Indice 
Testi approvati
Martedì 24 novembre 2020 - Bruxelles
Nomina di Julia Laffranque al comitato istituito dall'articolo 255 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
 Nomina di Frank Elderson a membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea
 Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea: assistenza alla Croazia e alla Polonia in relazione a una calamità naturale e versamento di anticipi a Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna in relazione a un'emergenza sanitaria pubblica
 Progetto di bilancio rettificativo n. 9 del bilancio generale 2020: assistenza alla Croazia, alla Polonia, alla Germania, alla Grecia, all'Ungheria, all'Irlanda, al Portogallo e alla Spagna
 Ridurre le percentuali di senzatetto nell'Unione europea
 Sistema Schengen e misure adottate durante la crisi della COVID-19
 Azioni rappresentative volte a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori ***II

Nomina di Julia Laffranque al comitato istituito dall'articolo 255 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
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Decisione del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 che propone la nomina di Julia Laffranque al comitato istituito a norma dell'articolo 255 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (2020/2238(INS))
P9_TA(2020)0310B9-0368/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 255, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 128 del suo regolamento,

–  vista la proposta della commissione giuridica (B9-0368/2020),

A.  considerando che Julia Laffranque soddisfa le condizioni stabilite dall'articolo 255, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

1.  propone la nomina di Julia Laffranque a membro del comitato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Presidente della Corte di giustizia.


Nomina di Frank Elderson a membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea
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Decisione del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 sulla raccomandazione del Consiglio relativa alla nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea (N9-0055/2020 – C9-0331/2020 – 2020/0805(NLE))
P9_TA(2020)0311A9-0218/2020

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 9 ottobre 2020 (N9-0055/2020)(1),

–  visto l'articolo 283, paragrafo 2, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio europeo (C9-0331/2020),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2019 sull'equilibrio di genere nelle nomine di candidati a incarichi nel settore degli affari economici e monetari a livello dell'Unione europea(2),

–  vista la sua decisione del 17 settembre 2019 sulla raccomandazione del Consiglio relativa alla nomina del Presidente della Banca centrale europea(3),

–  vista la sua decisione del 17 dicembre 2019 sulle raccomandazioni del Consiglio relative alla nomina di due membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea(4),

–  visto l'articolo 130 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9‑0218/2020),

A.  considerando che, con lettera del 14 ottobre 2020, il Consiglio europeo ha consultato il Parlamento europeo sulla nomina di Frank Elderson alla funzione di membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea con un mandato di otto anni a decorrere dal 15 dicembre 2020;

B.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha valutato le qualifiche del candidato proposto, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 283, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e all'imperativo di indipendenza totale della BCE quale risultante dall'articolo 130 del trattato; che, nell'ambito di tale valutazione, la commissione ha ricevuto dal candidato un curriculum vitae nonché le sue risposte al questionario scritto che gli era stato trasmesso;

C.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha poi proceduto, il 9 novembre 2020, a un'audizione del candidato, nel corso della quale egli ha rilasciato una dichiarazione preliminare e ha risposto alle domande rivoltegli dai membri della commissione;

D.  considerando che il consiglio direttivo della Banca centrale europea comprende i membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea e i 19 governatori delle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui valuta è l'euro; che, a tutt'oggi, questi ultimi sono tutti uomini;

E.  considerando che il Parlamento ha ripetutamente espresso la propria insoddisfazione per la procedura di nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea e ha chiesto che le procedure al riguardo siano migliorate; che il Parlamento ha chiesto di ricevere in tempo utile un elenco ristretto equilibrato sotto il profilo di genere contenente almeno due nominativi;

F.  considerando che il 17 settembre 2019 il Parlamento ha espresso parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare per la prima volta, con Christine Lagarde, una donna alla presidenza della Banca centrale europea;

G.  considerando che il 17 dicembre 2019 il Parlamento ha espresso pareri positivi sulle raccomandazioni del Consiglio di nominare Fabio Panetta e Isabel Schnabel membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea;

H.  considerando che le donne continuano a essere sottorappresentate nel consiglio direttivo della Banca centrale europea; che il Parlamento deplora che gli Stati membri non abbiano preso sul serio la sua richiesta e che invita le istituzioni nazionali e dell'Unione ad adoperarsi attivamente per conseguire l'equilibrio di genere nelle prossime nomine;

I.  considerando che tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione europea e nazionali dovrebbero attuare misure concrete per garantire l'equilibrio di genere;

1.  esprime parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare Frank Elderson membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio europeo, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

(1) GU C 338 del 12.10.2020, pag. 2.
(2) Testi approvati, P8_TA(2019)0211.
(3) Testi approvati, P9_TA(2019)0008.
(4) Testi approvati, P9_TA(2019)0093 e testi approvati, P9_TA(2019)0094.


Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea: assistenza alla Croazia e alla Polonia in relazione a una calamità naturale e versamento di anticipi a Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna in relazione a un'emergenza sanitaria pubblica
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Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Croazia e alla Polonia in relazione a una calamità naturale e per il versamento di anticipi a Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna in relazione a un'emergenza sanitaria pubblica (COM(2020)0960 – C9-0318/2020 – 2020/0299(BUD))
P9_TA(2020)0312A9-0221/2020

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2020)0960 – C9-0318/2020),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9‑0221/2020),

1.  si compiace della decisione in quanto gesto di solidarietà dell'Unione nei confronti dei cittadini e delle regioni dell'Unione colpiti da calamità naturali e dalla grave emergenza di sanità pubblica provocata dalla pandemia di COVID-19 all'inizio del 2020;

2.  sottolinea l'urgente necessità di sbloccare l'assistenza finanziaria del Fondo di solidarietà dell'Unione europea destinata alle regioni colpite;

3.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

4.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Croazia e alla Polonia in relazione a una calamità naturale e per il versamento di anticipi a Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna in relazione a un'emergenza sanitaria pubblica

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2021/75.)

(1) GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Progetto di bilancio rettificativo n. 9 del bilancio generale 2020: assistenza alla Croazia, alla Polonia, alla Germania, alla Grecia, all'Ungheria, all'Irlanda, al Portogallo e alla Spagna
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020 dell'Unione europea per l'esercizio 2020 che accompagna la proposta relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Croazia e alla Polonia in relazione a una calamità naturale e per il versamento di anticipi a Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna in relazione a un'emergenza sanitaria pubblica (12522/2020 – C9-0341/2020 – 2020/0297(BUD))
P9_TA(2020)0313A9-0223/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(1), in particolare l'articolo 44,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2020, definitivamente adottato il 27 novembre 2019(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3) (regolamento QFP),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020 adottato dalla Commissione il 9 ottobre 2020 (COM(2020)0961),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020 adottata dal Consiglio il 30 ottobre 2020 e comunicata al Parlamento europeo il 3 novembre 2020 (12522/2020 – C9‑0341/2020),

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Croazia e alla Polonia in relazione a una calamità naturale e per il versamento di anticipi a Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna in relazione a un'emergenza sanitaria pubblica (COM(2020)0960),

–  visti gli articoli 94 e 96 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A9‑0223/2020),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020 copre la proposta mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Croazia e alla Polonia a seguito delle calamità naturali che hanno avuto luogo in detti Stati membri nel corso del 2020, come anche per il versamento di anticipi a sette Stati membri, ossia Croazia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Portogallo e Spagna, in risposta alla grave emergenza sanitaria pubblica causata dall'epidemia di COVID-19 nei primi mesi del 2020;

B.  considerando che la Commissione propone pertanto di modificare il bilancio 2020 e di aumentare la dotazione della linea 13 06 01 "Assistere gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali gravi aventi serie ripercussioni sulle condizioni di vita, sull'ambiente o sull'economia" di un importo pari a 823 548 633 EUR, in stanziamenti sia di impegno che di pagamento;

C.  considerando che la Croazia ha chiesto il versamento di un anticipo secondo quanto stabilito all'articolo 4 bis del regolamento (CE) n. 2012/2002(6) e che il 10 agosto 2020 la Commissione ha concesso un anticipo pari a 88 951 877 EUR sul contributo finanziario previsto dell'Unione; che, poiché gli stanziamenti per i pagamenti anticipati inizialmente disponibili nel bilancio 2020 sono già stati interamente utilizzati, la Commissione propone di mobilitare le risorse supplementari necessarie entro il massimale annuo stabilito per il Fondo di solidarietà dell'Unione europea;

D.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020 propone di iscrivere l'importo di 734 596 756 EUR nel bilancio 2020, in stanziamenti sia di impegno che di pagamento, dopo aver detratto l'anticipo di 88 951 877 EUR già versato alla Croazia;

E.  considerando che il Fondo di solidarietà dell'Unione europea è uno strumento speciale, secondo la definizione del regolamento QFP, e che i corrispondenti stanziamenti di impegno e di pagamento devono essere iscritti in bilancio al di fuori dei massimali del QFP;

1.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020 quale presentato dalla Commissione;

2.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 9/2020;

3.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 8/2020 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(2) GU L 57 del 27.2.2020.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.
(6) Regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3).


Ridurre le percentuali di senzatetto nell'Unione europea
PDF 124kWORD 46k
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 sulla riduzione delle percentuali di senzatetto nell'UE (2020/2802(RSP))
P9_TA(2020)0314B9-0363/2020

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 3 del trattato sull'Unione europea e gli articoli 4, 9 e 151 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite adottati dai leader mondiali nel settembre 2015 e approvati dal Consiglio, in particolare gli OSS 1, 3, 8 e 11,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l’articolo 21 sulla non discriminazione, l’articolo 26 sull'inserimento delle persone con disabilità e l’articolo 34, paragrafo 3 sul riconoscimento e il rispetto da parte dell'Unione del diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa,

–  vista la Carta sociale europea, siglata a Torino il 18 ottobre 1961,

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali, in particolare il suo principio 19 su alloggi e assistenza per i senzatetto,

–  vista la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989,

–  viste le raccomandazioni specifiche per paese dell'UE del 25 maggio 2018 sull'edilizia abitativa in tutti i 28 Stati membri,

–  vista la Carta di Ginevra delle Nazioni Unite sull'edilizia sostenibile e il suo obiettivo di garantire a tutti l'accesso ad alloggi dignitosi, adeguati, accessibili e salubri,

–  vista la sua risoluzione legislativa del 10 luglio 2020 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(1),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze(2),

–  vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sull'occupazione e le politiche sociali della zona euro(3),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 4 aprile 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo sociale europeo Plus (FSE+)(4),

–  visto l'articolo 227, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la commissione per le petizioni ha ricevuto la petizione n. 0546/2020 e diverse altre petizioni che sollevano preoccupazioni in merito alla situazione di oltre 4 milioni di cittadini europei senzatetto e che il numero di persone senzatetto nell'UE sarebbe aumentato di oltre il 70 % negli ultimi 10 anni;

B.  considerando che il problema dei senzatetto è direttamente collegato alla difficoltà di esercitare altri diritti fondamentali, come l'accesso all’assistenza sanitaria, e che i senzatetto sono spesso oggetto di reati generati dall'odio e di violenza, compresa la stigmatizzazione sociale;

C.  considerando che tali petizioni chiedono un'Unione europea che non lasci indietro nessuno e adotti un'urgente azione concertata per adottare misure preventive al fine di ridurre il rischio e l'entità del problema dei senzatetto in modo sostenibile;

D.  considerando che nella gerarchia delle esigenze umane, l'alloggio fornisce spazio per la vita, consentendo in tal modo la realizzazione di altre esigenze di base e superiori;

E.  considerando che l'Unione dovrebbe combattere l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuovere la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore;

F.  considerando che nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione deve tenere conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale, le politiche in materia di edilizia popolare e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana;

G.  considerando che l'assenza di una definizione unica di senzatetto e di esclusione abitativa, largamente adottata a livello di UE, rende difficile valutare la portata del fenomeno dei senzatetto negli Stati membri dell'UE;

H.  considerando che le percentuali di senzatetto sono aumentate nell'ultimo decennio in diversi Stati membri dell'UE; che le cause di tale aumento sono la combinazione dell'aumento dei costi abitativi, dell'impatto della crisi economica, della riduzione della protezione sociale e dell'inadeguatezza delle politiche per affrontare il problema dei senzatetto in molti Stati membri; che i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 5 % nella zona euro (AE19) e del 5,2 % nell'UE-27 nel secondo trimestre del 2020 rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente;

I.  considerando che l'UE non ha alcuna competenza diretta in materia di politica abitativa, ma può incidere indirettamente sulle condizioni abitative negli Stati membri attraverso regolamenti quali le leggi in materia di aiuti di Stato, diritto tributario e diritto della concorrenza, nonché misure quali raccomandazioni e orientamenti;

J.  considerando che il Fondo sociale europeo è stato istituito per migliorare le opportunità di occupazione dei lavoratori nel mercato interno e contribuire in tal modo ad innalzare il tenore di vita e ad aiutare i senzatetto ad accedere ad alloggi sociali;

K.  considerando che altri fondi strutturali e di investimento europei, come il FESR, sono stati utilizzati per progetti abitativi e per rispondere alle esigenze delle comunità svantaggiate;

L.  considerando che il Fondo di aiuti europei agli indigenti sostiene gli interventi promossi dagli Stati membri dell'Unione per fornire cibo e/o assistenza materiale agli indigenti;

M.  considerando che al problema dei senzatetto si fa sempre più riferimento nelle ultime relazioni sul semestre europeo;

N.  considerando che i costi sociali della mancata risoluzione del problema dei senzatetto sono particolarmente elevati nei settori della giustizia e della sanità;

O.  considerando che le politiche sociali, basate su ampie disposizioni universali associate a misure adeguatamente mirate, svolgono un ruolo molto importante nella prevenzione del fenomeno dei senzatetto;

P.  considerando che le prove raccolte circa l’impatto della crisi Covid-19 sull'accessibilità economica degli alloggi nell'UE indicano che, a medio termine, la recessione economica e la perdita di posti di lavoro e di reddito potrebbero aumentare ulteriormente l'eccessiva onerosità dei costi abitativi e le percentuali di senzatetto in Europa;

Q.  considerando che il profilo della popolazione dei senzatetto è in fase di cambiamento e comprende attualmente un maggior numero di giovani e bambini, gli anziani, migranti, rom e altre minoranze svantaggiate, con donne e famiglie sempre più a rischio di ritrovarsi senzatetto;

R.  considerando che avere accesso ad un alloggio dignitoso e far parte della società è fondamentale per consentire alle persone di realizzare appieno il loro potenziale e contribuire alla società;

S.  considerando che il problema dei senzatetto è generalmente innescato da una complessa interazione di fattori strutturali, istituzionali e personali;

T.  considerando che il problema dei senzatetto e l'esclusione abitativa costituiscono un problema sociale per il quale occorre trovare una soluzione permanente;

U.  considerando che alcuni Stati membri criminalizzano il problema dei senzatetto e i comportamenti associati a tale fenomeno;

V.  considerando che in alcuni Stati membri i senzatetto hanno accesso costante all’accoglienza solo durante il periodo invernale e non continuativamente per tutto l'anno;

W.  considerando che in alcuni Stati membri i servizi locali di sicurezza sociale svolgono solo un ruolo passivo nell'aiutare i senzatetto a reintegrarsi nella società;

1.  esprime la sua più profonda preoccupazione per la situazione di oltre 4 milioni di cittadini europei senza fissa dimora, dal momento che l'attuale crisi sanitaria ed economica pone un maggior numero di persone fuori dal mercato del lavoro e rende un maggior numero di persone dipendenti dalla protezione sociale;

2.  ricorda che l'accesso all'alloggio è un diritto umano fondamentale per tutte le persone e invita l'UE e i suoi Stati membri a porre fine al fenomeno dei senzatetto nell'Unione entro il 2030, definendolo come un obiettivo a livello di UE; invita la Commissione ad adottare misure più incisive per sostenere gli Stati membri nella riduzione e nell'eliminazione del fenomeno dei senzatetto quale priorità nel contesto del piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali e in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite;

3.  sottolinea che il problema dei senzatetto è identificato come una delle forme più gravi di povertà e deprivazione che deve essere abolita mediante politiche mirate e integrate condotte in modo sostenibile affrontando i fattori di rischio personali (come le vulnerabilità individuali) e i fattori di rischio strutturali (come gli alloggi e la disoccupazione);

4.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare una definizione quadro condivisa e indicatori coerenti sul problema dei senzatetto nell'UE, il che consentirebbe un'interpretazione comune, un confronto sistematico e una valutazione della portata del fenomeno dei senzatetto nei diversi Stati membri dell'UE;

5.  ricorda che durante la crisi della Covid-19 il Parlamento europeo ha accolto 100 donne senza fissa dimora nei suoi locali;

6.  sottolinea l'importanza di rafforzare i meccanismi di raccolta dei dati, dal momento che le percentuali di senzatetto dovrebbero essere sistematicamente monitorate a livello di UE attraverso istituzioni quali Eurostat;

7.  accoglie con favore l’opera svolta dalla Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale per sostenere e affrontare questa situazione come una delle iniziative faro della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

8.  invita la Commissione a proporre un quadro dell'UE in materia di strategie nazionali per i senzatetto e invita inoltre gli Stati membri ad adottare il principio "la casa innanzitutto", basato sulle buone pratiche di alcuni Stati membri, che contribuisce a ridurre notevolmente il tasso di senzatetto introducendo piani d'azione determinati e approcci innovativi; afferma che tali approcci innovativi si basano sul concetto di domicilio come diritto umano fondamentale e sviluppano poi percorsi di integrazione socioprofessionale più ampi;

9.  accoglie con favore l'impegno della Commissione a continuare a concentrarsi sulla riduzione del fenomeno dei senzatetto integrandolo nelle pertinenti politiche settoriali dell'UE, in particolare, ma non esclusivamente, nei settori dello sviluppo regionale, della salute, dei diritti umani, della gioventù, del genere, della migrazione e dell'integrazione;

10.  invita gli Stati membri ad assumersi la responsabilità primaria di affrontare il problema dei senzatetto, a lavorare sulla prevenzione e l'intervento precoce che sono, in molti modi, le politiche più efficaci in termini di costi e di riduzione dei danni per affrontare il problema dei senzatetto e ad assegnare un ruolo più proattivo ai servizi di sicurezza sociale regionali e locali per aiutare i senzatetto a reinserirsi nella società;

11.  sottolinea la necessità di una collaborazione interministeriale e intergovernativa nello sviluppo e nell'attuazione di tali strategie, nonché la partecipazione delle principali parti interessate, e incoraggia lo scambio delle migliori pratiche tra Stati membri;

12.  invita gli Stati membri e la Commissione a migliorare la raccolta di dati pertinenti e comparabili coinvolgendo le organizzazioni non governative accreditate e le autorità locali che operano nel campo della povertà e dell'esclusione sociale e nella fornitura di servizi alle persone a rischio o in situazione di mancanza di fissa dimora;

13.  sostiene i compiti del comitato per la protezione sociale (CPS) in cui gli Stati membri lavorano con la Commissione sulle questioni relative ai senzatetto attraverso il metodo aperto di coordinamento;

14.  chiede alla Commissione di migliorare il monitoraggio e la governance e di continuare a mobilitare i finanziamenti e le politiche dell'UE in materia di senzatetto; invita la Commissione a garantire che le regioni e le autorità locali utilizzino le risorse del FESR per l'edilizia sociale;

15.  invita gli Stati membri a garantire parità di accesso a servizi pubblici quali assistenza sanitaria, istruzione e servizi sociali;

16.  invita gli Stati membri a sostenere l'integrazione delle persone senzatetto nel mercato del lavoro, fornendo misure di sostegno e riconciliazione specializzate e individualizzate, programmi e formazione integrati per l'occupazione, nonché altri regimi personalizzati e mirati per facilitarne il reinserimento nel mercato del lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la nuova Garanzia per i giovani contribuisca a contrastare il fenomeno dei senzatetto;

17.  invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare debitamente il pilastro europeo dei diritti sociali, che tenga conto dei contributi ricevuti durante tutto il periodo di consultazione sul principio 19, integrando "Alloggi e assistenza per i senzatetto" nel suo piano d'azione del 2021, e insiste affinché si faccia un uso migliore del semestre europeo al fine di garantire progressi nella lotta alle percentuali di senzatetto e all'esclusione abitativa;

18.  sottolinea che i senzatetto e le altre persone in situazioni abitative precarie sono particolarmente a rischio a causa della crisi della Covid-19; esorta vivamente l'UE e i suoi Stati membri ad attuare misure mirate per proteggere i senzatetto, a fornire assistenza finanziaria alle ONG accreditate e ai partenariati pubblico-privato e a sostenere le autorità locali nel garantire spazi sicuri e nel prevenire gli sgomberi;

19.  invita la Commissione e gli Stati membri ad utilizzare gli strumenti esistenti, nonché gli strumenti nell'ambito del QFP 2021-2027 e del dispositivo per la ripresa e la resilienza, per migliorare le opportunità di occupazione e l'integrazione sociale per le famiglie senza lavoro;

20.  invita gli Stati membri ad affrontare con urgenza il problema dei senzatetto adottando strategie nazionali integrate a lungo termine per i senzatetto che siano basate sulla comunità e incentrate sugli alloggi, come auspicato dal pacchetto sugli investimenti sociali dell'UE;

21.  invita la Commissione a riferire periodicamente in merito ai risultati conseguiti in questo settore;

22.  invita gli Stati membri a promuovere la partecipazione sociale di tutte le parti interessate alle strategie integrate per i senzatetto, nonché a promuovere l'imprenditoria sociale e le attività di autoinnovazione per migliorare l'inclusione attiva dei senzatetto;

23.  invita gli Stati membri a depenalizzare il fenomeno dei senzatetto;

24.  invita gli Stati membri a garantire un accesso costante e continuo ai centri di accoglienza per le emergenze; sottolinea, tuttavia, che ciò dovrebbe essere solo temporaneo e non rappresenta un'alternativa a soluzioni strutturali quali la prevenzione e l’offerta di alloggi adeguati e sostegno sociale in risposta al problema dei senzatetto;

25.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) Testi approvati, P9_TA(2020)0194.
(2) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(3) Testi approvati, P9_TA(2019)0033.
(4) Testi approvati, P8_TA(2019)0350.


Sistema Schengen e misure adottate durante la crisi della COVID-19
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 sul sistema Schengen e le misure adottate durante la crisi della COVID-19 (2020/2801(RSP))
P9_TA(2020)0315B9-0362/2020

Il Parlamento europeo,

–  vista la petizione n. 0653/2020,

–  visti l'articolo 21, paragrafo 1, e l'articolo 67, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il protocollo del trattato di Amsterdam sull'integrazione dell'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione europea(1),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen)(2),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 marzo 2020 dal titolo "Orientamenti relativi all'esercizio della libera circolazione dei lavoratori durante la pandemia di COVID-19" (C(2020)2051),

–  vista la comunicazione della Commissione del 16 luglio 2020 dal titolo "Orientamenti relativi ai lavoratori stagionali nell'UE nel contesto della pandemia di COVID-19" (C(2020)4813),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2020 dal titolo "Verso un approccio graduale e coordinato per il ripristino della libera circolazione e la revoca dei controlli alle frontiere interne – COVID-19" (C(2020)3250),

–  viste la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze(3) e la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulla situazione nello spazio Schengen in seguito alla pandemia di COVID-19(4),

–  vista la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulla protezione europea dei lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto della crisi della COVID-19(5),

–  vista la sua risoluzione del 17 settembre 2020 dal titolo "COVID-19: coordinamento UE delle valutazioni sanitarie e della classificazione dei rischi e conseguenze per Schengen e il mercato unico"(6),

–  vista la raccomandazione (UE) 2020/1475 del Consiglio del 13 ottobre 2020 per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia di COVID-19(7),

–  viste le deliberazioni sulla petizione n. 0653/2020 in occasione della riunione della commissione per le petizioni del 2 luglio 2020,

–  visto l'articolo 227, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la commissione per le petizioni ha ricevuto la petizione n. 0653/2020 da rappresentanti delle regioni frontaliere di Belgio, Germania, Olanda e Lussemburgo, che sollevano preoccupazioni in merito all'improvvisa chiusura delle frontiere interne dell'UE in risposta alla pandemia di COVID-19 e alle conseguenze che le diverse misure introdotte dagli Stati membri hanno avuto per i cittadini dell'UE, in particolare per quelli che vivono nelle regioni frontaliere;

B.  considerando che le regioni frontaliere rappresentano il 40 % del territorio dell'Unione europea e in esse risiede il 30 % della sua popolazione;

C.  considerando che l'acquis di Schengen è stato fondamentale per la trasformazione delle regioni frontaliere in luoghi di scambio economico e sociale e in regioni modello per la cooperazione territoriale e l'innovazione istituzionale;

D.  considerando che la pandemia di COVID-19 rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica e ha conseguenze per la vita e la salute di tutte le persone che risiedono nell'UE e per i sistemi sanitari e di assistenza degli Stati membri;

E.  considerando che, in risposta alla pandemia di COVID-19, la maggior parte degli Stati membri ha ripristinato i controlli alle frontiere interne o chiuso le frontiere; che sono state introdotte e continuano ad applicarsi restrizioni temporanee ai viaggi da paesi terzi e anche da Stati membri dell'UE nello spazio Schengen; che tali misure non sono state coordinate tra gli Stati membri o con le istituzioni dell'UE;

F.  considerando che oltre 17 milioni di cittadini dell'UE vivono e lavorano in un paese dell'UE diverso da quello di cittadinanza (3,9 % della forza lavoro totale nel 2018);

G.  considerando che, secondo il codice frontiere Schengen, i controlli alle frontiere interne possono essere introdotti dagli Stati membri in via eccezionale e come misura di ultima istanza in caso di grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna e devono rispettare il principio di proporzionalità; che in tal caso è necessario informarne gli altri Stati membri e la Commissione;

1.  sottolinea che uno spazio senza frontiere interne è un elemento importante del mercato unico europeo; ribadisce che la pandemia di COVID-19 costituisce una crisi senza precedenti in Europa dalla creazione dello spazio Schengen;

2.  sottolinea che la libera circolazione delle persone è una delle pietre angolari di un'Unione europea funzionante e uno dei suoi maggiori successi; ricorda la crescente mobilità in tutta l'UE per motivi di soggiorno, lavoro, studio o gestione di imprese;

3.  sottolinea che la libertà di circolazione è stata gravemente compromessa dalla chiusura totale o parziale delle frontiere da parte degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19; si rammarica che l'improvvisa chiusura delle frontiere, avvenuta in modo precipitoso e non coordinato, e l'introduzione di misure di accompagnamento abbiano bloccato persone che si trovavano in transito e colpito gravemente gli abitanti delle regioni frontaliere, limitando la loro capacità di attraversare la frontiera per motivi di lavoro, per prestare e ricevere servizi o per fare visita ad amici o familiari; sottolinea l'effetto negativo che la chiusura delle frontiere interne ed esterne ha avuto sui settori imprenditoriale, scientifico e turistico a livello internazionale; sottolinea che, anziché introdurre controlli alle frontiere, gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di adottare le misure necessarie per permettere alle persone di attraversare le frontiere garantendo nel contempo la massima sicurezza e proteggendo la salute;

4.  sottolinea la necessità di rispettare le norme dell'acquis di Schengen coordinando meglio le misure nello spazio Schengen, e in particolare nelle regioni transfrontaliere, ed evitando un approccio frammentato tra gli Stati membri; sottolinea che le misure che limitano la libera circolazione dovrebbero restare un'eccezione; sottolinea che le restrizioni alla libera circolazione dovrebbero essere sostituite da misure mirate in linea con i principi di proporzionalità e non discriminazione; esorta gli altri Stati membri a moderare le loro restrizioni; ricorda l'importanza di ripristinare uno spazio Schengen pienamente funzionante senza controlli alle frontiere interne;

5.  osserva che le zone più colpite dalla pandemia non sempre coincidono con i confini nazionali, motivo per cui le restrizioni alla circolazione dovrebbero basarsi sulla situazione della salute pubblica nelle diverse regioni ed essere flessibili e locali;

6.  si compiace degli sforzi della Commissione e degli Stati membri volti a sostenere l'azione coordinata dell'UE attualmente in corso per garantire la protezione della salute pubblica nel rispetto della libertà di circolazione; invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a rafforzare e applicare pienamente le misure di coordinamento generale sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, in particolare per quanto riguarda le norme di quarantena, il tracciamento transfrontaliero dei contatti, le strategie in materia di test, la valutazione congiunta dei metodi diagnostici, il riconoscimento reciproco dei test e la limitazione temporanea dei viaggi non essenziali verso l'UE; ritiene che sia necessario adottare misure globali, adeguate e chiare in materia di tutela della salute pubblica per le persone che attraversano le frontiere interne, al fine di evitare la reintroduzione di controlli alle frontiere interne;

7.  si compiace dei continui orientamenti forniti dalla Commissione nel quadro dell'attuale coordinamento di una risposta comune dell'UE alla pandemia di COVID-19, in particolare per quanto riguarda l'attuazione del principio di parità di trattamento e non discriminazione e l'esercizio della libera ed equa circolazione dei lavoratori e dei servizi;

8.  invita la Commissione a proseguire gli sforzi volti a migliorare e sostenere la cooperazione e il coordinamento a livello dell'UE tra e con gli Stati membri durante la pandemia;

9.  ritiene che strumenti quali le applicazioni di tracciamento della COVID-19 dovrebbero essere compatibili a livello transfrontaliero per garantire la loro efficacia e la possibilità di tracciare le infezioni durante i viaggi; sottolinea che i residenti nell'UE dovrebbero avere facile accesso a informazioni affidabili, complete e in tempo reale sulle restrizioni di viaggio e sulle misure sanitarie e di sicurezza legate alla pandemia in tutta l'UE; ribadisce l'importanza di una comunicazione multilingue sulla pandemia, accordando particolare attenzione alle lingue utilizzate nelle regioni transfrontaliere; invita la Commissione ad aggiornare di conseguenza il sito web "Re-open EU" al fine di creare un vero e proprio sportello unico che faciliti la libera circolazione durante la pandemia e aiuti in modo significativo i residenti a riprendere il loro stile di vita abituale;

10.  esprime preoccupazione per i numerosi ostacoli incontrati da molti lavoratori transfrontalieri, studenti e coppie binazionali in relazioni stabili a causa della chiusura delle frontiere o delle restrizioni di viaggio; invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle specificità delle regioni transfrontaliere, dove il pendolarismo transfrontaliero è diffuso; propone, a tale proposito, che le persone che vivono nelle regioni frontaliere e i lavoratori transfrontalieri siano esentati dalle misure e dalle restrizioni legate alla pandemia, esigendo al tempo stesso che rispettino i pareri e le misure adottate dalle autorità sanitarie dei pertinenti Stati membri per prevenire la diffusione del virus;

11.  considera della massima importanza un rapido ritorno a uno spazio Schengen pienamente funzionale e ritiene che ciò dipenda dalla volontà politica degli Stati membri e dal loro impegno a coordinare le misure nell'ambito dell'acquis di Schengen; ricorda che occorre evitare qualsiasi azione non coordinata e bilaterale che possa comportare restrizioni inutili della mobilità e della libera circolazione; osserva che la strategia sul futuro di Schengen è una delle iniziative chiave della Commissione per il 2021; ricorda che il completamento dello spazio Schengen è più che auspicabile in quanto garantirà che tutti i cittadini dell'UE possano beneficiare in egual misura dell'acquis dell'UE; ribadisce il suo invito alla Commissione e agli Stati membri a elaborare il più rapidamente possibile piani di emergenza in caso di nuovi picchi di diffusione della COVID-19, per impedire che i controlli temporanei alle frontiere diventino semipermanenti nel medio termine;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 340 del 10.11.1997, pag. 93.
(2) GU L 77 del 23.3.2016, pag. 1.
(3) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(4) Testi approvati, P9_TA(2020)0175.
(5) Testi approvati, P9_TA(2020)0176.
(6) Testi approvati, P9_TA(2020)0240.
(7) GU L 337 del 14.10.2020, pag. 3.


Azioni rappresentative volte a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori ***II
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 novembre 2020 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE (09573/1/2020 – C9-0355/2020 – 2018/0089(COD))
P9_TA(2020)0316A9-0224/2020

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (09573/1/2020 – C9‑0355/2020),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 20 settembre 2018(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 10 ottobre 2018(2),

–  vista la sua posizione in prima lettura(3) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0184),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento,

–  visto l'articolo 67 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione giuridica (A9‑0224/2020),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

3.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto, congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU C 440 del 6.12.2018, pag. 66.
(2) GU C 461 del 21.12.2018, pag. 232.
(3) Testi approvati, P8_TA(2019)0222.

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