Indice 
Testi approvati
Giovedì 24 giugno 2021 - Bruxelles
Legge europea sul clima ***I
 Impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni *
 Strumento di prestito per il settore pubblico nel quadro del meccanismo per una transizione giusta ***I
 Controlli ufficiali su animali e prodotti di origine animale per garantire il rispetto del divieto di taluni usi degli antimicrobici ***I
 Relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2020
 Salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell'UE, nel quadro della salute delle donne
 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25) (vertice di Nairobi)
 Adeguatezza, sussidiarietà e proporzionalità normative: relazione "Legiferare meglio" 2017, 2018 e 2019
 Relazioni 2019 e 2020 sulla Bosnia-Erzegovina

Legge europea sul clima ***I
PDF 127kWORD 50k
Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (UE) 2018/1999 (Legge europea sul clima) (COM(2020)0080COM(2020)0563 – C9-0077/2020 – 2020/0036(COD))
P9_TA(2021)0309A9-0162/2020

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  viste la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2020)0080) e la proposta modificata (COM(2020)0563),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 192, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C9-0077/2020),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti i pareri motivati inviati dal Senato francese, dalla Prima camera dei Paesi Bassi e dal Consiglio federale austriaco, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo del 15 luglio 2020(1) e del 29 ottobre 2020(2),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 2 luglio 2020(3),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 5 maggio 2021, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

–  vista la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A9-0162/2020),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(4);

2.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione allegate alla presente risoluzione;

3.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 giugno 2021 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2021/… del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima")

P9_TC1-COD(2020)0036


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2021/1119.)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazioni della Commissione

Pozzo di assorbimento LULUCF e obiettivo per il 2030

Il settore dell'uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF) dell'UE emette gas a effetto serra e al contempo assorbe CO2 nel suolo e nella biomassa. Il ripristino e l'aumento del pozzo di assorbimento terrestre (la capacità del nostro ambiente naturale, ad esempio gli alberi, di assorbire CO2) sono fondamentali per i nostri obiettivi climatici.

La crescita del pozzo di assorbimento è necessaria per conseguire la neutralità climatica dell'UE entro il 2050. Invertire l'attuale tendenza richiede un intervento incisivo a breve termine. Nella sua comunicazione "Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa - Investire in un futuro a impatto climatico zero nell'interesse dei cittadini" la Commissione ritiene che sia necessario e possibile invertire la tendenza attuale e aumentare il pozzo di assorbimento del carbonio riportandolo a livelli superiori a 300 milioni di tonnellate di CO2eq. entro il 2030.

In linea questi obiettivi, la Commissione presenterà proposte di revisione del regolamento LULUCF.

Accesso alla giustizia

L'UE e i suoi Stati membri sono parti della convenzione della commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale del 25 giugno 1998 (la "convenzione di Aarhus").

Nell'adempiere i loro obblighi a norma del regolamento (UE) 2018/1999 per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico nella preparazione dei piani nazionali per l'energia e il clima e nelle consultazioni sulle strategie a lungo termine, gli Stati membri dovrebbero garantire che al pubblico interessato sia concesso l'accesso alla giustizia in caso di violazione di tali obblighi. Ciò deve avvenire in linea con la pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea relativa all'accesso alla giustizia in materia ambientale e nel pieno rispetto degli obblighi assunti dagli Stati membri in quanto parti della convenzione di Aarhus(5).

(1) GU C 364 del 28.10.2020, pag. 143.
(2) GU C 10 dell'11.1.2021, pag. 69.
(3) GU C 324 dell'1.10.2020, pag. 58.
(4) La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati l'8 ottobre 2020 (Testi approvati, P9_TA(2020)0253).
(5) Cfr. anche la comunicazione "Migliorare l'accesso alla giustizia in materia ambientale nell'UE e nei suoi Stati membri" (COM(2020)0643).


Impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni *
PDF 316kWORD 116k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'istituzione dell'impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (COM(2020)0569 – C9-0335/2020 – 2020/0260(NLE))
P9_TA(2021)0310A9-0177/2021

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2020)0569),

–  visti l'articolo 187 e l'articolo 188, primo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C9-0335/2020),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0177/2021),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  La comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 intitolata "Una strategia europea per i dati" delinea una strategia per le misure politiche e gli investimenti a sostegno dell'economia dei dati per i prossimi cinque anni e pone l'accento sulla creazione di spazi di dati comuni e pubblici europei che stimoleranno la crescita e creeranno valore. Il sostegno alla creazione di tali spazi comuni europei di dati e di infrastrutture cloud federate e sicure garantirebbe la disponibilità di una maggiore quantità di dati per l'uso nell'economia e nella società, consentendo contemporaneamente alle imprese e alle persone che li generano di mantenerne il controllo. Il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico sono componenti essenziali della fornitura senza soluzione di continuità di risorse di calcolo con caratteristiche di prestazione diverse, necessarie per massimizzare la crescita e lo sfruttamento degli spazi di dati comuni e pubblici europei e delle infrastrutture cloud federate e sicure per applicazioni pubbliche, industriali e scientifiche.
(5)  La comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 intitolata "Una strategia europea per i dati" delinea una strategia per le misure politiche e gli investimenti a sostegno dell'economia dei dati per i prossimi cinque anni e pone l'accento sulla creazione di spazi di dati comuni e pubblici europei che stimoleranno la crescita e creeranno valore. Il sostegno alla creazione di tali spazi comuni europei di dati e di infrastrutture cloud federate e sicure garantirebbe la disponibilità di una maggiore quantità di dati per l'uso nell'economia e nella società, consentendo contemporaneamente alle imprese e alle persone che li generano di mantenerne il controllo. Onde garantire che i dati degli utenti siano trasferiti in modo efficace, nell'Unione le infrastrutture cloud dovrebbero essere basate sui principi della fiducia, dell'apertura, della sicurezza, dell'interoperabilità e della portabilità. Il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico sono componenti essenziali della fornitura senza soluzione di continuità di risorse di calcolo con caratteristiche di prestazione diverse, necessarie per massimizzare la crescita e lo sfruttamento degli spazi di dati comuni e pubblici europei e delle infrastrutture cloud federate e sicure per applicazioni pubbliche, industriali e scientifiche.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  La comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" presenta la strategia digitale dell'Europa ed è incentrata su pochi obiettivi chiave destinati a garantire che le soluzioni digitali aiutino l'Europa a perseguire una trasformazione digitale che operi a vantaggio delle persone. Tra le azioni principali proposte figurano gli investimenti nello sviluppo e nell'applicazione di capacità digitali congiunte all'avanguardia, anche nelle tecnologie del supercalcolo e del calcolo quantistico, e l'espansione della capacità di supercalcolo europea per lo sviluppo di soluzioni innovative per la medicina, i trasporti e l'ambiente.
(6)  La comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" presenta la strategia digitale dell'Europa ed è incentrata su pochi obiettivi chiave destinati a garantire che le soluzioni digitali aiutino l'Europa a perseguire una trasformazione digitale antropocentrica che operi a vantaggio delle persone e contribuisca al Green Deal europeo. Tra le azioni principali proposte figurano gli investimenti nello sviluppo e nell'applicazione di capacità digitali congiunte all'avanguardia, anche nelle tecnologie del supercalcolo e del calcolo quantistico, e l'espansione della capacità di supercalcolo europea per lo sviluppo di soluzioni innovative in tutti i settori economici, quali l'industria, il settore manifatturiero, la cibersicurezza, la salute e la medicina, i trasporti e la mobilità sostenibile, l'ambiente, l'energia e i cambiamenti climatici.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  La comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" illustra un'ambiziosa strategia industriale affinché l'Europa guidi la duplice transizione verso la neutralità climatica e la leadership digitale. La comunicazione pone l'accento sul sostegno, tra l'altro, allo sviluppo di tecnologie abilitanti fondamentali che rivestono importanza strategica per il futuro industriale dell'Europa, tra cui il calcolo ad alte prestazioni e le tecnologie quantistiche.
(7)  La comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" illustra un'ambiziosa strategia industriale affinché l'Europa guidi la duplice transizione verso la neutralità climatica e la leadership digitale. La comunicazione pone l'accento sul sostegno, tra l'altro, allo sviluppo di tecnologie abilitanti fondamentali che rivestono importanza strategica per il futuro industriale dell'Europa, tra cui il calcolo ad alte prestazioni e le tecnologie quantistiche. Lo sviluppo di un'infrastruttura e di un ecosistema di calcolo ad alte prestazioni di livello mondiale rappresenta una risorsa strategica per il futuro e la resilienza dell'industria e delle PMI dell'Unione e combatte al contempo le disparità regionali, crea nuovi posti di lavoro e incoraggia la concorrenza globale, il che potrebbe favorire l'affermarsi di una economia dei dati dinamica e contribuire a contrastare i cambiamenti climatici.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  Il ruolo di leadership dell'Europa nell'economia dei dati, la sua eccellenza scientifica e la sua forza industriale dipenderanno sempre di più dalla sua capacità di sviluppare tecnologie chiave di calcolo ad alte prestazioni, fornire accesso a infrastrutture di dati e di supercalcolo di livello mondiale e mantenere la sua attuale leadership nelle applicazioni del calcolo ad alte prestazioni. Il calcolo ad alte prestazioni è una tecnologia largamente utilizzata per la trasformazione digitale dell'economia europea, che consente a molti settori industriali tradizionali di innovare con prodotti e servizi di maggior valore. In combinazione con altre tecnologie digitali avanzate quali l'intelligenza artificiale, i big data e le tecnologie cloud, il calcolo ad alte prestazioni sta spianando la strada ad applicazioni sociali e industriali innovative in settori critici per l'Europa, quali la medicina personalizzata, le previsioni meteorologiche e i cambiamenti climatici, lo sviluppo e i trasporti intelligenti e verdi, i nuovi materiali per l'energia pulita, la progettazione e la sperimentazione virtuale di farmaci, l'agricoltura sostenibile o il settore manifatturiero e dell'ingegneria.
(9)  Il ruolo di leadership dell'Europa nell'economia dei dati, la sua eccellenza scientifica e la sua forza industriale dipenderanno sempre di più dalla sua capacità di sviluppare tecnologie chiave di calcolo ad alte prestazioni, fornire accesso a infrastrutture di dati e di supercalcolo di livello mondiale e mantenere la sua attuale leadership nelle applicazioni del calcolo ad alte prestazioni. Il calcolo ad alte prestazioni potrebbe essere una tecnologia largamente utilizzata per la trasformazione digitale dell'economia europea e ha il potenziale per consentire a molti settori industriali tradizionali di innovare con prodotti e servizi di maggior valore. In combinazione con altre tecnologie digitali avanzate quali l'intelligenza artificiale, i big data e le tecnologie cloud, se predisposto e utilizzato in modo antropocentrico ed etico il calcolo ad alte prestazioni sta spianando la strada ad applicazioni sociali e industriali innovative in settori critici per l'Europa, quali la medicina personalizzata, le previsioni meteorologiche e i cambiamenti climatici, lo sviluppo e i trasporti intelligenti e verdi, la ricerca su nuovi materiali per tecnologie energetiche sostenibili e pulite, la progettazione e la sperimentazione virtuale di farmaci, l'agricoltura sostenibile o il settore manifatturiero e dell'ingegneria.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Il calcolo ad alte prestazioni è una risorsa strategica per l'elaborazione delle politiche, poiché è alla base di applicazioni che consentono di comprendere e progettare soluzioni efficienti per affrontare molte sfide globali complesse e gestire le crisi. Il calcolo ad alte prestazioni contribuisce a politiche chiave come il Green Deal europeo con modelli e strumenti volti a trasformare il numero crescente di sfide ambientali complesse in opportunità di innovazione sociale e crescita economica. Ne è un esempio l'iniziativa "Destination Earth" annunciata nelle comunicazioni della Commissione "Il Green Deal europeo" dell'11 dicembre 2019 e "Una strategia europea per i dati" e "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" del 19 febbraio 2020.
(10)  Il calcolo ad alte prestazioni è una risorsa strategica per l'elaborazione delle politiche, poiché è alla base di applicazioni che consentono di comprendere e progettare soluzioni efficienti per affrontare molte sfide globali complesse e gestire le crisi. Il calcolo ad alte prestazioni contribuisce a politiche chiave come il Green Deal europeo con modelli e strumenti volti a trasformare il numero crescente di sfide ambientali complesse in opportunità di innovazione sociale e crescita economica sostenibile. Ne è un esempio l'iniziativa "Destination Earth" annunciata nelle comunicazioni della Commissione "Il Green Deal europeo" dell'11 dicembre 2019 e "Una strategia europea per i dati" e "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" del 19 febbraio 2020. Il calcolo ad alte prestazioni è una risorsa critica per salvaguardare la capacità d'innovazione e l'autonomia strategia dell'Unione europea e promuovere la crescita economica.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Eventi di portata globale come la pandemia di COVID-19 hanno mostrato quanto sia importante investire in piattaforme e strumenti di calcolo ad alte prestazioni e di modellizzazione in ambito sanitario, poiché svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro la pandemia, spesso in combinazione con altre tecnologie digitali quali i big data e l'intelligenza artificiale. Il calcolo ad alte prestazioni è utilizzato per accelerare l'individuazione e la produzione di cure, prevedere la diffusione del virus, contribuire a pianificare la distribuzione delle forniture e delle risorse mediche e simulare misure di uscita post-pandemiche al fine di valutare diversi scenari. Le piattaforme e gli strumenti di modellizzazione che sfruttano il calcolo ad alte prestazioni sono essenziali per affrontare le pandemie attuali e future e svolgeranno un ruolo fondamentale nell'ambito della salute e della medicina personalizzata.
(11)  Eventi di portata globale come la pandemia di COVID-19 hanno mostrato quanto sia importante investire in piattaforme e strumenti di calcolo ad alte prestazioni e di modellizzazione in ambito sanitario, poiché svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro la pandemia, spesso in combinazione con altre tecnologie digitali quali i big data e l'intelligenza artificiale, nonché la modellizzazione e la simulazione computerizzate. Il calcolo ad alte prestazioni è utilizzato per accelerare l'individuazione di componenti critiche per il settore farmaceutico e la produzione di cure, prevedere la diffusione del virus, contribuire a pianificare la distribuzione delle forniture e delle risorse mediche e simulare misure di uscita post-pandemiche al fine di valutare diversi scenari. Le piattaforme e gli strumenti di modellizzazione che sfruttano il calcolo ad alte prestazioni sono essenziali per affrontare le pandemie attuali e future e svolgeranno un ruolo importante nell'ambito del settore della salute poiché consentono di testare la sicurezza, l'efficacia e le prestazioni di nuove strategie preventive e di ottimizzare la modellizzazione automatizzata delle diagnosi, i medicinali e i dispositivi medici. È altresì importante assicurare l'interoperabilità del calcolo ad alte prestazioni, dell'intelligenza artificiale (ivi compreso l'apprendimento automatico e profondo), dei big data, dell'analisi dei dati ad alte prestazioni e del cloud, in quanto i principali settori economici che si basano sul calcolo ad alte prestazioni comprendono il settore manifatturiero, sanitario e farmaceutico.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Al fine di dotare l'Unione delle capacità di calcolo necessarie per mantenere le proprie capacità industriali e di ricerca in una posizione di avanguardia, è opportuno coordinare gli investimenti degli Stati membri nel calcolo ad alte prestazioni e nel calcolo quantistico e promuovere l'adozione delle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico da parte dell'industria e del mercato nei settori pubblico e privato. L'Unione dovrebbe essere più efficace nel trasformare gli sviluppi tecnologici in sistemi europei di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico della massima qualità e orientati alla domanda e alle applicazioni, stabilendo un collegamento effettivo tra l'approvvigionamento tecnologico, la co-progettazione con gli utenti e l'acquisizione congiunta di sistemi di prim'ordine, e creando un ecosistema di tecnologie e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico di livello mondiale. Al tempo stesso, l'Unione dovrebbe offrire al settore dell'approvvigionamento l'opportunità di far leva su tali investimenti, per favorire l'adozione di tali tecnologie in ambiti di applicazione emergenti e su vasta scala, quali la medicina personalizzata, i cambiamenti climatici, la guida connessa e automatizzata o altri mercati di punta basati sull'intelligenza artificiale, sulle tecnologie blockchain, sull'edge computing o, più in generale, sulla digitalizzazione dell'industria europea.
(14)  Al fine di dotare l'Unione delle capacità di calcolo necessarie per mantenere le proprie capacità industriali e di ricerca in una posizione di avanguardia, è opportuno coordinare gli investimenti degli Stati membri nel calcolo ad alte prestazioni e nel calcolo quantistico e promuovere l'adozione delle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico da parte dell'industria e del mercato nei settori pubblico e privato. L'Unione dovrebbe essere più efficace nel trasformare gli sviluppi tecnologici in sistemi europei di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico della massima qualità, orientati alla domanda e alle applicazioni e ampiamente diffusi e accessibili in tutta Europa, stabilendo un collegamento effettivo tra l'approvvigionamento tecnologico, la co-progettazione con gli utenti e l'acquisizione congiunta di sistemi sicuri di prim'ordine, e creando un ecosistema di tecnologie e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico di livello mondiale a vantaggio di tutti gli Stati membri e di tutte le regioni. Al tempo stesso, l'Unione dovrebbe offrire al settore dell'approvvigionamento l'opportunità di far leva su tali investimenti, per favorire l'adozione di tali tecnologie in ambiti di applicazione emergenti e su vasta scala basati sull'intelligenza artificiale, sulla modellizzazione e la simulazione computerizzate, sulle tecnologie blockchain, sull'edge computing o, più in generale, sulla digitalizzazione dell'industria europea.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)  Per progettare, aggiornare e porre in essere una nuova gamma di ecosistemi, tecnologie e sistemi hardware europei di supercalcolo innovativi e di livello mondiale, a basso consumo e ad alta efficienza energetica, è necessaria una grande quantità di attività e di risorse nel campo della ricerca e dell'innovazione. In sinergia con altri partenariati e altre iniziative europei, l'impresa comune si trova in una posizione favorevole per stabilire tabelle di marcia strategiche e piani di ricerca e di investimento volti a contribuire a rafforzare la catena del valore dell'elettronica e dei sistemi integrati europei, al fine di espandere la presenza industriale europea, rispondere alle principali sfide tecnologiche, sociali e in materia di sicurezza e sviluppare capacità europee avanzate di progettazione hardware e impianti produttivi.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  Per raggiungere l'autonomia tecnologica in tecnologie digitali fondamentali quali il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico, l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero investire in tecnologie di supercalcolo a basso consumo di prossima generazione, software innovativi e sistemi di supercalcolo avanzati per il calcolo a esascala e post-esascala e il calcolo quantistico, nonché per applicazioni innovative di supercalcolo e di dati per la medicina, l'ambiente, il settore manifatturiero e dell'ingegneria. Ciò dovrebbe consentire al settore europeo dell'approvvigionamento di prosperare in una vasta gamma di settori applicativi e tecnologici chiave che vanno al di là del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico e, nel lungo periodo, alimentano con tali tecnologie mercati delle TIC più ampi. Ciò sosterrebbe inoltre la trasformazione digitale delle scienze del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico e dell'industria che li utilizza, rafforzandone il potenziale di innovazione.
(15)  Per raggiungere un'autonomia tecnologica strategica in tecnologie digitali fondamentali quali il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico preservando nel contempo un'economia aperta, l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero investire in tecnologie di supercalcolo di prossima generazione a basso consumo ed efficienti sul piano dell'energia e delle risorse, software innovativi e sistemi di supercalcolo avanzati per il calcolo a esascala e post-esascala e il calcolo quantistico, ivi comprese tecnologie di calcolo che garantiscano la tutela della vita privata, nonché per applicazioni innovative di supercalcolo e di dati. Il calcolo ad alte prestazioni e la gestione dei dati dovrebbero essere attivamente sostenuti in tutti gli ambiti della ricerca, ivi comprese le scienze sociali e umane. Sono inoltre necessari investimenti per sviluppare le competenze pertinenti. Ciò dovrebbe consentire al settore europeo dell'approvvigionamento di prosperare in una vasta gamma di settori applicativi e tecnologici chiave che vanno al di là del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico e, nel lungo periodo, alimentano con tali tecnologie mercati delle TIC più ampi. Ciò sosterrebbe inoltre la trasformazione digitale delle scienze del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico e dell'industria che li utilizza, rafforzandone il potenziale di innovazione.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 15 bis (nuovo)
(15 bis)  Al fine di istituire un solido ecosistema del calcolo quantistico all'interno dell'Unione, è necessario investire nello sviluppo di algoritmi che riconoscono l'hardware per le reti neuronali e nella standardizzazione della codifica dei dati di input/output, nonché agevolare l'accesso per gli utenti finali consentito dai servizi cloud.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Il perseguimento di una visione strategica comune dell'UE in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico è essenziale per realizzare l'ambizione dell'Unione e dei suoi Stati membri di garantire all'UE un ruolo guida e un'autonomia strategica nell'economia digitale. L'obiettivo sarebbe quello di istituire in Europa un ecosistema iperconnesso, federato e sicuro di infrastrutture di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico che sia leader a livello mondiale, e di essere in grado di produrre sistemi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico innovativi e competitivi, basati su una catena di approvvigionamento che garantisca componenti, tecnologie e conoscenze, limitando il rischio di interruzioni.
(16)  Il perseguimento di una visione strategica comune dell'UE in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, che assicuri la transizione dal calcolo ad alte prestazioni incentrato sulla simulazione e integri il calcolo ad alte prestazioni in un continuum di infrastrutture informatiche, ivi compresi altri ecosistemi quali i big data, l'intelligenza artificiale e l'Internet degli oggetti, è essenziale per realizzare l'ambizione dell'Unione e dei suoi Stati membri di garantire all'UE un ruolo guida e un'autonomia strategica nella transizione digitale, preservando nel contempo un'economia aperta. L'obiettivo sarebbe quello di istituire in Europa un ecosistema iperconnesso, federato e sicuro di infrastrutture di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico che sia leader a livello mondiale, e di essere in grado di produrre sistemi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico innovativi e competitivi, basati su una catena di approvvigionamento resiliente e responsabile che garantisca la disponibilità di componenti, tecnologie e conoscenze, limitando il rischio di interruzioni e tutelando nel contempo le persone e l'ambiente.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  Un'impresa comune rappresenta lo strumento migliore in grado di attuare la visione strategica dell'UE in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, garantendo che l'Unione possa beneficiare di capacità di supercalcolo, calcolo quantistico e dati di livello mondiale, coerenti con il suo potenziale economico, corrispondenti alle esigenze degli utenti europei, nonché disporre della necessaria autonomia strategica nelle tecnologie critiche di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico. L'impresa comune è lo strumento più adatto per superare le attuali limitazioni, come descritto nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il presente regolamento, producendo nel contempo il massimo impatto economico, sociale e ambientale e tutelando al meglio gli interessi dell'Unione in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico. Essa può mettere in comune le risorse dell'Unione, degli Stati membri e dei paesi associati a Orizzonte Europa e al programma Europa digitale o al meccanismo per collegare l'Europa e del settore privato. Può attuare un quadro per gli appalti e gestire sistemi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico di livello mondiale. Può avviare programmi di ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie europee e la loro successiva integrazione in sistemi di supercalcolo di livello mondiale.
(17)  Un'impresa comune rappresenta il migliore strumento disponibile in grado di attuare la visione strategica dell'UE in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, garantendo che l'Unione possa beneficiare di capacità di supercalcolo, calcolo quantistico e dati di livello mondiale, coerenti con il suo potenziale economico, corrispondenti alle esigenze degli utenti europei, nonché disporre della necessaria autonomia strategica nelle tecnologie critiche di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, preservando nel contempo un'economia aperta. L'impresa comune è uno degli strumenti che contribuiscono a superare le attuali limitazioni, come descritto nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il presente regolamento, producendo nel contempo un elevato impatto economico, sociale e ambientale e tutelando gli interessi dell'Unione in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, se adeguatamente finanziata, sviluppata e attuata. Essa può mettere in comune le risorse dell'Unione, degli Stati membri e dei paesi associati a Orizzonte Europa e al programma Europa digitale o al meccanismo per collegare l'Europa e del settore privato. Può attuare un quadro per gli appalti e gestire sistemi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico di livello mondiale. Può avviare programmi di ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie europee e la loro successiva integrazione in sistemi di supercalcolo di livello mondiale.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  L'impresa comune EuroHPC fa parte del portafoglio di partenariati istituzionalizzati nell'ambito di Orizzonte Europa, che dovrebbe adoperarsi per rafforzare le capacità scientifiche dell'UE al fine di far fronte alle minacce emergenti e alle sfide future in uno Spazio europeo della ricerca rafforzato; garantire catene del valore dell'UE orientate alla sostenibilità e l'autonomia strategica dell'UE nelle tecnologie e nei settori chiave; e migliorare l'adozione di soluzioni innovative che affrontino le sfide in materia di clima, ambiente, sanità e altre sfide sociali globali, in linea con le priorità strategiche dell'Unione, anche per conseguire la neutralità climatica nell'Unione nel 2050.
(18)  L'impresa comune EuroHPC fa parte del portafoglio di partenariati istituzionalizzati nell'ambito di Orizzonte Europa, che dovrebbe adoperarsi per rafforzare le capacità scientifiche dell'UE al fine di far fronte alle minacce emergenti e alle sfide future in uno Spazio europeo della ricerca rafforzato; garantire obiettivi ambientali e catene del valore dell'UE orientate alla sostenibilità nonché l'autonomia strategica dell'UE nelle tecnologie e nei settori chiave; e migliorare l'adozione di soluzioni innovative che affrontino le sfide in materia di clima, ambiente, sanità e altre sfide sociali globali, in linea con le priorità strategiche dell'Unione, anche per conseguire la neutralità climatica nell'Unione al più tardi nel 2050.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  L'impresa comune dovrebbe essere costituita e iniziare a operare al più tardi entro l'inizio del 2021 e fino al 31 dicembre 2033, per dotare l'Unione di un'infrastruttura di supercalcolo federata, sicura e iperconnessa di livello mondiale e sviluppare le tecnologie, le applicazioni e le competenze necessarie per raggiungere le capacità a esascala intorno al 2022-2024 e post-esascala intorno al 2025-2027, promuovendo nel contempo un ecosistema europeo di innovazione di livello mondiale nel calcolo ad alte prestazioni e nel calcolo quantistico.
(19)  L'impresa comune dovrebbe essere costituita e iniziare a operare al più tardi entro il 2021 e fino al 31 dicembre 2033, per dotare l'Unione di un'infrastruttura di supercalcolo federata, sicura e iperconnessa di livello mondiale e sviluppare le tecnologie, le applicazioni e le competenze necessarie per raggiungere le capacità a esascala intorno al 2022-2024 e post-esascala intorno al 2025-2027, promuovendo nel contempo un ecosistema europeo di innovazione di livello mondiale nel calcolo ad alte prestazioni e nel calcolo quantistico.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Il partenariato pubblico-privato sotto forma di impresa comune dovrebbe combinare le risorse tecniche e finanziarie indispensabili per padroneggiare la complessità dell'innovazione, che cresce ad un ritmo esponenziale, in questo settore. I membri dell'impresa comune dovrebbero pertanto essere l'Unione, gli Stati membri e i paesi associati a Orizzonte Europa, al programma Europa digitale o al meccanismo per collegare l'Europa, che concordano un'iniziativa europea congiunta in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico; nonché le associazioni che rappresentano le loro entità costitutive e le altre organizzazioni impegnate esplicitamente e attivamente a produrre risultati nell'ambito della ricerca e dell'innovazione e a sviluppare e implementare capacità di calcolo ad alte prestazioni o di calcolo quantistico, o che contribuiscono a colmare il divario di competenze e a mantenere il know-how nel settore del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico in Europa. L'impresa comune dovrebbe essere aperta all'adesione di nuovi membri.
(20)  Il partenariato pubblico-privato sotto forma di impresa comune dovrebbe combinare le risorse tecniche e finanziarie indispensabili per padroneggiare la complessità dell'innovazione, che cresce ad un ritmo esponenziale, in questo settore, garantendo nel contempo che il funzionamento dell'impresa comune continui a essere semplice e flessibile. I membri dell'impresa comune dovrebbero pertanto essere l'Unione, gli Stati membri e i paesi associati a Orizzonte Europa, al programma Europa digitale o al meccanismo per collegare l'Europa, che concordano un'iniziativa europea congiunta in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico; nonché le associazioni che rappresentano le loro entità costitutive e le altre organizzazioni impegnate esplicitamente e attivamente a produrre risultati nell'ambito della ricerca e dell'innovazione e a sviluppare e implementare capacità di calcolo ad alte prestazioni o di calcolo quantistico, o che contribuiscono a colmare il divario di competenze e a mantenere il know-how nel settore del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico in Europa. L'impresa comune dovrebbe essere aperta all'adesione di nuovi membri. La progettazione e lo sviluppo di nuovi programmi di insegnamento e formazione sono fondamentali poiché le tecnologie e il software nei settori del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico sono in continua evoluzione. L'impresa comune dovrebbe creare un quadro favorevole per sostenere gli Stati partecipanti. Al fine di massimizzare l'impatto delle azioni indirette, è opportuno tener conto delle specificità dell'impresa comune, con il suo modello tripartito, per quanto riguarda la gestione dei contributi finanziari degli Stati partecipanti.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  L'impresa comune dovrebbe trattare tematiche chiaramente definite, tali da consentire al mondo accademico e alle industrie europee in generale di progettare, sviluppare e utilizzare le tecnologie più innovative in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico e di creare, a livello dell'Unione, un'infrastruttura sicura, federata e integrata in rete e all'avanguardia, caratterizzata da capacità di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, una connettività ad alta velocità e applicazioni e servizi di dati e software per gli scienziati e per altri principali utenti dell'industria (comprese le PMI) e del settore pubblico. L'impresa comune dovrebbe mirare allo sviluppo e all'utilizzo di tecnologie e infrastrutture di altissimo livello, rispondendo ai rigorosi requisiti degli utenti europei in ambito scientifico, industriale e del settore pubblico.
(25)  L'impresa comune dovrebbe trattare tematiche chiaramente definite, tali da consentire al mondo accademico e alle industrie europee in generale di progettare, sviluppare e utilizzare le tecnologie più innovative in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico e di creare, a livello dell'Unione, un'infrastruttura sicura, federata e integrata in rete e all'avanguardia, caratterizzata da capacità di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, una connettività ad alta velocità e applicazioni e servizi di dati e software per gli scienziati e per altri principali utenti dell'industria (comprese le PMI, le start-up e le imprese innovative) e del settore pubblico. L'impresa comune dovrebbe poter operare in maniera agile, semplice e flessibile, al fine di assicurare che lo sviluppo e l'utilizzo di tecnologie e infrastrutture di altissimo livello rispondano ai rigorosi requisiti degli utenti europei in ambito scientifico, industriale e del settore pubblico. L'impresa comune dovrebbe ridurre in maniera significativa gli ostacoli all'accesso per le PMI e le start-up in fase di ricerca e sviluppo (R&S), ad esempio il costo delle tariffe dei servizi, i pesanti oneri amministrativi e la scarsa conoscenza, ai fini di un servizio più aperto e distribuito. L'impresa comune dovrebbe disporre di una serie di norme chiare e semplici, conformi alla legislazione dell'Unione, in particolare per la proprietà intellettuale, la responsabilità o i contributi in natura alle attività supplementari, al fine di aumentare l'attrattiva per tutti i portatori di interessi, e in particolare per l'industria e le PMI.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  L'impresa comune dovrebbe articolarsi intorno a sette pilastri, dei quali uno amministrativo e sei tecnici. Il pilastro delle infrastrutture, parte del pilastro della federazione dei servizi di supercalcolo e il pilastro dell'ampliamento dell'uso e delle competenze dovrebbero essere finanziati dal programma Europa digitale. Le restanti attività del pilastro della federazione dei servizi di supercalcolo, compresa l'interconnessione con gli spazi comuni europei di dati e le infrastrutture cloud sicure dell'Unione, dovrebbero essere finanziate dal meccanismo per collegare l'Europa. I pilastri della tecnologia, delle applicazioni e della cooperazione internazionale dovrebbero essere finanziati dal programma quadro Orizzonte Europa.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)  L'impresa comune dovrebbe contribuire a ridurre il divario di competenze specifiche in tutta l'Unione, impegnandosi in misure di sensibilizzazione e contribuendo a costituire un nuovo capitale umano e di conoscenze.
(26)  Considerando che la mancanza di competenze rappresenta il principale ostacolo in relazione all'accesso alle infrastrutture di ricerca e innovazione e a maggiori investimenti in ricerca e innovazione e nella digitalizzazione nonché all'accesso alle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe contribuire attivamente a ridurre il divario di competenze specifiche in tutta l'Unione, attraverso il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione, così come all'adozione di misure volte ad aumentare l'equilibrio di genere e a tener conto della dimensione di genere, anche attraendo e trattenendo i migliori talenti. L'impresa comune dovrebbe realizzare tutto ciò contribuendo a costituire un nuovo capitale umano e di conoscenze, impegnandosi in campagne di sensibilizzazione e promuovendo attività educative e di divulgazione, con il coinvolgimento delle reti accademiche, scientifiche e della conoscenza, delle parti sociali ed economiche, dei media, delle associazioni industriali e delle organizzazioni di PMI e di altri attori, evitando nel contempo che negli algoritmi, nei prodotti o nelle conclusioni derivanti dalla sua attività vengano introdotti pregiudizi di qualsiasi tipo, in particolare quelli razziali e di genere.. Tutto ciò dovrebbe rientrare in uno sforzo coordinato di sensibilizzazione volto a informare i potenziali utenti in merito alle possibilità che il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico possono offrire. Vi è altresì la necessità di sviluppare competenze relativamente agli appalti indetti nel quadro del presente regolamento.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 26 bis (nuovo)
(26 bis)  Poiché la mancanza di competenze e di esperienza è di ostacolo all'accesso alle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe incoraggiare lo sviluppo di corsi universitari e programmi formativi specifici per il calcolo quantistico, visto il crescente bisogno di esperti nel settore e al fine di evitare la creazione di una "strozzatura quantistica". A tale proposito l'impresa comune può contribuire a innalzare in tutta l'Unione il livello delle competenze e dell'esperienza di studenti, esponenti del mondo accademico ed esperti (garantendo l'equilibrio di genere) nei settori pertinenti, migliorando le competenze, combinando le conoscenze in materia di software e in campo industriale con la comprensione della ricerca di frontiera nel settore della scienza e dell'innovazione, prestando un'attenzione particolare alla prospettiva di genere e adottando misure per promuovere l'equilibrio di genere in questo campo, assicurando nel contempo la più ampia copertura geografica nell'Unione.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  In linea con gli obiettivi di politica esterna e con gli impegni internazionali dell'Unione, l'impresa comune dovrebbe agevolare la cooperazione tra l'Unione e gli attori internazionali definendo una strategia di cooperazione, che comprenda l'individuazione e la promozione di settori di cooperazione nell'ambito della ricerca e sviluppo e dello sviluppo delle competenze e l'attuazione di azioni che presentino un vantaggio reciproco, nonché garantendo una politica di accesso alle rispettive capacità e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico basata principalmente sulla reciprocità.
(27)  In linea con gli obiettivi di politica esterna e con gli impegni internazionali dell'Unione, l'impresa comune dovrebbe agevolare la cooperazione tra l'Unione e gli attori internazionali definendo una strategia di cooperazione, che comprenda l'individuazione e la promozione di settori di cooperazione nell'ambito della ricerca e sviluppo e dello sviluppo delle competenze e l'attuazione di azioni che presentino un vantaggio reciproco, nonché garantendo una politica di accesso alle rispettive capacità e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico basata sulla reciprocità.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 28
(28)  Lo scopo dell'impresa comune dovrebbe essere promuovere lo sfruttamento nell'UE di tutte le risultanti tecnologie di calcolo ad alte prestazioni. Essa dovrebbe inoltre mirare a salvaguardare gli investimenti nei supercomputer che acquisisce. In tale contesto dovrebbe adottare misure adeguate per garantire la sicurezza della catena di approvvigionamento delle tecnologie acquisite, che dovrebbe coprire l'intero ciclo di vita di tali supercomputer.
(28)  L'impresa comune dovrebbe cooperare con il "Partenariato per l'informatica avanzata in Europa" (PRACE), con la rete GÉANT, nonché con altre infrastrutture europee e nazionali di supercalcolo e di dati. Lo scopo dell'impresa comune dovrebbe essere promuovere lo sfruttamento nell'UE di tutte le risultanti tecnologie di calcolo ad alte prestazioni. Essa dovrebbe inoltre mirare a salvaguardare gli investimenti nei supercomputer che acquisisce. In tale contesto dovrebbe adottare misure adeguate per garantire la sicurezza della catena di approvvigionamento delle tecnologie acquisite, che dovrebbe coprire l'intero ciclo di vita di tali supercomputer.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 30
(30)  Al fine di conseguire i suoi obiettivi di progettare, sviluppare e utilizzare le tecnologie più innovative in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe fornire sostegno finanziario soprattutto sotto forma di sovvenzioni e di aggiudicazione di appalti in esito a inviti a presentare proposte e bandi di gara aperti e concorrenziali, sulla base di piani di lavoro annuali. Tale sostegno finanziario dovrebbe essere finalizzato, in particolare, a ovviare a comprovati fallimenti del mercato che impediscono lo svolgimento del programma in questione, non dovrebbe escludere gli investimenti privati e dovrebbe avere un effetto di incentivazione tale da indurre un cambiamento nel comportamento del beneficiario.
(30)  Al fine di conseguire i suoi obiettivi di progettare, sviluppare e utilizzare le tecnologie più innovative in materia di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe fornire sostegno finanziario soprattutto sotto forma di sovvenzioni e di aggiudicazione di appalti in esito a inviti a presentare proposte e bandi di gara aperti, equi, trasparenti e concorrenziali, sulla base di piani di lavoro annuali. Tale sostegno finanziario dovrebbe essere finalizzato, in particolare, a ovviare a comprovati fallimenti del mercato che impediscono lo svolgimento del programma in questione, non dovrebbe escludere gli investimenti privati e dovrebbe avere un effetto di incentivazione tale da indurre un cambiamento nel comportamento del beneficiario.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  Al fine di conseguire i suoi obiettivi di aumentare il potenziale innovativo dell'industria, in particolare delle PMI, contribuire a ridurre il divario di competenze specifiche, sostenere l'incremento del capitale umano e di conoscenze e rafforzare le capacità di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe sostenere la creazione, e in particolare la messa in rete e il coordinamento, in tutta l'Unione, di centri nazionali di competenza per il calcolo ad alte prestazioni. Tali centri di competenza dovrebbero fornire servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico all'industria, al mondo accademico e alle pubbliche amministrazioni, su loro richiesta. Essi dovrebbero in primo luogo promuovere e consentire l'accesso all'ecosistema per l'innovazione in materia di calcolo ad alte prestazioni, facilitare l'accesso ai supercomputer e ai computer quantistici, far fronte alle notevoli carenze di esperti tecnici qualificati tramite attività di sensibilizzazione, formazione e comunicazione, e avviare attività di messa in rete con i portatori di interessi e altri centri di competenza al fine di promuovere innovazioni più ampie, ad esempio scambiando e promuovendo le migliori prassi su casi d'uso o esperienze di applicazione, condividendo esperienze e strutture formative, facilitando il co-sviluppo e lo scambio di codici paralleli o sostenendo la condivisione di applicazioni e strumenti innovativi per utenti pubblici e privati, in particolare le PMI.
(31)  Al fine di conseguire i suoi obiettivi di aumentare il potenziale innovativo dell'industria, in particolare delle PMI, delle start-up e delle imprese innovative, contribuire a ridurre il divario di competenze specifiche, sostenere l'incremento del capitale umano e di conoscenze e rafforzare le capacità di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe sostenere la creazione, e in particolare la messa in rete e il coordinamento, in tutta l'Unione, di centri nazionali di competenza per il calcolo ad alte prestazioni. Tali centri di competenza dovrebbero fornire servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico all'industria, al mondo accademico e alle pubbliche amministrazioni, su loro richiesta, e offrire alle persone e alle organizzazioni non governative (ONG) la possibilità di utilizzare le potenze di calcolo per obiettivi vantaggiosi dal punto di vista sociale e ambientale. Essi dovrebbero in primo luogo promuovere e consentire l'accesso all'ecosistema per l'innovazione in materia di calcolo ad alte prestazioni, facilitare l'accesso ai supercomputer e ai computer quantistici, far fronte alle notevoli carenze di esperti tecnici qualificati tramite attività di sensibilizzazione, formazione e comunicazione, e avviare attività di messa in rete con i portatori di interessi e altri centri di competenza al fine di promuovere innovazioni più ampie, ad esempio scambiando e promuovendo le migliori prassi su casi d'uso o esperienze di applicazione, condividendo esperienze e strutture formative, facilitando il co-sviluppo e lo scambio di codici paralleli o sostenendo la condivisione di applicazioni e strumenti innovativi per utenti pubblici e privati, in particolare le PMI, le start-up e le imprese innovative. Al fine di evitare duplicazioni, occorre garantire sinergie e il coordinamento con altre strutture analoghe, come i poli dell'innovazione digitale.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)  L'impresa comune dovrebbe iperconnettere tutti i supercomputer e le infrastrutture di dati di cui sarà proprietaria o comproprietaria mediante tecnologie di rete all'avanguardia, rendendoli ampiamente accessibili in tutta l'Unione, e dovrebbe interconnettere e federare la propria infrastruttura di dati di supercalcolo e di calcolo quantistico, nonché le infrastrutture di calcolo nazionali, regionali e di altro tipo mediante una piattaforma comune. L'impresa comune dovrebbe inoltre garantire l'interconnessione delle infrastrutture di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico federate e sicure con gli spazi comuni europei di dati e con le infrastrutture cloud federate e sicure annunciate nella comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Una strategia europea per i dati", al fine di fornire servizi senza soluzione di continuità a una vasta gamma di utenti pubblici e privati in tutta Europa.
(33)  L'impresa comune dovrebbe iperconnettere tutti i supercomputer e le infrastrutture di dati di cui sarà proprietaria o comproprietaria mediante tecnologie di rete all'avanguardia, rendendoli ampiamente accessibili in tutta l'Unione, in particolare alle PMI, alle start-up nella fase di R&S e ai ricercatori, e dovrebbe interconnettere e federare la propria infrastruttura di dati di supercalcolo e di calcolo quantistico, nonché le infrastrutture di calcolo nazionali, regionali e di altro tipo mediante una piattaforma comune, al fine di creare un solido ecosistema europeo in cui ogni utente cloud abbia potenzialmente accesso a risorse di calcolo di alta qualità nonché ad archivi di dati scientifici e commerciali, assicurando nel contempo risorse per avvicinare l'elaborazione interattiva ai sistemi di calcolo ad alte prestazioni e alle grandi banche dati. Sono inoltre necessari servizi di calcolo interattivi per rendere più agevole l'attività di collaborazione. L'impresa comune dovrebbe inoltre garantire l'interconnessione delle infrastrutture di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico federate e sicure con il cloud europeo per la scienza aperta (EOSC), con GAIA - X e con gli spazi comuni europei di dati e le infrastrutture cloud federate e sicure annunciate nella comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Una strategia europea per i dati", al fine di fornire servizi senza soluzione di continuità a una vasta gamma di utenti pubblici e privati in tutta Europa e di promuovere l'utilizzo di standard aperti, di software, hardware e piattaforme open source e, se del caso, di interfacce per programmi applicativi aperte, nel tentativo di conseguire l'interoperabilità.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 34
(34)  Orizzonte Europa e il programma Europa digitale dovrebbero contribuire, rispettivamente, a colmare il divario in materia di ricerca e innovazione all'interno dell'Unione e a implementare un'ampia gamma di capacità di supercalcolo promuovendo sinergie con i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE). L'impresa comune dovrebbe pertanto cercare di sviluppare strette interazioni con i fondi SIE, che possano contribuire in modo specifico a rafforzare le capacità di ricerca e innovazione a livello locale, regionale e nazionale.
(34)  Orizzonte Europa e il programma Europa digitale dovrebbero contribuire, rispettivamente, a colmare il divario in materia di ricerca e innovazione all'interno dell'Unione e a implementare un'ampia gamma di capacità di supercalcolo promuovendo sinergie con tutti i programmi e le politiche pertinenti, con un accento particolare sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo Plus (FSE +), il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), nonché sul dispositivo per la ripresa e la resilienza, InvestEU e altri programmi della BEI. L'impresa comune dovrebbe pertanto cercare di sviluppare strette interazioni con tali fondi, al fine di contribuire in modo specifico a rafforzare le capacità di ricerca e innovazione a livello locale, regionale e nazionale.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 35
(35)  L'impresa comune dovrebbe fornire agli Stati partecipanti che sono Stati membri un quadro favorevole all'utilizzo dei loro fondi SIE per l'acquisizione e l'interconnessione di infrastrutture di dati e di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico. L'uso di fondi SIE nelle attività dell'impresa comune è essenziale per lo sviluppo, nell'Unione, di un'infrastruttura di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, integrata, federata, sicura, iperconnessa e di livello mondiale, poiché i vantaggi di tale infrastruttura si estendono ben oltre gli utenti degli Stati membri. Se gli Stati membri decidono di utilizzare i fondi SIE per contribuire ai costi di acquisizione di supercomputer e di computer quantistici dell'impresa comune, quest'ultima dovrebbe prendere in considerazione la quota dell'Unione nei fondi SIE dello Stato membro, contabilizzando solo la quota nazionale dei fondi SIE quale contributo nazionale al bilancio dell'impresa comune.
(35)  L'impresa comune dovrebbe fornire agli Stati partecipanti che sono Stati membri un quadro favorevole all'utilizzo dei contributi finanziari ai fondi SIE e al dispositivo per la ripresa e la resilienza nonché nel quadro dei programmi cofinanziati dal FESR, dal FSE +, dal FEAMP e dal FEASR per l'acquisizione e l'interconnessione di infrastrutture di dati e di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico. L'uso di contributi finanziari nelle attività dell'impresa comune è essenziale per lo sviluppo, in tutta l'Unione, di un'infrastruttura di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico, integrata, basata sull'eccellenza, federata, sicura, iperconnessa e di livello mondiale Se gli Stati membri decidono di utilizzare tali contributi finanziari per contribuire ai costi di acquisizione di supercomputer e di computer quantistici dell'impresa comune, tali contributi dovrebbero essere considerati contributi nazionali al bilancio dell'impresa comune, a condizione che siano rispettati l'articolo 106 e le altre disposizioni applicabili del regolamento (UE) .../...1 bis e dei regolamenti specifici di ciascun fondo.
__________________
1 bis Regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo per la Sicurezza interna e allo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e i visti (GU L ... del ..., pag. ...).
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 35 bis (nuovo)
(35 bis)  I fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza dovrebbero poter integrare le azioni finanziate dall'impresa comune, a condizione che il sostegno nell'ambito di tale dispositivo sia aggiuntivo rispetto a quello fornito dai fondi UE dell'impresa comune e non copra lo stesso costo, benché il dispositivo per la ripresa e la resilienza non dovrebbe essere contabilizzato come contributo nazionale al bilancio dell'impresa comune.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 36
(36)  Il contributo dell'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale dovrebbe coprire in parte i costi di acquisizione dei supercomputer di fascia alta, dei computer quantistici, dei supercomputer di livello industriale e dei supercomputer di fascia media, al fine di allinearsi all'obiettivo dell'impresa comune di contribuire alla messa in comune delle risorse per dotare l'Unione di supercomputer e computer quantistici di altissimo livello. I costi complementari di tali supercomputer e computer quantistici dovrebbero essere coperti dagli Stati partecipanti o da membri del settore privato o da consorzi di partner privati. La quota del tempo di accesso dell'Unione a tali supercomputer o computer quantistici dovrebbe essere direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione per l'acquisizione di tali supercomputer e computer quantistici e non dovrebbe superare il 50 % del tempo totale di accesso a tali supercomputer o computer quantistici.
(36)  Il contributo dell'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale dovrebbe coprire in parte i costi di acquisizione dei supercomputer di fascia alta, dei computer quantistici, dei supercomputer almeno di fascia media di livello industriale e dei supercomputer di fascia media, al fine di allinearsi all'obiettivo dell'impresa comune di contribuire alla messa in comune delle risorse per dotare l'Unione di supercomputer e computer quantistici di altissimo livello. I costi complementari di tali supercomputer e computer quantistici dovrebbero essere coperti dagli Stati partecipanti o da membri del settore privato o da consorzi di partner privati. La quota del tempo di accesso dell'Unione a tali supercomputer o computer quantistici dovrebbe essere direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione per l'acquisizione di tali supercomputer e computer quantistici e non dovrebbe superare il 50 % del tempo totale di accesso a tali supercomputer o computer quantistici.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 37
(37)  L'impresa comune dovrebbe essere proprietaria dei supercomputer e dei computer quantistici di fascia alta che ha acquisito. La gestione di ciascun supercomputer o computer quantistico di fascia alta dovrebbe essere affidata a un soggetto ospitante. Il soggetto ospitante dovrebbe poter rappresentare un singolo Stato partecipante che è uno Stato membro o un consorzio ospitante di Stati partecipanti. Il soggetto ospitante dovrebbe essere nella posizione di fornire una stima accurata dei costi operativi del supercomputer e di verificarli, garantendo ad esempio una separazione funzionale e, nella misura del possibile, una separazione fisica tra i supercomputer o i computer quantistici di fascia alta dell'impresa comune ed eventuali sistemi di calcolo, nazionali o regionali, che gestisce. Il soggetto ospitante dovrebbe essere selezionato dal consiglio di direzione dell'impresa comune ("consiglio di direzione") a seguito di un invito a manifestare interesse valutato da esperti indipendenti. Una volta selezionato il soggetto ospitante, lo Stato partecipante in cui esso è stabilito o il consorzio ospitante dovrebbe poter decidere di invitare altri Stati partecipanti ad aderire e a contribuire al finanziamento del supercomputer o del computer quantistico di fascia alta che sarà installato presso il soggetto ospitante selezionato. Se ulteriori Stati partecipanti aderiscono al consorzio ospitante selezionato, ciò non dovrebbe pregiudicare il tempo di accesso dell'Unione ai supercomputer. I contributi degli Stati partecipanti a un consorzio ospitante al supercomputer o al computer quantistico di fascia alta dovrebbero essere tradotti in quote di tempo di accesso a tale supercomputer o computer quantistico. Gli Stati partecipanti dovrebbero concordare tra loro la ripartizione della loro quota di tempo di accesso al supercomputer o al computer quantistico.
(37)  L'impresa comune dovrebbe essere proprietaria dei supercomputer e dei computer quantistici di fascia alta che ha acquisito. La gestione di ciascun supercomputer o computer quantistico di fascia alta dovrebbe essere affidata a un soggetto ospitante. Il soggetto ospitante dovrebbe poter rappresentare un singolo Stato partecipante che è uno Stato membro o un consorzio ospitante di Stati partecipanti. Il soggetto ospitante dovrebbe essere nella posizione di fornire una stima accurata dei costi operativi del supercomputer e di verificarli, garantendo ad esempio una separazione funzionale e, nella misura del possibile, una separazione fisica tra i supercomputer o i computer quantistici di fascia alta dell'impresa comune ed eventuali sistemi di calcolo, nazionali o regionali, che gestisce. Il soggetto ospitante dovrebbe elaborare un piano di gestione energetica sostenibile per l'infrastruttura acquisita. Il soggetto ospitante dovrebbe essere selezionato dal consiglio di direzione dell'impresa comune ("consiglio di direzione") a seguito di un invito a manifestare interesse aperto, equo e trasparente valutato da esperti indipendenti. Una volta selezionato il soggetto ospitante, lo Stato partecipante in cui esso è stabilito o il consorzio ospitante dovrebbe poter decidere di invitare altri Stati partecipanti ad aderire e a contribuire al finanziamento del supercomputer o del computer quantistico di fascia alta che sarà installato presso il soggetto ospitante selezionato. Se ulteriori Stati partecipanti aderiscono al consorzio ospitante selezionato, ciò non dovrebbe pregiudicare il tempo di accesso dell'Unione ai supercomputer. I contributi degli Stati partecipanti a un consorzio ospitante al supercomputer o al computer quantistico di fascia alta dovrebbero essere tradotti in quote di tempo di accesso a tale supercomputer o computer quantistico. Gli Stati partecipanti dovrebbero concordare tra loro la ripartizione della loro quota di tempo di accesso al supercomputer o al computer quantistico.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 39
(39)  L'impresa comune dovrebbe acquisire i supercomputer di fascia media congiuntamente agli Stati partecipanti. La gestione di ciascun supercomputer di fascia media dovrebbe essere affidata a un soggetto ospitante. Il soggetto ospitante dovrebbe poter rappresentare un singolo Stato partecipante che è uno Stato membro o un consorzio ospitante di Stati partecipanti. L'impresa comune dovrebbe detenere la parte corrispondente alla quota del contributo finanziario per i costi di acquisizione versati dall'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale. Il soggetto ospitante dovrebbe essere selezionato dal consiglio di direzione a seguito di un invito a manifestare interesse valutato da esperti indipendenti. La quota del tempo di accesso dell'Unione a ciascun supercomputer di fascia media dovrebbe essere direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale al costo di acquisizione di tale supercomputer di fascia media. L'impresa comune dovrebbe poter trasferire la proprietà al soggetto ospitante in caso di scioglimento dell'impresa. Il soggetto ospitante dovrebbe rimborsare all'impresa comune il valore residuo del supercomputer.
(39)  L'impresa comune dovrebbe acquisire i supercomputer di fascia media congiuntamente agli Stati partecipanti. La gestione di ciascun supercomputer di fascia media dovrebbe essere affidata a un soggetto ospitante. Il soggetto ospitante dovrebbe poter rappresentare un singolo Stato partecipante che è uno Stato membro o un consorzio ospitante di Stati partecipanti. L'impresa comune dovrebbe detenere la parte corrispondente alla quota del contributo finanziario per i costi di acquisizione versati dall'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale. Il soggetto ospitante dovrebbe essere selezionato dal consiglio di direzione a seguito di un invito a manifestare interesse aperto, equo e trasparente valutato da esperti indipendenti. La quota del tempo di accesso dell'Unione a ciascun supercomputer di fascia media dovrebbe essere direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale al costo di acquisizione di tale supercomputer di fascia media. L'impresa comune dovrebbe poter trasferire la proprietà al soggetto ospitante in caso di scioglimento dell'impresa. Il soggetto ospitante dovrebbe rimborsare all'impresa comune il valore residuo del supercomputer.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 39 bis (nuovo)
(39 bis)  Per promuovere una distribuzione equilibrata in tutta l'Unione dei supercomputer EuroHPC e l'emergere di un ecosistema di infrastrutture federate di facile accesso, negli inviti a manifestare interesse relativi a un supercomputer EuroHPC dovrebbero essere applicate condizioni di ammissibilità specifiche agli Stati partecipanti che già ospitano un supercomputer EuroHPC.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 40
(40)  L'impresa comune dovrebbe poter acquisire supercomputer di livello industriale insieme ai membri del settore privato o a un consorzio di partner privati. La gestione di ciascun supercomputer di questo tipo dovrebbe essere affidata a un soggetto ospitante esistente. Il soggetto ospitante dovrebbe essere in grado di associarsi ai membri del settore privato o al consorzio di partner privati per l'acquisizione e la gestione di tale supercomputer. L'impresa comune dovrebbe detenere la parte corrispondente alla quota del contributo finanziario per i costi di acquisizione versati dall'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale. Il soggetto ospitante e i membri del settore privato o il consorzio di partner privati ad esso associati dovrebbero essere selezionati dal consiglio di direzione a seguito di un invito a manifestare interesse valutato da esperti indipendenti. La quota del tempo di accesso dell'Unione a tale supercomputer dovrebbe essere direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale al costo di acquisizione di tale supercomputer di livello industriale. L'impresa comune dovrebbe poter concludere un accordo con i membri del settore privato o il consorzio di partner privati per vendere tale supercomputer a un altro soggetto o per dismetterlo. In alternativa l'impresa comune dovrebbe poter trasferire la proprietà di tale supercomputer ai membri del settore privato o al consorzio di partner privati. In tal caso, o in caso di scioglimento dell'impresa comune, i membri del settore privato o il consorzio di partner privati dovrebbero rimborsare all'impresa comune il valore residuo della quota dell'Unione di tale supercomputer. Qualora l'impresa comune e i membri del settore privato o il consorzio di partner privati decidano di procedere alla dismissione del supercomputer dopo il suo ammortamento completo, tali costi dovrebbero essere coperti dai membri del settore privato o dal consorzio di partner privati.
(40)  L'impresa comune dovrebbe poter acquisire, insieme ai membri del settore privato o a un consorzio di partner privati, supercomputer di livello industriale che siano almeno di fascia media. La gestione di ciascun supercomputer di questo tipo dovrebbe essere affidata a un soggetto ospitante esistente. Il soggetto ospitante dovrebbe essere in grado di associarsi ai membri del settore privato o al consorzio di partner privati per l'acquisizione e la gestione di tale supercomputer. L'impresa comune dovrebbe detenere la parte corrispondente alla quota del contributo finanziario per i costi di acquisizione versati dall'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale. Il soggetto ospitante e i membri del settore privato o il consorzio di partner privati ad esso associati dovrebbero essere selezionati dal consiglio di direzione a seguito di una procedura trasparente, aperta e competitiva e l'invito a manifestare interesse dovrebbe essere valutato da esperti indipendenti. La quota del tempo di accesso dell'Unione a tale supercomputer dovrebbe essere direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione a titolo dei fondi del programma Europa digitale al costo di acquisizione di tale supercomputer di livello industriale. L'impresa comune dovrebbe poter concludere un accordo con i membri del settore privato o il consorzio di partner privati per vendere tale supercomputer a un altro soggetto o per dismetterlo. In alternativa l'impresa comune dovrebbe poter trasferire la proprietà di tale supercomputer ai membri del settore privato o al consorzio di partner privati. In tal caso, o in caso di scioglimento dell'impresa comune, i membri del settore privato o il consorzio di partner privati dovrebbero rimborsare all'impresa comune il valore residuo della quota dell'Unione di tale supercomputer. Qualora l'impresa comune e i membri del settore privato o il consorzio di partner privati decidano di procedere alla dismissione del supercomputer dopo il suo ammortamento completo, tali costi dovrebbero essere coperti dai membri del settore privato o dal consorzio di partner privati.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 41
(41)  Per i supercomputer di livello industriale l'impresa comune dovrebbe tenere conto delle esigenze specifiche degli utenti industriali, ad esempio le procedure di accesso, la qualità e il tipo di servizi, la protezione dei dati, la protezione dell'innovazione industriale e della proprietà intellettuale, l'usabilità, la fiducia e altri requisiti in materia di riservatezza e sicurezza.
(41)  Nel medio termine, l'impresa comune dovrebbe mirare a definire i supercomputer EuroHPC e dovrebbe garantire la loro conformità alle norme e ai requisiti più elevati in materia di sicurezza - segnatamente per quanto riguarda la cibersicurezza -, accessibilità e usabilità, in particolare per l'industria e le PMI. Per i supercomputer di livello industriale l'impresa comune dovrebbe tenere conto delle esigenze specifiche degli utenti industriali, ad esempio le procedure di accesso, la qualità e il tipo di servizi, la protezione dei dati, la protezione dell'innovazione industriale e della proprietà intellettuale, l'usabilità, la fiducia e altri requisiti in materia di riservatezza e sicurezza.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 42
(42)  La progettazione e la gestione dei supercomputer che ricevono un sostegno dall'impresa comune dovrebbero tenere conto dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, utilizzando ad esempio tecnologie a basso consumo e tecniche dinamiche di risparmio energetico e di riutilizzo come il raffreddamento avanzato e il riciclaggio del calore.
(42)  La progettazione e la gestione dei supercomputer che ricevono un sostegno dall'impresa comune dovrebbero sempre contemplare l'efficienza energetica, la sostenibilità ambientale e la circolarità, contribuendo alla neutralità carbonica, ivi compreso il ricorso ad accordi per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile, tenendo conto del valore aggiunto della loro integrazione nel sistema energetico globale esistente nel luogo in cui i supercomputer sono ubicati, utilizzando ad esempio energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, tecnologie a basso consumo, tecniche dinamiche di risparmio energetico e di riutilizzo come il raffreddamento avanzato e il riciclaggio del calore.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Considerando 42 bis (nuovo)
(42 bis)  L'impresa comune dovrebbe far fronte alla crescente domanda di energia dovuta all'aumento dell'utilizzo delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni razionalizzando i propri obiettivi con strategie, politiche e normative pertinenti nel settore energetico. Inoltre, combinando server efficienti sul piano dei consumi con strumenti sofisticati di gestione del carico di lavoro, l'impresa comune migliorerà l'efficienza sia in loco che nel cloud, riducendo i costi e l'impronta di carbonio dei centri dati.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Considerando 44
(44)  L'assegnazione del tempo di accesso ai supercomputer dell'impresa comune dovrebbe essere gratuita per gli utenti pubblici. Dovrebbe inoltre essere gratuita per gli utenti privati per le applicazioni relative ad attività di ricerca e innovazione finanziate da Orizzonte Europa o dal programma Europa digitale, e per le attività private di innovazione delle PMI, ove opportuno. Tale assegnazione del tempo di accesso ai supercomputer dovrebbe in primo luogo essere basata su inviti aperti a manifestare interesse lanciati dall'impresa comune e valutati da esperti indipendenti. Ad eccezione degli utenti delle PMI che intraprendono attività private di innovazione, tutti gli utenti che beneficiano di un tempo di accesso gratuito ai supercomputer dell'impresa comune dovrebbero adottare un approccio di tipo "scienza aperta" e diffondere le conoscenze acquisite grazie a tale accesso, conformemente al regolamento relativo a Orizzonte Europa. L'assegnazione agli utenti del tempo di accesso destinato ad attività economiche diverse dalle attività private di innovazione delle PMI (che si confrontano con particolari fallimenti del mercato) dovrebbe essere effettuata a pagamento in base all'utilizzo effettivo (principio "pay-per-use") e secondo i prezzi di mercato. L'assegnazione del tempo di accesso per tali attività economiche dovrebbe essere consentita ma limitata e il livello delle tariffe da versare dovrebbe essere stabilito dal consiglio di direzione. I diritti di accesso dovrebbero essere assegnati in maniera trasparente. Il consiglio di direzione dovrebbe definire norme specifiche per concedere, ove opportuno, tempo di accesso gratuito senza invito a manifestare interesse a iniziative ritenute strategiche dall'Unione o dal consiglio di direzione. Tra gli esempi rappresentativi di iniziative strategiche dell'Unione figurano: "Destination Earth", l'iniziativa faro "Human Brain Project", l'iniziativa "1+ Million Genomes" e gli spazi comuni europei di dati che operano in settori di interesse pubblico, in particolare lo spazio di dati sanitari, i centri di eccellenza e di competenza per il calcolo ad alte prestazioni, i poli dell'innovazione digitale, ecc. Su richiesta dell'Unione, l'impresa comune dovrebbe concedere tempo di accesso diretto, su base temporanea o permanente, alle iniziative strategiche e alle piattaforme di applicazione esistenti o future che ritiene essenziali per fornire servizi sanitari o altri servizi di sostegno di emergenza fondamentali per il bene pubblico, nelle situazioni di gestione delle emergenze e delle crisi, o nei casi in cui l'Unione lo consideri fondamentale per la sua sicurezza e difesa. L'impresa comune dovrebbe essere autorizzata a esercitare alcune attività economiche limitate per fini commerciali. L'accesso dovrebbe essere concesso agli utenti residenti, stabiliti o ubicati in uno Stato membro dell'UE o in un paese associato al programma Europa digitale e a Orizzonte Europa. I diritti di accesso dovrebbero essere assegnati in maniera trasparente ed equa uguali per tutti gli utenti. Il consiglio di direzione dovrebbe definire e monitorare i diritti di accesso alla quota del tempo di accesso dell'Unione per ciascun supercomputer.
(44)  L'assegnazione del tempo di accesso ai supercomputer dell'impresa comune dovrebbe essere gratuita per gli utenti pubblici. Dovrebbe inoltre essere gratuita per gli utenti privati, ivi comprese le ONG e le persone fisiche, per le applicazioni relative a progetti di ricerca e innovazione, e per le attività private di innovazione delle PMI e delle start-up, sulla base di criteri e procedure equi e trasparenti. Tale assegnazione del tempo di accesso ai supercomputer dovrebbe in primo luogo essere basata su inviti a manifestare interesse periodici, valutati inter pares nonché aperti e trasparenti, lanciati dall'impresa comune e valutati da esperti indipendenti, al fine di garantire un'assegnazione equilibrata e adeguata delle risorse di calcolo ad alte prestazioni. Ad eccezione degli utenti delle PMI e delle start-up che intraprendono attività private di innovazione, tutti gli utenti che beneficiano di un tempo di accesso gratuito ai supercomputer dell'impresa comune dovrebbero adottare un approccio di tipo "scienza aperta" e diffondere le conoscenze acquisite grazie a tale accesso, conformemente al regolamento relativo a Orizzonte Europa. L'assegnazione agli utenti del tempo di accesso destinato ad attività economiche diverse dalle attività private di innovazione delle PMI e delle start-up (che si confrontano con particolari fallimenti del mercato) dovrebbe essere effettuata a pagamento in base all'utilizzo effettivo (principio "pay-per-use") e secondo prezzi basati sui costi. L'assegnazione del tempo di accesso per tali attività economiche dovrebbe essere consentita ma limitata e il livello delle tariffe da versare dovrebbe essere stabilito dal consiglio di direzione in maniera trasparente. I diritti di accesso dovrebbero essere assegnati in maniera aperta e trasparente. Il consiglio di direzione dovrebbe definire norme specifiche per concedere, ove opportuno, tempo di accesso gratuito senza invito a manifestare interesse a iniziative ritenute strategiche dall'Unione o dal consiglio di direzione. Tra gli esempi rappresentativi di iniziative strategiche dell'Unione figurano: "Destination Earth", l'iniziativa faro "Human Brain Project", l'iniziativa "1+ Million Genomes" e gli spazi comuni europei di dati che operano in settori di interesse pubblico, in particolare lo spazio di dati sanitari, i centri di eccellenza e di competenza per il calcolo ad alte prestazioni, i poli dell'innovazione digitale, ecc. Su richiesta dell'Unione, l'impresa comune dovrebbe concedere tempo di accesso diretto, su base temporanea o permanente, alle iniziative strategiche e alle piattaforme di applicazione esistenti o future che ritiene essenziali per fornire servizi sanitari o altri servizi di sostegno di emergenza fondamentali per il bene pubblico, nelle situazioni di gestione delle emergenze e delle crisi, o nei casi in cui l'Unione lo consideri fondamentale per la sua sicurezza e difesa. L'impresa comune dovrebbe essere autorizzata a esercitare alcune attività economiche limitate per fini commerciali. L'accesso dovrebbe essere concesso agli utenti residenti, stabiliti o ubicati in uno Stato membro dell'UE o in un paese associato al programma Europa digitale e a Orizzonte Europa. I diritti di accesso dovrebbero essere assegnati in maniera aperta, trasparente ed equa uguali per tutti gli utenti. Il consiglio di direzione dovrebbe definire e monitorare i diritti di accesso alla quota del tempo di accesso dell'Unione per ciascun supercomputer.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Considerando 47
(47)  La governance dell'impresa comune dovrebbe essere garantita da due organi: un consiglio di direzione e un consiglio consultivo scientifico e industriale. Il consiglio di direzione dovrebbe essere composto da rappresentanti dell'Unione e degli Stati partecipanti. Il consiglio di direzione dovrebbe essere responsabile della politica strategica e delle decisioni di finanziamento relative alle attività, comprese tutte le attività in materia di appalti pubblici, dell'impresa comune. Il consiglio consultivo scientifico e industriale dovrebbe includere i rappresentanti del mondo accademico e dell'industria in quanto utenti e fornitori di tecnologia. Dovrebbe fornire consulenza indipendente al consiglio di direzione in merito all'agenda strategica di ricerca e innovazione, all'acquisizione e alla gestione dei supercomputer di proprietà dell'impresa comune, al programma di attività di sviluppo e ampliamento delle capacità e al programma di attività di federazione, connettività e cooperazione internazionale.
(47)  La governance dell'impresa comune dovrebbe essere garantita da due organi: un consiglio di direzione e un consiglio consultivo scientifico e industriale. Il consiglio di direzione dovrebbe essere composto da rappresentanti dell'Unione e degli Stati partecipanti. Il consiglio di direzione dovrebbe essere responsabile della politica strategica e delle decisioni di finanziamento relative alle attività, comprese tutte le attività in materia di appalti pubblici, dell'impresa comune. Il consiglio consultivo scientifico e industriale dovrebbe includere i rappresentanti del mondo accademico e dell'industria in quanto utenti e fornitori di tecnologia. Dovrebbe fornire consulenza indipendente al consiglio di direzione in merito all'agenda strategica di ricerca e innovazione, all'acquisizione e alla gestione dei supercomputer di proprietà dell'impresa comune, al programma di attività di sviluppo e ampliamento delle capacità e al programma di attività di federazione, connettività e cooperazione internazionale. Il quadro di governance dell'impresa comune dovrebbe comprendere anche un forum degli utenti che fornisca consulenza indipendente sulle esigenze degli utenti al consiglio di direzione e agli altri gruppi. Il forum degli utenti dovrebbe stabilire i criteri specifici e la procedura per la selezione dei membri che esso nomina.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Considerando 47 bis (nuovo)
(47 bis)  Dal momento che i supercomputer sono orientati alla domanda e agli utenti, l'impresa comune dovrebbe intrattenere un dialogo permanente con la società civile e con gli utenti delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni. Il coinvolgimento continuo ed effettivo degli utenti, in particolare al fine di implementare l'approccio di co-progettazione necessario per rafforzare l'adozione, in special modo delle applicazioni commerciali, da parte delle industrie, delle PMI e delle imprese e start-up innovative può avere un alto valore aggiunto e un effetto moltiplicatore. Il contributo lato utente dovrebbe essere attivamente ricercato attraverso un processo di consultazione regolare con gli utenti finali del settore pubblico e privato. A tal fine, il consiglio di direzione dovrebbe istituire un gruppo di lavoro per gli utenti ("forum degli utenti") che contribuisca all'individuazione dei requisiti in materia di miglioramento della qualità del servizio, usabilità, fiducia e sicurezza degli utenti pubblici e privati. Il forum degli utenti dovrebbe includere rappresentanti della società civile, degli utenti industriali e pubblici, delle parti sociali dell'Unione, delle PMI e degli attori indipendenti della catena del valore europeo nello sviluppo del software.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Considerando 49
(49)  Il contributo finanziario dell'Unione dovrebbe essere gestito secondo il principio di una sana gestione finanziaria e conformemente alle pertinenti norme in materia di gestione indiretta stabilite dal regolamento (UE, Euratom) 2018/1046. Le disposizioni applicabili all'impresa comune che disciplinano l'avvio di una procedura di appalto pubblico dovrebbero essere contemplate dal suo regolamento finanziario.
(49)  Il contributo finanziario dell'Unione dovrebbe essere gestito secondo il principio di una sana gestione finanziaria e della semplificazione amministrativa e conformemente alle pertinenti norme in materia di gestione indiretta stabilite dal regolamento (UE, Euratom) 2018/1046. Le disposizioni applicabili all'impresa comune che disciplinano l'avvio di una procedura di appalto pubblico dovrebbero essere contemplate dal suo regolamento finanziario.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Considerando 50
(50)  Per promuovere un ecosistema europeo innovativo, competitivo e di riconosciuta eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico, l'impresa comune dovrebbe avvalersi in modo appropriato di appalti e sovvenzioni, compresi appalti congiunti, appalti pre-commerciali e appalti pubblici per soluzioni innovative.
(50)  Per promuovere un ecosistema europeo innovativo, competitivo, resiliente e di riconosciuta eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico, nonché ampiamente diffuso in tutta l'Unione, l'impresa comune dovrebbe avvalersi in modo appropriato di appalti e sovvenzioni, compresi appalti congiunti, appalti pre-commerciali e appalti pubblici per soluzioni innovative. L'utilizzo di tali appalti e sovvenzioni dovrebbe agevolare il coinvolgimento delle PMI, delle microimprese e delle start-up e dei loro cluster. L'impresa comune terrà conto della possibilità di adeguare le strutture esistenti per garantire tecnologie all'avanguardia e un ecosistema di tecnologie e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico di livello mondiale.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Considerando 53
(53)  La partecipazione ad azioni indirette finanziate dall'impresa comune dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa. L'impresa comune dovrebbe altresì assicurare un'applicazione coerente di tali norme, sulla base delle misure adottate dalla Commissione in materia. Al fine di garantire un adeguato cofinanziamento delle azioni indirette da parte degli Stati partecipanti, in conformità al regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa, gli Stati partecipanti dovrebbero contribuire con un importo almeno pari al rimborso erogato dall'impresa comune per i costi ammissibili sostenuti dai beneficiari in tali azioni. A tal fine è opportuno fissare di conseguenza i tassi massimi di finanziamento stabiliti nel programma di lavoro annuale dell'impresa comune in conformità all'articolo 30 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa.
(53)  La partecipazione ad azioni indirette finanziate dall'impresa comune dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa. L'impresa comune dovrebbe altresì assicurare un'applicazione coerente di tali norme, sulla base delle misure adottate dalla Commissione in materia. Al fine di garantire un adeguato cofinanziamento delle azioni indirette da parte degli Stati partecipanti, in conformità al regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa, gli Stati partecipanti dovrebbero contribuire con un importo almeno pari al rimborso erogato dall'impresa comune per i costi ammissibili sostenuti dai beneficiari in tali azioni. A tal fine è opportuno che il consiglio di direzione fissi di conseguenza i tassi massimi di finanziamento stabiliti nel programma di lavoro annuale dell'impresa comune in conformità all'articolo 30 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Considerando 53 bis (nuovo)
(53 bis)  Al fine di garantire il giusto equilibrio nella partecipazione dei portatori di interessi alle azioni finanziate dall'impresa comune, è necessario consentire una differenziazione dei tassi di rimborso, in particolare per le PMI, le start-up e i soggetti giuridici senza scopo di lucro. L'applicazione di tassi differenziati non dovrebbe aumentare la complessità amministrativa dei progetti e dovrebbe essere effettuata nel modo più semplice ed efficace. I tassi di rimborso dovrebbero essere indicati nel programma di lavoro.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Considerando 56
(56)  È opportuno che gli interessi finanziari dell'Unione e degli altri membri dell'impresa comune siano tutelati attraverso misure proporzionate in tutto il ciclo di spesa, anche attraverso la prevenzione e l'individuazione di irregolarità, lo svolgimento di indagini sulle stesse, il recupero dei fondi perduti, pagati indebitamente o non correttamente utilizzati e, se opportuno, l'applicazione di sanzioni amministrative e pecuniarie conformi al regolamento (UE, Euratom) 2018/1046.
(56)  È opportuno che gli interessi finanziari dell'Unione e degli altri membri dell'impresa comune siano tutelati attraverso misure proporzionate e semplici in tutto il ciclo di spesa, anche attraverso la prevenzione e l'individuazione di irregolarità, lo svolgimento di indagini sulle stesse, il recupero dei fondi perduti, pagati indebitamente o non correttamente utilizzati e, se opportuno, l'applicazione di sanzioni amministrative e pecuniarie conformi al regolamento (UE, Euratom) 2018/1046.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Considerando 57
(57)  L'impresa comune dovrebbe operare in modo aperto e trasparente fornendo tempestivamente tutte le informazioni pertinenti e promuovendo le proprie attività, incluse le attività di informazione e divulgazione, presso il grande pubblico. Il regolamento interno degli organi dell'impresa comune dovrebbe essere reso pubblico.
(57)  L'impresa comune dovrebbe operare in modo semplice, flessibile, aperto e trasparente fornendo tempestivamente tutte le informazioni pertinenti e promuovendo le proprie attività, incluse le attività di informazione e divulgazione, presso il grande pubblico. Il regolamento interno degli organi dell'impresa comune dovrebbe essere reso pubblico.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Considerando 58
(58)  A fini di semplificazione, si dovrebbero ridurre gli oneri amministrativi per tutte le parti. È opportuno evitare la duplicazione degli audit e la produzione di una quantità sproporzionata di documenti e relazioni.
(58)  A fini di semplificazione, si dovrebbero ridurre gli oneri amministrativi per tutte le parti, in particolare per l'impresa comune e per i suoi beneficiari. È opportuno evitare la duplicazione degli audit e la produzione di una quantità sproporzionata di documenti e relazioni. L'impresa comune dovrebbe creare un quadro favorevole per sostenere gli Stati partecipanti. Al fine di massimizzare l'impatto delle azioni indirette, è opportuno tener conto delle specificità dell'impresa comune, con il suo modello tripartito, per quanto riguarda la gestione dei contributi finanziari degli Stati partecipanti.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Considerando 61
(61)  È opportuno che il revisore contabile interno della Commissione eserciti nei confronti dell'impresa comune le stesse competenze che esercita nei confronti della Commissione.
(61)  È opportuno che il revisore contabile interno della Commissione eserciti nei confronti dell'impresa comune le stesse competenze che esercita nei confronti della Commissione, evitando nel contempo un aumento degli oneri amministrativi per l'impresa comune o per i suoi beneficiari.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Considerando 62
(62)  La Commissione, l'impresa comune, la Corte dei conti, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la Procura europea (EPPO) dovrebbero avere accesso a tutte le informazioni necessarie e ai locali per condurre audit e indagini concernenti le sovvenzioni, gli appalti e gli accordi firmati dall'impresa comune.
(62)  La Commissione, l'impresa comune, la Corte dei conti, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la Procura europea (EPPO) dovrebbero avere accesso a tutte le informazioni necessarie e ai locali per condurre audit e indagini concernenti le sovvenzioni, gli appalti e gli accordi firmati dall'impresa comune, perseguendo nel contempo la massima semplificazione amministrativa per i beneficiari e la riduzione dei loro oneri amministrativi.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 2
(2)  il tempo di calcolo di un supercomputer messo a disposizione di un utente o gruppo di utenti per l'esecuzione dei loro programmi per computer;
(2)  "tempo di accesso": il tempo di calcolo di un supercomputer messo a disposizione di un utente o gruppo di utenti tramite un processo trasparente e aperto per l'esecuzione dei loro programmi per computer;
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 4
(4)  "centro di eccellenza" nel calcolo ad alte prestazioni (High Performance Computing, HPC): un'iniziativa volta a promuovere l'uso delle future capacità di calcolo dalle prestazioni estreme che consentono alle comunità di utenti, in collaborazione con altri portatori di interessi nell'ambito dell'HPC, di adattare i codici paralleli esistenti a prestazioni a esascala e di scalabilità estrema;
(4)  "centro di eccellenza" nel calcolo ad alte prestazioni (High Performance Computing, HPC): un'iniziativa collaborativa selezionata mediante un invito a presentare proposte aperto, trasparente e concorrenziale volta a promuovere l'uso delle future capacità di calcolo dalle prestazioni estreme che consentono alle comunità di utenti, in collaborazione con altri portatori di interessi nell'ambito dell'HPC, di adattare i codici paralleli esistenti a prestazioni a esascala e di scalabilità estrema;
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 5
(5)  "co-progettazione": un approccio collettivo che riunisce fornitori di tecnologia e utenti impegnati in un processo di progettazione collaborativa e iterativa per lo sviluppo di nuove tecnologie e applicazioni e di nuovi sistemi;
(5)  "co-progettazione": un approccio collettivo che riunisce fornitori di tecnologia e utenti impegnati in un processo di progettazione collaborativa e iterativa per lo sviluppo di nuove tecnologie e applicazioni e di nuovi sistemi, servizi, professionalità e competenze;
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 6
(6)  "centro di competenza" nell'HPC: un soggetto giuridico stabilito in uno Stato partecipante che, su richiesta, fornisce agli utenti dell'industria, comprese le PMI, del mondo accademico e delle pubbliche amministrazioni l'accesso ai supercomputer e ai più recenti servizi, strumenti, applicazioni e tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e che offre competenze, abilità, formazione, messa in rete e promozione;
(6)  "centro di competenza dell'Unione" nell'HPC: un soggetto giuridico dell'Unione selezionato in base a un processo aperto e trasparente e stabilito in uno Stato partecipante che, su richiesta, fornisce agli utenti dell'industria, in particolare le PMI e le start-up, del mondo accademico e delle pubbliche amministrazioni l'accesso ai supercomputer e ai più recenti servizi, strumenti, applicazioni e tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e che offre competenze, abilità, formazione, messa in rete e promozione;
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 16
(16)  "supercomputer di livello industriale": un supercomputer progettato specificamente per utenti industriali, con requisiti di sicurezza, riservatezza e integrità dei dati più rigorosi di quelli previsti per un uso scientifico;
(16)  "supercomputer di livello industriale": un supercomputer almeno di fascia media progettato specificamente per utenti industriali, con requisiti di sicurezza, riservatezza e integrità dei dati più rigorosi di quelli previsti per un uso scientifico;
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 19 bis (nuovo)
(19 bis)  "programma strategico pluriennale": un documento che definisce la strategia e i piani per il conseguimento degli obiettivi dell'impresa comune;
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 2 –punto 20
(20)  "centro nazionale di competenza per il calcolo ad alte prestazioni": un soggetto giuridico stabilito in uno Stato partecipante che è uno Stato membro, associato al centro nazionale di supercalcolo di tale Stato membro che fornisce, su richiesta, agli utenti dell'industria, comprese le PMI, del mondo accademico e delle pubbliche amministrazioni l'accesso ai supercomputer e ai più recenti servizi, strumenti, applicazioni e tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e che offre competenze, abilità, formazione, messa in rete e promozione;
(20)  "centro nazionale di competenza per il calcolo ad alte prestazioni" : un soggetto giuridico o un consorzio di soggetti giuridici selezionato in base a un processo aperto e trasparente e stabilito in uno Stato partecipante che è uno Stato membro, associato al centro nazionale di supercalcolo di tale Stato membro che fornisce, su richiesta, agli utenti dell'industria, in particolare le PMI e le start-up, del mondo accademico e delle pubbliche amministrazioni l'accesso ai supercomputer e ai più recenti servizi, strumenti, applicazioni e tecnologie di calcolo ad alte prestazioni e che offre competenze, abilità, formazione, messa in rete e promozione;
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 1
(1)  La missione dell'impresa comune è quella di elaborare, implementare, ampliare e mantenere nell'Unione un ecosistema di livello mondiale, federato, sicuro e iperconnesso di infrastrutture di dati, servizi, calcolo quantistico e supercalcolo; sostenere la produzione di sistemi di supercalcolo innovativi e competitivi basati su una catena di approvvigionamento che garantisca componenti, tecnologie e conoscenze, limitando il rischio di interruzioni, e lo sviluppo di un'ampia gamma di applicazioni ottimizzate per tali sistemi; ampliare l'uso di tale infrastruttura di supercalcolo a un gran numero di utenti pubblici e privati e sostenere lo sviluppo di competenze chiave per la scienza e l'industria europee.
(1)  La missione dell'impresa comune è quella di elaborare, implementare, ampliare e mantenere nell'Unione un ecosistema di livello mondiale, federato, sicuro e iperconnesso di infrastrutture di dati, servizi, calcolo quantistico e supercalcolo, contribuendo in tal modo a realizzare una leadership scientifica, digitale e industriale dell'Unione nel mondo; sostenere lo sviluppo, l'implementazione e la gestione, preferibilmente all'interno dell'Unione, di sistemi di supercalcolo innovativi e competitivi basati su una catena di approvvigionamento che garantisca materie prime essenziali e componenti, tecnologie e conoscenze all'avanguardia, limitando il rischio di interruzioni, e lo sviluppo di un'ampia gamma di applicazioni ottimizzate per tali sistemi sulla base dei principi di fiducia, apertura, sicurezza, interoperabilità e portabilità; ampliare l'uso di tale infrastruttura di supercalcolo a un gran numero di utenti pubblici e privati dell'Unione, prestando particolare attenzione alle PMI e alle start-up, comprese quelle in fase di ricerca e sviluppo, e sostenere lo sviluppo di abilità, competenze e conoscenze digitali avanzate per la società, la scienza e l'industria europee.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera a
(a)  contribuire all'attuazione del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa, in particolare dell'articolo 3, affinché gli investimenti dell'Unione nella ricerca e nell'innovazione abbiano un impatto scientifico, economico, ambientale, tecnologico e sociale, in modo da rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'Unione, realizzare le priorità strategiche dell'Unione, contribuire alla realizzazione degli obiettivi e delle politiche dell'UE e ad affrontare le sfide globali, compresi gli obiettivi di sviluppo sostenibile, seguendo i principi dell'Agenda 2030 e dell'accordo di Parigi;
(a)  contribuire all'attuazione del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa, in particolare dell'articolo 3, affinché gli investimenti dell'Unione nella ricerca e nell'innovazione abbiano un impatto scientifico, economico, ambientale, tecnologico e sociale, in modo da rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'Unione, realizzare le priorità strategiche dell'Unione, contribuire alla realizzazione degli obiettivi e delle politiche dell'UE, compresi quelli concernenti il Green Deal europeo, il piano per la ripresa europea, la strategia europea per i dati, le strategie digitale e industriale e la strategia per le PMI, realizzando l'autonomia strategica dell'Europa preservando nel contempo un'economia aperta, accelerare le transizioni sociale, ecologica ed economica e contribuire ad affrontare le sfide globali, perseguendo gli obiettivi di sviluppo sostenibile, seguendo i principi dell'Agenda 2030 e dell'accordo di Parigi;
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera b
(b)  sviluppare una stretta cooperazione e garantire il coordinamento con altri partenariati europei, anche attraverso inviti congiunti, nonché cercare sinergie con le attività e i programmi pertinenti a livello unionale, nazionale e regionale, in particolare con quelli che sostengono l'implementazione di soluzioni innovative, l'istruzione e lo sviluppo regionale, se opportuno;
(b)  sviluppare una stretta cooperazione e garantire sinergie e il coordinamento con altri partenariati europei, anche attraverso inviti congiunti, nonché cercare sinergie sequenziali, parallele o integrate con le attività e i programmi pertinenti a livello unionale, nazionale, regionale e locale, in particolare con quelli che sostengono l'implementazione di soluzioni innovative, piattaforme di modellizzazione, l'istruzione e lo sviluppo regionale;
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera c
(c)  sviluppare, implementare, ampliare e mantenere nell'Unione un'infrastruttura di dati e di supercalcolo di livello mondiale, iperconnessa, integrata, orientata alla domanda e agli utenti;
(c)  sviluppare, implementare, ampliare e mantenere nell'Unione un'infrastruttura di dati e di supercalcolo di livello mondiale, iperconnessa, integrata, orientata alla domanda e agli utenti che contribuisca a rafforzare l'autonomia strategica dell'Unione;
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera d
(d)  federare l'infrastruttura iperconnessa di dati e di supercalcolo e interconnetterla con gli spazi europei di dati e l'ecosistema cloud per fornire servizi di dati e di calcolo a un'ampia gamma di utenti pubblici e privati in Europa;
(d)  federare l'infrastruttura iperconnessa di dati e di supercalcolo, attraverso infrastrutture di rete di alta qualità in tutti gli Stati membri, e interconnetterla con gli spazi europei di dati, in particolare con lo spazio europeo dei dati sanitari per garantire la disponibilità di grandi set di dati sanitari di alta qualità, e l'ecosistema cloud per fornire servizi di dati e di calcolo a una gamma ampia e geograficamente diversificata di utenti pubblici e privati in Europa, sulla base dei principi di fiducia, apertura, sicurezza, interoperabilità e portabilità;
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera d bis (nuova)
(d bis)  promuovere l'eccellenza scientifica e sostenere l'adozione e l'uso sistematico dei risultati della ricerca e dell'innovazione generati all'interno dell'Unione;
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera e
(e)  sviluppare e sostenere ulteriormente un ecosistema di dati e di supercalcolo altamente competitivo e innovativo in Europa, che contribuisca a migliorare l'autonomia tecnologica e la posizione dell'Unione nell'economia digitale, e sia in grado di produrre autonomamente tecnologie e architetture di calcolo e di integrarle in sistemi di calcolo all'avanguardia e applicazioni avanzate ottimizzate per tali sistemi;
(e)  sviluppare e sostenere ulteriormente un ecosistema di dati e di supercalcolo altamente competitivo, sociale, sostenibile, efficiente sotto il profilo energetico e innovativo, interconnesso, interoperabile e sicuro in Europa, che contribuisca alla leadership scientifica e tecnologica e all'autonomia strategica permanente dell'Unione nella transizione digitale, riducendo nel contempo la dipendenza dalla tecnologia straniera, in particolare nelle componenti infrastrutturali critiche, preservando un'economia aperta, mantenendo la leadership globale nelle applicazioni HPC, e sia in grado di produrre e possedere autonomamente tecnologie e architetture di calcolo di livello mondiale e di integrarle in sistemi di calcolo all'avanguardia e applicazioni avanzate ottimizzate per tali sistemi;
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 2 – lettera f
(f)  ampliare l'uso dei servizi di supercalcolo e lo sviluppo di competenze chiave necessarie per la scienza e l'industria europee.
(f)  promuovere, facilitare e ampliare l'uso dei servizi di supercalcolo in tutti i settori e contribuire allo sviluppo di capacità, competenze e conoscenze digitali avanzate di cui la scienza, la società, l'economia, l'ambiente e l'industria europei hanno bisogno per raggiungere l'autonomia e la leadership globale, con un'enfasi sull'aumento della partecipazione delle donne e delle ragazze ai contenuti STEM tramite la loro partecipazione e occupazione nei settori correlati e sulla riduzione del divario di genere nel settore digitale.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 3 –paragrafo 3
(3)  Nell'acquisire i supercomputer e nel sostenere lo sviluppo di tecnologie, sistemi e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni, l'impresa comune contribuisce a tutelare gli interessi dell'Unione. L'impresa comune consente di adottare un approccio di co-progettazione per l'acquisizione di supercomputer di livello mondiale, salvaguardando nel contempo la sicurezza della catena di approvvigionamento delle tecnologie e dei sistemi acquisiti. Contribuisce all'autonomia tecnologica dell'Unione sostenendo lo sviluppo di tecnologie e applicazioni che rafforzano la catena di approvvigionamento della tecnologia HPC europea e promuovendone l'integrazione nei sistemi di supercalcolo che rispondono a un gran numero di esigenze sociali e industriali.
(3)  Nell'acquisire i supercomputer e nel sostenere lo sviluppo di tecnologie, sistemi e applicazioni di calcolo ad alte prestazioni di livello mondiale, l'impresa comune contribuisce a tutelare gli interessi dell'Unione. L'impresa comune consente di adottare un approccio di co-progettazione per l'acquisizione di supercomputer di livello mondiale, salvaguardando nel contempo la sicurezza della catena di approvvigionamento delle tecnologie e dei sistemi acquisiti e di garantire i più elevati standard di cibersicurezza applicabili ai supercomputer. Contribuisce all'autonomia strategica dell'Unione, preservando nel contempo un'economia aperta, in particolare nei settori critici, aumentando la competitività dell'industria europea, sostenendo lo sviluppo di tecnologie e applicazioni che rafforzano la catena di approvvigionamento della tecnologia HPC europea efficiente sul piano energetico e promuovendone l'integrazione nei sistemi di supercalcolo che rispondono a un gran numero di esigenze sociali e industriali. Sostiene la leadership globale dell'Europa in vari settori, in particolare nei prodotti e servizi ad alto valore aggiunto e a impiego intensivo di tecnologie, per fornire componenti, tecnologie e competenze critiche volte a colmare il divario tecnologico con i paesi terzi.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)
(3 bis)  L'impresa comune attua la sua missione e i suoi obiettivi in modo chiaro, semplice e flessibile al fine di aumentare l'attrattiva a favore delle industrie, delle PMI e di tutti i pertinenti portatori di interessi.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 3 ter (nuovo)
(3 ter)  L'impresa comune riduce al minimo i rischi legati alla gestione, alla conservazione e al trattamento dei dati personali nelle infrastrutture di supercalcolo e rispetta il regolamento (UE) 2016/679 e altre normative pertinenti dell'Unione. Essa garantisce inoltre che i computer ad alte prestazioni siano accessibili esclusivamente alle entità che rispettano le stesse norme e che le sue risorse siano aperte agli scienziati di tutti gli Stati partecipanti.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera b
(b)  il pilastro delle infrastrutture, che comprende le attività per l'acquisizione, l'implementazione e la gestione dell'infrastruttura di dati, di supercalcolo e di calcolo quantistico sicura, iperconnessa e di livello mondiale, compresa la promozione dell'adozione e dell'uso sistematico dei risultati della ricerca e dell'innovazione generati nell'Unione;
(b)  il pilastro delle infrastrutture, che comprende le attività per l'acquisizione, gli adeguamenti, l'implementazione e la gestione dell'infrastruttura europea di dati, di supercalcolo e di calcolo quantistico sicura, iperconnessa e di livello mondiale, compresi l'adeguamento dell'infrastruttura esistente e la promozione dell'adozione e dell'uso sistematico all'interno dell'Unione dei risultati della ricerca e dell'innovazione generati dall'impresa comune;
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera c – parte introduttiva
(c)  il pilastro della federazione dei servizi di supercalcolo, che comprende tutte le attività volte a fornire, a livello dell'UE, l'accesso a risorse e servizi di dati e di supercalcolo federati e sicuri in tutta Europa per la comunità scientifica e della ricerca, l'industria (comprese le PMI) e il settore pubblico. In particolare ciò comprende:
(c)  il pilastro della federazione dei servizi di supercalcolo, che comprende tutte le attività volte a fornire, a livello dell'UE, l'accesso a risorse e servizi di dati e di supercalcolo federati e sicuri in tutta Europa per la comunità scientifica e della ricerca, l'industria (in particolare le PMI) e il settore pubblico, in cooperazione, tra l'altro, con PRACE e GEANT. In particolare ciò comprende:
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera c – punto i
i)  il sostegno all'interconnessione delle risorse di dati, di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico interamente o parzialmente di proprietà dell'impresa comune EuroHPC o messe a disposizione su base volontaria dagli Stati partecipanti;
i)  il sostegno all'interconnessione delle risorse di dati, di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico interamente o parzialmente di proprietà dell'impresa comune EuroHPC o messe a disposizione su base volontaria dagli Stati partecipanti od osservatori;
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera c – punto ii
ii)  il sostegno all'interconnessione delle infrastrutture di dati, di supercalcolo e di calcolo quantistico con gli spazi comuni europei di dati e le infrastrutture cloud federate e sicure dell'Unione;
ii)  il sostegno all'interconnessione e all'interoperabilità delle infrastrutture di dati, di supercalcolo e di calcolo quantistico con gli spazi comuni europei di dati e le infrastrutture cloud e di dati federate e sicure dell'Unione, includendo nel contempo requisiti specifici per la sicurezza informatica, i dati aperti e la portabilità dei dati e ove possibile l'utilizzo del software e dell'hardware open source, senza mettere a rischio la protezione e la riservatezza dei dati;
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera c – punto iii
iii)  il sostegno allo sviluppo, all'acquisizione e alla gestione di una piattaforma per la federazione senza soluzione di continuità e la fornitura sicura di infrastrutture di dati e di servizi di supercalcolo e di calcolo quantistico, istituendo uno sportello unico di accesso per qualsiasi servizio di dati o di supercalcolo gestito dall'impresa comune che fornisca a tutti gli utenti un punto di accesso unico;
iii)  il sostegno allo sviluppo, all'acquisizione e alla gestione di una piattaforma per la federazione senza soluzione di continuità e la fornitura sicura di infrastrutture di dati e di servizi di supercalcolo e di calcolo quantistico, istituendo uno sportello unico di accesso per qualsiasi servizio di dati o di supercalcolo gestito dall'impresa comune che fornisca a tutti gli utenti un punto di accesso unico e istituendo un programma efficace di gestione delle vulnerabilità e una risorsa per la condivisione dei dati che consenta agli utenti delle risorse di calcolo ad alte prestazioni di trasferire, condividere e discutere i loro dati.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera d – parte introduttiva
(d)  il pilastro della tecnologia, che comprende le attività volte a sostenere un'ambiziosa agenda di ricerca e innovazione per sviluppare un ecosistema di supercalcolo innovativo, competitivo e di livello mondiale, che abbracci le tecnologie hardware e software e la loro integrazione nei sistemi di calcolo, coprendo l'intera catena del valore scientifica e industriale, al fine di garantire l'autonomia tecnologica dell'Unione. L'accento è posto sulle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni efficienti sotto il profilo energetico. Le attività riguardano, tra l'altro:
(d)  il pilastro della tecnologia, che comprende ambiziose attività di ricerca e innovazione per sviluppare in tutta l'Unione un ecosistema di supercalcolo innovativo, competitivo, affidabile, sostenibile di livello mondiale, che abbracci le tecnologie hardware e software e la loro integrazione nei sistemi di calcolo, coprendo l'intera catena del valore scientifica e industriale dalla ricerca alla creazione di prototipi, alla realizzazione di progetti pilota e alla dimostrazione, al fine di garantire l'autonomia strategica preservando l'economia aperta dell'Unione e rafforzando le capacità di ricerca dell'Unione. Un supercalcolo affidabile richiede la definizione di norme giuridiche, etiche, di sicurezza, di protezione e di interoperabilità volte a prevenire pregiudizi. L'attuazione del pilastro contribuisce allo sviluppo dei settori industriali europei pertinenti in modo che possano coprire l'intera catena di produzione (progettazione, produzione, implementazione e applicazione), prendere in debita considerazione il consumo di energia e concentrarsi sulle tecnologie di calcolo ad alte prestazioni più efficienti sotto il profilo energetico, con particolare attenzione alle soluzioni basate sulle energie rinnovabili. Le attività riguardano, tra l'altro:
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera d – punto i
i)  i microprocessori a basso consumo e le tecnologie correlate quali nuovi algoritmi, codici software, strumenti e ambienti;
i)  i microprocessori a basso consumo, la nanoelettronica efficiente sul piano energetico e generatrice di energia e le tecnologie correlate quali nuovi algoritmi, codici software, strumenti, soluzioni middleware, soluzioni parallele di programmazione e ottimizzazione delle risorse di calcolo e ambienti;
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera d – punto iii
iii)  le tecnologie e i sistemi per l'interconnessione e la gestione di sistemi di supercalcolo classici insieme ad altre tecnologie di calcolo spesso complementari, come il calcolo neuromorfico o quantistico, e il relativo funzionamento efficace;
iii)  le tecnologie, i sistemi e gli algoritmi per l'interconnessione e la gestione di sistemi di supercalcolo classici insieme ad altre tecnologie di calcolo spesso complementari, come il calcolo neuromorfico, quantistico o altre tecnologie emergenti, e il relativo funzionamento sicuro e affidabile;
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera d – punto iii bis (nuovo)
iii bis)  le attività di ricerca e di innovazione per il costante miglioramento della capacità dei sistemi hardware di supercalcolo, lo sviluppo tecnologico di sistemi hardware di supercalcolo a basso consumo e lo sviluppo della prossima generazione della tecnologia chip;
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera e – parte introduttiva
(e)  il pilastro delle applicazioni, che comprende attività volte a conseguire e mantenere l'eccellenza europea nei codici e nelle applicazioni di dati e di calcolo essenziali per la scienza, l'industria (comprese le PMI) e il settore pubblico, compresi:
(e)  il pilastro delle applicazioni, che comprende attività volte a conseguire e mantenere l'eccellenza e la leadership europee nei codici e nelle applicazioni di dati e di calcolo essenziali per la scienza, l'industria (in particolare le PMI e le start-up) e il settore pubblico, prestando particolare attenzione alla diversità geografica e all'equilibrio di genere, compresi:
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera e – punto i
i)  le applicazioni per gli utenti pubblici e privati, che sfruttano le capacità dei supercomputer di fascia alta e la loro convergenza con tecnologie digitali avanzate quali l'intelligenza artificiale, l'analisi dei dati ad alte prestazioni, le tecnologie cloud, ecc. attraverso la co-progettazione, lo sviluppo e l'ottimizzazione di codici e applicazioni abilitate al calcolo ad alte prestazioni per i mercati guida emergenti e su vasta scala;
i)  le applicazioni, gli algoritmi e lo sviluppo di software per gli utenti pubblici e privati, che sfruttano le capacità dei supercomputer di fascia alta e la loro convergenza con tecnologie digitali avanzate quali l'intelligenza artificiale, la modellizzazione e la simulazione computerizzate, le applicazioni che aumentano il rispetto della vita privata, l'analisi dei dati ad alte prestazioni, le tecnologie cloud, il calcolo quantistico, ecc. attraverso la co-progettazione, lo sviluppo e l'ottimizzazione di codici e applicazioni abilitate al calcolo ad alte prestazioni per i mercati guida emergenti e su vasta scala, che beneficiano potenzialmente di modelli di cooperazione aperti come l'open source;
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera e – punto ii
ii)  il sostegno, tra gli altri, ai centri di eccellenza per le applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e per banchi di prova e impianti per dimostrazioni pilota su vasta scala basati sul calcolo ad alte prestazioni finalizzati ad applicazioni e servizi di big data in un'ampia gamma di settori scientifici e industriali;
ii)  il sostegno, tra gli altri, ai centri di eccellenza per le applicazioni di calcolo ad alte prestazioni e per banchi di prova e impianti per dimostrazioni pilota su vasta scala basati sul calcolo ad alte prestazioni finalizzati ad applicazioni e servizi di big data in un'ampia gamma di settori scientifici, ambientali e industriali, escludendo nel contempo i dati personali e le attività che portano alla deanonimizzazione dei dati personali;
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera f
(f)  il pilastro dell'ampliamento dell'uso e delle competenze, che mira a promuovere l'eccellenza nell'utilizzo dei dati, del supercalcolo e del calcolo quantistico e nelle competenze relative agli stessi, tenendo conto delle sinergie con altri programmi e strumenti, in particolare il programma Europa digitale, ampliare l'uso scientifico e industriale delle risorse di supercalcolo e delle applicazioni di dati e promuovere l'accesso e l'uso industriali delle infrastrutture di dati e di supercalcolo per l'innovazione adattata alle esigenze industriali; nonché fornire all'Europa una comunità scientifica competente di punta e una forza lavoro qualificata per la leadership scientifica e la trasformazione digitale dell'industria, compreso il sostegno e la messa in rete di centri nazionali di competenza per il calcolo ad alte prestazioni e di centri di eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni;
(f)  il pilastro dell'ampliamento dell'uso e delle competenze, che mira a promuovere l'eccellenza e a sviluppare le professionalità, le capacità e le competenze nell'utilizzo dei dati, del supercalcolo e del calcolo quantistico e nelle competenze relative agli stessi, ivi comprese le competenze per gli appalti indetti nel quadro del presente regolamento, tenendo conto delle sinergie con altri programmi e strumenti, in particolare il programma Europa digitale, ampliare l'uso scientifico e industriale, in particolare da parte delle PMI e delle start-up, delle risorse di supercalcolo e delle applicazioni di dati e promuovere l'accesso e l'uso industriali delle infrastrutture di dati e di supercalcolo per l'innovazione adattata alle esigenze industriali; nonché fornire all'Europa una comunità scientifica competente di punta e una forza lavoro qualificata per la leadership scientifica e la trasformazione digitale dell'industria, compreso il sostegno e la messa in rete di centri nazionali di competenza per il calcolo ad alte prestazioni e di centri di eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni; tutte le attività di questo pilastro dovrebbero prendere in considerazione la diversità di genere e la necessità di aumentare la partecipazione delle donne, anche attraverso la creazione di programmi specifici per ridurre le barriere aggiuntive che devono affrontare, garantendo al contempo che le conoscenze e le competenze applicative abbiano la più ampia copertura geografica. Azioni specifiche sulle suddette attività possono comprendere:
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera f – punto i (nuovo)
i)  la definizione di una serie di percorsi professionali, posti di lavoro che comportano l'utilizzo dell'HPC nell'ambiente reale, hackathon concernenti gli HPC e le competenze necessarie per sfruttare l'EuroHPC al fine di promuovere la crescita sostenibile in Europa, facendo fronte ai problemi di ricerca e applicazione pertinenti e orientati alla missione e fornendo finanziamenti per tirocini e borse di studio, ad esempio programmi di master in materia di HPC e scienze computazionali, e partenariati con l'industria e il mondo accademico;
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera f – punto ii (nuovo)
ii)  la collaborazione con i leader del mondo accademico e del settore imprenditoriale per descrivere ed elaborare programmi di studio per la formazione di nuovi esperti nel supercalcolo e nel calcolo quantistico con le competenze e le conoscenze ingegneristiche necessarie;
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera f – punto iii (nuovo)
iii)  la collaborazione con i leader delle comunità di calcolo e di istruzione per adattare e testare nuovi metodi più flessibili di istruzione e sviluppo della forza lavoro che consentano un rapido progresso delle conoscenze e transizioni professionali verso posizioni connesse all'HPC;
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 4 –paragrafo 1 – lettera f – punto iv (nuovo)
iv)  la formazione specifica dell'industria, compresa la formazione pratica e la risoluzione di casi d'uso reali, nonché corsi su misura per le PMI e offerte di sostegno come programmi di scambio di personale con il settore della ricerca e il mondo accademico;
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Nell'attuare le attività di cui ai paragrafi 1 e 2, l'impresa comune presta costante attenzione alla diversità geografica e di genere, nonché al coinvolgimento dei nuovi operatori sul mercato come le start-up e le PMI. Inoltre, tutti i pilastri tengono debitamente conto delle complementarità con le altre iniziative di supercalcolo a livello dell'Unione, come PRACE e GEANT.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1 – parte introduttiva
(1)  Il contributo finanziario dell'Unione all'impresa comune, compresi gli stanziamenti EFTA, ammonta a un massimo di [XXXXX] EUR, compreso fino a un massimo di [XXXXX] EUR per costi amministrativi, ripartito come segue:
(1)  Il contributo finanziario dell'Unione all'impresa comune, compresi gli stanziamenti EFTA, ammonta a un massimo di [XXXXX] EUR, compreso fino a un massimo del 5 % per costi amministrativi e assistenza tecnica, ripartito come segue:
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 3
(3)  All'impresa comune possono essere assegnati fondi supplementari dell'Unione a integrazione del contributo di cui al paragrafo 1 per sostenere le attività per la ricerca e l'innovazione e l'implementazione di soluzioni innovative.
(3)  All'impresa comune possono essere assegnati fondi supplementari dell'Unione a integrazione del contributo di cui al paragrafo 1 per sostenere le attività per la ricerca e l'innovazione e l'implementazione di soluzioni innovative all'interno dell'Unione.
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 6
(6)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera a), è utilizzato per l'impresa comune al fine di fornire sostegno finanziario alle azioni indirette di cui all'articolo xxx del regolamento relativo a Orizzonte Europa, corrispondenti all'agenda di ricerca e innovazione.
(6)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera a), è utilizzato per l'impresa comune al fine di fornire sostegno finanziario alle azioni indirette di cui all'articolo xxx del regolamento relativo a Orizzonte Europa attraverso procedure aperte, competitive e trasparenti tra le priorità individuate nell'agenda di ricerca e innovazione.
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 7
(7)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera b), è utilizzato per lo sviluppo di capacità in tutta l'Unione, anche per l'acquisizione e la gestione di computer ad alte prestazioni, computer quantistici o simulatori quantistici, per la federazione dell'infrastruttura di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico e l'ampliamento del loro uso, nonché per lo sviluppo di competenze avanzate e attività di formazione.
(7)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera b), è utilizzato per lo sviluppo di capacità in tutta l'Unione, anche per l'acquisizione, gli adeguamenti solo di supercomputer di proprietà dell'impresa comune e la gestione di computer ad alte prestazioni, computer quantistici o simulatori quantistici, per la federazione dell'infrastruttura di dati e di servizi di calcolo ad alte prestazioni e di calcolo quantistico e l'ampliamento del loro uso, nonché per lo sviluppo di competenze avanzate e attività di formazione accessibili anche ai cittadini che vivono in aree geograficamente isolate e svantaggiate e tenendo in debito conto la necessità di migliorare la parità di genere.
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 8
(8)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera c), è prelevato dagli stanziamenti del bilancio generale dell'Unione assegnati al meccanismo per collegare l'Europa ed è utilizzato per l'interconnessione delle risorse di dati e di calcolo ad alte prestazioni e per la creazione di un'infrastruttura paneuropea integrata e iperconnessa di dati e di calcolo ad alte prestazioni.
(8)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui al paragrafo 1, lettera c), è prelevato dagli stanziamenti del bilancio generale dell'Unione assegnati al meccanismo per collegare l'Europa ed è utilizzato per l'interconnessione delle risorse di dati e di calcolo ad alte prestazioni all'interno del territorio europeo e per la creazione di un'infrastruttura paneuropea integrata e iperconnessa di dati e di calcolo ad alte prestazioni.
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 6 – comma 1
I contributi provenienti da programmi dell'Unione diversi da quelli di cui all'articolo 5, paragrafo 1, che rientrano nel cofinanziamento da parte dell'Unione di un programma attuato da uno degli Stati partecipanti, non sono presi in considerazione nel calcolo del contributo finanziario massimo dell'Unione di cui all'articolo 5.
I contributi provenienti da programmi dell'Unione diversi da quelli di cui all'articolo 5, paragrafo 1, che rientrano nel cofinanziamento da parte dell'Unione di un programma attuato da uno degli Stati partecipanti, non sono presi in considerazione nel calcolo del contributo finanziario massimo dell'Unione di cui all'articolo 5 e non coprono gli stessi costi.
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 6 – comma 1 bis (nuovo)
I contributi finanziari nell'ambito di programmi cofinanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, dal FESR, dall'FSE+, dal FEAMP e dal FEASR possono essere considerati un contributo dello Stato partecipante, purché siano rispettate le disposizioni pertinenti del regolamento (UE) .../... [regolamento recante le disposizioni comuni per il periodo 2021-2027] e dei regolamenti specifici di ciascun fondo.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 7 –paragrafo 1
(1)  Gli Stati partecipanti apportano un contributo complessivo pari almeno all'importo del contributo dell'Unione di cui all'articolo 5 del presente regolamento, compreso un contributo fino a un massimo di [XXXXX] EUR per i costi amministrativi [pari all'importo del contributo dell'Unione per i costi amministrativi di cui all'articolo 5 del presente regolamento]. Gli Stati partecipanti stabiliscono tra loro le modalità di erogazione del contributo collettivo.
(1)  Gli Stati partecipanti apportano un contributo complessivo pari almeno all'importo del contributo dell'Unione di cui all'articolo 5 del presente regolamento, compreso un contributo fino al 5 % per i costi amministrativi e l'assistenza tecnica [pari all'importo del contributo dell'Unione per i costi amministrativi e l'assistenza tecnica di cui all'articolo 5 del presente regolamento]. Gli Stati partecipanti stabiliscono tra loro le modalità di erogazione del contributo collettivo.
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)
(1 bis)  L'impresa comune fornisce un quadro favorevole a sostegno degli Stati partecipanti. Al fine di ottimizzare l'impatto delle azioni indirette, le specificità dell'impresa comune, con il suo modello tripartito, sono tenute in considerazione per quanto riguarda la gestione dei contributi finanziari degli Stati partecipanti.
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 7 –paragrafo 2
(2)  I membri del settore privato dell'impresa comune apportano, o provvedono affinché le loro entità costitutive e affiliate apportino, all'impresa comune contributi per almeno [XXXXX] EUR, comprendenti fino a un massimo di [XXXXX] EUR per costi amministrativi [pari al 22,22 % dell'importo del contributo dell'Unione per i costi amministrativi di cui all'articolo 5 del presente regolamento].
(2)  I membri del settore privato dell'impresa comune apportano, o provvedono affinché le loro entità costitutive e affiliate apportino, all'impresa comune contributi per almeno [XXXXX] EUR, comprendenti fino a un massimo del 5 % per costi amministrativi e assistenza tecnica [pari al 22,22 % dell'importo del contributo dell'Unione per i costi amministrativi e l'assistenza tecnica di cui all'articolo 5 del presente regolamento].
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 8 –paragrafo 1
(1)  I supercomputer EuroHPC sono ubicati in Stati partecipanti che sono Stati membri. Uno Stato partecipante ospita più di un supercomputer EuroHPC solo se intercorrono più di due anni tra le acquisizioni dei supercomputer EuroHPC o se questi ultimi si avvalgono di tecnologie diverse (classiche/quantistiche).
(1)  I supercomputer EuroHPC sono ubicati in Stati partecipanti che sono Stati membri. Uno Stato partecipante ospita più di un supercomputer EuroHPC solo se intercorrono più di quattro anni tra le date di selezione successive agli inviti a manifestare interesse. In caso di acquisizione di computer e di simulatori quantistici o in caso di aggiornamento di un supercomputer EuroHPC con acceleratori quantistici di proprietà dell'impresa comune, il periodo si riduce a due anni.
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 8 –paragrafo 5 – parte introduttiva
(5)  A seguito di un invito a manifestare interesse, il soggetto ospitante di cui al paragrafo 2 del presente articolo e il corrispondente Stato partecipante in cui è stabilito il soggetto ospitante o il corrispondente consorzio ospitante sono selezionati dal consiglio di direzione tramite una procedura equa e trasparente basata, tra l'altro, sui seguenti criteri:
(5)  A seguito di un invito aperto, equo e trasparente a manifestare interesse, il soggetto ospitante di cui al paragrafo 2 del presente articolo e il corrispondente Stato partecipante in cui è stabilito il soggetto ospitante o il corrispondente consorzio ospitante sono selezionati dal consiglio di direzione tramite una procedura equa e trasparente basata, tra l'altro, sui seguenti criteri:
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 8 –paragrafo 5 – lettera d
(d)  la qualità delle infrastrutture fisiche e informatiche della struttura ospitante e la sua sicurezza e connettività con il resto dell'Unione;
(d)  la qualità delle infrastrutture fisiche, energetiche e informatiche della struttura ospitante e la sua sicurezza e connettività con il resto dell'Unione;
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 8 –paragrafo 5 – lettera d bis (nuova)
(d bis)  la predisposizione di un piano di gestione dell'energia che esamini la disponibilità di un accesso adeguato all'energia pulita a prezzi accessibili, anche attraverso accordi di acquisto di energia rinnovabile, e di una strategia volta ad aumentare l'efficienza energetica degli impianti;
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 7 bis (nuovo)
(7 bis)  L'impresa comune tiene conto del principio dell'efficienza energetica in primo luogo, al fine di accelerare il risparmio energetico e la ricerca sull'efficienza, stimolare costanti progressi tecnologici per migliorare l'efficienza energetica nella progettazione di sistemi sia nuovi che esistenti, e ricercare attivamente, sviluppare e testare nuovi approcci di efficienza energetica, compresi in particolare approcci completamente basati sulle energie rinnovabili che migliorano le emissioni di gas serra e l'impronta ambientale dei supercomputer.
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 9 –paragrafo 2 – lettera k
(k)  l'obbligo del soggetto ospitante di presentare al consiglio di direzione, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione di audit e i dati relativi all'utilizzo dei tempi di accesso nel precedente esercizio finanziario;
(k)  l'obbligo del soggetto ospitante di presentare al consiglio di direzione, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione di audit e i dati relativi all'utilizzo dei tempi di accesso nel precedente esercizio finanziario; la relazione di audit è resa pubblica entro tre mesi dall'approvazione del consiglio di direzione;
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 10 –paragrafo 3
(3)  Nella selezione del fornitore del supercomputer di fascia alta si tiene conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
(3)  Nella selezione del fornitore del supercomputer di fascia alta si valuta la conformità alle specifiche generali del sistema, comprese le esigenze degli utenti, e si assicura l'eccellenza nella ricerca e nell'innovazione europee. Si tiene altresì conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 11 –paragrafo 3
(3)  Nella selezione del fornitore dei computer quantistici e dei simulatori quantistici si tiene conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
(3)  Nella selezione del fornitore dei computer quantistici e dei simulatori quantistici si valuta la conformità alle specifiche generali del sistema, comprese le esigenze degli utenti, e si assicura l'eccellenza nella ricerca e nell'innovazione europee. Si tiene altresì conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 12 –paragrafo 1
(1)  L'impresa comune acquisisce, insieme ai membri del settore privato o a un consorzio di partner privati, supercomputer o partizioni di supercomputer EuroHPC, destinati principalmente all'uso da parte dell'industria, e ne è proprietaria o comproprietaria insieme ai membri del settore privato o a un consorzio di partner privati.
(1)  L'impresa comune acquisisce, insieme ai membri del settore privato o a un consorzio di partner privati, supercomputer almeno di fascia media o partizioni di supercomputer EuroHPC, destinati principalmente all'uso da parte dell'industria, e ne è proprietaria o comproprietaria insieme ai membri del settore privato o a un consorzio di partner privati.
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 12 –paragrafo 3
(3)  Nella selezione del fornitore di un supercomputer EuroHPC di livello industriale si tiene conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
(3)  Nella selezione del fornitore di un supercomputer EuroHPC di livello industriale si valuta la conformità alle specifiche generali del sistema, comprese le esigenze degli utenti, e si assicura l'eccellenza nella ricerca e nell'innovazione europee. Si tiene altresì conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 13 –paragrafo 2
(2)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui all'articolo 5, paragrafo 1, copre fino al 35 % dei costi di acquisizione dei supercomputer di fascia media. Il rimanente costo totale di proprietà dei supercomputer di fascia media è sostenuto dallo Stato partecipante in cui è stabilito il soggetto ospitante o dagli Stati partecipanti al consorzio ospitante ed è eventualmente integrato dai contributi di cui all'articolo 6.
(2)  Il contributo finanziario dell'Unione di cui all'articolo 5, paragrafo 1, copre fino al 50 % dei costi di acquisizione più fino al 50 % dei costi operativi dei supercomputer di fascia media. Il rimanente costo totale di proprietà dei supercomputer di fascia media è sostenuto dallo Stato partecipante in cui è stabilito il soggetto ospitante o dagli Stati partecipanti al consorzio ospitante ed è eventualmente integrato dai contributi di cui all'articolo 6.
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 13 –paragrafo 3
(3)  Nella selezione del fornitore del supercomputer di fascia media si tiene conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
(3)  Nella selezione del fornitore del supercomputer di fascia media si valuta la conformità alle specifiche generali del sistema, comprese le esigenze degli utenti, e si assicura l'eccellenza nella ricerca e nell'innovazione europee. Si tiene altresì conto della sicurezza della catena di approvvigionamento.
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 15 –paragrafo 2
(2)  La quota del tempo di accesso dell'Unione a ciascun supercomputer di fascia media è direttamente proporzionale al contributo finanziario dell'Unione, di cui all'articolo 5, paragrafo 1, al costo totale di acquisizione del supercomputer e non supera il 35 % del tempo di accesso totale al supercomputer.
soppresso
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 15 –paragrafo 5
(5)  Il consiglio di direzione definisce i diritti di accesso alla quota del tempo di accesso dell'Unione ai supercomputer EuroHPC.
(5)  Il consiglio di direzione definisce e rende pubblici i diritti di accesso alla quota del tempo di accesso dell'Unione ai supercomputer EuroHPC.
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 15 –paragrafo 6
(6)  L'utilizzo della quota del tempo di accesso dell'Unione ai supercomputer EuroHPC è gratuito per gli utenti del settore pubblico di cui all'articolo 14, paragrafo 4, del presente regolamento. È gratuito inoltre per gli utenti industriali per le applicazioni relative ad attività di ricerca e innovazione finanziate da Orizzonte Europa o dal programma Europa digitale, e per le attività private di innovazione delle PMI, ove opportuno. Come regola generale, l'assegnazione del tempo di accesso per tali attività è basata su un processo equo e trasparente di valutazione inter pares definito dal consiglio di direzione a seguito di inviti a manifestare interesse sempre aperti lanciati dall'impresa comune.
(6)  L'utilizzo della quota del tempo di accesso dell'Unione ai supercomputer EuroHPC è trasparente e gratuito per gli utenti del settore pubblico di cui all'articolo 14, paragrafo 4, del presente regolamento. È gratuito inoltre per gli utenti industriali, le ONG, gli studenti e altre singole persone per le applicazioni relative ad attività di ricerca e innovazione aperte e per le attività private di innovazione delle PMI, ove opportuno. Come regola generale, l'assegnazione del tempo di accesso per tali attività è basata su un processo equo e trasparente di valutazione inter pares definito dal consiglio di direzione a seguito di inviti a manifestare interesse sempre aperti lanciati dall'impresa comune.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 15 –paragrafo 8
(8)  Il consiglio di direzione definisce norme specifiche per le condizioni di accesso che si discostano dai principi guida di cui al paragrafo 6 del presente articolo. Esse riguardano l'assegnazione del tempo di accesso per le attività e i progetti considerati strategici dall'Unione o dal consiglio di direzione.
(8)  Il consiglio di direzione definisce norme specifiche e trasparenti per le condizioni di accesso che si discostano dai principi guida di cui al paragrafo 6 del presente articolo. Esse riguardano l'assegnazione del tempo di accesso per le attività e i progetti considerati strategici dall'Unione o dal consiglio di direzione.
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 15 –paragrafo 9
(9)  Su richiesta dell'Unione il direttore esecutivo concede l'accesso diretto ai supercomputer EuroHPC alle iniziative che l'Unione ritiene essenziali per fornire servizi sanitari o altri servizi di sostegno di emergenza fondamentali per il bene pubblico, nelle situazioni di gestione delle emergenze e delle crisi, o nei casi in cui l'Unione lo consideri fondamentale per la sua sicurezza e difesa. Le modalità e le condizioni per l'attuazione di tale accesso sono definite nelle condizioni di accesso adottate dal consiglio di direzione.
(9)  Su richiesta dell'Unione il direttore esecutivo concede l'accesso diretto ai supercomputer EuroHPC alle iniziative che l'Unione ritiene essenziali per fornire servizi ambientali, sanitari o altri servizi di sostegno di emergenza fondamentali per il bene pubblico, nelle situazioni di gestione delle emergenze e delle crisi, o nei casi in cui l'Unione lo consideri fondamentale per la sua sicurezza e difesa. Le modalità e le condizioni per l'attuazione di tale accesso sono definite nelle condizioni di accesso adottate dal consiglio di direzione, considerando che le attività di ricerca e innovazione si concentreranno esclusivamente sulle applicazioni civili, riconoscendo che ci sono aree di tecnologia a duplice uso.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 16 –paragrafo 1
(1)  Condizioni specifiche si applicano a tutti gli utenti industriali a fini commerciali. Il servizio commerciale è un servizio a pagamento in base all'utilizzo effettivo ("pay-per-use"), basato sui prezzi di mercato. Il livello delle tariffe da applicare è stabilito dal consiglio di direzione.
(1)  Condizioni specifiche si applicano a tutti gli utenti industriali a fini commerciali. Il servizio commerciale è un servizio a pagamento in base all'utilizzo effettivo ("pay-per-use"), basato sui prezzi di mercato. Il livello del canone da versare è stabilito dal consiglio di direzione, ma non costituisce un ostacolo all'ingresso, in particolare per le PMI.
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 16 –paragrafo 2
(2)  Le tariffe generate dall'utilizzo commerciale del tempo di accesso dell'Unione costituiscono un'entrata del bilancio dell'impresa comune e sono utilizzate per coprire i costi operativi dell'impresa comune.
(2)  Le tariffe generate dall'utilizzo commerciale del tempo di accesso dell'Unione costituiscono un'entrata del bilancio dell'impresa comune e sono utilizzate per coprire i costi operativi dell'impresa comune e i costi operativi dei supercomputer EuroHPC.
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 16 –paragrafo 3
(3)  Il tempo di accesso assegnato ai servizi commerciali non supera il 20 % del tempo di accesso totale dell'Unione per ciascun supercomputer EuroHPC. Il consiglio di direzione decide in merito all'attribuzione del tempo di accesso dell'Unione per gli utenti di servizi commerciali, tenendo conto dei risultati del monitoraggio di cui all'articolo 15, paragrafo 10.
(3)  Il tempo di accesso assegnato ai servizi commerciali non supera, in linea di principio, il 20 % del tempo di accesso totale dell'Unione per ciascun supercomputer EuroHPC. Il consiglio di direzione decide in merito all'attribuzione massima del tempo di accesso dell'Unione per gli utenti di servizi commerciali, tenendo conto dei risultati del monitoraggio di cui all'articolo 15, paragrafo 10.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 18 –paragrafo 6
(6)  Il numero degli effettivi è stabilito nella tabella dell'organico dell'impresa comune che indica il numero di posti temporanei per gruppo di funzione e per grado e il numero di agenti contrattuali espresso in equivalenti a tempo pieno, sulla base del bilancio annuale.
(6)  Il numero degli effettivi è stabilito nella tabella dell'organico dell'impresa comune e rispecchia in maniera adeguata il numero di effettivi e il grado necessari per assicurare i più elevati standard di assunzioni nel settore, indicando il numero di posti temporanei per gruppo di funzione e per grado e il numero di agenti contrattuali espresso in equivalenti a tempo pieno, sulla base del bilancio annuale.
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 19 –paragrafo 2
(2)  Il consiglio di direzione adotta una decisione che stabilisce le disposizioni applicabili al distacco di esperti nazionali presso l'impresa comune e al ricorso a tirocinanti.
(2)  Il consiglio di direzione adotta una decisione che stabilisce le disposizioni applicabili al distacco di esperti nazionali presso l'impresa comune e al ricorso a tirocinanti, ivi compresa alla loro remunerazione.
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 22 –paragrafo 1
(1)  Le attività dell'impresa comune sono oggetto di monitoraggio continuo e di revisioni periodiche conformemente al suo regolamento finanziario, al fine di garantire un impatto e un'eccellenza massimi, nonché l'uso più efficiente delle risorse. I risultati del monitoraggio e delle revisioni periodiche confluiscono nelle valutazioni dell'impresa comune nell'ambito delle valutazioni di Orizzonte Europa.
(1)  Le attività dell'impresa comune sono oggetto di monitoraggio continuo e di revisioni periodiche conformemente al suo regolamento finanziario, al fine di garantire un impatto e un'eccellenza massimi, nonché l'uso più efficiente delle risorse. Tale monitoraggio e tali revisioni non causano oneri amministrativi supplementari per l'impresa comune o per i suoi beneficiari. I risultati del monitoraggio e delle revisioni periodiche confluiscono nelle valutazioni dell'impresa comune nell'ambito delle valutazioni di Orizzonte Europa.
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 22 –paragrafo 3
(3)  Le valutazioni dell'operato delle imprese comuni sono svolte con tempestività per alimentare le valutazioni intermedie e finali complessive di Orizzonte Europa e il relativo processo decisionale, come specificato all'articolo 47 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa.
(3)  Le valutazioni dell'operato delle imprese comuni sono svolte con tempestività e senza aumentare gli oneri amministrativi per le imprese comuni o per i relativi beneficiari per alimentare le valutazioni intermedie e finali complessive di Orizzonte Europa e il relativo processo decisionale, come specificato all'articolo 47 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa.
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 22 –paragrafo 4
(4)  La Commissione effettua una valutazione intermedia di ciascuna impresa comune nell'ambito della valutazione intermedia di Orizzonte Europa, come specificato all'articolo 47 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa. Tale valutazione è effettuata con l'assistenza di esperti indipendenti sulla base di un processo trasparente non appena siano disponibili informazioni sufficienti sull'attuazione di Orizzonte Europa e comunque non oltre quattro anni dall'inizio dell'attuazione di Orizzonte Europa. Le valutazioni esaminano il modo in cui l'impresa comune svolge la sua missione in base ai suoi obiettivi economici, tecnologici, scientifici, sociali e strategici, compresi gli obiettivi relativi al clima, e valutano l'efficacia, l'efficienza, la pertinenza, la coerenza e il valore aggiunto dell'Unione delle sue attività nell'ambito di Orizzonte Europa, le sue sinergie e complementarità con le pertinenti iniziative europee, nazionali e, se opportuno, regionali, comprese le sinergie con altre parti di Orizzonte Europa (quali missioni, cluster o programmi tematici/specifici). Si presterà particolare attenzione agli impatti realizzati a livello nazionale e dell'Unione, tenendo conto della componente delle sinergie e dell'adeguamento delle politiche. Le valutazioni includono, se opportuno, anche una valutazione dell'impatto a lungo termine dell'impresa comune a livello scientifico, sociale, economico e strategico e una valutazione della modalità di intervento strategico più efficace per qualsiasi azione futura, nonché del posizionamento di un eventuale rinnovo dell'impresa comune nel panorama generale dei partenariati europei e delle sue priorità politiche.
(4)  La Commissione effettua una valutazione intermedia di ciascuna impresa comune nell'ambito della valutazione intermedia di Orizzonte Europa, come specificato all'articolo 47 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa, e senza causare oneri amministrativi supplementari per l'impresa comune. Tale valutazione è effettuata con l'assistenza di esperti esterni indipendenti sulla base di un processo trasparente non appena siano disponibili informazioni sufficienti sull'attuazione di Orizzonte Europa e comunque non oltre quattro anni dall'inizio dell'attuazione di Orizzonte Europa. Le valutazioni esaminano il modo in cui l'impresa comune svolge la sua missione in base ai suoi obiettivi economici, tecnologici, scientifici, ambientali, sociali e strategici, compresi gli obiettivi relativi al clima e alla sanità, e valutano l'efficacia, l'efficienza, la pertinenza, la coerenza, l'integrità e il valore aggiunto dell'Unione delle sue attività nell'ambito di Orizzonte Europa, le sue sinergie e complementarità con le pertinenti iniziative europee, nazionali e, se opportuno, regionali, comprese le sinergie con altre parti di Orizzonte Europa (quali altri partenariati europei, missioni, cluster o programmi tematici/specifici). Si presterà particolare attenzione agli impatti realizzati a livello nazionale e dell'Unione, tenendo conto della componente delle sinergie e dell'adeguamento delle politiche. Le valutazioni includono, se opportuno, anche una valutazione dell'impatto a lungo termine dell'impresa comune a livello scientifico, sociale, ambientale, economico e strategico, una valutazione dei progressi in materia di comunicazione e sensibilizzazione, ad esempio il numero di utenti, e una valutazione della modalità di intervento strategico più efficace per qualsiasi azione futura, nonché del posizionamento di un eventuale rinnovo o eliminazione graduale dell'impresa comune nel panorama generale dei partenariati europei e delle sue priorità politiche.
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 22 –paragrafo 6
(6)  La Commissione può effettuare ulteriori valutazioni su temi o argomenti di rilevanza strategica, con l'assistenza di esperti esterni indipendenti selezionati sulla base di un processo trasparente, al fine di esaminare i progressi compiuti dall'impresa comune nel conseguimento degli obiettivi fissati e individuare i fattori che contribuiscono all'attuazione delle attività e le migliori pratiche. Nell'effettuare tali ulteriori valutazioni, la Commissione tiene pienamente conto dell'impatto amministrativo sull'impresa comune.
(6)  Senza causare oneri amministrativi supplementari per l'impresa comune, la Commissione può effettuare ulteriori valutazioni su temi o argomenti di rilevanza strategica, con l'assistenza di esperti esterni indipendenti selezionati sulla base di un processo trasparente, al fine di esaminare i progressi compiuti dall'impresa comune nel conseguimento degli obiettivi fissati e individuare i fattori che contribuiscono all'attuazione delle attività e le migliori pratiche. Nell'effettuare tali ulteriori valutazioni, la Commissione tiene pienamente conto dell'impatto amministrativo sull'impresa comune e, in particolare, si adopera al fine di ridurre gli oneri amministrativi e di garantire che il processo di valutazione sia mantenuto semplice e completamente trasparente. Qualsiasi valutazione si basa su una solida valutazione delle opzioni strategiche dal punto di vista della governance, ivi compresa in particolare la possibilità di stabilire adeguate garanzie per assicurare che gli interessi pubblici siano debitamente rispettati in tutte le operazioni.
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Articolo 22 –paragrafo 7
(7)  L'impresa comune effettua revisioni periodiche delle proprie attività, al fine di fornire informazioni per le valutazioni intermedie e finali dell'impresa comune nell'ambito delle valutazioni di Orizzonte Europa di cui all'articolo 47 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa.
(7)  L'impresa comune effettua revisioni periodiche delle proprie attività con il minimo onere per i beneficiari, al fine di fornire informazioni per le valutazioni intermedie e finali dell'impresa comune nell'ambito delle valutazioni di Orizzonte Europa di cui all'articolo 47 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa.
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 7 bis (nuovo)
(7 bis)  La comunicazione è in linea con i requisiti standard di informazione di Orizzonte Europa. Lo sviluppo dei sistemi di informazione nell'ambito del processo di coordinamento strategico coinvolge altresì gli Stati membri e i rappresentanti dei partenariati al fine di garantire la sincronizzazione e il coordinamento degli sforzi di informazione e monitoraggio, anche sulla ripartizione dei compiti di raccolta e comunicazione dei dati.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 1
(1)  Gli audit ex post delle spese relative alle azioni finanziate dal bilancio di Orizzonte Europa sono eseguiti conformemente all'articolo 48 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa nell'ambito delle azioni indirette di Orizzonte Europa, in particolare in linea con la strategia di audit di cui all'articolo 48, paragrafo 2, di tale regolamento.
(1)  Gli audit ex post delle spese relative alle azioni finanziate dal bilancio di Orizzonte Europa sono eseguiti senza aumentare gli oneri amministrativi per l'impresa comune o per i suoi beneficiari conformemente all'articolo 48 del regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa nell'ambito delle azioni indirette di Orizzonte Europa, in particolare in linea con la strategia di audit di cui all'articolo 48, paragrafo 2, di tale regolamento.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 2
(2)  Gli audit ex post delle spese relative alle attività finanziate dal bilancio del programma Europa digitale sono eseguiti dall'impresa comune conformemente all'articolo xxx del regolamento (UE) xxx che istituisce il programma Europa digitale.
(2)  Gli audit ex post delle spese relative alle attività finanziate dal bilancio del programma Europa digitale sono eseguiti dall'impresa comune conformemente all'articolo xxx del regolamento (UE) xxx che istituisce il programma Europa digitale, senza aumentare gli oneri amministrativi per l'impresa comune o per i suoi beneficiari.
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 3
(3)  Gli audit ex post delle spese relative alle attività finanziate dal bilancio del meccanismo per collegare l'Europa sono eseguiti dall'impresa comune conformemente all'articolo xxx del regolamento (UE) xxx che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa nell'ambito delle azioni del meccanismo per collegare l'Europa.
(3)  Gli audit ex post delle spese relative alle attività finanziate dal bilancio del meccanismo per collegare l'Europa sono eseguiti dall'impresa comune conformemente all'articolo xxx del regolamento (UE) xxx che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa nell'ambito delle azioni del meccanismo per collegare l'Europa, senza aumentare gli oneri amministrativi per l'impresa comune o per i suoi beneficiari.
Emendamento 125
Proposta di regolamento
Articolo 27 – comma 1
L'impresa comune assicura la protezione delle informazioni sensibili la cui divulgazione potrebbe pregiudicare gli interessi dei suoi membri o dei partecipanti alle sue attività.
Fatto salvo l'articolo 28, l'impresa comune assicura la protezione delle informazioni sensibili la cui divulgazione potrebbe pregiudicare gli interessi dei suoi membri o dei partecipanti alle sue attività.
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Conformemente agli altri partenariati europei cofinanziati da Orizzonte Europa, tutti i dati relativi ai progetti presentati e finanziati dall'impresa comune devono essere inclusi nella banca dati unica di Orizzonte Europa.
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 31 bis (nuovo)
Articolo 31 bis
Tassi di rimborso
In deroga all'articolo 30 del regolamento (UE) 2021/695, l'impresa comune può applicare tassi di rimborso diversi per il finanziamento dell'Unione nell'ambito di un'azione a seconda del tipo di partecipante, vale a dire le PMI e i soggetti giuridici senza scopo di lucro, e il tipo di azione. I tassi di rimborso sono indicati nel programma di lavoro.
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
Al fine di garantire un trattamento equo di tutti i supercomputer a norma del regolamento (UE) 2018/1488 e del regolamento in esame, il contributo finanziario dell'Unione di cui all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2018/1488 copre fino al 50 % dei costi di acquisizione più fino al 50 % dei costi operativi. Le norme sull'assegnazione del tempo di accesso dell'Unione di cui all'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/1488 sono pertanto adeguate.
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 1 – lettera c
(c)  pubblica e gestisce gli inviti a manifestare interesse a ospitare supercomputer EuroHPC e valuta le offerte ricevute, con il sostegno di esperti indipendenti esterni;
(c)  pubblica e gestisce gli inviti a manifestare interesse a ospitare supercomputer EuroHPC in maniera aperta e trasparente e valuta le offerte ricevute, con il sostegno di esperti indipendenti esterni;
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 1 – lettera h
(h)  pubblica inviti aperti a presentare proposte e procede alla concessione di finanziamenti, conformemente al regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa ed entro i limiti dei fondi disponibili, ad azioni indirette, prevalentemente sotto forma di sovvenzioni;
(h)  pubblica inviti aperti a presentare proposte e procede alla concessione di finanziamenti, conformemente al regolamento (UE) xxx che istituisce Orizzonte Europa ed entro i limiti dei fondi disponibili, ad azioni indirette, prevalentemente sotto forma di sovvenzioni, promuovendo una partecipazione equilibrata dal punto di vista del genere;
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 1 – lettera n
(n)  stabilisce una stretta cooperazione e assicura il coordinamento con altri partenariati europei e crea sinergie operative con altre imprese comuni, anche attraverso l'accentramento delle funzioni amministrative;
(n)  stabilisce una stretta cooperazione e assicura il coordinamento con altri partenariati europei e crea sinergie operative con altre imprese comuni, anche attraverso l'accentramento delle funzioni amministrative, in particolare per compiti comuni e allo scopo di ottimizzare l'uso delle risorse;
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 1 – lettera n bis (nuova)
(n bis)  garantisce attività congiunte con altre iniziative di ricerca e innovazione pertinenti a livello dell'Unione, nazionale e regionale, che saranno fondamentali nel conseguire un maggiore impatto, nell'assicurare l'adozione dei risultati e nel garantire un livello ottimale di interconnessioni;
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 1 – lettera o bis (nuova)
(o bis)  promuove il coinvolgimento delle PMI nelle loro attività e adotta misure volte a garantire informazioni alle PMI, in linea con gli obiettivi di Orizzonte Europa;
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 2 – lettera b
(b)  Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, [Macedonia del Nord], [Montenegro], Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, [Svizzera], [Turchia] e Ungheria;
(b)  Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, [Macedonia del Nord], [Malta], [Montenegro], Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, [Svizzera], [Turchia] e Ungheria;
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 3 – paragrafo 6
(6)  Una volta all'anno ciascun membro del settore privato informa l'impresa comune di eventuali modifiche significative della propria composizione. Qualora ritenga che tali modifiche della composizione possano incidere sugli interessi dell'Unione o dell'impresa comune per motivi di sicurezza o di ordine pubblico, la Commissione può proporre al consiglio di direzione di porre fine all'adesione del membro del settore privato interessato. Il recesso diventa effettivo e irrevocabile entro sei mesi dalla decisione del consiglio di direzione o alla data specificata in tale decisione, se anteriore.
(6)  Senza indugio ciascun membro del settore privato informa l'impresa comune di eventuali modifiche significative della propria composizione. Qualora ritenga che tali modifiche della composizione possano incidere sugli interessi dell'Unione o dell'impresa comune per motivi di sicurezza o di ordine pubblico, la Commissione può proporre al consiglio di direzione di porre fine all'adesione del membro del settore privato interessato. Il recesso diventa effettivo e irrevocabile entro sei mesi dalla decisione del consiglio di direzione o alla data specificata in tale decisione, se anteriore.
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 6 – paragrafo 5 – comma 1
(5)  Ai fini dei compiti di cui all'articolo 7, paragrafo 4, lettere f), g) e h), del presente statuto e per ciascun supercomputer EuroHPC, i diritti di voto degli Stati partecipanti sono ripartiti proporzionalmente ai rispettivi contributi finanziari impegnati e ai rispettivi contributi in natura al supercomputer in questione fino al momento del trasferimento della proprietà al soggetto ospitante conformemente all'articolo 8, paragrafo 3, del presente regolamento o fino al momento della sua vendita o dismissione; i contributi in natura sono presi in considerazione solo se sono stati certificati ex ante da un esperto o revisore indipendente.
(5)  Ai fini dei compiti di cui all'articolo 7, paragrafo 4, lettere f), g) e h), del presente statuto e per ciascun supercomputer EuroHPC, i diritti di voto degli Stati partecipanti sono ripartiti proporzionalmente ai rispettivi contributi finanziari impegnati e ai rispettivi contributi in natura al supercomputer in questione fino al momento del trasferimento della proprietà al soggetto ospitante conformemente all'articolo 8, paragrafo 3, del presente regolamento o fino al momento della sua vendita o dismissione; i contributi in natura sono presi in considerazione solo se sono stati certificati ex ante da un esperto o revisore indipendente, utilizzando un processo semplice, efficace e trasparente.
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 6 – paragrafo 10 – comma 3
Ogni Stato osservatore può designare un delegato nel consiglio di direzione, che riceve tutta la documentazione pertinente e può partecipare alle deliberazioni del consiglio di direzione salvo diversa decisione del consiglio di direzione, a seconda dei casi. Detti delegati non hanno diritto di voto e garantiscono la riservatezza delle informazioni sensibili conformemente all'articolo 27 del presente regolamento e fatte salve le norme in materia di conflitto di interessi.
Ogni Stato osservatore può designare un delegato nel consiglio di direzione, che riceve tutta la documentazione pertinente e può partecipare alle deliberazioni del consiglio di direzione salvo diversa decisione del consiglio di direzione, a seconda dei casi.
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 6 – paragrafo 14 bis (nuovo)
(14 bis)  Due o più rappresentanti del forum degli utenti, selezionati in base al regolamento interno, sono invitati a partecipare alle riunioni del consiglio di direzione in qualità di osservatori e partecipano alle sue deliberazioni, ma non hanno diritto di voto.
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 6 – paragrafo 14 ter (nuovo)
(14 ter)  Gli osservatori che partecipano alle riunioni del consiglio di direzione non ha diritto di voto, garantisce la riservatezza delle informazioni sensibili conformemente all'articolo 27 del presente regolamento ed è soggetto alle norme in materia di conflitto di interessi.
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 7 – paragrafo 3 – lettera j bis (nuova)
(j bis)  istituisce un gruppo di lavoro, che opera in qualità di forum degli utenti, finalizzato a consigliare il consiglio di direzione in merito agli aspetti concernenti le esigenze degli utenti, in conformità del regolamento interno del consiglio di direzione;
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 7 – paragrafo 3 – lettera j ter (nuova)
(j ter)  stabilisce regole e criteri specifici per la selezione, la nomina e la revoca dei membri del forum degli utenti e dei gruppi consultivi istituiti conformemente alle lettere j) e k), comprese le considerazioni di genere e di diversità geografica, e approva il regolamento stabilito in modo autonomo dal forum degli utenti e da questi gruppi consultivi; gruppi di utenti specifici dovrebbero essere trattati nell'ambito del forum degli utenti, incluso l'accesso per gli studenti di Stati membri partecipanti al fine di promuovere le carriere future nel supercalcolo. A tal fine, i criteri di selezione prevedono che almeno due studenti di master o dottorandi siano rappresentati nel forum degli utenti. Le accademie europee possono essere coinvolte nella selezione degli studenti;
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 8 – paragrafo 1 – comma 1
(1)  La Commissione propone una rosa di candidati alla carica di direttore esecutivo previa consultazione con i membri dell'impresa comune diversi dall'Unione. Al fine di tale consultazione i membri dell'impresa comune diversi dall'Unione nominano di comune accordo i loro rappresentanti e un osservatore a nome del consiglio di direzione.
(1)  La Commissione propone una rosa di candidati alla carica di direttore esecutivo previa consultazione con i membri dell'impresa comune diversi dall'Unione. Al fine di tale consultazione i membri dell'impresa comune diversi dall'Unione nominano di comune accordo i loro rappresentanti e un osservatore a nome del consiglio di direzione. La rosa di candidati garantisce un'equa rappresentanza e pari opportunità per gli uomini e le donne.
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 10 – paragrafo 2
(2)  Il gruppo consultivo per la ricerca e l'innovazione è costituito da un massimo di dieci membri, designati dai membri del settore privato tenendo conto dei loro impegni verso l'impresa comune.
(2)  Il gruppo consultivo per la ricerca e l'innovazione è costituito da un massimo di dodici membri, dei quali non più di sei sono designati dai membri del settore privato, tenendo conto dei loro impegni verso l'impresa comune, e non più di sei sono nominati dal forum degli utenti su raccomandazione del consiglio di direzione. Il forum degli utenti stabilisce i criteri specifici e la procedura per la selezione dei membri che esso nomina.
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 10 – paragrafo 3
(3)  Il gruppo consultivo per le infrastrutture è composto da dieci membri. Il consiglio di direzione stabilisce i criteri specifici che saranno presi in considerazione per la selezione dei membri del gruppo consultivo per le infrastrutture. Il presidente e il vicepresidente del consiglio di direzione nominano i membri del gruppo consultivo per le infrastrutture sulla base dei contributi ricevuti dal consiglio di direzione e dal direttore esecutivo.
(3)  Il gruppo consultivo per le infrastrutture è composto da dodici membri. Il consiglio di direzione stabilisce i criteri specifici che saranno presi in considerazione per la selezione dei membri del gruppo consultivo per le infrastrutture. Il presidente e il vicepresidente del consiglio di direzione nominano i membri del gruppo consultivo per le infrastrutture sulla base dei contributi ricevuti dal consiglio di direzione e dal direttore esecutivo e tenendo conto del parere del forum degli utenti.
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 10 – paragrafo 3 bis (nuovo)
(3 bis)  Il consiglio di direzione stabilisce i criteri specifici e il processo per la selezione dei membri del gruppo consultivo per la ricerca e l'innovazione e del gruppo consultivo per le infrastrutture.
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 13 – comma 1 – lettera a
(a)  redige e aggiorna regolarmente il progetto di programma strategico pluriennale di cui all'articolo 19, paragrafo 1, del presente statuto, per conseguire gli obiettivi dell'impresa comune enunciati all'articolo 3 del presente regolamento. Il progetto di programma strategico pluriennale include: i) l'agenda strategica di ricerca e innovazione, che individua le priorità di ricerca e innovazione per lo sviluppo e l'adozione di tecnologie e competenze chiave per il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico in diversi settori di applicazione al fine di sostenere lo sviluppo di un ecosistema di dati e di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico integrato nell'Unione, aumentarne la resilienza e contribuire a creare nuovi mercati e applicazioni sociali e misure per promuovere lo sviluppo e l'adozione della tecnologia europea, ii) le potenziali attività di cooperazione internazionale nel campo della ricerca e dell'innovazione che apportino valore aggiunto e siano di reciproco interesse, iii) le priorità in materia di istruzione e formazione per colmare il divario di competenze nelle tecnologie e applicazioni del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico, in particolare per l'industria. Il progetto è riesaminato periodicamente, in base all'evoluzione della domanda scientifica e industriale;
(a)  redige e aggiorna regolarmente il progetto di programma strategico pluriennale di cui all'articolo 19, paragrafo 1, del presente statuto, per conseguire gli obiettivi dell'impresa comune enunciati all'articolo 3 del presente regolamento. Il progetto di programma strategico pluriennale include: i) l'agenda strategica di ricerca e innovazione, basata sulle esigenze scientifiche e industriali, che individua le priorità di ricerca e innovazione per lo sviluppo e l'adozione di tecnologie degli utenti, servizi, applicazioni e competenze chiave per il calcolo ad alte prestazioni e il calcolo quantistico in diversi settori di applicazione al fine di sostenere lo sviluppo di un ecosistema di dati e di calcolo ad alte prestazioni e calcolo quantistico integrato nell'Unione, aumentare la resilienza dell'Unione e contribuire a creare nuovi mercati e applicazioni sociali e misure per promuovere lo sviluppo e l'adozione della tecnologia europea, ii) le potenziali attività di cooperazione internazionale nel campo della ricerca e dell'innovazione che apportino valore aggiunto e siano di reciproco interesse, iii) le priorità in materia di istruzione e formazione per colmare il divario di professionalità e di competenze nelle tecnologie e applicazioni del calcolo ad alte prestazioni e del calcolo quantistico, in particolare per l'industria. Tale progetto di programma strategico pluriennale è riesaminato periodicamente, in base all'evoluzione della domanda scientifica e industriale;
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 13 – comma 1 bis (nuovo)
Nello svolgimento dei suoi compiti, il gruppo consultivo per la ricerca e l'innovazione richiede il parere del forum degli utenti.
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Allegato – articolo 14 – comma 1 – lettera a
(a)  redige e aggiorna regolarmente il progetto di programma strategico pluriennale di cui all'articolo 19, paragrafo 1, del presente statuto, per conseguire gli obiettivi dell'impresa comune enunciati all'articolo 3 del presente regolamento. Il progetto di programma strategico pluriennale contempla: i) l'acquisizione dei supercomputer EuroHPC tenendo conto, tra l'altro, della pianificazione dell'acquisizione, dei necessari aumenti di capacità, dei tipi di applicazioni e delle comunità di utenti su cui concentrarsi, delle pertinenti esigenze degli utenti e architetture di sistema adeguate, delle esigenze degli utenti e dell'architettura dell'infrastruttura, ii) la federazione e l'interconnessione di tale infrastruttura, tenendo conto, tra l'altro, dell'integrazione con le infrastrutture nazionali di calcolo ad alte prestazioni o di calcolo quantistico e dell'architettura dell'infrastruttura iperconnessa e federata e iii) lo sviluppo di capacità, compresi i centri di competenza e le attività di ampliamento delle capacità e di formazione per gli utenti finali e le opportunità di promozione dell'adozione e dell'utilizzo di soluzioni tecnologiche europee principalmente da parte dei centri di competenza;
(a)  redige e aggiorna regolarmente il progetto di programma strategico pluriennale di cui all'articolo 19, paragrafo 1, del presente statuto, per conseguire gli obiettivi dell'impresa comune enunciati all'articolo 3 del presente regolamento. Il progetto di programma strategico pluriennale contempla: i) l'acquisizione dei supercomputer EuroHPC tenendo conto, tra l'altro, della pianificazione dell'acquisizione, dei necessari aumenti di capacità, dei tipi di applicazioni e delle comunità di utenti su cui concentrarsi, delle pertinenti esigenze degli utenti e architetture di sistema adeguate, delle esigenze degli utenti e dell'architettura dell'infrastruttura, ii) la federazione e l'interconnessione di tale infrastruttura, tenendo conto, tra l'altro, dell'integrazione con le infrastrutture nazionali di calcolo ad alte prestazioni o di calcolo quantistico e dell'architettura dell'infrastruttura iperconnessa e federata e iii)lo sviluppo di capacità, compresi i centri di competenza dell'Unione e i centri nazionali di competenza per il calcolo ad alte prestazioni e le attività di ampliamento delle capacità e di formazione per gli utenti finali dei centri di eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni e le opportunità di promozione dell'adozione e dell'utilizzo di soluzioni tecnologiche europee principalmente da parte dei centri di competenza;
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 14 – comma 1 bis (nuovo)
Nello svolgimento dei suoi compiti, il gruppo consultivo per le infrastrutture richiede il parere del forum degli utenti.

Strumento di prestito per il settore pubblico nel quadro del meccanismo per una transizione giusta ***I
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Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo strumento di prestito per il settore pubblico nel quadro del meccanismo per una transizione giusta (COM(2020)0453 – C9-0153/2020 – 2020/0100(COD))
P9_TA(2021)0311A9-0195/2020

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2020)0453),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 175, terzo comma, e l'articolo 322, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C9-0153/2020),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Corte dei conti del 24 settembre 2020(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 18 settembre 2020(2),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 74, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 5 maggio 2021, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per i bilanci e della commissione per i problemi economici e monetari a norma dell'articolo 58 del regolamento,

–  visti i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci e della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0195/2020),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  approva la dichiarazione comune del Parlamento e della Commissione allegata alla presente risoluzione;

3.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 giugno 2021 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2021/… del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo strumento di prestito per il settore pubblico nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

P9_TC1-COD(2020)0100


(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2021/1229.)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione comune del Parlamento europeo e della Commissione

Qualora le risorse cumulate previste dalle entrate con destinazione specifica differiscano sostanzialmente dall'importo di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2021/... del Parlamento europeo e del Consiglio(3)(4), il Parlamento europeo, sulla base di una proposta della Commissione, individuerà e sosterrà l'assegnazione allo strumento di prestito per il settore pubblico, conformemente all'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, delle risorse complementari necessarie per far fronte al fabbisogno di finanziamento dello strumento di prestito per il settore pubblico e garantirne la piena attuazione. La proposta della Commissione sarà coerente con il quadro finanziario pluriennale e non comprometterà l'attuazione dei programmi elencati nell'allegato I del regolamento (UE) 2021/...(5)+.

(1) GU C 373 del 4.11.2020, pag. 1.
(2) GU C 429 dell'11.12.2020, pag. 240.
(3)Regolamento (UE) 2021/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo strumento di prestito per il settore pubblico nel quadro del meccanismo per una transizione giusta (GU ...)
(4)+GU: Si prega di inserire nel testo il numero del regolamento di cui al documento PE-CONS 33/21 (2020/0100(COD)) e inserire il numero, la data, il titolo e il riferimento GU di tale regolamento nella nota a piè di pagina.
(5)++GU: Si prega di inserire nel testo il numero del regolamento di cui al documento PE-CONS 33/21 (2020/0100(COD)).


Controlli ufficiali su animali e prodotti di origine animale per garantire il rispetto del divieto di taluni usi degli antimicrobici ***I
PDF 161kWORD 50k
Testo
Testo consolidato
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 24 giugno 2021, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2017/625 per quanto riguarda i controlli ufficiali su animali e prodotti di origine animale esportati dai paesi terzi nell'Unione per garantire il rispetto del divieto di taluni usi degli antimicrobici (COM(2021)0108 – C9-0094/2021 – 2021/0055(COD))(1)
P9_TA(2021)0312A9-0195/2021

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

[Emendamenti 1-7, salvo dove altrimenti indicato]

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(2)
P9_TA(2021)0312A9-0195/2021
alla proposta della Commissione
P9_TA(2021)0312A9-0195/2021
---------------------------------------------------------
P9_TA(2021)0312A9-0195/2021

REGOLAMENTO (UE) 2021/... DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (UE) 2017/625 per quanto riguarda i controlli ufficiali su animali e prodotti di origine animale esportati dai paesi terzi nell'Unione al fine di garantire il rispetto del divieto di taluni usi degli antimicrobici e il regolamento (CE) n. 853/2004 per quanto riguarda la fornutura diretta di carni provenienti da pollame e logomorfi [Emm. 8, 10 e 11]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 43, paragrafo 2, l'articolo 114 e l'articolo 168, paragrafo 4, lettera b),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(4),

considerando quanto segue:

(1)  Il regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio(5) stabilisce le norme per l'esecuzione dei controlli ufficiali intesi a verificare la conformità, tra l'altro, con le norme in materia di sicurezza degli alimenti e dei mangimi.

(2)  Il regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) stabilisce norme relative, tra l'altro, al controllo e all'impiego dei medicinali veterinari, con un'attenzione particolare alla resistenza antimicrobica.

(3)  Conformemente al regolamento (UE) 2019/6, un uso più prudente e responsabile degli antimicrobici negli animali viene garantito, tra l'altro, mediante il divieto di utilizzare antimicrobici per promuovere la crescita e aumentare la resa e di utilizzare gli antimicrobici riservati al trattamento di determinate infezioni nell'uomo. A norma dell'articolo 118, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/6 gli operatori in paesi terzi sono tenuti a rispettare tali divieti quando esportano animali e prodotti di origine animale nell'Unione. Come evidenziato nel considerando 49 di tale regolamento, è importante considerare la dimensione internazionale dello sviluppo della resistenza antimicrobica, adottando misure non discriminatorie e proporzionate, nel rispetto degli obblighi dell'Unione derivanti da accordi internazionali.

(4)  L'articolo 118 del regolamento (UE) 2019/6 costituisce uno sviluppo della comunicazione della Commissione del 29 giugno 2017 dal titolo "Piano d'azione europeo 'One Health' contro la resistenza antimicrobica", in quanto mira a migliorare la prevenzione e il controllo della resistenza antimicrobica e a promuovere un impiego più prudente e responsabile degli antimicrobici negli animali. ▌

(5)  Al fine di garantire l'attuazione efficace del divieto di impiegare antimicrobici allo scopo di promuovere la crescita o di aumentare la produttività, e di impiegare antimicrobici riservati al trattamento di determinate infezioni nell'uomo, è opportuno includere nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) 2017/625 i controlli ufficiali per verificare che gli animali e i prodotti di origine animale esportati nell'Unione siano conformi all'articolo 118, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/6, sempre nel rispetto degli obblighi dell'Unione derivanti da accordi internazionali.

(6)  A norma dell'articolo 18, paragrafo 7, lettera g), del regolamento (UE) 2017/625, la Commissione deve adottare norme specifiche per l'esecuzione di controlli ufficiali su criteri e condizioni per determinare, in relazione a pettinidi, gasteropodi marini e oloturoidei, quando le zone di produzione e di stabulazione non devono essere classificate. Gli oloturoidei sono una classe del phylum echinodermata. Gli echinodermi non sono generalmente animali filtratori. Di conseguenza il rischio che tali animali accumulino microrganismi legati alla contaminazione fecale è esiguo. Inoltre, non sono state segnalate informazioni epidemiologiche che possano collegare i rischi per la salute pubblica agli echinodermi che non sono filtratori. Per tale motivo, la possibilità prevista all'articolo 18, paragrafo 7, lettera g), del regolamento (UE) 2017/625 di derogare all'obbligo di classificare le zone di produzione e di stabulazione dovrebbe essere estesa a tutti gli echinodermi che non sono filtratori, ad esempio a quelli appartenenti alla classe degli echinoidei, e non essere limitata alla classe degli oloturoidei. Per lo stesso motivo, è opportuno chiarire che le condizioni stabilite dalla Commissione per la classificazione e il monitoraggio delle zone di produzione e di stabulazione classificate si applicano a molluschi bivalvi, echinodermi, tunicati e gasteropodi marini vivi, ad eccezione dei gasteropodi marini e degli echinodermi che non sono filtratori. La terminologia utilizzata all'articolo 18, paragrafi 6, 7 e 8, del regolamento (UE) 2017/625 dovrebbe essere allineata di conseguenza.

(7)  A norma dell'articolo 47, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2017/625, le autorità competenti sono tenute a effettuare i controlli ufficiali presso il posto di controllo frontaliero di primo ingresso nell'Unione su ciascuna partita di animali e merci che sono oggetto, tra l'altro, di misure di emergenza previste da atti adottati conformemente all'articolo 249 del regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio(7). Tuttavia l'articolo 249 del regolamento (UE) 2016/429 non riguarda le misure di emergenza della Commissione. È opportuno correggere tale errore e fare riferimento invece all'articolo 261 del regolamento (UE) 2016/429.

(8)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ossia consentire controlli ufficiali sull'uso di antimicrobici negli animali e nei prodotti di origine animale che entrano nell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, ma può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(9)  È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) 2017/625.

(10)  Poiché il regolamento (UE) 2019/6 si applica a decorrere dal 28 gennaio 2022, le disposizioni corrispondenti del presente regolamento dovrebbero applicarsi dalla stessa data,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (UE) 2017/625 è così modificato:

1)  all'articolo 1, paragrafo 4, la lettera c) è sostituita dalla seguente:"

"c) al regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio*; il presente regolamento si applica tuttavia ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità all'articolo 118, paragrafo 1, di tale regolamento

____________

* Regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo ai medicinali veterinari e che abroga la direttiva 2001/82/CE (GU L 4 del 7.1.2019, pag. 43).";

"

2)  l'articolo 18 è così modificato:

a)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:"

"6. Ai fini dei controlli ufficiali di cui al paragrafo 1 effettuati in relazione a molluschi bivalvi, echinodermi, tunicati e gasteropodi marini vivi, le autorità competenti classificano le zone di produzione e di stabulazione.";

"

b)  al paragrafo 7, la lettera g) è sostituita dalla seguente:"

"g) criteri e condizioni per determinare, in deroga al paragrafo 6, quando le zone di produzione e di stabulazione non sono classificate in relazione a:

   i) pettinidi; e
   ii) se non sono filtratori: echinodermi e gasteropodi marini;";

"

c)  al paragrafo 8, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) le condizioni per la classificazione e il monitoraggio delle zone classificate di produzione e di stabulazione di molluschi bivalvi, echinodermi, tunicati e gasteropodi marini vivi;";

"

3)  all'articolo 47, paragrafo 1, la lettera e) è sostituita dalla seguente:"

"e) animali e merci che sono oggetto di una misura di emergenza prevista da un atto adottato conformemente all'articolo 53 del regolamento (CE) n. 178/2002, all'articolo 261 del regolamento (UE) 2016/429 o all'articolo 28, paragrafo 1, all'articolo 30, paragrafo 1, all'articolo 40, paragrafo 3, all'articolo 41, paragrafo 3, all'articolo 49, paragrafo 1, all'articolo 53, paragrafo 3, e all'articolo 54, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/2031 che impone di sottoporre a controlli ufficiali, al loro ingresso nell'Unione, le partite di tali animali o merci, identificati mediante i loro codici della nomenclatura combinata;".

"

Articolo 1 bis

Il regolamento (CE) n. 853/2004 è così modificato:

all'articolo 1, paragrafo 3, la lettera d), è sostituita dalla seguente:"

"d) alla fornitura diretta di piccoli quantitativi di carni provenienti da pollame e lagomorfi macellati nell'azienda agricola dal produttore al consumatore finale o ai laboratori annessi agli esercizi di commercio al dettaglio o di somministrazione a livello locale che forniscono direttamente al consumatore finale siffatte carni;". [Emm. 8, 10 e 11]

"

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal ... [data dell'entrata in vigore del presente regolamento].

L'articolo 1, punto 1), si applica tuttavia a decorrere dal 28 gennaio 2022.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A9-0195/2021).
(2)* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in grassetto corsivo e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.
(3)Parere del 9 giugno 2021 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(4) Posizione del Parlamento europeo del ... [(GU …)/(non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale)] e decisione del Consiglio del ….
(5)Regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari, recante modifica dei regolamenti (CE) n. 999/2001, (CE) n. 396/2005, (CE) n. 1069/2009, (CE) n. 1107/2009, (UE) n. 1151/2012, (UE) n. 652/2014, (UE) 2016/429 e (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio, dei regolamenti (CE) n. 1/2005 e (CE) n. 1099/2009 del Consiglio e delle direttive 98/58/CE, 1999/74/CE, 2007/43/CE, 2008/119/CE e 2008/120/CE del Consiglio, e che abroga i regolamenti (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 89/608/CEE, 89/662/CEE, 90/425/CEE, 91/496/CEE, 96/23/CE, 96/93/CE e 97/78/CE del Consiglio e la decisione 92/438/CEE del Consiglio (regolamento sui controlli ufficiali) (GU L 95 del 7.4.2017, pag. 1).
(6)Regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo ai medicinali veterinari e che abroga la direttiva 2001/82/CE (GU L 4 del 7.1.2019, pag. 43).
(7)Regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale") (GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1).


Relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2020
PDF 199kWORD 68k
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sulla relazione sullo Stato di diritto 2020 della Commissione (2021/2025(INI))
P9_TA(2021)0313A9-0199/2021

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 295 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti, in particolare, l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 1, l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, l'articolo 4, paragrafo 3, e gli articoli 5, 6, 7 e 11 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli del TFUE relativi al rispetto, alla tutela e alla promozione della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali nell'Unione, tra cui gli articoli 70, 258, 259, 260, 263 e 265,

–  visti il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea e il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegati ai trattati,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta"),

–  vista la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE),

–  visti l'articolo 49 TUE, i criteri di Copenaghen e il corpus di norme dell'Unione a cui un paese candidato deve ottemperare se intende aderire all'Unione ("l'acquis"),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2020 dal titolo "Relazione sullo Stato di diritto 2020 – La situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea" (COM(2020)0580),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione(1) (il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto),

–  visto il regolamento (UE) 2021/692 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori e abroga il regolamento (UE) n. 1381/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 390/2014 del Consiglio(2),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  visti gli strumenti delle Nazioni Unite sulla protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e le raccomandazioni e le relazioni dell'esame periodico universale delle Nazioni Unite, nonché la giurisprudenza degli organi previsti dai trattati delle Nazioni Unite e le procedure speciali del Consiglio dei diritti umani,

–  vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani dell'8 marzo 1999,

–  viste le raccomandazioni e relazioni dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, dell'Alto Commissario per le minoranze nazionali, del Rappresentante per la libertà dei mezzi d'informazione e di altri organi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE),

–  viste la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, la Carta sociale europea, la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e del Comitato europeo dei diritti sociali, nonché le convenzioni, le raccomandazioni, le risoluzioni, i pareri e le relazioni dell'Assemblea parlamentare, del Comitato dei ministri, del commissario per i diritti umani, della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza, del Comitato direttivo sull'antidiscriminazione, la diversità e l'inclusione, della Commissione di Venezia e di altri organi del Consiglio d'Europa,

–  visti il memorandum d'intesa tra il Consiglio d'Europa e l'Unione europea del 23 maggio 2007 e le conclusioni del Consiglio dell'8 luglio 2020 sulle priorità dell'UE relative alla cooperazione con il Consiglio d'Europa nel periodo 2020-2022,

–  vista la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione,

–  vista la convenzione internazionale delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale,

–  visto lo strumentario del Consiglio d'Europa destinato agli Stati membri, del 7 aprile 2020, dal titolo "Rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani durante la crisi sanitaria COVID-19",

–  vista la relazione interlocutoria sulle misure adottate negli Stati membri dell'UE a seguito della crisi COVID-19 e il loro impatto sulla democrazia, sullo Stato di diritto e sui diritti fondamentali, adottata dalla Commissione di Venezia nella sua 124a sessione plenaria dell'8 ottobre 2020,

–  vista la relazione annuale 2020 delle organizzazioni partner della piattaforma del Consiglio d'Europa per promuovere la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti,

–  vista la proposta motivata di decisione del Consiglio presentata dalla Commissione il 20 dicembre 2017 sulla constatazione dell'esistenza di un evidente rischio di violazione grave dello Stato di diritto da parte della Repubblica di Polonia, formulata conformemente all'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (COM(2017)0835),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 luglio 2019 dal titolo "Rafforzare lo Stato di diritto nell'Unione – Programma d'azione" (COM(2019)0343),

–  visto il quadro di valutazione UE della giustizia 2020,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 giugno 2019 dal titolo "Rafforzare lo Stato di diritto nell'Unione – Il contesto attuale e possibili nuove iniziative", che propone di istituire un Forum annuale dell'UE sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto,

–  vista la relazione del gruppo Diritti fondamentali e Stato di diritto del Comitato economico e sociale europeo del giugno 2020, dal titolo "National developments from a civil society perspective, 2018-2019" (Sviluppi negli Stati membri visti dalla prospettiva della società civile nel periodo 2018-2019),

–  vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali del 17 gennaio 2018 dal titolo "Challenges facing civil society organisations working on human rights in the EU" (Le sfide cui devono far fronte le organizzazioni della società civile che operano nel settore dei diritti umani nell'UE), i bollettini, pubblicati nel 2020, relativi alle implicazioni della pandemia di COVID-19 sui diritti fondamentali nell'UE, e altri dati, strumenti e relazioni dell'Agenzia, in particolare il sistema di informazione europeo sui diritti fondamentali (EFRIS),

–  vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali del 10 settembre 2020 dal titolo "Antisemitism: Overview of antisemitic incidents recorded in the European Union" (Antisemitismo: rassegna dei casi di antisemitismo registrati nell'Unione europea),

–  vista la relazione dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere dal titolo "Beijing +25: the fifth review of the implementation of the Beijing Platform for Action in the EU Member States" (Pechino +25: quinto esame dell'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino negli Stati membri dell'UE), pubblicata il 5 marzo 2020,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea e degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 16 dicembre 2014, dal titolo "Garantire il rispetto dello Stato di diritto",

–  viste la strategia dell'UE per la parità di genere 2020-2025, la strategia dell'UE per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025, la strategia dell'UE sui diritti dei minori 2021-2024 e la strategia dell'UE per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030,

–  visti il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 e il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom,

–  vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2016 recante raccomandazioni alla Commissione sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali(3),

–  vista la sua risoluzione del 1° marzo 2018 sulla decisione della Commissione di attivare l'articolo 7, paragrafo 1, TUE relativamente alla situazione in Polonia(4),

–  vista la sua risoluzione del 19 aprile 2018 sulla necessità di istituire uno strumento europeo dei valori per sostenere le organizzazioni della società civile che promuovono i valori fondamentali all'interno dell'Unione europea a livello locale e nazionale(5),

–  vista la sua risoluzione del 19 aprile 2018 sulla protezione dei giornalisti investigativi in Europa: il caso di Ján Kuciak, giornalista slovacco, e di Martina Kušnírová(6),

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2018 su una proposta recante l'invito al Consiglio a constatare, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione(7),

–  vista la sua risoluzione del 13 novembre 2018 sullo Stato di diritto in Romania(8),

–  vista la sua risoluzione del 14 novembre 2018 sulla necessità di un meccanismo globale dell'UE per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali(9),

–  vista la sua risoluzione del 13 febbraio 2019 sull'attuale regresso dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere nell'UE(10),

–  vista la sua risoluzione del 28 marzo 2019 sulla situazione dello Stato di diritto e della lotta contro la corruzione nell'UE, in particolare a Malta e in Slovacchia(11),

–  vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2019 sullo Stato di diritto a Malta dopo le recenti rivelazioni sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia(12),

–  vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2019 sulla discriminazione in pubblico e sull'incitamento all'odio nei confronti delle persone LGBTI, comprese le zone libere da LGBTI(13),

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2018(14),

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2020 sulle audizioni in corso a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE, concernenti la Polonia e l'Ungheria(15),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze(16),

–  vista la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulle proteste contro il razzismo a seguito della morte di George Floyd(17),

–  vista la sua discussione in Aula del 19 giugno 2020 sulla riapertura dell'indagine a carico del Primo ministro della Repubblica ceca sull'uso improprio di fondi UE e potenziali conflitti d'interessi(18),

–  vista la sua risoluzione del 17 settembre 2020 sulla proposta di decisione del Consiglio sulla constatazione dell'esistenza di un evidente rischio di violazione grave dello Stato di diritto da parte della Repubblica di Polonia(19),

–  vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2020 sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali(20),

–  vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2020 sullo Stato di diritto e i diritti fondamentali in Bulgaria(21),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2020 sul rafforzamento della libertà dei media: protezione dei giornalisti in Europa, incitamento all'odio, disinformazione e ruolo delle piattaforme(22),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2020 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea – Relazione annuale 2018-2019(23),

–  vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2020 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027, l'accordo interistituzionale, lo strumento dell'Unione europea per la ripresa e il regolamento sullo Stato di diritto(24),

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2021 sulla proclamazione dell'Unione europea come zona di libertà per le persone LGBTIQ(25),

–  vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 sull'applicazione del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092, il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto(26),

–  vista la sua risoluzione del 29 aprile 2021 sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo Stato di diritto a Malta(27),

–  vista la sua valutazione del valore aggiunto europeo che accompagna la relazione di iniziativa legislativa su un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali del mese di ottobre 2016,

–  vista la sua valutazione preliminare sul valore aggiunto europeo di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali del 23 aprile 2020,

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione giuridica, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per le petizioni,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A9-0199/2021),

A.  considerando che l'Unione è fondata sui valori comuni, sanciti dall'articolo 2 TUE, del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, valori che sono comuni agli Stati membri dell'UE e che i paesi candidati all'UE devono rispettare per entrare nell'Unione; che la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali sono valori che si rafforzano a vicenda e che, se indeboliti, possono costituire una minaccia sistemica per l'Unione; che il rispetto dello Stato di diritto vincola l'Unione nel suo insieme e gli Stati membri a tutti i livelli di governo, compresi gli enti subnazionali;

B.  considerando che il ciclo annuale di esame dello Stato di diritto costituisce una gradita integrazione degli strumenti disponibili per preservare i valori sanciti dall'articolo 2 TUE, in quanto affronta la situazione in tutti gli Stati membri dell'UE sulla base di quattro pilastri, con un'incidenza diretta sul rispetto dello Stato di diritto; che tale strumento è concepito come un ciclo annuale volto a garantire lo Stato di diritto e a prevenire l'emergere o l'aggravarsi di problemi in tale ambito;

C.  considerando che la prima relazione della Commissione sullo Stato di diritto (relazione 2020) ha una portata limitata, in quanto non copre tutti i valori dell'Unione sanciti dall'articolo 2 TUE;

D.  considerando che con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona la Carta è stata integrata appieno nei trattati e pertanto oggi risulta giuridicamente vincolante per le istituzioni, le agenzie e altri organi dell'Unione, nonché per gli Stati membri nel quadro dell'attuazione della legislazione dell'UE; che occorre sviluppare, promuovere e rafforzare una vera e propria cultura dei diritti fondamentali non soltanto in seno alle istituzioni dell'UE ma anche negli Stati membri, in particolare in sede di applicazione del diritto dell'Unione sia internamente che nelle relazioni con i paesi terzi;

E.  considerando che la relazione 2020, pur esprimendo preoccupazioni e sensibilizzando in merito alla questione, non fornisce una valutazione sufficiente dell'efficacia dei cambiamenti attuati da ciascun paese, né raccomandazioni concrete specifiche per paese o un esame del rispetto dello Stato di diritto da parte di un paese nel corso del tempo, il che potrebbe compromettere gli effetti preventivi auspicati;

F.  considerando che, se non vi si dà efficacemente seguito nell'ambito di un monitoraggio annuale, la relazione 2020 potrebbe non riuscire a prevenire, individuare e affrontare efficacemente le sfide sistemiche e la regressione dello Stato di diritto osservate in diversi Stati membri dell'UE negli ultimi anni; che lo Stato di diritto costituisce un prerequisito essenziale per il rispetto del principio di sana gestione finanziaria e per la tutela degli interessi finanziari dell'Unione;

G.  considerando che, negli ultimi anni, diverse risoluzioni approvate dal Parlamento hanno individuato in numerosi Stati membri gravi problemi in termini di Stato di diritto(28);

H.  considerando che la regressione dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in alcuni paesi sta seriamente compromettendo la fiducia reciproca nel funzionamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia e minacciando gli obiettivi dell'Unione sanciti dall'articolo 3 TUE, come illustrato da diverse cause in cui il mandato d'arresto europeo è stato contestato a fronte di profondi dubbi sull'indipendenza della magistratura;

I.  considerando che le istituzioni dei difensori civici e gli organismi per la parità negli Stati membri svolgono un ruolo cruciale nella salvaguardia dei principi fondamentali dello Stato di diritto, quali la trasparenza, la responsabilità e il giusto processo;

J.  considerando che le misure di emergenza adottate in risposta alla pandemia di COVID‑19 hanno compromesso l'esercizio dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE, come il diritto alla libera circolazione, l'accesso alla giustizia, l'accesso alle informazioni pubbliche, la vita privata, la libertà di associazione e di riunione, e hanno avuto un impatto sul sistema democratico di bilanciamento dei poteri; che è pertanto cruciale garantire un efficace bilanciamento dei poteri in relazione alle azioni del governo e a tutela dei diritti dei cittadini;

K.  considerano che le posizioni di diversi Stati membri nelle graduatorie internazionali per quanto riguarda la libertà di stampa sono state declassate e che la violenza nei confronti dei giornalisti è aumentata; che le minacce alla libertà dei media comprendono molestie e attacchi rivolti ai giornalisti, la violazione della loro tutela giuridica nonché la parzialità dei media o azioni a sfondo politico o economico nel settore dei media; che i preoccupanti sviluppi volti a soffocare la libertà di parola e di stampa costituiscono un pessimo esempio all'interno dell'UE e nei paesi candidati all'adesione;

L.  considerando che è necessario rafforzare e semplificare i meccanismi esistenti e sviluppare un meccanismo efficace dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali per garantire che i principi e i valori sanciti dai trattati siano rispettati in tutta l'Unione;

M.  considerando che il rispetto dei diritti delle minoranze costituisce uno dei criteri politici che un paese candidato deve soddisfare al momento dell'adesione; che l'Unione ha un ruolo importante da svolgere nel garantire il rispetto dei diritti delle minoranze nazionali e linguistiche nei paesi candidati; che il Parlamento ha già invitato la Commissione(29) ad adottare un quadro comune di norme minime dell'UE per la tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze, che siano saldamente integrate in un quadro giuridico che garantisca la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in tutta l'Unione;

I.Relazione sullo Stato di diritto 2020: insegnamenti per il 2021

1.  accoglie con favore la prima relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto; ritiene fondamentale istituire un'architettura europea di monitoraggio e applicazione dello Stato di diritto nell'Unione; ribadisce l'importanza di identificare per tempo i rischi e prevenire le violazioni dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto invece di reagire ex post quando tali violazioni sono reiterate; incoraggia pertanto un ulteriore sviluppo di questo nuovo strumento;

2.  accoglie con favore il fatto che il funzionamento dei sistemi giudiziari, il quadro anticorruzione, il pluralismo dei media e alcune questioni istituzionali relative al sistema di bilanciamento dei poteri, compreso, in una certa misura, lo spazio civico, rientrino tutti nella panoramica annuale della Commissione sulla situazione dello Stato di diritto negli Stati membri; chiede inoltre l'inclusione nelle relazioni annuali di alcuni importanti elementi dell'elenco dei criteri per la valutazione dello Stato di diritto 2016 della Commissione di Venezia, come le garanzie giuridiche per prevenire l'arbitrarietà e l'abuso di potere da parte delle autorità pubbliche, l'indipendenza e l'imparzialità dell'ordine forense, l'uguaglianza davanti alla legge e la non discriminazione; incoraggia la Commissione a evidenziare anche le tendenze positive negli Stati membri che potrebbero servire agli altri come buoni esempi da seguire;

3.  rileva con soddisfazione che la relazione contiene capitoli specifici per paese; elogia gli sforzi profusi dalla Commissione per dialogare con i governi e i parlamenti nazionali, nonché con la società civile e altri attori nazionali; incoraggia la Commissione ad adoperarsi maggiormente per realizzare analisi per paese più approfondite, al fine di valutare meglio la gravità delle sfide in materia di Stato di diritto; ritiene che si debba dedicare più tempo alle visite della Commissione nei paesi, anche in loco, al fine di promuovere un impegno e un dialogo più ampi con le autorità nazionali e la società civile; reputa che la Commissione dovrebbe compiere una maggiore opera di sensibilizzazione in merito a tali visite per favorire una cultura dello Stato di diritto a livello nazionale;

4.  si compiace del fatto che tutti gli Stati membri siano esaminati secondo gli stessi indicatori e la stessa metodologia; sottolinea, tuttavia, che presentare allo stesso modo violazioni di natura diversa rischia di banalizzare le violazioni più gravi dello Stato di diritto; esorta la Commissione a differenziare le sue relazioni distinguendo tra violazioni sistemiche dello Stato di diritto e singole violazioni isolate; sottolinea i potenziali benefici preventivi della relazione annuale sullo Stato di diritto; ritiene che sia necessaria una valutazione più approfondita per stabilire se la relazione abbia avuto un sufficiente effetto preventivo; ritiene che, ad ogni modo, ciò non sia chiaramente il caso per quanto riguarda gli Stati membri di cui alla procedura prevista all'articolo 7, paragrafo 1, TUE; reputa che la relazione 2020 avrebbe potuto fornire valutazioni più approfondite e trasparenti, indicando se vi erano gravi carenze, un rischio di grave violazione o una violazione effettiva dei valori dell'UE in ciascuno dei pilastri esaminati nei capitoli dei paesi; ritiene che tali valutazioni siano necessarie per formulare conclusioni sulla situazione dello Stato di diritto e per individuare azioni di verifica e misure e strumenti correttivi; invoca un approccio sintetico nelle future relazioni per individuare chiaramente dove si trovino i rischi e i problemi più importanti negli Stati membri; invita la Commissione ad aggiornare di conseguenza la sua metodologia e a tenere informato il Parlamento senza indebito ritardo;

5.  ritiene che la relazione 2020 sia eccessivamente descrittiva e non fornisca un'analisi sufficiente; invita la Commissione a rendere le relazioni più analitiche in futuro; reputa necessario includere nelle future relazioni raccomandazioni specifiche per paese su come affrontare le preoccupazioni individuate o porre rimedio alle violazioni, compresi le scadenze per l'attuazione, se del caso, e parametri di riferimento a cui dare seguito; invita la Commissione a includere nelle relazioni indicazioni sul monitoraggio dell'attuazione delle sue raccomandazioni e azioni correttive;

6.  è preoccupato per gli effetti di ricaduta dell'erosione della libertà dei media negli altri settori esaminati nella relazione; ritiene che le campagne diffamatorie contro accademici, giornalisti, giudici, operatori della giustizia, organizzazioni della società civile e attivisti, in particolare le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP), contribuiscano a limitare la loro indipendenza e capacità di agire, producendo un effetto deterrente;

7.  chiede pertanto un'analisi più integrata sulle interconnessioni tra i quattro pilastri inclusi nel rapporto e di come le carenze combinate possano equivalere a violazioni sistematiche, o a un rischio di violazioni, dello Stato di diritto e invita a segnalare se tali carenze ledano o possano compromettere gli interessi finanziari dell'Unione;

8.  ritiene che le relazioni annuali dovrebbero individuare le tendenze trasversali a livello di Unione; è del parere che nella relazione 2020 manchi una prospettiva a livello di Unione; chiede alla Commissione di individuare i casi in cui alcune misure o pratiche che minano lo Stato di diritto, la libertà dei media, il sistema di bilanciamento dei poteri o la lotta alla corruzione in uno Stato membro stanno diventando modelli per altre o quando la gravità e la portata di tali pratiche hanno il potenziale di incidere sull'Unione nel suo complesso; invita la Commissione a valutare come tali attacchi compromettano la qualità della democrazia nell'Unione; chiede che nell'ambito dell'analisi sia data la priorità a queste tendenze, comprese le crescenti sfide poste dalle corti costituzionali nazionali all'architettura giuridica dell'UE, in modo da guidare l'azione correttiva a livello di Unione; invita la Commissione a illustrare chiaramente le campagne sistematiche di disinformazione e di ingerenza estera tese a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni statali e nei media indipendenti, spingendo gli Stati membri verso strutture di governance di tipo autoritario;

9.  deplora che non tutte le questioni relative allo Stato di diritto siano state trattate in modo sufficientemente dettagliato nella relazione 2020; invita la Commissione a sviluppare le sue competenze specifiche per paese e la sua capacità in modo da reagire più prontamente agli sviluppi negativi negli Stati membri; invita altresì la Commissione a dedicare risorse sufficienti al monitoraggio e all'applicazione dello Stato di diritto nell'UE;

10.  sottolinea che le leggi, il rispetto dello Stato di diritto, il sistema di bilanciamento dei poteri e le istituzioni democratiche degli Stati membri, nonché l'indipendenza di tali istituzioni, dovrebbero essere funzionali non solo de jure, ma anche de facto;

I sistemi giudiziari

11.  accoglie con favore il monitoraggio dell'indipendenza, della qualità e dell'efficienza dei sistemi giudiziari degli Stati membri, comprese le procure nazionali e la loro capacità di fornire un'effettiva tutela giurisdizionale per garantire il rispetto del diritto dell'UE; ritiene che dovrebbe essere monitorato anche l'ambiente che consente di garantire l'accesso alla giustizia per tutti, compresi l'accesso alla giustizia a livello di UE nonché gli sforzi e le risorse dedicati a garantire tale accesso; è preoccupato per la mancanza di un meccanismo di ricorso diretto a disposizione dei cittadini dell'UE per difendere i loro diritti come previsto dalla Carta; ritiene che le relazioni dovrebbero andare al di là di una statica istantanea annuale e includere nei capitoli dei paesi ogni informazione sullo Stato di diritto, compresi antecedenti pertinenti e il contesto politico in cui si iscrivono i nuovi sviluppi, in modo da consentire una valutazione accurata, dinamica e integrale dell'indipendenza de jure e de facto dei sistemi giudiziari, compresa l'indipendenza degli avvocati e degli ordini forensi, e in un arco di tempo più esteso rispetto ai precedenti 12 mesi; sottolinea che ai cittadini e ai residenti dell'UE dovrebbero essere garantite norme adeguate in materia di Stato di diritto nell'esercizio del loro diritto alla libera circolazione all'interno dell'UE; mette in risalto che un effettivo accesso alla giustizia per tutti i cittadini è una pietra angolare dello Stato di diritto, che dovrebbe essere in particolar modo garantito ai lavoratori stagionali e transfrontalieri, a fronte della loro vulnerabilità, nell'esercizio di un'attività professionale in un altro Stato membro;

12.  sottolinea che sistemi giudiziari efficaci, effettivi e indipendenti sono essenziali per il rispetto dello Stato di diritto; ricorda che l'architettura giudiziaria dell'Unione comprende i sistemi giudiziari nazionali; sottolinea che, al fine di salvaguardare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini dell'UE, il sistema giudiziario e i giudici devono poter agire in modo indipendente senza alcuna pressione, influenza, interferenza o minaccia, diretta o indiretta, da parte di chicchessia, incluse le autorità politiche; si compiace del fatto che sono stati individuati come indicatori di indipendenza della magistratura anche la composizione degli organi giurisdizionali, i metodi di nomina, oltre ai meccanismi che determinano la durata del servizio, le motivazioni di respingimento e licenziamento, l'avanzamento di carriera, le procedure disciplinari e le sanzioni; sottolinea che il monitoraggio di questi parametri dovrebbe essere costante e iscriversi in una valutazione globale del sistema di bilanciamento dei poteri, evitando di concentrarsi solo su un numero ridotto di parametri, al fine di verificare la situazione reale dell'indipendenza della magistratura negli Stati membri;

13.  osserva che la relazione 2020 affronta giustamente la necessità di digitalizzare i procedimenti giudiziari e la formazione dei giudici; ricorda che permangono differenze significative tra gli Stati membri per quanto riguarda il livello di partecipazione alla formazione dedicato alle professioni legali; si rammarica del fatto che la relazione non faccia riferimento alla formazione per avvocati;

14.  è allarmato per il netto deterioramento dell'indipendenza dei sistemi giudiziari di alcuni Stati membri e per la crescente e manifesta inosservanza del diritto dell'UE, comprese le sentenze della Corte di giustizia; osserva che l'indipendenza della magistratura continua a essere motivo di grave preoccupazione in alcuni Stati membri, come risulta dai capitoli di alcuni paesi; invita la Commissione a valutare e identificare chiaramente tali carenze e risultati che si ritiene comportino un rischio manifesto di grave violazione dello Stato di diritto; è profondamente preoccupato per l'incapacità della Commissione di reagire prontamente e con misure legali ai gravi rischi legati allo Stato di diritto identificati nei capitoli per paese, specialmente una volta che si sono concretizzati in effettive violazioni dello Stato di diritto; invita la Commissione a fornire una valutazione significativa, chiara e semplice dei diversi sistemi giudiziari nazionali e a evidenziare dove possano essere applicate le migliori prassi per sistemi comparabili e come possano essere affrontate carenze analoghe;

15.  sottolinea che, conformemente all'articolo 17, paragrafo 1, TUE, la Commissione è tenuta a garantire l'applicazione dei trattati e del diritto derivato, anche nei casi in cui i rischi di gravi violazioni dei valori di cui all'articolo 2 TUE, individuati nei capitoli specifici per paese, si siano effettivamente materializzati dopo la pubblicazione della relazione 2020;

16.  deplora la pressione politica esercitata in Ungheria e Polonia al fine di impedire ai tribunali nazionali di dare avvio a procedimenti pregiudiziali dinanzi alla CGUE a norma dell'articolo 267 TFUE, nel tentativo di impedire ai giudici nazionali di rivolgersi alla Corte di giustizia dell'UE per questioni relative ai requisiti dell'Unione in materia di indipendenza giudiziaria; ritiene che tale pratica sia in contrasto con i trattati e con l'interpretazione consolidata delle pertinenti disposizioni da parte della Corte di giustizia dell'UE; esprime sconcerto per la crescente e deliberata inosservanza delle sentenze della Corte di giustizia dell'UE; ritiene che tali sviluppi illegittimi rappresentino una minaccia sistemica per l'unità e la coerenza del diritto dell'UE e per il funzionamento stesso dell'Unione; invita la Commissione a includere nelle future relazioni dati dettagliati sul rispetto delle sentenze della Corte di giustizia dell'UE da parte degli Stati membri; ritiene pertanto che, nel quadro della valutazione, le prossime relazioni annuali debbano considerare l'inosservanza delle sentenze della CGUE come violazioni gravi; esorta la Commissione a garantire risposte giuridiche immediate e adeguate ai rifiuti di attuare e rispettare le sentenze della Corte di giustizia dell'UE, come le azioni giudiziarie a norma dell'articolo 260 TFUE; invita la Commissione a monitorare attentamente le sentenze degli organi giurisdizionali nazionali relative al primato del diritto dell'UE sulle norme costituzionali nazionali e ad avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che violano sistematicamente tale principio; deplora altresì la richiesta, avanzata dal primo ministro polacco al Tribunale costituzionale, di pronunciarsi sul primato delle norme costituzionali nazionali rispetto al diritto dell'Unione;

17.  constata che la lentezza dei procedimenti giudiziari civili, penali e amministrativi rappresenta un grave pericolo, non da ultimo per il rispetto dello Stato di diritto; invita la Commissione a includere nelle sue future relazioni una valutazione delle condizioni di detenzione, dell'arretrato giudiziario e della durata media dei processi per ciascuno Stato membro;

Quadro anticorruzione

18.  accoglie con favore il fatto che, in ciascun capitolo specifico per paese, una parte sia stata espressamente dedicata agli sforzi profusi per combattere la corruzione, poiché la corruzione sistemica mina sia il funzionamento dello Stato di diritto sia la fiducia dei cittadini dell'UE nelle decisioni adottate dalle autorità, dai funzionari pubblici e dalla magistratura; sottolinea che la corruzione, dirottando i fondi pubblici dagli utilizzi di pubblica utilità cui sono destinati, abbassa il livello e riduce la qualità dei servizi pubblici, compromettendo così i diritti fondamentali; pone in evidenza che, se l'esistenza di leggi, politiche e strategie nazionali anticorruzione può essere considerata un progresso, è altresì necessario valutarne l'attuazione e la conseguente efficacia sul campo, che sono determinanti per lo Stato di diritto; sottolinea che i quadri anticorruzione dovrebbero coprire ambiti quali le norme etiche, le misure di sensibilizzazione, le norme sulla dichiarazione della situazione patrimoniale, le incompatibilità e i conflitti di interesse, gli appalti pubblici, i meccanismi di controllo interno, le norme sulle attività di lobbying e la cosiddetta pratica delle "porte girevoli"; invita gli Stati membri e le istituzioni a progettare strumenti efficaci per individuare i rischi e prevenire, arrestare e sanzionare i casi di corruzione e frode, nonché a prevedere meccanismi per il recupero dei proventi nei suddetti casi, in particolare monitorando regolarmente l'utilizzo dei fondi dell'UE e dei fondi pubblici nazionali; osserva che nella relazione 2020 manca quasi totalmente una valutazione della resilienza del quadro anticorruzione per affrontare i rischi legati alla corruzione nel settore degli appalti pubblici;

19.  invita la Commissione a porre maggiormente l'accento sull'uso improprio dei fondi dell'UE, in particolare in vista del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, e a esaminare il corretto funzionamento dei servizi responsabili delle indagini e dell'azione penale in ciascuno Stato membro in relazione alle indagini e al perseguimento dei reati di frode, compresa la frode fiscale, corruzione o altre violazioni del diritto dell'Unione relative all'esecuzione del bilancio dell'Unione o alla tutela degli interessi finanziari dell'UE; esprime preoccupazione per il rischio potenzialmente crescente di un uso improprio del bilancio dell'Unione in alcuni Stati membri come mezzo per indebolire lo Stato di diritto;

20.  esprime profonda preoccupazione per la crescente minaccia rappresentata dai reati legati alla corruzione; invita la Commissione ad aggiornare e rafforzare, se del caso, la normativa anticorruzione dell'UE, utilizzando i risultati della relazione per meglio rispondere alle lacune individuate, e ad introdurre un ventaglio di politiche adeguate per contrastare la corruzione giudiziaria negli Stati membri; sottolinea i rischi legati all'aumento della corruzione per la coesione dell'ordinamento giuridico dell'Unione, l'efficacia delle sue politiche comuni, la tutela dei diritti fondamentali, la sua credibilità internazionale e il funzionamento del suo mercato interno, in relazione a cui il rispetto dello Stato di diritto riveste un ruolo importante; invita la Commissione a delineare le migliori prassi, a individuare i settori particolarmente sensibili alla corruzione e a formulare raccomandazioni specifiche per paese ai fini del miglioramento, nonché a utilizzare tali conoscenze per aggiornare e rafforzare il quadro anticorruzione dell'Unione;

21.  rammenta il ruolo chiave degli informatori nella lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e ai reati legati al riciclaggio di denaro;

22.  avverte che la mancanza di statistiche uniformi, aggiornate e consolidate in tutti gli Stati membri, unitamente alla difficoltà di raccogliere informazioni sui beneficiari dei programmi dell'UE, ostacola la valutazione e il confronto dei dati relativi alle indagini e al perseguimento dei reati di corruzione; invita pertanto la Commissione a sostenere e promuovere l'armonizzazione delle definizioni di tali reati a livello dell'Unione, e a garantire un migliore utilizzo degli insiemi di dati esistenti e della metodologia per elaborarne di nuovi, al fine di ottenere dati comparativi in tutta l'UE sul trattamento dei casi di corruzione; evidenzia l'importanza di sostenere e rafforzare la cooperazione tra le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e, in particolare, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la Procura europea (EPPO) nel quadro della lotta alla corruzione; è del parere che la lotta alla corruzione richieda non solo un mandato forte, ma anche un bilancio molto più consistente, maggiori risorse e qualsiasi altro tipo di sostegno necessario per le istituzioni e gli organismi summenzionati;

Libertà di espressione: libertà e pluralismo dei media, libertà artistiche e accademiche

23.  accoglie con favore l'inclusione nella relazione di un capitolo specifico sul monitoraggio della libertà e del pluralismo dei media; si compiace, in particolare, dell'attenzione dedicata alla sicurezza dei giornalisti; esorta la Commissione a fornire una valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dei quadri nazionali per la protezione della libertà e del pluralismo dei media; sottolinea l'importanza di valutare e monitorare la situazione dei media negli Stati membri, in particolare analizzando le misure adottate dai governi per mettere a tacere i media critici e/o compromettere la libertà e il pluralismo, onde prevenire il rischio di un'ulteriore concentrazione delle informazioni nelle mani di pochi, che potrebbe ostacolare la diffusione di informazioni libere e indipendenti;

24.  deplora l'assenza di una valutazione per quanto riguarda il settore dei media del servizio pubblico e dei media privati a livello nazionale e il suo grado di indipendenza, de jure e de facto, dalle autorità nazionali, dai partiti politici o da qualsiasi altra interferenza, nonché la mancanza di una valutazione dei potenziali conflitti di interessi, della concentrazione dei media e della trasparenza della proprietà dei media; sottolinea la necessità di garantire l'indipendenza finanziaria degli operatori privati dei media e le condizioni per una loro attività sostenibile, onde evitare la parzialità politica dei media; richiama l'attenzione sul ruolo insostituibile dei mezzi di informazione del servizio pubblico e ribadisce che è essenziale garantire e mantenere la loro indipendenza e la loro libertà da ingerenze politiche; si rammarica della mancanza di una valutazione del grado di indipendenza, di diritto e di fatto, degli organismi nazionali di regolamentazione dei media; ritiene opportuno monitorare attentamente l'adeguata attuazione dell'articolo 30 della direttiva sui servizi di media audiovisivi del 2018(30) e reputa che, se del caso, si dovrebbero rapidamente avviare procedure di infrazione a seguito di tale processo; invita la Commissione, in tal senso, a esaminare i tentativi di intimidire e diffamare i giornalisti, in particolare da parte delle emittenti del servizio pubblico, compresi gli attacchi diretti nei confronti dei giornalisti stranieri, considerati nemici pubblici in ragione della loro attività investigativa;

25.  è allarmato per il crescente deterioramento della libertà e del pluralismo dei media in alcuni Stati membri dalla pubblicazione della relazione 2020; esprime profonda preoccupazione per le minacce fisiche, psicologiche ed economiche, gli abusi, i reati e gli omicidi commessi a danno dei giornalisti e degli operatori dei media nell'Unione in risposta alle loro attività, e ricorda che detti attacchi portano spesso ad un'auto-censura; esorta la Commissione a includere nei capitoli specifici per paese delle future relazioni una panoramica degli attacchi nei confronti dei giornalisti in tutta l'Unione, con particolare riferimento agli omicidi dei giornalisti, includendo anche l'effettiva indipendenza delle successive indagini e dei procedimenti penali da ingerenze politiche, così come le risposte fornite dagli Stati membri in tal senso;

26.  osserva con preoccupazione che le insidie alla libertà dei media sono strettamente interconnesse alla compromissione della libertà artistica e della libertà accademica; chiede pertanto che questo pilastro sia esteso a tutti gli aspetti della libertà di espressione, compresa la lotta contro l'incitamento all'odio, e che il titolo del pilastro sia adattato di conseguenza;

27.  esprime preoccupazione per l'impiego di misure giuridiche da parte di governi e individui potenti per mettere a tacere le voci critiche, come l'uso delle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) o il ricorso a leggi che limitano il diritto alla libertà di espressione in modo incompatibile con i diritti umani fondamentali; invita gli Stati membri a emanare leggi volte a proteggere i giornalisti dalle suddette prassi; invita la Commissione europea a proporre una legislazione dell'UE anti SLAPP per tutelare i giornalisti da azioni legali vessatorie;

28.  osserva che il deterioramento della libertà dei media sta portando all'aumento dei fenomeni, spesso promossi dal governo, di ricerca di capri espiatori e di accanimento nei confronti delle minoranze, per esempio contro le persone LGBTI, i migranti e i rifugiati, con un conseguente aumento dell'incitamento all'odio contro tali gruppi e della censura dei media; invita la Commissione a valutare nelle future relazioni l'effetto che l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio esercitano sulla discriminazione;

Altre questioni istituzionali legate al bilanciamento dei poteri, compresa la protezione di uno spazio civico aperto

29.  accoglie con favore il pilastro della relazione sul bilanciamento dei poteri e il suo esame delle misure eccezionali adottate per combattere la pandemia di COVID-19; rammenta che per contrastare la pandemia sono necessarie misure governative di emergenza che rispettino lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e la responsabilità democratica, che dovrebbero costituire la pietra angolare di tutti gli sforzi volti a controllare la diffusione della COVID-19; ritiene che i poteri di emergenza richiedano un controllo supplementare per garantire che non siano utilizzati come pretesto per alterare l'equilibrio dei poteri in modo più permanente; è allarmato per il fatto che le misure di emergenza legate alla COVID-19 sono utilizzate come pretesto per accelerare la legislazione discriminatoria; invita la Commissione a proseguire il monitoraggio delle misure eccezionali, per garantire che i progetti di legge siano elaborati e attuati in modo tempestivo e trasparente, affinché risultino necessari, proporzionati, socialmente equi e temporanei, e in modo tale che l'accesso al ricorso giurisdizionale non risenta in modo sproporzionato della chiusura dei tribunali; sottolinea, in tale contesto, il ruolo del controllo parlamentare e della consultazione con la società civile; invita la Commissione a continuare a monitorare la graduale revoca delle misure in modo tempestivo; incoraggia la Commissione a garantire che i diritti dei cittadini europei siano rispettati, protetti e difesi dagli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 e oltre;

30.  ricorda l'importanza di istituzioni nazionali indipendenti per i diritti umani e dei difensori civici nazionali, nel pieno rispetto dei principi di Parigi, nonché degli organismi per la parità, nel preservare i diritti dei cittadini dell'UE e nel difendere lo Stato di diritto a livello nazionale, regionale e locale; è profondamente preoccupato per i recenti tentativi, avvenuti in Polonia, di minare l'indipendenza del difensore civico nazionale dall'esecutivo; accoglie con favore il riferimento al ruolo delle istituzioni dei difensori civici nella relazione del 2020; invita la Commissione a prestare maggiore attenzione, nel prossimo ciclo annuale, alle attività dei difensori civici nazionali e degli organismi per la parità, esaminandone più a fondo il funzionamento, il grado di indipendenza e il reale contributo nell'assicurare l'esistenza di garanzie adeguate; sottolinea in particolare il deterioramento dell'indipendenza degli organismi per la parità di alcuni Stati membri dopo la pubblicazione della relazione 2020, il che costituisce una minaccia immediata ai diritti fondamentali dei cittadini; ribadisce la sua preoccupazione per il crescente restringimento dello spazio per la società civile indipendente in alcuni Stati membri, in particolare per i difensori dei diritti delle donne, delle minoranze e dei diritti umani, per esempio mediante la criminalizzazione delle attività, gli oneri amministrativi irragionevoli, le restrizioni nell'accesso ai finanziamenti, la diminuzione del sostegno finanziario per svolgere attività di sensibilizzazione, nonché le restrizioni alla libertà di riunione e organizzazione;

31.  sottolinea l'importanza di uno spazio civico sano per promuovere e monitorare i valori dell'UE e porre i governi dinanzi alla responsabilità della loro adesione a tali valori, nonché per controbilanciare l'erosione dello Stato di diritto e promuovere una cultura dello Stato di diritto; invita la Commissione ad approfondire la sua valutazione dello spazio civico nella relazione del 2021; ritiene utile valutare la definizione di chiari parametri di riferimento riguardo a uno spazio civico favorevole onde rafforzare ulteriormente questo settore di analisi nel lungo periodo, includendo, tra l'altro, un contesto giuridico favorevole per l'esercizio delle libertà civiche, un quadro per la redditività e la sostenibilità finanziarie delle organizzazioni civiche, compresa la questione delle organizzazioni non governative organizzate dal governo (GONGO), l'accesso e la partecipazione al processo decisionale, il diritto di accedere alle informazioni, uno spazio sicuro, anche per quanto riguarda l'incidenza degli attacchi verbali e fisici e le risposte ad essi, le campagne diffamatorie e le persecuzioni giudiziarie, amministrative e fiscali, comprese quelle derivanti dalle SLAPP, gli effetti dissuasivi che innescano e le loro conseguenze a lungo termine sul piano della cittadinanza attiva in un altro paese; ribadisce che le istituzioni dell'UE dovrebbero mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile; invita la Commissione a valutare nelle future relazioni se l'esercizio dei diritti politici da parte dei cittadini dell'UE è garantito in tutti gli Stati membri;

32.  si rammarica del fatto che la mancata attuazione da parte dell'Ungheria di una sentenza della CGUE in relazione alle restrizioni illegittime imposte al finanziamento delle organizzazioni civili da parte di persone stabilite al di fuori dell'Ungheria, che di per sé costituisce una grave violazione dello Stato di diritto, sia servita a perpetuare il processo di contrazione dello spazio per la società civile nel paese; esorta la Commissione a deferire l'Ungheria alla CGUE e a richiedere urgentemente sanzioni finanziarie dissuasive ai sensi dell'articolo 260 TFUE; osserva con preoccupazione che un numero crescente di Stati membri sta adottando una legislazione che crea gravi limitazioni alla libertà di associazione e di espressione delle organizzazioni della società civile, contribuendo così a ridurre lo spazio per la società civile;

33.  si rammarica che la relazione non riconosca chiaramente il deliberato processo di arretramento della democrazia e dello Stato di diritto organizzato dalle autorità nazionali in alcuni Stati membri dell'UE e la conseguente progressiva instaurazione di regimi (semi)autocratici, sulla base del graduale annientamento di qualsiasi bilanciamento dei poteri; invita la Commissione a riconoscere e tenere in considerazione i molteplici e autorevoli indici e relazioni annuali di organizzazioni rispettate e consolidate che valutano l'adesione degli Stati membri alla democrazia, allo Stato di diritto e ai diritti umani nel tempo;

Portata della relazione – i settori mancanti

34.  deplora che la relazione 2020 non tenga pienamente conto dei valori di cui all'articolo 2 TUE relativi alla democrazia e ai diritti fondamentali, che sono subito colpiti quando i paesi iniziano ad arretrare in materia di Stato di diritto;

35.  invita la Commissione a includere i capitoli per paese di tutti i paesi candidati attuali e potenziali all'adesione all'UE, compresa un'analisi approfondita dei loro sistemi giudiziari, dei quadri anticorruzione, della situazione relativa alla libertà e al pluralismo dei media, nonché del bilanciamento dei poteri a livello istituzionale;

36.  ribadisce il legame intrinseco che esiste tra lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali e la necessità di aumentare la consapevolezza in merito ai valori sanciti dall'articolo 2 TUE e dalla Carta; invita la Commissione a considerare la possibilità di includere nelle future relazioni l'applicazione di tutti i diritti garantiti dalla Carta; sottolinea che qualsiasi azione intrapresa da uno Stato membro, allorché agisce nel quadro del diritto dell'UE, deve rispettare i diritti e i principi della Carta; insiste, quindi, sul mantenimento del legame tra la difesa dello Stato di diritto e l'uguaglianza dinanzi alla legge, il diritto a un ricorso effettivo davanti a un tribunale indipendente e imparziale, il diritto a un processo equo e il diritto di consulenza, difesa e rappresentanza, nonché la fornitura di assistenza legale indipendente a coloro che non hanno risorse sufficienti e il diritto a una buona amministrazione come stabilito dall'articolo 41 della Carta;

37.  Denuncia con forza il fatto che la legislazione europea e internazionale non sia pienamente rispettata in alcuni Stati membri dell'UE, ad esempio nel campo della lotta alla discriminazione o dell'asilo, come esemplificato dalla mancata attuazione da parte dell'Ungheria di diverse sentenze della CGUE e della Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione all'accesso alla procedura di asilo, comprese la detenzione automatica e illegale e la privazione del cibo, che violano il diritto dei migranti e dei richiedenti asilo di chiedere protezione internazionale;

38.  sottolinea la sua preoccupazione per il fatto che le persone in situazioni di vulnerabilità, comprese le persone disabili, i bambini, le minoranze religiose, in particolare in un momento di crescente antisemitismo e islamofobia in Europa, i rom e altre persone appartenenti a minoranze etniche e linguistiche, i migranti, i richiedenti asilo, i rifugiati, le persone LGBTI+ e gli anziani, nonché le donne, continuano a vedere i loro diritti non pienamente rispettati in tutta l'Unione in violazione dell'articolo 2 TUE; sottolinea l'ovvio legame tra il deterioramento degli standard dello Stato di diritto e le violazioni dei diritti fondamentali e dei diritti delle minoranze negli Stati membri interessati; invita la Commissione a valutare le persistenti violazioni della democrazia e dei diritti fondamentali in tutta l'Unione, compresi gli attacchi contro le persone in situazioni vulnerabili;

39.  accoglie con favore l'annuncio della Commissione della sua strategia per rafforzare l'applicazione della Carta; ritiene che concentrarsi annualmente su un solo argomento predefinito non permetterebbe di mettere in evidenza altre gravi violazioni della Carta che avvengono in un determinato anno; ritiene che tale revisione annuale dovrebbe contribuire a istituire un meccanismo di monitoraggio globale e che la sua metodologia, il suo ciclo e la sua portata dovrebbero pertanto essere allineati alle relazioni annuali; esprime rammarico e preoccupazione per la riluttanza della Commissione ad avviare procedure di infrazione sulla base delle violazioni della Carta;

40.  invita gli Stati membri a elaborare relazioni annuali sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, inclusi l'uguaglianza e i diritti delle persone appartenenti a minoranze;

41.  fa presente che il meccanismo di presentazione annuale di relazioni dell'Unione dovrebbe consolidare e sostituire gli strumenti esistenti per evitare duplicazioni, in particolare la relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto, il quadro sullo Stato di diritto della Commissione, la relazione annuale della Commissione sull'applicazione della Carta, il dialogo sullo Stato di diritto del Consiglio e il meccanismo di cooperazione e verifica (MCV), aumentando al contempo la complementarità e la coerenza con altri strumenti disponibili, compresi le procedure a norma dell'articolo 7 TUE, i procedimenti d'infrazione e la condizionalità di bilancio; ritiene che le tre istituzioni dovrebbero utilizzare i risultati del ciclo di monitoraggio annuale nella loro valutazione al fine di attivare l'articolo 7 TUE e la condizionalità di bilancio; sottolinea che i ruoli e le prerogative di ciascuna delle tre istituzioni devono essere rispettati; si impegna a combinare il suo lavoro annuale per quanto concerne le relazioni sullo Stato di diritto e sui diritti fondamentali in un più ampio ciclo di monitoraggio annuale sull'articolo 2 TUE e a iniziare a lavorarci subito dopo la pubblicazione della relazione della Commissione sullo Stato di diritto;

42.  chiede una valutazione per determinare se la portata della clausola di non discriminazione contenuta nella Carta sia sufficientemente ampia da far sì che il rispetto dello Stato di diritto negli Stati membri e nell'Unione sia conforme all'articolo 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e stabilire quali ulteriori azioni possano intraprendere le istituzioni dell'UE per garantirne un'adeguata applicazione; ricorda che, sebbene la Carta sia applicata dalle autorità giudiziarie soltanto nell'attuazione del diritto dell'UE, è importante che i diritti in essa sanciti siano sempre presi in considerazione nei procedimenti al fine di promuovere una cultura comune dello Stato di diritto; chiede pertanto alla Commissione di considerare anche moduli di formazione incentrati sulla Carta per i giudici e gli operatori della giustizia;

Fonti e metodologia della relazione

43.  invita la Commissione a rafforzare il dialogo regolare, inclusivo e strutturato con i governi e i parlamenti nazionali, le ONG, le istituzioni nazionali per i diritti umani, i difensori civici, gli organismi per la parità, le associazioni professionali e gli altri portatori di interessi; invita la Commissione a continuare a permettere la segnalazione sia pubblica sia in forma riservata, al fine di proteggere e sostenere i difensori dei diritti umani e gli specialisti dello Stato di diritto a rischio di azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP), procedimenti giudiziari o persecuzioni giudiziarie da parte delle autorità nazionali o dei loro delegati; pur compiacendosi del fatto che 24 Stati membri abbiano reso pubblico in modo trasparente i loro contributi alla relazione 2020, si rammarica del fatto che tre Stati membri si siano rifiutati di farlo; chiede che il processo sia pienamente trasparente e che tutti i contributi degli Stati membri siano resi pubblici; ritiene che le organizzazioni della società civile dovrebbero essere strettamente coinvolte in tutte le fasi del ciclo di esame;

44.  si rammarica che la Commissione non abbia consultato i portatori di interessi, compreso il Parlamento, sullo sviluppo della metodologia e del processo di preparazione della relazione 2020, né abbia cercato di ottenere un riscontro sulla loro attuabilità;

45.  ricorda che la Commissione deve tenere conto delle informazioni pertinenti provenienti da fonti attinenti e da istituzioni riconosciute; rammenta che i risultati degli organismi internazionali competenti, come quelli ottenuti sotto l'egida dell'ONU, dell'OSCE e del Consiglio d'Europa, sono di fondamentale importanza per valutare la situazione negli Stati membri; ritiene che il sistema d'informazione europeo sui diritti fondamentali (EFRIS) sia una fonte di informazioni a tale riguardo; esorta la Commissione a invitare l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali a fornire consulenza metodologica e a condurre una ricerca comparativa mirata per colmare le lacune e aggiungere dettagli in settori chiave della relazione sullo Stato di diritto; sottolinea la necessità di coinvolgere nella relazione sullo Stato di diritto un gruppo di esperti indipendenti in collaborazione con l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali e la Commissione di Venezia, al fine di contribuire a identificare i principali sviluppi positivi e negativi in ogni Stato membro;

46.  sottolinea che la società civile è un partner fondamentale per individuare le violazioni dello Stato di diritto e promuovere la democrazia e i diritti fondamentali; è fermamente convinto che la Commissione dovrebbe istituire un dialogo formale e continuo con i rappresentanti della società civile su questi temi e garantire il loro significativo coinvolgimento nell'elaborazione della relazione annuale sullo Stato di diritto; sottolinea a tal proposito, sulla base dell'esperienza delle ONG durante il ciclo del 2020, che le consultazioni strutturate a tema tenute nel quadro dei dibattiti sullo Stato di diritto aumenterebbero l'efficacia del processo e il numero di preziosi riscontri forniti dalla società civile; sottolinea che il questionario di consultazione dovrebbe consentire ai portatori di interessi di segnalare aspetti che vanno al di là dell'ambito previsto dalla Commissione, il che potrebbe servire a valutare ulteriormente se le disposizioni costituzionali forniscono meccanismi efficaci per limitare l'esercizio del potere;

47.  ritiene che i tempi di consultazione con la società civile possano essere spesso percepiti come troppo brevi e debbano essere opportunamente adattati e resi flessibili per consentire un contributo completo ed esaustivo; sottolinea che ciò ha reso più difficile per i portatori di interessi, in particolare per le organizzazioni della società civile, preparare e pianificare i loro contributi, nonché organizzare le attività di sensibilizzazione nazionali che intendono portare avanti per il lancio della relazione; osserva che l'organizzazione di consultazioni prima della pubblicazione annuale delle statistiche pubbliche impoverisce i contributi; invita la Commissione a consentire contributi multilingue; suggerisce di rendere prevedibile e meno rigido il quadro per i contributi dei portatori di interessi; osserva che la consultazione può essere migliorata assicurando, tra gli altri sforzi, un seguito con gli attori della società civile sui contributi che forniscono;

48.  ritiene che la cooperazione nel ciclo annuale di monitoraggio con il Consiglio d'Europa e la sua Assemblea parlamentare, anche attraverso un partenariato più strutturato, sia di particolare importanza per far progredire la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nell'UE; invita la Commissione a includere nei capitoli relativi ai paesi i dati sul mancato rispetto delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo la valutazione del Comitato dei ministri; ricorda che l'adesione dell'Unione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali è un obbligo giuridico sancito dal trattato all'articolo 6, paragrafo 2, TUE; ribadisce la necessità di una rapida conclusione del processo di adesione al fine di garantire un quadro coerente per la protezione dei diritti umani in tutta Europa e rafforzare ulteriormente la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali nell'Unione;

II.Aspetti istituzionali del meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali

49.  rinnova i suoi appelli alla Commissione e al Consiglio insistendo affinché rispondano positivamente alla richiesta del Parlamento, formulata nella risoluzione del 7 ottobre 2020, di istituire un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, che dovrebbe coprire l'intera portata dei valori di cui all'articolo 2 TUE; ribadisce che questo meccanismo è necessario per rafforzare la promozione e il rispetto dei valori dell'UE; ricorda che questo ciclo annuale dovrebbe essere completo, obiettivo, imparziale, basato su prove e applicato in modo equo e giusto a tutti gli Stati membri;

Raccomandazioni specifiche per paese

50.  ribadisce il suo invito alla Commissione a fornire una valutazione reale della situazione di ciascuno dei valori di cui all'articolo 2 TUE negli Stati membri e ad adottare chiare raccomandazioni specifiche per paese su come affrontare le preoccupazioni individuate e porre rimedio alle violazioni in questione, compresi le scadenze per l'attuazione, se del caso, e i parametri di riferimento a cui dare seguito, tra cui le tempistiche, gli obiettivi e le azioni concrete da adottare, al fine di aiutare gli Stati membri ad affrontare le debolezze individuate nella relazione; chiede di monitorare tali iniziative nelle successive relazioni annuali o urgenti;

51.  raccomanda alla Commissione di allineare le sue raccomandazioni agli strumenti che potrebbero essere applicati per rimediare alle carenze individuate; invita la Commissione a migliorare il suo monitoraggio dell'attuazione dei capitoli specifici per paese da parte degli Stati membri interessati e ad attivare, se necessario, altri strumenti dello Stato di diritto per ottenere risultati laddove le raccomandazioni non vengano attuate; ritiene che la Commissione potrebbe ricorrere maggiormente alle procedure di infrazione dinanzi alla CGUE; sottolinea l'importanza di individuare chiare tendenze positive e negative in ciascuno Stato membro e la necessità di prestare particolare attenzione ai confronti con la relazione dell'anno precedente;

Accordo interistituzionale

52.  ritiene che le disposizioni istituzionali esistenti alla base della relazione annuale non rispondano alle aspettative del Parlamento; si attende che le tre istituzioni creino un gruppo di lavoro interistituzionale permanente come proposto nella sua risoluzione del 7 ottobre 2020;

53.  invita la Commissione e il Consiglio ad avviare immediatamente negoziati con il Parlamento su un accordo interistituzionale ai sensi dell'articolo 295 TFUE, al fine di completare gli strumenti esistenti con la creazione di un meccanismo per lo Stato di diritto, mediante un atto giuridico che vincoli le tre istituzioni a un processo più trasparente e regolarizzato con responsabilità più chiaramente definite, che coinvolga un gruppo di esperti indipendenti incaricato di fornire consulenza al gruppo di lavoro e alle tre istituzioni, in stretta collaborazione con l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, onde rendere la protezione e la promozione di tutti i valori dell'UE una parte permanente e visibile del programma dell'Unione; ritiene che la proposta di cui all'allegato della risoluzione del Parlamento del 7 ottobre 2020 sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali costituisca una base appropriata per tali negoziati; ritiene che, nel frattempo, un progetto pilota che coinvolga esperti indipendenti che valutino il rispetto dei valori dell'UE potrebbe contribuire a realizzare le conoscenze e le competenze necessarie;

Complementarità con altri strumenti dello Stato di diritto

54.  ribadisce che il meccanismo in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali deve integrare e rafforzare, ma in nessun modo sostituire, i procedimenti in corso e futuri a norma dell'articolo 7 TUE; deplora vivamente l'incapacità del Consiglio di compiere progressi significativi nel far rispettare i valori dell'UE nelle procedure in corso di cui all'articolo 7 TUE; rileva che l'esitazione del Consiglio ad applicare l'articolo 7 TUE sta di fatto consentendo effettivamente una continua inosservanza dei valori previsti dall'articolo 2 TUE, compreso il palese mancato rispetto delle sentenze della CGUE e la persecuzione di coloro che cercano di difendere lo stato di diritto in alcuni Stati membri; si rammarica della mancata organizzazione di audizioni da parte del Consiglio, utilizzando come pretesto la COVID-19, nonostante il fatto che non vi sia alcun obbligo giuridico che impone di svolgere le audizioni in presenza anziché in videoconferenza; chiede che sia reso pubblico qualsiasi parere legale emesso dal servizio giuridico del Consiglio in cui si sostiene il contrario; esorta il Consiglio a portare avanti il procedimento ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE e a garantire che le audizioni riprendano con urgenza e affrontino anche i nuovi sviluppi; ribadisce il suo invito al Consiglio a rivolgere raccomandazioni concrete agli Stati membri in questione, come stabilito dall'articolo 7, paragrafo 1, TUE, quale seguito dato alle audizioni, e a fornire scadenze per l'attuazione di tali raccomandazioni; chiede, nell'ambito della Conferenza sul futuro dell'Europa, una riflessione sulla revisione dell'articolo 7 TUE, compresi i requisiti di voto, al fine di rendere più efficace la sua procedura, con particolare attenzione al superamento dell'unanimità per l'imposizione di sanzioni; insiste affinché siano rispettati il ruolo e le competenze del Parlamento, in particolare il diritto di essere debitamente informato sulle procedure degli strumenti dello Stato di diritto, comprese le audizioni di cui all'articolo 7 TUE;

55.  ritiene che, sebbene la relazione annuale sia uno strumento di monitoraggio fondamentale, siano indispensabili chiare raccomandazioni sulle sfide individuate e sulle azioni di follow-up richieste; ribadisce che, in caso di mancata attuazione delle carenze e delle raccomandazioni, la relazione annuale dovrebbe fungere da base per decidere se attivare uno o più strumenti pertinenti, come la procedura di cui all'articolo 7 TUE, il meccanismo di condizionalità, se attivare il quadro relativo allo Stato di diritto o se avviare procedure di infrazione, compresi i procedimenti accelerati, le richieste di misure provvisorie dinanzi alla CGUE e le azioni riguardanti la mancata attuazione delle sentenze della CGUE relative alla protezione dei valori dell'UE; sottolinea che la relazione dovrebbe essere accompagnata in ogni caso da raccomandazioni attuabili, comprese le scadenze per l'attuazione; ricorda che le procedure di infrazione possono essere avviate simultaneamente per le questioni individuate nelle proposte motivate di cui all'articolo 7, paragrafo 1, TUE, come già stabilito dalla CGUE; esorta la Commissione a fare un deciso ricorso alle procedure di infrazione, ove opportuno, per evitare passi indietro sullo Stato di diritto nei sistemi giudiziari nazionali; ritiene che la Conferenza sul futuro dell'Europa dovrebbe consolidare ulteriormente, nelle disposizioni del trattato, il principio giuridico consolidato del primato del diritto dell'UE; invita la Conferenza sul futuro dell'Europa a prendere in considerazione il rafforzamento del ruolo della CGUE nella tutela dei valori fondanti dell'Unione;

56.  accoglie con favore il fatto che la dichiarazione comune sulla Conferenza sul futuro dell'Europa annoveri i diritti e valori europei, tra cui lo Stato di diritto, tra i temi di discussione della Conferenza; chiede che la Conferenza sul futuro dell'Europa includa una riflessione sull'efficacia degli strumenti esistenti dell'Unione per monitorare, prevenire e contrastare le violazioni dei principi dell'articolo 2 TUE e presenti proposte concrete di interventi tangibili per rafforzare il pacchetto di strumenti dell'Unione;

57.  sottolinea che l'applicabilità, lo scopo e l'ambito di applicazione del regolamento relativo alla condizionalità dello Stato di diritto sono chiaramente definiti nel testo giuridico del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092; sottolinea che il regolamento relativo alla condizionalità dello Stato di diritto è entrato in vigore, è direttamente applicabile a partire dal 1° gennaio 2021 ed è vincolante nella sua interezza per tutti gli stanziamenti di impegno e gli stanziamenti di pagamento in tutti gli Stati membri, compresa in particolare l'erogazione dei fondi di Next Generation EU, e che la sua applicazione da parte delle istituzioni dell'UE non è soggetta all'adozione di orientamenti o all'interpretazione giudiziale; ritiene che le conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020 sul regolamento relativo alla condizionalità dello Stato di diritto siano in contrasto con gli articoli 15 e 17 TUE e con l'articolo 288 TFUE, in quanto introducono un'inutile incertezza giuridica riguardo agli orientamenti aggiuntivi della Commissione e all'adozione sospesa del regolamento, nei casi di cui all'articolo 263 TFUE, come avviene attualmente a seguito dei recenti ricorsi di annullamento presentati dall'Ungheria e dalla Polonia; ribadisce il suo invito alla Commissione ad agire immediatamente a norma del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto per utilizzare appieno, senza ulteriori indugi, i suoi strumenti di indagine esistenti al fine di affrontare le carenze dello Stato di diritto negli Stati membri che potrebbero compromettere o rischiano seriamente di compromettere la sana gestione finanziaria del bilancio dell'UE in modo sufficientemente diretto; invita la Commissione ad applicare in maniera più incisiva il regolamento recante disposizioni comuni(31) e il regolamento finanziario(32) per contrastare l'uso discriminatorio dei fondi dell'UE, come ha fatto quando ha trattenuto i fondi per i governi comunali o locali che si proclamano ''liberi dall'ideologia LGBTI'';

58.  chiede che la Commissione utilizzi i risultati della relazione annuale nella sua valutazione che costituisce la base del meccanismo di protezione del bilancio contro le violazioni del principio dello Stato di diritto nonché in qualsiasi altra valutazione pertinente ai fini degli strumenti di bilancio esistenti e futuri; invita nuovamente la Commissione a includere nelle sue relazioni annuali sullo Stato di diritto una sezione specifica recante un'analisi dei casi in cui le violazioni dei principi dello Stato di diritto in un particolare Stato membro potrebbero compromettere o rischiare seriamente di compromettere in modo sufficientemente diretto la sana gestione finanziaria del bilancio dell'UE, che potrebbe servire in seguito come base per attivare il meccanismo di condizionalità; esorta la Commissione a rafforzare le sinergie tra le sue relazioni annuali sullo Stato di diritto e il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, utilizzando tali relazioni come strumenti distinti ma complementari;

59.  riconosce che la Commissione deve utilizzare la relazione annuale sullo Stato di diritto come fonte importante di informazioni nelle sue argomentazioni relative all'applicazione del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, che dovrebbe includere, tra l'altro, le informazioni tratte dalle relazioni della Corte dei conti europea, dell'OLAF e della Procura europea, le relazioni di audit della Commissione e delle autorità nazionali di audit, le sentenze della CGUE e degli organi giurisdizionali nazionali, le analisi dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali e le informazioni provenienti da diversi sistemi quali il sistema di individuazione precoce e di esclusione per la tutela degli interessi finanziari dell'Unione (EDES) e Arachne; invita la Commissione a chiarire nella metodologia utilizzata il legame tra la relazione sullo Stato di diritto e il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto; ricorda che, qualora vengano adottate misure in caso di violazioni dei principi dello Stato di diritto, è fondamentale che i legittimi interessi dei destinatari finali e dei beneficiari siano adeguatamente tutelati;

60.  invita la Commissione a promuovere una cultura del rispetto dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE, anche attraverso l'intensificazione degli sforzi volti a promuovere l'educazione in materia di cittadinanza dell'UE e per quanto concerne lo Stato di diritto; invita la Commissione ad avviare un programma specifico che sostenga le iniziative innovative con l'obiettivo di promuovere l'educazione alla cittadinanza dell'UE; esorta il Consiglio e la Commissione a fornire informazioni e finanziamenti adeguati alle organizzazioni della società civile a livello dell'UE, nazionali, regionali e locali e al giornalismo indipendente, ricorrendo in particolare all'utilizzo strategico delle opportunità di finanziamento a norma del regolamento che istituisce il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori per aiutarli nelle attività di sensibilizzazione, nella promozione dei valori dell'UE e degli strumenti applicabili, tra cui la relazione annuale, per contrastare le minacce allo Stato di diritto individuate nella relazione annuale, in particolare laddove siano state individuate violazioni e carenze; invita gli Stati membri a imparare dalle migliori pratiche, ad affrontare le lacune individuate e ad adottare misure per migliorare la situazione riguardo a tutti e quattro i principali pilastri identificati nella relazione sullo Stato di diritto; evidenzia la necessità di sensibilizzare i cittadini e i residenti dell'UE in merito ai mezzi e alle procedure disponibili a livello nazionale e dell'UE per salvaguardare il rispetto dello Stato di diritto e segnalare le violazioni;

III.Follow-up e impatto della relazione

61.  invita la Commissione a valutare, nelle relazioni successive, in che modo le questioni individuate nei settori analizzati nelle precedenti relazioni si siano evolute, siano state risolte, rischino di deteriorarsi o si siano ulteriormente deteriorate, a individuare tendenze positive e negative e questioni trasversali, in particolare eventuali modelli sistemici o ricorrenti di violazioni dello Stato di diritto, e a formulare chiare raccomandazioni per porre rimedio a eventuali rischi o passi indietro individuati;

62.  sottolinea l'importanza di promuovere i risultati della relazione annuale a livello nazionale; incoraggia la Commissione a promuovere il dibattito sulla relazione in seno ai parlamenti nazionali e a impegnarsi con le organizzazioni della società civile nell'ambito del seguito dato alla relazione;

63.  invita la Commissione a chiarire nelle sue relazioni annuali sullo Stato di diritto che non tutte le carenze e le violazioni dello Stato di diritto sono della stessa natura e/o intensità e che, qualora i valori elencati all'articolo 2 TUE siano violati deliberatamente, gravemente, in modo permanente e sistematico nel corso di un certo periodo di tempo, gli Stati membri potrebbero non soddisfare tutti i criteri che definiscono una democrazia e diventare regimi autoritari; sottolinea che la priorità principale della Commissione dovrebbe essere quella di applicare il diritto dell'UE quando si verificano violazioni dell'articolo 2 TUE e che le sue relazioni annuali sullo Stato di diritto dovrebbero contribuire principalmente a tale scopo; invita pertanto la Commissione a valutare in modo approfondito i paesi nell'ambito dei procedimenti in corso di cui all'articolo 7 TUE, al fine di illustrare in che modo lo Stato di diritto sia stato strutturalmente compromesso per facilitare il consolidamento di strutture di governance di tipo autoritario;

64.  sottolinea che la presente relazione dovrebbe servire come base per la definizione delle priorità delle azioni di follow-up da parte dell'UE per quanto riguarda gli Stati membri in cui sono state riscontrate carenze o mancanze e che i suoi contributi dovrebbero costituire un elemento chiave del meccanismo generale per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali;

65.  si impegna ad avviare i lavori sulla relazione 2021 quanto prima possibile dopo la sua pubblicazione;

o
o   o

66.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1.
(2) GU L 156 del 5.5.2021, pag. 1.
(3) GU C 215 del 19.6.2018, pag. 162.
(4) GU C 129 del 5.4.2019, pag. 13.
(5) GU C 390 del 18.11.2019, pag. 117.
(6) GU C 390 del 18.11.2019, pag. 111.
(7) GU C 433 del 23.12.2019, pag. 66.
(8) GU C 363 del 28.10.2020, pag. 8.
(9) GU C 363 del 28.10.2020, pag. 45.
(10) GU C 449 del 23.12.2020, pag. 102.
(11) GU C 108 del 26.3.2021, pag. 107.
(12) Testi approvati, P9_TA(2019)0103.
(13) Testi approvati, P9_TA(2019)0101.
(14) Testi approvati, P9_TA(2020)0007.
(15) Testi approvati, P9_TA(2020)0014.
(16) Testi approvati, P9_TA(2020)0054.
(17) Testi approvati, P9_TA(2020)0173.
(18) Testi approvati, P9_TA(2020)0164.
(19) Testi approvati, P9_TA(2020)0225.
(20) Testi approvati, P9_TA(2020)0251.
(21) Testi approvati, P9_TA(2020)0264.
(22) Testi approvati, P9_TA(2020)0320.
(23) Testi approvati, P9_TA(2020)0328.
(24) Testi approvati, P9_TA(2020)0360.
(25) Testi approvati, P9_TA(2021)0089.
(26) Testi approvati, P9_TA(2021)0103.
(27) Testi approvati, P9_TA(2021)0148.
(28) Si vedano, ad esempio, le risoluzioni citate del 1° marzo 2018, 19 aprile 2018, 13 novembre 2018, 28 marzo 2019, 18 dicembre 2019, 19 giugno 2020, 8 ottobre 2020 e 29 aprile 2021.
(29) Risoluzione del Parlamento europeo del 13 novembre 2018 su norme minime per le minoranze nell'UE (GU C 363 del 28.10.2020, pag. 13).
(30) GU L 303 del 28.11.2018, pag. 69.
(31) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(32) GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.


Salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell'UE, nel quadro della salute delle donne
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sulla situazione della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell'UE, nel quadro della salute delle donne (2020/2215(INI))
P9_TA(2021)0314A9-0169/2021

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 2 del trattato sull'Unione europea,

–  visti gli articoli 5, 6 e 168 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti la Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD) tenutasi al Cairo nel 1994 e il relativo programma d'azione, nonché gli esiti delle sue conferenze di revisione,

–  visti la dichiarazione di Nairobi del 1º novembre 2019 sul 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25) dal titolo "Accelerating the Promise" (Accelerare la promessa) e gli impegni e le azioni di collaborazione nazionali e dei partner che sono stati annunciati al vertice di Nairobi,

–  visti la piattaforma d'azione di Pechino e gli esiti delle sue conferenze di revisione,

–  visti l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata il 25 settembre 2015 ed entrata in vigore il 1º gennaio 2016, e in particolare i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) 3, 5 e 16 e i relativi indicatori,

–  visto l'Atlante della contraccezione del 2017, 2018, 2019 e 2020 che classifica l'accesso alla contraccezione nell'Europa geografica e che mette in evidenza le disuguaglianze in tutto il continente, nonché il fatto che l'esigenza insoddisfatta di contraccezione in alcune parti d'Europa è passata in gran parte inosservata,

–  viste la Convenzione delle Nazioni Unite, del 18 dicembre 1979, sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) e le relative raccomandazioni generali n. 21 (1994), n. 24 (1999), n. 28 (2010), n. 33 (2015) e n. 35 (2017),

–  vista la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul),

–  visto l'articolo 6 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) del 3 maggio 2008,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 25 novembre 2020 dal titolo "Piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere III - Un'agenda ambiziosa per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2020)0017),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2020 sul divieto di fatto del diritto all'aborto in Polonia(1),

–  vista la decisione del comitato CEDAW, del 28 febbraio 2020, nella causa S.F.M. contro Spagna,

–  vista la relazione della commissione del Consiglio d'Europa per l'uguaglianza e la non discriminazione, del 25 settembre 2017, sulla promozione dei diritti umani delle persone intersessuali e sull'eliminazione della discriminazione nei loro confronti,

–  vista la relazione della commissione del Consiglio d'Europa per l'uguaglianza e la non discriminazione, del 2 aprile 2015, sulla discriminazione nei confronti delle persone transgender in Europa,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 5 marzo 2020, dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025" (COM(2020)0152),

–  vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2019 sui diritti delle persone intersessuali(2),

–  visto il regolamento (UE) 2021/522 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 marzo 2021 che istituisce un programma d'azione dell'Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 ("programma UE per la salute") (EU4Health) e che abroga il regolamento (UE) n. 282/2014(3),

–  vista la relazione dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, del 22 novembre 2019, dal titolo "Beijing +25: the fifth review of the implementation of the Beijing Platform for Action in the EU Member States" (Pechino +25: quinto esame dell'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino negli Stati membri dell'UE),

–  visto il piano d'azione dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la salute sessuale e riproduttiva finalizzato al raggiungimento dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile in Europa senza lasciare indietro nessuno, il quale presenta tre obiettivi strettamente interconnessi: "consentire a tutte le persone di prendere decisioni informate sulla propria salute sessuale e riproduttiva e assicurare che i loro diritti umani siano rispettati, tutelati e garantiti", "assicurare che tutte le persone possano beneficiare del livello più alto possibile di salute sessuale e riproduttiva e benessere" nonché "garantire un accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva ed eliminare le disuguaglianze",

–  vista la relazione della Rete europea della Federazione internazionale per la genitorialità pianificata (IPPF EN) e del Centro federale per l'educazione sanitaria (BZgA) dal titolo "Sexuality Education in Europe and Central Asia: State of the Art and Recent Developments" (Educazione sessuale in Europa e Asia centrale: situazione attuale e recenti sviluppi),

–  vista l'indagine condotta dall'IPPF EN tra i propri partner sulla legislazione in materia di aborto e la relativa attuazione in Europa e in Asia centrale,

–  visto lo studio dal titolo "The gendered impact of the COVID-19 crisis and post-crisis" (L'impatto di genere della crisi della COVID-19 e del periodo successivo alla crisi), pubblicato dalla Direzione generale delle Politiche interne il 30 settembre 2020(4),

–  visto il documento strategico delle Nazioni Unite del 9 aprile 2020 dal titolo "The impact of COVID-19 on Women" (L'impatto della COVID-19 sulle donne),

–  vista la relazione delle Nazioni Unite, del 23 aprile 2020, dal titolo "COVID-19 e diritti umani: We are all in this together" (COVID-19 e diritti umani: una questione che ci riguarda tutti),

–  vista la relazione del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), del 27 aprile 2020, dal titolo "Impact of the COVID-19 Pandemic on Family Planning and Ending Gender-based Violence, Female Genital Mutilation and Child Marriage" (Impatto della pandemia di COVID-19 sulla pianificazione familiare e l'eliminazione della violenza di genere, delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni infantili),

–  vista la dichiarazione dell'UNFPA, del 28 aprile 2020, dal titolo "Millions more cases of violence, child marriage, female genital mutilation, unintended pregnancy expected due to the COVID-19 pandemic" (Previsti milioni di altri casi di violenza, matrimoni infantili, mutilazioni genitali femminili e gravidanze indesiderate a causa della pandemia di COVID-19),

–  visto il documento programmatico della Lobby europea delle donne dal titolo "Women must not pay the price for COVID-19!" (Non devono essere le donne a pagare il prezzo della COVID-19!),

–  visto lo studio della professoressa Sabine Oertelt-Prigione dal titolo "The impact of sex and gender in the COVID-19 pandemic" (Impatto del sesso e del genere nella pandemia di COVID-19), pubblicato il 27 maggio 2020,

–  visti gli orientamenti dell'OMS dal titolo "Safe abortion: technical and policy guidance for health systems" (Aborto sicuro: orientamenti tecnici e strategici per i sistemi sanitari),

–  vista la strategia globale dell'OMS per accelerare l'eliminazione del cancro del collo dell'utero quale problema di sanità pubblica,

–  vista la sua risoluzione del 13 novembre 2020 sull'impatto delle misure connesse alla COVID-19 sulla democrazia, sullo Stato di diritto e sui diritti fondamentali(5),

–  vista la relazione congiunta del Forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi (EPF) e della IPPF EN, del 22 aprile 2020, dal titolo "Sexual and Reproductive Health and Rights during the COVID-19 pandemic" (La salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti durante la pandemia di COVID-19),

–  visto l'articolo 12 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali,

–  vista l'osservazione generale n. 22 del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali, del 2 maggio 2016, sul diritto alla salute sessuale e riproduttiva,

–  visti gli articoli 2, 7, 17 e 26 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

–  vista l'osservazione generale n. 36 del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani del 30 ottobre 2018 sull'articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici relativo al diritto alla vita,

–  vista la relazione intermedia del relatore speciale delle Nazioni Unite, del 3 agosto 2011, sul diritto di tutti al godimento del massimo livello raggiungibile di salute fisica e mentale,

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite, del 4 aprile 2016, sul diritto di tutti al godimento del massimo livello raggiungibile di salute fisica e mentale,

–  viste le relazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, le sue cause e le sue conseguenze, compresa la relazione dell'11 luglio 2019 su un approccio basato sui diritti umani per i maltrattamenti e la violenza nei confronti delle donne nei servizi di salute riproduttiva, con particolare attenzione alla violenza ostetrica e durante il parto,

–  vista la dichiarazione dell'OMS del 2015 sulla prevenzione e l'eliminazione della mancanza di rispetto e degli abusi durante il parto,

–  vista la relazione della commissione per l'uguaglianza e la non discriminazione del Consiglio d'Europa, del 16 settembre 2019, sulla violenza ostetrica e ginecologica,

–  vista la direttiva 2004/113/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura(6),

–  vista la dichiarazione dell'8 aprile 2016 del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla questione della discriminazione nei confronti delle donne nella legislazione e nella pratica, presentata in occasione della 32a sessione del Consiglio per i diritti umani del giugno 2016,

–  vista la sessione II della relazione del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite del 14 maggio 2018 sulla questione della discriminazione nei confronti delle donne nella legislazione e nella pratica,

–  vista la sessione III della relazione del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite dell'8 aprile 2016 sulla questione della discriminazione nei confronti delle donne nella legislazione e nella pratica,

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite, del 10 gennaio 2019, sulla situazione dei difensori dei diritti umani,

–  vista la direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011 concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera(7),

–  vista la direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano(8),

–  vista la dichiarazione comune del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione europea, del 19 novembre 2018, intitolata "Il nuovo consenso europeo in materia di sviluppo: Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro", in cui l'UE ribadisce l'impegno a promuovere, proteggere e rispettare il diritto di ogni individuo ad avere pieno controllo sulle questioni riguardanti la propria sessualità e la propria salute sessuale e riproduttiva, e a decidere in modo libero e responsabile al riguardo, senza discriminazioni, coercizioni o violenze,

–  vista la sua risoluzione del 14 novembre 2019 sulla criminalizzazione dell'educazione sessuale in Polonia(9),

–  vista la sua risoluzione del 13 febbraio 2019 sull'attuale regresso dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere nell'UE(10),

–  vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2017 sulla promozione della parità di genere nella salute mentale e nella ricerca clinica(11),

–  visto il patto europeo per la parità di genere (2011-2020) adottato dal Consiglio il 7 marzo 2011,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2003 sullo screening dei tumori(12),

–  visti gli orientamenti europei sull'assicurazione della qualità nello screening del cancro al collo dell'utero del 7 maggio 2008 e gli orientamenti europei sull'assicurazione della qualità nello screening e nella diagnosi del carcinoma mammario del 12 aprile 2006,

–  visto il documento tematico del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa del dicembre 2017 sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi delle donne in Europa,

–  visti la strategia dell'OMS per la salute e il benessere delle donne nella regione europea dell'OMS per il periodo 2017-2021 e il piano d'azione per la salute sessuale e riproduttiva del 2016 finalizzato al raggiungimento dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile in Europa senza lasciare indietro nessuno,

–  vista la strategia globale dell'OMS 2016-2030 per la salute di donne, bambini e adolescenti,

–  viste le norme in materia di educazione sessuale in Europa dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e del Centro tedesco per l'informazione sanitaria (BZgA), ovvero un quadro per i responsabili politici, le autorità educative e sanitarie e gli specialisti, nonché gli orientamenti tecnici internazionali dell'UNESCO in materia di educazione sessuale: un approccio basato sulla conoscenza dei dati scientifici,

–  vista la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali del 30 marzo 2009 sulla denuncia collettiva n. 45/2007 del Centro internazionale per la tutela giuridica dei diritti dell'uomo (INTERIGHTS) contro la Croazia e l'osservazione generale n. 15 del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, del 17 aprile 2013, sul diritto del minore al godimento del miglior stato di salute possibile (articolo 24), in cui si sottolinea che gli adolescenti dovrebbero avere accesso a informazioni adeguate e obiettive sulle questioni sessuali e riproduttive,

–  vista la relazione del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione sulla situazione della popolazione mondiale 2019 dal titolo "Unfinished Business: the pursuit of rights and choices for all" (Questione irrisolta: il perseguimento di diritti e scelte per tutti),

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  visto il parere della commissione per lo sviluppo,

–  vista la relazione della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere (A9-0169/2021),

A.  considerando che la salute sessuale e riproduttiva è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione a tutti gli aspetti della sessualità e della riproduzione, non soltanto l'assenza di disfunzioni, infermità o mortalità, e che tutte le persone hanno il diritto di prendere decisioni in relazione al loro corpo(13) senza subire discriminazioni, coercizioni e violenze e di accedere a servizi per la salute sessuale e riproduttiva che sostengano tale diritto e garantiscano un approccio positivo alla sessualità e alla riproduzione, dato che la sessualità è parte integrante dell'esistenza umana;

B.  considerando che, secondo l'OMS, il concetto generale di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti riunisce sotto di sé varie questioni che interessano tutte le persone e rappresentano quattro settori distinti, ovvero salute sessuale, diritti sessuali, salute riproduttiva e diritti riproduttivi, e si basa sui diritti di tutti gli individui di veder rispettate la propria integrità fisica, la propria privacy e la propria autonomia personale, di veder pienamente rispettati il loro orientamento sessuale e identità di genere; di decidere se, con chi e quando essere sessualmente attivi, di fare esperienze sessuali sicure, di decidere se, quando e chi sposare, e se, quando e con quali mezzi avere uno o più figli e quanti averne, di accedere nel corso della loro vita alle informazioni, alle risorse, ai servizi e al sostegno necessari per conseguire tutti i suddetti obiettivi senza subire discriminazioni, coercizioni, sfruttamento o violenze;

C.   considerando che i diritti sessuali e riproduttivi sono tutelati in quanto diritti umani nel quadro del diritto internazionale e del diritto europeo in materia di diritti umani, ad esempio nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e nel Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, nella Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna e nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e costituiscono un elemento essenziale per l'erogazione di un'assistenza sanitaria completa; che i diritti alla salute, in particolare i diritti alla salute sessuale e riproduttiva, sono diritti fondamentali delle donne che dovrebbero essere rafforzati e che non possono essere in alcun modo indeboliti o revocati; che la garanzia della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti è un elemento essenziale della dignità umana ed è intrinsecamente connessa al conseguimento della parità di genere e alla lotta contro la violenza di genere; che il corpo di una persona, le sue scelte e la sua autonomia dovrebbe essere pienamente tutelati;

D.  considerando che l'Unione europea ha la competenza diretta per agire a favore della promozione della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti nell'ambito dell'azione esterna; che l'Unione europea non dispone di una competenza diretta per agire al fine di promuovere la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti all'interno dell'Unione, ma che la cooperazione tra gli Stati membri ha luogo attraverso il metodo di coordinamento aperto; che l'Unione europea invita, incoraggia e sostiene gli Stati membri nel promuovere la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti per tutti;

E.  considerando che la violenza di genere è diffusa e si è acuita a causa della pandemia di COVID-19; che, secondo le stime, il 25 % delle donne subisce una qualche forma di violenza di genere nella propria vita e che innumerevoli donne sono vittime di violenza sessuale e molestie nell'ambito delle proprie relazioni intime e della propria vita pubblica, a causa di radicati stereotipi di genere e delle conseguenti norme sociali;

F.  considerando che le violazioni della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti costituiscono violazioni dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita, dell'integrità fisica e mentale, dell'uguaglianza, della non discriminazione, della salute, dell'istruzione, della dignità, della vita privata e della libertà da trattamenti disumani e degradanti; che le violazioni della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti delle donne costituiscono una forma di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze e ostacolano il progresso verso la parità di genere(14);

G.  considerando che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono obiettivi nell'ambito dell'OSS n. 3 delle Nazioni Unite e che contrastare la violenza di genere e le pratiche dannose sono obiettivi dell'OSS n. 5;

H.  considerando che, sebbene l'UE possieda alcune delle norme in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti tra le più elevate al mondo e alcuni Stati membri abbiano attuato politiche e programmi a sostegno dei diritti sessuali e riproduttivi, permangono ancora sfide, mancanze di accesso, anche in termini economici, lacune, disparità e disuguaglianze nella garanzia della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, sia nell'Unione che nei singoli Stati membri, per motivi di età, sesso, genere, razza, etnia, classe, religione o convinzioni personali, stato civile, condizione socioeconomica, disabilità, affezione da HIV (o da infezioni sessualmente trasmissibili), origine nazionale o sociale, status giuridico o migratorio, lingua, orientamento sessuale o identità di genere;

I.  considerando che le sfide e gli ostacoli in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti possono comprendere, tra le altre cose, ostacoli di natura giuridica, finanziaria, culturale e informativa, quali la mancanza di un accesso a servizi universali, di alta qualità, a prezzi contenuti e accessibili per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, la mancanza di un'educazione sessuale globale, adeguata all'età e basata su dati concreti, in particolare alla luce del fatto che la fruizione della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti per le persone LGBTI può essere gravemente ostacolata a causa dell'omissione nei programmi di educazione sessuale della diversità dell'orientamento sessuale, l'identità di genere, l'espressione di genere e le caratteristiche sessuali, la mancanza di disponibilità di moderni metodi contraccettivi, la negazione delle cure mediche sulla base di convinzioni personali, le limitazioni giuridiche e gli ostacoli pratici all'accesso a servizi in materia di aborto, la negazione dell'assistenza all'aborto, l'aborto forzato, la violenza di genere, la violenza ginecologica e ostetrica, la sterilizzazione forzata, anche nell'ambito del riconoscimento giuridico del genere, le intimidazioni e i trattamenti crudeli e degradanti, la disparità e i divari nei tassi di mortalità materna e nel sostegno alla salute mentale, l'aumento dei tassi di cesarei, la mancanza di accesso alle cure per il cancro del collo dell'utero; l'accesso limitato a trattamenti per la fertilità e alla riproduzione medicalmente assistita, la difficoltà di accesso a prodotti necessari per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, i tassi elevati di infezioni sessualmente trasmissibili e HIV, i tassi elevati di gravidanza in età adolescenziale; gli stereotipi di genere e le pratiche dannose quali la mutilazione genitale femminile e intersessuale, i matrimoni precoci, forzati e infantili, i delitti d'onore e le cosiddette "terapie di conversione", che possono assumere la forma di violenze sessuali come lo "stupro correttivo" commesso nei confronti di donne e ragazze lesbiche o bisessuali e di persone transgender, le disposizioni giuridiche obsolete o di matrice ideologica che limitano la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti;

J.  considerando che i servizi per la salute sessuale e riproduttiva sono servizi sanitari essenziali che dovrebbero essere disponibili a tutti e comprendere attività di educazione in materia di sessualità e relazioni esaustive, basate su dati concreti e adeguate all'età; attività di informazione, consulenza riservata e imparziale e servizi per la salute e il benessere sessuali e riproduttivi; attività di informazione e consulenza in materia di contraccezione moderna, nonché accesso a un'ampia gamma di contraccettivi moderni; assistenza prenatale, postnatale e durante il parto; ostetricia; cure ostetriche e neonatali; servizi e assistenza per l'aborto sicuro e legale, ivi compreso il trattamento di eventuali complicazioni derivanti da un aborto non sicuro; prevenzione e trattamento dell'HIV e di altre infezioni sessualmente trasmissibili; servizi volti a individuare, prevenire e trattare la violenza sessuale e di genere; prevenzione, individuazione e trattamento dei tumori dell'apparato riproduttivo, compreso il cancro del collo dell'utero e assistenza e trattamenti per la fertilità;

K.  considerando che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono diritti umani e devono essere sostenuti dagli Stati membri dell'UE, in linea con le norme internazionali in materia di diritti umani; che il rispetto dei diritti umani è necessario per il funzionamento della democrazia; che i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto sono interdipendenti; che tutti questi valori dell'UE devono essere pienamente rispettati da tutti gli Stati membri dell'Unione;

L.  considerando che la salute sessuale è fondamentale per la salute e il benessere generale degli individui, delle coppie e delle famiglie, nonché per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità e dei paesi, e che l'accesso alla salute, compresa la salute sessuale e riproduttiva, è un diritto umano; che nella maggior parte degli Stati membri è già obbligatorio fornire una qualche forma di educazione sessuale e sanitaria;

M.  considerando che l'OMS definisce l'infertilità come una patologia dell'apparato riproduttivo caratterizzata dall'incapacità di raggiungere uno stato clinico di gravidanza dopo un periodo di 12 mesi o più di regolari rapporti sessuali non protetti; che tale definizione non tiene conto della realtà delle donne lesbiche e bisessuali e delle persone transgender in rapporti di coppia tra persone dello stesso sesso o delle donne sole interessate alle possibilità di concepimento, il che aggrava le sfide sociali e giuridiche che tali persone devono già affrontare per poter accedere alle tecnologie di riproduzione assistita a causa dell'enfasi posta sulla lotta all'infertilità; che è possibile che le donne lesbiche e bisessuali non siano in grado di dimostrare la propria "infertilità", vedendosi dunque negato l'accesso alle tecnologie di riproduzione assistita(15);

N.  considerando che, in talune circostanze, anche uomini transgender e persone non binarie possono essere in stato di gravidanza e dovrebbero, in tal caso, beneficiare di misure di assistenza alla gravidanza e al parto, senza essere discriminati sulla base della loro identità di genere;

O.  considerando che nessuno dovrebbe morire durante il parto e che l'accesso a un'assistenza alla maternità, alla gravidanza e al parto di qualità, accessibile e basata su dati concreti rappresenta un diritto umano e deve essere assicurata senza alcuna discriminazione;

P.  considerando che le persone in stato di gravidanza subiscono vari interventi medici forzati e coercitivi durante il parto, tra cui abusi fisici e verbali, la suturazione delle lacerazioni da parto senza la somministrazione di antidolorifici e l'inosservanza delle loro decisioni e del loro consenso informato, che possono considerarsi violenze e trattamenti crudeli e disumani;

Q.  considerando che un'educazione sessuale completa, basata su dati concreti, non discriminatoria e adeguata all'età, basata su un approccio basato sui diritti e incentrato sul genere, come specificato dall'orientamento tecnico internazionale dell'UNESCO, facilita un comportamento sessuale responsabile e fornisce ai bambini e ai giovani gli strumenti per decidere in modo autonomo, in quanto offre informazioni sulla sessualità scientificamente precise e adeguate all'età, affrontando questioni di salute sessuale e riproduttiva, tra cui, ma non solo, lo sviluppo umano, l'anatomia e la fisiologia sessuale e riproduttiva, il consenso, la pubertà e le mestruazioni, la riproduzione, la contraccezione moderna, la gravidanza e il parto, le infezioni sessualmente trasmissibili e la lotta contro la violenza di genere, comprese pratiche dannose quali i matrimoni precoci, forzati e infantili e la mutilazione genitale femminile; che, a tale proposito, un'educazione completa e adeguata all'età in materia di sessualità è essenziale per sviluppare la capacità dei bambini e dei giovani di creare rapporti sani, paritari e sicuri, in particolare affrontando questioni quali i ruoli di genere, la parità di genere, le dinamiche di potere nelle relazioni, il consenso e il rispetto dei limiti e contribuisce a raggiungere la parità di genere;

R.  considerando che l'indisponibilità di informazioni e di un'educazione scientificamente precise e basate su dati scientifici viola i diritti delle persone, nuoce alla loro capacità di compiere scelte informate in merito alla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e compromette l'adozione di approcci sani alla parità di genere;

S.  considerando che la salute sessuale e riproduttiva comprende l'igiene mestruale e i fattori sistemici e socioeconomici della stigmatizzazione e della discriminazione connesse alle mestruazioni; che la povertà mestruale, che fa riferimento a un accesso limitato ai prodotti igienici, affligge circa una donna su dieci in Europa ed è aggravata da un'imposizione fiscale iniqua sotto il profilo di genere sui prodotti per l'igiene mestruale nell'UE; che la vergogna, il dolore mestruale non trattato e tradizioni discriminatorie portano all'abbandono scolastico e a tassi di presenza inferiori delle ragazze a scuola e delle donne al lavoro; che gli atteggiamenti negativi e i preconcetti esistenti nei confronti delle mestruazioni influenzano le decisioni in materia di salute riproduttiva; che la comprensione dei legami tra l'igiene mestruale e la morbilità e la mortalità materne e l'infertilità, le infezioni sessualmente trasmissibili/l'HIV e il cancro della cervice uterina può favorire un'individuazione precoce e salvare vite umane;

T.  considerando che la moderna contraccezione svolge un ruolo essenziale per il conseguimento della parità di genere, la prevenzione delle gravidanze indesiderate e la garanzia del diritto degli individui di prendere decisioni riguardo alle proprie scelte familiari, pianificando proattivamente e responsabilmente il numero dei propri figli, il momento in cui averli e il periodo di tempo che desiderano lasciar intercorrere tra una nascita e l'altra; che taluni metodi contraccettivi moderni riducono altresì l'incidenza dell'HIV/delle infezioni sessualmente trasmissibili; che l'accesso alla contraccezione moderna è ancora pregiudicato da ostacoli pratici, finanziari, sociali e culturali, compresi preconcetti riguardanti la contraccezione, atteggiamenti obsoleti nei confronti della sessualità femminile e della contraccezione e una percezione stereotipata delle donne quali uniche responsabili della contraccezione;

U.  considerando che le leggi sull'aborto si basano sul diritto nazionale; che, anche nei casi in cui l'aborto è legale, vi sono spesso vari ostacoli di natura giuridica, quasi giuridica e informale all'accesso a tale pratica, tra i quali limitazioni dei tempi e delle motivazioni ammissibili, periodi di attesa ingiustificati dal punto di vista medico, mancanza di professionisti sanitari formati e disponibili, negazione delle cure mediche sulla base di convinzioni personali, consulenze di parte e obbligatorie, disinformazione deliberata o obbligo di autorizzazione di terzi, esami medici inutili, obbligo di dimostrare che la gravidanza comporta condizioni di sofferenza, costi da sostenere e assenza di rimborso;

V.  considerando che alcuni Stati membri applicano ancora leggi fortemente restrittive che vietano l'aborto, salvo in circostanze rigorosamente definite, costringendo le donne a ricorrere all'aborto clandestino, a recarsi in un altro paese o a portare a termine la gravidanza contro la loro volontà, il che costituisce una violazione dei diritti umani e una forma di violenza di genere(16) che lede i diritti delle donne e delle ragazze alla vita, all'integrità fisica e mentale, all'uguaglianza, alla non discriminazione e alla salute; che alcuni Stati membri che hanno legalizzato l'aborto su richiesta o per ampie motivazioni sociali mantengono comunque sanzioni penali specifiche per gli aborti effettuati al di fuori dell'ambito di applicazione delle disposizioni giuridiche vigenti;

W.  considerando che numerosi Stati membri stanno attualmente tentando di limitare ulteriormente l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti attraverso leggi fortemente restrittive, che comportano discriminazioni di genere e conseguenze negative per la salute delle donne;

X.  considerando che gli oppositori dei diritti sessuali e riproduttivi spesso strumentalizzano questioni quali l'interesse nazionale o i cambiamenti demografici per compromettere la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, contribuendo in tal modo all'erosione delle libertà personali e dei principi della democrazia; che tutte le politiche che si occupano dei cambiamenti demografici devono essere basate sui diritti, incentrate sulle persone, concepite su misura e fondate su fatti concreti e devono sostenere i diritti sessuali e riproduttivi;

Y.  considerando che gli oppositori dei diritti sessuali e riproduttivi e dell'autonomia delle donne esercitano un'influenza significativa sulla legislazione e sulle politiche nazionali, il che si traduce in vari Stati membri nell'adozione di iniziative regressive che cercano di compromettere la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, come osservato dal Parlamento, nelle sue risoluzioni sull'attuale regresso dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere nell'UE e sul diritto all'aborto in Polonia, e dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, nella sua relazione del 22 novembre 2019 su Pechino+25: quinto riesame dell'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino negli Stati membri dell'UE; che tali iniziative e tali regressi rappresentano un ostacolo alla garanzia dei diritti delle persone e allo sviluppo dei paesi e compromettono i valori europei e i diritti fondamentali;

Z.  considerando che numerose relazioni mettono in luce che, durante la pandemia di COVID-19 e il conseguente confinamento, i servizi per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono stati ridotti e/o revocati(17) e che si è verificata un'interruzione nell'accesso a servizi medici essenziali, quali l'assistenza alla contraccezione e all'aborto, gli esami per l'HIV e le infezioni sessualmente trasmissibili, l'accesso ai centri di prevenzione e sensibilizzazione sulla mutilazione genitale femminile e gli screening per il cancro dell'apparato riproduttivo, nonché a un'assistenza sanitaria rispettosa durante la maternità, il che ha avuto gravi ripercussioni sul diritto fondamentale delle donne all'autonomia fisica; che la pandemia di COVID-19 ha dimostrato che è necessario rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari a tali crisi, per garantire che i servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti continuino a essere pienamente disponibili e siano forniti in modo tempestivo;

AA.  considerando che è in atto un tentativo costante di strumentalizzare la crisi sanitaria dovuta alla COVID-19, utilizzandola come pretesto per adottare ulteriori misure restrittive riguardanti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti(18), con conseguente riassegnazione delle risorse; che ciò ha un effetto negativo ampio e a lungo termine sull'esercizio del diritto fondamentale alla salute, sull'uguaglianza di genere e sulla lotta contro la discriminazione e la violenza di genere e sta mettendo a rischio il benessere, la salute e la vita di donne e ragazze;

AB.  considerando che le persone e i gruppi emarginati, comprese le minoranze razziali, etniche e religiose, i migranti, le persone provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati, le persone senza assicurazione sanitaria, le persone che vivono in zone rurali, le persone con disabilità, le persone LGBTIQ e le vittime di violenza, tra gli altri, si trovano spesso dinanzi a ulteriori barriere, discriminazione trasversale e violenza nell'accesso all'assistenza sanitaria, a causa di leggi e politiche che consentono pratiche sanitarie sessuali e riproduttive coercitive e dell'incapacità di garantire soluzioni ragionevoli nell'accesso a cure e informazioni di qualità; che si registra una mancanza di dati sostanziali sulla questione della violenza ostetrica nei confronti delle donne vittime di razzismo in Europa; che tale discriminazione porta a tassi più alti di mortalità e morbilità materna (tra le donne nere, ad esempio), a un rischio più alto di abuso e violenza (per le donne con disabilità), a una mancanza di accesso alle informazioni e in generale a ingiustizia e disuguaglianza nell'accesso ai servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti;

AC.  considerando che l'infertilità e la subfertilità colpiscono una persona su sei in Europa e costituiscono un problema di salute pubblica globale; che è necessario ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle informazioni e ai trattamenti riguardanti la fertilità e vietare la discriminazione basata sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sulla salute o sullo stato civile;

AD.  considerando che, secondo la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la salute sessuale e riproduttiva delle donne è legata a molteplici diritti umani, tra cui il diritto alla vita e alla dignità, la libertà da trattamenti inumani e degradanti, il diritto di accedere alle cure sanitarie, il diritto alla privacy, il diritto all'istruzione e il divieto di discriminazione;

AE.  considerando che il Parlamento europeo si è occupato della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti nella posizione adottata in prima lettura il 13 novembre 2020 sul programma d'azione dell'Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 (EU4Health), allo scopo di garantire un accesso tempestivo ai prodotti necessari per la prestazione in sicurezza di servizi per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti (ad esempio medicinali, contraccettivi e attrezzature mediche);

AF.  considerando che gli adolescenti spesso incontrano ostacoli in relazione alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti a causa della mancanza di servizi adatti ai giovani;

AG.  considerando che l'iniziativa Spotlight è stata lanciata dall'Unione europea e dalle Nazioni Unite per combattere le violenze, ivi comprese quelle sessuali, subite dalle donne e dalle ragazze e che tale iniziativa si propone, tra l'altro, di migliorare l'accesso all'educazione sessuale e ai servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva;

AH.  considerando che i servizi idrici e igienico-sanitari (WASH) sono essenziali per la salute sessuale e riproduttiva, ma rimangono ancora troppo spesso inaccessibili, in particolare nelle regioni isolate;

Creare un consenso e affrontare le sfide in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti come sfide dell'UE

1.  invita gli Stati membri, conformemente al principio di sussidiarietà e in linea con le competenze nazionali, a salvaguardare il diritto di tutte le persone – indipendentemente da età, sesso, genere, razza, etnia, classe, casta, affiliazione e convinzioni religiose, stato civile o socioeconomico, disabilità, stato di sieropositività all'HIV (o ad altre infezioni sessualmente trasmissibili), origine nazionale e sociale, status legale o migratorio, lingua, orientamento sessuale o identità di genere – di compiere scelte informate riguardo alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, a garantire il diritto all'integrità fisica e all'autonomia personale, all'uguaglianza e alla non discriminazione, e a fornire i mezzi necessari per permettere a tutti di godere della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti;

2.  rammenta l'impegno dell'UE a promuovere, proteggere e rispettare il diritto di ogni persona e di ogni donna e ragazza di avere il pieno controllo sulle questioni concernenti la propria sessualità e i propri diritti sessuali e riproduttivi e di decidere in modo libero e responsabile al riguardo, senza discriminazioni, coercizioni o violenze(19);

3.  invita l'UE, i suoi organi e le sue agenzie a sostenere e promuovere l'accesso universale e completo ai servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'esercizio delle loro competenze, promuovendo l'uguaglianza di genere, il rispetto dell'autonomia personale, l'accessibilità, la scelta informata, il consenso e il rispetto, la non discriminazione e la non violenza, e invita gli Stati membri a garantire l'accesso a una gamma completa di servizi di alta qualità, completi e accessibili nel campo della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti e a rimuovere tutte le barriere giuridiche, politiche, finanziarie e di altro tipo che impediscono il pieno accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti per tutte le persone; chiede, in questo contesto, la facilitazione di scambi regolari e la promozione di buone pratiche tra gli Stati membri e i portatori di interessi sugli aspetti di genere della salute;

4.  riafferma che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono fondamentali per la parità di genere, la crescita economica e lo sviluppo, la protezione dell'infanzia e l'eliminazione della violenza di genere, del traffico di esseri umani e della povertà;

5.  invita gli Stati membri ad affrontare le sfide persistenti nell'accesso o nell'esercizio dei diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva e a garantire servizi di alta qualità e accessibili per tutti in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, indipendentemente dal loro status socio-economico, in modo che nessuno sia lasciato indietro a causa dell'impossibilità di esercitare il proprio diritto alla salute;

6.  riconosce l'importanza delle informazioni pubbliche sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti; ricorda che tutte le politiche in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti dovrebbero essere fondate su dati affidabili e obiettivi provenienti da organizzazioni quali l'OMS, altre agenzie delle Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa;

7.  ribadisce che il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa invita i suoi Stati membri(20) a garantire una dotazione di bilancio sufficiente per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e ad assicurare la disponibilità di risorse umane e materiali adeguate a tutti i livelli del sistema sanitario, sia nelle aree urbane che nelle zone rurali, a individuare e affrontare gli ostacoli giuridici, strategici e finanziari che impediscono l'accesso a un'assistenza di alta qualità in materia di salute sessuale e riproduttiva e a integrare i servizi per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'assicurazione sanitaria pubblica e nei regimi di sovvenzione o rimborso esistenti al fine di garantire una copertura sanitaria universale;

8.  rammenta le posizioni sostenute dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, che ha raccomandato che l'assistenza sanitaria specifica per le persone transgender, ad esempio i trattamenti ormonali e la chirurgia, sia accessibile e sia oggetto di rimborsi nell'ambito dei regimi di assicurazione sanitaria pubblica(21);

Salute sessuale e riproduttiva come componente essenziale della salute

9.  invita gli Stati membri a istituire strategie efficaci e programmi di monitoraggio che garantiscano la disponibilità di una gamma completa di servizi accessibili di alta qualità in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, in linea con gli standard sanitari internazionali, e un accesso universale ad essi, a prescindere da ostacoli finanziari, pratici e sociali e senza discriminazioni, prestando un'attenzione particolare ai gruppi emarginati, comprese tra l'altro le donne appartenenti a minoranze etniche, razziali e religiose, le donne migranti, le donne che vivono nelle zone rurali e nelle regioni ultraperiferiche dove i vincoli geografici impediscono l'accesso diretto e immediato a tali servizi, le donne con disabilità, le donne sprovviste di assicurazione sanitaria, le persone LGBTI, le vittime di violenza sessuale e di genere;

10.  sottolinea che l'equità nell'accesso, la qualità dell'assistenza e la responsabilità per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono fondamentali per il rispetto dei diritti umani; sottolinea inoltre che i servizi, i prodotti e le strutture devono rispondere alle esigenze in materia di genere e durata lungo l'arco della vita e rispettare la riservatezza e il consenso informato;

11.  esorta la Commissione e gli Stati membri a raccogliere sistematicamente e in modo anonimo solidi dati sull'uguaglianza disaggregati per vari aspetti tra cui genere, età, origine razziale ed etnica e orientamento sessuale, contesto culturale e socioeconomico di provenienza, nonché statistiche su tutti i servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, in modo da individuare e affrontare eventuali differenze nei risultati nella fornitura di assistenza nel campo ella salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti;

12.  esorta la Commissione a utilizzare pienamente le sue competenze nel settore della politica sanitaria e a fornire sostegno agli Stati membri nel garantire un accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nel quadro del programma EU4Health per il periodo 2021-2027, nel promuovere l'informazione e l'educazione sanitarie, nel rafforzare i sistemi sanitari nazionali e nella convergenza verso l'alto degli standard sanitari per ridurre le disuguaglianze sanitarie all'interno e tra gli Stati membri, e nel facilitare lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti; invita gli Stati membri a progredire verso una copertura sanitaria universale, per la quale la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono essenziali, anche utilizzando, ove opportuno, il programma EU4Health e il Fondo sociale europeo Plus (FSE+);

13.  sottolinea la necessità di un approccio positivo e proattivo all'assistenza sanitaria durante tutto il ciclo di vita, garantendo un'assistenza sanitaria universale e di alta qualità, sostenuta da risorse adeguate; sottolinea che l'UE può fornire sostegno agli Stati membri per approcci integrati e intersettoriali alla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento e all'assistenza, nonché sostenere le azioni degli Stati membri per garantire l'accesso ai servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e ai prodotti medicinali correlati, anche nel mercato globale; chiede un maggiore uso delle tecnologie emergenti per la fornitura di trattamenti e metodi diagnostici all'avanguardia ed emergenti, consentendo ai pazienti di beneficiare pienamente della rivoluzione digitale; mette in risalto la necessità di sfruttare appieno Orizzonte Europa ed Europa digitale per promuovere tali priorità;

14.  esorta gli Stati membri a sensibilizzare le donne in merito all'importanza di sottoporsi periodicamente a esami di screening e a garantire che i servizi sanitari pubblici offrano esami di screening come ad esempio mammografie, ecografie mammarie, esami citologici e densitometrie ossee;

15.  mette in risalto l'importanza della prevenzione delle malattie attraverso l'educazione; sottolinea inoltre l'importanza delle vaccinazioni ai fini della prevenzione delle malattie per cui esistono vaccini; invita pertanto gli Stati membri e la Commissione a estendere l'acquisto da parte dell'UE di vaccini contro la COVID-19, includendo l'acquisto del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV), garantendo che ogni persona giovane in Europa possa accedere a tale vaccino;

16.  ricorda che tutti gli interventi medici relativi alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti devono essere realizzati con un previo consenso personale e pienamente informato; invita gli Stati membri a combattere la violenza ginecologica e ostetrica rafforzando le procedure che garantiscono il rispetto del previo consenso libero e informato e la protezione da trattamenti disumani e degradanti nei contesti sanitari, anche attraverso misure di formazione dei professionisti del settore medico; invita la Commissione ad affrontare tale forma specifica di violenza di genere nelle sue attività;

17.  nutre profonda preoccupazione per il fatto che alle donne e alle ragazze con disabilità venga troppo spesso negato l'accesso alle strutture nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva e il diritto al consenso informato in relazione all'uso dei contraccettivi e che esse siano persino esposte al rischio di sterilizzazione forzata; invita gli Stati membri ad attuare misure legislative a tutela dell'integrità fisica, della libertà di scelta e dell'autodeterminazione per quanto riguarda la vita sessuale e riproduttiva delle persone con disabilità;

18.  invita gli Stati membri ad adottare senza indugio misure efficaci per proibire e prevenire tutte le forme di discriminazione contro le donne vittime di razzismo, compresa la segregazione etnica in strutture sanitarie, e a garantire l'accesso universale a un'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva di qualità, libera da discriminazioni, coercizioni e abusi, e ad affrontare, sanare e prevenire le violazioni dei diritti umani che le riguardano;

19.  ribadisce il proprio appello agli Stati membri ad adottare una legislazione che garantisca che le persone intersessuali non siano sottoposte a trattamenti medici o chirurgici non vitali durante l'infanzia o l'adolescenza e che il loro diritto all'integrità fisica, all'autonomia, all'autodeterminazione e al consenso informato sia pienamente rispettato;

20.  sottolinea la necessità di prendere in considerazione esigenze sanitarie specifiche connesse alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, ad esempio in caso di infertilità, menopausa e tumori specifici dell'apparato riproduttivo; invita gli Stati membri a fornire tutti i servizi di riabilitazione e i meccanismi di sostegno necessari, compresa la necessaria assistenza sanitaria mentale e fisica, a tutte le vittime di violazioni della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti; invita la Commissione a fornire informazioni riguardo al contributo dei programmi dell'UE alla promozione e al sostegno della salute riproduttiva;

21.  rammenta la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa A.P. Garçon e Nicot contro Francia, nella quale ha riconosciuto che, imponendo la sterilizzazione come requisito preliminare per l'autorizzazione delle procedure di riconoscimento giuridico del genere, lo Stato membro ha omesso di salvaguardare il diritto al rispetto della vita privata del ricorrente; ricorda che le Nazioni Unite hanno riconosciuto la sterilizzazione forzata come una violazione del diritto a non subire torture o altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti(22); deplora che la sterilizzazione rimanga una condizione indispensabile per l'accesso alle procedure di riconoscimento giuridico del genere in alcuni Stati membri dell'UE; invita gli Stati membri ad abolire il requisito della sterilizzazione e a tutelare il diritto delle persone transgender all'autodeterminazione(23);

22.  mette in risalto la necessità di prendere in considerazione gli impatti dei cambiamenti ambientali sulla salute sessuale e riproduttiva e sui relativi diritti, compresi tra l'altro l'inquinamento idrico e atmosferico e l'aumento del consumo di sostanze chimiche; chiede che tale aspetto venga ulteriormente analizzato attraverso Orizzonte Europa e venga affrontato mediate il Green Deal europeo;

23.  sottolinea l'importanza del ruolo dei professionisti della salute sessuale e riproduttiva nel fornire una gamma completa di servizi per la salute sessuale e riproduttiva, sia fisica che mentale; esorta gli Stati membri a tenere conto della loro situazione specifica in fase di pianificazione della prestazione dell'assistenza sanitaria in generale;

a) Accesso universale a prodotti mestruali sicuri, equi e circolari

24.  esorta gli Stati membri a promuovere un'ampia disponibilità di prodotti mestruali riutilizzabili e privi di sostanze tossiche, in particolare nei grandi punti vendita al dettaglio e nelle farmacie su tutto il territorio nazionale (almeno in quantità pari a quelle dei prodotti monouso) e ad adottare misure di sensibilizzazione riguardo ai benefici dei prodotti mestruali riutilizzabili rispetto ai prodotti monouso;

25.  mette in risalto gli effetti negativi della cosiddetta "imposta sugli assorbenti" per la parità di genere; invita tutti gli Stati membri a eliminare la cosiddetta tassa sui prodotti per l'igiene femminile ("tampon tax"), avvalendosi della flessibilità introdotta dalla direttiva sull'IVA e applicando esenzioni o aliquote IVA allo 0 % a questi beni essenziali;

b) Un'educazione sessuale completa va a vantaggio dei giovani

26.  esorta gli Stati membri a garantire che tutti i bambini nelle scuole primarie e secondarie e i bambini che non frequentano la scuola abbiano accesso a un'educazione sessuale e a informazioni complete, scientificamente corrette, basate su prove, adeguate all'età e non giudicanti, in linea con le norme dell'OMS sull'educazione sessuale e con il suo piano d'azione sulla salute sessuale e riproduttiva, senza che vi sia alcun tipo di discriminazione; esorta gli Stati membri a garantire un'educazione completa riguardo al ciclo mestruale e ai suoi legami con la sessualità e la fertilità; invita gli Stati membri a creare servizi ben sviluppati, ben finanziati e accessibili per i giovani, così come la formazione degli insegnanti e i mezzi per il corretto funzionamento degli uffici di sostegno e dei centri di educazione sanitaria;

27.  sottolinea che l'educazione e l'informazione in materia di salute sessuale e riproduttiva è uno dei principali strumenti per realizzare gli impegni assunti nel 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25), vale a dire zero bisogni insoddisfatti di pianificazione familiare, zero morti materne prevenibili e zero violenza di genere e pratiche dannose contro donne, ragazze e giovani; sottolinea che l'educazione e l'informazione in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti possono contribuire in maniera significativa a ridurre la violenza sessuale e le molestie, in combinazione con finanziamenti e progetti dell'UE volti a rafforzare la cooperazione e il coordinamento delle politiche in materia di salute pubblica e lo sviluppo e la diffusione di buone pratiche; sottolinea l'importanza di un'educazione sessuale e relazionale completa e appropriata all'età e dell'informazione sulla sessualità, nonché la sua importanza per la pianificazione familiare e l'accesso alla salute riproduttiva, così come le sue conseguenze per le gravidanze indesiderate e le malattie legate alla salute sessuale e riproduttiva;

28.  ricorda che gli stereotipi e i tabù che circondano le mestruazioni rimangono diffusi nelle nostre società e che questi possono ritardare la diagnosi di malattie come l'endometriosi che, nonostante colpisca una donna su 10 in età riproduttiva, sia la causa principale dell'infertilità femminile e causi dolori pelvici cronici, richiede in media otto anni per essere diagnosticata e per la quale non esiste una cura; invita gli Stati membri a garantire un'educazione completa e scientificamente accurata riguardo alle mestruazioni, a svolgere un'opera di sensibilizzazione e ad avviare ampie campagne informative sull'endometriosi che si rivolgano alla popolazione, ai professionisti del settore sanitario e ai legislatori; invita gli Stati membri a garantire l'accesso a programmi di educazione mestruale per tutti i bambini, in modo che chi ha le mestruazioni possa operare scelte informate sul proprio ciclo e sul proprio corpo; invita gli Stati membri ad affrontare con urgenza la povertà mestruale, assicurando che chiunque ne abbia bisogno possa disporre di prodotti mestruali gratuiti;

29.  invita gli Stati membri a combattere la diffusione di una disinformazione discriminatoria e non sicura sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, in quanto mette in pericolo tutte le persone, in particolare le donne, le persone LGBTI e i giovani; riconosce il ruolo che i media, i social media, gli enti di informazione pubblica e gli altri portatori di interessi svolgono nel garantire un'informazione accurata e scientificamente fondata, e li invita a respingere la disinformazione e la cattiva informazione sulla salute sessuale e riproduttiva e sui relativi diritti dai loro programmi, materiali e attività; invita gli Stati membri a sviluppare programmi di educazione sessuale e relazionale completi e adeguati all'età, tenendo conto del fatto che la trasmissione di informazioni dovrebbe riflettere la diversità degli orientamenti sessuali, delle identità di genere, delle espressioni e delle caratteristiche sessuali, in modo da contrastare la disinformazione basata su stereotipi o pregiudizi, e rafforzare la tutela del diritto alla salute riproduttiva attraverso servizi sanitari pubblici;

c) Metodi contraccettivi moderni quale strategia per conseguire l'uguaglianza di genere

30.  invita gli Stati membri a garantire l'accesso universale a una gamma di metodi contraccettivi moderni di alta qualità e alle relative forniture, alla consulenza sulla pianificazione familiare e alle informazioni sulla contraccezione per tutti, ad affrontare tutte le barriere che impediscono l'accesso alla contraccezione, come le barriere finanziarie e sociali, e a garantire che siano disponibili consigli medici e consultazioni con professionisti del settore sanitario, permettendo a tutte le persone di scegliere il metodo contraccettivo più adatto a loro, e salvaguardando così il diritto fondamentale alla salute e il diritto di scelta;

31.   invita gli Stati membri a garantire l'accesso a una contraccezione moderna, efficace e accessibile, tenendo conto dei tassi di successo a lungo termine; invita gli Stati membri a riconoscere che tale copertura dovrebbe essere estesa a tutte le persone in età riproduttiva; invita gli Stati membri a garantire che tutti i servizi sanitari forniscano un'adeguata assistenza medica e psicologica regolare che promuova e difenda la salute sessuale e riproduttiva delle donne per tutta la vita;

32.  ricorda che gli Stati membri e le autorità pubbliche hanno la responsabilità di fornire informazioni accurate e basate su prove in materia di contraccezione e di stabilire strategie per affrontare e dissipare barriere, miti, stigmi e idee erronee; invita gli Stati membri a realizzare programmi e campagne di sensibilizzazione su scelte contraccettive moderne e sull'intera gamma di contraccettivi e a garantire l'erogazione di servizi e di consulenza moderni e di alta qualità in materia di contraccezione da parte di professionisti del settore sanitario, compresa la contraccezione d'emergenza senza prescrizione, in linea con le norme dell'OMS, il che in alcuni paesi è spesso negato dai medici sulla base di convinzioni personali;

d) Assistenza per l'aborto sicuro e legale fondata sulla salute e i diritti delle donne

33.  ribadisce che l'aborto deve sempre essere una decisione volontaria basata sulla richiesta formulata da una persona di sua spontanea volontà, conformemente alle norme mediche e alla disponibilità, all'accessibilità – anche in termini economici – e alla sicurezza sulla base delle linee guida dell'OMS e invita gli Stati membri a garantire l'accesso universale all'aborto sicuro e legale e il rispetto del diritto alla libertà, alla riservatezza e alla migliore assistenza sanitaria possibile;

34.  esorta gli Stati membri a depenalizzare l'aborto nonché a eliminare e combattere gli ostacoli all'aborto legale e ricorda che essi hanno la responsabilità di garantire che le donne abbiano accesso ai diritti loro conferiti dalla legge; esorta gli Stati membri a migliorare i metodi esistenti e a esaminare nuovi metodi per fornire assistenza in materia di salute sessuale e riproduttiva e modi per affrontare le lacune nella fornitura di servizi che sono venute alla luce a causa della pandemia di COVID-19, e a farlo per tutti, con particolare attenzione ai gruppi più emarginati; esorta la Commissione a promuovere la protezione della salute sessuale e riproduttiva attraverso la prossima strategia dell'UE in materia di sanità;

35.  invita gli Stati membri a rivedere le loro disposizioni giuridiche nazionali sull'aborto e ad allinearle alle norme internazionali sui diritti umani(24) e alle migliori pratiche regionali, garantendo che l'aborto su richiesta sia legale nelle prime fasi della gravidanza e, quando necessario, anche oltre, se la salute o la vita della persona in stato gravidanza sono in pericolo; ricorda che un divieto totale di assistenza all'aborto o la negazione dell'assistenza all'aborto è una forma di violenza di genere(25) ed esorta gli Stati membri a promuovere le migliori pratiche nell'assistenza sanitaria stabilendo servizi in materia di salute sessuale e riproduttiva disponibili a livello di assistenza primaria, con sistemi di riferimento in atto per tutte le cure di livello superiore richieste;

36.  riconosce che, per ragioni personali, i singoli medici possano invocare l'obiezione di coscienza; sottolinea, tuttavia, che l'obiezione di coscienza individuale non può interferire con il diritto del paziente di avere pieno accesso all'assistenza e ai servizi sanitari; invita gli Stati membri e i prestatori di assistenza sanitaria a tenere conto delle suddette circostanze nella distribuzione geografica dei servizi sanitari da essi offerti;

37.  si rammarica del fatto che, in alcuni casi, la prassi comune negli Stati membri consenta al personale medico, e talvolta a interi istituti medici, di rifiutarsi di fornire servizi sanitari sulla base della cosiddetta obiezione di coscienza, il che porta alla negazione dell'assistenza all'aborto per motivi religiosi o di coscienza e pone a repentaglio la vita e i diritti delle donne; osserva che spesso si invoca l'obiezione di coscienza anche in situazioni in cui qualsiasi ritardo potrebbe mettere in pericolo la vita o la salute del paziente;

38.  rileva che l'obiezione di coscienza ostacola altresì l'accesso allo screening prenatale, il che non solo costituisce una violazione del diritto delle donne a ricevere informazioni sulle condizioni del feto, ma in molti casi pregiudica anche il buon esito di eventuali cure da prestare durante la gravidanza o subito dopo il parto; invita gli Stati membri ad attuare efficaci misure normative ed esecutive che garantiscano che l'obiezione di coscienza non comprometta l'accesso tempestivo delle donne all'assistenza in materia di salute sessuale e riproduttiva;

e) Accesso alle terapie per la fertilità

39.  invita gli Stati membri a garantire che tutte le persone in età riproduttiva abbiano accesso alle terapie per la fertilità, indipendentemente dalla situazione socioeconomica, dallo stato civile, dall'identità di genere o dall'orientamento sessuale; sottolinea l'importanza di analizzare attentamente la fertilità nell'UE come questione di salute pubblica nonché la diffusione prevalente di infertilità e subfertilità, che rappresentano una realtà difficile e dolorosa per molte famiglie e persone; invita gli Stati membri ad adottare un approccio olistico, inclusivo, non discriminatorio e basato sui diritti rispetto alla fertilità, che comprenda misure volte a prevenire l'infertilità e a garantire la parità di accesso ai servizi per tutte le persone in età fertile, e a rendere disponibile e accessibile la riproduzione medicalmente assistita in Europa;

f) Assistenza alla maternità, alla gravidanza e al parto per tutti

40.  invita gli Stati membri ad adottare misure tese a garantire a tutti l'accesso senza discriminazioni a un'assistenza accessibile, rispettosa, di qualità e basata su dati concreti per la maternità, la gravidanza e il parto, compresi l'assistenza ostetrica, prenatale, postnatale e durante il parto e il sostegno alla salute mentale materna, in conformità dei dati concreti e delle norme vigenti dell'OMS, e a modificare di conseguenza le leggi, le politiche e le prassi che escludono determinati gruppi dall'accesso all'assistenza relativa alla maternità, alla gravidanza e al parto, anche eliminando le restrizioni giuridiche e politiche discriminatorie che si applicano sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere, della nazionalità, dell'origine razziale o etnica e della condizione di migrante;

41.  invita gli Stati membri ad adoperarsi quanto più possibile per garantire il rispetto dei diritti e della dignità delle donne durante il parto e a condannare con forza e combattere gli abusi fisici e verbali, comprese la violenza ginecologica e ostetrica e tutte le altre forme di violenza di genere correlate nell'ambito dell'assistenza prenatale, postnatale e durante il parto, poiché violano i diritti umani delle donne e possono costituire forme di violenza di genere;

42.  invita la Commissione a elaborare norme comuni dell'UE in materia di assistenza legata alla maternità, alla gravidanza e al parto e ad agevolare la condivisione delle migliori prassi tra gli esperti del settore; invita gli Stati membri a incoraggiare e garantire che i prestatori di assistenza sanitaria conseguano una formazione in materia di diritti umani delle donne, di principi del consenso libero e informato e della scelta informata per quanto riguarda l'assistenza alla maternità, la gravidanza e il parto;

43.  ricorda che la regione europea, quale definita dall'OMS, presenta il tasso di allattamento al seno più basso al mondo; mette in risalto la necessità di una maggiore sensibilizzazione e informazione sui benefici dell'allattamento al seno; invita gli Stati membri e la Commissione ad avviare campagne di alto profilo per mettere in risalto i benefici dell'allattamento al seno;

Prestazione di servizi per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti durante la pandemia di COVID-19 e in tutte le altre situazioni di crisi

44.  sottolinea che, oltre alla crisi sanitaria, l'UE e i suoi Stati membri stanno attraversando una crisi economica e sociale; esorta gli Stati membri a tenere conto delle ripercussioni sanitarie della COVID-19 da una prospettiva di genere e a garantire il proseguimento dell'intera gamma di servizi di salute sessuale e riproduttiva nei sistemi sanitari in tutte le circostanze, in linea con le norme internazionali in materia di diritti umani; insiste sulla necessità di contrastare qualsiasi tentativo di limitare la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti durante la pandemia e al di fuori della stessa; invita altresì gli Stati membri ad adoperarsi ulteriormente e destinare risorse supplementari a favore della ricostruzione di un sistema sanitario che riconosca che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono fondamentali per la salute e il benessere di tutte le persone;

45.  riconosce gli effetti che la pandemia di COVID-19 ha esercitato sull'offerta di contraccettivi e sull'accesso ad essi e ribadisce le previsioni formulate dall'UNFPA nell'aprile 2020, secondo cui si stima che circa 47 milioni di donne in 114 paesi a reddito medio e basso non saranno in grado di accedere a contraccettivi moderni se le misure di confinamento o le perturbazioni della catena di approvvigionamento si protrarranno per sei mesi;

46.  esorta gli Stati membri a garantire il pieno accesso alla contraccezione durante la pandemia di COVID-19 e, attraverso sforzi congiunti, a prevenire interruzioni nella produzione e nelle catene di approvvigionamento; mette in risalto esempi di buone pratiche quali la fornitura accessibile di contraccettivi a tutte le donne al di sotto di una certa età e/o teleconsulti sull'accesso ai contraccettivi;

47.  sottolinea che l'accesso all'aborto sicuro e legale continua a essere limitato durante la pandemia di COVID-19 e che in alcuni casi si sono verificati tentativi di vietarlo completamente adducendo il pretesto che si tratterebbe di un servizio con priorità inferiore(26); esorta gli Stati membri a garantire inoltre un accesso sicuro, libero e adeguato all'aborto, anche mediante pillola abortiva, durante la pandemia di COVID-19 e al di fuori di essa, e a riconoscere l'assistenza all'aborto come una procedura medica urgente, rifiutando dunque qualsiasi limitazione dell'accesso alla stessa;

48.  sottolinea che, dal momento che i sistemi sanitari si concentrano sulla lotta alla COVID-19, la pandemia sta determinando conseguenze negative per l'assistenza legata alla maternità, la gravidanza e il parto, e pone in evidenza che la prestazione di assistenza alla gravidanza e al parto sta attualmente subendo cambiamenti inaccettabili, che non si basano su dati scientifici, orientamenti dell'OMS o linee guida delle organizzazioni professionali europee competenti, e che tali cambiamenti non sono proporzionati alla risposta necessaria per contrastare la pandemia di COVID-19(27); esorta gli Stati membri a garantire risorse adeguate per un'assistenza alla maternità, la gravidanza e il parto di elevata qualità;

49.  esorta gli Stati membri a garantire pieno accesso alle terapie per la fertilità e all'assistenza alla fertilità durante la pandemia di COVID-19 e a prevenire perturbazioni nell'offerta di tali terapie, poiché dette interruzioni comporteranno un numero inferiore di nascite mediante la riproduzione medicalmente assistita e, di conseguenza, potrebbero privare completamente varie persone del loro diritto a cercare di avere un figlio;

50.  invita la Commissione ad affrontare l'impatto delle situazioni di emergenza, come la COVID-19, sulle considerazioni sanitarie legate al genere, tra cui l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nell'UE, nell'ambito della sua risposta politica in materia di salute; invita inoltre la Commissione a riconoscere che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti sono basati su diritti umani fondamentali e, come tali, rappresentano una priorità durante l'attuale crisi sanitaria e non solo, ad adottare tutte le misure necessarie, anche sostenendo le azioni degli Stati membri e delle organizzazioni della società civile in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, e a garantire il pieno accesso ai servizi in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, tenendo conto di risorse quali il FSE+ e il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori;

La salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti quali pilastri dell'uguaglianza di genere, della democrazia e dell'eliminazione della violenza di genere

51.  invita gli Stati membri a esercitare la propria competenza in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, adoperandosi per tutelare, rispettare e soddisfare pienamente i diritti umani, in particolare il diritto alla salute per quanto concerne la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, e a garantire un'ampia gamma di servizi disponibili per tutti, accessibili, non discriminatori e di elevata qualità in materia di salute sessuale e riproduttiva, come le terapie per la fertilità e il trattamento di malattie genetiche con la preservazione dei gameti, assicurando il rispetto del principio di non regressione sancito dal diritto internazionale in materia di diritti umani, anche per le persone che necessitano di spostarsi per ottenere le cure, tra cui i residenti delle zone remote e delle regioni ultraperiferiche; condanna qualsiasi tentativo di limitare l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti attraverso leggi restrittive; afferma con forza che la negazione dell'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti è una forma di violenza di genere(28);

52.  invita il Consiglio a istituire una formazione sulla parità di genere che riunisca i ministri e i Segretari di stato responsabili della parità di genere in un'apposita sede istituzionale, al fine di adottare misure comuni e concrete per affrontare le sfide in materia di diritti delle donne e parità di genere, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, e garantire che le questioni relative alla parità di genere siano discusse al più alto livello politico;

53.  mette in risalto le conseguenze sanitarie diversificate e altamente dannose della violenza di genere, la quale ha dimostrato di avere il potenziale di determinare gravi conseguenze per la salute fisica e mentale, tra cui disturbi ginecologici ed esiti avversi in gravidanza; chiede pertanto di garantire un'adeguata protezione delle vittime di violenza domestica e di destinare loro risorse appropriate, aumentando le risorse stanziate e le azioni efficaci intraprese a tale fine;

54.  sottolinea che esiste una serie di legami tra la prostituzione e la tratta di esseri umani e riconosce che la prostituzione, sia nell'UE che nel resto del mondo, alimenta la tratta di minori e donne vulnerabili;

55.  invita la commissaria per la Democrazia e la demografia ad adottare un approccio basato su dati concreti e sui diritti umani per affrontare le sfide demografiche nell'Unione, garantendo che ogni residente dell'UE, comprese le persone che vivono nelle aree più remote, come le regioni ultraperiferiche, possa realizzare appieno i propri diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva, e a prestare particolare attenzione e far fronte a quanti strumentalizzano la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti al fine di minare i valori dell'UE e i principi della democrazia;

56.  invita la commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare ad agevolare e promuovere la tutela della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti come elemento essenziale per il conseguimento del diritto alla salute, alla sicurezza e alla parità di genere; la invita inoltre a monitorare e incentivare la piena attuazione dell'OSS n.3, compreso l'obiettivo 3.7, all'interno dell'UE, utilizzando il quadro di indicatori globali delle Nazioni Unite; esorta la commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, in collaborazione con gli Stati membri, a raccogliere dati sistematici, comparabili e disaggregati e a condurre studi volti a rilevare meglio le disuguaglianze di genere in materia di salute e le esigenze insoddisfatte nell'accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva nell'UE, con una prospettiva intersezionale; la invita altresì a promuovere l'informazione e l'educazione sanitarie, anche in materia di salute sessuale e riproduttiva, a sostenere la convergenza al rialzo delle norme e delle politiche sanitarie, al fine di ridurre le disuguaglianze sanitarie all'interno degli Stati membri e tra di essi, e a sostenere, alla luce della positiva inclusione dei servizi di salute sessuale e riproduttiva nel programma EU4Health, le attività degli Stati membri e delle organizzazioni della società civile in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti volte a garantire l'accesso ai suddetti servizi attraverso il programma; mette in risalto la necessità di stimolare notevolmente gli investimenti in tutti i servizi, in particolare nell'assistenza sanitaria, in modo tale da contribuire all'indipendenza, all'uguaglianza e all'emancipazione delle donne;

57.  invita la commissaria per l'Uguaglianza ad agevolare e promuovere la tutela della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti e a includerli nell'attuazione della strategia dell'UE in materia di uguaglianza di genere e della strategia dell'UE per l'uguaglianza LGBTIQ; la esorta inoltre a condannare con forza il regresso relativo ai diritti delle donne e a elaborare misure concrete per contrastarlo; invita la commissaria per l'Uguaglianza a riconoscere i legami intrinseci tra la tutela della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, il conseguimento della parità di genere e la lotta contro la violenza di genere, a monitorare e promuovere la piena attuazione dell'OSS n. 5, compreso l'obiettivo 5.6, all'interno dell'Unione, a integrare con successo la dimensione di genere in tutte le politiche dell'UE e a sostenere le attività delle organizzazioni della società civile attive nel settore della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti; la esorta inoltre ad agevolare e promuovere lo scambio di migliori prassi tra gli Stati membri e le parti interessate sugli aspetti della salute legati a una prospettiva di genere, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti; invita la commissaria per l'Uguaglianza a favorire le sinergie tra il programma EU4Health e la strategia dell'UE per la parità di genere; sottolinea che è opportuno integrare la dimensione di genere nel programma EU4Health, tenere conto dei pregiudizi di genere e sviluppare un approccio attento alle questioni di genere per quanto riguarda la sensibilizzazione sulle malattie, lo screening, la diagnosi e le terapie; pone altresì in evidenza che qualsiasi strategia per l'uguaglianza dovrebbe affrontare tutte le forme di violenza di genere, compresi i regressi e le violazioni riguardanti la salute sessuale e riproduttiva delle donne e i relativi diritti;

58.  invita la commissaria per i Partenariati internazionali a difendere il consenso europeo in materia di sviluppo e gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare gli obiettivi 3.7, 5.6 e 16, al fine di garantire che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti rimangano una priorità di sviluppo in tutte le attività esterne e le relazioni dell'UE; si compiace dell'impegno a promuovere la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nel nuovo piano d'azione sulla parità di genere (GAP III) e invita la commissaria per i Partenariati internazionali a proporre misure concrete per conseguire tale obiettivo; sottolinea che è necessario attribuire la priorità all'eliminazione di tutte le barriere di accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nella sua politica di sviluppo;

59.  invita il commissario per la Promozione dello stile di vita europeo a garantire che il nuovo inviato speciale per la libertà di religione o di credo adotti un approccio basato sui diritti umani, rispettando dunque la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, e si dedichi ad attività congiunte volte a garantire il diritto alla salute per tutti, all'interno dell'UE e a livello mondiale, senza alcuna discriminazione;

60.  invita il commissario per la Gestione delle crisi a integrare nelle azioni umanitarie dell'UE e degli Stati membri una prospettiva riguardante la parità di genere e una prospettiva connessa alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, dato che l'accesso all'assistenza in materia di salute sessuale e riproduttiva rappresenta un'esigenza primaria per le persone bisognose di aiuti umanitari;

61.  chiede l'eliminazione immediata di pratiche dannose quali la mutilazione genitale femminile e i matrimoni infantili, precoci e forzati; sottolinea che i matrimoni infantili, precoci e forzati rappresentano una violazione dei diritti umani e spesso espongono le giovani ragazze a violenze, discriminazioni e abusi; esprime profonda preoccupazione per il fatto che oltre 200 milioni di ragazze e donne in tutto il mondo siano state costrette a subire mutilazioni genitali e che, a causa della pandemia di COVID-19, si stima che il ritardo e l'interruzione dei programmi di sensibilizzazione ed educazione delle comunità per quanto riguarda le pratiche dannose causeranno 2 milioni di casi in più di mutilazione genitale femminile a livello mondiale e oltre 13 milioni in più di matrimoni infantili nel corso del prossimo decennio rispetto alle stime precedenti alla pandemia;

62.  chiede il pieno accesso all'assistenza fisica e psicologica fornita da personale formato e sensibile agli aspetti interculturali; esorta tutti i paesi dell'UE a ratificare la Convenzione di Istanbul; invita la Commissione a valutare le sinergie tra i programmi interni ed esterni dell'UE al fine di assicurare un approccio coerente a lungo termine per porre fine alla mutilazione genitale femminile sia all'interno che all'esterno dell'UE; ribadisce, in particolare, gli inviti a integrare misure di prevenzione della mutilazione genitale femminile in tutti gli ambiti politici, in particolare nel settore della salute, dell'asilo, dell'istruzione e dell'occupazione, nonché nella cooperazione e nei dialoghi sui diritti umani con i paesi terzi;

63.  ricorda che anche alcune ragazze che vivono nell'UE sono esposte al rischio di subire mutilazioni genitali femminili mentre visitano il proprio paese di origine, soprattutto nel corso di visite familiari; ritiene importante che tutti gli Stati membri, ivi comprese le amministrazioni regionali e locali, condividano le proprie migliori prassi relativamente ai protocolli atti a impedire la mutilazione genitale femminile su ragazze che viaggiano in paesi o regioni in cui tale pratica è ampiamente diffusa; invita tutti gli Stati membri che ancora non hanno agito in tal senso a introdurre norme penali specifiche in materia di mutilazione genitale femminile al fine di proteggere le vittime e perseguire tale reato in modo più efficace quando commesso al di fuori del loro territorio;

64.  invita l'Unione a sostenere i centri sanitari e per la pianificazione familiare nei paesi partner, onde facilitare lo scambio di informazioni, sfatando in tal modo i tabù che circondano le mestruazioni, la sessualità e la procreazione e coinvolgendo pienamente anche i ragazzi nella lotta agli stereotipi e ai tabù; sottolinea l'importanza di migliorare la disponibilità di metodi contraccettivi nei paesi in via di sviluppo, in particolare per le ragazze adolescenti, che sono maggiormente a rischio di complicazioni durante la gravidanza; sostiene che tutte le donne e le ragazze hanno il diritto di prendere decisioni libere e informate in merito alla propria salute e vita sessuale e riproduttiva;

65.  chiede che la partecipazione delle ragazze e delle donne all'istruzione sia garantita, in quanto essa rappresenta uno strumento indispensabile per l'emancipazione sociale ed economica delle donne; invita a contrastare le assenze delle ragazze durante le mestruazioni migliorando i dispositivi legati all'igiene mestruale nelle scuole, in particolare i servizi WASH, e lottando contro le stigmatizzazioni; sottolinea la necessità di assicurare l'accesso a infrastrutture adeguate per i servizi WASH nelle scuole, onde garantire la salute sessuale e riproduttiva in materia di contraccezione, gravidanza, parto, aborto, malattie sessualmente trasmissibili o igiene mestruale;

66.  invita a sfruttare il potenziale degli strumenti di comunicazione, come la radio, la televisione e il telefono, ma anche degli strumenti digitali, tra cui le reti sociali e i servizi di messaggistica, per migliorare l'accesso dei giovani all'educazione sessuale e, in particolare, accrescere la loro consapevolezza rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili e ai rischi legati alle gravidanze precoci; ritiene che, a tal fine, occorra adoperarsi per combattere la disuguaglianza di genere nell'accesso ai servizi digitali, nonché il bullismo online e la violenza nei confronti delle donne e delle ragazze su Internet;

67.  chiede che nel piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III sia attribuita maggiore importanza all'ambito di intervento tematico concernente la salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, dato l'enorme impatto della pandemia di COVID-19 sulle donne e sulle ragazze nei paesi in via di sviluppo; sottolinea l'importanza di rafforzare la promozione del diritto di ciascun individuo di avere il pieno controllo delle questioni legate alla propria sessualità e alla propria salute sessuale e riproduttiva, nonché di adottare decisioni libere e responsabili al riguardo;

68.  invita gli Stati membri dell'UE a impegnarsi a favore degli obiettivi del GAP III, in particolare per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti; invita l'UE e gli Stati membri a preparare "piani di attuazione a livello di paese" che accordino la priorità alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, applicando indicatori misurabili e integrando meccanismi di monitoraggio; chiede alle delegazioni dell'UE di considerare prioritarie le azioni legate alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nell'attuazione del GAP III;

69.  invita l'UE e gli Stati membri a garantire finanziamenti adeguati e mirati a favore della salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'ambito della loro politica di cooperazione allo sviluppo e dei loro strumenti per l'azione esterna, come lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale; invita, a tal proposito, la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri a considerare la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti una priorità nel processo di programmazione dell'UE, ivi compresa la programmazione congiunta;

70.  sottolinea che è fondamentale assicurare che la politica di cooperazione allo sviluppo coinvolga le organizzazioni della società civile che sono direttamente implicate nella difesa della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti nei paesi in via di sviluppo;

71.  ritiene che l'UE debba facilitare l'integrazione dei servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nelle strategie e nelle politiche nazionali di salute pubblica dei paesi partner; ricorda con preoccupazione che a non vedere soddisfatte le proprie esigenze in termini di servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva sono soprattutto gli adolescenti, le persone non coniugate, le persone LGBTIQ, le persone con disabilità, i membri di minoranze e i gruppi etnici minoritari e le persone più povere in contesti urbani e rurali; sottolinea che i servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti dovrebbero tenere conto della dimensione di genere, basarsi sui diritti, essere adatti ai giovani ed essere a disposizione di tutti, indipendentemente dall'età, dal sesso, dall'identità di genere, dall'orientamento sessuale, dalla razza, dalla classe sociale, dalla religione, dallo stato civile, dalle risorse economiche, dall'origine nazionale o sociale o dalle disabilità, anche in contesti di crisi umanitaria durante i conflitti e le catastrofi;

72.  invita gli Stati membri a combattere le discriminazioni nei servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e ad adottare un approccio intersezionale onde assicurare che le donne e le ragazze (sia trans che cisgender), le persone non binarie, le lesbiche e le donne bisessuali e intersessuali godano di un accesso paritario ai servizi e ai diritti concernenti la salute sessuale e riproduttiva;

73.  ricorda che le donne e le ragazze sono particolarmente esposte al rischio di stupro e di violenza sessuale nelle regioni colpite da crisi, anche in situazioni di conflitto, catastrofe naturale o a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici; invita l'Unione europea a rafforzare la lotta all'uso dello stupro come arma di guerra e a garantire alle vittime l'accesso ai servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva;

74.  invita la Commissione a condannare con forza il regresso nei confronti dei diritti delle donne e della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti e a utilizzare tutte le sue capacità per rafforzare le azioni volte a contrastarlo; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare il loro sostegno politico ai difensori dei diritti umani, ai prestatori di assistenza sanitaria che si adoperano per far progredire la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e alle organizzazioni della società civile a favore dei diritti delle donne e della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, che sono attori chiave per società paritarie dal punto di vista del genere e fornitori fondamentali di servizi e informazioni in materia di salute sessuale e riproduttiva, in particolare quanti lavorano in contesti difficili in Europa, e a monitorare costantemente la situazione e destinare di conseguenza sufficienti risorse finanziarie attraverso i programmi in corso, tra cui il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori;

75.  invita la Commissione a integrare il bilancio di genere in tutti gli strumenti del QFP 2021-2027, compresi il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori, il Fondo sociale europeo Plus e lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale;

76.  invita la Commissione ad adottare misure concrete per tutelare la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, iniziando con l'istituzione di un inviato speciale dell'UE per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e con l'aggiunta di un capitolo dedicato alla situazione della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti nella relazione annuale dell'UE sui diritti umani e la democrazia;

o
o   o

77.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P9_TA(2020)0336.
(2) GU C 449 del 23.12.2020, pag. 142.
(3) GU L 107 del 26.3.2021, pag. 1.
(4) Studio – "The gendered impact of the COVID-19 crisis and post-crisis", Parlamento europeo, Direzione generale delle Politiche interne dell'Unione, dipartimento tematico C – Affari costituzionali e diritti dei cittadini, 30 settembre 2020.
(5) Testi approvati, P9_TA(2020)0307.
(6) GU L 373 del 21.12.2004, pag. 37.
(7) GU L 88 del 4.4.2011, pag. 45.
(8) GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67.
(9) GU C 208 dell'1.6.2021, pag. 24.
(10) GU C 449 del 23.12.2020, pag. 102.
(11) GU C 252 del 18.7.2018, pag. 99.
(12) GU L 327 del 16.12.2003, pag. 34.
(13) Guttmacher-Lancet Commission, Executive Summary on sexual and reproductive health and rights (Sintesi sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti), The Lancet, Londra, 2018, https://www.guttmacher.org/guttmacher-lancet-commission/accelerate-progress-executive-summary
(14) Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), Information Series on Sexual and Reproductive Health and Rights (Serie informativa sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti), consultabile all'indirizzo: https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Women/WRGS/SexualHealth/INFO_Abortion_WEB.pdf
(15) https://www.who.int/reproductivehealth/topics/infertility/definitions/en/
(16) https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Women/WRGS/SexualHealth/INFO_Abortion_WEB.pdf
(17) Nota tecnica interlocutoria del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) dal titolo "Impact of the COVID-19 Pandemic on Family Planning and Ending Gender-based Violence, Female Genital Mutilation and Child Marriage" (Impatto della pandemia di COVID-19 sulla pianificazione familiare e l'eliminazione della violenza di genere, delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni infantili), pubblicata il 27 aprile 2020, https://www.unfpa.org/sites/default/files/resource-pdf/COVID-19_impact_brief_for_UNFPA_24_April_2020_1.pdf
(18) EPF e IPPF EN, op. cit., pag. 8.
(19) Conclusioni del Consiglio del 13 luglio 2020 sulle priorità dell'UE nel contesto delle Nazioni Unite e della 75ª Assemblea generale delle Nazioni Unite (settembre 2020-settembre 2021).
(20) Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, "Women's sexual and reproductive health and rights in Europe" (La salute e i diritti sessuali e riproduttivi delle donne in Europa), Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Strasburgo, 2017, https://www.coe.int/en/web/commissioner/women-s-sexual-and-reproductive-rights-in-europe
(21) Relazione del comitato direttivo per i diritti dell'uomo sull'attuazione della raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei ministri agli Stati membri sulle misure per combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere, punto 130, consultabile all'indirizzo https://search.coe.int/cm/Pages/result_details.aspx?ObjectId=09000016809f9ba0
(22) https://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session22/A.HRC.22.53_English.pdf
(23) Corte europea dei diritti dell'uomo, causa A.P., Garçon e Nicot contro Francia (ricorsi nn. 79885/12, 52471/13 e 52596/13).
(24) Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Osservazione generale n. 36 (2018): Mellet contro Irlanda, comunicazione n. 2324/2013 (2016) e Whelan contro Irlanda, comunicazione n. 2425/2014 (2017); Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani: K. L. contro Perù, comunicazione n. 1153/2003 (2005) e L. M. R. contro Argentina, comunicazione n. 1608/2007 (2011); Raccomandazione generale n. 35 del CEDAW (2017): Osservazione generale n. 22 del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali (2016); Relazione del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla questione della discriminazione nei confronti delle donne nella legislazione e nella pratica, A/HRC/32/448, 8 aprile 2016; Dichiarazione congiunta delle procedure speciali delle Nazioni Unite, Giornata internazionale dell'aborto sicuro, 28 settembre 2016; Raccomandazione generale n. 35 del CEDAW; Raccomandazione generale n. 30 del CEDAW; Comunicazione del CEDAW, L. C. contro Perù, comunicazione n. 22/2009 (2011).
(25) https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Women/WRGS/SexualHealth/INFO_Abortion_WEB.pdf
(26) Moreau, C., Shankar M., Glasier, A., et al., "Abortion regulation in Europe in the era of COVID-19: a spectrum of policy responses (Regolamentazione dell'aborto in Europa nell'era della COVID-19: un ventaglio di risposte politiche), BMJ Sexual & Reproductive Health, 22 ottobre 2020, consultabile all'indirizzo: https://srh.bmj.com/content/familyplanning/early/2021/02/22/bmjsrh-2020-200724.full.pdf
(27) "Human Rights in Childbirth" (Diritti umani nel contesto del parto), Human Rights Violations in Pregnancy, Birth and Postpartum during the COVID-19 Pandemic, San Francisco, 6 maggio 2020, consultabile all'indirizzo: http://humanrightsinchildbirth.org/wp-content/uploads/2020/05/Human-Rights-in-Childbirth-Pregnancy-Birth-and-Postpartum-During-COVID19-Report-May-2020.pdf
(28) OHCHR, Information Series on Sexual and Reproductive Health and Rights (Serie informativa sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti), consultabile all'indirizzo: https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Women/WRGS/SexualHealth/INFO_Abortion_WEB.pdf


25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25) (vertice di Nairobi)
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sul 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25) (vertice di Nairobi) (2019/2850(RSP))
P9_TA(2021)0315B9-0365/2021

Il Parlamento europeo,

–  visti la Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD) tenutasi al Cairo e il relativo programma d'azione, nonché gli esiti delle sue conferenze di revisione,

–  visto il principio 1 del programma d'azione dell'ICPD, secondo cui ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza della propria persona,

–  vista la dichiarazione di Nairobi sul 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25) dal titolo "Accelerating the Promise" (Accelerare la promessa), del 1º novembre 2019, e gli impegni e le azioni di collaborazione nazionali e dei partner che sono stati annunciati al vertice di Nairobi,

–  visti la piattaforma d'azione di Pechino e gli esiti delle sue conferenze di revisione,

–  vista la dichiarazione d'impegno di Ottawa adottata in occasione della settima Conferenza internazionale dei parlamentari sull'esecuzione (IPCI) dell'ICPD, tenutasi il 22 e 23 ottobre 2018 a Ottawa, Canada,

–  vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite del 5 ottobre 1999 sulla 21a sessione speciale dell'Assemblea generale ai fini di un riesame e una valutazione generali dell'attuazione del programma di azione dell'ICPD (revisione quinquennale dei progressi compiuti nell'attuazione del programma d'azione),

–  vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite dal titolo "Framework of Actions for the follow-up to the Programme of Action of the International Conference on Population and Development Beyond 2014" (Quadro di azioni per il seguito del programma d'azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo dopo il 2014) ("relazione globale ICPD oltre il 2014"),

–  visti l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel settembre 2015 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2016, e in particolare i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile 3 e 5,

–  visti il vertice umanitario mondiale delle Nazioni Unite svoltosi a Istanbul il 23 e 24 maggio 2016 e la successiva relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite (A/70/709), in particolare l'Agenda per l'umanità,

–  vista la sua risoluzione del 31 maggio 2018 sull'attuazione del documento di lavoro congiunto (SWD(2015)0182) – Gender Equality and Women's Empowerment: Transforming the Lives of Girls and Women through EU External Relations 2016-2020" (Parità di genere ed emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020)(1),

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2018, dal titolo: "Verso una strategia esterna dell'UE contro i matrimoni precoci e forzati – prossime tappe"(2),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2014 sull'UE e sul quadro di sviluppo globale post 2015(3),

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 sui preparativi per il vertice umanitario mondiale: sfide e opportunità dell'assistenza umanitaria(4),

–  vista la sua risoluzione del 3 febbraio 2021 sulle sfide future in relazione ai diritti delle donne in Europa: oltre 25 anni dopo la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino(5);

–  vista la relazione del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) sulla situazione della popolazione mondiale 2019 dal titolo "Unfinished Business: the pursuit of rights and choices for all" (Questione irrisolta: il perseguimento di diritti e scelte per tutti),

–  vista la relazione Euromapping 2018 dal titolo "Accountability Guide for Reproductive, Maternal, New Born and Child Health and Family Planning" (Guida sull'assunzione di responsabilità in materia di salute riproduttiva, materna, neonatale e infantile e pianificazione familiare),

–  visto l'Atlante della contraccezione del 2017, 2018 e 2019 che classifica l'accesso alla contraccezione in Europa per paese e che mette in evidenza le disuguaglianze in tutta Europa nonché il fatto che l'esigenza insoddisfatta di contraccezione in alcune parti d'Europa è passata in gran parte inosservata,

–  vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2018 sulla relazione annuale e la democrazia nel mondo nel 2017 e sulla politica dell'Unione europea in materia(6),

–  visto il patto europeo per la parità di genere (2011-2020) adottato dal Consiglio il 7 marzo 2011(7),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 26 maggio 2015 sulle questioni di genere nel contesto dello sviluppo,

–  visti il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere per il 2021-2025 (GAP III), pubblicato il 25 novembre 2020 dalla Commissione e dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (JOIN(2020)0017),

–  visto il Consenso europeo in materia di sviluppo – "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro", adottato nel giugno 2017,

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sul 25º anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD25) (vertice di Nairobi) (O-000020/2021 – B9-0018/2021 e O-000021/2021 – B9-0019/2021),

–  visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per lo sviluppo e la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere,

A.  considerando che il 2019 segna il 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD) al Cairo, durante la quale 179 governi hanno adottato il programma d'azione dell'ICPD, assumendo un impegno globale a favore della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti in linea con la piattaforma d'azione di Pechino e il programma d'azione dell'ICPD e consolidando il consenso in merito alla necessità di porre i diritti e il benessere individuali al centro del programma per la salute riproduttiva e della pianificazione demografica;

B.  considerando che il programma d'azione ha collocato la pianificazione familiare nel quadro di un'assistenza completa in materia di salute riproduttiva e ha invitato i governi a fornire l'accesso a servizi quali l'assistenza prenatale e postnatale, il parto sicuro, il trattamento dell'infertilità, l'interruzione di gravidanza in condizioni di sicurezza laddove essa è legale e la gestione delle conseguenze delle pratiche di interruzione di gravidanza non sicure, la prevenzione delle gravidanze indesiderate e precoci, il trattamento delle infezioni del tratto riproduttivo e delle infezioni sessualmente trasmissibili, il tumore al seno e i tumori del sistema riproduttivo, come pure l'accesso all'informazione, all'educazione e alla consulenza in materia di sessualità, salute riproduttiva e genitorialità responsabile, riconoscendo nel contempo che la prevenzione della violenza di genere e di altre pratiche lesive dovrebbe costituire una parte integrante dell'assistenza sanitaria di base;

C.  considerando che la salute sessuale e riproduttiva, compresi la mortalità materna e neonatale e l'HIV, rientra nei traguardi per l'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 3 e che la violenza e le pratiche abusive fondate sul genere rientrano nei traguardi per l'OSS 5;

D.  considerando che gli obiettivi di sviluppo sostenibile richiedono inoltre il conseguimento della copertura sanitaria universale, segnatamente attraverso la garanzia di accesso ai servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e di accesso sicuro, efficace e a prezzi accessibili a medicinali di base e vaccini per tutti; che la garanzia della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, nonché dei diritti delle donne e della loro libertà di decidere in merito al loro corpo e alla loro vita costituisce una condizione fondamentale per assicurare il conseguimento degli altri obiettivi di sviluppo sostenibile;

E.  considerando che il 25° anniversario ha rappresentato un'opportunità per i governi e altri attori globali di rinnovare il loro impegno a favore del programma per la salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, poiché in molti paesi sono ancora negati; che l'ICPD costituisce un documento universale, che deve essere attuato sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea;

F.  considerando che la popolazione non è mai cresciuta così rapidamente e che, al ritmo attuale, la popolazione mondiale raddoppierà in soli 35 anni;

G.  considerando che le tendenze demografiche determineranno sostanzialmente le prospettive di sviluppo futuro; che la promozione dell'uguaglianza di genere e della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti e la promozione di dimensioni familiari sostenibili vanno di pari passo;

H.  considerando che le donne devono avere pieno controllo sul loro corpo, sulla loro salute e sulla loro fertilità e devono poter definire il proprio ruolo nella società se vogliamo garantire che una crescita e uno sviluppo sostenibili facciano seguito a tale forte crescita della popolazione;

I.  considerando che l'aumento della disponibilità di contraccezione e l'emergere di metodi contraccettivi sono stati determinanti per le donne per la pianificazione delle loro gravidanze e, in tal modo, di tutti gli altri aspetti della vita;

J.  considerando che le innovazioni dei metodi contraccettivi moderni ne ha reso più pratico l'utilizzo e ne ha ridotto gli effetti collaterali; che, tuttavia, continuano a sussistere effetti collaterali significativi e che la loro riduzione dovrebbe essere una priorità per la ricerca in tale ambito;

K.  considerando che nel 2015 il 94 % dei governi forniva sostegno alla pianificazione familiare;

L.  considerando che la percentuale a livello mondiale di donne in una relazione che hanno riferito di utilizzare un contraccettivo è aumentata dal 36 % nel 1970 al 64 % nel 2015;

M.  considerando che l'accesso ai servizi di salute riproduttiva è essenziale affinché le donne possano godere dei loro diritti riproduttivi; che l'accesso implica non soltanto la disponibilità di materiali e servizi, bensì anche l'eliminazione di eventuali barriere sociali, economiche, giuridiche e di altro tipo, comprese le barriere ideologiche;

N.  considerando che attualmente, in generale, nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, le famiglie appartenenti al 20 % più povero della popolazione hanno il minor accesso alle cure essenziali per la salute sessuale e riproduttiva (compresi l'educazione completa in materia di sessualità, i servizi di pianificazione familiare, le misure contraccettive moderne, l'accesso all'assistenza per un aborto sicuro e legale, l'assistenza sanitaria prenatale e postnatale adeguate, l'assistenza durante il parto) mentre si registra la situazione inversa per le famiglie appartenenti al 20 % più ricco; che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nel 2018 almeno 214 milioni di donne intendevano evitare o rinviare una gravidanza, ma non avevano accesso a metodi contraccettivi moderni;

O.  considerando che l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti varia notevolmente anche all'interno degli Stati membri dell'UE e tra di essi ed è particolarmente difficoltoso per coloro che si trovano nelle situazioni di maggiore vulnerabilità; che l'analisi di ogni paese nell'Atlante della contraccezione del 2019 mostra che è opportuno adoperarsi maggiormente per migliorare l'accesso all'informazione e alle forniture di contraccettivi onde garantire alle persone la possibilità di scelta riguardo alla propria vita riproduttiva;

P.  considerando che taluni paesi impongono per legge l'obbligo di autorizzazione da parte di terzi per l'accesso delle donne o delle adolescenti ai servizi sanitari o perseguono penalmente le relazioni tra persone dello stesso sesso; che ciò ostacola l'accesso alle informazioni o ai servizi richiesti dalle persone in stato di necessità;

Q.  considerando che nel 1970 i programmi di pianificazione familiare nelle regioni in via di sviluppo coprivano circa il 40 % della domanda e attualmente ne coprono circa il 77 %; che i tre quarti del tempo i servizi di pianificazione familiare si trovano in situazione di esaurimento delle scorte di alcuni metodi contraccettivi;

R.  considerando che, secondo gli orientamenti tecnici internazionali dell'UNESCO in materia di educazione sessuale, l'inclusione nei programmi scolastici di un'educazione completa in materia di sessualità consente ai bambini e ai giovani di sviluppare conoscenze precise e atteggiamenti e competenze appropriati, ivi compreso il rispetto dei diritti umani, dell'uguaglianza di genere e della diversità, che contribuiscono a instaurare relazioni sicure, sane e rispettose; che tale educazione responsabilizza i bambini e i giovani in quanto fornisce prove e informazioni adeguate all'età sulla sessualità, affrontando questioni di salute sessuale e riproduttiva, tra cui, ma non solo: anatomia e fisiologia sessuale e riproduttiva; pubertà e mestruazioni; riproduzione, contraccezione moderna, gravidanza e parto; infezioni sessualmente trasmesse (IST), compresi HIV e AIDS; e pratiche dannose come il matrimonio infantile, precoce e forzato e le mutilazioni genitali femminili (MGF); che la maggior parte degli adolescenti in tutto il mondo non ha accesso a un'educazione completa in materia di sessualità;

S.  considerando che nel 1994 il programma d'azione ha esortato i paesi a conseguire entro il 2000 una riduzione della metà della mortalità materna rispetto ai livelli del 1990 e un'ulteriore riduzione della metà entro il 2015, il che significherebbe una riduzione del 75 % della mortalità materna; che, sebbene a livello mondiale il tasso di mortalità materna sia diminuito di circa il 44 % dal 1995 con progressi in ogni regione, la gravidanza in età adolescenziale contribuisce ancora in modo significativo alla mortalità materna e alla morbilità e ogni anno circa 70 000 ragazze adolescenti muoiono per cause legate alla gravidanza o al parto e la maggior parte dei casi di mortalità materna avviene ancora in contesti caratterizzati da una mancanza di risorse o come conseguenza di discriminazione intersezionale; che la mortalità materna dovuta a interruzioni di gravidanza praticate in condizioni pericolose e il tasso complessivo di mortalità materna sono ridotti grazie all'eliminazione delle restrizioni giuridiche all'accesso all'aborto;

T.  considerando che le donne che non dispongono di alcun accesso a servizi come l'assistenza prenatale, l'assistenza durante il parto e l'assistenza ostetrica di emergenza hanno maggiori probabilità di risentire di effetti debilitanti sulla salute; che, sebbene il 92 % dei tassi di mortalità materna e neonatale a livello mondiale si registri nei paesi in via di sviluppo, questi ultimi ospitano solo il 42 % del personale medico, ostetrico e infermieristico mondiale;

U.  considerando che più di 500 donne e ragazze muoiono quotidianamente in situazioni di emergenza durante la gravidanza e il parto a causa dell'assenza di personale ostetrico qualificato e di procedure ostetriche di emergenza o di interruzioni di gravidanza praticate in condizioni pericolose;

V.  considerando che soltanto il 55 % di tutte le interruzioni di gravidanza praticate in tutto il mondo avviene in condizioni di sicurezza; che ciò implica che, secondo le stime dell'OMS, tra il 2010 e i 2014 sono stati praticati circa 25 milioni di aborti all'anno in condizioni prive di sicurezza; che l'aborto è ancora completamente illegale in 26 paesi e che l'aborto su richiesta è legale solo in 67 paesi con limiti gestazionali che variano da paese a paese; che in tutto il mondo, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati, compresi vari Stati membri dell'UE, si registra una regressione nei confronti dei diritti della donna relativi al proprio corpo;

W.  considerando che una donna su tre nel mondo subirà violenza fisica o sessuale a un certo punto della sua vita; che, secondo le Nazioni Unite, oltre 200 milioni di donne e ragazze sono state costrette a subire la mutilazione genitale;

X.  considerando che, secondo le stime, il numero di donne che si sono sposate da bambine è pari a 650 milioni e che, in nove casi su dieci, una ragazza di età inferiore ai 18 anni che partorisce è già sposata; che secondo l'UNICEF tra gli effetti negativi dei matrimoni infantili figurano: la separazione da familiari e amici, l'assenza della libertà di interagire con persone della stessa età e di partecipare ad attività comunitarie, la riduzione delle opportunità di ricevere un'istruzione, l'abuso sessuale, gravi rischi per la salute quali gravidanze premature, infezioni sessualmente trasmissibili e, sempre più, HIV/AIDS; che il matrimonio infantile può portare inoltre al lavoro forzato, a schiavitù e prostituzione;

Y.  considerando che il matrimonio forzato rappresenta una delle cause di persecuzione per motivi di genere più comuni, riportata da un numero significativo di donne al momento di chiedere asilo; che ancora sussiste una serie di impedimenti al riconoscimento del matrimonio forzato come una ragione per concedere la protezione internazionale, nonostante questo rappresenti una forma di persecuzione per motivi di genere e una violazione grave e sistematica dei diritti fondamentali che comporta trattamenti disumani e degradanti che possono costituire tortura;

Z.  considerando che le persone LGBTIQ continuano a subire discriminazioni e violenze sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea e che alcuni paesi mantengono leggi atte a perseguire penalmente le relazioni tra persone dello stesso sesso;

AA.  che l'iniziativa Spotlight riunisce l'UE e l'ONU per combattere contro tutta la violenza di genere nel mondo e tale iniziativa rappresenta uno strumento fondamentale per la lotta contro la violenza sessuale e le pratiche dannose come la mutilazione genitale femminile (MGF) e i matrimoni forzati;

AB.  considerando che le priorità di finanziamento nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti non sono uniformi e che i servizi sanitari finanziati con fondi pubblici che offrono in genere alcuni servizi per la pianificazione familiare, l'assistenza sanitaria materna, neonatale e infantile e il trattamento dell'HIV/AIDS ricevono molta attenzione da parte dei donatori, mentre i servizi per il trattamento della violenza sessuale, i tumori ginecologici e l'infertilità o la possibilità di praticare interruzioni di gravidanza in condizioni di sicurezza ricevono purtroppo finanziamenti insufficienti;

AC.  considerando che dal 2015 il dispositivo di finanziamento globale (Global Financing Facility) mira a incoraggiare i governi nazionali ad aumentare la propria spesa in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile in materia di salute; che la reintroduzione e l'ampliamento della norma "global gag" hanno avuto un impatto sull'accesso all'assistenza sanitaria globale delle donne e delle ragazze, compresi i diritti alla salute sessuale e riproduttiva;

AD.  considerando che molti paesi in via di sviluppo hanno aderito al programma di azione allineandovi gli obiettivi nazionali e i bilanci, ma che la maggior parte di tali paesi si basa ancora sull'assistenza dei donatori, mettendo quindi a rischio la stabilità dei programmi nazionali;

AE.  considerando che è fondamentale che il finanziamento della salute sessuale e riproduttiva sia stabile e prevedibile per garantire una fornitura costante dei servizi necessari;

AF.  considerando che un meccanismo di monitoraggio e valutazione globale è indispensabile per controllare l'attuazione, da parte dei governi, degli impegni relativi al programma d'azione e al vertice di Nairobi nel prossimo periodo e garantire che gli obiettivi di sviluppo sostenibile in materia di salute siano raggiunti entro il 2030;

AG.  considerando che il consenso europeo in materia di sviluppo ha incluso l'uguaglianza di genere e i diritti umani delle donne e delle ragazze, nonché la loro emancipazione e protezione, come principi e priorità fondamentali in tutti i settori dell'azione esterna dell'UE; che esso sottolinea inoltre l'esigenza di garantire l'accesso universale a un'informazione, un'educazione – compresa un'educazione sessuale esauriente – e servizi sanitari globali, di qualità e a prezzi accessibili in materia di salute sessuale e riproduttiva e ha ribadito l'impegno a spendere almeno il 20 % degli aiuti dell'UE a favore dell'inclusione sociale e dello sviluppo umano;

AH.  considerando che l'attuazione del GAP II ha rappresentato un'opportunità fondamentale per convogliare ulteriori fondi verso la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'ambito del pilastro relativo all'integrità fisica e psicologica;

AI.  considerando che il 2020 ha segnato il 25o anniversario della piattaforma d'azione di Pechino; che l'ICPD e la piattaforma d'azione di Pechino dovrebbero essere interconnesse in modo da conseguire l'uguaglianza di genere e garantire la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti per tutti;

AJ.  considerando che il Forum Generazione Uguaglianza dell'organismo ONU per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne (UN Women) a Città del Messico e a Parigi nel 2020 avrebbe potuto rappresentare un'opportunità per un'azione urgente e un'assunzione di responsabilità in relazione all'uguaglianza di genere, ma è stato rimandato a causa della pandemia di COVID-19;

Programma d'azione dell'ICPD – dal 1994

1.  si compiace dei progressi compiuti finora in settori specifici, quali l'aumento della disponibilità di contraccettivi che ha consentito alle donne un maggiore controllo della fertilità o la riduzione della mortalità materna e neonatale, pur riconoscendo che, per conseguire gli obiettivi del programma e creare una realtà che favorisca il benessere, l'emancipazione e la realizzazione di metà della popolazione mondiale, è necessario che i governi nazionali e le organizzazioni internazionali intensifichino notevolmente gli sforzi, in particolare per quanto riguarda l'innovazione, il coordinamento e la garanzia dell'accesso;

2.  accoglie con favore e sostiene la dichiarazione di Nairobi sul 25° anniversario della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD+25) dal titolo: "Accelerating the Promise" (Accelerare la promessa), il suo invito a intensificare gli sforzi per attuare e finanziare in maniera completa, efficace e accelerata il programma d'azione dell'ΙCPD e il suo obiettivo di conseguire l'accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nell'ambito della copertura sanitaria universale;

3.  accoglie con favore l'obiettivo concordato al vertice di Nairobi di mobilitare la volontà politica e gli impegni finanziari che sono urgentemente necessari per pervenire finalmente al pieno soddisfacimento delle esigenze in termini di servizi e informazioni in materia di pianificazione familiare, all'eliminazione dei casi di mortalità materna evitabili, nonché all'eradicazione della violenza sessuale e di genere e delle pratiche dannose contro donne e ragazze; accoglie gli impegni concreti, sia finanziari che politici, assunti da governi, donatori, imprese, organizzazioni non governative, società civile e altri attori per sostenere i "tre zeri" e contribuire a garantire la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti per tutti entro il 2030; si compiace in particolare dell'impegno assunto dall'UE di dedicare, nel quadro del programma d'azione annuale 2018 del programma intra-ACP, 29 milioni di EUR per promuovere la salute e la salute sessuale e riproduttiva delle ragazze adolescenti e chiede il proseguimento dell'impegno finanziario e politico dell'UE a favore di tali questioni sia all'interno che all'esterno dell'UE;

4.  ribadisce la necessità che un approccio incentrato sulle persone e basato sui diritti sia al centro di qualsiasi politica demografica come pure dei sistemi sociali, sanitari e scolastici orientati a consentire il ruolo autonomo delle donne nella società e a rispettare la loro dignità e i loro diritti umani; ribadisce inoltre che le donne hanno il diritto di decidere se, quando e con quale frequenza iniziare una gravidanza; accoglie con particolare favore, a tale riguardo, il fatto che le voci dei difensori delle comunità emarginate, dei giovani e della società civile abbiano svolto un ruolo centrale al vertice di Nairobi e che tali difensori abbiano potuto dialogare direttamente i capi di Stato e i responsabili politici in merito a come garantire i diritti e promuovere la salute di tutte le persone;

5.  ribadisce che la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti si fondano sui diritti umani, sono elementi essenziali della dignità umana e continuano a essere fondamentali per conseguire l'uguaglianza di genere; invita l'UE e i suoi Stati membri a riconoscere i diritti delle donne e delle bambine all'integrità fisica e all'autonomia decisionale; condanna le frequenti violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne, compresa la negazione dell'accesso a un'educazione completa alla sessualità, ai servizi di pianificazione familiare, ai contraccettivi e all'assistenza sanitaria materna nonché all'assistenza per l'aborto sicuro e legale; chiede di prevedere un bilancio adeguato per le suddette finalità;

6.  insiste sul fatto che l'OSS n. 5 chiede, tra l'altro, l'integrazione delle raccomandazioni del programma d'azione dell'ICPD nei piani, nelle politiche e nei programmi nazionali; sottolinea che il raggiungimento degli OSS dipende dalla garanzia di accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva;

7.  ricorda che, per onorare gli impegni del programma d'azione dell'ICPD, è necessario contrastare le norme discriminatorie in termini di genere e porre fine alla violenza sessuale nei confronti di donne e ragazze nonché rafforzare l'azione e la capacità delle donne e delle ragazze di adottare decisioni autonome e informate in merito alla loro salute riproduttiva;

8.  ribadisce l'impegno alla promozione, alla tutela e alla realizzazione del diritto di ogni individuo di avere pieno controllo della propria sessualità e della propria salute sessuale e riproduttiva, di poter decidere in modo libero e responsabile al riguardo e di vivere libero da discriminazioni, coercizioni e violenze;

Azzeramento delle esigenze non soddisfatte in materia di pianificazione familiare

9.  rileva che, in media, nei paesi in via di sviluppo 214 milioni di donne non hanno accesso a misure contraccettive efficaci, il che determina ogni anno circa 75 milioni di gravidanze non desiderate; è preoccupato per il fatto che in alcuni paesi l'accesso alla contraccezione implichi la disponibilità di un solo metodo; sottolinea che le donne e le adolescenti devono non solo avere accesso a contraccettivi sicuri e moderni, bensì essere anche in grado di compiere una scelta informata su quale metodo utilizzare e avere accesso a quello prescelto;

10.  esprime preoccupazione per il fatto che in alcuni paesi l'accesso ai servizi di salute riproduttiva è fortemente impedito da ostacoli quali i costi proibitivi, la scarsa qualità dell'assistenza, delle strutture o dei materiali, leggi discriminatorie e coercitive e atteggiamenti sprezzanti e per il fatto che è tra gli adolescenti, le persone non sposate, le persone LGBTIQ, le persone con disabilità, le minoranze etniche e le persone più povere in contesi urbani e rurali che il fabbisogno di servizi per la salute sessuale e riproduttiva viene soddisfatto di meno;

11.  ricorda che i servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti dovrebbero tenere conto della dimensione di genere, basarsi sui diritti, essere adatti agli adolescenti e ai giovani ed essere a disposizione di tutti le adolescenti e le donne, a prescindere dall'età o dallo stato civile, anche durante i conflitti e le catastrofi; ritiene inoltre che tali servizi dovrebbero rispettare la privacy e la riservatezza e non essere soggetti all'obbligo di consenso del giudice, dei coniugi, dei genitori o del tutore;

12.  elogia gli sforzi concertati volti a estendere la copertura della pianificazione familiare per includervi le donne più difficili da raggiungere e chiede che tali sforzi coinvolgano tutti gli altri servizi per la salute sessuale e riproduttiva; raccomanda l'uso di modelli creativi di erogazione dei servizi, come ad esempio voucher per servizi a prezzo agevolato, trasferimenti condizionali in contante, programmi di assicurazione sociale e monitoraggio basato sulle prestazioni;

13.  sottolinea che programmi di educazione sessuale completa basati su prove fattuali e inseriti nei programmi di studio formano la base per lo sviluppo di adulti sani, poiché forniscono informazioni adeguate all'età sulla pubertà, la gravidanza e il parto, in particolare la contraccezione, la prevenzione dell'HIV e delle infezioni sessualmente trasmissibili e i rischi inerenti alle gravidanze precoci; sottolinea, inoltre, che tali programmi di educazione sessuale completa dovrebbero concentrarsi anche sulle relazioni interpersonali, l'orientamento sessuale, l'uguaglianza di genere, le norme di genere, il consenso e la prevenzione della violenza di genere, tutti elementi cruciali per consentire ai giovani di coltivare una sana autostima e formare relazioni paritarie, costruttive e sicure; ritiene che l'offerta di un'educazione sessuale completa rivesta importanza cruciale non solo per l'auto-realizzazione delle ragazze, ma anche per l'impegno precoce dei ragazzi, che hanno un ruolo vitale da svolgere nel promuovere e difendere l'uguaglianza di genere tra i loro coetanei e nelle loro comunità;

14.  sottolinea che alle donne dovrebbero essere garantiti un'assistenza sanitaria adeguata e a prezzi accessibili, il rispetto universale dei loro diritti sessuali e riproduttivi e l'accesso a tali diritti; sottolinea che un'assistenza sanitaria accessibile e il rispetto e l'accessibilità universali della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, della pianificazione familiare, dell'assistenza sanitaria materna, prenatale e neonatale e di servizi di interruzione di gravidanza in condizioni di sicurezza sono elementi importanti per salvare la vita delle donne e ridurre la mortalità neonatale e infantile; ritiene inaccettabile che il corpo delle donne e delle ragazze rimanga un campo di battaglia ideologico, in particolare per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti;

15.  ricorda che ogni giorno quasi 1 000 tra ragazze e donne contraggono l'HIV e che, rispetto ai ragazzi, le donne e le ragazze sono più esposte al rischio di infezioni da HIV, in particolare nell'Africa subsahariana; sottolinea che le donne e le ragazze sieropositive hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro al collo dell'utero; sottolinea la necessità di sviluppare e rafforzare le strategie di prevenzione e di screening rivolte in particolare alle giovani donne;

16.  sottolinea che l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano, necessario per garantire la salute sessuale e riproduttiva in materia di contraccezione, gravidanza, parto, aborto, malattie sessualmente trasmissibili o igiene mestruale;

17.  ricorda che, oltre ai tabù connessi alle mestruazioni, la mancanza di accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari nelle scuole e l'assenza di protezioni mestruali gratuite rappresentano un importante ostacolo alla scolarizzazione delle ragazze durante il ciclo mestruale; ribadisce la necessità di dotare le scuole di infrastrutture adeguate al fine di garantire alle ragazze l'accesso all'acqua e a servizi igienici separati;

18.  invita l'Unione a integrare maggiormente le problematiche connesse all'acqua e ai servizi igienico-sanitari nella sua azione a favore dell'uguaglianza di genere e della lotta alle discriminazioni nei confronti delle donne;

19.  ribadisce l'importanza di garantire la partecipazione significativa e inclusiva degli adolescenti e dei giovani a tutte le fasi del processo decisionale; ritiene che l'impegno globale di Nairobi dovrebbe includere una forte enfasi sugli adolescenti più giovani e sull'educazione sessuale come parte degli sforzi volti ad affrontare il problema della gravidanza in età adolescenziale, che contribuisce in modo significativo alla mortalità materna; riconosce che un'educazione completa in materia di sessualità che tenga conto della dimensione di genere e si basi sulle competenze necessarie per la vita, in maniera corrispondente allo sviluppo delle capacità, è essenziale per consentire ad adolescenti e giovani di proteggersi da una gravidanza non desiderata e da infezioni sessualmente trasmissibili, ivi compresi l'HIV e l'AIDS, di promuovere valori di tolleranza, rispetto reciproco, consenso e non violenza nelle relazioni e di pianificare la loro vita;

Azzeramento dei casi di mortalità materna evitabili

20.  esprime preoccupazione per il fatto che leggi restrittive in materia di aborto in molti paesi, scarsa disponibilità di servizi, costi elevati, stigmatizzazione, obiezione di coscienza dei prestatori sanitari e obblighi inutili quali i periodi di attesa obbligatori, consulenza obbligatoria, trasmissione di informazioni ingannevoli, autorizzazione da parte di terzi ed esami medici inutili rientrino tra i principali ostacoli alla garanzia della salute delle madri e contribuiscano a interruzioni di gravidanza in condizioni di non sicurezza e alla mortalità materna;

21.  ritiene fondamentale che i governi che non l'hanno ancora fatto adottino misure strategiche nel quadro della copertura sanitaria per ridurre il numero di decessi neonatali o materni e prevenire aborti praticati in condizioni di non sicurezza, aumentando l'assunzione e la formazione di personale medico qualificato e ampliando la copertura dell'assistenza post-parto e neonatale di base, dell'assistenza prenatale e ostetrica completa e dell'assistenza post-aborto;

22.  sottolinea che, in linea con la piattaforma d'azione di Pechino e il programma d'azione dell'ICPD, occorre tutelare il diritto di tutti gli individui all'integrità e all'autonomia del proprio corpo e assicurare l'accesso ai servizi essenziali che consentono di far valere effettivamente tale diritto; chiede un approccio globale al pacchetto di base per la salute sessuale e riproduttiva, ivi comprese misure volte a prevenire ed evitare aborti praticati in condizioni di insicurezza e l'assistenza post-aborto, da integrare nelle strategie, nelle politiche e nei programmi nazionali in materia di copertura sanitaria universale;

Azzeramento della violenza di genere nonché delle pratiche lesive contro le donne, le minori e i giovani

23.  invita l'UE e i suoi Stati membri a prevenire la violenza di genere e fornire sostegno alle vittime; rinnova l'invito all'Unione europea, a tutti i suoi Stati membri e agli Stati membri del Consiglio d'Europa che non l'hanno ancora fatto a ratificare e attuare quanto prima la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne (Convenzione di Istanbul); invita l'UE a collaborare con gli Stati membri e altri paesi per investire nella raccolta di dati quantitativi e qualitativi di alta qualità e disaggregati per età, genere, stato di vulnerabilità e geografia; chiede che siano rafforzati i quadri legislativi e politici al fine di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza di genere all'interno e all'esterno della famiglia e di fornire sostegno alle vittime e ai sopravvissuti, compresi i servizi consultivi e sanitari, psicosociali e legali; chiede l'offerta di programmi di formazione sulla violenza di genere per i membri della magistratura, le autorità di contrasto e gli operatori sanitari, nonché il rafforzamento dei sistemi sanitari e di istruzione, al fine di prevenire la violenza di genere e rispondervi da una prospettiva basata sui diritti che consideri tutto l'arco della vita;

24.  condanna tutte le forme di violenza di genere, ad esempio la violenza fisica, sessuale e psicologica, lo sfruttamento, lo stupro di massa, la tratta e la mutilazione genitale femminile; osserva che la violenza di genere rimane una sfida pervasiva in Europa, il che richiede risposte coordinate del settore sanitario, scolastico, sociale e giuridico attraverso misure preventive e di intervento basate sui diritti che considerino l'intero arco della vita; esprime preoccupazione per gli attacchi in corso contro i diritti delle donne e la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, compresa la negazione dell'accesso ai servizi di pianificazione familiare, ai contraccettivi e ai servizi di interruzione di gravidanza legale in condizioni di sicurezza, nonché per la legislazione limitativa di tali diritti in molte parti del mondo, tra cui nell'UE; afferma con forza che negare i servizi concernenti la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, ivi compreso l'aborto legale in condizioni di sicurezza, è una forma di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze;

25.  esprime profonda preoccupazione in merito alle gravi carenze dei sistemi pubblici nella raccolta e nel trattamento delle richieste di assistenza e protezione e delle denunce relative a violenze di genere, in particolare per la polizia; ritiene fondamentale che in tutti i paesi siano poste in essere misure di monitoraggio e sanzioni nei confronti dei responsabili, al fine di eliminare la violenza di genere, compresi i matrimoni precoci, infantili e forzati, la mutilazione genitale femminile e altre pratiche lesive; chiede che i sistemi di polizia e i sistemi pubblici per la raccolta e il trattamento delle richieste di assistenza e protezione e delle denunce relative a violenze di genere siano urgentemente migliorati;

26.  considera altresì fondamentale contrastare le norme e gli stereotipi di genere dannosi al fine di realizzare l'OSS n. 5 sull'uguaglianza di genere e promuovere ulteriormente il programma in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti; ricorda l'importanza di coinvolgere uomini e ragazzi in questo programma; insiste sulla necessità, in tale contesto, di includere uomini e ragazzi in progetti e programmi di lotta contro tutte le violenze di genere e gli stereotipi lesivi; sottolinea a tal riguardo che un'educazione sessuale e affettiva completa è fondamentale per sviluppare le capacità di giovani e bambini di stringere relazioni sane, paritarie, costruttive e sicure, che siano senza discriminazioni, coercizioni o violenze, anche prevenendo la violenza sessuale, di genere e domestica; incoraggia pertanto tutti gli Stati membri a introdurre nelle scuole per i giovani un'educazione sessuale e affettiva completa adeguata all'età;

27.  accoglie con favore l'iniziativa Spotlight per combattere le violenze di genere in tutto il mondo e insiste sulla necessità che tale iniziativa mobiliti un maggior numero di paesi a livello internazionale;

28.  evidenzia l'emergere della violenza di genere online e la necessità di assicurare che tutti gli sforzi volti a eliminare la violenza di genere tengano conto degli spazi virtuali;

29.  riconosce che il divieto legale dei matrimoni infantili, precoci e forzati non garantisce di per sé la cessazione di tali pratiche; invita l'UE e i suoi Stati membri a coordinare meglio e a rafforzare l'applicazione dei trattati, della legislazione e dei programmi internazionali, anche tramite le relazioni diplomatiche con i governi e le organizzazioni dei paesi terzi, al fine di affrontare le questioni relative ai matrimoni infantili, precoci e forzati; chiede che si compia ogni sforzo per far rispettare i divieti previsti dalla legge e integrarli con una più ampia gamma di leggi e politiche; riconosce che ciò richiede l'adozione e l'applicazione di politiche, strategie e programmi globali e olistici, tra cui l'abrogazione delle disposizioni di legge discriminatorie in materia di matrimonio forzato e l'adozione di misure positive per l'emancipazione delle bambine;

30.  ribadisce che la mutilazione genitale femminile è una forma di violenza di genere; invita la Commissione a esaminare le sinergie tra i programmi interni ed esterni dell'UE per assicurare un approccio coerente e costante alla lotta contro la mutilazione genitale femminile sia all'interno che all'esterno dell'UE, visto che la questione in Europa è intrinsecamente connessa ad altre parti del mondo;

31.  nutre la ferma convinzione che l'azione volta a porre fine alla pratica della mutilazione genitale femminile debba comprendere il coinvolgimento delle comunità nonché dei leader tradizionali e religiosi;

32.  è fermamente convinto che le strategie contro la violenza di genere debbano includere le persone LGBTIQ;

33.  riconosce che le crisi umanitarie acuiscono le sfide connesse alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, colpendo in particolare le persone più vulnerabili nel sud del mondo; ricorda che nelle zone di crisi, le donne e le bambine sono particolarmente esposte a violenza sessuale, stupri, malattie sessualmente trasmissibili, sfruttamento sessuale e gravidanze indesiderate; sottolinea l'importanza dell'accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti in tali situazioni e la necessità di adeguare gli aiuti umanitari di conseguenza; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la prospettiva dell'uguaglianza di genere e la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nei loro interventi di assistenza umanitaria, anche in termini di formazione degli operatori umanitari e di finanziamenti, in quanto l'accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva è un'esigenza fondamentale per le persone che si trovano in zone in cui c'è bisogno di assistenza umanitaria;

34.  chiede che si indaghi sui crimini di guerra ove donne e ragazze sono state vittime di torture e di violenze, come è accaduto alla comunità cristiana e yazida nel nord dell'Iraq ad opera dell'organizzazione terroristica denominata Stato islamico;

Sviluppo e impegni di finanziamento

35.  è convinto che uno dei risultati del vertice di Nairobi dovrebbe tradursi nella creazione di un meccanismo volto a garantire l'assunzione di responsabilità, nonché l'efficacia delle misure, per il conseguimento degli impegni globali e nazionali;

36.  invita l'UE a dar prova di leadership nel conseguimento dei diritti delle ragazze e delle donne e dell'uguaglianza di genere, anche nelle sue azioni esterne, mediante l'attuazione del terzo ambizioso piano d'azione sulla parità di genere (GAP III) per il periodo successivo al 2020; invita inoltre l'UE a garantire finanziamenti adeguati per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e la pianificazione familiare nella sua politica di cooperazione allo sviluppo, in particolare nel nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), e a elaborare strategie per garantire la fornitura stabile e continuativa di tutti i servizi necessari;

37.  chiede investimenti specifici per promuovere la salute psicofisica degli adolescenti e il loro benessere, anche attraverso l'accesso a servizi sanitari adatti ai giovani; ritiene che tali investimenti debbano comprendere un adeguato finanziamento e lo sviluppo delle capacità per le organizzazioni femminili e giovanili che spesso svolgono l'attività fondamentale di fornire informazioni sulla pianificazione familiare, su un'educazione completa in materia di sessualità e sull'eliminazione degli stereotipi di genere e sociali dannosi laddove i programmi nazionali sono assenti o insufficienti;

38.  osserva che l'UE contribuisce alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti attraverso una serie di strumenti dell'Unione, quali i programmi geografici e regionali incentrati sul genere, la salute e lo sviluppo della popolazione, i contributi alle iniziative globali e alle organizzazioni delle Nazioni Unite e le sovvenzioni alle organizzazioni della società civile; ritiene tuttavia deplorevole che sia difficile quantificare con esattezza in che misura i finanziamenti dell'UE promuovano direttamente la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e la pianificazione familiare; chiede livelli ambiziosi di finanziamento nell'attuale quadro finanziario pluriennale per migliorare l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, nonché il costante perfezionamento della metodologia così da consentire una migliore valutazione dell'efficacia delle misure per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti in futuro;

39.  invita i governi nazionali e i donatori internazionali ad assicurare che il pacchetto universale dei servizi essenziali per la salute sessuale e riproduttiva contenga anche servizi come il trattamento dell'infertilità, dei tumori riproduttivi o della violenza sessuale, che finora hanno ricevuto il sostegno finanziario minore;

40.  riconosce il ruolo svolto dalle ONG in qualità di prestatori di servizi nonché di difensori della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti; chiede a tale riguardo di rafforzare il sostegno e la protezione dell'UE alle ONG che contribuiscono alla realizzazione del programma d'azione dell'ICPD, e in particolare alle organizzazioni per i diritti delle donne, sia all'interno che all'esterno dell'UE, quali attori fondamentali per società caratterizzate da uguaglianza di genere;

41.  esorta la Commissione, in sede di definizione della sua futura politica di sviluppo sostenibile a livello mondiale nonché di attuazione della strategia globale per l'Africa, a integrare pienamente e rafforzare il sostegno dell'UE ai progetti relativi alla salute sessuale e riproduttiva nonché all'iniziativa Spotlight, intesa a eliminare la violenza nei confronti di donne e ragazze;

42.  esprime profondo rammarico per la dichiarazione congiunta del vertice di Nairobi del 14 novembre 2019, rilasciata da Stati Uniti, Brasile, Bielorussia, Egitto, Haiti, Ungheria, Libia, Polonia, Senegal, Santa Lucia e Uganda, che intende minare il consenso già esistente e gli obblighi assunti in merito alla salute sessuale e riproduttiva delle donne e ai relativi diritti, quali concordati in conformità del programma d'azione dell'ICPD, della piattaforma d'azione di Pechino e dei documenti finali delle loro conferenze di riesame; plaude alla recente abrogazione della "global gag rule" e al suo impatto sull'assistenza sanitaria e sui diritti globali delle donne e delle ragazze; rinnova l'invito all'UE e agli Stati membri affinché pongano rimedio alle carenze finanziarie in tale ambito, utilizzando i fondi nazionali e i fondi dell'UE per lo sviluppo;

43.  prende atto degli impegni assunti dalle commissarie Urpilainen e Dalli in occasione delle loro audizioni, rispettivamente il 1° e il 2 ottobre 2019, al fine di porre la salute sessuale e riproduttiva al centro dei lavori della prossima Commissione sull'uguaglianza di genere;

44.  insiste sul fatto che il NDICI dovrebbe promuovere l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne, compresa la loro salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, attraverso misure trasparenti che consentano una valutazione continua, anche per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, in linea con la Piattaforma d'azione di Pechino e il Programma d'azione dell'ICPD; plaude al fatto che l'NDICI ambisca a garantire che almeno l'85% dei programmi finanziati dall'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) persegua l'uguaglianza di genere come obiettivo significativo o principale, e che almeno il 5% di tali azioni sia finalizzato principalmente all'uguaglianza di genere e ai diritti e all'emancipazione delle donne e delle ragazze; chiede tuttavia una maggiore livello di ambizione al fine di destinare il 20 % dell'APS a progetti che abbiano l'uguaglianza di genere come obiettivo principale (indicatore dell'OCSE sulla politica di uguaglianza di genere);

45.  invita l'UE ad attuare una strategia globale e ambiziosa per l'uguaglianza di genere, comprendente proposte di misure vincolanti, che dovrebbe essere collegata all'attuazione del programma d'azione della ICPD, compresi gli impegni e gli indicatori in tutti i pertinenti settori di intervento, e che chiami a rispondere le istituzioni dell'UE e gli Stati membri attraverso un meccanismo di monitoraggio; chiede che venga condannata la forte spinta contraria all'uguaglianza di genere e alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nonché i discorsi e le azioni che minano i diritti, l'autonomia e l'emancipazione delle donne in tutti i settori; rileva che un modo importante per combattere tale spinta contraria consiste nel sostenere proattivamente l'uguaglianza di genere basata sui diritti e l'integrazione della dimensione di genere;

o
o   o

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 76 del 9.3.2020, pag. 168.
(2) GU C 118 dell'8.4.2020, pag. 57.
(3) GU C 289 del 9.8.2016, pag. 5.
(4) GU C 399 del 24.11.2017, pag. 106.
(5) Testi approvati, P9_TA(2021)0058.
(6) GU C 388 del 13.11.2020, pag. 100.
(7) GU C 155 del 25.5.2011, pag. 10.


Adeguatezza, sussidiarietà e proporzionalità normative: relazione "Legiferare meglio" 2017, 2018 e 2019
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sull'adeguatezza, la sussidiarietà e la proporzionalità normative dell'Unione europea – relazione "Legiferare meglio" relativa agli anni 2017, 2018 e 2019 (2020/2262(INI))
P9_TA(2021)0316A9-0191/2021

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visti l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 16 dicembre 2003 e la sua versione più recente, l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016,

–  viste le disposizioni pratiche convenute il 22 luglio 2011 fra i servizi competenti del Parlamento europeo e del Consiglio per l'attuazione dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) in caso di accordi in prima lettura,

–  viste la relazione annuale 2017 della Commissione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (COM(2018)0490), la relazione annuale 2018 della Commissione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (COM(2019)0333) e la relazione annuale 2019 della Commissione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (COM(2020)0272),

–  visti la comunicazione della Commissione dal titolo "I principi di sussidiarietà e di proporzionalità: rafforzarne il ruolo nel processo di definizione delle politiche dell'UE" (COM(2018)0703) e il relativo allegato,

–  vista la task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente", che ha presentato le sue conclusioni il 10 luglio 2018,

–  visti i pareri e le risoluzioni del Comitato europeo delle regioni, ossia la risoluzione del 1° febbraio 2018 dal titolo "Modificare il regolamento recante disposizioni comuni in materia di fondi SIE per sostenere le riforme strutturali"(1), il parere del 9 ottobre 2018 dal titolo "Riflettere sull'Europa: la voce degli enti locali e regionali per ripristinare la fiducia nell'Unione europea" (CDR 1230/2018) e la risoluzione del 10 dicembre 2020 sul programma di lavoro della Commissione europea per il 2021(2), nonché le priorità del Comitato delle regioni per il 2020-2025 "Un'Europa più vicina ai cittadini attraverso i suoi piccoli centri, le sue città e le sue regioni" approvate in occasione della sessione plenaria tenutasi dal 30 giugno al 2 luglio 2020,

–  vista la 9ª conferenza sulla sussidiarietà "Sussidiarietà attiva: creiamo insieme un valore aggiunto europeo" organizzata congiuntamente a Roma il 22 novembre 2019 dal Comitato delle regioni e dalla Conferenza italiana dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome,

–  visto l'accordo di cooperazione firmato il 5 febbraio 2014 tra il Parlamento europeo e il Comitato delle regioni,

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo(3), che accoglie con favore l'impegno della Commissione a garantire che tutte le azioni dell'UE contribuiscano a creare un futuro sostenibile e a realizzare una transizione giusta e ad aggiornare di conseguenza gli orientamenti per legiferare meglio, scenario che richiede, tra l'altro, che il principio "sustainability first" (privilegiare la sostenibilità) sia integrato nell'agenda "Legiferare meglio" dell'UE e dei suoi Stati membri,

–  vista la sua risoluzione del 9 giugno 2016 per un'amministrazione europea aperta, efficace e indipendente(4),

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per gli affari costituzionali,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A9-0191/2021),

A.  considerando che i principi di sussidiarietà e di proporzionalità disciplinano l'esercizio delle competenze dell'Unione europea; che, nei settori che non sono di competenza esclusiva dell'UE, il principio di sussidiarietà intende proteggere la capacità di decisione e di azione degli Stati membri e legittimare l'intervento dell'Unione se gli obiettivi di un'azione non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma possono, "a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione", essere conseguiti meglio a livello di Unione; che l'inserimento di questo principio nei trattati europei mira quindi a portare l'esercizio delle competenze il più vicino possibile ai cittadini, conformemente al principio di prossimità enunciato all'articolo 10, paragrafo 3, TUE;

B.  considerando che nel luglio 2017 la Commissione Juncker ha adottato una serie riveduta di orientamenti per legiferare meglio, accompagnati dai relativi strumenti; che ha ampliato il proprio portale "Legiferare meglio" per agevolare la navigazione online dei cittadini; che si è impegnata a porre i principi di sussidiarietà e proporzionalità al centro del processo democratico europeo e della procedura legislativa istituendo una task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente", la quale ha presentato la propria relazione il 10 luglio 2018;

C.  considerando che la task force ha formulato raccomandazioni, da un lato, per migliorare la comprensione comune e l'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nell'operato delle istituzioni dell'UE e, dall'altro, per attribuire agli enti locali e regionali nonché ai parlamenti nazionali un ruolo più incisivo per il conseguimento della "sussidiarietà attiva", che dovrebbe promuovere una maggiore titolarità delle politiche dell'UE; che essa ha risposto ai quesiti "come migliorare l'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità all'interno delle istituzioni dell'UE" e "come migliorare la partecipazione degli enti regionali e locali e dei parlamenti nazionali alla definizione e attuazione delle politiche dell'UE";

D.  considerando che nella sua comunicazione del 23 ottobre 2018 dal titolo "I principi di sussidiarietà e di proporzionalità: rafforzarne il ruolo nel processo di definizione delle politiche dell'UE" (COM(2018)0703), la Commissione ha ribadito il ruolo fondamentale della sussidiarietà e della proporzionalità nel migliorare la legislazione e ha stabilito le misure da intraprendere per dare seguito alla relazione della task force, che includevano, fra l'altro, una maggiore attenzione rivolta alle opinioni degli enti locali e regionali, la promozione della comprensione comune della sussidiarietà e della proporzionalità all'interno dell'UE, la valutazione più attenta della legislazione vigente dal punto di vista della sussidiarietà e proporzionalità e il sostegno offerto ai parlamenti nazionali affinché svolgessero il proprio ruolo con maggiore efficienza;

E.  considerando che la Commissione ha proseguito l'applicazione del programma rafforzato "Legiferare meglio" nonché l'integrazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità in tutte le fasi del processo di definizione delle politiche;

F.  considerando che il 3 luglio 2020 la Commissione ha lanciato una versione aggiornata del portale web "Di' la tua" per rendere più facile contribuire online alla legislazione dell'UE e alla definizione delle sue politiche; che la nuova versione del portale dovrebbe migliorare ulteriormente la consultazione e la comunicazione della Commissione con il pubblico nonché aumentare la trasparenza; che nell'ambito del suo programma "Legiferare meglio" l'obiettivo del portale consiste nel migliorare la qualità dell'elaborazione delle politiche dell'UE;

G.  considerando che il portale web "Di' la tua" si è dimostrato un utile punto di accesso per permettere ai cittadini e ai portatori di interessi di partecipare alla preparazione delle politiche della Commissione; che la Corte dei conti europea ha, tuttavia, pubblicato una relazione speciale nel 2019 contenente una serie di raccomandazioni al fine di migliorare tale portale, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo della traduzione;

H.  considerando che nel 2018 la Commissione ha iniziato a unire le relazioni sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nell'elaborazione della legislazione dell'UE con le relazioni riguardanti i propri rapporti con i parlamenti nazionali, dando in tal modo maggiore peso alle opinioni di questi ultimi ed evitando sovrapposizioni tra le due relazioni annuali;

I.  considerando che la Commissione ha ricevuto dai parlamenti nazionali 52 pareri motivati sul principio di sussidiarietà nel 2017, 37 nel 2018 e nessuno nel 2019;

J.  considerando che l'assenza di pareri motivati da parte dei parlamenti nazionali nel corso del 2019 non è stata dettata da una migliore attuazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità ma è stata dovuta al fatto che il 2019 è stato un anno di transizione tra due mandati della Commissione, con lo scioglimento del Parlamento europeo e le elezioni europee e pertanto con minori iniziative e proposte legislative rispetto agli anni precedenti;

K.  considerando che il Parlamento riconosce la necessità di un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali al fianco del Parlamento europeo nel controllo democratico della cooperazione rafforzata in caso di settori politici di competenza congiunta;

L.  considerando che il Comitato delle regioni ha di recente introdotto, nel marzo 2021, gli hub regionali 2.0; che tale progetto è stato avviato su iniziativa del Comitato stesso per monitorare le modalità in cui le politiche dell'UE operano sul campo;

M.  considerando che il mandato del comitato per il controllo normativo include la verifica della qualità delle valutazioni d'impatto;

N.  considerando che la Commissione si è impegnata ad applicare il principio "one-in, one-out", secondo cui ciascuna proposta legislativa che crei nuovi oneri deve sollevare persone e imprese da un onere equivalente esistente a livello dell'UE nello stesso settore d'intervento, ma che finora non lo ha applicato con successo;

O.  considerando che dall'attuale crisi è emersa la necessità di individuare e ridurre gli oneri normativi superflui al fine di garantire che le leggi dell'Unione apportino i vantaggi previsti riducendo al contempo i costi non necessari entro un periodo di tempo ragionevole, in particolare accelerando le misure di sostegno per i consumatori, le piccole e medie imprese (PMI) e le microimprese; che, a beneficio dei consumatori, dei lavoratori, delle PMI e dei cittadini nel complesso, la legislazione dovrebbe essere equilibrata, chiara, completa, inclusiva e, ove opportuno, basata sulle necessarie prove scientifiche; che le microimprese e le PMI dovrebbero far fronte solamente a obblighi commisurati alle loro specificità e alle caratteristiche del loro settore, e che la Commissione dovrebbe adottare misure coercitive forti al fine di limitare la frammentazione del mercato, rimuovere gli ostacoli ingiustificati al mercato e garantire condizioni di parità; che, tuttavia, il programma "Legiferare meglio" dovrebbe conseguire risultati per tutti e tutelare gli interessi della società europea;

P.  considerando che il Parlamento, la Commissione e il Consiglio, in qualità di legislatori, devono rispettare i principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità;

1.  ricorda l'importanza delle relazioni annuali della Commissione in materia di sussidiarietà e proporzionalità;

2.  si compiace del fatto che prosegua la riflessione sui principi di sussidiarietà e proporzionalità, che sono principi guida fondamentali per l'Unione europea; rammenta l'importanza della promozione di una comprensione comune a livello dell'UE della sussidiarietà e della proporzionalità, e prende atto delle preoccupazioni espresse nelle precedenti relazioni sul carattere piuttosto sommario delle relazioni annuali sulla sussidiarietà e proporzionalità della Commissione, che spesso non prestano un'attenzione particolare a come tali principi siano rispettati nella definizione delle politiche dell'UE; riconosce la crescente completezza delle relazioni annuali della Commissione in materia di sussidiarietà e proporzionalità;

3.  rammenta quanto è importante che il principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 TUE, in base al quale le decisioni devono essere adottate al livello politico più opportuno e il più vicino possibile ai cittadini e alle imprese, sia costantemente rispettato e che l'azione a livello dell'UE sia giustificata alla luce delle possibilità disponibili a livello nazionale, regionale o locale., rispettando nel contempo i tre processi fondamentali seguenti: valutazione retrospettiva, valutazione d'impatto e consultazione dei portatori di interessi; incoraggia inoltre la Commissione ad avvicinare l'UE ai suoi cittadini; fa notare che gli enti locali e regionali attuano ed applicano circa il 70 % della legislazione dell'UE; ritiene che una stretta consultazione dei rappresentanti eletti dei cittadini nelle questioni relative all'UE sia un modo molto efficace per avvicinare l'UE ai suoi cittadini; invita le autorità degli Stati membri a livello nazionale e le pertinenti parti interessate a partecipare maggiormente in una fase precoce del processo decisionale, con controlli di sussidiarietà e proporzionalità e valutazioni degli oneri amministrativi della legislazione dell'UE onde garantire che l'UE non intervenga, tranne nei settori che rientrano nella sua competenza esclusiva, a meno che non sia più efficace di un'azione intrapresa a livello nazionale, regionale o locale; rammenta, altresì, che il principio di proporzionalità prevede che qualunque azione intrapresa dall'UE non superi quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati; incoraggia la Commissione a valutare l'efficacia e l'efficienza della procedura di sussidiarietà al fine di individuarne le carenze e affrontarle;

4.  sottolinea che l'attuale struttura della procedura per il meccanismo di controllo della sussidiarietà costringe le commissioni parlamentari nazionali dedicate all'UE a investire una quantità eccessiva di tempo nelle valutazioni tecniche e giuridiche con scadenze brevi, fatto che complica il conseguimento dell'obiettivo di tenere un dibattito politico maggiormente approfondito sulla politica europea;

5.  chiede una revisione del TFUE e l'introduzione di un diritto diretto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo poiché quest'ultimo rappresenta direttamente i cittadini europei;

6.  sottolinea l'importanza di illustrare adeguatamente la necessità delle iniziative legislative e il loro impatto su tutti i settori di rilievo (economico, ambientale, sociale), al fine di rispettare i principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

7.  ritiene che far avanzare l'Unione europea attraverso una migliore regolamentazione sia importante per fornire stabilità e certezza giuridica ai cittadini e alle imprese dell'UE e pertanto generare crescita, occupazione e prosperità;

8.  ritiene che l'applicazione del principio di sussidiarietà e proporzionalità rappresenti il punto di partenza per la formulazione di qualsiasi politica e costituisca una parte essenziale del ciclo di vita delle politiche;

9.  prende atto delle conclusioni della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente"; richiama l'attenzione sul fatto che il Parlamento ha ritenuto che la partecipazione alla task force istituita dalla Commissione ignorasse il ruolo e la posizione istituzionali del Parlamento in qualità di unica istituzione direttamente eletta dell'Unione europea, che rappresenta i cittadini e le imprese a livello dell'Unione ed esercita le funzioni di controllo politico nei confronti della Commissione, e che ha pertanto deciso di declinare l'invito a partecipare nominando i membri della task force; accoglie con favore i risultati e le raccomandazioni della relazione della task force in cui si afferma che esiste un valore aggiunto dell'UE in tutti i settori di attività esistenti, e il fatto che la task force non abbia quindi individuato alcuna competenza prevista dai trattati né alcun settore d'intervento che dovrebbero essere riattribuiti definitivamente, in tutto o in parte, agli Stati membri; invita la Commissione ad attuare tali conclusioni e, nello specifico, a coinvolgere pienamente gli enti locali e regionali nei suoi processi di consultazione, nonché a integrare la "griglia-tipo", al fine di valutare l'applicazione di entrambi i principi durante l'intero processo decisionale; osserva che ciò richiederà un forte impegno, anche da parte dei colegislatori dell'UE; propone inoltre di valutare e sviluppare ulteriormente i quadri esistenti per la cooperazione interparlamentare;

10.  è del parere che ogni proposta della Commissione debba avere un impatto positivo sulla vita dei cittadini con costi proporzionati e sostenibili ad essa associati;

11.  sottolinea che i parlamenti nazionali dovrebbero essere coinvolti quanto prima nel processo legislativo, preferibilmente subito dopo la pubblicazione della tabella di marcia e durante la fase di consultazione; ritiene che debba inoltre essere rivolta una maggiore attenzione alla sussidiarietà prima della presentazione di un nuovo atto giuridico, in particolare la fase di consultazione dovrebbe essere utilizzata al fine di raccogliere in modo proattivo le osservazioni dei parlamenti nazionali e registrare le loro preoccupazioni, in quanto ciò potrebbe eventualmente evitare l'utilizzo di un "cartellino giallo" e prevenire problemi durante la fase di negoziazione;

12.  accoglie con favore le misure tese ad aiutare i parlamenti nazionali a svolgere il proprio ruolo con più efficacia, escludendo il periodo compreso tra il 20 dicembre e il 10 gennaio dal periodo di otto settimane previsto per l'invio dei pareri motivati ad opera dei parlamenti nazionali;

13.  sottolinea l'importanza della partecipazione dei parlamenti nazionali al processo decisionale a livello dell'UE; osserva che, malgrado il numero di pareri motivati pervenuti dai parlamenti nazionali abbia continuato a diminuire tra il 2017 e il 2019 e la totale assenza di pareri motivati presentati nel 2019, il numero di pareri presentati alla Commissione e di contributi trasmessi al Parlamento europeo, anche in merito a iniziative non legislative, è rimasto costantemente elevato, il che attesta l'impegno positivo e lungimirante dei parlamenti nazionali nell'ambito del ciclo programmatico dell'UE; rileva che molti di tali contributi si sono incentrati su questioni istituzionali importanti, quali il completamento dell'Unione economica e monetaria (UEM) e l'attivazione delle clausole passerella; osserva che per nessuna proposta sono stati presentati più di quattro pareri motivati; ricorda che i trattati definiscono un ruolo per la cooperazione interparlamentare, conferendo ai parlamenti nazionali la responsabilità di esaminare le iniziative legislative e non legislative; accoglie con favore la partecipazione attiva dei parlamenti nazionali nel dialogo legislativo con le istituzioni dell'UE tramite altri mezzi diversi dal meccanismo di controllo della sussidiarietà; ricorda che la procedura del "cartellino arancione" non è mai stata attivata e che la procedura del "cartellino giallo" è stata attivata solo tre volte, su un totale di 439 pareri motivati e 5 513 pareri nel periodo 2007-2019; osserva che l'attuazione del diritto dei parlamenti nazionali di controllare il rispetto del principio di sussidiarietà, sulla base del cosiddetto sistema di allarme preventivo, ha in parte migliorato le relazioni tra le istituzioni dell'UE e i parlamenti nazionali; sottolinea l'impegno della Commissione a fornire, in futuro, risposte aggregate laddove almeno quattro parlamenti abbiano formulato pareri motivati e a dar prova di flessibilità per quanto riguarda il termine di otto settimane sancito dal trattato entro il quale i parlamenti nazionali devono sottoporre i propri pareri motivati, tenendo conto dei normali periodi di festività e di sospensione delle attività; ritiene che la conferenza sul futuro dell'Europa offrirà ai cittadini un'eccellente opportunità di comunicare in merito all'effettivo impatto delle normative a livello nazionale e di proporre suggerimenti sulle modalità per il conseguimento degli obiettivi del programma "Legiferare meglio", compresa la rivalutazione del processo di sussidiarietà; ricorda che la trasparenza e l'accesso del pubblico sono essenziali per il processo legislativo e giustificano altresì il coinvolgimento dei parlamenti nazionali e regionali, conferendo nel contempo maggiore legittimità e fiducia al processo legislativo democratico dell'Unione europea; accoglie con favore, a tal proposito, i progressi compiuti dal Parlamento nella divulgazione dei documenti a più colonne a seguito della sentenza De Capitani;

14.  prende atto che nel 2016 26 parlamenti nazionali, su un totale di 41, hanno elaborato pareri motivati il cui numero è sceso a 19 nel 2017 e a 14 nel 2018; sottolinea che tale riduzione va di pari passo con una diminuzione complessiva dei pareri motivati;

15.  sottolinea che l'andamento del numero di pareri e pareri motivati nel periodo 2007-2019 dimostra che i parlamenti nazionali chiedono sempre di più un maggiore dialogo politico e un maggiore coinvolgimento nel dibattito sulle politiche dell'UE e che stanno quindi dedicando un minore tempo all'analisi normativa delle proposte legislative dell'UE;

16.  riconosce che il 2019 è stato il primo anno successivo all'introduzione del meccanismo di controllo della sussidiarietà in cui i parlamenti nazionali non hanno presentato alcun parere motivato, a seguito di un brusco calo dell'attività legislativa della Commissione nell'anno di transizione tra due mandati;

17.  ricorda che la Commissione è tenuta a svolgere consultazioni quanto più ampie possibili con i portatori di interessi prima di qualsiasi proposta legislativa, tenendo conto della dimensione regionale e locale dell'azione prevista;

18.  ricorda che l'applicazione del principio "Pensare anzitutto in piccolo" sancito nello "Small Business Act" è un elemento essenziale del test della proporzionalità, prima di qualsiasi proposta legislativa, e dovrebbe mirare a garantire che la voce delle PMI sia ascoltata e che i loro interessi siano tenuti in considerazione quanto prima, al fine di creare un contesto imprenditoriale favorevole per lo sviluppo delle PMI, che costituiscono la spina dorsale della nostra economia europea;

19.  deplora la pratica in cui l'efficienza del processo decisionale dell'istituzione è sistematicamente invocata per rifiutare l'accesso ai documenti preparatori legislativi, da cui deriva il rischio che le deroghe all'accesso del pubblico ai documenti diventino la norma di fatto;

20.  accoglie con favore la conclusione dell'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio per le istituzioni dell'UE, compreso il Consiglio;

21.  sottolinea che le valutazioni d'impatto ex ante, congiuntamente alle consultazioni con le parti interessate, costituiscono un importante strumento per prendere decisioni ben informate e uno strumento fondamentale al fine di garantire il rispetto della sussidiarietà e della proporzionalità; sottolinea la necessità di promuovere e incoraggiare il dialogo regolare e una consultazione adeguata e trasparente con tutte le parti interessate; accoglie con favore l'uso di strumenti per legiferare meglio e la cooperazione con diversi esperti pertinenti a livello di Unione nell'elaborazione delle valutazioni d'impatto; evidenzia la necessità di semplificare tali strumenti e di agevolarne la comprensione e l'utilizzo da parte dei portatori di interesse; sottolinea che vi è un'urgente necessità di migliorare le valutazioni d'impatto in generale per quanto riguarda la sussidiarietà e la proporzionalità; sottolinea che ogni analisi d'impatto, valutazione e controllo di qualità dovrebbe comportare un'analisi della sussidiarietà e della proporzionalità; accoglie con favore il ricorso a strumenti quali il programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) e il comitato per il controllo normativo, che dal 2017 hanno cercato di individuare opportunità di semplificazione e riduzione dei costi inutili prima che la Commissione proponga la revisione di una normativa in vigore; si compiace inoltre dell'inserimento delle iniziative derivanti da tale attività nei programmi di lavoro annuali della Commissione e da monitorare nel quadro di valutazione REFIT; osserva, in tale contesto, che il programma di lavoro della Commissione per il 2020 comprende 44 iniziative nel quadro dell'esercizio REFIT; sottolinea che tali processi dovrebbero tenere conto degli impatti economici, ambientali e sociali in modo integrato ed equilibrato e ricorrere ad analisi sia qualitative che quantitative, nonché affrontare i costi della mancata armonizzazione a livello dell'UE; fa notare che gli strumenti di controllo possono essere sostenuti e potenziati ulteriormente da altri strumenti quali la piattaforma Fit for Future (F4F) o altre piattaforme dedicate simili; ritiene che il campo di azione della piattaforma REFIT debba essere ampliato, affinché non si occupi soltanto di oneri normativi ma anche di questioni di sussidiarietà e proporzionalità; ricorda che, affinché una regolamentazione sia adatta per il futuro, occorre assicurarne, tra le altre cose, la sostenibilità economica, sociale e ambientale; plaude al fatto che i due principi siano parte della verifica della qualità condotta dal comitato per il controllo normativo; pone tuttavia in evidenza il fatto che l'indipendenza del comitato potrebbe essere ulteriormente rafforzata;

22.  sottolinea che la revisione sistematica della legislazione svolge un ruolo sempre più importante per conseguire una migliore regolamentazione; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione si impegnino in una cooperazione più strutturata al fine di valutare l'applicazione e l'efficacia del diritto dell'Unione in vista del suo miglioramento; sottolinea la necessità dell'applicazione rapida, tempestiva e corretta della legislazione dell'Unione da parte degli Stati membri al fine di valutare adeguatamente la necessità di adottare ulteriori normative;

23.  osserva che la "previsione strategica" potrebbe svolgere un importante ruolo ausiliare nell'adeguare la definizione delle politiche dell'UE alle esigenze future, garantendo che le iniziative a breve termine siano fondate su una prospettiva a lungo termine; riconosce che gli "elementi previsionali" saranno pienamente integrati nel programma "Legiferare meglio" della Commissione, nelle valutazioni di impatto e nelle valutazioni ex post; osserva altresì che la "previsione strategica" sosterrà il programma REFIT, il quale individua le opportunità per ridurre gli oneri regolamentari e garantire che le attuali legislazioni europee continuino a essere adatte per il futuro;

24.  sottolinea che nel 2017 il comitato per il controllo normativo ha esaminato un totale di 53 valutazioni d'impatto e 17 valutazioni distinte; osserva che il 43 % di tali valutazioni d'impatto e il 41 % delle valutazioni esaminate dal comitato per il controllo normativo hanno inizialmente ricevuto pareri negativi e che, per quasi tutte le valutazioni d'impatto, i servizi dovevano migliorare le relazioni in modo da rispettare le norme di qualità del comitato; conclude che la qualità delle valutazioni e delle valutazioni d'impatto iniziali deve essere notevolmente migliorata; deplora il fatto che nel 2019 il comitato abbia esaminato solo una valutazione d'impatto;

25.  sostiene l'impegno della Commissione a prevedere "una valutazione ex ante", prima di prendere in considerazione gli atti legislativi; è del parere che la Commissione e le autorità nazionali dovrebbero continuare a collaborare strettamente al fine di valutare l'effettivo impatto delle normative europee sui cittadini, sulle imprese e sull'ambiente; accoglie altresì con favore il contributo dei parlamenti nazionali alla valutazione ex ante tramite un dialogo politico informale, anche tramite pareri congiunti di iniziativa; invita inoltre gli Stati membri a garantire il recepimento, l'attuazione e l'applicazione rapidi e coerenti della legislazione e ad evitare pratiche che comportano requisiti amministrativi eccessivi e non giustificati che possono compromettere il buon funzionamento del mercato interno;

26.  accoglie con favore gli sforzi della Commissione volti a valutare un'ampia e completa gamma di potenziali normative sul mercato unico mediante valutazioni d'impatto; sottolinea che valutazioni d'impatto indipendenti e imparziali sono uno strumento essenziale e prezioso per contribuire ad adottare decisioni politiche ben informate attraverso il processo decisionale legislativo (pur rispettando il metodo comunitario), il che è necessario per rispondere rapidamente a sfide pressanti quali la transizione digitale e sostenibile; ritiene che il contenuto delle valutazioni d'impatto debba essere migliorato e il loro utilizzo esteso, tenendo conto di ulteriori elementi al fine di rendere il loro contributo più tempestivo e utile e di far sì che siano prese maggiormente in considerazione nell'ambito del processo decisionale a livello politico; ricorda inoltre il numero limitato di valutazioni d'impatto effettuate dal Parlamento e dal Consiglio sulle loro modifiche sostanziali;

27.  sottolinea che il Parlamento dovrebbe, ove necessario, condurre internamente valutazioni d'impatto in relazione agli emendamenti sostanziali e alle loro potenziali conseguenze sulla proposta della Commissione prima di adottarli, qualora non siano già stati analizzati dalla Commissione e dai suoi servizi;

28.  sottolinea il ruolo del Servizio Ricerca del Parlamento europeo, che prevede valutazioni d'impatto ex ante e analisi del valore aggiunto europeo delle proposte, nonché valutazioni dell'attuazione; ritiene che la cooperazione tra la Commissione e il Servizio Ricerca del Parlamento europeo possa essere migliorata, al fine di realizzare un'analisi semplificata, rapida e approfondita concernente l'azione legislativa e le sue modifiche sostanziali, le soluzioni alternative, i loro costi e benefici potenziali, gli oneri amministrativi previsti, la burocrazia per le PMI e il "costo della non Europa";

29.  accoglie con favore l'istituzione del portale web "Di' la tua" e i relativi miglioramenti e invita la Commissione a sviluppare ulteriormente tali strumenti, concedendo ai cittadini e ai portatori di interessi un accesso diretto e la partecipazione alla definizione delle politiche dell'UE;

30.  suggerisce che la Commissione tenga debitamente conto delle raccomandazioni della Corte dei conti europea sul portale "Di' la tua", in particolare aumentando l'accessibilità linguistica delle consultazioni, al fine di consentire ai cittadini e ai portatori di interessi di decidere ciò che considerano di "ampio interesse pubblico";

31.  sostiene l'impegno della Commissione a prevedere revisioni delle politiche e incoraggia un maggiore ricorso alla valutazione ex post per garantire che si traggano insegnamenti in merito all'efficacia e ai benefici della legislazione, che a loro volta possono contribuire a ispirare l'elaborazione delle politiche future e a migliorare gli approcci normativi;

32.  sottolinea che le valutazioni ex post sono inoltre uno strumento importante per valutare l'impatto della legislazione per i cittadini e le imprese, in cui si dovrebbe prestare particolare attenzione all'impatto sulle PMI;

33.  esorta la Commissione a ricorrere sempre più spesso alle procedure di rifusione e codificazione al fine di semplificare il diritto derivato;

34.  è favorevole alle risposte aggregate nel caso in cui sette o più parlamenti nazionali elaborino pareri motivati su una delle proposte legislative della Commissione, sebbene il loro numero non sia sufficiente a raggiungere la soglia richiesta per l'attivazione di un "cartellino giallo"; ritiene che ciò attribuisca maggiore visibilità ai pareri dei parlamenti nazionali;

35.  prende atto del principio "one-in, one-out", basato sulla partecipazione dei portatori di interessi, attraverso il quale la Commissione intende assicurare che l'introduzione di nuovi oneri, in particolare per le microimprese e le PMI, sia compensata dalla soppressione di oneri equivalenti a livello dell'UE per i cittadini e le imprese nello stesso settore di attività; sottolinea che l'attuazione di detto approccio non dovrebbe essere in contrasto con gli obiettivi di una migliore regolamentazione e sottolinea che non dovrebbe comportare decisioni meccaniche di abrogare la legislazione o abbassare il livello delle norme e che il suo obiettivo dovrebbe essere quello di modernizzare e riformare la legislazione dell'UE per far fronte alle nuove sfide della società; sottolinea che, benché sia opportuno evitare ulteriori oneri amministrativi superflui nella progettazione, nel recepimento e nell'attuazione degli atti dell'UE, ciò non dovrebbe tradursi né nella deregolamentazione né in una mancata regolamentazione, e non dovrebbe impedire ai parlamenti degli Stati membri di mantenere o adottare misure più ambiziose e di introdurre norme sociali, ambientali e in materia di protezione dei consumatori più elevate laddove il diritto dell'Unione definisca soltanto norme minime;

36.  sottolinea che un processo decisionale amministrativo e legislativo aperto, efficiente, trasparente e indipendente è una condizione preliminare per politiche e regolamentazioni di elevata qualità; sottolinea che l'introduzione di procedure amministrative armonizzate contribuirebbe positivamente alla buona governance e a pratiche di regolamentazione nell'UE e rafforzerebbe il legame tra il processo decisionale da parte di esperti e la legittimità democratica;

37.  plaude in tal senso all'istituzione, da parte della Commissione sulla base dell'esperienza acquisita con la piattaforma REFIT, della piattaforma Fit for Future nel 2020, un gruppo di esperti di alto livello comprendente vari portatori di interessi, esperti degli Stati membri e rappresentanti del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo, che assiste la Commissione nella ricerca di modalità per rendere più efficienti le normative europee, identificando le misure vigenti potenzialmente e inutilmente onerose, e nell'individuazione di misure di semplificazione e modernizzazione, anche mediante la digitalizzazione, al fine di assicurare che le leggi dell'UE aiutino, e non ostacolino, i cittadini e le imprese dell'UE;

38.  incoraggia i parlamenti nazionali a coinvolgere i parlamenti regionali con poteri legislativi nelle iniziative legislative dell'Unione e ne sostiene la consultazione sistematica in merito alle principali iniziative, in particolare laddove vi è un legame con le competenze regionali; ricorda che tali parlamenti sono rappresentati in seno al Comitato delle regioni e possono essere consultati dai parlamenti nazionali a norma dell'articolo 6 del protocollo n. 2 del TFUE;

39.  ricorda che l'innovazione digitale è in fase di rapido sviluppo e che gli imprenditori orientano attualmente l'agenda del digitale; ritiene pertanto di fondamentale importanza, fatti salvi i principi di sussidiarietà e proporzionalità, stabilire norme adeguate alle esigenze future che tengano il passo con l'innovazione digitale; rileva che molte delle priorità legislative fondamentali dell'UE per il 2017-2019 erano iniziative rientranti tra le competenze della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO), dedicate principalmente all'attuazione della strategia per il mercato unico e della strategia per il mercato unico digitale e incentrate al contempo su regolamenti volti a eliminare gli ostacoli ingiustificati e sproporzionati e a cogliere nuove opportunità a vantaggio di consumatori e imprese;

40.  ricorda che la legislazione dell'UE sostituisce in generale 27 norme divergenti, il che contribuisce a ridurre la frammentazione del mercato interno; invita la Commissione, nel valutare la sussidiarietà e la proporzionalità, a garantire che le iniziative volte a realizzare un mercato interno più profondo e più equo rimangano un pilastro fondamentale della futura programmazione annuale, mantenendo nel contempo un elevato livello di protezione dei consumatori;

41.  sottolinea la necessità di rivedere regolarmente gli obiettivi relativi al concetto di "Legiferare meglio" e di valutarli alla luce dei criteri dell'agenda "Legiferare meglio", compresi il monitoraggio e la rendicontazione; evidenzia la necessità che gli obiettivi siano ben equilibrati e valutati in relazione alla loro efficacia, tenendo conto delle risorse impiegate per le attività volte a migliorare la regolamentazione e per i contributi esterni; ricorda l'importanza di dati comparabili a livello dell'UE ai fini di tale valutazione e invita la Commissione a esaminare se l'uso degli strumenti per legiferare meglio sia servito a conseguire obiettivi quali il miglioramento dei risultati delle politiche;

42.  invita la Commissione a tenere conto della presente risoluzione nell'elaborazione della sua comunicazione annunciata su "Legiferare meglio";

43.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale europeo nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 176 del 23.5.2018, pag. 5.
(2) GU C 37 del 2.2.2021, pag. 1.
(3) Testi approvati, P9_TA(2020)0005.
(4) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 126.


