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Procedura : 2021/2188(INI)
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A9-0089/2022

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PV 02/05/2022 - 19
CRE 02/05/2022 - 19

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PV 03/05/2022 - 8.8
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P9_TA(2022)0135

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Martedì 3 maggio 2022 - Strasburgo
Un'economia blu sostenibile nell'UE: il ruolo dei settori della pesca e dell'acquacoltura
P9_TA(2022)0135A9-0089/2022

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 maggio 2022 verso un'economia blu sostenibile nell'UE: il ruolo dei settori della pesca e dell'acquacoltura (2021/2188(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 maggio 2021 su un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE – Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile (COM(2021)0240),

–  visti gli articoli 3, 4, 13, 38, 43 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca(1),

–  visto il regolamento (UE) 2021/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2021, che istituisce il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura e che modifica il regolamento (UE) 2017/1004(2) (FEAMPA),

–  vista la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino ("direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino")(3),

–  visti il 7° programma d'azione in materia di ambiente (EAP) e i concetti ivi sanciti, come i limiti del pianeta e i limiti ecologici,

–  vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo(4),

–  vista la direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni(5),

–  vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili(6),

–  visto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio, dell'11 marzo 2021, sul meccanismo per collegare l'Europa 2021-2027,

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019, dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),

–  viste la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020, dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)0380), e la propria risoluzione del 9 giugno 2021 al riguardo(7),

–  viste la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020, dal titolo "Una strategia 'Dal produttore al consumatore' per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente" (COM(2020)0381), e la propria risoluzione del 20 ottobre 2021 al riguardo(8),

–  vista la relazione della Commissione dal titolo "The EU Blue Economy Report 2021" (Relazione 2021 sull'economia blu dell'UE)(9),

–  vista la relazione della Commissione del marzo 2021 sui criteri di sostenibilità per l'economia blu(10),

–  vista la comunicazione della Commissione del 12 maggio 2021, dal titolo "Orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021-2030" (COM(2021)0236),

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 luglio 2020, dal titolo "Un nuovo approccio alla strategia marittima atlantica – Piano d'azione per l'Atlantico 2.0: Un piano d'azione aggiornato per un'economia blu sostenibile, resiliente e competitiva nella regione atlantica dell'Unione europea" (COM(2020)0329),

–  vista la comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2020, dal titolo "Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente: mettere i trasporti europei sulla buona strada per il futuro" (COM(2020)0789),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 novembre 2020, dal titolo "Strategia dell'UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro" (COM(2020)0741),

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla valorizzazione del potenziale della ricerca e dell'innovazione nell'economia blu per creare crescita e posti di lavoro(11),

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2018 sulla governance internazionale degli oceani: un'agenda per il futuro dei nostri oceani nel contesto degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) per il 2030(12),

–  vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 sugli effetti dei rifiuti marini sulla pesca(13),

–  vista la sua risoluzione del 14 settembre 2021 su un nuovo approccio alla strategia marittima atlantica(14),

–  vista la sua risoluzione del 7 luglio 2021 sull'impatto provocato sul settore della pesca dagli impianti eolici offshore e da altri sistemi energetici rinnovabili(15),

–  vista la sua risoluzione del 14 settembre 2021 sul tema "Verso un rafforzamento del partenariato con le regioni ultraperiferiche dell'Unione"(16),

–  visto l'accordo adottato in occasione della 21ª Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),

–  viste le linee guida globali e le norme internazionali per la pesca e l'acquacoltura sviluppate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) in collaborazione con l'UE in qualità di membro,

–  vista la relazione della FAO dal titolo "The State of World Fisheries and Aquaculture 2020: Sustainability in Action" (Lo stato della pesca e dell'acquacoltura a livello mondiale 2020: sostenibilità in azione),

–  vista l'iniziativa della rete di porti di pesca blu lanciata nel luglio 2018 dalla FAO,

–  viste le strategie di crescita blu del porto di Vigo per i periodi 2016-2020 e 2021-2027(17),

–  visto il parere del Comitato delle regioni sulla comunicazione della Commissione su un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE – Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile (COM(2021)0240),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 2 dicembre 2021 sull'economia blu sostenibile e l'acquacoltura (NAT-VVI/020),

–  vista la competenza della sua commissione per i trasporti e il turismo nell'ambito della programmazione marittima e della politica marittima integrata,

–  visto l'articolo 54 del suo regolamento,

–  visti i pareri della commissione per lo sviluppo e della commissione per i trasporti e il turismo,

–  vista la relazione della commissione per la pesca (A9-0089/2022),

A.  considerando che l'economia blu dell'UE genera 4,5 milioni di posti di lavoro diretti e comprende tutte le industrie e i settori relazionati agli oceani, ai mari e alle coste, siano essi basati sull'ambiente marino (come il trasporto marittimo di merci e passeggeri, la pesca e la produzione di energia) o terrestre (ad esempio porti, cantieri navali, turismo costiero e acquacoltura terrestre); che si tratta di un segmento ampio e in rapida evoluzione della nostra economia, che ha compiuto passi significativi per modernizzarsi e diversificarsi nel corso dell'ultimo decennio e che svolgerà un ruolo importante nel miglioramento dello sviluppo ambientale, sociale ed economico;

B.  considerando che se l'economia blu mondiale fosse paragonata a un'economia nazionale, sarebbe la settima al mondo e l'oceano, in quanto entità economica, sarebbe un membro del G7; che essa opera nel più grande ecosistema del pianeta, dal momento che gli oceani ospitano l'80 % di tutte le forme di vita; che gli oceani ci circondano e ci sostengono e forniscono risorse fondamentali per la salute umana, oltre a una rete di interazioni economiche;

C.  considerando che lo sviluppo dell'economia blu potrebbe promuovere notevolmente la crescita e lo sviluppo economico, nonché la creazione di posti di lavoro, specialmente nei paesi e nelle regioni costieri e insulari e nelle regioni ultraperiferiche;

D.  considerando che il settore della pesca, in particolare la pesca costiera e artigianale su piccola scala, non è stata presa sufficientemente in considerazione nella strategia dell'UE per l'economia blu;

E.  considerando che l'economia blu offrirà inoltre nuove prospettive e creerà nuovi posti di lavoro, in particolare in settori quali l'energia rinnovabile oceanica, la bioeconomia blu, la biotecnologia e la desalinizzazione;

F.  considerando che le priorità settoriali per lo sviluppo dell'economia blu possono variare da Stato membro a Stato membro, a seconda dei precedenti in materia di sviluppo dei settori tradizionali o affermati, da un lato, e delle risorse esistenti e del potenziale di sviluppo dei settori emergenti in ciascuno Stato membro, dall'altro;

G.  considerando che lo sfruttamento del potenziale dell'economia blu non deve fungere da pretesto per assoggettare i mari e gli oceani a forme di sfruttamento delle risorse e modelli di crescita che si sono già dimostrati insostenibili; che l'uso delle risorse dei mari e degli oceani deve attenersi scrupolosamente all'esigenza di assicurare la loro corretta gestione e conservazione, senza alterare gli equilibri associati agli ecosistemi marini;

H.  considerando che la direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo stabilisce che gli Stati membri devono prendere in considerazione le interazioni tra attività e usi quali l'acquacoltura, la pesca nonché gli impianti e le infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come pure i cavi sottomarini, e promuovere la coesistenza di attività pertinenti e adottare un approccio basato sugli ecosistemi;

I.  considerando che un'economia blu che si sviluppa nel rispetto dei limiti ecologici e, di conseguenza, non solo i settori della pesca e dell'acquacoltura, ma tutti i settori marini interessati, dovranno altresì rispettare in maniera trasversale il pilastro ambientale, il pilastro sociale e il pilastro economico per essere considerati sostenibili;

J.  considerando che la politica comune della pesca (PCP) mira a garantire la conservazione e la gestione corrette delle risorse biologiche marine e che le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine e siano gestite in modo coerente con gli obiettivi consistenti nel conseguire vantaggi a livello economico, sociale e occupazionale e nel contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare;

K.  considerando che la PCP dovrebbe contribuire alla crescita della produttività e a un tenore di vita dignitoso nel settore della pesca, compreso il settore della piccola pesca, oltre che alla stabilità dei mercati, e dovrebbe garantire la disponibilità di cibo;

L.  considerando che l'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 14 impone la necessità di conservare gli oceani, i mari e le risorse marine e di promuovere il loro utilizzo sostenibile, mentre l'OSS 2 delinea il dovere di garantire la sicurezza alimentare; che il traguardo 14.1 si prefigge, entro il 2025, di prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma, compreso l'inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive;

M.  considerando che l'oceano è fondamentale per la vita sulla terra, in quanto produce il 50 % dell'ossigeno nell'atmosfera, assorbe circa il 25 % delle emissioni di biossido di carbonio prodotto dall'uomo e il 90 % del calore in eccesso nel sistema climatico, e regola il clima globale;

N.  considerando che il ripristino, la preservazione, la conservazione e l'utilizzo sostenibile della biodiversità marina è fondamentale per la salute degli oceani, che ospitano milioni di specie, per proteggere la salute del pianeta e per offrire la base per le attività economiche marine e marittime;

O.  considerando che la raccolta di dati per il monitoraggio e la valutazione scientifici degli stock ittici nei mari e negli oceani, inclusa una valutazione volta a verificare che tali stock rientrino in limiti biologici sicuri, è cruciale ai fini della loro gestione sostenibile;

P.  considerando che parti significative degli oceani e del fondale marino rimangono inesplorate, in particolare il mare profondo, e che sono necessarie ulteriori ricerche per assicurare la piena sostenibilità di qualsiasi attività nell'ambito dell'economia blu;

Q.  considerando che la pesca e l'acquacoltura sono settori fondamentali dell'economia blu e costituiscono un'importante fonte di proteine e micronutrienti essenziali per la sicurezza alimentare e la salute umana;

R.  considerando che la biodiversità marina in Europa è sotto pressione, con un'elevata percentuale di specie e habitat marini valutati come in stato di conservazione "sfavorevole" o "ignoto"; che la perdita di biodiversità marina ha un forte impatto ambientale e socioeconomico sul settore della pesca dell'UE, sui territori costieri e insulari e sulle regioni ultraperiferiche, motivo per cui è urgentemente necessario invertire tale tendenza; che è imperativo ripristinare la biodiversità in cooperazione con tutte le parti interessate, in particolare con il settore della pesca e la comunità scientifica;

S.  considerando che le comunità costiere e insulari sono parti interessate fondamentali del dibattito sul potenziale dell'economia blu e su come sfruttarlo;

T.  considerando che i pescatori e gli acquacoltori dell'UE rivestono un ruolo essenziale in tutta l'Unione nel proteggere e promuovere l'identità territoriale, le tradizioni culturali, la sicurezza alimentare, l'occupazione e il reddito;

U.  considerando che la pesca artigianale su piccola scala ha caratteristiche ed esigenze specifiche;

V.  considerando che il settore della pesca ricreativa può contribuire alla diversificazione del reddito delle comunità costiere come attività turistica sostenibile e di elevato valore;

W.  considerando che le donne rivestono un ruolo importante nei settori della pesca e dell'acquacoltura; che è necessario incrementare la loro visibilità e garantire un accesso paritario all'occupazione nel settore, oltre a un adeguato riconoscimento giuridico;

X.  considerando che gli OSS 3, 6, 9 e 12 sottolineano l'importanza della salute degli animali, di una buona qualità dell'acqua, dell'innovazione sostenibile e del consumo e della produzione sostenibili nell'economia blu;

Y.  considerando che la salute e il benessere degli animali acquatici sono legati alla qualità dei prodotti alimentari; che scarse condizioni di benessere degli animali e di allevamento possono aumentare il rischio di malattie;

Z.  considerando che l'agricoltura terrestre ha un impatto significativo sugli ecosistemi marini e sulla pesca, in particolare l'uso di fertilizzanti a base di azoto e l'eutrofizzazione degli ambienti marini;

AA.  considerando che i pescatori svolgono un ruolo molto importante nella raccolta dei rifiuti marini abbandonati nel mare, che sia realizzando campagne mirate o raccogliendo rifiuti accidentalmente durante le operazioni di pesca;

AB.  considerando che gli obiettivi per il 2020 relativi al conseguimento di un buono stato ecologico per i mari europei e alla cessazione della pesca eccessiva non sono stati raggiunti;

AC.  considerando che nel 2018 l'industria della pesca dell'UE era responsabile di circa 163 600 posti di lavoro e che nel 2019 la flotta peschereccia dell'UE ha catturato all'incirca 4,1 milioni di tonnellate di peso vivo; che nel 2018, nell'UE-27, sono state prodotte 1,1 milioni di tonnellate di organismi acquatici, per un valore di 3,7 miliardi di EUR(18);

AD.  considerando che l'UE è un'importatrice netta di prodotti della pesca e dell'acquacoltura e rimane dipendente dalle importazioni per la maggior parte del suo consumo di alimenti di origine acquatica, che rappresentano il 34 % del valore globale delle importazioni del 2018; che le importazioni di prodotti della pesca dell'UE devono quantomeno rispettare norme in materia di sostenibilità simili a quelle in vigore nell'Unione; che le importazioni di prodotti della pesca dell'UE devono essere direttamente legate a posti di lavoro sostenibili nei settori dell'importazione, della trasformazione e della vendita al dettaglio;

AE.  considerando che gli effetti dei cambiamenti climatici incidono già sulla pesca, sull'acquacoltura e sulle comunità costiere dell'UE; che la crisi climatica ha un impatto significativo sulla salute dei mari europei, con effetti negativi sulla resilienza dell'economia blu, in particolare della pesca e dell'acquacoltura;

AF.  considerando che la pandemia di COVID-19 ha colpito diversi settori dell'economia blu, in particolare il turismo costiero e marittimo; che l'economia blu potrebbe contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla crisi attuale;

AG.  considerando che la pandemia di COVID-19 ha avuto un notevole impatto economico sulle persone impiegate nei settori della pesca e dell'acquacoltura a causa degli effetti combinati del calo della domanda e dell'assenza su molte navi delle condizioni necessarie per garantire la sicurezza sanitaria; che le interruzioni del mercato causate dalla pandemia hanno colpito negativamente i pescatori di tutta l'UE; che i pescatori sono comunque riusciti a garantire un approvvigionamento alimentare di alta qualità e, proprio per questo motivo, è necessario prestare particolare attenzione ai pescatori, alla luce della loro importanza per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare nell'UE;

AH.  considerando che la pandemia ha dimostrato l'importanza di un ambiente resiliente, sostenuto da pratiche sostenibili nella gestione delle sue risorse, per la salute globale e per il futuro dei sistemi alimentari;

AI.  considerando che è necessario che le comunità costiere diversifichino le proprie fonti di reddito per resistere agli shock economici e sociali;

AJ.  considerando che, nel diversificare le loro fonti di reddito, le comunità costiere e remote devono sviluppare la propria resilienza agli shock, come quelli indotti dai cambiamenti climatici;

AK.  considerando che il turismo marittimo e costiero costituisce un pilastro dell'economia blu, dal momento che oltre la metà della struttura ricettiva dell'UE è situata in zone costiere e che il 30 % dei pernottamenti si registra nelle località balneari; che la comunicazione della Commissione dal titolo "Turismo e trasporti nel 2020 e oltre" (COM(2020)0550) sottolinea l'importanza di proteggere e ripristinare il capitale naturale terrestre e marino europeo;

AL.  considerando che il turismo marittimo e costiero rappresenta il 60 % dell'occupazione nell'economia blu; che un'economia blu competitiva, resiliente e socialmente equa necessita di professionisti altamente qualificati e competenti; che i "posti di lavoro blu" possono promuovere la crescita e le opportunità di carriera;

AM.  considerando che il settore del turismo legato alla pesca sportiva può costituire una nuova fonte di reddito per le comunità costiere, garantendo nel contempo la sostenibilità e il buono stato degli stock ittici e fornendo benefici sociali e sanitari;

AN.  considerando la pesca ricreativa rappresenta già un'alternativa turistica e un'attività complementare sostenibile e di elevato valore per molte comunità in tutta Europa; che si registra un crescente interesse per la pesca ricreativa in molti paesi, soprattutto a seguito della pandemia di COVID-19;

AO.  considerando che nelle regioni costiere lo sviluppo di infrastrutture sostenibili contribuirà a preservare la biodiversità e gli ecosistemi e i paesaggi costieri, rafforzando lo sviluppo sostenibile del turismo e delle economie costiere;

AP.  considerando che l'economia blu svolge un ruolo fondamentale in termini di prosperità delle regioni ultraperiferiche che, per via del loro isolamento, dipendono soprattutto da attività basate sull'economia blu, come il trasporto marittimo e il turismo;

AQ.  considerando che i porti sono soggetti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di un'economia blu sostenibile e che il rafforzamento della sostenibilità dei porti promuoverà lo sviluppo sostenibile delle comunità costiere; che i porti rappresentano un importante snodo per il trasporto di merci e passeggeri nelle regioni ultraperiferiche;

AR.  considerando che i porti sono fondamentali per la connettività e l'economia delle regioni e dei paesi e svolgono un ruolo importante nella promozione dello sviluppo sostenibile, che contribuisce a far fronte alla perdita di biodiversità, come indicato nella nuova strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030; che con l'evolversi del panorama industriale europeo (ad esempio con l'espansione dell'energia rinnovabile offshore) cambierà anche il ruolo dei porti;

AS.  considerando che i cantieri navali dell'UE potrebbero cogliere le opportunità offerte dal mercato innovativo e in rapida crescita delle navi di servizio efficienti sul piano energetico;

AT.  considerando che la presenza di diverse attività legate all'economia blu all'interno di uno stesso spazio genera concorrenza, inquinamento e conflitti di gestione dello spazio marino che vanno a incidere principalmente sulle attività della pesca, in particolare la pesca artigianale su piccola scala e le comunità costiere; che la pianificazione dello spazio marino è essenziale per evitare la concorrenza e i conflitti di gestione territoriale;

AU.  considerando che, attraverso i rispettivi piani di gestione dello spazio marittimo, gli Stati membri dovrebbero mirare a contribuire allo sviluppo sostenibile dei settori energetici del mare, dei trasporti marittimi e del settore della pesca e dell'acquacoltura, nonché alla conservazione, alla tutela e al miglioramento dell'ambiente, compresa la resilienza all'impatto dei cambiamenti climatici; che, a tale riguardo, gli interessi della pesca e dell'acquacoltura dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione e non dovrebbero essere tralasciati nel prosieguo e in sede di successive revisioni dei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo da parte degli Stati membri;

AV.  considerando che l'obiettivo dell'accordo di Parigi è limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2 gradi, preferibilmente a 1,5 °C, rispetto ai livelli preindustriali;

AW.  considerando che la relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico in materia di oceani e criosfera nell'era dei cambiamenti climatici dimostra i vantaggi che si ottengono quando si coniugano le conoscenze scientifiche con le conoscenze locali e indigene per migliorare la resilienza;

AX.  considerando che l'UE mira a raggiungere la neutralità climatica entro e non oltre il 2050, in linea con gli obiettivi del Green Deal; che l'UE ha proposto l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55 % entro il 2030; che l'energia rinnovabile offshore è una delle opzioni che gli Stati membri hanno a disposizione per conseguire tale obiettivo; che essa dovrebbe svolgere un ruolo cruciale nel conseguimento degli obiettivi di cui sopra, mediante un approccio integrato che tenga conto dei tre pilastri della sostenibilità;

AY.  considerando che è necessario elaborare una proposta recante obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino dell'ambiente naturale nell'ambito della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, in linea con l'obiettivo di proteggere il 30 % dello spazio marittimo dell'UE e di mantenere sotto rigorosa protezione il 10 % dello spazio marittimo dell'UE;

AZ.  considerando che sono necessari orientamenti specifici e piani solidi per ciascuna regione marittima dell'UE per quanto concerne gli obiettivi da raggiungere nelle aree marine protette;

BA.  considerando che le regioni ultraperiferiche sono autentici laboratori naturali ricchi di biodiversità e sono autentici santuari naturali che necessitano di protezione urgente, soprattutto per via della loro natura principalmente arcipelagica e con aree costiere significative;

BB.  considerando che la gestione di ecosistemi richiede un approccio olistico che tenga conto di tutte le cause della perdita di biodiversità, come il cambiamento climatico, l'acidificazione degli oceani, la comparsa di specie esotiche, l'erosione costiera, ecc.; che è opportuno avere una visione e un quadro globali e un approccio ecosistemico per la gestione e conservazione delle risorse marine

BC.  considerando che i cambiamenti climatici alterano sempre più gli schemi di distribuzione e i regimi migratori delle diverse specie ittiche e colpiscono la pesca su piccola scala nei paesi in via di sviluppo, che sono maggiormente esposti ai loro effetti;

BD.  considerando che la pesca illegale rappresenta una grave minaccia per le risorse marine, in quanto depaupera gli stock ittici, distrugge gli habitat marini, crea concorrenza sleale e mette a rischio i mezzi di sussistenza delle comunità costiere e la pesca nelle zone insulari;

BE.  considerando che è essenziale che gli Stati membri attuino un regime di controllo della pesca dell'UE che sia semplice, trasparente ed efficace al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del settore;

BF.  considerando che, in termini di diversificazione dei consumi, una migliore tracciabilità con accesso alle informazioni sui valori nutrizionali e sul luogo di origine e di produzione di un prodotto è fondamentale per il comportamento dei consumatori;

Approccio globale all'economia blu dell'UE

1.  si congratula con la Commissione per la nuova strategia per un'economia blu sostenibile nell'UE; deplora tuttavia la mancanza di obiettivi specifici per diversi settori, in particolare per la pesca e l'acquacoltura in quanto settori importanti per l'economia blu; attira l'attenzione sul fatto che le nuove proposte legislative e i nuovi piani d'azione devono sempre basarsi sulla migliore consulenza scientifica disponibile e su valutazioni dell'impatto ambientale, sociale ed economico;

2.  chiede una definizione ampia dell'economia blu che comprenda tutte le attività settoriali e intersettoriali relative agli oceani, ai mari e alle zone costiere, includendo anche le attività di supporto dirette e indirette, e che si tenga in adeguata considerazione il settore della pesca; richiama l'attenzione sull'importanza trasversale dell'innovazione in tutte queste attività, siano esse tradizionali o emergenti;

3.  richiama l'attenzione sulla necessità di promuovere un approccio integrato ai diversi settori dell'economia blu, riconoscendo e rispettando le priorità degli Stati membri e sostenendoli nello sviluppo di tali priorità;

4.  sottolinea che il settore dell'economia blu svolge nel complesso un ruolo cruciale, in particolare nelle regioni ultraperiferiche, e può contribuire a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici, a promuovere soluzioni basate sulla natura e a migliorare l'utilizzo delle risorse marine e acquatiche;

5.  richiama l'attenzione sulle tendenze negative e sull'evidente declino di alcuni settori più tradizionali dell'economia blu (come la pesca, la cantieristica e la riparazione navale, tra gli altri), soprattutto nelle regioni in cui rappresentano vere e proprie attività fulcro, trainando le attività economiche sia a monte che a valle, creando posti di lavoro e promuovendo la crescita; ritiene che qualsiasi strategia sull'economia blu non dovrebbe tralasciare queste attività e regioni, e dovrebbe mettere in risalto il potenziale dell'innovazione nell'invertire il declino osservato;

6.  sottolinea che la promozione dell'economia blu è fondamentale per rilanciare l'economia nel suo complesso e risollevare la situazione economica e sociale di diversi settori, come i trasporti e il turismo, che sono stati gravemente colpiti dalla pandemia di COVID-19;

7.  chiede un'attuazione migliore e più coordinata di tutti gli strumenti finanziari disponibili, compresi i fondi strutturali e di investimento, al fine di promuovere meglio la strategia per l'economia blu;

8.  invita la Commissione, in stretto coordinamento con gli Stati membri, a valutare le esigenze specifiche del settore della pesca nel contesto del finanziamento dell'economia blu (a livello settoriale, regionale, nazionale ed europeo) al fine di realizzare il suo potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro;

9.  sottolinea che lo sviluppo dell'economia blu esige un maggior investimento nelle conoscenze e che l'UE e gli Stati membri devono garantire un finanziamento solido per migliorare le conoscenze sull'ambiente marino, con garanzie della sua continuità e prevedibilità a lungo termine;

10.  sottolinea la necessità di un adeguato sostegno finanziario per l'economia blu per consentire investimenti su vasta scala nella ricerca, nella tecnologia e nelle infrastrutture a livello dell'UE e degli Stati membri; invita pertanto la Commissione e l'industria a valutare l'utilità di istituire partenariati UE per il trasporto marittimo, anche con il settore privato, a livello UE e internazionale, al fine di affrontare le attuali sfide del commercio internazionale e della catena di approvvigionamento, promuovere l'innovazione e la competitività all'interno del settore, contribuire alla decarbonizzazione, creare infrastrutture per l'elettricità da terra e per il carico e la fornitura di combustibili alternativi nei porti e nei terminal di carico e sviluppare piani di gestione dei rifiuti per i porti atlantici, mediterranei e baltici; accoglie quindi con favore l'istituzione del partenariato europeo per un'economia blu sostenibile, produttiva e climaticamente neutra, che mira ad allineare le priorità nazionali, regionali e dell'UE in materia di ricerca e innovazione;

11.  esorta la Commissione e gli Stati membri a mettere in atto nuovi progetti e nuovi strumenti per tutti gli operatori dei settori dell'economia blu perché basino le loro attività sull'utilizzo responsabile e sostenibile delle risorse naturali, sulla decarbonizzazione e sull'economia circolare; sottolinea che l'economia blu sostenibile deve svilupparsi entro limiti ecologici, basarsi su pareri scientifici e promuovere un ambiente marino sano;

12.  sottolinea la necessità di attuare un approccio integrato e basato sull'ecosistema a tutti i settori dell'economia blu;

13.  invita la Commissione a proporre iniziative legislative e non legislative, basate su adeguate valutazioni del loro impatto sui settori della pesca e dell'acquacoltura e sulla garanzia che l'economia blu diventi il pilastro fondamentale per il conseguimento degli obiettivi generali del Green Deal europeo e delle successive strategie correlate dell'UE; sottolinea che la trasformazione cui deve essere sottoposta l'economia blu guiderà l'innovazione e stimolerà la creazione di posti di lavoro e opportunità economiche;

14.  sottolinea che le comunità costiere e dipendenti dagli oceani possono contribuire allo sviluppo di un settore dell'economia blu sostenibile che tenga conto delle loro circostanze ed esigenze specifiche; evidenzia che esse possono porsi alla guida di progetti pilota diversificati, come quelli sulle tecnologie per le energie rinnovabili offshore, lo sviluppo di attività basate sulla natura, nonché il contributo della pesca e dell'acquacoltura sostenibili a sistemi alimentari sani, resilienti e sicuri;

15.  ritiene che le comunità costiere e insulari, in particolare quelle interessate dalla pesca, dovrebbero essere pienamente coinvolte in ogni fase dello sviluppo dell'economia blu, essendo questa una condizione imprescindibile per realizzare il suo potenziale in termini di innovazione, occupazione, prosperità e sviluppo sostenibile;

16.  sottolinea che per garantire che le attività di un settore non ostacolino o creino conflitto con le attività di un altro, è necessario adottare un approccio olistico a tutti i settori dell'economia blu che tenga in debito conto le loro interazioni; osserva che ciò è importante anche per la tutela dell'ambiente marino; mette in evidenza l'importanza di una pianificazione dello spazio marittimo collaborativa, inclusiva e intersettoriale; mette in evidenza a tal riguardo l'importanza di una pianificazione efficace dello spazio marittimo basata sugli ecosistemi per raggiungere obiettivi ecologici, sociali ed economici, in particolare nel contesto della transizione verso una società climaticamente neutra; ritiene che la pianificazione dello spazio marittimo creerà sinergie tra settori e salvaguarderà i mezzi di sussistenza dei pescatori; deplora che la maggior parte degli Stati membri abbia ritardato l'istituzione di piani di gestione dello spazio marittimo richiesta a norma della direttiva 2014/89/UE; invita la Commissione a garantire che la revisione della direttiva nel 2022 sia presentata puntualmente e sia accompagnata da iniziative correttive, ove necessario;

17.  sottolinea che le iniziative che realizzeranno la nuova visione dell'economia blu sostenibile nell'UE devono tenere conto delle interazioni terra-mare;

18.  sottolinea l'importanza di stabilire accordi di partenariato bilaterali con i paesi terzi, in particolare accordi di partenariato per una pesca sostenibile e la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN); sottolinea che gli accordi bilaterali di partenariato dovrebbero cercare di rispettare i più alti criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale ed essere basati sui migliori pareri scientifici disponibili;

19.  esprime preoccupazione per i casi di pesca INN al di fuori delle acque dell'UE; ricorda che la pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata, agevolata dalla pratica delle bandiere di comodo, nuoce alla sicurezza alimentare e ai mezzi di sussistenza delle popolazioni dei paesi costieri, offrendo nel contempo terreno fertile alla pirateria; chiede l'introduzione di un sistema globale forte di sanzioni deterrenti e di un approccio multilivello per combattere la pesca INN; sottolinea la necessità di limitare il ricorso alle bandiere di comodo e al cambiamento di bandiera nonché di affrontare il problema del trasbordo in mare, quali strumenti importanti per colmare le lacune in materia di pesca INN; invita l'UE, più in generale, a rafforzare lo sviluppo di capacità anticorruzione promuovendo la cooperazione tra agenzie nazionali, aumentando la cooperazione internazionale, migliorando il controllo degli agenti di pesca nei paesi in via di sviluppo con il sostegno dell'UE e sostenendo i centri e le task force regionali di monitoraggio, controllo e sorveglianza;

20.  insiste sulla necessità di combattere la pesca INN in modo costante, efficace e globale; invita la Commissione a riferire sui suoi scambi con gli Stati che hanno un cartellino giallo; sottolinea l'importanza della tracciabilità dei prodotti e del divieto di importazione di prodotti del mare pescati illegalmente; invita gli Stati membri ad adottare un approccio realmente intransigente rispetto agli sbarchi delle navi provenienti da paesi terzi sospetti;

21.  sottolinea l'importanza di potenziare il dialogo con i paesi mediterranei rivieraschi, soprattutto quelli della sponda sud del Mediterraneo, e di aumentare i finanziamenti su linee progettuali che mirino alla cooperazione internazionale nei settori dell'economia Blu (Interreg Next Med, Interreg Euro-MED Programme 2021-2027, Switch Med ecc.);

22.  sottolinea che alcune flotte al di fuori dell'UE, che pescano nelle stesse zone ed esportano prodotti della pesca verso il mercato europeo, hanno norme di sostenibilità meno severe, il che incide negativamente sulla competitività dei pescatori europei;

23.  sottolinea la necessità di stabilire condizioni di parità con i prodotti importati da paesi terzi, assicurando che tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura consumati nell'UE derivino da sistemi alimentari sostenibili e soddisfino gli obiettivi del Green Deal; invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per garantire un ambiente di concorrenza leale generale nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio e in particolare nell'ambito degli accordi commerciali dell'Unione;

24.  invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a rafforzare i diritti e le condizioni di lavoro dei cittadini di paesi terzi che lavorano su navi dell'UE, nonché a garantire una retribuzione dignitosa a tutti coloro che lavorano nei settori della pesca e dell'acquacoltura e in tutti gli altri settori dell'economia blu;

25.  sottolinea la necessità di rafforzare la collaborazione e di coordinare le azioni con forum multilaterali in corso, come la Convenzione quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici, la Convenzione sulla diversità biologica, nonché l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e altri processi internazionali e multilaterali collegati, al fine di promuovere la protezione, la conservazione, la gestione sostenibile e il ripristino della biodiversità marina e di acqua dolce, contribuendo al contempo ad altri obiettivi di sviluppo sostenibile; mette in evidenza che la COP15 di Kunming, Cina, offre una buona opportunità di concordare misure globali a tal riguardo;

26.  prende atto dell'obiettivo di proteggere il 30 % degli oceani del pianeta entro il 2030, ma avverte che ciò non dovrebbe avvenire a scapito della sicurezza alimentare, dei pescatori e dei produttori nel settore dell'acquacoltura, delle popolazioni indigene e delle comunità locali;

27.  plaude all'impegno della Commissione a designare tre ampie aree marine protette nell'Oceano Antartico; deplora che la Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (CCAMLR) ancora una volta non sia riuscita a raggiungere un accordo riguardante tali aree protette nel 2021;

28.  evidenzia il ruolo delle autorità locali e regionali come responsabili per contribuire a identificare e designare, insieme agli Stati membri, aree marine protette aggiuntive;

29.  ricorda che un numero crescente di ricerche, in particolare la relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico in materia di oceani e criosfera nell'era dei cambiamenti climatici, dimostra che gli obiettivi in materia di biodiversità, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai medesimi sono conseguiti meglio quando i pescatori e le comunità locali hanno il controllo diretto della gestione delle risorse da cui dipendono; sottolinea che gli ecosistemi gestiti dalle comunità costiere sono tra i più ricchi e produttivi e contribuiscono altresì all'adattamento delle zone costiere alle conseguenze dei cambiamenti climatici; evidenzia i rischi di accaparramento degli oceani sulla pianificazione dello spazio marittimo; sottolinea pertanto la necessità di tutelare la pesca su piccola scala, di garantire la governance fondiaria responsabile e di chiamare i beneficiari delle imprese dell'UE operanti nel settore dell'economia blu a rispondere delle loro attività qualora queste violino i diritti umani;

30.  invita l'UE e i paesi partner a fare affidamento sulle competenze indigene nelle loro strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici e a promuovere attivamente una gestione partecipativa, che si è dimostrata efficace nel rafforzare la resilienza delle comunità costiere;

31.  ritiene che la governance internazionale degli oceani debba affrontare l'economia blu in maniera intersettoriale, garantendo il trattamento paritario di tutte le attività economiche marittime; appoggia il riconoscimento degli oceani come risorsa comune dell'umanità e chiede che gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile siano sempre in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030, con gli obblighi e gli obiettivi ambientali dell'UE e con gli obblighi e gli obiettivi della politica comune della pesca;

32.  manifesta preoccupazione per il fatto che il sostegno settoriale fornito dagli accordi di partenariato per la pesca sostenibile spesso non apporti direttamente benefici alla pesca locale e alle comunità costiere in paesi terzi e, pertanto, invita la Commissione a collegare strettamente detti accordi di partenariato alla programmazione dello sviluppo sostenibile;

33.  sottolinea che gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile devono diventare uno strumento per lo sviluppo di economie blu a livello locale; ritiene che dati insufficienti rendano difficile valutare il contributo degli accordi di partenariato per una pesca sostenibile al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei paesi partner; esorta l'UE a migliorare i requisiti di trasparenza, raccolta di dati (in particolare sulle catture, sulla registrazione delle navi e sulle condizioni di lavoro) e segnalazione previsti dagli accordi di partenariato per una pesca sostenibile, e a creare una banca dati socioeconomica centralizzata di tutte le imbarcazioni dell'UE, indipendentemente dalla zona in cui operano;

34.  ribadisce la necessità di coinvolgere tutti i portatori di interessi nei negoziati sugli accordi di partenariato per una pesca sostenibile e per tutta la durata della loro attuazione e di garantire che siano considerate le esigenze delle comunità maggiormente interessate da detti partenariati;

35.  deplora la mancanza di monitoraggio dell'attuazione e dell'uso appropriato dei finanziamenti; è preoccupato che il sostegno settoriale nel quadro degli accordi di partenariato per una pesca sostenibile spesso non porti benefici diretti ai pescatori su piccola scala; invita la Commissione a porre in stretta correlazione detti accordi con gli aiuti allo sviluppo dell'UE, al fine di migliorare il valore aggiunto per le comunità costiere; invita inoltre la Commissione a rendere pubbliche in modo proattivo le relazioni annuali sul modo in cui è utilizzato il sostegno settoriale onde consentire una migliore tracciabilità dell'uso del denaro pubblico dell'UE;

36.  plaude al ruolo delle convenzioni marittime regionali e delle organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP); invita la Commissione a proporre mandati ambiziosi per le organizzazioni regionali di gestione della pesca al fine di proteggere le risorse ittiche nei paesi in via di sviluppo e nelle acque internazionali, in particolare migliorando la gestione degli stock di specie quali il tonno tropicale, riducendo i rigetti e adottando un approccio precauzionale per garantire la conservazione delle specie a rischio e degli ecosistemi marini vulnerabili, nonché migliorando i dati disponibili, la conformità e la trasparenza del processo decisionale;

37.  chiede, più in generale, il miglioramento delle pratiche di gestione e monitoraggio della pesca e lo sviluppo di un'etichettatura ecologica e di nuove tecnologie come la blockchain, al fine di migliorare la tracciabilità dei prodotti;

38.  esorta inoltre l'UE a fornire assistenza tecnica ai produttori dei paesi in via di sviluppo, in particolare ai produttori su piccola scala;

39.  rammenta che tutti gli Stati coinvolti nella pesca nell'Africa occidentale dovrebbero istituire un'organizzazione regionale di gestione della pesca, in particolare per lo sfruttamento di stock condivisi, come i piccoli pesci pelagici, in linea con quanto previsto dal diritto internazionale, dalle leggi nazionali pertinenti, dalle politiche panafricane e regionali in materia di pesca e da altri strumenti; ritiene che tale sistema di gestione dovrebbe essere conforme a un approccio precauzionale e basato sugli ecosistemi, che garantisca che il totale ammissibile di catture rimanga entro limiti biologici sicuri;

40.  esorta l'UE a promuovere e proteggere efficacemente la pesca artigianale in Africa, in quanto fonte principale di sussistenza legata agli oceani, quale pietra angolare della futura "task force blu UE-Africa", ad esempio finanziando l'attuazione degli orientamenti internazionali della FAO sulla pesca artigianale sostenibile;

41.  sottolinea che la produzione di farina di pesce e di olio di pesce, tra gli altre fattori, può contribuire alla pesca eccessiva nei paesi in via di sviluppo, in particolare nell'Africa occidentale; chiede misure obbligatorie in materia di dovere di diligenza per garantire che l'intera catena di approvvigionamento dell'industria dei prodotti ittici sia equa, pienamente tracciabile, non utilizzi prodotti derivanti da pesca INN e non sia collegata a violazioni dei diritti umani, comprese la tratta di esseri umani e la schiavitù;

42.  plaude al ruolo delle convenzioni marittime regionali e delle organizzazioni regionali di gestione della pesca nel rafforzamento della governance basata sulle migliori conoscenze scientifiche, che dovrebbero essere facilmente disponibili per tutti gli operatori;

43.  invita la Commissione a proporre mandati ambiziosi per le organizzazioni regionali di gestione della pesca allo scopo di proteggere le risorse della pesca nei paesi in via di sviluppo e nelle acque internazionali, in particolare in relazione al miglioramento della gestione degli stock per specie come i tonnidi tropicali, la riduzione dei rigetti, l'applicazione dell'approccio precauzionale per proteggere la conservazione di specie in pericolo ed ecosistemi marini vulnerabili (EMV) nonché migliorando la disponibilità di dati, la conformità e la trasparenza dei processi decisionali;

44.  invita la Commissione a perseguire attivamente e promuovere l'integrazione degli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai medesimi nei propri accordi di partenariato per una pesca sostenibile e nel processo decisionale delle organizzazioni regionali di gestione della pesca;

45.  invita l'UE e gli Stati membri a intensificare gli sforzi tesi a migliorare la governance globale della pesca, segnatamente attraverso meccanismi quali l'iniziativa per la trasparenza nel settore della pesca (FiTI);

46.  rammenta che la gestione sostenibile delle risorse, fondata sui migliori pareri scientifici disponibili e sulle migliori valutazioni dell'impatto socioeconomico, deve essere una priorità fondamentale per conseguire gli obiettivi dell'agenda strategica dell'UE e deve essere inclusa anche negli accordi di partenariato bilaterali;

47.  evidenzia che l'economia blu comprende molteplici attività oltre alle attività tradizionali, che lo sviluppo di nuove attività deve sempre essere accompagnato da valutazioni d'impatto e che sono necessari un approccio scientifico trasparente, consultazioni efficaci e l'equa partecipazione di tutti i settori interessati per facilitare l'organizzazione sostenibile di tali attività nell'economia blu;

48.  evidenzia che il settore marittimo è un punto fondamentale per la connettività internazionale, il sistema commerciale mondiale e l'economia dell'UE, la sua competitività e per le sue regioni; pone l'accento sull'importanza di rafforzare il ruolo dei porti e sulla necessità di investire in infrastrutture intelligenti e di promuovere lo sviluppo e la gestione dei porti, il che dovrebbe accrescere ulteriormente la loro capacità di far fronte all'aumento degli scambi commerciali;

49.  invita la Commissione e gli Stati membri a investire nei porti situati lungo le coste dell'UE per concentrarsi sui collegamenti mancanti con l'entroterra, con gli obiettivi generali di rendere i trasporti più resilienti e di trasformare i porti in piattaforme logistiche e cluster strategici per il trasporto multimodale, la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di energia e il turismo; sottolinea l'importanza di includere una misura basata sul mercato come obiettivo dell'Organizzazione marittima internazionale per la riduzione dei gas a effetto serra prodotti dal trasporto marittimo, al fine di attuare un sistema di compensazione del carbonio nel trasporto marittimo internazionale e garantire un percorso realistico per la riduzione delle emissioni;

50.  sottolinea che la comunicazione della Commissione su una strategia per una mobilità sostenibile e intelligente mira a introdurre sul mercato le prime navi a emissioni zero entro il 2030 e che l'UE ha già finanziato una consistente ricerca in materia di ibridazione ed elettrificazione delle navi attraverso Orizzonte 2020; invita la Commissione a potenziare ulteriormente il suo sostegno alle navi elettriche per le rotte brevi;

51.  invita la Commissione e gli Stati membri a completare i progetti prioritari inclusi nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) per le regioni dell'Atlantico, del Mediterraneo e del Mar Baltico, in particolare nelle zone transfrontaliere e nel quadro dei futuri orientamenti TEN-T e del Meccanismo per collegare l'Europa 2021-2027, al fine di promuovere, semplificare e investire fondi adeguati nel pieno sviluppo delle autostrade del mare TEN-T onde integrare meglio il trasporto marittimo a corto raggio per distribuire più ampiamente le merci attraverso porti che collegano le isole alla terraferma e un sistema completo di trasporto multimodale; sottolinea che è essenziale creare catene di trasporto senza soluzione di continuità e sostenibili per passeggeri e merci in tutti i modi di trasporto, in particolare il trasporto ferroviario, marittimo e per vie navigabili interne; ritiene che i progetti dovrebbero prestare particolare attenzione alle esigenze di connettività e accessibilità delle regioni periferiche, insulari e ultraperiferiche nelle zone dell'Atlantico, del Mediterraneo e del Mar Baltico;

52.  sottolinea che i porti possono essere utilizzati per stimolare l'economia blu, in quanto svolgono un ruolo chiave nelle attività economiche di tale settore, e per garantirne la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente, in linea con i principi del Green Deal europeo; invita la Commissione a riassegnare maggiori finanziamenti dell'UE per il miglioramento dell'efficienza dei trasporti, dell'accessibilità dei porti centrali TEN-T e per la riduzione dei costi, compresi gli investimenti per il dragaggio continuo, l'abbassamento del fondo dei canali e altre misure di sviluppo delle capacità in porti selezionati; ricorda alla Commissione e agli Stati membri che sono necessari ulteriori investimenti in infrastrutture portuali sostenibili e intelligenti, che consentano ai porti di diventare poli multimodali di mobilità e di trasporto, nonché poli energetici per sistemi elettrici integrati, per l'idrogeno e per altri combustibili alternativi, e siti di prova per il riutilizzo dei rifiuti e per l'economia circolare;

53.  si congratula con il porto di Vigo per essere stato il porto pioniere dell'Unione che ha attuato per primo la strategia europea per la crescita blu;

54.  accoglie con favore l'iniziativa della rete di porti di pesca blu della FAO, volta a elaborare orientamenti sulle migliori pratiche internazionali per i porti di pesca nel processo di transizione verso modelli di economia blu, al fine di migliorarne la sostenibilità proteggendo l'ambiente e promuovendo benefici sociali ed economici; sostiene l'istituzione di un ufficio permanente nel porto di Vigo da parte della FAO al fine di sviluppare e gestire una rete globale di porti blu;

Resilienza, competitività e occupazione

55.  riconosce che gli sforzi di ripresa dell'UE devono essere incentrati sugli obiettivi di sostenibilità, di competitività e di crescita; sottolinea la necessità di strumenti di finanziamento sostenibili per guidare tale transizione, anche attraverso il rafforzamento degli investimenti pubblici e privati;

56.  invita la Commissione e gli Stati membri ad appoggiare lo sviluppo sostenibile delle catene del valore della pesca su piccola scala e dell'acquacoltura, dal pescatore al consumatore, promuovendo l'armonizzazione di metodi di pesca e acquacoltura selettivi, non distruttivi e a basso consumo energetico facilitando lo scambio di conoscenze con la comunità di ricerca dell'UE e promuovendo metodi di commercializzazione sostenibili per i prodotti della pesca, riducendo al contempo gli oneri amministrativi;

57.  sottolinea la necessità di riconoscere il valore socioeconomico della pesca ricreativa e il suo contributo a un'economia blu sostenibile nell'UE; evidenzia la necessità di disporre di maggiori e migliori dati sulla pesca ricreativa, compreso il suo contributo al settore del turismo, le sue interazioni con i pescatori su piccola scala, il suo impatto ambientale e la sua importanza sul piano socioeconomico;

58.  evidenzia l'importanza della pesca costiera su piccola scala per l'economia blu e per l'identità culturale delle comunità nelle regioni costiere e nelle isole;

59.  invita gli Stati membri ad attuare appieno i criteri trasparenti ed oggettivi di cui all'articolo 17 della PCP nell'assegnazione delle possibilità di pesca;

60.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per migliorare la raccolta di dati sulla pesca ricreativa in mare, nelle acque interne dolci e salmastre, prendendo in considerazione il suo impatto ambientale e il suo valore socioeconomico, in modo da assicurare una gestione giusta ed equilibrata del settore della pesca e dell'acquacoltura e incoraggiare maggiori investimenti nello sviluppo dell'attività delle comunità costiere;

61.  sottolinea l'importanza di una pianificazione inclusiva dello spazio marittimo per ridurre al minimo la concorrenza per il territorio a scapito di altre attività, come la pesca, nello sviluppo di nuove attività dell'economia blu; sottolinea che la pesca e l'acquacoltura svolgono un ruolo centrale e che occorre dare a tali settori un'adeguata visibilità nell'economia blu, e pertanto chiede la definizione di una strategia che promuova sinergie tra le diverse attività dell'economia blu nello spazio marittimo e terrestre in un modo vantaggioso per tutti;

62.  esorta la Commissione a sostenere lo sviluppo di modelli di produzione dell'energia di tipo partecipativo che consentano alle comunità costiere, tra cui i pescatori, di partecipare pianamente alla pianificazione e allo sviluppo della produzione di energia rinnovabile, reinvestendo i profitti nella comunità locale;

63.  invita gli Stati membri, in linea con le disposizioni in materia di pianificazione dello spazio marittimo, a designare specifiche zone di pesca storiche e tradizionali dei pescatori quali zone che devono restare libere dalle rinnovabili offshore;

64.  sottolinea che gli impianti eolici offshore dovrebbero essere costruiti solo se è possibile garantire che non vi saranno impatti ambientali ed ecologici, nonché economici, socioeconomici e socioculturali negativi sui pescatori e sui produttori di acquacoltura, in linea con gli obiettivi dell'economia blu e del Green Deal europeo;

65.  accoglie con soddisfazione iniziative come quella denominata "Observatorio de la eólica marina" (Osservatorio dell'eolico offshore), un forum lanciato dal governo regionale della Galizia per individuare opportunità e conciliare usi del mare che possono entrare in competizione fra loro, riunendo il settore industriale, il settore marittimo della pesca e organizzazioni ed enti correlati;

66.  prende atto del fatto che l'industria estrattiva rappresenta un settore in crescita dell'economia blu; sottolinea il dovere degli Stati di astenersi dall'adottare misure, compresi progetti di sviluppo su larga scala, che possono incidere negativamente sui mezzi di sussistenza dei pescatori artigianali nelle acque interne e marine, sui loro territori o sui diritti di accesso, e sottolinea il loro dovere di effettuare valutazioni ex ante dei progetti dell'industria estrattiva gestiti da entità private al fine di valutare il loro possibile impatto negativo sui diritti umani nelle comunità di pescatori locali;

67.  invoca la creazione di un forum di dialogo a livello dell'UE che sia trasparente e che sia caratterizzato dalla partecipazione di tutti i portatori di interessi e dal bilanciamento dei poteri tra di loro, in modo da promuovere la cooperazione, la condivisione di esperienze e la risoluzione dei conflitti tra i settori;

68.  esorta la Commissione e gli Stati membri a intraprendere azioni specifiche per potenziare le possibilità di investimento in pratiche di pesca e acquacoltura sostenibili, facilitarvi l'accesso e utilizzarle appieno nell'ambito del nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA), in sinergia con altri programmi dell'UE come il dispositivo per la ripresa e la resilienza o Orizzonte Europa, per pratiche di pesca sostenibili e attività di acquacoltura sostenibili, nonché ad assicurare che le comunità costiere, remote e d'oltremare possano diversificare il proprio reddito;

69.  invita la Commissione a basarsi sulle migliori pratiche del FEAMPA per sviluppare progetti turistici legati alla pesca ricreativa e a continuare a finanziare tali progetti attraverso il FEAMPA;

70.  sottolinea la necessità di elaborare strategie di più ampio respiro per adattare i settori della pesca e dell'acquacoltura e i territori costieri alle conseguenze dei cambiamenti climatici e al loro impatto sulle comunità e sui loro mezzi di sussistenza; mette in evidenza la necessità che tutti i settori contribuiscano alla mitigazione dei cambiamenti climatici in linea con il Green Deal europeo e con il settimo e l'ottavo programma di azione per l'ambiente;

71.  ritiene che la PCP dovrebbe includere una condizionalità sociale, simile a quella creata all'interno della nuova politica agricola comune, che potrebbe prevedere sanzioni nei confronti dei proprietari di navi da pesca, dei produttori di acquacoltura e di altri beneficiari del FEAMPA se non assicurano condizioni di lavoro adeguate per tutti i loro lavoratori, compresi i lavoratori stagionali e migranti; evidenzia che tale condizionalità sociale è fondamentale per la protezione della dignità sul luogo di lavoro e dei diritti sociali dei lavoratori del settore della pesca e dell'acquacoltura, contribuendo al raggiungimento della giustizia sociale per tutti;

72.  ritiene che una maggiore stabilità del posto di lavoro, maggiore sicurezza sul lavoro e oceani sani che sono fonte di maggiori proventi e sicurezza sociale nel settore della pesca e dell'acquacoltura siano essenziali per attirare le donne e le generazioni più giovani, assicurando in tal modo la continuità del settore e l'attrattività essenziale ai fini del suo ringiovanimento;

73.  plaude al ruolo delle donne nelle catene del valore della pesca e dell'acquacoltura sostenibile e chiede pertanto che siano garantite loro condizioni di lavoro dignitose, parità di retribuzione, sicurezza sociale nonché visibilità e rappresentanza nelle strutture e nei processi decisionali;

74.  ricorda che la pesca e l'acquacoltura svolgono un ruolo fondamentale nel creare occupazione e sostenere l'economia in molte aree dell'UE e sono responsabili di oltre la metà dei posti di lavoro locali in molte comunità costiere e nelle isole, in particolare nelle regioni ultraperiferiche;

75.  sottolinea che, al fine di aumentare la sostenibilità, la competitività e il rendimento economico dei settori della pesca e dell'acquacoltura, occorre garantire condizioni di parità per gli operatori dell'Unione in un'economia globalizzata, nonché prestare particolare attenzione alla formazione professionale, all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, al riconoscimento a livello europeo di tale formazione, ai servizi di consulenza e alla divulgazione di conoscenze di carattere tecnico e scientifico e di pratiche innovative, riconoscendo il contributo apportato dalle associazioni di categoria in tal senso;

76.  sottolinea la necessità di aggiungere valore ai prodotti della pesca alla prima vendita, specialmente quelli della piccola pesca artigianale, per aumentare il reddito e i salari dei pescatori;

77.  invita la Commissione a sviluppare nuove forme di turismo marittimo e costiero sostenibile, a promuovere nuove forme di attività turistiche, a fornire ulteriori flussi di reddito e ad aumentare l'occupazione durante tutto l'anno per accrescere il valore delle zone marittime e costiere, proteggendo nel contempo l'ambiente e il patrimonio culturale blu e preservando gli habitat marini e costieri; sottolinea l'importanza dell'economia circolare nel settore del turismo al fine di sviluppare pratiche più sostenibili a vantaggio dello sviluppo locale; riconosce che il settore del turismo dovrebbe dialogare con le comunità costiere e necessita di sostegno per rafforzare l'efficienza e la sostenibilità delle infrastrutture e la competitività delle località marine e turistiche;

78.  riconosce che il turismo costiero può avere effetti positivi sui paesi in via di sviluppo, ma può essere dannoso in caso di strategie di turismo di massa, con conseguente riduzione in termini di accesso e consumo delle risorse alimentari per i consumatori locali e distruzione dell'ambiente marino e delle identità culturali; invita l'UE a promuovere modelli turistici equi e a basso impatto.

79.  sottolinea la necessità di preservare il nostro capitale e patrimonio naturale per incoraggiare il turismo sostenibile (come l'ecoturismo) e invita gli Stati membri a proteggere la biodiversità attuando urgentemente azioni di conservazione marina, comprese azioni transfrontaliere, per proteggere, ripristinare e promuovere gli ecosistemi marini e costieri, anche attraverso le reti Natura 2000 nell'ambiente marino;

80.  invita la Commissione a includere il turismo marittimo, insulare e costiero sostenibile nelle azioni e nei programmi correlati, a sostenere iniziative che incoraggino la diversificazione del turismo costiero, marittimo e marino e a rendere meno stagionali le attività turistiche e l'occupazione; evidenzia la necessità di raccogliere dati migliori sul contributo del turismo legato alla pesca ricreativa all'economia costiera e insulare;

81.  sottolinea l'importanza dell'economia blu nelle regioni ultraperiferiche, in particolare per i settori del turismo; chiede pertanto alla Commissione di creare un programma di trasporto con opzioni specificamente connesse alla lontananza e all'insularità (POSEI Trasporti) per rispondere più direttamente alle esigenze delle isole e delle regioni ultraperiferiche e sostenere l'operatività di alcune rotte commerciali verso di esse;

82.  appoggia le pratiche sostenibili nel turismo costiero e marittimo, in quanto sono essenziali per la competitività delle regioni dell'Atlantico, del Mediterraneo e del Mar Baltico e per la creazione di posti di lavoro di elevato valore incentrati sull'istruzione e la formazione professionale blu; sottolinea che una formazione specifica sulle attività dell'economia blu contribuirebbe ad aumentare la consapevolezza degli ecosistemi marini e della necessità di proteggerli;

83.  invita la Commissione a condurre un'ampia consultazione delle autorità regionali e locali e di tutti i portatori di interessi al fine di identificare soluzioni su misura per le comunità locali e regionali;

84.  chiede alla Commissione di valutare possibili soluzioni per promuovere la resilienza del settore del turismo rispetto agli effetti di future pandemie o di altri eventi dirompenti che mettono a rischio le attività turistiche, e di presentare iniziative adeguate per migliorare le condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori del settore al fine di aumentarne l'attrattiva e contribuire a realizzare appieno il potenziale dell'economia blu;

85.  sottolinea l'importanza della nautica e del velismo per il turismo marittimo; sottolinea il ruolo della cultura e della gastronomia locali nello sviluppo del turismo costiero europeo e l'importanza del turismo balneare e sottomarino, del turismo legato alla pesca sportiva, dell'ecoturismo, degli sport acquatici e dell'industria delle crociere;

86.  sottolinea l'importanza delle zone marine protette come strumento per proteggere gli oceani; ritiene che tali aree rappresentino un'opportunità per lo sviluppo del turismo scientifico;

87.  plaude all'attenzione posta dalla Commissione sul turismo sostenibile e "lento" e all'obiettivo di sviluppare pacchetti di sostegno ("Piano per i Green Deal locali") per sostenere una transizione verde per le città e le regioni; osserva il ruolo di guida che le isole remote e le comunità costiere potrebbero assumere in tale transizione;

88.  invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere il contributo apportato dalla pesca ricreativa marina e dal turismo da essa generato all'economia blu e il potenziale di questo settore per fornire ulteriori opportunità economiche per le comunità costiere;

89.  deplora che il potenziale dell'economia blu non sia stato sufficientemente tenuto in considerazione nell'elaborazione e nella valutazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza finanziati da NextGenerationEU;

90.  chiede la creazione di un quadro finanziario appropriato per stimolare lo sviluppo dell'economia blu e la creazione di posti di lavoro, che integri e coordini i vari strumenti finanziari disponibili – i fondi strutturali e di investimento (FEAMPA, FESR, FSE, Fondo di coesione), Orizzonte Europa 2021-2027 e altri; richiama l'attenzione sulla necessità di promuovere una migliore rispondenza tra tali strumenti e le esigenze delle parti interessate nonché un'ampia diffusione delle attuali opportunità;

91.  chiede, visti i gravi effetti socioeconomici delle norme per la misurazione della capacità di pesca, un dibattito approfondito con il settore a livello dell'UE in merito all'impatto di tali norme sulla pesca e sulla vita dei pescatori, mantenendo nel contempo un rigoroso controllo della capacità di pesca;

92.  sottolinea l'importanza strategica delle attività di costruzione e riparazione navale e la loro interrelazione con altri settori, come quello del turismo marittimo; ritiene che l'impegno nell'innovazione tecnologica e un alto livello di specializzazione, in grado di tradursi in recuperi di valore aggiunto, possano far emergere contesti di minore concorrenza a livello internazionale e facilitare l'inversione della tendenza al declino del settore; sostiene che si dovrebbero fornire aiuti specifici al rilancio e alla modernizzazione dell'industria navale negli Stati Membri, nei suoi diversi comparti;

93.  rileva che le flotte artigianali e su piccola scala dell'UE sono molto vecchie, in particolare nelle regioni ultraperiferiche, che le loro navi hanno un'età media molto elevata e che sono poco sicure sia per le persone che vi lavorano sia per le catture stesse, ribadendo la necessità che il FEAMPA sostenga l'acquisto di nuove navi, senza che ciò comporti un aumento delle catture, rispettando i rendimenti massimi sostenibili e migliorando così le loro prestazioni ambientali;

94.  ricorda che le flotte pescherecce nelle regioni ultraperiferiche sono, in taluni casi, in pessime condizioni e rappresentano un pericolo per la sicurezza dei pescatori e per l'ambiente; ritiene necessario, in tale contesto, trovare soluzioni per migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro dei pescatori, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la ripartizione e le condizioni di conservazione delle catture; evidenzia la necessità di garantire la continuità nella fornitura di proteine sane e di alta qualità, in condizioni totalmente sicure e protette, con un minore impatto ambientale e senza aumentare la capacità di pesca;

95.  invita la Commissione e il Consiglio a creare uno strumento di sostegno simile al POSEI per la pesca, al fine di attenuare gli effetti dell'insularità sulle regioni ultraperiferiche;

96.  sottolinea il potenziale di utilizzo sostenibile della dimensione marittima dell'UE nell'Atlantico, che richiede investimenti più equilibrati nelle sue isole, nelle regioni ultraperiferiche e nei porti costieri, come pure l'espansione di molti dei loro ormeggi e l'aumento della loro capacità di stoccaggio e delle attrezzature di movimentazione dei carichi, molto importanti per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura;

Transizione blu

97.  chiede lo sviluppo di strumenti per utilizzare le risorse marittime in modo sostenibile e per diversificare l'economia oceanica, anche attraverso il sostegno a nuovi prodotti collegati alle attività di pesca e da esse derivati, che possono aggiungere valore al nostro patrimonio culturale e naturale, in particolare fornendo opzioni turistiche di alta qualità;

98.  pone in rilievo la necessità di raggiungere un quadro integrato di politiche marittime dell'UE che garantisca la coerenza tra la strategia dell'UE sulla biodiversità, la strategia "Dal produttore al consumatore", la politica climatica e la politica comune della pesca;

99.  ritiene che il settore dell'acquacoltura dovrebbe continuare a monitorare e migliorare diversi parametri in funzione di azioni basate su dati concreti, tra cui il benessere dei pesci e le densità degli stock ittici; ritiene altresì che dovrebbero essere effettuati studi di valutazione dell'impatto ambientale per migliorare il benessere dei pesci, in particolare (ma non a titolo esclusivo) arricchendo il loro ambiente, mantenendo la qualità dell'acqua entro limiti rilevanti per il benessere in modo da ridurre le malattie e la loro diffusione e riducendo la necessità di antibiotici, nonché per continuare a ridurre l'inquinamento, conseguire migliori risultati climatici e ambientali e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici;

100.  osserva che per migliorare la sostenibilità dell'acquacoltura dell'UE è necessaria la diversificazione delle specie ittiche nel settore, comprese le specie a basso livello trofico e non carnivore;

101.  sottolinea il ruolo potenziale dell'acquacoltura, in particolare per la creazione di posti di lavoro e la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, nonché per facilitare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili; ritiene fondamentale ridurre la pressione sulle risorse marine mediante lo sviluppo e il crescente utilizzo di fonti di alimentazione alternative e gestite in modo sostenibile, diverse dal pesce selvatico, invertendo la perdita di biodiversità negli oceani e nei mari; evidenzia che l'utilizzo dello spazio marino per scopi di acquacoltura deve essere opportunamente regolamentato; sottolinea a tal riguardo l'importanza di un quadro giuridico chiaro e affidabile che promuova l'accesso all'acqua con tutte le necessarie garanzie;

102.  osserva che il maggiore utilizzo di farina di pesce e olio di pesce nell'acquacoltura dell'UE può minacciare la sostenibilità degli stock di pesci selvatici nelle acque dell'UE e dei paesi terzi;

103.  pone in risalto la necessità di attuare tutte le misure necessarie per garantire lo sviluppo competitivo della pesca e dell'acquacoltura, vista la loro importanza per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare;

104.  sottolinea l'importanza dei settori della pesca e dell'acquacoltura per l'apporto di proteine, essenziale ai fini della sicurezza alimentare, nonché per lo sviluppo socioeconomico delle comunità locali e la creazione di posti di lavoro a livello mondiale; ricorda, in particolare, che circa un miliardo di persone, per lo più nei paesi in via di sviluppo, dipende dai prodotti ittici quale principale fonte proteine animali; osserva che oltre il 90 % dei pescatori di cattura e dei lavoratori del settore ittico a livello mondiale dipende dalla pesca su piccola scala; deplora che la pandemia di COVID-19 abbia avuto un impatto significativo sulle persone impiegate nei settori della pesca e dell'acquacoltura;

105.  rammenta che gli alimenti sostenibili provenienti dagli oceani, dai mari e dai corpi d'acqua dolce devono essere unicamente il prodotto di una pesca responsabile e di un'acquacoltura sostenibile e che tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura consumati nell'UE devono provenire da sistemi alimentari sostenibili, nel pieno rispetto dei limiti del pianeta; invita la Commissione a elaborare indicatori di sostenibilità per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura dell'UE sulla base di pareri scientifici, e a richiedere norme sostenibili simili per i prodotti importati nel mercato dell'UE;

106.  evidenzia che l'UE copre l'1 % della produzione mondiale di alghe e ritiene pertanto che la produzione di alghe marine debba essere incoraggiata dagli Stati membri e dal FEAMPA; sottolinea che le alghe rappresentano una delle soluzioni future per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, ad esempio utilizzandole per la cattura dell'anidride carbonica, per la sostituzione di altri materiali in vari settori economici o come prodotto nutrizionale ai fini del consumo umano, in quanto potrebbero essere una fonte importante di proteine e micronutrienti di qualità;

107.  invita la Commissione a considerare tutte le possibili soluzioni per sviluppare le possibilità di produzione e utilizzo delle alghe, nonché le opzioni di finanziamento per accelerarne la produzione; chiede che la Commissione agisca rapidamente per consentire l'autorizzazione delle alghe come nuovo alimento, riducendo i relativi costi di applicazione e facilitando l'accesso al mercato, garantendo al contempo la qualità e la sicurezza del prodotto;

108.  ritiene che debbano essere promossi modelli di acquacoltura sostenibile in grado di contribuire alla conservazione degli ecosistemi che offrono protezione contro gli effetti dei cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza di distinguere tra l'acquacoltura di produzione e l'acquacoltura di trasformazione delle proteine, in particolare quando quest'ultima è il risultato di pratiche che pongono sotto pressione la sostenibilità delle risorse marine; ritiene che i mangimi per gli allevamenti ittici debbano provenire da un'agricoltura e da una pesca sostenibili e debbano quindi escludere tutti i prodotti della pesca INN e della pesca eccessiva;

109.  ritiene che la produzione di microalghe possa ridurre l'uso di farine di pesce non sostenibili negli allevamenti ittici; evidenzia la necessità di sviluppare e promuovere ulteriormente l'acquacoltura biologica, in quanto è dotata di un grande potenziale di crescita ed è possibile mobilitare gli strumenti e i finanziamenti dell'UE a tal fine; invita a migliorare la raccolta, l'elaborazione e la divulgazione di statistiche sulla produzione dell'acquacoltura biologica;

110.  chiede l'applicazione trasversale della PCP a tutte le flotte pescherecce dell'UE, al fine di garantire che le attività di pesca e di acquacoltura siano gestite in modo tale da generare benefici socioeconomici, contribuendo alla disponibilità di prodotti alimentari e riducendo al minimo l'impatto delle loro specifiche attività sugli habitat e sugli ecosistemi marini, ripristinando e mantenendo nel contempo le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile; ritiene che tale applicazione debba essere effettuata tenendo conto delle specificità dei diversi bacini marittimi;

111.  sottolinea il ruolo dei settori della pesca e dell'acquacoltura, nonché dei loro professionisti, nella transizione energetica e nell'attenuazione dei cambiamenti climatici mediante la decarbonizzazione e la promozione dell'economia circolare, inclusa la raccolta dei rifiuti marini;

112.  avverte che lo scarico in mare di rifiuti e inquinanti di tutti i tipi, in particolare quelli derivanti da tutti i tipi di plastica, è dannoso per l'ambiente, comporta gravi perdite economiche per il settore della pesca e altre attività e incide sulla salute umana lungo l'intera catena alimentare; accoglie con favore la decisione del FEAMPA di fornire finanziamenti ai pescatori per il recupero, la raccolta, il riutilizzo e il riciclaggio degli attrezzi da pesca smarriti, nonché di altri rifiuti marini; si rammarica tuttavia del ritardo nel conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino e sottolinea, a tale proposito, la necessità di promuovere ulteriori campagne di sensibilizzazione e formazione per i pescatori;

113.  invita la Commissione e gli Stati membri a fornire un sostegno più attivo alla modernizzazione e allo sviluppo sostenibile del settore della pesca, in particolare della pesca artigianale, al fine di incrementare la selettività degli attrezzi da pesca e di ridurre l'impatto ambientale della pesca;

114.  evidenzia il ruolo del regolamento (UE) 2019/1241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativo alla conservazione delle risorse della pesca e alla protezione degli ecosistemi marini attraverso misure tecniche(19), che definisce le misure di conservazione che disciplinano come, dove e quando è ammessa la pesca, al fine di proteggere specie e habitat sensibili sia a livello nazionale che regionale, aumentando il rendimento della pesca e riducendo al contempo gli effetti sugli ecosistemi marini, specialmente attraverso una maggiore selettività;

115.  ritiene importante raccogliere continuamente dati al fine di migliorare la valutazione dei criteri di sostenibilità e prevenire la creazione di aree di pesca laddove sono stati individuati ecosistemi marini vulnerabili;

116.  invita l'UE ad affrontare con urgenza gli effetti negativi sul clima, sull'integrità dei fondali marini, sulle popolazioni ittiche e sulle specie sensibili (come le catture accessorie) di tecniche di pesca quali gli attrezzi di fondo, le reti da posta derivanti, le sciabiche demersali o i dispositivi di concentrazione dei pesci, anche limitandone l'uso;

117.  invita in particolare l'UE a proibire l'uso di tecniche dannose nelle sue aree marine rigorosamente protette, sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili; chiede che il FEAMPA sia utilizzato per fornire un sostegno efficace alla transizione verso tecniche di pesca più selettive e meno dannose da parte delle flotte pescherecce dell'UE;

118.  invita l'UE a varare e finanziare programmi di ricerca scientifica volti a mappare gli habitat marini ricchi di carbonio nelle acque dell'UE, i quali fungano da base per la designazione di tali zone come aree marine rigorosamente protette, al fine di salvaguardare e ripristinare i pozzi marini di assorbimento del carbonio conformemente alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nonché di salvaguardare e ripristinare gli ecosistemi, in particolare quelli dei fondali marini, in linea con la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, proteggendoli dalle attività umane suscettibili di perturbare la colonna d'acqua e rilasciare carbonio nella stessa, come le operazioni di pesca con attrezzi di fondo;

119.  invita l'UE a vietare tutte le attività industriali estrattive dannose per l'ambiente, come l'estrazione mineraria e l'estrazione di combustibili fossili nelle aree marine protette;

120.  sottolinea che il mare profondo ospita la maggiore diversità di specie ed ecosistemi sulla Terra, fornendo beni e servizi ambientali critici, compreso il sequestro del carbonio a lungo termine, ed è caratterizzato da condizioni ambientali che lo rendono altamente vulnerabile alle perturbazioni umane; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a sostenere una moratoria internazionale sull'attività mineraria in mare profondo;

121.  chiede l'attuazione della strategia della biodiversità per mezzo di strumenti legislativi e non legislativi e il rafforzamento delle azioni volte a conseguire gli obiettivi della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, al fine di preservare la biodiversità marina, ripristinare gli ecosistemi degradati e promuovere la competitività della pesca, dell'acquacoltura e di altri settori correlati;

122.  accoglie con favore l'impegno della Commissione a rivedere la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; invita la Commissione, in sede di revisione della direttiva, ad allineare la stessa agli obiettivi del Green Deal europeo, alla strategia sulla biodiversità per il 2030 e all'ottavo programma di azione per l'ambiente;

123.  ritiene che la pesca INN continui a rappresentare una delle minacce più gravi per la salute degli ecosistemi e per la competitività economica del settore della pesca e che, pertanto, sono necessarie misure urgenti volte a contrastarla; chiede una maggiore coerenza tra le politiche commerciali e di pesca dell'UE al fine di garantire che il problema della pesca INN sia affrontato in modo efficace;

Cooperazione, conoscenza e innovazione

124.  chiede una collaborazione più stretta tra il mondo accademico, i centri di ricerca e innovazione, le autorità pubbliche e l'industria, in modo da promuovere attrezzature, metodi, tecniche e pratiche basati sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili, capaci di migliorare l'efficacia e la sicurezza sul lavoro, la crescita economica e la competitività, nonché la sostenibilità ambientale; rammenta l'importanza dell'alfabetizzazione oceanica per allertare la società e incoraggiare tutti i cittadini e i portatori di interessi ad assumere atteggiamenti informati e responsabili per quanto riguarda l'oceano e le sue risorse;

125.  osserva che dati relativi agli oceani affidabili, di alta qualità e armonizzati sono un fattore importante nella trasformazione sostenibile dell'economia blu;

126.  sottolinea che il potenziale di una strategia per l'economia blu può essere realizzato solo attraverso la cooperazione di tutti i portatori di interessi; prende atto del crescente utilizzo dei dati e dell'intelligenza artificiale nel trasporto marittimo; invita la Commissione a valutare l'impatto socioeconomico dell'automazione e della digitalizzazione del settore;

127.  invita la Commissione a sviluppare e rafforzare ulteriormente i poli di conoscenze scientifiche, come il servizio di monitoraggio dell'ambiente marino di Copernicus e la rete europea di osservazione e di dati dell'ambiente marino, che offrono conoscenze inestimabili sui mari e sugli oceani d'Europa; evidenzia che la pesca ricreativa accresce la conoscenza dell'ambiente acquatico e l'impegno a proteggere tale ambiente;

128.  accoglie con favore l'istituzione della missione "oceano" nell'ambito del programma Orizzonte 2030; chiede maggiore chiarezza e comunicazione sul calendario dei bandi di gara relativi a tale missione;

129.  pone in rilievo la necessità di armonizzare la raccolta di dati sul monitoraggio socioeconomico e ambientale, nonché su quello degli ecosistemi viventi e degli stock ittici; sottolinea che i dati raccolti dovrebbero inoltre essere presi in considerazione per regolamentare l'impatto di altre attività marittime;

130.  ritiene che il criterio della limitazione del tonnellaggio lordo per misurare la capacità di pesca debba essere adattato in modo da riflettere la realtà del settore e la necessità di impiegare motori più moderni, meno inquinanti e più efficienti sotto il profilo energetico; esorta la Commissione, in questo contesto, a rivedere tali criteri con l'obiettivo di migliorare la sicurezza, le condizioni di lavoro e di vita nonché di consentire i cambiamenti necessari per migliorare la sostenibilità ambientale, attrarre un maggior numero di giovani lavoratori verso il settore, ridurre l'impatto ambientale e garantire che la capacità di pesca non aumenti;

131.  invita la Commissione a raccogliere dati coerenti che consentano una gestione intelligente del turismo costiero ed evitino la pressione sugli ecosistemi e sulle comunità locali, così come la concorrenza con le attività tradizionali, come la pesca artigianale e costiera;

132.  sottolinea l'importanza delle misure di gestione e adattamento necessarie per proteggere le comunità costiere, gli habitat e la biodiversità, le quali assicurerebbero un corretto utilizzo dei fondi, visti i gravi effetti dei cambiamenti climatici e i costi che ne derivano; invita la Commissione a istituire un sistema di allerta e osservazione per le tempeste e le inondazioni più frequenti, a fornire un adeguato monitoraggio ambientale e sanitario e a condurre ricerche sulle allerte precoci; invita la Commissione a valutare diversi scenari e misure per far fronte al possibile innalzamento del livello dei mari e all'intensificazione di eventi meteorologici estremi;

133.  ricorda l'esistenza di strumenti come il programma europeo CleanSeaNet, che mira a monitorare l'inquinamento da idrocarburi; evidenzia che la cooperazione regionale, anche con i paesi terzi, è fondamentale, specialmente nel Mar Mediterraneo; invita pertanto la Commissione a migliorare lo scambio di informazioni e la cooperazione tra paesi; sottolinea l'importanza di una pianificazione dello spazio marittimo collaborativa, inclusiva e intersettoriale che tenga conto delle preoccupazioni socioeconomiche, ambientali e in materia di biodiversità; insiste sull'importanza della transizione energetica, nel cui ambito il settore dell'economia blu può promuovere tecnologie di produzione di energia rinnovabile offshore, come l'energia delle maree, del moto ondoso, solare ed eolica; pone in rilievo l'importanza di sostenere la decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo, di sviluppare tecnologie sostenibili e di aumentare l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e a basse emissioni;

134.  sostiene il principio dello sviluppo sostenibile nell'ambito dell'economia blu quale motore della crescita economica nell'UE, in particolare nelle zone dell'Atlantico, del Mediterraneo e del Mar Baltico, nell'ottica di promuovere tutte le attività settoriali e intersettoriali relazionate agli oceani, ai mari e alle zone costiere, compresi il trasporto marittimo, la cantieristica navale e la riparazione navale, le biotecnologie, il turismo sostenibile, l'energia eolica offshore, la pesca e l'acquacoltura commerciali e ricreative nonché l'energia del moto ondoso e delle maree; invita la Commissione a promuovere attività di ricerca, sviluppo e innovazione che contribuiscano al turismo sostenibile, all'efficienza delle risorse e alle energie rinnovabili; sottolinea in particolare che l'energia rinnovabile offshore può diventare una componente importante del sistema energetico europeo entro il 2050; chiede la creazione di incentivi e finanziamenti destinati agli investimenti nelle infrastrutture portuali al fine di favorire la gestione dell'industria dell'energia rinnovabile offshore;

135.  invita la Commissione a garantire che l'UE raggiunga e mantenga il ruolo di leader tecnologico, trattenga i talenti e produca energia, riducendo nel contempo ogni potenziale impatto sull'ambiente marino;

136.  evidenzia l'importanza dell'innovazione nel settore della pesca per migliorarne le prestazioni ambientali ed economiche e chiede un nuovo approccio all'innovazione in cui l'innovazione e la modernizzazione non comportino un aumento delle capacità di pesca;

137.  invita la Commissione, gli Stati membri e le regioni a collaborare per promuovere e sostenere iniziative locali volte a preservare i mezzi di sussistenza nonché le tradizioni e il patrimonio culturale associati alla pesca e all'acquacoltura;

138.  chiede che la Commissione, in considerazione della fragile posizione delle regioni ultraperiferiche, fornisca un solido sostegno all'innovazione e alla ricerca, con l'obiettivo di sviluppare pratiche e tecniche innovative e sostenibili sul piano ambientale, sociale ed economico nel settore della pesca e dell'acquacoltura in tali regioni, conferendo così a queste ultime un ruolo guida nella governance degli oceani;

139.  sottolinea che i rifiuti marini hanno un notevole impatto ambientale e socioeconomico in tali regioni e invita pertanto la Commissione a istituire un centro per la lotta all'inquinamento marino da plastica, situato preferibilmente in una regione ultraperiferica, con competenze in materia di innovazione, sviluppo e cooperazione con i portatori di interessi e le associazioni del settore della pesca e dell'acquacoltura, responsabile dell'adozione di strategie e politiche di sostenibilità che possano essere replicate in altre regioni;

140.  reputa importante promuovere la consapevolezza positiva dei consumatori sul valore nutrizionale dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura; evidenzia che è essenziale informare correttamente i consumatori al fine di modificare le abitudini di consumo e promuovere il consumo di prodotti del mare meno conosciuti provenienti dalle acque europee;

141.  pone l'accento sulla necessità di promuovere la consapevolezza dei consumatori in merito ai prodotti a base di alghe, aumentare l'accettazione di tali prodotti da parte dei consumatori e sensibilizzare questi ultimi al tema degli sprechi alimentari; ribadisce che occorre migliorare l'informazione ai consumatori attraverso un'etichettatura efficace, compresa l'etichettatura sulla sostenibilità;

o
o   o

142.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale.

(1) GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.
(2) GU L 247 del 13.7.2021, pag. 1.
(3) GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.
(4) GU L 257 del 28.8.2014, pag. 135.
(5) GU L 288 del 6.11.2007, pag. 27.
(6) GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82.
(7) GU C 67 dell'8.2.2022, pag. 25.
(8) Testi approvati, P9_TA(2021)0425.
(9) https://blueindicators.ec.europa.eu/sites/default/files/2021_06_BlueEconomy_Report-2021.pdf
(10) https://cinea.ec.europa.eu/system/files/2021-05/Sustainability%20criteria%20for%20the%20blue%20economy%20.pdf
(11) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 64.
(12) GU C 458 del 19.12.2018, pag. 9.
(13) GU C 494 dell'8.12.2021, pag. 14.
(14) GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 30.
(15) GU C 99 dell'1.3.2022, pag. 88.
(16) GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 18.
(17) http://bluegrowthvigo.eu/en/
(18) https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Fishery_statistics#Fisheries:_the_factors_of_production.
(19) GU L 198 del 25.7.2019, pag. 105.

Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2022Note legali - Informativa sulla privacy