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Testi approvati
Giovedì 14 maggio 2020 - Bruxelles
Soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127
 Discarico 2018: impresa comune Celle a combustibile e idrogeno 2
 Discarico 2018: impresa comune Clean Sky 2
 Discarico 2018: impresa comune Bioindustrie
 Discarico 2018: Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali
 Discarico 2018: impresa comune ECSEL
 Discarico 2018: impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2
 Discarico 2018: impresa comune Shift2Rail
 Discarico 2018: Agenzia europea dell'ambiente
 Discarico 2018: Agenzia dell'Unione Europea per le ferrovie
 Discarico 2018: Agenzia europea per la sicurezza marittima
 Discarico 2018: Agenzia del GNSS europeo
 Discarico 2018: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
 Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea
 Discarico 2018: Ufficio europeo di sostegno per l'asilo
 Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Parlamento europeo
 Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Corte di giustizia dell'Unione europea
 Discarico 2018: bilancio generale dell'Unione europea – Mediatore europeo
 Discarico 2018: bilancio generale dell'Unione europea – Garante europeo della protezione dei dati
 Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Corte dei conti
 Discarico 2018: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea
 Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Consiglio europeo e Consiglio
 Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA)
 Discarico 2018: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale
 Discarico 2018: Agenzia europea di controllo della pesca
 Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Servizio europeo per l'azione esterna
 Discarico 2018: impresa comune SESAR
 Discarico 2018: Fondazione europea per la formazione
 Discarico 2018: Eurojust
 Discarico 2018: impresa comune europea per il progetto ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione
 Discarico 2018: Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC)
 Discarico 2018: Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
 Discarico 2018: Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia
 Discarico 2018: Agenzia dell’Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA)
 Discarico 2018: Istituto europeo di innovazione e tecnologia
 Discarico 2018: Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom
 Discarico 2018: ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo
 Discarico 2018: Istituto europeo per l'uguaglianza di genere
 Discarico 2018: Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati
 Discarico 2018: Autorità bancaria europea
 Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL)
 Discarico 2018: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)
 Discarico 2018: Agenzia europea per le sostanze chimiche
 Discarico 2018: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
 Discarico 2018: Autorità europea per la sicurezza alimentare
 Discarico 2018: bilancio generale dell'Unione europea – Commissione e agenzie esecutive
 Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali
 Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Comitato delle regioni
 Discarico 2028: Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera
 Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol))
 Discarico 2018: Agenzia europea per i medicinali
 Discarico 2018: bilancio generale dell'Unione europea – Comitato economico e sociale europeo
 Discarico 2018: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'Unione
 Misure temporanee riguardanti le assemblee generali delle società europee (SE) e delle società cooperative europee (SCE) ***
 Stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento per l'esercizio 2021

Soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (D065067/03 ‒ 2020/2535(RSP))
P9_TA(2020)0069B9-0121/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (D065067/03),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, e l'articolo 19, paragrafo 3,

–  viste la votazione tenutasi il 9 dicembre 2019 in seno al comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, durante la quale non sono stati espressi pareri, e la votazione tenutasi il 23 gennaio 2020 in seno al comitato di appello, durante la quale, ancora una volta, non sono stati espressi pareri,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 22 maggio 2019 e pubblicato il 5 luglio 2019(3),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati (OGM)(4),

–  visto l'articolo 112, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

A.  considerando che il 28 ottobre 2016 Monsanto Europe S.A./N.V., a nome di Monsanto Company, ha presentato una domanda alle autorità nazionali competenti dei Paesi Bassi, a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003 ("la domanda"); che la domanda riguardava l'immissione in commercio di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti da od ottenuti da soia geneticamente modificata (GM) MON 87708 × MON 89788 × A5547-127, nonché l'immissione in commercio di prodotti contenenti o costituiti da soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 per usi diversi da alimenti o mangimi, ad eccezione della coltivazione;

B.  considerando che il 22 maggio 2019 l'EFSA ha adottato un parere favorevole, pubblicato il 5 luglio 2019, riguardante tale domanda;

C.  considerando che la soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 è stata sviluppata per conferire tolleranza agli erbicidi a base di dicamba, glufosinato-ammonio e glifosato(5);

Erbicidi complementari

D.  considerando che è stato dimostrato che le colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi determinano un maggiore ricorso agli erbicidi complementari, dovuto principalmente alla comparsa di piante infestanti tolleranti agli erbicidi(6); che, di conseguenza, occorre prevedere che le colture di soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 saranno esposte a dosi più elevate e ripetute di erbicidi complementari (glufosinato, dicamba e glifosato), il che potrebbe condurre all'accumulo di una maggiore quantità di residui nel raccolto;

E.  considerando che uno studio scientifico oggetto di valutazione inter pares ha riscontrato che il glifosato si accumula nella soia GM(7); che un progetto pilota realizzato in Argentina ha rivelato livelli sorprendentemente elevati di residui di glifosato nella soia GM(8);

F.  considerando che le questioni legate alla cancerogenicità del glifosato rimangono aperte; che nel novembre 2015 l'EFSA ha concluso che è improbabile che il glifosato sia cancerogeno e che nel marzo 2017 l'Agenzia europea per le sostanze chimiche ha concluso che nulla ne giustificava la classificazione; che, per contro, nel 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, l'organismo specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per l'uomo; che una serie di recenti studi scientifici oggetto di valutazione inter pares confermano il potenziale cancerogeno del glifosato(9);

G.  considerando che il glufosinato è classificato come tossico per la riproduzione 1B e rientra quindi fra i criteri di esclusione stabiliti dal regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio(10); che l'approvazione all'uso del glufosinato nell'Unione è giunta a scadenza il 31 luglio 2018(11);

H.  considerando che nelle piante GM potrebbe essere la modificazione genetica stessa a determinare il modo in cui gli erbicidi complementari sono decomposti dalla pianta nonché la composizione e quindi la tossicità dei prodotti di degradazione ("metaboliti")(12);

I.  considerando che, nonostante ciò, la valutazione dei residui di erbicidi e dei loro metaboliti nelle piante GM esula dall'ambito di competenza del gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati dell'EFSA;

J.  considerando che, sebbene l'EFSA affermi nel suo parere che "la valutazione dei residui di erbicidi rilevanti per la domanda in oggetto è stata esaminata dall'Unità Pesticidi dell'EFSA", ciò non è di per sé sufficiente non essendo stata presa in considerazione la tossicità combinatoria degli erbicidi e dei metaboliti complementari, nonché la loro potenziale interazione con la pianta GM stessa, nella fattispecie la soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127;

K.  considerando inoltre che, secondo l'Unità Pesticidi dell'EFSA, mancano dati tossicologici che consentano di effettuare una valutazione dei rischi per i consumatori in relazione a diversi metaboliti di glifosato rilevanti per le colture GM resistenti al glifosato(13) e non vi sono dati sufficienti per determinare i livelli massimi di residui (LMR) per il glifosato e la soia GM(14);

L.  considerando che varie autorità competenti degli Stati membri hanno espresso preoccupazione per la mancanza di analisi dei residui di erbicidi nelle colture geneticamente modificate e dei potenziali rischi per la salute dei consumatori (15);

M.  considerando che, secondo le conclusioni di un progetto di ricerca internazionale intitolato "Risk Assessment of genetically engineered organisms in the EU and Switzerland" (Valutazione del rischio degli organismi geneticamente modificati nell'UE e in Svizzera), presentato nel gennaio 2020, la valutazione del rischio degli OGM da parte dell'Unione europea non tratta in modo adeguato i rischi per la salute pubblica e l'ambiente, compresi i rischi per la salute associati al consumo di prodotti derivati da piante GM resistenti agli erbicidi(16);

LMR e relativi controlli

N.  considerando che, a norma del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio(17), che mira a garantire un livello elevato di protezione dei consumatori in relazione agli LMR, i residui presenti nelle colture importate per l'alimentazione umana e animale di sostanze attive il cui uso non è autorizzato nell'Unione dovrebbero essere attentamente controllati e monitorati(18);

O.  considerando viceversa che, nel quadro del più recente programma coordinato di controllo pluriennale dell'Unione (per il 2020, il 2021 e il 2022), gli Stati membri non sono obbligati a misurare i residui di glufosinato su alcun prodotto, compresa la soia(19); che non si può escludere che i residui di glufosinato nella soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127, o i prodotti da essa derivati destinati all'alimentazione umana e animale, eccederanno i LMR, che sono stati fissati al fine di garantire un elevato livello di tutela dei consumatori;

Processo decisionale non democratico

P.  considerando che il 9 dicembre 2019 il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato senza esprimere parere e, pertanto, l'autorizzazione non ha ottenuto il sostegno della maggioranza qualificata degli Stati membri; che il 23 gennaio 2020 anche il comitato di appello ha votato senza esprimere alcun parere;

Q.  considerando che la Commissione ha riconosciuto come problematico il fatto che le decisioni sull'autorizzazione degli OGM continuino a essere adottate dalla Commissione senza una maggioranza qualificata di Stati membri favorevoli, il che costituisce decisamente un'eccezione per l'autorizzazione dei prodotti nel suo insieme, ma è diventato la norma nel processo decisionale in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati(20);

R.  considerando che nel corso dell'ottava legislatura il Parlamento ha approvato in tutto 36 risoluzioni che sollevavano obiezioni all'immissione in commercio degli OGM a fini di alimentazione umana e animale (33 risoluzioni) e alla coltivazione degli OGM nell'Unione (tre risoluzioni); che, ad oggi, durante la sua nona legislatura, il Parlamento ha approvato sette obiezioni; che non vi era una maggioranza qualificata di Stati membri favorevole ad autorizzare nessuno di tali OGM; che, nonostante abbia riconosciuto l'esistenza di lacune sul piano democratico e malgrado la mancanza di sostegno da parte degli Stati membri e le obiezioni sollevate dal Parlamento, la Commissione continua ad autorizzare gli OGM;

S.  considerando che non è necessario modificare la legislazione affinché la Commissione possa decidere di non autorizzare gli OGM quando non vi è una maggioranza qualificata di Stati membri favorevoli nel comitato di appello(21);

Rispetto degli obblighi internazionali dell'Unione

T.  considerando che il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce che alimenti o mangimi geneticamente modificati non devono avere effetti nocivi sulla salute umana, la salute animale o l'ambiente e che, al momento di elaborare la sua decisione, la Commissione deve tenere conto di ogni disposizione pertinente del diritto dell'Unione e di altri fattori legittimi pertinenti alla questione in esame; che tali fattori legittimi dovrebbero includere gli obblighi dell'Unione derivanti dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, dall'accordo di Parigi sul clima e dalla convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (CBD);

U.  considerando che una recente relazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite sul diritto all'alimentazione ha evidenziato che, in particolare nei paesi in via di sviluppo, i pesticidi dannosi hanno conseguenze catastrofiche sulla salute(22); che il traguardo n. 3.9 dell'OSS n. 3 si prefigge, entro il 2030, di ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell'aria, delle acque e del suolo(23);

V.  considerando che l'EFSA ha riscontrato che l'esposizione stimata dell'operatore al glufosinato, classificato come sostanza tossica per la riproduzione, se utilizzato per il controllo delle erbe infestanti nel granturco geneticamente modificato, ha superato il livello ammissibile di esposizione dell'operatore (LAEO) anche quando è stato utilizzato un dispositivo di protezione individuale(24); che il rischio di una maggiore esposizione dell'operatore è particolarmente preoccupante, dati i maggiori volumi di erbicidi utilizzati sulle colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi;

W.  considerando che la deforestazione è una delle cause principali del declino della biodiversità; che le emissioni prodotte dall'uso del suolo e dal cambiamento di uso del suolo, principalmente a causa della deforestazione, rappresentano la seconda causa principale dei cambiamenti climatici dopo la combustione di combustibili fossili(25); che l'accordo di Parigi sul clima e il piano strategico per la biodiversità 2011-2020 adottato nell'ambito della Convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni Unite e gli obiettivi di Aichi per la biodiversità, promuovono la gestione sostenibile delle foreste nonché attività di protezione e di ripristino forestale sostenibili(26); che l'OSS n. 15 comprende il traguardo di arrestare la deforestazione entro il 2020(27); che le foreste svolgono un ruolo plurifunzionale a sostegno del conseguimento della maggior parte degli OSS(28);

X.  considerando che la produzione di soia rappresenta un fattore determinante della deforestazione dell'Amazzonia, e delle foreste del Cerrado e del Gran Chaco in America del Sud; che il 97 % e il 100 % della soia coltivata, rispettivamente, in Brasile e in Argentina è soia geneticamente modificata(29);

Y.  considerando che l'Unione è il secondo maggiore importatore di soia del mondo e che la maggior parte della soia è importata come mangime; che un'analisi della Commissione ha rilevato che la soia rappresenta storicamente il contributo in assoluto maggiore dell'Unione alla deforestazione mondiale e alle relative emissioni e corrisponde a quasi la metà della deforestazione incorporata in tutte le importazioni dell'Unione(30);

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  reputa che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia coerente con il diritto dell'Unione, in quanto non è compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(31), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a non autorizzare l'importazione, destinata all'alimentazione umana o animale, di alcuna pianta geneticamente modificata che sia stata resa resistente a una sostanza erbicida, nel presente caso il glufosinato, il cui utilizzo non è autorizzato nell'Unione;

5.  invita la Commissione a impegnarsi, nell'ambito del prossimo REFIT della legislazione in materia di LMR nonché della strategia "Dal produttore al consumatore", a non permettere la presenza di residui di pesticidi tossici, come il glufosinato, nelle importazioni di alimenti e mangimi nell'Unione; ribadisce il suo invito alla Commissione e agli Stati membri a garantire controlli efficaci dei prodotti agricoli importati da paesi terzi al fine di assicurare un elevato livello di protezione sanitaria e parità di condizioni per la produzione alimentare europea(32);

6.  invita la Commissione a integrare pienamente la valutazione del rischio dei residui di erbicidi complementari e dei loro metaboliti, compresi gli effetti combinatori, nella valutazione del rischio relativa alle piante geneticamente modificate resistenti agli erbicidi, a prescindere dal fatto che la pianta geneticamente modificata in questione sia destinata alla coltivazione o all'importazione nell'UE per alimenti e mangimi;

7.  chiede alla Commissione di ritirare le proposte relative alle autorizzazioni di OGM, sia a fini di coltivazione che per l'impiego come alimenti e mangimi, qualora il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non emetta alcun parere;

8.  prende atto e si compiace del fatto che, nella lettera di incarico inviata a ciascun commissario, si afferma che "ciascun commissario assicurerà il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nel suo settore di competenza e il Collegio nel suo insieme sarà responsabile dell'attuazione globale degli obiettivi."(33);

9.  accoglie con favore il fatto che il Green Deal europeo, il progetto faro della Commissione, sia stato presentato come parte integrante della strategia della Commissione per l'attuazione dell'Agenda 2030 e degli OSS delle Nazioni Unite;

10.  ricorda che gli OSS possono essere conseguiti solo se le catene di approvvigionamento diventano sostenibili e si creano sinergie tra le politiche(34);

11.  è preoccupato dal fatto che l'elevata dipendenza dell'UE dalle importazioni di mangimi sotto forma di semi di soia causa deforestazione in paesi terzi(35);

12.  invita la Commissione a non autorizzare l'importazione di semi di soia geneticamente modificata, a meno che non si possa dimostrare che la loro coltivazione non contribuisce alla deforestazione;

13.  esorta la Commissione a riesaminare tutte le attuali autorizzazioni per i semi di soia geneticamente modificata alla luce degli obblighi internazionali dell'Unione, compresi quelli stabiliti dall'accordo di Parigi sul clima, dalla Convenzione sulla diversità biologica e dagli OSS delle Nazioni Unite;

14.  ribadisce il suo invito ad attuare una strategia europea di produzione e approvvigionamento di proteine vegetali(36) che consenta all'Unione di dipendere in misura minore dalle importazioni di soia geneticamente modificata e di sviluppare filiere alimentari più corte e mercati regionali; insiste affinché ciò venga integrato nella prossima strategia "Dal produttore al consumatore";

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) Parere scientifico gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli organismi geneticamente modificati relativo alla valutazione della soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 per la produzione di alimenti e mangimi a norma del regolamento a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 (domanda EFSA-GMO-NL-2016-135), EFSA Journal 2019;17(7):5733, https://doi.org/10.2903/j.efsa.2019.5733
(4)––––––– Nel corso dell'ottava legislatura il Parlamento ha approvato 36 risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati. Inoltre, nel corso della nona legislatura il Parlamento ha approvato le risoluzioni seguenti:risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2019 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato MZHG0JG (SYN-ØØØJG-2), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0028);risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2019 che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da o prodotti a partire da soia geneticamente modificata A2704-12 (ACSGMØØ53) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0029);risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2019 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 89034 × 1507 × MON 88017 × 59122 × DAS-40278-9 e da granturco geneticamente modificato che combina due, tre o quattro degli eventi MON 89034, 1507, MON 88017, 59122 e DAS-40278-9, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0030).risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2019 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da o prodotti a partire da cotone geneticamente modificato LLCotton25 (ACS-GHØØ1-3) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0054);risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2019 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 89788 (MON-89788-1) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0055);risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2019 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato MON 89034 × 1507 × NK603 × DAS-40278-9 e dalle sottocombinazioni MON 89034 × NK603 × DAS-40278-9, 1507 × NK603 × DAS-40278-9 e NK603 × DAS-40278-9 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0056).risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2019 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × 1507 × 5307 × GA21 e da granturco geneticamente modificato che combina due, tre, quattro o cinque degli eventi Bt11, MIR162, MIR604, 1507, 5307 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (testi approvati, P9_TA(2019)0057)
(5) Parere dell'EFSA, pag. 3:
(6) Cfr., ad esempio, Bonny S., "Genetically Modified Herbicide-Tolerant Crops, Weeds, and Herbicides: Overview and Impact", Environmental Management, gennaio 2016, 57(1): pagg. 31-48, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26296738, e Benbrook, C.M., "Impacts of genetically engineered crops on pesticide use in the U.S. – The first sixteen years", Environmental Sciences Europe, 24, 24(24), https://enveurope.springeropen.com/articles/10.1186/2190-4715-24-24.
(7) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24491722
(8) https://www.testbiotech.org/sites/default/files/TBT_Background_Glyphosate_Argentina_0.pdf
(9) Cfr. ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1383574218300887, https://academic.oup.com/ije/advance-article/doi/10.1093/ije/dyz017/5382278, https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0219610, e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6612199/
(10) Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1).
(11) https://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/eu-pesticides-database/public/?event=activesubstance.detail&language=IT&selectedID=1436.
(12) Tale è infatti il caso del glifosato, come indicato nella revisione dell'EFSA dei livelli massimi di residui esistenti per il glifosato, a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 396/2005, EFSA Journal 2018, 16(5):5263, pag. 12, https://http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/5263
(13) Conclusioni dell'EFSA sulla revisione inter pares della valutazione del rischio della sostanza attiva glifosato come antiparassitario, EFSA Journal 2015, 13(11):4302, pag.3, https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4302.
(14) Revisione dell'EFSA dei livelli massimi di residui esistenti per il glifosato, a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 396/2005 – versione riveduta per tener conto dei dati omessi, EFSA Journal 2019, 17(10):5263, pag. 4, https://doi.org/10.2903/j.efsa.2019.5862
(15) Le osservazioni degli Stati membri sulla soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 sono accessibili tramite il registro delle domande dell'EFSA: http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/login?
(16) https://www.testbiotech.org/sites/default/files/RAGES_%20Factsheet_Overview_0.pdf
(17) Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (GU L 70 del 16.3.2005, pag. 1).
(18) Cfr. considerando 8 del regolamento (CE) n. 396/2005.
(19) Regolamento di esecuzione (UE) 2019/533 della Commissione, del 28 marzo 2019, relativo a un programma coordinato di controllo pluriennale dell'Unione per il 2020, il 2021 e il 2022, destinato a garantire il rispetto dei livelli massimi di residui di antiparassitari e a valutare l'esposizione dei consumatori ai residui di antiparassitari nei e sui prodotti alimentari di origine vegetale e animale (GU L 88 del 29.3.2019, pag. 28).
(20) Cfr., ad esempio, la relazione che accompagna la proposta legislativa della Commissione presentata il 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l'uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul loro territorio, e la relazione che accompagna la proposta legislativa della Commissione presentata il 14 febbraio 2017 che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011.
(21) Ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011 (articolo 6, paragrafo 3) la Commissione "può" e non "deve" procedere all'autorizzazione in assenza di una maggioranza qualificata di Stati membri favorevole in seno al comitato di appello.
(22) https://www.ohchr.org/EN/Issues/Environment/ToxicWastes/Pages/Pesticidesrighttofood.aspx
(23) https://www.un.org/sustainabledevelopment/health/
(24) Conclusioni dell'EFSA sulla revisione inter pares della valutazione del rischio dei pesticidi relativa alla sostanza attiva glufosinato, relazione scientifica dell'EFSA (2005) 27, 1-81, pag. 3, https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.2903/j.efsa.2005.27r.
(25) Comunicazione della Commissione del 23 luglio 2019 dal titolo "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta" (COM(2019)0352), pag.1.
(26) Cfr. pag. 2.
(27) Cfr. traguardo n. 15.2: https://www.un.org/sustainabledevelopment/biodiversity/
(28) Comunicazione della Commissione del 23 luglio 2019 dal titolo "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta" (COM(2019)0352), pag.2.
(29) International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (2017) "Global status of commercialized biotech/GM crops in 2017: Biotech Crop Adoption Surges as Economic Benefits Accumulate in 22 Years" (Situazione mondiale delle colture biotecnologiche/geneticamente modificate commercializzate nel 2017: impennata nell'adozione di colture biotecnologiche e 22 anni di accumulo di benefici economici), pubblicazione ISAAA n. 53 (2017), pag. 16 e pag. 21, http://www.isaaa.org/resources/publications/briefs/53/download/isaaa-brief-53-2017.pdf
(30) Relazione tecnica della Commissione europea 2013 - 063 dal titolo "The impact of EU consumption on deforestation: Comprehensive analysis of the impact of EU consumption on deforestation" (L'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione: un'analisi completa dell'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione), studio finanziato dalla Commissione europea, DG ENV ed elaborato da VITO, IIASA, HIVA e IUCN NL, http://ec.europa.eu/environment/forests/pdf/1.%20Report%20analysis%20of%20impact.pdf, pag. 23-24: tra il 1990 e il 2008 l'Unione ha importato prodotti vegetali e animali che incorporano 90 000 km2 di deforestazione. Ai prodotti vegetali corrispondono 74 000 km2 (82 %) e la quota maggiore è rappresentata dalle colture oleaginose (52 000 km2). La soia e i pannelli di soia corrispondono all'82 % (42 600 km2), vale a dire il 47 % delle importazioni totali dell'Unione di deforestazione incorporata.
(31) Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1).
(32) Risoluzione del Parlamento europeo, del 16 gennaio 2019, sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Unione (testi approvati, P8_TA(2019)0023), paragrafo 32.
(33) Cfr. ad esempio: https://ec.europa.eu/commission/commissioners/sites/comm-cwt2019/files/commissioner_mission_letters/president-elect_von_der_leyens_mission_letter_to_paolo_gentiloni_it.pdf, pag. 2.
(34) Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 settembre 2018 sulla gestione trasparente e responsabile delle risorse naturali nei paesi in via di sviluppo: il caso delle foreste (GU C 433 del 23.12.2019, pag. 50), paragrafo 67.
(35) Cfr. nota precedente.
(36) Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo (testi approvati, P9_TA(2020)0005), https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0005_IT.html, paragrafo 64.


Discarico 2018: impresa comune Celle a combustibile e idrogeno 2
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" per l'esercizio 2018 (2019/2104(DEC))
P9_TA(2020)0070A9-0030/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0070/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 559/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2"(5), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0030/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2", al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" per l'esercizio 2018 (2019/2104(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni,(8)

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0070/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 559/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2"(12), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0030/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2", al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" per l'esercizio 2018 (2019/2104(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0030/2020),

A.  considerando che l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno" (FCH) è stata costituita nel maggio 2008 quale partenariato pubblico-privato mediante il regolamento (CE) n. 521/2008(15) del Consiglio per il periodo fino al 31 dicembre 2017, con l'obiettivo di concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni commerciali e agevolare ulteriori sforzi industriali per una rapida introduzione delle tecnologie delle celle a combustibile e dell'idrogeno; che il regolamento (CE) n. 521/2008 è stato abrogato dal regolamento (UE) n. 559/2014(16) del Consiglio;

B.  considerando che nel maggio 2014 il regolamento (UE) n. 559/2014 ha istituito l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" (FCH 2), la quale sostituisce e subentra all'impresa FCH per il periodo fino al 31 dicembre 2024;

C.  considerando che i membri dell'impresa comune FCH erano l'Unione, rappresentata dalla Commissione, il gruppo industriale per l'iniziativa tecnologica congiunta "Celle a combustibile e idrogeno" e il gruppo di ricerca N.ERGHY;

D.  considerando che i membri dell'impresa comune FCH 2 sono l'Unione, rappresentata dalla Commissione, il gruppo industriale "New Energy World Industry Grouping" AISBL ("gruppo industriale"), rinominato "Hydrogen Europe" nel 2016, e il gruppo di ricerca per l'iniziativa tecnologica congiunta "Celle a combustibile e idrogeno" (New European Research Grouping on Fuel Cells and Hydrogen AISBL) ("gruppo di ricerca");

E.  considerando che il contributo massimo dell'Unione alla prima fase delle attività dell'impresa comune FCH 2 è pari a 470 000 000 EUR, a carico del Settimo programma quadro; che i contributi provenienti dagli altri membri devono essere almeno pari al contributo dell'Unione;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  prende atto del fatto che, secondo la relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'impresa comune FCH 2 (la "relazione della Corte"), i conti annuali relativi al 2018 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2018, nonché i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente al regolamento finanziario dell'impresa comune FCH 2 e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione; rileva, altresì, che le norme contabili dell'impresa comune FCH 2 sono basate su norme contabili accettate a livello internazionale per il settore pubblico;

2.  osserva che il bilancio finale dell'impresa comune FCH 2 per l'esercizio 2018 comprende stanziamenti d'impegno per 85 504 157 EUR e stanziamenti di pagamento per 126 526 307 EUR;

3.  rileva che, complessivamente, nel 2018 l'esecuzione del bilancio riguardo agli stanziamenti d'impegno e di pagamento ha raggiunto rispettivamente il 93 % e l'83 %;

Esecuzione del bilancio pluriennale a titolo del Settimo programma quadro

4.  osserva che, relativamente all'impresa comune FCH 2, il contributo dell'Unione è di 421 300 000 EUR a titolo del Settimo programma quadro, compresi contributi in natura per un valore di 19 100 000 EUR e che i membri del gruppo industriale e del gruppo di ricerca apportano risorse per un valore pari a 442 500 000 EUR, compresi 420 000 000 EUR di contributi in natura per i progetti nell'ambito del Settimo programma quadro finanziati dall'impresa comune FCH 2 e 17 900 000 EUR di contributi in denaro per i costi amministrativi;

5.  per quanto concerne la dotazione di bilancio 2018 dell'impresa comune FCH 2 disponibile per i progetti del Settimo programma quadro, il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento ammontava al 79,6 % a causa di ritardi nella presentazione delle dichiarazioni di spesa per i progetti del Settimo programma quadro in corso;

Esecuzione del bilancio pluriennale nell'ambito di Orizzonte 2020

6.  osserva che, nell'impresa comune FCH 2, il contributo dell'Unione è di 318 800 000 EUR da Orizzonte 2020 e che i membri del gruppo industriale e del gruppo di ricerca apportano risorse per un valore di 649 400 000 EUR, compresi 1 800 000 EUR di contributi in natura per i progetti nell'ambito di Orizzonte 2020 finanziati dall'impresa comune FCH 2, 7 700 000 EUR di contributi in natura destinati alle attività aggiuntive e 3 600 000 EUR di contributi in denaro per i costi amministrativi;

7.  rileva che il basso livello di contributi in natura da parte dei membri del settore per le attività operative è dovuto al fatto che l'impresa comune FCH 2 certifica detti contributi congiuntamente alle dichiarazioni di spesa finali; osserva, pertanto, che la certificazione della maggior parte dei contributi in natura impegnati avverrà in una fase successiva del programma Orizzonte 2020, ovvero quando sarà effettuato il pagamento finale per i progetti e si dovranno presentare i certificati di rendiconto finanziario;

8.  nota che il tasso di esecuzione degli stanziamenti d'impegno ha raggiunto il 95,8 %, mentre quello degli stanziamenti di pagamento ammonta all'84,4 %; rileva che, relativamente al Settimo programma quadro, alla fine del 2018 erano stati effettuati 29 pagamenti per le relazioni periodiche intermedie e soprattutto finali, per un totale di 21 400 000 EUR; rileva che il tasso di esecuzione del bilancio (in termini di stanziamenti di pagamento) è stato del 79,6 % (rispetto al 73,8 % del 2017);

9.  rileva che, per quanto riguarda Orizzonte 2020 e in termini di stanziamenti di pagamento, sono stati effettuati 19 pagamenti di prefinanziamento per i progetti relativi agli inviti a presentare proposte del 2017 e 2018, 11 pagamenti per studi e 2 a favore del centro comune di ricerca; rileva, inoltre, che il tasso di esecuzione del bilancio (in termini di pagamenti) ha raggiunto l'83,4 % (rispetto al 93,3 % del 2017); osserva che, in termini di stanziamenti di impegno, il tasso di esecuzione del bilancio ha raggiunto il 95,8 % (rispetto al 98,3 % del 2017) a causa dell'esito dell'invito a presentare proposte, nel quale un tema non è stato trattato, e del ritardo nella pianificazione degli appalti;

10.  rileva che l'impresa comune FCH 2 ha stilato un piano d'azione che è stato approvato dal consiglio di amministrazione della stessa nel marzo 2018, e che detto piano d'azione include un'ampia gamma di azioni che devono essere attuate dall'impresa comune FCH 2, in relazione alle quali sono già state avviate talune attività; constata che la maggior parte di dette attività dovrebbe essere attuata nel 2018 e nel 2019, mentre un numero limitato di esse verrà preso in considerazione per il prossimo periodo di programmazione;

Performance

11.  osserva che l'impresa comune FCH 2 si avvale di determinate misure quali indicatori chiave di performance per esaminare il valore aggiunto apportato dalle proprie attività, come energie rinnovabili, efficienza energetica a livello di utente finale, reti intelligenti e stoccaggio; osserva inoltre che l'impresa comune FCH 2 si serve di altre misure, quali progetti di dimostrazione ospitati negli Stati membri e nelle regioni che beneficiano dei fondi dell'Unione; prende atto della revisione degli indicatori chiave di performance approvata dall'impresa comune FCH 2 nel 2018 a seguito dei considerevoli progressi tecnologici avvenuti negli ultimi anni e delle nuove applicazioni che hanno cominciato a diffondersi;

12.  osserva il fatto che il rapporto tra i costi di gestione (bilancio amministrativo e operativo) rimane al di sotto del 5 %, il che indica una struttura organizzativa dell'impresa comune FCH 2 piuttosto snella ed efficiente;

13.  prende atto che nel 2018 il valore dell'effetto leva ammontava a 1,36, rispetto al valore richiesto di 0,56; osserva inoltre che, prendendo in considerazione i contributi in natura per i progetti da parte di tutti i partner privati, l'effetto leva ha raggiunto 1,96;

14.  si compiace del fatto che tutti gli inviti a presentare proposte siano stati pubblicati e chiusi secondo i rispettivi piani di lavoro e conformemente al programma di lavoro annuale per il 2018, che includeva 20 temi;

15.  osserva che alla fine del 2018 l'impresa comune FCH 2 contava 27 membri del personale da 10 Stati membri e plaude all'equilibrio di genere del personale stesso, composto per il 51 % da uomini e per il 49 % da donne; rileva inoltre che nel 2018 la percentuale di donne che hanno partecipato ai progetti di Orizzonte 2020 ammontava al 31 %, che il 26 % dei coordinatori dei programmi erano donne e che il 22 % del gruppo di rappresentanti degli Stati membri dell'impresa comune FCH 2 era composto da donne, così come il 33 % del comitato scientifico;

16.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale dei progetti di successo finanziati dall'Unione; reputa importante aumentare la visibilità dei risultati dell'impresa comune FCH come pure la diffusione di informazioni sul suo valore aggiunto; invita l'impresa comune FCH 2 a perseguire una politica di comunicazione proattiva che diffonda i risultati della sua ricerca presso il grande pubblico, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, sensibilizzando quindi l'opinione pubblica sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

17.  osserva che, per quanto concerne i trasporti, l'impresa comune FCH 2 ha sostenuto attività di dimostrazione relative a più di 1 900 veicoli leggeri, oltre 630 dei quali erano già operativi nel 2018; rileva inoltre che nel 2018 l'impresa comune FCH 2 ha effettuato attività di dimostrazione relative a 45 autobus operativi in 10 città dell'Unione; nota con soddisfazione che l'introduzione di autobus elettrici con pile a combustibile può essere considerata come lo stato dell'arte a livello mondiale, in ragione dei significativi progressi compiuti nell'ambito dei progetti dell'impresa comune FCH 2;

Audit interno

18.  rileva che nel 2018 l'impresa comune FCH 2 ha concluso l'attuazione di tutti i piani d'azione intesi a dare seguito alle raccomandazioni contenute negli audit del servizio di audit interno (SAI) relativi alla gestione dei risultati, effettuati dal SAI nel 2016, in cui figura anche una raccomandazione sulla revisione del programma di lavoro pluriennale e degli obiettivi strategici e operativi; osserva che a gennaio 2018 l'impresa comune FCH 2 ha presentato al SAI un piano d'azione relativo a tre raccomandazioni formulate da quest'ultimo in merito al coordinamento con il servizio di assistenza centrale e alla messa in opera dei suoi strumenti e servizi; rileva che, nell'ambito del piano d'azione, l'impresa comune FCH 2 ha organizzato il suo primo seminario con il servizio di assistenza centrale; si compiace del fatto che a dicembre 2018 l'impresa comune FCH 2 abbia presentato per la revisione tutti i piani d'azione relativi alle raccomandazioni contenute nella relazione di audit del SAI del 2017; rileva inoltre con soddisfazione che nel 2019 il SAI ha inviato una lettera al consiglio di amministrazione recante conferma della corretta attuazione di tutti i piani d'azione e le raccomandazioni;

19.  osserva che gli sforzi in materia di audit ex post sono proseguiti con l'avvio di 141 audit per le sovvenzioni del Settimo programma quadro, 132 dei quali sono stati completati, mentre i restanti dovevano essere conclusi entro il primo trimestre del 2019, il che rappresenta una copertura cumulativa di audit pari al 23 % del valore delle dichiarazioni di spesa convalidate; rileva che il tasso di errore residuo era inferiore al 2 %; osserva che nel 2018 sono stati avviati 14 nuovi audit per Orizzonte 2020;

20.  osserva che sono state effettuate la valutazione finale della Commissione sull'impresa comune FCH per il periodo 2008-2016 e la valutazione intermedia sull'impresa comune FCH 2 nel quadro di Orizzonte 2020 per il periodo 2014-2016, e che nel marzo 2018 il consiglio di amministrazione ha approvato un piano d'azione del quale sono già state avviate diverse azioni, con la previsione di completare la maggior parte del programma tra il 2018 e il 2019, ma tenendo conto del fatto che un numero esiguo di azioni dovrebbe essere attuato nel successivo periodo di programmazione;

Controlli interni

21.  accoglie con favore il fatto che l'impresa comune FCH 2 abbia istituito procedure di controllo ex ante basate su esami documentali finanziari e operativi nonché audit ex post sui beneficiari delle sovvenzioni, nel quadro dei pagamenti intermedi e finali del Settimo programma quadro, e sulle dichiarazioni di spesa dei progetti di Orizzonte 2020, mentre la Commissione è responsabile degli audit ex post; accoglie con favore il fatto che alla fine del 2018 il tasso di errore residuo per gli audit ex post ammontasse all'1,10 % per il Settimo programma quadro e allo 0,46 % per Orizzonte 2020, percentuali che la Corte considera inferiori alla soglia di rilevanza;

22.  prende atto del fatto che, nel 2017, l'impresa comune FCH 2, insieme al Servizio comune di audit della direzione generale della Ricerca e dell'innovazione della Commissione, ha avviato il primo audit ex-post relativo a un campione casuale di dichiarazioni di spesa intermedie di Orizzonte 2020; osserva che l'impresa comune FCH 2 ha istituito procedure di controllo ex ante basate su esami documentali finanziari e operativi; osserva che per i pagamenti intermedi e finali nell'ambito del Settimo programma quadro, l'impresa comune FCH 2 espleta audit ex post a livello dei beneficiari, mentre per le dichiarazioni di spesa dei progetti nell'ambito del programma Orizzonte 2020 gli audit ex post ricadono sotto la responsabilità del Servizio comune di audit della Commissione; rileva con preoccupazione, tuttavia, che alla fine del 2018 erano ancora in corso due audit avviati nel 2017 e che l'impresa comune FCH 2 non ha concluso detti audit a causa delle discussioni in corso con i beneficiari, che hanno altresì richiesto il coordinamento con altri servizi della DG RTD per garantire un risultato coerente degli audit tra le diverse parti interessate.

23.  invita la Corte a esaminare la solidità e l'affidabilità della metodologia di calcolo e valutazione dei contributi in natura e chiede che tale valutazione analizzi la struttura e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di progettazione, rendicontazione e certificazione dei contributi stessi.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 42.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 108.
(6) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(7) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 42.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 108.
(13) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(14) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(15) Regolamento (CE) n. 521/2008 del Consiglio, del 30 maggio 2008, che istituisce l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno" (GU L 153 del 12.6.2008, pag. 1).
(16) Regolamento (UE) n. 559/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2" (GU L 169 del 7.6.2014, pag. 108).


Discarico 2018: impresa comune Clean Sky 2
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Clean Sky 2 per l'esercizio finanziario 2018 (2019/2101(DEC))
P9_TA(2020)0071A9-0032/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune Clean Sky 2 relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali delle imprese comuni dell'UE relativi all'esercizio 2018, corredata della risposta dell'impresa comune(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0067/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 558/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Clean Sky 2(5), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0032/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune Clean Sky 2 per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune Clean Sky 2, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune Clean Sky 2 per l'esercizio 2018 (2019/2101(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune Clean Sky 2 relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali delle imprese comuni dell'UE relativi all'esercizio 2018, corredata della risposta dell'impresa comune(7),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(8), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0067/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(10), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 558/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Clean Sky 2(11), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(12),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0032/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune Clean Sky 2 relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune Clean Sky 2, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Clean Sky 2 per l'esercizio 2018 (2019/2101(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Clean Sky 2 per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0032/2020),

A.  considerando che l'impresa comune ha iniziato a operare in maniera autonoma il 16 novembre 2009;

B.  considerando che l'impresa comune Clean Sky 2 (l'"impresa comune"), istituita dal regolamento (UE) n. 558/2014 del Consiglio(13), ha sostituito, a decorrere dal 27 giugno 2014, l'impresa comune Clean Sky nell'ambito di Orizzonte 2020;

C.  considerando che gli obiettivi principali dell'impresa comune consistono nel migliorare significativamente l'impatto ambientale delle tecnologie aeronautiche e nel promuovere la competitività del settore dell'aviazione europea; che la durata dell'impresa comune è stata prorogata fino al 31 dicembre 2024;

D.  considerando che i membri fondatori dell'impresa comune sono l'Unione, rappresentata dalla Commissione, i responsabili dei "dimostratori tecnologici integrati" (DTI), le piattaforme di sviluppo innovative di aeromobili (IADP) e le aree trasversali (TA), nonché i membri associati dei DTI;

E.  considerando che il contributo massimo dell'Unione alla seconda fase di attività dell'impresa comune è pari a 1 755 000 000 EUR a valere sul bilancio di Orizzonte 2020;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva che la Corte dei Conti (la "Corte") ha affermato che i conti annuali 2018 dell'impresa comune relativi all'esercizio conclusosi il 31 dicembre 2018 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria dell'impresa comune al 31 dicembre 2018, nonché i risultati delle sue operazioni e i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario dell'impresa e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

2.  rileva che la Corte, nella sua relazione sull'impresa comune Clean Sky 2 (di seguito la "relazione della Corte"), ha indicato che le operazioni alla base dei conti annuali sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

3.  osserva che il bilancio definitivo dell'impresa comune per l'esercizio 2018 comprendeva stanziamenti d'impegno per 371 100 000 EUR e stanziamenti di pagamento per 343 786 573 EUR; rileva che il 98,7 % degli stanziamenti d'impegno e il 98,6 % degli stanziamenti di pagamento sono costituiti da sovvenzioni della Commissione e da riporti di esercizi precedenti;

4.  osserva che il tasso di utilizzo degli stanziamenti d'impegno è stato del 99,2 % (rispetto al 99,6 % nel 2017) e quello degli stanziamenti di pagamento è stato pari al 97,3 % (contro il 98,5 % nel 2017); rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento per le spese amministrative è diminuito al 79,23 % (dal 93,13 % nel 2017);

5.  osserva con soddisfazione che l'impresa comune ha messo in atto vari strumenti per monitorare l'esecuzione del programma in termini di produttività, risultati, pianificazione e rischi delle operazioni;

Esecuzione del bilancio pluriennale a titolo del Settimo programma quadro

6.  osserva che il contributo dell'Unione è di 800 000 000 EUR a carico del Settimo programma quadro e i membri del gruppo industriale e del gruppo di ricerca forniscono un contributo di 608 300 000 EUR, compresi 594 100 000 EUR di contributi in natura per i progetti nell'ambito del Settimo programma quadro finanziati dall'impresa comune Celle a combustibile e idrogeno 2 (FCH 2), e 14 900 000 EUR di contributi in denaro per i costi amministrativi;

7.  osserva che il Settimo programma quadro è stato formalmente chiuso nel 2017 con un livello attuativo pari a circa il 100 %; osserva che nel 2018 l'impresa comune effettuava ancora dei recuperi pari a circa 850 000 EUR provenienti da prefinanziamenti in sospeso e risultati degli audit ex post;

Esecuzione pluriennale del bilancio nell'ambito di Orizzonte 2020

8.  osserva che a fine 2018, a fronte di un importo totale di 2 064 000 000 EUR per le attività da finanziare nell'ambito di Orizzonte 2020, i contributi in denaro versati dall'Unione sono pari a 816 700 000 EUR e i contributi in denaro versati dai membri privati sono pari a 14 100 000 EUR; osserva che a fine 2018 il consiglio di direzione aveva convalidato contributi in natura per 273 900 000 EUR ed erano stati notificati, ma non ancora convalidati, ulteriori 157 600 000 EUR, nonché contributi in natura per attività supplementari dai membri industriali per 801 700 000 EUR;

Inviti a presentare proposte

9.  osserva che nel 2018 l'impresa comune ha pubblicato due inviti a presentare proposte, ha ricevuto 417 proposte ammissibili (su un totale di 420) e ha selezionato 131 proposte da finanziare;

10.  prende atto della conclusione positiva dei quattro inviti per partner principali nel 2017; rileva che l'attività del 2018 ha riguardato l'inclusione nella nuova convenzione di sovvenzione per i membri (GAM) di tutti i partner principali selezionati, di cui un numero ristretto è diventato membro attivo nel 2018; osserva che i risultati di tutti e quattro gli inviti e l'inclusione dei partner vincitori in quanto membri ha condotto a un numero complessivo di partner principali pari a 183, di cui 49 sono soggetti affiliati o terzi collegati;

11.  osserva che entro la fine del 2018 sono stati lanciati nove inviti a presentare proposte, otto dei quali sono stati sottoposti a valutazione e pienamente attuati, oppure si trovano nella fase finale, e che tali otto inviti impegnano più di 560 partner provenienti da 27 paesi diversi; rileva che il settimo invito a presentare proposte è stato attuato nell'ottobre 2018 con 198 partecipanti; osserva inoltre che l'ottavo invito a presentare proposte ha avuto inizio nel novembre 2018 con 182 partecipanti e il nono invito a presentare proposte è stato pubblicato a novembre 2018 con una valutazione prevista per marzo 2019;

Performance

12.  osserva che le informazioni su alcuni ICP non sono ancora disponibili a causa della natura dei progetti; accoglie con favore il fatto che la maggior parte degli ICP specifici è stata conseguita oppure è in linea con le previsioni; prende atto del fatto che gli esperti chiedono ulteriori attività di monitoraggio e analisi, operando una chiara distinzione tra gli ICP effettivamente raggiunti alla fine di ogni anno e gli ICP che si prevede di raggiungere;

13.  osserva che il rapporto dei costi di gestione (bilancio amministrativo e operativo) rimane al di sotto del 5 %, il che indica una struttura organizzativa dell'impresa comune piuttosto snella ed efficiente;

14.  prende atto degli alti tassi di avvicendamento degli agenti temporanei e contrattuali all'interno dell'impresa comune nel 2017 e nel 2018; osserva che il tasso di avvicendamento degli agenti temporanei è aumentato quasi del 17 % e, inoltre, nel 2018 l'utilizzo dei servizi di personale interinale è quasi raddoppiato;

15.  rileva che, nella relazione annuale di attività per il 2018 dell'impresa comune, gli indicatori chiave di performance relativi all'equilibrio di genere nel 2017 e nel 2018 mostrano che il livello di partecipazione delle donne, sebbene stabile, rimane comunque piuttosto basso: il 22 % di coloro che sono coinvolti nel programma è costituito da donne, così come il 13 % dei coordinatori del programma e dal 18 % al 25 % dei consulenti ed esperti che eseguono valutazioni e analisi e che lavorano nel quadro del comitato scientifico; raccomanda che siano compiuti sforzi costanti al fine di aumentare il livello di partecipazione delle donne al programma;

16.  accoglie con favore il fatto che l'impresa comune impieghi i migliori talenti e le migliori risorse in Europa; osserva che essa utilizza le conoscenze e le competenze chiave dei principali istituti di ricerca e facoltà accademiche europei nel settore dell'aeronautica;

Controlli chiave e sistemi di supervisione

17.  prende atto del fatto che l'impresa comune ha istituito procedure di controllo ex ante basate su esami documentali finanziari e operativi, e audit ex post sui beneficiari delle sovvenzioni per i pagamenti intermedi e finali del Settimo programma quadro e sulle dichiarazioni di spesa dei progetti di Orizzonte 2020, e che il responsabile degli audit ex post è il servizio comune di audit della Commissione;

18.  osserva che i tassi d'errore residuo per gli audit ex post indicati dall'impresa comune erano dell'1,21 % per i progetti del Settimo programma quadro e dell'1,11 % per i progetti di Orizzonte 2020, percentuali che sono entrambe al di sotto della soglia di rilevanza del 2 %;

Strategia antifrode

19.  osserva che l'impresa comune riserva particolare attenzione alla prevenzione e all'individuazione delle frodi e, come conseguenza, la DG RTD attua la strategia antifrode 2020 con le parti interessate al fine di individuare e prevenire il doppio finanziamento; osserva con preoccupazione, tuttavia, che nel corso del 2018 sono stati individuati tre casi di presunte attività fraudolente in relazione ai fondi ricevuti dall'impresa comune, di cui l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha ricevuto notifica;

Audit interno

20.  osserva che nel 2018 il servizio di audit interno (IAS) ha condotto un audit sul coordinamento con il Centro comune di supporto (CSC) al fine di valutare l'adeguatezza della definizione della governance dell'impresa comune, della gestione del rischio e dei processi interni; osserva con soddisfazione che l'IAS ha identificato come punto di forza il ruolo attivo dell'impresa comune per ciò che riguarda lo scambio di informazioni con il CSC; rileva, inoltre, che i revisori hanno preso atto dell'approccio comune dei direttori per la definizione delle loro necessità relativamente ad argomenti importanti, quali la riservatezza; osserva inoltre che lo IAS ha ricevuto diverse raccomandazioni al fine adattare ulteriormente i sistemi informatici della Commissione per rimuovere i rimanenti vincoli relativi al trasferimento dei dati; invita l'impresa comune a finalizzare lo sviluppo di criteri e procedure per il trattamento dei dati riservati riguardanti i beneficiari dell'impresa comune;

Altre osservazioni

21.  rileva l'ampliamento dei contatti bilaterali dell'impresa comune con diversi Stati membri e regioni sulla base della mappatura delle priorità per le strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3) elaborata dall'impresa comune, che rileva che più di 60 regioni hanno indicato all'impresa comune che l'aeronautica o settori correlati si collocano tra le loro priorità di R&I; osserva con soddisfazione, inoltre, che nel 2018 è stato firmato un ulteriore memorandum d'intesa con una regione in Germania, il che ha portato il numero dei memorandum d'intesa in vigore al 31 dicembre 2018 a 17; osserva che a ciò è seguita, nel giugno 2019, la firma di un memorandum d'intesa con la regione francese della Nuova Aquitania;

22.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale dei progetti di successo finanziati dall'UE; reputa importante incrementare la visibilità dei risultati dell'impresa comune e la diffusione di informazioni riguardanti il valore aggiunto; invita l'impresa comune a perseguire una politica di comunicazione proattiva, diffondendo al grande pubblico i risultati della sua ricerca, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, sensibilizzando in tal modo il pubblico sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

23.  chiede alla Corte di valutare la solidità e l'affidabilità della metodologia per il calcolo e la valutazione dei contributi in natura; osserva che la valutazione dovrebbe analizzare la concezione e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di pianificazione, rendicontazione e certificazione dei contributi in natura;

Trasporti e turismo

24.  sottolinea che gli obiettivi dell'impresa comune dovrebbero essere adeguati per tenere conto della necessità di una progressiva decarbonizzazione e chiede che gli eventuali adeguamenti comportino automaticamente le necessarie risorse finanziarie e umane al fine di garantire che l'impresa comune disponga delle capacità sufficienti per tali adeguamenti;

25.  osserva che l'impresa comune è un partenariato pubblico-privato tra l'Unione e l'industria aeronautica il cui obiettivo è sviluppare tecnologie dirompenti per aumentare in modo significativo le prestazioni ambientali degli aerei e del trasporto aereo; osserva che nel 2007 è stata istituita come "impresa comune Clean Sky" nell'ambito del Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico ("7º PQ") e che nel 2014 è diventata "Impresa comune Clean Sky 2" nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte 2020;

26.  osserva che i programmi dell'impresa comune sono finanziati congiuntamente nel quadro di Orizzonte 2020 (per il periodo 2014-2020) mediante sovvenzioni dell'Unione fino a 1 755 milioni di EUR e contributi in natura dei membri privati di almeno 2 193,75 milioni di EUR; osserva che l'Unione e i membri privati condividono in egual misura i costi amministrativi che non superano i 78 milioni di EUR in tale periodo;

27.  accoglie con favore il fatto che l'impresa comune fornisca un importante contributo al miglioramento dell'efficienza nel settore dell'aviazione; sottolinea i risultati molto positivi e il ruolo essenziale svolto dall'impresa comune in Europa per garantire i progressi netti in materia di tecnologie verdi al fine di ridurre le emissioni di CO2 e di gas e i livelli di rumore prodotti dagli aeromobili; sottolinea l'importanza strategica che tale impresa comune dovrebbe svolgere nell'ambito del futuro programma Orizzonte Europa per contribuire ai nuovi obiettivi di "neutralità climatica" per il 2050 e alle previste riduzioni di CO2 attraverso il progresso tecnologico;

28.  sottolinea che l'impiego a livello mondiale delle tecnologie create e portate avanti attraverso l'impresa comune potrebbe comportare l'annullamento di una quantità di emissioni di CO2 equivalente alla quantità totale di emissioni dei Paesi Bassi;

29.  sottolinea che attraverso le tecnologie di Clean Sky I sono diminuite le emissioni di CO2 per passeggero del 19 % nel caso degli aeromobili a lungo raggio e del 40 % per quanto concerne quelli a medio raggio; chiede che l'impresa comune sia dotata di tutte le risorse umane e finanziarie necessarie per portare avanti con successo l'approccio adottato;

30.  osserva che fino al 40 % dei finanziamenti dell'impresa comune è assegnato ai suoi 16 responsabili e ai rispettivi affiliati, ossia agli industriali impegnati a conseguire il programma completo di Clean Sky 2 per tutta la sua durata; osserva che il 30 % dei finanziamenti dell'impresa comune è concesso tramite inviti a presentare proposte e bandi di gara ai suoi partner principali (selezionati per gli impegni a lungo termine nei confronti del programma); rileva inoltre che il restante 30 % del finanziamento è assegnato tramite inviti a presentare proposte e bandi di gara ad altri partner (partecipanti a temi e progetti specifici nel contesto di un impegno ben definito e limitato);

31.  osserva che, dalla data di scadenza dei conti provvisori per il 2018 (fine febbraio 2019), i membri privati dell'impresa comune hanno segnalato un importo cumulativo di 399 milioni di EUR come contributi in natura per le attività operative e che l'impresa comune ha convalidato un contributo certificato per un valore di 279,9 milioni di EUR; rileva che, analogamente, i membri privati hanno segnalato un importo cumulativo di 827,9 milioni di EUR in contributi in natura per attività aggiuntive, 620 milioni di EUR dei quali sono stati convalidati dall'impresa comune;

32.  osserva che l'impresa comune conta attualmente 16 responsabili, 193 partner principali (tra cui 50 PMI) e che sono stati banditi nove inviti a presentare proposte (per assegnare i restanti fondi ad altri partner); rileva che otto di questi inviti sono stati esaminati per la selezione di 560 partner (compreso il 31 % delle PMI che rappresentano il 25 % dei finanziamenti) provenienti da 27 paesi;

33.  osserva che l'impresa comune intende rivedere i propri regolamenti finanziari al fine di allinearli alle nuove regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione conformemente al regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14);

34.  osserva che il servizio di audit interno ha formulato una raccomandazione molto importante rivolta all'impresa comune in cui si chiede l'elaborazione di un registro consolidato dei rischi per coprire il rischio che incide sul programma e sull'impresa comune come entità autonoma; rileva che il responsabile dell'audit interno ha espresso nei confronti della dirigenza dell'impresa comune una mancanza di obiettività a causa della loro ripetuta partecipazione ai compiti di gestione e dei processi di gestione della qualità; esorta l'impresa comune a risolvere immediatamente la questione e ad attuare pienamente la raccomandazione del responsabile dell'audit interno;

35.  osserva con preoccupazione che il responsabile dell'audit interno ha individuato vari settori a rischio che richiedono azioni da parte della dirigenza dell'impresa comune; si aspetta che la dirigenza dell'impresa comune adotti tutte le misure necessarie per attenuare tali rischi;

36.  osserva che nel corso del 2018 sono stati individuati tre casi di presunte attività fraudolente in relazione ai beneficiari che ricevono fondi dall'impresa comune e che l'OLAF ne ha ricevuto notifica; invita l'impresa comune ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire in futuro i casi di frode.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 32.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 77.
(6) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(7) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 32.
(9) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(10) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(11) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 77.
(12) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(13) Regolamento (UE) n. 558/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Clean Sky 2 (GU L 169 del 7.6.2014, pag. 77).
(14) Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).


Discarico 2018: impresa comune Bioindustrie
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Bioindustrie per l'esercizio 2018 (2019/2102(DEC))
P9_TA(2020)0072A9-0034/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune Bioindustrie relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0068/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Bioindustrie(5), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0034/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune Bioindustrie per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune Bioindustrie, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune Bioindustrie relativi all'esercizio 2018 (2019/2102(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune Bioindustrie relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0068/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Bioindustrie(12), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0034/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune Bioindustrie relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune Bioindustrie, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Bioindustrie per l'esercizio 2018 (2019/2102(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Bioindustrie per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0034/2020),

A.  considerando che l'impresa comune Bioindustrie (l'"impresa comune") è stata istituita quale partenariato pubblico-privato con regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio per un periodo di 10 anni, con l'obiettivo di riunire tutti i pertinenti soggetti interessati e contribuire a fare dell'Unione un attore di primo piano delle attività di ricerca, dimostrazione e diffusione di bioprodotti e biocarburanti avanzati;

B.  considerando che, a norma degli articoli 38 e 43 del regolamento finanziario dell'impresa comune, adottato con decisione del suo consiglio di direzione il 14 ottobre 2014, il contabile ha redatto i conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

C.  considerando che i membri fondatori dell'impresa comune sono l'Unione, rappresentata dalla Commissione, e i partner industriali, rappresentati dal consorzio Bioindustrie (il "consorzio BIC");

Aspetti generali

1.  osserva che il contributo finanziario dell'Unione alle attività dell'impresa comune ammonta ad un massimo di 975 000 000 EUR, versati a valere sugli stanziamenti assegnati a Orizzonte 2020; rileva che i membri industriali dell'impresa comune sono tenuti a fornire, nel periodo di durata dell'impresa comune, un contributo complessivo di almeno 2 730 000 000 EUR, di cui contributi in natura e in denaro per almeno 182 500 000 EUR per le attività operative dell'impresa comune e contributi in natura pari ad almeno 1 755 000 000 EUR per l'attuazione di attività supplementari che non rientrano nel piano di lavoro dell'impresa comune;

2.  osserva che 19 delle 101 proposte selezionate dall'invito a presentare proposte relativo al 2018avevano raggiunto la fase di preparazione della convenzione di sovvenzione entro la fine del 2018; rileva inoltre che, all'inizio del 2018, il programma dell'impresa comune aveva un portafoglio di 101 progetti in corso, con un totale di 1 169 partecipanti provenienti da 35 paesi e sovvenzioni per un valore totale di 499 000 000 EUR;

3.  constata che non è stato possibile affrontare gli obiettivi dell'impresa comune con gli strumenti tradizionali dell'Unione; osserva che l'impresa comune ha determinato un effetto strutturante, unendo i settori e gli attori nell'introduzione di nuove catene di valore, e ha mobilitato investimenti sempre maggiori a favore dello sviluppo di innovazioni per le bioindustrie; constata, inoltre, che la missione dell'impresa comune consiste nell'attuare l'agenda strategica di ricerca e innovazione (SIRA) elaborata dal consorzio BIC e approvata dalla Commissione;

4.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale del successo dei progetti finanziati dall'UE; reputa importante aumentare la visibilità dei risultati dell'impresa comune e diffondere informazioni sul valore aggiunto di essi; invita l'impresa comune a perseguire una politica di comunicazione proattiva, diffondendo al pubblico i risultati della sua ricerca, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, sensibilizzando in tal modo i cittadini sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

5.  chiede alla Corte dei conti (la "Corte") di valutare la solidità e l'affidabilità della metodologia per il calcolo e la valutazione dei contributi in natura; chiede che tale valutazione analizzi la progettazione e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di pianificazione, comunicazione e certificazione dei contributi in natura;

Gestione finanziaria e di bilancio

6.  osserva che la Corte, nella sua relazione sui conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha rilevato che i conti annuali dell'impresa comune presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2018, nonché i risultati delle sue operazioni e i flussi di cassa per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente al suo regolamento finanziario e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

7.  osserva che i conti annuali dell'impresa comune indicano una dotazione di bilancio definitiva per il 2018 che comprende stanziamenti di impegno per 121 231 820 EUR e stanziamenti di pagamento per 118 126 520 EUR, e che i tassi di utilizzo per gli stanziamenti di impegno e di pagamento sono stati rispettivamente del 99 % e del 71 %;

8.  rileva che gli stanziamenti di pagamento sono stati utilizzati principalmente per il prefinanziamento delle convenzioni di sovvenzione stipulate a seguito dell'invito a presentare proposte relativo all'anno 2017 e per i pagamenti intermedi per progetti relativi a precedenti inviti a presentare proposte; osserva inoltre che il minor tasso di esecuzione per gli stanziamenti di pagamento era imputabile ad alcune relazioni periodiche tardive e a dichiarazioni di spesa significativamente inferiori al bilancio approvato nelle convenzioni di sovvenzione;

9.  rileva che, dell'importo di 975 000 000 EUR, che costituisce il contributo massimo in denaro dell'UE previsto a favore dell'impresa comune per il suo periodo di durata, alla fine del 2018 l'UE aveva effettuato pagamenti per un totale di 264 000 000 EUR;

10.  esprime preoccupazione per il fatto che, dei 757 900 000 EUR di contributi che i membri industriali sono tenuti a versare a copertura delle attività operative e delle spese amministrative dell'impresa comune, i membri industriali hanno notificato contributi in natura pari soltanto a 36 800 000 EUR per le attività operative, e che il consiglio di direzione ha convalidato 21 200 000 EUR di contributi versati dai membri industriali a copertura delle spese amministrative dell'impresa comune (12 100 000 EUR in natura e 9 100 000 EUR in denaro);

11.  rileva dalla relazione della Corte che nel 2018 l'impresa comune ha effettuato un'analisi per aggiornare lo status di membri delle sue entità costitutive, che è la base principale per la convalida e il riconoscimento dei contributi in natura dei membri del settore alle attività operative dell'impresa comune; osserva con soddisfazione che tale analisi è considerata una buona pratica e dovrebbe essere svolta con regolarità;

12.  si duole del fatto che, dell'importo minimo di 182 500 000 EUR di contributi in denaro che i membri industriali sono tenuti a versare a copertura delle spese operative dell'impresa comune, alla fine del 2018 fossero stati versati soltanto 800 000 EUR e che, di conseguenza, la Commissione abbia deciso, alla fine del 2018, di ridurre di 140 000 000 EUR il bilancio dell'impresa comune per il 2020, pari a 205 000 000 EUR; osserva con preoccupazione che sussiste un elevato rischio che l'importo minimo di contributi in denaro non sia raggiunto entro il termine del periodo di durata dell'impresa comune;

Prestazione

13.  osserva che gli specifici indicatori chiave di prestazione disponibili dell'impresa comune sono risultati adeguati; accoglie con favore il fatto che l'impresa comune abbia operato in modo efficiente e la sua prestazione media rispetto ai tre principali indicatori chiave di prestazione nel quadro di Orizzonte 2020 superi, nel 2018, gli obiettivi fissati;

14.  nota con preoccupazione che il valore dell'effetto leva alla fine del 2018 si attestava a 1,88, ossia al di sotto delle aspettative; osserva con preoccupazione che l'effetto leva conseguito è in calo dal 2015; invita l'impresa comune ad adottare misure per conseguire l'effetto leva prefissato di 2,86 sull'intero periodo 2014-2020;

15.  osserva che gli inviti a presentare proposte dell'impresa comune sono completamente aperti alla partecipazione di tutti i soggetti interessati; accoglie con favore i significativi sforzi profusi dall'impresa comune nel comunicare i suoi obiettivi e risultati nonché gli inviti rivolti alle parti interessate nell'Unione, mediante eventi e incontri e attraverso il suo sito web;

16.  prende atto che gli esperti confermano che l'impresa comune ha raggiunto un livello soddisfacente di partecipazione da parte dei migliori operatori dell'Unione nei settori delle catene di valore scelte; osserva che è stato raggiunto un buon livello di partecipazione del settore industriale, che rappresenta il 61 % dei partecipanti totali; sottolinea che il 54 % delle entità private a scopo di lucro sono piccole e medie imprese e che il 27 % sono grandi imprese;

17.  osserva che nel 2018 le operazioni dell'impresa comune hanno incluso la conclusione di 17 convenzioni di sovvenzione, stipulate a seguito dell'invito a presentare proposte relativo all'anno 2017, che hanno portato a 82 il numero totale di progetti nel portafoglio dell'impresa comune alla fine del 2018; osserva inoltre che l'impresa comune ha attuato con successo l'invito a presentare proposte relativo all'anno 2018; rileva che la procedura è stata avviata prima della fine del 2018 per 19 proposte selezionate;

18.  osserva che, a causa della concezione dell'invito a presentare proposte relativo all'anno 2018 e alla gestione della graduatoria delle proposte, uno dei due temi chiave dell'invito non ha ricevuto finanziamenti, nonostante fossero state ricevute proposte ammissibili e ampiamente valutate per entrambi i temi;

19.  osserva con soddisfazione che nel 2018 l'impresa comune ha conseguito un equilibrio di genere soddisfacente nei suoi vari organi (comitato scientifico: 60 % donne e 40 % uomini; gruppo dei rappresentanti degli Stati: 59 % donne e 41 % uomini; ufficio di programma: 61 % donne e 39 % uomini; esperti di valutazione (invito a presentare proposte relativo all'anno 2018): 48 % donne e 52 % uomini; coordinatori di progetto: 45 % donne e 55 % uomini), ad eccezione del consiglio di direzione (20 % donne e 80 % uomini); prende atto del fatto che l'impresa comune ha osservato di non avere alcuna influenza sulla composizione del consiglio di direzione; prende atto con soddisfazione dell'equilibrio di genere del personale coinvolto nei progetti dell'impresa comune (46 % donne e 54 % uomini);

Procedure di appalto e di assunzione

20.  rileva che alla fine del 2018 il personale dell'impresa comune era composto da 23 persone e copriva quindi tutti i posti previsti nella sua tabella dell'organico; osserva che nel 2018 sono state avviate due procedure di assunzione, una per un agente contrattuale e l'altra per un agente temporaneo; rileva tuttavia che l'organico dell'impresa comune è stato rafforzato con tre agenti contrattuali supplementari nel 2018; osserva inoltre che alla fine del 2018 è stato nominato un candidato per un posto temporaneo, che ha assunto le funzioni nel primo trimestre del 2019;

Audit interno

21.  osserva che nel novembre 2017 il servizio di audit interno ha portato a termine l'attività di audit sul campo per la procedura di audit dal titolo "Riesame limitato dell'attuazione delle norme di controllo interno dell'IC Bioindustrie"; rileva che, secondo la relazione della Corte, la situazione alla fine del 2018 dimostrava che l'impresa comune aveva in gran parte attuato le norme di controllo interno;

22.  rileva che l'ufficio di programma ha condotto un'autovalutazione delle sue norme di controllo interno al fine di analizzarne l'attuale livello di attuazione e di esaminare le condizioni necessarie a portare il quadro di controllo interno dell'organizzazione a un grado di maturità più elevato; osserva che il servizio di audit interno ha formulato tre raccomandazioni al fine di sostenere e integrare gli attuali sforzi dell'impresa comune in materia; rileva che l'ufficio di programma ha proposto i piani d'azione corrispondenti e il servizio di audit interno li ha ritenuti adeguati per attenuare i problemi; osserva tuttavia con preoccupazione che le tre norme in questione risultavano non ancora pienamente attuate all'inizio del 2018;

23.  osserva che, sulla base della relazione annuale di attività, quasi tutte le norme di controllo interno sono considerate attuate o in gran parte attuate, e che soltanto alcune norme devono essere ancora attuate appieno, come le norme 8 (processi e procedure), 10 (continuità operativa) e 11 (gestione dei documenti);

24.  prende atto che nel 2017 l'impresa comune, insieme al Servizio comune di audit della direzione generale della Ricerca e dell'innovazione della Commissione, ha avviato il primo audit ex-post relativo a un campione casuale di dichiarazioni di spesa intermedie di Orizzonte 2020; osserva che la seconda serie di audit è iniziata nel 2018 ma, a causa del ridotto numero di partecipanti sottoposti ad audit, non è ancora possibile trarre conclusioni;

25.  prende atto con soddisfazione della constatazione della Corte secondo cui il tasso di errore residuo per i progetti di Orizzonte 2020, pari a 0,01 %, è inferiore alla soglia di rilevanza;

26.  osserva che la Commissione ha effettuato la valutazione intermedia delle attività dell'impresa comune dal 2014 al 2016 e che è stato elaborato un piano d'azione per dare seguito alle raccomandazioni formulate; rileva che, secondo il piano d'azione, la maggior parte delle azioni da adottare a seguito delle raccomandazioni deve essere attuata nel 2018 e nel 2019 e che sono già state intraprese diverse azioni;

Quadro giuridico

27.  osserva con preoccupazione che, sebbene la valutazione intermedia dell'impresa comune sia stata completata nel rispetto del preciso calendario stabilito nel suo quadro giuridico, essa non ha potuto fornire il miglior valore aggiunto a beneficio del processo decisionale dell'impresa comune in questa prima fase della sua attività;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse e trasparenza

28.  rileva che l'impresa comune, insieme ad altre sei imprese comuni, ha pubblicato un invito congiunto a manifestare interesse allo scopo di selezionare un massimo di sette consulenti soggetti all'obbligo di riservatezza, i quali istituiranno una rete di consulenti soggetti a tale obbligo; osserva che, a seguito di ciò, nel novembre 2018 i direttori esecutivi hanno nominato due consulenti soggetti all'obbligo di riservatezza.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 24.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 130.
(6) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(7) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 24.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 130.
(13) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(14) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.


Discarico 2018: Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali
PDF 145kWORD 52k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per l'esercizio 2018 (2019/2091(DEC))
P9_TA(2020)0073A9-0042/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Autorità per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (005761/2020 – C9-0058/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/79/CE della Commissione(5), in particolare l'articolo 64,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i problemi economici e monetari,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0042/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per l'esercizio 2018 (2019/2091(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Autorità per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0058/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/79/CE della Commissione(12), in particolare l'articolo 64,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i problemi economici e monetari,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0042/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per l'esercizio 2018 (2019/2091(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i problemi economici e monetari,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0042/2020),

A.  considerando che, in base al suo stato delle entrate e delle spese(15), il bilancio definitivo dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali ("l'Autorità") per l'esercizio 2018 ammontava a 25 207 008 EUR, importo che rappresenta un incremento del 5,03 % rispetto al 2017; che l'Autorità è finanziata mediante un contributo dell'Unione (9 365 000 EUR, ossia il 37,15 %) e mediante contributi versati dalle autorità nazionali di vigilanza degli Stati membri (15 742 008 EUR, ossia il 62,45 %)(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Autorità nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 100 %, con un incremento dello 0,21 % rispetto all'esercizio 2017; rileva inoltre che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato dell'85,48 %, il che corrisponde a una diminuzione del 2,61 % rispetto al 2017;

2.  osserva che il carico di lavoro dell'Autorità sta evolvendo costantemente e include funzioni di regolamentazione e l'attuazione e l'applicazione del diritto dell'Unione;

Performance

3.  rileva che ciascuno dei tre obiettivi strategici mirati dal punto di vista operativo dell'Autorità dispone di indicatori chiave di prestazione che valutano il valore aggiunto apportato dalle sue attività e il miglioramento della sua gestione di bilancio, in aggiunta ad altri indicatori utilizzati internamente;

4.  osserva che l'Autorità ha conseguito il proprio obiettivo per undici indicatori chiave di prestazione; riconosce che era prossima al conseguimento dell'obiettivo per i due indicatori chiave di prestazione rimanenti, che sono stati mancati solo in misura marginale;

5.  osserva che la maggior parte dell'attività programmata dall'Autorità (218 prodotti e servizi) è stata realizzata con successo e che 25 prodotti e servizi hanno registrato lievi ritardi dovuti a risorse insufficienti, ma anche a cambiamenti nei requisiti e nelle priorità; rileva inoltre che solo tre flussi di lavoro non sono stati consegnati come previsto o con un ritardo tollerabile;

6.  osserva che l'Autorità sta sostituendo il suo attuale sistema elettronico di gestione delle risorse umane con Sysper, che è fornito dalla Commissione; rileva con preoccupazione il ritardo nell'attuazione di Sysper 2; invita l'Autorità a riferire all'autorità di discarico in merito a qualsiasi sviluppo al riguardo;

7.  rileva con soddisfazione che l'Autorità è proattiva nell'individuare opportunità di efficienza e sinergie con altre agenzie, in particolare con l'Autorità bancaria europea (ABE) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), attraverso il comitato congiunto delle autorità europee di vigilanza e mediante appalti comuni; accoglie con favore la priorità dell'Autorità di sviluppare orientamenti comuni in cooperazione con l'ABE e l'ESMA per quanto concerne le modalità di integrazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo nella vigilanza prudenziale; incoraggia vivamente l'Autorità ad adoperarsi attivamente per approfondire e ampliare la cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione; invita inoltre l'Autorità a valutare possibili modalità per accorpare i suoi servizi non specializzati, come le TIC, con altre agenzie dell'Unione;

8.  evidenzia che il ruolo dell'Autorità nel promuovere un regime di vigilanza comune in tutto il sistema finanziario europeo è essenziale per garantire la stabilità finanziaria, un mercato finanziario meglio integrato e più efficiente e sicuro nonché un elevato livello di protezione dei consumatori nell'Unione, promuovendo l'equità e la trasparenza nel mercato dei prodotti e dei servizi finanziari;

9.  sottolinea il ruolo centrale dell'Autorità nel contribuire all'elaborazione di parametri e prassi comuni di regolamentazione e vigilanza di elevata qualità, all'applicazione coerente degli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione, a stimolare e facilitare la delega di compiti e di responsabilità tra le autorità competenti, a monitorare e a valutare gli sviluppi del mercato nel proprio ambito di competenza e a promuovere la tutela dei titolari di polizze, degli aderenti agli schemi pensionistici e dei relativi beneficiari;

10.  sottolinea la necessità di una vigilanza più rigorosa in alcuni Stati membri al fine di affrontare le vulnerabilità dei mercati assicurativi di tali Stati membri e proteggere i consumatori dalle pratiche sleali delle multinazionali del settore assicurativo;

11.  pone l'accento sul fatto che, nell'assicurarsi che tutte le funzioni attribuitele siano espletate pienamente entro i termini stabiliti, l'Autorità dovrebbe attenersi ai compiti e al mandato assegnatile dal Parlamento e dal Consiglio facendone pienamente uso senza mai cercare di oltrepassare il suo mandato; evidenzia che incentrare l'attenzione sul mandato attribuito dal Parlamento e dal Consiglio condurrà a un uso più efficace ed efficiente delle risorse;

12.  condivide il timore della Corte secondo cui, attraverso le valutazioni inter pares, le autorità di vigilanza nazionali detengono un potere determinante in seno al principale organo direttivo dell'Autorità, il che significa che sono in grado di decidere la portata dell'azione dell'Autorità volta a esaminare la loro stessa efficacia;

Politica del personale

13.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo al 95,54 %, con 107 agenti temporanei sui 112 autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 101 posti autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 lavoravano per l'Autorità 33 agenti contrattuali e 18 esperti nazionali distaccati;

14.  deplora la partecipazione sbilanciata degli uomini (sei membri) e delle donne (un membro) all'interno del consiglio di amministrazione; osserva che l'Autorità ha segnalato un equilibrio di genere relativamente buono per il 2018 per quanto riguarda gli alti dirigenti (cinque uomini e tre donne);

15.  osserva che secondo la Corte l'Autorità non ha ancora completato la transizione dai compiti di regolamentazione a quelli di vigilanza e che l'Autorità dovrebbe rafforzare le risorse umane assegnate ai compiti di vigilanza;

Appalti

16.  osserva con preoccupazione che l'Autorità ha applicato criteri di aggiudicazione costituiti da elementi di prezzo non competitivi per una procedura di appalto; invita l'Autorità a usare criteri di aggiudicazione incentrati su elementi competitivi in termini di prezzo;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

17.  prende atto delle misure che l'Autorità ha già messo in atto e dei suoi sforzi in corso per garantire la trasparenza, prevenire e gestire i conflitti di interesse e proteggere chi denuncia irregolarità; constata il fatto che l'Autorità pubblica sul suo sito web un registro delle riunioni con portatori d'interessi esterni;

18.  sottolinea l'importanza di un'amministrazione aperta, efficiente e indipendente per tutte le agenzie dell'Unione e per l'Unione nel suo insieme; ricorda il problema del conflitto di interessi derivante dalle situazioni relative alle "porte girevoli" e sottolinea la necessità di un quadro giuridico unificato per affrontare tali questioni;

Controlli interni

19.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione ha pubblicato una relazione di audit sui "Test di resistenza in seno all'EIOPA", che ha condotto a cinque raccomandazioni per il miglioramento e l'attuazione di un piano d'azione;

20.  osserva che nel 2018 l'Autorità si è avvalsa di 29 lavoratori interinali mediante contratti con agenzie di lavoro temporaneo; ricorda che ai sensi della direttiva 2008/104/CE(17) i lavoratori interinali dovrebbero essere soggetti alle stesse condizioni di lavoro dei lavoratori assunti direttamente dall'Autorità; osserva con preoccupazione che i contratti non imponevano alle agenzie di lavoro temporaneo di rispettare tali condizioni di lavoro, causando rischi di contenzioso e di reputazione; invita l'Autorità ad analizzare le condizioni di lavoro dei lavoratori interinali di cui si avvale e a garantire che siano in linea con il diritto del lavoro dell'Unione e nazionale;

Altre osservazioni

21.  prende atto della possibilità di una futura diminuzione delle entrate dell'Autorità in seguito al recesso del Regno Unito dall'Unione; osserva che l'Autorità ha formulato due pareri destinati a imprese di assicurazione e autorità nazionali di vigilanza sulle misure da adottare per evitare interruzioni del servizio e ridurre al minimo i rischi;

22.  sottolinea la responsabilità del sistema finanziario nel rispondere alle sfide in materia di sostenibilità e garantire che l'Unione adempia agli obblighi assunti in virtù dell'accordo di Parigi nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici; sottolinea il ruolo cruciale dell'Autorità nell'integrare i fattori ambientali, sociali e di governance all'interno del quadro di regolamentazione e vigilanza, e nel mobilitare e guidare i flussi di capitale privato verso investimenti sostenibili; sottolinea pertanto la necessità di risorse sufficienti per monitorare l'attuazione di tale quadro da parte delle istituzioni finanziarie e delle autorità nazionali competenti;

23.  invita l'Autorità a concentrarsi sulla diffusione dei risultati delle sue attività di ricerca al pubblico e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

o
o   o

24.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(18) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 331 del 15.12.2010, pag. 48.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 331 del 15.12.2010, pag. 48.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 108 del 22.3.2018, pag. 147.
(16) GU C 108 del 22.3.2018, pag. 149.
(17) Direttiva 2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia interinale (GU L 327 del 5.12.2008, pag. 9).
(18) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: impresa comune ECSEL
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune ECSEL per l'esercizio 2018 (2019/2106(DEC))
P9_TA(2020)0074A9-0045/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune ECSEL relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0072/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 561/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune ECSEL(5), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0045/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune ECSEL per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune ECSEL, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune ECSEL relativi all'esercizio 2018 (2019/2106(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune ECSEL relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0072/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 561/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune ECSEL(12), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0045/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune ECSEL relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune ECSEL, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune ECSEL per l'esercizio 2018 (2019/2106(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune ECSEL per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0045/2020),

A.  considerando che l'impresa comune ECSEL, Componenti e sistemi elettronici per la leadership europea (l'"impresa comune"), è stata istituita il 7 giugno 2014 ai sensi dell'articolo 187 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per l'attuazione dell'iniziativa tecnologica comune "Componenti e sistemi elettronici per la leadership europea" (ECSEL) per il periodo fino al 31 dicembre 2024;

B.  considerando che l'impresa comune è stata istituita nel giugno 2014 dal regolamento (UE) n. 561/2014 del Consiglio(15) per sostituire e succedere alle imprese comuni ARTEMIS ed ENIAC;

C.  considerando che i membri dell'impresa comune sono l'Unione, gli Stati membri e, su base volontaria, i paesi associati (Stati partecipanti), nonché, a titolo privato, associazioni (soggetti privati aderenti) rappresentative di imprese e altre organizzazioni attive nel campo dei componenti e dei sistemi elettronici nell'Unione;

D.  considerando che i contributi all'impresa comune previsti per l'intero periodo di Orizzonte 2020 ammontano a 1 184 874 000 EUR da parte dell'Unione, a 1 170 000 000 EUR da parte degli Stati partecipanti e a 1 657 500 000 EUR da parte dei soggetti privati aderenti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva che la relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte") reputa che i conti annuali dell'impresa comune presentino fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2018, e che i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data siano conformi alle sue regole finanziarie e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

2.  rileva che il bilancio definitivo dell'impresa comune per l'esercizio 2018 comprendeva stanziamenti d'impegno per 194 100 000 EUR e stanziamenti di pagamento per 310 554 000 EUR; rileva che i tassi di utilizzo per gli stanziamenti d'impegno e di pagamento sono stati rispettivamente del 98 % e del 65 %;

3.  constata che, secondo la relazione della Corte, le operazioni su cui sono basati i conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

4.  osserva che alla fine del 2018 l'Unione ha contribuito con 637 600 000 EUR del fondo per il settimo programma quadro al cofinanziamento delle attività comuni e con altri 17 900 000 EUR al cofinanziamento dei costi amministrativi connessi; rileva che l'impegno cumulato per le attività operative del settimo programma quadro ammontava a 606 000 000 EUR e che i pagamenti cumulati connessi ammontavano a 529 000 000 EUR; constata che nel 2018 il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento disponibili per i progetti del settimo programma quadro, pari a 98 000 000 EUR, equivaleva a solo il 42 %, il che è dovuto principalmente ai ritardi da parte delle autorità di finanziamento nazionali nel fornire certificati di fine progetto per attività in corso del settimo programma quadro;

5.  osserva che, per i progetti del settimo programma quadro, i pagamenti effettuati dall'impresa comune ammontavano a 41 000 000 EUR, vale a dire il 22 % del totale dei pagamenti operativi eseguiti nel 2018; rileva inoltre che il tasso di errore residuo alla fine dell'esercizio era pari al 3,36 %;

6.  osserva che, per quanto concerne i pagamenti operativi del settimo programma quadro, l'impresa comune dipende ancora dalle autorità di finanziamento degli Stati partecipanti a ECSEL, il che comporta un rischio maggiore per la tempestività dei pagamenti finali;

7.  osserva con preoccupazione che nel 2018 gli Stati partecipanti, tenuti a versare contributi pari ad almeno 1 170 000 000 EUR per le attività operative dell'impresa comune nell'ambito di Orizzonte 2020 avevano contratto impegni per 564 000 000 EUR ed eseguito pagamenti per 178 000 000 EUR, vale a dire il 15 % dei contributi totali richiesti; constata che il livello basso dei contributi degli Stati partecipanti è collegato al fatto che alcuni di essi rilevano e comunicano i costi all'impresa comune soltanto alla fine dei progetti finanziati nell'ambito di Orizzonte 2020; rileva che il tasso di esecuzione del bilancio disponibile per Orizzonte 2020 equivaleva al 100 % per gli stanziamenti di impegno e al 72 % per gli stanziamenti di pagamento, e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato inferiore a causa del contributo aggiuntivo dell'importo di 20 000 000 EUR ricevuto a dicembre 2018;

8.  constata che, su 1 657 500 000 EUR di contributi a carico dei membri del settore alle attività dell'impresa comune, a fine 2018 quest'ultima stimava che i membri avessero corrisposto contributi in natura pari a 705 400 000 EUR rispetto a un contributo in denaro dell'Unione di 512 000 000 EUR; osserva inoltre che i contributi in denaro dei membri del settore ammontavano a 11 300 000 EUR e che i loro contributi in natura dichiarati ma non convalidati ammontavano a 694 100 000 EUR;

Prestazione

9.  prende atto dell'uso di indicatori chiave di prestazione (ICP) per misurare le prestazioni operative e del programma e rileva che l'impresa comune collabora con le altre imprese comuni e i relativi portatori d'interesse per definire ICP d'impatto comuni e metodologie per la valutazione di tali indicatori;

10.  osserva che il rapporto dei costi di gestione (bilancio amministrativo/operativo) rimane inferiore al 5 %, evidenziando in tal modo una struttura organizzativa dell'impresa comune piuttosto snella ed efficiente;

11.  si compiace che l'effetto moltiplicatore totale conseguito nel 2018 per il programma dell'impresa comune, calcolato sottraendo alla spesa nell'ambito di Orizzonte 2020 il finanziamento dell'Unione e dividendo per il finanziamento dell'Unione, equivalga a 3, ossia un valore superiore all'effetto moltiplicatore fissato come obiettivo per l'intero periodo 2014-2020; rileva inoltre che, se si prendono come base le spese nazionali, l'effetto moltiplicatore totale conseguito è di 3,3;

12.  osserva che l'impresa comune ha compiuto sforzi per consolidare e sviluppare le proprie attività volte a consentire il funzionamento regolare ed efficiente dell'impresa stessa; rileva che nel 2018 sono stati pubblicati quattro inviti a presentare proposte, che hanno consentito di selezionare 13 progetti collaborativi e due azioni di coordinamento e sostegno;

13.  constata che l'impresa comune ha pubblicato due inviti a presentare proposte e che, sebbene il numero di proposte sia diminuito per il quarto anno consecutivo, il numero di proposte selezionate è lo stesso del 2017;

14.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale dei progetti di successo finanziati dall'Unione; reputa importante aumentare la visibilità dei risultati dell'impresa comune come pure la diffusione di informazioni sul valore aggiunto apportato; invita l'impresa comune a perseguire una politica di comunicazione proattiva, diffondendo al pubblico i risultati della sua ricerca, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, sensibilizzando in tal modo i cittadini sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

Organico

15.  osserva che, dei 31 posti autorizzati nella tabella dell'organico, 30 sono stati coperti nel 2018: 14 da agenti temporanei e 16 da agenti contrattuali; rileva inoltre che nel 2018 sono stati occupati i posti di due capi dell'amministrazione, nello specifico di un direttore finanziario e di un responsabile di programma;

16.  prende atto delle informazioni contenute nella relazione annuale di attività 2018 dell'impresa comune per quanto riguarda l'equilibrio di genere nei progetti ECSEL, che indicano che il numero totale di donne che hanno partecipato ai progetti ECSEL in corso nel 2018 e ai progetti rendicontati in tale anno (operativi dal 2014, 2015 e 2016) ammontava a 3 336 (18 %) contro 14 820 uomini (82 %); osserva che non tutti i membri del personale delle imprese beneficiarie coinvolte nei progetti ECSEL svolgono attività di ricerca e che solo il 16 % del personale di ricerca è costituito da donne;

Appalti

17.  osserva con forte preoccupazione che la Corte ha rilevato significative carenze nella gestione delle procedure d'appalto per servizi amministrativi; apprende dalle risposte dell'impresa comune che è stato nominato un assistente per il bilancio, gli appalti e i contratti per gestire tale problema;

Controlli interni

18.  plaude al fatto che l'impresa comune abbia adottato misure intese a valutare l'attuazione degli audit ex post da parte delle autorità di finanziamento nazionali (AFN) ed abbia ottenuto dalle AFN dichiarazioni scritte attestanti che l'applicazione delle loro procedure nazionali fornisce una ragionevole garanzia circa la legittimità e regolarità delle operazioni; osserva che la relazione della Corte si riferisce al fatto che, per i pagamenti di Orizzonte 2020, il Servizio comune di audit della Commissione è responsabile degli audit ex post e che alla fine del 2018 i tassi di errore residuo calcolati dall'impresa comune erano pari all'1,15 %;

19.  nota che la questione della diversità delle metodologie e delle procedure utilizzate dalle AFN non è più pertinente per quanto concerne l'attuazione dei progetti di Orizzonte 2020, dato che gli audit ex post sono eseguiti dall'impresa comune o dalla Commissione; osserva che, in conformità delle procedure del piano comune di audit ex post di Orizzonte 2020, l'impresa comune ha ricevuto dalle AFN 22 dichiarazioni su 27 e riconosce che dette dichiarazioni forniscono una ragionevole protezione degli interessi finanziari dei suoi membri;

20.  osserva che la Commissione ha effettuato la valutazione finale sulle imprese comuni ARTEMIS ed ENIAC per il periodo 2008-2013, unitamente alla valutazione intermedia sull'impresa comune operante nell'ambito di Orizzonte 2020 per il periodo 2014-2016; rileva che l'impresa comune ha elaborato e adottato un piano d'azione per dare seguito alle raccomandazioni di tali valutazioni e che sono già state avviate alcune attività; rileva tuttavia che la maggior parte delle attività deve ancora essere realizzata nel 2019, mentre alcune di esse sono state considerate non rientranti nell'ambito di competenza dell'impresa comune;

21.  osserva che il pagamento finale per l'attuazione dell'accordo sul livello dei servizi, stipulato con uno dei membri del settore per la fornitura di servizi di comunicazione e organizzazione di eventi, è stato eseguito senza che fosse presentata la documentazione giustificativa necessaria;

22.  invita la Corte a esaminare la solidità e l'affidabilità della metodologia di calcolo e valutazione dei contributi in natura e propone che la valutazione analizzi la struttura e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di progettazione, rendicontazione e certificazione dei contributi stessi;

23.  osserva con preoccupazione che l'impresa comune ha rilevato che i contributi in denaro per spese amministrative dell'ammontare di più di 1 000 000 EUR non sono stati fatturati dall'impresa comune ENIAC al membro di settore (AENEAS) prima dell'istituzione dell'impresa comune; rileva che, per risolvere tale problema, l'impresa comune ha ricevuto 1 000 000 EUR dai propri membri come "contributo in denaro anticipato"; invita l'impresa comune a emettere senza ulteriori ritardi la nota di debito;

Audit interno

24.  osserva che nel 2018 il Servizio di audit interno della Commissione (SAI) ha effettuato una valutazione dei rischi; osserva che il SAI ha dato seguito alle raccomandazioni di audit sul processo di sovvenzione di Orizzonte 2020 e la relativa performance all'interno dell'impresa comune; riconosce che il SAI è giunto alla conclusione che tutte le raccomandazioni sono state attuate in modo adeguato;

Gestione delle risorse umane

25.  prende atto che, al 31 dicembre 2018, l'impresa comune contava 30 dipendenti; osserva che nel 2018 l'impresa comune ha coperto due posti, uno da capo dell'amministrazione e delle finanze e l'altro da responsabile di programma, e ha pubblicato un avviso di posto vacante per esperto nazionale distaccato;

26.  rileva che, in vista dell'adeguamento della struttura dell'organizzazione alle priorità e alle esigenze in termini di competenze, l'organigramma dell'impresa comune è stato aggiornato il 6 agosto 2018; osserva che nel gennaio 2018 il consiglio direttivo ha convalidato una serie di cinque nuove norme recanti attuazione dello statuto.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 24.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 152.
(6) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(7) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 24.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 152.
(13) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(14) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(15) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 152.


Discarico 2018: impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" per l'esercizio 2018 (2019/2103(DEC))
P9_TA(2020)0075A9-0046/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2020 – C9-0069/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 557/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2(5), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0046/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" per l'esercizio 2018 (2019/2103(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2020 – C9-0069/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 557/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2(12), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0046/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il Suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2", al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" per l'esercizio 2018 (2019/2103(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune "Iniziativa in materia di medicinali innovativi 2" per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0046/2020),

A.  considerando che l'impresa comune per l'attuazione dell'iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi ("impresa comune IMI") è stata costituita nel dicembre 2007 per un periodo di 10 anni al fine di aumentare significativamente l'efficacia e l'efficienza del processo di sviluppo dei medicinali cosicché il settore farmaceutico, a lungo termine, produca medicinali innovativi più efficaci e più sicuri;

B.  considerando che, a seguito dell'adozione del regolamento (UE) n. 557/2014(15) nel maggio 2014, l'impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2 ("impresa comune IMI2") è stata istituita per un periodo fino al 31 dicembre 2024; che nel giugno 2014 ha sostituito l'impresa comune IMI, a cui è subentrata, allo scopo di completare le attività di ricerca nell'ambito del Settimo programma quadro e di avviare un nuovo progetto nel quadro di Orizzonte 2020;

C.  considerando che l'Unione, rappresentata dalla Commissione, e la Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche sono membri fondatori dell'impresa comune IMI e dell'impresa comune IMI2;

D.  considerando che il contributo massimo dell'Unione all'impresa comune IMI per il decennio in questione è pari a 1 000 000 000 EUR, a carico del bilancio del Settimo programma quadro, e che i membri fondatori devono contribuire in egual misura ai costi di funzionamento, ciascuno per un importo non superiore al 4 % del contributo totale dell'UE;

E.  considerando che il contributo massimo dell'Unione all'impresa comune IMI2 per il decennio in questione è di 1 638 000 000 EUR, a carico del bilancio di Orizzonte 2020, e che i membri, ad eccezione della Commissione, devono contribuire ai costi di funzionamento in misura del 50 % e dovrebbero contribuire ai costi operativi tramite contributi in denaro e/o in natura equivalenti al contributo finanziario dell'Unione;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva che, in base alla relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'impresa comune IMI2 relativi all'esercizio 2018 ("relazione della Corte"), i conti annuali sono presentati fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, per quanto riguarda la posizione finanziaria dell'impresa comune al 31 dicembre 2018, e i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente al regolamento finanziario dell'impresa comune e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

2.  prende atto del giudizio della Corte sulla legittimità e la regolarità delle operazioni alla base dei conti annuali dell'impresa comune IMI2 per l'esercizio 2018, secondo cui dette operazioni sono legittime e regolari sotto tutti gli aspetti rilevanti;

3.  osserva che il bilancio definitivo 2018 ammontava a 275 600 000 EUR in stanziamenti di impegno (187 900 000 EUR nel 2017) e 235 900 000 EUR in stanziamenti di pagamento (206 400 000 EUR nel 2017); nota che, compresi gli stanziamenti non utilizzati degli esercizi precedenti e le entrate con destinazione specifica, il bilancio di impegno totale disponibile ammontava a 485 596 000 EUR (322 400 000 EUR nel 2017) mentre il bilancio disponibile per i pagamenti ammontava a 235 963 021 EUR (206 400 000 EUR nel 2017);

4.  osserva che su 1 000 000 000 EUR di contributi a carico dei membri del settore per le attività dell'impresa comune IMI, a fine 2018 l'impresa comune IMI2 aveva convalidato contributi in natura e in denaro per 655 200 000 EUR (più precisamente, contributi in natura per 633 300 000 EUR e contributi in denaro per 21 900 000 EUR); fa notare che i membri dell'impresa comune IMI2 avevano comunicato altri 80 600 000 EUR di contributi in natura non convalidati; sottolinea il fatto che, di conseguenza, a fine 2018 i contributi in natura e in denaro dei membri del settore ammontavano a 735 800 000 EUR, mentre i contributi in denaro dell'Unione alle attività del Settimo programma quadro dell'impresa comune IMI2 erano pari a 916 000 000 EUR;

5.  osserva con soddisfazione che nel 2018 i tassi di utilizzo degli stanziamenti di pagamento dell'impresa comune IMI per i progetti del Settimo programma quadro ammontavano all'88 %, una percentuale che indica un miglioramento rispetto al periodo precedente, in cui i tassi di utilizzo si sono mantenuti inferiori al 75 % per quattro anni consecutivi; rileva inoltre che il tasso di esecuzione per gli stanziamenti di pagamento nell'ambito di Orizzonte 2020 ammontava all'86 % e che nel 2018 l'esecuzione degli stanziamenti di impegno e di pagamento per le spese amministrative e operative era superiore al 2017;

6.  osserva che, dei 1 425 000 000 EUR di contributi in natura e in denaro a carico dei membri del settore e dei partner associati alle attività dell'impresa comune IMI2, 130 500 000 EUR di contributi in natura erano stati convalidati dal direttore esecutivo e un ulteriore importo di 83 900 000 EUR era stato dichiarato entro la fine del 2018; osserva inoltre che il direttore esecutivo aveva convalidato 13 500 000 EUR di contributi in denaro versati dai membri del settore; osserva altresì che a fine 2018 i contributi complessivi dei membri del settore alle attività dell'impresa comune IMI2 nel quadro di Orizzonte 2020 ammontavano, di conseguenza, a 227 700 000 EUR, mentre il contributo in denaro dell'Unione ammontava a 241 900 000 EUR;

7.  osserva che nel 2018 il consiglio di amministrazione dell'impresa comune IMI2 ha approvato tre emendamenti di bilancio: 

   a) il 12 giugno 2018, al fine di includere gli importi riportati dall'esercizio precedente (209 698 405 EUR in stanziamenti di impegno e 56 133 212 EUR in stanziamenti di pagamento);
   b) il 13 luglio 2018, al fine di includere ulteriori riporti dall'esercizio precedente (stanziamenti di impegno per 25 669 EUR e stanziamenti di pagamento per 25 669 EUR), corrispondenti nello specifico agli importi dell'impresa comune IMI recuperati dai beneficiari nel 2017 e riportati al bilancio 2018; e
   c) il 5 dicembre 2018, al fine di ridurre gli stanziamenti di pagamento operativi di 36 332 261 EUR a seguito della diminuzione del contributo dell'Unione ai costi operativi (34 978 261 EUR) e del differimento al 2019 del contributo del partner dell'impresa comune IMI2 (Bill and Melinda Gates Foundation) ai costi operativi (1 354 000 EUR) riportati all'esercizio successivo;

8.  osserva che alla fine del 2018 gli stanziamenti di pagamento inutilizzati stimati per le spese operative e amministrative approvate dal consiglio di amministrazione dell'impresa comune IMI2 per essere riportate al 2019 ammontavano a 30 943 429 EUR; prende atto con preoccupazione dell'osservazione della Corte, secondo cui, sebbene la situazione sia migliorata a seguito dell'adozione di misure correttive da parte dell'impresa comune IMI2, persistono tuttavia debolezze nella pianificazione e nel monitoraggio della necessità di nuovi stanziamenti di pagamento;

Performance

9.  osserva che il 2018 è stato il primo anno in cui l'impresa comune IMI2 ha riferito in merito agli indicatori chiave di performance riveduti nella sua relazione annuale di attività per il 2018; accoglie con favore il fatto che questa iniziativa si sia dimostrata uno strumento di controllo efficace che contribuisce ad aumentare il livello di trasparenza in relazione ai risultati dell'impresa comune IMI2, attirando quindi l'interesse della società civile;

10.  constata, dalla relazione annuale di attività, che l'analisi dei dati raccolti fino al 31 dicembre 2018 mostra che quasi tutti i settori prioritari pertinenti del programma strategico di ricerca dell'impresa comune IMI2 sono affrontati dai progetti dell'impresa stessa (11 su 12);

11.  si compiace del fatto che nel 2018 l'impresa comune IMI2 abbia firmato un totale di 20 nuove convenzioni di sovvenzione, portando il totale del portafoglio di progetti a 119 (59 progetti dell'impresa comune IMI + 60 progetti dell'impresa comune IMI2);

12.  osserva che il rapporto dei costi di gestione (bilancio amministrativo/operativo) rimane inferiore al 5 %, il che indica una struttura organizzativa dell'impresa comune IMI2 piuttosto snella ed efficiente;

13.  prende atto del fatto che nel 2018 il valore dell'effetto leva dell'impresa comune IMI2 ammontava a 0,99;

14.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale del successo dei progetti finanziati dall'UE; reputa importante aumentare la visibilità dei risultati dell'impresa comune IMI2 e diffondere informazioni sul valore aggiunto apportato; invita l'impresa comune IMI2 a perseguire una politica di comunicazione proattiva, diffondendo al pubblico i risultati della sua ricerca, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, sensibilizzando in tal modo i cittadini sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

15.  si compiace del fatto che nel 2018 sia stato avviato con successo EBOVAC3 al fine di condurre sperimentazioni cliniche che coinvolgono i bambini in Sierra Leone e Guinea; rileva inoltre che il progetto sta realizzando uno studio clinico relativo ai prestatori di assistenza sanitaria nella Repubblica democratica del Congo, che contribuisce a contrastare la malattia; osserva con soddisfazione che gli insegnamenti tratti dai progetti Ebola+ dell'impresa comune IMI2 possono essere applicati ad altre malattie infettive emergenti;

16.  invita l'impresa comune IMI2 a valutare l'opportunità di rivedere il numero di progetti finanziati in futuro; osserva inoltre che un numero inferiore di progetti più ampi e ben finanziati preciserebbe notevolmente il settore di attività dell'impresa comune IMI2 e aiuterebbe il grande pubblico a comprenderne meglio i benefici;

Personale e modalità di reclutamento

17.  osserva che, a dicembre 2018, il numero totale di posti in organico coperti nell'impresa comune IMI2 era pari a 48 (49 nel 2017);

18.  rileva che, alla fine del 2018, in seno all'impresa comune IMI2 erano rappresentate le nazionalità di 15 Stati membri, sette delle quali con un membro del personale; osserva che le donne rappresentano il 73 % dei 48 membri del personale, mentre gli uomini solo il 27 %;

19.  prende atto con preoccupazione della constatazione della Corte, secondo cui nel 2018 il tasso di avvicendamento del personale dell'impresa comune IMI2 era elevato, con una media del 21 %, risultando particolarmente alto per gli agenti contrattuali (60 %), e la situazione è peggiorata a causa del congedo di malattia di lunga durata di otto persone, quattro delle quali erano casi nuovi del 2018, pertanto solo metà del personale dell'impresa comune IMI2 era idoneo al servizio nel 2018, situazione che ha aumentato il rischio che gli obiettivi operativi dell'impresa stessa non fossero raggiunti come previsto; rileva che, al fine di risolvere le difficoltà legate al personale, l'impresa comune IMI2 ha fatto ricorso ad agenti interinali, che nel 2018 rappresentavano il 9,8 % dell'organico dell'impresa, e ha investito risorse al fine di mantenere il personale competente attraverso attività di formazione e benessere, da un lato, e di completare l'organico dall'altro; esprime preoccupazione per il numero di membri del personale in congedo per malattia di lunga durata e teme che in alcuni casi ciò possa essere legato a situazioni di esaurimento e di insoddisfacente equilibrio tra vita professionale e vita privata; invita l'impresa comune IMI2 ad adottare un approccio proattivo nei confronti del personale interessato, a valutare attentamente il carico di lavoro del personale e a garantire un'equa ripartizione dei compiti;

Audit interno

20.  osserva che la relazione finale di audit del servizio di audit interno della Commissione (SAI) sul coordinamento con il Centro comune di supporto e l'attuazione degli strumenti e dei servizi del centro stesso nell'impresa comune IMI2, pubblicata nel marzo 2018, ha concluso che l'impresa ha attuato procedure adeguate in materia di governance, gestione dei rischi e controlli interni che sostengono in modo efficace ed efficiente le sue attività di coordinamento con il Centro comune di supporto, nonché la messa in opera degli strumenti e dei servizi del centro stesso;

21.  rileva che l'audit del SAI non ha identificato alcuna questione critica o di elevata importanza, mentre sono state formulate tre raccomandazioni segnalate come "importanti"; osserva che l'impresa comune IMI2 ha elaborato un piano d'azione atto a trasporre le tre raccomandazioni in cinque azioni, quattro delle quali, relative a due delle raccomandazioni, sono state attuate entro la fine del 2018;

Sistemi di controllo interno

22.  prende atto delle conclusioni della Corte, secondo cui l'impresa comune IMI2 ha istituito procedure di controllo ex ante attendibili basate su esami documentali finanziari e operativi, in particolare per i pagamenti intermedi e finali del Settimo programma quadro; rileva che l'impresa comune IMI2 effettua audit ex post in loco presso le sedi dei beneficiari, mentre il SAI è responsabile degli audit ex post relativi alle dichiarazioni di spesa dei progetti nell'ambito di Orizzonte 2020; rileva che i tassi di errore residuo per gli audit ex post indicati dall'impresa comune IMI2 alla fine del 2018 erano dello 0,87 % per il Settimo programma quadro e dello 0,67 % per Orizzonte 2020;

23.  osserva che nel dicembre 2017 il consiglio di amministrazione dell'impresa comune IMI2 ha adottato il quadro di controllo interno dell'impresa stessa, che risulta conforme al quadro di controllo della Commissione; constata che nel 2018 il piano d'azione per il controllo interno dell'impresa comune IMI2 era incentrato sull'attuazione dei nuovi principi del quadro di controllo interno e di revisione, nonché sullo sviluppo della struttura dell'ambiente di controllo interno; osserva che sono stati adottati nuovi orientamenti operativi per l'attuazione e la misurazione dell'efficacia del sistema di controllo;

24.  rileva che la direzione generale del Bilancio della Commissione (DG BUDG) ha effettuato la sua valutazione annuale dei sistemi finanziari locali nell'impresa comune IMI2 e ha rivisto le informazioni relative alle modifiche dei sistemi locali e dell'ambiente di controllo, valutato le carenze in materia di controllo interno individuate dagli audit e dai controlli di supervisione, nonché verificato un campione di transazioni per le operazioni; osserva che il 13 dicembre 2018 la DG BUDG ha concluso che i sistemi di controllo interno dell'impresa comune IMI2 funzionavano come previsto; constata che l'impresa comune IMI2 ha completato l'attuazione del piano d'azione approvato dal contabile il 5 febbraio 2018, che la DG BUDG ha valutato la situazione relativamente all'attuazione del piano d'azione e che tutte e cinque le raccomandazioni sono state archiviate entro il 28 gennaio 2019;

25.  invita la Corte a esaminare la solidità e l'affidabilità della metodologia di calcolo e valutazione dei contributi in natura; osserva che la valutazione dovrebbe analizzare la struttura e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di progettazione, rendicontazione e certificazione dei contributi stessi.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 54.
(6) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(7) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 169 del 7.6.2014, pag. 54.
(13) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(14) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(15) Regolamento (UE) n. 557/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l’impresa comune per l’iniziativa in materia di medicinali innovativi 2 (GU L 169 del 7.6.2014, pag. 54).


Discarico 2018: impresa comune Shift2Rail
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Shift2Rail per l'esercizio 2018 (2019/2105(DEC))
P9_TA(2020)0076A9-0055/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune Shift2Rail relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0071/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 642/2014 del Consiglio, del 16 giugno 2014, che istituisce l'impresa comune Shift2Rail(5), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0055/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune Shift2Rail per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune Shift2Rail, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune Shift2Rail relativi all'esercizio 2018 (2019/2105(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune Shift2Rail relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata della risposta dell'impresa comune(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0071/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 209,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 71,

–  visto il regolamento (UE) n. 642/2014 del Consiglio, del 16 giugno 2014, che istituisce l'impresa comune Shift2Rail(12), in particolare l'articolo 12,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 110/2014 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 209 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/887 della Commissione, del 13 marzo 2019, che stabilisce il regolamento finanziario tipo degli organismi di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 71 del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0055/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune Shift2Rail relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune Shift2Rail, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Shift2Rail per l'esercizio 2018 (2019/2105(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune Shift2Rail, per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0055/2020),

A.  considerando che l'impresa comune Shift2Rail (l'"impresa comune") è stata istituita nel giugno 2014 per un periodo di 10 anni dal regolamento (UE) n. 642/2014(15);

B.  considerando che i membri fondatori sono l'Unione europea, rappresentata dalla Commissione, e i partner del settore ferroviario (principali parti interessate, tra cui produttori di attrezzature ferroviarie, società ferroviarie, gestori di infrastrutture e centri di ricerca), con la possibilità che altri soggetti possano partecipare all'impresa comune come membri associati;

C.  considerando che l'impresa comune mira a conseguire uno spazio ferroviario europeo unico, rendere il sistema ferroviario europeo più attraente e più competitivo, garantire la transizione modale dal trasporto stradale e mantenere il settore ferroviario europeo in una posizione di punta sul mercato mondiale;

D.  considerando che l'impresa comune ha iniziato a operare autonomamente nel maggio 2016;

Aspetti generali

1.  osserva che la relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte") reputa che i conti annuali dell'impresa comune presentino fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2018, e che i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data siano conformi al suo regolamento finanziario e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

2.  constata che, secondo la relazione della Corte, le operazioni su cui sono basati i conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

3.  osserva che il contributo finanziario dell'Unione alle attività dell'impresa comune ammonta ad un massimo di 450 000 000 EUR, versati a valere sugli stanziamenti assegnati a Orizzonte 2020; rileva che i membri industriali dell'impresa comune sono tenuti a fornire un contributo complessivo di almeno 470 000 000 EUR, di cui contributi in natura e in denaro per almeno 350 000 000 EUR alle attività operative e ai costi amministrativi dell'impresa comune e contributi in natura pari ad almeno 120 000 000 EUR ad attività supplementari dell'impresa comune;

4.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale dei progetti di successo finanziati dall'UE; reputa importante aumentare la visibilità dei risultati dell'impresa comune come pure la diffusione di informazioni sul valore aggiunto; invita l'impresa comune a perseguire una politica di comunicazione proattiva, diffondendo al grande pubblico i risultati della sua ricerca, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, al fine di sensibilizzare il pubblico sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

5.  chiede alla Corte di valutare la solidità e l'affidabilità della metodologia per il calcolo e la valutazione dei contributi in natura; osserva che la valutazione deve analizzare la concezione e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di pianificazione, rendicontazione e certificazione dei contributi in natura;

Gestione finanziaria e di bilancio

6.  osserva che la dotazione finanziaria definitiva 2018 disponibile per l'esecuzione comprendeva stanziamenti di impegno per 84 756 000 EUR e stanziamenti di pagamento per 71 890 204 EUR; sottolinea che i tassi di utilizzo per gli stanziamenti d'impegno e di pagamento sono stati rispettivamente del 100 % e dell'82,3 %, percentuali che rappresentano un livello basso, in particolare per gli stanziamenti di pagamento; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è inferiore al previsto a causa di una decisione giuridica in sospeso riguardante l'adesione all'impresa comune; prende atto del basso tasso di esecuzione (63,4 %) degli stanziamenti di pagamento nel titolo 2 (spese amministrative, che rappresentano il 3 % del bilancio dell'impresa comune) a causa dei ritardi di fatturazione da parte dei fornitori nell'ambito di contratti quadro pluriennali; osserva inoltre che la maggior parte dei pagamenti eseguiti dall'impresa comune nel 2018 erano pagamenti intermedi per progetti nell'ambito di Orizzonte 2020 selezionati mediante gli inviti a presentare proposte del 2015 e 2016 e prefinanziamenti per progetti nell'ambito di Orizzonte 2020 selezionati mediante gli inviti a presentare proposte del 2018;

7.  osserva che su un importo di 411 200 000 EUR (compresi 158 900 000 EUR quale importo massimo del contributo in denaro dell'Unione e il contributo in denaro dei membri dell'industria ai costi amministrativi delle imprese comuni di 6 500 000 EUR) entro la fine del 2018, l'impresa comune aveva assunto impegni per 84 756 000 EUR ed eseguito pagamenti per 59 155 000 EUR per l'esecuzione della sua prima serie di progetti; rileva che ciò dimostra che l'impresa comune ha firmato attualmente convenzioni di sovvenzione pluriennali interdipendenti e contratti d'appalto per attuare il 39 % del programma di ricerca e innovazione dell'impresa comune, in linea con il proprio programma di lavoro pluriennale;

8.  accoglie con favore il fatto che di 350 000 000 EUR complessivi con cui i membri industriali dovevano contribuire alle attività operative e alle spese amministrative dell'impresa comune, alla fine del 2018, ossia quattro mesi dopo che l'impresa comune aveva avviato i suoi primi progetti di Orizzonte 2020, tali membri dell'industria avevano notificato contributi in natura pari a 63 700 000 EUR per le attività operative, di cui 21 700 000 EUR erano stati certificati; constata inoltre che, su 120 000 000 EUR di contributi a carico dei membri del settore alle attività aggiuntive dell'impresa comune, i membri del settore hanno corrisposto contributi in denaro pari a 6 500 000 EUR per altre attività al di fuori del piano di lavoro dell'impresa comune;

9.  osserva che, a fine 2018, i contributi complessivi versati dai membri del settore ammontavano a 252 300 000 EUR, rispetto al contributo in denaro dell'Unione pari a 158 900 000 EUR;

10.  rileva che, nel 2018, l'impresa comune ha firmato 17 convenzioni di sovvenzione a seguito di inviti a presentare proposte del 2018, e che il valore delle attività di ricerca e innovazione legate a tali inviti a presentare proposte ammontava a 152 600 000 EUR, da cofinanziare dall'impresa comune a concorrenza di 77 300 000 EUR; osserva che gli altri membri hanno concordato di limitare la loro richiesta di cofinanziamento al 44,44 % dei costi totali del progetto, che è la percentuale complessiva più bassa per il programma quadro Orizzonte 2020; nota con rammarico che solo 76 piccole e medie imprese (PMI) hanno partecipato all'invito per il 2018 (nel 2017 erano state 120) e che 40 PMI (50 nel 2017) sono state ammesse al finanziamento (il 21,6 % di tutti i partecipanti ammessi al finanziamento);

Prestazione

11.  osserva che la terza serie di indicatori chiave di prestazione sarà sviluppata sulla base dei primi risultati di Orizzonte 2020 a causa della natura dei progetti; prende atto inoltre del fatto che l'impresa comune ha continuato a sviluppare un modello di indicatori chiave di prestazione per misurare il contributo delle attività di ricerca e innovazione al suo regolamento; osserva che tale lavoro è ancora in corso e che i primi risultati sono stati presentati al consiglio di direzione nel dicembre 2018;

12.  osserva che il rapporto relativo al costo di gestione (bilancio amministrativo/operativo) rimane inferiore al 5 %, evidenziando in tal modo una struttura organizzativa dell'impresa comune piuttosto snella ed efficiente;

13.  prende atto del fatto che l'impresa comune ha contribuito a creare continuità e una visione comune condivisa per la ricerca ferroviaria all'interno della comunità ferroviaria; rileva, inoltre, che l'impresa comune ha contribuito a creare fiducia tra soggetti che altrimenti non avrebbero avuto l'opportunità di condividere idee e interessi comuni al di fuori di una situazione commerciale; osserva che la presenza di operatori ferroviari nell'impresa comune dovrebbe essere rafforzata nel tempo;

14.  sottolinea che l'impresa comune dovrebbe contribuire ad affrontare le sfide del settore ferroviario, concentrandosi sulle esigenze del sistema ferroviario e dei suoi utenti, anche negli Stati membri che non dispongono di un sistema ferroviario sul loro territorio; osserva che, a tal fine, l'impresa comune attua il programma Shift2Rail e le attività di ricerca e innovazione nel settore ferroviario in Europa attraverso la collaborazione tra le parti interessate e gli Stati membri; osserva che occorre prestare particolare attenzione alla promozione di misure concrete per l'eliminazione dei rimanenti ostacoli tecnici al miglioramento dell'interoperabilità nonché alle azioni a sostegno di un mercato ferroviario dell'UE più integrato, efficiente e sicuro, con l'obiettivo ultimo di realizzare lo Spazio ferroviario europeo unico;

15.  osserva che l'impresa comune ha lanciato l'invito del 2018 a presentare proposte per sovvenzioni limitate ai suoi membri, come regime forfettario di finanziamento; osserva tuttavia che gli esperti finanziari coinvolti nella valutazione delle sovvenzioni hanno rivelato alcune differenze significative nelle proposte finanziarie; rileva che l'impresa comune ha utilizzato la fase di preparazione delle sovvenzioni per analizzare le spiegazioni fornite dai beneficiari per gli scostamenti e correggere la somma forfettaria ove giustificato; invita l'impresa comune a continuare a rafforzare i dati finanziari nella sua banca dati dei beneficiari e a divulgare importanti osservazioni degli esperti finanziari nella relazione di sintesi della valutazione; prende atto della risposta dell'impresa comune secondo cui è stato dato rigoroso seguito a tutti gli aspetti giuridici e finanziari della decisione della Commissione C(2017)7151(16), l'ordinatore ha assicurato che tutte le osservazioni degli esperti, sia tecniche che finanziarie, sono state tenute in debita considerazione e, alla luce della raccomandazione della Corte, l'intero processo sarà ulteriormente migliorato nell'ambito dell'invito a presentare proposte del 2019;

16.  osserva che, secondo il rapporto annuale di attività 2018 dell'impresa comune, gli indicatori chiave di prestazione relativi all'equilibrio di genere per quell'anno mostrano una percentuale molto bassa di donne - solo il 15 % - nel consiglio di direzione, mentre esse costituiscono il 34 % dei rappresentanti dell'impresa comune e il 40 % del comitato scientifico;

Selezione e assunzione del personale

17.  osserva che nel 2018 l'impresa comune ha assunto due esperti nazionali distaccati conformemente alla tabella dell'organico e, con l'accordo delle autorità di bilancio, ne ha assunto un terzo per un periodo di distacco di un anno al fine di sostituire un responsabile del programma;

18.  osserva che, alla fine del 2018, il personale dell'impresa comune era composto da 22 persone sulle 23 previste nella tabella dell'organico;

Controllo interno

19.  rileva che l'impresa comune ha istituito procedure di controllo ex ante attendibili basate su esami documentali finanziari e operativi e che il Servizio comune di audit della Direzione generale della ricerca e dell'innovazione della Commissione (il "Servizio comune di audit") è responsabile per l'audit ex post delle dichiarazioni di spesa relative a progetti nell'ambito del programma Orizzonte 2020; osserva, inoltre, che la situazione alla fine del 2018 ha dimostrato che le norme di controllo interno più importanti sono state ampiamente attuate con alcune azioni che rimangono da completare nel 2019, in particolare la revisione del modello dell'indicatore chiave di prestazione;

20.  prende atto che, secondo la Corte, il tasso di errore residuo per il programma Orizzonte 2020, pari a 0,97 %, era inferiore alla soglia di rilevanza; prende in considerazione il fatto che, alla fine del 2018, l'impresa comune potrebbe basare il calcolo del tasso di errore su quattro relazioni di audit ex post, una relativa all'audit basato sul rischio e tre relative al campione rappresentativo dell'impresa comune;

21.  riconosce che il Servizio di audit interno svolge il ruolo di revisore interno dell'impresa comune e che, in tale contesto, riferisce indirettamente al consiglio di direzione e al direttore esecutivo; osserva che la prima missione di audit ha delineato un profilo di rischio dell'impresa comune allo scopo di istituire un programma triennale per l'audit interno; osserva che il piano strategico di audit interno del servizio di audit interno 2017-2019 è stato presentato nel giugno 2017; rileva inoltre che, in base a tale piano, il servizio di audit interno ha eseguito nel 2018 un riesame limitato dell'attuazione delle norme di controllo interno; osserva con soddisfazione che, delle 5 raccomandazioni alla dirigenza di rimediare alle carenze individuate che non erano state ancora pienamente attuate, soltanto una necessitava ancora di azioni di attuazione nel 2019;

22.  rileva con rammarico che, alla fine del 2017, gli strumenti comuni della Commissione per la gestione e il monitoraggio delle sovvenzioni nell'ambito di Orizzonte 2020 non avevano terminato gli specifici moduli necessari per il trattamento dei contributi in natura all'impresa comune; osserva tuttavia che i contributi in natura sono stati convalidati dal direttore esecutivo nel 2018;

23.  osserva che la valutazione intermedia della Commissione sulle attività operative dell'impresa comune per nel quadro di Orizzonte 2020 per il periodo 2014-2016 è stata effettuata; rileva che il consiglio di direzione ha elaborato e approvato un piano d'azione nel giugno 2018; prende in considerazione il fatto che non tutte le raccomandazioni formulate nella valutazione intermedia saranno affrontate nell'ambito dell'attuale programma quadro finanziario; rileva tuttavia che alcune azioni incluse nel piano d'azione sono già state avviate, mentre altre dovrebbero essere attuate entro il 2020;

Altre questioni

24.  insiste sull'importanza della cooperazione tra l'impresa comune e l'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA); prende atto della partecipazione dell'ERA alle riunioni del consiglio di direzione dell'impresa comune e ai gruppi che hanno redatto il piano d'azione pluriennale; osserva che l'impresa comune ha valutato le richieste di ricerca e innovazione provenienti dell'ERA al fine di evitare sovrapposizioni di attività e massimizzare l'efficienza nell'uso dei finanziamenti pubblici;

25.  osserva che nel 2018 un membro associato è diventato una controllata al 100 % di un membro fondatore, di conseguenza la rappresentanza di tale membro fondatore nel consiglio di direzione è aumentata; osserva che le disposizioni del quadro giuridico attuale dell'impresa comune non affrontano in modo sufficiente le acquisizioni societarie tra i membri industriali dell'impresa comune e le implicazioni che potrebbero avere sull'equilibrio della rappresentanza dei membri in seno al consiglio di direzione; prende atto della risposta dell'impresa comune secondo cui il quadro giuridico istituito presso l'impresa comune non consente di aumentare l'influenza di un membro fondatore sul processo decisionale e sulla governance globale. rileva che l'osservazione della Corte sarà presa in considerazione in tutte le eventuali modifiche al regolamento;

26.  osserva che la valutazione intermedia dell'impresa comune è stata completata nei tempi stabiliti dal suo quadro giuridico; osserva con rammarico che essa non ha potuto fornire il miglior valore aggiunto a beneficio del processo decisionale dell'impresa comune in questa prima fase della sua attività; prende atto della risposta dell'impresa comune secondo cui la valutazione ha avuto luogo poco dopo la fondazione dell'impresa comune ma si è trattato di una disposizione del regolamento sull'impresa comune e del programma Orizzonte 2020 nel suo complesso;

27.  osserva che i tassi di avvicendamento del personale degli ultimi due anni sono stati interamente causati dalla rotazione degli agenti contrattuali; accoglie con favore le misure adottate dall'impresa comune per far fronte a tale situazione; osserva che l'impresa comune ha fatto ricorso a servizi di personale interinale, che rappresentavano circa il 17 % del suo personale totale; prende atto della risposta dell'impresa comune secondo cui i motivi principali derivano dall'attuale struttura dell'organigramma che non le consente di offrire le stesse condizioni contrattuali favorevoli offerte da altri organismi e istituzioni dell'UE; osserva che sono state adottate misure non vincolanti per ridurre gli elevati livelli di avvicendamento; invita la Commissione a dare seguito a tale questione;

Trasporti e turismo

28.  evidenzia che l'impresa comune mira a conseguire uno spazio ferroviario europeo unico e ad accrescere l'attrattiva e la competitività del sistema ferroviario dell'Unione; fa notare che il modo di trasporto per ferrovia sarà fondamentale nelle future azioni dell'Unione al fine di promuovere il passaggio a una mobilità a basse emissioni e affrontare le esternalità negative; sottolinea che l'impresa comune deve ricevere le necessarie risorse finanziarie, materiali e umane utili a raggiungere tali obiettivi chiave e contribuire a un reale cambiamento modale;

29.  osserva che l'impresa comune è un partenariato pubblico-privato istituito nel 2014 nell'ambito del programma quadro Orizzonte 2020; rileva che il programma Shift2Rail è finanziato congiuntamente mediante contributi dell'Unione europea (attraverso il bilancio operativo dell'impresa comune) e contributi in natura da parte degli altri membri, vale a dire gli otto membri fondatori (diversi dall'Unione europea) e i diciannove membri associati;

30.  fa notare che nel corso del 2018 l'impresa comune ha compiuto progressi verso il conseguimento dei propri obiettivi, attuando il programma Shift2Rail e garantendo una sana gestione finanziaria efficace ed efficiente; osserva che nel 2018 si sono registrati progressi per quanto riguarda le attività di ricerca e innovazione (R&I) lanciate negli anni precedenti, che sono ora ben avviate e procedono sostanzialmente a pieno regime; osserva che la nuova ondata di attività di R&I (invito a presentare proposte 2018) ha avuto inizio alla fine dell'anno; rileva che, secondo le stime, il costo totale di progetto per le attività svolte nel 2018 ammonterà a 83 400 000 EUR;

31.  sottolinea la necessità di accrescere l'attrattiva del settore ferroviario per gli operatori di trasporto e i passeggeri al fine di realizzare un passaggio duraturo dal trasporto su strada a quello ferroviario; osserva che i prossimi 5 anni saranno critici per il successo del settore ferroviario e che l'impresa comune svolge un ruolo fondamentale nel rendere il trasporto su rotaia più economico, efficiente e interessante;

32.  sottolinea che gli scambi, o gli scambi difettosi, da soli sono la causa del 25 - 30 % di tutti i lavori di manutenzione nella rete ferroviaria e rappresentano una parte notevole dei costi infrastrutturali; accoglie favorevolmente gli sforzi dell'impresa comune tesi ad aumentare l'affidabilità del sistema e a ridurre i costi;

33.  accoglie favorevolmente gli obiettivi dell'impresa comune di dimezzare i costi del ciclo di vita del sistema ferroviario, raddoppiare la capacità e migliorare l'affidabilità e la puntualità del 50 %; chiede che l'impresa comune disponga pienamente delle risorse umane e finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi;

34.  si compiace degli sforzi dell'impresa comune volti a introdurre il controllo automatico del movimento dei treni; avverte che il trasporto su strada ha compiuto maggiori progressi nel campo dell'automazione;

35.  accoglie favorevolmente la decisione dell'impresa comune di proporre al proprio consiglio di direzione, nel quadro del programma di lavoro annuale 2018, l'adozione della sovvenzione forfettaria, che è stata successivamente attuata mediante il progetto pilota di finanziamento con importi forfettari nella parte relativa ai membri dell'invito per il 2018;

36.  ritiene che, al fine di garantire la chiarezza giuridica del processo decisionale e della governance globale dell'impresa comune, sia estremamente importante chiarire le disposizioni del quadro giuridico dell'impresa comune per quanto riguarda le acquisizioni societarie tra i membri dell'industria e le loro conseguenze per la composizione del consiglio di direzione; invita pertanto il Consiglio ad affrontare tale questione in eventuali modifiche del regolamento (UE) n. 642/2014 del Consiglio;

37.  osserva che nel 2018 l'impresa comune ha avviato 14 audit rappresentativi per quanto riguarda la propria popolazione e un audit basato sul rischio (oltre ai 15 audit rappresentativi e a un audit basato sul rischio avviati nel 2017), portando la copertura di audit diretta dell'impresa comune a 4 660 000 EUR; rileva che il tasso di errore complessivo per i tre audit rappresentativi e l'audit basato sul rischio conclusi entro il 31 dicembre 2018 è rilevato allo 0,94 % con media aritmetica e all'1,19 % applicando la media ponderata; osserva che anche tutti gli altri tassi di errore (rappresentativi e residui), sebbene limitati in termini di copertura, sono inferiori alla soglia stabilita del 2 %;

38.  accoglie con favore il proseguimento dell'attuazione della strategia antifrode dell'impresa comune per il periodo 2017-2020, che non ha portato a nessun caso di stretto monitoraggio dovuto a una valutazione di elevato rischio di frode né all'invio di alcun fascicolo all'OLAF a fini di indagine.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 57.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 177 del 17.6.2014, pag. 9.
(6) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(7) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 57.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 177 del 17.6.2014, pag. 9.
(13) GU L 38 del 7.2.2014, pag. 2.
(14) GU L 142 del 29.5.2019, pag. 16.
(15) Regolamento (UE) n. 642/2014 del Consiglio, del 16 giugno 2014, che istituisce l'impresa comune Shift2Rail (GU L 177 del 17.6.2014, pag. 9).
(16) Decisione C(2017)7151 della Commissione, del 27 ottobre 2017, che autorizza l'uso del rimborso sulla base di una somma forfettaria per i costi ammissibili delle azioni nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione "Orizzonte 2020" e del programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2014-2018).


Discarico 2018: Agenzia europea dell'ambiente
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea dell'ambiente per l'esercizio 2018 (2019/2070(DEC))
P9_TA(2020)0077A9-0064/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea dell'ambiente relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0037/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l’articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 401/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sull'Agenzia europea dell'ambiente e la rete europea d'informazione e di osservazione in materia ambientale(5), in particolare l'articolo 13,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0064/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea dell'ambiente per l'esercizio 2018 (2019/2070(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea dell'ambiente relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0037/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l’articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 401/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sull'Agenzia europea dell'ambiente e la rete europea d'informazione e di osservazione in materia ambientale(12), in particolare l'articolo 13,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0064/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea dell'ambiente relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea dell'ambiente per l'esercizio 2018 (2019/2070(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea dell'ambiente per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0064/2020),

A.  considerando che, secondo il suo stato delle entrate e delle spese(15), il bilancio definitivo dell'Agenzia europea dell'ambiente (l'"Agenzia") per l'esercizio 2018 ammontava a 65 800 176,52 EUR, importo che corrisponde a una diminuzione del 6,57 % rispetto al 2017; che il bilancio dell’Agenzia proviene principalmente dal bilancio dell'Unione (65,45 %) e dai contributi nell'ambito di accordi specifici, vale a dire i programmi Copernicus e i programmi europei di biomonitoraggio umano (34,55 %)(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia dell'Unione europea dell'ambiente relativi all'esercizio 2018 ("la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 99,96 %, con un leggero decremento dello 0,01 % rispetto all'esercizio 2017; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 91,06 %, con un aumento del 2,03 % rispetto all'esercizio precedente;

Performance

2.  accoglie con favore il fatto che, secondo l'Agenzia, sono stati compiuti notevoli progressi nella condivisione delle risorse per gli incarichi che si sovrappongono con altre agenzie che svolgono attività simili; rileva, inoltre, che l'Agenzia ha compiuto sforzi congiunti con altre agenzie scientifiche, tra cui l'Agenzia europea per le sostanze chimiche e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, in merito a questioni relative alla salute umana; si compiace che ci sia un interesse crescente nei confronti delle informazioni e dei dati dell'Agenzia; è del parere che la diffusione di informazioni ambientali sia di fondamentale importanza alla luce delle politiche della nuova Commissione e dei pericoli dei cambiamenti climatici;

3.  rileva che l'Agenzia ha raggiunto i suoi obiettivi per il 2018, come indicato nel programma di lavoro annuale dell'Agenzia, e ha fornito ai decisori e ai cittadini europei l'accesso a informazioni tempestive e pertinenti: il sito web dell'Agenzia ha guadagnato 500 000 utenti (+ 17 %) nel 2018 per raggiungere un totale di 3,45 milioni di utenti, registrando 10,7 milioni di visualizzazioni della pagina (+ 15 %);

4.  incoraggia l'Agenzia ad adoperarsi per digitalizzare i suoi servizi;

5.  rammenta che l'Agenzia fornisce informazioni attendibili e indipendenti sull'ambiente; plaude alla qualità dei risultati dell'Agenzia nel 2018, ad esempio le relazioni sulla qualità dell'aria in Europa, sul mercurio nell'ambiente in Europa e sull'economia circolare; sottolinea quanto sia tuttora difficile ottenere informazioni chiare e attendibili su taluni settori dell'economia dell'Unione, il che impedisce all'Agenzia di avviare un'analisi realmente esaustiva sullo stato dell'ambiente nell'Unione;

6.  prende atto del ruolo fondamentale che l'Agenzia svolge per fornire dati di qualità sullo stato dell'ambiente, aspetto sempre più importante alla luce dell'enorme sfida che l'Unione deve affrontare per gestire la crisi climatica e della biodiversità e del suo ruolo nel trovare risposte nell'ambito del Green Deal europeo; plaude al fatto che le altre istituzioni tengano conto del parere dell'Agenzia e raccomanda che il comitato scientifico dell'Agenzia svolga un ruolo cruciale nel fornire consulenza alla Commissione;

7.  esorta l'Agenzia a collaborare con le altre agenzie pertinenti dell'Unione al fine di valutare meglio l'impatto ambientale delle attività umane;

8.  ricorda che nel 2018 l'Agenzia ha iniziato a lavorare sulla governance dell'Unione dell'energia e sulla semplificazione della comunicazione ambientale;

9.  deplora il fatto, che a causa di varie circostanze, comprese risorse informatiche e umane limitate, nel 2018 non sia stato possibile attuare appieno alcune attività; osserva con preoccupazione che il consiglio di amministrazione ha sottolineato che la capacità dell'Agenzia di rispondere adeguatamente agli sviluppi politici dipenderà da un aumento delle risorse di base stanziate o da una ridefinizione delle priorità e/o interruzione degli attuali compiti essenziali;

10.  prende atto delle conclusioni della valutazione dell'Agenzia e della rete europea d'informazione e di osservazione in materia ambientale (Eionet) effettuata dalla Commissione;

11.  sottolinea che gli obiettivi dell'Agenzia sono paneuropei e per questo motivo è necessario che esso cooperi strettamente con i paesi terzi situati in Europa;

12.  osserva che i risultati della revisione interna sul funzionamento del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo svolta nel 2018 saranno attuati nel 2019; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico in merito alle misure adottate a tale riguardo;

Politica del personale

13.  rileva che, al 31 dicembre 2018, la tabella dell'organico era completata al 98,39 %, con la nomina di 3 funzionari e 119 agenti temporanei sui 124 autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (a fronte di 127 posti autorizzati nel 2017); rileva che nel 2018 lavoravano inoltre per l'Agenzia 63 agenti contrattuali e 19 esperti nazionali distaccati;

14.  prende atto dello squilibrio di genere registrato nel 2018 tra gli alti dirigenti (7 uomini e 2 donne) e del buon equilibrio in seno al consiglio di amministrazione (15 uomini e 17 donne);

15.  rileva con preoccupazione dalla relazione della Corte che l'Agenzia non dispone di una politica aggiornata riguardante i posti sensibili; apprende dalla risposta dell'Agenzia che essa ha effettuato un inventario dei suoi posti sensibili dal 2009, che è attualmente in fase di revisione per tenere conto dei cambiamenti derivanti dalla riorganizzazione dell'Agenzia del settembre 2018; invita l'Agenzia ad adottare e attuare quanto prima tale politica sui posti sensibili;

16.  sostiene il suggerimento della Corte di pubblicare avvisi di posti vacanti anche sul sito web dell'Ufficio europeo di selezione del personale per aumentare la pubblicità; comprende la questione sollevata nella risposta dell'Agenzia in merito agli elevati costi di traduzione derivanti da tale pubblicazione; rileva che l'Agenzia, per aumentare la pubblicità, pubblica avvisi di posti vacanti sul sito web della rete delle agenzie dell'UE e sui social media;

Appalti

17.  deplora che, a seguito della risoluzione di un contratto da 1,4 milioni di euro a causa della prestazione insoddisfacente di un contraente, alcuni mesi più tardi l'Agenzia abbia firmato un nuovo contratto "a cascata" da 2 milioni di euro per lo stesso tipo di servizio con lo stesso contraente senza inserire nelle specifiche tecniche elementi per neutralizzare il rischio che problemi analoghi si presentino nuovamente con il nuovo contratto; ritiene che tale comportamento contrattuale sollevi gravi preoccupazioni in merito alla sana gestione finanziaria dell'Agenzia; invita l'Agenzia ad aggiudicare contratti soltanto se può aspettarsi una performance soddisfacente; chiede all'Agenzia di riferire alla Corte dei conti e all'autorità di discarico in merito alle prestazioni del contraente;

18.  rileva con preoccupazione dalla relazione della Corte che per la fornitura dei servizi di monitoraggio del territorio locale di Copernicus l'Agenzia ha stipulato un contratto di servizi per un importo che superava il massimale del contratto quadro cui faceva capo, ma non lo ha formalizzato tramite una modifica del contratto; apprende dalla risposta dell'Agenzia che essa ritiene che l'aumento del massimale di bilancio sia stato effettuato conformemente agli orientamenti della Commissione; invita, ciononostante, l'Agenzia a formalizzare le modifiche ai contratti solo nel rispetto delle disposizioni in materia di appalti pubblici;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

19.  prende atto delle misure esistenti in seno all'Agenzia e degli sforzi in corso per garantire la trasparenza, prevenire e gestire i conflitti di interessi e proteggere gli informatori; manifesta preoccupazione in merito al fatto che l'Agenzia non disponga di un sistema di dichiarazioni di conflitto d'interesse per gli esperti interni;

20.  sottolinea che la pubblicazione dei CV e delle dichiarazioni di interesse dei membri del consiglio di amministrazione dovrebbe essere obbligatoria;

Altre osservazioni

21.  prende atto degli sforzi dell'Agenzia volti a garantire l'efficienza in termini di costi e la compatibilità ambientale del luogo di lavoro e, di preferenza, a ridurre e compensare le sue emissioni di CO2 relative agli edifici e ai viaggi;

22.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione dei risultati delle sue attività di ricerca presso il pubblico e a rivolgersi all'opinione pubblica attraverso i social media e altri canali di comunicazione;

o
o   o

23.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(17) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 126 del 21.5.2009, pag. 13.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 126 del 21.5.2009, pag. 13.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 416 del 15.11.2018, pag. 1.
(16) GU C 416 del 15.11.2018, pag. 3.
(17) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Agenzia dell'Unione Europea per le ferrovie
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie per l'esercizio 2018 (2019/2081(DEC))
P9_TA(2020)0078A9-0061/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0048/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) 2016/796 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie e che abroga il regolamento (CE) n. 881/2004(5), in particolare l'articolo 65,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0061/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie per l'esercizio 2018 (2019/2081(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0048/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) 2016/796 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie e che abroga il regolamento (CE) n. 881/2004(12), in particolare l'articolo 65,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0061/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie per l'esercizio 2018 (2019/2081(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0061/2020),

A.  considerando che, stando allo stato delle entrate e delle spese(15) dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie ("l'Agenzia"), il bilancio definitivo di quest'ultima per l'esercizio 2018 ammontava a 28 793 243 EUR, il che rappresenta una diminuzione del 6,31 % rispetto al 2017; che la dotazione dell'Agenzia proviene principalmente dal bilancio dell'Unione(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 ("la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 99,98 %, con un leggero decremento dello 0,02 % rispetto all'esercizio 2017; osserva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato dell'88,96 %, il che rappresenta un aumento dell'1,66 % rispetto al 2017;

2.  osserva il ruolo svolto dall'Agenzia nel garantire la sicurezza e l'interoperabilità del sistema ferroviario europeo e nel migliorare la competitività delle ferrovie rispetto ad altri modi di trasporto, riducendo gli ostacoli amministrativi e tecnici, favorendo l'accesso al mercato e garantendo la non discriminazione, grazie a una maggiore efficacia della spesa pubblica per i servizi di trasporto ferroviario pubblico e a una migliore governance delle infrastrutture; condivide la visione della Commissione di un sistema ferroviario europeo all'avanguardia nel mondo per i risultati nell'ambito della sicurezza;

3.  plaude al ruolo svolto dall'Agenzia nel contesto del monitoraggio dello sviluppo, della sperimentazione e dell'attuazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS), come pure nella valutazione degli specifici progetti ERTMS; rileva inoltre che il quarto pacchetto ferroviario comprende un pilastro tecnico che rafforza il ruolo dell'Agenzia, con l'introduzione di nuovi compiti per garantire un'attuazione uniforme del quadro dell'UE; sottolinea che, con l'attribuzione di maggiori responsabilità, l'Agenzia dovrà anche essere dotata delle necessarie risorse finanziarie, materiali e umane per espletare con efficacia ed efficienza le sue nuove funzioni supplementari;

4.  ricorda che l'ERTMS è fondamentale per realizzare uno spazio ferroviario unico europeo; sottolinea pertanto il carattere prioritario e cruciale di un coordinamento ottimizzato dello sviluppo e della realizzazione dell'ERTMS, che garantisca un sistema ERTMS unico, trasparente, stabile, accessibile e interoperabile in tutta Europa;

5.  rileva che, secondo il mandato ampliato dell'Agenzia previsto dal nuovo regolamento istitutivo, nel 2019 essa inizierà a raccogliere diritti e corrispettivi per compiti di certificazione, tenendo conto delle esigenze specifiche delle imprese di medie dimensioni (PMI); osserva che, conformemente al regolamento (UE) 2016/796 del Parlamento europeo e del Consiglio, i diritti e i corrispettivi sono entrate attribuite all'Agenzia; osserva che sono necessarie alcune modifiche alle norme di attuazione del regolamento finanziario dell'Agenzia e osserva che, stando alla risposta dell'Agenzia, essa ha presentato alla Commissione una richiesta di deroga a tal fine; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico in merito all'attuazione di tale nuovo sistema;

6.  invita l'Agenzia a tener conto delle esigenze specifiche delle PMI nel processo di certificazione, in particolare riducendone gli oneri amministrativi e finanziari;

Performance

7.  osserva che l'Agenzia si avvale di una serie di indicatori ferroviari per le proprie attività operative come indicatori chiave di performance per analizzare il valore aggiunto apportato dalle attività, nonché di altri indicatori finalizzati a migliorare la gestione del bilancio;

8.  incoraggia l'Agenzia ad attuare le raccomandazioni della Corte;

9.  riconosce che l'agenzia ha conseguito risultati soddisfacenti in relazione ai propri indicatori chiave di performance e ai target finali in termini di realizzazioni, portando completamente a termine le attività iniziali dopo l'entrata in vigore del quarto pacchetto ferroviario; rileva che l'Agenzia ha raggiunto il suo obiettivo di presentare in tempo utile il 95 % delle relazioni, delle consulenze e dei pareri; fa notare che l'Agenzia non ha raggiunto l'obiettivo di conseguire il 90 % di tutti i risultati mediante la pianificazione delle risorse finanziarie e umane, poiché soltanto il 79,75 % è stato classificato come totalmente conseguito;

10.  accoglie con favore la costante cooperazione dell'Agenzia con l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati attraverso la condivisione dei servizi contabili; esorta inoltre l'Agenzia a esplorare le possibilità di condivisione delle risorse nel caso di sovrapposizione di compiti con altre agenzie che svolgono attività analoghe; incoraggia l'Agenzia ad adoperarsi attivamente per approfondire e ampliare la cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione; incoraggia l'Agenzia a esaminare la possibilità di una condivisione del personale in alcuni settori non specializzati, tecnici e amministrativi, prestando particolare attenzione allo sviluppo della collaborazione con l'Istituto per gli studi sulla sicurezza con sede a Parigi;

11.  incoraggia l'Agenzia ad adoperarsi per digitalizzare i suoi servizi;

12.   osserva che l'obiettivo fissato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione di istituire un mercato ferroviario europeo unico non è stato raggiunto; invita l'Agenzia a incentrare i propri sforzi e le proprie pubblicazioni in tale settore;

13.  constata che l'obiettivo di spostare il traffico dalla strada alle rotaie può essere raggiunto solo se si istituisce uno spazio ferroviario europeo competitivo; invita l'Agenzia a elaborare una serie di misure volte a garantire che in futuro il trasporto ferroviario possa essere integrato nelle moderne catene logistiche;

14.  sottolinea che i prossimi cinque anni saranno fondamentali per il futuro del settore ferroviario e che l'Agenzia deve essere dotata dei finanziamenti e del personale necessari per affrontare le sfide future;

15.  osserva che i massimali indicativi utilizzati dalla Corte dei conti per valutare l'esecuzione del bilancio al livello dei riporti, pari al 10 % per il titolo 1 (personale) e al 20 % per il titolo 2 (amministrazione), sono stati raggiunti; rileva con rammarico che il massimale indicativo per il titolo 3 (30 % per le spese operative) non è stato raggiunto;

16.  osserva che i risultati dell'esercizio annuale di analisi comparativa sul personale sono simili a quelli del 2017 con il 18,4 % del personale assegnato a compiti amministrativi (rispetto al 18,18 % nel 2017), il 69,7 % a compiti operativi (70,16 %) e l'11,9 % a compiti di controllo e finanziari (11,67 %);

17.  plaude al costante impegno profuso dall'Agenzia per prepararsi ai nuovi compiti quali definiti dal quarto pacchetto ferroviario e per assumere nel giugno 2019 il suo ruolo di autorità dell'UE responsabile di rilasciare l'autorizzazione a immettere sul mercato i veicoli ferroviari, i certificati di sicurezza unici per le imprese ferroviarie e le approvazioni delle apparecchiature a terra dell'ERTMS; si compiace, in particolare, che tutti i testi giuridici e le decisioni del consiglio direttivo siano stati approvati in tempo e che l'Agenzia abbia pubblicato la guida operativa per l'autorizzazione dei veicoli; accoglie con favore gli altri provvedimenti presi dall'Agenzia per prepararsi a svolgere i suoi nuovi compiti (interazione attiva con le parti interessate, analisi di casi e test di funzionamento, monitoraggio pilota delle autorità nazionali per la sicurezza); si compiace della creazione dello sportello unico;

si compiace del fatto che l'Agenzia abbia avviato il compito di armonizzare le oltre 14 000 norme nazionali in materia di trasporto ferroviario;

   a) deplora il fatto che, a differenza dei settori del trasporto aereo e del trasporto su strada, l'armonizzazione del settore ferroviario sia ancora lontana dall'obiettivo;
   b) invita l'Agenzia a intensificare notevolmente i suoi sforzi per la creazione di uno spazio ferroviario europeo unico;

18.  osserva che l'Agenzia svolge un ruolo chiave nell'eliminazione degli ostacoli burocratici nel settore del trasporto ferroviario transfrontaliero;

19.  osserva che, per quanto riguarda sia le infrastrutture che il materiale rotabile, sono stati compiuti troppo pochi progressi verso l'introduzione delle attrezzature necessarie per l'ERTMS in Europa, e invita l'Agenzia a proporre misure per accelerare tale processo;

20.  deplora che siano stati riscontrati 37 casi di non conformità nel 2018, di cui 18 con conseguenze finanziarie (4 dei quali per un importo superiore a 15 000 EUR); chiede all'Agenzia di continuare a esplicare sforzi per migliorare la sua gestione e le procedure di appalto;

21.  osserva che l'Agenzia ha proposto di rivedere il quadro di buona condotta amministrativa; chiede all'Agenzia di riferire in merito all'evoluzione di tale quadro nella prossima relazione annuale; si compiace che l'Agenzia abbia continuato la formazione sull'etica e la lotta antifrode; si compiace che non sia stato trasmesso all'OLAF neanche un caso di sospetta frode; rileva che il caso segnalato nel 2017 è tuttora oggetto di indagine;

22.  plaude all'esito positivo dell'audit di conferma ISO 9001;

Politica del personale

23.  rileva che al 31 dicembre 2018 l'organico era completo all'89,19 %, con la nomina di 132 agenti temporanei sui 148 agenti temporanei autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 139 posti autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 hanno lavorato per l'Agenzia 31 agenti contrattuali e 2 esperti nazionali distaccati;

24.  rileva con preoccupazione che per il 2018 si registra uno squilibrio di genere per quanto riguarda gli alti dirigenti (5 uomini e una donna) e i membri del consiglio direttivo (40 uomini e 15 donne);

25.  osserva che l'Agenzia ha adottato una politica per la protezione della dignità delle persone e la prevenzione delle molestie, che è promossa la figura dei consulenti di fiducia e il personale è incoraggiato a rivolgersi a tali consulenti; prende atto che è stato segnalato un presunto caso di molestie ma che nessun caso è stato oggetto di indagini o portato in tribunale;

Appalti

26.  rileva che, stando alla relazione della Corte, l'Agenzia non ha verificato in modo sistematico i prezzi e le maggiorazioni applicate rispetto ai preventivi e alle fatture inviati dai fornitori al firmatario del contratto quadro per l'acquisto di licenze di software; riconosce che l'Agenzia ha applicato il contratto quadro della Commissione ed è in attesa del nuovo contratto quadro in cui è prevista una riapertura del confronto competitivo; invita l'Agenzia ad adattare i controlli ex ante per i pagamenti relativi ai contratti quadro e ad assicurare una procedura competitiva per ogni appalto;

27.  constata che, in base alla relazione della Corte, l'Agenzia, attraverso una modifica a un contratto diretto per l'organizzazione di una conferenza, ha deciso di stipulare contratti e pagare separatamente per tutti i servizi connessi, creando una ripartizione artificiale del contratto e rendendo in tal modo irregolari il contratto e tutti i relativi pagamenti; prende atto della risposta dell'Agenzia, che intende preparare il capitolato per la firma di un contratto quadro per l'organizzazione di eventi;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

28.  osserva che l'Agenzia ha pubblicato sul proprio sito web le dichiarazioni di conflitti di interesse dei membri del consiglio direttivo e del personale e i CV dei membri del consiglio direttivo e di parte del personale direttivo; si compiace del fatto che, dal giugno 2019, tutti gli alti dirigenti dell'Agenzia e i membri del personale debbano firmare una dichiarazione annuale di conflitti di interesse;

29.  osserva che, secondo quanto affermato dall'Agenzia, il quadro di buona condotta amministrativa include misure rigorose in merito alla gestione dei conflitti di interesse concernenti individui cui sono stati assegnati i nuovi compiti a titolo del quarto pacchetto ferroviario; osserva inoltre che si sono riscontrate difficoltà pratiche per quanto riguarda il quadro, che è pertanto oggetto di una proposta riveduta; rileva che il caso di sospetta frode segnalato nel 2017 è ancora oggetto di indagine da parte dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode; osserva che da allora non è stato segnalato nessun altro caso di sospetta frode; esorta l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale indagine;

30.  prende atto dell'adozione da parte dell'Agenzia degli orientamenti in materia di denunce delle irregolarità, che erano stati pubblicati il 21 novembre 2018;

Controlli interni

31.  rileva che, in seguito alla riorganizzazione dell'Agenzia, sul piano amministrativo il contabile è direttamente collegato al direttore esecutivo e non è più responsabile dell'équipe finanze e appalti;

32.  osserva che nel 2018 il servizio di audit interno della Commissione ha pubblicato una relazione di audit sulla gestione dei programmi, dei progetti e dei servizi nell'Agenzia, e che l'Agenzia ha preparato un piano d'azione in materia per trattare eventuali settori suscettibili di miglioramento; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico in merito alle misure adottate in tale contesto;

Altre osservazioni

33.  osserva che, entro la fine del periodo transitorio (16 giugno 2019), l'Agenzia passerà da un organismo avente un semplice ruolo di elaborazione e diffusione delle politiche a un'autorità che lavora direttamente per il settore nell'ambito delle autorizzazioni per le certificazioni di sicurezza e il materiale rotabile; osserva, a tale proposito, che la riorganizzazione dell'Agenzia ha consentito di apportare le modifiche necessarie per garantire la gestione delle nuove domande, avvalendosi di esperti, come pure lo sviluppo di un programma di formazione e di un sistema di monitoraggio;

34.  osserva che il 15 aprile 2019 l'Agenzia ha firmato l'accordo sulla sede con le autorità francesi; riconosce che la decisione relativa alla doppia sede è una decisione del Consiglio che l'Agenzia deve applicare;

35.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

o
o   o

36.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(17) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 80.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 80.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 138 del 26.5.2016, pag. 1.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7)[1] GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 80.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 80.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 138 del 26.5.2016, pag. 1.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 108 del 22.3.2018, pag. 76.
(16) GU C 108 del 22.3.2018, pag.77, sovvenzione della Commissione (28 135 398 EUR), contributo dei paesi terzi (657 845 EUR, si osservi che l'importo è inferiore a quello dell'anno precedente).
(17) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Agenzia europea per la sicurezza marittima
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima per l'esercizio 2018 (2019/2076(DEC))
P9_TA(2020)0079A9-0066/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0043/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima(5), in particolare l'articolo 19,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0066/2020),

1.  concede il discarico alla direttrice esecutiva dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante alla direttrice esecutiva dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima per l'esercizio 2018 (2019/2076(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0043/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima(12), in particolare l'articolo 19,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0066/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione alla direttrice esecutiva dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima per l'esercizio 2018 (2019/2076(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0066/2020),

A.  considerando che, secondo lo stato delle entrate e delle spese dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima ("l'Agenzia")(15), il bilancio definitivo di quest'ultima per l'esercizio 2018 ammontava a 106 777 232,65 EUR, il che rappresenta un incremento del 23,76 % rispetto al 2017; che tale incremento è dovuto principalmente all'ampliamento del mandato dell'Agenzia; che il bilancio dell'Agenzia proviene interamente dal bilancio dell'Unione(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 ("la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio compiuti durante l'esercizio 2018 hanno avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 99,02 %, con un leggero aumento dello 0,98 % rispetto al 2017, e un tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento del 92,84 %, che rappresenta una diminuzione del 3,41 %;

Performance

2.  osserva che l'Agenzia utilizza una serie di indicatori chiave di performance (ICP) specifici per misurare l'attuazione del suo programma di lavoro annuale e che la valutazione dell'Agenzia rappresenta il principale strumento per misurare il valore aggiunto apportato dalle sue attività; prende atto del sistema di gestione della performance dell'Agenzia, che fissa gli obiettivi pluriennali e gli ICP trimestrali nel monitoraggio periodico dell'attuazione dei programmi di lavoro annuali; rileva che l'Agenzia utilizza unicamente il tasso di esecuzione del bilancio come ICP principale per migliorare la propria gestione del bilancio;

3.  osserva che gli ICP dell'Agenzia relativi alla continuità e alla qualità dei servizi esterni hanno raggiunto nel complesso i rispettivi obiettivi e che il suo sistema di qualità per le visite e le ispezioni è stato ampliato;

4.  incoraggia l'Agenzia ad attuare le raccomandazioni della Corte;

5.  rileva che l'Agenzia coopera strettamente con altre agenzie dell'Unione quali l'Agenzia europea di controllo della pesca e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per quanto riguarda il servizio di guardia costiera europea; incoraggia vivamente l'Agenzia ad adoperarsi per approfondire e ampliare la cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione;

6.  osserva che a seguito dell'approvazione della valutazione esterna e indipendente dell'attuazione del regolamento istitutivo dell'Agenzia nel 2017, l'Agenzia ha presentato nel marzo 2018 il proprio piano d'azione; rileva con soddisfazione che sono stati individuati azioni, potenziali rischi e misure di attenuazione, come pure un calendario per l'attuazione e un impatto di bilancio realistico;

7.  incoraggia l'Agenzia ad adoperarsi per digitalizzare i suoi servizi;

8.  osserva che il ritardo nelle operazioni dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS) legate alla cooperazione europea in materia di funzioni di guardia costiera, a causa di problemi tecnici e continue difficoltà nell'ottenere i permessi di volo da parte delle autorità nazionali, ha portato a un emendamento di bilancio che riduce la sovvenzione da parte dell'Unione, e a un rimborso di 6 000 000 EUR in stanziamenti di pagamento alla Commissione; osserva che tale riduzione si è rivelata insufficiente a causa di ulteriori ritardi causati da problemi tecnici e dal maltempo, il che si è tradotto in un utilizzo meno importante degli stanziamenti di pagamento; condivide la raccomandazione del consiglio di amministrazione secondo cui l'Agenzia dovrebbe affrontare il rischio associato alla questione dei permessi di volo per quanto riguarda l'esecuzione integrale del bilancio;

9.  accoglie con favore il sostegno diretto fornito dall'Agenzia agli Stati membri nei loro sforzi di attuazione e controllo dell'applicazione della legislazione ambientale, come pure l'assistenza offerta dai suoi servizi RPAS alle operazioni di sorveglianza marittima, quali il monitoraggio delle emissioni e dell'inquinamento marittimo; ritiene che, con risorse supplementari, l'Agenzia possa svolgere un ruolo importante nel sostenere gli Stati membri nei loro sforzi volti ad attenuare i rischi ambientali legati alla navigazione e a migliorare la sostenibilità del settore marittimo;

10.  osserva che l'Agenzia si trova soltanto nel suo secondo anno intero di attività a seguito della proroga del mandato alla fine del 2016 e che al momento dell'elaborazione del bilancio per il 2018 non erano noti alcuni dei fattori che hanno portato a modifiche di bilancio; constata che l'Agenzia ha dovuto effettuare modifiche di bilancio per far fronte agli aumenti delle retribuzioni alla luce del coefficiente correttore per il Portogallo;

11.  apprende con soddisfazione che l'Agenzia sta testando gli pseudo-satelliti di elevata altitudine (HAPS) e accoglie con favore il fatto che in questo modo venga colmato il divario tra i satelliti e i droni;

12.  accoglie con favore gli sforzi compiuti dall'Agenzia per rendere disponibili servizi operativi, analisi, competenze specialistiche e il miglior sostegno tecnico possibile nell'ambito dei progetti della Commissione e degli Stati membri, come pure per gli utenti del settore del trasporto marittimo;

13.  esorta l'Agenzia a sfruttare nel miglior modo possibile ed eventualmente ad adattare le potenzialità operative dei droni, degli HAPS e dei satelliti; sottolinea la multifunzionalità dei sistemi, che consentono di assicurare i salvataggi in mare, il riconoscimento precoce e il monitoraggio dell'inquinamento marittimo, come pure i necessari sforzi per perseguire le attività illegali, quali il traffico di droga, la tratta di esseri umani e la pesca senza autorizzazione;

14.  osserva che nel novembre 2018 il consiglio di amministrazione dell'Agenzia ha approvato un nuovo quadro di controllo interno basato sul quadro della Commissione del 2017;

15.  osserva che all'inizio del 2018 l'Agenzia ha esteso l'ambito di applicazione del sistema di gestione della qualità di visite e ispezioni (V&I QMS) al fine di includere le ispezioni in materia di sicurezza marittima e il processo di analisi orizzontale; si compiace del fatto che l'audit annuale di verifica del QMS ampliato sia stato eseguito con successo da TUV Rheinland Portugal senza che sia stata rilevata alcuna non conformità;

16.  nota che nel 2018 non sono stati segnalati casi di conflitti di interesse; rileva che, conformemente alla politica di gestione dei rischi, il registro dei rischi è stato aggiornato nel 2018 e che da tale aggiornamento non sono emersi rischi critici che potrebbero comportare una riserva formale riguardo alla dichiarazione annuale di affidabilità dell'ordinatore; osserva, inoltre, che nessuno dei rischi precedentemente individuati si è concretizzato nel 2018;

17.  apprezza il fatto che l'Agenzia abbia introdotto nei propri contratti appropriati meccanismi di controllo in relazione ai pagamenti;

18.  osserva che i risultati del quinto esercizio di analisi comparativa relativo al personale sono simili a quelli del 2017 con il 20,20 % del personale assegnato a mansioni di supporto amministrativo e coordinamento (rispetto al 20,42 % nel 2017), il 71,65 % a funzioni operative (72,08 % nel 2017) e l'8,15 % a compiti neutri (7,50 % nel 2017);

Politica del personale

19.  rileva che, al 31 dicembre 2018, la tabella dell'organico era completata al 98,58 %, con 209 funzionari e agenti temporanei nominati sui 212 funzionari e agenti temporanei autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (a fronte di 212 posti autorizzati nel 2017); osserva che, inoltre, nel 2018 hanno lavorato per l'Agenzia 30 agenti contrattuali e 17 esperti nazionali distaccati; incoraggia l'Agenzia a svolgere una ricerca in materia di condivisione del personale con altre agenzie dell'Unione, prestando speciale attenzione alle possibilità di un maggiore collegamento del personale amministrativo con le altre agenzie ubicate a Lisbona, in particolare l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze;

20.  osserva con soddisfazione che è stato raggiunto l'equilibrio di genere tra i quadri dirigenti (due uomini e due donne); esprime preoccupazione, tuttavia, per il fatto che la composizione del consiglio di amministrazione non è equilibrata (44 uomini e 12 donne);

21.  si rammarica della mancanza di informazioni e dettagli riguardo al piano d'azione per l'equilibrio di genere presso l'EMSA;

Appalti

22.  rileva dalla relazione della Corte che l'Agenzia non ha verificato in modo sistematico, entro la fine del 2018, i prezzi e le maggiorazioni applicate rispetto ai preventivi e alle fatture inviati dai fornitori al firmatario del contratto quadro per l'acquisto di licenze di software; apprende dalla risposta dell'Agenzia che il meccanismo di attuazione del contratto quadro in questione non comprendeva tariffe fisse, in quanto la Commissione ha deciso di optare per un sistema che prevedeva una maggiorazione dei prezzi, e che il contraente si è avvalso del diritto di risoluzione del contratto con effetto a partire dal 12 ottobre 2019;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse e trasparenza

23.  riconosce che l'Agenzia impiega e pubblica le dichiarazioni di conflitti di interesse dei membri del consiglio di amministrazione e degli alti dirigenti, e che l'Agenzia ha emanato orientamenti in materia di conflitto di interessi e ha attuato disposizioni in materia di denunce di irregolarità, che costituiscono uno strumento importante per individuare i casi di frode, corruzione e gravi irregolarità;

Controlli interni

24.  osserva che il Servizio di audit interno della Commissione (SAI) ha pubblicato una relazione di audit sulle visite e le ispezioni presso l'Agenzia ed è giunto alla conclusione che i relativi sistemi di gestione e di controllo sono adeguatamente concepiti e applicati in modo efficace ed efficiente; segnala che il SAI ha formulato quattro raccomandazioni, che l'Agenzia ha accettato impegnandosi a dar loro seguito;

25.  osserva che nel 2018 l'Agenzia ha posto in atto tutti i piani d'azione relativi all'audit del SAI sulla gestione delle risorse umane presso l'Agenzia, realizzato nel 2017;

Altre osservazioni

26.  prende atto degli sforzi compiuti dall'Agenzia per promuovere l'efficienza in termini di costi e la compatibilità ambientale del luogo di lavoro; sottolinea, tuttavia, che l'Agenzia non dispone di misure supplementari per ridurre o compensare le emissioni di CO2;

27.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

o
o   o

28.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(17) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag.1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag.1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 208 del 5.8.2002, pag. 1.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag.1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag.1.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 208 del 5.8.2002, pag. 1.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 120 del 29.3.2019, pag. 201.
(16) GU C 120 del 29.3.2019, pag. 202.
(17) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Agenzia del GNSS europeo
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia del GNSS europeo per l'esercizio 2018 (2019/2084(DEC))
P9_TA(2020)0080A9-0067/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia del GNSS europeo relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0051/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 912/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, che istituisce l'Agenzia del GNSS europeo, abroga il regolamento (CE) n. 1321/2004 del Consiglio sulle strutture di gestione dei programmi europei di radionavigazione via satellite e modifica il regolamento (CE) n. 683/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(5), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0067/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia del GNSS europeo per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia del GNSS europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia del GNSS europeo per l'esercizio 2018 (2019/2084(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia del GNSS europeo relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0051/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 912/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, che istituisce l'Agenzia del GNSS europeo, abroga il regolamento (CE) n. 1321/2004 del Consiglio sulle strutture di gestione dei programmi europei di radionavigazione via satellite e modifica il regolamento (CE) n. 683/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0067/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia del GNSS europeo relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia del GNSS europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia del GNSS europeo per l'esercizio 2018 (2019/2084(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia del GNSS europeo per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0067/2020),

A.  considerando che, stando allo stato delle entrate e delle spese(15) dell'Agenzia del GNSS europeo (l'"Agenzia"), il bilancio definitivo di quest'ultima per l'esercizio 2018 ammontava a 32 230 582 EUR, il che rappresenta un incremento del 13,22 % rispetto al 2017; che l'incremento riguarda i titoli 2 e 3; che il bilancio dell'Agenzia deriva prevalentemente dal bilancio dell'Unione(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), dichiara di aver ottenuto ragionevoli garanzie in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2018 hanno avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 100 %, pari al tasso di esecuzione nel 2017; rileva inoltre che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento era dell'83,72 %, pari a un calo del 2,48 % rispetto al 2017;

2.  prende nota del fatto che, oltre al bilancio di base, l'Agenzia ha continuato a gestire un notevole volume di bilancio delegato nel 2018 al fine di sostenere il servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (EGNOS), l'accordo di delega Galileo, l'accordo di delega per servizio pubblico regolamentato e l'accordo di delega Orizzonte 2020; osserva che nel 2018 è stato impegnato un totale di 1 173 219 279 EUR di bilancio delegato e sono stati effettuati pagamenti per 796 500 300,84 EUR;

Annullamento di riporti

3.  accoglie con favore il fatto che l'annullamento di riporti dal 2017 al 2018 rappresenti il 3,25 % dell'importo totale riportato, dopo una diminuzione del 2,05 % rispetto al 2017;

Prestazione

4.  osserva che l'Agenzia si avvale di determinati indicatori chiave di prestazione per misurare il valore aggiunto delle proprie attività e migliorare la sua gestione di bilancio;

5.  rileva che i programmi Galileo ed EGNOS dell'Agenzia sono ora pienamente operativi e che, segnatamente per quanto riguarda Galileo, oltre al successo del lancio nel 2018 degli ultimi quattro satelliti prima del lotto 3, l'Agenzia ha completato la procedura di appalto;

6.  si compiace del fatto che l'Agenzia abbia esternalizzato i suoi servizi contabili alla Commissione dal 2015 e condivida la fornitura dei servizi relativi alla gestione della continuità operativa e della capacità di audit interno con altre agenzie;

7.  rileva che, alla luce delle osservazioni e dei commenti formulati lo scorso anno dall'autorità di discarico, la valutazione intermedia dei programmi Galileo ed EGNOS e delle prestazioni dell'Agenzia è stata completata dalla Commissione ed è stata presentata al Parlamento e al Consiglio nell'ottobre 2017;

8.  incoraggia l'Agenzia a proseguire la digitalizzazione dei suoi servizi;

Politica del personale

9.  rileva che, al 31 dicembre 2018, la tabella dell'organico era completata al 90,63 %, con la nomina di 116 agenti temporanei sui 128 che erano autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 116 posti autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 hanno lavorato per l'Agenzia 51 agenti contrattuali e 3 esperti nazionali distaccati; rileva che 10 posti supplementari sono stati assegnati all'Agenzia nella sua tabella dell'organico per il 2018 in aggiunta ai 2 posti già previsti;

10.  osserva con preoccupazione che per il 2018 si registra uno squilibrio di genere tra gli alti dirigenti (10 uomini e 2 donne) e in seno al consiglio di amministrazione (44 uomini e 7 donne);

11.  si compiace del fatto che l'Agenzia abbia adottato il suggerimento della Corte, pubblicando finalmente gli avvisi di posto vacante anche sul sito web dell'EPSO per aumentare la pubblicità; apprende dalla risposta dell'Agenzia che intende pubblicare tutti gli avvisi di posto vacante sul portale interagenzie, il che è da ritenersi equivalente all'EPSO dal punto di vista delle Agenzie, e che, inoltre, l'Agenzia pubblica i suoi avvisi di posto vacante in pubblicazioni specializzate nel settore spaziale;

Appalti

12.  osserva che, in base alla relazione della Corte, l'Agenzia ha stipulato, il 15 dicembre 2016, un contratto-quadro relativo all'esercizio del sistema satellitare Galileo per il periodo 2017-2027, per un importo pari a 1 500 000 000 EUR; rileva inoltre che il contratto è stato aggiudicato attraverso una procedura di appalto pubblico; sottolinea che uno degli offerenti ha avviato procedimenti legali, contestando l'esito della procedura; rileva che la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte di giustizia) si pronuncerà sulla legittimità e regolarità della procedura di appalto per il contratto-quadro, nonché su tutti i relativi contratti specifici e futuri pagamenti; sottolinea che la procedura scritta si è conclusa nel primo trimestre del 2019, che l'udienza si sarebbe dovuta tenere nel secondo o terzo trimestre del 2019, e che la sentenza della Corte di giustizia era prevista nell'ultimo trimestre del 2019, ma che il 3 dicembre 2019 la Corte di giustizia ha rinunciato agli atti (causa T-99/17)(17); rileva che, secondo l'analisi giuridica dell'Agenzia sulle conseguenze di un eventuale annullamento della decisione di aggiudicazione, l'Agenzia non sarebbe probabilmente tenuta a rescindere il contratto, ma dovrebbe sostenere le spese legali del ricorrente, pari a circa 300 000 EUR, nonché gli eventuali danni, che sono menzionati nei conti annuali dell'Agenzia; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale evoluzione;

13.  rileva che, a seguito di una valutazione interna in risposta alle osservazioni e ai commenti formulati dall'autorità di discarico sul ricorso alle procedure di appalto elettronico, si è concluso che, in questa fase, il modulo "e-submission" non rispondeva alle complesse esigenze dell'Agenzia in materia di appalti e che, per il momento, era stato deciso che le gare d'appalto non sarebbero state indette per via elettronica; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale evoluzione;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

14.  osserva che un ex funzionario pubblico ad alto livello ricopre un ruolo consultivo nell'ambito dell'iniziativa per anziani attivi, senza percepire alcuna retribuzione;

15.  prende atto, alla luce dei commenti e delle osservazioni formulati dall'autorità di discarico in merito alle dichiarazioni d'interessi e alla pubblicazione dei curriculum vitae dei dirigenti dell'Agenzia, che, per il presidente e il vicepresidente del consiglio di amministrazione dell'Agenzia, solo le dichiarazioni di interessi sono pubblicate sul sito web di quest'ultima; rileva che l'Agenzia intende procedere alla pubblicazione sul suo sito web dei CV dei membri del consiglio di amministrazione dopo un esame approfondito delle norme applicabili in materia di protezione dei dati personali;

16.  deplora che i curricula vitae dei membri del consiglio di amministrazione non siano ancora stati pubblicati sul sito web dell'Agenzia; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico in merito alle azioni intraprese a tale riguardo;

17.  osserva che nel giugno del 2018 l'Agenzia ha adottato una politica interna in materia di denunce di irregolarità;

18.  osserva che, secondo la relazione della Corte, nel 2018 il servizio di audit interno della Commissione ha stilato una relazione di audit intitolata "IT Governance in GSA" e che l'Agenzia ha preparato un piano d'azione per intervenire su alcuni potenziali ambiti di miglioramento; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale evoluzione;

Altre osservazioni

19.  prende atto, alla luce dei commenti e delle osservazioni formulati dall'autorità di discarico riguardanti l'impegno dell'Agenzia a limitare l'impatto negativo della recessione del Regno Unito dall'Unione europea, che l'Agenzia ha inviato una lettera a tutti i contraenti o beneficiari di contratti e sovvenzioni interessati, chiedendo l'attuazione di misure di mitigazione entro la fine di ottobre 2019, in particolare per garantire che i principali appaltatori e subappaltatori non siano entità stabilite nel Regno Unito e che il sito di riserva del Centro di monitoraggio della sicurezza Galileo sia trasferito dal Regno Unito alla Spagna; invita l'Agenzia a tenere informata l'autorità competente per il discarico circa l'esito delle misure in questione;

20.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione dei risultati delle sue attività di ricerca al pubblico e a rivolgersi all'opinione pubblica attraverso i social media e altri canali di comunicazione;

o
o   o

21.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(18) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 276 del 20.10.2010, pag. 11.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag.1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 276 del 20.10.2010, pag. 11.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 116 del 28.3.2018, pag. 21.
(16) GU C 116 del 28.3.2018, pag. 22.
(17) ECLI:EU:T:2019:847.
(18) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
PDF 147kWORD 52k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2018 (2019/2069(DEC))
P9_TA(2020)0081A9-0073/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sullo scarico da dare all'Osservatorio sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0036/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo all'istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze(5), in particolare l'articolo 15,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0073/2020),

1.  concede il discarico al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2018 (2019/2069(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sullo scarico da dare all'Osservatorio sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0036/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo all'istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze(12), in particolare l'articolo 15,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0073/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2018 (2019/2069(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0073/2020),

A.  considerando che, stando allo stato delle entrate e delle spese dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (l'"Osservatorio")(15), il bilancio definitivo di quest'ultimo per l'esercizio 2018 ammontava a 16 174 200,21 EUR, il che rappresenta un incremento del 2,18 % rispetto al 2017; che la dotazione dell'Osservatorio proviene principalmente dal bilancio dell'Unione(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Centro per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali del Centro, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  accoglie positivamente il fatto che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2018 abbiano avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 100 %, identico a quello registrato nel 2017; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 98,02 %, con un aumento del 3,31 % rispetto all'esercizio precedente;

Prestazioni

2.  rileva che l'Osservatorio misura il conseguimento dei suoi 66 obiettivi annuali avvalendosi di 50 indicatori chiave di prestazione (ICP), ripartiti in otto obiettivi strategici, al fine di esaminare il valore aggiunto apportato dalle sue attività e migliorare la propria gestione di bilancio; osserva che, a partire dal 2019, l'Osservatorio ha messo in atto un nuovo modello di performance basato su dieci indicatori, che saranno utilizzati per misurarne l'efficacia nel produrre i risultati auspicati e la sua efficienza nell'utilizzare le risorse stanziate a tal fine;

3.  rileva che l'Osservatorio ha conseguito l'85 % delle realizzazioni e dei risultati previsti nel programma di lavoro 2018 e che ha attuato con successo il primo anno della sua strategia fino al 2025;

4.  incoraggia il Centro a portare avanti la digitalizzazione dei suoi servizi;

5.  rileva con soddisfazione che l'Osservatorio continua a condividere sinergie con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima a livello di servizi istituzionali e di sostegno e nella gestione di locali comuni a Lisbona e che tali sinergie riguardano anche le TIC, le telecomunicazioni e le infrastrutture e i servizi basati su Internet; osserva che sono state attivate sinergie operative con altre agenzie dell'Unione nei settori della giustizia e degli affari interni, nonché della sanità; elogia le agenzie per questa forma di convivenza, che considera un esempio meritevole di essere seguito;

6.  sottolinea l'importante ruolo svolto dall'Osservatorio nel fornire ai responsabili politici e agli operatori del settore analisi e informazioni sulle droghe e sulle tossicodipendenze, nonché sulle tendenze emergenti, al fine di contrastare efficacemente l'uso illecito e il traffico di droghe e ricorda che il traffico di stupefacenti è stato identificato come una delle principali fonti di profitto e un canale di reclutamento per la criminalità organizzata e il terrorismo; ricorda che il mandato dell'Osservatorio è stato ampliato nel 2018, tra l'altro per comprendere nuove responsabilità e partenariati formali con altre agenzie dell'Unione, quali Europol;

7.  ritiene che l'adozione del documento di programmazione 2019-2021 dell'Osservatorio, pienamente fondato sulla strategia 2025 dell'OEDT(17), rappresenti un passo importante nel quadro di pianificazione strategica e operativa dell'Osservatorio.

Politica del personale

8.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo al 96,05 %, con la nomina di 9 funzionari e 64 agenti temporanei rispetto a 10 funzionari e 66 agenti temporanei autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (a fronte di 77 posti autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 hanno lavorato per l'Osservatorio 29 agenti contrattuali e un esperto nazionale distaccato;

9.  rileva che l'Osservatorio ha registrato un buon equilibrio di genere nell'ambito del Consiglio di amministrazione per il 2018, vale a dire 15 membri di sesso maschile e 14 di sesso femminile;

10.  rileva con soddisfazione che l'Osservatorio ha introdotto disposizioni generali sulla creazione e il mantenimento di una cultura del lavoro fondata sulla dignità e il rispetto, per prevenire e combattere le molestie; osserva che l'Osservatorio ha reso possibile la consulenza confidenziale;

Appalti

11.  accoglie favorevolmente il fatto che l'Osservatorio abbia introdotto un piano per l'aggiudicazione degli appalti coerente con il suo piano di gestione, che è stato attuato con successo grazie a una stretta collaborazione tra tutte le unità;

12.  osserva che, secondo la relazione della Corte, l'Osservatorio non ha attirato un numero ragionevole di offerenti nelle procedure di appalto di basso valore, che in cinque di queste procedure un solo candidato ha presentato un'offerta e che in una procedura sono state presentate solo due offerte; rileva che, secondo la risposta dell'Osservatorio, esso ha debitamente invitato il numero di offerenti previsto dalle norme finanziarie applicabili per garantire il livello di concorrenza necessario; invita l'Osservatorio a proseguire i suoi sforzi per garantire che tutte le procedure di appalto pubblico siano conformi al principio dell’equa concorrenza e a facilitare la partecipazione alle procedure di appalto per gli appalti di valore modesto;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

13.  prende atto delle misure esistenti in seno all'Osservatorio e degli sforzi in corso per garantire la trasparenza, prevenire e gestire i conflitti di interessi e proteggere gli informatori; osserva con soddisfazione che i CV e le dichiarazioni di interessi del direttore e dei membri del comitato scientifico sono pubblicati sul suo sito web;

14.  sottolinea che un recente studio commissionato dalla commissione per le petizioni del Parlamento(18) ha rilevato che, alla luce del fatto che l'Osservatorio fa ricorso a esperti e, in particolare, che il comitato scientifico prende decisioni autonomamente, sussiste un potenziale rischio di conflitti di interesse;

Controlli interni

15.  osserva che, a seguito della relazione del servizio di audit interno (SAI) della Commissione sull'analisi delle esigenze dei processi di raccolta, convalida e controllo della qualità dei dati e della revisione del relativo quadro di gestione della qualità dei dati e del suo allineamento alla strategia 2025 dell'Osservatorio, tutte le raccomandazioni necessarie contenute nel piano d'azione adottato sono state attuate nel 2018;

16.  rileva con preoccupazione che, secondo l'Osservatorio, diverse raccomandazioni contenute nell'audit del SAI del 2015 sulla gestione dei progetti informatici sono state attuate solo in parte e che alla fine del 2018 due raccomandazioni erano ancora in sospeso; osserva, tuttavia, che l'attuazione delle due raccomandazioni in questione era prevista entro la metà del 2019; invita l'Osservatorio a riferire all'autorità di discarico in merito ai progressi conseguiti entro giugno 2020;

17.  osserva che, secondo la relazione della Corte, a norma della direttiva 2008/104/CE(19) e del diritto del lavoro portoghese, i lavoratori temporanei dovrebbero essere soggetti alle stesse condizioni di lavoro degli effettivi assunti direttamente dall'impresa che vi fa ricorso; rileva tuttavia che i pertinenti contratti non imponevano esplicitamente alle agenzie di lavoro temporaneo di rispettare tali condizioni e che non esistono elementi attestanti che l'Osservatorio abbia fatto dal canto suo alcuna comparazione tra le condizioni di lavoro del proprio personale e quelle dei lavoratori temporanei, il che ostacola condizioni di lavoro sicure e prevedibili per il personale e provoca rischi di contenzioso e rischi per la reputazione dell'Osservatorio; osserva che, secondo la risposta dell'Osservatorio, il contratto stipulato tra l'Osservatorio e l'agenzia di lavoro temporaneo fa riferimento all'obbligo da parte dell'Osservatorio di osservare tutti gli aspetti della legislazione applicabile e che, a norma di tale contratto, è l'agenzia di lavoro temporaneo ad essere esposta al rischio di contenzioso; sottolinea tuttavia che questo tipo di situazione espone l'Osservatorio a un elevato rischio per la reputazione; accoglie positivamente il fatto che l'Osservatorio stia riconsiderando le proprie politiche di ricorso a lavoratori temporanei per meglio basarle sulla legislazione dello Stato membro nel quale ha sede, in linea con il proprio fabbisogno operativo e con il quadro normativo; invita l'Osservatorio ad analizzare le condizioni di lavoro del personale temporaneo di cui si avvale e a garantire che tali condizioni siano in linea con il diritto del lavoro dell'Unione e nazionale; invita l'Osservatorio a riferire all'autorità di discarico in merito ai progressi conseguiti entro giugno 2020;

18.  osserva che l'Unione ha firmato nel 2006 un accordo con la Norvegia che definisce la formula per il calcolo del contributo finanziario della Norvegia all'Osservatorio, nonché la soglia minima di contributo, che dovrebbe essere soggetta a un adeguamento annuale basato sulle tendenze dei prezzi e sul reddito nazionale lordo nell'Unione; osserva con preoccupazione che, mentre la sovvenzione a carico del bilancio dell'Unione è aumentata del 24 % fra il 2007 e il 2018, il contributo della Norvegia è rimasto pressoché invariato; osserva che, secondo la risposta dell'Osservatorio, non vi è una correlazione lineare tra l'aumento del contributo dell'Unione e il contributo della Norvegia e che l'Osservatorio non dispone della capacità giuridica necessaria per richiedere una formula/un metodo diverso per l'adeguamento del contributo minimo da parte della Norvegia; invita l'Osservatorio a ingaggiare un dialogo con le parti interessate al fine di adeguare il contributo minimo della Norvegia in conformità con i termini convenuti;

19.  invita l'Osservatorio a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

o
o   o

20.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(20) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 1.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 376 del 27.12.2006, pag. 1.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 29 del 23.1.2019, pag. 1.
(16) GU C 29 del 23.1.2019, pag. 2.
(17) Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, "Strategia dell'OEDT 2025", Lisbona, marzo 2017; http://www.emcdda.europa.eu/publications/work-programmes-and-strategies/strategy-2025_en.
(18) https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2020/621934/IPOL_STU(2020)621934_EN.pdf
(19) Direttiva 2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia interinale (GU L 327 del 5.12.2008, pag. 9).
(20) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea
PDF 151kWORD 56k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (prima del'11 settembre 2018: Agenzia europea per la sicurezza aerea) per l'esercizio 2018 (2019/2077(DEC))
P9_TA(2020)0082A9-0074/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0044/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE(5), in particolare l'articolo 60,

–  visto il regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91(6) del Consiglio, in particolare l'articolo 121,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(8), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0074/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l’esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (prima dell'11 settembre 2018: Agenzia europea per la sicurezza aerea) per l'esercizio 2018 (2019/2077(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea per l'esercizio finanziario 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(9),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(10) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0044/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(12), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE(13), in particolare l'articolo 60,

–  visto il regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91(14) del Consiglio, in particolare l'articolo 121,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(15), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0074/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (prima dell'11 settembre 2018: Agenzia europea per la sicurezza aerea) per l'esercizio 2018 (2019/2077(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea per l'esercizio finanziario 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0074/2020),

A.  considerando che, in base allo stato delle entrate e delle spese(17) dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (l'"Agenzia"), il bilancio definitivo di quest'ultima per l'esercizio 2018 ammontava a 197 871 000 EUR, il che rappresenta un incremento del 3,27 % rispetto al 2017; che 36 915 000 EUR del bilancio dell'Agenzia provengono dal bilancio dell'Unione(18), mentre 102 992 000 EUR costituiscono entrate derivanti da diritti e oneri;

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  rileva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 98,31 %, il che rappresenta un leggero decremento dell'1,02 % rispetto all'esercizio 2017; rileva inoltre che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato pari al 90,26 %, il che rappresenta una riduzione del 3,49 % rispetto al 2017;

Prestazioni

2.  osserva che, in esito all'audit dell'Agenzia, effettuato nel 2017 dall'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO), quest'ultima ha pubblicato nel giugno 2018 risultati che confermano il tasso di esecuzione molto elevato, il che colloca l'Agenzia fra le tre principali autorità di regolamentazione del settore dell'aviazione nel mondo;

3.  riconosce che l'Agenzia sta rafforzando le funzioni di intelligence e prestazioni in materia di sicurezza e che, in particolare, sta mettendo a punto il programma Data4Safety che fornirà una piattaforma di big data e una migliore capacità di analisi a livello europeo;

4.  incoraggia l'Agenzia a proseguire la propria politica di digitalizzazione;

5.  rileva con soddisfazione che l'Agenzia, per espletare compiti che si sovrappongono, condivide risorse con altre agenzie, in particolare l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, la Fondazione europea per la formazione professionale e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, in materia di indagini, apprendimento online, servizi cloud e LinkedIn nonché formazione in materia di coscienza ambientale; incoraggia vivamente l'Agenzia a continuare a perseguire attivamente un'ulteriore e più ampia cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione;

6.  osserva che, nel 2018, è stata effettuata una valutazione esterna del processo che ha condotto allo sviluppo del documento unico di programmazione dell'Agenzia e delle modalità di consultazione dei principali portatori di interessi dell'Agenzia nella definizione del documento unico di programmazione; osserva che l'Agenzia sta preparando un piano d'azione per affrontare eventuali potenziali settori da migliorare;

7.  evidenzia il ruolo fondamentale dell'Agenzia nel garantire il livello più elevato possibile di sicurezza aerea e protezione ambientale in un mercato dell'aviazione in rapida crescita; sottolinea che il 2018 è stato un anno cruciale per l'Agenzia, con l'entrata in vigore del regolamento (UE) 2018/1139(19); riconosce che l'aumento delle responsabilità e del carico di lavoro dell'Agenzia non è stato accompagnato da un proporzionato incremento delle risorse, il che ha creato notevoli problemi nell'adempimento dei compiti e nel conseguimento degli obiettivi dell'Agenzia nel 2018 e ha fatto sì che determinate attività fossero rinviate o fosse loro attribuito un livello di priorità più basso; ribadisce che l'Agenzia dovrebbe disporre di risorse finanziarie e umane adeguate – il personale è stato ridotto a 767 dipendenti il 31 dicembre 2018 (rispetto ai 771 del 2017) – per svolgere i compiti importanti che le sono affidati;

8.  ricorda il contributo dell'Agenzia nell'elaborazione di norme intelligenti in materia di rumore ed emissioni di CO2, nonché la sua responsabilità per la certificazione ambientale di prodotti, componenti e dispositivi aeronautici; ritiene che, se disponesse di maggiori risorse, l'Agenzia potrebbe svolgere un ruolo di primo piano nell'elaborazione e attuazione di misure volte a migliorare la sostenibilità dell'aviazione;

9.  si compiace dei notevoli sforzi compiuti dall'Agenzia per creare uno spazio unico europeo per i droni;

10.  è preoccupato del fatto che il trasporto aereo costituisca un obiettivo d’interesse per gli attacchi informatici e che errori di software possano avere gravi ripercussioni; invita l'Agenzia, insieme al Centro europeo per la cibersicurezza nell'aviazione, a rafforzare ulteriormente la resilienza digitale del trasporto aereo europeo;

11.  è preoccupato del fatto che la futura integrazione dei sistemi aerei a pilotaggio remoto desti preoccupazioni legate alla sicurezza tra la popolazione; invita l'Agenzia a tenere maggiormente conto delle preoccupazioni generali in materia di sicurezza e delle preoccupazioni delle autorità per quanto riguarda il perseguimento dei responsabili di reati;

12.  invita l'Agenzia a garantire che l'Unione si doti quanto prima, e senza compromettere la sicurezza, di norme uniformi e di facile applicazione per l'uso commerciale dei droni; è preoccupato per il fatto che l'Agenzia non dispone di risorse finanziarie e umane sufficienti per questo nuovo mandato;

13.  osserva che l'Agenzia ha concluso l'esercizio con un disavanzo complessivo di 2 000 000 EUR (un'eccedenza di 700 000 EUR relativa alle attività sovvenzionate e un disavanzo di 2 700 000 EUR relativo alle attività finanziate mediante diritti e oneri); rileva che il disavanzo relativo a diritti e oneri è dedotto dall'eccedenza accumulata, che passa quindi da 54 900 000 EUR a 52 200 000 EUR; osserva che, per quanto riguarda le attività finanziate mediante diritti e oneri, le entrate sono aumentate di 1 800 000 EUR rispetto al 2017, a fronte tuttavia di un aumento di 3 700 000 EUR delle spese per il personale, di 900 000 EUR delle spese amministrative e di 2 600 000 EUR delle spese operative; rileva che, per quanto riguarda le attività legate a sovvenzioni, l'aumento di 2 000 000 EUR della sovvenzione è stato sufficiente per coprire l'aumento di 100 000 EUR delle spese amministrative e di 1 400 000 EUR delle spese operative;

14.  plaude alle misure adottate allo scopo di aumentare l'efficienza dell'Agenzia, come l'avvio del programma "lean efficiency agility" e di altre iniziative in materia di efficienza, che hanno portato a una riduzione totale del carico di lavoro pari a 16 dipendenti a tempo pieno e hanno consentito all'Agenzia di riassegnare posti nonché di far fronte al maggiore carico di lavoro e alla revisione delle esigenze in termini di qualità delle attività future; si compiace inoltre dell'aumento della digitalizzazione, dell'automazione e della semplificazione dei processi finanziari, che si è tradotto nel trattamento senza supporto cartaceo dell'86 % delle operazioni finanziarie;

15.  si compiace del fatto che l'Agenzia abbia attuato la raccomandazione della Corte di garantire l'indipendenza del contabile, che ora rende conto, sul piano operativo, al consiglio di amministrazione dell'Agenzia e, sul piano amministrativo, al direttore esecutivo dell'Agenzia;

16.  si compiace dell'adozione, da parte del consiglio di amministrazione dell'Agenzia, degli orientamenti in materia di denunce di irregolarità e invita l'Agenzia a garantirne l'attuazione; osserva che nel 2018 i servizi di audit interno hanno effettuato una revisione degli orientamenti etici che ha riguardato alcuni ambiti del codice di condotta, nonché questioni etiche e relative alle frodi, e che prevedeva la presentazione di un progetto di relazione di audit all'inizio del 2019; ribadisce al riguardo la necessità di disporre di garanzie contro i conflitti di interesse;

Politica del personale

17.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo al 95,74 %, con 651 agenti temporanei sui 680 autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 678 posti autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 lavoravano per l'Agenzia 83 agenti contrattuali e 19 esperti nazionali distaccati;

18.  rileva con preoccupazione che per il 2018 si registra un disomogeneo equilibrio di genere per quanto riguarda i dirigenti (4 uomini e una donna) e i membri del consiglio di amministrazione (26 uomini e 3 donne);

19.  osserva che l'Agenzia ha aderito all'iniziativa della Commissione "Donne nei trasporti" che mira a rafforzare le opportunità di lavoro delle donne a tutti i livelli; accoglie con favore il fatto che l'Agenzia abbia istituito una task force per l'equilibrio di genere, al fine di formulare raccomandazioni sulla correzione del considerevole squilibrio esistente;

20.  incoraggia l'agenzia a sviluppare un quadro strategico a lungo termine per le risorse umane che affronti l'equilibrio tra lavoro e vita privata del proprio personale, l'orientamento e lo sviluppo di carriera lungo tutto l'arco della vita, l'equilibrio di genere, il telelavoro, la non discriminazione, l'equilibrio geografico e l'assunzione e l'integrazione delle persone disabili;

Appalti

21.  osserva che, secondo la relazione della Corte, l'Agenzia ha impegnato i fondi per un accordo con la Commissione sui servizi di archiviazione otto mesi circa dopo il rinnovo dell'accordo; osserva che, a norma del regolamento finanziario, l'impegno di fondi dovrebbe essere registrato prima di assumere un obbligo giuridico; prende atto della risposta dell'Agenzia secondo cui l'impegno è stato firmato prima del ricevimento della fattura, ma dopo l'inizio del servizio e che tale impegno a posteriori è stato pertanto coperto da un'eccezione; invita l'Agenzia ad iscrivere gli impegni finanziari prima di quelli giuridici;

22.  rileva con preoccupazione che, secondo la relazione della Corte, per l'acquisizione di servizi di analisi dei dati per un volume fino a 5 000 000 EUR, l'Agenzia ha scelto di utilizzare un contratto quadro con un unico operatore risultante da una procedura aperta pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea; rileva, tuttavia, che i termini utilizzati nel contratto quadro non erano sufficientemente specifici da permettere una concorrenza leale, dato che i requisiti non erano ancora noti al momento della procedura d'appalto; ricorda che, secondo il regolamento finanziario, in tali circostanze l'autorità aggiudicatrice deve aggiudicare un contratto quadro a più operatori e per gli acquisti specifici deve essere aperto un confronto competitivo tra i contraenti selezionati; prende atto della risposta dell'Agenzia secondo cui ha scelto un unico contratto quadro anziché un contratto quadro multiplo che avrebbe comportato un cambiamento del contraente nel corso della durata del contratto quadro e avrebbe avuto gravi conseguenze sulla coerenza e il completamento nei tempi previsti; esorta l'Agenzia a stilare contratti quadro che permettano una concorrenza leale e assicurino un buon rapporto qualità/prezzo;

23.  apprende dalla relazione della Corte che, in un'altra procedura di appalto per l'attività essenziale dell'Agenzia, vale a dire l'esternalizzazione delle attività di certificazione, l'Agenzia ha aggiudicato i contratti unicamente sulla base della qualità dei servizi senza valutarne il prezzo; rileva inoltre che l'Agenzia ha firmato un contratto con un operatore prima di aver ricevuto la prova che il contraente non si trovasse in una situazione di esclusione; osserva che, secondo la risposta dell'Agenzia, tale attività specifica dell'Agenzia non trova riscontro nel regolamento finanziario; osserva inoltre che non esisteva alcun rischio che l'Agenzia ottenesse servizi da un fornitore non idoneo, poiché le prove relative ai criteri di esclusione sono state presentate prima di qualsiasi accreditamento di compiti; invita l'Agenzia a garantire che i contratti siano firmati solo dopo aver verificato i criteri di esclusione;

24.  osserva, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in merito all'utilizzo di alcuni degli strumenti creati dalla Commissione con l’obiettivo di introdurre una soluzione unica per lo scambio elettronico di informazioni con i soggetti terzi che partecipano alle procedure di appalto pubblico (appalti elettronici), che dal gennaio 2018 l'Agenzia ha offerto a tutti i fornitori la possibilità di inviare fatture per via elettronica; accoglie inoltre con favore il fatto che, a fine 2018, oltre il 80 % delle fatture erano state ricevute per via elettronica; osserva, tuttavia, che il trattamento delle fatture ricevute per via elettronica e la codifica dei dati delle fatture avviene manualmente poiché questa è ritenuta la soluzione più ragionevole;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

25.  osserva, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in merito al riesame da parte dell’Agenzia della sua "Politica in materia di imparzialità e indipendenza: prevenzione e attenuazione dei conflitti di interessi", in merito alla proroga del completamento, al riesame e all'aggiornamento delle dichiarazioni di interessi per tutti i membri del personale, che l'Agenzia, a fine maggio 2019, ha ricevuto dal servizio di audit interno la relazione di audit finale sull'etica, la prevenzione delle frodi e il conflitto d'interessi, con una conclusione globale positiva sui sistemi di gestione e di controllo; osserva inoltre che l'Agenzia ha elaborato un piano d'azione per quanto riguarda le raccomandazioni del servizio di audit interno e che l'Agenzia prevede di effettuare entro la fine di marzo 2020 una revisione dell'attuale quadro del codice di condotta del personale e dei membri delle commissioni di ricorso dell'Agenzia, nonché una revisione della procedura di dichiarazione pubblica di interessi per i membri del consiglio di amministrazione;

26.  rileva che il 62 % delle entrate dell'Agenzia deriva da diritti riscossi; prende atto del punto di vista dell'Agenzia, secondo cui il fatto che i richiedenti paghino tali diritti non implica necessariamente un conflitto di interessi;

Controlli interni

27.  rileva che nel 2018 il servizio di audit interno ha rivisto e confermato l'attuazione di tutte le azioni in sospeso in materia di continuità operativa, gestione della sicurezza delle informazioni e piano europeo per la sicurezza nell'aviazione;

28.  osserva che, nel 2018, il servizio di audit interno della Commissione ha stilato una relazione di audit dal titolo "Strategic Risk Assessment including IT in EASA” (“Valutazione strategica dei rischi comprese le TI nell'EASA"); osserva inoltre che l'Agenzia sta preparando un piano d'azione per dedicarsi ad alcuni potenziali settori da migliorare;

29.  osserva che nel 2018 la struttura di audit interno ha espletato quattro incarichi finalizzati a verificare il rispetto dei regolamenti pertinenti, il conseguimento degli obiettivi del processo e l’adeguata attenuazione dei rischi principali; rileva che tale livello di garanzia è stato fornito in ciascuna delle revisioni e che sono state formulate raccomandazioni per migliorare ulteriormente l'ambiente di controllo e l'efficienza complessiva dei processi; riconosce inoltre che, nei quattro audit di controllo effettuati nel 2018, i rischi residui sono stati notevolmente ridotti fino a scendere ad un livello accettabile, e che tutte le azioni aperte attuate mediante azione finale dovevano concludersi entro il terzo trimestre del 2019;

30.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al grande pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

o
o   o

31.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(20) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 48.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 48.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.
(6) GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 48.
(10) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 48.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(13) GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.
(14) GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1.
(15) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(16) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(17) GU C 279 dell'8.8.2018, pag. 4.
(18) GU C 279 dell'8.8.2018, pag. 5.
(19) Regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio (GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1).
(20) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Ufficio europeo di sostegno per l'asilo
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2018 (2019/2096(DEC))
P9_TA(2020)0083A9-0077/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare al comitato di gestione dell'Ufficio per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0063/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo(5), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0077/2020),

1.  concede il discarico alla direttrice esecutiva dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante alla direttrice esecutiva dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2018 (2019/2096(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare al comitato di gestione dell'Ufficio per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0063/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo(12), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0077/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione alla direttrice esecutiva dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2018 (2019/2096(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0077/2020),

A.  considerando che, stando allo stato delle entrate e delle spese(15) dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (l'"Ufficio"), il bilancio definitivo di quest'ultimo per l'esercizio 2018 ammontava a 97 665 322 EUR, il che rappresenta un incremento del 12,52 % rispetto al 2017; che l'incremento è legato al rafforzamento delle attività operative; che la dotazione dell'Ufficio proviene principalmente dal bilancio dell'Unione(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Ufficio e sufficienti elementi probatori riguardo alla legittimità e alla regolarità delle entrate che sono alla base dei conti; che la Corte ha fornito tuttavia gli elementi per un giudizio con riserva, in relazione alle constatazioni della Corte riferite agli esercizi finanziari 2016 e 2017 in merito alla legittimità e regolarità dei pagamenti; che, fatta eccezione per gli effetti degli esercizi 2016 e 2017, la Corte ritiene che i pagamenti alla base dei conti annuali per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 siano, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;

Seguito dato alla relazione sul discarico 2017

1.  prende atto della decisione del consiglio di amministrazione dell'Ufficio, in data 6 giugno 2018, di dispensare dalle sue funzioni il precedente direttore esecutivo con effetto immediato; prende atto della designazione di un direttore esecutivo ad interim, in data 6 giugno 2018, e della nomina di una nuova direttrice esecutiva il 16 giugno 2019; accoglie con favore la relazione di follow-up dell'Ufficio sulle osservazioni del Parlamento per l'esercizio 2017, in particolare le misure correttive adottate dal consiglio di amministrazione dell'Ufficio, dal direttore esecutivo ad interim e dalla nuova direttrice esecutiva al fine di migliorare la struttura di governance e l'efficienza dell'Ufficio, ripristinare la trasparenza e rafforzare la fiducia; sostiene e apprezza le misure delineate nel piano d'azione in materia di governance dell'EASO per il 2019; prende atto del messaggio positivo e dell'intenzione di una futura stretta collaborazione manifestati dalla nuova direttrice esecutiva nell'audizione pubblica del 4 settembre 2019 e nell'audizione delle agenzie presso la commissione per il controllo dei bilanci del 4 dicembre 2019;

Il risultato dell'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

2.  deplora quanto rilevato dall'OLAF per quanto concerne le irregolarità relative alla violazione di procedure di appalto, all'appropriazione indebita di fondi dell'UE, alla cattiva gestione, agli abusi di potere nelle questioni relative alle risorse umane, al mancato rispetto delle norme in materia di protezione dei dati, alle molestie e ai comportamenti inappropriati nei confronti del personale nel 2017; ribadisce la richiesta rivolta all'Ufficio di informare l'autorità di discarico in merito al seguito dato alle misure proposte dall'OLAF; comprende la richiesta dell'Ufficio di riferire in modo più dettagliato nella sede opportuna per questioni di riservatezza e protezione dei dati;

3.  prende atto della decisione del consiglio di amministrazione dell'Ufficio, in data 6 giugno 2018, di dispensare dalle sue funzioni il direttore esecutivo con effetto immediato; sottolinea tuttavia che l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio per l'esercizio 2017 è avvenuta sotto la supervisione della precedente dirigenza; sottolinea che la relazione riguarda la procedura di discarico per l'esercizio 2017; riconosce l'impegno assunto dalla nuova direttrice esecutiva di realizzare riforme significative che garantiscano una governance solida;

Elementi a sostegno del giudizio negativo sulla legittimità e regolarità dei pagamenti su cui sono basati i conti per l'esercizio 2017

4.  osserva, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in merito all'elevata dipendenza dell'Ufficio da sufficienti risorse, in particolare da esperti messi a disposizione dagli Stati membri, che le carenze di esperti sono segnalate agli Stati membri e alla Commissione a diversi livelli; rileva inoltre che, al fine di compensare le carenze riscontrate negli Stati membri per le nomine e le missioni, l'Ufficio ha aumentato l'impiego di personale temporaneo assunto a livello locale e che nel 2018 solo il 26 % del fabbisogno operativo era coperto da esperti degli Stati membri; sottolinea che l'Ufficio non sarebbe in grado di fornire agli Stati membri il sostegno critico ai loro sistemi d'asilo senza il ricorso ad agenti temporanei; prende atto della proposta dell'Ufficio che suggerisce un pool di riserva per l'asilo, composto da 500 esperti degli Stati membri; invita gli Stati membri e la Commissione a valutare e trattare in via d'urgenza questa proposta;

Gestione finanziaria e di bilancio

5.  deplora il fatto che la limitatezza delle dotazioni finanziarie annuali e l'assenza parziale di fondi per imprevisti nel bilancio dell'Ufficio a copertura del finanziamento di bisogni operativi imprevisti e urgenti creino incertezze di bilancio e ostacolino la pianificazione delle misure di emergenza; osserva che l'Ufficio è in comunicazione costante con la Commissione e le autorità di bilancio per quanto riguarda la sua pianificazione operativa e l'assegnazione delle risorse; riconosce che l'Ufficio utilizza in parte i contributi dei paesi associati come emergenza per le spese operative, in particolare per far fronte a richieste di sostegno non pianificate da parte degli Stati membri; invita l'Ufficio a continuare ad affrontare i vincoli di bilancio in stretta consultazione con la Commissione e le autorità di bilancio;

6.  sottolinea che i tagli di bilancio proposti potrebbero ostacolare la capacità dell'Ufficio di continuare ad esercitare correttamente le sue funzioni nel fornire il necessario sostegno agli Stati membri, come previsto dal suo mandato; ricorda che il rafforzamento del mandato dell'Ufficio e l'aumento del carico di lavoro dovrebbero essere accompagnati da adeguati stanziamenti di bilancio;

7.  accoglie con favore la rinnovata strategia di cooperazione del consiglio di amministrazione congiunto EASO-Frontex; rileva inoltre con piacere che l'Ufficio svolge un ruolo attivo nella rete delle agenzie nell'ambito della razionalizzazione di azioni comuni, quali la richiesta di assunzione di consulenti soggetti all'obbligo di riservatezza, la partecipazione a procedure di appalto congiunte per contratti quadro e programmi di mobilità del personale; incoraggia vivamente l'Ufficio il Centro a perseguire attivamente un'ulteriore e più ampia cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione; richiama l'attenzione sulla raccomandazione contenuta nella relazione speciale della Corte sulla gestione delle migrazioni per garantire la complementarità e un migliore coordinamento tra il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e l'Ufficio; esorta l'Ufficio a lavorare sul concetto di condivisione delle risorse in caso di sovrapposizione di compiti tra altre agenzie con attività analoghe;

Prestazioni

8.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo al 68,22 %, con 146 agenti temporanei sui 214 autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione rispetto ai 155 posti autorizzati nel 2017; rileva inoltre che nel 2018 lavoravano per l'Ufficio 61 agenti contrattuali e 3 esperti nazionali distaccati; rileva con soddisfazione che il piano di assunzione dell'Ufficio prevede 500 membri del personale entro il 2020;

9.  rileva la mancanza di figure dirigenziali nel dipartimento amministrativo, in quanto quattro dei cinque posti direttivi erano vacanti o le persone che li occupavano sono state sospese dalle loro funzioni, ma prende atto della risposta dell'Ufficio secondo la quale l'avviso di posto vacante per il capo dell'Unità Risorse umane e sicurezza sarà pubblicato nel primo trimestre del 2020; osserva inoltre che, dato che l'Ufficio è stato interessato da una riorganizzazione, l'assunzione del capo dell'Unità Finanze e appalti è in corso, e che il posto di capo dell'Unità TIC è stato coperto nel 2019; invita l'Ufficio a compiere ulteriori sforzi per coprire i posti vacanti, in collaborazione con la Commissione e gli Stati membri, e a tenere informata l'autorità di discarico in merito alle misure correttive adottate per attenuare tale rischio;

10.  si rammarica per il fatto che, secondo la relazione della Corte, a partire dalla fine del 2017 la situazione delle risorse umane nell'Ufficio è peggiorata in maniera esponenziale: rileva che, alla fine del 2018, l'Ufficio contava 216 dipendenti, erano state inviate 89 lettere di offerta ed erano stati firmati 60 contratti; osserva, tuttavia, che vi erano ancora 78 posti vacanti da coprire entro la fine del 2018; esprime grave timore che questa situazione rappresenti un rischio significativo per il prosieguo delle operazioni dell'Ufficio al livello attuale; prende atto dell'impegno espresso dalla dirigenza esecutiva a favore della realizzazione trasparente ed efficiente del piano di assunzione dell'Ufficio;

11.  osserva con preoccupazione che nel 2018 l'alta dirigenza comprendeva solo uomini (nove membri), ma che il saldo negativo di genere è stato modificato dalla nomina nel 2019 di una donna a direttrice esecutiva; osserva con soddisfazione che nel consiglio di amministrazione è stato raggiunto un buon equilibrio di genere (16 uomini e 15 donne);

12.  prende atto del fatto che il 26 novembre 2019 la direttrice esecutiva ha presentato al consiglio di amministrazione un nuovo organigramma; ritiene che una riorganizzazione del personale dovrebbe contribuire a rafforzare il controllo interno, la garanzia della qualità e la gestione dei rischi, così come ad attuare le azioni richieste dalla Corte dei conti e dal servizio di audit interno della Commissione;

Politica del personale

13.  osserva con preoccupazione che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo solo al 68,22 % e che erano stati nominati 146 agenti temporanei sui 214 autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (155 posti autorizzati nel 2017); rileva inoltre che nel 2018 lavoravano per l'Ufficio 61 agenti contrattuali e 3 esperti nazionali distaccati;

14.  rileva con soddisfazione che, per quanto concerne gli accordi di accoglienza delle squadre di sostegno per l'asilo e delle altre forze dell'Ufficio negli Stati membri (ad esempio per quanto riguarda privilegi e immunità per il personale interno dell'Ufficio, gli esperti degli Stati membri e gli esperti a contratto), l'Ufficio ha firmato un accordo di accoglienza con Cipro nel luglio 2019, ha previsto la firma di un accordo di accoglienza con la Grecia nel gennaio 2020 e sta concludendo un nuovo accordo anche con l'Italia per rispettare pienamente le disposizioni del regolamento (UE) n. 439/2010(17) e in linea con altri accordi di accoglienza dell'Ufficio; invita l'Ufficio a continuare a cercare, insieme alla Commissione, accordi efficaci con gli Stati membri riguardo all'accoglienza delle squadre di sostegno per l'asilo e delle altre forze dell'Ufficio;

15.  rileva le risposte dell'Ufficio alle osservazioni della Corte e gli sforzi del medesimo per dare loro un seguito nell'ambito della nuova direzione esecutiva, tra l'altro dando priorità alla conclusione di accordi di accoglienza con l'Italia, la Grecia e Cipro per quanto concerne l'accoglienza delle squadre di sostegno per l'asilo e delle altre forze dell'Ufficio negli Stati membri, aumentando la trasparenza delle procedure di assunzione e rafforzando il suo servizio giuridico nel corso del 2019;

16.  osserva che la Corte ha individuato tra le agenzie una tendenza orizzontale a impiegare personale esterno per ruoli di consulenza informatica; chiede che la dipendenza dalle assunzioni esterne in un settore così importante e delicato sia per quanto possibile ridotta al fine di limitare i rischi potenziali;

17.  osserva che, secondo la relazione della Corte, nel 2018 l'Ufficio aveva avviato una procedura di appalto pubblico aperta per la definizione di contratti quadro per la prestazione di servizi di lavoro temporaneo in Italia; rileva che l'Ufficio ha interrotto la procedura perché è stata ricevuta una sola offerta e l'Ufficio ha ritenuto che tale offerta fosse inaccettabile, in quanto l'offerta finanziaria era superiore al bilancio massimo stimato; osserva che la Corte ha riscontrato che il capitolato d'appalto conteneva un errore significativo dell'importo di 25 000 000 EUR; osserva, tuttavia, che l'Ufficio ha accettato tali constatazioni, adottando e attuando azioni correttive che includono: la risoluzione del contratto quadro per le prestazioni dei lavoratori temporanei in Italia; l'avvio di una nuova procedura d'appalto per le prestazioni dei lavoratori temporanei in Italia; il lancio di un ulteriore bando per gli esperti degli Stati membri e, ove possibile, il ricorso a modalità alternative per l'invio di esperti onde coprire il periodo fino all'entrata in vigore di un nuovo contratto quadro; la temporanea riduzione significativa del numero di lavoratori temporanei dell'Ufficio impiegati in Italia e, unitamente alle autorità italiane, il mantenimento del livello di continuità operativa per le misure di sostegno essenziali; rileva inoltre che la nuova procedura di appalto è stata conclusa e che il nuovo contratto quadro è stato aggiudicato nel dicembre 2019, il che garantisce la continuità operativa durante l'intera procedura; invita l'Ufficio ad applicare le norme UE sugli appalti pubblici in modo rigoroso;

18.  rileva che l'Ufficio si avvale di contratti di servizi con imprese informatiche, formulati in modo tale da poter prevedere l’assegnazione di lavoratori temporanei tramite agenzia anziché la fornitura di servizi o prodotti informatici chiaramente definiti; ricorda che la messa a disposizione di lavoratori temporanei tramite agenzia al fine di svolgere compiti precisi per una durata specifica è soggetta alla direttiva n. 2008/104/CE(18) e alle norme specifiche adottate dagli Stati membri; rileva che il ricorso a contratti di servizi informatici per la messa a disposizione di personale non è conforme allo Statuto dei funzionari dell'UE o alle norme UE in materia sociale e occupazionale; rileva con soddisfazione che l'Ufficio ha rivisto il suo modello per i contratti T&M (Time and Means contracts), in modo da includere in ciascun contratto un elenco di risultati attesi da conseguire conformemente al contratto; esorta l'Ufficio a continuare a esercitare diligenza e ad accertarsi che il modo in cui sono formulati i contratti eviti qualsiasi confusione tra la prestazione di servizi informatici e la messa a disposizione di lavoratori temporanei;

Appalti

19.  apprende dall'Ufficio che, nel 2018, ha iniziato ad attuare la decisione della Commissione in materia di denunce di irregolarità e ha elaborato una guida pratica per la gestione e la prevenzione dei conflitti di interesse, con un calendario di adozione da parte del consiglio di amministrazione entro il terzo trimestre del 2019, nonché norme per la protezione degli informatori; rileva con soddisfazione che l'Ufficio ha organizzato una serie di sessioni formative per il personale sull'etica, con particolare attenzione alla prevenzione dei conflitti di interesse e con uno speciale modulo ad hoc destinato ai dirigenti; osserva con soddisfazione che sono state recepite altresì le pertinenti norme in materia di conflitti di interesse sulle relative procedure e politiche operative standard; invita l'Ufficio a continuare a prestare particolare attenzione alla prevenzione dei conflitti di interesse e alla corretta attuazione delle norme e delle procedure riguardanti le denunce;

20.  osserva con preoccupazione che, sebbene pubblichi sul proprio sito web le dichiarazioni di interessi e i CV dei membri del consiglio di amministrazione, tuttora l'Ufficio non pubblica le dichiarazioni di interessi degli alti dirigenti e invita l'Ufficio ad intervenire immediatamente al riguardo;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

21.  è consapevole del fatto che, a fine 2018, l'Ufficio non disponesse di una struttura di audit interno e che non vi fossero esaustive relazioni di audit del servizio di audit interno pubblicate a partire dal gennaio 2018; rileva inoltre che la predisposizione di controlli ex post per verificare la legittimità e regolarità delle operazioni era agli esordi; si compiace della risposta dell'Ufficio secondo cui esso ha concordato e documentato misure correttive sui sistemi di controllo interno, compresa la creazione di una struttura di audit entro il quarto trimestre del 2019 e una struttura di controllo interno ex post entro il terzo trimestre del 2019; rileva con soddisfazione che l'Ufficio sta apprestando la sua capacità di controllo ex post con il primo funzionario di controllo ex post assunto nel quarto trimestre del 2019 e con altri funzionari da assumere nel primo semestre del 2020; riconosce che l'Ufficio sta apprestando una capacità di audit interno ed è attualmente in trattative con un'altra agenzia dell'Unione che ha una vasta esperienza nel settore, al fine di individuare il modello migliore per l'Ufficio; invita l'Ufficio a riferire all'autorità di discarico in merito alle misure adottate a tal proposito;

Controlli interni

22.  si compiace del fatto che l'Ufficio, secondo la relazione annuale della Corte sulle agenzie dell'Unione per l'esercizio finanziario 2018, abbia adottato misure concrete e positive volte a migliorare la governance organizzativa; rileva che, al momento dell'audit della Corte, delle 61 misure del piano d'azione, 48 erano state completate mentre 13 erano ancora in corso;

23.  accoglie con favore la nuova politica in materia di posti sensibili adottata dall'Ufficio nel settembre 2019, che fornisce gli orientamenti e i criteri affinché il gruppo dirigente possa effettuare una valutazione del rischio, individuare e documentare le funzioni sensibili dell'Ufficio unitamente ai controlli di mitigazione concordati e, inoltre, valutare le funzioni sensibili e documentare i controlli di mitigazione entro il primo trimestre del 2020;

24.  ricorda che, a fine 2017, l'Ufficio non disponeva di un servizio giuridico interno e che erano stati impiegati diversi studi legali sotto il controllo del direttore esecutivo precedente; osserva, tuttavia, che nel 2018 l'Ufficio ha creato un elenco di tutti i contratti utilizzati per consulenze legali e che nel 2019 una nuova consulente giuridica di alto livello ha iniziato la sua attività presso l'Ufficio ed è stato firmato il nuovo contratto quadro per consulenze legali in sostituzione dei precedenti contratti, con altri numerosi consulenti legali da assumere nel 2020; rileva tuttavia che non esisteva ancora un riesame interno sistematico degli atti legali e sono emerse numerose incongruenze negli aspetti legali delle procedure di appalto pubblico esperite nel 2018; invita l'Ufficio a garantire un servizio giuridico forte e una gestione efficace delle procedure legali; prende atto con soddisfazione dell'obiettivo dell'Ufficio di costruire il quadro di governance e di controllo interno con la creazione, tra l'altro, di un settore legale e di protezione dei dati e di un settore di controllo interno e di gestione dei rischi per garantire in futuro una revisione sistematica dei documenti legali anche per gli appalti; accoglie inoltre con favore l'iniziativa dell'Ufficio di istituire una struttura di audit interno, organizzando al contempo una struttura di audit congiunta con l'Agenzia dell'Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia;

25.  lamenta che non vi sia ancora alcuna politica relativa ai posti sensibili nell'Ufficio, il che non è in linea con gli standard di controllo interno dell'Ufficio per i quali le funzioni sensibili devono essere chiaramente definite, registrate e aggiornate; prende atto della risposta dell'Ufficio secondo cui una politica dei posti sensibili era in fase di ultimazione e avrebbe dovuto essere approvata entro il terzo trimestre del 2019 e attuata entro il quarto trimestre del 2019; invita l'Ufficio a comunicare all'autorità di discarico eventuali sviluppi al riguardo;

26.  apprezza i progressi compiuti nell'attuazione dei sistemi di controllo interno, compresi i controlli sulle operazioni di appalto e di spesa; sostiene la decisione di ridurre e porre rapidamente termine all'esternalizzazione dell’assistenza legale e di istituire un servizio giuridico interno; sostiene le osservazioni della Corte sulla necessità di introdurre ulteriori azioni correttive;

27.  osserva, a seguito dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in merito al fatto che l'Ufficio è uno dei pochi enti dell'Unione in più sedi e che l'Ufficio ha stipulato contratti di locazione in diversi luoghi senza aver effettuato un'adeguata analisi di mercato locale, che, per quanto riguarda l'ufficio di Roma, sarà lanciata a breve una nuova gara, preceduta da un'adeguata analisi di mercato per la locazione di un ufficio al fine di regolarizzare la situazione attuale; osserva inoltre che, nel caso dell'ufficio ad Atene, l'attuale contratto di locazione è terminato nel gennaio 2020 e che è in fase di preparazione una nuova procedura di appalto che comprende un'adeguata analisi di mercato; rileva inoltre che la struttura di trattamento di Pagani (Lesbo) ha trasferito i luoghi di lavoro operativi situati all'interno dei punti di crisi al di fuori dei centri; osserva che, per quanto riguarda l'ufficio di Cipro, a metà 2018 è stato firmato un nuovo contratto con il proprietario dell'edificio in seguito a un'offerta intesa a regolarizzare il contratto iniziale comprendente la possibilità di espansione in caso di necessità; accoglie con favore le nuove procedure operative standard per gli appalti adottate il 15 febbraio 2019, che forniscono un orientamento sugli aspetti sensibili della procedura di gestione degli appalti e dei contratti, comprese disposizioni dettagliate sulle indagini di mercato; prende atto dello sforzo dell'Ufficio di allineare le sue procedure di appalto con la "Metodologia che i servizi della Commissione devono seguire per la prospezione e la negoziazione in materia immobiliare" e di pubblicare avvisi di prospezione del mercato per tutti i contratti immobiliari previsti, al fine di aumentare la trasparenza e la concorrenza;

28.  rileva con preoccupazione che l'assenza di responsabilità e ruoli chiari per quanto riguarda la gestione delle strutture locate e dei servizi e lavori connessi potrebbe ostacolare la riduzione efficiente dei rischi collegati alle strutture; invita l'Ufficio a definire una politica efficace per la gestione delle strutture locate e dei servizi connessi;

Altre osservazioni

29.  si compiace del fatto che, alla luce delle osservazioni formulate dall'autorità di discarico in merito alla nomina del nuovo direttore esecutivo ad interim, entrato in carica il 6 giugno 2018, dopo tale cambiamento della dirigenza la trasparenza ha ottenuto priorità assoluta quale principio fondante del piano d'azione di governance sotto la guida della nuova direttrice esecutiva, la quale si è impegnata a portare avanti tale approccio in futuro;

30.  invita l'Ufficio a concentrarsi sulla diffusione presso il grande pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

31.  rileva, alla luce dei commenti e delle osservazioni dell'autorità di discarico in merito al fatto che l'Ufficio ha ampliato i propri spazi per uffici a Malta a un blocco aggiuntivo dell'edificio in cui sono situati i suoi locali, che l'Ufficio ha finalizzato un contratto di locazione nell'ottobre 2018, i cui costi sono pienamente coperti dal bilancio dell'Ufficio, al fine di occupare l'intero complesso;

o
o   o

32.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(19) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 306 del 30.8.2018, pag. 4.
(16) GU C 306 del 30.8.2018, pag. 6.
(17) Regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11).
(18) Direttiva 2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia interinale (GU L 327 del 5.12.2008, pag. 9).
(19) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Parlamento europeo
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo (2019/2056(DEC))
P9_TA(2020)0084A9-0021/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0051/2019)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(6), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(7), in particolare gli articoli 260, 261 e 262,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 10 dicembre 2018 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo, in particolare l'articolo 34,

–  visti l'articolo 100, l'articolo 104, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0021/2020),

A.  considerando che il 27 giugno 2019 il Presidente ha adottato i conti del Parlamento relativi all'esercizio 2018;

B.  considerando che il 25 giugno 2019 il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse destinate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti, conformemente al principio di sana gestione finanziaria, e che le procedure di controllo poste in essere offrono le necessarie garanzie di legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

C.  considerando che la Corte dei conti ha dichiarato, nella sua valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura del 2018, di non aver riscontrato carenze gravi nelle relazioni annuali di attività esaminate delle istituzioni e degli organismi, richieste dal regolamento (UE, Euratom) 2018/1046;

D.  considerando che l'articolo 262, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 esige che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo (2019/2056(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 100, l'articolo 104, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0021/2020),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento europeo (in appresso il "Parlamento") ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un'immagine fedele della situazione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa del Parlamento;

B.  considerando che, conformemente alla procedura abituale, sono state inviate all'amministrazione del Parlamento 126 domande e che la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento ha ricevuto e discusso pubblicamente le relative risposte scritte in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno;

C.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l'amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione;

Gestione finanziaria e di bilancio del Parlamento

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2018 ammontavano in totale a 1 950 687 373 EUR, pari al 18,9 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP)(8) stanziata per la spesa amministrativa delle istituzioni dell'Unione per il 2018, un importo che rappresenta un aumento del 2,2 % rispetto al bilancio 2017 (1 909 590 000 EUR);

2.  rileva che l'importo totale delle entrate contabilizzate al 31 dicembre 2018 ammontava a 193 998 910 EUR (rispetto a 206 991 865 EUR nel 2017), di cui 30 783 590 EUR di entrate con destinazione specifica (rispetto a 50 052 674 EUR nel 2017);

3.  sottolinea che quattro capitoli rappresentano da soli il 67,6 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari), il che indica l'elevato livello di rigidità che caratterizza la maggior parte della spesa del Parlamento;

4.  prende atto delle cifre in base alle quali sono stati chiusi i conti dell'Istituzione per l'esercizio 2018, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

stanziamenti per il 2018

1 950 687 373

riporti non automatici dall'esercizio 2017:

2 564 000

riporti automatici dall'esercizio 2017:

289 785 291

stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2018:

30 783 590

riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2017:

47 369 977

Totale:

2 318 626 231

b)  Utilizzo degli stanziamenti durante l'esercizio 2018 (EUR)

impegni:

2 283 150 877

pagamenti effettuati:

1 933 089 380

stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica:

348 106 015

stanziamenti riportati non automaticamente:

---

stanziamenti annullati:

39 994 836

c)  Entrate (EUR)

riscosse nel 2018:

193 998 910

d)  Totale di bilancio al 31 dicembre 2018 (EUR)

1 671 682 153

5.  sottolinea che è stato impegnato il 99,2 % degli stanziamenti iscritti nel bilancio del Parlamento, pari a 1 934 477 627 EUR, con un tasso di annullamento dello 0,8%; rileva con soddisfazione che, come negli esercizi precedenti, è stato raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio; rileva che i pagamenti sono stati pari a 1 636 858 018 EUR, con un conseguente tasso di esecuzione dell'84,6 %;

6.  sottolinea che gli stanziamenti annullati per l'esercizio 2018, pari a 16 209 746 EUR, hanno interessato principalmente le retribuzioni e altri diritti come pure le spese relative agli immobili;

7.  rileva che nell'esercizio 2018 sono stati approvati undici storni a norma degli articoli 31 e 49 del regolamento finanziario, per un importo pari a 53 533 500 EUR ovvero il 2,7 % degli stanziamenti definitivi; osserva che la maggior parte dei fondi stornati riguardava la politica immobiliare dell'Istituzione e, in particolare, il contributo al finanziamento dei pagamenti annuali per il progetto immobiliare Konrad Adenauer;

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti del 2018 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

8.  ricorda che la Corte dei conti (in appresso "la Corte") svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura come un blocco di politiche unico per tutte le istituzioni dell'Unione; sottolinea che le spese amministrative e le spese correlate comprendono le spese relative alle risorse umane (stipendi, indennità e pensioni), che rappresentano circa il 60 % del totale, e le spese concernenti gli immobili, gli impianti e le apparecchiature, l'energia, le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione;

9.  rileva che, nel complesso, dagli elementi probatori degli audit svolti risulta che la spesa relativa alla rubrica "Amministrazione" non è inficiata da un tasso di errore rilevante; rileva che, sulla base dei 13 errori quantificati, il livello di errore stimato per la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale è al di sotto della soglia di rilevanza;

10.  prende atto della constatazione specifica, riguardante il Parlamento, contenuta nella relazione della Corte sui conti annuali del Parlamento per l'esercizio 2018 (in appresso "la relazione della Corte"); rileva che, a seguito degli attacchi terroristici avvenuti negli ultimi anni, le istituzioni, incluso il Parlamento, hanno ritenuto necessario rafforzare con urgenza la protezione delle persone e degli immobili; osserva con preoccupazione che la Corte ha riscontrato debolezze nelle procedure indette dal Parlamento e dalla Commissione; osserva che, nell'appaltare lavori di costruzione specifici connessi alla sicurezza, il Parlamento si è valso dei contratti-quadro già in uso e che l'impostazione di questi ultimi ha consentito al Parlamento di commissionare lavori essenziali per la sicurezza non inclusi nella proposta di prezzo iniziale sulla base di una singola offerta del contraente; rileva che il Parlamento ha usato questo approccio in due delle quattro procedure esaminate dalla Corte;

11.  prende atto con preoccupazione della risposta fornita dal Parlamento nella procedura in contraddittorio con la Corte, in cui si riconosce che, dato il contesto specifico (tempi ristretti e struttura propria del mercato), la concorrenza potrebbe essere stata meno che ottimale; rileva con soddisfazione che i nuovi contratti quadro aggiudicati in questo settore, con cinque contraenti, si basano sulla riapertura del confronto competitivo al fine di garantire un'adeguata concorrenza sui prezzi;

Relazione annuale del revisore interno

12.  prende atto che, nella riunione del 18 novembre 2019 tra la commissione competente e il revisore interno, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale e ha descritto gli audit di garanzia e gli incarichi di consulenza che ha eseguito e su cui ha presentato relazioni, che nel 2018 hanno riguardato i seguenti argomenti:

   la manutenzione, la ristrutturazione e la gestione degli edifici (Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica) (DG INLO);
   l'analisi preliminare della sicurezza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) dell'Istituzione;
   i diritti individuali a norma dello Statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea;
   lo spaccio per il personale a Lussemburgo (DG INLO);
   il seguito dato alle azioni aperte facenti seguito alle relazioni di audit interno – fasi 1 e 2 del 2018;
   la creazione di una funzione di garanzia di qualità interna in seno alla Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE);
   una consulenza indipendente sul progetto dal desktop all'ibrido della Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC);
   gli aspetti del sistema delle schede informative utilizzato dalla Direzione generale delle Politiche esterne dell'Unione (DG EXPO);
   il seguito dato all'interruzione dei sistemi informatici e il potenziamento della continuità informatica;
   le procedure di appalto e l'esecuzione dei contratti nel settore della ristorazione (DG INLO), relazione non ancora pubblicata, conclusioni preliminari in fase di discussione con la direzione;

13.  accoglie con favore e appoggia le azioni che il revisore interno ha concordato con le direzioni generali competenti a seguito degli incarichi di garanzia e delle raccomandazioni che ha formulato in seguito agli incarichi di consulenza:

Azioni concordate:

   per quanto riguarda l'audit sulla manutenzione, la ristrutturazione e la gestione degli edifici (DG INLO), rafforzare il quadro strategico per la manutenzione e migliorare ulteriormente le attività di manutenzione degli edifici del Parlamento attraverso l'adozione di una politica globale e di un piano pluriennale strutturato e coerente; rafforzare la certezza che i processi e le operazioni di gestione degli edifici del Parlamento siano efficaci ed efficienti in termini di costi; sostenere il processo decisionale riguardante le attività di manutenzione con informazioni e analisi affidabili;
   per quanto riguarda l'audit sui sistemi informatici: effettuare un'analisi preliminare della sicurezza informatica dell'Istituzione, rafforzare la governance della sicurezza dei sistemi informatici (incluse strategie, norme e linee guida), segnatamente attraverso l'adozione di una strategia per la sicurezza informatica dell'Istituzione; migliorare l'identificazione, la protezione e il monitoraggio dei beni informatici (hardware, relativo software e rete); migliorare l'individuazione e la risposta agli incidenti relativi alla sicurezza informatica e potenziare le capacità di ripresa;
   per quanto riguarda l'audit dei diritti individuali dei membri del personale, migliorare l'ambiente globale di controllo in tale settore e affrontare le questioni specifiche relative agli assegni familiari;
   per quanto riguarda l'audit dello spaccio per il personale a Lussemburgo, attuare le misure necessarie per migliorare l'ambiente di controllo come pure le attività di controllo e l'adeguatezza dei dispositivi interni di gestione; garantire la conformità della gestione dello spaccio, inclusa la cassa anticipi, al regolamento finanziario, ai principi contabili e alla normativa fiscale;

Raccomandazioni:

   per quanto riguarda il sistema delle schede informative utilizzato dalla DG EXPO, attuare le sei raccomandazioni intese a rafforzare il suo sistema di rendicontazione e a inquadrare meglio la cooperazione tra delegazioni, commissioni e altre parti interessate;
   per quanto riguarda la creazione di una funzione di garanzia di qualità interna alla DG SAFE, attuare le sei raccomandazioni a tal fine, inclusa segnatamente la definizione di una politica in materia di qualità;
   in relazione al progetto pilota dal desktop all'ibrido, rafforzare la giustificazione economica del progetto; utilizzare apparecchi ibridi per sostituire più dispositivi esistenti; migliorare la gestione finanziaria delle prove di validità concettuale ("proof-of-concept") e dei progetti pilota prima dell'introduzione di nuovi strumenti;
   per quanto riguarda il seguito dato all'interruzione dei sistemi informatici e il potenziamento della continuità informatica, garantire la protezione complementare dell'infrastruttura informatica; testare i piani relativi al ripristino in caso di incidente grave; stilare un elenco dei sistemi informatici critici e delle rispettive dipendenze e migliorare la pianificazione per installare le infrastrutture TIC del Parlamento al di fuori dei suoi edifici;

14.  rileva che il seguito dato durante il 2018 ha portato alla chiusura di 28 delle 76 azioni aperte e che nello stesso anno è stato possibile continuare a ridurre gradualmente il profilo di rischio delle azioni giunte a scadenza; rileva, in particolare, che il numero di azioni aperte riguardanti rischi significativi è sceso da 22 a 7 e che non risultavano più azioni aperte nella categoria di rischio più elevata (rischio critico); rileva che, oltre a queste azioni convalidate, si è registrato un totale di 117 azioni aperte, incluse quelle il cui termine di attuazione non è ancora scaduto, di cui 47 riguardano rischi significativi; si attende che tali azioni siano attuate entro i termini concordati;

15.  accoglie con favore in particolare la possibilità che le direzioni generali affidino al revisore interno incarichi di consulenza e raccomanda che tutte le direzioni generali si avvalgano di questa possibilità ove necessario;

16.  rileva che due audit, uno riguardante i gruppi di visitatori e l'altro l'indennità di assistenza parlamentare, fanno parte delle attività del 2019 e saranno oggetto di relazioni all'inizio del 2020; chiede al revisore interno di informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento su entrambi i risultati non appena saranno disponibili;

17.   esprime profondo rammarico per il fatto che la relazione del revisore interno non sia pubblica; insiste affinché essa sia resa pubblica ogni anno e trasmessa contemporaneamente ai deputati e al Presidente e al Segretario generale del Parlamento; si rammarica altresì del fatto che, nel caso della relazione del 2018, nel gennaio 2020 sia stato deciso che i deputati possono consultare la relazione solo su richiesta, applicando la procedura della sala di lettura sicura; è fermamente convinto che, limitando l'accesso a tale documento che riguarda l'utilizzo dei fondi pubblici, si dà la deplorevole impressione che vi sia qualcosa da nascondere;

Seguito dato alla risoluzione di discarico 2017

18.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico 2017, pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento il 17 settembre 2019, e della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2017, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito;

19.  si rammarica che ad alcune raccomandazioni formulate nella risoluzione sul discarico al Parlamento per l'esercizio 2017 non sia stato dato alcun seguito e che il documento sul seguito riservato al discarico non fornisca alcuna motivazione al riguardo; sottolinea l'importanza di tenere discussioni più frequenti con il Segretario generale, in sede di commissione per il controllo dei bilanci, sulle questioni riguardanti il bilancio del Parlamento e la sua esecuzione;

Discarico al Parlamento per l'esercizio 2018

20.  prende atto dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e i membri della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in presenza del revisore interno, svoltosi il 18 novembre 2019 nel contesto del discarico al Parlamento per l'esercizio 2018;

21.  ribadisce il suo invito all'Ufficio di presidenza a dare seguito a tutte le decisioni sul discarico a norma dell'articolo 25 e dell'allegato V del suo regolamento, e degli articoli 6 e 166 del regolamento finanziario; chiede al Segretario generale di trasmettere la presente risoluzione all'Ufficio di presidenza, evidenziando tutte le richieste di azione o decisione da parte dell'Ufficio di presidenza; invita il Segretario generale a elaborare un piano d'azione e un calendario che consentano all'Ufficio di presidenza di dare seguito e/o di rispondere alle raccomandazioni contenute nelle risoluzioni di discarico del Parlamento e a includere i risultati nel documento di monitoraggio annuale; chiede al Segretario generale di riferire in tempo utile alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento su tutti i progetti aventi un forte impatto sul bilancio che sono stati presentati all'Ufficio di presidenza; ribadisce la necessità che l'Ufficio di presidenza migliori sostanzialmente, in modo proattivo, la trasparenza delle sue procedure decisionali;

22.  deplora che, nel 2018, un'indagine interna abbia identificato quattro casi nel settore dell'indennità di assistenza parlamentare che hanno consentito il recupero di 146 814 EUR (47 casi identificati nel 2017, con il recupero di 903 741,00 EUR) e che, per quanto riguarda le indennità di viaggio e di soggiorno dei deputati, sono stati recuperati 173 546 EUR a seguito di sei indagini (68 589,05 EUR nel 2017);

23.  sottolinea che l'attività legislativa del Parlamento ha registrato un sensibile aumento nel 2018 con l'avvicinarsi della fine della legislatura 2014-2019;

24.  rileva che due commissioni temporanee – la commissione speciale sul terrorismo (TERR) e la commissione speciale sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi da parte dell'Unione (PEST) – hanno concluso positivamente le loro attività nel corso dell'anno, e che è stata creata una terza commissione speciale, la commissione speciale sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale (TAX3);

25.  sottolinea che, in vista delle elezioni europee del 2019, è stata avviata con successo una campagna di comunicazione; mette in evidenza l'aumento della partecipazione dei cittadini alle elezioni europee del 2019, anche se in alcuni paesi ha continuato a essere troppo bassa; ritiene che questo tipo di campagna dovrebbe avere carattere permanente, con un'attenzione particolare per tali paesi;

26.  approva le misure adottate dall'Istituzione per rafforzare la sicurezza, in particolare per quanto attiene alla sicurezza fisica e alla sicurezza degli edifici, ma anche alla sicurezza informatica e delle comunicazioni;

27.  si rammarica che, sebbene la commissione per i bilanci del Parlamento abbia respinto il bilancio richiesto per la creazione di un osservatorio sull'intelligenza artificiale, pare che tale iniziativa stia proseguendo sotto forma di gruppo di lavoro; esprime profonda preoccupazione per l'evidente inosservanza di una decisione democratica presa dai deputati, il che costituisce un precedente molto increscioso; raccomanda che l'attività di questo gruppo di lavoro sia immediatamente sospesa fino a quando l'autorità di bilancio avrà deciso di assegnargli una dotazione finanziaria;

28.  è consapevole dell'importanza della politica immobiliare, in particolare del progetto dell'edificio Martens e della ricostruzione dell'edificio Montoyer 63 a Bruxelles, che sono stati ultimati nel 2018, e del progetto immobiliare Konrad Adenauer a Lussemburgo, il cui completamento è previsto entro la fine del mese di giugno 2023; prende atto che nel 2018 la commissione per i bilanci del Parlamento ha autorizzato uno storno di recupero, per un importo pari a 29 milioni di EUR, per il prefinanziamento del progetto, che secondo le stime ha permesso di risparmiare 4,7 milioni di EUR sugli interessi; è preoccupato per il ritardo registrato nella costruzione dell'edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo, la cui consegna era prevista per il 2018 ed è ora prevista non prima del 2023;

29.  appoggia l'utilizzo del sistema di ecogestione e audit (EMAS), che è uno strumento di gestione dell'Unione europea destinato alle organizzazioni pubbliche e private che consente di valutare e migliorare le loro prestazioni ambientali conformemente al regolamento (CE) n. 1221/2009(9); appoggia le misure adottate per ridurre l'impronta di carbonio del Parlamento;

30.  invita l'amministrazione a richiamare l'attenzione sul Codice di condotta dei deputati, che stabilisce che i deputati agiscono unicamente nell'interesse generale ed esercitano le loro funzioni con integrità, trasparenza, diligenza, onestà e responsabilità, mantenendo una condotta disinteressata e tutelando il buon nome dell'Istituzione; sottolinea che il Codice di condotta definisce i conflitti di interessi e indica il modo in cui i deputati devono comportarsi in proposito e comprende norme che disciplinano le attività professionali degli ex deputati;

31.  rileva con preoccupazione che, tra il 2012 e il 2018, vi sono state 24 violazioni del codice di condotta che non sono state assoggettate a sanzione; sottolinea che, se le violazioni non ricevono sanzioni adeguate, i deputati sono meno propensi a rispettare il codice di condotta; invita il Presidente a valutare con attenzione tutte le presunte violazioni del codice di condotta e, se del caso, a comminare sanzioni adeguate ai rispettivi deputati;

32.  prende atto della regolamentazione sul trasporto dei deputati nei luoghi di lavoro del Parlamento europeo ("la regolamentazione"); ritiene che le disposizioni di detta regolamentazione che stabiliscono le condizioni per l'utilizzo delle autovetture di servizio su base permanente da parte del Presidente, del Segretario generale, del Segretario generale aggiunto e di ciascun presidente di gruppo politico siano troppo vaghe; invita l'Ufficio di presidenza a rivedere la regolamentazione al fine di introdurre condizioni più rigorose per l'utilizzo di dette autovetture;

33.  è del parere che la protezione degli informatori faccia parte integrante della democrazia e che sia indispensabile per prevenire e scoraggiare le attività illecite e le irregolarità; ricorda tra l'altro che gli assistenti parlamentari accreditati (APA) si trovano in una posizione vulnerabile a causa del loro contratto di lavoro; constata con preoccupazione che il Segretario generale ha riconosciuto che, “sebbene la normativa sugli informatori sia applicabile agli APA, il Parlamento non è in grado di garantire la tutela dell'occupazione”, in quanto essi dipendono dai rispettivi deputati; invita il Segretario generale a tener conto di tale fattore quando gli APA svolgono il ruolo di informatori nonché a cercare di estendere in questo caso agli APA le possibilità di protezione contrattuale concesse dal Parlamento agli APA che sono vittime di molestie;

34.  sottolinea inoltre che le norme che si applicano attualmente agli APA in materia di risoluzione dei contratti non prevedono la possibilità di una risoluzione per "mutuo consenso", che sarebbe un modo per riconoscere la speciale relazione tra deputati e assistenti, in cui entrambe le parti possono riconoscere che la fiducia reciproca non sussiste più e trarre vantaggio da una soluzione comune, senza pregiudicare i diritti sociali degli APA; chiede al Segretario generale di trovare una soluzione al fatto che gli stipendi degli APA possono essere versati esclusivamente su conti bancari belgi, il che è in contrasto con l'idea di un'unione monetaria e dei pagamenti unica;

35.   ribadisce la propria preoccupazione dinanzi a una presunta prassi dei deputati in virtù della quale essi obbligherebbero gli APA a effettuare missioni, in particolare a Strasburgo, senza ordini di missione e senza rimborso delle spese di missione o addirittura delle spese di viaggio; ritiene che tale prassi possa dare adito ad abusi in quanto, in assenza di un ordine di missione, gli APA non solo devono sostenere personalmente le spese, ma non sono coperti dall'assicurazione sul posto di lavoro; invita nuovamente il Segretario generale a svolgere indagini su questa presunta prassi e a riferire in merito entro la fine dell'anno;

36.  rinnova l'invito alla Conferenza dei presidenti e all'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni da stabilire, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; invita il Segretario generale a esaminare le incidenze di bilancio, nonché l'organizzazione e la logistica di tali missioni;

37.  invita il Parlamento ad adeguare pienamente le norme interne dello statuto dei funzionari alla recente direttiva (UE) 2019/1937(10) riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione, anche attraverso l'istituzione di canali sicuri per le denunce; chiede inoltre che il Parlamento garantisca agli informatori lo stesso livello di protezione che garantisce alle vittime di molestie; chiede al Segretario generale di prevedere una formazione obbligatoria per i superiori gerarchici affinché sensibilizzino il personale dell'Istituzione alle garanzie per gli informatori e al loro dovere ai sensi dello Statuto del personale di denunciare attività illecite o casi di cattiva amministrazione;

38.  osserva che la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea ha avuto un impatto considerevole sui diversi servizi del Parlamento, in particolare per quanto riguarda le commissioni, le unità di ricerca e i servizi orizzontali;

39.  accoglie con favore la decisione dell'Ufficio di presidenza del 2 maggio 2018 riguardante i membri del personale di nazionalità britannica, in base alla quale nessun funzionario sarà licenziato a causa di tale nazionalità; prende atto che le valutazioni caso per caso per quanto riguarda il personale contrattuale e temporaneo di nazionalità britannica, che sono state effettuate entro la data inizialmente prevista per il recesso del Regno Unito dall'Unione europea, non hanno condotto alla sospensione di alcun contratto; prende atto che i gruppi politici effettuano le loro valutazioni caso per caso per il loro personale;

40.  prende atto della positiva realizzazione dell'obiettivo di riduzione del personale del 5 %, che nel 2018 ha costretto il Parlamento a sopprimere 60 posti amministrativi dalla propria tabella dell'organico; ritiene che sia importante garantire un elevato livello di prestazioni da parte del Parlamento, sia nel breve che nel lungo termine, assicurando nel contempo una gestione di bilancio responsabile e, se del caso, realizzando risparmi; ritiene altresì che potrebbero essere previsti ulteriori risparmi; è fermamente convinto che sia essenziale attuare una strategia di comunicazione rivolta al Consiglio, agli Stati membri e ai cittadini europei per rispondere alle diffuse e ingiuste critiche rivolte alla funzione pubblica dell'Unione europea, che si susseguono da anni;

41.  è preoccupato dinanzi al numero di membri del personale in congedo per malattia di lunga durata e al forte aumento dei casi di burnout, e teme che per alcuni ciò possa essere legato a condizioni di esaurimento e di squilibrio tra vita professionale e vita privata; è particolarmente preoccupato quanto alla carenza di personale e, al tempo stesso, considera che sia difficile giustificare l'espansione delle posizioni dirigenziali di alto livello, che porta a una struttura gestionale sbilanciata e pesante sul lato superiore; invita l'amministrazione ad adottare un approccio proattivo nei confronti del personale interessato, a valutare attentamente il carico di lavoro del personale e a garantire un'equa ripartizione dei compiti; chiede che venga elaborata, entro il 30 giugno 2020, una relazione sulle misure adottate in risposta ai congedi per malattia di lunga durata e burnout;

42.  sottolinea, in un contesto di crescenti aspettative nei confronti della capacità produttiva del personale, l'importanza di un dialogo costruttivo con il comitato del personale e con i sindacati e, nel caso dei gruppi politici, con i loro rappresentanti del personale; fa affidamento sul proseguimento di un dialogo costruttivo con tali organi, in particolare sulle questioni connesse alla politica del personale nonché alle condizioni di lavoro, quali la mobilità, l'ambiente di lavoro e l'orario di lavoro flessibile;

43.   ritiene essenziale, a tal fine, che i rappresentanti del personale siano ascoltati quando l'Ufficio di presidenza discute di questioni generali che riguardano la politica del personale; chiede al Segretario generale di prendere misure appropriate per dar seguito a questa necessità fondamentale;

44.   evidenzia che, al fine di mantenere l'eccellenza, l'indipendenza, la lealtà e la motivazione della funzione pubblica dell'Unione europea, è necessario rispettare integralmente lo statuto dei funzionari e applicarne lo spirito e la lettera; chiede anche, in tale contesto, di porre fine al fenomeno dei cosiddetti "paracadutati", che comporta il rischio di danneggiare le procedure e, di conseguenza, la credibilità dell'Istituzione in particolare e dell'Unione in generale;

45.   rammenta le conclusioni e le raccomandazioni della Mediatrice europea nei casi riuniti 488/2018/KR e 514/2018/K, come pure le raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento del 18 aprile 2018, in particolare che fra i membri dei comitati di selezione degli alti funzionari del Parlamento figurino anche funzionari degli organi di rappresentanza del personale, e invita il Segretario generale a migliorare ulteriormente le procedure di nomina dei funzionari di alto livello ricercando una trasparenza e un'uguaglianza maggiori; chiede inoltre di garantire la coerenza quanto si tratta della pubblicazione esterna dei posti di inquadramento superiore e la diligenza nella pubblicazione di tali posti man mano che si rendono vacanti; invita l'amministrazione del Parlamento a riferire annualmente in merito alla nomina di alti funzionari;

46.   deplora profondamente la mancanza di prospettive di carriera per gli agenti contrattuali; invita il Segretario generale a valutare i rischi connessi all'assunzione di un numero crescente di agenti contrattuali, fra cui quello di creare in seno al Parlamento una struttura del personale a due livelli; insiste sul fatto che le posizioni e i compiti fondamentali permanenti dovrebbero essere l'appannaggio di personale permanente;

47.  è convinto che l'attrattiva del Parlamento in quanto posto di lavoro sia una componente essenziale del suo successo; richiama l'attenzione sulle difficoltà incontrate nell'assunzione di personale di alcune nazionalità; invita il Segretario generale a insistere sulla necessità di un effettivo equilibrio geografico basato sulla rappresentanza proporzionale di tutti gli Stati membri a tutti i livelli, compresa l'alta dirigenza; prende atto delle misure molto positive adottate per conseguire un equilibrio di genere; chiede un'azione urgente volta a conseguire un migliore equilibrio di genere a tutti i livelli, incluso quello dei direttori generali;

48.   si rammarica della persistente sottorappresentanza dei paesi che hanno aderito all'Unione dopo il 2004, soprattutto per quanto riguarda i posti di più alto livello; fa osservare che, se da un lato vengono effettivamente assunti cittadini dei nuovi Stati membri, dall'altro sono soprattutto i cittadini dei vecchi Stati membri a essere promossi, il che si traduce in un divario sempre più ampio tra i vecchi e i nuovi Stati membri; chiede che si ponga rimedio a questa situazione;

49.   fa notare che, con i concorsi interni organizzati tra il 2014 e il 2019, 30 persone sono state nominate nella fascia di retribuzione più alta, AD9, e che 16 di queste provenivano da due grandi vecchi Stati membri, cosicché durante l'intera legislatura si è registrato un numero impressionante di nomine di personale proveniente da questi due paesi; chiede al Segretario generale di spiegare il motivo di questa sproporzione nei risultati;

50.   si rammarica della difficoltà di assumere personale ai gradi più bassi a Lussemburgo, in particolare per i gruppi di funzioni degli assistenti e dei segretari; sottolinea che l'introduzione di un coefficiente correttore che tenga conto del costo della vita più elevato in questo luogo di lavoro, unitamente ad assunzioni in gradi superiori, è necessaria per risolvere questo problema strutturale; chiede che le procedure di assunzione dell'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) siano soggette a riforma in modo da poter rispondere meglio alle esigenze delle istituzioni, anche attraverso la previsione di procedure di assunzione più brevi;

51.  ricorda che l'articolo 11 del regolamento ha introdotto l'obbligo per i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione di pubblicare, per ciascuna relazione, informazioni sulle riunioni tenute con i rappresentanti di interessi; prende atto con soddisfazione che, dall'inizio della nuova legislatura, sul sito web del Parlamento è disponibile l'infrastruttura necessaria per consentire ai deputati di pubblicare le riunioni programmate con i rappresentanti di interessi; invita il segretariato a diffondere informazioni dettagliate e a organizzare corsi di formazione al fine di rendere il pieno rispetto di tale obbligo più semplice per gli uffici dei deputati; si rammarica del fatto che l'infrastruttura attuale non dia modo ai deputati e agli APA di fornire suggerimenti e il loro feedback in vista di miglioramenti basati sull'esperienza dell'utente; invita i servizi del Parlamento a elaborare su base annua un questionario di feedback, i cui risultati andrebbero inclusi in una relazione sull'utilizzo dello strumento; si compiace che il Segretario generale abbia incaricato i servizi del Parlamento di collegare tale strumento al Registro comune per la trasparenza e all'Osservatorio legislativo e incoraggia qualsiasi sforzo che possa migliorare tale strumento, anche fornendo l'accesso per il trattamento dei dati inseriti dai deputati nell'infrastruttura del sito web del Parlamento concernenti le riunioni con rappresentanti di interessi in un formato a lettura ottica, offrendo la possibilità di collegare la riunione all'appartenenza a una delegazione, di indicare che la riunione si è svolta a livello del personale, di collegare i dati inseriti sul sito web del Parlamento al sito web del deputato e di rendere tale infrastruttura disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'Unione; invita inoltre il Parlamento a migliorare la sua comunicazione con i deputati per quanto concerne l'obbligo per i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione di pubblicare dette riunioni;

52.   accoglie con favore questo passo positivo verso una maggiore trasparenza e la possibilità offerta a tutti i deputati che lo desiderano di pubblicare tali informazioni attraverso l'infrastruttura del sito web del Parlamento, anche se non sono relatori, relatori ombra o presidenti di commissione; ritiene che questa maggiore trasparenza aiuti i cittadini europei a comprendere meglio il lavoro dei loro deputati; si rammarica pertanto del fatto che l'infrastruttura per dichiarare le riunioni sia disponibile solo in inglese e non in tutte le lingue ufficiali dell'Unione;

53.  chiede che sia redatta, oltre alla relazione congiunta del Parlamento europeo e della Commissione sulle attività del Registro comune per la trasparenza, una relazione annuale dettagliata sui rappresentanti di interessi e altre organizzazioni che hanno avuto accesso ai locali del Parlamento;

54.   riconosce che la produzione di dati pubblici in un formato aperto, leggibile meccanicamente, facilmente accessibile e riutilizzabile offre grandi opportunità sia in termini di trasparenza pubblica che di innovazione; valuta positivamente le attuali iniziative volte a creare e a convertire in tale formato quei dati che presentano un interesse per il pubblico; sottolinea la necessità di adottare un approccio più orientato all’utilizzatore, sistematico e coordinato per siffatte iniziative, nell'ambito di una politica del Parlamento in materia di apertura dei dati ben definita;

55.   riconosce il valore aggiunto che il software libero e open source può apportare al Parlamento; sottolinea, in particolare, il suo ruolo in vista di una maggiore trasparenza e per evitare effetti di "lock-in" da parte dei venditori; riconosce inoltre il suo potenziale in termini di miglioramento della sicurezza, in quanto consente di individuare e risolvere i punti deboli; raccomanda vivamente che il software sviluppato per l'Istituzione sia messo a disposizione del pubblico sulla base di una licenza libera e aperta;

56.   osserva che i risultati delle votazioni per appello nominale in Aula dovrebbero essere messi a disposizione in un formato aperto, leggibile meccanicamente e facilmente visibile sul sito web del Parlamento; invita pertanto il Parlamento a pubblicare sulla pagina web del processo verbale delle plenarie la versione leggibile meccanicamente dei risultati delle votazioni per appello nominale, accanto alle versioni non leggibili meccanicamente;

57.   rileva che le norme rivedute a disciplina del pagamento dei contributi finanziari per i gruppi di visitatori patrocinati sono entrate in vigore il 1° gennaio 2017; invita il Segretario generale a fornire senza indugio la valutazione di tali norme; è del parere che il sistema attuale non tenga conto delle fluttuazioni dei costi di alloggio e di trasporto e non riesca a tenere il passo con l'inflazione, e chiede fermamente che si proceda quanto prima a una revisione del sistema di calcolo del contributo finanziario per i gruppi di visitatori, anche al fine di evitare che i deputati possano trarre benefici materiali attraverso il sistema; invita l'Ufficio di presidenza a generalizzare il sistema di rimborso basato sulla presentazione di fatture per i gruppi di visitatori; rinnova la propria richiesta di eliminare la possibilità di nominare un APA alla guida di un gruppo;

Un Parlamento ecocompatibile e neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2030

58.  si compiace del contributo positivo dato dal Parlamento allo sviluppo sostenibile attraverso il proprio ruolo politico e il proprio ruolo nelle procedure legislative; sottolinea la necessità che il Parlamento dia l'esempio e contribuisca allo sviluppo sostenibile attraverso il suo modo di operare;

59.  elogia l'impegno del Parlamento a favore degli appalti pubblici verdi; osserva che l'obiettivo del Parlamento è quello di aumentare la percentuale, ponderata per il valore, degli appalti per alcuni prodotti prioritari classificati come "verdi", "molto verdi" o "verdi per natura"; rileva che nel 2018 il 44,9 % dei contratti per valore nelle categorie di prodotti prioritari è stato classificato come "verde" o "molto verde", o "verde per natura"; sottolinea che, se tutti i contratti classificati come "verdi per natura", indipendentemente dalla categoria di prodotti, sono inclusi nel dato, il carattere ecologico dei contratti del Parlamento sale al 55,8 % per il 2018, avvicinandosi all'obiettivo intermedio del 60 %; sottolinea la necessità di sviluppare ulteriormente gli appalti pubblici verdi fissando obiettivi ambiziosi per rendere più ecologici gli appalti a medio termine;

60.  accoglie con favore l'adozione del riesame della gestione ambientale e della dichiarazione ambientale 2018, l'attuazione del piano d'azione 2018 e il suo regolare monitoraggio;

61.  appoggia l'obiettivo del Parlamento di ridurre il più possibile le sue emissioni di carbonio; ribadisce la sua preoccupazione per il fatto che la dispersione geografica del Parlamento è alla base del 78% di tutte le missioni del personale dell'Istituzione, con un impatto ambientale compreso tra le 11 000 e le 19 000 tonnellate di emissioni di CO2;

62.   è del parere che, dopo la dichiarazione di emergenza climatica, il Parlamento debba dare l'esempio e impegnarsi a conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2030; chiede che il Parlamento elabori una strategia finalizzata a diventare un'istituzione neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2030 e a presentare tale strategia all'autorità di discarico; incarica il gruppo di lavoro EMAS dell'Ufficio di presidenza di modificare gli indicatori chiave di prestazione e l'attuale piano di riduzione della CO2 per raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2030; chiede inoltre con urgenza una rendicontazione e una contabilizzazione della compensazione di CO2 del Parlamento;

63.   sottolinea che circa il 67 % dell'impronta di carbonio del Parlamento proviene dal trasporto di persone; ricorda che, con decisione del 15 maggio 2017, l'Ufficio di presidenza ha approvato la proposta di fornire ai deputati un mezzo di trasporto efficiente e di alta qualità, riducendo al minimo nel contempo l'impatto ambientale attraverso una transizione graduale del parco veicoli del Parlamento alle auto elettriche e la promozione di tutti i mezzi di trasporto ecologici funzionanti a emissioni zero in ambiente urbano, e di disporre di un parco veicoli completamente elettrico a partire dal 2024; si compiace delle varie misure e degli strumenti introdotti a tal fine dalla DG INLO; si aspetta che l'Ufficio di presidenza definisca un sistema di rimborso delle spese di viaggio che includa nel prezzo del viaggio il costo della compensazione delle emissioni di CO2 e promuova l'uso di trasporti ecocompatibili;

64.  sostiene l'obiettivo del Parlamento di compensare le sue emissioni inevitabili; propone una compensazione congiunta delle emissioni inevitabili con altre istituzioni e organi dell'Unione;

65.   sottolinea che il Parlamento deve onorare i suoi impegni in materia di lotta contro il cambiamento climatico e deve pertanto adottare misure adeguate in tutti i suoi edifici per mettere a disposizione di tutto il personale parcheggi per biciclette prevedendo una tutela contro i furti, gli atti vandalici e gli agenti atmosferici, e che dovrebbe offrire quanto meno le stesse disposizioni attualmente disponibili nei parcheggi per le automobili del personale; osserva che anche un sistema di contrassegni usati come mezzo di identificazione potrebbe essere molto valido al riguardo;

66.   plaude agli sforzi del Parlamento a favore di un sempre maggior numero di riunioni "paperless" (senza l'impiego di documenti cartacei); chiede che sia potenziata l'offerta di corsi di formazione ai deputati, ai membri del personale e agli APA in merito agli strumenti "paperless" che sono stati predisposti per far sì che venga stampato un minor numero di documenti, e che siano organizzate ulteriori campagne di comunicazione;

67.  chiede al Parlamento di migliorare la comunicazione con i deputati, informandoli della possibilità di utilizzare il treno diretto tra il Parlamento e l'aeroporto di Bruxelles, il cui tragitto completo dura 20 minuti, e che i deputati possono utilizzare gratuitamente, e di esercitare la sua influenza affinché tali treni abbiano orari regolari e più frequenti, in modo da rendere questa possibilità il più possibile invitante;

68.  elogia il personale per l'utilizzo massiccio dei treni charter per Strasburgo; incoraggia gli alti dirigenti a non usare la propria auto di servizio per le missioni a Strasburgo;

69.  sostiene la compensazione del 100 % delle emissioni di CO2 del Parlamento, comprese le emissioni dei voli dei deputati tra il loro paese d'origine e Bruxelles e Strasburgo, su base annuale attraverso i crediti di carbonio; ricorda che il contratto di compensazione relativo alle emissioni del Parlamento a partire dal 2017 è stato firmato il 19 luglio 2018 per un importo totale di 184 095,80 EUR;

70.  è preoccupato per la volatilità dei prezzi di compensazione della CO2 sul mercato dei certificati di emissione, che rende impossibile stimare l'importo esatto necessario per compensare la quantità totale di emissioni di carbonio; richiama l'attenzione sul fatto che le risorse finanziarie disponibili alla linea di bilancio 2390 (attualmente 249 000 EUR) potrebbero non essere sufficienti per compensare la quantità totale di emissioni di carbonio nei prossimi anni;

71.  accoglie con favore le decisioni dei Questori e dell'Ufficio di presidenza dell'aprile e del giugno 2018 di ridurre i rifiuti in plastica e le attività di gestione dei rifiuti; invita il Parlamento ad adottare rapidamente ulteriori misure ambiziose verso l'obiettivo di diventare un Parlamento senza plastica;

72.  accoglie con favore l'esito positivo dell'audit esterno effettuato nei mesi di maggio e giugno 2018, che conferma le buone condizioni e la maturità del sistema di gestione ambientale del Parlamento;

Dispersione geografica del Parlamento – sede unica

73.  sottolinea che l'Unione ha scelto di essere presente attraverso le sue istituzioni e agenzie in diversi Stati membri, il che garantisce un forte legame con i cittadini e assicura la visibilità del valore aggiunto dell'Unione ("visibilità europea"), tenendo conto di una gestione responsabile dei fondi pubblici;

74.  rileva che i costi connessi alle dodici missioni annuali dei deputati a Strasburgo ammontano a 21 266 689 EUR; rileva che le spese di viaggio annuali ammontano a 3 631 082 EUR per il personale del Parlamento e a 2 097 250 EUR per gli APA;

75.  rileva che il costo del treno charter Thalys è stato pari a 3 741 900 EUR nel 2018 (rispetto a 3 668 532 EUR nel 2017);

76.  sottolinea che far viaggiare i veicoli ufficiali del Parlamento con i soli conducenti e senza passeggeri da e per Strasburgo contribuisce ulteriormente all'impatto finanziario e ambientale delle 12 missioni annuali a Strasburgo; accoglie con favore la possibilità per gli APA di unirsi al viaggio da e per Strasburgo, ma deplora che tale opzione non sia pienamente utilizzata; chiede che sia consentito anche all'intero personale dell'Istituzione e dei gruppi politici di avvalersi di tale opzione per il viaggio a Strasburgo e che tale possibilità sia pubblicizzata meglio;

77.  prende atto che le spese aggiuntive derivanti dal non avere una sede unica sono in contrasto sia con il principio della sana gestione finanziaria sia con il principio della disciplina di bilancio; ricorda che un'ampia maggioranza del Parlamento si è pronunciata, in varie risoluzioni, a favore di una sede unica per garantire che il denaro dei contribuenti dell'Unione sia speso in maniera efficiente; prende atto delle stime della Corte, secondo cui il trasloco da Strasburgo a Bruxelles potrebbe generare un risparmio annuo di 114 milioni di EUR, oltre a un risparmio una tantum di 616 milioni di EUR in caso di cessione efficace degli edifici di Strasburgo o un costo una tantum di 40 milioni di EUR in caso contrario; rileva che una sede unica può essere ipotizzabile soltanto a seguito di una modifica unanime dei trattati; esorta il Consiglio a prendere atto della posizione del Parlamento, ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire di conseguenza; sottolinea che lo spostamento delle autovetture ufficiali del Parlamento a Strasburgo sarebbe reso più efficiente se le autovetture trasportassero i deputati, gli APA e altri membri del personale muniti di ordini di missione; ritiene che i veicoli ufficiali del Parlamento debbano quanto meno essere riempiti prima di noleggiare pullman privati in caso di esaurimento dei posti sui treni charter tra Bruxelles e Strasburgo;

78.  sottolinea che l'Unione, in quanto uno dei firmatari dell'accordo di Parigi nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, si è impegnata a mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali e osserva con preoccupazione che le 12 trasferte annuali a Strasburgo incrementano inutilmente le emissioni di carbonio prodotte dal Parlamento;

Direzione generale della Comunicazione (DG COMM)

79.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale della Comunicazione (DG COMM) disponeva di 805 membri del personale; invita la DG COMM a utilizzare una quota superiore del bilancio complessivo del Parlamento negli anni a venire rispetto al 6,1 % utilizzato nel 2018;

80.  si compiace della completa esecuzione del bilancio nel 2018 quale prova degli sforzi compiuti per utilizzare tutte le risorse a disposizione della DG COMM per raggiungere il massimo numero di cittadini, il che ha rivestito un'importanza particolare in un anno preelettorale; prende atto con soddisfazione che nel 2018 la DG COMM ha contribuito attivamente all'elaborazione a all'attuazione della strategia per la campagna per le elezioni europee;

81.  osserva che, dal 2017, l'indicatore principale della DG COMM è il numero di ore di attenzione ricevute dal Parlamento su tutti i canali di comunicazione; rileva con soddisfazione che, oltre a concentrarsi sui livelli di attenzione, la DG COMM sta sviluppando una metodologia per misurare l'economicità, l'efficienza e l'efficacia delle sue attività su tutti i canali di comunicazione; approva l'importanza accordata alla visibilità del Parlamento;

82.  invita la DG COMM a comunicare all'autorità di discarico, nell'ambito delle future procedure di discarico, gli obiettivi fissati nel rispettivo anno, in modo che possa valutare l'efficacia delle attività della direzione generale;

83.  invita la DG COMM a proseguire i suoi sforzi per migliorare il sito web pubblico del Parlamento, in particolare per quanto riguarda l'ottimizzazione del motore di ricerca, e per aumentare la sua visibilità; esorta la DG COMM a creare un sito web semplice da navigare, facilmente accessibile a partire da tutti i dispositivi (come smartphone, tablet e desktop), puntando in particolare su una versione semplificata del sito web per telefoni cellulari;

84.  rileva che nel 2018 sono stati realizzati numerosi progetti nel settore dei media e che la presenza del Parlamento in rete è stata ulteriormente consolidata con l'introduzione del Webstreaming 3.0, che ha migliorato la capacità di diffusione in streaming del Parlamento;

85.  riconosce inoltre un netto miglioramento nell'uso dei social media da parte dell'Istituzione e incoraggia ulteriormente il ricorso a piattaforme di social network gratuite, open source e self-hosted, che prestano particolare attenzione alla protezione dei dati degli utenti; prende atto degli sforzi inerenti a una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle azioni dell'Unione, ed esorta inoltre il Parlamento a intensificare la propria attività sui social media per divulgare i risultati del suo lavoro tra i cittadini dell'Unione; constata inoltre i notevoli sforzi profusi nella definizione di una strategia globale per i visitatori e, con particolare attenzione ai giovani, nell'attuazione del programma "Scuola ambasciatrice";

86.  rileva che nel 2018 sono stati organizzati negli Stati membri 285 seminari per la stampa a cui hanno partecipato oltre 3 629 giornalisti; si compiace inoltre del fatto che 1 905 giornalisti siano stati invitati a partecipare alle sedute plenarie e che 1 191 giornalisti siano stati invitati a partecipare ai seminari per la stampa organizzati a livello centrale; elogia la DG COMM per aver utilizzato tutti i canali mediatici possibili per la divulgazione dell'attività e dei risultati del Parlamento; invita la Direzione generale a prestare debita attenzione all'importanza dei social media e alle significative e crescenti potenzialità che essi rappresentano per raggiungere i cittadini;

87.  sostiene le attività del Parlamentarium, che ha superato la soglia dei due milioni di visitatori l'11 luglio 2018, come pure il successo dei progetti pilota "Europa experience" a Berlino, Lubiana, Strasburgo e Helsinki; esprime la propria gratitudine all'unità Visite e seminari che ha accolto un numero record di visitatori nel 2018;

88.  ricorda che il 2018 è stato il primo anno intero di funzionamento della Casa della storia europea; rileva che la Casa della storia europea ha accolto 164 158 visitatori; accoglie con favore l'accordo di cofinanziamento concluso con la Commissione, che garantisce un contributo annuo alle spese di funzionamento; resta profondamente preoccupato per le segnalazioni relative alle condizioni di lavoro nella Casa della storia europea con il precedente appaltatore e chiede urgentemente al Segretario generale di informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento della situazione dei dipendenti della Casa della storia europea con il nuovo appaltatore; invita inoltre il Segretario generale a pubblicare i dati relativi ai costi totali dell’appaltatore e all'importo destinato alle retribuzioni dei dipendenti della Casa della storia europea;

Uffici di collegamento del Parlamento europeo

89.  ricorda che è stata attuata una riforma degli Uffici di collegamento del Parlamento europeo (EPLO) negli Stati membri, il cui mandato riveduto punta all'interazione con i cittadini e con i media attraverso uffici stampa potenziati, nonché con il coinvolgimento di soggetti interessati e moltiplicatori di opinione, ai fini di una maggiore vicinanza ai cittadini;

90.  prende atto delle diverse voci di spesa per il 2018, ripartite nel modo seguente:

Voce di spesa

Spese 2018

Spese per il personale

22 814 372 EUR

Spese per gli immobili

11 170 082 EUR

Spese inerenti alla sicurezza

1 843 339 EUR

Spese per la comunicazione

11 639 088 EUR

Totale

45 886 152 EUR

91.  sottolinea l'importanza di una comunicazione efficace negli Stati membri, garantendo al contempo l'efficacia sotto il profilo dei costi; invita tutti i soggetti decisionali coinvolti a impegnarsi per conseguire un valore aggiunto, in particolare per quanto riguarda le spese di funzionamento;

92.  invita il Parlamento e gli Stati membri a intensificare la cooperazione con i rispettivi EPLO; chiede che gli EPLO accrescano la loro visibilità attraverso eventi e una presenza attiva sui social media al fine di raggiungere i cittadini; invita gli EPLO ad intensificare la cooperazione e la comunicazione con le singole istituzioni europee ai fini di una razionalizzazione delle loro attività;

93.   constata che l'EPLO di Atene ha speso 38 400 EUR nel 2018 per la locazione di posti auto; ritiene che tali costi siano sproporzionatamente elevati, considerando che attualmente l'ufficio in questione ha solo sei dipendenti; invita il Parlamento a indagare sulle ragioni di simili costi e, se necessario, ad adottare opportune misure per porre rimedio alla situazione;

94.  rileva che il 30 gennaio 2019 l'Ufficio di presidenza ha deciso di mantenere l'ufficio del Parlamento a Londra e che l'antenna a Edimburgo rimarrà in funzione fino alla fine del 2020; prende atto che la decisione sulla presenza del Parlamento a Edimburgo dopo il 2020 verrà presa in un momento successivo;

95.  prende atto con preoccupazione della decisione dell'Ufficio di presidenza dell'11 febbraio 2019 riguardante il sostegno parlamentare alla missione dell'UE presso l'ASEAN a Giacarta, alla delegazione dell'UE presso l'Unione Africana ad Addis Abeba e alla delegazione dell'UE presso l'ONU a New York; ritiene che, vista la natura specifica di tale sostegno parlamentare, la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento dovrebbe ricevere informazioni dettagliate sulle risorse e i risultati su base annuale nel quadro del discarico al Parlamento; chiede al Segretario generale di effettuare un'analisi costi/benefici di tale sostegno alla diplomazia parlamentare prima della fine del 2020 e prima di qualsiasi ampliamento previsto ad altre regioni del mondo;

Direzione generale del Personale (DG PERS)

96.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale del Personale (DG PERS) ha avuto a disposizione 456 membri del personale e ha gestito il 47,5 % del bilancio complessivo del Parlamento;

97.  si compiace del trasferimento dei compiti relativi agli APA dalla Direzione generale delle Finanze (DG FINS) alla DG PERS e degli sforzi significativi necessari per organizzare il trasferimento delle responsabilità;

98.  prende atto con soddisfazione della creazione del Front Office per gli assistenti parlamentari accreditati incaricato di gestire l'intera procedura di assunzione degli APA, come pure la modifica e la fine dei contratti e il supporto amministrativo agli APA; è del parere che occorra potenziare la capacità del Front Office di rispondere alle esigenze degli APA; accoglie con favore l'introduzione di una procedura semplificata e più rapida per l'assunzione degli APA e i progressi compiuti verso una gestione dei fascicoli priva del supporto cartaceo; chiede che le équipe amministrative del Parlamento responsabili dell'assunzione degli APA siano rafforzate prima dell'inizio di ogni nuova legislatura e per il tempo necessario a impartire una formazione esaustiva in anticipo e fino allo smaltimento dell'elevata mole di lavoro;

99.   rinnova l'invito all'amministrazione affinché, quanto prima all'inizio della prossima legislatura, organizzi corsi di formazione o metta a disposizione pubblicazioni destinate in particolare ai nuovi APA, anche per quanto riguarda questioni di natura pratica e amministrativa (ordini di missione, visite mediche, accreditamenti, contrassegni per il parcheggio, gruppi di visitatori, mostre, ecc.), al fine di evitare errori di sistema che compromettano il corretto svolgimento delle procedure amministrative che riguardano i nuovi APA;

100.   insiste nella richiesta che gli APA percepiscano la stessa indennità di soggiorno del personale statutario per le loro missioni durante le tornate di Strasburgo;

101.  esprime il proprio sostegno alla gestione delle conseguenze del recesso del Regno Unito dall'Unione per l'amministrazione del Parlamento, in particolare per quanto riguarda l'impatto sulle risorse umane e sul bilancio;

102.  rileva che nel 2018 l'indicatore principale della DG PERS ha riguardato i tempi di esecuzione; constata con soddisfazione che gli obiettivi e i metodi di raccolta dei dati sono stati perfezionati con una valutazione generale positiva dei risultati;

103.  rileva che nel dicembre 2018 l'organico del Parlamento contava 9 883 agenti in servizio, fra personale permanente, temporaneo, agenti contrattuali e APA (rispetto ai 9 682 del 2017);

104.  richiama l'attenzione sulla relazione speciale della Corte dei conti n. 15/2019 dal titolo: "L'attuazione alla Commissione del pacchetto di riforma delle condizioni di impiego del 2014: risparmi cospicui, ma non privi di conseguenze per il personale"; prende atto con preoccupazione delle osservazioni della Corte sulle altre istituzioni dell'Unione, tra cui il Parlamento, e si compiace pertanto dell'intenzione della Commissione di accogliere le raccomandazioni della Corte; sostiene la posizione espressa dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento(11) in materia; sottolinea l'importanza che l'Unione garantisca retribuzioni concorrenziali rispetto al settore privato nel paese di residenza e teme che le condizioni di impiego meno favorevoli possano aver reso meno interessante lavorare per l'Unione, in particolare viste le difficoltà ad attrarre sufficiente personale da alcuni Stati membri; mette in guardia dalle gravi ripercussioni che potrebbero avere eventuali tagli del bilancio dell'amministrazione o eventuali tagli del personale per il futuro della funzione pubblica dell'Unione europea e l'attuazione delle sue politiche; esprime altresì grande preoccupazione per l'aumento della percentuale di personale contrattuale a seguito della riforma dello statuto del personale del 2014, che ha creato condizioni di lavoro sempre più precarie nelle istituzioni dell'Unione e una categoria di personale parallela, a basso costo, nell'UE; invita le istituzioni dell'Unione a effettuare una valutazione esaustiva dell'incidenza di un'eventuale futura riforma o revisione dello statuto sulla gestione delle risorse umane e sul benessere del personale;

105.  ricorda che la promozione delle pari opportunità rappresenta un elemento fondamentale della politica di gestione delle risorse umane del Parlamento; rileva che la tabella di marcia sull'uguaglianza di genere continua ad essere attuata mediante azioni concrete: l'obiettivo relativo alla rappresentanza femminile nei posti di capo unità è stato fissato al 40 %, nei posti di direttore al 35 % e nei posti di direttore generale al 30 %, da raggiungere entro la fine del 2019; si rammarica, tuttavia, del fatto che la tabella di marcia per la parità di genere non sia ancora stata pienamente attuata, in particolare per quanto riguarda il raggiungimento dell'obiettivo della rappresentanza femminile nelle posizioni dirigenziali di alto livello, pari al 40 %, entro il 2020; chiede che siano fissati con urgenza obiettivi più ambiziosi da conseguire in tempi brevi;

106.  propone inoltre di porre maggiore accento sulle pari opportunità per tutti, in particolare, ad esempio, incrementando il numero di persone con disabilità impiegate nell'amministrazione del Parlamento; prende atto dell'esistenza, in seno all'Ufficio di presidenza, di un gruppo di alto livello sulle questioni di genere e la diversità e chiede che esso svolga uno studio sulle misure adottate negli Stati membri e a livello internazionale rivelatesi efficaci per accrescere la presenza delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, comprese misure legislative; chiede che il gruppo di alto livello riferisca all'Ufficio di presidenza con proposte concrete una volta che lo studio sarà stato intrapreso e ne saranno stati analizzati i risultati; chiede che siano fissati con urgenza obiettivi ambiziosi, compresi obiettivi che riflettano la necessità di un equilibrio geografico, da conseguire in tempi brevi;

107.  prende atto con soddisfazione che nel 2018 il Gruppo di alto livello sull'uguaglianza di genere e la diversità ha incaricato la DG PERS di elaborare una relazione con una tabella di marcia contenente un elenco di misure volte a eliminare qualsiasi forma di discriminazione fondata sull'origine etnica, la disabilità, l'orientamento sessuale o l'identità di genere in seno al Segretariato del Parlamento; prende atto che l'Ufficio di presidenza ha adottato tale relazione nell'aprile 2019 e che essa è già in fase di attuazione; chiede al Gruppo di alto livello di continuare a rafforzare e a migliorare questo tipo di misure e iniziative, al fine di promuovere un ambiente di lavoro inclusivo al Parlamento;

108.  deplora l'assenza di sistemi che consentano la sostituzione temporanea dei deputati che usufruiscono del congedo di maternità; è del parere che tale impossibilità sia essenzialmente in contrasto con i valori fondamentali dell'Unione, in quanto trasmette il messaggio che votare un candidato donna può comportare la temporanea mancanza di rappresentanza; è del parere che l'assenza di sistemi che consentano la sostituzione temporanea dei deputati in congedo parentale, ma anche di deputati in congedo per malattia di lunga durata, sia un problema irrisolto, dal momento che il fatto che non possano dare procura per votare in loro vece crea un temporaneo squilibrio di rappresentanza dei cittadini dell'Unione; invita il Consiglio a modificare l'articolo 6 dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto(12) al fine di porre rimedio a tale situazione;

109.  si rammarica che, durante il periodo 2017-2018, il numero delle donne che ricoprono posti al livello di direttore generale sia rimasto stabile, in termini assoluti, a due, ben al di sotto dell'obiettivo fissato; prende atto con soddisfazione che il numero delle donne al livello di direttore ha raggiunto il 34 % alla fine del 2018 e il 37 % nel corso del 2019 e che il numero delle donne al livello di capi unità è salito al 38 % alla fine del 2018 e al 39 % alla fine del 2019; riconosce la necessità di un approccio graduale, ma sottolinea che la situazione sarà soddisfacente solamente quando l'equilibrio di genere ai livelli direttivi rispecchierà l'equilibrio di genere della popolazione ammissibile a ricoprire tali posti;

110.  rileva che vi sono Stati membri che non sono rappresentati ai posti di direttore o di direttore generale e che, nonostante i numerosi anni trascorsi dagli allargamenti del 2004, del 2007 e 2013, non vi è stato un corrispondente aumento della rappresentanza dei nuovi Stati membri a livello manageriale, dove alcune nazionalità continuano ad essere significativamente sovra-rappresentate; raccomanda di affrontare tale situazione; ricorda l'importanza che le assunzioni si basino sulle competenze, pur rispettando l'importanza di giungere a un equilibrio geografico tra il personale del Parlamento; a tal fine invita l'amministrazione a garantire che il personale a tutti i livelli, anche a livello di direttore e di direttore generale, sia assunto e promosso senza discriminazioni basate sulla nazionalità e a garantire che lavorare al Parlamento abbia la stessa attrattiva per i cittadini di ogni nazionalità;

111.  prende atto delle soluzioni trovate per gli APA che hanno lavorato ininterrottamente per due legislature consecutive ma a cui mancavano fino a due mesi per completare i dieci anni di servizio necessari per poter beneficiare di una pensione a titolo del regime pensionistico delle istituzioni dell'Unione; deplora che la soluzione sia stata individuata troppo tardi nonostante le numerose e continue segnalazioni nel corso della precedente legislatura; deplora inoltre che sia stata trovata un'unica soluzione e che questa dipenda esclusivamente dalla buona volontà di alcuni deputati che erano a conoscenza della situazione e che desideravano mostrarsi solidali con i loro APA in questa situazione; si rammarica altresì del fatto che l'amministrazione non abbia informato i deputati della nuova legislatura di tale questione né della possibilità che avevano di prevedere contratti di durata inferiore a sei mesi per tali casi, ragion per cui molti degli assistenti interessati hanno avuto non poche difficoltà a trovare un deputato che li ingaggiasse per un breve periodo di tempo e senza interruzioni, cosa nella quale alcuni APA non sono riusciti affatto (almeno tre dei 170 casi, secondo i dati dell'amministrazione);

112.  accoglie con favore l'ampliamento e la razionalizzazione delle possibilità di telelavoro presso il Segretariato generale del Parlamento, ma chiede un ampliamento della possibilità di telelavoro a orario fisso, come avviene alla Commissione e in altre istituzioni; è favorevole allo svolgimento di un'indagine sul primo anno di esperienza del telelavoro e chiede che i risultati della valutazione siano condivisi con i deputati e con tutti i servizi parlamentari;

113.   rinnova l'invito a ricorrere maggiormente alle videoconferenze e ad altre tecnologie per tutelare l'ambiente e risparmiare risorse, in particolare per ridurre le trasferte del personale tra i tre luoghi di lavoro per poter espletare le loro funzioni;

114.  appoggia la politica di tolleranza zero del Parlamento in materia di molestie a qualsiasi livello, il che comprende deputati, personale e APA, e le azioni messe in atto per scoraggiare le molestie sul luogo di lavoro, in particolare l'adozione da parte dell'Ufficio di presidenza, il 12 marzo 2018, della tabella di marcia aggiornata per l'adattamento di misure preventive e di sostegno precoce per far fronte ai conflitti e alle molestie tra deputati e APA, tirocinanti o altri agenti, di un audit esterno delle prassi e delle procedure interne al Parlamento, della creazione di una rete di consulenti di fiducia e di una funzione di mediatore, e dell'organizzazione di un'audizione pubblica con esperti in materia di molestie sul luogo di lavoro; rileva che i risultati dell'audit esterno erano attesi per l'inizio del novembre 2018 e chiede che siano comunicati senza indugio, non appena disponibili; chiede una spiegazione per tale ritardo; accoglie con favore il fatto che alcuni gruppi hanno vivamente incoraggiato i loro deputati a partecipare a formazioni sulla dignità e il rispetto sul luogo di lavoro, al fine di dare l'esempio e chiede corsi di formazione per i deputati e il personale; si attende l'attuazione piena e trasparente della tabella di marcia; prende atto che il Comitato consultivo sulle molestie morali e la relativa prevenzione sul luogo di lavoro ha ricevuto circa 20 denunce riguardanti molestie psicologiche o sessuali sul luogo di lavoro ogni anno dal 2014 al 2017 e 7 denunce nel 2018, un dato che non può essere ignorato in un contesto in cui ogni caso è un caso di troppo

115.  chiede la piena attuazione delle misure raccomandate nella risoluzione del Parlamento del 26 ottobre 2017 sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali nell'UE, segnatamente l'erogazione di corsi di formazione obbligatori sul tema delle molestie rivolti a tutto il personale e ai deputati, come pure la riorganizzazione dei due comitati esistenti in un unico comitato indipendente; chiede la copertura delle spese giudiziarie e mediche delle vittime di molestie a norma dell'articolo 24 dello statuto;

116.  si compiace del fatto che non sono state utilizzate liste d'attesa per le prime tre categorie di personale (genitore singolo in servizio al Parlamento e deputati; due genitori in servizio a tempo pieno al Parlamento; due genitori in servizio al Parlamento, di cui uno a tempo pieno e l'altro almeno a metà tempo) per stabilire la priorità nell'assegnazione dei posti presso gli asili nido del Parlamento e gli asili nido privati a Bruxelles con i quali il Parlamento ha sottoscritto un contratto; rileva che nel 2018 sono stati messi a disposizione 197 posti e che 116 posti sono stati accettati da membri del personale; prende atto con soddisfazione che l'asilo nido Wayenberg è in fase di ampliamento e avrà una capacità di 320 posti (attualmente dispone di 230 posti);

117.  osserva che, dal 1° febbraio 2020, la società Esedra è subentrata come nuovo fornitore di servizi per gli asili nido e le scuole materne del Parlamento; prende atto con inquietudine delle scarse informazioni fornite dai servizi competenti del Parlamento (DG PERS) in merito ai cambiamenti che comporterà il nuovo contratto, prima che avvenisse il cambio del prestatore di servizi; sottolinea la necessità che l'Istituzione, in sede di valutazione di un bando di gara, consideri sempre tra i criteri prioritari il benessere dei bambini nei suoi asili nido e che attribuisca grande importanza alle condizioni di lavoro del personale impiegato dal prestatore di servizi;

118.  sottolinea l'importanza di norme chiare sugli asili nido e le scuole materne; esige che il comitato di gestione degli asili nido e delle scuole materne del Parlamento adotti specifiche sufficienti per rendere le sue norme chiare, trasparenti e sufficientemente ampie in modo da coprire eventuali situazioni anomale e particolari, come situazioni familiari individuali o bambini con bisogni speciali; propone di pubblicare sui relativi siti web informazioni aggiornate sugli asili nido e sui servizi all'infanzia, che riguardino anche i contributi e l'attuale capacità; raccomanda inoltre di modificare l'articolo 4 della normativa riguardante le sezioni degli asili nido e delle scuole materne gestite sotto la supervisione del Parlamento europeo in modo da stabilire in modo chiaro il contributo massimo da parte dei genitori, al fine di garantire un'adeguata trasparenza ed evitare potenziali discrepanze;

119.  ricorda la necessità che tutti i prestatori di servizi rispettino pienamente la legislazione belga e garantiscano che i subappaltatori siano allineati alla politica del Parlamento in materia di rispetto e dignità sul lavoro; invita i servizi competenti dell'Istituzione a garantire una transizione senza problemi e che nessuno degli eventuali cambiamenti nel modus operandi degli asili nido e delle scuole materne, introdotti dalla nuova direzione, comporti un abbassamento della qualità del servizio e delle condizioni di lavoro rispetto al fornitore di servizi precedente;

120.  prende atto che, a causa dell'elevato carico di lavoro per il personale della DG PERS, vi è una mancanza di flessibilità per modificare le retribuzioni degli APA, qualora ciò sia richiesto da un deputato e sia giustificato da un aumento delle responsabilità degli APA;

Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica (DG INLO)

121.  ricorda che nel 2018 la DG INLO ha avuto a disposizione di 607 membri del personale e ha gestito il 12,6 % del bilancio complessivo del Parlamento;

122.  rileva che gli stanziamenti impegnati ammontavano a 239 547 603 EUR, importo che corrisponde a una diminuzione dell'11 % rispetto al 2017 (265 839 576 EUR);

123.  insiste, per quanto riguarda la politica immobiliare dell'Istituzione, sulla necessità di rispettare quanto più possibile il principio dell'efficacia dei costi, sia in termini di costi per gli edifici esistenti che per nuovi progetti; sottolinea che l'interesse principale del Parlamento debba essere la sana gestione finanziaria, con l'obiettivo di completare i lavori al prezzo più basso possibile;

124.  osserva che la nuova strategia immobiliare a medio e lungo termine è stata adottata dall'Ufficio di presidenza nell'aprile 2018; rileva che la strategia immobiliare dell'Ufficio di presidenza è incentrata su misure intese a soddisfare le future esigenze dopo il 2019, tra cui la ristrutturazione degli edifici, che rimane una delle principali sfide da affrontare; ricorda che il Parlamento si è concentrato sull'acquisto degli immobili, per cui è attualmente proprietario dell'80 % degli edifici che occupa;

125.  prende atto che a Bruxelles l'edificio Martens è stato completato e che l'edificio Montoyer 63 è stato ricostruito;

126.  constata che il più grande progetto immobiliare del Parlamento – l'ampliamento dell'edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo – è giunto al completamento della prima fase, il lato Est, che rappresenta circa il 70 % dell'intero progetto; ricorda che attualmente il personale del Parlamento a Lussemburgo è ripartito in quattro edifici; prende atto che l'edificio Konrad Adenauer riunirà tutti i servizi sotto un unico tetto, il che permetterà di realizzare economie di scala sotto il profilo dell'energia, del consumo idrico, della sicurezza e della gestione dell'impiantistica; sottolinea con preoccupazione che alcuni costi connessi a ritardi nella costruzione sono stati più elevati rispetto a quanto inizialmente previsto ma che, grazie alle spese notevolmente inferiori relative ai costi finanziari dei prestiti, il Parlamento è stato in grado di compensare in parte i costi addizionali; prende atto, in questa fase, che il costo totale del progetto Adenauer rimane pari a 32,5 milioni di EUR nel quadro del bilancio complessivo approvato, che non tiene conto dei costi di gestione del progetto, dei costi finanziari, degli organismi di certificazione, ecc.; si rammarica dell'aumento dei costi dovuto ai ritardi nella costruzione e rileva che sono state necessarie transazioni con le imprese di costruzione (collegate ai ritardi nel progetto) per evitare ulteriori ritardi e costi (tra il 5 % e il 15 % dell'importo dell'appalto);

127.  prende atto con preoccupazione che, come è già avvenuto negli esercizi precedenti, è stato autorizzato un altro storno di recupero per il prefinanziamento del progetto immobiliare Konrad Adenauer per un importo pari a 29 milioni di EUR; sottolinea che gli storni di recupero costituiscono un allentamento del principio di specializzazione e contravvengono deliberatamente al principio di verità del bilancio; è contrario alla prassi corrente di utilizzare gli storni di recupero a fine esercizio per contribuire ai progetti immobiliari in corso; chiede una migliore gestione di bilancio al fine di ridurre tali storni allo stretto necessario e di aumentare la chiarezza e la trasparenza delle linee di bilancio interessate;

128.  plaude al miglioramento dell'ambiente di lavoro per i deputati a Bruxelles (1 ufficio personale + 2 uffici per gli assistenti) e a Strasburgo (1 ufficio + 1); sostiene inoltre il miglioramento delle condizioni di lavoro dei deputati in linea con il paragrafo 147;

129.  appoggia gli sforzi compiuti dalla DG INLO per potenziare i suoi dispositivi di sicurezza attraverso miglioramenti strutturali e organizzativi, inclusa la messa in sicurezza di tutti i siti fisici; sottolinea la necessità di conciliare l'apertura ai cittadini con le esigenze in termini di sicurezza;

130.  constata con rammarico che di recente un certo numero di prestatori di servizi essenziali ha deciso di non prorogare contratti a lungo termine stipulati con il Parlamento (ad esempio, banche e negozi di alimentari) e chiede al servizio di indagare sui motivi del declino dei servizi disponibili al Parlamento;

131.  prende atto dell'inizio dei lavori di ampliamento dell'asilo nido Wayenberg nel 2018; è preoccupato, tuttavia, per l'accesso non sicuro ai siti in questione durante i lavori e propone che la DG INLO e la DG SAFE prestino una maggiore attenzione al fine di garantire la sicurezza degli utenti durante i lavori di questo tipo in futuro;

132.  prende atto dell'imponente parco infrastrutturale del Parlamento, che può essere suddiviso nel modo seguente:

Edifici a Bruxelles

Edifici a Lussemburgo

Edifici a Strasburgo

13 di proprietà

1 di proprietà

5 di proprietà

7 in locazione

6 in locazione

1 parcheggio in locazione

671 285 m2

176 283 m2

344 283 m2

Uffici di collegamento e antenne del PE

 

Totale

37

di proprietà

12

in locazione

25

superficie

28 383 m2

133.  prende atto che l'Ufficio di presidenza ha incaricato il Segretario generale di autorizzare la DG INLO a bandire un concorso di architettura per la ristrutturazione dell'edificio Paul-Henri Spaak prendendo in considerazione soltanto due opzioni: il restauro o la riprogettazione dell'edificio; insiste affinché l'edificio sia pronto per far fronte a un'ulteriore evoluzione delle attività del Parlamento nei prossimi decenni, conformemente ai trattati; ricorda che è stato bandito un concorso di architettura al fine di ottenere proposte architettoniche concrete e che una decisione definitiva sul progetto dovrebbe essere adottata dalle autorità politiche e di bilancio; sottolinea che tale decisione dovrebbe essere adottata dopo la pubblicazione di una valutazione della sicurezza dell'edificio e che il Segretario generale dovrebbe procedere all'iscrizione in bilancio del piano prima che venga adottata la decisione;

134.  osserva che la creazione degli spazi "Europa Experience" presso molti Uffici di collegamento è stata approvata dall'Ufficio di presidenza e sarà realizzata nel corso dei prossimi anni;

135.  appoggia l'internalizzazione del servizio autisti e prende atto del tasso di soddisfazione molto elevato (99,9 %) riguardo al servizio degli autoveicoli ufficiali nel 2018; propone che gli autoveicoli ufficiali, anziché fare viaggi a vuoto e che, nei viaggi da Bruxelles a Strasburgo e ritorno, siano utilizzati per trasportare i deputati, il personale e gli APA in possesso di ordini di missione; prende atto della nuova norma che impone agli autisti di attendere fino a cinque minuti al punto di raccolta e comprende la necessità di una norma siffatta, tuttavia teme che questo tempo massimo sia troppo breve; prende atto delle lunghe attese per i deputati, che le auto effettuano all'aeroporto prima di poter partire alla volta del Parlamento, e suggerisce di trovare un modo più efficiente per gestire questi ritardi;

136.  esprime profonda preoccupazione per le condizioni di lavoro del personale di due servizi in concessione esterna subappaltati dal Parlamento, segnatamente il personale addetto alle pulizie e quello addetto alla ristorazione, e raccomanda vivamente alla DG INLO di organizzare un'indagine indipendente sulla soddisfazione riguardo alle condizioni di lavoro presso il personale interessato, al fine di garantire rispetto e dignità sul luogo di lavoro; chiede che sia effettuata una valutazione della politica del Parlamento in materia di appalti pubblici al fine di migliorare le condizioni di lavoro, rendendole trasparenti e prevedibili per tutti i servizi appaltati; invita il Parlamento a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale valutazione; prende atto che il Parlamento rispetta la legislazione pertinente;

137.   è preoccupato per il fatto che il servizio non sia ancora riuscito a risolvere il problema relativo agli impianti per la produzione di acqua calda al Parlamento e chiede alla commissione responsabile di fornire informazioni, in futuro, sulle azioni adottate per combattere la legionella al Parlamento;

138.  accoglie con favore la maggiore varietà dell'offerta alimentare nella mensa self-service del Parlamento; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che, nonostante abbia indetto una gara d'appalto pubblica per la valutazione costi-benefici del rapporto qualità/prezzo dell'offerta, l'offerta alimentare sia risultata insoddisfacente; chiede una nuova verifica della valutazione della qualità e dei prezzi dei potenziali prestatori di servizi sul mercato; chiede che siano apportati i cambiamenti necessari riguardo agli squilibri nel rapporto qualità-prezzo in funzione dei risultati dell'indagine; esprime grave preoccupazione per il prezzo e la qualità degli alimenti e delle bevande;

139.  esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori del gruppo COMPASS, che devono far fronte a riduzioni dell'organico e al peggioramento delle condizioni di lavoro; esprime preoccupazione per il crescente ricorso a personale temporaneo e interinale da parte dell'impresa esterna addetta alla ristorazione, il che comporta delle conseguenze per la qualità del servizio e per i benefici e la qualità delle condizioni lavorative del personale permanente;

140.  accoglie con favore la creazione, nel 2017, di un'unità Verifica ex ante e coordinamento degli appalti pubblici, al fine di rafforzare il ruolo centrale dell'unità verifica ex ante e di fornire sostegno per garantire un'applicazione uniforme e il monitoraggio delle procedure di appalto in seno alla DG INLO;

141.  prende atto con soddisfazione che nel corso del 2018 è stato eseguito un audit sull'accessibilità agli edifici per le persone con disabilità nell'ambito della politica della progettazione universale ("Design for all") e dell'avvio della rete di accessibilità della DG INLO;

142.  approva il ruolo svolto dalla DG INLO nella politica ambientale del Parlamento, in particolare l'obiettivo di rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico e di ridurre il consumo idrico;

Direzione generale della Logistica e dell'interpretazione per le conferenze (DG LINC)

143.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale della Logistica e dell'interpretazione per le conferenze (DG LINC) ha avuto a disposizione 534 membri del personale e ha gestito il 3,1 % del bilancio complessivo del Parlamento;

144.  insiste sull'applicazione del codice di condotta sul multilinguismo, che consente a ciascun deputato di esprimersi nella propria lingua; sottolinea che i profili linguistici più dettagliati introdotti dalla revisione del codice di condotta sul multilinguismo devono essere utilizzati solo in circostanze eccezionali; sottolinea che essi non hanno lo scopo di limitare l'offerta linguistica, bensì di fornire un servizio più mirato ai deputati in caso di limitazioni di mercato e di vincoli logistici;

145.  approva la trasformazione della Direzione generale nel 2018 intesa a migliorare le capacità del Parlamento nell'organizzazione delle conferenze e a portare a termine il processo di creazione di nuove condizioni di lavoro per gli interpreti;

146.  prende atto della strategia per la modernizzazione della gestione delle conferenze, incentrata principalmente sul potenziamento e l'adattamento della fornitura di servizi al Parlamento, sulla base delle esigenze degli utenti, e sulla messa a punto di un'interfaccia unica per gli organizzatori;

147.  prende atto con soddisfazione dell'accordo sulle condizioni di lavoro degli interpreti dell'8 settembre 2018; incoraggia il gruppo di follow-up congiunto, composto da rappresentanti dell'amministrazione e degli interpreti, a proseguire l'offerta di occasioni di dialogo per una proficua collaborazione al fine di risolvere agevolmente i problemi che potrebbero sorgere;

148.  prende atto che il numero medio di ore settimanali in cui gli interpreti prestano servizi di interpretazione in cabina è aumentato da 11 ore e 54 minuti nel 2014 a 13 ore e 47 minuti nel 2018 a causa, tra l'altro, dell'aumento delle attività parlamentari;

149.  richiama l'attenzione sul fatto che esistono grandi differenze nei costi della traduzione da certe lingue e chiede al servizio di indagare sui motivi di queste notevoli discrepanze;

Direzione generale della Traduzione (DG TRAD)

150.  ricorda che nel 2018 la Direzione generale della Traduzione (DG TRAD) ha avuto a disposizione 1 145 membri del personale e ha gestito lo 0,9 % del bilancio complessivo del Parlamento;

151.  prende atto che nel 2018 la DG TRAD ha registrato un aumento della produzione del 10 % rispetto all'anno precedente, a causa della natura ciclica della domanda di traduzione, che è strettamente legata all'attività parlamentare; rileva con preoccupazione che la produzione di traduzioni interna in relazione alla capacità ha raggiunto il 119,4 % (parametro di riferimento: 100 %) e che il tasso di esternalizzazione è stato del 32,8 % (31,4 % nel 2017); chiede alla DG TRAD di valutare un aumento della quantità di esternalizzazione, rispettando il parametro di riferimento del 100 % e concentrandosi sulla qualità e sull'impeccabilità sotto il profilo della traduzione dei documenti; invita la DG TRAD a portare avanti il suo lavoro inteso a rafforzare il controllo della conformità e della qualità delle traduzioni esternalizzate;

152.  prende atto della progressiva migrazione verso il servizio eTranslation, che fornirà una traduzione automatica per tutte le combinazioni linguistiche; sottolinea il ruolo insostituibile e il valore aggiunto dei traduttori umani;

153.  osserva che nel 2018 sono stati introdotti nuovi compiti per i traduttori, trasformando la traduzione in mediazione linguistica interculturale, ad esempio attraverso l'istituzione del servizio Audio Capacity, che prevede che alcuni traduttori traducano le notizie flash (notiziari quotidiani) in 24 lingue e i podcast in 6 lingue; rileva che la DG TRAD si è avvalsa di un allenatore vocale che ha fornito una formazione a quasi 180 membri del personale; è preoccupato per il fatto che il personale della DG TRAD ha dovuto affrontare non solo un carico di lavoro eccezionalmente elevato a causa della fine della legislatura, ma anche le incertezze legate a compiti futuri nuovi e poco conosciuti; invita la dirigenza e il personale della DG TRAD a proseguire le discussioni sull'impatto del carico di lavoro ciclico sul benessere del personale; incoraggia l'istituzione di un gruppo di follow-up congiunto, composto da rappresentanti dell'amministrazione e dei traduttori, simile a quello istituito dalla DG LINC;

Direzione generale delle Finanze (DG FINS)

154.  ricorda che nel 2018 la DG INLO ha avuto a disposizione 222 membri del personale e ha gestito il 20,8 % del bilancio complessivo del Parlamento;

155.  è consapevole del fatto che il quadro normativo della DG FINS è notevolmente evoluto dall'entrata in vigore dello Statuto dei deputati nel 2009; prende atto, inoltre, dell'entrata in vigore del nuovo regolamento finanziario il 2 agosto 2018 e delle conseguenti modifiche delle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento, che influiscono sull'attività della DG FINS;

156.  è preoccupato per la scarsità di risorse umane e la mobilità, per cui si è dovuto dare la priorità ai servizi essenziali per i deputati e per il Parlamento, il che ha comportato problemi per quanto riguarda la portata dei controlli effettuati, le scadenze, la rapidità con cui sono stati effettuati i pagamenti e il bilanciamento delle operazioni di spesa; è preoccupato per questa tendenza e per il suo impatto negativo, in particolare con riguardo al deterioramento del benessere sul posto di lavoro e l'aumento delle malattie di lunga durata, fenomeni che si sono accentuati nel corso dell'anno;

157.  esprime profonda preoccupazione per l'obsolescenza delle applicazioni informatiche della Direzione generale e per il rischio di incidenti informatici, entrambi considerati elevati; invita la DG FINS e la DG ITEC a rafforzare la loro cooperazione costruttiva al fine di attuare misure di attenuazione del rischio adeguate, inclusa un'agevole introduzione del nuovo sistema di gestione finanziaria e contabile;

158.  approva gli sforzi significativi a favore degli investimenti in corso nella digitalizzazione dei processi finanziari, come le firme elettroniche dei deputati, al fine di migliorare il servizio alla clientela, l'efficienza amministrativa e il livello dei controlli, in particolare l'introduzione del rimborso on-line delle spese mediche dei deputati e l'automazione del registro centrale delle presenze, al fine di accelerare il pagamento dei relativi diritti e l'estensione delle funzioni del Portale elettronico, come punto di accesso unico per i deputati ai fini della gestione dei loro diritti finanziari e sociali; deplora le inefficienze onerose in termini di tempo legate all'inserimento e al controllo dei dati, segnatamente il fatto che i dati relativi alle spese di viaggio dei deputati sono inseriti nel sistema due volte, la prima volta dai deputati e la seconda volta, di nuovo, dall'amministrazione;

159.  rileva che la nuova agenzia viaggi del Parlamento ha iniziato a operare il 1° gennaio 2019, a seguito di un bando di gara pubblico; rileva l'uso limitato del call center dell'agenzia viaggi, che è disponibile nei fine settimana, ma che non copre tutte le compagnie di cui si avvale l'agenzia viaggi; si rammarica che i deputati abbiano incontrato difficoltà a raggiungere il call center dell'agenzia viaggi sia durante che al di fuori degli orari di apertura; si rammarica inoltre dell'orario di apertura ridotto dell'agenzia, segnatamente il fatto che sia chiusa di venerdì pomeriggio, tranne i venerdì precedenti la tornata a Strasburgo, cosa che limita seriamente la capacità del personale alle dipendenze dei deputati di lavorare in modo efficiente; chiede che sia migliorata la disponibilità; insiste affinché venga introdotto obbligatoriamente un meccanismo di reclamo semplice e di facile utilizzo, che consentirebbe una rapida soluzione di eventuali problemi; deplora la lentezza dei tempi di reazione dell'agenzia nel trattare le richieste di biglietti; reputa assolutamente inaccettabile che i biglietti proposti dall'agenzia non siano sempre i più convenienti (sono spesso più costosi rispetto ai prezzi online) e che i deputati subiscano notevoli ritardi nel rimborso delle spese di viaggio; invita la DG FINS ad avviare un'indagine sul livello di soddisfazione per quanto riguarda i servizi dell'agenzia viaggi, al fine di presentare i risultati al più tardi entro il 30 giugno 2020, e a informare la clientela in merito all'organizzazione e alle competenze della DG FINS e dell'agenzia viaggi del Parlamento; invita vivamente la nuova agenzia viaggi a riflettere sui risultati dell'indagine sul livello di soddisfazione e ad apportare le migliorie del caso;

Indennità per spese generali

160.  accoglie con favore le misure adottate dall'Ufficio di presidenza per aumentare la trasparenza e la responsabilità finanziaria;

161.  ricorda che è obbligatorio disporre di un conto bancario distinto per il versamento dell'indennità per spese generali; invita il Parlamento a informare regolarmente l'autorità di discarico riguardo al numero di deputati che rispettano tale obbligo;

162.  richiama l'attenzione sul fatto che, nella riunione del 2 luglio 2018, l'Ufficio di presidenza ha adottato un nuovo elenco non esaustivo delle spese imputabili all'indennità per spese generali, che contiene gli esempi più comuni di spese ammissibili; rileva che, per i deputati che lo desiderano, i costi relativi a una verifica volontaria dell'utilizzo dell'indennità per spese generali possono essere coperti a titolo dell'indennità per spese generali; ricorda che tutti i deputati sono liberi di documentare il loro utilizzo dell'indennità per spese generali e di far pubblicare queste informazioni sui loro siti web personali; invita il Parlamento a informare regolarmente l'autorità di discarico riguardo al numero di deputati che seguono siffatte raccomandazioni;

163.  prende atto dei miglioramenti realizzati negli ultimi anni per quanto riguarda l'efficacia e la trasparenza della verifica e del controllo del rimborso delle spese, come le spese di viaggio dei deputati e le indennità di assistenza parlamentare, per le quali devono essere presentati documenti giustificativi delle spese sostenute; chiede che i casi in cui sono state constatate irregolarità siano trattati in modo rigoroso; esorta l'Ufficio di presidenza a trarre conclusioni dai casi di frode verificatisi in passato e a prevedere sanzioni severe in caso di frode; esorta i deputati a utilizzare l'indennità per spese generali esclusivamente per le finalità previste dalle misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo; esorta l'Ufficio di presidenza a procedere alla valutazione delle linee guida secondo quanto previsto nella sua ultima decisione; si impegna a conseguire, nell'interesse dei cittadini e della reputazione dell'Istituzione e dei suoi deputati, un giusto equilibrio tra la libertà del mandato e la lotta contro i rischi di uso indebito e di frode; ritiene che sia opportuno procedere ogni cinque anni, a metà legislatura, a una valutazione regolare delle disposizioni pertinenti;

164.  ricorda gli articoli 62, paragrafo 1, e 62, paragrafo 2, della decisione dell'Ufficio di presidenza del 19 maggio e del 9 luglio 2008, quale modificata (da ultimo il 1° luglio 2019), sulle misure di attuazione dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo, in base ai quali “Gli importi versati", inclusa l'indennità per spese generali, "sono riservati esclusivamente al finanziamento di attività legate all'esercizio del mandato di deputato e non possono coprire spese personali o finanziare sovvenzioni o donazioni di tipo politico", e “I deputati rimborsano al Parlamento gli importi non utilizzati, salvo il caso in cui siano rimborsati forfettariamente"; invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a garantire che le disposizioni di cui sopra siano pienamente attuate e rispettate e a informare regolarmente l'autorità di discarico riguardo al numero di deputati che hanno rimborsato gli importi non utilizzati;

165.  ricorda che il gruppo di lavoro ad hoc incaricato della definizione e della pubblicazione delle norme relative all'utilizzo dell'indennità per spese generali ha raccomandato all'Ufficio di presidenza, durante la scorsa legislatura, di riprendere la discussione sull'indennità per spese generali e di trovare un accordo che imponga ai deputati di conservare tutte le ricevute delle spese collegate a tale indennità, affidarle a un revisore indipendente incaricato del controllo annuale dei conti e della pubblicazione del parere del revisore, e rimborsare la quota non spesa dell'indennità per spese generali al termine del mandato;

166.  ricorda inoltre che l'Aula ha adottato le seguenti ulteriori modifiche in materia di indennità per spese generali, che si aggiungono a quelle già emanate dal gruppo di lavoro ad hoc, le quali dispongono che il Servizio di audit interno del Parlamento esegua un controllo a campione del 5 % delle spese a titolo dell'indennità per spese generali, i cui risultati finali e le cui risultanze dovrebbero integrare la relazione annuale di audit interno pubblicata dall'Istituzione, e che i deputati pubblichino annualmente una sintesi delle loro spese suddivise per categoria (spese di comunicazione, locazione di uffici, forniture per ufficio, ecc.);

167.  esorta l'Ufficio di presidenza a dare attuazione quanto prima alla volontà democratica dell'Aula riguardo all'indennità per spese generali;

168.   si compiace del fatto che l'Ufficio di presidenza della scorsa legislatura abbia creato, sulla pagina online dei deputati sul sito web del Parlamento, l'infrastruttura necessaria per i deputati che intendono pubblicare un audit volontario o una conferma del fatto che il loro utilizzo dell'indennità per spese generali è conforme alle norme applicabili dello Statuto dei deputati e delle relative misure di attuazione; esorta il Parlamento a migliorare la comunicazione nei confronti dei deputati riguardo a tale possibilità e alle modalità pratiche per avvalersene;

Fondo di vitalizio volontario

169.  prende atto che il regime di vitalizio volontario ha un deficit attuariale stimato che ha raggiunto i 286,1 milioni di EUR alla fine del 2018; osserva inoltre che, sempre alla fine del 2018, l'importo delle attività nette di cui tenere conto e l'impegno attuariale ammontavano, rispettivamente, a 112,3 milioni di EUR e a 398,4 milioni di EUR;

170.  rammenta che tali passività future previste sono ripartite su diversi decenni, pur rilevando che l'importo totale versato dal fondo di vitalizio volontario nel 2018 ammonta a 17,8 milioni di EUR;

171.  sottolinea che tale situazione desta preoccupazione per il possibile esaurimento del fondo e che il Parlamento garantisce il pagamento dei diritti pensionistici se e quando il fondo non sarà in grado di far fronte ai propri obblighi;

172.  sostiene con fermezza l'esito della riunione del 10 dicembre 2018, in cui l'Ufficio di presidenza ha deciso di modificare le norme che disciplinano il regime di vitalizio volontario innalzando l'età pensionabile da 63 a 65 anni e introducendo un prelievo del 5 % sui pagamenti pensionistici per i futuri pensionati, al fine di migliorare la sostenibilità del fondo; approva la decisione dell'Ufficio di presidenza quale passo positivo; rileva tuttavia che il Parlamento rimarrà responsabile per un importo molto significativo in futuro; ricorda che l'articolo 27, paragrafo 2, dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo stabilisce che "i diritti e le aspettative acquisiti restano invariati";

173.  invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a esperire ogni sforzo, nel pieno rispetto delle disposizioni dello statuto dei deputati, in particolare l'articolo 27, paragrafi 1 e 2, per trovare una soluzione equa al problema, mantenendo nel contempo al minimo la responsabilità del Parlamento, dal momento che si tratta di denaro pubblico, nonché a informare l'autorità di discarico delle misure adottate al riguardo;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC)

174.  ricorda che nel 2018 la DG ITEC ha avuto a disposizione 484 membri del personale e ha gestito il 6,4 % del bilancio complessivo del Parlamento;

175.  osserva che l'indicatore principale della DG ITEC nel 2018 è stato la sua capacità di rispondere, con tempestività ed efficienza, alle richieste degli utenti e dei partner in tutti i settori di attività; insiste affinché la DG ITEC continui a investire nella creazione di interfacce informatiche moderne, fluide, efficienti e orientate agli utenti;

176.  appoggia lo sviluppo in corso delle applicazioni e-Parliament, il rafforzamento delle attività di innovazione informatica e il rafforzamento della capacità del Parlamento in materia di sicurezza informatica; accoglie con favore la decisione di raddoppiare le risorse destinate alla squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e delle agenzie europee (CERT-UE); elogia il rafforzamento della capacità delle istituzioni dell'Unione di garantire una protezione ottimale contro gli attacchi informatici;

177.  prende atto che per la DG ITEC è molto difficile assumere un numero sufficiente di esperti altamente qualificati con profili, conoscenze ed esperienze molto specifici; invita il Parlamento a garantire che tale richiesta sia adeguatamente trasmessa all'Ufficio europeo di selezione del personale per rispondere meglio a tali esigenze specifiche delle istituzioni dell'Unione;

178.  insiste affinché la DG ITEC intensifichi gli sforzi per garantire la continuità e la resilienza delle infrastrutture TIC del Parlamento dopo l'incidente informatico dell'ottobre 2017; chiede di aumentare gli sforzi e la capacità di fornire garanzie sulla solidità delle TIC del Parlamento; invita a proseguire il lavoro e i progressi compiuti nei settori della continuità operativa, della gestione dei rischi, della gestione degli incidenti e della capacità di ripristino; sottolinea le carenze esistenti nel funzionamento della rete Internet al Parlamento;

179.  evidenzia i crescenti rischi legati alla protezione dei dati e della vita privata; evidenzia con preoccupazione le recenti segnalazioni sulla memorizzazione e l'elaborazione di dati degli utenti contestualmente al log-in al servizio wi-fi del Parlamento; si interroga seriamente sulla necessità di conservare i dati fino a sei mesi(13); invita il Parlamento a sviluppare una politica e una strategia in materia di sicurezza informatica; sottolinea che una stretta collaborazione tra la DG ITEC e la DG SAFE riveste la massima importanza; incoraggia la Direzione generale a pianificare attività comuni a medio e lungo termine;

Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE)

180.  ricorda che nel 2018 la DG SAFE ha avuto a disposizione 756 membri del personale e ha gestito l'1,5 % del bilancio complessivo del Parlamento;

181.  è preoccupato per i risultati del recente sondaggio condotto presso il personale della DG SAFE e auspica che si possa trovare una soluzione nel prossimo futuro per rispondere alle preoccupazioni espresse dal personale;

182.  ricorda che l'apertura al pubblico è una caratteristica essenziale del Parlamento e che occorre mantenere un equilibrio adeguato con il necessario livello di sicurezza;

183.  si compiace delle importanti decisioni in materia di sicurezza adottate dall'Ufficio di presidenza nel corso dell'ottava legislatura, in particolare a) le misure attinenti alle relazioni con le autorità nazionali dei paesi ospitanti e con le altre istituzioni, segnatamente le misure per la messa in sicurezza del quartiere europeo a Bruxelles, le verifiche di sicurezza nei confronti del personale dei prestatori di servizi esterni, la valutazione delle minacce e i cambiamenti dei livelli di allerta, b) le misure volte a rafforzare gli edifici del Parlamento e c) le misure interne; ricorda che tali decisioni hanno reso necessari investimenti nelle infrastrutture;

184.  accoglie con favore l'accordo sull'esenzione reciproca dai controlli di sicurezza concluso dal Parlamento nel 2018 con la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna, il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni; si rammarica tuttavia che non sia ancora stato firmato un accordo di questo tipo con il Consiglio e auspica che si possa presto trovare una soluzione al riguardo;

185.  approva la sostituzione dei badge di accesso per i deputati e i loro assistenti; attende con interesse la prossima sostituzione dei badge utilizzati dal personale del Parlamento;

186.  si congratula per la buona cooperazione tra la DG SAFE e la DG INLO al fine di rafforzare la sicurezza di tutti gli edifici del Parlamento tramite il miglioramento delle vie di accesso, anche ai parcheggi, come richiesto dall'Ufficio di presidenza;

187.  prende atto della creazione dell'unità Protezione, in particolare la stretta protezione del Presidente del Parlamento e il rafforzamento della sicurezza dei luoghi strategici del Parlamento;

188.  è favorevole all'estensione del sistema di allarme di sicurezza via SMS a tutti gli utenti dei telefoni di servizio, che in futuro sarà utilizzato per tutti i deputati e il personale;

Servizio giuridico

189.  approva la strategia del Servizio giuridico che consiste nel mettere i giuristi a disposizione delle commissioni parlamentari in tempi più rapidi; chiede un aumento del personale incaricato delle attività parlamentari;

190.  prende atto con soddisfazione che il Servizio giuridico rispetta l'equilibrio di genere al livello degli amministratori, dei capi unità e dei direttori;

191.  sottolinea che il Servizio giuridico ha vinto il 95 % delle cause dinanzi alla Corte durante l'ottava legislatura; esprime la convinzione che il Servizio giuridico svolga il proprio ruolo nella salvaguardia degli interessi finanziari del Parlamento e dei cittadini dell'Unione, recuperando il denaro pubblico attraverso i procedimenti giudiziari;

192.  è preoccupato per la difficoltà di trovare persone qualificate in alcuni paesi per coprire determinati posti, in considerazione dell'obbligo di coprire tutti i sistemi giuridici e tutte le lingue degli Stati membri;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

193.  ricorda che i due regolamenti finanziari successivi(14) e le norme di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(15) stabiliscono le informazioni da fornire all'autorità di bilancio e al pubblico in merito all'aggiudicazione degli appalti da parte dell'istituzione; rileva che il regolamento finanziario prevede la pubblicazione dei contratti aggiudicati di valore superiore a 15 000 EUR, valore che corrisponde alla soglia oltre la quale diventa obbligatoria la procedura di gara;

194.  rileva che su un totale di 251 contratti aggiudicati nel 2018, 94 erano basati su procedure aperte o ristrette, con un valore di 569,5 milioni di EUR, e 155 su procedure negoziate, con un valore totale di 35,9 milioni di EUR; rileva che il numero totale dei contratti aggiudicati mediante procedure negoziate è diminuito in termini di valore in percentuale del valore totale dei contratti aggiudicati, passando dal 12 % nel 2017 al 6 % nel 2018, come pure in termini di volume, passando da 70,5 milioni di EUR nel 2017 a 35,86 milioni di EUR nel 2018;

195.  rileva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2018 e nel 2017, per tipo di contratto, inclusi i contratti immobiliari, è la seguente:

Tipo di contratto

2018

2017

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

199

37

12

3

79%

15%

5%

1%

177

36

11

0

79%

16%

5%

0%

Totale

251

100%

224

100 %

Tipo di contratto

2018

2017

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

256 374 627

42%

446 313 270

76%

Forniture

210 526 209

35%

133 863 942

23%

Lavori

133 431 628

22%

6 892 972

1%

Edifici

5 039 824

1%

0

0%

Totale

605 372 288

100%

587 070 184

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2018, pag. 6)

196.  rileva che la ripartizione dei contratti stipulati nel 2018 e 2017 per tipologia procedurale, in termini di numero e valore, è la seguente:

Tipo di procedura

2018

2017

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

89

5

155

1

1

35.46%

1.99%

61.75%

0.40%

0.40%

78

1

145

-

-

35%

1%

64%

-

-

Totale

251

100%

224

100%

Tipo di procedura

2018

2017

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezione

486 039 380

83 433 046

35 859 040

24 221

16 600

80

14

6

-

-

488 368 460

28 200 000 70 501 724

-

-

83%

5%

12%

-

-

Totale

605 372 288

100%

587 070 184

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2018, pag. 8)

Gruppi politici (voce di bilancio 4 0 0)

197.  constata che nel 2018 gli stanziamenti iscritti alla voce di bilancio 4 0 0 destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti sono stati utilizzati nel modo seguente(16):

Gruppo

2018

2017

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Partito popolare europeo (PPE)

18.282

6.690

20.820

113,88

4.152

17.790

8.150

19.330

108,66

6.610

Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D)

15.792

5.863

16.888

106,94

4.767

15.610

5.469

15.268

97,81

5.812

Conservatori e riformisti europei (ECR)

6.182

2.962

7.200

116,47

1.944

6.200

2.810

6.051

97,60

2.959

Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE)

5.823

1.824

6.033

103,61

1.614

5.711

1.694

5.596

97,99

1.809

I Verdi/Alleanza libera europea (Verts/ALE)

4.478

1.579

4.669

104,27

1.388

4.333

1.826

4.583

105,77

1.578

Gruppo confederale della Sinistra unita europea/Sinistra verde nordica GUE/NGL)

4.443

1.257

4.590

103,31

1.110

4.421

1.407

4.571

103,39

1.257

Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD)

3.829

1.828

2.725

71,17

1.915

3.654

1.917

3.523

96,41

1.827

Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF)

3.238

1.094

3.612

111,55

720

2.719

846

2.474

90,99

1.091

Deputati non iscritti

1.153

314

537

46,57

442

929

257

494

53,18

318

Totale

63.220

23.412

67.073

106,09

18.052

61.365

24.377

61.889

100,85

23.258

198.  si compiace del fatto che i revisori esterni indipendenti per i gruppi politici abbiano espresso soltanto giudizi senza rilievi per l'esercizio 2018;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

199.  osserva che l'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) è stata istituita nel 2016 con il compito di valutare le richieste di registrazione, registrare nuovi partiti e fondazioni dell'Unione, monitorare il loro finanziamento e imporre sanzioni in caso di inadempienza degli obblighi previsti; constata che è diventata pienamente operativa nel 2017;

200.  rileva che la Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di stanziare risorse finanziarie e umane supplementari per l'APPF nel bilancio per l'esercizio 2019;

201.  ricorda che, a norma dell'articolo 6, paragrafo 10, del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014(17), il direttore dell'APPF presenta ogni anno una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione sulle attività dell'Autorità; prende atto che la relazione annuale è stata inviata al Presidente e al Segretario generale del Parlamento il 21 novembre 2019; deplora che la relazione relativa al 2018 sia stata trasmessa alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento soltanto nel gennaio 2020; esprime preoccupazione per la decisione di considerare la relazione confidenziale, su esplicita richiesta dell'APPF, rendendola disponibile solo a un numero limitato di persone a determinate condizioni; ritiene che, limitando l'accesso a tale documento che riguarda l'utilizzo dei fondi pubblici, si dà la deplorevole impressione che vi sia qualcosa da nascondere; insiste affinché la relazione APPF sia resa pubblica ogni anno e trasmessa contemporaneamente ai deputati e al Presidente e al Segretario generale del Parlamento;

202.  invita la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento a invitare il direttore dell'APPF all'audizione annuale sul discarico al Parlamento, come avviene per gli altri capi di agenzie e istituzioni;

203.  sottolinea l'importanza del fatto che l'APPF riferisca pubblicamente in merito alle sue attività, come elemento della sua responsabilità, il che è essenziale per continuare ad alimentare un clima di fiducia e sicurezza, nonché al fine di valutare se l'APPF disponga di personale, risorse e competenze a livelli adeguati per poter prevenire efficacemente l'utilizzo indebito di fondi da parte dei partiti politici e delle fondazioni politiche;

204.  rileva che nel 2018 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente:

Partito

Abbreviazione

Risorse proprie

Contributo finale del PE - prima parte

Totale entrate (18)

Contributo del PE in % delle spese rimborsabili (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve o perdite)

Partito popolare europeo

PPE

1.427.466

7.356.802

11.340.157

85%

64.271

Partito del socialismo europeo

PSE

1.153.831

6.309.079

7.462.911

85%

-

Partito dell'Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa

ALDE

759.642

2.674.543

3.935.648

85%

157.524

Partito verde europeo

PVE

544.072

2.244.342

2.961.972

85%

- 26.538

Partito della sinistra europea

EL

301.456

1.513.876

1.875.332

85%

- 6.798

Partito democratico europeo

PDE

125.374

532.075

754.587

85%

18.913

Alleanza libera europea

ALE

156.351

628.696

910.047

85%

32.110

Alleanza dei conservatori e riformisti in Europa

ACRE

- 286.814

1.253.918

1.245.829

71%

- 729.991

Movimento politico cristiano europeo

MPCE

125.110

624.532

749.641

85%

5.995

Movimento per un'Europa delle nazioni e della libertà

MENL

211.768

1.045.592

1.257.360

85%

- 28.579

TOTALE

 

4.518.257

24.183.454

32.493.485

 

-513.092

205.  rileva che nel 2018 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente:

Fondazione

Abbreviazione

Partito di affiliazione

Risorse proprie

Sovvenzione finale PE

Totale entrate

Sovvenzione del PE in % delle spese ammissibili (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve o perdite)

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

1.097.171

5.816.345

6.913.516

85%

31.397

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

1.050.548

4.895.825

5.946.373

85%

-

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

292.141

1.650.538

1.942.680

85%

-

Fondazione verde europea

FVE

PVE

185.182

1.038.822

1.224.004

85%

1.368

Transform Europe

TE

EL

244.655

1.193.712

1.438.367

85%

16.375

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

45.755

255.000

300.755

85%

-

Fondazione Coppieters

FC

ALE

115.193

388.702

503.895

85%

38.617

New Direction - Fondazione per la riforma europea

ND

ACRE

279.636

1.215.011

1.494.647

85%

- 156.378

Sallux

SALLUX

MPCE

77.416

418.444

495.860

85%

2.159

Fondazione per un'Europa delle nazioni e della libertà

FENL

MENL

53.600

329.251

382.851

85%

- 4.503

TOTALE

 

 

3.441.296

17.201.651

20.642.947

 

-70.965

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(5) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(8) Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884).
(9) Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull'adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), che abroga il regolamento (CE) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/CE e 2006/193/CE (GU L 342 del 22.12.2009, pag. 1).
(10) Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17).
(11) Documento di lavoro sull'attuazione alla Commissione del pacchetto di riforma delle condizioni di impiego del 2014: risparmi cospicui, ma non privi di conseguenze per il personale.
(12) Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/CECA, CEE, Euratom del Consiglio, del 20 settembre 1976 (legge elettorale europea) (GU L 278 dell'8.10.1976, pag. 5),
(13) https://euobserver.com/institutional/146270
(14) Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(15) Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1).
(16) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.
(17) Regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1).
(18) Il totale delle entrate include i riporti dell'anno precedente a norma dell'articolo 125, paragrafo 6, del regolamento finanziario (versione in vigore durante l'esercizio finanziario in questione)


Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Corte di giustizia dell'Unione europea
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione IV – Corte di giustizia dell'Unione europea (2019/2058(DEC))
P9_TA(2020)0085A9-0027/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0053/2019)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte di giustizia dell'Unione europea sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2018, presentata all'autorità competente per il discarico,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 59, 118, 260, 261 e 262,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione giuridica,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0027/2020),

1.  concede il discarico al cancelliere della Corte di giustizia per l'esecuzione del bilancio della Corte di giustizia dell'Unione europea per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante alla Corte di giustizia dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione IV – Corte di giustizia dell'Unione europea (2019/2058(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione IV – Corte di giustizia dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione giuridica,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0027/2020),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare la particolare importanza di rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto di programmazione di bilancio basata sulla performance e della corretta gestione delle risorse umane;

1.  osserva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale per il 2018, la Corte dei conti ha constatato che per la Corte di giustizia dell'Unione europea (in appresso la "CGUE") non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  valuta positivamente le conclusioni della Corte dei conti secondo cui i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 riguardanti le spese amministrative della CGUE non presentavano, nell'insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e di controllo esaminati si sono rivelati efficaci;

3.  si rammarica, come osservazione generale, che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione annuale 2018 della Corte dei conti abbia un campo di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, sebbene la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale sia considerata a basso rischio;

4.  osserva che la Corte dei conti ha selezionato un campione di 45 operazioni dalla rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale per tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione; rileva che il campione è stato estratto in modo da essere rappresentativo della gamma di spese a titolo della rubrica 5, che rappresenta il 6,3 % del bilancio dell'Unione; constata che dal lavoro svolto dalla Corte dei conti risulta che le spese amministrative sono a basso rischio; ritiene tuttavia che il numero delle operazioni selezionate rispetto alle "altre istituzioni" non sia sufficiente e chiede alla Corte dei conti di aumentare di almeno il 10 % il numero delle operazioni da esaminare;

5.  prende atto che nel 2018 il bilancio della CGUE ammontava a 410 025 089 EUR (rispetto a 399 344 000 EUR nel 2017), corrispondente a un aumento del 2,67 %; prende atto di un tasso globale di esecuzione del 99,18 % (rispetto al 98,69 % nel 2017);

6.  si compiace della gestione finanziaria nel complesso sana e prudente della CGUE nell'esercizio 2018; prende atto dell'elevato tasso di esecuzione del bilancio per il titolo 1 (persone che lavorano con la CGUE, che rappresenta il 75 % del bilancio eseguito) e del titolo 2 (immobili, mobili, attrezzature e spese varie di funzionamento, che rappresentano il resto del bilancio eseguito) per un importo pari al 99,0 % e al 99,8 % (rispetto al 98,6 % e al 99,1 % nel 2017);

7.  riconosce gli sforzi compiuti dalla CGUE per evitare discrepanze significative tra gli impegni (99,18 %) e i pagamenti (94,04 %); si compiace che la CGUE segua molto da vicino l'esecuzione del suo bilancio nel corso dell'anno, istituendo quadri di controllo mensili al fine di garantire un utilizzo ottimale delle risorse a disposizione;

8.  sottolinea l'applicazione da parte della CGUE dei principi della programmazione di bilancio basata sulla performance a tutti i suoi servizi amministrativi; prende atto della fissazione di obiettivi specifici accompagnati da uno o più indicatori misurabili, essenziali per la preparazione del bilancio annuale; prende atto che sono stati organizzati seminari con tutti i servizi per armonizzare l'approccio al bilancio e per lo scambio delle migliori prassi;

9.  deplora, tuttavia, l'aumento delle spese dell'11,81 % tra il 2017 e il 2018 rispetto alla voce di bilancio 2022 "Pulizia e manutenzione" che è imputabile a un nuovo contratto di manutenzione immobiliare e ad altri fattori rispetto ai quali non è stata effettuata una stima e che hanno determinato un aumento di tale linea di bilancio nel 2018; invita la CGUE a proseguire i suoi sforzi volti a predisporre solide previsioni di bilancio;

10.  si compiace che il tasso di esecuzione degli stanziamenti finali per le riunioni e le conferenze sia passato al 98,83 % nel 2018 (rispetto all'81,40 % nel 2017); riconosce che questa voce di bilancio è destinata in parte a finanziare le visite ufficiali e gli eventi cerimoniali per i quali la pianificazione del bilancio è meno prevedibile a causa di eventi imprevisti;

11.  accoglie con favore lo sforzo della CGUE di pubblicare la sua relazione annuale di attività il 29 aprile; osserva che la CGUE continua a esaminare in cooperazione con altre istituzioni la possibilità di anticipare ulteriormente il proprio calendario il che darebbe più tempo all'autorità di bilancio per effettuare un'analisi più approfondita e svolgere la procedura di discarico;

12.  riconosce l'impegno della CGUE ad adoperarsi per l'attuazione delle raccomandazioni della Corte dei conti, in particolare per quanto riguarda la gestione proattiva dei casi con un calendario adattato in funzione della natura e della complessità dei diversi casi; riconosce la pianificazione e il monitoraggio accurati della CGUE per garantire una regolare continuità dell'attività giudiziaria; prende atto che la durata media dei procedimenti nel 2018 alla Corte di giustizia è di 15,7 mesi (rispetto ai 16,4 mesi del 2017) e al Tribunale di 20 mesi (rispetto a 20,6 mesi nel 2015 e 16 mesi nel 2017); incoraggia la CGUE a continuare ad adoperarsi per ridurre la durata dei procedimenti laddove possibile;

13.  riconosce che le principali priorità della CGUE consistono nel garantire un periodo di tempo ragionevole per la gestione delle cause promosse dinanzi ai due organi giurisdizionali, nonché la salvaguardia della qualità delle decisioni; osserva che, a causa di un rigoroso sistema di controllo e di un elevato livello di vigilanza, negli ultimi anni è stato possibile ottenere una riduzione della durata media dei procedimenti; osserva, tuttavia, che ciò richiede una costante attenzione, in particolare nel contesto di un carico di lavoro in aumento;

14.  si compiace della soddisfazione espressa dagli utenti dell'applicazione e-Curia (che è diventata obbligatoria per lo scambio di atti processuali tra avvocati e Tribunale a partire dal 1º dicembre 2018); osserva che l'utilizzo di e-Curia non è stato reso obbligatorio dalla Corte di giustizia; incoraggia la Corte di giustizia a seguire il buon esempio del Tribunale e a prendere in considerazione l'introduzione obbligatoria di e-Curia; si compiace che tale sviluppo abbia contribuito sia alla sicurezza che alla rapidità di tali scambi e al miglioramento dell'ambiente attraverso un minore uso di carta e la riduzione dei costi postali; incoraggia la CGUE a continuare ad adoperarsi per conseguire una diffusa digitalizzazione di tutte le fasi del procedimento giudiziario;

15.  tiene conto della necessità di ulteriori misure organizzative e procedurali per consentire alla CGUE di far fronte a un carico di lavoro in continua crescita nel rispetto dei suoi obiettivi; rileva che il 26 marzo 2018 la Corte di giustizia dell'Unione europea, sulla base dell'articolo 281, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), ha chiesto di modificare il protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e che questa procedura legislativa è terminata con l'adozione e l'entrata in vigore del regolamento (UE, Euratom) 2019/629(7);

16.  osserva che la CGUE aveva 2 217 posti nel 2018, composti da 1 413 funzionari (ossia il 64 %), 650 agenti temporanei (ossia il 29 %) e 154 agenti contrattuali (ossia il 7 %) (rispetto ai 2 180 posti nel 2017);

17.  sottolinea che la distribuzione del personale per settore di attività rimane simile a quella degli anni precedenti, con almeno l'85 % dei posti occupati da personale che svolge attività legali e linguistiche; osserva che il tasso di occupazione dei posti si mantiene molto elevato nel 2018 (97 %) per via dell'intensa attività giudiziaria che richiede la copertura rapida e ottimale di tutti i posti vacanti;

18.  ribadisce, nel contesto del continuo aumento del numero delle cause, che un'allocazione flessibile delle risorse, in particolare degli attuali referendari , potrebbe accrescere l'efficacia della CGUE; invita la CGUE a riferire in merito alle misure concrete adottate;

19.  esprime preoccupazione per il fatto che, mentre nel 2018 hanno lavorato presso la CGUE 274 tirocinanti, solo 87 tirocinanti avevano diritto a un'indennità mensile di 1 120 EUR; si compiace che la Corte di giustizia dell'Unione europea abbia adottato nuove norme relative ai tirocinanti e ha chiesto ulteriori stanziamenti al fine di poter finanziare il tirocinio dei tirocinanti presso i gabinetti dei membri a partire dal 2019; osserva, tuttavia, permane una situazione in cui non tutti i tirocini offerti saranno retribuiti in modo equo; incarica la CGUE, per quanto riguarda le prassi di non discriminazione e remunerazione equa, di accettare rapidamente la decisione di iniziare a pagare tutti i tirocini; invita la CGUE a garantire un'equa remunerazione a tutto il suo personale;

20.  si compiace della riforma del Tribunale che ha permesso miglioramenti nel ridurre il numero di cause arretrate e la durata media dei procedimenti; osserva che nel 2018 il Tribunale ha chiuso il 13 % di casi in più rispetto al 2017 e ha ridotto del 12 % il numero delle cause pendenti;

21.  si compiace del fatto che, complessivamente, i due tribunali che compongono la CGUE hanno concluso 1 769 cause nel 2018 (il che rappresenta una produttività record) e conferma la tendenza generale a un forte aumento dell'attività giudiziaria nel periodo 2012-2018;

22.  sottolinea che, nel 2018, la Corte di giustizia ha registrato eccezionalmente il maggior numero di nuove cause intentate in un anno (per un totale di 849 che è pari a un aumento del 15 % rispetto al 2017); accoglie con favore il numero record di casi chiusi (un totale di 760, pari a un aumento del 10 % rispetto al 2017);

23.  si compiace del fatto che, per la prima volta nella sua storia, nel 2018 il Tribunale abbia superato la soglia delle 1 000 cause definite (1 009 procedimenti conclusi); evidenzia, nel contempo, una significativa riduzione del numero delle cause pendenti, del 12 % rispetto al 2017 (al 31 dicembre 2018 le cause pendenti erano 1 333 rispetto alle 1 508 dell'anno precedente);

24.  prende atto del continuo aumento della percentuale di donne in posizioni dirigenziali, passata nel 2018 al 37,7 %, rispetto al 30 % nel 2013; osserva che nel 2018 vi sono 27 dirigenti di sesso femminile (21 posti nei quadri intermedi e 6 posti nell’alta dirigenza) rispetto a 45 dirigenti di sesso maschile; accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla CGUE per rafforzare la sua politica in materia di pari opportunità e diversità creando un'entità speciale incaricata di introdurre e dar seguito a concreti programmi, misure e riunioni di sensibilizzazione; invita la CGUE a proseguire i suoi sforzi;

25.  rileva, tuttavia, che persiste uno squilibrio per quanto riguarda il numero di donne tra i giudici, che si tratti della Corte di giustizia o del Tribunale; esorta nuovamente i membri del Consiglio ad affrontare tale situazione promuovendo attivamente l'uguaglianza di genere nella nomina dei giudici, nel rispetto dei principi sanciti dall'articolo 8 TFUE e dall'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e degli impegni assunti nel quadro dei regolamenti (UE, Euratom) 2015/2422(8) e (UE, Euratom) 2019/629;

26.  ribadisce che l'equilibrio geografico del personale, in particolare nelle posizioni dirigenziali, dovrebbe essere attentamente monitorato; osserva che solo 15 dei 57 capi unità della CGUE e 2 dei suoi 13 direttori provengono da Stati membri che appartengono all'Unione dal maggio 2004; incoraggia nuovamente la CGUE a sviluppare una politica volta a migliorare l'equilibrio geografico e a riferire in proposito all'autorità di discarico;

27.  accoglie con favore l'impegno della CGUE a promuovere misure a favore dell'equilibrio tra attività professionale e vita familiare, come l'adozione di una decisione che consente il telelavoro occasionale in aggiunta alle disposizioni in materia di telelavoro strutturale; rileva altresì i risultati conseguiti nell'ambito delle tecnologie dell'informazione al fine di migliorare l'accesso remoto alle applicazioni di lavoro; prende inoltre atto con soddisfazione degli sforzi atti a proteggere la salute psicologica del personale che prevedono la consulenza di uno psicologo a tempo parziale;

28.  esprime preoccupazione per il numero di casi di esaurimento professionale (burnout) presso la Corte di giustizia dell'Unione europea, per un totale di 12 casi sia nel 2017 che nel 2018; chiede pertanto alla Corte di valutare se il carico di lavoro sia ripartito in modo adeguato tra le diverse équipe e i vari membri del personale;

29.  invita la CGUE a pubblicare su base annuale una tabella contenente dati dettagliati sui rispettivi accordi di cooperazione interistituzionale in materia di diritti, servizi e questioni correlate; ribadisce l'importanza della cooperazione interistituzionale attraverso accordi a livello dei servizi per settori diversi, quali risorse umane, sicurezza e informatica; concorda con le raccomandazioni del servizio di audit interno relative a un maggiore scambio di buone pratiche con altre istituzioni e allo studio di possibilità per una cooperazione rafforzata in materia di preparazione e gestione dei contratti, ad esempio per quanto riguarda gli aspetti informatici; deplora la mancanza di informazioni in risposta alla domanda del Parlamento relativa alla cooperazione della CGUE con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode; incoraggia la Corte di giustizia dell'Unione europea a trovare soluzioni atte a rafforzare la cooperazione con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode;

30.  osserva che la CGUE ha aggiornato le sue operazioni di trattamento dei dati a seguito dell'entrata in vigore del regolamento (UE) 2018/1725(9); prende atto con soddisfazione che è stata istituita una procedura specifica per la segnalazione delle violazioni dei dati;

31.  si compiace degli sforzi compiuti dalla CGUE per migliorare la cibersicurezza dell'istituzione; osserva che le attività sono state coordinate con la squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e delle agenzie dell'UE (CERT-UE) e con il sottogruppo per la sicurezza del comitato interistituzionale dell'informatica;

32.  si compiace dell'audit interno sul corretto funzionamento delle procedure di selezione e assunzione del personale al fine di individuare sinergie e razionalizzare le opportunità per renderli più efficaci; osserva che un piano d'azione è stato avviato nel 2016 e completato nel 2018 con l'introduzione di misure quali un nuovo manuale per le assunzioni, moduli nuovi e aggiornati del sistema informativo per la gestione delle risorse umane, la semplificazione dei circuiti amministrativi e la semplificazione della redazione degli avvisi di posti vacanti; prende atto delle misure adottate per migliorare l'attrattiva della CGUE e del sito di Lussemburgo in un contesto interistituzionale;

33.  sottolinea il seguito dato dal revisore contabile interno per valutare se l'azione intrapresa dai servizi sottoposti ad audit sia appropriata, efficace e tempestiva e per individuare e registrare i miglioramenti apportati; rileva con soddisfazione che tutti gli audit effettuati sono stati conclusi, fatti salvi gli eventuali esami supplementari;

34.  prende atto della strategia antifrode della Corte di giustizia dell'Unione europea per la lotta contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi dell'Unione; osserva che tale strategia si fonda sulle pertinenti disposizioni del regolamento finanziario e dello statuto, integrate da una serie di decisioni e norme interne; riconosce che la strategia è parte integrante della politica di gestione del rischio della CGUE nell'ambito del sistema di controllo interno;

35.  riconosce il sistema di gestione ambientale della CGUE basato sul regolamento (CE) n. 1221/2009(10); constata che la CGUE ha migliorato le proprie prestazioni ambientali nel 2018 rispetto all'anno base 2015 nel modo seguente: una riduzione del 15,5 % del consumo di carta, dell'8,3 % del consumo di energia elettrica e un aumento del 52,9 % del numero di videoconferenze; valuta positivamente i vari progetti supplementari, come la riduzione della plastica monouso, la riduzione del numero di stampanti individuali e la partecipazione, insieme alle altre istituzioni dell'Unione con sede a Lussemburgo, nel sistema self-service per le biciclette "vel'OH";

36.  si compiace dell'impegno della CGUE di rispettare pienamente il calendario e il bilancio per i lavori del quinto ampliamento degli edifici della CGUE (costruzione della terza torre con un'aggiunta di 50 000 m2) il che consentirà di riunire tutto il personale della CGUE in un unico sito; prende atto dei lavori per il miglioramento delle misure di sicurezza e si compiace del fatto che gli edifici della CGUE siano concepiti in modo da garantire un facile accesso per i disabili;

37.  esprime apprezzamento per il fatto che sarà conseguito un risparmio di 100 milioni di EUR nell'arco del periodo di ammortamento di 25 anni previsto per tale quinta estensione, rispetto al proseguimento di una politica di affitto, il che indica chiaramente il valore della politica immobiliare prescelta incentrata sull'acquisto; sottolinea l'esito della relazione speciale n. 34/2018 della Corte dei conti sugli spazi per uffici delle istituzioni dell'UE, in cui ha formulato conclusioni altamente positive in merito all'efficienza della politica immobiliare della Corte di giustizia dell'Unione europea;

38.  osserva con interesse che il comitato del personale della CGUE ha organizzato nel 2017 un'indagine sugli uffici "open space" e ha presentato i risultati ai direttori generali il 30 gennaio 2018; accoglie l'iniziativa della CGUE di creare un gruppo di lavoro composto dal direttore degli edifici e della sicurezza, dal presidente del comitato del personale e dai membri del personale che lavorano in uffici open space; osserva che, sulla base delle raccomandazioni di questo gruppo di lavoro, la Direzione per le tecnologie dell'informazione ha convertito parte del suo spazio per uffici in uffici singoli; invita la CGUE a condividere tale esperienza con altre istituzioni e in particolare con la Commissione;

39.  si congratula con la CGUE per essere stata inclusa dal Mediatore europeo tra i tre finalisti del premio per la buona amministrazione (categoria "eccellenza mediante la collaborazione") per la creazione della rete giudiziaria dell'Unione europea; concorda sul fatto che, in termini di trasparenza e cooperazione, il lancio della piattaforma protetta nel gennaio 2018, in cui documenti precedentemente non divulgati sono messi a disposizione dei tribunali partecipanti, è un passo importante nella giusta direzione;

40.  prende atto del lancio del sito web della CGUE rinnovato nel giugno 2018 e delle importanti iniziative e i lavori intrapresi al fine di rafforzare, chiarire e semplificare le informazioni fornite al pubblico; accoglie con favore un nuovo prodotto sul sito web denominato "schede tematiche" che mira a presentare una panoramica della giurisprudenza di riferimento in un settore specifico del diritto dell'Unione in tutte le lingue ufficiali; osserva che una recente indagine ha mostrato un livello molto elevato di soddisfazione espresso dall'80 % degli utenti, con una valutazione compresa tra 4 e 5 su 5;

41.  si compiace della strategia di comunicazione della CGUE che cerca di avvicinare la Corte ai cittadini; prende atto del bilancio in evoluzione della CGUE destinato alla comunicazione di un totale di 429 000 EUR nel 2018 (rispetto a 330 500 EUR nel 2013); prende atto dei cortometraggi animati disponibili in 23 lingue ufficiali sul canale YouTube della CGUE, con 82 800 visualizzazioni nel 2018, la sua presenza su Twitter con oltre 74 000 follower (rispetto ai 42 000 del 2017), le sue attività di sensibilizzazione, tra cui seminari per i giornalisti e le sue giornate porte aperte;

42.  incoraggia la CGUE a trasmettere le proprie audizioni pubbliche e a rendere disponibili online le relative registrazioni; ritiene che tale miglioramento della trasparenza sia in linea con l'articolo 15 TFUE e possa andare a vantaggio di tutti coloro che lavorano o studiano nel settore giuridico nell'Unione;

43.  sottolinea la creazione da parte della CGUE della "Rete giudiziaria dell'Unione europea", che comprende le corti costituzionali e le corti supreme degli Stati membri e il cui coordinamento è garantito dalla CGUE;

44.  si compiace che un elenco delle missioni (rappresentanza della CGUE a una cerimonia o a un evento ufficiale) svolte dai membri, conformemente al codice di condotta riveduto della CGUE, sia pubblicato sul sito web della CGUE e contenga informazioni quali il nome del membro partecipante e l'obiettivo, il luogo e l'organizzatore dell'evento; invita la CGUE a pubblicare anche i relativi costi come fanno le altre istituzioni dell'Unione; ribadisce il suo invito alla CGUE a pubblicare informazioni più dettagliate sulle attività esterne dei membri, tra cui la finalità, la data, la sede e le spese di viaggio e di soggiorno degli eventi elencati e se esse siano state sostenute dalla CGUE o da terzi;

45.  si compiace che i membri della Corte siano soggetti a un codice di condotta che ne disciplina l'indipendenza, l'imparzialità, l'integrità, l'impegno, la collegialità, le responsabilità e gli obblighi; osserva che la CGUE considera le dichiarazioni di interessi finanziari dei suoi membri uno strumento interno per garantire l'imparzialità e l'indipendenza; invita la CGUE a prendere in considerazione la loro pubblicazione nell'interesse del controllo pubblico;

46.  prende atto che le dichiarazioni di interesse sono necessariamente un'autocertificazione e che, alla luce dell'attuale quadro giuridico, la CGUE non dispone di poteri di indagine per garantire la veridicità e la completezza dei dati dichiarati; invita la CGUE a migliorare il sistema in cooperazione con le altre istituzioni dell'Unione;

47.  invita nuovamente la CGUE a pubblicare sul suo sito web i curriculum vitae e le dichiarazioni di interessi di tutti i suoi membri; rileva che sul sito sono pubblicate brevi note biografiche su ciascun membro che tuttavia non contengono informazioni sulla sua eventuale appartenenza ad altre organizzazioni; osserva che, conformemente al nuovo codice di condotta per i membri, nell'assumere le loro funzioni i membri sono tenuti a presentare al Presidente della CGUE di cui fanno parte una dichiarazione dei loro interessi finanziari; invita la CGUE a pubblicare tali dichiarazioni sul suo sito web;

48.  prende atto delle procedure interne atte a verificare, prima di imputare una causa a un membro sulla base della suddetta dichiarazione di interessi, se tale membro ha un interesse finanziario nella causa; rileva che i membri contattano il Presidente del tribunale della CGUE al quale appartengono ogniqualvolta che possa sorgere una questione relativa all'interpretazione del codice di condotta e che il comitato consultivo è convocato solo in casi eccezionali, ad esempio quando è stato presentato un reclamo contro un membro; invita la CGUE a consigliare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento sulla solidità di tale meccanismo;

49.  si rammarica del fatto di non aver ricevuto informazioni sui progressi compiuti in relazione alle procedure interne concernenti il fenomeno delle "porte girevoli" per i membri del personale di grado superiore; ricorda alla CGUE l'iniziativa strategica condotta nel 2018 dal Mediatore europeo su come attuare le disposizioni dello statuto dei funzionari in materia di "porte girevoli" per gli incarichi assunti dai funzionari di grado superiore; invita la CGUE a stabilire e pubblicare senza ritardo norme rigorose al riguardo;

50.  prende atto della procedura relativa alla dichiarazione pre-assunzione relativa all'assenza di conflitti di interessi per i nuovi membri del personale; rileva inoltre che la procedura di assunzione è stata modificata per garantire che tali dichiarazioni siano valutate e, se necessario, per proporre misure particolari all'autorità che ha il potere di nomina; rileva altresì che la CGUE sta elaborando norme che disciplinano l'esercizio di attività esterne da parte del personale; invita la CGUE a riferire in merito alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento;

51.  prende atto delle procedure e delle norme interne della CGUE per prevenire tutte le forme di molestia nel luogo di lavoro, pubblicate sul suo sito web; accoglie con favore le informazioni fornite su come avviare una procedura formale o informale in caso di comportamento inappropriato;

52.  si congratula con la rete interistituzionale di consiglieri (cui partecipano tutte le istituzioni dell'Unione con sede a Lussemburgo e che è stata creata per lo scambio delle migliori pratiche in materia di prevenzione delle molestie e assistenza); plaude alle formazioni intensive fornite dai consiglieri della CGUE;

53.  deplora il fatto di non essere stato informato dalla Corte di giustizia dell'intenzione di migliorare il sistema di controllo relativo all'utilizzo delle autovetture di servizio; sottolinea che gli autisti dovrebbero accompagnare i membri nei rispettivi paesi di origine solo in casi eccezionali e giustificati; esorta vivamente la CGUE ad adottare misure volte a evitare situazioni in cui gli autisti si rechino nei paesi di origine dei membri senza che il membro sia a bordo; sottolinea gli elevati rischi a livello etico e di immagine che tali pratiche possono comportare per la CGUE; invita la CGUE a riferire all'autorità di discarico in merito ai progressi compiuti in proposito entro giugno 2020;

54.  osserva che oltre il 40 % del carico di lavoro per la traduzione è stato esternalizzato con un costo per pagina esternalizzata pari a 103,10 EUR nel 2018 (contro i 111,30 EUR del 2017); osserva che il costo di una pagina tradotta internamente nel 2018 ammontava a 128,07 EUR (rispetto ai 136,70 EUR del 2017); osserva che il costo interno comprende tutti i costi secondari necessari, come l'informatica, lo spazio per uffici e simili; osserva che, nelle attuali condizioni, la CGUE non ritiene opportuno aumentare ulteriormente il tasso di esternalizzazione e ricorda che, a causa della natura sensibile delle informazioni trattate da tale istituzione, una parte del carico di lavoro di traduzione dovrebbe essere svolto all'interno dell'istituzione; invita la CGUE a informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento dei motivi di tale opinione;

55.  riconosce che il personale del Regno Unito è stato informato che l'autorità che ha il potere di nomina non intende richiedere le dimissioni d'ufficio dei funzionari che non hanno più la cittadinanza di uno Stato membro a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione; rileva che, analogamente, gli agenti temporanei e contrattuali del Regno Unito sono stati informati che sarà svolta una valutazione caso per caso nell'interesse del servizio;

56.  mette in evidenza tutto l'operato degli ultimi anni in settori quali la programmazione di bilancio basata sulla performance, il quadro etico con molte norme e procedure correlate, il miglioramento delle attività di comunicazione e l'aumento del numero di misure volte a migliorare la trasparenza; si compiace del considerevole numero di accordi interistituzionali in materia di servizi e cooperazione; sottolinea che è importante per le istituzioni e gli organi dell'Unione collaborare e condividere esperienze; propone di analizzare la possibilità di procedere ad attività di rete formalizzate in diversi settori al fine di condividere le migliori pratiche ed elaborare soluzioni comuni.

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(7) Regolamento (UE, Euratom) 2019/629 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, recante modifica del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea (GU L 111 del 25.4.2019, pag. 1).
(8) Regolamento (UE, Euratom) 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea (GU L 341 del 24.12.2015, pag. 14).
(9) Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
(10) Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), che abroga il regolamento (CE) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/CE e 2006/193/CE (GU L 342 del 22.12.2009, pag. 1).


Discarico 2018: bilancio generale dell'Unione europea – Mediatore europeo
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VIII – Mediatore europeo (2019/2062(DEC))
P9_TA(2020)0086A9-0028/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0057/2019)(2),

–  vista la relazione annuale del Mediatore europeo sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2018, presentata all'autorità competente per il discarico,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 59, 118, 260, 261 e 262,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0028/2020),

1.  concede il discarico al Mediatore europeo per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al Mediatore europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VIII – Mediatore europeo (2019/2062(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VIII – Mediatore europeo,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0028/2020),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare la particolare importanza di rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione rafforzando la trasparenza e l'obbligo di rendere conto e attuando il concetto di programmazione di bilancio basata sulla prestazione e di corretta gestione delle risorse umane;

1.  rileva con soddisfazione che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Mediatore europeo (il "Mediatore") relativi all'esercizio 2018, non ha individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti ad audit relativamente alle risorse umane e agli appalti;

2.  prende atto delle conclusioni della Corte secondo cui i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 riguardanti le spese amministrative del Mediatore non presentavano, nell'insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e di controllo esaminati si erano rivelati efficaci;

3.  si rammarica, come osservazione generale, del fatto che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione annuale della Corte abbia un ambito di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, nonostante il fatto che la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale sia considerata a basso rischio;

4.  osserva che la Corte ha selezionato un campione di 45 operazioni estratto dalla rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale per tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione; rileva che il campione è stato strutturato in modo da essere rappresentativo della gamma di spese a titolo della rubrica 5, che rappresenta il 6,3 % del bilancio dell'Unione; constata che dal lavoro svolto dalla Corte risulta che le spese amministrative sono a basso rischio; ritiene tuttavia che il numero delle operazioni selezionate relativamente alle "altre istituzioni" non sia sufficiente e chiede alla Corte di aumentare di almeno il 10 % il numero delle operazioni da esaminare;

5.  si compiace del fatto che il Mediatore rispetti la migliore pratica di fissare il termine per la presentazione della relazione annuale di attività al 31 marzo dell'anno successivo all'esercizio contabile; accoglie pertanto positivamente il fatto che il Mediatore abbia adottato la sua relazione annuale di attività entro il 28 marzo, il che fornisce all'autorità di discarico più tempo per analizzare a fondo la relazione ed espletare la procedura di discarico;

6.  sottolinea che il bilancio del Mediatore è puramente amministrativo e nel 2018 ammontava a 10 837 545 EUR (rispetto a 10 905 441 nel 2017), con una conseguente riduzione di 67 896 EUR (0,62 %); plaude alla gestione finanziaria nel complesso prudente e oculata del Mediatore nell'esercizio 2018; osserva che del totale degli stanziamenti è stato impegnato il 95,33 % (rispetto al 93,91 % del 2017) e pagato il 91,33 % (rispetto all'86,20 % del 2017);

7.  prende atto dei miglioramenti relativi agli stanziamenti riportati dal 2018 al 2019, che ammontano a 433 865,17 EUR (4 % del bilancio 2018) rispetto a 841 340,68 EUR (7,71 % del bilancio 2017) dal 2017 al 2018;

8.  osserva tuttavia che vi sono stanziamenti non utilizzati relativamente a diverse linee di bilancio, come le "riunioni esterne" (linea di bilancio B3-030), con 13 514,61 EUR non utilizzati su 45 000 EUR, e le "pubblicazioni" (linea di bilancio B3-210), con 47 530,48 EUR non utilizzati su 161 100 EUR, ecc.; ricorda la necessità di misure volte a ridurre al minimo le stime eccessive in materia di bilancio;

9.  prende atto delle limitate risorse del Mediatore per far fronte a un carico di lavoro sempre maggiore; sostiene la richiesta del Mediatore di allineare l'organigramma alle esigenze e al carico di lavoro effettivi individuando le funzioni di carattere permanente che dovrebbero essere svolte da personale permanente; prende atto dell'organigramma, che comprendeva 82 posti nel 2018 (rispetto ai 77 posti del 2013); chiede al Mediatore di riferire in merito a un potenziale miglioramento dell'efficienza dovuto al solo fatto di riorganizzare e riassegnare i compiti;

10.  incoraggia la cooperazione dell'ufficio del Mediatore con le altre istituzioni dell'Unione al fine di limitare le spese; osserva che, per quanto riguarda la traduzione, il Mediatore non dispone di traduttori interni e, pertanto, si affida al Parlamento e al Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea; prende atto, tuttavia, del fatto che le spese di traduzione sono aumentate nel 2018, registrando per il Mediatore un totale di 343 771 EUR (rispetto a 262 631 EUR nel 2017);

11.  accoglie con favore l'esemplare equilibrio di genere nelle posizioni dirigenziali, che sono occupate da 4 donne e 4 uomini; osserva tuttavia che complessivamente il 65 % del personale è di sesso femminile e solo il 35 % di sesso maschile; incoraggia l'ufficio del Mediatore a instaurare un ambiente di lavoro più equilibrato in termini di genere;

12.  rileva che, in relazione all'equilibrio geografico in posizioni direttive, presso l'ufficio del Mediatore nel 2018 erano rappresentate sei diverse nazionalità (tedesca, greca, irlandese, italiana, polacca e svedese) rispetto alle otto del 2013 (austriaca, tedesca, danese, greca, irlandese, polacca, portoghese e britannica); tiene conto del fatto che il numero complessivo di dirigenti è stato ridotto da undici a otto tra il 2013 e il 2018; invita il Mediatore a continuare ad adoperarsi per conseguire l'equilibrio geografico, tenendo tuttavia in considerazione le piccole dimensioni del suo ufficio e le sue specifiche attività principali;

13.  si compiace degli sforzi del Mediatore in relazione alla nuova politica di genere, ma si rammarica della disparità tra i giorni medi di formazione per genere: 6,80 per gli uomini rispetto ai 5,90 per le donne;

14.  riconosce che è in corso l'attuazione del quadro strategico per le risorse umane del 2017 mediante l'adozione di nuove regole sull'assunzione di agenti temporanei, mediante una decisione su lavoro part-time e ore a credito, nonché mediante una politica in materia di antidiscriminazione e parità di trattamento; prende atto di ulteriori iniziative per migliorare le procedure di assunzione, nonché di azioni quali visite di studio per il personale e programmi di scambio di personale;

15.  incoraggia il Mediatore a continuare a sviluppare un quadro strategico per le risorse umane a lungo termine che affronti, per quanto riguarda il suo personale, l'equilibrio tra lavoro e vita privata, l'orientamento permanente e lo sviluppo delle carriere, l'equilibrio di genere, la non discriminazione, il telelavoro, l'equilibrio geografico e l'assunzione del personale, nonché l'integrazione nel suo organico di persone con disabilità;

16.  rileva con interesse che il Mediatore, riguardo alle sue attività interne, ha invitato il Forum europeo sulla disabilità a diffondere attraverso i suoi canali l'offerta di tirocini presso l'ufficio del Mediatore per incoraggiare le persone con disabilità a candidarsi; prende atto della revisione del modulo di candidatura al fine di includere una domanda relativa ad accomodamenti ragionevoli necessari durante le procedure di selezione;

17.  accoglie con favore, nel quadro delle norme di controllo interno del Mediatore, il fatto che siano state intraprese azioni per attuare la decisione sulla prevenzione delle molestie, compresa la designazione di funzionari responsabili dell'etica (uno a Bruxelles e uno a Strasburgo) e di membri del comitato di conciliazione; osserva che nel settembre 2018 tutto il personale ha partecipato a un corso di formazione obbligatoria sulla condotta etica, compresa la prevenzione delle molestie, e che nel novembre dello stesso anno si è svolta una sessione specifica per i capi unità;

18.  accoglie con favore l'applicazione della guida in materia di etica e buona condotta per il personale del Mediatore, adottata nel 2017, la quale richiede ai nuovi assunti di compilare un modulo di dichiarazione di interessi e fornisce ai membri del personale in uscita dall'istituzione informazioni in merito ai loro obblighi;

19.  si rammarica del fatto che il seguito dato dal Mediatore alla risoluzione di discarico del 2017 si limiti a riconoscere le osservazioni del Parlamento sulla maggior parte dei punti menzionati senza fornire ulteriori precisazioni; sottolinea che la relazione di follow-up è essenziale per la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento e invita il Mediatore a includere le risposte e le spiegazioni necessarie in relazione ai punti sollevati nella loro prossima relazione di follow-up;

20.  rileva che nel 2018 il Mediatore non è riuscito a rispettare l'indicatore chiave di prestazione relativo alla conformità complessiva all'ambizioso obiettivo del 90 %; osserva che il tasso è stato dell'81 % (rispetto all'85 % del 2017), mentre il tasso di conformità per le indagini di interesse pubblico ha raggiunto l'85 % (rispetto al 79 % del 2017); riconosce che quest'ultimo tasso è significativo, dato che l'effetto della conformità beneficerà probabilmente un pubblico più vasto;

21.  sostiene l'intenzione del Mediatore di cooperare ancora più strettamente con il Parlamento per garantire che quest'ultimo sia messo al corrente delle inosservanze, in particolare per quanto riguarda casi di cattiva amministrazione emersi da indagini o le risposte negative delle istituzioni alle raccomandazioni formulate dal Mediatore; ritiene che tali informazioni, fornite in formato sintetico e strutturato, sarebbero estremamente preziose per la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento; rileva tuttavia che il Mediatore conferma che, nel complesso, le istituzioni tendono a interagire in modo costruttivo con esso;

22.  evidenzia il fatto che tutti i risultati per tutte e tre le componenti dell'indicatore chiave di prestazione 7 (efficienza: indicatore composito per la gestione delle denunce e delle indagini) soddisfano o superano l'obiettivo; rileva che le percentuali relative alle indagini concluse entro sei mesi e diciotto mesi sono rispettivamente del 57 % e dell'88 % (rispetto agli obiettivi rispettivamente del 50 % e dell'80 %) e che la terza componente, la "percentuale di decisioni di ricevibilità" prese entro un mese, è aumentata significativamente dal 69 % del 2016 all'86 % del 2017, raggiungendo l'obiettivo del 90 % nel 2018;

23.  osserva che per tutte le categorie di denunce la durata media di gestione è aumentata a 79 giorni nel 2018 (rispetto ai 64 giorni del 2017) mentre la durata media delle indagini si è ridotta a 255 giorni nel 2018 (rispetto ai 266 giorni del 2017 e ai 369 del 2013); rileva tuttavia l'aumento del 53 % del numero di indagini concluse che erano state avviate sulla base di denunce (il che spiega l'aumento della durata media della gestione di tutte le categorie di denunce);

24.  osserva che il numero di denunce nell'ambito del mandato (880 rispetto alle 751 del 2017) ha continuato ad aumentare significativamente nel 2018 (+ 17 %) dopo un aumento del 5,5 % nel 2017; osserva che il numero di indagini aperte sulla base di denunce è stato di 482, rispetto alle 433 del 2017 (+ 11 %) e il numero di indagini chiuse sulla base di denunce è stato di 534, rispetto alle 348 del 2017 (+ 53 %); rileva che l'aumento delle indagini aperte e chiuse riflette in parte il fatto che, a causa di una riclassificazione, alcuni casi che in precedenza sarebbero stati classificati come "assenza di fondamenti per condurre indagini", sono ora chiusi come "indagini in cui non è stata riscontrata cattiva amministrazione";

25.  prende atto dei risultati delle indagini chiuse dal Mediatore nel 2018, quali a) "nessun riscontro di cattiva amministrazione" in 254 casi (46,6 %), b) "casi risolti dall'istituzione interessata – suggerimenti accettati – soluzioni raggiunte" in 221 casi (40,6 %), c) "assenza di motivazione per ulteriori indagini" in 56 casi (10,3 %), d) "cattiva amministrazione” in 29 casi (5,3 %), e) "altro" in 10 casi (1,8 %); riconosce che la missione fondamentale del Mediatore è quella di garantire che l'amministrazione dell'Unione sia al servizio dell'interesse pubblico e di assistere quanti riscontrino problemi con le istituzioni dell'Unione;

26.  rileva che dal 2013 i dettagli relativi alle missioni del Mediatore, compresi i costi, lo scopo e la durata, sono stati pubblicati sul sito web del Mediatore; osserva che nel 2018 le spese di missione sono ammontate a 27 206,79 EUR (rispetto a 30 592 EUR nel 2017); ribadisce che, per motivi di trasparenza, nella relazione annuale di attività dovrebbe essere incluso un elenco relativo alla situazione annuale delle missioni;

27.  prende atto dell'iniziativa relativa al "Premio per la buona amministrazione", che è utile in quanto riconosce formalmente il buon lavoro, promuove la condivisione delle migliori pratiche tra le istituzioni e serve da ispirazione per progetti futuri; accoglie con favore la cooperazione con la Rete europea dei difensori civici, gli organismi di altri Stati membri e le reti e organizzazioni internazionali per individuare e promuovere gli standard più elevati;

28.  accoglie con favore le azioni intraprese dal Mediatore per migliorare la sicurezza informatica e la protezione dei dati, ad esempio attraverso corsi di formazione sulla sicurezza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, lo sviluppo di procedure sulla gestione delle violazioni dei dati e la consultazione tempestiva del responsabile della protezione dei dati e del garante europeo della protezione dei dati per assicurare la protezione della privacy nell'elaborazione dei progetti; invita il Mediatore a continuare a riferire sui progressi compiuti nell'attuazione dei punti d'azione, in particolare per quanto riguarda la creazione di un modello per le valutazioni d'impatto sulla protezione dei dati e di un registro centrale delle attività di trattamento;

29.  riconosce il valore aggiunto che software gratuiti e open source possono apportare al Mediatore; sottolinea in particolare il loro ruolo ai fini di una maggiore trasparenza e per evitare vincoli da parte dei venditori; riconosce inoltre il loro potenziale in termini di miglioramento della sicurezza, in quanto consentono di individuare e risolvere i punti deboli; raccomanda vivamente che eventuali software sviluppati per l'istituzione siano messi a disposizione del pubblico sulla base di una licenza libera e aperta;

30.  sottolinea l'importanza di sensibilizzare i cittadini dell'Unione circa la possibilità di ricorrere al Mediatore in caso di cattiva amministrazione; prende atto degli sforzi in atto dell'ufficio del Mediatore per aumentare la propria visibilità ricorrendo a strumenti come il nuovo sito web, lanciato nel 2018, che include un'interfaccia riveduta per potenziali denunce e una funzione di ricerca di facile utilizzo; prende atto del nuovo video che evidenzia temi quali l'accesso alle informazioni, i problemi con i finanziamenti dell'Unione e la trasparenza dell'attività di lobbying; rileva il successo delle piattaforme online del Mediatore, come Twitter (aumento del 17 % dei follower), LinkedIn (aumento del 13 %) e Instagram (aumento sostanziale del 61 %); incoraggia ulteriormente l'uso di piattaforme di social network open source self-hosted, prestando particolare attenzione alla protezione dei dati degli utenti;

31.  incoraggia il Mediatore a portare avanti una strategia coerente di digitalizzazione dei suoi servizi;

32.  accoglie con favore lo sviluppo di linee guida relative ai social media, in collaborazione con altre istituzioni dell'Unione, e lo scambio delle migliori pratiche per affrontare le sfide che le istituzioni dell'Unione si trovano ad affrontare in termini di aumento dell'utilizzo dei social media e dell'esposizione agli stessi;

33.  incoraggia l'ufficio del Mediatore a perseverare nei suoi sforzi volti a ridurre l'impronta ambientale, come la promozione della digitalizzazione per ridurre l'uso di carta, la limitazione delle missioni del personale incentivando l'utilizzo di strutture per videoconferenze e la promozione dell'uso di trasporti collettivi; chiede che siano fornite maggiori informazioni sull'attuazione di tali attività nel quadro del discarico 2019;

34.  sottolinea la reiterata richiesta del Parlamento di rivedere lo statuto del Mediatore alla luce delle nuove realtà e delle nuove sfide; osserva che l'ultima revisione è stata effettuata nel 2008 e che nel febbraio 2019 è stata infine votata una risoluzione su un progetto di regolamento del Parlamento che fissa lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del Mediatore (statuto del Mediatore europeo); osserva che spetta al Mediatore europeo adottare le disposizioni di attuazione di tale regolamento; invita l'ufficio del Mediatore a riferire in merito a tali questioni nella sua prossima relazione annuale di attività;

35.  si compiace del fatto che il Mediatore abbia svolto un'indagine sulla gestione delle situazioni di "porte girevoli" e abbia esaminato il modo in cui 15 istituzioni e organi dell'UE (tra cui il Parlamento, il Consiglio e la Corte dei conti) pubblicano informazioni quando i membri del loro personale dirigente richiedono l'approvazione per accettare un impiego esterno (compreso un esame relativo alla frequenza con cui tali informazioni sono pubblicate e la portata e il contenuto delle stesse); rileva che, pur avendo riscontrato un livello elevato di consapevolezza circa l'importanza di una solida attuazione delle norme in questo ambito, il Mediatore ha formulato alcune proposte di miglioramento; accoglie con favore l'intenzione del Mediatore di svolgere un'indagine di follow-up nel 2020;

36.  si congratula con il Mediatore per la nuova procedura interna accelerata per la gestione delle denunce relative all'accesso del pubblico ai documenti; rileva che, con il nuovo sistema, le decisioni sulle denunce sono prese tre volte più rapidamente rispetto alla procedura standard; chiede al Mediatore di condividere con le altre istituzioni e gli altri organi dell'Unione l'esito della propria valutazione sull'efficacia di questa nuova procedura;

37.  accoglie con favore la collaborazione del Mediatore con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode in relazione ai casi presentati a entrambe le organizzazioni; prende atto del canale di contatto diretto per evitare la duplicazione delle indagini, che ha dato i suoi primi frutti nel 2018;

38.  mette in evidenza tutto l'operato degli ultimissimi anni in settori quali la programmazione di bilancio basata sulla prestazione, il quadro etico con tutte le norme e le procedure correlate, il miglioramento delle attività di comunicazione e l'aumento del numero di misure volte a migliorare la trasparenza; si compiace del numero significativo di accordi interistituzionali in materia di servizi e cooperazione; sottolinea che è importante per le istituzioni e gli organi dell'Unione collaborare e condividere esperienza; propone di analizzare la possibilità di procedere ad attività di rete formalizzate in diversi settori al fine di condividere le migliori pratiche ed elaborare soluzioni comuni.

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.


Discarico 2018: bilancio generale dell'Unione europea – Garante europeo della protezione dei dati
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (2019/2063(DEC))
P9_TA(2020)0087A9-0029/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0058/2019)(2),

–  vista la relazione annuale del Garante europeo della protezione dei dati sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2018, presentata all'autorità competente per il discarico,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 59, 118, 260, 261 e 262,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0029/2020),

1.  concede il discarico al Garante europeo della protezione dei dati per l'esecuzione del bilancio del Garante europeo della protezione dei dati per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Garante europeo della protezione dei dati, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti nonché al Mediatore europeo e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (2019/2063(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0029/2020),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico desidera sottolineare che è particolarmente importante rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità, e attuando il concetto della programmazione di bilancio basata sulla prestazione e della corretta gestione delle risorse umane;

1.  rileva con soddisfazione che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) relativi all'esercizio 2018, ha osservato di non aver individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti ad audit relativamente alle risorse umane e agli appalti;

2.  prende atto del fatto che, secondo la relazione annuale di attività del GEPD, la Corte ha esaminato un'operazione dell'esercizio 2018 e che a seguito di tale esame non è stata formulata alcuna osservazione;

3.  valuta positivamente le conclusioni della Corte secondo cui i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 riguardanti le spese amministrative del GEPD non presentavano, nell'insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e di controllo esaminati si erano rivelati efficaci; prende atto della richiesta della Corte di dare nuovamente esecuzione al controllo ex post, che è ora nuovamente attivo;

4.  si rammarica, come osservazione generale, del fatto che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione annuale della Corte abbia un campo di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, sebbene la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale sia considerata a basso rischio;

5.  osserva che la Corte ha selezionato un campione di 45 operazioni estratto dalla rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale per tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione; rileva che il campione è stato estratto in modo da essere rappresentativo della gamma di spese a titolo della rubrica 5, che rappresenta il 6,3 % del bilancio dell'Unione; constata che il lavoro svolto dalla Corte indica che le spese amministrative sono a basso rischio; ritiene tuttavia che il numero delle operazioni selezionate relativamente alle "altre istituzioni" non sia sufficiente e chiede alla Corte di aumentare di almeno il 10 % il numero delle operazioni da esaminare;

6.  ricorda che il GEPD non è un'agenzia decentrata dell'Unione e ritiene che sebbene il suo bilancio rappresenti una percentuale molto ridotta del bilancio dell'Unione, la legittimità e la regolarità delle operazioni del GEPD dovrebbero essere comunque esaminate adeguatamente dalla Corte, poiché la trasparenza è essenziale per un corretto funzionamento di tutti gli organismi dell'Unione; rileva che il GEPD non è coperto né dalla relazione della Corte sull'esecuzione del bilancio dell'Unione per l'esercizio finanziario 2018 né dalla relazione sulle agenzie e sugli altri organismi dell'Unione per il 2018; sottolinea, tuttavia che le informazioni riguardanti i risultati degli audit esterni indipendenti effettuati dalla Corte dovrebbero essere rese pubbliche per tutti gli organi dell'Unione; invita pertanto la Corte a riconsiderare la sua posizione e ad iniziare a pubblicare relazioni di audit riguardanti il GEPD a partire dal prossimo anno; chiede pertanto che la Corte pubblichi relazioni di attività annuali separate sui conti annuali di questo importante organismo dell'Unione che persegue l'obiettivo di garantire che tutte le istituzioni e gli organi dell'UE rispettino pienamente il diritto alla protezione della privacy e dei dati personali;

7.  si compiace della gestione finanziaria del GEPD, nel complesso accorta e oculata; rileva che il GEPD ha operato una chiara distinzione tra le attività cosiddette "in corso" e quelle "nuove"; osserva un aumento dell'1,54 % per quanto riguarda le attività in corso in linea con la sua politica di austerità, con un aumento bloccato allo 0 % nel caso della maggior parte delle linee di bilancio; prende atto, tuttavia, dell'aumento riguardante le nuove attività, principalmente dovuto all'istituzione di un nuovo ente dell'Unione denominato Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e operativo a partire dal 25 maggio 2018, e alle relative operazioni;

8.  rileva che nel 2018 il GEPD disponeva di un bilancio totale stanziato di 14 449 068 EUR (a fronte di 11 324 735 EUR nel 2017), il che rappresenta un aumento del 27,59 % rispetto al bilancio del 2017 (dal 2016 al 2017 l'aumento era stato del 21,93 %); si compiace del fatto che il 93,7 % di tutti gli stanziamenti sia stato impegnato entro la fine del 2018, rispetto all'89 % del 2017; osserva con preoccupazione che l'esecuzione del bilancio in termini di stanziamenti di pagamento ammonta al 75,2 % (rispetto al 77 % del 2017) riferito a tutti gli stanziamenti;

9.  ricorda la necessità di disporre di previsioni di bilancio al fine di garantire delle buone prestazioni di bilancio negli anni a venire; prende atto dell'esistenza di elementi che hanno un impatto determinante, come il bilancio destinato alle retribuzioni del GEPD, la cui quota è superiore al 53 %, per cui anche un moderato avvicendamento del personale ha ripercussioni significative sul tasso generale di esecuzione del bilancio; riconosce che le previsioni di bilancio riferite all'EDPB di recente creazione diventeranno precise solo dopo alcuni anni di funzionamento;

10.  osserva con interesse che il GEPD ha organizzato un nuovo concorso generale per creare un gruppo di esperti altamente qualificati in materia di protezione dei dati, al fine di soddisfare le sue future esigenze in termini di personale; osserva, in relazione alla pianificazione delle assunzioni, che il GEPD ha chiesto un moderato aumento di sei membri del proprio personale nel quadro dei preparativi per l'istituzione del l'EDPB;

11.  riconosce che il 2018 è stato determinante per il GEPD per via dell'adozione, nel 2016, nel contesto della modernizzazione delle norme sulla protezione dei dati, del regolamento (UE) 2016/679(7) e della direttiva (UE) 2016/680(8); osserva che i nuovi compiti e le nuove responsabilità derivanti dal regolamento (UE) 2016/679 richiederanno in futuro risorse supplementari; osserva altresì che nel 2018 il personale del GEPD era costituito da 97 membri (a fronte di 55 nel 2013); chiede tuttavia al GEPD di analizzare la situazione sotto il profilo di un potenziale miglioramento dell'efficienza che risulti dal solo fatto di riorganizzare e riassegnare i compiti;

12.  rileva che, a seguito di questa nuova normativa, è stato introdotto l'EDPB, costituito dalle autorità di protezione dei dati dei 28 Stati membri e dal GEPD, per garantire un'attuazione coerente del regolamento (UE) 2016/679 in tutta l'Unione; osserva che il GEPD ha dedicato una parte significativa del suo tempo e dei suoi sforzi all'inizio del 2018 al sostegno del segretariato dell'EDPB, oltre che alla partecipazione al comitato in quanto membro a pieno titolo;

13.  rileva che, sulla base delle nuove norme in materia di trattamento dei dati personali, le istituzioni e gli organi dell'Unione garantiscono inoltre di rispettare dette norme, ivi comprese la gestione e la governance delle loro infrastrutture e sistemi informatici; constata che il GEPD ha ampliato il suo catalogo di linee guida specifiche e ha avviato un programma per verificare la conformità alle norme tra gli organi dell'Unione;

14.  rileva la necessità di una trasparenza e una cooperazione maggiori tra le autorità europee per la protezione dei dati; sottolinea l'importanza della cooperazione tra il GEPD e le autorità nazionali per la protezione dei dati degli Stati membri al fine di garantire una vigilanza efficace e una collaborazione nella preparazione del nuovo quadro giuridico; invita il GEPD a informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito a tutti i risultati ottenuti;

15.  prende atto del fatto che il GEPD pubblica annualmente dati sulla loro cooperazione interistituzionale, che si esplica in accordi sul livello dei servizi per i servizi medici, di traduzione/interpretazione, di ristorazione e di formazione, e in accordi amministrativi per gli edifici, la logistica, i servizi di sicurezza, le tecnologie dell'informazione, ecc.; accoglie con favore l’accordo su un memorandum d'intesa tra il GEPD e l'EDPB (riguardante principalmente le tecnologie dell'informazione), che consente al nuovo organismo dell'Unione di beneficiare del lavoro svolto dal GEPD negli ultimi anni;

16.  si compiace dell'intenzione del GEPD (nell'ambito della modernizzazione delle sue procedure di appalto) di introdurre un flusso di lavoro elettronico in vista di un sistema "senza carta"; ribadisce l'importanza della cooperazione interistituzionale tra il GEPD e la Commissione per quanto riguarda gli appalti, la gestione finanziaria e le risorse umane; accoglie con favore l'accordo sul livello dei servizi concluso con la Direzione generale del Bilancio e la Direzione generale dell'Informatica della Commissione in relazione agli strumenti informatici "ABAC" e "Sysper II", come richiesto nell'ultima relazione sul discarico; incoraggia il GEPD a compiere progressi in direzione di una politica coerente di digitalizzazione dei suoi servizi;

17.  rileva che il primo piano d'azione del responsabile etico è stato pienamente realizzato e che la seconda relazione prevede diverse misure quali la revisione dei codici di condotta per i garanti e il personale, una decisione rivista sulle attività esterne, l'eventuale adesione al nuovo registro per la trasparenza delle istituzioni dell'Unione, ecc.; invita il GEPD ad attuare le misure richieste quanto prima; accoglie con favore le sessioni di sensibilizzazione in linea con il quadro etico; chiede che, nella prossima relazione annuale di attività, siano presentate informazioni dettagliate sui risultati relativi al quadro etico;

18.  valuta positivamente il fatto che le norme interne relative alle segnalazioni di illeciti adottate nel 2016 saranno aggiornate al fine di rafforzare la protezione degli informatori e dei presunti responsabili di irregolarità; prende atto dell'esistenza di alcune misure di protezione, quali una valutazione del rischio e una limitazione dell'accesso ai relativi fascicoli secondo una modalità rigorosamente fondata sulla "necessità di sapere"; incoraggia il GEPD a chiedere al suo responsabile etico di prestare particolare attenzione a tale questione in occasione della prossima sessione di sensibilizzazione organizzata per tutto il personale; rileva con soddisfazione che finora il GEPD non ha avuto alcun caso di denuncia;

19.  ribadisce l'importanza della protezione dei dati in relazione alla sicurezza informatica; accoglie con favore gli sforzi compiuti dal GEPD per fornire alle istituzioni dell'Unione orientamenti sulle modalità di protezione dei dati personali nell'attuazione di misure di sicurezza informatica, sul modo in cui i sistemi globali di gestione della sicurezza delle informazioni fungono da base per l'adempimento degli obblighi in materia sia di protezione dei dati che di sicurezza informatica, e sulle modalità di esecuzione degli obblighi di notifica e di informazione in materia di protezione dei dati in relazione alle violazioni dei dati personali; rileva che lo scandalo sull'uso improprio dei dati di Facebook da parte di Cambridge Analytica e le sempre più numerose prove di interferenze illegali nelle elezioni richiedono risposte da parte del GEPD; sottolinea che il GEPD deve contrastare il potenziale uso improprio dei dati digitali;

20.  riconosce il valore aggiunto che i software liberi e aperti possono apportare al GEPD; sottolinea in particolare il loro ruolo ai fini di una maggiore trasparenza e per evitare vincoli da parte dei venditori; riconosce inoltre il loro potenziale nel miglioramento della sicurezza, in quanto consentono di individuare e risolvere i punti deboli; raccomanda vivamente che eventuali software sviluppati per l'istituzione siano messi a disposizione del pubblico sulla base di una licenza libera e aperta;

21.  si compiace del fatto che la decisione sulle misure antimolestie sia stata messa a disposizione di tutto il personale tramite l'intranet del GEPD; prende atto con soddisfazione del fatto che il GEPD sta attualmente lavorando a una revisione di detta decisione, nonché a un mandato per la nomina di ulteriori consulenti di fiducia; osserva che il 69 % dei colleghi ha riconosciuto, nel sondaggio condotto presso il personale nel 2018, di essere a conoscenza della politica esistente in materia di molestie psicologiche e sessuali; si compiace del fatto che nel 2018 sia stato formato un consulente di fiducia;

22.  accoglie con favore il fatto che i curricula e le dichiarazioni di interessi dei garanti siano disponibili sul sito web del GEPD; rileva che tali dichiarazioni di interessi hanno necessariamente carattere autocertificativo e che, né il GEPD né il suo responsabile etico hanno poteri investigativi per garantire la veridicità e l'esaustività dei dati dichiarati; invita il GEPD a valutare come migliorare il sistema insieme ad altre istituzioni e altri organi dell'Unione;

23.  invita il GEPD a garantire la pubblicazione e l'aggiornamento regolari sul suo sito web di tutte le sue procedure e di tutti i suoi orientamenti relativi al quadro etico; invita altresì il GEPD a continuare ad impegnarsi per migliorare le informazioni disponibili online, in termini di trasparenza e di controllo pubblico;

24.  si rammarica del fatto che nella relazione annuale di attività non siano state incluse informazioni più dettagliate su misure concrete per migliorare il benessere sul lavoro; si compiace tuttavia del fatto che, nel 2018, siano state adottate e/o attuate decisioni e politiche, fra cui una relazione sul sondaggio condotto presso il personale, una decisione riveduta sul telelavoro e una decisione riveduta sul tutoraggio; chiede al GEPD di fornire informazioni più dettagliate nella prossima relazione annuale di attività;

25.  accoglie con favore l'iniziativa presa dal GEPD nel 2018 di offrire in futuro tirocini retribuiti solo attraverso il programma di formazione del Libro blu; osserva che questo cambiamento nel processo di assunzione dei tirocinanti da parte del GEPD è stato introdotto a seguito di una raccomandazione del Mediatore volta ad adeguare i criteri di ammissibilità in relazione ai tirocini retribuiti; ribadisce la necessità di garantire il pagamento di un'indennità adeguata a tutti i tirocinanti delle istituzioni dell'Unione onde evitare un aumento della discriminazione per motivi economici;

26.  prende atto con interesse del fatto che fra i membri del personale del GEPD sono rappresentate 20 nazionalità dell'Unione (rispetto alle 16 del 2017); rileva, per quanto riguarda l'equilibrio di genere, che il 40 % è di sesso maschile (rispetto al 32 % del 2017) e il 60 % di sesso femminile; riconosce i continui sforzi esplicati dal GEPD per raggiungere un equilibrio, tenendo conto delle sue piccole dimensioni e delle sue attività strategiche specifiche;

27.  prende atto con interesse del fatto che al GEPD sono stati assegnati quattro uffici supplementari nell'edificio MTS, che attualmente condivide con il Mediatore europeo; osserva che il personale del GEPD, compresa la segreteria dell'EDPB, dovrebbe crescere ulteriormente nel 2020 ed è pertanto necessaria una maggiore espansione fino ad occupare l'intero edificio; sostiene il GEPD per quanto riguarda questa richiesta, e chiede di informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito a tutti i passi compiuti e i risultati ottenuti a tale riguardo;

28.  valuta positivamente le iniziative mirate del GEPD volte a ridurre l'impronta ambientale dell'istituzione; incoraggia il GEPD a predisporre un piano d'azione concreto per ridurre la propria impronta ambientale;

29.  si compiace del fatto che l'importanza delle attività di comunicazione del GEPD sia aumentata considerevolmente negli ultimi anni; riconosce gli sforzi compiuti per migliorare gli effetti della sua presenza online; prende atto dell'organizzazione di due importanti campagne di comunicazione, segnatamente la Conferenza internazionale del 2018 incentrata sul tema "Dibattere l'etica" (raggiungendo così un pubblico il più ampio possibile per il dibattito sull'etica digitale), e, nel dicembre 2018, la campagna di comunicazione sul nuovo regolamento relativo alla protezione dei dati per le istituzioni dell'Unione;

30.  ricorda che il GEPD utilizza una serie di indicatori chiave di prestazione che lo aiutano a monitorare il suo operato e l'uso delle sue risorse; rileva con soddisfazione che nel 2018 il GEPD ha raggiunto o superato gli obiettivi fissati nella maggior parte dei suoi indicatori chiave di prestazione (ad esempio, in relazione all'indicatore chiave di prestazione 4 "livello di interesse delle parti interessate" con un obiettivo di 10 consultazioni, sono state raggiunte 13 consultazioni); rileva che l'attuazione degli obiettivi strategici pertinenti è a buon punto e che non sono necessarie misure correttive; incoraggia il GEPD a continuare a lavorare in questa direzione;

31.  si compiace del fatto che il GEPD segua quasi tutte e 16 le norme di controllo interno, che sono regolarmente monitorate per garantire la realizzazione economica, efficiente ed efficace degli obiettivi; rileva che il servizio di audit interno ha condotto un audit di follow-up delle raccomandazioni in sospeso risultanti da una revisione delle norme di controllo interno e ha concluso che il livello di controllo interno è soddisfacente ed efficace;

32.  rileva che il servizio di audit interno ha svolto un'indagine incentrata su tre aree principali (la governance del GEPD in rapporto con l'EDPB, il quadro per la fornitura di risorse umane, l'amministrazione del bilancio e finanziaria, e il supporto logistico per l'EDPB e le squadre di supporto del GEPD), che sono state oggetto di un attento esame; rileva che il servizio di audit interno ha pubblicato una relazione finale in cui tutte le raccomandazioni sono ritenute solo "aspetti da considerare" e non saranno oggetto di alcun seguito da parte del servizio di audit interno;

33.  rileva che la spesa per le traduzioni ammonta a 337 057,35 EUR per il GEPD e a 516 461,90 EUR per le attività dell'EDPB; rileva che l'EDPB beneficia di una quota di traduzioni gratuite effettuate dalla Direzione generale della Traduzione della Commissione; prende atto del fatto che la necessità di traduzioni frequenti in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, unitamente alle dimensioni molto ridotte dell'istituzione, rende impossibile l'internalizzazione della traduzione dal punto di vista del rapporto costi-benefici;

34.  prende atto del fatto che le missioni del personale sono codificate nel sistema integrato di elaborazione delle missioni e che una relazione di missione è caricata come documento giustificativo nell'elenco delle spese; accoglie con favore i dati che sono stati forniti nella relazione annuale di attività, come richiesto nella precedente relazione sul discarico, che non mostrano differenze significative in termini di numero e costi delle missioni negli ultimi quattro anni;

35.  si compiace del fatto che il GEPD rispetti la miglior prassi di fissare il termine per la presentazione della relazione annuale di attività al 31 marzo dell'anno successivo all'esercizio contabile; valuta quindi positivamente il fatto che il GEPD abbia adottato la sua relazione annuale di attività entro il 26 marzo 2019 onde lasciare all'autorità di discarico più tempo per analizzare approfonditamente la relazione e per condurre meglio procedura di discarico;

36.  mette in evidenza tutto l'operato degli ultimissimi anni in settori quali la programmazione di bilancio basata sulla prestazione, il quadro etico con tutte le norme e le procedure correlate, il miglioramento delle attività di comunicazione e l'aumento del numero di misure volte a migliorare la trasparenza; si compiace del considerevole numero di accordi interistituzionali in materia di servizi e cooperazione; sottolinea che è importante per le istituzioni e gli organi dell'Unione collaborare e condividere esperienze; suggerisce di analizzare la possibilità di procedere ad attività di rete formalizzate in diversi settori, al fine di condividere le migliori prassi e di elaborare soluzioni comuni;

37.  sottolinea che il recesso del Regno Unito dall'Unione europea avrà un impatto significativo sul lavoro pianificato del GEPD; evidenzia l'importanza di una rapida negoziazione di un accordo in materia di dati con il Regno Unito.

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(7) Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
(8) Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).


Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Corte dei conti
PDF 143kWORD 56k
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione V – Corte dei conti (2019/2059(DEC))
P9_TA(2020)0088A9-0031/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0054/2019)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2018, presentata all'autorità competente per il discarico,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 59, 118, 260, 261 e 262,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0031/2020),

1.  concede il discarico al Segretario generale della Corte dei conti per l'esecuzione del bilancio della Corte dei conti per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione V – Corte dei conti (2019/2059(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione V – Corte dei conti,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0031/2020),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare la particolare importanza di rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto della programmazione di bilancio basata sulla performance e della corretta gestione delle risorse umane;

1.  osserva che i conti annuali della Corte dei conti (la "Corte") sono controllati da una società esterna, PricewaterhouseCoopers S.à.r.l., al fine di attuare gli stessi principi di trasparenza e di responsabilità applicati dalla Corte nei confronti delle entità da essa controllate; constata con soddisfazione che nella relazione del revisore esterno si legge che, a giudizio dei revisori, i rendiconti finanziari forniscono un'immagine fedele e veritiera della situazione finanziaria della Corte al 31 dicembre 2018, nonché dei risultati delle sue operazioni, dei flussi di cassa e delle variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data;

2.  evidenzia che nel 2018 gli stanziamenti definitivi della Corte ammontavano in totale a 146 469 000 EUR (contro i 141 240 000 EUR del 2017), il che rappresenta un aumento complessivo del 3,70 % rispetto al 2017 (secondo le stime i livelli dei prezzi sono aumentati dell'1,9 % in Lussemburgo); osserva che il 96,21 % di tutti gli stanziamenti è stato impegnato entro la fine del 2018 (contro il 97,73 % nel 2017 e il 99 % nel 2016) e che il 94,73 % degli stessi è stato pagato nel 2018 (rispetto al 94,27 % nel 2017 e al 93,29 % nel 2016);

3.  sottolinea che il bilancio della Corte è puramente amministrativo, poiché è connesso a spese relative al personale dell'istituzione (titolo 1), agli immobili, al mobilio, ad impianti e apparecchiature, nonché per spese varie di funzionamento (titolo 2); è preoccupato per le costanti stime di bilancio in eccesso per il titolo 2, con un tasso di impegno del 59,13 % (contro il 57,13 % del 2017) e un tasso di pagamento del 55,11 % (contro il 55,75 % del 2017);

4.  osserva che gli impegni riportati al 2019 ammontavano a 6 068 597 EUR, ossia il 4,1 % del bilancio 2018 (contro i 7 908 250 EUR riportati al 2018, ossia il 5,5 % del bilancio 2017); rileva che l'elemento principale che ha contribuito ad alimentare i riporti è stato il riporto della somma di 4 310 280 EUR per il capitolo 21 (Informatica, impianti ed apparecchiature e mobilio: acquisto, noleggio e manutenzione) dovuto a progetti informatici ancora in corso alla fine del 2018;

5.  si rammarica, come osservazione generale, del fatto che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione annuale 2018 della Corte abbia un ambito di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, nonostante il fatto che la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale sia considerata a basso rischio; chiede che l'attività di audit relativa al capitolo 10 sia ampliata al fine di esaminare le carenze nelle spese amministrative di ciascuna istituzione;

6.  si compiace che la Corte abbia generalmente applicato correttamente la disciplina di bilancio nel corso degli ultimi anni al fine di mantenere stabili i costi amministrativi senza ripercussioni negative per le sue attività principali; osserva che non sono stati richiesti posti supplementari per il 2018 e che, pertanto, la tabella dell'organico della Corte prevede complessivamente 853 posti autorizzati (come nel 2017);

7.  valuta positivamente gli sforzi profusi dalla Corte per pubblicare la sua relazione annuale di attività entro il 5 maggio dell'anno successivo e approvare i conti definitivi entro il 31 maggio; concorda che alla Corte debba essere concesso il tempo necessario per espletare le proprie attività di audit (come indicato nella relazione annuale della Corte sull'esecuzione del bilancio dell'Unione); suggerisce, tuttavia, che la Corte discuta ulteriormente della questione con la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento e altri attori pertinenti al fine di valutare meglio i tempi della procedura di discarico;

8.  valuta positivamente la tabella presente nella relazione annuale di attività che illustra i vari accordi sul livello dei servizi firmati con la Commissione e altre istituzioni per quanto riguarda tematiche quali le risorse umane, la traduzione e le infrastrutture, e che ne indica l'incidenza sul bilancio; osserva con preoccupazione che l'accordo di servizi per le spese dell'Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali riguardo alla gestione dei fascicoli relativi al personale della Corte e la gestione delle missioni è aumentato nel 2018 a 325 000 EUR (rispetto a 180 000 EUR nel 2017) a causa di un nuovo contratto; ribadisce l'importanza della cooperazione interistituzionale;

9.  apprezza gli sforzi compiuti dalla Corte per assicurare l'utilizzo più efficiente sotto il profilo dei costi dei propri veicoli di servizio; osserva che, nell'ambito di una cooperazione con la Corte di giustizia, la Corte ha firmato un contratto interistituzionale di leasing per tali veicoli della durata di quattro anni, migliorando di conseguenza i prezzi di leasing e introducendo criteri ambientali;

10.  osserva che la Corte ha deciso di rivedere le norme per l'utilizzo dei veicoli di servizio e che, in base alle nuove norme, i membri e il Segretario generale possono ricorrere ai veicoli di servizio per viaggi diversi da quelli effettuati nell'esercizio di funzioni ufficiali in cambio di un contributo forfettario di 100 EUR al mese, cui si aggiungono determinati costi e oneri; rileva che la Corte si attende notevoli risparmi rispetto alla situazione in essere con le norme vigenti; osserva che le nuove norme si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2020; è del parere che i veicoli di servizio non vadano utilizzati a fini privati in nessuna circostanza; ritiene che tale pratica possa nuocere alla reputazione della Corte e, in generale, delle istituzioni dell'Unione; chiede pertanto alla Corte di riesaminare la questione e di tenere il Parlamento informato;

11.  osserva che la Corte ha adottato una nuova serie di indicatori chiave di prestazione per il periodo dal 2018 al 2020, i quali forniscono un'ampia panoramica sulla presentazione del suo operato nonché sull'impatto e la percezione connessi; rileva che tra gli indicatori chiave di prestazione figurano le partecipazioni della Corte a sedute del Parlamento europeo, del Consiglio e dei parlamenti nazionali nonché il numero di relazioni speciali pubblicate (piuttosto che quelle solamente adottate); si compiace del netto miglioramento dell'efficienza nell'operato della Corte, come risulta dal numero di relazioni speciali che è aumentato del 25 % dal 2008 e che dal fatto che dal 2017 il numero di partecipazioni alle sedute del Parlamento, del Consiglio e dei parlamenti nazionali è aumentato rispettivamente del 47 %, del 39 % e del 164 %; invita la Corte a prendere in considerazione la possibilità di includere il valore aggiunto dell'audit nei suoi indicatori chiave di prestazione e a riferire costantemente sull'attuazione delle sue raccomandazioni;

12.  si compiace che la Corte stia riscontrando un forte aumento dell'interesse prestato dagli organi di informazione, con una copertura mediatica particolarmente elevata per le sue relazioni speciali; accoglie con favore il fatto che la Corte continuerà a promuovere le sue pubblicazioni attraverso i canali dei social media; osserva con interesse che la maggior parte delle pubblicazioni della Corte è disponibile sul suo sito web tramite il link "cerca pubblicazioni"; constata che le relazioni della Corte che hanno ottenuto la più alta copertura mediatica nel 2018 sono state le relazioni speciali sulla rete ferroviaria europea ad alta velocità, sull'efficienza operativa nella gestione delle crisi bancarie da parte della Banca centrale europea e sullo strumento per i rifugiati in Turchia; valuta positivamente la strategia di comunicazione digitale della Corte ai fini della cooperazione con portatori di interesse non istituzionali, come i gruppi di riflessione, le ONG, le associazioni industriali e il mondo accademico (i quali possono fungere da moltiplicatori dei messaggi della Corte); incoraggia ulteriormente l'uso di piattaforme di social network gratuite, open-source e self-hosted, con un'attenzione particolare per la protezione dei dati degli utenti;

13.  osserva con soddisfazione che la copertura mediatica globale (compresi i social media) è quasi triplicata nel 2018 rispetto al 2017 (passando dai circa 15 500 articoli online e menzioni nei media a oltre 44 000); rileva che nel 2018 i messaggi postati sui social media dagli account ufficiali della Corte concernenti le sue pubblicazioni sono stati visionati circa 11 milioni di volte (una frequenza pari a quasi 18 volte quella registrata nel 2017); osserva che nel 2018 erano disponibili oltre 11 000 articoli online sulle relazioni speciali della Corte, contro i 1 500 articoli online del 2013;

14.  prende atto della pubblicazione di 35 relazioni speciali (rispetto a 28 nel 2017), di 9 pubblicazioni basate su analisi (rispetto a 2 nel 2017) e di 10 pareri (rispetto a 5 nel 2017); valuta positivamente gli sforzi della Corte, in linea con il regolamento finanziario, al fine di produrre le relazioni speciali nell'arco, in genere, di 13 mesi, pur constatando che il tempo medio impiegato per elaborare le relazioni speciali pubblicate nel 2018 è stato di 15,2 mesi; sottolinea tuttavia che per elaborare 15 delle 35 relazioni speciali (43 %) sono stati necessari meno di 13 mesi (contro il 29 % del 2017);

15.  osserva con preoccupazione che la Corte ha selezionato un campione di 45 operazioni (contro le 55 del 2017 e le 100 del 2016) estratto dalla rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale per tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione; rileva che il campione è stato estratto in modo da essere rappresentativo della gamma di spese a titolo della rubrica 5, che rappresenta il 6,3 % del bilancio dell'Unione; constata che dal lavoro svolto dalla Corte risulta che le spese amministrative sono a basso rischio; ritiene tuttavia che il numero delle operazioni selezionate relativamente alle "altre istituzioni" non sia sufficiente e chiede alla Corte di aumentare di almeno il 10 % il numero delle operazioni da esaminare; chiede alla Corte di esaminare la possibilità di presentare una relazione annuale indipendente sulle istituzioni dell'Unione (come già fa per le agenzie dell'Unione), e chiede alla Corte di tenerlo informato al riguardo;

16.  constata con soddisfazione che il capitolo dedicato alla trasparenza sul sito web della Corte presenta un calendario delle riunioni dell'istituzione e una tabella delle missioni dei suoi membri (con data, luogo, finalità e costi), nonché link a documenti correlati e altri portali per la trasparenza;

17.  pone in evidenza l'introduzione di un registro di presenza per registrare la presenza dei membri alle riunioni della Corte, delle sue sezioni e dei suoi comitati (registro in vigore dal 1º gennaio 2019); chiede alla Corte di riferire a tale riguardo alla commissione parlamentare per il controllo dei bilanci nella sua prossima relazione annuale di attività;

18.  invita la Corte a stabilire procedure per tenere un registro delle ferie annuali, dei congedi di malattia e di altre assenze dal lavoro per altri motivi al fine di garantire che tutti i congedi usufruiti dai membri vengano effettivamente registrati; sottolinea che la prassi attuale potrebbe minare la fiducia dei cittadini e delle istituzioni dell'Unione nella Corte;

19.  osserva con interesse che la Corte raccoglie informazioni sulle missioni di lavoro dei membri al fine di valutare se l'attività programmata rientri nell'ambito di interesse della Corte; si compiace che i membri forniscano i nomi e le qualifiche delle persone che hanno intenzione di incontrare, una descrizione generale dei temi oggetto di discussione e, se del caso, l'invito contenente le informazioni necessarie, onde ridurre il rischio di eventuali abusi;

20.  osserva che la decisione che precisa le norme relative alle missioni dei membri è entrata in vigore il 1º febbraio 2018; rileva che la decisione definisce nello specifico le informazioni che vanno comunicate all'atto della richiesta di un ordine di missione;

21.  constata che la Corte, nel quadro del proprio sistema di controlli interni, ha deciso di delegare al segretario generale, a partire da febbraio 2018, i poteri di ordinatore per quanto riguarda i conti relativi alle spese di missione e di rappresentanza dei membri; osserva che tali spese sono ormai soggette al sistema generale di controllo gestito dai servizi del segretariato generale, che prevede la gestione dei rischi nonché controlli ex ante ed ex post, e sono altresì incluse nella dichiarazione annuale degli ordinatori sottodelegati e delegati; deplora profondamente che la Corte sia intervenuta al riguardo solo dopo il verificarsi di una situazione particolarmente critica;

22.  osserva che il Servizio di audit interno ha riesaminato le relazioni annuali di controllo del 2018 e le dichiarazioni degli ordinatori sottodelegati per valutare l'affidabilità delle informazioni fornite; rileva che il segretario generale ha chiesto a tutte le direzioni di elaborare relazioni di controllo; riconosce che il Servizio di audit interno conferma la qualità affidabile dei controlli ex ante ed ex post svolti dai servizi e che, in generale, le informazioni contenute nelle relazioni di controllo sono attendibili;

23.  prende atto della decisione della Corte relativa al periodo 2012-2018 di effettuare un audit interno sulle spese di missione e l'utilizzo di autovetture di servizio (ultimato nel luglio 2019); osserva che, in base alle conclusioni della relazione di audit, la stragrande maggioranza delle operazioni selezionate a caso ed esaminate dal Servizio di audit interno è conforme alle norme e procedure applicabili; deplora che, in base a quanto altresì concluso dalla relazione, prima delle riforme del periodo 2017-2018, i sistemi di gestione e di controllo della Corte erano inficiati da talune carenze; osserva inoltre che la relazione ha concluso che le riforme del periodo 2017-2018 hanno corretto efficacemente le predette carenze nei controlli e che le procedure di gestione e controllo attualmente in vigore sono nel complesso affidabili;

24.  rileva che, in base a tale relazione di audit, non vi sono indicazioni di un eventuale svolgimento abusivo, da parte di membri o ex membri, della loro funzione; constata che non si sono svolte ulteriori indagini interne a seguito di tale relazione di audit;

25.  osserva che l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha trasmesso alle autorità giudiziarie lussemburghesi la sua relazione riguardante un ex membro; osserva che l'immunità dell'ex membro è stata revocata; rileva che da quest'ultimo la Corte ha recuperato la somma di 153 407,58 EUR;

26.  osserva che nel 2016 l'OLAF ha avviato un'indagine relativa a un possibile abuso delle spese di viaggio e di soggiorno da parte di un membro attuale della Corte (in relazione a un periodo in cui la persona ricopriva la carica di deputato al Parlamento); rileva che l'OLAF ha chiuso il caso nel settembre 2019, raccomandando al Parlamento europeo di recuperare 11 243 EUR; constata che non sono state formulate raccomandazioni disciplinari o giudiziarie in proposito e che alla Corte non è stata rivolta alcuna raccomandazione;

27.  si compiace che i membri della Corte siano soggetti a un codice di condotta che ne disciplina l'indipendenza, l'imparzialità, l'integrità, l'impegno, la collegialità, la riservatezza, la responsabilità e gli obblighi dopo la fine dell'incarico; accoglie con favore il fatto che la Corte pubblichi sul proprio sito web le dichiarazioni di interessi (dichiarazioni di interessi finanziari e attività esterne) e i CV dei suoi membri, sottoponendo così la Corte al medesimo controllo pubblico cui sono sottoposte le altre istituzioni dell'Unione;

28.  è preoccupato per il fatto che le dichiarazioni di interesse sono un'autocertificazione e che, alla luce dell'attuale quadro giuridico, né la Corte né il suo comitato etico dispongono di poteri di indagine per assicurare la veridicità e la completezza dei dati dichiarati; invita la Corte a provvedere a che i suoi membri presentino dichiarazioni di interessi anziché dichiarazioni di assenza di conflitti di interesse; sottolinea che è necessario rafforzare le attuali procedure, incluse quelle del comitato etico, al fine di garantire l'assenza di conflitti di interessi; chiede alla Corte di riferire riguardo a eventuali progressi;

29.  accoglie favorevolmente la pubblicazione degli orientamenti etici della Corte, applicabili a tutti i membri e al personale; si compiace che il comitato etico discuta di tutte le questioni di natura etica ritenute pertinenti, anche valutando le attività esterne dei membri della Corte; prende atto della nomina di consulenti etici tra il personale della Corte, nell'ottica di garantire a ogni membro del personale il diritto e l'opportunità di chiedere una consulenza riservata e imparziale su questioni delicate, quali conflitti di interessi reali, accettazione di doni, fornitura di informazioni in caso di gravi irregolarità (segnalazione di illeciti), ecc.;

30.  sottolinea che la Corte offre a tutto l'organico uno specifico corso di formazione in materia di etica pubblica (obbligatorio per il personale in arrivo) e contenente una sezione dedicata alla segnalazione di illeciti (che contempla anche la procedura da seguire e i diritti del personale); si compiace che, negli orientamenti interni riguardanti le "domande più frequenti poste su questioni etiche", siano forniti svariati esempi al fine di facilitare il riconoscimento di potenziali conflitti di interesse; invita la Corte a intensificare ulteriormente i propri sforzi migliorando l'informazione e la comunicazione e monitorando le attività;

31.  evidenzia che un quadro etico dovrebbe constare di norme volte a prevenire, individuare ed evitare potenziali conflitti di interesse; osserva che il quadro etico della Corte è stato riesaminato da esperti delle istituzioni superiori di controllo di Polonia e Croazia; prende atto della relazione finale sulla verifica inter pares; invita la Corte a informare il Parlamento in merito a eventuali azioni di follow-up decise sulla base dell'esito della valutazione inter pares;

32.  accoglie con favore il fatto che la Corte abbia istituito canali per la segnalazione di illeciti capaci di garantire un'adeguata protezione agli informatori e abbia pubblicato il relativo regolamento interno; osserva che esiste un modulo di contatto online per segnalare eventuali irregolarità gravi; valuta positivamente il link presente sulla homepage che illustra come denunciare i casi di frode all'OLAF;

33.  osserva che la Corte continua a fornire formazioni e presentazioni per i dirigenti, il personale in arrivo e gli addetti alle risorse umane nell'ottica di sensibilizzare in materia di molestie nell'ambiente di lavoro; constata inoltre che i referenti per la lotta contro le molestie seguono su base annua una formazione pertinente; rileva che nel 2017 la Corte ha rafforzato le proprie norme contro le molestie e che il loro obiettivo è di evitare situazioni di molestie, mantenere un ambiente di lavoro soddisfacente e agevolare la risoluzione dei conflitti interpersonali mediante la composizione amichevole;

34.  accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla Corte per garantire il benessere del personale, per esempio consentendo il lavoro flessibile e il telelavoro, e osserva che, a tale proposito, la Corte fornisce presentazioni sulle pari opportunità e accesso a consulenze psicologiche gratuite; rileva tuttavia che nel 2018 si sono registrati tre casi di burnout; chiede pertanto alla Corte di valutare se il carico di lavoro sia ripartito in modo adeguato tra le diverse équipe e i vari membri del personale;

35.  osserva che nel 2018 è stata presentata una denuncia formale di molestie e che sono stati accertati gli episodi di molestie sessuali; constata che l'intera procedura (conclusasi con l'adozione di misure preventive e disciplinari) è stata espletata in cinque mesi a partire dalla data di presentazione della denuncia;

36.  evidenzia che (come previsto dall'articolo 16, terzo comma, dello statuto dei funzionari e relativo alle attività professionali dei funzionari di inquadramento superiore dopo la cessazione del servizio) la Corte pubblica informazioni concernenti le attività professionali degli alti funzionari dell'istituzione; constata altresì la pubblicazione sul proprio sito delle norme correlate;

37.  osserva che la Corte e l'OLAF operano in stretta cooperazione per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione; rileva inoltre che nel 2018 la Corte ha segnalato nove casi di sospetto di frode emersi nel contesto degli audit da essa effettuati (contro i 13 del 2017); si congratula con la Corte per il fatto che i negoziati in corso sono sfociati in un accordo di cooperazione amministrativa tra la Corte e l'OLAF (firmato nel maggio 2019) volto ad agevolare i rapporti di lavoro produttivi tra tali organi, in particolare per quanto riguarda la comunicazione di presunti casi di frode, nonché a organizzare azioni di interesse comune, quali formazioni, seminari e scambi di personale;

38.  si rammarica del fatto che la Corte abbia dato seguito alla risoluzione sul discarico 2017 rispondendo solo in modo limitato alle osservazioni formulate dal Parlamento; sottolinea che è essenziale dare un seguito affinché la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento stabilisca se la Corte ha attuato le raccomandazioni del Parlamento; invita la Corte a includere, nella sua prossima relazione di follow-up, ogni risposta necessaria come pure spiegazioni più dettagliate sull'attuazione delle raccomandazioni del Parlamento;

39.  osserva che il recesso del Regno Unito dall'Unione europea non avrà un impatto rilevante sulla struttura e sulle risorse umane della Corte; rileva che la Corte si è impegnata a utilizzare il suo potere discrezionale in conformità dell'articolo 49 dello statuto dei funzionari in modo da non licenziare funzionari solo perché cessano di essere cittadini di uno Stato membro; osserva che, per quanto riguarda gli agenti temporanei e contrattuali, la Corte è tenuta per legge ad esaminare singolarmente ciascun caso e ad autorizzare eccezioni ove ciò sia giustificato nell'interesse del servizio; si compiace che la Corte si sia tuttavia impegnata ad avvalersi in maniera aperta e trasparente della possibilità di autorizzare eccezioni; osserva che la valutazione della Corte si baserà unicamente sull'interesse del servizio;

40.  pone l'accento sull'impegno della Corte a migliorare l'equilibrio di genere a tutti i livelli manageriali; osserva che il 45 % dei suoi revisori e amministratori sono donne, il che significa che vi è una proporzione quasi uguale di donne e uomini; constata che il 38 % dei dirigenti (24) è costituito da donne e che su dieci direttori tre sono donne; invita la Corte a proseguire gli sforzi volti a promuovere l'equilibrio di genere, in particolare nelle posizioni dirigenziali e in quelle manageriali più elevate; si compiace che la percentuale di donne in posizioni dirigenziali in seno alle Sezioni di audit sia aumentata, passando dal 7 % nel 2015 a quasi il 24 % alla fine del 2018 (contro il 20 % nel 2017); constata che la politica delle pari opportunità della Corte per il periodo dal 2018 al 2020 (approvata nel febbraio 2018) affronta anche le questioni dell'età e della disabilità;

41.  ribadisce che su 28 membri della Corte solo sei (quattro nel 2016) sono donne; pone l'accento sulla questione dello squilibrio di genere tra i membri; ricorda che gli Stati membri dovrebbero incoraggiare più attivamente le donne a candidarsi per questo tipo di posizioni; ribadisce che, nel corso della procedura di nomina, il Consiglio dovrebbe sempre presentare almeno due candidati, una donna e un uomo;

42.  osserva che l'aumento del carico di lavoro di traduzione è stato compensato da un miglioramento dell'efficienza ottenuto grazie alla razionalizzazione delle procedure interne della Corte, compresa una centralizzazione dei processi di pre- e post-trattamento delle traduzioni; osserva che ciò ha consentito di ridurre in maniera significativa i costi per pagina (più del 10 % rispetto al 2017);

43.  esprime nuovamente soddisfazione per la cooperazione della Corte con altre istituzioni pubbliche e le parti interessate; prende atto con soddisfazione della cooperazione tra i capi delle istituzioni superiori di controllo e dell'adozione di un piano di lavoro congiunto a partire dal 2018; sostiene inoltre i partenariati conclusi con varie università nel contesto della politica della Corte di ampliare la propria gamma di formazione; chiede alla Corte di ampliare i contatti con altre università al fine di stabilire in futuro una cooperazione diversificata e capace di mantenere un equilibrio geografico;

44.  si compiace che gli spazi destinati agli archivi nell'edificio K2 siano diventati superflui grazie alla crescente digitalizzazione; osserva che i predetti spazi saranno trasformati in nuove aree collaborative o di benessere e che il costo di tale operazione sarà coperto dalla dotazione finanziaria rimanente del progetto di costruzione del K3 ultimato alcuni anni fa; osserva che il livello di comfort dell'edificio K1 rimane di gran lunga inferiore a quello degli altri edifici del complesso; riconosce la conclusione di uno studio in cui si raccomanda l'esecuzione di lavori che renderebbero necessari investimenti enormi; osserva che sono ancora in esame alternative onde trovare la soluzione più efficiente per il futuro del K1 (anche in cooperazione con le autorità lussemburghesi); invita la Corte a informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento riguardo a eventuali soluzioni, insieme alle stime di bilancio;

45.  si compiace che la Corte abbia istituito un programma ambientale globale per affrontare i vari temi individuati nell'analisi ambientale e ridurre l'impatto ambientale; osserva con soddisfazione che la Corte è riuscita a ridurre il consumo di energia dell'11,5 % tra il 2014 e il 2018, il consumo di acqua del 21,1 % tra il 2016 e il 2018 e il consumo di carta del 50,8 % tra il 2014 e il 2018;

46.  sostiene gli sforzi della Corte volti a rafforzare la protezione dei dati e la sicurezza informatica adottando, a metà del 2018, un piano d'azione triennale in materia di cibersicurezza, che consta di una serie di azioni intese ad attenuare i rischi individuati; prende atto con soddisfazione della cooperazione della Corte con la squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e delle agenzie europee (CERT-UE) al fine di attuare alcuni dei controlli previsti nel piano;

47.  riconosce il valore aggiunto che il software libero e aperto può apportare alla Corte; sottolinea in particolare il ruolo di tale software in vista di una maggiore trasparenza e per evitare effetti di "lock-in" da parte dei venditori; riconosce inoltre il suo potenziale in termini di miglioramento della sicurezza, in quanto consente di individuare e risolvere i punti deboli; raccomanda vivamente che eventuali software sviluppati per la Corte siano messi a disposizione del pubblico sulla base di una licenza libera e aperta;

48.  pone in evidenza tutto l'operato svolto dalla Corte negli ultimi anni in settori quali la programmazione di bilancio basata sulla performance, il quadro etico (con tutte le norme e procedure correlate), il miglioramento delle attività di comunicazione e l'aumento del numero di misure volte a migliorare la trasparenza; si compiace dell'importante numero di accordi interistituzionali in materia di servizi e cooperazione; sottolinea l'importanza di collaborare e condividere esperienze tra le istituzioni e gli organi dell'Unione; suggerisce la possibilità di analizzare le attività di rete formalizzate in diversi settori al fine di condividere le migliori pratiche ed elaborare soluzioni comuni.

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.


Discarico 2018: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2018 (2019/2072(DEC))
P9_TA(2020)0089A9-0035/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare al Centro per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0039/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(5), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per la cultura e l'istruzione,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0035/2020),

1.  concede il discarico al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2018 (2019/2072(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare al Centro per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0039/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(10), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(11), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(12), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per la cultura e l'istruzione,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0035/2020),

1.  approva la chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2018 (2019/2072(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per la cultura e l'istruzione,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0035/2020),

A.  considerando che, secondo il suo stato delle entrate e delle spese(15), il bilancio definitivo del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (di seguito "il Centro") per l'esercizio 2018 ammonta a 47 142 100 EUR, importo che rappresenta una diminuzione del 4,63 % rispetto al 2017; che il 91,48 % del bilancio del Centro deriva dai contributi diretti delle istituzioni, di altre agenzie e organismi(16);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Centro per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali del Centro, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 94,94 %, pari a un incremento dell'1,82 % rispetto all'esercizio precedente; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato dell'87,94 %, con un aumento del 2,53 % rispetto all'esercizio precedente;

Performance

2.  osserva che il Centro utilizza indicatori di input e output come indicatori chiave di performance per valutare i risultati delle sue attività e diversi indicatori per migliorare la sua gestione del bilancio; prende atto della valutazione ex ante riveduta e della revisione ex post in corso dei programmi e delle attività del Centro; invita il Centro a sviluppare ulteriormente gli indicatori chiave di performance per valutare i risultati e l'impatto delle sue attività al fine di ottenere una consulenza qualitativa in merito alle modalità per fornire un maggiore valore aggiunto ai risultati del Centro e migliorare il modello operativo del Centro;

3.  osserva con soddisfazione che nel 2018 il Centro ha compiuto considerevoli progressi nell'uso delle tecnologie di traduzione e che, collaborando strettamente con la sua direzione generale partner in seno alla Commissione, ha integrato con successo la traduzione automatica ed Euramis all'interno del suo flusso di produzione;

4.  rileva inoltre che nel 2018 la nuova versione della più grande banca dati terminologica del mondo, InterActive Terminology for Europe (terminologia interattiva per l'Europa - IATE), è stata aperta al grande pubblico e che il Centro sviluppa e gestisce tale banca dati per conto dei suoi partner istituzionali;

5.  accoglie con favore il fatto che il Centro abbia attuato due azioni per condividere risorse con altre agenzie in caso di sovrapposizione dei compiti tramite la rete delle agenzie dell'UE: un catalogo dei servizi condivisi, che elenca tutti i servizi che possono essere condivisi dalle agenzie dell'Unione, e un portale comune per gli appalti, su cui condividere i piani di appalto delle agenzie dell'Unione; esorta caldamente il Centro a perseguire attivamente una più ampia e approfondita cooperazione con tutte le agenzie dell'Unione, soprattutto alla luce della sua ubicazione strategica in Lussemburgo, dove hanno sede molte altre agenzie dell'Unione;

6.  incoraggia il Centro ad attuare le raccomandazioni della Corte;

7.  accoglie con favore i progressi compiuti relativamente alla valutazione esterna del modello operativo del Centro, effettuata nel 2017; invita il Centro a riferire all'autorità di discarico in merito ai risultati di tale valutazione finale;

8.  prende atto con soddisfazione dell'impatto persistente della struttura tariffaria introdotta nel 2017 per la traduzione dei documenti, che ha permesso un risparmio di 4,4 milioni di EUR per i clienti del Centro nel 2018, e ne sottolinea gli effetti positivi;

9.  esorta il Centro ad adottare un modello aziendale sostenibile, conformemente al piano di trasformazione concepito in seguito allo studio esterno dal titolo "Studio sul Centro di traduzione quale prestatore di servizi linguistici condivisi per le agenzie e gli organismi dell'Unione"; incoraggia il Centro ad attuare integralmente le azioni che contribuirebbero ad adeguare il nuovo modello aziendale ai progressi tecnologici, come la traduzione delle pagine web e il progetto di riconoscimento vocale;

10.  osserva con preoccupazione che il Centro non ha completato il piano antifrode che avrebbe dovuto essere attuato entro la fine del 2018 e che ha registrato un tasso di esecuzione del 66 % in tale anno; esorta il Centro ad accelerare l'attuazione del piano in questione;

11.  esprime soddisfazione in merito agli sforzi profusi dal Centro per sviluppare le capacità del personale principale nei settori della qualità e della gestione dei progetti, ambiti in cui l'86,8 % dei membri del personale che coprono posizioni fondamentali ha ricevuto una formazione, superando quindi l'obiettivo fissato per il 2018;

12.  riconosce che il Centro ha dato seguito all'impegno di mettere a disposizione delle istituzioni dell'Unione una nuova versione di IATE entro la fine del 2018, obiettivo che è stato raggiunto nel novembre 2018; rileva che la versione interistituzionale di IATE è uscita nel febbraio 2019;

Politica del personale

13.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo al 94,82 %, con la nomina di 50 funzionari e 133 agenti temporanei rispetto a 55 funzionari e 138 agenti temporanei autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (a fronte di 195 posti autorizzati nel 2017); osserva, inoltre, che nel 2018 hanno lavorato per il Centro anche 23 agenti contrattuali;

14.  rileva con soddisfazione il buon equilibrio di genere raggiunto nel 2018 per quanto riguarda l'alta dirigenza (3 uomini e 2 donne) e i membri del consiglio di amministrazione (32 uomini e 27 donne);

15.  incoraggia il Centro a sviluppare un quadro strategico a lungo termine per le risorse umane volto ad affrontare l'equilibrio tra lavoro e vita privata del suo personale, l'orientamento e lo sviluppo di carriera lungo tutto l'arco della vita, l'equilibrio di genere, il telelavoro, la non discriminazione, l'equilibrio geografico e l'assunzione e l'integrazione delle persone con disabilità;

Appalti

16.  apprende dalla relazione della Corte che alla fine del 2018 il Centro aveva introdotto il sistema di fatturazione elettronica, ma non stava ancora utilizzando gli strumenti per la pubblicazione elettronica dei documenti relativi ai bandi di gara (e-tendering) e per la presentazione elettronica delle offerte (e-submission), istituiti dalla Commissione al fine di introdurre una soluzione unica per lo scambio elettronico delle informazioni con i terzi che partecipano alle procedure di appalto pubblico (e-procurement); invita il Centro a introdurre tutti gli strumenti necessari per gestire le procedure di appalto e a riferire all'autorità di discarico in merito alla loro attuazione;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

17.  osserva che il Centro ha deciso di pubblicare soltanto le dichiarazioni di interesse senza curriculum vitae a causa di problemi di gestione legati alle dimensioni del suo consiglio di amministrazione (circa 130 membri titolari e supplenti); rileva che il curriculum vitae e la dichiarazione di interessi del direttore sono pubblicati sul sito web del Centro; prende atto che il Centro ritiene che i rischi legati ai conflitti di interesse siano estremamente limitati in virtù della natura delle sue attività;

18.  osserva con preoccupazione che, sebbene non sia finanziato mediante la riscossione di diritti, il Centro dipende dalle entrate provenienti dai suoi clienti, che sono rappresentati nel consiglio di amministrazione del Centro, e vi è pertanto un elevato rischio di conflitti di interesse in relazione alla definizione dei prezzi dei prodotti del Centro, che potrebbe essere eliminato se la Commissione riscuotesse i diritti per conto dei clienti del Centro, il che renderebbe il Centro interamente finanziato tramite il bilancio dell'Unione; prende atto dell'osservazione del Centro, secondo cui la possibilità di essere finanziato tramite il bilancio dell'Unione richiederebbe un accordo tra la Commissione e l'autorità di bilancio; invita il Centro a riferire all'autorità di discarico in merito alle misure adottate per mitigare tale rischio;

Altre osservazioni

19.  accoglie con favore l'introduzione, nel 2018, della nuova versione di IATE, intesa ad aumentare la visibilità pubblica e la presenza online del Centro; invita il Centro a concentrarsi ulteriormente sulla diffusione al grande pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

20.  incoraggia il Centro a portare avanti la digitalizzazione dei suoi servizi;

21.  si rammarica del fatto che l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) abbia deciso, il 26 aprile 2018, di porre fine all'accordo di traduzione concluso con il Centro, nonostante l'obbligo giuridico di avvalersi dei servizi del Centro, come stabilito all'articolo 148 del regolamento (UE) 2017/1001(17), che istituisce l'EUIPO; prende atto dell'azione legale promossa dal Centro dinanzi al Tribunale il 6 luglio 2018 e della conclusione della fase orale dell'audizione il 4 giugno 2019; osserva che il 7 dicembre 2018 è stato firmato un nuovo accordo della durata di soli due anni tra il Centro e l'EUIPO; invita il Centro a informare l'autorità di discarico in merito agli sviluppi relativi al procedimento giudiziario;

o
o   o

22.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(18) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(8) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(10) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(11) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(12) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(13) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(14) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(15) GU C 416 del 15.11.2018, pag. 16.
(16) GU C 416 del 15.11.2018, pag. 18.
(17) Regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, sul marchio dell'Unione europea (GU L 154 del 16.6.2017, pag. 1).
(18) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Consiglio europeo e Consiglio
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2019/2057(DEC))
P9_TA(2020)0090A9-0038/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0052/2019)(2),

–  vista la relazione annuale del Consiglio sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2018, presentata all'autorità competente per il discarico,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 59, 118, 260, 261 e 262,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per gli affari costituzionali,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0038/2020),

1.  rinvia la decisione sul discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2019/2057(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

–  vista la raccomandazione del Mediatore europeo nel caso 1069/2019/MIG sulla sponsorizzazione della presidenza del Consiglio dell'Unione europea,

–  vista la relazione speciale del Mediatore europeo sull'indagine strategica OI/2/2017/TE relativa alla trasparenza del processo legislativo del Consiglio,

–  vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2019 sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio UE(7),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per gli affari costituzionali,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0038/2020),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare la particolare importanza di rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto della programmazione di bilancio basata sulla performance e della corretta gestione delle risorse umane;

1.  osserva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale per il 2018, la Corte dei conti (la "Corte) ha constatato che per il Consiglio europeo e il Consiglio non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  prende atto delle conclusioni della Corte secondo cui i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 riguardanti le spese amministrative del Consiglio non presentavano, nell'insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e di controllo esaminati si erano rivelati efficaci;

3.  si rammarica, come osservazione generale, del fatto che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione annuale 2018 della Corte abbia un campo di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, sebbene la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale sia considerata a basso rischio;

4.  osserva che la Corte ha selezionato un campione di 45 operazioni estratto dalla rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale per tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione; rileva che il campione è stato estratto in modo da essere rappresentativo della gamma di spese a titolo della rubrica 5, che rappresenta il 6,3 % del bilancio dell'Unione; constata che dal lavoro svolto dalla Corte risulta che le spese amministrative sono a basso rischio; ritiene tuttavia che il numero delle operazioni selezionate relativamente alle "altre istituzioni" non sia sufficiente e chiede alla Corte di aumentare di almeno il 10 % il numero delle operazioni da esaminare;

5.  si rammarica del fatto che la richiesta di scindere il bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio così da ottenere un bilancio per ciascuna istituzione, avanzata dal Parlamento nelle sue precedenti risoluzioni sul discarico, non sia stata presa in considerazione; invita il Consiglio a scindere il bilancio in tal modo, per motivi di trasparenza e al fine di migliorare la rendicontabilità e l'efficienza della spesa di entrambe le istituzioni;

6.  osserva che nel 2018 il Consiglio disponeva di un bilancio complessivo pari a 572 854 377 EUR (rispetto ai 561 576 000 EUR del 2017), con un tasso di esecuzione globale del 91,9 % (rispetto al 93,8 % nel 2017); prende atto dell'aumento di bilancio di 11,3 milioni di EUR, pari al 2,0 %, contro un aumento del 3 % nel 2017 e dello 0,6 % nel 2016;

7.  si compiace della gestione finanziaria del Consiglio, nel complesso sana e prudente; riconosce l'evoluzione del bilancio del Consiglio, che è passato da 634 milioni di EUR nel 2010 a 573 milioni di EUR nel 2018, segnando una diminuzione del 9,63 %;

8.  rileva che gli stanziamenti riportati dal 2018 al 2019 ammontavano complessivamente a 56 599 584 EUR, pari al 10,7 % (rispetto a 60 576 175 EUR ovvero all'11,5 % nel 2017) e provenivano principalmente da categorie quali i sistemi informatici (18,3 milioni di EUR), gli immobili (16,0 milioni di EUR) e l'interpretazione (11,9 milioni di EUR); prende atto degli stanziamenti annullati nel 2018 dell'ordine di 46 348 862 EUR (rispetto a 35 025 789 EUR nel 2017); ricorda al Consiglio che i riporti costituiscono eccezioni al principio dell'annualità e dovrebbero rispecchiare i fabbisogni effettivi e, pertanto, invita il Consiglio a intensificare gli sforzi per evitare stime di bilancio in eccesso;

9.  constata ancora una volta il basso tasso di esecuzione per le spese di viaggio delle delegazioni, con un impegno di 11,1 milioni di EUR rispetto al bilancio definitivo (compresa la ridistribuzione interna) di 22,3 milioni di EUR; osserva che, poiché gli Stati membri hanno dovuto rimborsare importi inutilizzati degli esercizi precedenti, il Consiglio ha impegnato solo 11,1 milioni di EUR per i pagamenti successivi; invita il Consiglio a informare il Parlamento in merito ai risultati raggiunti in relazione a una politica negoziata con gli Stati membri onde superare questa annosa questione;

10.  riconosce che il numero di posti nella tabella dell'organico per il 2018 era fissato a 3 031 (contro i 3 027 posti nel 2017); osserva che nel 2018 sono state assunte 137 persone (74 funzionari permanenti e 63 agenti temporanei) e che nel corso del 2018 184 persone (154 funzionari permanenti e 30 agenti temporanei) hanno lasciato l'istituzione, con una conseguente diminuzione netta di 47 posti occupati, che è stata la causa principale della sottoutilizzazione di 18,8 milioni di EUR per la voce di bilancio "tabella dell'organico";

11.  riconosce l'aumento del carico di lavoro, che trova espressione nel numero totale di riunioni nel 2018 pari a 7 733, rispetto alle 6 338 riunioni del 2010; prende atto di un altro indicatore quantitativo di attività rappresentato dal numero di atti giuridici pubblicati nella Gazzetta ufficiale, che sono stati 1 210 nel 2018 contro gli 825 del 2010;

12.  accoglie con favore gli sforzi compiuti dal Consiglio nell'attuazione del "Piano d'azione per un Segretariato generale del Consiglio (SGC) più dinamico, flessibile e collaborativo"; prende atto delle misure volte a migliorare ulteriormente la gestione finanziaria e i risultati del Consiglio attraverso misure quali l'istituzione di un consiglio consultivo di amministrazione, l'adozione di linee guida per un quadro comune di gestione dei progetti e delle task force (Common Project and Task Force Management Framework), la creazione di una task force per la riorganizzazione e la revisione delle norme interne a seguito della pubblicazione del nuovo regolamento finanziario;

13.  prende atto della situazione immobiliare del Consiglio, che nel 2018 ha portato a intensi negoziati con le autorità belghe che non hanno proceduto alla vendita dei quattro lotti di terreno adiacenti, nonostante l'accordo sul prezzo finale del progetto immobiliare Europa; rileva che le due parti si sono accordate su una soluzione alternativa che ha consentito di non spendere l'importo iniziale per i terreni dell'ordine di 4 672 944 EUR;

14.  esprime preoccupazione per le allarmanti informazioni riferite dai mezzi di comunicazione circa la costruzione del nuovo edificio Europa; invita il Consiglio a effettuare ricerche approfondite sull'appaltatore principale e sull'intera catena di subappaltatori (secondo i mezzi di comunicazione si arriva a 12), nonché sulle condizioni di lavoro dei lavoratori impiegati, e a fornire alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento tutte le constatazioni emerse;

15.  constata che il quadro di controllo interno riveduto è entrato in vigore il 1º novembre 2018 ed è formato da cinque componenti, ossia l'ambiente di controllo, la valutazione del rischio, le attività di controllo, le attività di informazione e comunicazione e le attività di monitoraggio, nonché da altri 17 principi e 33 caratteristiche finalizzati a fornire una ragionevole garanzia del conseguimento degli obiettivi fissati;

16.  si compiace del fatto che nel 2018 il 92 % delle raccomandazioni di audit interno formulate negli anni 2015-2017 sono state attuate o erano in corso di attuazione; osserva che il programma di lavoro annuale di audit interno per il 2018 si basa su una valutazione del rischio aggiornata, alla luce del riesame dei registri dei rischi, ed è stato attuato in modo efficace; prende atto dei settori oggetto di audit nel 2018, quali la gestione tecnica, gli appalti pubblici in materia di tecnologie dell'informazione, il servizio giuridico e la strategia di comunicazione;

17.  osserva che, in relazione alla proposta di un nuovo accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio per i rappresentanti di interessi, accessibile in formato leggibile da dispositivo automatico e applicabile al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione, si sono svolti due cicli di negoziato nel 2018 durante la presidenza bulgara e uno nel 2019 durante la presidenza rumena; ricorda la decisione del Mediatore europeo (il "Mediatore") del 18 giugno 2019 secondo cui il Segretariato generale del Consiglio dovrebbe tenere un registro completo delle riunioni organizzate tra i rappresentanti di interessi e il Presidente del Consiglio europeo, registro che andrebbe reso pubblico; deplora che il Consiglio non abbia ancora aderito al registro per la trasparenza nonostante tutti i predetti negoziati e invita il Consiglio a dare seguito ai negoziati per giungere a un esito positivo che, in ultima analisi, lo farà aderire al registro; invita il Consiglio a dare prova di un vero impegno nei confronti dei principi di trasparenza e responsabilità adottando misure concrete e seguendo l'esempio dato dalla presidenza finlandese; invita l'intero trio di presidenza a dare l'esempio rifiutandosi di tenere riunioni con lobbisti non registrati;

18.  prende atto della raccomandazione del Mediatore secondo cui il Presidente del Consiglio europeo e il suo gabinetto dovrebbero pubblicare un elenco completo degli incontri tenuti con i lobbisti; si rammarica che il nuovo Presidente del Consiglio europeo debba ancora attuare tale raccomandazione; osserva che, sebbene il Presidente del Consiglio europeo non sembri incontrare molti lobbisti, il principio della trasparenza delle lobby è comunque importante; esorta il Presidente del Consiglio europeo a provvedere a che egli stesso e il suo gabinetto rifiutino tutti gli incontri con i lobbisti non registrati e pubblichino in maniera proattiva un elenco esaustivo degli incontri organizzati con i lobbisti; invita il Segretariato generale del Consiglio a provvedere a che le norme etiche applicabili al Presidente del Consiglio europeo siano allineate a quelle applicabili al Presidente della Commissione, di modo che le norme in materia di "porte girevoli" si applichino per una durata di tre anni e sia necessaria l'approvazione formale per tutte le nuove funzioni collegate alle attività dell'Unione;

19.  si compiace per la creazione, il 1º luglio 2018, del dipartimento Servizi digitali nel quadro di una riorganizzazione del Segretariato generale del Consiglio; osserva che il programma di informazione e gestione è destinato a razionalizzare e digitalizzare i processi operativi fondamentali creando un sistema pienamente integrato di applicazioni e servizi che sarà accessibile agli utenti attraverso una postazione di lavoro digitale, collaborativa e sicura per il personale, le presidenze e i delegati;

20.  prende atto dell'intensa copertura mediatica e del livello particolarmente elevato di interesse dimostrato dai media nei confronti dei negoziati relativi al recesso del Regno Unito dall'Unione; valuta positivamente il continuo sviluppo del sito web del Consiglio e l'intenso lavoro finalizzato ad aumentare i visitatori su tutti i canali (aumento del 9 % delle visite del sito web, del 13 % di fan su Facebook, del 26 % di follower su Twitter e del 92 % di follower su Instagram rispetto all'anno precedente); prende atto dell'elevato numero di briefing approfonditi e conferenze stampa; prende atto della piattaforma multimediale, che consente alla stampa e ai media di visualizzare, scaricare e integrare i video e le foto del Consiglio in qualità ad alta risoluzione; incoraggia inoltre l'uso di piattaforme di social network non esclusive, con un'attenzione particolare per la protezione dei dati degli utenti;

21.  ribadisce il proprio sostegno alle raccomandazioni del Mediatore sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio(8); chiede al Consiglio di intensificare gli sforzi per rendere il processo legislativo più tracciabile e di facile lettura, definirne le tappe all'insegna della trasparenza e normalizzare l'individuazione e la pubblicazione, in tempo utile e in formato leggibile da dispositivo automatico, dei contributi degli Stati membri (ad esempio, dichiarazioni e proposte di emendamenti) ai dibattiti legislativi durante le sessioni del Consiglio, le discussioni preparatorie in seno al Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio o presso i relativi organi preparatori; invita il Consiglio a intensificare gli sforzi in materia di trasparenza, anche pubblicando i documenti legislativi del Consiglio, prevedendo la redazione e la pubblicazione di verbali ufficiali in sede di organi preparatori del Consiglio, così da registrare le posizioni degli Stati membri, nonché mettendo a disposizione più documenti di trilogo in linea con le raccomandazioni del Mediatore; riconosce gli sforzi del Consiglio volti a migliorare la trasparenza attraverso le modifiche in corso al suo sito web e le attività del gruppo per la trasparenza interna; invita il Consiglio a introdurre ulteriori misure al fine di conseguire una politica di trasparenza efficace che consenta al pubblico di seguire con maggiore facilità il processo legislativo dell'Unione;

22.  ricorda le conclusioni della relazione speciale del Mediatore sull'indagine strategica OI/2/2017/TE relativa alla trasparenza del processo legislativo del Consiglio, del maggio 2018, secondo cui "le attuali prassi del Consiglio costituiscono un caso di cattiva amministrazione"; ricorda il documento informale elaborato nell'ottobre 2019 congiuntamente da Belgio, Danimarca, Estonia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Slovenia, Svezia e Paesi Bassi, sul miglioramento della trasparenza e della responsabilità dell'Unione, che chiede specificamente al Consiglio di accrescere l'apertura nei negoziati di trilogo attraverso la pubblicazione sistematica dei documenti legislativi fondamentali; chiede al Consiglio di tenere seriamente conto di tali raccomandazioni nell'interesse della trasparenza e di riferire in merito al Parlamento;

23.  esprime profonda preoccupazione circa le informazioni riferite dai media europei in merito alla sponsorizzazione, da parte di imprese, degli Stati membri che ospitano la presidenza del Consiglio e ribadisce le preoccupazioni espresse al riguardo dai cittadini dell'Unione e dai deputati al Parlamento; riconosce che gli Stati membri dovrebbero finanziare le proprie presidenze e si rammarica del fatto che il ricorso alla sponsorizzazione da parte di imprese al fine di coprire alcune delle loro spese sia diventata negli ultimi anni prassi comune; esprime profonda preoccupazione circa i possibili danni alla reputazione e il rischio di perdita di fiducia che l'Unione, le sue istituzioni e, in particolare, il Consiglio potrebbero patire a causa di tale prassi agli occhi dei cittadini europei; osserva che il Consiglio sostiene che la questione della sponsorizzazione è di esclusiva responsabilità dello Stato membro che esercita la presidenza; condivide il parere del Mediatore, ossia che il pubblico non opera distinzioni tra la presidenza del Consiglio e lo Stato membro che esercita detta presidenza; sostiene pienamente la valutazione e la raccomandazione(9) del Mediatore secondo cui il Consiglio dovrebbe fornire orientamenti agli Stati membri sulla questione; raccomanda inoltre vivamente al Consiglio di prevedere l'iscrizione in bilancio delle presidenze; chiede al Consiglio di comunicare tale preoccupazione agli Stati membri, in particolare all'attuale trio di presidenza, di tenere seriamente conto di tali raccomandazioni e di riferire in merito al Parlamento;

24.  chiede che il codice di condotta applicabile al Presidente del Consiglio europeo venga allineato a quello della Commissione e del Parlamento, così da rendere necessaria un'approvazione formale per le attività connesse alla legislazione dell'Unione fino a tre anni dopo la cessazione dell'incarico presso il Consiglio;

25.  è profondamente preoccupato per le accuse di conflitto di interessi nei confronti di una serie di rappresentanti degli Stati membri coinvolti nel processo decisionale ad alto livello in materia di politiche e di bilancio; chiede al Consiglio di garantire che i rappresentanti degli Stati membri suscettibili di beneficiare direttamente delle sovvenzioni dell'Unione attraverso le imprese di loro proprietà non partecipino alle pertinenti discussioni e votazioni in materia di politiche o di bilancio; chiede inoltre al Consiglio di unirsi all'appello avanzato dal Parlamento alla Commissione affinché quest'ultima proponga nuove procedure di audit per accelerare le indagini sui casi urgenti e gravi di conflitto di interessi e assicurare che il Parlamento sia adeguatamente informato in merito alle conclusioni dell'audit;

26.  si rammarica che, ancora una volta, il Consiglio non abbia risposto alle interrogazioni scritte inviate dal Parlamento e che il Segretario generale del Consiglio non abbia partecipato all'audizione organizzata il 12 novembre 2019 nel contesto del discarico annuale, il che dimostra la persistente e totale mancanza di cooperazione da parte del Consiglio; insiste sul fatto che la spesa del Consiglio deve essere controllata al pari di quella delle altre Istituzioni e sottolinea che gli elementi fondamentali di tale controllo sono stati esposti nelle risoluzioni di discarico degli scorsi anni; ricorda che il Parlamento europeo è l'unica istituzione direttamente eletta dai cittadini dell'Unione e che il suo ruolo nella procedura di discarico è direttamente collegato con il diritto dei cittadini di essere informati sul modo in cui viene utilizzato il denaro pubblico;

Futura cooperazione tra il Consiglio e il Parlamento europeo

27.  constata che il ruolo del Parlamento rispetto al discarico del bilancio è stabilito nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), nel regolamento finanziario e nel regolamento del Parlamento europeo;

28.  osserva che, a norma dell'articolo 319 TFUE, il Parlamento, su raccomandazione del Consiglio, concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione; osserva che il Consiglio detiene un ruolo pienamente riconosciuto quale istituzione che esprime raccomandazioni nell'ambito della procedura di discarico;

29.  sottolinea la prerogativa del Parlamento di concedere il discarico a norma degli articoli 316, 317 e 319 TFUE, in linea con l'attuale interpretazione e prassi, e segnatamente di concedere il discarico per ogni rubrica del bilancio singolarmente, al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione;

30.  ritiene che occorra distinguere tra i diversi ruoli delle rispettive istituzioni nel quadro della procedura di discarico e, di conseguenza, escludere un ruolo equivalente e reciproco delle due istituzioni nell'ambito della procedura annuale di discarico;

31.  ricorda che, a norma degli articoli 316 e 335 TFUE, le istituzioni dispongono di autonomia amministrativa e le loro spese sono iscritte in parti separate del bilancio; osserva che, conformemente all'articolo 59 del regolamento finanziario, le istituzioni sono responsabili a titolo individuale dell'esecuzione dei loro bilanci; pone l'accento sull'importanza che le istituzioni agiscano in modo responsabile e professionale nell'esecuzione dei loro rispettivi bilanci;

32.  rileva che, nel corso di quasi vent'anni, il Parlamento ha sviluppato la prassi di concedere il discarico a tutte le istituzioni e a tutti gli organi dell'Unione; ricorda che il Parlamento concede il discarico alle istituzioni o agli organismi dell'Unione dopo aver esaminato i documenti pervenuti e le risposte fornite ai questionari scritti e dopo aver ascoltato i rispettivi segretari generali; osserva che tutte le istituzioni e tutti gli organi dell'Unione accettano di partecipare alla procedura di discarico del Parlamento e che l'unica eccezione è rappresentata dal Consiglio; si rammarica che il Consiglio si sia rifiutato di rispondere alle domande poste il 12 novembre 2019 dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento;

33.  si compiace che il Consiglio abbia dimostrato la propria disponibilità a giungere a un accordo con il Parlamento sulle modalità di cooperazione nella procedura di discarico;

34.  si rammarica per la mancanza di cooperazione da parte del Consiglio nella procedura di discarico, che ha indotto il Parlamento a rifiutare di concedere il discarico al Segretario generale del Consiglio dal 2009 a questa parte;

35.  sottolinea la necessità di un memorandum d'intesa tra il Consiglio e il Parlamento al fine di trovare soluzioni che risolvano le divergenze di opinioni che da tempo esistono tra il Consiglio e il Parlamento sull'attuale prassi di concedere il discarico;

36.  si compiace che sia stata approvata la composizione della neonominata squadra negoziale del Parlamento; invita la squadra negoziale a garantire la piena coerenza dell'accordo con la posizione approvata dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento nel febbraio 2020; invita il Consiglio a riprendere i negoziati senza ulteriore ingiustificato ritardo;

37.  è del parere che le risposte ad alcune domande ricorrenti nei questionari inviati alle diverse istituzioni, organi ed agenzie, ad esempio quelle sull'equilibrio di genere e geografico, sul conflitto di interessi, sul lobbismo e la protezione degli informatori, potrebbero eventualmente essere incluse nella relazione di valutazione delle finanze dell'Unione, elaborata conformemente all'articolo 318 TFUE, nella misura in cui tali questioni siano connesse all'esecuzione del bilancio; rammenta che la relazione di cui all'articolo 318 TFUE è esplicitamente menzionata all'articolo 319, paragrafo 1, TFUE come uno dei documenti da esaminare nel contesto della procedura di discarico;

38.  rammenta che ciascuna istituzione e ciascun organismo sono tenuti a norma del regolamento finanziario ad adottare le misure opportune per dare seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento europeo e a riferire in merito alle misure adottate a seguito di tali osservazioni; sottolinea che il rifiuto di ottemperare a tale requisito da parte di un'istituzione, dopo essere stata invitata a prendere provvedimenti, può dare adito a un ricorso per carenza a norma dell'articolo 265 TFUE;

39.  accoglie con favore le dichiarazioni della vicepresidente designata Věra Jourová e del commissario designato Johannes Hahn durante le rispettive audizioni dinanzi al Parlamento, in cui hanno espresso la loro disponibilità a impegnarsi in tale ambito al fine di contribuire al raggiungimento di una maggiore trasparenza sull'esecuzione del bilancio del Consiglio; fa riferimento alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in materia di diritto dei contribuenti e dell'opinione pubblica di essere informati sull'impiego delle entrate pubbliche;

40.  ritiene che gli impegni assunti da tali commissari costituiscano un cambiamento positivo di atteggiamento rispetto alla posizione adottata sinora dalla Commissione, espressa nella sua lettera del 23 gennaio 2014, in cui affermava che non bisogna attendersi che la Commissione monitori l'esecuzione dei bilanci delle altre istituzioni;

41.  chiede al Consiglio di svolgere il suo ruolo specifico e di formulare raccomandazioni di discarico in relazione alle altre istituzioni dell'Unione.

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(7) Testi approvati, P8_TA(2019)0045.
(8) Risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2019 sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio UE (Testi approvati, P8_TA(2019)0045).
(9) Raccomandazione del Mediatore europeo nel caso 1069/2019/MIG sulla sponsorizzazione della presidenza del Consiglio dell'Unione europea.


Discarico 2018: Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) (attualmente ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza)) per l'esercizio 2018 (2019/2080(DEC))
P9_TA(2020)0091A9-0039/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata della risposta dell’Agenzia(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0047/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 526/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo all'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) e che abroga il regolamento (CE) n. 460/2004(5), in particolare l'articolo 21,

–  visto il regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ("regolamento sulla cibersicurezza")(6) , in particolare l'articolo 31,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(8), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0039/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) (attualmente ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza)) per l'esercizio 2018 (2019/2080(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata della risposta dell’Agenzia(9),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(10), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0047/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(12), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (UE) n. 526/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo all'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) e che abroga il regolamento (CE) n. 460/2004(13), in particolare l'articolo 21,

–  visto il regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ("regolamento sulla cibersicurezza")(14), in particolare l'articolo 31,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(15), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0039/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) (attualmente ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza)) per l'esercizio 2018 (2019/2080(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0039/2020),

A.  considerando che, stando al suo stato delle entrate e delle spese(17), il bilancio definitivo dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (l'"Agenzia") per l'esercizio 2018 ammontava a 11 473 788 EUR, con un aumento del 2,67 % rispetto al 2017; che il bilancio dell'Agenzia proviene principalmente da quello dell'Unione(18);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), afferma di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  rileva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 99,98 %, con una diminuzione dello 0,01 % rispetto all'esercizio 2017; osserva inoltre che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato dell'88,56 %, il che rappresenta un lieve aumento dello 0,37 % rispetto al 2017;

Prestazione

2.  osserva che l'Agenzia utilizza determinati indicatori chiave di prestazione (ICP) per misurare il valore aggiunto delle sue attività e per migliorare la sua gestione di bilancio, ponendo l'accento su indicatori maggiormente qualitativi per valutare il livello di conseguimento dei suoi obiettivi operativi e su indicatori maggiormente quantitativi per quanto concerne i suoi obiettivi amministrativi; rileva che, al fine di soddisfare meglio le aspettative delle sue parti interessate, l'Agenzia sta migliorando il suo pacchetto di informativa adattando i suoi ICP qualitativi e quantitativi in modo da misurare più efficientemente l'impatto della sua attività;

3.  invita l'Agenzia a rafforzare la propria azione per colmare le lacune nella sicurezza della rete 5G e a diffondere quante più informazioni possibili sull'argomento in modo da garantire che l'industria adotti le soluzioni tecniche esistenti;

4.  si rammarica del fatto che, in seguito allo studio sulla valutazione esterna delle prestazioni dell'Agenzia nel periodo 2013-2016 effettuato per conto della Commissione nel 2017, non sia stato formalizzato alcun piano d'azione; osserva tuttavia che sono state attuate raccomandazioni pertinenti e che da un audit interno svolto dal servizio di audit interno della Commissione sono emerse raccomandazioni che presentano sovrapposizioni e per le quali è stato concordato un piano d'azione correttivo formale;

5.  esorta l'Agenzia ad adoperarsi per digitalizzare i suoi servizi;

6.  invita la Commissione a condurre uno studio di fattibilità al fine di valutare la possibilità di istituire sinergie condivise con il Cedefop, che ha sede a Salonicco; invita inoltre la Commissione a valutare entrambi gli scenari, vale a dire il trasferimento dell'Agenzia nella sede del Cedefop a Salonicco e il trasferimento della sede dell'Agenzia nella sua sede di Heraklion; osserva che il trasferimento dell'Agenzia nella sede del Cedefop comporterebbe la condivisione dei servizi amministrativi e di supporto e la gestione dei locali comuni, nonché la condivisione delle infrastrutture in ambito di TIC, telecomunicazioni e internet, risparmiando notevoli quantità di denaro che verrebbero utilizzate per finanziare ulteriormente entrambe le agenzie;

Politica del personale

7.  osserva con preoccupazione che, al 31 dicembre 2018, l'organico era completo solo al 93,62 % e che erano stati nominati 44 agenti temporanei sui 47 autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 48 posti autorizzati nel 2017); constata inoltre che nel 2018 hanno lavorato per l'Agenzia 27 agenti contrattuali e tre esperti nazionali distaccati;

8.  rileva che nel 2015 l'Agenzia ha previsto il trasferimento del suo personale amministrativo ad Atene, nonostante il regolamento (UE) n. 526/2013(19) preveda che tali membri del personale prestino servizio a Heraklion, e che con ogni probabilità si potrebbero ridurre ulteriormente i costi se tutti i membri del personale fossero concentrati in un'unica sede; osserva che attualmente solo sette membri del personale lavorano presso i locali di Heraklion; constata che l'Agenzia valuterà ulteriormente la pertinenza delle strutture conformemente all'attuale accordo relativo alla sede e i programmi sviluppati presso tali strutture;

9.  osserva con preoccupazione che l'Agenzia ha difficoltà ad assumere, attirare e mantenere personale adeguatamente qualificato, principalmente a causa della tipologia di posti pubblicati, in particolare per agenti contrattuali, e dei bassi coefficienti correttori applicati ai salari dei membri del personale dell'Agenzia in Grecia; constata tuttavia con soddisfazione che l'Agenzia ha attuato una serie di misure sociali per aumentare la propria attrattiva;

10.  rileva che l'Agenzia non dispone degli stanziamenti necessari per pubblicare tutti i posti vacanti in tutte le lingue dell'UE come richiesto dall'EPSO; osserva tuttavia che l'Agenzia, come altre agenzie decentrate dell'Unione, pubblica gli avvisi di posti vacanti su diversi siti web, in diverse pubblicazioni in tutta l'Unione, nonché sul sito web della rete delle agenzie dell'UE;

11.  constata che il passaggio di consegne ai nuovi membri del personale è attualmente oggetto di riesame, al fine di migliorare il trasferimento delle conoscenze al nuovo personale in futuro, e che tale processo è considerato incluso nella politica sui posti sensibili; invita l'Agenzia a informare l'autorità di discarico una volta ultimato il riesame;

12.  osserva con preoccupazione la mancanza di equilibrio di genere nel 2018 tra gli alti dirigenti (8 uomini e 2 donne) e tra i membri del consiglio di amministrazione (25 uomini e 5 donne);

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

13.  prende atto delle misure esistenti in seno all'Agenzia e degli sforzi in corso volti a garantire la trasparenza e la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse, e osserva che i CV dei membri del consiglio di amministrazione e le loro dichiarazioni di interessi sono state pubblicate sul sito web dell'Agenzia; rammenta che l'Agenzia non pubblica le dichiarazioni relative ai conflitti di interessi degli alti dirigenti sul suo sito web; ribadisce il suo invito all'Agenzia a pubblicare i curriculum vitae di tutti i membri del consiglio di amministrazione e le dichiarazioni relative ai conflitti di interesse del suo quadro dirigenziale di alto livello, nonché a riferire all'autorità di discarico sulle misure adottate al riguardo;

Controlli interni

14.  rileva con preoccupazione che dalla relazione della Corte si evince che l'Agenzia non dispone di una politica sui posti "sensibili" al fine di individuare le funzioni "sensibili", mantenerle aggiornate e definire misure adeguate per mitigare il rischio di interessi di parte; esorta l'Agenzia ad adottare e attuare quanto prima tale politica;

15.  osserva che nel 2018 il servizio di audit interno della Commissione ha pubblicato una relazione di audit sulla maniera in cui le parti interessate partecipano alle prestazioni attese dell'ENISA e che l'Agenzia sta preparando un piano d'azione per affrontare eventuali aspetti da migliorare;

Altre osservazioni

16.  rileva che la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione ha un impatto molto limitato sulle operazioni e sull'amministrazione dell'Agenzia; osserva tuttavia che l'Agenzia ha rivisto le sue procedure interne al fine di mitigare gli eventuali rischi legati al recesso del Regno Unito dall'Unione, e che tali rischi non sono in nessun caso considerati critici, bensì molto limitati;

17.  si rammarica del fatto che l'Agenzia non abbia ancora formalizzato una strategia volta a garantire la compatibilità ambientale del luogo di lavoro; invita l'Agenzia a provvedere urgentemente in tal senso;

18.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i media sociali e altri canali di comunicazione;

o
o   o

19.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(20) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 165 del 18.6.2013, pag. 41.
(6) GU L 151 del 7.6.2019, pag. 15.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(10) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(13) GU L 165 del 18.6.2013, pag. 41.
(14) GU L 151 del 7.6.2019, pag. 15.
(15) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(16) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(17) GU C 120 del 29.3.2019, pag. 205.
(18) GU C 120 del 29.3.2019, pag. 206.
(19) Regolamento (UE) n. 526/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo all'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) e che abroga il regolamento (CE) n. 460/2004 (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 41).
(20) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale
PDF 147kWORD 55k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (attualmente Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop)) per l'esercizio 2018 (2019/2066(DEC))
P9_TA(2020)0092A9-0040/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare al Centro per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0033/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(5), in particolare l'articolo 12 bis,

–  visto il regolamento (UE) 2019/128 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 gennaio 2019, che istituisce un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) e che abroga il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio(6), in particolare l'articolo 15,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(8), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0040/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) per l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (attualmente Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop)) per l'esercizio 2018 (2019/2066(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(9),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(10) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare al Centro per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0033/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(12), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(13), in particolare l'articolo 12 bis,

–  visto il regolamento (UE) 2019/128 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 gennaio 2019, che istituisce un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) e che abroga il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio(14), in particolare l'articolo 15,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(15), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0040/2020),

1.  approva la chiusura dei conti del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (attualmente Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop)) per l'esercizio 2018 (2019/2066(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0040/2020),

A.  considerando che, secondo il suo stato delle entrate e delle spese(17), il bilancio definitivo del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (il "Centro") per l'esercizio 2018 ammontava a 17 850 210 EUR, importo che corrisponde a una leggera flessione dello 0,11 % rispetto al 2017; che la dotazione di bilancio del Centro proviene principalmente dal bilancio dell'Unione(18);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Centro per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), dichiara di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali del Centro, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 100 %, con un leggero aumento dello 0,04 % rispetto all'esercizio 2017; osserva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 96,50 % e ha dunque registrato un aumento dello 6,84 % rispetto al 2017;

Prestazioni

2.  osserva che il Centro si avvale di un sistema esemplare di misurazione della prestazione che comprende una serie di indicatori chiave di prestazione per valutare il valore aggiunto apportato dalle sue attività a livello del progetto e di attività, nonché in termini organizzativi, e altre misure volte a migliorare la sua gestione del bilancio;

3.  osserva inoltre che il programma di lavoro del Centro per il 2018 è stato pienamente attuato in linea con gli obiettivi, i traguardi e le indicazioni stabiliti;

4.  accoglie con favore il fatto che il Centro stia sviluppando sinergie e condividendo risorse con le altre agenzie;

5.  rileva che il Centro continua a intrattenere una stretta cooperazione formalizzata con la Fondazione europea per la formazione (ETF) e la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound);

6.  rileva che la valutazione esterna cui il Centro è stato sottoposto nel 2017, come richiesto dal regolamento finanziario, ha concluso che la cooperazione rafforzata del Centro con le altre tre agenzie decentrate di competenza della Direzione generale per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione della Commissione – l'ETF, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e l'Eurofound – è risultata un'opzione fattibile; osserva che il regolamento istitutivo rifuso del Centro (regolamento (UE) 2019/128), entrato in vigore nel febbraio 2019, ha recepito il risultato di tale valutazione esterna;

7.  invita la Commissione a svolgere uno studio di fattibilità per valutare la possibilità, se non di una fusione totale, almeno della creazione di sinergie condivise con Eurofound; invita la Commissione a valutare entrambi gli scenari, ossia il trasferimento del Centro nella sede di Eurofound a Loughlinstown, Irlanda, e il trasferimento di Eurofound nella sede del Centro a Salonicco; osserva che ciò comporterebbe la condivisione dei servizi amministrativi e di supporto, nonché la gestione comune dei locali e la condivisione delle infrastrutture di TIC, telecomunicazioni e internet, risparmiando significative quantità di denaro che potrebbero essere utilizzate per l'ulteriore finanziamento di entrambe le agenzie; riconosce che il lavoro efficace, efficiente e privo di errori delle agenzie è strettamente connesso all'adeguato livello di finanziamenti necessari per coprire le rispettive attività operative e amministrative; invita pertanto gli Stati membri ad adeguare le attività che le agenzie devono svolgere ai finanziamenti loro assegnati;

8.  invita il Centro a perseguire la digitalizzazione dell'istituzione;

9.  incoraggia il Centro ad attuare le raccomandazioni della Corte;

10.  apprezza la competenza del Centro e il suo costante lavoro di elevata qualità per fornire ricerca, analisi e consulenza tecnica onde contribuire allo sviluppo dell'apprendimento permanente europeo e dell'istruzione e della formazione professionale (IFP), nonché di politiche relative a qualifiche e competenze, con l’obiettivo di promuovere formazione di alta qualità che risponda alle esigenze del mercato del lavoro; sottolinea a tal fine l'importanza di garantire risorse materiali e umane adeguate che consentano al Centro di svolgere i suoi compiti sempre più numerosi e in evoluzione, garantendo nel contempo, in generale, la preminenza del Centro rispetto ai contraenti privati;

11.  valuta positivamente i contributi e la competenza del Centro nel fornire nuove conoscenze, dati e analisi delle politiche, monitorare le tendenze delle politiche e fungere da intermediario di conoscenze su temi politici di grande rilevanza nell'agenda dell'Unione; riconosce il lavoro di qualità svolto dal Centro su diversi progetti, in particolare l'agenda delle competenze per l'Europa, Europass, la revisione della panoramica delle competenze, nonché il ruolo svolto a sostegno dei partecipanti al processo di Copenaghen, l'indice europeo delle competenze e le previsioni in materia di competenze;

12.  ritiene degno di nota che il Centro abbia avviato un nuovo filone di attività concernente la digitalizzazione, in particolare per quanto riguarda i suoi strumenti online, che forniscono informazioni specifiche per paese e migliori opportunità di visualizzazione dei dati online, come le risorse di orientamento sulle informazioni sul mercato del lavoro o le previsioni in materia di competenze; riconosce a tal fine la validità delle campagne di marketing mirate del Centro intese a sensibilizzare l'opinione pubblica sui contenuti del suo sito web;

13.  evidenzia che la trasparenza delle agenzie e la consapevolezza che i cittadini hanno della loro esistenza sono essenziali per la responsabilità democratica delle medesime; ritiene che l'utilizzabilità e la facilità di impiego delle risorse e dei dati delle agenzie possiedano un'importanza fondamentale; chiede pertanto una valutazione delle attuali modalità di presentazione e messa a disposizione di dati e risorse e della misura in cui i cittadini trovano facile identificare, riconoscere e utilizzare tali dati e risorse; ricorda che gli Stati membri possono sensibilizzare l'opinione pubblica al riguardo attraverso la messa a punto di un piano completo per raggiungere un maggior numero di cittadini dell'Unione;

Politica del personale

14.  rileva che, al 31 dicembre 2018, il Centro aveva raggiunto il 96,70 % di esecuzione dell'organico, con 12 funzionari e 76 agenti temporanei nominati su 13 funzionari e 78 agenti temporanei autorizzati nel bilancio dell'Unione (rispetto a 92 posti autorizzati nel 2017); rileva che inoltre nel 2018 hanno lavorato per il Centro 26 agenti contrattuali e tre esperti nazionali distaccati;

15.  rileva che il Centro sta da tempo adottando misure alla luce delle osservazioni e dei commenti dell'autorità di discarico relativi al nuovo capo servizio per le risorse umane del Centro, che ha assunto le sue funzioni nel gennaio 2019, nonché relativi alla decisione di esternalizzare il servizio giuridico del Centro; osserva con preoccupazione che, dato l'elevato numero di cause in cui è coinvolto il Centro, l'esternalizzazione completa dei servizi giuridici comporta un rischio per il trattamento coerente dei casi e per il principio di efficienza; invita il Centro a comunicare all'autorità di discarico gli eventuali sviluppi al riguardo;

16.  prende atto del processo in corso nel Centro per migliorare le procedure di selezione garantendo il rispetto dei criteri di progettazione valutati dalle commissioni giudicatrici e aumentando i controlli da parte delle risorse umane; rileva con preoccupazione che, secondo la relazione della Corte, le due assunzioni sottoposte ad audit effettuate nel 2018 a partire da due elenchi di riserva istituiti nel 2015 e nel 2016 sono state gestite e documentate in modo inadeguato, come avvenuto per diverse altre procedure di assunzione sottoposte ad audit negli anni precedenti; esorta il Centro ad adottare azioni correttive immediate per garantire procedure regolari di assunzione e a riferire all'autorità di discarico in merito alle misure adottate a tal fine;

17.  prende atto della preoccupazione del Centro per il fatto che il suo nuovo regolamento istitutivo ne estende il mandato per includervi, oltre all'istruzione e formazione professionale, anche le politiche in materia di qualifiche e competenze, senza però accompagnare i nuovi compiti con risorse aggiuntive; osserva che il Centro ha già subito una riduzione del 10 % dell'organico, il che ha condotto a un aumento del carico di lavoro e della pressione per il personale;

18.  accoglie con favore il fatto che il Centro si avvicini a un equilibrio di genere complessivo tra il suo personale (59 % donne e 41 % uomini), ma deplora la mancanza di informazioni dettagliate sull'equilibrio di genere nei livelli direttivi;

19.  osserva con soddisfazione che nel 2018 in seno al consiglio di amministrazione è stato raggiunto l'equilibrio di genere (50 % donne e 50 % uomini);

20.  si rammarica della mancanza di chiarezza riguardo all'equilibrio geografico del personale;

Appalti

21.  deplora il fatto che, secondo la relazione della Corte, nella procedura d'appalto per i servizi di agenzia di viaggio del Centro, i criteri relativi a prezzo e qualità non siano sempre stati sufficientemente dettagliati per assicurare l'aggiudicazione dei contratti con il miglior rapporto qualità/prezzo; deplora le carenze di metodologia e documentazione del Centro per quanto riguarda le offerte suscettibili di essere anormalmente basse;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse e trasparenza

22.  prende atto delle misure esistenti in seno al Centro e degli sforzi in atto per garantire la trasparenza, la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse nonché la protezione degli informatori; sottolinea con preoccupazione, tuttavia, che il Centro non pubblica ancora sul suo sito web i CV dei suoi dirigenti di alto livello e che l'alta dirigenza, gli esperti interni e gli assistenti del Centro dichiarano i potenziali conflitti di interesse solo nel momento in cui si verificano, conformemente alla politica del Centro risalente al 2014 in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse; prende atto degli orientamenti aggiornati del Centro in materia di segnalazione dei conflitti di interesse nelle procedure di selezione e assunzione e della sua elaborazione di norme riviste per la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse per i membri del consiglio di amministrazione, gli esperti indipendenti e altro personale;

23.  si compiace del fatto che, alla luce delle osservazioni e dei commenti dell'autorità di discarico, il Centro abbia adottato, il 2 settembre 2019, le norme di attuazione del regolamento (CE) n. 1049/2001(19);

24.  prende atto, alla luce delle osservazioni e dei commenti dell'autorità di discarico, dell'istituzione di un organismo indipendente addetto alla comunicazione, alla consulenza e alle segnalazioni per gli informatori, mediante la nomina del coordinatore del controllo interno del Centro quale corrispondente etico e di integrità del Centro;

Aspetti generali

25.  invita il Centro a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

Audit interno

26.  rileva con profonda preoccupazione che, a seguito dell'audit condotto dal 14 al 18 gennaio 2018 dal servizio di audit interno sulla gestione ed etica delle risorse umane del Centro, le procedure di assunzione continuavano a essere classificate come critiche;

o
o   o

27.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(20) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(6) GU L 30 del 31.1.2019, pag. 90.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(10) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(13) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(14) GU L 30 del 31.1.2019, pag. 90.
(15) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(16) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(17) GU C 108 del 22.3.2018, pag. 1.
(18) GU C 108 del 22.3.2018, pag. 2.
(19) Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).
(20) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: Agenzia europea di controllo della pesca
PDF 145kWORD 53k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea di controllo della pesca per l'esercizio 2018 (2019/2085(DEC))
P9_TA(2020)0093A9-0041/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea di controllo della pesca relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(1),

–  vista la dichiarazione(2) attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0052/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 768/2005 del Consiglio, del 26 aprile 2005, che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CEE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca(5), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento (UE) 2019/473 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, sull'Agenzia europea di controllo della pesca(6), in particolare l'articolo 45,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(8), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per la pesca,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0041/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea di controllo della pesca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea di controllo della pesca, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea di controllo della pesca per l'esercizio 2018 (2019/2085(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea di controllo della pesca relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle agenzie dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle agenzie(9),

–  vista la dichiarazione(10) attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'Agenzia per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05761/2020 – C9-0052/2020),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(12), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 768/2005 del Consiglio, del 26 aprile 2005, che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CEE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca(13), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento (UE) 2019/473 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, sull'Agenzia europea di controllo della pesca(14), in particolare l'articolo 45,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(15), in particolare l'articolo 108,

–  visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), in particolare l'articolo 105,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per la pesca,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0041/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea di controllo della pesca relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea di controllo della pesca, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea di controllo della pesca per l'esercizio 2018 (2019/2085(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea di controllo della pesca per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per la pesca,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0041/2020),

A.  considerando che, secondo il suo stato delle entrate e delle spese(17), il bilancio definitivo dell'Agenzia europea di controllo della pesca (l'"Agenzia") per l'esercizio 2018 ammontava a 17 408 849 EUR, importo che corrisponde a un incremento dell'1,73 % rispetto al 2017; che la dotazione dell'Agenzia proviene principalmente dal bilancio dell'Unione(18);

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto una garanzia ragionevole dell'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia relativi all'esercizio 2018 e che le operazioni sottostanti sono legittime e regolari;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2018 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio pari al 99,74 %, con un leggero incremento dello 0,83 % rispetto all'esercizio 2017; prende atto con soddisfazione che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato dell'87,62 %, il che corrisponde a un incremento del 13,81 % rispetto al 2017;

Prestazioni

2.  osserva che l'Agenzia utilizza un determinato numero di indicatori chiave di prestazione per sostenere i propri obiettivi strategici pluriennali ed esaminare il valore aggiunto apportato dalle sue attività;

3.  rileva che l'Agenzia ha attuato il 98 % delle sue attività nei tempi previsti e ha attuato il 100 % del suo piano strategico annuale di comunicazione;

4.  osserva che l'Agenzia, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e l'Agenzia europea per la sicurezza marittima hanno adottato un accordo di lavoro tripartito che definisce la cooperazione tra tali agenzie e la cooperazione con le autorità nazionali che svolgono funzioni di guardia costiera fornendo servizi, informazioni, attrezzatura e formazione, nonché coordinando le operazioni multifunzionali;

5.  incoraggia l'Agenzia a perseguire la digitalizzazione dei suoi servizi;

6.  prende atto del fatto che i risultati della seconda valutazione esterna indipendente quinquennale dell'Agenzia per il periodo dal 2012 al 2016 sono stati presentati nel 2017; osserva con soddisfazione che, alla fine del 2018, una raccomandazione è stata conclusa e che per dieci raccomandazioni si stavano registrando progressi in linea con la tabella di marcia presentata al consiglio di amministrazione;

7.  ritiene che il ruolo dell'Agenzia nel promuovere la creazione di Frontex non debba compromettere l'attività principale dell'Agenzia in quanto organo dell'Unione incaricato di organizzare il coordinamento operativo delle attività di controllo della pesca e di fornire assistenza in tale ambito agli Stati membri e alla Commissione, dal momento che ciò può comportare un allentamento dei controlli sulla pesca e un incremento della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN); sottolinea pertanto la necessità di dotare l'Agenzia di risorse finanziarie e umane adeguate, in linea con l'ampliamento delle sue funzioni;

8.  sottolinea il fatto che nel giugno 2018 l'Agenzia ha adottato una decisione relativa alla pubblicazione di informazioni sulle riunioni con organizzazioni o lavoratori autonomi e che, in seguito all'accordo tra il Parlamento e la Commissione sul registro per la trasparenza, l'Agenzia pubblicherà sul proprio sito web le pertinenti riunioni del direttore esecutivo e del personale con i lobbisti;

9.  osserva che, a seguito dei lavori preparatori svolti nel 2017, l'Agenzia ha introdotto nel 2018 un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni basato sulla norma internazionale ISO 27001, inteso a tutelare l'Agenzia dai rischi tecnologici e a garantire la riservatezza, l'integrità e la disponibilità delle informazioni;

10.  evidenzia il ruolo attivo e il valore aggiunto dell'Agenzia nell'ambito del progetto "Miglioramento della governance della pesca a livello regionale nell'Africa occidentale" (PESCAO) al fine di sviluppare le capacità per contrastare le attività di pesca INN e per migliorare la gestione delle risorse alieutiche nell'Africa occidentale; evidenzia inoltre le tre operazioni effettuate nel 2018, che hanno visto la partecipazione di Senegal, Gambia, Guinea-Bissau, Guinea-Conakry, Sierra Leone, Capo Verde e Mauritania;

11.  sottolinea l'importanza del ruolo dell'Agenzia nell'attuazione della politica comune della pesca e nella realizzazione dei suoi obiettivi, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di sbarco, viste le difficoltà incontrate dagli Stati membri nell'ottemperare a tale obbligo;

Politica del personale

12.  rileva che, al 31 dicembre 2018, la tabella dell'organico era completa al 98,36 %, con la nomina di 60 agenti temporanei (AT) sui 61 AT autorizzati a titolo del bilancio dell'Unione (rispetto ai 61 posti autorizzati nel 2017); osserva che nel 2018 hanno lavorato per l'Agenzia anche 11 agenti contrattuali e sei esperti nazionali distaccati;

13.  incoraggia l'agenzia a sviluppare un quadro strategico per le risorse umane a lungo termine che affronti l'equilibrio tra lavoro e vita privata del proprio personale, l'orientamento e la progressione di carriera lungo tutto l'arco della vita, l'equilibrio di genere, il telelavoro, la non discriminazione, l'equilibrio geografico e l'assunzione e l'integrazione delle persone disabili;

14.  osserva con preoccupazione che si registra una mancanza di equilibrio di genere per quanto riguarda i membri del consiglio di amministrazione (47 uomini e 21 donne);

Appalti

15.  evidenzia che la principale attività di appalto nel 2018 si è concentrata sulla pubblicazione di due gare d'appalto aperte rispettivamente per l'acquisizione di servizi di agenzia di viaggio e di organizzazione eventi per l'Agenzia e per l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro;

16.  accoglie con favore il fatto che, a seguito dell'obiettivo delle agenzie dell'Unione di condividere gli sforzi in materia di appalti, nel 2018 l'Agenzia ha indetto la sua seconda gara d'appalto interistituzionale aperta e che altre due agenzie hanno aderito a tale procedura di appalto; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico in merito ai futuri sviluppi relativi alle sue procedure di appalto congiunte; ritiene che tale pratica sia un esempio che merita di essere seguito; incoraggia l'Agenzia a esplorare ulteriormente le possibilità di razionalizzare le procedure con altre istituzioni;

17.  rileva dalla relazione della Corte che l'Agenzia non ha verificato in modo sistematico i prezzi e le maggiorazioni applicate rispetto ai preventivi e alle fatture inviati dai fornitori al firmatario del contratto quadro per l'acquisto di licenze di software; rileva dalla risposta dell'Agenzia che non vi è possibilità di modificare le condizioni e le disposizioni del contratto quadro firmato dalla Commissione e che il nuovo contratto quadro verrà attuato per affrontare le questioni sollevate relative al precedente contratto;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse e trasparenza

18.  riconosce le misure esistenti in seno all'Agenzia e gli sforzi in corso per garantire la trasparenza, la prevenzione e la gestione dei conflitti d'interesse nonché la protezione degli informatori; rileva con soddisfazione che gli esperti che non firmano una dichiarazione di interessi non sono autorizzati a lavorare nell'ambito di un contratto specifico e che l'Agenzia controlla regolarmente la presentazione delle dichiarazioni;

19.  osserva che nel 2018 il servizio di audit interno della Commissione ha pubblicato una relazione di audit sulla “Pianificazione, formazione del bilancio e monitoraggio all'interno dell'Agenzia” e che è stato concordato un piano d'azione per intervenire su alcuni potenziali ambiti di miglioramento; invita l'Agenzia a riferire all'autorità di discarico in merito alle misure adottate;

Altre osservazioni

20.  osserva che l'Agenzia ha avviato una procedura per ottenere la certificazione del sistema di ecogestione e audit dell'UE e ha adottato una serie di misure finalizzate a ridurre il suo impatto complessivo sull'ambiente; sottolinea, tuttavia, che l'Agenzia non dispone di misure supplementari per ridurre o compensare le emissioni di CO2;

21.  invita l'Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al grande pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;

o
o   o

22.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(19) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 128 del 21.5.2005, pag. 1.
(6) GU L 83 del 25.3.2019, pag. 18.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(9) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 1.
(10) GU C 417 dell'11.12.2019, pag. 34.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(13) GU L 128 del 21.5.2005, pag. 1.
(14) GU L 83 del 25.3.2019, pag. 18.
(15) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(16)GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.
(17) GU C 416 del 15.11.2018, pag. 42.
(18) GU C 416 del 15.11.2018, pag. 43.
(19) Testi approvati, P9_TA(2020)0121.


Discarico 2018: bilancio generale dell'UE – Servizio europeo per l'azione esterna
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2019/2064(DEC))
P9_TA(2020)0094A9-0043/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0059/2019)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99 e da 164 a 167,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 59, 118, 260 e 263,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per gli affari esteri,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0043/2020),

1.  concede il discarico all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza per l'esecuzione del bilancio del Servizio europeo per l'azione esterna per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti, alla Corte di giustizia dell'Unione europea nonché al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2019/2064(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per gli affari esteri,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0043/2020),

A.  considerando che l'efficacia e l'efficienza dei sistemi di gestione e l'uso delle risorse nelle sedi e nelle delegazioni dell'Unione sono principi guida fondamentali per conseguire gli obiettivi di politica estera, rispondere alle sfide geopolitiche e rafforzare il ruolo dell'Unione quale attore globale;

B.  considerando che è essenziale promuovere una cultura di gestione comune nell'ambito del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), rafforzando il carattere europeo e lo "spirito di corpo" del personale diplomatico;

C.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare che è particolarmente importante rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto della programmazione di bilancio basata sulla performance nonché una corretta gestione delle risorse umane;

1.  si rammarica, come osservazione generale, del fatto che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'istituzione relativi all'esercizio 2018 (la "relazione della Corte") abbia un ambito di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, nonostante il fatto che la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale sia considerata essere a basso rischio;

2.  ritiene che l'attività di audit effettuata nell'ambito del capitolo 10 della relazione della Corte dovrebbe essere meglio equilibrata tra le istituzioni dell'Unione e dovrebbe andare oltre i requisiti di conformità;

3.  ritiene che occorra dedicare un maggior volume di lavoro di audit alle spese operative o alle questioni che stanno diventando di grande rilevanza o che sono addirittura critiche per il SEAE, come la capacità di comunicazione strategica e la tecnologia dell'informazione, ad esempio la sicurezza informatica, le prestazioni del pacchetto globale sicurezza per le delegazioni o la gestione finanziaria e il supporto amministrativo della piattaforma di supporto alla missione per la politica civile di sicurezza e di difesa comune;

4.  osserva inoltre che, per il secondo anno consecutivo, la Corte non ha segnalato questioni specifiche per il SEAE;

5.  prende atto con apprezzamento del fatto che, per il secondo anno consecutivo, la Corte non abbia individuato livelli di errore rilevanti nella relazione annuale di attività e nelle disposizioni in materia di governance del SEAE;

6.  osserva che il bilancio totale del SEAE per il 2018 ammontava a 678,5 milioni di EUR (ossia un aumento del 2,8% rispetto al 2017) con un tasso di esecuzione del 99,9% per gli impegni e dell'84,8% (leggermente inferiore al 2017 con l'86,7%) per i pagamenti a fine esercizio e con contributi aggiuntivi della Commissione a copertura delle spese amministrative del personale della Commissione distaccato nelle delegazioni dell'Unione; prende atto dell'attuale ripartizione del bilancio, vale a dire 249,7 milioni di EUR per le sedi del SEAE e 428,8 milioni di EUR per le delegazioni;

7.  osserva che, nel 2018, è stato anche ricevuto un contributo di 58,5 milioni di EUR dal Fondo europeo di sviluppo e dai fondi fiduciari a fronte dei 55 milioni di EUR del 2017;

8.  esorta il SEAE a semplificare eventualmente l'attuale nomenclatura di bilancio per consentire una gestione più semplice ed efficiente per il SEAE, razionalizzando progressivamente le 35 linee di bilancio utilizzate per finanziare le operazioni del personale della Commissione nelle delegazioni, tenendo conto degli strumenti geografici e dei vari strumenti di sviluppo;

9.  prende atto con soddisfazione della semplificazione della gestione di bilancio con l'intero finanziamento delle spese generali comuni relative a tutti gli uffici delle delegazioni nel 2018 (affitto, sicurezza, pulizia e altre spese generali), comprese le delegazioni del Fondo europeo di sviluppo, dalle linee di bilancio del SEAE per il terzo anno consecutivo; sostiene gli sforzi del SEAE volti a modernizzare e a semplificare la sua amministrazione attraverso il progetto "Innovative 2019", che comprende 20 proposte in esame; chiede al SEAE di riferire alla commissione per il controllo dei bilanci in merito alle proposte in esame;

10.  osserva che il bilancio destinato alla sede centrale ammontava a 249,7 milioni di EUR di cui 162,4 milioni (ossia il 65,5 %) riguardavano il pagamento delle retribuzioni e di altri diritti del personale statutario ed esterno, 30,8 milioni di EUR (o il 12 %) erano destinati agli immobili e ai costi associati e 34,9 milioni di EUR (14%) concernevano i sistemi informatici, le attrezzature e il mobilio;

11.  rileva che il bilancio delle delegazioni pari a 428,8 milioni di EUR è stato suddiviso come segue: 118,4 milioni di EUR (27,6 %) per la retribuzione del personale statutario, 168 milioni di EUR (39,2 %) per gli immobili e i costi associati, 72,1 milioni di EUR (16,8 %) per gli agenti e i servizi esterni, 27,6 milioni di EUR (6,4 %) per altre spese connesse al personale e 42,7 milioni di EUR (10 %) per altri costi amministrativi; rileva inoltre che 196,4 milioni di EUR (rispetto ai 185,6 milioni di EUR del 2016 e ai 204,7 milioni di EUR del 2015) sono stati ricevuti dalla Commissione per i costi amministrativi del personale della Commissione presso le delegazioni dell'Unione e sono stati suddivisi tra la rubrica V della Commissione con 47,2 milioni di EUR, le linee amministrative dei programmi operativi con 93,2 milioni di EUR e il Fondo europeo di sviluppo e i fondi fiduciari con 58,5 milioni di EUR (a fronte dei 55 del 2017 e dei 45,4 milioni del 2016);

12.  prende atto della complessità della politica di gestione immobiliare alla luce della missione del SEAE; sottolinea la necessità che il SEAE offra una spiegazione adeguata in relazione alla sua politica di gestione immobiliare per quanto riguarda l'acquisto, la locazione o la gestione di edifici; invita il SEAE a esercitare una vigilanza costante sulla sua gestione immobiliare e, in particolare, a garantire che siano affrontati immediatamente i casi sospetti di frode o corruzione rilevabili al momento dell'acquisto, della locazione o della gestione degli edifici; invita il SEAE a fornire spiegazioni sufficienti sulle proprie procedure di gara e sul costo degli edifici nel quadro dell'esercizio di discarico;

13.  sottolinea che una buona cooperazione tra il Parlamento e il SEAE è essenziale per la gestione e l'esame dei fascicoli immobiliari; incoraggia vivamente il SEAE a trasmettere i fascicoli immobiliari in tempo utile per l'approvazione per poter disporre di tempo sufficiente per il loro esame e follow-up; ribadisce che i fascicoli trasmessi all'autorità di bilancio solo nell'imminenza di scadenze importanti creano inutili vincoli temporali e obbligano l'autorità di bilancio ad approvarli senza la possibilità di prorogare il periodo di esame;

14.  invita il SEAE a impegnarsi, per i prossimi discarichi, a continuare a trasmettere i suoi documenti di lavoro sulla politica immobiliare del SEAE alla commissione per il controllo dei bilanci, comprese maggiori informazioni in merito al contesto e alla copertura dei costi immobiliari; prende atto delle informazioni esaustive e dettagliate sulla politica immobiliare del SEAE fornite attraverso questionari scritti;

15.  osserva che il SEAE ha trasferito 30,8 milioni di EUR, la cui parte più consistente è stata utilizzata per acquistare un edificio a Washington, riducendo il bilancio definitivo della sede a 239 milioni di EUR, aumentando al contempo il bilancio della delegazione di 10,7 milioni di EUR;

16.  osserva che l'Unione si trova ad affrontare un contesto internazionale sempre più problematico, che ha portato a crescenti pressioni affinché l'Unione svolga un ruolo guida sulla scena internazionale; pone l'accento sul ruolo centrale svolto dal SEAE nel condurre la politica estera dell'Unione sotto la guida dell'alto rappresentante/vicepresidente della Commissione; osserva che il rafforzamento del ruolo del SEAE non è stato sostenuto da un corrispondente aumento del personale; chiede che siano messe a disposizione risorse umane sufficienti, al fine di non compromettere l'efficacia dell'Unione quale attore globale;

17.  osserva che il SEAE svolge un ruolo fondamentale nel garantire la coerenza della politica estera dell'Unione; sottolinea inoltre la necessità di fornire le risorse necessarie per attuare con successo un'efficiente politica di sicurezza e di difesa comune dell'UE;

18.  riconosce la difficile area operativa del SEAE in cui evolvono le delegazioni dell'Unione, in quanto le condizioni politiche e socioeconomiche sono spesso complesse, instabili e associate a rischi elevati con potenziali significative conseguenze per il bilancio e i costi, soprattutto per la sicurezza del personale e delle infrastrutture;

19.  invita il SEAE a creare posti per agenti locali incaricati di riferire in merito all'attività legislativa nei paesi di interesse strategico, in particolare i paesi in via di adesione e quelli del partenariato orientale, onde consentire all'Unione una maggiore comprensione del vicinato nonché l'avvicinamento di quest'ultimo all'acquis; chiede al SEAE di adoperarsi per risolvere i problemi alla base degli errori identificati in materia di appalti e di prevenire future violazioni delle norme pertinenti;

20.  osserva che, nel 2018, alla task force East Strat Com sono stati concessi 1,1 milioni di EUR per la sua attività di contrasto alla disinformazione russa. Nel 2019, il bilancio è salito a 3 milioni di EUR; chiede un aumento sostanziale del bilancio per consentire all'Unione di contrastare al meglio la guerra d'informazione condotta dalla Russia; chiede maggiori campagne d'informazione per spiegare meglio le politiche dell'Unione nei paesi del partenariato orientale;

21.  riconosce, in tale contesto, che la struttura di alcuni costi del SEAE, come i costi di infrastruttura, potrebbe essere più difficile da gestire a causa delle fluttuazioni dei tassi di cambio o delle specifiche condizioni di mercato locali, rendendo più difficile la gestione e la pianificazione a livello di delegazioni;

22.  osserva che l'articolo 60 del regolamento finanziario prevede nuove modalità di delega dei poteri di esecuzione del bilancio per le delegazioni, in particolare la possibilità per i vice capi delle delegazioni di agire in qualità di ordinatori sottodelegati e di eseguire il bilancio operativo della Commissione al fine di garantire la continuità operativa;

23.  accoglie con favore, in tale contesto, gli adeguamenti apportati di conseguenza dal SEAE al suo regolamento, ma invita il SEAE a monitorare con attenzione tali situazioni al momento dell'utilizzo di questa nuova disposizione, in particolare nelle piccole e medie imprese; invita il SEAE, nel quadro della sua strategia di controllo interno, a prestare particolare attenzione ai potenziali rischi connessi, intensificando il controllo a distanza delle operazioni sull'adeguatezza dei flussi di lavoro finanziari e/o fornendo un maggiore sostegno temporaneo con il monitoraggio e la rendicontazione ad hoc di tali periodi; ricorda che la norma di controllo interno "Continuità operativa" è stata una delle componenti più deboli del sistema di controllo interno del SEAE per diversi anni, in particolare per le delegazioni;

24.  ritiene che sia positiva la creazione dello strumento di valutazione e gestione del rischio con i registri dei rischi delle sedi centrali e delle delegazioni, nonché l'adozione di un nuovo quadro di controllo interno; invita, tuttavia, il SEAE ad andare oltre la mera consapevolezza del rischio, garantendo che l'attenuazione del rischio sia attuata in modo efficace e riesaminata costantemente;

25.  prende atto del tasso di anomalie rilevate nelle verifiche ex ante degli impegni e dei pagamenti (rispettivamente 209 errori su 1041 e 258 errori su 1841); deplora il carattere ricorrente degli errori riscontrati, vale a dire principalmente l'indisponibilità di documenti giustificativi quando le operazioni finanziarie sono presentate alla verifica finanziaria ex ante; invita il SEAE a continuare a fornire un sostegno specifico a tutti gli appalti pubblici di valore nelle delegazioni; accoglie con favore l'applicazione, entro la fine del 2019, del workflow elettronico finanziario presso la sede centrale inteso a contribuire ad una riduzione del livello di errori in termini generali;

26.  accoglie con favore l'allineamento, nel 2018, della metodologia ex post con la metodologia della Corte, che consente di fornire un tasso di errore per i principali settori di spesa, vale a dire le spese per il personale, le infrastrutture, la sicurezza e l'informatica/telecomunicazioni, e sulla base di campioni di operazioni stratificati casuali; ritiene che tale evoluzione positiva fornirà alla direzione e all'ordinatore delegato una migliore visione d'insieme degli importi finanziari operativi e complessivi a rischio, sulla base di una più ampia ed esaustiva copertura delle transazioni finanziarie; sottolinea che tale metodologia fornirà motivazioni più oggettive per l'emissione di piani d'azione specifici con misure di attenuazione o potenziali riserve;

27.  ribadisce l'importanza di fornire un sostegno orientato ai risultati alle delegazioni in tutti i settori, in particolare per il sostegno agli appalti; ritiene che l'esperienza, la cooperazione e i risultati del Centro regionale Europa che copre 27 delegazioni dovrebbero essere adeguatamente valutati, in particolare per quanto riguarda il livello più elevato di affidabilità fornito, considerando, eventualmente, altri mezzi di pari efficacia;

28.  invita il SEAE a rafforzare progressivamente la sua catena di affidabilità del SEAE, in linea con la nuova serie di norme di controllo interno, ponendo maggiore enfasi sia sulle singole competenze che sulla responsabilità per il loro ruolo nei controlli in fase di esecuzione (come evidenziato anche nel questionario del 2018 sull'attuazione dei principi di controllo interno, in particolare nel settore del controllo della tecnologia, con un punteggio leggermente inferiore) e sul rischio di frode;

29.  accoglie con favore gli sforzi del SEAE volti a promuovere il senso di responsabilità dei capi delegazione di nuova nomina per la sana gestione finanziaria dei fondi dell'Unione che rientrano nelle loro responsabilità operative, insieme al loro mandato politico; ritiene che ciò riguardi anche tutti gli attori nel campo degli affari esteri, quali i rappresentanti speciali dell'UE, gli inviati speciali dell'UE, i capi delle operazioni militari e i capi delle missioni civili;

30.  ricorda che la riserva è un elemento essenziale della costruzione di responsabilità e, pertanto, costituisce uno strumento preventivo e trasparente all'interno della costruzione della catena di affidabilità del SEAE che riflette le sfide in corso o le carenze rimanenti e verificate cui sono confrontati i capi delegazione;

31.  osserva che solo due delegazioni hanno formulato riserve motivate, vale a dire la delegazione in Siria, come nel 2017, e la delegazione al Consiglio d'Europa a Strasburgo per la non conformità dei contratti eseguiti con le norme in materia di appalti; incoraggia il SEAE a proseguire l'esame esaustivo attualmente in corso di tutti i contratti al fine di garantire il rispetto della regolamentazione finanziaria;

32.  osserva che, alla fine del 2018, la popolazione di diplomatici a livello di Stato membro nel numero totale di amministratori ammontava al 33,76 %, quasi equivalente al livello del 2014 del 33,8%; prende atto delle seguenti lievi fluttuazioni tra il 2014 e il 2018: 32,83% a fine 2017, 31?7 % a fine 2016, 32,9% nel 2015; invita il SEAE a rispettare la formula relativa al personale di cui alla decisione 2010/427/UE(7), vale a dire un rapporto di un terzo del personale proveniente dagli Stati membri e da due terzi dalle istituzioni dell'Unione;

33.  rimane preoccupato per i persistenti squilibri nella composizione dell'organico del SEAE in termini di nazionalità; rileva che, alla fine del 2017, i diplomatici a livello di Stato membro rappresentavano il 32,83% del totale del personale amministrativo del SEAE (ossia 307 persone); alla fine del 2016, il 31,7% del personale del SEAE proveniva dagli Stati membri a fronte del 32,9% del 2015 rispetto al 33,8% del 2014;

34.  sottolinea che il SEAE, nonostante i ripetuti inviti, continua a non soddisfare i requisiti in materia di equilibrio geografico ed è significativamente sproporzionato, avendo capi delegazione provenienti dal Belgio (9), dalla Germania (15), dalla Francia (16), dall'Italia (21), dalla Polonia (5) e dalla Repubblica ceca (2); rileva, in particolare, l'aumento del numero di capi delegazione italiani negli ultimi due anni;

35.  invita a potenziare l'equilibrio geografico all'interno del SEAE; ribadisce l'importanza di una presenza adeguata e significativa di cittadini di tutti gli Stati membri; sottolinea che il SEAE deve garantire che tutti gli Stati membri siano adeguatamente rappresentati rispettando al contempo le competenze e i meriti dei candidati; incoraggia pertanto il SEAE a proseguire l'interazione con gli Stati membri al fine di promuovere i propri posti presso le reti diplomatiche nazionali;

36.  invita il SEAE ad attuare il bilancio di genere in tutte le spese pubbliche;

37.  ricorda che l'integrazione della dimensione di genere consiste nella (ri)organizzazione, nel miglioramento, nello sviluppo e nella valutazione dei processi politici, in modo che i soggetti coinvolti nell'elaborazione delle politiche possano includere la prospettiva della parità di genere in tutte le politiche a tutti i livelli e in tutte le fasi;

38.  osserva con soddisfazione che la parità numerica di genere è stata quasi raggiunta, con il 47,4 % del numero complessivo di posti occupati da donne; invita, tuttavia, il SEAE a continuare a ridurre ulteriormente gli attuali squilibri qualitativi a tutti i livelli, in tutte le funzioni e nelle diverse categorie, in particolare per le posizioni di amministratore, in cui il 34,92 % dei posti è attualmente occupato da donne; incoraggia il SEAE a continuare a lavorare sulle varie misure adottate per sostenere l'equilibrio di genere e accrescere la diversità, come la rete per le donne nei posti di pre-dirigenziali e le formazioni dedicate alle donne nella dirigenza e a quelle che aspirano alla dirigenza;

39.  osserva che l'equilibrio di genere e geografico dovrebbe essere rispettato anche per quanto riguarda i rappresentanti speciali dell'UE e rileva che attualmente due degli otto rappresentanti speciali dell'UE sono donne; ritiene, inoltre, che occorra tenere conto delle norme etiche al fine di evitare potenziali conflitti di interesse; sostiene la preparazione da parte del SEAE di orientamenti etici che tengano conto delle specificità del lavoro in seno alla delegazione;

40.  evidenzia la stessa situazione nella distribuzione complessiva del personale per genere nei posti dirigenziali, rilevando un leggero miglioramento nel 2018 con il 27,1 % rispetto al 24,5 % del 2017, che rappresenta 71 donne, ossia 60 su 211 posti dirigenziali di medio livello (28,4 % rispetto al 26 % nel 2017) e 11 su 51 posti dirigenziali di alto livello (21,57 % rispetto al 18 % del 2017);

41.  chiede ulteriori sforzi per far fronte a tali squilibri; invita il SEAE ad aggiornare la sua strategia in materia di genere e pari opportunità al fine di includere obiettivi concreti per quanto riguarda la presenza delle donne nelle posizioni dirigenziali; sottolinea che un maggior equilibrio geografico e di genere in seno al SEAE contribuirebbe a migliorare la titolarità dell'Unione nell'azione esterna;

42.  osserva che, su 135 posti di capo delegazione, 34 erano occupati da donne; deplora altresì la bassa percentuale di donne candidate a posizioni dirigenziali nell'esercizio di rotazione annuale per le delegazioni, che resta solo al 18%; incoraggia il SEAE a proseguire il suo lavoro con gli Stati membri per presentare un maggior numero di candidate;

43.  osserva che, a seguito di un aumento regolare dal 2011, il numero di esperti nazionali distaccati dagli Stati membri si è stabilizzato a 449, lo stesso numero del 2017; osserva che l'87,31% degli esperti nazionali distaccati opera presso la sede centrale del SEAE con la giustificazione che essi rispondono a esigenze molto specifiche all'interno della struttura del SEAE; invita altresì il SEAE a prestare particolare attenzione alla potenziale questione dei conflitti di interesse nella sua politica di assunzione per gli esperti nazionali distaccati;

44.  ricorda l'importanza di periodi di incompatibilità per funzionari precedentemente impiegati dalle istituzioni o dalle agenzie dell'Unione poiché situazioni di conflitti d'interesse non risolte possono compromettere l'applicazione di elevati standard etici in tutta l'amministrazione dell'Unione; sottolinea che l'articolo 16 dello Statuto consente alle istituzioni e alle agenzie dell'Unione, compreso il SEAE, di respingere la richiesta di un ex funzionario di assumere un incarico specifico qualora le restrizioni non siano sufficienti a tutelare gli interessi legittimi delle istituzioni; teme che spesso non sia possibile applicare le condizioni imposte alle attività dopo una carica pubblica; incoraggia pertanto il SEAE, tutte le altre agenzie e istituzioni dell'Unione a prendere in considerazione l'intera gamma di strumenti messi a disposizione a norma dell'articolo 16 dello statuto, in particolare quando viene loro notificato un trasferimento ad un'organizzazione o un'impresa iscritta nel registro per la trasparenza al fine di escludere qualsiasi rischio di attività di lobbying presso le istituzioni dell'Unione da parte di ex-funzionari entro due anni dalla loro cessazione delle funzioni; invita inoltre tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione, compreso il SEAE, a pubblicare in modo rigoroso la loro valutazione di ciascun caso come richiesto dall'articolo 16 dello statuto;

45.  ritiene necessaria l'ulteriore condivisione di esperienze nell'applicazione e nella supervisione dell'articolo 16 dello statuto e delle relative norme etiche tra tutte le istituzioni dell'Unione; plaude all'impegno della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen circa un organismo etico dell'Unione comune alle istituzioni dell'Unione;

46.  osserva che l'interesse e il numero di progetti di co-locazione sono aumentati gradualmente a causa della loro efficacia in termini di costi e delle loro sinergie e che essi forniscono un meccanismo per recuperare la totalità dei costi di co-locazione;

47.  accoglie con favore l'aumento degli accordi di co-locazione delle delegazioni dell'Unione con gli Stati membri con la firma, nel 2018, di ventidue nuovi accordi di co-locazione per quanto riguarda 65 delegazioni, con un totale di 114 progetti di co-locazione; prende altresì atto della conclusione di due accordi sul livello dei servizi con l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale e la Direzione generale Protezione civile e operazioni di aiuto umanitario europee della Commissione e accoglie con favore il fatto che ulteriori accordi sul livello dei servizi siano in fase di negoziazione con la Banca europea per gli investimenti, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea;

48.  prende atto con soddisfazione del fatto che le co-locazioni abbiano generato nuove fonti di reddito non trascurabili per il SEAE, pari a 52.1 milioni di EUR, offrendo un margine di manovra per sviluppare la propria politica di acquisto di beni immobili; osserva che il SEAE era proprietario di 34 edifici adibiti a uffici presso le delegazioni e ne affittava 143;

49.  chiede che il SEAE garantisca che la co-locazione nei loro locali sia aperta a tutte le istituzioni e organismi dell'Unione interessati, quali il Parlamento e la Banca europea per gli investimenti, alle stesse condizioni del SEAE; sottolinea i vantaggi economici della co-locazione attraverso la riduzione dei costi di manutenzione e dei costi operativi, nonché della sicurezza; ribadisce inoltre che il SEAE deve garantire che i costi per la locazione o l'acquisto di beni immobili per le sue delegazioni rispettino il ventaglio di prezzi cui le rappresentanze degli Stati membri devono attenersi; sottolinea che il SEAE deve includere stime adeguate dei costi della sicurezza nei suoi calcoli per evitare di richiedere finanziamenti supplementari in fasi successive;

50.  accoglie con favore i progressi compiuti nella riduzione del numero di delegazioni che superano la superficie massima di 35 m² per persona, a seguito della raccomandazione della Corte, al fine di utilizzare al meglio i locali del SEAE e di evitare spese superflue;

51.  sostiene il meccanismo di revisione annuale permanente quale strumento efficace per la gestione del personale al fine di individuare in modo migliore le priorità e garantire un costante adeguamento delle risorse umane del SEAE nella rete di delegazioni all'evoluzione delle priorità geopolitiche e alle dimensioni dei portafogli di progetti (ad esempio la preparazione dell'apertura della delegazione del Regno Unito, la chiusura della delegazione delle Isole Salomone, il potenziamento della delegazione di Panama e l'apertura di una delegazione in Mongolia); osserva che, nel 2018, come prima conseguenza di questo esercizio di razionalizzazione delle risorse umane, sono stati trasferiti otto posti tra le delegazioni ;

52.  ribadisce che l'Unione ha compiuto un passo verso un'equa remunerazione per tutti all'interno delle sue istituzioni; sottolinea che il SEAE dovrebbe garantire ai propri tirocinanti una retribuzione dignitosa in tutti i tipi di tirocini (Libro blu, Bruges e altro); accoglie con favore l'applicazione di tirocini retribuiti nelle delegazioni e la cessazione dell'offerta di tirocini non retribuiti su raccomandazioni del Mediatore europeo; osserva che il numero di tirocinanti nelle delegazioni è più che quadruplicato, passando da 26 nel 2017 a 109 nel 2018; deplora, tuttavia, che sul totale dei 404 tirocini offerti dal SEAE nel 2018, 126 non fossero retribuiti, in quanto parte di una formazione obbligatoria per studenti; ribadisce la necessità di garantire un'indennità adeguata a tutti i tirocinanti delle istituzioni dell'Unione onde evitare un aumento della discriminazione per motivi economici;

53.  ritiene utile migliorare gli strumenti di gestione del carico di lavoro parallelamente a un piano d'azione per attirare e trattenere le persone tenendo conto delle diverse esigenze professionali, dell'esperienza e delle nazionalità; accoglie con favore la relazione sulle risorse umane e invita il SEAE a dichiarare chiaramente le sue esigenze istituzionali (o le nuove competenze richieste) e a individuare i suoi rischi di personale a livello aziendale che potrebbero ostacolare il conseguimento degli obiettivi delle politiche da parte del SEAE; sostiene le misure adottate dal SEAE per far fronte al crescente carico di lavoro a causa dei tagli del personale;

54.  prende atto con preoccupazione dei 135 casi di mediazione trattati nel 2018 concernenti disaccordi irrisolti su diritti e obblighi o diverse tipologie di conflitto sul lavoro, comprese presunte molestie psicologiche e sessuali; invita il SEAE, in particolare il servizio di mediazione che ora riferisce direttamente al segretariato generale, a continuare a dare la massima priorità a tale questione nella gestione delle risorse; ribadisce l'importanza di sviluppare una cultura di tolleranza zero nei confronti delle molestie dando rigorosamente seguito ai casi segnalati; accoglie con favore l'iniziativa di sensibilizzazione contro le molestie lanciata nel 2018 dal Segretario generale del SEAE con l'obiettivo di fornire maggiori informazioni sulla politica del SEAE contro le molestie;

55.  invita inoltre, in tale contesto, il SEAE ad ampliare la rete di consulenti riservati, che rappresenta attualmente 6 persone, in particolare nella rete di delegazioni, eventualmente aumentando il numero di consulenti volontari formati nelle delegazioni; incoraggia il SEAE a promuovere il dialogo sociale, indipendentemente dall'origine del personale e dal diverso status del personale;

56.  osserva che, dopo aver aggiornato il proprio accordo amministrativo con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode e rafforzato la propria cooperazione sulle questioni legate alle frodi con le Direzioni generali che operano nel settore degli affari esterni, come la Direzione generale Strumenti di politica estera (DG FPI), la Direzione generale Politica europea di vicinato e negoziati di allargamento (DG NEAR) e la Direzione generale Cooperazione internazionale e sviluppo (DG DEVCO) nel 2017, il SEAE ha continuato ad adoperarsi per perfezionare la sua strategia antifrode; sottolinea che occorre attuare una maggiore cooperazione con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode e la Commissione (le Direzioni generali che operano nel settore degli affari esterni, quali la DG FPI, la DG NEAR e la DG DEVCO); prende atto con soddisfazione della sensibilizzazione realizzata dai capi delegazione, d'intesa con la DG DEVCO e la DG NEAR, sulla prevenzione delle frodi e la loro segnalazione attraverso il principio di controllo interno "Prevenzione delle frodi"; accoglie con favore il fatto che il SEAE sia membro della Rete di prevenzione e individuazione delle frodi presieduto dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);

57.  invita il SEAE a indicare, nella sua relazione annuale di attività, il numero di casi deferiti all'OLAF e di indagini in corso da parte dell'OLAF in merito al potenziale conflitto di interessi in seno al SEAE;

58.  osserva che nel 2018 è stato segnalato un caso di presunta denuncia di irregolarità da parte di una persona esterna nei confronti di un membro del personale della Commissione in una delegazione dell'Unione; chiede al SEAE di fornire al Parlamento informazioni in merito alla politica e alle procedure in vigore, in particolare nelle delegazioni, in caso di segnalazione di irregolarità;

59.  sostiene gli sforzi del SEAE volti a migliorare la trasparenza promuovendo e migliorando il registro elettronico del SEAE, attraverso il quale i cittadini possono chiedere l'accesso ai documenti; osserva con soddisfazione che i cittadini hanno utilizzato il registro elettronico del SEAE con una frequenza più elevata rispetto al 2017; chiede al SEAE di garantire una risposta rapida alle richieste dei cittadini;

60.  accoglie con favore l'entrata in vigore nel 2020 delle tre decisioni congiunte sulle condizioni di impiego, "LA-cassa malattia" e "LA-fondo previdenziale", che introducono un nuovo quadro di norme per gli agenti locali nelle delegazioni, al fine di modernizzare e migliorare i regimi di sicurezza sociale; accoglie con favore il primo sondaggio congiunto del personale SEAE-Commissione presso le delegazioni nel 2018; sostiene l'avvio di un audit interno sull'assunzione e la gestione di agenti locali per ovviare a talune carenze riscontrate dalla Corte nelle procedure di assunzione di agenti locali presso le delegazioni (ad esempio, mancanza di trasparenza per quanto riguarda talune fasi della procedura);

61.  prende atto dell'audit del servizio di audit interno sul coordinamento "CE-SEAE" e rileva con soddisfazione che l'audit ha stabilito che le attività di coordinamento tra i servizi della Commissione (DG DEVCO, DG NEAR e DG FPI) e il SEAE sono nel complesso efficaci ed efficienti; rileva, tuttavia, la necessità di definire una visione non frammentata dell'intera assistenza esterna dell'Unione a un determinato paese e la necessità di rafforzare, in coordinamento con la DG DEVCO e la DG NEAR, la valutazione e la gestione dei rischi, elaborando un quadro comune in materia di incertezza e strategie di attenuazione;

62.  richiama l'attenzione sulle conclusioni e sulle raccomandazioni della relazione speciale n. 15/2018 della Corte, dal titolo "Il potenziamento della capacità delle forze di sicurezza interna in Niger e in Mali: i progressi sono solo lenti e limitati"; invita il SEAE ad: (i) adottare misure per migliorare l'efficienza operativa delle missioni, fornendo un orientamento pratico adeguato e un sostegno sufficiente, (ii) migliorare il tasso di occupazione dei posti nelle missioni, (iii) stabilire mandati e bilanci in funzione delle operazioni e elaborare una strategia di uscita comune e globale che definisca chiaramente i ruoli e le responsabilità nella chiusura delle missioni della politica di sicurezza e di difesa comune, (iv) aumentare l'attenzione nei confronti degli aspetti della sostenibilità e (v) migliorare gli indicatori di rendimento e le valutazioni d'impatto del SEAE per monitorare e valutare adeguatamente l'esecuzione dei compiti;

63.  sostiene il rafforzamento del collegamento tra processo decisionale, diplomazia pubblica e comunicazione strategica; osserva, in tale contesto, che 3 milioni di EUR sono stati assegnati al SEAE nel 2018 (a fronte di 1,1 milioni di EUR nel 2017) per consolidare la propria azione "Comunicazione strategica plus" al fine di contrastare la disinformazione e le minacce ibride, sviluppare la resilienza all'interferenza estera, rilevando al contempo lo sviluppo di servizi di intelligence imprenditoriali;

64.  pone l'accento sulla necessità di contrastare la propaganda e denunciare la disinformazione e l'influenza estera malevola; sottolinea l'importanza della task force di comunicazione strategica del SEAE e chiede che sia dotata delle risorse finanziarie e umane necessarie;

65.  accoglie con favore la creazione del sistema di allerta rapida, istituito tra le istituzioni dell'Unione e gli Stati membri per facilitare la condivisione delle migliori prassi relative alle campagne di disinformazione e coordinare le risposte sulla base delle informazioni open source fornite dal mondo accademico, dai verificatori di fatti, dalle piattaforme online e dai partner internazionali; incoraggia il SEAE a sviluppare una visione a lungo termine per il sistema di allerta rapida e a promuovere il coordinamento con gli Stati membri e altri partner chiave; incoraggia inoltre il SEAE a promuovere il sito web EUvsDisinfo.eu che contiene oltre 5 000 casi di disinformazione, ma ha generato solo 1,2 milioni di visualizzazioni nel 2018;

66.  sostiene gli sforzi del SEAE volti a rafforzare l'intera gamma delle questioni relative alla sicurezza fisica e informatica dalla sicurezza del personale e degli edifici con l'acquisto di nuove attrezzature di sicurezza, alla formazione dei responsabili della sicurezza regionale, al fine di preservare gli interessi del SEAE in materia di sicurezza e fornire ulteriore know-how in materia di sicurezza, attuando una gestione formale dei rischi di sicurezza e la sfida e la politica in materia di cibersicurezza; plaude, in particolare, all'avvio del programma di sensibilizzazione in materia di sicurezza per ridurre i rischi nella sede centrale, sulla base dell'indagine condotta sul personale nel 2018, e del sistema di gestione dei rischi per la sicurezza nelle delegazioni, al fine di standardizzare la segnalazione delle minacce alla sicurezza locale, compresi i rischi per la salute e la sicurezza; incoraggia il SEAE a continuare con una vera politica di digitalizzazione dei suoi servizi;

67.  accoglie con favore la prima relazione di follow-up della risoluzione sul discarico relativa al SEAE per l'esercizio 2017 adottata a maggioranza dei deputati e l'impegno del SEAE ad affrontare le principali raccomandazioni e osservazioni sollevate durante la procedura di discarico con l'obiettivo di migliorare ulteriormente la gestione dei fondi dell'Unione;

68.  chiede al SEAE di fornire una relazione di follow-up per l'esercizio 2018 a norma dell'articolo 266 del regolamento finanziario;

69.  accoglie con favore le nuove iniziative volte a migliorare la comunicazione con i cittadini dell'Unione sull'importanza della diplomazia pubblica e delle comunicazioni strategiche quale parte integrante delle relazioni esterne dell'Unione; incoraggia il SEAE ad investire nelle comunicazioni digitali, attraverso i social media e i suoi siti web; si compiace del fatto che il SEAE inizi a coinvolgere moltiplicatori nella gestione di campagne di sensibilizzazione pubblica a livello europeo. incoraggia ulteriormente l'uso di piattaforme di social network open source self-hosted, con un'attenzione particolare per la protezione dei dati degli utenti;

70.  si rammarica del fatto che il SEAE non disponga ancora di un sistema di gestione ambientale; rileva che sono stati compiuti sforzi per promuovere il ricorso alla videoconferenza; chiede, tuttavia, al SEAE di mettere in atto un piano d'azione concreto al fine di ridurre la sua impronta ambientale delle proprie sedi e delegazioni.

71.  accoglie con favore il programma di distacco a breve termine tra il SEAE e il Parlamento; evidenzia il ruolo svolto da tale programma ai fini di una maggiore comprensione reciproca delle strutture e dei metodi di lavoro di ciascuna istituzione, che ha portato a un miglioramento della cooperazione tra le due istituzioni; incoraggia il SEAE a promuovere più attivamente tale programma tra il suo personale onde aumentare il numero di partecipanti; raccomanda inoltre di ampliare il programma di scambi diplomatici e di distacco tra il SEAE e i servizi diplomatici degli Stati membri, che mira a contribuire all'evoluzione di una cultura diplomatica condivisa;

72.  sottolinea la crescente importanza della politica dell'UE per la regione artica e la necessità di rafforzare la credibilità dell'Unione tra i partner garantendo la stabilità del posto di ambasciatore dell'UE per l'Artico.

(1) GU L 57 del 28.2.2018.
(2) GU C 327 del 30.9.2019, pag. 1.
(3) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.
(4) GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 9.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(7) Decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) (GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30).


Discarico 2018: impresa comune SESAR
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune SESAR per l'esercizio 2018 (2019/2100(DEC))
P9_TA(2020)0095A9-0044/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune SESAR relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 18 febbraio 2020 sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0066/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(4), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 219/2007 del Consiglio, del 27 febbraio 2007, relativo alla costituzione di un'impresa comune per la realizzazione del sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo (SESAR)(5), in particolare l'articolo 4 ter,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0044/2020),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'impresa comune SESAR per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'impresa comune SESAR, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 2020 sulla chiusura dei conti dell'impresa comune SESAR relativi all'esercizio 2018 (2019/2100(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune SESAR relativi all'esercizio 2018,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni(7),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(8) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sul discarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0066/2019),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(10), in particolare l'articolo 70,

–  visto il regolamento (CE) n. 219/2007 del Consiglio, del 27 febbraio 2007, relativo alla costituzione di un'impresa comune per la realizzazione del sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo (SESAR)(11), in particolare l'articolo 4 ter,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(12),

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0044/2020),

1.  approva la chiusura dei conti dell'impresa comune SESAR relativi all'esercizio 2018;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'impresa comune SESAR, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune SESAR per l'esercizio 2018 (2019/2100(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune SESAR per l'esercizio 2018,

–  visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0044/2020),

A.  considerando che l'impresa comune SESAR (l'"impresa comune") è stata istituita nel febbraio 2007 con il compito di gestire il programma di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (SESAR), che mira a modernizzare la gestione del traffico aereo nell'Unione;

B.  considerando che, a seguito dell'adozione del regolamento (UE) n. 721/2014 del Consiglio, SESAR 2020 ha esteso la durata dell'impresa comune fino al 31 dicembre 2024;

C.  considerando che l'impresa comune è stata concepita come un partenariato pubblico-privato di cui l'Unione ed Eurocontrol sono membri fondatori;

D.  considerando che il contributo dell'Unione per la fase di realizzazione del SESAR 2020 per il periodo 2014-2024 finanziato da Orizzonte 2020 è pari a 585 000 000 EUR; che nel quadro dei nuovi accordi di adesione per Orizzonte 2020, il contributo di Eurocontrol dovrebbe ammontare a circa 500 000 000 EUR, mentre gli altri partner del settore dell'aviazione devono apportare un contributo di almeno 500 000 000 EUR, che costituisce circa il 90 % dei contributi in natura provenienti da Eurocontrol e altri partner;

Aspetti generali

1.  osserva che, secondo la relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'impresa comune relativi all'esercizio terminato il 31 dicembre 2018 (la "relazione della Corte"), tali conti presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2018, nonché i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario dell'impresa e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

2.  constata che, secondo la relazione della Corte, le operazioni su cui sono basati i conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

3.  osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale dei progetti di successo finanziati dall'Unione; reputa importante incrementare la visibilità dei risultati dell'impresa comune e la diffusione di informazioni sul valore aggiunto; invita l'impresa comune a perseguire una politica di comunicazione proattiva che diffonda i risultati della sua ricerca presso il grande pubblico, ad esempio attraverso i social media o altri mezzi di informazione, sensibilizzando quindi l'opinione pubblica sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

4.  chiede alla Corte di valutare la solidità e l'affidabilità della metodologia per il calcolo e la valutazione dei contributi in natura; osserva che la valutazione deve analizzare la concezione e la solidità degli orientamenti per l'attuazione della procedura relativa ai contributi in natura, al fine di fornire assistenza nel processo di pianificazione, rendicontazione e certificazione dei contributi in natura;

5.  rammenta che la SESAR rappresenta il pilastro tecnologico dell'iniziativa Cielo unico europeo (SES) e che il suo ruolo consiste nel coordinare e attuare la ricerca per contribuire a superare la frammentazione del SES; sottolinea che uno dei maggiori successi dell'impresa comune include le rotte libere per ridurre i voli e le emissioni di carburante; ritiene pertanto che l'impresa comune potrebbe essere ulteriormente utilizzata per contribuire alla sostenibilità del settore dell'aviazione;

6.  sottolinea l'importanza del lavoro dell'impresa comune per contribuire ad accelerare la diffusione delle innovazioni; sottolinea inoltre il suo ruolo nel considerevole sviluppo dell'U-Space e nella creazione di un modello che consenta l'introduzione e l'utilizzo sicuri di droni nello spazio aereo inferiore, che costituiscono la base per un settore moderno in rapida crescita;

Gestione finanziaria e di bilancio

7.  rileva che nel 2018 il bilancio in stanziamenti di pagamento ammontava a 94 800 000 EUR (90 900 000 EUR nel 2017), mentre il bilancio in stanziamenti di impegno era pari a 129 517 762 EUR (109 900 000 EUR nel 2017); osserva che, compresi gli stanziamenti inutilizzati degli anni precedenti, che l'impresa comune ha reinserito nel bilancio dell'anno in corso, e le entrate con destinazione specifica, il totale del bilancio per i pagamenti disponibile ammontava a 166 465 000 EUR (213 000 000 EUR nel 2017) e il totale del bilancio per gli impegni disponibile era di 175 918 000 EUR (130 900 000 EUR nel 2017);

8.  osserva che nel dicembre 2016 SESAR 1 è stato formalmente chiuso e l'ultimo pagamento finale di una sovvenzione è stato erogato nel dicembre 2017 e gli stanziamenti di pagamento inutilizzati degli anni precedenti, per un valore di 40 000 000 EUR, sono stati riportati al 2018 per il rimborso dei contributi in denaro ricevuti in eccesso dai membri dell'industria di SESAR 1 e per il pagamento di dichiarazioni di spesa tardive ma ancora giustificate per il settimo programma quadro e i progetti della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T); osserva con preoccupazione che, alla fine del 2018, solo 1 800 000 EUR (5 %) di tali stanziamenti hanno potuto essere utilizzati per i pagamenti correttivi, 20 000 000 EUR (50 %) hanno dovuto essere annullati e 18 200 000 EUR (45 %) sono stati riportati al 2019; deplora che, alla fine del 2018, nella fase di chiusura di SESAR 1, l'impresa comune registrava ancora un gran numero di impegni aperti pari a 61 400 000 EUR e che tali risorse assegnate all'impresa comune non saranno interamente utilizzate;

Esecuzione del bilancio pluriennale a titolo del settimo programma quadro e della TEN-T

9.  rileva che dei 1 284 300 000 EUR di contributi in natura e in denaro a carico degli altri membri per le attività operative e amministrative dell'impresa comune (700 000 000 EUR da parte di Eurocontrol e 584 300 000 EUR da parte dei membri del settore del traffico aereo), alla fine del 2018 l'impresa comune aveva convalidato contributi pari a 1 099 800 000 EUR (560 700 000 EUR da parte di Eurocontrol e 539 100 000 EUR da parte del settore del traffico aereo);

Esecuzione del bilancio pluriennale nell'ambito di Orizzonte 2020

10.  rileva che, della sovvenzione dell'Unione di 585 000 000 EUR nel quadro di Orizzonte 2020, entro la fine del 2018 il contributo in denaro cumulativo dell'Unione (direzione generale della Mobilità e dei trasporti - DG MOVE) alle attività operative dell'impresa comune ammontava a 216 900 000 EUR e che gli altri membri si sono impegnati a fornire contributi in natura e in denaro per almeno 1 000 000 000 EUR alle attività operative dell'impresa comune SESAR 2020 (un importo stimato di 500 000 000 EUR da parte di Eurocontrol e altri 500 000 000 EUR, secondo le stime, dal settore del traffico aereo); osserva, inoltre, che alla fine del 2018 gli altri membri avevano contribuito con un importo di 14 400 000 EUR in denaro e avevano versato un contributo convalidato in natura pari a 114 000 000 EUR, mentre un altro contribuito in natura di 120 200 000 EUR era stato annunciato, ma non era stato ancora convalidato;

11.  rileva che per SESAR 2020, alla fine del 2018, l'impresa comune aveva applicato rispettivamente l'81 % e il 61 % degli stanziamenti di impegno e di pagamento disponibili per i progetti di Orizzonte 2020 e aveva cancellato circa 44 600 000 EUR (35 %) degli stanziamenti di pagamento disponibili per Orizzonte 2020 (i tassi di utilizzo per gli stanziamenti di impegno e di pagamento nel 2017 erano rispettivamente dell'80,24 % e del 67,97 %);

12.  prende atto delle osservazioni della Corte secondo cui la scarsa attuazione e gli elevati tassi di cancellazione per gli stanziamenti di pagamento di Orizzonte 2020 disponibili nel 2018 sono dovuti principalmente alla pianificazione di bilancio conservatrice dell'impresa comune e non tenendo pienamente conto dell'importo degli stanziamenti di pagamento inutilizzati degli esercizi precedenti nella pianificazione e nel monitoraggio di bilancio;

Prestazione

13.  prende atto dei principali indicatori di prestazione dell'impresa comune nel 2018, in particolare i previsti valori dell'effetto leva PPP alla fine del programma:

   tramite metodo di valutazione intermedia: 1,22,
   tramite metodo di valutazione intermedia perfezionata: 1,26,
   per Orizzonte 2020: 2,26, e
   effetto leva del partenariato: 1,74;

14.  osserva che l'impresa comune ha conseguito i suoi principali obiettivi strategici e operativi, come indicato nel documento unico di programmazione per il periodo 2017-2019;

15.  ricorda all'impresa comune il suo invito ad adottare misure per conseguire l'effetto leva obiettivo sull'intero periodo 2014-2020 di 1,41;

16.  osserva che il rapporto relativo al costo di gestione (bilancio amministrativo/operativo) rimane inferiore al 5%, evidenziando in tal modo una struttura organizzativa dell'impresa comune piuttosto snella ed efficiente;

17.  osserva che l'impresa comune SESAR figura tra le diverse imprese comuni che hanno registrato maggiori sinergie operative con le agenzie decentrate dell'Unione che operano nei rispettivi settori della ricerca e dell'innovazione, in particolare l'impresa comune e l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea hanno collaborato in materia di droni;

18.  osserva che nella relazione annuale di attività dell'impresa comune per il 2018, le informazioni sugli indicatori chiave di prestazione sull'equilibrio di genere sono fornite solo per il 2017 e non per il 2018; nota che le informazioni per il 2017 si riferiscono agli inviti a presentare proposte dell'impresa comune relativi al programma Orizzonte 2020 nel 2016, con i seguenti dati relativi agli indicatori chiave di prestazione: percentuale di donne nei progetti Orizzonte 2020 - 15,4 %; percentuale di donne coordinatrici di progetti - 12 %; percentuale di donne nei gruppi di consulenza e di esperti della Commissione, ecc. - 33,3 %;

19.  rileva che l'impresa comune ha condotto tre importanti iniziative che sono state fondamentali per definire la visione per il futuro della gestione del traffico aereo (ATM) in Europa nel 2018 e che i risultati di tali iniziative, riconosciuti da tutta la comunità ATM, sono stati trasferiti alla Commissione che adotterà le prossime misure per la loro inclusione nel quadro legislativo e politico dell'aviazione;

20.  riconosce che, oltre ai risultati dei progetti di ricerca esplorativa, l'impresa comune ha dimostrato di essere un attore chiave nell'innovazione per l'aviazione attraverso l'integrazione di nuovi operatori al di là dei tradizionali attori della ricerca e dell'innovazione ATM;

Procedure di appalto e di assunzione

21.  rileva che, secondo la relazione della Corte, al 31 dicembre 2018 l'impresa comune contava 42 dipendenti (nel 2017: 40);

22.  osserva che nel 2018 l'impresa comune ha siglato 48 contratti, tra cui 37 contratti specifici che attuano i contratti quadro e gli accordi interistituzionali dell'impresa comune, e sono state avviate anche 12 procedure di appalto: cinque procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, cinque procedure negoziate con un valore molto basso, basso e medio, tre bandi di gara aperti e un premio;

23.  osserva che, nell'ambito dell'accordo di delega della DG MOVE, l'impresa comune ha lanciato nel gennaio 2018 un invito aperto a presentare proposte per studi e dimostrazioni sulla gestione del traffico di droni in Europa (U-Space Call), con un importo massimo della sovvenzione pari a 9 500 000 EUR, finanziato tramite il fondo del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) della Commissione; prende atto con profonda preoccupazione delle conclusioni della Corte secondo cui, sebbene i criteri di aggiudicazione dell'invito abbiano in generale rispettato gli orientamenti definiti nel regolamento (UE) n. 1316/2013(13), vi sono state, secondo la Corte, numerose sovrapposizioni e incoerenze tra i criteri di aggiudicazione e i loro sottocriteri, che potrebbero mettere a rischio l'efficacia globale del processo di valutazione delle sovvenzioni e devono essere risolte nella fase di progettazione e preparazione dell'invito;

Controllo interno

24.  riconosce che le procedure di controllo ex ante dell'impresa comune sono affidabili, in particolare, per i pagamenti intermedi e finali nell'ambito del Settimo programma quadro, l'impresa comune espleta audit ex post a livello dei beneficiari, mentre per i pagamenti nell'ambito del programma Orizzonte 2020 gli audit ex post ricadono sotto la responsabilità del Servizio comune di audit della Commissione; rileva che i tassi di errore residuo per gli audit ex post indicati dall'impresa comune alla fine del 2018 erano dell'1,29 % per il Settimo programma quadro e dell'1,33 % per Orizzonte 2020;

25.  apprende dal seguito dato dall'impresa comune alla risoluzione di discarico per l'esercizio 2017 del Parlamento che l'impresa comune ha adottato misure per rispondere alle preoccupazioni del Parlamento, in particolare ha nominato un nuovo capo della squadra Bilancio e finanze, che la squadra incorpora un nuovo responsabile delle finanze e un nuovo assistente finanziario, che l'impresa comune sta assumendo un nuovo direttore finanziario e che dispone di una nuova procedura di bilancio, il che ha portato a una tempestiva preparazione del bilancio dettagliato;

Audit interni

26.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione (SAI) ha pubblicato la relazione finale di audit sul coordinamento tra l'impresa comune e il Centro comune di supporto (CCS) e l'attuazione degli strumenti e dei servizi del CCS, che ha portato a tre importanti raccomandazioni; osserva che l'impresa comune ha definito un piano d'azione dettagliato per affrontare i rischi alla base di tali raccomandazioni, che avrebbe dovuto essere attuato nel corso del 2019;

27.  osserva che nel 2018 la struttura di audit interno (IAC) ha svolto attività incentrate sugli audit di affidabilità e sugli incarichi di consulenza; osserva che la struttura di audit interno ha condotto un audit di follow-up sulle assunzioni e ha partecipato attivamente all'esercizio di valutazione del rischio dell'impresa comune, ha tenuto contatti con il SAI, la Corte e altri pertinenti soggetti di audit, ha monitorato l'attuazione dei piani d'azione dell'impresa comune relativi a audit passati e ha dato seguito alla procedura di discarico;

28.  rileva che l'impresa comune ha tenuto, nel luglio 2018, un seminario sulla gestione del rischio istituzionale per riferire in merito alla gestione dei rischi e convalidare le principali modifiche connesse ai rischi istituzionali;

Questioni riguardanti la fase di attuazione del progetto SESAR

29.  osserva che nel 2019 la Corte ha pubblicato la relazione speciale n. 11/2019 sul regolamento dell'Unione per la modernizzazione della gestione del traffico aereo; osserva che, nella sua relazione speciale, la Corte ha valutato il modo in cui Commissione ha gestito la realizzazione di SESAR dal 2011, se l'intervento dell'Unione si sia concentrato sui progetti con maggior necessità di sostegno e se abbia conferito un valore aggiunto alla gestione del traffico aereo nell'Unione; prende atto della necessità di una gestione efficace del traffico aereo in futuro, in modo da garantire la sicurezza e l'efficienza;

30.  prende atto con preoccupazione delle constatazioni della Corte secondo cui la maggior parte dei progetti sottoposti ad audit sarebbe stata finanziata senza il sostegno finanziario dell'Unione, vi sono state carenze nell'attuazione del regime di finanziamento, in particolare un'insufficiente definizione delle priorità, e i benefici della gestione del traffico aereo in un contesto operativo devono ancora essere dimostrati;

31.  invita la Commissione a informare l'autorità di discarico in merito alle misure adottate per attenuare eventuali conflitti di interesse, in particolare per quanto riguarda la selezione dei progetti;

32.  sostiene le raccomandazioni della Corte volte ad affrontare tali questioni e osserva che la Commissione ha accettato tutte le raccomandazioni della Corte; invita la Commissione a dare seguito all'attuazione delle raccomandazioni della Corte.

Trasporti e turismo

33.  osserva che l'impresa comune ha presentato il suo bilancio in due sezioni separate: 1) SESAR 1 e 2) SESAR 2020; rileva inoltre che SESAR 1 è stata cofinanziata a titolo del programma TEN-T e del settimo Programma quadro per la ricerca, mentre SESAR 2020 è cofinanziata a titolo di Orizzonte 2020;

34.  osserva che i tassi di esecuzione erano dell'83 % per gli stanziamenti di impegno e del 47 % per gli stanziamenti di pagamento (per SESAR 1 del 99 % e del 5 % e per SESAR 2020 dell'81 % e del 61 %); osserva che il basso tasso di esecuzione complessivo dei pagamenti è dovuto principalmente al tasso ridotto per SESAR 1, che rispecchia la chiusura finanziaria dei suoi progetti e la liquidazione del programma, nonché agli sforzi profusi dall'impresa comune per contenere al minimo necessario i costi di funzionamento;

35.  sottolinea che per l'ulteriore sviluppo dello spazio aereo europeo nel quadro del SES2+ e l'integrazione dei droni sono necessarie risorse finanziarie e umane sufficienti;

36.  prende atto che l'impresa comune ha operato nel pieno rispetto di quattro quadri diversi: Orizzonte 2020, il programma U-Space per attività di dimostrazione dei droni del meccanismo per collegare l'Europa (MCE), nonché due quadri specifici per l'appalto del servizio di geo-fencing attivo e lo studio per elaborare una proposta sulla futura architettura dello spazio aereo europeo; riconosce che questi diversi quadri giuridici comportano un elevato grado di complessità per l'impresa comune e conseguentemente si congratula con essa per aver attuato con successo i progetti di innovazione;

37.  sottolinea l'importanza del lavoro dell'impresa comune per contribuire ad accelerare la diffusione delle innovazioni; sottolinea inoltre il suo ruolo nel considerevole sviluppo dell'U-Space e nella creazione di un modello che consenta l'introduzione e l'utilizzo sicuri di droni nello spazio aereo inferiore, che costituiscono la base per un settore moderno in rapida crescita; sottolinea l'importanza dell'impresa comune nella preparazione all'aggiornamento del piano generale ATM europeo verso un Cielo europeo digitalizzato, mediante una trasformazione digitale dell'aviazione, olistica e incentrata sui passeggeri; ritiene pertanto che il ruolo dell'impresa comune dovrebbe essere riconosciuto e rafforzato nel prossimo quadro finanziario pluriennale;

38.  rileva che l'impresa comune ha continuato la chiusura finanziaria e amministrativa di SESAR 1; osserva che il tasso di esecuzione complessivo effettivo è stato dell'89,9 %; osserva che sul conto bancario virtuale dell'impresa comune figurano 30,7 milioni di EUR per coprire tutti i restanti obblighi che incombono su SESAR 1 e che, stando alle previsioni di pagamento e di recupero, l'impresa comune dovrebbe chiudere SESAR 1 con un'eccedenza di liquidità stimata pari a 30,6 milioni di EUR; rammenta che i risultati di bilancio accumulati relativi a SESAR 1 saranno utilizzati per rimborsare i contributi in denaro in eccesso dei membri dell'impresa comune mentre l'importo restante non utilizzato sarà restituito all'Unione;

39.  osserva che il 2018 è stato il primo anno di SESAR 2020 in cui non ci sono stati progetti di SESAR 1; osserva inoltre che le entrate riscosse da SESAR 2020 nel 2018 ammontavano a 96 milioni di EUR e che il contributo dell'Unione è stato pari a 88,2 milioni di EUR mentre quello di Eurocontrol è stato di 5,2 milioni di EUR;

40.  osserva che gli stanziamenti di pagamento inutilizzati nel 2018 hanno comportato un'eccedenza di 19,3 milioni di EUR che è tuttora conservata dall'impresa comune (di cui 0,05 milioni di EUR per SESAR 1 e 19,25 milioni di EUR per SESAR 2020) e che l'eccedenza accumulata ammonta a 77,24 milioni di EUR (di cui 30,93 milioni di EUR per SESAR 1 e 46,31 milioni di EUR per SESAR 2020);

41.  rileva che gli ultimi audit di SESAR 1 relativi ai pagamenti effettuati nel 2017 sono stati avviati nel 2018 e che il quarto ciclo di audit, che consiste di 23 esercizi di audit in 8 Stati membri, è stato completato; è preoccupato per il tasso di errore residuo del 5,07 % registrato nel 2018;

42.  prende atto dei risultati dell'esercizio di analisi comparativa delle risorse umane nel 2018: 61,67 % di posti operativi, 28,57 % di posti amministrativi e 9,76 % di posti neutri.

(1) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(2) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 26.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(5) GU L 64 del 2.3.2007, pag. 1.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 1.
(8) GU C 426 del 18.12.2019, pag. 26.
(9) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(10) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(11) GU L 64 del 2.3.2007, pag. 1.
(12) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(13) Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).