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Procedura : 2019/2129(INI)
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A9-0016/2020

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PV 11/02/2020 - 8
CRE 11/02/2020 - 8

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PV 12/02/2020 - 11.10
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P9_TA(2020)0034

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Mercoledì 12 febbraio 2020 - Strasburgo Edizione definitiva
Banca centrale europea - relazione annuale 2018
P9_TA(2020)0034A9-0016/2020

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2020 sul rapporto annuale della Banca centrale europea per il 2018 (2019/2129(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il rapporto annuale della Banca centrale europea (BCE) per il 2018,

–  visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della BCE, in particolare l'articolo 15,

–  visto l'articolo 127, paragrafi 1 e 2, l'articolo 130 e l'articolo 284, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista l'audizione del 4 settembre 2019 con Christine Lagarde, candidata alla carica di presidente della Banca centrale europea,

–  visto il dialogo monetario di Mario Draghi con il Parlamento europeo, in data 23 settembre 2019, in veste di presidente della Banca centrale europea,

–  vista la relazione del 18 ottobre 2019 del gruppo di lavoro del G7 sulle stablecoin dal titolo "Investigating the impact of global stablecoins" (Esaminare l'impatto delle stablecoin globali),

–  viste le risposte della BCE ai contributi offerti dal Parlamento europeo nell'ambito della sua risoluzione sul rapporto annuale della BCE per il 2017,

–  vista la relazione finale del 31 gennaio 2018 del gruppo di esperti ad alto livello sulla finanza sostenibile dal titolo "Financing a Sustainable European Economy" (Finanziare un'economia europea sostenibile),

–  viste la sua risoluzione del 29 maggio 2018 sulla finanza sostenibile(1) e la sua risoluzione legislativa del 28 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili(2),

–  visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile,

–  visto l'accordo di Parigi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC),

–  visto l'articolo 142, paragrafo 1, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0016/2020),

A.  considerando che, secondo le previsioni economiche dell'autunno 2019 della Commissione, gli ultimi dati del 2019 riflettono un rallentamento nella crescita del PIL nella zona euro rispetto al 2018, dall'1,9 % all'1,1 % nel 2019, e nell'UE-27 dal 2,1 % nel 2018 all'1,4 % nel 2019, in seguito alla recente escalation delle tensioni commerciali, all'incertezza che ne è derivata e alla Brexit;

B.  considerando che, secondo i dati Eurostat, nel mese di agosto 2019 il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,2 % nell'UE e al 7,4 % nella zona euro, e che si tratta dei tassi più bassi registrati dal luglio 2008; che il tasso di disoccupazione è rimasto disomogeneo all'interno dell'Unione europea; che l'elevato tasso di disoccupazione giovanile, pari a più del doppio del tasso medio, resta un problema serio che deve essere affrontato nell'UE; che le eccezionali disuguaglianze regionali persistono in termini di disoccupazione sia all'interno degli Stati membri che tra di essi;

C.  considerando che, secondo le proiezioni macroeconomiche del settembre 2019 formulate dagli esperti dell'Eurosistema, l'inflazione annua dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per la zona euro dovrebbe raggiungere l'1,2 %, l'1,0 % e l'1,5 % rispettivamente nel 2019, nel 2020 e nel 2021, senza riuscire così a mantenere tassi di inflazione al di sotto ma prossimi al 2 %; che le proiezioni sull'inflazione mostrano una varianza sostanziale all'interno della zona euro;

D.  considerando che alla fine del 2018 il bilancio dell'Eurosistema ha raggiunto il massimo storico di 4 700 miliardi di EUR, superando così il 40 % del PIL della zona euro e registrando una crescita del 4,25 % (200 miliardi) rispetto alla fine del 2017;

E.  considerando che nel 2018 l'utile netto della BCE ammontava a 1,575 miliardi di EUR rispetto a un importo di 1,275 miliardi di EUR nel 2017; che tale aumento può essere attribuito principalmente all'aumento del reddito netto da interessi nell'ambito del portafoglio in dollari statunitensi e del portafoglio relativo al programma di acquisto di attivi (PAA);

F.  considerando che un ruolo più forte dell'euro e il suo maggiore utilizzo come valuta di riserva aumenterebbero la capacità dell'UE di definire in maniera indipendente il proprio orientamento politico nei confronti delle altre potenze mondiali e costituiscono un elemento fondamentale per proteggere la sovranità economica europea;

G.   considerando che, affinché l'euro ottenga un ruolo più forte a livello mondiale, la zona euro deve prima dimostrare di essere in grado di sostenere una recessione senza che nessuno degli Stati membri ricorra a una svalutazione (volontaria o meno) del debito pubblico;

H.  considerando che l'articolo 127, paragrafo 5, del TFUE prevede che il SEBC contribuisca al mantenimento della stabilità finanziaria;

I.  considerando che è necessario sostenere maggiormente le PMI, che restano la struttura portante dell'economia e delle collettività nell'UE e rafforzano la coesione economica e sociale;

J.  considerando che l'emissione globale di obbligazioni verdi è aumentata da meno di 1 miliardo di EUR nel 2008 a oltre 120 miliardi di EUR nel 2017 e che dal 2013 l'emissione netta di obbligazioni verdi denominate in euro è aumentata di dieci volte; che il divario tra i differenziali delle obbligazioni verdi e quelli del settore industriale nel suo insieme si è gradualmente colmato;

K.  considerando che nonostante tale andamento positivo le obbligazioni verdi rappresentano comunque solo l'1 % dell'offerta complessiva di obbligazioni denominate in euro;

L.  considerando che il volume delle operazioni effettuate con valute virtuali è aumentato drasticamente e costituisce una sfida per la predominanza dei tradizionali sistemi di valuta a corso legale; che le valute virtuali costituiscono delle alternative di pagamento e non hanno corso legale;

M.  considerando che, stando all'Eurobarometro del dicembre 2018, il sostegno popolare a favore dell'euro è aumentato al 75% nel 2018;

Quadro generale

1.  accoglie con favore il ruolo della BCE nel salvaguardare la stabilità dell'euro; sottolinea che l'indipendenza statutaria della BCE, come stabilito nei trattati, è un prerequisito per l'adempimento del suo mandato volto a mantenere la stabilità dei prezzi;

2.  evidenzia che l'euro è un progetto politico, oltre che puramente economico; sottolinea la natura irreversibile della moneta unica; richiama l'attenzione sull'obbligo sancito dai trattati, in capo ad ogni Stato membro, fatta eccezione per la Danimarca, di adottare la moneta unica una volta soddisfatti i criteri di convergenza di Maastricht; è dell'avviso che la partecipazione all'unione bancaria debba essere considerata un vantaggio per i paesi che desiderano entrare a far parte della zona euro;

3.  esprime preoccupazione per il fatto che, dopo una breve ripresa economica, la crescita abbia subito un rallentamento, attestandosi all'1,1 % del PIL nella zona euro; esprime altresì preoccupazione per il calo nella crescita della produzione industriale e del commercio mondiale; rileva, pertanto, come sottolineato da Mario Draghi, la necessità di mantenere sia condizioni di liquidità appropriate che un livello di accomodamento monetario;

4.  sottolinea che la crescita sostenibile e la stabilità dei prezzi non possono essere conseguite soltanto attraverso la politica monetaria e che sono altresì necessarie riforme strutturali di sostegno in materia di politica di bilancio che siano socialmente equilibrate e intese a rafforzare la produttività;

5.  sottolinea che una politica monetaria accomodante non deve essere considerata sostitutiva delle riforme strutturali;

6.  sottolinea le conclusioni del gruppo di esperti del SEBC sulla bassa crescita dei salari(3), che ha analizzato il divario tra la crescita dei salari e la ripresa del mercato del lavoro; dalle conclusioni emerge che il basso livello di crescita dei salari nel corso degli ultimi anni può essere riconducibile principalmente alla tecnologia e agli shock nella contrattazione salariale (la quale risente dei cambiamenti nella struttura della contrattazione salariale, riducendo il potere contrattuale dei dipendenti) nonché alle normative riguardanti il mercato del lavoro, soprattutto nei paesi più colpiti dalla crisi, e alla combinazione tra sottoutilizzo del lavoro, dati di inflazione bassi e crescita modesta della produttività;

7.  sottolinea che il rafforzamento del ruolo dell'euro richiede le giuste condizioni strutturali, tra cui:

   l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria, compresa una capacità di bilancio per la zona euro in grado di svolgere una funzione di stabilizzazione anticiclica;
   il completamento dell'unione bancaria;
   il completamento dell'unione dei mercati dei capitali;

8.  sottolinea l'obbligo per ogni Stato membro dell'UE, fatta eccezione per la Danimarca, di adottare la moneta unica una volta soddisfatti i criteri di convergenza di Maastricht; invita la BCE a proseguire la sua fruttuosa cooperazione anche con gli Stati membri dell'UE che non fanno parte della zona euro;

