Indice 
Testi approvati
Mercoledì 18 settembre 2019 - StrasburgoEdizione definitiva
Progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019: eccedenza dell'esercizio 2018
 Progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019: rafforzamento di programmi chiave per la competitività dell'UE: Orizzonte 2020 ed Erasmus+
 Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, all'Italia e all'Austria
 Progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019: proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, all'Italia e all'Austria
 Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione – EGF/2019/000 TA 2019 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
 Recesso del Regno Unito dall'UE

Progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019: eccedenza dell'esercizio 2018
PDF 112kWORD 50k
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2019 sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019 dell'Unione europea per l'esercizio 2019, che iscrive l'eccedenza dell'esercizio 2018 (11730/2019 – C9-0115/2019 – 2019/2021(BUD))
P9_TA(2019)0011A9-0005/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(1), in particolare gli articoli 18, paragrafo 3, e 44,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, definitivamente adottato il 12 dicembre 2018(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019 adottato dalla Commissione il 15 aprile 2019 (COM(2019)0300),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019 adottata dal Consiglio il 3 settembre 2019 e comunicata al Parlamento europeo lo stesso giorno (11730/2019 – C9-0115/2019),

–  visti gli articoli 94 e 96 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0005/2019),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019 mira a iscrivere nel bilancio 2019 l'eccedenza derivante dall'esecuzione dell'esercizio 2018, che ammonta a 1 802 milioni di EUR;

B.  considerando che i principali elementi che hanno determinato tale eccedenza sono un'iscrizione in eccesso delle entrate pari a 1 274,6 milioni di EUR e una sottoesecuzione delle spese pari a 527,8 milioni di EUR;

C.  considerando che, sul lato delle entrate, la differenza maggiore deriva da interessi di mora e ammende (1 312,6 milioni di EUR) e che il risultato dell'esecuzione del bilancio è composto di ammende e di interessi di mora in materia di concorrenza, di altre penali e interessi connessi ad ammende e penali;

D.  considerando che, sul versante delle spese, la sottoesecuzione dei pagamenti da parte della Commissione raggiunge 322,2 milioni di EUR per il 2018 (di cui 120 milioni della riserva per gli aiuti d'urgenza) e 68 milioni di EUR per i riporti dal 2017, e che la sottoesecuzione da parte delle altre istituzioni è pari a 75,9 milioni di EUR per il 2018 e a 61,6 milioni di EUR per i riporti dal 2017;

1.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019 presentato dalla Commissione, che mira unicamente a iscrivere in bilancio l'eccedenza derivante dall'esecuzione dell'esercizio 2018, per un importo pari a 1 803 milioni di EUR, in conformità dell'articolo 18 del regolamento finanziario, e della posizione del Consiglio al riguardo;

2.  osserva che, secondo la Commissione, nel 2018 le ammende nel settore della concorrenza sono ammontate a 1 149 milioni di EUR; ritiene nuovamente che, oltre all'eccedenza derivante dalla sottoesecuzione, il bilancio dell'Unione dovrebbe poter riutilizzare eventuali entrate derivanti da ammende o connesse a pagamenti tardivi, senza una corrispondente diminuzione dei contributi basati sul RNL; ricorda la propria posizione a favore di un aumento della riserva dell'Unione prevista nel prossimo quadro finanziario pluriennale, di un importo equivalente al gettito di ammende e sanzioni;

3.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2019;

4.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 1/2019 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alle altre istituzioni e agli organi interessati e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(2) GU L 67 del 7.3.2019.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.


Progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019: rafforzamento di programmi chiave per la competitività dell'UE: Orizzonte 2020 ed Erasmus+
PDF 118kWORD 50k
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2019 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019 dell'Unione europea per l'esercizio 2019 – Rafforzamento di programmi essenziali per la competitività dell'UE: Orizzonte 2020 ed Erasmus+ (11731/2019 – C9-0112/2019 – 2019/2022(BUD))
P9_TA(2019)0012A9-0004/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(1), in particolare gli articoli 18, paragrafo 3, e 44,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, definitivamente adottato il 12 dicembre 2018(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019 adottato dalla Commissione il 15 maggio 2019 (COM(2019)0320),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019 adottata dal Consiglio il 3 settembre 2019 e comunicata al Parlamento europeo lo stesso giorno (11731/2019 – C9-0112/2019),

–  visti gli articoli 94 e 96 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0004/2019),

A.  considerando che, su insistenza del Parlamento, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso, nel quadro della procedura di bilancio 2019, di iscrivere 100 milioni di EUR in un bilancio rettificativo nel 2019 al fine di rafforzare Orizzonte 2020 e Erasmus+; che il Parlamento e il Consiglio hanno invitato la Commissione a presentare tale bilancio rettificativo, che non avrebbe contenuto altri elementi, non appena l'adeguamento tecnico del quadro finanziario pluriennale per il 2020, compreso il calcolo del margine globale per gli impegni, si sarebbe concluso nella primavera del 2019;

B.  considerando che la Commissione ha di conseguenza proposto di modificare il bilancio 2019 per tener conto dell'accordo di cui sopra;

C.  considerando che la Commissione ha proposto di stanziare altri 80 milioni di EUR per rafforzare Orizzonte 2020 e altri 20 milioni di EUR da assegnare al bilancio del programma Erasmus+; che l'accordo sul bilancio 2019 non contiene indicazioni quanto alla ripartizione dell'importo del rafforzamento globale tra i singoli strumenti;

D.  considerando che, per quanto riguarda il rafforzamento di Orizzonte 2020, la Commissione ha proposto di stanziare un ulteriore importo di 34,6 milioni di EUR a favore della voce di bilancio 08 02 03 04 – Realizzare un sistema di trasporto europeo efficiente sotto il profilo delle risorse, rispettoso dell'ambiente, sicuro e senza soluzione di continuità – con l'obiettivo di rafforzare le azioni del 2019 contro i cambiamenti climatici, in particolare per quanto concerne le batterie, i veicoli verdi e l'ecosostenibilità dell'aviazione, e un ulteriore importo di 45,4 milioni di EUR a favore della voce di bilancio 08 02 01 02 – Rafforzare la ricerca nelle tecnologie future ed emergenti – per aumentare l'importo a sostegno della "produzione rivoluzionaria di energia a emissioni zero per la piena decarbonizzazione" e delle "tecnologie connesse all'energia e ai cambiamenti climatici";

E.  considerando che, per quanto riguarda Erasmus+, la Commissione ha proposto di rafforzare il sostegno finanziario alle attività fondamentali di mobilità del programma, in particolare nel settore dell'istruzione superiore e dell'istruzione e della formazione professionale, nonché ai centri di eccellenza professionale; che la Commissione ha altresì proposto che parte del rafforzamento vada all'iniziativa Università europee, un'iniziativa fondamentale messa a punto di recente nel quadro della creazione, entro il 2025, dello spazio europeo dell'istruzione per promuovere l'eccellenza, l'innovazione e l'inclusione nell'istruzione superiore in tutta Europa;

1.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019 presentato dalla Commissione, inteso ad assegnare stanziamenti d'impegno supplementari per 100 milioni di EUR ai programmi Orizzonte 2020 ed Erasmus+ per tener conto dell'accordo raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio nel quadro dei negoziati sul bilancio 2019; rileva che in questa fase non è stato proposto alcun rafforzamento degli stanziamenti di pagamento;

2.  osserva che, dati i profili dei programmi, mentre potrebbe non essere necessario rafforzare gli stanziamenti di pagamento per Orizzonte 2020 entro la fine del 2019, il rafforzamento degli stanziamenti d'impegno per Erasmus+ dovrà probabilmente essere affiancato già quest'anno da un aumento degli stanziamenti di pagamento; invita la Commissione a informare l'autorità di bilancio circa il modo in cui intende far fronte al maggior fabbisogno di pagamenti;

3.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2019;

4.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 2/2019 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alle altre istituzioni e agli organi interessati e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(2) GU L 67 del 7.3.2019.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.


Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, all'Italia e all'Austria
PDF 118kWORD 50k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2019 sulla proposta di risoluzione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, all'Italia e all'Austria (COM(2019)0206 – C9-0005/2019 – 2019/2023(BUD))
P9_TA(2019)0013A9-0002/2019

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2019)0206 – C9-0005/2019),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0002/2019),

1.  si compiace della decisione in quanto gesto di solidarietà dell'Unione nei confronti dei cittadini e delle regioni dell'Unione colpiti da catastrofi naturali;

2.  sottolinea l'urgente necessità di prestare assistenza finanziaria a titolo del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (il "Fondo") alle regioni colpite dalle catastrofi naturali verificatesi nell'Unione nel corso del 2018;

3.  accoglie con favore la proposta della Commissione(4) del 7 marzo 2019 di modificare il meccanismo unionale di protezione civile quale strumento chiave in vista del rafforzamento delle capacità di gestione delle catastrofi dell'Unione, corredandolo, per il periodo di finanziamento 2021-2027, di una dotazione finanziaria all'altezza delle ambizioni stabilite nella decisione (UE) 2019/420 del Parlamento europeo e del Consiglio(5) e in linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027(6); è convinto che il Fondo e il meccanismo unionale di protezione civile dovrebbero andare di pari passo nella prevenzione delle catastrofi naturali negli Stati membri, nonché nella preparazione e nella risposta ad esse;

4.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

5.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza all'Austria, all'Italia e alla Romania

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2019/1817).

(1) GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(4) COM(2019)0125.
(5) Decisione (UE) 2019/420 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2019, che modifica la decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile (GU L 77 I del 20.3.2019, pag. 1).
(6) Testi approvati, P8_TA(2018)0449.


Progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019: proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, all'Italia e all'Austria
PDF 113kWORD 49k
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2019 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019 dell'Unione europea per l'esercizio 2019 che accompagna la proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, all'Italia e all'Austria (11732/2019 – C9-0113/2019 – 2019/2024(BUD))
P9_TA(2019)0014A9-0006/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(1), in particolare l'articolo 44,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, definitivamente adottato il 12 dicembre 2018(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019 adottato dalla Commissione il 22 maggio 2019 (COM(2019)0205),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019 adottata dal Consiglio il 3 settembre 2019 e comunicata al Parlamento europeo lo stesso giorno (11732/2019 – C9-0113/2019),

–  visti gli articoli 94 e 96 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0006/2019),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019 riguarda la proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Romania, in relazione alle alluvioni nella regione nordorientale del paese, all'Italia, in relazione alle alluvioni e frane a seguito di forti precipitazioni dalle zone alpine settentrionali alla Sicilia, e all'Austria, in relazione ai medesimi fenomeni meteorologici nelle regioni alpine/meridionali del paese nel corso del 2018;

B.  considerando che la Commissione propone pertanto di modificare il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019 e di aumentare la dotazione della linea di bilancio 13 06 01 "Assistere gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali gravi aventi serie ripercussioni sulle condizioni di vita, sull'ambiente o sull'economia" di un importo pari a 293 551 794 EUR, in stanziamenti sia di impegno che di pagamento;

C.  considerando che il Fondo di solidarietà dell'Unione europea è uno strumento speciale, secondo la definizione del regolamento QFP, e che i corrispondenti stanziamenti di impegno e di pagamento devono essere iscritti in bilancio al di fuori dei massimali del QFP;

1.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2019;

2.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 3/2019 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Corte dei Conti e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(2) GU L 67 del 7.3.2019.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.


Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione – EGF/2019/000 TA 2019 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione
PDF 129kWORD 51k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2019 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (EGF/2019/000 TA 2019 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione) (COM(2019)0290 – C9-0026/2019 – 2019/2036(BUD))
P9_TA(2019)0015A9-0001/2019

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2019)0290 – C9-0026/2019),

—  visto il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006(1) (regolamento FEG),

—  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 12,

—  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3) (AII del 2 dicembre 2013), in particolare il punto 13,

—  vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (EGF/2018/000 TA 2018 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione)(4),

—  vista la sua prima lettura della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)(5)

—  vista la procedura di trilogo prevista al punto 13 dell'AII del 2 dicembre 2013,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0001/2019),

A.  considerando che l'Unione ha predisposto strumenti legislativi e di bilancio per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze delle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale o della crisi economica e finanziaria globale, nonché per assisterli nel loro necessario e tempestivo reinserimento nel mercato del lavoro;

B.  considerando che il sostegno finanziario dell'Unione ai lavoratori collocati in esubero dovrebbe essere dinamico e reso disponibile nel modo più rapido ed efficiente possibile, in conformità della dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata durante la riunione di concertazione del 17 luglio 2008, e nel rispetto dell'AII del 2 dicembre 2013 con riferimento all'adozione di decisioni di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG);

C.  considerando che l'adozione del regolamento FEG riflette l'accordo raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio concernente la reintroduzione del criterio di mobilitazione a seguito della crisi, l'aumento del contributo finanziario dell'Unione al 60 % dei costi totali stimati delle misure proposte, l'incremento dell'efficienza del trattamento delle domande d'intervento del FEG in seno alla Commissione e da parte del Parlamento e del Consiglio ottenuto con la riduzione dei tempi per la valutazione e l'approvazione, l'estensione delle azioni e dei beneficiari ammissibili ai lavoratori autonomi e ai giovani, nonché il finanziamento di incentivi per la creazione di imprese proprie;

D.  considerando che il bilancio annuo massimo disponibile per il FEG è pari a 150 milioni di EUR a prezzi 2011, ossia 175 748 000 EUR a prezzi 2019, e che l'articolo 11, paragrafo 1, del regolamento FEG stabilisce che un massimo sino allo 0,5 % di tale importo può essere utilizzato per l'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione per finanziare attività di preparazione, monitoraggio, raccolta di dati e creazione di una base di conoscenze, sostegno amministrativo e tecnico, attività di informazione e comunicazione, come pure l'audit, il controllo e la valutazione necessari all'applicazione del regolamento FEG;

E.  considerando che l'importo proposto di 610 000 EUR corrisponde a circa lo 0,35 % del bilancio annuo massimo disponibile per il FEG nel 2019;

1.  concorda sul fatto che le misure proposte dalla Commissione siano finanziate come assistenza tecnica a norma dell'articolo 11, paragrafi 1 e 4, e dell'articolo 12, paragrafi 2, 3 e 4, del regolamento FEG;

2.  riconosce l'importanza del monitoraggio e della raccolta dei dati; rammenta l'importanza di rendere facilmente accessibili e comprensibili delle serie statistiche rigorose adeguatamente compilate;

3.  ricorda che è importante che tutti i cittadini dell'Unione abbiano accesso a uno specifico sito web del FEG;

4.  accoglie con favore l'impegno continuo sulle procedure di omologazione delle domande e la gestione del FEG tramite le funzionalità del sistema di scambio elettronico di dati (SFC 2014), che consente di semplificare e velocizzare l'elaborazione delle domande e di migliorare la comunicazione;

5.  prende atto che la Commissione intende investire 190 000 EUR della dotazione disponibile a titolo del sostegno amministrativo e tecnico per tenere due riunioni del gruppo di esperti di persone di contatto del FEG (un membro per ciascuno Stato membro) e due seminari con la partecipazione degli organismi di attuazione del FEG e delle parti sociali;

6.  chiede alla Commissione di continuare a invitare sistematicamente il Parlamento a queste riunioni e a questi seminari, in conformità delle pertinenti disposizioni dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento e la Commissione;

7.  sottolinea la necessità di migliorare ulteriormente il collegamento tra tutti i soggetti coinvolti nelle applicazioni FEG tra cui, in particolare, le parti sociali e i soggetti interessati a livello regionale e locale, in modo da creare il maggior numero possibile di sinergie; sottolinea che l'interazione tra la persona di contatto a livello nazionale e i partner regionali o locali fornitori dovrebbe essere rafforzata e la comunicazione, l'organizzazione del sostegno e i flussi di informazioni (divisioni interne, compiti e responsabilità) dovrebbero essere esplicitati e concordati tra tutti i partner interessati;

8.  accoglie con favore il tempestivo avvio della valutazione ex post per la quale la Commissione intende investire 300 000 EUR del bilancio disponibile

9.  ricorda agli Stati membri richiedenti che sono principalmente tenuti, come stabilito all'articolo 12 del regolamento FEG, a pubblicizzare ampiamente le azioni finanziate dal Fondo presso i beneficiari interessati, le autorità locali e regionali, le parti sociali, i mezzi di comunicazione e il grande pubblico;

10.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

11.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (EGF/2019/000 TA 2019 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione)

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2019/1938).

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(4) Testi approvati, P8_TA(2018)0220.
(5) Testi approvati, P8_TA(2019)0019.


Recesso del Regno Unito dall'UE
PDF 143kWORD 56k
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2019 sullo stato di avanzamento del recesso del Regno Unito dall'Unione europea (2019/2817(RSP))
P9_TA(2019)0016B9-0038/2019

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000 ("la Carta"), proclamata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo ed entrata in vigore con il trattato di Lisbona nel dicembre 2009,

–  vista la notifica inviata dal Primo ministro del Regno Unito al Consiglio europeo il 29 marzo 2017 conformemente all'articolo 50, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea,

–  viste le sue risoluzioni del 5 aprile 2017 sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea(1), del 3 ottobre 2017 sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito(2), del 13 dicembre 2017 sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito(3) e del 14 marzo 2018 sul quadro delle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito(4),

–  visti gli orientamenti del Consiglio europeo (articolo 50) del 29 aprile 2017 a seguito della notifica inviata dal Regno Unito a norma dell'articolo 50 TUE, nonché l'allegato alla decisione del Consiglio del 22 maggio 2017 contenente le direttive per negoziare un accordo con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord volto a definire le modalità del suo recesso dall'Unione europea,

–  visti gli orientamenti del Consiglio europeo (articolo 50) del 15 dicembre 2017 e gli allegati alla decisione del Consiglio del 29 gennaio 2018 che integra la decisione del Consiglio del 22 maggio 2017, la quale autorizza l'avvio di negoziati con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord per concludere un accordo volto a definire le modalità del suo recesso dall'Unione europea,

–  vista la relazione congiunta dei negoziatori dell'Unione europea e del governo britannico, dell'8 dicembre 2017, sui progressi compiuti nella prima fase dei negoziati a norma dell'articolo 50 TUE per un recesso ordinato del Regno Unito dall'Unione europea,

–  visto l'accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione europea e dalla Comunità europea dell'energia atomica, approvato dal Consiglio europeo del 25 novembre 2018 ("l'accordo di recesso"), e le dichiarazioni iscritte a verbale della riunione del Consiglio europeo di tale data,

–  visto il testo della dichiarazione politica che definisce il quadro delle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito, quale approvata dal Consiglio europeo il 25 novembre 2018 ("la dichiarazione politica"),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo (articolo 50) del 13 dicembre 2018,

–  visti la dichiarazione congiunta che integra la dichiarazione politica e lo strumento relativo all'accordo di recesso dell'11 marzo 2019,

–  vista la decisione (UE) 2019/476 del Consiglio europeo adottata d'intesa con il Regno Unito il 22 marzo 2019, che proroga il termine previsto dall'articolo 50, paragrafo 3, TUE(5),

–  vista la decisione (UE) 2019/584 del Consiglio europeo adottata d'intesa con il Regno Unito l'11 aprile 2019, che proroga il termine previsto dall'articolo 50, paragrafo 3, TUE(6),

–  vista la decisione (UE) 2019/642 del Consiglio, del 13 aprile 2019(7), che modifica la decisione (UE) 2019/274 del Consiglio dell'11 gennaio 2019, in base alla quale è stata autorizzata la firma, a nome dell'Unione europea e della Comunità europea dell'energia atomica, dell'accordo di recesso, con riserva della sua conclusione,

–  visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la "Brexit" è un evento deplorevole e senza precedenti, le cui conseguenze negative sarebbero attenuate da un recesso ordinato del Regno Unito dall'Unione europea (UE);

B.  considerando che il Regno Unito e l'Unione europea rimarranno stretti vicini e continueranno ad avere molti interessi in comune; che il quadro di tale relazione di vicinato è definito nella dichiarazione politica, in base alla quale è possibile tutelare e promuovere tali interessi comuni, anche attraverso nuove relazioni commerciali;

C.  considerando che il Parlamento europeo rappresenta tutti i cittadini dell'UE e, durante l'intero processo che porterà al recesso del Regno Unito, agirà in modo da tutelare i loro interessi;

D.  considerando che, al momento, nel Regno Unito risiedono circa 3,2 milioni di cittadini dei rimanenti 27 Stati membri dell'Unione (UE-27), mentre 1,2 milioni di cittadini del Regno Unito ("cittadini britannici") risiedono nell'UE-27; che i cittadini dell'Unione che si sono stabiliti in un altro Stato membro lo hanno fatto in virtù dei diritti di cui godono in forza della legislazione dell'UE e in base al presupposto di poter godere di tali diritti per tutta la vita;

E.  considerando che vi sono inoltre 1,8 milioni di cittadini nati in Irlanda del Nord i quali, in virtù dell'accordo del Venerdì santo, hanno diritto alla cittadinanza irlandese e, quindi, alla cittadinanza dell'UE e ai diritti che essa comporta nel luogo in cui risiedono;

F.  considerando che l'UE e il Regno Unito, in quanto Stato membro uscente, hanno l'obbligo assoluto di garantire un approccio globale e reciproco alla tutela dei diritti dei cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che vivono nell'UE-27;

G.  considerando che le recenti dichiarazioni del governo britannico a favore del perseguimento di una politica di divergenza normativa rispetto all'UE rendono incerto quanto le future relazioni economiche tra l'UE e il Regno Unito potranno essere strette;

H.  considerando che il recesso del Regno Unito dall'UE non deve assolutamente mettere a repentaglio il processo di pace in Irlanda del Nord, né danneggiare l'economia dell'isola d'Irlanda, come succederebbe nell'eventualità del ripristino di una frontiera fisica tra Irlanda del Nord e Irlanda, e che il meccanismo di salvaguardia ("backstop"), concordato tra il Regno Unito e l'UE nell'accordo di recesso, è stato concepito per scongiurare tale possibilità in qualsiasi evenienza;

I.  considerando che l'accordo del Venerdì santo riconosce la legittimità di qualsiasi scelta liberamente esercitata dalla maggioranza della popolazione dell'Irlanda del Nord per quanto riguarda il proprio status;

J.  considerando che il governo britannico insiste sulla necessità di eliminare il backstop dall'accordo di recesso, ma non ha sinora presentato proposte giuridicamente funzionali che possano sostituirlo;

K.  considerando che il governo britannico sembra aver fatto della pianificazione di un recesso senza accordo ("no deal") la sua principale priorità politica e che alcuni membri di tale governo ritengono che un'uscita senza accordo ("no deal exit") sarebbe il miglior risultato possibile del processo di recesso del Regno Unito dall'UE;

L.  considerando che il Primo ministro britannico ha affermato che una Brexit senza accordo rappresenterebbe un fallimento della politica;

M.  considerando che, in base allo strumento congiunto relativo all'accordo di recesso concordato l'11 marzo 2019 su insistenza del Regno Unito, il lavoro congiunto su modalità alternative presuppone la ratifica dell'accordo di recesso;

N.  considerando che il recesso del Regno Unito dall'UE senza un accordo sarebbe economicamente molto dannoso per entrambe le parti, anche se, come dimostrano dati ufficiali e relazioni del governo britannico, il danno economico ricadrebbe in modo sproporzionato sul Regno Unito, compresi i suoi territori d'oltremare;

O.  considerando che l'unità delle istituzioni dell'UE e dell'UE-27 continua a essere fondamentale e sarà mantenuta;

Accordo di recesso e dichiarazione politica

1.  ritiene che sia nell'interesse preponderante del Regno Unito, così come dell'Unione europea, il fatto che il recesso del Regno Unito dall'UE avvenga in modo ordinato;

2.  continua a ritenere che l'accordo di recesso, in quanto strumento atto a consentire un'uscita ordinata del Regno Unito dall'UE, sia equo ed equilibrato, e che al contempo rispetti pienamente le posizioni non negoziabili per il Regno Unito così come i principi dell'UE;

3.  osserva che il valore dell'accordo di recesso è quello di garantire certezza giuridica a tutti coloro che sono interessati dal recesso del Regno Unito dall'UE e che, nella misura del possibile, esso:

   tutela i diritti e le scelte di vita dei cittadini dell'UE residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici residenti nell'UE-27;
   include il meccanismo di backstop per quanto riguarda la frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord, il quale, in assenza di soluzioni concordate nel contesto di un futuro accordo o di accordi operativi alternativi che offrano le stesse garanzie, proteggerà l'accordo del Venerdì santo e il processo di pace in Irlanda del Nord ed eviterà il ripristino della frontiera fisica, sostenendo così la cooperazione nord-sud e l'economia dell'intera isola, nonché garantendo l'integrità del mercato interno dell'UE;
   prevede una liquidazione finanziaria una tantum del Regno Unito che comprende tutte le sue responsabilità giuridiche derivanti dagli impegni pendenti e copre altresì le voci fuori bilancio, le passività potenziali e gli altri oneri finanziari direttamente derivanti dal recesso del Regno Unito;
   prevede, come richiesto dal Regno Unito e al fine di garantire la certezza e la continuità giuridica nonché il tempo necessario per negoziare le future relazioni tra l'UE e il Regno Unito, un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2020, con un'unica possibilità di proroga per un massimo di due anni;
   affronta altre questioni relative alla separazione che consentiranno un'uscita ordinata del Regno Unito dall'UE;
   contiene disposizioni in materia di governance che salvaguardano il ruolo della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) nell'interpretazione dell'accordo di recesso, se del caso;

4.  osserva che le opzioni fondamentali a disposizione del Regno Unito per quanto riguarda il confine tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord sono e rimarranno le stesse, a prescindere da quale che sia la composizione del suo governo; ricorda che il governo del Regno Unito ha respinto la proposta iniziale dell'Unione europea di un backstop per la sola Irlanda del Nord e ha successivamente chiesto che esso fosse rielaborato nella forma che figura attualmente nell'accordo di recesso; esprime la propria disponibilità a reintrodurre un backstop per la sola Irlanda del Nord, ma sottolinea che non darà il proprio consenso a un accordo di recesso che non preveda alcun meccanismo di salvaguardia;

5.  osserva che il backstop raccoglie il consenso di una schiacciante maggioranza dei partiti politici rappresentati in seno all'Assemblea dell'Irlanda del Nord e, secondo recenti sondaggi, della maggioranza dei cittadini in Irlanda del Nord;

6.  ricorda che il ricorso al backstop è inteso solo quale misura temporanea di ultima istanza e accoglie con favore ogni misura volta a chiarire tale aspetto; si compiace in particolare del fatto che, come previsto nello stesso accordo di recesso, siano messi in campo sforzi e investimenti per esaminare come possano essere utilizzate in futuro soluzioni alternative per le frontiere, basate sulle nuove tecnologie, per garantire l'assenza di una frontiera fisica sull'isola d'Irlanda;

7.  osserva che tali soluzioni alternative sono accettabili solo se consentono di evitare infrastrutture fisiche alle frontiere o le ispezioni e i controlli connessi, di tutelare l'economia dell'isola nel suo insieme, di salvaguardare l'accordo del Venerdì santo, tra l'altro mantenendo le condizioni necessarie per portare avanti la cooperazione nord-sud, e di garantire l'integrità del mercato interno dell'Unione;

8.  ritiene che spetti al Regno Unito presentare per iscritto proposte di soluzioni alternative pienamente funzionali, che affrontino in modo esauriente tutte le ispezioni e tutti i controlli effettuati alle frontiere esterne dell'Unione, che siano conformi ai punti 43 e 49 della relazione congiunta dell'8 dicembre 2017 e che possano tenere conto di eventuali future divergenze normative tra il Regno Unito e l'Unione europea; si rammarica del fatto che, nonostante le dichiarazioni di alcuni suoi membri riguardo alla disponibilità di soluzioni alternative, il governo del Regno Unito non abbia finora presentato proposte giuridicamente funzionali che possano sostituire il backstop;

9.  osserva che la dichiarazione politica, che definisce il quadro per le future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito, è in linea sia con la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2018 sul quadro delle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito, che auspica un accordo di associazione, sia con i contributi dettagliati formulati dalle sue commissioni, e riflette le scelte operate dal Regno Unito per quanto riguarda la portata e la profondità delle sue future relazioni con l'Unione;

10.  esprime la propria disponibilità a trasformare la dichiarazione politica in un documento a carattere più giuridico e formale, mirante a definire un accordo di associazione tra l'Unione europea e il Regno Unito talmente stretto da rendere superfluo il ricorso al backstop, anche in assenza di soluzioni alternative valide;

Mancato accordo

11.  ricorda che, a norma dell'articolo 50 TUE, in assenza di un accordo o di una proroga del termine di cui all'articolo 50, paragrafo 3, TUE, i trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito a decorrere dal 1º novembre 2019;

12.  sottolinea che, se il Regno Unito dovesse recedere dall'Unione europea senza un accordo, ciò sarebbe interamente responsabilità del governo britannico; mette inoltre in evidenza le implicazioni che tale recesso senza un accordo avrebbe per la frontiera tra l'Irlanda del Nord e l'Irlanda, nonché per il funzionamento e l'attuazione dell'accordo del Venerdì santo;

13.  osserva la forte opposizione, in seno alla Camera dei comuni e al di fuori di essa, alla decisione di sospendere il parlamento del Regno Unito fino al 14 ottobre 2019, che rende più probabile un recesso del Regno Unito dall'Unione europea senza un accordo;

14.  accoglie favorevolmente, nel contempo, la pianificazione di misure di preparazione e di emergenza in caso di un recesso senza accordo, quali adottate dalle istituzioni dell'Unione e dall'UE-27; osserva che tali misure sono unilaterali, nell'interesse dell'UE e di natura temporanea; sottolinea inoltre che esse non hanno gli stessi effetti di un accordo che consente un recesso ordinato e non offrono gli stessi vantaggi dell'appartenenza all'UE, né i termini di qualsivoglia periodo di transizione previsto dall'accordo di recesso; accoglie con favore le più recenti proposte presentate dalla Commissione il 4 settembre 2019 e si impegna ad esaminarle il più rapidamente possibile, in particolare per quanto riguarda la fornitura di assistenza finanziaria alle piccole e medie imprese, al fine di garantire che gli oneri derivanti dalle procedure amministrative siano ridotti al minimo;

15.  osserva che in assenza di un accordo di recesso non possono esservi né un periodo di transizione, né eventuali "mini-accordi" volti a contribuire a mitigare le perturbazioni causate da un recesso disordinato del Regno Unito dall'UE;

16.  sottolinea che ulteriori negoziati tra l'UE e il Regno Unito dopo un recesso senza un accordo potranno aver luogo solo a condizione che il Regno Unito rispetti i suoi obblighi e impegni per quanto riguarda i diritti dei cittadini, la liquidazione finanziaria e l'accordo del Venerdì santo nella sua integralità;

17.  osserva che, in caso di recesso senza accordo, gli obblighi finanziari e di altro tipo del Regno Unito continueranno ad esistere; dichiara che, in tal caso, rifiuterà di dare il proprio consenso a qualsiasi accordo tra l'UE e il Regno Unito, a meno che e fintantoché il Regno Unito non rispetti i propri impegni;

18.  ricorda che, una volta soddisfatti tali impegni, i futuri negoziati tra l'Unione europea e il Regno Unito richiederanno solide garanzie e disposizioni in materia di parità di condizioni, al fine di salvaguardare il mercato interno dell'UE e di evitare che le imprese dell'Unione possano essere messe in una situazione potenzialmente svantaggiosa sul piano della concorrenza; ribadisce a tale proposito le condizioni illustrate nella sua risoluzione del 14 marzo 2018, in particolare per quanto riguarda la garanzia di alti livelli di protezione dell'ambiente, dell'occupazione e dei consumatori; rileva che qualsiasi accordo di libero scambio che non rispetti tali livelli di protezione non sarebbe ratificato dal Parlamento europeo;

19.  ricorda che la salvaguardia dei diritti e delle scelte di vita, compresi lo status occupazionale e i diritti sociali, dei cittadini dell'UE residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici residenti nell'UE-27 continua a essere la sua priorità assoluta e che dovrebbero essere intrapresi tutti gli sforzi possibili per cercare di garantire che tali cittadini non subiscano le conseguenze del recesso del Regno Unito dall'UE;

20.  esprime preoccupazione per la messa in atto del regime del Regno Unito in materia di registrazione di residenza e per il fatto che un gran numero di richiedenti - fino al 42% secondo i più recenti dati ufficiali del Regno Unito - si sono visti riconoscere solo uno status di residenza provvisoria; ricorda che ciò potrebbe essere evitato se il Regno Unito optasse per una procedura amministrativa di tipo dichiarativo, lasciando alle autorità del Regno Unito l'onere della prova in caso di contestazione della dichiarazione; esorta pertanto il Regno Unito a rivedere il suo approccio;

21.  incoraggia il Regno Unito e l'UE-27 ad adottare misure che garantiscano la certezza del diritto ai cittadini dell'UE residenti nel Regno Unito e ai cittadini britannici residenti nell'UE-27; ricorda la sua posizione secondo cui l'UE-27 dovrebbe perseguire un approccio coerente e generoso, tutelando i diritti dei cittadini britannici residenti in tali Stati membri;

22.  esprime seria preoccupazione per il fatto che le recenti e conflittuali comunicazioni del ministero dell'Interno britannico riguardanti la libera circolazione dopo il 31 ottobre 2019 hanno generato un'incertezza tutt'altro che costruttiva per i cittadini dell'UE residenti nel Regno Unito, rischiando peraltro di aggravare l'ambiente ostile nei confronti di tali cittadini e di influire negativamente sulla loro capacità di far valere i loro diritti;

23.  ricorda che molti cittadini britannici hanno espresso una forte opposizione alla perdita dei diritti di cui godono attualmente a norma dell'articolo 20 TFUE; propone che l'UE-27 esamini modalità per attenuare tale perdita di diritti entro i limiti del diritto primario dell'Unione, nel pieno rispetto dei principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione;

Proroga del periodo di cui all'articolo 50

24.  osserva che il 9 settembre 2019 il parlamento del Regno Unito ha adottato una legge che obbliga il governo del Regno Unito a chiedere una proroga qualora non sia stato raggiunto un accordo con l'Unione europea entro il 19 ottobre 2019;

25.  indica che sosterrebbe una proroga del periodo di cui all'articolo 50 in presenza di motivi e finalità per una tale estensione (ad esempio evitare un'uscita senza accordo, svolgere elezioni generali o un referendum, revocare l'articolo 50 o approvare un accordo di recesso) e sempre che i lavori e il funzionamento delle istituzioni dell'Unione non siano pregiudicati;

26.  ricorda che non procederà ad alcuna votazione di approvazione fino a quando il parlamento del Regno Unito non avrà approvato un accordo con l'UE;

27.  prende atto della decisione del governo del Regno Unito di non nominare, nelle attuali circostanze, un commissario candidato alla prossima Commissione europea e di non inviare rappresentanti del Regno Unito a determinate riunioni dell'UE a decorrere dal 1º settembre 2019; sottolinea che ciò non inciderà sulla capacità delle istituzioni dell'UE di funzionare correttamente e ribadisce che, per quanto riguarda il Parlamento europeo, i deputati britannici al Parlamento europeo continueranno, fino al recesso del Regno Unito, a essere deputati al Parlamento europeo con tutti i loro diritti e obblighi intatti; ricorda che, fintantoché continuerà a essere uno Stato membro, il Regno Unito continuerà a godere dei propri diritti e a essere vincolato dagli obblighi derivanti dai trattati, compreso il principio di leale cooperazione;

o
o   o

28.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio dell'Unione europea, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri e al governo del Regno Unito.

(1) GU C 298 del 23.8.2018, pag. 24.
(2) GU C 346 del 27.9.2018, pag. 2.
(3) GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 32.
(4) GU C 162 del 10.5.2019, pag. 40.
(5) GU L 80 I del 22.3.2019, pag. 1.
(6) GU L 101 dell'11.4.2019, pag. 1.
(7) GU L 110 I del 25.4.2019, pag. 1.

Avvertenza legale - Informativa sulla privacy