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Procedura : 2019/2202(INI)
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A9-0219/2020

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PV 09/02/2021 - 13
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P9_TA(2021)0050

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Giovedì 11 febbraio 2021 - Bruxelles
Accordo di associazione tra l'UE e l'Ucraina
P9_TA-PROV(2021)0050A9-0219/2020

Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 febbraio 2021 sull'attuazione dell'accordo di associazione tra l'UE e l'Ucraina (2019/2202(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 8 e il titolo V, in particolare gli articoli 21, 22, 36, 37 e 49, del trattato sull'Unione europea (TUE), nonché la parte quinta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti l'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra, comprendente una zona di libero scambio globale e approfondito (AA/DCFTA), che è entrato in vigore il 1° settembre 2017, e la relativa agenda di associazione,

–  vista l'entrata in vigore, in data 11 giugno 2017, di un regime di esenzione dal visto per i cittadini dell'Ucraina, a seguito delle modifiche apportate dal Parlamento europeo e dal Consiglio al regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio,

–  visto il regolamento (UE) 2018/1806 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo(1),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina, in particolare quella del 12 dicembre 2018 sull'attuazione dell'accordo di associazione tra l'UE e l'Ucraina(2), e del 21 gennaio 2016 sugli accordi di associazione / le zone di libero scambio globali e approfondite con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina(3), nonché la sua raccomandazione del 19 giugno 2020 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sul partenariato orientale, in vista del vertice di giugno 2020(4),

–  viste le relazioni dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) sull'Ucraina, in particolare la 30ª relazione sulla situazione dei diritti umani in Ucraina del settembre 2020,

–  vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite del 19 giugno 2020 sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica autonoma di Crimea e nella città di Sebastopoli, Ucraina,

–  visto il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione e del Servizio europeo per l'azione esterna del 12 dicembre 2019 sulla relazione sull'attuazione dell'associazione in Ucraina (SWD(2019)0433),

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata a seguito del 22º vertice UE-Ucraina del 6 ottobre 2020,

–  viste le raccomandazioni e le attività dell'Assemblea parlamentare Euronest, del forum della società civile del partenariato orientale e di altri rappresentanti della società civile in Ucraina,

–  viste le dichiarazioni finali e le raccomandazioni formulate in occasione della riunione della commissione parlamentare di associazione UE-Ucraina del 19 dicembre 2019,

–  viste le conclusioni delle sue missioni di osservazione elettorale in occasione delle elezioni presidenziali ucraine del 31 marzo e del 21 aprile 2019 e delle elezioni parlamentari anticipate del 21 luglio 2019,

–  vista l'erogazione, in data 29 maggio 2020, di un prestito di 500 milioni di EUR all'Ucraina nell'ambito del quarto programma di assistenza macrofinanziaria (AMF) della Commissione,

–  visti i pacchetti di assistenza senza precedenti messi in atto dall'UE per aiutare i paesi vicini nella lotta contro la pandemia di COVID-19 e, in particolare, i prestiti a lungo termine da 1,2 miliardi di EUR messi a disposizione dell'Ucraina a condizioni molto favorevoli con decisione (UE) 2020/701 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 2020, sulla fornitura di assistenza macrofinanziaria ai partner dell'allargamento e del vicinato nel contesto della pandemia di COVID-19(5),

–  vista la dichiarazione congiunta della commissione NATO-Ucraina del 31 ottobre 2019,

–  viste la quinta relazione di monitoraggio per paese della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), pubblicata nel settembre 2017, e le conclusioni sull'Ucraina per quanto concerne lo stato di attuazione delle raccomandazioni del 2017, pubblicate nel giugno 2020,

–  viste la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri(6) sulle misure per combattere la discriminazione basata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere, e le norme adottate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa,

–  vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE, del 21 luglio 2019, sulle elezioni parlamentari anticipate in Ucraina,

–  vista la classifica del 2019 in base alla percezione della corruzione stilata da Transparency International, che assegna all'Ucraina il 126º posto su 180 paesi e territori valutati (il primo posto è il migliore),

–  viste la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali e la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, adottata il 5 novembre 1992,

–  visti il parere della Commissione di Venezia sulla legge sul sostegno al funzionamento della lingua ucraina quale lingua di Stato e il suo parere sulle disposizioni della legge sull'istruzione del 5 settembre 2017, concernente l'utilizzo della lingua di Stato, delle lingue minoritarie e di altre lingue nell'istruzione,

–  visto il parere della Commissione di Venezia, del 10 dicembre 2020, sulla Corte costituzionale dell'Ucraina,

–  visti l'articolo 54 del suo regolamento nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e) e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione ad elaborare relazioni di iniziativa,

–  visto il parere della commissione per il commercio internazionale,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0219/2020),

A.  considerando che l'AA/DCFTA costituisce il pilastro su cui poggiano le relazioni dell'Unione europea con l'Ucraina, basate sull'associazione politica e l'integrazione economica, e costituisce una tabella di marcia per le riforme, la cui piena attuazione dovrebbe essere considerata l'elemento che consente il continuo ravvicinamento all'Unione e porta a una graduale integrazione nel mercato interno dell'UE, nonché al pieno sfruttamento del potenziale e dei benefici dell'AA/DCFTA;

B.  considerando che l'Ucraina ha una prospettiva europea a norma dell'articolo 49 TUE e può chiedere di diventare membro dell'Unione a condizione che aderisca a tutti i criteri di Copenaghen e ai principi della democrazia, rispetti le libertà fondamentali e i diritti umani e delle minoranze e sostenga lo Stato di diritto;

C.  considerando che il 22º vertice UE-Ucraina ha riconosciuto le aspirazioni europee dell'Ucraina, ha accolto con favore la sua scelta europea, ha riconosciuto i notevoli progressi compiuti dall'Ucraina nel processo di riforma e ha lodato i risultati già conseguiti nell'attuazione dell'accordo di associazione e il successo della DCFTA;

D.  considerando che nel 2019 l'Ucraina ha attraversato un delicato periodo elettorale, sia a livello presidenziale che parlamentare, e che il modo in cui ha gestito i processi e il conseguente passaggio di potere pacifico e ordinato dovrebbe essere elogiato;

E.  considerando che le elezioni locali svolte in tutta la nazione il 25 ottobre 2020 rappresentano un altro banco di prova per lo stato della democrazia e un'opportunità di ulteriore consolidamento della stessa; che, in vista delle elezioni locali del 25 ottobre 2020, sono stati compiuti tentativi di modificare il codice elettorale durante lo svolgimento della campagna elettorale, e che la mancanza di misure chiare sulle modalità di risposta alla COVID-19 rimane un motivo di notevole preoccupazione, nell'ottica di adottare nuove norme per garantire una votazione sicura;

F.  considerando che la missione di osservazione elettorale limitata dell'ODIHR ha concluso che le elezioni locali ucraine, tenutesi il 25 ottobre 2020, hanno rivestito particolare importanza a seguito delle recenti riforme in materia di decentramento, con cui sono stati trasferiti poteri e risorse significativi ai governi locali, che il processo elettorale è stato complessivamente tranquillo, ben organizzato e trasparente, che le procedure sono state generalmente seguite e che, nel complesso, la commissione elettorale centrale dell'Ucraina ha rispettato tutte le scadenze legali e ha operato in modo imparziale, aperto e trasparente;

G.  considerando che la società civile e gli esperti elettorali hanno riferito che le organizzazioni dei partiti locali, i candidati e i membri delle commissioni elettorali non hanno avuto modo di prepararsi adeguatamente per la registrazione dei candidati, dato che il codice elettorale è stato adottato a ridosso del processo elettorale;

H.  considerando che l'introduzione di meccanismi di controllo dall'alto che adottano il principio del mandato imperativo e vincolano le liste di partito alla soglia minima di 10 000 votanti indebolisce il carattere democratico delle elezioni;

I.  considerando che la società civile ha criticato la decisione di non tenere le elezioni in 18 comunità locali nelle regioni controllate dal governo delle oblast di Donetsk e Luhansk senza che l'amministrazione civile-militare fornisse una chiara motivazione di tale decisione, privando di fatto del diritto di voto i circa 475 000 elettori che vivono in tali comunità;

J.  considerando che, in particolare durante il secondo semestre del 2019, per realizzare rapidamente la riforma promessa nel corso delle campagne elettorali, l'attività legislativa è stata portata avanti a ritmo particolarmente sostenuto, talvolta a scapito del controllo parlamentare, della trasparenza e della qualità della legislazione;

K.  considerando che, sebbene l'Ucraina abbia compiuto progressi sostanziali nell'attuazione degli impegni legati all'AA e all'integrazione con l'Unione, molte delle riforme avviate devono essere completate, in particolare nei settori dello Stato di diritto, della buona governance e della lotta alla corruzione; che, nonostante i notevoli progressi, la corruzione diffusa continua a ostacolare il processo di riforma dell'Ucraina; che la crisi costituzionale in atto rappresenta una minaccia per la capacità del presidente e della Verchovna Rada di attuare riforme; che gli oligarchi sembrano recuperare la loro influenza politica; che vanno ancora adottate alcune misure supplementari per evitare regressioni, prestando particolare attenzione al sistema giudiziario;

L.  considerando che il pieno potenziale delle riforme adottate non è stato ancora sfruttato a causa delle dinamiche del processo di riforma e delle sfide istituzionali correlate; che le riforme sono ostacolate anche dall'instabilità istituzionale e dalle contraddizioni interne, dalla mancanza di parametri di riferimento chiari, da deboli capacità, dalle risorse limitate e da fattori esterni come la pandemia di COVID-19, nonché dalla mancanza di determinazione politica ad accettare e garantire la piena indipendenza delle istituzioni giudiziarie ed economiche ed evitare un uso selettivo della giustizia;

M.  considerando che la dichiarazione congiunta della commissione NATO-Ucraina del 31 ottobre 2019 invita l'Ucraina ad ottemperare agli obblighi e agli impegni internazionali, a rispettare i diritti umani e delle minoranze e ad attuare pienamente le raccomandazioni e le conclusioni della Commissione di Venezia riguardo alla legge sull'istruzione;

N.  considerando che l'ultima relazione dell'OHCHR rileva l'assenza di progressi nei procedimenti penali relativi alle gravi violazioni dei diritti umani presumibilmente commesse da membri delle forze ucraine, nonché ritardi e progressi insufficienti nelle indagini sui reati di piazza Maidan;

O.  considerando che, secondo l'ultima relazione di Transparency International, la percezione della corruzione in Ucraina è scesa ai livelli del 2017;

P.  considerando che il sostegno alla modernizzazione, alla de-oligarchizzazione, alle riforme e alla lotta contro la corruzione è ancora molto elevato tra i cittadini ucraini e tali aspettative dovrebbero essere soddisfatte senza indugio;

Q.  considerando che prima dello scoppio della pandemia di COVID-19 l'economia ucraina aveva recuperato stabilità e aveva mostrato una crescita soddisfacente e un calo della disoccupazione, favoriti dai progressi compiuti nello sfruttamento del potenziale dell'AA/DCFTA;

R.  considerando che l'Ucraina deve mantenere la propria stabilità macroeconomica rispettando gli impegni assunti con il Fondo monetario internazionale e attuando tutte le politiche strutturali a medio termine concordate nell'ambito del programma di assistenza macrofinanziaria dell'UE, nonché garantendo che la Banca nazionale dell'Ucraina rimanga forte e indipendente;

S.  considerando che la crisi globale in corso richiede un approccio coordinato e pacchetti di misure di sostegno eccezionali; che qualsiasi misura di emergenza deve essere proporzionata e limitata nel tempo e deve rispettare le libertà fondamentali;

T.  considerando che l'UE è stata al fianco del popolo ucraino sin dall'inizio della pandemia di COVID-19, fornendo sostegno finanziario e materiale attraverso programmi bilaterali e regionali, come quelli che l'Unione ha messo a disposizione dell'Ucraina nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020;

U.  considerando che la pandemia di COVID-19 ha aggravato i problemi del sistema sanitario ucraino; che, sebbene il diritto ucraino preveda la gratuità dell'assistenza sanitaria, non è questa la realtà con cui molti cittadini del paese si confrontano quando necessitano di cure mediche a causa delle misure di riforma eccessivamente lunghe adottate dal ministero della Salute ucraino;

V.  considerando che, alla luce della pandemia di COVID-19, è ancora più importante che continuino a essere forniti aiuti umanitari e che la missione speciale di monitoraggio dell'OSCE, le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative e il Comitato internazionale della Croce Rossa possano accedere senza ostacoli alle zone non controllate dal governo;

W.  considerando che l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale, nonché la sua capacità di attuare le necessarie riforme economiche e sociali, sono ancora gravemente compromesse da campagne di disinformazione mirate, attacchi informatici e altre minacce ibride, nonché dal conflitto irrisolto nella parte orientale del paese, causato dall'attuale aggressione militare e occupazione russa di ampie porzioni delle oblast di Donetsk e Luhansk nonché dall'occupazione e annessione illegali in atto da parte della Russia della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli, circostanze che peggiorano la situazione dei diritti umani e rappresentano un ostacolo al consolidamento della prosperità, della stabilità e della crescita del paese;

X.  considerando che l'UE ha condannato fermamente l'aggressione russa in corso nei confronti dell'Ucraina, compresa l'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli, in violazione della sovranità e dell'integrità territoriale del paese, e ha definito e porterà avanti una politica di non riconoscimento di tali azioni e, in tale contesto, continua ad attuare misure restrittive nei confronti di persone ed entità coinvolte in tale violazione del diritto internazionale;

Y.  considerando che l'UE mantiene il proprio impegno nei confronti degli sforzi compiuti dal formato Normandia, dall'OSCE, dal gruppo di contatto tripartito e dalla missione speciale di monitoraggio dell'OSCE in Ucraina, ha lodato l'approccio costruttivo dell'Ucraina nel formato Normandia e nel gruppo di contatto tripartito e ha invitato la Russia a ricambiare;

Z.  considerando che il 17 luglio 2014 il volo MH17 della Malaysia Airlines tra Amsterdam e Kuala Lumpur è stato abbattuto mentre sorvolava l'oblast di Donetsk nel quadro degli sforzi compiuti dalla Russia per compromettere l'integrità territoriale dell'Ucraina, portando alla morte di tutti i 298 passeggeri e membri dell'equipaggio; che la squadra investigativa comune guidata dai Paesi Bassi ha confermato che il volo MH17 è stato abbattuto da un missile terra-aria Buk fornito dalla 53ª brigata antiaerea delle Forze terrestri russe, di stanza a Kursk;

AA.  considerando che, grazie alla cooperazione dell'Ucraina nell'ambito della squadra investigativa comune, il 9 marzo 2020 si è aperto, a norma del diritto neerlandese, un processo che coinvolge i quattro principali sospettati dell'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines; che il 10 luglio 2020 i Paesi Bassi hanno presentato un ricorso interstatale nei confronti della Federazione russa dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo alla luce del suo ruolo nell'abbattimento del volo MH17; che la Russia ha esercitato pressioni sull'Ucraina affinché nello scambio di detenuti tenutosi il 7 settembre 2019 venisse inclusa una quinta persona informata sui fatti, Volodymyr Tsemakh; che il 15 ottobre 2020 la Russia ha cessato unilateralmente di partecipare alle consultazioni trilaterali per l'accertamento della verità con l'Australia e i Paesi Bassi; che la Russia ha costantemente ostacolato tutti gli sforzi compiuti per assicurare i responsabili alla giustizia, rigettando tra l'altro le conclusioni tratte della squadra investigativa comune, promuovendo disinformazione in merito al volo MH17 ed esercitando il suo potere di veto in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per impedire l'istituzione di un tribunale internazionale;

AB.  considerando che l'UE ha condannato la Russia per aver cessato di cooperare in relazione al caso del volo MH17; che l'UE ha esortato vivamente la Russia a cooperare pienamente nelle indagini e nei procedimenti giudiziari relativi a tale volo;

AC.  considerando che, dallo scoppio del conflitto nell'Ucraina orientale, sono state uccise circa 13 000 persone, un quarto delle quali sono civili, e ne sono state ferite ben 30 000; che circa 1,5 milioni di cittadini ucraini sono dovuti fuggire dalle loro case a causa del conflitto armato con gruppi armati sostenuti dalla Russia; che la Russia e i suoi alleati hanno imprigionato centinaia di cittadini ucraini, mentre il luogo in cui si trovano molti altri loro connazionali resta tuttora sconosciuto; che il conflitto militare in corso ha provocato una crisi umanitaria con conseguenze devastanti per 4,4 milioni di persone, delle quali circa 1,5 milioni sono sfollati interni; che i 3,4 milioni di persone che vivono lungo la linea di contatto necessitano di assistenza umanitaria e protezione; che, a seguito di attacchi ai danni di infrastrutture pubbliche, le popolazioni locali hanno un accesso limitato alle strutture sanitarie, alle scuole, all'acqua e ai servizi igienico-sanitari;

AD.  considerando che la situazione dei diritti umani nelle zone occupate dell'est dell'Ucraina e nella penisola di Crimea occupata è notevolmente peggiorata, mentre le violazioni della libertà di parola, della libertà di religione, dei diritti di proprietà, le gravi restrizioni imposte ai diritti in materia di istruzione e ai diritti linguistici, gli abusi ai danni dei media e l'imposizione forzata della cittadinanza russa sono divenute prassi sistematiche e le libertà e i diritti umani fondamentali non sono garantiti; che le autorità autoproclamate della Crimea occupata continuano a vessare i tatari di Crimea, perseguendo decine di membri di tale comunità sulla base di false accuse di terrorismo; che il Centro per le libertà civili in Ucraina stima che almeno 94 cittadini ucraini siano stati perseguitati per motivi politici in Crimea o in Russia, 71 dei quali sono tatari di Crimea, tra cui Marlen Asanov, Memet Belyalov, Timur Ibragimov, Seyran Saliyev, Server Mustafayev, Server Zekiryayev ed Edem Smailov, cui nel settembre 2020 sono state inflitte pene detentive di durata compresa tra 13 e 19 anni;

AE.  considerando che l'Ucraina occupa il 96° posto nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo 2020; che l'Ucraina ha adottato una serie di riforme, compresa una legge sulla trasparenza della proprietà dei media, ma che sono necessari sforzi molto più consistenti per liberare i mezzi di informazione dal rigido controllo degli oligarchi, incoraggiare l'indipendenza editoriale e combattere l'impunità per i reati violenti nei confronti dei giornalisti;

AF.  considerando che il panorama dei mezzi di informazione in Ucraina continua a essere connotato dalla forte influenza esercitata dalla struttura oligarchica dei proprietari dei media, e che gli operatori dei media, in particolare i giornalisti che indagano su casi di corruzione e frode, sono costantemente esposti alla minaccia di violenze, intimidazioni e morte, come nel caso del giornalista Vadym Komarov nel 2019, mentre il loro lavoro è spesso ostacolato, tra l'altro, da un accesso limitato alle informazioni, da pressioni giuridiche, come nel caso del procedimento penale nei confronti del sito Bihus.info, e da attacchi informatici;

AG.  considerando che in Ucraina si registra un problema significativo in termini di disparità di genere; che l'uguaglianza dinanzi alla legge non implica un'effettiva parità e che nella pratica le donne continuano a incontrare notevoli ostacoli, in particolare sul luogo di lavoro; che, nell'indice globale sul divario di genere elaborato nel 2018 dal Forum economico mondiale, l'Ucraina si colloca al 65º posto su 149 paesi; che, secondo l'indicatore delle disparità di reddito in Ucraina, per ogni 100 USD del reddito percepito dagli uomini, le donne guadagnano solo 63,1 USD;

AH.  considerando che le persone LGBTI e gli attivisti femministi continuano a essere vittime di incitamento all'odio e attacchi violenti e che i rom sono vittime di un linguaggio discriminatorio e di discorsi di incitamento all'odio da parte delle autorità statali e locali e dei media;

AI.  considerando che le autorità di contrasto si sono rifiutate in numerose occasioni di avviare indagini in relazione a denunce di reati generati dall'odio o discorsi di incitamento all'odio presentate da persone LGBT, in particolare manifestanti dei Pride, a causa dell'assenza, nel codice penale, di norme che dispongano il perseguimento dei reati di incitamento all'odio o di violenza fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere; che l'ECRI ha raccomandato la modifica del codice penale al fine di contemplare tali motivi e considerarli circostanze aggravanti;

AJ.  considerando che il Parlamento riconosce la leadership e la volontà politica delle autorità ucraine di fornire una protezione sufficiente ai Pride nazionali; che l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio nei confronti delle persone LGBTI continuano tuttavia a essere diffusi e che la protezione della polizia non è sempre garantita, come dimostrato dai violenti attacchi verificatisi durante il Pride di Kiev, in occasione del quale i manifestanti non hanno potuto esercitare pienamente il loro diritto universale alla libertà di riunione pacifica al riparo dalla violenza;

AK.  considerando che l'AA/DCFTA perseguiva l'obiettivo di ravvicinare il diritto nazionale dell'Ucraina e le sue norme nazionali a quelli dell'UE, anche in ambito sociale; che, nonostante gli impegni assunti, l'attuazione dell'AA/DCFTA in ambito sociale rimane insoddisfacente; che l'Ucraina ha ratificato i principali strumenti internazionali, ma continua a non attuarli;

AL.  considerando che, nonostante gli obblighi derivanti dall'AA e i numerosi appelli rivolti dai sindacati al governo affinché vengano attuate le misure necessarie a far progredire il dialogo sociale, il concetto di consultazione tripartita rimane fondamentalmente disapplicato; che, dopo oltre un decennio dalla sua istituzione, il Consiglio sociale ed economico tripartito nazionale rimane debole e inefficace, privo di alcuna reale influenza sul dialogo sociale e costantemente afflitto da carenze di personale e incoerenze nel coordinamento delle proprie attività; che nel 2019 solo un terzo dei 177 sindacati totalmente ucraini registrati dal ministero della Giustizia ha avuto l'opportunità di partecipare alla contrattazione collettiva;

Valori comuni e principi generali

1.  osserva che l'AA/DCFTA rappresenta un riflesso dell'ambizione condivisa di UE e Ucraina di avanzare verso un'associazione politica e un'integrazione economica, che può fungere da progetto di riforma, e ne sottolinea l'enorme importanza, soprattutto nell'attuale periodo eccezionale; esorta ad attuare pienamente l'accordo e a sfruttarne il potenziale; esorta inoltre le autorità ucraine a dare priorità alla sua attuazione nella loro agenda, nonostante le sfide poste dalla pandemia di COVID-19; sottolinea che l'assistenza dell'UE all'Ucraina è soggetta a una rigorosa condizionalità e ribadisce la necessità che l'Ucraina dimostri un rinnovato impegno a favore delle riforme e del rispetto dei principi dell'Unione; ricorda la necessità di aggiornare l'AA/DCFTA per tenere debitamente conto dell'evoluzione dei quadri normativi e delle necessità di sviluppo economico nonché per rafforzare i meccanismi di monitoraggio; raccomanda all'UE e all'Ucraina di cogliere l'occasione offerta dalla prossima revisione periodica del conseguimento degli obiettivi dell'AA, al fine di valutare la possibilità di aggiornare gli elementi commerciali e settoriali;

2.  accoglie favorevolmente i pacchetti di aiuti senza precedenti, compresa l'assistenza macrofinanziaria, che l'Unione ha messo a disposizione dell'Ucraina nel quadro di Team Europa per aiutare i paesi partner ad affrontare l'emergenza della COVID-19; osserva che si tratta di una dimostrazione cruciale della solidarietà dell'UE in un periodo di crisi senza precedenti; invita le autorità ucraine a creare un clima favorevole agli investimenti e ad attuare rapidamente le condizioni concordate per l'erogazione dell'assistenza macrofinanziaria dell'UE stabilite nel protocollo d'intesa; ricorda al governo ucraino che l'erogazione, nel dicembre 2020, della prima tranche dell'assistenza macrofinanziaria dell'UE, pari a un importo di 600 milioni di EUR su un totale di 1,2 miliardi di EUR, senza condizioni politiche specifiche, costituisce un'eccezione una tantum ascrivibile alla natura emergenziale di tale sostegno e non deve essere utilizzata impropriamente per fare un passo indietro rispetto alle riforme concordate;

3.  si compiace che le missioni di osservazione elettorale dell'OSCE /ODIHR, con la partecipazione del Parlamento europeo, abbiano valutato le elezioni presidenziali e parlamentari del 2019 nel complesso come competitive, ben amministrate e gestite in modo efficiente, il che conferma l'adesione dell'Ucraina ai valori democratici dell'Unione ed è particolarmente degno di nota alla luce degli attuali tentativi russi di destabilizzare l'Ucraina; esorta le autorità ucraine a far fronte alle carenze individuate nelle dichiarazioni dei capi delle delegazioni del Parlamento europeo e a seguire le raccomandazioni contenute nelle relazioni finali delle missioni di osservazione elettorale dell'OSCE/ODIHR; continua a vigilare sulla misura in cui sono rispettate le norme democratiche concernenti l'organizzazione di elezioni libere ed eque in Ucraina, dopo che il paese ha tenuto le prime elezioni locali dall'auspicata riforma di decentramento; invita il governo ucraino a garantire campagne elettorali libere ed eque, nell'ambito delle quali non sia fatto ricorso a modalità di finanziamento improprie né vi sia spazio per i voti di scambio; sottolinea che il processo elettorale e le procedure di voto nel giorno delle elezioni dovrebbero assicurare le norme di sicurezza più rigorose e prevedere misure di sicurezza specifiche per prevenire la diffusione della COVID-19; osserva che, durante le elezioni parlamentari anticipate tenutesi nel 2019 in Ucraina, i confini dei collegi elettorali uninominali sono stati stabiliti in modo non favorevole alla rappresentanza delle minoranze nazionali; osserva che in alcune regioni come la Transcarpazia sono stati osservati abusi elettorali, come la presentazione di candidati "cloni", il che ha ridotto le possibilità dei membri della minoranza ungherese di essere eletti in parlamento;

4.  accoglie favorevolmente il nuovo codice elettorale adottato nel dicembre 2019, comprese le relative disposizioni sui diritti degli sfollati interni; ricorda tuttavia che le continue modifiche al codice elettorale durante lo svolgimento di un'elezione sono in contrasto con le raccomandazioni della Commissione di Venezia, sono causa di incertezza giuridica e incidono negativamente sull'attività delle commissioni elettorali; esorta l'Ucraina a far ulteriormente fronte alle campagne illegali, ai voti di scambio, all'uso improprio delle risorse amministrative e all'incertezza giuridica che circonda le campagne sui social media;

5.  insiste sulla necessità di migliorare il codice elettorale e di allinearlo alle norme internazionali al fine di affrontare questioni quali le campagne sui social media, la trasparenza della spesa per le campagne e l'accesso dei candidati indipendenti al processo elettorale; sottolinea inoltre, per quanto riguarda le elezioni locali, l'importanza di eliminare gli ostacoli burocratici che gli sfollati interni incontrano per iscriversi alle liste elettorali, di fissare un finanziamento massimo per le campagne elettorali e di consentire la partecipazione di singoli candidati, riconsiderando tra l'altro il piano di introdurre una cauzione pecuniaria per i candidati nelle piccole comunità;

Riforme e quadro istituzionale

6.  sottolinea l'importanza delle riforme a favore della democrazia e della fiducia nelle istituzioni come meccanismo di sicurezza più efficiente; invita la Commissione a utilizzare i meccanismi esistenti per agevolare e sostenere l'attuazione delle riforme da parte dell'Ucraina; suggerisce di mettere a punto e attuare, in stretta cooperazione con la società civile, meccanismi qualitativi e quantitativi per monitorare l'attuazione delle riforme da parte dell'Ucraina, inclusi parametri di riferimento, raccomandazioni e principi di condizionalità chiari da utilizzare per migliorare la metodologia delle relazioni annuali di attuazione, che dovrebbero diventare efficaci strumenti di orientamento delle riforme;

7.  sottolinea la necessità di migliorare i meccanismi di orientamento e rendicontazione per la valutazione dei progressi compiuti dall'Ucraina, in particolare per quanto riguarda le riforme nei settori della giustizia, della lotta alla corruzione, delle imprese di proprietà dello Stato, del governo societario e dell'energia, che sarebbero collegati al sostegno economico e agli investimenti;

8.  raccomanda di incentrare gli sforzi politici, il sostegno finanziario e l'assistenza tecnica su un numero limitato di priorità, al fine di sviluppare efficacemente le capacità istituzionali necessarie a garantire il successo a lungo termine delle riforme, non solo nella legislazione ma anche nella pratica; sostiene il rafforzamento della cooperazione settoriale tra l'UE e l'Ucraina in settori prioritari quali l'economia digitale, l'energia, i cambiamenti climatici e il commercio; accoglie con favore le ambizioni dell'Ucraina in materia di ravvicinamento alle politiche dell'UE riguardanti il mercato unico digitale e il Green Deal europeo attraverso l'attuazione dell'acquis pertinente;

9.  riconosce lo status di partner associato dell'Ucraina e degli altri firmatari degli accordi di associazione e delle DCFTA e chiede un dialogo politico rafforzato con tali paesi per far progredire ulteriormente l'integrazione economica e l'armonizzazione legislativa; invita l'UE, conformemente al principio "più progressi, più aiuti", a considerare la possibilità di definire per i tre paesi associati, compresa l'Ucraina, una strategia di cooperazione rafforzata in materia di riforme e investimenti, che sarebbe soggetta a condizioni in settori quali, a titolo non esclusivo, lo sviluppo delle capacità di investimento, i trasporti, l'energia, la giustizia e l'economia digitale, e che aprirebbe la strada a un'ambiziosa agenda di integrazione nell'UE; invita la Commissione a presentare per l'Ucraina e gli altri paesi associati all'UE, in coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali, una proposta economica e di investimento dettagliata, soggetta a condizioni e su misura nel contesto della gestione delle conseguenze della pandemia di COVID-19 entro la fine del 2020; invita inoltre le istituzioni dell'Unione ad esaminare la possibilità di coinvolgere in qualità di osservatori l'Ucraina e gli altri paesi associati nelle attività dei comitati istituiti a norma dell'articolo 291 TFUE e del regolamento (UE) n. 182/2011(7), nonché nelle riunioni dei gruppi di lavoro e dei comitati del Consiglio, per dimostrare l'impegno dell'UE a favore di un'ulteriore integrazione e per rafforzare l'orientamento alle riforme e le competenze amministrative dei paesi;

10.  sostiene la revisione globale dell'AA/DCFTA in linea con le disposizioni dell'accordo e al fine di sfruttare appieno il suo potenziale di associazione politica e integrazione economica, compresa una maggiore integrazione settoriale dell'Ucraina con l'UE;

11.  invita la Commissione a migliorare i settori trascurati degli AA/DCFTA, con riferimento a importanti ambiti politici, come l'integrazione della dimensione di genere e la gestione delle crisi sanitarie, nonché a garantire che non siano in contrasto con l'imperativo dell'azione per l'ambiente e il clima o le iniziative previste dal Green Deal europeo;

12.  invita la Commissione a sostenere gli investimenti nei settori con potenzialità di sviluppo, crescita e competitività nell'UE e che potrebbero promuovere ulteriormente la diversificazione economica, quali l'energia sostenibile e il clima, il mercato unico digitale e la cibersicurezza nonché i trasporti;

13.  accoglie con favore i progressi compiuti dall'Ucraina nell'adempimento degli impegni del paese sanciti nell'accordo di associazione, in particolare nei settori dell'agricoltura, dell'energia, delle banche, del decentramento, dell'economia digitale, dell'ambiente e delle procedure elettorali; osserva tuttavia che, secondo il meccanismo di revisione dell'accordo di associazione ("Pulse of the agreement"), solo il 37 % dei compiti legati all'attuazione dell'AA è stato portato a termine nel 2019 (in calo rispetto al 52 % del 2018); prende atto dei tentativi compiuti nel secondo semestre del 2019 per accelerare il ritmo delle riforme, esorta tuttavia le istituzioni ucraine a non privilegiare la rapidità del processo legislativo rispetto alla qualità della legislazione adottata, e sottolinea l'importanza che essa continui a onorare i propri impegni;

14.  sottolinea, a tale proposito, che l'Ucraina non dovrebbe sottovalutare il fatto che il livello del sostegno politico, tecnico e finanziario che riceverà dall'UE dipenderà dalla misura in cui rispetterà gli impegni assunti nei confronti dell'Unione e dei suoi Stati membri, specialmente in relazione al processo di riforma, al rispetto dei diritti umani, delle minoranze e delle libertà fondamentali e alla creazione di uno Stato di diritto autentico ed efficace;

15.  accoglie favorevolmente la tabella di marcia congiunta tra governo e parlamento adottata nel 2018 e la creazione di una piattaforma comune per l'integrazione europea nel novembre 2019 e auspica che tali iniziative si traducano in un coordinamento rafforzato tra le varie istituzioni coinvolte nella progettazione, nell'adozione e nell'attuazione delle riforme; incoraggia il parlamento e il governo dell'Ucraina a utilizzare tale strumento in modo più efficiente e a rivedere la loro cooperazione in relazione all'attuazione degli impegni sanciti nell'accordo di associazione e al ravvicinamento della legislazione, nell'ottica di massimizzare le sinergie, in particolare per quanto riguarda le competenze in materia di legislazione dell'UE e valutazioni di conformità;

16.  elogia l'Ucraina per i progressi compiuti nella riforma della pubblica amministrazione e sottolinea l'importanza di non rallentare nel compimento di ulteriori progressi e di assoggettare quanto prima eventuali nomine temporanee durante il periodo della pandemia di COVID-19 a procedure di assunzione basate sul merito; è consapevole della notevole sfida che ciò rappresenta per la governance, le istituzioni e la pubblica amministrazione in Ucraina e incoraggia la Commissione a fornire un adeguato sostegno tecnico e finanziario;

17.  si compiace dei risultati della riforma per il decentramento e il trasferimento di poteri ai comuni avviata nel 2014, che si è dimostrata una delle riforme più riuscite sinora; prende atto del sostegno del progetto U-LEAD, che ha portato alla formazione di quasi 1 000 comunità locali accorpate volontariamente, costituite da circa 11,7 milioni di cittadini; valuta positivamente le misure adottate finora per decentrare l'autorità pubblica e le finanze pubbliche attraverso un pacchetto di atti giuridici e la loro attuazione pratica; invita la Commissione a esaminare attentamente i dettagli della riforma di decentramento e a utilizzarla potenzialmente come un esempio positivo che altri paesi possono analizzare;

18.  esorta l'Ucraina a portare a termine la riforma per il decentramento nell'ambito di un dialogo ampio e aperto, in particolare con le amministrazioni locali autonome e le loro associazioni, con l'obiettivo di aumentare l'autonomia e le competenze delle amministrazioni locali e di incoraggiare scambi regolari tra il governo centrale e le associazioni nazionali delle amministrazioni locali e regionali in merito a qualsiasi politica che possa avere un impatto territoriale;

19.  plaude all'organizzazione del primo turno delle elezioni locali il 25 ottobre 2020, in cui si è registrata un'affluenza alle urne superiore al 36 %, che sono state libere ed eque ma accompagnate da una consultazione pubblica parallela che, secondo l'OSCE/ODIHR, ha creato un indebito vantaggio politico e ha offuscato la separazione tra Stato e partito; invita le autorità statali a rispettare l'autonomia delle amministrazioni locali autonome e a sostenere le capacità amministrative dei comuni e delle città; chiede l'introduzione del concetto di entità pubblica territoriale come persona giuridica, che rappresenta la prassi consolidata nell'Unione europea ed è riconosciuta nella Carta europea dell'autonomia locale; si compiace della modifica della legislazione in materia di bilancio, che prevede la garanzia di una quota del 60 % dell'imposta locale sul reddito delle persone fisiche quale contributo necessario alla solidità delle finanze pubbliche a livello locale; mette in guardia contro la creazione di strutture parallele a livello locale che potrebbero dar luogo a conflitti in materia di competenze, suggerisce invece di prendere in considerazione l'attribuzione di doppie competenze ai funzionari pubblici, che assumerebbero competenze locali e fungerebbero al tempo stesso da autorità statale di rango inferiore; prende atto della risoluzione della Verchovna Rada del 17 luglio 2020 sulla formazione e la liquidazione dei rajon, in base alla quale le disposizioni relative al consolidamento dei rajon saranno di norma applicabili anche ai territori della Crimea e ai distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk attualmente non controllati dal governo dell'Ucraina;

Cooperazione nel settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC)

20.  prende atto dell'esperienza e delle competenze uniche dell'Ucraina e accoglie con favore la partecipazione dell'Ucraina alle missioni, ai gruppi tattici e alle operazioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), i suoi contributi ai gruppi tattici dell'UE, il suo crescente allineamento alle dichiarazioni dell'Unione su questioni internazionali e regionali nonché i suoi contributi, e si congratula con l'Ucraina per il suo nuovo status di partner della NATO con opportunità avanzate;

21.  accoglie con favore i positivi progressi compiuti nel settore della cooperazione scientifica e tecnologica, compresa l'industria spaziale, e nel settore della difesa, in particolare la convergenza nei segmenti operativi, educativi e istituzionali, nonché nell'attuazione dei cambiamenti interni necessari in tali settori; si compiace della volontà dell'Ucraina di partecipare a Orizzonte Europa, il programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE e ai programmi di ricerca dell'Agenzia spaziale europea (ESA); prende atto della proficua cooperazione tra il ministero della Difesa dell'Ucraina e l'Agenzia europea per la difesa (AED) e ne incoraggia l'ulteriore sviluppo; invita l'UE e l'Ucraina a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa, prestando particolare attenzione al conflitto nell'Ucraina orientale e ai tentativi della Russia di minare la sovranità dell'Ucraina e di violare la sua integrità territoriale, attraverso la riconciliazione, la cooperazione nel settore della sicurezza informatica e la lotta alla disinformazione, nonché adoperandosi per rafforzare la resilienza delle famiglie, delle comunità e delle istituzioni statali;

22.  sostiene l'eventuale partecipazione dell'Ucraina a progetti selezionati della PESDC, compresa la cooperazione con l'AED e, in particolare, la cooperazione strutturata permanente (PESCO), a condizione che soddisfi un insieme concordato di condizioni politiche, sostanziali e giuridiche, analogamente ad altri paesi terzi; accoglie con favore la recente decisione dell'UE di invitare l'Ucraina a partecipare all'operazione ALTHEA dell'UE in Bosnia-Erzegovina e incoraggia entrambe le parti – l'UE e l'Ucraina – a continuare ad ampliare la partecipazione dell'Ucraina alle missioni e operazioni dell'Unione europea;

23.  si compiace della cooperazione rafforzata tra le autorità ucraine e i settori pubblico e privato europei al fine di combattere le minacce ibride, provenienti principalmente dalla Russia e volte tra l'altro a diffondere informazioni false, incitare alla violenza e promuovere sentimenti antigovernativi e antieuropei; ritiene tempestivo e opportuno che l'UE e l'Ucraina avviino quanto prima un dialogo su questioni informatiche e sostiene l'idea di ampliare la portata del dialogo sulla sicurezza e la difesa al fine di reagire adeguatamente alle minacce attuali e future, in particolare in linea con la strategia globale dell'UE in materia di sicurezza;

Integrità territoriale e sovranità dell'Ucraina

24.  ribadisce il fermo sostegno e l'impegno dell'Unione a favore dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale, nonché il suo sostegno a sanzioni coordinate a livello internazionale nei confronti del governo e degli agenti russi che compromettono la sovranità e l'integrità territoriale del paese, fino a quando non saranno soddisfatte tutte le condizioni pertinenti per la revoca delle sanzioni, tra cui la piena attuazione degli accordi di Minsk e il ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale;

25.  continua a condannare l'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli e l'occupazione di fatto di talune zone di Donetsk e Luhansk; invita la Federazione russa a rispettare i suoi obblighi internazionali, a ritirare le sue forze militari dal territorio dell'Ucraina e ad attuare pienamente le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sull'integrità territoriale dell'Ucraina e sulla Crimea e Sebastopoli;

26.  sottolinea che qualsiasi accordo con la Federazione russa deve rispettare la piena attuazione degli accordi di Minsk e l'attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite sullo status della Crimea e il rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina da parte della Federazione russa;

27.  si compiace della ripresa dei colloqui di pace nel quadro del quartetto Normandia il 9 dicembre 2019 a Parigi dopo uno stallo di tre anni; esorta tutte le parti ad aderire all'accordo di cessate il fuoco; sottolinea l'importanza di individuare ulteriori aree di disimpegno, di attività di sminamento e di aprire punti di controllo lungo la linea di contatto, e invita la Russia a esercitare la sua influenza determinante sulle formazioni armate da essa sostenute ai fini del rispetto e della piena attuazione degli impegni assunti nel quadro degli accordi di Minsk e delle recenti riunioni del quartetto Normandia e del gruppo di contatto tripartito; ribadisce che, come convenuto a Minsk e nella cosiddetta formula Steinmeier, le elezioni locali nelle zone occupate dell'Ucraina orientale devono essere condotte conformemente alla legislazione ucraina e sotto la supervisione dell'OSCE; sottolinea che l'attuale situazione non soddisfa le condizioni per elezioni libere ed eque a Donetsk e Luhansk; accoglie con favore l'annullamento del progetto di coinvolgere i separatisti sostenuti dalla Russia nei colloqui del gruppo di contatto tripartito; deplora le osservazioni formulate da membri di alto livello della delegazione ucraina in seno al gruppo di contatto tripartito che negano il coinvolgimento militare della Russia nel conflitto nella regione del Donbas;

28.  condanna fermamente le azioni destabilizzanti e il coinvolgimento militare della Russia in Ucraina; esprime preoccupazione per l'attuale consolidamento, da parte della Russia, di strutture e impianti militari nella penisola di Crimea, tra cui ben oltre 30 000 soldati, nuovi sistemi missilistici terra-aria e terra-terra, sottomarini a capacità nucleare e bombardieri strategici; condanna le azioni illegali della Russia volte ad assumere il controllo dello stretto di Kerch, in quanto costituiscono una violazione del diritto marittimo internazionale e degli impegni internazionali della Russia, in particolare la costruzione del ponte di Kerch e del relativo collegamento ferroviario senza il consenso dell'Ucraina, la posa di cavi sottomarini nonché la chiusura e la militarizzazione del Mare di Azov, che ostacolano gravemente le attività economiche dell'Ucraina; invita la Federazione russa a garantire un passaggio libero e senza restrizioni da e verso il Mare di Azov, in linea con il diritto internazionale, e l'accesso ai territori ucraini occupati del Donbas e all'annessa Crimea per le organizzazioni non governative internazionali e le organizzazioni umanitarie internazionali; ricorda, in tale contesto, che il regime russo di ispezione marittima, istituito nel 2018 e applicato a tutte le navi che attraversano lo stretto di Kerch, controllato dalla Russia, in rotta verso il Mar di Azov, continua ad avere conseguenze economiche negative per la regione; chiede il rilascio di tutti i prigionieri politici ucraini e di tutti i prigionieri di guerra in Russia, Crimea e nelle zone del Donbas non controllate dal governo ucraino; esprime tuttavia preoccupazione per l'inclusione forzata dei cittadini russi sospettati di essere coinvolti nell'abbattimento del volo MH17 della Malaysian Airlines nello scambio di detenuti tra l'Ucraina e la Russia;

29.  sottolinea la necessità di una soluzione politica al conflitto nell'Ucraina orientale; chiede alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) di intensificare i loro sforzi a favore della risoluzione pacifica del conflitto, sostenendo gli sforzi di tutte le parti coinvolte nel processo di pace, nonché aumentando le misure volte a rafforzare la fiducia e sostenendo un mandato ai fini dello schieramento di una missione delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace in tutto il territorio occupato dell'Ucraina; chiede che, non appena la situazione lo consentirà e nel quadro della piena attuazione degli accordi di Minsk, sia messa a disposizione delle parti coinvolte nel conflitto una missione civile in ambito PSDC guidata dall'UE, onde fornire assistenza nello svolgimento di compiti quali lo sminamento, la preparazione delle elezioni locali e la garanzia del libero accesso per le organizzazioni che forniscono aiuti umanitari; invita parallelamente le istituzioni dell'UE ad essere pronte a rafforzare le sanzioni nei confronti della Russia qualora la situazione lo richieda, anche nel caso in cui la Russia non ottemperi ai suoi obblighi derivanti dal protocollo di Minsk, in particolare per quanto riguarda le questioni di sicurezza;

30.  esorta l'Ucraina a rispettare i suoi impegni in materia di riforma dei controlli statali delle esportazioni conformemente ai requisiti e alle norme dell'UE e per quanto riguarda l'attuazione di una politica coerente e sistematica in materia di sanzioni; invita il SEAE e la Commissione a monitorare meglio l'attuazione delle sanzioni dell'UE, anche attraverso una migliore supervisione delle attività delle autorità degli Stati membri incaricate di attuare le norme comuni dell'UE;

31.  invita il SEAE a far sì che l'UE, rappresentata dal vicepresidente della Commissione europea/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), svolga un ruolo più attivo nella risoluzione pacifica del conflitto in corso nell'Ucraina orientale, anche nel quadro del quartetto Normandia; raccomanda di valutare la possibilità di nominare un inviato speciale dell'UE per la Crimea e la regione del Donbas;

32.  ribadisce la propria richiesta riguardo a un formato negoziale internazionale per la cessazione dell'occupazione della penisola di Crimea con la partecipazione attiva dell'UE; invita il VP/AR, la Commissione e gli Stati membri a fornire tutto il sostegno necessario ai fini dell'istituzione di una piattaforma internazionale per la Crimea, che consentirebbe di coordinare, formalizzare e sistematizzare gli sforzi volti a ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina; ritiene importante coinvolgere il Mejlis del popolo tataro di Crimea, unico organismo rappresentativo riconosciuto a livello internazionale dei tatari di Crimea, nelle attività di tale piattaforma;

33.  ricorda, nel frattempo, che in virtù del diritto internazionale umanitario, la Federazione russa, in quanto Stato occupante, ha la piena responsabilità di soddisfare le esigenze della popolazione della penisola di Crimea temporaneamente occupata, anche per quanto riguarda il suo approvvigionamento idrico; rileva, altresì, che a norma della quarta Convenzione di Ginevra, di cui la Russia è parte, una potenza occupante non può obbligare i residenti del territorio occupato a prestare servizio nelle sue forze armate o ausiliarie;

34.  condanna la Federazione russa per aver insediato cittadini russi nella Crimea occupata e nei territori di Donetsk e Luhansk, turbando in tal modo l'equilibrio tra i titolari di passaporti russi e gli ucraini, il continuo rilascio di passaporti russi ai residenti dei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina, in violazione della sovranità del paese e in contrapposizione agli obiettivi e alle disposizioni degli accordi di Minsk, nonché i suoi tentativi di organizzare elezioni locali nella Repubblica autonoma di Crimea in Ucraina il 13 settembre 2020; afferma che l'elezione del governatore di Sebastopoli è stata illegale e ha violato il diritto internazionale, così come il voto per i rappresentanti al cosiddetto Consiglio di Stato della "Repubblica di Crimea", alla cosiddetta Assemblea legislativa della città di Sinferopoli e al cosiddetto Consiglio rurale della regione di Razdolno; invita l'UE a imporre sanzioni ai responsabili dell'organizzazione e dello svolgimento delle votazioni; deplora le azioni intraprese dalla Russia per reclutare giovani uomini nella Crimea occupata affinché prestino servizio nelle forze armate russe, l'85 % dei quali è stato inviato in servizio nella Federazione russa; invita la Russia a porre fine al reclutamento di persone in Crimea e a rispettare pienamente gli obblighi a essa incombenti a norma delle Convenzioni di Ginevra;

35.  sostiene pienamente tutti gli sforzi volti a ottenere giustizia per tutte le 298 vittime dell'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines per mezzo di un missile terra-aria fornito dalla Russia e per i loro familiari, anche per quanto riguarda i procedimenti penali a norma del diritto neerlandese e con il sostegno della comunità internazionale nei confronti di quattro indiziati e il procedimento avviato contro la Russia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo; elogia l'Ucraina per la sua costante collaborazione nell'ambito della squadra investigativa comune per accertare la verità, identificare i sospettati e consegnare i responsabili alla giustizia; condanna il recesso unilaterale della Russia dalle consultazioni trilaterali per l'accertamento della verità con l'Australia e i Paesi Bassi; invita la Russia a collaborare pienamente a tutti gli sforzi in atto per accertare la responsabilità di qualsiasi persona o entità coinvolta nell'abbattimento del volo MH17, riprendendo tra l'altro il dialogo per l'accertamento della verità con l'Australia e i Paesi Bassi, garantendo la propria cooperazione in relazione al ricorso interstatale in merito presentato dai Paesi Bassi nei confronti della Russia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo ed estradando Volodymyr Tsemakh nei Paesi Bassi; esorta la Russia a smettere di promuovere la disinformazione in relazione al volo MH17;

36.  invita l'Ucraina ad assistere il governo centrale moldovo nei suoi sforzi volti a riottenere il controllo della Transnistria in virtù dell'integrità territoriale della Moldova;

37.  prende atto dell'adozione della legge sulla sicurezza nazionale nel giugno 2018 e della legge relativa agli appalti nel settore della difesa e all'intelligence nel 2020; sollecita tuttavia l'adozione di una legislazione supplementare volta a limitare le competenze del servizio di sicurezza ucraino (SSU) al fine di trasformarlo in un'agenzia incaricata unicamente delle attività di intelligence controinformativa e antiterrorismo e a sottoporre l'intero settore della sicurezza al controllo parlamentare;

Giustizia, libertà, sicurezza e lotta alla corruzione

38.  ribadisce che il conseguimento di risultati tangibili nella lotta alla corruzione è essenziale per mantenere tra i cittadini un elevato livello di sostegno nei confronti del processo di riforma, per migliorare il contesto imprenditoriale e per attrarre investimenti esteri diretti; incoraggia le autorità ucraine a compiere ulteriori progressi in materia di riforme, in particolare nel settore dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione, e a garantire l'indipendenza e il proseguimento dell'attività delle istituzioni chiave in materia di lotta alla corruzione; plaude, a tale riguardo, alla ricostituzione dell'Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione e all'entrata in vigore delle nuove leggi sull'arricchimento illecito e sugli informatori nel gennaio 2020, nonché all'avvio delle attività dell'Alta Corte anticorruzione nel settembre 2019;

39.  esprime tuttavia preoccupazione per l'esito della sentenza della Corte costituzionale del 27 ottobre 2020, che ha creato un vuoto giuridico nell'architettura anticorruzione ucraina e ha gravemente indebolito l'Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione; riconosce gli sforzi attivi avviati dal Presidente Zelenskyy e intrapresi dalle parti interessate politiche per ripristinare la legislazione e la credibilità dell'architettura anticorruzione ucraina; esorta le autorità ucraine a portare avanti i loro sforzi per ripristinare un'architettura istituzionale pienamente operativa, efficace e globale per combattere la corruzione, anche nella magistratura, preservando nel contempo pienamente l'indipendenza di quest'ultima dai poteri esecutivo e legislativo; sottolinea che un'Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione dotata di tutti i poteri necessari svolge un ruolo cruciale in tale contesto e che la sentenza della Corte costituzionale non dovrebbe essere utilizzata come pretesto per indebolirla o intralciarla; esprime la massima preoccupazione per gli apparenti tentativi motivati da interessi di parte di compromettere i risultati conseguiti dal paese nella lotta contro la corruzione e le riforme democratiche in generale, in particolare attraverso la riconquista del potere politico da parte di alcuni oligarchi ucraini, che è servito a indebolire la maggioranza orientata alle riforme nella Verkhovna Rada, come evidenziato anche dalle difficoltà incontrate nel colmare il vuoto legislativo lasciato dopo la controversa sentenza della Corte costituzionale del 27 ottobre 2020; esorta tutti gli attori politici a rinnovare il loro impegno a favore delle riforme richieste dagli elettori ucraini, che sono fondamentali per rafforzare lo Stato di diritto, eliminare la corruzione e conseguire una maggiore prosperità per la popolazione ucraina;

40.  sottolinea l'importanza di garantire l'indipendenza dell'Alta Corte anticorruzione (HACC) e di altre istituzioni anticorruzione, e chiede che nelle attività delle istituzioni anticorruzione sia adottato un approccio non distorto e imparziale al fine di garantire la fiducia e il sostegno pubblico nella lotta alla corruzione; prende atto delle prime sentenze pronunciate e del rispetto di rigorose norme professionali da parte della suddetta Corte; chiede tuttavia che sia intensificata l'attività dell'HACC al fine di aumentare il tasso di condanne, anche per quanto concerne i casi di alto livello;

41.  si compiace del lavoro svolto dall'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina, che è probabilmente l'istituzione anticorruzione più efficace del paese; sottolinea ulteriormente la necessità di rafforzare l'indipendenza di tale Ufficio; esorta pertanto ad allineare la legge sull'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina alla Costituzione e alla recente decisione della Corte costituzionale e a prevedere procedure di selezione trasparenti, depoliticizzate e meritocratiche per i dirigenti di detto Ufficio, della Procura specializzata anticorruzione e dell'Ufficio investigativo dello Stato, effettuando anche una verifica credibile della loro integrità;

42.  deplora i tentativi di attaccare e compromettere le istituzioni anticorruzione messi in atto da membri della Verkhovna Rada, in particolare i tentativi di destituire il direttore dell'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina e l'opaco processo di selezione del direttore della Procura specializzata anticorruzione; prende atto della mancanza di protezione degli attivisti di ONG e giornalisti che scoprono e denunciano casi di corruzione e chiede l'efficace attuazione della nuova legge sulla protezione degli informatori, entrata in vigore nel gennaio 2020;

43.  si compiace del progetto di strategia anticorruzione per il periodo 2020-2024 e auspica che la Verkhovna Rada adotti a breve tale strategia globale, mantenendo tutti gli elementi fondamentali del progetto; riconosce che le varie forme di pressione e sabotaggio cui sono soggette le istituzioni anticorruzione sono il riflesso di una lotta sempre più efficace e proficua contro la corruzione; ribadisce che le istituzioni responsabili della lotta alla corruzione quali l'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina, la Procura specializzata anticorruzione e l'Alta Corte anticorruzione devono rimanere indipendenti, efficaci e dotate di risorse adeguate; plaude all'adozione, nel dicembre 2019, della nuova legge antiriciclaggio, che ha rafforzato la trasparenza delle strutture relative alla proprietà delle imprese in Ucraina e rappresenta un notevole miglioramento del pertinente quadro giuridico;

44.  è profondamente preoccupato per l'elevato livello della sistematica pressione politica e per gli atti di intimidazione perpetrati, purtroppo non per la prima volta, nei confronti del presidente della Banca nazionale dell'Ucraina e che hanno condotto alle sue dimissioni nel luglio 2020; esorta le autorità ucraine ad astenersi dall'esercitare pressioni politiche sulle istituzioni economiche e sulle autorità di contrasto indipendenti e a garantire che la loro indipendenza sia preservata quale garanzia del corretto funzionamento del mercato e di condizioni di parità per tutti gli operatori economici;

45.  esprime rammarico per il fatto che la magistratura sia ancora una delle istituzioni in cui è riposta minor fiducia in Ucraina ed è profondamente preoccupato per lo stato in cui versa in seguito alla riforma dell'ottobre 2019, che ha portato allo smantellamento e alla ricostituzione della Commissione superiore per le qualifiche dei giudici e ha comportato la sospensione del processo di rivalutazione e di assunzione dei giudici, lasciando vacanti circa 2 000 cariche di giudici; si rammarica del fatto che in passato la Commissione superiore per le qualifiche dei giudici non abbia tenuto conto del parere del Consiglio per l'integrità pubblica nella sua rivalutazione dei giudici, e la esorta a farlo in futuro al fine di coprire i posti vacanti nei tribunali di grado inferiore con giudici che soddisfano gli standard etici e di integrità in piena conformità con il parere n. 969/2019 della Commissione di Venezia; insiste sulla rapida ricostituzione della Commissione superiore per le qualifiche dei giudici sulla base di un emendamento della legge n. 3711 in conformità con la decisione n. 4-p/2020 dell'11 marzo 2020 della Corte costituzionale ucraina, al fine di istituire una Commissione superiore per le qualifiche dei giudici indipendente sulla base di una procedura di selezione trasparente, con la partecipazione di esperti internazionali; ribadisce che una Commissione superiore per le qualifiche dei giudici abilitata dovrebbe essere in grado di selezionare efficacemente nuovi giudici e valutare i giudici in carica, in linea con le norme e le procedure adottate da detta Commissione nell'ambito del suo mandato; insiste fermamente affinché sia effettuata una verifica dell'integrità del Consiglio superiore di giustizia non riformato; esorta le autorità ucraine a proseguire e ad accelerare la riforma della magistratura al fine di non compromettere il lavoro delle istituzioni anticorruzione di recente istituzione, ad astenersi da processi di matrice politica e dalla strumentalizzazione della magistratura contro gli oppositori politici e a completare il quadro giuridico per la lotta alla criminalità organizzata;

46.  invita la Commissione a elaborare nuovi strumenti e a sviluppare gli strumenti esistenti nell'ambito dello Stato di diritto e della buona governance per monitorare e valutare i progressi compiuti dall'Ucraina, in particolare il quadro di valutazione UE della giustizia e il meccanismo per lo Stato di diritto, al fine di garantire un attento controllo delle riforme in corso e l'adeguata individuazione e correzione di eventuali carenze in merito a tali riforme;

47.  accoglie con favore la riforma della procura generale avviata nel settembre 2019 e invita a portare a termine la procedura di convalida dei procuratori, garantendo in questo modo che i nuovi procuratori a tutti i livelli siano selezionati mediante una procedura trasparente e politicamente imparziale; incoraggia le autorità ucraine a rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata e a migliorare il quadro legislativo, nonché la cooperazione e il coordinamento tra le autorità di contrasto competenti;

48.  invita fermamente le autorità ucraine ad astenersi dalla loro precedente cattiva prassi di perseguire cause giudiziarie di matrice politica; sottolinea, a tale proposito, che le divergenze sulle questioni politiche dovrebbero essere affrontate nelle sedi politiche competenti piuttosto che nella sfera giudiziaria;

49.  esprime preoccupazione per il fatto che l'Ucraina sia classificata dalla Commissione come paese prioritario della "categoria 2", il che significa che i diritti di proprietà intellettuale non sono adeguatamente tutelati e applicati; sottolinea la necessità di rafforzare i controlli e le infrastrutture doganali per prevenire meglio l'ingresso di prodotti contraffatti in Ucraina e il transito al suo interno; invita la Commissione a continuare ad assistere l'Ucraina nell'elaborazione di nuovi progetti di legge in materia di diritti di proprietà intellettuale;

50.  esorta il governo ucraino a proseguire le indagini sui crimini commessi da membri delle forze ucraine ai danni di attivisti durante le proteste di Euromaidan e a rendere tempestivamente giustizia alle vittime e alle loro famiglie;

51.  esorta l'Ucraina a ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale e la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;

52.  si compiace delle modifiche del codice penale ucraino che definiscono lo stupro e la violenza sessuale per mancanza di consenso e sollecita il rapido sviluppo di una metodologia d'indagine per i reati di violenza sessuale; deplora il fatto che, a causa della mancanza di tale metodologia, nel 2019 non siano stati avviati procedimenti penali riguardanti casi di stupro o violenza sessuale per mancanza di consenso;

Diritti umani e libertà fondamentali

53.  condanna fermamente le violazioni su vasta scala e permanenti dei diritti umani e delle libertà fondamentali quali la libertà di espressione, di religione o di credo e di associazione, nonché il diritto di riunione pacifica, perpetrate dalle forze occupanti russe nel territorio temporaneamente occupato della Crimea e dai gruppi armati sostenuti dalla Russia nelle zone del Donbas non controllate dal governo, tra cui la coscrizione forzata, la deportazione, l'imposizione illegale e forzata di passaporti, le restrizioni ai diritti in materia di istruzione e ai diritti linguistici, la detenzione arbitraria, la tortura e altre condizioni di detenzione dure, nonché le misure restrittive come la chiusura unilaterale dei punti di controllo e il divieto di accesso per le missioni delle Nazioni Unite e umanitarie, che sono particolarmente preoccupanti durante l'attuale pandemia;

54.  ricorda che la vita e il benessere dei civili continuano a essere a rischio a seguito della guerra nell'Ucraina orientale e rileva che la riduzione delle ostilità nell'Ucraina orientale durante il cessate il fuoco entrato in vigore il 27 luglio 2020 ha contribuito a un calo del 53 % degli incidenti di sicurezza e a una riduzione delle vittime civili; si compiace del programma EU4ResilientRegions provvisto di una dotazione di 30 milioni di EUR volto a rafforzare la resilienza dell'Ucraina orientale e meridionale in relazione agli effetti negativi del conflitto in corso, comprese le minacce ibride e altri fattori destabilizzanti;

55.  è estremamente preoccupato tuttavia per il peggioramento della situazione umanitaria nei territori orientali attualmente non controllati dal governo ucraino, soprattutto alla luce dell'attuale emergenza di COVID-19; esorta le autorità locali di fatto ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che siano soddisfatte le necessità di base della popolazione, compreso l'accesso a strutture sanitarie e cure mediche di buona qualità, e a cooperare pienamente a tal fine con il legittimo governo ucraino;

56.  sottolinea che nell'Ucraina orientale oltre 3,5 milioni di persone da entrambi i lati della linea di contatto dipendono ancora dall'assistenza e dalla protezione umanitarie, essendo soggette a interruzioni dell'approvvigionamento di acqua ed energia elettrica; osserva che l'attuale pandemia di COVID-19 ha aggravato le sfide che queste persone si trovano ad affrontare; incoraggia la Commissione, in coordinamento con gli organismi delle Nazioni Unite, a intensificare gli sforzi per fornire assistenza durante questa crisi umanitaria, in linea con la panoramica delle esigenze umanitarie;

57.  esprime rammarico per il peggioramento della situazione dei diritti umani in Crimea fin dall'inizio dell'occupazione, dato che la Russia ha drasticamente limitato le libertà di riunione, di espressione, di associazione, di accesso alle informazioni e di religione fin dall'inizio dell'occupazione; deplora le politiche discriminatorie imposte dalle autorità russe autoproclamate nei confronti, in particolare, della minoranza etnica dei tatari di Crimea, la violazione dei loro diritti di proprietà, le crescenti intimidazioni attuate nei confronti di tale comunità e di coloro che si oppongono all'annessione illegale attraverso la coscrizione forzata, persecuzioni, perquisizioni, detenzioni, sparizioni forzate e la summenzionata mancanza di libertà di espressione, di associazione, di religione e di circolazione nella penisola; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i cittadini ucraini detenuti e imprigionati illegalmente nella penisola di Crimea e in Russia, compresi gli attivisti tatari di Crimea; invita inoltre la Russia a indagare sulle atrocità perpetrate nei confronti dei tatari di Crimea e a garantire e salvaguardare il diritto dei tatari di Crimea, dei cittadini ucraini e di tutte le comunità etniche e religiose di mantenere e sviluppare la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria istruzione e la propria identità;

58.  si rammarica che in Ucraina vi siano oltre 1,5 milioni di sfollati interni, il che la rende il nono paese al mondo per numero di sfollati interni; osserva che i principali responsabili di tale situazione sono la Federazione russa e i suoi mandatari; invita le autorità ucraine a compiere ulteriori sforzi per alleviare le sofferenze delle persone colpite dal conflitto e ad attuare le misure per tutelare i diritti degli sfollati interni; invita l'Ucraina a garantire agli sfollati interni pieni diritti civili e politici e a rispettare le norme internazionali relative al trattamento degli sfollati interni; sottolinea l'importanza di tutelare e garantire i diritti legati alla cittadinanza ucraina nei territori momentaneamente occupati, semplificando anche le procedure per ricevere le pensioni, ottenere i certificati di nascita dei figli e ovviare così al rischio di lasciarli apolidi e vulnerabili;

59.  esorta la missione speciale di monitoraggio dell'OSCE ad attuare il suo mandato e a effettuare scambi periodici con le vittime e i testimoni di persecuzioni, avvocati, ONG e rappresentanti dei media quale ulteriore strumento per valutare la situazione nei territori temporaneamente occupati in Crimea e nell'est dell'Ucraina; chiede al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani di prestare un'attenzione costante alla situazione dei diritti umani nella penisola di Crimea e nelle zone dell'Ucraina orientale non controllate dal governo;

60.  osserva che il piano d'azione quinquennale per l'attuazione della strategia nazionale dell'Ucraina per i diritti umani termina nel 2020 e chiede un esame approfondito dei suoi principali risultati prima di fissare gli obiettivi per il piano d'azione di follow-up; presta particolare attenzione al sostegno fornito dal governo ucraino al popolo tataro di Crimea ed esprime preoccupazione per la mancanza di finanziamenti nel progetto di bilancio 2021, presentato alla Verkhovna Rada nel settembre 2020, relativi al programma di reinsediamento e riconciliazione dei tatari di Crimea e delle persone di altre nazionalità espulse dal territorio dell'Ucraina; invita l'Ucraina ad adottare le leggi sui popoli autoctoni dell'Ucraina, sullo status del popolo autoctono dei tatari di Crimea e sulla modifica della sua Costituzione al fine di riconoscere l'autonomia nazionale e territoriale del popolo tataro di Crimea in Ucraina, e in particolare in Crimea, che discende dal diritto inalienabile all'autodeterminazione del popolo autoctono dei tatari di Crimea; insiste affinché le autorità ucraine affrontino i problemi dell'unico canale televisivo nella lingua tatara di Crimea, ATR, e a predisporre un meccanismo stabile di sostegno finanziario e tecnico che consenta al canale televisivo di continuare a trasmettere nella Crimea occupata dalla Russia; si compiace dell'iniziativa dell'Ucraina di formulare una strategia per lo sviluppo e la diffusione della lingua tatara di Crimea per il periodo fino al 2032;

61.  invita il SEAE e la Commissione a rendere tempestivamente operativo e ad attuare il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (una normativa Magnitsky europea), che consente l'imposizione di sanzioni nei confronti di individui e imprese coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani, prestando particolare attenzione alla situazione nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina in Crimea e in alcune zone delle regioni di Donetsk e Luhansk, nonché nei confronti dei responsabili di altri reati, compresa la corruzione; invita l'Ucraina a seguire tale esempio e a introdurre una versione ucraina della stessa;

62.  prende atto della legge sul sostegno al funzionamento della lingua ucraina quale lingua di Stato e chiede alle autorità ucraine di attuare appieno la legge conformemente ai loro obblighi internazionali e a norma delle raccomandazioni contenute nel parere n. 960/2019 della Commissione di Venezia, rispettando il diritto delle comunità di sviluppare e utilizzare pienamente la propria lingua, e di procedere con il massimo grado di considerazione ed equilibrio nei confronti delle minoranze nazionali, delle loro lingue e dei loro diritti all'istruzione;

63.  invita l'Ucraina a conferire al commissario per la Tutela della lingua ufficiale, o a qualunque ente istituito a tal fine, i poteri per monitorare la conformità alle disposizioni giuridiche relative all'utilizzo delle lingue minoritarie e ai popoli autoctoni;

64.  sostiene la libertà di credo, di opinione e di espressione e sottolinea l'importanza di garantire a tutte le minoranze nazionali, etniche e linguistiche un accesso paritario alle informazioni quale elemento fondamentale di qualsiasi democrazia; condanna l'incitamento all'odio e la discriminazione per motivi etnici o linguistici, come pure le notizie false e la disinformazione riguardanti le minoranze nazionali, etniche e linguistiche;

65.  osserva che sono necessarie misure per rafforzare l'architettura dei diritti delle minoranze e consolidare la fiducia nella tutela giuridica e pratica dei diritti delle minoranze; sottolinea che tali misure dovrebbero comprendere il rafforzamento della tutela giuridica, una maggiore attenzione istituzionale alle questioni riguardanti le minoranze e l'istituzione di meccanismi di consultazione più solidi e permanenti; esprime preoccupazione per la mancanza di azioni adeguate da parte delle autorità ucraine per contrastare la discriminazione e l'incitamento all'odio nei confronti dei gruppi minoritari, in particolare della comunità Rom, che è vittima di episodi di discriminazione, violenza a sfondo razziale e manifestazioni di intolleranza; invita l'Ucraina a rafforzare la commemorazione delle vittime dell'Olocausto aderendo all'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA) e adottando e applicando la definizione di antisemitismo dell'IHRA; invita inoltre l'Ucraina a continuare a commemorare le vittime del totalitarismo; chiede alla Commissione di invitare l'Ucraina a partecipare al programma "Europa per i cittadini";

66.  incoraggia l'impegno delle fondazioni politiche europee nel promuovere la prossima generazione di leader politici in Ucraina;

67.  incoraggia un dialogo e una cooperazione rafforzati con le chiese e le comunità e le organizzazioni religiose in settori quali il consolidamento della pace e la riconciliazione, rafforzando così la fiducia in una società giusta e libera, nonché l'istruzione, l'assistenza sanitaria e i servizi sociali di base;

Panorama mediatico

68.  prende atto degli sforzi di riforma in corso nel settore dei media; sottolinea che la riforma dovrebbe garantire in particolare l'indipendenza, l'imparzialità e la responsabilità dell'organismo di regolamentazione, la trasparenza della proprietà dei media e pari opportunità per i mezzi di informazione in un regime di concorrenza leale sul mercato; esprime preoccupazione per l'intenzione di conferire all'organismo di regolamentazione nuove competenze di ampia portata che rischiano di incidere sulla libertà dei mezzi di informazione e sul contenuto dei media online e dei mezzi di stampa; sottolinea che il progetto di legge sulla lotta alla disinformazione, nella sua forma attuale, potrebbe comportare ampie interferenze da parte dello Stato nei contenuti dei mezzi di informazione e nelle attività giornalistiche, a discapito della libertà dei media, e non sarà efficace per contrastare la disinformazione; sollecita affinché sia organizzata una più ampia consultazione con la comunità dei media e le pertinenti organizzazioni internazionali al fine di evitare rischi per la libertà di espressione;

69.  osserva con preoccupazione che il mercato dei media televisivi in Ucraina, pur essendo pluralistico, continua a essere caratterizzato da un'eccessiva influenza da parte di oligarchi; esorta l'Ucraina a promuovere media liberi e indipendenti e a rafforzare il pluralismo dei media; sottolinea l'importanza di un'emittente di servizio pubblico sostenibile, di un regolatore dei media indipendente e della società civile nel rafforzamento della resilienza alla disinformazione e ad altri fattori destabilizzanti; invita la Verkhovna Rada e il governo a rispettare gli impegni assunti dallo Stato nei confronti dell'emittente pubblica e a garantire sostegno finanziario e politico alla sua ulteriore modernizzazione, indipendenza e capacità di praticare il giornalismo investigativo;

70.  ribadisce la necessità che l'UE continui a sostenere l'Ucraina nella lotta alle minacce ibride e nella lotta alla disinformazione e alle notizie false, anche attraverso il rafforzamento dei media indipendenti e delle comunicazioni strategiche in materia di alfabetizzazione mediatica al fine di rafforzare la resilienza dell'Ucraina; si compiace dell'annuncio dell'avvio del ciberdialogo tra l'UE e l'Ucraina;

71.  esprime preoccupazione per il peggioramento del contesto in cui operano i rappresentanti dei media, in particolare i giornalisti investigativi che riferiscono in merito a casi di corruzione e frode; deplora qualsiasi atto volto a limitare l'attività dei giornalisti, tra cui la restrizione dell'accesso alle informazioni, le indagini penali, l'esercizio di pressioni per indurli a rivelare le proprie fonti e l'incitamento all'odio, in particolare l'incitamento all'odio nei confronti dei media indipendenti; esprime preoccupazione per il fatto che, secondo una recente analisi effettuata da piattaforme di giornalisti investigativi ucraini, alcuni membri della Verkhovna Rada siano stati vittime di campagne di disinformazione mirate o abbiano persino contribuito intenzionalmente alla loro diffusione;

72.  deplora i numerosi attacchi contro giornalisti e attivisti civili registrati nel periodo 2017-2019; invita le autorità ucraine a perseguire i responsabili e a garantire la sicurezza degli operatori dei media e dei giornalisti e le esorta ad adottare un approccio proporzionato in sede di regolamentazione dei media;

73.  si rammarica del fatto che il clima politico nel paese sia peggiorato e si faccia ampiamente ricorso ad atti intimidatori, incitamento all'odio e pressioni politiche per scopi politici; esorta le autorità a condannare fermamente e a vietare le operazioni di gruppi e siti web estremisti e che incitano all'odio, come Myrotvorets, che alimentano le tensioni nella società e abusano dei dati personali di centinaia di persone, tra cui giornalisti, politici e membri di gruppi di minoranza;

74.  sollecita lo sviluppo di un panorama mediatico democratico, indipendente, pluralistico ed equilibrato in Ucraina, che ponga fine alla persecuzione dei canali mediatici per motivi politici, perpetrata anche attraverso la revoca delle licenze, garantisca ai giornalisti locali, agli opinionisti e alle voci dissidenti protezione dalle vessazioni e dalle intimidazioni, consenta un accesso non discriminatorio alle informazioni online e offline, permetta una partecipazione civica significativa e salvaguardi e garantisca i diritti umani e civili; sottolinea che i giornalisti, i difensori dei diritti umani e gli avvocati difensori dovrebbero essere in grado di operare in modo indipendente e senza indebite interferenze e intimidazioni; si compiace del lavoro delle organizzazioni ucraine per i diritti umani e del procuratore di Crimea, che registra, operando momentaneamente dall'Ucraina continentale, le violazioni e gli abusi dei diritti umani; insiste affinché tutte le violazioni dei diritti umani siano oggetto di indagini e i responsabili siano assicurati alla giustizia;

Parità di genere e diritti LGBTI

75.  sottolinea che la parità di genere è un presupposto fondamentale per uno sviluppo sostenibile e inclusivo; esorta il governo e le autorità ucraine ad attuare misure volte a migliorare ulteriormente la rappresentanza delle donne e la parità di trattamento a tutti i livelli della vita politica e sociale, nonché a lottare contro la violenza di genere; chiede alla Commissione e al SEAE di integrare la parità di genere in tutte le loro politiche, nel sostegno finanziario, nei programmi e nelle attività riguardanti l'Ucraina, in particolare al fine di mitigare gli effetti negativi causati dalla COVID-19, dal momento che le donne, comprese le imprenditrici, sono tra le più colpite dal rigoroso confinamento;

76.  condanna gli attacchi violenti e i reati generati dall'odio nei confronti delle persone LGBTI e invita le autorità di contrasto ucraine a indagare efficacemente su tali attacchi; esorta l'Ucraina a emanare e attuare efficacemente norme circostanziate di diritto derivato che assicurino la libertà di credo, contrastino le persistenti discriminazioni contro le persone LGBTI, gli attivisti femministi, le persone con disabilità e le minoranze e che rafforzino la protezione dei loro diritti; invita il governo ucraino e tutti gli esponenti politici ad adoperarsi per creare una società inclusiva e tollerante;

77.  ricorda che l'articolo 161 del codice penale non prevede ancora pene per l'istigazione all'odio o alla violenza sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere e che tali motivi non sono considerati circostanze aggravanti di reati né sono contemplati dalle disposizioni generali sulle circostanze aggravanti di cui all'articolo 67, paragrafo 1, punto 3; ricorda che il piano d'azione del governo per l'attuazione della strategia nazionale per i diritti umani prevedeva l'inclusione dei motivi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere tra le circostanze aggravanti di cui all'articolo 67 del codice penale; rammenta le raccomandazioni dell'ECRI e invita l'Ucraina a modificare di conseguenza il codice penale;

Cooperazione commerciale ed economica, salute pubblica, lavoro e affari sociali, mobilità dei lavoratori

78.  sottolinea che l'Ucraina è un partner geopolitico, geostrategico e commerciale importante per l'Unione; accoglie con favore il significativo aumento dei flussi commerciali tra l'UE e l'Ucraina, a seguito del quale l'Unione è attualmente il principale partner commerciale dell'Ucraina; si rammarica tuttavia del numero relativamente basso di investimenti esteri diretti che raggiungono il paese;

79.  si compiace dei costanti risultati positivi conseguiti nelle relazioni commerciali ed economiche bilaterali nel 2019, con un incremento delle importazioni ucraine del 12,3 % e delle esportazioni del 9,7 %, pari a 43,3 miliardi di EUR; sottolinea che gli scambi commerciali tra l'UE e l'Ucraina hanno subito un incremento del 49 % e che l'UE rappresenta il principale partner commerciale dell'Ucraina, con una quota pari al 40 % dei suoi scambi nel 2019, mentre l'Ucraina rappresenta il 18º partner commerciale dell'UE, con una quota pari all'1,1 % degli scambi totali dell'Unione; osserva che il disavanzo commerciale dell'Ucraina verso l'UE è salito a 5,1 miliardi di EUR;

80.  incoraggia entrambe le parti a intensificare la cooperazione, sia a livello bilaterale che nei consessi internazionali, per affrontare le sfide che scaturiscono dalla COVID-19, in particolare rendendo le catene di approvvigionamento più resilienti e diversificate nonché collaborando per far fronte alle tendenze protezioniste; rileva che l'obiettivo dell'UE di conseguire un'autonomia strategica aperta potrebbe creare opportunità per una cooperazione ancora più stretta con i paesi vicini;

81.  incoraggia la Commissione a sostenere l'Ucraina nell'individuare le aree che potrebbero favorire ulteriormente la diversificazione economica e a darvi priorità nel processo di attuazione integrale della DCFTA;

82.  ribadisce che la graduale integrazione dell'Ucraina nel mercato interno dell'UE, prevista dall'accordo di associazione, costituisce uno degli obiettivi fondamentali dell'associazione e sostiene a tale proposito la creazione di condizioni per il rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali tra l'Ucraina e l'UE nonché un processo più ampio di ravvicinamento legislativo subordinato alla piena attuazione della DCFTA e al rispetto dei regolamenti e delle norme pertinenti in ambito giuridico, economico e tecnico;

83.  osserva che sono state introdotte varie riforme che hanno portato alla deregolamentazione dell'economia, a una maggiore trasparenza delle finanze pubbliche e a un miglioramento della normativa in materia di concessioni e partenariato pubblico-privato, offrendo nuove opportunità sia agli investitori locali che a quelli stranieri;

84.  osserva, tuttavia, che non stati conseguiti effetti evidenti nell'ambito della deoligarchizzazione del paese, in quanto gli oligarchi hanno ancora un forte impatto sull'economia e sulla politica ucraine, in particolare per quanto riguarda la proprietà dei media e l'influenza sul sistema giudiziario e sul sistema di applicazione della legge; ritiene che l'istituzione di norme chiare e uguali per tutti nell'economia e nella politica possa rivelarsi un metodo efficace per ridurre di fatto l'influenza ufficiosa di un piccolo gruppo di ricchi imprenditori sul funzionamento dello Stato, compresa l'attività legislativa, e invita pertanto le autorità ucraine ad accelerare il processo di deoligarchizzazione;

85.  deplora, inoltre, l'aumento di imprese statali ed esorta l'Ucraina a portare avanti ulteriormente la privatizzazione delle imprese statali al fine di modernizzare e migliorare il funzionamento dell'economia ed evitare l'oligarchizzazione; sottolinea la necessità di un rinnovato impegno da parte dell'Ucraina nella lotta contro l'influenza dovuta agli interessi acquisiti che, se trascurata, potrebbe compromettere gravemente i risultati delle riforme finora realizzate e delle misure di sostegno all'Ucraina nel complesso;

86.  invita l'Ucraina e l'UE a rafforzare la cooperazione sull'ulteriore liberalizzazione degli scambi commerciali bilaterali, anche attraverso la conclusione dell'accordo sulla valutazione della conformità e l'accettazione, nonché la cooperazione in materia di misure sanitarie e fitosanitarie e in ambito doganale; chiede, inoltre, una maggiore cooperazione settoriale tra l'UE e l'Ucraina nei settori dell'istruzione, della ricerca, dell'innovazione, delle TIC, della digitalizzazione e delle tecnologie verdi, in modo da condividere le conoscenze tecniche e le migliori pratiche; chiede altresì una maggiore cooperazione e un'integrazione settoriale gradualmente differenziata dell'Ucraina nell'Unione dell'energia, nella Comunità dei trasporti e nel mercato unico digitale, tra gli altri ambiti;

87.  invita le autorità ucraine ad aprire il mercato del trasporto aereo del paese alle compagnie europee, comprese quelle a basso costo, e sostiene la firma dell'accordo sullo spazio aereo comune il più rapidamente possibile;

88.  si compiace dei progressi compiuti nella cooperazione tra l'Ucraina e l'UE nel settore digitale e incoraggia un ulteriore approfondimento di tale cooperazione, nell'ottica di concedersi reciprocamente il trattamento previsto dal mercato interno, anche in altri settori di interesse comune; sottolinea l'importanza delle misure adottate ai fini della trasformazione digitale e dell'e-governance, nonché dei progressi compiuti nel ravvicinamento della legislazione ucraina a quella dell'UE in materia di servizi fiduciari elettronici e comunicazioni elettroniche; incoraggia la Commissione a sostenere ulteriormente gli sforzi compiuti dall'Ucraina in materia di alfabetizzazione mediatica e cultura dell'informazione, e-governance ed economia digitale al fine di adeguarsi all'attuale era digitale e promuovere la graduale integrazione nel mercato unico digitale dell'UE, nonché a valutare modalità per ridurre le tariffe di roaming tra l'UE e l'Ucraina; prende atto, a questo proposito, del nuovo programma dell'UE da 25 milioni di EUR a sostegno dell'e-governance e dell'economia digitale in Ucraina. sollecita l'espansione dell'area unica dei pagamenti in euro (SEPA) all'Ucraina dopo che il paese avrà soddisfatto tutti i requisiti tecnici e giuridici;

89.  invita la Commissione e il SEAE a effettuare una valutazione credibile delle esigenze della regione del Donbas al fine di definire una strategia per la sua ripresa socioeconomica e suggerisce la creazione di un opportuno quadro internazionale per la ricostruzione del Donbas;

90.  invita le autorità ucraine a portare avanti le riforme del sistema sanitario pubblico, soprattutto alla luce dell'impatto devastante della pandemia di COVID-19 sul sistema sanitario ucraino; osserva che, secondo l'UNICEF, la crisi della COVID-19 ha generato non soltanto una crisi della sanità pubblica, ma anche una crisi socioeconomica, che potrebbe far aumentare il tasso di povertà in Ucraina dal 27,2 % al 43,6 % o addirittura al 50,8 %; incoraggia pertanto il governo ucraino ad attuare misure globali di protezione sociale per attenuare gli effetti della COVID-19;

91.  accoglie con favore l'adesione dell'Ucraina al comitato per la sicurezza sanitaria dell'UE e al sistema di allarme rapido e di reazione affinché possa partecipare al coordinamento paneuropeo delle azioni di risposta alla COVID-19 nel settore della sanità pubblica; esorta la Commissione, gli Stati membri e l'Ucraina a rafforzare la cooperazione in materia di resilienza della sanità pubblica, a scambiarsi le migliori pratiche e a lavorare con la società civile per definire strategie per contrastare l'epidemia che siano incentrate sui gruppi più vulnerabili; sollecita la Commissione a sostenere il governo dell'Ucraina nell'ottenere l'accesso ai vaccini contro la COVID-19;

92.  invita il governo ucraino a garantire che tutte le misure restrittive introdotte in risposta alla COVID-19 abbiano una base giuridica, siano strettamente necessarie e proporzionate all'obiettivo di tutelare la salute pubblica e salvare vite umane (sulla base di pareri scientifici), siano soggette a revisione costante, siano revocate quando non saranno più necessarie e siano applicate in modo non discriminatorio; invita le autorità a garantire che i gruppi vulnerabili ed emarginati non subiscano svantaggi sproporzionati a causa dei provvedimenti adottati per rispondere alla COVID-19 e ad adottare misure per affrontare le disuguaglianze preesistenti;

93.  esorta l'Ucraina ad affrontare il clientelismo e la corruzione pervasivi che tuttora esistono nel settore sanitario e in particolare all'interno del ministero della Salute e a condurre indagini efficaci su qualsiasi attività corrotta, segnatamente sui tentativi di acquistare attrezzature mediche e vaccini contro la COVID-19 a costi sproporzionatamente elevati durante la pandemia;

94.  riconosce il buon lavoro svolto dal servizio sanitario nazionale ucraino nel predisporre un sistema trasparente responsabile del finanziamento di cure specifiche fornite ai pazienti; esorta il ministero della Salute a sostenere il lavoro del servizio sanitario nazionale ucraino;

95.  elogia i progressi compiuti nel ravvicinamento normativo all'acquis dell'UE e l'adozione, nel novembre 2019, di una strategia sanitaria e fitosanitaria, che prevede il recepimento di oltre 200 atti normativi dell'Unione nell'ordinamento ucraino;

96.  rileva con preoccupazione la mancanza di progressi sufficienti nel ravvicinamento alle norme dell'UE sul benessere degli animali;

97.  accoglie con favore l'adozione, nel marzo 2020, della legge sul fatturato dei terreni agricoli, che dovrebbe contribuire a sbloccare l'enorme potenziale dell'Ucraina nel settore dell'agricoltura, nonché l'adozione, nel maggio 2020, della legge sul miglioramento di taluni strumenti di regolamentazione dell'attività bancaria, che rafforza il sistema bancario e impedisce che PrivatBank sia restituita ai suoi ex proprietari;

98.  si compiace del fatto che l'Ucraina abbia aderito all'accordo provvisorio in materia di arbitrato d'appello, contribuendo in tal modo a superare la situazione di stallo causata dalla paralisi dell'organo d'appello e a garantire che i membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) possano avvalersi di un sistema di risoluzione delle controversie in due fasi nell'ambito dell'OMC fino a quando l'organo d'appello non sarà di nuovo operativo;

99.  invita l'Ucraina ad aderire alle future sentenze dell'organo arbitrale relative alla moratoria sulle esportazioni di legname non trasformato, imponendo nel contempo l'obbligo di dovuta diligenza lungo l'intera catena del valore dei prodotti forestali e migliorando la governance nel settore forestale;

100.  osserva con preoccupazione che di recente l'Ucraina ha avviato due inchieste di salvaguardia su importazioni di concimi azotati e complessi provenienti dall'UE; prende atto che l'Ucraina ha deciso di chiudere entrambe le inchieste in extremis, mentre altre inchieste di salvaguardia sono in preparazione; avverte che azioni simili potrebbero minare la fiducia reciproca tra le due parti;

101.  ricorda che le carni di pollame sono prodotti sensibili nell'UE; prende atto della soluzione trovata per l'esportazione di altri tagli di pollame, che prevede la modifica delle preferenze commerciali per le carni di pollame e le preparazioni derivate ed elimina quindi la scappatoia contenuta nell'accordo; invita l'Ucraina ad astenersi da pratiche analoghe e a rispettare e attuare pienamente tutte le disposizioni della DCFTA in buona fede; invita la Commissione a effettuare un monitoraggio attento dell'attuazione della DCFTA e ad avvalersi di tutte le misure disponibili per debellare eventuali pratiche distorsive del mercato e l'eventuale sfruttamento delle lacune giuridiche;

102.  esorta ad affrontare il divario tra zone urbane e zone rurali in Ucraina attraverso efficaci incentivi finanziari e tecnici alle microimprese, alle piccole e medie imprese, ai piccoli agricoltori e alle imprese a conduzione familiare nelle zone rurali ed extraurbane e attraverso il miglioramento della connettività umana e delle infrastrutture tra le città e le zone rurali, in modo da favorire la coesione sociale;

103.  accoglie con favore i risultati conseguiti nell'ambito dello strumento per le piccole e medie imprese previsto dalla DCFTA in termini di miglioramento dell'accesso ai finanziamenti e di creazione di opportunità commerciali; sottolinea che un'adeguata campagna di informazione potrebbe consentire alle PMI di beneficiare maggiormente delle opportunità offerte dalla DCFTA;

104.  chiede alla Commissione di fornire sostegno tecnico ai centri regionali di collocamento per stimolare l'occupazione, e di fornire sostegno e investimenti per i giovani e i programmi di sviluppo economico sostenibile che favoriscono l'imprenditoria sociale e di concentrarsi sui giovani delle zone rurali al fine di rafforzare il sistema dell'istruzione partendo dalle richieste del mercato del lavoro, per proteggere i più vulnerabili e prevenire la mancanza di opportunità socio-economiche;

105.  incoraggia la Commissione a monitorare gli effetti della DCFTA sui diritti dei lavoratori e della libertà di associazione correlati agli scambi commerciali con l'UE; invita il governo ucraino a concentrarsi anche sulla dimensione sociale del commercio e sullo sviluppo sostenibile e a monitorare attentamente gli effetti economici e sociali dell'attuazione della DCFTA; invita il governo ucraino a rispettare e applicare le norme del lavoro nonché a ratificare ed attuare pienamente tutte le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); incoraggia il governo ucraino a proseguire il ravvicinamento delle sue norme sul lavoro a quelle dell'UE, in particolare per quanto riguarda la libertà di riunione e il dialogo sociale; si compiace dell'iniziativa di riforma del lavoro, ma sottolinea la necessità di ampie consultazioni con i sindacati e la società civile, e raccomanda di avvalersi delle competenze dell'OIL in materia;

106.  invita la Commissione a garantire che i sindacati e la società civile in tutta la sua diversità siano coinvolti nel monitoraggio dell'attuazione dell'accordo di associazione; invita il governo ucraino e la Commissione a sostenere le ONG che indagano sulle violazioni della DCFTA, in particolare in ambito sociale;

107.  invita il governo ucraino a introdurre un sistema di incentivi e sanzioni per contrastare il numero notoriamente elevato di impieghi nel settore dell'occupazione informale;

108.  prende atto dell'aumento della mobilità dei lavoratori tra l'Ucraina e l'UE, con tassi di emigrazione compresi tra 2,2 e 2,7 milioni di persone (ovvero tra il 13 e il 16 % dell'occupazione totale in Ucraina), il che, da un lato, contribuisce a ridurre l'offerta di forza lavoro in Ucraina e a generare carenze di manodopera in taluni settori professionali e, dall'altro, costituisce uno dei fattori che promuovono l'aumento delle retribuzioni dei lavoratori che restano nel paese nonché una fonte di afflusso di rimesse da parte dei migranti che ha un impatto notevole sull'economia ucraina, dato che equivale a più dell'8 % del PIL del paese; chiede un'ulteriore analisi dei vantaggi economici e sociali e degli effetti che l'ondata dell'emigrazione di manodopera successiva al 2014 ha comportato sia per le economie che per i sistemi di sicurezza sociale dell'Ucraina e degli Stati membri; sottolinea che è essenziale adottare un approccio governativo allo sviluppo di un contesto lavorativo che offra ai dipendenti delle imprese ucraine condizioni di lavoro dignitose, connotato tra l'altro dalla garanzia della salute e della sicurezza sul lavoro, da posti di lavoro legalmente dichiarati e dotati di copertura previdenziale statale, da stipendi pagati per intero ed entro i termini stabiliti, dal diritto all'adesione a un sindacato e alla rappresentanza dei propri interessi, nonché da una contrattazione collettiva significativa volta alla definizione di contratti collettivi vincolanti; ribadisce la necessità di far fronte alla fuga di cervelli in Ucraina promuovendo programmi di istruzione e formazione inclusivi e di qualità e creando opportunità di lavoro al fine di fornire prospettive socioeconomiche ai giovani e alle famiglie nelle loro comunità locali;

109.  si compiace e chiede l'ulteriore sviluppo del sostegno ai programmi finanziati dall'UE che forniscono sostegno alla modernizzazione del sistema di istruzione professionale in Ucraina ("EU4Skills: migliori competenze per un'Ucraina moderna") e per il contesto imprenditoriale, che svolge un ruolo fondamentale per i potenziali emigrati che rientrano in patria e per gli imprenditori nazionali (lotta alla corruzione, sostegno alle PMI, riforma fiscale e doganale ecc.), sia attraverso sovvenzioni settoriali sia sotto forma di condizioni nei programmi di assistenza macrofinanziaria dell'UE;

110.  invita il Consiglio di associazione a dare priorità all'attuazione delle norme internazionali in materia di lavoro nonché della legislazione e delle pratiche dell'UE nei settori della politica sociale, dell'occupazione e del lavoro, delle regolamentazioni della contrattazione collettiva, del dialogo sociale, della lotta alla disuguaglianza di genere e della riforma della legislazione sul lavoro, al fine di garantire che gli interessi delle parti sociali siano equilibrati e che i diritti dei lavoratori siano tutelati in conformità delle disposizioni dell'accordo di associazione (articoli da 419 a 421 e articolo 424) e delle pertinenti convenzioni dell'OIL (articoli 81, 87, 98, 117, 122, 129, 144, 154 e 173); ricorda al governo ucraino che i suoi sforzi volti a migliorare il contesto imprenditoriale per attrarre investimenti diretti e promuovere la crescita economica non devono andare a discapito dei diritti dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro; invita il governo ucraino ad approcciare sistematicamente e a sostenere istituzionalmente il dialogo sociale e ad adoperarsi affinché il Consiglio economico e sociale tripartito nazionale sia uno strumento efficace di dialogo sociale;

111.  osserva con preoccupazione che la capacità dei sindacati di esercitare i loro diritti in Ucraina è limitata a causa di una legislazione imperfetta e vaga;

Energia, ambiente e cambiamenti climatici

112.  accoglie con favore il completamento dello scorporo di Naftogaz nel 2019 e la creazione di un gestore del sistema di trasporto del gas giuridicamente indipendente, in linea con il terzo pacchetto energia dell'UE; invita tuttavia le autorità ucraine a rafforzare l'indipendenza tecnica del gestore del sistema di trasporto del gas da Naftogaz; si compiace della liberalizzazione e dell'apertura di un mercato del gas competitivo per le famiglie; deplora tuttavia i recenti attacchi contro la dirigenza di Naftogaz, compreso il consiglio di sorveglianza della società, che compromettono la sua indipendenza e i progressi finora compiuti in materia di riforme;

113.  sottolinea il ruolo dell'Ucraina quale paese strategico per il transito del gas e la necessità di modernizzare il suo sistema nazionale di trasporto del gas, nonché l'importanza della sua integrazione nel mercato dell'energia dell'UE sulla base dell'efficace attuazione dell'allegato XXVII aggiornato dell'accordo di associazione; si compiace della firma del contratto di trasporto a lungo termine del gas agevolato dall'UE; manifesta preoccupazione per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 e ne ribadisce i fondamentali rischi politici, economici e di sicurezza a lungo termine; sottolinea che il gasdotto rafforza la dipendenza dell'UE dall'approvvigionamento di gas dalla Russia, minaccia il mercato interno dell'UE, non è in linea con la politica energetica dell'UE o con i suoi interessi strategici e ha possibili conseguenze negative per l'Ucraina dilaniata dal conflitto; invita pertanto, in linea con le sue precedenti posizioni, tutti i soggetti interessati e, in particolare, quelli che si trovano negli Stati membri e in Europa, ad avvalersi delle clausole giuridiche disponibili per bloccare il progetto;

114.  chiede alla Commissione di verificare la conformità dell'Ucraina all'acquis dell'Unione europea in materia di energia ai fini di una maggiore integrazione dei mercati dell'energia; sostiene pienamente l'integrazione dell'Ucraina nella rete elettrica continentale europea (ENTSO-E); esorta l'Ucraina a migliorare il coordinamento delle politiche e delle azioni delle istituzioni internazionali (ad esempio la Commissione, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca europea per gli investimenti, la Banca mondiale, la KfW, ENTSO-E e la Comunità dell'energia) e delle istituzioni ucraine che sostengono il settore ucraino dell'energia;

115.  condanna l'estrazione di gas da parte della Russia dalla piattaforma ucraina nella zona economica esclusiva dell'Ucraina e afferma che l'UE non riconosce il sequestro dei giacimenti di gas nel Mar d'Azov e nel Mar Nero da parte della Federazione russa e dovrebbe sostenere le azioni legali delle autorità ucraine per porre fine a tali estrazioni illegali;

116.  si rammarica che il nuovo mercato dell'energia elettrica all'ingrosso, che ha iniziato a operare in Ucraina nel luglio 2019, non sia ancora competitivo in base alle norme dell'UE; esorta pertanto l'Ucraina a completare la sua riforma e a migliorare il livello di conformità al diritto dell'UE, rafforzando in primo luogo l'indipendenza di Ukrenergo ed evitando sovvenzioni incrociate; invita l'Ucraina ad ammodernare le sue centrali elettriche esistenti per conformarsi alle rigorose norme europee in materia di ambiente e sicurezza;

117.  si compiace della posizione del governo ucraino di rispettare l'impegno, assunto con la Comunità dell'energia, di conformarsi al diritto dell'UE applicabile, compresa la politica in materia di ambiente e sicurezza, non consentendo quindi l'importazione di energia elettrica da centrali elettriche in paesi vicini che vengono costruite senza rispettare i requisiti delle convenzioni internazionali e le più rigorose norme internazionali in materia di ambiente e sicurezza;

118.  si rammarica che, nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l'Ucraina non rispetti ancora i propri obblighi nei confronti degli investitori e che l'ulteriore sviluppo delle fonti energetiche pulite in Ucraina sia messo a rischio da ritardi nei pagamenti destinati ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili;

119.  esorta le autorità ucraine a ultimare urgentemente la modernizzazione delle centrali nucleari e a indagare sui ritardi in tali processi, in particolare per quanto riguarda l'ammodernamento della centrale nucleare di Zaporižžja;

120.  sottolinea l'importanza di intensificare la cooperazione in materia di infrastrutture nella regione e di promuovere l'ulteriore diversificazione dell'approvvigionamento energetico dell'Ucraina, l'efficienza energetica, le fonti di energia rinnovabili e la connettività del settore energetico ucraino, garantendo nel contempo la sostenibilità ambientale; osserva che il sostegno e la promozione del commercio intraregionale tra i paesi del partenariato orientale saranno un'ulteriore fonte di nuove opportunità economiche, anche per le PMI;

121.  plaude all'adozione da parte del governo ucraino, nel febbraio 2019, della strategia nazionale in materia di ambiente fino al 2030 e del piano nazionale di gestione dei rifiuti, nonché delle leggi in materia di valutazione dell'impatto ambientale e valutazione ambientale strategica e delle leggi adottate nel settore della politica climatica; esorta l'Ucraina a rafforzare ulteriormente il suo impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici, nell'attuazione delle politiche in materia di cambiamenti climatici e nell'integrazione della dimensione dei cambiamenti climatici in tutti gli ambiti delle politiche, nonché a intensificare gli sforzi per onorare gli impegni nazionali assunti nel quadro dell'accordo di Parigi del 2015;

122.  esorta l'Ucraina a combattere in modo efficace il disboscamento illegale conformemente alle norme di gestione sostenibile delle foreste e di protezione ambientale e a intervenire per porre fine ai danni ambientali causati dallo sfruttamento illegale e insostenibile delle risorse naturali, come il disboscamento illegale nelle foreste vergini dei Carpazi, che costituisce altresì la causa principale delle inondazioni nella regione; invita l'UE a contribuire alla prevenzione del disboscamento illegale in relazione al progetto illegale della stazione sciistica nello Svydovets, come pure dei metodi illegali ed ecologicamente dannosi utilizzati per l'estrazione dell'ambra; incoraggia le autorità ucraine a investire in infrastrutture turistiche sicure e sostenibili dal punto di vista ecologico e ambientale e invita le autorità ucraine a impedire che i progetti futuri nuocciano all'ambiente migliorando il controllo, la trasparenza e l'attuazione delle valutazioni di impatto ambientale e della dovuta diligenza; esorta l'Ucraina a garantire un accesso aperto e agevole alle informazioni ambientali, ad ampliare le aree protette e a velocizzare l'attuazione del piano nazionale di riduzione delle emissioni dei principali inquinanti prodotti dai grandi impianti di combustione; incoraggia l'Ucraina ad adottare una legislazione per lo sviluppo di trasporti sostenibili; esorta l'Ucraina a bonificare e a smaltire le sostanze chimiche agricole altamente pericolose in modo sicuro e rispettoso dell'ambiente, in particolare i pesticidi obsoleti nell'Oblast di Kherson e in altre regioni dell'Ucraina;

123.  nutre profonda preoccupazione per l'impatto ambientale del conflitto nell'Ucraina orientale, compresi i pericoli derivanti dall'inondazione di mine interconnesse; chiede una valutazione approfondita dell'impatto ambientale del conflitto, cui dovrà seguire un piano di reazione volto a prevenire un collasso ecologico; propone un programma di sminamento del Donbas che coinvolga le autorità ucraine e la comunità internazionale;

124.  nutre altresì profonda preoccupazione per le circa 1 200 sorgenti radioattive, utilizzate a fini medici, industriali o scientifici, nella regione di Donetsk e nelle sue vicinanze, che comportano gravi rischi per la salute, la sicurezza e l'ambiente; invita l'OSCE, il gruppo di contatto tripartito e i paesi del quartetto Normandia a contrastare la proliferazione delle attività radioattive e il contrabbando di sostanze radioattive, in linea con il regime di non proliferazione nucleare; esorta tutte le parti a collaborare con i portatori di interessi al fine di trasportare in maniera sicura le sorgenti radioattive dismesse ad alta attività fuori dalla regione del Donbas;

125.  si compiace dell'ambizione dell'Ucraina di contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo e invita la Commissione a sostenere adeguatamente gli sforzi dell'Ucraina, istituendo tra l'altro un dialogo strutturato in materia, una tabella di marcia e uno scambio di informazioni; invita la Commissione a garantire che la DCFTA non sia in contraddizione con gli obiettivi e le iniziative ambientali ivi delineati;

126.  si compiace del pacchetto sul clima per un'economia sostenibile, programma dell'UE del valore di 10 milioni di EUR che offrirà sostegno all'Ucraina nello sviluppo di un approccio globale alla ristrutturazione dei suoi settori economici fondamentali per progredire verso un'economia a basse emissioni di carbonio;

Contatti interpersonali e gestione delle frontiere

127.  riconosce l'importanza della mobilità transfrontaliera al fine di rafforzare i contatti interpersonali e accoglie con favore la continua e positiva attuazione del regime di esenzione dal visto per i cittadini ucraini, che ha consentito ai cittadini ucraini di effettuare oltre 40 milioni di viaggi nei paesi dell'UE dal giugno 2017; sottolinea l'importanza di continuare a rispettare i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti e di accelerare gli sforzi di riforma correlati; è del parere che il regime di esenzione dal visto abbia comportato un aumento dei viaggi dall'Ucraina all'UE, migliorando così la comprensione tra le rispettive società, il che costituisce il terreno migliore per un ulteriore ravvicinamento; sottolinea la necessità di continuare a seguire e, nel corso del tempo, ampliare tale approccio;

128.  ricorda l'importanza dell'integrazione dell'Ucraina in programmi quadro dell'UE quali Erasmus+, Orizzonte Europa ed Europa creativa e la necessità di intensificare la pertinente cooperazione nell'ambito dei programmi attuali e futuri; è del parere che la partecipazione degli studenti ucraini, nonché degli insegnanti delle università e delle scuole, ai programmi Erasmus+ dovrebbe essere notevolmente ampliata;

129.  osserva che l'aumento del numero di visite dei cittadini ucraini nei paesi Schengen ha rappresentato una sfida per i valichi di frontiera tra l'UE e l'Ucraina, che sono congestionati e le cui infrastrutture e capacità non sono in grado di garantire condizioni dignitose e umane alle persone che attraversano la frontiera; osserva che uno dei problemi più gravi alla frontiera tra l'UE e l'Ucraina, in particolare nei tratti tra l'Ungheria e l'Ucraina e tra la Polonia e l'Ucraina, è rappresentato dai lunghi tempi di attesa per l'attraversamento della frontiera; chiede alla Commissione di avviare un dialogo volto a garantire che le procedure di attraversamento delle frontiere siano rapide ed esenti da corruzione, anche attraverso investimenti, formazione del personale e un efficace meccanismo di reclamo in materia di attraversamento delle frontiere; incoraggia l'UE a sostenere la creazione di nuovi valichi di frontiera e l'ampliamento dei valichi esistenti lungo la frontiera tra l'UE e l'Ucraina, attuando un rigoroso monitoraggio dei finanziamenti per prevenire gli abusi del passato;

130.  sostiene una cooperazione rafforzata tra l'UE e l'Ucraina, in particolare per quanto riguarda la gestione delle frontiere, i sistemi nazionali di asilo e di gestione dell'identità basati su mezzi biometrici, la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, la lotta contro la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità internazionale e l'approfondimento della cooperazione tra l'Ucraina e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (FRONTEX);

131.  osserva che sono stati compiuti ulteriori progressi nell'allineamento delle procedure doganali e di frontiera dell'Ucraina a quelle dell'Unione, nonché per quanto riguarda le attuali riforme istituzionali delle amministrazioni fiscali e doganali; accoglie con favore la legge sul soggetto giuridico unico per il servizio doganale statale, nonché le leggi sugli operatori economici autorizzati e sull'introduzione del sistema nazionale di transito elettronico, adottate nell'autunno 2019; si compiace inoltre dell'adozione, nel luglio 2019, di una strategia per la gestione integrata delle frontiere fino al 2025 e del successivo piano d'azione 2020-2022; si rammarica tuttavia dello stallo del progetto finanziato dall'UE per la modernizzazione di sei posti di controllo alla frontiera con l'Unione e deplora i tempi di attesa estremamente lunghi che ancora si registrano in corrispondenza di tali frontiere; esorta inoltre le autorità ucraine ad adottare tutte le restanti misure e norme necessarie per rendere pienamente operativi il regime degli operatori economici autorizzati e il sistema nazionale di transito elettronico e a garantire che i nuovi dirigenti del servizio doganale statale siano rapidamente nominati tra i candidati competenti mediante una procedura di selezione pubblica trasparente e imparziale; esorta le autorità ucraine a istituire il reato di contrabbando di tutte le merci quale elemento cruciale della gestione integrata delle frontiere;

132.  chiede che l'UE e le autorità ucraine e moldove accelerino il processo di blocco del commercio illegale e di chiusura dei canali di contrabbando in Transnistria, poiché l'uso della regione come zona sicura per i contrabbandieri, sfruttata da criminali e oligarchi, serve per rafforzare l'influenza russa ed è stato uno dei principali fattori di prolungamento del conflitto;

Disposizioni istituzionali

133.  si compiace dell'esito del vertice UE-Ucraina del 6 ottobre 2020, il primo vertice bilaterale tenutosi fisicamente a Bruxelles dallo scoppio della pandemia di COVID-19, e delle dichiarazioni esplicite di entrambe le parti a favore di un impegno costante per il rafforzamento dell'associazione politica e dell'integrazione economica dell'Ucraina con l'Unione europea;

134.  si compiace dell'esito delle riunioni e delle attività in corso nel quadro dei dialoghi Jean Monnet per la pace e la democrazia tra il Parlamento europeo e la Verchovna Rada dell'Ucraina e sostiene pienamente il loro proseguimento; è convinto che l'approfondimento della cultura parlamentare del dialogo contribuirà alla solidità, all'indipendenza, alla trasparenza e all'efficacia della Verchovna Rada dell'Ucraina, elementi essenziali per il futuro democratico ed europeo del paese e in linea con le aspirazioni dei cittadini ucraini;

135.  incoraggia, in tale contesto, la Verchovna Rada a proseguire attivamente la sua riforma istituzionale, volta tra l'altro ad aumentare la capacità legislativa e la qualità della legislazione, il controllo politico dell'esecutivo nonché la trasparenza e la responsabilità nei confronti dei cittadini, al fine di ottimizzare e rendere prioritaria l'adozione di progetti di legge relativi all'attuazione dell'AA, nonché a istituire salvaguardie istituzionali per bloccare la legislazione contraria agli impegni assunti nel quadro di tale accordo, ad esempio attraverso un ruolo più incisivo della commissione per l'integrazione europea, i cui parere dovrebbero essere vincolanti; sottolinea l'importanza della costante collaborazione del Parlamento europeo con la Verchovna Rada al fine di sostenere tale processo di riforma; sottolinea l'importanza di proseguire al meglio la cooperazione interparlamentare e i contatti interpersonali nel contesto della pandemia di COVID-19;

136.  ribadisce l'importanza di continuare a sostenere la missione consultiva dell'Unione europea (EUAM) in Ucraina e il suo ruolo nella riforma del settore della sicurezza civile; accoglie con favore l'apertura del suo ufficio sul campo a Mariupol e auspica risultati tangibili, conformemente al mandato della missione; chiede alla Commissione di intensificare gli sforzi volti a rafforzare le capacità delle autorità ucraine coinvolte nell'attuazione dell'AA/DCFTA; chiede alla Commissione di elaborare gli strumenti necessari per sostenere il continuo allineamento dell'Ucraina all'acquis dell'UE, in linea con le pertinenti decisioni del 22º vertice UE-Ucraina;

137.  ribadisce il suo invito a creare l'Università del partenariato orientale in Ucraina; invita le istituzioni dell'Unione a rafforzare e ampliare i programmi di formazione per i professionisti del diritto ucraini che desiderano specializzarsi in diritto dell'UE e a rafforzare la capacità dell'Ucraina di partecipare a Orizzonte Europa, tra gli altri mezzi per promuovere i contatti interpersonali e la cooperazione accademica e in materia di istruzione tra l'UE e l'Ucraina;

138.  si compiace del sostegno dell'UE allo sviluppo delle capacità istituzionali e ai corsi di formazione dei funzionari pubblici ucraini organizzate dal Collegio d'Europa a Natolin;

139.  invita le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e le autorità ucraine a organizzare campagne per informare meglio i cittadini in merito alle opportunità derivanti dall'iniziativa del partenariato orientale e dall'attuazione dell'AA/DCFTA, sensibilizzandoli circa i vantaggi di un'associazione rafforzata e collegando tali vantaggi agli sviluppi positivi del lavoro in Ucraina e negli altri paesi associati; incoraggia le autorità ucraine a migliorare la comunicazione dei benefici dell'AA/DCFTA e dell'assistenza dell'UE ai cittadini ucraini e a compiere maggiori sforzi per garantire che le opportunità dell'AA/DCFTA nonché dell'assistenza e dei programmi dell'UE giungano a livello locale, anche nelle zone remote del paese, in particolare nelle zone rurali, in modo da consentire alla popolazione di promuovere cambiamenti positivi nelle loro comunità;

140.  elogia la società civile, i giovani e le ONG dell'Ucraina per le loro attività in tutti i settori della vita pubblica e politica e, in particolare, per il loro sostegno all'attuazione dell'AA/DCFTA, per la gestione delle sfide poste dalla pandemia di COVID-19, per la lotta alle campagne di disinformazione, per l'assistenza e gli aiuti agli sfollati interni e ad altri gruppi vulnerabili e per il rafforzamento della resilienza sociale e dell'alfabetizzazione mediatica tra il popolo ucraino; incoraggia le amministrazioni centrali e locali ucraine a continuare a promuovere una stretta cooperazione con la società civile, fornendo tra l'altro maggiore sostegno finanziario alle sue attività; invita la Commissione a considerare prioritario il sostegno a tali ONG e organizzazioni della società civile; si compiace a tale proposito dello strumento per la società civile, un programma del valore di 20 milioni di EUR che sosterrà il rafforzamento della capacità delle organizzazioni della società civile di partecipare al processo decisionale e alla vita pubblica; esorta le autorità ucraine, alla luce di vari progetti di legge sul funzionamento e l'attività delle organizzazioni della società civile e di altre associazioni, a non adottare leggi che non siano in linea con gli obblighi nazionali e internazionali dell'Ucraina in materia di diritti umani e a garantire il funzionamento della società civile senza indebite interferenze;

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o   o

141.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Presidente, al governo e al parlamento dell'Ucraina e al Presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.

(1) GU L 303 del 28.11.2018, pag. 39.
(2) GU C 388 del 13.11.2020, pag. 116.
(3) GU C 11 del 12.1.2018, pag. 82.
(4) Testi approvati, P9_TA(2020)0167.
(5) GU L 165 del 27.5.2020, pag. 31.
(6) CM/Rec(2010)5, disponibile all'indirizzo https://search.coe.int/cm/Pages/result_details.aspx?ObjectID=09000016805cf40a
(7) Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2021Note legali - Informativa sulla privacy