Relazioni 2019 e 2020 sulla Bosnia-Erzegovina
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 giugno 2021 sulle relazioni 2019-2020 della Commissione concernenti la Bosnia-Erzegovina (2019/2171(INI))
P9_TA(2021)0317A9-0185/2021

Il Parlamento europeo,

–  visti l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, e il suo protocollo di adeguamento per tenere conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea,

–  viste la prima riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione (SAPC) UE-Bosnia-Erzegovina, tenutasi il 5 e 6 novembre 2015, la terza riunione del consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, tenutasi il 13 luglio 2018, e la quarta riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, tenutasi il 7 novembre 2019,

–  vista la domanda di adesione all'Unione europea presentata dalla Bosnia-Erzegovina il 15 febbraio 2016,

–  viste le iniziative di cooperazione regionale nell'Europa sudorientale e le iniziative paneuropee, come il processo di cooperazione nell'Europa sudorientale, il processo di Brdo-Brioni, l'Iniziativa Centro Europea, l'Iniziativa adriatico-ionica, il trattato della Comunità dell'energia, Erasmus+, le strategie dell'UE per la regione danubiana e per la regione adriatico-ionica, l'Iniziativa regionale in materia di migrazione, asilo e rifugiati (MARRI), la commissione regionale incaricata di accertare i fatti relativi a tutte le vittime di crimini di guerra e le altre violazioni dei diritti umani commesse sul territorio dell'ex Jugoslavia (RECOM), la Rete regionale per l'adesione (RENA), la Scuola regionale della pubblica amministrazione (ReSPA), l'ufficio regionale per la cooperazione giovanile (RYCO), il trattato per la Comunità dei trasporti, il Fondo per i Balcani occidentali, l'Accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA) e il mercato regionale comune,

–  vista la comunicazione della Commissione del 5 febbraio 2020, dal titolo "Rafforzare il processo di adesione – Una prospettiva europea credibile per i Balcani occidentali" (COM(2020)0057),

–  vista la comunicazione della Commissione del 29 maggio 2019 dal titolo "Comunicazione 2019 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2019)0260), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Parere della Commissione sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina all'Unione europea" (COM(2019)0261) e dalla relazione analitica (SWD(2019)0222),

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020 intitolata "Comunicazione 2020 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2020)0660), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Bosnia and Erzegovina 2020 Report" (Relazione 2020 sulla Bosnia-Erzegovina) (SWD(2020)0350),

–  vista la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, approvata dalla Conferenza generale dell'UNESCO in occasione della sua trentatreesima sessione il 20 ottobre 2005,

–  vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2020 sull'iniziativa dei cittadini europei intitolata "Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa"(1),

–  vista la convenzione sulla valutazione dell'impatto sull'ambiente in un contesto transfrontaliero, approvata il 25 febbraio 1991,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 25 gennaio 2021 sulla diplomazia climatica ed energetica – Realizzare la dimensione esterna del Green Deal europeo, e del 20 gennaio 2020 sulla diplomazia climatica, nonché le conclusioni del Consiglio europeo del 10-11 dicembre 2020 sul clima;

–  visto il documento di lavoro del Servizio europeo per l'azione esterna del 6 novembre 2020 dal titolo "Climate Change and Defence Roadmap" (Cambiamenti climatici e tabella di marcia per la difesa),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 5 giugno 2020 sul rafforzamento della cooperazione con i partner dei Balcani occidentali nel settore della migrazione e della sicurezza,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 14 ottobre 2019 e del 12 ottobre 2020 sulla Bosnia-Erzegovina e l'operazione EUFOR Althea,

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020 intitolata "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),

–  visti il processo di Berlino, avviato il 28 agosto 2014, e il suo vertice UE-Balcani occidentali, tenutosi a Sofia il 10 novembre 2020,

–  vista la dichiarazione comune del vertice Parlamento europeo-relatori dei Balcani occidentali del 28 gennaio 2020,

–  vista la dichiarazione di Zagabria, adottata in occasione del vertice UE-Balcani occidentali svoltosi a Zagabria il 6 maggio 2020,

–  vista la sua raccomandazione del 19 giugno 2020 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente i Balcani occidentali, a seguito del vertice del 2020(2),

–  visti la dichiarazione di Sofia adottata in occasione del vertice UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 e il programma delle priorità di Sofia ad essa allegato,

–  vista la relazione degli esperti sulle questioni relative allo Stato di diritto in Bosnia-Erzegovina del 5 dicembre 2019,

–  visti il parere sulla situazione costituzionale in Bosnia-Erzegovina e i poteri dell'Alto rappresentante, approvato dalla commissione di Venezia alla sua 62a sessione plenaria tenutasi a Venezia l'11 e 12 marzo 2005, e le successive raccomandazioni della commissione di Venezia riguardo a questioni costituzionali in Bosnia-Erzegovina,

–  vista la Carta europea dell'autonomia locale,

–  vista la relazione finale del 25 gennaio 2019 redatta dall'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) sulle elezioni politiche svoltesi in Bosnia-Erzegovina il 7 ottobre 2018,

–  viste la dichiarazione del 5 luglio 2019 dei partner dei Balcani occidentali sull'integrazione dei rom nell'ambito del processo di allargamento dell'UE, nota come la Dichiarazione di Poznan, e la comunicazione della Commissione dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom" (SWD(2020)0530),

–  vista la pubblicazione dell'OSCE del 26 ottobre 2020 dal titolo "Two Schools under One Roof: The Most Visible Example of Discrimination in Education in Bosnia and Herzegovina" (Due scuole sotto lo stesso tetto: l'esempio più visibile di discriminazione nell'istruzione in Bosnia-Erzegovina),

–  vista la risoluzione sull'attuazione della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali da parte della Bosnia-Erzegovina, adottata dal comitato dei ministri del Consiglio d'Europa il 12 giugno 2019,

–  visti il documento relativo alle riforme socioeconomiche congiunte per il periodo 2019-2022, adottato dai governi delle entità il 10 ottobre 2019, e il documento del consiglio dei ministri del 30 gennaio 2020 sulle riforme socioeconomiche in Bosnia-Erzegovina per il periodo 2020-2022,

–  viste la 58a relazione e le precedenti relazioni al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell'Alto rappresentante per l'attuazione dell'accordo di pace sulla Bosnia-Erzegovina,

–  vista la risoluzione 2549 (2020) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, del 5 novembre 2020, sul rinnovo del mandato dell'operazione Althea,

–  viste le sue risoluzioni del 9 luglio 2015 sulla commemorazione dei fatti di Srebrenica(3), del 15 gennaio 2009 su Srebrenica(4) e del 7 luglio 2005 sui Balcani occidentali dieci anni dopo Srebrenica(5),

–  vista la sua risoluzione del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo(6),

–  vista la sua risoluzione del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa(7),

–  vista la risoluzione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 12 novembre 2020 che istituisce l'accordo parziale allargato sull'Osservatorio sull'insegnamento della storia in Europa,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulle priorità dell'UE relative alla cooperazione con il Consiglio d'Europa nel periodo 2020-2022,

–  vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2015 sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton(8),

–  vista la sua risoluzione del 13 novembre 2018 su norme minime per le minoranze nell'UE(9),

–  vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2013 sulle lingue europee a rischio di estinzione e la diversità linguistica nell'Unione europea(10),

–  vista la dichiarazione comune del 21 dicembre 2020 dell'Alto rappresentante Josep Borrell e del commissario Oliver Várhelyi sulla tenuta di elezioni amministrative a Mostar,

–  visti la decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla creazione del Meccanismo residuale dei tribunali penali internazionali ("Meccanismo"), che svolge una serie di funzioni essenziali precedentemente svolte dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia ("ICTY"), nonché sue relazioni, i suoi risultati e le sue raccomandazioni,

–  vista la relazione del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia del 1° luglio 2017,

–  vista la relazione sull'andamento dei lavori del procuratore del Meccanismo residuale dei tribunali penali internazionali del 19 maggio 2020,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul paese,

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0185/2021),

A.  considerando che il processo di stabilizzazione e di associazione e la domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina all'Unione europea rappresentano la scelta strategica del paese verso l'integrazione europea, che deve tradursi in risultati tangibili in loco e in maggiori sforzi profusi da tutte le parti per passare alla seconda fase dell'ASA;

B.  considerando che il Parlamento è un acceso sostenitore dell'integrazione europea della Bosnia-Erzegovina;

C.  considerando che i suoi progressi nell'integrazione europea ed euro-atlantica contribuiscono alla sicurezza, alla stabilità e alla prosperità economica del paese;

D.  considerando che l'attuazione di riforme significative che migliorino la vita delle persone in Bosnia-Erzegovina e facilitino l'adesione all'Unione europea richiede l'impegno di tutti i leader politici, le autorità, le istituzioni e i titolari di cariche pubbliche della Bosnia-Erzegovina;

E.  considerando che sono essenziali una chiara distribuzione interna delle responsabilità e una cooperazione in buona fede significativa e rafforzata tra i diversi livelli di governo;

F.  considerando che i progressi della Bosnia-Erzegovina sul cammino dell'adesione all'UE dipendono dalla sua attuazione delle 14 priorità fondamentali indicate nel parere della Commissione sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina all'Unione europea;

G.  considerando che il paese continua ad affrontare numerose sfide relative allo Stato di diritto, alle istituzioni democratiche, ai diritti umani e alle libertà fondamentali, alla governance, all'obbligo di rendere conto, alla lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, alla libertà di espressione, alla libertà dei media e a un'economia di mercato funzionante, e che la credibilità del processo di allargamento si basa su risultati inequivocabili in questi settori chiave;

H.  considerando che il primo evento Pride del paese si è tenuto il 9 settembre 2019 nella capitale, Sarajevo;

I.  considerando che la cultura e il patrimonio culturale contribuiscono a rafforzare l'identità del singolo, nonché a promuovere la coesione sociale, la stabilità e la comprensione all'interno della società; che il patrimonio culturale è di per sé un valore;

J.  considerando che le sfide che permangono nel processo di riconciliazione dovrebbero essere affrontate con maggior vigore;

K.  considerando che la Bosnia-Erzegovina è una rotta di transito di migranti e che le capacità di accoglienza rimangono insufficienti per affrontare adeguatamente una grave situazione umanitaria nel pieno rispetto dei diritti umani e dei diritti fondamentali delle persone bisognose di protezione internazionale, per garantire una gestione integrata delle frontiere e per controllare i flussi migratori irregolari, tenuto conto della difficile situazione socio-economica e malgrado un sostegno finanziario significativo da parte dell'UE;

L.  considerando che l'UE è il principale partner commerciale della Bosnia-Erzegovina e di gran lunga il più importante fornitore di assistenza finanziaria, il che ha delle ripercussioni profonde nel paese;

M.  considerando che la pandemia di COVID-19 ha aggravato la situazione socioeconomica della Bosnia-Erzegovina; che l'UE ha mobilitato 80,5 milioni di EUR per aiutare la Bosnia-Erzegovina ad affrontare la COVID-19 e a riprendersi dopo la pandemia, nonché fino a 250 milioni di EUR in assistenza macrofinanziaria; che il piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali faciliterà la ripresa a lungo termine dalle conseguenze della pandemia, fungendo da importante base a tal fine;

1.  ribadisce il suo forte sostegno all'integrazione europea della Bosnia-Erzegovina e invita il Consiglio europeo a continuare ad appoggiare le prospettive europee del paese, anche inviando un messaggio politico positivo con la concessione dello status di candidato;

2.  accoglie con favore l'impegno della Bosnia-Erzegovina di proseguire lungo il percorso verso l'UE e pone in evidenza il forte sostegno a favore dell'integrazione europea da parte della sua popolazione;

3.  ricorda che il Parlamento sostiene fortemente l'approccio basato sul merito, associando il rispetto dei criteri prestabiliti a condizionalità coerenti e credibili;

4.  accoglie con favore le misure adottate dalla Bosnia-Erzegovina per affrontare alcuni aspetti fondamentali del parere della Commissione e la prosecuzione dell'attuazione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione, compresi i progressi compiuti sulla commissione parlamentare mista e l'adozione di emendamenti legislativi che consentono la tenuta delle elezioni amministrative a Mostar nel dicembre 2020;

5.  ricorda che il percorso verso l'UE dipende da una pace sostenibile, da una stabilità duratura, dalla coesione sociale e da un'autentica riconciliazione che garantiscano il carattere democratico e multiculturale della Bosnia-Erzegovina; esorta il paese ad accelerare azioni penali efficaci contro i crimini di guerra nel quadro della strategia nazionale riveduta di trattamento dei crimini di guerra e chiede inchieste imparziali ed efficaci in merito a tali crimini; condanna qualsiasi tipo di revisionismo storico, la mancata applicazione delle sentenze del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia e della Corte internazionale di giustizia (CIG), la retorica anticostituzionale, secessionista, nazionalista e incendiaria e gli atti correlati, la negazione o la glorificazione dei crimini di guerra commessi durante la guerra degli anni 1990, incluso il genocidio di Srebrenica; sollecita un intervento, necessario da tempo, per affrontare la questione delle decine di migliaia di donne che sono state stuprate o hanno subito altre violenze sessuali durante le guerre degli anni 1990;

6.  riconferma con forza il suo sostegno alla sovranità, all'integrità territoriale e all'indipendenza della Bosnia-Erzegovina; condanna le dichiarazioni e le proposte che mirano a minare la sovranità e i valori costituzionali della Bosnia-Erzegovina, e ribadisce la necessità che tutte le autorità, le istituzioni, i titolari di cariche e i leader politici del paese conformino la costituzione alla Convenzione europea dei diritti umani;

Riconciliazione

7.  accoglie con favore gli sforzi compiuti dalle organizzazioni locali e internazionali, compresa la commissione internazionale per i dispersi, affinché venga dato conto delle oltre 30 000 persone scomparse durante i conflitti degli anni 1990 sul territorio dell'ex Jugoslavia e delle oltre 8 000 vittime del genocidio di Srebrenica; ricorda che sono più di 7 200 le persone che risultano ancora scomparse ed esorta le autorità regionali e nazionali e le parti interessate internazionali a intensificare la cooperazione e la condivisione di dati su questioni legate alle persone scomparse e ai risarcimenti alle vittime civili della guerra, comprese le vittime di violenze sessuali, e a garantire il ritorno sicuro e sostenibile dei rifugiati e degli sfollati interni attraverso l'accesso alla sanità, all'istruzione e alla protezione sociale; riconosce che sono stati conseguiti alcuni progressi, seppure insufficienti, nell'attuazione dell'allegato VII dell'accordo di pace di Dayton sui rifugiati e gli sfollati interni; ribadisce il suo appello per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti dei rimpatriati; chiede l'adozione di una legge che vieti la negazione del genocidio, dell'Olocausto, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra;

8.  invita tutte le autorità della regione a istituire la commissione regionale incaricata di accertare i fatti relativi a tutte le vittime di crimini di guerra e le altre violazioni dei diritti umani commesse sul territorio dell'ex Jugoslavia dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2001 (RECOM), sulla base del lavoro significativo svolto dalla coalizione RECOM;

9.  sottolinea l'importanza del lavoro del RYCO che promuove lo spirito di riconciliazione e cooperazione tra i giovani della regione attraverso programmi di scambio giovanile, e accoglie con favore la partecipazione attiva della Bosnia-Erzegovina;

10.  ribadisce che il lavoro sul processo di riconciliazione deve concentrarsi sui giovani del paese e iniziare in tenera età, incorporando la riconciliazione nel processo educativo, quindi esorta le autorità a tutti i livelli a garantire un'istruzione inclusiva e non discriminatoria per tutti i bambini, indipendentemente dal loro contesto etnico, culturale o personale, in linea con la risoluzione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 2019 sull'attuazione della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali da parte della Bosnia-Erzegovina; sottolinea la possibilità di utilizzare le migliori pratiche di integrazione e inclusione adottate dagli Stati membri multietnici e multiculturali;

11.  sottolinea la necessità di porre fine con urgenza alla segregazione nell'istruzione, incarnata in particolare dalla pratica discriminatoria in atto delle "due scuole sotto lo stesso tetto", che istituzionalizza le divisioni etniche, perpetua gli stereotipi e i pregiudizi e favorisce la diffidenza impedendo il contatto tra studenti di diversa provenienza; sottolinea che questa pratica non solo è completamente in contrasto con la nozione stessa di riconciliazione, ma costituisce anche una minaccia a lungo termine per la stabilità e la prosperità del paese;

12.  sottolinea che le differenze nell'insegnamento della storia e nei libri di testo rappresentano una minaccia considerevole per un senso condiviso di cittadinanza e coesione sociale, e incoraggia un'armonizzazione significativa dei tre curricula esistenti, integrando le capacità di pensiero critico ed eliminando i contenuti controfattuali che promuovono la divisione;

13.  invita la Commissione a sviluppare un programma a sostegno della riforma sostenibile del sistema di istruzione della Bosnia-Erzegovina; sottolinea che l'istruzione di qualità dà ai giovani una visione e una prospettiva di un futuro positivo, contribuendo ad affrontare il problema della fuga di cervelli e la disoccupazione giovanile; chiede una maggiore partecipazione ai programmi europei di istruzione, cultura e ricerca, come Orizzonte Europa, Europa creativa ed Erasmus+, e una maggiore promozione degli stessi;

14.  invita i decisori politici a consentire la partecipazione della Bosnia-Erzegovina al prossimo programma dell'OCSE per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) e ad attuare le proposte derivanti dai risultati dell'indagine PISA 2018;

15.  invita la Bosnia-Erzegovina a porre rimedio alla disuguaglianza nell'accesso alla didattica a distanza, risultata per molti bambini nella privazione del diritto all'istruzione durante la pandemia;

Funzionamento delle istituzioni democratiche

16.  esorta tutte le autorità, le istituzioni, i titolari di cariche e i leader politici della Bosnia-Erzegovina ad accelerare notevolmente il lavoro e la cooperazione in modo da rispettare interamente le 14 priorità fondamentali contenute nel parere della Commissione sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina all'UE; invita le autorità a mobilitare la volontà politica al fine di agevolare la cooperazione rafforzata necessaria per affrontare la crisi della COVID-19 e a dare la priorità agli sforzi nei settori del funzionamento democratico, dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della riforma della pubblica amministrazione;

17.  sottolinea la necessità di rafforzare notevolmente la cooperazione e lo scambio di dati tra lo Stato, le entità e le giurisdizioni cantonali in tutti i settori di intervento; rileva l'urgente necessità di rafforzare le capacità e le competenze del paese sull'ampia gamma di questioni relative all'adempimento degli obblighi derivanti dall'integrazione europea;

18.  sottolinea che l'effettiva istituzione, il funzionamento indipendente e la responsabilità di istituzioni democratiche costituiscono una caratteristica essenziale di una democrazia funzionante, nonché un prerequisito per far avanzare il processo di integrazione nell'UE, compreso l'ottenimento dello status di paese candidato; avverte che la retorica etno-nazionalistica divisiva, secessionista e anticostituzionale e i tentativi di ostacolare il funzionamento delle istituzioni mettono a repentaglio il coordinamento e il processo decisionale su scala nazionale riguardo a politiche e riforme essenziali, come pure l'unità e una stabilità durevole;

19.  pone in evidenza l'adozione di modifiche della legge elettorale della Bosnia-Erzegovina, che hanno consentito ai cittadini di Mostar di votare alle elezioni amministrative del 2020 per la prima volta dal 2008, e si compiace della formazione di nuove autorità locali; invita il consiglio comunale e il sindaco ad adempiere ai rispettivi mandati democratici; sottolinea che l'accordo politico non dovrebbe in alcun modo compromettere l'obiettivo di lunga data dell'Unione di eliminare la segregazione e garantire la riunificazione della città; sottolinea che qualsiasi mediazione o sforzo congiunto di facilitazione degli accordi da parte dell'UE deve essere affrontato nel quadro di istituzioni democraticamente elette nell'ambito di un processo inclusivo, che includa i partiti di opposizione e i rappresentanti della società civile, dovrebbe avvicinare il paese alle norme internazionali e avvantaggiare tutti i cittadini, senza inasprire le divisioni etniche;

20.  plaude al voto dell'Assemblea parlamentare del 22 luglio 2020 sul regolamento che disciplina le riunioni del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione, che apre la strada alla sua adozione formale, quanto prima, da parte del secondo comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina e a una fruttuosa cooperazione parlamentare;

21.  ricorda che all'atto dell'adesione al Consiglio d'Europa, nel 2002, la Bosnia-Erzegovina si è assunta l'obbligo di far fronte alle sue carenze relative al quadro costituzionale, anche mediante il ravvicinamento delle leggi a livello cantonale e federale, e di compiere progressi nell'ambito delle riforme volte a trasformare la Bosnia-Erzegovina in uno Stato pienamente funzionante e inclusivo, in grado di garantire completamente i diritti di tutti i cittadini; sottolinea che le riforme istituzionali dipendono dalla volontà e dall'impegno, da parte delle autorità, delle istituzioni, dei titolari di cariche e dei leader politici del paese, di compiere progressi autentici e attesi da tempo nel campo delle riforme costituzionali, incluse fra le 14 priorità fondamentali, preferibilmente prima delle elezioni politiche del 2022; esorta la comunità internazionale ad agevolare le condizioni e a sostenere attivamente un dialogo inclusivo sulle riforme costituzionali, anche in seno alle istituzioni della Bosnia-Erzegovina e fra i rappresentanti eletti nel paese, grazie alla facilitazione dell'UE, in particolare del Parlamento, e con la partecipazione attiva della società civile e dei cittadini; insiste affinché tale dialogo sia condotto in parallelo all'attuazione delle altre riforme;

22.  esorta la Commissione a porre maggiormente l'accento, nella sua prossima relazione annuale, sulle riforme costituzionali;

23.  invita la Commissione europea e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a intensificare le attività di facilitazione in Bosnia-Erzegovina intese a rafforzare il dialogo politico e la riconciliazione, nonché a definire un quadro per affrontare il retaggio del passato e superare le divisioni presenti nella società; chiede la partecipazione coordinata degli attori e delle istituzioni dell'UE in Bosnia-Erzegovina, unitamente a un approccio transatlantico rafforzato;

Stato di diritto

24.  si rammarica della mancanza di progressi nelle riforme giudiziarie, tra cui l'attuazione delle raccomandazioni contenute nelle 14 priorità delineate nel parere della Commissione e nella relazione Priebe; ribadisce la necessità urgente di migliorare la professionalità e la responsabilità della magistratura e di garantirne l'indipendenza da influenze indebite, come pure di smaltire il crescente arretrato di cause pendenti; sottolinea che tali riforme sono essenziali per consentire al paese di ottenere lo status di paese candidato e dipendono unicamente dalla necessaria volontà politica;

25.  esorta ad attuare rapidamente la riforma del Consiglio superiore della magistratura e dei tribunali della Bosnia-Erzegovina, in linea con le norme dell'UE e conformemente alle raccomandazioni della Commissione e al parere della commissione di Venezia, e a rafforzare l'indipendenza della magistratura della Bosnia-Erzegovina attraverso misure concernenti la nomina, la valutazione, l'integrità e i provvedimenti disciplinari, anche attraverso la verifica delle dichiarazioni patrimoniali;

26.  sottolinea la necessità di consentire un'interpretazione unificata del diritto in tutto il paese; esorta la Bosnia-Erzegovina a istituire un organismo giuridico che garantisca l'interpretazione coerente e armonizzata del diritto e ricorda la necessità di garantire un controllo giurisdizionale indipendente attraverso l'istituzione di un tribunale d'appello di secondo grado;

27.  saluta con favore il memorandum d'intesa sull'istituzione di un organismo di coordinamento comune delle associazioni dei giudici e dei procuratori quale strumento per rafforzare l'indipendenza, la trasparenza e la responsabilità della magistratura, e invita tutte le pertinenti associazioni ad aderirvi;

28.  esorta la Bosnia-Erzegovina a istituire un punto di contatto nazionale comune per la cooperazione con Europol, migliorando lo scambio di informazioni di intelligence in ambito penale, e a firmare un accordo di cooperazione con Eurojust che consenta un efficace scambio di informazioni giudiziarie e la condivisione delle prove;

29.  invita i responsabili politici della Bosnia-Erzegovina a garantire con urgenza il corretto funzionamento delle istituzioni giudiziarie, compresa la procedura di nomina dei giudici della Corte costituzionale federale;

30.  plaude agli sforzi delle autorità della Bosnia-Erzegovina per prevenire la radicalizzazione, il finanziamento del terrorismo e il coinvolgimento dei suoi cittadini in zone di conflitto straniere;

31.  chiede misure immediate per affrontare la corruzione e l'impunità dilaganti nella sfera pubblica, al fine di ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni; rileva, a tale proposito, l'importanza di istituire meccanismi efficaci e coerenti di dissuasione, prevenzione, accertamento, indagine proattiva e sanzione, in linea con le norme internazionali e con le raccomandazioni del gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO);

32.  invita la Bosnia-Erzegovina ad adottare una nuova strategia e un nuovo piano d'azione anticorruzione a livello statale e a garantirne l'adeguato finanziamento, come pure ad assicurare l'effettivo funzionamento, l'indipendenza e il coordinamento di organismi per la prevenzione della corruzione a tutti i livelli, in modo da consentire lo svolgimento di indagini senza intralci e salvaguardare la responsabilità;

33.  ribadisce la necessità di eliminare i collegamenti politici e amministrativi con la criminalità organizzata attraverso chiari controlli e salvaguardie anticorruzione e una maggiore trasparenza sul piano politico e amministrativo, nonché azioni giudiziarie efficaci per i casi di corruzione di alto profilo, con un'attenzione particolare nell'affrontare i reati economici e finanziari come pure i reati connessi agli appalti pubblici, alla corruzione legata alla gestione dell'epidemia di COVID, ai finanziamenti destinati ai partiti politici e alle campagne elettorali; esorta gli organi competenti ad avviare indagini sull'arricchimento illecito dei funzionari pubblici;

34.  invita la Bosnia-Erzegovina a completare il suo quadro giuridico in materia di prevenzione dei conflitti di interesse e protezione degli informatori;

35.  sottolinea la necessità di garantire norme professionali coerenti a livello nazionale per la funzione pubblica e chiede l'attuazione, in via prioritaria, di norme basate sul merito e sulla trasparenza per le nomine e le promozioni nel settore pubblico, in modo da promuovere una cultura dell'integrità; saluta con favore l'adozione del quadro strategico per la riforma della pubblica amministrazione, che consente la mobilitazione dei relativi fondi dell'UE; ricorda la necessità di razionalizzare e armonizzare la pubblica amministrazione in tutto il paese, garantendo procedure di nomina e di selezione trasparenti, proporzionate e basate sul merito;

Diritti fondamentali

36.  manifesta preoccupazione riguardo alla situazione dei diritti fondamentali e chiede strategie nazionali più efficaci e complete a difesa dei diritti umani e contro la discriminazione, unitamente a misure volte a contrastare l'intolleranza interreligiosa e interetnica; sottolinea la necessità di prevenire debitamente la discriminazione e di perseguire in giudizio la proliferazione dell'incitamento all'odio online e offline, i reati generati dall'odio e la violenza contro le minoranze etniche e religiose, le donne, la comunità LGBTIQ+ nonché i migranti e i richiedenti asilo, come pure di promuovere l'inclusione sociale, educativa e professionale delle minoranze e delle popolazioni vulnerabili, comprese le persone con disabilità e i rom, in linea con la dichiarazione di Poznan del 2019 sull'integrazione dei rom nel processo di allargamento dell'UE;

37.  si compiace degli sforzi tesi a promuovere la libertà di religione, il rispetto reciproco e il dialogo interconfessionale, anche attraverso il Consiglio interreligioso della Bosnia-Erzegovina; esorta le autorità competenti a indagare e perseguire tempestivamente tutti i crimini commessi per motivi religiosi;

38.  insiste sul fatto che un'autentica riconciliazione è impossibile se perdurano la segregazione e la discriminazione, anche nell'accesso all'istruzione online e offline, all'occupazione e ai diritti sociali, e chiede misure per ridurre la discriminazione su vasta scala nei confronti di gruppi specifici; esorta le autorità competenti a garantire un'istruzione inclusiva e non discriminatoria per tutti i bambini;

39.  prende nota dei progressi compiuti nell'ambito della tutela dei minori, tra cui l'attuazione delle leggi sulla protezione e il trattamento dei bambini e dei minori nell'ambito dei procedimenti penali e l'istituzione di un sistema di affido familiare; ricorda la necessità di un piano d'azione per la tutela dei minori e di ulteriori misure per garantire l'applicazione del diritto dei minori alla salute, all'istruzione, alla protezione, alla giustizia e alle pari opportunità attraverso un'istruzione inclusiva e la prevenzione della violenza nei loro confronti;

40.  sottolinea la necessità di migliorare le misure contro la violenza di genere e domestica, che è stata esacerbata dalla pandemia di COVID-19, assicurando l'adozione di misure a livello nazionale per garantire protezione, assistenza alle vittime, assistenza legale e alloggi sicuri; esorta le autorità ad armonizzare e ad attuare la legislazione sulla parità di genere, nonché a garantire un sostegno adeguato ai difensori dei diritti delle donne e alle organizzazioni della società civile; ricorda la necessità di canalizzare i finanziamenti a sostegno della parità di genere in tutti gli strumenti di finanziamento esterno dell'UE, così come di migliorare l'accesso ai finanziamenti per le organizzazioni della società civile locali e di piccole dimensioni;

41.  incoraggia la Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi per tutelare le persone con disabilità nonché a sviluppare e adottare una strategia sulla deistituzionalizzazione, che assicuri a tali persone una vita dignitosa; condanna il fatto che la legge permetta di privare le persone con disabilità della capacità giuridica, in palese violazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, di cui il paese è firmatario; denuncia la discriminazione nel fornire sostegno alla disabilità, come ad esempio il fatto di attribuire la priorità alle persone con disabilità dovute alla guerra;

42.  sottolinea la necessità di garantire la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del paese attraverso un coinvolgimento adeguato e inclusivo delle organizzazioni della società civile nel processo di integrazione nell'UE; invita le autorità a garantire un contesto favorevole alla società civile, sostenendo le norme europee relative alla protezione e alla promozione della libertà di associazione e di riunione, e deplora qualsiasi restrizione selettiva; sottolinea che ogni cittadino ha il diritto di esercitare la libertà di espressione nella propria madrelingua; invita le autorità a sviluppare un quadro strategico di cooperazione con la società civile e a garantire consultazioni significative nel quadro di dialoghi inclusivi sulle politiche;

43.  plaude al primo evento Pride mai organizzato a Sarajevo, svoltosi il 9 settembre 2019, e si attende che le ultime restrizioni connesse alla pandemia non ne impediscano la ripresa nel prossimo futuro; ricorda la necessità di migliorare la situazione delle persone LGBTIQ+, di perseguire in giudizio i reati di violenza e di odio nei loro confronti, nonché di promuovere la loro inclusione sociale e di adottare un piano d'azione a tal fine;

44.  si compiace della firma, da parte della Bosnia-Erzegovina, della Convenzione 108+ del Consiglio d'Europa ed esorta le autorità ad adottare misure giuridiche che assicurino una protezione dei dati personali conforme alle norme dell'UE;

45.  plaude alla decisione della Corte costituzionale, adottata il 4 ottobre 2019, di abrogare l'articolo 11 della Costituzione dell'entità della Republika Srpska, abolendo così la pena capitale in tutta la Bosnia-Erzegovina; si rammarica tuttavia che tale decisione, che è conforme a una parte di una delle priorità fondamentali, abbia dovuto essere imposta da un tribunale, anziché essere il risultato di un processo politico;

46.  deplora il fatto che la Bosnia-Erzegovina continui a violare la Convenzione europea dei diritti dell'uomo non rispettando le sentenze antidiscriminazione della Corte europea dei diritti dell'uomo nelle cause Sejdić-Finci, Zornić, Pilav e Šlaku relative alla garanzia dell'uguaglianza democratica dei cittadini nel processo elettorale del paese, che è un prerequisito per l'avvio di negoziati di adesione; chiede l'attuazione, senza ulteriori indugi, delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina; rileva che persistono carenze nel processo elettorale e ribadisce la necessità di affrontare con urgenza, attraverso le modifiche costituzionali necessarie, le limitazioni discriminatorie del diritto a candidarsi alle elezioni, fondate sull'origine etnica e sulla residenza;

47.  invita le autorità, le istituzioni, i titolari di cariche e i leader politici a riprendere negoziati inclusivi sulla riforma elettorale e si rammarica della loro riluttanza ad attuare le sentenze di cui sopra, eliminando tutte le forme di disuguaglianza e discriminazione dal processo elettorale; sottolinea che è stato possibile conseguire un accordo sulle elezioni di Mostar, il che ha dimostrato la volontà politica di raggiungere un compromesso, e sottolinea che qualsiasi accordo su questioni relative alle elezioni non deve essere utilizzato impropriamente per scopi diversi da quelli stabiliti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; sottolinea la necessità di attuare le modifiche in questione preferibilmente prima delle elezioni politiche del 2022, garantendo una rappresentanza politica adeguatamente diversificata a tutti i livelli di governance e assicurando che le elezioni si svolgano conformemente alle norme europee attraverso l'attuazione delle pertinenti raccomandazioni dell'OSCE/ODIHR e della commissione di Venezia;

48.  chiede indagini approfondite in merito alle presunte irregolarità elettorali, tra cui la frode nella registrazione dei votanti, il furto di identità, gli ostacoli all'osservazione elettorale indipendente e le pressioni politiche indebite esercitate sugli elettori e sulla commissione elettorale centrale della Bosnia-Erzegovina durante le elezioni comunali del 2020, comprese le elezioni svoltesi a Mostar; chiede misure volte a garantire il corretto funzionamento della commissione elettorale centrale;

49.  si rammarica delle perduranti pressioni politiche e finanziarie esercitate sui media e della loro strumentalizzazione, fenomeni che si sono amplificati durante la pandemia di COVID-19, mettendo a repentaglio la libertà di espressione e il pluralismo dei media; esprime preoccupazione riguardo all'ambiente ostile ai media indipendenti ed esorta le autorità a indagare e a perseguire efficacemente le minacce e gli attacchi verbali e fisici diretti a tutti i giornalisti e gli operatori dei media; esorta la Bosnia-Erzegovina a istituire un meccanismo per la raccolta e lo scambio di informazioni sulle violazioni della libertà di espressione e dei media in tutto il paese, nel quadro del pertinente memorandum di intesa sottoscritto con l'OSCE;

50.  rinnova il suo invito ad attuare misure legislative atte a garantire la trasparenza della struttura della proprietà editoriale e dei media, unitamente a norme relative alle sovvenzioni e alla pubblicità; insiste affinché siano adottate misure efficaci per contrastare l'incitamento all'odio online e offline;

51.  ricorda la necessità di garantire finanziamenti sostenibili, l'indipendenza, l'obiettività e la trasparenza finanziaria del servizio radiotelevisivo pubblico statale della Bosnia-Erzegovina (BHRT), delle emittenti pubbliche a livello di entità e dell'agenzia di regolamentazione delle comunicazioni;

52.  ricorda che contenuti multilinguistici di alta qualità in tutte le lingue ufficiali della Bosnia-Erzegovina costituiscono un elemento essenziale di un autentico pluralismo dei media, che contribuirebbe a tutelare la diversità culturale nel paese; incoraggia la creazione di un'emittente pubblica multinazionale e multilingue che unisca le persone e promuova la pace e la riconciliazione tra gli Stati dell'Europa sudorientale, seguendo l'esempio di ARTE;

53.  ricorda l'importanza di garantire la libertà dei media e di promuovere un giornalismo di qualità, la verifica dei fatti e l'alfabetizzazione mediatica al fine di contrastare la propaganda, la disinformazione e le notizie false, e incoraggia l'introduzione dell'alfabetizzazione mediatica, informatica e digitale nei programmi scolastici; insiste sul fatto che l'UE deve rafforzare la sua strategia di comunicazione in modo da contrastare in modo proattivo ed efficace le campagne di disinformazione e le ingerenze straniere; osserva che, distorcendo i fatti e sfruttando le differenze etniche e religiose, alcuni attori stranieri mirano a compromettere le riforme, a fomentare le divisioni che mettono a repentaglio l'unità del paese, nonché a ridurre la credibilità dell'UE e delle sue azioni nella regione, soprattutto in relazione al processo generale di allargamento e all'assistenza finanziaria prestata durante la pandemia di coronavirus, mettendo così a repentaglio la stabilità e l'integrazione europea della Bosnia-Erzegovina; invita l'UE a offrire ulteriore assistenza, finanziaria e di altro genere, alle pertinenti istituzioni della Bosnia-Erzegovina, al fine di rafforzare la capacità del paese di contrastare siffatte minacce;

54.  chiede che il processo di integrazione nell'UE sia adeguatamente comunicato ai cittadini, anche come progetto di riconciliazione e di sviluppo di una cultura politica basata sul compromesso e sulla comprensione reciproca;

55.  esorta il SEAE e la Commissione a migliorare il coordinamento e a contrastare la disinformazione e le minacce ibride che mirano a compromettere la prospettiva europea della regione, mettendo in evidenza in maniera più strategica l'importanza dell'UE per i cittadini della regione;

56.  esprime preoccupazione per l'aumento della pressione migratoria sul paese e per le condizioni di accoglienza inadeguate che hanno portato a una grave situazione umanitaria; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina per quanto concerne la situazione a lavorare su soluzioni significative, sostenibili, immediate e a lungo termine, attraverso una risposta coordinata, strategica e nazionale, un efficace coordinamento interistituzionale e migliori capacità di gestione delle frontiere e di accoglienza, onde fornire accesso all'assistenza umanitaria e condizioni di vita di base dignitose, tra cui garanzie speciali per i minori non accompagnati, l'accesso a un alloggio adeguato e la protezione dei minori; chiede un'equa ripartizione delle responsabilità in tutto il territorio della Bosnia-Erzegovina, evitando la politicizzazione e garantendo un sostegno adeguato alle comunità locali che ospitano centri di accoglienza temporanei; esorta la Bosnia-Erzegovina a concludere un accordo con l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) al fine di rafforzare la capacità di trattamento delle domande di asilo e migliorare la cooperazione con l'UE, anche per quanto riguarda il reinsediamento come percorso sicuro e legale per le persone che chiedono protezione internazionale;

57.  invita la Bosnia-Erzegovina e l'UE a rafforzare ulteriormente la cooperazione riguardo alla protezione internazionale delle persone bisognose, ad adoperarsi per soluzioni basate sulla solidarietà e a prevenire le segnalate violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali, come i casi segnalati di respingimenti presso le frontiere della Bosnia-Erzegovina; invita la Commissione a porre in essere un meccanismo indipendente di monitoraggio e indagine; sostiene il lavoro del gruppo di lavoro del Parlamento europeo per il controllo di Frontex; invita la Commissione, le agenzie dell'UE e le organizzazioni internazionali a impegnarsi attivamente con le autorità bosniache al fine di sviluppare un sistema di migrazione e asilo funzionante e sostenibile; invita la Commissione, le agenzie dell'UE e le organizzazioni internazionali a fornire ulteriore assistenza operativa, tecnica, logistica e finanziaria alla Bosnia-Erzegovina per garantire adeguate capacità e condizioni di accoglienza in tutto il paese, preferibilmente presso i punti di ingresso dei migranti nel paese, e un accesso a un'efficace procedura di asilo, onde intensificare la capacità di trattamento dei migranti e dei richiedenti asilo in ingresso e, se del caso, effettuare le procedure di rimpatrio in linea con le norme internazionali ed europee; chiede una valutazione dei finanziamenti pertinenti in modo da garantire che un'assistenza dell'UE trasparente, condizionata e credibile per le esigenze in materia di migrazione soddisfi il suo scopo e raggiunga i beneficiari previsti;

58.  sollecita la Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi contro la criminalità transfrontaliera, in particolare per quanto concerne la tratta di esseri umani, il traffico di armi da fuoco e di stupefacenti, potenziando la cooperazione strategica con i paesi vicini e le pertinenti agenzie dell'UE (Europol, Eurojust, Frontex); invita il paese a garantire la firma e la ratifica rapide dell'accordo sullo status con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) raggiunto il 5 febbraio 2019, che faciliterebbe una migliore protezione delle frontiere nel pieno rispetto dei diritti fondamentali, contribuendo nel contempo a combattere la criminalità transfrontaliera, compreso il traffico di esseri umani da parte delle organizzazioni criminali, e a prevenire la migrazione irregolare;

59.  chiede una risposta coordinata, strategica e trasparente a livello nazionale nei confronti dell'emergenza sanitaria in corso e misure non discriminatorie di mitigazione e per la ripresa post-pandemia, affrontando le esigenze specifiche delle donne, delle minoranze e dei gruppi vulnerabili, compresi i migranti e i rifugiati;

60.  chiede un'informazione e una condivisione dei dati più proattive sulla pandemia, nonché misure urgenti e specifiche per affrontare la difficile situazione delle donne in tutti gli ambiti della vita, compresa la violenza domestica, che è aumentata durante la pandemia;

61.  ricorda il sostegno dell'UE connesso alla COVID-19 per affrontare la grave situazione nel paese, comprese le nuove garanzie sui prestiti pari a 12 milioni di EUR a sostegno delle PMI; incoraggia la Bosnia-Erzegovina a sfruttare pienamente i meccanismi dell'Unione, compresa l'adesione all'accordo sull'aggiudicazione congiunta di apparecchiature mediche; sottolinea l'importanza della solidarietà europea e invita la Commissione e gli Stati membri a destinare un numero sufficiente di vaccini contro la COVID-19 ai paesi dei Balcani occidentali e a sostenerli affinché siano preparati alle vaccinazioni e all'attuazione; accoglie con favore, a tale proposito, l'esenzione dalle autorizzazioni di esportazione e il pacchetto che consente alla Bosnia-Erzegovina e ad altri partner dei Balcani occidentali di beneficiare infine degli accordi preliminari di acquisto dell'UE;

62.  sottolinea la necessità che le autorità bosniache garantiscano il giusto equilibrio tra i diritti e le libertà fondamentali e le restrizioni necessarie per la pandemia, in particolare per quanto riguarda la libertà di riunione e la libertà di espressione; ritiene che le misure a breve termine per affrontare il rallentamento del commercio, dei servizi, dei trasporti, dell'industria manifatturiera e del turismo dovuto alla pandemia non dovrebbero minare l'attuazione delle riforme a lungo termine;

63.  ricorda che le carenze dello Stato di diritto, insieme a mercati dei beni e del lavoro frammentati e mal funzionanti, mettono a repentaglio il funzionamento dell'economia di mercato, la crescita economica e l'afflusso di investimenti diretti esteri (IDE);

Riforme socioeconomiche

64.  invita la Bosnia-Erzegovina a intensificare le misure socioeconomiche e attive per il mercato del lavoro, tra cui l'istruzione e la formazione professionale, riducendo la disoccupazione di lunga durata, compresa quella delle donne e dei giovani, onde affrontare il declino demografico e la più grave fuga di cervelli nella regione, in particolare nel settore della sanità e nel settore informatico, investendo maggiormente nel settore dell'istruzione, anche nell'istruzione e nella formazione professionale, affrontando lo squilibrio tra istruzione ed esigenze del mercato del lavoro e lottando contro la discriminazione nell'occupazione; accoglie con favore a tale riguardo l'iniziativa faro concernente la Garanzia per i giovani nel quadro del piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, che mira a garantire opportunità lavorative di elevata qualità, la formazione continua e i tirocini per i giovani;

65.  invita le autorità a rafforzare le misure volte a garantire la coesione sociale, la riduzione della povertà e della disuguaglianza, l'accesso all'assistenza sanitaria e alla protezione sociale, ad armonizzare la legislazione sul congedo di maternità e di paternità tra entità e cantoni, a prevenire la discriminazione di genere e le molestie sessuali sul luogo di lavoro e a promuovere il dialogo socioeconomico tra le parti sociali;

66.  esorta le autorità ad assegnare la priorità alle misure finalizzate a rafforzare la diversificazione economica e la digitalizzazione e a contrastare l'economia informale, sviluppando nel contempo meccanismi efficaci e trasparenti per il mercato dell'energia, l'infrastruttura dei trasporti, il turismo sostenibile e il sostegno alle PMI;

67.  sottolinea l'urgenza di creare uno spazio economico unico in tutto il paese, anche attraverso la semplificazione, la centralizzazione e l'armonizzazione delle procedure per la registrazione delle imprese, la concessione di licenze, il rilascio di permessi e l'insolvenza; sottolinea il grande potenziale della digitalizzazione per lo sviluppo dell'economia della Bosnia-Erzegovina;

68.  ricorda la necessità di attuare pienamente le misure previste dal programma di riforma economica della Bosnia-Erzegovina 2020-2022 e gli orientamenti delle politiche basati sul dialogo economico e finanziario;

69.  rinnova il suo invito riguardo all'adozione di una strategia nazionale sulla gestione delle finanze pubbliche e a una maggiore trasparenza di bilancio in Bosnia-Erzegovina per consentire il sostegno di bilancio finanziato dall'UE; ricorda la necessità di compiere progressi in merito alla sostenibilità del debito pubblico e agli sforzi di consolidamento del bilancio; deplora le controversie tra le entità che colpiscono il funzionamento del sistema unico di tassazione indiretta; ricorda la necessità di una ristrutturazione e di una depoliticizzazione coerente e trasparente delle imprese pubbliche in tutto il paese, il che conduce al miglioramento della governance e della trasparenza; sottolinea la necessità di istituire un registro delle imprese di proprietà dello Stato che sia a disposizione del pubblico;

70.  chiede che siano garantiti il funzionamento e l'applicazione efficaci delle decisioni del Consiglio della concorrenza e del Consiglio sugli aiuti di Stato nonché l'attuazione della strategia sull'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale; sottolinea che l'indipendenza della Banca centrale e le sue riserve sono essenziali per la stabilità macroeconomica; ricorda la necessità di garantire statistiche tempestive, complete e di elevata qualità a livello nazionale;

71.  esorta la Bosnia-Erzegovina a promuovere attivamente l'integrazione economica regionale nei Balcani occidentali e sostiene la proposta di ridurre le tariffe di roaming nella regione; prende atto della proroga delle preferenze commerciali dell'UE per i Balcani occidentali fino al 31 dicembre 2025, contribuendo in tal modo allo sviluppo economico duraturo dei paesi dei Balcani occidentali;

72.  esorta il paese ad attuare integralmente la legge sulla politica doganale, ad attuare gli aspetti commerciali dello spazio economico regionale e a completare le misure richieste per concludere l'adesione all'OMC;

Connettività, energia e ambiente

73.  accoglie con favore gli sforzi della Commissione volti a investire in maniera più strategica nei Balcani occidentali attraverso un apposito piano economico e di investimenti e riconosce la sua importanza per il rafforzamento della cooperazione regionale e transfrontaliera; sottolinea che gli investimenti del piano economico e di investimenti devono essere in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi e gli obiettivi di climatici dell'UE e prevedere valutazioni di impatto ambientale ex ante; riconosce il potenziale del piano economico e di investimenti nel contribuire ad agevolare lo sviluppo sociale e la ripresa a lungo termine a seguito della pandemia e sottolinea la necessità di garantire che i fondi dell'UE contengano sia incentivi che condizionalità e contribuiscano efficacemente al rafforzamento della democrazia, del buon governo, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali per tutte le persone in Bosnia-Erzegovina;

74.  ricorda che i finanziamenti preadesione prevedibili sono subordinati a metodi efficaci di coordinamento e all'attuazione di strategie e riforme a livello nazionale; sottolinea la necessità di migliorare la capacità di assorbimento dell'assistenza preadesione; sottolinea che l'assegnazione dei finanziamenti dovrebbe avvenire in modo trasparente, efficace, responsabile, depoliticizzato e non discriminatorio; esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a tutti i livelli e gli altri beneficiari dei finanziamenti dell'Unione a rafforzare la trasparenza e la visibilità dell'azione dell'Unione e a comunicare adeguatamente il valore aggiunto del sostegno dell'Unione;

75.  raccomanda di concentrarsi su investimenti pubblici sostenibili e inclusivi che stimolino la crescita, su progetti energetici e infrastrutturali che aumentino la connettività, la multimodalità dei trasporti e la sicurezza stradale, nel pieno rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato, appalti pubblici e impatto socio-ecologico, compresa l'attuazione delle direttive sulla valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e sulla valutazione ambientale strategica (VAS);

76.  esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a migliorare l'allineamento con gli standard e gli obiettivi strategici dell'UE riguardo alla protezione del clima e all'energia per facilitare la transizione verde e digitale, e chiede di assegnare la priorità alle misure di riduzione del degrado ecologico e dei rischi ambientali per la salute;

77.  accoglie con favore l'adozione dell'agenda verde per i Balcani occidentali, che deve incentivare la transizione verso un'economia circolare e l'adozione delle misure necessarie a preservare e tutelare le aree sensibili dal punto di vista ambientale;

78.  esorta le autorità a sviluppare una strategia energetica nazionale che garantisca l'allineamento e l'attuazione integrali dell'accordo di Parigi e dei pertinenti obiettivi in materia di clima e biodiversità dell'UE; sottolinea la necessità di porre in essere un meccanismo di fissazione del prezzo del carbonio come strumento per una decarbonizzazione efficace, in linea con il Green Deal europeo e gli impegni politici assunti nella dichiarazione di Sofia del 2020;

79.  invita la Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi per la conservazione della natura, in quanto è uno dei paesi in Europa con la maggiore biodiversità di specie vegetali e animali; esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a consultare le comunità locali, la società civile e gli esperti indipendenti in merito a progetti sensibili dal punto di vista socio-ecologico;

80.  chiede sforzi maggiori, armonizzati e coerenti a livello nazionale per migliorare la qualità dell'aria in linea con l'acquis dell'UE sulla riduzione dell'inquinamento atmosferico e sulla riduzione delle emissioni transfrontaliere nocive; prende atto del fatto che le emissioni di ossidi di azoto nei grandi impianti di combustione della Bosnia-Erzegovina sono ora conformi alla legislazione dell'UE ed esorta ad agire rapidamente per porre rimedio alle violazioni dei limiti di emissione per le polveri e l'anidride solforosa;

81.  sottolinea la necessità di aumentare la sostenibilità del settore della produzione di energia rafforzando l'efficienza e la diversificazione energetiche attraverso l'uso sostenibile delle energie rinnovabili; ricorda che l'eccessiva dipendenza dal carbone ritarda la transizione, attesa da tempo, verso l'energia rinnovabile; esorta le autorità ad adottare misure intese a eliminare progressivamente le centrali a carbone inefficienti e inquinanti e ricorda la necessità di porre in essere un meccanismo per una "transizione giusta";

82.  accoglie con favore il recepimento dei regolamenti sui codici per la connessione alla rete elettrica e il recepimento e l'attuazione del regolamento (UE) n. 1227/2011 (regolamento REMIT)(11) nel quadro normativo nazionale sull'elettricità, e invita le autorità ad applicare lo stesso regime di integrità anche al settore del gas;

83.  esorta il paese ad adottare una legge statale sull'organismo di regolamentazione dell'elettricità e del gas naturale, la trasmissione e il mercato dell'elettricità e ad attuare misure nazionali di efficienza energetica e produzione di energia rinnovabile, onde garantire il rispetto degli obblighi previsti dal terzo pacchetto energia e dal trattato che istituisce la Comunità dell'energia; sollecita le autorità dei paesi dei Balcani occidentali a contribuire alla connettività regionale adoperandosi per il completamento del mercato regionale dell'energia e sottolinea che il mancato rispetto da parte della Bosnia-Erzegovina dell'acquis relativo alla comunità dell'energia nei settori dell'elettricità e del gas compromette le prospettive di integrazione del settore energetico regionale;

84.  sottolinea che la pianificazione e la realizzazione di progetti ecosensibili, come lo sviluppo dell'energia idroelettrica, devono essere conformi alle norme internazionali e dell'UE sulle valutazioni d'impatto e la tutela dell'ambiente; sottolinea la necessità di prevenire e perseguire efficacemente i reati ambientali, aumentare il controllo delle ispezioni e combattere le costruzioni abusive;

85.  chiede misure che consentano processi di gestione sostenibile dei rifiuti nel quadro di un sistema informativo sulla gestione dei rifiuti, ponendo in essere impianti di riciclaggio adeguati ed evitando lo smaltimento illegale dei rifiuti;

86.  ricorda la necessità di migliorare la preparazione ai fenomeni legati ai cambiamenti climatici, in particolare le inondazioni e la siccità; ricorda che la Bosnia-Erzegovina deve ancora istituire un sistema informativo integrato di risposta civile alle emergenze;

Politica estera e di sicurezza

87.  esorta la Bosnia-Erzegovina a continuare a migliorare progressivamente l'allineamento con la politica estera e di sicurezza comune (PESC), avendo raggiunto una media del 70 %, in quanto costituisce una componente essenziale dell'adesione all'UE; esorta vivamente la Bosnia-Erzegovina ad allinearsi a tutte le decisioni del Consiglio che introducono misure restrittive dell'UE;

88.  chiede di rafforzare le relazioni di buon vicinato e di intensificare gli sforzi per risolvere tutte le questioni bilaterali in sospeso, come la demarcazione dei confini con la Croazia e la Serbia e la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo;

89.  accoglie con favore il contributo della Bosnia-Erzegovina alle missioni di formazione nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'UE, la sua partecipazione al piano d'azione per l'adesione della NATO e il contributo del paese alla missione di sostegno risoluto in Afghanistan; accoglie inoltre con favore la firma di una tabella di marcia comune UE-Bosnia-Erzegovina per l'azione relativa all'iniziativa di partenariato del G7 per l'attuazione della risoluzione 1325 delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza;

90.  è fermamente convinto che una migliore comunicazione dell'impegno dell'UE nei confronti della regione sia essenziale per contrastare le influenze estere nefaste;

91.  sottolinea che è necessario che l'UE e gli Stati Uniti rafforzino il loro partenariato e il coordinamento nei Balcani occidentali per contribuire a portare avanti le riforme fondamentali, migliorare la governance e la riconciliazione;

92.  accoglie con favore la prosecuzione della presenza dell'operazione Althea dell'EUFOR nel paese e la proroga del mandato dell'EUFOR fino a novembre 2021; si compiace del lavoro svolto dall'operazione Althea dell'EUFOR, che ha spianato la strada verso la pace, la stabilizzazione e l'integrazione europea della Bosnia-Erzegovina; ricorda che tale missione svolge ancora un ruolo centrale per la sicurezza e la stabilità del paese e della regione;

93.  elogia l'EUFOR per essere rimasta pienamente operativa e per aver continuato a sostenere il paese nonostante le difficoltà della pandemia di COVID-19; deplora il ritiro del Regno Unito dall'operazione Althea; attende con interesse l'imminente riesame strategico dell'operazione e sottolinea che dovrebbe mantenere le sue risorse di intelligence e le riserve prontamente disponibili;

94.  accoglie con favore gli sforzi in corso e costanti relativi allo smaltimento di armi, munizioni, esplosivi e allo sminamento e ricorda l'importanza di un finanziamento adeguato a tal fine; chiede un ulteriore sostegno da parte dell'UE e delle organizzazioni internazionali per garantire che lo sminamento possa essere intensificato, consentendo alla Bosnia-Erzegovina di essere liberata dai residui degli anni devastanti della guerra;

95.  sottolinea l'importanza di potenziare gli sforzi per lottare contro il traffico delle armi di piccolo calibro e delle armi leggere in Bosnia-Erzegovina e nella regione; plaude pertanto all'adozione della strategia della Bosnia-Erzegovina per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro per il periodo 2021-2024 e del relativo piano d'azione, nonché della corrispondente iniziativa franco-tedesca avviata nel 2018, e incoraggia le autorità della Bosnia-Erzegovina a impegnarsi pienamente e risolutamente per la loro attuazione, con il sostegno dell'UE;

96.  chiede la creazione di nuove opportunità per un dialogo politico e strategico di alto livello con i paesi dei Balcani occidentali, attraverso vertici periodici tra l'UE e i Balcani occidentali, al fine di rafforzare la titolarità politica del processo di allargamento e di garantire una guida migliore e un impegno di alto livello, come previsto anche nella metodologia di allargamento riveduta;

97.  ribadisce la propria posizione secondo cui i rappresentanti della Bosnia-Erzegovina e di altri paesi dei Balcani occidentali dovrebbero essere opportunamente inseriti e attivamente coinvolti nella Conferenza sul futuro dell'Europa, sia a livello governativo che a livello della società civile, compresi i giovani;

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98.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, alla Presidenza della Bosnia-Erzegovina, al Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, ai governi e ai parlamenti della Federazione della Bosnia-Erzegovina, alla Repubblica Srpska e al Distretto di Brčko, nonché ai governi dei 10 cantoni.

(1) Testi approvati, P9_TA(2020)0370.
(2) Testi approvati, P9_TA(2020)0168.
(3) GU C 265 dell'11.8.2017, pag. 142.
(4) GU C 46 E del 24.2.2010, pag. 111.
(5) GU C 157 E del 6.7.2006, pag. 468.
(6) GU C 137 E del 27.5.2010, pag. 25.
(7) GU C 171 del 6.5.2021, pag. 25.
(8) GU C 399 del 24.11.2017, pag. 176.
(9) GU C 363 del 28.10.2020, pag. 13.
(10) GU C 93 del 9.3.2016, pag. 52.
(11) Regolamento (UE) n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, concernente l'integrità e la trasparenza del mercato dell'energia all'ingrosso (GU L 326 dell'8.12.2011, pag. 1).

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