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Testi approvati
Mercoledì 16 settembre 2020 - BruxellesEdizione provvisoria
Il ruolo dell'UE per la tutela e il ripristino delle foreste del pianeta
 Cooperazione UE-Africa in materia di sicurezza nella regione del Sahel, nell'Africa occidentale e nel Corno d'Africa
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: commissioni imposte dall'ESMA alle CCP di paesi terzi
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: criteri per determinare la rilevanza sistemica delle CCP di paesi terzi
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: elementi minimi per valutare la conformità comparabile delle CCP di paesi terzi e le modalità
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto di esecuzione: modifiche all'International Financial Reporting Standard 16
 Modifica della decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile ***I
 Sistema globale di rilevazione dei dati sul consumo di combustibile delle navi ***I
 Progetto di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea *
 Relazione sull'attuazione dell'accordo di associazione UE-Georgia

Il ruolo dell'UE per la tutela e il ripristino delle foreste del pianeta
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Risoluzione del Parlamento europeo del 16 settembre 2020 sul ruolo dell'UE nella protezione e nel ripristino delle foreste del pianeta (2019/2156(INI))
P9_TA-PROV(2020)0212A9-0143/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 11, l'articolo 191, paragrafo 1, e l'articolo 208,

–  vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 17 aprile 2018(1),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite per il periodo 2015-2030,

–  visto l'accordo di Parigi raggiunto in occasione della 21a sessione della Conferenza delle Parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC),

–  visti la convenzione sulla diversità biologica del 1992, il piano strategico globale per la biodiversità 2011-2020 e gli obiettivi di Aichi in materia di biodiversità,

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 luglio 2019 dal titolo "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta" (COM(2019)0352),

–  viste la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640) e la risoluzione del Parlamento del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo(2),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)0380),

–  visti il piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024, la politica esterna dell'UE sulle popolazioni indigene del 2016, le conclusioni del Consiglio sulle popolazioni indigene del 15 maggio 2017 e il consenso europeo in materia di sviluppo del 2017,

–  vista la comunicazione della Commissione del 28 novembre 2018 dal titolo "Un pianeta pulito per tutti – Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra" (COM(2018)0773),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 settembre 2013 dal titolo "Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale" (COM(2013)0659),

–  vista la relazione finale dello studio della Commissione del 2013 dal titolo "The impact of EU consumption on deforestation: Comprehensive analysis of the impact of EU consumption on deforestation" (L'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione: un'analisi completa dell'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione),

–  visto il progetto di studio di fattibilità del 2018 sulle opzioni per potenziare l'azione dell'UE contro la deforestazione, commissionato dalla Direzione generale per l'ambiente della Commissione,

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 ottobre 2008, relativa ai problemi di deforestazione e degrado forestale da affrontare per combattere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità (COM(2008)0645),

–  visti il piano d'azione dell'UE per l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT) del 2003, gli accordi di partenariato volontario FLEGT (VPA) con i paesi terzi e il piano di lavoro FLEGT 2018-2022,

–  vista la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del 21 marzo 2019 sul riconoscimento del contributo dei difensori dei diritti umani ambientali al godimento dei diritti umani, alla tutela dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile,

–  vista la relazione dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) delle Nazioni Unite dal titolo "Stato delle foreste mondiali 2020",

–  visto il piano strategico delle Nazioni Unite per le foreste 2017-2030,

–  viste le relazioni speciali del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) in materia di cambiamenti climatici, desertificazione, degrado del suolo, gestione sostenibile del suolo, sicurezza alimentare e flussi dei gas serra negli ecosistemi terrestri e la sua quinta relazione di valutazione dal titolo "Climate Change 2014: Impacts, Adaptation, and Vulnerability" (Cambiamenti climatici 2014: impatti, adattamenti e vulnerabilità),

–  vista la relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) del 31 maggio 2019,

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2020 sulla 15a riunione della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15)(3),

–  vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale(4),

–  vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2018 sulla gestione trasparente e responsabile delle risorse naturali nei paesi in via di sviluppo: il caso delle foreste(5),

–  vista la sua risoluzione del 4 aprile 2017 sull'olio di palma e il disboscamento delle foreste pluviali(6),

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia,

–  vista la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A9-0143/2020),

A.  considerando che, negli anni tra il 1990 e il 2016, il pianeta ha perso una superficie pari a 1,3 milioni di chilometri quadrati di foreste, con effetti distruttivi sulla biodiversità, sul clima, sulle popolazioni e sull'economia; che, nonostante tutti gli sforzi sinora compiuti, le politiche attuali non sono ben avviate, come dovrebbero, verso il conseguimento di una serie di impegni internazionali relativi alle foreste, come l'obiettivo 15.2 degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS)(7) e l'obiettivo 5 della convenzione di Aichi sulla diversità biologica(8); che la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente dal titolo "L'ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2020" segnala che la superficie boschiva in Europa è rimasta per lo più stabile negli ultimi due decenni, ma avverte anche che sono stati fatti pochi progressi quanto allo stato di conservazione degli habitat e delle specie forestali dopo il 2013 e che le perturbazioni naturali e quelle provocate dall'uomo rappresentano una minaccia per le foreste europee;

B.  considerando che i 17 OSS sono integrati e indivisibili; che i progressi verso l'agricoltura sostenibile, la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile delle foreste, elementi centrali degli OSS, dovrebbero essere compiuti simultaneamente;

C.  considerando che le foreste sono fattori essenziali per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi e che, al contrario, la deforestazione, in particolare la deforestazione tropicale, è un fattore che contribuisce in misura importante ai cambiamenti climatici; che le emissioni prodotte dall'utilizzo e dai cambiamenti di destinazione dei suoli, principalmente a causa della deforestazione, rappresentano la seconda causa principale dei cambiamenti climatici dopo la combustione dei combustibili fossili, nonché circa il 12 % di tutte le emissioni di gas a effetto serra; che le foreste ospitano inoltre l'80 % della biodiversità globale, contribuiscono alle misure di riduzione del rischio di catastrofi attraverso soluzioni basate sulla natura e forniscono i mezzi di sussistenza a circa il 25 % della popolazione mondiale, rappresentando, nel contempo, una gran parte delle terre tradizionalmente abitate dalle popolazioni indigene e contribuendo alla salute umana, poiché incarnano valori culturali, sociali e spirituali insostituibili;

D.  considerando che, secondo l'IPCC, a causa dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, perturbazioni naturali come la siccità, le inondazioni, le tempeste, le infestazioni parassitarie, le erosioni e gli incendi avranno luogo con maggiore frequenza e intensità, causando altresì danni crescenti alle foreste del pianeta; che l'incremento degli investimenti nelle soluzioni basate sulla natura rappresenta uno dei rimedi più efficaci in termini di costi per far fronte alle emissioni e proteggere gli ecosistemi vitali, migliorando nel contempo la sussistenza, la resilienza e la sicurezza alimentare;

E.  considerando che è necessaria un'azione di vasta portata, ambiziosa e concertata, sostenuta da una volontà politica e sociale, al fine di proteggere e ripristinare le foreste del pianeta;

F.  considerando che l'intensificazione delle azioni volte a proteggere e ripristinare le foreste esistenti e migliorare gli ecosistemi boschivi, sul piano sia quantitativo che qualitativo, deve rivestire un ruolo fondamentale nelle politiche dell'UE e degli Stati membri in materia di sostenibilità e nel conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo; che, al fine di contenere il riscaldamento globale e contribuire ad affrontare la perdita di biodiversità, è essenziale che le foreste siano protette, ripristinate e gestite in modo da ottimizzarne la capacità di stoccaggio del carbonio e di tutela della biodiversità; che le foreste primarie offrono un maggiore stoccaggio di anidride carbonica e un habitat essenziale di cui sono prive le foreste più giovani e appena piantate;

G.  considerando che, secondo la relazione della FAO "Stato delle foreste mondiali 2020", a livello globale, l'espansione agricola continua a essere il principale motore della deforestazione insieme all'espansione urbana, allo sviluppo delle infrastrutture e all'estrazione mineraria; che è necessario lavorare a stretto contatto con i paesi partner dell'UE e con le diverse parti interessate per migliorare le interazioni innovative e positive tra agricoltura e silvicoltura, per mettere a punto sistemi agricoli sostenibili e migliorare la sicurezza alimentare; che anche l'UE è indirettamente coinvolta nella deforestazione e nel degrado delle foreste mondiali e di altri ecosistemi naturali attraverso l'importazione e il consumo di materie prime associate alla deforestazione, quali la soia, l'olio di palma, la gomma, il mais, la carne bovina, il cuoio e il cacao; che i consumi dell'UE rappresentano circa il 10 % della quota mondiale di deforestazione "incorporata" nel consumo finale totale;

H.  considerando che da una recente indagine di Global Witness è emerso che, tra il 2013 e il 2019, alcuni istituti finanziari stabiliti nell'UE erano la principale fonte internazionale di finanziamento, per un valore dell'ordine di 7 miliardi di EUR, di sei aziende del settore agroalimentare connesse alla distruzione delle foreste in Amazzonia, nel bacino del Congo e in Papua Nuova Guinea(9);

I.  considerando che gli attuali impegni volontari assunti da aziende e banche per affrontare il problema della deforestazione non sono riusciti a realizzare il cambiamento di comportamento necessario per arrestare questo devastante degrado ambientale;

J.  considerando che l'impatto negativo della direttiva sulle energie rinnovabili sulle foreste del pianeta e dell'UE ha reso necessaria la rifusione della direttiva(10); che, tuttavia, le modifiche introdotte non affronteranno il problema;

K.  considerando che le sovvenzioni in materia di bioenergia prodotta dal legno dovrebbero essere riorientate verso l'efficienza energetica e le energie rinnovabili;

L.  considerando che le norme applicabili della direttiva dell'UE sulle energie rinnovabili si basano sul presupposto che i raccolti destinati alla produzione energetica siano sostenibili e neutri sul piano climatico e consentano il rinnovo della fonte in un periodo di tempo adeguato; che tale presupposto è errato;

M.  considerando che occorreranno interventi a tutti i livelli, tra cui l'adozione di nuove misure di regolamentazione e un'applicazione più rigorosa della vigente legislazione, come pure cospicui investimenti pubblici e privati, per proteggere più efficacemente le foreste del pianeta e altri ecosistemi naturali; che ciò può essere conseguito solo garantendo la coerenza delle politiche in tutti i settori e tra le politiche interne ed esterne dell'UE, con l'applicazione del principio del "non nuocere";

N.  considerando che una maggiore protezione e un maggior ripristino delle foreste e di altri ecosistemi naturali, come anche una gestione sostenibile delle foreste, sono importanti per preservare i mezzi di sostentamento delle popolazioni indigene e delle comunità locali, offrire opportunità di sviluppo socioeconomico e di creazione di posti di lavoro nonché permettere lo sviluppo di bioeconomie sostenibili, rafforzando nel contempo i servizi ecosistemici e proteggendo la biodiversità; che le foreste rappresentano un settore dell'economia verde in grado di creare, potenzialmente, tra i 10 e i 16 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo;

O.  considerando che le foreste di mangrovie svolgono servizi ecosistemici fondamentali, dato che immagazzinano grandi quantità di carbonio, sono un importante luogo di riproduzione per molte specie di pesci della barriera corallina e proteggono le barriere coralline dai sedimenti e dai carichi di nutrienti e le zone costiere dall'inondazione; che fino a poco tempo fa le foreste di mangrovie coprivano più di tre quarti delle coste tropicali, ma sono state più che dimezzate a causa dello sviluppo lungo la costa, dell'acquacoltura, dell'inquinamento e di un utilizzo non sostenibile;

P.  considerando che la conversione delle foreste di mangrovie è alla base del 10 % delle emissioni di carbonio prodotte dalla deforestazione, nonostante le mangrovie rappresentino solo lo 0,7 % delle foreste tropicali(11);

Q.  considerando che l'ammontare dei finanziamenti dell'UE destinati a sostenere la protezione e il ripristino delle foreste e la gestione sostenibile delle foreste nei paesi partner è insufficiente, data l'entità del problema; che la protezione, il ripristino e la gestione sostenibile delle foreste e di altri ecosistemi naturali, nonché i relativi benefici collaterali e gli aspetti concernenti i diritti umani, devono essere meglio integrati nei meccanismi di finanziamento dell'UE;

R.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno una lunga tradizione di competenza in materia di gestione sostenibile delle foreste e possono essere d'aiuto ad altri paesi attraverso lo sviluppo di capacità in quest'ambito;

S.  considerando che le popolazioni indigene, le comunità locali e i difensori dell'ambiente sono sempre più soggetti a minacce e intimidazioni e subiscono, nel contempo, violazioni dei diritti umani mentre lottano per proteggere le loro foreste, la loro terra e il loro ambiente;

T.  considerando che le possibilità che agenti patogeni come i virus passino dagli animali selvatici e domestici agli esseri umani (zoonosi) possono essere accresciute dalla distruzione e dalla modifica degli ecosistemi naturali;

U.  considerando che una politica forestale sostenibile ed efficace necessita di informazioni affidabili sulle risorse forestali, sulle loro condizioni e sul modo in cui vengono gestite e sfruttate, unitamente a informazioni affidabili sul cambiamento di destinazione d'uso dei terreni;

V.  considerando che le foreste e la catena del valore forestale sono fondamentali per sviluppare ulteriormente la bioeconomia circolare, poiché creano posti di lavoro e benessere economico nelle zone rurali e urbane, mitigano i cambiamenti climatici e offrono benefici per la salute;

1.  apprezza la comunicazione della Commissione dal titolo "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta" e la considera una buona base per un'azione decisiva; concorda con le cinque priorità presentate nella comunicazione; sottolinea che tali priorità sono tutte necessarie per arrestare e invertire la deforestazione e il degrado degli ecosistemi naturali, in particolare delle foreste, nonché la perdita di biodiversità e le violazioni dei diritti umani connesse, e devono essere attuate in modo rapido e coerente; ricorda, tuttavia, che l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero essere più ambiziosi nelle loro azioni intese a rispettare gli impegni assunti e affrontare l'urgenza della deforestazione e del degrado forestale in tutto il mondo; sottolinea l'importanza di una serie completa di azioni e iniziative, tra cui l'adozione di nuove misure normative, che siano efficaci, complementari e applicabili e che comprendano il monitoraggio;

2.  sottolinea la necessità di riconoscere le competenze, la responsabilità e i fondi disponibili dell'UE nel settore della protezione delle foreste, comprese le foreste europee come parte delle foreste del pianeta, nel quadro della politica ambientale dell'UE; ribadisce che il successo della nostra azione esterna e della risposta dei nostri partner per proteggere le loro foreste dipende dal livello di efficacia e di ambizione che mettiamo in campo in relazione al nostro patrimonio naturale; invita, pertanto, la Commissione e gli Stati membri a garantire, in linea con il Green Deal europeo e con la strategia sulla biodiversità per il 2030, le norme più rigorose in materia di protezione ambientale e una maggiore coerenza tra i compiti di protezione e di ripristino delle foreste, tanto all'interno dell'UE quanto nella sua azione esterna;

3.  rammenta che ci si attende che l'UE e i suoi Stati membri intraprendano un'azione urgente per la protezione e il ripristino delle foreste per rispettare gli impegni assunti nell'ambito degli OSS, dell'accordo di Parigi, del piano strategico mondiale per la biodiversità 2011-2020 e del piano strategico delle Nazioni Unite per le foreste 2017-2030 e i relativi obiettivi forestali globali;

4.  evidenzia il ruolo delle foreste nell'accrescere la resilienza nei confronti degli impatti negativi dei cambiamenti climatici; sottolinea la necessità di un'azione concreta ed efficace nelle strategie e nei piani di adattamento ai cambiamenti climatici, che integrino le sinergie tra mitigazione e adattamento;

5.  sottolinea il contributo positivo delle foreste alla salute umana e alla qualità della vita dei cittadini e l'elevato valore ambientale offerto in termini di sequestro del carbonio, stoccaggio dell'acqua, controllo dell'erosione e protezione dalle frane;

6.  sottolinea che i fattori alla base della deforestazione vanno al di là del settore forestale in sé e sono connessi a un ampio ventaglio di questioni, quali il regime fondiario, la tutela dei diritti dei popoli indigeni, le politiche agricole, i cambiamenti climatici, la democrazia, i diritti umani e la libertà politica;

7.  sottolinea che le donne indigene e le agricoltrici svolgono un ruolo centrale nella protezione degli ecosistemi forestali; constata, tuttavia, con preoccupazione l'assenza di inclusione ed emancipazione delle donne all'interno dei processi di gestione delle risorse naturali; ritiene che l'uguaglianza di genere nell'educazione alla silvicoltura svolga un ruolo fondamentale nella gestione sostenibile delle foreste, che dovrebbe trovare riscontro nel piano d'azione dell'UE per l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT);

8.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi per affrontare la deforestazione in maniera globale attraverso un quadro politico coerente, garantendo nel contempo la conservazione degli ecosistemi; ricorda l'importanza di rispettare i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani; sostiene i negoziati in corso in vista della creazione di uno strumento vincolante delle Nazioni Unite sulle imprese transnazionali e le altre imprese con riferimento ai diritti umani e sottolinea l'importanza di una partecipazione proattiva dell'UE a tale processo;

9.  condivide e sottolinea il riferimento, contenuto nella comunicazione della Commissione, alla natura insostituibile delle foreste primarie e invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere che la protezione delle foreste autoctone offre un beneficio evidente in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici, derivante dalle dimensioni e dalla longevità degli stock di carbonio dei loro ecosistemi; sottolinea che l'imboschimento, effettuato in modo compatibile con la protezione e la valorizzazione degli ecosistemi locali, può contribuire a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, pur rilevando che le foreste appena piantate non possono sostituire le foreste primarie; sottolinea che la salvaguardia delle foreste dovrebbe essere una priorità politica dell'UE; pone in evidenza il fatto che l'UE dovrebbe dare l'esempio e garantire l'attuazione dei propri impegni sociali e ambientali internazionali e di quelli dei suoi Stati membri, anche per quanto riguarda il clima, la biodiversità e i diritti umani;

10.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'effettiva attuazione delle aree prioritarie esistenti e a includere obiettivi vincolanti per la protezione e il ripristino degli ecosistemi forestali, in particolare delle foreste primarie, nel quadro della futura strategia forestale dell'UE, che dovrebbe essere pienamente coerente con la proposta delineata nella strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 per quanto riguarda obiettivi vincolanti in materia di ripristino e aree protette; sottolinea l'importanza di fornire un sostegno e finanziamenti adeguati a tali misure;

11.  sottolinea che è opportuno prestare un'attenzione specifica alle mangrovie e alle foreste nelle zone costiere, che sono particolarmente colpite dai cambiamenti climatici e rappresentano una grande opportunità per le politiche di conservazione, adattamento e mitigazione; si rammarica del fatto che, nella comunicazione della Commissione, non vi sia alcuna menzione delle foreste di mangrovie; sottolinea il fatto che l'80 % della biodiversità terrestre si trova nelle foreste e che le foreste di mangrovie sono importanti sia da un punto di vista climatico che a livello di biodiversità, nonché per la sussistenza delle rispettive comunità locali;

12.  sottolinea il ruolo della società civile nella protezione dell'ambiente e nel consumo sostenibile e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la piena trasparenza e la partecipazione pubblica nelle misure relative alle foreste e alla destinazione d'uso dei terreni, al fine di prevenire la deforestazione e il degrado forestale, promuovere la protezione e una gestione sostenibile delle foreste e sostenere la protezione e il ripristino delle foreste naturali, a livello sia regionale che mondiale; sottolinea l'importanza di creare una piattaforma per favorire il dialogo tra gli Stati membri e i molteplici portatori di interessi sulla deforestazione, il degrado forestale e modalità per accrescere in modo sostenibile la copertura forestale del pianeta in modo da costruire alleanze, assumere impegni congiunti, arrestare la deforestazione e scambiare esperienze e informazioni;

13.  sottolinea il ruolo fondamentale, i diritti e le esigenze di sostegno delle popolazioni indigene e delle comunità locali, ivi incluse le donne, nella protezione delle foreste del pianeta e nel processo decisionale concernente tali foreste; riconosce inoltre le minacce e le violazioni dei diritti umani cui esse fanno fronte; invita pertanto la Commissione a tenere conto del loro ruolo e a coinvolgerle nella pianificazione, nell'adozione, nell'attuazione e nell'applicazione delle misure di protezione delle foreste, a livello sia globale che dell'UE, nazionale o subnazionale;

14.  ricorda che numerosi agricoltori sono consapevoli del fatto che le foreste sono parte integrante e necessaria del paesaggio in ragione delle loro rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali, e che storicamente gli agricoltori hanno sempre cercato di proteggere, utilizzare e rigenerare le foreste e continuano tuttora a farlo; rileva che talune comunità locali e popolazioni indigene utilizzano da secoli tecniche di agricoltura tradizionali onde preservare le foreste, ricorrendo a particolari conoscenze in materia di uso sostenibile del suolo;

15.  rammenta che le popolazioni indigene, le comunità locali, i piccoli agricoltori e le donne possiedono conoscenze indispensabili in materia di foreste e dipendono fortemente da esse; invita l'UE a garantire il riconoscimento del loro ordinamento fondiario e dei loro diritti umani in quanto fattore di giustizia sociale, in linea con gli Orientamenti volontari sulla governance responsabile della terra, della pesca e delle foreste (VGGT) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (UNDRIP) e la Convenzione n. 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), nonché la loro effettiva partecipazione alla progettazione e all'attuazione dei programmi di sviluppo dell'UE che hanno un impatto su di loro e all'applicazione delle misure di protezione delle foreste, sulla base degli insegnamenti tratti dal programma FLEGT;

16.  ricorda l'importanza di un adeguato accesso alla giustizia e ai mezzi di ricorso e di un'efficace protezione degli informatori nei paesi esportatori di risorse naturali, al fine di garantire l'efficienza di qualsiasi disposizione legislativa o iniziativa; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare il sostegno a favore dei difensori dell'ambiente e delle foreste nell'UE e nel mondo;

17.  accoglie con favore l'impegno della Commissione ad aumentare la sostenibilità e la trasparenza della catena di approvvigionamento e degli investimenti al fine di assicurare che i prodotti consumati provengano da catene di approvvigionamento a deforestazione zero; ribadisce l'importanza di un insieme completo di azioni e iniziative in tal senso;

18.  invita la Commissione, nello sviluppo di tali azioni e iniziative, a esaminare altresì in che modo queste ultime possono contribuire al meglio alla protezione di altri ecosistemi naturali rilevanti che sono esposti a un grave rischio di degrado o conversione;

19.  è del parere che un'unica definizione del concetto di catena di approvvigionamento a deforestazione zero sia fondamentale per affrontare il problema delle materie prime che contribuiscono alla deforestazione e invita la Commissione a proporre una definizione ambiziosa; sottolinea, in tale contesto, il forte collegamento tra le catene del valore forestali e gli OSS;

20.  osserva che la promozione di sistemi di certificazione trasparenti delle materie prime che non comportano deforestazione è uno dei vari strumenti adeguati; evidenzia tuttavia che la principale finalità di tali sistemi deve essere la lotta alla deforestazione;

21.  invita la Commissione a realizzare senza indugio studi sui sistemi di certificazione e verifica nel settore forestale e per i prodotti a base di legno, nonché sui sistemi di certificazione per le materie prime che non comportano deforestazione; invita la Commissione a presentare tali studi al Parlamento ai fini di un ulteriore esame, unitamente alle azioni e alle misure di follow-up proposte, in modo da incoraggiare norme più severe e garantire la trasparenza dei sistemi di certificazione e di verifica da parte di terzi;

22.  accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia annunciato che integrerà ulteriormente le considerazioni sulla deforestazione nel marchio di qualità ecologica dell'Unione europea (Ecolabel UE), negli appalti pubblici verdi e in altre iniziative nel contesto dell'economia circolare, quale parte di un insieme completo di azioni e iniziative volte a garantire catene di approvvigionamento a deforestazione zero;

23.  rinnova la sua richiesta affinché la Commissione presenti senza indugio, previa valutazione d'impatto, una proposta relativa a un quadro giuridico dell'UE basato sul dovere di diligenza, in modo da garantire catene di approvvigionamento sostenibili e a deforestazione zero per i prodotti e le materie prime immessi sul mercato dell'UE, rivolgendo un'attenzione particolare alla lotta contro i fattori principali della deforestazione importata; ritiene che tale quadro debba avere valore esecutivo ed essere in linea con le norme e gli obblighi internazionali, debba applicarsi all'intera catena di approvvigionamento non appena una valutazione attenta avrà concluso che è funzionale e applicabile a tutti gli attori presenti sul mercato, incluse le PMI, e debba essere accompagnato da un solido meccanismo di esecuzione che preveda sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive; rileva che le misure dell'UE a tale riguardo non dovrebbero comportare la perdita di reddito per le persone che vivono nei paesi in via di sviluppo, bensì nuove opportunità economiche e una trasformazione generale verso un'economia più sostenibile; esorta la Commissione a manifestare il suo sostegno in merito alla questione della sostenibilità delle catene di approvvigionamento, inclusi la deforestazione e il degrado delle foreste, nelle pertinenti sedi internazionali dedicate al commercio di materie prime;

24.  invita la Commissione a proporre obblighi di dovuta diligenza per gli istituti finanziari onde individuare, prevenire e mitigare gli impatti della deforestazione riconducibile all'UE sui diritti ambientali, sociali e umani, in modo da garantire che nessuna entità finanziaria o bancaria dell'UE sia legata, direttamente o indirettamente, alla deforestazione, al degrado delle foreste, alla conversione o al degrado degli ecosistemi naturali o alle violazioni dei diritti umani;

25.  evidenzia il ruolo dei proprietari e dei gestori di foreste nel garantire lo sviluppo sostenibile di queste ultime; sottolinea che le industrie forestali europee posso contribuire alla promozione di norme internazionali in materia di gestione sostenibile delle foreste; ritiene che le industrie, le PMI e le microimprese europee del settore forestale debbano svolgere un ruolo anche nell'ambito del dialogo con i paesi partner su come promuovere ulteriormente la sostenibilità lungo tutta la catena del valore;

26.  invita il settore privato a essere maggiormente proattivo nella lotta alla deforestazione nelle sue catene di approvvigionamento e nei suoi investimenti, adempiendo i suoi impegni in materia di deforestazione e garantendo la piena trasparenza riguardo al rispetto dei suoi impegni; sottolinea la necessità di incoraggiare gli investimenti privati per affrontare le cause della deforestazione, conseguire gli OSS e attuare l'accordo di Parigi; invita nel contempo la Commissione a intensificare la cooperazione con il settore privato e a sviluppare strumenti adeguati per incentivare i soggetti all'avanguardia sulla base del principio della responsabilità condivisa; accoglie con favore la revisione in corso della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario(12) e invita la Commissione a migliorare la qualità e la portata delle comunicazioni di informazioni di carattere non finanziario, in particolare quelle concernenti gli aspetti ambientali, nonché a promuovere l'integrazione delle considerazioni inerenti le foreste nella responsabilità sociale d'impresa; ricorda inoltre l'importanza di rispettare i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani; sostiene i negoziati in corso ai fini dell'istituzione di uno strumento vincolante delle Nazioni Unite sulle imprese transnazionali e le altre imprese riguardo ai diritti umani e sottolinea l'importanza di un coinvolgimento attivo dell'UE in tale processo;

27.  invita la Commissione a valutare, unitamente al settore privato e ad altri attori dello sviluppo, nuove soluzioni di finanziamento e di assicurazione del rischio di calamità contro eventi catastrofici che colpiscono un numero elevato di ettari di foreste;

28.  invita la Commissione a sostenere e a stimolare l'innovazione e le iniziative promosse dall'industria per rafforzare la sostenibilità delle catene del valore;

29.  ritiene necessario riorientare i flussi finanziari, sia pubblici che privati, nei settori industriali interessati verso attività che non comportano deforestazione; rammenta che entro il 31 dicembre 2021 la Commissione dovrebbe valutare le disposizioni necessarie per estendere l'ambito di applicazione del regolamento in materia di tassonomia(13) alle attività economiche che danneggiano significativamente la sostenibilità ambientale;

30.  invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare in maniera efficiente i meccanismi di finanziamento misto per attrarre i finanziamenti del settore privato nel settore del ripristino delle foreste;

31.  esorta la Commissione e gli Stati membri a proporre misure specifiche per rafforzare il quadro politico e normativo a sostegno della tutela e del ripristino delle foreste e della gestione sostenibile delle foreste a livello globale, nonché a prevedere orientamenti e misure specifiche in materia di pianificazione sostenibile del territorio; invita la Commissione a promuovere lo scambio di migliori prassi tra gli Stati membri e i paesi terzi; esorta inoltre la Commissione a incoraggiare la realizzazione di processi di riforma giuridica nei paesi produttori con la partecipazione effettiva e significativa di tutte le parti interessate, ivi compresa la società civile, le popolazioni indigene e le comunità locali, prestando particolare attenzione all'effettiva partecipazione delle donne;

32.  sottolinea l'importanza di promuovere una gestione delle foreste e una bioeconomia sostenibili; riconosce che i modelli di gestione sostenibile delle foreste e l'uso sostenibile del suolo a livello globale possono contribuire a prevenire la deforestazione e il degrado delle foreste e dovrebbero basarsi sulle norme più elevate in materia di sostenibilità, conciliando la sostenibilità economica, ambientale e sociale, con la protezione della biodiversità e dei preziosi pozzi di assorbimento del carbonio come elementi centrali, e mantenendo nel contempo il loro valore intrinseco, la loro produttività e i loro servizi ecosistemici; invita la Commissione a promuovere la silvicoltura e l'agricoltura sostenibili e a sviluppare meccanismi di incentivazione per permettere ai piccoli agricoltori e alle comunità locali nei paesi partner di mantenere e migliorare i servizi ecosistemici e i prodotti ottenuti tramite la silvicoltura e l'agricoltura sostenibili; sottolinea l'importanza dei sistemi agroforestali per la produzione agricola, la diversificazione, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, nonché la prevenzione della desertificazione; evidenzia che tali sistemi agroforestali sono caratterizzati da una maggiore efficacia dell'uso del suolo rispetto ad altri sistemi agricoli; chiede un cambiamento al fine di incentivare sistematicamente i sistemi agroforestali esistenti a elevato valore naturalistico, agevolarne il ripristino e garantire lo sviluppo delle capacità per semplificare questo metodo di produzione;

33.  sottolinea il fatto che Orizzonte 2020 ha già finanziato importanti attività di ricerca e innovazione nella transizione verso pratiche per l'uso del suolo e catene di approvvigionamento più sostenibili, al fine di arrestare la deforestazione e il degrado delle foreste; chiede un aumento dei finanziamenti che consenta a Orizzonte Europa di continuare a fornire sostegno in questi settori;

34.  richiama l'attenzione sulla dichiarazione ministeriale di Katowice sulle foreste per il clima della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), adottata dalla comunità internazionale il 12 dicembre 2018, che sottolinea l'importanza delle foreste e dell'uso di legname per la tutela del clima e iscrive dette questioni nel quadro di altri obiettivi e decisioni internazionali in ambito forestale; osserva che, come riportato nella dichiarazione, tali finalità possono essere conseguite soltanto attraverso una gestione attiva e multifunzionale delle foreste, ovvero una strategia di gestione che tenga conto di tutti gli obiettivi in ambito forestale, quali il sequestro del carbonio, la protezione delle specie e del suolo, l'estrazione delle materie prime, le attività ricreative e la produzione alimentare, e che trovi un equilibrio tra gli stessi;

35.  sottolinea il ruolo fondamentale della silvicoltura, insieme all'agricoltura, nell'ambito della gestione delle risorse naturali e dell'uso del suolo nelle zone rurali dell'UE e di tutto il mondo; prende atto, in tal senso, delle differenze tra gli Stati membri in termini di gestione forestale, proprietà forestale, agroforestazione e opportunità;

36.  evidenzia che i metodi utilizzati per conseguire gli obiettivi stabiliti nel pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" non devono condurre alla deforestazione e al degrado delle foreste in altre parti del mondo; invita pertanto la Commissione a riesaminare, entro il 2021, gli aspetti pertinenti della relazione allegata al regolamento delegato (UE) 2019/807 della Commissione(14) e, se necessario, a rivedere detto regolamento senza indebito ritardo, e in ogni caso prima del 2023, sulla base delle conoscenze scientifiche e conformemente al principio di precauzione; chiede alla Commissione di riesaminare i dati relativi alla soia e di eliminare gradualmente il prima possibile e al più tardi entro il 2030 i biocarburanti a elevato rischio di cambiamento indiretto di destinazione d'uso dei terreni (ILUC);

37.  sottolinea la necessità di ridurre il consumo di legno e di prodotti a base di legno dell'UE, promuovendo un'economia più circolare, riducendo al minimo la generazione di rifiuti e promuovendo la consapevolezza dei consumatori riguardo alle conseguenze ecologiche delle materie prime a base di legno;

38.  rammenta la lettera presentata da oltre 700 scienziati in cui si chiede una revisione scientificamente valida della direttiva sulle energie rinnovabili, in particolare l'esclusione di taluni tipi di biomassa legnosa dal computo per il conseguimento dell'obiettivo e dall'ammissibilità a ricevere sostegno;

39.  denuncia che il crescente utilizzo del legno per i biocarburanti e la bioenergia sta creando pressioni sulle foreste dell'UE e mondiali in considerazione dell'aumento della domanda di energia da fonti rinnovabili;

40.  osserva che in seno alla COP23 si è constatato che alcuni paesi ricchi di foreste primarie e ad alta biodiversità e che rappresentano la metà della popolazione mondiale aspirano ad aumentare l'uso del legno e di altri materiali vegetali per la produzione di energia(15); ribadisce che l'UE non dovrebbe dare l'esempio sbagliato e dovrebbe garantire che le norme che orientano la politica in materia di energia rinnovabile non creino ecosistemi decimati e degradati;

41.  esorta la Commissione e gli Stati membri a tenere pienamente conto dell'impatto sulla deforestazione causato dall'aumento nell'uso dei biocarburanti; invita pertanto la Commissione a riformare radicalmente le politiche dell'UE in materia di bioenergia, segnatamente rivedendo la direttiva sulle energie rinnovabili;

42.  invita la Commissione a garantire misure efficaci per la produzione e l'uso sostenibili di combustibili a base di legno, in considerazione, tra l'altro, dell'elevato livello di importazioni di pellet di legno nell'UE e dei rischi potenziali che tali importazioni comportano per le foreste nei paesi terzi; ritiene che il principio dell'uso a cascata dovrebbe essere incoraggiato e possa essere utilizzato come un modo vantaggioso per migliorare l'efficienza delle risorse;

43.  ricorda che, nel mondo, circa 2,6 miliardi di persone utilizzano le biomasse tradizionali per cucinare, principalmente legna e carbone, e che quasi tre quarti di loro non hanno accesso a fornelli da cucina efficienti; invita l'UE a rafforzare il sostegno fornito ai paesi terzi al fine di agevolare il passaggio a fonti di energia sostenibili e rinnovabili, e di ridurre la pressione sulla deforestazione causata dall'uso del legno come combustibile; sottolinea che, se i sistemi energetici dei paesi terzi fossero più decentrati, sarebbe possibile procedere a una transizione diretta verso fonti energetiche rinnovabili sostenibili;

44.  osserva che l'importanza sociale ed economica dell'agricoltura si sta ampliando, in quanto la popolazione mondiale è in crescita e necessita di una maggiore produzione di beni alimentari e agricoli, mitigando nel contempo i cambiamenti climatici; rileva con preoccupazione che, secondo le stime, il 14 % della produzione alimentare globale viene persa dopo la raccolta, l'abbattimento e la cattura(16) e sottolinea la necessità di misure coerenti volte a impedire le perdite e gli sprechi alimentari lungo la filiera e a rispondere rapidamente alle crisi che potrebbero causare penurie alimentari;

45.  evidenzia l'importanza di promuovere regimi alimentari sostenibili, sensibilizzando i consumatori sull'impatto dei modelli di consumo e fornendo informazioni su regimi alimentari più salutari e a minore impronta ambientale;

46.  pone in rilievo la necessità di ulteriori progressi significativi nello sviluppo e nell'attuazione di una strategia dell'UE per le colture proteiche e nel garantire una solida produzione di colture proteiche all'interno dell'UE, allo scopo di limitare il pericolo di deforestazione legato a tali colture nelle altre regioni del mondo, di ridurre la dipendenza dalle importazioni e diminuire la pressione sulle foreste dovuta al cambiamento di destinazione d'uso dei terreni; sottolinea che tali progressi dovrebbero essere conseguiti, tra l'altro, mediante una più ampia adozione della rotazione delle colture, accompagnata da sostegno e da orientamenti per gli agricoltori in zone adatte alla coltivazione di colture proteiche, e che simili misure ridurrebbero la dipendenza dalle importazioni, la deforestazione, il degrado e la pressione sulle foreste dovuta al cambiamento della destinazione d'uso dei terreni; chiede pertanto l'introduzione di criteri di sostenibilità per l'importazione di proteine vegetali;

47.  è del parere che i fattori alla base della deforestazione debbano essere affrontati all'interno di un quadro strategico dell'UE, garantendo così la coerenza delle politiche in materia di foreste e diminuendo la pressione sulle foreste stesse; ritiene che un simile quadro strategico incoraggerebbe lo sviluppo di un'agricoltura sempre più innovativa, efficiente e sostenibile all'interno e all'esterno dell'UE e ridurrebbe le perdite alimentari lungo tutta la filiera attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie; sottolinea che gli obiettivi delineati nel quadro possono essere conseguiti consentendo agli agricoltori di accedere agevolmente ai finanziamenti per l'acquisto di tecnologie agricole di precisione di ultima generazione;

48.  evidenzia che, anche se gli agricoltori rivestono un ruolo centrale nel soddisfare il nostro fabbisogno agricolo e alimentare di base, il loro lavoro dipende da risorse naturali quali il suolo, l'acqua e le foreste; osserva che riconoscere la multifunzionalità delle foreste è essenziale ai fini di una corretta gestione del nostro patrimonio forestale; sottolinea che gli aspetti economici, sociali e ambientali – che spaziano dalla tradizionale produzione di legno e di altri prodotti ai servizi ecosistemici, la biodiversità e altri benefici ambientali, quali l'assorbimento e lo stoccaggio del carbonio, che impediscono l'erosione del suolo e migliorano la qualità dell'aria e dell'acqua – sono tutti collegati e interdipendenti; evidenzia che tali aspetti richiedono un approccio olistico e coerente per quanto riguarda la protezione, il rispristino e la gestione delle foreste, nonché per affrontare il problema della deforestazione;

49.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure specifiche per armonizzare i dati e migliorare la disponibilità di informazioni e dati ottenuti mediante strumenti di monitoraggio e valutazione nuovi ed esistenti relativi alle foreste mondiali e dell'UE, nonché a garantire che le informazioni siano diffuse in una forma accessibile, di facile uso e comprensibile per le autorità di regolamentazione e quelle incaricate dell'applicazione delle leggi, i cittadini, i consumatori e il settore privato e che siano pronte per l'uso da parte dei responsabili politici; invita gli Stati membri a migliorare le loro statistiche sul volume del legno che acquistano, ivi compresa l'indicazione della quantità di materiale sostenibile, di provenienza lecita o coperto da licenza FLEGT che potrebbe essere inclusa nel loro appalto;

50.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per migliorare la disponibilità, la qualità e l'armonizzazione di informazioni affidabili sulle risorse forestali e il cambiamento di destinazione d'uso dei terreni, al fine di informare il processo di elaborazione delle politiche tramite la partecipazione di un'ampia gamma di portatori di interessi, anche nei paesi partner;

51.  sottolinea che un monitoraggio credibile e affidabile delle foreste e la condivisione di informazioni sono fondamentali per migliorare la governance delle foreste e facilitare l'ottemperanza agli impegni di deforestazione zero nei paesi partner; invita l'UE a rafforzare il sostegno finanziario e tecnico ai paesi partner affinché conseguano tali obiettivi e ad aiutarli a sviluppare le competenze necessarie a migliorare le strutture e l'assunzione di responsabilità relative alla governance locale delle foreste;

52.  sottolinea che il disboscamento illegale è una pratica corrente non soltanto nei paesi terzi, ma anche nell'UE; invita la Commissione e gli Stati membri ad agire con determinazione per prevenire e combattere il disboscamento illegale; invita la Commissione a istituire un sistema europeo di rilevamento e salvaguardia delle foreste basato su un sistema di monitoraggio mediante il GNSS (Galileo e Copernicus) e reti terrestri al fine di controllare l'attività di disboscamento dal luogo di abbattimento ai punti di entrata e uscita delle aziende di lavorazione del legno; sottolinea che la Commissione dovrebbe concentrarsi sulla prevenzione del disboscamento illegale, migliorando l'attuazione del regolamento sul legno(17) e l'applicazione delle normative, governance e commercio nel settore forestale (FLEGT); sottolinea la necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impatto sociale ed economico del disboscamento illegale e dei reati forestali;

53.  ricorda che si prevede un aumento del rischio di incendi a causa dei cambiamenti climatici; sottolinea pertanto la necessità di intensificare notevolmente gli sforzi di prevenzione e di preparazione collaborando a livello internazionale per quanto riguarda gli strumenti di allarme rapido, la resilienza alle catastrofi e le misure di mitigazione dei rischi; raccomanda alla Commissione di continuare a sostenere lo sviluppo di sistemi di informazione globali (come il sistema mondiale di informazione sugli incendi boschivi) e regionali (come il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi) per monitorare l'impatto degli incendi boschivi; invita la Commissione ad avvalersi delle sue competenze e a estendere l'uso del sistema satellitare Copernicus REDD+ per sostenere il monitoraggio dei rischi forestali e della deforestazione a livello mondiale in collaborazione con i paesi terzi;

54.  ricorda che la politica dell'UE in materia di commercio e investimenti dovrebbe includere capitoli vincolanti e applicabili sullo sviluppo sostenibile, che rispettino pienamente gli impegni internazionali, in particolare l'accordo di Parigi, e siano conformi alle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); si compiace dell'intenzione della Commissione di rendere l'accordo di Parigi un elemento essenziale di tutti i futuri accordi commerciali e di investimento; invita la Commissione a garantire che tutti i futuri accordi commerciali e di investimento ‒ siano essi accordi completi o accordi parziali pertinenti ‒ contengano disposizioni vincolanti e applicabili, comprese disposizioni anticorruzione relative al disboscamento illegale, per prevenire la deforestazione e il degrado delle foreste;

55.  accoglie con favore il principio del "non nuocere" quale evidenziato nella comunicazione della Commissione sul Green Deal europeo; raccomanda, in tale contesto, alla Commissione di valutare meglio l'impatto degli accordi commerciali esistenti sulla deforestazione e di garantire che disposizioni più ambiziose in materia di protezione delle foreste, biodiversità e silvicoltura sostenibile siano incluse nei capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile di tutti gli accordi commerciali e di investimento;

56.  invita la Commissione a garantire che l'impatto degli accordi commerciali sullo stato delle foreste, la biodiversità e i diritti umani sia valutato sistematicamente nel quadro delle valutazioni d'impatto per la sostenibilità e di altri metodi di valutazione pertinenti, consultando le parti interessate, e che le conclusioni di tali valutazioni siano successivamente prese pienamente in considerazione al momento di negoziare e concludere tali accordi;

57.  sottolinea la necessità di migliorare ulteriormente l'attuazione e l'applicazione del regolamento sul legno, al fine di combattere il commercio del legno e dei prodotti da esso derivati di provenienza illegale, importati e nazionali; rileva inoltre che le importazioni di legno e prodotti da esso derivati dovrebbero essere sottoposte a un più rigoroso controllo alle frontiere dell'UE, al fine di garantire che i prodotti importati siano effettivamente conformi ai requisiti necessari per entrare nel mercato dell'UE; ricorda che il "legname da guerra" costituisce già uno dei settori d'intervento del piano d'azione FLEGT, ma che il lavoro svolto per risolvere tale problema è insufficiente; invita la Commissione a tener fede al suo impegno di estendere gli obblighi di dovuta diligenza contemplati dal regolamento sul legno in modo da includere il "legname da guerra" nel quadro della prossima revisione; sottolinea che il rafforzamento delle politiche esistenti deve andare di pari passo con una maggiore coerenza delle stesse per assicurare che le politiche dell'UE, anche in materia di commercio, non creino impatti negativi sull'ambiente o sulle persone;

58.  osserva che l'attuale livello di monitoraggio delle importazioni di legno e prodotti da esso derivati nell'UE è insufficiente, in particolare per quanto riguarda il controllo del rispetto dei requisiti necessari per l'ingresso nell'UE;

59.  ricorda che gli accordi di partenariato volontario (AVP) FLEGT si prefiggono l'obiettivo di fornire un quadro giuridico volto a garantire che tutte le importazioni di legno e prodotti da esso derivati dai paesi partner nell'UE oggetto di AVP siano di origine legale; sottolinea che gli AVP sono generalmente intesi a incoraggiare cambiamenti sistemici nel settore forestale, allo scopo di promuovere una gestione sostenibile delle foreste, porre fine al disboscamento illegale e sostenere gli sforzi intrapresi a livello mondiale per arrestare la deforestazione e il degrado forestale; sottolinea che gli AVP forniscono un importante quadro giuridico sia per l'UE che per i suoi paesi partner, reso possibile dalla buona cooperazione e dall'impegno da parte dei paesi interessati;

60.  accoglie con favore i progressi compiuti tramite gli accordi di partenariato volontario FLEGT e il dialogo rafforzato tra governi, industria e società civile in diversi paesi risultante dal processo degli AVP; osserva che ad oggi sette paesi hanno ratificato AVP con l'UE (Camerun, Repubblica centrafricana, Ghana, Indonesia, Liberia, Repubblica del Congo e Vietnam), tra cui l'Indonesia è il primo e finora l'unico partner firmatario di AVP con licenze FLEGT, operativo dal 2016; rileva altresì che l'UE ha concluso negoziati e siglato AVP con l'Honduras e la Guyana, mentre sono in corso negoziati con altri sei paesi (Costa d'Avorio, Repubblica democratica del Congo, Gabon, Laos, Thailandia e Malaysia); sottolinea che gli AVP costituiscono un quadro molto efficace tramite cui istituire buoni partenariati con tali paesi e che dovrebbero essere promossi nuovi AVP con altri partner; è convinto che l'UE dovrebbe continuare a impegnarsi con i paesi firmatari di accordi di partenariato volontario FLEGT per far sì di rimanere un'alternativa attraente ai mercati di esportazione con norme ambientali meno rigorose; riconosce l'importanza del regolamento FLEGT(18) e del regolamento sul legno per prevenire l'ingresso di legname di provenienza illegale nel mercato dell'UE; invita l'UE ad aumentare il finanziamento a favore dell'applicazione delle normative, governance e commercio nel settore forestale (FLEGT); si compiace del prossimo controllo di adeguatezza della Commissione del regolamento FLEGT e del regolamento sul legno, in quanto costituisce un'opportunità per rafforzare la loro applicazione e ampliare il loro ambito di applicazione;

61.  invita la Commissione, nel consolidare le politiche esistenti, a garantire la coerenza degli accordi di partenariato volontario FLEGT con tutte le sue politiche, comprese quelle relative allo sviluppo, all'ambiente, all'agricoltura e al commercio; invita la Commissione a negoziare norme sull'importazione di legname nei futuri accordi commerciali bilaterali o multilaterali, per evitare di compromettere i successi conseguiti attraverso il piano d'azione FLEGT con i paesi produttori di legname;

62.  ritiene che il processo di licenze FLEGT integri la certificazione volontaria da parte di terzi e che sia particolarmente vantaggioso per gli operatori più piccoli, che spesso faticano a ottenere la certificazione tramite regimi del settore privato;

63.  invita l'UE a rafforzare la cooperazione internazionale intensificando gli sforzi nelle principali sedi internazionali, tra cui l'OMC e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE); invita la Commissione a esplorare le varie opzioni di cooperazione multilaterale, plurilaterale o bilaterale, in particolare accelerando i negoziati in sede di OMC per un accordo sui beni ambientali con i partner commerciali e altri paesi importatori, allo scopo di contrastare la deforestazione e i cambiamenti climatici derivanti dalle importazioni, salvaguardando al contempo i canali per il commercio legale e rafforzando la gestione dei terreni e l'agricoltura sostenibili, la proprietà fondiaria e la buona governance nei paesi terzi;

64.  sottolinea che in tutti i nuovi accordi commerciali, tra cui Mercosur e altri, sono previsti chiari impegni di lotta contro la deforestazione;

65.  invita la Commissione a ricorrere alle nuove disposizioni del regolamento antidumping(19) concernenti le politiche ambientali e climatiche;

66.  invita l'UE a rafforzare il legame tra le politiche commerciali e quelle di sviluppo, attuando tra l'altro in maniera più efficace le norme del sistema di preferenze generalizzate Plus (SPG+) nei paesi partner; invita la Commissione a collaborare con i beneficiari dell'SPG+ sui piani d'azione in materia di gestione forestale per assicurare l'efficace attuazione degli impegni ambientali da loro assunti;

67.  sottolinea che l'emergenza climatica e le conseguenze di una massiccia perdita di biodiversità costituiscono una grave minaccia ai diritti umani; invita l'UE e il Servizio europeo per l'azione esterna a valutare in maniera approfondita in che modo la loro azione esterna possa meglio contribuire a un approccio olistico e basato sui diritti umani, volto ad arrestare la perdita di biodiversità, la deforestazione e il degrado forestale; invita l'UE a promuovere ulteriormente la biodiversità in quanto diritto umano nel quadro globale post-2020 sulla biodiversità;

68.  sottolinea l’importanza di facilitare un approccio partenariale inclusivo, a tutti i livelli, con i paesi terzi, al fine di combattere ulteriormente la deforestazione e il degrado forestale, rafforzare la gestione dei terreni e l'agricoltura sostenibili, nonché il regime fondiario e la buona governance, rispettando al contempo i diritti umani, i diritti dei popoli indigeni, dei piccoli proprietari e delle comunità locali; invita la Commissione a rafforzare la cooperazione con i paesi terzi tramite l'assistenza tecnica, lo scambio di informazioni e buone pratiche in materia di tutela, conservazione e utilizzo sostenibile delle foreste, economia circolare, bioeconomia sostenibile, energie rinnovabili, agricoltura intelligente e sostenibile, agroecologia e agroforestazione, riconoscendo nel contempo le iniziative in materia di sostenibilità realizzate dal settore privato, come i regimi commerciali equi; insiste sulla necessità di rafforzare ulteriormente la dimensione esterna del Green Deal europeo attraverso alleanze e partenariati volti ad affrontare sfide globali come i cambiamenti climatici e la biodiversità, favorendo nel contempo lo sviluppo socioeconomico dei paesi partner;

69.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di garantire che il tema della deforestazione sia incluso nei dialoghi politici a livello nazionale e regionale con i paesi partner e incoraggia la Commissione a sviluppare accordi di partenariato che includano la protezione delle foreste e degli ecosistemi, la promozione dei diritti umani, in particolare i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali, comprese le donne, nonché il sostegno all'effettiva partecipazione degli attori della società civile e degli ambientalisti; sottolinea che tali dialoghi dovrebbero essere condotti con tutti i paesi produttori, ivi compresi i paesi sviluppati;

70.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di sostenere i paesi partner nella definizione e attuazione di quadri che possano incoraggiare una migliore protezione e gestione delle foreste e una migliore governance fondiaria, compreso, se del caso, il riconoscimento dei diritti di proprietà fondiaria delle popolazioni indigene e delle comunità locali, nonché le relative misure di governance, come le strategie di mitigazione e adattamento, e raccomanda alla Commissione di includere tale aspetto nelle sue riflessioni e azioni; osserva che tali quadri dovrebbero contribuire non soltanto alle esigenze nazionali ma anche ai contributi stabiliti a livello nazionale dei paesi partner nel quadro dell'accordo di Parigi nonché alle loro strategie e piani d'azione nazionali sulla biodiversità nel quadro della convenzione sulla diversità biologica;

71.  invita l'UE a sostenere i paesi partner nell'attuazione di azioni che li aiutino a conformarsi a eventuali misure che l'UE potrebbe stabilire per contrastare la deforestazione importata e chiede di intensificare la cooperazione e di adottare misure necessarie ed efficaci per impedire che il commercio di beni legati alla deforestazione e al degrado forestale sia dirottato verso altre regioni del mondo; invita la Commissione ad assicurare che il sostegno fornito dall'UE a politiche agricole, infrastrutturali, minerarie, urbane, periurbane, e rurali nei paesi partner non contribuisca alla deforestazione e al degrado forestale; invita la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, a sostenere un meccanismo tecnico e finanziario dell'UE che catalizzi i finanziamenti per sostenere gli sforzi dei partner volti a utilizzare in maniera sostenibile, proteggere e ripristinare le foreste, migliorare la produzione agricola sostenibile e a deforestazione zero e contrastare le attività estrattive con impatti negativi sulle foreste, nel quadro del prossimo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI);

72.  chiede che il settore forestale occupi un posto di rilievo nel prossimo NDICI e che si sfrutti appieno il potenziale del piano per gli investimenti esterni e degli strumenti di finanziamento combinato regionali per mobilitare finanziamenti privati a favore della gestione sostenibile delle foreste (dalla proforestazione alla riforestazione e all'afforestazione), del turismo sostenibile e dell'agroforestazione, così come delle iniziative adottate dalle imprese per eliminare i prodotti della deforestazione dalle loro catene di approvvigionamento, al fine di conseguire gli OSS;

73.  raccomanda alla Commissione e agli Stati membri di individuare metodi efficaci per condividere con altri paesi le pratiche innovative e sostenibili e le competenze dell'UE sull'economia circolare, la bioeconomia sostenibile, le energie rinnovabili, l'agricoltura intelligente e sostenibile e altri ambiti pertinenti;

74.  chiede alla Commissione di presentare una relazione periodica sulle tendenze in materia di deforestazione e sfruttamento dei terreni ad elevato stock di carbonio, come ad esempio le torbiere, nei paesi terzi;

75.  incoraggia l'attuazione di misure di sostegno volte ad aumentare la produttività agricola nei paesi interessati, al fine di ridurre la pressione sociale ed economica legata alla deforestazione e allo sfruttamento delle torbiere;

76.  sostiene l'intenzione della Commissione di promuovere, a nome dell'UE nelle principali sedi internazionali, l'adozione e l'attuazione di normative e impegni rigorosi per arrestare la deforestazione e il degrado forestale e sostenere il ripristino delle foreste; ritiene che l'UE debba dare l'esempio; sottolinea l'importanza di tenere conto delle competenze e delle pratiche nazionali, regionali e locali nell'applicare misure di protezione delle foreste; accoglie con favore la decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di proclamare il 2021-2030 il decennio per il ripristino degli ecosistemi; sottolinea che il decennio delle Nazioni Unite presenta il ripristino degli ecosistemi quale principale soluzione basata sulla natura per il conseguimento di un'ampia gamma di OSS;

77.  invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a sostenere la conservazione delle foreste attraverso la creazione, il consolidamento e la gestione efficace delle reti di aree protette, ivi comprese le foreste, ad esempio NaturAfrica 2030, in particolare nei paesi che sono importanti produttori di legname; riconosce che ciò contribuisce anche a preservare la biodiversità e rafforzerà la posizione dell'UE alla prossima conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica;

78.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di rafforzare la cooperazione internazionale sulle politiche e le misure volte a proteggere, ripristinare e gestire in modo sostenibile le foreste del pianeta al fine di prevenire la deforestazione globale nelle principali sedi internazionali; osserva che la definizione esistente di foresta e la classificazione delle foreste, nonché altri concetti e principi pertinenti relativi alla gestione sostenibile delle foreste utilizzati dalle istituzioni competenti come la FAO sono strettamente tecnici e non rispecchiano la diversità degli ecosistemi forestali; invita la Commissione e gli Stati membri a cercare di cooperare con le principali sedi internazionali al fine, tra l'altro, di armonizzare la terminologia, i concetti e le statistiche in uso (ad es. foreste intatte e primordiali, piantagioni, gestione sostenibile delle foreste, gestione prossima alla natura o filiere di approvvigionamento senza deforestazione) e di garantire la coerenza delle politiche e delle misure adottate;

79.  chiede alla Commissione di riprendere i negoziati per una convenzione internazionale in materia di foreste, che contribuisca alla gestione, alla conservazione e allo sviluppo sostenibile delle foreste e ne garantisca le funzioni e gli utilizzi molteplici e complementari, ivi compresa l'azione a favore della riforestazione, dell'afforestazione e della conservazione delle foreste; sottolinea che tale convenzione dovrebbe tenere conto delle esigenze sociali, economiche, ecologiche, culturali e spirituali delle generazioni presenti e future e riconoscere il ruolo vitale di tutti i tipi di foreste nel mantenere l'equilibrio e i processi ecologici, nonché sostenendo l'identità, la cultura e i diritti delle popolazioni indigene, delle loro comunità e di altre comunità e degli abitanti delle zone forestali;

80.  invita la Commissione e gli Stati membri a integrare sistematicamente disposizioni sulla deforestazione e il degrado forestale, nonché sul degrado di altri ecosistemi naturali, sulla perdita di biodiversità e sulle violazioni dei diritti umani nelle politiche di sviluppo e in tutti i programmi di investimento e di sostegno destinati ai paesi produttori, nonché a valutare la possibilità di subordinare gli investimenti e il sostegno al rispetto di tali elementi;

81.  riconosce la rilevanza dei quadri internazionali, come gli orientamenti volontari sulla governance responsabile della terra, della pesca e delle foreste (VGGT), nell'offrire certezza giuridica e norme di buona pratica riconosciute a livello internazionale per una governance responsabile dei regimi di proprietà delle terre; invita la Commissione a sostenere la diffusione e l'utilizzo degli VGGT a livello globale, regionale e nazionale; sottolinea che la conformità agli VGGT richiede l'esistenza di un efficace sistema indipendente di monitoraggio e attuazione, così come di adeguati meccanismi di risoluzione delle controversie e di ricorso;

82.  chiede di rafforzare la cooperazione tra l'UE e il gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), al fine di affrontare il crescente problema della deforestazione e della desertificazione nei paesi ACP tramite l'elaborazione di piani d'azione intesi a migliorare la gestione e la conservazione delle foreste, tenendo conto delle cause della deforestazione interne ed esterne al settore forestale e riconoscendo l'importanza del legname tropicale per le economie degli Stati ACP che dispongono di foreste produttrici di legname;

83.  esorta l'UE e gli Stati membri a garantire la coerenza tra le politiche, conformemente al principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sancito dall'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

84.  riconosce e sostiene le conclusioni della FAO secondo cui l'uso sostenibile del suolo a livello mondiale è importante nella lotta contro la povertà;

85.  rileva che le foreste contribuiscono in modo significativo alla sicurezza alimentare mondiale, alla sussistenza e al nutrimento nei paesi in via di sviluppo e sono una fonte importante di reddito per le comunità locali; ricorda che i progressi in direzione di un'agricoltura sostenibile, della sicurezza alimentare e della gestione sostenibile delle foreste dovrebbero essere compiuti in parallelo quali elementi centrali dell'Agenda 2030;

86.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 17 aprile 2018, Commissione europea/Repubblica di Polonia, C-441/17, EU:C:2018:255.
(2) Testi approvati, P9_TA(2020)0005.
(3) Testi approvati, P9_TA(2020)0015.
(4) Testi approvati, P9_TA(2019)0078.
(5) GU C 433 del 23.12.2019, pag. 50.
(6) GU C 298 del 23.8.2018, pag. 2.
(7) Obiettivo 15.2: Entro il 2020, promuovere l'attuazione di una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, arrestare la deforestazione, ripristinare le foreste degradate e aumentare sostanzialmente l'imboschimento e il rimboschimento a livello globale.
(8) Obiettivo 5: Entro il 2020, arrivare almeno a dimezzare – e, ove possibile, avvicinare a zero – il tasso di perdita di tutti gli habitat naturali, tra cui le foreste, e ridurre considerevolmente il degrado e la frammentazione.
(9) https://www.globalwitness.org/en/campaigns/forests/why-eu-action-tackle-deforestation-should-not-let-finance-hook/
(10) Direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82).
(11) Donato, D. et al., "Mangroves among the most carbon-rich forests in the tropics" (Le mangrovie tra le foreste più ricche di carbonio dei tropici), Nature Geoscience, aprile 2011.
(12) Direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante modifica della direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni (GU L 330 del 15.11.2014, pag. 1).
(13) Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili (GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13).
(14) Regolamento delegato (UE) 2019/807 della Commissione, del 13 marzo 2019, che integra la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la determinazione delle materie prime a elevato rischio di cambiamento indiretto di destinazione d'uso dei terreni per le quali si osserva una considerevole espansione della zona di produzione in terreni che presentano elevate scorte di carbonio e la certificazione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione d'uso dei terreni (GU L 133 del 21.5.2019, pag. 1).
(15) Doyle, A. & Roche, A., "Nineteen nations say they'll use more bioenergy to slow climate change" (Diciannove nazioni riferiscono che ricorreranno in misura maggiore alla bioenergia per rallentare i cambiamenti climatici), Reuters, 16 novembre 2017, http://www.reuters.com/article/us-climatechange-accord-biofuels/nineteen-nations-say-theyll-use-more-bioenergy-to-slow-climate-change-idUSKBN1DG2DO.
(16) http://www.fao.org/food-loss-and-food-waste/en/
(17) Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (GU L 295 del 12.11.2010, pag. 23).
(18) Regolamento (CE) n. 2173/2005 del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativo all'istituzione di un sistema di licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea (GU L 347 del 30.12.2005, pag. 1).
(19) Regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea (GU L 176 del 30.6.2016, pag. 21).


Cooperazione UE-Africa in materia di sicurezza nella regione del Sahel, nell'Africa occidentale e nel Corno d'Africa
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Risoluzione del Parlamento europeo del 16 settembre 2020 sulla cooperazione UE-Africa in materia di sicurezza nella regione del Sahel, in Africa occidentale e nel Corno d'Africa (2020/2002(INI))
P9_TA-PROV(2020)0213A9-0129/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), e in particolare gli articoli 41, 42, 43, 44, 45 e 46,

–  vista la relazione dell'OCSE e del Club del Sahel e dell'Africa occidentale del 14 febbraio 2020 dal titolo "The Geography of Conflict in North and West Africa" (La geografia del conflitto nell'Africa settentrionale e occidentale),

–  vista la relazione dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma dal titolo "Trends in World Military Expenditure, 2019" (Andamento della spesa militare mondiale nel 2019), pubblicata nell'aprile 2020,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 9 marzo 2020 dal titolo "Verso una strategia globale per i rapporti con l'Africa" (JOIN(2020)0004),

–  vista la dichiarazione congiunta dei membri del Consiglio europeo e degli Stati membri del gruppo dei cinque per il Sahel (G5 Sahel) del 28 aprile 2020,

–  vista la decisione (PESC) 2020/253 del Consiglio del 25 febbraio 2020 che modifica la decisione (PESC) 2018/906 del Consiglio che proroga il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per il Sahel(1),

–  vista la dichiarazione congiunta dei capi degli Stati membri del gruppo G5 Sahel e del Presidente della Repubblica francese, pronunciata al vertice tenutosi il 13 gennaio 2020 a Pau, Francia (la dichiarazione di Pau),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 aprile 2015 sul piano d'azione regionale per il Sahel 2015-2020, del 16 marzo 2015 sul piano d'azione dell'UE per il Golfo di Guinea 2015-2020 e del 25 giugno 2018 sul Corno d'Africa/Mar Rosso,

–  viste la risoluzione 1325/1820 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e le risoluzioni successive,

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2013 sulla strategia dell'UE per il Corno d'Africa(2),

–  vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 sulle operazioni di sostegno della pace – impegno dell'Unione europea con le Nazioni Unite e l'Unione africana(3),

–  vista la sua risoluzione del 5 luglio 2018 sulla Somalia(4),

–  visti la strategia per lo sviluppo e la sicurezza dei paesi del G5 Sahel del settembre 2016, il Quadro per le azioni prioritarie integrate del febbraio 2020, l'Alleanza per il Sahel e il Partenariato per la stabilità e la sicurezza nel Sahel,

–  visti il concetto dell'UE per il sostegno PESD alla riforma del settore della sicurezza del Consiglio, del 13 ottobre 2005, la comunicazione della Commissione del 24 maggio 2006 dal titolo "Un concetto per il sostegno della Comunità europea alla riforma del settore della sicurezza" (COM(2006)0253), la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 5 luglio 2016, dal titolo "Elementi di un quadro strategico dell'UE per sostenere la riforma del settore della sicurezza" (JOIN(2016)0031) e le conclusioni del Consiglio del 14 novembre 2016 su un quadro strategico dell'UE per sostenere la riforma del settore della sicurezza,

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, in particolare l'OSS 16, volto a promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile,

–  visto il regolamento (UE) 2017/821 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell'Unione di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio (regolamento sui minerali provenienti da zone di conflitto)(5),

–  visti il quadro strategico per il Corno d'Africa del 14 novembre 2011 e il piano d'azione regionale dell'UE per il Corno d'Africa 2015-2020 del 26 ottobre 2015,

–  visto l'appello del Segretario generale delle Nazioni Unite a un cessate il fuoco globale in seguito alla pandemia di COVID-19,

–  vista la strategia dell'UE sul Golfo di Guinea del 17 marzo 2014,

–  vista la strategia dell'Unione europea per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel del 21 marzo 2011, che è stata presentata dall'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dalla Commissione, su richiesta del Consiglio,

–  viste le riunioni consultive congiunte annuali del Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana e del comitato politico e di sicurezza dell'Unione europea,

–  visti il piano d'azione per migliorare il sostegno dell'UE nell'ambito della PSDC alle operazioni dell'ONU di mantenimento della pace, del 14 giugno 2012, e il documento del 27 marzo 2015 dal titolo "Strengthening the UN-EU Strategic Partnership on Peacekeeping and Crisis Management: Priorities 2015-2018" (Rafforzamento del partenariato strategico UE-ONU sul mantenimento della pace e la gestione delle crisi: priorità 2015-2018),

–  viste la strategia comune UE-Africa (Joint Africa-EU Strategy – JAES) adottata in occasione del secondo vertice UE-Africa, svoltosi a Lisbona l'8 e 9 dicembre 2007, e la tabella di marcia JAES per il periodo 2014-2017 adottata in occasione del quarto vertice UE-Africa, svoltosi a Bruxelles il 2 e 3 aprile 2014,

–  vista la relazione speciale n. 3/2011 della Corte dei Conti europea, del 25 maggio 2011, dal titolo "L'efficacia e l'efficienza dei contributi dell'UE erogati attraverso gli organismi delle Nazioni Unite nei paesi teatro di conflitti",

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sul decimo anniversario della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguardante le donne, la pace e la sicurezza(6),

–  visti l'approccio strategico dell'UE in materia di donne, pace e sicurezza, del 10 dicembre 2018, e il relativo piano d'azione per il periodo 2019-2024 del 5 luglio 2019,

–  vista la sua risoluzione del 22 novembre 2012 sul ruolo della politica di sicurezza e di difesa comune in caso di crisi di natura climatica e disastri naturali(7),

–  viste le relazioni 2011 e 2012 del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente intitolate "Livelihood security: Climate Change, Migration and Conflict in the Sahel" (Sicurezza dei mezzi di sussistenza: cambiamenti climatici, migrazioni e conflitti nel Sahel),

–  visto il concetto di potenziamento delle capacità di dialogo e di mediazione dell'UE, adottato dal Consiglio il 10 novembre 2009,

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2019 sul tema Costruire una capacità dell'Unione in materia di prevenzione dei conflitti e di mediazione(8),

–  viste le sue risoluzioni del 15 gennaio 2020 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune(9) e sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune(10);

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 230/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (COM(2016)0447),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 28 aprile 2015, intitolata "Agenda europea sulla sicurezza" (COM(2015)0185),

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  vista la lettera dalla commissione per lo sviluppo,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0129/2020),

A.  considerando che lo sviluppo e la pace sostenibile saranno raggiunti solo affrontando le cause profonde della povertà e della fame; che la sicurezza costituisce un prerequisito per lo sviluppo; che la sicurezza delle persone costituisce un prerequisito per la pace e la stabilità durature; che un forte nesso tra la sicurezza, lo sviluppo e l'intervento umanitario è essenziale per lo sviluppo sostenibile delle regioni del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa; che senza lo sviluppo e l'eliminazione della povertà non vi sarà una pace sostenibile; che la situazione della sicurezza nelle regioni del Sahel-Sahara e nel Corno d'Africa è progressivamente peggiorata e l'azione dell'Unione europea non è stata in grado di rispondere adeguatamente a questa crisi a causa, in particolare, di limitazioni del mandato e dell'operatività;

B.  considerando che il contesto strategico meridionale dell'UE è instabile; che deve far fronte a molteplici sfide, in particolare i conflitti armati ai confini meridionali del continente europeo e il terrorismo jihadista; che l'instabilità di questa regione ha effetti diretti sulla sicurezza dell'Europa e dei suoi cittadini nonché sulla stabilità delle frontiere esterne europee;

C.  considerando che la sicurezza e la stabilità del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa devono costituire un obiettivo strategico della cooperazione dell'UE con i governi dei paesi del vicinato meridionale;

D.  considerando che i mandati della missione nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) sono globali e mirano, tra l'altro, a promuovere la riforma del settore della sicurezza, a portare avanti la riforma della giustizia, a rafforzare la formazione militare e di polizia nonché a favorire la vigilanza;

E.  considerando che l'Unione europea si è impegnata a favore della sicurezza e dello sviluppo della regione del Sahel con un ruolo guida mediante un approccio integrato incentrato sul dialogo politico e diplomatico e sul sostegno umanitario e allo sviluppo;

F.  considerando che l'iniziativa "Potenziamento delle capacità a sostegno della sicurezza e dello sviluppo" (CBSD) nel 2017 ha portato alla revisione dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace ("IcSP+"), rendendo possibile il finanziamento di attività di formazione e la fornitura di equipaggiamenti non letali alle forze armate dei paesi terzi;

G.  considerando che gli Stati membri sono tenuti a fornire il personale necessario per le missioni e che la mancanza di personale, aggravata dalla pandemia causata dalla diffusione della COVID-19, comporta una riduzione del personale dell'Unione impiegato in tali missioni per ragioni sanitarie;

H.  considerando che, dall'Oceano Atlantico ad ovest, al Mar Rosso e all'Oceano Indiano ad est, molti paesi africani stanno lottando per far fronte a sfide come la destabilizzazione dell'economia tradizionale agro -pastorale a causa dei cambiamenti climatici, lo sfruttamento delle risorse naturali da parte di attori esterni, l'insicurezza alimentare e nutrizionale, il mancato accesso a servizi sociali di base, modelli agricoli inadeguati, la crescita demografica e la pressione esercitata sulle risorse naturali e ambientali, come la deforestazione; che un'altra sfida importante è costituita dall'emergere di nuove forme di economia mafiosa, tra cui il traffico di esseri umani, di migranti e di stupefacenti, il commercio illegale di beni culturali e specie selvatiche e l'esportazione incontrollata di oro e minerali che, unitamente alla debolezza delle istituzioni e all'assenza di trasparenza, a una governance debole, all'aumento delle disuguaglianze, all'assenza di fiducia nei governi e alla corruzione di molte amministrazioni, sta producendo un'ibridazione tra gruppi armati, trafficanti e conflitti tradizionali tra comunità e regioni, comportando l'inaccettabile fenomeno dell'estremismo religioso jihadista, che appare erroneamente come una risposta per le società interessate, e l'aumento della radicalizzazione;

I.  considerando che la natura delle sfide per la sicurezza, dei conflitti violenti e della violenza politica varia tra diversi paesi, regioni e province africani; che nella regione del Sahel o del Corno d'Africa gruppi armati islamisti e il terrorismo, come pure, in misura minore, le forze di sicurezza, vari gruppi criminali e le milizie causano notevoli vittime, soprattutto tra i civili; che la situazione varia notevolmente nella maggior parte dei 19 paesi dell'Africa occidentale, ove alcuni paesi registrano una stabilità e una sicurezza durature e altri sono teatro di violenza politica o di conflitti etnici;

J.  considerando che lo scorso anno si sono registrati 3 471 episodi violenti legati a detti gruppi; che anche le vittime registrate a seguito dell'attività dei gruppi islamisti militanti africani sono aumentate del 7 % lo scorso anno, determinando circa 10 460 decessi;

K.  considerando che le attività terroristiche si concentrano in larga misura in cinque zone principali, tra cui la Somalia, il bacino del lago Ciad e il Sahel, con minori ma persistenti minacce nell'Africa settentrionale e nella costa occidentale dell'Oceano Indiano; che nel 2019 il Sahel ha visto il più rapido aumento dell'attività estremista violenta tra tutte le regioni; che ciascuno scenario è caratterizzato da dinamiche uniche e richiede un approccio regionale esclusivo;

L.  considerando che i leader dell'UE e del G5 Sahel hanno espresso profonda preoccupazione per l'aumento del terrorismo e il peggioramento della situazione umanitaria e di sicurezza nella regione del Sahel; che il terrorismo sta esercitando ulteriore pressione sui paesi del G5 Sahel e sul loro vicinato; che il terrorismo sta aggravando le tensioni politiche, etniche e religiose locali ed è alimentato dai raggruppamenti criminali e fondamentalisti, dalle rimostranze socioeconomiche, da una governance debole e, in taluni casi, dalle forze di sicurezza e di difesa;

M.  considerando che gli attacchi terroristici contro la popolazione civile, le istituzioni e i rappresentanti dello Stato, le forze di sicurezza e di difesa e le infrastrutture minano la coesione sociale e che i gruppi terroristici sfruttano a tale scopo anche i conflitti esistenti a livello locale;

N.  considerando che tutte queste sfide hanno profondamente minato la stabilità e la pace delle comunità locali nonché l'ordine tradizionale basato sul compromesso e sull'autorità morale degli anziani e dei leader tradizionali, che sono sostituiti dal dominio dei gruppi armati di trafficanti e terroristi;

O.  considerando che è fondamentale creare le condizioni di sicurezza necessarie al ristabilimento delle strutture statali di base, in particolare nelle regioni più remote, in cui i cittadini possono sentirsi più abbandonati;

P.  considerando che gli attacchi terroristici e criminali tendono a colpire le popolazioni civili, i rappresentanti dello Stato, le forze di sicurezza e di difesa e le infrastrutture socioeconomiche e compromettono quindi la coesione e l'integrazione sociali e delle comunità;

Q.  considerando che il Sahel è una delle regioni maggiormente interessate dalla proliferazione delle armi illecite di piccolo calibro e che tali armi non dichiarate e per lo più detenute illegalmente non solo minacciano la sicurezza e la protezione delle comunità ma sono altresì utilizzate da pericolose reti criminali transnazionali coinvolte in varie forme di traffico, anche di armi, esseri umani e droghe illecite;

R.  considerando che, secondo nuovi dati dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI):

   a) il totale delle spese militari degli Stati in Africa è cresciuto dell'1,5 % fino a raggiungere circa 41,2 miliardi di USD nel 2019, il primo aumento della spesa della regione in cinque anni;
   b) l'Africa ha importato il 49 % delle sue attrezzature militari dalla Russia, il 14 % dagli Stati Uniti e il 13 % dalla Cina; che la Cina ha esportato il 20 % delle proprie vendite globali di armi in Africa;

S.  considerando che l'influenza militare della Russia in tutta l'Africa consiste nella vendita di armi, nel ricorso a mercenari e consulenti politici, negli accordi di sicurezza e nei programmi di formazione per paesi instabili;

T.  considerando oro per un valore pari a miliardi di dollari è esportato ogni anno per vie illegali dai paesi dell'Africa occidentale al Medio Oriente attraverso gli Emirati arabi uniti; che, secondo le Nazioni Unite, il gruppo estremista somalo Al Shabaab genera milioni di dollari di proventi dalle esportazioni di carbone verso l'Iran e quindi gli Emirati arabi uniti, in violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite;

U.  considerando che la povertà, la mancanza di istruzione, la disoccupazione, i conflitti, le crisi e l'insicurezza, unitamente ad altri fattori quali il fallimento degli Stati, la cattiva governance e la corruzione colpiscono in particolare i giovani e le opportunità loro offerte, spingendo molti di loro a fuggire e lasciare le loro case e famiglie per raggiungere regioni più sicure o altri continenti, a rischio della loro vita;

V.  considerando che le suddette sfide saranno acuite dalla pandemia di COVID-19 e dall'aggravarsi degli effetti dei cambiamenti climatici; che la Commissione ha annunciato lo stanziamento di ulteriori 194 milioni di EUR per sostenere la sicurezza, la stabilità e la resilienza nel Sahel;

W.  considerando che la minaccia derivante dai gruppi islamisti militanti in Africa non è uniforme ma comprende le attività di un insieme, in costante evoluzione, di circa due dozzine di gruppi che operano attivamente in 14 paesi;

X.  considerando che l'Unione europea ha condotto tre missioni e operazioni militari nell'ambito della PSDC per formare e fornire consulenza alle forze armate di Somalia (missione di formazione dell'UE (EUTM) Somalia – 2010), Mali (EUTM Mali – 2013) e Repubblica centrafricana (EUTM CAR – 2016), un'operazione militare navale (operazione delle forze navali (NAVFOR) ATALANTA – 2009) e tre missioni civili per formare e fornire consulenza alle forze di sicurezza interna del Mali (missione dell'UE per lo sviluppo delle capacità (EUCAP) Sahel Mali – 2012), del Niger (EUCAP Sahel Niger – 2014) e della Somalia (EUCAP Somalia – 2014), il progetto GAR-SI Sahel, e ha istituito e avvierà presto una missione consultiva (EUAM) nella Repubblica centrafricana;

Y.  considerando che vari avamposti militari di singoli paesi, come la Francia e gli Stati Uniti, forniscono assistenza alla sicurezza ai partner locali, conducendo azioni antiterrorismo e altre operazioni; che tali azioni, parallelamente alle soluzioni politiche, agli sforzi di costruzione dello Stato e alle iniziative di sviluppo, sono fondamentali per sconfiggere i gruppi terroristici e contribuire allo sviluppo della stabilità regionale;

Z.  considerando che è necessario mantenere la pressione sui terroristi per arrestare la proliferazione di questa minaccia verso altre regioni e altri continenti, tra cui l'Europa;

AA.  considerando che nel corso dell'ultimo decennio le istituzioni di sicurezza africane hanno impiegato decine di migliaia di collaboratori in operazioni di pace nel territorio africano, dimostrando un'autentica volontà di contribuire alla governance della sicurezza nel proprio continente;

AB.  considerando che l'UE sostiene inoltre l'operatività della forza congiunta del G5 Sahel, uno strumento essenziale di lotta al terrorismo, che è fondamentale per contrastare il terrorismo, l'attività jihadista e le minacce per la sicurezza nonché per migliorare la sicurezza regionale;

AC.  considerando che la costante operatività dei principali soggetti del settore della sicurezza a livello regionale come, ad esempio, la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), la Forza di pronto intervento dell'Africa orientale (EASF) e la Forza di pronto intervento dell'Unione africana coincide con l'interesse dell'UE nell'assistere i paesi in difficoltà a fornire pace e prosperità ai loro cittadini;

AD.  considerando che la cooperazione regionale e le relazioni di buon vicinato tra i paesi della regione del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa sono indispensabili al fine di mantenere e rafforzare la stabilità in queste regioni;

AE.  considerando che l'Unione africana resta un partner fondamentale per gli sforzi di pace e stabilità dell'UE;

AF.  considerando che l'Unione africana, in occasione del suo vertice annuale del febbraio 2020, ha annunciato l'intenzione di inviare 3 000 soldati nel Sahel per sostenere il G5 Sahel nella lotta contro i gruppi armati;

AG.  considerando che dal 2017 l'UE ha seguito un processo di regionalizzazione delle sue missioni di PSDC, che oltre a promuovere la cooperazione con il G5 Sahel è inteso a migliorare l'individuazione e la risoluzione delle lacune nell'ambito della cooperazione transfrontaliera nelle regioni;

AH.  considerando che, dopo anni di formazione specifica, le suddette missioni dell'UE e delle Nazioni Unite sono state ostacolate nella loro sostenibilità ed efficacia a causa delle limitazioni al loro mandato, ai programmi di formazione, ai piani di sostenibilità e alla titolarità locale, nonché a causa dell'impossibilità di fornire alle unità che formano e alle forze di difesa locali le attrezzature necessarie, tra cui armi, munizioni e veicoli; che i mandati e l'obiettivo delle missioni dell'UE devono essere rivisti al fine di effettuare un'analisi degli "insegnamenti tratti" che dovrebbe essere utilizzata per adattare le missioni attuali e future;

AI.  considerando che qualsiasi formazione, finanziamento o equipaggiamento delle forze di sicurezza nei paesi terzi dovrebbe rispettare i valori fondamentali europei e contribuire a creare un settore della sicurezza affidabile volto innanzitutto a fornire benefici in termini di sicurezza a tutta la popolazione locale rispettando nel contempo lo Stato di diritto e, in particolare, il diritto internazionale in materia di diritti umani;

AJ.  considerando che tali restrizioni e l'assenza di una presenza coesa e strategica dell'Unione europea intaccano la credibilità dell'azione esterna dell'Unione, mentre altri attori globali intensificano le loro azioni, inviano mercenari e creano le proprie strutture militari e hanno aumentato la fornitura di armi e munizioni ai paesi della regione senza condizioni di governance e lo fanno, di fatto, per promuovere interessi esclusivamente bilaterali;

AK.  considerando che nel 2017 il Partito comunista cinese ha formalmente adottato l'iniziativa "Nuova via della seta" in occasione del congresso nazionale del partito, annunciando investimenti per 8 000 miliardi di USD per una vasta rete di infrastrutture nel settore dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni che collega l'Europa, l'Africa e l'Asia; che la Cina è un soggetto importante nell'economia dell'Africa ed esercita un'influenza significativa su molti aspetti degli affari del continente;

AL.  considerando che nel corso dell'ultimo decennio gli Emirati arabi uniti hanno gradualmente aumentato la loro presenza nel Corno d'Africa, utilizzando progetti umanitari e di sviluppo per rafforzare la loro rilevanza geostrategica, in particolare nel Golfo di Aden; che la Somalia ha esortato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare misure contro la costruzione di una base militare degli Emirati arabi uniti (EAU) nel Somaliland;

AM.  considerando che la Turchia ha trascorso anni a instaurare un clima di fiducia nel Corno d'Africa in quanto cerca di aumentare la propria influenza, in particolare nella regione del Mar Rosso; che le aziende turche gestiscono tuttora il principale porto marittimo e l'aeroporto di Mogadiscio e offrono persino formazione militare per i soldati del governo somalo;

AN.  considerando che la Marina dell'Esercito popolare di liberazione cinese (PLAN) ha collocato la sua prima base militare d'oltremare in Gibuti e che la Cina detiene oltre il 70 % del prodotto interno lordo del Gibuti sotto forma di debito; che i prestiti dell'iniziativa "Nuova via della seta" spingono paesi in via di sviluppo vulnerabili nella morsa dei debiti, esaurendo le riserve del governo e imponendo a generazioni di contribuenti debiti enormi;

AO.  considerando che né l'esercito somalo, né quello burkinabé, maliano o centrafricano sono riusciti a reagire in modo efficace e faticano a contrastare i jihadisti e i gruppi armati o a mantenere e proteggere territori con l'aiuto delle forze internazionali amiche, con il risultato che le popolazioni locali si sentono abbandonate e temono di essere accusate dai jihadisti o dai gruppi armati di collaborare con il governo nel caso ritornino e occupino nuovamente le zone da cui erano stati espulsi;

AP.  considerando che vi è stato un calo decisivo nella pirateria al largo delle coste dell'Africa orientale e occidentale a seguito degli sforzi di sicurezza marittima internazionale profusi sia dall'UE che dalla NATO, che fungono da precedente per la cooperazione di sicurezza europea, africana e transatlantica;

AQ.  considerando che, dopo anni di partecipazione alle suddette missioni civili e militari, la situazione generale non è migliorata significativamente e si registra ora una tendenza al peggioramento nonostante gli sforzi compiuti; che, di conseguenza, persistono numerose sfide vecchie e nuove e occorre pertanto attuare una strategia globale, prestando particolare attenzione alle regioni ove si registrano le più alte vulnerabilità e tensioni al fine di conseguire l'obiettivo ultimo della stabilità regionale e del trasferimento della responsabilità della sicurezza nelle mani degli africani; che tale strategia risponde a una necessità impellente e alle forti aspettative da parte degli attori sul campo e delle popolazioni locali e dovrebbe affrontare le cause profonde della crisi;

AR.  considerando che la questione del finanziamento della PSDC è essenziale per il proseguimento della politica, e che il Fondo europeo di sviluppo, attraverso il Fondo per la pace in Africa e, in futuro, lo strumento europeo per la pace, fornisce sostegno all'Unione africana finanziando, tra l'altro, il costo operativo delle operazioni militari di mantenimento della pace in Africa, in particolare la missione AMISOM in Somalia; che lo strumento europeo per la pace sostituirà il meccanismo Athena per il finanziamento dei costi comuni delle operazioni militari della PSDC, e il Fondo per la pace in Africa doterà l'UE di un nuovo strumento per dispiegare in modo più flessibile le operazioni militari e rafforzare notevolmente le possibilità di assistenza in materia di sicurezza per i partner; che l'impatto finale dello strumento europeo per la pace quale strumento volto ad affrontare in maniera sostenibile i conflitti violenti e l'insicurezza dipenderà dalla misura in cui è integrato dalle necessarie garanzie e dai necessari sistemi di monitoraggio volti a evitare un potenziale abuso degli aiuti erogati e ad assicurare che si tenga debitamente conto delle questioni in materia di responsabilità, diritti umani e rispetto del diritto umanitario; che il futuro strumento europeo per la pace, che dovrebbe subentrare al Fondo per la pace in Africa nel 2021, dovrebbe estendere il suo ambito di applicazione agli Stati partner e consentire la fornitura di attrezzature militari;

AS.  considerando che è indispensabile che l'Unione sostenga i propri partner nelle regioni del Sahel-Sahara e del Corno d'Africa che incontrano sempre maggiori difficoltà nella lotta contro i gruppi terroristici armati, compresi i jihadisti; che l'Unione europea può rispondere in modo adeguato fornendo ai paesi della regione interessata l'assistenza necessaria, comprese armi e munizioni, attraverso lo strumento europeo per la pace; che tale strumento dovrebbe essere approvato senza indugio onde consentire l'assistenza militare necessaria;

AT.  considerando che nel Sahel le temperature aumentano 1,5 volte più velocemente che nel resto del mondo e che, secondo le Nazioni Unite, circa l'80 % dei terreni agricoli di questa regione è degradato, e quasi 50 milioni di persone che dipendono dall'allevamento del bestiame si contendono il territorio; che, secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), questa situazione spinge le popolazioni nell'insicurezza alimentare rendendone difficile la sopravvivenza e ponendole dinanzi a scelte difficili;

AU.  considerando che gli effetti dei cambiamenti climatici sono un fattore di rischio della destabilizzazione, della violenza e dei conflitti;

AV.  considerando che, secondo l'UNICEF, l'aumento degli attacchi violenti alle scuole pubbliche, delle uccisioni, dei rapimenti, delle percosse e delle minacce di morte contro insegnanti e studenti ha condotto alla chiusura di oltre 9 000 scuole nell'Africa centrale e occidentale, negando un'istruzione adeguata a circa due milioni di bambini;

AW.  considerando che l'UE continua a essere seriamente preoccupata per il crescente numero di bambini reclutati come bambini soldato da parte di gruppi estremisti;

AX.  considerando che l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) ha segnalato nuove preoccupanti tendenze in relazione al traffico di stupefacenti nella regione, che hanno ripercussioni negative sulla governance, la sicurezza, la crescita economica e la salute pubblica; che, secondo l'Ufficio, nell'Africa occidentale, centrale e settentrionale avviene l'87% del totale dei sequestri di oppiacei farmaceutici nel mondo e che l'UNODC riconosce l'esistenza di uno stretto legame tra il traffico di stupefacenti e il finanziamento dei gruppi armati;

AY.  considerando che l'approccio strategico dell'UE in materia di donne, pace e sicurezza sottolinea la necessità di integrare una prospettiva di genere in tutti i settori e attività in materia di pace e sicurezza al fine di garantire l'efficacia delle politiche dell'Unione;

AZ.  considerando che gli attacchi dei gruppi estremisti e l'aumento delle violenze tra le comunità per quanto riguarda le risorse stanno influenzando l'accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria, e un elevato numero di ragazze è particolarmente esposto a diversi tipi di abusi, fisici e sessuali;

BA.  considerando che l'Unione europea dovrebbe procedere a un aumento strategico ancora maggiore della sua presenza economica, in considerazione della crescente presenza di altre potenze straniere;

BB.  considerando che il commissario per il Vicinato e l'allargamento ha proposto di riassegnare 3,25 miliardi di EUR a titolo dei programmi esistenti, riducendo i tempi per lo stanziamento e assegnando priorità, per rispondere alle esigenze legate alla diffusione del coronavirus in Africa, ivi compresi 2,06 miliardi di EUR per l'Africa subsahariana;

BC.  considerando che l'UE dovrebbe rafforzare la sua cooperazione con i parlamenti nazionali, comprese le commissioni per la sicurezza e la difesa, al fine di migliorare le funzioni di sorveglianza critica sugli interventi di sicurezza nazionali ed esterni;

L'azione intrapresa dall'Unione europea e dai suoi Stati membri

1.  ritiene che la Commissione, il Consiglio e il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) debbano coordinare le strategie di sviluppo, umanitarie e di sicurezza in cui sono coinvolti nel quadro di una strategia integrata che comporti una titolarità africana indipendente in materia di sicurezza e difesa; ritiene che l'Unione africana e gli Stati africani della regione siano partner fondamentali con cui l'UE è impegnata in maniera significativa al fine di conseguire congiuntamente lo sviluppo sostenibile e la sicurezza delle persone; sostiene l'intenzione dell'Unione africana di inviare 3 000 soldati per sostenere il G5 Sahel; è fermamente convinto che l'UE e i suoi Stati membri debbano rafforzare le capacità dei partner, rivedendo i loro impegni in materia di sicurezza e difesa nelle regioni del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa, anche attraverso la fornitura di attrezzature militari nel rispetto del principio del "non nuocere";

2.  ricorda che la lotta al terrorismo dipende in particolare dall'abilità degli Stati interessati di mantenere istituzioni forti e affidabili, servizi di base consolidati, ivi comprese le capacità di sicurezza interne, e un sistema giudiziario che goda della fiducia dei cittadini, in particolare in materia penale; ritiene che una strategia di sicurezza per le regioni del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa debba innanzitutto essere fondata sulla risoluzione delle cause profonde dei conflitti nella regione, poiché l'eliminazione della povertà è fondamentale ai fini di una pace sostenibile;

3.  chiede la promozione di relazioni rinnovate fra l'UE e il continente africano basate sulla solidarietà e sul rispetto e beneficio reciproci, sempre nell'osservanza dei principi del rispetto del diritto internazionale, della sovranità nazionale e della parità tra le parti;

4.  ritiene che tutte le missioni, le operazioni e altre azioni nel quadro della PESC dell'Unione europea debbano essere coordinate dal VP/AR sotto l'autorità del Consiglio, a norma dell'articolo 43, paragrafo 2, TUE, e che la cellula comune di coordinamento del sostegno dovrebbe fornire più consulenze alla Commissione e al VP/AR, svolgendo un ruolo di coordinamento rafforzato, e dovrebbe proporre l'istituzione di un centro di dottrina civile-militare centralizzato che rafforzi le capacità delle missioni e dei progetti in materia di capacità militare di pianificazione e condotta e di capacità civile di pianificazione e condotta;

5.  è fermamente convinto che l'UE debba investire il più possibile in processi finalizzati alla prevenzione dei conflitti avviando una molteplicità di processi e progetti molto concreti di mediazione, dialogo e riconciliazione parallelamente ad altre misure di sicurezza; sottolinea la necessità di perseguire inoltre approcci non incentrati sullo Stato volti a promuovere la stabilità e la sicurezza, in particolare per quanto riguarda le tensioni tra le comunità; ritiene fermamente che solo l'assistenza alla sicurezza che pone al proprio centro la sicurezza delle persone sia efficace nel medio e lungo termine;

6.  sottolinea l'urgente necessità di rafforzare le missioni e le operazioni della PSDC nonché la politica di pianificazione e comunicazione strategica globale dell'UE, al fine di aumentare la visibilità delle azioni dell'Unione;

7.  si compiace dell'impegno globale dell'Unione nel Sahel, in Africa occidentale e nel Corno d'Africa e riconosce il contributo delle missioni e delle operazioni della PSDC alla pace, alla sicurezza e alla stabilità internazionale; sottolinea, tuttavia, la necessità di adeguare le norme finanziarie e amministrative, nonché i processi decisionali politici, al fine di rendere la risposta alle crisi più rapida ed efficace;

8.  ribadisce il suo invito a elaborare un Libro bianco sulla difesa europea, che definisca e delinei scenari molto precisi per eventuali interventi militari dell'UE e le rispettive dottrine sottostanti in conformità delle missioni militari di cui all'articolo 43, paragrafo 1, TUE;

9.  elogia il personale delle missioni dell'UE che, nonostante condizioni molto difficili, ha agito in maniera eccezionale e ha dimostrato dedizione e professionalità;

10.  sottolinea che, alla luce del grave e profondo peggioramento delle condizioni di sicurezza nella regione e al fine di colmare eventuali lacune nelle missioni e nei progetti dell'UE, lo sviluppo delle capacità dei partner nel settore della sicurezza deve essere rafforzato, onde rispondere in maniera più adeguata alle importanti sfide e alle gravi condizioni di sicurezza nella regione, anche mediante il sostegno ai paesi terzi nella lotta al terrorismo nei rispettivi territori;

11.  sostiene la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 28 aprile 2015, dal titolo " Potenziare le capacità per promuovere sicurezza e sviluppo – Consentire ai partner di prevenire e gestire le crisi"(11);

12.  accoglie con favore la proposta della Commissione e i negoziati interistituzionali in corso volti a istituire un regolamento sullo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) che comprenda tutti i compiti dell'attuale strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace;

13.  accoglie con favore la proposta del VP/AR, con il sostegno della Commissione, per l'istituzione, nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune (PESC), di uno strumento europeo per la pace per il finanziamento della cooperazione militare e di difesa con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, ivi comprese le attrezzature nel quadro dell'elenco comune delle attrezzature militari dell'Unione europea, che colmerà una considerevole lacuna nel sostegno dell'UE e, congiuntamente all'NDICI, consentirà all'Unione di rispondere con maggiore rapidità ed efficacia alle sfide in materia di sicurezza e ne chiede la tempestiva adozione; rammenta che lo strumento europeo per la pace mira ad incorporare il Fondo per la pace in Africa e integrare una componente di sviluppo delle capacità che consentirebbe la fornitura di attrezzature militari ai paesi partner, comprese armi e munizioni, nel pieno rispetto della posizione comune, dei diritti umani e del diritto umanitario e con efficaci disposizioni in materia di trasparenza, come indicato nella sua raccomandazione del 28 marzo 2019 sull'istituzione dello strumento europeo per la pace, al fine di garantire che le attrezzature militari non siano fornite a beneficiari che commettono abusi, atrocità e altri danni nei confronti delle popolazioni civili; rileva che dal giugno 2018 gli Stati membri si stanno adoperando a favore di una decisione del Consiglio che istituisca lo strumento europeo per la pace, al più tardi nel gennaio 2021; invita il Consiglio, a tale riguardo e considerando l'attuale situazione in Africa, ad approvare tale proposta adottando senza indugio la necessaria decisione che istituisce il nuovo strumento per sostenere le capacità militari delle forze armate africane e:

   a) chiede che il bilancio dello strumento europeo per la pace sia sufficiente per affrontare in modo efficace le attuali sfide relative alla formazione, alle operazioni, alle missioni, ai progetti e alle attrezzature militari (comprese armi, munizioni e trasporti);
   b) invita a garantire che lo strumento europeo per la pace superi le attuali limitazioni nell'ambito del Fondo per la pace in Africa e del bilancio dell'Unione per l'acquisizione di armi e munizioni;
   c) chiede che siano previsti finanziamenti a titolo del bilancio dell'UE per le spese amministrative derivanti dalla decisione del Consiglio, compreso il personale;
   d) invita il Consiglio ad imputare agli Stati membri le spese operative relative alla sua attuazione, ivi comprese attrezzature e formazione;
   e) prende atto del fatto che gli Stati membri che non partecipano al finanziamento di una specifica azione o di parte di essa potrebbero astenersi dalla votazione in seno al Consiglio;
   f) chiede di istituire in seno al servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) una nuova divisione apposita incaricata di gestire questo nuovo strumento, per controllare la fornitura e l'utilizzo di attrezzature e formazione, ivi comprese adeguate garanzie e misure di mitigazione dei rischi;
   g) ritiene che la fornitura e l'utilizzo di tali attrezzature e formazione dovrebbero essere monitorati da esperti distaccati dagli Stati membri in questa divisione per informare il VP/AR ed essere sottoposti al controllo del Parlamento e agli audit della Corte dei conti europea;

14.  è del parere che la sostenibilità, l'efficacia e la visibilità delle missioni civili e militari dell'UE in Africa, nonostante l'elevato grado di dedizione e professionalità del personale, siano state ostacolate in particolare dalla mancanza di titolarità locale, piani di sostenibilità e attrezzature di base nei paesi interessati, così come è avvenuto per la loro abilità di rafforzare la capacità dei partner;

15.  invita la Commissione e il Consiglio a garantire l'esplorazione di tutti gli strumenti di finanziamento al fine di affrontare le cause profonde dei conflitti e sostenere lo sviluppo delle capacità di sicurezza nei paesi africani interessati, in conformità degli articoli 209 e 212 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e alla luce delle gravissime crisi in materia di sicurezza nella regione del Sahel-Sahara e nell'Africa orientale;

16.  accoglie con favore la proposta di rafforzare il principio di partenariato nelle relazioni tra l'UE e l'Africa di cui alla comunicazione congiunta dal titolo "Verso una strategia globale per i rapporti con l'Africa" (JOIN(2020)0004); invita la Commissione, e in particolare il VP/AR, ad avviare partenariati bilaterali ad hoc per una trasformazione che riguardi un'ampia gamma di settori, dando priorità alla sicurezza e alla difesa; invita il VP/AR a rendere omaggio ai paesi avanzati nel settore del consolidamento della democrazia e della sicurezza delle persone e a incoraggiarli ad aderire a partenariati bilaterali sulla base del principio "più progressi, più aiuti"; invita il VP/AR, al di là dei partenariati bilaterali, ad assistere nel consolidamento delle funzioni di sicurezza delle organizzazioni subregionali, come la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), la Comunità dell'Africa orientale o la Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC);

17.  raccomanda che l'UE valuti la possibilità di contribuire ai costi operativi e logistici delle operazioni contro il terrorismo condotte dalle forze armate nazionali della Mauritania, del Mali, del Burkina Faso, del Niger e del Ciad, nell'ambito delle operazioni di mantenimento della pace nella regione del Sahel-Sahara e seguendo un approccio analogo a quello adottato per finanziare le forze congiunte del G5 Sahel e la missione dell'Unione africana in Somalia (AMISOM), e osserva che lo strumento europeo per la pace dovrebbe essere lo strumento appropriato a tal fine;

18.  incoraggia una discussione in merito all'opportunità di applicare ai programmi di formazione esistenti le stesse facilitazioni per l'acquisizione di materiale militare, comprese le armi, attualmente previste per lo spiegamento e la formazione della forza del G5 Sahel, compreso il sostegno finanziario, se necessario;

19.  raccomanda che qualsiasi finanziamento delle operazioni di rafforzamento delle capacità per i paesi africani sia subordinato alla presentazione, da parte del paese beneficiario, di un piano di sostegno concordato congiuntamente, che includa la formazione sulla riforma del settore della sicurezza, sui diritti umani, sul diritto internazionale umanitario e sullo Stato di diritto, con scadenze ragionevoli e da conseguire con il monitoraggio dell'UE, nonché con la possibilità di ulteriori adeguamenti in funzione dell'evoluzione della situazione;

20.  è profondamente preoccupato per l'elevato numero di casi di gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza maliane, come esaminato e riferito dalla missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA);

21.  riconosce l'importante ruolo svolto dal Mali ai fini della stabilità del Sahel e condivide le profonde preoccupazioni dell'ECOWAS per quanto riguarda il colpo di stato in Mali del 18 agosto 2020; sottolinea che la cooperazione continua con la comunità internazionale e il sostegno della stessa, in particolare l'Unione europea e le Nazioni Unite, possono essere conseguiti con successo solo se sarà adottata una serie di provvedimenti importanti, ad esempio l'istituzione di un sistema elettorale ben preparato, valido, trasparente e stabile che assicuri elezioni credibili, libere ed eque nonché reali condizioni di parità per i partiti politici; sostiene la necessità di un governo di transizione inclusivo, che comprenda tutti i gruppi politici e sociali e miri a salvaguardare i diritti e le libertà costituzionali di ogni cittadino, senza mai perdere di vista le pressanti sfide sociali, economiche e in materia di sicurezza attuali, che rendono necessaria un'azione urgente per rispondere alle legittime richieste dei cittadini di un dialogo inclusivo e costruttivo sul futuro del loro paese; sostiene gli sforzi profusi dal SEAE per contribuire al raggiungimento di una soluzione pacifica e democratica che consenta alla fine di ripristinare una stabilità duratura e la fiducia dei cittadini malesi nelle loro istituzioni e nell'amministrazione pubblica, che dovrebbero essere realmente inclusive, libere da corruzione e aiutare tutti i cittadini a realizzare le loro aspirazioni di prosperità, pace, sviluppo, stabilità e sicurezza;

22.  prende atto delle relazioni di valutazione dell'ONU sugli interventi di applicazione della legge e di supporto alle vittime di sfruttamento e abusi sessuali da parte del personale dell'ONU e di altro personale coinvolto nelle operazioni di mantenimento della pace; si dichiara profondamente scioccato dalla portata allarmante di tali reati e dal fatto che chi li commette non sia chiamato a risponderne; è parimenti scioccato dalle accuse di violenza sessuale su minori a carico delle truppe europee e dell'ONU, in particolare nella Repubblica centrafricana nel 2016, e chiede giustizia; sollecita le Nazioni Unite, gli Stati membri dell'UE e gli organi PSDC dell'UE a indagare, perseguire e condannare senza indugi e con la massima fermezza il personale ONU, nazionale o dell'UE responsabile di atti di violenza sessuale; sottolinea la pressante necessità di riformare le strutture interessate in modo da porre fine all'impunità del personale delle Nazioni Unite e dell'UE, istituendo meccanismi efficaci e trasparenti in materia di vigilanza e responsabilità; trova inaccettabile che attualmente le azioni legali relative a presunti abusi rimangano puramente volontarie e dipendano dal paese che ha messo a disposizione il contingente; esprime la convinzione che sia possibile ridurre e prevenire questi gravi reati anche mediante la formazione e l'istruzione; ricorda con forza la necessità urgente di impedire tali reati in futuro, anche al fine di ripristinare la fiducia della popolazione locale nel mantenimento della pace internazionale;

23.  chiede che sia ridefinito il formato delle missioni di formazione EUTM Mali, EUTM CAR e EUTM Somalia per adattarle meglio alle esigenze reali delle forze armate e a quelle delle popolazioni dei paesi beneficiari mediante:

   a) l'armonizzazione delle metodologie di formazione e delle norme procedurali e di ingaggio, così come la garanzia che esse siano uniche e concepite in base alle esigenze individuate nel paese, integrando la formazione sulla parità di genere e i diritti delle donne, compresa l'agenda in materia di donne, pace e sicurezza;
   b) lo sviluppo e l'applicazione di una politica generale di riforma del settore della sicurezza incentrata sulla sicurezza delle persone e le esigenze dell'intera popolazione in termini di sicurezza;
   c) la garanzia che gli istruttori dell'UE siano incaricati, in coordinamento con le autorità militari locali, di selezionare i soldati tra quelli proposti dai governi locali, formarli per migliorarne le competenze, anche mediante la conoscenza del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale in materia di diritti umani, supervisionarli e accompagnarli sul campo una volta terminato il loro percorso formativo, al fine di valutarli e impedire lo smantellamento delle unità e la dispersione dei soldati;
   d) l'offerta di centri di formazione con attrezzature militari sia individuali che condivise (ove il paese in questione non le fornisca), onde garantire la fornitura di una formazione adeguata dopo che l'UE avrà posto in essere garanzie che assicurino la conformità agli otto criteri della posizione comune 944 nel trasferimento di armi verso i paesi terzi, garantendo il controllo post-spedizione e il controllo sull'uso finale per prevenire la diversione a gruppi armati, ivi compresi i terroristi;
   e) l'aumento del tasso di occupazione dei posti in organico nelle missioni, per ovviare ai problemi ricorrenti;
   f) la garanzia che la formazione corrisponda alla realtà operativa, ossia includa la mobilità e le capacità di comando e di controllo;
   g) i benefici derivanti dal distacco delle competenze militari richieste, in particolare nel settore della consulenza strategica;
   h) l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio e tutela dei diritti umani per prevenire le violazioni di tali diritti;

24.  è del parere che il rafforzamento della componente consultiva di talune missioni (EUTM Somalia) presso le strutture di comando delle forze locali consentirebbe di esercitare un'influenza significativa sulla modalità di esecuzione delle operazioni e nell'ambito del dispositivo multilaterale di assistenza militare;

25.  ritiene che l'UE debba attuare un controllo adeguato e continuare a condurre valutazioni periodiche efficaci e revisioni strategiche delle missioni civili EUCAP Sahel Mali, EUCAP Sahel Niger, EUCAP Somalia e EUAM RCA, riesaminandone il mandato, il bilancio e le risorse umane, nonché continuare a servirsi dei sistemi di monitoraggio nell'ambito del piano di attuazione delle missioni e dell'analisi comparativa come strumento di orientamento generale; è convinto che sarebbe possibile conseguire un miglior adattamento delle missioni alla situazione politica e di sicurezza in costante evoluzione mediante l'adattamento alle esigenze locali e l'intensificazione della cooperazione con i partner locali, e ritiene che ciò renderebbe le missioni ancora più operative ed efficaci, integrandole in un più ampio tentativo di riforma del settore della sicurezza a beneficio della sicurezza della popolazione locale; invita il VP/AR e il SEAE a riferire al Parlamento in merito alla relazione annuale sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune del 2019(12) e alla valutazione delle missioni in Africa da parte del Parlamento; ribadisce la critica relativa all'assenza di indicatori adeguati per monitorare i risultati delle missioni EUCAP Niger e EUCAP Mali e al fatto che il controllo e la valutazione delle attività delle missioni siano stati inadeguati e inadatti a tener conto delle loro implicazioni; invita il VP/AR e il SEAE a riferire in merito alla valutazione della costituzione delle forze dell'EUTM Somalia da parte del Parlamento;

26.  osserva che la situazione in materia di sicurezza in Somalia è molto preoccupante e costituisce un fattore di destabilizzazione in tutto il Corno d'Africa e oltre; ritiene che il governo federale della Somalia non sia in grado di svolgere interamente i propri compiti e che l'esercito nazionale somalo, nonostante i recenti progressi, non riesca ancora a contrastare da solo le attività terroristiche di al-Shabab; ricorda che l'esercito somalo dovrebbe subentrare all'AMISOM nel dicembre 2021; sottolinea che il conseguimento di tale obiettivo richiede un programma di assistenza nuovo e completo e chiede all'UE di concordare con l'Unione africana e il governo somalo una posizione sul meccanismo da porre in essere una volta terminata l'AMISOM;

27.  ritiene che la crisi del Golfo stia avendo gravi ramificazioni in Somalia, dove gli Emirati arabi uniti continuano a sostenere azioni esplicite che compromettono direttamente i miglioramenti politici e di sicurezza realizzati finora in Somalia, creando una divisione nazionale tra il governo federale della Somalia e gli Stati membri federali sulla sicurezza, le elezioni nazionali e le questioni di sviluppo; chiede che tali azioni siano sospese senza indugio;

28.  chiede alle parti maliane che hanno aderito all'accordo per la pace e la riconciliazione in Mali, risultante dal processo di Algeri, di rispettare e attuare tale accordo senza ulteriori indugi;

29.  ritiene che l'Unione europea debba continuare a sostenere finanziariamente l'AMISOM durante il periodo di transizione attraverso il Fondo per la pace in Africa, mantenere la presenza delle tre missioni e operazioni militari o civili dell'UE, sebbene riviste, (ATALANTA, EUTM Somalia e EUCAP Somalia), sostenere le istituzioni democratiche e proseguire la formazione dell'esercito nazionale e la creazione di settori della sicurezza trasparenti, responsabili e democraticamente controllati;

30.  invita gli Stati membri e l'UE ad aiutare le forze congiunte del G5 Sahel a diventare operative attraverso la fornitura di assistenza finanziaria nonché la fornitura di attrezzature militari e formazione, includendo nel contempo garanzie e misure di mitigazione adeguate, così come consulenze in materia di dottrina, capacità programmate e gestione; evidenzia la necessità di una componente di polizia forte e credibile a tale riguardo; invita i partner che hanno assunto impegni in occasione della conferenza dei donatori, tenutasi a Bruxelles il 22 febbraio 2018, ad attuarli rapidamente;

31.  ritiene che gli Stati africani debbano assumersi la responsabilità di adempiere agli obblighi propri di uno Stato per stabilizzare tutte le zone libere da terroristi jihadisti, gruppi criminali e armati, trafficanti e criminali onde tutelare i cittadini, attraverso la fornitura di servizi di base (amministrazione, approvvigionamento idrico ed elettricità, sanità, giustizia, istruzione); è del parere che le forze militari o di sicurezza dovrebbero garantire un adeguato ambiente di sicurezza e servizi di base temporanei fino al momento in cui subentrerà l'amministrazione civile e chiede all'Unione europea di intensificare i suoi sforzi volti a sostenere gli Stati africani nella fornitura dei servizi di base;

32.  sostiene la richiesta dell'Unione africana alle Nazioni Unite di avere accesso ai contributi valutati dall'ONU per le missioni a guida africana autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

33.  sottolinea che è necessario un coordinamento con i paesi del Nord Africa, nonché un efficace contributo alla pace e alla riconciliazione in Libia, al fine di evitare che diventi un punto di propagazione per il jihadismo, i gruppi terroristici, criminali e armati, il traffico di armi e la tratta di esseri umani; incoraggia pertanto i negoziati di pace con il formato "5+5" e invita tutti i paesi a rispettare lo spirito della Conferenza di Berlino; esprime l'auspicio che i recenti segnali di cessate il fuoco e di pace in Libia si concretizzino; accoglie con favore, a tale proposito, le recenti iniziative del SEAE e del VP/AR, in particolare la sua visita in Libia il 1º settembre 2020, e sottolinea che l'UE dovrebbe svolgere un ruolo guida nel processo di mediazione;

34.  invita l'UE ad affrontare le considerevoli e crescenti minacce alla protezione e alla conservazione del patrimonio culturale e a contrastare il traffico di opere culturali, in particolare nelle zone di conflitto;

35.  ritiene che la cooperazione con i paesi dell'Africa settentrionale debba essere prevista principalmente in termini di scambio di informazioni e di intelligence, formazione militare e lotta alla radicalizzazione, tenendo conto della comprovata esperienza di alcuni di essi;

36.  ritiene che una politica di sicurezza globale a medio e lungo termine per tali regioni debba altresì incentrarsi sulla promozione della resilienza;

37.  accoglie con favore e sostiene l'approccio globale mauritano, che integra una strategia sociale e di sviluppo alla risposta militare e di sicurezza; esprime la propria solidarietà al Niger, al Mali e al Burkina Faso, paesi che sono profondamente colpiti dal terrorismo; plaude agli sforzi e ai sacrifici della comunità internazionale, della Missione multidimensionale integrata delle Nazioni Unite per la stabilizzazione in Mali, della task force congiunta multinazionale, del G5 e delle forze armate francesi (operazione Barkhane), della cellula consultiva e di coordinamento regionale dell'UE (RACC), dell'EUCAP Sahel Mali e Niger, dell'EUTM Mali, del GAR-SI Sahel e dell'esercito del Ciad, che è la forza essenziale nei settori centrale e orientale del G5 e richiede un sostegno particolare per i suoi battaglioni; esorta i paesi del G5 Sahel a perseguire riforme interne e ad applicare appieno i diritti umani, la buona governance e la responsabilità democratica, rispettando i diritti umani e le norme democratiche;

38.  accoglie con favore la dichiarazione congiunta adottata il 28 aprile 2020 dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dal presidente della Repubblica islamica di Mauritania, nonché presidente in carica del G5 Sahel, Mohamed Cheikh El Ghazouani, nella quale hanno rinnovato e intensificato l'impegno in termini di sicurezza, stabilità e sviluppo del Sahel in stretta cooperazione con il segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente della Commissione dell'Unione africana e il presidente in carica della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale;

39.  incoraggia gli Stati membri a sostenere le operazioni Barkhane e Takuba e le missioni Gazelle e New Nero e a cooperare con le stesse; sottolinea gli ingenti investimenti in termini umani e militari degli Stati membri che già vi partecipano; insiste sulla necessità di un maggiore coinvolgimento europeo, sottolineando tuttavia che ciò non può sostituire l'obbligo dei paesi di perseguire le riforme interne necessarie volte a garantire lo sviluppo sostenibile e la sicurezza;

40.  invita l'UE a prestare particolare attenzione alla diffusione di gruppi terroristici armati, in particolare il terrorismo islamico e l'estremismo violento del wahhabismo, nelle regioni del Sahel, dell'Africa occidentale e del Corno d'Africa, e a continuare ad adoperarsi su scala globale per combattere il jihadismo; chiede, alla luce dell'impatto strategico di tali regioni sulla stabilità e la sicurezza dei paesi del vicinato meridionale e sulla sicurezza marittima, nonché dell'innegabile pressione sui confini esterni dell'Europa, un miglioramento della cooperazione in materia di sicurezza e dei programmi di aiuto con i paesi interessati;

41.  esorta l'UE ad effettuare una valutazione globale della strategia comune Africa-UE e della comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, dal titolo "Verso una strategia globale per i rapporti con l'Africa", del 9 marzo 2020, e a promuovere l'attuazione delle conclusioni del Consiglio del 20 aprile 2015 sul piano d'azione regionale per il Sahel 2015-2020, delle conclusioni del 16 marzo 2015 sul piano d'azione dell'UE per il golfo di Guinea 2015-2020 e delle conclusioni del 25 giugno 2018 sul Corno d'Africa/Mar Rosso e il Sahel/Mali e sulla dichiarazione di Pau;

42.  chiede ulteriori protezione e sostegno per le autorità, le comunità e le organizzazioni di istruzione attive sul campo, che cercano di trovare opportunità di apprendimento alternative nei centri comunitari e fanno partecipare migliaia di bambini dell'Africa occidentale e del Sahel a programmi di istruzione e di acquisizione di competenze;

Buona governance e sviluppo sostenibile

43.  afferma che non può esistere una strategia di sicurezza senza un'azione congiunta in ambito umanitario e in materia di sviluppo sostenibile; rammenta le diverse cause profonde del terrorismo e dei conflitti armati; invita a promuovere il capitale e lo sviluppo umani, a soddisfare le esigenze delle comunità più vulnerabili e a sviluppare le capacità di resilienza delle persone;

44.  ritiene che l'Unione europea debba garantire che i piani di sviluppo sostenibile siano multisettoriali, basati sul contesto esistente e offrano una soluzione globale alle sfide della regione interessata; sottolinea che un approccio integrato a pace, sicurezza e sviluppo sostenibile richiede una partecipazione significativa degli attori della società civile locale, segnatamente delle donne e dei giovani, rammentando nel contempo il ruolo degli anziani e dei leader tradizionali nelle società del Sahel-Sahara; è del parere che tali piani debbano essere in linea con i principi dell'efficacia degli aiuti, riaffermati dal consenso europeo in materia di sviluppo, e che debbano essere adottati dall'amministrazione d'intesa con le comunità beneficiarie locali e attuati con la partecipazione della società civile locale e delle organizzazioni umanitarie per garantire trasparenza, titolarità e un coordinamento efficace;

45.  insiste sull'importanza del partenariato con l'ONU, della cooperazione con altre istituzioni internazionali, in particolare l'Unione africana, e del dialogo con altre organizzazioni regionali e subregionali;

46.  ritiene che una cooperazione significativa in materia di sicurezza tra UE e Africa debba fondarsi sullo sviluppo sostenibile, e concentrarsi in particolare:

   a) sul consolidamento della democrazia, garantendo sistemi democratici di governance responsabili tramite un efficace controllo parlamentare, nonché istituzioni democratiche e lo Stato di diritto, assicurando tutte le libertà della società civile;
   b) sulla conclusione dei conflitti e sulla prevenzione di nuovi conflitti, affrontando al contempo le loro cause profonde al fine di conseguire pace e sicurezza durature;
   c) sull'elaborazione di politiche volte a promuovere lo sviluppo economico e la creazione di occupazione, in particolare per i giovani, sottolineando la necessità di coinvolgere questi ultimi nei processi politici, economici e di pace;
   d) sul sostegno a piani d'azione preventivi per la stabilizzazione;
   e) sull'emancipazione femminile, riconoscendo le donne come protagoniste del cambiamento nelle comunità africane, potenziando le loro opportunità educative ed economiche, promuovendo la loro partecipazione nelle istituzioni e nei processi decisionali nazionali e locali, favorendo il loro ruolo nella costruzione della pace, nella prevenzione dei conflitti e nella mediazione, nonché contrastando la violenza sessuale contro donne e ragazze;
   f) sulla prestazione di servizi di base quali la sanità, la sicurezza alimentare, l'approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari, la protezione sociale, gli alloggi e le reti di sicurezza, il sostegno alla salute mentale e la protezione della stessa, l'istruzione e l'assistenza alle popolazioni sfollate, per aumentare la fiducia dei cittadini nello Stato;
   g) sulla garanzia della stabilità amministrativa, giuridica e in materia di sicurezza;
   h) sull'eliminazione della povertà, dell'impunità e della corruzione;
   i) sulla lotta agli effetti dei cambiamenti climatici prendendo in esame misure per la loro mitigazione e l'adattamento a essi, al fine di garantire che i mezzi di sussistenza diventino resilienti in modo sostenibile alle minacce ambientali;
   j) sul rispetto dello Stato di diritto e la promozione dello sviluppo sostenibile e dei diritti umani senza discriminazioni di alcun tipo, della libertà di espressione, della libertà dei media e della libertà di associazione, nonché sul rafforzamento del sostegno strutturale alla società civile e ai media indipendenti;
   k) sulla promozione di pratiche agricole sostenibili quali l'agroecologia, il sostegno ai piccoli produttori e agricoltori e l'attuazione di un legame nutrizionale per contrastare tutte le forme di malnutrizione in tutti i contesti e continuare a finanziare attività che fungono da ponte tra interventi umanitari e di sviluppo, al fine di affrontare le cause profonde della questione;

47.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che le attuali sfide in materia di sicurezza in Africa, che si aggiungono a disuguaglianze persistenti, mancanza di opportunità per i giovani e governance debole, potrebbero alimentare le migrazioni e provocare uno spostamento massiccio della popolazione, compromettendo gli Stati nordafricani, colpendo l'Europa e sfociando in una crisi umanitaria diffusa; riconosce l'impatto di conflitti, povertà, disuguaglianze e cambiamenti climatici sugli sfollamenti forzati e invita l'Unione europea a favorire una migrazione regolare, sicura e dignitosa; sottolinea pertanto l'importanza di rafforzare la cooperazione, in particolare tra l'UE e la regione del Sahel, onde affrontare tale questione importante, ricordando nel contempo la prassi accettata di evitare di applicare la condizionalità agli aiuti umanitari legati alle azioni in materia di migrazione nella regione;

48.  accoglie con favore la strategia dell'UE per il Corno d'Africa, in quanto include non solo politiche di sicurezza e umanitarie, ma anche una politica di sviluppo a lungo termine e gli obiettivi di sviluppo del millennio; sottolinea l'importanza di questa visione a lungo termine della politica di sviluppo e invita la Commissione e gli Stati membri a coordinare le proprie politiche al riguardo e ad adottare al più presto una programmazione congiunta per i vari paesi e la regione;

49.  chiede di attuare la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui giovani, la pace e la sicurezza nel quadro della cooperazione UE-Africa in materia di sicurezza;

50.  invita l'UE a promuovere l'efficace attuazione dell'agenda in materia di donne, pace e sicurezza delle Nazioni Unite in tutti gli ambiti dell'azione esterna dell'UE, includendo una prospettiva di genere nei settori politici chiave del partenariato strategico UE-Unione africana sulla sicurezza;

51.  ritiene che l'UE dovrebbe rafforzare la sua collaborazione con i parlamenti nazionali, comprese le commissioni per la sicurezza e la difesa, al fine di migliorare le proprie funzioni di vigilanza essenziali sugli interventi di sicurezza nazionali ed esterni;

52.  esorta tutti gli attori militari nel Sahel a rispettare il diritto internazionale umanitario e ad attuare una risposta globale incentrata sull'attenuazione delle sofferenze delle fasce più vulnerabili della popolazione, considerando in particolare la tutela dei civili quale indicatore fondamentale del successo di una strategia di sicurezza integrata; sottolinea l'importanza di garantire che l'esecuzione di tutte le operazioni di sicurezza non aggravi la situazione umanitaria; invita tutti gli attori della sicurezza a monitorare l'impatto delle proprie operazioni militari e misure di sicurezza sull'accesso ai servizi – compresi gli alimenti e la nutrizione – e sugli sfollamenti forzati, con l'obiettivo di ridurre al minimo i loro effetti negativi sulle esigenze umanitarie;

53.  ritiene essenziale fornire un'assistenza straordinaria e olistica alle regioni interessate in vista della sfida straordinaria provocata dalla pandemia di Covid-19, mantenere la continuità operativa delle missioni e le operazioni PSDC, sostenendo le forze armate locali attraverso consulenze su come gestire l'epidemia, rafforzare l'azione di sviluppo dell'UE in tali regioni, che può svolgere un ruolo importante nell'attenuare l'impatto della crisi sanitaria, e fornire aiuti umanitari essenziali, dimostrando flessibilità e la capacità di adattarsi alla situazione; plaude alla decisione approvata all'unanimità dal G20 di sospendere i pagamenti di servizio del debito per i paesi più poveri;

54.  raccomanda che l'UE, in collaborazione con il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo, intervenga a livello finanziario per contribuire al contenimento del debito e al pagamento degli interessi; invita, alla luce della pandemia di Covid-19 e delle sue conseguenze finanziarie, ad esplorare tutte le possibilità di alleviamento, sospensione e sostenibilità del debito dei paesi africani;

55.  raccomanda che i paesi interessati si assumano pienamente la propria responsabilità giuridica internazionale, adottino tutte le misure necessarie a garantire che gli autori di violazioni del diritto internazionale umanitario di tutte le parti siano chiamati a rispondere e consentano il libero accesso agli aiuti umanitari e ai servizi di base per le persone bisognose, comprese quelle che vivono in territori al di fuori del controllo governativo, onde evitare il rischio di diversione degli aiuti umanitari, e che consentano negoziati sull'accesso umanitario con tutte le parti del conflitto, sottolineando inoltre l'importanza che la fornitura di aiuti umanitari sia percepita come neutrale e imparziale e l'importanza di garantire la sicurezza degli operatori umanitari;

56.  accoglie con favore la proposta di rafforzare il principio del multilateralismo nelle relazioni tra Africa e UE di cui alla comunicazione congiunta dal titolo "Verso una strategia globale per i rapporti con l'Africa"; ritiene che la Cina comunista e la Russia autoritaria abbiano adottato approcci differenti nelle relazioni con i paesi africani, in contrapposizione agli sforzi dell'Unione; invita la Commissione a migliorare l'impegno nella diplomazia pubblica e il dialogo con l'Unione africana, i governi, i parlamenti e le società civili al fine di spiegare meglio il sostegno dell'UE in Africa nell'ambito della sicurezza, quale contributo alla strategia di sviluppo dell'Africa per il 2063;

o
o   o

57.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 54 I del 26.2.2020, pag. 9.
(2) GU C 440 del 30.12.2015, pag. 38.
(3) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 33.
(4) GU C 118 dell'8.4.2020, pag. 113.
(5) GU L 130 del 19.5.2017, pag. 1.
(6) GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 56.
(7) GU C 419 del 16.12.2015, pag. 153.
(8) Testi approvati, P8_TA(2019)0158.
(9) Testi approvati, P9_TA(2020)0009.
(10) Testi approvati, P9_TA(2020)0008.
(11) JOIN(2015)0017.
(12) Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune - relazione annuale (testi approvati, P9_TA(2020)0009).


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: commissioni imposte dall'ESMA alle CCP di paesi terzi
PDF 122kWORD 42k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione, del 14 luglio 2020, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le commissioni imposte dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati alle controparti centrali stabilite nei paesi terzi (C(2020)4891 – 2020/2720(DEA))
P9_TA-PROV(2020)0214B9-0251/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2020)4891),

–  vista la lettera in data 14 luglio 2020 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 2 settembre 2020 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni(1), in particolare l'articolo 25 quinquies, paragrafo 3, e l'articolo 82, paragrafo 6,

–  visto l'articolo 111, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 111, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che arrivava a scadenza il 15 settembre 2020,

A.  considerando che diversi atti delegati da adottare a norma del regolamento (UE) n. 648/2012 (EMIR), recentemente modificato, precisano in che modo le norme dell'EMIR si applicheranno alle controparti centrali (CCP) di paesi terzi che prestano servizi a imprese dell'Unione; che tali atti delegati daranno attuazione ai poteri rafforzati dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA); che le CCP di paesi terzi considerate a rilevanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri dovrebbero essere soggette a requisiti specifici e a una vigilanza rafforzata da parte dell'ESMA, al fine di garantire parità di condizioni con le CCP dell'Unione e salvaguardare la stabilità del sistema finanziario della stessa;

B.  considerando che l'articolo 25 quinquies conferisce alla Commissione il potere di adottare un atto delegato al fine di specificare ulteriori dettagli sulle commissioni che l'ESMA deve imporre alle CCP di paesi terzi per coprire tutti i costi sostenuti per il riconoscimento di tali CCP e lo svolgimento delle sue funzioni in relazione alle medesime;

C.  considerando che il regolamento delegato in esame dovrebbe entrare in vigore con urgenza per garantire che le CCP di paesi terzi contribuiscano in modo adeguato e tempestivo al finanziamento dell'ESMA;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: criteri per determinare la rilevanza sistemica delle CCP di paesi terzi
PDF 122kWORD 42k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione, del 14 luglio 2020, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i criteri di cui l'ESMA dovrebbe tener conto per determinare se una controparte centrale stabilita in un paese terzo è a rilevanza sistemica o è suscettibile di assumere rilevanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri (C(2020)4892 – 2020/2726(DEA))
P9_TA-PROV(2020)0215B9-0252/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2020)4892),

–  vista la lettera in data 14 luglio 2020 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 2 settembre 2020 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni(1), in particolare l'articolo 25, paragrafo 2 bis, e l'articolo 82, paragrafo 6,

–  visto l'articolo 111, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 111, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che arrivava a scadenza il 15 settembre 2020,

A.  considerando che diversi atti delegati da adottare a norma del regolamento (UE) n. 648/2012 (EMIR), recentemente modificato, precisano in che modo le norme dell'EMIR si applicheranno alle controparti centrali (CCP) di paesi terzi che prestano servizi a imprese dell'Unione; che tali atti delegati daranno attuazione ai poteri rafforzati dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA); che le CCP di paesi terzi considerate a rilevanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri dovrebbero essere soggette a requisiti specifici e a una vigilanza rafforzata da parte dell'ESMA, al fine di garantire parità di condizioni con le CCP dell'Unione e salvaguardare la stabilità del sistema finanziario della stessa;

B.  considerando che l'articolo 25, paragrafo 2 bis, conferisce alla Commissione il potere di adottare un atto delegato per specificare ulteriormente i criteri che l'ESMA deve applicare per determinare se una CCP di un paese terzo è a rilevanza sistemica o è suscettibile di assumere rilevanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri;

C.  considerando che il regolamento delegato in esame dovrebbe entrare in vigore con urgenza per garantire che l'Unione sia pronta nel momento in cui il diritto dell'Unione cesserà di applicarsi al Regno Unito alla scadenza del periodo transitorio;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: elementi minimi per valutare la conformità comparabile delle CCP di paesi terzi e le modalità
PDF 123kWORD 42k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione, del 14 luglio 2020, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli elementi minimi di cui l'ESMA tiene conto ai fini della valutazione della richiesta della conformità comparabile presentata dalle controparti centrali di paesi terzi e le modalità e le condizioni di tale valutazione (C(2020)4895 – 2020/2729(DEA))
P9_TA-PROV(2020)0216B9-0253/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2020)4895),

–  vista la lettera in data 14 luglio 2020 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 2 settembre 2020 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni(1), in particolare l'articolo 25 bis, paragrafo 3, e l'articolo 82, paragrafo 6,

–  visto l'articolo 111, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 111, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che arrivava a scadenza il 15 settembre 2020,

A.  considerando che diversi atti delegati da adottare a norma del regolamento (UE) n. 648/2012 (EMIR), recentemente modificato, precisano in che modo le norme dell'EMIR si applicheranno alle controparti centrali (CCP) di paesi terzi che prestano servizi a imprese dell'Unione; che tali atti delegati daranno attuazione ai poteri rafforzati dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA); che le CCP di paesi terzi considerate a rilevanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri dovrebbero essere soggette a requisiti specifici e a una vigilanza rafforzata da parte dell'ESMA, al fine di garantire parità di condizioni con le CCP dell'Unione e salvaguardare la stabilità del sistema finanziario della stessa;

B.  considerando che, a norma dell'articolo 25 bis, la CCP di un paese terzo a rilevanza sistemica o suscettibile di assumere rilevanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri ("CCP di classe 2") può chiedere all'ESMA di valutare la comparabilità della conformità, ossia se con il rispetto del quadro applicabile del paese terzo si può ritenere soddisfatta la sua conformità ai requisiti pertinenti stabiliti nell'EMIR;

C.  considerando che il regolamento delegato in esame dovrebbe entrare in vigore con urgenza per garantire che l'Unione sia pronta nel momento in cui il diritto dell'Unione cesserà di applicarsi al Regno Unito alla scadenza del periodo transitorio;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto di esecuzione: modifiche all'International Financial Reporting Standard 16
PDF 122kWORD 42k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al progetto di regolamento della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 1126/2008 che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'International Financial Reporting Standard 16 (D067917/01 – 2020/2712(RPS))
P9_TA-PROV(2020)0217B9-0254/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di regolamento della Commissione (D067917/01),

–  visto il regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali(1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,

–  vista la lettera in data 8 luglio 2020 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al progetto di regolamento,

–  vista la lettera in data 2 settembre 2020 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(2),

–  visti l'articolo 112, paragrafo 4, lettera d), e l'articolo 111, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

A.  considerando che il 28 maggio 2020 l'Organismo internazionale di normalizzazione contabile (IASB) ha pubblicato il documento "Concessioni di locazione connesse alla COVID-19" (modifiche all'International Financial Reporting Standard (IFRS) 16 – Leasing); che le modifiche all'IFRS 16 prevedono uno sgravio operativo, facoltativo e temporaneo, connesso alla COVID-19 per i locatari che beneficiano di una sospensione dei pagamenti del canone di locazione, senza compromettere la pertinenza e l'utilità delle informazioni finanziarie comunicate dalle società;

B.  considerando che il 2 giugno 2020 il Gruppo consultivo europeo sull'informativa finanziaria (EFRAG) ha trasmesso alla Commissione un parere positivo sulle modifiche all'IFRS 16;

C.  considerando che la Commissione ha concluso che le modifiche all'IFRS 16 soddisfano i criteri tecnici di adozione previsti all'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1606/2002;

D.  considerando che il 2 luglio 2020 il comitato di regolamentazione contabile ha espresso parere favorevole sulle modifiche all'IFRS 16;

E.  considerando che l'IASB ha fissato al 1° giugno 2020 la data di entrata in vigore delle modifiche all'IFRS 16, prevedendo la possibilità di un'applicazione anticipata; che le disposizioni del regolamento di modifica dovrebbero applicarsi con effetto retroattivo per garantire certezza del diritto per gli emittenti interessati e coerenza con altri principi contabili di cui al regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione, del 3 novembre 2008, che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(3); che le consultazioni condotte dall'EFRAG e dai servizi della Commissione hanno evidenziato un forte interesse per l'applicazione anticipata dei rendiconti finanziari semestrali per i periodi conclusisi il 30 giugno 2020;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al progetto di regolamento della Commissione;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione alla Commissione e, per conoscenza, al Consiglio.

(1) GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1.
(2) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
(3) GU L 320 del 29.11.2008, pag. 1.


Modifica della decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 16 settembre 2020, alla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile (COM(2020)0220 – C9-0160/2020 – 2020/0097(COD))(1)
P9_TA-PROV(2020)0218A9-0148/2020

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di decisione
Visto 1
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 196 e l’articolo 322, paragrafo 1, lettera a),
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 196,
Emendamento 2
Proposta di decisione
Considerando 1 bis (nuovo)
(1 bis)  I cambiamenti climatici comportano un aumento della frequenza, dell’intensità e della complessità delle catastrofi naturali in tutto il mondo e i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, sono particolarmente vulnerabili a causa, da un lato, della loro capacità insufficiente di adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici e mitigarle e di rispondere alle catastrofi legate al clima e, dall’altro, della loro esposizione geografica a inondazioni, siccità e incendi boschivi;
Emendamento 3
Proposta di decisione
Considerando 2
(2)  Pur riconoscendo la responsabilità primaria degli Stati membri nella prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi naturali e provocate dall’uomo, il meccanismo unionale promuove la solidarietà fra gli Stati membri conformemente all’articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea.
(2)  Sebbene la responsabilità primaria nella prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi naturali e provocate dall’uomo sia in capo agli Stati membri, il meccanismo unionale, e in particolare rescEU, promuove la solidarietà fra gli Stati membri conformemente all’articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea integrando le capacità esistenti degli Stati membri, consentendo una preparazione e una risposta più efficaci, ove le capacità a livello nazionale non siano sufficienti.
Emendamento 4
Proposta di decisione
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Gli incendi boschivi minacciano la vita, la sussistenza e la biodiversità, provocano il rilascio di elevate quantità di emissioni di carbonio e riducono la capacità di assorbimento del carbonio del pianeta, il che aggrava i cambiamenti climatici. Destano particolare preoccupazione le situazioni in cui gli incendi distruggono le foreste primarie o zone contaminate da sostanze radioattive. L’aumento delle catastrofi legate al clima, tra cui gli incendi boschivi, rende necessario il potenziamento delle operazioni del meccanismo unionale di protezione civile al di fuori dell’Unione, comprese le attività incentrate sulla prevenzione e sulla preparazione alle catastrofi.
Emendamento 5
Proposta di decisione
Considerando 3
(3)  L’esperienza senza precedenti della pandemia di Covid-19 ha dimostrato che l’efficacia dell’Unione nella gestione di una crisi è limitata dall’ambito di applicazione del suo quadro di governance, ma anche dal grado di preparazione dell’Unione nel caso di catastrofi con ripercussioni sulla maggior parte degli Stati membri.
(3)  L’esperienza senza precedenti della pandemia di Covid-19 ha dimostrato che l’efficacia dell’Unione nella gestione di una crisi è limitata dall’ambito di applicazione del suo quadro di governance, ma anche dal grado di preparazione dell’Unione nel caso di catastrofi con ripercussioni sulla maggior parte degli Stati membri. Inoltre, è chiaro che l’Unione e gli Stati membri non sono sufficientemente preparati per eventi calamitosi più estremi e complessi, con conseguenze globali di ampia portata e a più lungo termine, come una pandemia su larga scala. Pertanto, è essenziale coordinare meglio le azioni di protezione civile degli Stati membri e rafforzare rescEU.
Emendamento 6
Proposta di decisione
Considerando 3 bis (nuovo)
(3 bis)  L’esperienza della crisi della Covid-19 ha dimostrato che l’Unione e gli Stati membri non sono adeguatamente preparati a rispondere a emergenze su vasta scala e che il vigente quadro giuridico non è sufficientemente adeguato allo scopo. La crisi della Covid-19 ha inoltre evidenziato come le conseguenze delle catastrofi per la salute umana, l’ambiente, la società e l’economia possano assumere proporzioni senza precedenti. Data la necessità di rafforzare la capacità e le azioni dell’Unione in materia di salute e protezione civile, è essenziale che rescEU sia rafforzato e reso più flessibile, più veloce e sia meglio coordinato con le autorità nazionali preposte alla protezione civile. È inoltre essenziale che gli Stati membri forniscano informazioni sufficienti sulla propria prevenzione e preparazione in caso di emergenze.
Emendamento 7
Proposta di decisione
Considerando 3 ter (nuovo)
(3 ter)  Per ottimizzare la trasparenza e l’assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini dell’Unione, la Commissione dovrebbe fornire orientamenti sulle modalità di calcolo della percentuale di spesa effettuata attraverso il meccanismo unionale di protezione civile che dovrebbe essere ammissibile come aiuto pubblico allo sviluppo.
Emendamento 8
Proposta di decisione
Considerando 3 quater (nuovo)
(3 quater)   Vista l’esperienza della pandemia di COVID-19 e in considerazione della necessità di migliorare le capacità di risposta dell’Unione nei settori della sanità e della protezione civile, è opportuno rafforzare in misura significativa rescEU al fine di migliorare le sue prestazioni in ciascuno dei tre pilastri del meccanismo unionale, vale a dire: prevenzione, preparazione e risposta.
Emendamento 9
Proposta di decisione
Considerando 5
(5)  Per essere più adeguatamente preparati ad affrontare eventi di questo tipo in futuro, è necessario intervenire con urgenza per rafforzare il meccanismo unionale.
(5)  Per essere più adeguatamente preparati ad affrontare eventi di questo tipo in futuro, è necessario intervenire con urgenza per rafforzare il meccanismo unionale. Il rafforzamento del meccanismo unionale dovrebbe essere complementare rispetto alle politiche e ai fondi dell’Unione e non dovrebbe sostituire l’integrazione del principio della resilienza alle catastrofi in tali politiche e fondi.
Emendamento 88
Proposta di decisione
Considerando 6
(6)  Al fine di migliorare la pianificazione in materia di prevenzione e preparazione, l'Unione dovrebbe continuare a incentivare investimenti nella prevenzione delle catastrofi in tutti i settori e approcci globali nella gestione dei rischi che sono alla base della prevenzione e della preparazione, adottando un approccio multirischio e un approccio basato sugli ecosistemi e tenendo conto dei probabili impatti dei cambiamenti climatici, in stretta cooperazione con le comunità scientifiche pertinenti e gli operatori economici chiave. A tal fine, occorre dare priorità ad approcci intersettoriali e multirischio basati su obiettivi a livello di Unione in materia di resilienza che contribuiscano ad una definizione di riferimento delle capacità e della preparazione. La Commissione deve collaborare con gli Stati membri al momento di definire gli obiettivi in materia di resilienza a livello di Unione.
(6)  Al fine di migliorare la resilienza e la pianificazione in materia di prevenzione e preparazione, l'Unione dovrebbe rafforzare gli investimenti nella prevenzione delle catastrofi a livello transfrontaliero e intersettoriale, comprese quelle derivanti da attività sismica, come i terremoti, o dovute a inondazioni o al dissesto idrogeologico, come le frane, e gli approcci globali nella gestione dei rischi che sono alla base della prevenzione e della preparazione, adottando un approccio multirischio e un approccio basato sugli ecosistemi e tenendo conto dei probabili impatti dei cambiamenti climatici, in stretta cooperazione con le comunità scientifiche pertinenti, gli operatori economici chiave, nonché con le autorità locali e regionali che svolgono un ruolo essenziale nel ciclo di gestione delle catastrofi, come pure con il terzo settore e le organizzazioni di volontariato che sono presenti sul campo, senza mettere a repentaglio i meccanismi di coordinamento unionali esistenti. A tal fine, occorre dare priorità ad approcci intersettoriali, transfrontalieri e multirischio basati su obiettivi a livello di Unione in materia di resilienza che contribuiscano ad una definizione di riferimento delle capacità e della preparazione. La Commissione deve collaborare con gli Stati membri e con il Parlamento europeo al momento di definire gli obiettivi in materia di resilienza a livello di Unione e deve tener conto di eventuali piani operativi di risposta alle emergenze già esistenti a livello nazionale, regionale e locale.
Emendamento 11
Proposta di decisione
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)   Al fine di garantire una prevenzione efficiente delle catastrofi, è opportuno prevedere, come elementi chiave, prove di stress e una procedura di certificazione delle capacità di risposta. Sono necessarie valutazioni periodiche del rischio a livello regionale e locale affinché le autorità nazionali possano adottare misure volte a rafforzare la resilienza ove necessario, anche facendo ricorso ai fondi dell’Unione esistenti. Tali valutazioni del rischio dovrebbero essere incentrate sulle specificità di ciascuna regione, quali l’attività sismica, le alluvioni frequenti o gli incendi boschivi. Le valutazioni dovrebbero altresì includere il livello di cooperazione transfrontaliera in modo che il meccanismo unionale disponga di informazioni dettagliate sulle capacità disponibili a livello locale ai fini di un intervento più mirato.
Emendamento 12
Proposta di decisione
Considerando 6 ter (nuovo)
(6 ter)   La definizione degli obiettivi dell’Unione in materia di resilienza alle catastrofi per sostenere le azioni di prevenzione e preparazione deve prevedere una precisa valutazione e tenere in considerazione le conseguenze di carattere sociale di lungo periodo che si riscontrano nella prima fase post-emergenza gestite dalla protezione civile, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.
Emendamento 89
Proposta di decisione
Considerando 6 quater (nuovo)
(6 quater)   Il ruolo delle autorità regionali e locali nella prevenzione e nella gestione delle catastrofi è di grande importanza ed è necessario che le loro risorse di risposta siano adeguatamente coinvolte nelle attività di coordinamento e mobilitazione condotte a norma della presente decisione, nel rispetto dei quadri istituzionali e giuridici degli Stati membri, al fine di ridurre al minimo le sovrapposizioni e promuovere l'interoperabilità. Tali autorità possono svolgere un importante ruolo di prevenzione e sono altresì le prime a reagire subito dopo una catastrofe, unitamente alle risorse dei loro volontari. È pertanto necessaria una cooperazione costante a livello locale, regionale e transfrontaliero al fine di istituire sistemi comuni di allerta per intervenire rapidamente prima della mobilitazione di rescEU, nonché campagne di informazione periodiche per il pubblico sulle misure di risposta iniziali.
Emendamento 13
Proposta di decisione
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)   La creazione di un insieme di risorse riunisce una serie di squadre di salvataggio, di esperti e di attrezzature che gli Stati membri mantengono sempre in modalità stand-by per le missioni di protezione civile dell’Unione. È essenziale che tali squadre soddisfino criteri di qualità e affidabilità rigorosi per garantirne l’interoperabilità.
Emendamento 14
Proposta di decisione
Considerando 9
(9)  Il meccanismo unionale dovrebbe avvalersi delle infrastrutture spaziali dell’Unione quali il programma europeo di osservazione della Terra (Copernicus), Galileo, la sorveglianza dell’ambiente spaziale e GOVSATCOM, che forniscono importanti strumenti a livello dell’Unione per rispondere alle emergenze interne ed esterne. I sistemi di gestione delle emergenze di Copernicus forniscono sostegno all’ERCC nelle varie fasi delle emergenze, dall’allarme rapido e la prevenzione alla catastrofe e alla ripresa. Il ruolo di GOVSATCOM è fornire una capacità di comunicazione satellitare sicura, specificamente adattata alle esigenze degli utenti delle amministrazioni pubbliche nella gestione delle emergenze. Galileo è la prima infrastruttura globale di navigazione e posizionamento satellitare specificatamente progettata per scopi civili in Europa e nel mondo che può essere utilizzata in altri settori come la gestione delle emergenze, anche per le attività di allarme rapido. I servizi offerti da Galileo in questo campo comprendono un servizio di emergenza che diffonde, mediante l’emissione di segnali, avvisi riguardanti catastrofi naturali o altre emergenze in determinate aeree. Gli Stati membri dovrebbero potersi avvalere di questo servizio. Qualora decidano di ricorrervi, al fine di convalidare il sistema è necessario che individuino e comunichino alla Commissione le autorità nazionali autorizzate a usare questo servizio di emergenza.
(9)  Il meccanismo unionale dovrebbe avvalersi delle infrastrutture spaziali dell’Unione quali il programma europeo di osservazione della Terra (Copernicus), Galileo, la sorveglianza dell’ambiente spaziale e GOVSATCOM, che forniscono importanti strumenti a livello dell’Unione per rispondere alle emergenze interne ed esterne. I sistemi di gestione delle emergenze di Copernicus forniscono sostegno all’ERCC nelle varie fasi delle emergenze, dall’allarme rapido e la prevenzione alla catastrofe e alla ripresa. Il ruolo di GOVSATCOM è fornire una capacità di comunicazione satellitare sicura, specificamente adattata alle esigenze degli utenti delle amministrazioni pubbliche nella gestione delle emergenze. Galileo è la prima infrastruttura globale di navigazione e posizionamento satellitare specificatamente progettata per scopi civili in Europa e nel mondo che può essere utilizzata in altri settori come la gestione delle emergenze, anche per le attività di allarme rapido. I servizi offerti da Galileo in questo campo comprendono un servizio di emergenza che diffonde, mediante l’emissione di segnali, avvisi riguardanti catastrofi naturali o altre emergenze in determinate aeree. Essendo potenzialmente in grado di salvare vite e facilitare il coordinamento delle azioni di emergenza, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad avvalersi di questo servizio. Qualora decidano di ricorrervi, al fine di convalidare il sistema è necessario che individuino e comunichino alla Commissione le autorità nazionali autorizzate a usare questo servizio di emergenza.
Emendamento 15
Proposta di decisione
Considerando 9 bis (nuovo)
(9 bis)  Il meccanismo unionale e rescEU dovrebbero essere sviluppati in modo da consentire all’Unione di rispondere in modo efficace a un’ampia gamma di emergenze. I cambiamenti climatici stanno portando ad un aumento della frequenza, dell’intensità e della complessità delle catastrofi naturali all’interno dell’Unione e a livello mondiale, rendendo necessario un elevato livello di solidarietà tra paesi. Ogni anno, molti Stati membri sono devastati da incendi boschivi che distruggono migliaia di ettari e provocano la perdita di numerose vite. Tale situazione è stata particolarmente evidente durante la stagione degli incendi boschivi in Portogallo del 2017, che ha portato la Commissione a presentare la proposta rescEU nel novembre 2017. La capacità di prevenzione e risposta degli Stati membri, compresi quelli maggiormente colpiti dagli incendi boschivi, è spesso insufficiente. È pertanto essenziale rafforzare la prevenzione delle catastrofi, la preparazione e la risposta ad esse e prevedere che il meccanismo unionale comprenda capacità sufficienti, anche durante il periodo di transizione di rescEU, per intervenire in caso di incendi boschivi e altre calamità naturali.
Emendamento 16
Proposta di decisione
Considerando 9 ter (nuovo)
(9 ter)  Durante la pandemia Covid-19, sulla scorta delle disposizioni vigenti della decisione n. 1313/2013/UE, la Commissione è stata in grado di inserire in rescEU scorte mediche consistenti in contromisure mediche quali attrezzature mediche di terapia intensiva, attrezzature di protezione individuale, forniture di laboratorio, vaccini e terapie, ai fini della preparazione e della risposta a una grave minaccia sanitaria a carattere transfrontaliero. Da tali scorte mediche, dispositivi di protezione individuale sono stati consegnati agli Stati membri e ai paesi candidati. Tuttavia, poiché solo gli Stati membri possono acquistare, affittare o noleggiare risorse di rescEU, più di un mese è passato tra l’adozione dell’atto di esecuzione per la costituzione delle suddette scorte e il primo invio delle attrezzature e delle forniture mediche in questione.
Emendamento 17
Proposta di decisione
Considerando 10
(10)  Per avere la capacità operativa di rispondere rapidamente a un’emergenza su larga scala o a un evento poco probabile dal forte impatto, come la pandemia di Covid-19, l’Unione dovrebbe avere la possibilità di acquistare, affittare, noleggiare o acquisire mediante appalti risorse rescEU per assistere gli Stati membri sopraffatti da emergenze su vasta scala, in linea con la competenza di sostegno in materia di protezione civile, con un’attenzione particolare alle persone vulnerabili. Tali capacità devono essere pre-posizionate presso nodi logistici all’interno dell’Unione o, per ragioni strategiche, attraverso reti fidate di nodi quali le basi logistiche di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (UN Humanitarian Response Depots - UNHRD).
(10)  Per avere la capacità operativa di rispondere rapidamente ed efficacemente ad emergenze su larga scala o ad eventi poco probabili dal forte impatto, come la pandemia di Covid-19, l’Unione dovrebbe avere la possibilità di acquistare, affittare, noleggiare o acquisire autonomamente mediante appalti risorse rescEU per assistere gli Stati membri sopraffatti da emergenze su vasta scala e transfrontaliere, in linea con la competenza di sostegno in materia di protezione civile. Tali capacità devono essere pre-posizionate presso nodi logistici all’interno dell’Unione. L’EMA e l’ECDC dovrebbero essere consultati, ove necessario, per quanto riguarda la definizione, la gestione e la distribuzione delle capacità destinate a rispondere alle emergenze mediche.
Emendamento 18
Proposta di decisione
Considerando 10 bis (nuovo)
(10 bis)  Nell’effettuare le attività del meccanismo unionale, occorre prestare particolare attenzione alla protezione delle persone vulnerabili. Inoltre, e al fine di prevenire la violenza di genere, compresa la violenza domestica in tempi di crisi, la Commissione dovrebbe elaborare, insieme agli Stati membri, orientamenti sulla base delle migliori prassi per sostenere le vittime di violenza di genere nell’ambito del meccanismo unionale di protezione civile.
Emendamento 19
Proposta di decisione
Considerando 10 ter (nuovo)
(10 ter)  Sulla base dei principi di solidarietà e accesso universale a servizi sanitari di qualità e dato il ruolo centrale che l’Unione svolge nell’accelerare i progressi relativi alle sfide sanitarie mondiali, il meccanismo unionale di protezione civile dovrebbe, in maniera sinergica e complementare con altri pertinenti programmi dell’Unione, in particolare EU4Health (UE per la salute), creare una migliore capacità di prevenzione, preparazione e risposta a fronte delle emergenze mediche.
Emendamento 20
Proposta di decisione
Considerando 11
(11)  Le risorse di rescEU acquistate, affittate, noleggiate o altrimenti acquisite dagli Stati membri potrebbero essere utilizzate a fini nazionali, ma solo se non sono utilizzate o necessarie nello stesso tempo per operazioni di risposta nell’ambito del meccanismo unionale.
(11)  Le risorse di rescEU acquistate, affittate, noleggiate o altrimenti acquisite dagli Stati membri o dalla Commissione potrebbero essere utilizzate a fini nazionali dagli Stati membri in cui si trovano, ma solo se non sono utilizzate o necessarie nello stesso tempo per operazioni di risposta nell’ambito del meccanismo unionale e conferendo priorità alla lotta contro le emergenze transfrontaliere.
Emendamento 21
Proposta di decisione
Considerando 12
(12)  Se necessario, l’Unione ha interesse a rispondere alle emergenze nei paesi terzi. Sebbene principalmente istituite per essere utilizzate come rete di sicurezza all’interno dell’Unione, in casi debitamente giustificati e tenendo conto dei principi umanitari, le risorse di rescEU potrebbero essere mobilitate al di fuori dell’Unione.
(12)  Se necessario, l’Unione ha interesse a rispondere alle emergenze nei paesi terzi. Sebbene principalmente istituite per essere utilizzate come rete di sicurezza all’interno dell’Unione, in casi debitamente giustificati, previa consultazione degli operatori umanitari prima di intervenire e tenendo conto dei principi umanitari, le risorse di rescEU potrebbero essere mobilitate al di fuori dell’Unione.
Emendamento 22
Proposta di decisione
Considerando 13
(13)  Per aiutare gli Stati membri a fornire questa assistenza, sarebbe opportuno rafforzare ulteriormente il pool europeo di protezione civile tramite il cofinanziamento dei costi operativi dei mezzi impegnati mobilitati all’esterno dell’Unione.
(13)  Per aiutare gli Stati membri a fornire questa assistenza anche fuori dall’Unione, sarebbe opportuno rafforzare ulteriormente il pool europeo di protezione civile tramite il cofinanziamento dei costi operativi dei mezzi impegnati allo stesso livello indipendentemente dal fatto che essi siano mobilitati all’interno o all’esterno dell’Unione.
Emendamento 23
Proposta di decisione
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)   Per rafforzare la cooperazione in materia di lotta aerea agli incendi boschivi e in risposta ad altre catastrofi, le procedure amministrative dovrebbero essere semplificate, ove possibile, al fine di garantire un intervento rapido.
Emendamento 24
Proposta di decisione
Considerando 16
(16)  Dato che la mobilitazione di risorse di rescEU per le operazioni di risposta nell’ambito del meccanismo unionale fornisce un significativo valore aggiunto europeo garantendo una risposta efficace e rapida alle persone in situazioni di emergenza, è opportuno prevedere ulteriori obblighi in materia di visibilità per dare risalto al ruolo dell’Unione.
(16)  Dato che la mobilitazione di risorse di rescEU per le operazioni di risposta nell’ambito del meccanismo unionale fornisce un significativo valore aggiunto europeo garantendo una risposta efficace e rapida alle persone in situazioni di emergenza, è opportuno prevedere ulteriori obblighi in materia di visibilità per fornire informazioni ai cittadini e ai media dell’Unione nonché per dare risalto al ruolo dell’Unione. Le autorità nazionali dovrebbero ricevere orientamenti in materia di comunicazione da parte della Commissione per ciascun intervento specifico, in modo da garantire che il ruolo dell’Unione sia opportunamente pubblicizzato.
Emendamento 25
Proposta di decisione
Considerando 17
(17)  Al fine di aumentare la flessibilità e conseguire un’esecuzione di bilancio ottimale, la gestione indiretta dovrebbe essere inclusa tra i metodi di esecuzione del bilancio.
(17)  Ai fini di una maggiore flessibilità e di un’esecuzione ottimale del bilancio, la presente decisione dovrebbe prevedere l’utilizzo della gestione indiretta per l’esecuzione del bilancio laddove giustificato dalla natura e dal contenuto dell’azione interessata.
Emendamento 26
Proposta di decisione
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)   A norma dell’articolo 155 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis (il “regolamento finanziario"), gli organismi di cui all’articolo 62, paragrafo 1, lettera c), del medesimo regolamento e all’articolo 25, paragrafo 2, della presente decisione sono tenuti ad adempiere ogni anno gli obblighi di comunicazione. Gli obblighi di comunicazione per tali organismi sono stabiliti nell’accordo di verifica di cui all’articolo 130, paragrafo 3, del regolamento finanziario.
____________________
1 bis Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
Emendamento 27
Proposta di decisione
Considerando 18
(18)  Al fine di promuovere la prevedibilità e l’efficacia a lungo termine, nell’attuare la decisione n. 1313/2013/UE, la Commissione dovrebbe adottare programmi di lavoro annuali o pluriennali che definiscano gli stanziamenti previsti. Ciò dovrebbe aiutare l’Unione a dar prova di una maggiore flessibilità nell’esecuzione del bilancio, rafforzando in tal modo le azioni di prevenzione e preparazione.
soppresso
Emendamento 28
Proposta di decisione
Considerando 18 bis (nuovo)
(18 bis)   È opportuno definire mediante atti delegati un rafforzamento delle competenze delle principali agenzie dell’Unione al fine di gestire le risorse di rescEU, guidare il processo di appalto e fornire raccomandazioni sulle quantità e i prodotti specifici da collocare in nodi logistici geograficamente distribuiti.
Emendamento 29
Proposta di decisione
Considerando 18 ter (nuovo)
(18 ter)  La creazione, la gestione e la distribuzione di riserve strategiche aggiuntive dell’Unione e di riserve di capacità dedicate alla risposta alle emergenze mediche nel quadro del programma "UE per la salute" dovrebbero essere complementari alle riserve di rescEU.
Emendamento 30
Proposta di decisione
Considerando 22 bis (nuovo)
(22 bis)   Il meccanismo unionale dovrebbe inoltre prevedere la possibilità di ricevere contributi aggiuntivi e volontari dagli Stati membri.
Emendamento 31
Proposta di decisione
Considerando 23
(23)  Le misure di prevenzione e preparazione sono sicuramente essenziali per rafforzare la solidità dell’Unione nel far fronte alle catastrofi naturali e provocate dall’uomo, ma l’insorgenza, i tempi e la portata delle catastrofi sono per loro natura imprevedibili. Come emerso nella recente crisi della Covid-19, le risorse finanziarie richieste per garantire una risposta adeguata possono variare notevolmente da un anno all’altro e dovrebbero essere messe a disposizione in tempi rapidissimi. Per conciliare il principio di prevedibilità con la necessità di reagire rapidamente alle nuove esigenze, è pertanto opportuno adattare l’esecuzione finanziaria dei programmi. Di conseguenza, è opportuno autorizzare il riporto degli stanziamenti non utilizzati, limitatamente all’anno successivo ed esclusivamente destinati all’azione di risposta, in aggiunta all’articolo 12, paragrafo 4, del regolamento finanziario.
(23)  Le misure di prevenzione e preparazione sono sicuramente essenziali per rafforzare la solidità dell’Unione nel far fronte alle catastrofi naturali e provocate dall’uomo, ma l’insorgenza, i tempi e la portata delle catastrofi sono per loro natura imprevedibili. Come emerso nella recente crisi della Covid-19, le risorse finanziarie richieste per garantire una risposta adeguata possono variare notevolmente da un anno all’altro e dovrebbero essere messe a disposizione in tempi rapidissimi. Per conciliare il principio di prevedibilità con la necessità di reagire rapidamente alle nuove esigenze, è pertanto opportuno adattare l’esecuzione finanziaria dei programmi. Di conseguenza, è opportuno autorizzare il riporto degli stanziamenti non utilizzati, limitatamente all’anno successivo e destinati alle azioni di prevenzione, preparazione e risposta, in aggiunta all’articolo 12, paragrafo 4, del regolamento finanziario.
Emendamento 32
Proposta di decisione
Considerando 25
(25)  L’allegato I della decisione n. 1313/2013/UE non è sufficientemente flessibile per consentire all’Unione di adeguare correttamente gli investimenti a favore della prevenzione, della preparazione e della risposta. I livelli di investimento da assegnare alle diverse fasi del ciclo di gestione del rischio di catastrofi devono essere stabiliti in anticipo. Questa mancanza di flessibilità impedisce all’Unione di reagire alla natura imprevedibile delle catastrofi.
soppresso
Emendamento 33
Proposta di decisione
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  Nel corso della pandemia Covid-19, al fine di disporre di risorse rescEU operative e affinché il meccanismo unionale rispondesse efficacemente alle esigenze dei cittadini dell’Unione, sono stati messi a disposizione ulteriori stanziamenti finanziari per finanziare le azioni previste dal meccanismo unionale. È importante che l’Unione disponga della flessibilità necessaria per reagire in modo efficace di fronte alla natura imprevedibile delle catastrofi, mantenendo nel contempo una certa prevedibilità nella realizzazione degli obiettivi stabiliti dalla presente decisione. È altresì importante raggiungere il necessario equilibrio nella realizzazione di tali obiettivi. Al fine di aggiornare le percentuali di cui all’allegato I, secondo le priorità del meccanismo unionale riformato, occorre delegare alla Commissione il potere di adottare atti ai sensi dell’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Emendamento 34
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto -1 (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 1 – paragrafo 2
-1)   all’articolo 1, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  Il meccanismo unionale mira a garantire in primo luogo la protezione delle persone, ma anche dell’ambiente e dei beni, compreso il patrimonio culturale, da ogni tipo di catastrofi naturali e provocate dall’uomo, tra cui le conseguenze del terrorismo, le catastrofi tecnologiche, radiologiche o ambientali, l’inquinamento marino e le emergenze sanitarie gravi che si verificano all’interno e al di fuori dell’Unione. Nel caso delle conseguenze di atti di terrorismo o di catastrofi radiologiche, il meccanismo unionale può coprire soltanto le azioni di preparazione e di risposta.
‘2. Il meccanismo unionale mira a garantire in primo luogo la protezione delle persone, ma anche dell’ambiente e dei beni, compreso il patrimonio culturale, da ogni tipo di catastrofi naturali e provocate dall’uomo, tra cui le conseguenze del terrorismo, le catastrofi tecnologiche, radiologiche o ambientali, l’inquinamento marino, il dissesto idrogeologico e le emergenze sanitarie gravi che si verificano all’interno e al di fuori dell’Unione. Nel caso delle conseguenze di atti di terrorismo o di catastrofi radiologiche, il meccanismo unionale può coprire soltanto le azioni di preparazione e di risposta.
Emendamento 35
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto -1 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 1 – paragrafo 3
-1 bis)   all’articolo 1, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  Il meccanismo unionale promuove la solidarietà tra gli Stati membri attraverso la cooperazione e il coordinamento delle attività, fatta salva la responsabilità primaria degli Stati membri di proteggere dalle catastrofi le persone, l’ambiente e i beni, compreso il patrimonio culturale, sul loro territorio e di dotare i rispettivi sistemi di gestione delle catastrofi di mezzi sufficienti per affrontare in modo adeguato e coerente catastrofi di natura e dimensioni ragionevolmente prevedibili e per le quali possono essere preparati.
"3. Il meccanismo unionale promuove la solidarietà tra gli Stati membri attraverso la cooperazione e il coordinamento delle attività, fatta salva la responsabilità primaria degli Stati membri di proteggere dalle catastrofi le persone, l’ambiente, il suolo e i beni, compreso il patrimonio culturale, sul loro territorio e di dotare i rispettivi sistemi di gestione delle catastrofi di mezzi sufficienti per prevenire e affrontare in modo adeguato e coerente catastrofi di natura e dimensioni ragionevolmente prevedibili e per le quali possono essere preparati."
Emendamento 36
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto -1 ter (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c
-1 ter)   all’articolo 3, paragrafo 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente:
(c)  facilitare una risposta rapida ed efficace in caso di catastrofi in atto o imminenti, anche adottando misure tese a mitigarne gli effetti immediati;
"(c) facilitare una risposta rapida ed efficace in caso di catastrofi in atto o imminenti, anche attraverso la rimozione di eventuali ostacoli di natura burocratica."
Emendamento 37
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 4 bis (nuovo)
1 bis)  all’articolo 4 è inserito il punto seguente:
"4 bis. “obiettivi dell’Unione in materia di resilienza alle catastrofi": obiettivi definiti per sostenere azioni di prevenzione e preparazione al fine di migliorare la capacità dell’Unione e dei suoi Stati membri di resistere agli effetti di una catastrofe che provoca o è in grado di provocare effetti transfrontalieri, di fornire una base comune per quanto riguarda la conservazione, nonostante gli effetti di tale catastrofe, di funzioni sociali critiche e di assicurare il corretto funzionamento del mercato interno in tale contesto;
Emendamento 38
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 1 ter (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera c
1 ter)  all’articolo 5, paragrafo 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente:
(c)  elabora e aggiorna periodicamente una panoramica e una mappatura intersettoriali dei rischi di catastrofi naturali e antropiche cui l’Unione può essere esposta, assumendo un approccio coerente in diversi settori d’intervento che possono riguardare o influire sulla prevenzione delle catastrofi e tenendo debitamente conto delle probabili ripercussioni dei cambiamenti climatici;
“(c) elabora e aggiorna periodicamente una panoramica e una mappatura intersettoriali dei rischi di catastrofi naturali e antropiche, comprese catastrofi che provocano o possono provocare effetti transfrontalieri, cui l’Unione può essere esposta, assumendo un approccio coerente in diversi settori d’intervento che possono riguardare o influire sulla prevenzione delle catastrofi e tenendo debitamente conto delle probabili ripercussioni dei cambiamenti climatici;
Emendamento 39
Proposta di decisione
Articolo 1 – comma 1 – punto 1 quater (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera h
1 quater)   all’articolo 5, paragrafo 1, la lettera h) è sostituita dalla seguente:
(h)  promuove l’uso di vari fondi dell’Unione che possono sostenere la prevenzione sostenibile delle catastrofi e incoraggia gli Stati membri e le regioni a sfruttare tali possibilità di finanziamento;
"(h) promuove l’uso di fondi dell’Unione che possano sostenere la prevenzione sostenibile delle catastrofi, inclusa la prevenzione di catastrofi causate dal dissesto idrogeologico, e incoraggia gli Stati membri e le regioni a sfruttare tali possibilità di finanziamento;"
Emendamento 40
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 2 – lettera -a (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c
-a)  al paragrafo 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente:
(c)  elaborano e perfezionano ulteriormente le rispettive pianificazioni della gestione dei rischi di catastrofe a livello nazionale o al livello subnazionale appropriato;
"(c) elaborano e perfezionano ulteriormente le rispettive pianificazioni della gestione dei rischi di catastrofe a livello nazionale o al livello subnazionale appropriato, anche per quanto riguarda la collaborazione transfrontaliera, tenendo conto degli obiettivi dell'Unione in materia di resilienza alle catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 5, e dei rischi connessi a catastrofi che provocano o sono in grado di provocare effetti transfrontalieri;
Emendamento 41
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 2 – lettera -a bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera d
-a bis)  al paragrafo 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
(d)  mettono a disposizione della Commissione una sintesi degli elementi rilevanti delle valutazioni di cui alle lettere a) e b), concentrandosi sui rischi principali. Per i rischi principali che hanno conseguenze transfrontaliere e, ove opportuno, per i rischi poco probabili dall’impatto molto elevato, gli Stati membri illustrano le misure di prevenzione e preparazione prioritarie. La sintesi viene fornita alla Commissione entro il 31 dicembre 2020 e successivamente ogni tre anni, e ogni volta che vi siano modifiche di rilievo;
"(d) mettono a disposizione della Commissione una sintesi degli elementi rilevanti delle valutazioni di cui alle lettere a) e b), concentrandosi sui rischi principali. Per i rischi principali che hanno conseguenze transfrontaliere e i rischi connessi a catastrofi che provocano o sono in grado di provocare effetti transfrontalieri e, ove opportuno, per i rischi poco probabili dall’impatto molto elevato, gli Stati membri illustrano le misure di prevenzione e preparazione prioritarie. La sintesi viene fornita alla Commissione entro il 31 dicembre 2020 e successivamente ogni tre anni, e ogni volta che vi siano modifiche di rilievo;
Emendamento 42
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 2 – lettera b
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera f
f)  migliorano la rilevazione di dati sulle perdite causate da catastrofi a livello nazionale o a un livello inferiore adeguato per garantire l’elaborazione di scenari basati su elementi concreti di cui all’articolo 10, paragrafo 1.;
f)  migliorano la rilevazione di dati sulle perdite causate da catastrofi a livello nazionale o a un livello inferiore adeguato per garantire l’elaborazione di scenari basati su elementi concreti di cui all’articolo 10, paragrafo 1, soprattutto quando si tratta di individuare le lacune nelle capacità transfrontaliere di risposta alle catastrofi.
Emendamento 43
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 2 – lettera c
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 6 – paragrafo 5
5.  La Commissione definisce gli obiettivi dell’Unione in materia di resilienza alle catastrofi per sostenere le azioni di prevenzione e preparazione. Gli obiettivi di resilienza alle catastrofi garantiscono una base comune per mantenere le funzioni essenziali della società di fronte agli effetti a cascata di una catastrofe con gravi ripercussioni e per garantire il funzionamento del mercato interno. Gli obiettivi si basano su scenari prospettici che includono gli impatti dei cambiamenti climatici sul rischio di catastrofi, dati relativi ad eventi passati e l’analisi dell’impatto intersettoriale, prestando particolare attenzione alle persone vulnerabili.
5.  Entro … [18 mesi dalla data di entrata in vigore della presente decisione di modifica], la Commissione adotta atti delegati conformemente all’articolo 30 al fine di integrare la presente decisione stabilendo obiettivi dell’Unione di resilienza alle catastrofi a sostegno di azioni di prevenzione e preparazione. Gli obiettivi di resilienza alle catastrofi garantiscono una base comune per mantenere le funzioni essenziali della società di fronte agli effetti a cascata di una catastrofe con gravi ripercussioni e per garantire il funzionamento del mercato interno. Tali obiettivi si basano su scenari prospettici che includono gli impatti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità sul rischio di catastrofi, dati relativi ad eventi passati, l’analisi dell’impatto intersettoriale e l’analisi dell’impatto sociale di lungo periodo sui territori colpiti, prestando particolare attenzione alle persone vulnerabili. Nell’elaborazione degli obiettivi in materia di resilienza alle catastrofi, la Commissione rivolge particolare attenzione alle catastrofi ricorrenti che colpiscono le regioni degli Stati membri e propone alle autorità nazionali di adottare misure concrete, ivi incluse quelle da attuare utilizzando i fondi dell’Unione, al fine di rafforzare la resilienza alle crisi.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare, ove necessario, atti delegati conformemente all’articolo 30 per definire gli obiettivi dell’Unione in materia di resilienza alle catastrofi.
Emendamento 44
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 3
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 2
In particolare l'ERCC coordina, monitora e coadiuva in tempo reale la risposta alle emergenze a livello dell'Unione. L'ERCC opera a stretto contatto con i sistemi nazionali di gestione delle crisi, le autorità della protezione civile e i pertinenti organismi dell'Unione.
In particolare l'ERCC coordina, monitora e coadiuva in tempo reale la risposta alle emergenze a livello dell'Unione. L'ERCC opera a stretto contatto con i sistemi nazionali di gestione delle crisi, le autorità della protezione civile, i gruppi di volontariato a livello di comunità e i pertinenti organismi dell'Unione.
Emendamento 45
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 4 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 8 – lettera c – trattino 1
–  per mettere a punto sistemi transnazionali di individuazione e di allarme di interesse per l'Unione;
–  per mettere a punto sistemi transnazionali di individuazione e di allarme precoce di interesse per l'Unione al fine di attenuare gli effetti immediati delle catastrofi o delle pandemie sulle vite umane;
Emendamento 46
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 4 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 8 – lettera c – trattino 3 bis (nuovo)
—   per fornire assistenza tecnica per la formazione delle comunità locali, al fine di rafforzare le loro capacità in vista della loro prima risposta indipendente a una crisi;
Emendamento 47
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 5 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 9 – paragrafo 10 bis (nuovo)
5 bis)   all'articolo 9 è aggiunto il paragrafo seguente:
"10 bis. Gli Stati membri adottano le opportune misure per garantire che il personale di primo intervento disponga delle attrezzature e della preparazione adeguate per reagire a tutti i tipi di catastrofe di cui all'articolo 1."
Emendamento 48
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 6
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 10 – paragrafo 1
1.  La Commissione e gli Stati membri collaborano per migliorare la pianificazione della resilienza intersettoriale, sia per le catastrofi naturali che per quelle provocate dall'uomo che possono avere un effetto transfrontaliero, ivi compresi gli impatti negativi dei cambiamenti climatici. La pianificazione della resilienza comprende l'elaborazione di scenari a livello di Unione per la prevenzione e la risposta alle catastrofi sulla base delle valutazioni del rischio di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), e la panoramica dei rischi di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera c), la pianificazione della gestione dei rischi di catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), i dati sulle perdite dovute a catastrofi, di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera f), la mappatura delle attività e lo sviluppo di piani per la mobilitazione dei mezzi di risposta, tenendo conto degli obiettivi dell'Unione in materia di resilienza alle catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 5.
1.  La Commissione e gli Stati membri collaborano per migliorare la pianificazione della resilienza intersettoriale, sia per le catastrofi naturali che per quelle provocate dall'uomo che possono avere un effetto transfrontaliero, ivi compresi gli impatti negativi dei cambiamenti climatici e la crescente incidenza degli incendi transfrontalieri. La pianificazione della resilienza comprende l'elaborazione di scenari a livello di Unione per la prevenzione e la risposta alle catastrofi sulla base delle valutazioni del rischio di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), e la panoramica dei rischi di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera c), la pianificazione della gestione dei rischi di catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), i dati sulle perdite dovute a catastrofi, di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera f), la mappatura delle attività e lo sviluppo di piani per la mobilitazione dei mezzi di risposta, tenendo conto degli obiettivi dell'Unione in materia di resilienza alle catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 5.
Emendamento 49
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 6
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 10 – paragrafo 2
2.  Nel pianificare le operazioni di risposta a crisi umanitarie al di fuori dell'Unione, la Commissione e gli Stati membri individuano e promuovono le sinergie tra l'assistenza della protezione civile e i finanziamenti destinati agli aiuti umanitari erogati dall'Unione e dagli Stati membri.
2.  Nel pianificare le operazioni di risposta a crisi umanitarie al di fuori dell'Unione, la Commissione e gli Stati membri individuano e promuovono le sinergie tra l'assistenza della protezione civile e i finanziamenti destinati agli aiuti umanitari erogati dall'Unione e dagli Stati membri, previa consultazione con gli operatori umanitari, anche a livello locale, e le autorità locali, ove possibile.
Emendamento 50
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 7
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 11 – paragrafo 2
2.  Sulla scorta dei rischi individuati, degli obiettivi di resilienza di cui all'articolo 6, paragrafo 5, dell'elaborazione degli scenari di cui all'articolo 10, paragrafo 1, e dell'insieme delle capacità e delle carenze, la Commissione definisce, mediante atti di esecuzione in conformità della procedura d'esame di cui all'articolo 33, paragrafo 2, le tipologie e la quantità dei principali mezzi di risposta necessari per il pool europeo di protezione civile ("obiettivi di capacità").
2.  Sulla scorta dei rischi individuati, delle capacità generali, delle carenze e degli obiettivi esistenti dell'Unione in materia di resilienza alle catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 5, e di ogni elaborazione esistente degli scenari di cui all'articolo 10, paragrafo 1, e dell'insieme delle capacità e delle carenze, la Commissione, mediante atti di esecuzione, definisce le tipologie e specifica la quantità dei principali mezzi di risposta necessari per il pool europeo di protezione civile ("obiettivi di capacità"). Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 33, paragrafo 2.
Emendamento 51
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 12 – paragrafo 2
2.  La Commissione definisce, mediante atti di esecuzione adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 33, paragrafo 2, le risorse di rescEU, in base agli obiettivi di resilienza di cui all'articolo 6, paragrafo 5, agli scenari di cui all'articolo 10, paragrafo 1, tenendo conto dei rischi individuati ed emergenti e dell'insieme delle risorse e delle carenze a livello di Unione, in particolare nel settore della lotta aerea agli incendi boschivi, degli incidenti di tipo chimico, biologico, radiologico e nucleare, nonché della risposta sanitaria d'emergenza.
2.  La Commissione istituisce, all'interno di centri logistici, le riserve europee di contromisure e di apparecchiature mediche, tra cui contromisure mediche per rispondere a eventi ad alto impatto e bassa probabilità. La Commissione, mediante atti di esecuzione, definisce le risorse di rescEU, in base, segnatamente, agli esistenti obiettivi dell'Unione in materia di resilienza alle catastrofi di cui all'articolo 6, paragrafo 5, e agli altri scenari esistenti di cui all'articolo 10, paragrafo 1, tenendo conto dei rischi individuati ed emergenti e dell'insieme delle risorse e delle carenze a livello di Unione, in particolare nel settore della lotta aerea agli incendi boschivi, dei salvataggi in occasione di terremoti e inondazioni, degli incidenti di tipo chimico, biologico, radiologico e nucleare, nonché della risposta sanitaria d'emergenza. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 33, paragrafo 2. La Commissione aggiorna regolarmente le informazioni concernenti il numero e la classificazione delle risorse di rescEU e le rende direttamente disponibili alle altre istituzioni dell'Unione.
Emendamento 52
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
Per le risorse destinate a rispondere a emergenze mediche, quali scorte strategiche, squadre mediche di emergenza e qualsiasi altra risorsa pertinente, la Commissione garantisce la realizzazione di un coordinamento e di sinergie efficaci con altri programmi e fondi dell'Unione, in particolare con il programma "UE per la salute"1 bis e con gli attori interessati a livello di Unione e internazionale.
_______________________
1 bis Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'istituzione di un programma d'azione dell'Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 e che abroga il regolamento (UE) n. 282/2014 ("programma UE per la salute"), COM(2020)0405.
Emendamento 53
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 12 – paragrafo 3 – comma 1
Le risorse di rescEU sono acquistate, affittate, noleggiate e/o altrimenti acquisite dalla Commissione o dagli Stati membri. La Commissione può acquistare, affittare, noleggiare o altrimenti acquisire risorse di rescEU per immagazzinare e distribuire forniture o fornire servizi agli Stati membri, a seguito di procedure di appalto nel rispetto delle regole finanziarie dell'Unione. In caso di acquisizione, affitto, noleggio o acquisizione di altro tipo di risorse di rescEU, la Commissione può concedere agli Stati membri sovvenzioni dirette senza la pubblicazione di un invito a presentare proposte.
Le risorse di rescEU sono acquistate, affittate, noleggiate e/o altrimenti acquisite dalla Commissione o dagli Stati membri. La Commissione può acquistare, affittare, noleggiare o altrimenti acquisire risorse di rescEU per immagazzinare e distribuire forniture di elevata qualità o fornire servizi agli Stati membri, a seguito di procedure di appalto nel rispetto delle regole finanziarie dell'Unione. Ove acquisti le risorse di rescEU, la Commissione conserva la proprietà di tali risorse anche quando queste sono distribuite agli Stati membri. Ove le risorse di rescEU siano affittate, noleggiate o altrimenti acquisite dalla Commissione, essa ne conserva il pieno controllo. Ove la Commissione acquisti risorse non riutilizzabili, può trasferire la proprietà di tali risorse allo Stato membro richiedente. In caso di acquisizione, affitto, noleggio o acquisizione di altro tipo di risorse di rescEU, la Commissione può concedere agli Stati membri sovvenzioni dirette senza la pubblicazione di un invito a presentare proposte.
Emendamento 54
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 12 – paragrafo 3 – comma 3
Le risorse di rescEU sono ubicate negli Stati membri che acquistano, affittano, noleggiano o acquisiscono altrimenti detti mezzi. Al fine di rafforzare la resilienza dell'Unione, le risorse di rescEU acquistate, affittate, noleggiate o altrimenti acquisite dalla Commissione devono essere strategicamente ubicate nel territorio dell'Unione. In consultazione con gli Stati membri, le risorse di rescEU acquistate, affittate, noleggiate o altrimenti acquisite dalla Commissione potrebbero anche essere ubicate in paesi terzi tramite reti fidate gestite da organizzazioni internazionali pertinenti.
Le risorse di rescEU sono ubicate negli Stati membri che acquistano, affittano, noleggiano o acquisiscono altrimenti detti mezzi. Al fine di rafforzare la resilienza dell'Unione, le risorse di rescEU acquistate, affittate, noleggiate o altrimenti acquisite dalla Commissione devono essere strategicamente ubicate nel territorio dell'Unione.
Emendamento 55
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 – lettera a bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 12 – paragrafo 5
a bis)   il paragrafo 5 è sostituto dal seguente:
5.  Uno Stato membro che acquista, affitta o noleggia le risorse di rescEU assicura la registrazione di tali risorse nel CECIS, nonché la disponibilità e la possibilità di mobilitare tali risorse per le operazioni del meccanismo unionale.
"5. La Commissione o lo Stato membro che acquista, affitta, noleggia o altrimenti acquisisce le risorse di rescEU assicura la registrazione di tali risorse nel CECIS, nonché la disponibilità e la possibilità di mobilitare tali risorse per le operazioni del meccanismo unionale.
Le risorse di rescEU possono essere impiegate a fini nazionali ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 4 bis, soltanto laddove non utilizzati o necessari per le operazioni di risposta nell'ambito del meccanismo unionale.
Le risorse di rescEU possono essere impiegate a fini nazionali ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 4 bis, soltanto laddove non utilizzati o necessari per le operazioni di risposta nell'ambito del meccanismo unionale.
Le risorse di rescEU sono impiegate conformemente agli atti di esecuzione adottati ai sensi dell'articolo 32, paragrafo1, lettera g), e ai contratti operativi tra la Commissione e lo Stato membro che possiede, affitta o noleggia i suddetti mezzi; detti contratti specificano ulteriormente i termini e le condizioni di mobilitazione delle risorse di rescEU, compreso il personale coinvolto.
Le risorse di rescEU sono impiegate conformemente agli atti di esecuzione adottati ai sensi dell'articolo 32, paragrafo1, lettera g), e ai contratti operativi tra la Commissione e lo Stato membro che possiede, affitta o noleggia i suddetti mezzi; detti contratti specificano ulteriormente i termini e le condizioni di mobilitazione delle risorse di rescEU, compreso il personale coinvolto.
I termini e le condizioni specificati nei contratti operativi assicurano altresì che le risorse di rescEU siano utilizzate in conformità della presente decisione, in particolare con l'obbligo di mettere a disposizione le risorse di rescEU a norma del paragrafo 6 del presente articolo e con gli obiettivi generali di cui all'articolo 1. Tali termini e condizioni specificano altresì le misure da adottare in caso di non conformità per salvaguardare l'uso appropriato del finanziamento dell'Unione."
Emendamento 56
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 – lettera b
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 12 – paragrafo 10 – comma 1
Le risorse di rescEU possono essere mobilitate al di fuori dell'Unione conformemente ai paragrafi da 6 a 9 del presente articolo.
Le risorse di rescEU possono essere mobilitate al di fuori dell'Unione conformemente ai paragrafi da 6 a 9 del presente articolo. Sono messe in atto dalla Commissione disposizioni specifiche al fine di garantire la rendicontabilità e il corretto uso delle risorse di rescEU nei paesi terzi, ivi inclusa la possibilità di accesso da parte degli ufficiali di controllo dell'Unione. È garantita la visibilità del meccanismo unionale nei paesi terzi conformemente all'articolo 20 bis, paragrafi 1 e 2, della presente decisione.
Emendamento 57
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 8 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 13 – comma 2 – lettera f bis (nuova)
8 bis)   all'articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, è aggiunta la lettera seguente:
"(f bis) crea capacità relative alle competenze di risposta specifiche che possono essere utilizzate in caso di catastrofi che colpiscono il patrimonio culturale."
Emendamento 58
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 9
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 15 – paragrafo 3 – lettera b
b)  raccoglie e analizza informazioni convalidate sulla situazione, in collaborazione con lo Stato membro interessato, al fine di creare una consapevolezza situazionale comune e di diffonderla agli Stati membri;
b)  raccoglie e analizza informazioni convalidate sulla situazione, in collaborazione con lo Stato membro interessato, al fine di creare una consapevolezza comune della situazione e della sua risposta ad essa e di diffonderla direttamente agli Stati membri;
Emendamento 59
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 9 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 16 – paragrafo 2
9 bis)   all'articolo 16, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  Gli interventi ai sensi del presente articolo possono essere condotti sotto forma di interventi di assistenza autonomi o di contributo a un intervento guidato da un'organizzazione internazionale. Il coordinamento dell'Unione è pienamente integrato nel coordinamento generale fornito dall'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), e ne rispetta il ruolo di guida. In caso di catastrofi provocate dall'uomo o di emergenze complesse, la Commissione garantisce la coerenza con il consenso europeo sull'aiuto umanitario e il rispetto dei principi umanitari.
"2. Gli interventi ai sensi del presente articolo possono essere condotti sotto forma di interventi di assistenza autonomi o di contributo a un intervento guidato da un'organizzazione internazionale. Il coordinamento dell'Unione è pienamente integrato nel coordinamento generale fornito dall'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), e ne rispetta il ruolo di guida. In caso di catastrofi provocate dall'uomo o di emergenze complesse, la Commissione consulta, ove possibile, gli operatori umanitari, anche a livello locale, e garantisce la coerenza con il consenso europeo sull'aiuto umanitario e il rispetto dei principi umanitari."
Emendamento 60
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 10
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 17 – paragrafo 1 – lettera a
(a)  in caso di richiesta di consulenza in materia di prevenzione ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2;
(a)  in caso di richiesta di consulenza in materia di prevenzione ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, segnatamente in caso di pandemia;
Emendamento 61
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 10
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 17 – paragrafo 1 – lettera b
(b)  in caso di richiesta di consulenza in materia di preparazione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3;
(b)  in caso di richiesta di consulenza in materia di preparazione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3, segnatamente in caso di pandemia;
Emendamento 62
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 11
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)
(a bis)   sviluppo di materiale cartografico per una diffusione e una mobilitazione rapide delle risorse, in particolare tenendo conto delle specificità delle regioni transfrontaliere ai fini dei rischi transfrontalieri quali gli incendi;
Emendamento 63
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera b bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 3 – comma 1
b bis)  al paragrafo 3, il primo comma è sostituito dal seguente:
L'assegnazione finanziaria di cui al paragrafo 1 può coprire anche le spese di preparazione, monitoraggio, controllo, revisione contabile e valutazione necessarie per gestire il meccanismo unionale e realizzarne gli obiettivi.
"L'assegnazione finanziaria di cui ai paragrafi 1 e 1 bis di questo articolo e all'articolo 19 bis può coprire anche le spese di preparazione, monitoraggio, controllo, revisione contabile e valutazione necessarie per gestire il meccanismo unionale e realizzarne gli obiettivi.";
Emendamento 64
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera b ter (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 3 bis (nuovo)
b ter)  è inserito il seguente paragrafo:
"3 bis. La dotazione finanziaria di cui ai paragrafi 1 e 1 bis di questo articolo e all'articolo 19 bis è destinata a coprire azioni in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi naturali e provocate dall'uomo."
Emendamento 65
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera c
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 4
(c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
soppresso
"4. La dotazione finanziaria di cui ai paragrafi 1 e 1 bis è destinata a coprire azioni in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi naturali e provocate dall'uomo.";
Emendamento 66
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera c bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 4
c bis)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
4.  La dotazione finanziaria di cui al paragrafo 1 è assegnata, nel periodo 2014-2020, in base alle percentuali e ai principi di cui all'allegato I.
"4. La dotazione finanziaria di cui al paragrafo 1 è assegnata, nel periodo 2014-2020, in base alle percentuali di cui all'allegato I, punto 1, e ai principi di cui all'allegato I, punto 3.";
Emendamento 67
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera c ter (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 4 bis (nuovo)
c ter)  è inserito il seguente paragrafo:
"4 bis. La dotazione finanziaria di cui al paragrafo 1 bis del presente articolo e all'articolo 19 bis è assegnata, nel periodo 2021-2027, in base alle percentuali di cui all'allegato I, punto 2, e ai principi di cui all'allegato I, punto 3.";
Emendamento 68
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera d
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafi 5 e 6
(d)  i paragrafi 5 e 6 sono soppressi.
soppresso
Emendamento 69
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera d bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 5
d bis)  il paragrafo 5 è sostituto dal seguente:
5.   La Commissione esamina la ripartizione di cui all'allegato I alla luce dei risultati della valutazione intermedia di cui all'articolo 34, paragrafo 2, lettera a). Alla Commissione è conferito il potere di adottare, ove necessario, alla luce degli esiti di tale valutazione, atti delegati conformemente all'articolo 30, per adeguare di oltre 8 punti percentuali e fino a un massimo di 16 ciascuna delle cifre riportate nell'allegato I. Tali atti delegati sono adottati entro il 30 giugno 2017.
"5. La Commissione esamina la ripartizione di cui all'allegato I alla luce dei risultati della valutazione di cui all'articolo 34, paragrafo 3. Alla Commissione è conferito il potere di adottare, ove necessario, alla luce di eventi inaspettati che incidano sull'esecuzione del bilancio o tenendo conto dell'istituzione di risorse di rescEU, atti delegati conformemente all'articolo 30 al fine di modificare l'allegato I, per adeguare di oltre 10 punti percentuali ciascuna delle cifre riportate ai punti 1 e 2 dell'allegato I.";
Emendamento 70
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera d ter (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 6
d ter)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:
6.   Qualora, in caso di una necessaria revisione delle risorse finanziarie disponibili per le azioni di risposta, imperativi motivi di urgenza lo richiedano, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per adeguare di oltre 8 punti percentuali e fino a un massimo di 16 ciascuna delle cifre riportate nell'allegato I, nell'ambito delle dotazioni di bilancio disponibili e secondo la procedura di cui all'articolo 31.
"6. Qualora, in caso di una necessaria revisione delle risorse finanziarie disponibili per le azioni di risposta, imperativi motivi di urgenza lo richiedano, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 30 al fine di modificare l'allegato I per adeguare di oltre 10 punti percentuali ciascuna delle cifre riportate ai punti 1 e 2 dell'allegato I, nell'ambito delle dotazioni di bilancio disponibili e secondo la procedura di cui all'articolo 31.";
Emendamento 71
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 12 – lettera d quater (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 – paragrafo 6 bis (nuovo)
d quater)  all'articolo 19 è aggiunto il paragrafo seguente:
"6 bis. Il Parlamento europeo e il Consiglio autorizzano gli stanziamenti annuali disponibili fatte salve le disposizioni del regolamento (UE, Euratom) n. …/... del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 e dell'accordo interistituzionale del ... 2020 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria."
Emendamento 72
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 13
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 19 bis – paragrafo 1
Le misure di cui all'articolo 2 del regolamento [ERI] sono attuate a norma della presente decisione mediante gli importi di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), punto iv), di tale regolamento, fatti salvi l'articolo 4, paragrafi 4 e 8 dello stesso.
Le misure di cui all'articolo 2 del regolamento [ERI] sono attuate a norma della presente decisione mediante un importo di 2 187 620 000 EUR a prezzi correnti di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), punto iv), di tale regolamento, fatti salvi l'articolo 4, paragrafi 4 e 8 dello stesso.
Emendamento 73
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 14
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 20 bis – paragrafo 1 – comma 2
All'assistenza o ai finanziamenti forniti nel quadro della presente decisione viene data adeguata visibilità. In particolare, gli Stati membri assicurano che la comunicazione pubblica concernente le operazioni finanziate nell'ambito del meccanismo unionale:
All'assistenza o ai finanziamenti forniti nel quadro della presente decisione viene data adeguata visibilità in linea con gli orientamenti specifici formulati dalla Commissione per gli interventi specifici. In particolare, gli Stati membri assicurano che la comunicazione pubblica concernente le operazioni finanziate nell'ambito del meccanismo unionale:
Emendamento 74
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 14
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 20 bis – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)
Laddove i mezzi di rescEU siano utilizzati a fini nazionali a norma dell'articolo 12, paragrafo 5, gli Stati membri, con gli stessi mezzi di cui al primo comma del presente paragrafo, ne riconoscono l'origine e garantiscono la visibilità del finanziamento dell'Unione impiegato per acquisirli.
Emendamento 75
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 15 – lettera a bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 21 – paragrafo 1 – lettera h
a bis)   all'articolo 21, paragrafo 1, la lettera h) è sostituita dalla seguente:
h)  supportare le attività di preparazione di cui all'articolo 13;
"h) supportare le attività di preparazione di cui all'articolo 13, in particolare potenziando le reti di formazione esistenti, le sinergie tra di esse e promuovendo la creazione di nuove reti, con un'attenzione particolare alle soluzioni innovative e a nuovi rischi e sfide;"
Emendamento 76
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 15 – lettera b
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 21 – paragrafo 3 – comma 3
L'assistenza finanziaria di cui al presente paragrafo può essere attuata mediante programmi di lavoro pluriennali. Per le azioni di durata superiore a un anno, gli impegni di bilancio possono essere frazionati in rate annuali.
soppresso
Emendamento 77
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 18
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 25 – paragrafo 2
2.  La Commissione attua il sostegno finanziario dell'Unione conformemente al regolamento finanziario in regime di gestione diretta o gestione indiretta con gli organismi di cui all'articolo 62, paragrafo 1, lettera c), del regolamento finanziario.
2.  La Commissione attua il sostegno finanziario dell'Unione conformemente al regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 in regime di gestione diretta o in regime di gestione indiretta con gli organismi di cui all'articolo 62, paragrafo 1, lettera c), di detto regolamento. Nella scelta del metodo di esecuzione del sostegno finanziario, viene attribuita la priorità alla gestione diretta. Laddove giustificato dalla natura e dal contenuto dell'azione interessata, la Commissione può ricorrere alla gestione indiretta. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 30 al fine di completare la presente decisione delineando quelle azioni intraprese nell'ambito del meccanismo unionale che possono essere attuate mediante gestione indiretta.
Emendamento 78
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 18
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 25 – paragrafo 4 – comma 1
Ai fini dell'attuazione della presente decisione, la Commissione adotta mediante atti di esecuzione programmi di lavoro annuali o pluriennali. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 33, paragrafo 2. I programmi di lavoro annuali o pluriennali stabiliscono gli obiettivi perseguiti, i risultati previsti, il metodo di attuazione e il loro importo totale. Essi contengono anche una descrizione delle azioni da finanziare, un'indicazione degli importi stanziati per ciascuna azione e un calendario indicativo di attuazione. Per quanto riguarda il sostegno finanziario di cui all'articolo 28, paragrafo 2, i programmi di lavoro annuali o pluriennali descrivono le azioni previste per i paesi ivi indicati.
Ai fini dell'attuazione della presente decisione, la Commissione adotta mediante atti di esecuzione programmi di lavoro annuali. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 33, paragrafo 2. I programmi di lavoro annuali stabiliscono gli obiettivi perseguiti, i risultati previsti, il metodo di attuazione e il loro importo totale. Essi contengono anche una descrizione delle azioni da finanziare, un'indicazione degli importi stanziati per ciascuna azione e un calendario indicativo di attuazione. Per quanto riguarda il sostegno finanziario di cui all'articolo 28, paragrafo 2, i programmi di lavoro annuali descrivono le azioni previste per i paesi ivi indicati.
Emendamento 79
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 18
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 25 – paragrafo 4 – comma 2
Tuttavia, non sono richiesti programmi di lavoro annuali o pluriennali per le azioni che rientrano nella risposta alle catastrofi di cui al capo IV e che non possono essere previste in anticipo.
Tuttavia, non sono richiesti programmi di lavoro annuali per le azioni che rientrano nella risposta alle catastrofi di cui al capo IV e che non possono essere previste in anticipo.
Emendamento 80
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 18
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 25 – paragrafo 5
5.  In aggiunta all'articolo 12, paragrafo 4, del regolamento finanziario, gli stanziamenti d'impegno e di pagamento che non sono stati utilizzati entro la fine dell'esercizio per il quale sono stati iscritti nel bilancio annuale sono riportati automaticamente e possono essere impegnati e pagati fino al 31 dicembre dell'anno successivo. Gli stanziamenti riportati sono utilizzati unicamente per le azioni di risposta. Gli stanziamenti riportati sono utilizzati per la prima volta nel corso dell'esercizio finanziario successivo.
5.  In aggiunta all'articolo 12, paragrafo 4, del regolamento finanziario, gli stanziamenti d'impegno e di pagamento che non sono stati utilizzati entro la fine dell'esercizio per il quale sono stati iscritti nel bilancio annuale sono riportati automaticamente e possono essere impegnati e pagati fino al 31 dicembre dell'anno successivo. Gli stanziamenti riportati sono utilizzati per le azioni di prevenzione, preparazione e risposta. Gli stanziamenti riportati sono utilizzati per la prima volta nel corso dell'esercizio finanziario successivo.
Emendamento 81
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 20 – lettera a
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 30 – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 6, paragrafo 5, e all'articolo 21, paragrafo 3, secondo comma, è conferito alla Commissione fino al 31 dicembre 2027.
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 6, paragrafo 5, all'articolo 19, paragrafi 5 e 6, all'articolo 21, paragrafo 3, secondo comma, e all'articolo 25, paragrafo 2, è conferito alla Commissione fino al 31 dicembre 2027.
Emendamento 82
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 20 – lettera a bis (nuova)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 30 – paragrafo 3
a bis)   il paragrafo 3 è soppresso;
Emendamento 83
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 20 – lettera b
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 30 – paragrafo 4
4.  La delega di potere di cui all'articolo 6, paragrafo 5, e all'articolo 21, paragrafo 3, secondo comma, può essere revocata in ogni momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.  La delega di potere di cui all'articolo 6, paragrafo 5, all'articolo 19, paragrafi 5 e 6, all'articolo 21, paragrafo 3, secondo comma e all'articolo 25, paragrafo 2, può essere revocata in ogni momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
Emendamento 84
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 20 – lettera c
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 30 – paragrafo 7
7.  Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 5, o dell'articolo 21, paragrafo 3, secondo comma, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
7.  Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 5, dell'articolo 19, paragrafi 5 e 6, dell'articolo 21, paragrafo 3, secondo comma, o dell'articolo 25, paragrafo 2, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Emendamento 85
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 22 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Articolo 34 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
22 bis)  all'articolo 34, paragrafo 2, è aggiunto il seguente comma:
"Entro ... [24 mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente decisione di modifica], la Commissione valuta il funzionamento del meccanismo unionale nonché il coordinamento e le sinergie conseguite mediante il programma "UE per la salute" e altre norme dell'UE in materia di sanità, onde presentare una proposta legislativa che preveda l'istituzione di uno specifico meccanismo europeo di risposta sanitaria."
Emendamento 86
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 23
Decisione n. 1313/2013/UE
Allegato I
(23)  L'allegato I è soppresso.
soppresso
Emendamento 87
Proposta di decisione
Articolo 1 – punto 23 bis (nuovo)
Decisione n. 1313/2013/UE
Allegato I
23 bis)  l'allegato I è così modificato:
Allegato I
"Allegato I
Percentuali e principi per la ripartizione della dotazione finanziaria per l'attuazione del meccanismo unionale di cui all'articolo 19, paragrafi 1 e 1 bis, e all'articolo 19 bis
Percentuali di ripartizione della dotazione finanziaria per l'attuazione del meccanismo unionale di cui all'articolo 19, paragrafo 1
1.  Percentuali di ripartizione della dotazione finanziaria per l'attuazione del meccanismo unionale di cui all'articolo 19, paragrafo 1, per il periodo 2014-2020
PREVENZIONE 20 % +/- 8 punti percentuali
PREVENZIONE 10 % +/- 10 punti percentuali
Preparazione: 50 % +/- 8 punti percentuali
Preparazione: 65 % +/- 10 punti percentuali
Risposta: 30 % +/- 8 punti percentuali
Risposta: 25 % +/- 10 punti percentuali
2.  Percentuali di ripartizione della dotazione finanziaria per l'attuazione del meccanismo unionale di cui all'articolo 19, paragrafo 1 bis, e all'articolo 19 bis per il periodo 2021-2027
Prevenzione: 8 % +/- 10 punti percentuali
Preparazione: 80 % +/- 10 punti percentuali
Risposta: 12 % +/- 10 punti percentuali
Principi
3.  Principi
Nel dare attuazione alla presente decisione, la Commissione privilegia le azioni per cui la presente decisione fissa un termine entro il periodo di validità di tale termine, allo scopo di rispettare tale termine.
Nel dare attuazione alla presente decisione, la Commissione privilegia le azioni per cui la presente decisione fissa un termine entro il periodo di validità di tale termine, allo scopo di rispettare tale termine."

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A9-0148/2020).


Sistema globale di rilevazione dei dati sul consumo di combustibile delle navi ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 16 settembre2020, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2015/757 per tenere debitamente conto del sistema globale di rilevazione dei dati sul consumo di combustibile delle navi (COM(2019)0038 – C8-0043/2019 – 2019/0017(COD))(1)
P9_TA-PROV(2020)0219A9-0144/2020

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando -1 (nuovo)
(-1)  La minaccia senza precedenti posta dai cambiamenti climatici richiede una maggiore ambizione e un'intensificazione dell'azione per il clima, tanto da parte dell'UE quanto a livello mondiale. L'Unione è impegnata a potenziare gli sforzi per far fronte ai cambiamenti climatici e a dare attuazione all'accordo di Parigi1bis in linea con le più recenti conoscenze scientifiche disponibili. La relazione speciale 2018 del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) intitolata "Global warming of 1.5°C" ha confermato che, per contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C, è essenziale ridurre significativamente le emissioni in tutti i settori. Nella relazione speciale 2019 dell'IPCC intitolata "The Ocean and Cryosphere in a Changing Climate" viene affermato inoltre che i meccanismi climatici dipendono dalla salute degli ecosistemi oceanici e marini, che attualmente risentono del riscaldamento globale, dell'inquinamento, di uno sfruttamento eccessivo della biodiversità marina, dell'acidificazione, della disossigenazione e dell'erosione costiera. L'IPCC ricorda che gli oceani fanno parte della soluzione per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e adattarsi ai medesimi e sottolinea la necessità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e l'inquinamento degli ecosistemi, nonché di migliorare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio.
__________________
1 bis Accordo di Parigi (GU L 282 del 19.10.2016, pag. 4)
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Il trasporto marittimo incide sul clima globale a causa delle emissioni di anidride carbonica (CO2) che genera. Nel 2015 ha causato il 13 % del totale delle emissioni di gas a effetto serra del settore dei trasporti nell'Unione15. Il trasporto marittimo internazionale rimane l'unico settore dei trasporti non incluso nell'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.
(1)  Il trasporto marittimo incide sui cambiamenti climatici, sulla biodiversità marina, sulla qualità dell'aria e sulla salute pubblica a causa delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e di altra natura che genera, quali emissioni di metano, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato e nerofumo. Nel 2015 ha causato il 13 % del totale delle emissioni di gas a effetto serra del settore dei trasporti nell'Unione15. Si prevede che, entro il 2050, le emissioni del trasporto marittimo aumenteranno a livello mondiale tra il 50 % e il 250 %15 bis. In base alle previsioni, in assenza di ulteriori misure le emissioni legate alle attività di trasporto marittimo connesse al SEE aumenteranno dell'86 % di qui al 2050, rispetto ai livelli del 1990, malgrado l'adozione di norme minime di efficienza per le navi da parte dell'Organizzazione marittima internazionale (International Maritime Organisation – IMO). Il trasporto marittimo internazionale rimane l'unico settore dei trasporti non incluso nell'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Il 13 aprile 2018 l'IMO ha adottato la sua strategia iniziale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi. Sono urgentemente necessarie misure su scala mondiale così come a livello dell'Unione per attuare detta strategia, onde garantire che siano intraprese azioni immediate per ridurre le emissioni del trasporto marittimo, contribuire all'attuazione dell'accordo di Parigi e conseguire l'obiettivo della neutralità climatica a livello dell'Unione, senza compromettere gli sforzi in materia di clima profusi da altri settori.
__________________
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15 https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/transport-emissions-of-greenhouse-gases/transport-emissions-of-greenhouse-gases-10.
15 https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/transport-emissions-of-greenhouse-gases/transport-emissions-of-greenhouse-gases-10.
15 bis https://gmn.imo.org/wp-content/uploads/2017/05/GHG3-Executive-Summary-and-Report_web.pdf.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  Tutti i settori dell'economia dovrebbero concorrere alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, in linea con l'impegno dei colegislatori espresso nel regolamento (UE) 2018/842 del Parlamento europeo e del Consiglio16 e nella direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio17.
(2)  Tutti i settori dell'economia dovrebbero concorrere allo sforzo comune per completare quanto prima, e al più tardi entro il 2050, la transizione verso l'azzeramento delle emissioni di gas a effetto serra, in linea con gli impegni assunti dall'Unione a norma dell'accordo di Parigi e con le conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019 in materia di cambiamenti climatici.
__________________
16 Regolamento (UE) 2018/842 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 come contributo all'azione per il clima per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 26).
17 Direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2018, che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio e la decisione (UE) 2015/1814 (GU L 76 del 19.3.2018, pag. 3).
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Nella risoluzione del febbraio 2014 su un quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione e gli Stati membri a fissare un obiettivo vincolante per l'Unione per il 2030 che preveda una riduzione di almeno il 40 % delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990. Il Parlamento europeo ha altresì sottolineato che tutti i settori dell'economia dovranno concorrere alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra affinché l'Unione dia il giusto contributo a livello internazionale.
(3)  Nella sua risoluzione del 14 marzo 2019 il Parlamento europeo ha sostenuto a larga maggioranza l'obiettivo di raggiungere quanto prima, e al più tardi entro il 2050, la neutralità climatica. Il Parlamento europeo ha inoltre invitato a più riprese la Commissione e gli Stati membri a innalzare l'obiettivo vincolante per l'Unione per il 2030 di riduzione al 55 % delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990. Il Parlamento europeo ha altresì sottolineato che tutti i settori dell'economia, inclusi i trasporti aerei e marittimi internazionali, devono concorrere alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra affinché l'Unione raggiunga i suoi obiettivi climatici e dia il giusto contributo a livello internazionale. Rapidi sforzi volti a decarbonizzare il settore del trasporto marittimo sono ancora più importanti alla luce dell'emergenza climatica e ambientale dichiarata dal Parlamento il 28 novembre 2019.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 3 bis (nuovo)
(3 bis)  Nella sua risoluzione del 28 novembre 2019 sulla Conferenza delle Nazioni Unite di Madrid (Spagna) sui cambiamenti climatici 2019 (COP25), il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di ulteriori azioni da parte dell'Unione per far fronte alle emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto marittimo, alla luce della lentezza e dell'inadeguatezza dei progressi in sede IMO. Il Parlamento europeo si è detto favorevole, in particolare, a includere il settore del trasporto marittimo nel sistema di scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra dell'Unione ("EU ETS"), nonché a introdurre norme di efficienza per le navi a livello dell'Unione. Le strategie di riduzione delle emissioni basate sul mercato non sono, di per sé, sufficienti per conseguire gli obiettivi dell'Unione di riduzione delle emissioni e dovrebbero essere accompagnate da prescrizioni normative vincolanti sulla riduzione delle emissioni che siano correttamente applicate.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Nelle conclusioni del 24 ottobre 2014 il Consiglio europeo ha approvato un obiettivo vincolante per l'Unione di riduzione delle emissioni nazionali di gas a effetto serra almeno del 40 % entro il 2030 rispetto al 1990. Il Consiglio europeo ha altresì affermato l'importanza di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e i rischi connessi alla dipendenza da combustibili fossili nel settore dei trasporti e ha invitato la Commissione a esaminare ulteriormente strumenti e misure diretti a un approccio globale e tecnologicamente neutrale, in particolare per la promozione della riduzione delle emissioni, delle fonti di energia rinnovabili e dell'efficienza energetica nei trasporti.
(4)  Nelle conclusioni del 12 dicembre 20191 bis, il Consiglio europeo ha approvato l'obiettivo di realizzare un'Unione europea a impatto climatico zero entro il 2050. Il Consiglio europeo ha altresì affermato che tutte le pertinenti normative e politiche dell'UE devono essere coerenti con l'obiettivo della neutralità climatica e contribuirvi, nel rispetto della parità di condizioni.
__________________
1 bis https://www.consilium.europa.eu/media/41783/12-euco-final-conclusions-it.pdf
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  Attualmente, il trasporto marittimo è l'unico settore non esplicitamente soggetto a un obiettivo di riduzione delle emissioni dell'Unione o a misure specifiche di mitigazione. Nella sua comunicazione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo, la Commissione ha indicato la sua intenzione di adottare misure supplementari per far fronte al problema delle emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto marittimo, e in particolare di estendere l'EU ETS al settore marittimo, regolamentare l'accesso delle navi più inquinanti ai porti dell'Unione e obbligare quelle ormeggiate a utilizzare l'elettricità erogata dalle reti elettriche terrestri. Nella sua proposta di regolamento che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (UE) 2018/1999 (Legge europea sul clima)1 bis, pubblicata il 4 marzo 2020, la Commissione conferma che occorre adottare ulteriori misure in modo da conseguire l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e che tutti i settori dovranno contribuire, poiché si prevede che con le politiche vigenti le emissioni di gas a effetto serra si ridurranno solo del 60 % entro il 2050.
__________________
1 bis https://ec.europa.eu/info/files/commission-proposal-regulation-european-climate-law_it
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 4 ter (nuovo)
(4 ter)  L'eliminazione degli ostacoli al mercato nel settore marittimo, incluso l'uso di un sistema di monitoraggio, comunicazione e verifica (sistema MRV) trasparente e solido, è intesa a favorire la diffusione di tecnologie di efficienza energetica, e dunque a contribuire a ridurre del 2 % circa entro il 2030 le emissioni del trasporto marittimo. Affinché il settore marittimo contribuisca pienamente agli sforzi profusi dall'intera economia per raggiungere l'obiettivo di neutralità climatica dell'Unione così come gli obiettivi fissati per il 2030 e altri potenziali traguardi intermedi, sono pertanto necessarie ulteriori misure. Quale strumento primario dell'Unione per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e dell'inquinamento atmosferico generati dal trasporto marittimo, il regolamento MRV costituisce la base di ulteriori iniziative. È dunque opportuno ampliare l'ambito di applicazione del suddetto regolamento includendovi requisiti vincolanti che impongano alle imprese di ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra per attività di trasporto, e occorre inoltre estendere al trasporto marittimo l'EU ETS.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  Nell'aprile 2015 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il regolamento (UE) 2015/757 concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo20 ("regolamento MRV dell'UE"), che nel 2016 è stato integrato da due regolamenti delegati21 e due regolamenti di esecuzione22. L'obiettivo del regolamento MRV dell'UE consiste nel raccogliere dati sulle emissioni prodotte dai trasporti marittimi per l'ulteriore elaborazione delle politiche e nel promuovere la riduzione delle emissioni fornendo ai pertinenti mercati informazioni sull'efficienza delle navi. A norma del regolamento MRV dell'UE le società sono tenute a monitorare, comunicare e verificare ogni anno il consumo di carburante, le emissioni di CO2 e l'efficienza energetica delle proprie navi durante le tratte da e verso i porti dello Spazio economico europeo (SEE) a partire dal 2018. Il regolamento si applica anche alle emissioni di CO2 all'interno dei porti del SEE. Le prime relazioni sulle emissioni sono attese entro il 30 aprile 2019.
(6)  Nell'aprile 2015 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il regolamento (UE) 2015/757 concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo20 ("regolamento MRV dell'UE"), che nel 2016 è stato integrato da due regolamenti delegati21 e due regolamenti di esecuzione22. L'obiettivo del regolamento MRV dell'UE consiste nel raccogliere dati sulle emissioni prodotte dai trasporti marittimi per l'ulteriore elaborazione delle politiche e nel promuovere la riduzione delle emissioni fornendo ai pertinenti mercati informazioni sull'efficienza delle navi. L'adozione del regolamento MRV dell'UE ha costituito la prima tappa di una strategia progressiva finalizzata a includere le emissioni del trasporto marittimo negli impegni dell'Unione in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e a fissare successivamente il prezzo di tali emissioni secondo il principio “chi inquina paga”. Al momento dell'adozione del regolamento MRV dell'UE la Commissione si è impegnata a valutare, nel contesto di future proposte legislative sulle emissioni del trasporto marittimo, quali ulteriori passi sarebbero appropriati per garantire che il settore contribuisca in modo equo agli obiettivi di riduzione delle emissioni dell'Unione e a valutare nello specifico la possibilità di estendere l'EU ETS al settore del trasporto marittimo. A norma del regolamento MRV dell'UE le società sono tenute a monitorare, comunicare e verificare ogni anno il consumo di carburante, le emissioni di CO2 e l'efficienza energetica delle proprie navi durante le tratte da e verso i porti dello Spazio economico europeo (SEE) a partire dal 2018. Tale obbligo si applica anche alle emissioni di CO2 all'interno dei porti del SEE. Le prime relazioni sulle emissioni erano attese entro il 30 aprile 2019 e sono state pubblicate dalla Commissione il 30 giugno 2019.
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20 Regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo e che modifica la direttiva 2009/16/CE (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 55).
20 Regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo e che modifica la direttiva 2009/16/CE (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 55).
21 Regolamento delegato (UE) 2016/2072 della Commissione, del 22 settembre 2016, relativo alle attività di verifica e all'accreditamento dei verificatori a norma del regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo (GU L 320 del 26.11.2016, pag. 5); regolamento delegato (UE) 2016/2071 della Commissione, del 22 settembre 2016, che modifica il regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i metodi per il monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica e le regole relative al monitoraggio delle altre informazioni pertinenti (GU L 320 del 26.11.2016, pag. 1).
21 Regolamento delegato (UE) 2016/2072 della Commissione, del 22 settembre 2016, relativo alle attività di verifica e all'accreditamento dei verificatori a norma del regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo (GU L 320 del 26.11.2016, pag. 5); regolamento delegato (UE) 2016/2071 della Commissione, del 22 settembre 2016, che modifica il regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i metodi per il monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica e le regole relative al monitoraggio delle altre informazioni pertinenti (GU L 320 del 26.11.2016, pag. 1).
22 Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1927 della Commissione, del 4 novembre 2016, relativo ai modelli dei piani di monitoraggio, delle relazioni sulle emissioni e dei documenti di conformità a norma del regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo (GU L 299 del 5.11.2016, pag. 1); regolamento di esecuzione (UE) 2016/1928 della Commissione, del 4 novembre 2016, sulla determinazione del carico trasportato per le categorie di navi diverse dalle navi passeggeri, dalle navi ro/ro e dalle navi portacontainer ai sensi del regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo (GU L 299 del 5.11.2016, pag. 22).
22 Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1927 della Commissione, del 4 novembre 2016, relativo ai modelli dei piani di monitoraggio, delle relazioni sulle emissioni e dei documenti di conformità a norma del regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo (GU L 299 del 5.11.2016, pag. 1); regolamento di esecuzione (UE) 2016/1928 della Commissione, del 4 novembre 2016, sulla determinazione del carico trasportato per le categorie di navi diverse dalle navi passeggeri, dalle navi ro/ro e dalle navi portacontainer ai sensi del regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo (GU L 299 del 5.11.2016, pag. 22).
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)  La riduzione delle emissioni generate dal trasporto marittimo e della loro incidenza sul riscaldamento globale e sull'inquinamento atmosferico non dovrebbe essere attuata in modo da nuocere alla biodiversità marina e dovrebbe essere accompagnata da misure volte al ripristino degli ecosistemi marini e costieri che risentono dell'impatto del trasporto marittimo, ad esempio dello sversamento di sostanze in mare (tra cui acque di zavorra, idrocarburi, metalli pesanti e sostanze chimiche), dei container dispersi in mare e delle collisioni delle navi con i cetacei.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 6 ter (nuovo)
(6 ter)  Nel settore marittimo, l'armatore della nave non coincide sempre con la persona o entità responsabile dell'esercizio commerciale della nave. Pertanto, tutti i dati richiesti a norma del regolamento MRV dovrebbero essere raccolti dal soggetto responsabile dell'esercizio commerciale della nave, ad esempio il gestore, il noleggiatore a tempo oppure il noleggiatore a scafo nudo, e attribuiti allo stesso.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 6 quater (nuovo)
(6 quater)  I dati raccolti nel quadro del regolamento MRV dell'UE dovrebbero essere utilizzati per favorire la transizione verso navi a emissioni zero tramite l'istituzione di un certificato di efficienza energetica per le navi, corredato di una scala di valutazione, che consenta un confronto trasparente delle navi, in particolare per la vendita o il noleggio, e incoraggi gli Stati membri a promuovere le migliori pratiche e sostenere le navi più efficienti.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 6 quinquies (nuovo)
(6 quinquies)  È opportuno che la Commissione elabori, in collaborazione con gli armatori delle navi, altri portatori di interesse ed esperti indipendenti, un marchio europeo relativo al trasporto dei prodotti, al fine di informare i consumatori in merito all'impatto ambientale del trasporto marittimo dei prodotti acquistati. Tale marchio contribuirebbe alla transizione ambientale ed energetica del settore del trasporto marittimo fornendo uno strumento affidabile e trasparente per informare i clienti in merito alle iniziative volontarie. Il marchio incoraggerebbe i consumatori ad acquistare i prodotti trasportati dagli armatori che hanno ridotto l'impatto ambientale delle loro navi, ad esempio per quanto riguarda i gas a effetto serra e le emissioni inquinanti, l'inquinamento acustico e la gestione dei rifiuti e delle acque.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 6 sexies (nuovo)
(6 sexies)  La direttiva 92/106/CEE del Consiglio1 bis contribuisce alla riduzione delle emissioni derivanti dai trasporti promuovendo il passaggio da modi di trasporto delle merci su strada a modi di trasporto a basse emissioni, ivi compresi corridoi fluviali a zero emissioni. È necessaria una revisione di tale direttiva, al fine di intensificare gli sforzi volti a promuovere i trasporti multimodali e aumentare l'efficienza e le alternative a basse emissioni. La navigazione a zero emissioni è fondamentale per un trasferimento modale sostenibile dalla strada alle vie navigabili, ed è pertanto necessario sostenere gli investimenti nell'infrastruttura di rifornimento e di ricarica nei porti interni.
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1 bis Direttiva 92/106/CEE del Consiglio, del 7 dicembre 1992, relativa alla fissazione di norme comuni per taluni trasporti combinati di merci tra Stati membri (GU L 368 del 17.12.1992, pag. 38).
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 6 septies (nuovo)
(6 septies)  I porti dell'Unione costituiscono nodi strategici nella transizione energetica a causa della loro posizione geografica e delle loro attività economiche. Essi rappresentano i principali punti di ingresso dei prodotti energetici (dall'importazione, allo stoccaggio o alla distribuzione), sono sempre più coinvolti nello sviluppo di siti di produzione delle energie rinnovabili ed elaborano nuove strategie in materia di gestione energetica ed economia circolare. In linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, l'Unione dovrebbe pertanto affiancare alla decarbonizzazione del settore marittimo un approccio strategico relativo ai porti dell'Unione per sostenerne il ruolo di facilitatori della transizione energetica. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a promuovere lo sviluppo di porti a emissioni zero e a investire in infrastrutture di rifornimento e di ricarica. Ciò assicurerebbe a tutti i cittadini che vivono in zone portuali e costiere benefici immediati per la salute, nonché limiterebbe gli impatti negativi sulla biodiversità marina e costiera in tali zone, che corrispondono anche ad ampie superfici terrestri, alcune delle quali rientrano nella rete Natura 2000.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  L'articolo 22 del regolamento MRV dell'UE dispone che la Commissione, qualora sia stipulato un accordo internazionale su un sistema globale di monitoraggio, comunicazione e verifica, riesamini il regolamento MRV dell'UE e, se del caso, proponga modifiche per garantire l'adeguamento a tale accordo internazionale.
(7)  L'articolo 22 del regolamento MRV dell'UE dispone che la Commissione, qualora sia stipulato un accordo internazionale su un sistema globale di monitoraggio, comunicazione e verifica o su misure a livello mondiale volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto marittimo, riesamini il regolamento MRV dell'UE e, se del caso, proponga modifiche per garantire la coerenza con tale accordo internazionale. È importante che, a prescindere da eventuali misure a livello mondiale, l'Unione resti capace di ambizione e dia prova di leadership in campo climatico mantenendo o adottando misure più rigorose al suo interno.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  Nel quadro dell'accordo di Parigi adottato nel dicembre 2015 in occasione della 21a conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC)23, l'Unione e gli Stati membri hanno assunto un obiettivo di riduzione che copre tutti i settori dell'economia. È opportuno incoraggiare gli sforzi in atto volti a limitare le emissioni marittime internazionali attraverso l'Organizzazione marittima internazionale (International Maritime Organization - IMO). Nell'ottobre 2016 l'IMO24 ha adottato un sistema di rilevazione dei dati sul consumo di combustibile delle navi ("DCS globale IMO").
(8)  Nel quadro dell'accordo di Parigi adottato nel dicembre 2015 in occasione della 21a conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC)23, l'Unione e gli Stati membri hanno assunto un obiettivo di riduzione che copre tutti i settori dell'economia. È opportuno incoraggiare gli sforzi in atto volti a limitare le emissioni marittime internazionali attraverso l'Organizzazione marittima internazionale (International Maritime Organization - IMO). Nell'ottobre 2016 l'IMO24 ha adottato un sistema di rilevazione dei dati sul consumo di combustibile delle navi ("DCS globale IMO"). Il 13 aprile 2018 l'IMO ha adottato inoltre una strategia iniziale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi (la strategia iniziale IMO), con la volontà di limitare quanto prima l’aumento di tali emissioni e di ridurle di almeno il 50 % entro il 2050 rispetto al 2008, nonché di proseguire gli sforzi per la loro graduale, completa eliminazione. Contemporaneamente, gli Stati membri e i membri associati dell'IMO, che comprendono tutti gli Stati membri dell'Unione, si sono impegnati a ridurre di almeno il 40 % entro il 2030 le emissioni di CO2 per attività di trasporto, come media per l'insieme dei trasporti marittimi internazionali, e a seguitare a impegnarsi per una riduzione del 70 % entro il 2050. È dunque opportuno includere gli elementi fondamentali della strategia iniziale IMO nel diritto dell'Unione continuando a lavorare in modo costruttivo con gli Stati membri dell'IMO per raggiungere un accordo globale sulle misure di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Le imprese dovrebbero essere tenute a ridurre di almeno il 40 % entro il 2030, in modo lineare, le emissioni annue di CO2 per attività di trasporto, come media per tutte le navi sotto la loro responsabilità, rispetto alle prestazioni medie per categoria di navi delle stesse dimensioni e dello stesso tipo a norma del regolamento MRV. Lo scenario di riferimento per le misure di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dovrebbe essere stabilito utilizzando i dati del sistema THETIS-MRV e il DCS IMO, tenendo pienamente conto delle riduzioni delle emissioni già realizzate dalle imprese all'avanguardia nella decarbonizzazione. La Commissione dovrebbe adottare atti delegati per definire le norme dettagliate per la determinazione dello scenario di riferimento, il fattore di riduzione annuale per ciascuna categoria di nave, le norme e i mezzi per il calcolo e la riscossione delle sanzioni per le emissioni in eccesso e ogni altra norma necessaria per la conformità e la verifica del rispetto di tale obbligo.
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23 Accordo di Parigi (GU L 282 del 19.10.2016, pag. 4).
23 Accordo di Parigi (GU L 282 del 19.10.2016, pag. 4).
24 Risoluzione MEPC.278(70) dell'IMO, che modifica l'allegato VI della convenzione MARPOL.
24 Risoluzione MEPC.278(70) dell'IMO, che modifica l'allegato VI della convenzione MARPOL.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  Stante la coesistenza dei due sistemi di monitoraggio, comunicazione e verifica, a norma dell'articolo 22 del regolamento MRV dell'UE la Commissione ha esaminato come adeguarli in modo da ridurre gli oneri amministrativi per le navi preservando al contempo gli obiettivi del regolamento MRV dell'UE.
(9)  Stante la coesistenza dei due sistemi di monitoraggio, comunicazione e verifica, a norma dell'articolo 22 del regolamento MRV dell'UE la Commissione ha esaminato come adeguarli in modo da ridurre gli oneri amministrativi per le navi, in particolare quelle di proprietà di PMI, preservando al contempo gli obiettivi del regolamento MRV dell'UE.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Dalla valutazione d'impatto risulta che un parziale adeguamento dei due sistemi di monitoraggio, comunicazione e verifica potrebbe contribuire a ridurre gli oneri amministrativi per le società di navigazione preservando al contempo gli obiettivi fondamentali del regolamento MRV dell'UE. L'adeguamento parziale non dovrebbe tuttavia modificare la governance, l'ambito di applicazione, la verifica, la trasparenza né gli obblighi di comunicazione delle emissioni di CO2 del regolamento MRV dell'UE nella misura in cui ciò ne comprometterebbe gravemente gli obiettivi e inciderebbe sulla sua attitudine a influire sulle decisioni politiche future e d'incentivare la diffusione di misure e comportamenti all'insegna dell'efficienza energetica nel trasporto marittimo. Le modifiche del regolamento MRV dell'UE dovrebbero quindi limitare l'adeguamento al DCS globale IMO a definizioni, parametri di monitoraggio, piani di monitoraggio e modelli.
(10)  Dalla valutazione d'impatto risulta che un parziale adeguamento dei due sistemi di monitoraggio, comunicazione e verifica potrebbe contribuire a ridurre gli oneri amministrativi per le società di navigazione preservando al contempo gli obiettivi fondamentali del regolamento MRV dell'UE. L'adeguamento parziale non dovrebbe tuttavia modificare la governance, la verifica, la trasparenza né gli obblighi di comunicazione delle emissioni di CO2 del regolamento MRV dell'UE nella misura in cui ciò ne comprometterebbe gravemente gli obiettivi e inciderebbe sulla sua attitudine a influire sulle decisioni politiche future e d'incentivare la diffusione di misure e comportamenti all'insegna dell'efficienza energetica nel trasporto marittimo. Le modifiche del regolamento MRV dell'UE dovrebbero quindi limitare l'adeguamento al DCS globale IMO solo agli aspetti seguenti: navi disciplinate dal regolamento MRV dell'UE, definizioni, parametri di monitoraggio, piani di monitoraggio e modelli.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  È opportuno prendere in considerazione le disposizioni del DCS globale IMO sui dati da monitorare e comunicare ogni anno in modo da assicurare la raccolta di dati semplificati per le attività delle navi rientranti in entrambi i sistemi. A tal fine è opportuno comunicare l'informazione relativa al "tonnellaggio di portata lorda", mentre quella sul "carico trasportato" dovrebbe rimanere facoltativa. Il "tempo trascorso in mare" dovrebbe essere sostituito dalla definizione di "ore di navigazione" del DCS globale IMO. Infine, il calcolo della "distanza percorsa" dovrebbe basarsi sul DCS globale IMO25 per ridurre gli oneri amministrativi.
(12)  È opportuno prendere in considerazione le disposizioni del DCS globale IMO sui dati da monitorare e comunicare ogni anno in modo da assicurare la raccolta di dati semplificati per le attività delle navi rientranti in entrambi i sistemi. A tal fine è opportuno comunicare l'informazione relativa al "tonnellaggio di portata lorda", oltre a quella sul "carico trasportato". Il "tempo trascorso in mare" dovrebbe essere sostituito dalla definizione di "ore di navigazione" del DCS globale IMO. Infine, il calcolo della "distanza percorsa" dovrebbe basarsi sul DCS globale IMO25 per ridurre gli oneri amministrativi.
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25 Risoluzione MEPC.282(70) dell'IMO.
25 Risoluzione MEPC.282(70) dell'IMO.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Il contenuto dei piani di monitoraggio dovrebbe essere semplificato in modo da tener conto del DCS globale IMO, ad eccezione delle parti del piano necessarie ad assicurare che solo i dati connessi all'Unione siano monitorati e comunicati a norma del regolamento MRV dell'UE. Pertanto, le disposizioni "per tratta" dovrebbero restare parte del piano di monitoraggio.
(13)  Il contenuto dei piani di monitoraggio dovrebbe essere semplificato in modo da tener conto del DCS globale IMO, ad eccezione delle parti del piano necessarie ad assicurare che solo i dati connessi all'Unione siano monitorati e comunicati a norma del regolamento MRV dell'UE. Pertanto, le disposizioni "per tratta" dovrebbero restare parte del piano di monitoraggio. La Commissione dovrebbe altresì assistere gli Stati membri mediante la condivisione di conoscenze specialistiche e buone pratiche nonché l'applicazione di nuove tecnologie, con l'obiettivo di ridurre gli ostacoli amministrativi e di estrarre i dati in maniera efficiente e sicura.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 13 bis (nuovo)
(13 bis)  La valutazione d'impatto che la Commissione ha effettuato nel 2013 e che accompagna la proposta di regolamento MRV dell'UE ha mostrato l'efficacia del sistema per lo scambio di quote di emissione dell'UE per le emissioni del trasporto marittimo e ha individuato in un sistema EU ETS o in un fondo di compensazione basato su obiettivi le opzioni che potrebbero garantire il conseguimento delle necessarie riduzioni delle emissioni nel settore. Al fine di includere il trasporto marittimo internazionale nello sforzo di riduzione delle emissioni dell'Unione, è opportuno modificare la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis per comprendervi le emissioni del trasporto marittimo. La Commissione dovrebbe adottare atti delegati per fissare la quantità totale di quote per il trasporto marittimo in linea con gli altri settori e il metodo di assegnazione delle quote per il trasporto marittimo mediante la vendita integrale all'asta. Nel preparare tali atti delegati, la Commissione dovrebbe aggiornare la valutazione d'impatto del 2013, in particolare per tenere conto dell'obiettivo dell'Unione per il 2030 di una riduzione dei gas a effetto serra in tutti i settori dell'economia e dell'obiettivo della neutralità climatica definito nel regolamento (UE) .../... [Legge europea sul clima] nonché dell'impatto economico, anche in termini di possibili rischi di trasferimenti modali non intenzionali e di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. La Commissione dovrebbe pubblicare i risultati di tale valutazione. È importante che l'Unione e i suoi Stati membri sostengano misure a livello internazionale volte a ridurre l'impatto climatico del trasporto marittimo. La Commissione dovrebbe seguire gli eventuali progressi compiuti dall'IMO verso l'adozione di una misura basata sul mercato, e in caso di adozione di una misura mondiale basata sul mercato dovrebbe valutare come assicurare la coerenza tra le misure dell'Unione e le misure mondali in una maniera atta a salvaguardare l'integrità ambientale e l'efficacia dell'azione dell'Unione per il clima.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 13 ter (nuovo)
(13 ter)  La riuscita della transizione verso trasporti marittimi a emissioni zero presuppone un approccio integrato e un contesto favorevole che stimoli l'innovazione, per quanto riguarda sia le navi che i porti. Tale contesto favorevole implica investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell'innovazione, misure tecnologiche e operative per migliorare l'efficienza energetica delle navi, nonché l'introduzione di combustibili alternativi e sostenibili, come l'idrogeno e l'ammoniaca, prodotti a partire da fonti energetiche rinnovabili, e di tecnologie di propulsione a emissioni zero, comprese le necessarie infrastrutture di rifornimento e di ricarica nei porti. Utilizzando le entrate generate dalla vendita all'asta delle quote del settore marittimo nell'EU ETS, è opportuno istituire un Fondo per gli oceani, al fine di migliorare l'efficienza energetica delle navi e di sostenere gli investimenti finalizzati a contribuire alla decarbonizzazione del trasporto marittimo, anche per quanto riguarda il trasporto marittimo a corto raggio e i porti. La Commissione dovrebbe altresì elaborare misure volte a regolamentare l'accesso delle navi più inquinanti ai porti dell'Unione e obbligare le navi alimentate a combustibili fossili ormeggiate in porto a utilizzare l'elettricità erogata dalle reti elettriche terrestri od opzioni alternative a emissioni zero. La Commissione dovrebbe inoltre valutare la possibilità di esigere che i porti stabiliscano diritti di controstallia basati sulle emissioni.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 13 quater (nuovo)
(13 quater)  La riuscita della transizione verso navi "verdi" e a zero emissioni richiede un approccio integrato per promuovere misure innovative per navi più ecologiche (ad esempio per quanto riguarda modello dello scafo, nuovi motori e combustibili alternativi sostenibili e propulsione eolica) e misure operative che possano essere attuate nel breve termine per ridurre il consumo di combustibile e quindi le emissioni, ad esempio la riduzione della velocità o una migliore pianificazione delle rotte. La riduzione della velocità, detta anche “slow steaming”, è stata sperimentata su vasta scala tra il 2006 e il 2012 a causa del brusco aumento dei prezzi dei combustibili: una riduzione del 10 % della velocità ha portato a una riduzione del consumo di circa il 19 %1 bis e a una riduzione corrispondente delle emissioni. Le misure basate sul mercato, ad esempio l'EU ETS, incoraggeranno la riduzione delle emissioni e gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione per migliorare l'efficienza energetica delle navi, nonché l'introduzione di combustibili e tecnologie di propulsione alternativi e sostenibili, comprese le necessarie infrastrutture di rifornimento e di ricarica nei porti e nei porti interni.
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1 bis "The impact of international shipping on European air quality and climate forcing", Agenzia europea dell'ambiente, relazione tecnica n. 4/2013.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)  Affinché la qualità dei dati inseriti nel registro THETIS-MRV si mantenga elevata, dovrebbero essere conferite all'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) le competenze e le risorse necessarie per poter controllare le relazioni sulle emissioni riconosciute conformi dai verificatori.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 14 ter (nuovo)
(14 ter)  La Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento del regolamento (UE) 2015/757 tenendo conto dell'esperienza maturata con l'attuazione dello stesso e del DCS globale IMO, nonché di altri sviluppi pertinenti volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto marittimo.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 14 quater (nuovo)
(14 quater)  Il trasporto marittimo è anche fonte di inquinanti atmosferici come l'ossido di zolfo (SOx), l'ossido di azoto (NOx), il particolato, le sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS) o i composti organici volatili (VOC)1 bis. Gli inquinanti atmosferici incidono negativamente sia sull'ambiente che sulla salute dei cittadini, segnatamente di coloro che vivono o lavorano in zone costiere o aree portuali. La Commissione dovrebbe riesaminare la legislazione pertinente entro giugno 2021 e formulare proposte concrete per affrontare il problema delle emissioni di inquinanti atmosferici generate dal trasporto marittimo. La Commissione dovrebbe inoltre lavorare all'estensione delle zone di controllo delle emissioni di zolfo (SECA) e delle zone di controllo delle emissioni di NOx (NECA) in tutti i mari europei, compreso il Mediterraneo, e affrontare ulteriormente il problema dello scarico in acque aperte delle acque di lavaggio degli impianti di depurazione e dello scarico di altre sostanze quali le acque di zavorra, gli idrocarburi, i metalli pesanti e le sostanze chimiche, nonché il problema dell'impatto di tali sostanze sulla biodiversità marina.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  L'obiettivo del regolamento (UE) 2015/757 è monitorare, comunicare e verificare le emissioni di CO2 delle navi che fanno scalo nei porti del SEE come primo passo di un approccio graduale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Tale obiettivo non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma può, a motivo della portata e degli effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione. È opportuno tener conto del DCS globale IMO e il presente regolamento assicura la comparabilità e attendibilità continuative dei dati raccolti in base ad un insieme unico di requisiti. L'Unione può quindi intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(15)  L'obiettivo del regolamento (UE) 2015/757 è monitorare, comunicare e verificare le emissioni di gas a effetto serra delle navi che fanno scalo nei porti del SEE, per ridurre la loro intensità media di carbonio per attività di trasporto, anche riducendo in misura significativa le loro emissioni quando sono all'ormeggio, e fissare un prezzo per tali emissioni così da ridurre le emissioni di gas a effetto serra generate dal settore marittimo. Tale obiettivo non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma può, a motivo della portata e degli effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione. È opportuno tener conto del DCS globale IMO e il presente regolamento assicura la comparabilità e attendibilità continuative dei dati raccolti in base ad un insieme unico di requisiti. L'Unione può quindi intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 15 bis (nuovo)
(15 bis)  La transizione verso un trasporto marittimo a impatto climatico zero deve ancora essere conseguita e le misure normative a tale riguardo sono state finora inadeguate. I porti possono svolgere un ruolo significativo nella decarbonizzazione del trasporto marittimo. Gli operatori delle navi che fanno scalo nei porti dell'Unione dovrebbero essere tenuti a garantire, con mezzi quali il collegamento all'energia elettrica erogata in banchina, che, quando sono all'ormeggio, le loro navi non emettano gas a effetto serra o inquinanti atmosferici. Ciò sarebbe particolarmente importante nel caso di ormeggi che si trovino in prossimità di zone urbane, al fine di ridurre gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana. Visti gli impatti differenziati delle navi per quanto attiene alle emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici, le navi più inquinanti, ivi comprese le grandi navi passeggeri, dovrebbero essere tenute a conformarsi a tale requisito per prime.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 15 ter (nuovo)
(15 ter)  Gli esercenti delle navi dovrebbero garantire che queste ultime siano gestite nel modo più efficiente possibile sotto il profilo energetico, mantenendo le emissioni ai livelli più bassi. I costruttori navali dovrebbero garantire che la riduzione delle emissioni costituisca una priorità al momento della costruzione di nuove navi.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Articolo 1 – titolo (nuovo)
Modifiche al regolamento (UE) 2015/757
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 (nuovo)
Il regolamento (UE) 2015/757 è così modificato:
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 bis (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Considerando 23
-1 bis)  il considerando 23 è sostituito dal seguente:
(23)  Per evitare di dover installare apparecchiature di misurazione non sufficientemente affidabili o disponibili sul mercato, che potrebbero pregiudicare l'attuazione del sistema MRV dell'Unione, quest'ultimo non dovrebbe contemplare in questa fase altri gas a effetto serra, forzanti climatici o inquinanti atmosferici.
"(23) Il sistema MRV dell'Unione dovrebbe essere esteso per riguardare anche altri gas a effetto serra, forzanti climatici e inquinanti atmosferici, laddove esistano apparecchiature di misurazione sufficientemente affidabili o disponibili sul mercato, per meglio tutelare il clima, l'ambiente e la salute umana."
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 ter (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 1
-1 ter)  l'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Articolo 1
"Articolo 1
Oggetto
Oggetto
Il presente regolamento stabilisce norme per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica accurati delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e di altre informazioni pertinenti in relazione alle navi che arrivano, circolano o partono da porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro al fine di promuovere in modo efficace dal punto di vista dei costi la riduzione delle emissioni di CO2 derivanti dal trasporto marittimo.
Il presente regolamento stabilisce norme per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica accurati delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni pertinenti in relazione alle navi che arrivano, circolano o partono da porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro. Al fine di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo della neutralità climatica in tutti i settori dell'economia dell'Unione quale definito nel regolamento (UE) .../... [legge europea sul clima], tenendo conto della strategia iniziale dell'IMO per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi adottata il 13 aprile 2018, il presente regolamento impone alle società l'obbligo di ridurre le loro emissioni medie annue di CO2 per attività di trasporto, conformemente all'articolo 12 bis."
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 quater (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 2 – paragrafo 1
-1 quater)  all'articolo 2, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Il presente regolamento si applica alle navi di stazza lorda superiore a 5 000 tonnellate per le emissioni di CO2 rilasciate durante le tratte effettuate dal loro ultimo porto di scalo verso un porto di scalo sotto la giurisdizione di uno Stato membro e da un porto di scalo sotto la giurisdizione di uno Stato membro al successivo porto di scalo, così come all'interno dei porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro.
"1. Il presente regolamento si applica alle navi di stazza lorda pari o superiore a 5 000 tonnellate per le emissioni di gas a effetto serra rilasciate durante le tratte effettuate dal loro ultimo porto di scalo verso un porto di scalo sotto la giurisdizione di uno Stato membro e da un porto di scalo sotto la giurisdizione di uno Stato membro al successivo porto di scalo, così come all'interno dei porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro."
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 – lettera -a (nuova)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 3 – lettera a bis (nuova)
-a)  è inserita la lettera seguente:
"a bis) "gas a effetto serra", il rilascio da parte delle navi di gas a effetto serra quali elencati nell'allegato II della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*;
_______________________
* Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32)."
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 – lettera -a bis (nuova)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 3 – lettera b
-a bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:
b)  "porto di scalo", il porto dove la nave si ferma per scaricare o caricare merci o imbarcare o sbarcare i passeggeri; di conseguenza sono esclusi le soste per il solo scopo di rifornirsi di carburante o viveri, cambiare l'equipaggio, effettuare una sosta in bacino di carenaggio o riparazioni alla nave e/o alle sue attrezzature, le soste in porto perché la nave necessita assistenza o è in situazione di pericolo, o i trasferimenti da nave a nave effettuati al di fuori dei porti e le soste per il solo scopo di trovare un riparo da condizioni meteorologiche avverse o rese necessarie da attività di ricerca e salvataggio;
"b) "porto di scalo", il porto dove la nave si ferma per scaricare o caricare una parte sostanziale delle sue merci o imbarcare o sbarcare i passeggeri; di conseguenza sono escluse le soste per il solo scopo di rifornirsi di carburante o viveri, cambiare l'equipaggio, effettuare una sosta in bacino di carenaggio o riparazioni alla nave e/o alle sue attrezzature, le soste in porto perché la nave necessita assistenza o è in situazione di pericolo, o i trasferimenti da nave a nave effettuati al di fuori dei porti e le soste per il solo scopo di trovare un riparo da condizioni meteorologiche avverse o rese necessarie da attività di ricerca e salvataggio;"
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 – lettera a
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 3 – lettera d
d)  "società", l'armatore della nave o qualsiasi altra organizzazione o persona, quali il gestore oppure il noleggiatore a scafo nudo, che ha assunto dall'armatore la responsabilità dell'esercizio della nave e che si fa carico di tutti i doveri e le responsabilità imposti dal regolamento (CE) n. 336/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio;
d)  "società", l'armatore della nave o qualsiasi altra organizzazione o persona, quali il gestore, il noleggiatore a tempo oppure il noleggiatore a scafo nudo, che ha assunto dall'armatore la responsabilità dell'esercizio commerciale della nave e che è responsabile del pagamento del carburante consumato dalla nave stessa;
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 3 – lettera i
a bis)  la lettera i) è sostituita dalla seguente:
i)  "altre informazioni pertinenti" , informazioni relative alle emissioni di CO2 derivanti dal consumo di carburante, all'attività di trasporto e all'efficienza energetica delle navi che permettono di analizzare le tendenze delle emissioni e valutare le prestazioni delle navi;
"i) "altre informazioni pertinenti", informazioni relative alle emissioni di CO2 derivanti dal consumo di carburante, all'attività di trasporto, all'alimentazione da terra a nave durante l'attracco e all'efficienza energetica delle navi che permettono di analizzare le tendenze delle emissioni e valutare le prestazioni delle navi;"
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 4 – paragrafo 1
1 bis)  all'articolo 4, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Conformemente agli articoli da 8 a 12, le società per ciascuna delle loro navi monitorano e comunicano i parametri pertinenti in un periodo di riferimento. Esse eseguono tale monitoraggio e comunicazione all'interno di tutti i porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro e ogni tratta in arrivo in un porto, o in partenza da esso, sotto la giurisdizione di uno Stato.
"1. Conformemente agli articoli da 8 a 12, le società per ciascuna delle navi sotto il loro controllo operativo commerciale monitorano e comunicano i parametri pertinenti in un periodo di riferimento. Esse eseguono tale monitoraggio e comunicazione all'interno di tutti i porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro e ogni tratta in arrivo in un porto, o in partenza da esso, sotto la giurisdizione di uno Stato."
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 ter (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)
1 ter)  all'articolo 5 è aggiunto il paragrafo seguente:
"2 bis. Entro il 31 dicembre 2021 la Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 23 al fine di integrare il presente regolamento specificando i metodi per la determinazione delle emissioni di gas metano (CH4).
Oltre all'adozione di detti atti delegati, entro il 31 dicembre 2021 la Commissione valuta l'impatto sul clima globale delle emissioni di gas a effetto serra, diversi da CO2 e CH4, generate dalle navi che arrivano, circolano o partono da porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro, e riferisce in merito al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione è corredata, se del caso, di una proposta legislativa volta ad affrontare la questione di come trattare tali emissioni."
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 – lettera a – punto i bis (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 6 – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)
i bis)  è inserita la lettera seguente:
"c bis) i fattori di emissione per i carburanti alternativi, compresi il gas naturale liquefatto, i biocarburanti, i carburanti rinnovabili di origine non biologica contenenti carbonio sono espressi in termini di CO2 equivalente, comprendono tutti i gas a effetto serra e si basano sull'analisi del ciclo di vita. Tali fattori di emissione sono determinati dalla Commissione mediante atti di esecuzione. Detti atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 24, paragrafo 2;"
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 – lettera a
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera f
f)  merci trasportate (informazione facoltativa);
soppresso
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 bis (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera a
3 bis)  all'articolo 9, paragrafo 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
a)  tutte le tratte effettuate dalla nave durante il periodo di riferimento cominciano o terminano in un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro; e
"a) non meno del 90 % delle tratte effettuate dalla nave durante il periodo di riferimento comincia o termina in un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro; e"
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 10 – comma 1 – lettera j bis (nuova)
a bis)  è aggiunta la lettera seguente:
"j bis) merci trasportate."
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 11 – paragrafo 2
2.  In caso di cambiamento di società, la società precedente presenta alla Commissione e alle autorità dello Stato di bandiera, il più vicino possibile al giorno del compimento del cambiamento e al più tardi entro i tre mesi successivi, una relazione riguardante gli stessi elementi della comunicazione sulle emissioni, ma limitata al periodo corrispondente alle attività svolte sotto la sua responsabilità.
"2. In caso di cambiamento di società, la società precedente presenta alla Commissione e alle autorità dello Stato di bandiera, il giorno del compimento del cambiamento o il più vicino possibile al giorno del compimento del cambiamento e al più tardi entro il mese successivo, una relazione riguardante gli stessi elementi della comunicazione sulle emissioni, ma limitata al periodo corrispondente alle attività svolte sotto la sua responsabilità. La nuova società garantisce che ogni nave sotto la propria responsabilità sia conforme ai requisiti del presente regolamento per il resto del periodo di riferimento in seguito al cambiamento."
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera b bis (nuova)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 11 – paragrafo 3 – lettera a – punto xi bis (nuovo)
b bis)  al paragrafo 3, lettera a), è aggiunto il punto seguente:
"xi bis) merci trasportate,"
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera b ter (nuova)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 11 – paragrafo 3 – lettera a – punto xi ter (nuovo)
b ter)  al paragrafo 3, lettera a), è aggiunto il punto seguente:
"xi ter) le dimensioni della nave,"
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 bis (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Capo II bis (nuovo) – articolo 12 bis (nuovo)
5 bis)  è inserito il capo seguente:
"CAPO II bis
RIDUZIONE DELLE EMISSIONI
Articolo 12 bis
Riduzione delle emissioni
1.  Entro il 2030 le società riducono in modo lineare di almeno il 40 % le emissioni annue di CO2 per attività di trasporto, come media fra tutte le navi che sono sotto la loro la responsabilità, rispetto alle prestazioni medie per categoria di navi delle stesse dimensioni e della stessa tipologia a norma del presente regolamento.
2.  Se, in un determinato anno, una società non rispetta la riduzione annua di cui al paragrafo 1, la Commissione impone una sanzione pecuniaria che deve essere effettiva, proporzionata, dissuasiva e compatibile con un sistema di scambio di quote di emissione basato sul mercato, come l'EU ETS. Il pagamento della sanzione per le emissioni in eccesso non esonera la società dal proprio obbligo di cui al paragrafo 1 per il periodo fino al 2030. Alle società che non hanno rispettato i limiti di emissione previsti dal presente articolo si applicano le disposizioni dell'articolo 20, paragrafi 3 e 4.
3.  La Commissione adotta atti delegati entro ... [6 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] conformemente all'articolo 23 al fine di integrare il presente regolamento definendo le categorie di navi di cui al paragrafo 1, determinando la base di riferimento e il fattore di riduzione lineare annuo da applicare per ciascuna categoria di navi utilizzando i dati del registro THETIS-MRV, compreso il parametro obbligatorio "merci trasportate", e il DCS IMO, riconoscendo nel contempo pienamente le riduzioni delle emissioni già effettuate dalle società pioniere della decarbonizzazione, in modo da raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 1, specificando le regole e i mezzi per il calcolo e la riscossione della sanzione per le emissioni in eccesso di cui al paragrafo 2, e specificando ogni altra regola necessaria per l'osservanza e la verifica del rispetto del presente articolo.
4.  Entro 12 mesi dall'adozione da parte dell'IMO di misure di attuazione della strategia iniziale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi, adottata il 13 aprile 2018, e prima che tali misure prendano effetto, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in cui esamina l'ambizione e l'integrità ambientale complessiva delle misure decise dall'IMO, compresa la loro ambizione generale in relazione agli obiettivi previsti dall'accordo di Parigi, all'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori economici dell'Unione per il 2030 e all'obiettivo della neutralità climatica quale definito nel regolamento (UE) .../... [legge europea sul clima].
5.  Se del caso, la Commissione può corredare la relazione di cui al paragrafo 4 di una proposta legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio volta a modificare il presente regolamento in modo coerente con l'obiettivo di preservare l'integrità ambientale e l'efficacia dell'azione dell'Unione per il clima, in particolare l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori economici dell'Unione per il 2030 e l'obiettivo della neutralità climatica quale definito nel regolamento (UE) .../... [legge europea sul clima]."
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 ter (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 12 ter (nuovo)
5 ter)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 12 ter
Emissioni generate dalle navi all'ormeggio
Le società garantiscono che, entro il 2030, nessuna delle navi sotto la propria responsabilità generi emissioni di gas a effetto serra quando è all'ormeggio."
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 quater (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 1
5 quater)  all'articolo 21, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione rende pubbliche le informazioni sulle emissioni di CO2 comunicate a norma dell'articolo 11 nonché le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
"1. Entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione rende pubbliche le informazioni comunicate a norma dell'articolo 11 nonché le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo."
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 quinquies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera a
5 quinquies)  all'articolo 21, paragrafo 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
a)  l'identità della nave (nome, numero di identificazione IMO e porto di immatricolazione o porto di appartenenza);
"a) l'identità della nave (nome, società, numero di identificazione IMO e porto di immatricolazione o porto di appartenenza);"
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 bis (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera d
6 bis)  all'articolo 21, il paragrafo 2 è così modificato:
d)  consumo annuo complessivo di carburante per le tratte;
d)  consumo annuo complessivo di carburante, per tipo di carburante, per le tratte;
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 ter (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera k bis (nuova)
6 ter)  all'articolo 21, paragrafo 2, è aggiunta la lettera seguente:
"k bis) le dimensioni della nave."
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 quater (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera k ter (nuova)
6 quater)  all'articolo 21, paragrafo 2, è aggiunta la lettera seguente:
"k ter) distanza totale;"
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 quinquies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera k quater (nuova)
6 quinquies)  all'articolo 21, paragrafo 2, è aggiunta la lettera seguente:
"k quater) tonnellaggio di portata lorda."
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 6 sexies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera k quinquies (nuova)
6 sexies)  all'articolo 21, paragrafo 2, è aggiunta la lettera seguente:
"k quinquies) attività di trasporto;"
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 6 septies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera k sexies (nuova)
6 septies)  all'articolo 21, paragrafo 2, è aggiunta la lettera seguente:
"k sexies) nome dell'armatore;"
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 6 octies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 2 – lettera k septies (nuova)
6 octies)  all'articolo 21, paragrafo 2, è aggiunta la lettera seguente:
"k septies) merci trasportate."
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 nonies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 nonies)  all'articolo 21 è aggiunto il paragrafo seguente:
"6 bis Conformemente al suo programma di lavoro 2020-2022, l'EMSA esegue ulteriori verifiche statistiche dei dati trasmessi a norma dell'articolo 11, paragrafo 1, per garantire che i dati forniti siano coerenti."
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 decies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 21 bis (nuovo)
6 decies)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 21 bis
Etichettatura relativa alla prestazione ambientale delle navi
1.  Al fine di incentivare le riduzioni delle emissioni e aumentare la trasparenza delle informazioni, la Commissione predispone un sistema olistico di etichettatura dell'Unione relativa alla prestazione ambientale delle navi, da applicare alle navi contemplate dal presente regolamento.
2.  Entro il 1° luglio 2021 la Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 23 al fine di integrare il presente regolamento definendo le disposizioni dettagliate del funzionamento del sistema di etichettatura dell'Unione relativa alla prestazione ambientale delle navi nonché le norme tecniche che ne costituiscono la base."
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 undecies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 22 – paragrafo 3
6 undecies)  all'articolo 22, il paragrafo 3 è soppresso.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 duodecies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 22 bis (nuovo)
6 duodecies)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 22 bis
Riesame
1.  Entro il 31 dicembre 2022 la Commissione riesamina il funzionamento del presente regolamento, tenendo conto dell'esperienza maturata con la sua attuazione, nonché di altri sviluppi pertinenti volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto marittimo e a onorare gli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi. Nell'ambito del riesame, la Commissione propone requisiti supplementari per ridurre le emissioni di gas a effetto serra diversi dalla CO2, nonché per ridurre gli inquinanti atmosferici e lo scarico di acque reflue provenienti dalle navi, ivi compreso dai depuratori, in acque aperte. Il riesame prende inoltre in considerazione l'estensione dell'ambito di applicazione del presente regolamento alle navi di stazza lorda compresa tra 400 e 5 000 tonnellate. Il riesame è accompagnato, se del caso, da una proposta legislativa volta a modificare il presente regolamento.
2.  Nel quadro del prossimo riesame della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio* e del regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio**, la Commissione presenta inoltre una proposta per stabilire obiettivi vincolanti per gli Stati membri al fine di garantire un'adeguata fornitura di energia elettrica in banchina nei porti marittimi e interni.
__________________
* Direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi (GU L 307 del 28.10.2014, pag. 1).
** Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1)."
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 terdecies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 23 – paragrafo 2
6 terdecies)  all'articolo 23, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 15, paragrafo 5, e all'articolo 16, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo di 5 anni a decorrere dal 1° luglio 2015. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
"2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis, all'articolo 12 bis, paragrafo 3, all'articolo 15, paragrafo 5, e all'articolo 16, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo di 5 anni a decorrere dal 1o luglio 2015. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo."
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 quaterdecies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 23 – paragrafo 3
6 quaterdecies)  all'articolo 23, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  La delega di potere di cui all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 15, paragrafo 5, e all'articolo 16, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
"3. La delega dei poteri di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis, all'articolo 12 bis, paragrafo 3, all'articolo 15, paragrafo 5, e all'articolo 16, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore."
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 quindecies (nuovo)
Regolamento (UE) 2015/757
Articolo 23 – paragrafo 5
6 quindecies)  all'articolo 23, il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:
5.  Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, dell'articolo 15, paragrafo 5, e dell'articolo 16, paragrafo 3, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
"5. Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis, dell'articolo 15, paragrafo 5, e dell'articolo 16, paragrafo 3, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio."
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 1 bis (nuovo)
Direttiva 2003/87/CE
Capo II bis (nuovo)
Articolo 1 bis (nuovo)
Modifiche alla direttiva 2003/87/CE
La direttiva 2003/87/CE è così modificata:
(1)  È inserito il capo seguente:
"CAPO II bis
TRASPORTO MARITTIMO
Articolo 3 octies bis
Ambito di applicazione
Le disposizioni del presente capo si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2022 al rilascio e all'assegnazione di quote per le emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi che arrivano, circolano o partono da porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro coperte dal regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio*. In caso di cambiamento di società a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/757, la nuova società è tenuta ad acquisire quote per le emissioni di gas a effetto serra solo per il periodo durante il quale le attività della nave si sono svolte sotto la sua responsabilità.
Articolo 3 octies ter
Quantità totale e metodo di assegnazione delle quote per il trasporto marittimo
1.  Entro il 31 dicembre 2020 la Commissione aggiorna la valutazione d'impatto effettuata nel 2013 che accompagna la proposta, presentata dalla Commissione, di regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio** e adotta atti delegati conformemente all'articolo 23 al fine di integrare la presente direttiva fissando la quantità totale di quote per il trasporto marittimo in linea con altri settori e il metodo di assegnazione delle quote per il trasporto marittimo mediante messa all'asta integrale, nonché stabilendo le disposizioni speciali relative allo Stato membro di riferimento. Gli atti delegati si basano sui migliori dati disponibili e su una valutazione dell'impatto delle diverse opzioni, ivi compreso l'impatto sulle emissioni nonché l'impatto economico.
2.  Gli articoli 12 e 16 si applicano alle quote per il trasporto marittimo allo stesso modo delle quote connesse ad altre attività.
3.  Almeno il 50 % dei proventi della vendita all'asta di quote di cui al paragrafo 1 del presente articolo è utilizzato attraverso il Fondo istituito a norma dell'articolo 3 octies quater.
4.  I proventi della vendita all'asta delle quote che non sono utilizzate attraverso il Fondo di cui all'articolo 3 octies quater e che sono assegnate agli Stati membri sono utilizzate in modo coerente con gli obiettivi della presente direttiva, in particolare per affrontare i cambiamenti climatici nell'Unione e nei paesi terzi, per proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini colpiti dal riscaldamento globale nonché per sostenere una transizione giusta negli Stati membri, sostenendo il reimpiego, la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze dei lavoratori, l'istruzione, le iniziative per la ricerca di un lavoro e le start-up, in dialogo con le parti sociali. Tutte le informazioni sull'utilizzo di tali proventi sono rese pubbliche.
5.  La Commissione controlla l'attuazione del presente capo e le possibili tendenze per quanto riguarda le società che cercano di evitare l'assoggettamento ai requisiti di cui nella presente direttiva. La Commissione propone, se del caso, misure per prevenire tale elusione.
Articolo 3 octies quater
Fondo Oceano
1.  È istituito un Fondo Oceano ("il Fondo") per il periodo dal 2022 al 2030 al fine di migliorare l'efficienza energetica delle navi e sostenere gli investimenti in tecnologie e infrastrutture innovative miranti a decarbonizzare il settore del trasporto marittimo, anche per quanto riguarda il trasporto marittimo a corto raggio e i porti, nonché l'introduzione di combustibili alternativi sostenibili, quali idrogeno e ammoniaca, prodotti da fonti energetiche rinnovabili, e di tecnologie di propulsione a zero emissioni, comprese le tecnologie eoliche. Il 20 % delle entrate del Fondo è utilizzato per contribuire alla protezione, al ripristino e alla migliore gestione degli ecosistemi marini colpiti dal riscaldamento globale, come le aree marine protette, e per promuovere un'economia blu sostenibile e trasversale, ad esempio l'energia marina rinnovabile. Tutti gli investimenti finanziati dal Fondo sono resi pubblici e sono in linea con gli obiettivi della presente direttiva.
2.  In deroga all'articolo 12 della presente direttiva, le società di trasporto marittimo possono versare al Fondo un contributo di adesione annuo sulla base delle loro emissioni complessive comunicate per l'anno civile precedente a norma del regolamento (UE) 2015/757 al fine di limitare gli oneri amministrativi per dette società di trasporto, ivi comprese le piccole e medie imprese e le società che non sono di frequente attive nell'ambito di applicazione della presente direttiva. Il Fondo restituisce le quote collettivamente per conto delle società di trasporto marittimo che sono membri del Fondo. Il contributo di adesione per tonnellata di emissioni è fissato dal Fondo entro il 28 febbraio di ogni anno, ma è almeno equivalente al prezzo di liquidazione più elevato registrato sul mercato primario o secondario per le quote nell'anno precedente.
3.  Il Fondo acquisisce quote equivalenti alla quantità totale collettiva dei contributi di cui al paragrafo 2 del presente articolo nel corso dell'anno civile precedente e le restituisce al registro istituito a norma dell'articolo 19 della presente direttiva entro il 30 aprile di ogni anno per il successivo annullamento. Tutte le informazioni relative ai contribuiti sono messe a disposizione del pubblico.
4.  Il Fondo è gestito a livello centrale tramite un organismo dell'Unione la cui struttura di governance è simile alla governance del fondo di cui all'articolo 10 bis, paragrafo 8, della presente direttiva. La sua struttura di governance e il suo processo decisionale sono trasparenti e inclusivi, in particolare nella definizione delle aree prioritarie, dei criteri e delle procedure di assegnazione delle sovvenzioni. Le pertinenti parti interessate hanno un ruolo consultivo adeguato. Tutte le informazioni sugli investimenti e tutte le altre informazioni pertinenti sul funzionamento del Fondo sono messe a disposizione del pubblico.
5.  La Commissione si impegna con i paesi terzi per quanto attiene alle modalità con cui anche questi ultimi possono utilizzare il Fondo.
6.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 23 riguardo all'integrazione della presente direttiva per quanto concerne l'attuazione del presente articolo.
Articolo 3 octies quinquies
Comunicazione e riesame da parte della Commissione in merito all'attuazione delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici in seno all'Organizzazione marittima internazionale
1.  Entro 12 mesi dall'adozione da parte dell'IMO di misure mondiali basate sul mercato per ridurre le emissioni di gas a effetto serra generate dal trasporto marittimo, e prima che tali misure diventino operative, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in cui esamina l'ambizione e l'integrità ambientale complessiva di tali misure, compresa la loro ambizione generale in relazione agli obiettivi previsti dall'accordo di Parigi, all'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori economici dell'Unione per il 2030 e all'obiettivo della neutralità climatica quale definito nel regolamento (UE) .../... [legge europea sul clima]. Tale relazione tiene conto, in particolare, del livello di partecipazione a tali misure mondiali, della loro applicabilità, della trasparenza, delle sanzioni in caso di non conformità, dei processi di partecipazione pubblica, dell'utilizzo dei crediti di compensazione, del monitoraggio, della comunicazione e della verifica delle emissioni, dei registri, della rendicontabilità nonché delle norme relative all'uso dei biocarburanti.
2.  La Commissione correda la relazione di cui al paragrafo 1, se del caso, di una proposta legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio volta a modificare la presente direttiva in modo coerente con l'obiettivo di preservare l'integrità ambientale e l'efficacia dell'azione dell'Unione per il clima, in particolare l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori economici dell'Unione per il 2030 e l'obiettivo della neutralità climatica quale definito nel regolamento (UE) .../... [legge europea sul clima].
__________________
* Regolamento (UE) 2015/757 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo e che modifica la direttiva 2009/16/CE (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 55).
** Regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici a livello nazionale e dell'Unione europea e che abroga la decisione n. 280/2004/CE (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 13)."

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A9-0144/2020).


Progetto di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea *
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 settembre 2020 sul progetto di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (10025/2020 – C9-0215/2020 – 2018/0135(CNS))
P9_TA-PROV(2020)0220A9-0146/2020

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (10025/2020),

–  visti l'articolo 311 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C9-0215/2020),

–  viste le sue risoluzioni del 14 marzo 2018 sul prossimo QFP: preparazione della posizione del Parlamento in merito al QFP per il periodo successivo al 2020(1) e sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea(2),

–  vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie(3),

–  vista la sua relazione interlocutoria del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – Posizione del Parlamento in vista di un accordo(4),

–  vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini(5),

–  viste le dichiarazioni della Commissione e del Consiglio del 10 ottobre 2019 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini,

–  vista la sua risoluzione del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano di ripresa(6),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Il bilancio dell'UE come motore del piano per la ripresa europea" (COM(2020)0442),

–  viste la relazione definitiva e le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, pubblicate nel dicembre 2016 e presentate al Parlamento europeo e al Consiglio nel gennaio 2017,

–  vista la sua risoluzione del 23 luglio 2020 sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020(7),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0146/2020),

1.  approva il progetto del Consiglio quale emendato;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il suo progetto;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Progetto del Consiglio   Emendamento
Emendamento 1
Progetto di decisione
Considerando 1 bis (nuovo)
(1 bis)  La presente decisione fornisce alla Commissione la base giuridica per contrarre prestiti sui mercati dei capitali al fine di finanziare le spese nel quadro del pacchetto per la ripresa Next Generation EU. I costi connessi al rimborso del capitale e al pagamento dei relativi interessi devono essere rifinanziati dal bilancio dell'Unione entro un arco temporale predefinito in funzione delle scadenze delle obbligazioni emesse e della strategia di rimborso del debito. Tali costi non dovrebbero comportare un'indebita riduzione della spesa per i programmi o degli strumenti di investimento nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) e non dovrebbero nemmeno causare forti aumenti dei contributi nazionali. Pertanto, al fine di migliorare la credibilità e la sostenibilità del piano di rimborso di Next Generation EU, tali costi dovrebbero essere coperti interamente dalle entrate derivanti da autentiche nuove risorse proprie. I relativi stanziamenti di spesa dovrebbero essere contabilizzati al di sopra dei massimali del QFP, come previsto dal regolamento sul QFP.
Emendamento 2
Progetto di decisione
Considerando 1 ter (nuovo)
(1 ter)   Gli importi generati dalle nuove risorse proprie che eccedono il livello necessario per coprire gli obblighi di rimborso in un determinato anno dovrebbero rimanere nel bilancio dell'Unione come entrate generali. Al termine del piano di rimborso, tali risorse proprie dovrebbero continuare a finanziare il bilancio dell'Unione come entrate generali. L'introduzione di un paniere di nuove risorse proprie dovrebbe garantire un adeguato livello di finanziamento della spesa dell'Unione nel QFP, riducendo al contempo la predominanza dei contributi nazionali basati sull'RNL nel finanziamento del bilancio annuale dell'Unione, facendo così in modo che il bilancio dell'Unione non sia più considerato come un "gioco a somma zero" caratterizzato dalla logica del "giusto ritorno". Ciò contribuirebbe, a sua volta, a facilitare la concentrazione della spesa al livello dell'Unione sui settori prioritari e sui beni pubblici comuni, conseguendo significativi miglioramenti in termini di efficienza rispetto alla spesa nazionale.
Emendamento 3
Progetto di decisione
Considerando 1 quater (nuovo)
(1 quater)  Le nuove categorie di risorse proprie dovrebbero essere introdotte a partire dal 2021 affinché il relativo gettito sia disponibile alla scadenza degli interessi e degli obblighi di rimborso. Le nuove risorse proprie dovrebbero essere allineate agli obiettivi delle politiche dell'Unione e dovrebbero sostenere il Green Deal europeo e il funzionamento del mercato unico, come pure gli sforzi intesi a migliorare l'efficacia della tassazione delle società e a rafforzare la lotta alla frode, all'evasione fiscale e all'elusione fiscale. Il Parlamento europeo, nella sua relazione interlocutoria sul QFP e le risorse proprie del novembre 2018, ha già espresso il proprio parere favorevole a un eventuale paniere di nuove risorse proprie che presentano queste caratteristiche; il paniere potrebbe essere ampliato per includere altre opzioni.
Emendamento 4
Progetto di decisione
Considerando 5
(5)  L'attuale sistema per determinare la risorsa propria basata sull'IVA è stato ripetutamente criticato dalla Corte dei conti, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri in quanto eccessivamente complesso. Il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha pertanto concluso che occorre semplificare il calcolo di tale risorsa propria.
(5)  La risorsa propria basata sull'imposta sul valore aggiunto è una fonte di entrate ormai consolidata per il bilancio dell'Unione e dovrebbe continuare a rispecchiare il legame intrinseco tra i consumatori nel mercato unico e le finanze pubbliche dell'Unione. Tuttavia, l'attuale sistema per determinare la risorsa propria basata sull'IVA è stato ripetutamente criticato dalla Corte dei conti, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri in quanto eccessivamente complesso. Occorre pertanto semplificare il calcolo di tale risorsa propria.
Emendamento 5
Progetto di decisione
Considerando 6
(6)  Al fine di allineare meglio gli strumenti di finanziamento dell'Unione alle sue priorità strategiche, di tenere meglio conto del ruolo del bilancio dell'UE nel funzionamento del mercato unico, di sostenere più efficacemente gli obiettivi delle politiche dell'Unione e di ridurre i contributi basati sul reddito nazionale lordo (RNL) che gli Stati membri versano al bilancio annuale dell'Unione, il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha concluso che, nei prossimi anni, l'Unione lavorerà a una riforma del sistema delle risorse proprie e introdurrà nuove risorse proprie.
(6)  Al fine di finanziare almeno i costi connessi al rimborso del capitale e al pagamento dei relativi interessi dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, di allineare meglio gli strumenti di finanziamento dell'Unione alle sue priorità strategiche, di tenere meglio conto del ruolo del bilancio dell'UE nel funzionamento del mercato unico, di sostenere più efficacemente gli obiettivi delle politiche dell'Unione, quali ad esempio il Green Deal europeo e la trasformazione digitale, riducendo al contempo la predominanza dei contributi basati sull'RNL che gli Stati membri versano annualmente al bilancio dell'Unione, è necessario introdurre nuove categorie di risorse proprie basate sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, sugli introiti a livello nazionale provenienti dal sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea e su un contributo nazionale calcolato sulla base dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, favorendo l'economia circolare. Inoltre, a tal fine occorre introdurre nuove risorse proprie basate su un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, pienamente compatibile con le norme dell'OMC, su un'imposta sui servizi digitali e su un'imposta sulle transazioni finanziarie, applicate preferibilmente secondo un sistema definito di comune accordo da tutti gli Stati membri, non appena saranno state create le relative condizioni giuridiche. È opportuno che la Commissione presenti quanto prima le necessarie proposte legislative per le suddette risorse proprie e per altre potenziali nuove risorse proprie, a sostegno del Green Deal europeo e del funzionamento del mercato unico, nonché degli sforzi intesi a migliorare l'efficacia della tassazione delle società. Le potenziali nuove risorse proprie già comunicate dalla Commissione, come il prelievo per il mercato unico, dovrebbero essere ulteriormente valutate prima di essere presentate al Parlamento europeo e al Consiglio.
Emendamento 6
Progetto di decisione
Considerando 7
(7)  Come primo passo dovrebbe essere introdotta una nuova categoria di risorse proprie basata su un contributo nazionale calcolato sulla base dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati. In linea con la strategia europea per la plastica, il bilancio dell'Unione può contribuire a ridurre l'inquinamento da rifiuti di imballaggio di plastica. Una risorsa propria basata su un contributo nazionale fissato in proporzione alla quantità di rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ciascuno Stato membro fornirà un incentivo a ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso, promuoverà il riciclaggio e darà impulso all'economia circolare. Allo stesso tempo gli Stati membri saranno liberi di adottare le misure più adeguate per conseguire tali obiettivi, conformemente al principio di sussidiarietà. Al fine di evitare effetti eccessivamente regressivi sui contributi nazionali, un meccanismo di adeguamento con una riduzione forfettaria annua dovrebbe essere applicato ai contributi degli Stati membri con un RNL pro capite nel 2017 al di sotto della media dell'UE. La riduzione dovrebbe corrispondere a 3,8 kg moltiplicati per la popolazione degli Stati membri interessati nel 2017.
(7)  In linea con la strategia dell'Unione sulla plastica, il bilancio dell'Unione può contribuire a ridurre l'inquinamento da rifiuti di imballaggio di plastica e a conseguire gli obiettivi della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Una risorsa propria basata su un contributo nazionale fissato in proporzione alla quantità di rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ciascuno Stato membro fornirà un incentivo a ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso, promuoverà il riciclaggio e darà impulso all'economia circolare. È opportuno che la Commissione istituisca un metodo di calcolo semplificato come pure meccanismi efficaci di registrazione e di controllo. Allo stesso tempo gli Stati membri saranno liberi di adottare le misure più adeguate per conseguire tali obiettivi, conformemente al principio di sussidiarietà. Poiché tale contributo è destinato a costituire una risorsa propria basata sul principio "chi inquina paga", esso non dovrebbe essere soggetto ad alcun meccanismo di correzione.
Emendamento 7
Progetto di decisione
Considerando 7 bis (nuovo)
(7 bis)  L'Unione considera prioritario l'obiettivo di conseguire una riduzione delle proprie emissioni di almeno il 40 % tra il 1990 e il 2030, conformemente agli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) dell'Unione europea è uno degli strumenti principali che sono stati creati per conseguire tale obiettivo e genera entrate grazie alla vendita all'asta delle quote di emissioni. Considerando il carattere armonizzato dell'ETS, come pure i finanziamenti erogati dall'Unione per promuovere gli sforzi di mitigazione e adattamento negli Stati membri, è opportuno introdurre una nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione in questo ambito. La nuova risorsa propria dovrebbe essere basata sulle quote che gli Stati membri mettono all'asta, comprese le quote da assegnare a titolo gratuito per un periodo transitorio al settore energetico. Al fine di tener conto delle disposizioni specifiche per taluni Stati membri di cui alla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio  bis, le quote ridistribuite a fini di solidarietà e crescita e per le interconnessioni, nonché le quote destinate al Fondo per l'innovazione e al Fondo per la modernizzazione, non dovrebbero essere prese in conto per determinare il contributo alla risorsa propria. La risorsa propria basata sull'ETS dovrebbe essere definita in modo da includere le potenziali entrate addizionali derivanti dal futuro ampliamento dell'ambito di applicazione della direttiva ETS a nuovi settori o a nuove aree geografiche, garantendo al contempo la competitività dell'Unione.
__________________
1 bis Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32)
Emendamento 8
Progetto di decisione
Considerando 8
(8)   Il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha preso atto che, come base per risorse proprie supplementari, nel primo semestre 2021 la Commissione presenterà proposte relative a un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera e a un prelievo sul digitale ai fini della loro introduzione al più tardi entro il 1º gennaio 2023. Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare una proposta riveduta sul sistema di scambio delle quote di emissione, eventualmente estendendolo ai settori del trasporto aereo e marittimo. Ha concluso che nel corso del quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 l'Unione lavorerà all'introduzione di altre risorse proprie, che potrebbero comprendere un'imposta sulle transazioni finanziarie.
(8)   Le risorse proprie addizionali necessarie dovrebbero essere introdotte al più tardi entro il 2028, in conformità di un calendario giuridicamente vincolante stabilito nella presente decisione, che dovrebbe garantire che la relativa legislazione possa essere adottata in tempo utile e resa operativa affinché il gettito sia disponibile quando sarà necessario coprire i costi. La Commissione dovrebbe presentare proposte legislative a tal fine. Un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbe stabilire modalità più dettagliate e altre disposizioni relative a tale calendario giuridicamente vincolante, quali le date di entrata in vigore o l'eventuale applicazione retroattiva di determinate nuove risorse proprie.
Emendamento 9
Progetto di decisione
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)  Come primo passo, il contributo basato sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati integrerà le risorse proprie esistenti a partire dal gennaio 2021. Inoltre, il 30 % degli introiti derivanti dalla vendita all'asta nell'ambito dell'ETS costituirà un'entrata generale per il bilancio dell'Unione a partire dal 2021. Come secondo passo, la Commissione presenterà le proposte necessarie per utilizzare l'imposta sulle transazioni finanziarie (FTT) come base per una risorsa propria a partire dal 2024. Nel primo semestre del 2021, la Commissione presenterà altresì proposte legislative per introdurre nuove risorse proprie basate sul meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM) e su un prelievo sul digitale. Il relativo gettito sarà disponibile a partire dal 2023. Se il CBAM assumerà la forma di tariffe doganali addizionali sulle importazioni, sarà coperto dalla legislazione sulle risorse proprie tradizionali e non richiederà una decisione separata sulle risorse proprie. Se il CBAM assumerà la forma di un ampliamento dell'ambito di applicazione della direttiva, dovrebbe essere interamente coperto dalla risorsa propria basata sull'ETS. Come terzo passo, nell'ambito del riesame/revisione intermedi del quadro finanziario pluriennale nel primo semestre del 2024, la Commissione presenterà altre nuove proposte o procederà alla rifusione di proposte precedenti per utilizzare la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) come base per una risorsa propria. La legislazione dovrebbe entrare in vigore in tempo utile affinché il gettito derivante da queste nuove risorse proprie sia disponibile a partire dal 2026. Le risorse proprie basate sulle imposte non si applicheranno retroattivamente.
Emendamento 10
Progetto di decisione
Considerando 9
(9)   Il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha concluso che il sistema delle risorse proprie dovrebbe ispirarsi agli obiettivi generali di semplicità, trasparenza ed equità, tra cui la ripartizione equa degli oneri. Ha concluso inoltre che la Danimarca, i Paesi Bassi, l'Austria e la Svezia, e nel contesto del sostegno alla ripresa e alla resilienza, anche la Germania, beneficeranno di correzioni forfettarie dei loro contributi annuali basati sull'RNL per il periodo 2021-2027.
(9)  È opportuno abolire gli sconti e altri meccanismi di correzione.
Emendamento 11
Progetto di decisione
Considerando 9 bis (nuovo)
(9 bis)  L'Unione si adopererà per l'introduzione di altre eventuali nuove risorse proprie nei prossimi anni ed entro il 2028. Qualora il Parlamento europeo o il Consiglio propongano una nuova risorsa propria, la Commissione valuterà tale proposta.
Emendamento 12
Progetto di decisione
Considerando 9 ter (nuovo)
(9 ter)  In vista delle future deliberazioni sulle modifiche dei trattati, e sfruttando lo slancio impresso dalla Conferenza sul futuro dell'Europa, è opportuno rafforzare la legittimità democratica, la rendicontabilità, la resilienza e l'allineamento delle entrate del bilancio dell'Unione ai suoi principali obiettivi politici, conferendo al Parlamento europeo competenze più ampie nel processo decisionale legislativo e un ruolo più attivo nel monitoraggio dell'attuazione del sistema delle risorse proprie e della relativa legislazione settoriale.
Emendamento 13
Progetto di decisione
Considerando 10
(10)  Gli Stati membri dovrebbero trattenere, a titolo di spese di riscossione, il 25 % degli importi delle risorse proprie tradizionali da essi riscosse.
(10)  La trattenuta, a titolo di spese di riscossione, del 20 % degli importi riscossi dagli Stati membri per le risorse proprie tradizionali costituisce una quota elevata di risorse proprie che non viene messa a disposizione del bilancio dell'Unione. Le spese di riscossione che gli Stati membri trattengono dalle risorse proprie tradizionali dovrebbero essere riportate dal 20 %al livello originario del 10 % per allineare meglio ai costi e ai bisogni effettivi il sostegno finanziario per apparecchiature, personale e sistemi informatici delle dogane. Tale percentuale dovrebbe essere uguale per tutti gli Stati membri.
Emendamento 14
Progetto di decisione
Considerando 11
(11)  Conformemente all'articolo 311, quarto comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, verrà istituito un regolamento del Consiglio che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione. Tali misure dovrebbero includere disposizioni di carattere tecnico e generale applicabili a tutte le categorie di risorse proprie. Esse dovrebbero includere modalità dettagliate per il calcolo e l'iscrizione in bilancio del saldo, nonché le disposizioni e gli accordi necessari per il controllo e la supervisione della riscossione delle risorse proprie.
(11)  Conformemente all'articolo 311, quarto comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, spetta al Consiglio stabilire le misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione. Tali misure dovrebbero includere disposizioni di carattere tecnico e generale applicabili a tutte le tipologie di risorse proprie e per le quali un adeguato controllo parlamentare è particolarmente importante. Esse dovrebbero includere modalità dettagliate per stabilire l'importo delle risorse proprie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, da mettere a disposizione, comprese le aliquote di prelievo applicabili alle risorse proprie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da b) a e), le questioni tecniche relative al reddito nazionale lordo, le disposizioni e gli accordi necessari per il controllo e la supervisione della riscossione delle risorse proprie, comprese le norme sulle ispezioni e sui poteri dei funzionari e altri agenti autorizzati dalla Commissione a effettuare le ispezioni e gli eventuali pertinenti requisiti di rendicontazione. Tali misure dovrebbero altresì includere disposizioni pratiche per informare periodicamente gli Stati membri e il Parlamento europeo in qualità di ramo dell'autorità di bilancio sulla situazione riguardante i prestiti, la gestione del debito e la strategia di gestione dei relativi rischi, nonché il piano di rimborso.
Emendamento 15
Progetto di decisione
Considerando 13
(13)  È opportuno mantenere, nell'ambito dei massimali delle risorse proprie, un margine sufficiente tale da consentire all'Unione di far fronte a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali che giungono a scadenza in un determinato anno. L'importo totale delle risorse proprie attribuite al bilancio dell'Unione per gli stanziamenti annuali di pagamento non dovrebbe superare l'1,40 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri. L'importo totale degli stanziamenti annuali di impegno non dovrebbe superare l'1,46 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri.
(13)  Per mantenere, nell'ambito dei massimali delle risorse proprie, un margine sufficiente tale da consentire all'Unione di far fronte a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali che giungono a scadenza in un determinato anno, è opportuno innalzare il massimale delle risorse proprie all'1,50 % della somma del reddito nazionale lordo degli Stati membri ai prezzi di mercato per gli stanziamenti di pagamento.
Emendamento 16
Progetto di decisione
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  Al solo scopo di coprire gli obblighi finanziari e le passività potenziali supplementari risultanti dal potere eccezionale e temporaneo di contrarre prestiti e di garantire la sostenibilità finanziaria anche nei periodi di recessione economica, è opportuno aumentare il massimale degli stanziamenti di pagamento nella misura di 0,6 punti percentuali.
Emendamento 17
Progetto di decisione
Considerando 19
(19)  È opportuno che il bilancio dell'Unione finanzi il rimborso dei prestiti contratti per fornire sostegno a fondo perduto, sostegno rimborsabile tramite strumenti finanziari o accantonamenti per garanzie di bilancio, così come i relativi interessi. I prestiti contratti che sono a loro volta erogati agli Stati membri sotto forma di prestiti dovrebbero essere rimborsati con le somme ricevute dagli Stati membri beneficiari. Occorre attribuire all'Unione e mettere a sua disposizione le risorse che, in conformità dell'articolo 310, paragrafo 4, e dell'articolo 323 TFUE, le permetteranno di far fronte, in un qualsiasi anno e in qualsiasi situazione, a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali risultanti dal potere eccezionale e temporaneo di contrarre prestiti.
(19)  È opportuno che il bilancio dell'Unione finanzi, attraverso il gettito derivante da nuove risorse proprie, il rimborso dei prestiti contratti per fornire sostegno a fondo perduto, sostegno rimborsabile tramite strumenti finanziari o accantonamenti per garanzie di bilancio, così come i relativi interessi. I prestiti contratti che sono a loro volta erogati agli Stati membri sotto forma di prestiti dovrebbero essere rimborsati con le somme ricevute dagli Stati membri beneficiari. Occorre attribuire all'Unione e mettere a sua disposizione le risorse che, in conformità dell'articolo 310, paragrafo 4, e dell'articolo 323 TFUE, le permetteranno di far fronte, in un qualsiasi anno e in qualsiasi situazione, a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali risultanti dal potere eccezionale e temporaneo di contrarre prestiti.
Emendamento 18
Progetto di decisione
Considerando 25
(25)  La presente decisione dovrebbe entrare in vigore solo allorché sarà stata approvata da tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali, quindi nel pieno rispetto della sovranità nazionale. Il Consiglio europeo del 17 - 21 luglio 2020 ha preso atto dell'intenzione degli Stati membri di procedere all'approvazione della presente decisione nel più breve tempo possibile. Data la necessità di consentire con urgenza l'assunzione di prestiti ai fini del finanziamento di misure volte a far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19, la presente decisione dovrebbe entrare in vigore il primo giorno del primo mese successivo al ricevimento dell'ultima notifica relativa all'espletamento delle procedure per la sua adozione.
(25)  Al fine di consentire l'avvio del processo di ratifica, la presente decisione è adottata dal Consiglio previa consultazione del Parlamento europeo. Il Parlamento europeo ha espresso l'intenzione di trasmettere in tempi rapidi il parere consultivo che è giuridicamente necessario per accelerare il processo che autorizza la Commissione ad avviare le operazioni di assunzione di prestiti per finanziare lo strumento europeo per la ripresa. La presente decisione dovrebbe entrare in vigore solo allorché sarà stata approvata da tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali, quindi nel pieno rispetto della sovranità nazionale, anche per quanto riguarda le nuove categorie di risorse proprie. Il Consiglio europeo del 17 - 21 luglio 2020 ha preso atto dell'intenzione degli Stati membri di procedere all'approvazione della presente decisione nel più breve tempo possibile. Data la necessità di consentire con urgenza l'assunzione di prestiti ai fini del finanziamento di misure volte a far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19, la presente decisione dovrebbe entrare in vigore il primo giorno del primo mese successivo al ricevimento dell'ultima notifica relativa all'espletamento delle procedure per la sua adozione.
Emendamento 19
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c
(c)  dall'applicazione di un'aliquota uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati in ciascuno Stato membro. L'aliquota di prelievo è pari a 0,80 EUR per chilogrammo. Ad alcuni Stati membri si applica una riduzione forfettaria annua definita al quarto comma;
(c)  dall'applicazione, a partire dal° 1 gennaio 2021, di un'aliquota uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati. L'aliquota effettiva di prelievo non supera 2,00 EUR per chilogrammo;
Emendamento 20
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)
(c bis)  dall'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2021, di un'aliquota uniforme di prelievo sul gettito prodotto dalle quote da mettere all'asta, di cui all'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2003/87/CE e al valore di mercato delle quote a titolo gratuito per un periodo transitorio ai fini della modernizzazione del settore energetico, di cui all'articolo 10 quater, paragrafo 3, della medesima direttiva; l'aliquota effettiva di prelievo non supera il 50 %; dall'intero ricavo incrementale generato da qualsiasi futuro ampliamento dell'ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione a ulteriori settori e regioni dopo il 1° gennaio 2021;
Emendamento 21
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)
(c ter)  dalle entrate generate da un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera in conformità della proposta della Commissione [.../...] entro il 1° gennaio 2023;
Emendamento 22
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c quater (nuova)
(c quater)  dalle entrate riscosse dalla tassazione dei servizi digitali, in attesa dell'adozione e dell'attuazione della direttiva del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di taluni servizi digitali (COM(2018)148 final) entro il 1° gennaio 2023; l'aliquota effettiva di prelievo non supera il 100 %;
Emendamento 23
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c quinquies (nuova)
(c quinquies)  dall'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2026, di un'aliquota uniforme di prelievo alla quota di reddito imponibile attribuita a ciascuno Stato membro in virtù delle norme dell'Unione sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società; l'aliquota effettiva di prelievo non supera il 6 %;
Emendamento 24
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c sexies (nuova)
(c sexies)  dall'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2024, di un'imposta sulle transazioni finanziarie da riscuotere a norma della direttiva (UE) n. […/…] del Consiglio; l'aliquota effettiva di prelievo è pari a una quota non superiore alle aliquote minime fissate nella medesima direttiva; se la direttiva sull'imposta sulle transazioni finanziarie è applicata temporaneamente nell'ambito della cooperazione rafforzata, essa non riguarda gli Stati membri che non partecipano alla cooperazione rafforzata;
Emendamento 25
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 2
2.  Per il periodo 2021-2027, l'Austria beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 565 milioni di EUR, la Danimarca beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 377 milioni di EUR, la Germania beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 3 671 milioni di EUR, i Paesi Bassi beneficiano di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 1 921 milioni di EUR e la Svezia beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 1 069 milioni di EUR. Questi importi sono espressi a prezzi del 2020 e adeguati ai prezzi correnti applicando l'ultimo deflatore del prodotto interno lordo per l'Unione espresso in euro, fornito dalla Commissione, disponibile al momento della preparazione del progetto di bilancio. Tali riduzioni lorde sono finanziate da tutti gli Stati membri.
2.  Nessuno Stato membro deve beneficiare di sconti o correzioni.
Emendamento 26
Progetto di decisione
Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Entro il 1° gennaio 2021, il Parlamento europeo e il Consiglio, in stretta cooperazione con la Commissione, stabiliscono in un accordo interistituzionale le modalità dettagliate e altre disposizioni necessarie per l'applicazione di un calendario giuridicamente vincolante per l'introduzione delle nuove risorse proprie. Le entrate provenienti da queste nuove risorse proprie sono sufficienti per coprire almeno il rimborso degli oneri finanziari derivanti dalla capacità di prestito stabilita all'articolo 3 ter. Le nuove risorse proprie dovrebbero altresì garantire un adeguato livello di finanziamento della spesa dell'Unione nel QFP, riducendo al contempo la predominanza dei contributi nazionali basati sull'RNL.
La Commissione presenta le opportune proposte legislative a tal fine.
La revisione intermedia del QFP 2021-2027 sarà utilizzata, tra l'altro, per adeguare e, se necessario, adottare nuovi atti legislativi intesi a conseguire gli obiettivi di cui al presente paragrafo.
Emendamento 27
Progetto di decisione
Articolo 3 – paragrafo 1
1.  L'importo totale delle risorse proprie attribuite all'Unione per coprire gli stanziamenti annuali di pagamento non supera l'1,40 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri.
1.  L'importo totale delle risorse proprie attribuite all'Unione per coprire gli stanziamenti annuali di pagamento non supera il 50 % della somma del reddito nazionale lordo di tutti gli Stati membri.
Emendamento 28
Progetto di decisione
Articolo 3 – paragrafo 2
2.  L'importo totale degli stanziamenti annuali di impegno iscritti nel bilancio dell'Unione non supera l'1,46 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri.
soppresso
Emendamento 29
Progetto di decisione
Articolo 3 – paragrafo 3
3.  È mantenuta una correlazione ordinata tra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento per garantirne la compatibilità e consentire di rispettare il massimale di cui al paragrafo 1 negli anni successivi.
soppresso
Emendamento 30
Progetto di decisione
Articolo 3 – paragrafo 4
4.  Se le modifiche del regolamento (UE) n. 549/2013 comportano variazioni significative del livello di RNL, la Commissione ricalcola i massimali di cui ai paragrafi 1 e 2, incrementati in via temporanea in conformità dell'articolo 3 quater, sulla base della seguente formula:
soppresso
RNLt-2 + RNLt-1 + RNLt SEC corrente
x% (y %) *_________________
RNLt-2 + RNLt-1 + RNLt SEC modificato
In questa formula, "t" è l'ultimo esercizio finanziario completo per il quale sono disponibili i dati definiti nel regolamento (UE) 2019/5165, x si riferisce al massimale delle risorse proprie per gli stanziamenti di pagamento e y al massimale delle risorse proprie per gli stanziamenti di impegno.
In questa formula, "SEC" è il sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea.
___________________
5 Regolamento (UE) 2019/516 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, relativo all'armonizzazione del reddito nazionale lordo ai prezzi di mercato e che abroga la direttiva 89/130/CEE, Euratom del Consiglio e il regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003 del Consiglio (regolamento RNL) (GU L 91 del 29.3.2019, pag. 19).
Emendamento 31
Progetto di decisione
Articolo 3 bis – paragrafo 2 – comma 1
Per gli importi usati per le spese di cui al paragrafo 1, lettera b), il rimborso del capitale e il pagamento dei relativi interessi sono a carico del bilancio generale dell'Unione. Gli impegni di bilancio possono essere ripartiti in frazioni annue su più esercizi a norma dell'articolo 112, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio6.
Per gli importi usati per le spese di cui al paragrafo 1, lettera b), il rimborso del capitale e il pagamento dei relativi interessi sono a carico del gettito derivante dalle nuove risorse proprie introdotte nel bilancio generale dell'Unione. Gli impegni di bilancio possono essere ripartiti in frazioni annue su più esercizi a norma dell'articolo 112, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046.
_____________________
6 Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
Emendamento 32
Progetto di decisione
Articolo 5
Articolo 5
soppresso
Riporto delle eccedenze
L'eventuale eccedenza delle entrate dell'Unione sul totale delle spese effettive nel corso di un esercizio è riportata all'esercizio successivo.
Emendamento 33
Progetto di decisione
Articolo 6 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri trattengono, a titolo di spese di riscossione, il 25 % degli importi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a).
2.  Gli Stati membri trattengono, a titolo di compensazione per le spese di riscossione, il 10 % degli importi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a).
Emendamento 34
Progetto di decisione
Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)
b bis)  il trattamento di bilancio delle entrate derivanti da ammende in materia di concorrenza e in casi di infrazione;
Emendamento 35
Progetto di decisione
Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera b ter (nuova)
b ter)   le regole per stabilire l'importo delle risorse proprie di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettere da a) a c sexies) da mettere a disposizione, comprese le aliquote di prelievo applicabili a tali risorse, paragrafo 1, nei limiti ivi stabiliti, come pure il calcolo dell’aliquota applicabile della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo;
Emendamento 36
Progetto di decisione
Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera b quater (nuova)
b quater)   il reddito nazionale lordo di riferimento, le disposizioni per il suo adeguamento e per il ricalcolo dei massimali relativi ai pagamenti e agli impegni in caso di variazioni significative del reddito nazionale lordo, ai fini dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1;

(1) GU C 162 del 10.5.2019, pag. 51.
(2) GU C 162 del 10.5.2019, pag. 71.
(3) Testi approvati, P8_TA(2018)0226.
(4) Testi approvati, P8_TA(2018)0449.
(5) Testi approvati, P9_TA(2019)0032.
(6) Testi approvati, P9_TA(2020)0124.
(7) Testi approvati, P9_TA(2020)0206.


Relazione sull'attuazione dell'accordo di associazione UE-Georgia
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Risoluzione del Parlamento europeo del 16 settembre 2020 sull'attuazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Georgia (2019/2200(INI))
P9_TA-PROV(2020)0221A9-0136/2020

Il Parlamento europeo,

—  visti l'articolo 8 e il titolo V, in particolare gli articoli 21, 22, 36 e 37, del trattato sull'Unione europea (TUE), nonché la parte quinta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

—  visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, che è entrato pienamente in vigore il 1° luglio 2016,

—  viste le sue precedenti risoluzioni del 14 novembre 2018 sull'applicazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Georgia(1), del 14 giugno 2018 sui territori georgiani occupati a 10 anni dall'invasione russa(2), del 14 marzo 2018 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di ulteriore assistenza macro-finanziaria alla Georgia(3), del 21 gennaio 2016 sugli accordi di associazione/le zone di libero scambio globali e approfondite con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina(4), e del 18 dicembre 2014 sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra(5),

—  visto l'esito della quinta riunione del Consiglio di associazione tra l'UE e la Georgia del 5 marzo 2019,

—  viste la dichiarazione finale e le raccomandazioni dell'ottava riunione della commissione parlamentare di associazione UE-Georgia, svoltasi il 27 e il 28 marzo 2019,

—  viste le dichiarazioni congiunte dei vertici del partenariato orientale, il più recente dei quali tenutosi il 24 novembre 2017 a Bruxelles,

—  vista la dichiarazione congiunta della sesta riunione della piattaforma della società civile UE-Georgia del 20 febbraio 2020,

—  visto l'esito del terzo dialogo strategico ad alto livello sulla sicurezza UE-Georgia del 25 ottobre 2019,

—  visto il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 6 febbraio 2020, sulla relazione relativa all'attuazione dell'associazione per quanto concerne la Georgia (SWD(2020)0030),

–  visti il memorandum d'intesa e la dichiarazione congiunta, firmati l'8 marzo 2020 dai partiti al governo e all'opposizione della Georgia riguardo alle elezioni parlamentari del 2020,

–  visto il parere della commissione di Venezia del 19 giugno 2017 relativo al progetto di revisione della Costituzione della Georgia,

–  visto il parere finale della commissione di Venezia del 19 marzo 2018 relativo alla riforma costituzionale della Georgia,

–  vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE del 28 febbraio 2019 sulle elezioni presidenziali in Georgia,

–  visti il parere urgente della commissione di Venezia del 16 aprile 2019 relativo alla selezione e alla nomina dei giudici della Corte suprema della Georgia e la seconda relazione dell'ODIHR del 9 gennaio 2020 sulla designazione e la nomina dei giudici della Corte suprema in Georgia,

–  visti l'articolo 54 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  vista la lettera della commissione per il commercio internazionale,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0136/2020),

A.  considerando che la Georgia e l'UE, in qualità di partner associati, sono impegnate a promuovere l'associazione politica e l'integrazione economica sulla base di valori e principi comuni quali la democrazia, i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto e il buon governo; che la società georgiana continua a mostrare un forte sostegno nei confronti delle aspirazioni europee del paese e dell'avvicinamento all'UE;

B.  considerando che, ai sensi dell'articolo 49 TUE e in linea con la dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017, qualsiasi Stato europeo può chiedere di diventare membro dell'UE, purché rispetti i criteri di Copenaghen;

C.  considerando che l'entrata in vigore nel dicembre 2018 della Costituzione rivista ha concluso la transizione della Georgia verso un sistema parlamentare a pieno titolo; che sono stati compiuti progressi nell'attuazione dell'accordo di associazione tra l'UE e la Georgia (AA), incluso il passaggio a un sistema elettorale pienamente proporzionale a partire dal 2024;

D.  considerando che la Georgia ha mantenuto l'impegno ad attuare l'accordo di associazione e la zona di libero scambio globale e approfondita, e che continua ad allinearsi all'acquis e alle norme dell'UE, il che comporta crescenti benefici;

E.  considerando che proseguono i tentativi di destabilizzare la Georgia, tra l'altro mediante l'attuazione dei cosiddetti "trattati" tra la Federazione russa e le regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud, la chiusura dei valichi di frontiera presso la linea di confine amministrativo nella regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud dall'agosto 2019, la crescente "frontierizzazione" lungo la linea di confine amministrativo e lo svolgimento delle cosiddette "elezioni presidenziali" in Abkhazia nel marzo 2020;

F.  considerando che il recente dialogo agevolato dall'UE e dagli Stati Uniti tra i partiti al governo e all'opposizione ha condotto alla firma di un memorandum d'intesa e di una dichiarazione congiunta, sottoscritti da tutti i principali partiti l'8 marzo 2020, il che costituisce un passo cruciale verso la depolarizzazione e la normalizzazione del contesto politico in Georgia in vista delle elezioni parlamentari dell'ottobre 2020;

G.  considerando che le riforme del settore giudiziario restano modeste e che la recente nomina di 14 giudici a vita della Corte suprema è avvenuta all'insegna di una mancanza di trasparenza e sulla base di criteri tutt'altro che obiettivi e meritocratici, dimostrando l'influenza dei partiti politici; che la votazione in seduta plenaria sulle nomine dei giudici si è svolta in un contesto di crisi politica, boicottaggio dell'opposizione, diffuse richieste di rinvio e gravi interruzioni in seno alla commissione e durante le fasi dell'esame in plenaria;

1.  accoglie con favore il continuo approfondimento delle relazioni tra l'UE e la Georgia e il fermo sostegno da parte di tutto lo spettro politico e della società a favore del percorso di integrazione europea ed euroatlantica scelto dalla Georgia; riconosce i progressi compiuti dalla Georgia nell'attuazione di riforme globali, che l'hanno resa un partner fondamentale dell'UE nella regione, e ribadisce la necessità di continuare ad attuare e monitorare le riforme nel quadro dell'accordo di associazione e della zona di libero scambio globale e approfondita; ricorda che la cooperazione rafforzata e l'assistenza dell'UE si basano sul principio "di più a chi fa di più" e sono subordinate all'avanzamento delle riforme, in particolare per quanto riguarda la democrazia e lo Stato di diritto, compresi il bilanciamento dei poteri nelle istituzioni, l'indipendenza della magistratura e la riforma elettorale;

2.  ribadisce il suo pieno sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale della Georgia entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e riafferma l'impegno a continuare a contribuire alla risoluzione pacifica del conflitto tra Russia e Georgia, anche mediante il rappresentante speciale dell'UE per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia, la copresidenza delle discussioni internazionali di Ginevra, le attività della missione di vigilanza dell'UE (EUMM) e la politica di non riconoscimento e dialogo; condanna fermamente l'occupazione illegale delle regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud da parte della Federazione russa e l'installazione illegale in corso di recinzioni di filo spinato e altri ostacoli artificiali ("frontierizzazione") lungo la linea di confine amministrativo da parte di attori della sicurezza russi e di fatto dell'Ossezia del Sud, e sottolinea che è necessario porre fine a tali violazioni del diritto internazionale; chiede che le autorità di fatto in Abkhazia e nella regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud riaprano senza indugio i valichi di frontiera chiusi e si astengano dal limitare la libera circolazione in tali regioni; invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a denunciare tale processo; sottolinea che l'accordo di associazione copre l'intero territorio della Georgia, comprese le sue regioni occupate, e mira ad avvantaggiare la sua intera popolazione; invita la Federazione russa ad adempiere ai propri obblighi ai sensi dell'accordo di cessate il fuoco mediato dall'UE del 12 agosto 2008, in particolare a ritirare tutte le sue forze militari dai territori occupati della Georgia e a consentire all'EUMM un accesso senza restrizioni all'intero territorio della Georgia; invita a tale riguardo il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a comunicare chiaramente le disposizioni che non sono state ancora rispettate dalla Federazione russa; chiede alla Commissione e al SEAE di intensificare i loro sforzi per risolvere il conflitto in modo pacifico utilizzando tutti gli strumenti diplomatici, anche attraverso l'EUMM e il rappresentante speciale dell'UE per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia, e di continuare a sostenere il pacchetto denominato "Un passo avanti verso un futuro migliore" del parlamento georgiano promuovendo i contatti interpersonali e le misure di rafforzamento della fiducia; accoglie con favore gli sforzi della Georgia volti a promuovere relazioni di buon vicinato e una cooperazione costruttiva tra i paesi del Caucaso meridionale;

3.  plaude alla risposta elogiata a livello internazionale del popolo e delle autorità pubbliche della Georgia alla pandemia di COVID-19 e sottolinea le efficaci misure di prevenzione adottate dagli operatori sanitari e dalle autorità di governo, che hanno contribuito a ridurre l'onere a carico del sistema sanitario georgiano e ad attenuare gli effetti negativi sull'economia; si congratula con i cittadini della Georgia per aver rispettato tali misure a fronte delle difficoltà economiche e sociali; incoraggia la realizzazione di investimenti per migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria e garantire la parità di accesso a quest'ultima; accoglie con favore il fatto che l'UE abbia messo in campo 183 milioni di EUR in sovvenzioni a favore della Georgia per rispondere alla COVID-19 e 150 milioni di EUR in prestiti volti a rafforzare la sua stabilità macroeconomica e a incanalare le risorse verso la protezione dei cittadini, l'attenuazione delle conseguenze socioeconomiche estremamente gravi della pandemia e la crescente cooperazione con l'UE in materia di resilienza della salute pubblica, tra cui lo scambio di migliori pratiche e il lavoro con la società civile per definire strategie in caso di epidemia focalizzandosi sui gruppi più vulnerabili;

4.  accoglie con favore il fatto che i cittadini georgiani abbiano effettuato 900 000 visite in esenzione dal visto nello spazio Schengen e nei paesi associati a Schengen dal marzo 2017; prende atto del crescente numero di richieste di asilo infondate presentate da cittadini georgiani e invita tutti gli Stati membri a riconoscere la Georgia come paese di origine sicuro al fine di accelerare il trattamento di tali richieste e la riammissione; sottolinea l'importanza di un'attuazione continua dei parametri di riferimento in materia di liberalizzazione dei visti da parte della Georgia e di una maggiore cooperazione tra le autorità giudiziarie georgiane e le autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri al fine di ridurre la criminalità transfrontaliera, in particolare la tratta di esseri umani e il traffico di droghe illegali; accoglie con favore la cooperazione internazionale rafforzata in materia di applicazione della legge tra la Georgia e l'Europol;

5.  sottolinea il ruolo della Georgia quale partner affidabile dell'UE e il suo significativo contributo alle missioni e operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e della NATO; invita il Consiglio e il SEAE a impegnarsi ulteriormente con la Georgia nel settore della PSDC, in particolare in vista dell'interesse della Georgia a discutere della possibilità di partecipare ai progetti PESCO e a sviluppare la cooperazione con le agenzie dell'UE pertinenti ogniqualvolta ciò sia nel reciproco interesse dell'UE e della Georgia;

Dialogo politico ed elezioni parlamentari

6.  elogia tutti i principali partiti politici per la firma del memorandum d'intesa mediato a livello internazionale e della dichiarazione congiunta dell'8 marzo 2020, che hanno definito le caratteristiche principali del sistema elettorale basato su 120 seggi con il proporzionale e 30 seggi con il maggioritario e una composizione equa delle circoscrizioni elettorali, in linea con le raccomandazioni della commissione di Venezia, e hanno consentito l'utilizzo di tale sistema per le elezioni parlamentari dell'ottobre 2020; accoglie con favore l'esito del dialogo trasversale come un chiaro segnale della volontà di trovare una soluzione comune e sottolinea l'importanza di continuare a ripristinare la fiducia tra i partiti politici portando avanti il dialogo trasversale in vista delle elezioni parlamentari dell'ottobre 2020 e come base per la stabilità politica; accoglie con favore l'attuazione dell'accordo dell'8 marzo 2020 e la decisione del presidente Zourabichvili del 15 maggio 2020 di concedere la grazia a due leader dell'opposizione detenuti, il che è un passo importante verso l'allentamento delle tensioni; invita a tale proposito tutte le parti a onorare l'accordo nella lettera e nello spirito e ad attuarne integralmente tutti gli aspetti, ovvero a garantire che tutti gli elementi della riforma elettorale siano recepiti nella Costituzione e nel diritto e siano attuati facendo sì che siano risolti senza indugio tutti i casi pendenti relativi ai processi giudiziari politicizzati;

7.  accoglie con favore il fatto che il parlamento della Georgia abbia iniziato a deliberare sulle riforme del sistema elettorale non appena sia stato revocato lo stato di emergenza e abbia adottato con successo le modifiche alla Costituzione e al codice elettorale; si congratula con la Georgia per le misure adottate nei confronti dell'istituzione di un parlamento più rappresentativo e della depolarizzazione del contesto politico; invita tutti i partiti politici e i parlamentari a continuare ad adoperarsi per il progresso della democrazia georgiana in buona fede;

8.  osserva che le prossime elezioni parlamentari saranno fondamentali nel confermare le credenziali democratiche della Georgia e auspica pertanto una campagna elettorale caratterizzata da una competizione leale; invita le autorità georgiane ad attuare in modo rapido e ad affrontare pienamente le raccomandazioni dell'OSCE/ODIHR e a rivedere la legislazione pertinente per affrontare le carenze e le sfide individuate, tra cui l'uso improprio delle risorse pubbliche per le campagne politiche e altri metodi di finanziamento impropri delle campagne, l'impunità per le violenze, la diffusione dell'incitamento all'odio e della xenofobia, il voto di scambio, la rappresentanza dell'opposizione nell'amministrazione elettorale e la capacità degli elettori, in particolare dei dipendenti pubblici, di "votare senza pressioni e timore di ritorsioni"(6); invita le autorità a salvaguardare l'operato delle organizzazioni della società civile e degli osservatori elettorali affinché possano svolgere le proprie attività senza subire intimidazioni o ingerenze;

9.  incoraggia le autorità e l'amministrazione elettorale della Georgia a garantire un ambiente sicuro per le elezioni parlamentari dell'ottobre 2020, fornendo dispositivi di protezione individuale per gli addetti ai seggi, adeguando le attrezzature di voto per garantire la salute e la sicurezza dei cittadini partecipanti, e assicurando il lavoro indisturbato degli osservatori elettorali;

10.  ribadisce il suo sostegno alla dinamica società civile georgiana e sottolinea il ruolo cruciale che essa svolge nel garantire il controllo democratico e nel monitorare l'attuazione dell'AA e della DCFTA; invita il governo e il parlamento della Georgia a istituire meccanismi formali per la partecipazione della società civile al processo politico; invita la Commissione e gli Stati membri a fornire sostegno politico, tecnico e finanziario alle attività della società civile; invita le autorità georgiane ad avviare programmi nazionali di sostegno alla società civile, in aggiunta a quelli forniti dall'UE e dalla comunità internazionale dei donatori;

Stato di diritto, buon governo e libertà dei media

11.  riconosce i progressi compiuti dalla Georgia nelle sue riforme, che rafforzano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali, segnatamente le riforme costituzionali attuate nel 2018; incoraggia il governo della Georgia a consolidare lo Stato di diritto e a proseguire la riforma della giustizia e la lotta contro la corruzione e l'appropriazione dello Stato, nonché a promuovere la riforma della pubblica amministrazione, il decentramento, il buon governo, l'attuazione delle leggi contro la discriminazione e il consolidamento del diritto del lavoro, al fine di agevolare l'approfondimento dell'integrazione tra la Georgia e l'UE;

12.  esprime preoccupazione per i recenti procedimenti giudiziari a carico dei politici dell'opposizione, che hanno minato la fiducia tra il partito al governo e l'opposizione, il che può influire negativamente sulle riforme correlate all'AA e alla DCFTA ed è in contrasto con la lettera e lo spirito dell'accordo di associazione; accoglie con favore la grazia presidenziale concessa ai politici dell'opposizione condannati, che apre la strada alla riduzione della polarizzazione della politica e della società; invita le autorità georgiane ad astenersi dal perseguire qualsivoglia azione giudiziaria di matrice politica e sollecita la delegazione dell'UE a monitorare tali processi; invita la Georgia a rispettare i più elevati standard in materia di Stato di diritto, in particolare l'indipendenza giudiziaria, il diritto a un processo equo e i diritti umani, conformemente agli impegni assunti nell'ambito dell'AA;

13.  chiede che sia effettuata una revisione delle procedure di selezione dei giudici per garantire che le raccomandazioni della commissione di Venezia siano attuate in modo integrale prima che vengano effettuate nuove nomine; deplora che la recente procedura di selezione dei giudici della Corte suprema non sia completamente in linea con dette raccomandazioni e sia deturpata da importanti carenze; sottolinea l'importanza di una magistratura depoliticizzata e libera da influenze politiche, nonché del rispetto della trasparenza, della meritocrazia e della responsabilità nella nomina dei giudici della Corte suprema della Georgia e di altre istituzioni giudiziarie; incoraggia pertanto il governo georgiano a proseguire e consolidare le riforme del sistema giudiziario, compresa la procura, promuovendo nel contempo un dialogo aperto con tutti gli attori politici e la società civile e garantendo il rispetto delle norme internazionali;

14.  sottolinea l'importanza di una piena e continua cooperazione con la Corte penale internazionale al fine di garantire la piena responsabilità per quanto concerne i casi che essa persegue;

15.  chiede che si indaghi su tutti i casi di uso eccessivo della forza da parte delle autorità di contrasto georgiane contro i manifestanti pacifici e i giornalisti, tra cui gli episodi verificatisi nel corso delle proteste del giugno 2019; sottolinea la necessità di evitare l'impunità e garantire che i responsabili siano affidati alla giustizia; esorta il governo georgiano a difendere il diritto di riunione pacifica e la libertà di espressione, nel rispetto degli impegni assunti nel quadro dell'accordo di associazione, anche attenuando le sproporzionate sanzioni per i manifestanti;

16.  riconosce che il panorama mediatico in Georgia è dinamico e pluralistico, ma anche polarizzato; sottolinea l'importanza della libertà dei media, che dovrebbe comportare, durante la prossima campagna elettorale, la parità di accesso ai media per tutti i partiti politici, l'indipendenza editoriale e una copertura pluralistica, indipendente, imparziale e non discriminatoria delle opinioni politiche nei programmi da parte delle emittenti pubbliche e private; mette in risalto la necessità di disposizioni chiare che disciplinino la pubblicità gratuita e a pagamento e di una maggiore trasparenza attraverso il rafforzamento del monitoraggio dei media; esorta le autorità ad astenersi dall'interferire nella libertà dei media o dal perseguire cause di matrice politica a carico di rappresentanti o proprietari di media; esorta il governo georgiano ad adottare misure per prevenire campagne di disinformazione ad opera di attori stranieri o nazionali nei confronti del paese o di qualsiasi partito politico; sollecita le piattaforme dei media sociali a garantire di non essere utilizzate in modo inappropriato con lo scopo di compromettere l'integrità del processo elettorale;

17.  condanna fermamente gli attacchi informatici contro le istituzioni e i mezzi di informazione georgiani ampiamente attribuiti ad attori russi; sottolinea la necessità di indagare e contrastare efficacemente le campagne di disinformazione e la propaganda estere, che minano le istituzioni della Georgia e fomentano la polarizzazione della società; invita pertanto il Consiglio e il SEAE a intensificare la cooperazione in materia di cibersicurezza al fine di rafforzare la resilienza della Georgia in questo settore, la Commissione a sostenere le riforme in materia di alfabetizzazione mediatica e informatica, e il governo georgiano a cooperare con le istituzioni dell'UE sulle migliori pratiche contro la disinformazione; invita altresì tutti gli attori politici della Georgia ad astenersi dall'utilizzare i social media per attaccare persone, organizzazioni e istituzioni e diffondere disinformazione in modo deliberato; prende atto del fatto che i media sociali hanno recentemente intrapreso azioni contro profili e pagine coinvolti in comportamenti e attacchi coordinati nei confronti dell'opposizione, dei media e della società civile;

Rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali

18.  deplora le continue violazioni da parte della Federazione russa, che esercita il controllo effettivo delle regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud, dei diritti fondamentali delle persone in queste regioni occupate, privandole della libertà di circolazione e di soggiorno, del diritto di proprietà e del diritto di accesso all'istruzione nella lingua madre, e ribadisce il suo pieno sostegno al diritto degli sfollati interni e dei rifugiati a un ritorno dignitoso e in sicurezza; è preoccupato che il continuo e illecito processo di "frontierizzazione" comporti effetti particolarmente negativi nel contesto della lotta alla pandemia di COVID-19, in quanto le restrizioni alla libertà di circolazione privano gli individui dell'accesso ai servizi medici indispensabili e mettono in pericolo la loro vita; accoglie con favore la ripresa della partecipazione ai meccanismi di prevenzione e di risposta agli incidenti (IPRM) a Ergneti in data 30 luglio 2020 e incoraggia tutte le parti a riprendere il dialogo periodico in questo formato al fine di migliorare la sicurezza e la situazione umanitaria sul campo della popolazione colpita dal conflitto;;

19.  sottolinea che la parità di genere è un presupposto fondamentale per uno sviluppo sostenibile e inclusivo; plaude al lavoro svolto dal consiglio georgiano per la parità di genere del parlamento georgiano e ai suoi sforzi volti a identificare le molestie sessuali come forma di discriminazione e a svolgere un'azione di sensibilizzazione al riguardo; esorta il governo e le autorità georgiane a migliorare ulteriormente la rappresentanza delle donne e la parità di trattamento a tutti i livelli della vita politica e sociale; chiede alla Commissione di integrare la parità di genere in tutte le sue politiche, i suoi programmi e le sue attività in relazione alla Georgia; sollecita altresì l'attuazione integrale della convenzione di Istanbul;

20.  accoglie con favore l'operato del dipartimento per i diritti umani del ministero georgiano degli Affari interni e insiste sul fatto che l'attuale legislazione in materia di diritti umani e antidiscriminazione deve essere attuata in modo completo ed efficiente; chiede che siano compiuti ulteriori sforzi per affrontare la discriminazione nei confronti delle donne, delle persone LGBT, dei rom e delle minoranze religiose nella sfera sociale e nei settori dell'economia, del lavoro e della salute, nonché di intensificare le indagini e le azioni penali per gli episodi di incitamento all'odio e i crimini violenti contro tutte le minoranze e i gruppi vulnerabili; invita tutte le comunità religiose, compresa la Chiesa ortodossa georgiana, e la società civile ad adoperarsi per instaurare un clima di tolleranza;

21.  sottolinea l'importanza di rafforzare ulteriormente il sistema di tutela dei minori, anche attraverso la prevenzione della violenza e dello sfruttamento sessuale nei loro confronti; invita a sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi digitali e a garantire l'accesso all'istruzione per tutti, compresi i minori con disabilità; sottolinea la responsabilità del governo georgiano di monitorare la situazione dei minori negli orfanotrofi;

Disposizioni istituzionali

22.  sottolinea l'importanza di ridurre l'antagonismo e la polarizzazione della politica e di garantire una cooperazione costruttiva nelle istituzioni democratiche del paese, in particolare il parlamento della Georgia; sottolinea, pertanto, la necessità di instaurare e accrescere la fiducia tra tutti gli attori politici e istituzionali, nonché tra questi e il popolo georgiano;

23.  invita il parlamento georgiano ad avvalersi appieno delle opportunità di cui dispone la Georgia quale paese prioritario per le attività di sostegno alla democrazia del Parlamento europeo e ad avviare un dialogo per individuare le sue esigenze;

24.  invita il parlamento della Georgia a rafforzare le sue capacità di esercitare i meccanismi di controllo parlamentare, in particolare il controllo sul sistema di sicurezza; invita a rafforzare il ruolo dell'opposizione nel processo di controllo parlamentare, a semplificare le procedure di convocazione dei membri del governo e di altri funzionari responsabili, e a istituire un sistema di registrazione centralizzato per fornire informazioni tempestive e complete sul controllo parlamentare a tutti i portatori di interessi;

Relazioni economiche e commerciali

25.  osserva con soddisfazione che l'UE è uno dei maggiori partner commerciali della Georgia, in quanto rappresenta il 27 % degli scambi complessivi del paese; accoglie con favore il costante ravvicinamento della legislazione della Georgia nei settori connessi al commercio; sottolinea la necessità di aumentare e diversificare, al di là dei prodotti agricoli e delle materie prime, le esportazioni della Georgia verso l'UE, nonché di attrarre investimenti dall'UE in Georgia per creare più posti di lavoro e migliorare la bilancia commerciale della Georgia con l'UE e la sua stabilità macrofinanziaria, soprattutto mediante il rafforzamento dello Stato di diritto, la lotta alla corruzione, al riciclaggio di denaro e all'evasione fiscale, nonché attraverso il sostegno al ravvicinamento alle norme dell'UE; sottolinea l'importanza di sostenere un ambiente commerciale favorevole alle aziende regionali e alle piccole e medie imprese per potenziare ulteriormente la capacità d'innovazione della Georgia in diversi settori economici; invita la Commissione a esplorare la possibilità di una maggiore cooperazione settoriale nell'economia digitale, nell'istruzione, nella ricerca e nell'innovazione, e a rafforzare il settore delle TIC, la digitalizzazione e le tecnologie verdi, nonché a condividere il know-how e le migliori pratiche; sottolinea l'importanza di programmi mirati ai giovani per creare opportunità di lavoro eque;

26.  ricorda che l'AA e la DCFTA tra UE e Georgia si prefiggono l'obiettivo di integrare gradualmente il paese nel mercato unico; invita la Commissione a trasmettere un messaggio più chiaro nel fissare l'obiettivo di garantire alla Georgia l'accesso al mercato unico e a intensificare le iniziative volte ad una maggiore integrazione settoriale onde conseguire una maggiore convergenza delle politiche con l'UE e rendere i risultati della cooperazione bilaterale più visibili e tangibili per entrambe le parti;

27.  sottolinea l'importanza della trasparenza e incoraggia le autorità georgiane a informare in maniera più approfondita gli imprenditori locali e i mezzi di comunicazione di massa circa l'attuazione della DCFTA;

28.  invita la Commissione a sostenere l'attuazione integrale della DCFTA attraverso un'assistenza coordinata, concentrandosi sullo sviluppo economico sostenibile, in linea con il Green Deal europeo, e sul sostegno alle PMI e alle riforme strutturali in collaborazione con le imprese e la società civile, tra cui una riforma importante del settore bancario e finanziario volta a contrastare il riciclaggio di denaro e l'evasione fiscale;

29.  sottolinea l'importanza delle riforme strutturali per migliorare ulteriormente il clima degli investimenti in Georgia, nonché per attrarre investimenti esteri diretti e garantirne la trasparenza; incoraggia le autorità georgiane a rafforzare le capacità delle istituzioni responsabili e ad accrescere il sostegno e l'unità sui progetti infrastrutturali di importanza strategica;

Cooperazione settoriale

30.  incoraggia il governo georgiano a proseguire l'ampia riforma della legislazione sul lavoro per garantire una migliore regolamentazione delle condizioni di lavoro, compreso il continuo miglioramento delle ispezioni del lavoro e del dialogo sociale; sottolinea, in particolare, la necessità di modificare la legge sulla sicurezza sul lavoro al fine di istituire un sistema di ispezione a pieno titolo e un adeguato meccanismo antidiscriminazione per monitorare esplicitamente i diritti dei lavoratori e verificare sistematicamente i rischi sul posto di lavoro, nonché di predisporre un moderno meccanismo anticorruzione e di ratificare tutte le rispettive convenzioni dell'OIL; incoraggia il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile e dei sindacati in queste riforme, alla luce della loro importanza per i diritti sociali e dei lavoratori in Georgia;

31.  ricorda che gli accordi di libero scambio globale e approfondito devono sempre includere capitoli rigorosi, vincolanti e applicabili sullo sviluppo sostenibile, che rispettino pienamente gli impegni internazionali, in particolare l'accordo di Parigi, e siano conformi alle norme dell'OMC; incoraggia l'accelerazione dell'attuazione del terzo programma nazionale di azione in materia di ambiente e il ravvicinamento della legislazione della Georgia all'acquis dell'UE per quanto concerne l'ambiente, in linea con i requisiti dell'AA in materia di protezione ambientale; invita la Georgia a rafforzare ulteriormente il suo impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici e invita la Commissione a facilitare la partecipazione della Georgia al Green Deal europeo e a garantire che l'accordo di libero scambio globale e approfondito non contravvenga agli obiettivi e alle iniziative ambientali ivi enunciati;

32.  si compiace dei risultati conseguiti nell'ambito del quadro di sostegno unico e incoraggia ad attuare rapidamente ed efficacemente i nuovi programmi di assistenza incentrati sull'efficienza energetica, la gestione dei rifiuti solidi e la fornitura di acqua potabile e i servizi igienico-sanitari;

33.  accoglie con favore l'assegnazione da parte della Commissione di 3,4 miliardi di EUR per 18 progetti prioritari in Georgia nell'ambito del piano d'azione indicativo per gli investimenti riguardo alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T); invita la Georgia a migliorare il settore energetico e la connettività, garantendo al contempo la sostenibilità ambientale, in particolare la conservazione della biodiversità e dei siti protetti, tenendo conto anche delle esigenze della comunità locale nel corso del processo di attuazione;

34.  accoglie con favore il nuovo programma di istruzione della Georgia, la revisione della strategia 2017-2021 per l'istruzione e la scienza, la nuova legge sull'istruzione e la formazione professionale, nonché i progressi compiuti nell'allineare il suo meccanismo di garanzia della qualità dell'istruzione all'accordo di associazione; plaude al successo della partecipazione della Georgia a Erasmus +, che ha consentito a 7 500 partecipanti, tra studenti e personale accademico, di prendere parte a scambi tra la Georgia e l'UE, e si compiace del successo della scuola europea del partenariato orientale e della prima scuola europea istituita dall'UE e dal governo georgiano;

35.  raccomanda alla Commissione di continuare ad adoperarsi per consentire la partecipazione della Georgia ai programmi e alle agenzie sostenuti dall'UE aperti ai paesi terzi, conformemente a uno status giuridicamente appropriato;

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36.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento georgiano.

(1) Testi approvati, P8_TA(2018)0457.
(2) GU C 28 del 27.1.2020, pag. 97.
(3) GU C 162 del 10.5.2019, pag. 138.
(4) GU C 11 del 12.1.2018, pag. 82.
(5) GU C 294 del 12.8.2016, pag. 111.
(6) Relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'ODIHR del 28 febbraio 2019 sulle elezioni presidenziali in Georgia, pag. 30.

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