Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2023/2064(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0412/2023

Testi presentati :

A9-0412/2023

Discussioni :

PV 26/02/2024 - 15
CRE 26/02/2024 - 15

Votazioni :

PV 27/02/2024 - 7.14
CRE 27/02/2024 - 7.14

Testi approvati :

P9_TA(2024)0094

Testi approvati
PDF 149kWORD 53k
Martedì 27 febbraio 2024 - Strasburgo
Banca centrale europea - Relazione annuale 2023
P9_TA(2024)0094A9-0412/2023

Risoluzione del Parlamento europeo del 27 febbraio 2024 sulla Banca centrale europea – relazione annuale 2023 (2023/2064(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione annuale della Banca centrale europea (BCE) per il 2022,

–  viste le risposte della BCE del 25 maggio 2023 ai contributi forniti dal Parlamento nell'ambito della sua risoluzione sulla relazione annuale della BCE per il 2021,

–  visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della BCE, in particolare gli articoli 15 e 21,

–  visti l'articolo 123, l'articolo 127, paragrafi 1 e 2, l'articolo 130 e l'articolo 284, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti gli articoli 3 e 119 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  viste le proiezioni macroeconomiche per la zona euro formulate dagli esperti dell'Eurosistema il 15 giugno 2023 e le decisioni adottate dal Consiglio direttivo della BCE,

–  visti i dialoghi monetari tra la sua commissione per i problemi economici e monetari e la presidente della BCE Christine Lagarde del 20 marzo 2023 e del 5 giugno 2023,

–  vista la proposta della Commissione, del 28 giugno 2023, relativa a un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'istituzione dell'euro digitale (COM(2023)0369),

–  vista la sua decisione del 1° giugno 2023 sugli accordi sotto forma di scambio di lettere tra il Parlamento europeo e la BCE sulla strutturazione di pratiche di interazione nell'ambito di attività delle banche centrali(1),

–  vista la sua risoluzione del 19 maggio 2022, sulle conseguenze sociali ed economiche per l'UE della guerra russa in Ucraina – rafforzare la capacità di agire dell'UE(2),

–  visto l'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali,

–  visto l'articolo 142, paragrafo 1, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0412/2023),

A.  considerando che, secondo le proiezioni macroeconomiche degli esperti dell'Eurosistema del giugno 2023, la crescita dell'economia della zona euro dovrebbe rallentare, passando dal 3,5 % nel 2022 allo 0,9 % nel 2023, per poi tornare a toccare l'1,5 % nel 2024; che, secondo una stima rapida di Eurostat, la zona euro è cresciuta di appena lo 0,6 % nel 2023; che si tratta del risultato peggiore dalla recessione del 2020;

B.  considerando che, secondo le proiezioni macroeconomiche per la zona euro formulate nel settembre 2023 dagli esperti dell'Eurosistema, l'inflazione complessiva dovrebbe attestarsi in media al 5,6 % nel 2023, al 3,2 % nel 2024 e al 2,1 % nel 2025, nonostante il calo dei prezzi dell'energia e l'allentamento delle strozzature nell'approvvigionamento; che l'inflazione di fondo è stata più persistente, aumentando fino al 5,5 % nel giugno 2023 per poi diminuire fino al 4,2 % nel settembre 2023; che l'inflazione di fondo, secondo le previsioni, dovrebbe superare l'inflazione complessiva nel breve periodo e rimanere superiore fino all'inizio del 2024, principalmente a causa di una forte crescita salariale;

C.  considerando che i 10 aumenti consecutivi dei tassi di interesse di riferimento stanno sortendo effetti particolarmente negativi sulla solvibilità delle famiglie, delle microimprese e delle PMI nei paesi che utilizzano prevalentemente modelli a tasso di interesse variabile;

D.  considerando che, secondo le previsioni economiche della Commissione per il 2023, i disavanzi pubblici dovrebbero scendere al 3,1 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2023 e al 2,4 % nel 2024; che il rapporto tra debito pubblico e PIL è diminuito nella zona euro dal 95,0 % al 91,2 % e nell'UE-27 dall'87,4 % all'83,7 % rispettivamente nel 2022 e nel 2023; che tali cifre restano superiori ai valori di riferimento del trattato; che il debito pubblico e i disavanzi pubblici variano notevolmente tra gli Stati membri;

E.  considerando che la BCE è politicamente indipendente, il che significa che né le istituzioni e le agenzie dell'UE né i governi degli Stati membri dovrebbero cercare di influenzarla; che tale indipendenza prevede che la BCE si astenga dal prendere decisioni politiche;

F.  considerando che la Commissione europea ha affermato che "il fabbisogno di ulteriori investimenti pubblici e privati in relazione alla duplice transizione e ai relativi obiettivi strategici è stimato a circa 650 miliardi di EUR all'anno fino al 2030"(3);

G.  considerando che l'obiettivo principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, definita come un'inflazione simmetrica del 2 % nel medio termine;

H.  considerando che, fatto salvo l'obiettivo principale della stabilità dei prezzi, la BCE dovrebbe sostenere anche le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 TUE;

I.  considerando che l'articolo 123 TFUE e l'articolo 21 dello statuto del SEBC e della BCE vietano il finanziamento monetario da parte dei governi;

J.  considerando che la BCE rende conto al Parlamento in quanto istituzione che rappresenta i cittadini dell'UE;

Quadro generale

1.  ricorda che l'articolo 127 TFUE precisa che "[l]'obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato "SEBC", è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all'articolo 119.";

2.  condivide l'indipendenza statutaria della BCE sancita all'articolo 130 TFUE; sottolinea, inoltre, che tale indipendenza dovrebbe sempre essere integrata da un livello corrispondente di responsabilità;

3.  esprime preoccupazione per il fatto che, se non riporta tempestivamente l'inflazione al livello obiettivo, pur aumentando i costi di finanziamento nella zona euro, in particolare per i cittadini e le imprese, la BCE rischia di perdere la propria credibilità;

4.  esprime profonda preoccupazione per i tassi di inflazione persistentemente elevati, in particolare i tassi dell'inflazione di fondo, e per il loro impatto negativo sulla competitività, sugli investimenti, sulla creazione di posti di lavoro e sul potere d'acquisto dei consumatori, colpendo in particolare chi ha un reddito fisso o limitato; invita la BCE a prendere tutte le misure necessarie per ridurre il tasso d'inflazione, conformemente al suo mandato; ricorda che tale situazione crea incertezza economica e aumenta il costo della vita per i cittadini; sottolinea che tutto ciò può portare a un aumento delle aspettative di inflazione, che perpetuano un ciclo di aumento dei prezzi e minano la stabilità economica; osserva che gli obiettivi quantitativi legati all'inflazione devono essere raggiunti su un orizzonte a medio termine; invita la BCE a fornire maggiori informazioni relative al monitoraggio e alla fissazione di un tasso di interesse neutro;

5.  prende atto dei diversi livelli di debito, di disavanzo pubblico e di investimenti pubblici all'interno degli Stati membri e dei potenziali rischi e problemi che ne derivano per la stabilità economica, la fiducia degli investitori, la crescita economica e la prosperità a lungo termine; si rammarica che non siano state adottate misure sufficienti a rinnovare la competitività e gli investimenti pubblici mentre i tassi di interesse erano bassi; sottolinea la sua particolare preoccupazione per l'aumento dei costi di finanziamento del debito, in particolare in caso di debito sovrano, a causa dell'aumento dei tassi di interesse; rammenta l'importanza cruciale di un approccio responsabile nell'affrontare i livelli di debito e di disavanzo pubblico per evitare i rischi correlati all'attuale inflazione e per mantenere un'economia stabile e una crescita sostenibile; auspica un rapido e positivo esito delle proposte legislative della Commissione sulla revisione delle norme dell'UE in materia di governance economica; accoglie con favore il parere della BCE al riguardo; sottolinea che politiche di bilancio espansive potrebbero contrastare l'inasprimento della politica monetaria della BCE;

6.  denuncia l'invasione non provocata e l'aggressione russa in corso nei confronti dell'Ucraina e i continui shock negativi sul fronte dell'offerta che ciò comporta; esprime preoccupazione per le relative ripercussioni durature, imprevedibili e gravi sull'economia e sulla società europee, in particolare per i gruppi più esposti e vulnerabili, come le famiglie a basso reddito e le PMI; accoglie con favore a tale riguardo l'inclusione di REPowerEU nei piani di ripresa e resilienza con l'obiettivo di diminuire la dipendenza energetica dalla Russia, sostenere l'autonomia strategica e porre rimedio alle distorsioni dell'offerta;

7.  sottolinea che le minacce alla competitività europea e al ruolo internazionale dell'euro non derivano solo dai livelli elevati di inflazione, dalla guerra in corso in Ucraina e dagli elevati e divergenti livelli di debito pubblico negli Stati membri, ma anche dall'architettura istituzionale della zona euro, dai costi sempre più onerosi legati alla regolamentazione, dalla crescente frammentazione nel commercio mondiale e dall'imminente corsa alle sovvenzioni delle politiche protezionistiche tra gli Stati; invita la BCE a valutare il rafforzamento del ruolo internazionale dell'euro, al fine di aumentare la sua attrattiva come valuta di riserva;

8.  fa eco all'avvertimento della presidente Lagarde secondo cui il sostegno di bilancio dovrebbe essere temporaneo, mirato e commisurato alle esigenze e non dovrebbe contrastare il compito della politica monetaria; invita gli Stati membri ad allineare le rispettive politiche di bilancio all'obiettivo generale della politica monetaria della BCE; ricorda che l'unione economica e monetaria richiede solide politiche di bilancio negli Stati membri per essere in grado di rispondere agli shock esterni; chiede che gli sforzi di bilancio si concentrino sugli investimenti produttivi e sulle riforme; sottolinea che i governi e la Commissione possono sostenere i cittadini e le industrie non solo attraverso misure fiscali, ma anche concentrandosi su riforme favorevoli alla crescita ed equilibrate a livello sociale nonché sugli investimenti pubblici e privati in infrastrutture; osserva, tuttavia, che l'architettura della zona euro continua attualmente a basarsi sul presupposto del predominio monetario; osserva che gli elevati livelli di inflazione rendono necessario il forte impegno di tutte le istituzioni dell'UE e le autorità nazionali per affrontare le conseguenze economiche e sociali della crisi dell'inflazione;

9.  osserva che le politiche monetarie della BCE volte a svolgere il suo mandato primario sono soggette a una valutazione della proporzionalità; osserva che la valutazione della proporzionalità tiene conto dell'impatto delle misure di politica monetaria sull'economia in generale e sulle politiche economiche; sottolinea che, posta di fronte alla scelta tra diverse serie di politiche ugualmente favorevoli alla stabilità dei prezzi, la BCE deve scegliere quelle che meglio sostengono le politiche economiche generali nell'UE;

10.  apprezza il sostegno di lunga data della BCE a favore di un completamento ben ponderato dell'unione economica e monetaria, dell'unione bancaria e dell'unione dei mercati dei capitali; ricorda che ciò contribuirebbe a una maggiore diffusione dei rischi all'interno dell'unione monetaria e al rafforzamento della sua stabilità finanziaria, nonché alla ripresa economica e sociale dell'UE, alla riduzione della dipendenza dai prestiti bancari e alla concorrenza con i mercati asiatici e americani; ricorda che è necessaria una chiara volontà politica per compiere progressi verso la realizzazione dell'unione bancaria e dell'unione dei mercati dei capitali; prende atto del sostegno della BCE a favore dell'istituzione di un vero e proprio sistema europeo di assicurazione dei depositi; riconosce che la condivisione e la riduzione dei rischi sono interconnesse e che i sistemi di tutela istituzionale svolgono un ruolo fondamentale nella protezione e nella stabilizzazione degli enti che ne fanno parte; invita la BCE a monitorare la situazione relativa ai crediti deteriorati;

11.  sottolinea il ruolo centrale delle piccole e medie imprese (PMI) nell'economia dell'UE, nella convergenza economica e sociale nonché nell'occupazione; manifesta particolare preoccupazione per l'effetto che la pandemia di COVID-19 e la guerra di aggressione russa in Ucraina hanno sulle PMI; ribadisce la necessità di rimuovere gli ostacoli burocratici agli investimenti transfrontalieri nell'UE, di alleggerire gli oneri fiscali per le PMI rispetto alle grandi imprese, di semplificare i quadri giuridici per attirare i capitali, di incoraggiare le PMI a entrare nei mercati finanziari e di promuovere l'alfabetizzazione finanziaria tra i cittadini per sensibilizzarli sui vantaggi degli investimenti;

Politica monetaria

12.  osserva che l'inflazione complessiva è scesa dall'8,4 % nel 2022 al 5,2 % nel 2023, principalmente come conseguenza del calo dei prezzi dell'energia e dell'allentamento delle strozzature nell'approvvigionamento; osserva, tuttavia, che l'inflazione rimane al di sopra del livello obiettivo del 2 %; riconosce le previsioni della BCE del 2,1 % nel 2025; esprime preoccupazione per gli effetti di secondo impatto, per le aspettative di inflazione di imprese e famiglie non ancorate e per la possibilità di un andamento salari-prezzi qualora le aspettative di inflazione e, quindi, i salari aumentino in maniera generalizzata, nonché per la necessità di prendere in considerazione le sue implicazioni per la crescita e l'occupazione;

13.  osserva che livelli elevati di inflazione hanno effetti sproporzionati sulle famiglie a basso reddito, che spendono una fetta maggiore del proprio patrimonio in beni e servizi necessari; sottolinea che riportare l'inflazione al suo livello obiettivo è dunque importante anche per mantenere la coesione sociale;

14.  esprime disagio per il persistere di un tasso elevato di inflazione di fondo, sebbene abbia ora un andamento decrescente da vari mesi; osserva che l'inflazione ha iniziato ad aumentare a causa delle strozzature nell'approvvigionamento; è consapevole che la crescita salariale dovrebbe aumentare, trainata dalla compensazione dell'inflazione e da un mercato del lavoro teso;

15.  sottolinea che l'inflazione aveva già iniziato a salire al di sopra dei livelli obiettivo nel luglio 2021, a causa delle strozzature nell'approvvigionamento, quindi persino prima dell'aggressione russa su piena scala non provocata e illegale dell'Ucraina, che ha aggravato la pressione inflazionistica; osserva, tuttavia, che la BCE abbia iniziato a contrastare l'inflazione solo nel giugno 2022, sebbene con la crisi della COVID-19 avesse dimostrato di essere in grado di agire in modo tempestivo; osserva che altre banche centrali hanno agito più rapidamente; osserva che la BCE dovrebbe agire rapidamente nel prendere tutte le decisioni sulla base di indicatori economici e finanziari in adempimento del proprio mandato; sostiene che una risposta più celere potrebbe aver inciso anzitempo sulla dinamica dei prezzi, scongiurando il picco del 10,6 % osservato nell'ottobre 2022;

16.  invita la BCE a proseguire l'analisi della proroga dell'inflazione in termini di offerta/domanda;

17.  sostiene pienamente la dichiarazione della presidente Lagarde sulla lotta all'inflazione per tutto il tempo necessario, pur sottolineando che la normalizzazione della politica monetaria può essere raggiunta da una combinazione di politiche di bilancio, monetarie e strutturali; plaude all'appello della presidente Lagarde all'umiltà e agli aggiornamenti periodici dei modelli della BCE; invita tuttavia la BCE a rivedere radicalmente e migliorare i suoi modelli e il loro ruolo nell'elaborazione delle politiche alla luce delle mediocri prestazioni dei modelli negli ultimi anni per adeguarli alle nuove tendenze economiche e dei mercati finanziari nell'UE e a livello globale, tenendo conto nel contempo degli insegnamenti tratti dalla crisi in corso e da quelle precedenti e delle sfide poste alla formazione della politica monetaria;

18.  ricorda che la stabilità dei prezzi è lungi dall'essere raggiunta; prende atto del livello obiettivo di inflazione simmetrico del 2 % a medio termine; osserva che negli ultimi 10 anni l'inflazione è stata ben al di sotto o ben al di sopra di tale livello obiettivo; prende atto inoltre che l'inflazione è in calo e si avvicina all'obiettivo a medio termine della BCE;

19.  invita la BCE a precisare il significato di "medio termine" e a esaminare un approccio più qualitativo alla stabilità dei prezzi, pur mantenendo il margine necessario a consentire di usufruire dei benefici derivanti dalla stabilità dei prezzi, fornendo nel contempo il margine necessario per ridurre il rischio di deflazione;

20.  sostiene la decisione della BCE di ridimensionare i suoi programmi di acquisto di attività, in considerazione della liquidità in eccesso sul mercato; osserva tuttavia che la BCE intende ancora reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza acquistati nel quadro del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP) almeno sino alla fine del 2024; prende atto dell'annuncio della BCE della decarbonizzazione delle sue detenzioni di obbligazioni societarie sebbene l'inclinazione perda efficacia qualora non siano effettuati reinvestimenti; sottolinea l'importanza della qualità della garanzia collaterale;

21.  osserva che il concetto di neutralità del mercato è connesso al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza; invita la BCE, nel rispetto della sua indipendenza, ad affrontare le carenze del mercato e a garantire una efficace allocazione delle risorse su un orizzonte di lungo periodo, rimanendo nel contempo il più apolitica possibile e rispettando in vari casi la neutralità del mercato; sottolinea che tali decisioni non devono andare a scapito del conseguimento dell'obiettivo primario della BCE;

22.  riconosce la necessità di investimenti pubblici e privati dopo decenni di carenza di investimenti al fine di ridurre la dinamica dell'inflazione dal lato dell'offerta e migliorare il potenziale di crescita sostenibile;

23.  sottolinea che una trasmissione uniforme della politica monetaria è essenziale per il conseguimento del mandato della BCE in materia di stabilità dei prezzi; sottolinea che un'eccessiva divergenza nel rendimento dei titoli di Stato rende le condizioni di credito incoerenti rispetto alla trasmissione uniforme della politica monetaria e complica particolarmente la riduzione del debito pubblico; osserva in tale contesto l'avvio dello strumento relativo alla protezione del meccanismo di trasmissione per sostenere l'efficace trasmissione della politica monetaria in tutta la zona euro;

Mandato secondario

24.  ricorda che l'articolo 127 TFUE impone alla BCE di sostenere le politiche economiche generali dell'Unione, come previsto all'articolo 3 TUE, il che rientra nel suo mandato, nella misura in cui non pregiudichi l'obiettivo della stabilità dei prezzi; sottolinea che esiste una chiara gerarchia tra gli obiettivi della BCE; ricorda che le transizioni verde e digitale rientrano tra le priorità comuni a livello di Unione;

25.  esprime profonda preoccupazione per le recenti notizie riportate dai media che riferiscono di pregiudizi politici all'interno della BCE relativamente alla cosiddetta ecologizzazione delle politiche; ricorda che, ai fini dell'integrità e del sostegno pubblico dell'istituzione, è di importanza fondamentale che la BCE si mantenga saldamente incentrata sul suo mandato di stabilità dei prezzi; osserva l'importanza del pluralismo per la cultura istituzionale della BCE; esorta la BCE a investigare e affrontare rapidamente eventuali sospetti di pregiudizi ideologici;

26.  ricorda alla BCE di dedicare un capitolo specifico nella sua relazione annuale per spiegare in che modo ha interpretato e agito in base ai suoi obiettivi secondari e al suo potenziale impatto sul mandato primario;

27.  osserva che la BCE, in quanto istituzione dell'UE, agendo nell'ambito del suo mandato, è vincolata agli impegni assunti dall'UE nell'accordo di Parigi; incoraggia la BCE a continuare a valutare la misura in cui i cambiamenti climatici incidono potenzialmente sulla sua capacità di mantenere la stabilità dei prezzi;

28.  accoglie con favore l'annuncio della BCE di ulteriori rafforzamenti degli strumenti e delle capacità di valutazione del rischio dell'Eurosistema al fine di includere meglio i rischi legati al clima e all'ambiente, in particolare perché i cambiamenti climatici e i fenomeni meteorologici estremi potrebbero portare a una maggiore variabilità dei prezzi, in particolare nel settore agroalimentare; invita la BCE a continuare il proprio lavoro sulle prove di stress relative al rischio climatico, sviluppate per valutare la resilienza delle banche e delle società rispetto al rischio della transizione climatica;

29.  prende atto del piano d'azione della BCE e della sua tabella di marcia dettagliata per le azioni connesse ai cambiamenti climatici che mirano a integrare ulteriormente le considerazioni relative ai cambiamenti climatici nel suo quadro politico e nei suoi modelli; osserva che la tabella di marcia per il clima non prevede operazioni di rifinanziamento verdi mirate a più lungo termine o strumenti analoghi;

30.  sottolinea l'importanza del pilastro europeo dei diritti sociali per la convergenza socioeconomica; sottolinea che tali obiettivi vengono conseguiti al meglio quando l'economia sociale di mercato opera in un contesto macroeconomico stabile basato su livelli di prezzo prevedibili;

Altri aspetti

31.  richiama l'attenzione alla divergenza costante dei saldi di TARGET2 in seno al SEBC; teme che ciò possa dar luogo a conflitti in futuro; osserva che l'interpretazione di tali divergenze è contestata;

32.  accoglie con favore l'attenzione che la BCE presta ai rischi degli attacchi informatici; incoraggia la BCE a mantenere tale vigilanza, soprattutto alla luce dell'attuale contesto geopolitico; invita la BCE a non ridurre il monitoraggio dello sviluppo di nuovi tipi di attività digitali, quali le cripto-attività, nella fattispecie le criptovalute e i relativi rischi in termini di cibersicurezza, riciclaggio di denaro, frodi fiscali, finanziamento del terrorismo e altre attività criminali legate all'anonimato garantito dalle cripto-attività; invita a tale riguardo la BCE a mantenere l'impegno in termini di resilienza della sua infrastruttura digitale;

33.  prende atto dei progressi compiuti dalla BCE per quanto riguarda il progetto relativo all'euro digitale e accoglie con favore il suo dialogo con il Parlamento a tale riguardo; ribadisce che, affinché l'UE sia in prima linea nelle trasformazioni digitali del settore dei pagamenti, un euro digitale deve rispettare la concorrenza nel panorama bancario e dei pagamenti digitali; sottolinea che un euro digitale non deve sostituire il contante quale mezzo di pagamento, deve rispettare la vita privata dei cittadini e delle imprese e non deve compromettere la stabilità finanziaria; ritiene che l'euro digitale avrà successo solo se offrirà un valore aggiunto tangibile e trasmesso chiaramente ai cittadini europei; ricorda che l'introduzione dell'euro digitale dipende da una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio in qualità di colegislatori;

34.  condivide la preoccupazione della BCE in merito all'ascesa del settore bancario ombra e ai rischi che esso può comportare per la stabilità finanziaria; sottolinea la necessità di un'adeguata regolamentazione degli intermediari finanziari non bancari, consentendo a tale settore di essere competitivo a parità di condizioni con il settore bancario;

35.  accoglie con favore il quadro di Basilea III, in quanto rafforzerà la resilienza del settore bancario; mette in guardia dal rischio di non conformità; fa eco alle preoccupazioni della BCE a questo proposito; sottolinea che la vigilanza bancaria dovrebbe essere basata sul rischio; sottolinea l'importanza di condizioni di parità a livello internazionale e la competitività delle banche europee;

36.  prende atto dell'adeguamento dei sistemi della BCE agli sviluppi tecnologici, come l'integrazione dell'intelligenza artificiale nei modelli di elaborazione e analisi dei dati, al fine di contribuire a migliorare le analisi e l'adozione delle decisioni monetarie; sottolinea che tutti questi sviluppi dovrebbero sempre essere realizzati nel rispetto dei parametri di sicurezza, in modo da evitare rischi operativi;

Responsabilità

37.  accoglie con favore la formalizzazione, per iscritto, delle pratiche in corso tra la BCE e il Parlamento in materia di responsabilità; riconosce l'apertura e la disponibilità della BCE nei confronti del Parlamento; invita la BCE e il Parlamento a utilizzare appieno le disposizioni in materia di responsabilità e trasparenza e, se del caso, rafforzare ulteriormente tali disposizioni, fatta salva l'indipendenza della BCE;

38.  suggerisce che la BCE crei un ufficio di valutazione interno per la valutazione ex post delle sue decisioni strategiche, senza minare l'indipendenza della BCE;

39.  si compiace del riscontro sostanziale e dettagliato della BCE relativo alla risoluzione del Parlamento sulla relazione annuale della Banca centrale europea per il 2021; invita la BCE a mantenere l'impegno di rendere conto del proprio operato e alla trasparenza e a continuare a pubblicare ogni anno la sua risposta scritta alle risoluzioni del Parlamento sulle relazioni annuali della BCE;

40.  osserva che solo due membri del comitato esecutivo e del consiglio direttivo della BCE sono donne; invita gli Stati membri della zona euro a fare la loro parte e integrare il principio dell'uguaglianza di genere nei loro processi di nomina al fine di garantire pari opportunità a tutti i generi per la posizione di governatore delle banche centrali nazionali;

41.  osserva che le ultime statistiche disponibili in materia di squilibrio di genere nella struttura organizzativa della BCE indicano che la percentuale di donne è aumentata per tutte le posizioni dirigenziali della BCE; invita la BCE a continuare il proprio lavoro volto a rafforzare le pari opportunità per tutti i generi nella sua organizzazione;

42.  plaude alla nuova politica della BCE in materia di comunicazione, che include modalità più accessibili per spiegare e presentare le decisioni strategiche della BCE ai cittadini e ai portatori di interessi e invita la BCE a rafforzare la sua comunicazione in merito agli obiettivi strategici della banca centrale e alla risposta alle crisi;

43.  prende atto della recente nomina del nuovo presidente del consiglio di vigilanza e ricorda alla BCE di prendere maggiormente in considerazione e rispettare le prerogative del Parlamento europeo nelle procedure di nomina future, in particolare in relazione al meccanismo di vigilanza unico;

44.  sottolinea l'importanza del quadro etico e del codice di condotta della BCE, in quanto costituiscono una salvaguardia dell'integrità della BCE e fungono da base per la fiducia del pubblico e, in ultima analisi, la credibilità della BCE; osserva che tale quadro orienta il personale e i funzionari ad alto livello della BCE su come gestire i lobbisti; invita la BCE a riesaminare periodicamente il quadro a tale riguardo;

45.  invita la BCE ad avviare un dialogo con i parlamenti nazionali, rispettandone rigorosamente l'indipendenza politica; ritiene che ciò rafforzerebbe la legittimità e le politiche della BCE;

46.  invita la BCE ad allineare il suo quadro interno in materia di denunce di irregolarità alla direttiva dell'UE sugli informatori;

o
o   o

47.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Banca centrale europea.

(1) Testi approvati, P9_TA(2023)0214.
(2) GU C 479 del 16.12.2022, pag. 75.
(3) Commissione europea. (2021). L'economia dell'UE dopo la COVID-19: implicazioni per la governance economica.

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2024Note legali - Informativa sulla privacy