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Procedura : 2019/2187(INI)
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Ciclo del documento : A9-0247/2020

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A9-0247/2020

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PV 20/01/2021 - 14
CRE 20/01/2021 - 14

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P9_TA(2021)0020

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Giovedì 21 gennaio 2021 - Bruxelles
Alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti
P9_TA(2021)0020A9-0247/2020

Risoluzione del Parlamento europeo del 21 gennaio 2021 sull'accesso a un alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti (2019/2187(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 3, paragrafo 3, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 9, 14, 148, 151, 153, 160 e 168 nonché il relativo protocollo (n. 26) sui servizi d'interesse generale,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il titolo IV (Solidarietà),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, in particolare gli articoli 8 e 25,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

–  viste le osservazioni conclusive del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del settembre 2015 in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea del giugno 2014 destinata al Comitato,

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) adottati dai leader mondiali nel settembre 2015 e approvati dal Consiglio, in particolare l'OSS 11 sulle città e comunità sostenibili e l'OSS n. 3 sulla garanzia di una vita sana e la promozione del benessere di tutti a tutte le età;

–  vista la Carta di Ginevra delle Nazioni Unite sull'edilizia sostenibile e il suo obiettivo di garantire a tutti l'accesso ad alloggi dignitosi, adeguati, accessibili e salubri(1),

–  viste le linee guida 2018 dell'OMS su abitazioni e salute "Recommendations to promote healthy housing for a sustainable and equitable future" (Raccomandazioni per promuovere abitazioni salubri per un futuro sostenibile ed equo)(2),

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Consiglio europeo, dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea nel novembre 2017 e in particolare i suoi principi 19 "Alloggi e assistenza per i senzatetto" e 20 "Accesso ai servizi essenziali",

–  vista la Carta sociale europea riveduta, e in particolare l'articolo 30 sul diritto alla protezione contro la povertà e l'esclusione sociale, l'articolo 31 sul diritto all'abitazione e l'articolo 16 sul diritto della famiglia a una tutela sociale, giuridica ed economica,

–  visto il piano d'azione del partenariato nell'ambito dell'Agenda urbana dell'UE per l'edilizia abitativa del 2018(3),

–  vista la Nuova agenda urbana adottata nell'ottobre 2016 in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sull'edilizia abitativa e lo sviluppo urbano sostenibile (Habitat III), che si tiene ogni 20 anni,

–  vista la relazione della task force ad alto livello sugli investimenti nelle infrastrutture sociali in Europa 2018(4),

–  visto il parere del 2017 del Comitato delle regioni, "Verso un'agenda europea per l'edilizia abitativa"(5),

–  vista la dichiarazione del 2016 di Eurocities sugli aiuti di stato e i servizi pubblici locali(6),

–  visto il comunicato finale della 19a riunione informale dei ministri dell'UE responsabili dell'edilizia residenziale tenutasi il 9 e 10 dicembre 2013(7),

–  vista la risoluzione del 2014 dei sindaci di grandi città europee sul diritto all'alloggio(8),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 26 aprile 2017, dal titolo "Taking stock of the 2013 Recommendation on 'Investing in children: breaking the cycle of disadvantage'" (Bilancio della raccomandazione della Commissione del 2013 dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale") (SWD(2017)0258),

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite su alloggi adeguati quale componente del diritto a un tenore di vita adeguato e sul diritto alla non discriminazione in tale contesto, del 30 dicembre 2015 (A/HRC/31/54)(9), che analizza il fenomeno dei senza dimora in quanto crisi dei diritti umani a livello mondiale che richiede una risposta globale urgente;

–  visto il Pacchetto investimenti sociali della Commissione del 2013,

–  vista la raccomandazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, intitolata "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale "(2013/112/UE),

–  viste la comunicazione della Commissione del 5 aprile 2011 dal titolo "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" (COM(2011)0173) e le successive relazioni di attuazione e di valutazione,

–  vista la comunicazione della Commissione "Una disciplina di qualità per i servizi di interesse generale in Europa" (COM(2011)0900),

–  vista la decisione della Commissione, del 20 dicembre 2011, riguardante l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale,

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2020 dal titolo "Un'ondata di ristrutturazioni per l'Europa: inverdire gli edifici, creare posti di lavoro e migliorare la vita" (COM(2020)0662),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 10 luglio 2020 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(10),

–  vista la sua risoluzione del 15 giugno 2020 sulla tutela dei lavoratori frontalieri e stagionali nel contesto della crisi della COVID-19(11),

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo(12),

–  vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sull'occupazione e le politiche sociali della zona euro(13),

–  vista la sua risoluzione del 26 marzo 2019 sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale(14),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2019 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2019(15),

–  vista la sua risoluzione del 2 marzo 2020 sull'attuazione della strategia dell'UE post 2020 sulla disabilità(16),

–  vista la sua risoluzione del 16 novembre 2017 sulla lotta contro le disuguaglianze come leva per stimolare crescita e occupazione(17),

–  vista la sua risoluzione del 24 ottobre 2017 sulle politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà(18),

–  vista la sua risoluzione del 7 luglio 2016 sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite(19),

–  vista la sua risoluzione del 5 luglio 2016 "Rifugiati: inclusione sociale e integrazione nel mercato del lavoro"(20),

–  vista la sua risoluzione del 26 maggio 2016 sulla povertà: una prospettiva di genere(21),

–  vista la sua risoluzione del 14 aprile 2016 sul raggiungimento dell'obiettivo della lotta alla povertà, tenuto conto delle spese in aumento sostenute dalle famiglie(22),

–  vista la sua risoluzione del 24 novembre 2015 sulla riduzione delle disuguaglianze, con un'attenzione particolare alla povertà infantile(23),

–  vista la sua risoluzione del 24 novembre 2015 sulla politica di coesione e le comunità emarginate(24),

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2014 su una strategia dell'UE per i senzatetto(25),

–  vista la sua risoluzione dell'11 giugno 2013 sull'edilizia popolare nell'Unione europea(26),

–  vista la relazione delle Nazioni Unite del 26 dicembre 2019 sulle linee guida per l'attuazione del diritto ad alloggi adeguati del relatore speciale su alloggi adeguati quale componente del diritto a un tenore di vita adeguato, e sul diritto alla non discriminazione in tale contesto,

–  vista la raccomandazione CM/Rec(2010)5, del 31 marzo 2010, del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere,

–  vista l'indagine II del maggio 2020 sulle persone LGBTI, condotta dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali,

–  vista l'iniziativa dei cittadini europei "Housing for all"(27),

–  visto lo studio della Commissione, del giugno 2020, dal titolo "Legal gender recognition in the EU: the journeys of trans people towards full equality" (Riconoscimento giuridico del genere nell'UE: il viaggio delle persone transgender verso la piena uguaglianza)(28);

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A9-0247/2020),

A.  considerando che l'accesso a un alloggio adeguato costituisce un diritto fondamentale, deve essere considerato una condizione preliminare per l'esercizio di altri diritti fondamentali, e per l'accesso a questi ultimi, nonché per una vita in condizioni rispettose della dignità umana; che le autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri hanno l'obbligo di definire la propria politica degli alloggi e di adottare le misure necessarie a garantire che tale diritto fondamentale sia rispettato nei rispettivi mercati immobiliari;

B.  considerando che, ai sensi dell'articolo 151 TFUE, l'Unione e gli Stati membri, tenuti presenti i diritti sociali fondamentali, quali quelli definiti nella Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, hanno come loro obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nei progressi, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane in vista di livelli occupazionali elevati e duraturi e della lotta contro l'emarginazione;

C.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno un obbligo di garantire un accesso per tutti a un alloggio dignitoso ed economicamente accessibile, conformemente a diritti fondamentali quali gli articoli 16, 30 e 31 della Carta sociale europea e il pilastro europeo dei diritti sociali;

D.  considerando che a norma dell'articolo 36 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, al fine di promuovere la propria coesione sociale e territoriale l'Unione riconosce e rispetta l'accesso ai servizi d'interesse economico generale quale previsto dalle legislazioni e prassi nazionali, conformemente ai trattati; che i servizi di interesse generale sono classificati come tali dalle autorità pubbliche degli Stati membri e sono pertanto soggetti a specifici obblighi di servizio pubblico; che tali servizi possono essere forniti dallo Stato o dal settore privato; che tali servizi includono l'edilizia sociale come servizio sociale di interesse generale; che i servizi sociali di interesse generale rispondono alle esigenze dei cittadini vulnerabili, in linea con i principi della solidarietà e della parità di accesso; che la comunicazione della Commissione su una disciplina di qualità per i servizi di interesse generale nell'UE garantisce l'accesso ai servizi essenziali per tutti i cittadini e promuove la qualità nell'ambito dei servizi sociali;

E.  considerando che l'OSS n. 11 chiede obiettivi specifici per il 2030 al fine di garantire l'accesso di tutti a un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri ed economicamente accessibili, di migliorare le condizioni delle baraccopoli e potenziare l'urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione di insediamenti umani partecipativi, integrati e sostenibili in tutti i paesi;

F.  considerando che un numero crescente di persone a basso e medio reddito che vivono nell'UE ha difficoltà nel sostenere le spese di un alloggio, non è in grado di far fronte ai costi abitativi e di manutenzione, vive in alloggi che presentano problemi di sicurezza, di insalubrità, di scarsa qualità, di inaccessibilità, di inefficienza energetica o di sovraffollamento, o è senza fissa dimora o a rischio di sfratto;

G.  considerando che un aumento dei progetti di edilizia abitativa completati non migliora in modo significativo l'accesso all'alloggio per chi ha un reddito troppo basso per potersi permettere affitti a prezzi di mercato e troppo alto per poter accedere all'edilizia sociale; che tale problema colpisce in particolare le famiglie monoparentali, le famiglie numerose e i giovani che entrano nel mercato del lavoro;

H.  considerando che, secondo le stime di Eurofound, gli alloggi inadeguati costano alle economie dell'UE 195 miliardi di EUR all'anno(29); che, nel 2018, il 17,1 % degli abitanti dell'UE viveva in alloggi sovraffollati(30); che, nell'UE, il 28,5 % dei giovani nella fascia di età 25-34 vive con i genitori; che tale cifra è influenzata da vari fattori, principalmente socio-economici, così come dalla disponibilità di alloggi(31); che oltre due terzi della popolazione mondiale vivrà nelle città entro il 2030(32);

I.  considerando che, tra il 2010 e il 2018, la percentuale di popolazione dell'UE che spendeva più del 40 % del proprio reddito disponibile per l'alloggio era del 10,2 %, anche se si sono registrate differenze sostanziali tra i vari Stati membri dell'UE;

J.  considerando che i prezzi degli alloggi sono in crescita stabile ogni anno e a un ritmo più veloce rispetto all'aumento del reddito disponibile; che attualmente l'alloggio rappresenta la voce di spesa più elevata per i cittadini europei;

K.  considerando che secondo le stime, il mercato degli alloggi ammonta a circa 25 000 miliardi di EUR ed è pertanto un elemento determinante nella creazione di posti di lavoro e una forza trainante dell'attività economica, influenzando, tra l'altro, la mobilità del lavoro, l'efficienza energetica, la domanda di infrastrutture e la loro resilienza, la sostenibilità dei trasporti e lo sviluppo urbano;

L.  considerando che l'accessibilità economica degli alloggi e le condizioni abitative dei proprietari e degli inquilini a basso reddito si sono deteriorate negli ultimi decenni; che quasi il 38 % delle famiglie a rischio di povertà spende più del 40 % del proprio reddito disponibile per l'alloggio; che il numero di persone a rischio di povertà nell'UE aumenta a 156 milioni, se si tiene conto dei costi per l'alloggio;

M.  considerando che i costi di locazione nell'UE sono aumentati nell'ultimo decennio e che anche i prezzi delle abitazioni sono aumentati in 22 Stati membri tra il 2007 e il 2019;

N.  considerando che secondo le evidenze più recenti raccolte dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19, nel medio periodo la recessione economica e la perdita di posti di lavoro potrebbero far aumentare ulteriormente l'onerosità eccessiva dei costi abitativi e le percentuali di senza dimora nell'UE;

O.  considerando che la crisi abitativa colpisce più duramente le aree urbane di molti Stati membri, dove è diventato difficile trovare alloggi economicamente accessibili a prezzi di mercato, anche per le famiglie a medio reddito;

P.  considerando che la crisi abitativa si sta verificando sia nei paesi ricchi che in quelli meno ricchi, il che porta all'esclusione sociale e alla segregazione spaziale; che l'accesso ad un alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili è più difficile i gruppi vulnerabili come i lavoratori poveri, le donne, i giovani, in particolare disoccupati, le famiglie monoparentali, le famiglie numerose, gli anziani, soprattutto quelli che vivono soli, le persone LGBTIQ, i migranti, i rifugiati, le persone con disabilità, le persone con malattie fisiche o psichiatriche e le persone appartenenti a comunità emarginate, compresi i rom;

Q.  considerando che la crisi della COVID-19 ha aggravato l'insicurezza abitativa, l'indebitamento eccessivo e il rischio di essere sfrattati e di ritrovarsi senza dimora e ha evidenziato le situazioni precarie di molte persone, in particolare degli anziani, ma anche dei lavoratori migranti e stagionali, che non hanno accesso ad alloggi che soddisfino i requisiti sanitari e di distanziamento sociale;

R.  considerando che l'indagine di Eurofound sulla COVID-19 ha mostrato che nell'aprile 2020 il 38 % degli intervistati aveva già assistito a un peggioramento della propria situazione finanziaria e che il 47 %(33) segnalava difficoltà a far quadrare i conti, una cifra che raggiungeva l'87 % tra le persone disoccupate; che tra loro, quasi il 30 % era già in ritardo con il pagamento delle bollette delle utenze e il 22 % con l'affitto o le rate del mutuo, mentre un quinto temeva per la stabilità della propria situazione abitativa a causa degli arretrati dell'affitto; che la ricerca di Eurofound mostra che, nel 2016, il 14 % delle persone nell'UE-28 ha segnalato di essere stato in arretrato perché non aveva potuto pagare alla scadenza l'affitto o il mutuo, il credito al consumo, i prestiti di amici o familiari o le bollette delle utenze o del telefono; che il 21 % sono a rischio di sovraindebitamento se si include la percentuale di persone con difficoltà (o grandi difficoltà) nel far quadrare i conti, ma (ancora) non in arretrato;

S.  considerando che la pandemia di COVID-19 ha avuto effetti devastanti sul mercato del lavoro europeo, che secondo le stime dell'Organizzazione internazionale del lavoro corrispondono, nel secondo trimestre, a una perdita di ore lavorative equivalente a 44 milioni di posti di lavoro a tempo pieno; che la crisi COVID-19 ha peggiorato la situazione delle organizzazioni non governative e di beneficenza che tradizionalmente aiutano le persone in situazioni abitative o di vita difficili e ha fatto emergere incertezze circa il fatto che esse possano continuare a prestare i loro servizi;

T.  considerando che gli sgomberi forzati sono definiti come la rimozione permanente o temporanea, contro la loro volontà, di individui, famiglie e/o comunità dalle case e/o dalle terre che occupano, senza la disponibilità o l'accesso a forme adeguate di tutela giuridica o di altro tipo che siano conformi al diritto internazionale dei diritti umani; che gli sgomberi forzati sono da tempo riconosciuti come una palese violazione dei diritti umani;

U.  considerando che la mancanza di alloggi adeguati rappresenta una grave sfida per molti cittadini dell'UE; che attualmente non sono disponibili cifre precise sul numero dei senza dimora nell'UE e che i dati raccolti in modo rigoroso costituiscono la base per qualsiasi politica pubblica efficace;

V.  considerando che le percentuali di senza dimora sono aumentate nell'ultimo decennio in numerosi Stati membri dell'UE a causa della crescita dei costi degli alloggi, dell'impatto della crisi economica e delle successive politiche, compreso il congelamento o la riduzione dei programmi e dei benefici sociali;

W.  che il programma "Housing First" (Prima la casa) è una strategia integrata per combattere il fenomeno dei senza dimora unendo l'edilizia abitativa di sostegno ai servizi sociali e all'integrazione nel mercato del lavoro dei senza dimora; che l'adozione dei suoi principi da parte degli Stati membri può contribuire in modo significativo a ridurre il fenomeno dei senza dimora;

X.  considerando che il principio 19 del pilastro europeo dei diritti sociali riguarda l'assistenza abitativa e il fenomeno dei senza dimora; che la Commissione ha annunciato che presenterà un piano d'azione da attuare entro febbraio 2021; che il fenomeno dei senza dimora costituisce una violazione del diritto ad un alloggio adeguato e di una serie di altri diritti umani, tra cui il diritto alla non discriminazione, alla salute, all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, alla sicurezza della persona e alla libertà da trattamenti crudeli, degradanti e inumani(34), ed è pertanto fondamentalmente inconciliabile con gli obiettivi dell'UE in materia di progresso sociale e il suo modello sociale; che le persone senza dimora e le persone che vivono in alloggi informali sono spesso oggetto di criminalizzazione, molestie, stigmatizzazione, esclusione sociale e trattamento discriminatorio a causa del loro status abitativo; che esse si vedono spesso negare l'accesso alle strutture igienico-sanitarie, vengono isolate ed allontanate dalle comunità e subiscono forme estreme di violenza; che l'aspettativa di vita dei senza dimora è notevolmente inferiore a quella della popolazione in generale;

Y.  considerando che la definizione di senza dimora dovrebbe includere sia il suo aspetto materiale (mancanza di un alloggio minimamente adeguato) che quello sociale (un luogo sicuro per stabilire una famiglia o relazioni sociali, partecipare alla vita della comunità e vivere una vita dignitosa)(35); che la crisi COVID-19 ha dimostrato che la lotta contro il fenomeno dei senza dimora è una questione di salute pubblica e che è possibile trovare soluzioni, ad esempio fornendo alloggi temporanei e introducendo una moratoria sugli sfratti, misure che sono state attuate in diversi Stati membri;

Z.  considerando che il fenomeno dei senza dimora è in aumento in almeno 24 Stati membri; che ogni notte, nell'Unione europea, 700 000 senza dimora devono dormire nei centri di accoglienza o in strada, il che rappresenta un aumento del 70 % negli ultimi 10 anni;

AA.  considerando che vi è una carenza di alloggi sociali economicamente abbordabili e di alloggi accessibili; che il 9,6 % della popolazione dell'UE-27 vive in famiglie che spendono il 40 % o più del loro reddito disponibile equivalente per l'alloggio(36); che il costo eccessivo dell'alloggio è più oneroso per le persone con disabilità, dal momento che il tasso di onerosità eccessiva è del 12,5 % per le persone con disabilità rispetto al 9,9 % per le persone senza disabilità;

AB.  considerando che l'accessibilità economica degli alloggi deve essere vista nell'ottica del suo rapporto globale con i modelli e l'andamento del reddito, nonché con la giustizia distributiva e gli aumenti eccessivi dei costi degli alloggi, e che ha un'evidente dimensione di genere; che i fallimenti del mercato degli alloggi mettono in pericolo la coesione sociale in Europa, fanno aumentare i senza dimora e la povertà e hanno conseguenze sulla fiducia nella democrazia; che per affrontare queste sfide, le autorità nazionali e locali devono poter adottare politiche per alloggi adeguati, comprese misure di aiuto di Stato, al fine di creare le condizioni e il sostegno a favore di investimenti in un'edilizia sociale e a prezzi abbordabili;

AC.  considerando che il livello di spesa pubblica per l'edilizia sociale in Europa varia tra i diversi paesi, dato che alcuni Stati attribuiscono maggiore importanza al sostegno agli alloggi pubblici rispetto ad altri; che, tuttavia, l'esigenza di alloggi sociali cresce dalla crisi finanziaria del 2008, poiché gli individui a basso reddito subiscono maggiori pressioni finanziarie relative all'alloggio; che i paesi che applicano un modello universalistico di edilizia sociale tendono ad avere vasti settori di edilizia abitativa in affitto, tutti caratterizzati dall'obiettivo generale di promuovere la mescolanza sociale e prevenire la segregazione basata su fattori socioeconomici(37);

AD.  considerando che, nel 2018, i prezzi delle abitazioni sono aumentati in quasi tutti gli Stati membri rispetto al 2015; che negli ultimi tre anni i prezzi delle abitazioni nell'UE sono cresciuti in media del 5 %;

AE.  considerando che negli ultimi anni gli investimenti pubblici nell'edilizia sociale sono diminuiti; che la spesa per l'edilizia sociale (trasferimenti e capitali) da parte dei governi rappresenta solo lo 0,66 % del PIL europeo, una percentuale bassa rispetto ai recenti livelli storici e caratterizzata da una tendenza al ribasso;

AF.  considerando che il patrimonio abitativo dell'UE sta crescendo sostanzialmente, anche se la carenza di alloggi rimane un problema notevole;

AG.  considerando che nell'UE il 10,3 % delle persone non è in grado di far fronte ai costi dell'alloggio;

AH.  considerando che condizioni abitative inadeguate e il fenomeno dei senza dimora incidono negativamente non solo sulla salute fisica e mentale, sul benessere e sulla qualità della vita delle persone, ma anche sul loro accesso all'occupazione e ad altri servizi economici e sociali;

AI.  considerando che anche l'accesso alle strutture ricreative, ai centri comunitari, ai parchi e agli spazi verdi incide positivamente sulle condizioni di vita; che gli investimenti nell'edilizia sociale dovrebbero anche sostenere la costruzione di un maggior numero di infrastrutture fisiche di comunità (centri comunitari, strutture sportive, ecc.) e programmi comunitari volti a migliorare ulteriormente la qualità di vita delle persone;

AJ.  considerando che l'OMS ha individuato negli alloggi un ambito d'azione essenziale per contrastare le disuguaglianze sanitarie(38); che il 2,1 % dei cittadini europei non ha un bagno interno, una doccia o servizi igienici nella propria abitazione; che la maggior parte di questi cittadini vive in cinque Stati membri: Romania (27,7 %), Bulgaria (15,3 %), Lituania (10,6 %), Lettonia (9,9 %) ed Estonia (5,3 %)(39); che le zone rurali hanno particolarmente risentito della carenza di investimenti nell'accesso ai servizi igienico-sanitari e ad altri servizi di base; che nel definire e attuare le sue politiche e attività, l'Unione europea dovrebbe garantire un alto livello di tutela della salute umana;

AK.  considerando che, secondo la Commissione, le famiglie con figli sono generalmente esposte a un rischio maggiore di grave disagio abitativo e che la percentuale di bambini che vivono in una situazione di sovraffollamento è più elevata per i bambini che vivono in povertà che per la popolazione in generale; che la mancanza di accesso agli alloggi sociali costituisce un ostacolo per i bambini a basso reddito a causa di un'offerta insufficiente di alloggi sociali, il che comporta lunghi tempi di attesa; che alloggi adeguatamente riscaldati con acqua potabile e servizi igienici e le condizioni abitative in generale sono un elemento essenziale per la salute, il benessere, la crescita e lo sviluppo dei bambini; che condizioni abitative adeguate favoriscono anche l'apprendimento e lo studio da parte dei bambini(40);

AL.  considerando che la povertà energetica è un flagello persistente, che colpisce milioni di persone nell'UE, e che la COVID-19 sta aggravando questa crisi, dal momento che il confinamento porta ad un aumento esponenziale del consumo energetico e delle relative bollette; che, inoltre, a causa della COVID-19, un gran numero di lavoratori ha perso il posto di lavoro o parte del reddito, nonostante le misure di sostegno finanziario e i regimi di riduzione dell'orario lavorativo introdotti dalla maggior parte degli Stati membri e sostenuti dall'UE; che spesso le indennità di alloggio e i sussidi locativi non sono sufficienti a coprire gli effettivi costi dell'alloggio e che, in alcuni paesi, criteri molto restrittivi impediscono ai gruppi vulnerabili di accedere alle indennità di alloggio;

AM.  considerando che le società stanno invecchiando e stanno subendo cambiamenti demografici; che le esigenze abitative cambiano con l'età, in linea con i cambiamenti nello stile di vita o nella situazione familiare; che le barriere agli alloggi includono la mancanza di accessibilità, la solitudine, le preoccupazioni in materia di sicurezza e i costi di manutenzione;

AN.  considerando che gli alloggi dovrebbero essere sicuri, comodi e di facile manutenzione, tutti aspetti di particolare importanza per le persone anziane;

AO.  considerando che l'efficienza energetica del patrimonio abitativo ha un impatto diretto sulla povertà energetica e sui costi di manutenzione; che il mercato del gas e dell'energia è uno dei settori più lucrativi al mondo, sebbene quasi il 7 % delle famiglie dell'UE non sia in grado di pagare le bollette delle utenze(41); che le famiglie a basso reddito pagano anche di più per l'energia; che l’iniziativa Renovation Wave può svolgere un ruolo importante nel risparmio energetico, riducendo i costi e il consumo energetico e, di conseguenza, nel contribuire ad alleviare la povertà energetica e a migliorare il comfort, le condizioni sanitarie e di vita per tutti;

AP.  considerando che la decarbonizzazione dell'economia dell'UE entro il 2050 è un obiettivo comune della lotta contro i cambiamenti climatici e che l'energia utilizzata per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici è una delle cause principali di tale fenomeno; che, attraverso il Green Deal europeo, l'Unione europea si è posta l'obiettivo di rendere gli edifici più efficienti sotto il profilo energetico;

AQ.  considerando che in più di metà degli Stati membri dell'UE vi sono attualmente oltre 500 alloggi per 1 000 abitanti; che tale cifra è più elevata nei paesi che sono mete turistiche, dove le case per le vacanze costruite per essere utilizzate in alta stagione in luoghi turistici non aiutano a soddisfare le esigenze abitative della società nel suo insieme(42);

AR.  considerando che i rifugiati, i richiedenti asilo, i migranti, in particolare quelli privi di documenti, gli sfollati interni, gli apolidi, le persone con disabilità, i minori e i giovani, le popolazioni indigene, le donne, le persone LGBTIQ, gli anziani e gli appartenenti a minoranze razziali, etniche e religiose sono rappresentati in modo sproporzionato tra i senza dimora e tra coloro che vivono in alloggi non ufficiali o in condizioni abitative inadeguate, e che spesso sono relegati nelle zone più marginali e pericolose; che le persone di cui sopra subiscono spesso anche discriminazioni intersettoriali a causa del loro status abitativo; che nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione europea mira a combattere la discriminazione fondata sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale;

AS.  considerando che la Commissione ha adottato la sua prima strategia per l'uguaglianza LGBTIQ il 12 novembre 2020;

AT.  considerando che il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha raccomandato agli Stati membri, nella raccomandazione CM/Rec(2010)5, che è opportuno adottare misure atte a garantire che tutte le persone possano avere un accesso effettivo e paritario a un alloggio adeguato, senza discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere; che ha raccomandato, inoltre, di prestare un'opportuna attenzione ai rischi di che corrono le persone LGBTIQ di diventare senza dimora, compresi i giovani e i minori, che possono essere particolarmente vulnerabili all'esclusione sociale, anche da parte delle proprie famiglie;

AU.  considerando che lo studio della Commissione sul riconoscimento giuridico del genere nell'UE evidenzia discriminazioni nei confronti delle persone transgender e di genere variante nell'accesso al mercato dell'edilizia abitativa, compresa la perdita dell'abitazione a causa dell'obbligo di divorzio previsto da alcune procedure di riconoscimento del genere nell'UE; che l'accesso al riconoscimento giuridico del genere aumenta la probabilità che le persone transgender trovino un'abitazione quando è previsto che i loro documenti corrispondano alla loro espressione di genere;

AV.  considerando che la Commissione dispone di un numero considerevole di competenze relative al mercato degli alloggi, tra cui la vigilanza bancaria, la politica monetaria, i prestiti e il credito ipotecario, comprese le norme di concessione e la liquidazione del debito, nonché la capacità di intervento in caso di bolle finanziarie, il costo pubblico del finanziamento sociale degli alloggi e i crediti deteriorati; che, ai sensi del protocollo n. 26 TFUE, l'esecuzione di compiti legati ai servizi di interesse economico generale, come la fornitura di alloggi sociali e a prezzi abbordabili, dovrebbe essere basata su specifici compiti nazionali, regionali o a livello locale che rispecchino le esigenze e il sostegno proporzionale per gli alloggi e le comunità;

AW.  considerando che le acquisizioni immobiliari e fondiarie a fini speculativi giocano un ruolo importante nella crescita continua dei prezzi degli alloggi; che si osserva il forte e costante aumento dei prezzi delle abitazioni e dei canoni di locazione di mercato, in particolare nelle città e nelle aree urbane o suburbane;

AX.  considerando che gli sgomberi forzati sono definiti come la rimozione permanente o temporanea, contro la loro volontà, di individui, famiglie e/o comunità dalle case e/o dalle terre che occupano, senza la disponibilità o l'accesso a forme adeguate di tutela giuridica o di altro tipo che siano conformi al diritto internazionale dei diritti umani; che gli sgomberi forzati sono da tempo riconosciuti come una palese violazione dei diritti umani;

Realizzare alloggi adeguati, efficienti dal punto di vista energetico e salubri

1.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che il diritto a un alloggio adeguato sia riconosciuto e applicabile come diritto umano fondamentale attraverso le pertinenti disposizioni legislative europee e nazionali; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire a tutti l'accesso a un alloggio dignitoso, con acqua potabile pulita e di alta qualità, servizi igienico-sanitari adeguati ed equi, il collegamento alla rete fognaria e idrica, un ambiente interno di qualità elevata e a un'energia a prezzi accessibili, affidabile, sostenibile per tutti contribuendo in tal modo a eliminare la povertà in tutte le sue forme, proteggendo i diritti umani delle famiglie svantaggiate e sostenendo i gruppi più vulnerabili, al fine di salvaguardare la loro salute e il loro benessere;

2.  ribadisce la sua richiesta di un'azione a livello di UE in vista di una moratoria sull'interruzione del servizio di riscaldamento durante l'inverno e chiede l’introduzione di una tregua invernale; condanna l'aggiramento della moratoria attraverso il mancato collegamento del riscaldamento durante l’autunno, che di fatto la rende inefficace; invita la Commissione a provvedere affinché i fornitori di elettricità adottino regimi di protezione per garantire l'approvvigionamento energetico nazionale delle persone più bisognose, dato che l'accesso a pubblici servizi di base come l'acqua, l'elettricità e i servizi igienici è essenziale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

3.  chiede l'introduzione a livello dell'UE di requisiti minimi obbligatori per case salubri, compresa la qualità dell'aria interna, che dovrebbero almeno essere allineati alle norme dell'OMS; invita gli Stati membri a rispettare e far rispettare le norme di base in materia di igiene pubblica e sanità pubblica, nonché gli orientamenti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) su alloggi, salute e temperatura adeguati e a condividere le migliori pratiche e riflessioni intraprese a livello nazionale;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a dare priorità alla riduzione delle emissioni e all'efficienza energetica attraverso la ristrutturazione degli alloggi; sostiene l'accento posto da Renovation Wave sulla lotta alla povertà energetica e agli edifici con le prestazioni peggiori, in linea con gli obiettivi e i principi del Green deal europeo, al fine di garantire una transizione socialmente equa verso un'economia climaticamente neutra che non lasci indietro nessuno; chiede di prestare particolare attenzione agli alloggi sociali, alle abitazioni monofamiliari e ai condomini occupati dai proprietari, nonché di affrontare l'inadeguatezza degli alloggi e dell'accessibilità abitativa; sottolinea pertanto che i locatari e i proprietari-occupanti dovrebbero essere pienamente informati e coinvolti in progetti di ristrutturazione e non dovrebbero registrare un aumento complessivo dei costi a causa di tali progetti;

5.  invita gli Stati membri a condurre campagne di risparmio energetico; sottolinea il ruolo che i requisiti minimi di rendimento energetico (MEPS) svolgono nello stimolare l'ampiezza e la profondità della ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori e accoglie con favore il piano contenuto in Renovation Wave di introdurre norme minime obbligatorie di prestazione energetica per gli edifici esistenti nella prossima revisione delle direttive sull'efficienza energetica e sulla prestazione energetica nell'edilizia;

6.  accoglie con favore il sostegno della Commissione nell'ambito di Renovation Wave a soluzioni di finanziamento per le famiglie a basso reddito; accoglie con favore il modello di neutralità dei costi degli alloggi (con affitti, costi dell'energia e imposte locali), in quanto unisce gli obiettivi sociali e climatici ed evita gli sfratti dovuti alla ristrutturazione (sfratti giustificati dalla necessità di grandi ristrutturazioni), garantendo che gli aumenti dell'affitto siano pienamente compensati dai risparmi energetici; insiste sulla necessità di proteggere i locatari dallo sfratto in caso di ristrutturazione degli alloggi;

7.  osserva che, al fine di fornire incentivi per le ristrutturazioni, in particolare nei condomini, saranno fondamentali la partecipazione, la comunicazione e gli incentivi finanziari; invita la Commissione, gli Stati membri e le istituzioni finanziarie a garantire un'ampia disponibilità di finanziamenti per la ristrutturazione e l'ammissibilità per tutte le categorie di proprietà, anche nei casi in cui non vi siano associazioni di proprietari di abitazioni;

8.  invita la Commissione a dare priorità all'iniziativa Renovation Wave nell'ambito del quadro finanziario pluriennale e di Next Generation EU, ponendo le persone in situazioni vulnerabili al centro delle politiche di ripresa, e a garantire parità di accesso ai progetti di ristrutturazione per tutti, poiché gli investimenti in questo settore possono fungere da intervento anticiclico, con un notevole potenziale di creazione di occupazione; invita gli Stati membri a dare priorità alla ristrutturazione nei loro piani di ripresa e resilienza, al fine di contribuire a una profonda ristrutturazione di almeno il 3 % del parco immobiliare europeo all'anno; chiede di dare particolare attenzione anche agli edifici ad alto rischio in caso di terremoto nelle regioni sismiche d'Europa;

9.  invita l'UE e gli Stati membri a sostenere l'economia circolare nel settore delle costruzioni e ad applicare principi circolari con criteri verdi obbligatori agli edifici e ai prodotti; invita l'UE e gli Stati membri, all'atto della valutazione delle opzioni per la ristrutturazione, a favorire prodotti edilizi basati su materiali sostenibili, a basse emissioni di carbonio e atossici che siano anche facilmente riparabili e riutilizzabili e favoriscano la transizione verso fonti energetiche rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento; sottolinea che abitazioni più rispettose dell'ambiente costruite con materiali più duraturi e sostenibili dal punto di vista ambientale determineranno grandi benefici economici sia sociali che individuali; invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre l'edilizia sociale verde nei propri piani di investimento per l'edilizia abitativa, compresi criteri di sostenibilità per l'edilizia sociale;

10.  invita la Commissione a garantire che le norme in materia di appalti pubblici permettano l'innovazione e i partenariati a lungo termine per la ristrutturazione nel settore dell'edilizia popolare, come l'approccio di vicinato intelligente proposto nell'ambito dell'iniziativa per gli alloggi a prezzi abbordabili nell'ambito di Renovation Wave;

11.  invita gli Stati membri a promuovere programmi e incentivi per le famiglie affinché vivano vicine le une alle altre, per rafforzare i legami intergenerazionali e consentire agli anziani che devono lasciare le loro case per motivi finanziari o di salute di trovare una nuova sistemazione che soddisfi le loro esigenze, senza dover abbandonare le comunità di cui hanno fatto parte per molti anni;

Combattere il fenomeno dei senza dimora e lottare contro la discriminazione

12.  chiede che l'UE si ponga come obiettivo la fine del fenomeno dei senza dimora entro il 2030; invita la Commissione ad adottare misure più incisive per sostenere gli Stati membri nella riduzione e nell'eliminazione del fenomeno dei senza dimora come una priorità nel contesto del piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali;

13.  invita la Commissione a proporre un quadro dell'UE per le strategie nazionali per i senza dimora e invita, altresì, gli Stati membri ad adottare il principio di "Housing First" e a dare priorità alla fornitura di alloggi permanenti alle persone senza dimora, anche attraverso misure proattive e reattive nell’ambito delle loro strategie nazionali per i senza dimora, sulla base di una consultazione sistemica delle ONG che si occupano dei senza dimora, della povertà e della discriminazione;

14.  ritiene che la Commissione dovrebbe valutare ulteriormente l'attuazione dei modelli di successo esistenti, come "Housing First", mediante strumenti di finanziamento adeguati quali il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale;

15.  sottolinea la necessità di una collaborazione interministeriale e intergovernativa nello sviluppo e nell'attuazione di queste strategie, nonché di partecipazione delle principali parti interessate, e incoraggia lo scambio delle migliori pratiche tra Stati membri;

16.  sottolinea l'importanza di una raccolta di dati affidabili sul fenomeno dei senza dimora, compreso quello relativo ai giovani, con il coinvolgimento delle pertinenti ONG e autorità attive nella prestazione di servizi a persone senza dimora o a rischio di diventarlo; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare una definizione quadro condivisa e indicatori coerenti sul problema dei senzatetto nell'UE, il che consentirebbe un'interpretazione comune, un confronto sistematico e una valutazione della portata del fenomeno dei senzatetto nei diversi paesi dell'UE; oltre a permettere un monitoraggio sistematico delle percentuali di senza dimora a livello dell'UE attraverso istituzioni come Eurostat; chiede l'utilizzo di strumenti esistenti quali la tipologia europea del fenomeno dei senza dimora e dell'esclusione abitativa;

17.  invita gli Stati membri e la Commissione ad adottare misure e ad attuare programmi per i giovani che raggiungono i 18 anni e rischiano di diventare senza dimora; invita la Commissione a fornire sostegno finanziario ai giovani che decidono di vivere in maniera indipendente, migliorando l'accesso alle informazioni relative ai fondi per alloggi economicamente accessibili e provvedendo affinché la garanzia per i giovani riveduta contribuisca ad affrontare il fenomeno dei giovani senza dimora, che sta crescendo in molti paesi dell'UE;

18.  accoglie con favore l'attenzione rivolta alle persone LGBTIQ senza fissa dimora, in particolare ai giovani LGBTIQ senza fissa dimora, nella strategia per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ; invita la Commissione a creare strumenti per una migliore raccolta dei dati, a promuovere la ricerca in tutta l'UE e a facilitare lo scambio di approcci tra Stati membri per affrontare il problema delle persone LGBTIQ senza dimora.

19.  ribadisce la sua richiesta del 16 gennaio 2014 di porre fine alla criminalizzazione delle persone senza dimora e di cambiare le pratiche discriminatorie utilizzate per impedire ai senza dimora di accedere ai servizi sociali e ai centri di accoglienza;

20.  invita l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali a un maggiore monitoraggio dei crimini d'odio e degli incidenti motivati dall'aporofobia; sottolinea che la povertà e il fenomeno dei senza dimora non sono un reato; esorta gli Stati membri a integrare nelle proprie politiche pubbliche meccanismi atti a garantire la sicurezza delle persone senza fissa dimora e a introdurre l'aporofobia nelle proprie politiche di pubblica sicurezza come reati generati dall'odio; invita la Commissione e gli Stati membri a vietare e a contrastare la discriminazione fondata sulla mancanza di dimora o altro status abitativo e ad abrogare tutte le leggi e le misure che criminalizzano o penalizzano i senza dimora o i comportamenti associati a tale condizione, come dormire o mangiare in spazi pubblici, nonché a vietare l’espulsione forzata dei senza dimora dagli spazi pubblici, salvo qualora sia loro offerto un alloggio alternativo sicuro, e la distruzione dei loro effetti personali;

21.  chiede agli Stati membri di garantire che le misure eccezionali volte a prevenire il fenomeno dei senza dimora e a proteggere le persone senza dimora durante la crisi COVID-19, in particolare le moratorie sugli sfratti e sulle interruzioni della fornitura di energia e la messa a disposizione di alloggi temporanei, siano mantenute per il tempo necessario e siano seguite da soluzioni permanenti adeguate; invita gli Stati membri a sostenere e a promuovere le organizzazioni non governative e di beneficenza che forniscono servizi sanitari e sociali ai senza dimora e aiutano a proteggerli dalla COVID-19;

22.  riconosce che in alcune situazioni di emergenza, ad esempio quando le persone si trovano ad affrontare situazioni amministrative precarie o per le vittime di violenza domestica, dovrebbero essere messe a disposizione delle persone bisognose soluzioni abitative di emergenza come i rifugi; invita gli Stati membri a garantire che nessuno sia costretto a dormire in strada a causa della mancanza di alternative dignitose; invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare per promuovere l'accesso incondizionato di tutti coloro che ne hanno bisogno a un rifugio di emergenza di qualità adeguata in situazioni di forte necessità abitativa; sottolinea, tuttavia, che ciò dovrebbe essere solo temporaneo e non rappresenta un'alternativa a soluzioni strutturali quali la prevenzione e l’offerta di alloggi adeguati e sostegno sociale in risposta al problema dei senzatetto;

23.  ricorda che le donne sono particolarmente esposte alla crisi abitativa; sottolinea che le donne sono maggiormente colpite dalla povertà a causa, in parte, del divario salariale e pensionistico tra donne e uomini, e del fatto che esse svolgono più spesso lavori a tempo parziale; sottolinea che le donne senza dimora sono spesso meno visibili e che tale fenomeno deve essere oggetto di un intervento specifico; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare un approccio fondato sul genere nell'ambito delle strategie nazionali per i senza dimora, al fine di sostenere le donne prive di un alloggio, che spesso hanno subito traumi complessi e affrontano il ripetersi di tali esperienze traumatiche, come attraverso la violenza e gli abusi domestici, la separazione dai figli, la stigmatizzazione e la mancanza di spazi sicuri; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare un approccio basato sul genere nelle loro politiche abitative, in particolare sostenendo le donne che si trovano in situazioni specifiche come la monoparentalità;

24.  ricorda che il distanziamento sociale e la quarantena dovuti alla COVID-19 hanno avuto conseguenze drammatiche sul numero di casi di violenza contro le donne, compreso un aumento dei casi di violenza domestica e di abusi infantili; ricorda che l'indipendenza economica delle donne si è dimostrata uno strumento essenziale per affrontare la violenza fondata sul genere; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a fornire sostegno finanziario alle donne vittime della violenza fondata sul genere che vogliano vivere in maniera indipendente e un accesso potenziato accesso alle informazioni relative ai fondi per alloggi economicamente accessibili, al fine di migliorare la loro indipendenza economica e il loro tenore di vita;

25.  chiede una strategia globale e integrata contro la povertà con l'obiettivo della riduzione della povertà anche per la povertà infantile; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l’esercizio del diritto dei bambini a un alloggio adeguato, anche fornendo il relativo sostegno ai genitori che hanno difficoltà a mantenere o ad accedere a un alloggio, affinché rimangano con i loro figli, con particolare attenzione ai giovani adulti che escono dagli istituti di assistenza all'infanzia; invita la Commissione a presentare una garanzia europea per l'infanzia entro il 2021, con un bilancio specifico di 20 miliardi di EUR, che garantisca, attraverso la sua attuazione, che ogni bambino nell'UE possa avere accesso a un alloggio dignitoso, tra le altre cose;

26.  invita gli Stati membri a garantire parità di accesso ad alloggi dignitosi per tutti, la lotta contro il razzismo e l'antiziganismo e a garantire la non discriminazione per ciascuno dei motivi enunciati all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'attuazione della Carta, nonché della direttiva sull'uguaglianza razziale, del quadro dell'UE per l’attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei rom e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; esige che prestino particolare attenzione alle discriminazioni multiple; invita il Consiglio ad adottare rapidamente la direttiva orizzontale contro la discriminazione; invita la Commissione a valutare efficacemente l'impegno politico degli Stati membri e ad avviare procedure di infrazione nei confronti di quelli che non applicano la legislazione dell'UE contro la discriminazione o che criminalizzano le persone senza dimora;

27.  esorta gli Stati membri a definire e attuare politiche contro i cosiddetti "slum landlord" (padroni di casa negligenti) e i proprietari che richiedono affitti ingiustamente elevati, e a favorire la condivisione delle buone pratiche relative a tali politiche;

28.  osserva con profonda preoccupazione che le condizioni di vita delle persone rom continuano a essere estremamente preoccupanti, con molte persone che spesso vivono in insediamenti segregati caratterizzati da condizioni di vita inferiori agli standard minimi; invita gli Stati membri a promuovere la desegregazione spaziale e a coinvolgere i beneficiari rom nella progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione di tutte le fasi dei progetti di edilizia abitativa, per garantire efficacemente che ricevano le informazioni per beneficiare dei fondi esistenti e delle politiche e dei meccanismi antidiscriminazione, al fine di prevenire gli sgomberi forzati, e a fornire siti di sosta sufficienti e idonei per le persone rom non sedentarie; sottolinea l'urgente necessità di campagne di istruzione e sensibilizzazione del pubblico, nonché di investimenti pubblici a tale riguardo, che sono diventati ancora più necessari anche a causa dei pericoli collegati alla pandemia di COVID-19; esorta la Commissione e gli Stati membri ad utilizzare il Fondo per una transizione giusta, come previsto, per migliorare la situazione abitativa, sanitaria e occupazionale, al fine di non lasciare indietro nessuno, compresi i rom:

29.  avverte che affinché gli sgomberi siano conformi al diritto internazionale dei diritti umani, è necessario rispettare numerosi criteri, tra cui un coinvolgimento significativo delle persone interessate, la valutazione di tutte le alternative possibili, la ricollocazione in alloggi adeguati concordati con l’accordo delle famiglie coinvolte affinché nessuno diventi un senza dimora, nonché l'accesso alla giustizia per garantire la correttezza procedurale e il rispetto di tutti i diritti umani; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che laddove tali criteri non siano soddisfatti, gli sgomberi siano considerati forzati, costituendo pertanto una violazione del diritto all'alloggio; esige che gli sgomberi forzati, quali definiti dal diritto internazionale dei diritti umani, siano vietati in ogni circostanza;

30.  osserva con profonda preoccupazione che le persone con disabilità affrontano spesso varie sfide complesse e diversi tipi di privazione dei diritti relativi all'alloggio, come l'assenza del diritto a vivere nella comunità con pari opportunità, la mancanza di disponibilità di servizi a livello di comunità necessari a consentire la transizione dall'assistenza istituzionale alla vita nella comunità, il fatto che spesso sono costrette a vivere in istituti residenziali segregati, la povertà, la mancanza di accesso a programmi in materia di alloggio, le barriere esistenti all'accessibilità, ecc.; ricorda alla Commissione e agli Stati membri che la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità impone loro obblighi; chiede una rapida deistituzionalizzazione in tutta Europa e l'uso dei fondi europei e nazionali disponibili per creare alloggi accessibili e non segregati e per fornire i servizi necessari a livello di comunità per le persone con disabilità, nell'interesse della tutela del loro diritto a vivere in modo indipendente nella comunità e ad avere le stesse possibilità di partecipare alla società;

31.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che nessuno dei fondi dell'UE o degli Stati membri sia utilizzato per progetti di edilizia abitativa che comportino la segregazione o l'esclusione sociale; invita gli Stati membri a tenere sempre in considerazione la qualità degli alloggi in termini di sviluppo urbano, architettura e funzionalità al fine di migliorare il benessere di tutti; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere programmi e incentivi che favoriscano e rafforzino i legami intergenerazionali che consentano alle persone, in particolare quelle più anziane, che devono lasciare le loro case per motivi economici o sanitari, di trovare nuovi alloggi che rispondano alle loro esigenze senza dover lasciare le loro comunità;

32.  invita la Commissione e gli Stati membri a imporre un obbligo generale di soddisfare i criteri di accessibilità nella prevista Renovation Wave di edifici pubblici e privati e a sfruttare il suo potenziale per migliorare l'accessibilità per le persone con disabilità e gli anziani, nonché per le persone con difficoltà motorie e sensoriali, al fine di rendere gli alloggi confortevoli per i loro abitanti e "adeguati alle esigenze future" alla luce del crescente cambiamento demografico;

Un approccio integrato all'edilizia sociale, pubblica e a prezzi accessibili a livello di UE

33.  invita la Commissione e gli Stati membri a fare dell'edilizia abitativa una delle pietre angolari del piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali; ricorda che le politiche, i programmi di finanziamento e gli strumenti di finanziamento dell'UE hanno un forte impatto sui mercati immobiliari, sulla qualità del patrimonio abitativo e sulla vita dei cittadini; invita la Commissione a sviluppare urgentemente una strategia integrata per un'edilizia sociale, pubblica, non segregata e a prezzi accessibili, creando un quadro favorevole affinché le autorità nazionali, regionali e locali possano garantire alloggi di qualità sicuri, salubri, accessibili e a prezzi abbordabili per tutti; invita la Commissione, nell'ambito di tale strategia, a migliorare la sua azione per coinvolgere tutti i livelli di governo nell'attuazione piena e coerente del diritto ad un alloggio dignitoso per tutti;

34.  accoglie con favore l'inclusione dell'accessibilità economica degli alloggi nel semestre europeo; esorta la Commissione a garantire che tutte le raccomandazioni specifiche per paese contribuiscano positivamente all'attuazione piena e coerente dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali, al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e agli obiettivi climatici definiti nel Green Deal europeo; esorta gli Stati membri ad attuare le raccomandazioni specifiche per paese sull'accessibilità economica degli alloggi; afferma che nei programmi nazionali di riforma dovrebbero essere inseriti piani nazionali per alloggi a prezzi abbordabili e chiede alla Commissione e agli Stati membri di definire strategie specifiche per far fronte agli ostacoli al diritto all'alloggio, come la discriminazione, la speculazione, i prestiti predatori, l'accaparramento dei terreni, i conflitti, gli sgomberi forzati, il degrado ambientale e la vulnerabilità alle catastrofi naturali;

35.  sottolinea la necessità di perfezionare l'indicatore dell'indice dei prezzi delle abitazioni; ritiene che un alloggio abbia un prezzo abbordabile ove il bilancio che rimane a disposizione dell'occupante sia almeno sufficiente per sostenere altre spese essenziali per una vita dignitosa; sottolinea la necessità di sviluppare una definizione globale di accessibilità economica degli alloggi a livello dell'UE, tenendo in considerazione una vasta gamma di indicatori come i tassi di sfratto e di povertà; sottolinea che l'attuale soglia di riferimento per il tasso di onerosità eccessiva dei costi abitativi fissato al 40 % del reddito disponibile di una nucleo familiare non rappresenta sufficientemente il numero di nuclei familiari che non sono in grado di far fronte al costo del proprio alloggio; chiede una rivalutazione della soglia di riferimento e invita Eurostat a produrre una serie più ampia di dati sulle spese abitative delle famiglie, con intervalli del 5 % tra il 25 % e il 40 % del reddito disponibile;

36.  esorta la Commissione a fornire dati più precisi, di qualità e comparabili sui mercati immobiliari, e a monitorare l’accessibilità economica degli alloggi in tutta l'UE, anche a livello locale e regionale, attraverso le statistiche europee sul reddito e sulle condizioni di vita (EU-SILC) di Eurostat e l'Osservatorio europeo della povertà energetica, tenendo conto della frammentazione dei mercati immobiliari nazionali e delle differenze tra Stati membri;

37.  invita il Consiglio e gli Stati membri a reintrodurre le riunioni informali dei ministri responsabili dell'edilizia residenziale, coinvolgendo anche il Parlamento, ad aprirle alle parti interessate e a presentare un formato riveduto dei punti focali per gli alloggi, al fine di garantire un meccanismo per lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e fornire una piattaforma per lo scambio delle migliori prassi in materia di lotta al fenomeno dei senza dimora e di offerta di alloggi dignitosi e a prezzi accessibili;

38.  incoraggia gli Stati membri a collaborare in materia di finanziamento degli investimenti sociali finalizzati a risolvere i problemi degli alloggi con le parti sociali, la società civile e il settore privato, molti dei quali svolgono e possono svolgere un ruolo essenziale nella realizzazione e nel mantenimento di soluzioni abitative adeguate per le persone in condizioni vulnerabili;

39.  invita gli Stati membri a investire maggiormente in residenze sanitarie assistenziali accessibili per gli anziani, con servizi di assistenza di qualità e a disposizione di una più vasta fascia della popolazione anziana;

Garantire la sicurezza di occupazione e mercati immobiliari inclusivi

40.  sottolinea che il 25,1 % dei locatari europei che pagano canoni ai prezzi di mercato spende più del 40 % del proprio reddito in affitto e che, in media, i canoni di locazione sono in costante aumento(43); invita gli Stati membri e le autorità regionali e locali a introdurre disposizioni giuridiche, tra cui norme chiare in materia di locazione, per tutelare i diritti degli inquilini e dei proprietari-occupanti, per promuovere la sicurezza sia per i proprietari che per gli inquilini e per evitare gli sfratti, anche dopo misure di ristrutturazione, e anche nel caso di coloro che vivono in un'abitazione espropriata dallo Stato nell'ambito di un processo di restituzione; invita gli Stati membri e le autorità regionali e locali a garantire la trasparenza degli affitti e fornire sostegno alle organizzazioni che si occupano della protezione degli inquilini e dei proprietari-occupanti e a istituire procedure di risoluzione delle controversie con soglie basse;

41.  invita gli Stati membri a perseguire politiche abitative basate sul principio della neutralità tra accesso alla proprietà, affitto in alloggi privati e affitto in alloggi sociali; invita la Commissione a rispettare tale principio nel semestre europeo; ritiene che il diritto all'alloggio non dovrebbe essere definito in modo restrittivo come accesso all'edilizia sociale, ma in termini più ampi come il diritto a vivere in un'abitazione in pace, sicurezza e dignità; sottolinea l'importanza di fissare criteri di ammissibilità trasparenti per gli alloggi sociali e finanziati con fondi pubblici, al fine di garantire un accesso equo a tali alloggi; incoraggia gli Stati membri ad attuare strategie nazionali per prevenire la segregazione sociale, attraverso una più vasta distribuzione geografica degli alloggi sociali, messi a disposizione di tutti i cittadini indipendentemente dallo status, dal genere, dalla religione o dall'origine etnica; invita gli Stati membri a facilitare l'accesso agli alloggi e a promuovere la diversificazione dei quartieri attraverso un migliore accesso alle agevolazioni creditizie e alla locazione con opzione di acquisto per i giovani, le famiglie a basso e medio reddito e le persone appartenenti a gruppi socialmente ed economicamente svantaggiati; incoraggia gli Stati membri a collaborare con il settore bancario al fine di emettere prestiti a prezzi accessibili garantiti dallo Stato per tali gruppi, prevenendo nel contempo bolle e sovraindebitamento;

42.  invita gli Stati membri a intervenire più attivamente per correggere le disuguaglianze del mercato degli alloggi, anche fornendo informazioni complete sul funzionamento dei mercati immobiliari, sul numero e la distribuzione geografica delle transazioni, sulle tendenze dei prezzi in specifici segmenti di mercato e sul potenziale di sviluppo di altri segmenti specifici;

43.  sottolinea che politiche e misure adeguate, che sostengano un'offerta adeguata di alloggi, sono essenziali per bilanciare e rafforzare lo sviluppo economico dell'edilizia abitativa a vantaggio della società nel suo complesso e per garantire un ambiente di vita economicamente accessibile e prospero per tutti; ritiene che le misure adottate debbano essere deliberate, concrete e destinate specificamente all’esercizio del diritto all'alloggio entro tempi ragionevoli e che gli Stati membri debbano stanziare risorse sufficienti e assegnare la priorità ai bisogni degli individui o dei gruppi svantaggiati ed emarginati che vivono in condizioni abitative precarie; invita pertanto gli Stati membri, con il sostegno della Commissione, a garantire la fornitura di alloggi sociali sufficienti, adeguati e a prezzi accessibili per soddisfare le esigenze abitative di tali persone e gruppi;

44.  invita gli Stati membri a sviluppare le proprie politiche in materia di edilizia abitativa, per promuovere la crescita economica nel contesto della pandemia di COVID-19;

45.  nota con preoccupazione l'incremento della finanziarizzazione del mercato immobiliare, in particolare nelle città, in virtù della quale gli investitori considerano gli immobili come beni commerciabili e non come un diritto umano; invita la Commissione a valutare il contributo delle politiche e dei regolamenti dell'UE alla finanziarizzazione del mercato immobiliare e la capacità delle autorità nazionali e locali di garantire il diritto all'alloggio; invita gli Stati membri e le autorità locali a mettere in atto misure adeguate intese a contrastare gli investimenti speculativi, ad adottare politiche che favoriscano gli investimenti a lungo termine nel mercato dell'edilizia abitativa, e a sviluppare politiche di pianificazione urbana e rurale che favoriscano alloggi a prezzi accessibili, il mix sociale e la coesione sociale;

46.  sottolinea che la trasparenza sulla proprietà e sulle transazioni immobiliari è fondamentale per evitare distorsioni nel mercato immobiliare e per prevenire il riciclaggio di denaro in questo settore; ribadisce l'obbligo per la Commissione, previsto dalla direttiva antiriciclaggio, di riferire entro il 31 dicembre 2020 sull'esigenza di armonizzare le informazioni sulla proprietà degli immobili e sull'interconnessione dei registri nazionali per evitare speculazioni; ribadisce pertanto il suo invito del 26 marzo 2019 affinché gli Stati membri dispongano di informazioni accessibili al pubblico sulla proprietà effettiva finale dei terreni e dei beni immobili;

47.  invita la Commissione e gli Stati membri a proteggere in modo migliore i mutuatari dagli sfratti; sottolinea che le persone sfrattate dovrebbero poter far valere i propri diritti dinanzi a un tribunale; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le attuali norme di condotta vincolanti per i creditori, i gestori dei crediti e gli acquirenti dei crediti affinché evitino pratiche fuorvianti, molestie e violazioni dei diritti dei consumatori, quanto meno per quanto riguarda i mutui o, se del caso, ad adottarne di nuove; ritiene che tali norme dovrebbero specificare, in particolare, i requisiti per misure di tolleranza ragionevoli e fattibili, oltre a quelle previste dall'articolo 28 della direttiva 2014/17/UE; invita la Commissione a valutare la necessità di una proposta legislativa relativa a un indice minimo di copertura dei finanziamenti nel mercato del credito ipotecario; invita la Commissione a valutare l'impatto sui mercati immobiliari quando propone norme sulle cartolarizzazioni;

48.  osserva che la grande crescita dell’affitto di case private per brevi periodi di vacanza sottrae abitazioni al mercato e fa salire i prezzi, con un impatto negativo sulla vivibilità nei centri urbani e turistici; invita la Commissione a interpretare la direttiva sui servizi in linea con la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (C-390/18), che stabilisce che l'accessibilità economica degli alloggi e la carenza di alloggi in affitto rappresenta un " un motivo imperativo d'interesse generale” e quindi a concedere alle autorità nazionali e locali un ampio margine discrezionale per definire norme proporzionate per i servizi di ospitalità, tra cui la registrazione obbligatoria, la limitazione dei permessi e delle specifiche politiche di zonizzazione, la limitazione dei termini, evitando la "turistificazione", lo svuotamento dei centri urbani e il declino della qualità della vita in tali centri a scapito dei residenti; esorta la Commissione ad inserire nella legislazione sui servizi digitali una proposta di obblighi di condivisione delle informazioni per le piattaforme del mercato della locazione di alloggi a breve termine, in linea con le norme in materia di protezione dei dati, in quanto tale accesso alle informazioni è essenziale per consentire alle autorità di garantire la disponibilità di alloggi a prezzi abbordabili;

49.  ricorda alla Commissione e agli Stati membri che la mancata regolamentazione del mercato immobiliare e degli operatori finanziari che operano su tale mercato al fine di garantire l'accesso ad alloggi a prezzi abbordabili e adeguati per tutti, comporterebbe il mancato adempimento dei loro obblighi riguardo al diritto all'alloggio;

50.  chiede che il settore dell'edilizia residenziale sia inserito tra i servizi sociali di interesse generale, e non solo l'edilizia sociale, in quanto passo essenziale per garantire il diritto a un alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti;

Investire nell'edilizia abitativa sociale, pubblica, economica ed efficiente dal punto di vista energetico

51.  sottolinea che il divario di investimenti per alloggi a prezzi abbordabili ammonta a 57 miliardi di EUR all'anno(44); invita la Commissione e gli Stati membri a colmare il divario di investimenti per alloggi a prezzi accessibili in via prioritaria; chiede, a tale proposito, una riforma del quadro di governance economica che consenta agli Stati membri di effettuare gli investimenti pubblici verdi e sociali necessari, compresi quelli relativi allo sviluppo e al miglioramento di alloggi sociali, pubblici, a prezzi accessibili ed efficienti dal punto di vista energetico; chiede, inoltre, una contabilità armonizzata per la metodologia di ammortamento degli investimenti nell'edilizia abitativa a prezzi accessibili;

52.  ricorda che, in quanto servizio di interesse economico generale (SIEG), l'edilizia popolare è esentata dagli obblighi di notifica degli aiuti di Stato; ricorda che l'edilizia sociale è l'unico settore della decisione relativa ai servizi di interesse economico generale per il quale la Commissione prevede un gruppo obiettivo (i cittadini svantaggiati o i gruppi sociali più svantaggiati) e che ciò non avviene per gli altri servizi sociali; ritiene che ciò possa limitare la possibilità di fornire alloggi sociali e a prezzi accessibili per tutti; riconosce che non esiste una definizione comune concordata a livello dell'UE di "edilizia sociale"; avverte, tuttavia, che una definizione restrittiva di edilizia sociale che la limiti soltanto alla fornitura di "alloggi a cittadini svantaggiati o a gruppi sociali più svantaggiati che non sono in grado di trovare un alloggio a condizioni di mercato a causa di limiti a livello di solvibilità" è limitativa e ostacola la capacità degli Stati membri di definire i propri servizi di interesse economico generale e servizi di interesse generale; sottolinea che i servizi di interesse economico generale dovrebbero essere guidati principalmente da specifici requisiti determinati da autorità nazionali, regionali o locali, dato che tali autorità hanno la competenza di individuare e far fronte alle esigenze abitative e alle condizioni di vita di vari gruppi, che possono variare notevolmente tra zone rurali e urbane, e che tali autorità svolgono un ruolo cruciale in un processo decisionale ben mirato; esorta la Commissione ad adattare la definizione di gruppo destinatario di alloggi sociali e finanziati con fondi pubblici nelle norme sui servizi di interesse economico generale, in modo da consentire alle autorità nazionali, regionali e locali di sostenere l'edilizia abitativa per tutti i gruppi le cui esigenze in materia di alloggi dignitosi e a prezzi accessibili non possano essere facilmente soddisfatte nell’ambito delle condizioni di mercato, assicurando nel contempo che finanziamenti sufficienti siano destinati alle persone più svantaggiate, al fine di sbloccare gli investimenti e garantire alloggi a prezzi accessibili, la neutralità dell'alloggio e uno sviluppo urbano sostenibile, e di creare quartieri socialmente diversificati e rafforzare la coesione sociale;

53.  invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare ulteriormente gli investimenti nell'UE in alloggi sociali, pubblici, efficienti sotto il profilo energetico, adeguati e a prezzi accessibili, e ad affrontare il problema dei senza dimora e dell'esclusione abitativa; chiede, a tale proposito, investimenti attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo per una transizione giusta, InvestEU, il FSE +, Orizzonte Europa e Next Generation EU, e in particolare attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII +); chiede maggiori sinergie tra tali strumenti; accoglie con favore il finanziamento di prestiti per alloggi sociali e a prezzi abbordabili tramite InvestEU e nel più vasto portafoglio delle BEI; invita la Commissione e gli Stati membri a integrare il progresso sociale tra le priorità di investimento, insieme alle transizioni verde e digitale, del dispositivo per la ripresa e la resilienza, al fine di tutelare le persone vulnerabili dall'impatto negativo della crisi attuale, e a includere piani per il progresso sociale nei piani per la ripresa e la resilienza, per delineare in che modo i principi del pilastro europeo dei diritti sociali saranno attuati e dove saranno indirizzati gli investimenti sociali, compresi gli investimenti nell'edilizia sociale; invita con urgenza la Commissione a garantire che i finanziamenti dell'UE e della BEI diventino maggiormente accessibili per i fornitori locali e regionali di alloggi sociali e pubblici a prezzi abbordabili; invita la BEI ad aumentare l'erogazione di prestiti attraverso un'assistenza tecnica mirata e una più stretta cooperazione con gli intermediari finanziari e gli Stati membri;

54.  invita la Commissione a incoraggiare l'impiego dei programmi europei che sostengono la ricostruzione degli alloggi, per rendere le abitazioni economicamente accessibili;

55.  incoraggia gli Stati membri a provvedere affinché tutti i futuri progetti edilizi e di ristrutturazione mirino a promuovere gli edifici intelligenti, in cui i consumi di acqua ed elettricità possano essere monitorati e resi più efficienti sotto il profilo dei costi, conformemente agli obiettivi climatici dell'Unione europea;

56.  invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali e locali a riconoscere, sostenere e finanziare soluzioni abitative partecipative, democratiche e collaborative, compresi i trust fondiari delle comunità, quali mezzi legittimi e sostenibili per fornire alloggi di mercato e sociali; chiede un approccio sostenibile all'uso dei terreni urbani, ad esempio dando la priorità alla ristrutturazione delle case abbandonate rispetto alla costruzione di nuovi edifici;

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57.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) https://www.unece.org/fileadmin/DAM/hlm/charter/Language_versions/ITA_Geneva_UN_Charter.pdf
(2) https://www.who.int/publications/i/item/who-housing-and-health-guidelines
(3) https://ec.europa.eu/futurium/en/system/files/ged/final_action_plan_euua_housing_partnership_december_2018_1.pdf
(4) Relazione della task force ad alto livello sugli investimenti nelle infrastrutture sociali in Europa: "Boosting Investment in Social Infrastructure in Europe" (Promuovere gli investimenti in infrastrutture sociali in Europa) di Lieve Fransen, Gino del Bufalo e Edoardo Reviglio (gennaio 2018).
(5) https://dmsearch.cor.europa.eu/search/opinion
(6) http://nws.eurocities.eu/MediaShell/media/EUROCITIES%20statement%20on%20state%20aid%20and%20local%20public%20%20services_16%2001%202016%20final.pdf
(7) http://www.iut.nu/wp-content/uploads/2017/07/Housing-Ministers%C2%B4-Communiqu%C3%A9.pdf
(8) https://www.eesc.europa.eu/resources/docs/resolution-for-social-housing-in-europe.pdf
(9) https://ap.ohchr.org/documents/dpage_e.aspx?si=A/HRC/31/54
(10) Testi approvati, P9_TA(2020)0194.
(11) Testi approvati, P9_TA(2020)0176.
(12) Testi approvati, P9_TA(2020)0005.
(13) Testi approvati, P9_TA(2019)0033.
(14) Testi approvati, P8_TA(2019)0240.
(15) Testi approvati, P8_TA(2019)0202.
(16) Testi approvati, P9_TA(2020)0156.
(17) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 89.
(18) GU C 346 del 27.9.2018, pag. 156.
(19) GU C 101 del 16.3.2018, pag. 138.
(20) GU C 101 del 16.3.2018, pag. 2.
(21) GU C 76 del 28.2.2018, pag. 93.
(22) GU C 58 del 15.2.2018, pag. 192.
(23) GU C 366 del 21.10.2017, pag. 19.
(24) GU C 366 del 21.10.2017, pag. 31.
(25) GU C 482 del 23.12.2016, pag. 141.
(26) GU C 65 del 19.2.2016, pag. 40.
(27) https://www.housingforall.eu/
(28) https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/legal_gender_recognition_in_the_eu_the_journeys_of_trans_people_towards_full_equality_web.pdf
(29) https://www.eurofound.europa.eu/news/news-articles/inadequate-housing-is-costing-europe-eu194-billion-per-year
(30) https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Housing_statistics
(31) https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/EDN-20190514-1
(32) https://www.un.org/en/events/citiesday/assets/pdf/the_worlds_cities_in_2018_data_booklet.pdf
(33) https://www.eurofound.europa.eu/publications/report/2020/addressing-household-over-indebtedness
(34) Relazione finale del Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto ad alloggi adeguati, pag. 3.
(35) Relazione del Relatore speciale delle Nazioni Unite su alloggi adeguati quale componente del diritto ad un tenore di vita adeguato e sul diritto alla non discriminazione in tale contesto, A/HRC/31/54.
(36) https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Housing_statistics#Housing_affordability
(37) Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa, Housing inequality in Europe, 2017, pag. 34.
(38) https://www.who.int/social_determinants/Guidance_on_pro_equity_linkages/en/
(39) https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/EDN-20191119-1
(40) Studio di fattibilità di una garanzia per l'infanzia: Documento di discussione sul gruppo obiettivo relativo ai bambini che vivono in condizioni familiari precarie
(41) https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/DDN-20200120-1
(42) https://www.oecd.org/els/family/HM1-1-Housing-stock-and-construction.pdf
(43) https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Housing_statistics
(44) Relazione della task force ad alto livello sugli investimenti nelle infrastrutture sociali in Europa: "Boosting Investment in Social Infrastructure in Europe" (Promuovere gli investimenti in infrastrutture sociali in Europa), 2018.

Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2021Note legali - Informativa sulla privacy