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Testi approvati
Mercoledì 17 giugno 2020 - BruxellesEdizione definitiva
Istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili ***II
 Statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale ***II
 Richiesta di revoca dell'immunità di Gunnar Beck
 Richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt

Istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili ***II
PDF 113kWORD 42k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 giugno 2020 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088 (05639/2/2020 – C9-0132/2020 – 2018/0178(COD)
P9_TA(2020)0130A9-0107/2020

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (05639/2/2020 – C9-0132/2020),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 17 ottobre 2018(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 5 dicembre 2018(2),

–  vista la sua posizione in prima lettura(3) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0353),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo provvisorio approvato dalle commissioni competenti a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento,

–  visto l'articolo 67 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ai sensi dell'articolo 58 del regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A9-0107/2020),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

3.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU C 62 del 15.2.2019, pag. 103.
(2) GU C 86 del 7.3.2019, pag. 24.
(3) Testi approvati del 28.3.2019, P8_TA(2019)0325.


Statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale ***II
PDF 111kWORD 41k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 giugno 2020 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 862/2007, relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale (15300/1/2019 – C9-0102/2020 – 2018/0154(COD))
P9_TA(2020)0131A9-0108/2020

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (15300/1/2019 – C9-0102/2020),

–  vista la sua posizione in prima lettura(1) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0307),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento,

–  visto l'articolo 67 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A9‑0108/2020),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

3.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) Testi approvati del 16.4.2019, P8_TA(2019)0359.


Richiesta di revoca dell'immunità di Gunnar Beck
PDF 121kWORD 43k
Decisione del Parlamento europeo del 17 giugno 2020 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Gunnar Beck (2019/2154(IMM))
P9_TA(2020)0132A9-0036/2020

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità di Gunnar Beck, trasmessa il 29 ottobre 2019 dal ministero federale tedesco della Giustizia e della Protezione dei consumatori, in relazione alla procedura n. 80 AR 137/19 e comunicata in Aula il 25 novembre 2019,

–  avendo ascoltato Gunnar Beck a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011, 17 gennaio 2013 e 30 aprile 2019(1),

–  visto l'articolo 46 della Costituzione della Repubblica federale tedesca,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A9-0036/2020),

A.  considerando che il Procuratore capo di Düsseldorf ha chiesto la revoca dell'immunità di Gunnar Beck, deputato al Parlamento europeo, in relazione a un'eventuale indagine su un presunto uso improprio di titoli, reato stabilito e punibile ai sensi della sezione 132a(1)(1) del codice penale tedesco;

B.  considerando che l'indagine non concerne opinioni o voti espressi da Gunnar Beck nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea;

C.  considerando che l'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea stabilisce che i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul loro territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese;

D.  considerando che, sulla scheda elettorale per l'elezione dei deputati al Parlamento europeo del 26 maggio 2019 Gunnar Beck figura come "Prof. Dr. Gunnar Beck, Hochschuldozent [docente universitario], Barrister-at-Law für EU-Recht [specializzato in diritto dell'Unione europea], Neuss (NW)"; che nel 1996 Gunnar Beck ha conseguito un dottorato in filosofia a Oxford, Gran Bretagna, mentre in Germania non ha ottenuto il titolo né di professore né di dottore; che, prima della tornata costitutiva del Parlamento europeo, la Procura di Düsseldorf ha aperto un'indagine sulla base di comunicati stampa e denunce penali per il presunto uso improprio di un titolo ai sensi della sezione 132a(1)(1) del codice penale tedesco; che, poco dopo il 5 luglio 2019 e presumibilmente il 9 luglio 2019, l'indagine è stata sospesa in seguito all'elezione di Gunnar Beck al Parlamento europeo; che, il 4 settembre 2019, il Procuratore capo di Düsseldorf ha presentato una richiesta di revoca dell'immunità di Gunnar Beck presso il ministero federale tedesco della Giustizia e della Protezione dei consumatori in vista di rilanciare l'indagine sul presunto uso improprio di un titolo ai sensi della sezione 132a(1)(1) del codice penale tedesco;

E.  considerando che, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 8, del regolamento, la commissione giuridica "in nessun caso si pronuncia sulla colpevolezza o meno del deputato né sull'opportunità o meno di perseguire penalmente le opinioni o gli atti che gli sono attribuiti, anche qualora l'esame della richiesta abbia fornito alla commissione una conoscenza approfondita del merito della questione";

F.  considerando che, a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento, l'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri;

G.  considerando che l'immunità parlamentare è intesa a proteggere il Parlamento e i deputati che lo compongono da procedimenti penali relativi ad attività svolte nell'esercizio del mandato parlamentare e che non possono essere disgiunte da tale mandato;

H.  considerando che, in questo caso, il Parlamento non ha riscontrato alcuna prova di fumus persecutionis, vale a dire elementi effettivi dai quali si evinca che l'intento alla base del procedimento giudiziario potrebbe essere quello di danneggiare l'attività politica di un deputato e di conseguenza il Parlamento europeo;

1.  decide di revocare l'immunità di Gunnar Beck;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente alle autorità tedesche e a Gunnar Beck.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23. sentenza del Tribunale del 30 aprile 2019, Briois/Parlamento, T-214/18, ECLI:EU:T:2019:266.


Richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt
PDF 119kWORD 43k
Decisione del Parlamento europeo del 17 giugno 2020 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt (2019/2149(IMM))
P9_TA(2020)0133A9-0037/2020

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt, trasmessa il 15 ottobre 2019 dal tribunale distrettuale di Varsavia-Śródmieście, V sezione penale, nel quadro di un procedimento penale pendente in esito alla presentazione di un atto di accusa privato presso lo stesso tribunale (rif. X K 7/18), e comunicata in Aula il 13 novembre 2019,

–  avendo ascoltato Guy Verhofstadt, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visto l'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011, 17 gennaio 2013 e 30 aprile 2019(1),

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A9-0037/2020),

A.  considerando che il giudice del tribunale distrettuale di Varsavia-Śródmieście (Polonia), V sezione penale, ha presentato una richiesta di revoca dell'immunità parlamentare di Guy Verhofstadt in relazione a determinate dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo il 15 novembre 2017 nel corso di una discussione durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo; che nella motivazione della decisione del suddetto tribunale distrettuale si indica che "si deve ritenere che l'autorizzazione a procedere spetta al pubblico ministero, e in questo caso specifico al procuratore", che "se il procuratore non interviene nel procedimento in esame e, contemporaneamente, il Tribunale si rifiuta di presentare la richiesta di revoca dell'immunità, il ricorrente è privato della possibilità di far valere i suoi diritti nei confronti delle persone protette dall'immunità del Parlamento europeo" e che "la disposizione esaminata [articolo 9, paragrafo 12, del suo regolamento] non stabilisce che il tribunale debba redigere la richiesta in questione ma che debba semplicemente trasmetterla. Quindi chiedere la revoca dell'immunità parlamentare equivale sostanzialmente a una mera trasmissione formale della richiesta del ricorrente privato"; che tale richiesta di revoca dell'immunità parlamentare è stata dunque trasmessa dall'autorità giudiziaria conformemente all'articolo 9, paragrafo 12, del suo regolamento, pur osservando che l'articolo 9, paragrafo 1, del suo regolamento prevede che ogni richiesta di revoca dell'immunità sia trasmessa da "un'autorità competente di uno Stato membro", non essendo i due concetti identici;

B.  considerando che Guy Verhofstadt è stato accusato, con atto di accusa privato presentato dal rappresentante del ricorrente privato presso detto tribunale, di avere insultato, agendo con dolo eventuale, il ricorrente; che, nel suo intervento durante una discussione in Aula sullo stato di avanzamento dello Stato di diritto e della democrazia in Polonia, rilanciato dai mezzi di comunicazione, Guy Verhofstadt ha definito i partecipanti alla Marcia dell'indipendenza tenutasi nel 2017 a Varsavia "fascisti, neonazisti e suprematisti bianchi"; che il ricorrente era tra i partecipanti a tale marcia;

C.  considerando che, con tali dichiarazioni, Guy Verhofstadt avrebbe pubblicamente insultato il ricorrente in sua assenza, addebitandogli fatti che gli arrecano pregiudizio agli occhi dell'opinione pubblica – il che, secondo il ricorrente, rischierebbe di privarlo della fiducia necessaria per ricoprire una data funzione, esercitare professioni diverse o svolgere un dato tipo di attività – e commettendo il reato di cui all'articolo 216, paragrafo 2, in combinato disposto con l'articolo 212, paragrafo 2, e l'articolo 11, paragrafo 2, del codice penale polacco;

D.  considerando che l'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri;

E.  considerando che, da un lato, il Parlamento non può essere equiparato a un organo giurisdizionale e, dall'altro, il deputato, nell'ambito di una procedura di revoca dell'immunità, non può essere considerato "imputato"(2);

F.  considerando che l'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea dispone che i membri del Parlamento europeo non possano essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni;

G.  considerando che Guy Verhofstadt ha rilasciato le sue dichiarazioni nel corso di una sessione plenaria del Parlamento europeo, all'interno dell'Aula stessa, nell'esercizio delle sue funzioni di deputato al Parlamento europeo;

H.  considerando che le dichiarazioni rese da Guy Verhofstadt rientrano quindi nell'esercizio delle sue funzioni di deputato e della sua attività al Parlamento europeo;

1.  decide di non revocare l'immunità di Guy Verhofstadt;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente all'autorità competente della Repubblica di Polonia e a Guy Verhofstadt.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza del Tribunale del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI: EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23; sentenza del Tribunale del 30 aprile 2019, Briois/Parlement, T-214/18 ECLI:EU:T:2019:266.
(2) Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 19 dicembre 2019, Oriol Junqueras Vies, C-502/19, ECLI:EU:C:2019:1115.

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