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Testi approvati
Martedì 17 dicembre 2019 - Strasburgo
Assistenza macrofinanziaria a favore della Giordania ***I
 Accordo UE-Svizzera sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera ***
 Accordo UE-Liechtenstein sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera ***
 Protocollo all'accordo UE-Svizzera relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera, riguardante l'accesso all'Eurodac a fini di contrasto ***
 Adesione delle Isole Salomone all'accordo di partenariato interinale UE-Stati del Pacifico ***
 Requisiti per i prestatori di servizi di pagamento *
 Misure di rafforzamento della cooperazione amministrativa per lottare contro la frode in materia di IVA *
 Associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare") *
 Nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea
 Nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea

Assistenza macrofinanziaria a favore della Giordania ***I
PDF 116kWORD 42k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore del Regno hascemita di Giordania (COM(2019)0411 – C9-0116/2019 – 2019/0192(COD))
P9_TA(2019)0085A9-0045/2019

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2019)0411),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 212, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C9-0116/2019),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio, adottata unitamente alla decisione n. 778/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 agosto 2013, relativa alla concessione di ulteriore assistenza macro-finanziaria alla Georgia(1),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  viste le lettere della commissione per i bilanci e della commissione per gli affari esteri,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A9-0045/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 17 dicembre 2019 in vista dell'adozione della decisione (UE) 2020/… del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore del Regno hascemita di Giordania

P9_TC1-COD(2019)0192


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la decisione (UE) 2020/33.)

(1) GU L 218 del 14.8.2013, pag. 15.


Accordo UE-Svizzera sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera ***
PDF 110kWORD 41k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e la Confederazione svizzera ai fini dell'applicazione di talune disposizioni della decisione 2008/615/GAI del Consiglio sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, della decisione 2008/616/GAI del Consiglio relativa all'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, compreso l'allegato, e della decisione quadro 2009/905/GAI del Consiglio sull'accreditamento dei fornitori di servizi forensi che effettuano attività di laboratorio (08730/2019 – C9-0018/2019 – 2019/0013(NLE))
P9_TA(2019)0086A9-0043/2019

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (08730/2019),

–  visto il progetto di accordo tra l'Unione europea e la Confederazione svizzera ai fini dell'applicazione di talune disposizioni della decisione 2008/615/GAI del Consiglio sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, della decisione 2008/616/GAI del Consiglio relativa all'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, compreso l'allegato, e della decisione quadro 2009/905/GAI del Consiglio sull'accreditamento dei fornitori di servizi forensi che effettuano attività di laboratorio (08744/2019 e 10510/2019),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 82, paragrafo 1, secondo comma, lettera d), e dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C9-0018/2019),

–  visti l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 114, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A9-0043/2019),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Confederazione svizzera.


Accordo UE-Liechtenstein sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera ***
PDF 110kWORD 42k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e il Principato del Liechtenstein ai fini dell'applicazione di talune disposizioni della decisione 2008/615/GAI del Consiglio sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, della decisione 2008/616/GAI del Consiglio relativa all'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, compreso l'allegato, e della decisione quadro 2009/905/GAI del Consiglio sull'accreditamento dei fornitori di servizi forensi che effettuano attività di laboratorio (08732/2019 – C9-0019/2019 – 2019/0012(NLE))
P9_TA(2019)0087A9-0044/2019

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (08732/2019),

–  visto il progetto di accordo tra l'Unione europea e il Principato del Liechtenstein ai fini dell'applicazione di talune disposizioni della decisione 2008/615/GAI del Consiglio sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, della decisione 2008/616/GAI del Consiglio relativa all'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera, compreso l'allegato, e della decisione quadro 2009/905/GAI del Consiglio sull'accreditamento dei fornitori di servizi forensi che effettuano attività di laboratorio (08750/2019 e 10513/2019),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 82, paragrafo 1, secondo comma, lettera d), e dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C9-0019/2019),

–  visti l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 114, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A9-0044/2019),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Principato del Liechtenstein.


Protocollo all'accordo UE-Svizzera relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera, riguardante l'accesso all'Eurodac a fini di contrasto ***
PDF 108kWORD 41k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo tra l'Unione europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera, riguardante l'accesso a Eurodac a fini di contrasto (15783/2018 – C9-0025/2019 – 2018/0418(NLE))
P9_TA(2019)0088A9-0025/2019

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (15783/2018),

–  visto il progetto di protocollo tra l'Unione europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera, riguardante l'accesso all'Eurodac a fini di contrasto (15781/2018),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), dell'articolo 88, paragrafo 2, primo comma, lettera a), e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C9-0025/2019),

–  visti l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 114, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A9‑0025/2019),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione del protocollo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, della Confederazione svizzera e del Principato del Liechtenstein.