Politica monetaria

9.  sottolinea che le operazioni di mercato aperto e le misure non convenzionali di politica monetaria attuate dalla BCE hanno contribuito alla ripresa economica, a un miglioramento delle condizioni di finanziamento mediante diversi canali di trasmissione e a comprimere i rendimenti all'interno di un'ampia gamma di classi di attività; chiede alla BCE di continuare a monitorare i potenziali rischi per i suoi bilanci, l'inflazione dei prezzi delle attività, la potenziale allocazione inefficiente delle risorse e gli svantaggi per i risparmiatori;

10.  osserva che il 12 settembre 2019 la BCE ha annunciato un ampio pacchetto di misure di stimolo che include acquisti netti nell'ambito del programma di acquisto di attività (PAA) da 20 miliardi di EUR al mese, un taglio di 10 punti base del tasso sui depositi, un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve e condizioni più semplici per le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT-III); prende atto della mancanza di unanimità e ritiene che il ruolo guida della BCE e la presidente Lagarde debbano adoperarsi per colmare le divisioni all'interno del consiglio direttivo della BCE;

11.  osserva che il limite del 33 % per emittente applicato al programma di allentamento quantitativo della BCE può limitare la capacità della BCE di acquistare obbligazioni di vari Stati membri; ritiene che potrebbe essere necessario modificare tale limite, dal momento che il nuovo programma di allentamento quantitativo ha durata indefinita e può richiedere l'acquisto di obbligazioni che per alcuni Stati membri vanno oltre il limite del 33 %; osserva che il programma di allentamento quantitativo è stato concepito per l'acquisto di obbligazioni degli Stati membri proporzionalmente alle dimensioni dell'economia e della popolazione;

12.  prende atto dell'intenzione del consiglio direttivo della BCE di continuare a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza finché sarà necessario;

13.  osserva che gli effetti negativi sul reddito netto da interessi delle banche sono stati finora compensati dai benefici derivanti dall'aumento dei prestiti bancari e dalla riduzione dei costi per accantonamenti e perdite; è preoccupato in particolare per le difficoltà incontrate dalle piccole banche; invita la BCE a monitorare il potenziale di una bolla dei prezzi delle attività;

14.  sottolinea che tassi di interesse molto bassi o negativi offrono opportunità ai consumatori, alle imprese, comprese le PMI, ai lavoratori e ai debitori, che possono beneficiare di un maggiore dinamismo dell'attività economica, di una disoccupazione più bassa e di costi di indebitamento inferiori; tuttavia vi sono preoccupazioni in relazione al potenziale impatto sui sistemi pensionistici e assicurativi a causa dei bassi rendimenti, delle disuguaglianze economiche e delle sfide per i singoli risparmiatori; osserva inoltre che alcuni Stati membri non si sono avvalsi del contesto di bassi tassi di interesse per consolidare i loro bilanci e realizzare riforme strutturali;

15.  prende atto dell'intenzione del consiglio direttivo della BCE di continuare a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario;

16.  esprime preoccupazione per il protrarsi di una pressione inflazionistica modesta, l'eccessiva dipendenza dalla politica monetaria della BCE per sostenere la crescita e le opzioni sempre più limitate nell'ambito del suo attuale pacchetto di strumenti;

17.  prende atto della richiesta del presidente Draghi di migliorare l'allineamento tra le politiche monetarie della BCE e le politiche di bilancio degli Stati membri, sottolineando che una combinazione più equilibrata di politiche macroeconomiche consentirebbe ai tassi di interesse bassi di fornire lo stesso grado di stimolo come avvenuto in passato ma con minori effetti collaterali;

18.  sottolinea l'importanza della cooperazione tra le banche centrali, sia nell'Unione europea che a livello globale, per il conseguimento degli obiettivi di inflazione nel medio periodo;

Azioni contro il cambiamento climatico

19.  ricorda che, in quanto istituzione dell'UE, la BCE è vincolata dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e che ciò dovrebbe riflettersi nelle sue politiche, pur rispettando appieno il suo mandato e la sua indipendenza; plaude al fatto che si cominci a discutere del ruolo delle banche centrali e delle autorità di vigilanza nel sostegno alla lotta contro il cambiamento climatico; invita la BCE, nel pieno rispetto del suo mandato e della sua indipendenza, ad applicare nelle sue politiche i principi ambientali, sociali e di governance (principi ESG);

