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Procedura : 2018/2113(INI)
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Ciclo del documento : A8-0033/2019

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A8-0033/2019

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PV 11/02/2019 - 16
CRE 11/02/2019 - 16

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PV 12/02/2019 - 9.17

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P8_TA(2019)0078

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Martedì 12 febbraio 2019 - Strasburgo Edizione definitiva
Attuazione delle disposizioni del trattato relative alle prerogative del Parlamento in materia di controllo politico sulla Commissione
P8_TA(2019)0078A8-0033/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sull'attuazione delle disposizioni del trattato relative alle prerogative del Parlamento in materia di controllo politico sulla Commissione (2018/2113(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le disposizioni del trattato relative al controllo politico del Parlamento sulla Commissione europea e in particolare gli articoli 14, 17 e 25 del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli 121, 159, 161, 175, 190, 225, 226, 230, 233, 234, 249, 290, 291, 319 e 325 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 17 TUE che conferisce alla Commissione il compito di definire l'interesse generale dell'Unione e, "a tal fine", il monopolio dell'iniziativa;

–  visto l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea,

–  visto l'accordo interistituzionale (AII) "Legiferare meglio" del 2016 e l'accordo interistituzionale del 2013 sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria,

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona(1),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sulle evoluzioni e gli adeguamenti possibili dell'attuale struttura istituzionale dell'Unione europea(2),

–  vista la sua decisione del 7 febbraio 2018 sulla revisione dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, e in particolare i paragrafi 2 e 8, che ribadiscono ulteriormente che il processo degli Spitzenkandidaten consiste in una prassi costituzionale e politica di successo, che rispecchia l'equilibrio interistituzionale previsto dai trattati(3),

–  visti la sua risoluzione legislativa del 16 aprile 2014 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo relativo alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo e che abroga la decisione 95/167/CE/Euratom/CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione(4) e i negoziati interistituzionali in corso,

–  viste la relazione del Mediatore europeo sulle riunioni e il controllo dei documenti nelle denunce riunite 488/2018/KR e 514/2018/KR sulla nomina, da parte della Commissione, di un nuovo Segretario generale e le sue raccomandazioni su tali casi,

–  visti il suo regolamento, fra cui l'articolo 52, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e il parere della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0033/2019),

A.  considerando che il quadro istituzionale dell'Unione sancito dai trattati conferisce al Parlamento, in quanto organo legislativo dell'Unione, la responsabilità del controllo politico sulla Commissione;

B.  considerando che il Parlamento dispone di una serie di strumenti per invitare la Commissione a rendere conto, come la mozione di censura (articoli 17 TUE e 234 TFUE), la possibilità di chiedere al Presidente della Commissione di ritirare la sua fiducia in un singolo membro della Commissione (articolo 118, paragrafo 10, del regolamento del Parlamento), il diritto di inchiesta (articolo 226 TFUE), la competenza di controllo su atti delegati e di esecuzione (articoli 290 e 291 TFUE), il diritto di presentare interrogazioni orali e scritte (articolo 230, paragrafo 2 TFUE) e il diritto di avviare procedimenti giudiziari contro la Commissione su una questione di legalità (articolo 263 TFUE) o in caso di inazione della Commissione;

C.  considerando che, oltre a questi meccanismi, il Parlamento dispone di una serie di strumenti per articolare la vigilanza e definire, quindi, in modo proattivo l'agenda politica europea;

D.  considerando che il bilancio è il più importante strumento di cui dispone l'Unione europea per conseguire i suoi obiettivi e le sue strategie, e che pertanto il controllo di bilancio riveste un'importanza fondamentale;

E.  considerando che il processo degli Spitzenkandidaten riflette l'equilibrio interistituzionale tra il Parlamento e la Commissione e ha pertanto sostanzialmente consolidato e rafforzato il legame tra le due istituzioni, portando ad una maggiore politicizzazione della Commissione che dovrebbe risultare in un maggiore controllo parlamentare delle sue funzioni esecutive;

F.  considerando che l'articolo 17 TUE prevede che il Presidente della Commissione sia eletto dal Parlamento su proposta dei capi di Stato e di governo dell'UE, tenendo conto dei risultati delle elezioni europee e in consultazione con il Parlamento europeo; che l'articolo 17 TUE prevede altresì che la stessa procedura sia seguita qualora il Parlamento rifiuti il candidato proposto, compresa la consultazione del Parlamento;

