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Testi approvati
Mercoledì 13 settembre 2023 - Strasburgo
Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: aiuto finanziario per il settore ortofrutticolo a causa di eventi meteorologici avversi
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: misure temporanee di emergenza per il settore ortofrutticolo a causa di eventi meteorologici avversi
 Composizione del Parlamento europeo
 Nomina di un membro della Corte dei conti – Katarína Kaszasová
 Proroga dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica UE/USA
 Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione
 Cooperazione amministrativa nel settore fiscale
 Modifiche al regolamento del Parlamento al fine di rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità
 Strumento per le emergenze nel mercato unico
 La qualità dell'aria ambiente e un'aria più pulita in Europa
 Carburanti sostenibili per l'aviazione (iniziativa ReFuelEU Aviation)
 Relazione 2022 sulla Turchia
 Relazioni con la Bielorussia

Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: aiuto finanziario per il settore ortofrutticolo a causa di eventi meteorologici avversi
PDF 112kWORD 45k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 10 agosto 2023 recante deroga, per l'anno 2023, al regolamento delegato (UE) 2017/891 che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il valore della produzione commercializzata, la strategia nazionale e il recupero dell'aiuto finanziario dell'Unione per gli impegni pluriennali nel settore ortofrutticolo a causa di eventi meteorologici avversi (C(2023)05369 – 2023/2818(DEA))
P9_TA(2023)0309B9-0364/2023

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato C(2023)05369 della Commissione,

–  vista la lettera in data 8 agosto 2023 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 30 agosto 2023 della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio(1), in particolare gli articoli 37 e 173 e l'articolo 227, paragrafo 5,

–  visto l'articolo 111, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 111, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che arrivava a scadenza il 12 settembre 2023,

A.  considerando che, a causa di gravi eventi meteorologici avversi, tra cui siccità e inondazioni, che hanno colpito regioni di diversi Stati membri nel 2023, la produzione ortofrutticola è stata gravemente danneggiata, con conseguenze sia sul volume che sulla qualità della produzione;

B.  considerando che molte organizzazioni di produttori e associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute incontrano difficoltà nell'attuare i loro programmi operativi approvati;

C.  considerando che alcune delle azioni e delle misure approvate non saranno attuate nel 2023 e che pertanto parte dei fondi di esercizio non sarà spesa; che altre organizzazioni di produttori e associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute stanno modificando i loro programmi operativi per attuare azioni e misure, quali misure di gestione delle crisi, volte ad affrontare l'impatto dei gravi eventi meteorologici avversi nel settore ortofrutticolo;

D.  considerando che, per affrontare le conseguenze dell'eccezionalità dei gravi eventi meteorologici avversi della primavera 2023, la Commissione ha suggerito che sarebbe necessario alleviare tali difficoltà derogando ad alcune disposizioni del regolamento delegato (UE) 2017/891(2) della Commissione applicabile al settore ortofrutticolo; che, pertanto, nel 2023 le organizzazioni di produttori dovrebbero essere esentate dalle disposizioni riguardanti l'obbligo che il valore economico dei prodotti venduti da produttori che non sono soci di un'organizzazione di produttori né di un'associazione di organizzazioni di produttori sia inferiore al valore della produzione commercializzata dell'organizzazione di produttori o dell'associazione di organizzazioni di produttori; che sarebbe inoltre opportuno esonerare gli Stati membri dall'obbligo di fissare nella strategia nazionale le percentuali massime del fondo di esercizio che possono essere spese per singole misure o tipologie di azioni;

E.  considerando che, nell'interesse della stabilità finanziaria delle organizzazioni di produttori, è opportuno astenersi dal recuperare a favore del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), come previsto all'articolo 36, paragrafo 3, del regolamento delegato (UE) 2017/891, l'aiuto finanziario dell'Unione erogato per gli impegni pluriennali nel settore ortofrutticolo, ad esempio per le azioni ambientali, qualora un'interruzione nel 2023 per motivi collegati alle conseguenze degli eventi meteorologici avversi della primavera 2023 abbia impedito di conseguirne gli obiettivi a lungo termine;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.
(2) Regolamento delegato (UE) 2017/891 della Commissione, del 13 marzo 2017, che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i settori degli ortofrutticoli e degli ortofrutticoli trasformati, integra il regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le sanzioni da applicare in tali settori e modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione (GU L 138 del 25.5.2017, pag. 4).


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: misure temporanee di emergenza per il settore ortofrutticolo a causa di eventi meteorologici avversi
PDF 112kWORD 44k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 10 agosto 2023 recante misure temporanee di emergenza che derogano, per il 2023, a talune disposizioni del regolamento delegato (UE) 2022/126 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio per risolvere problemi specifici del settore ortofrutticolo causati da eventi meteorologici avversi e misure ad essi connesse (C(2023)05365 – 2023/2819(DEA))
P9_TA(2023)0310B9-0365/2023

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2023)05365),

–  vista la lettera in data 8 agosto 2023 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 30 agosto 2023 della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013(1), in particolare l'articolo 45, lettera c), e l'articolo 152, paragrafo 6,

–  visto l'articolo 111, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 111, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che arrivava a scadenza il 12 settembre 2023,

A.  considerando che, a causa dei gravi eventi meteorologici avversi che si sono verificati in regioni di diversi Stati membri nella primavera del 2023, la produzione ortofrutticola è stata gravemente danneggiata, con conseguenze sia sul volume che sulla qualità della produzione;

B.  considerando che le perdite di valore della produzione commercializzata (VPC) nel settore ortofrutticolo tendono ad avere una forte incidenza sull'importo degli aiuti dell'Unione percepiti dalle organizzazioni di produttori nell'anno successivo;

C.  considerando che gravi eventi meteorologici avversi danneggiano anche le organizzazioni di produttori riconosciute, compromettendo la loro stabilità finanziaria e i loro programmi operativi al di là dell'anno 2023, in quanto il VPC del 2023 incide sul calcolo dell'assistenza finanziaria dell'Unione, dal momento che l'importo di quest'ultima è calcolato in percentuale del VPC di ciascuna organizzazione di produttori;

D.  considerando che, qualora nel 2023 dovessero verificarsi perdite ingenti di VPC, le organizzazioni di produttori rischierebbero di perdere il loro riconoscimento ufficiale, dal momento che uno dei criteri per goderne è raggiungere un determinato VPC minimo stabilito a livello nazionale;

E.  considerando che ciò metterebbe a rischio la stabilità a lungo termine delle organizzazioni di produttori in quanto elementi chiave dell'organizzazione comune di mercato nel settore ortofrutticolo dell'Unione;

F.  considerando che, per attenuare tali difficoltà, è necessario derogare alle disposizioni relative al calcolo del VPC di cui al regolamento delegato (UE) 2022/126 della Commissione(2) applicabili nel settore ortofrutticolo;

G.  considerando che, a norma del regolamento delegato, se un prodotto si è deprezzato di almeno il 35 % a causa degli eventi meteorologici avversi verificatisi nella primavera del 2023 per motivi che esulano dalla responsabilità e dal controllo dell'organizzazione di produttori e dell'associazione di organizzazioni di produttori, si considera che il VPC di tale prodotto nel 2023 sia pari al 100 % del VPC nella media dei precedenti cinque periodi di riferimento di 12 mesi, esclusi i valori più bassi e più elevati;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 435 del 6.12.2021, pag. 1.
(2) Regolamento delegato (UE) 2022/126 della Commissione, del 7 dicembre 2021, che integra il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio con requisiti aggiuntivi per taluni tipi di intervento specificati dagli Stati membri nei rispettivi piani strategici della PAC per il periodo dal 2023 al 2027 a norma di tale regolamento, nonché per le norme relative alla percentuale per la norma 1 in materia di buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) (GU L 20 del 31.1.2022, pag. 52).


Composizione del Parlamento europeo
PDF 109kWORD 44k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 settembre 2023 sul progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento europeo (00013/2023 – C9-0319/2023 – 2023/0900(NLE))
P9_TA(2023)0311A9-0265/2023

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio europeo (00013/2023),

–  vista la richiesta d'approvazione presentata dal Consiglio europeo, conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea (C9‑0319/2023),

–  viste la sua risoluzione del 15 giugno 2023 sulla composizione del Parlamento europeo e la proposta di decisione del Consiglio europeo ad essa allegata(1),

–  vista la sua dichiarazione allegata alla presente risoluzione,

–  visti l'articolo 90 e l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per gli affari costituzionali (A9-0265/2023),

1.  dà la sua approvazione al progetto di decisione del Consiglio europeo;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio europeo e, per conoscenza, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione del Parlamento europeo

Il progetto di decisione sulla composizione del Parlamento europeo non pregiudica le prerogative del Parlamento europeo e del Consiglio nella procedura di bilancio annuale e il considerando 5 di tale progetto di decisione riguarda questioni che non rientrano nell'ambito delle competenze del Consiglio europeo a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, TUE, e della base legale dell'articolo 14, paragrafo 2, TUE. Spetta esclusivamente al Parlamento europeo e al Consiglio decidere in merito al contenuto del bilancio dell'Unione secondo la procedura di cui all'articolo 314, TFUE.

(1) Testi approvati, P9_TA(2023)0243.


Nomina di un membro della Corte dei conti – Katarína Kaszasová
PDF 107kWORD 39k
Decisione del Parlamento europeo del 13 settembre 2023 sulla proposta di nomina di Katarína Kaszasová alla funzione di membro della Corte dei conti (C9-0220/2023 – 2023/0804(NLE))
P9_TA(2023)0312A9-0259/2023

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 286, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C9‑0220/2023),

–  visto l'articolo 129 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9‑0259/2023),

A.  considerando che, con lettera del 29 giugno 2023, il Consiglio ha consultato il Parlamento europeo sulla nomina di Katarína Kaszasová alla funzione di membro della Corte dei conti;

B.  considerando che la commissione per il controllo dei bilanci ha valutato le qualifiche di Katarína Kaszasová, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 286, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; che, nell'ambito di tale valutazione, la commissione ha ricevuto da Katarína Kaszasová un curriculum vitae nonché le sue risposte al questionario scritto che le era stato trasmesso;

C.  considerando che la commissione per il controllo dei bilanci ha poi proceduto, il 4 settembre 2023, a un'audizione di Katarína Kaszasová, nel corso della quale quest'ultima ha rilasciato una dichiarazione preliminare e ha risposto alle domande rivoltele dai membri della commissione;

1.  esprime parere positivo sulla proposta del Consiglio di nominare Katarína Kaszasová membro della Corte dei conti;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e, per conoscenza, alla Corte dei conti nonché alle altre istituzioni dell'Unione europea e alle istituzioni di controllo degli Stati membri.


Proroga dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica UE/USA
PDF 107kWORD 42k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 settembre 2023 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla proroga dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea e il governo degli Stati Uniti d'America (08892/2023) – C9-0186/2023 – 2023/0088(NLE))
P9_TA(2023)0313A9-0242/2023

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (08892/2023),

–  vista la decisione 98/591/CE del Consiglio, del 13 ottobre 1998, relativa alla conclusione di un accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea e il governo degli Stati Uniti d'America(1),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 186 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C9-0186/2023),

–  visti l'articolo 105, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 114, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0242/2023),

1.  dà la sua approvazione alla proroga dell'accordo;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo degli Stati Uniti d'America.

(1) GU L 284 del 22.10.1998, pag. 35.


Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione
PDF 106kWORD 42k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 settembre 2023 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM(2023)0599 – C9-0200/2023 – 2023/0173(NLE))
P9_TA(2023)0314A9-0241/2023

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2023)0599),

–  visto l'articolo 148, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C9‑0200/2023),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A9-0241/2023),

1.  approva la proposta della Commissione;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.


Cooperazione amministrativa nel settore fiscale
PDF 256kWORD 94k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 settembre 2023 sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale (COM(2022)0707 – C9-0017/2023 – 2022/0413(CNS))
P9_TA(2023)0315A9-0236/2023

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2022)0707),

–  visti gli articoli 113 e 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C9‑0017/2023),

–  visto l'articolo 82 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0236/2023),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 1
(1)  La frode, l'evasione e l'elusione fiscali rappresentano una sfida importante per l'Unione e a livello mondiale. Lo scambio di informazioni è fondamentale nella lotta contro tali pratiche.
(1)  La frode, l'evasione e l'elusione fiscali rappresentano una sfida importante per l'Unione e a livello mondiale. Si stima che gli Stati membri perdano fino a 170 miliardi di EUR l'anno1 bis a causa della frode, dell'evasione e dell'elusione fiscali, che compromettono in modo significativo la capacità di fornire servizi pubblici di qualità. Lo scambio di informazioni è un aspetto fondamentale nello sviluppo di un quadro europeo efficace e ben funzionante per la lotta contro tali pratiche dannose.
__________________
1 bis Istituto economico polacco, "Tax unfairness in the European Union" (Iniquità fiscale nell'Unione europea) https://pie.net.pl/wp-content/uploads/2018/07/PIE_Report_Tax_Havens_EU.pdf
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Al fine di garantire la corretta attuazione della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione, su base annuale, informazioni pertinenti sugli ostacoli incontrati. Inoltre, dovrebbe essere incoraggiato lo scambio delle migliori pratiche nazionali tra le autorità fiscali.
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 2 ter (nuovo)
(2 ter)  Il Parlamento europeo ha chiesto un approccio più ambizioso al sistema e all'infrastruttura di scambio di informazioni nel settore fiscale, in particolare attraverso i suoi diversi pareri sulle revisioni della direttiva relativa alla cooperazione amministrativa (DAC) e una relazione sull'attuazione.
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 2 quater (nuovo)
(2 quater)  Data la libera circolazione dei capitali, gli approcci nazionali autonomi non forniscono risposte valide agli abusi fiscali. L'attuazione di politiche a livello dell'Unione e, quando possibile, di accordi internazionali rimane, pertanto, un elemento essenziale negli sforzi per migliorare l'equità dei sistemi fiscali.
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Considerando 5
(5)  Il mercato delle cripto-attività ha acquisito importanza e aumentato la sua capitalizzazione in modo sostanziale e rapido negli ultimi 10 anni. Le cripto-attività sono una rappresentazione digitale di un valore o di un diritto che può essere trasferito e memorizzato elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga.
(5)  Il mercato delle cripto-attività ha acquisito importanza e aumentato la sua capitalizzazione in modo sostanziale e rapido negli ultimi 10 anni. Le cripto-attività sono una rappresentazione digitale di un valore o di un diritto che può essere trasferito e memorizzato elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga. A causa della loro natura opaca e volatile, le cripto-attività potrebbero essere utilizzate per scopi illeciti. La tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività è di grande importanza.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Considerando 6
(6)  Per tassare il reddito derivante dalle operazioni di cripto-attività gli Stati membri dispongono di norme e orientamenti, anche se diversi da uno Stato membro all'altro. Tuttavia la natura decentrata delle cripto-attività rende difficile per le amministrazioni fiscali degli Stati membri garantire il rispetto degli obblighi fiscali.
(6)  Per tassare il reddito derivante dalle operazioni di cripto-attività gli Stati membri dispongono di norme e orientamenti, anche se diversi da uno Stato membro all'altro. Tuttavia, taluni Stati membri hanno ideato agevolazioni fiscali specificamente volte ad attrarre cripto-attività, che potrebbero portare a pratiche fiscali dannose e a perdite di gettito fiscale.
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Considerando 7
(7)  Il regolamento XXX sui mercati delle cripto-attività del Parlamento europeo e del Consiglio 26 (il regolamento XXX) ha esteso il perimetro normativo dell'Unione alle questioni relative alle cripto-attività che finora non erano state disciplinate dagli atti dell'Unione in materia di servizi finanziari nonché ai fornitori di servizi per tali cripto-attività ("fornitori di servizi per le cripto-attività"). Il regolamento XXX contempla le definizioni utilizzate ai fini della presente direttiva. La presente direttiva tiene inoltre conto dell'obbligo di autorizzazione per i fornitori di servizi per le cripto-attività a norma del regolamento XXX al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi per tali fornitori. L'intrinseca natura transfrontaliera delle cripto-attività richiede una forte cooperazione amministrativa internazionale per garantire una regolamentazione efficace.
(7)  Il regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis ha esteso il perimetro normativo dell'Unione alle questioni relative alle cripto-attività che finora non erano state disciplinate dagli atti dell'Unione in materia di servizi finanziari nonché ai fornitori di servizi per tali cripto-attività ("fornitori di servizi per le cripto-attività"). Tale regolamento contempla le definizioni utilizzate ai fini della presente direttiva. La presente direttiva tiene inoltre conto dell'obbligo di autorizzazione per i fornitori di servizi per le cripto-attività a norma del suddetto regolamento al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi per tali fornitori. L'intrinseca natura transfrontaliera delle cripto-attività richiede una forte cooperazione amministrativa internazionale per garantire una regolamentazione efficace. È fondamentale garantire la coerenza sistematica negli atti giuridici dell'Unione in materia di regolamentazione delle cripto-attività. A tal fine, nella presente revisione della DAC è preso in considerazione anche il regolamento (UE) 2023/1113 del Parlamento europeo e del Consiglio1 ter. Tuttavia, la presente direttiva riconosce anche che per un efficace scambio di informazioni è necessaria una copertura più ampia.
__________________
__________________
26
1 bis Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2023, relativo ai mercati delle cripto-attività e che modifica i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 1095/2010 e le direttive 2013/36/UE e (UE) 2019/1937 (GU L 150 del 9.6.2023, pag. 40).
1 ter Regolamento (UE) 2023/1113 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2023, riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e determinate cripto-attività e che modifica la direttiva (UE) 2015/849 (GU L 150 del 9.6.2023, pag. 1).
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Considerando 8
(8)  Il quadro dell'Unione in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (AML/CFT) amplia la portata dei soggetti tenuti all'osservanza delle norme in materia di AML/CFT ai fornitori di servizi per le cripto-attività disciplinati dal regolamento XXX. Inoltre il regolamento XXX27estende l'obbligo a carico dei prestatori di servizi di pagamento di fornire all'atto dei trasferimenti di fondi informazioni relative al pagatore e al beneficiario ai fornitori di servizi per le cripto-attività per garantire la tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività ai fini della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
(8)  Il quadro dell'Unione in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (AML/CFT) amplia la portata dei soggetti tenuti all'osservanza delle norme in materia di AML/CFT ai fornitori di servizi per le cripto-attività disciplinati dal regolamento (UE) 2023/1114. Inoltre il regolamento (UE) 2023/1113 estende l'obbligo a carico dei prestatori di servizi di pagamento di fornire all'atto dei trasferimenti di fondi informazioni relative al pagatore e al beneficiario ai fornitori di servizi per le cripto-attività per garantire la tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività ai fini della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
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27
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Considerando 9
(9)  A livello internazionale il quadro per la comunicazione in materia di cripto-attività dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico28 (OCSE) mira a introdurre una maggiore trasparenza fiscale con riguardo alle cripto-attività e alla relativa comunicazione. Le norme dell'Unione dovrebbero tenere conto del quadro elaborato dall'OCSE per accrescere l'efficacia dello scambio di informazioni e ridurre gli oneri amministrativi.
(9)  A livello internazionale il quadro per la comunicazione in materia di cripto-attività dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico28 (OCSE) mira a introdurre una maggiore trasparenza fiscale con riguardo alle cripto-attività e alla relativa comunicazione. Le norme dell'Unione dovrebbero tenere conto del quadro elaborato dall'OCSE per accrescere l'efficacia dello scambio di informazioni e ridurre gli oneri amministrativi. Gli Stati membri dovrebbero avvalersi dei commentari sul modello di accordo tra autorità competenti e del quadro per la comunicazione in materia di cripto-attività, elaborati dall'OCSE, al fine di garantire un'attuazione e un'applicazione coerenti della presente direttiva.
__________________
__________________
28 https://www.oecd.org/tax/exchange-of-tax-information/crypto-asset-reporting-framework-and-amendments-to-the-common-reporting-standard.pdf
28 https://www.oecd.org/tax/exchange-of-tax-information/crypto-asset-reporting-framework-and-amendments-to-the-common-reporting-standard.pdf
Emendamento 10
Proposta di direttiva
Considerando 14
(14)  La direttiva si applica ai fornitori di servizi per le cripto-attività regolamentati e autorizzati a norma del regolamento XXX e ai gestori di cripto-attività che non lo sono. Entrambi sono denominati fornitori di servizi per le cripto-attività con obbligo di comunicazione in quanto sono tenuti a effettuare la comunicazione ai sensi della presente direttiva. Il concetto generale di cripto-attività è molto ampio e comprende anche le cripto-attività che sono state emesse in modo decentrato, stablecoin e alcuni token non fungibili (NFT). Le cripto-attività utilizzate a fini di pagamento o di investimento sono soggette all'obbligo di comunicazione a norma della presente direttiva. Pertanto i fornitori di servizi per le cripto-attività con obbligo di comunicazione dovrebbero valutare caso per caso se le cripto-attività possano essere utilizzate a fini di pagamento e di investimento, tenendo conto delle esenzioni di cui al regolamento XXX, con particolare riguardo a una rete limitata e a determinati utility token.
(14)  La direttiva si applica ai fornitori di servizi per le cripto-attività regolamentati e autorizzati a norma del regolamento (UE) 2023/1114 e ai gestori di cripto-attività che non lo sono. Entrambi sono denominati fornitori di servizi per le cripto-attività con obbligo di comunicazione in quanto sono tenuti a effettuare la comunicazione ai sensi della presente direttiva. Il concetto generale di cripto-attività è molto ampio e comprende anche le cripto-attività che sono state emesse in modo decentrato, stablecoin, compresi i token di moneta elettronica di cui al regolamento (UE) 2023/1114, e alcuni token non fungibili (NFT). Le cripto-attività utilizzate a fini di pagamento o di investimento sono soggette all'obbligo di comunicazione a norma della presente direttiva.
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Considerando 17
(17)  I fornitori di servizi per le cripto-attività disciplinati dal regolamento XXX possono esercitare la loro attività nell'Unione mediante passaporto dopo aver ricevuto l'autorizzazione in uno Stato membro. A tal fine l'ESMA tiene un registro dei fornitori di servizi per le cripto-attività autorizzati. Inoltre l'ESMA mantiene anche una lista nera dei gestori che esercitano servizi per le cripto-attività che necessitano di un'autorizzazione a norma del regolamento XXX.
(17)  I fornitori di servizi per le cripto-attività disciplinati dal regolamento (UE) 2023/1114 possono esercitare la loro attività nell'Unione mediante passaporto dopo aver ricevuto l'autorizzazione in uno Stato membro. A tal fine l'ESMA tiene un registro dei fornitori di servizi per le cripto-attività autorizzati. Inoltre l'ESMA mantiene anche una lista nera dei gestori che esercitano servizi per le cripto-attività che necessitano di un'autorizzazione a norma del suddetto regolamento.
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Considerando 19
(19)  Per promuovere la cooperazione amministrativa in questo settore con giurisdizioni non-UE, i gestori di cripto-attività situati in giurisdizioni non-UE che prestano servizi agli utenti di cripto-attività dell'Unione, come i fornitori di servizi NFT o gli operatori che forniscono servizi su iniziativa esclusiva, dovrebbero essere autorizzati a comunicare unicamente le informazioni sugli utenti di cripto-attività residenti nell'Unione alle autorità fiscali di una giurisdizione non-UE nella misura in cui le informazioni comunicate corrispondano alle informazioni previste dalla presente direttiva e vi sia un efficace scambio di informazioni tra la giurisdizione non-UE e uno Stato membro. I fornitori di servizi per le cripto-attività autorizzati a norma del regolamento XXX potrebbero essere esentati dal comunicare tali informazioni negli Stati membri in cui sono titolari dell'autorizzazione se la comunicazione corrispondente avviene in una giurisdizione non-UE e nella misura in cui sussista un accordo qualificante effettivo tra autorità competenti. La giurisdizione qualificata non-UE comunicherebbe a sua volta tali informazioni alle amministrazioni fiscali degli Stati membri in cui sono residenti gli utenti di cripto-attività. Ove opportuno, tale meccanismo dovrebbe essere attivato per evitare che informazioni corrispondenti siano comunicate e trasmesse più di una volta.
(19)  Per promuovere la cooperazione amministrativa in questo settore con giurisdizioni non-UE, i gestori di cripto-attività situati in giurisdizioni non-UE che prestano servizi agli utenti di cripto-attività dell'Unione, come i fornitori di servizi NFT o gli operatori che forniscono servizi su iniziativa esclusiva, dovrebbero essere autorizzati a comunicare unicamente le informazioni sugli utenti di cripto-attività residenti nell'Unione alle autorità fiscali di una giurisdizione non-UE nella misura in cui le informazioni comunicate corrispondano alle informazioni previste dalla presente direttiva e vi sia un efficace scambio di informazioni tra la giurisdizione non-UE e uno Stato membro. I fornitori di servizi per le cripto-attività autorizzati a norma del regolamento (UE) 2023/1114 potrebbero essere esentati dal comunicare tali informazioni negli Stati membri in cui sono titolari dell'autorizzazione se la comunicazione corrispondente avviene in una giurisdizione non-UE e nella misura in cui sussista un accordo qualificante effettivo tra autorità competenti. La giurisdizione qualificata non-UE comunicherebbe a sua volta tali informazioni alle amministrazioni fiscali degli Stati membri in cui sono residenti gli utenti di cripto-attività. Ove opportuno, tale meccanismo dovrebbe essere attivato per evitare che informazioni corrispondenti siano comunicate e trasmesse più di una volta.
Emendamento 13
Proposta di direttiva
Considerando 23
(23)  La presente direttiva non sostituisce gli obblighi più ampi derivanti dal regolamento XXX.
(23)  La presente direttiva non sostituisce gli obblighi più ampi derivanti dal regolamento (UE) 2023/1114 o dal regolamento (UE) 2023/1113.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Considerando 24
(24)  Al fine di favorire la convergenza e promuovere una vigilanza coerente con riguardo al regolamento XXX, le autorità nazionali competenti dovrebbero cooperare con altre autorità o istituzioni nazionali competenti e condividere le informazioni pertinenti.
(24)  Al fine di favorire la convergenza e promuovere una vigilanza coerente con riguardo al regolamento (UE) 2023/1114, le autorità nazionali competenti dovrebbero cooperare con altre autorità o istituzioni nazionali competenti e condividere le informazioni pertinenti in modo efficace e leale.
Emendamento 15
Proposta di direttiva
Considerando 26
(26)  È fondamentale rafforzare le disposizioni della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda le informazioni da comunicare o da scambiare al fine di adattarsi ai nuovi sviluppi dei diversi mercati e, di conseguenza, contrastare efficacemente i comportamenti individuati a favore della frode, dell'elusione e dell'evasione fiscali. Tali disposizioni dovrebbero rispecchiare gli sviluppi osservati nel mercato interno e a livello internazionale intesi a realizzare una comunicazione e uno scambio di informazioni efficaci. Di conseguenza la direttiva comprende, tra l'altro, le ultime aggiunte allo standard comune di comunicazione dell'OCSE, l'integrazione delle disposizioni in materia di moneta elettronica e moneta digitale della banca centrale, un quadro chiaro e armonizzato per le misure di conformità e l'estensione dell'ambito di applicazione dei ruling transfrontalieri agli individui ad alto patrimonio netto.
(26)  È fondamentale rafforzare le disposizioni della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda le informazioni da comunicare o da scambiare al fine di adattarsi ai nuovi sviluppi dei diversi mercati e, di conseguenza, contrastare efficacemente i comportamenti individuati a favore della frode, dell'elusione e dell'evasione fiscali. Tali disposizioni dovrebbero rispecchiare gli sviluppi osservati nel mercato interno e a livello internazionale intesi a realizzare una comunicazione e uno scambio di informazioni efficaci. Di conseguenza la direttiva comprende, tra l'altro, le ultime aggiunte allo standard comune di comunicazione dell'OCSE, l'integrazione delle disposizioni in materia di moneta elettronica e moneta digitale della banca centrale, un quadro chiaro e armonizzato per le misure di conformità e l'estensione dell'ambito di applicazione dei ruling transfrontalieri agli individui ad alto patrimonio netto. Gli Stati membri dovrebbero avvalersi dei commentari sul modello di accordo tra autorità competenti e dello standard comune di comunicazione, elaborati dall'OCSE, al fine di garantire un'attuazione e un'applicazione coerenti della presente direttiva.
Emendamento 16
Proposta di direttiva
Considerando 26 bis (nuovo)
(26 bis)  Sebbene diversi paesi, tra cui molti Stati membri, stiano pubblicando informazioni anonime e aggregate per paese, estratte dalle rendicontazioni paese per paese previste dalla direttiva (UE) 2016/881 del Consiglio o dall'azione 13 del piano d'azione sull'erosione della base imponibile e sul trasferimento degli utili, è deplorevole che alcuni Stati membri non pubblichino tali informazioni nelle banche dati internazionali. Una valutazione della prassi di pubblicazione riguardante le informazioni anonime e aggregate per paese che esamini l'utilità di un approccio armonizzato dovrebbero essere oggetto della prossima revisione della DAC.
Emendamento 17
Proposta di direttiva
Considerando 27
(27)  I prodotti di moneta elettronica, quali definiti dalla direttiva 2009/110/UE del Parlamento europeo e del Consiglio31, sono frequentemente utilizzati nell'Unione e il volume delle operazioni e il loro valore combinato aumentano costantemente. I prodotti di moneta elettronica, tuttavia, non sono esplicitamente contemplati dalla direttiva 2011/16/UE. Gli Stati membri adottano approcci diversi nei confronti della moneta elettronica. Ne consegue che i prodotti correlati non sono sempre coperti dalle attuali categorie di reddito e di capitale contemplate dalla direttiva 2011/16/UE. È pertanto opportuno introdurre norme che garantiscano l'applicazione degli obblighi di comunicazione alla moneta elettronica e ai token di moneta elettronica a norma del regolamento XXX.
(27)  I prodotti di moneta elettronica, quali definiti dalla direttiva 2009/110/UE del Parlamento europeo e del Consiglio31, sono frequentemente utilizzati nell'Unione e il volume delle operazioni e il loro valore combinato aumentano costantemente. I prodotti di moneta elettronica, tuttavia, non sono esplicitamente contemplati dalla direttiva 2011/16/UE. Gli Stati membri adottano approcci diversi nei confronti della moneta elettronica. Ne consegue che i prodotti correlati non sono sempre coperti dalle attuali categorie di reddito e di capitale contemplate dalla direttiva 2011/16/UE. È pertanto opportuno introdurre norme che garantiscano l'applicazione degli obblighi di comunicazione alla moneta elettronica e ai token di moneta elettronica a norma del regolamento (UE) 2023/1114.
__________________
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31 Direttiva 2009/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica, che modifica le direttive 2005/60/CE e 2006/48/CE e che abroga la direttiva 2000/46/CE (GU L 267 del 10.10.2009, pag. 7).
31 Direttiva 2009/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica, che modifica le direttive 2005/60/CE e 2006/48/CE e che abroga la direttiva 2000/46/CE (GU L 267 del 10.10.2009, pag. 7).
Emendamento 18
Proposta di direttiva
Considerando 28
(28)  Al fine di colmare le lacune che consentono l'evasione, l'elusione e la frode fiscali, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a scambiare informazioni relative al reddito derivante da dividendi su conti non di custodia. Il reddito da dividendi su conti non di custodia dovrebbe pertanto essere incluso nelle categorie di reddito soggette allo scambio automatico obbligatorio di informazioni.
(28)  Al fine di colmare le lacune che consentono l'evasione, l'elusione e la frode fiscali, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a scambiare informazioni relative al reddito derivante da dividendi su conti non di custodia e plusvalenze derivanti da proprietà immobiliari. Lo scambio automatico obbligatorio di informazioni è considerato rispettato se le autorità competenti possono consultare tali informazioni attraverso registri nazionali o interconnessi.
Emendamento 19
Proposta di direttiva
Considerando 28 bis (nuovo)
(28 bis)  Alcune tipologie di redditi e di attività continuano a essere escluse dall'ambito di applicazione dello scambio automatico di informazioni, il che comporta il rischio di elusione degli obblighi fiscali. La Commissione dovrebbe valutare la necessità e il modo più appropriato, presentando proposte concrete in merito, per includere nello scambio automatico di informazioni le seguenti informazioni in materia di proprietà, voci di reddito e attività (non) finanziarie: i titolari effettivi di beni immobili e società; attività finanziarie; attività non finanziarie quali contante, oggetti d'arte, oro o altri oggetti di valore detenuti in porti franchi, depositi doganali o cassette di sicurezza; proprietà di panfili e aerei privati; e conti presso piattaforme più grandi di prestito tra pari (peer-to-peer), crowdfunding e simili.
Emendamento 20
Proposta di direttiva
Considerando 29
(29)  Il numero di identificazione fiscale ("NIF") è essenziale affinché gli Stati membri possano confrontare le informazioni ricevute con i dati presenti nelle banche dati nazionali. Esso accresce la capacità degli Stati membri di individuare i contribuenti pertinenti e di accertare correttamente le relative imposte. È quindi importante che gli Stati membri esigano che il NIF sia indicato nel contesto degli scambi relativi a conti finanziari, ruling preventivi transfrontalieri e accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, rendicontazioni paese per paese, meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica e informazioni sui venditori sulle piattaforme digitali.
(29)  Il numero di identificazione fiscale ("NIF") è essenziale affinché gli Stati membri possano confrontare le informazioni ricevute con i dati presenti nelle banche dati nazionali. Esso accresce la capacità degli Stati membri di individuare i contribuenti pertinenti e di accertare correttamente le relative imposte. È quindi importante che gli Stati membri esigano che il NIF sia indicato nel contesto degli scambi relativi a conti finanziari, ruling preventivi transfrontalieri e accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, rendicontazioni paese per paese, meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica e informazioni sui venditori sulle piattaforme digitali e sulle cripto-attività. Tuttavia, qualora il NIF non sia disponibile, le autorità competenti degli Stati membri non possono adempiere a tale obbligo.
Emendamento 21
Proposta di direttiva
Considerando 29 bis (nuovo)
(29 bis)  Un NIF europeo consentirebbe a un'autorità di identificare e registrare in modo rapido, facile e corretto i NIF nelle relazioni transfrontaliere e fungerebbe da base per un efficace scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri. La Commissione dovrebbe pertanto riesaminare la possibilità di creare un NIF europeo, compresi il suo valore aggiunto e l'impatto potenziale.
Emendamento 22
Proposta di direttiva
Considerando 33
(33)  È importante che, in linea di principio, le informazioni comunicate ai sensi della direttiva 2011/16/UE siano utilizzate per l'accertamento, l'amministrazione e l'applicazione delle imposte che rientrano nell'ambito di applicazione materiale di tale direttiva. Sebbene tale uso non sia stato finora precluso, sono emerse incertezze al riguardo a causa di un quadro poco chiaro. Date le interconnessioni tra frode, evasione ed elusione fiscali e la lotta contro il riciclaggio di denaro e le sinergie in termini di applicazione, è opportuno chiarire che le informazioni comunicate tra gli Stati membri possono essere utilizzate anche per l'accertamento, l'amministrazione e l'applicazione dei dazi doganali e ai fini della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
(33)  È importante che, in linea di principio, le informazioni comunicate ai sensi della direttiva 2011/16/UE siano utilizzate per l'accertamento, l'amministrazione e l'applicazione delle imposte che rientrano nell'ambito di applicazione materiale di tale direttiva. Sebbene tale uso non sia stato finora precluso, sono emerse incertezze al riguardo a causa di un quadro poco chiaro. Date le interconnessioni tra frode, evasione ed elusione fiscali e la lotta contro il riciclaggio di denaro e le sinergie in termini di applicazione, è opportuno chiarire che le informazioni comunicate tra gli Stati membri possono essere utilizzate anche per l'accertamento, l'amministrazione e l'applicazione dei dazi doganali e ai fini della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Tuttavia, le disposizioni della presente direttiva non dovrebbero duplicare le disposizioni del quadro dell'Unione in materia di lotta contro il riciclaggio o sovrapporsi ad esse in misura rilevante.
Emendamento 23
Proposta di direttiva
Considerando 34
(34)  La direttiva 2011/16/UE prevede la possibilità di utilizzare le informazioni scambiate per fini diversi dall'imposizione diretta e indiretta nella misura in cui lo Stato membro di invio di tali informazioni abbia indicato in un elenco apposito la finalità consentita per il loro utilizzo. Tuttavia la procedura per tale utilizzo è complessa in quanto lo Stato membro di invio deve essere consultato prima che lo Stato membro ricevente possa utilizzare le informazioni per altre finalità. L'eliminazione dell'obbligo di tale consultazione dovrebbe alleggerire l'onere amministrativo e consentire alle autorità fiscali di intervenire rapidamente, ove necessario. Non dovrebbe pertanto essere necessario consultare lo Stato membro di invio se l'utilizzo previsto delle informazioni figura in un elenco redatto in precedenza da tale Stato membro.
(34)  La direttiva 2011/16/UE prevede la possibilità di utilizzare le informazioni scambiate per fini diversi dall'imposizione diretta e indiretta nella misura in cui lo Stato membro di invio di tali informazioni abbia indicato in un elenco apposito la finalità consentita per il loro utilizzo. Tuttavia la procedura per tale utilizzo è complessa in quanto lo Stato membro di invio deve essere consultato prima che lo Stato membro ricevente possa utilizzare le informazioni per altre finalità. L'eliminazione dell'obbligo di tale consultazione dovrebbe alleggerire l'onere amministrativo e consentire alle autorità fiscali di intervenire rapidamente, ove necessario. Non dovrebbe pertanto essere necessario consultare lo Stato membro di invio se l'utilizzo previsto delle informazioni figura in un elenco redatto in precedenza da tale Stato membro. Tale elenco può includere l'utilizzo di informazioni relative a dati non fiscali da parte degli enti locali nell'ambito delle soglie e delle limitazioni connesse alla fornitura di determinati servizi, quali in particolare i servizi forniti tramite piattaforme digitali.
Emendamento 24
Proposta di direttiva
Considerando 35 bis (nuovo)
(35 bis)  Le informazioni acquisite tramite la comunicazione o lo scambio di informazioni ai sensi della direttiva 2011/16/UE dovrebbero essere utilizzate in modo efficace da ciascuno Stato membro. Pertanto, è opportuno introdurre in ogni Stato membro un meccanismo che ne garantisca l'uso efficace, comprendente un'analisi dei rischi dei dati.
Emendamento 25
Proposta di direttiva
Considerando 36
(36)  Al fine di rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse, agevolare lo scambio di informazioni ed evitare che ciascuno Stato membro debba introdurre modifiche analoghe nei propri sistemi di conservazione delle informazioni, è opportuno istituire un registro centrale accessibile a tutti gli Stati membri e unicamente per finalità statistiche alla Commissione, in cui gli Stati membri caricherebbero e conserverebbero le informazioni comunicate invece di scambiarle per posta elettronica protetta. Le modalità pratiche necessarie per l'istituzione di tale registro centrale dovrebbero essere adottate dalla Commissione.
(36)  Al fine di rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse, agevolare lo scambio di informazioni ed evitare che ciascuno Stato membro debba introdurre modifiche analoghe nei propri sistemi di conservazione delle informazioni, è opportuno istituire un registro centrale accessibile a tutti gli Stati membri e unicamente per finalità statistiche alla Commissione, in cui gli Stati membri caricherebbero e conserverebbero le informazioni comunicate invece di scambiarle per posta elettronica protetta. Tale sforzo dovrebbe inoltre incrementare lo scambio delle migliori pratiche sulle modalità di implementazione degli strumenti digitali nelle amministrazioni fiscali al fine di ridurre i costi di conformità e la burocrazia, migliorando al contempo l'efficacia e l'efficienza, e tenendo conto della necessità di qualificare le risorse umane. Le modalità pratiche necessarie per l'istituzione di tale registro centrale dovrebbero essere adottate dalla Commissione.
Emendamento 26
Proposta di direttiva
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)  La Commissione ha il diritto di elaborare relazioni e documenti utilizzando le informazioni scambiate in forma anonima, tenendo conto dei diritti di riservatezza dei contribuenti e conformemente al regolamento (CE) n. 1049/2001 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. La pubblicazione di statistiche relative alla rendicontazione paese per paese in forma anonima e aggregata, anche sulle aliquote effettive d'imposta, su base annuale per tutti gli Stati membri contribuisce a migliorare la qualità dei dibattiti pubblici sulle questioni fiscali.
Emendamento 27
Proposta di direttiva
Considerando 39
(39)  Al fine di garantire il rispetto della direttiva 2011/16/UE, è opportuno che gli Stati membri stabiliscano norme in materia di sanzioni e altre misure di conformità efficaci, proporzionate e dissuasive. Ciascuno Stato membro dovrebbe applicare tali norme conformemente alle rispettive legislazioni nazionali e alle disposizioni della presente direttiva.
(39)  Al fine di garantire una corretta applicazione delle norme di cui alla presente direttiva, è opportuno che gli Stati membri stabiliscano norme in materia di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali sullo scambio obbligatorio di informazioni comunicate dai fornitori di servizi per le cripto-attività. Nel far ciò, gli Stati membri dovrebbero assicurarsi di individuare correttamente la parte responsabile di ciascuna violazione. Gli Stati membri dovrebbero introdurre un regime di riduzione temporanea delle sanzioni per almeno tre anni per le PMI in relazione all'articolo 8 bis quinquies.
Emendamento 28
Proposta di direttiva
Considerando 40
(40)  Per garantire un livello adeguato di efficacia in tutti gli Stati membri, è opportuno stabilire livelli minimi di sanzioni in relazione a due comportamenti considerati gravi: la mancata comunicazione dopo due solleciti amministrativi e la trasmissione di informazioni contenenti dati incompleti, inesatti o falsi, che incidono in modo sostanziale sull'integrità e sull'affidabilità delle informazioni comunicate. Dati incompleti, inesatti o falsi incidono in modo sostanziale sull'integrità e sull'affidabilità delle informazioni comunicate quando rappresentano più del 25 % dei dati totali che il contribuente o l'entità tenuta alla comunicazione avrebbe dovuto comunicare correttamente in conformità delle informazioni richieste di cui all'allegato VI, sezione II, parte B. Tali importi minimi di sanzioni non dovrebbero impedire agli Stati membri di applicare sanzioni più severe per questi due tipi di infrazioni. Gli Stati membri sono comunque tenuti ad applicare sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate per altri tipi di violazioni.
(40)  Per garantire un livello adeguato di efficacia in tutti gli Stati membri, nell'attuazione della direttiva 2014/107/UE del Consiglio e della direttiva (UE) 2016/881 del Consiglio, in particolare, è opportuno stabilire livelli minimi di sanzioni in relazione a due comportamenti considerati gravi: la mancata comunicazione dopo due solleciti amministrativi e la trasmissione di informazioni contenenti dati incompleti, inesatti o falsi, che incidono in modo sostanziale sull'integrità e sull'affidabilità delle informazioni comunicate. Dati incompleti, inesatti o falsi incidono in modo sostanziale sull'integrità e sull'affidabilità delle informazioni comunicate quando rappresentano più del 25 % dei dati totali che il contribuente o l'entità tenuta alla comunicazione avrebbe dovuto comunicare correttamente in conformità delle informazioni richieste di cui agli allegati. Tali importi minimi di sanzioni non dovrebbero impedire agli Stati membri di applicare sanzioni più severe per questi due tipi di infrazioni. Gli Stati membri sono comunque tenuti ad applicare sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate per altri tipi di violazioni.
Emendamento 29
Proposta di direttiva
Considerando 42 bis (nuovo)
(42 bis)  A seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa C-694/20, la direttiva 2011/16/UE dovrebbe essere modificata in modo tale che le sue disposizioni non abbiano l'effetto di obbligare gli avvocati che agiscono in qualità di intermediari, qualora esenti dall'obbligo di comunicazione a causa del segreto professionale cui sono vincolati, a notificare a qualsiasi altro intermediario che non sia loro cliente i rispettivi obblighi di comunicazione, preservando al contempo l'obbligo degli intermediari di notificare senza indugio ai loro clienti i loro obblighi di comunicazione.
Emendamento 30
Proposta di direttiva
Considerando 44 bis (nuovo)
(44 bis)  Lo scambio internazionale di dati a fini fiscali costituisce uno strumento necessario per combattere la frode fiscale in un mondo globalizzato. Il trattamento dei dati personali ai fini dello scambio di informazioni rilevanti dal punto di vista fiscale con paesi terzi, sulla base di un accordo internazionale, dovrebbe pertanto essere considerato di interesse pubblico.
Emendamento 31
Proposta di direttiva
Considerando 44 ter (nuovo)
(44 ter)  Le revisioni successive del quadro legislativo dell'Unione sullo scambio di informazioni dovrebbero riflettersi negli accordi con i paesi terzi. Pertanto, in presenza di un accordo firmato, è opportuno prevederne la revisione.
Emendamento 32
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera a – punto i
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 9 – lettera a
a)  ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, e degli articoli da 8 bis a 8 bis quinquies, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate a un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti; ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, per informazioni disponibili si intendono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
a)  ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, e degli articoli da 8 bis a 8 bis quinquies, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate e nuove a un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti; ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, per informazioni disponibili si intendono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
Emendamento 33
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera a bis (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 14
a bis)   il punto 14 è così modificato:
14.  "ruling preventivo transfrontaliero": un accordo, una comunicazione o qualsiasi altro strumento o azione con effetti simili, anche emanato, modificato o rinnovato nel contesto di una verifica fiscale, e che soddisfa le seguenti condizioni:
"14. "ruling preventivo": un accordo, una comunicazione o qualsiasi altro strumento o azione con effetti simili, anche emanato, modificato o rinnovato nel contesto di una verifica fiscale, indipendentemente dalla sua natura formale, informale, giuridicamente vincolante o non vincolante, e che soddisfa le seguenti condizioni:
a)  è emanato, modificato o rinnovato dal governo o dall'autorità fiscale di uno Stato membro, o per loro conto, o dalle ripartizioni territoriali o amministrative dello Stato membro, comprese le autorità locali, indipendentemente dal fatto che sia effettivamente usato;
a)  è emanato, modificato o rinnovato dal governo o dall'autorità fiscale di uno Stato membro, o per loro conto, o dalle ripartizioni territoriali o amministrative dello Stato membro, comprese le autorità locali, indipendentemente dal fatto che sia effettivamente usato;
b)  è emanato, modificato o rinnovato nei confronti di una determinata persona o di un gruppo di persone e tale persona o gruppo di persone ha il diritto di invocarlo;
b)  è emanato, modificato o rinnovato nei confronti di una determinata persona o di un gruppo di persone e tale persona o gruppo di persone ha il diritto di invocarlo;
c)  riguarda l'interpretazione o l'applicazione di una disposizione giuridica o amministrativa concernente l'amministrazione o l'applicazione di normative nazionali in materia di imposte dello Stato membro o delle ripartizioni territoriali o amministrative dello Stato membro, comprese le autorità locali;
c)  riguarda l'interpretazione o l'applicazione di una disposizione giuridica o amministrativa concernente l'amministrazione o l'applicazione di normative nazionali in materia di imposte dello Stato membro o delle ripartizioni territoriali o amministrative dello Stato membro, comprese le autorità locali;
d)  è correlato a un'operazione transfrontaliera oppure riguarda la questione se le attività svolte da una persona in un'altra giurisdizione costituiscano una stabile organizzazione o meno; e
e)  è emanato in via preliminare rispetto alle operazioni o alle attività in un'altra giurisdizione che potenzialmente costituiscono una stabile organizzazione o rispetto alla presentazione di una dichiarazione fiscale relativa al periodo in cui l'operazione o la serie di operazioni o le attività hanno avuto luogo. L'operazione transfrontaliera può comprendere, senza essere limitata a tali elementi, la realizzazione di investimenti, la fornitura di beni, servizi, finanziamenti o l'utilizzo di beni materiali o immateriali e non comporta necessariamente la partecipazione diretta della persona destinataria del ruling preventivo transfrontaliero;
e)  è emanato in via preliminare rispetto alle operazioni o alle attività in un'altra giurisdizione che potenzialmente costituiscono una stabile organizzazione o rispetto alla presentazione di una dichiarazione fiscale relativa al periodo in cui l'operazione o la serie di operazioni o le attività hanno avuto luogo. L'operazione può comprendere, senza essere limitata a tali elementi, la realizzazione di investimenti, la fornitura di beni, servizi, finanziamenti o l'utilizzo di beni materiali o immateriali e non comporta necessariamente la partecipazione diretta della persona destinataria del ruling preventivo;";
(Questa modifica si applica all'intero testo. La sua approvazione implica adeguamenti tecnici in tutto il testo.)
Emendamento 34
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera a ter (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 16
a ter)   il punto 16 è soppresso;
Emendamento 35
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 33
33.  "Stato membro d'origine": lo Stato membro d'origine quale definito nel regolamento XXX;
33.  "Stato membro d'origine": lo Stato membro d'origine quale definito all'articolo 3, paragrafo 1, punto 33, del regolamento (UE) 2023/1114;
Emendamento 36
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 34
34.  "indirizzo di registro distribuito": l'indirizzo di registro distribuito quale definito nel regolamento XXX.
