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Procedura : 2020/2664(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0172/2020

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B9-0172/2020

Discussioni :

PV 18/06/2020 - 14
CRE 18/06/2020 - 14

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P9_TA(2020)0176

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Venerdì 19 giugno 2020 - Bruxelles Edizione definitiva
Protezione europea dei lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto della crisi della Covid-19
P9_TA(2020)0176B9-0172/2020

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 giugno 2020 sulla tutela dei lavoratori frontalieri e stagionali nel contesto della crisi della Covid-19 (2020/2664(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 3, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 4, 9, 26, paragrafo 2, 45, 46, 48, 151, 153 e 168 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali, in particolare i principi 5, 6, 10, 12 e 16;

–  vista la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la direttiva 2014/54/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativa alle misure intese ad agevolare l'esercizio dei diritti conferiti ai lavoratori nel quadro della libera circolazione dei lavoratori(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione(2),

–  vista la direttiva 2014/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali(3),

–  vista la direttiva 2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia interinale(4),

–  visto il Regolamento (UE) 2019/1149 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, che istituisce l'Autorità europea del lavoro(5),

–  visto il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale(6),

–  visto il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale(7),

–  vista la direttiva 89/654/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (prima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)(8),

–  vista la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi(9),

–  vista la direttiva (UE) 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi(10),

–  vista la direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno ("regolamento IMI")(11),

–  vista la direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro(12),

–  vista la direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione(13),

–  vista la direttiva 2009/52/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare(14),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2020 dal titolo "Covid-19 – Verso un approccio graduale e coordinato per il ripristino della libera di circolazione e la revoca dei controlli alle frontiere interne" (C(2020)3250),

–  vista la dichiarazione congiunta del 15 maggio 2020 delle parti sociali europee dell'agricoltura, il gruppo Datori di lavoro delle associazioni professionali agricole dell'UE (GEOA-COPA) e la Federazione europea dei sindacati del settore alimentare, dell'agricoltura e del turismo (EFFAT), sull'impiego di lavoratori stagionali provenienti da paesi europei nell'UE,

–  viste le dichiarazioni congiunte dell'11 marzo 2020 e del 27 aprile 2020 delle parti sociali del settore alberghiero e della ristorazione, EFFAT e l'associazione di coordinamento di alberghi, ristoranti e caffè (HOTREC),

–  visti gli orientamenti del 9 aprile 2020 delle parti sociali dell'industria alimentare, EFFAT e FoodDrinkEurope, per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dell'industria alimentare durante la pandemia di Covid-19,

–  vista la direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea(15),

–  vista la direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro(16),

–  visto il patto mondiale del 2018 per una migrazione sicura, ordinata e regolare, in particolare gli obiettivi 5 e 22,

–  vista la tabella di marcia comune europea verso la revoca delle misure di contenimento della Covid-19,

–  vista la dichiarazione congiunta del 26 marzo 2020 dei membri del Consiglio europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020 su una risposta economica coordinata all'emergenza COVID-19 (COM(2020)0112),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 marzo 2020 su orientamenti relativi all'esercizio della libera circolazione dei lavoratori durante la pandemia di Covid-19,

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 marzo 2020 sulla COVID-19: Linee guida concernenti l'attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l'UE, la facilitazione delle modalità di transito per il rimpatrio dei cittadini dell'UE e gli effetti sulla politica in materia di visti (C(2020)2050),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di Covid-19 e le sue conseguenze(17),

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2017 sulle condizioni di lavoro e l'occupazione precaria(18),

–  visti l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, in particolare l'OSS 3 e l'OSS 8,

–  viste le norme fondamentali del lavoro stabilite dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) nonché le sue convenzioni e raccomandazioni in materia di condizioni di lavoro,

–  vista la convenzione 184 dell'OIL (Sicurezza e salute in agricoltura),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2020 intitolata "Turismo e trasporti nel 2020 e oltre" (COM(2020)0550),

–  visti gli orientamenti del 24 aprile 2020 dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) dal titolo "COVID-19: fare ritorno al luogo di lavoro - Adeguare i luoghi di lavoro e proteggere i lavoratori",

