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Procedura : 2023/2694(RSP)
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RC-B9-0240/2023

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PV 11/05/2023 - 7.3

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P9_TA(2023)0200

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Giovedì 11 maggio 2023 - Strasburgo
Myanmar/Birmania, in particolare lo scioglimento di partiti politici democratici
P9_TA(2023)0200RC-B9-0240/2023

Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 maggio 2023 sul Myanmar/Birmania, in particolare lo scioglimento di partiti politici democratici (2023/2694(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Myanmar/Birmania,

–  viste le dichiarazioni dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 29 marzo 2023 sul Myanmar/Birmania,

–  visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che il 28 marzo 2023 in Myanmar/Birmania sono stati sciolti quaranta partiti politici, tra cui la Lega nazionale per la democrazia (National League for Democracy - NLD), a motivo della loro mancata registrazione in conformità della legge del regime sulla registrazione dei partiti politici;

B.  considerando che dal gennaio 2022 la giunta ha incarcerato centinaia di membri dell'NLD, alcuni dei quali sono morti durante la detenzione;

C.  considerando che il 21 dicembre 2022 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione in cui chiede di porre fine alle violenze e di liberare immediatamente tutte le persone detenute arbitrariamente;

D.  considerando che, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, il Myanmar/Birmania è diventato il terzo peggior paese per la detenzione di giornalisti, dopo l'Iran e la Cina; che, secondo la banca dati dei giornalisti uccisi dell'International Press Institute, dal febbraio 2021 sono stati uccisi in Myanmar/Birmania quattro giornalisti, e tutti probabilmente dalla giunta; che decine di giornalisti sono a tutt'oggi detenuti nelle carceri di tutto il Myanmar/Birmania, anche dopo il recente indulto di massa concesso ai prigionieri dalla giunta militare;

1.  condanna senza mezzi termini il regime violento e illegittimo della giunta, che ha precipitato il Myanmar/Birmania in una crisi umanitaria e dei diritti umani; respinge qualsiasi tentativo dei leader militari di legittimare il loro potere antidemocratico mediante elezioni fittizie;

2.  condanna fermamente la decisione della commissione elettorale dell'Unione del Myanmar/Birmania, di nomina militare, di sciogliere quaranta partiti politici e il successivo arresto dei politici; chiede l'immediato ripristino di tali partiti;

3.  esorta la giunta a liberare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri politici; chiede la fine immediata dello stato di emergenza illegale e del ricorso indiscriminato alla violenza, il reinsediamento del governo civile, la ripresa del cammino verso la democrazia e a una celere apertura del parlamento con la partecipazione di tutti i rappresentanti eletti;

4.  invita l'UE e i suoi Stati membri a incrementare in modo sostanziale gli aiuti umanitari a favore della popolazione e dei profughi del Myanmar/Birmania, compresi i rohingya;

5.  condanna fermamente il ricorso allo stupro come arma e i regolari bombardamenti aerei contro obiettivi civili da parte dell'esercito;

6.  esorta la comunità internazionale a coordinare e utilizzare tutte le possibilità politiche disponibili per collaborare con l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Association of South East Asian Nations - ASEAN) e altri attori regionali per superare la crisi, anche potenziando in modo sostanziale il sostegno al governo di unità nazionale e alle opposizioni democratiche, adoperandosi per introdurre un embargo generale sulle armi nei confronti del Myanmar/Birmania e deferendo la situazione del paese alla Corte penale internazionale;

7.  invita l'UE a varare ulteriori sanzioni mirate contro i militari e i loro interessi commerciali, tra cui sanzioni sul carburante per il trasporto aereo, l'impresa mineraria No.2 e la Banca per il commercio estero del Myanmar, e a garantirne rapidamente l'applicazione;

8.  invita la Commissione a dimostrare che il regime "Tutto tranne le armi" non avvantaggia la giunta o altrimenti a revocare temporaneamente tale meccanismo;

9.  invita l'UE a dimostrare che l'eventuale dialogo con il Myanmar/Birmania, anche da parte di società private e di imprese con sede nell'UE, come ad esempio MADE, è soggetto a procedure rafforzate di dovuta diligenza in materia di diritti umani al fine di tutelare e garantire i diritti dei lavoratori;

10.  condanna la Russia e la Cina per il loro sostegno politico, economico e militare a favore della giunta del Myanmar/Birmania;

11.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al governo di unità nazionale, al comitato di rappresentanza della Pyidaungsu Hluttaw, al Tatmadaw, all'ASEAN, alle Nazioni Unite, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2023Note legali - Informativa sulla privacy