34.  "indirizzo di registro distribuito": l'indirizzo di registro distribuito quale definito all'articolo 3, punto 18 del regolamento (UE) 2023/1113.
Emendamento 37
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 34 bis (nuovo)
34 bis.   "titolare effettivo": il titolare effettivo quale definito all'articolo 2, punto 22, della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Emendamento 38
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 34 ter (nuovo)
34 ter.  "fornitore di servizi per le cripto-attività": un fornitore di servizi per le cripto-attività quale definito all'articolo 3, paragrafo 1, punto 15, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 39
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 3 – punto 34 quater (nuovo)
34 quater.  "gestore di cripto-attività": una persona che fornisce servizi per le cripto-attività diversa da un fornitore di servizi per le cripto-attività.
Emendamento 40
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 7 – paragrafo 4 bis (nuovo)
1 bis)   all'articolo 7 è inserito il seguente paragrafo:
"4 bis. Se, al ricevimento delle informazioni richieste, l'autorità richiedente presenta una richiesta di seguito, l'autorità interpellata fornisce le ulteriori informazioni richieste quanto prima e comunque entro tre mesi dalla data di ricevimento della richiesta di seguito.";
Emendamento 41
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 2 – lettera a – punto i
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e
(e)  proprietà e redditi immobiliari;
(e)  proprietà, redditi e plusvalenze derivanti da proprietà immobiliari;
Emendamento 42
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 2 – lettera b bis (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 – paragrafo 2 bis (nuovo)
b bis)  al paragrafo 2 è aggiunto il comma seguente:
"Lo scambio automatico di informazioni è considerato rispettato per quanto attiene al paragrafo 1, comma 1, lettera e), se le autorità competenti di qualsiasi altro Stato membro possono accedere a tali informazioni attraverso i registri nazionali, i sistemi di recupero dei dati o i registri interconnessi come disposto dalla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che abroga la direttiva (UE) 2015/849.";
Emendamento 43
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 2 – lettera b ter (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 – paragrafo 3
b ter)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  L'autorità competente di uno Stato membro può altresì indicare all'autorità competente di qualsiasi altro Stato membro che non desidera ricevere informazioni su una o più delle categorie di reddito e di capitale di cui al paragrafo 1. Essa ne informa anche la Commissione.
"3. L'autorità competente di uno Stato membro può altresì indicare all'autorità competente di qualsiasi altro Stato membro che non desidera ricevere informazioni su una o più delle categorie di reddito e di capitale di cui al paragrafo 1. Essa motiva la sua decisione e ne informa la Commissione.";
Emendamento 44
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 2 – lettera b quater (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 – paragrafo 3 bis – comma 2 – lettera a
b quater)  al paragrafo 3 bis, secondo comma, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
a)  il nome, l'indirizzo, il numero o i numeri di identificazione fiscale (NIF) e, nel caso di persone fisiche, la data e il luogo di nascita per ciascuna Persona Oggetto di Comunicazione che è Titolare di Conto e, nel caso di un'Entità che è Titolare di Conto e che, dopo l'applicazione delle norme di adeguata verifica in materia fiscale conformemente agli allegati, è identificata come avente una o più Persone che Esercitano il Controllo che sono Persone Oggetto di Comunicazione, il nome, l'indirizzo e il NIF o i NIF dell'Entità e il nome, l'indirizzo, il NIF o i NIF e la data e il luogo di nascita di ogni Persona Oggetto di Comunicazione;
"a) il nome, l'indirizzo, il numero o i numeri di identificazione fiscale (NIF) e, nel caso di persone fisiche, la data e il luogo di nascita per ciascuna Persona Oggetto di Comunicazione che è Titolare di Conto e, nel caso di un'Entità che è Titolare di Conto effettivo ultimo e che, dopo l'applicazione delle norme di adeguata verifica in materia fiscale conformemente agli allegati, è identificata come avente una o più Persone che Esercitano il Controllo che sono Persone Oggetto di Comunicazione, il nome, l'indirizzo e il NIF o i NIF dell'Entità e il nome, l'indirizzo, il NIF o i NIF e la data e il luogo di nascita di ogni Persona Oggetto di Comunicazione;";
Emendamento 45
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera -a (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – titolo
-a)  il titolo è sostituito dal seguente:
Ambito di applicazione e condizioni dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento
"Ambito di applicazione e condizioni dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento";
(Questa modifica si applica all'intero testo. La sua approvazione implica adeguamenti tecnici in tutto il testo.)
Emendamento 46
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera a
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
L'autorità competente di uno Stato membro in cui un ruling preventivo transfrontaliero per un individuo ad alto patrimonio netto è stato emanato, modificato o rinnovato dopo il 31 dicembre 2023 comunica, mediante scambio automatico, le relative informazioni alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri, con la limitazione dei casi di cui al paragrafo 8 del presente articolo, conformemente alle modalità pratiche applicabili adottate ai sensi dell'articolo 21.
L'autorità competente di uno Stato membro in cui un ruling preventivo per un individuo ad alto patrimonio netto è stato emanato, modificato o rinnovato dopo il 31 dicembre 2023 comunica, mediante scambio automatico, le relative informazioni alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri, con la limitazione dei casi di cui al paragrafo 8 del presente articolo, conformemente alle modalità pratiche applicabili adottate ai sensi dell'articolo 21.
Emendamento 47
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera b – punto i
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – paragrafo 2 – comma 1
L'autorità competente di uno Stato membro, conformemente alle modalità pratiche applicabili adottate ai sensi dell'articolo 21, comunica inoltre alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione, con la limitazione dei casi di cui al paragrafo 8 del presente articolo, informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento emanati, modificati o rinnovati nel periodo che ha inizio cinque anni prima del 1º gennaio 2017 e sui ruling preventivi transfrontalieri per gli individui ad alto patrimonio netto emessi, modificati o rinnovati nel periodo che ha inizio cinque anni prima del 1º gennaio 2026.
L'autorità competente di uno Stato membro, conformemente alle modalità pratiche applicabili adottate ai sensi dell'articolo 21, comunica inoltre alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione, con la limitazione dei casi di cui al paragrafo 8 del presente articolo, informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento emanati, modificati o rinnovati nel periodo che ha inizio cinque anni prima del 1º gennaio 2017 e sui ruling preventivi per gli individui ad alto patrimonio netto emessi, modificati o rinnovati nel periodo che ha inizio cinque anni prima del 1º gennaio 2024.
Emendamento 48
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera b – punto ii
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – paragrafo 2 – comma 3 bis (nuovo)
Nel caso in cui i ruling preventivi transfrontalieri per gli individui ad alto patrimonio netto siano emanati, modificati o rinnovati tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2025, tale comunicazione avviene a condizione che siano ancora validi al 1° gennaio 2026.
Nel caso in cui i ruling preventivi per gli individui ad alto patrimonio netto siano emanati, modificati o rinnovati tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2023, tale comunicazione avviene a condizione che siano ancora validi al 1° gennaio 2026.
Emendamento 49
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera b – punto ii bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – paragrafo 2 – comma 4
ii bis)   il quarto comma è soppresso.
Emendamento 50
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera b bis (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – paragrafo 3 – comma 2 bis (nuovo)
b bis)  al paragrafo 3 è aggiunto il comma seguente:
"L'autorità competente non negozia né conclude nuovi accordi preventivi transfrontalieri bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento con paesi terzi che non ne consentono la comunicazione alle autorità competenti di altri Stati membri dal 1° gennaio 2026.";
Emendamento 51
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 – lettera d – punto i bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis – paragrafo 6 – lettera b
i bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:
b)  sintesi del ruling preventivo transfrontaliero o dell'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, compresa una descrizione delle pertinenti attività commerciali o delle operazioni o serie di operazioni e qualsiasi altra informazione che possa aiutare l'autorità competente a valutare un potenziale rischio fiscale, senza comportare la divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di informazioni la cui divulgazione sarebbe contraria all'ordine pubblico;
"b) sintesi del ruling preventivo o dell'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, compresa una descrizione delle pertinenti attività commerciali o delle operazioni o serie di operazioni, di tutte le pertinenti implicazioni fiscali dirette e indirette quali le aliquote effettive d'imposta, e qualsiasi altra informazione che possa aiutare l'autorità competente a valutare un potenziale rischio fiscale, omettendo però le informazioni suscettibili di portare alla divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di informazioni la cui divulgazione sarebbe contraria all'ordine pubblico;";
Emendamento 52
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis bis – paragrafo 2
3 bis)  all'articolo 8 bis bis, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  L'autorità competente di uno Stato membro in cui è stata ricevuta la rendicontazione paese per paese a norma del paragrafo 1 comunica, mediante scambio automatico ed entro il termine di cui al paragrafo 4, tale rendicontazione paese per paese a ogni altro Stato membro in cui, in base alle informazioni contenute nella rendicontazione stessa, una o più Entità costitutive del gruppo di Imprese Multinazionali dell'Entità tenuta alla rendicontazione sono residenti a fini fiscali o sono soggette a imposte per le attività svolte tramite una stabile organizzazione.
"2. L'autorità competente di uno Stato membro in cui è stata ricevuta la rendicontazione paese per paese a norma del paragrafo 1 comunica, mediante scambio automatico ed entro il termine di cui al paragrafo 4, tale rendicontazione paese per paese a ogni altro Stato membro in cui, in base alle informazioni contenute nella rendicontazione stessa, una o più Entità costitutive del gruppo di Imprese Multinazionali dell'Entità tenuta alla rendicontazione sono residenti a fini fiscali o sono soggette a imposte per le attività svolte tramite una stabile organizzazione. L'autorità competente di uno Stato membro in cui è stata ricevuta la rendicontazione paese per paese a norma del paragrafo 1 comunica tale rendicontazione anche ai servizi competenti della Commissione, che è responsabile del registro centralizzato delle rendicontazioni paese per paese. La Commissione pubblica le statistiche relative alla rendicontazione paese per paese in forma anonima e aggregata su base annuale per tutti gli Stati membri.";
Emendamento 53
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 3 ter (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis ter – paragrafo 5 – comma 1
3 ter)  all'articolo 8 bis ter, paragrafo 5, il primo comma è sostituito dal seguente:
5.  Ciascuno Stato membro può adottare le misure necessarie per concedere agli intermediari il diritto all'esenzione dalla comunicazione di informazioni su un meccanismo transfrontaliero soggetto all'obbligo di notifica quando l'obbligo di comunicazione violerebbe il segreto professionale sulla base del diritto nazionale dello Stato membro. In tali circostanze, ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per imporre agli intermediari la notifica, senza indugio, dei rispettivi obblighi di comunicazione ai sensi del paragrafo 6 a un eventuale altro intermediario o, in sua assenza, al contribuente pertinente.
"5. Ciascuno Stato membro può adottare le misure necessarie per concedere agli intermediari il diritto all'esenzione dalla comunicazione di informazioni su un meccanismo transfrontaliero soggetto all'obbligo di notifica quando l'obbligo di comunicazione violerebbe il segreto professionale sulla base del diritto nazionale dello Stato membro. In tali circostanze, ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per imporre a qualsiasi intermediario cui sia stata concessa un'esenzione la notifica, senza indugio, al proprio cliente dei rispettivi obblighi di comunicazione ai sensi del paragrafo 6, se tale cliente è un intermediario o, in sua assenza, se tale cliente è il contribuente pertinente.";
Emendamento 54
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 4
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis ter – paragrafo 14 – lettera c
c)  un riassunto del contenuto del meccanismo transfrontaliero soggetto all'obbligo di notifica, incluso il riferimento al nome con il quale è comunemente noto, e una descrizione dei pertinenti meccanismi, e qualsiasi altra informazione che possa aiutare l'autorità competente a valutare un potenziale rischio fiscale, senza divulgare un segreto commerciale, industriale o professionale o un processo commerciale o informazioni la cui divulgazione sarebbe contraria all'ordine pubblico;
c)  un riassunto del contenuto del meccanismo soggetto all'obbligo di notifica, incluso il riferimento al nome con il quale è comunemente noto, e una descrizione dei pertinenti meccanismi, l'impatto atteso sull'aliquota effettiva d'imposta per il contribuente nello Stato membro interpellato e qualsiasi altra informazione che possa aiutare l'autorità competente a valutare un potenziale rischio fiscale, omettendo però le informazioni suscettibili di portare alla divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di informazioni la cui divulgazione sarebbe contraria all'ordine pubblico;
Emendamento 55
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 4 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis ter – paragrafo 14 – lettera h bis (nuova)
4 bis)  all'articolo 8 bis ter, paragrafo 14, è aggiunta la seguente lettera:
"h bis) l'elenco dei beneficiari, aggiornato annualmente.";
Emendamento 56
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 1
1.  Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per imporre ai Fornitori di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione di espletare le procedure di adeguata verifica in materia fiscale e di soddisfare gli obblighi di comunicazione di cui all'allegato VI, sezioni II e III. Ciascuno Stato membro garantisce inoltre l'effettiva attuazione e il rispetto di tali misure conformemente all'allegato VI, sezione V.
1.  Ciascuno Stato membro adotta le misure opportune per imporre ai Fornitori di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione di espletare le procedure di adeguata verifica in materia fiscale e di soddisfare gli obblighi di comunicazione di cui all'allegato VI, sezioni II e III. Ciascuno Stato membro garantisce inoltre l'effettiva attuazione e il rispetto di tali misure conformemente all'allegato VI, sezione V.
Emendamento 57
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 3 – lettera c – punto i
i)  il valore equo di mercato aggregato nonché il numero di valore unitario dei Trasferimenti effettuati dal Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione a indirizzi di registro distribuito quale definito nel regolamento XXX non notoriamente associati a un fornitore di servizi di attività virtuali o a un'istituzione finanziaria.
i)  il valore equo di mercato aggregato nonché il numero di valore unitario dei Trasferimenti effettuati dal Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione a indirizzi di registro distribuito quale definito all'articolo 3, punto 18, del regolamento (UE) 2023/1113.
Emendamento 58
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 3 – comma 3
Ai fini delle lettere da d) a h) del presente paragrafo, il valore equo di mercato è determinato e comunicato in un'unica Moneta Fiduciaria e valutato al momento di ciascuna Operazione Oggetto di Comunicazione secondo modalità applicate in modo coerente dal Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione.
Ai fini delle lettere da d) a h) del presente paragrafo, il valore equo di mercato è determinato e comunicato in un'unica Moneta Fiduciaria e valutato al momento di ciascuna Operazione Oggetto di Comunicazione secondo modalità applicate in modo coerente dal Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione. La Commissione, dopo aver consultato il gruppo di esperti in materia di cooperazione amministrativa nel campo dell'imposizione diretta, emana orientamenti sulla valutazione equa di mercato.
Emendamento 59
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  La Commissione non ha accesso alle informazioni di cui al paragrafo 3, lettere a) e b).
Emendamento 60
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 5
5.  La comunicazione a norma del paragrafo 3 del presente articolo avviene utilizzando il formato elettronico tipo di cui all'articolo 20, paragrafo 5, entro i due mesi successivi alla fine dell'anno civile a cui si riferiscono gli obblighi di comunicazione applicabili ai Fornitori di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione. Le prime informazioni sono comunicate per l'anno civile pertinente o per altro periodo di riferimento adeguato a decorrere dal 1º gennaio 2027.
5.  La comunicazione a norma del paragrafo 3 del presente articolo avviene utilizzando il formato elettronico tipo di cui all'articolo 20, paragrafo 5, entro i tre mesi successivi alla fine dell'anno civile a cui si riferiscono gli obblighi di comunicazione applicabili ai Fornitori di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione. Le prime informazioni sono comunicate per l'anno civile pertinente o per altro periodo di riferimento adeguato a decorrere dal 1º gennaio 2027.
Emendamento 61
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 6
6.  Fatto salvo il paragrafo 3, non è necessario comunicare le informazioni relative a un Utente di Cripto-attività se il Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione ha ottenuto garanzie adeguate che un altro Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione soddisfa tutti gli obblighi di comunicazione di cui al presente articolo in relazione a tale Utente di Cripto-attività.
soppresso
Emendamento 62
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 7 – comma 1
Ai fini dell'osservanza degli obblighi di comunicazione di cui al paragrafo 1 del presente articolo, ciascuno Stato membro stabilisce le norme necessarie per imporre a un Gestore di Cripto-attività di registrarsi nell'Unione. L'autorità competente dello Stato membro di registrazione assegna un numero di identificazione individuale a tale Gestore di Cripto-attività.
Ai fini dell'osservanza degli obblighi di comunicazione di cui al paragrafo 1 del presente articolo, ciascuno Stato membro stabilisce le norme opportune per imporre a un Gestore di Cripto-attività di registrarsi nell'Unione. L'autorità competente dello Stato membro di registrazione assegna un numero di identificazione individuale a tale Gestore di Cripto-attività.
Emendamento 63
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 11 – comma 1
La Commissione stabilisce mediante atti di esecuzione, a seguito di una richiesta motivata di uno Stato membro o di propria iniziativa, se le informazioni che devono essere scambiate automaticamente in virtù di un accordo fra le autorità competenti dello Stato membro interessato e una giurisdizione non-UE corrispondano a quelle specificate nell'allegato VI, sezione II, parte B, ai sensi dell'allegato VI, sezione IV, parte F, punto 5. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
La Commissione stabilisce mediante atti di esecuzione, a seguito di una richiesta motivata di uno Stato membro o di propria iniziativa, se le informazioni che devono essere scambiate automaticamente in virtù di un accordo fra le autorità competenti dello Stato membro interessato e una giurisdizione non-UE corrispondano a quelle specificate nell'allegato VI, sezione II, parte B, ai sensi dell'allegato VI, sezione IV, parte F, punto 5. Tali atti d'esecuzione sono adottati senza indugio secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
Emendamento 64
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 bis quinquies – paragrafo 11 bis (nuovo)
11 bis.  Il paragrafo 11 non si applica se la giurisdizione non-UE è attualmente elencata nell'allegato I o II della lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, o è individuata nell'elenco dei paesi terzi con carenze strategiche nei rispettivi regimi di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, o se è rientrata in uno di essi nei 12 mesi precedenti.
Inoltre, qualsiasi futura inclusione nell'allegato I o nell'allegato II della lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali o individuazione come paese terzo con carenze strategiche nel proprio regime di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo sospende l'effetto di qualsiasi atto di esecuzione esistente relativo a quella specifica giurisdizione.
Emendamento 65
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 8 ter – paragrafo 1
6 bis)  all'articolo 8 ter, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Gli Stati membri forniscono alla Commissione su base annuale statistiche sul volume degli scambi automatici di cui all'articolo 8, paragrafi 1 e 3 bis, all'articolo 8 bis bis e all'articolo 8 bis quater e informazioni sui costi amministrativi e su altri costi e benefici pertinenti relativi agli scambi che hanno avuto luogo e sui potenziali cambiamenti, sia per le amministrazioni fiscali che per i terzi.
"1. Gli Stati membri forniscono alla Commissione su base annuale tutte le informazioni materiali pertinenti, tra cui statistiche sul volume degli scambi automatici, nonché una valutazione dell'utilizzabilità dei dati scambiati di cui all'articolo 8, paragrafi 1 e 3 bis, all'articolo 8 bis bis, all'articolo 8 bis quater e all'articolo 8 bis quinquies, e informazioni sui costi amministrativi e su altri costi e benefici pertinenti relativi agli scambi che hanno avuto luogo e sui potenziali cambiamenti, sia per le amministrazioni fiscali che per i terzi.";
Emendamento 66
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6 ter (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 11 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)
6 ter)  all'articolo 11, paragrafo 1, è aggiunto il comma seguente:
"Nei casi in cui sia comunicato un rifiuto motivato, l'autorità richiedente può contattare nuovamente l'autorità competente con ulteriori elementi, al fine di ottenere per il proprio funzionario l'autorizzazione a svolgere i compiti di cui al paragrafo 1, lettere a), b) o c). L'autorità competente risponde alla seconda richiesta entro 30 giorni dal ricevimento.";
Emendamento 67
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6 quater – lettera a (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 12 bis – paragrafo 1
6 quater)  l'articolo 12 bis è così modificato:
a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  L'autorità competente di uno o più Stati membri può chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro (o di altri Stati membri) di effettuare una verifica congiunta. Le autorità competenti interpellate rispondono alla richiesta di verifica congiunta entro 60 giorni dal ricevimento della stessa. Le autorità competenti interpellate possono respingere una richiesta di verifica congiunta da parte dell'autorità competente di uno Stato membro per motivi giustificati.
"1. L'autorità competente di uno o più Stati membri può chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro (o di altri Stati membri) di effettuare una verifica congiunta. Le autorità competenti interpellate rispondono alla richiesta di verifica congiunta entro 60 giorni dal ricevimento della stessa.";
Emendamento 68
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 6 quater – lettera b (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 12 bis – paragrafo 1 bis (nuovo)
b)  è inserito il seguente paragrafo:
"1 bis. Una richiesta di verifica congiunta da parte dell'autorità competente di uno Stato membro può essere respinta per una delle seguenti ragioni:
a)  la verifica congiunta richiesta comporterebbe lo svolgimento di indagini o la comunicazione di informazioni in violazione della legislazione dello Stato membro interpellato;
b)  l'autorità richiedente non è in grado, per motivi di diritto, di comunicare informazioni equivalenti a quelle che lo Stato membro interpellato dovrebbe fornire durante l'audit congiunto.
Quando un'autorità interpellata respinge la richiesta, comunica alla persona o alle persone richiedenti per quale dei due motivi di cui al primo comma la richiesta è stata respinta.";
Emendamento 69
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 7 – lettera a
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 16 – paragrafo 1 – comma 1
Le informazioni comunicate tra Stati membri in qualsiasi forma a norma della presente direttiva sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle informazioni di analoga natura dal diritto nazionale dello Stato membro che le riceve. Tali informazioni possono essere utilizzate per la valutazione, l'amministrazione e l'applicazione delle leggi nazionali degli Stati membri relative alle imposte di cui all'articolo 2 nonché all'IVA, alle altre imposte indirette, ai dazi doganali e all'antiriciclaggio e al contrasto del finanziamento del terrorismo.
Le informazioni comunicate tra Stati membri in qualsiasi forma a norma della presente direttiva sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle informazioni di analoga natura dal diritto nazionale dello Stato membro che le riceve. Tali informazioni possono essere utilizzate per la valutazione, l'amministrazione e l'applicazione delle leggi nazionali degli Stati membri relative alle imposte di cui all'articolo 2 nonché all'IVA, alle altre imposte indirette, ai dazi doganali, all'antiriciclaggio e ai reati presupposto associati, al contrasto del finanziamento del terrorismo e a sanzioni finanziarie mirate.
Emendamento 70
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 7 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 16 – paragrafo 2 – comma 1
Con l'autorizzazione dell'autorità competente dello Stato membro che comunica le informazioni a norma della presente direttiva, e soltanto nella misura consentita dalla legislazione dello Stato membro dell'autorità competente che riceve le informazioni, le informazioni e i documenti ricevuti a norma della presente direttiva possono essere utilizzati per fini diversi da quelli previsti al paragrafo 1.
Nella misura consentita dalla legislazione dello Stato membro dell'autorità competente che riceve le informazioni, le informazioni e i documenti ricevuti a norma della presente direttiva possono essere utilizzati per fini diversi da quelli previsti al paragrafo 1. Tale autorizzazione è concessa direttamente se le informazioni possono essere utilizzate per fini analoghi nello Stato membro dell'autorità competente che comunica le informazioni.
Emendamento 71
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 7 – lettera c
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 16 – paragrafo 7
7.  L'autorità competente di ciascuno Stato membro attua un meccanismo efficace per garantire la valutazione dei dati acquisiti attraverso la comunicazione o lo scambio di informazioni a norma degli articoli da 8 a 8 bis quinquies nell'ambito di applicazione della presente direttiva.
7.  L'autorità competente di ciascuno Stato membro attua un meccanismo efficace per garantire l'uso e la valutazione della qualità e della completezza dei dati acquisiti e condivisi attraverso la comunicazione o lo scambio di informazioni a norma degli articoli da 8 a 8 bis quinquies nell'ambito di applicazione della presente direttiva, nonché procedure per l'analisi sistematica dei rischi di tali informazioni e per l'analisi sistematica delle informazioni non corrispondenti scambiate a norma degli articoli 5 e 8.
Emendamento 72
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 7 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 17 – paragrafo 4 bis (nuovo)
7 bis)  all'articolo 17 è inserito il seguente paragrafo:
"4 bis. La possibilità di cui al paragrafo 4 di rifiutare la trasmissione di informazioni non si applica nel caso in cui l'autorità richiedente sia in grado di dimostrare che le informazioni richieste non saranno rese pubbliche e saranno utilizzate solo per la valutazione, la gestione e il controllo delle questioni fiscali pertinenti della persona o del gruppo di persone interessate dalla richiesta di informazioni.";
Emendamento 73
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 9 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 23 – paragrafo 2
9 bis)  all'articolo 23, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutte le informazioni pertinenti necessarie per valutare l'efficacia della cooperazione amministrativa in conformità della presente direttiva nella lotta all'evasione e all'elusione fiscale.
"2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutte le informazioni pertinenti necessarie per valutare l'efficacia della cooperazione amministrativa in conformità della presente direttiva nella lotta all'evasione e all'elusione fiscale ed esaminano e valutano i costi di conformità che possono risultare da un'eventuale situazione di comunicazione eccessiva. Gli Stati membri comunicano annualmente i risultati della loro valutazione al Parlamento europeo e alla Commissione. Una sintesi di tali risultati è resa pubblica, tenendo conto della riservatezza e dei diritti dei contribuenti. Le informazioni non sono disaggregate a un livello tale da poter essere attribuite a un singolo contribuente.";
Emendamento 74
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 11
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 23 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una valutazione annuale dell'efficacia dello scambio automatico di informazioni di cui agli articoli 8, 8 bis, 8 bis bis e 8 bis bis ter e i risultati pratici ottenuti. La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, il formulario e le modalità di comunicazione della valutazione annuale. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
3.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una valutazione annuale dell'efficacia dello scambio di informazioni su richiesta di cui agli articoli 5, 6 e 7, e dello scambio automatico di informazioni di cui agli articoli da 8 a 8 bis quinquies, il grado di cooperazione con i paesi terzi e i risultati pratici ottenuti, comprese le entrate fiscali incrementali associate e le pratiche illecite individuate tramite la cooperazione amministrativa. Le informazioni comunicate sono disaggregate dalla Commissione, almeno paese per paese. La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, il formulario e le modalità di comunicazione della valutazione annuale. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
Emendamento 75
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 11 bis – lettera a (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 23 bis – paragrafo 1
11 bis)  l'articolo 23 bis è così modificato:
a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Conformemente alle disposizioni applicabili alle autorità dell'Unione, la Commissione assicura la riservatezza delle informazioni comunicatele in conformità della presente direttiva, che non possono essere utilizzate per fini diversi da quelli necessari a determinare se e in che misura gli Stati membri rispettano la presente direttiva.
"1. La riservatezza delle informazioni comunicate alla Commissione in conformità della presente direttiva è assicurata nella misura in cui la non divulgazione non nuoce all'interesse pubblico, le informazioni possono essere attribuite a un singolo contribuente e la loro divulgazione violerebbe i diritti dei contribuenti.";
Emendamento 76
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 11 bis – lettera b (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 23 bis – paragrafo 2
b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  Le informazioni trasmesse alla Commissione da uno Stato membro a norma dell'articolo 23 e le relazioni o i documenti elaborati dalla Commissione utilizzando tali informazioni possono essere comunicati ad altri Stati membri. Tali informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle informazioni di analoga natura dal diritto nazionale dello Stato membro che le riceve.
"2. Le informazioni trasmesse alla Commissione da uno Stato membro a norma dell'articolo 23 e le relazioni o i documenti elaborati dalla Commissione utilizzando tali informazioni attribuibili possono essere comunicati ad altri Stati membri. Tali informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle informazioni di analoga natura dal diritto nazionale dello Stato membro che le riceve.
Le relazioni e i documenti redatti dalla Commissione di cui al primo comma possono essere utilizzati dagli Stati membri solo per fini analitici e non sono pubblicati o comunicati ad altre persone od organismi senza l'esplicito accordo della Commissione.
Le relazioni e i documenti redatti dalla Commissione di cui al primo comma possono essere utilizzati dagli Stati membri solo per fini analitici.
In deroga al primo e al secondo comma, la Commissione può pubblicare annualmente sintesi anonime dei dati statistici che gli Stati membri le comunicano a norma dell'articolo 23, paragrafo 4.
In deroga al primo e al secondo comma, la Commissione pubblica annualmente sintesi anonime dei dati statistici che gli Stati membri le comunicano a norma dell'articolo 23, paragrafo 4.
Emendamento 77
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della presente direttiva e riguardanti l'articolo 8, paragrafo 3 bis, e gli articoli da 8 bis bis a 8 bis quinquies e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'applicazione. Le sanzioni e le misure di conformità previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della presente direttiva e riguardanti l'articolo 8, paragrafo 3 bis, e gli articoli da 8 bis bis a 8 bis quinquies e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'applicazione. Le sanzioni e le misure di conformità previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri provvedono affinché le sanzioni siano applicate alle parti effettivamente responsabili della violazione.
Emendamento 78
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Se uno Stato membro prevede sanzioni superiori a 150 000 EUR, stabilisce un regime temporaneo di riduzione delle sanzioni per 3 anni per le PMI in relazione all'articolo 8 bis quinquies.
Emendamento 79
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 2 – comma 2 – lettera c
(c)  il potere di esercitare il controllo all'interno della persona giuridica.
soppresso
Emendamento 80
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 3 – comma 1
In caso di mancata comunicazione dopo due solleciti amministrativi o quando le informazioni fornite contengono dati incompleti, inesatti o falsi, pari a oltre il 25 % delle informazioni che avrebbero dovuto essere comunicate conformemente alle informazioni di cui all'allegato VI, sezione II, lettera B, gli Stati membri provvedono affinché le sanzioni che possono essere applicate comprendano almeno le seguenti sanzioni pecuniarie minime:
In caso di mancata comunicazione dopo due solleciti amministrativi o quando le informazioni fornite contengono dati incompleti, inesatti o falsi, pari a oltre il 25 % delle informazioni che avrebbero dovuto essere comunicate conformemente alle informazioni di cui agli allegati, gli Stati membri provvedono affinché le sanzioni che possono essere applicate comprendano almeno le seguenti sanzioni pecuniarie minime:
Emendamento 81
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 3 – comma 1 – lettera c
(c)  in caso di inosservanza delle disposizioni nazionali adottate per conformarsi all'articolo 8 bis ter, la sanzione pecuniaria minima non è inferiore a 50 000 EUR quando il fatturato annuo dell'intermediario o del contribuente interessato è inferiore a 6 milioni di EUR e a 150 000 EUR quando il fatturato è pari o superiore a 6 milioni di EUR; la sanzione pecuniaria minima non è inferiore a 20 000 EUR quando l'intermediario o il contribuente interessato è una persona fisica;
soppresso
Emendamento 82
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 3 – comma 1 – lettera d
(d)  in caso di inosservanza delle disposizioni nazionali adottate per conformarsi all'articolo 8 bis quater, la sanzione pecuniaria minima non è inferiore a 50 000 EUR quando il fatturato annuo del Gestore di Piattaforma con Obbligo di Comunicazione è inferiore a 6 milioni di EUR e a 150 000 EUR quando il fatturato è pari o superiore a 6 milioni di EUR; la sanzione pecuniaria minima non è inferiore a 20 000 EUR quando il Gestore di Piattaforma con Obbligo di Comunicazione è una persona fisica;
soppresso
Emendamento 83
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 3 – comma 1 – lettera e
(e)  in caso di inosservanza delle disposizioni nazionali adottate per conformarsi all'articolo 8 bis quinquies, la sanzione pecuniaria minima non è inferiore a 50 000 EUR quando il fatturato annuo del Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione è inferiore a 6 milioni di EUR e a 150 000 EUR quando il fatturato è pari o superiore a 6 milioni di EUR; la sanzione pecuniaria minima non è inferiore a 20 000 EUR quando il Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione è una persona fisica.
soppresso
Emendamento 84
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE del Consiglio
Articolo 25 bis – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)
Le sanzioni di cui al presente paragrafo non superano l'1 % del fatturato globale del soggetto tenuto alla comunicazione.
Emendamento 85
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 25 bis – paragrafo 3 – comma 2
La Commissione valuta l'adeguatezza degli importi di cui alla lettera d) del presente paragrafo nella relazione di cui all'articolo 27, paragrafo 1.
Entro... [un anno dalla data di applicazione della presente direttiva] la Commissione valuta l'adeguatezza e la proporzionalità degli importi di cui al presente paragrafo.
Emendamento 86
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 13 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 – paragrafo 1
13 bis)  all'articolo 27, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Ogni cinque anni successivamente al 1° gennaio 2013 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva.
"1. Ogni cinque anni successivamente al 1° gennaio 2013 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva. La relazione, ove del caso, è corredata di proposte specifiche, comprese le proposte legislative, volte a migliorare la presente direttiva.";
Emendamento 87
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 14
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri monitorano e valutano, in relazione alla loro giurisdizione, l'efficacia della cooperazione amministrativa in conformità della presente direttiva nella lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali e comunicano alla Commissione i risultati della loro valutazione con frequenza annuale.
2.  Gli Stati membri monitorano e valutano, in relazione alla loro giurisdizione, l'efficacia della cooperazione amministrativa in conformità della presente direttiva nella lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali e comunicano al Parlamento europeo e alla Commissione i risultati della loro valutazione con frequenza annuale.
Emendamento 88
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 14
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
La Commissione tiene conto dei risultati della valutazione degli Stati membri per procedere a ulteriori revisioni legislative volte a colmare le lacune e le carenze persistenti della presente direttiva.
Emendamento 89
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 14 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 – paragrafo 2 bis (nuovo)
14 bis)  all'articolo 27 è inserito il seguente paragrafo:
"2 bis. Ai fini del paragrafo 2 del presente articolo, la Commissione adotta un quadro comune per misurare l'impatto, nonché i costi e i benefici della presente direttiva secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.";
Emendamento 90
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 15
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 quater – comma 1
Per i periodi d'imposta che iniziano il 1º gennaio 2026 o in data successiva gli Stati membri provvedono affinché il NIF delle persone fisiche o delle entità segnalate rilasciato dallo Stato membro di residenza sia incluso nella comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 8, paragrafi 1 e 3 bis, all'articolo 8 bis, paragrafo 6, all'articolo 8 bis bis, paragrafo 3, all'articolo 8 bis ter, paragrafo 14, all'articolo 8 bis quater, paragrafo 2, e all'articolo 8 bis quinquies, paragrafo 3. Il NIF è fornito anche quando non è specificamente richiesto da tali articoli.
Per i periodi d'imposta che iniziano il 1º gennaio 2027 o in data successiva gli Stati membri provvedono affinché il NIF delle persone fisiche o delle entità segnalate rilasciato dallo Stato membro di residenza, ove disponibile, sia incluso nella comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 8, paragrafi 1 e 3 bis, all'articolo 8 bis, paragrafo 6, all'articolo 8 bis bis, paragrafo 3, all'articolo 8 bis ter, paragrafo 14, all'articolo 8 bis quater, paragrafo 2, e all'articolo 8 bis quinquies, paragrafo 3. Il NIF è fornito anche quando non è specificamente richiesto da tali articoli.
Emendamento 91
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 15
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 quater – paragrafo 2 bis (nuovo)
Entro gennaio 2026 la Commissione valuta l'opportunità di introdurre un NIF europeo. La Commissione può presentare, se del caso, una proposta legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio.
Emendamento 92
Proposta di direttiva
Articolo 1 – punto 15 bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Articolo 27 quinquies (nuovo)
15 bis)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 27 quinquies
Revisione
Entro gennaio 2026 la Commissione valuta se sia necessario rafforzare ulteriormente l'efficienza e il funzionamento dello scambio automatico di informazioni e innalzarne il livello, al fine di prevedere che:
a)  le categorie di reddito di cui all'articolo 8, paragrafo 1, siano estese alle attività finanziarie, comprese le contrattazioni di valuta e le attività non finanziarie, come beni immobili, opere d'arte o gioielli, e alle nuove forme di conservazione del patrimonio, come porti franchi e cassette di sicurezza, compresi i dati sui titolari effettivi finali e le plusvalenze;
b)  l'elenco degli elementi di cui all'articolo 8, paragrafo 3 bis, sia ampliato per includere dati sui titolari effettivi finali e per far fronte all'elusione attraverso il ricorso a una seconda residenza fiscale o a residenze fiscali multiple.
Emendamento 93
Proposta di direttiva
Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1
Gli Stati membri adottano e pubblicano entro e non oltre il 31 dicembre 2025 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Gli Stati membri adottano e pubblicano entro e non oltre il 31 dicembre 2026 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Emendamento 94
Proposta di direttiva
Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 2
Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2027.
Emendamento 95
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 1 – lettera a – punto i
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione I – parte A – punto 1 – lettera c
c)  se il conto è un conto congiunto, compreso il numero di Titolari di Conti congiunti;
c)  se il conto è un conto congiunto, compresi il numero di Titolari di Conti congiunti e la quota di ciascun Titolare di Conto;
Emendamento 96
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 1 – lettera a – punto ii bis (nuovo)
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione I – parte A – punto 7 bis (nuovo)
ii bis)  è aggiunto il punto seguente:
"7 bis. nel caso in cui l'Istituzione Finanziaria Tenuta alla Comunicazione non abbia alcun conto da segnalare nel quadro della presente direttiva, una notifica negativa, comprendente una spiegazione del motivo per cui l'istituzione finanziaria non comunica informazioni.";
Emendamento 97
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 1 – lettera c bis (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione I – parte F bis (nuova)
c bis)  è aggiunta la seguente parte:
"F bis. Ogni Istituzione Finanziaria non Tenuta alla Comunicazione presenta all'autorità competente del proprio Stato membro una notifica negativa comprendente una spiegazione del motivo per cui l'istituzione finanziaria non comunica informazioni o informazioni in merito alle quali altre Istituzioni Finanziarie stanno effettuando la rendicontazione per suo conto.";
Emendamento 98
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 1 bis – lettera a (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione V – parte A
1 bis)  la sezione V è così modificata:
a)  la parte A è soppressa;
Emendamento 99
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 1 bis – lettera b (nuova)
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione V – parte B
b)  la parte B è così sostituita:
B.  Conti di Entità soggetti a verifica. Un Conto Preesistente di Entità il cui saldo o valore aggregato superi, al 31 dicembre 2015, un importo denominato nella valuta nazionale di ciascuno Stato membro corrispondente a 000 USD e un Conto Preesistente di Entità che non superi, al 31 dicembre 2015, tale importo ma il cui saldo o valore aggregato superi tale importo all'ultimo giorno di qualsiasi anno solare successivo sono soggetti a verifica in conformità delle procedure di cui alla parte D.
“B. Conti di Entità soggetti a verifica. Un Conto Preesistente di Entità è soggetto a verifica in conformità delle procedure di cui alla parte D.
Emendamento 100
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 4 – lettera a
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione VIII – parte A – punto 6 – lettera b
b)  il cui reddito lordo è principalmente attribuibile a investimenti, reinvestimenti o negoziazione di Attività Finanziarie o di Cripto-attività Soggette all'Obbligo di Notifica, se l'Entità è gestita da un'altra Entità che è un'Istituzione di Deposito, un'Istituzione di Custodia, un'Impresa di Assicurazioni Specificata o un'Entità di investimento di cui alla parte A, punto 6, lettera a).
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 101
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 4 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione VIII – parte A – punto 10
10.  Per "Token di Moneta Elettronica" si intendono i Token di Moneta Elettronica quali definiti nel regolamento XXX.
10.  Per "Token di Moneta Elettronica" si intendono i Token di Moneta Elettronica quali definiti all'articolo 3, paragrafo 1, punto 7, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 102
Proposta di direttiva
Allegato I – punto 4 – lettera b
Direttiva 2011/16/UE
Allegato I – sezione VIII – parte A – punto 13
13.  Per "Cripto-attività" si intendono le Cripto-attività quali definite nel regolamento XXX.
13.  Per "Cripto-attività" si intendono le Cripto-attività quali definite all'articolo 3, paragrafo 1, punto 5, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 103
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione I – parte A – punto 1
1.  un'Entità autorizzata ai sensi del regolamento XX;
1.  un'Entità autorizzata ai sensi del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 104
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione II – parte B bis (nuova)
B bis.  Fatta salva la parte A, punto 1, il luogo di nascita non deve essere necessariamente comunicato a meno che il Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione non sia altrimenti tenuto a ottenerlo e a comunicarlo ai sensi della legislazione nazionale.
Emendamento 105
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione II – parte C
C.  Le informazioni di cui al paragrafo 3 sono comunicate entro il 31 gennaio dell'anno civile successivo all'anno cui si riferiscono le informazioni. Le prime informazioni sono comunicate per l'anno civile pertinente o per altro periodo di riferimento adeguato a decorrere dal 1º gennaio 2026.
C.  Le informazioni di cui al paragrafo 3 sono comunicate entro il 31 luglio dell'anno civile successivo all'anno cui si riferiscono le informazioni. Le prime informazioni sono comunicate per l'anno civile pertinente o per altro periodo di riferimento adeguato a decorrere dal 1º gennaio 2026.
Emendamento 106
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte A – punto 1
1.  Per "Cripto-attività" si intendono le Cripto-attività quali definite nel regolamento XXX.
1.  Per "Cripto-attività" si intendono le Cripto-attività quali definite all'articolo 3, paragrafo 1, punto 5, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 107
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte A – punto 5
5.  Per "Moneta Elettronica" si intende la moneta elettronica quale definita nella direttiva 2009/110/CE. Ai fini della presente direttiva, i termini "Moneta Elettronica" non comprendono un prodotto creato al solo scopo di facilitare il trasferimento di fondi da un cliente a un'altra persona su istruzioni del cliente. Un prodotto non è creato al solo scopo di agevolare il trasferimento di fondi se, nel corso della normale attività dell'Entità trasferente, i fondi connessi a tale prodotto sono detenuti più di 60 giorni dopo il ricevimento delle istruzioni per facilitare il trasferimento o, in mancanza di istruzioni, se i fondi connessi a tale prodotto sono detenuti più di 60 giorni dopo il loro ricevimento.
5.  Ai fini della presente direttiva per "Moneta Elettronica" si intende qualsiasi cripto-attività che sia: a) una rappresentazione digitale di un'unica Moneta Fiduciaria; b) emessa al momento del ricevimento dei fondi al fine di effettuare operazioni di pagamento; c) rappresentata da un credito nei confronti dell'emittente denominato nella medesima Moneta Fiduciaria; d) accettata in pagamento da una persona fisica o giuridica diversa dall'emittente; ed e) in virtù di requisiti normativi cui l'emittente è soggetto, rimborsabile in qualsiasi momento e al valore nominale nella medesima Moneta Fiduciaria su richiesta del possessore del prodotto. I termini "Moneta Elettronica" non comprendono un prodotto creato al solo scopo di facilitare il trasferimento di fondi da un cliente a un'altra persona su istruzioni del cliente. Un prodotto non è creato al solo scopo di agevolare il trasferimento di fondi se, nel corso della normale attività dell'Entità trasferente, i fondi connessi a tale prodotto sono detenuti più di 60 giorni dopo il ricevimento delle istruzioni per facilitare il trasferimento o, in mancanza di istruzioni, se i fondi connessi a tale prodotto sono detenuti più di 60 giorni dopo il loro ricevimento.
Emendamento 108
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte A – punto 6
6.  Per "Token di Moneta Elettronica" si intendono i Token di Moneta Elettronica quali definiti nel regolamento XXX.
6.  Per "Token di Moneta Elettronica" si intendono i Token di Moneta Elettronica quali definiti all'articolo 3, paragrafo 1, punto 7, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 109
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte A – punto 7
7.  Per "Tecnologia di registro distribuito (DLT)" si intende la Tecnologia di Registro Distribuito o DLT quale definita nel regolamento XXX.
7.  Per "Tecnologia di registro distribuito (DLT)" si intende la Tecnologia di Registro Distribuito o DLT quale definita all'articolo 3, paragrafo 1, punto 1, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 110
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte B – punto 1
1.  Per "Fornitore di Servizi per le Cripto-attività" si intende il Fornitore di Servizi per le Cripto-attività quale definito nel regolamento XXX.
1.  Per "Fornitore di Servizi per le Cripto-attività" si intende il Fornitore di Servizi per le Cripto-attività quale definito all'articolo 3, paragrafo 1, punto 15, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 111
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte B – punto 4
4.  Per "Servizi per le Cripto-attività" si intendono i Servizi per le Cripto-attività quali definiti nel regolamento XXX, compresi staking e prestito.
4.  Per "Servizi per le Cripto-attività" si intendono i Servizi per le Cripto-attività quali definiti all'articolo 3, paragrafo 1, punto 16, del regolamento (UE) 2023/1114.
Emendamento 112
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione IV – parte C – punto 4
4.  Per "Operazione di Pagamento al Dettaglio Oggetto di Comunicazione" si intende un Trasferimento di Cripto-attività Oggetto di Comunicazione come corrispettivo di beni o servizi per un valore superiore a 50 000 EUR.
4.  Per "Operazione di Pagamento al Dettaglio Oggetto di Comunicazione" si intende un Trasferimento di Cripto-attività Oggetto di Comunicazione come corrispettivo di beni o servizi per un valore superiore a 50 000 USD (o importo equivalente in altra valuta).
Emendamento 113
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione V – parte A – punto 2
2.  Se un Utente di Cripto-attività non fornisce le informazioni di cui alla sezione III dopo due solleciti successivi alla richiesta iniziale del Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione, ma non prima della scadenza di 60 giorni, i Fornitori di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione impediscono all'Utente di Cripto-attività di effettuare Operazioni di Scambio.
2.  Se un Utente di Cripto-attività non fornisce le informazioni di cui alla sezione III dopo due solleciti successivi alla richiesta iniziale del Fornitore di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione, ma non prima della scadenza di 60 giorni, i Fornitori di Servizi per le Cripto-attività con Obbligo di Comunicazione impediscono all'Utente di Cripto-attività di effettuare Operazioni di Scambio; tale limitazione deve essere immediatamente revocata dopo che le informazioni richieste sono state fornite dall'Utente di Cripto-attività.
Emendamento 114
Proposta di direttiva
Allegato III
Direttiva 2011/16/UE
Allegato VI – sezione V – parte E
Lo Stato membro d'origine che rilascia l'autorizzazione ai Fornitori di Servizi per le Cripto-attività a norma del regolamento XXX comunica periodicamente, e al più tardi entro il 31 dicembre, all'autorità competente un elenco di tutti i Fornitori di Servizi per le Cripto-attività autorizzati.
Lo Stato membro d'origine che rilascia l'autorizzazione ai Fornitori di Servizi per le Cripto-attività a norma del regolamento (UE) 2023/1114 comunica periodicamente, e al più tardi entro il 31 dicembre, all'autorità competente un elenco di tutti i Fornitori di Servizi per le Cripto-attività autorizzati.

Modifiche al regolamento del Parlamento al fine di rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità
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Decisione del Parlamento europeo del 13 settembre 2023 sulle modifiche al regolamento del Parlamento al fine di rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità (2023/2095(REG))(1)
P9_TA(2023)0316A9-0262/2023

Il Parlamento europeo,

–  vista la lettera della sua Presidente del 9 marzo 2023,

–  visti gli articoli 236 e 237 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A9‑0262/2023),

1.  decide di apportare al suo regolamento la modifica in appresso;

2.  decide che gli emendamenti entrano in vigore il 1° novembre 2023; che gli emendamenti che conferiscono all'Ufficio di presidenza e ai questori il potere di adottare misure di applicazione si applicano tuttavia a decorrere dalla data di adozione della presente decisione;

3.  decide che le dichiarazioni di interessi presentate sulla base delle disposizioni del regolamento in vigore alla data di adozione della presente decisione sono valide fino al 31 dicembre 2023;

4.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente decisione, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione.

Testo in vigore   Emendamento
Emendamento 1
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 11
Articolo 11
Articolo 11
Interessi finanziari dei deputati e registro per la trasparenza
Norme di comportamento concernenti l'integrità e la trasparenza
1.  Il Parlamento stabilisce norme di trasparenza relative agli interessi finanziari dei propri membri, sotto forma di un codice di condotta approvato a maggioranza dei suoi membri e allegato al presente regolamento1.
1.  Il Parlamento stabilisce norme di comportamento concernenti l'integrità e la trasparenza, sotto forma di un codice di condotta, approvato a maggioranza dei suoi membri e allegato al presente regolamento5.
Esse non possono comunque perturbare o limitare l'esercizio del mandato da parte dei deputati né dell'attività politica o di altra natura a esso connessa.
Esse non possono comunque perturbare o limitare l'esercizio del mandato da parte dei deputati né dell'attività politica o di altra natura a esso connessa.
2.  I deputati dovrebbero adottare la pratica sistematica di incontrare esclusivamente i rappresentanti di interessi iscritti nel registro per la trasparenza introdotto dall'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio6.
3.  I deputati dovrebbero pubblicare online tutte le riunioni programmate con i rappresentanti di interessi rientranti nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale. Fatto salvo l'articolo 4, paragrafo 6 dell'allegato I, i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione devono pubblicare online, per ciascuna relazione, tutte le riunioni programmate con i rappresentanti di interessi rientranti nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale. L'Ufficio di presidenza mette a disposizione l'infrastruttura necessaria sul sito web del Parlamento.
4.  L'Ufficio di presidenza mette a disposizione l'infrastruttura necessaria sulla pagina online dei deputati sul sito web del Parlamento per i deputati che intendono pubblicare un audit volontario o una conferma, secondo quanto previsto dalle disposizioni applicabili dello statuto dei deputati e dalle relative misure di attuazione, del fatto che il loro utilizzo dell'indennità per spese generali è conforme alle norme applicabili dello statuto dei deputati e delle relative misure di attuazione.
4.  L'Ufficio di presidenza mette a disposizione l'infrastruttura necessaria sulla pagina online dei deputati sul sito web del Parlamento per i deputati che intendono pubblicare un audit volontario o una conferma, secondo quanto previsto dalle disposizioni applicabili dello statuto dei deputati e dalle relative misure di attuazione, del fatto che il loro utilizzo dell'indennità per spese generali è conforme alle norme applicabili dello statuto dei deputati e delle relative misure di attuazione.
5.  Tali norme non possono comunque perturbare o limitare l'esercizio del mandato da parte dei deputati, né dell'attività politica o di altra natura a esso connessa.
6.  Le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati sono stabiliti con decisione dell'Ufficio di presidenza. Non si effettua alcuna distinzione nel trattamento degli ex deputati.
6.  Le norme di comportamento concernenti l'integrità e la trasparenza per gli ex deputati sono stabilite con decisione dell'Ufficio di presidenza.
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__________
5 Cfr. allegato I.
5 Cfr. allegato I.
6 Accordo interistituzionale del 20 maggio 2021 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea su un registro per la trasparenza obbligatorio (GU L 207 dell'11.6.2021, pag. 1).
Emendamento 2
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 35
Articolo 35
Articolo 35
Intergruppi
Intergruppi
1.  I singoli deputati possono costituire intergruppi o altri raggruppamenti non ufficiali di deputati al fine di svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.
1.  I singoli deputati possono costituire intergruppi al fine di svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.
2.  Gli intergruppi come pure gli altri raggruppamenti non ufficiali devono agire in modo pienamente trasparente e non devono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. Essi non possono organizzare eventi in paesi terzi che coincidono con una missione di un organo ufficiale del Parlamento, inclusa una missione ufficiale di osservazione elettorale.
2.  Gli intergruppi devono agire in modo pienamente trasparente. Essi non devono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. In particolare, non devono utilizzare il nome o il logo del Parlamento. Essi non possono organizzare eventi in paesi terzi che coincidono con una missione di un organo ufficiale del Parlamento, inclusa una missione ufficiale di osservazione elettorale.
3.  Nel rispetto delle condizioni fissate dalle norme interne del Parlamento che disciplinano la costituzione di tali raggruppamenti, un gruppo politico può agevolare le attività degli stessi fornendo loro supporto logistico.
3.  Nel rispetto delle condizioni fissate dalle norme interne del Parlamento che disciplinano la costituzione degli intergruppi, un gruppo politico può agevolare le attività degli stessi fornendo loro supporto logistico.
4.  Gli intergruppi sono tenuti a presentare una dichiarazione annuale di qualsiasi sostegno, in contanti o in natura (ad esempio, assistenza di segreteria) che, se offerto ai deputati a titolo individuale, avrebbe dovuto essere dichiarato ai sensi dell'allegato I.
4.  Gli intergruppi sono tenuti a presentare una dichiarazione annuale di qualsiasi sostegno, anche in contanti o in natura che, se offerto ai deputati a titolo individuale, avrebbe dovuto essere dichiarato ai sensi dell'allegato I.
Gli altri raggruppamenti non ufficiali sono altresì tenuti a dichiarare, entro la fine del mese successivo, ogni sostegno, in contanti o in natura, che i deputati non hanno dichiarato a titolo individuale conformemente agli obblighi di cui all'allegato I.
5.  Solo i rappresentanti di interessi che sono iscritti nel registro per la trasparenza possono partecipare ad attività di intergruppi o di altri raggruppamenti non ufficiali organizzate presso i locali del Parlamento, ad esempio partecipando a riunioni o eventi di un intergruppo o di un altro raggruppamento non ufficiale, offrendo ad essi il proprio sostegno, o co-organizzando i suoi eventi.
5.  I rappresentanti di interessi possono partecipare ad attività di intergruppi organizzate presso i locali del Parlamento, ad esempio partecipando a riunioni o eventi di un intergruppo, offrendo ad essi il proprio sostegno, o co-organizzando i suoi eventi, soltanto se iscritti nel registro per la trasparenza introdotto dall'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio14 bis.
6.  I questori tengono un registro delle dichiarazioni di cui al paragrafo 4. I questori stabiliscono le modalità relative a dette dichiarazioni e alla loro pubblicazione sul sito internet del Parlamento.
6.  I questori tengono un registro pubblico degli intergruppi e delle dichiarazioni di cui al paragrafo 4. L'Ufficio di presidenza stabilisce le modalità relative a detto registro e dette dichiarazioni e alla loro pubblicazione sul sito internet del Parlamento.
7.  I questori assicurano l'effettiva applicazione del presente articolo.
7.  I questori assicurano l'effettiva applicazione del presente articolo.
7 bis.   In caso di violazione del presente articolo, i questori possono vietare all'intergruppo di utilizzare le infrastrutture del Parlamento per un periodo non superiore al resto della legislatura.
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14 bis Accordo interistituzionale del 20 maggio 2021 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione europea su un registro per la trasparenza obbligatorio (GU L 207 dell’11.6.2021, pag. 1).
Emendamento 3
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 35 bis (nuovo)
Articolo 35 bis
Raggruppamenti non ufficiali
1.   I singoli deputati possono costituire raggruppamenti non ufficiali di deputati al fine di svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.
2.   I raggruppamenti non ufficiali devono agire in modo pienamente trasparente. Essi non devono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. In particolare, non devono utilizzare il nome o il logo del Parlamento. Essi non possono organizzare eventi in paesi terzi che coincidono con una missione di un organo ufficiale del Parlamento, inclusa una missione ufficiale di osservazione elettorale. I deputati che aderiscono a raggruppamenti non ufficiali comunicano proattivamente agli interlocutori esterni che stanno agendo in veste di deputati a titolo individuale.
3.   Un gruppo politico può agevolare le attività dei raggruppamenti non ufficiali fornendo loro supporto logistico, ad eccezione dei raggruppamenti non ufficiali relativi a paesi terzi per i quali esiste una delegazione interparlamentare permanente di cui all'articolo 223.
I raggruppamenti non ufficiali relativi a paesi terzi per i quali esiste una delegazione interparlamentare permanente di cui all'articolo 223 non beneficiano delle infrastrutture del Parlamento per le proprie attività.
La relazione con il paese terzo può risultare dal nome o dalle attività del raggruppamento non ufficiale.
4.   I raggruppamenti non ufficiali sono tenuti a dichiarare, entro la fine del mese successivo, ogni sostegno, in contanti o in natura. In assenza di detta dichiarazione, il presidente del raggruppamento, ovvero un qualunque deputato partecipante qualora il raggruppamento non abbia un presidente, dichiara il sostegno entro dieci giorni lavorativi dopo la scadenza del termine.
5.   Solo i rappresentanti di interessi che sono iscritti nel registro per la trasparenza possono partecipare ad attività di raggruppamenti non ufficiali organizzate presso i locali del Parlamento, ad esempio partecipando a riunioni o eventi di un raggruppamento non ufficiale, offrendo il proprio sostegno o co-organizzando tali eventi.
6.   I questori tengono un registro pubblico delle dichiarazioni di cui al paragrafo 4 e dei raggruppamenti non ufficiali che le hanno presentate. L'Ufficio di presidenza stabilisce le modalità relative a detto registro e dette dichiarazioni e alla loro pubblicazione sul sito internet del Parlamento.
7.   I questori assicurano l'effettiva applicazione del presente articolo.
8.   In caso di violazione del presente articolo, i questori possono vietare al raggruppamento non ufficiale di utilizzare le infrastrutture del Parlamento per un periodo non superiore al resto della legislatura.
Emendamento 4
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 123
Articolo 123
Articolo 123
Accesso al Parlamento
Accesso al Parlamento
1.  I titoli di accesso per i deputati, i loro assistenti e soggetti terzi sono rilasciati sulla base delle norme stabilite dall'Ufficio di presidenza. Tali norme disciplinano altresì l'uso e il ritiro dei titoli di accesso.
1.  I titoli di accesso per i deputati, gli ex deputati, i loro assistenti e soggetti terzi sono rilasciati sulla base delle norme stabilite dall'Ufficio di presidenza. Tali norme disciplinano altresì l'uso e il ritiro dei titoli di accesso.
2.  I titoli di accesso non sono rilasciati a persone appartenenti alla cerchia di un deputato che rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio.
2.  I titoli di accesso non sono rilasciati a persone appartenenti alla cerchia di un deputato che rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio.
3.  Le entità iscritte nel registro per la trasparenza e i loro rappresentanti cui è stato rilasciato un titolo di accesso di lunga durata al Parlamento europeo devono rispettare:
3.  Le entità iscritte nel registro per la trasparenza e i loro rappresentanti cui è stato rilasciato un titolo di accesso di lunga durata al Parlamento europeo devono rispettare:
—  il codice di condotta per i soggetti registrati allegato all'accordo interistituzionale;
—  il codice di condotta per i soggetti registrati allegato all'accordo interistituzionale;
—  le procedure e altri obblighi definiti dall'accordo interistituzionale; nonché
—  le procedure e altri obblighi definiti dall'accordo interistituzionale; nonché
—  le disposizioni di attuazione del presente articolo.
—  le disposizioni di attuazione del presente articolo.
Fatta salva l'applicabilità delle norme generali che disciplinano il ritiro o la disattivazione temporanea dei titoli di accesso di lunga durata, e salvo che ragioni importanti vi si oppongano, il Segretario generale, previa autorizzazione dei questori, ritira o disattiva un titolo di accesso di lunga durata quando il suo titolare è stato cancellato dal registro per la trasparenza per violazione del codice di condotta per i soggetti registrati, si è reso colpevole di una grave violazione degli obblighi di cui al presente paragrafo o ha rifiutato di accettare un invito formale a partecipare a un'audizione o a una riunione di commissione o di collaborare con una commissione d'inchiesta, senza fornire una giustificazione sufficiente.
Fatta salva l'applicabilità delle norme generali che disciplinano il ritiro o la disattivazione temporanea dei titoli di accesso di lunga durata, e salvo che ragioni importanti vi si oppongano, il Segretario generale, previa autorizzazione dei questori, ritira o disattiva un titolo di accesso di lunga durata quando il suo titolare è stato cancellato dal registro per la trasparenza per violazione del codice di condotta per i soggetti registrati, si è reso colpevole di una grave violazione degli obblighi di cui al presente paragrafo o ha rifiutato di accettare un invito formale a partecipare a un'audizione o a una riunione di commissione o di collaborare con una commissione d'inchiesta, senza fornire una giustificazione sufficiente.
4.  I questori possono definire in che misura il codice di condotta di cui al paragrafo 3 sia applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale.
4.  I questori possono definire in che misura il codice di condotta di cui al paragrafo 3 sia applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale.
5.  L'Ufficio di presidenza, su proposta del Segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al registro per la trasparenza, in conformità delle disposizioni dell'accordo interistituzionale.
5.  L'Ufficio di presidenza, su proposta del Segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al registro per la trasparenza, in conformità delle disposizioni dell'accordo interistituzionale.
Emendamento 5
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 176
Articolo 176
Articolo 176
Sanzioni
Sanzioni
1.  In gravi casi di violazione dell'articolo 10, paragrafi da 2 a 9, il Presidente adotta una decisione motivata che irroga la sanzione adeguata nei confronti del deputato interessato in conformità del presente articolo.
1.  In gravi casi di violazione dell'articolo 10, paragrafi da 2 a 9, dell'articolo 35 o 35 bis, il Presidente adotta una decisione motivata che irroga la sanzione adeguata nei confronti del deputato interessato in conformità del presente articolo.
In relazione all'articolo 10, paragrafi 3 o 4, il Presidente può adottare una decisione motivata a norma del presente articolo a prescindere dal fatto che una misura immediata ai sensi dell'articolo 175 sia stata precedentemente imposta o meno nei confronti del deputato interessato.
In relazione all'articolo 10, paragrafi 3 o 4, il Presidente può adottare una decisione motivata a norma del presente articolo a prescindere dal fatto che una misura immediata ai sensi dell'articolo 175 sia stata precedentemente imposta o meno nei confronti del deputato interessato.
In relazione all'articolo 10, paragrafo 6, il Presidente può adottare una decisione motivata a norma del presente articolo unicamente una volta stabilito che è stata commessa una molestia, conformemente alla procedura amministrativa interna applicabile in materia di molestie e relativa prevenzione.
In relazione all'articolo 10, paragrafo 6, il Presidente può adottare una decisione motivata a norma del presente articolo unicamente una volta stabilito che è stata commessa una molestia, conformemente alla procedura amministrativa interna applicabile in materia di molestie e relativa prevenzione.
Il Presidente può irrogare una sanzione nei confronti di un deputato nei casi in cui l'applicazione del presente articolo è prevista dal regolamento del Parlamento o da una decisione adottata dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 25.
1 bis.   Il Presidente può inoltre irrogare una sanzione nei confronti di un deputato nei casi in cui l'applicazione del presente articolo è prevista dal regolamento del Parlamento, compreso il codice di condotta per i deputati concernente l'integrità e la trasparenza32 bis, o da una decisione adottata dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 25.
2.  Il deputato interessato è invitato dal Presidente a presentare osservazioni per iscritto prima che la decisione sia adottata. In alternativa, il Presidente può decidere di organizzare un'audizione orale, qualora ciò sia più opportuno.
2.  Il deputato interessato è invitato dal Presidente a presentare osservazioni per iscritto prima che la decisione sia adottata. In alternativa, il Presidente può decidere di organizzare un'audizione orale, qualora ciò sia più opportuno.
La decisione che irroga la sanzione è notificata al deputato interessato tramite lettera raccomandata o, in caso di urgenza, tramite gli uscieri.
La decisione che irroga la sanzione è notificata al deputato interessato.
Qualsiasi sanzione irrogata a un deputato, dopo essere stata notificata a quest'ultimo, è annunciata dal Presidente in Aula e comunicata ai presidenti degli organi, delle commissioni e delle delegazioni cui partecipa il deputato. Ne sono informati anche i presidenti degli organi, delle commissioni e delle delegazioni di cui è membro il deputato.
Una volta divenuta definitiva, la sanzione è annunciata dal Presidente in Aula. Ne sono informati anche i presidenti degli organi, delle commissioni e delle delegazioni di cui è membro il deputato.
Una volta divenuta definitiva, la sanzione è pubblicata in modo visibile sul sito internet del Parlamento per il resto della legislatura.
La sanzione irrogata è pubblicata in modo visibile sul sito internet del Parlamento e sulla pagina online dei deputati sul sito internet del Parlamento.
3.  La valutazione dei comportamenti osservati deve tener conto del loro carattere puntuale, ricorrente o permanente nonché del loro grado di gravità. Si deve inoltre tenere conto, se del caso, dell'eventuale danno arrecato alla dignità e alla reputazione del Parlamento.
3.  La valutazione dei comportamenti osservati deve tener conto del loro carattere puntuale, ricorrente o permanente nonché del loro grado di gravità. Si deve inoltre tenere conto, se del caso, dell'eventuale danno arrecato alla dignità e alla reputazione del Parlamento.
4.  La sanzione può consistere in una o più di una delle misure seguenti:
4.  La sanzione irrogata deve essere effettiva, proporzionata e dissuasiva. La sanzione può consistere in una o più di una delle misure seguenti:
(a)  ammonizione;
(a)  ammonizione;
(a bis)  divieto per il deputato di rappresentare il Parlamento in una delegazione interparlamentare, una conferenza interparlamentare o qualsiasi sede interistituzionale per un periodo fino a un anno;
(a ter)  in caso di violazione degli obblighi di riservatezza, limitazione dei diritti di accesso alle informazioni riservate o classificate per un periodo fino a un anno;
(b)  perdita del diritto all'indennità di soggiorno per un periodo da due a trenta giorni;
(b)  perdita del diritto all'indennità di soggiorno per un periodo da due a sessanta giorni;
(c)  fatto salvo l'esercizio del diritto di voto in plenaria e con riserva in tal caso del rigoroso rispetto delle norme di comportamento, sospensione temporanea, per un periodo da due a trenta giorni di riunione del Parlamento o di uno qualsiasi dei suoi organi, commissioni o delegazioni, dalla partecipazione a tutte o a una parte delle attività del Parlamento;
(c)  fatto salvo l'esercizio del diritto di voto in plenaria e con riserva in tal caso del rigoroso rispetto delle norme di comportamento, sospensione temporanea, per un periodo da due a sessanta giorni di riunione del Parlamento o di uno qualsiasi dei suoi organi, commissioni o delegazioni, dalla partecipazione a tutte o a una parte delle attività del Parlamento;
(d)  divieto per il deputato di rappresentare il Parlamento in una delegazione interparlamentare, una conferenza interparlamentare o qualsiasi sede interistituzionale per un periodo fino a un anno;
(e)  in caso di violazione degli obblighi di riservatezza, limitazione dei diritti di accesso alle informazioni riservate o classificate per un periodo fino a un anno.
5.  Le misure di cui al paragrafo 4, lettere da b) a e), possono essere raddoppiate in caso di recidiva o se il deputato rifiuta di conformarsi a una misura adottata in virtù dell'articolo 175, paragrafo 3.
5.  Le misure di cui al paragrafo 4, lettere da a bis) a c), possono essere raddoppiate in caso di recidiva o se il deputato rifiuta di conformarsi a una misura adottata in virtù dell'articolo 175, paragrafo 3.
6.  Il Presidente può inoltre presentare alla Conferenza dei presidenti una proposta volta a sospendere o revocare uno o più dei mandati del deputato in seno al Parlamento, conformemente alla procedura di cui all'articolo 21.
6.  Il Presidente può inoltre presentare alla Conferenza dei presidenti una proposta volta a sospendere o revocare uno o più dei mandati del deputato in seno al Parlamento, conformemente alla procedura di cui all'articolo 21.
6 bis.   Il Presidente decide sul periodo di pubblicazione delle sanzioni tenendo conto che il periodo minimo di pubblicazione, indipendentemente dalla fine del mandato del deputato interessato, è il seguente:
—  due anni per le sanzioni di cui al paragrafo 4, lettere a), a bis) e a ter);
—  tre anni per le sanzioni di cui al paragrafo 4, lettere b) e c).
In caso di violazioni minori, il Presidente può tuttavia decidere per un periodo di pubblicazione più breve.
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32 bis Cfr. allegato I.
Emendamento 6
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – Titolo
ALLEGATO I
ALLEGATO I
CODICE DI CONDOTTA DEI DEPUTATI AL PARLAMENTO EUROPEO IN MATERIA DI INTERESSI FINANZIARI E CONFLITTI DI INTERESSI
CODICE DI CONDOTTA DEI DEPUTATI AL PARLAMENTO EUROPEO CONCERNENTE L'INTEGRITÀ E LA TRASPARENZA
Emendamento 7
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 1
Articolo 1
Articolo 1
Principi direttivi
Principi direttivi
Nell'esercizio delle loro funzioni, i deputati al Parlamento europeo:
Nell'esercizio delle loro funzioni, i deputati al Parlamento europeo:
a)  si ispirano e agiscono nel rispetto dei seguenti principi generali di condotta: condotta disinteressata, integrità, trasparenza, diligenza, onestà, responsabilità e tutela del buon nome del Parlamento europeo,
a)  si ispirano e agiscono nel rispetto dei seguenti principi generali di condotta: condotta disinteressata, integrità, trasparenza, diligenza, onestà, responsabilità e tutela della dignità e del buon nome del Parlamento europeo,
b)  agiscono unicamente nell'interesse generale e non ottengono né cercano di ottenere alcun vantaggio finanziario diretto o indiretto o altre gratifiche.
b)  agiscono unicamente nell'interesse generale e non ottengono né cercano di ottenere alcun vantaggio diretto o indiretto o altre gratifiche.
Emendamento 8
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 2
Articolo 2
Articolo 2
Principali doveri dei deputati
Principali doveri dei deputati
Nel quadro del loro mandato, i deputati al Parlamento europeo:
Nel quadro del loro mandato, i deputati al Parlamento europeo:
a)  non concludono alcun accordo in virtù del quale agiscono o votano nell'interesse di qualsiasi altra persona terza, fisica o giuridica, che potrebbe compromettere la loro libertà di voto quale sancita dall'articolo 6 dell'Atto del 20 settembre 1976 relativo all'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto e dall'articolo 2 dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo;
a)  non concludono alcun accordo in virtù del quale agiscono o votano nell'interesse di qualsiasi altra persona terza, fisica o giuridica, che potrebbe compromettere la loro libertà di voto quale sancita dall'articolo 6 dell'Atto del 20 settembre 1976 relativo all'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto e dall'articolo 2 dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo;
b)  non sollecitano, accettano o ottengono alcun vantaggio diretto o indiretto o gratifiche di altro tipo, che sia in contanti o in natura, in cambio di un dato comportamento nell'ambito delle loro attività parlamentari e cercano scrupolosamente di evitare qualsiasi situazione che possa comportare corruzione o influenza indebita;
b)  non sollecitano, accettano o ottengono alcun vantaggio diretto o indiretto o gratifiche di altro tipo, tra cui in contanti o in natura, in cambio di un dato comportamento nell'ambito delle loro attività parlamentari e cercano scrupolosamente di evitare qualsiasi situazione che possa comportare corruzione o influenza indebita;
c)  non si impegnano a titolo professionale in attività di lobbying remunerate, direttamente connesse al processo decisionale dell'Unione.
c)  non si impegnano in attività di lobbying remunerate, direttamente connesse al processo decisionale dell'Unione.
Emendamento 9
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 3
Articolo 3
Articolo 3
Conflitto di interessi
Conflitto di interessi
1.   Si configura un conflitto d'interessi qualora un deputato al Parlamento europeo abbia un interesse personale che potrebbe influenzare indebitamente l'esercizio delle sue funzioni in qualità di deputato. Non si configura conflitto di interessi qualora un deputato tragga un vantaggio soltanto in qualità di semplice cittadino o di membro di un'ampia categoria di persone.
1.   Si configura un conflitto d'interessi qualora l'esercizio del mandato di un deputato al Parlamento europeo nell'interesse pubblico possa essere indebitamente influenzato da motivi familiari o affettivi, da interesse economico o da qualsiasi altro interesse privato diretto o indiretto.
Non si configura conflitto di interessi qualora un deputato tragga un vantaggio soltanto in qualità di semplice cittadino o di membro di un'ampia categoria di persone.
2.   Ove constati di avere un conflitto di interessi, il deputato adotta senza indugio tutti i provvedimenti del caso per porvi rimedio, in conformità dei principi e delle disposizioni del presente codice di condotta. Qualora non riesca a risolvere il conflitto di interessi, il deputato ne informa per iscritto il Presidente. In caso di ambiguità, il deputato può, a titolo confidenziale, chiedere il parere del comitato consultivo sul comportamento dei deputati di cui all'articolo 7.
2.  I deputati compiono ogni ragionevole sforzo per individuare i conflitti di interessi.
Ove diventi consapevole di avere un conflitto di interessi, il deputato si impegna senza indugio a porvi rimedio. Qualora non riesca a risolverlo, il deputato si accerta che l'interesse privato in questione sia dichiarato ai sensi dell'articolo 4.
3.   Fatto salvo il paragrafo 2, il deputato, prima di prendere la parola o di votare in Aula o in seno ad uno degli organi del Parlamento oppure qualora sia proposto in qualità di relatore, comunica immediatamente qualsiasi conflitto di interessi effettivo o potenziale in relazione alla questione in esame, ove ciò non risulti evidente dalle informazioni fornite a norma dell'articolo 4. Tale comunicazione è presentata per iscritto o a voce al Presidente durante i lavori in questione.
3.  Fatto salvo il paragrafo 2, il deputato, prima di prendere la parola o di votare in Aula o in seno ad uno degli organi del Parlamento, comunica immediatamente qualsiasi conflitto di interessi in relazione alla questione in esame, ove ciò non risulti evidente dalle informazioni fornite a norma dell'articolo 4. Tale comunicazione è presentata a voce intervenendo alla seduta o alla riunione in questione.
3 bis.   Prima di assumere l'incarico di vicepresidente, questore, presidente o vicepresidente di una commissione o delegazione, il deputato presenta una dichiarazione in cui indica se è consapevole o meno di avere un conflitto di interessi in relazione alle attribuzioni associate all'incarico.
Ove sia consapevole di un tale conflitto di interessi, il deputato lo descrive in detta dichiarazione. In tal caso, il deputato può assumere l'incarico soltanto laddove il rispettivo organo stabilisca che il conflitto di interessi non impedisce al deputato di svolgere il mandato nell'interesse pubblico.
Ove si configuri un tale conflitto di interessi durante lo svolgimento dell'incarico in questione, il deputato presenta una dichiarazione nella quale viene descritto il conflitto e si astiene dall'esercizio di funzioni associate a detta situazione di conflitto, a meno che il rispettivo organo non decida che il conflitto di interessi non impedisce al deputato di svolgere il proprio mandato nell'interesse pubblico.
3 ter.   Un deputato proposto in qualità di relatore o relatore ombra o di partecipante a una delegazione ufficiale o a negoziati interistituzionali presenta una dichiarazione in cui indica se è consapevole o meno di avere un conflitto di interessi in merito alla relazione, al parere, alla delegazione o ai negoziati in questione. Ove sia consapevole di un tale conflitto di interessi, il deputato lo descrive in detta dichiarazione.
Ove il deputato proposto in qualità di relatore dichiari di avere un conflitto di interessi, la rispettiva commissione può decidere a maggioranza dei voti espressi che il deputato può comunque essere nominato in qualità di relatore poiché il conflitto non impedisce l'esercizio del mandato nell'interesse pubblico.
Qualora il deputato proposto in qualità di relatore ombra o di partecipante a una delegazione ufficiale o a negoziati interistituzionali dichiari di avere un conflitto di interessi, il rispettivo gruppo politico può decidere che il deputato può comunque essere nominato relatore ombra o in qualità di partecipante a una delegazione ufficiale o a negoziati interistituzionali poiché il conflitto non impedisce l'esercizio del mandato nell'interesse pubblico. Il rispettivo organo può tuttavia opporsi a tale designazione a maggioranza di due terzi dei voti espressi.
3 quater.   L'Ufficio di presidenza redige il modulo per le dichiarazioni di cui ai paragrafi 3 bis e 3 ter del presente articolo, a norma dell'articolo 9. Tali dichiarazioni sono pubblicate sulla pagina online dei deputati sul sito web del Parlamento.
Emendamento 10
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 4
Articolo 4
Articolo 4
Dichiarazione dei deputati
Dichiarazione di interessi privati
1.   Ai fini della trasparenza, i deputati al Parlamento europeo trasmettono al Presidente sotto responsabilità personale una dichiarazione di interessi finanziari entro la fine della prima tornata successiva alle elezioni europee (o, in corso di legislatura, entro trenta giorni dall'inizio del loro mandato al Parlamento europeo) mediante l'apposito modulo adottato dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 9. Essi informano il Presidente di qualsiasi modifica che possa influire sulla loro dichiarazione entro la fine del mese successivo al momento in cui si è verificata la modifica.
1.   Ai fini della trasparenza e della responsabilità, i deputati al Parlamento europeo trasmettono al Presidente una dichiarazione di interessi privati entro la fine della prima tornata successiva alle elezioni europee (o, in corso di legislatura, entro trenta giorni di calendario dall'inizio del loro mandato al Parlamento europeo) mediante l'apposito modulo redatto dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 9. Essi informano il Presidente di qualsiasi modifica che possa influire sulla loro dichiarazione entro la fine del mese successivo al momento in cui si è verificata la modifica.
2.   La dichiarazione di interessi finanziari contiene le seguenti informazioni fornite in modo preciso:
2.   La dichiarazione di interessi privati contiene le seguenti informazioni fornite in modo dettagliato e preciso:
a)  le attività professionali del deputato nel triennio precedente l'inizio del suo mandato al Parlamento nonché la sua partecipazione durante tale periodo a comitati o consigli di amministrazione di imprese, organizzazioni non governative, associazioni o altri enti giuridici,
a)  le attività professionali del deputato nel triennio precedente l'inizio del suo mandato al Parlamento nonché la sua partecipazione durante tale periodo a comitati o consigli di amministrazione di imprese, organizzazioni non governative, associazioni o altri enti giuridici,
b)  qualsiasi indennità percepita per lo svolgimento di un mandato in un altro parlamento;
c)  qualsiasi attività regolare retribuita svolta dal deputato parallelamente all'esercizio del proprio mandato, sia in qualità di dipendente che di lavoratore autonomo;
c)  qualsiasi attività retribuita svolta parallelamente all'esercizio del mandato del deputato, compresi il nome dell'entità nonché il settore e la natura dell'attività, laddove la retribuzione complessiva per tutte le attività esterne del deputato superi i 5 000 EUR lordi in un anno civile,
d)  la partecipazione a comitati o consigli di amministrazione di imprese, organizzazioni non governative, associazioni o altri enti giuridici, o qualsiasi altra pertinente attività esterna svolta dal deputato, siano esse retribuite o non retribuite;
d)  la partecipazione a comitati o consigli di amministrazione di imprese, organizzazioni non governative, associazioni o altri enti giuridici, o qualsiasi altra pertinente attività esterna svolta dal deputato,
e)  qualsiasi attività esterna occasionale retribuita (comprese pubblicazioni, conferenze o consulenze), ove la remunerazione complessiva di tutte le attività esterne occasionali del deputato superi i 5 000 EUR in un anno civile;
f)  la partecipazione in società o partenariati, qualora vi siano possibili implicazioni di politica pubblica o qualora tale partecipazione conferisca al deputato un'influenza significativa sulle attività dell'organismo in questione,
f)  la partecipazione in società o partenariati, qualora vi siano possibili implicazioni di politica pubblica o qualora tale partecipazione conferisca al deputato un'influenza significativa sulle attività dell'organismo in questione,
g)  qualsiasi sostegno finanziario, tanto in personale quanto in materiale, che si aggiunga ai mezzi forniti dal Parlamento e che sono conferiti al deputato nell'ambito delle sue attività politiche da parte di terzi, con indicazione dell'identità di questi ultimi;
g)  qualsiasi sostegno finanziario, tanto in personale quanto in materiale, che si aggiunga ai mezzi forniti dal Parlamento e che sono conferiti al deputato nell'ambito delle sue attività politiche da parte di terzi, con indicazione dell'identità di questi ultimi,
h)  qualsiasi altro interesse finanziario che possa influenzare l'esercizio delle funzioni del deputato.
h)  qualsiasi interesse privato diretto o indiretto ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, che possa influenzare l'esercizio delle funzioni del deputato e che non sia menzionato alle lettere da a) a g).
Per ciascuno degli elementi da dichiarare conformemente al primo comma, i deputati indicano, se del caso, se si tratta di un'attività retribuita o meno; per gli elementi di cui alle lettere a), c), d), e) e f), i deputati indicano altresì una delle seguenti categorie di reddito:
2 bis.   Per ciascuno degli elementi da dichiarare conformemente al paragrafo 2, i deputati indicano, se del caso, se si tratta di un'attività che genera o meno reddito o altri benefici.
Se genera reddito, i deputati indicano, per ciascun elemento distinto, il rispettivo importo e, se del caso, la rispettiva periodicità. Gli altri benefici sono descritti relativamente alla loro natura.
–  non retribuita;
–  da 1 EUR a 499 EUR al mese;
–  da 500 a 1 000 EUR al mese;
–  da 1 001 a 5 000 EUR al mese;
–  da 5 001 a 10 000 EUR al mese;
–  oltre 10 000 EUR al mese, con l'indicazione della decina di migliaia più prossima.
Eventuali redditi che il deputato percepisce, ma non periodicamente, in relazione a ciascun elemento dichiarato conformemente al primo comma sono calcolati su base annuale, divisi per dodici e inseriti in una delle categorie di cui al secondo comma.
3.  Le informazioni trasmesse al Presidente a norma del presente articolo sono pubblicate sul sito internet del Parlamento in modo da essere facilmente accessibili.
3.  Le informazioni trasmesse al Presidente a norma dei paragrafi 1, 2 e 2 bis sono pubblicate sul sito internet del Parlamento in modo da essere facilmente accessibili.
4.  Un deputato non può essere eletto ad una carica in seno al Parlamento o ai suoi organi, essere designato in qualità di relatore, far parte di una delegazione ufficiale o partecipare a negoziati interistituzionali se non ha presentato la propria dichiarazione di interessi finanziari.
4.  Un deputato non può essere eletto ad una carica in seno al Parlamento o ai suoi organi, essere designato in qualità di relatore o di relatore ombra, far parte di una delegazione ufficiale o partecipare a negoziati interistituzionali se non ha presentato la propria dichiarazione di interessi privati.
5.  Qualora il Presidente riceva informazioni che lo inducono a ritenere che la dichiarazione di interessi finanziari di un deputato sia sostanzialmente erronea o non aggiornata, può consultare il comitato consultivo di cui all'articolo 7. Se del caso, il Presidente chiede al deputato di correggere la dichiarazione entro 10 giorni. L'Ufficio di presidenza può adottare una decisione in vista dell'applicazione del paragrafo 4 ai deputati che non danno seguito alla richiesta di correzione del Presidente.
5.  Qualora il Presidente riceva informazioni che lo inducono a ritenere che la dichiarazione di interessi privati di un deputato sia sostanzialmente erronea o non aggiornata, chiede un chiarimento al deputato. In assenza di un chiarimento soddisfacente, il Presidente consulta il comitato consultivo sul comportamento dei deputati di cui all'articolo 7. Qualora il comitato consultivo concluda che la dichiarazione non è conforme al presente codice di condotta, esso raccomanda al Presidente di chiedere al deputato di correggere la dichiarazione. Se, tenuto conto della raccomandazione, il Presidente conclude che il deputato ha violato il presente codice di condotta, chiede al deputato di correggere la dichiarazione entro 15 giorni di calendario. Se il deputato non dà seguito alla richiesta di correzione, il Presidente adotta una decisione motivata a norma dell'articolo 8, paragrafo 3. Il deputato in questione può usufruire delle modalità di ricorso interno di cui all'articolo 177 del regolamento.
6.   I relatori possono elencare volontariamente nella motivazione della loro relazione gli interessi esterni che sono stati consultati in merito a questioni inerenti all'oggetto della relazione56.
__________
56 Cfr. decisione dell'Ufficio di presidenza del 12 settembre 2016 sull'attuazione dell'accordo interistituzionale sul registro per la trasparenza.
Emendamento 11
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 4 bis (nuovo)
Articolo 4 bis
Dichiarazione patrimoniale
I membri dichiarano le loro attività e passività all'inizio e alla fine di ogni mandato. L'Ufficio di presidenza stabilisce l'elenco delle categorie di attività e passività da dichiarare e redige il modulo per la dichiarazione. Tali dichiarazioni sono presentate al Presidente e sono accessibili esclusivamente alle autorità competenti, fatto salvo il diritto nazionale.
Emendamento 12
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 5
Articolo 5
Articolo 5
Doni o benefici analoghi
Doni o benefici analoghi
1.  Nell'esercizio delle loro funzioni, i deputati al Parlamento europeo si astengono dall'accettare doni o benefici analoghi, salvo quelli di valore approssimativo inferiore a 150 EUR, offerti conformemente alle consuetudini di cortesia o quelli ricevuti conformemente alle medesime consuetudini qualora rappresentino il Parlamento in veste ufficiale.
1.  I deputati al Parlamento europeo si astengono, in qualità di deputati, dall'accettare doni o benefici analoghi, salvo quelli di valore approssimativo inferiore a 150 EUR, offerti conformemente alle consuetudini di cortesia o quelli ricevuti conformemente alle medesime consuetudini qualora rappresentino il Parlamento in veste ufficiale.
2.  I doni ricevuti dai deputati, a norma del paragrafo 1, allorché rappresentano il Parlamento in veste ufficiale, sono consegnati al Presidente e trattati in conformità delle misure di attuazione stabilite dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 9.
2.  I doni del valore approssimativo superiore ai 150 EUR offerti a un deputato, a norma del paragrafo 1, allorché rappresenta il Parlamento in veste ufficiale, sono consegnati al Presidente e trattati in conformità delle misure di attuazione stabilite dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 9.
3.  Le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano al rimborso delle spese di viaggio, di alloggio e di soggiorno dei deputati o ai pagamenti diretti di dette spese da parte di terzi quando i deputati partecipano sulla base di un invito e nell'esercizio delle loro funzioni a eventi organizzati da terzi.
3.  Le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano al rimborso delle spese di viaggio, di alloggio e di soggiorno dei deputati o ai pagamenti diretti, completi o parziali, di dette spese da parte di terzi quando i deputati partecipano sulla base di un invito e nell'esercizio delle loro funzioni a eventi organizzati da terzi. I deputati comunicano al Presidente la partecipazione a detti eventi e trasmettono le informazioni richieste a norma delle misure di attuazione stabilite dall'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 9.
La portata del presente paragrafo, segnatamente le norme per assicurare la trasparenza, è precisata nelle misure di applicazione fissate dall'Ufficio di presidenza a titolo dell'articolo 9.
Emendamento 13
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 5 bis (nuovo)
Articolo 5 bis
Pubblicazione delle riunioni
1.   I deputati dovrebbero incontrare unicamente i rappresentanti di interessi iscritti nel registro per la trasparenza introdotto dall'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio56 bis.
2.   I deputati pubblicano online tutte le riunioni programmate riguardanti i lavori parlamentari con
a)  i rappresentanti di interessi che rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio; o
b)  i rappresentanti delle pubbliche autorità di paesi terzi, incluse le loro missioni diplomatiche e ambasciate.
3.   L'obbligo di cui al paragrafo 2 si applica alle riunioni alle quali assiste il deputato o assistono i suoi assistenti parlamentari per suo conto.
4.   In deroga al paragrafo 2, i deputati non pubblicano una riunione se tale comunicazione rischia di mettere a repentaglio la vita, l'integrità fisica o la libertà di un individuo o possono decidere di non pubblicarla in presenza di motivi imperativi di riservatezza. Tali riunioni sono invece comunicate al Presidente, che mantiene riservata tale dichiarazione oppure predispone una pubblicazione in forma anonima o ritardata. L'Ufficio di presidenza stabilisce le condizioni in base alle quali il Presidente può pubblicare tale dichiarazione.
5.   L'Ufficio di presidenza mette a disposizione l'infrastruttura necessaria sul sito web del Parlamento.
6.   L'articolo 4, paragrafo 5, si applica mutatis mutandis.
_____________
56 bis Accordo interistituzionale del 20 maggio 2021 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea su un registro per la trasparenza obbligatorio (GU L 207 dell'11.6.2021, pag. 1).
Emendamento 14
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 5 ter (nuovo)
Articolo 5 ter
Dichiarazione dei contributi
Fatto salvo l'obbligo di pubblicare le riunioni a norma dell'articolo 5 bis, i relatori elencano, in un allegato alla loro relazione o al loro parere, le entità o le persone dalle quali hanno ricevuto contributi su questioni attinenti all'oggetto del fascicolo. L'articolo 5 bis, paragrafo 4, si applica mutatis mutandis.
Emendamento 15
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 6
Articolo 6
Articolo 6
Attività degli ex deputati
Attività degli ex deputati
Gli ex deputati al Parlamento europeo impegnati in attività di lobbying a titolo professionale o di rappresentanza direttamente connesse al processo decisionale dell'Unione dovrebbero informare il Parlamento europeo al riguardo e non possono, per l'intera durata di detto impegno, beneficiare delle agevolazioni concesse agli ex deputati in virtù della regolamentazione stabilita in materia dall'Ufficio di presidenza57.
Gli ex deputati al Parlamento europeo impegnati in attività di lobbying a titolo professionale o di rappresentanza direttamente connesse al processo decisionale dell'Unione dovrebbero informare il Parlamento europeo al riguardo e non possono, per l'intera durata di detto impegno, beneficiare delle agevolazioni concesse agli ex deputati in virtù della regolamentazione stabilita in materia dall'Ufficio di presidenza57.
I deputati non coinvolgono gli ex deputati il cui mandato è terminato da meno di sei mesi e che rientrano nelle categorie di persone di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 2, in nessuna attività che potrebbe consentire agli ex deputati di influenzare l'elaborazione o l'attuazione delle politiche o della legislazione, o i processi decisionali del Parlamento.
__________
__________
57 Decisione dell'Ufficio di presidenza del 12 aprile 1999 sulle agevolazioni concesse agli ex deputati al Parlamento europeo.
57 Decisione dell'Ufficio di presidenza del 17 aprile 2023 sugli ex deputati al Parlamento europeo.
Emendamenti 16, 21cp7, 25cp2-5 e 25cp9
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 7
Articolo 7
Articolo 7
Comitato consultivo sulla condotta dei deputati
Comitato consultivo sulla condotta dei deputati
1.   È istituito un comitato consultivo sulla condotta dei deputati (in appresso "comitato consultivo").
1.   È istituito un comitato consultivo sulla condotta dei deputati (in appresso "comitato consultivo").
2.   Il comitato consultivo è composto da cinque membri, designati dal Presidente all'inizio del suo mandato tra i membri della commissione per gli affari costituzionali e della commissione giuridica, tenendo conto della loro esperienza e dell'equilibrio politico.
2.   Il comitato consultivo è composto da otto deputati in carica al Parlamento europeo, designati dal Presidente all'inizio del suo mandato tenendo conto della loro esperienza e dell'equilibrio politico e di genere.
La presidenza del comitato consultivo è esercitata a turno da ciascuno dei suoi membri per un semestre.
La presidenza è esercitata a turno per un semestre dai membri del comitato consultivo.
3.   All'inizio del proprio mandato, il Presidente designa inoltre i membri di riserva del comitato consultivo, uno per ciascun gruppo politico non rappresentato in seno al comitato consultivo.
3.   All'inizio del proprio mandato, il Presidente designa inoltre i membri di riserva del comitato consultivo, uno per ciascun gruppo politico non rappresentato in seno al comitato consultivo.
In caso di presunta violazione del presente codice di condotta da parte di un membro di un gruppo politico non rappresentato in seno al comitato consultivo, il relativo membro di riserva funge da sesto membro titolare del comitato consultivo incaricato di esaminare la presunta violazione in questione.
In caso di presunta violazione del presente codice di condotta da parte di un membro di un gruppo politico non rappresentato in seno al comitato consultivo o in caso di una richiesta a norma del paragrafo 4 riguardante detto membro, il relativo membro di riserva funge da nono membro titolare del comitato consultivo.
3 bis.   In caso di presunta violazione del presente codice di condotta da parte di un membro titolare o di un membro di riserva del comitato consultivo, il membro titolare o di riserva interessato non partecipa ai lavori del comitato consultivo in merito alla presunta violazione in questione.
4.   Su richiesta di un deputato, il comitato consultivo fornisce ai deputati, a titolo confidenziale e entro trenta giorni di calendario, orientamenti sull'interpretazione e l'attuazione delle disposizioni del presente codice di condotta. Il deputato in questione ha il diritto di fare riferimento a detti orientamenti.
4.   Su richiesta di un deputato, il comitato consultivo fornisce ai deputati, a titolo confidenziale e entro trenta giorni di calendario, orientamenti sull'interpretazione e l'attuazione delle disposizioni del presente codice di condotta, con particolare riguardo ai conflitti di interessi. Il deputato in questione ha il diritto di fare riferimento a detti orientamenti.
Su richiesta del Presidente, il comitato consultivo esamina inoltre i presunti casi di violazione del presente codice di condotta e consiglia il Presidente circa le eventuali misure da adottare.
Su richiesta del Presidente, il comitato consultivo esamina inoltre i presunti casi di violazione del presente codice di condotta e consiglia il Presidente circa le eventuali misure da adottare.
Il comitato consultivo verifica proattivamente il rispetto del presente codice di condotta e delle relative misure di applicazione da parte dei deputati. Il comitato consultivo segnala al Presidente eventuali violazioni di tali disposizioni.
Le presunte violazioni del presente codice di condotta possono essere segnalate direttamente al comitato consultivo, che può valutarle e consigliare il Presidente sulle possibili azioni da intraprendere. L'Ufficio di presidenza può adottare norme sulla procedura di segnalazione di presunte violazioni.
5.   Il comitato consultivo può, dopo aver sentito il Presidente, chiedere il parere di esperti esterni.
5.   Il comitato consultivo può chiedere il parere di esperti esterni, con la massima riservatezza.
6.   Il comitato consultivo pubblica una relazione annuale sulle sue attività.
6.   Il comitato consultivo pubblica una relazione annuale sulle sue attività e sensibilizza periodicamente i deputati in merito al presente codice di condotta e alle relative misure di applicazione.
Emendamento 17
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 8
Articolo 8
Articolo 8
Procedura in caso di eventuali violazioni del codice di condotta
Procedura in caso di presunte violazioni del presente codice di condotta
1.   Qualora vi sia motivo di ritenere che un deputato al Parlamento europeo possa avere violato il presente codice di condotta, tranne in casi manifestamente vessatori, il Presidente sottopone la questione al comitato consultivo.
1.   Qualora vi sia motivo di ritenere che un deputato al Parlamento europeo possa avere violato il presente codice di condotta, il Presidente sottopone la questione al comitato consultivo.
2.   Il comitato consultivo esamina le circostanze della presunta violazione e può ascoltare il deputato in questione. Sulla base delle sue conclusioni, formula una raccomandazione al Presidente in merito a un'eventuale decisione.
2.   Il comitato consultivo esamina le circostanze della presunta violazione e può ascoltare il deputato in questione. Sulla base delle sue conclusioni, formula una raccomandazione al Presidente contenente, se del caso, una sanzione che può consistere in una o più misure di cui all'articolo 176, paragrafi 4, 5 e 6, del regolamento.
In caso di presunta violazione del codice di condotta da parte di un membro titolare o di un membro di riserva del comitato consultivo, il membro titolare o di riserva interessato si astiene dal partecipare ai lavori del comitato consultivo in merito alla suddetta presunta violazione.
3.   Se, tenuto conto della raccomandazione del comitato consultivo e dopo aver invitato il deputato interessato a presentare le sue osservazioni per iscritto, il Presidente constata che un determinato deputato ha violato il codice di condotta, egli adotta una decisione motivata con cui stabilisce una sanzione. Il Presidente notifica la decisione motivata al deputato in questione.
3.   Se, tenuto conto della raccomandazione del comitato consultivo e dopo aver invitato il deputato interessato a presentare le sue osservazioni per iscritto, il Presidente constata che un determinato deputato ha violato il presente codice di condotta, egli adotta una decisione motivata con cui irroga una sanzione. Il Presidente notifica la decisione motivata al deputato in questione.
La sanzione può consistere in una o più di una delle misure enunciate all'articolo 176, paragrafi da 4 a 6, del regolamento.
La sanzione può consistere in una o più di una delle misure enunciate all'articolo 176, paragrafi 4, 5 e 6, del regolamento.
4.   Il deputato in questione può usufruire delle modalità di ricorso interno di cui all'articolo 177 del regolamento.
4.   Il deputato in questione può usufruire delle modalità di ricorso interno di cui all'articolo 177 del regolamento.
4 bis.   Il Presidente sottopone al comitato consultivo anche le inosservanze sistematiche, gravi o ripetute degli obblighi di comunicazione previsti dal presente codice di condotta.
Emendamento 18
Regolamento del Parlamento europeo
Allegato I – articolo 9
Articolo 9
Articolo 9
Attuazione
Attuazione
L'Ufficio di presidenza adotta le modalità di applicazione del presente codice di condotta, compresa una procedura di controllo e, se del caso, aggiorna gli importi di cui agli articoli 4 e 5.
L'Ufficio di presidenza adotta le modalità di applicazione del presente codice di condotta, compresa una procedura di controllo della conformità e la formazione dei deputati.
L'Ufficio di presidenza può formulare proposte di revisione del presente codice di condotta.
L'Ufficio di presidenza può formulare proposte di revisione del presente codice di condotta.

(1)* I riferimenti a "cp" nelle intestazioni degli emendamenti approvati si intendono fatti alla parte corrispondente di tali emendamenti.


Strumento per le emergenze nel mercato unico
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 13 settembre 2023, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per le emergenze nel mercato unico e abroga il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio (COM(2022)0459 – C9-0315/2022 – 2022/0278(COD))(1)
P9_TA(2023)0317A9-0246/2023

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Titolo
Proposta di
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
che istituisce uno strumento per le emergenze nel mercato unico e abroga il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio
che istituisce un quadro di misure di emergenza e resilienza nel mercato interno (atto legislativo per le emergenze e la resilienza nel mercato interno) e modifica il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Le crisi del passato, soprattutto i primi giorni della pandemia di COVID-19, hanno dimostrato che il mercato interno (altresì noto come "mercato unico") e le relative catene di approvvigionamento possono essere colpiti duramente da tali crisi, e che mancano strumenti di gestione delle crisi e meccanismi di coordinamento adeguati o, se esistono, non coprono tutti gli aspetti del mercato unico o non consentono una risposta tempestiva a tali impatti.
(1)  Le crisi del passato, soprattutto i primi giorni della pandemia di COVID-19, hanno dimostrato che il mercato interno e le relative catene di approvvigionamento possono essere colpiti duramente, e che mancano strumenti di gestione delle crisi e meccanismi di coordinamento adeguati o, se esistono, non coprono tutti gli aspetti del mercato interno o non consentono una risposta tempestiva ed efficace a tali crisi.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  L'Unione non era sufficientemente preparata per garantire la fabbricazione, l'acquisizione e la distribuzione efficienti di beni di carattere non medico di rilevanza per le crisi quali i dispositivi di protezione individuale, in particolare nella fase iniziale della pandemia di COVID-19, e le misure ad hoc adottate dalla Commissione per ripristinare il funzionamento del mercato unico e garantire la disponibilità di beni di carattere non medico di rilevanza per le crisi durante la pandemia di COVID-19 sono state necessariamente di natura reattiva. La pandemia ha inoltre evidenziato una visione d'insieme insufficiente delle capacità di fabbricazione nell'Unione come pure vulnerabilità relative alle catene di approvvigionamento globali.
(2)  L'Unione non era sufficientemente preparata per garantire la fabbricazione, l'acquisizione e la distribuzione efficienti di beni di carattere non medico di rilevanza per le crisi quali i dispositivi di protezione individuale, in particolare nella fase iniziale della pandemia di COVID-19, e le misure ad hoc adottate dalla Commissione per ripristinare il funzionamento del mercato interno e garantire la disponibilità di beni di carattere non medico di rilevanza per le crisi durante la pandemia di COVID-19 sono state necessariamente di natura reattiva. La pandemia ha inoltre evidenziato una visione d'insieme insufficiente delle capacità di fabbricazione nell'Unione come pure vulnerabilità relative alle catene di approvvigionamento globali.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Durante la pandemia di COVID-19, le misure non coordinate che limitavano la libera circolazione delle persone hanno avuto un impatto particolare su settori critici, in particolare quelli che dipendono dai lavoratori mobili, compresi i lavoratori frontalieri e transfrontalieri, che hanno svolto un ruolo essenziale nel mantenere l'economia dell'Unione in quel periodo.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Le azioni da parte della Commissione sono state ritardate di varie settimane a causa della mancanza sia di misure di pianificazione di emergenza a livello dell'Unione sia di chiarezza quanto alla parte dell'amministrazione nazionale da contattare al fine di trovare soluzioni rapide all'impatto della crisi sul mercato unico. È inoltre emerso con chiarezza che azioni restrittive non coordinate da parte degli Stati membri avrebbero ulteriormente aggravato gli impatti della crisi sul mercato unico. Si è palesata la necessità di accordi tra gli Stati membri e le autorità dell'Unione riguardo alla pianificazione di emergenza, il coordinamento e la cooperazione a livello tecnico nonché lo scambio di informazioni.
(3)  Le azioni da parte della Commissione sono state ritardate di varie settimane a causa della mancanza sia di misure di pianificazione di emergenza a livello dell'Unione sia di chiarezza quanto all'autorità nazionale da contattare al fine di trovare soluzioni rapide all'impatto della crisi sul mercato interno. È inoltre emerso con chiarezza che azioni restrittive non coordinate da parte degli Stati membri avrebbero ulteriormente aggravato gli impatti della crisi sul mercato interno. Si è palesata la necessità di accordi tra gli Stati membri e le autorità dell'Unione riguardo alla pianificazione di emergenza, il coordinamento e la cooperazione a livello tecnico nonché lo scambio di informazioni. Inoltre, è apparso evidente che la mancanza di un coordinamento efficace tra gli Stati membri ha esacerbato la carenza di beni e creato maggiori ostacoli alla libera circolazione dei servizi e delle persone.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Le organizzazioni rappresentative degli operatori economici hanno indicato che questi ultimi non avevano informazioni sufficienti sulle misure di risposta alle crisi degli Stati membri durante la pandemia, in parte per il fatto di non sapere dove ottenere tali informazioni, in parte a causa dei vincoli linguistici e degli oneri amministrativi derivanti dalla necessità di presentare ripetute richieste in tutti gli Stati membri, perdipiù in un contesto normativo in costante evoluzione. Ciò ha impedito loro di prendere decisioni commerciali informate riguardo alla misura in cui poter fare affidamento sui loro diritti di libera circolazione o continuare le operazioni commerciali transfrontaliere durante la crisi. È necessario migliorare la disponibilità di informazioni sulle misure di risposta alle crisi a livello nazionale e dell'Unione.
(4)  Tuttavia, nonostante l'iniziale mancanza di coordinamento, le norme del mercato interno hanno svolto un ruolo fondamentale nell'attenuare l'impatto negativo della crisi e nel garantire una rapida ripresa dell'economia dell'Unione, in particolare ostando alle restrizioni nazionali ingiustificate e sproporzionate contenute nelle risposte unilaterali degli Stati membri e fornendo un forte incentivo a trovare soluzioni comuni, promuovendo in tal modo la solidarietà.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Tali eventi recenti hanno altresì messo in evidenza la necessità per l'Unione di essere meglio preparata a possibili crisi future, soprattutto in considerazione dei continui effetti dei cambiamenti climatici e delle catastrofi naturali che ne derivano come pure delle instabilità economiche e geopolitiche globali. Alla luce del fatto che non è noto quale tipo di crisi possa verificarsi e produrre gravi ripercussioni sul mercato unico e sulle relative catene di approvvigionamento in futuro, è necessario prevedere uno strumento che si applichi in relazione agli impatti sul mercato unico di un'ampia gamma di crisi.
(5)  Tali eventi recenti hanno altresì messo in evidenza la necessità per l'Unione di essere meglio preparata a possibili crisi future, soprattutto in considerazione dei continui effetti dei cambiamenti climatici e delle catastrofi naturali che ne derivano come pure delle instabilità economiche e geopolitiche globali. Alla luce del fatto che non è noto quale tipo di crisi future possa verificarsi e avere gravi ripercussioni sul mercato interno e sulle relative catene di approvvigionamento, è necessario prevedere uno strumento che si applichi nel caso in cui si verifichi un'ampia gamma di crisi che abbiano un impatto sul mercato interno e un effetto transfrontaliero.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  Una crisi può avere un duplice impatto sul mercato unico. Da un lato, può comportare ostacoli alla libera circolazione in seno al mercato unico, perturbandone di conseguenza il normale funzionamento. Dall'altro lato, può esacerbare le carenze di beni e servizi di rilevanza per le crisi sul mercato unico. Il regolamento dovrebbe affrontare entrambi i tipi di impatti sul mercato unico.
(6)  L'impatto di una crisi sul mercato interno può comportare ostacoli alla libera circolazione in seno al mercato interno, perturbandone di conseguenza il normale funzionamento. Una crisi può esacerbare le carenze di beni e servizi di rilevanza per le crisi sul mercato interno. Il presente regolamento dovrebbe affrontare l'impatto negativo sulla libera circolazione di merci, servizi o persone nel mercato interno.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Data la difficoltà di prevedere eventuali aspetti specifici delle crisi future che inciderebbero sul mercato unico e sulle relative catene di approvvigionamento, il presente regolamento dovrebbe definire un quadro generale per l'anticipazione, la mitigazione e la riduzione al minimo degli impatti negativi che eventuali crisi possono avere sul mercato unico e sulle relative catene di approvvigionamento, nonché per la preparazione a tali impatti. .
(7)  Data la difficoltà di prevedere eventuali aspetti specifici delle crisi future che inciderebbero sul mercato interno e sulle relative catene di approvvigionamento, il presente regolamento dovrebbe definire un quadro generale per l'anticipazione, la mitigazione e la riduzione al minimo degli impatti negativi che eventuali crisi possono avere sul mercato interno e sulle relative catene di approvvigionamento, nonché per il rafforzamento della resilienza.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  Il quadro di misure di cui al presente regolamento dovrebbe essere utilizzato in modo coerente, trasparente, efficiente, proporzionato e tempestivo, tenendo in debita considerazione la necessità di mantenere le funzioni vitali della società, ivi compresi la pubblica sicurezza, l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico o la sanità pubblica, rispettando la responsabilità degli Stati membri di salvaguardare la sicurezza nazionale e la loro facoltà di preservare altre funzioni statali essenziali, tra cui la garanzia dell'integrità territoriale dello Stato e il mantenimento dell'ordine pubblico.
(8)  Le misure di cui al presente regolamento dovrebbero essere utilizzate in modo coerente, trasparente, efficiente, proporzionato e tempestivo, tenendo in debita considerazione la necessità di mantenere le funzioni vitali della società, ivi compresi la pubblica sicurezza, l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico o la sanità pubblica, rispettando la responsabilità degli Stati membri di salvaguardare la sicurezza nazionale e la loro facoltà di preservare altre funzioni statali essenziali, tra cui la garanzia dell'integrità territoriale dello Stato e il mantenimento dell'ordine pubblico. Il presente regolamento dovrebbe pertanto lasciare impregiudicate le questioni relative alla sicurezza nazionale e alla difesa.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  A tale scopo, il presente regolamento prevede:
(9)  A tale scopo, il presente regolamento prevede i mezzi necessari per garantire la continuità del funzionamento del mercato interno, la libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori, nonché la disponibilità di beni e servizi di rilevanza per le crisi per i cittadini, le imprese e le autorità pubbliche in tempi di crisi.
–  i mezzi necessari per garantire la continuità del funzionamento del mercato unico, delle imprese che operano nel mercato unico e delle relative catene di approvvigionamento strategiche, ivi comprese la libera circolazione di merci, servizi e persone nei periodi di crisi nonché la disponibilità di beni e servizi di rilevanza per le crisi per i cittadini, le imprese e le autorità pubbliche durante la crisi;
–  un forum per un coordinamento, una cooperazione e uno scambio di informazioni adeguati; e
–  i mezzi affinché siano tempestivamente accessibili e disponibili le informazioni necessarie per una risposta mirata e un comportamento di mercato adeguato da parte delle imprese e dei cittadini durante una crisi.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Ove possibile, il presente regolamento dovrebbe consentire l'anticipazione degli eventi e delle crisi sulla base di un'analisi costante riguardante i settori di importanza strategica dell'economia del mercato unico e delle continue attività di analisi delle prospettive dell'Unione.
soppresso
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Il presente regolamento non dovrebbe portare a una duplicazione del quadro vigente per i medicinali, i dispositivi medici o altre contromisure mediche nell'ambito del quadro di sicurezza sanitaria dell'UE, che comprende il regolamento (UE) …/… relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero [regolamento SCBTH (COM(2020) 727)], il regolamento (UE) …/… del Consiglio relativo a un quadro di misure volte a garantire la fornitura di contromisure mediche di rilevanza per le crisi [regolamento relativo a un quadro per le emergenze (COM(2021) 577)], il regolamento (UE) …/… sull'ampliamento del mandato dell'ECDC [regolamento ECDC (COM(2020) 726)] e il regolamento (UE) 2022/123 sull'estensione del mandato dell'EMA [regolamento EMA]. I medicinali, i dispositivi medici o le altre contromisure mediche, qualora siano inseriti nell'elenco di cui all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento relativo a un quadro per le emergenze, sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento, tranne in relazione alle disposizioni riguardanti la libera circolazione durante le emergenze nel mercato unico e, in particolare, quelle progettate per ripristinare e agevolare la libera circolazione come pure il meccanismo di notifica.
(11)  Il presente regolamento non dovrebbe portare a una duplicazione del quadro vigente per i medicinali, i dispositivi medici o altre contromisure mediche nell'ambito del quadro di sicurezza sanitaria dell'UE, che comprende il regolamento (UE) 2022/123 e il regolamento (UE) 2022/2371. I medicinali, i dispositivi medici o le altre contromisure mediche che rientrano nel loro ambito di competenza sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento, tranne in relazione alle disposizioni riguardanti la libera circolazione durante le emergenze nel mercato interno e, in particolare, quelle progettate per ripristinare e agevolare la libera circolazione come pure il meccanismo di notifica.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  Il presente regolamento dovrebbe completare i dispositivi integrati di risposta politica alle crisi gestiti dal Consiglio in virtù della decisione di esecuzione (UE) 2018/1993 del Consiglio per quanto riguarda l'azione sugli impatti per il mercato unico delle crisi intersettoriali che necessitano di un processo decisionale politico.
(12)  Il presente regolamento dovrebbe completare i dispositivi integrati di risposta politica alle crisi gestiti dal Consiglio in virtù della decisione di esecuzione (UE) 2018/1993 del Consiglio per quanto riguarda l'azione sugli impatti per il mercato interno delle crisi intersettoriali che necessitano di un processo decisionale politico.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Al fine di tenere conto del carattere straordinario di un'emergenza nel mercato unico e delle sue potenziali conseguenze di ampia portata per il funzionamento di base dello stesso, è opportuno che le competenze di esecuzione siano attribuite in via eccezionale al Consiglio ai fini dell'attivazione della modalità di emergenza nel mercato unico a norma dell'articolo 281, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
(16)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare il diritto del lavoro o le condizioni di lavoro, comprese la salute e la sicurezza sul lavoro, né i diritti di negoziazione collettiva e l'autonomia delle parti sociali.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  L'articolo 21 TFUE sancisce il diritto dei cittadini dell'UE di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi. I dettagli delle condizioni e delle limitazioni sono riportati nella direttiva 2004/38/CE. Tale direttiva definisce i principi generali applicabili a tali limitazioni nonché i motivi che possono essere utilizzati per giustificare tali misure. Tali motivi riguardano l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sanità pubblica. In detto contesto, le restrizioni alla libertà di circolazione possono essere giustificate se sono proporzionate e non discriminatorie. Il presente regolamento non mira a stabilire ulteriori motivi per la limitazione del diritto alla libera circolazione delle persone oltre a quelli di cui al capo VI della direttiva 2004/38/CE.
(17)   Laddove le attività da svolgere a norma del presente regolamento comportassero il trattamento di dati personali, tale trattamento dovrebbe essere conforme alla normativa pertinente dell'Unione in materia di protezione dei dati personali, ossia il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis e il regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio1 ter.
__________________
1 bis Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
1 ter Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  Per quanto riguarda le misure per il ripristino e l'agevolazione della libera circolazione delle persone e qualsiasi altra misura di cui al presente regolamento che influisce sulla libera circolazione delle persone, tali misure si basano sull'articolo 21 TFUE e integrano la direttiva 2004/38/CE senza influire sulla sua applicazione durante le emergenze nel mercato unico. Tali misure non dovrebbero portare all'autorizzazione o alla giustificazione di restrizioni alla libera circolazione contrarie ai trattati o ad altre disposizioni del diritto dell'Unione.
(18)  Il presente regolamento stabilisce i diritti e gli obblighi degli operatori economici, in particolare le persone fisiche o giuridiche, compresa qualsiasi associazione temporanea di imprese, che offrono prodotti o servizi di importanza fondamentale sul mercato. Definisce inoltre settori di rilevanza critica che rivestono un'importanza sistemica e vitale per il funzionamento del mercato interno, in particolare i settori connessi alla libera circolazione transfrontaliera di merci, servizi o persone, ad esempio nei settori dell'alimentazione, dei trasporti, della manutenzione, della salute o delle tecnologie dell'informazione.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  L'articolo 45 TFUE sancisce il diritto alla libera circolazione dei lavoratori, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi. Il presente regolamento comprende disposizioni che integrano le misure vigenti al fine di rafforzare la libera circolazione delle persone, aumentare la trasparenza e fornire assistenza amministrativa durante le emergenze nel mercato unico. Tali misure comprendono l'istituzione e la messa a disposizione di punti di contatto unici per i lavoratori e i loro rappresentanti negli Stati membri e a livello dell'Unione durante le modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico nel quadro del presente regolamento.
(19)  Per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, il presente regolamento dovrebbe istituire un comitato per le emergenze e la resilienza nel mercato interno ("comitato") incaricato di fornire consulenza alla Commissione sulle misure opportune per anticipare e prevenire una crisi o rispondere al suo impatto. Il Parlamento europeo dovrebbe essere in grado di nominare un esperto quale membro del comitato. La Commissione dovrebbe invitare rappresentanti di altri organismi di rilevanza per le crisi a livello dell'Unione in qualità di osservatori alle pertinenti riunioni del comitato, compresi se del caso rappresentanti del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo. La Commissione dovrebbe provvedere affinché il Parlamento europeo riceva tutti i documenti contemporaneamente ai rappresentanti degli Stati membri. Il Parlamento europeo dovrebbe altresì avere sistematicamente l'accesso alle riunioni del comitato a cui sono invitati gli esperti degli Stati membri. Conformemente all'accordo sullo Spazio economico europeo e agli accordi bilaterali tra l'Unione e la Confederazione svizzera, è opportuno garantire la partecipazione dei rappresentanti degli Stati EFTA in qualità di osservatori. Il comitato dovrebbe in particolare assistere e consigliare la Commissione in merito alle misure che hanno un impatto sulla libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori, con particolare attenzione ai lavoratori mobili, tra cui i lavoratori frontalieri e transfrontalieri.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Se adottano misure che incidono sulla libera circolazione di merci o persone, le merci o sulla libera prestazione di servizi in preparazione delle emergenze nel mercato unico o durante tali emergenze, gli Stati membri dovrebbero limitare tali misure a quanto necessario e revocarle non appena la situazione lo consente. È opportuno che tali misure rispettino i principi di proporzionalità e non discriminazione e tengano conto della situazione particolare delle regioni frontaliere.
(20)   È essenziale garantire una maggiore trasparenza e responsabilità, in particolare in tempi di crisi, in linea con i valori su cui si fonda l'Unione. Il Parlamento europeo svolge un ruolo fondamentale nel garantire la responsabilità democratica. Il presente regolamento dovrebbe pertanto stabilire norme per rafforzare il dialogo in materia di emergenza e resilienza tra la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)   L'attivazione della modalità di emergenza nel mercato unico dovrebbe comportare un obbligo per gli Stati membri di notificare le restrizioni alla libera circolazione di rilevanza per le crisi.
(21)   Per garantire l'efficacia del coordinamento e dello scambio di informazioni in caso di emergenza, il presente regolamento stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di designare uffici centrali di collegamento, incaricati di gestire i contatti con l'ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione designato dalla Commissione e con gli uffici centrali di collegamento degli altri Stati membri.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  In sede di esame della compatibilità con il principio di proporzionalità di eventuali progetti di misure o misure adottate notificati, la Commissione dovrebbe tenere in debita considerazione l'evolversi della situazione di crisi e le informazioni spesso limitate che sono a disposizione degli Stati membri quando cercano di ridurre i rischi emergenti nel contesto della crisi. Ove giustificato e necessario alla luce delle circostanze, in base alle eventuali informazioni disponibili, ivi comprese quelle specialistiche o scientifiche, la Commissione può valutare la fondatezza delle ragioni degli Stati membri sulla base del principio di precauzione quale motivo per l'adozione di restrizioni alla libera circolazione delle persone. Spetta alla Commissione garantire che tali misure siano conformi al diritto dell'Unione e non creino ostacoli ingiustificati al funzionamento del mercato unico. La Commissione dovrebbe dare seguito quanto prima alle notifiche degli Stati membri, tenendo conto delle circostanze della crisi specifica e al più tardi entro i termini di cui al presente regolamento.
(22)   La resilienza è fondamentale per garantire che il mercato interno consegua uno dei suoi obiettivi finali, ossia sostenere l'economia dell'Unione. Il presente regolamento dovrebbe consentire l'anticipazione degli eventi e delle crisi sulla base di un'analisi costante riguardante i settori di importanza critica dell'economia del mercato interno e delle continue attività di analisi delle prospettive dell'Unione. Per garantire che tutti gli attori siano preparati alle crisi, è necessario istituire norme sui test di resistenza da svolgere con cadenza biennale, sulle formazioni e sui protocolli di crisi che coinvolgano non solo tutte le autorità nazionali pertinenti, ma anche i portatori di interessi, quali le imprese, le parti sociali e gli esperti. È inoltre essenziale stabilire norme sulle riserve strategiche di beni di importanza critica, al fine di garantire un adeguato scambio di informazioni e fornire sostegno agli Stati membri al fine di assisterli nel coordinamento e nell'ottimizzazione dei loro sforzi.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 23
(23)  Al fine di garantire che le misure specifiche di emergenza nel mercato unico di cui al presente regolamento siano utilizzate solo ove indispensabile per rispondere a una determinata emergenza nel mercato unico, tali misure dovrebbero richiedere un'attivazione individuale mediante atti di esecuzione della Commissione in cui siano indicati i motivi per tale attivazione nonché i beni o i servizi di rilevanza per le crisi cui tali misure si applicano.
(23)   Al fine di determinare i settori critici, è opportuno stabilire una metodologia che tenga conto di criteri specifici, vale a dire i flussi commerciali, la domanda e l'offerta, la concentrazione dell'offerta, la produzione e le capacità di produzione dell'Unione e globali nelle diverse fasi della catena del valore e le interdipendenze tra gli operatori economici.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  Al fine di garantire la proporzionalità degli atti di esecuzione e il debito rispetto del ruolo degli operatori economici nella gestione delle crisi, è inoltre opportuno che la Commissione ricorra all'attivazione della modalità di emergenza nel mercato unico solo qualora gli operatori economici non fossero in grado di fornire una soluzione su base volontaria entro un periodo di tempo ragionevole. Il motivo di tale scelta dovrebbe essere indicato in ciascuno di tali atti e in relazione a tutti gli aspetti specifici di una crisi.
(24)   È importante individuare e monitorare le catene di approvvigionamento di beni e servizi di importanza critica durante la modalità di vigilanza, nonché la libera circolazione delle categorie di lavoratori di importanza critica, prima di un'emergenza nel mercato interno. Al fine di tenere conto dell'attivazione della modalità di vigilanza e delle potenziali conseguenze per il corretto funzionamento del mercato interno che essa comporta, è opportuno che le competenze di esecuzione siano attribuite in via eccezionale alla Commissione ai fini dell'attivazione di tale modalità a norma dell'articolo 291, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. La modalità di vigilanza dovrebbe essere attivata per una durata massima di sei mesi, con la possibilità di una proroga della stessa durata, tenendo debitamente conto del parere fornito dal comitato. La Commissione dovrebbe presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle sue conclusioni relative al monitoraggio, effettuato durante la modalità di vigilanza, delle catene di approvvigionamento di beni e servizi di importanza critica, alla libera circolazione delle categorie di lavoratori di importanza critica e all'inventario degli operatori economici più rilevanti.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  Le richieste di informazioni agli operatori economici dovrebbero essere utilizzate dalla Commissione solo qualora le informazioni necessarie per rispondere in modo adeguato all'emergenza nel mercato unico, ad esempio le informazioni necessarie per le procedure di appalto indette dalla Commissione per conto degli Stati membri o la stima delle capacità produttive dei fabbricanti di beni di rilevanza per le crisi le cui catene di approvvigionamento hanno subito perturbazioni, non possano essere ottenute da fonti disponibili al pubblico o a seguito di informazioni fornite su base volontaria.
(25)   La Commissione dovrebbe valutare attentamente la gravità delle perturbazioni del funzionamento del mercato interno e l'impatto di una crisi sulla base di prove concrete e affidabili e tenendo debitamente conto dei criteri stabiliti nel presente regolamento.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)   L'attivazione della modalità di emergenza nel mercato unico dovrebbe, ove necessario, comportare altresì l'applicazione di determinate procedure di risposta alle crisi che introducono adeguamenti delle norme che disciplinano la progettazione, la fabbricazione, la valutazione della conformità e l'immissione sul mercato di merci oggetto di norme armonizzate dell'Unione. Le procedure di risposta alle crisi dovrebbero far sì che i prodotti considerati come beni di rilevanza per le crisi possano essere immessi rapidamente sul mercato in una situazione di emergenza. Gli organismi di valutazione della conformità dovrebbero attribuire la priorità alla valutazione della conformità dei beni di rilevanza per le crisi rispetto a qualsiasi altra domanda in corso per altri prodotti. Laddove si registrino invece indebiti ritardi nelle procedure di valutazione della conformità, le autorità nazionali competenti dovrebbero essere in grado di emettere autorizzazioni per i prodotti che non sono stati sottoposti alle procedure di valutazione della conformità applicabili per essere immessi nel rispettivo mercato, purché rispettino le prescrizioni applicabili in materia di sicurezza. Tali autorizzazioni sono valide solo sul territorio dello Stato membro che le rilascia e limitate alla durata dell'emergenza nel mercato unico. Inoltre, al fine di agevolare l'aumento dell'offerta di prodotti di rilevanza per le crisi, è opportuno introdurre determinate flessibilità in relazione al meccanismo di presunzione di conformità. Nel contesto di un'emergenza nel mercato unico, i fabbricanti di beni di rilevanza per le crisi dovrebbero poter fare anche affidamento sulle norme nazionali e internazionali, che forniscono un livello di protezione equivalente alle norme europee armonizzate. Laddove queste ultime non esistano o garantirvi la conformità sia eccessivamente difficile a causa delle perturbazioni del mercato unico, è opportuno che la Commissione possa emanare specifiche tecniche comuni con applicazione obbligatoria o facoltativa al fine di fornire soluzioni tecniche pronte all'uso ai fabbricanti.
(26)   Al fine di rendere conto del carattere straordinario di un'emergenza nel mercato unico e delle sue potenziali conseguenze di ampia portata per l'attivazione della modalità di emergenza nel mercato interno, che potrebbe incidere negativamente sulla libera circolazione di merci, servizi e persone, e al fine di garantire un adeguato controllo pubblico, la modalità di emergenza nel mercato interno dovrebbe essere attivata solo mediante un atto legislativo sotto forma di decisione concernente una proposta presentata dalla Commissione e prontamente adottata congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Per rispondere alla necessità di un rapido processo decisionale in tempi di crisi, le decisioni relative all'attivazione della modalità di emergenza nel mercato interno potrebbero essere adottate ricorrendo a procedure d'urgenza, in quanto tali procedure sono già state utilizzate con successo in passato.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  L'introduzione di tali adeguamenti di rilevanza per le crisi delle norme armonizzate settoriali dell'Unione pertinenti richiede adeguamenti mirati dei 19 quadri settoriali seguenti: direttiva 2000/14/CE, direttiva 2006/42/UE, direttiva 2010/35/UE, direttiva 2013/29/UE, direttiva 2014/28/UE, direttiva 2014/29/UE, direttiva 2014/30/UE, direttiva 2014/31/UE, direttiva 2014/32/UE, direttiva 2014/33/UE, direttiva 2014/34/UE, direttiva 2014/35/UE, direttiva 2014/53/UE, direttiva 2014/68/UE, regolamento (UE) 2016/424, regolamento (UE) 2016/425, regolamento (UE) 2016/426, regolamento (UE) 2019/1009 e regolamento (UE) n. 305/2011. L'attivazione delle procedure di emergenza dovrebbe essere subordinata all'attivazione dell'emergenza nel mercato unico e dovrebbe essere limitata ai prodotti considerati come beni di rilevanza per le crisi.
(27)   L'attivazione delle procedure di emergenza dovrebbe essere subordinata all'attivazione della modalità di emergenza nel mercato interno e dovrebbe essere limitata ai prodotti considerati come beni di rilevanza per le crisi. Pertanto, l'attivazione della modalità di emergenza nel mercato interno dovrebbe, ove necessario, comportare altresì l'applicazione di determinate procedure di risposta alle crisi che disciplinano la progettazione, la fabbricazione, la valutazione della conformità e l'immissione sul mercato di merci oggetto di norme armonizzate dell'Unione o che rientrano nelle norme del quadro generale di sicurezza, limitatamente ai prodotti designati come beni di rilevanza per la crisi.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 28
(28)  Laddove sussistano rischi significativi per il funzionamento del mercato unico oppure in caso di gravi carenze o di una domanda eccezionalmente elevata di beni di importanza strategica, misure a livello dell'Unione finalizzate a garantire la disponibilità di prodotti di rilevanza per le crisi, quali gli ordinativi classificati come prioritari, possono rivelarsi indispensabili per ripristinare il normale funzionamento del mercato unico.
(28)   Le restrizioni alla libera circolazione di merci, servizi e persone imposte dagli Stati membri dovrebbero essere vietate, a meno che non siano non discriminatorie, giustificate e proporzionate. Non dovrebbe essere possibile sospendere le libertà fondamentali sancite dal trattato in tempi di crisi e gli Stati membri non dovrebbero utilizzare la situazione di emergenza come pretesto per adottare restrizioni che vadano al di là delle norme del trattato. Qualsiasi risposta a un'emergenza nel mercato interno dovrebbe essere rigorosamente conforme a tali norme, nonché alle norme stabilite nel presente regolamento. Se adottano misure che incidono sulla libera circolazione di merci o persone, o sulla libera prestazione di servizi in preparazione delle emergenze nel mercato interno o durante tali emergenze, gli Stati membri dovrebbero limitare tali misure a quanto necessario e revocarle non appena la modalità di emergenza viene disattivata o prima che ciò avvenga, se esse non sono più necessarie. È opportuno che tali misure rispettino i principi di proporzionalità e non discriminazione e tengano conto della situazione particolare delle regioni frontaliere.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  Al fine di sfruttare il potere d'acquisto e la posizione negoziale della Commissione durante la modalità di vigilanza del mercato unico e la modalità di emergenza nel mercato unico, è opportuno che gli Stati membri chiedano alla Commissione di provvedere ad acquisizioni per loro conto.
(29)  Le organizzazioni rappresentative degli operatori economici hanno indicato che questi ultimi non avevano informazioni sufficienti sulle misure di risposta alle crisi degli Stati membri durante la pandemia, in parte per il fatto di non sapere dove ottenere tali informazioni, in parte a causa dei vincoli linguistici e degli oneri amministrativi derivanti dalla necessità di presentare ripetute richieste in tutti gli Stati membri, perdipiù in un contesto normativo in costante evoluzione. Ciò ha impedito loro di prendere decisioni commerciali informate riguardo alla misura in cui poter fare affidamento sui loro diritti di libera circolazione o continuare le operazioni commerciali transfrontaliere durante la crisi. È necessario migliorare la disponibilità di informazioni sulle misure di risposta alle crisi a livello nazionale e dell'Unione.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 30
(30)  Laddove si registri una grave carenza di prodotti o servizi di rilevanza per le crisi nel mercato unico durante un'emergenza nel mercato unico e sia chiaro che gli operatori economici attivi nel mercato unico non producono nessuna di tali beni, ma sarebbero in via di principio in grado di riconvertire le loro linee di produzione o avrebbero una capacità insufficiente di fornire i beni o i servizi necessari, è opportuno che la Commissione possa in ultima istanza raccomandare agli Stati membri di adottare misure volte ad agevolare o richiedere l'aumento o la riconversione della capacità produttiva dei fabbricanti o della capacità dei prestatori di servizi di fornire servizi di rilevanza per le crisi. A tal fine la Commissione informerebbe gli Stati membri circa la gravità della carenza e il tipo di beni o servizi di rilevanza per le crisi necessari e fornirebbe sostegno e consulenza in relazione alle flessibilità previste nell'acquis dell'UE per tali scopi.
(30)  L'articolo 21 TFUE sancisce il diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi. I dettagli delle condizioni e delle limitazioni sono riportati nella direttiva 2004/38/CE. Tale direttiva definisce i principi generali applicabili a tali limitazioni nonché i motivi che possono essere utilizzati per giustificare tali misure. Tali motivi riguardano l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sanità pubblica. In detto contesto, le restrizioni alla libertà di circolazione possono essere giustificate se sono proporzionate e non discriminatorie. Il presente regolamento non mira a stabilire ulteriori motivi per la limitazione del diritto alla libera circolazione delle persone oltre a quelli di cui al capo VI della direttiva 2004/38/CE.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  Le misure che garantiscono la flessibilità normativa consentirebbero alla Commissione di raccomandare agli Stati membri di accelerare le procedure di concessione delle autorizzazioni necessarie per il rafforzamento della capacità di produrre beni di rilevanza per le crisi o prestare servizi di rilevanza per le crisi.
(31)  Le misure per l'agevolazione della libera circolazione delle persone e qualsiasi altra misura di cui al presente regolamento che influisce sulla libera circolazione delle persone si basano sull'articolo 21 TFUE e integrano la direttiva 2004/38/CE, senza influire sulla sua applicazione in caso di emergenze nel mercato unico. Tali misure non dovrebbero portare all'autorizzazione o alla giustificazione di restrizioni alla libera circolazione contrarie ai trattati o ad altre disposizioni del diritto dell'Unione.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 32
(32)  Inoltre, per garantire che i beni di rilevanza per le crisi siano disponibili durante l'emergenza nel mercato unico, la Commissione può invitare gli operatori economici attivi nelle catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi ad attribuire la priorità agli ordinativi dei fattori di produzione necessari per la produzione di beni finali di rilevanza per le crisi o agli ordinativi di tali beni finali stessi. Qualora un operatore economico si rifiutasse di accettare tali ordinativi e di attribuirvi la priorità, la Commissione può decidere, basandosi su prove oggettive del fatto che è indispensabile la disponibilità di beni di rilevanza per le crisi, di invitare gli operatori economici interessati ad accettare determinati ordinativi e ad attribuirvi la priorità; l'evasione di tali ordinativi prevarrà quindi su qualsiasi altro obbligo previsto dal diritto pubblico o privato. In caso di mancata accettazione, è opportuno che l'operatore in questione spieghi i legittimi motivi per cui non ha accettato la richiesta. La Commissione può pubblicare tale spiegazione motivata o parti di essa, tenendo debitamente conto della riservatezza commerciale.
(32)   L'articolo 45 TFUE sancisce il diritto alla libera circolazione dei lavoratori, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi. Il presente regolamento comprende disposizioni che integrano le misure vigenti al fine di agevolare la libera circolazione delle persone, aumentare la trasparenza e fornire assistenza amministrativa durante le emergenze nel mercato interno. Tali misure comprendono l'istituzione e la messa a disposizione di punti di contatto unici per i lavoratori e i loro rappresentanti negli Stati membri e a livello dell'Unione durante le modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato interno nel quadro del presente regolamento. Gli Stati membri e la Commissione sono incoraggiati a utilizzare gli strumenti esistenti per l'istituzione e il funzionamento di tali punti di contatto. Tali punti di contatto dovrebbero essere attivi al di fuori della modalità di emergenza e dovrebbero servire a favorire la comunicazione tra gli Stati membri e con il comitato.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)   Inoltre, per garantire la disponibilità di beni di rilevanza per le crisi durante l'emergenza nel mercato unico, la Commissione può raccomandare agli Stati membri di distribuire le riserve strategiche, tenendo in debita considerazione i principi di solidarietà, necessità e proporzionalità.
(33)   Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, è opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda la possibilità di adottare misure di sostegno per agevolare la libera circolazione delle persone. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 34
(34)  Laddove le attività da svolgere a norma del presente regolamento comportassero il trattamento di dati personali, tale trattamento dovrebbe essere conforme alla normativa pertinente dell'Unione in materia di protezione dei dati personali, ossia il regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio41 e il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio42.
(34)  L'attivazione della modalità di vigilanza del mercato interno o di emergenza nel mercato interno dovrebbe comportare l'obbligo per gli Stati membri di notificare alla Commissione l'adozione di misure relative a restrizioni di rilevanza per le crisi alla libera circolazione delle merci, alla libera prestazione di servizi e alla libera circolazione delle persone, compresi i lavoratori, corredate di una dichiarazione che giustifichi l'introduzione di tali misure. La dichiarazione sulla proporzionalità di tali misure dovrebbe tenere conto dell'impatto delle misure, del loro ambito di applicazione e della loro durata prevista.
__________________
41 Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
42 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 35
(35)  Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, è opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda la possibilità di adottare misure di sostegno per agevolare la libera circolazione delle persone e stilare un elenco di obiettivi individuali (quantità e termini) per le riserve strategiche che gli Stati membri dovrebbero mantenere, onde conseguire gli obiettivi dell'iniziativa. È inoltre opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda l'attivazione della modalità di vigilanza e delle misure di vigilanza al fine di monitorare con attenzione le catene di approvvigionamento strategiche e coordinare la costituzione di riserve strategiche di beni e servizi di importanza strategica. Alla Commissione dovrebbero essere anche attribuite competenze di esecuzione per quanto riguarda l'attivazione di misure specifiche di risposta alle emergenze in presenza di un'emergenza nel mercato unico, per consentire una risposta coordinata e rapida. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio.
(35)   In sede di esame della compatibilità con il principio di proporzionalità di eventuali progetti di misure o misure adottate notificati, la Commissione dovrebbe tenere in debita considerazione l'evolversi della situazione di crisi e le informazioni spesso limitate che sono a disposizione degli Stati membri quando cercano di ridurre i rischi emergenti nel contesto della crisi. Ove giustificato e necessario alla luce delle circostanze, in base alle eventuali informazioni disponibili, ivi comprese quelle specialistiche o scientifiche, la Commissione può valutare la fondatezza delle ragioni degli Stati membri. Spetta alla Commissione garantire che tali misure siano conformi al diritto dell'Unione e non creino ostacoli ingiustificati al funzionamento del mercato interno. La Commissione dovrebbe dare seguito quanto prima alle notifiche degli Stati membri, tenendo conto delle circostanze della crisi specifica e al più tardi entro i termini di cui al presente regolamento.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Considerando 36
(36)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la "Carta"). Rispetta segnatamente il diritto alla vita privata degli operatori economici sancito dall'articolo 7 della Carta, il diritto alla protezione dei dati di cui all'articolo 8 della Carta, la libertà d'impresa e la libertà contrattuale, che sono tutelate dall'articolo 16 della Carta, il diritto di proprietà, tutelato dall'articolo 17 della Carta, il diritto di negoziazione e di azioni collettive tutelato dall'articolo 26 della Carta nonché il diritto a un ricorso giudiziario effettivo e a un giudice imparziale di cui all'articolo 47 della Carta. Poiché l'obiettivo del presente regolamento non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e, a motivo della portata o degli effetti dell'azione, può invece essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. Il regolamento non dovrebbe incidere sull'autonomia delle parti sociali, riconosciuta dal TFUE.
(36)  Se ritiene che le misure notificate non siano conformi al diritto dell'Unione, la Commissione può emettere una decisione che impone allo Stato membro interessato di modificare il progetto di misura notificato o di astenersi dall'adottarlo. L'adozione di decisioni non pregiudica le prerogative della Commissione quale custode dei trattati, che ha la responsabilità di garantire il rispetto della libera circolazione di merci, servizi e persone. Per garantire l'effettiva attuazione del presente regolamento, la Commissione dovrebbe fornire una risposta efficace alle violazioni del diritto dell'Unione mediante procedure di infrazione.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Considerando 37
(37)  L'Unione conferma il suo pieno impegno in favore della solidarietà internazionale e sostiene fermamente il principio secondo cui le misure ritenute necessarie adottate in virtù del presente regolamento, ivi comprese quelle necessarie a prevenire o alleviare carenze gravi, siano attuate in modo mirato, trasparente, proporzionato, temporaneo e coerente con gli obblighi assunti nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
(37)   Per garantire che i cittadini, i consumatori, gli operatori economici e i lavoratori come pure i loro rappresentanti ricevano assistenza in caso di emergenza, è importante istituire punti di contatto unici nazionali e un punto di contatto unico a livello dell'Unione. Gli Stati membri dovrebbero garantire che chiunque sia interessato da misure nazionali di risposta alle crisi abbia la possibilità di ricevere dalle autorità competenti informazioni pertinenti, fornite in un linguaggio chiaro, comprensibile e in un modo che sia facilmente accessibile alle persone con disabilità.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Considerando 38
(38)  Il quadro dell'Unione comprende elementi interregionali per la definizione di misure transfrontaliere, multisettoriali e coerenti di vigilanza del mercato unico e di risposta alle emergenze nello stesso, segnatamente in considerazione delle risorse, delle capacità e delle vulnerabilità nelle regioni limitrofe, nello specifico le regioni frontaliere.
(38)   Al fine di garantire che le misure specifiche di emergenza nel mercato interno di cui al presente regolamento siano utilizzate solo ove indispensabile per rispondere a una determinata emergenza nel mercato interno, tali misure dovrebbero richiedere un'attivazione individuale mediante atti di esecuzione della Commissione in cui siano indicati i motivi per tale attivazione nonché i beni o i servizi di rilevanza per le crisi cui tali misure si applicano.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Considerando 39
(39)  Ove opportuno, la Commissione avvia altresì consultazioni o cooperazioni, per conto dell'Unione, con paesi terzi pertinenti, con particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo, al fine di cercare soluzioni collaborative per far fronte alle perturbazioni delle catene di approvvigionamento, nel rispetto degli obblighi internazionali. Ciò comporta, se del caso, il coordinamento nei consessi internazionali pertinenti.
(39)   Al fine di garantire la proporzionalità degli atti di esecuzione e il debito rispetto del ruolo degli operatori economici nella gestione delle crisi, è inoltre opportuno che la Commissione ricorra all'attivazione delle misure relative alla modalità di emergenza nel mercato interno solo qualora gli operatori economici non fossero in grado di fornire una soluzione su base volontaria entro un periodo di tempo ragionevole. I motivi di tale attivazione dovrebbero essere indicati in ciascun atto e dovrebbero tenere conto di tutti gli aspetti specifici di una crisi.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Considerando 40
(40)  Al fine di creare un quadro dei protocolli di crisi, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE per integrare il quadro normativo di cui al presente regolamento specificando ulteriormente le modalità di cooperazione tra le autorità degli Stati membri e quelle dell'Unione durante le modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico, nonché di scambio sicuro di informazioni e di comunicazione in merito alle crisi e ai rischi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
(40)  Le richieste di informazioni agli operatori economici dovrebbero essere utilizzate dalla Commissione in ultima istanza solo qualora le informazioni necessarie per rispondere in modo adeguato all'emergenza nel mercato interno, ad esempio le informazioni necessarie per le procedure di appalto indette dalla Commissione per conto degli Stati membri o la stima delle capacità produttive dei fabbricanti di beni di rilevanza per le crisi le cui catene di approvvigionamento hanno subito perturbazioni, non possano essere ottenute da fonti disponibili al pubblico o a seguito di informazioni fornite su base volontaria in qualunque altro modo, in cooperazione con il comitato e gli Stati membri.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Considerando 41
(41)  Il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio che prevede un meccanismo per le discussioni bilaterali sugli ostacoli al funzionamento del mercato unico è stato utilizzato raramente ed è obsoleto. La relativa valutazione ha dimostrato che le soluzioni previste da tale regolamento non sono in grado far fronte alle realtà di crisi complesse, che non sono limitate a incidenti che avvengono alle frontiere di due Stati membri confinanti. È pertanto opportuno abrogarlo.
(41)   Laddove sussistano rischi significativi per il funzionamento del mercato interno oppure in caso di gravi carenze o di una domanda eccezionalmente elevata di beni di importanza critica, misure a livello dell'Unione finalizzate a garantire la disponibilità di beni di rilevanza per le crisi, quali gli ordinativi classificati come prioritari, possono rivelarsi indispensabili per ripristinare il normale funzionamento del mercato interno.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Considerando 41 bis (nuovo)
(41 bis)  Laddove si registri una grave carenza di beni o servizi di rilevanza per le crisi nel mercato interno durante un'emergenza nel mercato interno e sia chiaro che gli operatori economici attivi nel mercato interno non producono tali beni, ma sarebbero in via di principio in grado di riconvertire le loro linee di produzione o avrebbero una capacità sufficiente di fornitura di beni o servizi necessari, è opportuno che la Commissione possa in ultima istanza raccomandare agli Stati membri di adottare misure volte ad agevolare o richiedere l'aumento o la riconversione della capacità produttiva dei fabbricanti o della capacità dei prestatori di servizi di fornire servizi di rilevanza per le crisi. A tal fine la Commissione dovrebbe informare gli Stati membri circa la gravità della carenza e il tipo di beni e servizi di rilevanza per le crisi che sono necessari e dovrebbe fornire sostegno e consulenza in relazione alle flessibilità previste nell'acquis dell'Unione per tali scopi.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Considerando 41 ter (nuovo)
(41 ter)  Le misure che garantiscono la flessibilità normativa consentirebbero alla Commissione di raccomandare agli Stati membri di accelerare le procedure di concessione delle autorizzazioni necessarie per il rafforzamento della capacità di produrre beni di rilevanza per le crisi o di prestare servizi di rilevanza per le crisi.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Considerando 41 quater (nuovo)
(41 quater)   Inoltre, per garantire che i beni di rilevanza per le crisi siano disponibili durante l'emergenza nel mercato interno, la Commissione può invitare gli operatori economici attivi nelle catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi ad attribuire la priorità agli ordinativi di beni di rilevanza per le crisi o agli ordinativi di fattori di produzione necessari per la produzione di beni di rilevanza per le crisi. Qualora un operatore economico si rifiutasse di accettare l'invito ad attribuire la priorità a tali ordinativi, nonostante vi siano prove oggettive del fatto che la disponibilità di beni di rilevanza per le crisi è indispensabile, la Commissione può invitare gli operatori economici interessati ad accettare determinati ordinativi e ad attribuirvi la priorità; l'evasione di tali ordinativi prevarrà quindi su qualsiasi altro obbligo previsto dal diritto pubblico o privato. In caso di mancata accettazione, è opportuno che l'operatore in questione indichi i legittimi motivi per cui non ha accettato la richiesta.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Considerando 41 quinquies (nuovo)
(41 quinquies)  Al fine di garantire condizioni uniformi per l'attuazione del presente regolamento, alla Commissione dovrebbero essere attribuite competenze di esecuzione per quanto riguarda l'attivazione di misure specifiche di risposta alle emergenze, ossia ordinativi classificati come prioritari, durante un'emergenza nel mercato interno, per consentire una risposta coordinata e rapida. L'ordinativo classificato come prioritario dovrebbe essere effettuato a un prezzo equo e ragionevole, che comprenda, se del caso, un'adeguata compensazione per tutti i costi aggiuntivi sostenuti dall'operatore economico, tra cui i costi derivanti, ad esempio, da contratti al di fuori dell'Unione o dalla modifica delle linee di produzione. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Considerando 41 sexies (nuovo)
(41 sexies)  Inoltre, qualora gravi carenze di beni e servizi di rilevanza per le crisi interessino uno Stato membro, lo Stato membro interessato può informarne la Commissione e indicare i quantitativi necessari. La Commissione dovrebbe trasmettere le informazioni a tutte le autorità competenti e ottimizzare il coordinamento delle risposte degli Stati membri. Per garantire la disponibilità di beni di rilevanza per le crisi durante l'emergenza nel mercato interno, la Commissione può inoltre raccomandare agli Stati membri di distribuire le riserve strategiche, tenendo in debita considerazione i principi di solidarietà, necessità e proporzionalità.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Considerando 41 septies (nuovo)
(41 septies)  Al fine di sfruttare il potere d'acquisto e la posizione negoziale della Commissione durante la modalità di vigilanza del mercato interno e la modalità di emergenza nel mercato interno, è opportuno che gli Stati membri chiedano alla Commissione di provvedere ad acquisizioni per loro conto. È inoltre essenziale garantire che gli Stati membri coordinino le loro azioni con il sostegno della Commissione e del comitato prima dell'avvio delle procedure di appalto di beni e servizi di rilevanza per le crisi. La trasparenza è un principio fondamentale per l'efficacia degli appalti pubblici, che migliora la concorrenza, aumenta l'efficienza e crea condizioni di parità. Il Parlamento europeo dovrebbe essere informato in merito alle procedure relative agli appalti congiunti a norma del presente regolamento e, su richiesta, dovrebbe avere accesso ai contratti conclusi a seguito di tali procedure, fatta salva l'adeguata protezione delle informazioni sensibili sul piano commerciale, compresi i segreti commerciali.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Considerando 41 octies (nuovo)
(41 octies)  È necessario stabilire norme sugli strumenti digitali al fine di garantire la preparazione nel rispondere a eventuali emergenze future in modo tempestivo ed efficiente, nonché di garantire il funzionamento ininterrotto del mercato interno, la libera circolazione di merci, servizi e persone nei periodi di crisi e la disponibilità di beni e servizi di rilevanza per le crisi per i cittadini, le imprese e le autorità pubbliche. Nell'istituire tali strumenti, la Commissione dovrebbe cercare di garantire l'interoperabilità con gli strumenti digitali già esistenti, come il sistema di informazione del mercato interno (IMI), al fine di evitare la duplicazione dei requisiti e qualsiasi onere amministrativo aggiuntivo. Il presente regolamento dovrebbe inoltre stabilire norme per un coordinamento, una cooperazione e uno scambio di informazioni adeguati e istituire strumenti digitali per garantire il funzionamento di corsie preferenziali per beni e servizi critici, mirando ad accelerare le procedure di autorizzazione, registrazione o dichiarazione. Inoltre, per migliorare il coinvolgimento di tutti gli attori economici, in particolare le imprese e la società civile, la Commissione dovrebbe istituire una piattaforma per i portatori di interessi volta a facilitare e incoraggiare una risposta volontaria alle emergenze nel mercato interno.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Considerando 41 nonies (nuovo)
(41 nonies)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta"). Rispetta segnatamente il diritto alla vita privata degli operatori economici sancito dall'articolo 7 della Carta, il diritto alla protezione dei dati di cui all'articolo 8 della Carta, la libertà d'impresa e la libertà contrattuale, che sono tutelate dall'articolo 16 della Carta, il diritto di proprietà, tutelato dall'articolo 17 della Carta, il diritto di negoziazione e di azioni collettive, tutelato dall'articolo 28 della Carta, nonché il diritto a un ricorso giudiziario effettivo e a un giudice imparziale di cui all'articolo 47 della Carta.
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Considerando 41 decies
(41 decies)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e, a motivo della portata o degli effetti dell'azione, può invece essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Considerando 41 undecies (nuovo)
(41 undecies)   La Commissione dovrebbe effettuare una valutazione dell'efficacia del presente regolamento e presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, che riguardi anche una valutazione del lavoro del comitato, i test di resistenza, i protocolli di formazione e di crisi, i criteri per l'attivazione della modalità di emergenza nonché l'uso di strumenti digitali. Inoltre, le relazioni dovrebbero essere presentate dopo la disattivazione delle modalità di emergenza. Tali relazioni dovrebbero includere una valutazione del funzionamento del sistema di risposta alle emergenze e dell'impatto delle misure di emergenza sui diritti fondamentali, quali la libertà d'impresa, la libertà di cercare un impiego e di lavorare e il diritto di negoziazione e di azioni collettive, compreso il diritto di sciopero. Il presente regolamento non dovrebbe essere interpretato in modo da incidere sul diritto di negoziazione collettiva e sul diritto di promuovere azioni collettive conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta"), tra cui il diritto dei lavoratori e dei dipendenti di ricorrere ad azioni collettive per la difesa dei loro interessi, compreso lo sciopero. Inoltre, il presente regolamento non dovrebbe incidere sull'autonomia delle parti sociali, riconosciuta dal TFUE.
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Considerando 41 duodecies (nuovo)
(41 duodecies)   Qualsiasi azione nel quadro del presente regolamento dovrebbe essere coerente con gli obblighi dell'Unione nel contesto del diritto internazionale pertinente. L'Unione conferma il suo pieno impegno in favore della solidarietà internazionale e sostiene fermamente il principio secondo cui le misure ritenute necessarie adottate in virtù del presente regolamento, ivi comprese quelle necessarie a prevenire o alleviare carenze gravi, siano attuate in modo mirato, trasparente, proporzionato, temporaneo e coerente con gli obblighi assunti nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Considerando 41 terdecies (nuovo)
(41 terdecies)   Il quadro dell'Unione dovrebbe comprendere elementi interregionali per la definizione di misure transfrontaliere, multisettoriali e coerenti di vigilanza del mercato interno e di risposta alle emergenze nello stesso, segnatamente in considerazione delle risorse, delle capacità e delle vulnerabilità nelle regioni limitrofe, nello specifico le regioni frontaliere.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Considerando 10 quaterdecies (nuovo)
(41 quaterdecies)   Al fine di creare un quadro dei protocolli di crisi, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE per integrare il presente regolamento specificando ulteriormente le modalità di cooperazione tra le autorità degli Stati membri e quelle dell'Unione durante le modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato interno, nonché le modalità di scambio sicuro di informazioni e di comunicazione in merito alle crisi e ai rischi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Considerando 41 quindecies (nuovo)
(41 quindecies)   Il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio prevede un meccanismo per le discussioni bilaterali e la notifica degli ostacoli al funzionamento del mercato interno. Al fine di evitare la duplicazione degli obblighi di notifica in situazioni di crisi, è pertanto opportuno modificare di conseguenza tale regolamento. Il regolamento (CE) n. 2679/98 non dovrebbe pregiudicare in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti a livello di Unione, compresi il diritto o la libertà di sciopero o il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, in conformità della normativa nazionale. Esso non dovrebbe neppure pregiudicare il diritto di negoziare, concludere ed eseguire accordi collettivi, o di intraprendere azioni collettive in conformità alla normativa nazionale.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 1
1.  Il presente regolamento istituisce un quadro di misure atte ad anticipare gli impatti delle crisi sul mercato unico nonché a prepararsi e a rispondere a tali impatti, al fine di salvaguardare la libera circolazione di merci, servizi e persone e di garantire la disponibilità nel mercato unico di beni e servizi di importanza strategica nonché di beni e servizi di rilevanza per le crisi.
1.  Il presente regolamento mira a contribuire al corretto funzionamento del mercato interno istituendo un quadro di norme armonizzate per rafforzarne la resilienza, anticipare efficacemente le crisi garantendo una risposta adeguata alle stesse e agevolare la libera circolazione di merci, servizi e persone.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2
2.  Le misure di cui al paragrafo 1 comprendono:
soppresso
a)  un gruppo consultivo incaricato di consigliare la Commissione sulle misure opportune per anticipare o prevenire l'impatto di una crisi sul mercato unico oppure per rispondere a tale impatto;
b)  misure per l'ottenimento, la condivisione e lo scambio di informazioni pertinenti;
c)  misure di emergenza a fini di anticipazione e pianificazione;
d)  misure per affrontare gli impatti sul mercato unico di incidenti significativi che non hanno ancora determinato un'emergenza nel mercato unico (vigilanza del mercato unico), ivi compresa una serie di misure di vigilanza; e
e)  misure per affrontare le emergenze nel mercato unico, ivi compresa una serie di misure di risposta alle emergenze.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri scambiano periodicamente tra loro e con la Commissione informazioni su tutte le questioni che rientrano nell'ambito di applicazione del presente regolamento.
soppresso
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 4
4.  La Commissione può acquisire qualsiasi conoscenza specialistica e/o scientifica pertinente, necessaria ai fini dell'applicazione del presente regolamento.
soppresso
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 2 – titolo
Ambito di applicazione
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 1
1.  Le misure di cui al presente regolamento si applicano in relazione agli impatti significativi di una crisi sul funzionamento del mercato unico e delle relative catene di approvvigionamento.
1.  Le misure di cui al presente regolamento si applicano in relazione agli impatti significativi di una crisi sul funzionamento del mercato interno, fatti salvi i diritti fondamentali, tra cui la libertà d'impresa, sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera a
a)  medicinali quali definiti all'articolo 2, punto 2, della direttiva 2001/83/CE;
a)  medicinali quali definiti all'articolo 1, punto 2), della direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera c
c)  altre contromisure mediche quali definite all'articolo 3, punto 8, del regolamento (UE) /… relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero [regolamento SCBTH]44 e indicate nell'elenco elaborato in conformità all'articolo 6, paragrafo 1, della proposta di regolamento (UE) …/… del Consiglio relativo a un quadro di misure volte a garantire la fornitura di contromisure mediche di rilevanza per le crisi45;
c)  altre contromisure mediche quali definite all'articolo 3, punto 10, del regolamento (UE) 2022/2371 del Parlamento europeo e del Consiglio45;
__________________
__________________
44 [riferimento all'atto adottato da inserire non appena disponibile]
45 [riferimento all'atto adottato da inserire non appena disponibile]
45 Regolamento (UE) 2022/2371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 novembre 2022, relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 1082/2013/UE (GU L 314 del 6.12.2022, pag. 26).
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera f
f)  servizi finanziari, ad esempio nel settore bancario, del credito, dell'assicurazione e della riassicurazione, delle pensioni professionali o individuali, dei titoli, dei fondi di investimento, dei pagamenti e dei servizi di consulenza nel settore degli investimenti, ivi compresi i servizi di cui all'allegato I della direttiva 2013/36/UE, come pure le attività di compensazione e regolamento nonché i servizi di consulenza e intermediazione e gli altri servizi finanziari accessori.
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 3
3.  In deroga al paragrafo 2, lettere a), b) e c), gli articoli da 16 a 20 e l'articolo 41 del presente regolamento si applicano ai prodotti di cui a tali lettere.
3.  In deroga al paragrafo 2, lettere a), b) e c), gli articoli da 16 a 20 e gli articoli da 41 a 41 quater si applicano ai prodotti di cui a tali lettere.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Il presente regolamento non pregiudica i dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi di cui alla decisione di esecuzione (UE) 2018/1993 del Consiglio.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 5
5.  Il presente regolamento non pregiudica le norme dell'Unione in materia di concorrenza (articoli da 101 a 109 TFUE e regolamenti di esecuzione), ivi comprese le norme in materia di antitrust, concentrazioni e aiuti di Stato.
5.  Il presente regolamento non pregiudica le norme dell'Unione in materia di concorrenza, ivi comprese le norme in materia di antitrust, concentrazioni e aiuti di Stato.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 6 – parte introduttiva
6.  Il presente regolamento non pregiudica la facoltà della Commissione di:
6.  Il presente regolamento non pregiudica il diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati personali, in particolare il regolamento (UE) 2016/679, il regolamento (UE) 2018/1725 e la direttiva 2002/58/CE.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 6 – lettera a
a)  avviare consultazioni o cooperazioni, per conto dell'Unione, con paesi terzi pertinenti, con particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo, al fine di cercare soluzioni collaborative per evitare perturbazioni alle catene di approvvigionamento, nel rispetto degli obblighi internazionali. Ciò può comportare, se del caso, il coordinamento nei consessi internazionali pertinenti; o
soppresso
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 6 – lettera b
b)  valutare se è opportuno imporre restrizioni alle esportazioni di merci in linea con i diritti e gli obblighi internazionali dell'Unione a norma del regolamento (UE) 2015/479 del Parlamento europeo e del Consiglio48.
soppresso
__________________
48 GU L 83 del 27.3.2015, pag. 34.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 bis.  Il presente regolamento non pregiudica in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e a livello di Unione, compresi il diritto di sciopero o il diritto di intraprendere altre azioni contemplate dalla disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, in conformità al diritto e alle prassi nazionali. Non dovrebbe pregiudicare neppure il diritto di negoziare, concludere ed eseguire accordi collettivi e di promuovere azioni collettive in conformità al diritto e alle pratiche nazionali.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 7
7.  Qualsiasi azione nel quadro del presente regolamento è coerente con gli obblighi dell'Unione nel quadro del diritto internazionale.
soppresso
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 8
8.  Il presente regolamento non pregiudica la responsabilità degli Stati membri di salvaguardare la sicurezza nazionale o la loro facoltà di preservare funzioni statali essenziali, ivi compresa la garanzia dell'integrità territoriale dello Stato e il mantenimento dell'ordine pubblico.
soppresso
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 1
1)  "crisi": evento eccezionale inaspettato e improvviso, naturale o provocato dall'uomo, di carattere e portata straordinari, che avviene in seno all'Unione o al di fuori di quest'ultima;
1)  "crisi": evento eccezionale, naturale o provocato dall'uomo, di carattere e portata straordinari, che avviene in seno all'Unione o al di fuori di quest'ultima e che ha ripercussioni negative sulla libera circolazione di merci, servizi o persone nel mercato interno;
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 2
2)  "modalità di vigilanza del mercato unico": quadro per affrontare una minaccia di perturbazione significativa dell'approvvigionamento di beni e servizi di importanza strategica che può portare a un'emergenza nel mercato unico entro i sei mesi successivi;
2)  "modalità di vigilanza del mercato interno": quadro per affrontare la minaccia di una crisi con conseguente perturbazione significativa dell'approvvigionamento di beni e servizi di importanza critica che può portare a un'emergenza nel mercato interno entro i sei mesi successivi;
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 3
3)  "emergenza nel mercato unico": impatto di ampia portata di una crisi sul mercato unico che perturba in modo grave la libera circolazione nel mercato unico o il funzionamento delle catene di approvvigionamento indispensabili al mantenimento di attività sociali o economiche vitali nel mercato unico;
3)  "modalità di emergenza nel mercato interno": quadro per affrontare l'impatto significativo e di ampia portata di una crisi sul mercato interno che perturba in modo grave la libera circolazione di merci, servizi e persone o il funzionamento delle catene di approvvigionamento indispensabili al mantenimento di attività sociali o economiche vitali nel mercato interno;
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
4)  "settori di importanza strategica": settori di importanza critica per l'Unione e i suoi Stati membri in quanto aventi importanza sistemica e vitale per la sicurezza pubblica, l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico o la sanità pubblica, la cui perturbazione, disfunzione, perdita o distruzione avrebbe un impatto significativo sul funzionamento del mercato unico;
4)  "settori di importanza critica": settori che sono di importanza critica per l'Unione e i suoi Stati membri e che hanno un'importanza sistemica e vitale per la sicurezza pubblica, l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico, la sanità pubblica o l'ambiente, la cui perturbazione, disfunzione, perdita o distruzione avrebbe un impatto significativo sul funzionamento del mercato interno, in particolare sulla libera circolazione di merci, servizi o persone;
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 5
5)  "beni e servizi di importanza strategica": beni e servizi che sono indispensabili per garantire il funzionamento del mercato unico in settori di importanza strategica e che non possono essere sostituiti o diversificati;
5)  "beni, servizi e lavoratori di importanza critica": beni, servizi e categorie di lavoratori che sono indispensabili per garantire il funzionamento del mercato interno in settori di importanza critica e che non possono essere sostituiti o, eventualmente, diversificati;
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 6
6)  "beni e servizi di rilevanza per le crisi": beni e servizi che sono indispensabili per rispondere alle crisi o per affrontare gli impatti delle crisi sul mercato unico durante un'emergenza nel mercato unico;
6)  "beni e servizi di rilevanza per le crisi": beni e servizi che sono indispensabili per rispondere alle crisi o per affrontare gli impatti delle crisi sul mercato interno durante un'emergenza nel mercato interno;
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 7
7)  "riserve strategiche": scorta di beni di importanza strategica per le quali può essere necessario costituire una riserva al fine di prepararsi a un'emergenza nel mercato unico, sotto il controllo di uno Stato membro.
7)  "riserve strategiche": scorta di beni di importanza critica sotto il controllo di uno Stato membro per le quali può essere necessario costituire una riserva al fine di prepararsi a un'emergenza nel mercato interno.
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 4 – titolo
Gruppo consultivo
Comitato per le emergenze e la resilienza nel mercato interno
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 1
1.  È istituito un gruppo consultivo.
1.  È istituito un comitato per le emergenze e la resilienza nel mercato interno (il comitato).
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2
2.  Il gruppo consultivo è composto di un rappresentante di ciascuno Stato membro. Ciascuno Stato membro nomina un rappresentante e un rappresentante supplente.
2.  Il comitato è composto di un rappresentante di ciascuno Stato membro e di un esperto nominato dal Parlamento europeo. Ciascuno Stato membro nomina un rappresentante e un rappresentante supplente.
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 3
3.  La Commissione presiede il gruppo consultivo e ne assicura il segretariato. La Commissione può invitare un rappresentante del Parlamento europeo, i rappresentanti degli Stati EFTA che sono parti contraenti dell'accordo sullo Spazio economico europeo49, i rappresentanti degli operatori economici, delle organizzazioni dei portatori di interessi, delle parti sociali e gli esperti a partecipare alle riunioni del gruppo consultivo in qualità di osservatori. La Commissione invita i rappresentanti di altri organi di rilevanza per le crisi a livello dell'Unione a partecipare in qualità di osservatori alle riunioni pertinenti del gruppo consultivo.
3.  La Commissione presiede il comitato e provvede al suo segretariato. La Commissione può, ove opportuno, istituire sottogruppi permanenti o temporanei del comitato allo scopo di esaminare questioni specifiche.
__________________
49 GU L 1 del 3.1.1994, pag. 3.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  La Commissione invita rappresentanti di altri organismi di rilevanza per le crisi a livello dell'Unione in qualità di osservatori alle pertinenti riunioni del comitato, nonché rappresentanti di paesi terzi o organizzazioni internazionali, conformemente agli accordi bilaterali o internazionali. Se del caso, la Commissione invita anche le organizzazioni che rappresentano i portatori di interessi, in particolare i rappresentanti degli operatori economici, delle organizzazioni dei portatori di interessi e delle parti sociali, a partecipare alle riunioni del comitato in qualità di osservatori. La Commissione può inoltre invitare ad hoc a partecipare alle attività del comitato esperti con una competenza specifica in una materia di rilevanza per le crisi.
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.  Il comitato può adottare pareri, raccomandazioni o relazioni, che sono resi pubblici, fatti salvi i dati personali o i segreti commerciali. La Commissione tiene nella massima considerazione i pareri, le raccomandazioni o le relazioni del comitato in modo trasparente.
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – parte introduttiva
4.  Ai fini della pianificazione di emergenza di cui agli articoli da 6 a 8, il gruppo consultivo fornisce assistenza e consulenza alla Commissione per quanto riguarda i compiti seguenti:
4.  Per rafforzare la resilienza del mercato interno, ai fini della pianificazione di emergenza di cui agli articoli da 6 a 8, il comitato fornisce assistenza e consulenza alla Commissione per quanto riguarda i compiti seguenti:
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera a
a)  proporre disposizioni, che sarebbero contenute nei protocolli di crisi, per la cooperazione amministrativa tra la Commissione e gli Stati membri durante le modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico;
a)  proporre disposizioni, che sarebbero contenute nei protocolli di crisi di cui all'articolo 6, per la cooperazione amministrativa tra la Commissione e gli Stati membri durante le modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato interno;
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b
b)  valutare gli incidenti significativi che gli Stati membri hanno segnalato alla Commissione.
b)  valutare gli incidenti che gli Stati membri o altri portatori di interessi pertinenti hanno segnalato alla Commissione conformemente all'articolo 8 e il loro impatto sulla libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori;
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b bis (nuova)
b bis)  raccomandare agli Stati membri di costituire una riserva di merci critiche al fine di prepararsi a un'emergenza nel mercato interno, tenendo conto della probabilità e dell'impatto delle carenze;
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b ter (nuova)
b ter)  raccogliere informazioni di prospettiva sulla possibilità che si verifichi una crisi, condurre analisi dei dati e fornire informazioni di mercato;
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b quater (nuova)
b quater)  consultare i rappresentanti degli operatori economici, ivi comprese le piccole e medie imprese (PMI), e le organizzazioni dei rappresentanti, nonché, se del caso, le parti sociali, al fine di raccogliere informazioni sul mercato;
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b quinquies (nuova)
b quinquies)  analizzare i dati aggregati ricevuti da altri organismi di rilevanza per le crisi a livello internazionale e dell'Unione;
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b sexies (nuova)
b sexies)  mantenere un registro delle misure di crisi nazionali e dell'Unione cui è stato fatto ricorso nelle crisi precedenti e che hanno avuto un impatto sul mercato interno e sulle relative catene di approvvigionamento;
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera b septies (nuova)
b septies)  adottare misure volte a rafforzare la resilienza del mercato interno conformemente al presente regolamento, ad esempio organizzare formazioni e simulazioni, e individuare gli operatori economici e le catene di approvvigionamento pertinenti nell'ambito dei test di resistenza.
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – parte introduttiva
5.  Ai fini della modalità di vigilanza del mercato unico di cui all'articolo 9, il gruppo consultivo assiste la Commissione nei compiti seguenti:
5.  Ai fini della modalità di vigilanza del mercato interno di cui all'articolo 9, il comitato assiste la Commissione nei compiti seguenti:
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – lettera a
a)  determinare se sussiste la minaccia di cui all'articolo 3, paragrafo 2, come pure la portata di tale minaccia;
a)  determinare se sussistono i criteri per l'attivazione o la disattivazione della modalità di vigilanza e, in particolare, la minaccia di cui all'articolo 3, paragrafo 2, come pure la portata di tale minaccia;
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – lettera b
b)  raccogliere informazioni di prospettiva, sul mercato e analisi dei dati;
soppresso
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – lettera c
c)  consultare i rappresentanti degli operatori economici, ivi comprese le piccole e medie imprese (PMI), e dell'industria per raccogliere informazioni sul mercato;
soppresso
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – lettera d
d)  analizzare i dati aggregati ricevuti da altri organismi di rilevanza per le crisi a livello internazionale e dell'Unione;
soppresso
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – lettera e
e)  agevolare gli scambi e la condivisione di informazioni, anche con altri organismi pertinenti e altri organismi di rilevanza per le crisi a livello dell'Unione, come pure con i paesi terzi, ove opportuno, prestando particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo e alle organizzazioni internazionali;
(Non concerne la versione italiana) .
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 5 – lettera f
f)  mantenere un registro delle misure di crisi nazionali e dell'Unione cui è stato fatto ricorso nelle crisi precedenti che hanno avuto un impatto sul mercato unico e sulle relative catene di approvvigionamento.
soppresso
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 6 – parte introduttiva
6.  Ai fini della modalità di emergenza nel mercato unico di cui all'articolo 14, il gruppo consultivo assiste la Commissione nei compiti seguenti:
6.  Ai fini della modalità di emergenza nel mercato interno di cui all'articolo 14, il comitato assiste la Commissione nei compiti seguenti:
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 6 – lettera b
b)  stabilire se i criteri per l'attivazione o la disattivazione della modalità di emergenza sono soddisfatti;
b)  stabilire se i criteri per l'attivazione o la disattivazione della modalità di emergenza sono soddisfatti, sulla base di prove sufficienti e affidabili;
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 6 – lettera c
c)  fornire consulenza sull'attuazione delle misure scelte per rispondere all'emergenza nel mercato unico a livello dell'Unione;
c)  fornire consulenza sull'attuazione delle misure scelte per rispondere all'emergenza nel mercato interno a livello dell'Unione;
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 6 – lettera e
e)  agevolare gli scambi e la condivisione di informazioni, anche con altri organismi di rilevanza per le crisi a livello dell'Unione, come pure, se del caso, con paesi terzi, prestando particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo e alle organizzazioni internazionali.
e)  agevolare gli scambi e la condivisione di informazioni, anche con altri organismi di rilevanza per le crisi a livello dell'Unione, come pure, se del caso, con paesi terzi, prestando particolare attenzione ai membri dell'EFTA, ai paesi candidati, ai paesi in via di sviluppo e alle organizzazioni internazionali.
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 7
7.  La Commissione garantisce la partecipazione di tutti gli organismi a livello dell'Unione che sono pertinenti per la crisi in questione. Il gruppo consultivo attua una cooperazione e un coordinamento stretti, ove opportuno, con altri organismi pertinenti connessi alle crisi a livello dell'Unione. La Commissione garantisce il coordinamento con le misure attuate attraverso altri meccanismi dell'Unione, quali il meccanismo unionale di protezione civile (UCPM) o il quadro di sicurezza sanitaria dell'UE. Il gruppo consultivo garantisce lo scambio di informazioni con il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze nel quadro dell'UCPM.
7.  La Commissione garantisce la partecipazione del Parlamento europeo e di tutti gli organismi a livello dell'Unione che sono pertinenti per la crisi in questione. In particolare, la Commissione garantisce parità di accesso a tutte le informazioni, in modo che il Parlamento europeo e il Consiglio ricevano tutti i documenti simultaneamente. Il comitato attua una cooperazione e un coordinamento stretti, ove opportuno, con altri organismi pertinenti connessi alle crisi a livello dell'Unione. La Commissione garantisce il coordinamento con le misure attuate attraverso altri meccanismi dell'Unione, quali il meccanismo unionale di protezione civile (UCPM), il quadro di sicurezza sanitaria dell'UE o il meccanismo previsto dalla normativa sui chip. Il comitato garantisce lo scambio di informazioni con il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze nel quadro dell'UCPM.
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 8
8.  Il gruppo consultivo si riunisce almeno tre volte l'anno. In occasione della sua prima riunione, su proposta della Commissione e d'intesa con quest'ultima, il gruppo consultivo adotta il suo regolamento interno.
8.  Il comitato si riunisce almeno tre volte l'anno. In occasione della sua prima riunione, il comitato adotta il suo regolamento interno.
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 8 bis (nuovo)
8 bis.  Il comitato, in cooperazione con la Commissione, adotta annualmente la sua relazione di attività e la trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 9
9.  Il gruppo consultivo può adottare pareri, raccomandazioni o relazioni nel contesto dei suoi compiti di cui ai paragrafi da 4 a 6.
soppresso
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 4 bis (nuovo)
Articolo 4 bis
Dialogo in materia di emergenza e resilienza
1.   Al fine di rafforzare il dialogo tra le istituzioni dell'Unione, in particolare il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, e di garantire maggiore trasparenza e responsabilità, il Parlamento europeo può invitare il suo esperto designato e la Commissione a discutere i seguenti aspetti:
a)   i pareri, le raccomandazioni e le relazioni adottate dal comitato;
b)   l'esito dei test di resistenza;
c)   l'attivazione della modalità di vigilanza, la sua proroga e disattivazione e le eventuali misure adottate a norma della parte III;
d)   l'attivazione della modalità di emergenza, la sua proroga e disattivazione e le eventuali misure adottate a norma della parte IV;
e)   eventuali misure che limitino la libera circolazione di merci, servizi e lavoratori.
2.   Il Parlamento europeo può invitare i rappresentanti degli Stati membri a partecipare al dialogo di cui al paragrafo 1.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri designano gli uffici centrali di collegamento responsabili dei contatti, del coordinamento e dello scambio di informazioni con gli uffici centrali di collegamento degli altri Stati membri e l'ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione a norma del presente regolamento. Tali uffici di collegamento coordinano e raccolgono i contributi delle pertinenti autorità nazionali competenti.
1.  Gli Stati membri designano gli uffici centrali di collegamento responsabili dei contatti, del coordinamento e dello scambio di informazioni con gli uffici centrali di collegamento degli altri Stati membri e l'ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione a norma del presente regolamento. Tali uffici di collegamento coordinano e raccolgono i contributi delle pertinenti autorità nazionali competenti, tra cui, se del caso, a livello regionale e locale. Tali uffici di collegamento trasmettono inoltre tutte le informazioni di rilevanza per le crisi ai punti di contatto unici nazionali di cui all'articolo 21, ove possibile in tempo reale.
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2
2.  La Commissione designa un ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione per i contatti con gli uffici centrali di collegamento degli Stati membri durante le modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico nel quadro del presente regolamento. L'ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione garantisce il coordinamento e lo scambio di informazioni con gli uffici centrali di collegamento degli Stati membri per la gestione delle modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico.
2.  La Commissione designa un ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione per i contatti con gli uffici centrali di collegamento degli Stati membri durante le modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato unico nel quadro del presente regolamento e, ove applicabile, con gli altri organismi a livello dell'Unione che sono pertinenti per la crisi in questione. L'ufficio centrale di collegamento a livello dell'Unione garantisce il coordinamento e lo scambio di informazioni con gli uffici centrali di collegamento degli Stati membri per la gestione delle modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato interno, anche con riferimento alle informazioni pertinenti per le crisi da rendere disponibili al pubblico a norma dell'articolo 41.
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Tenendo conto del parere del gruppo consultivo e dei contributi degli organismi pertinenti a livello dell'Unione, alla Commissione è conferito il potere di adottare, previa consultazione degli Stati membri, un atto delegato al fine di integrare il presente regolamento con un quadro che definisce i protocolli di crisi riguardanti la cooperazione in materia di crisi, lo scambio di informazioni e la comunicazione in merito alle crisi per le modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico, in particolare per quanto riguarda:
1.  Tenendo debitamente conto del parere del comitato e dei contributi degli organismi pertinenti a livello dell'Unione, alla Commissione è conferito il potere di adottare, previa consultazione degli Stati membri, un atto delegato al fine di integrare il presente regolamento con un quadro generale che definisce i protocolli di crisi riguardanti la preparazione alle crisi, la cooperazione in materia di crisi, lo scambio di informazioni e la comunicazione in merito alle crisi per le modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato interno, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti:
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera a
a)  la cooperazione tra le autorità competenti a livello nazionale e dell'Unione per la gestione delle modalità di vigilanza del mercato unico e di emergenza nel mercato unico durante le modalità di vigilanza e di emergenza in tutti i settori del mercato unico;
a)  la cooperazione tra le autorità competenti a livello nazionale, comprese quelle locali e regionali, e le autorità competenti a livello dell'Unione per la gestione delle modalità di vigilanza del mercato interno e di emergenza nel mercato interno;
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c
c)  un approccio coordinato alla comunicazione in merito ai rischi e alle crisi anche nei confronti del pubblico con un ruolo di coordinamento per la Commissione;
c)  un approccio coordinato alla comunicazione in merito alle crisi anche nei confronti del pubblico e dei pertinenti portatori di interessi, compresi gli operatori economici, con un ruolo di coordinamento per la Commissione;
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera d
d)  la gestione del quadro.
soppresso
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a
a)  un inventario delle pertinenti autorità nazionali competenti, degli uffici centrali di collegamento designati a norma dell'articolo 5 e dei punti di contatto unici di cui all'articolo 21, dei loro recapiti nonché dei ruoli e delle responsabilità assegnati durante le modalità di vigilanza e di emergenza di cui al presente regolamento nel quadro del diritto nazionale;
a)  un inventario delle autorità nazionali competenti, degli uffici centrali di collegamento designati a norma dell'articolo 5 e dei punti di contatto unici di cui all'articolo 21, dei loro recapiti nonché dei ruoli e delle responsabilità assegnati durante le modalità di vigilanza e di emergenza di cui al presente regolamento, conformemente al diritto nazionale;
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b
b)  la consultazione dei rappresentanti degli operatori economici e delle parti sociali, ivi comprese le PMI, sulle loro iniziative e azioni per mitigare le potenziali perturbazioni delle catene di approvvigionamento e rispondere a queste ultime nonché per superare le potenziali carenze di beni e servizi nel mercato unico;
b)  la consultazione dei rappresentanti degli operatori economici, ivi comprese le PMI, sulle loro iniziative e azioni per mitigare e rispondere alle potenziali emergenze nel mercato interno;
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)
b bis)  la consultazione delle parti sociali sulle implicazioni per la libera circolazione dei lavoratori nei settori di importanza critica;
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera c
c)  la cooperazione a livello tecnico nelle modalità di vigilanza e di emergenza nei vari settori del mercato unico;
c)  la cooperazione a livello tecnico nelle modalità di vigilanza e di emergenza nei vari settori del mercato interno;
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera d
d)  la comunicazione riguardante i rischi e le emergenze, con un ruolo di coordinamento per la Commissione, tenendo adeguatamente conto delle strutture già esistenti.
d)  la comunicazione riguardante i rischi e le emergenze, con un ruolo di coordinamento per la Commissione, tenendo conto delle strutture già esistenti.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  La Commissione, tenendo in considerazione il parere del comitato, può avviare, incoraggiare e agevolare l'elaborazione di protocolli di crisi volontari da parte degli operatori economici al fine di affrontare le emergenze nel mercato interno, in misura rigorosamente limitata a circostanze straordinarie. Ove necessario e opportuno, la Commissione può coinvolgere anche le organizzazioni della società civile o altre organizzazioni pertinenti nell'elaborazione dei protocolli di crisi volontari. I protocolli di crisi volontari stabiliscono:
a)  i parametri specifici della perturbazione che il protocollo di crisi volontario mira ad affrontare e gli obiettivi che persegue;
b)  il ruolo dei singoli partecipanti, le misure preparatorie che devono mettere in atto e il loro ruolo in seguito all'attivazione del protocollo di crisi;
c)  la procedura per determinare i tempi e le modalità di funzionamento del protocollo di crisi;
d)  le azioni volte a mitigare e rispondere a potenziali emergenze nel mercato interno, in misura strettamente limitata a quanto necessario per affrontarle;
e)  le salvaguardie per affrontare eventuali ripercussioni negative sulla libera circolazione di merci, servizi e lavoratori.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 3
3.  Al fine di garantire il funzionamento del quadro di cui al paragrafo 1, la Commissione può svolgere test di resistenza, simulazioni nonché revisioni durante e dopo il completamento delle azioni con gli Stati membri e proporre ove necessario agli organismi pertinenti a livello dell'Unione e agli Stati membri di aggiornare il quadro.
soppresso
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 1
La Commissione organizza la formazione sul coordinamento, sulla cooperazione e sullo scambio di informazioni riguardanti le crisi di cui all'articolo 6 per il personale degli uffici centrali di collegamento designati. La Commissione organizza simulazioni che coinvolgono il personale degli uffici centrali di collegamento di tutti gli Stati membri sulla base di potenziali scenari di emergenze nel mercato unico.
1.  La Commissione sviluppa e organizza regolarmente formazioni sulla preparazione, sul coordinamento, sulla cooperazione, sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni riguardanti le crisi di cui all'articolo 6 per il personale degli uffici centrali di collegamento designati e degli operatori economici. La Commissione organizza simulazioni che coinvolgono il personale degli uffici centrali di collegamento e di altri attori pertinenti, compresi gli operatori economici, o degli organismi coinvolti nella prevenzione, nella preparazione e nella risposta alle emergenze nel mercato interno.
Emendamento 125
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  In particolare, la Commissione sviluppa e gestisce un programma di formazione basato sugli insegnamenti tratti dalle crisi precedenti, che includa aspetti dell'intero ciclo di gestione delle emergenze, al fine di fornire una risposta rapida alle crisi. Tale programma include:
a)  il monitoraggio, l'analisi e la valutazione di tutte le azioni pertinenti per facilitare la libera circolazione di merci, servizi e persone;
b)  la promozione dell'attuazione delle migliori pratiche a livello nazionale e dell'Unione e, se del caso, delle migliori pratiche sviluppate da paesi terzi e organizzazioni internazionali;
c)  l'elaborazione di orientamenti sulla diffusione delle conoscenze e sull'attuazione delle diverse funzioni a livello nazionale e, ove del caso, regionale e locale;
d)  l'incoraggiamento dell'introduzione e dell'uso di nuove tecnologie e strumenti digitali pertinenti per rispondere alle emergenze nel mercato interno.
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.  Su richiesta di uno Stato membro che sta affrontando una perturbazione, la Commissione può inviare in loco un gruppo di esperti per fornire consulenza sulle misure di preparazione e risposta, prestando particolare attenzione alle esigenze e agli interessi di tale Stato membro.
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 7 bis (nuovo)
Articolo 7 bis
Test di resistenza
1.  Al fine di garantire la libera circolazione e la disponibilità di beni e servizi di importanza critica, nonché di prevedere le perturbazioni nel mercato interno e prepararsi alle stesse, la Commissione, tenendo conto del parere del comitato, effettua e coordina test di resistenza, comprese simulazioni e verifiche tra pari, in particolare per i settori critici identificati dalla Commissione.
In particolare, la Commissione invita il personale degli uffici centrali di collegamento di tutti gli Stati membri a partecipare alle simulazioni e svolge le seguenti attività:
a)  elabora scenari e parametri che colgano i rischi specifici associati alle emergenze nel mercato interno e che mirino a individuare le vulnerabilità nei settori di importanza critica, nonché a valutare il potenziale impatto sulla libera circolazione di merci, servizi e persone;
b)  individua gli operatori economici e le organizzazioni dei rappresentanti pertinenti, nonché altri attori o organismi coinvolti nella prevenzione, nella preparazione e nella risposta alle emergenze e li invita a partecipare su base volontaria;
c)  facilita le revisioni tra pari e incoraggia lo sviluppo di strategie per la preparazione alle emergenze;
d)  individua, in collaborazione con tutti gli attori coinvolti, misure di mitigazione del rischio una volta completati i test di resistenza.
2.  La Commissione conduce test di resistenza regolarmente e almeno una volta ogni due anni, che comprendano test di resistenza globali a livello dell'Unione o specifiche aree geografiche o regioni frontaliere.
3.  La Commissione comunica i risultati dei test di resistenza al comitato consultivo e pubblica una relazione in merito.
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 7 ter (nuovo)
Articolo 7 ter
Mappatura dei settori critici
1.  Tenendo debitamente conto del parere del comitato e dei contributi degli organismi pertinenti a livello dell'Unione, alla Commissione è conferito il potere di adottare, previa consultazione degli Stati membri, un atto delegato al fine di integrare il presente regolamento con la formulazione di una metodologia relativa a un esercizio di mappatura per individuare i settori critici.
2.  Ai fini della metodologia di cui al paragrafo 1, la Commissione tiene conto degli aspetti seguenti:
a)  i flussi commerciali;
b)  la domanda e l'offerta;
c)  la concentrazione dell'offerta;
d)  la produzione e le capacità di produzione a livello mondiale e dell'Unione nelle diverse fasi della catena del valore;
e)  le interdipendenze tra gli operatori economici, sia con gli operatori che operano all'interno sia con quelli che operano all'esterno del mercato interno.
3.  La Commissione, utilizzando la metodologia di cui al paragrafo 1 e tenendo conto del parere del comitato, effettua periodicamente il suo esercizio di mappatura per individuare i settori critici. Tali esercizi di mappatura si basano esclusivamente sui dati disponibili al pubblico o in commercio e su informazioni pertinenti e non riservate fornite dalle imprese.
4.  La Commissione pubblica i risultati di tale esercizio di mappatura.
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1
1.  L'ufficio centrale di collegamento di uno Stato membro notifica senza indebito ritardo alla Commissione e agli uffici centrali di collegamento degli altri Stati membri qualsiasi incidente che perturba in modo significativo o può perturbare in modo significativo il funzionamento del mercato unico e delle relative catene di approvvigionamento (incidenti significativi).
1.  L'ufficio centrale di collegamento di uno Stato membro notifica immediatamente alla Commissione e agli uffici centrali di collegamento degli altri Stati membri qualsiasi incidente che si tradurrà probabilmente in un'emergenza nel mercato interno.
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2
2.  Conformemente al diritto dell'Unione e alla legislazione nazionale conforme al diritto dell'Unione, gli uffici centrali di collegamento e qualsiasi pertinente autorità nazionale competente trattano le informazioni di cui al paragrafo 1 in modo tale da rispettarne la riservatezza, proteggere la sicurezza e l'ordine pubblico dell'Unione europea o dei suoi Stati membri e proteggere la sicurezza e gli interessi commerciali degli operatori economici interessati.
2.  Conformemente al diritto dell'Unione e alla legislazione nazionale conforme al diritto dell'Unione, gli uffici centrali di collegamento e qualsiasi pertinente autorità nazionale competente adottano tutte le misure necessarie per trattare le informazioni di cui al paragrafo 1 in modo tale da rispettarne la riservatezza, proteggere la sicurezza e l'ordine pubblico dell'Unione o dei suoi Stati membri e proteggere la sicurezza e gli interessi commerciali degli operatori economici interessati.
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  Per determinare se la perturbazione o la potenziale perturbazione del funzionamento del mercato unico e delle relative catene di approvvigionamento di beni e servizi sia significativa e debba essere oggetto di una segnalazione, l'ufficio centrale di collegamento di uno Stato membro tiene conto di ciò che segue:
3.  Per determinare se gli incidenti di cui al paragrafo 1 debbano essere oggetto di una segnalazione, l'ufficio centrale di collegamento di uno Stato membro tiene conto di ciò che segue:
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera a
a)  il numero di operatori economici interessati dalla perturbazione o potenziale perturbazione;
a)  il numero di operatori economici interessati nell'Unione;
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera b
b)  la durata o la durata prevista di una perturbazione o potenziale perturbazione;
b)  la durata o la durata prevista degli incidenti;
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera c
c)  la zona geografica; la quota del mercato unico interessata dalla perturbazione o potenziale perturbazione; l'impatto su zone geografiche specifiche particolarmente vulnerabili o esposte alle perturbazioni delle catene di approvvigionamento, ivi comprese le regioni ultraperiferiche dell'UE;
c)  la zona geografica; la quota del mercato interno interessata e i relativi effetti transfrontalieri; l'impatto su zone geografiche particolarmente vulnerabili o esposte, come le regioni ultraperiferiche;
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera d
d)  l'effetto della perturbazione o potenziale perturbazione su fattori di produzione non diversificabili e insostituibili.
d)  l'effetto di tali incidenti su fattori di produzione non diversificabili e insostituibili.
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Articolo 8 bis (nuovo)
Articolo 8 bis
Riserve strategiche
1.  Gli Stati membri si adoperano al meglio per costituire riserve strategiche di beni di importanza critica. La Commissione assiste gli Stati membri nel coordinamento e nell'ottimizzazione dei loro sforzi. In particolare, la Commissione assicura il coordinamento e lo scambio di informazioni e promuove la solidarietà tra le autorità nazionali pertinenti relativamente alla carenza di beni o servizi di rilevanza per le crisi o alla costituzione di riserve strategiche per beni di importanza critica. Le risorse che fanno parte della riserva rescEU conformemente all'articolo 12 della decisione n. 1313/2013/UE sono escluse dall'applicazione del presente articolo.
2.  Lo scambio di informazioni e buone pratiche di cui al paragrafo 1 può riguardare in particolare:
a)  la probabilità e l'impatto potenziale delle carenze di cui al paragrafo 1;
b)  il livello delle scorte esistenti degli operatori economici e delle riserve strategiche in tutta l'Unione nonché qualsiasi informazione sulle attività intraprese dagli operatori economici per aumentare le loro scorte;
c)  il costo per la costituzione e il mantenimento di tali riserve strategiche;
d)  le opzioni di approvvigionamento alternativo e il relativo potenziale;
e)  ulteriori informazioni che potrebbero garantire la disponibilità di tali beni e servizi.
Lo scambio di tali informazioni e buone pratiche avviene attraverso un canale di comunicazione sicuro.
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Parte III – titolo
Vigilanza del mercato unico
Modalità di vigilanza del mercato interno
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Se, tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, ritiene che sussista la minaccia di cui all'articolo 3, paragrafo 2, la Commissione attiva la modalità di vigilanza per un periodo massimo di sei mesi mediante un atto di esecuzione. Tale atto di esecuzione contiene quanto segue:
1.  Se, tenendo debitamente conto del parere fornito dal comitato, nonché dei criteri enunciati all'articolo 8, paragrafo 3, ritiene che siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 2, la Commissione attiva la modalità di vigilanza per un periodo massimo di sei mesi mediante un atto di esecuzione. Qualora si trovi in disaccordo con il parere del comitato, la Commissione fornisce una giustificazione motivata. Tale atto di esecuzione contiene quanto segue:
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera a
a)  una valutazione del potenziale impatto della crisi;
a)  una valutazione del potenziale impatto della crisi attesa, tenendo conto anche della situazione specifica delle regioni frontaliere e ultraperiferiche;
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera b
b)  l'elenco dei beni e dei servizi di importanza strategica interessati;
b)  un elenco dei beni, dei servizi e delle categorie di lavoratori di importanza critica interessati;
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c
c)  le misure di vigilanza da adottare.
c)  le misure di vigilanza da adottare, compresa una giustificazione che attesti la necessità di adottare tali misure e la loro proporzionalità.
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 1
1.  Se ritiene che i motivi alla base dell'attivazione della modalità di vigilanza a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, continuano a essere validi, e tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, la Commissione può prorogare la modalità di vigilanza per un periodo massimo di sei mesi mediante un atto di esecuzione.
1.  Se ritiene che i motivi alla base dell'attivazione della modalità di vigilanza a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, continuano a essere validi, e tenendo debitamente conto del parere fornito dal comitato, la Commissione può prorogare la modalità di vigilanza per un periodo massimo di sei mesi mediante un atto di esecuzione. Se dispone di prove concrete e affidabili sull'opportunità di disattivare la modalità di vigilanza, il comitato può adottare un parere a tal fine e comunicarlo alla Commissione.
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2
2.  Se, tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, ritiene che non sussiste più la minaccia di cui all'articolo 3, paragrafo 2, in relazione a tutte le misure di vigilanza o a una loro parte oppure per tutti i beni e i servizi o per una loro parte, la Commissione disattiva completamente o parzialmente la modalità di vigilanza mediante un atto di esecuzione.
2.  Se, tenendo debitamente conto del parere fornito dal comitato, ritiene che non siano più soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 2, in relazione a tutte le misure di vigilanza o a una loro parte oppure per tutti i beni, i servizi e le categorie di lavoratori o per una loro parte, la Commissione disattiva completamente o parzialmente la modalità di vigilanza mediante un atto di esecuzione.
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Articolo 11– paragrafo 1
1.  Quando è stata attivata la modalità di vigilanza conformemente all'articolo 9, le autorità nazionali competenti monitorano le catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi di importanza strategica individuati nell'atto di esecuzione che attiva la modalità di vigilanza.
1.  Quando è stata attivata la modalità di vigilanza conformemente all'articolo 9, le autorità nazionali competenti monitorano le catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi di importanza critica individuati nell'atto di esecuzione che attiva la modalità di vigilanza e la libera circolazione delle categorie di lavoratori di importanza critica individuate nel medesimo atto.
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 2
2.  La Commissione prevede mezzi sicuri e standardizzati per la raccolta e il trattamento delle informazioni ai fini del paragrafo 1 con mezzi elettronici. Fatta salva la legislazione nazionale secondo cui le informazioni raccolte che contengono segreti commerciali devono rimanere riservate, è assicurata la riservatezza con riferimento alle informazioni sensibili sul piano commerciale e alle informazioni riguardanti la sicurezza e l'ordine pubblico dell'Unione o dei suoi Stati membri.
(Non concerne la versione italiana) . .
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri istituiscono e mantengono un inventario degli operatori economici di maggiore rilevanza stabiliti sul rispettivo territorio nazionale che operano lungo le catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi di importanza strategica individuati nell'atto di esecuzione che attiva la modalità di vigilanza.
3.  Ove possibile, gli Stati membri istituiscono, aggiornano e mantengono un inventario degli operatori economici di maggiore rilevanza stabiliti sul rispettivo territorio nazionale che operano lungo le catene di approvvigionamento dei beni, dei servizi e delle categorie di lavoratori di importanza critica individuati nell'atto di esecuzione che attiva la modalità di vigilanza. Il contenuto dell'inventario rimane sempre confidenziale.
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Articolo 11– paragrafo 4
4.  In base all'inventario istituito a norma dell'articolo 6, le autorità nazionali competenti trasmettono richieste di comunicazione di informazioni su base volontaria agli operatori di maggiore rilevanza lungo le catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi individuati nell'atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 9 nonché ad altri portatori di interessi pertinenti stabiliti nel rispettivo territorio nazionale. Tali richieste indicano, in particolare, quali sono le informazioni da fornire riguardo ai fattori che incidono sulla disponibilità dei beni e dei servizi di importanza strategica individuati. Ciascun operatore economico/portatore di interessi che fornisce informazioni su base volontaria lo fa a titolo individuale conformemente alle norme dell'Unione in materia di concorrenza che disciplinano lo scambio di informazioni. Le autorità nazionali competenti trasmettono senza indebito ritardo le risultanze pertinenti alla Commissione e al gruppo consultivo attraverso il rispettivo ufficio centrale di collegamento.
4.  In base all'inventario istituito a norma del paragrafo 3, le autorità nazionali competenti trasmettono, ove necessario, richieste di comunicazione di informazioni su base volontaria agli operatori di maggiore rilevanza lungo le catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi di importanza critica individuati nell'atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 9 stabiliti nel rispettivo territorio nazionale. Tali richieste indicano, in particolare, quali sono le informazioni da fornire riguardo ai fattori che incidono sulla disponibilità dei beni e dei servizi di importanza critica individuati. Ciascun operatore economico che fornisce informazioni su base volontaria lo fa a titolo individuale conformemente alle norme dell'Unione in materia di concorrenza che disciplinano lo scambio di informazioni. Le autorità nazionali competenti trasmettono senza indebito ritardo le risultanze pertinenti alla Commissione e al comitato attraverso il rispettivo ufficio centrale di collegamento.
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Articolo 11– paragrafo 5
5.  Le autorità nazionali competenti tengono in debita considerazione l'onere amministrativo per gli operatori economici, e segnatamente le PMI, che può essere associato alle richieste di informazioni e garantiscono che sia mantenuto a un livello minimo.
5.  Le autorità nazionali competenti tengono in debita considerazione l'onere amministrativo per gli operatori economici, e segnatamente le PMI, che può essere associato alle richieste di informazioni, e garantiscono che tale onere amministrativo sia mantenuto a un livello minimo e che venga rispettata la riservatezza delle informazioni.
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 11– paragrafo 6
6.  La Commissione può chiedere al gruppo consultivo di discutere le conclusioni e le prospettive di sviluppo sulla base del monitoraggio delle catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi di importanza strategica.
6.  La Commissione può chiedere al comitato di discutere le conclusioni e le prospettive di sviluppo sulla base del monitoraggio delle catene di approvvigionamento dei beni e dei servizi di importanza critica.
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Articolo 11– paragrafo 7
7.  In base alle informazioni raccolte attraverso le attività svolte conformemente al paragrafo 1, la Commissione può fornire una relazione sulle conclusioni aggregate.
7.  In base alle informazioni raccolte attraverso le attività svolte conformemente al paragrafo 1, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle conclusioni aggregate.
Emendamento 151
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 7 bis (nuovo)
7 bis.  La Commissione può chiedere, mediante atti di esecuzione, che gli Stati membri forniscano le seguenti informazioni sui beni di importanza critica di cui a un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 9, paragrafo 1:
a)  il livello delle riserve strategiche nel loro territorio;
b)  eventuali possibilità di ulteriori acquisti.
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 7 ter (nuovo)
7 ter.  Prima di adottare l'atto di esecuzione, la Commissione:
a)  dimostra di non avere altro accesso a tali informazioni e ne giustifica la necessità; e
b)  chiede il parere del comitato.
Qualora si trovi in disaccordo con il parere del comitato, la Commissione fornisce anche una giustificazione motivata.
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 7 quater (nuovo)
7 quater.  L'atto di esecuzione specifica i beni per cui devono essere fornite le informazioni.
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 7 quinquies (nuovo)
7 quinquies.  La richiesta di informazioni non può superare un periodo di sei mesi e non può essere rinnovata.
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Articolo 12
[...]
soppresso
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Parte IV – titolo
Emergenza nel mercato unico
Emergenza nel mercato interno
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  In sede di valutazione della gravità di una perturbazione al fine di stabilire se l'impatto di una crisi sul mercato unico si configuri come un'emergenza nel mercato unico, la Commissione, sulla base di prove concrete e affidabili, tiene conto almeno degli indicatori seguenti:
1.  In sede di valutazione della gravità di una perturbazione al fine di stabilire se l'impatto di una crisi sul mercato interno si configuri come un'emergenza nel mercato interno, la Commissione, sulla base di prove concrete e affidabili, tiene conto almeno degli indicatori seguenti:
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera a
a)  l'attivazione dovuta alla crisi di eventuali meccanismi di risposta alle crisi del Consiglio pertinenti, del meccanismo unionale di protezione civile o dei meccanismi creati nell'ambito del quadro di sicurezza sanitaria dell'UE, ivi compresi [la proposta di] regolamento (UE) …/… relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e [la proposta di] regolamento (UE) …/… del Consiglio relativo a un quadro di misure volte a garantire la fornitura di contromisure mediche di rilevanza per le crisi;
a)  l'attivazione innescata dalla crisi di un meccanismo di risposta alle crisi del Consiglio pertinente, compresi i dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi, il meccanismo unionale di protezione civile o uno dei meccanismi creati nell'ambito del quadro di sicurezza sanitaria dell'UE, ivi compreso il quadro di emergenza di cui al regolamento (UE) 2022/2372;
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera b
b)  una stima del numero di operatori economici o di utenti che fanno affidamento sul settore o sui settori del mercato unico colpiti dalla perturbazione ai fini della fornitura dei beni o dei servizi in questione;
b)  una stima del numero o della quota di mercato e della domanda di mercato di operatori economici o di utenti che fanno affidamento sul settore o sui settori del mercato interno colpiti dalla perturbazione ai fini della fornitura dei beni o dei servizi in questione;
Emendamento 160
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera c
c)  l'importanza dei beni o dei servizi in questione per gli altri settori;
c)  l'importanza critica dei beni, dei servizi o dei lavoratori in questione per gli altri settori;
Emendamento 161
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)
c bis)  le carenze stimate di tali beni e servizi nel mercato interno;
Emendamento 162
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera d
d)  gli impatti in termini di entità e di durata sulle attività economiche e sociali, sull'ambiente e sulla pubblica sicurezza;
d)  l'impatto reale o potenziale della crisi in termini di entità e di durata sulle attività economiche e sociali vitali, sull'ambiente e sulla pubblica sicurezza;
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera e
e)  il fatto che gli operatori economici interessati non siano stati in grado di fornire una soluzione entro un lasso di tempo ragionevole agli aspetti particolari della crisi su base volontaria;
e)  il fatto che gli operatori economici interessati dalla perturbazione non siano stati in grado di fornire una soluzione entro un lasso di tempo ragionevole agli aspetti particolari della crisi su base volontaria;
Emendamento 164
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera g
g)  la zona geografica che è e potrebbe essere interessata, ivi compresi eventuali impatti transfrontalieri sul funzionamento delle catene di approvvigionamento indispensabili per il mantenimento di attività economiche o sociali vitali nel mercato unico;
g)  la zona geografica, comprese le regioni frontaliere e ultraperiferiche, che è e potrebbe essere interessata dalla perturbazione, ivi compresi eventuali impatti transfrontalieri sul funzionamento delle catene di approvvigionamento indispensabili per il mantenimento di attività economiche o sociali vitali nel mercato interno;
Emendamento 165
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera i
i)  l'assenza di beni, fattori di produzione o servizi sostitutivi.
i)  l'assenza o le carenze di beni, fattori di produzione o servizi sostitutivi di rilevanza per le crisi;
Emendamento 166
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera i bis (nuova)
i bis)  l'introduzione di restrizioni di viaggio o di controlli alle frontiere.
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 1
1.  La modalità di emergenza nel mercato unico può essere attivata senza la previa attivazione della modalità di vigilanza del mercato unico in relazione ai medesimi servizi o beni. Se è stata precedentemente attivata la modalità di vigilanza, la modalità di emergenza può sostituirla parzialmente o completamente.
1.  La modalità di emergenza nel mercato interno può essere attivata senza la previa attivazione della modalità di vigilanza del mercato interno in relazione ai medesimi servizi o beni. Se è stata precedentemente attivata la modalità di vigilanza, la modalità di emergenza può sostituirla parzialmente o completamente.
Emendamento 168
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 2
2.  Se, tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, ritiene che sussista un'emergenza nel mercato unico, la Commissione propone al Consiglio di attivare la modalità di emergenza nel mercato unico.
2.  Se, tenendo debitamente conto del parere del comitato, ritiene che sussista un'emergenza nel mercato interno, la Commissione adotta una proposta legislativa per attivare la modalità di emergenza nel mercato interno.
Emendamento 169
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 3
3.  Il Consiglio può attivare la modalità di emergenza nel mercato unico mediante un atto di esecuzione del Consiglio. Il periodo di attivazione è specificato nell'atto di esecuzione ed è al massimo pari a sei mesi.
3.  La modalità di emergenza nel mercato interno può essere attivata mediante un atto legislativo adottato sulla base della proposta legislativa di cui al paragrafo 2. Il periodo di attivazione è specificato in tale atto legislativo ed è limitato a un massimo di sei mesi.
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 4
4.  L'attivazione della modalità di emergenza nel mercato unico per determinati servizi e beni non impedisce l'attivazione o il proseguimento dell'applicazione della modalità di vigilanza né l'attuazione delle misure di cui agli articoli 11 e 12 in relazione ai medesimi servizi e beni.
4.  L'attivazione della modalità di emergenza nel mercato interno per determinati servizi e beni non impedisce l'attivazione o il proseguimento dell'applicazione della modalità di vigilanza né l'attuazione delle misure di cui all'articolo 8 bis in relazione ai medesimi servizi e beni.
Emendamento 171
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 5
5.  Non appena è attivata la modalità di emergenza nel mercato unico, la Commissione adotta senza indugio un elenco di beni e servizi di rilevanza per le crisi mediante un atto di esecuzione. L'elenco può essere modificato mediante atti di esecuzione.
5.  Nel proporre l'attivazione della modalità di emergenza nel mercato interno, la Commissione presenta un elenco di beni e servizi di rilevanza per le crisi. Non appena la modalità di emergenza nel mercato interno è attivata mediante l'atto legislativo di cui al paragrafo 3, la Commissione adotta senza indugio tale elenco mediante un atto di esecuzione. Tale elenco può essere modificato mediante atti di esecuzione.
Emendamento 172
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 6
6.  L'atto di esecuzione della Commissione di cui al paragrafo 5 è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato unico, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
6.  L'atto di esecuzione di cui al paragrafo 5 è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato interno, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
Emendamento 173
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 1
1.  Se, tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, ritiene necessaria una proroga della modalità di emergenza nel mercato unico, la Commissione propone al Consiglio di prorogare la modalità di emergenza nel mercato unico. In caso di cambiamenti urgenti ed eccezionali delle circostanze, la Commissione si adopera in tal senso al più tardi entro 30 giorni prima della scadenza del periodo per il quale è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato unico. Il Consiglio può prorogare la modalità di emergenza nel mercato unico al massimo di sei mesi per volta mediante un atto di esecuzione.
1.  Se, tenendo debitamente conto del parere fornito dal comitato e sulla base dei motivi di cui all'articolo 14, paragrafo 2, ritiene necessaria una proroga della modalità di emergenza nel mercato interno, la Commissione propone al Parlamento europeo e al Consiglio di prorogare la modalità di emergenza nel mercato interno. In caso di cambiamenti urgenti ed eccezionali delle circostanze, la Commissione si adopera in tal senso al più tardi entro 30 giorni prima della scadenza del periodo per il quale è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato interno.
La modalità di emergenza nel mercato interno può essere prorogata mediante un atto legislativo adottato sulla base della proposta legislativa di cui al primo comma. Il periodo di proroga è specificato in tale atto legislativo ed è limitato a un massimo di sei mesi.
Emendamento 174
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 2
2.  Se dispone di prove concrete e affidabili sull'opportunità di disattivare l'emergenza nel mercato unico, il gruppo consultivo può formulare un parere a tal fine e trasmetterlo alla Commissione. Se, tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, ritiene che non sussista più un'emergenza nel mercato unico, la Commissione propone senza indugio al Consiglio la disattivazione della modalità di emergenza nel mercato unico.
2.  Se dispone di prove concrete e affidabili sull'opportunità di disattivare la modalità di emergenza nel mercato interno, il comitato può formulare un parere a tal fine e trasmetterlo alla Commissione. Se, tenendo conto del parere fornito dal comitato, ritiene che non sussista più un'emergenza nel mercato interno, la Commissione propone senza indugio al Parlamento europeo e al Consiglio la disattivazione della modalità di emergenza nel mercato interno.
Emendamento 175
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 3
3.  Le misure adottate conformemente agli articoli da 24 a 33 e a norma delle procedure di emergenza introdotte nei rispettivi quadri giuridici dell'Unione mediante le modifiche alle normative settoriali relative ai prodotti di cui al regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2016/424, (UE) 2016/425, (UE) 2016/426, (UE) 2019/1009 e (UE) n. 305/2011 e introduce procedure di emergenza per la valutazione della conformità, l'adozione di specifiche comuni e la vigilanza del mercato nel contesto di un'emergenza nel mercato unico nonché alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2000/14/CE, 2006/42/CE, 2010/35/UE, 2013/29/UE, 2014/28/UE, 2014/29/UE, 2014/30/UE, 2014/31/UE, 2014/32/UE, 2014/33/UE, 2014/34/UE, 2014/35/UE, 2014/53/UE e 2014/68/UE per quanto riguarda le procedure di emergenza per la valutazione della conformità, l'adozione di specifiche comuni e la vigilanza del mercato nel contesto di un'emergenza nel mercato unico cessano di applicarsi dal momento della disattivazione della modalità di emergenza nel mercato unico. La Commissione presenta al Consiglio una valutazione sull'efficacia delle misure adottate per affrontare l'emergenza nel mercato unico entro tre mesi dalla scadenza delle misure, sulla base delle informazioni raccolte attraverso il meccanismo di monitoraggio di cui all'articolo 11.
3.  Le misure adottate conformemente agli articoli da 24 a 33 cessano di applicarsi dal momento della disattivazione della modalità di emergenza nel mercato interno. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione sull'efficacia delle misure adottate per affrontare l'emergenza nel mercato interno entro tre mesi dalla scadenza delle misure, sulla base delle informazioni raccolte attraverso il meccanismo di monitoraggio di cui all'articolo 11.
Emendamento 176
Proposta di regolamento
Parte IV – titolo II – titolo
Libera circolazione durante le emergenze nel mercato unico
Libera circolazione durante le emergenze nel mercato interno
Emendamento 177
Proposta di regolamento
Parte IV – titolo II – capo I – titolo
Misure per ripristinare e agevolare la libera circolazione
Misure per agevolare la libera circolazione
Emendamento 178
Proposta di regolamento
Articolo 16 – titolo
Prescrizioni generali per le misure che limitano la libera circolazione per far fronte a un'emergenza nel mercato unico
Restrizioni alla libera circolazione vietate durante un'emergenza nel mercato interno
Emendamento 179
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 1
1.  Nell'adottare e applicare misure nazionali in risposta a un'emergenza nel mercato unico e alla crisi che vi soggiace, gli Stati membri garantiscono che le loro azioni siano pienamente conformi al trattato e al diritto dell'Unione e, in particolare, alle prescrizioni di cui al presente articolo.
1.  Sono vietate le restrizioni alla libera circolazione di merci, servizi e persone imposte dagli Stati membri in risposta a un'emergenza nel mercato interno, a meno che non siano giustificate da obiettivi legittimi di interesse pubblico, quali l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la salute pubblica, e siano conformi ai principi di proporzionalità e non discriminazione.
Emendamento 180
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 2
2.  Eventuali restrizioni sono limitate nel tempo e abrogate non appena la situazione lo consente. Qualsiasi restrizione dovrebbe inoltre tenere conto della situazione delle regioni frontaliere.
2.  Eventuali restrizioni di questo tipo sono limitate nel tempo e immediatamente abrogate non appena la modalità di emergenza nel mercato interno è disattivata o precedentemente, nel caso in cui la restrizione non sia più giustificata o proporzionata.
Emendamento 181
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Qualsiasi restrizione dovrebbe inoltre tenere conto della situazione delle regioni frontaliere e ultraperiferiche, in particolare per i lavoratori transfrontalieri.
Emendamento 182
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 3
3.  Qualsiasi obbligo imposto ai cittadini e alle imprese non crea oneri amministrativi indebiti o inutili.
3.  Qualsiasi obbligo imposto ai cittadini e agli operatori economici non crea oneri amministrativi indebiti o inutili. Gli Stati membri adottano tutte le misure disponibili per limitare e ridurre gli oneri amministrativi.
Emendamento 183
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Gli Stati membri non adottano nessuno dei seguenti provvedimenti:
a)  restrizioni all'esportazione di merci o alla prestazione o ricezione di servizi all'interno dell'Unione, o misure di effetto equivalente;
b)  discriminazioni tra Stati membri o tra cittadini, anche nel loro ruolo di prestatori di servizi o di lavoratori, basate direttamente o indirettamente sulla nazionalità o, nel caso di imprese, sull'ubicazione della sede legale, dell'amministrazione centrale o della sede principale di attività; o
c)  restrizioni alla libera circolazione o di viaggio delle persone coinvolte nella produzione, nella manutenzione e nel trasporto di beni di rilevanza per le crisi elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, e loro parti, o restrizioni per le persone coinvolte nella prestazione di servizi di rilevanza per le crisi elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, o altre misure di effetto equivalente che:
i)  comportino carenze di forza lavoro necessaria nel mercato interno, e quindi la perturbazione delle catene di approvvigionamento di beni e servizi di rilevanza per le crisi, o facciano insorgere o aggravino le carenze di tali beni e servizi nel mercato interno; o
ii)  siano direttamente o indirettamente discriminatorie sulla base della cittadinanza o del luogo di residenza della persona.
Emendamento 184
Proposta di regolamento
Articolo 17
[...]
soppresso
Emendamento 185
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 1
1.  Durante la modalità di emergenza nel mercato unico la Commissione può prevedere misure di sostegno per rafforzare la libera circolazione delle persone di cui all'articolo 17, paragrafi 6 e 7, mediante atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 422, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato unico, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
1.  Durante la modalità di emergenza nel mercato interno la Commissione può prevedere misure di sostegno per facilitare la libera circolazione delle persone, mediante atti di esecuzione.
Emendamento 186
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 2
2.  Durante la modalità di emergenza nel mercato unico, se stabilisce che gli Stati membri hanno predisposto dei modelli per attestare che la persona o l'operatore economico è un prestatore di servizi che fornisce servizi di rilevanza per le crisi, un rappresentante d'impresa o un lavoratore coinvolto nella produzione di beni di rilevanza per le crisi o nella prestazione di servizi di rilevanza per le crisi o un operatore della protezione civile, e ritiene che l'uso di modelli diversi da parte di ciascuno Stato membro sia un ostacolo alla libera circolazione durante un periodo di emergenza nel mercato unico, la Commissione può, mediante atti di esecuzione, rilasciare dei modelli per attestare che tali persone soddisfano i criteri pertinenti per l'applicazione dell'articolo 17, paragrafo 6, in tutti gli Stati membri, se lo ritiene necessario per sostenere la libera circolazione di tali categorie di persone e delle loro attrezzature durante l'emergenza in corso nel mercato unico.
2.  Durante la modalità di emergenza nel mercato interno, se stabilisce che gli Stati membri hanno predisposto dei modelli per attestare che la persona o l'operatore economico è un prestatore di servizi che fornisce servizi di rilevanza per le crisi, un rappresentante d'impresa o un lavoratore coinvolto nella produzione di beni di rilevanza per le crisi o nella prestazione di servizi di rilevanza per le crisi o un operatore della protezione civile, e ritiene che l'uso di modelli diversi da parte di ciascuno Stato membro sia un ostacolo alla libera circolazione durante un periodo di emergenza nel mercato interno, la Commissione può, mediante atti di esecuzione, rilasciare dei modelli per attestare che tali persone soddisfano i criteri pertinenti per l'applicazione dell'articolo 16, in tutti gli Stati membri, se lo ritiene necessario per sostenere la libera circolazione di tali categorie di persone e delle loro attrezzature durante l'emergenza in corso nel mercato interno.
Emendamento 187
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 3
3.  Gli atti di esecuzione di cui ai paragrafi 1 e 2 sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato unico, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
3.  Gli atti di esecuzione di cui ai paragrafi 1 e 2 sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato interno, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
Emendamento 188
Proposta di regolamento
Articolo 19 – titolo
Notifiche
Notifiche e informazioni
Emendamento 189
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 1
Durante l'emergenza nel mercato unico gli Stati membri notificano alla Commissione qualsiasi progetto di misura di rilevanza per le crisi che limiti la libera circolazione delle merci e la libera prestazione dei servizi, nonché le restrizioni di rilevanza per le crisi alla libera circolazione delle persone, compresi i lavoratori, indicando le ragioni di tali misure.
Durante la modalità di vigilanza del mercato interno o la modalità di emergenza nel mercato interno, gli Stati membri notificano alla Commissione qualsiasi progetto di misura legata alla crisi e che limiti la libera circolazione delle merci e la libera prestazione dei servizi, nonché le misure adottate che limitano la libera circolazione delle persone, compresi i lavoratori, indicando le ragioni di tali misure.
Emendamento 190
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri forniscono alla Commissione una dichiarazione con le ragioni per cui l'adozione di tale misura è giustificata e proporzionata, qualora tali ragioni non siano già state chiarite nella misura notificata. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo integrale delle disposizioni legislative o regolamentari nazionali che contengono la misura o sono modificate da essa.
2.  Gli Stati membri forniscono alla Commissione una dichiarazione che dimostri che l'adozione di tali misure è non discriminatoria, giustificata e proporzionata e, ove possibile, accompagnata da prove concrete. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo integrale delle disposizioni legislative o regolamentari nazionali che contengono la misura o sono modificate da tale misura.
Emendamento 191
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 4
4.  La Commissione comunica senza indugio le misure notificate agli altri Stati membri e le condivide al contempo con il gruppo consultivo.
4.  La Commissione comunica senza indugio le misure notificate agli altri Stati membri e le condivide al contempo con il comitato.
Emendamento 192
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 5
5.  Se decide di esprimere un parere su una misura notificata, il gruppo consultivo lo esprime entro quattro giorni lavorativi dalla data di ricezione da parte della Commissione della notifica relativa a tale misura.
5.  Se decide di esprimere un parere su una misura notificata, il comitato lo esprime entro quattro giorni lavorativi dalla data di ricezione della notifica.
Emendamento 193
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 6
6.  La Commissione provvede affinché i cittadini e le imprese siano informati delle misure notificate, a meno che gli Stati membri non richiedano che le misure restino riservate o la Commissione ritenga che la divulgazione di tali misure inciderebbe sulla sicurezza e sull'ordine pubblico dell'Unione europea o dei suoi Stati membri, nonché delle decisioni e delle osservazioni degli Stati membri adottate a norma del presente articolo.
6.  La Commissione provvede affinché i cittadini e le imprese siano informati delle misure notificate, a meno che gli Stati membri non richiedano che le misure restino riservate conformemente al paragrafo 15 del presente articolo o la Commissione ritenga che la divulgazione di tali misure inciderebbe sulla sicurezza e sull'ordine pubblico dell'Unione o dei suoi Stati membri, nonché delle decisioni e delle osservazioni degli Stati membri adottate a norma del presente articolo.
Emendamento 194
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 8
8.  Entro dieci giorni dalla data di ricezione della notifica la Commissione esamina la compatibilità di qualsiasi progetto di misura o di qualsiasi misura adottata con il diritto dell'Unione, compresi gli articoli 16 e 17 del presente regolamento, nonché con i principi di proporzionalità e di non discriminazione, e può formulare osservazioni sulla misura notificata qualora sussistano motivi immediatamente ovvi e gravi per ritenere che il progetto o la misura in questione non siano conformi al diritto dell'Unione. Lo Stato membro notificante tiene conto di tali osservazioni. La Commissione può prorogare il termine di dieci giorni in circostanze eccezionali, in particolare per ricevere pareri scientifici, prove o perizie tecniche nel contesto di una situazione in evoluzione. La Commissione illustra i motivi che giustificano tale proroga, fissa un nuovo termine e informa senza indugio gli Stati membri in merito al nuovo termine e ai motivi della proroga.
