"La mia impresa ha ricevuto aiuti grazie all’UE“

Isabel Ha mantenuto in vita la sua attività grazie all'aiuto dell'Unione Spagna, Cabo de Palos

Il 13 marzo la regione di Murcia ha chiuso le frontiere per contenere la diffusione del virus. Decisione necessaria, che ha però causato un improvviso e totale blocco del turismo, la sua principale risorsa. Proprietaria di un centro di immersioni, Isabel Laguardia ne ha fortemente risentito. Ha chiuso il centro e ha sospeso le assunzioni per il periodo pasquale ed estivo, normalmente impegnativi. L'Unione ha agito velocemente per tutelare le piccole imprese, come quella di Isabel. La nuova legislazione ha reso le norme sugli aiuti di Stato più flessibili. Il governo spagnolo può ora offrire alle imprese un sostegno finanziario più rapido per evitare i licenziamenti in seguito al virus. Gli Stati membri possono così intervenire in modo rapido ed efficace a favore di cittadini e imprese, in particolare le piccole imprese, in difficoltà economiche a causa del COVID-19. Tutti gli Stati membri potranno istituire programmi per concedere fino a 800 000 euro alle imprese per far fronte a esigenze urgenti.

"Continueremo a lottare per fermare i contagi!“

Ainhoa Medico che lavora in una casa di cura a causa della pandemia di Covid-19 Spagna, Valenza

Proprio quando stava per cominciare la specializzazione in ostetrica e ginecologia, Ainhoa, 26 anni, ha dovuto interrompere la sua formazione a causa della pandemia. Per contribuire alla lotta contro il Covid-19 ha deciso di lavorare come medico in una casa di riposo. In Spagna molti decessi legati al coronavirus sono avvenuti nelle case di riposo, dove alcuni tra i soggetti più vulnerabili si trovano a vivere insieme. La battaglia è lungi dall'essere vinta, ma per Ainhoa è un sollievo sapere che nella struttura dove lavora non sono stati segnalati casi. Anche se si tratta di un lavoro temporaneo prima di iniziare la specializzazione in ospedale, Ainhoa si sente arricchita da questa esperienza, come professionista e come persona, e sente di aver imparato tanto, in termini di valori e insegnamenti, dalle persone anziane che ha conosciuto. "Ne usciremo presto. Ce la faremo", afferma.

"Ho imparato a cucire a macchina perché dovevo dare una mano!“

Elena Ha prodotto quasi 4 000 mascherine Spagna, Madrid

Quando la COVID ha colpito la Spagna, Elena ha sentito il bisogno di aiutare il personale medico che lottava per salvare vite umane. Ha imparato a cucire su una vecchia macchina da cucire di sua madre e ha cominciato a produrre mascherine usando la stoffa che aveva in casa. Dopo aver cucito le sue prime 25 mascherine, le ha regalate a una casa di riposo del suo quartiere. Poi ha scoperto che un vicino aveva creato un gruppo in cui ciascun membro prometteva di cucire 200 mascherine in 5 giorni. La polizia ha portato loro il materiale, ha ritirato le mascherine pronte e le ha distribuite dalla stazione di polizia. Elena ha raccolto la sfida e ha aderito a un gruppo che produceva camici per il personale medico di alcune case di cura di Madrid. Più di recente, Elena è entrata nel gruppo "Sponge Cakes", che consegna biscotti artigianali ai ricoveri, alla Croce rossa e ad organizzazioni che forniscono cibo alle famiglie svantaggiate, il tutto mentre lavora da casa e si occupa dei suoi tre figli.

"La solidarietà della gente ci fa apprezzare la generosità umana, intellettuale e politica dei fondatori della Comunità economica europea“

Eusebio Coordina le donazioni alimentari a oltre 25 000 persone Spagna, Tarragona

Eusebio Alonso Redondo gestisce il banco alimentare di Tarragona, che ogni giorno fornisce cibo a più di 25 000 persone nell'intera provincia di Tarragona. Eusebio, notaio in pensione, dedica ora il proprio tempo a questa iniziativa di solidarietà, che riceve ogni giorno diverse tonnellate di prodotti alimentari da aziende del settore, supermercati, centri commerciali e cooperative rurali. Anche le famiglie con poche disponibilità economiche donano 10 o 15 euro al banco alimentare per aiutare chi è meno fortunato. "Può esserci solidarietà più grande?", si chiede Eusebio. Il sostegno offerto alle persone bisognose gli fa apprezzare l'immensa generosità umana, intellettuale e politica dei fondatori della Comunità economica europea, che hanno gettato le fondamenta del trattato di Roma nel 1957. Secondo Eusebio, "Amore e solidarietà vanno di pari passo. È questo il nostro lascito per il futuro."

"La disinformazione è tanto contagiosa quanto il Covid-19“

David David, Spagna. Aiuta gli europei a capire la natura e la portata della pandemia Spagna, Madrid

David è un giornalista specializzato in ambito sanitario e in prima linea per dare informazioni sul Covid-19. Si occupa soprattutto delle conferenze stampa delle autorità sanitarie spagnole. Membro di Europa Press, per la sua lotta al virus usa dati e fatti verificati contro bufale e disinformazione. Come tutti gli spagnoli, ha lavorato da casa rispettando le misure di confinamento, il che rende molto difficile fornire un quadro della situazione. Lavorando così David protegge se stesso, gli altri e informa il pubblico di Europa Press, salvando vite umane. Con il progredire della pandemia di coronavirus, abbiamo assistito a una seconda pandemia, quella della disinformazione: da consigli sanitari dannosi a teorie complottistiche infondate. L'antidoto viene dalla stampa: notizie e analisi verificate, scientifiche e basate sui fatti. Inoltre, esperti e politici dell'Unione tengono regolarmente videoconferenze per condividere metodi efficaci per far fronte alle conseguenze della disinformazione.

"Per vincere questa sfida inedita non basta l'innovazione: collaborazione e solidarietà sono fondamentali“

Tomás Sta sviluppando un vaccino contro il Covid-19 Spagna, Santiago di Compostella

La messa a punto di un vaccino rappresenterebbe una svolta nella lotta contro il Covid-19. Tomás Pose, Natalia Barreiro, Rebeca Menaya e José Manuel Martínez Costas fanno parte dell'équipe che porta avanti questo progetto in un laboratorio del centro CiQUS dell'Università di Santiago de Compostela. Il loro lavoro consiste nel programmare cellule di qualsiasi origine per produrre microsfere che assorbano le proteine del virus. Come in qualsiasi altro progetto inteso a sviluppare un vaccino, l'obiettivo è far sì che il nostro corpo generi una risposta immunitaria per fermare il virus. Secondo Tomás, la messa a punto di un vaccino potrebbe richiedere più di un anno, in quanto occorrono tre test clinici prima che il vaccino possa essere considerato sicuro per l'uomo. Tuttavia, il sistema innovativo creato esclusivamente in questo laboratorio è molto promettente. Recentemente l'Istituto sanitario Carlos III, che fa parte del ministero della Scienza, dell'Innovazione e dell'Istruzione superiore, ha concesso all'équipe un sostegno finanziario da 150.000 euro per poter avviare una nuova fase cruciale del progetto.

"Mettono amore e immaginazione in tutto quello che fanno“

Yolanda e Aitana Aiutano gli anziani e le persone con patologie preesistenti durante la quarantena Spagna, Madrid

In molti paesi, in questo momento gli anziani devono affrontare gravi sfide e minacce. Sebbene sia possibile contrarre la COVID-19 a qualsiasi età, le persone anziane rischiano di più di ammalarsi gravemente a causa dei cambiamenti fisiologici dovuti all’invecchiamento e delle potenziali condizioni di salute preesistenti. Yolanda e la figlia Aitana hanno pertanto deciso di dedicarsi agli anziani e sostenerli in questo periodo difficile. Aitana si assicura che i nonni abbiano da mangiare a sufficienza, li aiuta a stilare la lista della spesa, che fa sua madre e che lascia fuori dalla porta. Sono regolarmente in contatto grazie alle videochiamate, così i nonni si sentono meno isolati socialmente e aiutati. Yolanda assiste anche gli anziani del palazzo, che sono diventati più dipendenti dagli altri. Porta fuori la spazzatura e va a prendere le medicine in farmacia, rendendo così la vita di queste persone, più vulnerabili alla COVID-19, molto più facile.

"Indossare la mascherina o no? Cosa fare per proteggerci? Ho risposto a queste domande condividendo quello che so. Spero, con il mio messaggio, di aver convinto almeno qualcuno a restare a casa“

Mindaugas Medico in un ospedale spagnolo, condivide su YouTube consigli per la popolazione lituana Spagna, Lleida

Prima dell'emergenza Covid-19 Mindaugas Gudelis lavorava come medico per l'FC Barcelona. Fin dai primissimi giorni dell'epidemia si è offerto di lavorare in prima linea presso l'ospedale di Lleida in Spagna. Ha inoltre iniziato a condividere sui social media video fattuali molto convincenti, che sono diventati virali in Lituania.

