Risoluzione del Parlamento europeo del 5 ottobre 2023 sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la persecuzione di ex funzionari governativi (2023/2881(RSP))
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Afghanistan,
– visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che, a seguito della presa di potere da parte dei talebani in Afghanistan, è stata annunciata un'amnistia generale per gli ex funzionari governativi e gli ex membri delle forze nazionali di difesa e di sicurezza afghane; che la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan ha documentato almeno 800 violazioni dei diritti umani, tra cui detenzioni arbitrarie, esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e torture contro ex funzionari governativi e membri delle forze nazionali di difesa e di sicurezza afghane, perpetrate dalle autorità de facto;
B. considerando che ex funzionari governativi e membri delle forze nazionali di difesa e di sicurezza afghane sono stati uccisi in strutture detentive, località sconosciute e luoghi pubblici; che spesso le famiglie restano per giorni o settimane all'oscuro di cosa sia successo ai parenti detenuti, finché i loro corpi non vengono restituiti;
1. deplora l'entità delle violazioni dei diritti umani in Afghanistan, aumentate in modo esponenziale dopo la presa di potere da parte dei talebani; denuncia con la massima fermezza tutte le violazioni dei diritti umani nel paese, tra cui la diffusa persecuzione di ex funzionari governativi e membri delle forze nazionali di difesa e di sicurezza afghane, la sconcertante oppressione di donne e ragazze e la politica di apartheid di genere, nonché gli attacchi contro le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani;
2. invita le autorità de facto dell'Afghanistan a dare piena attuazione all'impegno annunciato pubblicamente di concedere l'amnistia generale agli ex funzionari governativi e ai membri delle forze nazionali di difesa e di sicurezza afghane;
3. chiede l'urgente creazione di un meccanismo di responsabilità guidato dalle Nazioni Unite per indagare sulle presunte violazioni dei diritti umani, comprese quelle nei confronti di ex funzionari governativi e membri delle forze nazionali di difesa e di sicurezza afghane, e sulle violazioni del diritto internazionale;
4. esorta le autorità de facto a revocare le gravi restrizioni ai diritti delle donne e delle ragazze, in linea con gli obblighi internazionali dell'Afghanistan;
5. ribadisce il suo appello all'Afghanistan a rilasciare immediatamente e senza condizioni Matiullah Wesa, Zholia Parsi, Neda Parwani, Murtaza Behboudi, Rasul Parsi e tutte le altre persone ingiustamente detenute e a condurre un'indagine approfondita sulla sparizione forzata di Alia Azizi;
6. insiste sulla necessità di mantenere un rigoroso impegno condizionato con i talebani, conformemente ai cinque parametri fissati dal Consiglio per il dialogo con le autorità de facto;
7. esorta l'UE e gli Stati membri a rafforzare il loro sostegno alla società civile afghana, anche finanziando programmi specifici di assistenza e protezione per i difensori dei diritti umani e rilasciando visti umanitari per le donne e le ragazze perseguitate;
8. deplora il drastico deterioramento della libertà religiosa in Afghanistan sotto il regime dei talebani; condanna i talebani per aver perseguitato brutalmente i cristiani e altre minoranze religiose al fine di sradicarli dal paese;
9. ribadisce la propria solidarietà e il proprio impegno nei confronti del popolo afghano, anche per quanto riguarda il suo appello alla giustizia, alla responsabilità e alla riparazione per tutte le violazioni dei diritti umani in Afghanistan; chiede che l'UE sostenga l'indagine in corso della Corte penale internazionale a tale proposito;
10. ribadisce la sua preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione umanitaria in Afghanistan e per la mancanza di fondi per fornire cibo a coloro che soffrono la fame estrema; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare gli aiuti umanitari, nonché i finanziamenti per i bisogni primari e il sostegno ai mezzi di sussistenza;
11. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle Nazioni Unite e alle autorità de facto dell'Afghanistan.