–  visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la libera circolazione dei lavoratori è un diritto dei lavoratori e un principio fondamentale dell'Unione europea ed è essenziale per il corretto funzionamento del mercato interno; che la mobilità dei lavoratori non dovrebbe essere soltanto libera, ma anche equa; che il principio di parità di trattamento è sancito dall'articolo 45, paragrafo 2, del TFUE che vieta qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità tra i lavoratori degli Stati membri per quanto riguarda l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro e di impiego; che tale principio si applica anche ai lavoratori frontalieri e stagionali, ai quali deve essere garantita parità di trattamento rispetto ai lavoratori cittadini dello Stato membro ospitante, in linea con la legislazione dell'UE, che si tratti della parità di diritti, della parità di condizioni di lavoro o della parità di protezione;

B.  considerando che tra i lavoratori transfrontalieri rientrano le persone che esercitano il diritto alla libera circolazione per lavorare in uno Stato membro dell'UE pur essendo residenti in un altro Stato membro, i lavoratori frontalieri e i lavoratori distaccati; che un lavoratore frontaliero è un lavoratore occupato nella zona frontaliera di uno Stato membro dell'UE, ma che ritorna ogni giorno o almeno una volta alla settimana nella zona frontaliera del paese vicino in cui vive e di cui ha la cittadinanza; che un lavoratore distaccato è un lavoratore che è stato inviato dal suo datore di lavoro a svolgere un servizio in un altro Stato membro dell'UE, su base temporanea, nell'ambito di un contratto di servizi, di un distacco infragruppo o di un contratto di assunzione tramite agenzia interinale; che i lavoratori stagionali comprendono i cittadini dell'UE e dei paesi terzi che si recano in via temporanea in uno Stato membro per vivere e svolgere un'attività soggetta al ritmo delle stagioni;

C.  considerando che vi sono oltre 17 milioni di cittadini dell'UE che vivono e lavorano all'estero in un paese dell'UE diverso da quello di cittadinanza (3,9 % della forza lavoro totale nel 2018); che nell'UE vi sono 1,5 milioni di lavoratori frontalieri; che vi sono oltre 2,3 milioni di persone distaccate per prestare servizi in un altro Stato membro;

D.  considerando che la pandemia di Covid-19 rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica e ha conseguenze per la vita e la salute di tutte le persone che risiedono nell'UE e per i sistemi sanitari e di assistenza degli Stati membri; che la crisi ha avuto ulteriori ripercussioni sulla società e l'economia europee, in particolare per i lavoratori e i settori in prima linea; che tutti i lavoratori sono interessati a prescindere dal loro status; che l'insorgenza della pandemia ha messo in luce il nesso intrinseco tra l'equità e la sicurezza della mobilità;

E.  considerando che molti lavoratori transfrontalieri e stagionali sono essenziali per garantire la fornitura di beni e servizi cruciali in settori economici chiave quali l'agricoltura e la produzione alimentare, i trasporti, la logistica, l'edilizia, i servizi sociali, ivi compresi l'assistenza, il lavoro sociale e il turismo, ma anche la trasformazione e l'imballaggio dei prodotti alimentari, la pesca, la silvicoltura, la sanità e la ricerca, l'industria informatica e farmaceutica, l'industria delle infrastrutture critiche e altri settori, e sono vitali ai fini di qualsiasi sforzo di ripresa economica; che, in questi settori, i modelli aziendali di talune agenzie interinali e taluni datori di lavoro possono basarsi sulla riduzione dei costi del lavoro e su condizioni di lavoro precarie; che gli ispettorati del lavoro hanno denunciato in più occasioni violazioni dei diritti del lavoro, in tali settori, di lavoratori transfrontalieri o stagionali;

F.  considerando che i lavoratori transfrontalieri e stagionali sono stati duramente colpiti sia dalla crisi che dalle misure adottate dagli Stati membri per contenere e prevenire la diffusione del virus, segnatamente la chiusura delle frontiere, le restrizioni temporanee e i controlli alle frontiere interne; che la pandemia di Covid-19 ha portato alla chiusura delle frontiere e alla cessazione o alla sospensione di numerose attività economiche, con un conseguente aumento della disoccupazione e gravi problemi di trasferimento per i lavoratori transfrontalieri e stagionali che si sono trovati bloccati negli Stati membri presso cui erano impiegati, senza fonti di reddito, protezione o trasporto e, a volte, senza un alloggio e senza accesso all'assistenza sanitaria o al cibo; che le lavoratrici e i giovani lavoratori transfrontalieri e stagionali possono risultare particolarmente vulnerabili;

