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Procedura : 2018/0152(COD)
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Ciclo del documento : A8-0078/2019

Testi presentati :

A8-0078/2019

Discussioni :

PV 12/03/2019 - 25
CRE 12/03/2019 - 25

Votazioni :

PV 13/03/2019 - 11.10
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Testi approvati :

P8_TA(2019)0174

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Mercoledì 13 marzo 2019 - Strasburgo Edizione definitiva
Sistema di informazione visti ***I
P8_TA(2019)0174A8-0078/2019
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 767/2008, il regolamento (CE) n. 810/2009, il regolamento (UE) 2017/2226, il regolamento (UE) 2016/399, il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sull'interoperabilità] e la decisione 2004/512/CE, e che abroga la decisione 2008/633/GAI del Consiglio (COM(2018)0302 – C8-0185/2018 – 2018/0152(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0302),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 16, paragrafo 2, l'articolo 77, paragrafo 2, lettere a), b), d) ed e), l'articolo 78, paragrafo 2, lettere d), e) e g), l'articolo 79, paragrafo 2, lettere c) e d), l'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), e l'articolo 88, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0185/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per i bilanci (A8-0078/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.


Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica riforma il sistema di informazione visti mediante modifica del regolamento (CE) n. 767/2008, il del regolamento (CE) n. 810/2009, il del regolamento (UE) 2017/2226, il del regolamento (UE) 2016/399, il e del regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sull’interoperabilità] e che abroga la decisione 2004/512/CE, e che abroga la decisione 2008/633/GAI del Consiglio [Em. 1]
P8_TC1-COD(2018)0152

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 16, paragrafo 2, l’articolo 77, paragrafo 2, lettere a), b), d) e e), l’articolo 78, paragrafo 2, lettere d), e) e g), l’articolo 79, paragrafo 2, lettere c) e d), l’articolo 87, paragrafo 2, lettera a), e l’articolo 88, paragrafo 2, lettera a),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il sistema di informazione visti (VIS) è stato istituito con decisione 2004/512/CE del Consiglio(4) per fungere da soluzione tecnologica allo scambio di dati sui visti tra gli Stati membri. Il regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(5) fissa lo scopo, le funzionalità e le responsabilità del VIS e definisce le condizioni e le procedure per lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto per soggiorni di breve durata e alle decisioni adottate al riguardo. Il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) stabilisce norme per la registrazione degli identificatori biometrici nel VIS. La decisione 2008/633/GAI del Consiglio(7) stabilisce a quali condizioni le autorità designate degli Stati membri e Europol possono ottenere l’accesso per la consultazione al VIS ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di reati di terrorismo e altri reati gravi. Il VIS è entrato in funzione l'11 ottobre 2011(8) ed è stato gradualmente introdotto nei consolati di tutti gli Stati membri nel mondo tra l'ottobre 2011 e il febbraio 2016. [Em. 2]

(2)  Gli obiettivi globali del VIS sono migliorare l’attuazione della politica comune in materia di visti, la cooperazione consolare e la consultazione tra le autorità centrali competenti per i visti, agevolando lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto e alle relative decisioni, al fine di agevolare la procedura relativa alla domanda di visto; prevenire la caccia al visto più vantaggioso (il cosiddetto "visa shopping"); agevolare la lotta contro la frode d’identità; agevolare le verifiche ai valichi di frontiera esterni e all’interno del territorio degli Stati membri; contribuire all’identificazione di qualsiasi persona che non soddisfi o non soddisfi più le condizioni d’ingresso, soggiorno o residenza nel territorio degli Stati membri; agevolare l’applicazione del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(9); contribuire a prevenire minacce alla sicurezza interna degli Stati membri.

(3)  La comunicazione della Commissione del 6 aprile 2016 dal titolo "Sistemi d’informazione più solidi e intelligenti per le frontiere e la sicurezza"(10) evidenza la necessità che l’UE rafforzi e migliori i suoi sistemi di informazione, l'architettura dei dati e lo scambio di informazioni nel settore della gestione delle frontiere, del contrasto e dell’antiterrorismo, e ne migliori l’interoperabilità. La comunicazione individua altresì la necessità di colmare il vuoto informativo anche in relazione ai cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorni di lunga durata, dato che l'articolo 21 della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen prevede il diritto di libera circolazione nel territorio degli Stati parti contraenti dell’accordo per un periodo non superiore a 90 giorni su 180, istituendo così il riconoscimento reciproco dei permessi di soggiorno e dei visti per soggiorni di lunga durata rilasciati dagli Stati membri. La Commissione ha condotto due studi: stando alle conclusioni del primo studio di fattibilità(11) è tecnicamente fattibile sviluppare un registro e la migliore soluzione tecnica sarebbe riutilizzare la struttura del VIS; stando a quelle del secondo studio(12) basato su un’analisi della necessità e della proporzionalità, sarebbe necessario e proporzionato estendere l’ambito di applicazione del VIS per ricomprendere i documenti di cui sopra. [Em. 3]

(4)  Il 10 giugno 2016 il Consiglio ha approvato una tabella di marcia per rafforzare lo scambio e la gestione di informazioni(13) Per colmare l’attuale carenza di informazioni nei documenti rilasciati ai cittadini di paesi terzi, il Consiglio ha invitato la Commissione a prendere in considerazione l’istituzione di un registro centrale dei permessi di soggiorno e dei visti per soggiorni di lunga durata rilasciati dagli Stati membri, al fine di memorizzare le informazioni su tali documenti (comprese le date di scadenza e il loro eventuale ritiro). L’articolo 21 della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen prevede il diritto di libera circolazione nel territorio degli Stati parti contraenti dell’accordo per un periodo non superiore a 90 giorni su 180, istituendo così il riconoscimento reciproco dei permessi di soggiorno e dei visti per soggiorni di lunga durata rilasciati dagli Stati membri. [Em. 4]

(5)  Nelle conclusioni del Consiglio del 9 giugno 2017 sulla via da seguire per migliorare lo scambio di informazioni e garantire l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE(14), il Consiglio ha riconosciuto che al fine di colmare le attuali lacune di informazione per la gestione delle frontiere e il contrasto, come ad esempio in relazione all’attraversamento delle frontiere da parte di titolari di visti per soggiorni di lunga durata e permessi di soggiorno, potrebbero essere necessarie nuove misure. Il Consiglio ha invitato la Commissione a effettuare, in via prioritaria, uno studio di fattibilità per l’istituzione di un registro centrale dell’UE contenente informazioni sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno. Su questa base la Commissione ha condotto due studi: stando alle conclusioni del primo studio di fattibilità(15) è tecnicamente fattibile sviluppare un registro e la migliore soluzione tecnica sarebbe riutilizzare la struttura del VIS; stando a quelle del secondo studio(16) basato su un’analisi della necessità e della proporzionalità, sarebbe necessario e proporzionato estendere l’ambito di applicazione del VIS per ricomprendere i documenti di cui sopra. [Em. 5]

(6)  La comunicazione della Commissione del 27 settembre 2017 sull’attuazione dell’agenda europea sulla migrazione(17) afferma che la politica comune dell’UE in materia di visti non solo è uno strumento essenziale per facilitare il turismo e gli affari ma è anche uno strumento fondamentale per prevenire rischi per la sicurezza o rischi di migrazione irregolare verso l’UE. La comunicazione riconosce che occorre adattare ulteriormente la politica comune in materia di visti alle sfide attuali, tenendo conto delle nuove soluzioni IT e trovando un giusto equilibrio fra un regime di agevolazione del visto e una migliore gestione della migrazione, della sicurezza e delle frontiere. La comunicazione afferma che il quadro giuridico del VIS sarà riveduto per migliorare ulteriormente il trattamento dei visti, compresi gli aspetti legati alla protezione dei dati e l’accesso delle autorità di contrasto, per diffondere ancora di più l’uso del VIS per nuove categorie e utilizzi dei dati, e per fare pieno uso degli strumenti di interoperabilità.

(7)  La comunicazione della Commissione del 14 marzo 2018 dal titolo "Adattare la politica comune in materia di visti alle nuove sfide"(18) ribadisce che il quadro giuridico del VIS sarà oggetto di revisione nel quadro di in un più ampio processo di riflessione sull’interoperabilità dei sistemi di informazione.

(8)  Quando è stato adottato il regolamento (CE) n. 810/2009, è stato convenuto che sarebbero stati affrontati in una fase successiva il problema della sufficiente affidabilità ai fini dell’identificazione e verifica delle impronte digitali di bambini di età inferiore a 12 anni e, in particolare, il modo in cui le impronte digitali evolvono con l’età, in base ai risultati di una ricerca effettuata sotto la responsabilità della Commissione. Le conclusioni di uno studio(19) svolto nel 2013 dal Centro comune di ricerca confermano che, a determinate condizioni, è possibile realizzare con un sufficiente livello di precisione il riconoscimento delle impronte digitali dei minori di età compresa tra 6 e 12 anni. Un secondo studio(20) ha confermato tali conclusioni nel dicembre 2017 fornendo un’analisi più profonda degli effetti dell’età sulla qualità delle impronte digitali. Su tali basi la Commissione ha condotto nel 2017 un ulteriore studio sulla necessità e proporzionalità di abbassare a 6 anni l’età per il rilevamento delle impronte digitali dei minori nell’ambito della procedura di rilascio dei visti. Da questo studio(21) è emerso che abbassando tale età si contribuirebbe a un migliore conseguimento degli obiettivi del VIS, in particolare per quanto riguarda la facilitazione della lotta contro la frode d’identità e delle verifiche ai valichi di frontiera esterni, e che potrebbero derivarne altri benefici in quanto si rafforzerebbe la prevenzione e lotta contro la violazione dei diritti dei minori, diventando possibile identificare o verificare l’identità di un minore cittadino di paese terzo che si trovi nello spazio Schengen in una situazione di abuso potenziale o effettivo dei suoi diritti (ad es. minori vittime della tratta degli esseri umani, minori scomparsi e minori non accompagnati che presentano domanda di asilo). Nel contempo, dato che i minori sono un gruppo particolarmente vulnerabile, la raccolta di categorie speciali di dati, come il rilevamento delle impronte digitali dei minori, dovrebbe essere soggetta a tutele più rigorose e le finalità di utilizzo di tali dati dovrebbero essere limitate agli usi che vanno nel migliore interesse del minore, anche limitando il periodo di conservazione dei dati. Il secondo studio ha inoltre individuato una scarsa qualità e un'esattezza media delle impronte digitali degli ultrasettantenni. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero collaborare nello scambio delle migliori prassi e affrontare tali carenze. [Em. 6]

(9)  L’interesse superiore del minore dovrebbe costituire una considerazione preminente per gli Stati membri in tutte le procedure previste dal presente regolamento. È opportuno che si tenga conto del suo benessere, della sua sicurezza e incolumità e del suo parere e che tale attenzione sia commisurata all’età e al grado di maturità del minore. Il VIS è in particolare rilevante se sussiste il rischio che il minore sia vittima di tratta.

(10)  Il VIS dovrebbe trattare i dati personali forniti dal richiedente un visto per soggiorni di breve durata allo scopo di valutare se il suo ingresso nell’Unione possa rappresentare un rischio per la pubblica sicurezza o per la salute pubblica nell’Unione e anche di valutare il rischio di migrazione irregolare del richiedente. Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno, queste verifiche dovrebbero limitarsi a contribuire ad accertare l’identità del titolare del documento, l’autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno, e a valutare se l’ingresso del cittadino di paese terzo nell’Unione possa rappresentare una minaccia alla pubblica sicurezza o alla salute pubblica nell’Unione. Esse non dovrebbero interferire con le decisioni sui visti per soggiorni di lunga durata o sui permessi di soggiorno. [Em. 7]

(11)  Detti rischi non possono essere valutati senza il trattamento dei dati personali relativi all’identità, al documento di viaggio e, se del caso, al garante o, se il richiedente è minore, all’identità della persona responsabile. Ogni dato personale che figura nella domanda dovrebbe essere confrontato con i dati contenuti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati in un sistema d’informazione (sistema d’informazione Schengen (SIS), sistema di informazione visti (VIS), dati Europol, banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD), sistema di ingressi/uscite (EES), Eurodac, sistema ECRIS-TCN per le condanne relative ai reati di terrorismo o altri reati gravi, e/o banca dati Interpol sui documenti di viaggio associati a segnalazioni (TDAWN)), oppure con elenchi l'elenco di controllo ETIAS o indicatori di rischio specifici. È opportuno che le categorie di dati personali da usare per il confronto siano limitate alle categorie di dati presenti nei sistemi d’informazione interrogati, negli elenchi di controllo o negli indicatori di rischio specifici. [Em. 8]

(12)  L’interoperabilità tra i sistemi di informazione dell’UE è stata istituita con [regolamento (UE) XX sull’interoperabilità (frontiere e visti)] affinché tali sistemi e i relativi dati si integrino reciprocamente per migliorare la gestione delle frontiere esterne, contribuire a prevenire e contrastare la migrazione irregolare e concorrere a assicurare un elevato livello di sicurezza nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’Unione, inclusi il mantenimento della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza nel territorio degli Stati membri. [Em. 9. Tale emendamento si applica a tutto il testo]

(13)  L’interoperabilità consente ai sistemi di informazione dell’UE di integrarsi reciprocamente al fine di facilitare la corretta identificazione delle persone, contribuire alla lotta contro la frode d’identità, migliorare e uniformare i requisiti in materia di qualità dei dati dei rispettivi sistemi di informazione dell’UE, agevolare l’attuazione tecnica e operativa dei sistemi di informazione dell’UE attuali e futuri da parte degli Stati membri, rafforzare, armonizzare e semplificare le garanzie in materia di sicurezza e protezione dei dati che presiedono ai rispettivi sistemi di informazione dell’UE, razionalizzare l’accesso controllato all’EES, al VIS, all’[ETIAS] e all’Eurodac a fini di contrasto e sostenere le finalità dell’EES, del VIS, dell’[ETIAS], dell’Eurodac, del SIS e del [sistema ECRIS‑TCN]. [Em. 10]

(14)  Le componenti dell’interoperabilità dovrebbero includere l’EES, il VIS, l’[ETIAS], l’Eurodac, il SIS, il [sistema ECRIS-TCN] e i dati Europol e rendere possibile la consultazione simultanea di questi sistemi di informazione dell’UE; pertanto è opportuno usare tali componenti per eseguire le verifiche automatizzate e quando si accede al VIS a fini di contrasto. Il portale di ricerca europeo (ESP) andrebbe utilizzato a questo scopo per accedere in modo rapido, continuato, efficace, sistematico e controllato ai sistemi di informazione dell’UE, ai dati Europol e alle banche dati Interpol necessari per svolgere i compiti assegnati, conformemente ai rispettivi diritti di accesso, e per sostenere gli obiettivi del VIS. [Em. 11]

(15)  Il confronto con altre banche dati dovrebbe essere automatizzato. Se da tale confronto emerge una corrispondenza (riscontro positivo) con uno dei dati personali o una combinazione dei dati personali contenuti nelle domande e in una cartella, un fascicolo o una segnalazione presente nei suddetti sistemi di informazione, o con i dati personali dell’elenco di controllo, se il riscontro positivo non può essere confermato automaticamente dal VIS, è opportuno che la domanda sia trattata manualmente da un operatore dell’autorità responsabile. A seconda del tipo di dati per i quali è emerso un riscontro positivo, quest'ultimo dovrebbe essere valutato dai consolati o da un unico punto di contatto nazionale, laddove quest'ultimo sia responsabile per i riscontri positivi generati in particolare da banche dati o sistemi delle autorità di contrasto. La valutazione svolta dall’autorità responsabile dovrebbe condurre alla decisione di rilasciare o meno il visto per soggiorno di breve durata. [Em. 12]

(16)  Il visto per soggiorno di breve durata non dovrebbe mai essere rifiutato esclusivamente sulla base del trattamento automatizzato dei dati personali contenuti nella domanda.

(17)  È opportuno che i richiedenti le cui domande di visto per soggiorno di breve durata sono state rifiutate sulla base di un’informazione risultante da un trattamento nel VIS abbiano il diritto di presentare ricorso. I ricorsi dovrebbero essere proposti nello Stato membro che ha adottato la decisione in merito alla domanda e disciplinati conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Dovrebbero applicarsi le garanzie esistenti e le norme sui mezzi di ricorso del regolamento (CE) n. 767/2008.

(18)  All’esame di una domanda di visto per soggiorno di breve durata dovrebbero applicarsi indicatori di rischio specifici corrispondenti al rischio già individuato per la sicurezza, di migrazione irregolare o per la salute pubblica alti rischi epidemici. I criteri usati per definire gli indicatori di rischio specifici non dovrebbero in alcun caso essere basati solamente sul sesso o sull’età di una persona. Non dovrebbero in alcun caso essere basati su informazioni che rivelino la razza, il colore della pelle, l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, la religione o le convinzioni filosofiche, l’appartenenza sindacale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità o l’orientamento sessuale di una persona. [Em. 13]

(19)  Il continuo emergere di nuove forme di minacce rischi alla sicurezza, di nuovi modelli di migrazione irregolare e di minacce alla salute pubblica alti rischi epidemici richiede risposte efficaci e dev’essere contrastato con mezzi moderni. Poiché tali mezzi comportano il trattamento di importanti quantitativi di dati personali, è opportuno introdurre garanzie adeguate per limitare l’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata e della vita familiare e alla protezione dei dati di carattere personale a quanto necessario e proporzionato in una società democratica. [Em. 14]

(20)  È opportuno assicurare che ai richiedenti il visto per soggiorni di breve durata, o ai cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto un visto per soggiorni di lunga durata o un permesso di soggiorno e ai cittadini di paesi terzi esenti dal visto si applichi quanto meno un livello di verifiche equivalente. A tal fine è altresì redatto un elenco di controllo con informazioni relative a persone sospettate di aver commesso un reato di terrorismo o altro reato grave o riguardo alle quali vi sono indicazioni concrete o fondati motivi per ritenere che possano commettere un reato di terrorismo o altri reati gravi, che dovrebbe essere utilizzato anche per le verifiche rispetto a queste categorie di cittadini di paesi terzi.

(21)  Per onorare i loro obblighi a norma della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori internazionali dovrebbero poter verificare se i cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno siano o meno in possesso dei necessari documenti di viaggio validi inviando un'interrogazione al VIS. Tale verifica dovrebbe essere resa possibile dall’estrazione quotidiana di dati dal VIS in una banca dati distinta a sola lettura, che consenta di estrarre il sottoinsieme minimo necessario di dati per lanciare una ricerca la cui risposta sia "OK/NON OK". I vettori non dovrebbero avere accesso al fascicolo di domanda. Le specifiche tecniche per l’accesso al VIS attraverso il portale dei vettori dovrebbero limitare per quanto possibile l’impatto sul traffico di viaggiatori e sui vettori. A tal fine, dovrebbe essere presa in considerazione un’integrazione con l’EES e l'ETIAS. [Em. 15]

(21 bis)  Al fine di limitare l’impatto degli obblighi di cui al presente regolamento sui vettori stradali internazionali che effettuano trasporti di gruppo con autopullman, dovrebbero essere messe a disposizione soluzioni mobili semplici. [Em. 16]

(21 ter)  Entro due anni dall'avvio dell'applicazione del presente regolamento, la Commissione dovrebbe valutare l'adeguatezza, la compatibilità e la coerenza delle disposizioni di cui all'articolo 26 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica del Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni ai fini delle disposizioni del VIS in materia di trasporto con autopullman. Si dovrebbe tenere conto della recente evoluzione del trasporto con autopullman. È opportuno tenere conto della recente evoluzione del trasporto con autopullman e considerare la necessità di modificare le disposizioni concernenti il trasporto con autopullman di cui all’articolo 26 di tale convenzione o al presente regolamento. [Em. 17]

(22)  È opportuno che il presente regolamento specifichi quali autorità degli Stati membri possano essere autorizzate ad accedere al VIS per inserire, modificare, cancellare o consultare dati sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno ai fini specifici del VIS per questa categoria di documenti e i relativi titolari, e nella misura necessaria all’assolvimento dei loro compiti.

(23)  Ogni trattamento dei dati del VIS sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno dovrebbe essere proporzionato agli obiettivi perseguiti e necessario all’assolvimento dei compiti delle autorità competenti. Nell’utilizzare il VIS le autorità competenti dovrebbero assicurare il rispetto della dignità umana e dell’integrità delle persone i cui dati sono richiesti, senza alcuna discriminazione basata su motivi quali sesso, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di altro tipo, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età o orientamento sessuale.

(23 bis)  I dati biometrici, che nel contesto del presente regolamento comprendono impronte digitali e immagini del volto, sono univoci e pertanto molto più affidabili rispetto ai dati alfanumerici ai fini dell'identificazione di una persona. I dati biometrici, tuttavia, sono dati personali sensibili. Il presente regolamento stabilisce pertanto le basi e le garanzie per il trattamento di tali dati allo scopo di identificare in modo univoco le persone interessate. [Em. 18]

(24)  È necessario che le autorità di contrasto dispongano delle informazioni più aggiornate possibili per poter svolgere i loro compiti nella lotta ai reati di terrorismo e altri reati gravi. Disciplina l’accesso al VIS delle autorità di contrasto degli Stati membri e di Europol la decisione 2008/633/GAI del Consiglio. Il contenuto di questa decisione dovrebbe essere integrato nel regolamento VIS per essere allineato all’attuale quadro del trattato.

(25)  L’accesso ai dati del VIS per finalità di contrasto ha già dimostrato la propria utilità per identificare le persone che hanno subito una morte violenta o aiutare gli investigatori a compiere progressi sostanziali nei casi relativi alla tratta di esseri umani, a reati di terrorismo o al traffico di droga. Pertanto è opportuno che siano a disposizione delle autorità designate degli Stati membri e dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto ("Europol") anche i dati del VIS relativi ai soggiorni di lunga durata, nel rispetto delle condizioni stabilite nel presente regolamento.

(26)  Poiché Europol svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della cooperazione tra le autorità degli Stati membri nel settore dell’investigazione di reati transfrontalieri contribuendo alla prevenzione, all’analisi e all’investigazione di attività criminali su scala europea, è opportuno che l’accesso attuale di Europol al VIS nel quadro delle sue funzioni sia codificato e semplificato, visto anche i recenti sviluppi del quadro giuridico, in particolare il regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio(22).

(27)  L’accesso al VIS a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo o di altri reati gravi costituisce un’ingerenza nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e della vita familiare e alla protezione dei dati personali di coloro i cui dati personali sono trattati nel VIS. Ogni ingerenza di questo tipo deve essere prevista dalla legge, che deve essere formulata con precisione sufficiente da consentire alla persona di adeguare il proprio comportamento, e deve tutelare la persona dall’arbitrarietà e indicare con sufficiente chiarezza la portata del potere discrezionale conferito alle autorità competenti e le modalità del suo esercizio. In una società democratica qualunque ingerenza deve essere necessaria per proteggere un interesse legittimo e proporzionato e commisurata all’obiettivo legittimo da perseguire.

(28)  Il [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)] prevede la possibilità per l'autorità di polizia di uno Stato membro appositamente autorizzata da una misura legislativa nazionale di identificare una persona con i dati biometrici acquisiti durante una verifica d'identità. Esistono tuttavia circostanze specifiche in cui può essere necessario identificare una persona nel suo stesso interesse. È quanto accade al ritrovamento di una persona scomparsa, rapita o identificata come vittima della tratta. Solo in questi casi alle autorità di contrasto dovrebbe essere dato accesso ai dati del VIS per un'identificazione rapida e affidabile della persona, senza obbligo di soddisfare tutti i requisiti e le garanzie aggiuntive previste per tale accesso. [Em. 19]

(29)  Il confronto di dati sulla base di un’impronta digitale latente, ossia di una traccia dattiloscopica che può essere rinvenuta sul luogo del reato, è di fondamentale importanza nell’ambito della cooperazione di polizia. La possibilità di confrontare un'impronta digitale latente con i dati relativi alle impronte digitali conservati nel VIS, nei casi in cui si può ragionevolmente ritenere che l'autore o la vittima di un reato possano essere registrati nel VIS e dopo una precedente interrogazione ai sensi della decisione 2008/615/GAI del Consiglio(23), dovrebbe rappresentare per le autorità di contrasto degli Stati membri uno strumento utilissimo per la prevenzione, l'accertamento o l'indagine di reati di terrorismo o di altri reati gravi, quando per esempio l'unica prova sul luogo del reato consiste nelle impronte digitali latenti. [Em. 20]

(30)  È necessario designare le autorità competenti degli Stati membri e il punto di accesso centrale attraverso cui sono inoltrate le richieste di accesso ai dati del VIS, e conservare un elenco delle unità operative in seno alle autorità designate autorizzate a chiedere tale accesso ai fini specifici della prevenzione, dell’accertamento o dell’indagine di reati di terrorismo o di altri reati gravi.

(31)  Le richieste di accesso ai dati conservati nel sistema centrale dovrebbero essere presentate dalle unità operative in seno alle autorità designate al punto di accesso centrale e dovrebbero essere motivate. Le unità operative in seno alle autorità designate che sono autorizzate a chiedere accesso ai dati del VIS non dovrebbero agire in qualità di autorità di verifica. I punti di accesso centrale dovrebbero agire in piena indipendenza dalle autorità designate e dovrebbero assicurare, in modo indipendente, l’assoluta conformità alle condizioni di accesso previste nel presente regolamento. In casi eccezionali di urgenza in cui sia necessario un accesso tempestivo per rispondere a una minaccia specifica e reale connessa a reati di terrorismo o altri reati gravi, il punto di accesso centrale dovrebbe poter trattare la richiesta immediatamente ed effettuare la verifica a posteriori.

(32)  Onde proteggere i dati personali ed escludere le interrogazioni sistematiche ad opera delle autorità di contrasto, il trattamento dei dati del VIS dovrebbe avvenire solo in casi specifici e quando necessario a fini di prevenzione, accertamento o indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi. Le autorità designate ed Europol dovrebbero chiedere l’accesso al VIS soltanto quando hanno fondati motivi per ritenere che tale accesso fornisca informazioni che contribuiranno in modo sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi e dopo previa ricerca ai sensi della decisione 2008/615/GAI. [Em. 21]

(32 bis)  Come prassi generale, gli utenti finali degli Stati membri eseguono ricerche nelle banche dati nazionali pertinenti prima o parallelamente alle interrogazioni alle banche dati europee. [Em. 22]

(33)  I dati personali dei titolari di documenti visti di soggiorno di lunga durata registrati nel VIS non dovrebbero essere conservati più di quanto necessario agli scopi del VIS. È opportuno conservare i dati relativi ai cittadini di paesi terzi per un periodo di cinque anni così da poterli considerare ai fini della valutazione delle domande di visto per soggiorno di breve durata e dell’individuazione dei soggiorni fuori termine una volta scaduto il periodo di validità, e in modo da effettuare valutazioni di sicurezza dei cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto il soggiorno. I dati sui precedenti usi di un documento potrebbero facilitare il rilascio di futuri visti per soggiorni di breve durata. Un periodo di conservazione più breve non sarebbe sufficiente al raggiungimento degli obiettivi voluti. I dati dovrebbero essere cancellati allo scadere dei cinque anni purché non sussistano motivi per cancellarli prima. [Em. 23]

(34)  Al trattamento di dati personali da parte degli Stati membri in applicazione del presente regolamento si applica il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio(24). Al trattamento dei dati personali da parte delle autorità di contrasto a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali si applica la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio(25).

(35)  Il regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio autorizza i membri delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea, al pari del personale coinvolto nelle attività correlate ai rimpatri, a consultare le banche dati europee se tale consultazione è necessaria a conseguire gli obiettivi operativi specificati nel piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e i rimpatri, sotto l’autorità dello Stato membro ospitante Al fine di agevolare la consultazione e permettere alle squadre un accesso effettivo ai dati inseriti nel VIS, è opportuno conferire l’accesso al VIS all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Tale accesso dovrebbe essere subordinato alle condizioni e limitazioni di accesso applicabili alle autorità competenti degli Stati membri per ciascuna finalità specifica per cui possono essere consultati i dati del VIS. [Em. 24]

(36)  Il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che non soddisfano o non soddisfano più le condizioni d’ingresso, di soggiorno o di residenza in uno Stato membro è, ai sensi della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(26), un elemento essenziale dello sforzo globale per contrastare la migrazione irregolare e costituisce un importante motivo di interesse pubblico rilevante.

(37)  Spesso i paesi terzi di rimpatrio non sono subordinati alla decisione di adeguatezza che la Commissione adotta I dati personali ottenuti da uno Stato membro a norma dell’articolo 45 del regolamento (UE) 2016/679 o delle disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 36 della direttiva (UE) 2016/680. presente regolamento non dovrebbero essere trasferiti o resi disponibili a ciò si aggiunga che gli intensi sforzi prodigati dall’Unione per cooperare con i principali paesi di origine dei cittadini di paesi terzi in posizione irregolare colpiti da provvedimento di rimpatrio non sono bastati ad assicurare il rispetto sistematico, da parte di tali paesi terzi, dell’obbligo stabilito dal diritto internazionale di riammettere i loro stessi cittadini. Gli accordi qualsiasi paese terzo, organizzazione internazionale o ente privato stabiliti all’interno o all’esterno dell’Unione. In deroga a tale norma, tuttavia, dovrebbe essere possibile trasferire tali dati personali a un paese terzo o a un’organizzazione internazionale, qualora tale trasferimento sia soggetto a condizioni rigorose e qualora sia necessario in singoli casi per contribuire all’identificazione di riammissione conclusi o negoziati dall’Unione o dagli Stati membri, che assoggettano a garanzie adeguate il trasferimento di dati verso un cittadino di paese terzo in relazione al suo rimpatrio. In mancanza di una decisione di adeguatezza mediante un paese terzo a norma dell’articolo 46 atto di esecuzione ai sensi del regolamento (UE) 2016/679 o delle disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 37 della direttiva (UE) 2016/680, riguardano un numero limitato di tali paesi terzi e resta incerta la conclusione di nuovi accordi. Date queste premesse, i dati personali potrebbero garanzie adeguate a cui sono soggetti i trasferimenti ai sensi di tale regolamento, dovrebbe essere trattati a norma del presente regolamento con le autorità dei paesi terzi possibile trasferire eccezionalmente ai fini dell’attuazione della politica di del rimpatrio dell’Unione, purché ricorrano le condizioni di cui all’articolo 49, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (UE) 2016/679 o alle disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 38 o dell’articolo 39 della direttiva (UE) 2016/680 i dati del VIS a un paese terzo o a un’organizzazione internazionale, soltanto se necessario per importanti motivi di interesse pubblico ai sensi di tale regolamento. [Em. 25]

(38)  Gli Stati membri dovrebbero mettere a disposizione dell’[Agenzia dell’Unione europea per l’asilo] e di organismi internazionali competenti quali l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Organizzazione internazionale per la migrazione e il Comitato internazionale della Croce rossa, i dati personali trattati nel VIS in conformità delle norme applicabili in materia di protezione dei dati e se richiesto in singoli casi per lo svolgimento dei compiti a norma del regolamento (UE) .../... [regolamento sul quadro dell’Unione per il reinsediamento](27), per le operazioni di reinsediamento dei rifugiati in relazione ai cittadini di paesi terzi o agli apolidi trasferiti da quegli organismi agli Stati membri nell’attuazione del richiamato regolamento. [Em. 26]

(39)  Alle attività delle istituzioni e degli organismi dell’Unione nell’espletamento dei propri compiti in qualità di responsabili della gestione operativa del VIS si applica il regolamento (CE UE) n. 45/2001 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio(28). [Em. 27]

(40)  Conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 45/2001, il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato e ha espresso un parere il 12 dicembre 2018. [Em. 28]

(41)  Onde migliorare la cooperazione con i paesi terzi in materia di riammissione dei migranti irregolari e facilitare il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi in posizione irregolare i cui dati potrebbero figurare nel VIS, è opportuno conservare nel VIS copia del documento di viaggio dei richiedenti un visto per soggiorno di breve durata. Contrariamente alle informazioni estratte dal VIS, la copia del documento di viaggio è una prova della cittadinanza largamente riconosciuta dai paesi terzi.

(42)  La consultazione dell’elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto, istituito con decisione n. 1105/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(29), è un passaggio obbligato della procedura d’esame del visto. Le autorità competenti per i visti dovrebbero sistematicamente adempiere tale obbligo; l’elenco dovrebbe pertanto essere inserito nel VIS in modo da permettere di verificare automaticamente se il documento di viaggio del richiedente è riconosciuto.

(43)  Fatta salva la responsabilità degli Stati membri riguardo all’esattezza dei dati inseriti nel VIS, eu-LISA dovrebbe assumere la competenza di migliorare la qualità dei dati introducendo, gestendo e aggiornando costantemente uno strumento di monitoraggio centrale della qualità dei dati, e di riferire agli Stati membri a intervalli regolari. [Em. 29]

(44)  Per consentire di monitorare meglio l’uso del VIS nell’analisi delle tendenze relative alla pressione migratoria e alla gestione delle frontiere, eu-LISA dovrebbe essere in grado di sviluppare la capacità di fornire statistiche agli Stati membri, alla Commissione e all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, senza compromettere l’integrità dei dati. È opportuno pertanto istituire un archivio statistico Pertanto, eu-LISA dovrebbe conservare determinati dati statistici nell'archivio centrale ai fini delle relazioni e fornire statistiche ai sensi del [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)]. Nessuna delle statistiche prodotte dovrebbe contenere dati personali. [Em. 30]

(45)  Il presente regolamento non pregiudica l’applicazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(30).

(46)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della necessità di assicurare l’attuazione della politica comune in materia di visti, un elevato livello di sicurezza nello spazio senza controlli alle frontiere interne e l’istituzione progressiva di un sistema integrato di gestione delle frontiere esterne, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(47)  Il presente regolamento fissa norme rigorose sull’accesso al VIS e le necessarie salvaguardie. Prevede inoltre i diritti individuali di accesso, rettifica, cancellazione e ricorso, in particolare il diritto a un ricorso giurisdizionale, e il controllo del trattamento dei dati da parte di autorità pubbliche indipendenti. Il presente regolamento introduce ulteriori salvaguardie per tutelare le esigenze specifiche delle nuove categorie di dati che saranno trattate dal VIS. Il presente regolamento rispetta pertanto i diritti fondamentali ed è conforme ai principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, segnatamente il diritto alla dignità umana, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il rispetto della vita privata e della vita familiare, la protezione dei dati di carattere personale, il diritto di asilo e il principio di non-refoulement (non respingimento), la protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione, la non discriminazione, i diritti del minore e il diritto a un ricorso effettivo.

(47 bis)  Il presente regolamento fa salvi gli obblighi derivanti dalla Convenzione di Ginevra, del 28 luglio 1951, relativa allo status dei rifugiati, integrata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, e l'insieme degli impegni internazionali assunti dall'Unione e dai suoi Stati membri. [Em. 31]

(48)  Ai cittadini di paesi terzi soggetti a obbligo di visto che sono familiari di un cittadino dell’Unione cui si applica la direttiva 2004/38/CE o di un cittadino di paese terzo che gode del diritto di libera circolazione a norma del diritto dell’Unione e che non sono titolari della carta di soggiorno di cui alla direttiva 2004/38/CE dovrebbero applicarsi disposizioni specifiche. In virtù dell’articolo 21, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi. Le rispettive limitazioni e condizioni sono definite nella direttiva 2004/38/CE.

(49)  Come confermato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, detti familiari non solo hanno il diritto di entrare nel territorio degli Stati membri ma hanno anche il diritto di ottenere un visto d’ingresso a tal fine. Gli Stati membri devono concedere loro ogni agevolazione affinché ottengano i visti necessari che devono essere rilasciati gratuitamente, il più presto possibile e in base a una procedura accelerata.

(50)  Il diritto di ottenere un visto non è incondizionato, poiché può essere negato a familiari che rappresentano un rischio per l’ordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sanità pubblica ai sensi della direttiva 2004/38/CE. In tale contesto i dati personali dei familiari possono essere verificati soltanto in quanto riguardano la loro identificazione e il loro status e in quanto pertinenti per la valutazione della minaccia che potrebbero rappresentare per la sicurezza. L’esame delle loro domande di visto dovrebbe infatti essere effettuato esclusivamente con riferimento a motivi di sicurezza e non già a motivi attinenti ai rischi di migrazione.

(51)  A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa all’adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata, né è soggetta alla sua applicazione. Dato che il presente regolamento si basa sull’acquis di Schengen, la Danimarca deve decidere, ai sensi dell’articolo 4 di tale protocollo, entro sei mesi dalla decisione del Consiglio sul presente regolamento, se intende recepirlo nel proprio diritto interno.

(52)  Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui il Regno Unito non partecipa, a norma della decisione 2000/365/CE del Consiglio(31); il Regno Unito non partecipa pertanto alla sua adozione, non è da esso vincolato né è soggetto alla sua applicazione.

(53)  Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui l’Irlanda non partecipa, a norma della decisione 2002/192/CE del Consiglio(32); l’Irlanda non partecipa pertanto alla sua adozione, non è da esso vincolata né è soggetta alla sua applicazione.

(54)  Per quanto riguarda l’Islanda e la Norvegia, il presente regolamento costituisce, ai sensi dell’accordo concluso dal Consiglio dell’Unione europea con la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen(33), uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE del Consiglio(34).

(55)  Per quanto riguarda la Svizzera, il presente regolamento costituisce, ai sensi dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione di quest’ultima all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen(35), uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE del Consiglio, in combinato disposto con l’articolo 3 della decisione 2008/146/CE del Consiglio(36) e con l’articolo 3 della decisione 2008/149/GAI del Consiglio(37).

(56)  Per quanto riguarda il Liechtenstein, il presente regolamento costituisce, ai sensi del protocollo tra l’Unione europea, la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein sull’adesione del Principato del Liechtenstein all’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen(38), uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE del Consiglio, in combinato disposto con l’articolo 3 della decisione 2011/350/UE del Consiglio(39) e con l’articolo 3 della decisione 2011/349/UE del Consiglio(40).

(57)  Il presente regolamento, ad eccezione dell’articolo 22 novodecies, costituisce un atto basato sull’acquis di Schengen o a esso altrimenti connesso ai sensi, rispettivamente, dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2003, dell’articolo 4, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2005 e dell’articolo 4, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2011, salvo per le disposizioni che la decisione (UE) 2017/1908 del Consiglio(41) rende applicabili alla Bulgaria e alla Romania,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 767/2008 è così modificato:

-1)  il titolo è sostituito dal seguente:"

"Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di informazioni tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata, sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno (regolamento VIS)"; [Em. 32]

"

1)  all’articolo 1 sono aggiunti i commi seguenti:"

"Il presente regolamento definisce inoltre le procedure per lo scambio di informazioni tra Stati membri in ordine ai visti per soggiorni di lunga durata e ai permessi di soggiorno, comprese certe decisioni adottate al riguardo.

Conservando i dati di identità, i dati del documento di viaggio e i dati biometrici nell’archivio comune di dati di identità (CIR) istituito dall’articolo 17 del regolamento (UE) 2018/XX del Parlamento europeo e del Consiglio* [regolamento 2018/XX sull’interoperabilità (frontiere e visti)], il VIS agevola e contribuisce alla corretta identificazione delle persone registrate nel VIS.

_______

* Regolamento (UE) 2018/XX del Parlamento europeo e del Consiglio* [regolamento 2018/XX sull’interoperabilità (frontiere e visti)] (GU L ...).";

"

2)  l’articolo 2 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 2

Scopo del VIS

1.  Il VIS ha lo scopo di migliorare l'attuazione della politica comune in materia di visti per soggiorni di breve durata, la cooperazione consolare e la consultazione tra le autorità centrali competenti per i visti, agevolando lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto e alle relative decisioni, al fine di: [Em. 33]

   a) agevolare e accelerare la procedura relativa alla domanda di visto; [Em. 34]
   b) evitare l’elusione dei criteri di determinazione dello Stato membro competente per l’esame della domanda;
   c) agevolare la lotta contro la frode;
   d) agevolare le verifiche ai valichi di frontiera esterni e all’interno del territorio degli Stati membri;
   e) contribuire all’identificazione e al rimpatrio di qualsiasi persona che non soddisfi o non soddisfi più le condizioni d’ingresso, soggiorno o residenza nel territorio degli Stati membri;
   f) contribuire all'identificazione delle persone scomparse di cui all'articolo 22 sexdecies; [Em. 35]
   g) agevolare l’applicazione del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio* e della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio**;
   h) contribuire a prevenire le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri, vale a dire attraverso la prevenzione, all’accertamento l'accertamento e all’indagine l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi, in circostanze appropriate e rigorosamente definite; [Em. 36]
   i) contribuire a prevenire le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri; [Em. 37]
   j) garantire la corretta identificazione delle persone;
   k) sostenere gli obiettivi del sistema d’informazione Schengen (SIS) relativi alle segnalazioni di cittadini di paesi terzi ai fini del rifiuto d’ingresso, di persone ricercate per l’arresto o a fini di consegna o di estradizione, di persone scomparse, di persone ricercate nell’ambito di un procedimento giudiziario e di persone da sottoporre a controllo discreto o controllo specifico.

2.  Per quanto riguarda i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi di soggiorno, il VIS ha lo scopo di agevolare lo scambio di dati tra gli Stati membri sulle relative decisioni, al fine di:

   a) sostenere un elevato livello di sicurezza in tutti gli Stati membri contribuendo a valutare se il richiedente o il titolare di un documento è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica prima del suo arrivo ai valichi di frontiera esterni; [Em. 38]
   b) rafforzare agevolare le verifiche ai valichi di frontiera esterni e rafforzare l’efficacia delle verifiche di frontiera e dei controlli nel territorio degli Stati membri; [Em. 39]
   c) contribuire a prevenire le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri, vale a dire attraverso la prevenzione, all’accertamento l'accertamento e all’indagine l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi, in circostanze appropriate e rigorosamente definite; [Em. 40]
   d) garantire la corretta identificazione delle persone;
   d bis) contribuire all'identificazione delle persone scomparse di cui all'articolo 22 sexdecies; [Em. 41]
   e) agevolare l’applicazione del regolamento (UE) n. 604/2013 e della direttiva 2013/32/UE;
   f) sostenere gli obiettivi del sistema d’informazione Schengen (SIS) relativi alle segnalazioni di cittadini di paesi terzi ai fini del rifiuto d’ingresso, di persone ricercate per l’arresto o a fini di consegna o di estradizione, di persone scomparse, di persone ricercate nell’ambito di un procedimento giudiziario e di persone da sottoporre a controllo discreto o controllo specifico.

* Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31).

** Direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 60).";

"

2 bis)  è inserito l'articolo seguente:"

"Articolo 2 bis

Architettura

1.  Il VIS è basato su un'architettura centralizzata e consta dei seguenti elementi:

   a) l'archivio comune di dati di identità di cui [all'articolo 17, paragrafo 2, lettera a), del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)];
   b) un sistema d'informazione centrale (il "sistema centrale del VIS");
   c) un'interfaccia in ciascuno Stato membro ("interfaccia nazionale" o "NI-VIS"), che assicura il collegamento con la competente autorità centrale nazionale del rispettivo Stato membro, o con un'interfaccia uniforme nazionale (NUI) in ciascuno Stato membro, basata su specifiche tecniche comuni e identica in tutti gli Stati membri, che consenta la connessione tra il sistema centrale del VIS e le infrastrutture nazionali negli Stati membri;
   d) un'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale del VIS e le interfacce nazionali;
   e) un canale di comunicazione sicuro fra il sistema centrale del VIS e il sistema centrale dell'EES;
   f) un'infrastruttura di comunicazione sicura tra il sistema centrale del VIS e le infrastrutture centrali del portale di ricerca europeo istituito [dall'articolo 6 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)], del servizio comune di confronto biometrico istituito [dall'articolo 12 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)], dell'archivio comune di dati di identità istituito [dall'articolo 17 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)], del rilevatore di identità multiple istituito [dall'articolo 25 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)];
   g) un meccanismo di consultazione in merito alle domande e di scambio di informazioni fra le autorità centrali competenti per i visti ("VIS Mail");
   h) un portale per i vettori;
   i) un servizio web sicuro che permette la comunicazione tra il sistema centrale del VIS, da un lato, e il portale per i vettori e i sistemi internazionali, dall'altro;
   j) un archivio di dati ai fini dell’elaborazione di relazioni e statistiche;
   k) uno strumento che permette ai richiedenti di prestare o revocare il consenso a un ulteriore periodo di conservazione del loro fascicolo di domanda.

Il sistema centrale del VIS, le interfacce uniformi nazionali, il servizio web, il portale per i vettori e l'infrastruttura di comunicazione del VIS condividono e riutilizzano nella massima misura tecnicamente possibile i componenti hardware e software, rispettivamente, del sistema centrale dell'EES, delle interfacce uniformi nazionali dell'EES, del portale per i vettori dell'ETIAS, del servizio web dell'EES e dell'infrastruttura di comunicazione dell'EES.

2.  Il NI-VIS consta:

   a) di un'interfaccia nazionale locale (LNI) per ciascuno Stato membro, che connette fisicamente lo Stato membro con la rete di comunicazione sicura e contiene i dispositivi crittografici dedicati al VIS. L'LNI è situata nello Stato membro;
   b) una LNI di riserva (BLNI) che presenta lo stesso contenuto e la stessa funzione dell'LNI.

3.  L'LNI e la BLNI sono destinate ai soli usi previsti dalla normativa dell'Unione sul VIS.

4.  I servizi centralizzati sono duplicati in due sedi distinte: Strasburgo, Francia, e Sankt Johann im Pongau, Austria, dove si trovano rispettivamente il sistema centrale del VIS principale, unità centrale (CU), e il sistema centrale del VIS di riserva, unità centrale di riserva (BCU). Il collegamento tra il sistema centrale del VIS principale e il sistema centrale del VIS di riserva consente la sincronizzazione continua tra la CU e la BCU. L'infrastruttura di comunicazione sostiene e contribuisce a garantire la disponibilità ininterrotta del VIS. Essa comprende percorsi ridondanti e separati per i collegamenti tra il sistema centrale del VIS e il sistema centrale del VIS di riserva, oltre che percorsi ridondanti e separati per i collegamenti tra ciascuna interfaccia nazionale e il sistema centrale del VIS e il sistema centrale del VIS di riserva. L'infrastruttura di comunicazione fornisce una rete privata virtuale e cifrata dedicata ai dati del VIS e alla comunicazione tra gli Stati membri e tra questi ultimi e l'autorità responsabile della gestione operativa del sistema centrale del VIS."; [Em. 42]

"

3)  l’articolo 3 è soppresso;

4)  all l'’articolo 4 è così modificato:

a)  è inserito il punto seguente:"

3 bis) "autorità centrale", l'autorità istituita da uno Stato membro ai fini del regolamento (CE) n. 810/2009; [Em. 43]

"

b)  sono aggiunti i punti seguenti:"

12) "dati VIS" o "dati del VIS", tutti i dati conservati nel sistema centrale del VIS e nel CIR a norma degli articoli da 9 a 14 e degli articoli da 22 quater a 22 septies;

   13) "dati di identità", i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere a) e bis);
   14) "dati relativi alle impronte digitali", i dati sulle impronte digitali conservati in un fascicolo del VIS;
   15) "immagine del volto", l'immagine digitalizzata del volto caratterizzata da sufficiente risoluzione e qualità dell'immagine per essere utilizzata in un raffronto biometrico automatizzato; [Em. 44]
   16) "dati Europol", i dati personali trattati da Europol per la finalità di cui all’articolo 18, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio*;
   17) "permesso di soggiorno", tutti i permessi di soggiorno rilasciati dagli Stati membri secondo il modello uniforme istituito dal regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio**, e qualsiasi altro documento di cui all’articolo 2, punto 16, lettera b), del regolamento (UE) 2016/399;
   18) "visto per soggiorno di lunga durata", l’autorizzazione rilasciata da uno Stato membro ai sensi dell’articolo 18 della convenzione di Schengen;
   19) "autorità nazionale di controllo", ai fini del contrasto, l’autorità le autorità di controllo istituita a norma dell’articolo 41 di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio*** e le autorità di controllo di cui all'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio****; [Em. 45]
   19 bis) "riscontro positivo", la corrispondenza constatata confrontando i dati pertinenti del fascicolo di domanda registrati nel VIS con i dati pertinenti presenti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati nel VIS, nel sistema d'informazione Schengen, nell'EES, nell'ETIAS, nell'Eurodac, nei dati Europol o nella banca dati Interpol SLTD; [Em. 46]
   20) "contrasto", la prevenzione, l'accertamento o l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi in un quadro definito rigorosamente; [Em. 47]
   21) "reati di terrorismo", i reati che ai sensi del previsti dal diritto nazionale corrispondono o sono equivalenti a quelli di cui alla di cui agli articoli da 3 a 14 della direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio***** o equivalenti a uno di tali reati per gli Stati membri che non sono vincolati da detta direttiva; [Em. 48]
   22) "reati gravi", i reati che corrispondono o sono equivalenti a quelli di cui all’articolo 2, paragrafo 2, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio******, se punibili conformemente al diritto nazionale con una pena detentiva o una misura di sicurezza privativa della libertà personale per un periodo massimo di almeno tre anni.

________________

* Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, che istituisce l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) e sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI, 2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI (GU L 135 del 24.5.2016, pag. 53).

** Regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi (GU L 157 del 15.6.2002, pag. 1).

*** Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

**** Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).

***** Direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio e che modifica la decisione 2005/671/GAI del Consiglio (GU L 88 del 31.3.2017, pag. 6).

****** Decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri (GU L 190 del 18.7.2002, pag. 1)";

"

5)  l’articolo 5 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 5

Categorie di dati

1.  Solo le seguenti categorie di dati sono registrate nel VIS:

   a) i dati alfanumerici sul richiedente il visto per soggiorno di breve durata e sui visti richiesti, rilasciati, rifiutati, annullati, revocati o prorogati di cui all’articolo 9, punti da 1 a 4, e agli articoli da 10 a 14; i dati alfanumerici sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno rilasciati, ritirati, rifiutati, annullati, revocati o prorogati di cui agli articoli 22 quater, 22 quinquies, 22 sexies e 22 septies; le informazioni sui riscontri positivi di cui agli articoli 9 bis e 22 ter, e i risultati delle verifiche di cui all’articolo 9 quater, paragrafo 6;
   b) le immagini del volto di cui all’articolo 9, punto 5, e all’articolo 22 quater, punto 2, lettera f);
   c) i dati relativi alle impronte digitali di cui all’articolo 9, punto 6, e all’articolo 22 quater, punto 2, lettera g), e all'articolo 22 quinquies, lettera g); [Em. 50]
   c bis) l'immagine scannerizzata della pagina dei dati anagrafici del documento di viaggio di cui all'articolo 9, punto 7; [Em. 51]
   d) i collegamenti con altre domande di cui all’articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all’articolo 22 bis, paragrafo 3.

2.  I messaggi trasmessi dal VIS di cui all’articolo 16, all’articolo 24, paragrafo 2, e all’articolo 25, paragrafo 2, non sono registrati nel VIS, fatta salva la registrazione delle operazioni di trattamento dei dati a norma dell’articolo 34.

3.  Il CIR contiene i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere da a) a c bis), e punti 5 e 6, all’articolo 22 quater, punto 2, lettere da a) a c bis), f) e g), e all’articolo 22 quinquies, lettere da a) a c bis c), f) e g). I restanti dati del VIS sono conservati nel sistema centrale del VIS."; [Em. 52]

"

6)  è inserito l’articolo 5 bis seguente:"

"Articolo 5 bis

Elenco dei documenti di viaggio riconosciuti

1). L’elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto, istituito con decisione n. 1105/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio*, è integrato nel VIS. [Em. 53]

2). Il VIS prevede la funzionalità per la gestione centralizzata dell’elenco dei documenti di viaggio riconosciuti e della comunicazione del riconoscimento o del non riconoscimento dei documenti di viaggio figuranti nell’elenco, di cui all’articolo 4 della decisione n. 1105/2011/UE. [Em. 54]

3). Norme dettagliate sulla gestione della funzionalità di cui al paragrafo 2 sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2. [Em. 55]

_________________

* Decisione n. 1105/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativa all’elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto e relativa alla creazione di un meccanismo per stabilire tale elenco (GU L 287 del 4.11.2011, pag. 9).";

"

7)  l’articolo 6 è così modificato:

-a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Fatto salvo l'articolo 22 bis, l'accesso al VIS per inserire, modificare o cancellare i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, conformemente al presente regolamento è riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità competenti per i visti. Il numero dei membri del personale debitamente autorizzati è strettamente limitato dalle effettive esigenze di servizio."; [Em. 56]

"

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. L’accesso al VIS per la consultazione dei dati è riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità nazionali di ciascuno Stato membro e degli organismi dell’UE competenti per gli scopi definiti agli articoli da 15 a 22, e da 22 quater a 22 septies e da 22 octies a 22 undecies terdecies, e per gli scopi definiti agli articoli 20 e 21 del [regolamento 2018/XX sull’interoperabilità (frontiere e visti)].

Le autorità autorizzate a consultare o ad accedere al VIS al fine di prevenire, accertare e indagare reati di terrorismo o altri reati gravi sono designate conformemente al capo III ter.

Tale accesso è concesso nella misura in cui i dati sono necessari all’assolvimento dei compiti di tale personale, conformemente a detti scopi, e sono proporzionati agli obiettivi perseguiti."; [Em. 57]

"

a bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Ogni Stato membro designa le autorità competenti il cui personale debitamente autorizzato ha accesso al VIS ai fini dell'inserimento, della modifica, della cancellazione e della consultazione dei dati. Ogni Stato membro comunica senza indugio a eu-LISA l'elenco di tali autorità, ivi comprese quelle di cui all'articolo 29, paragrafo 3 bis, e qualsiasi conseguente modifica. L'elenco precisa per cui ciascuna autorità quali dati è autorizzata a trattare e per quali scopi.

eu-LISA assicura la pubblicazione annuale dell'elenco e degli elenchi delle autorità designate di cui all'articolo 22 duodecies, paragrafo 2, e dei punti di accesso centrale di cui all'articolo 22 duodecies, paragrafo 4, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. eu-LISA mantiene sul proprio sito web un elenco sempre aggiornato contenente le modifiche trasmesse dagli Stati membri tra una pubblicazione annuale e l'altra."; [Em. 58]

"

b)  è aggiunto il paragrafo 4 seguente:"

"4. Il VIS prevede la funzionalità per la gestione centralizzata di questo elenco.";

"

c)  è aggiunto il paragrafo 5 seguente:"

"5. La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 48 bis riguardo alle norme dettagliate sulla gestione della funzionalità per la gestione centralizzata dell’elenco di cui al paragrafo 3 sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2."; [Em. 59]

"

7 bis)  all'articolo 7, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Il trattamento dei dati personali nell'ambito del VIS da parte di ogni autorità competente non dà luogo a discriminazioni nei confronti dei richiedenti e dei titolari di un visto o dei richiedenti e dei titolari di visti per soggiorni di lunga durata e di permessi di soggiorno per motivi legati al sesso, alla razza, al colore della pelle, all'origine etnica o sociale, alle caratteristiche genetiche, alla lingua, alla religione o alle convinzioni personali, alle opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, all'appartenenza a una minoranza nazionale, al patrimonio, alla nascita, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale. Nel trattamento dei dati si rispettano pienamente la dignità umana e l'integrità nonché i diritti fondamentali e si osservano i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, incluso il diritto al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali. È prestata particolare attenzione ai minori, alle persone anziane, alle persone con disabilità e alle persone che necessitano di protezione internazionale. L'interesse superiore del minore è considerato preminente."; [Em. 60]

"

8)  all’articolo 7 è inserito un nuovo paragrafo 3 sono aggiunti i paragrafi seguenti:"

"3. L’interesse superiore del minore costituisce una prevale su qualsiasi altra considerazione preminente per gli Stati membri in tutte le procedure previste dal presente regolamento, nel pieno rispetto della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo. È tenuto conto del benessere del minore, della sua sicurezza e incolumità, in particolare se sussiste il rischio che sia vittima della tratta di esseri umani, e del suo parere, e tale attenzione deve essere commisurata alla sua età e al suo grado di maturità. [Em. 61]

3 bis.  Gli Stati membri applicano il presente regolamento in piena conformità con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente il diritto alla dignità umana, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il rispetto della vita privata e della vita familiare, la protezione dei dati di carattere personale, il diritto di asilo e il principio di non-refoulement (non respingimento), la protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione, la non discriminazione, i diritti del minore e il diritto a un ricorso effettivo."; [Em. 62]

"

8 bis)  è inserito l'articolo seguente:"

"Articolo 7 bis

Dati relativi alle impronte digitali dei minori

1.  In deroga all'articolo 22 quater, paragrafo 2, lettera g), nel VIS non vengono inserite le impronte digitali dei minori di età inferiore ai sei anni.

2.  Il rilevamento dei dati biometrici dei minori di età superiore ai sei anni è effettuato, con modalità adatte ai minori e che tengano conto delle loro sensibilità, da funzionari specificamente formati per il rilevamento dei dati biometrici dei minori e nel pieno rispetto dell'interesse superiore del minore e delle tutele previste dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

I minori sono accompagnati da un familiare adulto, se presente, al momento del rilevamento dei dati biometrici. I minori non accompagnati sono accompagnati da un tutore o un rappresentante o, se non è stato designato un rappresentante, da una persona formata per tutelare l'interesse superiore del minore e il suo benessere generale, al momento del rilevamento dei dati biometrici. Questa persona non è il responsabile ufficiale per il rilevamento dei dati biometrici, agisce in modo indipendente e non riceve ordini né dal funzionario né dal servizio competente per il rilevamento dei dati biometrici. Non deve essere usata nessuna forma di forza contro i minori per garantire il rispetto dell'obbligo di fornire dati biometrici.

3.  In deroga all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 810/2009, i consolati non esigono che i minori di età compresa tra i sei e i dodici anni compaiano di persona presso il consolato per il rilevamento degli identificatori biometrici qualora ciò possa costituire un onere e costi eccessivi per le famiglie. In tali casi, gli identificatori biometrici sono rilevati alle frontiere esterne prestando un'attenzione particolare ad evitare la tratta di minori.

4.  In deroga alle disposizioni sull'uso dei dati di cui ai capi II, III, III bis e III ter, è possibile accedere alle impronte digitali dei minori solamente per i seguenti scopi:

   a) verificare l'identità del minore nella procedura di domanda di visto in conformità dell'articolo 15 e alle frontiere esterne in conformità degli articoli 18 e 22 octies, e
   b) in conformità del capo III ter per contribuire alla prevenzione e alla lotta contro le violazioni dei diritti dei minori, in subordine al soddisfacimento di tutte le seguenti condizioni:
   i) l'accesso deve essere necessario ai fini della prevenzione, dell'individuazione o dell'investigazione della tratta di minori;
   ii) l'accesso è necessario in un caso specifico;
   iii) l'identificazione è nell'interesse superiore del minore."; [Em. 63]

"

9)  Il titolo del capo II è sostituito dal seguente:"

"INSERIMENTO E USO DEI DATI SUI VISTI PER SOGGIORNI DI BREVE DURATA DA PARTE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI PER I VISTI" [Emendamento non concernente la versione italiana]

"

10)  l’articolo 8 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Quando la domanda è ricevibile a norma dell’articolo 19 del regolamento (CE) n. 810/2009, l’autorità competente per i visti crea il relativo fascicolo entro due giorni lavorativi, inserendo nel VIS i dati di cui all’articolo 9, nella misura in cui il richiedente sia tenuto a fornirli.";

"

b)  è inserito il paragrafo 1 bis seguente:"

"1 bis. Non appena creato il fascicolo relativo alla domanda, il VIS avvia automaticamente l’interrogazione di cui all’articolo 9 bis e restituisce i risultati.";

"

c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:"

"5. Qualora per motivi giuridici non sia obbligatorio fornire determinati dati o qualora questi non possano essere forniti per ragioni di fatto, il campo o i campi specifici riservati a tali dati riportano l’indicazione "non pertinente". L’assenza di impronte digitali è indicata con "VIS0"; il sistema permette inoltre una distinzione tra i casi di cui all’articolo 13, paragrafo 7, lettere da a) a d), del regolamento (CE) n. 810/2009.";

"

11)  l’articolo 9 è così modificato:

a)  al punto 4, le lettere a), b) e c) sono sostituite dalle seguenti:"

"a) cognome; nome o nomi; data di nascita; cittadinanza o cittadinanze; sesso;

   a bis) cognome alla nascita (precedente/i cognome/i); luogo e paese di nascita; cittadinanza alla nascita;
   b) tipo e numero del documento o dei documenti di viaggio e codice a tre lettere del paese di rilascio del documento o dei documenti di viaggio;
   c) data di scadenza del documento o dei documenti di viaggio;
   c bis) autorità che ha rilasciato il documento di viaggio e data di rilascio;";

"

b)  il punto 5 è sostituito dal seguente:"

"5. immagine del volto del richiedente conformemente all’articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 810/2009;"; [Em. 65]

"

b bis)  il punto 6 è sostituito dal seguente:"

"6. impronte digitali del richiedente, conformemente all'articolo 13 del regolamento (CE) n. 810/2009."; [Em. 66]

"

c)  è aggiunto il punto 7 seguente:"

"7. immagine scannerizzata della pagina dei dati anagrafici.";

"

d)  sono aggiunti i due commi seguenti:"

"8. L’immagine del volto dei cittadini di paesi terzi di cui al primo comma, punto 5, è caratterizzata da sufficiente risoluzione di immagine e qualità per essere utilizzata nel confronto biometrico automatizzato. Se non è caratterizzata da qualità sufficiente, l'immagine del volto non è utilizzata per il confronto automatizzato. [Em. 67]

In deroga al secondo primo comma, in casi eccezionali, qualora non possano essere rispettate le specifiche in termini di qualità e risoluzione stabilite per l’inserimento nel VIS dell’immagine del volto rilevata sul posto, l’immagine del volto può essere estratta in formato elettronico dal chip degli eMRTD (Machine Readable Travel Document – documenti di viaggio elettronici a lettura ottica). In tali casi l’immagine del volto è inserita nel fascicolo individuale unicamente previa verifica elettronica che l’immagine del volto registrata nel chip dell’e-MRTD corrisponde all’immagine del volto rilevata sul posto del cittadino di paese terzo interessato."; [Em. 68]

"

12)  sono inseriti i nuovi articoli da 9 bis a 9 quinquies seguenti:"

"Articolo 9 bis

Interrogazione di altri sistemi

1.  Il VIS tratta i fascicoli relativi alla domanda automaticamente, alla ricerca di eventuali riscontri positivi. Il VIS esamina ciascun fascicolo individualmente.

2.  Quando viene creata una domanda o rilasciato un visto, il VIS verifica se il documento di viaggio relativo alla domanda è riconosciuto ai sensi della decisione n. 1105/2011/UE avviando una ricerca automatica nell’elenco dei documenti di viaggio riconosciuti di cui all’articolo 5 bis, e restituisce i risultati. [Em. 69]

3.  Ai fini delle verifiche di cui all’articolo 21, paragrafo 1, e paragrafo 3, lettere a), c) e d), del regolamento (CE) n. 810/2009, il VIS avvia un’interrogazione utilizzando il portale di ricerca europeo definito all’articolo 6, paragrafo 1 [del regolamento sull’interoperabilità (frontiere e visti)] per confrontare i dati pertinenti di cui all’articolo 9, punto punti 4, 5 e 6, del presente regolamento con i dati presenti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati nel VIS, nel sistema d'informazione Schengen (SIS), nel sistema di ingressi/uscite (EES), nel sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), compreso l' elenco di controllo di cui all'articolo 29 del regolamento (UE) 2018/XX che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi], nell'Eurodac, [nel sistema ECRIS-TCN per le condanne relative a reati di terrorismo e altri reati gravi], nei dati Europol, nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD) e nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio associati a segnalazioni (TDAWN). Il VIS verifica:

   a) se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato, altrimenti sottratto o invalidato nel SIS;
   b) se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato nella banca dati SLTD;
   c) se il richiedente è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno nel SIS;
   d) se il richiedente è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
   e) se il richiedente e il documento di viaggio corrispondono a un'autorizzazione ai viaggi rifiutata, revocata o annullata nel sistema centrale ETIAS e al suo titolare;
   f) se il richiedente e il documento di viaggio sono inclusi nell'elenco di controllo di cui all’articolo 29 34 del regolamento (UE) 2018/1240 del Parlamento europeo e del Consiglio*;
   g) se i dati relativi al richiedente sono già registrati nel VIS;
   h) se i dati forniti nella domanda relativi al documento di viaggio corrispondono a un'altra domanda di visto associata a dati di identità diversi;
   i) se il richiedente è attualmente segnalato come soggiornante fuori termine, o se lo è stato in passato, nell'EES;
   j) se il richiedente è registrato nell'EES per essere stato oggetto di un rifiuto di ingresso;
   k) se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di breve durata registrata nel VIS;
   l) se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno registrata nel VIS;
   m) se i dati specifici all'identità del richiedente sono registrati nei dati di Europol;
   n) se il richiedente di un visto per soggiorno di breve durata è registrato nell'Eurodac;
   o) nei casi in cui il richiedente sia un minore, se il titolare della responsabilità genitoriale o il tutore legale:
   i) è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
   ii) è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno registrata nel SIS;
   iii) è in possesso di un documento di viaggio contenuto nell'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240. [Em. 70]

3 bis.  Quando è interrogata la banca dati SLTD, i dati utilizzati a tal fine dall'utente dell'ESP non sono condivisi con i proprietari dei dati Interpol. [Em. 71]

4.  Il VIS inserisce nel fascicolo relativo alla domanda un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi conformemente al paragrafo 3. Inoltre il VIS individua, se del caso, lo Stato membro o gli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo o Europol, e lo registra nel fascicolo relativo alla domanda. Non sono registrate informazioni diverse dal riferimento a un riscontro positivo e all'originatore dei dati. [Em. 72]

5.  Ai fini dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera k), le interrogazioni avviate a norma del paragrafo 3 del presente articolo confrontano i dati pertinenti di cui all’articolo 15, paragrafo 2, con i dati presenti nel SIS per stabilire se il richiedente sia oggetto di una delle seguenti segnalazioni:

   a) una segnalazione di persone ricercate per l’arresto a fini di consegna o di estradizione;
   b) una segnalazione di persona scomparsa;
   c) una segnalazione di persona ricercata nell’ambito di un procedimento giudiziario;
   d) una segnalazione di persone e oggetti ai fini di un controllo discreto, di un controllo specifico o di un controllo di indagine. [Em. 73]

5 bis.  Eventuali riscontri positivi emersi dalle interrogazioni in conformità dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, lettere a), b), c), e), g), h), i), j), k), l) e n), sono esaminati, se necessario dopo una verifica da parte dell'autorità centrale in conformità dell'articolo 9 quater, dal consolato presso il quale è stata presentata la domanda di visto. [Em. 74]

5 ter.  Eventuali riscontri positivi emersi dalle interrogazioni in conformità dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, lettere d), f), m) e o), sono verificati e, se necessario, esaminati dal punto di contatto unico degli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali sono emersi i riscontri positivi, in conformità dell'articolo 9 quater bis. [Em. 75]

5 quater.  Eventuali riscontri positivi rispetto al SIS sono altresì automaticamente comunicati all'ufficio SIRENE dello Stato membro che ha creato la segnalazione per la quale sono emersi i riscontri. [Em. 76]

5 quinquies.  La comunicazione all'ufficio SIRENE dello Stato membro o del punto di contatto unico che ha inserito la segnalazione contiene i seguenti dati:

   a) cognome, nome o nomi ed eventuali pseudonimi;
   b) luogo e data di nascita;
   c) sesso;
   d) cittadinanza ed eventuali altre cittadinanze;
   e) Stato membro di primo soggiorno previsto e, se disponibile, indirizzo del primo soggiorno previsto;
   f) domicilio del richiedente o, in mancanza, città e paese di residenza;
   g) un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi, comprese data e ora del riscontro. [Em. 77]

5 sexies.  Il presente articolo non ostacola la presentazione, per qualsiasi motivo, di una domanda di asilo. Nel caso di una domanda di visto presentata da una vittima di reati violenti, come la violenza domestica o la tratta di esseri umani, commessi dal suo garante, il fascicolo trasmesso al VIS deve essere separato da quello del garante, al fine di proteggere le vittime da ulteriori pericoli. [Em. 78]

________________________

* Regolamento (UE) 2018/1240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 settembre 2018, che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) e modifica i regolamenti (UE) n. 1077/2011, (UE) n. 515/2014, (UE) 2016/399, (UE) 2016/1624 e (UE) 2017/2226 (GU L 236 del 19.9.2018, pag. 1).

Articolo 9 ter

Norme specifiche applicabili all’interrogazione di altri sistemi per i familiari di cittadini UE o altri cittadini di paesi terzi che godono del diritto di libera circolazione a norma del diritto dell’Unione

1.  Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che sono familiari di un cittadino dell’Unione a cui si applica la direttiva 2004/38/CE o di un cittadino di paese terzo che gode del diritto di libera circolazione equivalente a quello dei cittadini dell’Unione in virtù di un accordo concluso tra l’Unione e i suoi Stati membri, da una parte, e un paese terzo, dall’altra, le verifiche automatizzare di cui all’articolo 9 bis, paragrafo 3, sono effettuate al fine esclusivo di controllare che non esistono indicazioni concrete né fondati motivi basati su indicazioni concrete per concludere che la presenza della persona nel territorio degli Stati membri comporta un rischio per la sicurezza o un alto rischio epidemico in conformità della direttiva 2004/38/CE. [Em. 79]

2.  Il VIS non verifica:

   a) se il richiedente è attualmente segnalato come soggiornante fuoritermine o se lo è stato in passato, tramite consultazione dell’EES;
   b) se il richiedente corrisponde a una persona i cui dati sono registrati nell’Eurodac.

3.  Laddove dal trattamento automatizzato della domanda di cui all’articolo 9 bis, paragrafo 3, emerga un riscontro positivo in relazione a una segnalazione ai fini del rifiuto d’ingresso e di soggiorno di cui all’articolo 24 del regolamento (CE) n. 1987/2006 (UE) 2018/1861, l’autorità competente per i visti verifica il motivo della decisione a seguito della quale tale segnalazione è stata inserita nel SIS. Se tale motivo è connesso a un rischio di immigrazione irregolare, la segnalazione non è presa in considerazione ai fini della valutazione della domanda. L’autorità competente per i visti procede conformemente all’articolo 25 26, paragrafo 2, del regolamento SIS II (UE) 2018/1861. [Em. 80]

Articolo 9 quater

Verifica a cura delle autorità centrali e del punto di contatto unico nazionale [Em. 81]

1.  L’autorità centrale dello Stato membro che tratta la domanda Il punto di contatto unico nazionale, in conformità dell'articolo 9 quater bis, verifica manualmente ogni eventuale riscontro positivo di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 5 ter, emerso dalle interrogazioni ai sensi dell’articolo 9 bis, paragrafo 3, che non può essere confermato automaticamente dal VIS. L'autorità centrale dello Stato membro che tratta la domanda viene informata. [Em. 82]

2.  L'autorità centrale verifica manualmente ogni eventuale riscontro positivo di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 5 bis, emerso dalle interrogazioni ai sensi dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, che non può essere confermato automaticamente dal VIS. Nel verificare manualmente i riscontri positivi, l'autorità centrale ha accesso al fascicolo relativo alla domanda e a tutti i fascicoli collegati, come a tutti i riscontri positivi emersi dal trattamento automatizzato di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3 5 bis. [Em. 83]

3.  L’autorità centrale verifica se l’identità del richiedente registrata nel fascicolo relativo alla domanda corrisponde ai dati presenti nel VIS o in una delle banche dati consultate.

4.  Qualora i dati personali non corrispondano e non siano emersi altri riscontri positivi dal trattamento automatizzato di cui all’articolo 9 bis, paragrafo 3, l’autorità centrale cancella il falso riscontro positivo dal fascicolo relativo alla domanda.

5.  Qualora i dati corrispondano o persistano dubbi sull'identità del richiedente, in casi giustificati l'autorità centrale competente per i visti che tratta la domanda informa l'autorità centrale dell'altro Stato membro o degli altri Stati membri che risultano aver inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo a norma dell'articolo 9 bis, paragrafo 3. Qualora si accerti che i dati per i quali è emerso il riscontro positivo sono stati inseriti o forniti da uno o più Stati membri, l'autorità centrale consulta le autorità centrali dell'altro Stato membro o degli altri Stati membri seguendo la procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 2. In caso di dubbi, il dubbio è considerato a vantaggio del richiedente. [Em. 84]

6.  Il risultato delle verifiche effettuate dalle autorità centrali degli altri Stati membri viene aggiunto al fascicolo relativo alla domanda.

7.  In deroga al paragrafo 1, ove dal confronto di cui all’articolo 9 bis, paragrafo 5, risultino uno o più riscontri positivi, il VIS lo comunica automaticamente all’autorità centrale dello Stato membro che ha avviato l’interrogazione perché adotti adeguate misure di follow-up. [Em. 85]

8.  Qualora si accerti che i dati per i quali è emerso un riscontro positivo conformemente all’articolo 9 bis, paragrafo 3, sono stati forniti da Europol, l’autorità centrale dello Stato membro competente consulta l’unità nazionale Europol per il follow-up conformemente al regolamento (UE) 2016/794, in particolare il capo IV. [Em. 86]

Articolo 9 quater bis

Verifica ed esame da parte del punto di contatto unico nazionale

1.  Ciascuno Stato membro designa un'autorità nazionale, pienamente operativa 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, competente per le pertinenti verifiche manuali e l'esame dei riscontri positivi ai fini del presente regolamento ("il punto di contatto unico"). Il punto di contatto unico è composto da funzionari di collegamento dell'ufficio SIRENE, degli uffici centrali nazionali di Interpol, del punto centrale nazionale di Europol, dell'unità nazionale ETIAS e di tutte le autorità di contrasto nazionali competenti. Gli Stati membri assicurano personale sufficiente che consenta al punto di contatto unico di verificare i riscontri positivi comunicati allo stesso in conformità del presente regolamento e tenendo conto dei termini previsti all'articolo 23 del regolamento (CE) n. 810/2009.

2.  Il punto di contatto unico verifica manualmente i riscontri positivi comunicatigli. Si applicano le procedure previste all'articolo 9 quater, paragrafi da 2 a 6.

3.  Laddove, a seguito della verifica di cui al paragrafo 2 del presente articolo, i dati corrispondano e un riscontro positivo sia confermato, il punto di contatto unico contatta, se necessario, le autorità competenti, tra cui Europol, che hanno fornito i dati per i quali è emerso il riscontro. Esso valuta quindi il riscontro. Il punto di contatto unico esprime un parere motivato in vista della decisione sulla domanda da adottare in conformità dell'articolo 23 del regolamento (CE) n. 810/2009. Il parere motivato è incluso nel fascicolo relativo alla domanda. [Em. 87]

Articolo 9 quater ter

Manuale

La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 48 bis per stabilire in un manuale i dati da raffrontare nelle interrogazioni di altri sistemi in conformità dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, come pure le procedure e le norme necessarie per tali interrogazioni, le verifiche e le valutazioni di cui agli articoli da 9 bis a 9 quater bis. L'atto delegato include la combinazione di categorie di dati per l'interrogazione di ciascun sistema in conformità dell'articolo 9 bis. [Em. 88]

Articolo 9 quinquies

Responsabilità di Europol

Europol adegua il proprio sistema di informazione al fine di garantire il trattamento automatico delle interrogazioni di cui all’articolo 9 bis, paragrafo 3, e all’articolo 22 ter, paragrafo 2.";

"

13)  all’articolo 13, è aggiunto il paragrafo 4 seguente:"

"4. Quando viene aggiornato il fascicolo relativo alla domanda ai sensi dei paragrafi 1 e 2, il VIS invia una comunicazione allo Stato membro che ha rilasciato il visto informandolo della decisione motivata di annullamento o di revoca del visto. Tale comunicazione è generata automaticamente dal sistema centrale e trasmessa tramite il meccanismo di cui all'articolo 16."; [Em. 89]

"

14)  l’articolo 15 è così modificato:

a)  al paragrafo 2, è inserita la lettera e bis) seguente:"

"e bis) immagine del volto;";

"

b)  è inserito il paragrafo 2 bis seguente:"

"2 bis. L’immagine del volto di cui al paragrafo 2, lettera e bis), non è il solo criterio di ricerca.";

"

15)  all’articolo 16, i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:"

"2. Quando viene creato nel VIS un fascicolo relativo alla domanda di un cittadino di un determinato paese terzo o appartenente a una specifica categoria di tali cittadini per i quali è richiesta la consultazione preliminare di cui all’articolo 22 del regolamento (CE) n. 810/2009, il VIS trasmette automaticamente la richiesta di consultazione allo Stato membro o agli Stati membri indicati.

Lo Stato membro o gli Stati membri consultati inviano la risposta al VIS che la ritrasmette allo Stato membro che ha creato il fascicolo di domanda.

Ai soli fini della procedura di consultazione è integrato nel VIS l’elenco degli Stati membri che chiedono che le autorità centrali degli altri Stati membri consultino le loro autorità centrali nel corso dell’esame di domande di visto uniforme presentate da cittadini di determinati paesi terzi o da specifiche categorie di tali cittadini, a norma dell’articolo 22 del regolamento (CE) n. 810/2009, e dei cittadini di paesi terzi in questione. [Em. 90]

3.  La procedura definita al paragrafo 2 si applica altresì:

   a) alla trasmissione di informazioni a norma dell'articolo 24, paragrafo 2, sulla modifica dei dati del presente regolamento e dell'articolo 25, paragrafo 4, sul rilascio di visti con validità territoriale limitata del presente regolamento e dell'articolo 31 sulle notifiche ex post del regolamento (CE) n. 810/2009; [Em. 91]
   b) a tutti gli altri messaggi connessi alla cooperazione consolare che implichino la trasmissione di dati personali registrati nel VIS o a questi collegati, alla trasmissione di richieste all’autorità competente per i visti affinché inoltri copie di documenti di viaggio ai sensi dell’articolo 9, punto 7, e altri dei documenti giustificativi relativi alla domanda, alla trasmissione di copie elettroniche di tali documenti, come pure alle richieste ai sensi dell’articolo 9 quater e dell’articolo 38, paragrafo 3. Le autorità competenti per i visti rispondono alle richieste entro due giorni lavorativi."; [Em. 92]

"

16)  l’articolo 17 è soppresso;

17)  il titolo del capo III è sostituito dal seguente:"

"ACCESSO DI ALTRE AUTORITÀ AI DATI SUI VISTI PER SOGGIORNI DI BREVE DURATA";

"

18)  all’articolo 18, paragrafo 6, il secondo comma è sostituito dal seguente:"

"Le autorità competenti a effettuare verifiche alle frontiere presso cui l’EES è operativo verificano le impronte digitali del titolare del visto confrontandole con quelle registrate nel VIS. Per i titolari di visto le cui impronte digitali non possono essere utilizzate, l’interrogazione di cui al paragrafo 1 è eseguita soltanto con i dati alfanumerici previsti al richiamato paragrafo in combinazione con l’immagine del volto.";

"

18 bis)  l'articolo 18 bis è sostituito dal seguente:"

"Articolo 18 bis

Estrazione di dati VIS per la creazione o l'aggiornamento di una cartella di ingresso/uscita o di una cartella relativa al respingimento di un titolare di visto nell'EES

Unicamente ai fini della creazione o dell'aggiornamento nell'EES di una cartella di ingresso/uscita o di una cartella relativa al respingimento di un titolare di visto conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, e agli articoli 16 e 18 del regolamento (UE) 2017/2226, l'autorità competente a effettuare verifiche alle frontiere presso cui l'EES è operativo è abilitata ad estrarre dal VIS e importare nell'EES i dati conservati nel VIS e indicati all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), e all'articolo 16, paragrafo 2, lettere da c) a f) di tale regolamento."; [Em. 93]

"

19)  è inserito l’articolo 20 bis seguente:"

"Articolo 20 bis

Uso dei dati del VIS per l'inserimento nel SIS di segnalazioni di persone scomparse o persone vulnerabili a cui deve essere impedito di viaggiare e successivo accesso a tali dati [Em. 94]

1.  I dati relativi alle impronte digitali e alle immagini del volto conservati nel VIS possono essere utilizzati ai fini dell’inserimento di una segnalazione di persone scomparse, minori a rischio di sottrazione o persone vulnerabili a cui deve essere impedito di viaggiare, in conformità all’articolo 32, paragrafo 2, del regolamento (UE) ... del Parlamento europeo e del Consiglio* [regolamento (UE) sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale]. In questi casi lo scambio di dati relativi alle impronte digitali e alle immagini del volto deve avvenire tramite mezzi sicuri presso l’ufficio SIRENE dello Stato membro che detiene i dati. [Em. 95]

2.  Ove emerga un riscontro positivo rispetto a una segnalazione nel SIS attraverso l'uso di dati relativi alle impronte digitali e alle immagini del volto registrati nel VIS di cui al paragrafo 1, le autorità incaricate della protezione dei minori e le autorità giudiziarie nazionali, comprese quelle competenti per l’avvio dell’azione penale e per le indagini giudiziarie prima dell’imputazione e le relative autorità di coordinamento, di cui all’articolo 43 44 del regolamento (UE) n.... [COM(2016)0883 — SIS LE (cooperazione di polizia)], possono chiedere a un'autorità con accesso al VIS, nell’assolvimento delle loro funzioni, di accedere ai dati inseriti nel VIS. Si applicano le condizioni previste dalla legislazione nazionale e dell’Unione. Gli Stati membri garantiscono che i dati siano trasmessi con modalità sicure. [Em. 96]

__________

* Regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio del .... (GU L ... del ..., pag. ...).";

"

20)  all'articolo 22, il paragrafo i paragrafi 1 e 2 è sostituito sono sostituiti dal seguente dai seguenti:"

"1. Unicamente ai fini dell'esame di una domanda di asilo, le autorità competenti in materia di asilo sono abilitate, a norma dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 343/2003, a eseguire interrogazioni con impronte digitali del richiedente asilo. Qualora le impronte digitali di detta persona non possano essere utilizzate ovvero l'interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l'interrogazione è eseguita con i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a) e/o da b) a c quater); l'interrogazione può essere eseguita in combinazione con i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettera a bis). [Em. 97]

2.  Qualora dalle interrogazioni con i dati elencati al paragrafo 1 risulti che il richiedente protezione internazionale è registrato nel VIS, l’autorità competente per l’asilo ha accesso alla consultazione dei seguenti dati del richiedente e di tutti i fascicoli relativi alla domanda a quello collegati in conformità dell’articolo 8, paragrafo 3, limitatamente ai fini previsti al paragrafo 1:

   a) numero di domanda;
   b) dati ricavati dal modulo o dai moduli di domanda di cui all’articolo 9, punti 4, 5 e 7;
   c) fotografie immagini del volto; [Em. 98]
   d) dati inseriti, di cui agli articoli 10, 13 e 14, riguardo ai visti rilasciati, annullati, revocati o la cui validità è prorogata;
   e) dati di cui all’articolo 9, punti punto 4 e 5, dei fascicoli collegati in conformità dell’articolo 8, paragrafo 4."; [Em. 99]

"

21)  l’articolo 23 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 23

Periodo di conservazione dei dati

1.  Ciascun fascicolo relativo a una domanda è conservato nel VIS per un periodo massimo di cinque anni, fatta salva la cancellazione di cui agli articoli 24 e 25 e la registrazione di cui all'articolo 34. [Em. 100]

Tale periodo decorre:

   a) dalla data di scadenza del visto, o del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno qualora sia stato rilasciato un visto, o un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno;
   b) dalla nuova data di scadenza del visto, del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno qualora sia stato prorogato un visto, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno; [Em. 101]
   c) dalla data di creazione nel VIS del fascicolo relativo alla domanda, qualora la domanda sia stata ritirata, chiusa o interrotta;
   d) dalla data della decisione dell’autorità responsabile qualora sia stato rifiutato, annullato, ridotto, ritirato o revocato, a seconda dei casi, un visto, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno.

2.  Alla scadenza del periodo di cui al paragrafo 1, il VIS cancella automaticamente il fascicolo e i collegamenti fatti verso il medesimo conformemente all’articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all’articolo 22 bis, paragrafi paragrafo 3 e 5."; [Em. 102]

2 bis.  In deroga al paragrafo 1:

   a) i fascicoli relativi a una domanda per un permesso di soggiorno sono cancellati dopo un periodo massimo di 10 giorni;
   b) i fascicoli relativi a una domanda riguardante minori di età inferiore ai dodici anni sono cancellati non appena il minore esce dallo spazio Schengen. [Em. 103]

2 ter.  In deroga al paragrafo 1, per facilitare una nuova domanda il relativo fascicolo può essere conservato per un periodo supplementare massimo di tre anni dopo la fine del periodo di validità del visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno e solo qualora, a seguito di una richiesta di consenso, il richiedente acconsenta liberamente e in modo esplicito mediante una dichiarazione firmata. Le richieste di consenso sono presentate in modo chiaramente distinguibile dalle altre materie, in forma comprensibile e facilmente accessibile e utilizzando un linguaggio semplice e chiaro conformemente all'articolo 7 del regolamento (UE) 2016/679. Il richiedente può revocare il proprio consenso in qualsiasi momento in conformità dell'articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/679. Se il richiedente revoca il proprio consenso, il fascicolo relativo alla domanda è automaticamente cancellato dal VIS

eu-LISA sviluppa uno strumento per consentire ai richiedenti di prestare e revocare il loro consenso.

La Commissione adotta atti delegati in conformità dell'articolo 48 bis per definire ulteriormente lo strumento che i richiedenti devono utilizzare per prestare e revocare il loro consenso."; [Em. 104]

"

22)  all’articolo 24, il paragrafo i paragrafi 2 e 3 è sostituito dal seguente sono sostituiti dai seguenti:"

"2. Lo Stato membro che disponga di prove indicanti che i dati trattati nel VIS sono inesatti o che sono stati trattati nel VIS in violazione del presente regolamento ne informa immediatamente lo Stato membro competente. Tale messaggio è trasmesso secondo la procedura di cui all’articolo 16, paragrafo 3.

Qualora i dati inesatti riguardino collegamenti fatti conformemente all’articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all’articolo 22 bis, paragrafo 3, lo Stato membro competente provvede alle necessarie verifiche e risponde entro 48 ore e, nel caso, rettifica il collegamento. Se non perviene risposta nel termine stabilito, lo Stato membro richiedente rettifica il collegamento e ne informa lo Stato membro competente tramite VIS Mail.

3.  Lo Stato membro competente controlla, quanto prima, i dati in questione e, se necessario, li corregge o li cancella immediatamente."; [Em. 105]

"

23)  l’articolo 25 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Qualora, prima della scadenza del periodo di cui all’articolo 23, paragrafo 1, un richiedente abbia acquisito la cittadinanza di uno Stato membro, i fascicoli relativi alla domanda, i fascicoli e i collegamenti di cui all’articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all’articolo 22 bis, paragrafo 3, che lo riguardano sono cancellati dal VIS senza indugio dallo Stato membro che ha creato i fascicoli e i collegamenti in questione."; [Emendamento non concernente la versione italiana]

"

b)  al paragrafo 2, i termini "l’infrastruttura del VIS" sono sostituiti dai termini "VIS Mail";

23 bis)  l'articolo 26 è così modificato:

a)  i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:"

"1. eu-LISA è responsabile della gestione operativa del VIS e delle sue componenti di cui all'articolo 2 bis. In cooperazione con gli Stati membri, essa provvede a che in qualsiasi momento siano utilizzate, previa analisi costi/benefici, le migliori tecnologie disponibili per tali componenti. [Em. 107]

2.   La gestione operativa del VIS consiste nell'insieme dei compiti necessari a garantire un funzionamento del VIS 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, in conformità del presente regolamento, e comprende, in particolare, la manutenzione e gli adeguamenti tecnici necessari a garantire che il VIS funzioni a un livello di qualità operativa soddisfacente, in particolare per quanto riguarda i tempi di risposta alle interrogazioni del sistema centrale del VIS da parte di uffici consolari e autorità di frontiera. Tali tempi di risposta sono il più brevi possibile."; [Em. 108]

"

b)  i paragrafi da 3 a 8 sono soppressi; [Em. 109]

24)  all’articolo 26 è inserito il paragrafo 8 bis seguente:"

"8 bis. eu-LISA è autorizzata a utilizzare dati personali reali anonimizzati provenienti dal sistema di produzione del VIS a fini di prova nei seguenti casi:

   a) per stabilire la diagnosi ed effettuare la riparazione in caso di guasti rilevati nel sistema centrale;
   b) per sperimentare nuove tecnologie e tecniche pertinenti intese a migliorare le prestazioni del sistema centrale o la trasmissione dei dati al sistema.

In tal caso le misure di sicurezza, il controllo dell’accesso e le registrazioni effettuate nell’ambiente di prova sono identici a quelli previsti per il sistema di produzione del VIS. I dati personali reali adottati per la sperimentazione sono resi anonimi in modo tale che le persone titolari di tali dati non siano più identificabili."; [Em. 110]

"

c)  sono aggiunti i paragrafi seguenti:"

"9 bis. Se collabora con contraenti esterni per un qualsiasi compito relativo al VIS, eu-LISA monitora attentamente le attività del contraente per garantire il rispetto del presente regolamento, in particolare per quanto concerne la sicurezza, la riservatezza e la protezione dei dati.

9 ter.  La gestione operativa del sistema centrale del VIS non può essere affidata a imprese o organizzazioni private."; [Em. 111]

"

25)  l’articolo 27 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 27

Sede del sistema centrale d’informazione visti

Il VIS centrale principale, che svolge funzioni di controllo e gestione tecnici, ha sede a Strasburgo (Francia), mentre il VIS centrale di riserva, in grado di assicurare tutte le funzioni del VIS centrale principale, si trova a Sankt Johann im Pongau (Austria).

Entrambi i siti possono essere usati simultaneamente per far funzionare in modalità attiva il eu-LISA attua soluzioni tecniche per garantire la disponibilità ininterrotta del VIS attraverso il funzionamento simultaneo del sistema centrale del VIS e del sistema centrale del VIS di riserva, purché il secondo sito sistema centrale del VIS di riserva resti in grado di assicurarne assicurare il funzionamento del VIS in caso di guasto del sistema centrale del VIS o attraverso la duplicazione del sistema o delle sue componenti."; [Em. 112]

"

26)  l’articolo 29 è così modificato:

a)  la rubrica è sostituita dalla seguente:"

"Responsabilità per quanto riguarda l’uso e la qualità dei dati";

"

b)  al il paragrafo 1 è così modificato:

i)  la lettera c) è sostituita dalla seguente:"

"c) l’esattezza, l’attualità e un livello sufficiente di qualità e completezza dei dati trasmessi al VIS.";

"

ii)  è aggiunto il comma seguente:"

"A tal fine, gli Stati membri garantiscono che il personale consolare e il personale di qualsiasi prestatore di servizi esterno con cui cooperano secondo quanto indicato all'articolo 43 del regolamento (CE) n. 810/2009 ricevano una formazione periodica sulla qualità dei dati."; [Em. 113]

"

c)  al paragrafo 2, lettera a), i termini "del VIS centrale" sono sostituiti dai termini "del VIS centrale o del CIR" e i termini "il VIS centrale" sono sostituiti dai termini "il VIS centrale o il CIR";

d)  è inserito sono inseriti il paragrafo 2 bis seguente i paragrafi seguenti:"

"2 bis. L’Autorità di gestione eu-LISA insieme alla Commissione sviluppa e, gestisce e aggiorna costantemente meccanismi automatizzati di controllo della qualità dei dati e procedure per lo svolgimento dei controlli di qualità sui dati contenuti nel VIS e riferisce periodicamente agli Stati membri. L’Autorità di gestione eu-LISA garantisce livelli adeguati di personale professionalmente formato per attuare le innovazioni tecniche e gli aggiornamenti necessari per il funzionamento dei meccanismi di controllo della qualità dei dati. eu-LISA riferisce periodicamente agli Stati membri e alla Commissione sui controlli della qualità dei dati. La Commissione riferisce periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ai problemi di qualità dei dati incontrati e al modo in cui essi sono stati affrontati. [Em. 114]

Il meccanismo, le procedure e l’interpretazione relativi alla conformità qualitativa dei dati sono stabiliti mediante misure di esecuzione secondo la procedura di cui all’articolo 49, paragrafo 2.";

2 ter.  La Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla fattibilità, la disponibilità, la preparazione e l'affidabilità della tecnologia richiesta per utilizzare le immagini del volto al fine di identificare una persona."; [Em. 115]

"

d bis)  è aggiunto il paragrafo seguente:"

"3 bis. Per quanto concerne il trattamento dei dati personali nel VIS, ciascuno Stato membro designa un'autorità quale responsabile del trattamento ai sensi dell'articolo 4, punto 7, del regolamento (UE) 2016/679, dotata di responsabilità centrale per il trattamento dei dati da parte di tale Stato membro. Ciascuno Stato membro informa la Commissione della designazione."; [Em. 116]

"

27)  è inserito l’articolo 29 bis seguente:"

"Articolo 29 bis

Norme specifiche per l’inserimento dei dati

1.  L’inserimento nel VIS dei dati di cui agli articoli 9, 22 quater e 22 quinquies è subordinato alle seguenti condizioni preliminari:

   a) i dati di cui agli articoli 9, 22 quater e 22 quinquies e all’articolo 6, paragrafo 4, possono essere trasmessi al immessi nel VIS solo previo controllo di qualità eseguito dalle autorità nazionali competenti; [Em. 117]
   b) i dati di cui agli articoli 9, 22 quater e 22 quinquies e all’articolo 6, paragrafo 4, sono trattati dal VIS previo controllo di qualità eseguito dal VIS conformemente al paragrafo 2.

2.  Il VIS esegue controlli di qualità come segue:

   a) nel creare il fascicolo relativo alla domanda o il fascicolo di un cittadino di paese terzo nel VIS, sono eseguiti controlli di qualità sui dati di cui agli articoli 9, 22 quater e 22 quinquies; se i controlli non rispettano i criteri di qualità prescritti, la o le autorità responsabili ne sono informate automaticamente tramite il VIS;
   b) il VIS può attivare le procedure automatizzate di cui all’articolo 9 bis, paragrafo 3, e all’articolo 22 ter, paragrafo 2, solo previo controllo di qualità eseguito dal VIS a norma del presente articolo; se i controlli non rispettano i criteri di qualità prescritti, la o le autorità responsabili ne sono informate automaticamente tramite il VIS; [Emendamento non concernente la versione italiana]
   c) nel creare il fascicolo relativo alla domanda o il fascicolo di un cittadino di paese terzo nel VIS, sono eseguiti controlli di qualità sulle immagini del volto e sui dati dattiloscopici al fine di accertare il rispetto di norme minime di qualità dei dati per consentire il confronto biometrico; [Emendamento non concernente la versione italiana]
   d) nel conservare nel VIS le informazioni sulle autorità nazionali designate sono eseguiti controlli di qualità sui dati di cui all’articolo 6, paragrafo 4.

3.  Per la conservazione dei dati di cui ai paragrafi 1 e 2 sono stabilite norme di qualità. Tali norme sono specificate con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2."; [Emendamento non concernente la versione italiana]

"

28)  all’articolo 31, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: "

"1. Fatto salvo il regolamento (UE) 2016/679, i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere a), b), c), k) e m), e punti 6 e 7, possono essere trasferiti a un paese terzo o a un’organizzazione internazionale figurante nell’allegato, o messi a loro disposizione, soltanto se necessario in casi specifici al fine di provare l’identità di cittadini di paesi terzi e soltanto ai fini del rimpatrio conformamene alla direttiva 2008/115/CE o del reinsediamento conformemente al regolamento … [regolamento sul quadro per il reinsediamento], a condizione che lo Stato membro che ha inserito i dati nel VIS abbia dato il suo assenso."; [Em. 121]

"

28 bis)  l'articolo 31 è così modificato:

a)  i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:"

"2. In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), a bis), b), c), c bis), k) e m), e punti 6 e 7, possono essere trasmessi dalle autorità di frontiera o dalle autorità competenti per l'immigrazione a un paese terzo o a un'organizzazione internazionale figurante nell'allegato al presente regolamento in casi specifici, se necessario al fine di provare l'identità di cittadini di paesi terzi, unicamente ai fini del rimpatrio, purché siano rispettate le seguenti condizioni:

   a) la Commissione ha adottato una decisione sull'adeguata protezione dei dati personali in tale paese terzo in conformità dell'articolo 45, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/679;
   b) sono state previste garanzie adeguate in conformità dell'articolo 46 del regolamento (UE) 2016/679, attraverso, ad esempio, un accordo di riammissione in vigore tra l'Unione o uno Stato membro e il paese terzo in questione; oppure
   c) si applica l'articolo 49, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (UE) 2016/679. [Em. 122]

3.  I dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), b), c), k) e m), e punti 6 e 7, possono essere trasmessi in conformità del paragrafo 2 del presente articolo solamente se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

   a) il trasferimento dei dati è effettuato in conformità delle disposizioni pertinenti del diritto dell'Unione, in particolare delle disposizioni in materia di protezione dei dati, compreso il capo V del regolamento (UE) 2016/679, e gli accordi di riammissione, e il diritto nazionale dello Stato membro che trasferisce i dati;
   b) lo Stato membro che ha inserito i dati nel VIS ha dato il suo assenso;
   c) il paese terzo o l'organizzazione internazionale ha concordato di trattare i dati limitatamente ai fini per i quali sono stati trasmessi; e
   d) una decisione di rimpatrio adottata in conformità della direttiva 2008/115/CE è stata emessa nei confronti del cittadino di paese terzo interessato, purché l'esecuzione di tale decisione di rimpatrio non sia sospesa e non sia stato presentato alcun ricorso che possa portare alla sospensione della sua esecuzione."; [Em. 123]

"

b)  sono aggiunti i paragrafi seguenti:"

"3 bis. I trasferimenti di dati personali a paesi terzi o a organizzazioni internazionali ai sensi del paragrafo 2 non pregiudicano i diritti dei richiedenti o dei beneficiari di protezione internazionale, in particolare in materia di non respingimento.

3 ter.  I dati personali ottenuti dal VIS da uno Stato membro o da Europol a fini di contrasto non sono trasferiti a paesi terzi, organizzazioni internazionali o soggetti di diritto privato stabiliti all'interno o all'esterno dell'Unione, né sono messi a loro disposizione. Il divieto si applica inoltre nei casi in cui il trattamento ulteriore di tali dati sia effettuato a livello nazionale o tra Stati membri a norma della direttiva (UE) 2016/680."; [Em. 124]

"

28 ter)  all'articolo 32, il paragrafo 2 è così modificato:

a)   è inserita la lettera seguente:"

"e bis) impedire che persone non autorizzate usino sistemi di trattamento automatizzato di dati servendosi di attrezzature per la comunicazione di dati;"; [Em. 125]

"

b)  sono inserite le lettere seguenti:"

"j bis) garantire che, in caso di interruzione, i sistemi installati possano essere ripristinati;

   j ter) garantire l'affidabilità, accertandosi che eventuali anomalie nel funzionamento del VIS siano adeguatamente segnalate e che siano adottate le misure tecniche necessarie per assicurare che i dati personali possano essere recuperati in caso di danneggiamento a causa di un malfunzionamento del VIS;"; [Em. 126]

"

28 quater)  è inserito l'articolo seguente:"

"Articolo 32 bis

Incidenti di sicurezza

1.   È considerato incidente di sicurezza l'evento che ha o può avere ripercussioni sulla sicurezza del VIS o può causare danni o perdite ai dati VIS, in particolare quando possono essere stati consultati dati illecitamente o quando sono state o possono essere state compromesse la disponibilità, l'integrità e la riservatezza dei dati.

2.   Gli incidenti di sicurezza sono gestiti in modo tale da garantire una risposta rapida, efficace e adeguata.

3.   Fatte salve la notifica e la comunicazione di una violazione dei dati personali a norma dell'articolo 33 del regolamento (UE) 2016/679 o dell'articolo 30 della direttiva (UE) 2016/680, gli Stati membri, Europol e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera comunicano senza indugio gli incidenti di sicurezza alla Commissione, a eu-LISA, all'autorità di controllo competente e al garante europeo della protezione dei dati. eu-LISA comunica senza indugio qualsiasi incidente di sicurezza relativo al sistema centrale del VIS alla Commissione e al garante europeo della protezione dei dati.

4.   Le informazioni su un incidente di sicurezza che ha o può avere ripercussioni sul funzionamento del VIS in uno Stato membro o, all'interno di eu-LISA, sulla disponibilità, integrità e riservatezza dei dati inseriti o inviati da altri Stati membri, sono fornite senza indugio a tutti gli Stati membri e registrate secondo il piano di gestione degli incidenti stabilito da eu-LISA.

5.   Gli Stati membri ed eu-LISA collaborano qualora si verifichino incidenti di sicurezza.

6.   La Commissione segnala immediatamente al Parlamento europeo e al Consiglio gli incidenti gravi. Tali segnalazioni sono classificate EU RESTRICTED/RESTREINT UE conformemente alle norme vigenti in materia di sicurezza.

7.   Qualora un incidente di sicurezza sia causato da un uso improprio dei dati, gli Stati membri, Europol e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera garantiscono l'imposizione di sanzioni in conformità dell'articolo 36."; [Em. 127]

"

28 quinquies)  l'articolo 33 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 33

Responsabilità

1.  Fatti salvi il diritto al risarcimento e la responsabilità da parte del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento ai sensi del regolamento (UE) 2016/679, della direttiva (UE) 2016/680 e del regolamento (UE) 2018/1726:

   a) qualsiasi persona o Stato membro che abbia subito un danno in esito ad un'operazione illegale di trattamento di dati o a qualsiasi altro atto incompatibile con il presente regolamento compiuti da uno Stato membro ha diritto a un indennizzo per il danno subito da parte di tale Stato membro;
   b) qualsiasi persona o Stato membro che abbia subito un danno materiale o immateriale in esito a qualsiasi atto incompatibile con il presente regolamento compiuto da Europol, dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera o da eu-LISA ha diritto al risarcimento da parte dell'agenzia in questione.

Lo Stato membro interessato, Europol, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera o eu-LISA sono esonerati, in tutto o in parte, dalla loro responsabilità ai sensi del primo comma se provano che l'evento dannoso non è loro imputabile.

2.  Uno Stato membro è ritenuto responsabile di ogni eventuale danno arrecato al sistema centrale del VIS conseguente all'inosservanza degli obblighi del presente regolamento, fatto salvo il caso e nella misura in cui eu-LISA o un altro Stato membro che partecipa al sistema centrale del VIS abbiano omesso di adottare provvedimenti ragionevolmente idonei a prevenire il danno o ridurne al minimo l'impatto.

3.  Le azioni proposte contro uno Stato membro per il risarcimento del danno di cui ai paragrafi 1 e 2 sono disciplinate dal diritto nazionale di tale Stato membro. Le azioni proposte contro il responsabile del trattamento, Europol, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera o eu-LISA per il risarcimento del danno di cui ai paragrafi 1 e 2 sono soggette alle condizioni previste dai trattati."; [Em. 128]

"

29)  l’articolo 34 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 34

Registrazioni

1.  Ciascuno Stato membro, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e l’Autorità di gestione ed eu-LISA conservano le registrazioni di tutte le operazioni di trattamento dei dati nell’ambito del VIS. Tali registrazioni indicano la finalità dell’accesso di cui all’articolo 6, paragrafo 1, all’articolo 20 bis, paragrafo 1, all’articolo 22 duodecies, paragrafo 1, e agli articoli da 15 a 22 e da 22 octies a 22 undecies, la data e l’ora, il tipo di dati trasmessi di cui agli articoli da 9 a 14 e da 22 quater a 22 septies, il tipo di dati utilizzati ai fini dell’interrogazione di cui all’articolo 15, paragrafo 2, all’articolo 18, all’articolo 19, paragrafo 1, all’articolo 20, paragrafo 1, all’articolo 21, paragrafo 1, all’articolo 22, paragrafo 1, all’articolo 22 octies, all’articolo 22 nonies, all’articolo 22 decies, all’articolo 22 undecies, all’articolo 45 bis e all’articolo 45 quinquies, e il nome dell’autorità che inserisce o estrae i dati. Ciascuno Stato membro conserva altresì le registrazioni del personale debitamente autorizzato ad inserire e ad estrarre i dati. [Em. 129]

2.  Per le operazioni di cui all’articolo 45 ter, è conservata una registrazione di tutte le operazioni di trattamento di dati eseguite nel VIS e nell’EES in conformità del presente di detto articolo e dell’articolo 41 46 del regolamento (UE) 2017/2226 che istituisce un sistema di ingressi/uscite (EES). Per le operazioni di cui all'articolo 17 bis, è conservato un registro di tutte le operazioni di trattamento di dati eseguite nel VIS e nell'EES in conformità del presente articolo e dell'articolo 46 del regolamento (UE) 2017/2226. [Em. 130]

3.  Tali registrazioni possono essere utilizzate unicamente per il monitoraggio, a fini della protezione dei dati, dell’ammissibilità del trattamento dei dati e per garantire la sicurezza degli stessi. Tali registrazioni sono protette dall’accesso non autorizzato con misure adeguate e sono cancellate dopo un anno dalla scadenza del periodo di conservazione di cui all’articolo 23, paragrafo 1, sempreché non siano necessarie per procedure di monitoraggio già avviate.";

"

29 bis)  l'articolo 35 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 35

Verifica interna

Gli Stati membri provvedono affinché ogni autorità con diritto di accesso ai dati VIS adotti le misure necessarie per conformarsi al presente regolamento e cooperi con l'autorità nazionale di controllo."; [Em. 131]

"

29 ter)  l'articolo 36 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 36

Sanzioni

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che ogni abuso o trattamento di dati inseriti nel VIS contrario al presente regolamento sia passibile di sanzioni, anche a carattere amministrativo e/o penale in conformità della legislazione nazionale, che siano efficaci, proporzionate e dissuasive."; [Em. 132]

"

30)  l’articolo 37 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 e così modificato:

i)  la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:"

"1. Fatto salvo il diritto di informazione di cui agli articoli 15 e 16 del regolamento (UE) 2018/1725, agli articoli 13 e 14 del regolamento (UE) 2016/679 e all'articolo 13 della direttiva (UE) 2016/680, lo Stato membro competente informa i cittadini di paesi terzi e le persone di cui all'articolo 9, punto 4, lettera f), all'articolo 22 quater, punto 2, lettera e), o all'articolo 22 quinquies, lettera e), in merito a quanto segue:"; [Em. 133]

"

ii)  la lettera f) è sostituita dalla seguente:"

"f) l'esistenza del diritto di accesso ai dati che li riguardano e il diritto di chiedere che i dati inesatti che li riguardano siano rettificati o che i dati che li riguardano trattati illecitamente siano cancellati, nonché il diritto di ottenere informazioni sulle procedure da seguire per esercitare tali diritti e gli estremi del garante europeo della protezione dei dati e dell'autorità nazionale di controllo dello Stato membro responsabile della raccolta dei dati di cui all'articolo 41, paragrafo 1, che sono adite in materia di tutela dei dati personali."; [Em. 134]

"

iii)   è aggiunta la lettera seguente:"

"f bis) il fatto che il VIS può essere consultato dagli Stati membri e da Europol a fini di contrasto."; [Em. 135]

"

b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono fornite per iscritto in modo chiaro, conciso e preciso al cittadino di paese terzo all’atto dell’acquisizione dei dati, della fotografia dell'immagine del volto e delle impronte digitali di cui all’articolo 9, punti 4, 5 e 6, all’articolo 22 quater, punto 2, e all’articolo 22 quinquies, lettere da a) a g), e se necessario oralmente, in una lingua e maniera che l’interessato comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile. I minori devono essere informati in modo consono alla loro età mediante opuscoli e/o infografiche e/o dimostrazioni concepite in modo specifico per spiegare la procedura di rilevamento delle impronte digitali."; [Em. 136]

"

c)  al paragrafo 3, il secondo comma è sostituito dal seguente:"

"In mancanza di moduli a firma di dette persone, tali informazioni sono fornite ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (UE) 2016/679.";

"

31)  all’articolo 38, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente: "

"3. Qualora la richiesta di cui al paragrafo 2 sia presentata ad uno Stato membro diverso da quello competente, le autorità di quest’ultimo sono contattate dalle autorità dello Stato membro al quale è stata presentata la richiesta entro un termine di sette giorni. Lo Stato membro competente verifica l’esattezza dei dati e la legittimità del loro trattamento nel VIS entro il termine di un mese."; [Em. 137]

"

31 bis)  l'articolo 38 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 38

Diritto di accesso ai dati personali, di rettifica, integrazione e cancellazione degli stessi e di limitazione del loro trattamento

1.  Fatto salvo il diritto d'informazione di cui agli articoli 15 e 16 del regolamento (UE) 2018/1725, i richiedenti o i titolari di visti per soggiorni di lunga durata o di permessi di soggiorno i cui dati sono conservati nel VIS sono informati, nel momento in cui i loro dati sono raccolti, delle procedure per esercitare i diritti di cui agli articoli da 17 a 20 del regolamento (UE) 2018/1725 e agli articoli da 15 a 18 del regolamento (UE) 2016/679 e, allo stesso tempo, dei dati di contatto del garante europeo della protezione dei dati.

2.  Per esercitare i diritti di cui agli articoli da 17 a 20 del regolamento (UE) 2018/1725 e agli articoli da 15 a 18 del regolamento (UE) 2016/679, le persone di cui al paragrafo 1 hanno il diritto di rivolgersi allo Stato membro che ha inserito i loro dati nel VIS. Lo Stato membro che riceve la richiesta la esamina e risponde quanto prima e, in ogni caso, al più tardi entro 30 giorni. Qualora, in risposta a una richiesta, emerga che i dati conservati nel VIS sono di fatto inesatti o sono stati registrati illecitamente, lo Stato membro competente rettifica o cancella tali dati nel VIS senza indugio e non oltre 30 giorni dalla ricezione della richiesta, in linea con l'articolo 12, paragrafi 3 e 4, del regolamento (UE) 2016/679. Qualora la richiesta sia presentata ad uno Stato membro diverso da quello competente, le autorità di quest'ultimo sono contattate dalle autorità dello Stato membro al quale la richiesta è stata presentata entro un termine di sette giorni. Lo Stato membro competente verifica l'esattezza dei dati e la legittimità del loro trattamento nel VIS entro il termine di un mese. L'interessato è informato dallo Stato membro che ha contattato l'autorità dello Stato membro competente in merito alla trasmissione della sua richiesta, al destinatario e al prosieguo della procedura.

3.  Qualora lo Stato membro competente non concordi con l'affermazione secondo cui i dati conservati nel VIS sono di fatto inesatti o sono stati registrati illecitamente, adotta senza indugio una decisione amministrativa con la quale illustra per iscritto all'interessato la ragione per cui non intende rettificare o cancellare i dati che lo riguardano.

4.   Tale decisione fornisce inoltre all'interessato informazioni sulla possibilità di impugnare la decisione adottata sulla richiesta di cui al paragrafo 2 e, se del caso, informazioni su come intentare un'azione o presentare un reclamo dinanzi alle autorità competenti o alle autorità giurisdizionali competenti e su qualunque tipo di assistenza disponibile, anche da parte delle autorità nazionali di controllo competenti.

5.   Qualsiasi richiesta presentata a norma del paragrafo 2 contiene le informazioni necessarie per identificare l'interessato. Tali informazioni sono utilizzate unicamente per consentire l'esercizio dei diritti di cui al paragrafo 2.

6.  Lo Stato membro competente conserva una registrazione, sotto forma di documento scritto, della presentazione di una richiesta ai sensi del paragrafo 2 e di come è stata trattata. Mette tale documento a disposizione delle autorità nazionali di controllo competenti per la protezione dei dati senza indugio e, in ogni caso, non oltre sette giorni dalla decisione di rettificare o cancellare i dati di cui, rispettivamente, al paragrafo 2, secondo comma, o in seguito alla decisione di cui al paragrafo 3."; [Em. 138]

"

31 ter)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 39

Cooperazione volta a garantire i diritti relativi alla protezione dei dati

1.  Le autorità competenti degli Stati membri cooperano attivamente per far rispettare i diritti sanciti dall'articolo 38.

2.  In ciascuno Stato membro l'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 fornisce, su richiesta, assistenza e consulenza agli interessati nell'esercizio del loro diritto di rettifica, integrazione o cancellazione dei dati personali che li riguardano ovvero di limitazione del trattamento di tali dati, ai sensi del regolamento (UE) 2016/679.

L'autorità di controllo dello Stato membro competente che ha trasmesso i dati e l'autorità di controllo dello Stato membro al quale è stata presentata la richiesta cooperano per raggiungere gli obiettivi di cui al primo comma." [Em. 139]

"

31 quater)  l'articolo 40 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 40

Mezzi di ricorso

1.  Fatti salvi gli articoli 77 e 79 del regolamento (UE) 2016/679, in ciascuno Stato membro chiunque ha il diritto di intentare un'azione o presentare un reclamo alle autorità o ai giudici competenti dello Stato membro che abbia negato il diritto, sancito dall'articolo 38 del presente regolamento, ad ottenere l'accesso ai dati che lo riguardino ovvero il diritto di rettifica, di integrazione o di cancellazione degli stessi. Il diritto di intentare un'azione o presentare un reclamo di tal genere si applica inoltre nei casi in cui le richieste di accesso, rettifica, integrazione o cancellazione non abbiano ricevuto risposta entro i termini sanciti dall'articolo 38, oppure non siano mai state trattate dal responsabile del trattamento.

2.  L'assistenza dell'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 rimane disponibile durante l'intero procedimento."; [Em. 140]

"

31 quinquies)  l'articolo 41 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 41

Vigilanza delle autorità di controllo nazionali

1.  Ciascuno Stato membro assicura che l'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 controlli autonomamente la legittimità del trattamento dei dati personali ai sensi del presente regolamento da parte dello Stato membro interessato.

2.  L'autorità o le autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 provvedono affinché, almeno ogni tre anni, sia svolto un controllo delle operazioni di trattamento dei dati da parte delle autorità nazionali competenti, conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali. I risultati dell'audit possono essere presi in considerazione nelle valutazioni effettuate nel quadro del meccanismo istituito dal regolamento (UE) n. 1053/2013 del Consiglio. L'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 pubblica ogni anno il numero delle richieste di rettifica, integrazione, cancellazione o limitazione del trattamento dei dati, le conseguenti azioni intraprese e il numero delle rettifiche, integrazioni, cancellazioni e limitazioni del trattamento effettuate in seguito alla richiesta degli interessati.

3.  Gli Stati membri provvedono affinché la loro autorità di controllo disponga delle risorse sufficienti per assolvere i compiti ad essa affidati dal presente regolamento e abbia accesso alla consulenza di persone in possesso di adeguate conoscenze in materia di dati biometrici.

4.  Gli Stati membri forniscono all'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 le informazioni da questa richieste, in particolare le informazioni sulle attività svolte conformemente alle loro responsabilità previste dal presente regolamento. Gli Stati membri permettono all'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 di consultare le loro registrazioni e di accedere in qualsiasi momento a tutti i loro locali utilizzati per l'interoperabilità."; [Em. 141]

"

31 sexies)  l'articolo 42 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 42

Vigilanza del Garante europeo della protezione dei dati

1.  Il Garante europeo della protezione dei dati ha il compito di monitorare le attività di trattamento dei dati personali da parte di eu-LISA, di Europol e dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera previste dal presente regolamento e di assicurare che tali attività siano effettuate in conformità del regolamento (UE) 2018/1725 e del presente regolamento.

2.  Il Garante europeo della protezione dei dati provvede affinché almeno ogni tre anni sia svolto un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate da eu-LISA conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali. Una relazione su tale controllo è trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, a eu-LISA, alla Commissione e agli Stati membri. A eu-LISA è data la possibilità di presentare osservazioni prima dell'adozione delle relazioni.

3.  eu-LISA fornisce al garante europeo della protezione dei dati le informazioni da questo richieste, gli permette di consultare tutti i documenti e le registrazioni di cui agli articoli 22 novodecies, 34 e 45 ter, nonché di aver accesso, in qualsiasi momento, a tutti i suoi locali."; [Em. 142]

"

32)  all’articolo 43, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: "

"1. Il garante europeo della protezione dei dati agisce in stretta cooperazione con le autorità nazionali di controllo riguardo a temi specifici che richiedono un contributo nazionale, in particolare se il garante europeo della protezione dei dati o un’autorità nazionale di controllo constata notevoli differenze tra le pratiche degli Stati membri o trasferimenti potenzialmente illeciti nell’uso dei canali di comunicazione delle componenti dell’interoperabilità, o in relazione a questioni sollevate da una o più autorità nazionali di controllo sull’attuazione e interpretazione del presente regolamento.

2.  Nei casi di cui al paragrafo 1 è assicurato il controllo coordinato a norma dell’articolo 62 del regolamento (UE) 2018/XXXX [revisione del regolamento (CE) n. 45/2001]."; [Em. 143]

"

32 bis)  l'articolo 43 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 43

Cooperazione tra le autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati

1.  Le autorità di controllo e il garante europeo della protezione dei dati, ciascuno nei limiti delle proprie competenze, cooperano attivamente nell'ambito delle rispettive responsabilità per assicurare il controllo coordinato delle componenti dell'interoperabilità e delle altre disposizioni del presente regolamento.

2.  Il garante europeo della protezione dei dati e le autorità di controllo si scambiano informazioni pertinenti, si assistono vicendevolmente nello svolgimento di revisioni e ispezioni, esaminano difficoltà di interpretazione o applicazione del presente regolamento, valutano problemi inerenti all'esercizio di un controllo indipendente o all'esercizio dei diritti delle persone cui i dati si riferiscono, elaborano proposte armonizzate per soluzioni congiunte di eventuali problemi e promuovono la sensibilizzazione del pubblico in materia di diritti di protezione dei dati.

3.  Ai fini del paragrafo 2, le autorità di controllo e il garante europeo della protezione dei dati si riuniscono almeno due volte l'anno nell'ambito del comitato europeo per la protezione dei dati. I costi di tali riunioni e l'organizzazione delle stesse sono a carico del comitato europeo per la protezione dei dati. Nella prima riunione è adottato un regolamento interno. Ulteriori metodi di lavoro sono elaborati congiuntamente a seconda delle necessità.

4.  Una relazione congiunta sulle attività svolte è trasmessa ogni due anni dal comitato europeo per la protezione dei dati al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, a Europol, all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e a eu-LISA. Tale relazione comprende un capitolo su ciascuno Stato membro, redatto dall'autorità di controllo dello Stato membro in questione."; [Em. 144]

"

32 ter)  l'articolo 44 è soppresso; [Em. 145]

33)  all’articolo 45, è aggiunto il paragrafo 3 seguente sono aggiunti i paragrafi seguenti:"

"2 bis. Le misure necessarie allo sviluppo del sistema centrale del VIS, dell'interfaccia nazionale in ciascuno Stato membro e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale del VIS e le interfacce nazionali sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 49, paragrafo 2, per quanto riguarda i seguenti aspetti:

   a) la progettazione dell'architettura fisica del sistema, compresa la relativa rete di comunicazione;
   b) gli aspetti tecnici che influiscono sulla protezione dei dati di carattere personale;
   c) gli aspetti tecnici con importanti implicazioni finanziarie per i bilanci degli Stati membri o con implicazioni tecniche di rilievo per i sistemi nazionali degli Stati membri;
   d) lo sviluppo dei requisiti di sicurezza, compresi gli aspetti biometrici. [Em. 146]

3.  Le specifiche tecniche per la qualità, la risoluzione e l’uso delle impronte digitali e dell’immagine del volto ai fini delle verifiche biometriche e dell’identificazione nel VIS sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2.";

"

34)  è inserito l’articolo 45 bis seguente:"

"Articolo 45 bis

Uso dei dati per l’elaborazione di relazioni e statistiche

1.  Il personale debitamente autorizzato delle autorità competenti degli Stati membri, della Commissione, di eu-LISA e dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera istituita con regolamento (UE) 2016/1624 ha accesso alla consultazione dei seguenti dati, unicamente per elaborare relazioni e statistiche e senza che sia possibile l'identificazione individuale, grazie all'anonimizzazione totale dei dati: [Em. 147]

   a) informazioni sullo status;
   b) autorità competente e relativa sede;
   c) sesso, data anno di nascita e cittadinanza attuale del richiedente; [Em. 148]
   d) Stato membro del primo ingresso, solo per i visti per soggiorni di breve durata;
   e) luogo e data di presentazione della domanda e della decisione concernente la domanda (accolta o respinta);
   f) tipo di documento rilasciato, ad es. VTA, visto uniforme o VTL, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno;
   g) tipo di documento di viaggio e codice a tre lettere del paese di rilascio, solo per i visti per soggiorni di breve durata;
   h) motivi addotti per una decisione concernente il documento o la domanda, solo per i visti per soggiorni di breve durata; decisione concernente la domanda (se accoglierla rifiuto di un visto per soggiorno di breve durata, tra cui il riferimento a eventuali riscontri positivi dai sistemi di informazione dell'Unione consultati, dai dati Europol o respingerla e i motivi addotti) per i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi Interpol, dall'elenco di controllo di cui all'articolo 29 del regolamento (UE) 2018/1240 o da indicatori di soggiorno rischio specifici; [Em. 149]
   h bis) motivi addotti per una decisione concernente il rifiuto di un documento, tra cui il riferimento a eventuali riscontri positivi dai sistemi di informazione dell'Unione consultati, dai dati Europol o Interpol, dall'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240 o da indicatori di rischio specifici; [Em. 150]
   i) autorità competente per i visti che ha respinto la domanda e relativa sede e data del rifiuto, solo per i visti per soggiorni di breve durata;
   j) casi in cui lo stesso richiedente ha chiesto un visto per soggiorno di breve durata a più di un’autorità competente per i visti, con indicazione di tali autorità e relative sedi e delle date del rifiuto, solo per i visti per soggiorni di breve durata;
   k) scopo/i principale/i del viaggio, per i visti per soggiorni di breve durata; finalità della domanda, per i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi di soggiorno; [Em. 151]
   l) dati inseriti riguardo ai documenti di visto ritirati, annullati, revocati o la cui validità è prorogata, a seconda dei casi; [Em. 152]
   m) data di scadenza del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno, a seconda dei casi;
   n) numero di persone esentate dall’obbligo di rilevamento delle impronte digitali conformemente all’articolo 13, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 810/2009;
   o) casi in cui, per ragioni di fatto, i dati di cui all’articolo 9, punto 6, non hanno potuto essere forniti conformemente all’articolo 8, paragrafo 5, seconda frase;
   p) casi in cui, per motivi giuridici, la presentazione dei dati di cui all’articolo 9, punto 6, non è stata richiesta conformemente all’articolo 8, paragrafo 5, seconda frase;
   q) casi in cui è stato rifiutato il visto a una persona impossibilitata per ragioni di fatto a fornire i dati di cui all’articolo 9, punto 6, conformemente all’articolo 8, paragrafo 5, seconda frase.

Il personale debitamente autorizzato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha accesso alla consultazione dei dati di cui al primo comma ai fini dell’esecuzione delle analisi del rischio e delle valutazioni delle vulnerabilità di cui agli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) 2016/1624.

2.  Ai fini del paragrafo 1 eu‑LISA conserva i dati ivi previsti nell’archivio centrale di relazioni e statistiche di cui all’articolo 39 del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)].

3.  Le procedure poste in essere da eu-LISA per monitorare il funzionamento del VIS di cui all’articolo 50, paragrafo 1, comprendono la possibilità di produrre statistiche periodiche per assicurare tale monitoraggio.

4.  Ogni trimestre eu-LISA compila statistiche basate sui dati del VIS sui visti per soggiorni di breve durata che indichino in particolare, per ciascuna località in cui è stata presentata una domanda:

   a) il totale dei visti di transito aeroportuale richiesti, compresi i visti di transito aeroportuale multipli;
   b) il totale dei visti rilasciati, compresi i visti A per ingressi multipli;
   c) il totale dei visti per ingressi multipli rilasciati;
   d) il totale dei visti non rilasciati, compresi i visti A per ingressi multipli;
   e) il totale dei visti uniformi richiesti, compresi i visti per ingressi multipli;
   f) il totale dei visti rilasciati, compresi i visti per ingressi multipli;
   g) il totale dei visti per ingressi multipli rilasciati, divisi per durata di validità (meno di 6 mesi, 1 anno, 2 anni, 3 anni, 4 anni, 5 anni);
   h) il totale dei visti uniformi non rilasciati, compresi i visti per ingressi multipli;
   i) il totale dei visti con validità territoriale limitata rilasciati.

Le statistiche quotidiane sono conservate nell’archivio centrale di relazioni e statistiche.

5.  Ogni trimestre eu-LISA compila statistiche basate sui dati del VIS sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno che indichino in particolare, per ciascuna località:

   a) il totale dei visti per soggiorni di lunga durata richiesti, rilasciati, rifiutati, prorogati o ritirati;
   b) il totale dei permessi di soggiorno richiesti, rilasciati, rifiutati, prorogati o ritirati.

6.  Alla fine di ogni anno i dati statistici sono raccolti sotto forma di statistiche trimestrali per l’anno in una relazione annuale relativa all'anno in questione. Le statistiche presentano dati disaggregati per Stato membro. La relazione è pubblicata e trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, al Garante europeo della protezione dei dati e alle autorità nazionali di controllo. [Em. 153]

7.  Su richiesta della Commissione eu-LISA le fornisce statistiche su aspetti specifici connessi all’attuazione della politica comune in materia di visti o della politica migratoria, compresi aspetti in applicazione del regolamento (UE) n. 1053/2013.";

"

35)  sono inseriti gli articoli 45 ter, 45 quater, 45 quinquies e 45 sexies seguenti:"

"Articolo 45 ter

Accesso ai dati per verifica da parte dei vettori

1.  Al fine di adempiere al loro obbligo ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 1, lettera b), della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori aerei, marittimi e internazionali stradali che effettuano trasporti di gruppo con autobus interrogano il VIS per verificare se i cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno siano in possesso o meno, a seconda dei casi, di un visto per soggiorno di breve durata, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno valido. Per quanto riguarda i visti per soggiorni di breve durata Nei casi in cui ai passeggeri non sia consentito l'imbarco a causa di un'interrogazione nel VIS, i vettori forniscono i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere a), b) e c), o all’articolo 22 quater, lettere a), b) e c), a seconda dei casi ai passeggeri tali informazioni e i mezzi necessari per esercitare i loro diritti di accesso ai dati personali conservati nel VIS nonché di rettifica e cancellazione degli stessi. [Em. 154]

2.  Ai fini dell’attuazione del paragrafo 1 o al fine di risolvere eventuali controversie derivanti dalla sua applicazione, eu-LISA conserva le registrazioni di tutti i trattamenti di dati effettuati dai vettori nel portale per i vettori. Tali registrazioni riportano la data e l’ora di ciascuna operazione, i dati utilizzati per l’interrogazione, i dati trasmessi dal portale per i vettori e il nome del vettore in questione.

Le registrazioni sono conservate per due anni. Le registrazioni sono protette con misure adeguate dall’accesso non autorizzato.

3.  L’accesso sicuro al portale per i vettori di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera h), della decisione 2004/512/CE come modificata dal presente regolamento articolo 2 bis, lettera h), con la possibilità di usare soluzioni tecniche mobili, permette ai vettori di procedere all’interrogazione di cui al paragrafo 1 prima che un passeggero salga a bordo. A tal fine il vettore interroga il VIS usando i dati contenuti nella zona a lettura ottica del documento di viaggio e indica lo Stato membro di ingresso. In deroga a quanto sopra, nel caso di un transito aeroportuale, i vettori non sono tenuti a verificare se i cittadini di paesi terzi siano in possesso o meno, a seconda dei casi, di un visto per soggiorno di breve durata, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno valido. [Em. 155]

4.  Il VIS risponde indicando se la persona è in possesso o meno, a seconda dei casi, di visto valido per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno validi, fornendo ai vettori una risposta "OK/NON OK". Qualora sia stato rilasciato un visto con validità territoriale limitata a norma dell'articolo 25 del regolamento (CE) n. 810/2009, la risposta fornita dal VIS tiene conto dello Stato membro o degli Stati membri per cui il visto è valido, nonché dello Stato membro di ingresso indicato dal vettore. I vettori possono conservare le informazioni trasmesse e la risposta ricevuta in conformità del diritto applicabile. La risposta "OK/NON OK" non deve essere considerata un provvedimento di autorizzazione d'ingresso o di respingimento ai sensi del regolamento (UE) 2016/399. La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, norme dettagliate concernenti le condizioni per il funzionamento del portale per i vettori nonché la protezione dei dati e le norme di sicurezza applicabili. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2. [Em. 156]

5.  È definito un metodo di autenticazione, riservato esclusivamente ai vettori, che consente a membri debitamente autorizzati del personale dei vettori di accedere al portale per i vettori ai fini del paragrafo 2. Nel definire il metodo di autenticazione, si tiene conto della gestione dei rischi relativi alla sicurezza delle informazioni e dei principi della protezione dei dati sin dalla progettazione e per impostazione predefinita. Il metodo di autenticazione è adottato dalla Commissione con atti di esecuzione secondo la procedura di esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2. [Em. 157]

5 bis.  Il portale per i vettori fa uso di una banca dati distinta a sola lettura aggiornata quotidianamente mediante estrazione a senso unico del sottoinsieme minimo necessario di dati conservati nel VIS. eu-LISA è responsabile della sicurezza del portale per i vettori, della sicurezza dei dati personali in esso contenuti e del processo per l'estrazione dei dati personali nella banca dati distinta a sola lettura. [Em. 158]

5 ter.  I vettori di cui al paragrafo 1 del presente articolo sono passibili delle sanzioni previste a norma dell'articolo 26, paragrafo 2, della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica del Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni ("convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen") e dell'articolo 4 della direttiva 2001/51/CE del Consiglio quando trasportano cittadini di paesi terzi che, sebbene soggetti all'obbligo del visto, non sono in possesso di un visto valido. [Em. 159]

5 quater.  In caso di respingimento di cittadini di paesi terzi, il vettore che li ha condotti alle frontiere esterne per via aerea, marittima e terrestre è tenuto a prenderli immediatamente a proprio carico. Su richiesta delle autorità di frontiera, i vettori sono tenuti a riportare i cittadini di paesi terzi in uno dei paesi terzi da cui li hanno trasportati, nel paese terzo che ha rilasciato il documento di viaggio con il quale hanno viaggiato, o in qualsiasi altro paese terzo in cui la loro ammissione è garantita. [Em. 160]

5 quinquies.  In deroga al paragrafo 1, con riferimento ai vettori che effettuano trasporti di gruppo con autopullman, per i primi tre anni successivi all'entrata in funzione del presente regolamento, la verifica di cui al paragrafo 1 è facoltativa e le disposizioni di cui al paragrafo 5 ter non si applicano a tali vettori. [Em. 161]

Articolo 45 quater

Procedure sostitutive in caso di impossibilità tecnica per i vettori di accedere ai dati

1.  Qualora sia tecnicamente impossibile procedere all’interrogazione di cui all’articolo 45 ter, paragrafo 1, a causa di un guasto di una parte qualsiasi del VIS o per altre ragioni che esulano dal controllo dei vettori, i vettori sono esentati dall’obbligo di verificare il possesso di un visto o di un documento di viaggio valido dal portale per i vettori. Se a rilevare un tale guasto è l’Autorità di gestione eu-LISA, questa ne informa i vettori. Informa altresì i vettori dell’avvenuta riparazione del guasto. Se a rilevare un tale guasto sono i vettori, questi possono informarne l’Autorità di gestione eu-LISA. [Em. 162]

1 bis.  Le sanzioni di cui all'articolo 45 ter, paragrafo 5 ter, non sono irrogate ai vettori nei casi di cui al paragrafo 1 del presente articolo. [Em. 163]

1 ter.  Qualora sia tecnicamente impossibile, per un vettore, procedere all'interrogazione di cui all'articolo 45 ter, paragrafo 1, a causa di un guasto di una parte qualsiasi del VIS per un periodo prolungato, tale vettore ne informa eu-LISA. [Em. 164]

2.  I dettagli delle procedure sostitutive sono stabiliti con un atto di esecuzione adottato secondo la procedura di esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2.

Articolo 45 quinquies

Accesso ai dati del VIS da parte delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea

1.  Per svolgere i compiti e esercitare le competenze di cui all’articolo 40, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio* e in aggiunta all’accesso di cui al paragrafo 8 del medesimo articolo, i membri delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea o di squadre di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio hanno, nell’ambito dei rispettivi mandati, il diritto di accedere ai dati inseriti nel VIS e di consultarli. [Em. 165]

2.  Per garantire l’accesso di cui al paragrafo 1, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera designa quale punto di accesso centrale un’unità specializzata composta di funzionari della guardia di frontiera e costiera europea debitamente autorizzati. Il punto di accesso centrale verifica che siano soddisfatte le condizioni per la richiesta di accesso al VIS di cui all’articolo 45 sexies.

__________

* Regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio e la decisione 2005/267/CE del Consiglio (GU L 251 del 16.9.2016, pag. 1).

Articolo 45 sexies

Condizioni e procedure di accesso ai dati del VIS da parte delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea

1.  In vista dell’accesso di cui all’articolo 45 quinquies, paragrafo 1, una squadra della guardia di frontiera e costiera europea può presentare al punto di accesso centrale della guardia di frontiera e costiera europea di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo, una richiesta per la consultazione di tutti i dati o una serie specifica di dati conservati nel VIS. La richiesta deve rimandare al piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e/o i rimpatri dello Stato membro in questione su cui si fonda. Quando riceve una richiesta di accesso, il punto di accesso centrale della guardia di frontiera e costiera europea verifica se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui al paragrafo 2. Se sono soddisfatte tutte le condizioni di accesso, il personale debitamente autorizzato del punto di accesso centrale tratta le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alla squadra in modo da non compromettere la sicurezza dei dati. [Em. 166]

2.  L’accesso al VIS è subordinato alle seguenti condizioni:

   a) lo Stato membro ospitante autorizza i membri della squadra a consultare il VIS al fine di conseguire gli obiettivi operativi specificati nel piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e i rimpatri; e [Em. 167]
   b) la consultazione del VIS è necessaria per lo svolgimento dei compiti specifici affidati alla squadra dallo Stato membro ospitante.

3.  In conformità dell’articolo 40, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/1624, i membri delle squadre o di squadre di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio possono intervenire esclusivamente in risposta a informazioni ottenute dal VIS sotto il controllo e di norma in presenza di guardie di frontiera o di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio dello Stato membro ospitante in cui operano. Lo Stato membro ospitante può autorizzare i membri delle squadre ad agire per suo conto. [Em. 168]

4.  In caso di dubbio o qualora la verifica dell’identità del titolare del visto, del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno non dia esito, il membro della squadra della guardia di frontiera e costiera europea indirizza la persona verso una guardia di frontiera dello Stato membro ospitante.

5.  La consultazione dei dati del VIS da parte dei membri delle squadre è subordinata a quanto segue:

   a) nello svolgere i compiti connessi alle verifiche di frontiera a norma del regolamento (UE) 2016/399, i membri delle squadre hanno accesso ai dati del VIS a fini di verifica ai valichi di frontiera esterni conformemente agli articoli 18 o 22 octies del presente regolamento rispettivamente;
   b) nel verificare se sussistono le condizioni di ingresso, di soggiorno o di residenza nel territorio degli Stati membri, i membri delle squadre hanno accesso ai dati del VIS a fini di verifica dei cittadini di paesi terzi all’interno del territorio conformemente agli articoli 19 o 22 nonies rispettivamente;
   c) nell’identificare le persone che potrebbero non soddisfare, o non soddisfare più, le condizioni di ingresso, di soggiorno o di residenza nel territorio degli Stati membri, i membri delle squadre hanno accesso ai dati del VIS a fini di identificazione conformemente all’articolo 20.

6.  Lo Stato membro ospitante è informato dell’eventuale riscontro positivo emerso nel VIS a seguito di tale accesso e consultazione.

7.  L’Autorità di gestione conserva, conformemente all’articolo 34, tutte le registrazioni delle operazioni di trattamento dei dati effettuate nell’ambito del VIS da un membro delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea o delle squadre di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio. [Em. 169]

8.  Ogni richiesta di accesso e ogni interrogazione effettuata dall’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è registrata conformemente all’articolo 34 ed è registrato ogni uso dei dati cui ha hanno avuto accesso la le squadre della richiamata Agenzia. [Em. 170]

9.  Tranne nei casi in cui è necessario per svolgere i compiti ai fini del regolamento che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), Nessuna parte del VIS è collegata a un sistema informatico di raccolta e trattamento di dati gestito da o presso l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, e non è trasferito a tale sistema nessun dato contenuto nel VIS cui ha accesso la richiamata Agenzia. Non può essere scaricata nessuna parte del VIS. La registrazione degli accessi e delle interrogazioni non è considerata scaricamento né duplicazione di dati del VIS. [Em. 171]

10.  L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera adotta e applica le misure necessarie a garantire la sicurezza dei dati di cui all’articolo 32.";

"

35 bis)  gli articoli 46, 47 e 48 sono soppressi; [Emm. 172, 173 e 174]

35 ter)  è inserito l'articolo seguente:"

"Articolo 48 bis

Esercizio della delega

1.   Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.   Il potere di adottare atti delegati di cui agli articoli 9 quater ter e 23 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

3.   La delega di potere di cui di cui agli articoli 9 quater ter e 23 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.   Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

5.   Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6.   L'atto delegato adottato ai sensi degli articoli 9 quater ter e 23 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio."; [Em. 175]

"

36)  l’articolo 49 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 49

Procedura di comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio*.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.

____________

* Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).";

"

37)  è inserito l’articolo 49 bis seguente:"

"Articolo 49 bis

Gruppo consultivo

eu-LISA istituisce un gruppo consultivo per fornirle consulenza tecnica relativa al VIS, in particolare nel contesto della preparazione del programma di lavoro annuale e della relazione annuale di attività.";

"

38)  l’articolo 50 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 50

Monitoraggio e valutazione dell'impatto sui diritti fondamentali [Em. 176]

1.  L’Autorità di gestione eu-LISA provvede affinché siano istituite le procedure volte a monitorare il funzionamento del VIS rispetto agli obiettivi prefissati in termini di risultati, di rapporto costi/benefici, di sicurezza e di qualità del servizio, nonché a monitorare il rispetto dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla protezione dei dati di carattere personale, il diritto alla non discriminazione, i diritti del minore e il diritto a un ricorso effettivo. [Em. 177]

2.  Ai fini della manutenzione tecnica l’Autorità di gestione, eu-LISA ha accesso alle informazioni necessarie riguardanti le operazioni di trattamento effettuate nel VIS. [Em. 178]

3.  Ogni due anni eu-LISA presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione una relazione sul funzionamento tecnico del VIS, compresa compresi la sua sicurezza e i suoi costi. La relazione include una panoramica dei progressi compiuti nello sviluppo del progetto e dei relativi costi, una valutazione dell'impatto finanziario e informazioni su eventuali problemi tecnici e rischi suscettibili di incidere sul costo complessivo del sistema. [Em. 179]

3 bis.  In caso di ritardi nel processo di sviluppo, eu-LISA informa il prima possibile il Parlamento europeo e il Consiglio dei motivi dei ritardi, nonché del loro impatto finanziario e sul calendario. [Em. 180]

4.  Nel rispetto delle disposizioni del diritto nazionale relative alla pubblicazione di informazioni sensibili, ciascuno Stato membro e Europol predispongono una relazione annuale sull’efficacia dell’accesso ai dati del VIS a fini di contrasto, in cui figurino informazioni e statistiche su quanto segue:

   a) lo scopo esatto della consultazione, compreso compresi il tipo di reato di terrorismo o altro reato grave e gli accessi ai dati sui minori di età inferiore a 12 anni; [Em. 181]
   b) i fondati motivi addotti per il sospetto fondato che l’autore presunto o effettivo oppure la vittima rientri nel campo di applicazione del presente regolamento;
   c) il numero delle richieste di accesso al VIS a fini di contrasto;
   c bis) il numero e il tipo di casi in cui sono state utilizzate le procedure d'urgenza di cui all'articolo 22 quaterdecies, paragrafo 2, compresi i casi in cui il punto di accesso centrale non ha confermato l'urgenza dopo la verifica a posteriori; [Em. 182]
   d) il numero e il tipo di casi in cui si è giunti a un’identificazione;
   d bis) statistiche sulla tratta di minori, inclusi i casi in cui si è giunti a un’identificazione. [Em. 183]

Le relazioni annuali degli Stati membri e di Europol sono trasmesse alla Commissione entro il 30 giugno dell’anno successivo. La Commissione raccoglie le relazioni annuali in una relazione globale da pubblicare entro il 30 dicembre dello stesso anno. [Em. 184]

5.  Ogni quattro due anni la Commissione effettua una valutazione globale del VIS. Tale valutazione globale comprende un’analisi dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati e ai costi sostenuti, determina se i principi di base permangono validi, esamina l'impatto sui diritti fondamentali e valuta l’applicazione del presente regolamento con riguardo al VIS, la sicurezza del VIS, l’impiego delle disposizioni di cui all’articolo 31 e le eventuali implicazioni per le future attività. La Commissione trasmette la valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. [Em. 185]

6.  Gli Stati membri comunicano all’Autorità di gestione e alla Commissione le informazioni necessarie per redigere le relazioni di cui ai paragrafi 3, 4 e 5.

7.  L’Autorità di gestione comunica alla Commissione le informazioni necessarie per presentare le valutazioni globali di cui al paragrafo 5.";

"

39)  il titolo dell’allegato I è sostituito dal seguente:"

"Elenco delle organizzazioni internazionali di cui all’articolo 31, paragrafo 1"; [Em. 186]

"

40)  dopo l’articolo 22, sono inseriti i capi III bis e III ter seguenti:"

CAPO III bis

INSERIMENTO E USO DEI DATI SUI VISTI PER SOGGIORNI DI LUNGA DURATA E SUI PERMESSI DI SOGGIORNO

Articolo 22 bis

Procedure per l’inserimento dei dati al momento della decisione relativa a una domanda di visto per soggiorno di lunga durata o a un permesso di soggiorno

1.  Non appena abbia deciso di una domanda di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno, l’autorità che ha preso la decisione crea senza indugio il fascicolo individuale inserendo nel VIS i dati di cui all’articolo 22 quater o all’articolo 22 quinquies.

1 bis.  L'autorità competente per la decisione crea il fascicolo individuale prima dell'adozione della decisione. [Em. 187]

2.  Non appena creato il fascicolo individuale, il VIS avvia automaticamente la ricerca di cui all’articolo 22 ter.

3.  Qualora il richiedente abbia presentato domanda in gruppo o con un familiare, l’autorità crea un fascicolo individuale per ogni singola persona e collega i fascicoli delle persone che hanno presentato domanda insieme e cui è stato rilasciato un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno. Le domande dei genitori o dei tutori legali non vengono separate da quelle dei figli. [Em. 188]

4.  Qualora in conformità del diritto dell’Unione o nazionale non sia obbligatorio fornire determinati dati o qualora questi non possano essere forniti per ragioni di fatto, il campo o i campi specifici riservati a tali dati riportano l’indicazione "non pertinente". Per le impronte digitali il sistema consente di distinguere tra i casi in cui non è obbligatorio fornire le impronte digitali in conformità del diritto dell’Unione o nazionale e i casi in cui non possono essere fornite per ragioni di fatto.

Articolo 22 ter

Interrogazione di altri sistemi

1.  Al solo scopo di valutare se la persona possa rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico, o la sicurezza interna o la salute pubblica degli Stati membri ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2016/399, il VIS tratta i fascicoli automaticamente, alla ricerca di eventuali riscontri positivi. Il VIS esamina ciascun fascicolo individualmente. [Em. 189]

2.  Ogniqualvolta, al momento del rilascio o del rifiuto di venga creato un fascicolo individuale a norma dell'articolo 22 quater in relazione a un visto per soggiorno di lunga durata o di a un permesso di soggiorno di cui all’articolo 22 quinquies, venga creato un fascicolo individuale il VIS avvia un’interrogazione utilizzando il portale di ricerca europeo definito all’articolo 6, paragrafo 1 [del regolamento sull’interoperabilità (frontiere e visti)] per confrontare i dati pertinenti di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b), c), f) e g), del presente regolamento con i dati pertinenti nel VIS, nel sistema d’informazione Schengen (SIS), nel sistema di ingressi/uscite (EES),. Il VIS verifica:

   a) se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato, altrimenti sottratto o invalidato nel SIS;
   b) se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato nella banca dati SLTD;
   c) se il richiedente è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno registrata nel SIS;
   d) se il richiedente è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
   e) se il richiedente e il documento di viaggio corrispondono a un'autorizzazione ai viaggi rifiutata, revocata o annullata nel sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi sistema centrale (ETIAS);
   f) se il richiedente e il documento di viaggio sono inclusi nell'elenco di controllo compreso l’elenco di controllo di cui all’articolo 29 34 del regolamento (UE) 2018/XX 1240 che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi, [nel sistema ECRIS-TCN per le condanne relative a reati di terrorismo e altri reati gravi], nei dati Europol, nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti;
   g) se i dati relativi al richiedente sono già registrati nel VIS per la stessa persona;
   h) se i dati forniti nella domanda relativi al documento di viaggio (SLTD) e nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio corrispondono a un'altra domanda di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno associati associata a segnalazioni (TDAWN) dati di identità diversi;
   i) se il richiedente è attualmente segnalato come soggiornante fuoritermine o se lo è stato in passato nell'EES;
   j) se il richiedente è registrato nell'EES per essere stato oggetto di un rifiuto di ingresso;
   k) se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di breve durata registrata nel VIS;
   l) se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno registrata nel VIS;
   m) se i dati specifici all'identità del richiedente sono registrati nei dati di Europol;
   n) nei casi in cui il richiedente sia un minore, se il titolare della responsabilità genitoriale o il tutore legale:
   i) è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
   ii) è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno nel SIS;
   iii) è in possesso di un documento di viaggio incluso nell'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240.

Il presente paragrafo non ostacola la presentazione, per qualsiasi motivo, di una domanda di asilo. Nel caso di una domanda di visto presentata da una vittima di reati violenti, come la violenza domestica o la tratta di esseri umani, commessi dal suo garante, il fascicolo trasmesso al VIS deve essere separato da quello del garante, al fine di proteggere la vittima da ulteriori pericoli.

Per scongiurare il rischio di falsi riscontri positivi, qualsiasi interrogazione riguardante minori di età inferiore a 14 anni o persone di età superiore a 75 anni eseguita con identificatori biometrici rilevati più di cinque anni prima della corrispondenza e che non conferma l'identità del cittadino di un paese terzo è soggetta a un controllo manuale obbligatorio da parte di esperti in materia di dati biometrici. [Em. 190]

3.  Il VIS inserisce nel fascicolo individuale un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi conformemente ai paragrafi 2 e 5. Inoltre il VIS individua, se del caso, lo Stato membro o gli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo o Europol, e lo registra nel fascicolo individuale. Non sono registrate informazioni diverse dal riferimento a un riscontro positivo e all'originatore dei dati. [Em. 191]

3 bis.  Quando è interrogata la banca dati SLTD, i dati utilizzati a tal fine dall'utente dell'ESP non sono condivisi con i proprietari dei dati Interpol. [Em. 192]

4.  Ai fini dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera f), relativamente a un visto per soggiorno di lunga durata rilasciato o prorogato, le interrogazioni avviate a norma del paragrafo 2 del presente articolo confrontano i dati pertinenti di cui all’articolo 22 quater, punto 2, con i dati presenti nel SIS per stabilire se il richiedente sia oggetto di una delle seguenti segnalazioni: [Emendamento non concernente la versione italiana]

   a) una segnalazione di persone ricercate per l’arresto a fini di consegna o di estradizione;
   b) una segnalazione di persona scomparsa;
   c) una segnalazione di persona ricercata nell’ambito di un procedimento giudiziario;
   d) una segnalazione di persone e oggetti ai fini di un controllo discreto, di un controllo specifico o di un controllo di indagine. [Em. 194]

Ove dal confronto di cui al presente paragrafo risultino uno o più riscontri positivi, il VIS lo comunica automaticamente all’autorità centrale dello Stato membro che ha avviato l’interrogazione perché adotti adeguate misure di follow-up L'articolo 9 bis, paragrafi 5 bis, 5 ter, 5 quater e 5 quinquies, e gli articoli 9 quater, 9 quater bis e 9 quater ter si applicano mutatis mutandis alle seguenti disposizioni specifiche. [Em. 195]

5.  Per quanto riguarda la consultazione dei dati dell’EES, dell’ETIAS e del VIS ai sensi del paragrafo 2, i riscontri positivi si limitano a indicare i rifiuti di autorizzazione ai viaggi, i respingimenti e i rifiuti di visto giustificati da motivi di sicurezza.

6.  Se a rilasciare o prorogare il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è l’autorità consolare di uno Stato membro, si applica l’articolo 9 bis. [Em. 196]

7.  Se a rilasciare o prorogare il permesso di soggiorno o a prorogare il visto per soggiorno di lunga durata è un’autorità nel territorio di uno Stato membro, si applica quanto segue:

   a) tale autorità verifica se i dati registrati nel fascicolo individuale corrispondono ai dati presenti nel VIS o in uno dei sistemi d’informazione/delle banche dati dell’UE, nei dati Europol o nelle banche dati Interpol consultati ai sensi del paragrafo 2;
   b) se il riscontro positivo ai sensi del paragrafo 2 è connesso ai dati Europol, l’unità nazionale Europol è informata per follow-up;
   c) se i dati non corrispondono e non sono emersi altri riscontri positivi dal trattamento automatizzato ai sensi dei paragrafi 2 e 3, l’autorità cancella il falso riscontro positivo dal fascicolo relativo alla domanda;
   d) se i dati corrispondono o persistono dubbi sull’identità del richiedente, l’autorità prende misure in relazione ai dati per i quali è emerso il riscontro positivo ai sensi del paragrafo 4 attenendosi alle procedure, alle condizioni e ai criteri previsti dalla legislazione nazionale e dell’Unione. [Em. 197]

Articolo 22 quater

Fascicolo individuale da istruire in caso di rilascio di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno

Il fascicolo individuale creato ai sensi dell’articolo 22 bis, paragrafo 1, contiene i seguenti dati:

   1) l’autorità che ha rilasciato il documento e relativa sede;
   2) i seguenti dati del titolare:
   a) cognome; nome o nomi; data anno di nascita; cittadinanza o cittadinanze attuali; sesso; data, luogo e paese di nascita; [Em. 198]
   b) tipo e numero del documento di viaggio e codice a tre lettere del paese di rilascio del documento di viaggio;
   c) data di scadenza del documento di viaggio;
   cc) autorità che ha rilasciato il documento di viaggio;
   d) nel caso dei minori, cognome e nome o nomi del titolare della potestà genitoriale o del tutore legale;
   e) cognome, nome e indirizzo della persona fisica o ragione sociale e indirizzo del datore di lavoro o di altra organizzazione sulla cui base è stata presentata la domanda;
   f) immagine del volto del titolare, se possibile rilevata sul posto; [Em. 199]
   g) due impronte digitali del titolare in conformità della legislazione nazionale e dell’Unione;
   3) i seguenti dati relativi al visto per soggiorno di lunga durata o al permesso di soggiorno rilasciato:
   a) informazioni sullo status da cui risulti che è stato rilasciato un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno;
   b) data e luogo della decisione di rilascio del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno;
   c) tipo di documento rilasciato (visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno);
   d) numero di visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno rilasciato;
   e) data di scadenza del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno.

Articolo 22 quinquies

Fascicolo individuale da istruire in determinati casi di rifiuto di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno

Qualora sia adottata una decisione di rifiuto di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno perché il richiedente è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, o la sicurezza interna o la salute pubblica, oppure perché ha presentato documenti ottenuti con la frode, falsificati o manomessi, l’autorità che ha adottato tale decisione crea senza indugio un fascicolo individuale che contiene i seguenti dati: [Em. 200]

   a) cognome, cognome alla nascita (precedente/i cognome/i); nome o nomi; sesso; data, luogo e paese di nascita;
   b) cittadinanza attuale e cittadinanza alla nascita;
   c) tipo e numero di documento di viaggio, autorità che lo ha rilasciato e data di rilascio e di scadenza;
   d) nel caso dei minori, cognome e nome o nomi del titolare della potestà genitoriale o del tutore legale del richiedente;
   e) cognome, nome e indirizzo della persona fisica sulla cui base è presentata la domanda; [Emendamento non concernente la versione italiana]
   f) immagine del volto del richiedente, se possibile rilevata sul posto; [Em. 202]
   g) due impronte digitali del richiedente in conformità della legislazione nazionale e dell’Unione;
   h) informazioni da cui risulti che il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è stato rifiutato perché il richiedente è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, o la sicurezza interna o la salute pubblica, oppure perché ha presentato documenti ottenuti con la frode, falsificati o manomessi; [Em. 203]
   i) autorità che ha rifiutato il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno e relativa sede;
   j) data e luogo della decisione di rifiutare il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno.

Articolo 22 sexies

Dati da aggiungere in caso di ritiro di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno

1.  Qualora sia adottata una decisione di ritiro di un permesso di soggiorno o di un visto per soggiorno di lunga durata o di riduzione della validità di un visto per soggiorno di lunga durata, l’autorità che ha adottato tale decisione aggiunge i seguenti dati al fascicolo individuale:

   a) informazioni sullo status da cui risulti che il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è stato ritirato o, in caso di visto per soggiorno di lunga durata, che la validità è stata ridotta;
   b) autorità che ha ritirato il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno o che ha ridotto la validità del visto per soggiorno di lunga durata e relativa sede;
   c) luogo e data della decisione;
   d) nuova data di scadenza della validità del visto per soggiorno di lunga durata, se del caso;
   e) numero di vignetta visto se la validità ridotta del visto assume la forma di una nuova vignetta visto.

2.  Il fascicolo individuale indica inoltre i motivi di ritiro del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno o della riduzione di validità del visto per soggiorno di lunga durata, in conformità dell’articolo 22 quinquies, lettera h).

Articolo 22 septies

Dati da aggiungere in caso di proroga di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno

Qualora sia adottata una decisione di proroga di un permesso di soggiorno o di un visto per soggiorno di lunga durata, l’autorità che ha adottato tale decisione aggiunge i seguenti dati al fascicolo individuale:

   a) informazioni sullo status da cui risulti che il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è stato prorogato;
   b) autorità che ha prorogato il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno e relativa sede;
   c) luogo e data della decisione;
   d) nel caso di visto per soggiorno di lunga durata, numero di vignetta visto se la proroga del visto assume la forma di una nuova vignetta visto;
   e) data di scadenza del periodo prorogato.

Articolo 22 octies

Accesso ai dati a fini di verifica dei visti per soggiorni di lunga durata e dei permessi di soggiorno ai valichi di frontiera esterni

1.  Unicamente allo scopo di verificare l’identità del titolare del documento e/o l’autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno e allo scopo di verificare se la persona non sia considerata una minaccia per l’ordine pubblico, o la sicurezza interna o la salute pubblica di uno degli Stati membri in conformità dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2016/399, le autorità competenti a effettuare verifiche ai valichi di frontiera esterni in conformità di quel regolamento sono abilitate a eseguire interrogazioni con il numero di documento in combinazione con uno o più dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c), del presente regolamento. [Em. 204]

2.  Qualora dalle interrogazioni con i dati elencati al paragrafo 1 risulti che i dati relativi al titolare del documento sono registrati nel VIS, l’autorità competente per i controlli di frontiera è abilitata a consultare i seguenti dati del fascicolo individuale limitatamente ai fini previsti al paragrafo 1:

   a) informazioni sullo status del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno da cui risulti se è stato rilasciato, ritirato o prorogato;
   b) i dati di cui all’articolo 22 quater, punto 3, lettere c), d) e e);
   c) se applicabili, i dati di cui all’articolo 22 sexies, paragrafo 1, lettere d) e e);
   d) se applicabili, i dati di cui all’articolo 22 septies, lettere d) e e);
   e) le fotografie immagini del volto di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettera f). [Em. 205]

Articolo 22 nonies

Accesso ai dati a fini di verifica all’interno del territorio degli Stati membri

1.  Unicamente allo scopo di verificare l’identità del titolare e l’autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno o allo scopo di verificare che la persona non sia una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica di uno degli Stati membri, le autorità competenti a controllare all’interno degli Stati membri se siano soddisfatte le condizioni d’ingresso, di soggiorno o di residenza nel territorio degli Stati membri e, a seconda dei casi, le autorità di polizia sono abilitate a eseguire interrogazioni con il numero di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno in combinazione con uno o più dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c). [Em. 206]

2.  Qualora dalle interrogazioni con i dati elencati al paragrafo 1 risulti che i dati relativi al titolare sono registrati nel VIS, l’autorità competente è abilitata a consultare i seguenti dati del fascicolo individuale e, se del caso, dei fascicoli collegati in conformità dell’articolo 22 bis, paragrafo 3, limitatamente ai fini previsti al paragrafo 1:

   a) informazioni sullo status del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno da cui risulti se è stato rilasciato, ritirato o prorogato;
   b) i dati di cui all’articolo 22 quater, punto 3, lettere c), d) e e);
   c) se applicabili, i dati di cui all’articolo 22 sexies, paragrafo 1, lettere d) e e);
   d) se applicabili, i dati di cui all’articolo 22 septies, lettere d) e e);
   e) le fotografie immagini del volto di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettera f). [Em. 207]

Articolo 22 decies

Accesso ai dati per la determinazione della competenza per le domande di protezione internazionale

1.  Unicamente ai fini della determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale conformemente all’articolo 12 del regolamento (UE) n. 604/2013, le autorità competenti per l’asilo sono abilitate a eseguire interrogazioni con le impronte digitali del richiedente protezione internazionale.

Qualora le impronte digitali di detta persona non possano essere utilizzate ovvero l’interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l’interrogazione è eseguita con il numero del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno in combinazione con i dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c).

2.  Qualora dalle interrogazioni con i dati elencati al paragrafo 1 risulti che il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è registrato nel VIS, l’autorità competente per l’asilo ha accesso alla consultazione dei seguenti dati del fascicolo relativo alla domanda e, per quanto riguarda i dati di cui alla lettera g), ai fascicoli collegati del coniuge e dei figli in conformità dell’articolo 22 bis, paragrafo 3, limitatamente ai fini previsti al paragrafo 1:

   a) autorità che ha rilasciato o prorogato il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno;
   b) i dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a) e b);
   c) tipo di documento;
   d) validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno;
   e) le fotografie di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettera f);
   f) i dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a) e b), dei fascicoli collegati del coniuge e dei figli.

3.  La consultazione del VIS ai sensi dei paragrafi 1 e 2 è effettuata esclusivamente dalle autorità nazionali designate di cui all’articolo 27 del regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio*.

Articolo 22 undecies

Accesso ai dati per l’esame della domanda di protezione internazionale

1.  Unicamente ai fini dell’esame di una domanda di protezione internazionale, le autorità competenti per l’asilo sono abilitate, a norma dell’articolo 27 del regolamento (UE) n. 603/2013, a eseguire interrogazioni con impronte digitali del richiedente protezione internazionale.

Qualora le impronte digitali di detta persona non possano essere utilizzate ovvero l’interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l’interrogazione è eseguita con il numero del visto per soggiorno di lunga durata o del documento di soggiorno in combinazione con i dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c), o in combinazione con i dati di cui all’articolo 22 quinquies, lettere a), b), c) e f).

2.  Qualora dalle interrogazioni con i dati elencati al paragrafo 1 risulti che i dati relativi al richiedente protezione internazionale sono registrati nel VIS, l’autorità competente per l’asilo ha accesso, limitatamente ai fini previsti al paragrafo 1, alla consultazione dei dati inseriti in relazione ai visti per soggiorni di lunga durata o ai permessi di soggiorno rilasciati, rifiutati, ritirati o la cui validità è prorogata, di cui agli articoli 22 quater, 22 quinquies, 22 sexies e 22 septies, del richiedente e dei fascicoli relativi alla domanda a quello collegati in conformità dell’articolo 22 bis, paragrafo 3.

3.  La consultazione del VIS ai sensi dei paragrafi 1 e 2 è effettuata esclusivamente dalle autorità nazionali designate di cui all’articolo 27 del regolamento (UE) n. 603/2013.

CAPO III ter

Procedura e condizioni di accesso al VIS a fini di contrasto

Articolo 22 duodecies

Autorità designate degli Stati membri

1.  Gli Stati membri designano le autorità che sono autorizzate a consultare i dati registrati nel VIS al fine di prevenire, accertare e indagare reati di terrorismo o altri reati gravi in circostanze appropriate e rigorosamente definite conformemente all'articolo 22 quindecies. Tali autorità sono autorizzate a consultare i dati dei minori di età inferiore a 12 anni solo per proteggere i minori scomparsi e i minori vittime di reati gravi. [Em. 208]

2.  Ciascuno Stato membro conserva un elenco rigorosamente limitato delle autorità designate. Ciascuno Stato membro comunica le proprie autorità designate a eu-LISA e alla Commissione e può in qualsiasi momento modificare o sostituire tale comunicazione. [Em. 209]

3.  Ciascuno Stato membro designa un punto di accesso centrale abilitato ad accedere al VIS. Il punto di accesso centrale verifica che siano soddisfatte le condizioni per la richiesta di accesso al VIS di cui all’articolo 22 quindecies.

L’autorità designata e il punto di accesso centrale possono far parte della stessa organizzazione se il diritto nazionale lo consente, ma il punto di accesso centrale agisce in modo del tutto indipendente dalle autorità designate nello svolgimento dei propri compiti ai sensi del presente regolamento. Il punto di accesso centrale è distinto dalle autorità designate e non riceve istruzioni dalle stesse in merito al risultato della verifica che esso effettua in modo indipendente.

Gli Stati membri possono designare più punti di accesso centrale in modo da riflettere le loro strutture organizzative e amministrative in adempimento dei loro obblighi costituzionali o giuridici.

4.  Ciascuno Stato membro comunica a eu-LISA e alla Commissione il proprio punto di accesso centrale e può in qualsiasi momento modificare o sostituire tale comunicazione.

5.  A livello nazionale ciascuno Stato membro conserva un elenco delle unità operative in seno alle autorità designate che sono autorizzate a richiedere l’accesso ai dati conservati nel VIS attraverso il punto o i punti di accesso centrale.

6.  Solo il personale debitamente autorizzato del punto o dei punti di accesso centrale è autorizzato ad accedere al VIS conformemente agli articoli 22 quaterdecies e 22 quindecies.

Articolo 22 terdecies

Europol

1.  Europol designa una delle sue unità operative come "autorità designata di Europol" e l’autorizza a richiedere l’accesso al VIS attraverso il punto di accesso centrale designato per il VIS di cui al paragrafo 2 al fine di sostenere e rafforzare l’azione degli Stati membri in materia di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi.

2.  Europol designa come punto di accesso centrale un’unità specializzata composta di funzionari di Europol debitamente autorizzati. Il punto di accesso centrale verifica che siano soddisfatte le condizioni per la richiesta di accesso al VIS di cui all’articolo 22 septdecies.

Il punto d’accesso centrale agisce in modo pienamente indipendente nello svolgimento dei propri compiti ai sensi del presente regolamento e non riceve istruzioni dall’autorità designata di Europol di cui al paragrafo 1 in merito al risultato della verifica. [Em. 210]

Articolo 22 quaterdecies

Procedure di accesso al VIS a fini di contrasto

1.  Le unità operative di cui all’articolo 22 duodecies, paragrafo 5, presentano una richiesta motivata in formato elettronico o cartaceo ai punti di accesso centrale di cui al paragrafo 3 del medesimo articolo, per l’accesso ai dati conservati nel VIS. Quando ricevono una richiesta di accesso, il punto o i punti di accesso centrale verificano se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui all’articolo 22 quindecies. Se sono soddisfatte le condizioni di accesso, il punto o i punti di accesso centrale trattano le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alle unità operative di cui all’articolo 22 duodecies, paragrafo 5, in modo da non compromettere la sicurezza dei dati.

2.  In casi di eccezionale urgenza in cui sia necessario prevenire un pericolo imminente alla vita di una persona associato a un reato di terrorismo o altro reato grave, il punto o i punti di accesso centrale trattano la richiesta immediatamente e verificano solo a posteriori se sono soddisfatte tutte le condizioni di cui all’articolo 22 quindecies, compresa l’effettiva sussistenza di un caso di urgenza. La verifica a posteriori ha luogo senza indebito ritardo e in ogni caso non oltre sette giorni lavorativi dal trattamento della richiesta.

3.  Qualora la verifica a posteriori accerti che l'accesso ai dati del VIS non era giustificato, tutte le autorità che hanno avuto accesso a tali dati cancellano immediatamente le informazioni acquisite dal VIS e ne informano i punti di accesso centrale. [Em. 211]

Articolo 22 quindecies

Condizioni per l’accesso delle autorità designate degli Stati membri ai dati del VIS

1.  Fatto salvo l'articolo 22 del regolamento (UE) 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)], le autorità designate possono accedere al VIS a fini di consultazione qualora siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni: [Em. 212]

   a) l’accesso per la consultazione è necessario e proporzionato a fini di prevenzione, accertamento o indagine di un reato di terrorismo o altro reato grave;
   b) l’accesso per la consultazione è necessario e proporzionato in un caso specifico;
   c) esistono fondati motivi per ritenere che la consultazione dei dati del VIS contribuisca in modo sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine di uno dei reati in questione, in particolare laddove sussista il sospetto fondato che l’autore presunto o effettivo oppure la vittima di un reato di terrorismo o altro reato grave rientri in una delle categorie contemplate dal presente regolamento;
   c bis) nel caso di interrogazioni con impronte digitali, una precedente interrogazione è stata avviata nel sistema automatizzato d’identificazione dattiloscopica degli altri Stati membri ai sensi della decisione 2008/615/GAI, qualora i confronti delle impronte digitali siano tecnicamente disponibili e tale interrogazione sia stata effettuata pienamente oppure non sia stata effettuata pienamente entro 24 ore dal suo avvio; [Em. 213]
   d) qualora sia stato interrogato il CIR conformemente all’articolo 22 del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)], la risposta ricevuta di cui al all'articolo 22, paragrafo 3 di quell’articolo, del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)] indica che nel VIS sono conservati dati. [Em. 214]

2.  La condizione prevista al paragrafo 1, lettera d), non è d’obbligo qualora sia necessario accedere al VIS come strumento per consultare lo storico dei visti o i periodi di soggiorno autorizzato nel territorio degli Stati membri di una persona conosciuta che sia l’autore presunto o effettivo oppure la vittima presunta di un reato di terrorismo o altro reato grave.

3.  La consultazione del VIS è limitata all’interrogazione con uno o più dei seguenti dati del fascicolo relativo alla domanda o el fascicolo individuale: [Em. 215]

   a) cognome, nome o nomi, data anno di nascita, cittadinanza o cittadinanze e/o sesso; [Em. 216]
   b) tipo e numero del documento o dei documenti di viaggio, codice a tre lettere del paese di rilascio e data di scadenza della validità del documento di viaggio;
   c) numero di vignetta visto o numero di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno e data di scadenza del visto, del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno, a seconda dei casi;
   d) impronte digitali, comprese quelle latenti;
   e) immagine del volto.

3 bis.  La Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla fattibilità, la disponibilità, lo stato di preparazione e l'affidabilità della tecnologia richiesta per utilizzare le immagini del volto al fine di identificare una persona. [Em. 217]

3 ter.  L'immagine del volto di cui al paragrafo 3, lettera e), non è il solo criterio di ricerca. [Em. 218]

4.  La consultazione del VIS, in caso di riscontro positivo, dà accesso ai dati elencati nel precedente paragrafo paragrafo 3 del presente articolo e a qualsiasi altro dato estratto dal fascicolo relativo alla domanda o dal fascicolo individuale, compresi i dati inseriti riguardo ai documenti rilasciati, rifiutati, annullati, revocati o prorogati. L’accesso ai dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettera l), conservati nel fascicolo relativo alla domanda è permesso solo se la loro consultazione è stata esplicitamente chiesta in una richiesta motivata e approvata dalla verifica indipendente. [Em. 219]

Articolo 22 sexdecies

Accesso al VIS per l’identificazione di persone in circostanze specifiche

In deroga all’articolo 22 quindecies, paragrafo 1, le autorità designate non sono tenute a soddisfare le condizioni di cui a quel paragrafo per accedere al VIS per l’identificazione di persone, in particolare minori, scomparse, rapite o identificate come vittime della tratta di esseri umani nei cui confronti esistono fondati seri motivi per ritenere che la consultazione dei dati del VIS contribuisca alla loro identificazione e/o alle indagini su casi specifici di tratta degli esseri umani. In queste circostanze le autorità designate possono interrogare il VIS con le impronte digitali di tali persone. [Em. 220]

Qualora le impronte digitali di tali persone non possano essere utilizzate ovvero l’interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l’interrogazione è eseguita con i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere a) e b), o all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a) e b). [Em. 221]

La consultazione del VIS, in caso di riscontro positivo, dà accesso a tutti i dati di cui all’articolo agli articoli 9, 22 quater o 22 quinquies e ai dati di cui all’articolo 8, paragrafi 3 e 4, o all'articolo 22 bis, paragrafo 3. [Em. 222]

Articolo 22 septdecies

Procedura e condizioni per l’accesso di Europol ai dati del VIS

1.  Europol ha accesso alla consultazione del VIS se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

   a) la consultazione è necessaria e proporzionata per sostenere e rafforzare l’azione degli Stati membri in materia di prevenzione, accertamento o indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi che sono di competenza di Europol;
   b) la consultazione è necessaria e proporzionata in un caso specifico;
   c) esistono fondati motivi per ritenere che la consultazione dei dati del VIS contribuisca in modo sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine di uno dei reati in questione, in particolare laddove sussista il sospetto fondato che l’autore presunto o effettivo oppure la vittima di un reato di terrorismo o altro reato grave rientri in una delle categorie contemplate dal presente regolamento;
   d) qualora sia stato interrogato il CIR conformemente all’articolo 22 del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)], la risposta ricevuta di cui al paragrafo 3 di quell’articolo indica che nel VIS sono conservati dati.

2.  Le condizioni di cui all’articolo 22 quindecies, paragrafi 2, 3 e 4, si applicano di conseguenza.

3.  L’autorità designata di Europol può presentare una richiesta motivata in formato elettronico per la consultazione di tutti i dati o di una serie specifica di dati conservati nel VIS al punto di accesso centrale di Europol di cui all’articolo 22 duodecies, paragrafo 3 terdecies, paragrafo 2. Quando riceve una richiesta di accesso, il punto di accesso centrale di Europol verifica se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui ai paragrafi 1 e 2. Se sono soddisfatte tutte le condizioni di accesso, il personale debitamente autorizzato del punto o dei punti di accesso centrale tratta le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alle unità operative di cui all’articolo 22 terdecies, paragrafo 1, in modo da non compromettere la sicurezza dei dati. [Em. 223]

4.  Il trattamento delle informazioni ottenute da Europol con la consultazione dei dati del VIS è soggetto all’autorizzazione dello Stato membro d’origine. Tale autorizzazione è ottenuta attraverso l’unità nazionale Europol di detto Stato membro.

Articolo 22 octodecies

Registrazione e documentazione

1.  Gli Stati membri e Europol provvedono affinché tutti i trattamenti di dati derivanti dalle richieste di accesso ai dati del VIS conformemente al capo III ter siano registrati o documentati per verificare monitorare l’ammissibilità della richiesta, monitorare la liceità del trattamento dei dati e l’integrità e la sicurezza dei dati e il possibile impatto sui diritti fondamentali, nonché a fini di verifica interna.

Le registrazioni o la documentazione sono protette dall'accesso non autorizzato con misure adeguate e sono cancellate due anni dopo la loro creazione, a meno che non siano necessarie per procedure di monitoraggio già avviate. [Em. 224]

2.  La registrazione o la documentazione indicano in ogni caso:

   a) lo scopo esatto della richiesta di accesso ai dati del VIS, compreso il tipo di reato di terrorismo o altro reato grave in questione e, per Europol, lo scopo esatto della richiesta di accesso;
   b) il riferimento del fascicolo nazionale;
   c) la data e l’ora esatta della richiesta di accesso inviata al sistema centrale del VIS dal punto di accesso centrale;
   d) il nome dell’autorità che ha chiesto l’accesso per la consultazione;
   e) se applicabile, la decisione presa in merito alla verifica a posteriori;
   f) i dati usati per la consultazione;
   g) conformemente alle disposizioni nazionali o al regolamento (UE) 2016/794 oppure, se del caso, al regolamento (UE) 2018/1725, l'identità utente esclusiva del funzionario che ha effettuato l'interrogazione e del funzionario che ha ordinato l'interrogazione. [Em. 225]

3.  Le registrazioni e la documentazione sono usate solo ai fini del monitoraggio della liceità del trattamento dei dati, del monitoraggio dell'impatto sui diritti fondamentali e per garantire l’integrità e la sicurezza dei dati. Soltanto le registrazioni che non contengono dati personali possono essere usate ai fini del monitoraggio e della valutazione di cui all’articolo 50. L’autorità di controllo istituita in virtù dell’articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 che è competente a verificare l’ammissibilità della richiesta e monitorare la liceità del trattamento dei dati e l’integrità e la sicurezza dei dati ha accesso a tali registrazioni, su propria richiesta, per l’adempimento delle proprie funzioni. [Em. 226]

Articolo 22 novodecies

Condizioni per l’accesso ai dati del VIS da parte delle autorità designate di uno Stato membro per il quale il presente regolamento non è ancora in vigore

1.  L’accesso al VIS per consultazione da parte delle autorità designate di uno Stato membro per il quale il presente regolamento non è ancora entrato in vigore è subordinato alle seguenti condizioni:

   a) l’accesso rientra nei limiti delle loro competenze;
   b) l’accesso è subordinato alle medesime condizioni di cui all’articolo 22 quindecies, paragrafo 1;
   c) l’accesso è preceduto da una richiesta debitamente motivata in formato elettronico o cartaceo all’autorità designata di uno Stato membro cui si applica il presente regolamento; detta autorità presenta quindi domanda per la consultazione del VIS al punto o ai punti di accesso nazionale.

2.  Lo Stato membro per il quale il presente regolamento non è ancora entrato in vigore rende disponibili le sue informazioni sui visti agli Stati membri cui esso si applica, su presentazione di una richiesta debitamente motivata in formato elettronico o cartaceo, fatto salvo il rispetto delle condizioni di cui all’articolo 22 quindecies, paragrafo 1.

_____________

* Regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che istituisce l’"Eurodac" per il confronto delle impronte digitali per l’efficace applicazione del regolamento (UE) n. 604/2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide e per le richieste di confronto con i dati Eurodac presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a fini di contrasto, e che modifica il regolamento (UE) n. 1077/2011 che istituisce un’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 1).

Articolo 22 novodecies bis

Protezione dei dati personali consultati conformemente al capo III ter

1.   Ciascuno Stato membro provvede affinché le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali adottate ai sensi della direttiva (UE) 2016/680 siano altresì applicabili all'accesso al VIS effettuato dalle proprie autorità nazionali a norma del presente capo, anche per quanto riguarda i diritti delle persone i cui dati sono così consultati.

2.   L'autorità di controllo di cui all'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 monitora la legittimità dell'accesso ai dati personali effettuato dagli Stati membri a norma del presente capo, nonché la trasmissione di tali dati al VIS e viceversa. Si applica di conseguenza l'articolo 41, paragrafi 3 e 4, del presente regolamento.

3.   Il trattamento dei dati personali da parte di Europol a norma del presente regolamento è effettuato conformemente al regolamento (UE) 2016/794 ed è sottoposto alla vigilanza del Garante europeo della protezione dei dati.

4.   I dati personali consultati nel VIS conformemente al presente capo sono trattati soltanto a fini di prevenzione, accertamento o indagine nel quadro del caso specifico in relazione al quale i dati sono stati richiesti da uno Stato membro o da Europol.

5.   eu-LISA, le autorità designate, i punti di accesso centrale ed Europol conservano i registri delle interrogazioni di cui all'articolo 22 octodecies al fine di consentire all'autorità di controllo istituita ai sensi dell'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 e al Garante europeo della protezione dei dati di monitorare la conformità del trattamento dei dati alle norme nazionali e dell'Unione sulla protezione dei dati. Ad eccezione dei dati archiviati a tal fine, i dati personali e i registri delle interrogazioni sono cancellati da tutti gli archivi nazionali e da quelli di Europol dopo 30 giorni, salvo se tali dati e registri sono necessari ai fini della specifica indagine penale in corso per la quale i dati sono stati richiesti da uno Stato membro o da Europol.". [Em. 227]

"

Articolo 2

Modifiche Abrogazione della decisione 2004/512/CE [Em. 228]

L’articolo 1, paragrafo 2, della La decisione 2004/512/CE è sostituito dal seguente: abrogata. I riferimenti a detta decisione si intendono fatti al regolamento (CE) n. 767/2008 e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato 2."

"2. Il sistema d’informazione visti è basato su un’architettura centralizzata e consta dei seguenti elementi:

   a) l’archivio comune di dati di identità [di cui all’articolo 17, paragrafo 2, lettera a), del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità];
   b) un sistema d’informazione centrale, in seguito denominato "sistema centrale d’informazione visti" (VIS);
   c) un’interfaccia in ciascuno Stato membro, in seguito denominata "interfaccia nazionale" (NI-VIS), che assicura il collegamento con la competente autorità centrale nazionale del rispettivo Stato membro, o con un’interfaccia uniforme nazionale (NUI) in ciascuno Stato membro, basata su specifiche tecniche comuni e identica in tutti gli Stati membri, che consenta la connessione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali negli Stati membri;
   d) un’infrastruttura di comunicazione tra il VIS e le interfacce nazionali;
   e) un canale di comunicazione sicuro fra il VIS e il sistema centrale dell’EES;
   f) un’infrastruttura di comunicazione sicura tra il sistema centrale del VIS e le infrastrutture centrali del portale di ricerca europeo istituito [dall’articolo 6 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità], del servizio comune di confronto biometrico istituito [dall’articolo 12 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità], dell’archivio comune di dati di identità istituito [dall’articolo 17 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità], del rilevatore di identità multiple istituito [dall’articolo 25 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità];
   g) un meccanismo di consultazione in merito alle domande e di scambio di informazioni fra le autorità centrali competenti per i visti ("VIS Mail");
   h) un portale per i vettori;
   i) un servizio web sicuro che permette la comunicazione tra il VIS, da un lato, e il portale per i vettori e i sistemi internazionali (sistemi/banche dati di Interpol), dall’altro;
   j) un archivio di dati ai fini dell’elaborazione di relazioni e statistiche.

Il sistema centrale, le interfacce uniformi nazionali, il servizio web, il portale per i vettori e l’infrastruttura di comunicazione del VIS condividono e riutilizzano nella massima misura tecnicamente possibile i componenti hardware e software, rispettivamente, del sistema centrale dell’EES, delle interfacce uniformi nazionali dell’EES, del portale per i vettori dell’ETIAS, del servizio web dell’EES e dell’infrastruttura di comunicazione dell’EES.". [Em. 229]

"

Articolo 3

Modifiche del regolamento (CE) n. 810/2009

Il regolamento (CE) n. 810/2009 è così modificato:

1)  all’articolo 10, paragrafo 3, la lettera c) è sostituita dalla seguente:"

"c) presenta una fotografia conformemente alle norme stabilite nel regolamento (CE) n. 1683/95 oppure, consente il rilevamento sul posto di un'immagine del volto alla prima domanda e successivamente almeno ogni 59 mesi a partire da quella, conformemente alle norme di cui all’articolo 13 del presente regolamento;"; [Em. 230]

"

2)  l’articolo 13 è così modificato:

a)  al paragrafo 2, il primo trattino è sostituito dal seguente:"

"- una fotografia un'immagine del volto rilevata sul posto e in formato elettronico al momento della domanda;"; [Em. 231]

"

b)  al paragrafo 3, il primo comma è sostituito dal seguente:"

"Se le impronte digitali e una fotografia di qualità sufficiente sono state rilevate sul posto dal richiedente e inserite nel VIS nell’ambito di una domanda presentata meno di 59 mesi prima della data della nuova domanda, tali [dati] possono essere copiati esse sono copiate nella domanda successiva."; [Em. 232]

"

c)  al paragrafo 7, la lettera a) è sostituita dalla seguente:"

"a) bambini di età inferiore a 12 anni e persone di età superiore a 70 anni;"; [Em. 253]

"

d)  il paragrafo 8 è soppresso;

3)  l’articolo 21 è così modificato:

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Per ciascuna domanda viene consultato il VIS conformemente all’articolo 8, paragrafo 2, e agli articoli 15 e 9 bis del regolamento (CE) n. 767/2008. Gli Stati membri provvedono affinché siano pienamente utilizzati tutti i criteri di ricerca di cui ai richiamati articoli onde evitare respingimenti e identificazioni falsi.";

"

b)  sono inseriti i paragrafi 3 bis e 3 ter seguenti:"

"3 bis. Allo scopo di valutare le condizioni di ingresso di cui al paragrafo 3, il consolato tiene conto del risultato delle verifiche effettuate a norma dell’articolo 9 quater del regolamento (CE) n. 767/2008 nelle seguenti banche dati:

   a) nel SIS e nell’SLTD per verificare se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato e se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio registrato in un file del TDAWN di Interpol; [Em. 233]
   b) nel sistema centrale ETIAS per verificare se il richiedente corrisponde a un’autorizzazione ai viaggi rifiutata, revocata o annullata;
   c) nel VIS per verificare se i dati forniti nella domanda relativi al documento di viaggio corrispondono a un’altra domanda di visto associata a dati di identità diversi e se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, revoca o annullamento di un visto per soggiorno di breve durata;
   d) nell’EES per verificare se il richiedente è attualmente segnalato come soggiornante fuoritermine o se lo è stato in passato, o se è stato oggetto di respingimento;
   e) nell’Eurodac per verificare se il richiedente è stato oggetto di ritiro o rigetto della domanda di protezione internazionale;
   f) nei dati Europol per verificare se i dati forniti nella domanda corrispondono a informazioni contenute nei dati Europol;
   g) nel sistema ECRIS-TCN per verificare se il richiedente corrisponde a una persona i cui dati sono registrati in quella banca dati per reati di terrorismo e altri reati gravi; [Em. 234]
   h) nel SIS per verificare se il richiedente è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l’arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d’arresto europeo o ricercata per l’arresto a fini di estradizione.

Il consolato ha accesso alle pratiche di domanda e alle eventuali pratiche di domanda collegate, nonché a tutti i risultati delle verifiche ai sensi dell’articolo 9 quater del regolamento (CE) n. 767/2008.

3 ter.  L’autorità competente per i visti consulta il rilevatore di identità multiple unitamente all’archivio comune di dati di identità di cui all’articolo 4, punto 35, del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)] o al SIS, o a entrambi, al fine di valutare le differenze tra le identità oggetto del collegamento, ed effettua le verifiche aggiuntive necessarie per decidere sullo status e sul colore del collegamento nonché sul rilascio o il rifiuto del visto all’interessato.

Conformemente all’articolo 59, paragrafo 1, del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità (frontiere e visti)], il presente paragrafo si applica esclusivamente a partire dall’entrata in funzione del rilevatore di identità multiple.";

"

c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Il consolato verifica, sulla base delle informazioni ottenute dall’EES, se il richiedente non superi con il soggiorno previsto la durata massima del soggiorno autorizzato nel territorio degli Stati membri, indipendentemente da eventuali soggiorni autorizzati in base a un visto nazionale per soggiorno di lunga durata o a un titolo di soggiorno rilasciato da un altro Stato membro.";

"

4)  è inserito l’articolo 21 bis seguente:"

"Articolo 21 bis

Indicatori di rischio specifici

-1.  Gli indicatori di rischio specifici sono un algoritmo che permette la profilazione ai sensi dell'articolo 4, punto 4, del regolamento (UE) 2016/679 attraverso il confronto tra i dati registrati in un fascicolo relativo alla domanda e indicatori di rischio specifici relativi alla sicurezza, alla migrazione illegale o ad alti rischi epidemici. Gli indicatori di rischio specifici sono registrati nel VIS. [Em. 235]

1.  La valutazione del rischio La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 51 bis al fine di definire ulteriormente i rischi per la sicurezza, o di immigrazione illegale o dell’l'alto rischio epidemico è basata su in base a quanto segue: [Em. 236]

   a) statistiche generate dall’EES che indicano tassi anormali di soggiornanti fuoritermine e respingimenti per uno specifico gruppo di viaggiatori titolari di visto;
   b) statistiche generate dal VIS in conformità dell’articolo 45 bis del regolamento VIS indicanti tassi anormali di rifiuto di domande di visto dovuto a un rischio di immigrazione illegale, per la sicurezza o per la salute pubblica associato a uno specifico gruppo di viaggiatori un richiedente; [Em. 237]
   c) statistiche generate dal VIS in conformità dell’articolo 45 bis del regolamento VIS e dall’EES indicanti correlazioni tra informazioni raccolte tramite il modulo di domanda e soggiornanti fuoritermine o respingimenti;
   d) informazioni, suffragate da elementi fattuali e basati su dati concreti, fornite da Stati membri relative a indicatori di rischio specifici o minacce per la sicurezza individuati dagli Stati membri in questione;
   e) informazioni, suffragate da elementi fattuali e basati su dati concreti, fornite da Stati membri relative a tassi anormali di soggiornanti fuoritermine e respingimenti per uno specifico gruppo di viaggiatori in tali Stati membri;
   f) informazioni su alti rischi epidemici specifici fornite da Stati membri e informazioni in materia di sorveglianza epidemiologica e valutazioni del rischio fornite dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) nonché segnalazioni di focolai di malattie da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

2.  La Commissione adotta un atto di esecuzione con cui specifica i rischi di cui al paragrafo 1. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 52, paragrafo 2. [Em. 238]

3.  Sulla base dei rischi specifici rilevati in conformità del presente regolamento e dell'atto delegato di cui al paragrafo 2 1, sono stabiliti indicatori di rischio specifici consistenti in una combinazione di uno o più dei seguenti dati: [Em. 239]

   a) fascia di età, sesso, cittadinanza;
   b) paese e città di residenza;
   c) Stato membro o Stati membri di destinazione;
   d) Stato membro del primo ingresso;
   e) scopo del viaggio;
   f) occupazione attuale.

4.  Gli indicatori di rischio specifici sono mirati e proporzionati. Essi non sono in alcun caso basati esclusivamente sul sesso o sull’età di una persona. Non sono in alcun caso basati su informazioni che rivelino la razza, il colore della pelle, l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, la religione o le convinzioni filosofiche, l’appartenenza sindacale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità o l’orientamento sessuale di una persona.

5.  La Commissione adotta gli indicatori di rischio specifici con un atto di esecuzione. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 52, paragrafo 2.

6.  Le autorità competenti per i visti utilizzano gli indicatori di rischio specifici nel valutare se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale, un rischio per la sicurezza degli Stati membri o un alto rischio epidemico conformemente all’articolo 21, paragrafo 1. [Em. 240]

7.  La Commissione riesamina e l'Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali riesaminano periodicamente i rischi specifici e gli indicatori di rischio specifici."; [Em. 241]

"

4 bis)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 39

Condotta del personale e rispetto dei diritti fondamentali

1.  I consolati degli Stati membri garantiscono che i richiedenti vengano accolti cortesemente. Il personale consolare rispetta pienamente la dignità umana nell’esercizio delle sue funzioni.

2.  Il personale consolare rispetta pienamente i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nell’esercizio delle sue funzioni. Tutti i provvedimenti adottati sono proporzionati agli obiettivi da essi perseguiti.

3.  Nello svolgimento delle sue mansioni il personale consolare non pone in atto discriminazioni nei confronti delle persone per motivi quali sesso, razza od origine etnica, colore della pelle, origine sociale, caratteristiche genetiche, lingua, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, religione o convinzioni personali, disabilità, età o tendenze sessuali. L'interesse superiore del minore è considerato preminente."; [Em. 242]

"

4 ter)  è inserito l’articolo seguente:"

"Articolo 39 bis

Diritti fondamentali

In sede di applicazione del presente regolamento, gli Stati membri agiscono nel pieno rispetto del pertinente diritto unionale, compresa la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, del pertinente diritto internazionale, compresa la convenzione relativa allo status dei rifugiati firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, degli obblighi inerenti all'accesso alla protezione internazionale, in particolare il principio di non-refoulement (non respingimento), e dei diritti fondamentali. Conformemente ai principi generali del diritto unionale, le decisioni adottate ai sensi del presente regolamento devono essere adottate su base individuale. L'interesse superiore del minore è considerato preminente."; [Em. 243]

"

5)  l’articolo 46 è sostituito dal seguente:"

"Articolo 46

Compilazione di statistiche

Entro il 1° marzo di ogni anno la Commissione pubblica la compilazione delle seguenti statistiche annuali sui visti, per consolato e valico di frontiera presso cui i singoli Stati membri trattano le domande di visto:

   a) numero di visti di transito aeroportuale richiesti, rilasciati e rifiutati;
   b) numero di visti uniformi per un ingresso e di visti per ingressi multipli richiesti, rilasciati (divisi per la durata di validità: 1, 2, 3, 4 e 5 anni) e rifiutati;
   c) numero di visti con validità territoriale limitata rilasciati.

Tali statistiche sono compilate sulla base dei rapporti generati dall’archivio centrale di dati del VIS conformemente all’articolo 17 del regolamento (CE) n. 767/2008.";

"

5 bis)  è inserito l’articolo seguente:"

"Articolo 51 bis

Esercizio della delega

1.   Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.   Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 21 bis è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

3.   La delega di potere di cui all'articolo 21 bis può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.   Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

5.   Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6.   L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 21 bis entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio."; [Em. 244]

"

6)  all’articolo 57, i paragrafi 3 e 4 sono soppressi.

Articolo 4

Modifiche del regolamento (UE) 2017/2226

Il regolamento (UE) 2017/2226 è così modificato:

1)  all’articolo 9, paragrafo 2, è aggiunto il comma seguente:"

"L’EES prevede la funzionalità per la gestione centralizzata di questo elenco. Norme dettagliate sulla gestione di tale funzionalità sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 68, paragrafo 2.";

"

2)  all’articolo 13, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Al fine di adempiere al loro obbligo ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 1, lettera b), della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori utilizzano il servizio web per verificare se un visto per soggiorno di breve durata è ancora valido, se è già stato utilizzato il numero di ingressi autorizzati o se il titolare ha raggiunto la durata massima del soggiorno autorizzato o, a seconda dei casi, se il visto è valido per il territorio del porto di destinazione del viaggio. I vettori forniscono i dati di cui all’articolo 16, paragrafo 1, lettere a), b) e c). Su tale base il servizio web fornisce ai vettori una risposta "OK/non OK". I vettori possono conservare le informazioni trasmesse e la risposta ricevuta in conformità del diritto applicabile. I vettori istituiscono un sistema di autenticazione per garantire che solo il personale autorizzato possa accedere al servizio web. La risposta "OK/non OK" non può essere considerata un provvedimento di autorizzazione d’ingresso o di respingimento ai sensi del regolamento (UE) 2016/399. Nei casi in cui ai passeggeri non sia consentito l'imbarco a causa di un'interrogazione nel VIS, i vettori forniscono ai passeggeri tali informazioni e i mezzi necessari per esercitare i loro diritti di accesso ai dati personali conservati nel VIS nonché di rettifica e cancellazione degli stessi."; [Em. 245]

"

2 bis)  all'articolo 14, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Se necessario per inserire o aggiornare i dati della cartella di ingresso/uscita del titolare di visto, le autorità di frontiera possono estrarre dal VIS e importare nell’EES i dati di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), e paragrafo 2, lettere da c) a f), del presente regolamento conformemente all’articolo 8 del presente regolamento e all’articolo 18 bis del regolamento (CE) n. 767/2008."; [Em. 246]

"

2 ter)  l'articolo 15 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Se necessario per creare un fascicolo individuale o per aggiornare l'immagine del volto di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera b), l'immagine del volto è rilevata sul posto."; [Em. 247]

"

b)  è inserito il paragrafo seguente:"

"1 bis. L'immagine del volto di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), è estratta dal VIS e importata nell'EES."; [Em. 248]

"

c)  il paragrafo 5 è soppresso; [Em. 249]

3)  all’articolo 35, paragrafo 4, i termini "mediante l’infrastruttura del VIS" sono soppressi.

Articolo 5

Modifiche del regolamento (UE) 2016/399

Il regolamento (UE) 2016/399 è così modificato:

1)  all’articolo 8, paragrafo 3, è aggiunta la lettera b bis) seguente:"

"b bis) Se il cittadino di paese terzo è in possesso di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno, le verifiche approfondite all’ingresso comprendono anche l’accertamento dell’identità del titolare del visto per soggiorno di lunga durata e del permesso di soggiorno e della loro autenticità, mediante consultazione del sistema di informazione visti (VIS), conformemente all’articolo 22 octies del regolamento (CE) n. 767/2008.

Qualora la verifica del titolare del documento o la verifica del documento, a seconda dei casi, conformemente all’articolo 22 octies del richiamato regolamento non dia esito ovvero sussistano dubbi circa l’identità del titolare, l’autenticità del documento e/o del documento di viaggio, il personale debitamente autorizzato di quelle autorità competenti procede alla verifica del supporto di memorizzazione del documento.";

"

2)  all’articolo 8, paragrafo 3, le lettere da c) a f) sono soppresse.

Articolo 7

Modifiche del regolamento (UE) XXX che istituisce un quadro per l’interoperabilità tra i sistemi di informazione dell’UE (frontiere e visti) [regolamento sull’interoperabilità]

Il regolamento (UE) XXX che istituisce un quadro per l’interoperabilità tra i sistemi di informazione dell’UE (frontiere e visti) [regolamento sull’interoperabilità] è così modificato:

1)  all’articolo 13, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) i dati di cui all’articolo 9, punto 6, all’articolo 22 quater, punto 2, lettere f) e g), e all’articolo 22 quinquies, lettere f) e g), del regolamento (CE) n. 767/2008;";

"

2)  all’articolo 18, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere da a), b) e c) a c quater), e punti 5 e 6, all’articolo 22 quater, punto 2, lettere da a) a c bis), f) e g), e all’articolo 22 quinquies, lettere a), b), c), f) e g), del regolamento (CE) n. 767/2008;"; [Em. 250]

"

3)  all’articolo 26, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) alle autorità competenti di cui all’articolo 6, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CE) n. 767/2008 quando creano o aggiornano un fascicolo relativo alla domanda o un fascicolo individuale nel VIS conformemente all’articolo 8 o all’articolo 22 bis del regolamento (CE) n. 767/2008;";

"

4)  l’articolo 27 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) è creato o aggiornato un fascicolo relativo alla domanda o un fascicolo individuale nel VIS conformemente all’articolo 8 o all’articolo 22 bis del regolamento (CE) n. 767/2008;";

"

b)  al paragrafo 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) cognome, nome o nomi, data di nascita, sesso e cittadinanza o cittadinanze conformemente all’articolo 9, punto 4, lettera a), all’articolo 22 quater, punto 2, lettera a), e all’articolo 22 quinquies, lettera a), del regolamento (CE) n. 767/2008;";

"

5)  all’articolo 29, paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) le autorità competenti di cui all’articolo 6, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CE) n. 767/2008, per i riscontri positivi emersi durante la creazione o l’aggiornamento di un fascicolo relativo alla domanda o di un fascicolo individuale nel VIS conformemente all’articolo 8 o all’articolo 22 bis del regolamento (CE) n. 767/2008;".

"

Articolo 8

Abrogazione della decisione 2008/633/GAI

La decisione 2008/633/GAI è abrogata. I riferimenti alla decisione abrogata si intendono fatti al regolamento (CE) n. 767/2008 e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato 2.

Articolo 9

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento si applica a decorrere da ... [due anni dopo la data di entrata in vigore] ad eccezione delle disposizioni relative agli atti delegati e di esecuzione di cui all'articolo 1, punti 6, 7, 26, 27, 33 e 35, all'articolo 3, punto 4, e all'articolo 4, punto 1, che si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Entro ... [un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sullo stato di avanzamento della preparazione della piena attuazione del presente regolamento. La relazione contiene anche informazioni particolareggiate sulle spese sostenute e sugli eventuali rischi che possono incidere sui costi complessivi. [Em. 251]

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati.

Fatto a ..., il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO 2

Tavola di concordanza

Decisione 2008/633/GAI del Consiglio

Regolamento (CE) n. 767/2008

Articolo 1

Oggetto e ambito d’applicazione

Articolo 1

Oggetto e ambito d’applicazione

Articolo 2

Definizioni

Articolo 4

Definizioni

Articolo 3

Autorità designate e punti di accesso centrale

Articolo 22 duodecies

Autorità designate degli Stati membri

Articolo 22 terdecies

Europol

Articolo 4

Procedura di accesso al VIS

Articolo 22 quaterdecies

Procedure di accesso al VIS a fini di contrasto

Articolo 5

Condizioni per l’accesso ai dati VIS da parte delle autorità designate degli Stati membri

Articolo 22 quindecies

Condizioni per l’accesso ai dati del VIS delle autorità designate degli Stati membri

Articolo 6

Condizioni per l’accesso ai dati VIS da parte delle autorità designate di uno Stato membro per il quale il regolamento (CE) n. 767/2008 non è ancora entrato in vigore

Articolo 22 novodecies

Condizioni per l’accesso ai dati del VIS delle autorità designate di uno Stato membro per il quale il presente regolamento non è ancora in vigore

Articolo 7

Condizioni per l’accesso ai dati VIS da parte dell’Europol

Articolo 22 septdecies

Procedura e condizioni per l’accesso ai dati del VIS di Europol

Articolo 8

Protezione dei dati personali

Capo VI

Diritti e vigilanza sulla protezione dei dati

Articolo 9

Sicurezza dei dati

Articolo 32

Sicurezza dei dati

Articolo 10

Responsabilità

Articolo 33

Responsabilità

Articolo 11

Autocontrollo

Articolo 35

Verifica interna

Articolo 12

Sanzioni

Articolo 36

Sanzioni

Articolo 13

Conservazione dei dati VIS negli archivi nazionali

Articolo 30

Conservazione dei dati VIS in archivi nazionali

Articolo 14

Diritto di accesso, rettifica e cancellazione

Articolo 38

Diritto di accedere, rettificare e cancellare i dati

Articolo 15

Costi

N/A

Articolo 16

Registri

Articolo 22 octodecies

Registrazione e documentazione

Articolo 17

Controllo e valutazione

Articolo 50

Monitoraggio e valutazione

(1)GU C […] del […], pag. […].
(2)GU C […] del […], pag. […].
(3) Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019.
(4)Decisione 2004/512/CE del Consiglio, dell’8 giugno 2004, che istituisce il sistema di informazione visti (VIS) (GU L 213 del 15.6.2004, pag. 5).
(5)Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS) (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 60).
(6)Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti) (GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1).
(7)Decisione 2008/633/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa all’accesso per la consultazione al sistema di informazione visti (VIS) da parte delle autorità designate degli Stati membri e di Europol ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di reati di terrorismo e altri reati gravi (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 129).
(8) Decisione di esecuzione 2011/636/UE della Commissione, del 21 settembre 2011, che stabilisce la data di inizio delle attività del sistema d'informazione visti (VIS) in una prima regione (GU L 249 del 27.9.2011, pag. 18).
(9)Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31).
(10)COM(2016)0205.
(11) "Integrated Border Management (IBM) – Feasibility Study to include in a repository documents for Long-Stay visas, Residence and Local Border Traffic Permits" (2017).
(12) "Legal analysis on the necessity and proportionality of extending the scope of the Visa Information System (VIS) to include data on long stay visas and residence documents" (2018).
(13)Tabella di marcia per rafforzare lo scambio e la gestione di informazioni, comprese soluzioni di interoperabilità nel settore "Giustizia e affari interni" (9368/1/16 REV 1).
(14)Conclusioni del Consiglio sulla via da seguire per migliorare lo scambio di informazioni e garantire l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE (10151/17);
(15)"Integrated Border Management (IBM) – Feasibility Study to include in a repository documents for Long-Stay visas, Residence and Local Border Traffic Permits" (2017).
(16)"Legal analysis on the necessity and proportionality of extending the scope of the Visa Information System (VIS) to include data on long stay visas and residence documents" (2018).
(17)COM(2017)0558, pag. 15.
(18)COM(2018)0251.
(19)Fingerprint Recognition for Children (2013 - EUR 26193).
(20)"Automatic fingerprint recognition: from children to elderly" (2018 – JRC).
(21)"Feasibility and implications of lowering the fingerprinting age for children and on storing a scanned copy of the visa applicant’s travel document in the Visa Information System (VIS)" (2018).
(22)Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, che istituisce l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) e sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI, 2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI (GU L 135 del 24.5.2016, pag. 53).
(23) Decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1).
(24)Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
(25)Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).
(26)Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348 del 24.12.2008, pag. 98).
(27)Regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [titolo completo] (GU L ... del ..., pag. ...).
(28)Regolamento (CE UE) n. 45/2001 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000 23 ottobre 2018, concernente la sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag.1) che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
(29)Decisione n. 1105/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativa all’elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto e relativa alla creazione di un meccanismo per stabilire tale elenco (GU L 287 del 4.11.2011, pag. 9).
(30)Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77).
(31)Decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen (GU L 131 dell’1.6.2000, pag. 43).
(32)Decisione 2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell’Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen (GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20).
(33)GU L 176 del 10.7.1999, pag. 36.
(34)Decisione 1999/437/CE del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativa a talune modalità di applicazione dell’accordo concluso dal Consiglio dell’Unione europea con la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia sull’associazione di questi due Stati all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen (GU L 176 del 10.7.1999, pag. 31).
(35)GU L 53 del 27.2.2008, pag. 52.
(36)Decisione 2008/146/CE del Consiglio, del 28 gennaio 2008, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera, riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen (GU L 53 del 27.2.2008, pag. 1).
(37)Decisione 2008/149/GAI del Consiglio, del 28 gennaio 2008, relativa alla conclusione, a nome dell’Unione europea, dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera, riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen (GU L 53 del 27.2.2008, pag. 50).
(38)GU L 160 del 18.6.2011, pag. 21.
(39)Decisione 2011/350/UE del Consiglio, del 7 marzo 2011, sulla conclusione, a nome dell’Unione europea, del protocollo tra l’Unione europea, la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein sull’adesione del Principato del Liechtenstein all’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen, con particolare riguardo alla soppressione dei controlli alle frontiere interne e alla circolazione delle persone (GU L 160 del 18.6.2011, pag. 19).
(40)Decisione 2011/349/UE del Consiglio, del 7 marzo 2011, sulla conclusione, a nome dell’Unione europea, del protocollo tra l’Unione europea, la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein sull’adesione del Principato del Liechtenstein all’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen, con particolare riguardo alla cooperazione giudiziaria in materia penale e alla cooperazione di polizia (GU L 160 del 18.6.2011, pag. 1).
(41)Decisione (UE) 2017/1908 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativa all’attuazione di talune disposizioni dell’acquis di Schengen concernenti il sistema d’informazione visti nella Repubblica di Bulgaria e in Romania (GU L 269 del 19.10.2017, pag. 39).

Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy