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Procedura : 2020/2864(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B9-0115/2021

Testi presentati :

B9-0115/2021

Discussioni :

PV 08/02/2021 - 20
CRE 08/02/2021 - 20

Votazioni :

PV 09/02/2021 - 14
PV 10/02/2021 - 3

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P9_TA(2021)0045

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PDF 147kWORD 51k
Mercoledì 10 febbraio 2021 - Bruxelles
Impatto della COVID-19 sui giovani e lo sport
P9_TA(2021)0045B9-0115/2021

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 febbraio 2021 sull'impatto della COVID-19 sui giovani e sullo sport (2020/2864(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea e il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto l'articolo 14 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze(1),

–  vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2020 sui diritti delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie durante l'emergenza COVID-19(2),

–  vista la sua risoluzione del 17 settembre 2020 sulla ripresa culturale dell'Europa(3),

–  vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2020 sulla garanzia per i giovani(4),

–  vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2020 sul futuro dell'istruzione europea nel contesto della COVID-19(5),

–  vista l'interrogazione alla Commissione sull'impatto della COVID-19 sui giovani e sullo sport (O-000074/2020 – B9-0005/2021),

–  visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per la cultura e l'istruzione,

A.  considerando che, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro(6), l'attuale pandemia di COVID-19 colpisce in modo sproporzionato i giovani, i quali rischiano di subire ripercussioni negative gravi e durature per quanto riguarda la loro situazione economica, la loro salute e il loro benessere, compresa la mancanza di opportunità di istruzione, volontariato e formazione in una fase cruciale del loro sviluppo;

B.  considerando che l'impatto della pandemia di COVID-19 sul funzionamento dei programmi UE per i giovani e l'istruzione in materia di animazione socioeducativa e volontariato, sui sistemi d'istruzione nazionali, sull'occupazione e sul reddito, nonché sulle libertà civili sta esacerbando le disuguaglianze, come illustrano le statistiche dell'OCSE, che mostrano che solo circa la metà degli studenti è in grado di accedere alla maggior parte o alla totalità dei programmi d'istruzione, nonostante gli sforzi compiuti dai paesi per offrire soluzioni di apprendimento online; che tale situazione aggrava le conseguenze del divario digitale e ostacola lo sviluppo delle competenze digitali necessarie, e che l'accesso ai programmi scolastici non sempre significa che gli studenti in difficoltà riescano ad apprendere;

C.  considerando che i giovani sono stati al centro di attività solidali per rispondere alle esigenze delle loro comunità di fronte alla pandemia di COVID-19, dalla realizzazione di campagne di sensibilizzazione all'impegno in prima linea nel quadro del Corpo europeo di solidarietà e ad altre iniziative di volontariato;

D.  considerando che gli effetti negativi della pandemia sono talmente vasti da aver contribuito ulteriormente alla riduzione dello spazio civico negli Stati membri in tutta Europa, e che molte organizzazioni sportive e socioeducative rischiano di dover chiudere, il che avrebbe un impatto negativo sulle strutture consolidate di cooperazione europea e internazionale e limiterebbe considerevolmente l'impegno civico;

E.  considerando che gli effetti psicosociali della COVID-19 incidono sulla salute mentale dei giovani e sulla loro capacità di socializzazione a causa di fattori immediati e a lungo termine; che la mancanza di attività ricreative e di vincoli sociali hanno un effetto sproporzionato sui bambini e sui giovani con disabilità;

F.  considerando che la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto devastante sullo sport e sui settori e le industrie correlati; che l'impatto economico sullo sport professionistico è enorme, dal momento che le entrate sono crollate a causa del fatto che numerosi eventi a tutti i livelli sono stati cancellati o si sono svolti senza la presenza del pubblico;

G.  considerando che l'impatto della pandemia sullo sport semiprofessionale e sulle attività sportive e ricreative di base è devastante e che la sopravvivenza di numerosi club sportivi è a rischio in quanto si tratta di associazioni essenzialmente senza scopo di lucro che operano per lo più su base volontaria e che, pertanto, non dispongono di alcuna riserva finanziaria;

H.  considerando che i vincoli imposti dalla pandemia di COVID-19 e la mancanza di sufficienti possibilità di allenamento e pratica regolari negli sport che richiedono un contatto fisico pregiudicano la progressione e lo sviluppo degli atleti;

I.  considerando che lo sport è un importante settore economico che rappresenta il 2,12 % del PIL totale e il 2,72 % dell'occupazione totale nell'UE, il che corrisponde a circa 5,67 milioni di posti di lavoro;

J.  considerando che lo sport svolge importanti funzioni sociali, ad esempio promuovendo l'inclusione sociale, l'integrazione, la coesione e valori quali il rispetto e la comprensione reciproci, la solidarietà, la diversità e l'uguaglianza, compresa la parità di genere; che lo sport e le attività di volontariato associate possono migliorare la salute fisica e mentale e l'occupabilità dei giovani in particolare, nonché contribuire a tenere i giovani lontani dalla violenza, compresa la violenza di genere, dalla criminalità e dal consumo di droga;

Giovani

1.  è preoccupato per il fatto che, a causa della particolare sensibilità del mercato del lavoro giovanile ai cicli economici e alle crisi economiche, l'occupazione dei giovani è più duramente colpita dalle ripercussioni dell'attuale pandemia, che amplificano le tendenze negative di un settore ampiamente dominato da posti di lavoro instabili, scarsamente retribuiti e a tempo parziale, con tutele giuridiche e norme di sicurezza sociale più deboli;

2.  sottolinea l'impatto particolarmente forte dell'attuale pandemia sui giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (NEET) e mette in evidenza la necessità di affrontare i problemi che incontrano i giovani appartenenti a gruppi vulnerabili; sottolinea la necessità di tenere conto delle notevoli disparità di genere in relazione alla percentuale di NEET;

3.  sottolinea che i settori ad alta intensità di manodopera, spesso caratterizzati da basse retribuzioni, come il commercio all'ingrosso e al dettaglio, le strutture ricettive, il turismo e i servizi di ristorazione, che generalmente impiegano giovani lavoratori poco qualificati e studenti che lavorano, sono stati colpiti in modo più grave; osserva che la disoccupazione e la povertà giovanili sono aumentate costantemente dall'inizio della pandemia; ritiene probabile che la disoccupazione giovanile aumenti ulteriormente nel breve periodo e possa rimanere al di sopra dei livelli precedenti alla pandemia nel lungo periodo;

4.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti disastrosi sull'occupazione giovanile, anche attraverso politiche macroeconomiche (fiscali e monetarie) che orientino la spesa pubblica verso la concessione di sovvenzioni per l'assunzione o garanzie per i giovani a sostegno di appositi programmi per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro e per il perfezionamento e la riqualificazione professionale dei giovani, nonché verso investimenti nei settori economici in grado di assorbire i giovani in cerca di lavoro, offrendo posti di lavoro di qualità e condizioni di lavoro e di retribuzione dignitose;

5.  ricorda il ruolo svolto dal volontariato nello sviluppo di competenze per la vita e il lavoro tra i giovani; ritiene che il volontariato sostenuto finanziariamente possa aiutare i giovani disoccupati a far fronte allo shock economico provocato dalla crisi COVID-19, dando al tempo stesso un contributo alla società e acquisendo esperienze preziose che ne facilitino la transizione a un'occupazione regolare a lungo termine; ritiene che il Corpo europeo di solidarietà possa aiutare i giovani europei ad ampliare le loro prospettive al di là delle realtà locali; esorta la Commissione, a tale proposito, a fare chiarezza e a fornire orientamenti uniformi per l'attuazione dei programmi in situazioni di crisi e per l'eliminazione degli ostacoli alla partecipazione posti, tra l'altro, dalla mancanza di flessibilità nei finanziamenti, dalla riduzione dei fondi, dalle crescenti restrizioni al rilascio dei visti ai volontari da parte dei paesi partner e dall'incapacità di garantire ai giovani lo status giuridico di volontari;

6.  sottolinea l'importanza fondamentale dell'apprendimento informale e non formale, delle arti, dello sport, del volontariato e delle attività sociali nell'incoraggiare la partecipazione giovanile e nel promuovere la coesione sociale, quali strumenti che possono esercitare un'influenza enorme sulle comunità locali e contribuire ad affrontare molte delle sfide della società odierna;

7.  evidenzia che, con l'accordo raggiunto il 21 luglio 2020, il Consiglio europeo avrebbe dovuto essere più ambizioso nel sostenere le giovani generazioni, che sono il futuro dell'Europa, non da ultimo fornendo loro un maggiore sostegno nel quadro dei piani per la ripresa, destinando il 10 % dei finanziamenti all'istruzione e un contributo del 20 % alla strategia digitale europea e alla realizzazione di un mercato unico digitale; sottolinea, in tale contesto, che i programmi settoriali incentrati direttamente sui giovani, quali Erasmus +, il Corpo europeo di solidarietà, la garanzia per i giovani e la garanzia per l'infanzia, o che possono sostenere la transizione verso un'Europa più equa e sostenibile sotto il profilo sociale e ambientale, devono essere mobilitati in modo tale da realizzare appieno il loro potenziale, in quanto rischiano di mancare i loro ambiziosi obiettivi, generando un'amara delusione per i giovani e le generazioni future;

8.  sottolinea che l'attuale pandemia ha esacerbato il divario digitale nell'UE e, a tale proposito, insiste sull'urgente necessità di promuovere l'alfabetizzazione digitale per tutti e di incoraggiare l'uso diffuso, il riconoscimento e la convalida di alternative, comprese le opportunità di apprendimento informale e non formale, quali l'apprendimento e la formazione online e digitali; invoca, in particolare, un forte accento e sostegno a favore dei giovani studenti che hanno subito una perdita di reddito nell'istruzione tecnica, nella formazione duale e nell'istruzione e formazione professionale, nonché lo sviluppo e l'uso diffuso di strumenti, risorse e contenuti didattici digitali di qualità, al fine di evitare l'abbandono scolastico e garantire una transizione agevole ed efficace dalla scuola al mondo del lavoro; sottolinea che, nonostante il contesto specifico della COVID-19, è importante preservare l'istruzione in presenza al fine di garantire che nessuno rimanga indietro, in particolare per quanto riguarda i bambini nella prima infanzia, i gruppi vulnerabili e i giovani provenienti da contesti socioeconomici difficili privi di risorse o competenze tecnologiche;

9.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nelle soluzioni e nell'alfabetizzazione digitali per lo sviluppo di capacità, competenze e qualifiche pratiche, a rendere l'accesso all'alfabetizzazione digitale disponibile a tutti e a promuovere lo sviluppo di strumenti di apprendimento online indipendenti, multilingue, inclusivi e gratuiti, al fine di migliorare il livello complessivo di capacità e competenze digitali nell'ambito dell'attuazione del piano d'azione per l'istruzione digitale (2021-2027); pone l'accento sulla necessità di sviluppare le competenze di insegnanti, formatori, presidi, genitori e dirigenti al fine di migliorare l'offerta di apprendimento online, a distanza e misto, con particolare attenzione ai programmi di sviluppo delle competenze;

10.  esprime preoccupazione per il fatto che la crisi COVID-19 abbia portato ad un aumento dell'ansia e della paura tra i giovani, che rischia di avere un impatto significativo sulle loro vite e sulla loro transizione dalla scuola al mondo del lavoro; sollecita un ampio ricorso a servizi specifici di salute mentale, al sostegno psicosociale e ad attività sportive, sia come misure autonome che modulari, e un maggiore sostegno al benessere mentale negli istituti di formazione e istruzione, al fine di garantire che la pandemia non abbia ripercussioni psicologiche a lungo termine; evidenzia l'impatto della pandemia sui giovani con disabilità e sui giovani che vivono in zone rurali e remote e invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle esigenze di questi gruppi, adattando i servizi e le misure di sostegno disponibili;

11.  invita ad adottare un approccio basato sui diritti, ancorato ai principi di non discriminazione e di uguaglianza, alle misure volte a contrastare le molteplici forme di discriminazione subite dai giovani durante la crisi COVID-19, e rammenta alla Commissione e agli Stati membri la necessità di un approccio speciale per sostenere e proteggere i gruppi vulnerabili, tra cui i giovani con disabilità, i giovani provenienti da contesti svantaggiati e a rischio di violenza domestica, i giovani migranti e rifugiati e i giovani membri della comunità LGTBIQ+; sottolinea l'importanza del libero accesso a informazioni di qualità sulla pandemia di COVID-19 nel suo complesso, adattate alle esigenze dei giovani;

12.  sottolinea che l'intero spettro delle attività sportive e di animazione socioeducativa è particolarmente a rischio in tutta Europa, con una conseguente riduzione dello spazio civico, ed esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure volte preservare le strutture e garantire la diversità dell'offerta nei settori della gioventù e dello sport; ricorda la necessità di coinvolgere da vicino le autorità locali, le organizzazioni della società civile e le parti sociali nell'attuazione di soluzioni concepite per sostenere i giovani e le loro organizzazioni, nonché le organizzazioni sportive; pone l'accento sull'importanza dello sport organizzato e dei gruppi giovanili ai fini della coesione sociale;

Sport

13.  esprime profonda preoccupazione per i possibili danni duraturi al settore sportivo, non solo in termini economici e occupazionali, ma anche dal punto di vista della società nel suo complesso;

14.  sottolinea che lo sport e l'esercizio fisico sono particolarmente importanti nelle circostanze dettate dalla pandemia, in quanto rafforzano la resilienza fisica e mentale; si compiace del fatto che, secondo i dati disponibili, il confinamento abbia indotto alcune persone a praticare con maggiore frequenza e in modo più attivo alcuni sport individuali; è preoccupato, d'altro canto, per la mancanza di attività fisica osservata tra molti giovani durante il confinamento e le possibili conseguenze per la salute pubblica;

15.  sottolinea la necessità di preservare e promuovere il modello europeo dello sport, in quanto la solidarietà, l'equità e un approccio basato sui valori saranno più importanti che mai per il rilancio del settore sportivo e la sopravvivenza dello sport di base;

16.  ricorda che lo sport promuove e insegna valori quali il rispetto e la comprensione reciproci, la solidarietà, la diversità, l'equità, la cooperazione e l'impegno civico e incentiva la coesione e l'integrazione di migranti e rifugiati; sottolinea che lo sport non conosce frontiere e unisce persone provenienti da contesti socioeconomici ed etnici differenti; ritiene che lo sport di base, in particolare, rivesta un ruolo fondamentale nella promozione dell'inclusione sociale delle persone con minori opportunità, delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili e delle persone con disabilità; invita la Commissione, in tal senso, a rafforzare l'inclusione attraverso lo sport e ad esplorare nuove possibilità per massimizzarne l'impatto e la portata; chiede di fornire maggiore sostegno alle famiglie a basso reddito al fine di consentire ai loro figli di partecipare alle attività sportive e ad altre attività ricreative;

17.  sottolinea che le persone con disabilità devono affrontare notevoli sfide finanziarie e organizzative per accedere allo sport, sia nell'ambito delle attività di base che a livello professionale, questione che è stata aggravata dalla pandemia di COVID-19, ed esorta pertanto la Commissione ad affrontare tale problema in modo specifico nella sua prossima strategia sulla disabilità;

18.  pone in evidenza che la pandemia di COVID-19 sta avendo conseguenze disastrose per l'intero settore sportivo a tutti i livelli, soprattutto per le organizzazioni e i club sportivi, le leghe, le palestre e i centri fitness, gli atleti, gli allenatori, il personale e le attività imprenditoriali legate allo sport, tra cui gli organizzatori di eventi sportivi e i media sportivi; ritiene che la strada verso la ripresa sia tortuosa e sottolinea la necessità di misure di sostegno mirate;

19.  è del parere che gli strumenti generali di ripresa introdotti dall'Unione in risposta alla crisi debbano contribuire a sostenere il settore dello sport nel breve termine ed esorta gli Stati membri a garantire che i fondi di sostegno nazionali, i fondi strutturali e piani nazionali di ripresa e resilienza apportino benefici al settore sportivo nonostante le sue caratteristiche e strutture organizzative specifiche;

20.  sottolinea l'importanza dei pacchetti di salvataggio rivolti a tutti gli sport; pone in evidenza che, sebbene gli sport che attraggono il maggior numero di spettatori siano spesso stati i più colpiti in termini finanziari, essi non dovrebbero essere gli unici sport ammissibili a ricevere gli aiuti finanziari, né si dovrebbe dar loro la priorità per tale motivo;

21.  ritiene che il sostegno finanziario esistente possa non essere sufficiente e invita la Commissione a valutare tutte le possibili soluzioni per offrire un ulteriore sostegno mirato sia agli sport dilettantistici che professionali, al fine di accrescere la redditività dell'intero settore;

22.  invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la ripresa e la resilienza nei confronti delle crisi del settore sportivo in generale, e dello sport di base in particolare, attraverso i programmi dell'UE disponibili a cui il settore può avere accesso, tra cui il programma Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà, e ad assicurare il pieno accesso dello sport allo strumento per la ripresa e la resilienza, al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo di coesione, al Fondo sociale europeo Plus e al programma EU4Health; sottolinea che l'integrazione dello sport nei rispettivi regolamenti e l'eliminazione di tutti gli ostacoli nel processo di attuazione a livello nazionale sono fondamentali in tal senso;

23.  invita la Commissione a valutare esaustivamente l'impatto economico e sociale della pandemia di COVID-19 sullo sport nei vari Stati membri e a mettere a punto, sulla base dei risultati di detta valutazione, un approccio europeo per far fronte alle sfide e mitigarne le possibili conseguenze;

24.  chiede lo scambio strutturato e sistematico di buone prassi tra gli Stati membri per quanto concerne la gestione degli effetti della crisi sullo sport, nonché un'analisi sistematica dei dati e delle informazioni relativi alla partecipazione sportiva e all'impatto della COVID-19; ritiene utile valutare l'elaborazione di nuove modalità per praticare sport in situazioni che richiedono un distanziamento fisico;

25.  è del parere che sia urgentemente necessaria un'ampia collaborazione intersettoriale per superare le sfide emerse nel settore dello sport a causa della pandemia di COVID-19; sottolinea, in tal senso, che la collaborazione a tutti i livelli, che includa tutti i soggetti coinvolti nello sport, il settore imprenditoriale legato allo sport e gli altri portatori di interesse pertinenti, dovrebbe essere ulteriormente incoraggiata;

26.  osserva che l'utilizzo di soluzioni digitali, come le applicazioni sportive, è aumentato durante la crisi; ritiene che l'ulteriore digitalizzazione del settore sportivo ne aumenterà la resilienza in eventuali crisi future; chiede lo sviluppo di strumenti digitali che consentano il finanziamento delle attività sportive nel corso della pandemia;

27.  invita la Commissione a coordinare tutte le misure adottate per far fronte alle conseguenze della pandemia di COVID-19 sullo sport in un piano d'azione specifico dell'UE;

28.  esorta il Consiglio, nel prossimo piano di lavoro dell'UE per lo sport, a dare priorità a misure e azioni volte ad aiutare il settore a far fronte alle conseguenze della pandemia nel breve e nel lungo termine;

29.  è del parere che, finché la situazione relativa alla pandemia continuerà ad evolversi, sarà necessario avviare un dialogo coordinato tra le federazioni sportive europee e internazionali, da un lato, e gli Stati membri, dall'altro, onde discutere delle possibilità disponibili per una continuazione sicura dei principali eventi e competizioni sportivi internazionali; esorta gli Stati membri e la Commissione ad adoperarsi a favore di un approccio coordinato per quanto riguarda la presenza negli stadi, le restrizioni di viaggio e i test per la COVID-19, al fine di consentire una pianificazione efficace e un'organizzazione responsabile delle competizioni sportive paneuropee;

30.  auspica misure volte a rafforzare la prevenzione del doping durante e dopo i blocchi legati alla COVID-19 per tutelare la salute degli atleti e promuovere una competizione equa nello sport europeo;

31.  è del parere che le varie discipline sportive siano state colpite in misura differente e che, all'interno di determinati sport, le società di minori dimensioni, le competizioni delle divisioni inferiori e le attività di base abbiano sofferto, in particolare a causa della loro dipendenza economica dai piccoli sponsor o dalle quote versate dagli atleti stessi; sottolinea che gli sport dilettantistici sono alla base dello sport professionistico, in quanto le piccole società che si occupano dello sport di base apportano un notevole contributo alla crescita dei giovani atleti e operano principalmente su base volontaria; sottolinea l'importanza della solidarietà all'interno della comunità sportiva europea tra le varie discipline sportive e all'interno delle stesse e auspica un maggiore sostegno agli sport minoritari e di base alla luce delle difficoltà economiche legate al mantenimento delle loro attività;

32.  pone in evidenza che le limitazioni imposte dalla pandemia di COVID-19 e la mancanza di possibilità sufficienti per continuare allenamenti regolari e praticare sport che richiedono un contatto fisico hanno pregiudicato il progresso e la crescita degli atleti; ritiene che gli organizzatori di eventi, gli allenatori e gli atleti stessi dovrebbero essere informati delle possibili implicazioni di un prolungato blocco dell'allenamento intensivo; chiede la cooperazione tra le società e le organizzazioni sportive a sostegno dei progetti e dei concetti incentrati sul recupero delle capacità perse;

33.  ritiene che le arene e gli stadi siano al centro del tessuto sociale dello sport e degli ecosistemi culturali delle nostre società; riconosce che consentire la riapertura di tali luoghi è fondamentale per la salute e il benessere dei nostri cittadini e per la ripresa economica, sia ora che in futuro;

o
o   o

34.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(2) Testi approvati, P9_TA(2020)0183.
(3) Testi approvati, P9_TA(2020)0239.
(4) Testi approvati, P9_TA(2020)0267.
(5) Testi approvati, P9_TA(2020)0282.
(6) Relazione mondiale, Youth & COVID-19: Impacts on jobs, education, rights and mental well-being (Giovani e COVID-19: effetti sull'occupazione, l'istruzione, i diritti e il benessere mentale), 11 agosto 2020.

Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2021Note legali - Informativa sulla privacy