20.  fa eco alle posizioni espresse dai membri del comitato esecutivo della BCE riguardo all'importanza di sviluppare sistemi di pagamento veramente europei che siano immuni da perturbazioni esterne (anche di natura politica); invita la BCE a proseguire i lavori sul progetto relativo all'iniziativa di pagamento europeo (EPI) con l'obiettivo di preservare la sovranità dell'UE, l'efficienza economica per tutti gli utenti e i fornitori e garantire una concorrenza leale;

21.  prende debitamente atto della dichiarazione della presidente della BCE Christine Lagarde del 4 settembre 2019 in cui ha approvato la graduale transizione per eliminare le attività di carbonio dal portafoglio della BCE e ha accolto con favore la partecipazione della BCE alla rete per l'inverdimento del sistema finanziario (NGFS) e l'impegno ad aiutare a identificare e misurare l'esposizione del sistema finanziario ai rischi legati al clima e a promuovere un sistema finanziario più verde agendo nel pieno rispetto del mandato relativo alla stabilità dei prezzi e degli altri obiettivi della BCE;

22.  suggerisce alla BCE di includere tra le sue priorità di ricerca la questione di come le banche centrali e la vigilanza bancaria possono contribuire a un'economia sostenibile e alla lotta contro il cambiamento climatico; propone a tal fine che la BCE cooperi non soltanto con la NGFS ma anche con altre reti internazionali, in particolare la rete di banche sostenibili e l'iniziativa delle Nazioni Unite relativa ai principi per un'attività bancaria responsabile;

23.  è preoccupato per il fatto che il 62,1 % degli acquisti di obbligazioni societarie della BCE avviene nei settori che sono responsabili del 58,5 % delle emissioni di gas a effetto serra nella zona euro; invita la BCE a realizzare uno studio che esamini l'impatto del PAA sui cambiamenti climatici e, in particolare, del programma di acquisto per il settore societario (CSPP), come passo preliminare verso una ridefinizione del CSPP in maniera sostenibile sul piano sociale e ambientale; suggerisce, in tale contesto, un quadro per il coordinamento tra la BCE e la Banca europea per gli investimenti, tra cui InvestEU;

Altri aspetti

24.  riconosce l'importanza delle micro, piccole e medie imprese nell'UE; invita la BCE continuare a prestare attenzione all'accesso al credito per tali imprese, in particolare alla luce del lento miglioramento della loro situazione finanziaria; sottolinea, a tale proposito, la necessità di incoraggiare gli investimenti pubblici e privati nell'UE, e chiede pertanto ulteriori sforzi per garantire il finanziamento dell'economia reale;

25.  invita la BCE a portare avanti i suoi sforzi preparatori per garantire la stabilità dei mercati finanziari dell'UE per tutte le possibili evenienze e conseguenze negative, in particolare per quelle relative al recesso del Regno Unito dall'Unione europea, tenendo conto del fatto che alcune regioni e alcuni paesi sono più direttamente interessati rispetto ad altri;

26.  è preoccupato per i rischi derivanti dal ritardo nella creazione dell'unione bancaria e chiede il suo rapido completamento; prende atto dei ripetuti inviti della BCE volti a istituire un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS) quale terzo pilastro dell'unione bancaria;

27.  sottolinea che i principi operativi particolari e la missione specifica delle banche cooperative e mutue dovrebbero essere rispettati e rispecchiati nelle politiche e negli approcci della BCE;

28.  invita ad accelerare il progetto dell'unione dei mercati dei capitali al fine di rafforzare l'integrazione finanziaria, migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, consentire un'efficace mobilitazione dei capitali in Europa per contribuire a promuovere la crescita sostenibile nell'economia reale a vantaggio di tutti i cittadini e per migliorare la stabilità finanziaria e la resilienza dell'Unione agli shock; riconosce il forte sostegno fornito dalla BCE nella creazione di una vera unione dei mercati dei capitali; accoglie con favore il contributo del gruppo di lavoro NextCMU apportato in tale contesto;

29.  invita la BCE e tutte le autorità di vigilanza a intensificare il monitoraggio delle cripto-attività e dei maggiori rischi in termini di cibersicurezza e riciclaggio di denaro per evitare effetti negativi sulla stabilità, l'integrità e la sicurezza del settore finanziario; concorda con il parere 2014/08 dell'ABE che suggerisce di non utilizzare il termine "valute virtuali", in quanto l'uso del termine "valuta" può essere fuorviante per una serie di motivi;

30.  prende atto delle osservazioni formulate da Christine Lagarde in occasione della riunione della commissione per gli affari economici del 4 settembre 2019 sul tema della nuova regolamentazione in materia di cripto-attività e secondo cui "la BCE e le banche centrali in generale dovrebbero monitorare con chiarezza questi sviluppi e contribuire alle attività internazionali in corso concernenti le risposte politiche"; chiede alla BCE di valutare, in collaborazione con la Commissione, il quadro giuridico e normativo dell'UE in materia di moneta elettronica, strumenti finanziari e attività virtuali al fine di disporre di un quadro globale per la vigilanza relativa a strumenti, entità o infrastrutture finanziari, a fini di antiriciclaggio e stabilità e per la cooperazione e il coordinamento transfrontalieri; chiede alla BCE di adoperarsi con la Commissione per creare un quadro per queste nuove valute atto a conciliare innovazione, esigenze dei cittadini, salvaguardia della stabilità finanziaria e Stato di diritto;

31.  accoglie con favore gli sforzi costanti profusi dalla BCE per rafforzare ulteriormente le proprie capacità di risposta e recupero in caso di attacchi informatici ai danni della sua stessa organizzazione;

32.  invita la BCE a garantire un equilibrio appropriato tra l'innovazione finanziaria, tra cui l'ambito Fintech, e la stabilità finanziaria;

33.  incoraggia la BCE ad adoperarsi con la Commissione e tutte le parti interessate pertinenti per promuovere il ruolo dell'euro come valuta di riserva; ritiene che ciò possa essere conseguito attraverso vari canali quali la rappresentanza istituzionale o prodotti finanziari europei efficienti;

34.  concorda con la dichiarazione della presidente della BCE Christine Lagarde secondo cui un riesame del quadro di politica monetaria della BCE è tempestivo e giustificato al fine di garantire che la BCE disponga degli strumenti adeguati per sostenere meglio le politiche generali nell'UE senza pregiudizio per il suo obiettivo primario di mantenere la stabilità dei prezzi; invita la BCE a organizzare una consultazione pubblica nell'ambito di tale processo onde garantire che il riesame sia aperto ai contributi e ai riscontri provenienti da un'ampia gamma di parti interessate; invita la BCE a coinvolgere anche il Parlamento in tale processo di riesame; concorda inoltre con la presidente della BCE sul fatto che la BCE dovrà migliorare la sua comunicazione rivolta ai cittadini relativa all'impatto delle sue politiche;

35.  sottolinea l'importanza del denaro contante come mezzo di pagamento per i cittadini dell'UE; invita la BCE, fatte salve le prerogative degli Stati membri, a istituire un sistema per monitorare meglio le operazioni rilevanti al fine di combattere il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale, il finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata;

36.  accoglie con favore il fatto che dal 2017 la BCE pubblica l'elenco completo di tutti i titoli detenuti nel quadro del CSPP, compresi i nomi degli emittenti, nonché i dati aggregati sui titoli suddivisi per paese, rischio, rating e settore; deplora il fatto che una politica analoga non sia stata attuata in merito al programma di acquisto di titoli garantiti da attività (ABSPP) e al terzo programma di acquisto di obbligazioni garantite (CBPP3); ribadisce che è necessaria una maggiore trasparenza, in particolare per il CBPP3, vista l'entità significativa del programma;

37.  accoglie con favore l'introduzione dell'euro short-term rate, il nuovo tasso di riferimento overnight per i mercati monetari della zona euro; chiede alla BCE di includere nel suo prossimo rapporto annuale una prima valutazione della sua evoluzione e del suo funzionamento nel mercato;

38.  osserva che la BCE non ha ancora incluso i titoli greci nel programma di acquisto del settore pubblico (PSPP), nonostante i miglioramenti compiuti dalla Grecia in termini di sostenibilità del debito e ritorno ai mercati obbligazionari;

39.  sottolinea la natura tecnica delle decisioni di fissazione dei tassi della BCE e l'importanza del sostegno pubblico per il processo decisionale in materia guidato da esperti; critica pertanto la politicizzazione delle decisioni strategiche della BCE; invita tutti i politici e i governatori delle banche centrali nazionali ad essere cauti nel rendere dichiarazioni pubbliche che possono minare la fiducia e il sostegno nei confronti delle politiche della BCE;

Responsabilità

40.  accoglie con favore l'accresciuta responsabilità della BCE nei confronti del Parlamento europeo sotto la presidenza di Mario Draghi, e attende con interesse una responsabilità, un dialogo e un'apertura persino maggiori con la presidente Christine Lagarde, sulla base degli impegni da lei assunti nel corso dell'audizione dinanzi alla commissione per i problemi economici e monetari in data 4 settembre 2019;

41.  ritiene che la BCE debba consentire un accesso adeguato ai documenti e alle informazioni per le verifiche della Corte dei conti europea connesse alla vigilanza bancaria; accoglie con favore, in tale contesto, il memorandum d'intesa tra la Corte dei conti europea e la BCE dell'ottobre 2019, che definisce le modalità pratiche per la condivisione delle informazioni durante gli audit della Corte dei conti europea relativi alle attività di vigilanza della BCE;

42.  ricorda che le nomine dei membri del comitato esecutivo dovrebbero essere preparate con attenzione, in piena trasparenza e insieme al Parlamento in linea con i trattati; invita il Consiglio a elaborare una lista ristretta equilibrata sotto il profilo del genere per tutti i posti vacanti futuri e a condividerla con il Parlamento, onde consentire a quest'ultimo di svolgere un ruolo consultivo più significativo nella procedura di nomina; deplora che a tutt'oggi non sia stato compiuto alcun progresso soddisfacente; ricorda l'importanza del paragrafo 4 della risoluzione del Parlamento del 14 marzo 2019 sull'equilibrio di genere nelle nomine nel settore degli affari economici e monetari a livello dell'UE(4), in cui il Parlamento si impegna a non tenere conto degli elenchi ristretti che non rispettano il principio dell'equilibrio di genere;

43.  chiede, pur riconoscendo che la banca ha registrato nell'ultimo decennio un ampliamento delle sue funzioni e la necessità di un maggior numero di personale impiegato in base a condizioni disomogenee per svolgere i compiti prefissati, che i problemi sorti e legati alle risorse umane siano risolti in modo equo, trasparente e rapido per tutti i membri del personale;

44.  sottolinea la necessità di rafforzare e rendere più efficace la responsabilità della BCE in un contesto in cui le sue missioni si sono ampliate fin dall'inizio della crisi finanziaria globale; ribadisce l'appello per una maggiore trasparenza e responsabilità da parte della BCE nei confronti del Parlamento; è pronto, a tal fine, a migliorare il formato del dialogo monetario con la presidente della BCE; riconosce le misure adottate su questo fronte dalla BCE, in particolare l'adozione del codice di condotta unico per tutti i funzionari di alto livello della BCE, che prevede l'obbligo di pubblicare le dichiarazioni di interessi dei membri del consiglio direttivo e stabilisce orientamenti chiari e requisiti di trasparenza, nonché opportune restrizioni per quanto concerne le riunioni con le parti interessate; è del parere che il miglioramento delle disposizioni in materia di trasparenza debbano contenere almeno i seguenti elementi:

   garanzia della presenza di membri indipendenti sia nel comitato di audit che nel comitato etico;
   adozione di una nuova politica in materia di denuncia delle irregolarità;
   definizione di obblighi specifici relativamente alle posizioni assunte dall'istituzione nel quadro dei programmi di assistenza finanziaria nonché in consessi multilaterali come il comitato di Basilea;

45.  accoglie con favore il riscontro sostanziale, dettagliato e sezione per sezione fornito dalla BCE nei confronti della risoluzione del Parlamento sul rapporto annuale della BCE per il 2017; invita la BCE a proseguire e a migliorare ulteriormente l'impegno relativo alla responsabilità e a continuare a pubblicare ogni anno le sue osservazioni scritte nei confronti della risoluzione del Parlamento sul rapporto annuale della BCE;

46.  sottolinea che la BCE ha migliorato la sua comunicazione; ritiene tuttavia che dovrebbe portare avanti il proprio impegno a rendere le sue decisioni disponibili e comprensibili per tutti i cittadini, così come le sue azioni adottate per mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro e, di conseguenza, per salvaguardare il potere di acquisto della valuta comune;

o
o   o

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca centrale europea.

(1) Testi approvati, P8_TA(2018)0215.
(2) Testi approvati, P8_TA(2019)0325.
(3) ECB Occasional Paper Series n. 232 / settembre 2019: Understanding low wage growth in the euro area and European countries (Comprendere la bassa crescita dei salari nella zona euro e nei paesi europei): https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpops/ecb.op232~4b89088255.en.pdf.
(4) Testi approvati, P8_TA(2019)0211.

Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy