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Procedura : 2019/2083(DEC)
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Giovedì 14 maggio 2020 - Bruxelles Edizione provvisoria
Discarico 2028: Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera
P9_TA-PROV(2020)0117A9-0072/2020
Decisione
 Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per l'esercizio 2018 (2019/2083(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0050/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio e la decisione 2005/267/CE del Consiglio(5), in particolare l'articolo 76,

–  visto il regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2019, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624(6), in particolare l'articolo 116,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(8), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0072/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 251 del 16.9.2016, pag. 1.
(6) GU L 295 del 14.11.2019, pag. 1.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.


2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per l'esercizio 2018 (2019/2083(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0050/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio e la decisione 2005/267/CE del Consiglio(5), in particolare l'articolo 76,

–  visto il regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2019, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624(6), in particolare l'articolo 116,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(8), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0072/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 251 del 16.9.2016, pag. 1.
(6) GU L 295 del 14.11.2019, pag. 1.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.


3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per l'esercizio 2018 (2019/2083(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per l'esercizio 2018,

–  vista la relazione speciale della Corte dei conti n. 24/2019 dal titolo "Asilo, ricollocazione e rimpatrio dei migranti: è ora di intensificare gli sforzi per ovviare alle disparità tra obiettivi e risultati",

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0072/2020),

A.  considerando che, stando allo stato delle entrate e delle spese(1) dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (l'"Agenzia"), il bilancio definitivo di quest'ultima per l'esercizio 2018 ammontava a 288 663 520 EUR, il che rappresenta un incremento del 2,89 % rispetto al 2017; che il bilancio dell'Agenzia deriva prevalentemente dal bilancio dell'Unione;

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), dichiara di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia e alla legittimità e alla regolarità delle operazioni su cui essi sono basati;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 hanno comportato un tasso di esecuzione del bilancio del 98,37 %, il che rappresenta un leggero incremento pari allo 0,74 % rispetto all'esercizio 2017; rileva con preoccupazione che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è risultato basso, ammontando al 69,69 %, il che corrisponde a un incremento del 3,27 % rispetto al 2017;

2.  rileva, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in merito alla riserva finanziaria operativa obbligatoria per il finanziamento della realizzazione di interventi rapidi alle frontiere e operazioni di rimpatrio, che, sebbene lo stanziamento annuale di una dotazione predefinita per coprire gli eventuali interventi rapidi alle frontiere sia un requisito legislativo imposto all'Agenzia, i suoi effetti collaterali negativi sono stati affrontati dai colegislatori in sede di revisione del regolamento (UE) 2016/1624(2); osserva che, con l'entrata in vigore del regolamento (UE) 2019/1896(3), la riserva operativa può essere sbloccata ogni mese e utilizzata a fini operativi, e non soltanto per interventi rapidi o interventi di rimpatrio;

3.  apprende dalla relazione della Corte che nel 2018 l'Agenzia aveva accordi di finanziamento per attività operative con i paesi cooperanti, che rappresentavano il 59 % del suo bilancio; prende atto dell'introduzione di un nuovo regime di finanziamento semplificato basato in gran parte sui costi unitari per le spese relative alle risorse umane impiegate e dell'introduzione, alla fine del 2018, dell'avvio di un nuovo sistema di controllo ex post che copre tutti i tipi di spesa, nonché della modifica del sistema di verifiche ex ante inserite nei circuiti finanziari; sottolinea che la Corte pone l'accento sul fatto che il rimborso delle spese relative alle attrezzature continua a basarsi sui costi effettivi e che il progetto per il passaggio a rimborsi sulla base dei costi unitari continua a non avere successo; rileva inoltre con preoccupazione l'osservazione della Corte che dal 2014 i giustificativi dei costi effettivi dichiarati dai paesi cooperanti per le attrezzature continuano ad essere insufficienti e che le verifiche ex ante operate dall'Agenzia riguardo a questi costi sono inefficaci se non sono corroborate da documenti giustificativi; prende atto dell'assenza di verifiche ex post sui rimborsi da parte dell'Agenzia, il che accresce ulteriormente il rischio di rimborsi di spese ingiustificati; osserva con preoccupazione che l'Agenzia ha consentito diversi rimborsi di spese dichiarate dai paesi cooperanti sebbene questi ultimi non avessero fornito gli elementi probatori indicati e richiesti dall'Agenzia; apprende dalla risposta dell'Agenzia che i documenti giustificativi indicanti i costi dettagliati sono stati presentati dai paesi cooperanti in questione; invita l'Agenzia a indicare chiaramente, in futuro, il tipo di documenti giustificativi che accetta come elementi probatori richiesti; invita inoltre l'Agenzia a rimborsare soltanto le spese giustificate da un punto di vista giuridico; si attende che l'Agenzia introduca rapidamente solide verifiche ex post sui rimborsi e riferisca all'autorità di discarico in merito ai progressi compiuti a tale riguardo entro giugno 2020;

4.  apprende dalla relazione della Corte che i riporti di bilancio dell'Agenzia al 2019 ammontavano a 83 000 000 EUR (29 %), una percentuale leggermente inferiore a quella dell'esercizio precedente; prende atto che l'importo dei riporti al 2018 annullati è stato di 11 000 000 EUR (12 %), moderatamente inferiore in termini relativi rispetto all'esercizio precedente; rileva che i riporti e gli annullamenti sono stati principalmente determinati dalle difficoltà derivanti dalla tabella dell'organico riguardo al numero e al profilo degli effettivi, dal ritardo nell'avvio del progetto di costruzione dei nuovi locali dell'Agenzia, dalla natura pluriennale dei progetti TIC e dalla sovrastima della portata e dei costi delle attività da parte dei paesi cooperanti; prende atto della risposta della Agenzia, secondo la quale nel 2018 le spese operative hanno assunto principalmente la forma di sovvenzioni, che coprono il ciclo operativo da febbraio dell'anno N a gennaio dell'anno N+1, nonché di spese connesse ai contratti i cui pagamenti sono effettuati nell'anno N+1; esorta l'Agenzia, insieme ai paesi cooperanti, ad adoperarsi per eseguire stime dei costi e previsioni di bilancio più precise;

5.  invita l'Agenzia a includere stime più realistiche del suo fabbisogno di servizi nei documenti di gara e ad applicare ai contratti una gestione finanziaria rigorosa; ricorda all'Agenzia che, sebbene i contratti quadro non costituiscano un obbligo di acquisto fino all'importo massimo del contratto, la notevole differenza tra il valore massimo del contratto in una procedura d'appalto nel 2018 (8 milioni di EUR) e l'offerta vincente (5,8 milioni di EUR) potrebbe comportare un rischio significativo per la sana gestione finanziaria;

Prestazioni

6.  osserva che, a seguito dell'approvazione da parte del consiglio di amministrazione della riorganizzazione delle strutture dell'Agenzia nel 2017, che ha inciso sull'assegnazione delle risorse, una struttura aggiornata è stata adottata nel 2018, e tale struttura, completata da un nuovo regolamento interno, è stata adottata mediante deleghe e sottodeleghe formalizzate con decisione del direttore esecutivo;

7.  sottolinea l'importante ruolo dell'Agenzia nel promuovere, coordinare e sviluppare una gestione europea integrata delle frontiere esterne nel pieno rispetto dei diritti fondamentali;

8.  osserva che, nel contesto della gestione europea integrata delle frontiere, le attività operative di maggiore entità sono state le 12 operazioni congiunte alle frontiere esterne terrestri, aeree e marittime, mentre il principale fulcro operativo nel 2018 è stato costituito dalle aree del Mediterraneo centrale, orientale e occidentale che hanno subito la pressione migratoria più significativa; si compiace inoltre della stretta cooperazione tra agenzie, nel settore della cooperazione in ambito doganale e di attività di contrasto ma in particolare nell'ambito della funzione di guardia costiera; esorta l'Agenzia ad agire rapidamente e a garantire la qualità del proprio lavoro per la definizione di adeguati obiettivi quantitativi e valori obiettivo specifici per le operazioni congiunte, che si prevede saranno inclusi nel documento unico di programmazione 2021-2023;

9.  rileva con preoccupazione che la Corte, nella sua relazione speciale n. 24/2019, ha concluso che l'attuazione delle procedure di asilo, in particolare in Grecia e in Italia, continua a essere inficiata da lunghi tempi di trattamento, da strozzature e da insufficienti risorse in ambito giudiziario; chiede all'Agenzia di perseguire la cooperazione con l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, il Fondo asilo, migrazione e integrazione e la Commissione, in linea con le raccomandazioni della Corte;

10.  ribadisce l'invito all'Agenzia a essere più trasparente in merito alle sue attività; accoglie con favore la creazione di una sezione dedicata all'accesso del pubblico ai documenti sul suo sito web; esorta l'Agenzia a istituire un registro dei documenti, che costituisce un obbligo giuridico a norma del regolamento (CE) n. 1049/2001(4);

11.  ritiene che l'Agenzia dovrebbe fornire proattivamente informazioni sulle sue attività operative; invita l'Agenzia a comparire dinanzi alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento per adempiere i propri obblighi specifici in materia di informativa nei confronti dei deputati al Parlamento europeo, fornendo resoconti periodici dettagliati; invita l'Agenzia a rendere disponibile la relazione sull'applicazione concreta del regolamento (UE) n. 656/2014(5) per il 2018, come è giuridicamente tenuta a fare, e a fornire in futuro informazioni più tangibili per consentire un'adeguata valutazione delle sue attività in mare.

Politica del personale

12.  deplora il fatto che, al 31 dicembre 2018, l'organico fosse completo solo al 72,49 %, con la nomina di 303 agenti temporanei su 418 agenti temporanei autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 352 posti autorizzati nel 2017); osserva che, in aggiunta, nel 2018 hanno lavorato per l'Agenzia 187 agenti contrattuali e 153 esperti nazionali distaccati;

13.  apprende inoltre dalla relazione della Corte che, nonostante l'Agenzia abbia proceduto ad ulteriori assunzioni e nel 2018 abbia aumentato i propri effettivi da 526 a 630, essa non ha comunque ancora raggiunto il numero di 760 effettivi autorizzato dalla tabella dell'organico per il 2018; prende atto della risposta dell'Agenzia, secondo cui sono stati occupati 187 posti vacanti ma, a causa di un elevato avvicendamento interno ed esterno, l'aumento netto dell'organico nel 2018 rispetto all'anno precedente era pari a 117 unità, in quanto molti posti erano divenuti vacanti nel corso dell'esercizio; osserva inoltre che l'Agenzia ha difficoltà ad attirare un numero consistente di candidati esterni idonei e a conseguire un adeguato equilibrio geografico, principalmente a causa del coefficiente correttore, che è il più basso tra tutte le agenzie dell'UE; sottolinea che le agenzie situate in paesi in cui viene applicato un basso coefficiente correttore dovrebbero ricevere un ulteriore sostegno dalla Commissione nell'attuazione di misure complementari, al fine di renderle più interessanti agli occhi del personale attuale e futuro; invita la Commissione a valutare l'impatto e la fattibilità dell'applicazione, in futuro, di coefficienti correttori delle retribuzioni; osserva che l'Agenzia continua ad avere difficoltà a mantenere un auspicabile e adeguato equilibrio geografico nel personale impiegato;

14.  osserva che il 2018 è stato il terzo anno del piano di crescita quinquennale a seguito dell'adozione del regolamento (UE) 2016/1624, che ha notevolmente incrementato le risorse di bilancio e di personale; osserva che, a seguito dell'ampliamento del mandato dell'Agenzia, il suo personale dovrebbe raggiungere le 1 000 unità entro il 2020; constata, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico, la quale ha sottolineato che il previsto aumento dell'organico richiederebbe spazi supplementari a uso ufficio, che un'analisi intesa a individuare la strategia immobiliare ottimale è in fase di preparazione;

15.  osserva che, dall'aprile 2018, l'Agenzia utilizza il codice di condotta vincolante riveduto per le operazioni di rimpatrio e gli interventi di rimpatrio; osserva che il responsabile dei diritti fondamentali dell'Agenzia elabora costantemente osservazioni e raccomandazioni per tutti i piani operativi e relazioni di valutazione da sottoporre all'esame delle unità operative;

16.  deplora il fatto che, nonostante i ripetuti inviti del Parlamento e un significativo aumento complessivo del personale dell'Agenzia, il responsabile dei diritti fondamentali non disponga ancora di risorse umane adeguate e che, pertanto, sia chiaramente ostacolato nei suoi sforzi intesi a svolgere correttamente le mansioni affidategli; esorta l'Agenzia a dotare il responsabile dei diritti fondamentali di risorse e personale adeguati, in particolare in relazione all'ulteriore sviluppo e all'attuazione della strategia dell'Agenzia volta a monitorare e garantire la tutela dei diritti fondamentali; ricorda all'Agenzia l'importanza del rispetto dello statuto dei funzionari;

17.  osserva, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico connessi alla necessità di sviluppare un piano di continuità operativa globale, che nel 2018 è stato nominato un responsabile della continuità operativa;

18.  osserva che la Corte ha individuato una tendenza orizzontale tra le agenzie a impiegare personale esterno per i servizi di consulenza informatica; chiede che la dipendenza dalle assunzioni esterne in questo importante e delicato settore sia per quanto possibile ridotta al fine di limitare i rischi potenziali;

19.  rileva la mancanza di informazioni sull'equilibrio di genere all'interno del personale dell'Agenzia; sottolinea nuovamente che persiste un significativo squilibrio di genere nel consiglio di amministrazione dell'Agenzia (50 uomini e 8 donne); esorta a porre rimedio a tale squilibrio il più rapidamente possibile; invita pertanto l'Agenzia a ricordare in modo proattivo agli Stati membri l'importanza dell'equilibrio di genere e invita gli Stati membri a garantire l'equilibrio di genere all'atto della nomina dei propri membri al consiglio di amministrazione dell'Agenzia;

Appalti

20.  osserva, alla luce delle osservazioni e dei commenti dell'autorità di discarico connessi alla necessità di semplificare l'intero regime finanziario dell'Agenzia, che nel 2018 quest'ultima ha introdotto un regime di finanziamento riveduto per le operazioni congiunte e i rimpatri, basato su convenzioni di sovvenzione semplificate con gli Stati membri nelle quali sono utilizzati costi unitari standardizzati per le risorse umane;

21.  rileva con soddisfazione che l'Agenzia partecipa attivamente a gare d'appalto interistituzionali guidate da altre istituzioni e che, nelle procedure d'appalto del settore della sorveglianza marittima, l'Agenzia si adopera per cooperare con le agenzie dell'Unione impegnate in attività analoghe ed elabora di conseguenza i capitolati d'oneri; osserva inoltre che nel 2018 l'Agenzia ha assunto per la prima volta la guida di una procedura di gara interistituzionale con l'Agenzia europea di controllo della pesca; incoraggia vivamente l'Agenzia ad adoperarsi attivamente per approfondire e ampliare la cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione;

22.  invita l'Agenzia a dare seguito senza indugio alla raccomandazione ancora pendente concernente gli appalti elettronici, vale a dire l'introduzione della presentazione elettronica delle offerte;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse e trasparenza

23.  si compiace delle misure esistenti e degli sforzi in corso dell'Agenzia per garantire la trasparenza e la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse nonché la protezione degli informatori; rileva che la politica in materia di denunce di irregolarità è stata adottata il 18 luglio 2019; si compiace del fatto che l'Agenzia offra al personale l'accesso a consulenti soggetti all'obbligo di riservatezza e formazioni riguardanti le procedure di denuncia delle irregolarità; rileva inoltre che, ai fini di una maggiore trasparenza, l'Agenzia ha lanciato una versione multilingue del proprio sito web in tutte le 24 lingue ufficiali dell'Unione; si rammarica, tuttavia, del fatto che l'Agenzia pubblichi dichiarazioni di impegno in cui si afferma l'assenza di conflitti di interessi per i membri del consiglio di amministrazione, per il direttore esecutivo e per il vicedirettore esecutivo, e non dichiarazioni di interessi; ribadisce che non spetta ai membri del consiglio di amministrazione, al direttore esecutivo e al vicedirettore esecutivo dichiararsi privi di conflitti di interessi; invita l'Agenzia, al fine di aumentare la trasparenza, a pubblicare i CV e le dichiarazioni di interessi di tutti i membri del consiglio di amministrazione, del direttore esecutivo e del vicedirettore esecutivo entro giugno 2020;

Controllo interno

24.  rileva, alla luce delle osservazioni e dei commenti dell'autorità di discarico connessi al notevole aumento della spesa per le sovvenzioni dell'Agenzia, che sono state adottate misure per mitigare i rischi individuati e che, nello specifico, nel 2018 sono state effettuate verifiche dei costi unitari per la Spagna, la Grecia e l'Italia, che la politica del controllo ex post è stata adottata nel 2018, che il piano di controllo ex post annuale basato sui rischi è stato istituito e sarà riveduto, e che i controlli ex post per il Portogallo e l'Estonia sono stati ultimati;

25.  apprende con preoccupazione dalla relazione della Corte che l'Agenzia non dispone di una politica sui "posti sensibili" che permetta di individuare le funzioni sensibili, mantenerle aggiornate e definire misure adeguate per mitigare il rischio di interessi di parte; invita l'Agenzia ad adottare e attuare tale politica per conformarsi alle norme di controllo interno dell'Agenzia; apprende dalla risposta dell'Agenzia che alla fine del 2019 quest'ultima stava completando la procedura di adozione di una politica sui "posti sensibili";

26.  prende atto del fatto che, a seguito della recente revisione del suo quadro di controllo interno, l'Agenzia ha assicurato che tutte le decisioni di non rispettare i controlli o le deviazioni da processi e procedure consolidati siano documentate, debitamente approvate e registrate a livello centrale;

Altre osservazioni

27.  si compiace del fatto che, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in relazione alla costruzione della nuova sede e all'istituzione di una scuola europea a Varsavia, nel 2019 le autorità polacche abbiano assegnato all'Agenzia un appezzamento di terreno adeguato, che siano in corso progetti per la costruzione della sede dell'Agenzia, appositamente progettata, entro la fine del 2024, e che le autorità polacche abbiano previsto di chiedere al consiglio superiore delle scuole europee, nell'autunno del 2019, di prendere in considerazione l'accreditamento di una scuola europea associata di tipo II a Varsavia, la quale sarebbe parzialmente operativa a partire dall'anno scolastico 2020-2021;

28.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione dei risultati delle sue attività di ricerca presso il pubblico e a rivolgersi all'opinione pubblica attraverso i social media e altri canali di comunicazione;

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29.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(6) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 120 del 29.3.2019, pag. 103.
(2) Regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio e la decisione 2005/267/CE del Consiglio (GU L 251 del 16.9.2016, pag. 1).
(3) Regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2019, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (GU L 295 del 14.11.2019, pag. 1).
(4) Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).
(5) Regolamento (UE) n. 656/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, recante norme per quanto riguarda la sorveglianza delle frontiere marittime esterne nel contesto della cooperazione operativa coordinata dall'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (GU L 189 del 27.6.2014, pag. 93).
(6) Testi approvati, P9_TA-PROV(2020)0121.

Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy