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Procedura : 2023/2588(RSP)
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RC-B9-0171/2023

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PV 16/03/2023 - 8.2

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P9_TA(2023)0084

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Giovedì 16 marzo 2023 - Strasburgo
Tunisia: recenti attacchi alla libertà di espressione e di associazione e ai sindacati, in particolare il caso del giornalista Noureddine Boutar
P9_TA(2023)0084RC-B9-0171/2023

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2023 sulla Tunisia: recenti attacchi alla libertà di espressione e di associazione e ai sindacati, in particolare il caso del giornalista Noureddine Boutar (2023/2588(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che il presidente Saied accentra il potere nelle sue mani dal 25 luglio 2021, dopo aver destituito il governo, sciolto l'Assemblea, soppresso la Costituzione del 2014, sciolto l'Alta Autorità indipendente per le elezioni, il Consiglio superiore della magistratura e tutti i consigli comunali e licenziato 57 giudici;

B.  considerando che il 13 febbraio 2023 le unità antiterrorismo hanno arrestato il giornalista Noureddine Boutar, direttore della più grande emittente radiofonica indipendente tunisina, per motivi politici e sulla base di accuse infondate, insieme a una dozzina di esponenti dell'opposizione, tra cui Chaima Issa, Issam Chebbi, Ghazi Chaouachi, Khayam Turki e Jaouhar Ben Mbarek; che un tribunale militare ha condannato il giornalista Salah Attia a tre mesi di carcere e un tribunale della sezione antiterrorismo ha condannato il giornalista Khalifa Gasmi a un anno di carcere; che il 24 febbraio 2023 la polizia ha fatto irruzione nella sede del giornale OneTN; che i giornalisti arrestati sono stati accusati di essere "terroristi" e "traditori";

C.  considerando che una serie di decreti presidenziali ha compromesso le istituzioni democratiche, i diritti e le libertà, tra cui il decreto legge n. 54 sulla criminalità informatica, che impone pene detentive di cinque anni per la diffusione di notizie false;

D.  considerando che dei migranti subsahariani sono stati falsamente accusati di cercare di porre in atto una sostituzione demografica della popolazione tunisina e sono stati successivamente aggrediti;

E.  considerando che il 31 gennaio 2023 il rappresentante sindacale Anis Kaabi è stato arrestato e più di 36 sindacalisti sono stati perseguiti a causa di uno sciopero; che il 23 febbraio 2023 la segretaria generale della Confederazione europea dei sindacati Esther Lynch è stata espulsa dalla Tunisia ed è stato negato l'ingresso nel paese ai sindacati di sei paesi dell'UE;

F.  considerando che, in base ad alcune fonti, il progetto di legge sulle ONG prevede che le ONG debbano ottenere un'approvazione preventiva da parte del governo e un'approvazione della Banca centrale per quanto riguarda i finanziamenti esteri;

1.  esorta le autorità tunisine a rilasciare immediatamente Noureddine Boutar e tutte le altre persone detenute arbitrariamente, fra cui giornalisti, giudici, avvocati, attivisti politici e sindacalisti come Anis Kaabi, e a rispettare la libertà di espressione e di associazione e i diritti sindacali e dei lavoratori, in linea con la Costituzione tunisina e i trattati internazionali, comprese le convenzioni dell'OIL; condanna l'espulsione di Esther Lynch, segretaria generale della Confederazione europea dei sindacati, e la criminalizzazione della solidarietà sindacale internazionale, come flagrante attacco all'Unione generale del lavoro tunisina (UGTT) e al sindacalismo mondiale;

2.  invita il governo tunisino a garantire il dialogo sociale, rispettare i contratti collettivi e adottare misure per far fronte alla crisi del costo della vita;

3.  esprime una profonda preoccupazione per la deriva autoritaria del presidente Saied e per la sua strumentalizzazione della drammatica situazione socioeconomica della Tunisia al fine di invertire la storica transizione democratica del paese; chiede, quindi, di porre fine alla repressione in atto nei confronti della società civile;

4.  esorta le autorità a reintegrare immediatamente i giudici arbitrariamente licenziati, a revocare tutte le misure che compromettono l'indipendenza della magistratura e a cessare di ricorrere ai tribunali militari per perseguire civili; deplora il rifiuto delle autorità di conformarsi all'ordinanza del tribunale amministrativo che dispone il reintegro di 49 giudici;

5.  esorta il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a denunciare pubblicamente il drastico peggioramento della situazione dei diritti umani; sottolinea che i programmi specifici di sostegno dell'UE ai ministeri della Giustizia e degli Affari interni dovrebbero essere sospesi; invita la delegazione dell'UE e gli Stati membri a monitorare i processi politici e ad assistervi, nonché ad avviare un dialogo regolare con la società civile;

6.  ricorda che preservare le istituzioni rappresentative è fondamentale per lo sviluppo del paese; esprime una profonda preoccupazione per il progetto di legge sulle ONG; sottolinea l'importanza di un dialogo nazionale inclusivo e di una società civile libera e forte, che comprenda il Quartetto del dialogo nazionale, vincitore del premio Nobel per la pace, e in particolare l'UGTT;

7.  condanna fermamente la retorica razzista del presidente Saied contro i migranti subsahariani e le successive aggressioni; invita le autorità a rispettare il diritto internazionale e nazionale, in particolare la legge 50-2018 contro la discriminazione razziale;

8.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al SEAE e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché al Presidente, al governo e all’Assemblea dei rappresentanti del popolo della Tunisia.

Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023Note legali - Informativa sulla privacy