Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2023 sull'Iran, in particolare l'avvelenamento di centinaia di studentesse (2023/2587(RSP))
Il Parlamento europeo,
A. considerando che le donne e le ragazze in Iran hanno condotto proteste pacifiche su vasta scala invocando la democrazia e la fine delle discriminazioni sistemiche nei confronti delle donne;
B. che le proteste sono cominciate su iniziativa di donne che chiedevano l'assunzione di responsabilità per la morte di Mahsa Jina Amini e la fine delle violenze e delle discriminazioni nei confronti delle donne in Iran, con particolare riferimento all'imposizione del velo;
C. considerando che, dal novembre 2022, migliaia di donne e ragazze in Iran sono state oggetto di attacchi con sostanze chimiche tossiche, il che ha impedito alle ragazze di frequentare la scuola; che Fatemeh Rezaei, di 11 anni, è deceduta presumibilmente dopo essere stata avvelenata con gas nella sua scuola;
D. considerando che tale situazione si verifica in un momento in cui la repressione contro le donne che esercitano il loro diritto alla libertà è quanto mai severa;
1. condanna con la massima fermezza questo efferato tentativo di mettere a tacere donne e ragazze in Iran; esprime profonda solidarietà alle studentesse iraniane avvelenate nell'ambito di tali incidenti nonché alle loro famiglie;
2. ribadisce la sua condanna nei confronti delle politiche del regime contro le donne e le ragazze e rinnova il suo sostegno assoluto alla richiesta delle donne e delle ragazze iraniane di abolire tutte le discriminazioni sistemiche;
3. esorta il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a incaricare la missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti (IIFFM) di condurre un'indagine indipendente sugli avvelenamenti delle studentesse e chiede che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni; esorta le autorità iraniane ad assicurare il pieno accesso all'IIFFM delle Nazioni Unite e al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell'Iran;
4. ricorda che la Repubblica islamica dell'Iran ha piena responsabilità con riguardo al diritto fondamentale delle donne e delle ragazze iraniane all'istruzione e rammenta che privare le ragazze dell'istruzione ha un impatto devastante sul loro futuro; esorta le autorità iraniane a garantire un accesso non discriminatorio all'istruzione per le ragazze e ad abrogare qualsiasi legislazione discriminatoria nei confronti delle ragazze e delle donne;
5. condanna il fatto che, per mesi, il governo abbia deliberatamente liquidato le segnalazioni credibili di attacchi tossici sistematici contro le studentesse anziché darvi seguito;
6. denuncia qualsiasi procedimento giudiziario di matrice politica nei confronti di coloro che riferiscono in merito agli avvelenamenti, in particolare Ali Pourtabatabaei; insiste affinché i diritti degli iraniani alla libertà di espressione e di riunione pacifica e la libertà dei media siano rispettati; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutte le persone detenute o perseguite per aver esercitato i loro diritti fondamentali nonché il ritiro di tutte le accuse a loro carico;
7. ribadisce il suo invito al Consiglio a designare il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche quale organizzazione terroristica e ad ampliare l'elenco delle sanzioni dell'UE, anche nell'ambito dei meccanismi di sanzioni globali dell'UE in materia di diritti umani, a tutti i responsabili di violazioni dei diritti umani in Iran, compreso il leader supremo Ali Khamenei, il presidente Ebrahim Raisi e il procuratore generale Mohammad Jafar Montazeri;
8. ribadisce il suo invito alla Commissione e agli Stati membri ad aumentare il sostegno tecnico e in termini di capacità alla società civile iraniana; esorta gli Stati membri ad agevolare l'ottenimento di visti, del diritto d'asilo nonché di sovvenzioni di emergenza per coloro che si trovano a dover lasciare l'Iran, in particolare le donne e le ragazze;
9. invita le istituzioni europee a riflettere sul movimento di protesta profondamente radicato delle donne iraniane e riconosce che tale movimento va oltre la difesa dei diritti delle donne, in quanto promuove uno Stato democratico in Iran anziché una teocrazia violenta e reazionaria;
10. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Assemblea consultiva islamica nonché all'Ufficio della guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran.