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Procedura : 2021/2780(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0412/2021

Testi presentati :

B9-0412/2021

Discussioni :

PV 07/07/2021 - 8
CRE 07/07/2021 - 8

Votazioni :

PV 08/07/2021 - 11
PV 08/07/2021 - 19

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P9_TA(2021)0362

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PDF 188kWORD 58k
Giovedì 8 luglio 2021 - Strasburgo
Violazioni del diritto dell'UE e dei diritti dei cittadini LGBTIQ in Ungheria a seguito delle modifiche giuridiche adottate dal parlamento ungherese
P9_TA(2021)0362B9-0412/2021

Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 luglio 2021 sulle violazioni del diritto dell'UE e dei diritti dei cittadini LGBTIQ in Ungheria a seguito delle modifiche giuridiche adottate dal parlamento ungherese (2021/2780(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta"),

–  visto l'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  viste la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la relativa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  vista la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) e della Corte europea dei diritti dell'uomo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 12 novembre 2020 dal titolo "Unione dell'uguaglianza: strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025" (COM(2020)0698),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 24 marzo 2021, dal titolo "Strategia dell'UE sui diritti dei minori (2020-2025)" (COM(2021)0142),

–  visti i risultati dell'indagine sulle persone LGBT nell'UE avviata nel 2019 dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione(1) ("il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto"),

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2018 su una proposta recante l'invito al Consiglio a constatare, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione(2),

–  vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2019 sulla discriminazione in pubblico e sull'incitamento all'odio nei confronti delle persone LGBTI, comprese le zone libere da LGBTI(3),

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2020 sulle audizioni in corso a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE, concernenti la Polonia e l'Ungheria(4),

–  vista la sentenza della CGUE del 3 giugno 2021 nella causa C-650/18 che respinge il ricorso dell'Ungheria contro la risoluzione del Parlamento europeo che avvia la procedura volta a constatare l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave, da parte di detto Stato membro, dei valori su cui si fonda l'Unione(5),

–  vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2020 sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali(6),

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2021 sulla proclamazione dell'Unione europea come zona di libertà per le persone LGBTIQ(7),

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2021 sulla situazione della salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'UE, nel quadro della salute delle donne(8),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2020 dal titolo "Relazione sullo Stato di diritto 2020 – La situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea" (COM(2020)0580),

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2021 sulla relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2020(9),

–  vista la Legge ungherese LXXIX del 2021 sull'adozione di azioni più severe per i reati di pedofilia e che modifica alcune leggi sulla tutela dei minori (il "progetto di legge" e, dopo la promulgazione, la "legge"),

–  vista l'indagine avviata il 16 giugno 2021 dal commissario europeo all'Uguaglianza sulla conformità della legge ungherese con il diritto dell'Unione,

–  vista la lettera trasmessa dai commissari alla Giustizia e al Mercato interno al ministro della Giustizia ungherese (Ares S(2021) 4587976) sulla mancata conformità del progetto di legge con varie disposizioni normative dell'UE, tra cui l'articolo 2 TUE sul rispetto dei diritti umani, la libertà e la non discriminazione,

–  vista la lettera firmata da 17 capi di Stato o di governo durante la riunione del Consiglio europeo del giugno 2021, con cui si impegnavano a "continuare la lotta contro la discriminazione nei confronti della comunità LGBTI"(10),

–  vista la dichiarazione rilasciata al margine della riunione del Consiglio "Affari generali" del 22 giugno 2021, cofirmata da 18 Stati membri, sull'adozione del progetto di legge ungherese(11),

–  viste la raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri sulle misure per combattere la discriminazione basata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere, e le norme adottate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa,

–  vista la dichiarazione della commissaria ai Diritti umani del Consiglio d'Europa in relazione al progetto di legge(12),

–  vista la sentenza della CEDU del 20 giugno 2017 nella causa Bayev e altri c. Russia (ricorsi nn. 67667/09 e due altri)(13),

–  vista l'interrogazione alla Commissione con richiesta di risposta orale sulle violazioni del diritto dell'UE e dei diritti dei cittadini LGBTIQ in Ungheria a seguito delle modifiche giuridiche adottate dal parlamento ungherese (O-000050/2021),

–  visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il 15 giugno 2021 l'Assemblea nazionale ungherese ha adottato un progetto di legge che nasce come strumento per tutelare i minori dai reati di pedofilia, un obiettivo condiviso e perseguito da tutte le istituzioni e gli Stati membri dell'Unione; che il progetto di legge è stato promulgato il 23 giugno 2021 ed entrerà in vigore l'8 luglio 2021(14); che la legge limiterà drasticamente e intenzionalmente i diritti e le libertà delle persone LGBTIQ, nonché i diritti dei minori;

B.  considerando che l'Ungheria ha recentemente rilasciato diverse dichiarazioni in seno al Consiglio, interpretando il concetto di "genere" in determinati testi come se si riferisse al sesso e negando pertanto l'esistenza del genere, in particolare per quanto riguarda il concetto di gestione della crisi per un'eventuale missione militare non esecutiva dell'UE in Mozambico nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), il regolamento sul Fondo per una transizione giusta e il regolamento recante disposizioni comuni, come pure in altre occasioni;

C.  considerando che le definizioni della legge sono volutamente vaghe allo scopo di produrre un effetto dissuasivo; che la legge vieta "la rappresentazione e la promozione dell'identità di genere diversa dal sesso assegnato alla nascita, il cambiamento di sesso e l'omosessualità" nelle scuole, sui programmi televisivi e negli annunci pubblicitari accessibili al pubblico su qualsiasi piattaforma per persone di età inferiore ai 18 anni, anche a scopo educativo; che la legge esclude che tali contenuti siano considerarti comunicazioni di servizio pubblico o una pubblicità con fini di responsabilità sociale anche se destinati agli adulti; che la legge introduce modifiche alla normativa sulla tutela dei minori, alla normativa sulla tutela della famiglia, alla normativa sull'attività pubblicitaria delle imprese, alla normativa sui media e alla normativa sulla pubblica istruzione;

D.  considerando che il Parlamento ha precedentemente condannato l'uso improprio delle leggi sulle informazioni disponibili ai minori, in particolare nei settori dell'istruzione e dei media, volto a censurare contenuti e materiali relativi alle persone LGBTI, in particolare in Lituania e Lettonia;

E.  considerando che nel 2018 il Presidente polacco, Andrzej Duda, ha dichiarato l'intenzione di considerare la possibilità di emanare una cosiddetta legge sulla "propaganda gay", come quella adottata in Russia, che metterebbe al bando i media, la letteratura e gli incontri LGBTIQ come i Pride; che nel giugno 2021 il vice ministro della Giustizia polacco, Michal Wos, ha annunciato che la Polonia sta attualmente lavorando a un progetto di legge inteso a vietare la "propaganda LGBT";

F.  considerando che nel giugno 2021 il Presidente della Repubblica ceca, Milos Zeman, ha reso commenti degradanti sulla comunità transgender in un'intervista ai media inerente alla nuova legge anti-LGBTIQ in Ungheria;

G.  considerando che in Croazia sono stati registrati preoccupanti sviluppi analoghi, segnatamente la proposta annunciata dal partito conservatore Most di includere il divieto di esposizione dei minori alla propaganda LGBT nelle leggi in fase di discussione in seno al Parlamento croato, nonché le aggressioni nei confronti di persone LGBTI verificatesi il 3 luglio 2021, nella giornata del 20° Pride di Zagabria; considerando che il 4 luglio 2021 il presidente e il vicepresidente del partito Most hanno annunciato azioni legali contro le organizzazioni LGBTI che avevano accusato il partito di seminare intolleranza e omofobia e di incitare alla divisione e all'odio;

H.  considerando che nel 2013 la Russia ha introdotto una legge federale "finalizzata a tutelare i minori dalle informazioni che promuovono la negazione dei valori della famiglia tradizionale" legge che mira a vietare la normalizzazione dell'omosessualità nei media; che numerose organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo hanno dichiarato che la legge russa mette a repentaglio i giovani LGBTIQ;

I.  considerando che, come sancito dall'articolo 2 TUE, l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze;

J.  considerando che la strategia della Commissione per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ stabilisce l'orientamento comune dell'Unione in ordine alla tutela dei diritti delle persone LGBTIQ in tutti gli Stati membri e ribadisce che l'uguaglianza e la non discriminazione sono valori e diritti fondamentali nell'UE, sanciti dai suoi trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali;

K.  considerando che la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha definito il progetto di legge una "vergogna" e ha incaricato i commissari competenti di rivolgersi al governo ungherese(15); che i commissari alla Giustizia e al Mercato interno hanno inviato una lettera al ministro della Giustizia ungherese in cui affermano che la legge in questione viola i seguenti diritti: il diritto alla vita privata e familiare (articoli 7 e 9 della Carta); il diritto alla libertà di espressione e di informazione (articolo 11 della Carta); la libertà d'impresa (articolo 16 della Carta) e la non discriminazione (articolo 21 della Carta); che la direttiva sui servizi di media audiovisivi ("direttiva SMA")(16), la direttiva sul commercio elettronico(17) e l'articolo 56 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) si applicano ad almeno alcune delle situazioni disciplinate e che gli anche articoli 34 e 36 TFUE potrebbero applicarsi e risultare violati dalle disposizioni contestate della legge; che era stata chiesta una risposta alla lettera in questione prima del 30 giugno 2021(18); che il ministro della Giustizia ungherese ha risposto il 1º luglio 2021;

L.  considerando che 18 Stati membri(19) hanno cofirmato una dichiarazione in cui si invita la Commissione ad avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire il pieno rispetto del diritto dell'UE, anche deferendo la questione alla CGUE;

M.  considerando che 17 capi di Stato o di governo hanno adottato una dichiarazione comune il 24 giugno 2021, in cui dichiarano che continueranno a lottare contro la discriminazione della comunità LGBTIQ, ribadendo il loro impegno a difendere i diritti fondamentali delle persone LGBTIQ(20);

N.  considerando che la commissaria ai Diritti umani del Consiglio d'Europa ha esortato i deputati del parlamento ungherese a respingere il progetto di legge; che ha definito il progetto di legge un insulto ai diritti e all'identità delle persone LGBTIQ, dichiarando che esso limita altresì la libertà di espressione e di istruzione di tutti gli ungheresi(21);

O.  considerando che, secondo la raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri sulle misure per combattere la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, i leader degli Stati membri del Consiglio d'Europa hanno la responsabilità di educare i cittadini, combattere i pregiudizi e le discriminazioni e adoperarsi per l'accettazione delle persone LGBTIQ;

P.  considerando che la CEDU ha stabilito, nella causa Bayev e a. c. Russia, che una legislazione che vieta la promozione dell'omosessualità, nota anche come "legge sulla propaganda gay", viola l'articolo 10 (libertà di espressione) e l'articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e risulta pertanto discriminatoria, oltre ad aver rafforzato i pregiudizi nei confronti delle persone LGBTIQ, il che è incompatibile con i valori di una società democratica;

Q.  considerando che il Parlamento ha incoraggiato gli Stati membri in diverse occasioni a garantire il diritto a un'educazione sessuale completa, come pure alla sessualità e alle relazioni, che sia scientificamente accurata, basata su dati concreti, adeguata all'età e non prevenuta; che gli organismi internazionali per i diritti umani(22), come il Consiglio d'Europa, hanno stabilito che i bambini e i giovani hanno il diritto di ricevere un'educazione sessuale completa;

R.  considerando che l'indagine dell'Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) sulle persone LGBTI evidenzia che più della metà degli intervistati ha sempre o spesso ascoltato o constatato commenti o comportamenti negativi a scuola nei confronti di compagni/coetanei percepiti come LGBTI; che tale percentuale sale al 70 % per gli intervistati di età compresa tra i 15 e i 17 anni, il che evidenzia la necessità di parlare di accettazione e tolleranza nei contesti scolastici;

La legge, le sue disposizioni e la violazione del diritto dell'UE

1.  condanna con la massima fermezza la legge adottata dal parlamento ungherese, che costituisce una chiara violazione dei valori, dei principi e del diritto dell'UE; ricorda che la legge introduce in diversi atti normativi ungheresi delle disposizioni che violano i diritti fondamentali sanciti dalla Carta, dai trattati e dalla legislazione dell'UE relativa al mercato interno (direttiva SMA e direttiva sul commercio elettronico); ritiene che la legge violi l'acquis consolidato dell'UE;

2.  accoglie con favore la dichiarazione firmata da 18 Stati membri, in cui si invita la Commissione a intraprendere azioni legali e la condanna del progetto di legge da parte della Presidente della Commissione e dei singoli commissari; prende atto della lettera trasmessa al ministro della Giustizia ungherese in cui si chiedono chiarimenti e informazioni sui punti sollevati entro il 30 giugno 2021; invita la Commissione a rendere tale risposta di pubblico dominio;

3.  prende atto dell'invito della Commissione a un dibattito costruttivo e leale con l'Ungheria; deplora, tuttavia, che la legge sia stata promulgata il 23 giugno 2021, nonostante l'indignazione espressa dalle organizzazioni internazionali; invita la Commissione a intraprendere immediatamente un'azione legale, in particolare avviando una procedura d'infrazione accelerata contro l'Ungheria a norma dell'articolo 258 TFUE in merito alla legge in parola; invita la Commissione ad avvalersi di tutti gli strumenti procedurali della Corte di giustizia, se necessario, tra cui le richieste di procedura accelerata e di misure provvisorie, incluse le sanzioni per il mancato rispetto di queste ultime;

4.  ricorda che, a norma dell'articolo 259 TFUE, ciascuno degli Stati membri può adire la Corte di giustizia dell'Unione europea quando reputi che un altro Stato membro ha mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virtù dei trattati; invita gli Stati membri ad attivare tale articolo in relazione alla legge in questione in caso di inerzia della Commissione; invita altresì gli Stati membri a presentare un ricorso interstatale alla Corte europea dei diritti dell'uomo per quanto concerne gli aspetti non contemplati dal diritto dell'UE;

Procedure in corso nel quadro dell'articolo 7, paragrafo 1

5.  sottolinea che la legge in questione non è un caso isolato, ma costituisce piuttosto un ulteriore esempio intenzionale e premeditato del graduale smantellamento dei diritti fondamentali in Ungheria; evidenzia che l'ostilità nei confronti delle persone LGBTIQ e le campagne di disinformazione organizzate sponsorizzate dallo Stato sono diventate strumenti di censura politica ad opera del governo ungherese e ritiene che ciò rappresenti una violazione dell'articolo 2 TUE; ricorda che l'Unione europea è stata proclamata zona di libertà per le persone LGBTIQ(23);

6.  rammenta che le violazioni dei diritti umani delle persone LGBTIQ si inseriscono in una più ampia agenda politica che sta portando allo smantellamento della democrazia e dello Stato di diritto, compresa la libertà dei media, e dovrebbero essere considerate violazioni sistematiche dell'articolo 2 TUE; ricorda di aver già espresso preoccupazione circa il diritto alla parità di trattamento e la libertà di espressione nella sua risoluzione del 12 settembre 2018(24);

7.  esprime profonda preoccupazione quanto al fatto che, da quando il Parlamento ha attivato l'articolo 7, paragrafo 1, la situazione dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Ungheria si è ulteriormente deteriorata; sottolinea che nel corso degli anni l'azione e l'assunzione di responsabilità da parte del Consiglio in tal senso sono state carenti;

8.  accoglie con favore il fatto che la Presidenza portoghese abbia tenuto la prima audizione a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, sullo Stato di diritto in Ungheria dal 2019 e che 18 Stati membri abbiano rilasciato dichiarazioni di condanna della legge in questione; sottolinea, tuttavia, che il dialogo deve produrre risultati concreti in termini di misure al fine di affrontare attivamente gli esempi di deterioramento dei diritti fondamentali in Ungheria; ribadisce il suo invito al Consiglio a rivolgere raccomandazioni concrete all'Ungheria, come stabilito all'articolo 7, paragrafo 1, TUE, compresa la raccomandazione di abrogare la legge in questione, nonché a fissare termini per l'attuazione di tali raccomandazioni; invita la Presidenza slovena a tenere un'audizione sull'Ungheria nel settembre 2021 e a programmare quanto prima una votazione sulle raccomandazioni; osserva che i diritti umani delle persone LGBTIQ sono stati gradualmente smantellati nel corso degli ultimi anni;

9.  ricorda che il 2 marzo 2021 il Consiglio ungherese dei media ha annunciato l'avvio di procedimenti giudiziari nei confronti del gruppo mediatico ungherese RTL a seguito della messa in onda della campagna "Family is Family"; ritiene che tali azioni costituiscano una censura dei contenuti mediatici e della pubblicità e rappresentino pertanto una violazione della direttiva SMA; evidenzia che diverse emittenti in tutta l'UE, affiancate da organizzazioni della società civile, hanno chiesto che la Commissione avvii procedure di infrazione(25); invita la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti giuridici a sua disposizione per affrontare la censura dei materiali conformi alla direttiva SMA in combinato disposto con la Carta;

10.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che il deterioramento della libertà dei media sta portando all'aumento dei fenomeni di ricerca di capri espiatori e di accanimento nei confronti delle minoranze, comprese le persone LGBTIQ;

11.   rammenta che la Legge fondamentale (Costituzione) dell'Ungheria è stata modificata nel dicembre 2020 per specificare che la madre è donna e il padre è uomo e che l'Ungheria tutela il diritto dei minori a definire la loro identità in base al sesso attribuito loro alla nascita, nonché il loro diritto a un'istruzione secondo l'identità costituzionale del paese e il sistema di valori fondato sulla cultura cristiana; osserva che, malgrado il diritto di famiglia sia di competenza nazionale, una tale modifica della Costituzione, combinata alla normativa successiva, compresa la legge in questione, comporta una riduzione diretta della tutela dei valori sanciti all'articolo 2 TUE; constata che la Commissione di Venezia ha adottato un parere sugli emendamenti costituzionali approvati dal Parlamento ungherese nel dicembre 2020(26);

12.  ricorda che il 18 giugno 2013 la Commissione di Venezia ha adottato il parere CDL-AD (2013)022-e relativo al divieto della cosiddetta "propaganda a favore dell'omosessualità" alla luce della recente legislazione di alcuni Stati membri del Consiglio d'Europa;

13.  rammenta che il Parlamento ungherese ha adottato una normativa che limita l'adozione alle coppie sposate e vieta di fatto l'adozione alle coppie dello stesso sesso e alle persone single e non sposate, salvo autorizzazione specifica da parte del ministro delle Politiche familiari; sottolinea che quest'ultimo requisito conferisce a un membro del governo la facoltà di prendere decisioni unilaterali in materia;

14.  ricorda che l'adozione dell'articolo 33 del progetto di legge Omnibus del 2020 ha di fatto vietato il riconoscimento giuridico del genere delle persone transgender e intersessuali in Ungheria, violando il loro diritto alla vita privata ed esponendole a discriminazioni, il che può avere gravi effetti psicologici e limitare il loro diritto a partecipare attivamente alla società civile; constata che l'Autorità nazionale per la protezione dei dati e la libertà dell'informazione ha emesso un parere sull'articolo 33, in cui ha affermato che tale articolo viola l'articolo 5, paragrafo 1, lettera d), del regolamento generale sulla protezione dei dati(27); rammenta che finora la Commissione non ha intrapreso alcuna azione per affrontare tale questione; invita la Commissione a esaminare la questione e a intraprendere azioni legali ove necessario; osserva che, sebbene la Corte costituzionale ungherese(28) abbia giudicato incostituzionali alcune parti della legge in questione, le autorità pubbliche non hanno ancora attuato la sua decisione e continuano a respingere le domande, anche se sono state presentate prima dell'entrata in vigore della legge in questione; osserva che ciò rappresenta una violazione dello Stato di diritto;

15.  condanna la decisione di un'autorità per la tutela dei consumatori di Budapest(29) di imporre agli editori di stampare avvertenze sui libri per bambini in cui sono presenti famiglie arcobaleno, in quanto contenenti "comportamenti non coerenti con i ruoli di genere tradizionali";

16.  esprime forte preoccupazione per la riduzione dello spazio concesso alle organizzazioni non governative (ONG) in Ungheria, comprese le ONG per i diritti delle persone LGBTIQ; accoglie con favore la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa C-78/18(30), in cui si afferma che la legge n. LXXVI del 2017 sulla trasparenza delle organizzazioni che ricevono sostegno dall'estero ha introdotto restrizioni discriminatorie e ingiustificate in relazione alle donazioni estere a favore delle organizzazioni della società civile, in violazione degli obblighi a essa incombenti in materia di libera circolazione dei capitali, rispetto della vita privata, protezione dei dati personali e libertà di associazione; prende atto dell'abrogazione di tale legge, ma esprime preoccupazione quanto alle nuove limitazioni al finanziamento della società civile in Ungheria, come le verifiche selettive da parte dell'ufficio statale di controllo contabile e l'obbligo di indicare tutti i donatori nelle relazioni di pubblica utilità disponibili al pubblico; ritiene che tali limitazioni non siano né necessarie né proporzionate e non siano conformi né alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea né alle conclusioni della relazione sul finanziamento delle associazioni adottata dalla Commissione di Venezia durante la sua 118a sessione plenaria tenutasi il 15 e 16 marzo 2019;

17.  esprime il suo fermo impegno a difendere i diritti dei minori nell'UE e all'estero; ritiene che la promozione della tolleranza, dell'accettazione e della diversità, anziché la promozione dell'ostilità e dell'odio nei confronti delle persone LGBTIQ, dovrebbero fungere da principi guida per garantire il rispetto dell'interesse superiore del minore; ritiene a tal proposito che l'associazione dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere alla pedofilia o alle violazioni dei diritti dei minori rappresenti un chiaro tentativo di strumentalizzare il linguaggio dei diritti umani per attuare politiche discriminatorie; ritiene che ciò sia in contraddizione con i principi e le norme internazionali in materia di diritti umani;

18.  esprime preoccupazione per la somiglianza tra la legge in questione e la cosiddetta legge russa del 2013 sulla propaganda LGBT, che ha causato gravi danni alla comunità LGBTIQ in Russia; invita la Commissione a indagare ulteriormente sul finanziamento delle campagne anti LGBTIQ nell'Unione, che costituiscono una chiara minaccia alla democrazia e alla sicurezza nazionale all'interno dell'UE;

Azioni sollecitate da parte della Commissione

19.  ribadisce il suo invito alla Commissione e al Consiglio a riconoscere finalmente l'urgente necessità di intervenire per difendere i valori sanciti dall'articolo 2 TUE e ad ammettere che uno Stato membro non può modificare la propria legislazione, comprese le disposizioni costituzionali, in modo tale da ridurre la protezione di tali valori(31); sottolinea che ciò è vietato dai trattati, come confermato dall'interpretazione recentemente fornita dalla Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa C-896/19(32);

20.  è del parere che la legge in questione sia in diretta contraddizione con la strategia della Commissione per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ; esorta la Commissione a garantire che tale strategia sia attuata uniformemente in ciascuno Stato membro dell'UE;

21.  chiede che il Consiglio e la Commissione sblocchino urgentemente la direttiva orizzontale in materia di discriminazione, bloccata in seno al Consiglio da oltre dieci anni(33);

22.  ricorda che finora non è stata fornita una risposta adeguata all'iniziativa del Parlamento di istituire un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali disciplinato da un accordo interistituzionale tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio; invita la Commissione e il Consiglio ad avviare immediatamente i negoziati con il Parlamento sull'accordo interistituzionale in conformità dell'articolo 295 TFUE;

23.  ribadisce la sua posizione concernente il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, entrato in vigore il 1° gennaio 2021 e direttamente applicabile nella sua interezza nell'Unione europea e in tutti i suoi Stati membri per tutti i fondi del bilancio dell'UE, comprese le risorse assegnate a partire da tale data attraverso lo strumento dell'UE per la ripresa;

24.  ricorda che il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto fornisce una definizione chiara dello Stato di diritto, che deve essere intesa in relazione agli altri valori dell'Unione, compresi i diritti fondamentali e la non discriminazione; è del parere che la discriminazione sostenuta dallo Stato nei confronti delle minoranze abbia un impatto diretto sui progetti in cui gli Stati membri decidono di investire i fondi dell'UE e incida pertanto direttamente sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione; invita la Commissione ad attivare immediatamente la procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto;

25.  ritiene che la capacità delle autorità ungheresi di gestire i fondi dell'UE in modo non discriminatorio e nel rispetto della Carta sollevi seri dubbi; chiede che la Commissione valuti l'adozione della legge in questione per quanto concerne la condizione abilitante orizzontale al fine di garantire il rispetto della Carta del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti(34) (regolamento recante disposizioni comuni); invita la Commissione ad adottare le misure stabilite dal regolamento recante disposizioni comuni per quanto riguarda le spese relative ai fondi pertinenti e a garantire che l'accordo di partenariato 2021-2027 e i programmi per l'Ungheria non siano approvati fino a quando non sarà assicurata la piena conformità alla condizione abilitante orizzontale relativa al rispetto della Carta, come sancito dagli articoli del regolamento recante disposizioni comuni; ricorda che qualsiasi atto della Commissione non conforme al diritto dell'UE può essere impugnato dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea;

26.  esprime profonda preoccupazione circa la conformità del progetto di piano per la ripresa e la resilienza dell'Ungheria al regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza(35) e alla Carta; chiede che la Commissione e il Consiglio esaminino attentamente tutte le misure illustrate nel progetto di piano per la ripresa e la resilienza dell'Ungheria e approvino detto piano soltanto se è accertato che non favorirà l'attuazione della legge in questione e che, pertanto, il bilancio dell'UE non contribuirà attivamente alle violazioni dei diritti fondamentali in Ungheria;

27.  ricorda che i diritti delle persone LGBTIQ sono diritti umani; ribadisce il suo appello agli Stati membri, e in particolare all'Ungheria, a garantire che la legislazione vigente in materia di educazione e informazione disponibili ai minori rispetti pienamente i diritti fondamentali sanciti dal diritto dell'UE e internazionale e ad assicurare l'accesso a un'educazione alla sessualità e alle relazioni affettive che sia completa, scientificamente corretta, basata su prove, adeguata all'età e non giudicante; ricorda che le informazioni pubblicate dovrebbero tenere conto della diversità degli orientamenti sessuali, delle identità di genere, delle espressioni e delle caratteristiche sessuali, onde contrastare la disinformazione basata su stereotipi o pregiudizi; invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per garantire il rispetto dei diritti fondamentali in Ungheria; chiede che le istituzioni e gli Stati membri dell'UE denuncino i discorsi di odio contro le persone LGBTIQ, in particolare da parte di membri dei governi e politici;

o
o   o

28.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio, alla Commissione e al Comitato delle regioni.

(1) GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1.
(2) GU C 433 del 23.12.2019, pag. 66.
(3) GU C 255 del 29.6.2021, pag. 7.
(4) Testi approvati, P9_TA(2020)0014.
(5) Sentenza del 3 giugno 2021, Ungheria / Parlamento europeo, C-650/18, ECLI:EU:C:2021:426.
(6) Testi approvati, P9_TA(2020)0251.
(7) Testi approvati, P9_TA(2021)0089.
(8) Testi approvati, P9_TA(2021)0314.
(9) Testi approvati, P9_TA(2021)0313.
(10) https://twitter.com/alexanderdecroo/status/1407977290189971457/photo/1
(11) https://wilmes.belgium.be/en/thirteen-countries-unite-belgiums-initiative-defend-lgbtiq-rights-europe
(12) https://www.coe.int/en/web/commissioner/-/commissioner-mijatovic-urges-hungary-s-parliamentarians-to-reject-draft-amendments-banning-discussion-about-sexual-and-gender-identity-and-diversity?inheritRedirect=true&redirect=%2Fen%2Fweb%2Fcommissioner%2Fthematic-work%2Flgbti
(13) http://hudoc.echr.coe.int/eng?i=001-174422
(14) Legge pubblicata nella Gazzetta ufficiale: https://njt.hu/jogszabaly/2021-79-00-00; https://magyarkozlony.hu/dokumentumok/ba643dee7b59c2a1901132e6e3320483d2245b56/megtekintes
(15) https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_21_3164
(16) GU L 303 del 28.11.2018, pag. 69.
(17) GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.
(18) https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/attachment/869254/Letter%20by%20Commissioners%20Reynders%20and%20Breton.pdf
(19) Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Lettonia, Italia, Grecia, Austria, Cipro e Portogallo.
(20) https://twitter.com/alexanderdecroo/status/1407977290189971457?s=20
(21) https://www.coe.int/be/web/commissioner/-/commissioner-mijatovic-urges-hungary-s-parliamentarians-to-reject-draft-amendments-banning-discussion-about-sexual-and-gender-identity-and-diversity
(22) Convenzione sui diritti del fanciullo, Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, Relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all'istruzione
(23) Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2021 sulla proclamazione dell'UE come zona di libertà per le persone LGBTIQ.
(24) Testi approvati, P8_TA(2018)0340.
(25) ACT, "Hungary: Broadcasting associations across Europe express dismay at anti-LGBTIQ bill & urge European Commission to open infringement proceedings (Ungheria: gli enti radiotelevisivi di tutta Europa esprimono sgomento di fronte al progetto di legge anti LGBTIQ ed esortano la Commissione europea ad avviare procedure d'infrazione), Bruxelles, 29 giugno 2021.
(26) Ungheria - Parere sugli emendamenti costituzionali approvati dal Parlamento ungherese nel dicembre 2020, adottato dalla Commissione di Venezia nel corso della sua 127a sessione plenaria, tenutasi a Venezia e online, il 2 e 3 luglio 2021 (CDL-AD(2021)029-e).
(27) Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
(28) http://public.mkab.hu/dev/dontesek.nsf/0/CB4CA4E8F72D33DFC125863A00604976?OpenDocument; sintesi in lingua inglese disponibile alla pagina http://public.mkab.hu/dev/dontesek.nsf/0/CB4CA4E8F72D33DFC125863A00604976?OpenDocument&english&english
(29) https://www.kormanyhivatal.hu/hu/budapest/hirek/tisztessegtelen-kereskedelmi-gyakorlatot-folytat-a-labrisz-egyesulet-a-meseorszag-mindenkie-cimu-konyv-ertekesitesekor
(30) Sentenza della Corte di giustizia del 18 giugno 2020, Commissione europea/Ungheria, C-78/18, ECLI:EU:C:2020:476.
(31) Risoluzione del Parlamento europeo del 10 giugno 2021 sulla situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea e l'applicazione del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 relativo alla condizionalità.
(32) Sentenza della Corte di giustizia del 20 aprile 2021, Repubblika/Il-Prim Ministru, C-896/19, ECLI:EU:C:2021:311.
(33) Proposta di direttiva del Consiglio, del 2 luglio 2008, recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale (COM(2008)0426).
(34) GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159.
(35) GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17.

Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2021Note legali - Informativa sulla privacy