"Solidarietà significa essere disposti a mettersi a rischio per proteggere gli altri“

Ignacio Ha fornito mascherine agli agenti della Guardia Civil che lavoravano senza protezione Spagna, Madrid

Ignacio ha avuto la fortuna di ricevere una scorta di mascherine da amici che vivono a Singapore. Recandosi al lavoro, ha notato che gli agenti della Guardia Civil impegnati a garantire che le persone rispettassero le regole di sicurezza durante il confinamento, stavano lavorando senza alcun equipaggiamento protettivo. Ignacio si è offerto di condividere il suo stock di mascherine con il personale della polizia, che è rimasto profondamente commosso dalla sua proposta.

"Vogliamo assicurarci che tutti ricevano il supporto di cui hanno bisogno“

Patricia Offre assistenza psicologica per affrontare il Covid Spagna, Madrid

Oltre ai problemi economici che colpiscono chi non può lavorare da casa, questa quarantena può avere gravi ripercussioni sulla salute mentale delle persone a causa della mancanza d'interazione sociale e di attività all'aperto. Per aiutare gli altri ad affrontare la situazione, un gruppo di 10 professionisti ha preparato una guida sugli impatti psicologici della quarantena e su come affrontarli. S'intitola "psiCOVIDa-10" e tutti possono accedervi. La guida presta particolare attenzione al sostegno agli anziani, alle famiglie con bambini e/o bambini disabili, a chi assiste i malati, ai telelavoratori, al personale sanitario e ad altri professionisti interessati.

"Il personale del settore alberghiero dà così tanto nel suo lavoro, è giusto che ora li sosteniamo noi“

Sara Aiuta il settore alberghiero spagnolo e portoghese Spagna, Madrid

Con tante persone confinate in casa, il settore alberghiero è stato particolarmente colpito dalla crisi del coronavirus. Per sostenerlo, l'azienda di Sara ha donato finora 1 milione di euro al personale colpito dalla crisi del Covid-19, oltre ad offrire programmi di formazione online per tutti i professionisti che operano nel settore alberghiero e della ristorazione. Non sappiamo ancora quando questa crisi sarà superata. Per farcene uscire più forti, l'Unione europea sta già lavorando a un nuovo bilancio potenziato per l'Europa.

"È stato incredibile vedere la dedizione, l'impegno e l'energia positiva dei miei colleghi e del personale ospedaliero“

Matilde Lavora a Madrid in un team che organizza l'aggiunta di letti d'ospedale per pazienti gravemente colpiti dal coronavirus Spagna, Madrid

Matilde è professoressa all'Università Complutense e anestesista all'Ospedale Universitario Gregorio Marañón (HGUGM) di Madrid. Durante l'epidemia ha aiutato a organizzare l'aggiunta di nuovi letti per la cura dei malati gravi all'HGUGM. Questo ha permesso all'ospedale di passare dal trattamento simultaneo di 40 pazienti critici all'inizio dell'epidemia a 115 casi critici nei momenti peggiori della crisi. In questo modo è stato possibile curare i pazienti più gravi e salvare molte vite. Matilde è rimasta stupita dalla dedizione e dall'energia dimostrata da tutti i suoi colleghi in questi momenti difficili. Per garantire che un personale medico tanto impegnato disponga delle attrezzature necessarie per svolgere il proprio lavoro in modo efficace, la Commissione europea è intervenuta per proteggere la disponibilità di forniture di dispositivi di protezione individuale, limitandone le esportazioni al di fuori dell'Unione.

"I dati sono alla base del nostro modo di controllare questa pandemia“

Amparo Le sue ricerche aiutano a individuare i casi e aggiornare la situazione Spagna, Madrid

Amparo lavora all'Instituto de Salud Carlos III dove il suo compito consiste nel trovare il maggior numero possibile di informazioni sui sistemi di monitoraggio della COVID-19 e su altre fonti di dati secondarie, per fornire orientamenti alle autorità sanitarie locali e nazionali nel controllo della pandemia. La sua squadra partecipa anche al progetto I-MOVE-COVID-19, finanziato dal programma europeo Orizzonte 2020. In totale, questo programma ha messo a disposizione 47,5 milioni di euro per 17 progetti di ricerca selezionati per progredire nella comprensione della COVID-19 e migliorare la gestione clinica. È in corso un ulteriore invito a presentare proposte per la terapia e la diagnostica in modo da poter affrontare le epidemie di coronavirus attuali e future, per un valore di 45 milioni di euro, nell'ambito dell'Iniziativa sui medicinali innovativi.

"Perché lo faccio? Per informare, ispirare e rappresentare il contesto di questa crisi globale“

Eduardo Scatta fotografie dalla prima linea dell'epidemia di COVID-19 Spagna, Madrid

Membro di Europa Press, Eduardo e i suoi colleghi fotoreporter sono i nostri occhi sul mondo, e in ciò si assumono una grande responsabilità. Testimoni silenziosi di eventi storici, si impegnano per la verità, rifuggendo da suggestioni, compromessi o manipolazioni. Perché la fotografia è importante per loro e, di riflesso, per tutti noi? La fotografia è il linguaggio universale della nostra epoca. Con le loro immagini, i fotoreporter mettono ordine nel caos del mondo cercando di fare chiarezza nella confusione che ci circonda. Richiamano la nostra attenzione su ciò che ci sfugge, su eventi e persone lontane dal nostro angolo d'Europa. Lo scoppio del coronavirus ha portato alla diffusione della disinformazione, che ostacola gli sforzi per contenere la pandemia. L'Unione europea è impegnata a sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli della disinformazione, non solo per la salute dei cittadini, ma anche per la democrazia. Così come rispettiamo il distanziamento sociale e ci laviamo le mani, abbiamo il dovere di fermare la diffusione di consigli falsi e storie fuorvianti.

"Non serve essere un eroe per aiutare, ma solo un essere umano“

Sara Fabbrica mascherine protettive per gli operatori sanitari Spagna, Madrid

Anche se dobbiamo rimanere a casa per aiutare a fermare la diffusione del virus, ciò non significa che non possiamo essere di grande aiuto a chi è in prima linea nella lotta contro questa epidemia. Sara ha deciso di contribuire alla produzione di mascherine per gli operatori sanitari, fabbricandole nella sua casa di Madrid. Insegnante di mestiere, approfitta di questa interruzione forzata per mostrare solidarietà e compassione per le comunità che la circondano. In tutta l'Unione abbiamo visto come una sola persona possa aiutarne tante altre. Promuovere il senso di comunità è la chiave della nostra lotta contro il virus. Oggi ringrazia qualcuno che conosci e che promuove a modo suo la solidarietà europea.

"La musica è diventata un legame, un messaggio di incoraggiamento e di forza“

Ana María Dà concerti all'ora di pranzo dal suo balcone Spagna, Albacete

Un atto di gentilezza può innescare una reazione a catena inarrestabile. È successo ad Ana María e a suo marito, entrambi violinisti, che un pomeriggio hanno deciso di offrire un concerto improvvisato ai loro vicini dal balcone di casa. Il giorno dopo, da un altro balcone, si è aggiunto un suonatore di viola e il giorno successivo un altro vicino al sassofono. Ogni giorno i loro vicini attendono ora il concerto di mezzogiorno, rincuorati dalla musica e dalla consapevolezza di non essere soli in questo momento particolare. In tutta Europa, vediamo cittadini contribuire con il loro talento unico all'iniziativa #EuropeiControCovid19. Forse c'è qualcosa che ami fare e che puoi condividere per rallegrare la giornata di chi ti circonda. In Europa, abbiamo tutti un ruolo da svolgere. Supereremo questa crisi insieme.

"Sappiamo quanto le persone hanno bisogno di noi e non le deluderemo“

Cecilia Allevatrice di bestiame da latte. Continua a lavorare per garantire la disponibilità di beni di prima necessità per tutta la durata della crisi Spagna, Villaquejida, León

Cecilia e il marito gestiscono un'azienda lattiera a conduzione familiare: sono le uniche persone che lavorano nella fattoria per mantenere la produzione. Continuano a lavorare con orgoglio per far sì che i prodotti di base come il latte rimangano a disposizione delle tante famiglie che vi fanno affidamento. Come molte aziende agricole familiari locali, sono sostenuti dalla politica agricola comune dell'UE. Più che mai sono orgogliosi di ciò che fanno: sanno che le persone si affidano a loro per continuare a fornire beni essenziali che di solito si danno per scontati. E continueranno a lavorare instancabilmente in questi tempi difficili, superando gli ostacoli.