G.  considerando che tutti i commissari designati sono soggetti ad un'audizione prima dell'investitura del collegio dei commissari e che, durante il suo mandato, il Parlamento può riesaminare gli impegni e le priorità espressi dai commissari designati durante le loro audizioni, anche valutando se i loro antecedenti personali li qualificano per soddisfare le esigenze imposte dal loro mandato;

H.  considerando che i trattati conferiscono al Parlamento il diritto di porre in votazione una mozione di censura nei confronti della Commissione nel suo complesso ma non di ritirare la sua fiducia nei confronti di un singolo commissario;

I.  considerando che, nonostante la responsabilità collettiva del collegio dei commissari, il Parlamento dovrebbe garantire una vigilanza politica efficace del lavoro individuale di ciascun commissario;

J.  considerando che la recente nomina del nuovo Segretario generale della Commissione ha destato gravi preoccupazioni circa il ruolo e l'influenza politica esercitati da alti funzionari della Commissione;

K.  considerando che questa nuova procedura, conforme alle regole, per la copertura del posto di Segretario generale della Commissione dovrebbe essere seguita in occasione della nomina nel 2019 del nuovo Presidente della Commissione e dei nuovi commissari;

L.  considerando che la Commissione è soggetta ad obblighi derivanti dai trattati di riferire regolarmente al Parlamento una volta all'anno sulle attività generali dell'Unione (articolo 249 TFUE); ogni tre anni sull'applicazione delle disposizioni in materia di non discriminazione e cittadinanza dell'Unione (articolo 25 TFUE); sui risultati della sorveglianza multilaterale in materia di politica economica (articolo 121, paragrafo 5, TFUE); ogni tre anni sugli sviluppi nella realizzazione della politica sociale (articoli 159 e 161 TFUE); ogni tre anni sugli sviluppi nella realizzazione della coesione economica, sociale e territoriale (articolo 175 TFUE); una volta all'anno sulle attività di ricerca nell'Unione (articolo 190 TFUE); una volta all'anno sulla lotta contro la frode (articolo 325 TFUE); e quando conduce negoziati con paesi terzi o organizzazioni internazionali (articolo 207 TFUE);

M.  considerando inoltre che, per quanto riguarda la legislazione derivata, la Commissione è incaricata di riesaminare e valutare direttive e regolamenti vari, e di riferire sui risultati di tale esercizio;

N.  considerando che, con l'adozione dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, il Parlamento ha acquisito ulteriore influenza nella definizione dell'agenda legislativa proposta dalla Commissione ogni anno nel programma di lavoro della Commissione (PLC);

O.  considerando che, dall'adozione del trattato di Lisbona, il Parlamento è diventato un vero colegislatore in materia di bilancio e ha la responsabilità di concedere il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio dell'Unione;

P.  considerando che, a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento ha ampliato la propria influenza sul controllo delle politiche esterne dell'UE, ottenendo il potere di approvazione sulla conclusione di accordi internazionali e quindi il diritto di essere immediatamente e pienamente informato dalla Commissione in tutte le fasi del negoziato di tali accordi (articolo 218 TFUE, articolo 50 TUE);

Q.  considerando che i negoziati con il Regno Unito riguardo alla sua uscita dall'Unione europea si sono svolti in condizioni esemplari di trasparenza e di coinvolgimento del Parlamento;

R.  considerando che la portata dei diritti di controllo del Parlamento varia notevolmente tra atti delegati e atti di esecuzione; che il Parlamento ha il diritto di porre il veto su un atto delegato e/o di revocare la delega, ma nel caso degli atti di esecuzione il suo coinvolgimento è molto meno ampio;

S.  considerando che l'attuale struttura istituzionale dell'Unione e la mancanza di una definizione precisa dell'esecutivo nei trattati rendono complesso il concetto di esecutivo dell'UE e lo spezzettano ai vari livelli europeo, nazionale e regionale;

T.  considerando che, per risolvere la questione del controllo delle funzioni esecutive rispetto all'applicazione della legislazione europea, una maggiore cooperazione tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali e regionali, in linea con le rispettive competenze costituzionali e in conformità con l'articolo 10, paragrafo 2, TUE, riveste importanza fondamentale;

