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Procedura : 2019/2056(DEC)
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Ciclo del documento : A9-0021/2020

Testi presentati :

A9-0021/2020

Discussioni :

Votazioni :

PV 13/05/2020 - 20
PV 14/05/2020 - 3
PV 14/05/2020 - 17
CRE 14/05/2020 - 3
CRE 14/05/2020 - 17

Testi approvati :

P9_TA(2020)0084

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Giovedì 14 maggio 2020 - Bruxelles
Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Parlamento europeo
P9_TA(2020)0084A9-0021/2020
Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo (2019/2056(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0051/2019)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(6), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(7), in particolare gli articoli 260, 261 e 262,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 10 dicembre 2018 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo, in particolare l'articolo 34,

–  visti l'articolo 100, l'articolo 104, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0021/2020),

A.  considerando che il 27 giugno 2019 il Presidente ha adottato i conti del Parlamento relativi all'esercizio 2018;

B.  considerando che il 25 giugno 2019 il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse destinate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti, conformemente al principio di sana gestione finanziaria, e che le procedure di controllo poste in essere offrono le necessarie garanzie di legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

C.  considerando che la Corte dei conti ha dichiarato, nella sua valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura del 2018, di non aver riscontrato carenze gravi nelle relazioni annuali di attività esaminate delle istituzioni e degli organismi, richieste dal regolamento (UE, Euratom) 2018/1046;

D.  considerando che l'articolo 262, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 esige che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(5) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.


2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo (2019/2056(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 100, l'articolo 104, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0021/2020),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento europeo (in appresso il "Parlamento") ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un'immagine fedele della situazione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa del Parlamento;

B.  considerando che, conformemente alla procedura abituale, sono state inviate all'amministrazione del Parlamento 126 domande e che la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento ha ricevuto e discusso pubblicamente le relative risposte scritte in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno;

C.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l'amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione;

Gestione finanziaria e di bilancio del Parlamento

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2018 ammontavano in totale a 1 950 687 373 EUR, pari al 18,9 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP)(1) stanziata per la spesa amministrativa delle istituzioni dell'Unione per il 2018, un importo che rappresenta un aumento del 2,2 % rispetto al bilancio 2017 (1 909 590 000 EUR);

2.  rileva che l'importo totale delle entrate contabilizzate al 31 dicembre 2018 ammontava a 193 998 910 EUR (rispetto a 206 991 865 EUR nel 2017), di cui 30 783 590 EUR di entrate con destinazione specifica (rispetto a 50 052 674 EUR nel 2017);

3.  sottolinea che quattro capitoli rappresentano da soli il 67,6 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari), il che indica l'elevato livello di rigidità che caratterizza la maggior parte della spesa del Parlamento;

4.  prende atto delle cifre in base alle quali sono stati chiusi i conti dell'Istituzione per l'esercizio 2018, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

stanziamenti per il 2018

1 950 687 373

riporti non automatici dall'esercizio 2017:

2 564 000

riporti automatici dall'esercizio 2017:

289 785 291

stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2018:

30 783 590

riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2017:

47 369 977

Totale:

2 318 626 231

b)  Utilizzo degli stanziamenti durante l'esercizio 2018 (EUR)

impegni:

2 283 150 877

pagamenti effettuati:

1 933 089 380

stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica:

348 106 015

stanziamenti riportati non automaticamente:

---

stanziamenti annullati:

39 994 836

c)  Entrate (EUR)

riscosse nel 2018:

193 998 910

d)  Totale di bilancio al 31 dicembre 2018 (EUR)

1 671 682 153

5.  sottolinea che è stato impegnato il 99,2 % degli stanziamenti iscritti nel bilancio del Parlamento, pari a 1 934 477 627 EUR, con un tasso di annullamento dello 0,8%; rileva con soddisfazione che, come negli esercizi precedenti, è stato raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio; rileva che i pagamenti sono stati pari a 1 636 858 018 EUR, con un conseguente tasso di esecuzione dell'84,6 %;

6.  sottolinea che gli stanziamenti annullati per l'esercizio 2018, pari a 16 209 746 EUR, hanno interessato principalmente le retribuzioni e altri diritti come pure le spese relative agli immobili;

7.  rileva che nell'esercizio 2018 sono stati approvati undici storni a norma degli articoli 31 e 49 del regolamento finanziario, per un importo pari a 53 533 500 EUR ovvero il 2,7 % degli stanziamenti definitivi; osserva che la maggior parte dei fondi stornati riguardava la politica immobiliare dell'Istituzione e, in particolare, il contributo al finanziamento dei pagamenti annuali per il progetto immobiliare Konrad Adenauer;

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti del 2018 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

8.  ricorda che la Corte dei conti (in appresso "la Corte") svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura come un blocco di politiche unico per tutte le istituzioni dell'Unione; sottolinea che le spese amministrative e le spese correlate comprendono le spese relative alle risorse umane (stipendi, indennità e pensioni), che rappresentano circa il 60 % del totale, e le spese concernenti gli immobili, gli impianti e le apparecchiature, l'energia, le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione;

9.  rileva che, nel complesso, dagli elementi probatori degli audit svolti risulta che la spesa relativa alla rubrica "Amministrazione" non è inficiata da un tasso di errore rilevante; rileva che, sulla base dei 13 errori quantificati, il livello di errore stimato per la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale è al di sotto della soglia di rilevanza;

10.  prende atto della constatazione specifica, riguardante il Parlamento, contenuta nella relazione della Corte sui conti annuali del Parlamento per l'esercizio 2018 (in appresso "la relazione della Corte"); rileva che, a seguito degli attacchi terroristici avvenuti negli ultimi anni, le istituzioni, incluso il Parlamento, hanno ritenuto necessario rafforzare con urgenza la protezione delle persone e degli immobili; osserva con preoccupazione che la Corte ha riscontrato debolezze nelle procedure indette dal Parlamento e dalla Commissione; osserva che, nell'appaltare lavori di costruzione specifici connessi alla sicurezza, il Parlamento si è valso dei contratti-quadro già in uso e che l'impostazione di questi ultimi ha consentito al Parlamento di commissionare lavori essenziali per la sicurezza non inclusi nella proposta di prezzo iniziale sulla base di una singola offerta del contraente; rileva che il Parlamento ha usato questo approccio in due delle quattro procedure esaminate dalla Corte;

11.  prende atto con preoccupazione della risposta fornita dal Parlamento nella procedura in contraddittorio con la Corte, in cui si riconosce che, dato il contesto specifico (tempi ristretti e struttura propria del mercato), la concorrenza potrebbe essere stata meno che ottimale; rileva con soddisfazione che i nuovi contratti quadro aggiudicati in questo settore, con cinque contraenti, si basano sulla riapertura del confronto competitivo al fine di garantire un'adeguata concorrenza sui prezzi;

Relazione annuale del revisore interno

12.  prende atto che, nella riunione del 18 novembre 2019 tra la commissione competente e il revisore interno, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale e ha descritto gli audit di garanzia e gli incarichi di consulenza che ha eseguito e su cui ha presentato relazioni, che nel 2018 hanno riguardato i seguenti argomenti:

   la manutenzione, la ristrutturazione e la gestione degli edifici (Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica) (DG INLO);
   l'analisi preliminare della sicurezza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) dell'Istituzione;
   i diritti individuali a norma dello Statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea;
   lo spaccio per il personale a Lussemburgo (DG INLO);
   il seguito dato alle azioni aperte facenti seguito alle relazioni di audit interno – fasi 1 e 2 del 2018;
   la creazione di una funzione di garanzia di qualità interna in seno alla Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE);
   una consulenza indipendente sul progetto dal desktop all'ibrido della Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC);
   gli aspetti del sistema delle schede informative utilizzato dalla Direzione generale delle Politiche esterne dell'Unione (DG EXPO);
   il seguito dato all'interruzione dei sistemi informatici e il potenziamento della continuità informatica;
   le procedure di appalto e l'esecuzione dei contratti nel settore della ristorazione (DG INLO), relazione non ancora pubblicata, conclusioni preliminari in fase di discussione con la direzione;

13.  accoglie con favore e appoggia le azioni che il revisore interno ha concordato con le direzioni generali competenti a seguito degli incarichi di garanzia e delle raccomandazioni che ha formulato in seguito agli incarichi di consulenza:

Azioni concordate:

   per quanto riguarda l'audit sulla manutenzione, la ristrutturazione e la gestione degli edifici (DG INLO), rafforzare il quadro strategico per la manutenzione e migliorare ulteriormente le attività di manutenzione degli edifici del Parlamento attraverso l'adozione di una politica globale e di un piano pluriennale strutturato e coerente; rafforzare la certezza che i processi e le operazioni di gestione degli edifici del Parlamento siano efficaci ed efficienti in termini di costi; sostenere il processo decisionale riguardante le attività di manutenzione con informazioni e analisi affidabili;
   per quanto riguarda l'audit sui sistemi informatici: effettuare un'analisi preliminare della sicurezza informatica dell'Istituzione, rafforzare la governance della sicurezza dei sistemi informatici (incluse strategie, norme e linee guida), segnatamente attraverso l'adozione di una strategia per la sicurezza informatica dell'Istituzione; migliorare l'identificazione, la protezione e il monitoraggio dei beni informatici (hardware, relativo software e rete); migliorare l'individuazione e la risposta agli incidenti relativi alla sicurezza informatica e potenziare le capacità di ripresa;
   per quanto riguarda l'audit dei diritti individuali dei membri del personale, migliorare l'ambiente globale di controllo in tale settore e affrontare le questioni specifiche relative agli assegni familiari;
   per quanto riguarda l'audit dello spaccio per il personale a Lussemburgo, attuare le misure necessarie per migliorare l'ambiente di controllo come pure le attività di controllo e l'adeguatezza dei dispositivi interni di gestione; garantire la conformità della gestione dello spaccio, inclusa la cassa anticipi, al regolamento finanziario, ai principi contabili e alla normativa fiscale;

Raccomandazioni:

   per quanto riguarda il sistema delle schede informative utilizzato dalla DG EXPO, attuare le sei raccomandazioni intese a rafforzare il suo sistema di rendicontazione e a inquadrare meglio la cooperazione tra delegazioni, commissioni e altre parti interessate;
   per quanto riguarda la creazione di una funzione di garanzia di qualità interna alla DG SAFE, attuare le sei raccomandazioni a tal fine, inclusa segnatamente la definizione di una politica in materia di qualità;
   in relazione al progetto pilota dal desktop all'ibrido, rafforzare la giustificazione economica del progetto; utilizzare apparecchi ibridi per sostituire più dispositivi esistenti; migliorare la gestione finanziaria delle prove di validità concettuale ("proof-of-concept") e dei progetti pilota prima dell'introduzione di nuovi strumenti;
   per quanto riguarda il seguito dato all'interruzione dei sistemi informatici e il potenziamento della continuità informatica, garantire la protezione complementare dell'infrastruttura informatica; testare i piani relativi al ripristino in caso di incidente grave; stilare un elenco dei sistemi informatici critici e delle rispettive dipendenze e migliorare la pianificazione per installare le infrastrutture TIC del Parlamento al di fuori dei suoi edifici;

14.  rileva che il seguito dato durante il 2018 ha portato alla chiusura di 28 delle 76 azioni aperte e che nello stesso anno è stato possibile continuare a ridurre gradualmente il profilo di rischio delle azioni giunte a scadenza; rileva, in particolare, che il numero di azioni aperte riguardanti rischi significativi è sceso da 22 a 7 e che non risultavano più azioni aperte nella categoria di rischio più elevata (rischio critico); rileva che, oltre a queste azioni convalidate, si è registrato un totale di 117 azioni aperte, incluse quelle il cui termine di attuazione non è ancora scaduto, di cui 47 riguardano rischi significativi; si attende che tali azioni siano attuate entro i termini concordati;

15.  accoglie con favore in particolare la possibilità che le direzioni generali affidino al revisore interno incarichi di consulenza e raccomanda che tutte le direzioni generali si avvalgano di questa possibilità ove necessario;

16.  rileva che due audit, uno riguardante i gruppi di visitatori e l'altro l'indennità di assistenza parlamentare, fanno parte delle attività del 2019 e saranno oggetto di relazioni all'inizio del 2020; chiede al revisore interno di informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento su entrambi i risultati non appena saranno disponibili;

17.   esprime profondo rammarico per il fatto che la relazione del revisore interno non sia pubblica; insiste affinché essa sia resa pubblica ogni anno e trasmessa contemporaneamente ai deputati e al Presidente e al Segretario generale del Parlamento; si rammarica altresì del fatto che, nel caso della relazione del 2018, nel gennaio 2020 sia stato deciso che i deputati possono consultare la relazione solo su richiesta, applicando la procedura della sala di lettura sicura; è fermamente convinto che, limitando l'accesso a tale documento che riguarda l'utilizzo dei fondi pubblici, si dà la deplorevole impressione che vi sia qualcosa da nascondere;

Seguito dato alla risoluzione di discarico 2017

18.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico 2017, pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento il 17 settembre 2019, e della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2017, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito;

19.  si rammarica che ad alcune raccomandazioni formulate nella risoluzione sul discarico al Parlamento per l'esercizio 2017 non sia stato dato alcun seguito e che il documento sul seguito riservato al discarico non fornisca alcuna motivazione al riguardo; sottolinea l'importanza di tenere discussioni più frequenti con il Segretario generale, in sede di commissione per il controllo dei bilanci, sulle questioni riguardanti il bilancio del Parlamento e la sua esecuzione;

Discarico al Parlamento per l'esercizio 2018

20.  prende atto dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e i membri della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in presenza del revisore interno, svoltosi il 18 novembre 2019 nel contesto del discarico al Parlamento per l'esercizio 2018;

21.  ribadisce il suo invito all'Ufficio di presidenza a dare seguito a tutte le decisioni sul discarico a norma dell'articolo 25 e dell'allegato V del suo regolamento, e degli articoli 6 e 166 del regolamento finanziario; chiede al Segretario generale di trasmettere la presente risoluzione all'Ufficio di presidenza, evidenziando tutte le richieste di azione o decisione da parte dell'Ufficio di presidenza; invita il Segretario generale a elaborare un piano d'azione e un calendario che consentano all'Ufficio di presidenza di dare seguito e/o di rispondere alle raccomandazioni contenute nelle risoluzioni di discarico del Parlamento e a includere i risultati nel documento di monitoraggio annuale; chiede al Segretario generale di riferire in tempo utile alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento su tutti i progetti aventi un forte impatto sul bilancio che sono stati presentati all'Ufficio di presidenza; ribadisce la necessità che l'Ufficio di presidenza migliori sostanzialmente, in modo proattivo, la trasparenza delle sue procedure decisionali;

22.  deplora che, nel 2018, un'indagine interna abbia identificato quattro casi nel settore dell'indennità di assistenza parlamentare che hanno consentito il recupero di 146 814 EUR (47 casi identificati nel 2017, con il recupero di 903 741,00 EUR) e che, per quanto riguarda le indennità di viaggio e di soggiorno dei deputati, sono stati recuperati 173 546 EUR a seguito di sei indagini (68 589,05 EUR nel 2017);

23.  sottolinea che l'attività legislativa del Parlamento ha registrato un sensibile aumento nel 2018 con l'avvicinarsi della fine della legislatura 2014-2019;

24.  rileva che due commissioni temporanee – la commissione speciale sul terrorismo (TERR) e la commissione speciale sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi da parte dell'Unione (PEST) – hanno concluso positivamente le loro attività nel corso dell'anno, e che è stata creata una terza commissione speciale, la commissione speciale sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale (TAX3);

25.  sottolinea che, in vista delle elezioni europee del 2019, è stata avviata con successo una campagna di comunicazione; mette in evidenza l'aumento della partecipazione dei cittadini alle elezioni europee del 2019, anche se in alcuni paesi ha continuato a essere troppo bassa; ritiene che questo tipo di campagna dovrebbe avere carattere permanente, con un'attenzione particolare per tali paesi;

26.  approva le misure adottate dall'Istituzione per rafforzare la sicurezza, in particolare per quanto attiene alla sicurezza fisica e alla sicurezza degli edifici, ma anche alla sicurezza informatica e delle comunicazioni;

27.  si rammarica che, sebbene la commissione per i bilanci del Parlamento abbia respinto il bilancio richiesto per la creazione di un osservatorio sull'intelligenza artificiale, pare che tale iniziativa stia proseguendo sotto forma di gruppo di lavoro; esprime profonda preoccupazione per l'evidente inosservanza di una decisione democratica presa dai deputati, il che costituisce un precedente molto increscioso; raccomanda che l'attività di questo gruppo di lavoro sia immediatamente sospesa fino a quando l'autorità di bilancio avrà deciso di assegnargli una dotazione finanziaria;

28.  è consapevole dell'importanza della politica immobiliare, in particolare del progetto dell'edificio Martens e della ricostruzione dell'edificio Montoyer 63 a Bruxelles, che sono stati ultimati nel 2018, e del progetto immobiliare Konrad Adenauer a Lussemburgo, il cui completamento è previsto entro la fine del mese di giugno 2023; prende atto che nel 2018 la commissione per i bilanci del Parlamento ha autorizzato uno storno di recupero, per un importo pari a 29 milioni di EUR, per il prefinanziamento del progetto, che secondo le stime ha permesso di risparmiare 4,7 milioni di EUR sugli interessi; è preoccupato per il ritardo registrato nella costruzione dell'edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo, la cui consegna era prevista per il 2018 ed è ora prevista non prima del 2023;

29.  appoggia l'utilizzo del sistema di ecogestione e audit (EMAS), che è uno strumento di gestione dell'Unione europea destinato alle organizzazioni pubbliche e private che consente di valutare e migliorare le loro prestazioni ambientali conformemente al regolamento (CE) n. 1221/2009(2); appoggia le misure adottate per ridurre l'impronta di carbonio del Parlamento;

30.  invita l'amministrazione a richiamare l'attenzione sul Codice di condotta dei deputati, che stabilisce che i deputati agiscono unicamente nell'interesse generale ed esercitano le loro funzioni con integrità, trasparenza, diligenza, onestà e responsabilità, mantenendo una condotta disinteressata e tutelando il buon nome dell'Istituzione; sottolinea che il Codice di condotta definisce i conflitti di interessi e indica il modo in cui i deputati devono comportarsi in proposito e comprende norme che disciplinano le attività professionali degli ex deputati;

31.  rileva con preoccupazione che, tra il 2012 e il 2018, vi sono state 24 violazioni del codice di condotta che non sono state assoggettate a sanzione; sottolinea che, se le violazioni non ricevono sanzioni adeguate, i deputati sono meno propensi a rispettare il codice di condotta; invita il Presidente a valutare con attenzione tutte le presunte violazioni del codice di condotta e, se del caso, a comminare sanzioni adeguate ai rispettivi deputati;

32.  prende atto della regolamentazione sul trasporto dei deputati nei luoghi di lavoro del Parlamento europeo ("la regolamentazione"); ritiene che le disposizioni di detta regolamentazione che stabiliscono le condizioni per l'utilizzo delle autovetture di servizio su base permanente da parte del Presidente, del Segretario generale, del Segretario generale aggiunto e di ciascun presidente di gruppo politico siano troppo vaghe; invita l'Ufficio di presidenza a rivedere la regolamentazione al fine di introdurre condizioni più rigorose per l'utilizzo di dette autovetture;

33.  è del parere che la protezione degli informatori faccia parte integrante della democrazia e che sia indispensabile per prevenire e scoraggiare le attività illecite e le irregolarità; ricorda tra l'altro che gli assistenti parlamentari accreditati (APA) si trovano in una posizione vulnerabile a causa del loro contratto di lavoro; constata con preoccupazione che il Segretario generale ha riconosciuto che, “sebbene la normativa sugli informatori sia applicabile agli APA, il Parlamento non è in grado di garantire la tutela dell'occupazione”, in quanto essi dipendono dai rispettivi deputati; invita il Segretario generale a tener conto di tale fattore quando gli APA svolgono il ruolo di informatori nonché a cercare di estendere in questo caso agli APA le possibilità di protezione contrattuale concesse dal Parlamento agli APA che sono vittime di molestie;

34.  sottolinea inoltre che le norme che si applicano attualmente agli APA in materia di risoluzione dei contratti non prevedono la possibilità di una risoluzione per "mutuo consenso", che sarebbe un modo per riconoscere la speciale relazione tra deputati e assistenti, in cui entrambe le parti possono riconoscere che la fiducia reciproca non sussiste più e trarre vantaggio da una soluzione comune, senza pregiudicare i diritti sociali degli APA; chiede al Segretario generale di trovare una soluzione al fatto che gli stipendi degli APA possono essere versati esclusivamente su conti bancari belgi, il che è in contrasto con l'idea di un'unione monetaria e dei pagamenti unica;

35.   ribadisce la propria preoccupazione dinanzi a una presunta prassi dei deputati in virtù della quale essi obbligherebbero gli APA a effettuare missioni, in particolare a Strasburgo, senza ordini di missione e senza rimborso delle spese di missione o addirittura delle spese di viaggio; ritiene che tale prassi possa dare adito ad abusi in quanto, in assenza di un ordine di missione, gli APA non solo devono sostenere personalmente le spese, ma non sono coperti dall'assicurazione sul posto di lavoro; invita nuovamente il Segretario generale a svolgere indagini su questa presunta prassi e a riferire in merito entro la fine dell'anno;

36.  rinnova l'invito alla Conferenza dei presidenti e all'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni da stabilire, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; invita il Segretario generale a esaminare le incidenze di bilancio, nonché l'organizzazione e la logistica di tali missioni;

37.  invita il Parlamento ad adeguare pienamente le norme interne dello statuto dei funzionari alla recente direttiva (UE) 2019/1937(3) riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione, anche attraverso l'istituzione di canali sicuri per le denunce; chiede inoltre che il Parlamento garantisca agli informatori lo stesso livello di protezione che garantisce alle vittime di molestie; chiede al Segretario generale di prevedere una formazione obbligatoria per i superiori gerarchici affinché sensibilizzino il personale dell'Istituzione alle garanzie per gli informatori e al loro dovere ai sensi dello Statuto del personale di denunciare attività illecite o casi di cattiva amministrazione;

38.  osserva che la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea ha avuto un impatto considerevole sui diversi servizi del Parlamento, in particolare per quanto riguarda le commissioni, le unità di ricerca e i servizi orizzontali;

39.  accoglie con favore la decisione dell'Ufficio di presidenza del 2 maggio 2018 riguardante i membri del personale di nazionalità britannica, in base alla quale nessun funzionario sarà licenziato a causa di tale nazionalità; prende atto che le valutazioni caso per caso per quanto riguarda il personale contrattuale e temporaneo di nazionalità britannica, che sono state effettuate entro la data inizialmente prevista per il recesso del Regno Unito dall'Unione europea, non hanno condotto alla sospensione di alcun contratto; prende atto che i gruppi politici effettuano le loro valutazioni caso per caso per il loro personale;

40.  prende atto della positiva realizzazione dell'obiettivo di riduzione del personale del 5 %, che nel 2018 ha costretto il Parlamento a sopprimere 60 posti amministrativi dalla propria tabella dell'organico; ritiene che sia importante garantire un elevato livello di prestazioni da parte del Parlamento, sia nel breve che nel lungo termine, assicurando nel contempo una gestione di bilancio responsabile e, se del caso, realizzando risparmi; ritiene altresì che potrebbero essere previsti ulteriori risparmi; è fermamente convinto che sia essenziale attuare una strategia di comunicazione rivolta al Consiglio, agli Stati membri e ai cittadini europei per rispondere alle diffuse e ingiuste critiche rivolte alla funzione pubblica dell'Unione europea, che si susseguono da anni;

41.  è preoccupato dinanzi al numero di membri del personale in congedo per malattia di lunga durata e al forte aumento dei casi di burnout, e teme che per alcuni ciò possa essere legato a condizioni di esaurimento e di squilibrio tra vita professionale e vita privata; è particolarmente preoccupato quanto alla carenza di personale e, al tempo stesso, considera che sia difficile giustificare l'espansione delle posizioni dirigenziali di alto livello, che porta a una struttura gestionale sbilanciata e pesante sul lato superiore; invita l'amministrazione ad adottare un approccio proattivo nei confronti del personale interessato, a valutare attentamente il carico di lavoro del personale e a garantire un'equa ripartizione dei compiti; chiede che venga elaborata, entro il 30 giugno 2020, una relazione sulle misure adottate in risposta ai congedi per malattia di lunga durata e burnout;

42.  sottolinea, in un contesto di crescenti aspettative nei confronti della capacità produttiva del personale, l'importanza di un dialogo costruttivo con il comitato del personale e con i sindacati e, nel caso dei gruppi politici, con i loro rappresentanti del personale; fa affidamento sul proseguimento di un dialogo costruttivo con tali organi, in particolare sulle questioni connesse alla politica del personale nonché alle condizioni di lavoro, quali la mobilità, l'ambiente di lavoro e l'orario di lavoro flessibile;

43.   ritiene essenziale, a tal fine, che i rappresentanti del personale siano ascoltati quando l'Ufficio di presidenza discute di questioni generali che riguardano la politica del personale; chiede al Segretario generale di prendere misure appropriate per dar seguito a questa necessità fondamentale;

44.   evidenzia che, al fine di mantenere l'eccellenza, l'indipendenza, la lealtà e la motivazione della funzione pubblica dell'Unione europea, è necessario rispettare integralmente lo statuto dei funzionari e applicarne lo spirito e la lettera; chiede anche, in tale contesto, di porre fine al fenomeno dei cosiddetti "paracadutati", che comporta il rischio di danneggiare le procedure e, di conseguenza, la credibilità dell'Istituzione in particolare e dell'Unione in generale;

45.   rammenta le conclusioni e le raccomandazioni della Mediatrice europea nei casi riuniti 488/2018/KR e 514/2018/K, come pure le raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento del 18 aprile 2018, in particolare che fra i membri dei comitati di selezione degli alti funzionari del Parlamento figurino anche funzionari degli organi di rappresentanza del personale, e invita il Segretario generale a migliorare ulteriormente le procedure di nomina dei funzionari di alto livello ricercando una trasparenza e un'uguaglianza maggiori; chiede inoltre di garantire la coerenza quanto si tratta della pubblicazione esterna dei posti di inquadramento superiore e la diligenza nella pubblicazione di tali posti man mano che si rendono vacanti; invita l'amministrazione del Parlamento a riferire annualmente in merito alla nomina di alti funzionari;

46.   deplora profondamente la mancanza di prospettive di carriera per gli agenti contrattuali; invita il Segretario generale a valutare i rischi connessi all'assunzione di un numero crescente di agenti contrattuali, fra cui quello di creare in seno al Parlamento una struttura del personale a due livelli; insiste sul fatto che le posizioni e i compiti fondamentali permanenti dovrebbero essere l'appannaggio di personale permanente;

47.  è convinto che l'attrattiva del Parlamento in quanto posto di lavoro sia una componente essenziale del suo successo; richiama l'attenzione sulle difficoltà incontrate nell'assunzione di personale di alcune nazionalità; invita il Segretario generale a insistere sulla necessità di un effettivo equilibrio geografico basato sulla rappresentanza proporzionale di tutti gli Stati membri a tutti i livelli, compresa l'alta dirigenza; prende atto delle misure molto positive adottate per conseguire un equilibrio di genere; chiede un'azione urgente volta a conseguire un migliore equilibrio di genere a tutti i livelli, incluso quello dei direttori generali;

48.   si rammarica della persistente sottorappresentanza dei paesi che hanno aderito all'Unione dopo il 2004, soprattutto per quanto riguarda i posti di più alto livello; fa osservare che, se da un lato vengono effettivamente assunti cittadini dei nuovi Stati membri, dall'altro sono soprattutto i cittadini dei vecchi Stati membri a essere promossi, il che si traduce in un divario sempre più ampio tra i vecchi e i nuovi Stati membri; chiede che si ponga rimedio a questa situazione;

49.   fa notare che, con i concorsi interni organizzati tra il 2014 e il 2019, 30 persone sono state nominate nella fascia di retribuzione più alta, AD9, e che 16 di queste provenivano da due grandi vecchi Stati membri, cosicché durante l'intera legislatura si è registrato un numero impressionante di nomine di personale proveniente da questi due paesi; chiede al Segretario generale di spiegare il motivo di questa sproporzione nei risultati;

50.   si rammarica della difficoltà di assumere personale ai gradi più bassi a Lussemburgo, in particolare per i gruppi di funzioni degli assistenti e dei segretari; sottolinea che l'introduzione di un coefficiente correttore che tenga conto del costo della vita più elevato in questo luogo di lavoro, unitamente ad assunzioni in gradi superiori, è necessaria per risolvere questo problema strutturale; chiede che le procedure di assunzione dell'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) siano soggette a riforma in modo da poter rispondere meglio alle esigenze delle istituzioni, anche attraverso la previsione di procedure di assunzione più brevi;

51.  ricorda che l'articolo 11 del regolamento ha introdotto l'obbligo per i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione di pubblicare, per ciascuna relazione, informazioni sulle riunioni tenute con i rappresentanti di interessi; prende atto con soddisfazione che, dall'inizio della nuova legislatura, sul sito web del Parlamento è disponibile l'infrastruttura necessaria per consentire ai deputati di pubblicare le riunioni programmate con i rappresentanti di interessi; invita il segretariato a diffondere informazioni dettagliate e a organizzare corsi di formazione al fine di rendere il pieno rispetto di tale obbligo più semplice per gli uffici dei deputati; si rammarica del fatto che l'infrastruttura attuale non dia modo ai deputati e agli APA di fornire suggerimenti e il loro feedback in vista di miglioramenti basati sull'esperienza dell'utente; invita i servizi del Parlamento a elaborare su base annua un questionario di feedback, i cui risultati andrebbero inclusi in una relazione sull'utilizzo dello strumento; si compiace che il Segretario generale abbia incaricato i servizi del Parlamento di collegare tale strumento al Registro comune per la trasparenza e all'Osservatorio legislativo e incoraggia qualsiasi sforzo che possa migliorare tale strumento, anche fornendo l'accesso per il trattamento dei dati inseriti dai deputati nell'infrastruttura del sito web del Parlamento concernenti le riunioni con rappresentanti di interessi in un formato a lettura ottica, offrendo la possibilità di collegare la riunione all'appartenenza a una delegazione, di indicare che la riunione si è svolta a livello del personale, di collegare i dati inseriti sul sito web del Parlamento al sito web del deputato e di rendere tale infrastruttura disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'Unione; invita inoltre il Parlamento a migliorare la sua comunicazione con i deputati per quanto concerne l'obbligo per i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione di pubblicare dette riunioni;

52.   accoglie con favore questo passo positivo verso una maggiore trasparenza e la possibilità offerta a tutti i deputati che lo desiderano di pubblicare tali informazioni attraverso l'infrastruttura del sito web del Parlamento, anche se non sono relatori, relatori ombra o presidenti di commissione; ritiene che questa maggiore trasparenza aiuti i cittadini europei a comprendere meglio il lavoro dei loro deputati; si rammarica pertanto del fatto che l'infrastruttura per dichiarare le riunioni sia disponibile solo in inglese e non in tutte le lingue ufficiali dell'Unione;

53.  chiede che sia redatta, oltre alla relazione congiunta del Parlamento europeo e della Commissione sulle attività del Registro comune per la trasparenza, una relazione annuale dettagliata sui rappresentanti di interessi e altre organizzazioni che hanno avuto accesso ai locali del Parlamento;

54.   riconosce che la produzione di dati pubblici in un formato aperto, leggibile meccanicamente, facilmente accessibile e riutilizzabile offre grandi opportunità sia in termini di trasparenza pubblica che di innovazione; valuta positivamente le attuali iniziative volte a creare e a convertire in tale formato quei dati che presentano un interesse per il pubblico; sottolinea la necessità di adottare un approccio più orientato all’utilizzatore, sistematico e coordinato per siffatte iniziative, nell'ambito di una politica del Parlamento in materia di apertura dei dati ben definita;

55.   riconosce il valore aggiunto che il software libero e open source può apportare al Parlamento; sottolinea, in particolare, il suo ruolo in vista di una maggiore trasparenza e per evitare effetti di "lock-in" da parte dei venditori; riconosce inoltre il suo potenziale in termini di miglioramento della sicurezza, in quanto consente di individuare e risolvere i punti deboli; raccomanda vivamente che il software sviluppato per l'Istituzione sia messo a disposizione del pubblico sulla base di una licenza libera e aperta;

56.   osserva che i risultati delle votazioni per appello nominale in Aula dovrebbero essere messi a disposizione in un formato aperto, leggibile meccanicamente e facilmente visibile sul sito web del Parlamento; invita pertanto il Parlamento a pubblicare sulla pagina web del processo verbale delle plenarie la versione leggibile meccanicamente dei risultati delle votazioni per appello nominale, accanto alle versioni non leggibili meccanicamente;

57.   rileva che le norme rivedute a disciplina del pagamento dei contributi finanziari per i gruppi di visitatori patrocinati sono entrate in vigore il 1° gennaio 2017; invita il Segretario generale a fornire senza indugio la valutazione di tali norme; è del parere che il sistema attuale non tenga conto delle fluttuazioni dei costi di alloggio e di trasporto e non riesca a tenere il passo con l'inflazione, e chiede fermamente che si proceda quanto prima a una revisione del sistema di calcolo del contributo finanziario per i gruppi di visitatori, anche al fine di evitare che i deputati possano trarre benefici materiali attraverso il sistema; invita l'Ufficio di presidenza a generalizzare il sistema di rimborso basato sulla presentazione di fatture per i gruppi di visitatori; rinnova la propria richiesta di eliminare la possibilità di nominare un APA alla guida di un gruppo;

Un Parlamento ecocompatibile e neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2030

58.  si compiace del contributo positivo dato dal Parlamento allo sviluppo sostenibile attraverso il proprio ruolo politico e il proprio ruolo nelle procedure legislative; sottolinea la necessità che il Parlamento dia l'esempio e contribuisca allo sviluppo sostenibile attraverso il suo modo di operare;

59.  elogia l'impegno del Parlamento a favore degli appalti pubblici verdi; osserva che l'obiettivo del Parlamento è quello di aumentare la percentuale, ponderata per il valore, degli appalti per alcuni prodotti prioritari classificati come "verdi", "molto verdi" o "verdi per natura"; rileva che nel 2018 il 44,9 % dei contratti per valore nelle categorie di prodotti prioritari è stato classificato come "verde" o "molto verde", o "verde per natura"; sottolinea che, se tutti i contratti classificati come "verdi per natura", indipendentemente dalla categoria di prodotti, sono inclusi nel dato, il carattere ecologico dei contratti del Parlamento sale al 55,8 % per il 2018, avvicinandosi all'obiettivo intermedio del 60 %; sottolinea la necessità di sviluppare ulteriormente gli appalti pubblici verdi fissando obiettivi ambiziosi per rendere più ecologici gli appalti a medio termine;

60.  accoglie con favore l'adozione del riesame della gestione ambientale e della dichiarazione ambientale 2018, l'attuazione del piano d'azione 2018 e il suo regolare monitoraggio;

61.  appoggia l'obiettivo del Parlamento di ridurre il più possibile le sue emissioni di carbonio; ribadisce la sua preoccupazione per il fatto che la dispersione geografica del Parlamento è alla base del 78% di tutte le missioni del personale dell'Istituzione, con un impatto ambientale compreso tra le 11 000 e le 19 000 tonnellate di emissioni di CO2;

62.   è del parere che, dopo la dichiarazione di emergenza climatica, il Parlamento debba dare l'esempio e impegnarsi a conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2030; chiede che il Parlamento elabori una strategia finalizzata a diventare un'istituzione neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2030 e a presentare tale strategia all'autorità di discarico; incarica il gruppo di lavoro EMAS dell'Ufficio di presidenza di modificare gli indicatori chiave di prestazione e l'attuale piano di riduzione della CO2 per raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2030; chiede inoltre con urgenza una rendicontazione e una contabilizzazione della compensazione di CO2 del Parlamento;

63.   sottolinea che circa il 67 % dell'impronta di carbonio del Parlamento proviene dal trasporto di persone; ricorda che, con decisione del 15 maggio 2017, l'Ufficio di presidenza ha approvato la proposta di fornire ai deputati un mezzo di trasporto efficiente e di alta qualità, riducendo al minimo nel contempo l'impatto ambientale attraverso una transizione graduale del parco veicoli del Parlamento alle auto elettriche e la promozione di tutti i mezzi di trasporto ecologici funzionanti a emissioni zero in ambiente urbano, e di disporre di un parco veicoli completamente elettrico a partire dal 2024; si compiace delle varie misure e degli strumenti introdotti a tal fine dalla DG INLO; si aspetta che l'Ufficio di presidenza definisca un sistema di rimborso delle spese di viaggio che includa nel prezzo del viaggio il costo della compensazione delle emissioni di CO2 e promuova l'uso di trasporti ecocompatibili;

64.  sostiene l'obiettivo del Parlamento di compensare le sue emissioni inevitabili; propone una compensazione congiunta delle emissioni inevitabili con altre istituzioni e organi dell'Unione;

65.   sottolinea che il Parlamento deve onorare i suoi impegni in materia di lotta contro il cambiamento climatico e deve pertanto adottare misure adeguate in tutti i suoi edifici per mettere a disposizione di tutto il personale parcheggi per biciclette prevedendo una tutela contro i furti, gli atti vandalici e gli agenti atmosferici, e che dovrebbe offrire quanto meno le stesse disposizioni attualmente disponibili nei parcheggi per le automobili del personale; osserva che anche un sistema di contrassegni usati come mezzo di identificazione potrebbe essere molto valido al riguardo;

66.   plaude agli sforzi del Parlamento a favore di un sempre maggior numero di riunioni "paperless" (senza l'impiego di documenti cartacei); chiede che sia potenziata l'offerta di corsi di formazione ai deputati, ai membri del personale e agli APA in merito agli strumenti "paperless" che sono stati predisposti per far sì che venga stampato un minor numero di documenti, e che siano organizzate ulteriori campagne di comunicazione;

67.  chiede al Parlamento di migliorare la comunicazione con i deputati, informandoli della possibilità di utilizzare il treno diretto tra il Parlamento e l'aeroporto di Bruxelles, il cui tragitto completo dura 20 minuti, e che i deputati possono utilizzare gratuitamente, e di esercitare la sua influenza affinché tali treni abbiano orari regolari e più frequenti, in modo da rendere questa possibilità il più possibile invitante;

68.  elogia il personale per l'utilizzo massiccio dei treni charter per Strasburgo; incoraggia gli alti dirigenti a non usare la propria auto di servizio per le missioni a Strasburgo;

69.  sostiene la compensazione del 100 % delle emissioni di CO2 del Parlamento, comprese le emissioni dei voli dei deputati tra il loro paese d'origine e Bruxelles e Strasburgo, su base annuale attraverso i crediti di carbonio; ricorda che il contratto di compensazione relativo alle emissioni del Parlamento a partire dal 2017 è stato firmato il 19 luglio 2018 per un importo totale di 184 095,80 EUR;

70.  è preoccupato per la volatilità dei prezzi di compensazione della CO2 sul mercato dei certificati di emissione, che rende impossibile stimare l'importo esatto necessario per compensare la quantità totale di emissioni di carbonio; richiama l'attenzione sul fatto che le risorse finanziarie disponibili alla linea di bilancio 2390 (attualmente 249 000 EUR) potrebbero non essere sufficienti per compensare la quantità totale di emissioni di carbonio nei prossimi anni;

71.  accoglie con favore le decisioni dei Questori e dell'Ufficio di presidenza dell'aprile e del giugno 2018 di ridurre i rifiuti in plastica e le attività di gestione dei rifiuti; invita il Parlamento ad adottare rapidamente ulteriori misure ambiziose verso l'obiettivo di diventare un Parlamento senza plastica;

72.  accoglie con favore l'esito positivo dell'audit esterno effettuato nei mesi di maggio e giugno 2018, che conferma le buone condizioni e la maturità del sistema di gestione ambientale del Parlamento;

Dispersione geografica del Parlamento – sede unica

73.  sottolinea che l'Unione ha scelto di essere presente attraverso le sue istituzioni e agenzie in diversi Stati membri, il che garantisce un forte legame con i cittadini e assicura la visibilità del valore aggiunto dell'Unione ("visibilità europea"), tenendo conto di una gestione responsabile dei fondi pubblici;

74.  rileva che i costi connessi alle dodici missioni annuali dei deputati a Strasburgo ammontano a 21 266 689 EUR; rileva che le spese di viaggio annuali ammontano a 3 631 082 EUR per il personale del Parlamento e a 2 097 250 EUR per gli APA;

75.  rileva che il costo del treno charter Thalys è stato pari a 3 741 900 EUR nel 2018 (rispetto a 3 668 532 EUR nel 2017);

76.  sottolinea che far viaggiare i veicoli ufficiali del Parlamento con i soli conducenti e senza passeggeri da e per Strasburgo contribuisce ulteriormente all'impatto finanziario e ambientale delle 12 missioni annuali a Strasburgo; accoglie con favore la possibilità per gli APA di unirsi al viaggio da e per Strasburgo, ma deplora che tale opzione non sia pienamente utilizzata; chiede che sia consentito anche all'intero personale dell'Istituzione e dei gruppi politici di avvalersi di tale opzione per il viaggio a Strasburgo e che tale possibilità sia pubblicizzata meglio;

77.  prende atto che le spese aggiuntive derivanti dal non avere una sede unica sono in contrasto sia con il principio della sana gestione finanziaria sia con il principio della disciplina di bilancio; ricorda che un'ampia maggioranza del Parlamento si è pronunciata, in varie risoluzioni, a favore di una sede unica per garantire che il denaro dei contribuenti dell'Unione sia speso in maniera efficiente; prende atto delle stime della Corte, secondo cui il trasloco da Strasburgo a Bruxelles potrebbe generare un risparmio annuo di 114 milioni di EUR, oltre a un risparmio una tantum di 616 milioni di EUR in caso di cessione efficace degli edifici di Strasburgo o un costo una tantum di 40 milioni di EUR in caso contrario; rileva che una sede unica può essere ipotizzabile soltanto a seguito di una modifica unanime dei trattati; esorta il Consiglio a prendere atto della posizione del Parlamento, ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire di conseguenza; sottolinea che lo spostamento delle autovetture ufficiali del Parlamento a Strasburgo sarebbe reso più efficiente se le autovetture trasportassero i deputati, gli APA e altri membri del personale muniti di ordini di missione; ritiene che i veicoli ufficiali del Parlamento debbano quanto meno essere riempiti prima di noleggiare pullman privati in caso di esaurimento dei posti sui treni charter tra Bruxelles e Strasburgo;

78.  sottolinea che l'Unione, in quanto uno dei firmatari dell'accordo di Parigi nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, si è impegnata a mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali e osserva con preoccupazione che le 12 trasferte annuali a Strasburgo incrementano inutilmente le emissioni di carbonio prodotte dal Parlamento;

Direzione generale della Comunicazione (DG COMM)

79.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale della Comunicazione (DG COMM) disponeva di 805 membri del personale; invita la DG COMM a utilizzare una quota superiore del bilancio complessivo del Parlamento negli anni a venire rispetto al 6,1 % utilizzato nel 2018;

80.  si compiace della completa esecuzione del bilancio nel 2018 quale prova degli sforzi compiuti per utilizzare tutte le risorse a disposizione della DG COMM per raggiungere il massimo numero di cittadini, il che ha rivestito un'importanza particolare in un anno preelettorale; prende atto con soddisfazione che nel 2018 la DG COMM ha contribuito attivamente all'elaborazione a all'attuazione della strategia per la campagna per le elezioni europee;

81.  osserva che, dal 2017, l'indicatore principale della DG COMM è il numero di ore di attenzione ricevute dal Parlamento su tutti i canali di comunicazione; rileva con soddisfazione che, oltre a concentrarsi sui livelli di attenzione, la DG COMM sta sviluppando una metodologia per misurare l'economicità, l'efficienza e l'efficacia delle sue attività su tutti i canali di comunicazione; approva l'importanza accordata alla visibilità del Parlamento;

82.  invita la DG COMM a comunicare all'autorità di discarico, nell'ambito delle future procedure di discarico, gli obiettivi fissati nel rispettivo anno, in modo che possa valutare l'efficacia delle attività della direzione generale;

83.  invita la DG COMM a proseguire i suoi sforzi per migliorare il sito web pubblico del Parlamento, in particolare per quanto riguarda l'ottimizzazione del motore di ricerca, e per aumentare la sua visibilità; esorta la DG COMM a creare un sito web semplice da navigare, facilmente accessibile a partire da tutti i dispositivi (come smartphone, tablet e desktop), puntando in particolare su una versione semplificata del sito web per telefoni cellulari;

84.  rileva che nel 2018 sono stati realizzati numerosi progetti nel settore dei media e che la presenza del Parlamento in rete è stata ulteriormente consolidata con l'introduzione del Webstreaming 3.0, che ha migliorato la capacità di diffusione in streaming del Parlamento;

85.  riconosce inoltre un netto miglioramento nell'uso dei social media da parte dell'Istituzione e incoraggia ulteriormente il ricorso a piattaforme di social network gratuite, open source e self-hosted, che prestano particolare attenzione alla protezione dei dati degli utenti; prende atto degli sforzi inerenti a una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle azioni dell'Unione, ed esorta inoltre il Parlamento a intensificare la propria attività sui social media per divulgare i risultati del suo lavoro tra i cittadini dell'Unione; constata inoltre i notevoli sforzi profusi nella definizione di una strategia globale per i visitatori e, con particolare attenzione ai giovani, nell'attuazione del programma "Scuola ambasciatrice";

86.  rileva che nel 2018 sono stati organizzati negli Stati membri 285 seminari per la stampa a cui hanno partecipato oltre 3 629 giornalisti; si compiace inoltre del fatto che 1 905 giornalisti siano stati invitati a partecipare alle sedute plenarie e che 1 191 giornalisti siano stati invitati a partecipare ai seminari per la stampa organizzati a livello centrale; elogia la DG COMM per aver utilizzato tutti i canali mediatici possibili per la divulgazione dell'attività e dei risultati del Parlamento; invita la Direzione generale a prestare debita attenzione all'importanza dei social media e alle significative e crescenti potenzialità che essi rappresentano per raggiungere i cittadini;

87.  sostiene le attività del Parlamentarium, che ha superato la soglia dei due milioni di visitatori l'11 luglio 2018, come pure il successo dei progetti pilota "Europa experience" a Berlino, Lubiana, Strasburgo e Helsinki; esprime la propria gratitudine all'unità Visite e seminari che ha accolto un numero record di visitatori nel 2018;

88.  ricorda che il 2018 è stato il primo anno intero di funzionamento della Casa della storia europea; rileva che la Casa della storia europea ha accolto 164 158 visitatori; accoglie con favore l'accordo di cofinanziamento concluso con la Commissione, che garantisce un contributo annuo alle spese di funzionamento; resta profondamente preoccupato per le segnalazioni relative alle condizioni di lavoro nella Casa della storia europea con il precedente appaltatore e chiede urgentemente al Segretario generale di informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento della situazione dei dipendenti della Casa della storia europea con il nuovo appaltatore; invita inoltre il Segretario generale a pubblicare i dati relativi ai costi totali dell’appaltatore e all'importo destinato alle retribuzioni dei dipendenti della Casa della storia europea;

Uffici di collegamento del Parlamento europeo

89.  ricorda che è stata attuata una riforma degli Uffici di collegamento del Parlamento europeo (EPLO) negli Stati membri, il cui mandato riveduto punta all'interazione con i cittadini e con i media attraverso uffici stampa potenziati, nonché con il coinvolgimento di soggetti interessati e moltiplicatori di opinione, ai fini di una maggiore vicinanza ai cittadini;

90.  prende atto delle diverse voci di spesa per il 2018, ripartite nel modo seguente:

Voce di spesa

Spese 2018

Spese per il personale

22 814 372 EUR

Spese per gli immobili

11 170 082 EUR

Spese inerenti alla sicurezza

1 843 339 EUR

Spese per la comunicazione

11 639 088 EUR

Totale

45 886 152 EUR

91.  sottolinea l'importanza di una comunicazione efficace negli Stati membri, garantendo al contempo l'efficacia sotto il profilo dei costi; invita tutti i soggetti decisionali coinvolti a impegnarsi per conseguire un valore aggiunto, in particolare per quanto riguarda le spese di funzionamento;

92.  invita il Parlamento e gli Stati membri a intensificare la cooperazione con i rispettivi EPLO; chiede che gli EPLO accrescano la loro visibilità attraverso eventi e una presenza attiva sui social media al fine di raggiungere i cittadini; invita gli EPLO ad intensificare la cooperazione e la comunicazione con le singole istituzioni europee ai fini di una razionalizzazione delle loro attività;

93.   constata che l'EPLO di Atene ha speso 38 400 EUR nel 2018 per la locazione di posti auto; ritiene che tali costi siano sproporzionatamente elevati, considerando che attualmente l'ufficio in questione ha solo sei dipendenti; invita il Parlamento a indagare sulle ragioni di simili costi e, se necessario, ad adottare opportune misure per porre rimedio alla situazione;

94.  rileva che il 30 gennaio 2019 l'Ufficio di presidenza ha deciso di mantenere l'ufficio del Parlamento a Londra e che l'antenna a Edimburgo rimarrà in funzione fino alla fine del 2020; prende atto che la decisione sulla presenza del Parlamento a Edimburgo dopo il 2020 verrà presa in un momento successivo;

95.  prende atto con preoccupazione della decisione dell'Ufficio di presidenza dell'11 febbraio 2019 riguardante il sostegno parlamentare alla missione dell'UE presso l'ASEAN a Giacarta, alla delegazione dell'UE presso l'Unione Africana ad Addis Abeba e alla delegazione dell'UE presso l'ONU a New York; ritiene che, vista la natura specifica di tale sostegno parlamentare, la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento dovrebbe ricevere informazioni dettagliate sulle risorse e i risultati su base annuale nel quadro del discarico al Parlamento; chiede al Segretario generale di effettuare un'analisi costi/benefici di tale sostegno alla diplomazia parlamentare prima della fine del 2020 e prima di qualsiasi ampliamento previsto ad altre regioni del mondo;

Direzione generale del Personale (DG PERS)

96.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale del Personale (DG PERS) ha avuto a disposizione 456 membri del personale e ha gestito il 47,5 % del bilancio complessivo del Parlamento;

97.  si compiace del trasferimento dei compiti relativi agli APA dalla Direzione generale delle Finanze (DG FINS) alla DG PERS e degli sforzi significativi necessari per organizzare il trasferimento delle responsabilità;

98.  prende atto con soddisfazione della creazione del Front Office per gli assistenti parlamentari accreditati incaricato di gestire l'intera procedura di assunzione degli APA, come pure la modifica e la fine dei contratti e il supporto amministrativo agli APA; è del parere che occorra potenziare la capacità del Front Office di rispondere alle esigenze degli APA; accoglie con favore l'introduzione di una procedura semplificata e più rapida per l'assunzione degli APA e i progressi compiuti verso una gestione dei fascicoli priva del supporto cartaceo; chiede che le équipe amministrative del Parlamento responsabili dell'assunzione degli APA siano rafforzate prima dell'inizio di ogni nuova legislatura e per il tempo necessario a impartire una formazione esaustiva in anticipo e fino allo smaltimento dell'elevata mole di lavoro;

99.   rinnova l'invito all'amministrazione affinché, quanto prima all'inizio della prossima legislatura, organizzi corsi di formazione o metta a disposizione pubblicazioni destinate in particolare ai nuovi APA, anche per quanto riguarda questioni di natura pratica e amministrativa (ordini di missione, visite mediche, accreditamenti, contrassegni per il parcheggio, gruppi di visitatori, mostre, ecc.), al fine di evitare errori di sistema che compromettano il corretto svolgimento delle procedure amministrative che riguardano i nuovi APA;

100.   insiste nella richiesta che gli APA percepiscano la stessa indennità di soggiorno del personale statutario per le loro missioni durante le tornate di Strasburgo;

101.  esprime il proprio sostegno alla gestione delle conseguenze del recesso del Regno Unito dall'Unione per l'amministrazione del Parlamento, in particolare per quanto riguarda l'impatto sulle risorse umane e sul bilancio;

102.  rileva che nel 2018 l'indicatore principale della DG PERS ha riguardato i tempi di esecuzione; constata con soddisfazione che gli obiettivi e i metodi di raccolta dei dati sono stati perfezionati con una valutazione generale positiva dei risultati;

103.  rileva che nel dicembre 2018 l'organico del Parlamento contava 9 883 agenti in servizio, fra personale permanente, temporaneo, agenti contrattuali e APA (rispetto ai 9 682 del 2017);

104.  richiama l'attenzione sulla relazione speciale della Corte dei conti n. 15/2019 dal titolo: "L'attuazione alla Commissione del pacchetto di riforma delle condizioni di impiego del 2014: risparmi cospicui, ma non privi di conseguenze per il personale"; prende atto con preoccupazione delle osservazioni della Corte sulle altre istituzioni dell'Unione, tra cui il Parlamento, e si compiace pertanto dell'intenzione della Commissione di accogliere le raccomandazioni della Corte; sostiene la posizione espressa dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento(4) in materia; sottolinea l'importanza che l'Unione garantisca retribuzioni concorrenziali rispetto al settore privato nel paese di residenza e teme che le condizioni di impiego meno favorevoli possano aver reso meno interessante lavorare per l'Unione, in particolare viste le difficoltà ad attrarre sufficiente personale da alcuni Stati membri; mette in guardia dalle gravi ripercussioni che potrebbero avere eventuali tagli del bilancio dell'amministrazione o eventuali tagli del personale per il futuro della funzione pubblica dell'Unione europea e l'attuazione delle sue politiche; esprime altresì grande preoccupazione per l'aumento della percentuale di personale contrattuale a seguito della riforma dello statuto del personale del 2014, che ha creato condizioni di lavoro sempre più precarie nelle istituzioni dell'Unione e una categoria di personale parallela, a basso costo, nell'UE; invita le istituzioni dell'Unione a effettuare una valutazione esaustiva dell'incidenza di un'eventuale futura riforma o revisione dello statuto sulla gestione delle risorse umane e sul benessere del personale;

105.  ricorda che la promozione delle pari opportunità rappresenta un elemento fondamentale della politica di gestione delle risorse umane del Parlamento; rileva che la tabella di marcia sull'uguaglianza di genere continua ad essere attuata mediante azioni concrete: l'obiettivo relativo alla rappresentanza femminile nei posti di capo unità è stato fissato al 40 %, nei posti di direttore al 35 % e nei posti di direttore generale al 30 %, da raggiungere entro la fine del 2019; si rammarica, tuttavia, del fatto che la tabella di marcia per la parità di genere non sia ancora stata pienamente attuata, in particolare per quanto riguarda il raggiungimento dell'obiettivo della rappresentanza femminile nelle posizioni dirigenziali di alto livello, pari al 40 %, entro il 2020; chiede che siano fissati con urgenza obiettivi più ambiziosi da conseguire in tempi brevi;

106.  propone inoltre di porre maggiore accento sulle pari opportunità per tutti, in particolare, ad esempio, incrementando il numero di persone con disabilità impiegate nell'amministrazione del Parlamento; prende atto dell'esistenza, in seno all'Ufficio di presidenza, di un gruppo di alto livello sulle questioni di genere e la diversità e chiede che esso svolga uno studio sulle misure adottate negli Stati membri e a livello internazionale rivelatesi efficaci per accrescere la presenza delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, comprese misure legislative; chiede che il gruppo di alto livello riferisca all'Ufficio di presidenza con proposte concrete una volta che lo studio sarà stato intrapreso e ne saranno stati analizzati i risultati; chiede che siano fissati con urgenza obiettivi ambiziosi, compresi obiettivi che riflettano la necessità di un equilibrio geografico, da conseguire in tempi brevi;

107.  prende atto con soddisfazione che nel 2018 il Gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità ha incaricato la DG PERS di elaborare una relazione con una tabella di marcia contenente un elenco di misure volte a eliminare qualsiasi forma di discriminazione fondata sull'origine etnica, la disabilità, l'orientamento sessuale o l'identità di genere in seno al Segretariato del Parlamento; prende atto che l'Ufficio di presidenza ha adottato tale relazione nell'aprile 2019 e che essa è già in fase di attuazione; chiede al Gruppo di alto livello di continuare a rafforzare e a migliorare questo tipo di misure e iniziative, al fine di promuovere un ambiente di lavoro inclusivo al Parlamento;

108.  deplora l'assenza di sistemi che consentano la sostituzione temporanea dei deputati che usufruiscono del congedo di maternità; è del parere che tale impossibilità sia essenzialmente in contrasto con i valori fondamentali dell'Unione, in quanto trasmette il messaggio che votare un candidato donna può comportare la temporanea mancanza di rappresentanza; è del parere che l'assenza di sistemi che consentano la sostituzione temporanea dei deputati in congedo parentale, ma anche di deputati in congedo per malattia di lunga durata, sia un problema irrisolto, dal momento che il fatto che non possano dare procura per votare in loro vece crea un temporaneo squilibrio di rappresentanza dei cittadini dell'Unione; invita il Consiglio a modificare l'articolo 6 dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto(5) al fine di porre rimedio a tale situazione;

109.  si rammarica che, durante il periodo 2017-2018, il numero delle donne che ricoprono posti al livello di direttore generale sia rimasto stabile, in termini assoluti, a due, ben al di sotto dell'obiettivo fissato; prende atto con soddisfazione che il numero delle donne al livello di direttore ha raggiunto il 34 % alla fine del 2018 e il 37 % nel corso del 2019 e che il numero delle donne al livello di capi unità è salito al 38 % alla fine del 2018 e al 39 % alla fine del 2019; riconosce la necessità di un approccio graduale, ma sottolinea che la situazione sarà soddisfacente solamente quando l'equilibrio di genere ai livelli direttivi rispecchierà l'equilibrio di genere della popolazione ammissibile a ricoprire tali posti;

110.  rileva che vi sono Stati membri che non sono rappresentati ai posti di direttore o di direttore generale e che, nonostante i numerosi anni trascorsi dagli allargamenti del 2004, del 2007 e 2013, non vi è stato un corrispondente aumento della rappresentanza dei nuovi Stati membri a livello manageriale, dove alcune nazionalità continuano ad essere significativamente sovra-rappresentate; raccomanda di affrontare tale situazione; ricorda l'importanza che le assunzioni si basino sulle competenze, pur rispettando l'importanza di giungere a un equilibrio geografico tra il personale del Parlamento; a tal fine invita l'amministrazione a garantire che il personale a tutti i livelli, anche a livello di direttore e di direttore generale, sia assunto e promosso senza discriminazioni basate sulla nazionalità e a garantire che lavorare al Parlamento abbia la stessa attrattiva per i cittadini di ogni nazionalità;

111.  prende atto delle soluzioni trovate per gli APA che hanno lavorato ininterrottamente per due legislature consecutive ma a cui mancavano fino a due mesi per completare i dieci anni di servizio necessari per poter beneficiare di una pensione a titolo del regime pensionistico delle istituzioni dell'Unione; deplora che la soluzione sia stata individuata troppo tardi nonostante le numerose e continue segnalazioni nel corso della precedente legislatura; deplora inoltre che sia stata trovata un'unica soluzione e che questa dipenda esclusivamente dalla buona volontà di alcuni deputati che erano a conoscenza della situazione e che desideravano mostrarsi solidali con i loro APA in questa situazione; si rammarica altresì del fatto che l'amministrazione non abbia informato i deputati della nuova legislatura di tale questione né della possibilità che avevano di prevedere contratti di durata inferiore a sei mesi per tali casi, ragion per cui molti degli assistenti interessati hanno avuto non poche difficoltà a trovare un deputato che li ingaggiasse per un breve periodo di tempo e senza interruzioni, cosa nella quale alcuni APA non sono riusciti affatto (almeno tre dei 170 casi, secondo i dati dell'amministrazione);

112.  accoglie con favore l'ampliamento e la razionalizzazione delle possibilità di telelavoro presso il Segretariato generale del Parlamento, ma chiede un ampliamento della possibilità di telelavoro a orario fisso, come avviene alla Commissione e in altre istituzioni; è favorevole allo svolgimento di un'indagine sul primo anno di esperienza del telelavoro e chiede che i risultati della valutazione siano condivisi con i deputati e con tutti i servizi parlamentari;

113.   rinnova l'invito a ricorrere maggiormente alle videoconferenze e ad altre tecnologie per tutelare l'ambiente e risparmiare risorse, in particolare per ridurre le trasferte del personale tra i tre luoghi di lavoro per poter espletare le loro funzioni;

114.  appoggia la politica di tolleranza zero del Parlamento in materia di molestie a qualsiasi livello, il che comprende deputati, personale e APA, e le azioni messe in atto per scoraggiare le molestie sul luogo di lavoro, in particolare l'adozione da parte dell'Ufficio di presidenza, il 12 marzo 2018, della tabella di marcia aggiornata per l'adattamento di misure preventive e di sostegno precoce per far fronte ai conflitti e alle molestie tra deputati e APA, tirocinanti o altri agenti, di un audit esterno delle prassi e delle procedure interne al Parlamento, della creazione di una rete di consulenti di fiducia e di una funzione di mediatore, e dell'organizzazione di un'audizione pubblica con esperti in materia di molestie sul luogo di lavoro; rileva che i risultati dell'audit esterno erano attesi per l'inizio del novembre 2018 e chiede che siano comunicati senza indugio, non appena disponibili; chiede una spiegazione per tale ritardo; accoglie con favore il fatto che alcuni gruppi hanno vivamente incoraggiato i loro deputati a partecipare a formazioni sulla dignità e il rispetto sul luogo di lavoro, al fine di dare l'esempio e chiede corsi di formazione per i deputati e il personale; si attende l'attuazione piena e trasparente della tabella di marcia; prende atto che il Comitato consultivo sulle molestie morali e la relativa prevenzione sul luogo di lavoro ha ricevuto circa 20 denunce riguardanti molestie psicologiche o sessuali sul luogo di lavoro ogni anno dal 2014 al 2017 e 7 denunce nel 2018, un dato che non può essere ignorato in un contesto in cui ogni caso è un caso di troppo

115.  chiede la piena attuazione delle misure raccomandate nella risoluzione del Parlamento del 26 ottobre 2017 sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali nell'UE, segnatamente l'erogazione di corsi di formazione obbligatori sul tema delle molestie rivolti a tutto il personale e ai deputati, come pure la riorganizzazione dei due comitati esistenti in un unico comitato indipendente; chiede la copertura delle spese giudiziarie e mediche delle vittime di molestie a norma dell'articolo 24 dello statuto;

116.  si compiace del fatto che non sono state utilizzate liste d'attesa per le prime tre categorie di personale (genitore singolo in servizio al Parlamento e deputati; due genitori in servizio a tempo pieno al Parlamento; due genitori in servizio al Parlamento, di cui uno a tempo pieno e l'altro almeno a metà tempo) per stabilire la priorità nell'assegnazione dei posti presso gli asili nido del Parlamento e gli asili nido privati a Bruxelles con i quali il Parlamento ha sottoscritto un contratto; rileva che nel 2018 sono stati messi a disposizione 197 posti e che 116 posti sono stati accettati da membri del personale; prende atto con soddisfazione che l'asilo nido Wayenberg è in fase di ampliamento e avrà una capacità di 320 posti (attualmente dispone di 230 posti);

117.  osserva che, dal 1° febbraio 2020, la società Esedra è subentrata come nuovo fornitore di servizi per gli asili nido e le scuole materne del Parlamento; prende atto con inquietudine delle scarse informazioni fornite dai servizi competenti del Parlamento (DG PERS) in merito ai cambiamenti che comporterà il nuovo contratto, prima che avvenisse il cambio del prestatore di servizi; sottolinea la necessità che l'Istituzione, in sede di valutazione di un bando di gara, consideri sempre tra i criteri prioritari il benessere dei bambini nei suoi asili nido e che attribuisca grande importanza alle condizioni di lavoro del personale impiegato dal prestatore di servizi;

118.  sottolinea l'importanza di norme chiare sugli asili nido e le scuole materne; esige che il comitato di gestione degli asili nido e delle scuole materne del Parlamento adotti specifiche sufficienti per rendere le sue norme chiare, trasparenti e sufficientemente ampie in modo da coprire eventuali situazioni anomale e particolari, come situazioni familiari individuali o bambini con bisogni speciali; propone di pubblicare sui relativi siti web informazioni aggiornate sugli asili nido e sui servizi all'infanzia, che riguardino anche i contributi e l'attuale capacità; raccomanda inoltre di modificare l'articolo 4 della normativa riguardante le sezioni degli asili nido e delle scuole materne gestite sotto la supervisione del Parlamento europeo in modo da stabilire in modo chiaro il contributo massimo da parte dei genitori, al fine di garantire un'adeguata trasparenza ed evitare potenziali discrepanze;

119.  ricorda la necessità che tutti i prestatori di servizi rispettino pienamente la legislazione belga e garantiscano che i subappaltatori siano allineati alla politica del Parlamento in materia di rispetto e dignità sul lavoro; invita i servizi competenti dell'Istituzione a garantire una transizione senza problemi e che nessuno degli eventuali cambiamenti nel modus operandi degli asili nido e delle scuole materne, introdotti dalla nuova direzione, comporti un abbassamento della qualità del servizio e delle condizioni di lavoro rispetto al fornitore di servizi precedente;

120.  prende atto che, a causa dell'elevato carico di lavoro per il personale della DG PERS, vi è una mancanza di flessibilità per modificare le retribuzioni degli APA, qualora ciò sia richiesto da un deputato e sia giustificato da un aumento delle responsabilità degli APA;

Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica (DG INLO)

121.  ricorda che nel 2018 la DG INLO ha avuto a disposizione di 607 membri del personale e ha gestito il 12,6 % del bilancio complessivo del Parlamento;

122.  rileva che gli stanziamenti impegnati ammontavano a 239 547 603 EUR, importo che corrisponde a una diminuzione dell'11 % rispetto al 2017 (265 839 576 EUR);

123.  insiste, per quanto riguarda la politica immobiliare dell'Istituzione, sulla necessità di rispettare quanto più possibile il principio dell'efficacia dei costi, sia in termini di costi per gli edifici esistenti che per nuovi progetti; sottolinea che l'interesse principale del Parlamento debba essere la sana gestione finanziaria, con l'obiettivo di completare i lavori al prezzo più basso possibile;

124.  osserva che la nuova strategia immobiliare a medio e lungo termine è stata adottata dall'Ufficio di presidenza nell'aprile 2018; rileva che la strategia immobiliare dell'Ufficio di presidenza è incentrata su misure intese a soddisfare le future esigenze dopo il 2019, tra cui la ristrutturazione degli edifici, che rimane una delle principali sfide da affrontare; ricorda che il Parlamento si è concentrato sull'acquisto degli immobili, per cui è attualmente proprietario dell'80 % degli edifici che occupa;

125.  prende atto che a Bruxelles l'edificio Martens è stato completato e che l'edificio Montoyer 63 è stato ricostruito;

126.  constata che il più grande progetto immobiliare del Parlamento – l'ampliamento dell'edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo – è giunto al completamento della prima fase, il lato Est, che rappresenta circa il 70 % dell'intero progetto; ricorda che attualmente il personale del Parlamento a Lussemburgo è ripartito in quattro edifici; prende atto che l'edificio Konrad Adenauer riunirà tutti i servizi sotto un unico tetto, il che permetterà di realizzare economie di scala sotto il profilo dell'energia, del consumo idrico, della sicurezza e della gestione dell'impiantistica; sottolinea con preoccupazione che alcuni costi connessi a ritardi nella costruzione sono stati più elevati rispetto a quanto inizialmente previsto ma che, grazie alle spese notevolmente inferiori relative ai costi finanziari dei prestiti, il Parlamento è stato in grado di compensare in parte i costi addizionali; prende atto, in questa fase, che il costo totale del progetto Adenauer rimane pari a 32,5 milioni di EUR nel quadro del bilancio complessivo approvato, che non tiene conto dei costi di gestione del progetto, dei costi finanziari, degli organismi di certificazione, ecc.; si rammarica dell'aumento dei costi dovuto ai ritardi nella costruzione e rileva che sono state necessarie transazioni con le imprese di costruzione (collegate ai ritardi nel progetto) per evitare ulteriori ritardi e costi (tra il 5 % e il 15 % dell'importo dell'appalto);

127.  prende atto con preoccupazione che, come è già avvenuto negli esercizi precedenti, è stato autorizzato un altro storno di recupero per il prefinanziamento del progetto immobiliare Konrad Adenauer per un importo pari a 29 milioni di EUR; sottolinea che gli storni di recupero costituiscono un allentamento del principio di specializzazione e contravvengono deliberatamente al principio di verità del bilancio; è contrario alla prassi corrente di utilizzare gli storni di recupero a fine esercizio per contribuire ai progetti immobiliari in corso; chiede una migliore gestione di bilancio al fine di ridurre tali storni allo stretto necessario e di aumentare la chiarezza e la trasparenza delle linee di bilancio interessate;

128.  plaude al miglioramento dell'ambiente di lavoro per i deputati a Bruxelles (1 ufficio personale + 2 uffici per gli assistenti) e a Strasburgo (1 ufficio + 1); sostiene inoltre il miglioramento delle condizioni di lavoro dei deputati in linea con il paragrafo 147;

129.  appoggia gli sforzi compiuti dalla DG INLO per potenziare i suoi dispositivi di sicurezza attraverso miglioramenti strutturali e organizzativi, inclusa la messa in sicurezza di tutti i siti fisici; sottolinea la necessità di conciliare l'apertura ai cittadini con le esigenze in termini di sicurezza;

130.  constata con rammarico che di recente un certo numero di prestatori di servizi essenziali ha deciso di non prorogare contratti a lungo termine stipulati con il Parlamento (ad esempio, banche e negozi di alimentari) e chiede al servizio di indagare sui motivi del declino dei servizi disponibili al Parlamento;

131.  prende atto dell'inizio dei lavori di ampliamento dell'asilo nido Wayenberg nel 2018; è preoccupato, tuttavia, per l'accesso non sicuro ai siti in questione durante i lavori e propone che la DG INLO e la DG SAFE prestino una maggiore attenzione al fine di garantire la sicurezza degli utenti durante i lavori di questo tipo in futuro;

132.  prende atto dell'imponente parco infrastrutturale del Parlamento, che può essere suddiviso nel modo seguente:

Edifici a Bruxelles

Edifici a Lussemburgo

Edifici a Strasburgo

13 di proprietà

1 di proprietà

5 di proprietà

7 in locazione

6 in locazione

1 parcheggio in locazione

671 285 m2

176 283 m2

344 283 m2

Uffici di collegamento e antenne del PE

 

Totale

37

di proprietà

12

in locazione

25

superficie

28 383 m2

133.  prende atto che l'Ufficio di presidenza ha incaricato il Segretario generale di autorizzare la DG INLO a bandire un concorso di architettura per la ristrutturazione dell'edificio Paul-Henri Spaak prendendo in considerazione soltanto due opzioni: il restauro o la riprogettazione dell'edificio; insiste affinché l'edificio sia pronto per far fronte a un'ulteriore evoluzione delle attività del Parlamento nei prossimi decenni, conformemente ai trattati; ricorda che è stato bandito un concorso di architettura al fine di ottenere proposte architettoniche concrete e che una decisione definitiva sul progetto dovrebbe essere adottata dalle autorità politiche e di bilancio; sottolinea che tale decisione dovrebbe essere adottata dopo la pubblicazione di una valutazione della sicurezza dell'edificio e che il Segretario generale dovrebbe procedere all'iscrizione in bilancio del piano prima che venga adottata la decisione;

134.  osserva che la creazione degli spazi "Europa Experience" presso molti Uffici di collegamento è stata approvata dall'Ufficio di presidenza e sarà realizzata nel corso dei prossimi anni;

135.  appoggia l'internalizzazione del servizio autisti e prende atto del tasso di soddisfazione molto elevato (99,9 %) riguardo al servizio degli autoveicoli ufficiali nel 2018; propone che gli autoveicoli ufficiali, anziché fare viaggi a vuoto e che, nei viaggi da Bruxelles a Strasburgo e ritorno, siano utilizzati per trasportare i deputati, il personale e gli APA in possesso di ordini di missione; prende atto della nuova norma che impone agli autisti di attendere fino a cinque minuti al punto di raccolta e comprende la necessità di una norma siffatta, tuttavia teme che questo tempo massimo sia troppo breve; prende atto delle lunghe attese per i deputati, che le auto effettuano all'aeroporto prima di poter partire alla volta del Parlamento, e suggerisce di trovare un modo più efficiente per gestire questi ritardi;

136.  esprime profonda preoccupazione per le condizioni di lavoro del personale di due servizi in concessione esterna subappaltati dal Parlamento, segnatamente il personale addetto alle pulizie e quello addetto alla ristorazione, e raccomanda vivamente alla DG INLO di organizzare un'indagine indipendente sulla soddisfazione riguardo alle condizioni di lavoro presso il personale interessato, al fine di garantire rispetto e dignità sul luogo di lavoro; chiede che sia effettuata una valutazione della politica del Parlamento in materia di appalti pubblici al fine di migliorare le condizioni di lavoro, rendendole trasparenti e prevedibili per tutti i servizi appaltati; invita il Parlamento a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale valutazione; prende atto che il Parlamento rispetta la legislazione pertinente;

137.   è preoccupato per il fatto che il servizio non sia ancora riuscito a risolvere il problema relativo agli impianti per la produzione di acqua calda al Parlamento e chiede alla commissione responsabile di fornire informazioni, in futuro, sulle azioni adottate per combattere la legionella al Parlamento;

138.  accoglie con favore la maggiore varietà dell'offerta alimentare nella mensa self-service del Parlamento; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che, nonostante abbia indetto una gara d'appalto pubblica per la valutazione costi-benefici del rapporto qualità/prezzo dell'offerta, l'offerta alimentare sia risultata insoddisfacente; chiede una nuova verifica della valutazione della qualità e dei prezzi dei potenziali prestatori di servizi sul mercato; chiede che siano apportati i cambiamenti necessari riguardo agli squilibri nel rapporto qualità-prezzo in funzione dei risultati dell'indagine; esprime grave preoccupazione per il prezzo e la qualità degli alimenti e delle bevande;

139.  esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori del gruppo COMPASS, che devono far fronte a riduzioni dell'organico e al peggioramento delle condizioni di lavoro; esprime preoccupazione per il crescente ricorso a personale temporaneo e interinale da parte dell'impresa esterna addetta alla ristorazione, il che comporta delle conseguenze per la qualità del servizio e per i benefici e la qualità delle condizioni lavorative del personale permanente;

140.  accoglie con favore la creazione, nel 2017, di un'unità Verifica ex ante e coordinamento degli appalti pubblici, al fine di rafforzare il ruolo centrale dell'unità verifica ex ante e di fornire sostegno per garantire un'applicazione uniforme e il monitoraggio delle procedure di appalto in seno alla DG INLO;

141.  prende atto con soddisfazione che nel corso del 2018 è stato eseguito un audit sull'accessibilità agli edifici per le persone con disabilità nell'ambito della politica della progettazione universale ("Design for all") e dell'avvio della rete di accessibilità della DG INLO;

142.  approva il ruolo svolto dalla DG INLO nella politica ambientale del Parlamento, in particolare l'obiettivo di rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico e di ridurre il consumo idrico;

Direzione generale della Logistica e dell'interpretazione per le conferenze (DG LINC)

143.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale della Logistica e dell'interpretazione per le conferenze (DG LINC) ha avuto a disposizione 534 membri del personale e ha gestito il 3,1 % del bilancio complessivo del Parlamento;

144.  insiste sull'applicazione del codice di condotta sul multilinguismo, che consente a ciascun deputato di esprimersi nella propria lingua; sottolinea che i profili linguistici più dettagliati introdotti dalla revisione del codice di condotta sul multilinguismo devono essere utilizzati solo in circostanze eccezionali; sottolinea che essi non hanno lo scopo di limitare l'offerta linguistica, bensì di fornire un servizio più mirato ai deputati in caso di limitazioni di mercato e di vincoli logistici;

145.  approva la trasformazione della Direzione generale nel 2018 intesa a migliorare le capacità del Parlamento nell'organizzazione delle conferenze e a portare a termine il processo di creazione di nuove condizioni di lavoro per gli interpreti;

146.  prende atto della strategia per la modernizzazione della gestione delle conferenze, incentrata principalmente sul potenziamento e l'adattamento della fornitura di servizi al Parlamento, sulla base delle esigenze degli utenti, e sulla messa a punto di un'interfaccia unica per gli organizzatori;

147.  prende atto con soddisfazione dell'accordo sulle condizioni di lavoro degli interpreti dell'8 settembre 2018; incoraggia il gruppo di follow-up congiunto, composto da rappresentanti dell'amministrazione e degli interpreti, a proseguire l'offerta di occasioni di dialogo per una proficua collaborazione al fine di risolvere agevolmente i problemi che potrebbero sorgere;

148.  prende atto che il numero medio di ore settimanali in cui gli interpreti prestano servizi di interpretazione in cabina è aumentato da 11 ore e 54 minuti nel 2014 a 13 ore e 47 minuti nel 2018 a causa, tra l'altro, dell'aumento delle attività parlamentari;

149.  richiama l'attenzione sul fatto che esistono grandi differenze nei costi della traduzione da certe lingue e chiede al servizio di indagare sui motivi di queste notevoli discrepanze;

Direzione generale della Traduzione (DG TRAD)

150.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale della Traduzione (DG TRAD) ha avuto a disposizione 1 145 membri del personale e ha gestito lo 0,9 % del bilancio complessivo del Parlamento;

151.  prende atto che nel 2018 la DG TRAD ha registrato un aumento della produzione del 10 % rispetto all'anno precedente, a causa della natura ciclica della domanda di traduzione, che è strettamente legata all'attività parlamentare; rileva con preoccupazione che la produzione di traduzioni interna in relazione alla capacità ha raggiunto il 119,4 % (parametro di riferimento: 100 %) e che il tasso di esternalizzazione è stato del 32,8 % (31,4 % nel 2017); chiede alla DG TRAD di valutare un aumento della quantità di esternalizzazione, rispettando il parametro di riferimento del 100 % e concentrandosi sulla qualità e sull'impeccabilità sotto il profilo della traduzione dei documenti; invita la DG TRAD a portare avanti il suo lavoro inteso a rafforzare il controllo della conformità e della qualità delle traduzioni esternalizzate;

152.  prende atto della progressiva migrazione verso il servizio eTranslation, che fornirà una traduzione automatica per tutte le combinazioni linguistiche; sottolinea il ruolo insostituibile e il valore aggiunto dei traduttori umani;

153.  osserva che nel 2018 sono stati introdotti nuovi compiti per i traduttori, trasformando la traduzione in mediazione linguistica interculturale, ad esempio attraverso l'istituzione del servizio Audio Capacity, che prevede che alcuni traduttori traducano le notizie flash (notiziari quotidiani) in 24 lingue e i podcast in 6 lingue; rileva che la DG TRAD si è avvalsa di un allenatore vocale che ha fornito una formazione a quasi 180 membri del personale; è preoccupato per il fatto che il personale della DG TRAD ha dovuto affrontare non solo un carico di lavoro eccezionalmente elevato a causa della fine della legislatura, ma anche le incertezze legate a compiti futuri nuovi e poco conosciuti; invita la dirigenza e il personale della DG TRAD a proseguire le discussioni sull'impatto del carico di lavoro ciclico sul benessere del personale; incoraggia l'istituzione di un gruppo di follow-up congiunto, composto da rappresentanti dell'amministrazione e dei traduttori, simile a quello istituito dalla DG LINC;

Direzione generale delle Finanze (DG FINS)

154.  ricorda che nel 2018 la DG INLO ha avuto a disposizione 222 membri del personale e ha gestito il 20,8 % del bilancio complessivo del Parlamento;

155.  è consapevole del fatto che il quadro normativo della DG FINS è notevolmente evoluto dall'entrata in vigore dello Statuto dei deputati nel 2009; prende atto, inoltre, dell'entrata in vigore del nuovo regolamento finanziario il 2 agosto 2018 e delle conseguenti modifiche delle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento, che influiscono sull'attività della DG FINS;

156.  è preoccupato per la scarsità di risorse umane e la mobilità, per cui si è dovuto dare la priorità ai servizi essenziali per i deputati e per il Parlamento, il che ha comportato problemi per quanto riguarda la portata dei controlli effettuati, le scadenze, la rapidità con cui sono stati effettuati i pagamenti e il bilanciamento delle operazioni di spesa; è preoccupato per questa tendenza e per il suo impatto negativo, in particolare con riguardo al deterioramento del benessere sul posto di lavoro e l'aumento delle malattie di lunga durata, fenomeni che si sono accentuati nel corso dell'anno;

157.  esprime profonda preoccupazione per l'obsolescenza delle applicazioni informatiche della Direzione generale e per il rischio di incidenti informatici, entrambi considerati elevati; invita la DG FINS e la DG ITEC a rafforzare la loro cooperazione costruttiva al fine di attuare misure di attenuazione del rischio adeguate, inclusa un'agevole introduzione del nuovo sistema di gestione finanziaria e contabile;

158.  approva gli sforzi significativi a favore degli investimenti in corso nella digitalizzazione dei processi finanziari, come le firme elettroniche dei deputati, al fine di migliorare il servizio alla clientela, l'efficienza amministrativa e il livello dei controlli, in particolare l'introduzione del rimborso on-line delle spese mediche dei deputati e l'automazione del registro centrale delle presenze, al fine di accelerare il pagamento dei relativi diritti e l'estensione delle funzioni del Portale elettronico, come punto di accesso unico per i deputati ai fini della gestione dei loro diritti finanziari e sociali; deplora le inefficienze onerose in termini di tempo legate all'inserimento e al controllo dei dati, segnatamente il fatto che i dati relativi alle spese di viaggio dei deputati sono inseriti nel sistema due volte, la prima volta dai deputati e la seconda volta, di nuovo, dall'amministrazione;

159.  rileva che la nuova agenzia viaggi del Parlamento ha iniziato a operare il 1° gennaio 2019, a seguito di un bando di gara pubblico; rileva l'uso limitato del call center dell'agenzia viaggi, che è disponibile nei fine settimana, ma che non copre tutte le compagnie di cui si avvale l'agenzia viaggi; si rammarica che i deputati abbiano incontrato difficoltà a raggiungere il call center dell'agenzia viaggi sia durante che al di fuori degli orari di apertura; si rammarica inoltre dell'orario di apertura ridotto dell'agenzia, segnatamente il fatto che sia chiusa di venerdì pomeriggio, tranne i venerdì precedenti la tornata a Strasburgo, cosa che limita seriamente la capacità del personale alle dipendenze dei deputati di lavorare in modo efficiente; chiede che sia migliorata la disponibilità; insiste affinché venga introdotto obbligatoriamente un meccanismo di reclamo semplice e di facile utilizzo, che consentirebbe una rapida soluzione di eventuali problemi; deplora la lentezza dei tempi di reazione dell'agenzia nel trattare le richieste di biglietti; reputa assolutamente inaccettabile che i biglietti proposti dall'agenzia non siano sempre i più convenienti (sono spesso più costosi rispetto ai prezzi online) e che i deputati subiscano notevoli ritardi nel rimborso delle spese di viaggio; invita la DG FINS ad avviare un'indagine sul livello di soddisfazione per quanto riguarda i servizi dell'agenzia viaggi, al fine di presentare i risultati al più tardi entro il 30 giugno 2020, e a informare la clientela in merito all'organizzazione e alle competenze della DG FINS e dell'agenzia viaggi del Parlamento; invita vivamente la nuova agenzia viaggi a riflettere sui risultati dell'indagine sul livello di soddisfazione e ad apportare le migliorie del caso;

Indennità per spese generali

160.  accoglie con favore le misure adottate dall'Ufficio di presidenza per aumentare la trasparenza e la responsabilità finanziaria;

161.  ricorda che è obbligatorio disporre di un conto bancario distinto per il versamento dell'indennità per spese generali; invita il Parlamento a informare regolarmente l'autorità di discarico riguardo al numero di deputati che rispettano tale obbligo;

162.  richiama l'attenzione sul fatto che, nella riunione del 2 luglio 2018, l'Ufficio di presidenza ha adottato un nuovo elenco non esaustivo delle spese imputabili all'indennità per spese generali, che contiene gli esempi più comuni di spese ammissibili; rileva che, per i deputati che lo desiderano, i costi relativi a una verifica volontaria dell'utilizzo dell'indennità per spese generali possono essere coperti a titolo dell'indennità per spese generali; ricorda che tutti i deputati sono liberi di documentare il loro utilizzo dell'indennità per spese generali e di far pubblicare queste informazioni sui loro siti web personali; invita il Parlamento a informare regolarmente l'autorità di discarico riguardo al numero di deputati che seguono siffatte raccomandazioni;

163.  prende atto dei miglioramenti realizzati negli ultimi anni per quanto riguarda l'efficacia e la trasparenza della verifica e del controllo del rimborso delle spese, come le spese di viaggio dei deputati e le indennità di assistenza parlamentare, per le quali devono essere presentati documenti giustificativi delle spese sostenute; chiede che i casi in cui sono state constatate irregolarità siano trattati in modo rigoroso; esorta l'Ufficio di presidenza a trarre conclusioni dai casi di frode verificatisi in passato e a prevedere sanzioni severe in caso di frode; esorta i deputati a utilizzare l'indennità per spese generali esclusivamente per le finalità previste dalle misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo; esorta l'Ufficio di presidenza a procedere alla valutazione delle linee guida secondo quanto previsto nella sua ultima decisione; si impegna a conseguire, nell'interesse dei cittadini e della reputazione dell'Istituzione e dei suoi deputati, un giusto equilibrio tra la libertà del mandato e la lotta contro i rischi di uso indebito e di frode; ritiene che sia opportuno procedere ogni cinque anni, a metà legislatura, a una valutazione regolare delle disposizioni pertinenti;

164.  ricorda gli articoli 62, paragrafo 1, e 62, paragrafo 2, della decisione dell'Ufficio di presidenza del 19 maggio e del 9 luglio 2008, quale modificata (da ultimo il 1° luglio 2019), sulle misure di attuazione dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo, in base ai quali “Gli importi versati", inclusa l'indennità per spese generali, "sono riservati esclusivamente al finanziamento di attività legate all'esercizio del mandato di deputato e non possono coprire spese personali o finanziare sovvenzioni o donazioni di tipo politico", e “I deputati rimborsano al Parlamento gli importi non utilizzati, salvo il caso in cui siano rimborsati forfettariamente"; invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a garantire che le disposizioni di cui sopra siano pienamente attuate e rispettate e a informare regolarmente l'autorità di discarico riguardo al numero di deputati che hanno rimborsato gli importi non utilizzati;

165.  ricorda che il gruppo di lavoro ad hoc incaricato della definizione e della pubblicazione delle norme relative all'utilizzo dell'indennità per spese generali ha raccomandato all'Ufficio di presidenza, durante la scorsa legislatura, di riprendere la discussione sull'indennità per spese generali e di trovare un accordo che imponga ai deputati di conservare tutte le ricevute delle spese collegate a tale indennità, affidarle a un revisore indipendente incaricato del controllo annuale dei conti e della pubblicazione del parere del revisore, e rimborsare la quota non spesa dell'indennità per spese generali al termine del mandato;

166.  ricorda inoltre che l'Aula ha adottato le seguenti ulteriori modifiche in materia di indennità per spese generali, che si aggiungono a quelle già emanate dal gruppo di lavoro ad hoc, le quali dispongono che il Servizio di audit interno del Parlamento esegua un controllo a campione del 5 % delle spese a titolo dell'indennità per spese generali, i cui risultati finali e le cui risultanze dovrebbero integrare la relazione annuale di audit interno pubblicata dall'Istituzione, e che i deputati pubblichino annualmente una sintesi delle loro spese suddivise per categoria (spese di comunicazione, locazione di uffici, forniture per ufficio, ecc.);

167.  esorta l'Ufficio di presidenza a dare attuazione quanto prima alla volontà democratica dell'Aula riguardo all'indennità per spese generali;

168.   si compiace del fatto che l'Ufficio di presidenza della scorsa legislatura abbia creato, sulla pagina online dei deputati sul sito web del Parlamento, l'infrastruttura necessaria per i deputati che intendono pubblicare un audit volontario o una conferma del fatto che il loro utilizzo dell'indennità per spese generali è conforme alle norme applicabili dello Statuto dei deputati e delle relative misure di attuazione; esorta il Parlamento a migliorare la comunicazione nei confronti dei deputati riguardo a tale possibilità e alle modalità pratiche per avvalersene;

Fondo di vitalizio volontario

169.  prende atto che il regime di vitalizio volontario ha un deficit attuariale stimato che ha raggiunto i 286,1 milioni di EUR alla fine del 2018; osserva inoltre che, sempre alla fine del 2018, l'importo delle attività nette di cui tenere conto e l'impegno attuariale ammontavano, rispettivamente, a 112,3 milioni di EUR e a 398,4 milioni di EUR;

170.  rammenta che tali passività future previste sono ripartite su diversi decenni, pur rilevando che l'importo totale versato dal fondo di vitalizio volontario nel 2018 ammonta a 17,8 milioni di EUR;

171.  sottolinea che tale situazione desta preoccupazione per il possibile esaurimento del fondo e che il Parlamento garantisce il pagamento dei diritti pensionistici se e quando il fondo non sarà in grado di far fronte ai propri obblighi;

172.  sostiene con fermezza l'esito della riunione del 10 dicembre 2018, in cui l'Ufficio di presidenza ha deciso di modificare le norme che disciplinano il regime di vitalizio volontario innalzando l'età pensionabile da 63 a 65 anni e introducendo un prelievo del 5 % sui pagamenti pensionistici per i futuri pensionati, al fine di migliorare la sostenibilità del fondo; approva la decisione dell'Ufficio di presidenza quale passo positivo; rileva tuttavia che il Parlamento rimarrà responsabile per un importo molto significativo in futuro; ricorda che l'articolo 27, paragrafo 2, dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo stabilisce che "i diritti e le aspettative acquisiti restano invariati";

173.  invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a esperire ogni sforzo, nel pieno rispetto delle disposizioni dello statuto dei deputati, in particolare l'articolo 27, paragrafi 1 e 2, per trovare una soluzione equa al problema, mantenendo nel contempo al minimo la responsabilità del Parlamento, dal momento che si tratta di denaro pubblico, nonché a informare l'autorità di discarico delle misure adottate al riguardo;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC)

174.  ricorda che nel 2018 la DG ITEC ha avuto a disposizione 484 membri del personale e ha gestito il 6,4 % del bilancio complessivo del Parlamento;

175.  osserva che l'indicatore principale della DG ITEC nel 2018 è stato la sua capacità di rispondere, con tempestività ed efficienza, alle richieste degli utenti e dei partner in tutti i settori di attività; insiste affinché la DG ITEC continui a investire nella creazione di interfacce informatiche moderne, fluide, efficienti e orientate agli utenti;

176.  appoggia lo sviluppo in corso delle applicazioni e-Parliament, il rafforzamento delle attività di innovazione informatica e il rafforzamento della capacità del Parlamento in materia di sicurezza informatica; accoglie con favore la decisione di raddoppiare le risorse destinate alla squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e delle agenzie europee (CERT-UE); elogia il rafforzamento della capacità delle istituzioni dell'Unione di garantire una protezione ottimale contro gli attacchi informatici;

177.  prende atto che per la DG ITEC è molto difficile assumere un numero sufficiente di esperti altamente qualificati con profili, conoscenze ed esperienze molto specifici; invita il Parlamento a garantire che tale richiesta sia adeguatamente trasmessa all'Ufficio europeo di selezione del personale per rispondere meglio a tali esigenze specifiche delle istituzioni dell'Unione;

178.  insiste affinché la DG ITEC intensifichi gli sforzi per garantire la continuità e la resilienza delle infrastrutture TIC del Parlamento dopo l'incidente informatico dell'ottobre 2017; chiede di aumentare gli sforzi e la capacità di fornire garanzie sulla solidità delle TIC del Parlamento; invita a proseguire il lavoro e i progressi compiuti nei settori della continuità operativa, della gestione dei rischi, della gestione degli incidenti e della capacità di ripristino; sottolinea le carenze esistenti nel funzionamento della rete Internet al Parlamento;

179.  evidenzia i crescenti rischi legati alla protezione dei dati e della vita privata; evidenzia con preoccupazione le recenti segnalazioni sulla memorizzazione e l'elaborazione di dati degli utenti contestualmente al log-in al servizio wi-fi del Parlamento; si interroga seriamente sulla necessità di conservare i dati fino a sei mesi(6); invita il Parlamento a sviluppare una politica e una strategia in materia di sicurezza informatica; sottolinea che una stretta collaborazione tra la DG ITEC e la DG SAFE riveste la massima importanza; incoraggia la Direzione generale a pianificare attività comuni a medio e lungo termine;

Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE)

180.  ricorda che nel 2018 la DG SAFE ha avuto a disposizione 756 membri del personale e ha gestito l'1,5 % del bilancio complessivo del Parlamento;

181.  è preoccupato per i risultati del recente sondaggio condotto presso il personale della DG SAFE e auspica che si possa trovare una soluzione nel prossimo futuro per rispondere alle preoccupazioni espresse dal personale;

182.  ricorda che l'apertura al pubblico è una caratteristica essenziale del Parlamento e che occorre mantenere un equilibrio adeguato con il necessario livello di sicurezza;

183.  si compiace delle importanti decisioni in materia di sicurezza adottate dall'Ufficio di presidenza nel corso dell'ottava legislatura, in particolare a) le misure attinenti alle relazioni con le autorità nazionali dei paesi ospitanti e con le altre istituzioni, segnatamente le misure per la messa in sicurezza del quartiere europeo a Bruxelles, le verifiche di sicurezza nei confronti del personale dei prestatori di servizi esterni, la valutazione delle minacce e i cambiamenti dei livelli di allerta, b) le misure volte a rafforzare gli edifici del Parlamento e c) le misure interne; ricorda che tali decisioni hanno reso necessari investimenti nelle infrastrutture;

184.  accoglie con favore l'accordo sull'esenzione reciproca dai controlli di sicurezza concluso dal Parlamento nel 2018 con la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna, il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni; si rammarica tuttavia che non sia ancora stato firmato un accordo di questo tipo con il Consiglio e auspica che si possa presto trovare una soluzione al riguardo;

185.  approva la sostituzione dei badge di accesso per i deputati e i loro assistenti; attende con interesse la prossima sostituzione dei badge utilizzati dal personale del Parlamento;

186.  si congratula per la buona cooperazione tra la DG SAFE e la DG INLO al fine di rafforzare la sicurezza di tutti gli edifici del Parlamento tramite il miglioramento delle vie di accesso, anche ai parcheggi, come richiesto dall'Ufficio di presidenza;

187.  prende atto della creazione dell'unità Protezione, in particolare la stretta protezione del Presidente del Parlamento e il rafforzamento della sicurezza dei luoghi strategici del Parlamento;

188.  è favorevole all'estensione del sistema di allarme di sicurezza via SMS a tutti gli utenti dei telefoni di servizio, che in futuro sarà utilizzato per tutti i deputati e il personale;

Servizio giuridico

189.  approva la strategia del Servizio giuridico che consiste nel mettere i giuristi a disposizione delle commissioni parlamentari in tempi più rapidi; chiede un aumento del personale incaricato delle attività parlamentari;

190.  prende atto con soddisfazione che il Servizio giuridico rispetta l'equilibrio di genere al livello degli amministratori, dei capi unità e dei direttori;

191.  sottolinea che il Servizio giuridico ha vinto il 95 % delle cause dinanzi alla Corte durante l'ottava legislatura; esprime la convinzione che il Servizio giuridico svolga il proprio ruolo nella salvaguardia degli interessi finanziari del Parlamento e dei cittadini dell'Unione, recuperando il denaro pubblico attraverso i procedimenti giudiziari;

192.  è preoccupato per la difficoltà di trovare persone qualificate in alcuni paesi per coprire determinati posti, in considerazione dell'obbligo di coprire tutti i sistemi giuridici e tutte le lingue degli Stati membri;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

193.  ricorda che i due regolamenti finanziari successivi(7) e le norme di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(8) stabiliscono le informazioni da fornire all'autorità di bilancio e al pubblico in merito all'aggiudicazione degli appalti da parte dell'istituzione; rileva che il regolamento finanziario prevede la pubblicazione dei contratti aggiudicati di valore superiore a 15 000 EUR, valore che corrisponde alla soglia oltre la quale diventa obbligatoria la procedura di gara;

194.  rileva che su un totale di 251 contratti aggiudicati nel 2018, 94 erano basati su procedure aperte o ristrette, con un valore di 569,5 milioni di EUR, e 155 su procedure negoziate, con un valore totale di 35,9 milioni di EUR; rileva che il numero totale dei contratti aggiudicati mediante procedure negoziate è diminuito in termini di valore in percentuale del valore totale dei contratti aggiudicati, passando dal 12 % nel 2017 al 6 % nel 2018, come pure in termini di volume, passando da 70,5 milioni di EUR nel 2017 a 35,86 milioni di EUR nel 2018;

195.  rileva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2018 e nel 2017, per tipo di contratto, inclusi i contratti immobiliari, è la seguente:

Tipo di contratto

2018

2017

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

199

37

12

3

79%

15%

5%

1%

177

36

11

0

79%

16%

5%

0%

Totale

251

100%

224

100 %

Tipo di contratto

2018

2017

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

256 374 627

42%

446 313 270

76%

Forniture

210 526 209

35%

133 863 942

23%

Lavori

133 431 628

22%

6 892 972

1%

Edifici

5 039 824

1%

0

0%

Totale

605 372 288

100%

587 070 184

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2018, pag. 6)

196.  rileva che la ripartizione dei contratti stipulati nel 2018 e 2017 per tipologia procedurale, in termini di numero e valore, è la seguente:

Tipo di procedura

2018

2017

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

89

5

155

1

1

35.46%

1.99%

61.75%

0.40%

0.40%

78

1

145

-

-

35%

1%

64%

-

-

Totale

251

100%

224

100%

Tipo di procedura

2018

2017

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezione

486 039 380

83 433 046

35 859 040

24 221

16 600

80

14

6

-

-

488 368 460

28 200 000 70 501 724

-

-

83%

5%

12%

-

-

Totale

605 372 288

100%

587 070 184

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2018, pag. 8)

Gruppi politici (voce di bilancio 4 0 0)

197.  constata che nel 2018 gli stanziamenti iscritti alla voce di bilancio 4 0 0 destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti sono stati utilizzati nel modo seguente(9):

Gruppo

2018

2017

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Partito popolare europeo (PPE)

18.282

6.690

20.820

113,88

4.152

17.790

8.150

19.330

108,66

6.610

Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D)

15.792

5.863

16.888

106,94

4.767

15.610

5.469

15.268

97,81

5.812

Conservatori e riformisti europei (ECR)

6.182

2.962

7.200

116,47

1.944

6.200

2.810

6.051

97,60

2.959

Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE)

5.823

1.824

6.033

103,61

1.614

5.711

1.694

5.596

97,99

1.809

I Verdi/Alleanza libera europea (Verts/ALE)

4.478

1.579

4.669

104,27

1.388

4.333

1.826

4.583

105,77

1.578

Gruppo confederale della Sinistra unita europea/Sinistra verde nordica GUE/NGL)

4.443

1.257

4.590

103,31

1.110

4.421

1.407

4.571

103,39

1.257

Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD)

3.829

1.828

2.725

71,17

1.915

3.654

1.917

3.523

96,41

1.827

Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF)

3.238

1.094

3.612

111,55

720

2.719

846

2.474

90,99

1.091

Deputati non iscritti

1.153

314

537

46,57

442

929

257

494

53,18

318

Totale

63.220

23.412

67.073

106,09

18.052

61.365

24.377

61.889

100,85

23.258

198.  si compiace del fatto che i revisori esterni indipendenti per i gruppi politici abbiano espresso soltanto giudizi senza rilievi per l'esercizio 2018;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

199.  osserva che l'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) è stata istituita nel 2016 con il compito di valutare le richieste di registrazione, registrare nuovi partiti e fondazioni dell'Unione, monitorare il loro finanziamento e imporre sanzioni in caso di inadempienza degli obblighi previsti; constata che è diventata pienamente operativa nel 2017;

200.  rileva che la Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di stanziare risorse finanziarie e umane supplementari per l'APPF nel bilancio per l'esercizio 2019;

201.  ricorda che, a norma dell'articolo 6, paragrafo 10, del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014(10), il direttore dell'APPF presenta ogni anno una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione sulle attività dell'Autorità; prende atto che la relazione annuale è stata inviata al Presidente e al Segretario generale del Parlamento il 21 novembre 2019; deplora che la relazione relativa al 2018 sia stata trasmessa alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento soltanto nel gennaio 2020; esprime preoccupazione per la decisione di considerare la relazione confidenziale, su esplicita richiesta dell'APPF, rendendola disponibile solo a un numero limitato di persone a determinate condizioni; ritiene che, limitando l'accesso a tale documento che riguarda l'utilizzo dei fondi pubblici, si dà la deplorevole impressione che vi sia qualcosa da nascondere; insiste affinché la relazione APPF sia resa pubblica ogni anno e trasmessa contemporaneamente ai deputati e al Presidente e al Segretario generale del Parlamento;

202.  invita la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento a invitare il direttore dell'APPF all'audizione annuale sul discarico al Parlamento, come avviene per gli altri capi di agenzie e istituzioni;

203.  sottolinea l'importanza del fatto che l'APPF riferisca pubblicamente in merito alle sue attività, come elemento della sua responsabilità, il che è essenziale per continuare ad alimentare un clima di fiducia e sicurezza, nonché al fine di valutare se l'APPF disponga di personale, risorse e competenze a livelli adeguati per poter prevenire efficacemente l'utilizzo indebito di fondi da parte dei partiti politici e delle fondazioni politiche;

204.  rileva che nel 2018 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente:

Partito

Abbreviazione

Risorse proprie

Contributo finale del PE - prima parte

Totale entrate (11)

Contributo del PE in % delle spese rimborsabili (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve o perdite)

Partito popolare europeo

PPE

1.427.466

7.356.802

11.340.157

85%

64.271

Partito del socialismo europeo

PSE

1.153.831

6.309.079

7.462.911

85%

-

Partito dell'Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa

ALDE

759.642

2.674.543

3.935.648

85%

157.524

Partito verde europeo

PVE

544.072

2.244.342

2.961.972

85%

- 26.538

Partito della sinistra europea

EL

301.456

1.513.876

1.875.332

85%

- 6.798

Partito democratico europeo

PDE

125.374

532.075

754.587

85%

18.913

Alleanza libera europea

ALE

156.351

628.696

910.047

85%

32.110

Alleanza dei conservatori e riformisti in Europa

ACRE

- 286.814

1.253.918

1.245.829

71%

- 729.991

Movimento politico cristiano europeo

MPCE

125.110

624.532

749.641

85%

5.995

Movimento per un'Europa delle nazioni e della libertà

MENL

211.768

1.045.592

1.257.360

85%

- 28.579

TOTALE

 

4.518.257

24.183.454

32.493.485

 

-513.092

205.  rileva che nel 2018 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente:

Fondazione

Abbreviazione

Partito di affiliazione

Risorse proprie

Sovvenzione finale PE

Totale entrate

Sovvenzione del PE in % delle spese ammissibili (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve o perdite)

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

1.097.171

5.816.345

6.913.516

85%

31.397

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

1.050.548

4.895.825

5.946.373

85%

-

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

292.141

1.650.538

1.942.680

85%

-

Fondazione verde europea

FVE

PVE

185.182

1.038.822

1.224.004

85%

1.368

Transform Europe

TE

EL

244.655

1.193.712

1.438.367

85%

16.375

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

45.755

255.000

300.755

85%

-

Fondazione Coppieters

FC

ALE

115.193

388.702

503.895

85%

38.617

New Direction - Fondazione per la riforma europea

ND

ACRE

279.636

1.215.011

1.494.647

85%

- 156.378

Sallux

SALLUX

MPCE

77.416

418.444

495.860

85%

2.159

Fondazione per un'Europa delle nazioni e della libertà

FENL

MENL

53.600

329.251

382.851

85%

- 4.503

TOTALE

 

 

3.441.296

17.201.651

20.642.947

 

-70.965

(1) Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884).
(2) Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull'adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), che abroga il regolamento (CE) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/CE e 2006/193/CE (GU L 342 del 22.12.2009, pag. 1).
(3) Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17).
(4) Documento di lavoro sull'attuazione alla Commissione del pacchetto di riforma delle condizioni di impiego del 2014: risparmi cospicui, ma non privi di conseguenze per il personale.
(5) Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/CECA, CEE, Euratom del Consiglio, del 20 settembre 1976 (legge elettorale europea) (GU L 278 dell'8.10.1976, pag. 5),
(6) https://euobserver.com/institutional/146270
(7) Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(8) Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1).
(9) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.
(10) Regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1).
(11) Il totale delle entrate include i riporti dell'anno precedente a norma dell'articolo 125, paragrafo 6, del regolamento finanziario (versione in vigore durante l'esercizio finanziario in questione)

Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2020Note legali - Informativa sulla privacy