Risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2021 sulla cooperazione UE-NATO nel contesto delle relazioni transatlantiche (2020/2257(INI))
Il Parlamento europeo,
– visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),
– visto il trattato del Nord Atlantico,
– visto il titolo V del trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21 e 42,
– vista la sua risoluzione del 13 giugno 2018 sulle relazioni UE-NATO(1),
– vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2018 sulla mobilità militare(2),
– vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2019 sul futuro del trattato INF e l'impatto sull'Unione europea(3),
– vista la dichiarazione del Segretario generale dell'Organizzazione del trattato del Nord Atlantico (NATO) del 2 agosto 2019 sul trattato sulle forze nucleari a medio raggio,
– vista la sua risoluzione legislativa del 26 novembre 2019 sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto e della direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise per quanto riguarda lo sforzo di difesa nell'ambito dell'Unione(4),
– vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale(5),
– vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – Relazione annuale(6),
– vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 sull'attuazione della direttiva 2009/81/CE, relativa agli appalti nei settori della difesa e della sicurezza, e della direttiva 2009/43/CE, relativa ai trasferimenti di prodotti per la difesa(7),
– viste le conclusioni del Consiglio del 14 novembre 2016 sulla strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza, dal titolo "Visione condivisa, azione comune: un'Europa più forte",
– vista la decisione (UE) 2017/971 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che stabilisce le modalità di pianificazione e condotta concernenti le missioni militari senza compiti esecutivi dell'UE in ambito PSDC e che modifica la decisione 2010/96/PESC relativa alla missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze di sicurezza somale, la decisione 2013/34/PESC relativa a una missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) e la decisione (PESC) 2016/610 relativa a una missione militare di formazione dell'Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA)(8), che istituisce una capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC),
– visto il pacchetto difesa presentato dalla Commissione il 7 giugno 2017 nel "Documento di riflessione sul futuro della difesa europea" (COM(2017)0315),
– viste le conclusioni del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2018 sulla sicurezza e la difesa,
– viste le conclusioni del Consiglio del 17 giugno 2020 sulla sicurezza e la difesa,
– vista la decisione (PESC) 2020/1639 del Consiglio, del 5 novembre 2020, che stabilisce le condizioni generali in base alle quali gli Stati terzi possono essere invitati in via eccezionale a partecipare a singoli progetti PESCO(9),
– viste le conclusioni del Consiglio del 16 novembre 2020 dal titolo "Una ripresa che fa progredire la transizione verso un'industria europea più dinamica, resiliente e competitiva",
– viste le conclusioni del Consiglio del 20 novembre 2020 sulla revisione strategica della PESCO 2020,
– vista la decisione del Consiglio del 6 maggio 2021 relativa alla partecipazione degli Stati Uniti, del Canada e della Norvegia al progetto della PESCO sulla mobilità militare,
– viste le conclusioni del Consiglio del 16 aprile 2021 su una strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica,
– vista la decisione degli Stati Uniti di aderire nuovamente all'accordo di Parigi,
– vista la dichiarazione congiunta adottata in occasione del vertice UE-USA il 15 giugno 2021,
– vista la dichiarazione congiunta adottata in occasione del vertice UE-Canada il 15 giugno 2021,
– vista la tabella di marcia in materia di cambiamenti climatici e difesa proposta dal Servizio europeo per l'azione esterna il 6 novembre 2020,
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 2 dicembre 2020, dal titolo "Una nuova agenda UE-USA per il cambiamento globale" (JOIN(2020)0022),
– viste le conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020 sulle relazioni UE-USA,
– vista la decisione del Consiglio del 22 marzo 2021 che istituisce lo strumento europeo per la pace,
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 16 dicembre 2020, dal titolo "La strategia dell'UE in materia di cibersicurezza per il decennio digitale" (JOIN(2020)0018),
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 7 giugno 2017, dal titolo "Un approccio strategico alla resilienza nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2017)0021),
– vista la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del 26 febbraio 2021 sulla sicurezza e la difesa,
– visto l'accordo tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 dicembre 2020 sul Fondo europeo per la difesa (FED),
– visto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio, del 18 dicembre 2020, sullo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) per il periodo del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) (2021-2027),
– visto l'accordo sulla sicurezza delle informazioni del 14 marzo 2003 tra l'UE e la NATO,
– vista la dichiarazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO, firmata a Varsavia l'8 luglio 2016 dai Presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea e dal Segretario generale della NATO,
– visto l'insieme comune di 74 proposte per l'attuazione della dichiarazione congiunta di Varsavia approvato dai Consigli dell'UE e della NATO il 6 dicembre 2016 e il 5 dicembre 2017,
– viste la dichiarazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO, firmata a Bruxelles dai Presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea e dal Segretario generale della NATO il 10 luglio 2018, e la dichiarazione del vertice di Bruxelles rilasciata dai capi di Stato e di governo che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico tenutasi a Bruxelles l'11 e 12 luglio 2018,
– viste le cinque relazioni sullo stato dei lavori del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e del Segretario generale della NATO sull'attuazione dell'insieme comune di proposte presentate congiuntamente nel giugno e nel dicembre del 2017 e nel giugno del 2018, 2019 e 2020,
– visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, in particolare l'OSS 16, inteso a promuovere società pacifiche e inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile,
– visto l'obbligo di disarmo nucleare per gli Stati contraenti dotati di armi nucleari di cui all'articolo VI del trattato di non proliferazione nucleare (TNP),
– vista la dichiarazione del vertice del Galles, rilasciata il 5 settembre 2014 dai capi di Stato e di governo che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico in Galles,
– visto il comunicato del vertice di Bruxelles rilasciato dai capi di Stato e di governo che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico a Bruxelles il 14 giugno 2021,
– visto il comunicato dei leader del G7 del 13 giugno 2021 dal titolo "Il nostro programma comune di azione globale per ricostruire meglio",
– visto il vertice USA-Russia svoltosi a Ginevra il 16 giugno 2021,
– vista l'Agenda delle Nazioni Unite per il disarmo dal titolo "Assicurare il nostro futuro comune",
– vista la relazione intitolata "NATO 2030: United for a New Era" (NATO 2030: uniti per una nuova era), del 25 novembre 2020, del gruppo di riflessione nominato dal Segretario generale della NATO, copresieduto da Thomas de Mazière e Wess Mitchell,
– vista la relazione del gruppo Young Leaders 2030 della NATO del 4 febbraio 2021, dal titolo "NATO 2030: Embrace the change, guard the values" (NATO 2030: accogliere i cambiamenti, proteggere i valori),
– vista la visita del Segretario generale della NATO al collegio dei commissari del 15 dicembre 2020,
– vista la partecipazione del VP/AR alla riunione dei ministri della Difesa della NATO del 17 e 18 febbraio 2021 e alla riunione dei ministri degli Affari esteri della NATO del 23 e 24 marzo 2021,
– visto il discorso sullo Stato dell'Unione, del 14 settembre 2016, del Presidente della Commissione Juncker,
– viste le dichiarazioni del 19 febbraio 2021 dei leader politici della NATO e dell'UE alla conferenza speciale di Monaco sulla sicurezza all'insegna del tema "Beyond Westlessness" (Oltre l'assenza di Occidente),
– visto lo scambio di opinioni in occasione della sessione del 3 marzo 2021 della conferenza interparlamentare per la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC),
– vista l'analisi n. 09/2019 della Corte dei conti europea, del 12 settembre 2019, intitolata "Difesa europea",
– visto lo scambio di opinioni con il Segretario generale della NATO durante la riunione congiunta della commissione per gli affari esteri, della sottocommissione per la sicurezza e la difesa e della delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO, tenutasi il 15 marzo 2021,
– visto l'articolo 54 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0192/2021),
A. considerando che la solidarietà e il partenariato europei e transatlantici costituiscono la base della sicurezza passata, attuale e futura del partenariato transatlantico; che sia la NATO che l'UE presentano una diversa natura ma evolvono nello stesso contesto geopolitico volatile;
B. considerando che sia l'UE che la NATO hanno dato inizio a processi di riflessione per adeguarsi efficacemente ai cambiamenti senza precedenti che interessano la sicurezza mondiale; che nel giugno 2020 i leader dell'Unione hanno concordato l'avvio di un processo volto a definire una "bussola strategica"; che in occasione del loro recente vertice del 14 giugno 2021 i leader della NATO hanno deciso di iniziare a lavorare al prossimo concetto strategico che sarà approvato nel prossimo vertice del 2022;
C. considerando che nel novembre 2020 i servizi di intelligence degli Stati membri dell'UE hanno collaborato alla preparazione della prima analisi a 360 gradi, completa e classificata sull'intera gamma di minacce e sfide che l'UE deve o potrebbe affrontare nel prossimo futuro; che nel novembre 2021 il VP/AR dovrebbe presentare un progetto della bussola strategica, che gli Stati membri esamineranno in un secondo momento e di cui si prevede l'adozione nel marzo 2022; che la bussola strategica mira ad agevolare l'emergere di una "cultura europea comune in materia di sicurezza e difesa";
D. considerando che l'Unione europea riconosce esplicitamente il ruolo della NATO per i propri membri nella difesa dell'Europa e dei suoi cittadini (articolo 42, paragrafo 7, TUE); che la NATO ha una responsabilità primaria nell'ambito della difesa collettiva (articolo 5 del trattato di Washington); che la NATO si dimostra un garante fondamentale nel settore delle capacità, assicurando l'interoperabilità tecnica e umana delle forze alleate e la coerenza delle loro politiche in materia di attrezzature; che l'impegno a favore dell'autodifesa collettiva, sancito all'articolo 5 del trattato del Nord Atlantico e all'articolo 42, paragrafo 7, TUE, costituisce la garanzia di solidarietà tra gli alleati e tra gli Stati membri;
E. considerando che i valori comuni, la storia comune e il rapporto particolare condivisi dall'UE, dai membri europei della NATO, dagli Stati Uniti e dal Canada costituiscono la chiave di volta dell'alleanza transatlantica; che l'UE e la NATO devono affrontare sfide comuni in materia di sicurezza, hanno interessi comuni in fatto di difesa e presentano il medesimo contesto di sicurezza sempre più impegnativo;
F. considerando che in seguito alla dichiarazione congiunta del 2016, è stato avviato un processo di cooperazione tra l'UE e la NATO, incentrato su 74 proposte di azione comuni in materia di lotta contro le minacce ibride, di cooperazione operativa, anche in mare e sulle migrazioni, di cibersicurezza e difesa, capacità di difesa, industria della difesa e ricerca nel settore, esercitazioni e sostegno agli sforzi di sviluppo delle capacità dei partner orientali e meridionali;
G. considerando che la sicurezza e la difesa dell'Europa si fondano sulla volontà politica e sulla capacità civile e militare europea di assumersi le proprie responsabilità in un ambiente strategico che si è considerevolmente deteriorato nel corso degli ultimi anni; che la NATO non dovrebbe essere vista come mero proseguimento di un progetto passato, ma come visione per il futuro della sicurezza e della stabilità del mondo, che deve continuare ad adattare la sua strategia politica alle nuove sfide, mantenere la solidarietà e la coesione politiche e rimanere un'organizzazione credibile e tecnicamente innovativa;
H. considerando che l'unico quadro giuridico per le relazioni UE-NATO continua a essere il quadro concordato del 2003, limitato alla condivisione delle strutture, dei beni e delle capacità di pianificazione collettiva della NATO con l'UE per quanto riguarda la pianificazione e lo svolgimento delle operazioni militari della PSDC dell'UE conformemente agli accordi "Berlin plus";
I. considerando che il 10 novembre 2020 il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha affermato la necessità di realizzare con urgenza il controllo delle armi nucleari e il disarmo e che il 15 dicembre 2020 gli alleati della NATO hanno ribadito il loro impegno a favore del mantenimento e del rafforzamento del controllo degli armamenti, del disarmo e della non proliferazione;
J. considerando che l'UE e i suoi Stati membri, in particolare dopo la pubblicazione della strategia globale dell'UE del 2016, hanno perseguito politiche che li rendono attori globali più attivi e influenti per la pace e la sicurezza, e che hanno di conseguenza intensificato la loro cooperazione nel settore della sicurezza e della difesa; che le tappe comprendono l'istituzione del Fondo europeo per la difesa (FED) (e dei suoi programmi precursori), l'avvio della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e della revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD) nonché l'accordo sullo strumento europeo per la pace (EPF);
K. considerando che la CARD fornisce all'UE uno strumento per l'ulteriore armonizzazione degli sforzi degli Stati membri a favore dello sviluppo di capacità di difesa e per l'individuazione di altri ambiti di cooperazione;
L. considerando che attualmente 5 000 membri del personale militare e civile dell'UE sono impiegati in missioni e operazioni nell'ambito della PSDC, di cui sei militari e undici civili, che si svolgono in tre continenti; che tali missioni hanno fornito correttamente sostegno, potenziamento delle capacità e formazione con l'obiettivo di garantire la pace, la sicurezza e la stabilità nelle aree di conflitto e post-conflitto; che le capacità dell'Europa dipendono in larga misura dalla capacità dell'Unione di intervenire in modo credibile nelle operazioni esterne;
M. considerando che negli ultimi mesi si sono registrati livelli senza precedenti di interazione UE-NATO ad alto livello, ad esempio il primo dibattito tra un Segretario generale della NATO e il collegio dei commissari dell'UE nel dicembre 2020 e la partecipazione del Segretario generale della NATO al Consiglio europeo nel febbraio 2021;
N. considerando che la NATO, attraverso il suo processo di pianificazione della difesa (NDPP), fissa il suo "livello di ambizione" ogni quattro anni individuando in termini qualitativi e quantitativi la riserva di forze, attrezzature e capacità di cui gli alleati dovrebbero disporre nei loro inventari per sostenere l'intero spettro di missioni della NATO ed essere in grado di rispondere alle possibili minacce e sfide;
O. considerando che gli Stati Uniti hanno a lungo invitato l'UE e i suoi Stati membri a intensificare i loro sforzi in termini di investimenti nella loro sicurezza e difesa, quale contributo importante alla condivisione degli oneri all'interno dell'alleanza;
P. considerando che la pandemia di COVID-19 sta incidendo considerevolmente sulle relazioni internazionali e sui bilanci nazionali, ha inasprito ulteriormente le tensioni globali e le sfide in materia di sicurezza esistenti, come il dispiegamento di forze aggressivo e irresponsabile; che la Cina e la Russia in particolare hanno cercato di utilizzare la pandemia per portare avanti i propri interessi strategici; che l'UE e la NATO hanno cooperato strettamente dall'inizio della pandemia, affrontando questioni come la distribuzione di attrezzature mediche e personale, il rimpatrio dei cittadini, le minacce informatiche e ibride, contrastando le attività di disinformazione e propaganda ostile;
Q. considerando che la Commissione, nel presentare il piano d'azione in materia di difesa, ha sottolineato che la sovraccapacità industriale, la frammentazione e l'inefficienza nella produzione della capacità militare europea presentano costi annui compresi tra 25 e 100 miliardi di EUR a carico dei bilanci nazionali della difesa degli Stati membri;
R. considerando che le democrazie devono reagire adeguatamente alle sfide odierne; che vari membri della NATO e dell'UE affrontano sfide interne per la democrazia; che, a livello globale, i regimi autoritari, come la Russia e la Cina, sembrano aver consolidato la propria influenza e stanno perseguendo un'agenda aggressiva;
S. considerando che la presenza avanzata rafforzata della NATO sul fronte orientale dell'alleanza con quattro gruppi tattici multinazionali in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, è condotta rispettivamente dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dal Canada e dalla Germania;
T. considerando che la NATO ha testato con successo la sua iniziativa Rapid Air Mobility per consentire il trasporto urgente di forniture mediche durante la pandemia di COVID-19;
70 anni di legame transatlantico attraverso la NATO
1. è convinto che l'Unione europea e la NATO abbiano interessi convergenti in materia di sicurezza e difesa; plaude alla rafforzata cooperazione UE-NATO che è in atto dalla firma della dichiarazione congiunta di Varsavia del 2016 e che è stata consolidata dalla dichiarazione congiunta di Bruxelles del 2018, e sottolinea che un rinnovato partenariato strategico tra l'Unione e la NATO è fondamentale per far fronte alle sfide in materia di sicurezza affrontate dall'Europa e dai paesi del vicinato; elogia i risultati dell'alleanza e sottolinea la sua continua rilevanza; sottolinea che la NATO deve intensificare i suoi sforzi per adattarsi al cambiamento della natura e all'aumento del livello delle minacce, al fine di rimanere un attore globale credibile e sostenibile per la sicurezza e la pace collettive nel mondo; ricorda che, per gli Stati membri dell'UE che sono anche alleati della NATO, quest'ultima è il pilastro della difesa collettiva; invita l'UE a continuare a consolidare il legame transatlantico e il suo importante partenariato con la NATO;
2. rinnova il suo precedente impegno rispetto alle ambizioni dell'UE nel campo della sicurezza e della difesa e ribadisce l'ambizione dell'UE di essere un attore globale per la pace e la sicurezza; sottolinea il fatto che la NATO continua a essere il fondamento della sicurezza e della difesa collettiva dei suoi membri e della comunità transatlantica nel suo complesso ed è la sede imprescindibile in cui gli alleati tengono le consultazioni e adottano le decisioni in materia di sicurezza; rinnova il proprio sostegno alla cooperazione, al partenariato e all'amicizia transatlantici, che hanno contribuito al successo dell'Europa negli ultimi 70 anni e sono stati la base della sua stabilità e sicurezza dalla fine della seconda guerra mondiale;
3. sottolinea che il partenariato UE-NATO e la cooperazione transatlantica in generale si fondano sulla storia condivisa e sul sostegno comune ai valori centrali della democrazia, della libertà, del rispetto dei diritti umani, dello Stato di diritto, della promozione della pace e della cooperazione internazionale e sull'ordine internazionale basato su regole; sottolinea che la NATO è più di un'alleanza militare e rappresenta un simbolo di valori democratici condivisi;
4. sottolinea che la NATO è un partner stimato anche per gli Stati membri dell'UE che non fanno parte dell'alleanza; riconosce che la NATO coopera con alcuni degli Stati membri dell'UE non appartenenti alla NATO, tra l'altro, attraverso il suo programma di partenariato per la pace (PFP) e l'iniziativa per l'interoperabilità del partenariato (PII); ricorda che la cooperazione UE-NATO deve lasciare impregiudicata la politica di sicurezza e di difesa degli Stati membri dell'UE non appartenenti alla NATO; rammenta che la cooperazione della NATO con gli Stati membri dell'UE non appartenenti alla NATO è parte integrante della cooperazione UE-NATO; accoglie con favore il coinvolgimento degli Stati membri dell'UE non appartenenti alla NATO nelle iniziative dell'alleanza, nel rispetto delle politiche di neutralità, dei rispettivi quadri costituzionali, del coinvolgimento dei paesi terzi e delle ambizioni dell'UE; sottolinea che le due organizzazioni hanno caratteristiche ben distinte e che la loro cooperazione deve essere portata avanti nel pieno rispetto dell'autonomia e delle procedure decisionali delle due organizzazioni e basarsi sui principi della reciprocità e inclusività, lasciando impregiudicata la specificità della politica di sicurezza e di difesa degli Stati membri; ricorda la diversa natura e i diversi ruoli di entrambe le organizzazioni, in quanto l'UE rappresenta un'organizzazione civile con un braccio militare per le operazioni al di fuori dei confini di cui all'articolo 43, paragrafo 1, TUE (compiti di Petersberg) e la NATO costituisce un'alleanza militare e politica incaricata di organizzare la difesa territoriale collettiva dei suoi membri;
5. sottolinea che la comunità transatlantica si trova ad affrontare un'ampia serie di minacce emergenti, una concorrenza sistemica e sfide comuni senza precedenti per le nostre società democratiche, lo Stato di diritto e il rispetto delle libertà fondamentali che interessano la sicurezza degli Stati membri e dei loro cittadini, direttamente o indirettamente, che vanno dalle minacce convenzionali, il controllo inefficace degli armamenti e la proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM), l'assenza di riduzione del rischio delle armi nucleari, l'instabilità dei vicinati meridionale e orientale, i cambiamenti climatici, le pandemie e il terrorismo, fino alle minacce ibride, la disinformazione, gli attacchi informatici, l'uso malevolo delle tecnologie emergenti e di rottura (EDT), la migrazione non sicura e lo spostamento nell'equilibrio globale del potere; sottolinea che, alla luce delle sfide che ne derivano per l'ordine internazionale basato su regole, una più forte cooperazione UE-NATO contribuisce a un'efficace governance globale e al multilateralismo;
6. sottolinea che la comunità transatlantica può gestire con successo tali sfide solo approfondendo ulteriormente la cooperazione e portando il partenariato a un nuovo livello; sottolinea che sia l'UE che la NATO hanno capacità e punti di forza unici; ritiene pertanto che la complementarità degli sforzi e la cooperazione avanzata siano della massima importanza ai fini del mantenimento della sicurezza transatlantica; sottolinea che il mantenimento della coesione e dell'unità politiche, nonché il rafforzamento della consultazione politica devono essere prioritari per il partenariato UE-NATO al fine di affrontare meglio le sfide comuni;
7. è convinto che la comunità transatlantica sia in grado non solo di adattarsi alle nuove sfide, ma anche di affrontarle; esprime la sua gratitudine per l'eccellente lavoro svolto dall'elevato numero di membri del personale dell'UE, della NATO e nazionale che lavorano duramente per proteggere i nostri cittadini;
8. rende omaggio e rispetto a tutti i membri delle forze armate dell'alleanza transatlantica che sono caduti o sono stati feriti in servizio, nonché quelli attualmente in servizio;
Rafforzamento della cooperazione transatlantica e della cooperazione UE-NATO
9. plaude al forte segnale di unità e cooperazione transatlantiche inviato dal vertice NATO il 14 giugno 2021, che ha dimostrato che l'alleanza rimane vitale e capace di adattarsi alle sfide attuali e nuove; ritiene che le conclusioni sulla cooperazione UE-NATO dovrebbero riflettersi anche nei lavori sul prossimo concetto strategico della NATO; accoglie con favore la nomina da parte del Segretario generale della NATO del gruppo indipendente di esperti, ed elogia in particolare le loro raccomandazioni per una più forte cooperazione UE-NATO; approva le proposte avanzate dalla Presidente della Commissione e dal VP/AR nel dicembre 2020 per un dialogo UE-USA in materia di sicurezza e difesa; accoglie con favore l'impegno chiaramente dichiarato dell'amministrazione Biden di impegnarsi con i partner dell'UE e della NATO in tutti i settori;
10. accoglie con grande favore il vertice UE-USA del 15 giugno 2021 e l'espressione di un fermo sostegno a una solida cooperazione NATO-UE; accoglie con favore il riconoscimento congiunto UE-USA del contributo che le iniziative dell'UE in materia di sicurezza e difesa possono apportare alla sicurezza europea e transatlantica e accoglie con favore l'intenzione dichiarata di avviare un dialogo specifico UE-USA in materia di sicurezza e difesa; sottolinea l'importanza essenziale della presenza delle forze di sicurezza statunitensi in Europa per la sicurezza dell'Europa e il suo pieno impegno a favore della cooperazione di sicurezza transatlantica; sottolinea che un forte partenariato UE-USA è un elemento fondamentale del successo della cooperazione UE-NATO; sottolinea che il partenariato transatlantico trae vantaggio dall'elaborazione di politiche estere prevedibili e da un impegno multilaterale; considera il cambiamento dell'amministrazione statunitense un'opportunità per riaffermare valori comuni quali la democrazia, lo Stato di diritto, il multilateralismo, la pace e la prosperità e per rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta alle minacce comuni, che potrebbe comprendere, ove possibile, sanzioni congiunte;
11. condivide pienamente l'opinione espressa nel comunicato finale del recente vertice NATO, secondo cui i processi strategici in corso all'interno della NATO e dell'UE offrono un'opportunità unica per intensificare ulteriormente le nostre consultazioni e la nostra cooperazione al fine di rafforzare la sicurezza dei nostri cittadini e promuovere la pace e la stabilità nell'area euro-atlantica e oltre; ribadisce pertanto il suo invito affinché i lavori in corso e futuri siano svolti parallelamente sia per quanto riguarda la bussola strategica dell'UE che il lavoro recentemente annunciato sul prossimo concetto strategico della NATO per definire priorità chiare e individuare ulteriori sinergie al fine di rafforzare il legame transatlantico e approfondire la cooperazione UE-NATO; invita tutti gli attori coinvolti a sfruttare questa opportunità per collegare tali processi sia a livello politico che tecnico; sottolinea il fatto che entrambi i processi dovrebbero garantire la coerenza e identificare le minacce comuni a livello regionale e globale, nonché i passi successivi necessari ad affrontare tali minacce; esprime la sua visione, secondo cui la bussola strategica dell'UE potrebbe gettare le basi per un contributo dell'UE al prossimo concetto strategico della NATO; ritiene che tali processi distinti dovrebbero porre in risalto separatamente il valore aggiunto di ciascuna organizzazione, contribuire a tracciare, se del caso, una migliore divisione dei compiti e, mediante un dialogo costante e uno stretto coordinamento, definire se sia l'UE o la NATO a dover assumere la guida in un dato campo rafforzandosi reciprocamente;
12. prevede che il completamento della bussola strategica approfondirà la solidarietà dell'UE e contribuirà al progresso verso una cultura strategica comune tra gli Stati membri; accoglie con favore la prima analisi comune delle minacce del novembre 2020 e chiede passi avanti verso una valutazione concordata comune delle minacce; ritiene che l'approccio integrato dell'UE potrebbe essere aggiornato per tenere conto dei risultati dell'analisi delle minacce svolta nell'ambito del processo relativo alla bussola strategica; ritiene che la dimensione di sicurezza dei paesi dell'immediato vicinato dell'UE, in particolare il partenariato orientale (PO) e i Balcani occidentali, dovrebbe essere adeguatamente presa in considerazione nella definizione della bussola strategica, in quanto il contesto di sicurezza europeo e la resilienza europea non possono essere conseguiti in assenza della sicurezza e della resilienza a lungo termine di tutti i vicini dell'UE;
13. sottolinea che l'articolo 5 del trattato del Nord-Atlantico nonché l'articolo 42, paragrafo 7, TUE e l'articolo 222 TFUE sono strumenti importanti per garantire la solidarietà in una crisi ai membri delle rispettive organizzazioni; ricorda che l'articolo 5 del trattato del Nord-Atlantico è stato invocato a seguito degli attacchi terroristici del settembre 2001 a New York e a Washington per esprimere solidarietà nei confronti degli Stati Uniti e l'articolo 42, paragrafo 7, è stato invocato a seguito degli attacchi terroristici del novembre 2015 a Parigi per esprimere solidarietà nei confronti della Francia; incoraggia una discussione sul nesso tra l'articolo 42, paragrafo 7, TUE e l'articolo 5 del trattato del Nord-Atlantico, che stabiliscono l'impegno inequivocabile rispettivamente dell'UE e della NATO a favore della solidarietà e della sicurezza, nel corso della revisione del concetto strategico e della definizione della bussola strategica, pur ritenendo che il processo decisionale autonomo di entrambe le organizzazioni dovrebbe essere pienamente rispettato;
14. accoglie con favore il linguaggio positivo sulla cooperazione UE-NATO nel comunicato finale del vertice della NATO del 14 giugno 2021; ritiene, tuttavia, che siano necessari molti più sforzi per far progredire la cooperazione UE-NATO e conseguire un autentico partenariato strategico; sottolinea che l'UE è un partner della NATO e che la cooperazione UE-NATO ha l'effetto di rafforzare reciprocamente le due parti e si basa sui principi guida concordati di trasparenza, reciprocità, inclusività e autonomia decisionale di entrambe le organizzazioni; sottolinea che lo sviluppo di capacità di difesa coerenti, complementari e interoperabili è essenziale per rafforzare la sicurezza dell'area euro-atlantica in linea con il principio della riserva unica di forze; ribadisce che una capacità d'azione europea, in partenariato o in maniera autonoma, è essenziale ai fini della complementarità, per contribuire all'adempimento dei compiti fondamentali della NATO, oltre che per rafforzare la prevenzione dei conflitti, e dunque ai fini della sicurezza di tutto il continente europeo;
15. è del parere che la futura cooperazione UE-NATO debba basarsi sull'esperienza e sugli insegnamenti tratti sia dalle competenze esclusive dell'UE nella gestione civile delle crisi e nel consolidamento delle capacità, in particolare la "Capacità civile di pianificazione e condotta" (CPCC), sia dalle sue competenze nella gestione militare delle crisi, ossia la "Capacità militare di pianificazione e condotta" (MPCC) insieme all'esperienza acquisita schierando 37 operazioni militari sul campo dal 2003 e fornendo assistenza agli attori militari nei paesi partner attraverso l'iniziativa "Potenziamento delle capacità a sostegno della sicurezza e dello sviluppo" (CBSD) e lo strumento per la pace in Africa, che è stato integrato nello strumento europeo per la pace;
16. accoglie con favore il linguaggio chiaro utilizzato nel comunicato del vertice NATO del 14 giugno 2021 riguardo all'importanza della resilienza; sottolinea che sia l'UE che la NATO dovrebbero rafforzare la loro cooperazione mediante un più efficace coordinamento nel settore chiave della resilienza, e sottolinea l'ambizione dell'UE di sviluppare un approccio significativo volto a rafforzare i diversi aspetti civili e militari della resilienza, tra l'altro nel settore della protezione delle infrastrutture critiche, compresi i settori dei trasporti, dell'energia e delle tecnologie informatiche, nonché il ruolo dell'UE come attore chiave nella lotta contro la disinformazione e le fake news;
17. accoglie con favore la decisione positiva del Consiglio, del 6 maggio 2021, di autorizzare il coordinatore del progetto sulla mobilità militare, i Paesi Bassi, a invitare gli Stati Uniti, il Canada e la Norvegia, sulla base delle rispettive richieste, a partecipare al progetto della PESCO sulla mobilità militare; sottolinea che tale partecipazione segnerebbe un importante passo avanti verso una maggiore coerenza tra gli sforzi di sviluppo delle rispettive capacità dell'UE e della NATO e costituirebbe un esempio concreto di un partenariato transatlantico rinnovato; ricorda che la partecipazione eccezionale di paesi terzi a progetti PESCO, a condizione che non pregiudichi l'obiettivo di promuovere la PSDC dell'UE e che essi rispettino una serie di requisiti politici, sostanziali e giuridici concordati, può avvenire nell'interesse strategico dell'Unione, soprattutto laddove apportino competenze tecniche o capacità supplementari; ritiene che ciò sia vero in particolare per i partner strategici come gli alleati della NATO, i paesi dei Balcani occidentali e i partner del PO; rammenta la sua posizione secondo cui la partecipazione di paesi terzi può avvenire solo in via eccezionale, decisa caso per caso e su invito degli Stati membri dell'UE, e sottolinea che tale partecipazione dovrebbe fornire un valore aggiunto e contribuire a rafforzare la PSDC; ricorda inoltre che la partecipazione dei paesi terzi deve rispettare le norme pertinenti stabilite nella decisione (PESC) 2020/1639;
18. sottolinea l'importanza della cooperazione transatlantica rispetto a una serie di questioni internazionali, come i cambiamenti climatici, la risposta alla pandemia, le tecnologie dirompenti emergenti, l'intelligenza artificiale, la cibersicurezza, la lotta al terrorismo, compreso il terrorismo jihadista e quello appoggiato dallo Stato, l'energia, la sicurezza marittima e la resilienza, e nel settore dello spazio;
19. riconosce l'importante cooperazione tra l'UE e la NATO nei Balcani occidentali, come quella tra la missione dell'UE sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX) e la forza per il Kosovo (KFOR); rende omaggio all'operazione EUFOR Althea, il cui comando operativo si trova presso il Comando supremo delle potenze alleate in Europa (SHAPE) sulla base degli accordi "Berlin Plus" con la NATO, che ha contribuito a creare, nell'ambito di suddetti accordi, un ambiente sicuro e protetto in Bosnia-Erzegovina da quando è subentrata alla Forza di stabilizzazione della NATO (SFOR) nel 2004; osserva che le esperienze e gli insegnamenti tratti da tali missioni e operazioni sono determinanti per garantire che nel suo complesso la cooperazione UE-NATO attuale e futura garantisca pace, sicurezza e stabilità nelle regioni colpite, oltre che per sostenere e formare i partner locali e sviluppare capacità; rileva l'importante ruolo che l'integrazione della NATO ha svolto nei Balcani occidentali, stabilizzandoli, il che è stato significativo per la loro prospettiva europea e la loro graduale integrazione nell'UE; ritiene che l'UE e la NATO dovrebbero fornire maggiore sostegno ai paesi dei Balcani occidentali per contrastare le ingerenze straniere malevole di paesi come Russia, Cina, Turchia e Arabia Saudita, così come i gruppi radicali e gli attori non statali; accoglie con favore il fatto che tre paesi dei Balcani occidentali nel processo di adesione all'UE, ossia Albania, Montenegro e Macedonia del Nord, siano diventati alleati della NATO;
20. invita gli Stati membri e gli alleati della NATO a sfruttare ogni mezzo possibile per sostenere il rafforzamento della cooperazione nel settore militare e della sicurezza con i paesi candidati e potenziali candidati dell'UE nonché con i partner del vicinato orientale e meridionale, poiché senza tale cooperazione la sicurezza e la stabilità della regione non possono essere garantite; ricorda l'importante ruolo che l'UE può svolgere nel sostenere la politica di apertura della NATO mantenendo strette sinergie politiche e operative con i paesi che aspirano ad aderirvi, vale a dire la Bosnia-Erzegovina, l'Ucraina e la Georgia; sottolinea l'importanza dei contributi dei vari paesi partner della NATO per la sicurezza euro-atlantica; esorta un più forte coordinamento e un'efficace ripartizione del lavoro tra l'UE e la NATO nella cooperazione con i paesi terzi, prestando particolare attenzione ai paesi partner della NATO con maggiori opportunità; ribadisce il suo sostegno all'allargamento sia dell'UE che della NATO;
Sfide e minacce per l'UE e la NATO
21. esprime profonda preoccupazione per le persistenti politiche revisioniste, militaristiche e aggressive perseguite dalla Russia sotto la guida del presidente Putin; accoglie con favore il linguaggio chiaro sulla Russia utilizzato durante i recenti vertici NATO e UE-USA, e si compiace dell'istituzione di un dialogo ad alto livello UE-USA sulla Russia; sottolinea la necessità sia per la NATO che per l'UE di disporre di una strategia coerente e proattiva e di rispondere in modo lecito, tempestivo e unito agli atti di aggressione e provocazione tradizionale e ibrida della Russia; rinnova la condanna espressa in precedenza in relazione all'annessione illegittima e illegale della Crimea da parte della Russia nel 2014; condanna il ricorso continuo della Russia ad attacchi informatici, campagne di disinformazione, fake news, complotti di omicidio e attacchi con l'utilizzo di veleni contro figure dell'opposizione; invita l'UE e la NATO a potenziare e ampliare gli impegni attuali per contrastare le aggressioni e le attività dirette e indirette della Russia contro l'Ucraina, la Georgia e la Moldova, così come le sue attività assertive in corso nelle regioni del Baltico e del Mar Nero, nel Mar d'Azov, nel Mediterraneo orientale e nell'estremo nord; rammenta l'importanza del rispetto delle frontiere internazionali e dell'integrità territoriale dei vicini della Russia; ricorda che i partner transatlantici devono coordinare il loro duplice approccio di deterrenza e di dialogo con la Russia, mantenendo contatti regolari nei settori del controllo degli armamenti, della trasparenza militare e di qualsiasi altra questione inerente alla sicurezza;
22. condanna le recenti sanzioni russe contro alti funzionari europei e altri cittadini dell'UE, compreso il presidente del Parlamento europeo, e deplora l'evidente rifiuto del dialogo da parte del presidente Putin, nonché la violazione di una serie di rilevanti impegni internazionali e le ininterrotte violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e considera le continue azioni aggressive e l'accresciuta assertività militare della Russia come una minaccia alla sicurezza e alla stabilità internazionali; esprime preoccupazione per le recenti attività militari su larga scala della Russia in Ucraina e in prossimità di tale paese; esprime, in tale contesto, il suo risoluto sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina e chiede che le sue capacità militari e la sua resilienza siano rafforzate;
23. riconosce che all'influenza, all'assertività e all'ascesa militare, tecnologica e politica crescenti della Cina è necessario far corrispondere una strategia transatlantica coordinata; si compiace pertanto del linguaggio forte utilizzato durante i recenti vertici NATO e UE-USA; esprime seria preoccupazione per le politiche perseguite dalle autorità del partito comunista cinese (PCC) per quanto riguarda, tra l'altro, la repressione della democrazia a Hong Kong, il trattamento discriminatorio delle minoranze culturali e religiose, in particolare degli uiguri nello Xinjiang, le minacce nei confronti di Taiwan o le politiche e le azioni aggressive nel Mar cinese meridionale; pone inoltre in rilievo l'importanza del fatto che la Cina, in quanto regime autoritario, è entrata in una concorrenza sistemica con il partenariato transatlantico, minando l'ordine internazionale basato su regole, costituito nel corso di molti decenni, e che a propria volta sta cercando di ridisegnare quest'ultimo secondo i valori, la dottrina e gli interessi del partito comunista cinese; ricorda l'accresciuta presenza della Cina sulla scena internazionale e in Europa attraverso l'iniziativa della nuova via della seta, gli investimenti in infrastrutture critiche in Europa, le attività nel ciberspazio, nelle regioni artiche e in Africa, e il documentato furto di proprietà intellettuale e la costituzione di scorte di missili balistici; chiede un attento monitoraggio delle attività cinesi nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), in particolare per quanto riguarda la sua iniziativa della via della seta digitale, al fine di evitare la dipendenza dalle infrastrutture sotto il controllo delle imprese cinesi, che comporterebbe il rischio di un'influenza unilaterale cinese sull'elaborazione delle norme internazionali in materia di TIC; invita l'UE e la NATO ad aumentare il coordinamento sulla protezione delle infrastrutture digitali critiche e delle reti di telecomunicazione dalla manomissione da parte di paesi esteri, eliminando gradualmente le attrezzature prodotte da entità di paesi non democratici come la Cina;
24. incoraggia l'UE e la NATO ad avviare un dialogo strategico per sviluppare un approccio comune e coordinato nei confronti della Cina, basandosi sui punti di forza e sulle capacità di ciascuna organizzazione, al fine di generare il massimo valore aggiunto possibile sulla base di obiettivi strategici concordati congiuntamente;
25. esprime seria preoccupazione per il fatto che gli avversari e i rivali autoritari del partenariato transatlantico ricorrono a strumenti non solo militari, ma anche politici, economici, tecnologici e sociali, per minare le nostre società e democrazie; sottolinea le significative sfide in termini economici e di sicurezza poste dalle minacce ibride, dagli attacchi informatici, dalle ingerenze straniere, anche nelle elezioni, e dalle campagne di disinformazione, che costituiscono un attacco contro la natura stessa delle nostre democrazie; condanna il recente aumento dei casi di attacchi informatici e di spionaggio da parte di attori statali e non statali contro gli Stati membri dell'UE e gli alleati della NATO nel contesto della pandemia di COVID-19, ivi inlcuso nei confronti del settore sanitario; sottolinea il fatto che qualsiasi sforzo europeo nel settore della resilienza deve includere inoltre, quale base per garantire il sostegno alle nostre attività di difesa, una chiara strategia di comunicazione pubblica per aumentare la consapevolezza del pubblico in merito alle sfide della sicurezza transatlantica; ritiene che l'UE e la NATO debbano cercare di concordare e attuare un approccio onnicomprensivo per risposte più audaci, coordinate e proporzionate e meccanismi di prevenzione dei conflitti e gestione delle crisi adeguati per contrastare le nuove minacce comuni;
26. sottolinea che la NATO rimane una sede speciale per la cooperazione in materia di difesa tra l'UE e il Regno Unito, ex Stato membro; chiede un partenariato globale, inclusivo e strategico per la sicurezza e la difesa tra l'UE e il Regno Unito; chiede che la NATO e l'UE intensifichino l'azione comune sulla scena internazionale per proteggere la democrazia, anche rafforzando le organizzazioni multilaterali al fine di difendere l'ordine multilaterale basato su regole dai poteri autoritari emergenti; chiede uno sviluppo attivo di legami più stretti con democrazie affini in tutto il mondo; ritiene che partenariati rafforzati con paesi come Giappone, Australia e India, che insieme agli Stati Uniti formano il cosiddetto "dialogo quadrilaterale sulla sicurezza", nonché con la Corea del Sud e la Nuova Zelanda, e una più intensa cooperazione con Taiwan, non solo aumenterebbero la nostra sicurezza complessiva, ma potrebbero contribuire a garantire un'attuazione più efficace delle norme e delle regole globali, come stabilito dalle sedi multilaterali come le Nazioni Unite; incoraggia anche la cooperazione UE-NATO con i membri dell'ASEAN in tale frangente;
27. incoraggia l'UE, la NATO e le Nazioni Unite a esaminare ulteriormente le opportunità di una più stretta cooperazione nella gestione delle crisi, nelle azioni umanitarie, nel mantenimento della pace e nel rafforzamento delle capacità dei partner, in particolare nei settori di intervento comuni; chiede la creazione di un ambiente più inclusivo aumentando la partecipazione delle donne alle tre funzioni centrali e a tutte le sue strutture politiche e militari; esorta l'UE e la NATO a collaborare per un'attuazione più sistematica della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza e per sviluppare attività congiunte di istruzione e formazione;
28. sottolinea la necessità di un approccio UE-NATO coerente, chiaro e coordinato al vicinato meridionale, che affronti sia le minacce tradizionali come il terrorismo sia la crescente presenza aggressiva di Russia e Cina; rileva l'importanza dell'avvenuta cooperazione tra l'operazione della NATO Ocean Shield ed EUNAVFOR Atalanta nel combattere la pirateria e fornire un passaggio sicuro nel Golfo di Aden;
29. chiede la cooperazione e il coordinamento nel Mediterraneo tra EUNAVFOR MED operazione Irini dell'UE e l'operazione Sea Guardian della NATO; sottolinea che entrambe le operazioni contribuiscono alla sicurezza e alla stabilità nel Mediterraneo;
30. esprime preoccupazione per le crescenti tensioni nella regione dell'Indo-Pacifico, che rappresentano una minaccia alla stabilità regionale e globale, e chiede di intensificare la cooperazione con i partner della regione che condividono gli stessi principi, il che dovrebbe presupporre un dialogo e una consultazione politici regolari, lo scambio di informazioni e il coordinamento della formazione e delle esercitazioni;
31. sollecita un serio impegno e coordinamento tra l'UE e la NATO nel sostenere i progressi compiuti negli ultimi due decenni in Afghanistan alla luce del ritiro della missione "Sostegno risoluto" in Afghanistan, che dovrebbe avvenire in modo ordinato e coordinato; incoraggia l'ulteriore sostegno ai colloqui di pace intra-afghani, insistendo affinché il processo preservi e sviluppi le conquiste politiche, economiche e sociali ottenute dal popolo afghano dal 2001, in particolare la protezione dei diritti delle donne, dei bambini e delle minoranze;
32. sostiene un maggiore coordinamento tra l'UE, le Nazioni Unite e la NATO in Iraq, tra l'altro attraverso la missione consultiva dell'UE (EUAM) in Iraq e la missione della NATO in Iraq (NMI), che contribuiscono entrambe a stabilizzare il paese;
33. incoraggia il dialogo e la cooperazione UE-NATO con i paesi partner in America latina e nei Caraibi; rileva che la Colombia è l'unico partner della NATO in America latina e mette in luce la necessità di consolidare altri partenariati nella regione;
34. riconosce che gli attacchi ibridi e informatici da parte di Stati ostili e attori non statali mettono in discussione la tradizionale definizione di conflitto interstatale, spionaggio e sabotaggio; chiede che l'UE sviluppi ulteriormente il proprio pacchetto di strumenti per proteggere le infrastrutture critiche dagli attacchi ibridi; accoglie con favore il lavoro intrapreso nel quadro del forum consultivo dell'Agenzia europea per la difesa (AED) sull'energia sostenibile nel settore della difesa e della sicurezza (CF SEDSS) per migliorare la protezione delle infrastrutture critiche all'interno dell'UE; evidenzia che sia l'UE che la NATO dovrebbero rafforzare ulteriormente le proprie capacità di prevenire e scoraggiare gli attacchi ibridi e informatici, nonché di rispondervi, anche nei confronti delle loro istituzioni; accoglie con favore la precisazione contenuta nel comunicato del vertice NATO del 2021 secondo cui il Consiglio del Nord Atlantico può decidere di invocare l'articolo 5 in caso di guerra ibrida, così come in caso di attacco armato; chiede di aumentare la cooperazione e la formazione alla difesa cibernetica; propone la creazione di un polo centrale comune per lo scambio di informazioni sulle minacce informatiche, nonché di una task force congiunta UE-NATO per la cibersicurezza, al fine di definire e concordare risposte collettive alle minacce informatiche; chiede, a tale riguardo, uno stretto coordinamento tra l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) e il Centro di eccellenza per la ciberdifesa cooperativa della NATO; invita a incrementare il livello di coordinamento UE-NATO per quanto riguarda l'attribuzione collettiva in caso di incidenti informatici dolosi;
35. accoglie con favore il lavoro del Centro europeo di eccellenza per la lotta contro le minacce ibride (centro di eccellenza ibrido), della squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e delle agenzie europee (CERT-UE) e della capacità di reazione della NATO in caso di incidente informatico (NCIRC) e lo considera un buon esempio di cooperazione UE-NATO; ritiene che una risposta comune alle minacce informatiche possa essere ulteriormente sviluppata attraverso il centro di eccellenza ibrido, anche attraverso corsi e formazione comuni; è convinto che sia necessario intraprendere ulteriori azioni, quali gli sforzi volti a creare maggiori sinergie tra le componenti civile e militare, per far avanzare la resilienza comune e quindi evitare minacce ibride future; prende inoltre atto del potenziale UE-NATO nella definizione di norme informatiche globali sulla base dei nostri valori condivisi; ritiene che l'UE e la NATO debbano coordinare le loro posizioni nell'elaborazione di un'agenda internazionale in materia di controllo degli armamenti nei settori chiave delle tecnologie emergenti e di rottura aventi applicazione militare;
36. invita l'UE e la NATO a intensificare gli sforzi congiunti per conseguire e mantenere la leadership tecnologica globale nelle capacità militari, anche attraverso il finanziamento collaborativo di progetti di ricerca basati su tecnologie di frontiera, informatica quantistica e intelligenza artificiale, favorendo così lo sviluppo di capacità militari all'avanguardia ancorate ai valori democratici; evidenzia il ruolo svolto da start-up e PMI orientate al settore civile nell'innovazione odierna nel settore delle tecnologie emergenti; sottolinea che le tecnologie emergenti offrono anche opportunità per rafforzare le nostre posizioni in materia di difesa; sottolinea inoltre che l'interoperabilità, gli standard tecnologici comuni e gli investimenti congiunti nella ricerca, nell'innovazione e nelle tecnologie di punta sono fondamentali per l'UE e la NATO per seguire la loro ambizione di proteggere i nostri cittadini nel miglior modo possibile; sottolinea che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) che rispetta i diritti fondamentali e sostiene l'interesse pubblico richiede il rafforzamento di un quadro europeo per l'IA che coinvolga le parti interessate pubbliche, private e della società civile; raccomanda che iniziative come l'EDIDP, la PESCO e il FED facilitino il coinvolgimento delle piccole e medie imprese (PMI) facendo avanzare gli sforzi che sostengono l'incubazione di imprese e gli investimenti di capitale; incoraggia lo sviluppo di un insieme di capacità comuni dell'UE nel settore dell'IA, in grado di colmare i divari tecnici per garantire che gli Stati membri privi delle pertinenti competenze del settore tecnologico o della capacità di attuare sistemi di IA nei rispettivi ministeri della Difesa non siano lasciati indietro;
37. prende atto della rapidità degli sviluppi tecnologici, tra cui la digitalizzazione e l'aumento del potenziale dell'IA, e invita gli Stati membri dell'UE e gli alleati della NATO a rafforzare la cooperazione in modo da mantenere il vantaggio tecnologico per quanto riguarda queste grandi tendenze, garantire l'interoperabilità dei loro sistemi informatici e adoperarsi congiuntamente per elaborare norme etiche comuni per queste nuove tecnologie e promuoverle a livello globale; invita l'UE e la NATO ad assumere un ruolo guida negli sforzi globali volti a istituire un quadro normativo complessivo per lo sviluppo e l'uso etico di armi con un certo grado di autonomia; incoraggia l'UE e gli alleati della NATO a partecipare attivamente ai negoziati internazionali su uno strumento giuridicamente vincolante che vieti i sistemi d'arma letali autonomi senza un significativo controllo umano; sottolinea che la cooperazione UE-NATO è fondamentale per contrastare l'ambizione di dominio tecnologico di avversari quali la Cina e la Russia e l'uso malevolo della tecnologia;
38. riconosce la sfida senza precedenti che i cambiamenti climatici, in quanto "moltiplicatori di minacce e crisi", rappresentano per la pace, la prosperità, la sicurezza, compresa la sicurezza umana, e la stabilità globali; chiede una serie di azioni e un dialogo UE-NATO rafforzati per contrastare i cambiamenti climatici e le loro molteplici conseguenze per la sicurezza internazionale; ricorda che l'UE dispone di uno spettro più ampio di competenze e strumenti che le consentono di fornire una risposta globale alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dal crollo della biodiversità; sottolinea che sia l'UE che la NATO dovrebbero aumentare gli investimenti in tecnologie verdi con l'obiettivo di migliorare l'efficacia militare, riducendo al minimo l'impronta ambientale ed evitando ulteriori danni agli ecosistemi;
39. riconosce che lo spazio è un settore critico e che le nuove tecnologie ne stanno rapidamente favorendo l'utilizzo come uno dei settori della difesa; riconosce che da ciò derivano opportunità di cooperazione UE-NATO e sfide per la sicurezza transatlantica; riconosce che l'operatività spaziale della NATO dipende dai mezzi satellitari dei suoi membri, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione sulla base dei programmi dell'UE esistenti come Galileo e Copernicus; ritiene che la cooperazione UE-NATO sullo spazio possa contribuire a promuovere le norme e le migliori pratiche in materia di sicurezza spaziale in tutta la comunità internazionale, assicurando vantaggi reciproci nei settori della comunicazione, della navigazione e dell'intelligence; sottolinea la necessità che l'UE e la NATO si adoperino per prevenire l'arsenalizzazione dello spazio; prende atto della crescente importanza della sicurezza spaziale e dei satelliti; sottolinea l'importanza del Centro satellitare dell'UE e chiede all'agenzia di analizzare e fornire una relazione sulla sicurezza e/o le vulnerabilità dei satelliti dell'UE e degli Stati membri ai detriti spaziali, agli attacchi informatici e all'attacco missilistico diretto;
40. riconosce la crescente importanza strategica dell'estremo nord e delle regioni artiche e le loro dimensioni politiche, economiche, ambientali e di sicurezza, e riconosce l'importanza del coordinamento tra l'UE e la NATO nella regione dell'Artico; sottolinea che l'Artico deve rimanere un settore di cooperazione pacifica e chiede misure di rafforzamento della fiducia onde evitare una maggiore presenza militare nella regione; osserva che il Consiglio dell'Artico ha il mandato di rafforzare il dialogo costruttivo e lo sviluppo sostenibile; rammenta la richiesta dell'UE di ottenere lo status di osservatore nel Consiglio dell'Artico; ricorda che l'UE sta attualmente aggiornando la sua politica per l'Artico e ribadisce il suo invito a rafforzare la cooperazione con tutti i partner artici, sia a livello bilaterale che regionale, anche in seno al Consiglio artico, al Consiglio euroartico di Barents e ai partenariati della dimensione settentrionale, su tutte le questioni di interesse comune; sottolinea l'importanza di garantire la libertà di navigazione nell'estremo nord; ricorda la dimensione parlamentare della cooperazione nell'Artico, tra l'altro attraverso il comitato permanente dei parlamentari della regione artica (SCPAR), cui partecipa il Parlamento europeo;
41. elogia la stretta cooperazione tra l'UE e la NATO durante la pandemia di COVID-19; sottolinea l'importante ruolo delle forze armate degli alleati della NATO e degli Stati membri dell'UE durante la pandemia di COVID-19 e accoglie con favore l'assistenza militare alle operazioni di sostegno civile, segnatamente per il dispiegamento di ospedali da campo, il trasporto di pazienti e la fornitura e la distribuzione di attrezzature; incoraggia le iniziative UE-NATO volte a facilitare l'uso transfrontaliero delle capacità logistiche militari per far fronte a tali emergenze e consentire un maggiore coordinamento nonché accrescere le sinergie, la solidarietà e il sostegno; sottolinea la necessità di aumentare la preparazione della difesa dalle minacce nucleari, radiologiche, biologiche e chimiche (CBRN) dell'UE e della NATO; è convinto che gli sforzi comuni dell'UE e della NATO per affrontare la crisi della COVID-19 contribuiscano in modo diretto a rafforzare la resilienza delle nostre società; sottolinea che la pandemia di COVID-19 ha messo in luce le sfide che le emergenze dirompenti, specialmente quelle di natura non tradizionale come pandemie e catastrofi naturali, pongono alla nostra resilienza attuale; osserva con preoccupazione che la crisi della COVID-19 ha avuto un impatto negativo non solo sulla salute pubblica e sull'economia, ma anche sulla sicurezza, accelerando le rivalità geopolitiche e aumentando le incertezze come la continuità delle catene di approvvigionamento, con conseguenze durature per la sicurezza e la stabilità europee e internazionali; chiede il rafforzamento della cooperazione UE-NATO per affrontare meglio le emergenze non tradizionali, che dovrebbe includere esercitazioni basate sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, esercitazioni periodiche di formazione al fine di migliorare la preparazione degli Stati membri e degli alleati per anticipare e gestire meglio le catastrofi naturali e provocate dall'uomo e lo sviluppo di scorte di attrezzature di emergenza e di mezzi necessari;
Tempo di risultati per le ambizioni di difesa dell'UE
42. è convinto che gli Stati membri debbano incrementare i propri sforzi per conseguire il livello di ambizione dell'UE e migliorare la capacità dell'UE di agire con una riserva di capacità e forze militari e civili più sostenibile, interoperabile, impiegabile e capace, che renderebbe l'UE in grado di contribuire in modo più equo e decisivo alla sicurezza transatlantica, consentendole nel contempo di avanzare verso un'autonomia strategica, e aprirebbe ulteriormente la strada alla progressiva definizione di un'Unione europea della difesa (UED) nello spirito dell'articolo 42 TUE, qualora il Consiglio europeo, deliberando all'unanimità, lo decida; sottolinea che l'autonomia strategica rafforza la sicurezza transatlantica e non mira in alcun modo a duplicare misure e risorse, a dissociarsi dalla NATO o a indebolirla, ma mira piuttosto alla complementarità e all'interoperabilità con gli sforzi e le capacità della NATO; sottolinea, al contempo, che l'autonomia strategica dell'UE non implica soltanto lo sviluppo di capacità di difesa, fondato su una base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) forte e indipendente, ma anche la capacità istituzionale che consenta all'UE di agire, se possibile insieme ai suoi partner, in particolare alla NATO, e in modo indipendente ove necessario; ritiene che questi maggiori sforzi europei di sviluppo delle capacità consentiranno all'UE di assumere maggiori responsabilità per la sicurezza europea, anche nel vicinato europeo, e la stabilità globale e di promuovere meglio i comuni interessi e valori UE-NATO; ribadisce che un'Unione europea dotata di autonomia strategica fungerà da pilastro per rafforzare l'alleanza transatlantica e consentirà di affrontare con maggiore efficienza ed efficacia alcune delle sfide globali cui è necessario far fronte attualmente e nel prossimo futuro;
43. è fermamente convinto che, considerato il livello di sfide senza precedenti, le ambizioni dell'UE in materia di PESCO e sviluppo delle capacità debbano coprire tutto lo spettro del pacchetto di forze; ricorda che gli investimenti dell'UE nella difesa sono investimenti nella sicurezza della comunità transatlantica nel suo insieme, che si tradurranno in una più equa ripartizione degli oneri tra i partner transatlantici della NATO; sottolinea la necessità di fare progredire lo sviluppo delle capacità di difesa, al fine di rispondere adeguatamente alle minacce comuni; ritiene che gli Stati membri dell'UE, in particolare i 21 membri comuni UE-NATO, debbano agire in modo coerente e riflettere su come identificare una chiara "ambizione europea" per quanto concerne lo sviluppo delle capacità, in particolare incrementando i loro investimenti in ricerca e innovazione, senza trascurare il partenariato transatlantico; invita i 21 membri comuni UE-NATO ad applicare il principio della "riserva unica di forze" dichiarando le stesse risorse in termini di capacità potenzialmente disponibili a fini di pianificazione nell'UE e nella NATO; incoraggia maggiori sforzi da parte dei membri delle due organizzazioni per conseguire una maggiore coerenza di risultati tra il processo di pianificazione della difesa della NATO (NDPP) e le iniziative dell'UE sullo sviluppo delle capacità, in particolare gli obiettivi di capacità ad alto impatto, il piano di sviluppo delle capacità (CDP) dell'UE e la revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD) dell'UE, ambiti in cui i requisiti si sovrappongono, per evitare inutili duplicazioni e per rispondere meglio alle nuove minacce; sottolinea l'importante ruolo dell'AED nell'elaborazione del CDP dell'UE; sottolinea che qualsiasi revisione degli obiettivi dell'UE deve riflettersi anche sui suoi obiettivi primari e sugli obiettivi di capacità ad alto impatto; pone l'accento sul fatto che tale revisione è fondamentale per cogliere appieno i vantaggi di iniziative come la PESCO; è inoltre convinto che l'UE debba rafforzare il nesso tra pianificazione, ricerca e sviluppo delle capacità;
44. ritiene che gli alleati europei nella NATO, sostenuti ove possibile da partner europei non appartenenti alla NATO, se del caso, dovrebbero mirare a garantire un'adeguata condivisione degli oneri e delle responsabilità con l'obiettivo di contribuire a una quota adeguata dell'NDPP, riflettendo sull'importanza e sul ruolo degli europei nel quadro dell'alleanza; ritiene che ciò comporterebbe un simultaneo effetto aggiunto di rafforzare la capacità dell'Europa di difendersi e, di conseguenza, ne accrescerebbe anche le capacità operative;
45. sottolinea che il partenariato transatlantico può avere successo solo se tutti gli Stati membri onorano i propri impegni, compresi gli impegni di investimento nella difesa, e si sostengono reciprocamente; pone in evidenza l'obiettivo del 2 % della NATO, ribadito al vertice NATO del settembre 2014 tenutosi in Galles e adempiuto da alcuni alleati europei della NATO, e sottolinea che il raggiungimento di tale obiettivo è anche un investimento nella sicurezza e stabilità europee, garantendo così la preparazione per affrontare le nuove sfide globali; ricorda, allo stesso modo, l'impegno a dedicare il 20 % del bilancio annuale della difesa al settore fondamentale della ricerca e dello sviluppo; sottolinea che le nuove minacce, come quelle informatiche e ibride, si aggiungono alle sfide esistenti in materia di sicurezza e richiedono quindi risorse supplementari; sottolinea il fatto che, così come evidenziato dalla pandemia, la sicurezza non può essere misurata semplicemente in termini di percentuale del PIL speso a tal fine e che si dovrebbero prendere in considerazione anche molti altri fattori quando si giudicano gli sforzi dei contributi offerti per rafforzare la difesa comune dell'alleanza; chiede che la spesa per la difesa in cifre assolute non sia ridotta dalle sfide economiche che i membri dell'UE e della NATO stanno affrontando a causa della pandemia di COVID-19;
46. sottolinea che l'Europa dovrebbe, per quanto possibile, guardare a queste sfide strategiche in maniera completa e coerente attraverso l'"approccio integrato" dell'UE, che dovrebbe essere continuamente migliorato grazie a meccanismi di coordinamento e strutture di comando più efficaci, nonché tenendo conto delle nuove minacce e sfide, e che pertanto dovrebbe valutare quali capacità possono sviluppare insieme che, in ultima analisi, sarebbero funzionali al contributo degli Stati membri dell'UE alla difesa collettiva della NATO, migliorando nel contempo l'interoperabilità delle loro capacità;
47. ribadisce il proprio sostegno a un'effettiva attuazione delle direttive del pacchetto difesa relative, rispettivamente, agli appalti nei settori della difesa e della sicurezza e ai trasferimenti di prodotti per la difesa; sottolinea che la piena attuazione di tali direttive costituirebbe un passo importante verso un'Unione europea della difesa, rendendo la politica di difesa dell'UE più coerente e promuovendo lo sviluppo dell'industria europea della difesa; è del parere che la loro attuazione sia un modo efficace per contrastare la costante frammentazione del mercato interno dell'UE dei prodotti per la difesa, che porta a continue duplicazioni inutili e a molteplici inefficienze nella spesa per la difesa da parte degli Stati membri; sottolinea l'importanza di una base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) solida, competitiva e innovativa, assieme all'emergere di un mercato delle attrezzature per la difesa dell'UE che rispetti pienamente le regole del mercato interno e la posizione comune dell'UE sulle esportazioni di armi; ritiene che ciò aumenterebbe la sicurezza europea, dotando i membri di entrambe le organizzazioni di migliori attrezzature; chiede ulteriori sforzi per garantire un mercato della difesa comune pienamente funzionale; sottolinea l'importanza dell'Unione europea della difesa nel mettere in comune le risorse nazionali a fini di ricerca, sviluppo, acquisizione, approvvigionamento, manutenzione e formazione comuni e chiede un orientamento strategico a lungo termine del suo finanziamento dei progetti; chiede maggiori sinergie tra l'EDTIB e i principali attori del settore privato nello sviluppo di tecnologie emergenti a duplice uso come l'IA, assicurando al contempo sinergie con altri attori (membri della società civile, ricercatori ecc.); sottolinea l'importanza della cooperazione tra l'AED e la NATO e riconosce il valore della cooperazione industriale dell'UE nel settore della difesa nell'ambito della cooperazione tecnologica e industriale della difesa transatlantica; ricorda l'ambizione a lungo termine di costruire una solida cooperazione transatlantica nel settore della difesa e dell'industria per facilitare lo sviluppo tecnologico e industriale transatlantico, affrontando tra l'altro le questioni relative alla sicurezza dell'approvvigionamento, un approccio comune ai diritti di proprietà intellettuale, gli investimenti diretti esteri e l'accesso reciproco ai mercati della difesa; invita la Commissione a collaborare attivamente con la NATO per favorire lo sviluppo tecnologico e industriale transatlantico; ricorda che le iniziative dell'UE in materia di difesa sono complementari a quelle della NATO e sono volte a incoraggiare l'impegno degli Stati membri nel campo della difesa; incoraggia una stretta cooperazione tra l'AED e il personale internazionale della NATO;
48. sottolinea l'importanza dei progetti europei comuni, come il futuro sistema aereo europeo di combattimento, i sistemi aerei a pilotaggio remoto a media quota e lunga autonomia europei (Eurodrone), nel pieno rispetto del diritto internazionale, e il sistema (carro armato) da combattimento terrestre principale, e chiede ulteriori progetti ambiziosi e concreti;
49. valuta positivamente l'impegno dell'UE e degli USA, quale espresso in occasione del recente vertice UE-USA, di operare in vista di un accordo amministrativo tra l'AED e gli Stati Uniti; chiede la conclusione di un accordo analogo con altri alleati della NATO non appartenenti all'UE, in particolare i paesi in cui sono stati avviati i negoziati di adesione all'UE, a seconda dei casi, rispettando tutte le necessarie garanzie a tutela degli interessi di sicurezza e di difesa dell'UE e dei suoi Stati membri, al fine di approfondire la cooperazione transatlantica in materia di difesa, garantendo che la tecnologia militare utilizzata sia pienamente interoperabile a livello tecnico;
50. accoglie con favore l'estensione del nuovo trattato START che dà a entrambi i firmatari più tempo per proseguire i negoziati al fine di concordare un nuovo strumento di controllo delle armi; invita l'UE e la NATO a impegnarsi per coinvolgere altri Stati, segnatamente la Cina; rammenta la necessità di aumentare la cooperazione e gli investimenti nell'ambito fondamentale della difesa missilistica e aerea; esprime forte preoccupazione per la scadenza del trattato INF, che ha creato nuovi rischi per la sicurezza dei paesi europei in particolare; chiede che le preoccupazioni dell'Europa in materia di sicurezza siano riconosciute e affrontate adeguatamente; deplora i recenti ritiri dal trattato sui cieli aperti;
51. ribadisce il suo pieno sostegno all'impegno dell'UE e dei suoi Stati membri a favore del TNP quale pietra angolare del regime di non proliferazione e disarmo nucleare; sottolinea la necessità di adottare misure efficaci in direzione del disarmo nucleare; ribadisce la sua precedente dichiarazione che la pace e la sicurezza internazionali sono rafforzate in un mondo libero dall'esistenza e dalla proliferazione delle armi nucleari; esorta l'UE e la NATO ad adoperarsi per un programma ambizioso a favore del mantenimento e del rafforzamento di regimi internazionali efficaci per il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione in quanto pietra miliare della sicurezza globale, transatlantica ed europea e ricorda la necessità di perseguire politiche volte a conseguire progressi nella riduzione degli arsenali nucleari e a porre limiti al dispiegamento di missili ipersonici; esprime preoccupazione per gli attuali sviluppi e iniziative in corso in Iran relativamente al suo programma di arricchimento dell'uranio; ribadisce il suo continuo sostegno al piano d'azione congiunto globale (PACG) come miglior strumento possibile per ottenere garanzie di un uso esclusivamente pacifico dell'energia nucleare da parte dell'Iran; accoglie con favore la ripresa dei colloqui e invita tutte le parti a tornare ad adempiere pienamente ai propri obblighi;
52. chiede che l'UE e le sue istituzioni, partendo dalle basi poste dall'"approccio integrato", sviluppino una cultura della sicurezza e della difesa comune che rispetti il carattere specifico delle politiche di sicurezza e difesa degli Stati membri, così come un approccio strategico, attraverso la loro elaborazione delle politiche, che dovrebbero applicarsi in particolare alle decisioni nell'ambito degli scambi commerciali, della gestione della catena di approvvigionamento, della valutazione degli investimenti, della cooperazione allo sviluppo, delle infrastrutture, della mobilità e delle tecnologie digitali; sottolinea il ruolo fondamentale della "bussola strategica" a tale riguardo; sottolinea che, in settori quali le minacce ibride e informatiche, le istituzioni dell'UE si trovano in una posizione favorevole non solo a contrastare le campagne di disinformazione, ma anche a sviluppare risposte comuni; accoglie con favore, a tale riguardo, il pacchetto sull'Unione della sicurezza del dicembre 2020, ritenendolo un buon primo passo cui debbano celermente fare seguito azioni ulteriori; prende atto della proposta di direttiva NIS 2;
53. sottolinea l'importanza della mobilità militare nel garantire il rapido movimento delle forze all'interno e all'esterno dell'UE, importante ai fini di una difesa efficace e preventiva; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi tesi a continuare a ridurre gli ostacoli procedurali alla mobilità militare; accoglie con favore il ruolo indispensabile svolto dall'UE nel miglioramento della mobilità militare e chiede un aumento significativo degli sforzi compiuti per attuare tale progetto, in particolare attraverso la PESCO, ma anche incoraggiando gli Stati membri a stimolare le loro basi industriali affinché propongano progetti competitivi ammissibili al cofinanziamento dell'UE; chiede maggiori sinergie, da parte dell'UE, tra i vari attori coinvolti; sottolinea che per il successo della mobilità militare è necessario un approccio che coinvolga tutta l'amministrazione delle istituzioni dell'UE, gli Stati membri e la NATO; invita a prendere in considerazione un piano d'azione incentrato sugli interessi comuni UE-NATO in materia di mobilità militare, aumentando il livello di ambizione in settori come la digitalizzazione, la resilienza informatica delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto, e la possibilità di utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale a vantaggio della mobilità militare; ritiene che questo progetto dimostri sia il valore aggiunto della cooperazione UE-NATO sia come gli strumenti e le competenze dell'UE possano contribuire alla difesa collettiva della NATO; si compiace del fatto che importi significativi dei fondi dell'UE siano stati destinati a progetti di difesa collaborativi, sebbene non rispondano alle ambizioni iniziali; ricorda che 38 degli attuali 46 progetti della PESCO rispondono alle priorità di pianificazione della difesa della NATO e accoglie con favore la potenziale partecipazione di paesi terzi a tali progetti, in linea con quanto disposto dalla pertinente decisione del Consiglio;
Verso un partenariato ambizioso
54. sottoscrive pienamente la dichiarazione contenuta nel recente comunicato della NATO secondo cui l'Unione europea rimane un partner unico ed essenziale per la NATO; ribadisce pertanto la sua ferma convinzione che le relazioni UE-NATO debbano essere portate a un livello strategico reale al fine di realizzare il pieno potenziale del partenariato, sulla base degli straordinari progressi già compiuti e con l'obiettivo generale di costruire una relazione autentica tra le organizzazioni; chiede vertici speciali periodici con la partecipazione di tutti i capi di Stato e di governo della NATO e dell'UE per mantenere livelli massimi di fiducia e comprensione ed esprime la sua visione a lungo termine di un Consiglio del partenariato UE-NATO; incoraggia una discussione sulla creazione di un Consiglio permanente dei ministri della Difesa dell'UE, che dovrebbe coordinarsi strettamente con le riunioni dei ministri della Difesa della NATO; sottolinea a tale riguardo il principio dell'inclusività;
55. sottolinea il principio di inclusività e incoraggia lo svolgimento di un numero maggiore di riunioni informali comuni, nonché dichiarazioni e comunicazioni congiunte dei presidenti delle istituzioni dell'UE e della NATO; rinnova i suoi precedenti appelli affinché l'UE e la NATO organizzino esercitazioni congiunte regolari e più ambiziose, basate sulle prassi vigenti nell'ambito delle esercitazioni parallele e coordinate (PACE), garantendo il coinvolgimento di tutti gli Stati membri e gli alleati, contribuendo a migliorare la comprensione reciproca tra l'UE e la NATO e a rafforzare ulteriormente la cooperazione a livello di personale; incoraggia un maggiore scambio di informazioni classificate e non nelle esercitazioni future, in maniera inclusiva e non discriminatoria, quale primo passo per lo scambio di informazioni in situazioni di crisi reali;
56. chiede a tutti i membri di lavorare alla conclusione di un accordo di sicurezza tra Cipro e la NATO;
57. accoglie con favore i progressi compiuti nell'ambito delle 74 proposte d'azione comuni; ritiene, tuttavia, che sia necessario un maggiore sostegno politico per garantirne la piena attuazione; invita inoltre a presentare progetti faro, ad esempio nel campo delle tecnologie emergenti e di rottura e del rifornimento aria-aria, sul modello di progetti come nel settore della mobilità militare, al fine di aumentare la titolarità e rendere la cooperazione più tangibile e orientata ai risultati;
58. sottolinea che l'UE e la NATO devono coordinare i loro sforzi nella lotta al terrorismo migliorando le attuali pratiche di condivisione dell'intelligence tra gli Stati membri e gli alleati della NATO, con particolare impegno verso il raggiungimento di una migliore consapevolezza comune della situazione nei settori chiave, comprese le zone di sicurezza emergenti, l'uso da parte dei terroristi delle tecnologie emergenti e di rottura e le tattiche ibride;
59. riconosce che, alla luce delle limitazioni istituzionali, la cooperazione UE-NATO avviene in larga misura a livello informale e del personale tecnico, limitando così talvolta il coinvolgimento attivo di tutti gli Stati membri e degli alleati; considera queste limitazioni una vulnerabilità per la sicurezza transatlantica, oltre che per quella europea, dovuta, tra le altre cose, al potenziale blocco dell'accesso alle strutture della NATO per le operazioni della PSDC dell'UE; ritiene che questa situazione sia insostenibile ed esorta pertanto con forza tutti i portatori di interessi a collaborare in buona fede per cercare una soluzione che renda la cooperazione più formale e prevedibile a tutti i livelli, al fine di creare una relazione autentica e solida tra le organizzazioni; accoglie con favore la discussione sulle future capacità di comando militare dell'UE, che devono essere interoperabili e compatibili con la NATO al fine di garantire la più efficace capacità operativa della riserva unica di forze;
60. sottolinea la necessità di rafforzare l'unità, la solidarietà e la coesione degli alleati; riconosce le gravi controversie tra gli alleati nel Mediterraneo orientale; accoglie con favore l'istituzione del meccanismo di riduzione delle tensioni della NATO; ricorda le sue preoccupazioni sull'acquisizione da parte della Turchia del sistema missilistico russo S-400; sottolinea l'importanza di ulteriori misure di rafforzamento della fiducia basate sul dialogo e sul rispetto reciproco; esprime profonda preoccupazione per il comportamento della Turchia, un vicino strategicamente importante e un alleato della NATO; invita la Turchia a evitare ulteriori azioni provocatorie e destabilizzanti e la incoraggia a perseguire una politica estera, di sicurezza e interna che sia in linea con gli obblighi e le aspettative di un paese candidato all'UE e alleato della NATO;
61. rammenta che sia l'UE che la NATO si fondano su principi democratici comuni; ricorda che il trattato del Nord-Atlantico è direttamente legato alla Carta delle Nazioni Unite; chiede alla NATO di esigere dai suoi membri il pieno rispetto di tutti gli articoli della Carta delle Nazioni Unite; sottolinea che il partenariato transatlantico non necessita solo di forze armate vigorose, ma anche di società forti e resilienti; pone in evidenza il legame fra basi democratiche forti, fondate sul rispetto dell'ordine internazionale basato su regole, e un forte partenariato strategico, che soltanto congiuntamente possono garantire la longevità delle nostre democrazie; sostiene l'idea, avanzata dall'amministrazione Biden, di un vertice globale delle democrazie; chiede maggiori sforzi per tenere conto delle grandi aspirazioni delle giovani generazioni e per consentire l'efficace partecipazione dei giovani ai nostri processi democratici, per presentare chiaramente ai giovani le sfide strategiche che le nostre società devono affrontare, al fine di garantire che si impegnino su tali questioni fondamentali e sostengano attivamente i nostri sforzi comuni;
62. ricorda che un ruolo più forte dell'UE in materia di sicurezza e difesa è stato descritto come una priorità per i cittadini dell'UE nei sondaggi dell'Eurobarometro; suggerisce che la cooperazione UE-NATO e le questioni di sicurezza e difesa in generale dovrebbero essere affrontate durante la prossima conferenza sul futuro dell'Europa, per fare in modo che la voce dei cittadini sia ascoltata;
63. sottolinea l'importanza di una comunicazione trasparente, efficace e proattiva, sia all'interno che all'esterno dell'UE, e chiede una cooperazione ancor più stretta fra il personale rispettivamente della NATO e dell'UE incaricato della comunicazione strategica, in particolare per quanto riguarda il contrasto alla disinformazione, alle ingerenze straniere e agli attacchi informatici, in zone strategicamente importanti come i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale; chiede una migliore condivisione delle informazioni nell'identificazione degli attacchi ibridi al fine di migliorare la capacità di risposta ad essi; insiste, tuttavia, sul fatto che sia l'UE che la NATO devono mantenere le loro rispettive capacità indipendenti; appoggia l'idea di avviare centri di eccellenza indipendenti per lo studio delle lingue straniere parlate in regioni strategicamente importanti;
64. sottolinea l'importanza della diplomazia parlamentare e ribadisce i suoi precedenti appelli a rafforzare il ruolo dell'Assemblea parlamentare della NATO; raccomanda che la commissione permanente dell'Assemblea parlamentare della NATO elevi lo status della delegazione del Parlamento europeo a tale assemblea a status completo, riflettendo così l'importanza della cooperazione UE-NATO; chiede una riunione congiunta della commissione per gli affari esteri del Parlamento e della commissione per gli affari esteri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per discutere delle minacce comuni alla sicurezza del partenariato transatlantico e di come una cooperazione rafforzata UE-NATO potrebbe aiutare ad affrontarle;
65. accoglie con favore la prima partecipazione che ci sia mai stata di un Segretario generale della NATO a una riunione del collegio dei commissari, il 15 dicembre 2020, che ha inviato un forte messaggio di impegno reciproco a rafforzare il partenariato tra la NATO e l'UE; elogia il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg per la sua leadership e determinazione nel portare avanti le relazioni UE-NATO, che corrispondono alle ambizioni e alle priorità stabilite dalla leadership dell'Unione;
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66. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Segretario generale della NATO, all'Agenzia europea per la difesa, ai governi e parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE e della NATO e all'Assemblea parlamentare della NATO.