G.  considerando che numerosi lavoratori transfrontalieri e stagionali sono assunti con contratti di lavoro a breve termine, che offrono loro poca o nessuna garanzia del posto di lavoro e una copertura previdenziale insufficiente o nulla, e che spesso li collocano al di sotto delle soglie di qualifica nazionali per beneficiare di prestazioni sociali; che numerosi lavoratori transfrontalieri e stagionali spesso provengono da regioni, minoranze e gruppi sociali impoveriti e vulnerabili, sono spesso a rischio di povertà sul lavoro ed esclusione sociale e possono essere vittimi di violazioni dei loro diritti da parte di reclutatori, agenzie o datori di lavoro, tutte situazioni che sono state esacerbate dalla pandemia; che i lavoratori con incarichi a breve termine spesso vivono in alloggi condivisi, il che rende difficile osservare il distanziamento sociale e aumenta il rischio di infezioni; che grandi focolai di infezioni da Covid-19 si sono verificati in settori quali la produzione alimentare ed è probabile che continuino a verificarsi in settori e luoghi di lavoro in cui può essere difficile osservare il distanziamento sociale, a meno che non siano introdotte misure adeguate;

H.  considerando che numerosi lavoratori stagionali e transfrontalieri si trovano in una situazione di particolare vulnerabilità per quanto riguarda le condizioni di lavoro nonché la salute e la sicurezza sul lavoro nel contesto della crisi Covid-19; che durante la crisi sono emerse notizie allarmanti in merito a violazioni dei diritti dei lavoratori transfrontalieri e stagionali in termini di condizioni di vita e di lavoro, in particolare per quanto concerne l'orario di lavoro, salari minimi, licenziamenti ingiusti, norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, tra cui la mancanza di istruzioni scritte e di affissione di avvisi sul posto di lavoro, la mancanza di trasporti sicuri e di alloggi decenti che soddisfino i requisiti sanitari e in cui possano essere mantenute le misure di distanziamento sociale, una pressione elevata, ritmi di lavoro non adeguati, accordi di distacco e pratiche di subappalto, il mancato rispetto delle restrizioni imposte dalla quarantena e del sostegno al rimpatrio, e una fornitura inadeguata di dispositivi di protezione individuale (DPI); che tali segnalazioni e la crisi in generale hanno esposto ed esacerbato il dumping sociale e l'attuale precarietà delle situazioni di molti lavoratori transfrontalieri e stagionali, nonché le lacune nell'attuazione e nell'applicazione della legislazione esistente preposta alla loro protezione; che molti lavoratori transfrontalieri e stagionali dipendono, di fatto, dal loro datore di lavoro o dall'agenzia interinale non solo per il loro reddito, ma anche per l'alloggio; che numerosi lavoratori transfrontalieri e stagionali sono finiti in strada dopo il loro licenziamento; che, in ragione della loro vulnerabilità, della mancanza di informazioni o del timore di perdere il proprio reddito, alloggio o status di residenza, questi lavoratori possono anche avere difficoltà a denunciare gli abusi o a non presentarsi a lavoro se si sentono male;

I.  considerando che anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori transfrontalieri sono stati duramente colpiti dalla crisi; che le azioni e le misure adottate dagli Stati membri durante la pandemia di Covid-19 per compensare finanziariamente i lavoratori, dipendenti o autonomi, e gli imprenditori si basano prevalentemente sul mercato del lavoro nazionale e spesso non prevedono disposizioni adeguate per i lavoratori dipendenti o autonomi transfrontalieri;

J.  considerando che un certo numero di lavoratori ha contratto la Covid-19 e che vi sono stati decessi in diversi Stati membri; che l'accesso di alcuni di questi lavoratori a assistenza, cure e strutture mediche adeguate, nonché alle assicurazioni sanitarie e sociali era problematico o, in alcuni casi, inesistente anche prima della crisi; che anche la promozione e l'accesso al congedo per malattia rappresenta un problema diffuso tra tali lavoratori;

K.  considerando che l'Autorità europea del lavoro (ELA) è stata fondata nel luglio 2019 allo scopo di sostenere gli Stati membri e la Commissione nell'applicazione e attuazione efficaci del diritto dell'Unione in materia di mobilità del lavoro e di coordinamento della sicurezza sociale; che, secondo le previsioni, l'ELA dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa entro il 2024;

L.  considerando che le organizzazioni della società civile (OSC) e le parti sociali hanno svolto un ruolo determinate nel fornire aiuti ai lavoratori durante la crisi, sia nei paesi di origine che negli Stati membri di occupazione;

M.  considerando che la stragrande maggioranza dei lavoratori transfrontalieri e stagionali colpiti dagli effetti economici della pandemia di Covid-19 non ha ancora potuto accedere a diritti adeguati in materia di protezione e di sicurezza sociale, a causa delle difficoltà di coordinamento tra le istituzioni di previdenza sociale degli Stati membri che sono state esacerbate dalla Covid-19; che i lavoratori transfrontalieri e regionali si sono trovati in situazioni in cui potrebbero non essere ammissibili a misure di sostegno temporaneo, quali regimi di lavoro a orario ridotto, indennità di disoccupazione adeguate e misure volte a facilitare il lavoro da casa;

N.  considerando che durante la crisi alcuni Stati membri hanno adottato misure per affrontare le vulnerabilità che i lavoratori migranti transfrontalieri e stagionali devono affrontare nel contesto della crisi Covid-19 e prendere atto del loro ruolo nelle nostre società;

O.  considerando che anche i lavoratori frontalieri e le regioni di confine dell'UE sono stati gravemente colpiti dalla crisi in termini di occupazione, accesso al luogo di lavoro e regime di telelavoro, nonché di incertezza giuridica per quanto riguarda i regimi previdenziali e fiscali applicabili;

P.  considerando che il settore agricolo europeo registra talvolta un reddito inferiore alla media, accompagnato da un orario di lavoro elevato, da incidenti e malattie e da una scarsa partecipazione a programmi di istruzione e formazione, in particolare per i lavoratori transfrontalieri e stagionali; che le cattive condizioni di lavoro nel settore agricolo sono una delle principali cause della carenza di manodopera in alcuni Stati membri;

Q.  considerando che non esiste un sistema di raccolta sistematica dei dati o di tracciamento digitale a livello di UE per fornire dati adeguati sul numero totale di lavoratori transfrontalieri e stagionali interessati o per consentire ai lavoratori di stabilire facilmente e rapidamente lo stato della loro copertura previdenziale e di rivendicare i vari diritti maturati prima dell'inizio della crisi; che troppo spesso i comuni mancano di informazioni sui lavoratori transfrontalieri e stagionali che vi abitano e lavorano;

R.  considerando che vi è il rischio che la crisi continui ad aggravare i problemi legati al trattamento dei lavoratori transfrontalieri e stagionali da parte di alcune agenzie di collocamento e di datori di lavoro locali;

Proteggere i diritti, garantire la sicurezza e far rispettare la legislazione esistente

1.  si compiace del continuo orientamento della Commissione nell'ambito della risposta comune dell'UE all'epidemia di Covid-19, in particolare per quanto riguarda l'attuazione del principio di parità di trattamento e non discriminazione e l'esercizio della libera ed equa circolazione dei lavoratori; sottolinea che i controlli alle frontiere, gli screening sanitari e le restrizioni alla circolazione devono rimanere proporzionati ed eccezionali e che occorre ripristinare tutte le libertà di circolazione non appena ciò sarà ritenuto possibile alla luce delle situazioni nazionali relative alla Covid-19; rammenta che il principio della parità di trattamento non si limita ai lavoratori transfrontalieri e stagionali solo nei settori e nelle professioni essenziali, ma si estende a tutti i lavoratori che hanno la necessità di attraversare le frontiere interne, posto che i settori in questione sono aperti anche ai lavoratori locali nello Stato membro ospitante in cui si svolge il lavoro; invita gli Stati membri che non l'abbiano ancora fatto a revocare quanto prima le restrizioni di viaggio e le misure discriminatorie di confinamento e di quarantena per i lavoratori transfrontalieri e stagionali, al fine di evitare carenze di manodopera in settori chiave e di portare beneficio ai lavoratori, garantendone al contempo la salute e sicurezza;

2.  invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare misure volte a garantire che i lavoratori transfrontalieri e stagionali, nonché gli imprenditori e i lavoratori autonomi transfrontalieri, siano adeguatamente protetti dalla Covid-19 e dai suoi effetti, compreso un facile accesso ai test e alle informazioni sui rischi e le precauzioni da adottare in una lingua a loro comprensibile; sottolinea la particolare vulnerabilità delle lavoratrici e dei giovani lavoratori transfrontalieri e stagionali; chiede inoltre l'adozione di misure che assicurino la tutela della loro salute e sicurezza durante gli spostamenti, condizioni abitative dignitose per garantire il distanziamento sociale nei luoghi in cui lavorano qualora siano diversi da quelli in cui risiedono, nonché soluzioni di rimpatrio, se necessarie, che non siano a carico del lavoratore; pone l'accento sull'esigenza di rispettare la legislazione vigente in materia di accesso ai diritti sociali, compresa la loro esportazione; sottolinea che i lavoratori transfrontalieri e stagionali non devono essere lasciati indietro per aver esercitato la loro libertà di circolazione in quanto cittadini dell'UE;

3.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere il lavoro delle parti sociali e delle OSC che operano attivamente in questo settore, in modo da garantire che i lavoratori rimasti bloccati sul loro territorio a causa della crisi o per altri motivi dispongano di un accesso adeguato e urgente ai servizi pubblici, al sostegno dei sindacati, ad alloggi dignitosi, a dispositivi di protezione, a pasti e all'assistenza sanitaria; accoglie con favore l'impegno delle parti sociali ad affrontare questioni settoriali specifiche relative alla mobilità e ai diritti dei lavoratori transfrontalieri e stagionali;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire, nel contesto della Covid-19, parità di trattamento dei lavoratori stagionali di paesi terzi rispetto ai cittadini dell'UE, conformemente alla direttiva 2014/36/UE, ricordando che tali lavoratori hanno gli stessi diritti lavorativi e sociali dei cittadini dell'Unione;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire, in via prioritaria, la corretta attuazione e applicazione della legislazione UE vigente in materia di diritti dei lavoratori transfrontalieri e stagionali, in particolare per quanto riguarda il diritto alla parità di retribuzione per uno stesso lavoro nello stesso luogo, anche attraverso ispezioni del lavoro nazionali e transfrontaliere concertate e congiunte; insiste sulla necessità di adottare misure chiare per garantire che, prima della partenza, i lavoratori abbiano una chiara comprensione dei loro contratti, diritti e obblighi, informazioni complete al riguardo e un libero accesso agli stessi, e che tali contratti siano messi a disposizione degli enti di protezione del lavoro nell'ambito della loro area di occupazione; invita gli Stati membri a rafforzare la capacità degli ispettorati del lavoro e a dare priorità ai settori in cui i lavoratori sono a rischio;

6.  invita la Commissione a monitorare l'attuazione dei suoi orientamenti sulla libera circolazione dei lavoratori durante l'epidemia di Covid-19 e, in particolare, a pubblicare nuovi orientamenti specifici per i lavoratori transfrontalieri e stagionali, gli imprenditori transfrontalieri, i lavoratori autonomi, i datori di lavoro e gli Stati membri nel contesto della Covid-19, soprattutto per quanto riguarda l'esercizio di una circolazione libera ed equa, alloggi dignitosi, le condizioni di lavoro e di occupazione applicabili e i requisiti in materia di salute e sicurezza, compresa la necessità di garantire il distanziamento sociale nell'utilizzo dei trasporti, negli alloggi e sul posto di lavoro, la protezione sociale e il suo coordinamento, l'accesso a cure sanitarie e la fornitura delle stesse, la comunicazione di informazioni, come istruzioni scritte e affissioni sul luogo di lavoro destinate ai lavoratori e scritte in una lingua che possano comprendere, e lo scambio di migliori prassi in tale ambito; sottolinea la necessità di coinvolgere pienamente le parti sociali nell'elaborazione dei suddetti orientamenti;

7.  invita gli Stati membri a garantire alloggi di qualità per i lavoratori transfrontalieri e stagionali, che dovrebbero essere slegati dalla loro retribuzione, ad assicurare strutture dignitose, spazi privati per i locatari e contratti di locazione scritti, applicati dagli ispettori del lavoro, e a stabilire norme in materia;

8.  sollecita la Commissione a garantire in via prioritaria la piena operatività dell'ELA e ad assicurare che si adoperi per fornire informazioni pertinenti sui diritti e gli obblighi dei lavoratori in situazioni di mobilità transfrontaliera, anche attraverso un unico sito web per tutta l'Unione, che dovrebbe fungere da portale di accesso a fonti di informazione e servizi a livello nazionale e di UE; osserva la mancanza di un processo armonizzato di segnalazione di abusi e problemi; chiede pertanto all'ELA, in collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri, di istituire uno strumento europeo per i lavoratori transfrontalieri al fine di consentire le segnalazioni anonime degli abusi e attuare l'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/1149, con l'obiettivo di effettuare ispezioni congiunte o concertate sui casi di possibile abuso portati alla sua attenzione;

9.  sollecita la Commissione a proporre soluzioni a lungo termine per affrontare le pratiche di subappalto illecite e tutelare i lavoratori stagionali e transfrontalieri impiegati nella catena di subappalto e di approvvigionamento;

Promuovere la mobilità equa e rafforzare il mercato interno

10.  invita gli Stati membri e la Commissione a prepararsi a possibili ondate future di Covid-19 e chiede ancora una volta il coordinamento delle misure nazionali alle frontiere e lo sviluppo di misure di sicurezza per i lavoratori mobili, compresi ripari sicuri; osserva che è necessario introdurre disposizioni permanenti sulla mobilità, individuando e mantenendo dei "corridoi verdi" provvisti di misure di sicurezza e condizioni di viaggio ben definite e chiaramente comunicate; sottolinea, a tale riguardo, il ruolo chiave delle autorità regionali e locali e delle istituzioni transfrontaliere esistenti, anche nel mantenimento e nell'aggiornamento periodico dei registri di tutti i lavoratori transfrontalieri e stagionali registrati presso i comuni in cui soggiornano; sottolinea che la salute e la sicurezza dei lavoratori, così come il rispetto di tutte le condizioni di lavoro applicabili e la loro efficace applicazione, dovrebbero essere i principi guida di qualsiasi misura adottata alla luce della crisi e della via verso la ripresa, riconoscendo la situazione particolarmente vulnerabile dei lavoratori transfrontalieri e mobili durante e dopo l'epidemia di Covid-19;

11.  rammenta l'importanza e la necessità di una cooperazione soddisfacente con i paesi terzi in cui si registra un elevato numero di lavoratori transfrontalieri, come i paesi dello Spazio economico europeo, la Svizzera e il Regno Unito;

12.  sottolinea la necessità di una buona cooperazione tra gli Stati membri per quanto concerne la raccolta di dati sui lavoratori transfrontalieri e stagionali, onde colmare i divari nelle prassi nazionali, ottenere un migliore accesso alle informazioni disponibili e creare un mercato interno del lavoro prevedibile e accessibile; invita l'ELA ad assumere un ruolo attivo nella raccolta e nel coordinamento dei dati al fine di effettuare analisi sulla mobilità del lavoro e valutazioni dei rischi, in linea con i suoi compiti, come stabilito nel suo regolamento istitutivo;

13.  ritiene che, al fine di tutelare i lavoratori transfrontalieri e stagionali, i datori di lavoro abbiano bisogno di norme chiare e di chiarezza giuridica; esorta gli Stati membri a raccogliere e mantenere aggiornate le informazioni relative a tali norme, comprese quelle riguardanti la Covid-19 e le restrizioni di viaggio, sui siti web delle istituzioni nazionali competenti; invita la Commissione a valutare la creazione di un portale o di un'applicazione per dispositivi mobili in grado di raggruppare i dati dei vari Stati membri per offrire ai cittadini dell'UE informazioni accurate e in tempo reale sulle restrizioni di viaggio, comprese le opzioni di viaggio e i percorsi disponibili nel caso in cui le misure di emergenza fossero parzialmente o integralmente reintrodotte;

14.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i lavoratori transfrontalieri, e in particolare i lavoratori frontalieri e i lavoratori autonomi colpiti dalla crisi, compresi quanti telelavorano dal proprio paese di residenza, abbiano accesso ai sistemi previdenziali, ai diritti del lavoro e ai regimi fiscali applicabili, ottengano certezze in merito all'autorità competente per la loro copertura, possano beneficiare di regimi di riduzione dell'orario lavorativo alle stesse condizioni degli altri dipendenti e non subiscano ripercussioni negative in termini di diritti fiscali o di sicurezza sociale a causa della loro permanenza nello Stato membro di residenza in ragione della pandemia; chiede che il tempo durante il quale una persona ha telelavorato dall'estero sia classificato come se fosse stato svolto nel paese di lavoro;

Resilienza, digitalizzazione e garanzie di trasparenza

15.   sollecita la Commissione a effettuare con urgenza uno studio sulla situazione generale in materia di occupazione e condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori transfrontalieri e stagionali, includendo il ruolo delle agenzie di lavoro interinale, le agenzie di collocamento e altri intermediari e subappaltatori, al fine di individuare le lacune in materia di protezione e l'eventuale necessità di rivedere il quadro legislativo esistente, come il quadro legislativo per la salute e la sicurezza sul lavoro, la direttiva 2014/36/UE sui lavoratori stagionali e la direttiva 2008/104/CE sul lavoro tramite agenzia interinale, e a integrare misure volte a far fronte alle pandemie; sottolinea che gli insegnamenti tratti non solo sono validi per la crisi della Covid-19 ma dovrebbero altresì rafforzare il processo di elaborazione di politiche basate su elementi concreti, con l'intento di far fronte alle carenze delle legislazioni nazionali e dell'UE in tempo di crisi e in condizioni di normalità;

16.  sottolinea che gli Stati membri sono tenuti a garantire che i loro sistemi previdenziali siano stabili, affidabili e resistenti alle crisi e che l'Unione prevede norme comuni per tutelare i diritti di sicurezza sociale negli spostamenti intraeuropei; invita l'attuale Presidenza del Consiglio, le future Presidenze e gli Stati membri a collaborare con il Parlamento per trovare un accordo rapido ed equilibrato sulla proposta di revisione dei regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009 sul coordinamento dei sistemi di previdenza sociale, al fine di elaborare norme aggiornate e adeguate allo scopo, che promuovano una mobilità equa e protezioni sociali per tutti i cittadini dell'UE, contrastando efficacemente le frodi sociali e gli abusi dei diritti sociali dei lavoratori mobili; invita gli Stati membri, a tale proposito, ad attuare con urgenza tutte le componenti del sistema di scambio elettronico di informazioni sulla sicurezza sociale (EESSI) onde garantire una cooperazione più efficace tra gli istituti di previdenza sociale e una elaborazione digitalizzata e più rapida dei singoli casi a beneficio delle persone in situazioni transfrontaliere;

17.  sollecita la Commissione ad aggiornare le sue pagine web alla luce della Covid-19 e a promuoverle di conseguenza, offrendo informazioni sui diritti dei lavoratori e sulle legislazioni nazionali pertinenti per i lavoratori transfrontalieri e stagionali, nonché dettagli sulle autorità nazionali e regionali deputate alla protezione del lavoro, e la invita ad avviare, in collaborazione con gli Stati membri, campagne di informazione e sensibilizzazione accessibili destinate ai lavoratori transfrontalieri e stagionali, con il coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile, onde diffondere ulteriormente le informazioni;

18.  ribadisce l'importanza di un'adeguata protezione degli informatori negli Stati membri, anche per i lavoratori transfrontalieri e stagionali; esorta gli Stati membri ad andare oltre i requisiti minimi previsti dalla direttiva 2019/1937 per tutti i lavoratori, a prescindere dal loro status, e a valutare possibili modalità di applicazione della legislazione nazionale in materia di protezione degli informatori ai lavoratori transfrontalieri e stagionali che segnalano abusi; sottolinea la necessità di integrare in modo trasparente nei contratti di lavoro le opzioni disponibili per la segnalazione di abusi e per ricevere sostegno, senza timore di possibili ritorsioni; pone in evidenza che è necessario garantire a tali lavoratori l'accesso ai sindacati e alle organizzazioni della società civile, anche nel paese ospitante;

19.  reputa che l'istituzione di un sistema digitale e dinamico per lo scambio di dati tra gli Stati membri potrebbe contribuire ad agevolare la lotta agli abusi dei diritti dei lavoratori transfrontalieri e stagionali e le relative questioni e al lavoro sommerso, e potrebbe aiutare a determinare la copertura del sistema di previdenza sociale competente; invita la Commissione, in tale contesto, ad elaborare una valutazione d'impatto esaustiva sull'introduzione di un numero di sicurezza sociale europeo digitale al fine di presentare una proposta; sottolinea che i dati personali devono essere utilizzati solo per lo scopo specifico previsto e solo dalle autorità competenti in materia di sicurezza sociale, conformemente al regolamento generale sulla protezione dei dati(19);

20.  invita gli Stati membri a recepire la revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori in modo adeguato, tempestivo e ambizioso, garantendo pari trattamento e protezione per i lavoratori distaccati, in particolare conformandosi agli obblighi previsti dall'articolo 3, paragrafo 7, della direttiva, ovvero l'obbligo per il datore di lavoro di rimborsare i lavoratori distaccati per le indennità versate come rimborso delle spese derivanti dal distacco, come viaggi e spese di vitto e alloggio, conformemente alla legislazione nazionale e/o alle prassi applicabili al rapporto di lavoro;

21.  individua la necessità che la Commissione, unitamente agli Stati membri, affronti la mancanza di disposizioni chiare per l'istituzione di agenzie di lavoro interinale e agenzie di collocamento rivolte ai lavoratori transfrontalieri e stagionali nell'UE; rammenta le buone prassi esistenti, in base a cui dette imprese sono tenute a ottenere chiare certificazioni in materia di trasparenza da specifici enti amministrativi;

22.  esorta la Commissione ad assicurarsi che la strategia "dai campi alla tavola" e la prossima revisione della politica agricola comune diano risultati per i lavoratori agricoli in Europa, compresi i lavoratori stagionali, i migranti e altri lavoratori mobili;

23.  invita la Commissione e gli Stati membri a contrastare, se del caso, l'immagine negativa dei lavoratori stagionali e transfrontalieri; osserva che agli Stati membri di residenza incombe la responsabilità di fornire ai lavoratori stagionali e transfrontalieri un accesso adeguato a informazioni sul lavoro e la previdenza sociale; sottolinea l'importanza del sostegno ai lavoratori transfrontalieri e stagionali in caso di infortuni sul lavoro e dell'assistenza per il rimpatrio e il reinserimento, garantendo nel contempo che i loro diritti siano rispettati dalle agenzie di collocamento, dai subappaltatori e da altri intermediari operanti nel loro territorio;

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24.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, al Consiglio europeo e alla Commissione.

(1) GU L 128 del 30.4.2014, pag. 8.
(2) GU L 141 del 27.5.2011, pag. 1.
(3) GU L 94 del 28.3.2014, pag. 375.
(4) GU L 327 del 5.12.2008, pag. 9.
(5) GU L 186 dell'11.7.2019, pag. 21.
(6) GU L 284 del 30.10.2009, pag. 1.
(7) GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1.
(8) GU L 393 del 30.12.1989, pag. 1.
(9) GU L 18 del 21.1.1997, pag. 1.
(10) GU L 173 del 9.7.2018, pag. 16.
(11) GU L 159 del 28.5.2014, pag. 11.
(12) GU L 262 del 17.10.2000, pag. 21.
(13) GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17.
(14) GU L 168 del 30.6.2009, pag. 24.
(15) GU L 186 dell'11.7.2019, pag. 105.
(16) GU L 343 del 23.12.2011, pag. 1.
(17) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(18) GU C 334 del 19.9.2018, pag. 88.
(19) Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy