Indice 
Testi approvati
Mercoledì 16 dicembre 2020 - Bruxelles
Disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del FEASR e del FEAGA nel 2021 e nel 2022 ***I
 Risorse aggiuntive nel contesto della pandemia di COVID-19: REACT-EU ***I
 Regolamento sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri ***II
 Regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 ***
 Accordo interistituzionale sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, compresa una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie
 Una nuova strategia per le PMI europee

Disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del FEASR e del FEAGA nel 2021 e nel 2022 ***I
PDF 131kWORD 58k
Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 dicembre 2020 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce disposizioni transitorie al sostegno da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) nell'anno 2021 e che modifica i regolamenti (UE) n. 228/2013, (UE) n. 229/2013 e (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda le risorse e la loro distribuzione nell'anno 2021 e i regolamenti (UE) n. 1305/2013, (UE) n. 1306/2013 e (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda le loro risorse e la loro applicabilità nell'anno 2021 (COM(2019)0581 – C9-0162/2019 – 2019/0254(COD))
P9_TA(2020)0354A9-0101/2020

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2019)0581),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C9-0162/2019),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Corte dei conti del 26 febbraio 2020(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 7 maggio 2020(2),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento, e l'informazione da parte del Consiglio sull'approvazione della posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la lettera della commissione per i bilanci,

–  vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A9-0101/2020),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  approva le sue dichiarazioni allegate alla presente risoluzione;

3.  approva le dichiarazioni comuni del Parlamento europeo e del Consiglio allegate alla presente risoluzione;

4.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione allegate alla presente risoluzione;

5.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 16 dicembre 2020 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2020/... del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce alcune disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) negli anni 2021 e 2022 e che modifica i regolamenti (UE) n. 1305/2013, (UE) n. 1306/2013 e (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda le risorse e l'applicazione negli anni 2021 e 2022 e il regolamento (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda le risorse e la distribuzione di tale sostegno in relazione agli anni 2021 e 2022

P9_TC1-COD(2019)0254


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2020/2220.)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LRGISLATIVA

Dichiarazione del Parlamento europeo sulle disposizioni transitorie della PAC e sul quadro finanziario pluriennale

Fondo per la riserva di crisi

Dalla sua istituzione nel 2014, la riserva di crisi nel settore agricolo non è mai stata attivata a causa del meccanismo di disciplina finanziaria prevista all'articolo 25 del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, secondo cui il finanziamento di tale riserva è prelevato all'inizio di ogni anno dall'importo totale dei pagamenti diretti. I fondi non utilizzati vengono ritrasferiti ai pagamenti diretti alla fine dell'anno. Di conseguenza, la riserva non è mai stata utilizzata per evitare di trattenere risorse dagli agricoltori.

Essendo stata creata per assistere gli agricoltori colpiti da instabilità dei prezzi o del mercato, il fatto che la riserva non sia mai stata attivata testimonia la limitatezza della sua struttura finanziaria e del suo funzionamento. La crescente frequenza di condizioni economiche, climatiche avverse e sanitarie che determinano una significativa perturbazione del mercato dimostra l'urgente necessità di un fondo per la riserva di crisi pienamente funzionante, che possa essere attivato e reso disponibile in modo reattivo ed efficiente.

Il Parlamento europeo sottolinea che un fondo per la riserva di crisi integralmente finanziato, con un importo iniziale fissato a 400 milioni di EUR in aggiunta ai bilanci del FEAGA e del FEASR, che sia cumulativo e i cui fondi inutilizzati siano riportati e aggiunti all'anno successivo durante tutto il periodo di programmazione, funzionerebbe in modo più efficace e avrebbe un maggiore impatto per fornire un'assistenza tempestiva nell'eventualità di una crisi e per finanziare misure mirate a favore dei settori colpiti.

Il POSEI e le isole del Mar Egeo

A causa della loro situazione geografica, in particolare la lontananza, l'insularità, la superficie ridotta, la topografia e il clima difficili, le regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea devono far fronte a problemi socioeconomici specifici connessi all'approvvigionamento di prodotti alimentari e agricoli essenziali per il consumo o la produzione agricola. A norma del suddetto articolo, il regolamento (UE) n. 228/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio ha istituito misure specifiche nel settore agricolo per ovviare alle difficoltà causate da tale situazione specifica. Anche il regime di misure specifiche per l'agricoltura a favore delle isole minori del Mar Egeo previsto dal regolamento (UE) n. 229/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio affronta la stessa problematica, in un diverso contesto geografico.

L'importanza di misure e opportunità specifiche in tali regioni e isole giustifica il livello di sostegno speciale che è fondamentale per l'efficace attuazione di tali misure. Pertanto, tenendo conto degli impegni pubblici precedentemente assunti dalla Commissione a favore di tali regioni e isole, il Parlamento europeo chiede che i programmi di grande successo, disciplinati dai regolamenti (UE) n. 228/2013 e (UE) n. 229/2013, proseguano senza interruzioni e che sia mantenuto almeno il livello attuale di sostegno alle regioni e alle isole in questione. In tal modo, l'Unione manifesterebbe solidarietà e impegno nei confronti delle regioni e delle isole che si trovano ad affrontare svantaggi specifici.

Dichiarazione del Parlamento europeo sulle organizzazioni interprofessionali nelle regioni ultraperiferiche

Date le loro dimensioni ridotte e la loro insularità, i mercati locali nelle regioni ultraperiferiche sono particolarmente esposti alle variazioni dei prezzi legate ai flussi delle importazioni dal resto dell'Unione o da paesi terzi. L'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) riconosce le esigenze specifiche delle regioni ultraperiferiche e getta le basi per un quadro legislativo che le assista nel far fronte a tali situazioni particolari. Tale aspetto è affrontato in maniera più approfondita dal regolamento (UE) n. 228/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio. In particolare, poiché il ricorso alle organizzazioni interprofessionali ha dimostrato di essere in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei settori della produzione agricola nelle regioni ultraperiferiche, in tali regioni dovrebbe essere già consentita la flessibilità nell'attuazione delle pertinenti disposizioni del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, in modo da sfruttare appieno le risorse assegnate dal presente regolamento transitorio a tali regioni.

Pertanto, le organizzazioni interprofessionali riconosciute ai sensi dell'articolo 157 del regolamento (UE) n. 1308/2013 e considerate rappresentative dovrebbero avere la possibilità di adottare le misure collettive necessarie per garantire che la produzione locale rimanga competitiva sui mercati locali in questione e sia, nel contempo, sostenibile.

A tal fine, fatti salvi gli articoli 28, 29 e 110 TFUE e l'articolo 165 del regolamento (UE) n. 1308/2013, e lasciando impregiudicato l'articolo 164 di tale regolamento, nonché sulla base dell'articolo 349 TFUE, quale interpretato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea nella sua sentenza nelle cause riunite da C-132/14 a C-136/14, il Parlamento europeo sottolinea l'importanza di esplorare tutti gli strumenti appropriati per consentire, nel quadro di accordi interprofessionali ampliati, agli Stati membri interessati, sentiti i soggetti interessati, di imporre ai singoli operatori economici o ai gruppi di operatori che non appartengono all'organizzazione interprofessionale ma che intervengono sul mercato locale in questione, indipendentemente dalla loro provenienza, il pagamento di tutti o di parte dei contributi finanziari corrisposti dai membri di tale organizzazione, anche nel caso in cui il prodotto di tali contributi finanzi azioni a favore esclusivamente del mantenimento della produzione locale o che detti contributi siano prelevati a un diverso stadio commerciale.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio sulle regioni ultraperiferiche e le isole minori del Mar Egeo

Il Parlamento europeo e il Consiglio ricordano:

—  l'importanza di misure specifiche per le regioni ultraperiferiche, conformemente all'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al regolamento (UE) n. 228/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di tener conto delle particolari caratteristiche di tali regioni;

—  l'importanza di misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle isole minori del Mar Egeo istituite a norma del regolamento (UE) n. 229/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio; nonché

—  che le questioni sopra menzionate giustificano uno speciale sostegno a favore di tali regioni e isole, al fine di attuare misure adeguate.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e del Consiglio sulle modalità di finanziamento dell'UE per il POSEI e le isole minori del Mar Egeo

Il Parlamento europeo e il Consiglio sottolineano che le modalità di finanziamento dell'UE per il POSEI e le isole minori del Mar Egeo incluse nel presente regolamento transitorio per il 2021 e il 2022 sono eccezionali e dettate dalla particolarità delle circostanze, e non costituiscono un precedente per il futuro finanziamento della PAC, né per le regioni ultraperiferiche e le isole minori del Mar Egeo, né per i pagamenti diretti.

Dichiarazione della Commissione sulle regole di commercializzazione dell'olio di oliva

La Commissione prende atto dell'accordo politico tra il Parlamento e il Consiglio sull'emendamento 106 del Parlamento, che inserisce un nuovo articolo 167 bis, relativo al settore dell'olio di oliva, nel regolamento OCM. La Commissione osserva che l'emendamento concordato dal Parlamento e dal Consiglio non è conforme al principio di continuità delle norme vigenti che disciplina il regolamento transitorio, che è di natura sostanziale e che è stato inserito dai colegislatori senza una valutazione d'impatto, come invece richiesto dal punto 15 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio". La Commissione rammenta il proprio impegno a mantenere un'effettiva concorrenza nel settore agricolo e ad attuare pienamente gli obiettivi della PAC stabiliti dall'articolo 39 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Dichiarazione della Commissione sui pagamenti per le zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici

La Commissione prende nota dell'accordo tra i colegislatori secondo cui i fondi EURI, quando integrati nel FEASR, possono essere utilizzati per finanziare pagamenti per le zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici.

La Commissione ha già espresso le proprie preoccupazioni circa il contributo limitato di questo tipo di pagamenti al conseguimento degli obiettivi ambientali e climatici, in quanto gli agricoltori non devono adottare alcuna pratica per ricevere il pagamento. L'inserimento dei pagamenti per le zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici nella parte dei fondi EURI dedicata al contributo agli obiettivi ambientali e climatici non dovrebbe essere pertanto considerata un precedente nel corso dei negoziati sulla futura PAC.

(1) GU C 109 dell'1.4.2020, pag. 1.
(2) GU C 232 del 14.7.2020, pag. 29.


Risorse aggiuntive nel contesto della pandemia di COVID-19: REACT-EU ***I
PDF 117kWORD 46k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 dicembre 2020 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda le risorse aggiuntive straordinarie e le modalità di attuazione nel quadro dell'obiettivo Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione per fornire assistenza allo scopo di promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di Covid-19 e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell'economia (REACT-EU) (COM(2020)0451 – C9-0149/2020 – 2020/0101(COD))
P9_TA(2020)0355A9-0150/2020

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2020)0451),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 177 e l'articolo 322, paragrafo 1, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C9-0149/2020),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Corte dei conti del 13 luglio 2020(1),

–  previa consultazione del Comitato economico e sociale europeo,

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 14 ottobre 2020(2),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento e l'informazione, da parte del Consiglio, dell'approvazione della posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per i bilanci,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A9-0150/2020),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 16 dicembre 2020 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2020/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda le risorse aggiuntive e le modalità di attuazione per fornire assistenza allo scopo di promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia (REACT-EU)

P9_TC1-COD(2020)0101


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2020/2221.)

(1) GU C 272 del 17.8.2020, pag. 1.
(2)Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


Regolamento sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri ***II
PDF 116kWORD 47k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 dicembre 2020 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un regime generale di condizionalità per la tutela del bilancio dell'Unione (09980/1/2020 – C9-0407/2020 – 2018/0136(COD))
P9_TA(2020)0356A9-0262/2020
RETTIFICHE

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (09980/1/2020 – C9-0407/2020),

–  visto il parere della Corte dei conti del 17 agosto 2018(1),

–  visto il parere della Commissione (COM(2020)0843),

–  vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0324),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo provvisorio approvato dalle commissioni competenti a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento,

–  visto l'articolo 67 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i bilanci e della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0262/2020),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  approva la dichiarazione comune del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, allegata alla presente risoluzione;

3.  prende atto della dichiarazione della Commissione allegata alla presente risoluzione;

4.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

5.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

6.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione comune del Parlamento, del Consiglio e della Commissione

Fatto salvo il diritto di iniziativa della Commissione, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono di valutare la possibilità di inserire il contenuto del presente regolamento nel regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018 ("regolamento finanziario") in occasione della sua prossima revisione.

Dichiarazione della Commissione

La Commissione conviene di valutare la possibilità di corredare di opportune proposte, ove necessario, la relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del presente regolamento.

(1) GU C 291 del 17.8.2018, pag. 1.
(2) Testi approvati del 4.4.2019, P8_TA(2019)0349.


Regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 ***
PDF 263kWORD 69k
Risoluzione
Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 dicembre 2020 concernente il progetto di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (09970/2020 – C9-0409/2020 – 2018/0166(APP))
P9_TA(2020)0357A9-0260/2020

(Procedura legislativa speciale – approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di regolamento del Consiglio (09970/2020),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 312 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e dell'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (C9‑0409/2020),

–  vista la sua risoluzione del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – Posizione del Parlamento in vista di un accordo(1),

–  vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini(2),

–  vista la sua risoluzione del 23 luglio 2020 sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020(3),

–  visti l'articolo 92 e l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, del suo regolamento,

–  viste le lettere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per gli affari costituzionali,

–  vista la raccomandazione della commissione per i bilanci (A9‑0260/2020),

1.  dà la sua approvazione al progetto di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 quale enunciato nell'allegato alla presente risoluzione;

2.  approva le dichiarazioni comuni del Parlamento, del Consiglio e della Commissione allegate alla presente risoluzione;

3.  approva la propria dichiarazione allegata alla presente risoluzione;

4.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione allegate alla presente risoluzione;

5.  incarica il suo Presidente di firmare, insieme al Presidente del Consiglio e al Presidente della Commissione, la dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul controllo di bilancio delle nuove proposte basate sull'articolo 122 TFUE che potrebbero avere incidenze rilevanti sul bilancio dell'Unione;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO 1: PROGETTO DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO CHE STABILISCE IL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE PER IL PERIODO 2021-2027

REGOLAMENTO (UE, Euratom) 2020/… DEL CONSIGLIO

del …

che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 312,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 106 bis,

vista la proposta della Commissione europea,

vista l'approvazione del Parlamento europeo(4),

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

previa consultazione del Comitato economico e sociale europeo,

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo una procedura legislativa speciale,

considerando quanto segue:

(1)  Tenuto conto della necessità di un adeguato livello di prevedibilità per la preparazione e l'attuazione degli investimenti a medio termine, la durata del quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbe essere fissata a sette anni a partire dal 1° gennaio 2021.

(2)  L'impatto economico della crisi COVID-19 rende necessario che l'Unione fornisca un quadro finanziario a lungo termine che getti le basi di una transizione equa e inclusiva verso un futuro verde e digitale, che sostenga l'autonomia strategica dell'Unione nel lungo termine e la renda resiliente agli shock in futuro.

(3)  I massimali annui degli stanziamenti di impegno per categoria di spesa e i massimali annui degli stanziamenti di pagamento stabiliti dal presente regolamento dovrebbero rispettare i massimali per gli impegni e le risorse proprie, che sono fissati conformemente alla vigente decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea adottata conformemente all'articolo 311, terzo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) ("decisione sulle risorse proprie").

(4)  Se è necessario attivare le garanzie prestate dal bilancio generale dell'Unione per l'assistenza finanziaria agli Stati membri autorizzata conformemente all'articolo 220, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(5) ("regolamento finanziario"), l'importo necessario dovrebbe essere attivato al di sopra dei massimali per gli stanziamenti di impegno e di pagamento fissati nel QFP, rispettando nel contempo il massimale delle risorse proprie.

(5)  Il QFP non dovrebbe tener conto delle voci di bilancio finanziate da entrate con destinazione specifica ai sensi del regolamento finanziario.

(6)  Il QFP dovrebbe essere fissato a prezzi 2018. Dovrebbero essere inoltre stabilite le regole per gli adeguamenti tecnici annuali del QFP per ricalcolare i massimali e i margini disponibili.

(7)  Dovrebbero essere disciplinate altre situazioni che potrebbero richiedere l'adeguamento del QFP. Tali adeguamenti potrebbero essere connessi al ritardo nell'adozione di nuove norme o programmi in regime di gestione concorrente, a misure connesse alla sana governance economica o a misure adottate ai sensi del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un regime generale di condizionalità per la tutela del bilancio dell'Unione. Dovrebbero essere previste norme anche per un adeguamento specifico dei programmi.

(8)  Dovrebbe essere applicata una flessibilità specifica e al livello massimo possibile per consentire all'Unione di rispettare i propri obblighi in conformità dell'articolo 323 del TFUE.

(9)  I seguenti strumenti speciali tematici sono necessari per consentire all'Unione di rispondere a particolari circostanze o conseguenze impreviste e permettere così il corretto svolgimento della procedura di bilancio: il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, la riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza e la riserva di adeguamento alla Brexit. La riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza non è intesa a far fronte alle conseguenze delle crisi connesse al mercato che interessano la produzione o la distribuzione di prodotti agricoli.

(10)  I seguenti strumenti speciali non tematici sono necessari per aumentare ulteriormente la flessibilità: lo strumento unico di margine e lo strumento di flessibilità. Lo strumento unico di margine dovrebbe consentire il trasferimento dei margini disponibili al di sotto dei massimali per gli stanziamenti di impegno e di pagamento rispettivamente tra gli esercizi e, nel caso degli stanziamenti di impegno, tra le rubriche del QFP, senza superare gli importi totali dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno e di pagamento durante l'intero periodo del QFP. Lo strumento di flessibilità dovrebbe consentire il finanziamento di spese impreviste specifiche per un dato esercizio.

(11)  Dovrebbero essere adottate disposizioni specifiche che prevedano la possibilità di iscrivere in bilancio stanziamenti di impegno e i corrispondenti stanziamenti di pagamento al di sopra dei massimali fissati nel QFP ove sia necessario ricorrere a strumenti speciali.

(12)  Occorre prevedere una revisione del QFP in caso di revisione dei trattati con implicazioni di bilancio, della riunificazione di Cipro o di allargamento dell'Unione, nonché in considerazione dell’esecuzione del bilancio.

(13)  Potrebbe inoltre essere necessario rivedere il presente regolamento in relazione a circostanze impreviste che non possono essere gestite entro i limiti stabiliti dal QFP. In tali circostanze è pertanto necessario prevedere la revisione del QFP.

(14)  Sono altresì necessarie norme specifiche per gestire i grandi progetti la cui durata è decisamente superiore a quella fissata per il QFP. Dovrebbero essere fissati importi massimi per i contributi a tali progetti a carico del bilancio generale dell'Unione, garantendo così che non incidano su altri progetti finanziati da tale bilancio.

(15)  È necessario stabilire le norme generali in materia di cooperazione interistituzionale nel corso della procedura di bilancio, nel rispetto dei poteri di bilancio del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione ("istituzioni") quali stabiliti dai trattati e degli obblighi di trasparenza.

(16)  La Commissione dovrebbe presentare una proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale prima del 1° luglio 2025, onde consentire alle istituzioni di adottarla con sufficiente anticipo rispetto all'inizio del quadro finanziario pluriennale successivo. Conformemente all'articolo 312, paragrafo 4, del TFUE, i massimali corrispondenti all'ultimo anno del QFP stabilito nel presente regolamento dovrebbero continuare ad applicarsi qualora un nuovo quadro finanziario pluriennale non sia stato adottato prima del termine del periodo di validità del QFP di cui al presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Capo 1

Disposizioni generali

Articolo 1

Quadro finanziario pluriennale

Il presente regolamento stabilisce il quadro finanziario pluriennale per gli anni dal 2021 al 2027 (QFP).

Articolo 2

Rispetto dei massimali del QFP

1.  Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione ("istituzioni"), nel corso di ciascuna procedura di bilancio e durante l'esecuzione del bilancio dell'esercizio interessato, rispettano i massimali annui di spesa stabiliti nell'allegato I ("massimali del QFP").

Il sottomassimale per la rubrica 3, di cui all'allegato I, è stabilito lasciando impregiudicata la flessibilità tra i due pilastri della politica agricola comune (PAC). Il massimale adeguato da applicare al pilastro I della PAC a seguito dei trasferimenti tra il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e i pagamenti diretti è fissato nel pertinente atto giuridico e il QFP è conseguentemente adeguato in applicazione dell'adeguamento tecnico previsto all'articolo 4 del presente regolamento.

2.  Ove risulti necessario l'utilizzo delle risorse degli strumenti speciali di cui agli articoli 8, 9, 10 e 12, gli stanziamenti di impegno e i corrispondenti stanziamenti di pagamento sono iscritti a bilancio al di sopra dei massimali fissati nel QFP.

Ove risulti necessario l'utilizzo delle risorse a titolo dello strumento unico di margine di cui all'articolo 11, gli stanziamenti di impegno e i corrispondenti stanziamenti di pagamento sono iscritti a bilancio al di sopra dei massimali fissati nel QFP per un dato anno.

3.  Se è necessario attivare una garanzia per l'assistenza finanziaria agli Stati membri autorizzata conformemente all'articolo 220, paragrafo 1, del regolamento finanziario, l'importo necessario viene attivato al di sopra dei massimali fissati nel QFP.

Articolo 3

Rispetto del massimale delle risorse proprie

1.  Per ognuno degli esercizi coperti dal QFP, il totale degli stanziamenti di pagamento necessari, previo adeguamento annuale e tenuto conto degli adeguamenti e revisioni intervenuti, nonché dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafi 2 e 3, non può portare a un tasso di versamento delle risorse proprie superiore al massimale delle risorse proprie stabilito nella vigente decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea adottato in conformità dell´articolo 311, terzo comma, TFUE ("decisione sulle risorse proprie").

2.  Ove necessario, i massimali del QFP sono ridotti per garantire il rispetto del massimale delle risorse proprie stabilito nella decisione sulle risorse proprie.

Capo 2

Adeguamenti del QFP

Articolo 4

Adeguamenti tecnici

1.  Ogni anno la Commissione, prima della procedura di bilancio dell'esercizio n+1, effettua i seguenti adeguamenti tecnici del QFP:

(a)  una rivalutazione, ai prezzi dell'anno n+1, dei massimali e degli importi globali degli stanziamenti di impegno e degli stanziamenti di pagamento;

(b)  un calcolo del margine residuo disponibile sotto il massimale delle risorse proprie stabilito nella decisione sulle risorse proprie;

(c)  un calcolo dell'importo degli stanziamenti di impegno disponibili nell'ambito dello strumento unico di margine di cui all'articolo 11, paragrafo 1, primo comma, lettera a), nonché dell'importo massimo totale di cui all'articolo 11, paragrafo 2, primo comma, lettera a);

(d)  un calcolo dell'adeguamento del massimale per gli stanziamenti di pagamento nell'ambito dello strumento unico di margine di cui all'articolo 11, paragrafo 1, primo comma, lettera b), nonché dell'importo massimo di cui all'articolo 11, paragrafo 2, primo comma, lettera b);

e)  un calcolo delle dotazioni aggiuntive per programmi specifici di cui all'articolo 5, paragrafo 1, e il risultato dell'adeguamento annuale di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

2.  La Commissione effettua gli adeguamenti tecnici di cui al paragrafo 1 sulla base di un deflatore fisso del 2% annuo.

3.  La Commissione comunica i risultati degli adeguamenti tecnici di cui al paragrafo 1 e le sottostanti previsioni economiche al Parlamento europeo e al Consiglio.

4.  Fatti salvi gli articoli 6 e 7, per l'esercizio considerato non sono effettuati ulteriori adeguamenti tecnici né nel corso dell'esercizio né a titolo di correzioni a posteriori, nel corso degli esercizi successivi.

Articolo 5

Adeguamento specifico dei programmi

1.  Un importo equivalente alle entrate derivanti dalle ammende imposte dalle istituzioni dell'Unione a norma dei regolamenti (CE) n. 1/2003(6) e (CE) n. 139/2004(7) del Consiglio, iscritto nel bilancio dell'anno n-1 in conformità dell'articolo 107 del regolamento finanziario, previa detrazione dell'importo per l'anno n-1 di cui all'articolo 141, paragrafo 1, dell'Accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione europea e dalla Comunità europea dell'energia atomica(8), è disponibile quale dotazione aggiuntiva per:

a)  stanziamenti di impegno per l'anno n+1, a partire dall'anno 2022 e fino al 2027, per i programmi elencati all'allegato II, conformemente alle percentuali stabilite per tali programmi nella colonna "Criterio di ripartizione" della tabella riportata nell'allegato II; e

b)  stanziamenti di pagamento per l'anno n+1, a partire dall'anno 2022 e fino al 2027

L'importo totale delle dotazioni aggiuntive per il periodo dal 2022 al 2027 per stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento rispettivamente è pari a 11 000 milioni di EUR (a prezzi 2018). Per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, l'importo annuo delle dotazioni aggiuntive per stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento rispettivamente è pari ad almeno 1 500 milioni di EUR (a prezzi 2018) e non supera 2 000 milioni di EUR (a prezzi 2018).

L'importo totale delle dotazioni aggiuntive per gli stanziamenti di impegno per i programmi nel periodo dal 2022 al 2027 è stabilito nella colonna "Dotazione aggiuntiva totale degli stanziamenti di impegno a norma dell'articolo 5" della tabella riportata nell'allegato II.

2.  I massimali degli stanziamenti di impegno delle rubriche pertinenti per l'anno n+1, a partire dall'anno 2022 e fino al 2027, sono aumentati degli importi corrispondenti alle dotazioni aggiuntive di cui al paragrafo 1, in conformità delle percentuali stabilite per tali rubriche nella colonna "Criterio di ripartizione" della tabella riportata nell'allegato II. I massimali degli stanziamenti di pagamento per l'anno n+1, a partire dall'anno 2022 e fino al 2027, sono automaticamente aumentati degli importi corrispondenti alle dotazioni aggiuntive di cui al paragrafo 1.

Articolo 6

Adeguamenti relativi alle misure connesse alla corretta governance economica o a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione

1.  In caso di ritiro di una sospensione degli impegni di bilancio riguardante fondi dell'Unione conformemente ai pertinenti atti di base, nel quadro di misure collegate alla sana governance economica o a misure adottate ai sensi del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione, gli importi corrispondenti agli impegni sospesi sono riportati agli anni successivi e i massimali corrispondenti del QFP sono adeguati di conseguenza.

2.  La Commissione comunica al Parlamento europeo e al Consiglio il risultato di eventuali adeguamenti a norma del paragrafo 1.

3.  Gli impegni sospesi dell'anno non possono essere iscritti al bilancio generale dell´Unione oltre l'anno n+2.

Articolo 7

Adeguamento a seguito di nuove norme o di programmi in regime di gestione concorrente

1.  Qualora dopo il 1° gennaio 2021 vengano adottati nuove norme o nuovi programmi in regime di gestione concorrente per i Fondi strutturali, il Fondo di coesione, il Fondo per una transizione giusta, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il Fondo Asilo e migrazione, il Fondo per la Sicurezza interna e lo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti nell’ambito del Fondo per la gestione integrata delle frontiere, gli importi corrispondenti alle dotazioni non utilizzate nel 2021 sono trasferiti in proporzioni uguali su ciascuno degli anni dal 2022 al 2025 e i corrispondenti massimali del QFP sono adeguati di conseguenza.

2.  La Commissione comunica al Parlamento europeo e al Consiglio il risultato di eventuali adeguamenti a norma del paragrafo 1.

Capo 3

Strumenti speciali

Sezione 1

Strumenti speciali tematici

Articolo 8

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

1.  Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, i cui obiettivi e ambito di applicazione sono definiti nel regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, non supera un importo annuo massimo di 186 milioni di EUR (a prezzi 2018).

2.  Gli stanziamenti per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione sono iscritti nel bilancio generale dell'Unione a titolo di stanziamento accantonato.

Articolo 9

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza

1.  La riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza può essere utilizzata per finanziare:

a)  assistenza per rispondere a situazioni di emergenza derivanti da gravi catastrofi contemplate dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea, i cui obiettivi e ambito di applicazione sono definiti nel regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio(9); e

b)  risposte rapide a specifiche necessità urgenti all'interno dell'Unione o nei paesi terzi in seguito a eventi che non potevano essere previsti al momento della formazione del bilancio, in particolare per gli interventi di emergenza e le operazioni di supporto a seguito di catastrofi naturali non contemplate dalla lettera a), catastrofi provocate dall'uomo, crisi umanitarie in caso di minacce su ampia scala per la sanità pubblica o per la salute degli animali e delle piante, nonché in situazioni di particolare pressione alle frontiere esterne dell'Unione dovute alla pressione dei flussi migratori, se le circostanze lo richiedono.

2.  La riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza non supera un importo annuo massimo di 1 200 milioni di EUR (a prezzi 2018). Qualsiasi quota dell'importo annuale non utilizzata nell'anno n può essere utilizzata fino all'anno n+1. La quota dell'importo annuo derivante dall'esercizio precedente viene utilizzata per prima. Qualsiasi quota dell'importo annuo dell'anno n non utilizzata nell'anno n+1 viene annullata.

3.  Gli stanziamenti per la riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza sono iscritti nel bilancio generale dell'Unione a titolo di stanziamento accantonato.

4.  Il 1° ottobre di ciascun anno almeno un quarto dell'importo annuo di cui al paragrafo 2 rimane ancora disponibile per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno.

Fatto salvo il primo comma, è possibile mobilitare al massimo le seguenti percentuali dell'importo complessivo disponibile fino al 1º settembre di ogni anno:

–  50 % per l'assistenza di cui al paragrafo 1, lettera a); l'importo derivante da tale calcolo è ridotto dell'importo mobilitato nell'anno precedente in applicazione del paragrafo 5;

–  35 % per l'assistenza ai paesi terzi di cui al paragrafo 1, lettera b);

–  15 % per l'assistenza all'interno dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera b).

Fatto salvo il primo comma, a decorrere dal 1º settembre di ogni anno, la restante parte dell'importo disponibile può essere utilizzata per l'assistenza di cui al secondo comma per far fronte al fabbisogno che può presentarsi entro la fine di tale anno.

5.  In casi eccezionali e se le residue risorse finanziarie della riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza non sono sufficienti a coprire gli importi ritenuti necessari all'assistenza a norma del paragrafo 1, lettera a) nell'anno in cui si verifica una catastrofe di cui a tale lettera, la Commissione può proporre di finanziare la differenza attingendo agli importi annui a disposizione a favore della riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza nell'anno successivo, fino a un importo massimo di 400 milioni di EUR (a prezzi 2018).

Articolo 10

Riserva di adeguamento alla Brexit

1.  Una riserva di adeguamento alla Brexit fornisce assistenza per contrastare le conseguenze impreviste e negative negli Stati membri e nei settori maggiormente colpiti dal recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione europea e dalla Comunità europea dell'energia atomica, subordinatamente e conformemente alle condizioni stabilite nello strumento pertinente.

2.  La riserva di adeguamento alla Brexit non supera un importo di 5 000 milioni di EUR (a prezzi 2018).

3.  Gli stanziamenti per la riserva di adeguamento alla Brexit sono iscritti nel bilancio generale dell'Unione a titolo di stanziamento accantonato.

Sezione 2

Strumenti speciali non tematici

Articolo 11

Strumento unico di margine

1.  Lo strumento unico di margine comprende:

a)  a partire dal 2022, gli importi corrispondenti ai margini ancora disponibili al di sotto dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno dell'anno n-1 da rendere disponibili al di sopra dei massimali fissati nel QFP per gli stanziamenti di impegno per il periodo 2022-2027;

b)  a partire dal 2022, gli importi equivalenti alla differenza tra i pagamenti eseguiti e il massimale di pagamento per l'anno n-1 del QFP, per adeguare verso l'alto il massimale di pagamento per il periodo 2022-2027; e

c)  importi supplementari che possono essere resi disponibili al di sopra dei massimali fissati nel QFP in un dato anno per gli stanziamenti di impegno o di pagamento, ovvero entrambi, a seconda dei casi, a condizione che siano detratti integralmente dai margini in una o più rubriche del QFP per l'esercizio in corso o gli esercizi futuri per quanto riguarda gli stanziamenti di impegno, e che siano detratti integralmente dai margini al di sotto del massimale di pagamento degli esercizi futuri per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento.

Gli importi possono essere mobilitati a norma del primo comma, lettera c), solo se gli importi disponibili ai sensi di tale comma, lettere a) e b), a seconda dei casi, sono insufficienti, e in ogni caso come soluzione di ultima istanza per rispondere a circostanze impreviste.

Il ricorso al primo comma, lettera c), non comporta un superamento dei massimali totali degli stanziamenti di impegno e di pagamento del QFP per l'esercizio in corso e gli esercizi futuri. Di conseguenza, eventuali importi detratti conformemente a tale lettera non sono ulteriormente mobilitati nel contesto del QFP.

2.  Il ricorso allo strumento unico di margine ai sensi del paragrafo 1, primo comma, lettere a) e c) non supera, in un dato anno, i seguenti valori complessivi:

a)  lo 0,04 % del reddito nazionale lordo dell'Unione in stanziamenti di impegno, calcolato nel quadro dell'adeguamento tecnico annuale del QFP di cui all'articolo 4;

b)  lo 0,03 % del reddito nazionale lordo dell'Unione in stanziamenti di pagamento, calcolato nel quadro dell'adeguamento tecnico annuale del QFP di cui all'articolo 4.

Il ricorso allo strumento unico di margine in un dato anno è coerente con i massimali delle risorse proprie stabiliti nella decisione sulle risorse proprie.

3.  Gli adeguamenti annuali di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera b), non superano i seguenti importi massimi (a prezzi 2018) per il periodo 2025-2027 rispetto al massimale di pagamento iniziale degli esercizi pertinenti:

–  2025 – 8 000 milioni di EUR;

–  2026 – 13 000 milioni di EUR;

–  2027 – 15 000 milioni di EUR.

Gli importi di cui all'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, si aggiungono agli importi massimi di cui al primo comma del presente paragrafo.

L'eventuale adeguamento verso l'alto è interamente compensato da una corrispondente riduzione del massimale di pagamento per l'anno n-1.

4.  Gli importi di cui al paragrafo 1, primo comma, lettere a) e c), del presente articolo possono essere mobilitati dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio prevista all'articolo 314 del TFUE per consentire il finanziamento di spese che non potrebbero essere finanziate all'interno dei pertinenti massimali del QFP disponibili in un dato anno.

L'adeguamento verso l'alto di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera b), del presente articolo è effettuato dalla Commissione, a partire dal 2022, nel quadro dell'adeguamento tecnico di cui all'articolo 4.

Articolo 12

Strumento di flessibilità

1.  Lo strumento di flessibilità può essere utilizzato per il finanziamento di spese impreviste specifiche in stanziamenti di impegno e in corrispondenti stanziamenti di pagamento per un dato esercizio che non possono essere finanziate all'interno dei massimali disponibili di una o più altre rubriche. Il massimale annuo disponibile per lo strumento di flessibilità è pari a 915 milioni di EUR (a prezzi 2018).

2.  La quota dell'importo annuo dello strumento di flessibilità non utilizzata può essere utilizzata fino all'anno n+2. Qualsiasi quota dell'importo annuo derivante dagli esercizi precedenti viene utilizzata per prima, in ordine cronologico. Qualsiasi quota dell'importo annuo dell'anno n non utilizzata entro l'anno n+2 viene annullata.

Capo 4

Revisione del QFP

Articolo 13

Revisione del QFP

1.  Fatti salvi l'articolo 3, paragrafo 2, gli articoli da 14 a 17, il QFP può essere riveduto in caso di situazioni impreviste, nel rispetto del massimale delle risorse proprie stabilito nella decisione sulle risorse proprie.

2.  In linea di principio, l'eventuale proposta di revisione del QFP conformemente al paragrafo 1 è presentata e adottata prima che abbia inizio la procedura di bilancio per l'esercizio o per il primo degli esercizi oggetto della revisione in questione.

3.  L'eventuale proposta di una revisione del QFP conformemente al paragrafo 1 esamina le possibilità di una ridistribuzione delle spese fra i programmi previsti nella rubrica oggetto della revisione, in particolare in base alle prospettive di sottoesecuzione degli stanziamenti.

4.  L'eventuale revisione del QFP conformemente ak paragrafo 1 tiene conto delle possibilità di compensare l'aumento del massimale di una rubrica con la riduzione del massimale di un'altra rubrica.

5.  L'eventuale revisione del QFP conformemente al paragrafo 1 garantisce il mantenimento di una relazione ordinata tra stanziamenti di impegno e di pagamento.

Articolo 14

Revisione relativa all'esecuzione

Unitamente alla comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio dei risultati degli adeguamenti tecnici del QFP, all'occorrenza la Commissione sottopone le proposte di revisione dell'importo totale degli stanziamenti di pagamento che essa ritiene necessarie, tenuto conto dell'esecuzione, per garantire una sana gestione dei massimali di pagamento annuali e, in particolare, il loro andamento ordinato rispetto agli stanziamenti di impegno.

Articolo 15

Revisione in caso di revisione dei trattati

Nel caso di una revisione dei trattati con implicazioni di bilancio, il QFP è riveduto di conseguenza.

Articolo 16

Revisione in caso di allargamento dell'Unione

Nel caso di una o molteplici adesioni all'Unione, il QFP è riveduto per tener conto delle conseguenti spese necessarie.

Articolo 17

Revisione nel caso della riunificazione di Cipro

Nel caso della riunificazione di Cipro, il QFP è riveduto per tener conto della soluzione globale della questione di Cipro nonché delle necessità finanziarie supplementari derivanti dalla riunificazione.

Capo 5

Contributo al finanziamento di grandi progetti

Articolo 18

Contributo al finanziamento di grandi progetti

1.  Un importo massimo di 13 202 milioni di EUR (a prezzi 2018) è disponibile dal bilancio generale dell'Unione per il periodo dal 2021 al 2027 per grandi progetti nel quadro del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma spaziale dell'Unione e l'Agenzia dell'Unione europea per il programma spaziale.

2.  Un importo massimo di 5 000 milioni di EUR (a prezzi 2018) è disponibile dal bilancio generale dell'Unione per il periodo 2021-2027 per il progetto di reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER).

Capo 6

Cooperazione interistituzionale nell'ambito della procedura di bilancio

Articolo 19

Cooperazione interistituzionale nell'ambito della procedura di bilancio

1.  Le istituzioni adottano le misure necessarie per agevolare la procedura annuale di bilancio.

2.  Le istituzioni cooperano lealmente nel corso dell'intera procedura al fine di conciliare le rispettive posizioni. Le istituzioni, in tutte le fasi della procedura, cooperano tramite opportuni contatti interistituzionali al fine di seguire l'andamento dei lavori e analizzare il grado di convergenza.

3.  Le istituzioni vigilano affinché i rispettivi calendari di lavoro siano per quanto possibile coordinati, per consentire lo svolgimento coerente e convergente dei lavori che conducono all'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione.

4.  Possono essere svolti triloghi in tutte le fasi della procedura e ai vari livelli di rappresentanza, in funzione della natura del dibattito previsto. Ciascuna istituzione designa, conformemente al proprio regolamento interno, i rispettivi partecipanti a ciascuna riunione, ne stabilisce il mandato negoziale e comunica tempestivamente alle altre istituzioni le disposizioni pratiche per le riunioni.

Articolo 20

Unità del bilancio

Tutte le spese e le entrate dell'Unione e della Comunità europea dell'energia atomica sono incluse nel bilancio generale dell'Unione in conformità dell'articolo 7 del regolamento finanziario, comprese le spese derivanti da decisioni pertinenti prese all'unanimità dal Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo, nel quadro dell'articolo 332 del TFUE.

Capo 7

Disposizioni finali

Articolo 21

Transizione verso il prossimo quadro finanziario pluriennale

Anteriormente al 1° luglio 2025, la Commissione presenta una proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale.

Articolo 22

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Consiglio

Il presidente

ALLEGATO I

QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE (UE-27)

(milioni di EUR, prezzi 2018)

Stanziamenti di impegno

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

Totale

2021-2027

1.  Mercato unico, innovazione e agenda digitale

19 712

19 666

19 133

18 633

18 518

18 646

18 473

132 781

2.  Coesione, resilienza e valori

49 741

51 101

52 194

53 954

55 182

56 787

58 809

377 768

2a.  Coesione economica, sociale e territoriale

45 411

45 951

46 493

47 130

47 770

48 414

49 066

330 235

2b.  Resilienza e valori

4 330

5 150

5 701

6 824

7 412

8 373

9 743

47 533

3.  Risorse naturali e ambiente

55 242

52 214

51 489

50 617

49 719

48 932

48 161

356 374

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

38 564

38 115

37 604

36 983

36 373

35 772

35 183

258 594

4.  Migrazione e gestione delle frontiere

2 324

2 811

3 164

3 282

3 672

3 682

3 736

22 671

5.  Sicurezza e difesa

1 700

1 725

1 737

1 754

1 928

2 078

2 263

13 185

6.  Vicinato e resto del mondo

15 309

15 522

14 789

14 056

13 323

12 592

12 828

98 419

7.  Pubblica amministrazione europea

10 021

10 215

10 342

10 454

10 554

10 673

10 843

73 102

di cui: spese amministrative delle istituzioni

7 742

7 878

7 945

7 997

8 025

8 077

8 188

55 852

TOTALE STANZIAMENTI DI IMPEGNO

154 049

153 254

152 848

152 750

152 896

153 390

155 113

1 074 300

TOTALE STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

156 557

154 822

149 936

149 936

149 936

149 936

149 936

1 061 058

ALLEGATO II

ADEGUAMENTO SPECIFICO DEI PROGRAMMI — ELENCO DEI PROGRAMMI, CRITERIO DI RIPARTIZIONE

E DOTAZIONE AGGIUNTIVA TOTALE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

 

in milioni di EUR, prezzi 2018

 

Criterio di ripartizione

Dotazione aggiuntiva totale degli stanziamenti di impegno a norma dell'articolo 5

1.  Mercato unico, innovazione e agenda digitale

36,36 %

4 000

Orizzonte Europa

27,27 %

3 000

Fondo InvestEU

9,09 %

1 000

2 b.  Resilienza e valori

54,55 %

6 000

UE per la salute (EU4Health)

26,37 %

2 900

Erasmus+

15,46 %

1 700

Europa creativa

5,45 %

600

Diritti e valori

7,27 %

800

4.  Migrazione e gestione delle frontiere

9,09 %

1 000

Fondo per la gestione integrata delle frontiere

9,09 %

1 000

TOTALE

100,00 %

11 000

ALLEGATO 2: DICHIARAZIONI

1.  Dotazioni dei programmi prioritari, costi di Next Generation EU e flessibilità

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul rafforzamento di programmi specifici e l'adeguamento degli atti di base

Fatti salvi i poteri dell'autorità legislativa e di bilancio, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono di aumentare di 2,5 miliardi di EUR a prezzi 2018 le dotazioni finanziarie previste negli atti di base o, a seconda dei casi, nella programmazione finanziaria dei programmi individuati dal Parlamento europeo. Ciò avverrà mediante una corrispondente riduzione dei margini disponibili al di sotto dei massimali del QFP, fatto salvo l'eventuale ricorso allo strumento di flessibilità nel 2021.

Fatti salvi i poteri legislativi delle istituzioni, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono di inserire negli atti di base dei programmi elencati nell'allegato II del regolamento QFP una disposizione sull'aumento delle dotazioni finanziarie pari agli importi ivi specificati. Per i programmi che istituiscono garanzie di bilancio, l'importo aggiuntivo si rifletterà nel livello supplementare delle garanzie fornite.

Dichiarazione del Parlamento europeo sul rafforzamento di programmi specifici a partire da margini non assegnati

L'importo di 2,5 miliardi di EUR a prezzi 2018 di cui alla dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul rafforzamento di programmi specifici e l'adeguamento degli atti di base sarà così ripartito:

—  Orizzonte Europa: +0,5 miliardi di EUR

—  Erasmus+: +0,5 miliardi di EUR, di cui 165 milioni di EUR nel 2021

—  UE per la salute (EU4Health): +0,5 miliardi di EUR, di cui 70 milioni di EUR nel 2021

—  Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: +0,5 miliardi di EUR

—  Aiuto umanitario: +0,5 miliardi di EUR

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sull'utilizzo dei rientri di capitale dal Fondo investimenti ACP a beneficio dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

Il Consiglio conviene che un importo massimo di 1 miliardo di EUR (a prezzi 2018) proveniente dai rientri di capitale nell'ambito del Fondo investimenti ACP per operazioni effettuate nel quadro del nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo sia utilizzato a beneficio dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale nel periodo 2021-2027. Le tre Istituzioni convengono sul fatto che lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale dovrebbe consentire di ricevere tali fondi.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul riutilizzo dei fondi disimpegnati nell'ambito del programma di ricerca

Fatte salve le rispettive prerogative istituzionali, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono di ricostituire a beneficio del programma di ricerca, nel periodo 2021-2027, stanziamenti d'impegno fino a importo un massimo di 0,5 miliardi di EUR (a prezzi 2018), corrispondente ai disimpegni risultanti dall'inesecuzione totale o parziale di progetti appartenenti a tale programma o al programma precedente, come previsto all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento finanziario.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul trattamento degli interessi passivi e dei rimborsi di Next Generation EU nel QFP 2021-2027

Le tre Istituzioni convengono che le spese a copertura dei costi di finanziamento di Next Generation EU mirino a non ridurre i programmi e i fondi dell'UE.

Le tre Istituzioni concordano sul fatto che il trattamento degli interessi passivi e dei rimborsi di Next Generation EU nel QFP 2021-2027, attualmente stimati a 12,9 miliardi di EUR per i sette anni, non pregiudica il modo in cui la questione sarà affrontata nei futuri QFP a partire dal 2028.

Le tre Istituzioni convengono di lavorare all'introduzione di nuove risorse proprie sufficienti al fine di coprire un importo corrispondente alle spese previste in relazione ai rimborsi e agli interessi passivi.

2.  Risorse proprie

Dichiarazione della Commissione sull'introduzione di una risorsa propria basata su un prelievo sul digitale

Tenuto conto degli sviluppi a livello internazionale, la Commissione accelererà i lavori per la presentazione delle proposte necessarie per l'introduzione di un prelievo sul digitale all'interno dell'Unione e presenterà quanto prima, al più tardi entro giugno 2021, una proposta di atto di base. Su tale base proporrà che le entrate derivanti dal prelievo sul digitale diventino una risorsa propria entro gennaio 2023.

Dichiarazione della Commissione sull'introduzione di una risorsa propria basata su un'imposta sulle transazioni finanziarie

Le discussioni in merito all'imposta sulle transazioni finanziarie nel quadro della cooperazione rafforzata sono tuttora in corso e dovrebbero concludersi entro la fine del 2022. Qualora si giunga a un accordo in merito, la Commissione presenterà una proposta volta a trasferire le entrate derivanti da tale imposta al bilancio dell'UE come risorsa propria.

In caso di mancato accordo entro la fine del 2022, la Commissione proporrà, in base a valutazioni d'impatto, una nuova risorsa propria basata su una nuova imposta sulle transazioni finanziarie. La Commissione si adopera per presentare tali proposte entro giugno 2024 in vista della sua introduzione entro il 1º gennaio 2026.

3.  Ruolo dell'autorità di bilancio

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul controllo di bilancio delle nuove proposte basate sull'articolo 122 TFUE che potrebbero avere incidenze rilevanti sul bilancio dell'Unione

considerando quanto segue:

(1)  Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione (le "tre Istituzioni") riconoscono che l'articolo 122 TFUE costituisce una base giuridica per l'adozione di misure volte ad affrontare specifiche situazioni di crisi e con potenziali incidenze sul bilancio che possono avere un impatto sull'andamento della spesa dell'Unione entro i limiti delle sue risorse proprie.

(2)  Alla luce delle competenze di bilancio loro conferite dai trattati, è opportuno che i due rami dell'autorità di bilancio deliberino riguardo alle incidenze sul bilancio di tali atti previsti, qualora dette incidenze possano verosimilmente essere rilevanti. A tal fine, la Commissione dovrebbe fornire tutte le informazioni pertinenti necessarie per assistere il Parlamento europeo e il Consiglio nelle loro deliberazioni,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

1.  La presente dichiarazione stabilisce le modalità di una procedura di controllo di bilancio (in appresso, la "procedura") tra il Parlamento europeo e il Consiglio, con l'assistenza attiva della Commissione.

2.  Tale procedura può essere seguita per una proposta della Commissione relativa a un atto del Consiglio basata sull'articolo 122 TFUE che potrebbe avere incidenze rilevanti sul bilancio dell'Unione.

3.  La Commissione accluderà alle proposte di questo tipo una valutazione delle incidenze sul bilancio dell'atto giuridico proposto e indicherà se l'atto in questione possa, a suo avviso, avere incidenze rilevanti sul bilancio dell'Unione. Su tale base, il Parlamento europeo e il Consiglio possono chiedere l'avvio della procedura.

4.  La procedura si svolgerà nell'ambito di un comitato misto composto da rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio al livello appropriato. La Commissione parteciperà ai lavori del comitato.

5.  Fatti salvi i poteri del Consiglio a norma dell'articolo 122 TFUE, il Parlamento europeo e il Consiglio avvieranno un dialogo costruttivo al fine di giungere a una comprensione comune riguardo alle incidenze sul bilancio dell'atto giuridico previsto, tenendo in debita considerazione l'urgenza della questione.

6.  La procedura dovrebbe svolgersi in un periodo non superiore a due mesi, a meno che l'atto in questione non debba essere adottato prima di una data determinata o, se l'urgenza della questione lo richiede, entro un termine più breve fissato dal Consiglio.

Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sul riesame delle disposizioni del regolamento finanziario relative alle entrate con destinazione specifica esterne e all'assunzione ed erogazione di prestiti

Nel contesto di Next Generation EU, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono che, nel quadro della prossima revisione del regolamento finanziario, saranno valutate e, se del caso, rivedute le seguenti questioni:

—  le disposizioni relative alle entrate con destinazione specifica esterne, in particolare le disposizioni di cui all'articolo 21, paragrafo 5, del regolamento finanziario;

—  le disposizioni in materia di rendicontazione riguardo alle operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti.

Le tre Istituzioni riconoscono che le norme vigenti in materia di audit e procedura di discarico si applicano alle entrate con destinazione specifica.

4.  Questioni orizzontali — Clima, biodiversità, parità tra donne e uomini e obiettivi di sviluppo sostenibile

Dichiarazione della Commissione sulla metodologia di controllo del clima e sul coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio

La Commissione garantirà che la metodologia di controllo del clima sia accessibile, trasparente e disponibile al pubblico. La Commissione procederà a uno scambio di opinioni sulla metodologia di controllo del clima con il Parlamento europeo e il Consiglio. La trasparenza e lo scambio di informazioni con il Parlamento e il Consiglio sui progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi climatici costituiranno un principio fondamentale del controllo del clima.

Dichiarazione della Commissione relativa ai contributi all'azione per il clima per programma

Fatti salvi i poteri legislativi del Parlamento europeo e del Consiglio in relazione ai pertinenti atti di base settoriali, i contributi all'azione per il clima per il periodo 2021-2027 al fine di conseguire l'obiettivo generale di destinare almeno il 30 % dell'importo totale delle spese bilancio dell'Unione e di Next Generation EU sono indicati per i programmi e i fondi pertinenti come segue:

Programmi

Contributo minimo previsto

Orizzonte Europa

35 %

ITER

100 %

Fondo InvestEU

30 %

Meccanismo per collegare l'Europa

60 %

FESR

30 %

Fondo di coesione

37 %

REACT-EU

25 %

Dispositivo per la ripresa e la resilienza

37 %

PAC 2021 - 2022

26 %

PAC 2023 - 2027

40 %

FEAMP

30 %

LIFE

61 %

Fondo per una transizione giusta

100 %

NDICI

25 %

PTOM

25 %

Assistenza preadesione

16 %

La Commissione utilizzerà questi contributi all'azione per il clima come punto di riferimento per valutare gli scostamenti e proporre misure in caso di progressi insufficienti.

Dichiarazione della Commissione sulla metodologia di sorveglianza per la biodiversità e sul coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio

La Commissione garantirà che la metodologia di sorveglianza per la biodiversità sia accessibile, trasparente e disponibile al pubblico. Dopo il completamento di uno studio sulla metodologia recentemente avviato dalla Commissione, quest'ultima procederà a uno scambio di opinioni sulla metodologia con il Parlamento europeo e il Consiglio. La trasparenza e lo scambio di informazioni con il Parlamento e il Consiglio sui progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi in materia di biodiversità saranno fondamentali ai fini della sorveglianza.

5.  Altre dichiarazioni

Dichiarazione della Commissione su un riesame/una revisione intermedi

Entro il 1° gennaio 2024, la Commissione presenterà un riesame del funzionamento del QFP.

Il riesame può essere accompagnato, se del caso, da pertinenti proposte di revisione del regolamento QFP in conformità delle procedure stabilite nel TFUE.

(1) GU C 363 del 28.10.2020, pag. 179.
(2) Testi approvati, P9_TA(2019)0032.
(3) Testi approvati, P9_TA(2020)0206.
(4)Approvazione del … ( non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(5)Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(6)Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1)
(7)Regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese ("Regolamento comunitario sulle concentrazioni") (GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1).
(8)GU L 29 del 31.1.2020, pag. 7.
(9)Regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3).


Accordo interistituzionale sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, compresa una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie
PDF 205kWORD 73k
Decisione
Allegato
Allegato
Allegato
Decisione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2020 sulla conclusione di un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, nonché su nuove risorse proprie, compresa una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie (2018/2070(ACI))
P9_TA(2020)0358A9-0261/2020

Il Parlamento europeo,

–  viste la proposta di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (COM(2018)0323), presentata dalla Commissione il 2 maggio 2018, e la proposta modificata (COM(2020)0444),

–  visto il progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, nonché su nuove risorse proprie, compresa una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie,

–  visti gli articoli 295, 310, 311, 312, 323 e 324 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'accordo di Parigi adottato in occasione della 21a sessione della Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, svoltasi a Parigi nel dicembre 2015,

–  vista la sua risoluzione del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo(1),

–  vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini(2),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze(3),

–  vista la sua risoluzione del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano di ripresa(4),

–  viste le conclusioni adottate dal Consiglio europeo il 21 luglio 2020,

–  vista la sua risoluzione del 23 luglio 2020 sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020(5),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 16 settembre 2020 sul progetto di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(6),

–  visto l'articolo 148, paragrafo 1, del suo regolamento,

–  vista la lettera della commissione per i bilanci,

–  vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A9-0261/2020),

A.  considerando che è opportuno adottare, nel contesto del quadro finanziario pluriennale (QFP), un accordo interistituzionale che ne stabilisca le modalità di attuazione;

B.  considerando che il 10 novembre 2020 i rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione hanno raggiunto un accordo politico globale sul QFP per il periodo 2021-2027, le risorse proprie e lo strumento europeo per la ripresa (Next Generation EU);

C.  considerando che detto accordo politico comprende un accordo interistituzionale rinnovato sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, nonché su nuove risorse proprie, inclusa una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie ("AII");

D.  considerando inoltre che il 5 novembre 2020 è stato raggiunto un accordo politico sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri;

E.  considerando che il nuovo accordo andrà a sostituire l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(7);

F.  considerando che l'attuazione della disciplina di bilancio, della cooperazione tra le istituzioni in materia di bilancio e della sana gestione finanziaria esige che il Consiglio condivida le informazioni necessarie con il Parlamento nel quadro della procedura di discarico relativa al Consiglio europeo e al Consiglio, in modo da garantire che il Parlamento disponga delle informazioni necessarie sulle modalità con cui il Consiglio dà esecuzione al proprio bilancio, direttamente o tramite la Commissione;

G.  considerando che il nuovo accordo contiene nuovi elementi importanti, segnatamente una tabella di marcia per l'introduzione di nuove risorse proprie nel corso dei prossimi sette anni, disposizioni su un controllo di bilancio rafforzato sulla spesa per i finanziamenti di Next Generation EU e meccanismi per monitorare la spesa relativa agli obiettivi in materia di clima e biodiversità, alla parità di genere e all'integrazione della dimensione di genere;

H.  considerando che l'AII contiene per la prima volta disposizioni sulle risorse proprie, segnatamente un nuovo allegato che stabilisce una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie nel periodo di riferimento del QPF (2021-2027), che sono sufficienti a coprire gli interessi e i costi di rimborso dello strumento europeo per la ripresa (Next Generation EU); che la tabella di marcia accresce la credibilità e la sostenibilità della decisione relativa alle risorse proprie garantendo che i massimali delle risorse proprie siano sufficientemente elevati per poter coprire le passività dell'Unione, conformemente al principio della disciplina di bilanci ai sensi dell'articolo 310, paragrafo 4, TFUE; che le entrate derivanti dalle risorse proprie eccedenti quanto necessario per il rimborso continueranno a finanziare il bilancio dell'Unione come entrate generali, conformemente al principio dell'universalità; che detta tabella di marcia non preclude ulteriori proposte di nuove risorse proprie durante il periodo finanziario 2021-2027;

I.  considerando che l'AII contiene una nuova parte sulla cooperazione riguardo allo strumento europeo per la ripresa (Next Generation EU), che mira a garantire un adeguato coinvolgimento dell'autorità di bilancio nella governance delle entrate con destinazione specifica esterne nell'ambito di Next Generation EU; che tale parte fa riferimento a una nuova dichiarazione comune sul controllo di bilancio delle nuove proposte basate sull'articolo 122 TFUE con potenziali implicazioni apprezzabili per il bilancio dell'Unione;

J.  considerando che l'accordo prevede il monitoraggio, in tutti i programmi dell'Unione, della spesa riferita agli obiettivi in materia di clima e biodiversità, alla parità di genere e agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; che l'AII contiene miglioramenti significativi per quanto riguarda la concezione e l'attuazione di metodologie per il monitoraggio dell'obiettivo di destinare alla spesa per il clima il 30 % del bilancio complessivo dell'Unione e della spesa a titolo dello strumento europeo per la ripresa, per lo sviluppo di un nuovo obiettivo annuale di spesa per la biodiversità del QFP del 7,5 % a partire dal 2024 e del 10 % nel 2026 e 2027, e per la misurazione della spesa di genere, compresa la promozione dell'integrazione della dimensione di genere;

K.  considerando che l'AII contiene una nuova parte sulla qualità e la comparabilità dei dati sui beneficiari, che mira all'introduzione di misure standardizzate per la raccolta, il confronto e l'aggregazione di informazioni e cifre sui beneficiari finali dei finanziamenti dell'Unione;

L.  considerando che l'AII è inteso come avente applicazione orizzontale e non impedisce ai colegislatori di concordare, nell'ambito di un regolamento specifico, misure addizionali per migliorare la qualità e la comparabilità dei dati, in particolare per quanto riguarda i programmi di gestione diretta, o per migliorare ulteriormente il coinvolgimento dell'autorità di bilancio nella governance delle entrate con destinazione specifica esterne;

M.  considerando che l'AII comprende inoltre per la prima volta disposizioni relative alla cooperazione e al dialogo tra le istituzioni durante i negoziati sul QFP, al fine di dare attuazione a quanto prescritto dal trattato, a norma del quale le istituzioni prendono tutte le misure necessarie per facilitare l'adozione di un QFP e promuovere la concertazione e il ravvicinamento fra le loro posizioni in materia di bilancio;

N.  considerando che l'AII salvaguarda le disposizioni esistenti e contiene nuovi meccanismi relativi alla mobilitazione degli strumenti speciali, ossia il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, la riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza, la riserva di adeguamento alla Brexit, lo strumento unico di margine e lo strumento di flessibilità;

O.  considerando che l'AII prevede ulteriori adeguamenti mirati sulla trasparenza della programmazione e delle previsioni;

P.  considerando che lo strumento dell'Unione europea per la ripresa comprende un nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza; che nel contesto dell'accordo politico raggiunto sullo strumento dell'Unione europea per la ripresa e il coinvolgimento dell'autorità di bilancio nella governance delle entrate con destinazione specifica esterne nell'ambito di detto strumento, è opportuno ricordare la necessità di un quadro giuridico obiettivo, equo e trasparente per la selezione dei progetti da finanziare a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza, nonché sottolineare il ruolo delle autorità regionali e locali nel contribuire a conseguire una ripresa simmetrica, non solo tra gli Stati ma anche tra le regioni;

1.  approva la conclusione dell'accordo in allegato;

2.  incarica il suo Presidente di firmare l'accordo con il Presidente del Consiglio e il Presidente della Commissione e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere per conoscenza la presente decisione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

ACCORDO INTERISTITUZIONALE TRA IL PARLAMENTO EUROPEO, IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E LA COMMISSIONE EUROPEA SULLA DISCIPLINA DI BILANCIO, SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI BILANCIO E SULLA SANA GESTIONE FINANZIARIA, NONCHÉ SU NUOVE RISORSE PROPRIE, COMPRESA UNA TABELLA DI MARCIA VERSO L'INTRODUZIONE DI NUOVE RISORSE PROPRIE

IL PARLAMENTO EUROPEO, IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E LA COMMISSIONE EUROPEA,

in seguito denominati "istituzioni",

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 295,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

1.  Il presente accordo ha lo scopo di dare applicazione alla disciplina di bilancio, di migliorare lo svolgimento della procedura annuale di bilancio e la cooperazione tra istituzioni in materia di bilancio, nonché di garantire una sana gestione finanziaria, così come di attuare una cooperazione e stabilire una tabella di marcia verso l'introduzione, per la durata del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 ("QFP 2021-2027") di nuove risorse proprie sufficienti a coprire il rimborso dello strumento dell'Unione europea per la ripresa istituito a norma del regolamento (UE) 2020/... del Consiglio(8)(9) ("regolamento EURI).

2.  La disciplina di bilancio di cui al presente accordo si applica a tutte le spese. Il presente accordo impegna le istituzioni, per tutta la sua durata. Gli allegati del presente accordo ne costituiscono parte integrante.

3.  Il presente accordo non incide sulle rispettive competenze di bilancio e legislative delle istituzioni, quali definite nei trattati, nel regolamento (UE, Euratom) 2020/...(10)(11) del Consiglio ("regolamento QFP"), e nel regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(12) ("regolamento finanziario"), nonché nella decisione (UE, Euratom) 2020/...(13)(14) del Consiglio ("decisione sulle risorse proprie"), e non pregiudica le competenze dei parlamenti nazionali in materia di risorse proprie.

4.  Per qualsiasi modifica del presente accordo è necessario il comune accordo delle istituzioni.

5.  Il presente accordo si compone di quattro parti:

–  la parte I contiene disposizioni relative al quadro finanziario pluriennale (QFP) e agli strumenti speciali tematici e non tematici;

–  la parte II riguarda la cooperazione interistituzionale in materia di bilancio;

–  la parte III contiene disposizioni relative alla sana gestione finanziaria dei fondi dell'Unione;

–  la parte IV contiene disposizioni relative alla qualità e alla comparabilità dei dati sui beneficiari nel contesto della protezione del bilancio dell'Unione.

6.  Il presente accordo entra in vigore il ... (15) e sostituisce l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(16).

PARTE I

QFP E STRUMENTI SPECIALI

A.  DISPOSIZIONI RELATIVE AL QFP

7.  Ai fini della sana gestione finanziaria, nel corso della procedura di bilancio e al momento dell'adozione del bilancio generale dell'Unione, le istituzioni si adoperano affinché restino disponibili, per quanto possibile, margini sufficienti al di sotto dei massimali delle varie rubriche del QFP, tranne che per la sottorubrica "Coesione economica, sociale e territoriale".

Aggiornamento delle previsioni per gli stanziamenti di pagamento

8.  Ogni anno la Commissione aggiorna le previsioni per gli stanziamenti di pagamento per il periodo che va almeno fino al 2027. Tale aggiornamento tiene conto di tutte le informazioni pertinenti, inclusa l'effettiva esecuzione degli stanziamenti d'impegno e degli stanziamenti di pagamento, nonché delle previsioni di esecuzione. Tiene conto anche delle norme volte a garantire l'andamento ordinato degli stanziamenti di pagamento rispetto agli stanziamenti di impegno e alle previsioni di crescita del reddito nazionale lordo dell'Unione (RNL).

B.  DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI STRUMENTI SPECIALI TEMATICI E NON TEMATICI

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

9.  Se sono soddisfatte le condizioni per mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione quali stabilite nell'atto di base pertinente, la Commissione presenta una proposta di mobilitazione e la decisione di mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è presa congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Contemporaneamente alla presentazione della proposta di decisione di mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti.

Gli storni relativi al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione sono effettuati in conformità del regolamento finanziario.

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza

10.  Qualora ritenga che siano soddisfatte le condizioni per mobilitare la riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno dalla riserva stessa verso le linee di bilancio corrispondenti in conformità del regolamento finanziario.

La decisione di mobilitare importi a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), del regolamento QFP è presa congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio su proposta della Commissione in conformità dell'atto di base pertinente.

Prima di presentare qualsiasi proposta di storno dalla riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza per l'assistenza a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), del regolamento QFP, la Commissione esamina le possibilità di riassegnazione degli stanziamenti.

Riserva di adeguamento alla Brexit

11.  Qualora siano soddisfatte le condizioni per mobilitare la riserva di adeguamento alla Brexit quali stabilite nello strumento pertinente, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti.

Gli storni relativi alla riserva di adeguamento alla Brexit sono effettuati in conformità del regolamento finanziario.

Strumento unico di margine

12.  La Commissione può proporre di mobilitare gli importi corrispondenti a una parte o alla totalità dei margini di cui all'articolo 11, paragrafo 1, primo comma, lettere a) e c), del regolamento QFP, in relazione a un progetto di bilancio o a un progetto di bilancio rettificativo. La mobilitazione di un qualsiasi importo di cui all'articolo 11, paragrafo 1, primo comma, lettera c), di tale regolamento è proposta dalla Commissione dopo una valutazione approfondita di tutte le altre possibilità finanziarie.

Tali importi possono essere mobilitati dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio di cui all'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Strumento di flessibilità

13.  La Commissione presenta una proposta di mobilitazione dello strumento di flessibilità previo esame di tutte le possibilità di riassegnazione degli stanziamenti nella rubrica cui si riferisce il fabbisogno di spesa supplementare.

Tale proposta indica il fabbisogno da coprire e il relativo importo. La proposta può essere presentata in relazione a un progetto di bilancio o a un progetto di bilancio rettificativo.

Lo strumento di flessibilità può essere mobilitato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio di cui all'articolo 314 TFUE.

PARTE II

MIGLIORAMENTO DELLA COOPERAZIONE INTERISTITUZIONALE IN MATERIA DI BILANCIO

A.  PROCEDURA DI COOPERAZIONE INTERISTITUZIONALE

14.  Le modalità della cooperazione interistituzionale nel corso della procedura di bilancio sono indicate nell'allegato I.

15.  In linea con l'articolo 312, paragrafo 5, TFUE, le istituzioni adottano ogni misura necessaria a facilitare l'adozione di un nuovo QFP o di una sua revisione, conformemente alla procedura legislativa speciale di cui all'articolo 312, paragrafo 2, TFUE. Tali misure comprenderanno riunioni e scambi di informazioni, su base regolare, tra il Parlamento europeo e il Consiglio, su iniziativa della Commissione, incontri tra i presidenti delle istituzioni come stabilito all'articolo 324 TFUE al fine di favorire la concertazione e il ravvicinamento fra le posizioni delle istituzioni. Se è stata presentata una proposta di nuovo QFP o di revisione sostanziale, le istituzioni cercheranno di determinare modalità specifiche per cooperare e dialogare tra loro durante tutta la procedura che porta alla sua adozione.

Trasparenza di bilancio

16.  La Commissione prepara una relazione annuale che accompagna il bilancio generale dell'Unione, in cui sono riunite le informazioni disponibili non riservate relative a:

a)  le attività e passività dell'Unione, incluse quelle derivanti dalle operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti effettuate dall'Unione in conformità delle competenze conferitele dai trattati;

b)  le entrate, spese, attività e passività del Fondo europeo di sviluppo(17), del fondo europeo di stabilità finanziaria, del meccanismo europeo di stabilità e di altri eventuali meccanismi futuri;

c)  le spese sostenute dagli Stati membri nel quadro della cooperazione rafforzata, purché non siano incluse nel bilancio generale dell'Unione;

d)  la spesa per il clima, sulla base di una metodologia efficace stabilita dalla Commissione e, se pertinente, in conformità della legislazione settoriale, per il monitoraggio della spesa per il clima e della sua prestazione al fine di conseguire l'obiettivo generale di destinare almeno il 30 % dell'importo totale delle spese di bilancio dell'Unione e dello strumento dell'Unione europea per la ripresa al sostegno degli obiettivi climatici, tenendo in considerazione gli effetti della soppressione graduale dei finanziamenti a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa e differenziando, laddove fattibile, la mitigazione dei cambiamenti climatici dall'adattamento agli stessi.

In caso di progressi insufficienti verso il conseguimento dell'obiettivo relativo alla spesa per il clima in uno o più dei pertinenti programmi, le istituzioni, conformemente alle loro responsabilità e alla legislazione in materia, si consulteranno in merito alle misure appropriate da adottare per garantire che la spesa dell'Unione in relazione agli obiettivi climatici per l'intera durata del QFP 2021-2027 corrisponda almeno al 30 % dell'importo totale del bilancio dell'Unione e della spesa a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa;

e)  la spesa che contribuisce ad arrestare e invertire il processo di perdita di biodiversità, sulla base di una metodologia efficace, trasparente e globale stabilita dalla Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo e con il Consiglio, e, se pertinente, in conformità della legislazione settoriale, al fine di adoperarsi per conseguire l'ambizioso traguardo di destinare il 7,5 % nel 2024, il 10 % nel 2026 e nel 2027, della spesa annuale a titolo del QFP agli obiettivi relativi alla biodiversità, tenendo conto nel contempo delle sovrapposizioni esistenti tra obiettivi in materia di clima e biodiversità;

f)  la promozione della parità tra donne e uomini, nonché dei diritti e delle pari opportunità per tutti durante l'intero periodo di attuazione e sorveglianza dei programmi pertinenti, nonché l'integrazione di tali obiettivi e della prospettiva di genere, anche rafforzando la valutazione di impatto di genere nelle valutazioni di impatto e nelle valutazioni ex post nel quadro di "Legiferare meglio". La Commissione esaminerà le modalità atte a sviluppare una metodologia per misurare la spesa pertinente a livello di programma nel QFP 2021-2027. La Commissione utilizzerà tale metodologia non appena disponibile. Al più tardi il 1º gennaio 2023 la Commissione applicherà tale metodologia per determinati programmi gestiti a livello centrale al fine di verificarne la fattibilità. A medio termine sarà valutato se la metodologia possa essere estesa ad altri programmi per la restante durata del QFP 2021-2027.

g)  l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite in tutti i pertinenti programmi dell'Unione che rientrano nel QFP 2021-2027.

Le metodologie efficaci di cui al primo comma, lettere d) ed e), comprenderanno, per quanto possibile, un riferimento al contributo del bilancio dell'Unione al Green Deal europeo, che include il principio del "non nuocere".

La metodologia efficace di cui al primo paragrafo, lettera d), sarà trasparente, globale, orientata ai risultati e basata sulle prestazioni, comprenderà una consultazione annuale, da parte della Commissione, del Parlamento europeo e del Consiglio, e individuerà le misure pertinenti da adottare in caso di progressi insufficienti verso il conseguimento dei target finali applicabili.

Nessuna delle metodologie di cui al presente punto dovrebbe comportare oneri amministrativi eccessivi per i titolari o per i beneficiari dei progetti.

17.  La Commissione prepara una relazione annuale sull'attuazione dello strumento dell'Unione europea per la ripresa. Tale relazione annuale riunisce le informazioni disponibili non riservate relative a:

–  attività e passività derivanti dalle operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti effettuate in conformità dell'articolo 5 della decisione sulle risorse proprie;

–  importo aggregato dei proventi assegnati ai programmi dell'Unione in attuazione dello strumento dell'Unione europea per la ripresa nell'esercizio precedente, per ogni programma e linea di bilancio;

–  contributo dei prestiti contratti al conseguimento degli obiettivi dello strumento dell'Unione europea per la ripresa e dei programmi specifici dell'Unione.

B.  INSERIMENTO DI DISPOSIZIONI FINANZIARIE NEGLI ATTI LEGISLATIVI

18.  Ciascun atto legislativo, concernente un programma pluriennale, adottato conformemente alla procedura legislativa ordinaria comprende una disposizione nella quale il legislatore determina la dotazione finanziaria del programma.

Tale importo costituisce, per il Parlamento europeo e il Consiglio, il riferimento privilegiato nel corso della procedura annuale di bilancio.

Per i programmi di cui all'allegato II del regolamento QFP, l'importo di riferimento privilegiato è automaticamente aumentato delle dotazioni aggiuntive di cui all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento QFP.

Il Parlamento europeo e il Consiglio nonché la Commissione, quando elabora il progetto di bilancio, si impegnano a non discostarsi da tale importo in misura superiore al 15 % per tutta la durata del programma in oggetto, salvo in caso di nuove circostanze oggettive e durature, esposte in una motivazione esplicita e precisa, che consideri i risultati raggiunti nell'attuazione del programma fondandosi in particolare su valutazioni. Eventuali aumenti risultanti da tale variazione restano al di sotto del massimale esistente per la rubrica in questione, fatto salvo il ricorso agli strumenti di cui al regolamento QFP e al presente accordo.

Il quarto comma non si applica alle dotazioni aggiuntive di cui al terzo comma.

Il presente punto non si applica né agli stanziamenti di coesione adottati conformemente alla procedura legislativa ordinaria e preassegnati agli Stati membri, che contengano un importo di riferimento finanziario per l'intera durata del programma, né ai grandi progetti di cui all'articolo 18 del regolamento QFP.

19.  Gli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione che riguardano programmi pluriennali che non sono adottati conformemente alla procedura legislativa ordinaria non contengono "un importo ritenuto necessario".

Qualora il Consiglio intenda introdurre un importo di riferimento finanziario, tale importo è da considerarsi come l'espressione della volontà del legislatore e non pregiudica le competenze di bilancio del Parlamento europeo e del Consiglio definite nel TFUE. Una disposizione in tale senso è inserita in ciascun atto giuridicamente vincolante dell'Unione contenente un siffatto importo di riferimento finanziario.

C.  SPESE RELATIVE AGLI ACCORDI IN MATERIA DI PESCA

20.  Le spese relative agli accordi in materia di pesca sono soggette alle norme specifiche seguenti.

La Commissione si impegna a tenere periodicamente informato il Parlamento europeo sulla preparazione e sull'andamento dei negoziati sugli accordi in materia di pesca, comprese le implicazioni sul bilancio di tali accordi.

Nell'ambito della procedura legislativa relativa agli accordi in materia di pesca, le istituzioni si impegnano a fare tutto il possibile per garantire un rapido espletamento delle procedure.

Gli importi previsti nel bilancio per nuovi accordi in materia di pesca o per il rinnovo di accordi in materia di pesca che entrano in vigore dopo il 1° gennaio dell'esercizio in questione sono collocati in riserva.

Se gli stanziamenti relativi agli accordi in materia di pesca, compresa la riserva, risultano insufficienti, la Commissione fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio le informazioni necessarie sulle cause di tale situazione e sulle misure che potrebbero essere adottate secondo le procedure stabilite. Se necessario, la Commissione propone adeguate misure.

Ogni trimestre, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio informazioni dettagliate sull'attuazione degli accordi in materia di pesca in vigore e sulle previsioni finanziarie per il resto dell'anno.

21.  Fatta salva la pertinente procedura che disciplina la negoziazione degli accordi in materia di pesca, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano, nel quadro della cooperazione di bilancio, a raggiungere un accordo tempestivo sul finanziamento adeguato degli accordi di pesca.

D.  FINANZIAMENTO DELLA POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE (PESC)

22.  L'importo totale delle spese operative della PESC è iscritto interamente in un unico capitolo del bilancio, denominato PESC. Tale importo comprende il fabbisogno effettivo prevedibile, valutato nel quadro della formazione del progetto di bilancio sulla base delle previsioni elaborate annualmente dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ("alto rappresentante"). È consentito un ragionevole margine per azioni impreviste. Nessun fondo può essere iscritto in riserva.

23.  Per le spese della PESC a carico del bilancio dell'Unione a norma dell'articolo 41 del trattato sull'Unione europea, le istituzioni si impegnano a giungere ogni anno, in seno al comitato di conciliazione di cui all'articolo 314, paragrafo 5, TFUE, e in base al progetto di bilancio elaborato dalla Commissione, ad un accordo sull'importo delle spese operative e sulla ripartizione di tale importo tra gli articoli del capitolo PESC del bilancio. In caso di mancato accordo, resta inteso che il Parlamento europeo e il Consiglio iscrivono nel bilancio l'importo contenuto nel bilancio precedente o quello proposto nel progetto di bilancio, se quest'ultimo è inferiore.

L'importo totale delle spese operative della PESC è ripartito tra gli articoli del capitolo PESC del bilancio come prospettato al terzo comma. Ciascun articolo è a copertura di azioni già adottate, di azioni previste ma non ancora adottate e di importi per azioni future - impreviste - che il Consiglio adotterà nel corso dell'esercizio in questione.

All'interno del capitolo PESC del bilancio, gli articoli in cui devono essere iscritte le azioni PESC potrebbero essere nei termini seguenti:

–  missioni principali di cui all'articolo 52, paragrafo 1, lettera g), del regolamento finanziario;

–  altre missioni (per operazioni di gestione delle crisi, prevenzione e soluzione dei conflitti e di stabilizzazione al termine dei conflitti, monitoraggio e attuazione dei processi di pace e sicurezza);

–  non proliferazione e disarmo;

–  interventi d'emergenza;

–  azioni preparatorie e di controllo;

–  rappresentanti speciali dell'Unione europea.

Poiché, in virtù del regolamento finanziario, la Commissione è competente ad effettuare autonomamente storni di stanziamenti da articolo ad articolo all'interno del capitolo PESC del bilancio, è assicurata la flessibilità ritenuta necessaria per una rapida attuazione delle azioni PESC. Qualora l'importo del capitolo PESC del bilancio durante un esercizio si riveli insufficiente a coprire le spese necessarie, il Parlamento europeo e il Consiglio cercano con urgenza una soluzione su proposta della Commissione.

24.  Ogni anno l'alto rappresentante consulta il Parlamento europeo su un documento di prospettiva trasmesso entro il 15 giugno dell'esercizio in questione, che esponga gli aspetti principali e le scelte di base della PESC, comprese le implicazioni finanziarie per il bilancio dell'Unione, una valutazione delle misure avviate nell'esercizio n-1 e una valutazione del coordinamento e della complementarità della PESC con gli altri strumenti finanziari esterni dell'Unione. Inoltre, l'alto rappresentante informa periodicamente il Parlamento europeo organizzando riunioni di consultazione comuni almeno cinque volte all'anno, nel quadro del dialogo politico regolare sulla PESC, da convenire al più tardi il 30 novembre di ogni anno. La partecipazione a tali riunioni è determinata rispettivamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio, tenendo conto degli obiettivi e della natura delle informazioni ivi scambiate.

La Commissione è invitata a partecipare a tali riunioni.

Se il Consiglio adotta una decisione nel settore della PESC che comporti spese, l'alto rappresentante comunica immediatamente, e in ogni caso non oltre i cinque giorni lavorativi successivi, al Parlamento europeo una stima dei costi previsti ("scheda finanziaria"), in particolare di quelli relativi ai tempi, al personale impiegato, all'uso di locali e di altre infrastrutture, alle attrezzature di trasporto, alle esigenze di formazione e alle disposizioni in materia di sicurezza.

Ogni tre mesi la Commissione informa il Parlamento europeo e il Consiglio dell'esecuzione delle azioni PESC e delle previsioni finanziarie per il restante periodo dell'esercizio.

E.  PARTECIPAZIONE DELLE ISTITUZIONI PER QUANTO RIGUARDA

LE QUESTIONI RELATIVE ALLA POLITICA DI SVILUPPO

25.  La Commissione istituisce un dialogo informale con il Parlamento europeo sulle questioni relative alla politica di sviluppo.

PARTE III

SANA GESTIONE FINANZIARIA DEI FONDI DELL'UNIONE

A.  PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA

26.  Due volte all'anno, la prima insieme ai documenti che accompagnano il progetto di bilancio e la seconda dopo l'adozione del bilancio generale dell'Unione, la Commissione trasmette una programmazione finanziaria completa per le rubriche 1, 2 (ad eccezione della sottorubrica "Coesione economica, sociale e territoriale"), la rubrica 3 (per "Ambiente e azione per il clima" e "Politica marittima e pesca") e le rubriche 4, 5 e 6 del QFP. Tale programmazione, strutturata per rubrica, settore e linea di bilancio, dovrebbe indicare:

a)  la legislazione in vigore, con una distinzione fra programmi pluriennali e azioni annuali:

i)  per i programmi pluriennali la Commissione dovrebbe indicare la procedura in base alla quale sono stati adottati (procedura legislativa ordinaria o speciale), la loro durata, la dotazione finanziaria totale e la quota assegnata alle spese amministrative;

ii)  per i programmi pluriennali di cui all'allegato II del regolamento QFP, la Commissione dovrebbe indicare in modo trasparente le dotazioni aggiuntive di cui all'articolo 5 del regolamento QFP.

iii)  per le azioni annuali (relative a progetti pilota, azioni preparatorie e agenzie) e le azioni finanziate a titolo delle prerogative della Commissione, quest'ultima dovrebbe fornire stime pluriennali;

b)  le proposte legislative pendenti: proposte pendenti della Commissione, con il più recente aggiornamento.

La Commissione dovrebbe esaminare la possibilità di istituire un sistema di riferimenti incrociati fra la programmazione finanziaria e la programmazione legislativa al fine di fornire previsioni più precise e affidabili. Per ogni proposta legislativa, la Commissione dovrebbe indicare se è inclusa nella programmazione comunicata al momento della presentazione del progetto di bilancio o dopo l'adozione definitiva del bilancio. La Commissione dovrebbe informare il Parlamento europeo e il Consiglio:

a)  di tutti i nuovi atti legislativi adottati e di tutte le proposte pendenti presentate ma non figuranti nella programmazione comunicata al momento del progetto di bilancio o dopo l'adozione definitiva del bilancio (con gli importi corrispondenti);

b)  della legislazione prevista nel programma di lavoro legislativo annuale della Commissione con un'indicazione se le azioni siano suscettibili di avere un impatto finanziario.

Ogniqualvolta sia necessario, la Commissione dovrebbe indicare la riprogrammazione conseguente alle nuove proposte legislative.

B.  AGENZIE E SCUOLE EUROPEE

27.  Prima di presentare una proposta per l'istituzione di una nuova agenzia, la Commissione dovrebbe presentare una valutazione d'impatto solida, completa e obiettiva, che tenga conto, tra l'altro, della massa critica in termini di personale e competenze, degli aspetti costi/benefici, della sussidiarietà e della proporzionalità, dell'incidenza sulle attività a livello nazionale e unionale e delle implicazioni sul bilancio per la rubrica di spese interessata. Sulla base di tali informazioni e fatte salve le procedure legislative che disciplinano l'istituzione dell'agenzia in oggetto, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano, nel quadro della cooperazione di bilancio, a raggiungere un accordo tempestivo sul finanziamento dell'agenzia proposta.

La procedura prevede le tappe seguenti:

–  in primo luogo, la Commissione presenta sistematicamente ogni proposta di istituzione di una nuova agenzia nell'ambito del primo trilogo successivo all'adozione della sua proposta, e presenta altresì la scheda finanziaria che accompagna la proposta legislativa che propone l'istituzione dell'agenzia e ne descrive le conseguenze fino alla fine del periodo di programmazione finanziaria;

–  in secondo luogo, durante l'iter legislativo, la Commissione assiste il legislatore nel valutare le incidenze finanziarie delle modifiche proposte. Tali conseguenze finanziarie dovrebbero essere prese in considerazione al momento dei pertinenti triloghi legislativi;

–  in terzo luogo, prima della conclusione dell'iter legislativo, la Commissione presenta una scheda finanziaria aggiornata che tiene conto delle possibili modifiche da parte del legislatore; tale scheda finanziaria definitiva è iscritta all'ordine del giorno dell'ultimo trilogo e approvata formalmente dal legislatore. Essa è inoltre iscritta all'ordine del giorno di un successivo trilogo in materia di bilancio (in caso di urgenza, in forma semplificata) al fine di raggiungere un accordo sul finanziamento;

–  in quarto luogo, l'accordo concluso nel corso del trilogo, tenendo conto della valutazione del bilancio effettuata dalla Commissione in riferimento al contenuto dell'iter legislativo, è confermato in una dichiarazione congiunta. Tale accordo è soggetto all'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio in conformità del rispettivo regolamento interno.

La stessa procedura sarebbe applicata a qualsiasi modifica di un atto legislativo relativo a un'agenzia che abbia un'incidenza sulle risorse dell'agenzia in questione.

Qualora i compiti di un'agenzia siano modificati sostanzialmente senza che si proceda a una modifica dell'atto che istituisce l'agenzia stessa, la Commissione ne informa il Parlamento europeo e il Consiglio mediante una scheda finanziaria riveduta, in modo da permettere al Parlamento europeo e al Consiglio di raggiungere un accordo tempestivo sul finanziamento dell'agenzia.

28.  Nella procedura di bilancio occorre tenere debitamente conto delle pertinenti disposizioni dell'orientamento comune allegato alla dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea sulle agenzie decentrate firmata il 19 luglio 2012.

29.  Allorché la creazione di una nuova scuola europea è prevista dal consiglio superiore, si applica, mutatis mutandis, una procedura analoga per quanto riguarda le implicazioni sul bilancio dell'Unione.

PARTE IV

PROTEZIONE DEL BILANCIO DELL'UNIONE: QUALITÀ E COMPARABILITÀ DEI DATI SUI BENEFICIARI

30.  In linea con le richieste del Parlamento europeo e in risposta al punto 24 delle conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020, allo scopo di aumentare la protezione del bilancio dell'Unione e dello strumento dell'Unione europea per la ripresa da frodi e irregolarità, le istituzioni concordano sull'introduzione di misure standardizzate per raccogliere, raffrontare e aggregare le informazioni e i dati sui destinatari e i beneficiari finali dei finanziamenti dell'Unione a fini di controllo e audit.

31.  Per assicurare controlli e audit efficaci, è necessario raccogliere i dati relativi a coloro che in ultima analisi beneficiano, direttamente o indirettamente, di finanziamenti dell'Unione in regime di gestione concorrente e di progetti e riforme sostenuti ai sensi del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza, compresi dati relativi ai titolari effettivi dei destinatari dei finanziamenti. Le norme relative alla raccolta e al trattamento di tali dati dovranno essere conformi alle norme applicabili in materia di protezione dei dati.

32.  Al fine di rafforzare la protezione del bilancio dell'Unione, la Commissione metterà a disposizione un sistema di informazione e sorveglianza integrato e interoperabile comprensivo di uno strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio per l'accesso e l'analisi dei dati di cui al punto 31 ai fini di un'applicazione generalizzata da parte degli Stati membri. Tale sistema assicurerebbe efficienti controlli relativamente a conflitti di interessi, irregolarità, problemi di doppio finanziamento e uso improprio dei fondi. La Commissione, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e altri organismi investigativi e di controllo dell'Unione dovrebbero disporre dell'accesso necessario a tali dati allo scopo di esercitare la loro funzione di supervisione in relazione ai controlli e agli audit che gli Stati membri devono effettuare in primo luogo per individuare le irregolarità e condurre indagini amministrative sull'uso improprio dei finanziamenti dell'Unione in questione, e per ottenere una panoramica precisa della distribuzione di questi ultimi.

33.  Fatte salve le prerogative delle istituzioni a norma dei trattati, nel corso della procedura legislativa relativa ai pertinenti atti di base, le istituzioni si impegnano a cooperare con lealtà per assicurare che sia dato seguito alle conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020, in linea con l'approccio descritto nella presente parte.

Fatto a Bruxelles,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio Per la Commissione

Il presidente Il presidente Il presidente

ALLEGATO I

COOPERAZIONE INTERISTITUZIONALE NEL CORSO DELLA PROCEDURA DI BILANCIO

Parte A Calendario della procedura di bilancio

1.  Le istituzioni approvano ogni anno un calendario realistico in tempo utile prima dell'inizio della procedura di bilancio sulla base della prassi vigente.

2.  Per garantire che il Parlamento europeo e il Consiglio siano in grado di esercitare in modo effettivo le rispettive prerogative di bilancio, le posizioni di bilancio, gli storni o altre notifiche che comportano l'attivazione di scadenze sono presentate tenendo conto di eventuali periodi di sospensione delle attività, le cui date sono state comunicate in tempo utile e vicendevolmente da tali istituzioni tramite i rispettivi servizi.

Parte B Priorità della procedura di bilancio

3.  In tempo utile prima dell'adozione del progetto di bilancio da parte della Commissione, è convocato un trilogo per discutere delle eventuali priorità del bilancio dell'esercizio successivo e affrontare eventuali quesiti derivanti dall'esecuzione del bilancio dell'esercizio in corso, sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione in conformità del punto 37.

Parte C Formazione del progetto di bilancio e aggiornamento delle previsioni

4.  Le istituzioni, ad eccezione della Commissione, sono invitate ad adottare il loro stato previsionale entro la fine di marzo.

5.  La Commissione presenta ogni anno un progetto di bilancio che corrisponde al fabbisogno effettivo di finanziamento dell'Unione.

Esso tiene conto degli elementi seguenti:

a)  le previsioni fornite dagli Stati membri relative ai fondi strutturali;

b)  la capacità di esecuzione degli stanziamenti, adoperandosi al contempo per garantire una stretta relazione tra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento;

c)  le possibilità di avviare politiche nuove attraverso progetti pilota, azioni preparatorie nuove o entrambi, ovvero di proseguire azioni pluriennali in scadenza, dopo avere valutato le condizioni per predisporre un atto di base ai sensi del regolamento finanziario (definizione dell'atto di base, esigenza dell'atto di base per l'attuazione ed eccezioni);

d)  la necessità di assicurare che qualsiasi cambiamento delle spese, rispetto all'esercizio precedente, sia conforme alle esigenze della disciplina di bilancio.

6.  Le istituzioni evitano, per quanto possibile, di iscrivere in bilancio linee di spese connesse a operazioni per importi non significativi.

7.  Il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano inoltre a tenere conto della valutazione delle possibilità di esecuzione del bilancio, fatta dalla Commissione nei suoi progetti e nel quadro dell'esecuzione del bilancio dell'esercizio in corso.

8.  Ai fini di una sana gestione finanziaria e in ragione degli effetti che i cambiamenti significativi dei titoli e dei capitoli della nomenclatura di bilancio hanno sulle responsabilità dei servizi della Commissione in materia di relazioni sulla gestione, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a discutere le eventuali modifiche di rilievo con la Commissione durante la conciliazione.

9.  Ai fini di una cooperazione istituzionale leale e corretta, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a mantenere contatti regolari e attivi a tutti i livelli, tramite i rispettivi negoziatori, nel corso dell'intera procedura di bilancio e in particolare durante tutto il periodo di conciliazione al fine di raggiungere un accordo. Il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a garantire uno scambio tempestivo e costante di informazioni e documenti pertinenti a livello formale e informale, e a tenere riunioni tecniche o informali, se del caso, durante il periodo di conciliazione in cooperazione con la Commissione. La Commissione garantisce al Parlamento europeo e al Consiglio un accesso tempestivo e paritario alle informazioni e ai documenti.

10.  Fino alla convocazione del comitato di conciliazione, la Commissione può, se necessario, presentare lettere rettificative del progetto di bilancio a norma dell'articolo 314, paragrafo 2, TFUE, compresa una lettera rettificativa che aggiorna in particolare le stime delle spese agricole. La Commissione presenta informazioni sugli aggiornamenti al Parlamento europeo e al Consiglio affinché li esaminino quanto prima. Tiene a disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio tutti gli elementi giustificativi necessari.

Parte D Procedura di bilancio prima della procedura di conciliazione

11.  Un trilogo è convocato in tempo utile prima della lettura del Consiglio al fine di consentire uno scambio di vedute tra le istituzioni sul progetto di bilancio.

12.  Affinché la Commissione possa valutare in tempo utile l'eseguibilità degli emendamenti previsti dal Parlamento europeo e dal Consiglio che istituiscono nuove azioni preparatorie o progetti pilota o che prorogano quelli esistenti, il Parlamento europeo e il Consiglio informano la Commissione delle loro intenzioni a tale riguardo, affinché si possa svolgere una prima discussione già nell'ambito di tale trilogo.

13.  Un trilogo può essere convocato prima delle votazioni del Parlamento europeo in plenaria.

Parte E Procedura di conciliazione

14.  Se il Parlamento europeo approva emendamenti alla posizione del Consiglio, il presidente del Consiglio prende atto, nel corso della medesima seduta plenaria, delle divergenze esistenti tra le posizioni delle due istituzioni ed esprime il suo accordo a che il presidente del Parlamento europeo convochi immediatamente il comitato di conciliazione. La lettera che convoca il comitato di conciliazione è inviata, al più tardi, il primo giorno lavorativo della settimana che segue la fine della tornata durante la quale ha avuto luogo la votazione in plenaria e il periodo di conciliazione decorre dal giorno successivo. Il periodo di ventuno giorni è calcolato conformemente al regolamento (CEE, EURATOM) n. 1182/71 del Consiglio(18).

15.  Se non può accettare tutti gli emendamenti approvati dal Parlamento europeo, il Consiglio dovrebbe confermare la propria posizione con una lettera inviata prima della data prevista per la prima riunione durante il periodo di conciliazione. In tal caso, il comitato di conciliazione procede secondo le modalità stabilite nei punti seguenti.

16.  La presidenza del comitato di conciliazione è esercitata congiuntamente dai rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio. Le riunioni del comitato di conciliazione sono presiedute dal co-presidente dell'istituzione che ospita la riunione. Ciascuna istituzione, in conformità del proprio regolamento interno, designa i suoi partecipanti per ogni riunione e definisce il suo mandato di negoziazione. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono rappresentati in sede di comitato di conciliazione a un livello appropriato, cosicché ogni delegazione possa impegnare politicamente la propria istituzione e possano essere conseguiti progressi concreti verso un accordo definitivo.

17.  Conformemente all'articolo 314, paragrafo 5, secondo comma, TFUE, la Commissione partecipa ai lavori del comitato di conciliazione e prende ogni iniziativa necessaria per favorire un ravvicinamento fra la posizione del Parlamento europeo e quella del Consiglio.

18.  Durante l'intera durata della procedura di conciliazione sono organizzati dei triloghi, a diversi livelli di rappresentazione, al fine di risolvere le questioni pendenti e preparare le basi per la conclusione di un accordo in seno al comitato di conciliazione.

19.  Le riunioni del comitato di conciliazione e i triloghi si svolgono alternativamente nei locali del Parlamento europeo e del Consiglio, in modo da ripartire equamente le risorse impiegate, compresi i servizi di interpretazione.

20.  Le date delle riunioni del comitato di conciliazione e dei triloghi sono fissate anticipatamente di concerto tra le istituzioni.

21.  Il comitato di conciliazione dispone di una serie comune di documenti ("contributi") che mettono a confronto le varie fasi della procedura di bilancio(19). Tali documenti comprendono le cifre "linea per linea", i totali per le singole rubriche del QFP e un documento consolidato con cifre e commenti per tutte le linee di bilancio considerate tecnicamente "aperte". Fatta salva la decisione finale del comitato di conciliazione, sono elencate in un documento specifico tutte le linee di bilancio considerate tecnicamente chiuse(20). Tali documenti sono classificati in base alla nomenclatura di bilancio.

Sono inoltre allegati ai contributi altri documenti per il comitato di conciliazione, tra cui una lettera di eseguibilità della Commissione in merito alla posizione del Consiglio e agli emendamenti del Parlamento europeo, nonché eventuali lettere delle altre istituzioni sulla posizione del Consiglio o sugli emendamenti del Parlamento europeo.

22.  Al fine di raggiungere un accordo entro la fine del periodo di conciliazione, i triloghi:

a)  definiscono l'ambito dei negoziati sulle questioni di bilancio da affrontare;

b)  approvano l'elenco delle linee di bilancio considerate tecnicamente chiuse, fatto salvo l'accordo definitivo sull'intero bilancio dell'esercizio;

c)  discutono i temi individuati ai sensi della lettera a) al fine di raggiungere possibili accordi che dovranno essere approvati dal comitato di conciliazione;

d)  affrontano questioni tematiche, anche per rubrica del QFP.

Durante o immediatamente dopo ciascun trilogo sono tratte congiuntamente conclusioni provvisorie e contestualmente è concordato l'ordine del giorno della riunione successiva. Tali conclusioni sono registrate dall'istituzione presso cui si è tenuto il trilogo e si considerano provvisoriamente approvate dopo il decorso di 24 ore, fatta salva la decisione definitiva del comitato di conciliazione.

23.  In occasione delle riunioni del comitato di conciliazione sono rese disponibili le conclusioni dei triloghi e un documento, per eventuale approvazione, che elenchi le linee di bilancio su cui è stato raggiunto un accordo provvisorio durante i triloghi.

24.  Il progetto comune di cui all'articolo 314, paragrafo 5, TFUE è elaborato dai segretariati del Parlamento europeo e del Consiglio con l'assistenza della Commissione. Si tratta di una lettera di trasmissione, indirizzata dai presidenti delle due delegazioni ai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio, contenente la data dell'accordo in seno al comitato di conciliazione nonché allegati che comprendono:

a)  le cifre, linea per linea per tutte le voci di bilancio e i dati riassuntivi per rubrica del QFP;

b)  un documento consolidato indicante le cifre e il testo finale per tutte le linee modificate durante la procedura di conciliazione;

c)  l'elenco delle linee non modificate rispetto al progetto di bilancio o alla posizione del Consiglio.

Il comitato di conciliazione può inoltre approvare conclusioni ed eventuali dichiarazioni comuni relativamente al bilancio.

25.  Il progetto comune è tradotto in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell'Unione (dai servizi del Parlamento europeo) ed è presentato per approvazione al Parlamento europeo e al Consiglio entro un termine di quattordici giorni a decorrere dalla data dell'accordo sul progetto comune di cui al punto 24.

Il bilancio è sottoposto alla revisione giuridico-linguistica dopo l'adozione del progetto comune, integrando gli allegati del progetto comune con le linee di bilancio non modificate durante la procedura di conciliazione.

26.  L'istituzione presso cui si tiene la riunione (trilogo o conciliazione) garantisce l'interpretazione a regime linguistico completo per le riunioni del comitato di conciliazione e a regime linguistico ad hoc per i triloghi.

L'istituzione presso cui si tiene la riunione provvede alla copia e alla distribuzione dei documenti di seduta.

I servizi delle istituzioni cooperano alla trascrizione dei risultati dei negoziati in vista della messa a punto del progetto comune.

Parte F Bilanci rettificativi

Principi generali

27.  Considerato che i bilanci rettificativi riguardano spesso questioni specifiche e talvolta urgenti, le istituzioni concordano i seguenti principi per garantire la cooperazione interistituzionale necessaria ai fini di un processo decisionale celere ed efficiente per i bilanci rettificativi e per evitare, per quanto possibile, di dover convocare al riguardo una riunione di conciliazione.

28.  Per quanto possibile, le istituzioni si sforzano di limitare il numero dei bilanci rettificativi.

Calendario

29.  La Commissione comunica in anticipo al Parlamento europeo e al Consiglio le possibili date di adozione dei progetti di bilanci rettificativi, senza pregiudizio della data definitiva di adozione.

30.  Il Parlamento europeo e il Consiglio, ciascuno in conformità del proprio regolamento interno, si adoperano per esaminare il progetto di bilancio rettificativo proposto dalla Commissione quanto prima dopo l'adozione da parte della Commissione.

31.  Per accelerare la procedura, il Parlamento europeo e il Consiglio provvedono a coordinare i rispettivi calendari nella misura del possibile, affinché i lavori possano svolgersi in modo coerente e convergente. Essi si adoperano pertanto per elaborare quanto prima un calendario indicativo delle varie fasi precedenti l'adozione definitiva del bilancio rettificativo.

Il Parlamento europeo e il Consiglio tengono contro della relativa urgenza del bilancio rettificativo e della necessità di approvarlo in tempo utile affinché possa essere applicato durante l'esercizio in questione.

Cooperazione durante le letture

32.  Le Istituzioni cooperano lealmente durante tutta la procedura al fine di consentire, per quanto possibile, l'adozione dei bilanci rettificativi in una fase iniziale della procedura.

Se del caso, e ove esistano potenziali divergenze, il Parlamento europeo e il Consiglio, prima di adottare ciascuno la propria posizione definitiva sul bilancio rettificativo, o la Commissione in qualsiasi momento, possono proporre la convocazione di un trilogo specifico per discutere le divergenze e cercare di raggiungere un compromesso.

33.  Tutti i bilanci rettificativi proposti dalla Commissione e non ancora approvati definitivamente sono sistematicamente inseriti all'ordine del giorno dei triloghi previsti per la procedura annuale di bilancio. La Commissione presenta i progetti di bilanci rettificativi e il Parlamento europeo e il Consiglio rendono note, per quanto possibile, le rispettive posizioni prima del trilogo.

34.  Se durante un trilogo si raggiunge un compromesso, il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a tener conto dei risultati del trilogo in sede di deliberazione sul bilancio rettificativo conformemente al TFUE e ai loro regolamenti interni.

Cooperazione dopo le letture

35.  Se il Parlamento europeo approva la posizione del Consiglio senza emendamenti, il bilancio rettificativo è adottato in conformità del TFUE.

36.  Se il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, adotta degli emendamenti, si applica l'articolo 314, paragrafo 4, lettera c), TFUE. Tuttavia, prima della riunione del comitato di conciliazione è convocato un trilogo:

a)  se durante tale trilogo si raggiunge un accordo, e fatto salvo l'accordo del Parlamento europeo e del Consiglio sui risultati del trilogo stesso, la conciliazione si chiude con uno scambio di lettere senza convocazione del comitato di conciliazione;

b)  se durante tale trilogo non si raggiunge un accordo, il comitato di conciliazione si riunisce e organizza i propri lavori secondo le circostanze, al fine di concludere il processo decisionale, per quanto possibile, entro il termine di ventuno giorni stabilito dall'articolo 314, paragrafo 5, TFUE. Il comitato di conciliazione può concludere i propri lavori con uno scambio di lettere.

Parte G Esecuzione del bilancio, pagamenti e "Importo da liquidare" (RAL)

37.  Data la necessità di garantire un andamento ordinato degli stanziamenti di pagamento totali rispetto agli stanziamenti d'impegno in modo da evitare eventuali riporti anormali del RAL da un anno all'altro, le istituzioni convengono di seguire da vicino le previsioni di pagamento e il livello del RAL per ridurre il rischio che l'attuazione dei programmi dell'Unione sia ostacolata dalla mancanza di stanziamenti di pagamento al termine del QFP.

Al fine di garantire un livello e un profilo gestibili per i pagamenti in tutte le rubriche, le norme relative ai disimpegni sono applicate in maniera rigorosa in tutte le rubriche, in particolare le norme per i disimpegni automatici.

Nel corso della procedura di bilancio le istituzioni si riuniscono periodicamente per valutare insieme la situazione attuale e le prospettive di esecuzione del bilancio nell'esercizio in corso e negli esercizi futuri. Tale valutazione assume la forma di specifiche riunioni interistituzionali a un livello appropriato, prima delle quali la Commissione fornisce, per ogni fondo e Stato membro, una descrizione dettagliata della situazione attuale relativa all'esecuzione dei pagamenti, agli storni, alle domande di rimborso ricevute e alle previsioni rivedute, comprese, se del caso, le previsioni a lungo termine. In particolare, al fine di garantire che l'Unione possa rispettare tutti i suoi obblighi finanziari derivanti dagli impegni attuali e futuri nel periodo 2021-2027 a norma dell'articolo 323 TFUE, il Parlamento europeo e il Consiglio esaminano e discutono le stime della Commissione relative al livello necessario di stanziamenti di pagamento.

Parte H Cooperazione con riguardo allo strumento dell'Unione europea per la ripresa(21)(22)

38.  Al solo scopo di far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19, alla Commissione sarà conferito il potere di contrarre prestiti sui mercati dei capitali per conto dell'Unione fino a concorrenza di 750 000 milioni di EUR a prezzi 2018, di cui un importo massimo di 390 000 milioni di EUR a prezzi 2018 può essere utilizzato per le spese e un importo massimo di 360 000 milioni di EUR a prezzi 2018 può essere utilizzato per erogare prestiti conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, della decisione sulle risorse proprie. Come previsto nel regolamento EURI, l'importo da utilizzare per la spesa costituisce un'entrata con destinazione specifica esterna ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 5, del regolamento finanziario.

39.  Le istituzioni convengono che occorre rafforzare il ruolo del Parlamento europeo e del Consiglio, laddove agiscono in qualità di autorità di bilancio, in relazione alle entrate con destinazione specifica esterne a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, al fine di assicurare un adeguato controllo sull'utilizzo di tali entrate e un adeguato coinvolgimento in tale utilizzo, nei limiti stabiliti dal regolamento EURI e, a seconda dei casi, nella pertinente legislazione settoriale. Le istituzioni convengono inoltre sulla necessità di assicurare la piena trasparenza e visibilità di tutti i fondi a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa.

Entrate con destinazione specifica esterne a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa

40.  Data la necessità di assicurare un adeguato coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio nella governance delle entrate con destinazione specifica esterne a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, le tre istituzioni concordano la procedura di cui ai punti da 41 a 46.

41.  La Commissione fornirà informazioni dettagliate con i progetti di stati di previsione nel contesto della procedura di bilancio. Tali informazioni comprendono stime dettagliate degli stanziamenti di impegno e degli stanziamenti di pagamento nonché degli impegni giuridici, ripartite per rubrica e per programma che riceve entrate con destinazione specifica a norma del regolamento EURI. La Commissione fornirà ogni ulteriore informazione pertinente richiesta dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La Commissione accluderà al progetto di bilancio un documento recante tutte le informazioni pertinenti relative allo strumento dell'Unione europea per la ripresa, comprese tabelle riassuntive con dati aggregati riguardanti gli stanziamenti di bilancio e le entrate con destinazione specifica a norma dello strumento dell'Unione europea per la ripresa. Tale documento farà parte dell'allegato del bilancio generale dell'Unione sulle entrate con destinazione specifica esterne di cui al punto 44.

42.  La Commissione presenterà aggiornamenti regolari delle informazioni di cui al punto 41 nel corso dell'intero esercizio e almeno prima di ogni riunione specifica di cui al punto 45. La Commissione metterà a disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio le informazioni pertinenti in tempo utile per consentire discussioni e deliberazioni significative sui corrispondenti documenti di programmazione, anche prima che la Commissione adotti le decisioni pertinenti.

43.  Le istituzioni si riuniranno regolarmente nel contesto della procedura di bilancio al fine di valutare congiuntamente l'esecuzione delle entrate con destinazione specifica esterne a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, in particolare lo stato di avanzamento e le prospettive, e per discutere le stime annuali fornite con i rispettivi progetti di bilancio e la loro ripartizione, tenendo debitamente conto dei limiti e delle condizioni stabiliti nel regolamento EURI e, a seconda dei casi, nella pertinente legislazione settoriale.

44.  Il Parlamento europeo e il Consiglio accluderanno al bilancio generale dell'Unione sotto forma di allegato un documento contenente tutte le linee di bilancio che ricevono entrate con destinazione specifica a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa. Si varranno inoltre della struttura di bilancio per registrare le entrate con destinazione specifica a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, in particolare i commenti di bilancio, al fine di esercitare il debito controllo sull'utilizzo di tali entrate. In conformità dell'articolo 22 del regolamento finanziario, il Parlamento europeo e il Consiglio includeranno nello stato delle spese commenti, compresi commenti generali, che indichino in quali linee di bilancio si possano registrare gli stanziamenti corrispondenti alle entrate con destinazione specifica sulla base del regolamento EURI e precisino gli importi corrispondenti. La Commissione, nell'esercizio della sua responsabilità in ordine all'esecuzione delle entrate con destinazione specifica, si impegna a tenere debitamente conto di tali commenti.

45.  Le istituzioni convengono di organizzare specifiche riunioni interistituzionali ad un livello appropriato, al fine di valutare lo stato di avanzamento e le prospettive in relazione alle entrate con destinazione specifica esterna a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa. Tali riunioni si svolgeranno almeno tre volte in un esercizio, appena prima o dopo i triloghi di bilancio. Inoltre, le istituzioni tengono riunioni ad hoc se un'istituzione presenta una richiesta motivata. Il Parlamento europeo e il Consiglio possono in qualsiasi momento presentare osservazioni scritte relative all'esecuzione delle entrate con destinazione specifica esterne. La Commissione si impegna a tenere debitamente conto delle osservazioni e dei suggerimenti eventualmente formulati dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Nelle riunioni possono essere affrontati scostamenti significativi nelle spese a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, in linea con il punto 46.

46.  In caso di scostamento significativo, la Commissione fornisce informazioni dettagliate in merito agli scostamenti rispetto alle sue previsioni iniziali prima di una specifica riunione interistituzionale di cui al punto 45 e riguardo ai singoli casi. Uno scostamento rispetto alla spesa prevista a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa è significativo se, per un dato esercizio e per un dato programma, la spesa si scosta dalle previsioni di oltre il 10 %. In caso di scostamenti significativi rispetto alle previsioni iniziali, le istituzioni discuteranno della questione, se il Parlamento europeo o il Consiglio lo richiede entro due settimane dalla notifica di tale scostamento significativo. Le istituzioni valuteranno congiuntamente la questione al fine di trovare un terreno comune entro tre settimane dalla richiesta di un incontro. La Commissione terrà nella massima considerazione tutte le osservazioni ricevute. La Commissione si impegna a non prendere decisioni fino alla conclusione delle deliberazioni o alla scadenza del termine di tre settimane. In quest'ultimo caso, la Commissione motiva debitamente la sua decisione. In caso di urgenza, le istituzioni possono convenire di abbreviare i termini di una settimana.

Prestiti concessi a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa

47.  Per assicurare la piena informazione nonché la trasparenza e la visibilità con riguardo alla componente di prestito dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, la Commissione fornirà informazioni dettagliate sui prestiti concessi agli Stati membri a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa unitamente ai progetti di stati di previsione, prestando particolare attenzione alle informazioni sensibili, che sono protette.

48.  Le informazioni relative ai prestiti a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa saranno presentate nel bilancio in conformità dei requisiti di cui all'articolo 52, paragrafo 1, lettera d), del regolamento finanziario, e comprenderanno anche l'allegato di cui al punto iii) di tale lettera.

ALLEGATO II

COOPERAZIONE INTERISTITUZIONALE CON RIGUARDO A UNA TABELLA DI MARCIA VERSO L'INTRODUZIONE DI NUOVE RISORSE PROPRIE

Preambolo

A.  Le istituzioni si impegnano a cooperare con lealtà e trasparenza e a lavorare all'attuazione di una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie per la durata del QFP 2021-2027.

B.  Le istituzioni riconoscono l'importanza del contesto dello strumento dell'Unione europea per la ripresa in cui dovrebbero essere introdotte le nuove risorse proprie.

C.  Al solo scopo di far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19, alla Commissione sarà conferito il potere, a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, della decisione sulle risorse proprie, di contrarre prestiti sui mercati dei capitali per conto dell'Unione fino a concorrenza di 750 000 milioni di EUR a prezzi 2018, di cui un importo massimo di 390 000 milioni di EUR a prezzi 2018 può essere utilizzato per le spese a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera b), di detta decisione.

D.  Il rimborso di tale capitale da utilizzare per le spese a titolo dello strumento dell'Unione europea per la ripresa e il pagamento dei relativi interessi dovranno essere finanziati dal bilancio generale dell'Unione, anche tramite entrate sufficienti derivanti da nuove risorse proprie introdotte dopo il 2021. Tutte le passività collegate saranno integralmente rimborsate al più tardi il 31 dicembre 2058 come previsto all'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, della decisione sulle risorse proprie. Gli importi annuali pagabili dipenderanno dalle scadenze delle obbligazioni emesse e dalla strategia di rimborso del debito, rispettando nel contempo il limite per il rimborso del capitale di cui a tale paragrafo, terzo comma, fissato al 7,5 % dell'importo massimo da utilizzare per le spese di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera b), di tale decisione.

E.  Le spese a carico del bilancio dell'Unione correlate al rimborso dello strumento dell'Unione europea per la ripresa non dovrebbero comportare un'indebita riduzione delle spese relative ai programmi o degli strumenti di investimento nell'ambito del QFP. È inoltre auspicabile contenere gli incrementi della risorsa propria basata sull'RNL per gli Stati membri.

F.  Pertanto, ai fini di una maggiore credibilità e sostenibilità del piano di rimborso dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, le istituzioni lavoreranno all'introduzione di nuove risorse proprie sufficienti al fine di coprire un importo corrispondente alle spese previste in relazione al rimborso. In conformità del principio dell'universalità, ciò non comporterà destinazioni o assegnazioni di particolari risorse proprie per coprire un determinato tipo di spesa.

G.  Le istituzioni riconoscono che l'introduzione di un paniere di nuove risorse proprie dovrebbe sostenere l'adeguato finanziamento della spesa dell'Unione nell'ambito del QFP, riducendo nel contempo la quota dei contributi nazionali basati sull'RNL nel finanziamento del bilancio annuale dell'Unione. La diversificazione delle fonti di entrata potrebbe a sua volta agevolare il raggiungimento di una migliore focalizzazione della spesa a livello dell'Unione su settori prioritari e su beni pubblici comuni con elevati vantaggi in termini di efficienza rispetto alla spesa nazionale.

H.  Pertanto, le nuove risorse proprie dovrebbero essere allineate agli obiettivi politici dell'Unione e dovrebbero sostenere le priorità dell'Unione, come il Green Deal europeo e Un'Europa pronta per l'era digitale, nonché contribuire all'equità fiscale e al rafforzamento della lotta contro la frode e l'evasione fiscali.

I.  Le istituzioni convengono che le nuove risorse proprie dovrebbero preferibilmente essere create in modo da consentire di generare "nuovi" fondi. In parallelo, le istituzioni mirano a ridurre la burocrazia e gli oneri per le imprese, specialmente le piccole e medie imprese (PMI,) e per i cittadini.

J.  Le nuove risorse proprie dovrebbero soddisfare i criteri della semplicità, della trasparenza, della prevedibilità e dell'equità. Il calcolo, il trasferimento e il controllo delle nuove risorse proprie non dovrebbero comportare oneri amministrativi eccessivi per le istituzioni dell'Unione e le amministrazioni nazionali.

K.  Considerati i gravosi requisiti procedurali per l'introduzione di nuove risorse proprie, le istituzioni convengono che la necessaria riforma del sistema delle risorse proprie dovrebbe essere realizzata con un numero limitato di revisioni della decisione sulle risorse proprie.

L.  Le istituzioni convengono pertanto di cooperare nel periodo 2021-2027 in base ai principi stabiliti nel presente allegato, al fine di lavorare all'introduzione di nuove risorse proprie in linea con la tabella di marcia di cui alla parte B e alle date ivi fissate.

M.  Le istituzioni riconoscono inoltre l'importanza degli strumenti per migliorare la regolamentazione stabiliti nell'accordo interistituzionale del 13 aprile 2016 "Legiferare meglio"(23), in particolare la valutazione d'impatto.

Parte A Principi relativi all'attuazione

1.  La Commissione presenterà le proposte legislative necessarie per nuove risorse proprie e per altre potenziali nuove risorse proprie di cui al punto 10, in conformità dei principi per legiferare meglio. In tale contesto terrà debitamente conto dei suggerimenti formulati dal Parlamento europeo o dal Consiglio. Tali proposte legislative saranno corredate dalla legislazione attuativa pertinente in materia di risorse proprie.

2.  Le istituzioni convengono i seguenti principi guida per l'introduzione di un paniere di nuove risorse proprie:

a)  raccogliere grazie alle nuove risorse proprie un importo sufficiente a coprire il livello delle spese complessive previste per il rimborso del capitale e degli interessi dei fondi presi a prestito per essere utilizzati per le spese di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera b), della decisione sulle risorse proprie, rispettando nel contempo il principio dell'universalità. Le entrate derivanti dalle risorse proprie che superano l'importo necessario per il rimborso continuano a finanziare il bilancio dell'Unione come entrate generali, in conformità del principio dell'universalità;

b)  far sì che le spese a copertura dei costi di finanziamento dello strumento dell'Unione europea per la ripresa mirino a non ridurre le spese per i programmi e i fondi dell'Unione;

c)  allineare le risorse proprie alle priorità dell'Unione, come la lotta ai cambiamenti climatici, l'economia circolare, Un'Europa pronta per l'era digitale, e contribuire all'equità fiscale e al rafforzamento della lotta contro la frode e l'evasione fiscali;

d)  rispettare i criteri di semplicità, trasparenza ed equità;

e)  assicurare la stabilità e la prevedibilità del flusso di entrate;

f)  non comportare un onere amministrativo eccessivo per le istituzioni dell'Unione e le amministrazioni nazionali;

g)  di preferenza, generare "nuove" entrate;

h)  in parallelo, mirare a ridurre la burocrazia e gli oneri per le imprese, specialmente le PMI, e per i cittadini.

3.  Il Parlamento europeo e il Consiglio analizzeranno, discuteranno e procederanno senza indebito ritardo in merito alle proposte legislative di cui al punto 1 secondo le rispettive procedure interne al fine di agevolare una rapida decisione. Dopo la presentazione delle proposte da parte della Commissione, i deputati al Parlamento europeo e i rappresentanti del Consiglio si riuniranno nel corso delle loro deliberazioni alla presenza dei rappresentanti della Commissione al fine di informarsi reciprocamente in merito al rispettivo stato dei lavori. Le istituzioni instaureranno inoltre un dialogo regolare per fare il punto dei progressi compiuti con riguardo alla tabella di marcia.

Parte B Tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie

Prima tappa: 2021

4.  Come prima tappa, sarà introdotta una nuova risorsa propria, da applicarsi a decorrere dal 1º gennaio 2021, composta da una quota di entrate provenienti da contributi nazionali calcolata in base al peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, come previsto nella decisione sulle risorse proprie. Tale decisione dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2021, previa approvazione degli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.

5.  La Commissione velocizzerà i suoi lavori e, a seguito delle valutazioni d'impatto avviate nel 2020, presenterà proposte relative a un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera e a un prelievo sul digitale, accompagnate da una proposta relativa all'introduzione di nuove risorse proprie su tale base entro giugno 2021 in vista della loro introduzione al più tardi il 1º gennaio 2023.

6.  La Commissione riesaminerà il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE nella primavera 2021, considerandone anche la possibile estensione ai settori dell'aviazione e marittimo. Proporrà una risorsa propria basata sul sistema di scambio di quote di emissione entro giugno 2021.

7.  Le istituzioni concordano sul fatto che il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera e il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE sono interconnessi sul piano tematico e che sarebbe dunque giustificato discuterli nella stessa ottica.

Seconda tappa: 2022 e 2023

8.  Seguendo le procedure applicabili a norma dei trattati e fatta salva l'approvazione degli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali, l'introduzione di queste nuove risorse proprie è prevista entro il 1º gennaio 2023.

9.  Il Consiglio delibererà in merito a queste nuove risorse proprie al più tardi entro il 1° luglio 2022 in vista della loro introduzione entro il 1º gennaio 2023.

Terza tappa: 2024-2026

10.  La Commissione proporrà, in base a valutazioni d'impatto, nuove risorse proprie supplementari che potrebbero comprendere un'imposta sulle transazioni finanziarie e un contributo finanziario collegato al settore societario o una nuova base imponibile comune per l'imposta sulle società. La Commissione si adopera per presentare una proposta entro giugno 2024.

11.  Seguendo le procedure applicabili a norma dei trattati e fatta salva l'approvazione degli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali, l'introduzione di queste nuove risorse proprie supplementari è prevista entro il 1º gennaio 2026.

12.  Il Consiglio delibererà in merito a queste nuove risorse proprie al più tardi entro il 1° luglio 2025 in vista della loro introduzione entro il 1º gennaio 2026.

(1) GU C 363 del 28.10.2020, pag. 179.
(2) Testi approvati, P9_TA(2019)0032.
(3) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(4) Testi approvati, P9_TA(2020)0124.
(5) Testi approvati, P9_TA(2020)0206.
(6) Testi approvati, P9_TA(2020)0220.
(7) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(8) Regolamento (UE) 2020/... del Consiglio, del ..., che istituisce uno strumento dell'Unione europea per la ripresa, a sostegno della ripresa dopo la crisi Covid-19 (GU L ...).
(9)+ GU: inserire nel testo il numero e nella relativa nota a pié di pagina il numero e la data del regolamento di cui al documento ST 9971/20 (2020/0111(NLE)) e completare il riferimento GU.
(10) Regolamento (UE, Euratom) 2020/... del Consiglio, del ..., che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (GU L ...).
(11)+ GU: inserire nel testo il numero e nella relativa nota a pié di pagina il numero e la data del regolamento di cui al documento ST 9970/20 (2018/0166(APP)) e completare il riferimento GU.
(12) Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(13) Decisione (UE, Euratom) 2020/... del Consiglio, del ..., relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea e che abroga la decisione 2014/335/UE (GU L ...).
(14)++ GU: inserire nel testo il numero e nella relativa nota a pié di pagina il numero e la data del regolamento di cui al documento ST 10046/20 (2018/0135(CNS)) e completare il riferimento GU.
(15)+ GU: inserire la data di entrata in vigore del presente accordo.
(16) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(17) Come stabilito dall'accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE (GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1) e dei precedenti accordi interni.
(18) Regolamento (CEE, EURATOM) n. 1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini (GU L 124 dell'8.6.1971, pag. 1).
(19) Le varie fasi comprendono: il bilancio dell'esercizio in corso (compresi i bilanci rettificativi adottati); il progetto di bilancio iniziale; la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio; gli emendamenti del Parlamento europeo alla posizione del Consiglio e le lettere rettificative presentate dalla Commissione (se non già integralmente approvate dalle Istituzioni).
(20) Una linea di bilancio si considera tecnicamente chiusa quando non vi è disaccordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo e non sono state presentate lettere rettificative.
(21) Quando la Commissione presenta una proposta di atto del Consiglio basata sull'articolo 122 TFUE che potrebbe avere implicazioni rilevanti sul bilancio, si applica la procedura indicata nella dichiarazione comune sul controllo di bilancio delle nuove proposte basate sull'articolo 122 TFUE che potrebbero avere implicazioni rilevanti sul bilancio dell'Unione.
(22)+ GU: inserire nella nota a pié di pagina la data della dichiarazione congiunta di cui al documento SN 3633/3/20 REV 3 ADD 1 e completare il riferimento GU.
(23) Accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea del 13 aprile 2016 "Legiferare meglio" (GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1).


Una nuova strategia per le PMI europee
PDF 188kWORD 64k
Risoluzione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2020 su una nuova strategia per le PMI europee (2020/2131(INI))
P9_TA(2020)0359A9-0237/2020

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea che fa riferimento al mercato interno, allo sviluppo sostenibile e all'economia sociale di mercato,

–  vista la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese(1),

–  vista la direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali(2) (direttiva sui ritardi di pagamento),

–  visto il regolamento (UE) n. 1287/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME) (2014-2020) e abroga la decisione n. 1639/2006/CE(3),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2012 sulle piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali(4),

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulle imprese a conduzione familiare in Europa(5),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze(6),

–  vista la sua risoluzione del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano di ripresa(7),

–  vista la sua risoluzione del 23 luglio 2020 sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020(8),

–  viste la comunicazione della Commissione del 23 febbraio 2011 dal titolo "Riesame dello «Small Business Act» per l'Europa" (COM(2011)0078) e la risoluzione del Parlamento europeo in proposito del 12 maggio 2011(9),

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 dicembre 2011 dal titolo "Un piano d'azione per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti" (COM(2011)0870),

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 marzo 2013 dal titolo "Legiferare con intelligenza – Rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese" (COM(2013)0122),

–  vista la comunicazione della Commissione del 22 novembre 2016 dal titolo "Le nuove imprese leader dell'Europa: l'iniziativa Start-up e scale-up" (COM(2016)0733),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" (COM(2020)0067),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale" (COM(2020)0103),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" (COM(2020)0102),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2020 dal titolo "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare – Per un'Europa più pulita e più competitiva" (COM(2020)0098),

–  vista la comunicazione della Commissione del 27 maggio 2020 dal titolo "Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione" (COM(2020)0456),

–  vista la comunicazione della Commissione del 27 maggio 2020 dal titolo "Programma di lavoro adattato 2020 della Commissione" (COM(2020)0440),

–  vista la comunicazione della Commissione del 1° luglio 2020 dal titolo "Un'agenda per le competenze per l'Europa per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza" (COM(2020)0274),

–  vista la relazione annuale del 2018-2019 sulle PMI europee del novembre 2019,

–  viste le previsioni economiche di primavera 2020 della Commissione,

–  vista la relazione speciale n. 02/2020 della Corte dei conti europea, del 22 gennaio 2020, dal titolo "Lo strumento per le PMI in azione: un programma efficace ed innovativo che fa fronte alle sfide",

–  viste le conclusioni dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società 2020, pubblicate l'11 giugno 2020,

–  vista la relazione della Banca mondiale dal titolo Global Economic Prospects (prospettive economiche mondiali), del giugno 2020,

–  vista la relazione dell'OCSE "The Missing Entrepreneurs 2019" (Gli imprenditori mancanti 2019) del 10 dicembre 2019,

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per la cultura e l'istruzione,

–  vista la lettera della commissione giuridica,

–  vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0237/2020),

A.  considerando che la comunicazione della Commissione dal titolo "Una strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale" è stata pubblicata il 10 marzo 2020 e che l'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di allerta pandemica per la COVID-19(10), che ha avuto un impatto notevole sul contesto economico, sociale e politico in cui operano le PMI e ha reso necessaria una revisione della strategia a fronte del cambiamento di numerose condizioni economiche, sociali e politiche; che la strategia della Commissione presentata nel marzo 2020 propone tuttavia soluzioni per affrontare le sfide strutturali sul piano economico, sociale e ambientale che le PMI si trovavano ad affrontare prima della crisi COVID-19, nonché le sfide future legate alle transizioni verde e digitale; che la Commissione dovrebbe presentare una versione aggiornata della sua comunicazione su una strategia per le PMI europee, che tenga conto dei punti sollevati nella presente risoluzione; che la competitività europea è in ritardo rispetto ad altre economie sviluppate, minando così la capacità di generare ricchezza e prosperità dell'Europa;

B.  considerando che i 24 milioni di PMI nell'UE a 27 sono la spina dorsale dell'economia e, prima della pandemia, generavano più della metà del PIL dell'Unione europea, dando lavoro a più di 100 milioni di persone; che nell'Unione europea il 98,9 % delle imprese del settore non finanziario è costituito da piccole imprese con meno di 49 dipendenti(11); che le micro, piccole e medie imprese (MPMI), sia a livello nazionale che a livello dell'UE, sono molto complesse ed eterogenee, date le loro dimensioni e la gamma molto variegata di settori di attività che coprono; che le PMI sono vitali per lo sviluppo e la resilienza delle catene del valore industriali europee e contribuiscono in modo rilevante alle economie locali, regionali e nazionali;

C.  che le PMI dovrebbero essere al centro del Green Deal europeo e della strategia digitale e dovrebbero essere adeguatamente sostenute da strumenti finanziari mirati e da un quadro legislativo favorevole alle PMI, affinché possano svolgere un ruolo importante nella crescita dell'economia europea e negli obiettivi strategici più ampi dell'Unione, compresi gli obiettivi ambientali entro il 2050; che nella sua risoluzione sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze, il Parlamento ha sottolineato che il Green Deal europeo e la trasformazione digitale dovrebbero favorire le strategie di ripresa e ricostruzione post-COVID; che le PMI devono essere coinvolte attivamente e sostenute nella strategia digitale dell'UE e nel Green Deal europeo, al fine di renderle più competitive e sprigionare il loro potenziale in termini di digitalizzazione, diffusione di soluzioni innovative e risposta alle pressanti preoccupazioni ambientali e sociali; che il contributo delle PMI sarà cruciale per il successo di tali strategie;

D.  considerando che, a causa della crisi economica e delle prospettive economiche poco incoraggianti innescate dalla pandemia, un numero considerevole e indefinito di PMI e start-up si ritrova sull'orlo dell'insolvenza; che, nel 2018, solamente il 40 % delle aziende ha ricevuto pagamenti senza ritardi; che i problemi di liquidità sofferti da molte PMI non solo avranno ripercussioni negative sulle loro operazioni quotidiane, ma anche sulle loro prospettive di crescita future, non consentendo una corretta pianificazione degli investimenti a lungo termine;

E.  considerando che gli acquisti di attività di emergenza da parte della Banca centrale europea (BCE) in risposta alla crisi economica innescata dalla pandemia vanno principalmente a beneficio delle grandi imprese, dal momento che fanno maggiore affidamento sul mercato del debito commerciale, ma non migliorano le condizioni finanziarie delle PMI; che l'UE e gli Stati membri dovrebbero agire con audacia e celerità per ridurre al minimo i rischi economici, sociali e strategici legati alla scomparsa di queste imprese; che il prestito bancario è tradizionalmente la principale fonte di finanziamento esterno per le PMI nell'Unione, in quanto rappresenta oltre tre quarti dei finanziamenti alle PMI, il che rende le PMI particolarmente vulnerabili a una contrazione dei prestiti bancari; che le PMI non dispongono degli strumenti per far fronte a una crisi prolungata e le misure nazionali non dovrebbero ripercuotersi negativamente sul mercato interno dell'UE;

F.  considerando che le conseguenze derivanti dalla riduzione di capitale, a seguito della crisi COVID-19, saranno diverse a seconda del settore, del tipo di società e dello Stato membro, causando divergenze nel mercato interno; che è importante mantenere condizioni di parità al fine di ridurre al minimo le distorsioni della concorrenza nel mercato interno e che il differenziale di crescita tra gli Stati membri è una delle cause di uno sviluppo economico disomogeneo all'interno dell'UE; che le PMI risentono ancor di più di una concorrenza globale schiacciante e spesso deregolamentata;

G.  considerando che, qualora dovesse verificarsi un'altra grave ondata di COVID-19, le prospettive dell'OCSE non escludono che, a fine 2021, la perdita di reddito sarà superiore a quella di qualsiasi precedente recessione degli ultimi 100 anni(12); che, a seguito della pandemia di COVID-19, gli aiuti di Stato non devono portare a distorsioni della concorrenza nel mercato unico tra PMI basate in paesi diversi; che la pandemia ha dimostrato la fondamentale importanza del passaggio al digitale e ha posto l'accento sulla necessità di digitalizzare l'economia al fine di garantire una migliore resilienza in futuro, e che le sfide ambientali persistono e devono essere affrontate; che l'UE deve scontare la concorrenza agguerrita degli attori globali; che mediante l'innovazione le PMI possono creare in modo efficace una crescita sostenibile e a lungo termine;

H.  considerando che l'adozione di pratiche, innovazioni e tecnologie sostenibili sotto il profilo ambientale dovrebbe creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali per le PMI, migliorandone al contempo la competitività e riducendone i costi, posto che vi siano le condizioni amministrative, normative e tecniche adeguate; che molte PMI desiderano migliorare le loro prestazioni ambientali, l'efficienza energetica e delle risorse, l'uso delle tecnologie digitali e la diffusione di soluzioni innovative, tutti elementi cruciali per sostenerne la crescita sostenibile e competitività a lungo termine, nonché per consentire loro di svolgere un ruolo chiave nella produzione diretta di ecoinnovazioni; che, a tal fine, occorre garantire un migliore accesso ai finanziamenti e all'assistenza tecnica;

I.  considerando che, secondo l'indice di digitalizzazione dell'economia e della società della Commissione 2020(13), molte PMI non hanno ancora pieno accesso alla digitalizzazione e sono in ritardo rispetto alle grandi aziende, sia in termini di competenze digitali che di digitalizzazione delle loro operazioni, dovuto in parte alla concorrenza sleale esercitata dalle imprese multinazionali; che le stesse norme dovrebbero applicarsi sia nel mercato unico digitale che in quello non digitale, al fine di garantire condizioni di parità, evitando nel contempo impatti negativi sui diritti sociali e del lavoro; che l'utilizzo dei dati può tradursi in un vantaggio competitivo e consentire alle PMI di cogliere i benefici della transizione digitale e che l'attenzione all'alfabetizzazione e competenze digitali dovrebbe essere accompagnata da un aumento degli investimenti dell'UE nelle infrastrutture digitali, da un migliore accesso ai dati per le PMI e da un quadro normativo e commerciale equo in tutti i tipi di contesti di mercato, ossia tra imprese, fra imprese e consumatori e tra imprese e amministrazioni pubbliche;

J.  considerando che una delle principali sfide per sfruttare appieno il potenziale della digitalizzazione è la ricerca di personale qualificato; che la Commissione, gli Stati membri e i governi locali dovrebbero adoperarsi per migliorare il contesto imprenditoriale onde garantire la competitività delle PMI nonché la crescita economica sostenibile e a lungo termine dell'Unione; che la strategia dell'Unione per le PMI offre l'occasione di promuovere la cultura imprenditoriale delle categorie sottorappresentate, consentendo loro di sfruttare pienamente le opportunità derivanti dalle transizioni digitale e verde;

K.  considerando che il rafforzamento di una cultura imprenditoriale può consentire alle PMI di contribuire appieno alla duplice transizione e di trarne beneficio, nonché aumentare la creazione di posti di lavoro e quindi l'impatto delle PMI sul mercato del lavoro; che le donne rappresentano il 52 % della popolazione totale dell'Unione, ma solo il 34,4 % dei lavoratori autonomi e il 30 % dei nuovi imprenditori nell'UE(14); che la creatività e il potenziale imprenditoriale delle donne rimangono inutilizzati e dovrebbero essere ulteriormente sviluppati;

L.  considerando che gli oneri normativi, come i costi finanziari e di conformità dovuti a un eccesso di regolamentazione e a procedure amministrative eccessivamente, dovrebbero essere ridotti, in particolare le sfide legate alle controversie in materia di brevetti, ad esempio nel settore della protezione della proprietà intellettuale, ma anche per quanto riguarda le opportunità di finanziamento; che l'innovazione non è legata alla regolamentazione, ma è il risultato di sforzi collaborativi in cui le imprese interagiscono, scambiano conoscenze e informazioni e coniugano idee e finanziamenti con i partner nell'ambito di più generali sistemi di innovazione; che le sovvenzioni raggiungono più facilmente le PMI, o le attività in cui le PMI hanno maggiori probabilità di essere coinvolte, rispetto al credito d'imposta;

M.  considerando che alla definizione UE di PMI viene fatto riferimento in oltre 100 atti giuridici dell'UE che coprono un ampio ventaglio di politiche; che la Commissione esaminerà ulteriormente l'attuale definizione e riferirà in merito a questioni specifiche sollevate nell'ambito della più recente consultazione pubblica, quali gli assetti proprietari complessi o i possibili effetti "lock-in"; che la Commissione deve ancora conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia europea del 15 settembre 2016 che sollecitava il chiarimento dei criteri di "indipendenza" e "autonomia";

N.  considerando che le microimprese rappresentano una percentuale significativa delle PMI europee e che molto spesso hanno difficoltà nell'accedere ai finanziamenti e nell'ottenere informazioni sulle opportunità disponibili a livello europeo e nazionale; che questa categoria di imprese è stata anche duramente colpita dalla crisi COVID-19 e, senza pregiudizio dell'attuale definizione di PMI, merita di ricevere maggiore assistenza e di beneficiare di una migliore promozione;

O.  considerando che le imprese a media capitalizzazione (mid-cap) contribuiscono in modo significativo all'occupazione e alla crescita, soprattutto in alcuni Stati membri; che è opportuno che, nel quadro dell'iniziativa REFIT, la Commissione valuti la necessità di una definizione a sé stante di mid-cap al fine di consentire misure mirate, garantendo nel contempo che l'attuale definizione di PMI non ne risulti allargata e che non venga compromesso in alcun modo il sostegno alle PMI;

Sfide strutturali precedenti la crisi COVID-19

1.  accoglie con favore la strategia della Commissione per le PMI e conviene con la Commissione sul fatto che le PMI sono essenziali per l'economia europea; sottolinea la necessità di aggiornare la strategia per le PMI alla luce della crisi COVID-19 continuando a porre l'accento sulla promozione della transizione verso una società resiliente sotto il profilo sociale, economico e ambientale e verso un'economia competitiva; chiede pertanto che la strategia per le PMI sia allineata alla strategia industriale, alla strategia europea per i dati(15) e al Green Deal europeo, onde coinvolgere attivamente tutte le PMI e sostenerle nella duplice transizione, ai fini di una maggiore competitività, della crescita a lungo termine e di una maggiore resilienza;

2.  chiede inoltre misure volte a migliorare il contesto per la creazione di imprese e a rafforzare lo spirito imprenditoriale, anche attraverso la riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle PMI; chiede, a questo proposito, l'adozione di un piano d'azione per le PMI corredato di obiettivi, tappe intermedie e un calendario chiari, nonché accompagnato da un monitoraggio e da relazioni e valutazioni periodici; sottolinea, in tale contesto, la necessità di promuovere lo spirito imprenditoriale all'interno dell'Unione e di creare le condizioni che consentiranno alle nuove imprese e alle PMI esistenti di espandersi e innovare, contribuendo in tal modo alla sostenibilità economica, sociale e ambientale dell'Unione così come alla sua competitività economica;

3.  riconosce che un eccesso di oneri amministrativi e regolamentari frena la capacità delle PMI di espandersi, dal momento che non dispongono delle risorse necessarie per far fronte a complessi requisiti burocratici;

4.  accoglie dunque con favore l'impegno della Commissione a introdurre il principio "one in, one out", ma ricorda che esso si limita a mantenere lo status quo a livello della legislazione, il che non costituisce un obiettivo sufficientemente ambizioso, e sottolinea la necessità che gli Stati membri evitino la sovraregolamentazione come primo passo per arginare l'ondata di nuove norme; ricorda che la pubblica amministrazione, a livello sia europeo che nazionale, è chiamata a svolgere un ruolo chiave nel garantire la facilità del fare impresa e, ad esempio, nel promuovere investimenti volti ad accrescere la competitività economica, salvaguardando nel contempo le norme più elevate in materia di trasparenza, salute, diritti e sicurezza dei lavoratori e protezione dell'ambiente;

5.  invita pertanto gli Stati membri e la Commissione a riconoscere la necessità di legiferare meglio e di procedere a una semplificazione, nonché ad adottare una tabella di marcia corredata di obiettivi e indicatori concreti e vincolanti, quale importante condizione preliminare per la capacità di ripresa e innovazione della nostra economia e per la difesa della competitività delle imprese dell'UE; rileva che vari Stati membri si sono dati obiettivi quantitativi che prevedono una riduzione fino al 30 %(16) degli oneri amministrativi e invita la Commissione a fissare quanto prima dopo la realizzazione di una valutazione d'impatto, e in ogni caso entro il giugno 2021 e anteriormente alla sua comunicazione, ambiziosi obiettivi quantitativi e qualitativi a livello dell'UE per la riduzione degli oneri amministrativi;

6.  osserva che la tabella di marcia dovrebbe individuare i settori in cui occorre ridurre decisamente gli oneri amministrativi e regolamentari per le PMI per tagliare i costi di conformità, compresa la burocrazia, e sostenere gli Stati membri nel conseguire una rapida riduzione del numero di norme, garantendo nel contempo i diritti dei lavoratori, le norme sociali e sanitarie e la protezione dell'ambiente sottolinea che per verificare l'efficacia delle misure di riduzione della burocrazia è importante anche valutarle ex post, tenendo conto della prospettiva delle PMI e senza pregiudicare i diritti dei lavoratori;

7.  chiede un migliore allineamento normativo, accompagnato da una digitalizzazione intelligente, una maggiore facilità d'uso, iter più snelli e procedure più sicure relativamente ai dati e alla protezione della sfera privata; sollecita, a tale proposito, un'assistenza tecnica e amministrativa maggiore e più mirata, a livello nazionale e dell'UE, lo scambio delle migliori pratiche e opportunità di formazione per le PMI; invita la Commissione a gestire un autentico sportello unico digitale per tutte le richieste di informazioni sulle possibilità di finanziamento offerte dall'UE alle PMI e a garantire che i regimi di sostegno dell'UE, inclusi quelli previsti per la fase post COVID-19, contengano una forte componente PMI;

8.  plaude ai risultati finora raggiunti nell'applicazione dei principi del legiferare meglio; rileva che occorre compiere ulteriori progressi, in particolare nel campo della semplificazione e normalizzazione dei moduli e delle procedure, applicando in modo coerente i principi "una sola volta" e "digitale per default", a livello sia dell'UE che degli Stati membri, e riducendo gli oneri amministrativi in generale;

9.  invita la Commissione ad analizzare attentamente le ripercussioni economiche e sociali della crisi COVID-19 sulle PMI e a tener conto delle preoccupazioni delle PMI legate alla crisi COVID-19 nelle valutazioni d'impatto da realizzare prima della presentazione di proposte legislative;

10.  chiede dunque un test vincolante che consenta di valutare, in relazione alle PMI, i costi e i benefici delle proposte legislative, inclusi l'impatto economico e le ripercussioni sui dipendenti delle PMI; si attende che i risultati del test PMI siano pienamente presi in considerazione in tutte le proposte legislative, che si indichi chiaramente come verrebbe conseguita la semplificazione e che vengano formulate ove possibile raccomandazioni supplementari per evitare alle PMI inutili oneri amministrativi o regolamentari; ricorda che nel corso del processo legislativo dell'Unione europea l'attenzione dovrebbe focalizzarsi sulla qualità delle valutazioni d'impatto piuttosto che sulla rapidità di realizzazione delle iniziative; invita gli Stati membri a raccogliere e promuovere buone pratiche e a elaborare orientamenti per l'esecuzione sistematica dei test PMI anche a livello nazionale;

11.  invita la Commissione ad assicurare l'efficacia e il buon funzionamento del comitato per il controllo normativo (RSB), garantendo che sia composto in maggioranza da esperti indipendenti e che benefici del supporto del Centro comune di ricerca; ribadisce che devono essere garantite l'indipendenza, la trasparenza e l'obiettività dell'RSB e delle sue attività e che i membri del comitato non dovrebbero soggetti a controllo politico e dovrebbero essere esenti da conflitti di interessi o parzialità; invita la Commissione ad assicurare una rappresentanza equilibrata delle grandi e piccole imprese in tutti gli organi e i comitati pertinenti associati all'elaborazione delle politiche dell'Unione europea, incluso l'RSB; ritiene insufficiente l'attuale requisito che prevede un solo rappresentante delle PMI in seno all'RSB, in rappresentanza di tutte le piccole e medie imprese e di tutti i settori, tenuto conto dell'ampia varietà di PMI in Europa;

12.  chiede che sia rilanciata l'attuazione dello Small Business Act (SBA); sottolinea la necessità di applicare in modo coerente il principio "pensare anzitutto in piccolo" e di rafforzare il principio di un'Unione "grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole", al fine di garantire un'adeguata attenzione per le PMI nella legislazione unionale e nazionale, nonché quale base del nuovo impegno interistituzionale a ridurre gli oneri amministrativi;

13.  prende atto del progetto della Commissione di nominare un rappresentante ad hoc dell'UE per le PMI per dare maggiore visibilità alle problematiche di queste imprese; invita inoltre la Commissione a collocare il rappresentante per le PMI in un'unità centrale facente capo al Presidente della Commissione onde consentire la supervisione delle questioni relative alle PMI in tutte le direzioni generali; invita la Commissione a basarsi sull'attuale processo di valutazione delle prestazioni delle PMI (SME Performance Review) e a partecipare su base annua a una discussione sullo "Stato dell'Unione delle PMI", da tenere in occasione di una seduta plenaria del Parlamento europeo; sottolinea che è opportuno rafforzare la cooperazione tra la rete dei rappresentanti delle PMI e le organizzazioni nazionali e locali che rappresentano le PMI;

14.  ritiene che le risorse finanziarie e di altra natura dovrebbero corrispondere pienamente agli obiettivi dell'UE in materia di sostenibilità e digitalizzazione, in modo da consentire agli Stati membri di promuovere la transizione delle PMI in entrambi i settori, aspetto, questo, che assume particolare rilevanza nelle regioni meno sviluppate; sottolinea che tali obiettivi non possono essere in contrasto, ma anzi devono rafforzarsi reciprocamente ed essere accompagnati da misure di tutela di un'occupazione corredata di diritti e dal miglioramento delle condizioni di lavoro;

15.  si rammarica del fatto che le PMI incontrino maggiori difficoltà, rispetto alle imprese di dimensioni più grandi, nell'accesso ai finanziamenti, anche a causa di varie misure monetarie e del quadro normativo; suggerisce, a questo proposito, l'adozione di misure per accrescere l'accesso al credito da parte delle PMI, comprese le microimprese e le start-up; ricorda che, di solito, le PMI non dispongono di risorse finanziarie e umane sufficienti per partecipare al processo di accesso agli strumenti finanziari su un piede di parità con altre parti interessate, in particolare le società multinazionali;

16.  esprime preoccupazione per le difficoltà incontrate dalla maggior parte delle PMI, in particolare quelle a capitalizzazione ridotta, nell'accesso alle linee di finanziamento della BEI e chiede che le condizioni di accesso tengano conto della necessità di una maggiore partecipazione delle PMI; deplora che molte PMI, tra cui microimprese e start-up, non siano in grado di accedere ai finanziamenti UE a causa della mancata conoscenza delle possibilità esistenti, ma anche della lentezza e dell'eccessiva complessità delle procedure e dei criteri di ammissibilità; invita la Commissione a ridurre tali ostacoli attraverso la semplificazione delle procedure, la garanzia dell'accesso online alle informazioni e l'ulteriore promozione di incentivi su misura per le PMI e le microimprese;

17.  ricorda a questo proposito agli Stati membri e alla Commissione che vi è l'immediata necessità di ripristinare la liquidità delle PMI per garantire il loro funzionamento minimo e avverte che la sopravvivenza delle PMI, e in particolare delle microimprese, alla crisi COVID-19, date le loro fragilità strutturali rispetto alle imprese di dimensioni maggiori, dipenderà dalla rapidità con cui saranno adottate le decisioni, da finanziamenti adeguati e dalla pronta disponibilità di liquidità;

18.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a utilizzare al meglio i futuri strumenti dell'UE nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), in funzione delle esigenze specifiche delle comunità locali e prendendo in considerazione, ove possibile, le peculiarità settoriali e nazionali esistenti; ricorda che tali strumenti dovrebbero, tra l'altro, incanalare gli investimenti verso le PMI;

19.  si rammarica che il piano di ripresa abbia dedicato scarsa attenzione alle PMI e chiede misure volte a garantire un accesso agevole alle PMI;

20.  esorta la Commissione a concepire in maniera più mirata i finanziamenti UE per attrarre maggiormente PMI che non siano digitali, altamente tecnologhe e innovative e chiede inoltre che, nel progettare i nuovi strumenti dell'UE, si valuti se i finanziamenti possano essere ragionevolmente utilizzati dalle PMI e siano adeguati alle loro esigenze, nonché si garantisca che le PMI siano in grado di beneficiarne al pari di tutti gli altri partner coinvolti nella catena del valore, a vantaggio della competitività globale dell'Europa; rammenta che, per permettere alle start-up di espandersi, è fondamentale garantire un "capitale paziente" che punti a cogliere i vantaggi specifici degli investimenti a lungo termine e i cui finanziatori siano in grado di mantenere i propri investimenti anche in presenza di condizioni sfavorevoli a breve termine;

21.  sottolinea la necessità che gli organismi dell'Unione europea adottino un approccio proattivo alle reti e alle organizzazioni delle PMI a livello locale, regionale e nazionale, al fine di fornire informazioni e orientamenti tempestivi per avvalersi delle possibilità di finanziamento dell'UE disponibili e in programma; ricorda alla Commissione di utilizzare tutti gli strumenti di comunicazione disponibili nonché di ricorrere a concorsi rivolti agli studenti e ai giovani imprenditori;

22.  esorta gli Stati membri a garantire alle PMI un accesso non discriminatorio al credito bancario, in particolare a quelle il cui modello di business verte su beni immateriali; ricorda che l'accesso ai finanziamenti è un fattore chiave per la crescita, la trasformazione sostenibile e l'innovazione e chiede che si continuino a sostenere i modelli di business innovativi; deplora il divario nelle condizioni di credito tra le PMI situate nei vari paesi dell'Unione europea e invita gli Stati membri a collaborare con i settori finanziario e bancario per quanto riguarda il loro obbligo di garantire alle PMI un accesso completo ed equo ai prestiti bancari;

23.  sottolinea che il finanziamento attraverso i mercati dei capitali non sarà di per sé sufficiente a fornire soluzioni adatte alle PMI e ritiene che il settore dei servizi finanziari debba essere stabile e offrire alle PMI, alle microimprese e agli imprenditori autonomi, in modo efficiente in termini di costi, un'ampia gamma di opzioni di finanziamento su misura; sottolinea, a questo proposito, l'importanza dei modelli bancari tradizionali, tra cui le piccole banche regionali e le cooperative di risparmio; invita la BEI a collaborare più strettamente con i suoi intermediari finanziari negli Stati membri per diffondere a livello delle PMI le informazioni pertinenti, allo scopo di migliorare l'accesso di queste ultime ai finanziamenti;

Nuove sfide derivanti dalla pandemia di COVID-19

24.  ricorda che occorre garantire rapidamente liquidità alle PMI e che le misure per la ricapitalizzazione delle PMI dovrebbero essere parimenti rafforzate; esorta gli Stati membri e la Commissione ad affrontare il problema dei ritardi di pagamento, che continuano a creare notevoli problemi di liquidità per le PMI, ed esorta gli Stati membri che non vi hanno ancora provveduto ad attuare la direttiva sui ritardi di pagamento, in particolare per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni e le relazioni tra imprese;

25.  sollecita la Commissione a rafforzare il monitoraggio e l'applicazione della direttiva sui ritardi di pagamento e a valutare la necessità di una sua revisione, in modo da garantire che la puntualità dei pagamenti rappresenti la norma in tutto il mercato unico sia per le transazioni tra imprese, in particolare dalle imprese più grandi a quelle più piccole, sia per le transazioni tra amministrazioni pubbliche e imprese; invita le autorità a livello europeo, nazionale, regionale e locale a dare il buon esempio pagando sempre in maniera tempestiva le PMI e, in tale contesto, incoraggia a ricorrere in modo attivo alle procedure di infrazione nei casi in cui la direttiva non venga attuata in modo adeguato;

26.  riconosce la necessità di procedere a un allentamento temporaneo delle norme in materia di aiuti di Stato e di ammettere che esse hanno portato a un'attuazione disomogenea delle misure in tutta l'Unione; invita la Commissione e il Consiglio a intervenire rapidamente per garantire la parità di condizioni di concorrenza tra gli Stati membri;

27.  osserva che qualsiasi futura valutazione e revisione delle norme in materia di aiuti di Stato dovrebbe tenere debitamente conto delle specificità e degli svantaggi geografici che interessano le PMI situate nei territori più periferici, comprese le isole, le regioni ultraperiferiche e le zone montane, nonché in altre zone, tra cui le zone non periferiche, colpite da calamità naturali senza precedenti;

28.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che settori quali il turismo, il comparto alberghiero, la cultura, le industrie creative, i trasporti, le fiere di settore e gli eventi, che sono in gran parte composti da PMI, sono stati colpiti con maggiore durezza dalla crisi della COVID-19; sottolinea l'importanza di misure rapide e permanenti volte a ripristinare e a conservare la fiducia tra i viaggiatori e gli operatori; mette in evidenza la necessità di sollevare questi settori dagli oneri amministrativi e dalla regolamentazione che genera costi, di individuare la strada da seguire per la loro ripresa e di garantire la tutela dei diritti dei lavoratori nei settori colpiti; ricorda l'importanza di migliorare l'accesso delle PMI dei settori culturali e creativi alle tecnologie digitali e ai programmi di sostegno, poiché la crisi della COVID-19 ha dimostrato il loro ruolo fondamentale per la nostra economia e la nostra vita sociale;

29.  esorta gli Stati membri a riconoscere quali priorità politiche assolute la protezione dell'occupazione e la sopravvivenza delle PMI e delle start-up proponendo misure concrete a sostegno di PMI e start-up redditizie dal punto di vista economico e a rischio di insolvenza, in particolare alla luce dell'annullamento, proposto dal Consiglio europeo, dello strumento di sostegno alla solvibilità; prende atto dell'iniziativa di Sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza (SURE), destinata alla copertura dei costi dei regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo; invita la Commissione a sostenere attivamente gli Stati membri nel recepimento della direttiva sulla ristrutturazione e sull'insolvenza(17) onde garantire una reale seconda possibilità alle PMI in difficoltà;

30.  rileva che la crisi della COVID-19 ha spinto le PMI ad adottare tecnologie innovative e nuovi modelli di organizzazione del lavoro nonché modelli d'impresa digitali, come il commercio elettronico, l'economia della condivisione e il telelavoro; sottolinea che molte PMI hanno avuto difficoltà ad adattarsi alle nuove circostanze e invita la Commissione, a tale proposito, a garantire che gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione (R&I) siano orientati alla partecipazione delle PMI, pur trovando un equilibrio tra il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e la spinta all'innovazione; chiede inoltre il rispetto dei diritti dei lavoratori durante tutto il processo;

31.  ricorda che l'innovazione nelle PMI è un elemento chiave per la produttività e la crescita sostenibile, dato che può contribuire a risolvere le sfide globali e sociali e offrire migliori condizioni di lavoro; rammenta che lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione stanno aumentando le opportunità per le PMI di innovare e prosperare, accelerando la diffusione delle conoscenze, l'emergere di nuovi modelli di impresa e aumentando la loro capacità di ingrandirsi più rapidamente;

32.  sottolinea che gli investimenti nell'innovazione dovrebbero dare priorità a ecosistemi che siano inclusivi per le PMI e che rafforzino la co-creazione, la maturazione e il trasferimento di tecnologie d'eccellenza all'industria, nonché la diffusione di nuove tecnologie; sottolinea pertanto l'importanza di politiche pubbliche mirate per sostenere le esigenze orizzontali legate ai processi di trasformazione digitale nelle microimprese e nelle PMI, come la semplificazione degli obblighi di rendicontazione, e invita gli Stati membri a sviluppare iniziative pilota per una più celere applicazione di soluzioni per il commercio elettronico nelle PMI, ad esempio attraverso attività di formazione e consulenza, assistenza tecnica, migliori pratiche o integrazione del triangolo della conoscenza (istruzione, ricerca e innovazione) e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e delle autorità locali;

33.  si compiace dell'inclusione delle PMI nel programma spaziale europeo, anche nello sviluppo di molti servizi e applicazioni a valle; riconosce il ruolo chiave che le PMI svolgono nelle catene di approvvigionamento della difesa in Europa;

34.  accoglie con favore la promessa della Commissione di avviare una formazione rapida attraverso corsi intensivi di formazione digitale per i dipendenti delle microimprese e delle PMI, che li aiutino ad acquisire solide competenze in settori quali l'IA, la cibersicurezza o le tecnologie di registro distribuito; sottolinea che i corsi intensivi di formazione digitale per le PMI nel quadro del programma Europa digitale dovrebbero essere preceduti da programmi sovvenzionati che consentano ai titolari e ai dirigenti delle PMI di individuare le relative esigenze e opportunità digitali; osserva che una forza lavoro qualificata è essenziale per consentire alle PMI di espandersi e affrontare con successo non solo le transizioni ambientale e digitale, bensì anche le sfide tradizionali cui sono confrontate tali imprese;

35.  deplora che solo il 17 % delle PMI ha integrato con successo le tecnologie digitali nelle proprie attività; chiede di rafforzare l'azione volta ad affrontare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze e la carenza di competenze, a garantire alle PMI un'alfabetizzazione e competenze digitali, nonché a migliorare le competenze in relazione agli appalti pubblici e all'educazione finanziaria, oltre alle competenze in materia di gestione del credito e della catena di approvvigionamento per mercati del lavoro in rapida evoluzione, anche alla luce dell'accelerazione indotta dalla crisi della COVID-19;

36.  pone l'accento sulla necessità di promuovere gli investimenti in programmi di formazione professionale complementare e di apprendistato nelle PMI; chiede, a tale riguardo, di sviluppare un approccio personalizzato per le competenze digitali delle microimprese; sottolinea il ruolo che l'agenda della Commissione per le competenze può svolgere a tal fine e osserva che, per colmare il divario nel campo del digitale e dell'innovazione, è necessario aumentare la quota di laureati in materie STEM e affrontare il divario cui fanno fronte le donne in questi due settori; accoglie con favore, a tale riguardo, l'agenda per le competenze per l'Europa;

37.  prende atto del Libro bianco della Commissione sull'intelligenza artificiale (COM(2020)0065) e del parere di quest'ultima secondo cui ogni Stato membro dovrebbe disporre di almeno un polo dell'innovazione digitale dotato di un elevato grado di specializzazione in IA;

38.  incoraggia la Commissione a sostenere gli sforzi delle PMI, fra cui quelli volti a modernizzare le attrezzature obsolete, migliorare il trasferimento di conoscenze e identificare gli usi più efficaci delle tecnologie, come ad esempio l'intelligenza artificiale industriale, e riqualificare la forza lavoro mediante le competenze immediatamente necessarie per consentire il controllo remoto delle attività, il monitoraggio della produzione e la collaborazione tra i dipendenti, come anche modelli aziendali sostenibili dal punto di vista ambientale, approcci improntati all'economia circolare, nonché l'efficienza energetica e delle risorse, settori in cui il know-how digitale è spesso fondamentale e consente alle PMI di rimanere competitive; invita la Commissione a valutare altresì la possibilità di creare un programma di buoni per le PMI a sostegno di quanto sopra;

39.  esorta ad agire per colmare le lacune nelle conoscenze e competenze delle PMI per quanto concerne le tecnologie, le pratiche e i modelli aziendali sostenibili dal punto di vista ambientale, in particolare per i settori in cui gli obiettivi dell'UE in materia ambientale ed energetica impongono un cambiamento profondo;

40.  ricorda l'importanza di strumenti quali la rete Enterprise Europe e i poli europei dell'innovazione digitale, che possono promuovere l'internazionalizzazione e la digitalizzazione delle PMI nonché il perseguimento dell'innovazione a livello locale, anche nel settore ambientale, e contribuire a garantire la loro adeguatezza allo scopo; invita la Commissione a effettuare un'approfondita valutazione intermedia ed ex post di tali strumenti consultando i rappresentanti delle PMI durante l'intero processo di valutazione, al fine di garantire che tali reti raggiungano effettivamente le PMI;

41.  evidenzia il ruolo essenziale dei dati non personali e del trasferimento di tecnologie dal mondo accademico alle PMI, e pone l'accento sull'importanza di creare spazi europei di dati per la condivisione non discriminatoria, affidabile e sicura di dati non personali al fine di accrescere i flussi di dati tra le imprese e con i governi, utilizzando un modello di dati aperto;

42.  caldeggia l'adozione di una politica parallela e più solida per migliorare le infrastrutture di Internet e le condizioni di connettività a vantaggio delle PMI nelle zone periferiche, trattandosi di un presupposto per migliorare la digitalizzazione e partecipare a una trasformazione efficace; invita la Commissione a valutare la possibilità di prevedere obiettivi vincolanti in tema di connettività;

Strategia di ripresa

43.  insiste sul fatto che Orizzonte Europa è una priorità e necessita di importanti finanziamenti globali; chiede che una parte sostanziale di tali finanziamenti venga messa a disposizione delle PMI, anche per le componenti dedicate alle PMI del Consiglio europeo per l'innovazione, e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire, ove possibile, che gli strumenti di R&I, come l'acceleratore del CEI, offrano opportunità rapide alle PMI e start-up che stanno sviluppando tecnologie innovative;

44.  chiede di mantenere le crescenti politiche e i crescenti strumenti dell'UE in materia di ricerca e innovazione il più possibile neutri dal punto di vista settoriale, nonché di fornire maggiore sostegno non solo alle PMI e alle microimprese che compiono già sforzi attivi in materia di innovazione, ma anche, in base alle loro esigenze, a quelle che accusano ritardi in tal senso, in particolare nel settore manifatturiero tradizionale; chiede di dedicare maggiori finanziamenti per le attività di ricerca e innovazione a livello europeo alle PMI non digitali e alle PMI che desiderano migliorare le loro prestazioni ambientali e l'efficienza delle risorse;

45.  sottolinea che la collaborazione e la cooperazione sono dimensioni cruciali per migliorare le prestazioni delle PMI; osserva, a tal fine, che occorre promuovere e incoraggiare in modo più efficace i cluster e i partenariati con tutti gli attori del triangolo della conoscenza (istruzione, ricerca e innovazione) riducendo gli oneri amministrativi, semplificando le procedure e istituendo strutture di servizi condivisi per la partecipazione dei cluster di PMI; invita inoltre la Commissione a garantire che i partenariati e le missioni di Orizzonte Europa siano trasparenti e inclusivi durante tutto il processo di attuazione, in particolare per quanto riguarda la partecipazione delle PMI e la definizione della loro agenda strategica di ricerca e dei loro programmi di lavoro annuali; evidenzia inoltre la necessità di garantire accordi equi in materia di condivisione delle conclusioni e dei risultati finali, conformemente al principio "il più aperto possibile, chiuso il tanto necessario";

46.  sottolinea altresì il potenziale dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e delle sue comunità della conoscenza e dell'innovazione, in quanto rappresentano un modo efficace per rafforzare la collaborazione tra le PMI, i centri di ricerca e le università al fine di promuovere l'imprenditorialità locale e affrontare le sfide sociali più urgenti della nostra epoca;

47.  invita la Commissione e gli Stati membri a investire, tra le altre cose, nell'economia dei dati, nell'intelligenza artificiale, nella produzione intelligente, nell'Internet degli oggetti (IoT) e nell'informatica quantistica, nonché ad assicurare una forte componente dedicata alle PMI in tali settori; deplora che la maggior parte delle PMI non abbia accesso ai dati da esse creati; accoglie con favore, a tale riguardo, la strategia europea sui dati, che è orientata alla creazione di un vero e proprio mercato dei dati, in cui le PMI abbiano facile accesso ai dati e possano utilizzarli in tutti i tipi di contesti di mercato, ossia tra imprese e consumatori, tra imprese e fra imprese e amministrazioni pubbliche;

48.  invita gli Stati membri a provvedere a che le PMI godano del sostegno necessario per le opportunità di innovazione e a massimizzare le sinergie con i programmi dell'UE nelle loro strategie nazionali di innovazione; sottolinea, a tale proposito, il ruolo delle PMI innovative specializzate in tecnologie pionieristiche;

49.  sottolinea la necessità di sensibilizzare maggiormente i titolari e i dirigenti delle PMI, le associazioni di PMI e le organizzazioni di sostegno in merito alle possibilità di finanziamento per tecnologie più efficienti sotto il profilo ambientale, ai servizi di appalto (ad esempio consulenza, coaching e formazione) relativi alla progettazione ecocompatibile e all'uso e alla gestione efficiente delle risorse, nonché all'imprenditorialità verde e alle tecnologie, ai prodotti e ai servizi verdi;

50.  sottolinea che gli investimenti in tecnologie nuove e rispettose dell'ambiente possono trasformare il Green Deal europeo in una nuova strategia di crescita attraverso la quale le PMI possono avvantaggiarsi e migliorare il loro potenziale di innovazione;

51.  riconosce che, sebbene molte PMI siano disposte a investire in processi, prodotti e servizi efficienti sotto il profilo energetico, circolari e rispettosi dell'ambiente, esistono considerevoli ostacoli, soprattutto finanziari, che impediscono loro di farlo; invita la Commissione e gli Stati membri, mentre riducono l'onere normativo, a rimuovere detti ostacoli predisponendo un quadro regolamentare favorevole e regimi di sostegno tecnico e finanziario, anche attraverso investimenti privati, per consentire alle PMI di adottare con successo e in modo rapido pratiche, prodotti, processi e servizi verdi; è del parere che un'assistenza tecnica e finanziaria mirata e rafforzata sarà essenziale per promuovere le opportunità verdi presso queste PMI, comprese le microimprese; sottolinea che una siffatta assistenza dovrebbe consentire alle PMI e alle microimprese di sfruttare appieno le opportunità offerte dal Green Deal, tenendo conto della loro struttura, del loro modello aziendale e, più in generale, delle loro esigenze, dal momento che non esiste un approccio unico; sottolinea a questo proposito la necessità di coinvolgere attivamente i rappresentanti delle organizzazioni di PMI;

52.  accoglie con favore le iniziative che offrono alle PMI le maggiori opportunità di occupazione e competitività, come l'attuazione del piano d'azione per l'economia circolare, la creazione di posti di lavoro locali e l'offerta di importanti opportunità imprenditoriali e di innovazione per le PMI; prende atto delle opportunità offerte dalle iniziative della cosiddetta "ondata di ristrutturazioni", compresi i progetti di rigenerazione urbana; sottolinea che il diritto alla riparazione, pur essendo vantaggioso per i consumatori, può d'altro canto spingere le PMI ad entrare nel segmento di mercato della riparazione e che le politiche volte ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici non aiutano solo le PMI del settore edilizio, ma tutte le PMI a promuovere l'efficienza energetica, contribuendo in tal modo a ridurre i loro costi operativi; chiede lo sviluppo di un mercato più competitivo per le società di servizi energetici;

53.  sottolinea che gli appalti pubblici sono uno strumento strategico per rilanciare modelli di produzione e di consumo sostenibili; ritiene che questo strumento, con il giusto supporto e la giusta assistenza, possa offrire grandi opportunità anche alle PMI locali innovative; prende atto del ruolo analogo degli appalti pubblici verdi e circolari, e ricorda, a questo proposito, che la loro attuazione a livello nazionale dovrebbe essere accompagnata da una formazione e da un sostegno agli enti pubblici e alle PMI;

54.  osserva che un quadro equilibrato in materia di diritti di proprietà intellettuale è noto da tempo come un passo importante per migliorare il funzionamento del mercato interno; invita pertanto la Commissione a dare priorità all'annunciato piano d'azione sulla proprietà intellettuale, al fine di garantire, a livello dell'UE, la tutela dei beni protetti dal diritto d'autore e delle invenzioni brevettate, e di rafforzare la capacità delle imprese europee, in particolare delle PMI, di innovare sulla base di regimi di proprietà intellettuale forti ed equilibrati, cosa che andrà a vantaggio della competitività globale delle PMI innovative oltre a ridurre al minimo i costi e la complessità delle procedure amministrative, affrontando nel contempo anche le sfide legate alle controversie in materia di brevetti e fornendo modelli open source e di dati aperti per l'innovazione futura;

55.  ricorda il ruolo della formazione professionale e dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, che sono essenziali per affrontare lo squilibrio tra la domanda e l'offerta di manodopera qualificata, e incoraggia l'integrazione delle competenze imprenditoriali nelle prime fasi dell'istruzione e la promozione della riqualificazione e del miglioramento delle competenze dei lavoratori disoccupati per consentire il loro inserimento nel mercato del lavoro e garantire che le PMI possano contare su personale adeguatamente formato;

56.  invita la Commissione e gli Stati membri ad accelerare e a estendere le iniziative volte a identificare i bisogni di competenze e ad affrontare le lacune del mercato del lavoro attraverso l'istruzione, le strategie di formazione professionale e i programmi di sviluppo delle competenze destinati alle PMI, e si rammarica del fatto che il divario in termini di imprenditorialità e di accesso ai finanziamenti per le microimprese e le PMI guidate da donne sia tuttora esistente; invita gli Stati membri a valutare le barriere che ancora impediscono alle donne di diventare fondatrici di imprese e manager; sottolinea che l'uso di dati disaggregati per genere contribuirà a rendere tale valutazione più approfondita e migliorerà la qualità generale del processo decisionale; chiede iniziative educative e di miglioramento del livello delle competenze rivolte alle donne, onde aiutarle a migliorare le loro capacità imprenditoriali e la fiducia in se stesse; ritiene, inoltre, che in seno al settore pubblico dovrebbero essere promossi strumenti di e-government e competenze digitali, per rendere la pubblica amministrazione più favorevole alle imprese e ai cittadini, e invita gli Stati membri a garantire lo scambio delle migliori pratiche nazionali e regionali in materia, anche con riferimento alla cooperazione tra pubblica amministrazione e settore privato, al fine di stimolare la competitività economica;

57.  ricorda che la strategia per le PMI deve coprire imprese di diversi tipi e dimensioni, che operano in settori tradizionali, sociali o settori ad alta tecnologia; considera le PMI che operano nei settori dell'artigianato tradizionale, del turismo, della cultura e dell'industria creativa come segmenti particolarmente vulnerabili della rete di PMI; riconosce il loro valore storico, culturale, economico e sociale, e invita gli Stati membri a garantire la competitività dei settori, anche promuovendo la transizione generazionale e l'autoimprenditorialità, favorendo l'accesso alle informazioni sulle opportunità di innovazione e sostenendo la tutela e la valorizzazione di questi settori;

58.  invita la Commissione, nel contesto dei programmi di sostegno dell'UE alle PMI, in particolare il programma per il mercato unico, a prestare particolare attenzione anche alle imprese dell'economia sociale, in quanto sono radicate a livello locale, forniscono un'ampia gamma di prodotti e servizi in tutto il mercato unico dell'UE e generano posti di lavoro di alta qualità promuovendo l'innovazione sociale;

59.  invita la Commissione a presentare e a impegnarsi a favore di una tabella di marcia per la riduzione degli oneri amministrativi, che comprenda un calendario per azioni e punti di controllo a medio termine, nonché per l'attuazione della strategia per le PMI, da presentare in occasione di un dibattito annuale in plenaria sullo "Stato dell'Unione delle PMI"; osserva che, a seguito dell'allarme pandemia dell'OMS e dell'attuazione di misure volte a contenere la diffusione della COVID-19, molte società europee sono state costrette a interrompere o a rallentare la produzione a causa di restrizioni commerciali, interruzioni della catena di approvvigionamento e carenza di materie prime e componenti provenienti da paesi terzi, il che dimostra ancora una volta la necessità che l'industria europea acquisisca autonomia strategica e riduca la sua dipendenza dai paesi terzi, nonché la necessità di assicurare che parti chiave delle catene del valore strategiche, anche nell'industria manifatturiera, siano meglio localizzate all'interno dei suoi confini; invita, inoltre, la Commissione a garantire che le imprese fornitrici di materiale medico non si trovino di nuovo ad affrontare le stesse difficoltà che erano emerse nel mercato interno, e a trarre insegnamento dai problemi verificatisi nelle prime fasi della crisi COVID-19;

60.  chiede un rafforzamento delle regole di concorrenza per migliorare la competitività delle PMI e per proteggerle da pratiche sleali che potrebbero portare al dumping sociale e alla deregolamentazione del lavoro; invita la Commissione a garantire l'effettiva applicazione del diritto dell'Unione in materia di concorrenza, fatti salvi i diritti dei lavoratori; ricorda, a tale riguardo, che è importante promuovere il dialogo sociale nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche a favore delle PMI, e garantire a queste ultime condizioni di parità per assicurarsi che esse beneficino del mercato interno su base equa e siano in grado di sfruttare le opportunità di crescita;

61.  invita la Commissione a garantire che le PMI si espandano nell'ambito degli ecosistemi garantendo un approccio inclusivo e riunendo tutti gli attori che operano in una catena del valore, al fine di promuovere la leadership europea nei settori strategici e la competitività sulla scena mondiale;

62.  ritiene che la strategia dell'UE per le PMI dovrebbe tenere pienamente conto, in ogni momento, delle loro specificità nazionali, garantendo così il dovuto rispetto dell'ampia autonomia nazionale degli Stati membri in un quadro unionale generale;

63.  si rammarica del fatto che non più di 600 000 PMI stanno attualmente esportando al di fuori dell'UE; ricorda che le PMI che cercano di accedere al mercato globale miglioreranno la loro competitività solo se sostenute a livello sia locale che internazionale da un quadro normativo abilitante strutturato e prevedibile, da reti strutturate, da solide risorse informative, dall'accesso a opportunità di investimento e da una forza lavoro qualificata; sottolinea l'importanza di sensibilizzare maggiormente le PMI ai mercati sia interno che internazionale, e alle loro regole e ai loro strumenti, anche semplificando il quadro di riferimento e migliorando la comunicazione riguardo a opportunità su misura; ricorda, a questo proposito, il ruolo delle organizzazioni ombrello e delle reti e camere di commercio delle PMI negli Stati membri e a livello internazionale, nonché delle delegazioni dell'UE;

64.  invita pertanto la Commissione a introdurre strumenti come un punto di accesso digitale unico per identificare facilmente le opportunità per le PMI derivanti dagli accordi commerciali internazionali; accoglie con favore, a tale riguardo, il lancio del nuovo portale della Commissione denominato "Access2Markets" sulle procedure e le formalità doganali ed esorta la Commissione a garantire un accesso multilingue a questo strumento;

65.  ricorda la necessità di coinvolgere attivamente le PMI negli accordi commerciali internazionali e di insistere in vista della reciprocità, al fine di garantire il loro accesso agli appalti pubblici nei paesi terzi; chiede pertanto di includere negli accordi commerciali un capitolo a sé stante per le PMI, che segnali le disposizioni favorevoli alle microimprese e alle PMI figuranti in altri capitoli e che fornisca ai titolari di microimprese e di PMI un mezzo rapido per individuare gli aspetti rilevanti e vantaggiosi dell'accordo;

66.  esorta la Commissione a perseguire condizioni di parità e un ambiente normativo in cui le PMI possano espandersi e competere a livello globale, nonché a prendere in considerazione l'impiego di strumenti di difesa commerciale (TDI) al fine di ridurre la concorrenza sleale derivante da pratiche commerciali illegali o sleali di paesi terzi, comprese le misure di difesa commerciale che impediscono ingiustamente alle imprese dell'UE di godere del libero accesso ai loro mercati;

67.  ritiene che le amministrazioni pubbliche nazionali ed europee dovrebbero dare l'esempio e agevolare e aumentare la partecipazione delle PMI e delle microimprese agli appalti pubblici, semplificando l'accesso alle informazioni relative ai bandi di gara e alle procedure, ed evitando nel contempo requisiti sproporzionati e pratiche discriminatorie come criteri di gara che fissino requisiti o qualifiche che vanno al di là degli elementi fondamentali del servizio o dei beni acquistati, e contribuendo così ad accorciare e a diversificare le catene di approvvigionamento;

68.  chiede di fornire maggiori orientamenti alle autorità pubbliche e alle PMI in merito ai meccanismi di flessibilità esistenti, e di adeguare a tal fine le norme in materia di appalti pubblici;

69.  osserva che la suddivisione di contratti più grandi in lotti più piccoli potrebbe contribuire ad accorciare e diversificare le catene di approvvigionamento, offrendo migliori incentivi alle PMI locali, anche facilitando la partecipazione delle PMI agli appalti per soluzioni innovative e agli appalti pre-commerciali, che sono generalmente accessibili solo ai gruppi più grandi;

70.  chiede di valorizzare i "contratti a km 0" prevedendo criteri vantaggiosi per le imprese locali, mutuando a tale riguardo dalla legislazione agricola europea e da catene di approvvigionamento più corte; chiede che i responsabili delle politiche pubbliche possano favorire in una certa misura i contratti con le PMI locali;

71.  sottolinea che è importante lavorare in partenariato con gli amministratori nazionali per creare un mercato europeo degli appalti pubblici basato su gare d'appalto di modeste dimensioni, che consentano alle PMI di partecipare al meccanismo di gara, anche attraverso la suddivisione di contratti più grandi in lotti più piccoli, e dove possa avere luogo una reale e leale concorrenza tra gli attori del mercato; sottolinea altresì la necessità di rendere il documento di gara unico europeo (DGUE) più accessibile alle PMI;

o
o   o

72.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.
(2) GU L 48 del 23.2.2011, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 33.
(4) GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 40.
(5) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 57.
(6) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(7) Testi approvati, P9_TA(2020)0124.
(8) Testi approvati, P9_TA(2020)0206.
(9) GU C 377 E del 7.12.2012, pag. 102.
(10) Osservazioni d'apertura in occasione del briefing alla stampa del direttore generale dell'OMS sulla COVID-19, 11 marzo 2020.
(11) https://ec.europa.eu/growth/smes_it
(12) OCSE, Prospettive economiche, volume 2020, numero 1
(13) https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/digital-economy-and-society-index-desi-2020
(14) Relazione preparata per la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti da Innovation Finance Advisory, Funding women entrepreneurs - How to empower growth (Finanziare le donne imprenditrici – Come rafforzare la crescita), giugno 2020.
(15) Comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Una strategia europea per i dati" (COM(2020)0066).
(16) Relazione per il mistero tedesco per l'Economia e l'energia presentata dal Centro per gli studi politici europei, Feasibility Study: Introducing 'one-in-one-out' in the European Commission, 5 dicembre 2019.
(17) Direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (GU L 172 del 26.6.2019, pag. 18).

Note legali - Informativa sulla privacy