Adesione delle Isole Salomone all'accordo di partenariato interinale UE-Stati del Pacifico ***
PDF 108kWORD 41k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa all'adesione delle Isole Salomone all'accordo di partenariato interinale tra la Comunità europea, da una parte, e gli Stati del Pacifico, dall'altra (09405/2019 – C9-0010/2019 – 2019/0099(NLE))
P9_TA(2019)0089A9-0050/2019

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (09405/2019),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 3, dell'articolo 207, paragrafo 4, primo comma, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C9-0010/2019),

–  vista la sua risoluzione del 4 ottobre 2016 sul futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020(1),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2011 sull'accordo di partenariato interinale tra la Comunità europea e gli Stati del Pacifico(2),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (accordo di Cotonou),

–  visti l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 114, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per lo sviluppo,

–  vista la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale (A9‑0050/2019),

1.  dà la sua approvazione all'adesione delle Isole Salomone all'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e delle Isole Salomone.

(1) GU C 215 del 19.6.2018, pag. 2.
(2) GU C 136 E dell'11.5.2012, pag. 19.


Requisiti per i prestatori di servizi di pagamento *
PDF 154kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda l'introduzione di taluni requisiti per i prestatori di servizi di pagamento (COM(2018)0812 – C8-0015/2019 – 2018/0412(CNS))
P9_TA(2019)0090A9-0048/2019

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2018)0812),

–  visto l'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0015/2019),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0048/2019),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio a informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  In base alla relazione finale del 2019 nel contesto dello "Studio e relazioni sul divario dell'IVA nei 28 Stati membri dell'UE"44 bis, elaborato per la Commissione, il divario dell'IVA nell'Unione, ossia la differenza tra il gettito IVA atteso e l'importo effettivamente riscosso, ammontava a 137,5 miliardi di EUR nel 2017, pari a 267 EUR di entrate perse per cittadino dell'Unione. Vi sono tuttavia notevoli differenze tra gli Stati membri, con divari IVA che vanno da meno dello 0,7 % del totale delle entrate previste in alcuni Stati membri al 35,5 % in altri. Ciò evidenzia la necessità di rafforzare la cooperazione transnazionale per combattere meglio le frodi IVA, soprattutto quelle legate al commercio elettronico, ma anche in senso più generale (compresa la frode "carosello").
_________________
44 bis   Disponibile all'indirizzo https://ec.europa.eu/taxation_customs/sites/taxation/files/vat-gap-full-report-2019_en.pdf.
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Considerando 2 ter (nuovo)
(2 ter)  La strategia di lotta contro le frodi IVA dovrebbe evolvere in parallelo con la crescente modernizzazione e digitalizzazione della nostra economia, semplificando al massimo nel contempo il sistema dell'IVA per imprese e cittadini. È quindi particolarmente importante che gli Stati membri continuino a investire in un sistema di riscossione delle imposte basato sulla tecnologia, in particolare collegando automaticamente i registratori di cassa e i sistemi di vendita delle imprese alle dichiarazioni IVA. Inoltre, le autorità fiscali dovrebbero proseguire i loro sforzi verso una cooperazione e uno scambio di migliori pratiche più stretti, anche attraverso il vertice dell'UE in materia di amministrazione fiscale (TADEUS), una rete di responsabili delle amministrazioni fiscali degli Stati membri che persegue un migliore coordinamento a livello strategico tra le amministrazioni fiscali. A tale riguardo, le autorità fiscali dovrebbero adoperarsi per una comunicazione e un'interoperabilità efficaci tra tutte le banche dati relative alle questioni fiscali a livello dell'Unione. La tecnologia blockchain potrebbe essere utilizzata anche per proteggere meglio i dati personali e migliorare lo scambio online di informazioni tra le autorità fiscali.
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 3 bis (nuovo)
(3 bis)  Attualmente, poiché i pagamenti sono eseguiti solo in un numero limitato di casi attraverso piattaforme di scambio delle valute virtuali, tali piattaforme non sono considerate prestatori di servizi di pagamento ai sensi della direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. Esiste tuttavia il rischio di frodi IVA, per quanto sia attualmente limitato. La Commissione dovrebbe pertanto valutare entro tre anni se nell'ambito di applicazione di tale direttiva debbano essere incluse le piattaforme di scambio delle valute virtuali.
_______________
1 bis   Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337 del 23.12.2015, pag. 35).
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 7
(7)  A norma del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio46, l'obbligo di un prestatore di servizi di pagamento di conservare e fornire le informazioni relative a un'operazione di pagamento transfrontaliera dovrebbe essere proporzionato e limitato a quanto è necessario affinché gli Stati possano combattere la frode IVA nel commercio elettronico. Inoltre le uniche informazioni relative al pagatore che dovrebbero essere conservate riguardano la sua localizzazione. Per quanto riguarda le informazioni relative al beneficiario e all'operazione di pagamento stessa, i prestatori di servizi di pagamento dovrebbero essere tenuti a conservare e a trasmettere alle autorità fiscali unicamente le informazioni necessarie a queste ultime per individuare eventuali autori di frodi ed effettuare controlli sull'IVA. Pertanto i prestatori di servizi di pagamento dovrebbero essere tenuti unicamente a conservare la documentazione relativa alle operazioni di pagamento transfrontaliere che con ogni probabilità indicano attività economiche. L'introduzione di un massimale sulla base del numero di pagamenti ricevuti da un beneficiario nel corso di un trimestre civile offrirebbe un'indicazione attendibile del fatto che tali pagamenti sono stati ricevuti nell'ambito di un'attività economica, il che escluderebbe i pagamenti a fini non commerciali. Il raggiungimento di tale massimale farebbe scattare l'obbligo contabile per il prestatore di servizi di pagamento.
(7)  A norma del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio46, l'obbligo di un prestatore di servizi di pagamento di conservare e fornire le informazioni relative a un'operazione di pagamento transfrontaliera dovrebbe essere proporzionato e limitato a quanto è necessario affinché gli Stati possano combattere la frode IVA nel commercio elettronico. Inoltre le uniche informazioni relative al pagatore che dovrebbero essere conservate riguardano la sua localizzazione. Per quanto riguarda le informazioni relative al beneficiario e all'operazione di pagamento stessa, i prestatori di servizi di pagamento dovrebbero essere tenuti a conservare e a trasmettere alle autorità fiscali unicamente le informazioni necessarie a queste ultime per individuare eventuali autori di frodi ed effettuare controlli sull'IVA. Pertanto i prestatori di servizi di pagamento dovrebbero essere tenuti unicamente a conservare la documentazione relativa alle operazioni di pagamento transfrontaliere che con ogni probabilità indicano attività economiche. L'introduzione di un massimale sulla base o del numero di pagamenti ricevuti da un beneficiario nel corso di un trimestre civile o di un importo minimo per pagamento offrirebbe un'indicazione attendibile del fatto che tali pagamenti sono stati ricevuti nell'ambito di un'attività economica, il che escluderebbe i pagamenti a fini non commerciali. Il raggiungimento di tale massimale farebbe scattare l'obbligo contabile per il prestatore di servizi di pagamento.
_________________
_________________
46 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
46 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Considerando 8
(8)  Considerato l'ingente volume di informazioni e la sensibilità delle stesse in termini di protezione dei dati personali, è necessario e proporzionato che i prestatori di servizi di pagamento conservino la documentazione delle informazioni relative alle operazioni di pagamento transfrontaliere per un periodo di due anni al fine di coadiuvare gli Stati membri nella lotta contro le frodi IVA nel commercio elettronico e nell'individuazione degli autori delle frodi. Tale periodo rappresenta il minimo necessario per consentire agli Stati membri di eseguire controlli efficaci e di indagare su sospette frodi IVA o di individuare le frodi IVA.
(8)  Considerato l'ingente volume di informazioni e la sensibilità delle stesse in termini di protezione dei dati personali, è necessario e proporzionato che i prestatori di servizi di pagamento conservino la documentazione delle informazioni relative alle operazioni di pagamento transfrontaliere per un periodo di tre anni al fine di coadiuvare gli Stati membri nella lotta contro le frodi IVA nel commercio elettronico e nell'individuazione degli autori delle frodi. Tale periodo rappresenta il minimo necessario per consentire agli Stati membri di eseguire controlli efficaci e di indagare su sospette frodi IVA o di individuare le frodi IVA.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)   L'obbligo di conservazione e di comunicazione dovrebbe sorgere anche qualora un prestatore di servizi di pagamento riceva fondi o acquisisca operazioni di pagamento per conto del beneficiario e non solo quando un prestatore di servizi di pagamento trasferisca fondi o emetta strumenti di pagamento per il pagatore.
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Considerando 8 ter (nuovo)
(8 ter)   È necessario adottare un mandato ambizioso per la Procura europea (EPPO) in collaborazione con le autorità giudiziarie nazionali onde assicurare l'efficace imputazione degli autori delle frodi dinanzi ai tribunali nazionali. Le frodi IVA transfrontaliere organizzate dovrebbero essere debitamente perseguite e gli autori delle frodi puniti.
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 243 ter – paragrafo 2 – lettera b
(b)  con riguardo al trasferimento di fondi di cui alla lettera a), il prestatore di servizi di pagamento esegue più di 25 operazioni di pagamento destinate allo stesso beneficiario nel corso di un trimestre civile.
(b)  con riguardo al trasferimento di fondi di cui alla lettera a), il prestatore di servizi di pagamento esegue più di 25 operazioni di pagamento destinate allo stesso beneficiario nel corso di un trimestre civile o esegue un trasferimento di fondi di un valore monetario minimo di 2 500 EUR in una singola operazione di pagamento.
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 243 ter – paragrafo 3 – lettera a
(a)  è conservata dal prestatore di servizi di pagamento in formato elettronico per un periodo di due anni a decorrere dalla fine dell'anno in cui l'operazione di pagamento è stata eseguita;
(a)  è conservata dal prestatore di servizi di pagamento in formato elettronico per un periodo di tre anni a decorrere dalla fine dell'anno in cui l'operazione di pagamento è stata eseguita;
Emendamento 10
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 243 quater – paragrafo 1 – lettera a
(a)  all'IBAN del conto di pagamento del pagatore o
(a)  all'IBAN del conto di pagamento del pagatore o a qualsiasi altro identificativo che individui, senza ambiguità, il pagatore e la sua localizzazione;
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 243 quinquies – paragrafo 1 – lettera h
(h)  eventuali rimborsi di pagamenti eseguiti per le operazioni di pagamento di cui alla lettera g).
(h)  eventuali rimborsi di pagamenti eseguiti per le operazioni di pagamento di cui alla lettera g), se disponibili.
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Direttiva 2006/112/CE
Titolo XV – Capo 2 bis – Articolo 410 quater (nuovo)
1 bis  ) nel titolo XV, capo 2bis, è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 410 quater
Entro il 31 dicembre 2022, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, sulla base delle informazioni ottenute dagli Stati membri, una relazione sul funzionamento del titolo XI, capo 4, sezione 2 bis, in particolare per quanto riguarda la necessità di includere le piattaforme di scambio delle valute virtuali nell'ambito di applicazione di tale sezione. La relazione è corredata, se del caso, di una proposta legislativa.".
Emendamento 13
Proposta di direttiva
Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1
Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2021, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2023, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 2
Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2022.
Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2024.

Misure di rafforzamento della cooperazione amministrativa per lottare contro la frode in materia di IVA *
PDF 161kWORD 49k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto riguarda misure di rafforzamento della cooperazione amministrativa per lottare contro la frode in materia di IVA (COM(2018)0813 – C8-0016/2019 – 2018/0413(CNS))
P9_TA(2019)0091A9-0047/2019

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2018)0813),

–  visto l'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0016/2019),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0047/2019),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)   In base alla relazione finale del 2019 nel contesto dello "Studio e relazioni sul divario dell'IVA nei 28 Stati membri dell'UE"3 bis, elaborato per la Commissione, il divario dell'IVA nell'Unione, ossia la differenza tra il gettito IVA atteso e l'importo effettivamente riscosso, ammontava a 137,5 miliardi di EUR nel 2017, pari a una perdita dell'11,2 % del gettito IVA totale atteso e a 267 EUR di entrate perse per cittadino dell'Unione. Vi sono tuttavia notevoli differenze tra gli Stati membri, con divari IVA che vanno dallo 0,6 % fino al 35,5 %. Ciò evidenzia la necessità di rafforzare la cooperazione transnazionale per combattere meglio le frodi IVA, soprattutto quelle legate al commercio elettronico, ma anche in senso più generale (compresa la frode "carosello").
_________________
3 bis Disponibile all'indirizzo https://ec.europa.eu/taxation_customs/sites/taxation/files/vat-gap-full-report-2019_en.pdf
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 2 ter (nuovo)
(2 ter)   La frode in materia di IVA è spesso collegata alla criminalità organizzata e un numero molto ristretto di tali reti organizzate può essere responsabile di miliardi di euro di frodi IVA transfrontaliere, il che riguarda non solo la riscossione delle entrate negli Stati membri ma incide anche negativamente sulle risorse proprie dell'Unione. È pertanto necessario adottare un mandato ambizioso per la Procura europea (EPPO) in collaborazione con le autorità giudiziarie nazionali onde assicurare l'efficace imputazione degli autori delle frodi dinanzi ai tribunali nazionali. Le frodi IVA transfrontaliere organizzate dovrebbero essere debitamente perseguite e gli autori delle frodi puniti.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2 quater (nuovo)
(2 quater)  La strategia di lotta contro le frodi IVA dovrebbe evolvere in parallelo con la crescente modernizzazione e digitalizzazione dell'economia, nel contempo semplificando al massimo il sistema dell'IVA per imprese e cittadini. È quindi particolarmente importante che gli Stati membri continuino a investire in un sistema di riscossione delle imposte basato sulla tecnologia, in particolare collegando automaticamente i registratori di cassa e i sistemi di vendita delle imprese alle dichiarazioni IVA. Inoltre, le autorità fiscali dovrebbero proseguire i loro sforzi verso una cooperazione e uno scambio di migliori pratiche più stretti, anche attraverso il vertice dell'Unione in materia di amministrazione fiscale (TADEUS), una rete di responsabili delle amministrazioni fiscali degli Stati membri che persegue un migliore coordinamento a livello strategico tra le amministrazioni fiscali. A tale riguardo, le autorità fiscali dovrebbero adoperarsi per una comunicazione e un'interoperabilità efficaci tra tutte le banche dati relative alle questioni fiscali a livello dell'Unione. La tecnologia blockchain potrebbe essere utilizzata anche per proteggere meglio i dati personali e migliorare lo scambio online di informazioni tra le autorità fiscali.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  Un sistema elettronico centrale di informazioni ("CESOP"), cui gli Stati membri trasmettono le informazioni sui pagamenti da essi archiviate a livello nazionale, conseguirebbe più efficacemente l’obiettivo di combattere la frode in materia di IVA nel commercio elettronico. Tale sistema dovrebbe aggregare, in relazione a singoli beneficiari, tutte le informazioni pertinenti in materia di IVA riguardanti operazioni di pagamento trasmesse dagli Stati membri e dovrebbe fornire un quadro completo dei pagamenti che i beneficiari hanno ricevuto da pagatori situati negli Stati membri. Inoltre questo sistema di informazione dovrebbe riconoscere le registrazioni multiple delle stesse operazioni di pagamento, pulire le informazioni ricevute dagli Stati membri (ad esempio eliminando i duplicati, rettificando gli errori nei dati, ecc.) e consentire ai funzionari di collegamento di Eurofisc degli Stati membri di effettuare controlli incrociati tra i dati di pagamento e le informazioni pertinenti ai fini dell'IVA di cui dispongono nonché di effettuare ricerche a fini di indagini su sospette frodi a danno dell’IVA o per individuare le frodi in materia di IVA.
(8)  Un sistema elettronico centrale di informazioni ("CESOP"), cui gli Stati membri trasmettono le informazioni sui pagamenti da essi archiviate a livello nazionale, conseguirebbe più efficacemente l’obiettivo di combattere la frode in materia di IVA nel commercio elettronico. Tale sistema dovrebbe aggregare, in relazione a singoli beneficiari, tutte le informazioni pertinenti in materia di IVA riguardanti operazioni di pagamento trasmesse dagli Stati membri e dovrebbe fornire un quadro completo dei pagamenti che i beneficiari hanno ricevuto da pagatori situati negli Stati membri. Inoltre questo sistema di informazione dovrebbe riconoscere le registrazioni multiple delle stesse operazioni di pagamento, pulire le informazioni ricevute dagli Stati membri (ad esempio eliminando i duplicati, rettificando gli errori nei dati, ecc.) e consentire ai funzionari di collegamento di Eurofisc degli Stati membri di effettuare controlli incrociati tra i dati di pagamento e le informazioni pertinenti ai fini dell'IVA di cui dispongono nonché di effettuare ricerche a fini di indagini su sospette frodi a danno dell’IVA o per individuare le frodi in materia di IVA. Tutti gli Stati membri dovrebbero partecipare a tutti i gruppi di lavoro di Eurofisc e nominare di conseguenza funzionari di collegamento.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Lo scambio di dati sui pagamenti tra le autorità fiscali è fondamentale per combattere efficacemente la frode. Solo i funzionari di collegamento di Eurofisc dovrebbero trattare le informazioni sui pagamenti e unicamente allo scopo di lottare contro la frode in materia di IVA. Tali informazioni non dovrebbero essere utilizzate per fini diversi da quelli stabiliti dal presente regolamento, ad esempio per fini commerciali.
(11)  Lo scambio di dati sui pagamenti tra le autorità fiscali è fondamentale per combattere efficacemente la frode. Solo i funzionari di collegamento di Eurofisc dovrebbero trattare le informazioni sui pagamenti e unicamente allo scopo di lottare contro la frode in materia di IVA. Tali informazioni non dovrebbero essere utilizzate per fini diversi da quelli stabiliti dal presente regolamento, ad esempio per fini commerciali, e dovrebbero essere utilizzate anche in sede di attuazione della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio6 bis.
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6 bis Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73).
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 11 bis (nuovo)
(11 bis)   In considerazione del ridotto numero di Stati membri che pubblicano le stime delle perdite IVA dovute alle frodi intracomunitarie, la disponibilità di dati comparabili sulle frodi IVA intracomunitarie contribuirebbe a rendere più mirata la cooperazione tra gli Stati membri. La Commissione dovrebbe pertanto sviluppare insieme agli Stati membri un approccio statistico comune per quantificare e analizzare le frodi IVA.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  È necessario e proporzionato che i prestatori di servizi di pagamento conservino la documentazione relativa alle operazioni di pagamento per un periodo di due anni al fine di coadiuvare gli Stati membri nella lotta contro la frode in materia di IVA nel commercio elettronico e nell'individuazione degli autori delle frodi. Tale periodo rappresenta il minimo necessario per consentire agli Stati membri di eseguire controlli efficaci e di indagare su sospette frodi a danno dell'IVA o di individuare le frodi in materia di IVA ed è proporzionato tenuto conto dell’ingente volume di informazioni sui pagamenti e della loro sensibilità in termini di protezione dei dati personali.
(13)  È necessario e proporzionato che i prestatori di servizi di pagamento conservino la documentazione relativa alle operazioni di pagamento per un periodo di tre anni al fine di coadiuvare gli Stati membri nella lotta contro la frode in materia di IVA nel commercio elettronico e nell'individuazione degli autori delle frodi. Tale periodo rappresenta il minimo necessario per consentire agli Stati membri di eseguire controlli efficaci e di indagare su sospette frodi a danno dell'IVA o di individuare le frodi in materia di IVA ed è proporzionato tenuto conto dell’ingente volume di informazioni sui pagamenti e della loro sensibilità in termini di protezione dei dati personali.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  I funzionari di collegamento di Eurofisc di ogni Stato membro dovrebbero avere la possibilità di accedere alle informazioni relative alle operazioni di pagamento e di analizzarle a fini di lotta alla frode in materia di IVA. Persone debitamente accreditate dalla Commissione dovrebbero avere accesso alle informazioni unicamente allo scopo di sviluppare e mantenere il sistema elettronico centrale di informazioni. Entrambe le categorie di utenti dovrebbero essere vincolate dalle norme in materia di riservatezza stabilite nel presente regolamento.
(14)  I funzionari di collegamento di Eurofisc di ogni Stato membro dovrebbero avere la possibilità di accedere alle informazioni relative alle operazioni di pagamento e di analizzarle a fini di lotta alla frode in materia di IVA. Persone debitamente accreditate dalla Commissione dovrebbero avere accesso alle informazioni allo scopo di sviluppare e mantenere il sistema elettronico centrale di informazioni e di assicurare la corretta attuazione del presente regolamento. Entrambe le categorie di utenti dovrebbero essere vincolate dalle norme in materia di riservatezza stabilite nel presente regolamento. Inoltre, la Commissione dovrebbe poter effettuare visite negli Stati membri per valutare le modalità di funzionamento degli accordi di cooperazione amministrativa.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)  La gestione del CESOP e l'analisi delle informazioni fondamentali costituiscono compiti aggiuntivi per Eurofisc. La relazione annuale di Eurofisc dovrebbe esaminare se le risorse destinate a Eurofisc siano adeguate e sufficienti a migliorare la cooperazione tra gli Stati membri e a lottare in modo efficace contro le frodi IVA.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  Conformemente all'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2018/1725, il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato e ha espresso un parere il ….17
(18)  Conformemente all'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2018/1725, il garante europeo della protezione dei dati (GEPD) è stato consultato e ha espresso un parere il ….17 Poiché la protezione dei dati personali è un valore fondamentale dell'Unione, il GEPD dovrebbe essere consultato sulle misure da adottare a norma dell'articolo 24 sexies del regolamento (UE) n. 904/2010, quale modificato dal presente regolamento.
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17 GU C […], […], pag. […].
17 GU C […], […], pag. […].
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 904/2010
Capo II – sezione 2 – articolo 12 bis (nuovo)
(1 bis)   al CAPO II, sezione 2, è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 12 bis
Tutti gli Stati membri sono tenuti ad adottare misure atte a ridurre la percentuale di risposte tardive e migliorare la qualità delle richieste di informazioni. Gli Stati membri informano la Commissione di tali misure."
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 – lettera d
Regolamento (UE) n. 904/2010
Articolo 24 quater – paragrafo 2
2.  Il CESOP conserva le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), per un periodo massimo di due anni a decorrere dalla scadenza dell'anno in cui le informazioni sono state trasferite nel sistema.
2.  Il CESOP conserva le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), per un periodo massimo di cinque anni a decorrere dalla scadenza dell'anno in cui le informazioni sono state trasferite nel sistema.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 – lettera d
Regolamento (UE) n. 904/2010
Articolo 24 quinquies – comma 2 (nuovo)
Inoltre, la Commissione dovrebbe poter effettuare visite negli Stati membri al fine di valutare le modalità di funzionamento degli accordi di cooperazione in materia di frodi IVA transfrontaliere tra gli Stati membri.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 904/2010
Articolo 36 – paragrafo 2 – parte introduttiva
(2 bis)   all'articolo 36, paragrafo 2, la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:
"2 I funzionari di collegamento degli Stati membri che partecipano ad uno specifico ambito di attività di Eurofisc (in prosieguo "funzionari di collegamento di Eurofisc partecipanti") designano, per un periodo di tempo determinato, un coordinatore (in prosieguo "coordinatore dell'ambito di attività di Eurofisc") fra i funzionari di collegamento di Eurofisc partecipanti. I coordinatori degli ambiti di attività di Eurofisc:"
"2 I funzionari di collegamento degli Stati membri che partecipano al pertinente ambito di attività di Eurofisc (in prosieguo "funzionari di collegamento di Eurofisc partecipanti") designano, per un periodo di tempo determinato, un coordinatore (in prosieguo "coordinatore dell'ambito di attività di Eurofisc") fra i funzionari di collegamento di Eurofisc partecipanti. I coordinatori degli ambiti di attività di Eurofisc:"
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3
Regolamento (UE) n. 904/2010
Articolo 37 quinquies – comma 1 bis (nuovo)
La relazione annuale indica almeno, per ogni Stato membro, il numero di controlli effettuati e l'IVA supplementare accertata e riscossa a seguito delle informazioni trattate a norma dell’articolo 24 quinquies.";
La relazione annuale indica almeno, per ogni Stato membro:
–   il numero di controlli effettuati;
–  il numero di agenti autorizzati a essere presenti negli uffici delle autorità amministrative di un altro Stato membro e il numero di agenti presenti durante le indagini amministrative svolte nel territorio dello Stato membro interpellato;
–  il numero di controlli simultanei organizzati con uno o più Stati membri e il numero di agenti partecipanti alle riunioni di preselezione per i controlli simultanei;
–  il numero di équipe di audit congiunte cui ciascuno Stato membro ha partecipato;
–  le azioni intraprese per informare i revisori in merito agli strumenti previsti dal presente regolamento;
–  il numero di risorse umane qualificate onde assicurare la presenza negli uffici amministrativi, la partecipazione alle indagini amministrative e i controlli simultanei (secondo quanto indicato agli articoli da 28 a 30);
–  il numero di dipendenti presenti nell'ufficio centrale di collegamento unico, altri servizi di collegamento designati e i funzionari competenti che possono scambiare direttamente informazioni in base al presente regolamento (secondo quanto indicato all'articolo 4), nonché il modo in cui le informazioni sono raccolte e scambiate tra tali organismi; nonché
–   l'IVA supplementare accertata e riscossa a seguito delle informazioni trattate a norma dell'articolo 24 quinquies.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 904/2010
Capo XIII – articolo 49 bis (nuovo)
(3 bis)   al CAPO XIII è aggiunto l'articolo seguente:
"Articolo 49 bis
Gli Stati membri e la Commissione istituiscono un sistema comune per la raccolta di statistiche sulle frodi IVA intracomunitarie e pubblicano le stime nazionali delle perdite di IVA dovute a tali frodi, nonché le stime per l'Unione nel suo insieme. La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, le modalità pratiche relative a tale sistema statistico. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 58, paragrafo 2."
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 ter (nuovo)
Regolamento (UE) n. 904/2010
Articolo 50 – paragrafo 1 bis (nuovo)
(3 ter)   all'articolo 50 è inserito il paragrafo seguente:
"1 bis. Quando uno Stato membro fornisce a un paese terzo informazioni più ampie rispetto a quanto previsto ai capi II e III del presente regolamento, tale Stato membro non può rifiutarsi di fornire le informazioni in questione a qualsiasi altro Stato membro che chiede collaborazione o che ha interesse a riceverle."

Associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare") *
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare") (COM(2019)0359 – C9-0118/2019 – 2019/0162(CNS))
P9_TA(2019)0092A9-0033/2019

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2019)0359),

–  visto l'articolo 203 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C9-0118/2019),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A9‑0033/2019),

1.  approva la proposta della Commissione;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.


Nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea
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Decisione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla raccomandazione del Consiglio concernente la nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea (12451/2019 – C9-0149/2019 – 2019/0817(NLE))
P9_TA(2019)0093A9-0049/2019

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la raccomandazione del Consiglio in data 10 ottobre 2019 (12451/2019)(1),

–  visto l'articolo 283, paragrafo 2, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio europeo (C9-0149/2019),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2019 sull'equilibrio di genere nelle nomine nel settore degli affari economici e monetari dell'UE(2),

–  visto l'articolo 130 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9‑0049/2019),

A.  considerando che, con lettera del 16 ottobre 2019, il Consiglio europeo ha consultato il Parlamento europeo sulla nomina di Fabio Panetta alla funzione di membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea con un mandato di otto anni a decorrere dal 1° gennaio 2020;

B.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha valutato le qualifiche del candidato proposto, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 283, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e all'imperativo di indipendenza totale della BCE quale risultante dall'articolo 130 del trattato; che, nell'ambito di tale valutazione, la commissione ha ricevuto dal candidato un curriculum vitae nonché le sue risposte al questionario scritto che gli era stato trasmesso;

C.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha poi proceduto, il 3 dicembre 2019, a un'audizione del candidato, nel corso della quale egli ha rilasciato una dichiarazione preliminare e ha risposto alle domande rivoltegli dai membri della commissione;

D.  considerando che il consiglio direttivo della Banca centrale europea comprende i membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea nonché i diciannove governatori delle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l'euro; che, a tutt'oggi, questi ultimi sono tutti uomini;

E.  considerando che il Parlamento ha ripetutamente espresso la sua insoddisfazione per la procedura di nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea e chiesto che le procedure al riguardo venissero migliorate; che il Parlamento ha chiesto di ricevere in tempo utile un elenco ristretto equilibrato sotto il profilo di genere e comprendente almeno due nomi;

F.  considerando che il 17 settembre 2019 il Parlamento ha espresso parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare per la prima volta, con Christine Lagarde, una donna alla presidenza della Banca centrale europea;

G.  considerando che le donne continuano a essere sottorappresentate nel consiglio direttivo della Banca centrale europea; che il Parlamento deplora che gli Stati membri non abbiano preso sul serio la sua richiesta e invita le istituzioni nazionali e dell'Unione ad adoperarsi attivamente per conseguire l'equilibrio di genere nelle prossime nomine;

H.  considerando che tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione europea così come tutte le istituzioni e gli organi nazionali dovrebbero attuare misure concrete per garantire l'equilibrio di genere;

1.  esprime parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare Fabio Panetta membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio europeo, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

(1) Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
(2) Testi approvati, P8_TA(2019)0211.


Nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea
PDF 113kWORD 42k
Decisione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2019 sulla raccomandazione del Consiglio concernente la nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea (13651/2019 – C9-0173/2019 – 2019/0818(NLE))
P9_TA(2019)0094A9-0046/2019

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la raccomandazione del Consiglio in data 8 novembre 2019 (13651/2019)(1),

–  visto l'articolo 283, paragrafo 2, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio europeo (C9‑0173/2019),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2019 sull'equilibrio di genere nelle nomine nel settore degli affari economici e monetari dell'UE(2),

–  visto l'articolo 130 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9‑0046/2019),

A.  considerando che, con lettera del 14 novembre 2019, il Consiglio europeo ha consultato il Parlamento europeo sulla nomina di Isabel Schnabel alla funzione di membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea con un mandato di otto anni a decorrere dal 1° gennaio 2020;

B.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha valutato le qualifiche della candidata proposta, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 283, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e all'imperativo di indipendenza totale della BCE quale risultante dall'articolo 130 del trattato; che, nell'ambito di tale valutazione, la commissione ha ricevuto dalla candidata un curriculum vitae nonché le sue risposte al questionario scritto che le era stato trasmesso;

C.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha poi proceduto, il 3 dicembre 2019, a un'audizione della candidata, nel corso della quale quest'ultima ha rilasciato una dichiarazione preliminare e ha risposto alle domande rivoltele dai membri della commissione;

D.  considerando che il consiglio direttivo della Banca centrale europea comprende i membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea nonché i diciannove governatori delle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l'euro; che, a tutt'oggi, questi ultimi sono tutti uomini;

E.  considerando che il Parlamento ha ripetutamente espresso la sua insoddisfazione per la procedura di nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea e chiesto che le procedure al riguardo venissero migliorate; che il Parlamento ha chiesto di ricevere in tempo utile un elenco ristretto equilibrato sotto il profilo di genere e comprendente almeno due nomi;

F.  considerando che il 17 settembre 2019 il Parlamento ha espresso parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare per la prima volta, con Christine Lagarde, una donna alla presidenza della Banca centrale europea;

G.  considerando che le donne continuano a essere sottorappresentate nel consiglio direttivo della Banca centrale europea; che il Parlamento deplora che gli Stati membri non abbiano preso sul serio la sua richiesta e invita le istituzioni nazionali e dell'Unione ad adoperarsi attivamente per conseguire l'equilibrio di genere nelle prossime nomine;

H.  considerando che tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione europea, così come tutte le istituzioni e gli organi nazionali, dovrebbero attuare misure concrete per garantire l'equilibrio di genere;

1.  esprime parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare Isabel Schnabel membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio europeo, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

(1) Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
(2) Testi approvati, P8_TA(2019)0211.

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