Indice 
Testi approvati
Giovedì 15 novembre 2018 - Strasburgo
Vietnam, in particolare la situazione dei prigionieri politici
 Situazione dei diritti umani a Cuba
 Situazione dei diritti umani in Bangladesh
 Diritti e obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario ***I
 Inquinanti organici persistenti ***I
 Servizi di assistenza nell'UE per una migliore parità di genere
 Morbo di Lyme (borreliosi)

Vietnam, in particolare la situazione dei prigionieri politici
PDF 120kWORD 53k
Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2018 sul Vietnam, in particolare la situazione dei prigionieri politici (2018/2925(RSP))
P8_TA(2018)0459RC-B8-0526/2018

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 14 dicembre 2017 sulla libertà di espressione in Vietnam, in particolare il caso di Nguyen Van Hoa(1), e quella del 9 giugno 2016, sul Vietnam(2), in particolare per quanto riguarda la libertà di espressione,

–  visto l'accordo di partenariato e cooperazione UE-Vietnam, firmato il 27 giugno 2012,

–  vista la settima sessione del dialogo UE-Vietnam sui diritti umani del 1° dicembre 2017,

–  viste le dichiarazioni rese dal portavoce del SEAE il 9 febbraio 2018, sulla condanna di difensori dei diritti umani in Vietnam, e il 5 aprile 2018, sulla condanna di attivisti per i diritti umani in Vietnam,

–  vista la dichiarazione locale dell'UE del 20 agosto 2018 sulla recente condanna di Le Dinh Luong,

–  visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani,

–  viste le dichiarazioni degli esperti delle Nazioni Unite, del 23 febbraio 2018, che sollecitano la liberazione di attivisti incarcerati per aver protestato contro una fuoriuscita tossica, e del 12 aprile 2018, in cui si chiede un cambiamento di marcia dopo l'incarcerazione di difensori dei diritti umani,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), al quale il Vietnam ha aderito nel 1982,

–  vista la decisione del Mediatore europeo, del 26 febbraio 2016, nel caso 1409/2014/MHZ sulla mancata esecuzione da parte della Commissione europea di una valutazione d'impatto sui diritti umani prima della conclusione dell'accordo di libero scambio UE-Vietnam,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, secondo la banca dati sui prigionieri politici vietnamiti, istituita da "The 88 Project", circa 160 attivisti stanno scontando pene detentive in Vietnam e che circa 16 di loro sono detenuti in custodia cautelare;

B.  considerando che le autorità vietnamite continuano a imprigionare, detenere, vessare e intimidire difensori dei diritti umani, giornalisti, blogger, avvocati dei diritti umani e attivisti della società civile nel paese; che i difensori dei diritti umani hanno subito lunghe pene detentive per le attività svolte nell'ambito dei diritti umani e per aver esercitato il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione – in rete o meno – in violazione degli obblighi che incombono al Vietnam in virtù del diritto internazionale;

C.  considerando che gli attivisti politici e i difensori dei diritti umani si vedono confrontati a dure condizioni detentive, tra cui il rifiuto dell'accesso all'assistenza medica, all'assistenza legale e ai contatti con i familiari;

D.  considerando che in Vietnam la libertà di religione o di credo è soffocata e che la Chiesa cattolica e le religioni non riconosciute, come la Chiesa buddista unificata del Vietnam, diverse chiese protestanti e altre denominazioni, tra cui la minoranza etnica dei Montagnard, continuano ad essere vittime di gravi persecuzioni religiose;

E.  considerando che Hoang Duc Binh è stato condannato a 14 anni di reclusione per aver scritto un blog sulle proteste per il disastro della Formosa; che Nguyen Nam Phong è stato condannato a due anni di carcere per essersi presumibilmente rifiutato di obbedire agli ordini di pubblici ufficiali mentre si recava a una protesta; che i loro sforzi sono stati fondamentali per sensibilizzare l'opinione pubblica e garantire che la Formosa si assumesse le proprie responsabilità per lo sversamento di prodotti tossici dalla propria acciaieria;

F.  considerando che nell'aprile 2018 i membri della Fratellanza per la democrazia sono stati condannati a pene detentive comprese tra i sette e i 15 anni, nel quadro di una vasta applicazione delle disposizioni del codice penale in materia di sicurezza nazionale; che nel settembre 2018 Nguyen Trung truc, un altro membro di tale gruppo, è stato condannato a 12 anni di reclusione con l'accusa di sedizione;

G.  considerando che il 16 agosto 2018 Le Dinh Luong, un difensore dei diritti umani che si è pacificamente adoperato per la promozione e la tutela dei diritti umani, è stato condannato a 20 anni di reclusione e a cinque anni di arresti domiciliari in virtù delle disposizioni del codice penale in materia di sicurezza nazionale; che i rappresentanti della delegazione dell'UE e delle ambasciate degli Stati membri dell'UE non sono stati autorizzati a presenziare al processo; che vi sono molti altri casi di difensori dei diritti umani e di altri prigionieri di coscienza che hanno subito un simile destino;

H.  considerando che il 12 aprile 2018 un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, il Relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, il presidente/relatore del Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria e il Relatore speciale sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione, hanno esortato il Vietnam ad astenersi dalla repressione nei confronti della società civile o dal soffocare il dissenso;

I.  considerando che il codice penale vietnamita contiene disposizioni repressive che vengono utilizzate illecitamente per mettere a tacere, arrestare, detenere, condannare o limitare l'attività di attivisti per i diritti umani, dissidenti, avvocati, sindacati, gruppi religiosi e organizzazioni non governative, in particolare quelle che esprimono opinioni critiche nei confronti del governo vietnamita;

J.  considerando che il governo del Vietnam continua a vietare le attività di organi di informazione indipendenti o privati e a esercitare un controllo rigoroso sulle stazioni radiotelevisive e sulle pubblicazioni stampate; che, nell'aprile 2016 l'Assemblea nazionale ha approvato una legge sui mezzi di informazione che limita fortemente la libertà di stampa in Vietnam;

K.  considerando che il 12 giugno 2018 l'Assemblea nazionale del Vietnam ha approvato una legge in materia di sicurezza informatica volta a inasprire i controlli online, che impone ai fornitori di servizi di cancellare post ritenuti "pericolosi" per la sicurezza nazionale; che tale legge pone severe restrizioni alla libertà di espressione in rete e rappresenta una grave minaccia per il diritto alla vita privata;

L.  considerando che il 1º gennaio 2018 è entrata in vigore la prima legge del Vietnam in materia di credo e religione, che obbliga tutti i gruppi religiosi del paese a registrarsi presso le autorità e ad informarle in merito alle loro attività; che le autorità possono rifiutare o ostacolare le domande di registrazione e vietare le attività religiose che ritengono arbitrariamente lesive dell'"interesse nazionale", dell'"ordine pubblico" o dell'"unità nazionale"; che con tale legge il governo ha istituzionalizzato la sua ingerenza negli affari religiosi e il controllo di Stato sui gruppi religiosi;

M.  considerando che il Vietnam si colloca al 175° posto su 180 nell'Indice della libertà di stampa 2018 di Reporter senza frontiere;

N.  considerando che in Vietnam vige a tutt'oggi la pena capitale, sebbene il numero delle esecuzioni sia ignoto, dal momento che le autorità vietnamite considerano le statistiche sulla pena capitale un segreto di Stato; che nel gennaio 2018 il Vietnam ha ridotto da 22 a 18 il numero dei reati punibili con la pena di morte;

O.  considerando che il Vietnam non ha ancora ratificato le convenzioni fondamentali dell'OIL, in particolare la convenzione n. 98 sul diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva, la convenzione n. 105 sull'abolizione del lavoro forzato e la convenzione n. 87 sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale;

P.  considerando che il dialogo sui diritti umani tra l'UE e il Vietnam costituisce uno strumento importante per la discussione globale in corso sulle questioni di interesse per l'UE, compreso il pieno rispetto del diritto fondamentale alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica; che le relazioni tra l'Unione europea e il Vietnam devono basarsi fondamentalmente sul rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, così come sul rispetto delle norme internazionali in materia;

Q.  considerando che esiste un chiaro nesso tra l'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) e l'accordo di libero scambio (ALS) UE-Vietnam, nell'ambito dei quali entrambe le parti si sono impegnate a rispettare i loro obblighi in materia di diritti umani;

1.  condanna le continue violazioni dei diritti umani in Vietnam, tra cui le condanne, le intimidazioni politiche, i controlli, le vessazioni, le aggressioni e i processi iniqui ai danni di attivisti politici, giornalisti, blogger, dissidenti e difensori dei diritti umani, per aver esercitato la loro libertà di espressione sia online che offline, in palese violazione degli obblighi internazionali in materia di diritti umani che incombono al Vietnam;

2.  invita le autorità vietnamite a rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i difensori dei diritti umani e i prigionieri di coscienza detenuti o condannati per aver semplicemente esercitato il loro diritto alla libertà di espressione, tra cui Hoang Duc Binh, Nguyen Nam Phong, Nguyen Trung Truc e Le Dinh Luong, e a ritirare tutte le accuse nei loro confronti;

3.  rinnova l'invito alle autorità vietnamite a porre fine a tutte le restrizioni e agli atti vessatori ai danni dei difensori dei diritti umani, nonché a garantire che possano comunque esercitare le loro attività legittime a sostegno dei diritti umani, senza timore di ritorsioni e senza alcun vincolo, tra cui vessazioni giudiziarie; invita il governo del Vietnam a eliminare tutte le restrizioni alla libertà di religione e a porre fine alle vessazioni nei confronti delle comunità religiose;

4.  insiste affinché il governo vietnamita garantisca che il trattamento di tutti i detenuti sia in linea con le norme internazionali; sottolinea che il diritto di accesso agli avvocati, agli operatori sanitari e ai familiari costituisce una garanzia importante contro la tortura e i maltrattamenti, oltre ad essere fondamentale per il diritto a un processo equo;

5.  condanna l'abuso di disposizioni giuridiche repressive che limitano i diritti e le libertà fondamentali; invita le autorità del Vietnam ad abrogare, rivedere o modificare tutte le leggi repressive, in particolare il codice penale, la legge sulla sicurezza informatica e la legge in materia di credo e religione, e a garantire che l'intera legislazione sia conforme alle norme e agli obblighi internazionali in materia di diritti umani, ivi compreso l'ICCPR, di cui il Vietnam è parte; invita il governo a conformare la legislazione che disciplina le manifestazioni e i raduni pubblici ai diritti relativi alla libertà di riunione e di associazione;

6.  invita il Vietnam a firmare e ratificare tutti i pertinenti trattati delle Nazioni Unite in materia di diritti umani e lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, nonché le convenzioni dell'OIL nn. 87, 98 e 105;

7.  esorta il Vietnam ad estendere un invito permanente alle procedure speciali del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, in particolare al relatore speciale sulla libertà di opinione e di espressione e al relatore speciale sui difensori dei diritti umani;

8.  invita le autorità vietnamite a riconoscere i sindacati indipendenti;

9.  invita l'UE a monitorare e a collaborare con le autorità e con tutte le parti interessate pertinenti per migliorare la situazione dei diritti umani in Vietnam;

10.  ribadisce la propria opposizione alla pena di morte in qualsiasi circostanza; invita le autorità vietnamite a introdurre una moratoria immediata sul ricorso alla pena di morte quale passo verso la sua abolizione; chiede alle autorità vietnamite di rivedere tutte le condanne alla pena capitale per garantire che tali processi abbiano rispettato le norme internazionali;

11.  invita il SEAE e la Commissione a sostenere attivamente i gruppi della società civile e gli individui che difendono i diritti umani in Vietnam, anche mediante la richiesta di liberare i difensori dei diritti umani e i prigionieri di coscienza nell'ambito di tutti i contatti che intrattengono con le autorità vietnamite; esorta la delegazione dell'UE ad Hanoi a fornire tutto il sostegno adeguato ai difensori dei diritti umani e ai prigionieri di coscienza incarcerati, anche mediante l'organizzazione di visite nelle carceri, il monitoraggio dei processi e l'offerta di assistenza legale;

12.  invita gli Stati membri dell'UE a intensificare gli sforzi intesi a esercitare pressione al fine di conseguire miglioramenti concreti in materia di diritti umani in Vietnam, anche nell'ambito del prossimo esame periodico universale del Vietnam presso il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani;

13.  ribadisce la richiesta di vietare in tutta l'UE l'esportazione, la vendita, l'aggiornamento e la manutenzione di tutti i tipi di dispositivi di sicurezza che siano o possano essere utilizzati per la repressione interna, compresa la tecnologia di sorveglianza di Internet, negli Stati con una situazione preoccupante dei diritti umani;

14.  si compiace del partenariato rafforzato e del dialogo sui diritti umani tra l'UE e il Vietnam e ricorda l'importanza di tale dialogo in quanto strumento chiave di cui avvalersi in modo efficiente per accompagnare e incoraggiare il Vietnam nell'attuazione delle riforme necessarie; incoraggia vivamente la Commissione a verificare i progressi compiuti nell'ambito del dialogo, attraverso l'introduzione di parametri di riferimento e meccanismi di controllo;

15.  invita il governo vietnamita e l'UE, in quanto partner importanti, a impegnarsi a migliorare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel paese, in quanto si tratta di un elemento fondamentale delle relazioni bilaterali tra il Vietnam e l'Unione, in particolare in vista della ratifica dell'accordo di libero scambio UE-Vietnam e in vista dell'accordo di partenariato e cooperazione UE-Vietnam;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Segretario generale dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), al governo e all'Assemblea nazionale del Vietnam, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 73.
(2) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 122.


Situazione dei diritti umani a Cuba
PDF 124kWORD 54k
Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2018 sulla situazione dei diritti umani a Cuba (2018/2926(RSP))
P8_TA(2018)0460RC-B8-0528/2018

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni su Cuba, in particolare quelle del 17 novembre 2004 su Cuba(1), del 2 febbraio 2006 sulla posizione dell'Unione europea nei confronti del governo cubano(2), del 21 giugno 2007 su Cuba(3), dell'11 marzo 2010 sui prigionieri di coscienza a Cuba(4) e del 5 luglio 2017 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra(5), e l'approvazione del Parlamento,

–  vista l'elezione, il 19 aprile 2018, di Miguel Díaz-Canel a nuovo presidente dell'Assemblea del potere popolare della Repubblica di Cuba,

–  viste le conclusioni del comitato delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate a Cuba, rese note il 17 marzo 2017,

–  visto il parere 59/2018 del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria a riguardo di Ariel Ruiz Urquiola, considerato prigioniero di coscienza da Amnesty International, approvato nel corso della sua 82a sessione, svoltasi dal 20 al 24 agosto 2018,

–  viste le revisioni periodiche universali (UPR) del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani su Cuba, effettuate nel maggio 2013 e nel maggio 2018,

–  viste la relazione di Human Rights Watch 2017 su Cuba e la dichiarazione rilasciata il 27 luglio 2018 da Erika Guevara-Rosas, responsabile per le Americhe presso Amnesty International, a riguardo dei primi 100 giorni della nuova amministrazione cubana,

–  viste le dichiarazioni mensili della commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale,

–  visti il patto internazionale sui diritti civili e politici e gli altri trattati e strumenti internazionali in materia di diritti umani,

–  vista la Costituzione di Cuba,

–  visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, di cui Cuba è firmataria,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che i diritti umani sono parte integrante dei dialoghi politici dell'UE nonché degli accordi commerciali e di cooperazione; che l'indivisibilità dei diritti umani, compresi i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali, dovrebbe essere uno dei principali obiettivi dell'Unione europea nell'ambito delle sue relazioni con Cuba;

B.  considerando che il 5 luglio 2017 il Parlamento ha acconsentito alla conclusione dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'UE e Cuba (PDCA); che detto accordo esprime chiaramente la profonda preoccupazione nutrita a riguardo della situazione dei diritti umani a Cuba e prevede una clausola sospensiva in caso di violazione delle disposizioni in materia di diritti umani;

C.  considerando che il dialogo sui diritti umani tra l'UE e Cuba, guidato dal rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, ha avuto inizio nel 2015; che il 9 ottobre 2018 le parti coinvolte nel quarto dialogo sui diritti umani UE-Cuba hanno affrontato, tra gli altri, il tema della partecipazione dei cittadini agli affari pubblici, anche nel contesto dei recenti processi elettorali, nonché della libertà di associazione e di espressione e della possibilità di cui i difensori dei diritti umani e altri settori della società civile dispongono per associarsi, esprimere le proprie opinioni e partecipare alla vita pubblica liberamente; che non è chiaro al Parlamento se detta riunione sia stata in qualche modo concludente; che, nonostante l'istituzione del dialogo sui diritti umani e la rielezione di Cuba al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per il periodo 2017-2019, nel paese non sono stati conseguiti risultati tangibili a riguardo dei diritti umani; che il dialogo politico deve includere un dialogo diretto e intenso con la società civile e l'opposizione senza restrizioni;

D.  considerando che il governo cubano tutt'ora rifiuta di riconoscere il monitoraggio sui diritti umani come attività legittima e nega statuto giuridico alle associazioni locali per la difesa dei diritti umani;

E.  considerando che il 24 febbraio 2019 dovrebbe tenersi un referendum costituzionale; che il processo di elaborazione della nuova Costituzione manca di un'adeguata consultazione a livello nazionale, il che garantisce che il partito comunista mantenga il suo potente ruolo in una società priva di un sistema pluripartitico, delle libertà fondamentali e di diritti politici e civili, rafforzando così la proprietà statale centralizzata e l'economia controllata; che l'articolo 3 definisce "irrevocabile" il sistema politico a partito unico e che l'articolo 224 vieta alle generazioni attuali e future di modificare l'irreversibilità del socialismo, nonché dell'attuale sistema politico e sociale; che nella bozza sembrano esservi altre disposizioni che destano notevoli preoccupazioni;

F.  considerando che a Cuba i giornalisti indipendenti, i dissidenti pacifici e i difensori dei diritti umani che documentano le violazioni di tali diritti e che sono per lo più membri dell'opposizione democratica sono perseguitati, detenuti arbitrariamente o imprigionati; che, stando a quanto riportato dalla commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, nell'ottobre 2018 sono stati eseguiti almeno 202 arresti arbitrari di breve durata, per motivi indubbiamente politici, di oppositori pacifici e attivisti indipendenti della società civile che esercitavano i loro diritti fondamentali di espressione, assemblea e associazione politica;

G.  considerando che tra coloro che hanno subito detti arresti figura Eduardo Cardet, coordinatore nazionale del Movimento cristiano di liberazione (MCL), condannato a tre anni di carcere per aver esercitato pacificamente il proprio diritto alla libertà di espressione; che è stato arrestato nel novembre 2016, di ritorno da Miami; che Eduardo Cardet, considerato prigioniero di coscienza, è attualmente detenuto in isolamento nel carcere Cuba SI di Holguín e gli è proibito ricevere visite dai familiari o effettuare telefonate;

H.  considerando che Tomás Núñez Magdariaga, membro dell'Unione patriottica di Cuba (Unión Patriótica de Cuba, UNPACU), gruppo di opposizione politica non ufficiale, ha portato avanti per 62 giorni uno sciopero della fame in segno di protesta ed è stato rilasciato il 15 ottobre 2018 grazie alle pressioni esercitate a livello internazionale; che Tomás Núñez Magdariaga è stato giudicato colpevole di aver presumibilmente minacciato un funzionario statale, il quale ha infine confessato di aver falsificato le accuse a suo carico; che il suo caso rappresenta un ulteriore tentativo palese di mettere a tacere le idee dissenzienti;

I.  considerando che nell'ottobre 2018 le Donne in bianco (Damas de Blanco) sono state ancora una volta le principali vittime della repressione politica e alcuni membri del Forum antitotalitario unito (FANTU) hanno subito repressioni in diverse province del paese;

J.  considerando che deve essere garantito un trattamento umano a tutti i prigionieri a Cuba; che il governo cubano nega l'accesso alle carceri ai gruppi indipendenti di difesa dei diritti umani; che i cittadini cubani non godono di garanzie processuali adeguate, quali il diritto ad un esame pubblico ed equo delle cause da parte di un tribunale competente e imparziale; che i prigionieri in libertà condizionale subiscono spesso continue vessazioni da parte delle autorità;

K.  considerando che il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha chiaramente affermato che le vittime cubane della detenzione arbitraria hanno il diritto di presentare ricorso al governo allo scopo di ottenere la restituzione, il risarcimento, la riabilitazione, la riparazione morale e garanzie di non reiterazione;

L.  considerando che vi sono segni di un maggiore rispetto per la libertà di religione a Cuba; che, al contempo, le autorità cubane si dimostrano ancora molto restrittive per quanto riguarda la costruzione o la ricostruzione di chiese cristiane; che la Chiesa si è gradualmente affermata come il più grande attore della società civile e il principale fornitore non statale di servizi sociali a Cuba, ma le sue attività rimangono sotto lo stretto controllo delle autorità;

M.  considerando che mediante le sue relazioni politiche ed economiche con Cuba, l'UE intende contribuire a far avanzare le riforme politiche nel paese, in linea con le aspirazioni di tutti i suoi cittadini; che la liberalizzazione economica e commerciale dovrebbe consentire al paese di progredire gradualmente verso la libertà degli spazi sociali, della coesistenza, della tecnologia e delle comunicazioni, che il popolo cubano apprezza e reclama;

N.  considerando che il Parlamento ha conferito il premio Sacharov per la libertà di pensiero ad attivisti cubani in tre occasioni: nel 2002 a Oswaldo Payá, nel 2005 alle Donne in bianco e nel 2010 a Guillermo Fariñas; che accade ancora di frequente che ai vincitori del premio Sacharov venga impedito di lasciare il paese e di partecipare a eventi internazionali;

O.  considerando che il Parlamento ha chiesto in molte occasioni di poter inviare delegazioni ufficiali a Cuba; che le autorità cubane hanno ogni volta negato l'accesso al paese, anche in seguito alla conclusione dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione;

1.  condanna con forza le detenzioni arbitrarie, le persecuzioni, le vessazioni e gli attacchi a danno dei dissidenti pacifici, dei giornalisti indipendenti, dei difensori dei diritti umani e dell'opposizione politica a Cuba; chiede la cessazione immediata di tali azioni e il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici, compreso Eduardo Cardet, e delle persone arbitrariamente detenute solo per aver esercitato la loro libertà di espressione e di riunione;

2.  esorta gli Stati membri dell'UE, il SEAE e la sua delegazione a Cuba a rispettare rigorosamente i loro principi e politiche fondamentali in relazione a Cuba e ad adottare tutte le azioni necessarie per sollecitare il rilascio delle suddette persone, ad assicurare che le vessazioni nei confronti degli oppositori politici e dei difensori dei diritti umani terminino immediatamente e ad assistere e proteggere questi ultimi;

3.  invita le autorità cubane a migliorare le condizioni carcerarie e il trattamento dei detenuti e a consentire ai gruppi internazionali di difesa dei diritti umani e alle organizzazioni cubane indipendenti di accedere alle carceri del paese; sottolinea che imprigionare i dissidenti cubani per i loro ideali e la loro attività politica pacifica è in contrasto con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;

4.  si rammarica del fatto che, nonostante l'adozione dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione, la situazione relativa ai diritti umani e alla democrazia non sia migliorata; chiede il rispetto degli obblighi vincolanti stabiliti nell'accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'UE e Cuba, in particolare riguardo al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali; sottolinea che il successo dell'accordo dipende dall'attuazione e dal rispetto dello stesso;

5.  ricorda che l'accordo di dialogo politico e di cooperazione comprende una clausola sulla sospensione dello stesso, che dovrebbe applicarsi in caso di violazione delle disposizioni sui diritti umani; insiste pertanto affinché l'Unione europea segua e controlli attentamente il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a Cuba in fase di attuazione dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione e siano presentate relazioni periodiche al Parlamento; invita il VP/AR Federica Mogherini a informare dettagliatamente l'Aula in merito alle misure concrete adottate allo scopo di soddisfare il suddetto requisito;

6.  esorta il governo cubano a ridefinire la sua politica in materia di diritti umani allineandola al diritto internazionale dei diritti umani e a consentire la partecipazione attiva alla vita politica e sociale da parte di tutta la società civile e tutti i soggetti politici dell'opposizione, senza imporre alcuna restrizione; invita Cuba a confermare la propria intenzione di "mantenere i più elevati standard di promozione e tutela dei diritti umani" ratificando il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, nonché i relativi protocolli opzionali;

7.  ricorda alle autorità cubane che la libertà di circolazione e di riunione è garantita dal diritto internazionale dei diritti umani e che tale libertà si estende agli attivisti e ai membri dell'opposizione democratica;

8.  condanna fermamente l'adozione del decreto 349, che pregiudica il diritto alla libertà artistica a Cuba; invita le autorità cubane ad adottare misure legislative adeguate per ritirare il decreto 349 prima che entri in vigore nel dicembre 2018; sottolinea che la libertà di espressione artistica è fondamentale per un settore culturale vitale e dinamico in grado di creare posti di lavoro, sviluppare l'industria culturale e rilanciare il patrimonio culturale,

9.  invita il governo cubano a cessare di imporre la censura online e di bloccare siti internet al solo scopo di limitare la critica politica e restringere l'accesso alle informazioni;

10.  sostiene pienamente le conclusioni del 17 marzo 2017 del comitato delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate a Cuba, nelle quali si esorta Cuba ad adottare le misure necessarie per garantire la piena indipendenza del suo sistema giudiziario e a creare un'istituzione nazionale indipendente per i diritti umani, in linea con i principi di Parigi;

11.  esprime forte preoccupazione circa la nuova bozza di Costituzione e il referendum previsto a febbraio 2019; sottolinea che l'intero processo è privo degli elementi di inclusione, tolleranza e rispetto dei diritti civili e politici di base che potrebbero garantire un processo costituzionale democratico; ribadisce in tale senso la propria determinazione a incoraggiare un processo di transizione verso una democrazia pluralistica e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali con la partecipazione di tutti gli attori senza esclusioni, come affermato nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, e una ripresa economica duratura volta a migliorare il tenore di vita della popolazione cubana, conformemente alle aspirazioni del popolo cubano; invita le autorità cubane competenti a prevedere nella nuova Costituzione elezioni libere e pluralistiche;

12.  esorta le istituzioni europee e gli Stati membri a sostenere la transizione economica e politica di Cuba verso un regime pienamente democratico che rispetti i diritti fondamentali di tutti i suoi cittadini; è favorevole all'impiego dei vari strumenti di politica estera dell'UE, in particolare lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), al fine di rafforzare il dialogo dell'UE con la società civile cubana e con coloro che sostengono una transizione pacifica a Cuba;

13.  invita le autorità cubane ad abolire la pena di morte per tutti i reati; chiede una moratoria sulla pena capitale fino all'adozione formale di tale modifica giuridica; chiede che siano riviste tutte le condanne alla pena capitale per garantire che i relativi processi abbiano rispettato le norme internazionali e che in futuro non avvenga più alcuna esecuzione;

14.  invita il governo cubano a consentire alle chiese di svolgere liberamente le loro attività di assistenza sociale nella società cubana; chiede che la libertà di religione e di coscienza sia pienamente garantita;

15.  invita il VP/AR Federica Mogherini a riconoscere l'esistenza di un'opposizione politica al governo cubano e a sostenerne l'inclusione nel dialogo politico tra l'UE e Cuba; ricorda alle istituzioni europee che la società civile e le persone insignite del premio Sacharov sono attori chiave per la democratizzazione di Cuba e che la loro voce deve essere ascoltata e presa in considerazione nel quadro delle relazioni bilaterali; invita, in tal senso, tutti i rappresentanti degli Stati membri dell'UE a sollevare le questioni relative ai diritti umani nel corso delle visite con le autorità cubane e a incontrare i vincitori del premio Sacharov durante le visite a Cuba, al fine di garantire la coerenza interna ed esterna della politica dell'UE in materia di diritti umani;

16.  deplora profondamente il rifiuto delle autorità cubane di permettere alle commissioni, alle delegazioni e ad alcuni gruppi politici del Parlamento europeo di recarsi in visita a Cuba, sebbene il Parlamento abbia approvato l'accordo di dialogo politico e di cooperazione; invita le autorità a consentire immediatamente l'ingresso nel paese, compresa la possibilità di visitare l'isola in occasione del referendum costituzionale, previsto per il 24 febbraio 2019;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al governo e all'Assemblea nazionale del potere popolare di Cuba, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e ai governi degli Stati membri della CELAC.

(1) GU C 201 E del 18.8.2005, pag. 83.
(2) GU C 288 E del 24.11.2006, pag. 81.
(3) GU C 146 E del 12.6.2008, pag. 377.
(4) GU C 349 E del 22.12.2010, pag. 82.
(5) GU C 334 del 19.9.2018, pag. 99.


Situazione dei diritti umani in Bangladesh
PDF 122kWORD 50k
Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2018 sulla situazione dei diritti umani in Bangladesh (2018/2927(RSP))
P8_TA(2018)0461RC-B8-0533/2018

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Bangladesh del 6 aprile 2017(1) e del 26 novembre 2015(2),

–  viste la sua risoluzione del 14 giugno 2017 sullo stato di attuazione del Patto di sostenibilità in Bangladesh(3) e la relazione tecnica della Commissione sullo stato di avanzamento del 28 settembre 2018,

–  vista la sua risoluzione del 27 aprile 2017 sull'iniziativa faro dell'UE nel settore dell'abbigliamento(4),

–  visto l'accordo di cooperazione del 2001 tra la Comunità europea e la Repubblica popolare del Bangladesh sul partenariato e sullo sviluppo(5),

–  vista la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro concernente la libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale,

–  visto il Patto di sostenibilità per il miglioramento costante dei diritti dei lavoratori e della sicurezza nelle fabbriche dell'industria della confezione e della maglieria in Bangladesh,

–  visto l'accordo del 2013 sulla sicurezza antincendio e la sicurezza degli edifici in Bangladesh e il suo rinnovo nel 2018,

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata localmente il 27 settembre 2018 dai capimissione degli Stati membri dell'UE, dalla delegazione dell'Unione europea e dai capimissione della Norvegia e della Svizzera in merito alla legge sulla sicurezza digitale del Bangladesh,

–  vista la relazione nazionale del 26 febbraio 2018 presentata alla revisione periodica universale del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani a proposito del Bangladesh,

–  vista la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, adottata il 20 dicembre 2006 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite ed entrata in vigore il 23 dicembre 2010,

–  visti i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, approvati dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite il 16 giugno 2011,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo,

–  visto il piano d'azione nazionale del Bangladesh per l'eliminazione dei matrimoni di minori per il periodo 2015-2021,

–  viste le raccomandazioni della 17a sessione del Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene (UNPFII),

–  visto l'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2018,

–  vista la legge del Bangladesh sulla sicurezza digitale del 2018,

–  vista la legge del Bangladesh sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), in particolare la sezione 57,

–  visti gli orientamenti dell'UE, del 12 maggio 2014, in materia di diritti umani per la libertà di espressione online e offline,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'UE intrattiene da tempo relazioni con il Bangladesh, anche attraverso l'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo; che il rispetto e la promozione dei diritti umani e dei principi democratici sono il fondamento delle politiche interne e internazionali delle parti e devono costituire un elemento essenziale dell'azione esterna dell'UE;

B.  considerando che negli ultimi anni in Bangladesh è aumentata la repressione nei confronti dei membri della società civile, tra cui attivisti politici, sindacalisti, giornalisti, studenti, difensori dei diritti umani e esponenti di minoranze; che esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani e gruppi internazionali di difesa dei diritti umani hanno segnalato che in Bangladesh le esecuzioni extragiudiziali, gli arresti arbitrari di massa e le sparizioni forzate, quali i casi di Maroof Zaman e Mir Ahmad Bin Quasem, sembrano presentare un carattere sistematico;

C.  considerando che il Bangladesh occupa il 146° posto su 180 paesi nell'indice sulla libertà di stampa a livello mondiale; che in Bangladesh restano diffuse le violazioni delle libertà fondamentali e dei diritti umani, in particolare gli atti di violenza, vessazione, intimidazione e censura ai danni di giornalisti e blogger; che negli ultimi anni la legge del Bangladesh sulle TIC, in particolare la sezione 57, è stata utilizzata allo scopo di arrestare e perseguire gli attivisti e i giornalisti che hanno espresso critiche nei confronti del governo;

D.  considerando che la legge sulla sicurezza digitale, approvata dal parlamento del Bangladesh il 19 settembre 2018, non modifica la sezione 57 della legge sulle TIC, nonostante le numerose critiche mosse dai giornalisti bangladesi, dagli attivisti per i diritti civili e dalla comunità internazionale;

E.  considerando che Shahidul Alam, giornalista bangladese riconosciuto e premiato a livello internazionale, nonché insegnante e attivista, è stato prelevato con la forza dalla sua abitazione il 5 agosto 2018 e detenuto in base alla legge sulle TIC, poiché si era espresso in merito alle recenti proteste studentesche in Bangladesh e aveva criticato il ricorso alla violenza da parte delle autorità; che egli è tuttora detenuto e gli è stato negato diverse volte il rilascio su cauzione; che gli sarebbero state negate cure mediche adeguate e avrebbe subito torture;

F.  considerando che gli attentati terroristici hanno spinto il governo ad adottare un rigoroso approccio di "tolleranza zero"; che le reti mobili in Bangladesh sono state disattivate e le forze di sicurezza del paese starebbero cercando di acquistare attrezzature per la sorveglianza elettronica sul mercato internazionale; che il governo bangladese ha avviato una campagna di sorveglianza intensiva e intrusiva nonché il monitoraggio dei social media;

G.  considerando che è previsto lo svolgimento di elezioni in Bangladesh il 30 dicembre 2018; che il leader dell'opposizione ed ex primo Khaleda Zia sta attualmente scontando una pena detentiva di 10 anni per corruzione e, di conseguenza, non è autorizzata a candidarsi alle elezioni; che Zia respinge le accuse a suo carico, che, secondo i suoi sostenitori, sarebbero dettate da ragioni politiche;

H.  considerando che in Bangladesh le donne e le ragazze sono esposte a livelli di violenza elevati; che il Bangladesh registra il tasso più elevato di matrimoni di minori in tutta l'Asia e uno dei più alti al mondo; che nel 2017 il governo del Bangladesh ha approvato la legge sulle limitazioni al matrimonio minorile, la quale introduce alcune deroghe per "casi speciali", senza definire tali criteri né fissare un'età minima per tali matrimoni;

I.  considerando che in Bangladesh la pena di morte può essere applicata per molteplici reati; che nel 2017 sono state giustiziate sei persone;

J.  considerando che quest'anno si è registrato un aumento dei casi di violenza, in particolare contro le donne indigene, come pure dei casi di vessazioni e di arresti nei confronti di attivisti per i diritti delle popolazioni indigene nella zona di Chittagong Hill Tracts;

K.  considerando che l'UE è il principale partner commerciale del Bangladesh e il Bangladesh, in quanto paese meno sviluppato, beneficia del regime più favorevole previsto dal sistema di preferenze generalizzate (SPG) dell'UE, ovvero il programma "Tutto tranne le armi" – Everything But Arms (EBA);

L.  considerando che nel 2024 il Bangladesh dovrebbe uscire dalla categoria dei paesi meno sviluppati; che nei prossimi anni sarà necessaria un'accelerazione delle riforme in materia di diritti umani e diritti dei lavoratori, compresa l'eliminazione del lavoro minorile; che permangono preoccupazioni circa le disposizioni della legge bangladese sul lavoro e del progetto di legge sulle zone di trasformazione per l'esportazione;

M.  considerando che, nel quadro del Patto di sostenibilità, marchi mondiali del settore dell'abbigliamento, venditori al dettaglio e sindacati hanno firmato l'accordo sulla sicurezza antincendio e degli edifici in Bangladesh; che, ad oggi, meno della metà delle fabbriche interessate dall'accordo hanno messo in atto misure di sicurezza adeguate; che l'accordo è giunto a scadenza nell'ottobre 2018, nonostante il lavoro significativo che ancora rimane da svolgere; che l'accordo è stato sostituito da un accordo di transizione, applicabile per tre anni;

N.  considerando che l'accordo deve essere sostenuto e che tutte le parti devono poter continuare senza intralci il proprio lavoro, anche dopo il novembre 2018; che, solo dopo che il governo del Bangladesh e la sua Unità di coordinamento per la bonifica (RCC) avranno dimostrato, sia a parole che con i fatti, di aver soddisfatto le condizioni di preparazione, potrebbero non rendersi più necessari questi tipi di iniziative in materia di condotta responsabile delle imprese;

O.  considerando che nel 2018 il Bangladesh ha ricevuto un afflusso massiccio di oltre 700 000 rifugiati rohingya, in fuga da una campagna di pulizia etnica condotta dall'esercito del Myanmar/Birmania e tuttora in disperata necessità di assistenza umanitaria; che il 30 ottobre 2018 il Bangladesh e il Myanmar/Birmania hanno raggiunto un accordo sull'avvio del rimpatrio dei rohingya in Myanmar/Birmania a partire da metà novembre e senza la consultazione o il coinvolgimento dell'Agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR);

1.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani in Bangladesh e, in particolare, per la repressione in atto della libertà di espressione e di riunione contro i media, gli studenti, gli attivisti e l'opposizione; condanna gli arresti e le violenze ai danni di quanti esercitano la libertà di espressione per criticare il governo; è estremamente preoccupato per le notizie secondo cui il ricorso alla tortura sta diventando endemico;

2.  rileva che l'esame periodico universale (UPR) delle Nazioni Unite del maggio 2018 ha elogiato il Bangladesh per i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni nel miglioramento dei diritti umani; esorta il governo del Bangladesh ad attuare le raccomandazioni dell'UPR, in particolare in settori quali l'indipendenza del sistema giudiziario, i diritti civili e politici, la libertà dei media, i diritti economici, sociali e culturali e i diritti delle donne e delle ragazze;

3.  invita le autorità bangladesi a condurre indagini indipendenti sulle denunce di esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e uso eccessivo della forza, compresi i casi di Maroof Zaman e Mir Ahmad Bin Quasem, e a consegnare i responsabili alla giustizia conformemente alle norme internazionali; invita inoltre il Bangladesh a ratificare la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate e a recepire le sue disposizioni nel diritto nazionale;

4.  invita le autorità del Bangladesh a rilasciare immediatamente e incondizionatamente Shahidul Alam, a ritirare tutte le accuse a suo carico e a consentirgli di continuare le sue legittime attività a favore dei diritti umani; insiste sul fatto che le autorità del Bangladesh devono adottare tutte le misure necessarie per garantire l'integrità fisica e psichica e la sicurezza di Shahidul Alam, nonché quella della sua famiglia, e assicurare che, durante la detenzione, Shahidul Alam sia trattato in modo conforme ai principi e alle norme internazionali; invita le autorità del Bangladesh ad avviare immediatamente un'indagine pubblica sulle accuse secondo le quali Shahidul Alam è stato torturato e a consegnare i responsabili alla giustizia;

5.  esprime profonda preoccupazione per la legge sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (legge sulle TIC), non solo perché ha già avuto un grave impatto sul lavoro di giornalisti, blogger e commentatori, ma anche perché penalizza l'esercizio legittimo del diritto alla libertà di espressione da parte di qualsiasi individuo, anche sui social media; ritiene che l'articolo 57 della legge sulle TIC sia incompatibile con i diritti fondamentali della libertà di espressione e di un processo equo;

6.  esprime profondo rammarico per la decisione del governo di attuare la legge sulla sicurezza digitale, che in realtà espande e rafforza i poteri della polizia di reprimere la libertà di parola, anche sui social media, in vista delle elezioni nazionali del 2018; invita le autorità bangladesi a rivedere urgentemente la legge sulla sicurezza digitale e la legge sulle TIC e ad allinearle alle convenzioni internazionali sui diritti umani di cui il Bangladesh è parte;

7.  auspica che le prossime elezioni generali siano pacifiche, trasparenti e partecipative affinché i cittadini possano esprimere un'autentica scelta politica; invita le forze politiche ad astenersi da qualsiasi forma di violenza o istigazione alla violenza durante il periodo elettorale;

8.  apprezza il ruolo costruttivo svolto dal Bangladesh in circostanze difficili nell'accettare l'accoglienza dei rifugiati rohingya; esorta le autorità a fornire nuovi terreni per ridurre il problema del sovraffollamento e dell'insalubrità dei campi; esorta le autorità ad allentare le restrizioni burocratiche che impongono alle organizzazioni umanitarie; esorta i governi del Bangladesh e del Myanmar/Birmania a riconsiderare immediatamente la decisione di avviare il rimpatrio dei rifugiati rohingya, poiché non sono ancora soddisfatte le condizioni per un rimpatrio sicuro, dignitoso e volontario;

9.  chiede che l'UE e gli altri donatori internazionali intensifichino i loro sforzi per fornire i necessari aiuti finanziari e materiali ai campi profughi rohingya in Bangladesh;

10.  insiste affinché il Bangladesh rispetti gli impegni assunti nell'ambito del regime "Tutto tranne le armi" (EBA) in relazione alla democrazia, ai diritti umani e allo Stato di diritto;

11.  ribadisce il suo appello per l'abolizione della pena di morte in Bangladesh;

12.  esprime seria preoccupazione per l'annullamento dell'accordo di transizione, la cui entrata in vigore è prevista per il 30 novembre 2018; osserva che l'Unità di coordinamento per la bonifica non dispone ancora della capacità di monitorare e applicare i requisiti in materia di salute e sicurezza, con le gravi conseguenze che ciò comporta per la sicurezza e i diritti dei lavoratori delle fabbriche; esorta il governo del Bangladesh a riconoscere e attuare immediatamente l'accordo di transizione e a dar prova di maggiore disponibilità ad assumere tutte le funzioni previste dall'accordo; invita i donatori a sostenere il governo del Bangladesh affinché ciò sia possibile; invita inoltre la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a proseguire la loro attività di sviluppo delle capacità con l'Unità di coordinamento per la bonifica;

13.  invita il governo del Bangladesh ad adottare modifiche legislative alla legge bangladese sul lavoro e alle sue norme di attuazione per allinearle alle norme internazionali del lavoro dell'OIL e consentire la piena libertà di associazione; invita il governo del Bangladesh ad adottare le misure necessarie per affrontare efficacemente tutti gli atti di discriminazione antisindacale, compresi gli atti di violenza e di intimidazione;

14.  esprime preoccupazione per il fatto che, sebbene la legge sulle restrizioni ai matrimoni minorili del 2017 comprenda disposizioni sul rafforzamento della prevenzione e sul perseguimento dei trasgressori, essa contiene tuttavia una clausola che consente il matrimonio di minori di 18 anni in circostanze particolari con il consenso dei genitori e l'autorizzazione del tribunale; chiede che questa lacuna sia colmata con urgenza nell'interesse della protezione dei minori;

15.  esorta le autorità del Bangladesh a continuare ad affrontare le sfide in materia di diritti umani; osserva che le questioni relative ai diritti umani saranno ulteriormente discusse in seno alla commissione mista UE-Bangladesh, che si terrà a Dacca nella prima metà del 2019;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Vicepresidente della Commissione europea/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, nonché al governo e al parlamento del Bangladesh.

(1) Risoluzione del Parlamento europeo del 6 aprile 2017 sul Bangladesh, in particolare i matrimoni di minori (GU C 298 del 23.8.2018, pag. 65).
(2) Risoluzione del Parlamento europeo del 26 novembre 2015 sulla libertà di espressione in Bangladesh (GU C 366 del 27.10.2017, pag. 135).
(3) GU C 331 del 18.9.2018, pag. 100.
(4) GU C 298 del 23.8.2018, pag. 100.
(5) GU L 118 del 27.4.2001, pag. 48.


Diritti e obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 15 novembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (rifusione) (COM(2017)0548 – C8-0324/2017 – 2017/0237(COD))
P8_TA(2018)0462A8-0340/2018

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0548),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 91, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0324/2017),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 18 gennaio 2018(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(2),

–  vista la lettera in data 24 luglio 2017 della commissione giuridica alla commissione per i trasporti e il turismo a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 104 e 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0340/2018),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta della Commissione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 15 novembre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (rifusione)

P8_TC1-COD(2017)0237


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 91, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la  procedura legislativa ordinaria,

considerando quanto segue:

(1)  Poiché si Si rendono necessarie varie modifiche del regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio(4) al fine di offrire migliore protezione ai passeggeri e incoraggiare un aumento dei viaggi in treno, tenendo debitamente conto, in particolare, degli articoli 11, 12 e 14 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Alla luce di dette modifiche e a fini di chiarezza è pertanto opportuno procedere alla sua rifusione del regolamento (CE) n. 1371/2007. [Em. 1]

(2)  Nel quadro della politica comune dei trasporti, è importante tutelare i diritti dei passeggeri in quanto utenti del trasporto ferroviario, nonché migliorare la qualità e l'efficienza dei servizi di trasporto ferroviario di passeggeri per aiutare il trasportoferroviario  ad aumentare la sua quota di mercato rispetto ad altri modi di trasporto.

(3)  Nonostante i considerevoli progressi compiuti nella tutela dei consumatori dell'Unione, sono necessari ulteriori miglioramenti per quanto riguarda la tutela dei diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario e per risarcirli in caso di ritardi, soppressioni o danni materiali. [Em. 2]

(4)  Poiché il passeggero  del trasporto  ferroviario è la parte debole del contratto di trasporto, è necessario che i suoi diritti siano tutelati.

(5)  La concessione degli stessi diritti ai passeggeri del trasporto ferroviario nei viaggi internazionali e nazionali dovrebbe consentire di innalzare il livello dei diritti di tutela dei passeggeri consumatori nell'Unione, in particolare per quanto riguarda il loro accesso alle informazioni e l'indennizzo in caso di ritardo o cancellazione. I assicurare condizioni di parità per le imprese ferroviarie e garantire un livello uniforme di diritti ai passeggeri dovrebbero ricevere informazioni quanto più possibile precise in merito ai loro diritti. [Em. 3]

(5 bis)   Il presente regolamento non dovrebbe compromettere la capacità degli Stati membri o delle autorità competenti di fissare tariffe sociali per i servizi soggetti a un obbligo di servizio pubblico, nonché per i servizi commerciali. [Em. 4]

(6)  I servizi ferroviari urbani, extraurbani e regionali per passeggeri hanno natura diversa dai servizi a lunga distanza. Agli Stati membri dovrebbe pertanto essere consentito di concedere deroghe ad alcune disposizioni in materia di diritti dei passeggeri ai servizi ferroviari urbani, extraurbani e regionali per passeggeri che non sono servizi transfrontalieri all'interno dell'Unione. [Em. 136]

(7)  Uno degli scopi del presente regolamento è migliorare i servizi di trasporto ferroviario di passeggeri nell'Unione. Gli Stati membri dovrebbero pertanto avere la possibilità di accordare deroghe per servizi in regioni in cui una parte significativa del servizio è operata al di fuori del territoriodell'Unione,purché sia garantito un livello adeguato di diritti dei passeggeri nella parte dei servizi erogata nel territorio di tali Stati membri a norma del pertinente diritto nazionale.

(8)  Le deroghe non dovrebbero tuttavia applicarsi alle disposizioni del presente regolamento che agevolano l'utilizzo dei servizi ferroviari alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta. Le deroghe non dovrebbero inoltre applicarsi ai diritti di coloro che lo desiderino di acquistare biglietti per viaggi in treno senza difficoltà eccessive, né alle disposizioni sulla responsabilità delle imprese ferroviarie nei confronti dei passeggeri e dei loro bagagli, né al requisito che tali imprese siano adeguatamente assicurate, né al requisito che esse adottino misure idonee per garantire la sicurezza personale dei passeggeri nelle stazioni ferroviarie e sui treni e per gestire i rischi. [Em. 6]

(9)  Tra i diritti degli utenti dei servizi ferroviari rientra la disponibilità di informazioni su detti servizi e sulle questioni correlate sul servizio prima,e durante e dopo il viaggio. Ove possibile, le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti dovrebbero fornire tali informazioni in anticipo e quanto prima possibile o per lo meno all'inizio del viaggio. Tali informazioni dovrebbero essere fornite in formati accessibili alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta ed essere messe a disposizione del pubblico. Le imprese ferroviarie dovrebbero fornire dette informazioni ai venditori di biglietti e ad altre imprese ferroviarie che ne vendono i servizi. [Em. 7].

(9 bis)   L'accesso a tutti i dati operativi e a tutte le tariffe in tempo reale in termini non discriminatori e validi rende il viaggio in treno più accessibile ai nuovi clienti e fornisce loro una più ampia gamma di possibilità di viaggio e tariffe tra cui scegliere. Le imprese ferroviarie dovrebbero fornire ai venditori di biglietti i loro dati operativi e tariffari al fine di agevolare il viaggio in treno. Dovrebbero essere profusi sforzi per consentire ai passeggeri di prenotare biglietti globali e viaggi ferroviari unici ottimali. [Em. 8]

(9 ter)   Un trasporto passeggeri multimodale rafforzato contribuirà al conseguimento degli obiettivi climatici. Le imprese ferroviarie, pertanto, dovrebbero indicare anche le combinazioni con altri modi di trasporto, in modo tale che i passeggeri ferroviari ne siano informati prima di prenotare il viaggio. [Em. 9]

(9 quater)  Un trasporto passeggeri multimodale ben sviluppato contribuirà al conseguimento degli obiettivi climatici. Le imprese ferroviarie, pertanto, dovrebbero indicare anche le combinazioni con altri modi di trasporto, in modo tale che gli utenti ferroviari ne siano informati prima di prenotare il viaggio. [Em. 10]

(10)  Prescrizioni più dettagliate in materia di comunicazione delle informazioni di viaggiosono stabilite nelle specifiche tecniche di interoperabilità (STI) di cui al regolamento (UE) n. 454/2011 della Commissione(5).

(11)  Il rafforzamento dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario si dovrebbe basare sul diritto internazionale vigente di cui all'appendice A — regole uniformi concernenti il contratto di trasporto internazionale per ferrovia dei viaggiatori e dei bagagli (CIV) della convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia (COTIF) del 9 maggio 1980, come modificata dal protocollo che modifica la convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia del 3 giugno 1999 (protocollo 1999). È tuttavia opportuno ampliare l'ambito di applicazione del presente regolamento e tutelare non solo i passeggeri del trasporto internazionale ma anche quelli del trasporto nazionale. Il 23 febbraio 2013 l'Unione ha aderito alla COTIF.

(12)  Nel contesto della vendita di biglietti per il trasporto di passeggeri, gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per vietare la discriminazione basata sulla nazionalità o sulla residenza, a prescindere dall'eventuale presenza, su base permanente o temporanea, del passeggero interessato in un altro Stato membro. Tali misure dovrebbero contemplare tutte le forme dissimulate di discriminazione che, tramite l'applicazione di altri criteri quali la residenza o l'ubicazione fisica o virtuale, potrebbero avere il medesimo effetto. Alla luce dello sviluppo di piattaforme online che vendono biglietti di trasporto dei passeggeri, gli Stati membri dovrebbero adoperarsi in modo particolare per garantire che non si verifichino discriminazioni in fase di accesso alle interfacce online o di acquisto dei biglietti. Tuttavia non dovrebbero essere automaticamente esclusi i regimi di trasporto che prevedono tariffe sociali, purché esse siano proporzionate e indipendenti dalla nazionalità delle persone interessate. [Em. 11]

(13)  La crescente popolarità del ciclismo nell'Unione ha implicazioni per il turismo e per la mobilità generale. Un maggiore ricorso sia ai trasporti ferroviari sia agli spostamenti in bicicletta nella ripartizione modale riduce l'impatto del trasporto sull'ambiente. Le imprese ferroviarie dovrebbero pertanto agevolare il più possibile la combinazione di viaggi in treno e spostamenti in bicicletta, in particolare fornendo un numero sufficiente di rastrelliere per consentendo il trasporto di biciclette a bordo di tutti i tipi di dei treni, compresi i treni ad alta velocità, a lunga distanza, transfrontalieri e locali. I passeggeri dovrebbero essere informati dello spazio disponibile per le biciclette. Tali requisiti dovrebbero applicarsi a tutte le imprese ferroviarie a partire dal ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento]. [Em. 12].

(14)  Le imprese ferroviarie dovrebbero agevolare iltrasferimento dei passeggeri del trasporto ferroviario da un operatore all'altro, con l'emissione, ove possibile, di biglietti globali. [Em. 13]

(15)  Alla luce della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e al fine di offrire alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta opportunità di viaggiare in treno simili a quelle di cui godono gli altri cittadini, è opportuno stabilire norme in materia di non discriminazione e assistenza durante il viaggio. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, a causa di disabilità, età o per altre ragioni,hanno diritto, al pari di tutti gli altri cittadini, alla libera circolazione e alla non discriminazione. Tra l'altro, si dovrebbe prestare particolare attenzione alla comunicazione alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta di informazioni accessibili concernenti l'accessibilità dei servizi ferroviari, le condizioni di accesso al materiale rotabile e i servizi offerti a bordo. Per assicurare ai passeggeri condisabilità  sensoriali un'informazione ottimale sui ritardi si dovrebbero usare, a seconda del caso, sistemi visivi ed acustici adeguati e interpretabili anche da loro. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta dovrebbero poter acquistare il biglietto a bordo senza maggiorazione. Il personale dovrebbe essere adeguatamente formato per rispondere alle esigenze delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta, in particolare nella fornitura di assistenza. Per assicurare pari condizioni di viaggio, dovrebbe essere loro fornita assistenza a titolo gratuito per salire a bordo e scendere nelle stazioni e a bordo in tutti i momenti in cui i treni viaggiano e non soltanto in alcuni momenti della giornata. [Em. 14]

(15 bis)  Qualora in stazione non siano presenti punti accessibili per la vendita di biglietti, le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta dovrebbero poter acquistare i biglietti a bordo del treno. [Em. 15]

(16)  Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni dovrebbero tener conto delle esigenze delle persone con disabilitàe  delle persone a mobilità ridotta, attenendosi al regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissione (alle STI)(6) e alla direttiva XXX laddove integri le STI per le persone a mobilità ridotta. Inoltre, nel rispetto delle normedell'Unione sugli appalti pubblici, in particolare della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(7),  tutti gli edifici e tutto il materiale rotabiledovrebbero essere  resi accessibili eliminando progressivamente gli ostacoli fisici e gli impedimenti funzionali al momento di acquistare nuovo materiale o di realizzare nuovi fabbricati o importanti opere di ristrutturazione. [Em. 16]

(17)  È auspicabile che il presente regolamento introduca un sistema diindennizzo  per i passeggeri in caso di ritardo, collegato alla responsabilità dell'impresa ferroviaria, su basi analoghe a quelle del sistema internazionale previsto dalla convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia (COTIF) e in particolaredalle regole uniformi CIV concernenti i diritti dei passeggeri. I biglietti acquistati dovrebbero essere interamente rimborsabili. In caso di ritardo di un servizio di trasporto di passeggeri, le imprese ferroviarie dovrebbero corrispondere ai passeggeri un indennizzo pari a una percentuale che va fino al 100 % del prezzo del biglietto. [Em. 17]

(18)  Le imprese ferroviarie dovrebbero essere tenute a contrarre un'assicurazione o a sottoscrivere intese equivalenti per coprire la loro responsabilità nei confronti dei passeggeri del trasporto ferroviario in caso di incidenti.Qualora gli Stati membri fissino un importo massimo per il risarcimento in caso di morte o ferimento dei passeggeri, tale importo dovrebbe essere almeno equivalente a quello stabilito nelle regole uniformi CIV. Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di aumentare in qualsiasi momento l'importo per il risarcimento in caso di morte o di ferimento dei passeggeri. [Em. 18]

(19)  Il rafforzamento dei diritti di indennizzo e di assistenza in caso di ritardo, perdita di coincidenza o soppressione del servizio dovrebbe tradursi in un più forte stimolo per il mercato del trasporto ferroviario di passeggeri, a vantaggio dei viaggiatori.

(20)  In caso di ritardo, ai passeggeri dovrebbero essere garantite opzioni di proseguimento del viaggio o itinerari alternativi a condizioni di trasporto simili. In tal caso si dovrebbe tenere conto in particolare delle esigenze di adeguata informazione delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta. [Em. 19]

(20 bis)   L'interpretazione del viaggio o del viaggio combinato dovrebbe comprendere tutte le situazioni con tempi minimi di coincidenza realistici o applicabili al momento della prenotazione iniziale, tenendo conto di eventuali fattori pertinenti, quali le dimensioni e l'ubicazione delle rispettive stazioni e piattaforme interessate. [Em. 137]

(21)  Un'impresa ferroviaria non dovrebbe tuttavia essere tenuta a corrispondere un indennizzo qualora sia in grado di dimostrare che il ritardo è stato causato da condizioni meteorologiche avverse o gravi catastrofi naturali che mettevano a rischio l'esercizio sicuro del servizio. Esse dovrebbero configurarsi come catastrofi naturali di natura eccezionale, diverse dalle normali condizioni meteorologiche stagionali quali le tempeste autunnali o le periodiche alluvioni urbane provocate dalle maree o dallo scioglimento della neve. Le imprese ferroviarie dovrebbero dimostrare che non avrebbero potuto prevedere né evitare il ritardo anche adottando tutte le misure ragionevoli. [Em. 20]

(22)  In collaborazione con i gestori delle infrastrutture e le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni dovrebbero predisporre e rendere disponibili al pubblico piani di emergenza per ridurre al minimo l'impatto di gravi perturbazioni del servizio fornendo assistenza e informazioni adeguate ai passeggeri rimasti a terra. [Em. 21]

(23)  Il presente regolamento non dovrebbe limitare i diritti delle imprese ferroviarie, dei venditori di biglietti e dei gestori delle stazioni o delle infrastrutture ferroviarie di chiedere risarcimenti a qualsiasi soggetto, compresi i terzi, per adempiere ai loro obblighi nei confronti dei passeggeri nel quadro del presente regolamento in conformità della legislazione nazionale applicabile. [Em. 22]

(24)  Uno Stato membro, qualora conceda alle imprese ferroviarie una deroga alle disposizioni del presente regolamento, dovrebbe incoraggiare le imprese ferroviarie, in consultazione con le organizzazioni che rappresentano i passeggeri, a predisporre modalità per l'indennizzo e l'assistenza in caso di graveperturbazione di un servizio di trasporto ferroviario di passeggeri.

(25)  È altresì auspicabile provvedere ai bisogni finanziari più urgenti delle vittime di incidenti e dei loro congiunti nel periodo immediatamente successivo all'incidente.

(26)  È nell'interesse dei passeggeri del trasporto ferroviario l'adozione di adeguate misure, di concerto con le autorità pubbliche, pergarantire  la sicurezza personale dei passeggeri nelle stazioni e a bordo dei treni.

(27)  I passeggeri del trasporto ferroviario dovrebbero avere la possibilità di presentare un reclamo a una qualsiasi impresa ferroviaria, venditore di biglietti, gestore della stazione o gestore dell'infrastruttura coinvolto delle imprese ferroviarie interessate in relazione ai diritti e agli obblighi contemplati dal presente regolamento e dovrebbero aver diritto ad ottenere una risposta entro un lasso di tempo ragionevole. [Em. 23]

(28)  Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni dovrebbero definire, rendere disponibili al pubblico, gestire e monitorare le norme di qualità del servizio per i servizi di trasporto ferroviario di passeggeri, ivi compresi quelli per persone con disabilità e persone a mobilità ridotta. [Em. 24]

(29)  Per mantenere un livello elevato di tutela dei consumatori nel trasporto ferroviario, agli Stati membri dovrebbe essere richiesto di designare organismi nazionali di applicazione responsabili della supervisione e dell'applicazione del presente regolamento a livello nazionale. Tali organismi dovrebbero essere in grado di adottare una vasta gamma di misure di esecuzione e offrire ai passeggeri la possibilità di una risoluzione alternativa delle controversie vincolante, a norma della direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(8). I passeggeri dovrebbero poter presentare un reclamo a tali organismi in merito a presunte violazioni del regolamento e utilizzare la risoluzione delle controversie online di cui al regolamento (UE) n. 524/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(9), laddove concordato. È altresì opportuno prevedere che i reclami possano essere presentati da organizzazioni rappresentative di gruppi di passeggeri. Per assicurare il trattamento soddisfacente di tali reclami, è inoltre opportuno che tali organismi collaborino fra loro e che il presente regolamento continui a essere elencato nell'allegato del regolamento (UE) 2017/2394 del Parlamento europeo e del Consiglio(10). Gli organismi nazionali di applicazione dovrebbero pubblicare ogni anno sui loro siti Internet le relazioni con le statistiche che specificano il numero e il tipo di reclami ricevuti, nonché l'esito delle loro azioni di esecuzione. Inoltre, le relazioni dovrebbero essere messe a disposizione sul sito Internet dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie. [Em. 25]

(30)  Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere effettuato nel rispetto del diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati personali, in particolare del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio(11).

(31)  Gli Stati membri dovrebbero stabilire sanzioni per leviolazioni del presente regolamento e provvedere a che esse vengano applicate. Le sanzioni, tra cui potrebbe figurare il risarcimento alla persona in questione, dovrebbero essereeffettive, proporzionate e dissuasive e includere, senza limitarvisi, un'ammenda minima o una percentuale del fatturato annuo dell'impresa o dell'organismo in questione, a seconda di quale sia più elevata. [Em. 26]

(32)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, cioè lo sviluppo delle ferrovie  dell'Unionee l'introduzione di diritti per i passeggeri, non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, e possono dunque essere realizzati meglio a livello dell'Unione, l'Unionepuò intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito all'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(33)  Al fine di assicurare un livello elevato di tutela dei passeggeri, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per modificare gli allegati I, II e III per quanto riguarda le regole uniformi CIV, le informazioni minime che le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti devono fornire e le norme minime di qualità del servizio e per adeguare gli importi finanziari di cui al regolamento in funzione dell'inflazione. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016(12). In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(33 bis)  Per garantire condizioni uniformi per l'attuazione del presente regolamento, è opportuno conferire alla Commissione competenze di esecuzione ai fini dell'adozione di un modulo di reclamo standardizzato dell'Unione che i passeggeri possano utilizzare per chiedere un risarcimento a norma del presente regolamento. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(13). [Em. 27]

(34)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e i principi riconosciuti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 21, 26, 38 e 47 concernenti rispettivamente il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, l'inserimento delle persone con disabilità, un livello elevato di protezione dei consumatori e il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale. Gli organi giurisdizionali degli Stati membri devono applicare il presente regolamento nel rispetto di tali diritti e principi,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto e obiettivi [Em. 28]

Il presente regolamento stabilisce regole applicabili al trasporto ferroviario per garantire un'efficace protezione dei passeggeri e incoraggiare i viaggi in treno che disciplinano: [Em. 29]

a)  la non discriminazione tra passeggeri per quanto riguarda le condizioni di trasporto e di emissione di biglietti; [Em. 30]

b)  la responsabilità delle imprese ferroviarie e i loro obblighi di assicurazione nei confronti dei passeggeri e dei loro bagagli;

c)  i diritti dei passeggeri in caso di incidenti derivanti dall'utilizzo di servizi di trasporto ferroviario che provochino la morte o il ferimento di passeggeri o la perdita o il danneggiamento di bagagli;

d)  i diritti e l'indennizzo dei passeggeri in caso di perturbazione, ad esempio soppressione o ritardo del servizio; [Em. 31]

e)  le informazioni minime, precise e tempestive da fornire in formato accessibile ai passeggeri, comprese la conclusione di contratti di trasporto e l'emissione di biglietti; [Em. 32]

f)  la non discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta e l'assistenza obbligatoria alle medesime da parte di personale adeguatamente formato; [Em. 33]

g)  la definizione e il monitoraggio di norme di qualità del servizio e la gestione dei rischi in materia di sicurezza personale dei passeggeri;

h)  adeguate procedure per la presentazione e il trattamento dei reclami; [Em. 34]

i)  le regole generali in materia di applicazione.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento si applica ai viaggi e ai servizi ferroviari nazionali e internazionali in tutta l'Unione forniti da una o più imprese ferroviarie titolari di licenza, in virtù della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(14).

2.  Fatto salvo il paragrafo 4, gli Stati membri possono esonerare dall'applicazione del presente regolamento:

a)  i servizi ferroviari urbani, extraurbani e regionali per passeggeri di cui alla direttiva 2012/34/UE, esclusi i servizi transfrontalieri all'interno dell'Unione; [Em. 138]

b)  i servizi ferroviari internazionali per passeggeri in cui una parte significativa del servizio, compresa almeno una stazione di fermata, è operata al di fuori del territorio dell'Unione, purché siano adeguatamente garantiti i diritti dei passeggeri a norma del pertinente diritto nazionale nel territorio dello Stato membro che accorda la deroga; [Em. 36]

b bis)  i servizi ferroviari nazionali per passeggeri quando tale esenzione è stata concessa dagli Stati membri a norma del regolamento (CE) n. 1371/2007 per un periodo massimo di 12 mesi dopo il ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. [Em. 37]

3.  Gli Stati membri informano la Commissione in merito alle deroghe accordate a norma del paragrafo 2, lettere a) e b), e b bis) all'adeguatezza del diritto nazionale nel loro territorio ai fini del paragrafo 2, lettera b). [Em. 38]

4.  Gli articoli 5, 610, 11, 12 e 17 e 25 e il capo V si applicano a tutti i servizi di trasporto ferroviario di passeggeri di cui al paragrafo 1, compresi i servizi esonerati in conformità del paragrafo 2, lettera a)., lettere a) e b) [Em. 39]

4 bis.  Il presente regolamento non si applica ai servizi operati esclusivamente per il loro interesse storico. [Em. 40]

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente regolamento s'intende per:

1)  «impresa ferroviaria»: un'impresa ferroviaria quale definita all'articolo 3, punto 1, della direttiva 2012/34/UE;

1 bis)  «vettore»: l'impresa ferroviaria, con cui il passeggero ha concluso un contratto di trasporto o una serie di imprese ferroviarie successive che sono responsabili in base al contratto stesso; [Em. 41]

1 ter)  «vettore sostitutivo»: un'impresa ferroviaria che non ha concluso un contratto di trasporto con il passeggero ma alla quale l'impresa ferroviaria che è parte del contratto ha affidato l'effettuazione totale o parziale del trasporto per ferrovia; [Em. 42]

2)  «gestore dell'infrastruttura»: un gestore dell'infrastrutturaquale definito all'articolo 3 della direttiva 2012/34/UE;

3)  «gestore della stazione»: il soggetto che lo Stato membro ha incaricato della gestione di stazioni ferroviarie e che può essere il gestore dell'infrastruttura;

4)  «tour operator»: l'organizzatore o il venditore, diverso da un'impresa ferroviaria, ai sensi dell'articolo 3, punto 8 punti 8 e 9, della direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio(15); [Em. 43]

5)  «venditore di biglietti»: qualsiasi rivenditore di servizi di trasporto ferroviario che concluda contratti di trasporto e venda biglietti, biglietti separati o biglietti globali per conto di una o più imprese ferroviarie dell'impresa ferroviaria o per conto proprio; [Em. 44]

5 bis)   «distributore»: un rivenditore di servizi di trasporto ferroviario che vende biglietti per conto di un'impresa ferroviaria e che non ha alcun obbligo ai sensi del contratto concluso tra il passeggero e l'impresa ferroviaria; [Em. 45]

6)  «contratto di trasporto»: un contratto di trasporto, a titolo oneroso o gratuito, concluso tra un'impresa ferroviaria o un venditore di biglietti e un passeggero, per la fornitura di uno o più servizi di trasporto; [Em. 46]

6 bis)   «biglietto»: un titolo valido che legittima il passeggero a usufruire del trasporto ferroviario, indipendentemente dal suo formato, cartaceo, elettronico, smart card o titolo di viaggio a vista; [Em. 47]

6 ter)   «viaggio combinato»: uno o più biglietti che rappresentano più di un contratto di trasporto concluso per utilizzare servizi ferroviari successivi operati da una o più imprese ferroviarie; [Em. 48]

7)  «prenotazione»: un'autorizzazione su carta o in forma elettronica che dà diritto al trasporto in base a piani personalizzati di trasporto precedentemente confermati;

8)  «biglietto globale»: uno o più biglietti separati che rappresentano un unico o più contratti contratto di trasporto concluso per utilizzare servizi ferroviari successivi operati da una o più imprese ferroviarie, acquistati dallo stesso venditore di biglietti, dallo stesso tour operator o dalla stessa impresa ferroviaria per un viaggio da punto a punto; [Em. 49]

9)  «servizio»: un servizio di trasporto ferroviario di passeggeri operato tra fermate o stazioni ferroviarie in base a un orario;

10)  «viaggio»: il trasporto di un passeggero tra una stazione di partenza e una stazione di arrivo nell'ambito di un unico contratto di trasporto; [Em. 50]

11)  «servizio ferroviario nazionale per passeggeri »: un servizio di trasporto passeggeri per ferrovia in cui non si attraversa una frontiera di uno Stato membro;

12)  «servizio ferroviario internazionale per passeggeri»: un servizio di trasporto internazionale di passeggeri quale definito all'articolo 3, punto 5, della direttiva 2012/34/UE;

13)  «ritardo»: la differenza di tempo tra l'ora d'arrivo prevista del passeggero secondo l'orario pubblicato e l'ora del suo arrivo effettivo o previsto alla stazione di destinazione finale;

13 bis)  «arrivo»: il momento in cui, alla banchina di destinazione, le porte vengono aperte ed è consentito scendere dal treno; [Em. 51]

14)  «titolo di viaggio» o «abbonamento»: un biglietto per un numero illimitato di viaggi che consente al titolare autorizzato viaggi ferroviari su un determinato percorso o rete per un periodo di tempo specificato;

15)  «perdita di coincidenza»: una situazione in cui, nell'ambito di un contratto di trasporto, sia esso unico o no, un passeggero perde uno o più servizi nel corso di un viaggio o viaggio combinato come risultato del ritardo o della soppressione di uno o più servizi precedenti; [Em. 139]

16)  «persona con disabilità» e «persona a mobilità ridotta»: qualsiasi persona avente una disabilità fisica, mentale, intellettiva o sensoriale temporanea o permanente che, in interazione con barriere di diversa natura, può impedire l'utilizzo pieno ed effettivo del trasporto su base di uguaglianza con gli altri passeggeri o la cui mobilità nell'utilizzo del trasporto è ridotta per ragioni di età; [Em. 53]

17)  «condizioni generali di trasporto»: le condizioni dell'impresa ferroviaria , sotto forma di condizioni generali o tariffe legalmente in vigore in ciascuno Stato membro, che sono diventate, con la conclusione del contratto di trasporto , parte integrante dello stesso;

18)  «veicolo»: un veicolo a motore o un rimorchio utilizzato per il trasporto di passeggeri;

19)  «regole uniformi CIV»: le regole uniformi concernenti il contratto di trasporto internazionale per ferrovia dei viaggiatori e dei bagagli (CIV) di cui all'appendice A della convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia (COTIF).

