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Procedura : 2023/2670(RSP)
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Giovedì 5 ottobre 2023 - Strasburgo
La nuova strategia europea per un'internet migliore per i ragazzi (BIK+)
P9_TA(2023)0358B9-0386/2023

Risoluzione del Parlamento europeo del 5 ottobre 2023 sulla nuova strategia europea per un'internet migliore per i ragazzi (BIK+) (2023/2670(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (“Carta”),

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, del 20 novembre 1989,

–  vista la direttiva n. 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (direttiva sulla lotta contro l'abuso sessuale dei minori)(1) ,

–  vista la direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi)(2) ,

–  vista la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva sulle pratiche commerciali sleali)(3) ,

–  visto il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)(4) ,

–  visto il regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali)(5) ,

–  visti la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione l'11 maggio 2022, che stabilisce norme per la prevenzione e la lotta contro l'abuso sessuale su minori (COM(2022)0209) e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione,

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 maggio 2022 dal titolo "Un decennio digitale per bambini e giovani: la nuova strategia europea per un'internet migliore per i ragazzi (BIK+)" (COM(2022)0212),

–  vista la comunicazione della Commissione del 9 marzo 2021 dal titolo "Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale" (COM(2021)0118),

–  vista la comunicazione della Commissione del 24 marzo 2021 dal titolo "Strategia dell'UE sui diritti dei minori" (COM(2021)0142),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2020 sulla realizzazione dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025 (COM(2020)0625),

–  vista la dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, del 23 gennaio 2023, dal titolo "Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale"(6) (la Dichiarazione europea),

–  visti la sua risoluzione del 20 novembre 2012 sulla tutela dei minori nel mondo digitale(7) e la risposta di follow-up della Commissione adottata il 20 febbraio 2013,

–  visto lo studio del Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione della Direzione generale delle Politiche interne, del 15 febbraio 2023, dal titolo "The influence of social media on the development of children and young people" (L'influenza dei social media sullo sviluppo dei bambini e dei giovani)(8),

–  visto lo studio di "EU Kids Online" del 12 febbraio 2020 dal titolo "EU Kids Online 2020: Survey results from 19 countries" (I bambini dell'UE online: Risultati dell'indagine in 19 paesi)(9),

–  visto lo studio del Centro comune di ricerca del 9 febbraio 2021 dal titolo "How children (10-18) experienced online risks during the COVID-19 lockdown - Spring 2020" (In che modo i minori (10-18) hanno vissuto i rischi online durante il confinamento causato dalla COVID-19 - Primavera 2020)(10),

–  vista l'interrogazione alla Commissione sulla nuova strategia europea per un'internet migliore per i ragazzi (BIK+) (O‑000030/2023 – B9‑0029/2023),

–  visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per la cultura e l'istruzione,

A.  considerando che un minore deve poter beneficiare di tutti i diritti e i valori sanciti dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dalla Carta e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, compresi i diritti digitali; che l'interesse superiore del minore deve essere considerato preminente in tutte le misure e decisioni digitali che lo riguardano e che possono influire sulla sua salute fisica e mentale, la sua sicurezza e il suo benessere;

B.  considerando che il regolamento generale sulla protezione dei dati, la direttiva sui servizi di media audiovisivi, il regolamento sui servizi digitali e la direttiva sulle pratiche commerciali sleali riconoscono che i minori meritano una protezione specifica per quanto riguarda la loro esperienza online in un ambiente digitale in costante evoluzione;

C.  considerando che per garantire un'adeguata protezione dei minori online sono necessarie misure specifiche e programmi educativi rivolti non solo ai minori, ma anche ai loro insegnanti, genitori e prestatori di assistenza; che tali misure dovrebbero mirare in primo luogo a sviluppare e attuare tecniche di prevenzione e campagne di sensibilizzazione e alfabetizzazione digitale; che i genitori e i prestatori di assistenza dovrebbero essere informati dell'esistenza e del funzionamento degli strumenti digitali perché possano limitare e orientare l'esperienza online dei loro figli e restringere l'accesso ai contenuti online non adatti alla loro età o dannosi;

D.  considerando che i minori non dovrebbero essere consumatori passivi di tecnologia, ma essere attivamente responsabili delle tecnologie di cui fanno uso; che, a tale riguardo, la promozione dell'istruzione digitale e il miglioramento delle abilità e delle competenze digitali, compresa l'alfabetizzazione mediatica, dei minori, dei genitori e degli educatori, in particolare dei minori appartenenti a gruppi vulnerabili, in linea con la Carta, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, la Dichiarazione europea e la Bussola per il digitale 2030, sono fondamentali per garantire ai minori esperienze digitali sicure, nonché la loro emancipazione digitale e la loro partecipazione attiva online;

E.  considerando che dovrebbero essere messe a disposizione misure mirate per combattere il divario digitale e rafforzare le pari opportunità, in modo da offrire ambienti digitali inclusivi e accessibili a tutti i minori nell'UE, in particolare a quelli appartenenti a gruppi vulnerabili, come i minori con disabilità o provenienti da contesti svantaggiati, anche dotandoli di infrastrutture digitali moderne senza dimenticare le zone remote o rurali;

F.  considerando che i lockdown durante la pandemia di COVID-19 hanno messo in luce i divari educativo e digitale, incidendo sull'accesso dei minori agli strumenti didattici digitali e alle informazioni, nonché sulla loro partecipazione e inclusione sociali, con ripercussioni negative anche sulla loro salute fisica e mentale; che hanno altresì determinato un aumento della violenza domestica e di genere e dell'abuso e sfruttamento sessuale dei minori online, sia sul web visibile sia sul dark web;

G.  considerando che diversi studi di monitoraggio indicano che vi sono minori attivi sui social media già da un'età precoce e che molti di essi hanno meno dell'età minima stabilita dalla maggior parte delle piattaforme di social media;

H.  considerando che un ambiente digitale in costante evoluzione è fondamentale per la vita quotidiana dei minori, anche per quanto riguarda la loro istruzione, la comunicazione e la condivisione dei dati; che l'accesso dei minori a internet e alle piattaforme di social media e la conoscenza di tali strumenti presentano molti vantaggi, ma comportano anche alcuni rischi ed espongono i minori a comportamenti e contenuti pericolosi, a causa della loro pervasività, come l'abuso sessuale e l'adescamento online di minori, l'odio online, diverse forme di bullismo online, contenuti sessuali, immagini violente, contenuti che promuovono i disturbi alimentari e la disinformazione; che ciò può ripercuotersi sulla salute fisica e mentale dei minori, sotto forma di maggiore aggressività, comportamenti sessuali problematici, abitudini alimentari malsane, rifiuto del proprio aspetto fisico e valori e atteggiamenti distorti;

I.  considerando che, secondo le stime dell'indagine EU Kids Online del 2020, il 23 % dei minori di età compresa tra i 9 e i 16 anni ha subito bullismo online; considerando che lo studio dal titolo "In che modo i minori (10-18) hanno vissuto i rischi online durante il confinamento causato dalla Covid-19: primavera 2020" ha rilevato che il 49 % dei minori ha subito almeno una forma di aggressione o bullismo online; che, anche in assenza di un approccio razionalizzato, alcuni Stati membri hanno già adottato misure come la legge Coco in Irlanda;

J.  considerando che la nuova strategia europea per un'internet migliore per i ragazzi (BIK+) è una delle azioni chiave della strategia dell'UE sui diritti dei minori, che comprende iniziative volte a garantire che i minori siano protetti e responsabilizzati online nell'ambito delle sue aree tematiche;

1.  plaude e sostiene la nuova strategia europea della Commissione per un'internet migliore per i ragazzi (BIK+);

2.  sottolinea che tutti i minori hanno bisogno di protezione online, ma che alcuni di essi si trovano in una situazione più vulnerabile, come quelli con disabilità o provenienti da contesti svantaggiati, e dovrebbero poter beneficiare di misure mirate, se del caso, per colmare il divario digitale e migliorare le loro abilità e competenze digitali, compresa l'alfabetizzazione mediatica;

3.  ribadisce il suo invito all'UE a intensificare la sua azione volta a garantire la sicurezza dei minori online e a sensibilizzare in merito agli abusi sessuali sui minori e prevenirli, compreso l'adescamento online di minori;

4.  sottolinea che le abilità e le competenze digitali, compresa l'alfabetizzazione mediatica, dovrebbero essere riconosciute come competenze obbligatorie ed essere incluse nei programmi scolastici in tutta l'UE; sottolinea che esse costituiscono parte essenziale dell'istruzione e dell'apprendimento permanente e dovrebbero essere incentrate sull'educazione dei minori, dei genitori, dei prestatori di assistenza, degli educatori e del pubblico in generale alla sicurezza online, compreso il controllo parentale online, e su come riconoscere e segnalare l'adescamento online di minori;

5.  invita l'UE e gli Stati membri a destinare maggiori investimenti all'istruzione e alla formazione per garantire l'alfabetizzazione digitale, compresa la protezione dal bullismo e dal bullismo online nelle scuole e al di fuori di esse, per i minori di diverse fasce di età, tenendo conto dei nuovi sviluppi tecnologici come il metaverso;

6.  invita gli Stati membri e gli istituti di istruzione a garantire il diritto a un'istruzione inclusiva e a promuovere, in modo consono all'età, l'educazione sessuale, le abilità e le competenze digitali, compresa l'alfabetizzazione mediatica, e la sicurezza informatica attraverso l'istruzione formale, non formale e informale, rivolgendosi agli educatori, ai genitori, ai prestatori di assistenza e agli alunni;

7.  invita la Commissione a sviluppare, in coordinamento con lo spazio europeo dell'istruzione, una strategia europea contro il bullismo e il bullismo online nelle scuole, definendo un pacchetto di misure volte a migliorare la raccolta dei dati e a proporre le soluzioni necessarie in cooperazione con gli Stati membri;

8.  sottolinea che la strategia dovrebbe invitare gli Stati membri a stanziare tutte le risorse necessarie per rafforzare le capacità delle linee di assistenza telefonica e dei centri per un'internet più sicura, nonché sviluppare e attuare campagne significative di prevenzione e sensibilizzazione nelle loro scuole, con risultati dimostrabili, quale parte essenziale dei loro programmi di istruzione della prima infanzia e dei loro istituti di istruzione; ritiene che la cooperazione tra ricercatori e operatori del settore sia fondamentale a tale riguardo;

9.  sottolinea che è importante che la strategia introduca misure per aggiornare l'attuale quadro d'azione dell'UE in materia di salute e benessere mentale, che dovrebbe essere pienamente inclusivo, al fine di soddisfare anche le esigenze dei minori vittime di abuso sessuale o adescamento online, specie quelli appartenenti a gruppi vulnerabili; chiede che la disponibilità e l'adeguatezza degli operatori che prestano assistenza sanitaria mentale ai minori siano valutate effettuando una mappatura approfondita dei servizi esistenti alla luce del deterioramento della situazione della salute mentale, che è stata esacerbata dalla pandemia di COVID-19 e dalla serie unica di sfide poste dall'ambiente online, tra cui il bullismo online e l'esposizione a contenuti nocivi;

10.  prende atto della creazione di una norma europea sulla verifica online dell'età entro il 2024 e della recente istituzione del gruppo speciale sul codice di condotta dell'UE sulla progettazione adeguata all'età (il codice); sottolinea l'importanza di sviluppare tempestivamente il codice, garantendone il pieno allineamento alla direttiva sui servizi di media audiovisivi e al regolamento generale sulla protezione dei dati; sottolinea l'importanza di coinvolgere la società civile, il mondo accademico e i giovani nel processo di elaborazione del codice; sottolinea che il regolamento generale sulla protezione dei dati impone l'obbligo, alle piattaforme di social media che si basano sul consenso dell'utente, di compiere sforzi ragionevoli per verificare il consenso parentale prima di consentire ai minori al di sotto del pertinente limite di età di creare un account;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nella fornitura di sostegno ai minori vittime di abuso o adescamento online, comprese segnalazioni pubbliche anonime, nonché ai servizi di salute mentale e psicosociali per le vittime e le loro famiglie; chiede che siano messi a disposizione corsi di formazione per i professionisti e i funzionari, anche presso le autorità di contrasto, che si occupano di casi che coinvolgono minori, a seconda delle loro esigenze specifiche;

12.  invita la Commissione e gli Stati membri a fornire una raccolta di dati più sistematica sulle misure di prevenzione e sui programmi di assistenza alle vittime, compreso il numero di minori nell'istruzione primaria che partecipano a campagne di sensibilizzazione e attraverso programmi educativi sui rischi di tutte le forme di sfruttamento sessuale dei minori, anche nell'ambiente online;

13.  sottolinea la mancanza di ricerche comparative sufficienti a livello dell'UE, nonché di studi sullo sviluppo dei minori nel contesto della digitalizzazione; sottolinea, a tale proposito, che il rapido sviluppo delle tecnologie può superare in breve tempo le politiche, creando così nuove vulnerabilità per i minori; ricorda pertanto la necessità di sviluppare un'attività di ricerca su vasta scala a livello dell'UE;

14.  invita la Commissione a garantire che la strategia BIK+ sia coerente con altre priorità e proposte legislative, che le informazioni siano presentate ai minori in un linguaggio adatto a loro, che i minori di tutte le età siano coinvolti nel processo di monitoraggio e nell'efficace attuazione della strategia e che vi sia un seguito adeguato per confrontare le migliori pratiche e i risultati in tutti gli Stati membri;

15.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1.
(2) GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1.
(3) GU L 149 dell'11.6.2005, pag. 22.
(4) GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1.
(5) GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1.
(6) GU C 23 del 23.1.2023, pag. 1.
(7) GU C 419 del 16.12.2015, pag. 33.
(8) O'Neill, B., "Research for CULT Committee – The influence of social media on the development of children and young people" (Ricerca per la commissione CULT – L'influenza dei social media sullo sviluppo dei bambini e dei giovani), Parlamento europeo, Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione, Bruxelles, 15 febbraio 2023.
(9) Smahel, D. et al., "EU Kids Online 2020: Survey results from 19 countries" (I bambini dell'UE online: Risultati dell'indagine in 19 paesi), 12 febbraio 2020.
(10) Lobe, B. et al., "How children (10-18) experienced online risks during the COVID-19 lockdown - Spring 2020" (In che modo i minori (10-18) hanno vissuto i rischi online durante il confinamento causato dalla COVID-19 - Primavera 2020), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 9 febbraio 2021.

Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2024Note legali - Informativa sulla privacy