene che il ravvicinamento normativo all'acquis dell'UE sia la dimensione chiave della DCFTA in quanto l'accesso effettivo al mercato dell'UE e le riforme dipendono in larga parte dall'attuazione e dall'applicazione corrette della legislazione in materia; è consapevole della notevole sfida che ciò rappresenta per la governance, le istituzioni e la pubblica amministrazione in Moldova e incoraggia la Commissione a fornire un adeguato sostegno tecnico e finanziario;

Energia e altri ambiti di cooperazione

35.  accoglie con favore la promulgazione della legge in materia di energia nel 2017, che rappresenta un ulteriore passo avanti verso il recepimento del terzo pacchetto energia, e incoraggia l'adozione di provvedimenti concreti per assicurare l'indipendenza dell'agenzia per la regolamentazione del settore energetico (ANRE); riconosce che la Moldova ha compiuto progressi nel promuovere le fonti di energia rinnovabili e l'efficienza energetica e reputa essenziale consolidare le tecniche agricole agroecologiche nel quadro dello sviluppo rurale sostenibile;

36.  chiede un'azione più incisiva nel settore della protezione ambientale, in particolare per quanto concerne la gestione idrica del fiume Nistro, la gestione dei rifiuti e i cambiamenti climatici, segnatamente in termini di attuazione e coordinamento della legislazione;

Disposizioni istituzionali

37.  invita l'UE, i suoi Stati membri e la Moldova a intensificare ulteriormente gli sforzi di comunicazione in merito all'attuazione dell'AA e ai benefici previsti per i cittadini moldovi legati alle riforme e a una maggiore integrazione nell'Unione europea; sottolinea la necessità di contrastare la disinformazione russa mediante informazioni di qualità che siano accessibili, basate sui fatti e disponibili in tutte le lingue principali parlate in Moldova;

38.  ribadisce la sua volontà di rafforzare il monitoraggio dell'attuazione degli accordi internazionali con i partner orientali dell'UE; invita nuovamente la Commissione e il SEAE a trasmettere al Parlamento e al Consiglio relazioni scritte sull'attuazione di tali accordi con maggiore frequenza e regolarità;

39.  ritiene che la pratica di coinvolgere le autorità moldove a partire dalla fase di elaborazione della pertinente legislazione sia utile poiché rende il processo più inclusivo e riduce i costi di transizione per la Moldova; invita la Commissione a sfruttare appieno il processo di consultazione ex ante;

40.  osserva che la valutazione dell'applicazione della DCFTA è prevalentemente incentrata sui flussi commerciali e sugli ostacoli agli scambi; invita la Commissione a monitorare e a valutare in modo appropriato l'applicazione della DCFTA, prestando particolare attenzione al recepimento e all'attuazione dell'acquis, nonché all'impatto sulla società moldova, e ad assicurare l'elaborazione di relazioni annuali pubbliche ed esaustive, anche in merito al sostegno tecnico e finanziario fornito dall'UE;

41.  invita il SEAE e la Commissione a rendere contemporaneamente pubbliche tutte le relazioni annuali sull'attuazione degli accordi di associazione e a pubblicare simultaneamente una valutazione comparativa del livello dei progressi compiuti nell'attuazione dell'AA/DCFTA da parte di ciascun partner associato, sulla base di parametri specifici;

42.  decide di elaborare relazioni annuali sull'attuazione degli accordi di associazione;

o
o   o

43.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione europea e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché al presidente, al governo e al parlamento della Repubblica di Moldova.

(1) Testi approvati, P8_TA(2018)0303.
(2) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 130.
(3) GU C 334 del 19.9.2018, pag. 199.
(4) GU C 11 del 12.1.2018, pag. 82.
(5) Studio intitolato "The electoral reforms in three association countries of the Eastern Neighbourhood – Ukraine, Georgia and Moldova" (Le riforme elettorali in tre paesi del vicinato orientale impegnati nel processo di associazione – Ucraina, Georgia e Moldova), Parlamento europeo, 26 ottobre 2017.
(6) Valutazione europea di attuazione intitolata "Association agreements between the EU and Moldova, Georgia and Ukraine" (Accordi di associazione tra l'UE e la Moldova, la Georgia e l'Ucraina), Parlamento europeo, 28 giugno 2018.
(7) Studio intitolato "The Development of an Institutional Framework for the Implementation of the Association Agreements in Georgia, Moldova and Ukraine" (Definizione di un quadro istituzionale per l'attuazione degli accordi di associazione in Georgia, Moldova e Ucraina), Parlamento europeo, luglio 2018.

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