CAPO II

CONTRATTO DI TRASPORTO, INFORMAZIONI E BIGLIETTI

Articolo 4

Contratto di trasporto

Fatte salve le disposizioni di cui al presente capo, la conclusione e l'esecuzione di un contratto di trasporto e la fornitura di informazioni e biglietti sono disciplinate dalle disposizioni dell'allegato I, titoli II e III.

Articolo 5

Condizioni non discriminatorie del contratto di trasporto

Fatte salve le tariffe sociali, le imprese ferroviarie, i tour operator o i venditori di biglietti offrono al pubblico tariffe e condizioni del contratto di trasporto e dell'emissione di biglietti, vendono biglietti e biglietti globali e accettano le prenotazioni dei passeggeri conformemente all'articolo 10 del presente regolamento, contrattuali senza discriminazioni dirette o indirette basate sulla nazionalità o sulla residenza del passeggero cliente finale o sul luogo di stabilimento dell'impresa ferroviaria, del tour operator o del venditore di biglietti all'interno dell'Unione o dei mezzi con cui i passeggeri hanno acquistato il biglietto. [Em. 55]

Articolo 6

Biciclette

I passeggeri hanno il diritto di portare biciclette a bordo del treno, se del caso dietro pagamento di un costo ragionevole. Essi sorvegliano le loro biciclette durante il viaggio e si accertano che queste non arrechino disturbo o danno ad altri passeggeri, attrezzature per la mobilità, bagagli o attività ferroviariecompresi i servizi ad alta velocità, a lunga distanza, transfrontalieri e locali. Tutti i treni passeggeri nuovi o rinnovati includono, al più tardi entro il ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], uno spazio ben indicato per il trasporto di biciclette assemblate con un minimo di otto spazi. può essere rifiutato o limitato per ragioni operative o di sicurezza, purché Le imprese ferroviarie, i venditori di biglietti, i tour operator e, ove opportuno, i gestori delle stazioni informano informino i passeggeri, al più tardi in sede di acquisto del biglietto, in merito alle condizioni relative al trasporto di biciclette su tutti i servizi di tale rifiuto o limitazione a norma del regolamento (UE) n. 454/2011. [Em. 56]

Articolo 7

Inammissibilità di deroghe e limitazioni

1.  Gli obblighi nei confronti dei passeggeri stabiliti nel presente regolamento non possono essere soggetti a limitazioni oderoghe  , segnatamente mediante l'introduzione di clausole derogatorie o restrittive nel contratto di trasporto. Eventuali condizioni contrattuali che intendano direttamente o indirettamente rinunciare o derogare ai diritti derivanti dal presente regolamento o limitarli non sono vincolanti per il passeggero. [Em. 57]

2.  Le imprese ferroviarie, i tour operator o i venditori di biglietti possono offrire al passeggero condizioni contrattuali più favorevoli delle condizioni fissate nel presente regolamento. [Em. 58]

Articolo 8

Obbligo di fornire informazioni sulla soppressione di servizi

Le imprese ferroviarie, o se del caso le autorità competenti responsabili di un contratto di servizio pubblico ferroviario, rendono pubbliche, con mezzi adeguati, senza ritardo e in formati accessibili alle persone con disabilità conformemente ai requisiti di accessibilità di cui alla direttiva XXX(16) e al regolamento (UE) n. 1300/2014, e in tempo utile prima dell'attuazione, le proposte e prima di attuarle, le decisioni di sopprimere o ridurre sostanzialmente determinati servizi su base permanente o temporanea, e garantiscono che dette proposte siano soggette a una consultazione significativa e adeguata con gli attori interessati prima di procedere a qualsiasi attuazione. [Em. 59]

Articolo 9

Informazioni di viaggio

1.  Le imprese ferroviarie, i tour operator e i venditori di biglietti che offrono contratti di trasporto per conto proprio o per conto di una o più imprese ferroviarie forniscono al passeggero, su richiesta, almeno le informazioni di cui all'allegato II, parte I, in relazione ai viaggi per i quali l'impresa ferroviaria in questione offre contratti un contratto di trasporto. I venditori di biglietti che offrono contratti di trasporto per conto proprio e i tour operator forniscono tali informazioni ove disponibili. Ai fini della conformità al presente regolamento, le imprese ferroviarie forniscono dette informazioni ai venditori di biglietti e ad altre imprese ferroviarie che ne vendono il servizio. [Em. 60]

2.  Le imprese ferroviarie e, ove applicabile possibile, i venditori di biglietti forniscono al passeggero nel corso del viaggio , anche nelle stazioni di collegamento, almeno le informazioni di cui all'allegato II, parte II. Al fine di assicurare la conformità al presente regolamento, le imprese ferroviarie forniscono dette informazioni ai venditori di biglietti e ad altre imprese ferroviarie che ne vendono il servizio. [Em. 61]

3.  Le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono fornite dalle imprese ferroviarie, dai tour operator e dai venditori di biglietti ai passeggeri che utilizzano nel formato più adatto , anche utilizzando le moderne tecnologie di comunicazione facilmente accessibili, di uso comune e, per quanto riguarda il paragrafo 2, in tempo reale e aggiornate, e per iscritto, ove possibile, al fine di fornire ai passeggeri tutte le informazioni richieste nell'allegato II del presente regolamento. Va riservata particolare attenzione a garantire che tali informazioni siano accessibili alle persone con disabilità conformemente ai requisiti di accessibilità di cui alla direttivaXXX e al regolamento (UE) n. 454/2011 e al regolamento (UE) n. 1300/2014. La disponibilità dei formati accessibili per le persone a mobilità ridotta è pubblicizzata chiaramente. [Em. 62]

4.  Le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni e i gestori delle infrastrutture mettono immediatamente a disposizione del pubblico delle imprese ferroviarie e dei venditori di biglietti i dati in tempo reale relativi ai treni, compresi quelli operati da altre imprese ferroviarie, in modo non discriminatorio da eliminare qualsiasi discriminazione tra i passeggeri. [Em. 63]

4 bis.  Le imprese ferroviarie, in collaborazione con i gestori delle stazioni e i gestori delle infrastrutture, indicano negli orari le informazioni in merito alle coincidenze e alle stazioni accessibili. [Em. 64]

Articolo 10

Disponibilità di biglietti, biglietti globali e prenotazioni

1.  Le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti offrono biglietti e, ove disponibili, biglietti globali e prenotazioni. Essi compiono ogni sforzo per offrire biglietti globali, anche per viaggi transfrontalieri e o treni notturni e viaggi con che coinvolgono più di un'impresa ferroviaria. [Em. 65]

2.  Fatti salvi i paragrafi 3 e 4, le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti distribuiscono biglietti ai passeggeri almeno attraverso uno dei seguenti punti vendita:

a)  biglietterie o biglietterie self service;

b)  per telefono, su siti Internet o tramite qualsiasi altra tecnologia dell'informazione avente ampia diffusione;

c)  a bordo dei treni.

Gli Stati membri Le autorità competenti di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio(17) possono richiedere che le imprese ferroviarie emettano biglietti per servizi forniti nel quadro di contratti di servizio pubblico attraverso più di un punto vendita. [Em. 66]

3.  Le imprese ferroviarie offrono la possibilità di ottenere biglietti per il rispettivo servizio a bordo del treno, salvo qualora ciò sia limitato o negato per fondati motivi di sicurezza o di politica antifrode o a causa dell'obbligo di prenotazione o per ragionevoli motivi commerciali, tra i quali limiti di disponibilità di spazio o sedili. [Em. 67]

4.  In mancanza di biglietteria o biglietteria self service nella stazione ferroviaria di partenza, i passeggeri sono informati in stazione:

a)  della possibilità di acquistare un biglietto per telefono, via Internet o a bordo del treno, e delle modalità di tale acquisto;

b)  della stazione ferroviaria o del luogo più vicini in cui sono disponibili biglietterie e/o biglietterie self service.

5.  Qualora nella stazione di partenza non siano presenti biglietterie o biglietterie self service accessibili o qualsiasi altra modalità d'acquisto anticipato dei biglietti, ai passeggeri, alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta è consentito acquistare biglietti a bordo dei treni senza maggiorazione. [Em. 68]

6.  Qualora un passeggero riceva biglietti separati per un unico viaggio o viaggio combinato comprendente servizi ferroviari successivi operati da una o più imprese ferroviarie, i suoi diritti di informazione, attenzione, assistenza e indennizzo sono equivalenti a quelli riconosciuti ai possessori di un biglietto globale e coprono l'intero viaggio o viaggio combinato dalla partenza alla destinazione finale, a meno che il passeggero sia altrimenti informato esplicitamente per iscritto. Tali informazioni indicano in particolare che, in caso di perdita di coincidenza, il passeggero non ha diritto all'assistenza o a un indennizzo sulla base della lunghezza totale del viaggio. L'onere della prova che le informazioni sono state fornite incombe all'impresa ferroviaria, al suo agente, al tour operator o al venditore di biglietti. [Em. 140]

Articolo 10 bis

Fornitura di informazioni di viaggio attraverso interfacce per programmi applicativi

1.  Le imprese ferroviarie forniscono un accesso non discriminatorio a tutte le informazioni di viaggio, ivi incluse informazioni operative in tempo reale sugli orari e dati sulle tariffe, di cui all'articolo 9, attraverso interfacce per programmi applicativi.

2.  Le imprese ferroviarie forniscono ai tour operator, ai venditori di biglietti e ad altre imprese ferroviarie che vendono i loro servizi un accesso non discriminatorio ai sistemi di prenotazione attraverso interfacce per programmi applicativi, consentendo loro di concludere contratti di trasporto ed emettere biglietti, biglietti globali e prenotazioni, nonché di fornire la soluzione di viaggio migliore e più vantaggiosa in termini di costo, compresi i viaggi transfrontalieri.

3.  Le imprese ferroviarie garantiscono che le specifiche tecniche delle interfacce per programmi applicativi siano correttamente documentate e liberamente accessibili a titolo gratuito. Per poter essere interoperabili, dette interfacce si avvalgono di norme standard, protocolli di uso comune e formati leggibili da dispositivo automatico.

4.  Le imprese ferroviarie garantiscono che, tranne in situazioni di emergenza, qualsiasi modifica alle specifiche tecniche delle interfacce per programmi applicativi sia messa a disposizione dei tour operator e dei venditori di biglietti in anticipo, il prima possibile e al più tardi tre mesi prima dell'attuazione della modifica. Le situazioni di emergenza sono documentate e la documentazione è messa a disposizione delle autorità competenti su richiesta.

5.  Le imprese ferroviarie garantiscono che l'accesso alle interfacce per programmi applicativi sia consentito in modo non discriminatorio, con il medesimo livello di disponibilità e prestazioni, compresi l'assistenza, l'accesso a tutta la documentazione, le norme, i protocolli e i formati. I tour operator e i venditori di biglietti non subiscono svantaggi rispetto alle stesse imprese ferroviarie.

6.  Le interfacce per programmi applicativi sono create in conformità del regolamento delegato (UE) 2017/1926(18) della Commissione. [Em. 70]

CAPO III

RESPONSABILITÀ DELLE IMPRESE FERROVIARIE IN RELAZIONE AI PASSEGGERI ED AI LORO BAGAGLI

Articolo 11

Responsabilità per i passeggeri e i bagagli

Fatte salve le disposizioni del presente capo e la legislazione nazionale applicabile che garantisce ai passeggeri ulteriori risarcimenti dei danni, la responsabilità delle imprese ferroviarie in relazione ai passeggeri ed ai loro bagagli è disciplinata dai capi I, III e IV del titolo IV nonché dal titolo VI e dal titolo VII quali riportati nell'allegato I.

Articolo 12

Assicurazione e copertura della responsabilità in caso di morte o ferimento di passeggeri

L'impresa ferroviaria è adeguatamente assicurata, conformemente all'articolo 22 della direttiva 2012/34/UE e sulla base di una valutazione dei rischi, o sottoscrive intese equivalenti ai fini della copertura delle responsabilità che le incombono in virtù del presente regolamento.

Articolo 13

Pagamenti anticipati

1.  In caso di morte o ferimento di un passeggero, l'impresa ferroviaria di cui all'articolo 26, paragrafo 5, dell'allegato I, effettua, senza indugio e in ogni caso entro quindici giorni dall'identificazione della persona fisica avente diritto al risarcimento, i pagamenti anticipati eventualmente necessari per soddisfare le immediate necessità economiche proporzionalmente al danno subito.

2.  Fatto salvo il paragrafo 1, un pagamento anticipato non è inferiore a 21 000 EUR per passeggero in caso di morte.

3.  Un pagamento anticipato non costituisce riconoscimento di responsabilità e può essere detratto da qualsiasi ulteriore importo dovuto sulla base del presente regolamento ma non è restituibile, salvo nei casi in cui il danno è dovuto a negligenza o errore del passeggero o quando il beneficiario del pagamento anticipato non è la persona avente diritto al risarcimento.

Articolo 14

Contestazione della responsabilità

Anche se l'impresa ferroviaria contesta la sua responsabilità in ordine alle lesioni fisiche causate ad un passeggero che ha trasportato, essa compie ogni ragionevole sforzo per prestare assistenza ad un passeggero che avvii un'azione per risarcimento danni contro terzi.

CAPO IV

RITARDI, PERDITE DI COINCIDENZA E SOPPRESSIONI

Articolo 15

Responsabilità per ritardi, perdite di coincidenza e soppressioni

Fatte salve le disposizioni del presente capo, la responsabilità dell'impresa ferroviaria per i ritardi, le perdite di coincidenza e le soppressioni è disciplinata dall'allegato I, titolo IV, capo II.

Articolo 16

Rimborso e itinerari alternativi

1.  Qualora sia ragionevolmente prevedibile, alla partenza o, in caso di perdita di coincidenza, nel corso di un viaggio con un biglietto globale, che il ritardo all'arrivo alla destinazione finale prevista dai contratti dal contratto di trasporto sarà superiore a 60 minuti o che il treno sia soppresso, il passeggero può scegliere immediatamente una tra le seguenti opzioni: [Em. 71]

a)  ottenere il rimborso integrale del biglietto, alle condizioni alle quali è stato acquistato, per la parte o le parti del viaggio non effettuate e per la parte o le parti già effettuate, qualora il viaggio non risulti più utile ai fini del programma originario di viaggio del passeggero, oltre ad avere la possibilità, se del caso, di ritornare al punto di partenza iniziale non appena possibile. Il rimborso avviene a condizioni identiche a quelle previste per gli indennizzi di cui all'articolo 17;

b)  proseguire il viaggio o seguire un itinerario alternativo, a condizioni di trasporto simili e senza costi aggiuntivi, verso la destinazione finale non appena possibile, anche in caso di perdita di una coincidenza dovuta al ritardo o alla soppressione della tappa precedente nel corso di un viaggio del passeggero. In tali casi, il passeggero è autorizzato a prendere il successivo treno disponibile per la destinazione finale, anche in assenza di una prenotazione specifica o anche nel caso in cui il treno successivo sia operato da un'altra impresa ferroviaria; [Em. 72]

c)  proseguire il viaggio o seguire un itinerario alternativo, a condizioni di trasporto simili, verso la destinazione finale a una data successiva, a discrezione del passeggero, al più tardi entro un mese dal ripristino del servizio. [Em. 73]

2.  Ai fini del paragrafo 1, lettera b), l'itinerario alternativo simile può essere fornito da qualsiasi impresa ferroviaria e può prevedere modi di trasporto via terra alternativi o di classe superiore senza costi aggiuntivi per il passeggero. Le imprese ferroviarie compiono sforzi ragionevoli per evitare ulteriori coincidenze. Il tempo totale di viaggio in caso di utilizzo di un modo di trasporto alternativo per la parte del viaggio non completata secondo i piani è simile al tempo di viaggio previsto del viaggio originale. I passeggeri non viaggiano con mezzi di trasporto di classe inferiore a meno che questi non siano l'unica opzione di trasporto disponibile nell'ambito dell'itinerario alternativo. [Em. 74]

3.  I fornitori dei servizi di trasporto nell'itinerario alterativo garantiscono prestano particolare attenzione a garantire alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta un livello simile di assistenza e accessibilità quando offrono un servizio alternativo. Questo al servizio alternativo può essere comune a tutti i passeggeri o, su decisione del vettore, può essere costituito da un mezzo di trasporto individuale adattato alle esigenze specifiche di determinate persone con disabilità o a mobilità ridotta. [Em. 75]

Articolo 17

Indennizzi per il prezzo del biglietto

1.  Fermo restando il diritto al trasporto, il passeggero può chiedere all'impresa ferroviaria un indennizzo in caso di ritardo tra il luogo di partenza e il luogo di destinazione indicati sul biglietto o sui biglietti che rappresentano un unico contratto o diversi contratti di trasporto  se non gli è stato rimborsato il relativo costo del  biglietto in conformità dell'articolo 16. Gli indennizzi minimi in caso di ritardo sono fissati come segue:

a)  il 2550 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 11990 minuti;

b)  il 5075 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a compreso tra 91 e 120 minuti;

b bis)  il 100 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 121 minuti. [Em. 76]

2.  Il paragrafo 1 si applica inoltre ai passeggeri in possesso di un titolo di viaggio o di un abbonamento. Qualora essi siano costretti a subire un susseguirsi di ritardi o soppressioni di servizi durante il periodo di validità del titolo di viaggio, della tessera che dà diritto a una tariffa ridotta o dell'abbonamento, possono richiedere un indennizzo adeguato secondo le modalità di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e b bis) di indennizzo dell'impresa ferroviaria. Tali modalità enunciano i criteri per la determinazione dei ritardi e il calcolo dell'indennizzo. Qualora si verifichino ripetutamente, nel periodo di validità del titolo di viaggio o dell'abbonamento, ritardi inferiori a 60 minuti, essi sono calcolati cumulativamente e i passeggeri ricevono un indennizzo conformemente alle modalità di indennizzo dell'impresa ferroviaria. [Em. 77]

3.  L'indennizzo in caso di soppressione o per il ritardo è calcolato in relazione al prezzo totale effettivamente pagato dal passeggero per il servizio soppresso o in ritardo. Qualora il contratto di trasporto riguardi un viaggio di andata e ritorno, l'indennizzo in caso di soppressione o ritardo nella tratta di andata o in quella di ritorno è calcolato rispetto alla metà del prezzo del biglietto. Analogamente il prezzo di un servizio soppresso o in ritardo in base a qualsiasi altro tipo di contratto di trasporto che consenta di effettuare varie tratte successive è calcolato in rapporto al prezzo totale. [Em. 78]

4.  Nel calcolo del ritardo non è computato il ritardo che l'impresa ferroviaria può dimostrare di avere accumulato al di fuori del territorio dell'Unione.

5.  L'indennizzo per il prezzo del biglietto è corrisposto entro un mese dalla presentazione della relativa domanda. L'indennizzo può essere corrisposto mediante buoni e/o altri servizi se le condizioni sono flessibili (per quanto riguarda in particolare il periodo di validità e la destinazione). L'indennizzo è corrisposto in denaro su richiesta del passeggero.

6.  L'indennizzo per il prezzo del biglietto non è soggetto a detrazioni per i costi legati alla transazione finanziaria quali tasse, spese telefoniche o valori bollati. Le imprese ferroviarie possono introdurre una soglia minima al di sotto della quale non sono previsti indennizzi. Detta soglia non può superare 5 EUR per biglietto. [Em. 79]

7.  I passeggeri non ha diritto a indennizzi, se informati del ritardo prima dell'acquisto del di acquistare il biglietto o se il ritardo proseguendo il viaggio su un servizio diverso o in base a un itinerario alternativo rimane inferiore a 60 minuti. [Em. 80]

8.  Un'impresa ferroviaria non è tenuta a corrispondere un indennizzo qualora sia in grado di dimostrare che il ritardo è stato causato da condizioni meteorologiche avverse o gravi catastrofi naturali che mettevano a rischio l'esercizio sicuro del servizio e non poteva essere previsto né evitato anche adottando tutte le misure ragionevoli. [Em. 81]

Articolo 18

Assistenza

1.  In caso di ritardo all'arrivo o alla partenza, l'impresa ferroviaria o il venditore di biglietti o il gestore della stazione informa i passeggeri della situazione e dell'orario previsto di partenza e di arrivo, conformemente all'articolo 9, non appena tale informazione è disponibile. [Em. 83]

2.  In caso di ritardo come previsto al paragrafo 1 di oltre 60 minuti, i passeggeri ricevono inoltre gratuitamente:

a)  pasti e bevande in quantità ragionevole in funzione dei tempi di attesa, se sono disponibili sul treno o nella stazione o possono essere ragionevolmente forniti tenendo conto di criteri quali la distanza dal fornitore, il tempo necessario per la consegna e il costo;

b)  sistemazione in albergo o di altro tipo, e il trasporto tra la stazione ferroviaria e la sistemazione, qualora risulti necessario un soggiorno di una o più notti o un soggiorno supplementare, ove e allorché sia fisicamente possibile, tenendo in considerazione i requisiti di accesso delle persone con disabilità e persone mobilità ridotta e le necessità degli animali di assistenza certificati; [Em. 84]

c)  se il treno è bloccato sui binari, il trasporto tra il treno e la stazione ferroviaria, a un punto di partenza alternativo o alla destinazione finale del servizio, ove e allorché sia fisicamente possibile.

3.  Se il servizio ferroviario non può più essere proseguito, l'impresa ferroviaria organizza quanto prima possibile servizi di trasporto alternativi per i passeggeri.

4.  Su richiesta del In relazione al passeggero interessato, l'impresa ferroviaria certifica propone di certificare sul biglietto o con altre modalità che il servizio ferroviario ha subito ritardo, ha causato la perdita di una coincidenza o è stato soppresso, a seconda dei casi.La certificazione si applica in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 17, a condizione che il passeggero titolare di un titolo di viaggio o di un abbonamento possa dimostrare che viaggiava sul servizio interessato. [Em. 85]

5.  Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1, 2, 3 e 4, l'impresa ferroviaria presta particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta e dei loro accompagnatori e degli animali di assistenza certificati. [Em. 86]

6.  Oltre agli obblighi per le imprese ferroviarie previsti dall'articolo 13 bis, paragrafo 3, della direttiva 2012/34/UE, il gestore di una stazione ferroviaria avente un flusso di almeno 10 000 passeggeri in media al giorno nel corso di un anno provvede affinché le attività della stazione gli Stati membri, le imprese ferroviarie e il gestore dell'infrastruttura siano coordinati tramite un adeguato piano di emergenza, i gestori delle stazioni e i gestori delle infrastrutture cooperano per preparare alla possibilità di una grave perturbazione del servizio e di ritardi prolungati assicurare che potrebbero far rimanere a terra un numero significativo i piani di passeggeri. Il piano garantisce che ai passeggeri rimasti a terra siano fornite assistenza e informazioni adeguate, anche in formati accessibili conformemente ai requisiti di accessibilità emergenza di cui alla direttiva XXX. Su richiesta, il gestore della stazione mette il piano e le sue eventuali modifiche a disposizione dell'organismo nazionale di applicazione o di qualsiasi altro organismo designato da uno Stato membro. I gestori delle stazioni ferroviarie aventi un flusso inferiore a 10 000 passeggeri in media al giorno nel corso all’articolo 13 bis, paragrafo 3, della direttiva 2012/34/UE comprendano requisiti di un anno compiono tutti gli sforzi ragionevoli per coordinare gli utenti delle stazioni accessibilità per i sistemi di informazione e assistere e informare i passeggeri rimasti a terra in tali situazioni di allerta. [Em. 87]

Articolo 19

Diritto di regresso

Qualora un'impresa ferroviaria corrisponda un indennizzo od ottemperi ad altri suoi obblighi a norma del presente regolamento, nessuna disposizione dello stesso o del diritto nazionale può essere interpretata come limitazione del suo diritto di chiedere la compensazione delle spese a qualsiasi soggetto, inclusi i terzi, conformemente al diritto applicabile. In particolare, il presente regolamento non limita in alcun modo il diritto dell'impresa ferroviaria di chiedere un rimborso a terzi con i quali abbia stipulato un contratto e che abbiano contribuito all'evento all'origine dell'indennizzo o di altri obblighi. Nessuna disposizione del presente regolamento può essere interpretata come limitazione del diritto di un terzo, diverso da un passeggero, con il quale un'impresa ferroviaria abbia stipulato un contratto, di chiedere un rimborso o un indennizzo all'impresa ferroviaria conformemente alle pertinenti norme applicabili. [Em. 88]

CAPO V

PERSONE CON DISABILITÀ E PERSONE A MOBILITÀ RIDOTTA

Articolo 20

Diritto al trasporto

1.  Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni stabiliscono o possiedono, con la partecipazione attiva delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, norme di accesso non discriminatorie applicabili al trasporto di persone con disabilità e di persone a mobilità ridotta e dei loro assistenti personali.Tali norme consentono al passeggero di essere accompagnato da un animale di assistenza certificato o da un accompagnatore, a titolo gratuito se non è possibile una mobilità indipendente, cane da assistenza conformemente alle pertinenti norme nazionali e garantiscono che il trasporto ferroviario di persone con disabilità e persone a mobilità ridotta sia immediato ove possibile. [Em. 89]

2.  Le prenotazioni e i biglietti sono offerti alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta senza costi aggiuntivi. Un'impresa ferroviaria, un venditore di biglietti o un tour operator non possono rifiutare di accettare una prenotazione o di emettere un biglietto per una persona con disabilità o una persona a mobilità ridotta o chiedere che una tale persona sia accompagnata da altri, a meno che ciò non sia strettamente necessario per conformarsi alle norme di accesso di cui al paragrafo 1.

Articolo 20 bis

Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni, quando assicurano il rispetto delle STI per le persone a mobilità ridotta, garantiscono anche l'accessibilità delle stazioni, delle banchine, del materiale rotabile e degli altri servizi alle persone con disabilità o a mobilità ridotta. [Em. 90]

Articolo 21

Informazioni alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta

1.  Su richiesta, il gestore della stazione,l'impresa ferroviaria, il venditore di biglietti o il tour operator forniscono alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta informazioni, anche in formati accessibili conformemente ai requisiti di accessibilità di cui al regolamento (UE) n. 454/2011 e alla direttiva XXX e al regolamento (UE) n. 1300/2014, in merito all'accessibilità della stazione, degli impianti correlati e dei servizi ferroviari e alle condizioni di accesso al materiale rotabile in conformità delle norme di accesso di cui all'articolo 20, paragrafo 1, e le informano in merito ai servizi offerti a bordo. [Em. 91]

2.  Allorché applicano la deroga di cui all'articolo 20, paragrafo 2, l'impresa ferroviaria, il venditore di biglietti o il tour operator informano per iscritto, su richiesta, la persona con disabilità o la persona a mobilità ridotta interessata delle ragioni di tale deroga entro cinque giorni lavorativi dal rifiuto della prenotazione o dell'emissione del biglietto oppure dall'imposizione della condizione di essere accompagnata. L'impresa ferroviaria, il venditore di biglietti o il tour operator compiono sforzi ragionevoli per proporre propongono un'opzione di trasporto alternativa alla persona interessata tenendo conto delle sue esigenze di accessibilità. [Em. 92]

Articolo 22

Assistenza nelle stazioni ferroviarie

1.  In caso di partenza, transito o arrivo di una persona con disabilità o una persona a mobilità ridotta in una stazione ferroviaria dotata di personale, il gestore della stazione o l'impresa ferroviaria o entrambi forniscono gratuitamente l'assistenza necessaria all'interessato per salire sul treno in partenza o scendere dal treno in arrivo per cui ha acquistato un biglietto, fatte salve le norme di accesso di cui all'articolo 20, paragrafo 1. La prenotazione dell'assistenza è sempre effettuata senza costi aggiuntivi, indipendentemente dal canale di comunicazione utilizzato. [Em. 93]

2.  In mancanza di personale di accompagnamento a bordo di un treno o di personale in una stazione, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni compiono tutti gli sforzi ragionevoli per consentire alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta di avere accesso al trasporto ferroviario in conformità dei requisiti di accessibilità della direttiva XXX [atto europeo sull'accessibilità] e del regolamento (UE) n. 454/2011. [Em. 94]

3.  In caso di stazioni non dotate di personale, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni si assicurano che siano esposte , conformemente alle norme di accesso di cui all'articolo 20, paragrafo 1, informazioni facilmente individuabili relative alle più vicine stazioni dotate di personale e all'assistenza direttamente disponibile per le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, anche in formati accessibili conformemente ai requisiti di accessibilità di cui alla direttiva XXXe al regolamento (UE) n. 1300/2014. [Em. 95]

4.  Nelle stazioni è disponibile assistenza in tutti i momenti in cui sono operativi i servizi ferroviari. [Em. 96]

Articolo 23

Assistenza a bordo

1.  Fatte salve le norme di accesso di cui all'articolo 20, paragrafo 1, le imprese ferroviarie forniscono gratuitamente alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta assistenza a bordo del treno nonché per salire e scendere dal treno.

2.  In mancanza di personale di accompagnamento a bordo del treno, le imprese ferroviarie compiono tutti gli sforzi ragionevoli per consentire consentono tuttavia alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta di avere accesso al trasporto ferroviario. [Em. 97]

3.  Ai fini del presente articolo, l'assistenza a bordo è costituita da tutti gli sforzi ragionevoli effettuati per offrire assistenza A una persona con disabilità o una persona a mobilità ridotta deve essere prestata assistenza per permetterle l'accesso ai servizi offerti sul treno agli altri passeggeri, qualora l'entità della disabilità o della riduzione di mobilità della persona in questione non le consenta di avere accesso a tali servizi in modo autonomo e sicuro. [Em. 98]

4.  A bordo dei treni è disponibile assistenza in tutti i momenti in cui sono operativi i servizi ferroviari. [Em. 99]

Articolo 24

Condizioni alle quali è fornita l'assistenza

Le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni, i venditori di biglietti e i tour operator cooperano al fine di fornire assistenza gratuita alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta conformemente agli articoli 20 e 21, secondo quanto indicato alle lettere seguenti: [Em. 100]

a)  l'assistenza in stazione è fornita durante l'orario di funzionamento dei servizi ferroviari a condizione che il tipo di assistenza richiesta sia notificato con almeno 4812 ore di anticipo all'impresa ferroviaria, al gestore della stazione, al venditore di biglietti o al tour operator da cui è stato acquistato il biglietto. Nelle stazioni in cui il traffico giornaliero supera i 10 000 passeggeri al giorno, non è necessaria una notifica preventiva, tuttavia la persona che necessita di assistenza si presenta nella rispettiva stazione almeno 30 minuti prima della partenza del treno. Nelle stazioni in cui il traffico giornaliero è compreso tra i 2 000 e i 10 000 passeggeri al giorno, tale notifica è ridotta a 12 ore. Qualora un biglietto o un abbonamento consenta viaggi multipli, è sufficiente una sola notifica, purché sia fornita un'adeguata informazione sugli orari dei viaggi successivi. Le notifiche sono trasmesse a tutte le altre imprese ferroviarie e a tutti i gestori delle stazioni coinvolti nel viaggio della persona interessata; [Em. 101]

b)  le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni, i venditori di biglietti e i tour operator adottano tutte le misure necessarie per assicurare la ricezione delle notifiche;

c)  in assenza di notifica a norma della lettera a), l'impresa ferroviaria e il gestore della stazione compiono ogni sforzo ragionevole per fornire l'assistenza necessaria per viaggiare alla persona con disabilità o alla persona a mobilità ridotta;

d)  fatte salve le competenze di altri enti per le aree situate al di fuori dei locali della stazione ferroviaria, il gestore della stazione o altro soggetto autorizzato designa, all'interno e all'esterno della stazione ferroviaria, un certo numero di punti in cui le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta possono rendere noto il loro arrivo in stazione e, se necessario, chiedere assistenza;

e)  l'assistenza è fornita a condizione che la persona con disabilità o la persona a mobilità ridotta si presenti nel punto designato a un'ora stabilita dall'impresa ferroviaria o dal gestore della stazione che fornisce tale assistenza, purché tale momento non preceda di più di 60 minuti l'orario di partenza pubblicato o l'ora alla quale è richiesto a tutti i passeggeri di presentarsi per la registrazione. Se non è stata stabilita un'ora entro cui la persona con disabilità o la persona a mobilità ridotta è tenuta a presentarsi, essa si reca nel punto designato almeno 30 minuti prima dell'orario di partenza pubblicato o dell'ora alla quale è richiesto a tutti i passeggeri di presentarsi per la registrazione. [Em. 102]

Articolo 25

Risarcimento per attrezzature per la mobilità, dispositivi di assistenza o altre attrezzature specifiche

1.  Qualora le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni provochino la perdita o il danneggiamento di sedie a rotelle, altre attrezzature per la mobilità o dispositivi di assistenza e animali di cani da assistenza certificati utilizzati da persone con disabilità e da persone a mobilità ridotta, essi rispondono della perdita o del danneggiamento e corrispondono un risarcimento quanto prima. [Em. 103]

2.  Il risarcimento di cui al paragrafo 11 è pagato tempestivamente ed è pari al costo pieno della sostituzione in base al valore reale, o ai costi complessivi della riparazione della sedia a rotelle dell'attrezzatura o dei dispositivi smarriti o danneggiati, o dello smarrimento o del ferimento dell'animale da assistenza certificato. Il risarcimento comprende anche il costo della sostituzione temporanea in caso di riparazione, laddove tali spese sono a carico del passeggero. [Em. 104]

3.  Ove necessario, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni compiono rapidamente tutti gli sforzi ragionevoli per fornire temporaneamente attrezzature specifiche o dispositivi di assistenza sostitutivi che abbiano, ove possibile, caratteristiche tecniche e funzionali equivalenti a quelle delle attrezzature o dei dispositivi smarriti o danneggiati. Alla persona con disabilità o a mobilità ridotta è consentito conservare l'attrezzatura o il dispositivo sostitutivi forniti temporaneamente fino a quando sia stato corrisposto il risarcimento di cui ai paragrafi 1 e 2.

