"Mantenere la pace sociale dovrebbe essere l'obiettivo di ogni governo“

Martina Sostiene misure per salvare posti di lavoro in Slovacchia Slovacchia, Bratislava

La COVID-19 ha inciso gravemente sulla sicurezza del lavoro in tutta Europa, ma individui come Martina stanno lavorando duramente per aiutare le persone più colpite. Dallo scoppio dell'epidemia di COVID-19, la sua associazione ha sottolineato la necessità di un intervento rapido per aiutare i datori di lavoro e gli imprenditori in difficoltà, promuovendo e sostenendo chi è impegnato a salvare posti di lavoro o a rafforzare le imprese. "Dovremmo tutti cercare di salvaguardare il più possibile l'occupazione", spiega Martina. "Il rischio di licenziamenti collettivi non è mai stato così alto e reale. Ecco perché vogliamo il dialogo sociale in Slovacchia, dialogo che dovrebbe essere attivato a livello nazionale." Il sostegno all'occupazione è uno degli obiettivi perseguiti dal piano per la ripresa "Next Generation EU". Esso prevede 31 miliardi di euro di garanzie per erogare prestiti alle imprese europee nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti.

"Aiutiamo chi non ce la fa da solo“

Eva Gestisce un'impresa sociale che impiega lavoratori con disabilità Slovacchia, Michalovce

"Aiutiamo chi non ce la fa da solo". Per Eva, l'obiettivo della sua impresa sociale era integrare i cittadini svantaggiati e migliorare la loro qualità di vita. Prima della pandemia di COVID-19 dava lavoro a 100 persone con disabilità, che si occupavano della produzione di componenti per automobili e motori elettrici. La pandemia ha cambiato tutto. "I ricavi sono diminuiti del 70 %, obbligandoci a licenziare 40 dipendenti", spiega Eva. Per scongiurare la chiusura, l'impresa ha dovuto reinventarsi. Alcuni dipendenti hanno deciso di riorientare il loro lavoro sulla produzione di veli protettivi. "Prima li abbiamo cuciti per i nostri dipendenti e poi abbiamo iniziato ad occuparci delle necessità delle aziende vicine e delle autorità municipali", ricorda Eva. Il Parlamento ha chiesto una nuova e ambiziosa strategia dell'UE in materia di disabilità, che comprenda misure di ripresa e attenuazione intese ad evitare che le persone con disabilità siano colpite in modo sproporzionato da crisi sanitarie come quella della COVID-19.

"Ho pensato che, invece di restare a casa, noi piloti avremmo dovuto unire le forze per iniziare a dare una mano“

Roman Utilizza le sue competenze come pilota e la sua esperienza negli algoritmi di matching per erogare forniture mediche nel paese Slovacchia, Bratislava

In Europa, durante il confinamento, non tutti gli aerei sono rimasti a terra. In Slovacchia, per esempio, oltre 80 piloti con i loro aerei privati si sono resi conto che la pandemia di COVID-19 era anzi un'opportunità per volare di più. Ma non per divertimento. In questo caso, infatti, volando avrebbero contribuito al bene comune. "Un giorno abbiamo avuto 13 aerei in volo. La nostra missione era trasportare forniture mediche a circa 250 indirizzi in 120 minuti. I nostri 'clienti' comprendevano unità di emergenza, vigili del fuoco, ospedali, la Croce Rossa e case di riposo", spiega Roman. La sua iniziativa è partita con un appello a volontari su Facebook, ed è stata successivamente autorizzata dal governo slovacco. Un software dedicato (reso possibile grazie al lavoro di Roman come amministratore delegato di artman.eu) utilizza il GPS per associare le richieste ai piloti disponibili, e li contatta attraverso la piattaforma PILOTS4PEOPLE.EU.

"Abbiamo bisogno di maggiore aiuto per gli imprenditori, specialmente quelli che creano posti di lavoro“

Jan Ha lottato per salvare il suo ristorante Slovacchia, Zemplinska šírava

Da marzo gestire un ristorante è diventato un'impresa: basta immaginare cosa significhi restare senza reddito per quasi due mesi mentre le spese rimangono le stesse e poi, appena si riapre, dover affrontare investimenti aggiuntivi e una riduzione della clientela. Il 31 marzo Jan è stato costretto a chiudere il ristorante e a mandare a casa i suoi dieci dipendenti. Dalla riapertura, le prenotazioni sono diminuite del 50 %. "Abbiamo bisogno di aiuti più rapidi per gli imprenditori, specialmente per quelli che creano occupazione", afferma Jan. "Le PMI creano l'80 % di tutti i posti di lavoro e necessitano di maggiore sostegno". Il Parlamento europeo comprende le preoccupazioni di Jan. "Il tempo è un lusso che non possiamo permetterci: dobbiamo agire con urgenza e coraggio, perché i cittadini, le imprese e le economie dell'Unione hanno bisogno di una risposta immediata. I cittadini si aspettano un'azione coraggiosa. E noi dobbiamo rispondere alle loro aspettative", ha dichiarato il Presidente del Parlamento David Sassoli nel suo intervento in videoconferenza rivolto ai leader dell'UE. Per saperne di più: https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20200611STO81008/i-cittadini-si-aspettano-un-azione-coraggiosa-david-sassoli-ai-leader-europei

"Sono molto grata per l'opportunità di lavorare come volontaria presso la Croce rossa slovacca“

Veronika Aiuta gli slovacchi tornati da poco nel paese durante le due settimane di quarantena Slovacchia, Banská Štiavnica

A causa del Covid-19 alcuni cittadini europei si sono ritrovati con più tempo libero di quanto non ne abbiano mai avuto. Per Veronika è stata una svolta. "Ho capito subito che questa era la mia occasione per diventare volontaria alla Croce rossa", racconta. "Sono volontaria solo da poco tempo, ma so che voglio continuare a farlo anche dopo che tutto questo sarà finito". Mi procura una gioia immensa poter aiutare la mia comunità". Veronika è volontaria in uno dei centri di quarantena gestiti dal governo slovacco, dove i volontari della Croce rossa forniscono assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ai cittadini rientrati nel paese nelle ultime due settimane. Aiuta nelle operazioni di registrazione, distribuisce i pasti e fornisce altra assistenza in caso di necessità. "Forse non mi credete, ma non vedo l'ora di indossare la mia tuta protettiva bianca! Mi piace lavorare con un team di meravigliosi colleghi che, come me, amano aiutare le persone in circostanze difficili", dice Veronika.

"Proteggere i nostri professionisti della sanità è la cosa più importante: non riusciremo a fermare la COVID-19 senza di loro“

Lucia e Šimon Hanno creato una piattaforma civica per aiutare i professionisti sanitari in prima linea e le persone vulnerabili Slovacchia, Bratislava

Lucia e Šimon hanno fondato "Kto Pomôže Slovensku" - "Chi aiuta la Slovacchia" - per organizzare volontari e raccogliere donazioni per le attrezzature essenziali al personale sanitario. In solo 1 mese hanno raccolto quasi 1 milione di euro donati da aziende e da privati. Grazie a questa organizzazione, il personale medico e gli operatori che lavorano con le persone vulnerabili (ad esempio, negli istituti di residenza assistita) hanno ricevuto grandi quantità dei dispositivi di cui avevano necessità, ad esempio mascherine, respiratori, tute protettive e disinfettanti. L'iniziativa sostiene anche i centri di assistenza psicologica per persone di tutte le età. Anche gli Stati membri dell'Unione si sono aiutati a vicenda: 26 hanno acquistato, in maniera congiunta e con l'aiuto dell'UE, dispositivi, vaccini e antivirali. Mentre i cittadini europei coordinano le azioni nei loro paesi, altri partner europei sono pronti a intervenire e sostenerli per lottare assieme contro il coronavirus.