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Procedura : 2020/2246(INI)
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A9-0209/2021

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PV 06/07/2021 - 14
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P9_TA(2021)0337

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Mercoledì 7 luglio 2021 - Strasburgo
Tutela degli interessi finanziari dell'Unione e lotta contro la frode - relazione annuale 2019
P9_TA(2021)0337A9-0209/2021

Risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2021 sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE - lotta contro la frode - relazione annuale 2019 (2020/2246(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 310, paragrafo 6, e l'articolo 325, paragrafo 5, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  viste le sue risoluzioni sulle precedenti relazioni annuali della Commissione e dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF),

–  visti la relazione della Commissione del 3 settembre 2020 dal titolo "Trentunesima relazione annuale sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea e sulla lotta contro la frode (2019)" (COM(2020)0363) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2020)0156, SWD(2020)0157, SWD(2020)0158, SWD(2020)0159 e SWD(2020)0160),

–  viste la relazione 2019 dell'OLAF e la relazione di attività del suo comitato di vigilanza,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti europea sull'esecuzione del bilancio dell'UE per l'esercizio 2019, corredata delle risposte delle istituzioni(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio(2) (regolamento OLAF),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2223 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 dicembre 2020 che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 per quanto riguarda la cooperazione con la Procura europea e l'efficacia delle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode(3),

–  vista la sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 26 giugno 2019 nella causa T-617/17, Vialto Consulting Kft./Commissione(4),

–  viste la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 6 giugno 2019 nella causa T-399/17 Dalli/Commissione(5) e la sentenza della Corte (Prima Sezione) del 25 febbraio 2021 nella causa C-615/19 P, Dalli/Commissione,

–  vista la sentenza del Tribunale del 13 maggio 2020 nella causa T-290/18, Agmin Italy SpA/Commissione(6),

–  vista la direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione(7),

–  vista la relazione speciale n. 01/2019 della Corte dei conti europea, del 10 gennaio 2019, dal titolo "Lottare contro le frodi nella spesa dell'UE: sono necessari interventi",

–  vista la relazione speciale n. 06/2019, del 16 maggio 2019, della Corte dei conti europea dal titolo "Lotta alle frodi nella spesa UE per la coesione: le autorità di gestione devono potenziare le attività di individuazione, risposta e coordinamento",

–  vista la sintesi della Corte dei conti europea del 9 ottobre 2018 dal titolo "Sintesi dell'audit dell'UE per il 2017: presentazione delle relazioni annuali della Corte dei conti europea sull'esercizio 2017",

–  vista la relazione degli esperti elaborata per la Commissione il 10 settembre 2020 dal titolo "Study and Reports on the VAT Gap in the EU-28 Member States: 2020 Final Report" (Studio e relazioni sul divario dell'IVA nei 28 Stati membri dell'UE: relazione finale 2020),

–  vista la direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale(8) ("direttiva PIF"),

–  visto il regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea(9),

–  vista la decisione (UE) 2019/1798 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2019 relativa alla nomina del procuratore capo europeo della Procura europea(10),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2020 sulla revisione dell'Unione europea nell'ambito del meccanismo di revisione dell'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) (COM(2020)0793),

–  vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2017 sul ruolo degli informatori nella protezione degli interessi finanziari dell'UE(11),

–  vista la decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea e che abroga la decisione 2014/335/UE, Euratom(12),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione(13),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 29 aprile 2019, dal titolo "Strategia antifrode della Commissione: un'azione più incisiva a tutela del bilancio dell'UE" (COM(2019)0196),

–  visto il proseguimento dell'attuazione del programma Hercule III,

–  visto il regolamento (UE) 2021/785 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il programma antifrode dell'Unione e abroga il regolamento (UE) n. 250/2014(14),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 14 aprile 2021, sulla strategia dell'UE per la lotta alla criminalità organizzata 2021-2025 (COM(2021)0170),

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0209/2021),

A.  considerando che gli Stati membri e la Commissione hanno de iure una responsabilità condivisa e devono collaborare strettamente per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione e combattere la frode e la corruzione; che le autorità degli Stati membri hanno de facto gestito circa il 74 % della spesa dell'UE e hanno riscosso le risorse proprie tradizionali dell'Unione per quanto concerne il bilancio dell'UE per il 2019;

B.  considerando che, sebbene debba adempiere alle proprie responsabilità nell'ambito della gestione concorrente in materia di vigilanza, controllo e audit, la Commissione è in grado di monitorare solo il 10 % circa di tutte le spese;

C.  considerando che, a norma dell'articolo 310, paragrafo 6, TFUE, "l'Unione e gli Stati membri, conformemente all'articolo 325, combattono la frode e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione"; che a norma dell'articolo 325, paragrafo 2, TFUE, "gli Stati membri adottano, per combattere contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione, le stesse misure che adottano per combattere contro la frode che lede i loro interessi finanziari"; che a norma dell'articolo 325, paragrafo 3, TFUE, "[...] gli Stati membri coordinano l'azione diretta a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione contro la frode" e che, a tale fine, "essi organizzano, assieme alla Commissione, una stretta e regolare cooperazione tra le autorità competenti"; che, a norma dell'articolo 325, paragrafo 4, TFUE, la Corte dei conti europea deve essere consultata in merito alle misure che verranno adottate dal legislatore nei settori della prevenzione e lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'UE;

D.  considerando che, a norma dell'articolo 83 TFUE, la corruzione è un reato particolarmente grave che presenta una dimensione transnazionale;

E.  considerando che l'eterogeneità dei sistemi giuridici e amministrativi negli Stati membri deve essere affrontata in modo adeguato onde creare sistemi amministrativi e di segnalazione più unificati nell'UE e al fine di prevenire efficacemente le irregolarità e combattere la frode e la corruzione con risultati più tangibili e soddisfacenti;

F.  considerando che l'IVA è un'importante fonte di entrate per i bilanci nazionali e che nel 2019 le risorse proprie basate sull'IVA costituivano l'11,97 % delle entrate complessive del bilancio dell'UE;

G.  considerando che i casi di corruzione sistematici, istituzionalizzati e ad alto livello e i tentativi deliberati di indebolire il sistema di bilanciamento dei poteri e l'indipendenza delle istituzioni responsabili del monitoraggio e del controllo delle finanze in alcuni Stati membri ledono gravemente gli interessi finanziari dell'Unione, e costituiscono al contempo una minaccia per la democrazia, i diritti fondamentali e lo Stato di diritto; ricorda l'impatto negativo della corruzione per quanto concerne la fiducia dei cittadini dell'UE nelle istituzioni;

H.  considerando che, secondo la Corte dei conti europea, le conoscenze della Commissione sull'entità, sulla natura e sulle cause delle frodi sono insufficienti e che non tutte le potenziali frodi sono segnalate nel sistema di gestione delle irregolarità;

I.  considerando che la corruzione colpisce in varia misura tutti gli Stati membri e che non solo grava sull'economia dell'UE, ma mina anche la democrazia e le norme sullo Stato di diritto in tutta Europa;

Aspetti generali

1.  accoglie con favore la 31a relazione annuale della Commissione sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE e la lotta contro la frode (relazione PIF), che sottolinea i risultati conseguiti nel 2019 per quanto riguarda il consolidamento del quadro istituzionale per la lotta contro le frodi e le irregolarità a livello dell'UE, ovvero il recepimento nell'ordinamento nazionale di 18 Stati membri delle misure previste dalla direttiva PIF entro la fine dell'anno, mentre altri quattro Stati membri vi hanno adempiuto entro giugno 2020; invita tutti i restanti Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie e a garantire il pieno e corretto recepimento della direttiva nel minor tempo possibile; invita la Commissione a monitorare attentamente il processo di recepimento in tutti gli Stati membri e ad avvalersi delle sue prerogative per avviare procedure di infrazione nel caso in cui gli Stati membri non rispettino il processo di recepimento;

2.  deplora il fatto che la Commissione abbia dovuto inviare, il 3 dicembre 2020, pareri motivati all'Irlanda e alla Romania a causa del loro mancato recepimento della direttiva PIF nel diritto nazionale; osserva che la Romania ha recepito la direttiva PIF nel diritto nazionale il 15 dicembre 2020;

3.  sottolinea che il rispetto dello Stato di diritto è un prerequisito per una sana gestione finanziaria, compresi l'assegnazione e la gestione efficienti ed efficaci dei fondi dell'UE e la lotta alla corruzione e alla cattiva gestione; accoglie con estremo favore, a tale proposito, l'adozione del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione;

4.  si compiace del fatto che la Commissione abbia immediatamente avviato i lavori per una metodologia chiara e l'analisi dei potenziali casi; riconosce che la Commissione ha chiaramente affermato in diverse occasioni che svolgerà il suo ruolo di custode dei trattati e applicherà il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 senza indebito ritardo a decorrere dalla data in cui è entrato in vigore, affinché nessun caso vada perso durante i necessari lavori di preparazione nella prima metà del 2021; ricorda che il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 si applica a tutti gli impegni e i pagamenti a partire dal 1° gennaio 2021, fornendo nel contempo garanzie per i beneficiari finali e i destinatari;

Irregolarità fraudolente e non fraudolente individuate

5.  osserva che il numero totale di irregolarità fraudolente e non fraudolente segnalate nel 2019 ammontava complessivamente a 11 726 casi (il 2 % in meno rispetto al 2018), per un valore di circa 1,6 miliardi di EUR, il che rappresenta una diminuzione del 34 % rispetto al 2018; rileva a tale proposito che i dati relativi al numero di casi e al corrispondente valore per ciascun anno sono costantemente valutati e aggiornati e dovrebbero essere considerati in una prospettiva di lungo periodo;

6.  osserva che il numero di irregolarità individuate segnalate come fraudolente è un'indicazione del livello di individuazione e della capacità degli Stati membri e degli organismi dell'UE di intercettare potenziali frodi, ma non un indicatore diretto del livello di frode che incide sul bilancio dell'UE o riguarda uno specifico Stato membro; rileva che non è chiaro quante irregolarità fraudolente non vengano segnalate ogni anno, il che rende estremamente difficile valutare l'efficacia delle attività antifrode; ricorda che nel 2019 la Corte dei conti europea ha pubblicato due relazioni speciali in cui ha evidenziato le carenze della Commissione per quanto riguarda la sua comprensione della portata, della natura e delle cause delle frodi, individuando debolezze nell'approccio strategico della Commissione riguardo alla gestione dei rischi di frode e invitandola ad adottare misure più proattive per affrontare tali questioni; invita pertanto la Commissione a elaborare una metodologia per migliorare l'attendibilità e fornire stime più accurate circa la portata delle frodi nell'UE; osserva che l'individuazione e la segnalazione di un'irregolarità implica che sono state adottate misure correttive per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione e che, ove pertinente, è stato avviato un procedimento penale;

7.  osserva che il numero di irregolarità fraudolente segnalate nel 2019 (939 casi, ovvero l'8 % delle irregolarità complessive) e i relativi importi finanziari (circa 461,4 milioni di EUR, ovvero il 28 % di tutti gli importi finanziari interessati da irregolarità) sono diminuiti notevolmente rispetto al 2018; rileva che nel 2019 il numero delle irregolarità fraudolente segnalate era inferiore del 40 % rispetto al 2015 e del 25 % rispetto alla media quinquennale del periodo 2015-2019; osserva che, nel 2019, 514 irregolarità connesse alla spesa segnalate come fraudolente rappresentavano lo 0,3 % dei pagamenti del 2019, mentre 425 irregolarità connesse alle entrate segnalate come fraudolente corrispondevano allo 0,3 % dell'importo lordo delle risorse proprie tradizionali riscosse per il 2019;

8.  tiene conto del fatto che il numero di irregolarità non fraudolente registrate nel 2019 (10 787 casi) è rimasto stabile rispetto al 2018, mentre gli importi finanziari interessati sono diminuiti dell'8% attestandosi a circa 1,2 miliardi di EUR; osserva che, nel 2019, 6 550 irregolarità connesse alla spesa segnalate come non fraudolente rappresentavano lo 0,5 % dei pagamenti del 2019, mentre 4 237 irregolarità connesse alle entrate segnalate come non fraudolente corrispondevano all'1,5 % dell'importo lordo delle risorse proprie tradizionali riscosse per il 2019;

9.  sottolinea che i cambiamenti registrati nel numero delle irregolarità fraudolente o non fraudolente individuate rappresentano una situazione momentanea che dovrebbe essere considerata nel contesto di altri fattori significativi; evidenzia che i cali segnalati nel numero totale di casi di irregolarità fraudolente e non fraudolente possono essere indicativi di uno sviluppo positivo, ovvero di una riduzione complessiva dell'attività fraudolenta, o di uno sviluppo negativo, vale a dire un calo del livello di individuazione delle attività fraudolente;

10.  sottolinea che nel caso particolare delle irregolarità fraudolente le individuazioni si sono concentrate in alcuni Stati membri, il che suggerisce che esistono approcci diversi riguardo all'impiego del diritto penale per tutelare il bilancio dell'UE; sottolinea e deplora il fatto che molti Stati membri non dispongono di leggi specifiche per combattere la criminalità organizzata di stampo mafioso, il cui coinvolgimento nelle attività e nei settori transfrontalieri che ledono gli interessi finanziari dell'UE è in costante aumento; invita la Commissione a contrastare queste differenze tra gli Stati membri e a prendere in considerazione nuove misure di armonizzazione;

11.  ricorda che le carenze nella validità e comparabilità dei dati e delle tecnologie di segnalazione, con diversi gradi di digitalizzazione negli Stati membri, continuano a compromettere gravemente la qualità e l'affidabilità delle informazioni a disposizione della Commissione nel sistema di gestione delle irregolarità e nel sistema OWNRES; deplora il fatto che l'individuazione dell'uso improprio, delle frodi e dell'appropriazione indebita dei fondi dell'UE sia per lo più limitata alle scoperte accidentali da parte della Commissione e della Corte dei conti nell'ambito dei loro audit a campione o a seguito di indagini dell'OLAF; esprime preoccupazione per le ripetute conclusioni della Corte dei conti secondo cui il lavoro di alcune autorità nazionali è considerato troppo soggetto a errori e quindi inaffidabile; sottolinea che tali carenze incidono sulla qualità dei dati comunicati dagli Stati membri alla Commissione in merito al numero di irregolarità fraudolente e non fraudolente individuate; osserva che tre Stati membri non hanno segnalato irregolarità fraudolente nel 2019(15); esprime particolare preoccupazione per la carenza di personale e qualifiche adeguati di alcune autorità nazionali e per la carenza di audit interni;

12.  sottolinea i maggiori rischi che la crisi della COVID-19 ha comportato per l'esecuzione del bilancio dell'UE; osserva con preoccupazione che oltre la metà delle irregolarità fraudolente è stata segnalata da due Stati membri e che alcuni Stati membri non segnalano regolarmente nessun singolo caso di frode; invita la Commissione a prestare particolare attenzione a questi casi, svolgendo monitoraggi e adottando misure volte a garantire la piena protezione del bilancio dell'UE, e a effettuare controlli casuali in loco, in particolare in circostanze eccezionali di crisi; condivide l'opinione della Commissione secondo cui la lotta contro le frodi e le irregolarità è della massima importanza in un periodo di crisi(16);

13.  esorta gli Stati membri e la Commissione a cooperare più strettamente per quanto riguarda lo scambio di informazioni, il miglioramento della raccolta dei dati e il rafforzamento dell'efficacia dei controlli; invita gli Stati membri, a tale riguardo, a pubblicare i dati relativi ai beneficiari finali in modo uniforme e in un formato leggibile meccanicamente, nonché a garantire l'interoperabilità con gli strumenti di monitoraggio della Commissione; esorta vivamente la Commissione a condurre un'analisi approfondita delle ragioni sottostanti e dei potenziali problemi strutturali che causano le persistenti carenze sistemiche nell'affidabilità del lavoro di alcune autorità nazionali e a prestare particolare attenzione a eventuali differenze tra i sistemi dei paesi; invita la Commissione a rivolgere chiare raccomandazioni specifiche per paese alle autorità nazionali; chiede alla Commissione di instaurare un dialogo strutturato con le autorità nazionali e la Corte dei conti al fine di lavorare costantemente nell'ambito dello sviluppo delle capacità e dello scambio delle migliori pratiche per migliorare l'affidabilità del lavoro svolto dalle autorità nazionali tenendo informato il Parlamento in merito ai progressi compiuti; invita la Commissione a offrire ulteriore sostegno per migliorare la cooperazione nell'ambito della rete Eurofisc;

14.  ribadisce, a tale proposito, l'invito alla Commissione a istituire un sistema uniforme per la raccolta di dati comparabili sulle irregolarità e i casi di frode negli Stati membri, onde standardizzare il processo di segnalazione e garantire la qualità e la comparabilità dei dati forniti;

Entrate – Frodi ai danni delle risorse proprie

15.  osserva che nel 2019 sono state 425 le irregolarità segnalate come frode connessa alle entrate, ossia il 21 % in meno rispetto alla media quinquennale di 541 irregolarità l'anno del periodo 2015-2019; rileva inoltre che l'importo interessato di RPT stimato e accertato (80 milioni di EUR) nel 2019 è risultato inferiore del 19 % alla media quinquennale di 98 milioni di EUR; osserva che l'ispezione da parte dei servizi antifrode ha costituito il metodo di maggior successo per il rilevamento di casi fraudolenti;

16.  osserva che nel 2019 sono state 4 237 le irregolarità rilevate e segnalate come non fraudolente per tale anno, ossia il 6 % in meno rispetto alla media quinquennale, e che l'importo interessato di TOR stimato e accertato è risultato pari a 397 milioni di EUR nel 2019, un valore inferiore del 3 % rispetto alla media quinquennale; constata inoltre che le irregolarità non fraudolente sono state individuate principalmente mediante controlli a posteriori;

17.  sottolinea la gravità della situazione attuale riguardo alle frodi realizzate tramite l'omesso versamento dell'IVA, in particolare delle cosiddette "frodi carosello"; invita tutti gli Stati membri a partecipare a tutti gli ambiti di attività della rete Eurofisc onde agevolare lo scambio di informazioni ai fini della lotta contro le frodi;

18.  apprende dalla relazione finale 2020 sul divario dell'IVA che nel 2018 il divario dell'IVA nell'UE è sceso a 140 miliardi di EUR e potrebbe essere inferiore ai 130 miliardi di EUR nel 2019; esprime tuttavia il timore che nel 2020 il divario dell'IVA possa raggiungere i 164 miliardi di EUR e chiede che la Commissione spieghi accuratamente se tale aumento sia in qualche modo correlato alla pandemia di COVID-19;

19.  esprime profonda preoccupazione per l'ampia portata dell'impatto delle frodi IVA sul bilancio dell'UE e sui bilanci nazionali; reputa molto importante intensificare la lotta contro il maggiore tipo di frode IVA, la frode intracomunitaria dell'operatore inadempiente (frode MTIC), il cui costo annuo è stimato tra i 40 e i 60 miliardi di EUR; invita la Commissione a valutare i punti di forza e di debolezza delle diverse soluzioni possibili per contrastare le frodi MTIC, in particolare l'introduzione di un sistema di segnalazione digitale in tempo reale basato sulle transazioni sviluppato da ricercatori ("TX++") o una combinazione tra il sistema dell'IVA definitivo e un sistema di segnalazione digitale in tempo reale basato sulle transazioni;

20.  osserva che nel 2019 gli Stati membri hanno segnalato sedici misure antifrode per quanto concerne le entrate, di cui otto nel settore della frode doganale, cinque nel settore della frode fiscale e tre riguardanti una combinazione di queste due tipologie; rileva che nel 2019 la Commissione ha avviato un processo di valutazione volto a determinare in che misura il regolamento (CE) n. 515/97(17) del Consiglio sia stato utile in termini di prevenzione delle frodi doganali;

21.  osserva che tra il 2017 e il 2019 la Commissione ha effettuato ispezioni sul posto in tutti gli Stati membri in merito alla strategia di controllo nel settore del valore in dogana e rilevato che gli interessi finanziari dell'Unione non erano tutelati in maniera efficace, con conseguenti perdite significative di RPT per il bilancio dell'UE; rileva che l'OLAF ha pubblicato relazioni di indagine con raccomandazioni rivolte a sei Stati membri che non hanno attuato pienamente le misure necessarie per affrontare in modo coerente la sottovalutazione fraudolenta; invita la Commissione a riferire al Parlamento sugli Stati membri che potrebbero costituire un valido esempio di buone prassi da seguire e quelli in cui permangono sfide significative;

22.  constata che, proprio come nel 2017 e nel 2018, nel 2019 i pannelli solari sono stati gli articoli maggiormente interessati da frodi e irregolarità in termini monetari; invita la Commissione a riconoscere la natura sistemica di tali frodi ed esorta vivamente il Consiglio e gli Stati membri a intervenire risolutamente al riguardo;

23.  osserva che, a seguito delle indagini svolte dall'OLAF sulla sottovalutazione fraudolenta in relazione a prodotti tessili e calzature importati dalla Cina attraverso il Regno Unito e delle indagini condotte dalla Commissione nel quadro della gestione delle risorse proprie, sussistono seri dubbi circa l'accuratezza degli importi relativi alle RPT (dazi doganali) trasferiti al bilancio dell'Unione dal Regno Unito; critica fortemente il fatto che il Regno Unito continui a rifiutarsi di mettere a disposizione del bilancio dell'UE gli importi relativi alle RPT mancanti del periodo 2011-2017, pari a 2,679 miliardi di EUR (lordi); si compiace che nel marzo 2019 la Commissione abbia deferito alla Corte di giustizia dell'Unione europea la procedura di infrazione contro il Regno Unito riguardante le perdite di RPT dovute a importazioni sottovalutate; invita la Commissione a riferire in merito a qualsiasi sviluppo in materia;

24.  è profondamente preoccupato per la riserva non quantificabile mantenuta per il 2019 dalla Direzione generale del Bilancio della Commissione (DG BUDG), la quale ha dichiarato che le frodi relative alla sottovalutazione si sono in parte spostate in altri Stati membri, con talune ripercussioni sulla riscossione delle RPT che devono ancora essere quantificate definitivamente; rileva che la Commissione ha effettuato ispezioni sulla sottovalutazione in tutti gli Stati membri e verificato come sono organizzati gli Stati membri per far fronte alle questioni relative alla sottovalutazione, in particolare per quanto riguarda i prodotti tessili e le calzature importati dalla Cina; osserva che la sottovalutazione delle merci importate nell'UE è e rimarrà una minaccia per le entrate, e che essa rappresenta un problema significativo che dovrà essere affrontato negli anni a venire; prende atto del fatto che la Commissione seguirà la questione e riterrà gli Stati membri finanziariamente responsabili per le eventuali perdite subite; esprime preoccupazione per il fatto che, secondo calcoli provvisori, le perdite di RPT nel 2019 hanno rappresentato l'1 % delle RPT totali dell'anno in questione; invita la Commissione a informare tempestivamente il Parlamento in merito alle risultanze e alle conseguenze delle sue ispezioni e dei calcoli per determinare l'entità delle perdite, una volta ultimati;

25.  ribadisce che una combinazione di diversi metodi di individuazione (controlli allo sdoganamento, controlli a posteriori, ispezioni effettuate dai servizi antifrode e altro) è lo strumento più efficace per individuare le frodi e che l'efficacia di ciascun metodo dipende dallo Stato membro interessato, dall'efficacia del coordinamento della sua amministrazione e dalla capacità dei servizi pertinenti degli Stati membri di comunicare tra loro; invita la Commissione a comunicare al Consiglio quali Stati membri potrebbero costituire un valido esempio di buone prassi da seguire e quali sono quelli in cui permangono sfide significative;

26.  osserva che negli ultimi cinque anni il tasso annuo di recupero relativo alle RPT ha oscillato tra il 52 % e il 66 % e che il tasso di recupero per i casi segnalati nel 2019 è attualmente pari a circa il 57 %; rileva che le differenze tra gli Stati membri quanto ai risultati dei recuperi possono essere dovute a fattori quali il tipo di frode o irregolarità o il tipo di debitore interessato; osserva che, a marzo 2020, il tasso complessivo di recupero è stato del 61 % per tutti gli anni compresi tra il 1989 e il 2019; invita nuovamente la Commissione a riferire annualmente in merito all'importo delle risorse proprie dell'UE recuperate a seguito delle raccomandazioni formulate dall'OLAF e a comunicare all'autorità di discarico gli importi che devono ancora essere recuperati;

Frodi in relazione alle spese

27.  prende atto del fatto che nel 2019 le irregolarità relative alle spese segnalate come fraudolente sono state 514, per un totale di 381,4 milioni di EUR (il che corrisponde allo 0,3 % dei pagamenti del 2019);

28.  prende atto del fatto che nel 2019 le irregolarità relative alle spese segnalate come non fraudolente sono state 6 550 e rappresentano lo 0,5 % dei pagamenti del 2019;

29.  osserva che, per quanto riguarda la politica agricola comune (PAC), le irregolarità individuate sono concentrate in pochi Stati membri, soprattutto nel caso delle irregolarità fraudolente, e che tale circostanza suggerisce che approcci diversi per quanto riguarda il ricorso al diritto penale per tutelare il bilancio dell'UE o le pratiche di segnalazione di frodi sospette potrebbero costituire fattori significativi alla base delle differenze tra gli Stati membri; rileva che, mentre gli importi finanziari complessivi sono stati relativamente stabili nel 2019, quelli relativi al sostegno diretto hanno registrato un aumento e quelli relativi allo sviluppo rurale una flessione; osserva, in particolare, che nel settore del sostegno diretto la maggior parte delle irregolarità individuate riguardano l'uso di prove documentali o richieste di aiuto falsificate, mentre nel settore dello sviluppo rurale molte irregolarità riguardano l'esecuzione; esprime preoccupazione per il fatto che la creazione di condizioni artificiose per ottenere sostegno finanziario sia un tipo di frode comune nel settore del sostegno diretto sintomatica di un modus operandi per quanto riguarda le irregolarità fraudolente che solleva questioni etiche e d'integrità; osserva che si è registrata una significativa diminuzione delle irregolarità fraudolente nello sviluppo rurale in ragione di un calo delle individuazioni relative al periodo di programmazione 2007-2013, in linea con il ciclo di vita della programmazione, e di un avvio lento delle individuazioni relative al periodo di programmazione 2014-2020, e che nel settore dello sviluppo rurale sono state ancora individuate più irregolarità fraudolente e non fraudolente che nel settore del sostegno diretto; evidenzia tuttavia che le misure di mercato hanno registrato il tasso di individuazione delle frodi (FDR) più elevato (0,87 %), corrispondente a più di quattro volte quello del settore dello sviluppo rurale per quanto riguarda le irregolarità fraudolente, mentre per le irregolarità non fraudolente si è registrato un tasso di individuazione di irregolarità (IDR) pressoché pari al doppio di quello dello sviluppo rurale; rileva inoltre che, stando alle relazioni annuali della Corte dei conti per il 2017(18), la modalità con cui le spese sono erogate incide sul rischio di errore e che, in particolare, gli errori sono stati riscontrati principalmente nei rimborsi delle spese, mentre il tasso di errore relativo ai pagamenti per diritti acquisiti è risultato al di sotto della soglia di rilevanza del 2 %;

30.  rinnova il suo invito a introdurre importi massimi per i pagamenti che una persona fisica può ricevere dal primo e dal secondo pilastro della PAC nonché per i fondi di coesione; è del parere che importi massimi stabiliti per persona fisica siano molto più difficili da eludere; ricorda che, al fine di aggirare il limite stabilito per persona giuridica, i beneficiari possono scindere artificialmente le loro società o creare ulteriori società che possono tutte ricevere l'importo massimo di finanziamento; accoglie con favore le intenzioni della proposta per quanto riguarda la PAC, ossia conteggiare come un unico beneficiario tutte le società appartenenti allo stesso gruppo; ritiene tuttavia che tali sforzi non siano sufficienti, in quanto strutture societarie opache e altamente complesse, che spesso coinvolgono entità presenti in più Stati membri e/o paesi terzi, rendono molto difficile garantire che tutte le società appartenenti allo stesso gruppo siano identificate come tali e di fatto trattate come un unico beneficiario e offrono altre opportunità per aggirare tali restrizioni; invita la Commissione a includere nella sua proposta di revisione del regolamento finanziario proposte relative a massimali per persona fisica per quanto riguarda la PAC e i fondi di coesione(19);

31.  ribadisce la sua preoccupazione che i sussidi della PAC continuino a incentivare l'accaparramento dei terreni da parte di strutture criminali e oligarchiche; rinnova il suo appello urgente alla Commissione affinché istituisca un meccanismo di denuncia a disposizione degli agricoltori e delle PMI che si trovano ad affrontare l'accaparramento dei terreni, gravi scorrettezze da parte delle autorità nazionali, un trattamento irregolare o di parte nelle gare d'appalto o nella distribuzione dei sussidi, pressioni o intimidazioni da parte di strutture criminali, criminalità organizzata o strutture oligarchiche, o altre gravi violazioni dei loro diritti fondamentali, affinché possano presentare un reclamo direttamente alla Commissione; si compiace del fatto che tale meccanismo di denuncia sia stato proposto per il nuovo regolamento sulla PAC;

32.  prende atto della complessità dell'analisi dei dati relativi alla politica di coesione e delle diverse fasi del periodo di programmazione 2007-2013; rileva che gli importi finanziari segnalati sono notevolmente inferiori rispetto al 2018, anno eccezionale, ma tendono mediamente al rialzo per il fondi di coesione; sottolinea l'importanza della cooperazione con le autorità giudiziarie e pone l'accento sulla necessità di prestare maggiore attenzione all'inattesa flessione degli importi finanziari delle irregolarità sia fraudolente che non fraudolente, così come, per il periodo di programmazione 2014-2020, escludendo i casi "eccezionali", all'inattesa flessione degli importi finanziari interessati da irregolarità fraudolente nel 2019 in relazione a tutti i fondi, e in particolare al Fondo europeo di sviluppo regionale; sottolinea l'urgente necessità che la Commissione, l'OLAF e l'EPPO indaghino a fondo se i diversi modelli di segnalazione utilizzati negli Stati membri in termini di tendenza a individuare irregolarità fraudolente implicanti importi finanziari elevati siano in qualche modo legati a possibili conflitti di interessi delle parti interessate negli Stati membri o perfino ad attività criminali;

33.  esprime profonda preoccupazione per le informazioni riportate dai media circa la destinazione a fini diversi, dopo il periodo minimo richiesto di tre o cinque anni, di investimenti per le infrastrutture cofinanziati dall'Europa; deplora le accuse di frode e arricchimento personale legate a tale ridestinazione; si rammarica che la Commissione non sia stata in grado di fornire informazioni aggiuntive per dissipare tutti i dubbi rimanenti; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di dare un seguito adeguato a tali accuse e la invita a comunicare le sue conclusioni al Parlamento; invita inoltre la Commissione ad analizzare in quali Stati membri vi siano gravi problemi di riconversione di progetti infrastrutturali cofinanziati dall'UE;

34.  ritiene che il requisito legale della durata minima, pari a un periodo compreso fra tre e cinque anni, sia troppo breve, dati gli importi significativi del cofinanziamento e la longevità di tali progetti; si rammarica del fatto che i colegislatori non abbiano deciso di introdurre requisiti di maggiore durata nel tempo in sede di revisione del regolamento sulle disposizioni comuni(20); osserva che esistono differenze notevoli tra gli Stati membri riguardo alle norme nazionali sulla stabilità degli investimenti infrastrutturali e la destinazione prematura ad altri usi;

35.  invita la Commissione a condurre un'analisi approfondita delle diverse norme nazionali sulla stabilità del fabbisogno di stanziamenti per gli investimenti cofinanziati e sulla destinazione anticipata ad altri usi, per quanto riguarda sia le infrastrutture che le attrezzature, valutando in particolare se le norme nazionali non vadano oltre i requisiti minimi europei; invita la Commissione a riferire le sue conclusioni al Parlamento;

36.  ribadisce gli obblighi di trasparenza per la PAC e la politica di coesione, che impongono alle autorità responsabili degli Stati membri di mantenere un elenco accessibile al pubblico dei beneficiari finali; invita vivamente gli Stati membri a pubblicare tali dati in modo uniforme e in un formato leggibile meccanicamente, nonché a garantire l'interoperabilità delle informazioni; chiede che la Commissione raccolga e aggreghi i dati e pubblichi elenchi dei maggiori beneficiari di ciascun fondo nei singoli Stati membri;

37.  osserva che, fra le irregolarità fraudolente individuate nel 2019, le azioni relative alle infrastrutture sanitarie sono state interessate da violazioni delle norme sugli appalti pubblici e che i problemi più comuni rilevati riguardavano i documenti giustificativi: rileva che quindici Stati membri hanno segnalato irregolarità in azioni relative alle infrastrutture sanitarie e sette di essi hanno individuato anche delle frodi; osserva che la mancata segnalazione di irregolarità in questo settore da parte di altri Stati membri non indica che non fossero interessati da tali rischi e invita la Commissione, l'OLAF e l'EPPO a garantire che le attività fraudolente, in particolare quelle relative alla lotta contro la pandemia di COVID-19, non rimangano senza conseguenze;

38.  è preoccupato per le continue segnalazioni da parte della Corte dei conti europea e della Commissione circa persistenti carenze del sistema degli appalti pubblici in diversi Stati membri; invita la Commissione a condurre un'analisi approfondita degli Stati membri che presentano carenze evidenti in merito alle ragioni alla base di tale situazione e a precisare in che misura tali carenze siano dovute a errori formali o a frodi e corruzione sistemiche; è del parere che gli errori formali minori debbano essere trattati in modo diverso e che la Commissione dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle questioni più gravi, quali le manipolazioni intenzionali dei criteri di gara per favorire la candidatura di determinati o singoli offerenti, la corruzione in relazione alla selezione degli offerenti, i conflitti di interesse e altri abusi fraudolenti;

39.  ricorda come la piena trasparenza della rendicontazione delle spese sia fondamentale, soprattutto per quanto riguarda le opere infrastrutturali finanziate direttamente tramite fondi o strumenti finanziari dell'Unione; invita la Commissione a garantire ai cittadini europei pieno accesso alle informazioni sui progetti cofinanziati;

40.  sottolinea la necessità di un'assoluta trasparenza della rendicontazione dei trasferimenti e dei prestiti previsti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza e invita la Commissione a prevedere il pieno accesso alle informazioni da parte del Parlamento;

41.  invita la Commissione a intensificare il suo lavoro di prevenzione e individuazione delle frodi per garantire che il denaro dell'UE continui a raggiungere i beneficiari cui è destinato e a produrre effetti positivi reali e misurabili sulla vita dei cittadini;

La digitalizzazione come mezzo per proteggere gli interessi finanziari dell'UE

42.  sottolinea che è da tempo necessario e ormai indispensabile conseguire un livello più elevato di digitalizzazione, interoperabilità e armonizzazione delle segnalazioni, del monitoraggio e dell'audit nell'UE in considerazione della natura transfrontaliera degli abusi, delle frodi, delle appropriazioni indebite, dei conflitti di interesse, dei doppi finanziamenti e di altri problemi sistemici; esprime preoccupazione, inoltre, per quanto riguarda i controlli relativi agli strumenti finanziari gestiti da intermediari e le debolezze dimostrate nei controlli effettuati sulle sedi legali dei beneficiari; ribadisce la necessità di condizionare l'erogazione dei fondi diretti e indiretti alla divulgazione dei dati sulla proprietà effettiva da parte dei beneficiari e degli intermediari finanziari;

43.  si rammarica che, in base alla normativa in vigore, la mancanza di informazioni sugli assetti proprietari e sui titolari effettivi di società e gruppi di società contribuisca in modo significativo all'opacità dell'attuale distribuzione dei fondi e sia di ostacolo a un'individuazione più efficiente delle irregolarità; sottolinea ancora una volta l'importanza fondamentale di disporre di dati completi, affidabili e comparabili per controllare in modo efficiente, efficace e tempestivo la spesa dell'UE e per salvaguardare il denaro dei contribuenti europei;

44.  ribadisce il suo urgente appello alla Commissione affinché proponga, nel regolamento finanziario, una base giuridica per la creazione di un sistema di segnalazione e monitoraggio digitale interoperabile che consenta segnalazioni tempestive, uniformi e standardizzate da parte delle autorità degli Stati membri nel settore della gestione concorrente; incoraggia l'uso obbligatorio degli strumenti esistenti di estrazione dei dati e valutazione del rischio, come Arachne, nell'ambito del sistema previsto di segnalazione e monitoraggio; sottolinea che un siffatto sistema interoperabile di segnalazione e monitoraggio non soltanto consentirebbe un'individuazione più tempestiva e più efficiente dei casi di abuso, frode, appropriazione indebita, conflitto di interessi, doppio finanziamento e altri problemi sistemici, ma permetterebbe anche di delineare una panoramica completa della reale distribuzione dei fondi dell'UE e delle eventuali concentrazioni indesiderate nelle mani di pochi beneficiari finali oligarchici o addirittura criminali;

45.  ricorda che il sistema in questione non dovrebbe sovraccaricare le autorità nazionali con una burocrazia eccessiva, né creare congestione a livello di dati; invita la Commissione a determinare quali indicatori e dati siano veramente pertinenti, necessari e proporzionati ai fini dell'audit e del controllo, nonché per raggiungere gli obiettivi di programmazione previsti, e a ridurre il numero di indicatori e tappe da inserire nel sistema;

46.  osserva che il sistema di individuazione precoce e di esclusione (EDES) istituito dall'articolo 135 del regolamento finanziario dovrebbe garantire sanzioni efficaci nei confronti di persone o entità inaffidabili escludendole dalle procedure di aggiudicazione e appalto finanziate dal bilancio dell'UE e irrogando sanzioni pecuniarie nei loro confronti; si rammarica del fatto che nella banca dati figurino soltanto pochissimi operatori economici (sei nel maggio 2021); invita la Commissione a rivedere i criteri al fine di ridurre la complessità e rendere l'EDES più applicabile sul piano pratico;

47.  chiede alla Commissione di valutare la possibilità di estendere l'applicazione dell'EDES ai fondi in regime di gestione concorrente, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza, nella sua proposta di revisione del regolamento finanziario; esorta gli Stati membri e la Commissione a garantire una maggiore interoperabilità delle banche dati e degli strumenti di estrazione dei dati europei e nazionali esistenti; riconosce che il Garante europeo della protezione dei dati non vede alcun problema generale di protezione dei dati nell'instaurazione di tale interoperabilità, purché ciò sia motivato dall'esistenza di una base giuridica chiara;

48.  accoglie con favore le norme esistenti in materia di appalti elettronici, le quali stabiliscono che le opportunità di gara devono essere pubblicate sul sito di Tenders Electronic Daily (TED), i documenti di gara devono essere accessibili elettronicamente mediante l'inserimento di un corrispondente collegamento ipertestuale negli avvisi pubblicati su TED, gli operatori economici devono presentare le offerte per via elettronica e le amministrazioni aggiudicatrici devono accettare fatture elettroniche;

49.  osserva che gli appalti pubblici stanno attraversando una trasformazione digitale; è favorevole al processo di ripensamento degli appalti pubblici improntato alle tecnologie digitali; è del parere che tale riforma dovrebbe andare oltre la semplice transizione agli strumenti elettronici e dovrebbe includere varie fasi pre- e post-aggiudicazione; insiste sul fatto che tali riforme dovrebbero consentire anche l'integrazione di approcci basati sui dati nelle varie fasi della procedura di appalto; invita la Commissione a prestare una particolare attenzione ai contratti quadro aggiudicati mediante procedure di appalto pubblico, in quanto le frodi e la corruzione ad essi correlate pongono un rischio più elevato per gli interessi finanziari dell'Unione;

50.  osserva che la crescente digitalizzazione dei servizi pubblici e il rafforzamento delle norme in materia di trasparenza fanno sì che siano disponibili, in formati elettronici, maggiori quantità di informazioni relative alle finanze pubbliche dell'UE; rileva inoltre che la capacità di calcolo e l'attuale disponibilità di software consentono l'elaborazione di grandi quantità di dati complessi in un tempo relativamente breve, il che crea nuove potenzialità in termini di individuazione delle frodi per mezzo di tecniche specializzate di analisi dei dati come i big data, l'estrazione di dati e tecnologie di intelligenza artificiale su dati aperti; ritiene che l'abbondanza di dati aperti rappresenti un'opportunità per sostenere la creazione di "sistemi di reputazione" affidabili, il che può aiutare a prevenire le attività criminali; chiede alla Commissione di effettuare un'analisi sistemica per indagare su come vengono utilizzate le nuove tecnologie nel campo dell'individuazione e della prevenzione delle frodi, valutarne i limiti ed elaborare proposte per utilizzarle al meglio;

Nuova strategia antifrode della Commissione

51.  si compiace del fatto che il 29 aprile 2019 sia stata adottata la nuova strategia antifrode della Commissione; si compiace della politica di tolleranza zero nei confronti delle frodi; accoglie positivamente la reintroduzione della supervisione istituzionale della Commissione in materia di frode con l'assegnazione di un ruolo consultivo e di vigilanza rafforzato all'OLAF; ricorda che la strategia prevede un piano d'azione vincolante solo per i servizi della Commissione e le agenzie esecutive, nonostante il fatto che la maggior parte delle responsabilità ricada sugli Stati membri; chiede un approccio unificato che includa anche gli Stati membri;

52.  invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di rivedere la nuova strategia antifrode per tenere pienamente conto dell'operatività dell'EPPO e del suo ruolo nella lotta contro le frodi;

53.  sottolinea l'importanza di privilegiare l'elaborazione e l'attuazione di strategie nazionali antifrode (NAFS) da parte di tutti gli Stati membri, anche alla luce delle nuove sfide poste dalla crisi della COVID-19 e dai piani per la ripresa e la resilienza; è molto preoccupato per il fatto che, secondo il follow-up per il 2018, solo 10 Stati membri hanno riferito di aver adottato o aggiornato una NAFS e di averlo comunicato all'OLAF, mentre 17 Stati membri non ne hanno ancora adottata una(21) e solo quattro di loro stanno pensando di adottare o preparare una nuova strategia(22); invita gli Stati membri che non hanno ancora adottato una NAFS a procedere senza ulteriori indugi indebiti in tal senso; invita la Commissione a valutare le NAFS che sono state adottate, a esaminare i motivi dei ritardi degli Stati membri nella loro adozione e a spingere i restanti Stati membri a progredire nell'adozione;

Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

54.  si compiace che nel 2019 siano stati avviati negoziati sulla revisione del regolamento OLAF per quanto riguarda la cooperazione con l'EPPO e l'efficacia delle indagini dell'OLAF; saluta con favore l'entrata in vigore, nel gennaio 2021, del regolamento (UE, Euratom) 2020/2223 rivisto, che rafforza notevolmente il ruolo dell'OLAF e spiana il cammino a un'agevole collaborazione con l'EPPO; osserva che le nuove regole comprendono una chiara definizione dei ruoli complementari delle due istituzioni e regole chiare sulla segnalazione dei casi e migliorano il modo in cui l'OLAF può condurre le proprie indagini; riconosce che il nuovo quadro giuridico rende l'OLAF più efficace, snellendo le regole per i controlli e le ispezioni in loco, consentendo l'accesso dell'OLAF alle informazioni sui conti bancari tramite le autorità nazionali competenti, rafforzando le norme che disciplinano l'attività dei servizi di coordinamento antifrode negli Stati membri e fornendo migliori garanzie alle persone interessate dalle indagini dell'OLAF attraverso la creazione di un responsabile del trattamento;

55.  ritiene che il rafforzamento dei poteri dell'OLAF, l'istituzione dell'EPPO e il coordinamento dei lavori nell'intera architettura antifrode dell'UE ai fini dell'individuazione, dell'indagine e dell'azione penale contro i responsabili delle frodi costituiscano un importante passo avanti nella protezione degli interessi finanziari dell'UE; si compiace, in tal senso, della conclusione di accordi di lavoro tra l'EPPO, Eurojust ed Europol, che stabiliscono le regole di cooperazione e le modalità della futura collaborazione fra gli organi dell'UE nella lotta contro i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione europea;

56.  riafferma la sua valutazione dell'importanza delle indagini dell'OLAF e del suo ruolo nel coordinamento degli sforzi per proteggere gli interessi finanziari dell'UE e combattere contro le frodi;

57.  ricorda che l'OLAF è stato creato non solo per le indagini interne ma anche per sostenere gli Stati membri nelle indagini esterne; sottolinea che, dopo l'istituzione dell'EPPO, l'OLAF resterà l'unico ufficio responsabile della tutela degli interessi finanziari dell'UE negli Stati membri che hanno deciso di non aderire all'EPPO; ricorda che il principio di sussidiarietà impedisce all'OLAF di avviare indagini laddove gli Stati membri siano in una posizione migliore per agire, ma ciò non esclude la possibilità che l'OLAF analizzi casi, tendenze e modelli ricorrenti, e rammenta come la sua capacità di rilevare tali fenomeni abbia portato a una maggiore cooperazione e ad azioni di successo;

58.  è fermamente convinto che l'OLAF debba essere potenziato con risorse di bilancio e personale per essere pienamente in grado di svolgere i suoi compiti di prevenzione e di indagine, non da ultimo negli Stati membri che non aderiscono all'EPPO; sottolinea l'importanza di garantire che l'OLAF continui a essere un partner forte e pienamente operativo dell'EPPO; insiste sulla necessità che i futuri rapporti tra l'OLAF e l'EPPO siano basati su una stretta cooperazione, su un efficiente scambio di informazioni e sulla complementarietà, evitando nel contempo duplicazioni o conflitti di competenze;

59.  ribadisce il fatto che la missione dell'OLAF è quella di contribuire all'elaborazione e allo sviluppo di metodi di prevenzione e di lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione; ricorda che uno degli elementi chiave del mandato dell'OLAF consiste nel promuovere e coordinare, con gli Stati membri e tra di essi, la condivisione dell'esperienza operativa e delle migliori pratiche procedurali in materia di tutela degli interessi finanziari dell'Unione; si rammarica, pertanto, che la relazione PIF non esprima in modo esplicito alcuna valutazione dei risultati delle indagini dell'OLAF sulla spesa; invita l'OLAF a fornire orientamenti e consulenza concreti agli Stati membri e alla Commissione, basandosi sull'analisi della propria esperienza investigativa;

60.  prende atto dell'accordo amministrativo per lo scambio di informazioni e la cooperazione tra l'OLAF e la Corte dei conti europea, firmato nel 2019, e si compiace della cooperazione più strutturata messa in atto tra la Corte dei conti europea e l'OLAF;

61.  valuta positivamente l'accordo tra l'OLAF e i colegislatori, in stretta cooperazione con i servizi della Commissione, per l'inclusione di disposizioni standard sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione in tutta la legislazione concernente i programmi di spesa post-2020, armonizzata per settore;

Procura europea (EPPO)

62.  accoglie con favore la nomina di Laura Codruța Kövesi a procuratrice capo europea nel 2019 e l'avvio delle operazioni della Procura europea (EPPO) il 1° giugno 2021; deplora il fatto che la data in cui l'EPPO doveva diventare operativa abbia dovuto essere posticipata più volte a causa della mancanza di risorse finanziarie e umane e dei gravi ritardi nella nomina dei procuratori europei e delegati in alcuni Stati membri; chiede alla Commissione di aumentare le risorse finanziarie e umane dell'EPPO per consentirle di far fronte alle sfide che deriveranno dalla spesa del fondo per la ripresa, il cui ammontare è eccezionalmente elevato;

63.  prende atto che la procedura di nomina dei procuratori europei delegati è stata avviata nel 2019 e completata nel 2020, con il giuramento prestato da 22 procuratori europei davanti alla Corte di giustizia il 28 settembre 2020; deplora la mancanza di nomine di procuratori delegati europei, in particolare, da parte della Slovenia, che ha annullato il processo di nomina, nonché i notevoli ritardi verificatisi nelle nomine da parte di numerosi altri Stati membri; constata che la procuratrice capo Kövesi è profondamente preoccupata per la "manifesta mancanza di leale cooperazione" della Slovenia a seguito dei ritardi nell'assunzione dei procuratori delegati; esorta la Commissione a monitorare rigorosamente gli Stati membri che non hanno ancora nominato i propri procuratori europei delegati o non hanno adeguato la loro legislazione nazionale ai fini dell'operatività dell'EPPO, ove necessario, tramite la sospensione dei loro finanziamenti sulla base dell'articolo 63, paragrafi 2 e 8, del regolamento finanziario e di norme specifiche per settore, e/o tramite l'avvio di procedure di infrazione; rileva inoltre che, alla fine del 2019, 18 Stati membri avevano notificato alla Commissione di aver recepito la direttiva PIF nel proprio ordinamento nazionale; invita la Commissione ad adoperarsi al massimo per incentivare tutti gli Stati membri ad aderire all'EPPO ed esorta i cinque Stati membri che non hanno ancora aderito a procedere senza indugio in tal senso;

64.  ricorda che, conformemente alla decisione di esecuzione (UE) 2018/1696 del Consiglio, il comitato di selezione per la nomina dei procuratori europei valuta i candidati e fornisce al Consiglio una graduatoria di cui il Consiglio deve tener conto sebbene non sia vincolante, come stabilito nella decisione di esecuzione; ricorda che, nel caso dei candidati nominati dal Belgio, dalla Bulgaria e dal Portogallo, il Consiglio non ha seguito l'ordine di preferenza espresso dal comitato di selezione; ricorda che il 27 luglio 2020 l'Austria, l'Estonia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi hanno pubblicato una dichiarazione in cui si afferma che "occorre evitare che vi sia concorrenza tra le graduatorie dei comitati di selezione nazionali e la graduatoria del comitato di selezione europeo, con il rischio di erodere la componente europea della procedura di nomina";

65.  sottolinea con grande preoccupazione il fatto che Malta non sia stata in grado di nominare tre candidati idonei per il collegio dei procuratori europei, ritardando così il completamento del suddetto collegio; esprime grande preoccupazione, inoltre, per le notizie diffuse dai media secondo cui il governo portoghese avrebbe fornito al Consiglio informazioni errate sul titolo e sull'esperienza del candidato indicato al secondo posto nella graduatoria del comitato di selezione europeo e infine nominato procuratore europeo per il Portogallo; è altresì preoccupato per il fatto che uno dei candidati belgi non prescelti abbia presentato una denuncia riguardo alla procedura di selezione dinanzi alla Corte di giustizia; si rammarica del fatto che tali questioni abbiano fatto passare in secondo piano la formazione del collegio dei procuratori europei e invita gli Stati membri interessati a fornire al Parlamento tutte le informazioni e la documentazione necessarie per valutare appieno la legittimità della procedura di selezione;

66.  ricorda che i procuratori europei e delegati devono essere indipendenti e che qualsiasi sospetto di intervento di un governo nazionale a favore di un candidato che vada in senso contrario alla raccomandazione del comitato di selezione europeo avrebbe ripercussioni gravi e negative sulla reputazione, l'integrità e l'indipendenza dell'EPPO in quanto istituzione;

Lotta alla corruzione

67.  accoglie con favore l'adozione della direttiva (UE) 2019/1937 (direttiva sulla protezione degli informatori) rilevando nel contempo che il termine per il recepimento è fissato al 17 dicembre 2021; invita la Commissione a monitorare attentamente e aiutare gli Stati membri, garantendo il recepimento completo, corretto e tempestivo della direttiva, e ad avviare una valutazione dell'attuazione da parte degli Stati membri una volta scaduto il termine;

68.  sottolinea l'importanza dei mezzi di comunicazione indipendenti e dei giornalisti investigativi e ribadisce la necessità di proteggerli; invita la Commissione a fornire protezioni giuridiche rigorose, analoghe a quelle offerte agli informatori, e a sviluppare misure complete per la tutela e il finanziamento del giornalismo investigativo indipendente, includendo un meccanismo di risposta rapida per i giornalisti in difficoltà e una legislazione efficace per contrastare le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP);

69.  sottolinea l'importanza dei progressi compiuti riguardo alle iniziative legislative e politiche della Commissione per prevenire e contrastare la corruzione, come pure del monitoraggio e della valutazione regolari dei quadri giuridici degli Stati membri attraverso la relazione sullo Stato di diritto di recente istituzione; rammenta tuttavia, pur ribadendo il suo rammarico per il fatto che la Commissione non ritenga più necessario pubblicare una specifica relazione sulla lotta alla corruzione, che la relazione sullo Stato di diritto di recente introduzione è altamente descrittiva; invita la Commissione ad integrare dette relazioni formulando raccomandazioni sulle situazioni in relazione a cui sono state individuate carenze;

70.  è profondamente preoccupato per i risultati della relazione sullo Stato di diritto 2020, che sottolinea i timori relativi alla capacità di indagare, perseguire e giudicare in modo efficace i reati di corruzione, compresi i casi di corruzione ad alto livello in diversi Stati membri, tra cui Bulgaria, Croazia, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria; insiste sul fatto che la corruzione ad alto livello deve essere perseguita sistematicamente con un'azione coerente e determinata, per avviare indagini penali e perseguire i casi di corruzione che coinvolgono funzionari di alto livello o la loro cerchia immediata quando emergono accuse gravi;

71.  pone in evidenza che le istituzioni preposte all'applicazione del diritto penale devono operare efficacemente e in modo imparziale e che esse dovrebbero disporre di finanziamenti, risorse umane, capacità tecniche e competenze specializzate adeguati, al fine di poter espletare le loro funzioni;

72.  sottolinea che il nesso esistente tra corruzione e frode nell'Unione può incidere negativamente sul bilancio di quest'ultima; invita la Commissione a considerare l'istituzione di una rete di autorità di prevenzione della corruzione nell'ambito dell'Unione europea;

73.  accoglie con favore il ruolo di osservatore dell'Unione presso il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO), ribadendo tuttavia la raccomandazione che l'UE ne diventi membro; sostiene pienamente la Dichiarazione di Stoccolma del dicembre 2019, che invita i responsabili politici europei a rafforzare la lotta alla corruzione;

74.  osserva che la base giuridica pertinente affinché l'UE possa diventare membro a pieno titolo del GRECO è l'articolo 83 TFUE, in combinato disposto con l'articolo 218 TFUE; osserva che una piena adesione dell'UE al GRECO richiederebbe un invito da parte del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa e la conclusione di un accordo tra il Consiglio d'Europa e l'UE sulle modalità di adesione; rileva che la procedura decisionale applicabile è stabilita dall'articolo 218 TFUE per la conclusione di accordi internazionali, in base alla quale il Consiglio, agendo su raccomandazione della Commissione, deve autorizzare la Commissione a negoziare le modalità di adesione al GRECO con il Consiglio d'Europa e richiedere l'approvazione del Parlamento, in seguito a cui il Consiglio può adottare una decisione definitiva per concludere l'accordo;

75.  osserva che, nel caso di una piena adesione dell'UE al GRECO, le istituzioni dell'Unione potrebbero essere monitorate e valutate da quest'ultimo; sottolinea che il sistema di valutazione del GRECO dovrebbe tenere conto della natura specifica dell'UE, in quanto Unione basata sul principio delle competenze conferite, e delle sue istituzioni, nonché delle specificità del diritto dell'UE; pone in evidenza che i diritti e gli obblighi dell'UE in seno al GRECO e le modalità pratiche per la sua adesione come entità giuridica distinta, accanto a tutti i suoi Stati membri, dovrebbero essere chiariti in anticipo nell'accordo sulle modalità di adesione;

76.  rileva che nel 2019 gli Stati membri hanno segnalato otto misure di natura legislativa, organizzativa e amministrativa nel settore del rafforzamento della trasparenza, della lotta alla corruzione e della prevenzione dei conflitti di interesse negli appalti pubblici;

77.  rinnova l'invito rivolto alla Commissione a creare un meccanismo di valutazione interna della corruzione per le istituzioni dell'Unione;

78.  esprime preoccupazione per il fatto che il procuratore generale capo della Repubblica ceca abbia citato le costanti pressioni del ministro della Giustizia come motivo delle sue recenti dimissioni; chiede alla Commissione di esaminare le vulnerabilità del sistema giudiziario ceco e di valutare attentamente se altri casi che coinvolgono membri del governo ceco siano stati ritirati o archiviati prematuramente, potenzialmente a seguito di pressioni o interferenze indebite; invita la Commissione a condurre tale analisi anche per tutti gli altri Stati membri e a tenere informato il Parlamento dei suoi risultati e delle sue conclusioni;

Raccomandazioni

79.  rinnova l'invito alla Commissione a creare un sistema digitale e interoperabile uniforme di raccolta di dati comparabili sulle irregolarità e sui casi di frode negli Stati membri, onde uniformare il processo di segnalazione e garantire la qualità e la comparabilità dei dati forniti; pone l'accento sull'importanza di armonizzare le definizioni onde ottenere dati comparabili in tutta l'UE;

80.  invita la Commissione a garantire la piena trasparenza e qualità dei dati comunicati dagli Stati membri nel sistema di gestione delle irregolarità; esorta gli Stati membri a comunicare tempestivamente dati completi; invita la Commissione e gli Stati membri a collegare il sistema di gestione delle irregolarità all'EDES e ad Arachne e a fornirne l'accesso a tutti gli Stati membri e alla Commissione;

81.  ritiene necessaria una più stretta collaborazione tra gli Stati membri per quanto riguarda lo scambio di informazioni, al fine di migliorare la raccolta dei dati e di rafforzare l'efficacia dei controlli;

82.  evidenzia che il sistema di individuazione precoce e di esclusione, in quanto lista nera dell'UE, ha un enorme potenziale per segnalare persone e imprese che utilizzano i fondi dell'UE in modo improprio; prende atto inoltre della sentenza del Tribunale del 13 maggio 2020 nella causa T-290/18 (Agmin Italy SpA/Commissione europea), in cui la Corte di giustizia ha confermato la validità dei rispettivi ruoli del collegio e degli ordinatori e ha stabilito che il contraddittorio condotto dal collegio aveva pienamente rispettato il diritto al contraddittorio del soggetto interessato; invita la Commissione a includere nella sua proposta di revisione del regolamento finanziario l'estensione del sistema di individuazione precoce e di esclusione ai fondi in regime di gestione concorrente; chiede alla Commissione di dotare questo sistema delle risorse finanziarie e umane necessarie per poter funzionare a tempo pieno;

83.  deplora il fatto che esistano più di 290 sistemi di monitoraggio e segnalazione per la PAC e i fondi di coesione, il che rende impossibile verificare i beneficiari finali di tali fondi e prevenire adeguatamente frodi e corruzione, nonché condurre indagini efficaci al riguardo; invita la Commissione e gli Stati membri a istituire un sistema di segnalazione armonizzato o unificato con dati tempestivi e precisi al fine di porre rimedio a tale situazione;

84.  ricorda la necessità di una risposta e di un coordinamento più incisivi ed efficaci a livello unionale e nazionale nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, dedicando particolare attenzione agli aspetti transnazionali e transfrontalieri, al fine di contrastare la costante abilità dei frodatori di adattarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi scenari; sottolinea che tale obiettivo potrebbe essere conseguito mediante il ricorso a strumenti di intelligenza artificiale, all'estrazione di dati e ad altri strumenti digitalizzati pertinenti, rispettando nel contempo la tutela dei dati personali;

85.  sottolinea la particolare importanza delle istituzioni e degli organismi antifrode dell'UE e nazionali nel contesto di un aumento delle risorse dell'UE attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza; ricorda l'importanza di sostenere e rafforzare la cooperazione tra le istituzioni dell'UE, l'EPPO, l'OLAF, le agenzie dell'UE, in particolare Europol ed Eurojust, e le autorità nazionali, al fine di individuare e contrastare la frode e la corruzione in modo più efficace, garantendo che i ruoli non si sovrappongano e favorendo lo scambio di informazioni; rammenta la necessità di garantire risorse più ampie e adeguate per l'EPPO, l'OLAF e le pertinenti agenzie dell'UE nei futuri bilanci; ribadisce la sua richiesta di assicurare che l'EPPO sia in grado di utilizzare le risorse finanziarie del bilancio 2021 per ulteriori assunzioni di personale, non da ultimo in ragione dell'aumento del carico di lavoro derivante dall'adozione del nuovo bilancio a lungo termine dell'UE, di Next Generation EU e di altri progetti basati sui costi;

86.  sottolinea l'importanza di uno scambio di informazioni strutturato tra le autorità competenti per un controllo incrociato delle registrazioni contabili concernenti le transazioni tra due o più Stati membri, al fine di evitare frodi transfrontaliere nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento; rinnova la sua richiesta alla Commissione di includere nel suo programma di lavoro una proposta legislativa relativa a un regolamento orizzontale sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore delle spese dell'UE; sottolinea che lo scambio di informazioni dovrebbe avvenire in formato digitale e attraverso sistemi e strumenti informatici interoperabili o condivisi per facilitare una cooperazione più tempestiva ed efficiente;

87.  si rammarica del fatto che solamente 13 Stati membri abbiano utilizzato Arachne per effettuare le analisi dei rischi; ribadisce l'importanza di tale strumento e dell'interoperabilità dei sistemi informatici e delle banche dati ai fini dell'analisi dei rischi e dell'individuazione delle frodi; rinnova il suo invito alla Commissione, e in particolare agli Stati membri in seno al Consiglio, ad avvicinarsi alla posizione del Parlamento, favorevole a rendere obbligatorio l'utilizzo di Arachne; invita gli Stati membri a garantire che al sistema siano forniti dati tempestivi e affidabili; è del parere che la Commissione, la Corte dei conti, l'EPPO e l'OLAF debbano avere accesso a tali dati;

88.  osserva che 16 Stati membri hanno rafforzato l'analisi dei rischi per individuare frodi e irregolarità mediante l'uso di strumenti informatici; invita la Commissione a facilitare gli scambi di buone pratiche tra questi paesi e gli Stati membri che non hanno esperienza nel settore;

89.  constata con preoccupazione che nella relazione PIF non viene fornita alcuna informazione sull'analisi dei casi di conflitti di interessi, nonostante la rilevanza della nuova disposizione adottata nel 2018 nel regolamento finanziario, come pure l'importanza e l'impatto ben conosciuti di tale fenomeno; invita la Commissione a colmare questa lacuna nella prossima relazione PIF e a dedicare maggiore attenzione alle frodi concernenti gli appalti pubblici;

90.  sottolinea che, al fine di contrastare efficacemente la corruzione e tutelare gli interessi finanziari dell'UE, la Commissione dovrebbe adottare un approccio olistico, coerente e sistematico sviluppando norme più adeguate in materia di trasparenza, incompatibilità e conflitti di interessi, meccanismi di controllo interno, attività di lobbying illegittime e situazioni di "porte girevoli", che possono ledere le relazioni tra le istituzioni e i rappresentanti di interessi;

91.  invita la Commissione a esaminare nuove possibilità per condividere e analizzare la relazione PIF unitamente ad altre fonti di informazione e relazioni annuali, come la relazione sullo Stato di diritto, anche attraverso un dialogo rafforzato tra Europol, Eurojust ed EPPO, per contribuire a individuare le tendenze nelle irregolarità fraudolente e non fraudolente, a individuare le carenze e a fornire utili insegnamenti tratti per favorire l'adozione di misure di impermeabilità alle frodi da parte di tutti i soggetti interessati;

92.  accoglie con favore gli eventi specifici organizzati dall'OLAF nel 2019 dedicati al sostegno dei paesi terzi; incoraggia vivamente la Commissione, l'OLAF e tutte le altre istituzioni e organismi dell'UE incaricati di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione a impegnarsi e collaborare attivamente con le autorità partner nei paesi candidati, potenziali candidati e del partenariato orientale, promuovendo misure intese a contrastare in modo efficace i possibili casi di frode; invita la Commissione a sviluppare meccanismi specifici e regolari per prevenire e contrastare efficacemente le frodi a danno dei fondi UE in tali Stati;

93.  si rammarica che il Parlamento europeo debba ripetutamente formulare molte raccomandazioni senza ricevere alcuna risposta chiara da parte della Commissione; rileva con rammarico che la Commissione non ha adottato alcuna azione o misura concreta relativamente ad alcune osservazioni e raccomandazioni; chiede alla Commissione di fornire una chiara spiegazione al Parlamento ogni qualvolta decida di non seguire una delle sue raccomandazioni;

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o   o

94.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 377 del 9.11.2020, pag. 13.
(2) GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1.
(3) GU L 437 del 28.12.2020, pag. 49.
(4) GU C 295 del 2.9.2019, pag. 24.
(5) GU C 255 del 29.7.2019, pag. 31.
(6) GU C 215 del 29.6.2020, pag. 29.
(7) GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17.
(8) GU L 198 del 28.7.2017, pag. 29.
(9) GU L 283 del 31.10.2017, pag. 1.
(10) GU L 274 del 28.10.2019, pag. 1.
(11) GU C 252 del 18.7.2018, pag. 56.
(12) GU L 424 del 15.12.2020, pag. 1.
(13) GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1.
(14) GU L 172 del 17.5.2021, pag. 110.
(15) Cipro, Lussemburgo e Malta.
(16) Relazione PIF, punto 10.2, pag. 31.
(17) Regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola (GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1).
(18) Corte dei conti europea, Sintesi dell'audit dell'UE per il 2017: presentazione delle relazioni annuali della Corte dei conti europea sull'esercizio 2017, pag. 11
(19) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.
(20) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(21) Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia.
(22) Belgio, Paesi Bassi, Romania e Spagna.

Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2021Note legali - Informativa sulla privacy