Articolo 26

Formazione del personale

Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni:

(a)  provvedono affinché tutto il personale, compresi i dipendenti di qualsiasi altra parte esecutrice, che fornisce assistenza diretta alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta riceva formazione sulla disabilità così da essere sia in grado di rispondere alle esigenze delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta, comprese le persone con disabilità mentali e intellettive; [Em. 105]

(b)  erogano formazione per sensibilizzare tutto il personale che lavora nelle stazioni a diretto contatto con i passeggeri in merito alle esigenze delle persone con disabilità;

(c)  assicurano che tutti i nuovi dipendenti che lavorano a diretto contatto con i passeggeri ricevano una formazione introduttiva sulle problematiche relative alla disabilità per i passeggeri e l'impresa ferroviaria e che i dipendenti che prestano assistenza diretta ai passeggeri a mobilità ridotta ricevano una formazione sulla disabilità e frequentino ricevano, al momento dell'assunzione, formazione sulla disabilità e che il personale segua regolarmente corsi di aggiornamento in materia; [Em. 106]

(d)  accettano su richiesta possono accettare la presenza alla formazione di dipendenti con disabilità e valutare la partecipazione di passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta e/o organizzazioni che li rappresentano. [Em. 107]

CAPO VI

SICUREZZA, RECLAMI E QUALITÀ DEL SERVIZIO

Articolo 27

Sicurezza personale dei passeggeri

Di concerto con le autorità pubbliche, le imprese ferroviarie, i gestori delle infrastrutture e i gestori delle stazioni adottano misure idonee nei rispettivi ambiti di responsabilità, adeguandole al livello di sicurezza stabilito dalle autorità pubbliche, per garantire la sicurezza personale dei passeggeri nelle stazioni ferroviarie e sui treni e gestire i rischi. Essi cooperano e scambiano informazioni sulle migliori pratiche riguardanti la prevenzione di atti suscettibili di incidere sul livello di sicurezza.

Articolo 28

Reclami

1.  Ogni impresa ferroviaria, venditore di biglietti e gestore della stazione gestore della stazione e gestore dell'infrastruttura di stazioni ferroviarie aventi un flusso di più di 10 000 passeggeri in media al giorno nel corso di un anno istituisce un meccanismo per il trattamento dei reclami per i diritti e gli obblighi contemplati dal presente regolamento nel rispettivo ambito di responsabilità. Essi provvedono a un'ampia diffusione tra i passeggeri delle loro informazioni di contatto e delle loro lingue di lavoro. I passeggeri dovrebbero poter presentare reclami nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui l'impresa ferroviaria, il venditore di biglietti e il gestore della stazione sono stabiliti e, in ogni caso, in lingua inglese. [Em. 108]

2.  I passeggeri possono presentare un reclamo a qualsiasi impresa ferroviaria, venditore di biglietti, gestore della stazione o gestore dell'infrastruttura coinvolto. I reclami sono presentati entro sei mesi dall'inconveniente oggetto del reclamo. Entro un mese dalla ricezione del reclamo il destinatario fornisce una risposta motivata o, in casi giustificati, informa il passeggero che riceverà una risposta entro della data, nell'ambito di un periodo inferiore a tre mesi dalla data di ricezione del reclamo, entro la quale può aspettarsi una risposta. Le imprese ferroviarie, i venditori di biglietti, i gestori delle stazioni e i gestori delle infrastrutture conservano per due anni i dati relativi agli inconvenienti necessari per esaminare il reclamo e li rendono disponibili agli organismi nazionali di applicazione su richiesta. [Em. 109]

3.  Informazioni dettagliate sulla procedura di trattamento dei reclami sono facilmente consultabili dai passeggeri e accessibili alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta. Tali informazioni sono disponibili, su richiesta, nella lingua ufficiale o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui è stabilita l’impresa ferroviaria. [Em. 110]

4.  L'impresa ferroviaria pubblica nella relazione annuale di cui all'articolo 29 il numero e le categorie dei reclami ricevuti e trattati, i tempi di risposta e le misure adottate per migliorare eventualmente le procedure.

4 bis.   La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono un modulo di reclamo standardizzato dell'Unione, che i passeggeri utilizzano per presentare domanda di indennizzo conformemente al presente regolamento. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura consultiva di cui all’articolo 37 bis, paragrafo 2. [Em. 111]

Articolo 29

Norme di qualità del servizio

1.  Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni stabiliscono le norme di qualità del servizio e applicano un sistema di gestione della qualità per mantenere la qualità del servizio. Le norme di qualità del servizio riguardano almeno gli elementi di cui all'allegato III.

2.  Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni controllano le loro prestazioni in base alle norme di qualità del servizio. Le imprese ferroviarie pubblicano ogni anno, congiuntamente alla relazione annuale, una relazione sulle prestazioni in materia di qualità del servizio. Esse pubblicano le relazioni sulle prestazioni in materia di qualità del servizio sul loro sito Internet . Inoltre, le relazioni sono messe a disposizione sul sito Internet dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie.

2 bis.   Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni cooperano attivamente con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità al fine di migliorare la qualità dell'accessibilità dei servizi di trasporto. [Em. 112]

CAPO VII

INFORMAZIONE E APPLICAZIONE

Articolo 30

Informazioni ai passeggeri in merito ai loro diritti

1.  Quando vendono biglietti per viaggi ferroviari, le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni, i venditori di biglietti e i tour operator informano i passeggeri in merito ai diritti di cui beneficiano e agli obblighi che loro incombono ai sensi del presente regolamento. Al fine di rispettare tale obbligo di informazione essi possono utilizzare una sintesi delle disposizioni del presente regolamento preparata dalla Commissione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione e messa a disposizione degli stessi soggetti. Essi appongono inoltre un avviso sul biglietto forniscono informazioni, in formato cartaceo o elettronico o tramite altre modalità, anche in formati accessibili alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta conformemente ai requisiti di cui alla direttiva XXX. Nell'avviso è specificato al regolamento (UE) n. 1300/2014, che specificano dove tali informazioni possono essere reperite in caso di soppressione del servizio, perdita di coincidenza o ritardo prolungato. [Em. 113]

2.  Le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni informano adeguatamente i passeggeri, anche in formati accessibili conformemente ai requisiti di accessibilità di cui alla direttiva XXX al regolamento (UE) n. 1300/2014, nella stazione e a bordo del treno e sul loro sito web, dei loro diritti e obblighi a norma del presente regolamento e dei dati necessari per contattare l'organismo o gli organismi designati dagli Stati membri a norma dell'articolo 31. [Em. 114]

Articolo 31

Designazione degli organismi nazionali di applicazione

Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'applicazione del presente regolamento. Ciascun organismo adotta le misure necessarie per garantire il rispetto dei diritti dei passeggeri.

Quanto a organizzazione, decisioni relative ai finanziamenti, struttura giuridica e politica decisionale, ciascun organismo è indipendente da qualsiasi gestore dell'infrastruttura, organismo preposto all'imposizione di diritti, organismo di assegnazione della capacità di infrastruttura e impresa ferroviaria.

Gli Stati membri informano la Commissione dell'organismo o degli organismi designati a norma del presente articolo e delle relative responsabilità e pubblicano tali informazioni in una sezione adeguata dei loro siti web. [Em. 115]

Articolo 32

Compiti in materia di applicazione

1.  Gli organismi nazionali di applicazione vigilano attentamente sull'osservanza del presente regolamento e adottano le misure necessarie per assicurare il rispetto dei diritti dei passeggeri. A tal fine le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni e i gestori delle infrastrutture forniscono a tali organismi, senza indugio e in ogni caso entro un mese, i documenti e le informazioni pertinenti su richiesta. Nello svolgimento delle loro funzioni, gli organismi tengono conto delle informazioni ricevute dall'organismo designato a norma dell'articolo 33 per il trattamento dei reclami, se si tratta di un organismo differente. Gli Stati membri provvedono affinché gli organismi nazionali di applicazione e gli organismi di trattamento dei reclami dispongano di poteri e risorse sufficienti per dare Essi possono inoltre decidere di intraprendere azioni di esecuzione in modo adeguato ed efficace base ai singoli reclami trasmessi da tale organismo dei passeggeri a norma del presente regolamento. [Em. 116]

2.  Ogni anno gli organismi nazionali di applicazione pubblicano sui propri siti Internet relazioni con statistiche relative alle che precisano il numero e il tipo di reclami ricevuti, illustrando l'esito delle loro attività azioni di esecuzione, comprese le sanzioni da essi comminate, al massimo. Le relazioni relative a ciascun anno sono pubblicate entro la fine il primo giorno di aprile dell'anno civile successivo. Inoltre, le relazioni sono messe a disposizione sul sito Internet dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie. [Em. 117]

3.  Le imprese ferroviarie forniscono le proprie informazioni di contatto agli organismi nazionali di applicazione degli Stati membri in cui operano.

3 bis.  Gli organismi nazionali preposti all'applicazione, in collaborazione con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e persone a mobilità ridotta, procedono a controlli periodici dei servizi di assistenza forniti in conformità del presente regolamento e pubblicano i risultati in formati accessibili e di uso comune. [Em. 118]

Articolo 33

Trattamento dei reclami da parte degli organismi nazionali di applicazione

1.  Fatti salvi i diritti dei consumatori di rivolgersi a meccanismi di ricorso alternativi a norma della direttiva 2013/11/UE, dopo aver presentato, senza successo, un reclamo all'impresa ferroviaria, al venditore di biglietti, al gestore della stazione o al gestore dell'infrastruttura a norma dell'articolo 28, il passeggero può presentare un reclamo a un organismo di applicazione. Gli organismi di applicazione informano i reclamanti in merito al loro diritto di presentare un reclamo a organismi per la risoluzione alternativa delle controversie per ottenere una riparazione individuale. Gli Stati membri provvedono affinché gli organismi di applicazione o di trattamento dei reclami siano riconosciuti ai fini dei meccanismi di ricorso alternativi a norma della direttiva 2013/11/UE e che, quando i passeggeri si rivolgono a tali meccanismi, l'impresa ferroviaria, il venditore di biglietti, il gestore della stazione o il gestore dell'infrastruttura interessati siano tenuti a prendervi parte e l'esito sia vincolante ed efficacemente applicabile nei loro confronti. [Em. 119]

2.  Ogni passeggero può presentare un reclamo in merito a presunte violazioni del presente regolamento all'organismo nazionale di applicazione o a qualsiasi altro organismo designato a tale scopo da uno Stato membro. I reclami possono essere presentati anche da organizzazioni che rappresentano gruppi di passeggeri. [Em. 120]

3.  L'organismo notifica la ricezione del reclamo entro due settimane dalla ricezione. La procedura di trattamento dei reclami ha una durata massima di tre mesi. Per i casi complessi l'organismo può, a sua discrezione, prorogare tale periodo a sei mesi. In tal caso i passeggeri o le organizzazioni che li rappresentano sono informati dei motivi di tale proroga e del tempo previsto necessario per la conclusione della procedura. Possono avere una durata superiore a sei mesi solo i casi che prevedono azioni giudiziarie. Qualora l'organismo sia anche un organismo per la risoluzione alternativa delle controversie ai sensi della direttiva 2013/11/UE, prevalgono i limiti di tempo stabiliti in detta direttiva ed è possibile ricorrere alla risoluzione delle controversie online in conformità del regolamento (UE) n. 524/2013 con il consenso di tutte le parti coinvolte. [Em. 121]

La procedura di trattamento dei reclami è resa accessibile alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta.

4.  I reclami di passeggeri relativi a un inconveniente che coinvolga un'impresa ferroviaria sono trattati dall'organismo nazionale di applicazione dello Stato membro che ha rilasciato la licenza all'impresa.

5.  Nei casi in cui sia presentato un reclamo relativo a presunte violazioni commesse da gestori delle stazioni o delle infrastrutture, l'organismo nazionale di applicazione è quello dello Stato membro nel cui territorio si è verificato l'inconveniente.

6.  Nel quadro della cooperazione a norma dell'articolo 34, gli organismi nazionali di applicazione possono derogare al paragrafo 4 o 5 qualora, per motivi giustificati, in particolare la lingua o la residenza, ciò sia nell'interesse del passeggero.

Articolo 33 bis

Organi di conciliazione indipendenti

Gli Stati membri istituiscono organi di conciliazione indipendenti che dispongano di opportune risorse, siano facilmente accessibili e abbiano un costo contenuto per i passeggeri in caso di controversie con le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti riguardo al rispetto dei loro diritti. [Em. 122]

Articolo 34

Scambio di informazioni e cooperazione transfrontaliera tra gli organismi nazionali di applicazione

1.  Qualora siano designati organismi diversi a norma degli articoli 31 e 33, sono istituiti meccanismi di notifica per assicurare lo scambio di informazioni tra gli stessi, in conformità del regolamento (UE) 2016/679, al fine di aiutare l'organismo nazionale di applicazione a svolgere i propri compiti di supervisione e applicazione, e in modo tale che l'organismo di trattamento dei reclami designato a norma dell'articolo 33 possa raccogliere le informazioni necessarie per esaminare i reclami individuali.

2.  Gli organismi nazionali di applicazione scambiano informazioni sulle loro attività, sui principi decisionali e sulle pratiche a fini di coordinamento. La Commissione li assiste in questo compito.

3.  Gli organismi nazionali di applicazione seguono la procedura di cui all'allegato IV.

CAPO VIII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 35

Sanzioni

1.  Gli Stati membri stabiliscono il regime sanzionatorio applicabile in caso di violazione del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l'attuazione. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive e corrispondono, a titolo non esaustivo, a una sanzione amministrativa minima o a una percentuale del fatturato annuo dell'impresa o dell'organizzazione pertinente, a seconda di quale delle due opzioni sia più ingente. Gli Stati membri notificano alla Commissione tale regime e tali misure e, senza indugio, qualsiasi ulteriore modifica in merito. [Em. 123]

2.  Nel quadro della cooperazione di cui all'articolo 34, l'organismo nazionale di applicazione competente ai fini dell'articolo 33, paragrafo 4 o 5, su richiesta dell'organismo nazionale di applicazione che tratta il reclamo, indaga sulla violazione del presente regolamento riscontrata da tale organismo e commina sanzioni ove necessario.

Articolo 36

Delega di potere

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 37 al fine di:

i)  adeguare gli importi finanziari di cui all'articolo 13 in funzione dell'inflazione;

ii)  modificare gli allegati I, II e III per tenere conto delle modifiche delle regole uniformi CIV e degli sviluppi tecnologici in materia.

Articolo 37

Esercizio della delega

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 36 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

3.  La delega di potere di cui all'articolo 36 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.  Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016.

5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 36 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 37 bis

Procedura di comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011. [Em. 124]

Articolo 38

Relazione

La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'attuazione e sui risultati del presente regolamento entro ... [cinque anni dopo l'adozione del presente regolamento].

La relazione si basa sulle informazioni da fornire ai sensi del presente regolamento. Se necessario, la relazione è corredata di proposte adeguate.

Articolo 39

Abrogazione

Il regolamento (CE) n. 1371/2007 è abrogato.

I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato V.

Articolo 40

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ..., il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATI

ALLEGATO I

Estratto delle regole uniformi concernenti il contratto di trasporto internazionale per ferrovia dei viaggiatori e dei bagagli (CIV)

AppendiceA

della convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia (COTIF) del 9 maggio 1980, come modificata dal protocollo che modifica la convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia del 3 giugno 1999

TITOLO II

CONCLUSIONE ED ESECUZIONE DEL CONTRATTO DI TRASPORTO

Articolo 6

Contratto di trasporto

1.  Con il contratto di trasporto, il trasportatore s'impegna a trasportare il viaggiatore, nonché, se del caso, bagagli e veicoli, nel luogo di destinazione ed a consegnare i bagagli ed i veicoli nel luogo di destinazione.

2.  Il contratto di trasporto deve essere attestato da uno o più titoli di trasporto consegnati al viaggiatore. Tuttavia, fatto salvo l'articolo 9, l'assenza, l'irregolarità o la perdita del titolo di trasporto non pregiudica né l'esistenza né la validità del contratto, che rimane soggetto alle presenti regole uniformi.

3.  Il titolo di trasporto fa fede, fino a prova contraria, della conclusione e del contenuto del contratto di trasporto.

Articolo 7

Titolo di trasporto

1.  Le condizioni generali di trasporto determinano la forma ed il contenuto dei titoli di trasporto nonché la lingua ed i caratteri in cui devono essere stampati e compilati.

2.  Devono almeno essere iscritti sul titolo di trasporto:

a)  il trasportatore o i trasportatori;

b)  l'indicazione che il trasporto è soggetto, malgrado qualsiasi clausola contraria, alle presenti regole uniformi; ciò può essere fatto con la sigla CIV;

c)  ogni altra indicazione necessaria per provare la conclusione ed il contenuto del contratto di trasporto e che permette al viaggiatore di far valere i diritti risultanti da tale contratto.

3.  Il viaggiatore, quando riceve il titolo di trasporto, deve accertarsi che sia stato compilato secondo le sue indicazioni.

4.  Il titolo di trasporto è cedibile se non è nominativo e se il viaggio non è iniziato.

5.  Il titolo di trasporto può consistere in una registrazione elettronica di dati, che possono essere trasformati in segni di scrittura leggibili. I procedimenti utilizzati per la registrazione e l'elaborazione dei dati debbono essere equivalenti dal punto di vista funzionale, in particolare per quanto riguarda il valore probatorio del titolo di trasporto rappresentato da questi dati.

Articolo 8

Pagamento e rimborso del prezzo del trasporto

1.  Salvo diverso accordo fra il viaggiatore ed il trasportatore, il prezzo del trasporto deve essere pagato in anticipo.

2.  Le condizioni generali di trasporto determinano le condizioni che danno luogo al rimborso del prezzo del trasporto.

Articolo 9

Diritto al trasporto. Esclusione dal trasporto

1.  Sin dall'inizio del viaggio, il viaggiatore deve essere munito di un titolo di trasporto valido e deve presentarlo al momento del controllo dei titoli di trasporto. Le condizioni generali di trasporto possono stabilire:

a)  che un viaggiatore che non presenta un titolo di trasporto valido deve pagare una sovrattassa oltre al prezzo del trasporto;

b)  che a un viaggiatore il quale rifiuta di pagare immediatamente il prezzo del trasporto o la sovrattassa può essere imposto di sospendere il viaggio;

c)  se e a quali condizioni si effettua il rimborso della sovrattassa.

2.  Le condizioni generali di trasporto possono prevedere l'esclusione dal trasporto o l'obbligo di sospendere il viaggio per i viaggiatori i quali:

a)  rappresentano un pericolo per la sicurezza ed il buon funzionamento dell'esercizio ferroviario o per la sicurezza degli altri viaggiatori;

b)  disturbano in modo intollerabile gli altri viaggiatori,

e che queste persone non abbiano diritto al rimborso né del prezzo del trasporto, né del prezzo che hanno pagato per il trasporto dei loro bagagli registrati.

Articolo 10

Adempimento di formalità amministrative

Il viaggiatore deve attenersi agli adempimenti richiesti dalle dogane o da altre autorità amministrative.

Articolo 11

Soppressione e ritardo di un treno. Mancata corrispondenza

Se del caso, il trasportatore deve certificare sul titolo di trasporto che il treno è stato soppresso o la corrispondenza mancata.

TITOLO III

TRASPORTO DI COLLI A MANO, ANIMALI, BAGAGLI REGISTRATI E VEICOLI

Capo I

Disposizioni comuni

Articolo 12

Oggetti ed animali ammessi

1.  Il viaggiatore può recare con sé oggetti facilmente trasportabili (colli a mano), nonché animali vivi in conformità delle condizioni generali di trasporto. Peraltro, il viaggiatore può recare con sé oggetti ingombranti in conformità delle disposizioni particolari contenute nelle condizioni generali di trasporto. Sono esclusi dal trasporto come colli a mano gli oggetti o gli animali di natura tale da recare noia o incomodo ai viaggiatori o causare un danno.

2.  Il viaggiatore può spedire, in quanto bagaglio registrato, oggetti ed animali conformemente alle condizioni generali di trasporto.

3.  Il trasportatore può ammettere il trasporto di veicoli in occasione di un trasporto di viaggiatori in conformità delle disposizioni particolari contenute nelle condizioni generali di trasporto.

4.  Il trasporto di merci pericolose come colli a mano, bagagli registrati nonché all'interno o sopra veicoli i quali, in conformità del presente titolo, sono trasportati per ferrovia deve essere conforme al regolamento concernente il trasporto internazionale per ferrovia delle merci pericolose (RID).

Articolo 13

Verifica

1.  Il trasportatore ha il diritto, in caso di grave presunzione d'inosservanza delle condizioni di trasporto, di verificare che gli oggetti (colli a mano, bagagli registrati, veicoli compreso il loro carico) e gli animali trasportati corrispondano alle condizioni di trasporto, quando le leggi e le prescrizioni dello Stato in cui la verifica deve aver luogo non lo vietino. Il viaggiatore deve essere invitato ad assistere alla verifica. Se non si presenta o se non può essere rintracciato, il trasportatore deve chiamare due testimoni indipendenti.

2.  Qualora sia constatato che le condizioni di trasporto non sono state rispettate, il trasportatore può esigere dal viaggiatore il pagamento delle spese per la verifica.

Articolo 14

Adempimento di formalità amministrative

Durante il trasporto  il viaggiatore deve conformarsi agli adempimenti previsti dalle dogane o da altre autorità amministrative  qualora trasportioggetti (colli a mano, bagagli registrati, veicoli comprensivi del loro carico)o  animali. Deve assistere all'ispezione di questi oggetti, salvo eccezione prevista dalle leggi e dalle prescrizioni di ogni Stato.

Capo II

Colli a mano ed animali

Articolo 15

Sorveglianza

Spetta al viaggiatore la sorveglianza dei colli a mano e degli animali che porta con sé.

Capo III

Bagagli registrati

Articolo 16

Spedizione dei bagagli  registrati

1.  Gli obblighi contrattuali relativi all'inoltro dei bagagli registrati devono essere attestati da uno scontrino bagagli consegnato al viaggiatore.

2.  Fatto salvo l'articolo 22, l'assenza, l'irregolarità o la perdita dello scontrino bagagli non pregiudica né l'esistenza né la validità degli accordi relativi all'inoltro dei bagagli registrati, che rimangono sottoposti alle presenti regole uniformi.

3.  Lo scontrino bagagli fa fede, fino a prova contraria, della registrazione dei bagagli e delle condizioni del loro trasporto.

4.  Fino a prova contraria, si presume che nel momento della presa in consegna dei bagagli registrati da parte del trasportatore, questi ultimi fossero in buone condizioni apparenti e che il numero ed il volume dei colli corrispondessero alle descrizioni riportate sullo scontrino bagagli.

Articolo 17

Scontrino bagagli

1.  Le condizioni generali di trasporto stabiliscono la forma ed il contenuto dello scontrino bagagli, nonché la lingua ed i caratteri in cui deve essere stampato e compilato. L'articolo 7, paragrafo 5, si applica per analogia.

2.  Devono essere almeno iscritti nello scontrino bagagli:

a)  il trasportatore o i trasportatori;

b)  l'indicazione che il trasporto è soggetto, nonostante qualsiasi clausola contraria, alle presenti regole uniformi; ciò può essere fatto con la sigla CIV;

c)  ogni altra indicazione necessaria per provare gli obblighi contrattuali relativi all'inoltro dei bagagli e che consenta al viaggiatore di far valere i diritti risultanti dal contratto di trasporto.

3.  Il viaggiatore deve accertarsi, quando riceve lo scontrino bagagli, che quest'ultimo sia stato emesso secondo le sue indicazioni.

Articolo 18

Registrazione e trasporto

1.  Salvo eccezione prevista dalle condizioni generali di trasporto, la registrazione dei bagagli si effettua solo su presentazione di un titolo di trasporto valido almeno fino al luogo di destinazione dei bagagli. Per il resto la registrazione avviene in conformità delle prescrizioni in vigore nel luogo di spedizione.

2.  Quando le condizioni generali di trasporto prevedono che i bagagli possano essere ammessi al trasporto senza la presentazione di un titolo di trasporto, le disposizioni delle presenti regole uniformi che disciplinano i diritti e gli obblighi del viaggiatore relativi ai suoi bagagli registrati si applicano per analogia allo spedizioniere del bagaglio.

3.  Il trasportatore può inoltrare i bagagli registrati con un altro treno o un altro mezzo di trasporto e con un altro itinerario, diversi da quelli del viaggiatore.

Articolo 19

Pagamento del prezzo per il trasporto dei bagagli  registrati

Salvo accordo contrario fra il viaggiatore ed il trasportatore, il prezzo del trasporto dei bagagli registrati si paga al momento della registrazione.

Articolo 20

Marcatura dei bagagli registrati

Il viaggiatore deve indicare su ciascun collo, in uno spazio ben visibile ed in maniera sufficientemente stabile e chiara:

a)  il suo nome ed il suo indirizzo;

b)  il luogo di destinazione.

Articolo 21

Diritto di disporre dei bagagli registrati

1.  Se le circostanze lo consentono e le prescrizioni delle dogane o di altre autorità amministrative non vi si oppongono, il viaggiatore può chiedere la restituzione dei bagagli al luogo di spedizione su presentazione dello scontrino bagagli e, ove previsto dalle condizioni generali di trasporto, del titolo di trasporto.

2.  Le condizioni generali di trasporto possono prevedere altre disposizioni relativamente al diritto di disporre dei bagagli registrati, e cioè modifiche del luogo di destinazione ed eventuali conseguenze finanziarie per il viaggiatore.

Articolo 22

Riconsegna

1.  La riconsegna dei bagagli registrati ha luogo dietro presentazione dello scontrino bagagli e, se del caso, dietro pagamento delle spese che gravano sulla spedizione.

Il trasportatore ha il diritto, senza tuttavia esservi tenuto, di accertare se il possessore dello scontrino ha titolo ad ottenere la riconsegna.

2.  Sono assimilati alla riconsegna al possessore dello scontrino bagagli, se conformi alle prescrizioni in vigore nel luogo di destinazione:

a)  la consegna dei bagagli alle autorità doganali o daziarie nei loro locali di spedizione o nei loro magazzini, quando questi non si trovano sotto la custodia del trasportatore;

b)  l'affidamento degli animali vivi a un terzo.

3.  Il possessore dello scontrino bagagli può chiedere la riconsegna dei bagagli nel luogo di destinazione, trascorso il tempo convenuto, nonché, se del caso, il tempo necessario per le operazioni doganali o di altre autorità amministrative.

4.  In mancanza di restituzione dello scontrino bagagli, il trasportatore è obbligato a riconsegnare il bagaglio soltanto a colui che provi il suo diritto: se tale prova sembra insufficiente, il trasportatore può esigere una cauzione.

5.  I bagagli vengono riconsegnati nel luogo di destinazione per il quale sono stati registrati.

6.  Il possessore dello scontrino bagagli a cui i bagagli non siano riconsegnati può esigere l'annotazione nello scontrino stesso del giorno e dell'ora in cui egli ha richiesto la riconsegna conformemente al paragrafo 3.

7.  L'avente diritto può rifiutare il ritiro dei bagagli se il trasportatore non dà seguito alla sua richiesta di procedere alla verifica dei bagagli registrati per l'accertamento di un asserito danno.

8.  Per il rimanente, la riconsegna dei bagagli viene effettuata in conformità delle prescrizioni in vigore nel luogo di destinazione.

Capo IV

Veicoli

Articolo 23

Condizioni di trasporto

Le disposizioni particolari per il trasporto dei veicoli contenute nelle condizioni generali di trasporto definiscono segnatamente le condizioni di ammissione al trasporto, di registrazione, di carico e di trasporto, di scarico e di riconsegna, nonché gli obblighi del viaggiatore.

Articolo 24

Bollettino di trasporto

1.  Gli obblighi contrattuali relativi al trasporto di veicoli devono essere attestati da un bollettino di trasporto consegnato al viaggiatore. Il bollettino di trasporto può essere integrato nel titolo di trasporto del viaggiatore.

2.  Le particolari disposizioni per il trasporto di veicoli contenute nelle condizioni generali di trasporto determinano la forma ed il contenuto del bollettino di trasporto, nonché la lingua ed i caratteri in cui deve essere stampato e compilato. L'articolo 7, paragrafo 5, si applica per analogia.

3.  Devono almeno essere iscritti sul bollettino di trasporto:

a)  il trasportatore o i trasportatori;

b)  l'indicazione che il trasporto è soggetto, nonostante qualsiasi clausola contraria, alle presenti regole uniformi; ciò può essere fatto con la sigla CIV;

c)  ogni altra indicazione necessaria per provare gli obblighi contrattuali relativi ai trasporti dei veicoli, e che consenta al viaggiatore di far valere i diritti risultanti dal contratto di trasporto.

4.  Il viaggiatore deve accertarsi, quando riceve il bollettino di trasporto, che quest'ultimo sia stato emesso secondo le sue indicazioni.

Articolo 25

Diritto applicabile

Fatte salve le disposizioni del presente capo, le disposizioni del capo III relative al trasporto dei bagagli si applicano ai veicoli.

TITOLO IV

RESPONSABILITÀ DEL TRASPORTATORE

Capo I

Responsabilità in caso di morte o ferimento di viaggiatori

Articolo 26

Fondamento della responsabilità

1.  Il trasportatore è responsabile del danno derivante dalla morte, dal ferimento o da qualsiasi altro pregiudizio all'integrità fisica o psichica del viaggiatore causato da un incidente che sia in relazione con l'esercizio ferroviario e sopravvenga durante la permanenza del viaggiatore nei veicoli ferroviari, o al momento in cui egli vi entra o ne esce, qualunque sia l'infrastruttura ferroviaria utilizzata.

2.  Il trasportatore è esonerato da tale responsabilità:

a)  se l'incidente è stato causato da circostanze estranee all'esercizio ferroviario che il trasportatore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare ed alle cui conseguenze non poteva ovviare;

b)  nella misura in cui l'incidente sia dovuto a colpa del viaggiatore;

c)  se l'incidente è dovuto al comportamento di un terzo che il trasportatore, nonostante la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare ed alle cui conseguenze non poteva ovviare; un'altra impresa che utilizzi la stessa infrastruttura ferroviaria non è considerata come parte terza; il diritto di regresso non è pregiudicato.

3.  Se l'incidente è dovuto al comportamento di un terzo e se, malgrado ciò, il trasportatore non è interamente sollevato dalla responsabilità in conformità del paragrafo 2, lettera c), egli risponde per il tutto nei limiti delle presenti regole uniformi e senza pregiudizio di un suo eventuale regresso contro terzi.

4.  Le presenti regole uniformi non si applicano alla responsabilità che può ricadere sul trasportatore per i casi non previsti al paragrafo 1.

5.  Quando un trasporto oggetto di un unico contratto di trasporto è effettuato da trasportatori successivi, la responsabilità in caso di morte e diferimento  dei viaggiatori è del trasportatore a cui spettava, in base al contratto di trasporto, la prestazione del servizio di trasporto durante il quale l'incidente è avvenuto. Quando questa prestazione non è stata realizzata dal trasportatore, ma da un trasportatore sostituto, entrambi i trasportatori sono responsabili solidalmente, in conformità delle presenti regole uniformi.

Articolo 27

Risarcimento dei danni in caso di morte

1.  In caso di morte del viaggiatore, il risarcimento dei danni comprende:

a)  le spese necessarie conseguenti al decesso, in particolare quelle di trasporto della salma e delle esequie;

b)  se la morte non è sopravvenuta immediatamente, il risarcimento danni previsto all'articolo 28.

2.  Se con la morte del viaggiatore vengono private del loro sostentamento persone verso le quali egli, in virtù delle disposizioni di legge, aveva o avrebbe avuto in futuro un'obbligazione alimentare, si provvede ugualmente ad indennizzare dette persone per tale perdita. L'azione di risarcimento spettante a persone delle quali il viaggiatore aveva assunto il mantenimento, pur non essendovi tenuto per legge, resta soggetta al diritto nazionale.

Articolo 28

Risarcimento dei danni in caso di ferimento

In caso di ferimento o di ogni altro pregiudizio all'incolumità fisica o psichica del viaggiatore, il risarcimento danni comprende:

a)  le spese necessarie, in particolare quelle relative alla cura ed al trasporto;

b)  la riparazione del danno economico causato, sia per l'incapacità lavorativa totale o parziale, sia per l'accrescimento dei bisogni.

Articolo 29

Riparazione di altri danni corporali

Il diritto nazionale determina se ed in quale misura il trasportatore è tenuto a corrispondere risarcimenti per danni corporali diversi da quelli previsti agli articoli 27 e 28.

Articolo 30

Forma ed ammontare del risarcimento dei danni in caso di morte e di ferimento

1.  Il risarcimento danni di cui all'articolo 27, paragrafo 2, ed all'articolo 28, lettera b), deve essere corrisposto sotto forma di capitale. Tuttavia, se il diritto nazionale consente l'assegnazione di una rendita, il risarcimento dei danni è corrisposto sotto tale forma allorché il viaggiatore leso o gli aventi diritto di cui all'articolo 27, paragrafo 2, lo richiedano.

2.  L'ammontare del risarcimento da corrispondere in base a quanto disposto nel paragrafo 1 è determinato in base al diritto nazionale. Tuttavia, per l'applicazione delle presenti regole uniformi, è fissato un limite massimo di 175 000 unità di conto in capitale o in rendita annuale corrispondente a tale capitale per ciascun viaggiatore, nel caso in cui il diritto nazionale preveda un limite massimo di ammontare inferiore.

Articolo 31

Altri mezzi di trasporto

1.  Salvo quanto previsto dal paragrafo 2, le disposizioni relative alla responsabilità in caso di morte e di ferimento di viaggiatori non si applicano ai danni sopravvenuti durante un trasporto che, conformemente al contratto di trasporto, non era un trasporto ferroviario.

2.  Tuttavia, se i veicoli ferroviari sono trasportati su traghetto, le disposizioni relative alla responsabilità in caso di morte o di ferimento di viaggiatori si applicano ai danni indicati nell'articolo 26, paragrafo 1, e nell'articolo 33, paragrafo 1, causati da un incidente che sia in relazione con l'esercizio ferroviario e sopravvenga durante la permanenza del viaggiatore in detto veicolo, o al momento in cui egli vi salga o ne discenda.

3.  Se a seguito di circostanze eccezionali l'esercizio ferroviario è provvisoriamente sospeso ed i viaggiatori sono trasportati con un altro mezzo di trasporto, il trasportatore è responsabile ai sensi delle presenti regole uniformi.

Capo II

Responsabilità in caso d'inosservanza dell'orario

Articolo 32

Responsabilità in caso di soppressione, ritardo o mancata corrispondenza

1.  Il trasportatore è responsabile nei confronti del viaggiatore per il danno dovuto al fatto che, a causa della soppressione, del ritardo o della mancanza di una corrispondenza, il viaggio non può continuare nello stesso giorno, o comunque la sua continuazione non è ragionevolmente esigibile nello stesso giorno per via di circostanze contingenti. Il risarcimento dei danni comprende le spese ragionevoli di alloggio, nonché le spese ragionevoli per avvisare le persone che attendono il viaggiatore.

2.  Il trasportatore è esonerato da questa responsabilità quando la soppressione, il ritardo o la mancanza di una corrispondenza sono imputabili ad una delle seguenti cause:

a)  circostanze esterne all'esercizio ferroviario che il trasportatore, malgrado la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare o alle cui conseguenze non poteva ovviare;

b)  colpa del viaggiatore; oppure

c)  un comportamento di terzi che il trasportatore, nonostante abbia riposto la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare; un'altra impresa che utilizzi la stessa infrastruttura ferroviaria non è considerata parte terza; il diritto di regresso rimane impregiudicato.

3.  Il diritto nazionale determina se, ed in quale misura, il trasportatore deve corrispondere un risarcimento per danni diversi da quelli previsti al paragrafo 1. Questa disposizione non pregiudica l'articolo 44.

Capo III

Responsabilità per i colli a mano, gli animali, i bagagli  registrati  ed i veicoli

SEZIONE 1

Colli a mano ed animali

Articolo 33

Responsabilità

1.  In caso di morte o di ferimento di viaggiatori, il trasportatore è responsabile inoltre del danno risultante dalla perdita totale o parziale o dall'avaria degli oggetti che il viaggiatore portava o sulla sua persona o come colli a mano; ciò si applica anche agli animali che il viaggiatore portava con sé. L'articolo 26 si applica per analogia.

2.  Il trasportatore peraltro è responsabile del danno risultante dalla perdita totale o parziale o dall'avaria di oggetti, colli a mano o animali, la cui sorveglianza spetta al viaggiatore conformemente all'articolo 15, solo a condizione che tale danno sia dovuto a colpa del trasportatore. Gli altri articoli del titolo IV, ad eccezione dell'articolo 51, ed il titolo VI non sono applicabili in questo caso.

Articolo 34

Limitazione del risarcimento danni in caso di perdita o di avaria di oggetti

Il trasportatore responsabile ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1, deve riparare il danno fino a concorrenza di 1 400 unità di conto per ogni viaggiatore.

Articolo 35

Esonero dalla responsabilità

Il trasportatore non è responsabile, nei confronti del viaggiatore, del danno che può risultare dal fatto che il viaggiatore non si uniformi alle prescrizioni delle dogane o di altre autorità amministrative.

SEZIONE 2

Bagagli registrati

Articolo 36

Fondamento della responsabilità

1.  Il trasportatore è responsabile del danno derivante dalla perdita totale o parziale o dall'avaria dei bagagli registrati sopravvenute dal momento della presa in carico da parte del trasportatore fino alla riconsegna, nonché del ritardo nella riconsegna.

2.  Il trasportatore è esonerato da tale responsabilità se la perdita, l'avaria o il ritardo nella riconsegna sono stati causati da colpa del viaggiatore, da un ordine di quest'ultimo non determinato da colpa del trasportatore, da un vizio proprio dei bagagli registrati o da circostanze che il trasportatore non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare.

3.  Il trasportatore è esonerato da tale responsabilità nella misura in cui la perdita o l'avaria derivino da rischi particolari inerenti a una o più delle seguenti cause:

a)  mancanza o stato difettoso dell'imballaggio;

b)  natura speciale dei bagagli;

c)  spedizione come bagagli di oggetti esclusi dal trasporto.

Articolo 37

Onere della prova

1.  La prova che la perdita, l'avaria o il ritardo nella riconsegna abbia avuto per causa uno dei fatti previsti all'articolo 36, paragrafo 2, spetta al trasportatore.

2.  Quando il trasportatore stabilisce che la perdita o l'avaria è potuta risultare, date le circostanze di fatto, da uno o più dei rischi particolari previsti all'articolo 36, paragrafo 3, si presume che il danno sia risultato da essi. L'avente diritto conserva tuttavia il diritto di provare che il danno non ha avuto come causa, totalmente o parzialmente, uno di tali rischi.

Articolo 38

Trasportatori successivi

Quando un trasporto oggetto di un contratto di trasporto unico è effettuato da più trasportatori successivi, ciascun trasportatore, che prende in carico i bagagli con lo scontrino bagagli o il veicolo con  il bollettinodi trasporto, è parte, per quanto riguarda l'inoltro dei bagagli o il trasporto dei veicoli, del contratto di trasporto in conformità delle clausole dello scontrino bagagli o  il bollettinodi trasporto e si assume gli obblighi che ne derivano. In questo caso, ciascun trasportatore risponde dell'esecuzione del trasporto sul percorso totale fino alla riconsegna.

Articolo 39

Trasportatore sostituto

1.  Quando il trasportatore ha affidato, in tutto o in parte, l'esecuzione del trasporto ad un trasportatore che lo sostituisce, indipendentemente o meno dall'esercizio di una facoltà che gli è riconosciuta nel contratto di trasporto, il trasportatore resta comunque responsabile del trasporto nella sua totalità.

2.  Tutte le disposizioni delle presenti regole uniformi che disciplinano la responsabilità del trasportatore si applicano altresì alla responsabilità del trasportatore sostituto per il trasporto effettuato a sua cura. Gli articoli 48 e 52 si applicano quando viene intentata un'azione contro gli agenti o tutte le altre persone di cui il trasportatore sostituto si avvale per l'esecuzione del trasporto.

3.  Ogni convenzione particolare attraverso la quale il trasportatore assume obblighi che non gli spettano ai sensi delle presenti regole uniformi o rinuncia a diritti che gli sono conferiti da tali regole uniformi è priva di effetto nei confronti del trasportatore sostituto che non l'ha accettata espressamente e per iscritto. Abbia o non abbia accettato il trasportatore sostituto questa particolare convenzione, il trasportatore resta comunque vincolato dagli obblighi o dalle rinunce che ne risultano.

4.  Quando e nella misura in cui il trasportatore ed il trasportatore sostituto sono responsabili, la loro responsabilità è solidale.

5.  L'ammontare totale dell'indennità dovuta da parte del trasportatore, del trasportatore sostituto nonché dei loro agenti e delle altre persone di cui essi si avvalgono per l'esecuzione del trasporto non supera i limiti previsti nelle presenti regole uniformi.

6.  Il presente articolo non pregiudica i diritti di regresso eventualmente esistenti fra il trasportatore ed il trasportatore sostituto.

Articolo 40

Presunzione di perdita

1.  L'avente diritto può, senza dover fornire altre prove, considerare come perduto un collo quando non sia stato riconsegnato o messo a sua disposizione nei quattordici giorni successivi alla domanda di riconsegna presentata conformemente all'articolo 22, paragrafo 3.

2.  Se un collo considerato perduto è ritrovato entro un anno dalla domanda di riconsegna, il trasportatore ha l'obbligo di avvisare l'avente diritto quando il suo domicilio è noto o può essere determinato.

3.  Nel termine di trenta giorni dal ricevimento dell'avviso di cui al paragrafo 2, l'avente diritto può esigere che il collo gli sia riconsegnato. In tal caso, egli deve pagare le spese inerenti al trasporto del collo dal luogo di spedizione fino a quello in cui si effettua la riconsegna e restituire l'indennità ricevuta, dopo aver detratto, se del caso, le spese eventualmente comprese in detta indennità. Egli conserva ciononostante i suoi diritti all'indennità per il ritardo nella riconsegna, previsti all'articolo 43.

4.  Se il collo rinvenuto non è stato reclamato nel termine previsto al paragrafo 3 o se il collo è ritrovato dopo più di un anno dalla domanda di riconsegna, il trasportatore ne dispone conformemente alle leggi ed ai regolamenti in vigore nel luogo in cui si trova il collo.

Articolo 41

Indennità in caso di perdita

1.  In caso di perdita totale o parziale dei bagagli registrati, il trasportatore deve pagare, con l'esclusione di ogni altro risarcimento:

a)  se l'ammontare del danno è provato, un'indennità pari a tale ammontare che non superi tuttavia 80 unità di conto per chilogrammo mancante di massa lorda o 1 200 unità di conto per collo;

b)  se l'ammontare del danno non è provato, un'indennità forfettaria di 20 unità di conto per chilogrammo mancante di massa lorda o di 300 unità di conto per collo.

Le modalità di liquidazione dell'indennità per chilogrammo mancante o per collo sono determinate nelle condizioni generali di trasporto.

2.  Il trasportatore deve inoltre rimborsare il prezzo per il trasporto dei bagagli e le altre somme spese in relazione al trasporto del collo smarrito, nonché i diritti doganali e le accise già pagati.

Articolo 42

Indennità in caso di avaria

1.  In caso di avaria dei bagagli registrati, il trasportatore deve pagare, escluso ogni altro risarcimento, un'indennità equivalente al deprezzamento dei bagagli.

2.  L'indennità non supera:

a)  se la totalità dei bagagli è deprezzata dall'avaria, l'ammontare che sarebbe dovuto in caso di perdita totale;

b)  se soltanto una parte dei bagagli è deprezzata dall'avaria, l'ammontare che sarebbe dovuto per la perdita della parte deprezzata.

Articolo 43

Indennità in caso di ritardo nella riconsegna

1.  In caso di ritardo nella riconsegna dei bagagli registrati, il trasportatore è tenuto al pagamento, per ogni periodo indivisibile di ventiquattro ore dalla domanda di riconsegna, per un tempo massimo di quattordici giorni:

a)  se l'avente diritto prova che un danno ne è derivato, un'indennità pari all'ammontare del danno fino ad un massimo di 0,80 unità di conto per chilogrammo di massa lorda dei bagagli o di 14 unità di conto per collo riconsegnato in ritardo;

b)  se l'avente diritto non prova che un danno ne è derivato, un'indennità forfettaria di 0,14 unità di conto per chilogrammo di massa lorda dei bagagli o di 2,80 unità di conto per collo riconsegnato in ritardo.

Le modalità di liquidazione dell'indennità, per chilogrammo o per collo, sono determinate nelle condizioni generali di trasporto.

2.  In caso di perdita totale dei bagagli, l'indennità prevista al paragrafo 1 non si cumula con quella prevista all'articolo 41.

3.  In caso di perdita parziale dei bagagli, l'indennità prevista al paragrafo 1 è corrisposta per la parte non smarrita.

4.  In caso di avaria dei bagagli non risultante da un ritardo nella riconsegna, l'indennità prevista al paragrafo 1 si cumula, se del caso, con quella prevista all'articolo 42.

5.  In nessun caso il cumulo dell'indennità prevista al paragrafo 1 con quelle previste agli articoli 41 e 42 può dar luogo al pagamento di un'indennità eccedente quella dovuta in caso di perdita totale dei bagagli.

SEZIONE 3

Veicoli

Articolo 44

Indennità in caso di ritardo

1.  In caso di ritardo nel carico per una causa imputabile al trasportatore o di ritardo nella riconsegna di un veicolo, il trasportatore deve pagare, se l'avente diritto prova che un danno ne è derivato, un'indennità il cui ammontare non supera il prezzo del trasporto.

2.  Se l'avente diritto rinuncia al contratto di trasporto, in caso di ritardo nel carico per una causa imputabile al trasportatore viene rimborsato il prezzo del trasporto all'avente diritto. Inoltre questi può reclamare, allorché provi che un danno è derivato da detto ritardo, un'indennità il cui ammontare non supera il prezzo del trasporto.

Articolo 45

Indennità in caso di perdita

In caso di perdita totale o parziale di un veicolo, l'indennità da corrispondere all'avente diritto per il danno provato è calcolata sulla base del valore usuale del veicolo. Essa non supera 8 000 unità di conto. Un rimorchio con o senza carico è considerato come un veicolo indipendente.

Articolo 46

Responsabilità per quanto concerne altri oggetti

1.  Per quanto riguarda gli oggetti lasciati nei veicoli o che si trovano in cofani (ad esempio bagagliai o portasci) solidamente fissati al veicolo, il trasportatore è responsabile solo del danno causato per sua colpa. L'indennità totale da pagare non supera 1 400 unità di conto.

2.  Per quanto concerne gli oggetti fissati all'esterno del veicolo, compresi i cofani di cui al paragrafo 1, il trasportatore è responsabile solo se è provato che il danno risulta da un atto o da un'omissione commessa dal trasportatore, o con l'intenzione di provocare tale danno, o temerariamente e con la consapevolezza che un danno ne sarebbe probabilmente derivato.

Articolo 47

Diritto applicabile

Fatte salve le disposizioni della presente sezione, ai veicoli si applicano le disposizioni della sezione 2 relative alla responsabilità per i bagagli.

Capo IV

Disposizioni comuni

Articolo 48

Decadenza del diritto d'invocare i limiti di responsabilità

I limiti di responsabilità previsti nelle presenti regoli uniformi, nonché le disposizioni del diritto nazionale che limitano le indennità ad un determinato ammontare, non si applicano quando è provato che il danno risulta da un atto o da un'omissione commessa dal trasportatore, o con l'intenzione di provocare tale danno, o temerariamente e con la consapevolezza che un danno ne sarebbe probabilmente derivato.

Articolo 49

Conversione ed interessi

1.  Quando il calcolo dell'indennità implica la conversione delle somme espresse in unità monetarie straniere, quest'ultima deve essere effettuata secondo il corso in vigore nel giorno e nel luogo di pagamento dell'indennità.

2.  L'avente diritto può richiedere gli interessi sull'indennità, calcolati in ragione del cinque per cento l'anno, a decorrere dal giorno del reclamo previsto all'articolo 55 oppure, se non vi è stato reclamo, dal giorno dell'atto di citazione.

3.  Tuttavia, per le indennità dovute in virtù degli articoli 27 e 28 gli interessi decorrono solo dal giorno in cui si sono verificati i fatti che sono serviti alla determinazione dell'ammontare dell'indennità, qualora tale giorno sia posteriore a quello del reclamo o dell'atto di citazione.

4.  Per quanto concerne i bagagli, gli interessi sono dovuti solo se l'indennità supera 16 unità di conto per scontrino bagagli.

5.  Per quanto concerne i bagagli, se l'avente diritto non consegna al trasportatore entro il termine da questi opportunamente fissatogli i documenti giustificativi necessari per la liquidazione definitiva di quanto reclamato, non decorrono interessi fra la scadenza del termine fissato e la consegna effettiva dei documenti.

Articolo 50

Responsabilità in caso d'incidente nucleare

Il trasportatore è esonerato dalla responsabilità che gli incombe in virtù delle presenti regole uniformi quando il danno sia stato causato da un incidente nucleare e, in applicazione delle leggi e prescrizioni di uno Stato che disciplinano la responsabilità in materia di energia nucleare, il gestore di un impianto nucleare o altra persona che lo sostituisce sia responsabile di questo danno.

Articolo 51

Persone di cui risponde il trasportatore

Il trasportatore è responsabile dei suoi agenti e delle altre persone di cui si avvale per l'effettuazione del trasporto, quando questi agenti o altre persone agiscono nell'esercizio delle loro funzioni. I gestori dell'infrastruttura ferroviaria su cui il trasporto è effettuato sono considerati come persone dei cui servizi il trasportatore si avvale per l'esecuzione del trasporto.

Articolo 52

Altre azioni

1.  In tutti i casi in cui si applicano le presenti regole uniformi, ogni azione per responsabilità a qualsiasi titolo svolta non può essere esercitata contro il trasportatore se non alle condizioni e nei limiti di queste regole uniformi.

2.  Ciò vale anche per ogni azione esercitata contro gli agenti e le altre persone di cui il trasportatore risponde ai sensi dell'articolo 51.

TITOLO V

RESPONSABILITÀ DEL VIAGGIATORE

Articolo 53

Principi particolari di responsabilità

Il viaggiatore è responsabile nei confronti del trasportatore per qualsiasi danno:

a)  risultante dall'inosservanza dei suoi obblighi in virtù:

1.  degli articoli 10, 14 e 20;

2.  delle particolari disposizioni per il trasporto dei veicoli contenute nelle condizioni generali di trasporto; oppure

3.  del regolamento concernente il trasporto internazionale per ferrovia delle merci pericolose (RID);

b)  causato dagli oggetti o dagli animali che porta con sé, a meno che non provi che il danno sia stato causato da circostanze che non poteva evitare, ed alle cui conseguenze non poteva ovviare, benché avesse dato prova della diligenza richiesta ad un viaggiatore coscienzioso. Questa disposizione non pregiudica la responsabilità che può incombere al trasportatore in virtù dell'articolo 26 e dell'articolo 33, paragrafo 1.

TITOLO VI

ESERCIZIO DEI DIRITTI

Articolo 54

Constatazione di perdita parziale o di avaria

1.  Se il trasportatore scopre o presume una perdita parziale o un'avaria di un oggetto trasportato sotto la custodia del trasportatore (bagagli, veicoli) o l'avente diritto ne afferma l'esistenza, il trasportatore deve compilare senza indugio e possibilmente alla presenza dell'avente diritto un processo verbale attestante, a seconda della natura del danno, lo stato in cui si trova l'oggetto e, per quanto possibile, l'entità del danno, la sua causa e il momento in cui è avvenuto.

2.  Una copia del processo verbale di constatazione deve essere consegnata gratuitamente all'avente diritto.

3.  Se l'avente diritto non accetta le risultanze del processo verbale può richiedere che lo stato dei bagagli o del veicolo, nonché la causa e l'ammontare del danno, siano constatati da un esperto designato dalle parti del contratto di trasporto o per via giudiziaria. La procedura è soggetta alle leggi ed alle prescrizioni dello Stato dove ha luogo la constatazione.

Articolo 55

Reclami

1.  I reclami relativi alla responsabilità del trasportatore in caso di morte o di ferimento di viaggiatori devono essere indirizzati per iscritto al trasportatore contro il quale può essere intentata l'azione giudiziaria. Nel caso di un trasporto oggetto di un contratto unico ed effettuato da trasportatori successivi, i reclami possono ugualmente essere indirizzati al primo o all'ultimo trasportatore, nonché al trasportatore che ha nello Stato di domicilio o di residenza abituale del viaggiatore la sua sede principale o la succursale o l'ufficio che ha concluso il contratto di trasporto.

2.  Gli altri reclami relativi al contratto di trasporto devono essere indirizzati per iscritto al trasportatore indicato all'articolo 56, paragrafi 2 e 3.

3.  I documenti che l'avente diritto ritiene utile allegare al reclamo devono essere presentati o in originale o in copie, se del caso debitamente certificate conformi, qualora il trasportatore lo richieda. All'atto della liquidazione del reclamo, il trasportatore può esigere la restituzione del titolo di trasporto, dello scontrino bagagli e del bollettino di trasporto.

Articolo 56

Trasportatori che possono essere citati in giudizio

1.  L'azione giudiziaria fondata sulla responsabilità del trasportatore in caso di morte o di ferimento di viaggiatori può essere intentata solo contro un trasportatore responsabile ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 5.

2.  Fatto salvo il paragrafo 4, le altre azionigiudiziarie  dei viaggiatori fondate sul contratto di trasporto possono essere intentate solo contro il primo o l'ultimo trasportatore o contro quello che eseguiva la parte di trasporto nel corso della quale è avvenuto il fatto all'origine della citazione giudiziaria.

3.  Nel caso di trasporti eseguiti da trasportatori successivi, il trasportatore che deve riconsegnare il bagaglio o il veicolo ed ha il proprio nome riportato con il suo consenso sullo scontrino bagagli o sul bollettino di trasporto può essere citato in giudizio in conformità del paragrafo 2 anche se non ha ricevuto il bagaglio o il veicolo.

4.  L'azionegiudiziaria  per la restituzione di una somma pagata in virtù del contratto di trasporto può essere intentata contro il trasportatore che ha riscosso questa somma o contro quello a favore del quale la somma è stata riscossa.

5.  L'azione giudiziaria può essere esercitata contro un trasportatore diverso da quelli di cui ai paragrafi 2 e 4 se è formulata come domanda riconvenzionale o come eccezione in una causa in cui la domanda principale sia fondata sullo stesso contratto di trasporto.

6.  Nella misura in cui le presenti regole uniformi si applicano al trasportatore sostituto, quest'ultimo può anch'esso esserecitato  in giudizio.

7.  Quando il richiedente può scegliere fra vari trasportatori, il suo diritto d'opzione si estingue nel momento in cui l'azione giudiziaria è intentata contro uno di essi; ciò si applica anche quando il richiedente ha la scelta fra uno o più trasportatori ed un trasportatore sostituto.

Articolo 58

Estinzione dell'azione in caso di morte o di ferimento

1.  Ogni azione dell'avente diritto fondata sulla responsabilità del trasportatore in caso di morte o di ferimento di viaggiatori si estingue se l'avente diritto non segnala l'incidente subito dal viaggiatore entro dodici mesi a decorrere dalla conoscenza del danno ad uno dei trasportatori a cui può essere presentato un reclamo secondo l'articolo 55, paragrafo 1. Se l'avente diritto segnala verbalmente l'incidente al trasportatore, quest'ultimo deve rilasciargli un attestato di tale avviso verbale.

2.  L'azione tuttavia non si estingue se:

a)  nel termine previsto al paragrafo 1, l'avente diritto ha presentato reclamo ad uno dei trasportatori designati all'articolo 55, paragrafo 1;

b)  nel termine previsto al paragrafo 1, il trasportatore responsabile è venuto a conoscenza, per altre vie, dell'incidente accaduto al viaggiatore;

c)  l'incidente non è stato segnalato o è stato segnalato in ritardo a seguito di circostanze non imputabili all'avente diritto;

d)  l'avente diritto prova che l'incidente è dovuto a colpa del trasportatore.

Articolo 59

Estinzione dell'azione originata dal trasporto bagagli

1.  L'accettazione dei bagagli da parte dell'avente diritto estingue qualsiasi azione contro il trasportatore originata dal contratto di trasporto in caso di perdita parziale, di avaria o di ritardo nella riconsegna.

2.  L'azione tuttavia non si estingue:

a)  in caso di perdita parziale o di avaria, se:

1.  la perdita o l'avaria siano state constatate conformemente all'articolo 54 primadell'accettazione dei bagagli da parte dell'avente diritto;

2.  la constatazione che avrebbe dovuto essere fatta conformemente all'articolo 54 è stata omessa solo per colpa del trasportatore;

b)  in caso di danno non apparente constatato dopo l'accettazione dei bagagli da parte dell'avente diritto, qualora quest'ultimo:

1.  richieda la constatazione conformemente all'articolo 54 immediatamente dopo la scoperta del danno e non oltre i tre giorni successiviall'accettazione dei bagagli;

2.  fornisca inoltre la prova che il danno si è verificato tra la presa in carico da parte del trasportatore e la riconsegna;

c)  in caso di ritardo nella riconsegna, qualora l'avente diritto entro ventuno giorni abbia fatto valere i propri diritti nei confronti di uno dei trasportatori indicati all'articolo 56, paragrafo 3;

d)  qualora l'avente diritto fornisca la prova che il danno è imputabile a colpa del trasportatore.

Articolo 60

Prescrizione

1.  Le azioni di risarcimento danni fondate sulla responsabilità del trasportatore in caso di morte o di ferimento di viaggiatori si prescrivono:

a)  per il viaggiatore, in tre anni a decorrere dal giorno successivo a quello dell'incidente;

b)  per gli altri aventi diritto, in tre anni a decorrere dal giorno successivo a quello del decesso del viaggiatore purché questo termine non oltrepassi il limite di cinque anni a decorrere dal giorno successivo a quello dell'incidente.

2.  Le altre azioni originate dal contratto di trasporto si prescrivono in un anno. Tuttavia la prescrizione è di due anni se si tratta di un'azione per un danno che derivi da un atto o da un'omissione commessi o con l'intento di provocare tale danno, o temerariamente e con la consapevolezza che un tale danno ne sarebbe probabilmente potuto derivare.

3.  La prescrizione prevista al paragrafo 2 decorre per l'azione:

a)  d'indennità per perdita totale: dal quattordicesimo giorno successivo alla scadenza del termine previsto all'articolo 22, paragrafo 3;

b)  d'indennità per perdita parziale, avaria o ritardo nella riconsegna: dal giorno in cui la riconsegna è stata effettuata;

c)  in tutti gli altri casi concernenti il trasporto dei viaggiatori: dal giorno di scadenza di validità del titolo di trasporto.

Il giorno indicato come inizio della prescrizione non è mai compreso nel computo dei termini.

4.  […]

5.  […]

6.  Per il rimanente, la sospensione e l'interruzione della prescrizione sono regolate dal diritto nazionale.

TITOLO VII

RAPPORTI DEI TRASPORTATORI FRA LORO

Articolo 61

Ripartizione del prezzo di trasporto

1.  Ogni trasportatore deve pagare ai trasportatori interessati la parte di loro spettanza su un prezzo di trasporto che ha riscosso o che avrebbe dovuto riscuotere. Le modalità di pagamento sono stabilite mediante accordo fra i trasportatori.

2.  L'articolo 6, paragrafo 3, l'articolo 16, paragrafo 3, e l'articolo 25 si applicano ugualmente alle relazioni fra i trasportatori successivi.

Articolo 62

Diritto di regresso

1.  Il trasportatore che ha pagato un'indennità ai sensi delle presenti regole uniformi ha diritto di regresso contro i trasportatori che hanno partecipato al trasporto, conformemente alle seguenti disposizioni:

a)  il trasportatore che ha causato il danno ne è il solo responsabile;

b)  se il danno è stato causato da più trasportatori, ciascuno di essi risponde del danno che ha causato; se non è possibile distinguere, l'indennità è ripartita fra loro conformemente alla lettera c);

c)  se non può essere provato quale dei trasportatori abbia causato il danno, l'indennità è ripartita fra tutti i trasportatori che hanno partecipato al trasporto, ad eccezione di quelli che provano di non aver causato il danno; la ripartizione è fatta in proporzione alla quota del prezzo di trasporto che spetta a ciascuno dei trasportatori.

2.  In caso d'insolvibilità di uno di questi trasportatori, la quota che gli incombe e che non ha pagato è ripartita fra tutti gli altri trasportatori che hanno partecipato al trasporto, in proporzione alla parte del prezzo di trasporto che spetta a ciascuno di essi.

Articolo 63

Procedura di regresso

1.  La fondatezza del pagamento effettuato dal trasportatore che esercita una delle azioni di regresso ai sensi dell'articolo 62 non può essere contestata dal trasportatore contro il quale il regresso viene esercitato, se l'indennità è stata fissata dall'autorità giudiziaria e quest'ultimo trasportatore, debitamente citato, è stato posto in grado di intervenire nella causa. Il giudice investito dell'azione principale fissa i termini per la notifica della citazione e per l'intervento.

2.  Il trasportatore che esercita il regresso deve proporre una sola e medesima azione contro tutti i trasportatori con i quali non sia venuto a transazione, per non perdere il suo diritto di regresso contro quelli che non ha citato.

3.  Il giudice deve decidere con un'unica sentenza su tutte le azioni di regresso di cui è investito.

4.  Il trasportatore che desidera far valere il suo diritto di regresso può investire le giurisdizioni dello Stato sul cui territorio uno dei trasportatori partecipanti al trasporto ha la sede principale o la succursale o l'ufficio che ha concluso il contratto di trasporto.

5.  Quando l'azione deve essere intentata contro più trasportatori, il trasportatore che esercita il diritto di regresso può scegliere fra le giurisdizioni competenti ai sensi del paragrafo 4 quella dinanzi alla quale presentare la sua azione di regresso.

6.  Non possono essere introdotte azioni di regresso nel corso dell'azione relativa alla domanda di risarcimento proposta dall'avente diritto al contratto di trasporto.

Articolo 64

Accordi relativi al regresso

I trasportatori sono liberi di concordare fra loro disposizioni in deroga agli articoli 61 e 62.

ALLEGATO II

INFORMAZIONI MINIME CHE LE IMPRESE FERROVIARIE E I VENDITORI DI BIGLIETTI DEVONO FORNIRE

Parte I: Informazioni prima del viaggio

–  Condizioni generali applicabili al contratto

–  Orari e condizioni per il viaggio più veloce

–  Orari e condizioni per tutte le tariffe disponibili, compresa la tariffa più bassa [Em. 125]

–  Accessibilità, condizioni di accesso e disponibilità a bordo di infrastrutture per le persone con disabilità e  le persone  a mobilità ridotta  conformemente ai requisiti di accessibilità fissati nella direttiva XXX

–  CondizioniDisposizioni di accesso per le biciclette [Em. 126]

–  Disponibilità di posti per tutte le tariffe applicabili in scompartimenti per fumatori/non fumatori (e, se del caso, per fumatori), prima e seconda classe, carrozze letto e cuccette [Em. 127]

–  Attività che potrebbero interrompere o ritardare il servizio di trasporto Perturbazioni e ritardi (pianificati e in tempo reale) [Em. 128]

–  Disponibilità di servizi a bordo compresi Wi-Fi e servizi igienici [Em. 129]

–  Procedure per il recupero dei bagagli smarriti

–  Procedure per la presentazione di reclami

Parte II: Informazioni durante il viaggio

–  Servizi a bordo, compreso il Wi-Fi [Em. 130]

–  Prossima fermata

–  Ritardi Perturbazioni e ritardi (pianificati e in tempo reale) [Em. 131]

–  Principali coincidenze

–  Questioni relative alla sicurezza tecnica e dei passeggeri

ALLEGATO III

NORME MINIME DI QUALITÀ DEL SERVIZIO

I.  Requisiti concernenti le imprese ferroviarie

Entro il 30 giugno di ogni anno le imprese ferroviarie sono tenute a pubblicare sul proprio sito Internet la relazione sulla qualità del servizio corrispondente all'esercizio precedente e a trasmetterla all'organismo nazionale di applicazione e all'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie affinché la pubblichi sul suo sito Internet. L'impresa è tenuta a pubblicare sul proprio sito Internet la relazione nella/e propria/e lingua/e nazionale/i ufficiale/i e, se possibile, anche in altre lingue dell'Unione, includendo una sintesi in inglese.

Le relazioni sulla qualità del servizio devono contenere informazioni almeno sui seguenti punti:

1)  puntualità dei servizi e principi generali sulle modalità di gestione delle perturbazioni del servizio da parte delle imprese ferroviarie

a)  ritardi

i)  ritardo medio complessivo dei servizi in percentuale per categoria di servizio (internazionale, nazionale a lunga distanza, regionale e urbano/extraurbano);

ii)  percentuale di servizi con ritardo alla partenza;

iii)  percentuale di servizi con ritardo all'arrivo;

–  percentuale di ritardi inferiori a 60 minuti;

–  percentuale di ritardi compresi tra 91 e 120 60 e 119 minuti; [Em. 132]

–  percentuale di ritardi pari o superiori a 120 minuti;

b)  soppressioni di servizi

soppressione di servizi in percentuale per categoria di servizio (internazionale, nazionale a lunga distanza, regionale e urbano/extraurbano);

c)  applicazione del regolamento in relazione a ritardi e soppressioni di servizi:

i)  numero di passeggeri cui sono state prestate attenzione e assistenza;

ii)  costo dell'attenzione e dell'assistenza prestate;

iii)  numero di passeggeri cui è stato corrisposto un indennizzo;

iv)  costo dell'indennizzo corrisposto;

2)  indagine sul grado di soddisfazione della clientela

serie minima di categorie da inserire:

i)  puntualità dei treni;

ii)  informazioni ai passeggeri in caso di ritardo;

iii)  precisione e disponibilità di informazioni sui treni;

iv)  qualità della manutenzione/condizione dei treni;

v)  livello di sicurezza sui treni;

vi)  pulizia dell'interno del treno;

vii)  comunicazione di informazioni utili per tutta la durata del viaggio, anche in relazione al Wi-Fi e ad altri servizi a bordo; [Em. 133]

viii)  disponibilità di servizi igienici di buona qualità su ogni treno;

ix)  ottimo livello di pulizia e manutenzione delle stazioni;

x)  accessibilità dei treni e delle strutture a bordo, compresi servizi igienici accessibili;

xi)  numero di inconvenienti e qualità dell'assistenza effettivamente prestata alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta a bordo conformemente all'articolo 24, a prescindere dalla notifica preventiva di richiesta di assistenza;

3)  gestione dei reclami

i)  numero di reclami ed esito;

ii)  categorie di reclami;

iii)  numero di reclami trattati;

iv)  tempi medi di risposta;

v)  misure adottate per migliorare eventualmente le procedure;

4)  assistenza fornita alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta

numero di casi di assistenza per categoria di servizio (internazionale, nazionale a lunga distanza, regionale e urbano/extraurbano);

5)  perturbazioni

disponibilità e breve descrizione di piani di emergenza e piani di gestione delle crisi.

II.  Requisiti concernenti i gestori delle stazioni e i gestori delle infrastrutture

Le relazioni sulla qualità del servizio devono contenere informazioni almeno sui seguenti punti:

1)  informazioni e biglietti

i)  procedura di trattamento delle richieste di informazioni nella stazione;

ii)  procedura e modalità di comunicazione delle informazioni concernenti gli orari dei treni, le tariffe e i binari; qualità delle informazioni;

iii)  affissione delle informazioni concernenti i diritti e gli obblighi a norma del regolamento e i dati necessari per contattare gli organismi nazionali di applicazione;

iv)  punti di acquisto dei biglietti;

v)  disponibilità di personale addetto alla comunicazione delle informazioni e alla vendita dei biglietti nella stazione;

vi)  comunicazione di informazioni alle persone con disabilità o a mobilità ridotta;

2)  principi generali in caso di perturbazioni del servizio

i)  numero di passeggeri cui sono state prestate attenzione e assistenza;

ii)  costo dell'attenzione e dell'assistenza prestate;

3)  descrizione delle misure adottate per garantire la pulizia delle strutture della stazione (servizi igienici e altro)

i)  intervalli tra gli interventi di pulizia;

ii)  disponibilità di servizi igienici;

4)  indagine sul grado di soddisfazione della clientela

categorie minime da includere:

i)  informazioni per i passeggeri in caso di ritardo;

ii)  precisione, disponibilità e accessibilità delle informazioni concernenti gli orari dei treni e i binari;

iii)  livello di sicurezza nella stazione;

iv)  tempo impiegato a rispondere alle richieste di informazioni nelle stazioni;

v)  disponibilità (e accessibilità) di servizi igienici di buona qualità nella stazione;

vi)  pulizia e manutenzione delle stazioni;

vii)  accessibilità della stazione e delle relative strutture, compresi le vie d'accesso senza gradini, le scale mobili, gli ascensori e le rampe per i bagagli; [Em. 134]

viii)  numero di inconvenienti e qualità dell'assistenza fornita alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta nella stazione.

ALLEGATO IV

PROCEDURA PER IL TRATTAMENTO DEI RECLAMI PER GLI ORGANISMI NAZIONALI DI APPLICAZIONE

Nei casi complessi, quali i casi con reclami multipli, più operatori, viaggi transfrontalieri o incidenti sul territorio di uno Stato membro diverso da quello che ha rilasciato la licenza all'impresa, in particolare nei casi in cui non è chiaro quale sia l'organismo nazionale di applicazione competente, o laddove questo possa agevolare o accelerare la risoluzione del reclamo, gli organismi nazionali di applicazione devono collaborare per individuare un organismo "principale" che agisce da interlocutore unico per i passeggeri. Tutti gli organismi nazionali di applicazione coinvolti devono collaborare per agevolare la risoluzione del reclamo (anche condividendo le informazioni, prestando assistenza per la traduzione dei documenti e fornendo informazioni sulle circostanze degli inconvenienti). I passeggeri devono essere informati su quale sia l'organismo che agisce in qualità di organismo "principale". Inoltre, gli organismi nazionali di applicazione garantiscono ad ogni modo e in qualsivoglia circostanza la conformità al regolamento (UE) 2017/2394. [Em. 135]

ALLEGATO V

Tavola di concordanza

Regolamento (CE) n. 1371/2007

Presente regolamento

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 1, lettera a)

Articolo 1, lettera a)

Articolo 1, lettera b)

Articolo 1, lettera b)

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Articolo 1, lettera c)

Articolo 1, lettera c)

Articolo 1, lettera d)

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Articolo 1, lettera e)

Articolo 1, lettera d)

Articolo 1, lettera f)

Articolo 1, lettera e)

Articolo 1, lettera g)

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Articolo 1, lettera h)

Articolo 1, lettera f)

Articolo 1, lettera i)

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2, paragrafo 1

Articolo 2, paragrafo 1

Articolo 2, paragrafo 2

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Articolo 2, paragrafo 3

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Articolo 2, paragrafo 4

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Articolo 2, paragrafo 5

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Articolo 2, paragrafo 6

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Articolo 2, paragrafo 7

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Articolo 2, paragrafo 2

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Articolo 2, paragrafo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3, paragrafo 1

Articolo 3, paragrafo 1

Articolo 3, paragrafi 2 e 3

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Articolo 3, paragrafo 4

Articolo 3, paragrafo 2

Articolo 3, paragrafo 5

Articolo 3, paragrafo 3

Articolo 3, paragrafo 6

Articolo 3, paragrafo 4

Articolo 3, paragrafo 7

Articolo 3, paragrafo 5

Articolo 3, paragrafo 8

Articolo 3, paragrafo 6

Articolo 3, paragrafo 9

Articolo 3, paragrafo 7

Articolo 3, paragrafo 10

Articolo 3, paragrafo 8

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Articolo 3, paragrafo 9

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Articolo 3, paragrafo 10

Articolo 3, paragrafo 11

Articolo 3, paragrafo 11

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Articolo 3, paragrafo 12

Articolo 3, paragrafo 12

Articolo 3, paragrafo 13

Articolo 3, paragrafo 13

Articolo 3, paragrafo 14

Articolo 3, paragrafo 14

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Articolo 3, paragrafo 15

Articolo 3, paragrafo 16

Articolo 3, paragrafo 16

Articolo 3, paragrafo 17

Articolo 3, paragrafo 17

Articolo 3, paragrafo 18

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Articolo 3, paragrafo 19

Articolo 4

Articolo 4

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Articolo 5

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 8

Articolo 9

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Articolo 9, paragrafo 4

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 9, paragrafo 3

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Articolo 10, paragrafi 5 e 6

Articolo 10

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Articolo 11

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 12

Articolo 12, paragrafo 2

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Articolo 13

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 16

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Articolo 16, paragrafi 2 e 3

Articolo 17

Articolo 17

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Articolo 17, paragrafo 8

Articolo 18

Articolo 18

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Articolo 18, paragrafo 6

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Articolo 19

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 21, paragrafo 1

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Articolo 21, paragrafo 2

Articolo 22, paragrafo 2, e articolo 23, paragrafo 2

Articolo 22

Articolo 22

Articolo 22, paragrafo 2

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Articolo 22, paragrafo 4

Articolo 23

Articolo 23

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Articolo 23, paragrafo 4

Articolo 24

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 25, paragrafi 1, 2 e 3

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Articolo 26

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 27

Articolo 28

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Articolo 28, paragrafo 3

Articolo 27, paragrafo 3

Articolo 28, paragrafo 4

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 30

Articolo 31

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Articoli 32 e 33

Articolo 31

Articolo 34

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Articolo 34, paragrafi 1 e 3

Articolo 32

Articolo 35

Articolo 33

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Articolo 34

Articolo 36

Articolo 35

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Articolo 37

Articolo 36

Articolo 38

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Articolo 39

Articolo 37

Articolo 40

Allegato I

Allegato I

Allegato II

Allegato II

Allegato III

Allegato III

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Allegati da IV a V

(1) GU C 197 del 8.6.2018, pag. 66.
(2) GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.
(3)GU C 197 dell'8.6.2018, pag. 66.
(4)Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).
(5)Regolamento (UE) n. 454/2011 della Commissione, del 5 maggio 2011, relativo alle specifiche tecniche di interoperabilità per il sottosistema «applicazioni telematiche per i passeggeri» del sistema ferroviario transeuropeo (GU L 123 del 12.5.2011, pag. 11).
(6) Regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissione, del 18 novembre 2014, relativo alle specifiche tecniche di interoperabilità per l'accessibilità del sistema ferroviario dell'Unione per le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta (GU L 356 del 12.12.2014, pag. 110).
(7)Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
(8)Direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 63).
(9)Regolamento (UE) n. 524/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 1).
(10) Regolamento (UE) 2017/2394 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori e che abroga il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 345 del 27.12.2017, pag. 1).
(11)Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
(12)GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
(13) Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(14)Direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (GU L 343 del 14.12.2012, pag. 32).
(15)Direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 90/314/CEE del Consiglio (GU L 326 dell'11.12.2015, pag. 1).
(16)Direttiva XXX sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (Atto europeo per l'accessibilità) (GU L X del X.X.XXXX, pag. X).
(17) Regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 1191/69 e (CEE) n. 1107/70 (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 1).
(18) Regolamento delegato (UE) 2017/1926 della Commissione, del 31 maggio 2017, che integra la direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la fornitura di servizi di informazione di viaggio multimodale a livello UE (GU L 272 del 21.10.2017, pag. 1).


Inquinanti organici persistenti ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 15 novembre 2018, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti (rifusione) (COM(2018)0144 – C8-0124/2018 – 2018/0070(COD))(1)
P8_TA(2018)0463A8-0336/2018

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Nell’attuazione a livello unionale delle disposizioni della convenzione occorre garantire coordinamento e coerenza con le disposizioni della convenzione di Rotterdam sulla procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale, approvata dall’Unione il 19 dicembre 20024 e della convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, approvata dall’Unione il 1° febbraio 19935. Il coordinamento e la coerenza vanno mantenuti anche nella partecipazione all’attuazione e all’ulteriore sviluppo dell’approccio strategico nei confronti della gestione internazionale delle sostanze chimiche (SAICM) adottato, nel contesto delle Nazioni Unite, il 6 febbraio 2006 alla prima conferenza internazionale sulla gestione delle sostanze chimiche.
(5)  Nell’attuazione a livello unionale delle disposizioni della convenzione occorre garantire coordinamento e coerenza con le disposizioni della convenzione di Rotterdam sulla procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale, approvata dall’Unione il 19 dicembre 20024, della convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, approvata dall’Unione il 1° febbraio 19935 e della convenzione di Minamata sul mercurio, approvata dall'Unione l'11 maggio 201718 bis. Il coordinamento e la coerenza vanno mantenuti anche nella partecipazione all’attuazione e all’ulteriore sviluppo dell’approccio strategico nei confronti della gestione internazionale delle sostanze chimiche (SAICM) adottato, nel contesto delle Nazioni Unite, il 6 febbraio 2006 alla prima conferenza internazionale sulla gestione delle sostanze chimiche.
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4 GU L 63 del 6.3.2003, pag. 29.
4 GU L 63 del 6.3.2003, pag. 29.
5 GU L 39 del 16.2.1993, pag. 3.
5 GU L 39 del 16.2.1993, pag. 3.
18 bis GU L 142 del 2.6.2017, pag. 4.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Le scorte di POP, se obsolete e gestite incautamente, possono comportare gravi rischi per l’ambiente e per la salute umana, ad esempio attraverso la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. È pertanto opportuno definire norme riguardo alla gestione di queste scorte che siano più stringenti rispetto a quelle previste dalla convenzione. Le scorte di sostanze vietate dovrebbero essere trattate alla stregua di rifiuti, mentre le scorte di sostanze di cui sono ancora consentiti la fabbricazione e l’uso dovrebbero essere notificate alle autorità competenti ed essere soggette ad un’adeguata sorveglianza. In particolare, le scorte esistenti di POP, o di sostanze che li contengano, dovrebbero essere gestite come rifiuti quanto prima.
(10)  Le scorte di POP, se obsolete e gestite incautamente, possono comportare gravi rischi per l’ambiente e per la salute umana, ad esempio attraverso la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. È pertanto opportuno definire norme riguardo alla gestione di queste scorte che siano più stringenti rispetto a quelle previste dalla convenzione. Le scorte di sostanze vietate dovrebbero essere trattate alla stregua di rifiuti, mentre le scorte di sostanze di cui sono ancora consentiti la fabbricazione e l’uso dovrebbero essere notificate alle autorità competenti ed essere soggette ad un’adeguata sorveglianza. In particolare, le scorte esistenti di POP, o di sostanze che li contengano, dovrebbero essere gestite come rifiuti quanto prima. Qualora altre sostanze vengano vietate in futuro, le loro scorte dovrebbero essere anch'esse distrutte senza indugio, e non dovrebbe esserne permessa la ricostituzione. Alla luce dei problemi specifici di taluni Stati membri, è opportuno fornire assistenza finanziaria e tecnica adeguata attraverso gli strumenti finanziari dell'Unione esistenti.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  In linea con il protocollo e con la convenzione, le emissioni di POP che sono sottoprodotti non intenzionali di processi industriali dovrebbero essere individuate e limitate quanto prima con l’obiettivo finale di eliminarle, ogni qualvolta sia possibile. Occorre applicare e sviluppare adeguati piani d’azione nazionali, che riguardino tutte le fonti e tutte le misure interessate, comprese quelle già previste dalla normativa unionale in vigore, al fine di ridurre costantemente le emissioni nell'ottica dell'efficacia dei costi. A tal fine, dovrebbero essere sviluppati strumenti adeguati nell’ambito della convenzione.
(11)  In linea con il protocollo e con la convenzione, le emissioni di POP che sono sottoprodotti non intenzionali di processi industriali dovrebbero essere individuate e limitate quanto prima con l’obiettivo finale di eliminarle, ogni qualvolta sia possibile. Occorre applicare e sviluppare adeguati piani d’azione nazionali, che riguardino tutte le fonti e tutte le misure interessate, comprese quelle già previste dalla normativa unionale in vigore, al fine di ridurre costantemente le emissioni nell'ottica dell'efficacia dei costi il prima possibile. A tal fine, dovrebbero essere sviluppati strumenti adeguati nell’ambito della convenzione.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  È necessario garantire un coordinamento e una gestione efficaci degli aspetti tecnici e amministrativi del presente regolamento a livello di Unione. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia»), istituita dal regolamento (CE) n. 1907/2006, dispone di competenza ed esperienza nell’attuazione della legislazione dell’Unione sulle sostanze chimiche e degli accordi internazionali in tale settore. Occorre pertanto che gli Stati membri e l’Agenzia svolgano i compiti inerenti agli aspetti amministrativi, tecnici e scientifici dell’attuazione del presente regolamento, nonché allo scambio di informazioni. Il ruolo dell'Agenzia comprende la preparazione e l'esame dei fascicoli tecnici, anche attraverso la consultazione dei portatori di interessi, e l'elaborazione di pareri ai quali la Commissione può ricorrere per decidere se presentare una proposta per l'inserimento di una sostanza classificata come POP nell'elenco della convenzione o del protocollo. È inoltre opportuno che la Commissione, gli Stati membri e l’Agenzia collaborino ai fini di un adempimento efficace degli obblighi internazionali che incombono all’Unione in base alla convenzione.
(15)  È necessario garantire un coordinamento e una gestione efficaci degli aspetti tecnici e amministrativi del presente regolamento a livello di Unione. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia»), istituita dal regolamento (CE) n. 1907/2006, dispone di competenza ed esperienza nell’attuazione della legislazione dell’Unione sulle sostanze chimiche e degli accordi internazionali in tale settore. Occorre pertanto che gli Stati membri e l’Agenzia svolgano i compiti inerenti agli aspetti amministrativi, tecnici e scientifici dell’attuazione del presente regolamento, nonché allo scambio di informazioni. È necessario che il ruolo dell'Agenzia comprenda la preparazione e l'esame dei fascicoli tecnici, anche attraverso la consultazione dei portatori di interessi, e l'elaborazione di pareri ai quali la Commissione deve ricorrere per decidere se presentare una proposta per l'inserimento di una sostanza classificata come POP nell'elenco della convenzione o del protocollo. È inoltre opportuno che la Commissione, gli Stati membri e l’Agenzia collaborino ai fini di un adempimento efficace degli obblighi internazionali che incombono all’Unione in base alla convenzione.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Secondo la convenzione, ciascuna parte deve elaborare e impegnarsi ad attivare, come del caso, un piano di attuazione degli obblighi previsti dalla convenzione. Gli Stati membri dovrebbero offrire al pubblico l’opportunità di partecipare all’elaborazione, attuazione e aggiornamento dei loro piani di attuazione. Poiché l'Unione e gli Stati membri hanno in materia competenze concorrenti, i piani di attuazione dovrebbero essere predisposti sia a livello nazionale sia a livello unionale. Occorre pertanto promuovere la cooperazione e uno scambio di informazioni tra la Commissione , l'Agenzia e le autorità degli Stati membri.
(16)  Secondo la convenzione, ciascuna parte deve elaborare e impegnarsi ad attivare, come del caso, un piano di attuazione degli obblighi previsti dalla convenzione e trasmetterlo alla Conferenza delle parti il prima possibile, al più tardi entro il ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento]. Gli Stati membri dovrebbero offrire al pubblico l’opportunità di partecipare all’elaborazione, attuazione e aggiornamento dei loro piani di attuazione. Poiché l'Unione e gli Stati membri hanno in materia competenze concorrenti, i piani di attuazione dovrebbero essere predisposti sia a livello nazionale sia a livello unionale. Occorre pertanto promuovere la cooperazione e uno scambio di informazioni tra la Commissione , l'Agenzia e le autorità degli Stati membri.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  Le sostanze elencate nella parte A dell'allegato I o nella parte A dell'allegato II del presente regolamento possono essere fabbricate e usate in quanto prodotto intermedio all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso solo se nell'allegato pertinente è stata espressamente inserita un'annotazione a tal fine e se il fabbricante conferma allo Stato membro interessato che la sostanza è fabbricata e usata esclusivamente in condizioni rigorosamente controllate.
(17)  Le sostanze elencate nella parte A dell'allegato I o nella parte A dell'allegato II del presente regolamento possono essere fabbricate e usate in quanto prodotto intermedio all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso solo se nell'allegato pertinente è stata espressamente inserita un'annotazione a tal fine e se il fabbricante conferma allo Stato membro interessato che la sostanza è fabbricata e usata esclusivamente in condizioni rigorosamente controllate, ovvero senza porre rischi significativi per l'ambiente o la salute umana e in assenza di alternative tecnicamente praticabili.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  Conformemente alla convenzione e al protocollo, le altre parti di tali accordi dovrebbero essere informate in merito ai POP. Occorre inoltre incentivare lo scambio di informazioni con i paesi terzi che non sono parti di tali accordi.
(18)  Conformemente alla convenzione e al protocollo, le altre parti di tali accordi dovrebbero essere informate in merito ai POP. Occorre inoltre incentivare lo scambio di informazioni con i paesi terzi che non sono parti di tali accordi. Allo stesso modo, la convenzione prescrive che ciascuna parte si impegni a elaborare opportune strategie per identificare i siti contaminati da POP e il Settimo programma d'azione per l'ambiente dell'Unione fino al 2020 impegna l’Unione e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per bonificare i siti contaminati.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  Dato che i cittadini sono spesso poco consapevoli dei rischi a cui la salute delle presenti e future generazioni e l'ambiente vengono esposti a causa dei POP, è necessaria una campagna d'informazione su larga scala per incrementare sia il livello di cautela sia la comprensione da parte del pubblico delle ragioni alla base delle restrizioni e dei divieti. Conformemente a quanto stabilito dalla convenzione, vanno promossi e agevolati, per quanto opportuno, programmi di informazione su queste sostanze in favore dei cittadini, specialmente dei gruppi più vulnerabili, e programmi di formazione per lavoratori, scienziati, insegnanti e personale tecnico e dirigente.
(19)  Dato che i cittadini sono spesso poco consapevoli dei rischi a cui la salute delle presenti e future generazioni e l'ambiente vengono esposti a causa dei POP, è necessaria una campagna d'informazione su larga scala per incrementare sia il livello di cautela sia la comprensione da parte del pubblico delle ragioni alla base delle restrizioni e dei divieti. Conformemente a quanto stabilito dalla convenzione, vanno promossi e agevolati, per quanto opportuno, programmi di informazione su queste sostanze, sui loro effetti sulla salute e sull'ambiente, in favore dei cittadini, specialmente dei gruppi più vulnerabili, e programmi di formazione per lavoratori, scienziati, insegnanti e personale tecnico e dirigente. L'Unione dovrebbe assicurare l'accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico, attuando la convenzione UN/ECE sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus) che è stata approvata dall'Unione il 17 febbraio 20051 bis.
_________________
1 bis GU L 124 del 17.5.2005, pag. 1.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – lettera j
(j)  "prodotto intermedio all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso", una sostanza fabbricata, consumata o utilizzata per essere trasformata, mediante un processo chimico, in una o più sostanze diverse, e quando la fabbricazione del prodotto intermedio e la sua trasformazione in una o più sostanze avvengono all'interno dello stesso sito in condizioni rigorosamente controllate, in quanto rigorosamente confinata mediante dispositivi tecnici durante tutto il suo ciclo di vita.
(j)  "prodotto intermedio all'interno del sito produttivo e in un sistema chiuso", una sostanza fabbricata, consumata o utilizzata per essere trasformata, mediante un processo chimico, in un'altra sostanza (in seguito denominata "sintesi"), e quando la fabbricazione del prodotto intermedio e la sua trasformazione in una o più sostanze avviene mediante una sintesi all'interno dello stesso sito, anche gestito da una o più persone giuridiche, in condizioni rigorosamente controllate, in quanto rigorosamente confinata mediante dispositivi tecnici durante tutto il suo ciclo di vita.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 3 – comma 2 – lettera b
(b)  il fabbricante dimostra che il processo produttivo trasformerà la sostanza in una o più sostanze diverse che non presentano le caratteristiche di un POP.
(b)  il fabbricante dimostra che il processo produttivo trasformerà la sostanza in una o più sostanze diverse che non presentano le caratteristiche di un POP, non si prevede che l'uomo o l'ambiente siano esposti ad alcuna quantità significativa della sostanza durante la sua produzione e il suo impiego, come dimostrato da una valutazione del sistema chiuso a norma del regolamento (CE) n. 1272/20081 bis del Parlamento europeo e del Consiglio, e non ci sono alternative tecnicamente praticabili all’utilizzo di una sostanza figurante nella parte A dell’allegato I o nella parte A dell’allegato II del presente regolamento;
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1 bis Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1).
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 2
Chi detiene le scorte deve gestirle in maniera sicura, efficace e senza rischi per l'ambiente.
Chi detiene le scorte deve gestirle in maniera sicura, efficace e senza rischi per l'ambiente, conformemente alle soglie e ai requisiti di cui alla direttiva 2012/18/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis e alla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 ter, laddove applicabili.
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1 bis Direttiva 2012/18/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, recante modifica e successiva abrogazione della direttiva 96/82/CE del Consiglio (GU L 197 del 24.7.2012, pag. 1).
1 ter Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Le informazioni di cui al presente articolo sono espresse con i codici stabiliti dal regolamento (CE) n. 2150/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.
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1 bis Regolamento (CE) n. 2150/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2002, relativo alle statistiche sui rifiuti (GU L 332 del 9.12.2002, pag. 1).
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 3
3.  Nell’esaminare proposte di costruzione di nuovi impianti o modifiche significative ad impianti esistenti che utilizzano processi che rilasciano sostanze chimiche elencate nell’allegato III, gli Stati membri considerano in via prioritaria i processi, le tecniche o le pratiche alternative che hanno vantaggi analoghi, ma evitano la formazione e il rilascio di sostanze chimiche elencate nell’allegato III , fatta salva la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio27.
3.  Nell’esaminare proposte di costruzione di nuovi impianti o modifiche significative ad impianti esistenti che utilizzano processi che rilasciano sostanze chimiche elencate nell’allegato III, gli Stati membri considerano in via prioritaria i processi, le tecniche o le pratiche alternative26 bis che hanno vantaggi analoghi, ma evitano la formazione e il rilascio di sostanze chimiche elencate nell’allegato III , fatta salva la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio27.
_________________
_________________
26 bis Convenzione di Stoccolma sui POP (2008). Orientamenti sulle migliori tecniche disponibili e orientamenti provvisori sulle migliori pratiche ambientali, in relazione all’articolo 5 e all’allegato C della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti. Ginevra, Segretariato della convenzione di Stoccolma sui POP. http://www.pops.int/Implementation/BATandBEP/BATBEPGuidelinesArticle5/tabid/187/Default.aspx
27 Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
27 Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 6
6.  La Commissione può, se del caso, e tenendo conto degli sviluppi tecnici e dei pertinenti orientamenti e decisioni internazionali e di eventuali autorizzazioni concesse da uno Stato membro o dalla autorità competente designata dallo Stato membro in conformità del paragrafo 4 e dell'allegato V, adottare, mediante atti di esecuzione, misure supplementari in connessione con l’attuazione del presente articolo. In particolare, la Commissione potrebbe definire le informazioni da presentare da parte gli Stati membri in conformità del paragrafo 4, lettera b), punto iii). Tali misure sono decise secondo la procedura consultiva di cui all’articolo 20, paragrafo 2.
6.  La Commissione può, se del caso, e tenendo conto degli sviluppi tecnici e dei pertinenti orientamenti e decisioni internazionali e di eventuali autorizzazioni concesse da uno Stato membro o dalla autorità competente designata dallo Stato membro in conformità del paragrafo 4 e dell'allegato V, adottare atti di esecuzione che stabiliscono il formato delle informazioni da presentare da parte degli Stati membri in conformità del paragrafo 4, lettera b), punto iii). Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura consultiva di cui all’articolo 20, paragrafo 2.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera c
(c)  su richiesta, fornire un sostegno e un contributo dal punto di vista tecnico e scientifico alla Commissione per sostanze che possono soddisfare i criteri per l'inclusione nell'elenco della convenzione o del protocollo;
(c)  su richiesta, fornire un sostegno solido e un contributo dal punto di vista tecnico e scientifico alla Commissione per sostanze che possono soddisfare i criteri per l'inclusione nell'elenco della convenzione o del protocollo, anche sulla prevenzione della produzione e dell'uso di nuovi POP e sulla valutazione dei pesticidi o delle sostanze chimiche attualmente in uso;
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera f
(f)  compilare, registrare, elaborare e mettere a disposizione della Commissione e delle autorità competenti degli Stati membri tutte le informazioni ricevute o disponibili ai sensi dell'articolo 4, paragrafi 2 e 3, dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b), punto iii), dell'articolo 9, paragrafo 2, e dell'articolo 13, paragrafo 1. L’Agenzia mette a disposizione sul suo sito web le informazioni di natura non riservata e facilita lo scambio delle informazioni con piattaforme pertinenti, ad esempio quelle di cui all’articolo 13, paragrafo 2;
(f)  compilare, registrare, elaborare e mettere a disposizione della Commissione e delle autorità competenti degli Stati membri tutte le informazioni ricevute o disponibili ai sensi dell'articolo 4, paragrafi 2 e 3, dell'articolo 5, dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b), punto iii), dell'articolo 9, paragrafo 2, e dell'articolo 13, paragrafo 1. L’Agenzia mette a disposizione sul suo sito web le informazioni di natura non riservata e facilita lo scambio delle informazioni con piattaforme pertinenti, ad esempio quelle di cui all’articolo 13, paragrafo 2;
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  L'Agenzia inizia a fornire l'assistenza e l'orientamento tecnico e scientifico di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera a), entro il ... [un anno dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento].
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   La Commissione organizza uno scambio di informazioni con gli Stati membri in merito alle misure adottate a livello nazionale per individuare e valutare i siti contaminati da POP e per far fronte ai possibili rischi significativi di tale contaminazione per la salute umana e l'ambiente.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 3
3.  Salvo il disposto della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale29, le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 non sono considerate riservate. La Commissione , l’Agenzia e gli Stati membri che scambiano informazioni con un paese terzo tutelano tutte le informazioni riservate, conformemente al diritto dell’Unione .
3.  Salvo il disposto della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale29, le informazioni sulla salute e la sicurezza delle persone e dell'ambiente non sono considerate riservate. La Commissione , l’Agenzia e gli Stati membri che scambiano altre informazioni con un paese terzo tutelano tutte le informazioni riservate, conformemente al diritto dell’Unione.
_________________
_________________
29 Direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio (GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26).
29 Direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio (GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26).
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)
L'Unione assicura l'accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico nell'intera procedura di monitoraggio e attuazione.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 5
5.  La Commissione può adottare atti di esecuzione per precisare le informazioni minime da fornire a sensi del paragrafo 1, che comprendono la definizione di indicatori, mappe e carte d'insieme degli Stati membri di cui al paragrafo 1, lettera f). Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di consultazione di cui all’articolo 20, paragrafo 2.
5.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono il formato delle informazioni minime da fornire a sensi del paragrafo 1, che comprendono la definizione di indicatori, mappe e carte d'insieme degli Stati membri di cui al paragrafo 1, lettera f). Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di consultazione di cui all’articolo 20, paragrafo 2.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 7, paragrafo 5, e all'articolo 15 è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal [...].
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 7, paragrafo 5, e all'articolo 15 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Articolo 20 – paragrafo 1
1.  La Commissione è assistita dal comitato istituito dall’articolo 133 del regolamento (CE) n. 1907/2006 per tutte le questioni ai sensi del presente regolamento.
1.   La Commissione è assistita:
a)  dal comitato istituito dall'articolo 133 del regolamento (CE) n. 1907/2006 per l'esecuzione delle questioni di cui all'articolo 13, paragrafo 5, eccetto quando si riferisce agli atti di esecuzione che stabiliscono il formato delle informazioni di cui all'articolo 13, paragrafo 1, lettera a), per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo 7, e all'articolo 13, paragrafo 1, lettera b), quando si riferisce alle informazioni ricevute a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, e dell'articolo7, paragrafo 4, lettera b), punto iii); e
b)  dal comitato istituito dall'articolo 39 della direttiva 2008/98/CE1 bis del Parlamento europeo e del Consiglio per l'esecuzione delle questioni di cui all'articolo 7, paragrafo 6, e all'articolo 13, paragrafo 5, quando si riferisce agli atti di esecuzione che stabiliscono il formato delle informazioni di cui all'articolo 13, paragrafo 1, lettera a), per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo 7, e all'articolo 13, paragrafo 1, lettera b), quando si riferisce alle informazioni ricevute a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, e dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b), punto iii);
_________________
1 bis Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Allegato I – parte A – tabella – riga 17

Testo della Commissione

Bifenili policlorurati (PCB)

1336-36-3 e altri

215-648-1 e altri

Fatta salva la direttiva 96/59/CE, gli articoli già in uso alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono essere utilizzati.

 

 

 

Gli Stati membri individuano e rimuovono dalla circolazione apparecchiature (ad esempio trasformatori, condensatori o altri recipienti contenenti liquidi) contenenti più dello 0,005% di PCB e volumi superiori a 0,05 dm3, nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 dicembre 2025.

Emendamento

Bifenili policlorurati (PCB)

1336-36-3 e altri

215-648-1 e altri

Fatta salva la direttiva 96/59/CE, gli articoli già in uso alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono essere utilizzati.

 

 

 

Gli Stati membri si sforzano di individuare e rimuovere dalla circolazione apparecchiature (ad esempio trasformatori, condensatori o altri recipienti contenenti liquidi) contenenti più dello 0,005% di PCB e volumi superiori a 0,05 dm3, nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 dicembre 2025.

Emendamento 25
Proposta di regolamento
Allegato I – parte A – riga 24 bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

Sostanza

N. CAS

N. CE

Deroga specifica per uso come intermedio o altre osservazioni

Ossido di bis(pentabromofenile) (decabromodifeniletere; decaBDE)

1163-19-5

214-604-9

1.  Ai fini della presente voce, l'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), si applica al decaBDE presente in sostanze, miscele, articoli o come componente di parti di articoli nelle quali è utilizzato come ritardante di fiamma, in concentrazioni pari o inferiori a 10 mg/kg (0,001 % in peso).

 

 

 

2.  In deroga a quanto sopra, sono autorizzate la produzione, l'immissione sul mercato e l'utilizzazione di decaBDE:

 

 

 

a)  per la produzione di aeromobili, la cui omologazione è stata richiesta prima dell'entrata in vigore ed è stata ricevuta prima del dicembre 2022, anteriormente al 2 marzo 2027;

 

 

 

b)  per la produzione di ricambi per:

 

 

 

i)  aeromobili, la cui omologazione è stata richiesta prima dell'entrata in vigore ed è stata ricevuta prima del dicembre 2022, prodotti anteriormente al 2 marzo 2027 fino al termine del ciclo di vita di tali aeromobili;

 

 

 

ii)  veicoli a motore che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, prodotti prima del ... [data di entrata in vigore del presente regolamento], fino al 2036 o fino al termine del ciclo di vita di tali veicoli a motore, se precedente.

 

 

 

3.  Le deroghe specifiche riguardanti i ricambi per i veicoli a motore di cui al paragrafo 2, lettera b), punto ii), si applicano alla produzione e all'uso di decaBDE commerciale che rientrano in una o più delle seguenti categorie:

 

 

 

i)  applicazioni dell'apparato propulsore e applicazioni sotto il cofano, quali i cavi di massa e i cavi di interconnessione della batteria, i tubi dell'impianto mobile di condizionamento dell'aria (MAC), i gruppi propulsori, le boccole del collettore di scappamento, l'isolamento sotto il cofano, i fasci di cablaggio sotto il cofano (cablaggio del motore, etc.), i sensori di velocità, i tubi, i moduli di ventilazione e i sensori di detonazione;

 

 

 

ii)  applicazioni relative al sistema di alimentazione del carburante, quali i tubi per carburante, i serbatoi e i serbatoi sotto scocca;

 

 

 

iii)  i dispositivi pirotecnici e le applicazioni da questi interessate, quali i cavi di azionamento dell'air-bag, i tessuti e i rivestimenti dei sedili (solo se pertinenti per l'air-bag) e gli air-bag (frontali e laterali);

 

 

 

iv)  sospensioni e applicazioni interne, quali le finiture, il materiale acustico e le cinture di sicurezza;

 

 

 

v)  plastiche rinforzate (pannelli di strumenti e finiture interne);

 

 

 

vi)  sotto il cofano o la plancia, quali morsettiera/scatola dei fusibili, cavi ad alto amperaggio e rivestimento cavi (cavi delle candele);

 

 

 

vii)  apparecchiature elettriche ed elettroniche (scatola e supporto della batteria, connettori elettrici di controllo del motore, componenti di dischi radio, sistemi di navigazione satellitare, sistemi di posizionamento globale e sistemi informatici);

 

 

 

viii)  tessuti, ad esempio copri bagagliaio, imbottiture, rivestimenti interni, sedili di automobili, poggiatesta, parasole, pannelli interni e tappetini.

 

 

 

3.  Sono autorizzate la produzione di decaBDE e il suo utilizzo nella produzione e nell'immissione sul mercato dei seguenti articoli:

 

 

 

a)  articoli immessi sul mercato prima del ... [data di entrata in vigore del presente regolamento];

 

 

 

b)  aeromobili prodotti in conformità del punto 2, lettera a);

 

 

 

c)  pezzi di ricambio di aeromobili prodotti in conformità del punto 2, lettera b);

 

 

 

d)  apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2011/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.

 

 

 

4.  Ai fini della presente voce, per "aeromobile" si intende una delle seguenti definizioni:

 

 

 

a)  un aeromobile civile prodotto conformemente ad un certificato di omologazione rilasciato ai sensi del regolamento (UE) n. 2018/11391 quater del Parlamento europeo e del Consiglio o con un'approvazione di progetto rilasciata in conformità alla normativa nazionale di uno Stato contraente dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO) o per cui è stato rilasciato un certificato di aeronavigabilità da uno Stato contraente dell'ICAO in conformità all'allegato 8 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale;

 

 

 

b)  un aeromobile militare.

 

 

 

___________

 

 

 

1 bisDirettiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (direttiva quadro) (GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1).

 

 

 

1 terDirettiva 2011/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 88).

 

 

 

1 quaterRegolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio (GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1).

Emendamento 26
Proposta di regolamento
Allegato I – parte A – riga 24 ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

Sostanza

N. CAS

N. CE

Deroga specifica per uso come intermedio o altre osservazioni

Alcani, C10-C13, cloro (paraffine clorurate a catena corta) (SCCP)

85535-84-8

287-476-5

1.  In deroga si consente la produzione, la commercializzazione e l'uso di sostanze o preparati contenenti SCCP in concentrazioni inferiori all'1% in peso o articoli contenenti SCCP in concentrazioni inferiori allo 0,15% in peso.

 

 

 

2.  L'uso è consentito per quanto concerne:

 

 

 

a)  i nastri trasportatori per il settore minerario e i sigillanti per dighe contenenti SCCP già in uso al 4 dicembre 2015 o prima; e

 

 

 

b)  gli articoli contenenti SCCP diversi da quelli di cui alla lettera a) già in uso al 10 luglio 2012 o anteriormente.

 

 

 

3.  Agli articoli di cui al paragrafo 2 si applica l'articolo 4, paragrafo 2, terzo e quarto comma.

Emendamento 27
Proposta di regolamento
Allegato I – parte B

Testo della Commissione

Sostanza

CAS

N. CE

Deroga specifica per uso come intermedio o altre osservazioni

4

4

4

4

4

 

 

4

5 Alcani, C10-C13, cloro (paraffine clorurate a catena corta) (SCCP)

5 85535-84-8

5 287-476-5

5 1.  In deroga si consente la produzione, la commercializzazione e l'uso di sostanze o miscele contenenti SCCP in concentrazioni inferiori all'1% in peso o articoli contenenti SCCP in concentrazioni inferiori allo 0,15% in peso.

 

 

 

2.  L'uso è consentito per quanto concerne:

 

 

 

a)  i nastri trasportatori per il settore minerario e i sigillanti per dighe contenenti SCCP già in uso al 4 dicembre 2015 o prima; e

 

 

 

b)  gli articoli contenenti SCCP diversi da quelli di cui alla lettera a) già in uso al 10 luglio 2012 o anteriormente.

 

 

 

3.  Agli articoli di cui al paragrafo 2 si applica l'articolo 4, paragrafo 2, terzo e quarto comma.

Emendamento

Soppresso

Emendamento 28
Proposta di regolamento
Allegato III
ELENCO DELLE SOSTANZE SOGGETTE A DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE DEI RILASCI
ELENCO DELLE SOSTANZE SOGGETTE A DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE DEI RILASCI
Sostanza (N. CAS)
Sostanza (N. CAS)
Dibenzo-p-diossine e dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF)
Dibenzo-p-diossine e dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF)
Esaclorobenzene (HCB) (N. CAS: 118-74-1)
Esaclorobenzene (HCB) (N. CAS: 118-74-1)
Bifenili policlorurati (PCB)
Bifenili policlorurati (PCB)
Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)37
Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)37
37.  Ai fini degli inventari di emissione, sono utilizzati i seguenti quattro indicatori: benzo(a)pirene, benzo(b) fluorantene, benzo(k)fluorantene e indeno(1,2,3-cd)pirene.
37.  Ai fini degli inventari di emissione, sono utilizzati i seguenti quattro indicatori: benzo(a)pirene, benzo(b) fluorantene, benzo(k)fluorantene e indeno(1,2,3-cd)pirene.
Pentaclorobenzene (N. CAS 608-93-5)
Pentaclorobenzene (N. CAS 608-93-5)
Naftaleni policlorurati 37 bis
37 bis   "Naftaleni policlorurati": composti chimici basati sul sistema ciclico del naftalene, in cui uno o più atomi di idrogeno sono sostituiti da atomi di cloro.
Esaclorobutadiene (N. CAS 87-68-3)
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Allegato IV – righe da 5 a 8

 

Testo della Commissione

Sostanza

N. CAS

N. CE

Valore limite di concentrazione di cui all'articolo 7, paragrafo 4, lettera a)

 

 

 

Tetrabromodifeniletere

C12H6Br4O

40088-47-9 e altri

254-787-2 e altri

Somma delle concentrazioni di tetrabromodifeniletere, pentabromodifeniletere, esabromodifeniletere e eptabromodifeniletere: 1000 mg/kg

Pentabromodifeniletere

C12H5Br5O

32534-81-9 e altri

251-084-2 e altri

Esabromodifeniletere

C12H4Br6O

36483-60-0 e altri

253-058-6 e altri

Eptabromodifeniletere

C12H3Br7O

68928-80-3 e altri

273-031-2 e altri

Emendamento

Sostanza

N. CAS

N.CE

Valore limite di concentrazione di cui all'articolo 7, paragrafo 4, lettera a)

 

 

 

Tetrabromodifeniletere

C12H6Br4O

40088-47-9 e altri

254-787-2 e altri

Somma delle concentrazioni di tetrabromodifeniletere, pentabromodifeniletere, esabromodifeniletere, eptabromodifeniletere e decabromodifeniletere: 500 mg/kg

Pentabromodifeniletere

C12H5Br5O

32534-81-9 e altri

251-084-2 e altri

Esabromodifeniletere

C12H4Br6O

36483-60-0 e altri

253-058-6 e altri

Eptabromodifeniletere

C12H3Br7O

68928-80-3 e altri

273-031-2 e altri

Decabromodifeniletere

C12Br10O

1163-19-5 e altri

214-604-9 e altri

 

Emendamento 29
Proposta di regolamento
Allegato IV – tabella 1 – colonna "Valore limite di concentrazione di cui all’articolo 7, paragrafo 4, lettera a)" – nota 7

Testo della Commissione

7.  Il valore limite è calcolato come PCDD e PCDF in base ai fattori di tossicità equivalente secondo i fattori di equivalenza tossica (TEF) indicati di seguito:

PCDD

TCDD

PCDF

TCDD

PCDD

TCDD

2,3,7,8-TeCDD

1

1,2,3,7,8-PeCDD

1

1,2,3,4,7,8-HxCDD

0,1

1,2,3,6,7,8-HxCDD

0,1

1,2,3,7,8,9-HxCDD

0,1

1,2,3,4,6,7,8-HpCDD

0,01

OCDD

0,0003

2,3,7,8-TeCDF

0,1

1,2,3,7,8-PeCDF

0,03

2,3,4,7,8-PeCDF

0,3

1,2,3,4,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,6,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,7,8,9-HxCDF

0,1

2,3,4,6,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,4,6,7,8-HpCDF

0,01

1,2,3,4,7,8,9-HpCDF

0,01

OCDF

0,0003

Emendamento

7.  Il valore limite è calcolato come PCDD e PCDF in base ai fattori di tossicità equivalente secondo i fattori di equivalenza tossica (TEF) indicati di seguito:

 

PCDD

TEF

 

2,3,7,8-TeCDD

1

 

1,2,3,7,8-PeCDD

1

 

1,2,3,4,7,8-HxCDD

0,1

 

1,2,3,6,7,8-HxCDD

0,1

 

1,2,3,7,8,9-HxCDD

0,1

 

1,2,3,4,6,7,8-HpCDD

0,01

 

OCDD

0,0003

 

PCDF

TEF

 

2,3,7,8-TeCDF

0,1

 

1,2,3,7,8-PeCDF

0,03

 

2,3,4,7,8-PeCDF

0,3

 

1,2,3,4,7,8-HxCDF

0,1

 

PCDD

TEF

 

1,2,3,6,7,8-HxCDF

0,1

 

1,2,3,7,8,9-HxCDF

0,1

 

2,3,4,6,7,8-HxCDF

0,1

 

1,2,3,4,6,7,8-HpCDF

0,01

 

1,2,3,4,7,8,9-HpCDF

0,01

 

OCDF

0,0003

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0336/2018).


Servizi di assistenza nell'UE per una migliore parità di genere
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Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2018 sui servizi di assistenza nell'UE per una migliore parità di genere (2018/2077(INI))
P8_TA(2018)0464A8-0352/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 aprile 2017, dal titolo "Un'iniziativa per sostenere l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare di genitori e prestatori di assistenza che lavorano" (COM(2017)0252),

–  vista la proposta della Commissione di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 aprile 2017, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio (COM(2017)0253),

–  vista la direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego(1),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1, 3, 5, 27, 31, 32, 33 e 47,

–  vista la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ratificata dall'Unione europea e da tutti i suoi Stati membri,

–  visto l'obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) n. 5: raggiungere la parità di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze, in particolare il traguardo 5.4 di tali obiettivi: riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all'interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali,

–  vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite del 10 maggio 2018 dal titolo "Progress towards the Sustainable Development Goals" (Il progresso verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 2017 sul tema "Migliorare il sostegno e l'assistenza di prossimità per una vita indipendente",

–  viste le conclusioni del Consiglio sull'educazione e la cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori(2),

–  viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo tenutosi a Barcellona il 15 e 16 marzo 2002,

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 novembre 2017 dal titolo "Piano d'azione dell'UE per il 2017-2019 – Affrontare il problema del divario retributivo di genere" (COM(2017)0678),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 3 dicembre 2015, dal titolo "Strategic engagement for gender equality 2016-2019" (Impegno strategico per la parità di genere 2016-2019) e in particolare il capitolo 3.1 sull'aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la pari indipendenza economica di donne e uomini (SWD(2015)0278),

–  vista la relazione della Commissione, dell'8 maggio 2018, sullo sviluppo dei servizi di assistenza alla prima infanzia al fine di incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, di promuovere l'equilibrio tra vita professionale e vita familiare per i genitori che lavorano e di favorire una crescita sostenibile e inclusiva in Europa (gli "obiettivi di Barcellona") (COM(2018)0273),

–  vista la comunicazione della Commissione del 29 maggio 2013 sugli obiettivi di Barcellona: "Lo sviluppo dei servizi di cura della prima infanzia in Europa per una crescita sostenibile e inclusiva" (COM(2013)0322),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 17 febbraio 2011, dal titolo "Educazione e cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori" (COM(2011)0066),

–  vista la tabella di marcia della Commissione relativa alla qualità nell'educazione e nella cura della prima infanzia (Ares(2018)1505951),

–  vista la raccomandazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale"(3),

–  viste le comunicazioni della Commissione del 3 marzo 2010, dal titolo "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020), del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020" (COM(2013)0083), e del 26 aprile 2017 dal titolo "Istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali" (COM(2017)0250),

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 giugno 2014 relativa a un quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020 (COM(2014)0332),

–  vista la sua risoluzione del 3 ottobre 2017 sull'emancipazione economica delle donne nel settore pubblico e privato nell'UE(4),

–  vista la sua risoluzione del 14 giugno 2017 sulla necessità di una strategia dell'Unione europea per eliminare e prevenire il divario tra le pensioni degli uomini e delle donne(5),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sulla creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale(6),

–  vista la sua risoluzione del 26 maggio 2016 sulla povertà: una prospettiva di genere(7),

–  vista la sua risoluzione del 28 aprile 2016 sulle collaboratrici domestiche e le prestatrici di assistenza nell'UE(8),

–  vista la sua risoluzione dell'8 marzo 2016 sull'integrazione della dimensione di genere nei lavori del Parlamento europeo(9),

–  vista la sua risoluzione del 7 settembre 2010 sul ruolo delle donne in una società che invecchia(10),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2010 sui contratti atipici, i percorsi professionali garantiti, la flessicurezza e le nuove forme di dialogo sociale(11),

–  visto il Patto europeo per la parità di genere (2011-2020),

–  visti la proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, pubblicata dalla Commissione il 22 maggio 2018 (COM(2018)0271), e il documento di lavoro dei servizi della Commissione avente la stessa data che la accompagna (SWD(2018)0173,

–  visto l'indice sull'uguaglianza di genere 2015 dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere e la sua relazione del 2015 intitolata "Reconciliation of work, family and private life in the European Union: Policy review" (Conciliazione fra vita professionale, familiare e privata nell'Unione europea: esame delle politiche),

–  vista la relazione del 7 dicembre 2011 di Eurofound dal titolo "Iniziative aziendali a sostegno dei lavoratori con responsabilità di assistenza nei confronti di bambini o adulti disabili",

–  visto il documento di riferimento di Eurofound del 14 luglio 2013 dal titolo "Caring for children and dependants: Effect on careers of young workers" (Prendersi cura dei figli e di altre persone a carico: effetto sulla carriera dei giovani lavoratori),

–  vista la relazione del 17 giugno 2014 di Eurofound dal titolo "Residential care sector: Working conditions and job quality" (Settore dell'assistenza residenziale: condizioni di lavoro e qualità del lavoro),

–  vista la relazione del 22 ottobre 2015 di Eurofound dal titolo "Lavoro e cura: misure di conciliazione in tempi di cambiamento demografico",

–  vista la relazione di sintesi di Eurofound del 17 novembre 2016 sulla sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro,

–  vista l'indagine di Eurofound del 28 novembre 2017 dal titolo "Case di cura per gli europei più anziani: fornitori pubblici, con e senza scopo di lucro",

–  vista l'indagine di Eurofound del 23 gennaio 2018 dal titolo "Indagine europea sulla qualità della vita 2016: qualità della vita, qualità dei servizi pubblici e qualità della società",

–  vista la relazione congiunta, del 10 ottobre 2014, del comitato per la protezione sociale e della Commissione dal titolo "Adequate social protection for long-term care needs in an ageing society" (Un'adeguata protezione sociale per le esigenze di assistenza a lungo termine in una società che invecchia),

–  vista la relazione congiunta, del 7 ottobre 2016, del comitato per la protezione sociale e della Commissione sui sistemi sanitari e di assistenza di lunga durata e sulla sostenibilità di bilancio,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 21 settembre 2016 su "I diritti dei lavoratori conviventi prestatori di cure e assistenza"(12),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 16 ottobre 2014 sul tema "Lo sviluppo dei servizi alla famiglia come mezzo per aumentare i tassi di occupazione e promuovere la parità di genere sul luogo di lavoro"(13),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 26 maggio 2010 sulla professionalizzazione dei lavoratori domestici(14),

–  vista la relazione elaborata dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere "2017 Gender Equality Index Report: Measuring gender equality in the European Union 2005-2015" (Indice sull'uguaglianza di genere 2017: Misurare l'uguaglianza di genere nell'Unione europea nel periodo 2005-2015),

–  visti gli studi elaborati dalla sua Direzione generale delle Politiche interne del marzo 2016 sulle differenze tra uomini e donne nel lavoro, nell'assistenza e nel tempo libero, e del novembre 2016 sull'utilizzo di fondi per la parità di genere in determinati Stati membri,

–  vista la pubblicazione del progetto WeDo nel 2012 per il benessere e la dignità degli anziani dal titolo "European Quality Framework for Long-term Care Services: Principles and guidelines for the wellbeing and dignity of older people in need of care and assistance" (Quadro di qualità europeo per i servizi di assistenza a lungo termine: principi e orientamenti per il benessere e la dignità delle persone anziane che necessitano di cure e assistenza),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0352/2018),

A.  considerando che, ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea e dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali, la parità tra donne e uomini è uno dei valori fondamentali dell'UE; che, inoltre, a norma dell'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in tutte le sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne; che la realizzazione della parità di genere è tuttavia lenta;

B.  considerando che il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017, afferma principi significativi e mira a conferire nuovi diritti ai cittadini dell'Unione, tra cui la parità di genere, le pari opportunità, il sostegno all'infanzia e l'inclusione delle persone con disabilità, che godono del sostegno unanime delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri; che il principio 9 sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare, afferma che "[i] genitori e le persone con responsabilità di assistenza hanno diritto a un congedo appropriato, modalità di lavoro flessibili e accesso a servizi di assistenza";

C.  considerando che nell'Unione europea il tasso di occupazione femminile globale è quasi del 12 % inferiore a quello degli uomini e che il 31,5 % delle donne attive lavora a tempo parziale rispetto all'8,2 % degli uomini attivi; che il divario occupazionale di genere nell'UE si attesta ancora al 12 %; che i dati dimostrano che una delle principali cause di questa situazione è costituita dalle sproporzionate responsabilità assistenziali gravanti sulle donne; che l'effetto cumulativo dei molteplici divari di carriera che colpiscono le donne a causa delle responsabilità assistenziali contribuisce in modo sostanziale a livelli salariali inferiori, a carriere più brevi e a divari retributivi e pensionistici di genere pari rispettivamente al 16 % e al 37 %; che ciò comporta un maggiore rischio di esposizione delle donne alla povertà e all'esclusione sociale, con ripercussioni negative che si estendono anche ai loro figli e alle loro famiglie; che è importante colmare il divario di genere sul piano occupazionale, retributivo e pensionistico, dato che le perdite economiche dovute al divario occupazionale di genere ammontano a 370 miliardi di euro all'anno; che la prestazione dei servizi di assistenza può essere fondamentale per rispondere in maniera efficace alle carenze in termini di forza lavoro;

D.  considerando che per "assistenza" si dovrebbe intendere il lavoro svolto, a titolo personale, in istituzioni pubbliche o private o in una famiglia o famiglie private, per accudire bambini, anziani, malati o persone con disabilità; che il lavoro di assistenza dovrebbe, in condizioni ideali, essere svolto da prestatori di assistenza professionisti, siano essi impiegati da enti pubblici o privati o da famiglie, o siano essi lavoratori autonomi, ma viene svolto anche a titolo informale – e gratuito – da prestatori di assistenza non professionisti, in genere familiari;

E.  considerando che mediamente le donne dedicano al lavoro domestico e all'assistenza non retribuiti il triplo del tempo rispetto agli uomini, come si nota soprattutto nelle coppie il cui figlio più piccolo ha meno di sette anni, in quanto settimanalmente le donne svolgono in media 32 ore di lavoro retribuito ma 39 ore di lavoro non retribuito, mentre gli uomini ne svolgono rispettivamente 41 e 19;

F.  considerando che, secondo i dati dell'Organizzazione internazionale del lavoro, il settore del lavoro domestico e assistenziale impiegava nel 2010 circa 52 milioni di persone in tutto il mondo e ulteriori 7,4 milioni di collaboratori domestici di età inferiore ai 15 anni, il che rappresenta fra il 5 % e il 9 % dell'occupazione totale nei paesi industrializzati;

G.  considerando che in molti Stati membri i posti di lavoro correlati all'assistenza sono mal retribuiti, spesso non offrono contratti formali né garantiscono altri diritti fondamentali del lavoro e non hanno attrattiva sul piano professionale a causa dell'elevato rischio di stress fisico ed emotivo, del pericolo di logoramento e della mancanza di opportunità di crescita professionale; che il settore offre poche opportunità di formazione e gli occupati sono prevalentemente persone piuttosto anziane, donne e lavoratori migranti;

H.  considerando che le misure di sostegno, quali il sistema di detrazione fiscale svedese per i servizi domestici, il "voucher di occupazione per servizi" francese o il "voucher di servizio" belga, hanno dimostrato la loro efficacia nel ridurre il lavoro sommerso, migliorare le condizioni di lavoro e accordare i normali diritti dei lavoratori ai collaboratori domestici o ai prestatori di assistenza;

I.  considerando che dai dati risulta che l'80 % dei servizi di assistenza all'interno dell'UE è fornito da prestatori informali non retribuiti, il 75 % dei quali sono donne; che il 27,4 % delle donne lavora a tempo parziale per potere prestare cure a bambini o ad adulti che necessitano di assistenza, rispetto al 4,6 % degli uomini(15); che l'offerta di servizi di assistenza non dovrebbe costringere i prestatori di assistenza informale a trovare un compromesso tra le loro responsabilità di assistenza e il tempo libero, dato che chi continua a lavorare deve già trovare un equilibrio tra le diverse responsabilità e l'uso del proprio tempo;

J.  considerando che secondo talune statistiche nazionali circa il 6-7 % dei prestatori di assistenza negli Stati membri dell'UE è costituito da giovani di età inferiore ai 17 anni e che un numero cinque volte superiore di ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni svolge lavoro di assistenza rispetto ai ragazzi che rientrano in tale fascia di età; che sui giovani prestatori di cure possono gravare pesanti responsabilità proprie degli adulti in quanto a fornitura di assistenza e sostegno a un genitore, fratello, nonno o altro parente con disabilità, malattia cronica o problema di salute mentale; che i giovani prestatori di assistenza incontrano particolari ostacoli nell'accesso all'istruzione e alla formazione e nel conciliare l'istruzione con le responsabilità di assistenza, il che ha un impatto anche sulla loro salute e sul loro sostentamento;

K.  considerando che in vari Stati membri dell'UE c'è carenza di servizi di assistenza professionale di qualità disponibili a tutti indipendentemente dal reddito;

L.  considerando che molti familiari non autosufficienti bisognosi di assistenza vivono in zone colpite da una persistente mancanza di servizi, mentre l'isolamento o altre circostanze rendono loro difficile l'accesso ai servizi di assistenza professionali; che in molti casi sono assistiti solo da prestatori non professionisti, che molto spesso sono donne facenti parte della famiglia;

M.  considerando che l'Europa deve fronte a cambiamenti demografici che stanno determinando un aumento dell'incidenza di malattie legate all'età e all'invecchiamento della popolazione, e quindi ad accresciute necessità di assistenza; che in un momento di crescita della domanda di assistenza si assiste a una sproporzione nella ripartizione delle responsabilità assistenziali tra i sessi, con le donne che ne sopportano il peso maggiore a causa degli stereotipi di genere che ancora prevalgono nella società europea; che il numero crescente di anziani, la diminuzione del numero di persone in età lavorativa e le restrizioni di bilancio dovute a una politica dell'austerità stanno producendo un forte impatto sui servizi sociali, il che avrà altresì ripercussioni sulle persone che devono conciliare il lavoro e le responsabilità assistenziali, spesso in circostanze difficili;

N.  considerando che le proiezioni indicano un invecchiamento della popolazione dell'UE e che la fascia di popolazione dai 65 anni in su è destinata a passare dal 17,1 % nel 2008 al 30 % nel 2060 e quella dagli 80 anni in su dal 4,4 % al 12,1 % nello stesso periodo;

O.  considerando che le persone anziane sono più a rischio di povertà rispetto alla popolazione in generale, con circa il 19 % degli ultrasessantacinquenni a rischio nel 2008, mentre era del 17 % nel 2000; che tale percentuale è di 5 punti più elevata per le donne che per gli uomini;

P.  considerando che gli anziani soffrono talvolta di discriminazione basata sull'età e sul sesso, mentre gli abusi ai danni degli anziani, che si riscontrano in diversi contesti assistenziali, rappresentano un problema sociale in tutti gli Stati membri;

Q.  considerando che la maggior parte dei modelli politici nazionali per i servizi di assistenza non è attualmente adatta a rispondere alle esigenze dell'invecchiamento della società dell'Unione e che la maggior parte degli Stati membri non ha affrontato finora le sfide demografiche nelle rispettive politiche e nei rispettivi sistemi e iniziative in materia di assistenza sociale;

R.  considerando che sebbene il numero delle case di cura per anziani sia aumentato negli ultimi 10 anni in quasi tutti gli Stati membri, la domanda supera ancora di molto la disponibilità di alloggi indipendenti e di servizi di sostegno all'assistenza; che vi è l'urgente necessità di ulteriori investimenti nei servizi di assistenza di prossimità o a domicilio a lungo termine, in quanto ogni persona ha diritto a una vita indipendente, a servizi di sostegno e all'inclusione nella comunità; che inoltre la mancanza di informazioni disaggregate a livello nazionale, anche riguardo agli investimenti finanziari, e l'assenza di indicatori di qualità rendono difficile monitorare quest'importante parte delle infrastrutture assistenziali e produrre raccomandazioni a fini decisionali;

S.  considerando che gli obiettivi di Barcellona di fornire un'assistenza all'infanzia per almeno il 33 % dei bambini di età inferiore ai tre anni (obiettivo 1) e per almeno il 90 % dei bambini di età compresa fra i tre anni e l'età dell'obbligo scolastico (obiettivo 2) sono stati conseguiti solo in 12 Stati membri dal 2002 ad oggi, con tassi di conseguimento troppo bassi in alcuni Stati membri;

T.  considerando che la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro fa aumentare la necessità di assistenza all'infanzia di elevata qualità e a prezzi accessibili e che la domanda di posti nei servizi di educazione e cura della prima infanzia (ECEC) in tutta Europa è superiore all'offerta; che i dati dimostrano che l'assistenza all'infanzia per i bambini da 0 a 3 anni di età è prevalentemente utilizzata a tempo parziale (meno di 30 ore a settimana) in oltre la metà degli Stati membri; che una piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro richiede servizi di assistenza all'infanzia disponibili a tempo pieno e in grado di soddisfare le necessità durante gli orari lavorativi dei genitori;

U.  considerando che mancano infrastrutture sufficienti che offrano un'assistenza all'infanzia di qualità e accessibile a tutti i livelli di reddito, come dimostra il fatto che degli oltre 32 milioni di bambini al di sotto dell'età dell'istruzione obbligatoria nell'UE solo circa 15 milioni hanno accesso ai servizi per la prima infanzia(16) e che la maggior parte della spesa pubblica degli Stati membri per l'assistenza all'infanzia è destinata ai bambini di età compresa tra i tre anni e l'età dell'obbligo scolastico; che è opportuno aumentare gli investimenti in tutti i settori, in quanto nei paesi dell'OCSE è dimostrato che un maggiore investimento del PIL nei servizi di assistenza porterebbe a un aumento dell'occupazione femminile; che l'investimento nei servizi di assistenza all'infanzia è una strategia vantaggiosa per tutti e genererebbe un gettito fiscale supplementare grazie alla maggiore partecipazione dei genitori al mercato del lavoro; che, pur se complementare al ruolo centrale della famiglia, un'educazione e cura della prima infanzia di alta qualità fornisce anche numerosi benefici a breve e lungo termine per gli individui e la società nel suo complesso, anche per le persone provenienti da contesti svantaggiati sul piano socioeconomico o con esigenze educative speciali, ed è efficace nell'affrontare le disuguaglianze che colpiscono i bambini fin dalla più tenera età e nel prevenire l'abbandono scolastico precoce;

V.  considerando che l'offerta di un'istruzione di qualità elevata nella prima infanzia è uno strumento efficace che costituisce la base per la riuscita dell'apprendimento permanente, rimediando alle disuguaglianze e alle sfide cui fanno fronte i bambini svantaggiati;

W.  considerando che nell'UE vi sono oltre 80 milioni di persone con disabilità, con una tendenza all'aumento, e che un europeo su quattro ha un familiare disabile; che, diventando parte della CRPD nel 2011, l'UE si è impegnata a promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità; che, alla luce di questi diritti e delle esigenze delle persone con disabilità di tutte le età, negli ultimi tempi si è verificato uno spostamento dall'assistenza istituzionale all'assistenza di prossimità alle persone con disabilità;

X.  considerando che, ai sensi dell'articolo 19 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, tutti hanno diritto a vivere in modo indipendente ed essere inclusi nella collettività, il che significa non solo garantire una vita autonoma, ma anche servizi di supporto che riflettano le esigenze delle persone con disabilità;

Y.  considerando che i bambini e gli adulti con autismo a bassa funzionalità hanno probabilmente difficoltà a completare da soli le attività quotidiane e necessitano, in genere, di assistenza per svolgere la maggior parte delle attività;

Z.  considerando che i servizi di assistenza a lungo termine e di assistenza all'infanzia sono frequentemente sottovalutati e che in molti Stati membri tale professione ha un profilo e uno status piuttosto bassi, il che si riflette in livelli retributivi bassi, disparità nella rappresentanza di donne e uomini nella forza lavoro e cattive condizioni di lavoro;

AA.  considerando che gli impieghi nell'assistenza formale, compresa l'assistenza domiciliare, richiedono personale qualificato, che deve essere adeguatamente retribuito(17); che è necessario garantire un'offerta adeguata di prestatori di assistenza qualificati, in quanto lo sviluppo di servizi di assistenza formale di qualità per i bambini, gli anziani e le persone con disabilità è legato a rapporti di lavoro di qualità, a retribuzioni dignitose e a investimenti nei lavoratori che forniscono tali servizi, compresi gli investimenti nella formazione del personale addetto all'assistenza all'infanzia; che i rapporti di lavoro professionali per i prestatori di assistenza hanno un effetto positivo sulla loro capacità di conciliare lavoro e vita privata;

AB.  considerando che gli utenti dell'assistenza a lungo termine possono incontrare difficoltà in termini di accessibilità economica dei servizi di assistenza privati, solitamente più costosi rispetto ai servizi di assistenza forniti dal settore pubblico; che le donne subiscono sempre più degli uomini le ripercussioni dovute ai divari retributivi e pensionistici di genere e devono dedicare una percentuale superiore del loro reddito all'assistenza a lungo termine;

AC.  considerando che i dati indicano che le persone provenienti da contesti svantaggiati affrontano particolari sfide laddove vi sia disponibilità limitata di servizi di assistenza di alta qualità, persone ad esempio provenienti da famiglie a basso reddito, residenti in zone rurali e i bambini appartenenti a una minoranza etnica o provenienti da contesti migratori;

Contesto dell'equilibrio tra attività professionale e vita familiare

1.  osserva che il divario occupazionale di genere si amplia notevolmente con la nascita di un figlio, il che riflette le difficoltà affrontate dalle donne nel conciliare la crescita dei figli e le responsabilità assistenziali con il proprio lavoro, e questo a causa dell'assenza di sufficienti infrastrutture pubbliche di assistenza e del persistere della divisione del lavoro basata sul genere, il che fa sì che siano prevalentemente le donne a prestare la maggior parte dell'assistenza, dedicando un tempo da due a dieci volte superiore rispetto agli uomini all'assistenza non retribuita(18);

2.  rileva che un quarto delle donne continua a far parte della categoria dei coadiuvanti familiari non retribuiti, ossia che non ricevono alcuna retribuzione diretta per il loro lavoro, ed esiste una chiara segregazione femminile in settori solitamente caratterizzati da basse retribuzioni, lunghi orari di lavoro e accordi di lavoro spesso informali, il che determina per le donne guadagni monetari, sociali e strutturali inferiori;

3.  sottolinea che la femminilizzazione della povertà è la conseguenza di diversi fattori, tra cui il divario retributivo e pensionistico di genere, le responsabilità di assistenza e le relative interruzioni del lavoro; pone l'accento sul fatto che la discriminazione multipla che le donne si trovano ad affrontare a motivo della loro identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali contribuisce alla femminilizzazione della povertà;

4.  accoglie con favore la proclamazione interistituzionale del pilastro europeo dei diritti sociali e ricorda i suoi principi, che comprendono:

   la parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini, in particolare per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro;
   il diritto alla parità di trattamento e alle pari opportunità di lavoro, indipendentemente dall'età e dalla disabilità;
   il diritto a congedi adeguati, modalità di lavoro flessibili e accesso a servizi di assistenza per genitori e persone con responsabilità di assistenza;
   il diritto a servizi di assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili;

5.  esprime preoccupazione per gli sviluppi negativi nel campo dei congedi parentali e dei diritti connessi alla genitorialità, come il ritiro del progetto di direttiva sul prolungamento del congedo di maternità e la recente sentenza della Corte di giustizia che considera legittimo il licenziamento di una lavoratrice gestante nel contesto di licenziamenti collettivi; invita la Commissione a colmare in tempi brevi le lacune presenti nel diritto dell'Unione;

6.  si compiace della proposta di direttiva della Commissione relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e sottolinea in tale contesto l'importanza dei diritti individuali al congedo parentale e di modalità di lavoro flessibili per aiutare i lavoratori a gestire la loro vita privata e professionale; ricorda che le politiche relative all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare dovrebbero promuovere un'assunzione delle responsabilità assistenziali da parte degli uomini su un piano di parità rispetto alle donne; ritiene che ai fini del futuro sviluppo si debba mirare a estendere progressivamente il congedo di paternità e il congedo per assistenza(19) e il relativo livello di pagamento, che dovrebbe essere congruo, e ad assicurare un congedo parentale non trasferibile, garanzie legate al licenziamento, reintegro nello stesso posto di lavoro o in un posto equivalente e protezione da discriminazioni in caso di decisioni di congedo ed estensione dei diritti ai lavoratori autonomi e a coloro che hanno bisogno di prendere un congedo adeguatamente retribuito per assistere persone a carico diverse dai figli;

7.  invita tutti gli Stati membri ad incentivare i padri a usufruire del congedo di paternità, che costituisce un modo efficace per responsabilizzare gli stessi alla cura dei propri figli e della propria famiglia e che, allo stesso tempo, risulta essere un valido strumento per il raggiungimento di una effettiva uguaglianza tra donne e uomini;

8.  ritiene che la prestazione di servizi di assistenza non debba incidere negativamente sul livello della retribuzione del prestatore o sulle prestazioni sociali o pensionistiche; chiede, in questo contesto, l'attuazione delle politiche sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare;

9.  ricorda la difficile situazione delle famiglie che accudiscono un figlio o un familiare con disabilità, poiché in questi casi le cure sono prestate a vita;

10.  sottolinea la mancanza di servizi di assistenza "di sollievo" per i genitori di figli disabili; osserva che questa lacuna spesso impedisce completamente al genitore di inserirsi nel mercato del lavoro; richiama l'attenzione, in tale contesto, sull'allarmante mancanza di strutture per le persone con forme gravi di autismo;

11.  ritiene che ogni persona che necessita di assistenza debba godere del diritto soggettivo di scegliere servizi di assistenza di qualità che rispondano al meglio alle loro esigenze di assistenza e siano adeguati e accessibili per sé e per la propria famiglia; ritiene che, a prescindere dalle differenze tra gli utenti e le loro esigenze, i servizi di assistenza debbano essere sviluppati in modo da essere incentrati sulla persona, mirati e globali; rileva che non vi è omogeneità tra le famiglie e le politica e la programmazione dovrebbero adattarsi a tale varietà;

12.  ritiene che, in ragione dell'ulteriore sviluppo delle opzioni disponibili, i servizi di assistenza debbano tenere conto della natura mutevole dell'attività lavorativa;

13.  è dell'avviso che, in linea con il diritto all'assistenza a lungo termine sancito dal pilastro europeo dei diritti sociali, l'assistenza a lungo termine debba essere considerata un settore della protezione sociale e, pertanto, debba essere riconosciuto il diritto a un'assistenza di qualità e incentrata sulla persona; ritiene altresì vi sia un'urgente necessità di ulteriori investimenti in servizi di assistenza a lungo termine di buona qualità, non da ultimi in servizi di assistenza a domicilio e locali, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD); invita gli Stati membri, in questo contesto, a garantire pari accesso ed equo trattamento nei servizi di assistenza per anziani, bambini e persone con disabilità e/o affette da malattie croniche che necessitano di assistenza a lungo termine, prestando particolare attenzione alle persone provenienti da contesti svantaggiati;

14.  sottolinea tuttavia che la disponibilità di infrastrutture assistenziali varie sia pubbliche che private, di qualità e accessibili, anche sotto il profilo dei prezzi, i servizi e il sostegno alla cura dei figli, degli anziani, delle persone con disabilità, dei malati cornici o di altre persone bisognose di assistenza di lungo periodo, sia a domicilio che in situazioni di tipo domiciliare, si sono rivelati aspetti cruciali delle politiche volte all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare nonché un fattore fondamentale per incentivare i genitori a fruire del congedo e i prestatori informali, allo scopo di aiutare le donne a ritornare rapidamente e a rimanere sul mercato del lavoro; accoglie con favore la transizione verso i servizi di prossimità, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, pur rilevando la necessità di monitorare tali servizi onde garantirne la qualità; ritiene che la qualità elevata dell'assistenza dipenda da una pari qualità dei servizi forniti, dalla misura in cui essi rispettano la dignità e i diritti umani dei destinatari e dal modo in cui garantiscono l'inclusione di questi ultimi nella comunità;

15.  ricorda che l'assenza di servizi di assistenza costituisce uno dei principali fattori alla base della sottorappresentanza delle donne sul mercato del lavoro, poiché rende più difficile conciliare l'attività professionale con gli impegni familiari, portando alcune donne ad abbandonare completamente il mercato del lavoro, a dedicare meno ore al lavoro retribuito e a dedicare più tempo all'adempimento di responsabilità di assistenza non retribuite, con ripercussioni dannose sui loro diritti in termini di sicurezza sociale, in particolare sulle pensioni, e un aumento del rischio di povertà ed esclusione sociale, soprattutto in età avanzata;

Tipi di assistenza

16.  osserva che vi è una varietà di servizi di assistenza, quali assistenza e istruzione della prima infanzia, servizi di assistenza per gli anziani e assistenza o sostegno alle persone con disabilità e/o ai malati cronici con esigenze sanitarie e assistenziali durature, e che sono stati conseguentemente definiti approcci strategici diversi; è del parere che l'assistenza possa essere fornita da prestatori formali e informali;

17.  è convinto che l'approccio alla base dell'elaborazione di servizi di assistenza debba tenere conto di tutte le categorie di utenti, delle differenze tra essi e delle diverse preferenze riguardo ai tipi di servizi di assistenza di cui hanno bisogno, comprese le persone provenienti da contesti svantaggiati, ad esempio minoranze etniche, famiglie migranti, persone che vivono in zone isolate e rurali e famiglie a basso reddito; ricorda che il concetto di famiglia utilizzato nella legislazione e nelle politiche dovrebbe essere inteso in senso ampio;

18.  riconosce che una situazione socioeconomica carente e bassi livelli di istruzione rappresentano ostacoli all'accesso ai servizi di assistenza per molte persone, che si sommano alle loro difficoltà nel conseguimento di un equilibrio tra attività professionale e vita familiare; ritiene che ciò richieda una programmazione e una politica esplicite;

19.  osserva che il settore privato svolge un ruolo importante nella fornitura di servizi di assistenza a lungo termine per i disabili e le persone anziane e che in tutta l'UE sono state sollevate questioni in merito all'accessibilità e alla qualità di detti servizi; invita la Commissione a valutare la situazione del mercato dei servizi di assistenza e a intraprendere le opportune iniziative in materia di regolamentazione per controllare e monitorare la qualità dei servizi offerti in tali contesti;

Qualità e accessibilità, anche dal punto di vista economico, dell'assistenza

20.  ritiene che i servizi di assistenza debbano essere strutturati in modo tale da offrire scelte autentiche a tutti gli utenti, ai loro familiari e ai loro prestatori di assistenza, siano essi occupati a tempo pieno o parziale, lavoratori autonomi o disoccupati;

21.  ritiene che i responsabili della pianificazione, della programmazione e della prestazione di servizi di assistenza abbiano la responsabilità di tenere conto delle esigenze degli utenti e che i servizi di assistenza destinati alle persone anziane e ai disabili debbano essere pianificati e definiti con la partecipazione attiva e significativa degli utenti e debbano essere progettati e attuati adottando un approccio basato sui diritti; prende atto delle esperienze positive derivanti dalla partecipazione delle persone con disabilità mentali e intellettuali allo sviluppo di infrastrutture e servizi che migliorano la loro autonomia e qualità della vita;

22.  rileva che la fornitura di assistenza di qualità nell'UE varia ampiamente sia all'interno degli Stati membri che tra di essi, tra contesti pubblici e privati, tra zone urbane e rurali, nonché tra fasce di età; prende atto del fatto che gran parte delle responsabilità in materia di assistenza all'infanzia e di assistenza a lungo termine sono a carico delle famiglie, segnatamente dei nonni nel primo caso, il che è particolarmente evidente nell'Europa meridionale e orientale(20);

23.  invita gli Stati membri a garantire una buona copertura dei servizi di assistenza, nelle zone sia urbane che rurali, al fine di migliorare l'accessibilità e la disponibilità dei servizi assistenziali per le persone provenienti da contesti svantaggiati, ivi comprese persone che vivono in zone rurali e isolate;

24.  è del parere che l'accessibilità derivi da una combinazione di costi e flessibilità e che pertanto vi dovrebbe essere una gamma di disposizioni sui servizi di assistenza, sia pubblici che privati, e sull'assistenza a domicilio o in situazioni analoghe; ritiene inoltre che i familiari debbano poter fornire assistenza volontaria o ricevere aiuti finanziari per provvedere a servizi di assistenza forniti da terzi;

25.  sottolinea che la qualità dei servizi di assistenza dovrebbe essere intesa sotto molteplici aspetti, compresa la qualità delle strutture e dei servizi, la qualità dei programmi di insegnamento rivolti ai bambini, la professionalità dei prestatori, la qualità dei locali e dell'ambiente, i livelli di istruzione dei prestatori e le loro condizioni di lavoro;

26.  osserva che i servizi di assistenza dovrebbero essere sviluppati in modo tale da migliorare la continuità assistenziale, la prevenzione a livello sanitario e sociale, la riabilitazione e una vita autonoma; ritiene sia opportuno incentivare le pratiche di assistenza domiciliare diretta, in modo che le persone bisognose di assistenza possano usufruire a casa propria dei servizi di operatori sanitari qualificati e, ove possibile, vivere in modo autonomo; è del parere che i servizi di assistenza debbano essere finalizzati, laddove pertinente, a un sostegno familiare completo, ad esempio aiuto domestico, tutoraggio, assistenza all'infanzia;

27.  sottolinea che le informazioni sui servizi di assistenza e sui fornitori di servizi disponibili dovrebbero essere accessibili ai genitori, agli anziani, alle persone con disabilità e/o affette da malattie croniche che necessitano di assistenza a lungo termine nonché ai prestatori informali;

28.  sottolinea che la mancata disponibilità di servizi e i costi proibitivi dell'assistenza all'infanzia comportano conseguenze negative per i minori provenienti da famiglie a reddito basso e li pongono in una situazione di svantaggio fin dalla più giovane età; rileva che ogni bambino ha diritto a un'assistenza di buona qualità e a uno sviluppo nella prima infanzia, inclusa un'ampia gamma di stimoli sociali; osserva che i costi eccessivi dei servizi di assistenza incidono anche sulle persone a carico di famiglie a basso reddito, ponendole in una situazione di svantaggio;

29.  è del parere che l'assenza di investimenti nell'assistenza all'infanzia di alta qualità per minori di età inferiore ai tre anni prolungherebbe le interruzioni di carriera delle donne e creerebbe difficoltà alla ripresa dell'attività lavorativa;

30.  ritiene sia opportuno rafforzare i programmi nazionali per migliorare la qualità della vita delle donne anziane, in particolare quelle con malattie invalidanti della memoria, e dei loro prestatori di assistenza, che sono spesso donne anziane; propone che siano consultate le associazioni che si occupano di Alzheimer per identificare e attuare tali misure;

31.  invita la Commissione a elaborare orientamenti per gli Stati membri, in linea con le proposte qui formulate, sullo sviluppo di servizi di assistenza ampi, favorevoli all'occupazione, incentrati sulla persona, di prossimità e accessibili, che comprendano la cura dell'infanzia nonché servizi di assistenza per anziani, disabili e/o malati cronici, che siano fondati sulla partecipazione e sulla consultazione degli utenti destinatari dei servizi, al fine di garantirne l'accessibilità e soddisfare le esigenze di detti utenti;

32.  prende atto delle varie prassi adottate negli Stati membri e sottolinea che la cooperazione e lo scambio delle migliori prassi a livello europeo possono sostenere l'apprendimento e la consulenza tra pari tra gli Stati membri e contribuire allo sviluppo di servizi di assistenza di qualità, sostenendo e integrando le misure adottate a livello regionale e nazionale, oltre ad aiutare gli Stati membri ad affrontare le sfide comuni; invita la Commissione a fungere da piattaforma e facilitare tale scambio di esperienze e migliori prassi sulla qualità, l'accessibilità, anche economica, dei servizi assistenziali, nonché sui diversi modelli di prestazione dei servizi di assistenza adattati alla situazione e alle capacità finanziarie individuali per affrontare le sfide in materia di assistenza;

33.  è preoccupato per le condizioni di lavoro in molti servizi di assistenza, quali orari di lavoro prolungati, retribuzione inadeguata, assenza di formazione e carenti politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro; esprime preoccupazione per il fatto che il lavoro assistenziale sia considerato un settore di occupazione poco interessante, che attira principalmente donne e lavoratori migranti; sottolinea che tali condizioni hanno altresì un impatto sulla qualità dell'assistenza prestata; invita pertanto gli Stati membri a rivalutare l'assistenza come scelta di carriera e la Commissione a istituire un quadro giuridico che definisca norme minime per i lavoratori del settore, in collaborazione con le parti sociali, e ad avviare un'iniziativa sulla qualità nell'assistenza a lungo termine, ispirandosi agli strumenti e alle iniziative disponibili, volontari e guidati dalla società civile, come il quadro di qualità europeo per i servizi di assistenza a lungo termine e la recente proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione, relativa a sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità;

34.  invita gli Stati membri a monitorare e garantire che le istituzioni e i centri che forniscono assistenza siano luoghi di lavoro sicuri e stimolanti e che vi siano adeguati investimenti a favore del benessere e della salute sul lavoro di coloro che forniscono servizi di assistenza; ritiene sia essenziale garantire il benessere dei prestatori di assistenza per prevenire gli abusi nei confronti dei beneficiari; sostiene, in questo contesto, le iniziative legislative per la certificazione e il riconoscimento dei prestatori di assistenza professionale e invita gli Stati membri ad adottare misure volte a migliorare le condizioni di lavoro dei prestatori di assistenza, ad esempio garantendo loro il diritto a un contratto di lavoro formale e a congedi retribuiti; invita altresì la Commissione e gli Stati membri a sensibilizzare l'opinione pubblica sul valore dei servizi di assistenza al fine di migliorare lo status della professione e promuovere la partecipazione degli uomini alle attività di assistenza;

35.  esorta la Commissione a presentare per approvazione al Consiglio un programma europeo relativo ai prestatori di assistenza, al fine di individuare e riconoscere i vari tipi di servizi di assistenza in Europa, di garantire sostegno finanziario ai prestatori di assistenza e giungere progressivamente a un equilibrio tra attività professionale e vita familiare;

36.  ricorda che la sua risoluzione del 4 luglio 2013 sull'impatto della crisi sull'accesso delle categorie vulnerabili all'assistenza(21) chiede in particolare una direttiva sul congedo di cura; ritiene che i prestatori di assistenza informale che scelgono di prestare assistenza informale ai loro familiari debbano ricevere un adeguato indennizzo e avere accesso ai diritti sociali su un piano di parità rispetto ad altri prestatori di assistenza; chiede pertanto un approccio globale per affrontare le sfide dei prestatori di assistenza informale che vada oltre la legislazione in materia di lavoro, come il mantenimento del sostegno al reddito, l'accesso all'assistenza sanitaria, la possibilità di ferie annuali e l'accumulo di diritti pensionistici affinché siano sufficienti, anche quando i livelli di reddito dei prestatori di assistenza sono temporaneamente più bassi a causa dell'offerta di assistenza informale, situazione che riguarda principalmente le donne; ritiene che la prestazione di servizi di assistenza non debba incidere negativamente sulla salute e sul benessere del prestatore informale; invita gli Stati membri, in questo contesto, a fornire servizi adeguati di interventi e consulenza di sollievo, consulenza tra pari, sostegno psicologico, strutture di assistenza diurna e di sollievo per i prestatori di assistenza informale che contribuirebbero ad aumentare la loro partecipazione all'occupazione;

37.  invita gli Stati membri a introdurre, mediante normative in materia di lavoro e sicurezza sociale, "crediti di assistenza" sia per le donne che per gli uomini sotto forma di periodi equivalenti per maturare diritti pensionistici, al fine di proteggere i lavoratori che interrompono l'attività professionale per prestare assistenza informale non retribuita a una persona a carico o a un familiare e riconoscere il valore del lavoro svolto da tali prestatori di assistenza per la società nel suo complesso;

38.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i prestatori di assistenza informale siano riconosciuti come attori paritari nella fornitura di servizi di assistenza e a sviluppare, inoltre, nel quadro di programmi di apprendimento permanente, la formazione e il riconoscimento delle competenze acquisite dai prestatori di assistenza informale; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere i giovani assistenti in collaborazione con le ONG e gli istituti didattici; chiede alla Commissione di proporre un piano d'azione che contenga queste e altre misure volte a garantire la qualità dell'assistenza e delle condizioni di lavoro dei prestatori;

39.  invita la Commissione e gli Stati membri a effettuare ricerche sul numero di giovani assistenti e sull'impatto che il loro ruolo comporta sul loro benessere e sui mezzi di sussistenza e, sulla base di tale ricerca, a fornire sostegno e rispondere alle esigenze specifiche dei giovani assistenti, in cooperazione con le ONG e gli istituti didattici;

40.  invita la Commissione a tenere conto in maniera più efficace dei servizi di assistenza e dei prestatori nel mettere a punto la ricerca e la politica, in particolare per quanto riguarda il Fondo sociale europeo (FSE), la strategia sulla disabilità e il programma per la salute;

Obiettivi di assistenza

41.  sottolinea che l'attuale sfida relativa al conseguimento degli obiettivi di Barcellona consiste nell'aumentare le disposizioni in materia di assistenza all'infanzia per i bambini di età compresa tra i 3 e i -4 anni; accoglie con favore la raccomandazione della Commissione di estendere l'obiettivo della strategia "Istruzione e formazione 2020" in modo da offrire posti in strutture per l'infanzia per almeno il 95 % dei bambini di età compresa tra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico; invita la Commissione a rivedere al rialzo, in consultazione con i soggetti interessati, tra cui gli Stati membri, gli obiettivi di Barcellona e gli obiettivi in materia di istruzione della prima infanzia; invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi profusi per conseguire gli obiettivi e a concedere la massima importanza nella loro agenda politica alla prestazione di assistenza; invita gli Stati membri a migliorare i quadri nazionali di qualità dei servizi ECEC tenendo conto della proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione, relativa a sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità e incoraggia gli Stati membri a rivedere cinque settori essenziali dei servizi ECEC indicati nella raccomandazione: accesso, personale, programma didattico, monitoraggio e valutazione, governance e finanziamento; invita gli Stati membri a porre l'accento, nel garantire servizi di assistenza per bambini in età prescolare, non soltanto sull'accessibilità ma anche sulla qualità di tali forme di assistenza, in particolare con riferimento ai bambini provenienti da contesti svantaggiati e ai bambini con disabilità;

42.  chiede alla Commissione di fissare indicatori e corrispondenti obiettivi qualitativi relativi ai servizi di assistenza destinati ad anziani, disabili e/o malati cronici bisognosi di assistenza, simili agli obiettivi di Barcellona e corredati di strumenti di monitoraggio della qualità e dell'accessibilità, anche dal punto di vista economico, di tali servizi;

43.  invita la Commissione a includere l'assistenza agli anziani, ai disabili e/o ai malati cronici nel monitoraggio e nella revisione dei dati nell'ambito del semestre europeo e nella relazione annuale sulla parità di genere; sollecita gli Stati membri a prendere in esame l'inclusione di valutazioni relative ai servizi di assistenza destinati ad anziani e persone con disabilità e/o malattie croniche nelle loro relazioni per paese, tenendo conto dei riscontri dei prestatori e dei relativi destinatari; invita la Commissione a integrare i dati su tale assistenza in una serie di indicatori di progresso sociale che saranno monitorati nell'ambito del Semestre Europeo; invita la Commissione e il Consiglio a integrare detti indicatori sociali nelle norme del Semestre; incoraggia gli Stati membri ad adottare e applicare misure correttive qualora i progressi si rivelassero lenti;

44.  invita inoltre la Commissione a migliorare la raccolta di dati disaggregati per genere e a elaborare statistiche specifiche per settore, nonché definizioni e indicatori comparabili al fine di valutare la dimensione di genere, l'accessibilità, la qualità, la disponibilità e l'efficienza dei servizi di assistenza destinati a minori, disabili, anziani e malati cronici a livello di UE, adoperandosi al contempo per evitare di aumentare gli oneri in termini di monitoraggio per i professionisti del settore dell'assistenza; invita la Commissione a monitorare lo sviluppo dei servizi di assistenza e ad elaborare, se necessario, raccomandazioni per azioni correttive;

45.  invita gli Stati membri a raccogliere dati di qualità sulla prestazione di servizi di assistenza disponibili attraverso finanziamenti pubblici e privati destinati a bambini, anziani e disabili, al fine di monitorare la situazione in generale e migliorare i servizi di assistenza prestando attenzione non solo alle esigenze degli utenti, ma anche all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare e alle condizioni di lavoro dei numerosi prestatori di assistenza; chiede agli Stati membri di adottare strumenti politici efficaci e azioni correttive laddove necessario;

Finanziamento dell'assistenza

46.  invita gli Stati membri, anche allo scopo di colmare le esistenti lacune negli investimenti, ad incrementare gli investimenti pubblici nei servizi e nelle infrastrutture di assistenza per minori, in particolare nella prima infanzia, e per altre persone a carico, a garantire l'accesso universale a tali servizi, a migliorare la qualità dell'assistenza e a incrementare gli investimenti in misure speciali che consentano a chi presta assistenza di mantenere una vita professionale attiva;

47.  osserva che l'insufficiente quantità di investimenti in strutture e servizi di assistenza incide in modo sproporzionato sui genitori soli, di cui la grande maggioranza è rappresentata da donne, e sulle famiglie che vivono in condizioni di povertà e sono esposte al rischio di esclusione sociale;

48.  prende atto dell'importanza dell'integrazione della dimensione di genere in tutte le fasi dell'attuazione delle varie politiche e, in misura più importante, nella fase di programmazione; invita gli Stati membri a garantire che la dimensione di genere sia pienamente integrata nei piani nazionali di riforma (PNR) con il sostegno dell'FSE ma anche di altri fondi dell'UE che forniscono risorse per infrastrutture sociali generali che dovrebbero essere utilizzate dagli Stati membri per lo sviluppo dei servizi di assistenza;

49.  invita la Commissione ad assicurare che il processo del semestre europeo contribuisca alla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali, lasciando un margine effettivo agli Stati membri per finanziare i servizi di assistenza e sostenere i loro finanziamenti;

50.  è favorevole all'inserimento nelle raccomandazioni specifiche per paese della Commissione di misure incentrate sugli investimenti nelle strutture per l'infanzia o sui disincentivi fiscali che impediscono ai percettori di reddito secondario – principalmente donne – di lavorare o lavorare di più, nonché di altre misure destinate ad affrontare il divario retributivo di genere;

51.  invita la Commissione a rafforzare lo stanziamento di fondi per tutti i tipi di servizi di assistenza, con particolare riguardo alla transizione dai servizi di assistenza istituzionali a quelli di prossimità, tramite l'FSE+ e altri strumenti finanziari che abbiano come obiettivo il finanziamento di infrastrutture sociali; invita la Commissione, analogamente, a rafforzare la dotazione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per sostenere l'offerta di strutture di assistenza all'infanzia nelle zone rurali e per utilizzare ulteriormente il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) per il finanziamento di progetti ECEC; invita altresì la Commissione a monitorare rigorosamente la spesa dei finanziamenti dell'UE, in particolare nel quadro dei fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) nel settore dei servizi di assistenza sociale e dell'assistenza a lungo termine, e a garantire che gli investimenti siano in linea con gli obblighi in materia di diritti umani nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

52.  invita la Commissione a considerare la possibilità di una portabilità transfrontaliera dei contributi previdenziali negli Stati membri, in modo tale che lo Stato di origine di una persona possa contribuire finanziariamente al collocamento di tale cittadino in una struttura di assistenza sociale di un altro Stato membro (se tali strutture non sono disponibili nello Stato di origine);

53.  rileva la necessità di analizzare in maniera più accurata il potenziale di investimenti pubblico-privati a favore della prestazione di servizi di assistenza, a riguardo delle iniziative aziendali esistenti a sostegno dei lavoratori con responsabilità di assistenza nei confronti di disabili e adulti;

54.  invita gli Stati membri ad assumere un approccio globale nei confronti di tutti i tipi di servizi di assistenza e a rafforzare le disposizioni per un utilizzo efficiente e sinergico degli strumenti finanziari dell'UE pertinenti nei settori dell'apprendimento permanente, della ricerca e dello sviluppo infrastrutturale; incoraggia gli Stati membri ad attribuire priorità ai finanziamenti per l'assistenza all'infanzia e all'assistenza a lungo termine utilizzando gli strumenti finanziari disponibili nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, non da ultimi il FEIS e i fondi SIE, come l'FSE e il fondo europeo di sviluppo regionale, nonché il FEASR già esistenti; incoraggia inoltre gli Stati membri a distribuire più efficacemente le loro risorse in modo da aumentare l'accesso e l'accessibilità economica dei servizi di assistenza per i gruppi svantaggiati e vulnerabili, nonché a elaborare modelli di finanziamento efficienti, compresi finanziamenti mirati, che trovino il giusto equilibrio tra investimenti pubblici e privati in linea con le circostanze nazionali e locali;

55.  invita la Commissione a garantire che l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere disponga di risorse adeguate per monitorare lo sviluppo di infrastrutture di assistenza e l'attuazione delle politiche volte all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare, nonché a valutare se le politiche stiano conseguendo i miglioramenti previsti in termini di parità di genere e in che modo ciò stia avvenendo;

56.  accoglie con favore il fatto che alcuni Stati membri abbiano deciso di introdurre incentivi fiscali per le aziende che forniscono assistenza all'infanzia ai loro dipendenti al fine di migliorare l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare;

o
o   o

57.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 204 del 26.7.2006, pag. 23.
(2) GU C 175 del 15.6.2011, pag. 8.
(3) GU L 59 del 2.3.2013, pag. 59.
(4) GU C 346 del 27.9.2018, pag. 6.
(5) GU C 331 del 18.9.2018, pag. 60.
(6) GU C 204 del 13.6.2018, pag. 76.
(7) GU C 76 del 28.2.2018, pag. 93.
(8) GU C 66 del 21.2.2018, pag. 30.
(9) GU C 50 del 9.2.2018, pag. 15.
(10) GU C 308 E del 20.10.2011, pag. 49.
(11) GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 39.
(12) GU C 487 del 28.12.2016, pag. 7.
(13) GU C 12 del 15.1.2015, pag. 16.
(14) GU C 21 del 21.1.2011, pag. 39.
(15) Commissione europea, relazione 2018 sulla parità tra uomini e donne.
(16) Tabella di marcia 2018 della Commissione europea e Centro europeo di strategia politica (2017), "10 Trends Transforming Education as We Know It" (Dieci tendenze che stanno trasformando l'istruzione così come la conosciamo).
(17) Eurofound, "Caring for children and dependants: Effect on careers of young workers" (Prendersi cura dei figli e di altre persone a carico: effetto sulla carriera dei giovani lavoratori).
(18) Dati Eurostat relativi al 2010. relazione della Commissione del 2015 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea (2016).
(19) Come richiesto nella sua risoluzione legislativa del 20 ottobre 2010 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (GU C 70 E dell'8.3.2012, pag. 162).
(20) Eurofound, "Indagine europea 2016 sulla qualità della vita": relazione di sintesi.
(21) GU C 75 del 26.2.2016, pag. 130.


Morbo di Lyme (borreliosi)
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Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2018 sulla malattia di Lyme (borreliosi) (2018/2774(RSP))
P8_TA(2018)0465B8-0514/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista l'interrogazione alla Commissione sulla malattia di Lyme (borreliosi) (O-000088/2018 – B8-0417/2018),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  vista la relazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie concernente un esame sistematico della letteratura scientifica sull'accuratezza diagnostica degli esami sierologici per la borreliosi di Lyme,

–  vista la riunione di consultazione della rete di esperti sulla sorveglianza della borreliosi di Lyme nell'Unione europea, svoltasi a Stoccolma nel gennaio 2016,

–  vista la decisione n. 2119/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 1998, che istituisce una rete di sorveglianza epidemiologica e di controllo delle malattie trasmissibili nella Comunità(1),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il diritto alla salute è un diritto fondamentale riconosciuto dai trattati europei, in particolare dall'articolo 168 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);

B.  considerando che la malattia di Lyme, o borreliosi di Lyme, è una malattia batterica causata dal batterio Borrelia burgdorferi e viene trasmessa agli esseri umani tramite la puntura di una zecca, a sua volta infettata dal batterio; che la malattia di Lyme è una malattia infettiva dell'uomo e di diverse specie di animali domestici e selvatici;

C.  considerando che la borreliosi di Lyme è la malattia zoonotica più comune in Europa, con 650 000 - 850 000 casi stimati, e ha un'incidenza maggiore nell'Europa centrale; che l'infezione si verifica in primavera ed estate (da aprile a ottobre) e che la borreliosi è riconosciuta come malattia professionale per gli agricoltori, i lavoratori forestali e i ricercatori che svolgono attività sul terreno nei paesi in cui è presente;

D.  considerando che, a quanto sembra, le zecche infette e la malattia stanno espandendosi geograficamente, e che si registrano ora casi anche ad altitudini e latitudini più elevate così come nelle città; che fra le presunte cause rientrano, tra l'altro, i cambiamenti di destinazione dei suoli, ad esempio a seguito dell'imboschimento di terreni di scarsa qualità o della diffusione di piante invasive, i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale, l'eccessiva umidità e altre attività legate al comportamento umano;

E.  considerando che non esiste un consenso europeo sul trattamento, la diagnosi e lo screening della malattia di Lyme e che vi è divergenza fra le pratiche nazionali;

F.  considerando che la puntura di una zecca infetta e i sintomi della malattia di Lyme possono passare inosservati o addirittura essere in qualche caso asintomatici, il che può portare a volte a complicazioni gravi e danni permanenti, simili a quelli di una malattia cronica, in particolare quando la diagnosi non è tempestiva;

G.  considerando che una diagnosi precoce più affidabile della malattia di Lyme ridurrà in modo significativo il numero di casi in fase avanzata, migliorando quindi la qualità della vita dei pazienti; che ciò ridurrà anche l'onere finanziario della malattia, con un risparmio di circa 330 milioni di EUR per i costi sanitari già nei primi 5 anni, secondo i responsabili del progetto di ricerca dell'Unione europea DualDur;

H.  considerando che molti pazienti non ricevono una diagnosi tempestiva né hanno accesso a un trattamento adeguato; che si sentono svantaggiati e ignorati dalle autorità pubbliche e che alcuni di loro continuano ad avere sintomi persistenti che possono portare a malattie croniche;

I.  considerando che attualmente non esiste alcun vaccino disponibile per la malattia di Lyme;

J.  considerando che la vera incidenza della borreliosi di Lyme nell'Unione è sconosciuta a causa della mancanza di statistiche sulla malattia e dell'estrema varietà delle definizioni di caso utilizzate, dei metodi di laboratorio applicati e dei sistemi di sorveglianza;

K.  considerando che non esiste una separazione, nella classificazione ICD, fra gli stadi iniziali e quelli avanzati della malattia di Lyme; che non esistono codici ICD individuali per i diversi sintomi della malattia di Lyme allo stadio avanzato;

L.  considerando che le linee guida dell'ILADS (International Lyme and Associated Diseases Society) per il trattamento divergono da quelle dell'IDSA (Infectious Diseases Society of America) e che le differenze tra i due approcci alla malattia hanno anche un impatto sulle pratiche di trattamento nell'UE;

M.  considerando che manca una profonda comprensione del meccanismo che trasforma la malattia di Lyme in una malattia cronica;

N.  considerando che è ormai quasi un decennio che gli operatori della sanità, così come le associazioni di pazienti e gli informatori, hanno lanciato l'allarme rispetto a questo problema sanitario;

O.  considerando che la malattia di Lyme, pur essendo ben nota alla scienza medica, è ancora diagnosticata in modo insufficiente, in particolare a causa delle difficoltà riscontrate nella rilevazione dei sintomi e della mancanza di test diagnostici adeguati;

P.  considerando che i test di screening utilizzati per la malattia di Lyme non sono sempre in grado di fornire risultati accurati, come il test Elisa che può rilevare solo un'infezione alla volta;

Q.  considerando che molti cittadini europei sono costantemente esposti al rischio di contrarre la borreliosi di Lyme a causa della loro attività professionale (agricoltori, lavoratori del settore forestale, ricercatori e studenti che svolgono attività sul campo, come biologi, geologi, topografi o archeologi);

R.  considerando che i medici segue spesso raccomandazioni obsolete sulla malattia di Lyme che non tengono sufficientemente conto degli sviluppi della ricerca;

1.  esprime la sua preoccupazione per le dimensioni allarmanti della diffusione della malattia di Lyme fra la popolazione europea, dal momento che, secondo i metodi di censimento utilizzati, i cittadini che ne soffrono sono circa un milione;

2.  ricorda che tutti gli Stati membri, in varia misura, sono colpiti da una recrudescenza della borreliosi di Lyme, il che fa di tale malattia un problema sanitario europeo;

3.  si compiace dei finanziamenti finora stanziati dall'Unione per la ricerca finalizzata alla diagnosi precoce e al futuro trattamento della borreliosi di Lyme (circa 16 milioni di EUR attraverso progetti come ANTIDotE, ID-LYME e LYMEDIADEX);

4.  chiede finanziamenti aggiuntivi da destinare ai metodi di diagnosi e cura della malattia di Lyme; esorta, a tal fine, a promuovere gli sforzi di ricerca, sia in termini di maggiori fondi stanziati che di scambio di dati epidemiologici, compresi i dati sulla distribuzione e la prevalenza delle genospecie patogene e non patogene;

5.  chiede una maggiore cooperazione internazionale nella ricerca sulla malattia di Lyme;

6.  incoraggia la Commissione a raccogliere tutte le informazioni possibili sui metodi di screening della malattia di Lyme e sulle cure somministrate negli Stati membri;

7.  chiede l'istituzione dell'obbligo di notifica in tutti gli Stati membri in cui si registrano casi di malattia di Lyme;

8.  invita la Commissione a facilitare la cooperazione e lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri per quanto riguarda il monitoraggio, la diagnosi e il trattamento della malattia di Lyme;

9.  plaude al fatto che alcuni Stati membri abbiano incluso la malattia di Lyme nei loro sistemi di sorveglianza nazionali sulla base di una metodologia specifica;

10.  invita la Commissione a porre in essere programmi di sorveglianza uniformi e a collaborare con gli Stati membri per facilitare la standardizzazione dei test diagnostici e dei trattamenti; invita la Commissione a riconoscere la borreliosi come malattia professionale per gli addetti del settore agricolo e forestale nonché per i ricercatori che svolgono attività sul campo (per esempio biologi, geologi, topografi o archeologi);

11.  chiede misure di profilassi individuale e di controllo della popolazione di zecche negli Stati membri per contenere la diffusione del batterio Borrelia;

12.  sollecita l'elaborazione di linee guida basate su prove scientifiche per le diagnosi cliniche e di laboratorio della borreliosi di Lyme; chiede che siano creati codici ICD separati per la fase iniziale e quella avanzata della malattia di Lyme; chiede inoltre codici ICD individuali per i diversi sintomi della malattia di Lyme allo stadio avanzato;

13.  chiede che la Commissione pubblichi linee guida, basate sulle migliori pratiche all'interno dell'Unione, per quanto riguarda la formazione dei medici generici, al fine di facilitare la diagnosi e lo screening della malattia di Lyme;

14.  invita gli Stati membri ad ampliare il ricorso all'esame clinico, affinché i medici siano in grado di diagnosticare la malattia di Lyme anche se i test sierologici sono negativi, in modo da aiutare i pazienti a rompere la "situazione di stallo terapeutico";

15.  invita la Commissione a valutare l'ampiezza del fenomeno che vede alcuni pazienti cercare a lungo una diagnosi e una cura adeguate della malattia di Lyme e, in particolare, i movimenti transfrontalieri di pazienti in cerca di cure e le relative conseguenze finanziarie;

16.  chiede la pianificazione e realizzazione di progetti innovativi che possano contribuire a migliorare la raccolta di dati e l'efficacia delle attività di educazione e sensibilizzazione;

17.  plaude alla decisione di esecuzione (UE) 2018/945 della Commissione, del 22 giugno 2018, relativa alle malattie trasmissibili e ai problemi sanitari speciali connessi da incorporare nella sorveglianza epidemiologica, nonché alle pertinenti definizioni di caso(2), che include la neuroborreliosi di Lyme nell'elenco delle malattie trasmissibili;

18.  sottolinea che l'inserimento della malattia di Lyme nella rete di sorveglianza epidemiologica europea consente ai pazienti di beneficiare dei vantaggi di un sistema sanitario solido e strutturato che permette una comunicazione permanente tra le autorità nazionali competenti, l'identificazione rapida e affidabile dei casi di borreliosi di Lyme nell'Unione, la reciproca assistenza nel campo dell'analisi e dell'interpretazione dei dati di sorveglianza raccolti e l'impiego dei dispositivi necessari per fermare la diffusione della malattia negli esseri umani;

19.  invita gli Stati membri che potranno far ricorso al sostegno logistico della Commissione a lanciare campagne di informazione e sensibilizzazione per allertare la popolazione e di tutte le persone interessate sulla malattia di Lyme, in primo luogo nelle regioni più colpite dalla sua diffusione;

20.  invita la Commissione a elaborare un piano europeo per combattere la malattia di Lyme che sia commisurato alla gravità di questa epidemia silenziosa; incoraggia l'istituzione di una rete europea sulla malattia di Lyme che includa i portatori d'interesse pertinenti;

21.  invita la Commissione e gli Stati membri a pubblicare linee guida comuni in materia di prevenzione per i soggetti che hanno un rischio elevato di contrarre la malattia di Lyme, come quanti lavorano all'aperto, nonché linee guida standardizzate per la diagnosi e il trattamento;

22.  invita la Commissione a introdurre esami di depistaggio e un metodo per il trattamento rapido dell'infezione da borreliosi e il monitoraggio del suo decorso in relazione agli addetti del settore agroforestale e ai ricercatori che svolgono le operazioni di raccolta dati sul campo;

23.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione.

(1) GU L 268 del 3.10.1998, pag. 1.
(2) GU L 170 del 6.7.2018, pag. 1.

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