U.  considerando che la trasparenza e una forte partecipazione del Parlamento nei negoziati con il Regno Unito hanno avuto un impatto positivo sul loro esito, creando un clima di fiducia e di unità, e dovrebbero quindi ispirare le future prassi negoziali internazionali;

Conclusioni principali

1.  ricorda che il controllo esercitato sugli organismi dell'Unione rappresenta uno dei ruoli del Parlamento europeo e che la responsabilità della Commissione dinanzi al Parlamento è uno dei principi alla base del funzionamento dell'UE e del controllo democratico interno;

2.  ritiene che il Parlamento non stia sfruttando appieno tutti i suoi strumenti di controllo politico sull'esecutivo, a causa di una serie di motivi, alcuni dei quali sono inerenti alla struttura istituzionale dell'Unione, mentre altri sono ad esempio il risultato delle mutevoli dinamiche interistituzionali, che hanno reso alcuni degli strumenti difficili da applicare o non sufficientemente efficaci;

3.  riconosce la potenziale e positiva attuazione del processo degli Spitzenkandidaten, in base al quale tutti i cittadini europei si esprimono in modo diretto sulla scelta del presidente della Commissione votando una lista capeggiata dal loro candidato preferito; sostiene pertanto fermamente la prosecuzione di questa prassi per le future elezioni europee e incoraggia tutte le forze politiche a partecipare a tale processo;

4.  ricorda che il rafforzamento del legame politico instaurato tra il Parlamento e la Commissione a seguito del processo degli Spitzenkandidaten non dovrebbe determinare un controllo parlamentare meno rigoroso della Commissione;

5.  ricorda che l'obiettivo della soglia sancita dai trattati per una mozione di censura è quello di preservare l'efficace uso di tale strumento per i casi gravi; riconosce che, come nella maggior parte delle democrazie parlamentari, la possibilità di una mozione di censura costituisce per lo più un deterrente; propone, tuttavia, nel contesto di future modifiche dei trattati, di studiare o esaminare la possibilità di abbassare la soglia in modo misurato, mantenendo comunque l'equilibrio istituzionale previsto dai trattati;

6.  sottolinea che la politicizzazione della Commissione è una diretta conseguenza dei cambiamenti introdotti dal trattato di Lisbona; osserva che tali cambiamenti non hanno comportato l'adozione di disposizioni che imporrebbero ai singoli commissari di dar conto del proprio operato;

7.  deplora profondamente che, nella procedura di nomina del Segretario generale, come ha dichiarato il Mediatore europeo, la Commissione "non ha correttamente rispettato le norme pertinenti né nella lettera, né nello spirito";

8.  sottolinea che i trattati non forniscono una definizione chiara dell'esecutivo dell'UE e che le istituzioni responsabili differiscono tra i vari settori di politica, a seconda che siano considerati come appartenenti alle competenze condivise o esclusive dell'Unione;

9.  ritiene necessario istituire un sistema legislativo realmente bicamerale che coinvolga il Consiglio e il Parlamento e che la Commissione funga da organo esecutivo;

10.  sottolinea che il ruolo di vigilanza del Parlamento nei confronti dell'esecutivo è integrato da analoghe competenze dei parlamenti nazionali nei confronti dei propri dirigenti che si occupano di questioni europee; ritiene che tale responsabilità sia l'elemento chiave del ruolo delle camere parlamentari nazionali nell'Unione europea;

11.  ritiene che l'esercizio di controllo del Parlamento sull'esecutivo, ai sensi dell'articolo 14 TUE, sia stato reso difficile, se non a volte impossibile, dall'assenza di un chiaro catalogo di competenze e politiche dell'Unione e dall'attribuzione multilivello delle competenze tra dirigenti europei, nazionali e regionali;

12.  ricorda che i trattati non conferiscono alcuna funzione legislativa o diritto di iniziativa legislativa al Consiglio europeo; esprime preoccupazione per il fatto che, negli ultimi anni, il Consiglio europeo, contrariamente allo spirito e alla lettera dei trattati, abbia adottato una serie di importanti decisioni politiche al di fuori del quadro del trattato, escludendo di fatto tali decisioni dalla vigilanza del Parlamento e minando la responsabilità democratica che è essenziale riguardo a tali politiche europee;

13.  ricorda che il trattato conferisce al Parlamento notevoli poteri di controllo politico attraverso le procedure annuali di bilancio e di discarico;

14.  rammenta che il discarico è una procedura politica annuale che garantisce un controllo democratico ex post sull'esecuzione del bilancio dell'Unione europea da parte della Commissione, sotto la propria responsabilità e in cooperazione con gli Stati membri;

15.  evidenzia che la procedura di discarico si è rivelata uno strumento potente che ha avuto un impatto sull'evoluzione positiva del sistema di bilancio dell'UE, sulla gestione finanziaria, sulla definizione dell'agenda e sulle modalità di definizione e attuazione delle politiche dell'Unione, contribuendo nel contempo ad accrescere l'influenza politica del Parlamento;

16.  evidenzia che l'articolo 318 TFUE aggiunge un nuovo strumento per il discarico di bilancio: la valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti;

17.  rileva con preoccupazione che non è prevista alcuna effettiva sanzione legale se il Parlamento decide di non concedere il discarico alla Commissione; ritiene tuttavia che la mancata concessione del discarico lanci un segnale politico forte, poiché implica che il Parlamento non nutre sufficiente fiducia nella responsabilità della Commissione e che quest'ultima dovrebbe pertanto reagire adottando misure concrete di follow-up volte a porre rimedio alla situazione;

18.  deplora che, in assenza di una leale cooperazione da parte del Consiglio, la prassi istituzionale del discarico di bilancio da parte del Parlamento non consenta di controllare il bilancio del Consiglio e che questa situazione costituisca una grave mancanza rispetto agli obblighi del trattato secondo i quali il Parlamento controlla il bilancio dell'Unione nel suo insieme;

19.  propone, al fine di estendere il potere di controllo di bilancio del Parlamento a tutto il bilancio dell'Unione, di avviare negoziati tra il Consiglio, la Commissione e il Parlamento al fine di assicurare il diritto del Parlamento di accedere alle informazioni sulle modalità di esecuzione del bilancio del Consiglio, direttamente o passando per la Commissione, e che il Consiglio risponda alle interrogazioni scritte del Parlamento e partecipi alle audizioni e alle discussioni riguardanti l'esecuzione del suo bilancio; ritiene che, qualora tali negoziati dovessero fallire, il Parlamento dovrebbe concedere il discarico solamente alla Commissione e includere in tale discarico globale risoluzioni distinte sulle varie istituzioni, organismi e agenzie dell'Unione, assicurando che nessuna sezione del bilancio UE sia eseguita senza un adeguato controllo;

20.  ricorda che le istituzioni non hanno ancora espresso il loro impegno a stabilire criteri per la delimitazione dell'uso degli atti delegati e di esecuzione, anche se l'AII "Legiferare meglio" ha migliorato la trasparenza della procedura degli atti delegati;

21.  ricorda che, a norma dell'articolo 247 del regolamento finanziario, la Commissione è tenuta a trasmettere al Parlamento europeo, entro il 31 luglio che segue l'esercizio chiuso, un insieme integrato di relazioni in materia finanziaria e di responsabilità, tra cui, nello specifico, i conti consolidati definitivi, la relazione annuale sulla gestione e il rendimento e la valutazione delle finanze dell'Unione basata sui risultati conseguiti di cui all'articolo 318 TFUE; insiste sul fatto che la relazione annuale sulla gestione e il rendimento dovrebbe includere una valutazione di tutte le misure preventive e correttive adottate per evitare che il finanziamento sia oggetto di corruzione o conflitto di interessi;

Raccomandazioni

22.  suggerisce che gli strumenti per invitare la Commissione a rendere conto e quelli per il controllo esecutivo debbano essere combinati al fine di massimizzare l'efficacia di entrambi;

23.  ribadisce che i poteri legislativi e i diritti di vigilanza del Parlamento devono essere garantiti, consolidati e rafforzati, anche mediante accordi interistituzionali e il ricorso alla base giuridica corrispondente da parte della Commissione;

24.  ritiene necessario che il Parlamento riformi i suoi metodi di lavoro al fine di rafforzare l'esercizio delle sue funzioni di controllo politico sulla Commissione;

25.  invita la Commissione a considerare più seriamente le iniziative legislative avviate dal Parlamento ai sensi dell'articolo 225 TFUE; invita il prossimo Presidente della Commissione a impegnarsi a favore di tale obiettivo e accoglie con favore le rispettive dichiarazioni degli Spitzenkandidaten al riguardo; auspica che un maggior numero di iniziative produca proposte legislative; ricorda che, in conformità dell'articolo 10 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", la Commissione è tenuta a dare rapida e dettagliata considerazione alle richieste di atti dell'Unione;

26.  elogia la Commissione per il seguito positivo dato alle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona;

27.  ritiene che, sebbene il Parlamento non abbia un diritto formale di iniziativa legislativa a norma dei trattati in vigore, debba formare oggetto di attento esame la possibilità di ottenere il diritto di iniziativa legislativa nel quadro di una futura modifica del trattato;

28.  incoraggia lo scambio delle migliori pratiche di controllo parlamentare tra parlamenti nazionali, come ad esempio lo svolgimento di discussioni periodiche tra i rispettivi ministri e le commissioni specializzate dei parlamenti nazionali prima e dopo le riunioni del Consiglio, nonché con i Commissari in un arco spaziale e temporale appropriato, come pure le riunioni tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali; incoraggia l'istituzione di scambi regolari di funzionari delle istituzioni e di personale dei gruppi politici tra le amministrazioni del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, il Comitato europeo delle regioni e le regioni degli Stati membri con competenze legislative;

29.  ritiene che l'istituzione di una settimana europea annuale consentirebbe ai deputati al Parlamento europeo e ai commissari, in particolare ai vicepresidenti responsabili dei cluster, di presentarsi di fronte a tutte le assemblee parlamentari nazionali per discutere e spiegare l'agenda europea accanto a parlamentari e rappresentanti della società civile; suggerisce che tale iniziativa potrebbe promuovere la responsabilità democratica della Commissione richiesta ai sensi del trattato di Lisbona;

30.  invita il Parlamento a rafforzare la propria capacità di controllo dell'elaborazione e dell'attuazione di atti delegati e di esecuzione;

31.  si compiace degli sforzi attualmente profusi dalle tre istituzioni per stabilire criteri chiari per delineare le modalità di utilizzo degli atti delegati e degli atti di esecuzione; chiede che tali criteri siano applicati al più presto possibile;

32.  incoraggia i parlamenti nazionali, nonché i parlamenti regionali, se del caso, ad accrescere la loro capacità di controllo dei propri dirigenti nell'atto di prendere decisioni o proporre regolamenti per attuare o delegare la legislazione europea;

33.  ritiene necessario, in una futura modifica dei trattati, migliorare gli strumenti per indurre un'assunzione di responsabilità da parte dei singoli commissari dinanzi al Parlamento per tutto il loro mandato, sfruttando le alquanto limitate disposizioni esistenti dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea;

34.  invita la Commissione e il Consiglio, in conformità con il principio di cooperazione leale, ad avviare un dialogo politico sulla proposta di regolamento del Parlamento sul diritto di inchiesta, al fine di affidare al Parlamento poteri effettivi che gli consentano di esercitare questo strumento parlamentare di base per il controllo dell'esecutivo, che è assolutamente imprescindibile nei sistemi parlamentari di tutto il mondo;

35.  è convinto dell'utilità delle interrogazioni parlamentari come strumento di sorveglianza; ritiene pertanto necessario procedere ad una valutazione approfondita della qualità delle risposte fornite dalla Commissione alle interrogazioni dei deputati, nonché della quantità e della qualità delle interrogazioni formulate dai deputati;

36.  ritiene che il tempo delle interrogazioni sia un elemento importante del controllo parlamentare sull'esecutivo; chiede alla Conferenza dei presidenti di iscrivere nuovamente il tempo delle interrogazioni all'ordine del giorno della plenaria, in linea con l'articolo 129 del regolamento;

37.  invita nuovamente la Commissione a rivedere le proprie procedure amministrative per la nomina del Segretario generale, dei direttori generali e dei direttori, con l'obiettivo di garantire la scelta dei migliori candidati in un quadro di massima trasparenza e pari opportunità;

o
o   o

38.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti nazionali degli Stati membri e al Comitato europeo delle regioni.

(1) GU C 252 del 18.7.2018, pag. 215.
(2) GU C 252 del 18.7.2018, pag. 201.
(3) GU C 463 del 21.12.2018, pag. 89.
(4) GU C 443 del 22.12.2017, pag. 39.

Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2020Note legali - Informativa sulla privacy