8.  Entro dieci giorni dalla data di ricezione della notifica la Commissione esamina la compatibilità di qualsiasi progetto di misura o di qualsiasi misura adottata con il diritto dell'Unione, compreso l'articolo 16 del presente regolamento, nonché con i principi di proporzionalità e di non discriminazione, e può formulare osservazioni sulla misura notificata qualora sussistano motivi immediatamente ovvi e gravi per ritenere che il progetto o la misura in questione non siano conformi al diritto dell'Unione. Lo Stato membro notificante tiene conto di tali osservazioni. La Commissione può prorogare il termine di dieci giorni in circostanze eccezionali, in particolare per ricevere pareri scientifici, prove o perizie tecniche nel contesto di una situazione in evoluzione. La Commissione illustra i motivi che giustificano tale proroga e fissa un nuovo termine, non superiore a 30 giorni. Essa informa senza indugio gli Stati membri in merito al nuovo termine e ai motivi della proroga.
Emendamento 195
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 9
9.  Anche gli Stati membri possono trasmettere osservazioni allo Stato membro che ha notificato una misura e tale Stato membro tiene conto di tali osservazioni.
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 196
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 10
10.  Lo Stato membro notificante comunica alla Commissione le misure che intende adottare per conformarsi alle osservazioni formulate a norma del paragrafo 8 entro dieci giorni dalla ricezione delle stesse.
10.  Lo Stato membro notificante comunica alla Commissione le misure che intende adottare e una giustificazione sulle modalità per conformarsi alle osservazioni formulate a norma del paragrafo 8 entro dieci giorni dalla ricezione delle stesse.
Emendamento 197
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 11
11.  Se ritiene che le misure comunicate dallo Stato membro notificante non siano ancora conformi al diritto dell'Unione, la Commissione può emettere, entro 30 giorni dalla comunicazione, una decisione che impone a tale Stato membro di astenersi dall'adottare il progetto di misura notificato. Lo Stato membro notificante comunica senza indugio alla Commissione il testo adottato di un progetto di misura notificato.
11.  Se ritiene che le misure comunicate dallo Stato membro notificante non siano ancora conformi al diritto dell'Unione, la Commissione può emettere, entro 15 giorni dalla comunicazione, una decisione che impone a tale Stato membro di modificare o di astenersi dall'adottare il progetto di misura notificato. Lo Stato membro notificante comunica senza indugio alla Commissione il testo adottato di un progetto di misura notificato.
Emendamento 198
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 12
12.  Se ritiene che una misura già adottata di cui ha ricevuto notifica non sia conforme al diritto dell'Unione, la Commissione può emettere, entro 30 giorni dalla notifica, una decisione che impone allo Stato membro di abolirla. Se modifica la misura adottata notificata, lo Stato membro notificante comunica senza indugio il testo della misura rivista.
12.  Se ritiene che una misura già adottata di cui ha ricevuto notifica non sia conforme al diritto dell'Unione, la Commissione può emettere, entro 15 giorni dalla notifica, una decisione che impone allo Stato membro di abolirla. Se modifica la misura adottata notificata, lo Stato membro notificante comunica senza indugio il testo della misura rivista.
Emendamento 199
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 13
13.  Il periodo di 30 giorni di cui ai paragrafi 11 e 12 può essere eccezionalmente prorogato dalla Commissione per tenere conto di nuove circostanze, in particolare per ricevere pareri scientifici, prove o perizie tecniche nel contesto di una situazione in evoluzione. La Commissione illustra i motivi che giustificano tale proroga, fissa un nuovo termine e informa senza indugio gli Stati membri in merito al nuovo termine e ai motivi della proroga.
13.  Il periodo di 15 giorni di cui ai paragrafi 11 e 12 può essere eccezionalmente prorogato dalla Commissione per tenere conto di nuove circostanze, in particolare per ricevere pareri scientifici, prove o perizie tecniche nel contesto di una situazione in evoluzione. La Commissione illustra i motivi che giustificano tale proroga, fissa un nuovo termine e informa senza indugio gli Stati membri in merito al nuovo termine e ai motivi della proroga.
Emendamento 200
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 14
14.  Le decisioni della Commissione di cui ai paragrafi 11 e 12 si basano sulle informazioni disponibili e possono essere emesse qualora sussistano motivi immediatamente ovvi e gravi per ritenere che le misure notificate non siano conformi al diritto dell'Unione, compresi gli articoli 16 o 17 del presente regolamento, al principio di proporzionalità o al principio di non discriminazione. L'adozione di tali decisioni non pregiudica la possibilità per la Commissione di adottare misure in una fase successiva, compreso l'avvio di una procedura di infrazione sulla base dell'articolo 258 TFUE.
14.  Le decisioni della Commissione di cui ai paragrafi 11 e 12 si basano sulle informazioni disponibili e possono essere emesse qualora sussistano motivi immediatamente ovvi e gravi per ritenere che le misure notificate non siano conformi al diritto dell'Unione, compreso l'articolo 16 del presente regolamento, al principio di proporzionalità o al principio di non discriminazione. L'adozione di tali decisioni non pregiudica la possibilità per la Commissione di adottare misure in una fase successiva, compreso l'avvio di una procedura di infrazione sulla base dell'articolo 258 TFUE.
Emendamento 201
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 15
15.  Le informazioni fornite ai sensi del presente articolo non sono considerate riservate, a meno che lo Stato membro autore della notifica ne presenti richiesta esplicita. Qualsiasi richiesta in tal senso deve essere relativa a un progetto di misura e debitamente motivata.
15.  Le informazioni fornite dagli Stati membri ai sensi del presente articolo sono rese pubbliche. Gli Stati membri possono richiedere che le informazioni relative a un progetto di misura rimangano riservate. Tale richiesta è motivata.
Emendamento 202
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 16
16.  La Commissione pubblica il testo delle misure adottate dagli Stati membri nel contesto dell'emergenza nel mercato unico che limitano la libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori, e sono state comunicate tramite le notifiche di cui al presente articolo e in altro modo. Il testo delle misure è pubblicato entro un giorno lavorativo dalla sua ricezione mediante una piattaforma elettronica gestita dalla Commissione.
16.  La Commissione pubblica qualsiasi informazione fornita ai sensi del presente articolo, ad eccezione delle informazioni considerate riservate ai sensi del paragrafo 15.
Emendamento 203
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 16 bis (nuovo)
16 bis.  La Commissione pubblica le misure adottate dagli Stati membri nel contesto dell'emergenza nel mercato interno che limitano la libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori, e che sono state comunicate. Tali misure sono pubblicate entro un giorno lavorativo dalla ricezione mediante una piattaforma elettronica gestita dalla Commissione.
Emendamento 204
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 16 ter (nuovo)
16 ter.  Gli Stati membri informano i cittadini, i consumatori, le imprese, i lavoratori e i loro rappresentanti e tutti i portatori di interessi coinvolti, in modo chiaro e inequivocabile, in merito alle misure che incidono sulla libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori e i fornitori di servizi, prima della loro entrata in vigore, in particolare tramite i rispettivi punti di contatto unici nazionali di cui all'articolo 21. Gli Stati membri garantiscono un dialogo continuo con tutti i pertinenti portatori di interessi, compresi le parti sociali e i partner internazionali.
Emendamento 205
Proposta di regolamento
Articolo 21 – paragrafo 1 – lettera a
a)  assistenza nella richiesta e nell'ottenimento di informazioni sulle restrizioni nazionali alla libera circolazione di merci, servizi, persone e lavoratori che riguardano un'emergenza nel mercato unico attivata;
a)  assistenza nella richiesta e nell'ottenimento di informazioni sulle restrizioni nazionali alla libera circolazione di merci, servizi, persone e lavoratori che riguardano una modalità di emergenza nel mercato interno attivata;
Emendamento 206
Proposta di regolamento
Articolo 21 – paragrafo 1 – lettera b
b)  assistenza nell'espletamento di eventuali procedure e formalità di crisi a livello nazionale introdotte a causa dell'emergenza nel mercato unico attivata.
b)  assistenza nell'espletamento di eventuali procedure e formalità di crisi a livello nazionale introdotte a causa della modalità di emergenza nel mercato interno attivata;
Emendamento 207
Proposta di regolamento
Articolo 21 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)
b bis)  assistenza nella diffusione di informazioni ai cittadini, ai consumatori, agli operatori economici e ai lavoratori e ai loro rappresentanti.
Emendamento 208
Proposta di regolamento
Articolo 21 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri provvedono affinché i cittadini, i consumatori, gli operatori economici e i lavoratori, nonché i loro rappresentanti, possano ricevere dalle autorità competenti, su loro richiesta e tramite i rispettivi punti di contatto unici, informazioni sul modo in cui le rispettive misure nazionali di risposta alle crisi sono generalmente interpretate e applicate. Ove opportuno, tali informazioni comprendono una guida passo dopo passo. Le informazioni sono fornite in un linguaggio chiaro e comprensibile. Esse sono facilmente accessibili a distanza e per via elettronica e sono aggiornate.
2.  Gli Stati membri provvedono affinché i cittadini, i consumatori, gli operatori economici e i lavoratori, nonché i loro rappresentanti, possano ricevere dalle autorità competenti, su loro richiesta e tramite i rispettivi punti di contatto unici, informazioni sul modo in cui le rispettive misure nazionali di risposta alle crisi sono generalmente interpretate e applicate. Ove opportuno, tali informazioni comprendono una guida passo dopo passo. Le informazioni sono fornite in un linguaggio chiaro e comprensibile. Esse sono facilmente accessibili a distanza e per via elettronica e sono aggiornate. Gli Stati membri si adoperano al meglio per fornire tali informazioni in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, prestando particolare attenzione alla situazione e alle esigenze delle regioni frontaliere.
Emendamento 209
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  Il punto di contatto unico a livello dell'Unione fornisce ai cittadini, ai consumatori, agli operatori economici, ai lavoratori e ai loro rappresentanti l'assistenza seguente:
2.  Il punto di contatto unico a livello dell'Unione fornisce ai cittadini, ai consumatori, alle autorità locali e regionali, agli operatori economici, ai lavoratori e ai loro rappresentanti quanto segue:
Emendamento 210
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 2 – lettera a
a)  assistenza nella richiesta e nell'ottenimento di informazioni in merito alle misure di risposta alle crisi a livello dell'Unione che sono pertinenti per l'emergenza nel mercato unico attivata o che incidono sull'esercizio della libera circolazione di merci, servizi, persone e lavoratori;
a)  assistenza nella richiesta e nell'ottenimento di informazioni in merito alle misure di risposta alle crisi a livello dell'Unione che sono pertinenti per la modalità di emergenza nel mercato interno attivata o che incidono sull'esercizio della libera circolazione di merci, servizi e persone, compresi i lavoratori;
Emendamento 211
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 2 – lettera b
b)  assistenza nell'espletamento di eventuali procedure e formalità di crisi introdotte a livello dell'Unione a causa dell'emergenza nel mercato unico attivata;
b)  assistenza nell'espletamento di eventuali procedure e formalità di crisi introdotte a livello dell'Unione a causa della modalità di emergenza nel mercato interno attivata;
Emendamento 212
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 2 – lettera c
c)  compilazione di un elenco comprendente tutte le misure di crisi nazionali e i punti di contatto nazionali.
c)  assistenza nella stesura di un elenco comprendente tutte le misure di crisi nazionali e i punti di contatto nazionali.
Emendamento 213
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Al punto di contatto unico a livello di Unione sono assegnate risorse umane e finanziarie sufficienti.
Emendamento 214
Proposta di regolamento
Parte III – titolo
Misure di risposta alle emergenze nel mercato unico
Misure di risposta alle emergenze nel mercato interno
Emendamento 215
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 1
1.  Le misure vincolanti incluse nel presente capo possono essere adottate dalla Commissione mediante atti di esecuzione in conformità all'articolo 24, paragrafo 2, all'articolo 26, primo comma, e all'articolo 27, paragrafo 2, e possono essere adottate solo dopo l'attivazione di un'emergenza nel mercato unico mediante un atto di esecuzione del Consiglio in conformità all'articolo 14.
1.  Le misure vincolanti incluse nel presente capo possono essere adottate dalla Commissione mediante atti di esecuzione solo se è stata attivata una modalità di emergenza nel mercato interno in conformità all'articolo 14.
Emendamento 216
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 2
2.  Un atto di esecuzione che introduce una misura inclusa nel presente capo elenca in modo chiaro e specifico i beni e i servizi di rilevanza per le crisi cui si applica tale misura. Tale misura si applica solo per la durata della modalità di emergenza.
2.  Un atto di esecuzione che introduce una misura inclusa nel presente capo elenca in modo chiaro e specifico i beni e i servizi di rilevanza per le crisi individuati nell'atto di esecuzione adottato conformemente all'articolo 14, paragrafo 5, cui si applica tale misura. Tale misura si applica solo per la durata della modalità di emergenza.
Emendamento 217
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi all'impatto della crisi sul mercato interno, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
Emendamento 218
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 1
1.  Nei casi in cui si sono verificate gravi carenze connesse alle crisi, o ne sussiste la minaccia immediata, la Commissione può invitare le organizzazioni rappresentative o gli operatori economici delle catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi a fornirle, su base volontaria ed entro un termine stabilito, informazioni specifiche sulle capacità produttive e sulle eventuali scorte esistenti di beni di rilevanza per le crisi e di loro componenti negli impianti di produzione dell'Unione e negli impianti di paesi terzi che gestiscono, cui commissionano o da cui acquistano approvvigionamenti, nonché informazioni su eventuali perturbazioni della catena di approvvigionamento entro un determinato termine.
1.  Nei casi in cui si sono verificate gravi carenze connesse alle crisi, o ne sussiste la minaccia immediata, la Commissione può invitare gli operatori economici delle catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi a fornirle, conformemente al paragrafo 3, informazioni specifiche pertinenti all'emergenza nel mercato interno, su base volontaria ed entro un termine ragionevole.
Emendamento 219
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 2
2.  Se i destinatari non trasmettono le informazioni richieste conformemente al paragrafo 1 entro il termine stabilito senza fornire una valida giustificazione in tal senso, la Commissione può, mediante un atto di esecuzione, imporre loro di trasmettere le informazioni, indicando nell'atto di esecuzione i motivi per cui ciò è proporzionato e necessario, specificando i beni e i servizi di rilevanza per le crisi e i destinatari interessati dalla richiesta di informazioni nonché le informazioni richieste e fornendo, ove necessario, un modello con le domande che possono essere rivolte agli operatori economici.
2.  Se i destinatari non trasmettono le informazioni richieste conformemente al paragrafo 1 entro il termine stabilito senza fornire una valida giustificazione in tal senso, la Commissione può, mediante una raccomandazione, chiedere loro di trasmettere le informazioni richieste, indicando i motivi per cui ciò è proporzionato e necessario, specificando i beni e i servizi di rilevanza per le crisi e i destinatari interessati dalla richiesta di informazioni nonché le informazioni richieste e fornendo, ove necessario, un modello con le domande che possono essere rivolte agli operatori economici.
Emendamento 220
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  Le informazioni richieste di cui al paragrafo 1 possono riguardare:
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 221
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 3 – lettera a
a)  informazioni mirate trasmesse alla Commissione in merito alle capacità produttive e alle eventuali scorte esistenti di beni di rilevanza per le crisi e di loro componenti negli impianti di produzione situati nell'Unione e negli impianti di produzione situati in un paese terzo che l'organizzazione o l'operatore di cui al paragrafo 1 gestisce, oppure cui commissiona o da cui acquista approvvigionamenti, nel pieno rispetto dei segreti commerciali e d'impresa, accompagnate dalla richiesta di trasmettere alla Commissione un calendario della produzione prevista nei tre mesi successivi negli impianti di produzione situati nell'Unione, nonché eventuali perturbazioni della catena di approvvigionamento;
a)  informazioni mirate trasmesse alla Commissione in merito alle capacità produttive e alle eventuali scorte esistenti di beni di rilevanza per le crisi e di loro componenti negli impianti di produzione situati nell'Unione e negli impianti di produzione situati in un paese terzo che l'organizzazione o l'operatore di cui al paragrafo 1 gestisce oppure cui commissiona;
Emendamento 222
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 3 – lettera b
b)  altre informazioni necessarie per valutare la natura o la portata di determinate perturbazioni o carenze che interessano la catena di approvvigionamento.
b)  un calendario della produzione di beni di rilevanza per le crisi prevista nei tre mesi successivi alla richiesta di informazioni per quanto riguarda gli impianti di produzione situati nell'Unione o in un paese terzo che l'operatore gestisce oppure cui commissiona.
Emendamento 223
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 4
4.  In seguito all'attivazione delle richieste di informazioni obbligatorie agli operatori economici mediante un atto di esecuzione, la Commissione trasmette una decisione formale a ciascuna delle organizzazioni rappresentative o a ciascuno degli operatori economici delle catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi individuati nell'atto di esecuzione, invitandoli a fornire le informazioni specificate nell'atto di esecuzione. La Commissione si basa, ove possibile, sugli elenchi di contatti pertinenti e disponibili degli operatori economici attivi nelle catene di approvvigionamento di beni e servizi di rilevanza per le crisi selezionate, compilati dagli Stati membri. La Commissione può ottenere le informazioni necessarie sugli operatori economici pertinenti dagli Stati membri.
4.  Nell'invitare gli operatori economici a fornire le informazioni ai fini del presente articolo o nel richiedere che agiscano in tal senso, la Commissione si basa, ove possibile, sugli elenchi di contatti pertinenti e disponibili degli operatori economici attivi nelle catene di approvvigionamento di beni e servizi di rilevanza per le crisi selezionate, compilati dagli Stati membri. La Commissione può ottenere le informazioni necessarie sugli operatori economici pertinenti dagli Stati membri.
Emendamento 224
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 5
5.  Le decisioni della Commissione contenenti richieste di informazioni individuali includono un riferimento all'atto di esecuzione di cui al paragrafo 2 su cui sono basate e alle situazioni di gravi carenze connesse alle crisi o alla minaccia immediata di tali carenze da cui hanno avuto origine. Qualsiasi richiesta di informazioni è debitamente giustificata e proporzionata in termini di volume, natura e granularità dei dati, nonché di frequenza di accesso ai dati richiesti, ed è necessaria per la gestione dell'emergenza o per la compilazione di statistiche ufficiali pertinenti. La richiesta stabilisce un termine ragionevole entro il quale le informazioni devono essere fornite. Essa tiene conto dello sforzo che l'operatore economico o l'organizzazione rappresentativa devono compiere per raccogliere e mettere a disposizione i dati. La decisione formale contiene inoltre garanzie per la protezione dei dati conformemente all'articolo 39 del presente regolamento, garanzie di non divulgazione di informazioni commerciali sensibili contenute nella risposta a norma dell'articolo 25 e informazioni sulla possibilità di impugnare la decisione dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea in linea con il pertinente diritto dell'Unione, nonché le ammende previste all'articolo 28 in caso di inosservanza e il termine per la risposta.
5.  La raccomandazione della Commissione contenente richieste di informazioni individuali include un riferimento alle situazioni di gravi carenze connesse alle crisi o alla minaccia immediata di tali carenze da cui hanno avuto origine. Qualsiasi richiesta di informazioni è debitamente giustificata e proporzionata in termini di volume, natura e granularità dei dati, nonché di frequenza di accesso ai dati richiesti, ed è necessaria per la gestione dell'emergenza. La richiesta stabilisce un termine ragionevole non superiore a 14 giorni entro il quale le informazioni devono essere fornite. L'operatore può chiedere una proroga una tantum del termine fino a due giorni prima della scadenza, qualora la gravità della situazione richieda una siffatta proroga. La Commissione risponde entro un giorno lavorativo a tale richiesta di proroga del termine. Essa tiene conto dello sforzo che l'operatore economico deve compiere per raccogliere e mettere a disposizione i dati. La raccomandazione contiene inoltre garanzie per la protezione dei dati conformemente all'articolo 39 del presente regolamento, garanzie di non divulgazione di informazioni commerciali sensibili e garanzie per la non divulgazione dei segreti commerciali e della proprietà intellettuale nella risposta a norma dell'articolo 25.
Emendamento 225
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 6
6.  I proprietari degli operatori economici o i loro rappresentanti e, nel caso di persone giuridiche, imprese o aziende, o associazioni prive di personalità giuridica, le persone autorizzate a rappresentarle per legge o in base al loro statuto possono fornire le informazioni richieste per conto dell'operatore economico o dell'associazione di operatori economici interessati. Ogni operatore economico o associazione di operatori economici fornisce le informazioni richieste su base individuale conformemente alle norme dell'Unione in materia di concorrenza che disciplinano lo scambio di informazioni. Gli avvocati debitamente incaricati possono fornire le informazioni per conto dei loro clienti. Questi ultimi restano pienamente responsabili qualora le informazioni fornite siano incomplete, inesatte o fuorvianti.
6.  I proprietari degli operatori economici o le persone autorizzate a rappresentarli per legge o in base al loro statuto possono fornire le informazioni richieste per conto dell'operatore economico interessato. Ogni operatore economico fornisce le informazioni richieste su base individuale conformemente alle norme dell'Unione in materia di concorrenza che disciplinano lo scambio di informazioni. Gli avvocati debitamente incaricati possono fornire le informazioni per conto dei loro clienti. Questi ultimi restano pienamente responsabili qualora le informazioni fornite siano incomplete, inesatte o fuorvianti.
Emendamento 226
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 7
7.  La Corte di giustizia dell'Unione europea ha competenza giurisdizionale anche di merito per decidere sui ricorsi avverso le decisioni con le quali la Commissione ha imposto una richiesta di informazioni obbligatoria a un operatore economico.
soppresso
Emendamento 227
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 8
8.  Gli atti di esecuzione di cui al paragrafo 2 sono adottati secondo la procedura di comitato di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato unico, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
soppresso
Emendamento 228
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 1
1.  Le informazioni ricevute a seguito dell'applicazione del presente regolamento sono utilizzate solo per lo scopo per il quale sono state richieste.
1.  Le informazioni ricevute dagli uffici di collegamento degli Stati membri, dal comitato, dagli operatori economici o da qualsiasi altra fonte a seguito dell'applicazione del presente regolamento sono utilizzate solo per lo scopo per il quale sono state richieste.
Emendamento 229
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri e la Commissione garantiscono la protezione dei segreti commerciali e d'impresa e delle altre informazioni sensibili e riservate acquisiti e generati in applicazione del presente regolamento, comprese le raccomandazioni e le misure da adottare, conformemente al diritto dell'Unione e al rispettivo diritto nazionale.
2.  Gli Stati membri e la Commissione garantiscono la protezione dei segreti commerciali e d'impresa, della proprietà intellettuale e delle altre informazioni sensibili e riservate acquisiti e generati in applicazione del presente regolamento, comprese le raccomandazioni e le misure da adottare, conformemente al diritto dell'Unione e al rispettivo diritto nazionale.
Emendamento 230
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 4
4.  La Commissione può presentare al gruppo consultivo di cui all'articolo 4 informazioni aggregate basate su tutte le informazioni raccolte a norma dell'articolo 24.
4.  La Commissione può presentare al comitato informazioni aggregate basate su tutte le informazioni raccolte a norma dell'articolo 24.
Emendamento 231
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  Qualsiasi informazione ottenuta tramite richieste di informazioni è eliminata immediatamente al termine della modalità di emergenza nel mercato interno o prima se sono state presentate tutte le relazioni pertinenti relative alla modalità di emergenza nel mercato interno. La Commissione e gli Stati membri inviano una conferma della cancellazione di tali informazioni agli operatori economici interessati immediatamente dopo la loro eliminazione.
Emendamento 232
Proposta di regolamento
Articolo 26
Articolo 26
soppresso
Modifiche mirate alla normativa armonizzata sui prodotti
Quando la modalità di emergenza nel mercato unico è stata attivata mediante un atto di esecuzione del Consiglio adottato a norma dell'articolo 14 e vi è una carenza di beni di rilevanza per le crisi, la Commissione può attivare, mediante atti di esecuzione, le procedure di emergenza incluse nei quadri giuridici dell'Unione modificati dal [regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2016/424, (UE) 2016/425, (UE) 2016/426, (UE) 2019/1009 e (UE) n. 305/2011 e introduce procedure di emergenza per la valutazione della conformità, l'adozione di specifiche comuni e la vigilanza del mercato nel contesto di un'emergenza nel mercato unico e dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2000/14/CE, 2006/42/CE, 2010/35/UE, 2013/29/UE, 2014/28/UE, 2014/29/UE, 2014/30/UE, 2014/31/UE, 2014/32/UE, 2014/33/UE, 2014/34/UE, 2014/35/UE, 2014/53/UE e 2014/68/UE per quanto riguarda le procedure di emergenza per la valutazione della conformità, l'adozione di specifiche comuni e la vigilanza del mercato nel contesto di un'emergenza nel mercato unico] in relazione ai beni di rilevanza per le crisi, indicando quali sono i beni di rilevanza per le crisi e le procedure di emergenza soggetti all'attivazione, fornendo le ragioni di tale attivazione e della sua proporzionalità e indicando la durata di tale attivazione.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2. Per imperativi motivi d'urgenza debitamente giustificati connessi agli impatti della crisi sul mercato unico, la Commissione adotta atti di esecuzione immediatamente applicabili secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 3.
Emendamento 233
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 1
1.  La Commissione può invitare uno o più operatori economici di catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi stabiliti nell'Unione ad accettare determinati ordinativi per la produzione o l'approvvigionamento di beni di rilevanza per le crisi e ad attribuire la priorità a tali ordinativi ("ordinativo classificato come prioritario").
1.  La Commissione può invitare, su base volontaria, uno o più operatori economici di catene di approvvigionamento di rilevanza per le crisi stabiliti nell'Unione ad accettare determinati ordinativi per la produzione o l'approvvigionamento di beni di rilevanza per le crisi e ad attribuire la priorità a tali ordinativi ("ordinativo classificato come prioritario"). La Commissione specifica tutte le informazioni pertinenti, compresi la quantità di beni e servizi di rilevanza per le crisi, i termini di consegna e il prezzo e ne informa il Parlamento europeo.
Emendamento 234
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2
2.  Se un operatore economico non accetta gli ordinativi classificati come prioritari e non vi attribuisce la priorità, la Commissione può, di propria iniziativa o su richiesta di 14 Stati membri, valutare la necessità e la proporzionalità di ricorrere agli ordinativi classificati come prioritari; in tali casi la Commissione concede all'operatore economico interessato, nonché a tutte le parti su cui sia dimostrabile un'influenza del potenziale ordinativo classificato come prioritario, la possibilità di esprimere la propria posizione entro un termine ragionevole stabilito dalla Commissione alla luce delle circostanze del caso. In circostanze eccezionali, a seguito di tale valutazione, la Commissione può adottare un atto di esecuzione destinato all'operatore economico interessato imponendo a quest'ultimo di accettare gli ordinativi classificati come prioritari specificati nell'atto di esecuzione e di attribuirvi la priorità, o di spiegare per quale motivo non è possibile o opportuno per l'operatore procedere in tal senso. La decisione della Commissione è basata su dati oggettivi che dimostrano che attribuire la priorità a tali ordinativi è indispensabile per garantire il mantenimento di attività sociali o economiche vitali nel mercato unico.
2.  Se un operatore economico non accetta gli ordinativi classificati come prioritari o non vi attribuisce la priorità, la Commissione può, di propria iniziativa o su richiesta di 14 Stati membri, valutare la necessità e la proporzionalità di ricorrere agli ordinativi classificati come prioritari. In tali casi la Commissione concede all'operatore economico interessato, nonché a tutte le parti su cui sia dimostrabile un'influenza del potenziale ordinativo classificato come prioritario, la possibilità di esprimere la propria posizione entro un termine ragionevole stabilito dalla Commissione alla luce delle circostanze del caso. In circostanze eccezionali, a seguito di tale valutazione e tenendo debitamente conto del parere del comitato, la Commissione può adottare un atto di esecuzione destinato all'operatore economico interessato imponendo a quest'ultimo di accettare gli ordinativi classificati come prioritari specificati nell'atto di esecuzione e di attribuirvi la priorità, o di spiegare per iscritto per quale motivo non è possibile o opportuno per l'operatore procedere in tal senso. Laddove l'osservazione della Commissione differisca dal parere del comitato, la Commissione fornisce una giustificazione motivata. La decisione della Commissione è basata su dati oggettivi che sono fattuali, misurabili e motivati e che dimostrano che attribuire la priorità a tali ordinativi è indispensabile per garantire il mantenimento di attività sociali o economiche vitali nel mercato interno.
Emendamento 235
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 4 – comma 1
Se l'operatore economico destinatario della decisione di cui al paragrafo 2 rifiuta di accogliere l'obbligo di accettare gli ordinativi specificati nella decisione e di attribuirvi la priorità, tale operatore fornisce alla Commissione, entro dieci giorni dalla notifica della decisione, una spiegazione motivata che illustri i motivi debitamente giustificati per cui non può o non ritiene opportuno, alla luce degli obiettivi della presente disposizione, ottemperare all'obbligo. Tali motivi includono l'incapacità dell'operatore di eseguire l'ordinativo classificato come prioritario a causa di una capacità produttiva insufficiente o di un grave rischio che l'accettazione dell'ordinativo comporti particolari difficoltà o oneri economici per l'operatore, oppure altre considerazioni di analoga gravità.
Se l'operatore economico destinatario della decisione di cui al paragrafo 2 rifiuta di accogliere l'obbligo di accettare gli ordinativi specificati nella decisione e di attribuirvi la priorità, tale operatore fornisce alla Commissione, entro dieci giorni dalla notifica della decisione, una spiegazione motivata che illustri i motivi debitamente giustificati per cui non può o non ritiene opportuno ottemperare all'obbligo. Tali motivi includono l'incapacità dell'operatore di eseguire l'ordinativo classificato come prioritario a causa di una capacità produttiva insufficiente o di un grave rischio che l'accettazione dell'ordinativo comporti particolari difficoltà o oneri economici per l'operatore, tenendo conto in particolare dei prezzi e delle quantità specificati dalla Commissione, oppure altre considerazioni di analoga gravità. Tali motivi potrebbero includere le finalità legittime dell'impresa interessata e i costi, gli sforzi, la fattibilità tecnica e le conseguenze commerciali a lungo termine necessari per qualsiasi modifica della sequenza produttiva.
Emendamento 236
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 4 – comma 2
La Commissione può pubblicare tale spiegazione motivata o parti di essa, tenendo debitamente conto della riservatezza commerciale.
soppresso
Emendamento 237
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 6
6.  La Commissione adotta la decisione di cui al paragrafo 2 conformemente al diritto dell'Unione applicabile, compresi i principi di necessità e proporzionalità, e agli obblighi dell'Unione ai sensi del diritto internazionale. La decisione tiene conto in particolare degli interessi legittimi dell'operatore economico interessato e di tutte le informazioni disponibili sui costi e sugli sforzi necessari per qualsiasi modifica della sequenza di produzione. La decisione indica la base giuridica per la sua adozione, fissa i termini entro i quali deve essere eseguito l'ordinativo classificato come prioritario e, ove applicabile, specifica il prodotto e la quantità. Essa riporta altresì le ammende di cui all'articolo 28 per la mancata osservanza della decisione. L'ordinativo classificato come prioritario è effettuato a un prezzo equo e ragionevole.
6.  La Commissione adotta la decisione di cui al paragrafo 2 conformemente al diritto dell'Unione applicabile, compresi i principi di necessità e proporzionalità, e agli obblighi dell'Unione ai sensi del diritto internazionale. La decisione tiene conto in particolare degli interessi legittimi dell'operatore economico interessato e di tutte le informazioni disponibili sui costi e sugli sforzi necessari per qualsiasi modifica della sequenza di produzione. La decisione indica la base giuridica per la sua adozione, fissa i termini entro i quali deve essere eseguito l'ordinativo classificato come prioritario e, ove applicabile, specifica il prodotto, il prezzo e la quantità. Essa riporta altresì le ammende di cui all'articolo 28 per la mancata osservanza della decisione. L'ordinativo classificato come prioritario è effettuato a un prezzo equo e ragionevole, che comprende, se del caso, una compensazione adeguata per tutti i costi supplementari sostenuti dall'operatore economico.
Emendamento 238
Proposta di regolamento
Articolo 28 – titolo
Ammende inflitte agli operatori per inosservanza dell'obbligo di rispondere alle richieste di informazioni obbligatorie o di soddisfare degli ordinativi classificati come prioritari
Ammende inflitte agli operatori per inosservanza degli ordinativi classificati come prioritari
Emendamento 239
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera a
a)  se un'organizzazione rappresentativa degli operatori economici o un operatore economico, intenzionalmente o per negligenza grave, fornisce informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta presentata a norma dell'articolo 24, o non fornisce le informazioni entro il termine prescritto;
soppresso
Emendamento 240
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 2
2.  Le ammende inflitte nei casi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), non superano i 200 000 EUR.
2.  Le ammende inflitte nei casi di cui al paragrafo 1, lettera b), non superano i 200 000 EUR. Le ammende inflitte agli operatori economici che sono PMI ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE non superano i 25 000 EUR.
Emendamento 241
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 3
3.  Le ammende inflitte nei casi di cui al paragrafo 1, lettera c), non superano l'1 % del fatturato medio giornaliero realizzato nell'esercizio sociale precedente per ogni giorno lavorativo di inosservanza dell'obbligo a norma dell'articolo 27 (ordinativi classificati come prioritari), calcolato a decorrere dalla data stabilita nella decisione, senza superare l'1 % del fatturato totale realizzato nell'esercizio sociale precedente.
3.  Le ammende inflitte nei casi di cui al paragrafo 1, lettera c), non superano l'1 % del fatturato medio giornaliero realizzato nell'esercizio sociale precedente per ogni giorno lavorativo di inosservanza dell'obbligo a norma dell'articolo 27 (ordinativi classificati come prioritari), calcolato a decorrere dalla data stabilita nella decisione, senza superare l'1 % del fatturato globale realizzato nell'esercizio sociale precedente. Le ammende inflitte agli operatori economici che sono PMI ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE non superano lo 0,25 % del fatturato globale totale globale realizzato nell'esercizio sociale precedente.
Emendamento 242
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 4
4.  Nel fissare l'importo dell'ammenda si tiene conto delle dimensioni e delle risorse economiche dell'operatore economico interessato, nonché della natura, della gravità e della durata della violazione, tenendo in debita considerazione i principi di proporzionalità e di adeguatezza.
4.  Nel fissare l'importo dell'ammenda la Commissione tiene conto delle dimensioni e delle risorse economiche dell'operatore economico interessato, nonché della natura, della gravità e della durata della violazione, tenendo in debita considerazione i principi di proporzionalità e di adeguatezza. È tenuto in considerazione anche l'impatto della crisi sull'operatore economico e sulle sue attività commerciali.
Emendamento 243
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 1 – lettera a
a)  due anni in caso di violazione delle disposizioni relative alle richieste di informazioni a norma dell'articolo 24;
soppresso
Emendamento 244
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 1 – lettera b
b)  tre anni in caso di violazione delle disposizioni relative all'obbligo di attribuire la priorità alla produzione di beni di rilevanza per le crisi a norma dell'articolo 26, paragrafo 2.
b)  tre anni in caso di violazione delle disposizioni relative all'obbligo di attribuire la priorità alla produzione di beni di rilevanza per le crisi a norma dell'articolo 27.
Emendamento 245
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Prima di adottare una decisione a norma dell'articolo 28, la Commissione dà all'operatore economico o alle organizzazioni rappresentative degli operatori economici interessati la possibilità di essere ascoltati in merito:
1.  Prima di adottare una decisione a norma dell'articolo 28, la Commissione dà all'operatore economico interessato la possibilità di essere ascoltato in merito:
Emendamento 246
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 2
2.  Le imprese e le organizzazioni rappresentative degli operatori economici interessate possono presentare le loro osservazioni sulle conclusioni preliminari della Commissione entro un termine che la Commissione fissa nelle sue conclusioni preliminari e che non può essere inferiore a 21 giorni.
2.  Gli operatori economici interessati possono presentare le loro osservazioni sulle conclusioni preliminari della Commissione entro un termine che la Commissione fissa nelle sue conclusioni preliminari e che non può essere inferiore a 21 giorni.
Emendamento 247
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 3
3.  La Commissione basa le proprie decisioni esclusivamente sulle obiezioni in merito alle quali gli operatori economici e le organizzazioni rappresentative degli operatori economici interessati sono stati posti in condizione di esprimersi.
3.  La Commissione basa le proprie decisioni esclusivamente sulle obiezioni in merito alle quali gli operatori economici interessati sono stati posti in condizione di esprimersi.
Emendamento 248
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 4
4.  I diritti di difesa dell'operatore economico o delle organizzazioni rappresentative degli operatori economici interessati sono pienamente rispettati in qualsiasi procedimento. L'operatore economico o le organizzazioni rappresentative degli operatori economici interessati hanno il diritto di accedere al fascicolo della Commissione alle condizioni previste per una divulgazione negoziata, fermo restando il legittimo interesse degli operatori economici alla protezione dei loro segreti commerciali. Sono esclusi dal diritto di accesso al fascicolo le informazioni riservate e i documenti interni della Commissione o delle autorità degli Stati membri. Sono esclusi specificamente dal diritto di accesso gli scambi di corrispondenza fra la Commissione e le autorità degli Stati membri. Nessuna disposizione del presente paragrafo osta a che la Commissione divulghi e utilizzi le informazioni necessarie a dimostrare una violazione.
4.  I diritti di difesa dell'operatore economico interessato sono pienamente rispettati in qualsiasi procedimento. L'operatore economico interessato ha il diritto di accedere al fascicolo della Commissione alle condizioni previste per una divulgazione negoziata, fermo restando il legittimo interesse degli operatori economici alla protezione dei loro segreti commerciali. Sono esclusi dal diritto di accesso al fascicolo le informazioni riservate e i documenti interni della Commissione o delle autorità degli Stati membri. Sono esclusi specificamente dal diritto di accesso gli scambi di corrispondenza fra la Commissione e le autorità degli Stati membri. Nessuna disposizione del presente paragrafo osta a che la Commissione divulghi e utilizzi le informazioni necessarie a dimostrare una violazione.
Emendamento 249
Proposta di regolamento
Articolo 32 – titolo
Distribuzione coordinata delle riserve strategiche
Solidarietà e distribuzione coordinata delle riserve strategiche
Emendamento 250
Proposta di regolamento
Articolo 32 – paragrafo -1 (nuovo)
-1.   In caso di carenza di beni e servizi di rilevanza per le crisi in uno o più Stati membri, gli Stati membri interessati possono informarne la Commissione e indicare le quantità necessarie e qualsiasi altra informazione pertinente. La Commissione trasmette le informazioni a tutte le autorità pertinenti e ottimizza il coordinamento delle risposte degli Stati membri.
Emendamento 251
Proposta di regolamento
Articolo 32 – comma 1
Nei casi in cui le riserve strategiche costituite dagli Stati membri in conformità dell'articolo 12 si rivelano insufficienti a soddisfare le esigenze connesse all'emergenza nel mercato unico, la Commissione, tenendo conto del parere fornito dal gruppo consultivo, può raccomandare agli Stati membri di distribuire le riserve strategiche in modo mirato, ove possibile, tenendo conto della necessità di non aggravare ulteriormente le perturbazioni del mercato unico, anche nelle aree geografiche particolarmente colpite da tali perturbazioni e nel rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e solidarietà, nonché stabilendo l'uso più efficiente delle riserve nell'ottica di porre fine all'emergenza nel mercato unico.
Nei casi in cui le riserve strategiche costituite dagli Stati membri in conformità dell'articolo 8 bis si rivelano insufficienti a soddisfare le esigenze connesse all'emergenza nel mercato interno, la Commissione, tenendo debitamente conto del parere fornito dal comitato, può raccomandare agli Stati membri di distribuire le riserve strategiche in modo mirato, ove possibile, tenendo conto della necessità di non aggravare ulteriormente le perturbazioni del mercato interno, anche nelle aree geografiche particolarmente colpite da tali perturbazioni e nel rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e solidarietà, nonché stabilendo l'uso più efficiente delle riserve nell'ottica di porre fine all'emergenza nel mercato interno.
Emendamento 252
Proposta di regolamento
Articolo 33 – titolo
Misure volte a garantire la disponibilità e l'approvvigionamento di beni e servizi di rilevanza per le crisi
Misure volte a garantire la disponibilità e l'approvvigionamento di beni o servizi di rilevanza per le crisi
Emendamento 253
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 1
1.  La Commissione, quando ritiene che vi sia il rischio di una carenza di beni di rilevanza per le crisi, può raccomandare agli Stati membri di attuare misure specifiche per garantire una riorganizzazione efficiente delle catene di approvvigionamento e delle linee di produzione e utilizzare le scorte esistenti per aumentare la disponibilità e l'approvvigionamento di beni e servizi di rilevanza per le crisi il più rapidamente possibile.
1.  La Commissione, quando ritiene che vi sia il rischio di una carenza di beni e servizi di rilevanza per le crisi, può, tenendo conto del parere del comitato, raccomandare agli Stati membri di adottare misure specifiche, anche al fine di garantire catene di approvvigionamento e linee di produzione efficienti.
Emendamento 254
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 2 – lettera a
a)  agevolare l'ampliamento o la riconversione delle capacità produttive esistenti o la creazione di nuove capacità produttive di beni di rilevanza per le crisi;
a)  agevolare l'ampliamento o la riconversione delle capacità produttive esistenti o la creazione di nuove capacità produttive di beni o servizi di rilevanza per le crisi;
Emendamento 255
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)
c bis)  agevolare la libera circolazione dei servizi di rilevanza per le crisi.
Emendamento 256
Proposta di regolamento
Parte V – titolo
Appalti
Appalti pubblici
Emendamento 257
Proposta di regolamento
Parte V – capo I – titolo
Acquisizione di beni e servizi di importanza strategica e di beni di rilevanza per le crisi da parte della Commissione per conto degli Stati membri durante le modalità di vigilanza e di emergenza
Acquisizione pubblica di beni e servizi di importanza critica e di beni e servizi di rilevanza per le crisi da parte della Commissione per conto degli Stati membri durante le modalità di vigilanza e di emergenza
Emendamento 258
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 1
1.  Due o più Stati membri possono chiedere che la Commissione avvii una procedura di appalto per conto degli Stati membri che desiderano essere rappresentati dalla Commissione ("Stati membri partecipanti") per l'acquisizione di beni e servizi di importanza strategica elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, o di beni e servizi di rilevanza per le crisi elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 14, paragrafo 5.
1.  Due o più Stati membri possono chiedere che la Commissione avvii una procedura di appalto per conto degli Stati membri che desiderano essere rappresentati dalla Commissione ("Stati membri partecipanti") per l'acquisizione di beni e servizi di importanza critica elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, o di beni e servizi di rilevanza per le crisi elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 14, paragrafo 5.
Emendamento 259
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 2
2.  La Commissione valuta l'utilità, la necessità e la proporzionalità della richiesta. Se non intende dare seguito alla richiesta, la Commissione informa gli Stati membri interessati e il gruppo consultivo di cui all'articolo 4, motivando il suo rifiuto.
2.  La Commissione, in consultazione con il comitato valuta senza indugio la necessità e la proporzionalità della richiesta di cui al paragrafo 1. Se non intende dare seguito a tale richiesta, la Commissione informa gli Stati membri interessati e il comitato, motivando il suo rifiuto.
Emendamento 260
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 3
3.  Se accetta di acquistare per conto degli Stati membri, la Commissione elabora una proposta di accordo quadro da concludere con gli Stati membri partecipanti che consenta alla Commissione di condurre una procedura di appalto per loro conto. Tale accordo stabilisce le condizioni dettagliate per l'acquisizione per conto degli Stati membri partecipanti di cui al paragrafo 1.
3.  Se accetta di acquistare per conto degli Stati membri, la Commissione:
a)  informa tutti gli Stati membri e il comitato della sua intenzione di condurre la procedura di appalto e invita gli Stati membri interessati a partecipare;
b)   elabora una proposta di accordo quadro da concludere con gli Stati membri partecipanti che consenta alla Commissione di condurre una procedura di appalto per loro conto. Tale accordo stabilisce le condizioni dettagliate per l'acquisizione, incluse le modalità pratiche, le norme relative al processo decisionale e le quantità proposte, per conto degli Stati membri partecipanti.
Emendamento 261
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Se la Commissione non è in grado di aggiudicare l'appalto a un operatore economico idoneo, essa ne informa immediatamente gli Stati membri per consentire loro di avviare senza indugio le proprie procedure di appalto.
Emendamento 262
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 1
1.  L'accordo [di cui all'articolo 34, paragrafo 3, stabilisce un mandato a negoziare affinché la Commissione agisca in qualità di centrale di committenza per i beni e i servizi di importanza strategica o i beni e i servizi di rilevanza per le crisi pertinenti per conto degli Stati membri partecipanti mediante la conclusione di nuovi contratti.
1.  L'accordo di cui all'articolo 34, paragrafo 3, lettera b), stabilisce un mandato a negoziare, che include elementi quali i criteri di aggiudicazione e le modalità di valutazione delle offerte, affinché la Commissione agisca in qualità di centrale di committenza per i beni e i servizi di importanza critica o i beni e i servizi di rilevanza per le crisi pertinenti per conto degli Stati membri partecipanti mediante la conclusione di nuovi contratti.
Emendamento 263
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 2
2.  Conformemente all'accordo la Commissione può essere autorizzata, per conto degli Stati membri partecipanti, a concludere contratti con gli operatori economici, compresi singoli produttori di beni e servizi di importanza strategica o di beni e servizi di rilevanza per le crisi, relativi all'acquisizione di tali beni o servizi.
2.  Conformemente a tale accordo la Commissione può essere autorizzata, per conto degli Stati membri partecipanti, a concludere contratti con gli operatori economici, compresi singoli produttori di beni e servizi di importanza critica o di beni e servizi di rilevanza per le crisi, relativi all'acquisizione di tali beni o servizi.
Emendamento 264
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 3
3.  I rappresentanti della Commissione o gli esperti da essa nominati possono effettuare visite in loco presso gli impianti di produzione di beni di importanza strategica o di beni di rilevanza per le crisi.
soppresso
Emendamento 265
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   La Commissione invita gli Stati membri partecipanti a provvedere alla nomina di rappresentanti che prendano parte all'elaborazione delle procedure di appalto.
Emendamento 266
Proposta di regolamento
Articolo 36 – paragrafo 2
2.  I contratti possono contenere una clausola in base alla quale uno Stato membro che non ha partecipato alla procedura di appalto può diventare parte del contratto dopo la sua firma, definendo in dettaglio la procedura a tal fine e i suoi effetti.
2.  I contratti contengono una clausola in base alla quale uno Stato membro che non ha partecipato alla procedura di appalto può, previo accordo della maggioranza degli Stati membri partecipanti, diventare parte del contratto dopo la sua firma, definendo in dettaglio la procedura a tal fine e i suoi effetti.
Emendamento 267
Proposta di regolamento
Articolo 37 – comma 1
Qualora sia necessario procedere a un appalto congiunto tra la Commissione e una o più amministrazioni aggiudicatrici degli Stati membri conformemente alle norme di cui all'articolo 165, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, gli Stati membri possono acquistare, noleggiare o prendere in leasing integralmente le risorse appaltate congiuntamente.
1.   La Commissione e una o più amministrazioni aggiudicatrici degli Stati membri possono avviare, in quanto parti contraenti, una procedura di appalto congiunto a norma dell'articolo 165, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 ai fini dell'acquisto di beni di rilevanza per le crisi o beni e servizi di importanza critica entro un termine ragionevole.
Emendamento 268
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   La partecipazione alla procedura di appalto congiunta è aperta a tutti gli Stati membri nonché, in deroga all'articolo 165, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046, agli Stati dell'Associazione europea di libero scambio e ai paesi candidati all'adesione all'Unione, nonché al Principato di Andorra, al Principato di Monaco, alla Repubblica di San Marino e allo Stato della Città del Vaticano, in particolare se specificamente previsto da un trattato bilaterale o multilaterale.
Emendamento 269
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.   La procedura di appalto congiunta è preceduta da un accordo di appalto congiunto tra le parti al fine di stabilire le modalità pratiche che disciplinano tale procedura e il processo decisionale per quanto riguarda la scelta della procedura, le modalità di valutazione delle offerte e i criteri di aggiudicazione dell'appalto, conformemente al diritto dell'Unione pertinente.
Emendamento 270
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater.   Alla procedura di appalto congiunta si applicano le seguenti condizioni:
a)   non reca pregiudizio al funzionamento del mercato interno, non costituisce una discriminazione o una restrizione del commercio e non causa distorsioni della concorrenza;
b)   non ha un'incidenza finanziaria diretta sul bilancio dei paesi di cui al paragrafo 1 bis che non vi partecipano.
Emendamento 271
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 1 quinquies (nuovo)
1 quinquies.   La Commissione informa il Parlamento europeo in merito alle procedure di appalto congiunte condotte a norma del presente articolo e, su richiesta, concede l'accesso ai contratti conclusi a seguito di tali procedure, fatta salva l'adeguata protezione delle informazioni commercialmente sensibili, compresi i segreti aziendali, le relazioni commerciali e gli interessi dell'Unione. La Commissione comunica al Parlamento europeo le informazioni relative a documenti sensibili conformemente all'articolo 9, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 1049/2001.
Emendamento 272
Proposta di regolamento
Articolo 38 – comma 1
Se è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato unico a norma dell'articolo 14, gli Stati membri si consultano tra loro e con la Commissione e coordinano le loro azioni con la Commissione e con i rappresentanti degli altri Stati membri nell'ambito del gruppo consultivo prima di avviare appalti per beni e servizi di rilevanza per le crisi elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, conformemente alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio55.
Se è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato interno a norma dell'articolo 14, gli Stati membri si consultano tra loro e con la Commissione e coordinano le loro azioni con la Commissione e con i rappresentanti degli altri Stati membri nell'ambito del comitato prima di avviare appalti per beni e servizi di rilevanza per le crisi elencati in un atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, conformemente alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio55. Il comitato può formulare raccomandazioni sul coordinamento di tali azioni.
__________________
__________________
55 Direttiva n. 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
55 Direttiva n. 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
Emendamento 273
Proposta di regolamento
Articolo 39 – comma 1
Se è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato unico a norma dell'articolo 16 e sono state avviate procedure di appalto da parte della Commissione per conto degli Stati membri in conformità agli articoli da 34 a 36, le amministrazioni aggiudicatrici degli Stati membri partecipanti non acquistano beni o servizi oggetto di tali appalti con altri mezzi.
Se è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato interno a norma dell'articolo 14 e sono state avviate procedure di appalto da parte della Commissione per conto degli Stati membri in conformità agli articoli da 34 a 36, le amministrazioni aggiudicatrici degli Stati membri partecipanti non acquistano beni o servizi oggetto di tali appalti con altri mezzi, fatti salvi i casi di cui all'articolo 34, paragrafo 3 bis. I contratti di appalto conclusi in violazione del presente articolo sono considerati nulli.
Emendamento 274
Proposta di regolamento
Articolo 40
Articolo 40
soppresso
Protezione dei dati personali
1.  Il presente regolamento lascia impregiudicati gli obblighi degli Stati membri in relazione al trattamento dei dati personali a norma del regolamento (UE) 2016/679 e della direttiva 2002/58/CE relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche, o gli obblighi incombenti, nell'esercizio delle proprie funzioni, alla Commissione e, se del caso, ad altre istituzioni e ad altri organismi dell'Unione in relazione al trattamento dei dati personali a norma del regolamento (UE) 2018/1725.
2.  I dati personali non sono trattati o comunicati, salvo nei casi in cui ciò sia strettamente necessario per le finalità del presente regolamento. In tali circostanze si applicano, se del caso, le condizioni di cui al regolamento (UE) 2016/679 e al regolamento (UE) 2018/1725.
3.  Qualora il trattamento dei dati personali non sia strettamente necessario per adempiere i meccanismi istituiti nel presente regolamento, i dati personali sono resi anonimi in modo tale che gli interessati non siano identificabili.
Emendamento 275
Proposta di regolamento
Parte V bis (nuova)
PARTE V bis
Strumenti digitali
Emendamento 276
Proposta di regolamento
Articolo 41 – titolo
Strumenti digitali
Disposizioni generali relative agli strumenti digitali
Emendamento 277
Proposta di regolamento
Articolo 41 – comma 1
La Commissione e gli Stati membri possono istituire strumenti digitali o infrastrutture informatiche interoperabili a sostegno degli obiettivi del presente regolamento. Tali strumenti o infrastrutture possono essere sviluppati al di fuori del periodo di emergenza nel mercato unico.
1.  Entro il ... [6 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione e gli Stati membri istituiscono, mantengono e aggiornano regolarmente strumenti digitali o infrastrutture informatiche interoperabili a sostegno degli obiettivi del presente regolamento. Tali strumenti o infrastrutture sono sviluppati al di fuori del periodo di emergenza nel mercato interno, per rispondere a eventuali emergenze future in modo tempestivo ed efficiente. Essi comprendono, tra l'altro, strumenti digitali standardizzati, sicuri ed efficaci per la raccolta e lo scambio sicuri di informazioni ai fini dell'articolo 7 bis, informazioni in tempo reale sulle restrizioni nazionali di cui all'articolo 41 bis, le corsie preferenziali di cui all'articolo 41 ter e la piattaforma delle parti interessate di cui all'articolo 41 quater.
Emendamento 278
Proposta di regolamento
Articolo 41 – comma 2
La Commissione stabilisce, mediante atti di esecuzione, gli aspetti tecnici di tali strumenti o infrastrutture. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
2.   La Commissione stabilisce, mediante atti di esecuzione, gli aspetti tecnici di tali strumenti o infrastrutture utilizzando, ove possibile, strumenti o portali informatici già esistenti, come Your Europe. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
Emendamento 279
Proposta di regolamento
Articolo 41 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Gli Stati membri scambiano periodicamente tra loro e con la Commissione, attraverso un canale di comunicazione sicuro, informazioni su tutte le questioni che rientrano nell'ambito di applicazione del presente regolamento.
Emendamento 280
Proposta di regolamento
Articolo 41 bis (nuovo)
Articolo 41 bis
Informazioni in tempo reale sulle restrizioni nazionali
La Commissione istituisce un sito web pubblico dedicato che riunisce le informazioni fornite dagli Stati membri sulle restrizioni nazionali previste dalle normative, dalle regolamentazioni o dalle disposizioni amministrative degli Stati membri, notificate alla Commissione ai sensi dell'articolo 19, comprese informazioni sulla loro portata e durata. Il sito web pubblico dedicato comprende una mappa interattiva con informazioni pertinenti in tempo reale sulle restrizioni nazionali.
Emendamento 281
Proposta di regolamento
Articolo 41 ter (nuovo)
Articolo 41 ter
Corsie preferenziali
1.  La Commissione istituisce corsie preferenziali volte a facilitare la libera circolazione di merci, servizi e lavoratori, in particolare beni e servizi di rilevanza per le crisi. In particolare, la Commissione fornisce pertinenti modelli o moduli unici digitali di dichiarazione, registrazione o autorizzazione per le attività transfrontaliere, in particolare per i servizi professionali nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'installazione, della manutenzione e della riparazione, dell'edilizia, dell'alimentazione e dell'agricoltura, in modo da accelerare le procedure di dichiarazione, registrazione o autorizzazione, compreso il riconoscimento delle qualifiche professionali o il distacco dei lavoratori. Tali modelli o moduli digitali sono disponibili gratuitamente in tutte le lingue ufficiali dell'Unione e sono validi in tutti gli Stati membri.
2.  Laddove, in casi debitamente giustificati e conformemente al pertinente diritto dell'Unione, gli Stati membri abbiano introdotto restrizioni alle frontiere, la Commissione indica gli attraversamenti preferenziali delle frontiere che sono stati stabiliti, comprese, ove possibile, informazioni in tempo reale, per agevolare la libera circolazione di merci, servizi e persone.
Emendamento 282
Proposta di regolamento
Articolo 41 quater (nuovo)
Articolo 41 quater
Piattaforma per i portatori di interessi in materia di emergenza e resilienza
1.  La Commissione istituisce una piattaforma per i portatori di interessi per agevolare il dialogo e i partenariati settoriali riunendo i principali portatori di interessi, in particolare i rappresentanti degli operatori economici, le parti sociali, i ricercatori e la società civile. Tale piattaforma mira a incoraggiare gli operatori economici a elaborare tabelle di marcia volontarie in risposta a un'emergenza nel mercato interno. In particolare, tale piattaforma fornisce ai portatori di interessi una funzionalità che consente loro di:
a)  indicare le azioni volontarie necessarie per rispondere con successo a un'emergenza nel mercato interno;
b)  fornire consulenza, pareri o relazioni scientifiche su questioni legate alla crisi;
c)  contribuire allo scambio di informazioni e buone pratiche.
2.  Nell'attuazione del presente regolamento, la Commissione e il comitato tengono conto dei risultati del dialogo e dei partenariati settoriali, nonché di eventuali contributi pertinenti forniti dai portatori di interessi a norma del paragrafo 1.
Emendamento 283
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 1
1.  La Commissione è assistita da un comitato per lo strumento per le emergenze nel mercato unico. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
1.  La Commissione è assistita dal comitato per le emergenze e la resilienza nel mercato interno. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
Emendamento 284
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Prima dell'adozione di qualsiasi atto di esecuzione a norma del presente regolamento, e tenuto conto della relativa urgenza, la Commissione pubblica un progetto di atto e invita tutte le parti interessate a presentare le loro osservazioni entro un termine ragionevole.
Emendamento 285
Proposta di regolamento
Articolo 43 – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 6 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva o da qualunque altra data fissata dai colegislatori.
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 6 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
Emendamento 286
Proposta di regolamento
Articolo 43 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 6 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Emendamento 287
Proposta di regolamento
Articolo 44 – titolo
Relazioni e riesame
Relazioni, riesame e valutazione
Emendamento 288
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 1
1.  Entro il [OP: inserire la data corrispondente a cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul funzionamento del sistema di pianificazione di emergenza, vigilanza e risposta alle emergenze nel mercato unico, proponendo eventuali miglioramenti, ove necessario, e accompagnandola, ove opportuno, con le proposte legislative pertinenti.
1.  Entro il ... [OP: inserire la data corrispondente a cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni tre anni, la Commissione effettua una valutazione dell'efficacia del presente regolamento e trasmette una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Detta relazione include in particolare una valutazione dei seguenti elementi:
a)  il lavoro del comitato, nonché il lavoro svolto in relazione ai lavori di altri pertinenti organi di gestione delle crisi a livello dell'Unione;
b)  le prove di stress, la formazione e i protocolli di crisi di cui al presente regolamento;
c)  i criteri per l'attivazione della modalità di emergenza di cui all'articolo 13;
d)  gli strumenti digitali istituiti conformemente alla parte V bis.
La relazione è corredata, ove opportuno, delle proposte legislative pertinenti.
Emendamento 289
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Ogniqualvolta la modalità di emergenza viene disattivata, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sul funzionamento del sistema di risposta alle emergenze, corredata, se necessario, di suggerimenti di miglioramento. Tale relazione valuta, in particolare, l'impatto delle misure di emergenza sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare sulla libertà d'impresa, sulla libertà di cercare un impiego e di lavorare e sul diritto di negoziazione e di azioni collettive, compreso il diritto di sciopero.
Emendamento 290
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Ai fini del paragrafo 1, il comitato e le autorità competenti degli Stati membri pertinenti forniscono alla Commissione, su richiesta di quest'ultima, tutte le informazioni disponibili.
Emendamento 291
Proposta di regolamento
Articolo 45 – titolo
Abrogazione
Modifiche del regolamento (CE) n. 2679/98
Emendamento 292
Proposta di regolamento
Articolo 45 – comma 1
Il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio è abrogato a decorrere dal [data].
Il regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio è così modificato:
1)  l'articolo 2 è sostituito dal seguente:
"Il presente regolamento non pregiudica in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali quali riconosciuti dagli Stati membri e a livello dell'Unione, compresi il diritto o la libertà di sciopero o il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dagli specifici sistemi che regolano le relazioni industriali negli Stati membri, in conformità della normativa e/o delle prassi nazionali. Esso non pregiudica neppure il diritto di negoziare, concludere ed eseguire accordi collettivi, o di intraprendere azioni collettive in conformità del diritto e/o delle prassi nazionali.";
2)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 5 bis
1.  Se è stata attivata la modalità di emergenza nel mercato interno ai sensi dell'articolo 14 del regolamento .../2023 (regolamento IMERA), gli articoli 3, 4 e 5 del presente regolamento cessano di applicarsi per la durata di tale modalità.
2.  Il paragrafo 1 lascia impregiudicati gli obblighi derivanti dal presente regolamento prima dell'attivazione della modalità di emergenza conformemente al [regolamento IMERA].".
Emendamento 293
Proposta di regolamento
Articolo 46 – titolo
Entrata in vigore
Entrata in vigore e applicazione
Emendamento 294
Proposta di regolamento
Articolo 46 – comma 1 bis (nuovo)
Esso si applica a decorrere dal ... [6 mesi dopo l'entrata in vigore].

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A9-0246/2023).


La qualità dell'aria ambiente e un'aria più pulita in Europa
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 13 settembre 2023, alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (rifusione) (COM(2022)0542 – C9-0364/2022 – 2022/0347(COD))(1)
P9_TA(2023)0318A9-0233/2023

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 2
(2)  Nel dicembre 2019 la Commissione europea ha definito nella sua comunicazione "Il Green Deal europeo"40 una tabella di marcia ambiziosa per trasformare l'Unione in una società giusta e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, che mira a proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell'Unione e a proteggere la salute e il benessere dei cittadini dai rischi di natura ambientale e dalle relative conseguenze. Per quanto riguarda la pulizia dell'aria, con il Green Deal europeo la Commissione si è impegnata in particolare a migliorare ulteriormente la qualità dell'aria e ad allineare maggiormente le norme dell'UE in materia alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Ha inoltre annunciato il rafforzamento delle disposizioni in materia di monitoraggio, modellizzazione e piani per la qualità dell'aria.
(2)  Nel dicembre 2019 la Commissione europea ha definito nella sua comunicazione "Il Green Deal europeo"40 una tabella di marcia ambiziosa per trasformare l'Unione in una società giusta e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, che mira a proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell'Unione e a proteggere la salute e il benessere dei cittadini dai rischi di natura ambientale e dalle relative conseguenze. Per quanto riguarda la pulizia dell'aria, la Commissione si è impegnata in particolare a migliorare ulteriormente la qualità dell'aria e ad allineare maggiormente le norme dell'UE in materia alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Ha inoltre annunciato il rafforzamento delle disposizioni in materia di monitoraggio, modellizzazione e piani per la qualità dell'aria.
__________________
__________________
40 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Il Green Deal europeo" (COM(2019) 640 final). 
40 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Il Green Deal europeo" (COM(2019) 640 final). 
Emendamento 293
Proposta di direttiva
Considerando 4
(4)  Il piano d'azione per l'inquinamento zero definisce inoltre una visione per il 2050, in cui l'inquinamento atmosferico è ridotto a livelli non più considerati nocivi per la salute e per gli ecosistemi naturali. A tal fine, si dovrebbe perseguire un approccio graduale alla definizione delle norme attuali e future dell'UE in materia di qualità dell'aria, stabilendo standard di qualità dell'aria intermedi per il 2030 e oltre e puntando a raggiungere l'allineamento con gli orientamenti dell'OMS sulla qualità dell'aria al più tardi entro il 2050, sulla base di un meccanismo di revisione periodica per tenere conto delle più recenti conoscenze scientifiche. Considerata la correlazione che sussiste tra la riduzione dell'inquinamento e la decarbonizzazione, l'obiettivo a lungo termine di conseguire l'"inquinamento zero" dovrebbe essere perseguito di pari passo con la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, come stabilito dal regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio42.
(4)  Il piano d'azione per l'inquinamento zero definisce inoltre una visione per il 2050, in cui l'inquinamento atmosferico è ridotto a livelli non più considerati nocivi per la salute e per gli ecosistemi naturali. A tal fine, si dovrebbe perseguire un approccio ambizioso alla definizione delle norme attuali e future dell'UE in materia di qualità dell'aria, stabilendo norme in materia di qualità dell'aria per il 2035, inclusi standard di qualità dell'aria intermedi per il 2030, e oltre a intervalli regolari, e puntando a raggiungere un costante pieno allineamento con i più aggiornati orientamenti dell'OMS sulla qualità dell'aria, al fine di conseguire l'obiettivo "inquinamento zero" per l'inquinamento atmosferico al più tardi entro il 2050, sulla base di un meccanismo di revisione periodica per tenere conto delle più recenti evidenze scientifiche. Considerata la correlazione che sussiste tra la riduzione dell'inquinamento e la decarbonizzazione, l'obiettivo a lungo termine di conseguire l'"inquinamento zero" dovrebbe essere perseguito di pari passo con la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, come stabilito dal regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio42.
__________________
__________________
42 Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima") (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
42 Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima") (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  Nel settembre 2021 l'OMS ha pubblicato nuovi orientamenti sulla qualità dell'aria, basati su una sintesi esaustiva dei riscontri scientifici in merito agli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute. Le conclusioni di tali orientamenti sulla qualità dell'aria sottolineano in particolare l'importanza di ridurre le concentrazioni di inquinamento, mostrando che ciò comporterebbe chiari benefici per la salute pubblica e l'ambiente. La presente direttiva tiene conto delle più recenti conoscenze scientifiche e della necessità di allineare pienamente le norme dell'Unione in materia di qualità dell'aria ai più recenti orientamenti dell'OMS sulla qualità dell'aria, nell'intento di conseguire gli obiettivi generali del piano d'azione per l'inquinamento zero.
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 4 ter (nuovo)
(4 ter)  I benefici per la società derivanti da una riduzione costante e migliore dell'inquinamento atmosferico superano di gran lunga i relativi costi. Secondo le stime della Commissione, i costi diretti annuali per conformarsi ai vari scenari strategici analizzati nell'ambito della valutazione d'impatto che accompagna la presente direttiva si collocano tra 3,3 e 7 miliardi di EUR, mentre il valore monetario dei benefici per la salute e l'ambiente si attesta tra 36 e 130 miliardi di EUR nel 2030, il che dimostra che i benefici della politica in materia di qualità dell'aria superano di gran lunga i costi della sua attuazione. Dal 2000 le emissioni di inquinanti atmosferici nell'Unione sono costantemente diminuite per effetto delle normative nazionali e dell'Unione.
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Considerando 5
(5)  Nell'adottare le misure pertinenti a livello nazionale e di Unione per conseguire l'obiettivo "inquinamento zero" per l'inquinamento atmosferico, gli Stati membri, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbero essere guidati dal "principio di precauzione" e dal principio "chi inquina paga" stabiliti nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché al principio del "non nuocere" del Green Deal europeo. Essi dovrebbero, tra l'altro, tenere conto: del contributo di una migliore qualità dell'aria alla salute pubblica, alla qualità dell'ambiente, al benessere dei cittadini, alla prosperità della società, all'occupazione e alla competitività dell'economia; della transizione energetica, di una maggiore sicurezza energetica e della lotta alla povertà energetica; della sicurezza alimentare e dell'accessibilità economica dei prodotti alimentari; dello sviluppo di soluzioni di mobilità e trasporto sostenibili e intelligenti; dell'impatto dei cambiamenti comportamentali; dell'equità e della solidarietà tra gli Stati membri e al loro interno, alla luce della loro capacità economica, delle circostanze nazionali, come le specificità delle isole, e dell'esigenza di una convergenza nel tempo; della necessità di rendere la transizione giusta ed equa sul piano sociale tramite opportuni programmi di istruzione e formazione; dei più recenti e migliori dati scientifici disponibili, in particolare i risultati comunicati dall'OMS; della necessità di integrare i rischi legati all'inquinamento atmosferico nelle decisioni di investimento e di pianificazione; dell'efficacia in termini di costi e della neutralità tecnologica nel conseguire la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; nonché dei progressi compiuti sul piano dell'integrità ambientale e del livello di ambizione.
(5)  Nell'adottare le misure pertinenti a livello nazionale e di Unione per conseguire l'obiettivo "inquinamento zero" per l'inquinamento atmosferico, gli Stati membri, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbero essere guidati dal "principio di precauzione" , dal principio "chi inquina paga" e dal principio dell'azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall'inquinamento stabiliti nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché dal principio del "non nuocere" del Green Deal europeo e dal rispetto del diritto umano a un ambiente pulito, sano e sostenibile. Essi dovrebbero, tra l'altro, tenere conto: del contributo di una migliore qualità dell'aria alla salute pubblica, alla qualità dell'ambiente e alla resilienza degli ecosistemi, al benessere dei cittadini, all'uguaglianza e alla protezione delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili, ai costi dell'assistenza sanitaria, al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), al ruolo della società civile, alla prosperità della società, all'occupazione e alla competitività dell'economia; della transizione energetica, di una maggiore sicurezza energetica e della lotta alla povertà energetica; della sicurezza alimentare e dell'accessibilità economica dei prodotti alimentari; dello sviluppo di soluzioni di mobilità e trasporto sostenibili e intelligenti e delle relative infrastrutture; dell'impatto dei cambiamenti comportamentali; dell'impatto delle politiche fiscali; dell'equità e della solidarietà tra gli Stati membri e al loro interno, alla luce della loro capacità economica, delle circostanze nazionali, come le specificità delle isole, e dell'esigenza di una convergenza nel tempo; della necessità di rendere la transizione giusta ed equa sul piano sociale tramite opportuni programmi di istruzione e formazione, anche per i professionisti della sanità; dei più recenti e migliori dati scientifici disponibili, in particolare i risultati comunicati dall'OMS; della necessità di integrare i rischi legati all'inquinamento atmosferico nelle decisioni di investimento e di pianificazione; dell'efficacia in termini di costi, delle migliori soluzioni tecnologiche disponibili e della neutralità tecnologica nel conseguire la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; nonché dei progressi compiuti sul piano dell'integrità ambientale e del livello di ambizione, sulla base del principio di non regressione stabilito nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)  La presente direttiva contribuisce al raggiungimento degli OSS, in particolare agli OSS 3, 7, 10, 11 e 13.
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Considerando 6
(6)  L'Ottavo programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030, adottato con decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio il 6 aprile 202243, stabilisce l'obiettivo di realizzare un ambiente privo di sostanze tossiche per proteggere la salute e il benessere delle persone, degli animali e degli ecosistemi dai rischi ambientali e dagli effetti negativi e, a tal fine, stabilisce la necessità di migliorare ulteriormente i metodi di monitoraggio, l'accesso del pubblico all'informazione e l'accesso alla giustizia. Questi principi ispirano gli obiettivi fissati nella presente direttiva.
(6)  L'Ottavo programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030, adottato con decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio il 6 aprile 202243, stabilisce quale uno dei suoi obiettivi prioritari quello di realizzare un ambiente privo di sostanze tossiche per proteggere la salute e il benessere delle persone, degli animali e degli ecosistemi dai rischi ambientali e dagli effetti negativi e, a tal fine, stabilisce, tra le altre cose, la necessità di migliorare ulteriormente i metodi di monitoraggio, il coordinamento transfrontaliero l'accesso del pubblico all'informazione e l'accesso alla giustizia. Questi principi ispirano gli obiettivi fissati nella presente direttiva.
__________________
__________________
43 Decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030 (GU L 114 del 12.4.2022, pag. 22).
43 Decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030 (GU L 114 del 12.4.2022, pag. 22).
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Considerando 7
(7)  La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente i dati scientifici relativi agli inquinanti, ai loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente e allo sviluppo tecnologico. Sulla base di tale riesame, la Commissione dovrebbe valutare se le norme applicabili in materia di qualità dell'aria siano ancora adeguate per conseguire gli obiettivi della presente direttiva. Il primo riesame dovrebbe essere effettuato entro il 31.12.2028 per valutare se le norme in materia di qualità dell'aria debbano essere aggiornate sulla base delle più recenti informazioni scientifiche.
(7)  La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente i dati scientifici relativi agli inquinanti, ai loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente, alle disuguaglianze sanitarie, ai costi sanitari diretti e indiretti associati all'inquinamento atmosferico, ai costi ambientali e agli sviluppi comportamentali, fiscali e tecnologici. Sulla base di tale riesame, la Commissione dovrebbe valutare se le norme applicabili in materia di qualità dell'aria siano ancora adeguate per conseguire gli obiettivi della presente direttiva. Il primo riesame dovrebbe essere effettuato entro il 31.12.2028 per valutare se le norme in materia di qualità dell'aria debbano essere aggiornate sulla base delle più recenti informazioni scientifiche. La Commissione dovrebbe valutare periodicamente il contributo apportato dalla legislazione dell'Unione che stabilisce norme sulle emissioni per le fonti di inquinamento atmosferico al conseguimento delle norme in materia di qualità dell'aria stabilite dalla presente direttiva e, se necessario, proporre ulteriori misure dell'Unione.
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Considerando 10
(10)  È opportuno utilizzare applicazioni di modellizzazione onde consentire un'interpretazione dei dati puntuali in termini di distribuzione geografica della concentrazione, facilitare l'individuazione di violazioni delle norme in materia di qualità dell'aria e fornire elementi necessari a elaborare i piani per la qualità dell'aria e a stabilire l'ubicazione dei punti di campionamento. Oltre agli obblighi di monitoraggio della qualità dell'aria definiti nella presente direttiva, a fini di monitoraggio gli Stati membri sono incoraggiati a utilizzare prodotti di informazione e strumenti aggiuntivi (ad esempio relazioni periodiche di analisi e di valutazione della qualità, applicazioni online di sostegno agli interventi strategici) forniti dalla componente "osservazione della Terra" del programma spaziale dell'UE, in particolare dal servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS).
(10)  Ove necessario, è opportuno utilizzare applicazioni di modellizzazione onde consentire un'interpretazione dei dati puntuali in termini di distribuzione geografica della concentrazione di inquinanti, facilitare l'individuazione di violazioni delle norme in materia di qualità dell'aria e fornire elementi necessari a elaborare i piani per la qualità dell'aria e le tabelle di marcia per la qualità dell'aria e a stabilire l'ubicazione dei punti di campionamento. Oltre agli obblighi di monitoraggio della qualità dell'aria definiti nella presente direttiva, a fini di monitoraggio gli Stati membri sono incoraggiati a utilizzare prodotti di informazione e strumenti aggiuntivi (ad esempio relazioni periodiche di analisi e di valutazione della qualità, applicazioni online di sostegno agli interventi strategici) forniti dalla componente "osservazione della Terra" del programma spaziale dell'UE, in particolare dal servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS).
Emendamento 10
Proposta di direttiva
Considerando 11
(11)  È importante monitorare gli inquinanti che destano nuove preoccupazioni, come il particolato ultrafine, il particolato carbonioso e il carbonio elementare, nonché l'ammoniaca e il potenziale ossidativo del particolato, al fine di favorire la comprensione scientifica dei loro effetti sulla salute e sull'ambiente, come raccomandato dall'OMS.
(11)  È importante monitorare gli inquinanti che destano nuove preoccupazioni, come il particolato ultrafine, il particolato carbonioso e il carbonio elementare, nonché l'ammoniaca e il potenziale ossidativo del particolato, al fine di favorire la comprensione scientifica dei loro effetti sulla salute e sull'ambiente, come raccomandato dall'OMS, e nell'intento di stabilire valori limite per tali inquinanti nell'ambito del primo riesame della presente direttiva nel 2028. La Commissione dovrebbe continuare a monitorare gli sviluppi scientifici riguardanti qualsiasi altro inquinante non contemplato dalla presente direttiva e valutare la necessità di estendere a tali inquinanti le disposizioni della direttiva.
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Considerando 12
(12)  È opportuno procedere a misurazioni dettagliate del particolato sottile in siti di fondo rurali per poter meglio comprendere l'impatto di questo tipo di inquinante e formulare politiche adeguate al riguardo. Tali misurazioni dovrebbero essere effettuate in maniera coerente con quelle effettuate nell'ambito del programma concertato per la sorveglianza e la valutazione del trasporto a grande distanza degli inquinanti atmosferici in Europa (EMEP), istituito dalla convenzione della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza approvata dalla decisione 81/462/CEE del Consiglio dell'11 giugno 198144 e dai relativi protocolli, tra cui il protocollo per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico del 1999, riesaminato nel 2012 .
(12)  È opportuno procedere a misurazioni dettagliate del particolato sottile, del particolato carbonioso, del mercurio e dell'ammoniaca in siti di fondo rurali per poter meglio comprendere il contributo transfrontaliero e l'impatto di questi inquinanti e formulare politiche adeguate al riguardo, ivi compresa l'eventuale introduzione di valori limite, valori-obiettivo o livelli critici. Tali misurazioni dovrebbero essere effettuate in maniera coerente con quelle effettuate nell'ambito del programma concertato per la sorveglianza e la valutazione del trasporto a grande distanza degli inquinanti atmosferici in Europa (EMEP), istituito dalla convenzione della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza approvata dalla decisione 81/462/CEE del Consiglio dell'11 giugno 198144 e dai relativi protocolli, tra cui il protocollo per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico del 1999, riesaminato nel 2012 .
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44 Decisione 81/462/CEE del Consiglio, dell'11 giugno 1981, relativa alla conclusione della convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11).
44 Decisione 81/462/CEE del Consiglio, dell'11 giugno 1981, relativa alla conclusione della convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11).
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Considerando 15
(15)  Ai fini della tutela della salute umana e dell'ambiente nel suo complesso, è particolarmente importante combattere alla fonte l'emissione di inquinanti nonché individuare e attuare le più efficaci misure di riduzione delle emissioni a livello locale, nazionale e unionale, specialmente nel caso di emissioni generate dall'agricoltura, dall'industria, dai trasporti e della produzione di energia. È opportuno pertanto evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi e definire adeguate norme in materia di qualità dell'aria ambiente che tengano conto delle pertinenti norme, orientamenti e programmi dell'Organizzazione mondiale della sanità.
(15)  Ai fini della tutela della salute umana e dell'ambiente nel suo complesso, è particolarmente importante combattere alla fonte l'emissione di inquinanti nonché individuare e attuare le più efficaci misure di riduzione delle emissioni a livello locale, nazionale e unionale, specialmente nel caso di emissioni generate dall'agricoltura, dall'industria, dai trasporti, dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento e della produzione di energia. La pertinente legislazione dell'Unione, ad esempio le norme europee in materia di emissioni dei veicoli o in materia di emissioni industriali, è fondamentale per ridurre ulteriormente l'inquinamento atmosferico. È opportuno pertanto evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi e definire adeguate norme in materia di qualità dell'aria ambiente sulla base dei più recenti dati scientifici pubblicati nelle ultime linee guida dell'OMS sulla qualità dell'aria e in linea con il piano d'azione per l'inquinamento zero per il 2050.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Considerando 15 ter (nuovo)
(15 ter)  Prima dell'adozione la Commissione dovrebbe valutare la coerenza di qualsiasi progetto di misura o proposta legislativa, comprese le proposte di bilancio, con le norme in materia di qualità dell'aria stabilite nella presente direttiva, nonché includere tale valutazione in ogni valutazione d'impatto che accompagna tali misure o proposte e mettere a disposizione del pubblico il risultato della sua valutazione al momento dell'adozione. La Commissione dovrebbe adoperarsi per allineare i suoi progetti di misure e le sue proposte legislative agli obiettivi della presente direttiva. La Commissione dovrebbe motivare eventuali divergenze nell'ambito della valutazione della coerenza.
Emendamento 15
Proposta di direttiva
Considerando 15 quater (nuovo)
(15 quater)  Gli inquinanti atmosferici emessi dal settore dei trasporti rappresentano un rischio particolare per la salute delle persone che vivono nelle aree urbane e vicino a nodi di trasporto. Gli Stati membri e le autorità regionali e locali competenti dovrebbero pertanto prendere in considerazione l'attuazione di piani di mobilità urbana sostenibile e investire in tecnologie e misure a zero emissioni che consentano un trasferimento modale verso sistemi di trasporto attivi, collettivi e sostenibili, nonché la creazione di spazi verdi e di aree pedonali nelle città al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico e la congestione stradale, in particolare nelle aree urbane, in linea con la comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2020 dal titolo "Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente: mettere i trasporti europei sulla buona strada per il futuro". Gli Stati membri dovrebbero inoltre adottare tutte le misure necessarie per accelerare la realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi, in particolare l'infrastruttura di ricarica elettrica per veicoli leggeri e pesanti, nonché effettuare controlli regolari della qualità delle infrastrutture di trasporto per individuare le aree che necessitano di decongestione e di ottimizzazione delle infrastrutture, e adottare misure adeguate, con il sostegno di finanziamenti dell'Unione, se del caso.
Emendamento 16
Proposta di direttiva
Considerando 15 quinquies (nuovo)
(15 quinquies)  Solamente l'inquinamento atmosferico causato dal trasporto marittimo provoca oltre 50 000 morti premature all'anno all'interno dell'Unione1bis. Sebbene la parte più dannosa dei gas di scarico del trasporto marittimo sia l'inquinamento da biossido di zolfo, non si dovrebbero dimenticare gli ossidi di azoto. L'impatto del trasporto marittimo sull'ambiente e sulle comunità costiere, sia in termini di danni agli ecosistemi che di salute pubblica, potrebbe essere attenuato mediante l'elettrificazione globale del trasporto marittimo urbano e a corto raggio, insieme all'imposizione di requisiti in materia di zero emissioni e alla predisposizione di infrastrutture ai posti di ormeggio. Inoltre, l'inclusione totale dello spazio marittimo dell'Unione nelle zone di controllo delle emissioni di ossidi zolfo (SECA) e nelle zone di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA) contribuirebbe in modo significativo alla riduzione dell'inquinamento atmosferico nei porti e nelle città portuali, nonché nelle acque dell'Unione.
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1bisBrandt, J., Silver, J. D., e Frohn, L. M., "Assessment of Health-Cost Externalities of Air Pollution at the National Level using the EVA Model System" (Valutazione delle esternalità dei costi sanitari dell'inquinamento atmosferico a livello nazionale mediante l'utilizzo del sistema di modelli EVA). Relazione scientifica del Centre for Energy, Environment and Health (CEEH) n. 3, 2011.
Emendamento 17
Proposta di direttiva
Considerando 16
(16)  Dai dati scientifici disponibili risulta che il biossido di zolfo, il biossido di azoto e gli ossidi di azoto, il particolato, il piombo, il benzene, il monossido di carbonio, l'arsenico, il cadmio, il nickel, alcuni idrocarburi policiclici aromatici e l'ozono abbiano effetti negativi importanti sulla salute umana. L'impatto sulla salute umana e sull'ambiente è dovuto alle concentrazioni nell'aria ambiente .
(16)  Dai dati scientifici disponibili risulta che il biossido di zolfo, il biossido di azoto e gli ossidi di azoto, il particolato, il piombo, il benzene, il monossido di carbonio, l'arsenico, il cadmio, il nickel, alcuni idrocarburi policiclici aromatici e l'ozono abbiano una serie di effetti negativi importanti sulla salute umana che possono provocare decessi prematuri e che non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale tali sostanze non rappresentano un rischio per la salute umana. Tali sostanze danneggiano la maggior parte degli apparati e sono collegate a molte malattie debilitanti, come l'asma infantile e dell'adulto, le malattie cardiovascolari, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la polmonite, l'ictus, il diabete, il cancro ai polmoni, il deficit di sviluppo cognitivo e la demenza. L'impatto sulla salute umana e sull'ambiente è dovuto alle concentrazioni nell'aria ambiente e alla deposizione.
Emendamento 18
Proposta di direttiva
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  L'inquinamento atmosferico ha un impatto a breve e a lungo termine sul corpo umano tale da compromettere la salute. Sebbene l'inquinamento atmosferico sia un problema sanitario universale che interessa tutti, i rischi non sono equamente distribuiti tra la popolazione e alcuni gruppi di persone sono maggiormente a rischio di altri di subire danni. Le categorie vulnerabili e i gruppi sensibili, come le persone affette da specifiche patologie pregresse (ad esempio malattie respiratorie o cardiovascolari), le donne incinte, i neonati, i bambini, gli anziani, le persone con disabilità o che non hanno un accesso adeguato alle cure mediche e i lavoratori esposti a livelli particolarmente elevati di inquinamento atmosferico nella loro professione, sembrano essere maggiormente a rischio, come evidenziato da studi che collegano l'inquinamento atmosferico alla diminuzione delle prestazioni cognitive degli anziani e suggeriscono che la scarsa qualità dell'aria è particolarmente pericolosa per i bambini. Tali gruppi dovrebbero essere informati e protetti. La presente direttiva riconosce i maggiori rischi cui sono esposti le categorie vulnerabili e i gruppi sensibili nonché le loro esigenze specifiche per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico e si prefigge di far fronte alle disuguaglianze sanitarie causate dall'aria inquinata.
Emendamento 19
Proposta di direttiva
Considerando 16 ter (nuovo)
(16 ter)  Per quanto l'inquinamento atmosferico sia un importante rischio per la salute che riguarda tutti, in ogni Stato membro, stanno emergendo numerose prove che testimoniano il legame tra la condizione socioeconomica e l'inquinamento atmosferico, a conferma in particolare del fatto che la salute delle persone che vivono in condizioni socioeconomiche più disagiate tende a subire maggiormente gli effetti dell'inquinamento atmosferico rispetto alla popolazione generale, in conseguenza di una maggiore esposizione e di una più elevata vulnerabilità1bis. Gli Stati membri dovrebbero tenere conto di tali fattori nell'elaborazione, nell'applicazione o nell'aggiornamento dei piani per la qualità dell'aria o delle tabelle di marcia per la qualità dell'aria, al fine di affrontare in modo efficace gli aspetti sociali dell'inquinamento atmosferico e ridurre al minimo le ripercussioni socioeconomiche delle misure adottate.
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1bisEsposizione iniqua e impatti ineguali: vulnerabilità sociale all'inquinamento atmosferico, all'inquinamento acustico e alle temperature estreme in Europa, Agenzia europea dell'ambiente, 2018 (non disponibile in IT).
Emendamento 20
Proposta di direttiva
Considerando 18
(18)  L'esposizione media della popolazione agli inquinanti che hanno l'impatto documentato più elevato sulla salute umana, ossia il particolato sottile (PM2,5) e il biossido di azoto (NO2), dovrebbe essere ridotta sulla base delle raccomandazioni dell'OMS. A tal fine, oltre ai valori limite, per tali inquinanti dovrebbe essere introdotto un obbligo di riduzione dell'esposizione media.
(18)  L'esposizione media della popolazione agli inquinanti che hanno l'impatto documentato più elevato sulla salute umana, ossia il particolato sottile (PM2,5) e il biossido di azoto (NO2) dovrebbe essere ridotta sulla base delle più recenti raccomandazioni dell'OMS. A tal fine, oltre ai valori limite, per tali inquinanti dovrebbe essere introdotto un obbligo di riduzione dell'esposizione media. L'obbligo di riduzione dell'esposizione media dovrebbe integrare e non sostituire i valori limite che hanno dimostrato di essere, finora, le norme dall'applicazione più efficace.
Emendamento 21
Proposta di direttiva
Considerando 19
(19)  Dal controllo dell'adeguatezza delle direttive sulla qualità dell'aria ambiente (direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE)45 è emerso che i valori limite sono più efficaci nel ridurre le concentrazioni di inquinanti rispetto ai valori-obiettivo. Al fine di ridurre al minimo gli effetti nocivi sulla salute umana, tenendo conto in particolare delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili della popolazione, e sull'ambiente, occorre fissare valori limite per le concentrazioni di biossido di zolfo, biossido di azoto, particolato, piombo, benzene, monossido di carbonio, arsenico, cadmio, nickel e idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente. Il benzo(a)pirene dovrebbe essere usato come marker per il rischio cancerogeno degli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente.
(19)  Dal controllo dell'adeguatezza delle direttive sulla qualità dell'aria ambiente (direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE)45 è emerso che i valori limite sono più efficaci nel ridurre le concentrazioni di inquinanti rispetto ad altri tipi di norme in materia di qualità dell'aria, come i valori-obiettivo. Al fine di ridurre al minimo gli effetti nocivi sulla salute umana, tenendo conto in particolare delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili della popolazione, e sull'ambiente, occorre fissare valori limite per le concentrazioni di biossido di zolfo, biossido di azoto, particolato, piombo, benzene, monossido di carbonio, arsenico, cadmio, nickel e idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente. Al fine di garantire un'efficace protezione dagli effetti nocivi sugli ecosistemi, tali valori limite dovrebbero essere regolarmente aggiornati alla luce delle più recenti raccomandazioni dell'OMS. Il benzo(a)pirene dovrebbe essere usato come marker per il rischio cancerogeno degli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente.
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45 Controllo dell'adeguatezza delle direttive sulla qualità dell'aria ambiente del 28 novembre 2019 (SWD(2019) 427 final).
45 Controllo dell'adeguatezza delle direttive sulla qualità dell'aria ambiente del 28 novembre 2019 (SWD(2019) 427 final).
Emendamento 22
Proposta di direttiva
Considerando 21
(21)  L'ozono è un inquinante transfrontaliero che si forma nell'atmosfera dall'emissione degli inquinanti primari disciplinati dalla direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio46. I progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell'aria e degli obiettivi a lungo termine per l'ozono che la presente direttiva intende realizzare dovrebbero essere determinati dagli obiettivi e dagli impegni di riduzione delle emissioni previsti nella direttiva (UE) 2016/2284 e dall'attuazione di provvedimenti efficaci sotto il profilo dei costi e piani per la qualità dell'aria.
(21)  L'ozono è un inquinante transfrontaliero che si forma nell'atmosfera dall'emissione degli inquinanti primari, alcuni dei quali sono disciplinati dalla direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio46. L'ozono troposferico ha effetti negativi non soltanto sulla salute umana, ma anche sulla vegetazione e sugli ecosistemi, provocando una minore resa dei raccolti, una ridotta crescita delle foreste e la perdita di biodiversità. I progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell'aria e degli obiettivi a lungo termine per l'ozono che la presente direttiva intende realizzare dovrebbero essere determinati dagli obiettivi e dagli impegni di riduzione delle emissioni previsti nella direttiva (UE) 2016/2284 e dall'attuazione di provvedimenti efficaci sotto il profilo dei costi, tabelle di marcia per la qualità dell'aria e piani per la qualità dell'aria.
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46 Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, che modifica la direttiva 2003/35/CE e abroga la direttiva 2001/81/CE (GU L 344 del 17.12.2016, pag. 1).
46 Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, che modifica la direttiva 2003/35/CE e abroga la direttiva 2001/81/CE (GU L 344 del 17.12.2016, pag. 1).
Emendamento 23
Proposta di direttiva
Considerando 22
(22)  I valori-obiettivo per l'ozono e gli obiettivi a lungo termine finalizzati a garantire una protezione efficace contro gli effetti nocivi per la salute umana, la vegetazione e gli ecosistemi dovuti all'esposizione all'ozono dovrebbero essere aggiornati alla luce delle più recenti raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.
(22)  I valori-obiettivo per l'ozono e gli obiettivi a lungo termine finalizzati a garantire una protezione efficace contro gli effetti nocivi per la salute umana, la vegetazione e gli ecosistemi dovuti all'esposizione all'ozono dovrebbero essere regolarmente aggiornati alla luce delle più recenti raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Emendamento 24
Proposta di direttiva
Considerando 23
(23)  È opportuno fissare una soglia di allarme per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l'ozono e una soglia di informazione per l'ozono al fine di tutelare, rispettivamente, la salute della popolazione in generale e delle fasce vulnerabili e dei gruppi sensibili della popolazione dalle esposizioni di breve durata a concentrazioni elevate di ozono Il raggiungimento di tali soglie dovrebbe far scattare l'obbligo di informare il pubblico in merito ai rischi dell'esposizione e l'applicazione, se del caso, di provvedimenti a breve termine per ridurre i livelli di ozono nelle zone in cui le soglie di allarme sono superate.
(23)  È opportuno fissare una soglia di allarme e una soglia di informazione per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l'ozono al fine di tutelare la salute della popolazione in generale e, in particolare, delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili dalle esposizioni di breve durata a concentrazioni elevate di inquinanti. Il raggiungimento di tali soglie dovrebbe far scattare l'obbligo di informare il pubblico in merito ai rischi sanitari associati all'esposizione e l'applicazione di provvedimenti a breve termine per ridurre i livelli di ozono nelle zone in cui le soglie di allarme sono superate. Soglie di allarme e di informazione non sono previste per gli altri inquinanti disciplinati, dal momento che le prove relative ai loro effetti sulla salute considerano spesso solo gli effetti derivanti da esposizioni a lungo termine. Qualora emergano prove scientifiche sugli effetti dell'esposizione a breve termine, la Commissione dovrebbe valutare la necessità di introdurre soglie di allarme e di informazione per tali inquinanti.
Emendamento 25
Proposta di direttiva
Considerando 25
(25)  Lo stato di qualità dell'aria dovrebbe essere mantenuto, se già buono, o migliorato. Qualora gli standard in materia di qualità dell'aria ambiente fissati dalla presente direttiva rischino di non essere raggiunti, o non siano stati raggiunti, gli Stati membri dovrebbero intervenire immediatamente per ottenere la conformità ai valori limite, agli obblighi di riduzione dell'esposizione media e ai livelli critici e per raggiungere, ove possibile, i valori-obiettivo e gli obiettivi a lungo termine per l'ozono.
(25)  Lo stato di qualità dell'aria dovrebbe essere mantenuto, se già buono, o migliorato. Qualora gli standard in materia di qualità dell'aria ambiente fissati dalla presente direttiva rischino di non essere raggiunti, o non siano stati raggiunti , gli Stati membri dovrebbero intervenire immediatamente e con continuità per ottenere la conformità ai valori limite, agli obblighi di riduzione dell'esposizione media e ai livelli critici e per raggiungere i valori-obiettivo e gli obiettivi a lungo termine per l'ozono.
Emendamento 26
Proposta di direttiva
Considerando 29
(29)  I contributi da fonti naturali possono essere valutati, ma non possono essere controllati. Pertanto, qualora i contributi naturali a inquinanti nell'aria ambiente possano essere determinati con sufficiente certezza e qualora i superamenti siano dovuti in tutto o in parte a tali contributi naturali, questi possono essere detratti, alle condizioni previste dalla presente direttiva, al momento della valutazione del rispetto dei valori limite della qualità dell'aria e degli obblighi di riduzione dell'esposizione media. I contributi ai superamenti dei valori limite per il particolato dovuti alla sabbiatura o salatura invernali delle strade possono anch'essi essere detratti all'atto della valutazione della conformità ai valori limite per la qualità dell'aria, sempreché siano state adottate misure ragionevoli per diminuire le concentrazioni.
(29)  I contributi da fonti naturali possono essere valutati, ma in taluni casi possono essere difficili da controllare. Pertanto, qualora i contributi naturali a inquinanti nell'aria ambiente possano essere determinati con sufficiente certezza e qualora i superamenti siano dovuti in tutto o in parte a tali contributi naturali, che sfuggono al controllo degli Stati membri e non potevano essere previsti, attenutati o evitati, questi possono essere detratti, alle condizioni previste dalla presente direttiva, al momento della valutazione del rispetto dei valori limite della qualità dell'aria e degli obblighi di riduzione dell'esposizione media. I contributi ai superamenti dei valori limite per il particolato dovuti alla sabbiatura o salatura invernali delle strade possono anch'essi essere detratti all'atto della valutazione della conformità ai valori limite per la qualità dell'aria, solo laddove si dimostri che sono state adottate tutte le misure ragionevoli per diminuire le concentrazioni. La detrazione di tali contributi al momento della valutazione della conformità ai valori limite per la qualità dell'aria e degli obblighi di riduzione dell'esposizione media non dovrebbero impedire agli Stati membri di intervenire per ridurne l'impatto sulla salute.
Emendamento 27
Proposta di direttiva
Considerando 29 bis (nuovo)
(29 bis)  È fondamentale monitorare sistematicamente la qualità dell'aria in prossimità dei punti nevralgici di inquinamento atmosferico, dove il livello di inquinamento è fortemente influenzato dalle emissioni provenienti da fonti di inquinamento pesante che potrebbero esporre gli individui e i gruppi di popolazione a rischi elevati di effetti nocivi per la salute. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero installare punti di campionamento nei punti nevralgici di inquinamento atmosferico, quali porti o aeroporti, al fine di comprendere meglio l'impatto di tali fonti sull'inquinamento atmosferico e adottare misure adeguate per ridurre al minimo i loro effetti sulla salute umana.
Emendamento 28
Proposta di direttiva
Considerando 30
(30)  Per le zone in cui le condizioni sono particolarmente difficili, dovrebbe essere possibile prorogare il termine entro il quale deve essere garantita la conformità ai valori limite per la qualità dell'aria nei casi in cui, nonostante l'attuazione di adeguate misure di abbattimento, in alcune zone o agglomerati specifici persistano problemi acuti di conformità. Le eventuali proroghe per una determinata zona o agglomerato dovrebbero essere corredate di un piano globale sottoposto alla valutazione della Commissione e finalizzato a garantire la conformità entro il termine così prorogato.
(30)  Per le zone in cui le condizioni sono particolarmente difficili, dovrebbe essere possibile prorogare il termine entro il quale deve essere garantita la conformità ai valori limite per la qualità dell'aria nei casi in cui, nonostante l'attuazione di adeguate misure di abbattimento, in alcune zone specifiche persistano problemi acuti di conformità. Le eventuali proroghe per una determinata zona dovrebbero essere corredate di un piano globale sottoposto alla valutazione della Commissione e finalizzato a garantire la conformità entro il termine così prorogato.
Emendamento 29
Proposta di direttiva
Considerando 31
(31)  È opportuno predisporre e aggiornare piani per la qualità dell'aria per le zone entro i quali le concentrazioni di inquinanti nell'aria ambiente superano i rispettivi valori limite per la qualità dell'aria, i valori-obiettivo per l'ozono o gli obblighi di riduzione dell'esposizione media. Gli inquinanti atmosferici provengono da molte fonti e attività diverse. Per garantire la coerenza tra le varie politiche, tali piani per la qualità dell'aria dovrebbero, se possibile, essere in linea con i piani e i programmi formulati a norma della direttiva 2010/75/UE 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio48, della direttiva (UE) 2016/2284 e della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio49.
(31)  È opportuno predisporre e aggiornare piani per la qualità dell'aria per le zone entro i quali le concentrazioni di inquinanti nell'aria ambiente superano i rispettivi valori limite per la qualità dell'aria, i valori-obiettivo per l'ozono o gli obblighi di riduzione dell'esposizione media. Gli inquinanti atmosferici provengono da molte fonti e attività diverse. Per garantire la coerenza tra le varie politiche, tali piani per la qualità dell'aria dovrebbero, se possibile, essere in linea con i piani e i programmi formulati a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio48, della direttiva (UE) 2016/2284 e della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio49.
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50 Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
50 Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
52 Direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale (GU L 189 del 18.7.2002, pag. 12).
52 Direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale (GU L 189 del 18.7.2002, pag. 12).
Emendamento 30
Proposta di direttiva
Considerando 31 bis (nuovo)
(31 bis)   Come chiarito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia1bis, le disposizioni relative ai piani per la qualità dell'aria non consentono la proroga del termine previsto per conformarsi alle norme in materia di qualità dell'aria. Il fatto che sia stato stilato un piano per la qualità dell'aria non significa, di per sé, che uno Stato membro abbia comunque adempiuto ai suoi obblighi di garantire che i livelli di inquinanti atmosferici non superino le norme in materia di qualità dell'aria previste dalla presente direttiva.
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1bis Sentenza della Corte di giustizia del 10 novembre 2020, Commissione europea/Repubblica italiana, C-644/18, ECLI:EU:C:2020:895, punto 154, e sentenza della Corte di giustizia del 19 novembre 2014, ClientEarth/Secretary of State for the Environment, Food and Rural Affairs, C-404/13, ECLI:EU:C:2014:2382, punto 49.
Emendamento 31
Proposta di direttiva
Considerando 32
(32)  I piani per la qualità dell'aria dovrebbero inoltre essere elaborati prima del 2030 qualora vi sia il rischio che gli Stati membri non raggiungano i valori limite o il valore-obiettivo per l'ozono entro tale data al fine di garantire che i livelli di inquinanti siano ridotti di conseguenza.
(32)  Al fine di allineare la legislazione dell'Unione ai più recenti dati scientifici e agli ultimi orientamenti dell'OMS sulla qualità dell'aria, la presente direttiva stabilisce nuove norme in materia di qualità dell'aria che devono essere rispettate entro il 2030. Gli Stati membri e le autorità competenti dovrebbero elaborare, in previsione del termine del 2030 per i nuovi valori limite di cui all'allegato I, sezione 1, tabella 1, una tipologia distinta di piano per la qualità dell'aria, chiamata tabella di marcia per la qualità dell'aria, per le zone in cui le concentrazioni di inquinanti nell'aria ambiente superano i pertinenti valori limite per la qualità dell'aria fissati per il 2030. La tabella di marcia per la qualità dell'aria dovrebbe definire politiche e misure a breve e lungo termine volte a rispettare tali valori limite al più tardi entro il 2030. A fini di chiarezza giuridica, e nonostante la terminologia specifica utilizzata, una tabella di marcia per la qualità dell'aria dovrebbe essere considerata un piano per la qualità dell'aria ai sensi dell'articolo 4, punto (36).
Emendamento 32
Proposta di direttiva
Considerando 34
(34)  Gli Stati membri dovrebbero cooperare tra loro qualora, in seguito ad un inquinamento rilevante che abbia origine in un altro Stato membro, il livello di un inquinante superi o è probabile che superi uno qualsiasi tra i valori limite, i valori-obiettivo per l'ozono, gli obblighi di riduzione dell'esposizione media o la soglia di allarme. In caso di natura transfrontaliera di alcuni inquinanti specifici, come l'ozono e il particolato, può essere necessario un coordinamento fra Stati membri limitrofi ai fini della predisposizione e dell'attuazione di piani per la qualità dell'aria e di piani d'azione a breve termine e dell'informazione del pubblico. Gli Stati membri dovrebbero avviare, se del caso, una cooperazione con i paesi terzi, privilegiando una tempestiva partecipazione dei paesi candidati. La Commissione dovrebbe essere tempestivamente informata e invitata a fornire assistenza in tale cooperazione.
(34)  Gli Stati membri dovrebbero cooperare tra loro qualora, in seguito ad un inquinamento rilevante che abbia origine in un altro Stato membro, il livello di un inquinante superi o è probabile che superi uno qualsiasi tra i valori limite, i valori-obiettivo per l'ozono, gli obblighi di riduzione dell'esposizione media o la soglia di allarme. In caso di natura transfrontaliera di alcuni inquinanti specifici, come l'ozono e il particolato, dovrebbe essere necessario un rapido coordinamento fra Stati membri limitrofi ai fini della predisposizione e dell'attuazione di piani per la qualità dell'aria e di piani d'azione a breve termine e dell'informazione del pubblico il prima possibile. Gli Stati membri dovrebbero avviare, se del caso, una cooperazione con i paesi terzi, privilegiando una tempestiva partecipazione dei paesi candidati. La Commissione dovrebbe essere tempestivamente informata e invitata a fornire assistenza in tale cooperazione.
Emendamento 33
Proposta di direttiva
Considerando 35
(35)  È necessario che gli Stati membri e la Commissione raccolgano, scambino e diffondano le informazioni sulla qualità dell'aria per meglio comprendere gli effetti dell'inquinamento atmosferico e formulare politiche adeguate al riguardo. È opportuno fornire prontamente al pubblico informazioni aggiornate sulle concentrazioni nell'aria ambiente di tutti gli inquinanti disciplinati, sui piani per la qualità dell'aria e sui piani di d'azione a breve termine.
(35)  È necessario che gli Stati membri e la Commissione raccolgano, scambino e diffondano le informazioni sulla qualità dell'aria per meglio comprendere gli effetti dell'inquinamento atmosferico e formulare politiche adeguate al riguardo. È opportuno fornire prontamente al pubblico informazioni aggiornate sulle concentrazioni nell'aria ambiente di tutti gli inquinanti disciplinati, sui piani per la qualità dell'aria, sulle tabelle di marcia per la qualità dell'aria e sui piani d'azione a breve termine, in modo coerente e facilmente comprensibile.
Emendamento 34
Proposta di direttiva
Considerando 35 bis (nuovo)
(35 bis)  L'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) mostra che oltre il 40 % degli adulti nell'UE non dispone di competenze digitali di base1bis. Gli Stati membri dovrebbero pertanto garantire che le informazioni da rendere pubbliche a norma della presente direttiva siano comunicate, se del caso, anche attraverso canali di comunicazione non digitali.
__________________
1bis indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) 2022 (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/desi).
Emendamento 35
Proposta di direttiva
Considerando 40
(40)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In caso di danno alla salute umana intervenuto a seguito di una violazione degli articoli 19, 20 e 21 della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero garantire che le persone interessate da tali violazioni possano chiedere e ottenere un indennizzo per tale danno dall'autorità competente pertinente. Le norme in materia di risarcimento, accesso alla giustizia e sanzioni stabilite nella presente direttiva hanno l'obiettivo di evitare, prevenire e ridurre gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana e sull'ambiente, in linea con l'articolo 191, paragrafo 1, TFUE. Esse mirano pertanto a integrare nelle politiche dell'Unione un elevato livello di tutela dell'ambiente e il miglioramento della qualità dell'ambiente, conformemente al principio dello sviluppo sostenibile sancito dall'articolo 37 della Carta, e concretizzano l'obbligo di tutelare il diritto alla vita e all'integrità della persona sancito dagli articoli 2 e 3 della Carta. Contribuiscono altresì al diritto a un ricorso effettivo di cui all'articolo 47 della Carta, in relazione alla protezione della salute umana.
(40)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In caso di danno alla salute e al benessere delle persone intervenuto a seguito di una violazione degli articoli 13, 19, 20 e 21 della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero garantire che le persone interessate da tali violazioni possano chiedere e ottenere un indennizzo per tale danno dall'autorità competente pertinente. La presente direttiva si prefigge di evitare, prevenire e ridurre gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana e sull'ambiente, in linea con l'articolo 191, paragrafo 1, TFUE. Essa mira pertanto a integrare nelle politiche dell'Unione un elevato livello di tutela dell'ambiente e il miglioramento della qualità dell'ambiente, conformemente al principio dello sviluppo sostenibile sancito dall'articolo 37 della Carta, e concretizza l'obbligo di tutelare il diritto alla vita e all'integrità della persona, il rispetto della vita privata e il diritto all'assistenza sanitaria, sancito dagli articoli 2, 3, 7 e 35 della Carta. Contribuiscono altresì al diritto a un ricorso effettivo di cui all'articolo 47 della Carta, in relazione alla protezione della salute umana. Inoltre, riconosce e protegge il diritto umano a un ambiente pulito, sano e sostenibile, quale riconosciuto dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella risoluzione 76/300 del 28 luglio 2022.
Emendamento 36
Proposta di direttiva
Considerando 40 bis (nuovo)
(40 bis)  Le presunzioni confutabili sono un meccanismo comune per alleviare le difficoltà probatorie del ricorrente, preservando nel contempo i diritti del convenuto. Le presunzioni confutabili si applicano soltanto se sono soddisfatte determinate condizioni. Onde mantenere una giusta ripartizione dei rischi ed evitare un'inversione dell'onere della prova, un ricorrente dovrebbe essere tenuto a fornire prove sufficientemente pertinenti, tra cui dati scientifici, da poter presumere che la violazione sia all'origine o abbia contribuito al danno. Alla luce delle difficoltà probatorie cui devono far fronte i danneggiati, in particolare nei casi complessi, la presunzione confutabile permetterà di conseguire un giusto equilibrio tra i diritti di coloro che subiscono danni alla salute umana e le autorità competenti. Dovrebbe inoltre essere possibile utilizzare i dati scientifici pertinenti come prove conformemente al diritto nazionale. Qualora tali dati scientifici pertinenti non siano disponibili, dovrebbe essere possibile utilizzare altre prove a sostegno della richiesta di indennizzo a norma del diritto nazionale. Dal momento che le norme in materia di qualità dell'aria sono stabilite sulla base delle conoscenze scientifiche sugli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico per la salute umana, in caso di superamento dei valori limite, l'inquinamento atmosferico diventa potenzialmente dannoso per la salute e il benessere delle persone esposte1bis.
__________________
1bis Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, Fadeyeva c. Russia, 55723/00, (CEDU, 9 giugno 2005), § 87.
Emendamento 37
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1
1.  La presente direttiva stabilisce un obiettivo di inquinamento zero per la qualità dell'aria, in modo che la qualità dell'aria all'interno dell'Unione sia progressivamente migliorata fino al raggiungimento di livelli non più considerati nocivi per la salute umana e gli ecosistemi naturali, quali definiti da prove scientifiche, contribuendo in tal modo a creare un ambiente privo di sostanze tossiche entro il 2050.
1.  La presente direttiva stabilisce un obiettivo di inquinamento zero per la qualità dell'aria, in modo che la qualità dell'aria all'interno dell'Unione sia progressivamente migliorata fino al raggiungimento di livelli non più considerati nocivi per la salute umana, gli ecosistemi naturali e la biodiversità, quali definiti dalle migliori e più recenti prove scientifiche disponibili, contribuendo in tal modo a creare un ambiente privo di sostanze tossiche entro il 2050.
Emendamento 295
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2
2.  La presente direttiva fissa valori limite intermedi, valori-obiettivo, obblighi di riduzione dell'esposizione media, obiettivi di concentrazione dell'esposizione media, livelli critici, soglie di informazione, soglie di allarme e obiettivi a lungo termine ("norme in materia di qualità dell'aria") da rispettare entro il 2030 e che saranno successivamente riesaminati periodicamente in conformità all'articolo 3.
2.  La presente direttiva fissa valori limite intermedi, valori-obiettivo, obblighi di riduzione dell'esposizione media, obiettivi di concentrazione dell'esposizione media e livelli critici da rispettare quanto prima e al più tardi entro il 2030, come pure valori limite da rispettare entro il 3035, che devono essere riesaminati periodicamente in conformità all'articolo 3. Essa fissa inoltre obiettivi a lungo termine, soglie di informazione e soglie di allarme nell'ambito delle norme in materia di qualità dell'aria.
Emendamento 39
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 3
3.  La presente direttiva contribuisce inoltre a conseguire gli obiettivi dell'Unione in materia di riduzione dell'inquinamento, biodiversità ed ecosistemi conformemente all'Ottavo programma di azione per l'ambiente stabiliti dalla decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio55.
3.  La presente direttiva contribuisce inoltre a conseguire gli obiettivi dell'Unione in materia di riduzione dell'inquinamento, biodiversità ed ecosistemi conformemente all'Ottavo programma di azione per l'ambiente stabiliti dalla decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio55 e a rafforzare le sinergie tra la politica dell'Unione in materia di qualità dell'aria e altre politiche pertinenti dell'Unione, in particolare le politiche in materia di clima, trasporti ed energia.
__________________
__________________
75 Decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030 (GU L 114 del 12.4.2022, pag. 22).
75 Decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030 (GU L 114 del 12.4.2022, pag. 22).
Emendamento 40
Proposta di direttiva
Articolo 2 – punto 3
3.  misure per monitorare la qualità dell'aria ambiente, le tendenze a lungo termine e gli effetti delle misure unionali e nazionali sulla qualità dell'aria ambiente;
3.  misure per monitorare la qualità dell'aria ambiente, le tendenze a lungo termine e gli effetti delle misure unionali e nazionali nonché delle misure stabilite in cooperazione con paesi terzi, sulla qualità dell'aria ambiente ;
Emendamento 41
Proposta di direttiva
Articolo 2 – punto 4
4.  misure che garantiscono che le informazioni sulla qualità dell'aria ambiente siano messe a disposizione del pubblico;
4.  misure che garantiscono che le informazioni sulla qualità dell'aria ambiente siano armonizzate in tutta l'Unione e messe a disposizione del pubblico;
Emendamento 42
Proposta di direttiva
Articolo 2 – punto 6
6.  misure che promuovono una maggiore cooperazione tra gli Stati membri nella lotta contro l'inquinamento atmosferico.
6.  misure che promuovono una maggiore cooperazione tra gli Stati membri, le autorità regionali e locali, all'interno degli Stati membri e tra di essi, nonché con i paesi terzi che hanno una frontiera comune con l'Unione, nella lotta contro l'inquinamento atmosferico.
Emendamento 43
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 1
1.  Entro il 31 dicembre 2028, e successivamente ogni cinque anni o più spesso se nuove e sostanziali scoperte scientifiche indicano la necessità di farlo, la Commissione riesamina i dati scientifici relativi agli inquinanti atmosferici e ai loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente pertinenti per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 1 e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione contenente le principali conclusioni.
1.  Entro il 31 dicembre 2028, e successivamente ogni cinque anni o più spesso se nuove e sostanziali scoperte scientifiche indicano la necessità di farlo, la Commissione riesamina i dati scientifici relativi agli inquinanti atmosferici e ai loro effetti sulla salute umana e sull'ambiente pertinenti per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 1 e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione contenente le principali conclusioni. Il riesame è effettuato senza indebito ritardo dopo la pubblicazione degli ultimi orientamenti dell'OMS sulla qualità dell'aria.
Emendamento 44
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2
Al fine di conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1, il riesame valuta se la presente direttiva debba essere rivista per garantire l'allineamento agli orientamenti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla qualità dell'aria e alle più recenti informazioni scientifiche.
Al fine di conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1, il riesame valuta se la presente direttiva debba essere rivista per garantire il totale e costante allineamento ai più recenti orientamenti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla qualità dell'aria, all'ultimo riesame dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e alle più recenti informazioni scientifiche.
Emendamento 45
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 – lettera a
a)  le ultime informazioni scientifiche dell'OMS e delle altre pertinenti organizzazioni,
a)  le ultime informazioni scientifiche dei pertinenti organismi dell'Unione, dell'OMS e delle altre pertinenti organizzazioni scientifiche,
Emendamento 46
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 – lettera b
b)  gli sviluppi tecnologici che incidono sulla qualità dell'aria e sulla sua valutazione,
b)  i cambiamenti comportamentali, le politiche di bilancio e gli sviluppi tecnologici che incidono sulla qualità dell'aria e sulla sua valutazione,
Emendamento 47
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 – lettera c
c)  la situazione della qualità dell'aria e i relativi impatti sulla salute umana e sull'ambiente negli Stati membri,
c)  la qualità dell'aria e i relativi impatti sulla salute umana e sull'ambiente negli Stati membri,
Emendamento 48
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 – lettera c bis (nuova)
c bis)  i costi sanitari e ambientali diretti e indiretti associati all'inquinamento atmosferico, nonché le analisi costi-benefici,
Emendamento 49
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 – lettera d bis (nuova)
d bis)  i progressi compiuti nell'attuazione di altre normative pertinenti dell'Unione, in particolare nei settori del clima, dei trasporti e dell'energia,
Emendamento 50
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 – lettera d ter (nuova)
d ter)  l'introduzione da parte dei singoli Stati membri di norme più rigorose in materia di qualità dell'aria conformemente all'articolo 193 TFUE.
Emendamento 51
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3 bis (nuovo)
La Commissione sostiene e collabora strettamente con l'Ufficio regionale per l'Europa dell'OMS per monitorare e riesaminare le prove scientifiche sugli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute.
Emendamento 52
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Nel primo riesame periodico, entro il 31 dicembre 2028, la Commissione propone, se del caso, valori limite, valori-obiettivo o livelli critici per gli inquinanti atmosferici misurati dai supersiti di monitoraggio di cui all'articolo 10 ma attualmente non inclusi nell'allegato I. Tali valori o livelli sono in linea con i più recenti dati scientifici per quanto riguarda ciò che è necessario per proteggere la salute umana e l'ambiente. Nel quadro del primo riesame periodico, la Commissione pubblica una valutazione della possibilità di convertire il valore-obiettivo per l'ozono in un valore limite, corredata, se del caso, di una proposta legislativa.
Emendamento 53
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 4
4.  Se lo ritiene opportuno, a seguito del riesame la Commissione presenta una proposta per rivedere le norme in materia di qualità dell'aria o includere altri inquinanti atmosferici.
4.  Se lo ritiene opportuno, a seguito del riesame la Commissione presenta una proposta per rivedere le norme in materia di qualità dell'aria o includere altri inquinanti atmosferici. Tale proposta è elaborata in linea con il principio di non regressione.
Emendamento 54
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 1 bis (nuovo)
1 bis)  "norme in materia di qualità dell'aria": valori limite, valori-obiettivo, obblighi di riduzione dell'esposizione media, obiettivi di concentrazione dell'esposizione media, livelli critici, soglie di informazione e soglie di allarme;
Emendamento 55
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 21
21)  "stima obiettiva": metodo di valutazione per ottenere informazioni quantitative o qualitative sul livello di concentrazione o di deposizione di un inquinante mediante il parere di esperti, che può includere l'uso di strumenti statistici, il telerilevamento e sensori in situ;
soppresso
Emendamento 56
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 23
23)  "sito di fondo urbano": sito all'interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell'esposizione della popolazione urbana generale;
23)  "sito di fondo urbano": sito all'interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell'esposizione della popolazione urbana generale, compresi la popolazione urbana sensibile e i gruppi vulnerabili;
Emendamento 57
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 24
24)  "sito di fondo rurale": sito all'interno delle zone rurali a bassa densità di popolazione dove i livelli sono rappresentativi dell'esposizione della popolazione rurale generale;
24)  "sito di fondo rurale": sito all'interno delle zone rurali a bassa densità di popolazione dove i livelli sono rappresentativi dell'esposizione della popolazione rurale generale, compresi la popolazione rurale sensibile e i gruppi vulnerabili;
Emendamento 58
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 24 bis (nuovo)
24 bis)  "punto nevralgico di inquinamento atmosferico": un luogo in cui il livello di inquinamento è fortemente influenzato dalle emissioni provenienti da fonti di inquinamento pesante quali, tra l'altro, strade, autostrade o superstrade congestionate ed estremamente trafficate nelle vicinanze, un'unica fonte industriale o un'area industriale con molte fonti, porti, aeroporti, riscaldamento residenziale intensivo o una combinazione di tali fonti;
Emendamento 59
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 26
26)  "valore limite": livello che non deve essere superato e che è fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per l'ambiente;
26)  "valore limite": livello che è fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per l'ambiente, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e che, una volta raggiunto, non deve essere superato;
Emendamento 60
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 28
28)  "indicatore di esposizione media": livello medio determinato sulla base di misurazioni in siti di fondo urbano in tutta l'unità territoriale di livello NUTS 1 quale descritta nel regolamento (CE) n. 1059/2003 o, in assenza di aree urbane ubicate in tale unità territoriale, in siti di fondo rurale, e che rispecchia l'esposizione della popolazione, utilizzato per verificare se sia stata raggiunta la conformità all'obbligo di riduzione dell'esposizione media e all'obiettivo di concentrazione dell'esposizione media per tale unità territoriale;
28)  "indicatore di esposizione media": livello medio determinato sulla base di misurazioni in siti di fondo urbano in tutta l'unità territoriale di livello NUTS 2 quale descritta nel regolamento (CE) n. 1059/2003 o, in assenza di aree urbane ubicate in tale unità territoriale, in siti di fondo rurale, e che rispecchia l'esposizione della popolazione, utilizzato per verificare se sia stata raggiunta la conformità all'obbligo di riduzione dell'esposizione media e all'obiettivo di concentrazione dell'esposizione media per tale unità territoriale;
Emendamento 61
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 29
29)  "obbligo di riduzione dell'esposizione media": riduzione percentuale dell'esposizione media della popolazione, espressa come indicatore di esposizione media, di un'unità territoriale di livello NUTS 1 quale descritta nel regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio77 fissata per l'anno di riferimento al fine di ridurre gli effetti nocivi per la salute umana, da raggiungersi entro un termine prestabilito;
29)  "obbligo di riduzione dell'esposizione media": riduzione percentuale dell'esposizione media della popolazione, espressa come indicatore di esposizione media, di un'unità territoriale di livello NUTS 2 quale descritta nel regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio77 fissata per l'anno di riferimento al fine di ridurre gli effetti nocivi per la salute umana, da raggiungersi entro un termine prestabilito e da non superare una volta raggiunta;
__________________
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77 Regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS) (GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1).
77 Regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS) (GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1).
Emendamento 62
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 30
30)  "obiettivo di concentrazione dell'esposizione media": livello dell'indicatore di esposizione media da raggiungere al fine di ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana;
30)  "obiettivo di concentrazione dell'esposizione media": livello dell'indicatore di esposizione media stabilito al fine di ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana, da raggiungersi entro un termine stabilito e da non superare una volta raggiunto;
Emendamento 63
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 35
35)  "contributi da fonti naturali": emissioni di inquinanti non causate direttamente o indirettamente da attività umane, inclusi eventi naturali quali eruzioni vulcaniche, attività sismiche, attività geotermiche, incendi spontanei, tempeste di vento, aerosol marini o trasporto o risospensione atmosferici di particelle naturali dalle regioni secche;
35)  "contributi da fonti naturali": emissioni di inquinanti non causate direttamente o indirettamente da attività umane, inclusi eventi naturali quali eruzioni vulcaniche, attività sismiche, attività geotermiche, incendi spontanei, tempeste di vento, aerosol marini o trasporto o risospensione atmosferici di particelle naturali dalle regioni secche, che lo Stato membro interessato non poteva evitare o mitigare mediante azioni strategiche;
Emendamento 296
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 35 bis
(35 bis)  "tabella di marcia per la qualità dell'aria": piano per la qualità dell'aria adottato prima del termine ultimo per il raggiungimento dei nuovi valori limite di cui nell'allegato I, sezione 1, tabella 1, e dei valori limite intermedi di cui all'allegato I, sezione 1, tabella 1 bis, che definisce politiche e misure a breve e lungo termine per conformarsi a tali valori limite;
Emendamento 65
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 36
36)  "piani per la qualità dell'aria": piani che stabiliscono misure per conformarsi ai valori limite, ai valori-obiettivo per l'ozono o agli obblighi di riduzione dell'esposizione media;
36)  "piani per la qualità dell'aria": piani che stabiliscono misure per conformarsi ai valori limite, ai valori-obiettivo per l'ozono o agli obblighi di riduzione dell'esposizione media una volta che questi sono stati superati;
Emendamento 66
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 38
38)  "pubblico interessato": il pubblico che risente o è probabile che risenta degli effetti del superamento dei valori stabiliti dalle norme in materia di qualità dell'aria o che ha un interesse da far valere nelle procedure decisionali relative all'attuazione degli obblighi previsti dalla presente direttiva, comprese le organizzazioni non governative che promuovono la tutela della salute umana o dell'ambiente e che soddisfano i requisiti previsti dal diritto nazionale;
38)  "pubblico interessato": il pubblico che risente o è probabile che risenta degli effetti del superamento dei valori stabiliti dalle norme in materia di qualità dell'aria o che ha un interesse da far valere nelle procedure decisionali relative all'attuazione degli obblighi previsti dalla presente direttiva, comprese le organizzazioni non governative che promuovono la tutela della salute umana o dell'ambiente;
Emendamento 67
Proposta di direttiva
Articolo 4 – punto 39
39)  "categorie vulnerabili e gruppi sensibili": gruppi di popolazione che sono più vulnerabili all'esposizione all'inquinamento atmosferico rispetto alla popolazione media, perché presentano una maggiore sensibilità o una soglia più bassa per quanto riguarda gli effetti sulla salute o ancora perché hanno una ridotta capacità di proteggersi.
39)  "categorie vulnerabili e gruppi sensibili": gruppi di popolazione che sono permanentemente o temporaneamente più sensibili o più vulnerabili agli effetti dell'inquinamento atmosferico rispetto alla popolazione media, a causa di caratteristiche specifiche che rendono più gravi le conseguenze dell'esposizione sulla salute o perché presentano una maggiore sensibilità o una soglia più bassa per quanto riguarda gli effetti sulla salute o ancora perché hanno una ridotta capacità di proteggersi.
Emendamento 68
Proposta di direttiva
Articolo 5 – lettera b
b)  dell'approvazione dei sistemi di misurazione (metodi, apparecchiature, reti e laboratori);
b)  dell'approvazione dei sistemi di misurazione (siti, metodi, apparecchiature, reti e laboratori) e della garanzia di un funzionamento e di una manutenzione adeguati della rete di monitoraggio;
Emendamento 69
Proposta di direttiva
Articolo 5 – lettera c
c)  della garanzia dell'accuratezza delle misurazioni;
c)  della garanzia dell'accuratezza delle misurazioni e del trasferimento e della condivisione dei dati di misurazione, compresa la loro conformità agli obiettivi di qualità dei dati di cui nell'allegato V;
Emendamento 70
Proposta di direttiva
Articolo 5 – lettera d
d)  della garanzia dell'accuratezza delle applicazioni di modellizzazione;
d)  della garanzia dell'accuratezza delle applicazioni di modellizzazione della qualità dell'aria;
Emendamento 71
Proposta di direttiva
Articolo 5 – lettera g
g)  della cooperazione tra gli altri Stati membri e la Commissione;
g)  della cooperazione tra gli altri Stati membri, i paesi terzi e la Commissione;
Emendamento 72
Proposta di direttiva
Articolo 5 – lettera h
h)  della definizione di piani per la qualità dell'aria;
h)  della definizione di piani per la qualità dell'aria e di tabelle di marcia per la qualità dell'aria;
Emendamento 73
Proposta di direttiva
Articolo 5 – lettera i bis (nuovo)
i bis)  della fornitura e del mantenimento di un indice della qualità dell'aria aggiornato ogni ora e di altre informazioni pertinenti messe a disposizione del pubblico.
Emendamento 74
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 4
4.  In tutte le zone in cui il livello degli inquinanti è inferiore alla soglia di valutazione stabilita per tali inquinanti, la qualità dell'aria ambiente può essere valutata anche solo con applicazioni di modellizzazione, misure indicative, con tecniche di stima obiettiva o con una combinazione di queste.
4.  In tutte le zone in cui il livello degli inquinanti è inferiore alla soglia di valutazione stabilita per tali inquinanti, la qualità dell'aria ambiente può essere valutata anche solo con una combinazione di applicazioni di modellizzazione e di misure indicative.
Emendamento 75
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 5
5.  Se la modellizzazione rivela il superamento di un valore limite o di un valore-obiettivo per l'ozono in un'area della zona non coperta da misurazioni in siti fissi, per valutare il livello di concentrazione dell'inquinante in questione sono utilizzate ulteriori misurazioni indicative o in siti fissi per almeno un anno civile dopo la registrazione del superamento.
5.  Se la modellizzazione o le misurazioni indicative rivelano il superamento di un valore limite o di un valore-obiettivo per l'ozono in un'area della zona non coperta da misurazioni in siti fissi, per valutare il livello di concentrazione dell'inquinante in questione sono installate, entro 6 mesi dalla registrazione del superamento, ulteriori misurazioni in siti fissi per almeno un anno civile.
Emendamento 76
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 7
7.  Oltre al monitoraggio previsto all'articolo 10, gli Stati membri monitorano, se del caso, i livelli del particolato ultrafine conformemente all'allegato III, lettera D, e all'allegato VII, sezione 3.
7.  Oltre al monitoraggio previsto all'articolo 10, gli Stati membri monitorano i livelli del particolato ultrafine, del particolato carbonioso, dell'ammoniaca e del mercurio conformemente all'allegato III, lettera D, e all'allegato VII, sezioni 3, 3 bis, 3 ter e 3 quater.
Emendamento 77
Proposta di direttiva
Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
L'ubicazione dei punti di campionamento è rappresentativa dell'esposizione delle comunità a rischio e dell'esposizione di una o più categorie vulnerabili e gruppi sensibili.
Emendamento 78
Proposta di direttiva
Articolo 9 – paragrafo 2
2.  In ciascuna zona in cui il livello di inquinanti supera la soglia di valutazione precisata nell'allegato II, il numero dei punti di campionamento per ogni inquinante non dev'essere inferiore al numero minimo di punti di campionamento indicato nell'allegato III, lettere A e C, tabelle 3 e 4.
2.  In ciascuna zona in cui il livello di inquinanti supera la soglia di valutazione precisata nell'allegato II, il numero dei punti di campionamento per ogni inquinante non è inferiore al numero minimo di punti di campionamento indicato nell'allegato III, lettere A e C.
Emendamento 79
Proposta di direttiva
Articolo 9 – paragrafo 3 – lettera c
c)  il numero di misurazioni indicative sia uguale al numero di misurazioni in siti fissi che vengono sostituite e le misurazioni indicative abbiano una durata minima di due mesi per anno civile;
c)  il numero di misurazioni indicative sia uguale al numero di misurazioni in siti fissi che vengono sostituite e le misurazioni indicative abbiano una durata minima di due mesi per anno civile equamente distribuite nell'arco dell'anno civile;
Emendamento 80
Proposta di direttiva
Articolo 9 – paragrafo 5
5.  Ciascuno Stato membro provvede, a norma dell'allegato IV, affinché la distribuzione usata per calcolare gli indicatori di esposizione media per il PM2,5 e l'NO2 rispecchi adeguatamente l'esposizione della popolazione in generale. Il numero dei punti di campionamento non deve essere inferiore a quello determinato secondo i criteri dell'allegato III, lettera B.
5.  Ciascuno Stato membro provvede, a norma dell'allegato IV, affinché la distribuzione usata per calcolare gli indicatori di esposizione media per il PM2,5 e il biossido di azoto (NO2) rispecchi adeguatamente l'esposizione della popolazione in generale. Il numero dei punti di campionamento non deve essere inferiore a quello determinato secondo i criteri dell'allegato III, lettera B.
Emendamento 81
Proposta di direttiva
Articolo 9 – paragrafo 7
7.  I punti di campionamento in cui sono stati registrati superamenti di valori limite precisati nell'allegato I, sezione 1, nei tre anni precedenti non sono spostati, a meno che non sia necessario per circostanze particolari, quali lo sviluppo territoriale. Lo spostamento dei punti di campionamento è effettuato all'interno della loro area di rappresentatività spaziale e si basa sui risultati della modellizzazione.
7.  I punti di campionamento in cui sono stati registrati superamenti di valori limite precisati nell'allegato I, sezione 1, nei tre anni precedenti non sono spostati, a meno che non sia strettamente necessario. Lo spostamento dei punti di campionamento è effettuato all'interno della loro area di rappresentatività spaziale, assicura la continuità delle misurazioni e si basa sui risultati della modellizzazione.
Emendamento 82
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 1 – comma 1
Ciascuno Stato membro istituisce almeno un supersito di monitoraggio ogni 10 milioni di abitanti in un sito di fondo urbano. Gli Stati membri con meno di 10 milioni di abitanti istituiscono almeno un supersito di monitoraggio in un sito di fondo urbano.
Ciascuno Stato membro istituisce almeno un supersito di monitoraggio ogni 2 milioni di abitanti in un sito di fondo urbano. Gli Stati membri con meno di 2 milioni di abitanti istituiscono almeno un supersito di monitoraggio in un sito di fondo urbano.
Emendamento 83
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 5
5.  Le misurazioni in tutti i supersiti di monitoraggio nei siti di fondo urbani comprendono misurazioni indicative o in siti fissi della distribuzione granulometrica delle particelle ultrafini e del potenziale ossidativo del particolato.
5.  Le misurazioni in tutti i supersiti di monitoraggio nei siti di fondo urbani comprendono misurazioni in siti fissi della distribuzione granulometrica delle particelle ultrafini e del potenziale ossidativo del particolato.
Emendamento 84
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 6 – lettera a
a)  misurazioni in siti fissi di particolato (PM10 e PM2,5), biossido di azoto (NO2), ozono (O3), particolato carbonioso (BC), ammoniaca (NH3) e particolato ultrafine (UFP);
a)  misurazioni in siti fissi di particolato (PM10 e PM2,5), biossido di azoto (NO2), biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO), ozono (O3), particolato carbonioso (BC), ammoniaca (NH3) e particolato ultrafine (UFP);
Emendamento 85
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 6 – lettera b
b)  misurazioni indicative o in siti fissi di particolato sottile (PM2,5) allo scopo di fornire almeno informazioni sulla concentrazione di massa totale e sulle concentrazioni di speciazione chimica su base media annua, conformemente all'allegato VII, sezione 1;
b)  misurazioni in siti fissi di particolato sottile (PM2,5) allo scopo di fornire almeno informazioni sulla concentrazione di massa totale e sulle concentrazioni di speciazione chimica su base media annua, conformemente all'allegato VII, sezione 1;
Emendamento 86
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 6 – lettera c
c)  misurazioni indicative o in siti fissi di arsenico, cadmio, nickel, mercurio gassoso totale, benzo(a)pirene e altri idrocarburi policiclici aromatici di cui all'articolo 8, paragrafo 6, nonché della deposizione totale di arsenico, cadmio, mercurio, nickel, benzo(a)pirene e degli altri idrocarburi policiclici aromatici di cui all'articolo 8, paragrafo 6, a prescindere dai livelli di concentrazione.
c)  misurazioni in siti fissi di arsenico, cadmio, nickel, mercurio gassoso totale, benzo(a)pirene e altri idrocarburi policiclici aromatici di cui all'articolo 8, paragrafo 6, nonché della deposizione totale di arsenico, cadmio, mercurio, nickel, piombo, benzene, benzo(a)pirene e degli altri idrocarburi policiclici aromatici di cui all'articolo 8, paragrafo 6, a prescindere dai livelli di concentrazione.
Emendamento 87
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 7
7.  Le misurazioni del mercurio divalente particolato e gassoso possono essere effettuate anche nei supersiti di monitoraggio nei siti di fondo urbani e di fondo rurali.
7.  Le misurazioni del mercurio divalente particolato e gassoso sono effettuate anche nei supersiti di monitoraggio nei siti di fondo urbani e di fondo rurali.
Emendamento 88
Proposta di direttiva
Articolo 12 – titolo
Prescrizioni per i casi in cui i livelli siano inferiori ai valori limite, al valore-obiettivo per l'ozono e agli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media, ma superiori alle soglie di valutazione
Prescrizioni per i casi in cui i livelli siano inferiori ai valori limite, al valore-obiettivo per l'ozono e agli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media
Emendamento 89
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 2
2.  Nelle zone in cui i livelli di ozono sono inferiori al relativo valore-obiettivo, gli Stati membri adottano le misure necessarie per mantenere tali livelli al di sotto del valore-obiettivo per l'ozono e si adoperano per raggiungere gli obiettivi a lungo termine di cui all'allegato I, sezione 2, nella misura in cui lo consentano fattori quali, ad esempio, la natura transfrontaliera dell'inquinamento da ozono e le condizioni meteorologiche, e a condizione che le misure necessarie non comportino costi sproporzionati.
2.  Nelle zone in cui i livelli di ozono sono inferiori al relativo valore-obiettivo, gli Stati membri adottano le misure necessarie per mantenere tali livelli al di sotto del valore-obiettivo per l'ozono e raggiungere gli obiettivi a lungo termine di cui all'allegato I, sezione 2, nella misura in cui lo consentano fattori quali, ad esempio, la natura transfrontaliera dell'inquinamento da ozono e le condizioni meteorologiche. Una volta raggiunti gli obiettivi a lungo termine, gli Stati membri mantengono i livelli di ozono al di sotto di detti obiettivi.
Emendamento 90
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 3
3.  Nelle unità territoriali di livello NUTS 1 descritte nel regolamento (CE) n. 1059/2003, in cui gli indicatori di esposizione media per il PM2,5 e l'NO2 sono inferiori al rispettivo valore degli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media per detti inquinanti di cui all'allegato I, sezione 5, gli Stati membri mantengono i livelli di tali inquinanti al di sotto degli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media.
3.  Nelle unità territoriali di livello NUTS 2 descritte nel regolamento (CE) n. 1059/2003, in cui gli indicatori di esposizione media per il PM2,5 e l'NO2 sono inferiori al rispettivo valore degli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media per detti inquinanti di cui all'allegato I, sezione 5, gli Stati membri mantengono i livelli di tali inquinanti al di sotto degli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media.
Emendamento 91
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 4
4.  Gli Stati membri si adoperano per raggiungere e preservare la migliore qualità dell'aria ambiente e un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute umana in linea con gli orientamenti dell'OMS sulla qualità dell'aria e nel rispetto delle soglie di valutazione di cui all'allegato II.
4.  Gli Stati membri si adoperano per raggiungere e preservare la migliore qualità dell'aria ambiente e un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute umana in linea con gli orientamenti e le valutazioni più recenti dell'OMS sulla qualità dell'aria pubblicati dall'Ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e nel rispetto delle soglie di valutazione di cui all'allegato II, prestando particolare attenzione alla protezione delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili.
Emendamento 92
Proposta di direttiva
Articolo 13 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri assicurano che gli obblighi di riduzione dell'esposizione media per il PM2,5 e l'NO2 di cui all'allegato all'allegato I, lettera B, sezione 5, siano rispettati in tutte le unità territoriali di livello NUTS 1, laddove superano gli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media stabiliti all'allegato I, lettera C, sezione 5.
3.  Gli Stati membri assicurano che gli obblighi di riduzione dell'esposizione media per il PM2,5 e l'NO2 di cui all'allegato I, lettera B, sezione 5, siano rispettati in tutte le unità territoriali di livello NUTS 2, laddove superano gli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media stabiliti all'allegato I, lettera C, sezione 5.
Emendamento 297
Proposta di direttiva
Articolo 13 – paragrafo 6
6.  Le scadenze per raggiungere i valori limite fissati nell'allegato I, sezione 1, tabella 1, possono essere posticipate conformemente all'articolo 18.
6.  Le scadenze per raggiungere i valori limite fissati nell'allegato I, sezione 1, tabella 1, e i valori limite intermedi di cui all'allegato I, sezione 1, tabella 1 bis per gli inquinanti di cui all'articolo 18, paragrafo 1, possono essere posticipate conformemente all'articolo 18.
Emendamento 94
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 1
1.  Le soglie di allarme applicabili per le concentrazioni di biossido di zolfo, biossido di azoto e particolato (PM10 e PM2,5) nell'aria ambiente sono indicate nell'allegato I, lettera A, sezione 4.
1.  Le soglie di allarme applicabili per le concentrazioni di biossido di zolfo, biossido di azoto, particolato (PM10 e PM2,5) e ozono nell'aria ambiente sono indicate nell'allegato I, lettera A, sezione 4.
Emendamento 95
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 2
2.  La soglia di allarme e la soglia di informazione per l'ozono sono indicate nell'allegato I, lettera B, sezione 4.
2.  Le soglie di informazione per le concentrazioni di biossido di zolfo, biossido di azoto e particolato (PM10 e PM2,5) e per l'ozono sono indicate nell'allegato I, lettera B, sezione 4.
Emendamento 96
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  In caso di superamento di una delle soglie di allarme di cui nell'allegato I, sezione 4, lettera A, gli Stati membri attuano senza indebito ritardo i provvedimenti di emergenza descritti nei piani d'azione a breve termine redatti a norma dell'articolo 20.
Emendamento 97
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 3
3.  Se una qualsiasi delle soglie di informazione o delle soglie di allarme specificate nell'allegato I, sezione 4, è superata, gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per informare il pubblico entro, al massimo, poche ore, avvalendosi di diversi mezzi e canali di comunicazione e assicurando un ampio accesso del pubblico.
3.  Se una qualsiasi delle soglie di allarme specificate nell'allegato I, sezione 4, è superata, gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per informare il pubblico entro, al massimo, poche ore, in modo coerente e facilmente comprensibile, fornendo informazioni dettagliate sulla gravità del superamento e sugli impatti sanitari associati, come anche suggerimenti per la protezione della popolazione, con particolare attenzione alle categorie vulnerabili e ai gruppi sensibili. Gli Stati membri si avvalgono di diversi mezzi e canali di comunicazione e assicurano un ampio accesso del pubblico.
Emendamento 98
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Se una qualsiasi delle soglie di informazione specificate nell'allegato I, sezione 4, è superata, gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per informare il pubblico, e in particolare le categorie vulnerabili e i gruppi sensibili, entro, al massimo, poche ore, in modo accessibile, coerente e facilmente comprensibile.
Emendamento 99
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 4
4.  Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sui superamenti effettivi o previsti di qualsiasi soglia di allarme o soglia di informazione siano fornite al pubblico quanto prima, in conformità dell'allegato IX, punti 2 e 3.
4.  Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sui superamenti effettivi o previsti di qualsiasi soglia di allarme o soglia di informazione siano fornite al pubblico quanto prima, in modo coerente e facilmente comprensibile, in conformità dell'allegato IX, punti 2 e 3.
Emendamento 100
Proposta di direttiva
Articolo 16 – paragrafo 1 – lettera b
b)  le unità territoriali NUTS 1 in cui il superamento del livello determinato dagli obblighi di riduzione dell'esposizione media è imputabile a fonti naturali.
b)  le unità territoriali NUTS 2 in cui il superamento del livello determinato dagli obblighi di riduzione dell'esposizione media è imputabile a fonti naturali.
Emendamento 101
Proposta di direttiva
Articolo 16 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri forniscono alla Commissione gli elenchi di tali eventuali zone e unità territoriali NUTS 1, di cui al paragrafo 1, unitamente a informazioni sulla concentrazione e sulle fonti, nonché elementi che dimostrino come il superamento sia imputabile a fonti naturali.
2.  Gli Stati membri forniscono alla Commissione gli elenchi di tali eventuali zone e unità territoriali NUTS 2, di cui al paragrafo 1, unitamente a:
a)   informazioni sulla concentrazione e sulle fonti;
b)   elementi che dimostrino come il superamento sia imputabile a fonti naturali e che non avrebbe potuto essere previsto, prevenuto o attenuato dallo Stato membro interessato, compresi, se del caso, elementi che dimostrano l'impatto delle perturbazioni degli ecosistemi causate dai cambiamenti climatici che hanno portato a tale superamento;
c)   informazioni sull'attuazione di misure pertinenti nel quadro della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici adottata a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2021/1119.
Emendamento 102
Proposta di direttiva
Articolo 16 – paragrafo 3
3.  Nei casi in cui la Commissione è informata di un superamento imputabile a fonti naturali ai sensi del paragrafo 2, detto superamento non è considerato tale ai fini della presente direttiva.
3.  Nei casi in cui è informata di un superamento imputabile a fonti naturali ai sensi del paragrafo 2, la Commissione esamina i vari elementi e comunica allo Stato membro se detto superamento può non essere considerato tale ai fini della presente direttiva.
Emendamento 103
Proposta di direttiva
Articolo 17 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri possono, per un dato anno, individuare zone in cui i valori limite per il PM10 sono superati nell'aria ambiente a causa della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o salatura delle strade nella stagione invernale.
1.  Gli Stati membri possono, per un dato mese, individuare zone in cui i valori limite per il PM10 sono superati nell'aria ambiente a causa della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o salatura delle strade nella stagione invernale.
Emendamento 298
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Se in una determinata zona non è possibile raggiungere la conformità ai valori limite fissati per il particolato (PM10 e PM2,5) o il biossido di azoto entro il termine di cui all'allegato I, sezione 1, tabella 1, a causa delle caratteristiche di dispersione specifiche del sito, delle condizioni dei confini orografici, delle condizioni climatiche avverse o dell'apporto di inquinanti transfrontalieri, uno Stato membro può prorogare tale termine una volta di cinque anni al massimo per la zona in questione, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
1.  Se in una determinata zona non è possibile raggiungere la conformità ai valori limite fissati per il particolato (PM10 e PM2,5) o il biossido di azoto entro i termini di cui all'allegato I, sezione 1, tabelle 1 e 1 bis, a causa delle caratteristiche eccezionali e non evitabili di dispersione specifiche del sito, delle condizioni dei confini orografici o dell'apporto di inquinanti transfrontalieri, uno Stato membro può prorogare tale termine una volta di cinque anni al massimo per la zona in questione, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
Emendamento 105
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera -a (nuovo)
-a)   i livelli di inquinanti nell'aria ambiente della zona interessata siano inferiori ai valori limite di cui all'allegato I, sezione 1, tabella 2;
Emendamento 106
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera a
a)  sia predisposto un piano per la qualità dell'aria conformemente all'articolo 19, paragrafo 4, che soddisfi i requisiti di cui all'articolo 19, paragrafi da 5 a 7, per la zona cui s'intende applicare la proroga;
a)  sia predisposta una tabella di marcia per la qualità dell'aria conformemente all'articolo 19, paragrafo -1, che soddisfi i requisiti di cui all'articolo 19, paragrafi da 5 a 7, per la zona cui s'intende applicare la proroga;
Emendamento 107
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera b
b)  il piano per la qualità dell'aria di cui alla lettera a) sia integrato dalle informazioni di cui all'allegato VIII, lettera B, relative agli inquinanti in questione e dimostri come i periodi di superamento dei valore limite saranno il più breve possibile;
b)  la tabella di marcia per la qualità dell'aria di cui alla lettera a) sia integrata dalle informazioni di cui all'allegato VIII, lettera B, relative agli inquinanti in questione nonché dalle proiezioni annuali sull'evoluzione delle emissioni e sulle concentrazioni nella zona interessata fino alla data di conseguimento e dimostri in che modo i valori limite saranno raggiunti entro la fine del termine posticipato per la conformità e come i periodi di superamento dei valore limite saranno il più breve possibile;
Emendamento 108
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera c
c)  il piano per la qualità dell'aria di cui alla lettera a) delinei il modo in cui il pubblico e, in particolare, categorie vulnerabili e gruppi sensibili della popolazione saranno informati in merito alle conseguenze della proroga per la salute umana e l'ambiente;
c)  la tabella di marcia per la qualità dell'aria di cui alla lettera a) delinei il modo in cui il pubblico e, in particolare, categorie vulnerabili e gruppi sensibili della popolazione saranno informati in modo coerente e facilmente comprensibile in merito alle conseguenze della proroga per la salute umana e l'ambiente;
Emendamento 109
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera d
d)  il piano per la qualità dell'aria di cui alla lettera a) delinei in che modo saranno mobilitati finanziamenti supplementari, anche attraverso i pertinenti programmi di finanziamento nazionali e dell'Unione, per accelerare il miglioramento della qualità dell'aria nella zona a cui si applicherebbe la proroga;
d)  la tabella di marcia per la qualità dell'aria di cui alla lettera a) delinei in che modo saranno mobilitati finanziamenti supplementari, anche attraverso i pertinenti programmi di finanziamento nazionali e dell'Unione, ove tali finanziamenti siano previsti, per accelerare il miglioramento della qualità dell'aria nella zona a cui si applicherebbe la proroga;
Emendamento 110
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 2 – comma 1
Gli Stati membri notificano alla Commissione i casi in cui ritengono applicabile il paragrafo 1 e le comunicano il piano per la qualità dell'aria di cui al paragrafo 1, nonché tutte le informazioni utili di cui la Commissione deve disporre per valutare se la motivazione invocata per la proroga e le condizioni di cui al predetto paragrafo sono soddisfatte. In tale valutazione la Commissione tiene conto degli effetti stimati sulla qualità dell'aria ambiente negli Stati membri, attualmente e in futuro, delle misure adottate dagli Stati membri e degli effetti stimati sulla qualità dell'aria ambiente delle misure dell'Unione .
Gli Stati membri notificano alla Commissione i casi in cui ritengono applicabile il paragrafo 1 e le comunicano la tabella di marcia per la qualità dell'aria di cui al paragrafo 1, nonché tutte le informazioni utili di cui la Commissione deve disporre per valutare se la motivazione invocata per la proroga e le condizioni di cui al predetto paragrafo sono soddisfatte. In tale valutazione la Commissione tiene conto degli effetti stimati sulla qualità dell'aria ambiente negli Stati membri, attualmente e in futuro, delle misure adottate dagli Stati membri e degli effetti stimati sulla qualità dell'aria ambiente delle misure dell'Unione. Qualora le proiezioni annuali fornite a norma del paragrafo 1, lettera b), dimostrino che le misure stabilite nella tabella di marcia per la qualità dell'aria non sono sufficienti a conseguire la probabile conformità al valore limite dell'inquinante interessato entro il termine stabilito posticipato, gli Stati membri aggiornano la tabella di marcia per la qualità dell'aria e rivedono le misure ivi contenute al fine di garantire la conformità entro tale termine.
Emendamento 111
Proposta di direttiva
Articolo 19 – titolo
Piani per la qualità dell'aria
Piani per la qualità dell'aria e tabelle di marcia per la qualità dell'aria
Emendamento 299
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 1 (nuovo)
-1.  Se dal [tre mesi dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva], in una zona o in un'unità territoriale NUTS 1, i livelli di inquinanti registrati nell'anno civile precedente superano uno qualsiasi dei valori limite da raggiungere entro il 1º gennaio 2035, secondo quanto stabilito nell'allegato I, sezione 1, tabella 1, o uno qualsiasi dei valori obiettivo da raggiungere entro il 1° gennaio 2030, secondo quanto stabilito nell'allegato I, sezione 2, punto B, lo Stato membro interessato predispone una tabella di marcia per la qualità dell'aria per l'inquinante in questione quanto prima e comunque entro due anni dall'anno civile nel corso del quale è stato registrato il superamento al fine di raggiungere i relativi valori limite, i valori limite intermedi o il valore obiettivo per l'ozono entro la scadenza del termine per il conseguimento.
Se, per lo stesso inquinante, come indicato al primo comma del presente paragrafo, uno Stato membro è tenuto a predisporre una tabella di marcia per la qualità dell'aria a norma di tale comma e un piano per la qualità dell'aria in conformità del paragrafo 1 del presente articolo, esso può predisporre una tabella di marcia combinata per la qualità dell'aria in conformità dei paragrafi 5, 6 e 7 del presente articolo e fornire informazioni sull'impatto previsto delle misure volte a raggiungere la conformità per ciascun valore limite contemplato, come previsto all'allegato VIII, lettera A, punti 5 e 6. Qualsiasi tabella di marcia combinata per la qualità dell'aria stabilisce misure adeguate per conseguire tutti i valori limite correlati e mantenere ogni periodo di superamento il più breve possibile.
Emendamento 113
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 1
Se in determinate zone i livelli di inquinanti presenti nell'aria ambiente superano un valore limite qualsiasi fissato nell'allegato I, sezione 1, gli Stati membri istituiscono piani per la qualità dell'aria per le zone in questione il prima possibile e comunque entro due anni dall'anno civile in cui si è registrato il superamento di un valore limite. Detti piani per la qualità dell'aria definiscono provvedimenti adeguati per conseguire il valore limite in questione e mantenere il periodo di superamento il più breve possibile, e in ogni caso non superiore a tre anni dalla fine dell'anno civile in cui è stato segnalato il primo superamento.
Se in determinate zone i livelli di inquinanti presenti nell'aria ambiente superano un valore limite qualsiasi fissato nell'allegato I, sezione 1, gli Stati membri istituiscono piani per la qualità dell'aria per le zone in questione il prima possibile e comunque entro due anni dall'anno civile in cui si è registrato il superamento di un valore limite. Detti piani per la qualità dell'aria definiscono tutti i provvedimenti adeguati e sufficienti per conseguire il valore limite in questione e mantenere il periodo di superamento il più breve possibile, e in ogni caso non superiore a tre anni dalla fine dell'anno civile in cui è stato registrato il primo superamento.
Emendamento 114
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 2
Qualora il superamento di uno qualsiasi dei valori limite persista durante il terzo anno civile successivo all'istituzione del piano per la qualità dell'aria, gli Stati membri aggiornano il piano per la qualità dell'aria e le misure ivi contenute e adottano misure supplementari e più efficaci nell'anno civile successivo per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile.
Qualora il superamento di uno qualsiasi dei valori limite persista durante il terzo anno civile successivo al termine dell'anno civile in cui è stato registrato il primo superamento, gli Stati membri aggiornano il piano per la qualità dell'aria e le misure ivi contenute, forniscono anche informazioni aggiornate e dettagliate sullo stato di attuazione delle direttive di cui all'allegato VIII, lettera B, punto 1, e adottano misure supplementari e più efficaci nell'anno civile successivo per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile e in ogni caso non superiore a un anno civile dall'aggiornamento del piano per la qualità dell'aria.
Emendamento 115
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 1
Se in una determinata unità territoriale NUTS 1 i livelli di inquinanti nell'aria ambiente superano il valore-obiettivo per l'ozono di cui all'allegato I, sezione 2, gli Stati membri predispongono piani per la qualità dell'aria per tale unità territoriale NUTS 1 quanto prima e comunque entro due anni dall'anno civile nel corso del quale è stato registrato il superamento del valore-obiettivo per l'ozono. Tali piani per la qualità dell'aria stabiliscono misure adeguate per raggiungere il valore-obiettivo per l'ozono e mantenere il periodo di superamento il più breve possibile.
Se in una determinata unità territoriale NUTS 2 i livelli di inquinanti nell'aria ambiente superano il valore-obiettivo per l'ozono di cui all'allegato I, sezione 2, gli Stati membri predispongono piani per la qualità dell'aria per tale unità territoriale NUTS 2 quanto prima e comunque entro due anni dall'anno civile nel corso del quale è stato registrato il superamento del valore-obiettivo per l'ozono. Tali piani per la qualità dell'aria stabiliscono misure adeguate e sufficienti per raggiungere il valore-obiettivo per l'ozono e mantenere il periodo di superamento il più breve possibile, e in ogni caso non superiore a tre anni dalla fine dell'anno civile in cui è stato registrato il primo superamento.
Emendamento 116
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 2
Qualora il superamento del valore-obiettivo per l'ozono persista durante il quinto anno civile successivo all'istituzione del piano per la qualità dell'aria nell'unità territoriale NUTS 1 pertinente, gli Stati membri aggiornano il piano per la qualità dell'aria e le misure ivi contenute e adottano misure supplementari e più efficaci nell'anno civile successivo per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile.
Qualora il superamento del valore-obiettivo per l'ozono persista durante il terzo anno civile successivo al termine dell'anno civile in cui è stato registrato il primo superamento nell'unità territoriale NUTS 2 pertinente, gli Stati membri aggiornano il piano per la qualità dell'aria e le misure ivi contenute e adottano misure supplementari e più efficaci nell'anno civile successivo per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile, e in ogni caso non superiore a due anni civili dopo l'aggiornamento del piano per la qualità dell'aria.
Emendamento 117
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 3
Per le unità territoriali NUTS 1 in cui il valore-obiettivo per l'ozono è superato, gli Stati membri provvedono affinché il pertinente programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico elaborato a norma dell'articolo 6 della direttiva (UE) 2016/2284 comprenda misure volte ad affrontare tali superamenti.
Per le unità territoriali NUTS 2 in cui il valore-obiettivo per l'ozono è superato, gli Stati membri provvedono affinché il pertinente programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico elaborato a norma dell'articolo 6 della direttiva (UE) 2016/2284 comprenda misure volte ad affrontare tali superamenti.
Emendamento 118
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 3 – comma 1
Se in una determinata unità territoriale NUTS 1 l'obbligo di riduzione dell'esposizione media di cui all'allegato I, sezione 5, è superato, gli Stati membri istituiscono piani per la qualità dell'aria per tale unità territoriale NUTS 1 quanto prima e comunque entro due anni dall'anno civile nel corso del quale è stato registrato il superamento dell'obbligo di riduzione dell'esposizione media. Tali piani per la qualità dell'aria stabiliscono misure adeguate per adempiere all'obbligo di riduzione dell'esposizione media e per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile.
Se in una determinata unità territoriale NUTS 2 l'obbligo di riduzione dell'esposizione media di cui all'allegato I, sezione 5, è superato, gli Stati membri istituiscono piani per la qualità dell'aria per tale unità territoriale NUTS 2 quanto prima e comunque entro due anni dall'anno civile nel corso del quale è stato registrato il superamento dell'obbligo di riduzione dell'esposizione media. Tali piani per la qualità dell'aria stabiliscono misure adeguate e sufficienti per adempiere all'obbligo di riduzione dell'esposizione media e per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile, e in ogni caso non superiore a tre anni dalla fine dell'anno civile in cui è stato misurato il primo superamento.
Emendamento 119
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 3 – comma 2
Qualora il superamento degli obblighi di riduzione dell'esposizione media persista durante il quinto anno civile successivo all'istituzione del piano per la qualità dell'aria, gli Stati membri aggiornano il piano per la qualità dell'aria e le misure ivi contenute e adottano misure supplementari e più efficaci nell'anno civile successivo per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile.
Qualora il superamento degli obblighi di riduzione dell'esposizione media persista durante il terzo anno civile successivo al termine dell'anno civile in cui è stato registrato il primo superamento, gli Stati membri aggiornano il piano per la qualità dell'aria e le misure ivi contenute, forniscono anche informazioni aggiornate e dettagliate sullo stato di attuazione delle direttive di cui all'allegato VIII, lettera B, punto 1, e adottano misure supplementari e più efficaci nell'anno civile successivo per mantenere il periodo di superamento il più breve possibile e in ogni caso non superiore a 1 anno civile dopo l'aggiornamento del piano per la qualità dell'aria.
Emendamento 120
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 4
4.  Se dal [inserire l'anno due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva] al 31 dicembre 2029 in una zona o in un'unità territoriale NUTS 1, i livelli di inquinanti superano uno qualsiasi dei valori limite da raggiungere entro il 1º gennaio 2030, secondo quanto stabilito nell'allegato I, sezione 1, tabella 1, gli Stati membri predispongono un piano per la qualità dell'aria per l'inquinante in questione quanto prima e comunque entro due anni dall'anno civile nel corso del quale è stato registrato il superamento al fine di raggiungere i relativi valori limite o il valore-obiettivo per l'ozono entro il termine stabilito.
soppresso
Se, per lo stesso inquinante, gli Stati membri sono tenuti a predisporre un piano per la qualità dell'aria a norma del presente paragrafo e un piano per la qualità dell'aria in conformità all'articolo 19, paragrafo 1, essi possono predisporre un piano combinato per la qualità dell'aria in conformità all'articolo 19, paragrafi 5, 6 e 7, e fornire informazioni sull'impatto previsto delle misure volte a raggiungere la conformità per ciascun valore limite contemplato, come previsto all'allegato VIII, punti 5 e 6. Qualsiasi piano combinato per la qualità dell'aria stabilisce misure adeguate per conseguire tutti i valori limite correlati e mantenere ogni periodo di superamento il più breve possibile.
Emendamento 121
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – parte introduttiva
I piani per la qualità dell'aria contengono almeno le seguenti informazioni:
I piani per la qualità dell'aria e le tabelle di marcia per la qualità dell'aria contengono almeno le seguenti informazioni:
Emendamento 122
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 1 – lettera b bis (nuova)
b bis)  le informazioni relative all'allegato VIII, lettera B, punto 1, e in particolare le misure incluse nel programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico;
Emendamento 123
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 1 – lettera c
c)  se del caso, informazioni sulle misure di abbattimento di cui all'allegato VIII, lettera B, punto 2.
c)  informazioni sulle misure di abbattimento di cui all'allegato VIII, lettera B, punto 2.
Emendamento 124
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 2
Gli Stati membri considerano l'inclusione nei piani per la qualità dell'aria delle misure di cui all'articolo 20, paragrafo 2, e delle misure specifiche volte a tutelare gruppi sensibili e categorie vulnerabili della popolazione, compresi i bambini.
Gli Stati membri includono nei piani per la qualità dell'aria e nelle tabelle di marcia per la qualità dell'aria le misure di cui all'articolo 20, paragrafo 2, e le misure specifiche volte a tutelare gruppi sensibili e categorie vulnerabili della popolazione, compresi i bambini.
Emendamento 125
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 3
Per quanto riguarda gli inquinanti interessati, durante l'elaborazione dei piani per la qualità dell'aria, gli Stati membri valutano il rischio di superamento delle rispettive soglie di allarme. Tale analisi è utilizzata per predisporre piani d'azione a breve termine, se del caso.
Per quanto riguarda gli inquinanti interessati, durante l'elaborazione dei piani per la qualità dell'aria o delle tabelle di marcia per la qualità dell'aria, gli Stati membri valutano il rischio di superamento delle rispettive soglie di allarme. Tale analisi è utilizzata per predisporre piani d'azione a breve termine, se del caso.
Emendamento 126
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 4
Qualora occorra predisporre piani per la qualità dell'aria relativi a diversi inquinanti o a diverse norme in materia di qualità dell'aria , gli Stati membri, se del caso, predispongono piani integrati per la qualità dell'aria riguardanti tutti gli inquinanti interessati e tutte le norme in materia di qualità dell'aria .
Qualora occorra predisporre piani per la qualità dell'aria o tabelle di marcia per la qualità dell'aria relativi a diversi inquinanti o a diverse norme in materia di qualità dell'aria, gli Stati membri, se del caso, predispongono piani per la qualità dell'aria o tabelle di marcia per la qualità dell'aria integrati, riguardanti tutti gli inquinanti interessati e tutte le norme in materia di qualità dell'aria.
Emendamento 127
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 5
Gli Stati membri garantiscono, per quanto possibile, la coerenza dei propri piani per la qualità dell'aria con altri piani che incidono in modo significativo sulla qualità dell'aria, inclusi quelli previsti a norma delle direttive 2010/75/UE78, (UE) 2016/2284, e 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio nonché ai sensi della normativa in materia di clima, energia, trasporti e agricoltura .
Gli Stati membri garantiscono, per quanto possibile, la coerenza dei propri piani per la qualità dell'aria e delle proprie tabelle di marcia per la qualità dell'aria con altri piani che incidono in modo significativo sulla qualità dell'aria, inclusi quelli previsti a norma delle direttive 2010/75/UE78, (UE) 2016/2284, e 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio nonché ai sensi della normativa in materia di clima, protezione della biodiversità, energia, trasporti e agricoltura.
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__________________
78 Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
78 Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).
Emendamento 128
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.   Su richiesta di uno Stato membro, la Commissione può fornire assistenza e consulenza tecnica nel quadro dello strumento di sostegno tecnico al fine di sostenere le politiche e le misure per la qualità dell'aria nello Stato membro interessato.
Emendamento 129
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 6 – comma -1 (nuovo)
Gli Stati membri provvedono affinché, prima dell'inizio del termine per la ricezione delle osservazioni da parte del pubblico, il progetto di piano per la qualità dell'aria o il progetto di tabella di marcia per la qualità dell'aria contenenti le informazioni minime di cui all'allegato VIII, lettere A e B, siano messi a disposizione del pubblico su Internet, gratuitamente e senza limitare l'accesso agli utenti registrati e, se del caso, attraverso altri canali di comunicazione non digitali. Gli Stati membri possono inoltre mettere a disposizione del pubblico su Internet, gratuitamente e senza limitare l'accesso agli utenti registrati e, se del caso, attraverso altri canali di comunicazione non digitali, quanto segue:
a)   informazioni sui metodi utilizzati per valutare l'impatto stimato del piano per la qualità dell'aria o della tabella di marcia per la qualità dell'aria a norma dell'allegato VIII, lettera B bis, e i documenti e le informazioni di base utilizzati per elaborare il progetto di piano per la qualità dell'aria e il progetto di tabella di marcia per la qualità dell'aria;
b)   una sintesi non tecnica delle informazioni indicate nel presente comma.
Emendamento 130
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 6 – comma 1
Gli Stati membri consultano il pubblico, conformemente alla direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio79, e le autorità competenti che, in virtù delle loro responsabilità in materia di inquinamento atmosferico e qualità dell'aria, saranno probabilmente chiamate ad attuare i piani per la qualità dell'aria, in merito ai progetti di piani per la qualità dell'aria e agli eventuali aggiornamenti di rilievo degli stessi prima della loro messa a punto.
Gli Stati membri consultano il pubblico, conformemente alla direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio79, e le autorità competenti che, in virtù delle loro responsabilità in materia di inquinamento atmosferico e qualità dell'aria, saranno probabilmente chiamate ad attuare i piani per la qualità dell'aria e le tabelle di marcia per la qualità dell'aria, in merito ai progetti di piani per la qualità dell'aria e ai progetti di tabelle di marcia per la qualità dell'aria e agli eventuali aggiornamenti di rilievo degli stessi prima della loro messa a punto.
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79 Direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all'accesso alla giustizia (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17).
79 Direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all'accesso alla giustizia (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17).
Emendamento 131
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 6 – comma 2
Nel predisporre i piani per la qualità dell'aria, gli Stati membri provvedono affinché i portatori di interessi le cui attività contribuiscono a determinare il superamento siano incoraggiati a proporre misure che sono in grado di mettere in campo per contribuire a porre fine ai superamenti e affinché le organizzazioni non governative, quali le associazioni ambientaliste, le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi dei gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili della popolazione, gli altri organismi sanitari pertinenti e le associazioni di categoria interessate, siano autorizzate a partecipare a tali consultazioni.
Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione attiva di tutte le parti interessate nell'attuazione della presente direttiva, in particolare nell'elaborazione, nel riesame e nell'aggiornamento dei piani per la qualità dell'aria e delle tabelle di marcia per la qualità dell'aria. Nel predisporre i piani per la qualità dell'aria e le tabelle di marcia per la qualità dell'aria, gli Stati membri provvedono affinché i portatori di interessi le cui attività contribuiscono a determinare il superamento siano incoraggiati a proporre misure che sono in grado di mettere in campo per contribuire a porre fine ai superamenti e affinché le organizzazioni non governative, quali le associazioni ambientaliste, le organizzazioni sanitarie, le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi dei gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili della popolazione, gli altri organismi sanitari pertinenti, compresi gli operatori sanitari e le associazioni di categoria interessate, siano incoraggiate a partecipare a tali consultazioni. Gli Stati membri si assicurano che i portatori di interessi pertinenti e i cittadini siano debitamente informati riguardo alle fonti specifiche e agli inquinanti atmosferici che incidono sulla qualità dell'aria, nonché alle relative misure di mitigazione dell'inquinamento atmosferico esistenti e disponibili sul mercato.
Emendamento 132
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 7
7.  I piani per la qualità dell'aria sono comunicati alla Commissione entro due mesi dall'adozione.
7.  I piani per la qualità dell'aria e le tabelle di marcia per la qualità dell'aria sono comunicati alla Commissione entro due mesi dall'adozione.
Emendamento 133
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 7 bis (nuovo)
7 bis.  La Commissione stabilisce, mediante atti di esecuzione, un modello, il formato e la struttura dei piani per la qualità dell'aria e delle tabelle di marcia per la qualità dell'aria. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
Emendamento 134
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 7 ter (nuovo)
7 ter.  La Commissione può stabilire orientamenti per l'elaborazione, l'attuazione e la revisione dei piani per la qualità dell'aria e, se del caso, delle tabelle di marcia per la qualità dell'aria.
Emendamento 135
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 7 quater (nuovo)
7 quater.  La Commissione agevola l'elaborazione e l'attuazione dei piani per la qualità dell'aria e delle tabelle di marcia per la qualità dell'aria, se del caso, attraverso uno scambio di buone pratiche.
Emendamento 136
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 1 – comma 2
Tuttavia, se sussiste il rischio che venga superata la soglia di allarme per l'ozono, gli Stati membri possono astenersi dal preparare i piani d'azione a breve termine se alla luce delle condizioni geografiche, meteorologiche ed economiche nazionali, non vi è alcuna possibilità di ridurre il rischio, la durata o la gravità del superamento.
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 137
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)
Al fine di informare i cittadini in merito alla scarsa qualità dell'aria e ai suoi effetti, le autorità competenti richiedono l'affissione permanente di informazioni facilmente comprensibili sui sintomi associati ai picchi di inquinamento atmosferico e sulla condotta da adottare per ridurre l'esposizione all'inquinamento atmosferico in prossimità delle comunità di gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili.
Emendamento 138
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 2
2.  Nella redazione dei piani d'azione a breve termine di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono, in funzione del caso singolo, contemplare provvedimenti efficaci per limitare e, se necessario, sospendere temporaneamente le attività che contribuiscono al rischio che i rispettivi valori limite, valori-obiettivo o soglie di allarme siano superati. A seconda della misura in cui le diverse fonti di inquinamento contribuiscono al superamento che deve essere affrontato, tali piani d'azione a breve termine considerano l'inclusione di provvedimenti connessi con i trasporti , i lavori di costruzione, gli impianti industriali e l'uso di prodotti e del riscaldamento domestico. Nel quadro di tali piani sono anche prese in considerazione azioni specifiche volte a tutelare gruppi sensibili e categorie vulnerabili della popolazione, compresi i bambini.
2.  Nella redazione dei piani d'azione a breve termine di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono, in funzione del caso singolo, contemplare provvedimenti efficaci per limitare e, se necessario, sospendere temporaneamente le attività che contribuiscono al rischio che i rispettivi valori limite, valori-obiettivo o soglie di allarme siano superati. Per i loro piani d'azione a breve termine, gli Stati membri prendono inoltre in considerazione l'elenco dei provvedimenti di cui all'allegato VIII bis, e a seconda della misura in cui le diverse fonti di inquinamento contribuiscono al superamento che deve essere affrontato, considerano almeno l'inclusione di provvedimenti connessi con i trasporti, i lavori di costruzione, gli impianti industriali e l'uso di prodotti e del riscaldamento domestico. Nel quadro di tali piani sono anche prese in considerazione azioni specifiche volte a tutelare gruppi sensibili e categorie vulnerabili della popolazione, compresi i bambini.
Emendamento 139
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Gli Stati membri possono chiedere alla Commissione di fornire assistenza tecnica e sostegno nell'elaborazione dei piani d'azione a breve termine.
Emendamento 140
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 4
4.  Quando gli Stati membri elaborano un piano d'azione a breve termine, mettono a disposizione del pubblico e delle associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste, le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi dei gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili della popolazione, gli altri organismi sanitari pertinenti e le associazioni di categoria interessate, sia i risultati delle loro indagini sulla fattibilità e sul contenuto dei piani d'azione specifici a breve termine, sia informazioni sull'attuazione di tali piani.
4.  Quando gli Stati membri elaborano un piano d'azione a breve termine, mettono a disposizione del pubblico e delle associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste, le organizzazioni sanitarie, le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi dei gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili della popolazione, gli altri organismi sanitari pertinenti, gli operatori sanitari e le associazioni di categoria interessate, sia i risultati delle loro indagini sulla fattibilità e sul contenuto dei piani d'azione specifici a breve termine, sia informazioni sull'attuazione di tali piani.
Emendamento 141
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  Gli Stati membri si servono della modellizzazione e della previsione per individuare il rischio che i livelli di inquinanti superino una o più soglie di allarme, e provvedono affinché i provvedimenti di emergenza entrino in vigore quando è previsto un rischio di superamento, al fine di evitare tale superamento.
Emendamento 142
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  La Commissione può stabilire orientamenti per definire le migliori pratiche per l'elaborazione dei piani d'azione a breve termine, compresi esempi delle migliori pratiche per la tutela delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili, tra cui i bambini. Tali esempi sono aggiornati periodicamente. La Commissione promuove lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri attraverso il forum Aria pulita dell'UE.
Emendamento 143
Proposta di direttiva
Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 2
Gli Stati membri interessati cooperano per individuare le fonti dell'inquinamento atmosferico e i provvedimenti da adottare per affrontarle, e formulano iniziative congiunte, quali la preparazione di piani comuni o coordinati per la qualità dell'aria a norma dell'articolo 19, al fine di eliminare il superamento .
Gli Stati membri interessati cooperano a livello nazionale, regionale e locale, anche mediante la creazione di gruppi comuni di esperti, per individuare le fonti dell'inquinamento atmosferico e le quote di inquinamento provenienti da ciascun paese e i provvedimenti da adottare individualmente e congiuntamente per affrontarle, e formulano iniziative congiunte, quali la preparazione di piani comuni o coordinati per la qualità dell'aria a norma dell'articolo 19, al fine di eliminare il superamento.
Emendamento 144
Proposta di direttiva
Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)
Gli Stati membri interessati informano senza indebito ritardo la Commissione della situazione e delle misure adottate.
Emendamento 145
Proposta di direttiva
Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 3
Gli Stati membri si rispondono l'un l'altro in modo tempestivo ed entro tre mesi dalla notifica da parte di un altro Stato membro a norma del primo comma.
Gli Stati membri si rispondono l'un l'altro in modo tempestivo ed entro due mesi dalla notifica da parte di un altro Stato membro a norma del primo comma.
Emendamento 146
Proposta di direttiva
Articolo 21 – paragrafo 2
2.  La Commissione è informata e invitata a partecipare e ad assistere a tutte le iniziative di cooperazione di cui al paragrafo 1. Se opportuno, la Commissione esamina, alla luce delle relazioni presentate a norma dell'articolo 11 della direttiva (UE) 2016/2284, se sia necessario intervenire ulteriormente a livello di Unione per ridurre le emissioni di precursori che causano l'inquinamento transfrontaliero.
2.  La Commissione è informata e invitata a partecipare, ad assistere e a soprintendere a tutte le iniziative di cooperazione di cui al paragrafo 1. La Commissione può inoltre, in cooperazione con gli Stati membri interessati, elaborare piani di lavoro per l'attuazione delle misure proposte. Se opportuno, la Commissione esamina, alla luce delle relazioni presentate a norma dell'articolo 11 della direttiva (UE) 2016/2284, se sia necessario intervenire ulteriormente a livello di Unione per ridurre le emissioni di precursori che causano l'inquinamento transfrontaliero.
Emendamento 147
Proposta di direttiva
Articolo 21 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Qualora uno Stato membro intraprenda azioni legali per violazione delle disposizioni nazionali adottate ai sensi della presente direttiva, come indicato all'articolo 29, che hanno causato inquinamento atmosferico in un altro Stato membro, gli Stati membri cooperano in modo efficiente.
Emendamento 148
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Gli Stati membri provvedono ad informare adeguatamente e con tempestività il pubblico e le associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste, le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi dei gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili della popolazione, gli altri organismi sanitari pertinenti e le associazioni di categoria interessate, in merito:
1.  Gli Stati membri provvedono ad informare adeguatamente e con tempestività il pubblico e le associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste e le organizzazioni sanitarie, le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi dei gruppi sensibili e delle categorie vulnerabili della popolazione, gli operatori sanitari e gli altri organismi sanitari pertinenti e le associazioni di categoria interessate, in merito:
Emendamento 149
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera a
a)  alla qualità dell'aria secondo quanto disposto dall'allegato IX, punti 1 e 3;
a)  alla qualità dell'aria secondo quanto disposto dall'allegato IX;
Emendamento 150
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)
a bis)  all'eventuale mancanza riscontrata di dati dai punti di campionamento, in particolare in relazione ai dati di cui all'allegato IX, punto 1, lettere a) e b);
Emendamento 151
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera c
c)  ai piani per la qualità dell'aria di cui all'articolo 19;
c)  ai piani per la qualità dell'aria e alle tabelle di marcia per la qualità dell'aria di cui all'articolo 19;
Emendamento 152
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d
d)  ai piani d'azione a breve termine di cui all'articolo 20;
d)  ai piani d'azione a breve termine elaborati a norma dell'articolo 20.
Emendamento 153
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)
d bis)  al quadro d'insieme delle fonti di inquinamento atmosferico e agli inquinanti atmosferici che incidono sulla qualità dell'aria in uno Stato membro interessato;
Emendamento 154
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d ter (nuova)
d ter)  alla documentazione presentata alla Commissione in relazione ai superamenti causati da fonti naturali di cui all'articolo 16, paragrafo 2;
Emendamento 155
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d quater (nuova)
d quater)  alla documentazione relativa alla selezione del sito di cui all'allegato IV, lettera D;
Emendamento 156
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera e
e)  agli effetti del superamento dei valori limite, dei valori-obiettivo per l'ozono, degli obblighi di riduzione dell'esposizione media, delle soglie di informazione e delle soglie di allarme in una valutazione sintetica; la valutazione sintetica comprende se del caso, ulteriori informazioni e valutazioni sulla tutela delle foreste e dati sugli inquinanti di cui all'articolo 10 e all'allegato VII.
e)  agli effetti del superamento dei valori limite, dei valori-obiettivo per l'ozono, degli obblighi di riduzione dell'esposizione media e degli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media, delle soglie di informazione e delle soglie di allarme in una valutazione sintetica; la valutazione sintetica comprende se del caso, ulteriori informazioni e valutazioni sulla tutela delle foreste e dati sugli inquinanti di cui all'articolo 10 e all'allegato VII.
Emendamento 157
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri definiscono un indice della qualità dell'aria che copra il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l'ozono e lo mettono a disposizione tramite una fonte pubblica, aggiornandolo ogni ora. L'indice della qualità dell'aria tiene conto delle raccomandazioni dell'OMS e si basa sugli indici della qualità dell'aria su scala europea forniti dall'Agenzia europea dell'ambiente.
2.  Gli Stati membri definiscono un indice della qualità dell'aria che copra il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l'ozono e lo mettono a disposizione in modo coerente e facilmente comprensibile tramite una fonte pubblica, aggiornandolo ogni ora e assicurando la disponibilità di dati sufficienti in tempo reale in tutte le stazioni. L'indice della qualità dell'aria è comparabile in tutti gli Stati membri e segue le più aggiornate raccomandazioni dell'OMS e si basa sugli indici della qualità dell'aria su scala europea forniti dall'Agenzia europea dell'ambiente. L'indice della qualità dell'aria è accompagnato da informazioni sui rischi per la salute associati a ciascun inquinante, nonché da informazioni adattate alle categorie vulnerabili e ai gruppi sensibili.
Emendamento 158
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Entro ... [12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva], la Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 25 per integrare la presente direttiva specificando le modalità di calcolo e presentazione dell'indice di qualità dell'aria, nonché il formato e la struttura delle informazioni fornite al pubblico.
Emendamento 159
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.  Gli Stati membri promuovono la visualizzazione di informazioni sui sintomi associati ai picchi di inquinamento atmosferico e sui comportamenti di riduzione e protezione dell'esposizione all'inquinamento atmosferico negli edifici frequentati da categorie vulnerabili e gruppi sensibili, come le strutture sanitarie.
Emendamento 160
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri informano il pubblico in merito all'autorità o all'organismo competenti designati per espletare i compiti di cui all'articolo 5.
3.  Gli Stati membri informano il pubblico in merito all'autorità o all'organismo competenti designati per espletare i compiti di cui all'articolo 5 e all'autorità o all'organismo competenti che gestiscono i punti di campionamento istituiti a norma dell'articolo 9 e dell'allegato IV.
Emendamento 161
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 4
4.  Le informazioni di cui al presente articolo sono rese pubblicamente disponibili gratuitamente e attraverso mezzi e canali di comunicazione facilmente accessibili conformemente alle direttive 2007/2/CE80 e (UE) 2019/102481 del Parlamento europeo e del Consiglio.
4.  Le informazioni di cui al presente articolo sono rese pubblicamente disponibili gratuitamente e attraverso mezzi e canali di comunicazione facilmente accessibili, in modo coerente e facilmente comprensibile, conformemente alle direttive 2007/2/CE80 e (UE) 2019/102481 del Parlamento europeo e del Consiglio garantendo nel contempo un ampio accesso da parte del pubblico.
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80 Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire) (GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1).
80 Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire) (GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1).
81 Direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'apertura dei dati e al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (GU L 172 del 26.6.2019, pag. 56).
81 Direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'apertura dei dati e al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (GU L 172 del 26.6.2019, pag. 56).
Emendamento 162
Proposta di direttiva
Articolo 23 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  Al fine specifico di valutare la conformità ai valori limite, ai valori-obiettivo per l'ozono, agli obblighi di riduzione dell'esposizione media e ai livelli critici, le informazioni di cui al paragrafo 1 sono messe a disposizione della Commissione entro quattro mesi dalla fine di ciascun anno civile ed includono:
2.  Al fine specifico di valutare la conformità ai valori limite, ai valori-obiettivo per l'ozono, agli obblighi di riduzione dell'esposizione media, agli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media e ai livelli critici, le informazioni di cui al paragrafo 1 sono messe a disposizione della Commissione entro quattro mesi dalla fine di ciascun anno civile ed includono:
Emendamento 163
Proposta di direttiva
Articolo 23 – paragrafo 2 – lettera a
a)  le modifiche apportate nell'anno in questione all'elenco e alla delimitazione delle zone istituite ai sensi dell'articolo 6 o di qualsiasi unità territoriale NUTS 1;
a)  le modifiche apportate nell'anno in questione all'elenco e alla delimitazione delle zone istituite ai sensi dell'articolo 6 o di qualsiasi unità territoriale NUTS 2;
Emendamento 164
Proposta di direttiva
Articolo 23 – paragrafo 2 – lettera b – parte introduttiva
b)  l'elenco delle zone e delle unità territoriali NUTS 1 e i livelli degli inquinanti valutati. Per le zone in cui i livelli di uno o più inquinanti sono superiori ai valori limite o ai livelli critici , nonché per le unità territoriali NUTS 1 in cui i livelli di uno o più inquinanti sono superiori ai valori limite o agli obblighi di riduzione dell'esposizione media:
b)  l'elenco delle zone e delle unità territoriali NUTS 2 e i livelli degli inquinanti valutati. Per le zone in cui i livelli di uno o più inquinanti sono superiori ai valori limite o ai livelli critici, nonché per le unità territoriali NUTS 2 in cui i livelli di uno o più inquinanti sono superiori ai valori limite, agli obblighi di riduzione dell'esposizione media o agli obiettivi di concentrazione dell'esposizione media:
Emendamento 165
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 24 è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal … [data di entrata in vigore della presente direttiva].
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 22, paragrafo 2 bis, all'articolo 24 e all'articolo 29, paragrafo 3 bis, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal … [data di entrata in vigore della presente direttiva]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
Emendamento 166
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 3
3.  La delega di potere di cui all'articolo 24 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
3.  La delega di potere di cui all'articolo 22, paragrafo 2 bis, all'articolo 24 e all'articolo 29, paragrafo 3 bis, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
Emendamento 167
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 5 – comma 2
L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 24 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 2 bis, dell'articolo 24 e dell'articolo 29, paragrafo 3 bis, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Emendamento 168
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva
Gli Stati membri provvedono, nel quadro del proprio ordinamento giuridico nazionale, affinché il pubblico interessato abbia accesso a una procedura di ricorso dinanzi ad un organo giurisdizionale o ad un altro organo indipendente ed imparziale istituito dalla legge, per contestare la legittimità sostanziale o procedurale di decisioni, atti od omissioni relativi ai piani di qualità dell'aria di cui all'articolo 19 e ai piani d'azione a breve termine di cui all'articolo 20 dello Stato membro, purché sia rispettata una delle seguenti condizioni:
Gli Stati membri provvedono, nel quadro del proprio ordinamento giuridico nazionale, affinché il pubblico interessato abbia accesso a una procedura di ricorso dinanzi ad un organo giurisdizionale o ad un altro organo indipendente ed imparziale istituito dalla legge, per contestare la legittimità sostanziale o procedurale di decisioni, atti od omissioni da parte degli Stati membri, compresi, a titolo esemplificativo, quelli relativi alla classificazione delle zone di cui all'articolo 7, alla progettazione della rete, all'ubicazione e allo spostamento dei punti di campionamento di cui all'articolo 9, ai piani di qualità dell'aria e alle tabelle di marcia per la qualità dell'aria di cui all'articolo 19 e ai piani d'azione a breve termine di cui all'articolo 20, purché sia rispettata una delle seguenti condizioni:
Emendamento 169
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 1 – comma 3
L'interesse di qualsiasi organizzazione non governativa che sia membro del pubblico interessato è considerato sufficiente ai fini del primo comma, lettera a). Si considera inoltre che tali organizzazioni siano titolari di diritti suscettibili di essere lesi ai fini del primo comma, lettera b).
L'interesse di qualsiasi persona fisica che risente o è probabile che risenta degli effetti del superamento dei valori stabiliti dalle norme in materia di qualità dell'aria o che ha un interesse da far valere nelle procedure decisionali relative all'attuazione degli obblighi previsti dalla presente direttiva, e di qualsiasi organizzazione non governativa che siano entrambe membri del pubblico interessato è considerato sufficiente ai fini del primo comma, lettera a). Si considera inoltre che tali persone fisiche e tali organizzazioni siano titolari di diritti suscettibili di essere lesi ai fini del primo comma, lettera b).
Emendamento 170
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 2
2.  La legittimazione a partecipare alla procedura di riesame non è subordinata al ruolo che il membro del pubblico interessato ha svolto durante una fase partecipativa delle procedure decisionali connesse all'articolo 19 o 20.
2.  La legittimazione a partecipare alla procedura di riesame non è subordinata al ruolo che il membro del pubblico interessato ha svolto durante una fase partecipativa delle procedure decisionali a norma della presente direttiva.
Emendamento 171
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri provvedono affinché le persone fisiche la cui salute subisce un danno a causa di una violazione dell'articolo 19, paragrafi da 1 a 4, dell'articolo 20, paragrafi 1 e 2, dell'articolo 21, paragrafo 1 e paragrafo 3, secondo comma, della presente direttiva da parte delle autorità competenti abbiano diritto a un risarcimento a norma del presente articolo.
1.  Gli Stati membri provvedono affinché le persone fisiche la cui salute subisce un danno a causa di una violazione della presente direttiva, compresi, a titolo esemplificativo, l'articolo 19, paragrafi da 1 a 4, l'articolo 20, paragrafi 1 e 2, l'articolo 21, paragrafo 1, secondo comma, e l'articolo 21, paragrafo 3, della presente direttiva a causa di un'omissione, di una decisione, di un atto o del ritardo di una decisione o di un atto da parte delle autorità competenti abbiano diritto a un risarcimento a norma del presente articolo.
Emendamento 172
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri provvedono affinché le organizzazioni non governative che promuovono la protezione della salute umana o dell'ambiente e che soddisfano i requisiti previsti dal diritto nazionale, siano autorizzate a rappresentare le persone fisiche di cui al paragrafo 1 e a intentare azioni collettive per ottenere un risarcimento. Le disposizioni di cui all'articolo 10 e all'articolo 12, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2020/1828 si applicano mutatis mutandis a tali azioni collettive.
2.  Gli Stati membri provvedono affinché le organizzazioni non governative che promuovono la protezione della salute umana o dell'ambiente siano autorizzate a rappresentare le persone fisiche di cui al paragrafo 1 e a intentare azioni collettive per ottenere un risarcimento. Le disposizioni di cui all'articolo 10 e all'articolo 12, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2020/1828 si applicano mutatis mutandis a tali azioni collettive.
Emendamento 173
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 4 – comma 1
Se una domanda di risarcimento è sostenuta da elementi di prova che dimostrano che la violazione di cui al paragrafo 1 è la spiegazione più plausibile del danno subito da tale persona, si presume il nesso causale tra la violazione e il verificarsi del danno.
Se una domanda di risarcimento è sostenuta da elementi di prova, compresi dati scientifici pertinenti, da cui si può presumere che la violazione di cui al paragrafo 1 abbia causato il danno subito da tale persona o abbia contribuito al suo verificarsi, si presume il nesso causale tra la violazione e il verificarsi del danno.
Emendamento 174
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 4 – comma 2 bis (nuovo)
Gli Stati membri provvedono affinché, qualora il ricorrente abbia fornito prove ragionevolmente disponibili per suffragare una richiesta di indennizzo a norma del paragrafo 1 e abbia ragionevolmente dimostrato che ulteriori elementi di prova si trovano nella disponibilità dell'autorità pubblica convenuta o di un terzo, se richiesto dal ricorrente, l'organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa sia in grado di disporre che tali prove siano esibite dell'autorità pubblica convenuta o dal terzo in conformità del diritto procedurale nazionale, fatte salve le norme nazionali e dell'Unione applicabili in materia di riservatezza e proporzionalità.
Emendamento 175
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 4 – comma 2 ter (nuovo)
La violazione della presente direttiva da parte dell'autorità pubblica convenuta è presunta qualora quest'ultima non abbia adempiuto all'obbligo di esibire gli elementi di prova pertinenti a sua disposizione richiesti in conformità del presente paragrafo.
Emendamento 176
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  Ai fini del presente articolo, per "dati scientifici pertinenti" si intendono dati statistici, epidemiologici e di altro tipo che dimostrino un nesso di causalità statisticamente valido tra determinati tipi di inquinamento e determinate condizioni di salute.
Emendamento 177
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 6
6.  Gli Stati membri provvedono affinché i termini di prescrizione per intentare le azioni finalizzate a ottenere l'indennizzo di cui al paragrafo 1 non siano inferiori a cinque anni. Tali termini non iniziano a decorrere prima della cessazione della violazione e prima che la persona che chiede l'indennizzo sia a conoscenza, o si può ragionevolmente presumere che sia a conoscenza, di aver subito un danno a seguito di una violazione ai sensi del paragrafo 1.
6.  Gli Stati membri provvedono affinché i termini di prescrizione per intentare le azioni finalizzate a ottenere l'indennizzo di cui al paragrafo 1 non siano inferiori a dieci anni. Tali termini non iniziano a decorrere prima della cessazione della violazione e prima che la persona che chiede l'indennizzo sia a conoscenza, o si può ragionevolmente presumere che sia a conoscenza, di aver subito un danno a seguito di una violazione ai sensi del paragrafo 1.
Emendamento 178
Proposta di direttiva
Articolo 29 – paragrafo 3 – lettera a bis (nuovo)
a bis)  i benefici economici reali o stimati derivanti dalla violazione;
Emendamento 179
Proposta di direttiva
Articolo 29 – paragrafo 3 – lettera c
c)  la popolazione, compresi i gruppi sensibili e le categorie vulnerabili, o l'ambiente su cui la violazione ha un impatto, tenendo conto dell'obiettivo di conseguire un elevato livello di tutela della salute umana e dell'ambiente;
c)  la popolazione, compresi i gruppi sensibili e le categorie vulnerabili, o l'ambiente su cui la violazione ha un impatto, e il danno arrecato, tenendo conto dell'obiettivo di conseguire un elevato livello di tutela della salute umana e dell'ambiente;
Emendamento 180
Proposta di direttiva
Articolo 29 – paragrafo 3 – lettera d
d)  il fatto che la violazione sia stata commessa una sola volta o ripetutamente.
d)  il fatto che la violazione sia stata commessa una sola volta o ripetutamente, compreso l'eventuale previo ricevimento di un ammonimento o di una sanzione amministrativa o penale.
Emendamento 181
Proposta di direttiva
Articolo 29 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Entro ... [6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva], la Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 25 per integrare la presente direttiva stabilendo criteri comuni per determinare l'importo delle sanzioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
Emendamento 182
Proposta di direttiva
Articolo 29 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.  Gli Stati membri provvedono affinché i proventi derivanti dalle sanzioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo siano utilizzati, in via prioritaria, per finanziare le misure relative al miglioramento della qualità dell'aria. Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico informazioni sull'utilizzo di tali proventi. Fatto salvo l'articolo 28, i proventi derivanti dalle sanzioni non sono utilizzati ai fini di tale articolo.
Emendamento 183
Proposta di direttiva
Articolo 31 – paragrafo 1 – comma 1
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli 1, 2 e 3, all'articolo 4, punti 2), 13), 14), 16), 18), 19), 21) e 22), punti da 24) a 30), punti 36), 37), 38) e 39), agli articoli da 5 a 12, all'articolo 13, paragrafi 1, 2, 3, 6 e 7, all'articolo 15, all'articolo 16, paragrafi 1 e 2, agli articoli da 17 a 21, all'articolo 22, paragrafi 1, 2 e 4, agli articoli da 23 a 29 a agli allegati da I a IX entro il [inserire la data: due anni dopo l'entrata in vigore].
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli 1, 2 e 3, all'articolo 4, punti 2), 13), 14), 16), 18), 19), 21) e 22), punti da 24) a 30), punti 36), 37), 38) e 39), agli articoli da 5 a 12, all'articolo 13, paragrafi 1, 2, 3, 6 e 7, all'articolo 15, all'articolo 16, paragrafi 1 e 2, agli articoli 17, 18, 20 e 21, all'articolo 22, paragrafi 1, 2 e 4, agli articoli da 23 a 29 a agli allegati da I a IX entro il [inserire la data: 18 mesi dopo l'entrata in vigore].
Emendamento 184
Proposta di direttiva
Articolo 31 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi all'articolo 19 al più tardi entro ... [tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva].
Emendamenti 300 e 330
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione 1 – tabella 1
Tabella 1 – Valori limite per la protezione della salute umana da raggiungere entro il 1º gennaio 2030
Tabella 1 – Valori limite per la protezione della salute umana da raggiungere entro il 1º gennaio 2035
Emendamento 185
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione 1 – tabella 1

Testo della Commissione

Periodo di mediazione

Valore limite

PM2,5

1 giorno

25 μg/m3

da non superare più di 18 volte per anno civile

Anno civile

10 μg/m³

PM10

1 giorno

45 μg/m3

da non superare più di 18 volte per anno civile

Anno civile

20 μg/m3

Biossido di azoto (NO2)

1 ora

200 μg/m3

da non superare più di una volta per anno civile

1 giorno

50 μg/m3

da non superare più di 18 volte per anno civile

Anno civile

20 μg/m3

Biossido di zolfo (SO2)

1 ora

350 μg/m3

da non superare più di una volta per anno civile

1 giorno

50 μg/m3

da non superare più di 18 volte per anno civile

Anno civile

20 μg/m3

Benzene

Anno civile

3,4 μg/m3

Monossido di carbonio (CO)

Valore medio massim