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Procedura : 2020/2141(DEC)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0044/2021

Testi presentati :

A9-0044/2021

Discussioni :

PV 27/04/2021 - 8
CRE 27/04/2021 - 8

Votazioni :

PV 28/04/2021 - 2
PV 28/04/2021 - 13
CRE 28/04/2021 - 13
PV 29/04/2021 - 19

Testi approvati :

P9_TA(2021)0165

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PDF 345kWORD 115k
Giovedì 29 aprile 2021 - Bruxelles
Discarico 2019: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo
P9_TA(2021)0165A9-0044/2021
Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2021 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, sezione I – Parlamento europeo (2020/2141(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2019 (COM(2020)0288 – C9-0221/2020)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2019, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2019,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2019, corredata delle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2019, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e che abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(6), in particolare gli articoli 260, 261 e 262,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 10 dicembre 2018 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo, in particolare l'articolo 34,

–  visti l'articolo 100, l'articolo 104, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0044/2021),

A.  considerando che il Presidente ha adottato i conti del Parlamento relativi all'esercizio 2019 il 24 giugno 2020;

B.  considerando che il 17 giugno 2020 il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse destinate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti, conformemente al principio di sana gestione finanziaria, e che le procedure di controllo poste in essere offrono le necessarie garanzie di legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

C.  considerando che la Corte dei conti ha dichiarato, nella sua valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura del 2019, di non aver riscontrato carenze gravi nelle relazioni annuali di attività esaminate delle istituzioni e degli organismi, richieste dal regolamento (UE, Euratom) 2018/1046;

D.  considerando che l'articolo 262, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 esige che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2019;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 67 del 7.3.2019, pag. 1.
(2) GU C 384 del 13.11.2020, pag. 1.
(3) GU C 239 del 20.7.2020, pag. 1.
(4) GU C 377 del 9.11.2020, pag. 13.
(5) GU C 384 del 13.11.2020, pag. 180.
(6) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.


2. Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2021 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, sezione I – Parlamento europeo (2020/2141(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 100, l'articolo 104, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0044/2021),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento europeo (in appresso il "Parlamento") ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un'immagine fedele della situazione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa del Parlamento;

B.  considerando che, conformemente alla procedura abituale, sono state inviate all'amministrazione del Parlamento 192 domande e che la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento ha ricevuto e discusso pubblicamente le relative risposte scritte in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale, del direttore dell'Autorità dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (in appresso l'"Autorità") e del revisore interno;

C.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l'amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione;

Gestione finanziaria e di bilancio del Parlamento

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2019 ammontavano in totale a 1 996 978 262 EUR, pari al 18,5 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP)(1) stanziata per la spesa amministrativa delle istituzioni dell'Unione per il 2019, un importo che rappresenta un aumento del 2,4 % rispetto al bilancio 2018 (1 950 687 373 EUR);

2.  rileva che l'importo totale delle entrate contabilizzate al 31 dicembre 2019 ammontava a 207 521 070 EUR (rispetto ai 193 998 910 EUR del 2018), di cui 36 566 236 EUR di entrate con destinazione specifica (rispetto ai 30 783 590 EUR del 2018);

3.  sottolinea che quattro capitoli rappresentavano da soli il 67,8 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari), il che indica l'elevato livello di rigidità che caratterizza la maggior parte delle spese dell'Istituzione;

4.  prende atto delle cifre in base alle quali sono stati chiusi i conti dell'Istituzione per l'esercizio 2019, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

stanziamenti per il 2019:

1 996 978 262

riporti non automatici dall'esercizio 2018:

---

riporti automatici dall'esercizio 2018:

299 095 028

stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2019:

36 566 236

riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2018:

49 010 988

Totale:

2 381 650 514

b)  Utilizzo degli stanziamenti durante l'esercizio 2019 (EUR)

impegni:

2 332 411 812

pagamenti effettuati:

2 035 068 314

stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica:

306 712 540

stanziamenti riportati non automaticamente:

---

stanziamenti annullati:

38 744 124

c)  Entrate di bilancio (EUR)

riscosse nel 2019:

207 521 070

d)  Totale bilancio al 31 dicembre 2019 (EUR)

1 685 376 397

5.  sottolinea che è stato impegnato il 98,8 % degli stanziamenti iscritti nel bilancio del Parlamento, pari a 1 973 232 524 EUR, con un tasso di annullamento dell'1,2 %; rileva con soddisfazione che, come negli esercizi precedenti, è stato raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio; rileva che i pagamenti sono stati pari a 1 698 971 864 EUR, con un conseguente tasso di esecuzione dell'86,1 %;

6.  sottolinea che gli stanziamenti annullati per l'esercizio 2019, pari a 23 745 738 EUR, hanno interessato principalmente le spese relative agli immobili, come pure le retribuzioni e altri diritti;

7.  rileva che nell'esercizio 2019 sono stati approvati diciotto storni a norma degli articoli 31 e 49 del regolamento finanziario, per un importo pari a 76 028 316 EUR ovvero il 3,8 % degli stanziamenti definitivi; osserva che il 45,3 % dei fondi stornati riguardava la politica immobiliare dell'Istituzione e per la maggior parte, in particolare, il contributo al finanziamento dei pagamenti annuali per il progetto inerente all'edificio Adenauer; rileva che gli storni correlati ai rinvii per quanto riguarda la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea ammontavano al 25 %;

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti del 2019 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

8.  ricorda che la Corte dei conti (in appresso "la Corte") svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un unico blocco di politiche per tutte le istituzioni dell'Unione; sottolinea che le spese amministrative e le spese correlate comprendono le spese relative alle risorse umane (stipendi, indennità e pensioni), che rappresentano circa il 60 % del totale, e le spese concernenti gli immobili, gli impianti e le apparecchiature, l'energia, le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione;

9.  rileva che, nel complesso, dagli elementi probatori degli audit svolti risulta che la spesa relativa alla rubrica "Amministrazione" non è inficiata da un tasso di errore rilevante; rileva altresì che, sulla base dei tre errori quantificati, il livello di errore stimato per la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale è al di sotto della soglia di rilevanza;

10.  prende atto della constatazione specifica, riguardante il Parlamento, contenuta nella relazione della Corte sull'attuazione del bilancio per l'esercizio 2019 (in appresso "la relazione della Corte"); constata con preoccupazione che la Corte ha riscontrato errori in un pagamento a favore di un partito politico europeo, che riguardava il mancato rispetto delle norme sull'ammissibilità della spesa, nello specifico, non sono stati forniti documenti contrattuali scritti né elementi probatori dei costi realmente sostenuti; si rammarica del fatto che la Corte abbia segnalato carenze analoghe nelle operazioni relative a gruppi politici e a un partito europeo nelle sue relazioni annuali del 2014, 2015 e 2016; chiede una maggiore trasparenza nello scambio di informazioni per evitare il ripetersi di tali situazioni in futuro; rileva tuttavia che, sebbene vi siano a tutt'oggi margini di miglioramento, negli ultimi anni si sono registrati molti sviluppi positivi;

11.  prende atto della risposta fornita dal Parlamento nella procedura in contraddittorio con la Corte, che ha riesaminato e affrontato i singoli casi evidenziati a seguito delle conclusioni della Corte; ricorda che, sebbene l'amministrazione del Parlamento sia il servizio ordinatore per il pagamento della sovvenzione ai partiti politici europei, essa non è responsabile della loro spesa effettiva e che i partiti politici europei sono essi stessi responsabili della legittimità e regolarità delle loro operazioni; osserva che il Parlamento ha fornito ai partiti politici europei informazioni e orientamenti completi su temi per i quali sono stati individuati problemi; invita la Corte a verificare periodicamente le spese dei partiti politici europei;

Relazione annuale del revisore interno

12.  prende atto che, nella riunione del 16 novembre 2020 tra la commissione competente e il revisore interno, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale e ha descritto gli audit di garanzia che ha eseguito e su cui ha presentato relazioni, che nel 2019 hanno riguardato i seguenti argomenti:

   audit degli appalti e dell'esecuzione dei contratti nel settore della ristorazione (Direzione generale delle Infrastrutture e della Logistica (DG INLO));
   gruppi di visitatori (Direzione generale della Comunicazione (DG COMM));
   audit dell'indennità di assistenza parlamentare per quanto riguarda gli assistenti locali (Direzione generale delle Finanze (DG FINS));
   prima relazione sull'audit dei sistemi di informazione: gestione dell'identità e dell'accesso;
   audit del finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (DG FINS);
   esame preliminare del quadro di protezione dei dati del Parlamento;
   follow-up delle azioni aperte facenti seguito alle relazioni di audit interno – fasi 1 e 2 del 2019;

13.  accoglie con favore e sostiene le seguenti azioni che il revisore interno ha concordato o sta per concordare con le direzioni generali responsabili a seguito degli incarichi di garanzia:

   per quanto riguarda l'audit delle procedure di appalto e dell'esecuzione dei contratti nel settore della ristorazione (DG INLO), il conseguimento degli obiettivi di controllo interno, in particolare consentendo termini più lunghi per gli appalti che siano proporzionati alla complessità delle specifiche; garantire capitolati d'oneri più chiari, pertinenti e accurati; garantire una valutazione trasparente delle offerte basata sui criteri pubblicati e adeguatamente documentata; convalida di contratti ad hoc di concessione con il servizio giuridico; l'importanza fondamentale di gestire le modifiche ai contratti di concessione in linea con le norme; miglioramento del monitoraggio e della rendicontazione della gestione (il Parlamento ricorda che le predette azioni sono essenziali per garantire che le procedure di appalto pubblico attraggano più offerte, assicurando in tal modo una migliore concorrenza e migliori servizi in un dato periodo di tempo; sottolinea l'importanza di tenere conto dei criteri di sostenibilità ambientale e dei fattori sociali);
   per quanto riguarda l'audit dei gruppi di visitatori, aumentare la garanzia della regolarità dei pagamenti e dell'efficienza dell'attuazione delle norme sui contributi finanziari, inclusa una migliore definizione dei costi ammissibili e del periodo di ammissibilità; migliorare l'adeguatezza e l'efficacia dei controlli ex ante ed ex post sui rimborsi; garantire il pieno rispetto delle norme applicabili in materia di rimborsi per i gruppi di visitatori; misure volte a garantire la piena realizzazione del programma dei gruppi di visitatori;
   per quanto riguarda la prima relazione sull'audit dei sistemi di informazione: gestione dell'identità e dell'accesso, riducendo al minimo assoluto la concessione di diritti di accesso privilegiato alle infrastrutture UNIX/LINUX dei cosiddetti "super utenti"; rafforzamento dei controlli di accesso a livello centrale sulle applicazioni critiche campionate; stabilire procedure di sicurezza sui conti privilegiati al fine di definire norme di controllo dell'accesso;
   per quanto riguarda l'audit dell'indennità di assistenza parlamentare (DG FINS), incentrarsi sulla conformità normativa e la sana gestione finanziaria delle procedure per il rimborso delle spese di assistenza parlamentare locale, in particolare il margine di azione nel settore degli obblighi professionali e contrattuali dei terzi erogatori, e la regolarizzazione annuale dei loro conti;
   per quanto riguarda la prima fase dell'audit sul finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (DG FINS), incentrarsi sul processo di registrazione dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee e sul controllo della loro ammissibilità, sulla cooperazione funzionale tra l'Autorità e l'ordinatore del Parlamento e sugli aspetti pratici dell'attuazione della legislazione principale;
   per quanto riguarda la revisione preliminare del quadro di protezione dei dati del Parlamento, che sarà adottata nell'ambito del programma di lavoro di audit interno per il 2020, incentrarsi sulla garanzia della conformità del quadro di protezione dei dati del Parlamento con il regolamento (UE) 2018/1725(2), sulla garanzia di una struttura di governance sostenibile che assicuri il rispetto degli obblighi in materia di gestione dei dati personali, unitamente a misure volte a garantire la sicurezza di tali dati e su una rendicontazione affidabile e coerente in merito alla gestione dei suoi dati personali da parte dell'Istituzione;

14.  rileva che il processo di follow-up per il 2019 ha comportato la chiusura di 36 delle 93 azioni aperte; osserva con preoccupazione che, oltre a queste azioni convalidate, vi era un totale di 124 azioni aperte a seguito delle relazioni di audit, comprese quelle non ancora previste per l'attuazione, e che 62 di queste azioni totali affrontano un rischio significativo; si attende che le diverse direzioni generali si adoperino per garantire che le azioni in ritardo siano chiuse e che le azioni concordate siano attuate nel rispetto delle scadenze stabilite; invita il Segretario generale a riferire all'autorità di discarico sulla chiusura delle restanti azioni nel corso delle sue audizioni in seno alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento a ottobre e novembre 2021;

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2018

15.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico 2018, pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento il 21 settembre 2020, e della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste sollevate nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2018, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito;

16.  si rammarica che non sia stato dato il necessario seguito a tutte le raccomandazioni formulate nella propria risoluzione sul discarico per l'esercizio 2018 e che il documento sul seguito riservato al discarico non fornisca alcuna motivazione al riguardo; invita il Segretario generale a trasmettere all'Ufficio di presidenza tutte le richieste di azione contenute nelle risoluzioni annuali sul discarico, a elaborare un piano d'azione per affrontare e dare seguito alle raccomandazioni e ad includere i risultati di tale esercizio nelle relazioni annuali di attività; insiste sul fatto che il Segretario generale e il vicepresidente competente per il bilancio dovrebbero tenere discussioni periodiche con la commissione per il controllo dei bilanci sulle questioni che riguardano il bilancio dell'Istituzione e la sua esecuzione; ritiene che tali discussioni dovrebbero tenersi nel corso dell'intero anno e non solo durante la procedura di discarico; ribadisce il suo invito all'Ufficio di presidenza a migliorare la trasparenza della sua procedura decisionale, in particolare per quanto riguarda la pubblicazione tempestiva dei documenti e delle informazioni pertinenti sul suo sito web;

17.   prende atto delle misure adottate per facilitare la transizione al nuovo fornitore di servizi per l'asilo nido del Parlamento; invita i servizi competenti a monitorare costantemente le prestazioni della nuova équipe, garantendo che il livello dei servizi rimanga soddisfacente e assicurando, tra l'altro, che sia rispettato un rapporto sufficiente tra personale di assistenza e numero di bambini;

18.  deplora che non siano state adottate ulteriori misure per quanto riguarda il fondo di vitalizio volontario a causa del fatto che alcuni membri del fondo pensioni hanno impugnato la decisione dell'Ufficio di presidenza del 10 dicembre 2018 dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea (la "Corte di giustizia"); invita il Segretario generale a informare immediatamente la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito alla sentenza della Corte di giustizia;

19.  plaude al fatto che il ricorso ai pagamenti in contanti sia notevolmente diminuito e che i deputati si siano avvalsi della possibilità offerta dalle norme rivedute per attribuire la responsabilità finanziaria delle visite patrocinate a professionisti, vale a dire i terzi erogatori o alle agenzie di viaggio anziché gli assistenti parlamentari accreditati (APA); rileva con preoccupazione, tuttavia, che il Segretario generale non ha ancora pubblicato una valutazione delle nuove norme e chiede che sia preparata tale valutazione; sottolinea che, in sede di redazione della valutazione, il revisore interno dovrebbe essere consultato sulle procedure esistenti;

20.  si rammarica della mancanza di equilibrio di genere nei posti direttivi nell'amministrazione del Parlamento; riconosce, tuttavia, gli sviluppi positivi in tal senso e prende atto dei nuovi obiettivi; riconosce la necessità di un monitoraggio continuo sul tema;

21.   ricorda la richiesta rivolta all'Ufficio di presidenza nella risoluzione sul discarico 2018, di incrementare il numero di persone con disabilità impiegate nell'amministrazione del Parlamento;

22.  rinnova l'invito al Segretario generale a insistere sulla necessità di un effettivo equilibrio geografico basato sulla rappresentanza proporzionale di tutti gli Stati membri a tutti i livelli del personale, tra cui l'alta dirigenza; constata le difficoltà incontrate dal Parlamento nell'assunzione di personale di alcune nazionalità; sottolinea l'importanza di aumentare l'attrattiva del Parlamento in quanto datore di lavoro in tutti gli Stati membri;

23.   accoglie con favore la nota del Segretario generale sulla gestione della disabilità nell'amministrazione del Parlamento europeo; sottolinea che i dieci impegni contenuti nella nota devono ancora essere perseguiti durante l'attuale legislatura nei settori dell'accessibilità digitale e fisica: chiede che l'autorità di discarico sia tenuta al corrente dei progressi compiuti;

24.  ricorda che l'articolo 11 del regolamento ha introdotto l'obbligo per i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione di pubblicare, in ciascuna delle loro relazioni, informazioni sulle riunioni tenute con i rappresentanti di interessi; rileva con soddisfazione che, dall'inizio della nuova legislatura, sul proprio sito web è disponibile l'infrastruttura necessaria per consentire ai deputati di pubblicare le riunioni programmate con i rappresentanti di interessi ai fini di una maggiore trasparenza; constata che, al 1° dicembre 2020, 324 dei 705 attuali deputati avevano pubblicato almeno una riunione con un rappresentante di interessi sul sito del Parlamento; incoraggia, tuttavia, ulteriori miglioramenti all'accessibilità e all'utilizzabilità dello strumento, anche avvisando i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione in merito all'obbligo di pubblicare tali informazioni al fine di adempiere alla sua funzione di rendere l'Istituzione più aperta, trasparente e responsabile nei confronti dei cittadini;

25.  ribadisce che il Presidente del Parlamento ha incaricato i servizi dell'Istituzione di attuare una serie di modifiche allo strumento di pubblicazione per migliorarne la facilità d'uso, innanzitutto collegandolo al registro per la trasparenza e all'Osservatorio legislativo; invita il Parlamento ad attuare senza indugio tali modifiche;

Contesto generale

26.  prende atto dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e i membri della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, alla presenza del revisore interno e del direttore dell'Autorità, tenutosi il 16 novembre 2020 nel contesto del discarico al Parlamento per l'esercizio 2019;

27.  sottolinea che le elezioni europee del maggio 2019 hanno portato a una suddivisione in due metà per il Parlamento nel 2019, la prima incentrata sull'adozione della legislazione e la seconda sull'avvio di una nuova legislatura;

28.  rileva che la 9ª legislatura del Parlamento è costituita per il 61 % da nuovi deputati, cioè un incremento sostanziale rispetto alle legislature precedenti e alle previsioni del 50 %, in base alle quali era stato stabilito il bilancio dell'Istituzione per il 2019;

29.  ricorda che il rinvio della data del recesso del Regno Unito dall'Unione in tre occasioni nel corso del 2019 ha avuto un notevole impatto sul bilancio del Parlamento per tale esercizio; sottolinea che le retribuzioni e le indennità dei deputati britannici e dei loro assistenti sono state pagate per un periodo più lungo di quanto inizialmente previsto, il che ha comportato un aumento considerevole del numero e del costo complessivo dei necessari storni di bilancio all'interno del bilancio del Parlamento; accoglie con favore la flessibilità della gestione dei contratti di lavoro degli APA dei deputati britannici da parte della Direzione generale del Personale (DG PERS);

30.  prende atto con soddisfazione del consolidamento del front office per gli APA quale sportello unico per gestire l'intera procedura di assunzione degli APA, nonché il ruolo della DG PERS nel facilitare l'introduzione e l'integrazione di nuovi deputati e APA dopo l'elezione e la riuscita gestione del passaggio di legislatura attraverso la task force dedicata della DG PERS per le elezioni nel 2019, che ha garantito, per la prima tornata della 9ª legislatura, la conclusione di 1 292 contratti di assunzione di APA (ossia per il 93 % dei deputati) e di ulteriori 2 017 contratti entro la fine dell'anno;

31.  deplora le difficoltà incontrate dai deputati nell'assumere rapidamente i loro assistenti all'inizio della legislatura a causa dell'accresciuta attività della DG PERS; chiede che le proprie équipe amministrative addette all'assunzione degli APA siano potenziate all'inizio di ogni nuova legislatura e per il tempo necessario a permettere ai deputati di assumere i loro assistenti e a impartire loro una formazione esaustiva in anticipo e fino allo smaltimento dell'elevata mole di lavoro;

32.  ribadisce la necessità di attuare le disposizioni dello statuto relative al termine per la presentazione della domanda di indennità di nuova sistemazione su un piano di parità per tutte le categorie di personale; invita la DG PERS a esaminare in particolare i casi di ex APA nei quali il termine legale non è stato applicato correttamente alla fine della legislatura nel luglio 2019;

33.  plaude all'assunzione dei nuovi compiti per la gestione delle risorse umane dei tirocinanti dei deputati a seguito della decisione dell'Ufficio di presidenza di rafforzare il quadro per la loro assunzione il 2 luglio 2019;

34.  accoglie con favore il positivo completamento, nel 2019, dei nuovi ambienti di lavoro per i deputati a Bruxelles e Strasburgo; si compiace del fatto che la ristrutturazione di tutti gli uffici dei deputati a Bruxelles (1 ufficio individuale per deputato + 2 uffici del personale) e a Strasburgo (1 ufficio individuale + 1 ufficio del personale) sia stata effettuata in tempi record e in anticipo rispetto al calendario previsto, oltre a rientrare nell'importo di bilancio destinato ai lavori, e che siano state installate nuove attrezzature per il mobilio, comprese soluzioni informatiche integrate, a un costo inferiore a quello inizialmente previsto; osserva che il piano rivisto di assegnazione degli uffici per i deputati e i gruppi politici si basava sull'uso più efficiente possibile degli spazi per uffici disponibili; deplora il fatto che, in ragione di tale principio, alcuni gruppi politici si siano ritrovati ad avere deputati sparsi in diversi edifici e piani senza alcun collegamento logico, con la conseguente rottura dell'unità dei gruppi politici; deplora inoltre che l'assegnazione degli uffici ai gruppi politici abbia spinto alcuni a trasferirsi in edifici esterni non più collegati alle attività principali del Parlamento, creando così una separazione strutturale del personale dai propri deputati; constata che l'edificio Trèves 1 è carente in termini di servizi e che occorre privilegiare la ricerca di soluzioni per collegarlo agli edifici principali;

35.  osserva che il telelavoro e le teleconferenze come pure il voto a distanza sono ormai parte delle modalità di lavoro dell'Istituzione per i deputati; invita l'Ufficio di presidenza a esaminare le modalità e i costi per continuare ad agevolare tali modalità per tutti i deputati che lo desiderino e a valutare la possibilità di utilizzarle anche in futuro, affinché i deputati possano tenere riunioni sia nelle loro circoscrizioni sia con i loro colleghi a Bruxelles in quelle che potrebbero diventare settimane "ibride"; rileva tuttavia che la presenza fisica nei locali del Parlamento non può essere completamente sostituita dal lavoro a distanza;

36.  deplora la mancanza di un sistema per garantire che i deputati temporaneamente assenti per un motivo giustificato, come congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia di lunga durata o congedo per prestazione di assistenza, possano continuare a svolgere le loro principali mansioni, in primo luogo intervenire nelle discussioni e votare; è del parere che ciò sia in contrasto con i valori fondamentali dell'Unione, in quanto implica che il voto a un candidato donna può comportare la temporanea mancanza di rappresentanza; invita l'Ufficio di presidenza a vagliare le possibilità di agevolare il proseguimento della partecipazione a distanza e di prevedere la sostituzione di un deputato o di una deputata durante il congedo parentale e nei casi summenzionati; chiede di modificare l'articolo 6 dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto (legge elettorale europea) al fine di porre rimedio alla situazione relativa al congedo parentale; invita l'Ufficio di presidenza a modificare il regolamento;

37.  osserva che dovrebbero essere rilasciati lasciapassare dell'Unione europea ai deputati, ai funzionari e ad altri agenti dell'Unione, sulla base delle condizioni stabilite dal regolamento (UE) n. 1417/2013(3); ricorda che, a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento, tutti i deputati hanno diritto di chiedere un lasciapassare dell'Unione "che assicuri a un deputato la libera circolazione negli Stati membri e negli altri paesi che lo riconoscono come un documento di viaggio valido", poiché il "lasciapassare deve essere riconosciuto dalle autorità degli Stati membri come titolo di viaggio valido"; deplora che, secondo le segnalazioni di alcuni deputati, il lasciapassare non sia pienamente riconosciuto come documento di viaggio in alcuni Stati membri; chiede all'Istituzione di indagare su tali situazioni e di coordinarsi con le autorità competenti per garantire che non sia limitata la libera circolazione dei deputati mentre si recano alle riunioni del Parlamento o rientrano dalle stesse;

38.  riconosce che l'accordo tra il Parlamento, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni ha apportato benefici finanziari e amministrativi che contribuiscono alla sana gestione finanziaria delle istituzioni interessate; ribadisce tuttavia che, a giudizio dei Comitati, tale accordo è squilibrato e non è stato rispettato dal Parlamento nella sua interezza; ritiene che una proroga o una revisione dell'attuale accordo debba risolvere tutte le questioni in sospeso; chiede alle istituzioni interessate di riferire congiuntamente alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento sull'accordo e sulla sua revisione in corso;

Comunicazioni e informazioni

39.  esprime il proprio sostegno per il modo in cui l'Istituzione ha migliorato la visibilità delle elezioni europee creando, promuovendo e collaborando con un'ampia rete di mezzi di comunicazione, partner e volontari, che hanno svolto il ruolo di moltiplicatori di opinioni all'interno delle rispettive reti; osserva con preoccupazione, tuttavia, che l'affluenza alle elezioni europee del 2019 è rimasta troppo bassa in alcuni paesi; ritiene che una campagna intesa a garantire la visibilità delle elezioni europee e del ruolo del Parlamento nel processo legislativo debba avere un carattere permanente, con un'attenzione particolare per tali paesi;

40.  si compiace del fatto che oltre il 50 % dei cittadini dell'Unione aventi diritto di voto hanno partecipato alle elezioni e constata con soddisfazione che per la prima volta dalle prime elezioni dirette nel 1979 l'affluenza alle urne ha registrato un aumento; deplora tuttavia che non sia stato seguito il sistema degli Spitzenkandidaten (candidati capofila) per la nomina del Presidente della Commissione, a differenza di quanto avvenuto dopo le elezioni del 2014; osserva che tale sistema rafforza la trasparenza e la rendicontabilità della Commissione nei confronti del Parlamento; constata che la Presidente della Commissione europea riconosce la necessità di un miglioramento in tale ambito negli orientamenti politici; sottolinea che, come indicato negli orientamenti politici, è necessario riesaminare le modalità di nomina ed elezione dei dirigenti delle istituzioni;

41.  sottolinea la necessità di rendere il processo elettorale europeo più accessibile alle persone con disabilità;

42.  rileva che è stato necessario svolgere le elezioni europee anche nel Regno Unito e che la campagna di comunicazione del Parlamento è stata estesa anche a questo paese;

43.  ricorda che nel 2019 la DG COMM disponeva di 813 membri del personale e gestiva il 5,3 % del bilancio complessivo dell'Istituzione;

44.  ritiene che comunicare la natura politica del Parlamento e il lavoro svolto dai suoi deputati ai cittadini dell'Unione sia oggi più importante che mai; incoraggia tutti gli sforzi dell'Istituzione e della sua DG COMM per far conoscere meglio il Parlamento, i suoi poteri, le sue decisioni e le sue attività ai media, ai portatori di interessi e ai cittadini; chiede alla DG COMM di impegnarsi costantemente per rendere il sito web del Parlamento più accessibile, intuitivo, coerente e di facile uso, poiché è uno strumento essenziale per avvicinare l'Istituzione ai cittadini;

45.  constata che il proprio Ufficio di presidenza aveva affidato alla DG COMM il compito di sensibilizzare maggiormente i cittadini dell'intera Unione sulle prossime elezioni, allo scopo di aumentare la partecipazione democratica; si compiace del contributo dato dalla campagna elettorale e d'informazione del Parlamento del 2019 al raggiungimento del tasso di affluenza alle urne più elevato registrato in vent'anni; esprime il proprio sostegno alla strategia innovativa di comunicazione istituzionale del Parlamento per le elezioni europee del 2019, intesa a sensibilizzare i cittadini in merito alle elezioni e a incoraggiarli a votare; osserva che tale strategia era fondata sull'intensificazione e sul consolidamento delle relazioni con i mezzi di comunicazione nonché sullo sviluppo di una solida rete di partner; considera estremamente importante instaurare un dialogo permanente con i cittadini dell'Unione mediante diversi canali di comunicazione, non solo durante l'anno elettorale ma anche per l'intera durata della legislatura; insiste sull'importanza di creare sinergie con i canali esistenti e di intensificare la cooperazione con i propri Uffici di collegamento per evitare duplicazioni e impiegare efficacemente il denaro dei contribuenti;

46.  è profondamente preoccupato per l'uso ingannevole del nome del Parlamento e della simbologia dell'Unione da parte del sito web "EP Today"; constata con estrema preoccupazione che, secondo quanto riscontrato da EUvsDesinfo, il 99 % degli articoli apparsi su "EP Today" erano in realtà tratti da altri siti web come "Voice of America" o "Russia Today"; considera allarmante il fatto che un'ulteriore indagine di EU DisinfoLab abbia portato allo scoperto l'esistenza di un'efficace e massiccia operazione di influenza in atto da 15 anni a scapito dell'Unione, con più di 750 falsi media locali e più di 10 "ONG fantasma"; è preoccupato per il fatto che tale operazione abbia raggiunto e coinvolto con successo alcuni deputati prima di essere identificata e indagata; invita la propria DG COMM a coordinarsi con il Servizio europeo per l'azione esterna e la Commissione per adottare provvedimenti in merito;

47.  osserva che prima e durante le elezioni tutti i soggetti interessati del Parlamento sono stati aggiornati sulla disinformazione e sulle minacce nei confronti del Parlamento da parte di entità e di attori che tentavano di compromettere l'unità e la democrazia europea; esorta il Parlamento ad adottare misure energiche per contrastare la disinformazione attraverso informazioni e avvertenze regolari e a organizzare azioni di formazione e di sensibilizzazione appropriate destinate ai deputati, al personale e ai visitatori; invita il Parlamento a intensificare la comunicazione esterna delle proprie attività;

48.  ricorda, nel contesto della campagna elettorale decentralizzata, il ruolo degli uffici di collegamento del Parlamento europeo, che hanno promosso l'interazione con i cittadini e i mezzi di comunicazione attraverso il potenziamento degli uffici stampa e la collaborazione con i soggetti interessati e i moltiplicatori di opinioni, al fine di entrare in contatto con un nuovo pubblico, in particolare le giovani generazioni; chiede che il ruolo attivo degli Uffici di collegamento negli Stati membri sia mantenuto per l'intera durata della legislatura;

49.  esprime preoccupazione per l'indagine del Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) sul ricorso del Parlamento a una società di campagne politiche con sede negli Stati Uniti d'America per il trattamento dei dati personali nel quadro delle sue attività relative alle elezioni europee del 2019; rileva che, a seguito dell'indagine sul ricorso a NationBuilder da parte del Parlamento, il GEPD ha emesso la prima ammonizione in assoluto nei confronti di un'istituzione dell'Unione per aver violato l'articolo 29 del regolamento (UE) 2018/1725, in relazione alla selezione e approvazione dei subappaltatori utilizzati da NationBuilder; rileva inoltre che il GEPD ha emesso successivamente una seconda ammonizione nei confronti del Parlamento per aver omesso di pubblicare una politica conforme sulla tutela della privacy per il sito web "stavoltavoto.eu" entro il termine stabilito dal GEPD; osserva con soddisfazione che, in entrambi i casi, il Parlamento ha agito in linea con le raccomandazioni del GEPD; condivide le dichiarazioni del GEPD sulla minaccia rappresentata dalla manipolazione online e su come solide norme in materia di protezione dei dati siano essenziali per la democrazia, soprattutto nell'era digitale;

50.  prende atto delle diverse voci di spesa per il 2019, ripartite nel modo seguente:

Voce di spesa

Spese 2019

Spese per il personale

24 293 036 EUR

Spese per gli immobili

11 051 311 EUR

Spese inerenti alla sicurezza

1 586 598 EUR

Spese per la comunicazione

11 906 438 EUR

Totale

49 137 382 EUR

51.  prende atto che, nella riunione dell'11 febbraio 2019, l'Ufficio di presidenza ha confermato il mantenimento dell'ufficio del Parlamento a Londra; prende atto che, il 5 ottobre 2020, l'Ufficio di presidenza ha confermato la chiusura dell'antenna a Edimburgo alla fine del 2020; osserva che il proprio Ufficio di collegamento e la delegazione dell'Unione europea nel Regno Unito continueranno a svolgere un ruolo essenziale per il Parlamento, prestando servizi ai deputati che si recano in missione nel Regno Unito, e allo scopo di interagire ulteriormente con i cittadini, la società civile, il governo, il contesto parlamentare e i mezzi di comunicazione nel paese; osserva a tal proposito che l'ufficio di collegamento nel Regno Unito collabora con la delegazione dell'Unione europea conformemente alle rispettive competenze del Parlamento e del Servizio europeo per l'azione esterna; ricorda che lo status e l'autonomia del personale del Parlamento nel Regno Unito dovrebbero essere garantiti in linea con il modello consolidato dell'ufficio di Washington, il quale ne assicura il corretto funzionamento; si rammarica pertanto del rifiuto del governo del Regno Unito di riconoscere il pieno status diplomatico dell'ambasciatore dell'Unione europea nel Regno Unito; invita l'Ufficio di presidenza e il Servizio europeo per l'azione esterna a trovare una soluzione pratica con le autorità britanniche per garantire lo statuto diplomatico al personale del Parlamento che lavora presso l'ufficio di collegamento di Londra;

52.  ricorda le preoccupazioni già espresse l'anno scorso sulla decisione dell'Ufficio di presidenza dell'11 febbraio 2019 relativa al sostegno parlamentare alla missione dell'Unione europea presso l'ASEAN a Giacarta, alla delegazione dell'Unione europea presso l'Unione africana ad Addis Abeba e alla delegazione dell'Unione europea presso le Nazioni Unite a New York; sottolinea che qualsiasi nuova decisione deve essere basata su un'approfondita analisi costi-benefici e ribadisce che, data la natura specifica di tale sostegno parlamentare, la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento dovrebbe ricevere informazioni dettagliate pertinenti; deplora che non siano ancora stati creati indicatori misurabili per valutare le prestazioni annuali nel quadro del ciclo di pianificazione strategica, monitoraggio e rendicontazione del Parlamento; chiede al Segretario generale di eseguire con urgenza tale valutazione e di presentarla alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento non appena disponibile;

53.  sottolinea la necessità di ravvivare la cultura del dibattito in Parlamento; accoglie con favore la decisione di chiedere ai deputati di pronunciare i loro discorsi dal leggio posto dinanzi alla plenaria; ritiene che la cultura del dibattito possa essere migliorata anche concedendo un lasso di tempo sufficiente per lo scambio di argomentazioni e controdeduzioni, ad esempio mediante l'estensione della procedura del cartellino blu;

Gruppi di visitatori patrocinati

54.  si compiace dei considerevoli sforzi compiuti dal Parlamento per ampliare e migliorare i servizi offerti ai visitatori; esprime apprezzamento per il numero impressionante di oltre 1,5 milioni di visitatori che sono stati accolti nel 2019 presso tutti i locali del Parlamento, con un aumento del 26 % dei giovani visitatori rispetto al 2018;

55.  constata con soddisfazione che, dopo l'entrata in vigore, nel gennaio 2017, della nuova regolamentazione dell'Ufficio di presidenza relativa all'accoglienza dei gruppi di visitatori, nel corso del 2019 è stato realizzato un audit sui gruppi di visitatori e che, nel dicembre 2019, sono stati proposti alla DG COMM piani d'azione intesi a migliorare il quadro di gestione e di controllo e il quadro regolamentare applicabile ai rimborsi ai gruppi di visitatori; evidenzia, tuttavia, che non si dovrebbe trascurare l'obiettivo dei gruppi di visitatori, segnatamente avvicinare i cittadini al Parlamento, alle sue funzioni e alla sua interazione con le altre istituzioni dell'Unione, al funzionamento dell'Unione e al suo contesto, che include le città che ospitano le istituzioni;

56.  rileva che le norme rivedute a disciplina del pagamento dei contributi finanziari per i gruppi di visitatori patrocinati sono entrate in vigore il 1º gennaio 2017; ricorda che, in conformità del principio di divieto del fine di lucro sancito da tali norme, i capigruppo hanno l'obbligo di restituire eventuali contributi finanziari non utilizzati previa verifica da parte dei servizi del Parlamento di una dichiarazione finanziaria; chiede maggiori garanzie che la gestione dei gruppi di visitatori patrocinati rispetti rigorosamente le norme applicabili, incluso il rimborso dei costi relativi ai visitatori con disabilità; rinnova la propria richiesta di eliminare la possibilità di nomina degli APA alla guida di un gruppo, affinché la responsabilità finanziaria delle visite patrocinate incomba esclusivamente a un deputato del gruppo o a professionisti, vale a dire i terzi erogatori o le agenzie di viaggio;

57.  ricorda che nel 2019 il proprio revisore contabile interno avviato un audit sull'applicazione delle nuove norme e che nelle sue conclusioni, ultimate nel 2020, ha sottolineato che i contributi finanziari per i gruppi di visitatori dovrebbero essere maggiormente allineati alle spese effettive sostenute dai gruppi, che i controlli ex ante dovrebbero essere intensificati al momento del versamento del primo contributo e che l'attuale sistema di controlli ex post dovrebbe essere rafforzato; ribadisce che le conclusioni del revisore contabile interno dovrebbero essere tenute in considerazione nella valutazione delle procedure esistenti e nella messa a punto di controlli ex ante più rigorosi, al fine di evitare la possibilità di accumulo di denaro al di là delle capacità di controllo; chiede una valutazione approfondita dell'attuale livello dei controlli ex post;

58.  sottolinea che l'accoglienza di gruppi patrocinati di visitatori con disabilità può comportare spese aggiuntive e necessita di maggiori contributi finanziari, ragion per cui raccomanda all'Ufficio di presidenza di esaminare la possibilità di maggiori stanziamenti per coprire tutte le spese ammissibili di tali gruppi;

59.  sostiene le attività del Parlamentarium a Bruxelles, che nel 2019 ha accolto 307 105 visitatori, una netta crescita rispetto al 2018, e della Casa della storia europea, che nel 2019 ha accolto 199 256 visitatori, una crescita del 21 % rispetto al 2018; esprime apprezzamento per il successo degli spazi "Europa Experience" a Berlino, Lubiana, Strasburgo, Helsinki, Copenaghen e Tallinn; prende atto che i servizi del Parlamento hanno definito un programma di lavoro congiunto, inteso al completamento della realizzazione degli spazi "Europa Experience" in tutti gli Stati membri entro il 2024;

Edifici

60.  ricorda che nel 2019 la DG INLO disponeva di 609 membri del personale e gestiva il 12,6 % del bilancio complessivo del Parlamento;

61.  è consapevole che l'11 marzo 2019 l'Ufficio di presidenza ha adottato un nuovo approccio alle future proposte del mercato immobiliare per gli uffici di collegamento e gli spazi "Europa Experience" in vari Stati membri;

62.  è consapevole dell'importanza della politica immobiliare, in particolare del completamento degli ultimi lavori di allestimento nell'edificio Montoyer 63 a Bruxelles, che è entrato in funzione nel 2019, e del progetto immobiliare Adenauer a Lussemburgo, il cui completamento è previsto entro la fine del mese di giugno 2023; prende atto che nel 2019 la commissione per i bilanci del Parlamento ha autorizzato uno storno di recupero, per un importo pari a 31 milioni di EUR, per il prefinanziamento del progetto, che esclude i costi di gestione del progetto, gli oneri finanziari, gli organismi di certificazione ecc.; si rammarica dell'aumento dei costi dovuto ai ritardi nella costruzione e rileva che sono state necessarie transazioni con le imprese di costruzione (collegate ai ritardi nel progetto) per evitare ulteriori ritardi e costi (tra il 5 % e il 15 % dell'importo dell'appalto);

63.  prende atto che la nuova strategia immobiliare "Oltre il 2019", adottata dall'Ufficio di presidenza nell'aprile 2018, era incentrata sulle esigenze che non erano ancora state affrontate in misura sufficiente, tra cui l'adattamento delle strutture al cambiamento delle modalità di riunione (pianificazione di sale riunioni specificamente adattate ai triloghi legislativi), l'azione a livello locale e l'avvicinarsi ai cittadini mediante l'integrazione degli spazi "Europa Experience" negli uffici di collegamento del Parlamento, la prosecuzione degli sforzi di potenziamento della sicurezza negli edifici del Parlamento e la loro ristrutturazione, nonché la riduzione del divario di interconnessione degli edifici centrali del Parlamento privilegiando l'acquisto degli edifici rispetto alla loro locazione;

64.  esprime preoccupazione per le azioni giunte a scadenza, concordate con il revisore contabile interno nel 2018, intese ad affrontare rischi residui significativi riguardanti la manutenzione, la ristrutturazione e il funzionamento; invita l'Ufficio di presidenza ad adottare una politica globale in materia di manutenzione e a riferire all'autorità di discarico; si compiace del graduale abbandono degli appalti per l'esternalizzazione di funzioni di gestione e dei risparmi che ciò consente di realizzare;

65.  constata che il più grande progetto immobiliare del Parlamento – l'ampliamento dell'edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo – è giunto al completamento della prima fase, vale a dire l'ala Est; sottolinea che la torre dell'edificio è occupata dal personale del Parlamento dall'autunno 2019 e che la parte restante dell'ala Est sarà occupata gradualmente a partire da novembre 2020; rileva che i lavori di costruzione dell'ala Ovest dell'edificio inizieranno alla fine del 2020 e che la loro conclusione è prevista per il 2023;

66.  prende atto dell'imponente parco infrastrutturale del Parlamento, che può essere suddiviso nel modo seguente:

Edifici a Bruxelles

Edifici a Lussemburgo

Edifici a Strasburgo

11 di proprietà

2 di proprietà

5 di proprietà

4 in locazione

3 in locazione

 

659 092 m2

343 879 m2

344 283 m2

Uffici di collegamento e antenne del PE

 

Totale

37

Di proprietà

12

In locazione

25

Superficie

28 383 m2

67.  ricorda che nel 2020 il Parlamento ha bandito un concorso architettonico internazionale che prevede due opzioni, vale a dire una ristrutturazione ambientale completa o la ricostruzione dell'edificio Spaak; sottolinea che la ristrutturazione/ricostruzione dovrebbe essere guidata dall'efficacia in termini di costi e dall'efficienza energetica; attende una valutazione dettagliata e pubblica dell'efficienza dei costi ed energetica della proposta selezionata, da svolgersi alla luce del fatto che il progetto preliminare sintetico, che sarà elaborato dallo studio di architettura vincitore nel corso del 2021, dovrà essere presentato alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento; chiede che la ristrutturazione/ricostruzione tenga conto delle attuali esigenze del Parlamento quali descritte nella strategia immobiliare aggiornata per il periodo successivo al 2019; sottolinea che è opportuno che la ristrutturazione/ricostruzione tenga conto anche delle attuali esigenze dei deputati e del personale in relazione alle recenti restrizioni e ai nuovi necessari adeguamenti in materia di salute e sicurezza;

68.  prende atto della decisione dell'Ufficio di presidenza del 25 novembre 2019 di creare spazi "Europa Experience" per i visitatori in tutti gli Stati membri entro la fine della legislatura in corso (2024) nonché dell'attuale tasso di esecuzione di detta decisione; invita il Segretario generale a informare periodicamente la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento sullo stato di attuazione;

69.  accoglie con favore l'idea che il Parlamento è impegnato a procedere all'adeguamento e alla ristrutturazione necessari dei propri edifici per creare un ambiente accessibile a tutti gli utenti, in linea con le norme dell'Unione e con i quadri giuridici nazionali; sottolinea che a Strasburgo sono già iniziati i lavori per migliorare l'accessibilità per le persone con disabilità o a mobilità ridotta e che i progetti continueranno sia a Bruxelles che a Strasburgo, ma anche in sei uffici di collegamento del Parlamento europeo; chiede di proseguire tali lavori di ristrutturazione in tutti gli altri edifici del Parlamento, impegnandosi a rispettare i requisiti funzionali di accessibilità per quanto riguarda l'ambiente costruito di cui all'allegato III della direttiva (UE) 2019/882(4) e rifacendosi alle pertinenti norme europee e internazionali concernenti il rispetto di tali requisiti nelle procedure di appalto, affinché i deputati, il personale e i visitatori con disabilità o a mobilità ridotta possano accedere agli edifici e utilizzarne le strutture alle stesse condizioni degli altri, conformemente a quanto stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; sottolinea che dovrebbero essere messi a disposizione fondi per coprire in modo efficiente queste misure/spese;

70.  esprime preoccupazione per il fatto che dal 2017 è stata disposta, ed è tuttora mantenuta, la chiusura del circuito di acqua calda negli uffici dei deputati a Bruxelles e a Strasburgo; rileva che la decisione di sospendere l'erogazione di acqua calda negli uffici dei deputati a Bruxelles e a Strasburgo è stata adottata dai Questori il 24 ottobre 2017 in relazione al rischio sanitario posto dalla presenza del batterio nocivo della Legionella all'interno dei sistemi idraulici degli edifici che presentano condizioni di deterioramento dovuto alla loro età; osserva che la principale difficoltà legata al ripristino della produzione di acqua calda negli edifici del Parlamento è data dal fatto che una pulizia approfondita di tutte le condutture obsolete, che includono molti tubi a fondo cieco, richiederebbe la loro completa dismissione e che tale progetto di ampia portata richiede uno studio di fattibilità approfondito che tenga conto dell'impatto degli spostamenti, dei traslochi, della polvere e del rumore sull'attività legislativa dei deputati; esorta la DG INLO a continuare a mettere in atto misure di compensazione;

71.  osserva che un primo bando di gara è stato indetto nel 2019 al fine di stipulare contratti per nuovi servizi bancari e si è concluso con la presentazione dell'offerta di una sola banca per lo stesso spazio che già precedentemente occupava; osserva che un secondo bando di gara è stato pubblicato nel 2020 con l'obiettivo di occupare gli altri due spazi per i servizi bancari e che non è pervenuta alcuna offerta; si rammarica che l'agenzia ING sia rimasta aperta solo per i primi due mesi dell'attuale legislatura, il tempo necessario per aprire i conti bancari a molti dei deputati neoeletti e degli assistenti parlamentari a contratto, e poi abbia chiuso; constata che anche il supermercato ha deciso di non prorogare la sua concessione, ma si compiace del fatto che in futuro ci sarà una concessione per un mercato alimentare situato al piano terra dell'edificio Spinelli; chiede all'amministrazione di rivedere e rendere più attraenti le condizioni di esercizio delle concessioni commerciali al fine di attirare fornitori di servizi di qualità;

72.  esprime preoccupazioni sull'edificio Trèves 1 per la sua carenza di servizi; invita il Parlamento a considerare prioritaria la ricerca di una soluzione per garantire che questo edificio sia efficacemente collegato agli edifici principali del Parlamento, dove si svolge la maggior parte delle attività parlamentari;

73.  segnala le recenti notizie riportate dai media secondo cui le telecamere termiche in uso nei locali del Parlamento per misurare la temperatura di tutte le persone che entrano al Parlamento sono prodotte da Hikvision, una società che importa dalla Cina e produce telecamere per la provincia cinese dello Xinjiang(5); ricorda che Hikvision è stata accusata di fornire apparecchiature di sorveglianza ai campi di internamento in questa provincia(6); osserva che esiste un rischio inaccettabile che Hikvision, attraverso le sue operazioni nello Xinjiang, contribuisca a gravi violazioni dei diritti umani; ricorda che il Parlamento ha assegnato il premio Sacharov per la libertà di pensiero 2019 a Ilham Tohti per i suoi sforzi volti a proteggere i diritti della popolazione uigura in Cina; ritiene pertanto inaccettabile l'uso di telecamere termiche di questo fornitore nei locali del Parlamento; invita il Segretario generale a rescindere il contratto con Hikvision e a rimuovere tutte le telecamere termiche di tale azienda dai locali del Parlamento; sottolinea la necessità che l'amministrazione sia più prudente nella selezione dei fornitori di apparecchiature in futuro;

Sicurezza e protezione

74.  ricorda che nel 2019 la Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE) disponeva di 770 membri del personale e gestiva l'1,5 % del bilancio complessivo del Parlamento;

75.  si compiace del fatto che dal 2015 non si è verificato alcun incidente di sicurezza grave all'interno degli edifici del Parlamento; è tuttavia preoccupato per il numero totale di deputati, segreterie dei gruppi politici e APA che hanno dichiarato di aver subito furti all'interno degli edifici del Parlamento; rileva che il valore globale stimato degli oggetti rubati, che ammonta a circa 60 000 EUR all'anno, è rimasto stabile negli ultimi tre anni; si attende un continuo rafforzamento del livello di sicurezza;

76.  prende atto delle azioni immediate, approvate dall'Ufficio di presidenza nella riunione del 22 luglio 2020, che hanno incluso una campagna di sensibilizzazione, la protezione delle apparecchiature informatiche di valore, la notifica preliminare dei lavori di manutenzione e la fornitura di chiavi maestre separate per ciascun piano, stabilendo limiti rigorosi alla loro distribuzione; esprime tuttavia il proprio disaccordo nei confronti dei messaggi specifici e del tono generale della campagna di sensibilizzazione contro i furti con scasso negli edifici del Parlamento, in quanto sembrano attribuire la colpa ai deputati e al personale piuttosto che diffondere raccomandazioni pratiche in materia di sicurezza; si attende che il Parlamento esamini misure a lungo termine per prevenire i furti tra cui, oltre a quelle già proposte, l'introduzione di diversi livelli di diritti di accesso agli edifici del Parlamento, l'estensione della copertura della sorveglianza a circuito chiuso (CCTV) e ulteriori azioni per quanto riguarda la politica di gestione delle chiavi, inclusa la possibilità di installare serrature elettroniche delle porte, tenendo debitamente conto della dovuta proporzionalità tra gli investimenti necessari e il valore effettivo degli oggetti rubati, nonché della tutela della vita privata;

77.  sollecita l'attuazione di una strategia di fuga interna per le persone con mobilità ridotta o disabilità in caso di emergenza;

78.  si compiace delle misure adottate per potenziare la sicurezza degli edifici del Parlamento, in particolare le verifiche di sicurezza nei confronti del personale dei prestatori di servizi esterni e l'internalizzazione dei servizi di sicurezza generali a Lussemburgo, approvata dall'Ufficio di presidenza nel 2012, ma che ha subito ripercussioni a causa dei lavori di costruzione del nuovo edificio Adenauer II; sottolinea che gli episodi di manifestanti violenti che irrompono nelle istituzioni pubbliche degli Stati membri e minacciano il personale e i deputati sono una questione preoccupante e incoraggia pertanto la DG SAFE a valutare le attuali misure di sicurezza e a formulare raccomandazioni per migliorarle;

79.  appoggia la cooperazione interistituzionale in materia di sicurezza, in particolare la firma del protocollo d'intesa riguardante le verifiche di sicurezza nei confronti del personale dei prestatori di servizi esterni che lavorano presso le istituzioni dell'Unione in Belgio, la creazione di un gruppo di lavoro interistituzionale incaricato di armonizzare le misure di sicurezza applicate presso gli uffici di collegamento del Parlamento e le rappresentanze della Commissione negli Stati membri, l'analisi congiunta in corso da parte dei servizi di sicurezza delle istituzioni dell'Unione per identificare e mappare i settori più idonei per una cooperazione rafforzata come pure la portata di questa possibile cooperazione, inclusa la possibilità di condividere alcuni servizi, nonché i progressi compiuti verso l'introduzione di un badge di accesso interistituzionale;

80.  prende atto con soddisfazione dell'avvio di procedure di mercato per l'introduzione di un sistema automatico di riconoscimento dei veicoli agli ingressi e alle uscite di tutti i parcheggi e per il trasferimento all'edificio Adenauer II;

81.  ricorda tuttavia che l'apertura al pubblico è una caratteristica essenziale del Parlamento e che occorre mantenere un equilibrio adeguato con il necessario livello di sicurezza;

Cibersicurezza e sicurezza delle TIC

82.  ricorda che nel 2019 la Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC) disponeva di 480 membri del personale e gestiva il 6 % del bilancio complessivo del Parlamento;

83.  ricorda l'incarico di consulenza svolto dal servizio di audit interno sul grave incidente informatico che si è verificato nel 2017 e ha comportato conseguenze per la continuità operativa, il cui esito conteneva tre raccomandazioni relative a una maggiore protezione dell'infrastruttura TIC del Parlamento, le quali integrano l'elenco dei sistemi informatici critici ed essenziali con una mappatura più chiara delle risorse rispetto alle missioni e l'indicazione delle dipendenze documentate tra risorse, e affrontano la necessità di una certificazione di livello superiore degli edifici in locazione che ospitano le sale informatiche del Parlamento a Bruxelles;

84.  comprende l'importanza di diritti di accesso privilegiato alle attività di manutenzione e sviluppo; invita la DG ITEC a definire norme chiare sul controllo degli accessi per quanto riguarda questi account privilegiati e a rivedere la concessione dei diritti di "super utente";

85.  approva l'avvio del progetto relativo a un nuovo centro dati destinato a sostituire il centro dati obsoleto Huizingen di livello II con un centro di livello IV necessario per migliorare la sicurezza delle TIC, la resilienza e la continuità;

86.  sostiene gli sforzi compiuti dal Parlamento nel 2019 per ridurre i rischi per la cibersicurezza, incluse la definizione e la pubblicazione di un quadro per la cibersicurezza del Parlamento, la valutazione sistematica del rischio correlati alla medesima per le nuove applicazioni sensibili e l'esecuzione annuale di un test anti-intrusione da Internet; chiede di individuare e ridurre al minimo i rischi e di attuare una gestione basata sul rischio; invita la DG ITEC a migliorare le capacità di ripresa e ad attuare un piano di risposta agli incidenti di sicurezza informatica;

87.  sottolinea l'obbligo del Parlamento di gestire direttamente le sue infrastrutture critiche e i dati sensibili e riservati, o almeno di avere un controllo diretto sulla loro gestione; incarica la sua amministrazione di adempiere a tale obbligo;

88.  ricorda il valore aggiunto dei software liberi e open source nel migliorare la sicurezza, poiché permettono al Parlamento di individuare e correggere i punti deboli, mantenere il controllo sui dati ospitandoli nei propri server e progettare soluzioni in base alle proprie specifiche, evitando al contempo gli effetti di lock-in;

89.  ricorda la sua preferenza per le soluzioni software gratuite e open source rispetto a quelle proprietarie in sede di valutazione delle nuove applicazioni interne; chiede che siano segnalate agli organi competenti in materia di TIC le situazioni in cui non vengono scelte soluzioni open source;

90.  riconosce i rischi per la sicurezza delle informazioni e della vita privata insiti nell'uso di soluzioni dipendenti da terzi per la condivisione di dati sensibili da parte dei deputati e del personale senza che il Parlamento sia in grado di controllare il modo in cui i dati vengono trattati; chiede, conformemente agli orientamenti strategici in materia di sicurezza informatica approvati dall'Ufficio di presidenza e al fine di porre rimedio a tale situazione, di ospitare nei suoi server soluzioni proprie, basate su sistemi open source, e sicure per le riunioni virtuali e la messaggistica istantanea, come avviene attualmente nelle principali istituzioni degli Stati membri, quali l'amministrazione centrale francese e la Bundeswehr tedesca;

91.  elogia la DG ITEC per gli sforzi compiuti per mettere in comune una parte delle sue competenze e delle sue risorse in materia di cibersicurezza attraverso una squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni dell'Unione (CERT-EU);

Tecnologia, digitalizzazione e innovazione

92.  si compiace del positivo completamento nel 2019 del sistema di gestione finanziaria del Parlamento, che è stato applicato per l'esercizio 2020; esprime preoccupazione per l'hardware obsoleto e chiede che si prosegua la modernizzazione informatica mediante il rinnovo dell'hardware obsoleto e ulteriori sviluppi di progetti strategici nei settori dell'e-Parliament e dell'ambiente di lavoro mobile per i deputati e il personale;

93.  sottolinea che gli aggiornamenti delle retribuzioni del personale del Parlamento non sono automatizzati e devono essere inseriti manualmente nei sistemi informatici delle risorse umane; esprime preoccupazione relativamente ai rischi di pagamenti indebiti basati sulle informazioni non corrette derivanti dalla mancata automatizzazione delle retribuzioni; esorta i servizi del Parlamento a sviluppare un sistema informatico sostenibile per le retribuzioni del personale in cooperazione con le altre istituzioni dell'Unione;

94.  si compiace degli sforzi significativi intesi a proseguire gli investimenti nella digitalizzazione dei processi finanziari, in particolare l'introduzione e l'utilizzo agevoli ed efficaci del nuovo sistema di gestione finanziaria e contabile (SAP) dal novembre 2019 per tutte le operazioni relative all'esecuzione del bilancio, l'adozione della strategia "Blue-Chip hubs for administrative services", intesa a migliorare il servizio prestato ai clienti e l'efficienza amministrativa, e la decisione dell'Ufficio di presidenza del 17 giugno 2019 di avviare l'automazione del registro centrale di presenza, come pure l'estensione delle funzioni dell'e-Portal, che funge da punto di accesso digitale unico per i deputati per la gestione dei loro diritti finanziari e sociali;

95.  sollecita miglioramenti nell'attuale sistema di tracciatura e rilevazione dei problemi informatici tra le unità operative dei servizi del Parlamento, al fine di aumentare l'efficienza e la trasparenza; sottolinea che l'assistenza in loco per i deputati e i loro uffici spesso risolve i problemi informatici in modo più rapido ed efficiente rispetto all'assistenza telefonica;

96.  chiede che sia garantita l'adozione di misure di sicurezza appropriate per quanto riguarda l'attuazione delle soluzioni cloud per il Parlamento, incluse quelle che consentono all'Istituzione di esercitare la sua sovranità istituzionale; insiste sul fatto che quest'ultima dovrebbe essere ottenuta garantendo la titolarità del trattamento dei dati, la localizzazione dei dati sul territorio dell'Unione, l'assenza di effetti di lock-in e un approccio multi-vendor che consenta la migrazione del carico di lavoro e dei dati senza soluzione di continuità tra i diversi livelli del cloud ibrido (onsite, cloud privato e pubblico), nonché tra i fornitori di servizi cloud in funzione dell'evoluzione delle esigenze e non solo in fase di uscita dai servizi cloud, al fine di raggiungere una maggiore agilità e maggiori possibilità di diffusione dei dati, come concordato dal gruppo di lavoro sulla strategia di innovazione TIC e confermato all'Ufficio di presidenza lo scorso anno;

97.  ricorda che tali requisiti politicamente rilevanti della politica del cloud, vale a dire in merito alla determinazione, al massimo livello decisionale, delle categorie di dati che possono essere immessi nel cloud, alla definizione di cloud sovrano o alla scelta dei fornitori, sono stati formulati dai vicepresidenti del Parlamento e devono essere presi in considerazione nel processo di adozione della politica del cloud da parte dell'Ufficio di presidenza, prima di stipulare qualsivoglia contratto con un fornitore di servizi cloud;

98.  chiede che sia garantito il diritto dei deputati e degli assistenti di utilizzare software da ufficio liberi e open source;

99.  rammenta la necessità di adottare un approccio più semplice, sistematico e coordinato per creare e convertire i dati di interesse pubblico in un formato aperto, leggibile meccanicamente, facilmente accessibile e riutilizzabile per gli utenti; ribadisce che è cruciale che il Parlamento disponga di una propria politica in materia di dati aperti; chiede ai servizi competenti di presentare un progetto da sottoporre all'approvazione dell'Ufficio di presidenza;

100.  ricorda che il principio generale della strategia del cloud è quello di rendere sicure le informazioni e proteggere i dati, il che richiede una categorizzazione specifica dei dati basata sulla protezione degli stessi e sulle valutazioni di sicurezza; chiede all'Ufficio di presidenza di approvare, dopo aver esaminato l'analisi dei rischi preparata dai servizi competenti, le categorie di dati e le applicazioni che possono essere immesse nel cloud e di stabilire quali debbano essere conservate esclusivamente in Parlamento;

101.  ricorda la necessità di garantire che non vi siano effetti di lock-in nel cloud e di raggiungere una maggiore sicurezza utilizzando, ove possibile, software open source e standard aperti;

102.  chiede all'amministrazione di creare uno spazio sul sito web del Parlamento, dove siano disponibili i risultati delle votazioni in Aula di ciascun deputato, e sia visibile e raffrontabile la ripartizione dei voti per gruppo politico e nazionalità dei deputati; invita i servizi competenti a esaminare e testare la fattibilità della visualizzazione degli ultimi emendamenti sottoscritti in commissione e in Aula di alcuni deputati volontari sulle loro pagine web personali del Parlamento;

103.  accoglie con favore la strategia Digital Workplace4MEP (ambiente di lavoro digitale per i deputati) che offre soluzioni a favore della mobilità e dell'efficienza; ritiene che l'introduzione di dispositivi ibridi di elevata qualità contribuirà al conseguimento dell'obiettivo di gestione ambientale di ridurre il consumo di carta del 50 % entro il 2024; si attende che ciò consentirà di realizzare consistenti risparmi di costi grazie al graduale abbandono di altri tipi di dispositivi;

104.  richiama l'attenzione su quattro importanti indagini condotte dal GEPD che riguardano il Parlamento, segnatamente sul ricorso da parte di quest'ultimo a NationBuilder per l'elaborazione di dati personali nell'ambito delle attività relative alle elezioni europee del 2019, senza pubblicare una dichiarazione sulla protezione dei dati personali conforme per il sito web "thistimeimvoting" entro il termine stabilito dal GEPD, sulle rilevazioni della temperatura corporea e sul sito web di prenotazione dei test nel contesto della crisi COVID-19; osserva che nei primi due casi il Parlamento ha agito in linea con le raccomandazioni del GEPD; ricorda la summenzionata revisione preliminare del quadro di protezione dei dati del Parlamento; invita i servizi competenti dell'amministrazione del Parlamento a trarre insegnamenti dalle suddette indagini per il futuro;

105.  rileva che il Wi-fi fornito nei locali del Parlamento a Bruxelles è spesso instabile e non consente lo svolgimento indisturbato delle riunioni durante le videochiamate virtuali; chiede al Parlamento di aggiornare l'attuale sistema al livello di prestazioni necessario per garantire la piena operatività del Parlamento da remoto;

106.  accoglie con favore i due progetti europei, Red Flags e Digiwhist, che utilizzano i big data per ridurre la corruzione, e incoraggia l'uso delle tecnologie emergenti nel quadro della digitalizzazione;

Accesso alle gare d'appalto

107.  accoglier con favore i miglioramenti apportati all'accesso degli utenti alle gare d'appalto in seno al Parlamento; si adopera per rafforzare ulteriormente il suo processo di digitalizzazione fornendo una sezione di "Domande frequenti" a riguardo delle procedure di gara e assicurando un accesso semplificato;

108.  prende atto dell'attuale strumento di aggiudicazione elettronico TED nell'ambito del processo di trasformazione digitale degli appalti pubblici, pur sottolineando la necessità di una sezione di domande e risposte multilingue di cui occorre garantire il tempestivo aggiornamento;

Tecnologie emergenti negli appalti pubblici

109.  ribadisce l'impegno del Parlamento a proseguire la trasformazione digitale degli appalti pubblici, al fine di agevolare l'accesso agli appalti pubblici e promuovere l'innovazione tecnica digitale; osserva che l'adozione da parte della DG ITEC di un modello di cloud dimostra l'importanza di iniziare a esplorare il potenziale delle tecnologie emergenti negli appalti pubblici;

110.  sottolinea che, secondo le stime, l'acquisto pubblico di beni e servizi è stato pari a 2 000 miliardi di EUR o al 13,3 % del PIL(7); osserva che uno studio aggiornato nel 2020 ha mostrato come le nuove tecnologie come blockchain, big data, IA, Internet delle cose e stampa 3D sono utilizzate per scopi diversi: mediante l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico è possibile prevedere la domanda futura e categorizzare la spesa per gli appalti, mentre l'analisi mediante chatbot può facilitare la gestione delle domande degli utenti; osserva inoltre che la blockchain è utilizzata per garantire la trasparenza nelle diverse fasi degli appalti pubblici e l'archiviazione digitale di ogni singolo contratto, processo e pagamento, ed è una fonte unica di dati condivisa; osserva, infine, che la stampa 3D garantisce la produzione diretta di diversi componenti(8); richiama l'attenzione sul fatto che l'applicazione delle tecnologie emergenti agli appalti pubblici finirà per rafforzare l'indispensabile trasformazione digitale dei processi di gara;

Trasparenza

111.  rileva con grave preoccupazione che, secondo le relazioni annuali del registro per la trasparenza degli anni passati, circa la metà di tutte le iscrizioni nel registro è errata; teme che il registro non possa adempiere al suo scopo di fornire una maggiore trasparenza sulle attività dei rappresentanti di interessi se la metà delle sue iscrizioni fornisce informazioni incomplete o errate; esorta il Parlamento e la Commissione ad affrontare il problema dell'elevato tasso di iscrizioni errate aumentando, almeno temporaneamente, il personale del segretariato del registro comune per la trasparenza, onde verificare sistematicamente la correttezza e la completezza di tutte le iscrizioni e garantire che siano ammesse nel registro soltanto le iscrizioni corrette;

112.  ricorda che, ai sensi dell'articolo 4 del codice di condotta in materia di interessi finanziari e conflitti di interessi, le dichiarazioni degli interessi finanziari dei deputati devono essere rese in modo preciso; deplora che in talune dichiarazioni sulle attività esterne retribuite o non retribuite il livello di dettagli forniti sia insufficiente , il che dà luogo a dubbi in merito alla possibilità di verificare i potenziali conflitti di interesse di un'attività con le attività parlamentari; osserva che, qualora vi sia motivo di ritenere che le informazioni fornite non siano aggiornate, il Presidente può, se del caso, chiedere al deputato di correggere la dichiarazione entro 10 giorni; invita l'Ufficio di presidenza a rivedere il formato delle dichiarazioni; incoraggia consultazioni in proposito con le autorità competenti degli Stati membri ai fini dello scambio di prassi eccellenti;

Assunzione del personale

113.  ricorda che nel 2019 la DG PERS disponeva di 459 membri del personale e gestiva il 48 % del bilancio complessivo del Parlamento;

114.  osserva che, a seguito delle elezioni del 2019, la percentuale di nuovi deputati nella 9ª legislatura ha raggiunto un massimo del 61 %; sottolinea che, visto il crescente numero di ex deputati, il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza dovrebbero stabilire norme rigorose per regolamentare il fenomeno delle "porte girevoli", richiedendo agli ex deputati di informare il Parlamento circa le attività e gli impieghi che hanno svolto dopo il termine del mandato per un periodo di tempo pari almeno al periodo in cui gli ex deputati percepiscono l'indennità transitoria di fine mandato; chiede una valutazione indipendente che stabilisca se tali attività generano conflitti di interessi;

115.  è convinto che l'attrattiva del Parlamento in quanto datore di lavoro sia una componente essenziale del suo successo; è profondamente preoccupato per le difficoltà incontrate in relazione all'assunzione di persone di alcune nazionalità e all'internalizzazione di determinati profili professionali; si rammarica dell'eccessiva dipendenza del Parlamento da competenze esterne; rileva che la DG PERS sta attuando il progetto denominato "Attracting and retaining top talent" (attirare e trattenere i migliori talenti), che è inteso a migliorare le misure messe in atto dal Parlamento per attirare e trattenere talenti e a contribuire allo sviluppo della visione strategica a lungo termine del Parlamento sulle professioni del futuro; invita il Segretario generale a fare tutto il possibile per migliorare la diversità e l'equilibrio geografico in seno al personale del Parlamento in termini di rappresentanza proporzionale per Stato membro, anche nelle posizioni dirigenziali, e ad esaminare tutte le opzioni disponibili per aumentare la competitività e l'attrattiva del Parlamento quale datore di lavoro;

116.  è preoccupato per la mancanza di diversità in seno al personale del Parlamento; invita il Segretario generale a considerare prioritario l'incremento della diversità; prende atto della difficoltà di assumere specialisti nel settore informatico e finanziario ai livelli più bassi a Lussemburgo, in particolare nella categoria AST-SC; sottolinea che, per risolvere questo problema strutturale, è necessaria l'introduzione di un coefficiente di correzione che tenga conto del costo della vita più elevato in questo luogo di lavoro nonché l'assunzione a livelli più elevati, e ribadisce, a tal proposito, la richiesta rivolta alla Commissione nel quadro della procedura di discarico 2018; sottolinea che un'analisi fattuale preliminare trasmessa dalla Corte al Segretario generale in questo contesto indica che il processo di selezione organizzato dall'Ufficio europeo di selezione del personale non è adatto per concorsi specifici su scala ridotta, che sono i più idonei a rispondere alle attuali esigenze delle istituzioni dell'Unione in termini di assunzioni; prende atto con soddisfazione della partecipazione attiva del Parlamento agli sforzi a livello interistituzionale intesi a rivedere le attuali modalità di svolgimento dei concorsi da parte dell'Ufficio europeo di selezione del personale; chiede che sia messo a punto un nuovo quadro di selezione per i concorsi specialistici e che sia introdotto un meccanismo di riesame regolare delle procedure di selezione; invita il Segretario generale a organizzare, se del caso, concorsi specialistici interni;

117.  esprime grande preoccupazione anche per il fatto che per la DG ITEC è molto difficile assumere un numero sufficiente di esperti altamente qualificati con profili, conoscenze ed esperienze molto specifici; invita il Parlamento a garantire che tale domanda sia debitamente trasmessa all'Ufficio europeo di selezione del personale, al fine di meglio rispondere a queste esigenze specifiche delle istituzioni dell'Unione, in particolare in relazione alle competenze informatiche dal Parlamento nel settore della sicurezza informatica, del cloud computing e dell'intelligenza artificiale; si rammarica dell'eccessiva dipendenza del Parlamento da consulenti esterni e sottolinea l'importanza che la DG ITEC sviluppi ulteriormente la propria strategia "Dai consulenti esterni agli agenti contrattuali" al fine di ridurre al minimo i rischi per la sicurezza per il Parlamento;

118.  ricorda l'importanza di conseguire un giusto equilibrio geografico in seno al personale del Parlamento; osserva che, per quanto riguarda la proporzione tra il numero di membri del personale e il numero di deputati provenienti dallo stesso Stato membro, non esiste una divisione tra vecchi e nuovi Stati membri in termini di sovrarappresentanza o sottorappresentanza; osserva che le cinque proporzioni più elevate riguardano membri del personale provenienti da Belgio, Lituania, Estonia, Slovenia e Malta, mentre le cinque proporzioni più basse riguardano membri del personale provenienti da Polonia, Germania, Austria, Paesi Bassi e Cipro; sottolinea che attualmente la Slovenia e la Lituania figurano tra i sette Stati membri con la proporzione più elevata tra posizioni direttive ricoperte e numero di deputati; invita il Parlamento a garantire che i membri del personale a tutti i livelli siano assunti e promossi sulla base della capacità, dell'efficienza e dell'integrità, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità; chiede che si compiano ulteriori sforzi per garantire che lavorare al Parlamento abbia la stessa attrattiva per i cittadini di ogni nazionalità dell'Unione;

119.  si compiace del fatto che la promozione delle pari opportunità sia un elemento fondamentale della politica delle risorse umane del Parlamento, che facilita l'occupazione delle persone con disabilità e ne rafforza l'integrazione; esprime soddisfazione per il fatto che la tabella di marcia sull'uguaglianza di genere continua ad essere attuata mediante azioni concrete e che il 13 gennaio 2020 l'Ufficio di presidenza ha approvato una serie di obiettivi per quanto riguarda l'equilibrio di genere nelle posizioni direttive di livello superiore e intermedio in seno al Segretariato del Parlamento europeo, da conseguire entro il 2024, e precisamente il 50 % di donne nelle posizioni di capo unità e di direttore e il 40 % di donne nelle posizioni di direttore generale; sottolinea la necessità che l'Ufficio di presidenza si adoperi maggiormente per l'uguaglianza di genere, impegnandosi a raggiungere obiettivi più ambiziosi da conseguire entro il 2022, e precisamente il 50 % di donne nelle posizioni di capo di unità e di direttore e il 50 % di donne nelle posizioni di direttore generale; invita l'Ufficio di presidenza a formulare obiettivi ambiziosi anche per le posizioni direttive di livello inferiore;

120.  ribadisce che è essenziale che i rappresentanti del personale siano ascoltati quando l'Ufficio di presidenza discute di questioni generali che riguardano la sua politica del personale e chiede nuovamente al Segretario generale di prendere misure appropriate per attuare quest'approccio fondamentale; ribadisce la sua richiesta al Segretario generale di adottare ulteriori misure per garantire la trasparenza e l'equità durante le procedure di nomina dell'alta dirigenza; chiede la piena attuazione delle misure raccomandate nella risoluzione del Parlamento del 18 aprile 2018, in particolare che fra i membri dei comitati di selezione degli alti funzionari del Parlamento figurino anche funzionari degli organi di rappresentanza del personale; chiede inoltre di garantire coerenza a riguardo della pubblicazione esterna dei posti di inquadramento superiore, nonché diligenza nella pubblicazione di tali posti man mano che si rendono vacanti;

121.  rammenta le conclusioni e le raccomandazioni della Mediatrice europea nei casi riuniti 488/2018/KR e 514/2018/K, e invita il Segretario generale a migliorare ulteriormente le procedure di nomina dei funzionari di alto livello ricercando una trasparenza e un'uguaglianza maggiori; invita l'amministrazione del Parlamento a riferire annualmente in merito alla nomina di alti funzionari;

Personale, assistenti parlamentari accreditati e assistenti locali

122.  richiama l'attenzione sull'obiettivo di riduzione del personale del 6 %, che nel 2019 ha costretto il Parlamento a sopprimere 59 posti amministrativi dal proprio organigramma; prende atto della parallela crescita del numero di agenti contrattuali; mette in guardia dalle gravi ripercussioni che eventuali tagli di bilancio a livello amministrativo o un'eventuale riduzione del personale potrebbero avere per il futuro della funzione pubblica dell'Unione e l'attuazione delle sue politiche; esprime preoccupazione, in particolare, per gli effetti negativi di tale ingente riduzione sulle prestazioni dell'Istituzione dovuta alla riforma delle condizioni d'impiego del 2014, sia sul breve che sul lungo termine, rimanendo consapevole della necessità di garantire una gestione di bilancio responsabile e, se del caso, effettuare risparmi; osserva che il lavoro e la responsabilità di alcune commissioni del Parlamento sono aumentati in quanto sono state incaricate del controllo dei fondi del piano di ripresa dell'UE Next Generation EU, che ammonta a 750 miliardi di EUR e che, insieme al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, raggiunge i 1 800 miliardi di EUR; è preoccupato per la carenza di personale con capacità amministrative nei segretariati competenti; chiede di valutare nuovamente la situazione del personale;

123.  rileva che la Corte ha riscontrato che le istituzioni dell'Unione hanno ridotto il numero di posti per i funzionari (vale a dire il personale permanente e temporaneo), aumentando gradualmente il numero di agenti contrattuali (aumentato del 121 % tra il 2012 e il 2018, con una tendenza simile per il 2019), con un conseguente sostanziale aumento della percentuale di agenti contrattuali sul totale del personale; deplora profondamente la mancanza di prospettive di carriera per gli agenti contrattuali nel caso dell'amministrazione del Parlamento; invita il Segretario generale a valutare i rischi connessi all'assunzione di un numero crescente di agenti contrattuali, fra cui quello di creare in seno al Parlamento una struttura del personale a due livelli; insiste sul fatto che le posizioni e i compiti fondamentali permanenti dovrebbero essere affidati al personale permanente; osserva che la relazione annuale della Corte sull'esecuzione del bilancio dell'Unione per il 2019 non ha esaminato se tali sostituzioni siano avvenute mediante trasferimenti a Bruxelles di dipendenti con sede a Strasburgo o Lussemburgo; invita l'Unità risorse umane del Parlamento a condividere le informazioni sul trasferimento del personale nei tre luoghi di lavoro del Parlamento dal 2012, nell'ambito della procedura annuale di discarico o condividendo le informazioni pertinenti con la Corte affinché siano incluse nelle prossime relazioni annuali sull'esecuzione del bilancio;

124.  sottolinea che le norme che si applicano attualmente agli APA in materia di risoluzione dei contratti non prevedono la possibilità di una risoluzione per "mutuo consenso", che sarebbe un modo per riconoscere la speciale relazione politica tra deputati e assistenti, in cui entrambe le parti possono riconoscere che la fiducia reciproca non sussiste più e trarre vantaggio da una soluzione comune senza pregiudicare i diritti sociali degli APA; nota che questo problema è stato evidenziato in diverse relazioni sul discarico del Parlamento e si aspetta che vengano presi provvedimenti al più presto;

125.  rileva che i membri del personale che prestano servizio nelle istituzioni dell'Unione per meno di 10 anni non hanno diritto a beneficiare di una pensione dell'Unione e devono trasferire i loro contributi verso un altro fondo che rispetti le norme del Parlamento per quanto riguarda il tipo di fondo e l'età a partire dalla quale ne possono beneficiare; osserva che molti APA britannici non sono stati in grado di trasferire detti contributi a fondi pensionistici del Regno Unito che, secondo il Parlamento, non soddisfano i requisiti; chiede al Segretario generale di esaminare urgentemente la questione al fine di garantire che tutti i membri del personale possano disporre dei loro contributi;

126.  ricorda che il Parlamento ha chiesto una legislazione dell'Unione che conceda ai lavoratori il diritto alla disconnessione digitale dal lavoro senza subire ripercussioni negative; chiede al Parlamento di promuovere e applicare questo principio anche all'Istituzione stessa;

127.  è estremamente preoccupato per il numero di membri del personale in congedo di malattia di lunga durata poiché alcuni dei casi in questione possono essere imputabili a esaurimento e a situazioni di squilibrio tra vita professionale e vita privata; invita l'amministrazione e la dirigenza dei gruppi politici ad adottare un approccio proattivo nei confronti del personale interessato, a valutare attentamente il carico di lavoro del personale e a garantire un'equa ripartizione dei compiti; sottolinea, al riguardo, l'importanza di un orario di lavoro ragionevole e di evitare riunioni al di fuori dell'orario d'ufficio che impediscono ai deputati e al personale di mantenere l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, tenendo comunque conto del quadro del calendario parlamentare; accoglie con favore la campagna "Mind Matters" avviata nel 2018 dalla DG PERS per sensibilizzare ai problemi di salute mentale e combattere la stigmatizzazione ivi associata; esorta l'amministrazione del Parlamento e la dirigenza dei gruppi politici a effettuare una valutazione dei rischi psicologici al fine di individuare questo tipo di rischi nell'ambiente di lavoro e a elaborare piani d'azione mirati per eliminarli o attenuarne le incidenze negative; chiede di valutare nuovamente le norme vigenti per consentire una più rapida assunzione di sostituti in caso di congedo per malattia di lunga durata;

128.  sottolinea l'urgente necessità di una revisione della decisione dell'Ufficio di presidenza che stabilisce le categorie delle commissioni in base al loro carico di lavoro legislativo, al fine di considerare anche il loro lavoro relativo al bilancio; osserva che l'attuale situazione si ripercuote negativamente soprattutto sulla commissione per il controllo dei bilanci, che già risente di una cronica carenza di personale e che gestisce un enorme carico di lavoro a causa della procedura di discarico, ma che ha un ridotto carico di lavoro legislativo; chiede nuovamente all'amministrazione del Parlamento di trovare soluzioni urgenti per migliorare la situazione;

129.  chiede al Segretario generale di trovare una soluzione al fatto che gli stipendi degli APA possono essere versati esclusivamente su conti bancari belgi, il che è in contrasto con l'idea di un'unione monetaria e dei pagamenti unica;

130.  plaude alla definizione di misure che contribuiscono a un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, tra cui l'espansione delle possibilità di telelavoro per il personale dell'Istituzione e l'attuazione di misure volte a promuovere il benessere sul luogo di lavoro; sottolinea tuttavia il valore della presenza fisica al Parlamento; evidenzia il contributo del telelavoro e del voto a distanza all'ulteriore riduzione dell'impronta di carbonio del Parlamento; sottolinea la necessità che il personale e i deputati dell'Istituzione abbiano la possibilità di continuare a partecipare alle cosiddette riunioni ibride e a votare a distanza; invita l'Ufficio di presidenza a continuare a fornire meccanismi per facilitare tali modalità in futuro;

131.  è favorevole a proseguire l'attuazione delle attività del piano d'azione sull'uguaglianza e la diversità 2014-2019; insiste sull'importanza di un migliore equilibrio di genere a tutti i livelli, incluso quello dei direttori generali; sostiene le misure previste dalla relazione sul tema "Diversità non relative al genere in seno al Segretariato del Parlamento – Situazione attuale e tabella di marcia", approvata dall'Ufficio di presidenza il 3 aprile 2019; plaude, in particolare, alla creazione nel 2020 di due punti di contatto all'interno del Parlamento, uno sulle questioni LGBTI+ e uno sulle questioni di discriminazione razziale, entrambi gestiti dall'Unità Uguaglianza, inclusione e diversità della DG PERS;

132.  rammenta le conclusioni e le raccomandazioni della Mediatrice europea(9); deplora l'attuale politica del Parlamento in materia di congedi, che ha portato a concedere solo 10 giorni di congedo speciale al padre di due gemelli a causa della mancanza di un legame materno tra lui e i suoi figli; rileva l'impressionante differenza con il congedo concesso al marito presso la Commissione, che ha ricevuto 20 settimane di congedo speciale ad hoc; prende atto della risposta scritta dell'amministrazione del Parlamento in cui si afferma che i servizi del Parlamento stanno lavorando a nuove norme; invita l'amministrazione del Parlamento ad allineare la sua politica in materia di congedi speciali con quella della Commissione, nell'interesse superiore del minore;

133.  accoglie con favore i due programmi di azioni positive del Parlamento per l'assunzione di 12 agenti contrattuali e due tirocinanti con disabilità negli ultimi due anni;

134.  sostiene l'avvio di una campagna di sensibilizzazione nel 2019 per promuovere una politica di tolleranza zero nei confronti delle molestie sul luogo di lavoro; prende atto della propria politica di tolleranza zero nei confronti delle molestie a tutti i livelli, compresi i deputati, il personale e gli APA; constata che, a seguito delle elezioni del 2019, tutti i deputati sono stati obbligati a firmare una dichiarazione in cui confermano il loro impegno a rispettare il codice di condotta appropriata integrato nel regolamento dell'Istituzione nel gennaio 2019; deplora tuttavia l'apertura nel 2019 di dieci nuove inchieste per molestie, quattro delle quali riguardavano molestie sessuali; accoglie con favore il fatto che il Parlamento offra ai deputati corsi di formazione volontari sul tema della dignità e del rispetto sul lavoro, al fine di dare l'esempio; si rammarica profondamente, a tal proposito, del fatto che l'Ufficio di presidenza si sia rifiutato di attuare la volontà espressa in Aula in diverse occasioni(10) di erogare corsi di formazione obbligatori sulla lotta alle molestie rivolti a tutto il personale e ai deputati; esorta l'Ufficio di presidenza a soddisfare senza indugio tale richiesta;

135.  è del parere che il Parlamento dovrebbe fornire servizi di base per le madri che allattano al lavoro, in particolare prevedendo tempo e uno spazio privato che non sia un bagno;

136.  si rammarica dei 38 casi in cui è coinvolto il Parlamento, deferiti all'Ufficio europeo per la lotta antifrode nel 2019, che spaziano dal corretto utilizzo delle indennità parlamentari e la condotta del personale al finanziamento delle strutture politiche europee; richiama l'attenzione sul fatto che nel 2019 sono stati chiusi 14 casi; esprime la sua profonda preoccupazione per l'elevato numero di casi; chiede ai servizi parlamentari di condurre un'analisi approfondita dei rischi finanziari, giuridici, etici e di integrità esistenti che hanno dato origine a questi casi e di proporre misure preventive per evitare che si ripetano;

137.  prende atto del fatto che nel 2019 in seno all'Istituzione non siano stati registrati casi di denunce di irregolarità; invita il Parlamento ad adeguare pienamente le norme interne dello statuto dei funzionari alla direttiva (UE) 2019/1937(11), anche attraverso l'introduzione di norme globali, di procedure sicure e di canali sicuri per le denunce; è del parere che la protezione degli informatori faccia parte integrante della democrazia e che sia indispensabile per prevenire e scoraggiare le attività illecite e le irregolarità; ricorda che gli APA, tra gli altri, si trovano in una posizione vulnerabile a causa dei loro contratti di lavoro; osserva inoltre che gli informatori meritano una protezione adeguata, simile a quella delle vittime di molestie, e che ciò dovrebbe includere anche l'istituzione di un comitato consultivo per la protezione degli informatori; invita il Segretario generale a garantire che la protezione fornita dal Parlamento agli APA che agiscono in qualità di informatori sia equivalente a quella fornita agli APA vittime di molestie; chiede al Parlamento di sensibilizzare, ove possibile, i membri del personale parlamentare in merito alle tutele di cui godono e al loro dovere statutario di segnalare attività illecite o casi di cattiva amministrazione e invita il Parlamento a prendere in considerazione una formazione obbligatoria al riguardo; ribadisce la sua richiesta di svolgere campagne d'informazione al riguardo;

138.  rinnova l'invito all'amministrazione del Parlamento affinché, quanto prima all'inizio della prossima legislatura, organizzi corsi di formazione obbligatori o metta a disposizione pubblicazioni per i nuovi APA, anche per quanto riguarda, in particolare, questioni di natura finanziaria e amministrativa (ordini di missione, visite mediche, accreditamenti, contrassegni per il parcheggio, gruppi di visitatori, mostre, ecc.), al fine di evitare errori di sistema che compromettano il corretto svolgimento delle procedure amministrative che riguardano i nuovi APA; sottolinea, al riguardo, la necessità di una formazione tecnica sul lavoro delle commissioni parlamentari così come la possibilità di frequentare corsi di lingua al di fuori dell'orario di lavoro;

139.  esprime profonda preoccupazione per le condizioni di lavoro del personale di due servizi in concessione esterna subappaltati dal Parlamento, segnatamente i servizi di pulizia e ristorazione; esprime preoccupazione per il crescente ricorso a personale temporaneo e interinale e per le conseguenze che ciò comporta per le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi forniti; ribadisce il suo invito alla DG INLO degli anni precedenti a condurre un'indagine indipendente sulla soddisfazione riguardo alle condizioni di lavoro del personale interessato; invita l'amministrazione a valutare la politica del Parlamento in materia di appalti pubblici al fine di garantire condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili per il personale subappaltato; chiede al Segretario generale di avviare rapidamente uno studio sui vantaggi che l'internalizzazione di tali servizi potrebbe avere sia per l'istituzione sia per i diritti dei lavoratori e di presentarlo sia alla commissione per i bilanci sia alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento quando sarà disponibile;

140.  plaude all'introduzione di una scelta alimentare più varia e sostenibile nella mensa dell'Istituzione, inclusa una maggiore varietà di prodotti vegetariani e vegani; prende atto dell'avvio di un'indagine indipendente sulla soddisfazione dei clienti attraverso l'installazione di appositi terminali ("Happy or Not") nelle principali mense di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, intesa a individuare quelle in cui si rendono necessari cambiamenti e miglioramenti; osserva che da tale inchiesta è emerso un miglioramento costante e sensibile della valutazione dei servizi di ristorazione negli edifici Kohl e Martens, a fronte di un grado di soddisfazione inferiore negli edifici Spinelli e Paul-Henri Spaak; chiede che siano apportati i cambiamenti necessari per andare incontro alle esigenze dei clienti; osserva che spesso i pasti non vegetariani costano di più di quelli vegetariani; chiede che tutte le mense espongano sufficientemente i menu per gli allergici accanto al bancone e offrano un pasto senza glutine al giorno;

141.   evidenzia il fatto che la crisi della COVID-19 ha richiesto decisioni che incidono direttamente sul personale del Parlamento, tra cui quello in subappalto e i freelance; sottolinea altresì, a tale proposito, la decisione di chiudere la Casa della storia europea, i centri "Europa Experience" e gli uffici di collegamento dell'Unione europea, nonché le mutate condizioni per gli interpreti freelance e il personale addetto alle pulizie e alla ristorazione; constata la necessità che, nelle attuali circostanze dovute alla pandemia di COVID-19, le istituzioni e lo stesso Parlamento adottino decisioni in modo rapido e non burocratico onde evitare un'ulteriore diffusione del virus e garantire l'incolumità del proprio personale; invita, tuttavia, il Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità sociali in ogni decisione, a evitare o a compensare qualsiasi variazione di reddito, oltre a scongiurare con ogni mezzo necessario il licenziamento delle persone che lavorano nei propri locali a causa del coronavirus;

142.  deplora la decisione del gruppo COMPASS di licenziare 80 membri del personale del servizio di ristorazione entro gennaio 2021; accoglie con favore la negoziazione intrapresa con il gruppo COMPASS, che ha ridotto il numero totale di licenziamenti a 49, ma esprime forte insoddisfazione per il fatto che parte del personale sarà comunque licenziato; osserva che ai membri del personale licenziati è stato dato un breve preavviso, poco prima di Natale 2020 e nel bel mezzo della pandemia; sottolinea che alcuni dei dipendenti licenziati lavoravano nei locali dell'Istituzione da decenni; ricorda i ripetuti inviti a mantenere il personale durante la pandemia rivolti dal Parlamento alle imprese di tutta l'Unione; invita le autorità competenti del Parlamento a esaminare tutte le possibili soluzioni alternative che tutelino l'occupazione di tutti i lavoratori della mensa e chiede all'amministrazione del Parlamento di trovare soluzioni nel quadro del dialogo sociale; invita l'Ufficio di presidenza a riconsiderare la politica di esternalizzazione del Parlamento; esorta il Segretario generale a rispondere senza indugio a una lettera sul licenziamento firmata da 355 deputati; chiede che sia effettuata una valutazione della politica del Parlamento in materia di appalti pubblici al fine di migliorare le condizioni di lavoro, rendendole trasparenti e prevedibili per tutti i servizi subappaltati; invita il Parlamento a riferire all'autorità di discarico sui risultati di tale valutazione;

143.  evidenzia che i pasti "solidali" quotidiani e le altre misure di solidarietà adottate dal Parlamento, come stabilito dall'Ufficio di presidenza, hanno ridotto l'incidenza finanziaria, economica e sociale sulle proprie mense e sul loro personale; rileva che il Parlamento sta cercando di preservare quanti più posti di lavoro possibile, in maniera ragionevole sotto il profilo occupazionale ma anche giustificabile in termini di utilizzo del bilancio dell'Istituzione;

144.  prende atto delle soluzioni trovate per gli APA che hanno lavorato ininterrottamente per due legislature consecutive ma a cui mancavano uno o due mesi per completare i dieci anni di servizio necessari per poter beneficiare di una pensione a titolo del regime pensionistico delle istituzioni dell'Unione; deplora che la soluzione sia stata individuata troppo tardi nonostante le numerose e continue segnalazioni nel corso della precedente legislatura; deplora inoltre che l'unica soluzione trovata dipenda esclusivamente dalla buona volontà di alcuni deputati che erano a conoscenza della situazione e che si sono dimostrati solidali con gli APA in questione; critica altresì il fatto che l'amministrazione non abbia informato i deputati eletti per la nuova legislatura di tale aspetto e del fatto che, in questi casi, potevano emettere contratti di durata inferiore a sei mesi, per cui molti APA hanno avuto notevoli difficoltà a trovare un deputato disposto ad assumerli con un contratto senza interruzione per un breve periodo di tempo, e alcuni non sono riusciti a trovarlo;

145.  ribadisce la propria preoccupazione per la presunta prassi secondo cui i deputati obbligano gli APA a effettuare missioni, in particolare a Strasburgo, senza ordini di missione e senza rimborso delle spese di missione e di viaggio; ritiene che tale prassi dia adito a possibili abusi in quanto, in assenza di un ordine di missione, gli APA devono sostenere personalmente le spese e non sono coperti dall'assicurazione sul posto di lavoro; ribadisce il suo invito al Segretario generale a indagare in merito;

146.  chiede con insistenza che gli APA percepiscano la stessa indennità di soggiorno del personale statutario per le loro missioni durante le tornate di Strasburgo; prende atto della risposta fornita dal Segretario generale in merito alle diverse norme relative al rimborso dell'indennità di trasferimento tra i tre luoghi di lavoro del Parlamento che si applicano al Segretariato del Parlamento e agli APA; insiste sulla sua richiesta di una conseguente modifica delle norme pertinenti menzionate dal Segretario generale;

147.  rinnova l'invito alla Conferenza dei presidenti e all'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni da stabilire, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; prende atto della stima dell'impatto finanziario illustrato dal Segretario generale sul seguito dato al discarico 2018, ma insiste ciò nondimeno sull'applicazione limitata di questa possibilità; suggerisce una nuova discussione a livello dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti;

148.  pone l'accento sulla necessità di rivedere la politica del Parlamento in materia di risorse umane, al fine di consentire all'istituzione di avvalersi delle competenze acquisite da tutto il suo personale; ritiene che sia pertanto necessario cambiare le regole, onde consentire a tutte le categorie di personale, compresi gli APA, di partecipare ai concorsi interni, e istituire programmi di sviluppo delle risorse umane che permettano al Parlamento di mantenere le competenze di queste categorie di personale al servizio dell'istituzione;

Dispersione geografica del Parlamento – Sede unica

149.  prende atto delle stime della Corte secondo cui il trasloco da Strasburgo a Bruxelles potrebbe generare un risparmio annuo di 114 milioni di EUR, oltre a un risparmio una tantum di 616 milioni di EUR in caso di cessione efficace degli edifici di Strasburgo o un costo una tantum di 40 milioni di EUR in caso contrario; rileva che una sede unica può essere ipotizzabile soltanto a seguito di una modifica unanime dei trattati; ricorda che un'ampia maggioranza dei membri del Parlamento si è pronunciata, in varie risoluzioni, a favore di una sede unica per garantire che il denaro dei contribuenti dell'Unione sia speso in maniera efficiente; invita il Consiglio a prendere atto della posizione del Parlamento;

150.  ricorda che la spesa aggiuntiva generata dai viaggi a Strasburgo è in contrasto con il principio della sana gestione finanziaria;

151.  richiama l'attenzione su un recente studio presentato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento(12); sottolinea che la conclusione alla quale è giunto lo studio è che in un percorso verso la neutralità in termini di emissioni di carbonio, è evidente che il Parlamento debba considerare di operare in un'unica sede; ricorda che nella sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale(13), il Parlamento si è impegnato a ridurre la propria impronta di carbonio; ricorda che nella stessa risoluzione il Parlamento europeo ha proclamato lo stato di emergenza climatica e ambientale; osserva che Bruxelles è il principale centro di attività del Parlamento, e che ospita il Consiglio e la Commissione ma anche altre parti interessate, ONG, organizzazioni della società civile e rappresentanze degli Stati membri; ritiene pertanto che mantenere Strasburgo come sede sia insostenibile e indifendibile;

152.  ribadisce che la crisi della COVID-19 costituisce una situazione di "forza maggiore", che ha costretto il Parlamento ad eliminare dal calendario parlamentare 2020 una quota sostanziale delle 12 tornate di Strasburgo; afferma che i costi e le conseguenze sanitarie della crisi della COVID-19 non devono essere aggravati da costose trasferte a Strasburgo; esorta vivamente gli Stati membri, in deroga al trattato, ad astenersi dall'insistere sullo svolgimento di tornate compensative a Strasburgo;

Fondo di vitalizio volontario

153.  rinvia all'articolo 27, paragrafi 1 e 2, dello Statuto dei deputati al Parlamento, il quale stabilisce che "il fondo di vitalizio volontario istituito dal Parlamento continua a funzionare per i deputati o gli ex deputati che abbiano già acquisito diritti o aspettative a titolo di questo fondo" e che "i diritti e le aspettative acquisiti restano invariati";

154.  rileva inoltre che, sempre alla fine del 2019, l'importo delle attività nette di cui tenere conto e l'impegno attuariale ammontavano, rispettivamente, a 111 milioni di EUR e a 439,6 milioni di EUR, il che corrispondeva a un deficit attuariale stimato di 328,6 milioni di EUR; manifesta estrema inquietudine per il possibile esaurimento del fondo di vitalizio volontario; sottolinea il fatto che l'attuale situazione del fondo è tale da non consentirgli di far fronte ai suoi impegni futuri; è convinto della necessità di un'ulteriore spiegazione delle conseguenze giuridiche delle norme e/o di una modifica delle norme stesse; invita la Corte a presentare un nuovo parere sul fondo di vitalizio volontario, vagliando tutte le opzioni possibili per limitarne il disavanzo; rileva la propria intenzione di attendere la decisione della Corte e di attuarla rapidamente;

155.  ricorda il paragrafo 118 della risoluzione sul discarico 2017 del Parlamento, nel quale si chiedeva un'indagine sui fondamenti giuridici del fondo di vitalizio volontario e, in particolare, sull'eventuale obbligo giuridico del Parlamento di garantire il mantenimento integrale dei diritti futuri e di colmare i potenziali disavanzi del fondo o di contribuirvi con nuovi versamenti, dal momento che il fondo di vitalizio volontario è un fondo d'investimento SICAV di diritto lussemburghese anziché un normale fondo pensionistico, il che implicherebbe che in linea di principio tale obbligo non sussiste; si rammarica che il Segretario generale non abbia ancora presentato alcun risultato in risposta all'indagine richiesta;

156.  ricorda che le passività future previste sono distribuite su diversi decenni ma teme vivamente che, sebbene l'importo totale versato dal fondo di vitalizio volontario nel 2019 ammonti a circa 18 milioni di EUR, e tale importo sia destinato a raggiungere i 20 milioni di EUR circa nel 2025;

157.  ricorda che, nella riunione del 10 dicembre 2018, l'Ufficio di presidenza ha deciso di modificare le norme che disciplinano il regime di vitalizio volontario innalzando l'età pensionabile da 63 a 65 anni e introducendo un prelievo del 5 % sui pagamenti pensionistici per i futuri pensionati, al fine di migliorare la sostenibilità del fondo; si compiace del fatto che la modifica delle norme abbia avuto come effetto immediato la realizzazione di un risparmio di circa 325 000 EUR sui pagamenti pensionistici del 2019, di cui 306 000 EUR imputabili all'innalzamento dell'età pensionabile e 19 000 EUR all'introduzione di un prelievo del 5 % su tutte le pensioni stabilite dopo il 1º gennaio 2019; chiede all'Ufficio di presidenza di valutare tutte le opzioni possibili non appena la Corte di giustizia avrà adottato le sue decisioni in merito alle misure in vigore, al fine di individuare una soluzione equa per il regime e il fondo di vitalizio volontario, mantenendo contemporaneamente al minimo la responsabilità dell'Istituzione, dal momento che è coinvolto il denaro dei contribuenti;

158.  invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza ad attenersi pienamente allo Statuto dei deputati e a definire, con il fondo pensionistico, un piano chiaro che consenta al Parlamento di assumersi i propri obblighi e le proprie responsabilità per quanto riguarda il regime di vitalizio volontario dei deputati e di adempiervi; sostiene la richiesta dell'Ufficio di presidenza al Segretario generale di esaminare le modalità per garantire un finanziamento sostenibile del fondo di vitalizio volontario, conformemente alle disposizioni dello Statuto dei deputati, garantendo al contempo una piena trasparenza; rivolge un appello all'Ufficio di presidenza e ai membri del fondo di vitalizio volontario affinché sostengano le misure volte a limitare il disavanzo del fondo stesso;

Aspetto ecologico e di sostenibilità delle attività del Parlamento

159.  appoggia l'utilizzo del sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), che è uno strumento di gestione dell'Unione destinato alle organizzazioni pubbliche e private per valutare e migliorare le loro prestazioni ambientali a norma del regolamento (CE) n. 1221/2009(14); riconosce di essere la prima istituzione dell'Unione ad aver conseguito la neutralità carbonica nel 2016, compensando il 100 % delle sue emissioni irriducibili; appoggia le misure adottate per ridurre l'impronta di carbonio dell'Istituzione, tra cui quelle volte a incrementare ulteriormente gli obiettivi di telelavoro nelle diverse direzioni generali, a limitare e ottimizzare i tempi di viaggio per le missioni e a incoraggiare il ricorso a modi di trasporto sostenibili, ad esempio aumentando il numero di parcheggi per le biciclette;

160.  accoglie con favore il fatto che il 100 % di tutta la carta A4 utilizzata negli uffici del Parlamento sia riciclata e si compiace della significativa diminuzione dell'acquisto di carta nel 2019 rispetto al 2018; accoglie con favore gli sforzi compiuti dal Parlamento per aumentare il numero di riunioni "senza carta" e chiede una maggiore formazione per tutti i deputati, il personale e gli APA sugli strumenti "senza carta" che sono stati creati per consentire di stampare meno documenti, nonché ulteriori campagne di comunicazione al riguardo;

161.  chiede che siano intraprese rapidamente altre azioni ambiziose e ritiene che l'obiettivo finale debba essere un Parlamento senza plastica monouso;

162.  prende atto del fatto che la percentuale di energia rinnovabile fornita al Parlamento nel 2019 sia rimasta al 67 %, una percentuale ascrivibile per lo più all'acquisto di elettricità verde; invita il Parlamento ad aumentare ulteriormente la percentuale di energia rinnovabile fornita all'Istituzione al fine di raggiungere al più presto il 100 % di approvvigionamento da energia rinnovabile, anche utilizzando il tetto del Parlamento per produrre la propria energia solare;

163.  ricorda che la direttiva 2012/27/UE(15) sull'efficienza energetica stabilisce che ogni anno il 3 % della superficie coperta totale dei nostri edifici deve essere ristrutturata al fine di soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica; raccomanda di tener conto, nella programmazione di bilancio annuale, della periodica ristrutturazione di tutti gli edifici e di stanziare a tal fine un importo pari al 3 % della superficie totale di tutti gli edifici, come previsto dalla "Strategia immobiliare oltre il 2019" adottata dall'Ufficio di presidenza il 16 aprile 2018; ritiene che tale assegnazione rientri nell'ambito di una politica immobiliare regolare e lungimirante, che dovrebbe incentrarsi anche su vasti interventi di riqualificazione e garantire che l'Istituzione si adoperi per accrescere quanto più possibile l'efficienza energetica, e dunque realizzare risparmi in termini di consumo energetico e costo delle proprie strutture;

164.  accoglie con favore l'internalizzazione del servizio di autovetture ufficiali e il graduale passaggio a veicoli a zero emissioni al fine di disporre di una flotta di veicoli neutri in carbonio entro e non oltre il 2024; prende atto del gran numero di missioni quotidiane ed elogia il lavoro del servizio, che gode di un elevato grado di soddisfazione tra i deputati; invita il Segretario generale a introdurre un sistema di prenotazione online di facile utilizzo e a esaminare le possibilità di aumentare l'utilizzo, che nel 2019 era solo del 3 %, e ad ampliare il gruppo di utenti per la prenotazione di automobili per il tragitto tra Bruxelles e Strasburgo, al fine di ridurre l'impatto ambientale del Parlamento; chiede una migliore comunicazione su questa possibilità in modo da garantire che nessuna automobile viaggi vuota da e per Strasburgo;

165.  accoglie con favore l'adozione da parte dell'Ufficio di presidenza, il 16 dicembre 2019, di nuovi obiettivi ambiziosi per gli indicatori chiave di prestazione per il sistema di gestione ambientale dell'Istituzione, tra cui un obiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio del 40 %, in vista della nuova legislatura nel 2024; chiede l'attuazione efficiente degli interventi richiesti per conseguire l'obiettivo nei tempi stabiliti e una rendicontazione periodica all'autorità di discarico sui progressi compiuti; invita inoltre il Parlamento a rivalutare il suo obiettivo EMAS alla luce delle riduzioni di emissioni prodotte dalla pandemia di COVID-19;

166.  elogia l'impegno dell'Istituzione a favore degli appalti pubblici verdi; osserva che l'obiettivo del Parlamento è quello di aumentare la percentuale, ponderata per il valore, degli appalti per alcuni prodotti prioritari classificati come "verdi", "molto verdi" o "verdi per natura"; si compiace del fatto che nel 2019 l'89,1 % dei contratti per valore nelle categorie di prodotti prioritari sia stato classificato come "verde", "molto verde", o "verde per natura"; plaude all'adozione da parte dell'Ufficio di presidenza, il 16 dicembre 2019, di nuovi obiettivi ambiziosi per gli indicatori chiave di prestazione per gli appalti pubblici verdi, il che significa che in media il 90 % dei contratti nelle categorie di prodotti prioritari dovrebbe essere classificato come "verde" o "verde per natura" nel periodo 2020-2024; sottolinea la necessità di sviluppare ulteriormente gli appalti pubblici verdi fissando obiettivi ambiziosi per rendere più ecologici gli appalti a medio termine;

167.  accoglie con favore l'intenzione del Parlamento di introdurre la rendicontazione in materia di sostenibilità, che includerà gli aspetti sociali degli appalti; invita il Parlamento a monitorare gli sviluppi nel settore degli appalti pubblici sociali e sostenibili, come il lavoro dell'OCSE sugli appalti pubblici e la condotta responsabile delle imprese e la prossima legislazione dell'Unione sulla dovuta diligenza delle imprese; ritiene che, integrando le norme sulla condotta responsabile delle imprese nelle sue politiche in materia di appalti e acquisti, il Parlamento possa dare l'esempio, tutelare l'interesse pubblico e garantire la rendicontazione della spesa pubblica;

168.  plaude alla nuova politica dell'Istituzione in materia di parcheggi intesa a incoraggiare l'uso di veicoli elettrici, in particolare biciclette, biciclette da carico, scooter e automobili, grazie all'installazione di un maggior numero di punti di ricarica; chiede che tale politica sia estesa a tutti i parcheggi dell'Istituzione;

169.  sottolinea che il Parlamento deve onorare i suoi impegni in materia di lotta contro il cambiamento climatico e deve pertanto adottare misure adeguate in tutti i suoi edifici per mettere a disposizione di tutto il personale sufficienti parcheggi interni ed esterni per biciclette prevedendo una tutela contro i furti, gli atti vandalici e gli agenti atmosferici, e offrire quanto meno le stesse disposizioni attualmente disponibili nei parcheggi per le automobili del personale; segnala che anche un sistema di contrassegni usati come mezzo di identificazione potrebbe essere molto valido al riguardo;

170.  accoglie con favore il significativo aumento dell'uso delle biciclette a Bruxelles nel 2019 rispetto al 2018;

171.  constata l'impatto ambientale del trasferimento ricorrente del Parlamento a Strasburgo;

Interpretazione e traduzione

172.  ricorda che nel 2019 la Direzione generale della Logistica e dell'Interpretazione per le conferenze (DG LINC) aveva un organico di 530 unità e gestiva il 2,6 % del bilancio complessivo dell'Istituzione;

173.  elogia il progetto di sportello unico per l'organizzazione di conferenze, concluso nel 2019, che ha notevolmente razionalizzato le operazioni relative all'organizzazione di conferenze, permettendo alla Direzione generale della Logistica e dell'Interpretazione per le conferenze di diventare l'interfaccia unica per una serie di servizi di conferenza di alta qualità per gli organizzatori di riunioni, conferenze ed eventi al Parlamento;

174.  rileva che il codice di condotta riveduto sul multilinguismo, adottato dall'Ufficio di presidenza nel luglio 2019, ha istituito un quadro aggiornato in cui operare, garantendo la possibilità di fornire servizi di interpretazione di elevata qualità in modo efficiente sotto il profilo delle risorse, adeguati alle esigenze degli utenti; deplora che il codice di condotta riveduto sul multilinguismo assimili a tutt'oggi l'esercizio di bilancio e di discarico basato sul diritto primario dell'Unione al lavoro non legislativo, il che obbliga ogni anno la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento a chiedere all'Ufficio di presidenza l'autorizzazione a superare la riserva annuale di 45 pagine per i testi da far tradurre; invita l'Istituzione a garantire che il codice di condotta sul multilinguismo sia applicato in modo tale da consentire alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento di esercitare le funzioni principali di bilancio e di discarico del l'Istituzione senza dover richiedere tale deroga annuale;

175.  prende atto con soddisfazione del dialogo sociale tra la dirigenza e i rappresentanti degli interpreti funzionari, che ha garantito le nuove condizioni di lavoro in vigore dall'8 settembre 2018; sostiene gli sforzi costanti sia dei rappresentanti dell'amministrazione che degli interpreti per garantire un multilinguismo integrale efficiente sotto il profilo delle risorse;

176.  osserva che molte comunicazioni e molti documenti sono disponibili soltanto in inglese; constata inoltre che si tengono riunioni di lavoro senza possibilità di interpretazione; chiede al Parlamento di rispettare i principi, i diritti e gli obblighi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e dal regolamento n. 1 del 1958, nonché dagli orientamenti e dalle decisioni adottati internamente, come il codice di buona condotta amministrativa; invita pertanto il Parlamento a mettere a disposizione le risorse umane necessarie per garantire il rispetto del multilinguismo, aumentando il numero dei membri del personale addetti alla traduzione e all'interpretazione;

177.  ricorda che nel 2019 la Direzione generale della Traduzione aveva un organico di 1 145 unità e gestiva lo 0,5 % del bilancio complessivo dell'Istituzione;

178.  plaude all'attuazione di un sistema di accreditamento dei traduttori esterni al fine di migliorare la qualità delle traduzioni esternalizzate, mettendo l'accento sull'impiego di traduttori "accreditati", le cui capacità di traduzione sono state comprovate, sul miglioramento del controllo della qualità delle traduzioni esternalizzate da parte delle unità linguistiche e sull'inasprimento delle conseguenze contrattuali in caso di qualità inferiore alla norma;

179.  invita il Segretario generale a esaminare la fattibilità di introdurre l'interpretazione nel linguaggio dei segni internazionale per tutti i dibattiti in Aula, in linea con le richieste approvate dalla stessa, e ad attuare tale decisione nel rispetto del principio della parità di accesso per tutti i cittadini;

Finanze e amministrazione

180.  ricorda che nel 2019 la DG FINS aveva un organico di 222 unità e gestiva il 22,7 % del bilancio complessivo dell'Istituzione;

181.  condanna gli ingenti arretrati per quanto riguarda i rimborsi delle spese di viaggio nel 2019; chiede che siano garantite e mantenute risorse sufficienti per la DG FINS e che tali risorse siano assegnate in modo tale da evitare l'accumulo di arretrati;

182.  rileva il fatto che la nuova agenzia viaggi del Parlamento è entrata in servizio il 1° gennaio 2019; constata le difficoltà incontrate dai deputati per contattare il call center dell'agenzia viaggi sia durante che al di fuori degli orari di apertura; chiede un miglioramento della disponibilità; osserva che, per i deputati, l'agenzia viaggi segue le direttive dell'unità Indennità di viaggio e di soggiorno dei deputati, in base alle quali i voli offerti dovrebbero sempre seguire l'itinerario più diretto tra il punto di partenza e il punto di destinazione e le tariffe più basse ogniqualvolta diverse compagnie aeree propongano lo stesso collegamento; rileva che devono essergli rimborsati gli eventuali introiti percepiti dall'agenzia viaggi in conseguenza del fatturato realizzato con i servizi forniti all'Istituzione; constata che, rispetto all'anno precedente, il numero annuale di reclami è rimasto immutato, con 63 reclami registrati nel 2019, pari allo 0,043 % sul totale delle 144 913 operazioni dell'anno in questione, e che la maggior parte dei reclami pervenuti riguardava la qualità dei servizi forniti dalla nuova agenzia viaggi, a seguito della transizione e dell'avvio delle sue attività, tra cui annullamenti tardivi e ritardi;

183.  manifesta forti perplessità sul paragrafo 40 della propria risoluzione del 14 maggio 2020(16) sullo stato di previsione delle entrate e delle spese dell'Istituzione per l'esercizio 2021 (2019/2214(BUD)), in cui si chiede all'Ufficio di presidenza di rivedere le misure di attuazione dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo affinché i deputati ottengano il rimborso dei biglietti aerei flessibili in classe economica quando viaggiano all'interno dell'Unione, con deroghe accettate per i voli di durata superiore alle quattro ore o i voli con scalo; chiede il mantenimento della parità di trattamento dei deputati per quanto riguarda i biglietti offerti; ricorda inoltre i propri obiettivi di ridurre ulteriormente le emissioni e sottolinea che il metodo meno inquinante per effettuare i viaggi aerei necessari consiste nei voli diretti e nei biglietti aerei flessibili;

Indennità per spese generali

184.  ricorda la decisione secondo cui tutti i deputati dovrebbero disporre di un conto bancario ad hoc finalizzato a ricevere l'indennità per spese generali; accoglie con favore l'applicazione rigorosa di tale obbligo da parte del Parlamento, che ha determinato un tasso di conformità del 100 %;

185.  ricorda l'articolo 11, paragrafo 4, del proprio regolamento, quale approvato dall'Ufficio di presidenza l'11 marzo 2019, in virtù del quale "l'Ufficio di presidenza fornisce, sulla pagina online dei deputati sul sito web del Parlamento, l'infrastruttura necessaria ai deputati che desiderano pubblicare un audit volontario o una conferma, come previsto dalle norme applicabili dello statuto dei deputati e dalle relative norme di attuazione, che il loro utilizzo dell'indennità per spese generali è conforme alle norme applicabili dello statuto dei deputati e delle relative misure di attuazione"; osserva che tali pubblicazioni sono effettuate individualmente e facoltativamente sotto la propria responsabilità dei deputati e che l'amministrazione del Parlamento non è responsabile della compilazione delle informazioni fornite; invita i servizi del Parlamento a inviare un promemoria annuale ai deputati riguardo a tale possibilità; invita il Parlamento a informare regolarmente l'autorità di discarico in merito al numero di deputati che seguono tali raccomandazioni, affinché l'utilizzo del denaro dei contribuenti dell'Unione diventi più trasparente e responsabile;

186.  ricorda che i deputati esercitano il loro mandato liberamente e in modo indipendente, come stabilito dall'articolo 2 del regolamento; sottolinea che qualsiasi organismo incaricato di elaborare regole e norme etiche dovrebbe limitarsi ai compiti che gli sono stati assegnati e deve garantire che le sue raccomandazioni non limitino o ostacolino il libero mandato dei deputati;

187.  sottolinea che l'indennità per spese generali è un'indennità forfettaria e ribadisce la necessità dell'indipendenza del mandato esercitato liberamente, come sancito nel regolamento; accoglie con favore la decisione dell'Ufficio di presidenza di incaricare un gruppo di lavoro di valutare l'andamento dell'indennità per spese generali nel corso degli ultimi anni e di trovare modalità fattibili per gestire tale indennità; invita l'Ufficio di presidenza a prendere una decisione entro la fine del 2021; sottolinea che la gestione dell'indennità per spese generali non dovrebbe comportare un aumento degli oneri burocratici per gli uffici dei deputati e l'amministrazione del Parlamento;

188.  sottolinea che la decisione dell'Ufficio di presidenza del 2018 sull'indennità per spese generali prevede che l'Ufficio di presidenza mantenga tale decisione fino alla fine del 2022 e che la valuti sulla base dell'esperienza acquisita nel corso della 9ª legislatura; si rammarica che l'Ufficio di presidenza continui a ignorare la volontà espressa in Aula in numerose occasioni(17) di riformare ulteriormente l'indennità per spese generali, impedendo così attivamente di migliorare la trasparenza e la rendicontabilità delle spese dei deputati effettuate con il denaro dei contribuenti dell'Unione; esorta l'Ufficio di presidenza ad attuare immediatamente le decisioni della plenaria contenute nelle relazioni sul discarico del Parlamento del 2017 e del 2018 recanti modifiche alle norme che disciplinano l'indennità per spese generali; insiste sulla necessità di evitare che eventuali nuove misure volontarie e/o facoltative per una maggiore trasparenza e rendicontabilità finanziaria creino inutili oneri burocratici per i deputati e i loro uffici;

189.  sottolinea che la buona governance si basa su una sana gestione finanziaria e sulla proporzionalità; invita l'Ufficio di presidenza a prendere in considerazione l'efficacia in termini di costi e la proporzionalità di qualsiasi altro investimento, nonché i benefici ottenuti attraverso una maggiore spesa di denaro dei contribuenti e l'aumento degli oneri burocratici;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

190.  ricorda che il regolamento finanziario stabilisce le informazioni che devono essere fornite all'autorità di bilancio e al pubblico per quanto riguarda l'aggiudicazione di contratti da parte dell'Istituzione; rileva che il regolamento finanziario impone la pubblicazione dei contratti aggiudicati di valore superiore a 15 000 EUR, valore che corrisponde alla soglia oltre la quale diventa obbligatoria la procedura di gara;

191.  osserva che, su un totale di 225 contratti nel 2019, 83 sono stati aggiudicati mediante procedure aperte o ristrette, con un valore di 597,3 milioni di EUR, e 141 mediante procedure negoziate, per un valore di 208,5 milioni di EUR; rileva che il numero totale dei contratti aggiudicati mediante procedure negoziate è cresciuto in termini di valore in percentuale del valore totale dei contratti aggiudicati, passando dal 6 % nel 2018 al 26 % nel 2019, come pure in termini di volume, passando da 35,86 milioni di EUR nel 2018 a 208,53 milioni di EUR nel 2019;

192.  osserva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2019 e nel 2018, per tipo di contratto, è la seguente:

Tipo di contratto

2019

2018

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

177

33

13

2

78 %

15 %

6 %

1 %

199

37

12

3

79 %

15 %

5 %

1 %

Totale

225

100 %

251

100 %

Tipo di contratto

2019

2018

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

581 610 182

72 %

256 374 627

42 %

Forniture

85 741 237

10 %

210 526 209

35 %

Lavori

135 211 526

17 %

133 431 628

22 %

Edifici

4 260 000

1 %

5 039 824

1 %

Totale

806 822 945

100 %

605 372 288

100 %

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2019, pag. 5)

193.  rileva che la ripartizione dei contratti stipulati nel 2019 e 2018 per tipologia procedurale, in termini di numero e valore, è la seguente:

Tipo di procedura

2019

2018

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Elenco IMI

Straordinaria

82

1

141

-

1

193.44 %

194.44 %

195.68 %

-

196.44 %

89

5

155

1

1

197.46 %

198.99 %

199.75 %

200.40 %

201.40 %

Totale

225

100 %

251

100 %

Tipo di procedura

2019

2018

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Elenco IMI

Straordinaria

595 584 380

1 735 269

208 533 296

-

970 000

74

0

26

-

0

486 039 380

83 433 046

35 859 040

24 221

16 600

80

14

6

0

0

Totale

806 822 945

100 %

605 372 288

100 %

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2019, pag. 7)

194.  si rammarica del fatto che tra tutte le gare d'appalto pubbliche per l'acquisto di beni e servizi da parte del Parlamento vi siano state 1 369 gare d'appalto con un unico offerente; osserva che le gare d'appalto con un unico offerente rappresentano una minaccia significativa per la corretta spesa del denaro pubblico; invita il Parlamento a indagare sulle ragioni dell'apparente mancanza di concorrenza e ad adottare le misure necessarie per evitare gare d'appalto con un unico offerente in futuro;

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

195.  constata che nel 2019 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0 destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti sono stati utilizzati nel modo seguente(18):

Gruppo

2019 (1)

2018

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Partito popolare europeo (PPE)

204.139

205.253

206.993

99,15

207.399

208.282

209.690

210.820

113,88

211.152

Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D)

212.611

213.807

214.705

93,80

215.710

216.792

217.863

218.888

106,94

219.767

Renew Europe (ex gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ALDE))

220.721

221.627

222.510

71,37

223.838

224.823

225.824

226.033

103,61

227.614

I Verdi/Alleanza libera europea (Verts/ALE)

228.573

229.388

230.585

82,27

231.376

232.478

233.579

234.669

104,27

235.388

Identità e democrazia (ID) (3)

236.244

0

237.629

50,22

238.615

Conservatori e riformisti europei (ECR)

239.053

240.946

241.730

94,66

242.270

243.182

244.962

245.200

116,47

246.944

Gruppo confederale della Sinistra unita europea/Sinistra verde nordica GUE/NGL)

247.156

248.110

249.731

89,77

250.535

251.443

252.257

253.590

103,31

254.110

Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD) (2)

255.851

256.915

257.508

81,45

0

258.829

259.828

260.725

71,17

261.915

Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF) (2)

262.620

653

263.609

99,34

0

264.238

265.094

266.612

111,55

720

Deputati non iscritti

2,019

367

481

23,84

738

267.153

314

537

46,57

442

Totale

63.987

18.067

55.481

86,71

22.482

63.220

23.412

67.073

106,09

18.052

Note relative alla tabella precedente:

(1) Il 2019 è stato un anno elettorale e i gruppi politici hanno presentato i propri conti in due parti per ciascuno dei due semestri. Per i gruppi politici che hanno proseguito la loro attività dopo le elezioni europee del 2019, gli importi degli stanziamenti e delle spese annuali si riferiscono alla somma di entrambi i semestri.

(2)Per i gruppi politici sciolti dopo le elezioni europee del 2019, le cifre si riferiscono unicamente al primo semestre.

(3) Per i gruppi politici che non esistevano prima delle elezioni europee del 2019, le cifre si riferiscono unicamente al secondo semestre.

196.  si compiace del fatto che i revisori esterni indipendenti per i gruppi politici abbiano espresso soltanto giudizi senza rilievi per l'esercizio 2019;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

197.  osserva che l'Autorità è stata istituita nel 2016 con il compito di valutare le richieste di registrazione, di registrare nuovi partiti e fondazioni dell'Unione, di monitorarne il finanziamento e imporre sanzioni in caso di inadempienza degli obblighi previsti; constata che l'Autorità è diventata pienamente operativa nel 2017;

198.  rileva che il 2018 è stato il primo anno di attuazione del regolamento (UE, Euratom) n. 114 l/2014(19) in tutte le sue parti, in particolare per quanto riguarda il ruolo dell'Autorità; osserva che, a norma di tale regolamento, nel 2019 l'Autorità ha esaminato per la prima volta i conti dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee relativi all'esercizio 2018;

199.  rileva che, nel quadro delle elezioni europee del 2019, l'Autorità ha elaborato, insieme alla DG FINS, una serie di principi per rendere operativo il diritto dei partiti politici europei di partecipare alla campagna elettorale nelle elezioni europee, stabilendone al contempo i limiti; riconosce le difficoltà pratiche create dalla natura del regolamento e sottolinea la necessità di una sua revisione; constata la natura automatica delle sanzioni e sottolinea la necessità di una maggiore proporzionalità e flessibilità;

200.  accoglie con favore l'evoluzione dell'Autorità nel senso di una maggiore trasparenza, il che ha incluso la pubblicazione, per la prima volta nel 2020, della sua relazione annuale di attività per il 2019 senza restrizioni in merito alla sua pubblicazione e la partecipazione del suo direttore all'audizione annuale sul discarico del Parlamento tenutasi il 16 novembre 2020;

201.  invita l'Autorità a garantire che le informazioni relative alla registrazione e alla situazione finanziaria dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee siano rese, nella misura del possibile, pubblicamente accessibili, complete e aggiornate;

202.  rileva che nel 2019 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente(20):

Partito (2019)

Abbreviazione

Risorse proprie

Contributo finale del PE (1)

Entrate totali

Contributo del PE in % delle spese rimborsabili (max. 90 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve o perdite)

Partito popolare europeo

PPE

1.751.449

13.433.000

15.184.449

90 %

116.515

Partito del socialismo europeo

PES

1.091.101

8.405.284

9.496.385

90 %

115.131

Partito dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

ALDE

851.728

4.848.119

5.699.847

90 %

801.704

Partito Verde Europeo

PVE

539.667

3.471.165

4.010.832

90 %

603.669

Partito della Sinistra Europea

PSE

312.832

1.772.817

2.085.649

90 %

-

Partito Democratico Europeo

PDE

100.944

671.170

772.114

90 %

49.246

Alleanza libera europea

ALE

200.053

1.219.623

1.419.676

90 %

55.400

Partito dei Conservatori e Riformisti europei

Partito ECR

607.157

3.493.333

4.100.490

90 %

158.166

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

140.512

1.000.214

1.140.726

83 %

-

Partito Identità e democrazia

Partito ID

114.250

615.067

729.317

90 %

-

TOTALE

 

5.709.693

38.929.792

44.639.485

 

1.899.831

Note:

 

 

 

 

 

 

Note(1): Composto dalla seconda parte del finanziamento finale del 2018 e dalla prima parte del finanziamento finale per il 2019, conformemente alla decisione dell'Ufficio di presidenza del 18 gennaio 2021.

 

203.  rileva che nel 2019 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente(21):

Fondazione (2019)

Abbreviazione

Partito di affiliazione

Risorse proprie

Sovvenzione finale del PE

Entrate totali

Sovvenzione del PE in % delle spese ammissibili (max. 95 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve o perdite)

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

622.669

5.971.543

7.433.520

95 %

255.171

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

662.446

5.142.293

5.906.538

92 %

-

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

202.565

1.798.601

2.114.273

95 %

90.914

Fondazione verde europea

GEF

PVE

79.513

1.368.333

1.484.738

95 %

-

Trasformare l'Europa

TE

EL

110.698

1.096.144

1.217.889

92 %

7.401

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

23.261

421.786

472.185

95 %

-

Fondazione Coppieters

Coppieters

ALE

84.666

534.179

618.845

95 %

38.624

New Direction - Fondazione per la riforma europea

ND

Partito ECR

253.558

1.636.452

1.995.962

95 %

-

Sallux

SALLUX

ECPM

23.537

365.590

448.654

95 %

3.282

Associazione per la Fondazione Identità e democrazia

Fondazione ID

Partito ID

23.000

436.999

978.653

95 %

-

TOTALE

2.085.913

18.771.920

22.671.257

395.392

204.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di rivedere, alla fine del 2021, il regolamento (UE, Euratom) 2018/673(22) al fine di superare l'attuale obiettivo di affrontare le norme in materia di finanziamento e trasparenza, di semplificare le condizioni di registrazione di cui all'articolo 3 del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 e di aprire l'adesione a tutti i cittadini dell'Unione per garantire una rappresentanza più inclusiva dei partiti politici attivi a livello europeo;

205.  osserva con preoccupazione che diversi partiti politici transnazionali attivi nella politica europea e rappresentati al Parlamento non sono autorizzati a registrarsi ufficialmente come partiti politici europei a causa dei requisiti elencati nel regolamento (UE, Euratom) 2018/673, il che ostacola conseguentemente la rappresentanza democratica dei partiti politici più piccoli a livello europeo; propone che, in tale ottica, la Commissione presenti un'ambiziosa proposta di riforma entro la fine del 2021.

(1) Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884).
(2) Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
(3) Regolamento (UE) n. 1417/2013 del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che stabilisce la forma dei lasciapassare rilasciati dall'Unione europea (GU L 353 del 28.12.2013, pag. 26).
(4) Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (GU L 151 del 7.6.2019, pag. 70).
(5) https://www.dw.com/en/exclusive-eu-taps-chinese-technology-linked-to-muslim-internment-camps-in-xinjiang/a-55362125
(6) https://www.npr.org/2019/10/08/768150426/u-s-blacklists-chinese-tech-firms-over-treatment-of-uighurs?t=1611915285989
(7) https://ec.europa.eu/trade/policy/accessing-markets/public-procurement/
(8) https://joinup.ec.europa.eu/sites/default/files/news/2020-06/D.01.06_Final_report_v3.00.pdf
(9) L'"Iniziativa strategica sui diritti di congedo di taluni membri del personale e sull'interesse superiore del minore"(SI/1/2019/AMF).
(10) Risoluzione (UE) 2020/1880 del Parlamento europeo, del 14 maggio 2020, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VII — Comitato delle regioni (GU L 417 del 11.12.2020, pag. 122); risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2017 sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali nell'UE (paragrafo 17) (GU C 346 del 27.9.2018, pag. 192).
(11) Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17).
(12) https://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2014_2019/plmrep/COMMITTEES/ENVI/DV/2020/11-16/IPOL_STU2020652735_EN.pdf
(13) Testi approvati, P9_TA(2019)0078.
(14) Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull'adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS) che abroga il regolamento (CE) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/CE e 2006/193/CE (GU L 342 del 22.12.2009, pag. 1).
(15) Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).
(16) Testi approvati, P9_TA(2020)0123.
(17) Discarico 2017: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo, 26 marzo 2019; Discarico 2018: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo, 14 maggio 2020.
(18) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.
(19) Regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1).
(20) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.
(21) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.
(22) Regolamento (UE, Euratom) 2018/673 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 maggio 2018, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (GU L 114 I del 4.5.2018, pag. 1).

Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021Note legali - Informativa sulla privacy